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Traduzioni / Translations / Traducciones Elaine Broadley (inglese) Ruggero Ruberti (spagnolo) Hanno collaborato / Collaborators / Colaboradores Andrea Bonsignori Francesca Caroti Fernanda Fontana Riccardo Piccinini Š Copyright 2008 INTERNAZIONALE MARMI E MACCHINE CARRARA S.p.A.

Tutti i diritti riservati / All rights reserved Todos los derechos reservados




STONE SECTOR 2007 Industria Italiana e Congiuntura Internazionale

Italian Industry and International Trends La Industria Italiana y La Coyuntura Internacional

A cura di:

Ufficio Studi Internazionale Marmi e Macchine Carrara S.p.A.


STONE SECTOR 2007 Industria Italiana e Congiuntura Internazionale Silvana Napoli

INTERNAZIONALE MARMI E MACCHINE CARRARA S.p.A.







QUADRO GENERALE Decisamente un anno con un inizio molto diverso dalla sua fine, il 2007. Un inizio positivo, che è proseguito nel corso dei mesi, sia pure con minacce e turbolenze sempre più palesi e ampie, per arrivare poi alla crisi esplicita dei mutui subprime degli USA, che ha cominciato a contagiare anche gli altri mercati immobiliari e settori bancari, e le altre economie occidentali. E il bilancio complessivo della crisi non poteva fermarsi agli stati occidentali soltanto: in un quadro di economia globalizzata i collegamenti e gli intrecci dei soggetti che vivono nel mercato mondiale sono ormai troppo stretti per non avere conseguenze dirette anche in situazioni lontane, anche senza ricorrere al ben noto paradosso dell’ “effetto farfalla”. E così, soprattutto la seconda metà dell’anno si è svolta con alti e bassi, successivi agli andamenti e alle perdite finanziarie degli intermediari coinvolti nelle insolvenze del mercato immobiliare americano, a cui si sono aggiunte le conseguenze dei progressivi aumenti delle materie prime sui mercati internazionali, e delle variazioni delle parità sul dollaro dell’altra principale moneta occidentale, l’euro. Un insieme di fattori in parte collegati e in parte no, che insieme però hanno impresso una forte accelerazione ai processi di revisione sulle stime di crescita delle economie occidentali maggiori, revisione proseguita anche nell’inizio del 2008. La domanda di materie prime cresce, e cresce di conseguenza anche il loro prezzo, e non solo per le materie di uso industriale, ma anche per quelle alimentari, destinate direttamente alla sopravvivenza di intere popolazioni. Riappare in veste moderna lo spettro della fame e della carestia, a ricordare a tutti che in ampie zone del pianeta, invece, esso non era mai scomparso, e a rinnovare nel terzo millennio antiche e primitive paure, mai sopite completamente. La crescita economica di Paesi non più emergenti, la crisi di crescita dei vecchi Paesi leader porta alcuni economisti a riflettere sulla sostenibilità per il nostro pianeta di un modello economico globale basato sulla espansione costante del PIL: è possibile che questo aumenti in maniera indipendente dalla disponibilità di risorse materiali ed economiche del globo, che possono crescere sì, ma con ritmi evidentemente più lenti di certi indicatori e di certe aree geografiche particolarmente vivaci? Gli interrogativi sono tanti, e riguardano in primo luogo le materie alimentari e le fonti energetiche, arrivando alle conseguenze sul clima e sulla salute delle popolazioni: l’idea generale di benessere e di sviluppo si modifica nel tempo, ed approda ad un modello che non rimane fermo e standard, ma evolve con rapidità crescente. E se per alcuni il problema è raggiungere degli standard di vita considerati accettabili, per altri il problema diventa mantenerli. Il rapporto tra euro e dollaro ha segnato gli scambi economici e di merci nel corso dell’anno 2007 e nei primi mesi del 2008, in maniera sensibile e allargata anche a Paesi non europei, e i movimenti di capitali, che normalmente vanno dietro a spostamenti di ragioni di scambio, rendono il quadro ancora più complesso. La politica monetaria della BCE ha privilegiato la lotta all’inflazione, mantenendo relativamente alto il costo del denaro, e con esso il cambio dell’euro sul dollaro. Ma questo ha appesantito l’industria europea, rendendo meno competitive le sue merci sul piano dei prezzi e costringendo quindi i produttori europei a scelte di gestione e di mercato spesso difficili, soprattutto per alcuni settori. Così nell’area dell’euro, l’attività produttiva durante il 2007 è stata superiore alla media prevista, nella prima metà dell’anno, ma ha poi progressivamente rallentato, fino ad arrivare alle previsioni attuali per il 2008, in un continuo riaggiustamento verso il basso. Poche realtà continuano a mantenere un buon passo, mentre anche alcuni tra i più vivaci protagonisti degli ultimi due o tre anni, come la Spagna e l’Irlanda, hanno cominciato a risentire del generale affanno. Le conseguenze soprattutto del rallentamento della locomotiva americana, principale partner esterno dell’industria europea, si fanno sentire, e ci si augura tutti che gli USA scelgano presto un Presidente e con lui una leadership in grado di rilanciarne il ruolo economico e di migliorarne seriamente le performance e gli indicatori di bilancio. Certo, lo scenario dei protagonisti è definitivamente cambiato in molti aspetti e in molti ruoli e rap-




porti di grandezze, e le previsioni dei maggiori istituti di ricerca sono tutte concordi nel prefigurare un mondo diverso dall’attuale per i nostri figli. L’importante è strutturarsi per non farsi trovare impreparati ai cambiamenti, e rimanere sempre disponibili a rimettere in discussione anche situazioni sino a ieri considerate ragionevolmente “immutabili”.

SETTORE LAPIDEO INTERNAZIONALE A tutti gli effetti il settore lapideo è da tempo un settore che si inserisce nel flusso delle modificazioni dell’economia complessiva dei Paesi e che coinvolge la maggior parte dei protagonisti del quadro delle economie internazionali. Con questa premessa, diviene più facile capire quello che accade al suo interno, e verificare quindi che i movimenti che lo attraversano derivano e poi corrono insieme ai cambiamenti generali, e sono da riportarsi agli stessi fenomeni che influenzano i settori che consideriamo maggiori, vuoi per ampiezza dei numeri, vuoi per importanza delle dinamiche. Di suo, il settore lapideo, è poi a sua volta capace di influire sui fenomeni di alcuni paesi e di alcune realtà specifiche, per le quali assume importanza autonoma e talora anche rilevante. Il 2007 così diventa un anno che risente anche nel settore delle pietre dei movimenti che hanno determinato e afflitto alcune delle situazioni più significative dell’anno, e del globo: il mercato da cui partire per verificare il trend complessivo diviene allora, ancor più naturalmente che negli scorsi anni, quello del Nord America, con tutte le sue implicazioni, dirette e indirette, immediate e di più lunga portata. Abbiamo già detto che il mercato immobiliare e delle costruzioni degli Stati Uniti, a parere degli osservatori più attendibili, non si è fermato nel corso del 2007, ma si è invece modificato e in buona parte si è posto in attesa di cambiamenti ulteriori. Le nuove costruzioni hanno rallentato vistosamente, e si è assistito ad un orientamento progressivo degli operatori specializzati verso business più moderati e più sofisticati, che hanno influito sui materiali lapidei in maniera diversa a seconda della loro tipologia e qualificazione di prodotto. E così, nelle importazioni dichiarate dalla dogana statunitense, per i prodotti di granito lavorato, vale a dire per la tipologia di merce che presenta maggior criticità e concorrenza tra tutti i produttori internazionali, il Paese che meglio ha tenuto rispetto agli altri nel confronto dal 2006 al 2007 è proprio quell’Italia che esporta prodotti e materiali in specializzazioni di qualità medio alta, e che si colloca comunque su livelli di quantità inferiori ormai rispetto ai concorrenti Cina, India o Brasile, ma con un valore aggiunto mediamente maggiore. Tabella 1: Importazioni USA di lavorati in granito, quantità Paesi partner

Differenza % 2007/2006

Brasile

-14,5

Cina

-6,7

India

-8,7

Italia

-1,0

Totale USA

-7,6

Fonte: Dogana USA, elaborazione IMM Già nello scorso Stone Sector abbiamo rilevato che i dati dichiarati da fonte americana non sempre coincidono perfettamente con quanto dichiarato dal Paese esportatore, ma già abbiamo detto a cosa ciò è dovuto: un percorso articolato dei prodotti, che arrivano negli USA coperti da totale garanzia da parte di aziende di un Paese – in questo caso l’Italia – che controlla l’intero ciclo del prodotto stesso, anche nelle parti che non escono fisicamente dai suoi confini. Sono prodotti che in qualche misura appartengono all’internazionalizzazione del ciclo di prodotto, e sottolineano la complessità ormai esplicita




del settore e dei suoi flussi anche fisici, ma dal confronto coi numeri delle dogane italiane (e lo stesso vale per molti altri Paesi, soprattutto europei), si vede chiaramente che la dimensione del fenomeno è tutto sommato abbastanza contenuta. Nella tavola precedente, i numeri parlano chiaramente: si tratta di lavorati di granito, una voce che ha vissuto in maniera particolarmente articolata il confronto tra i produttori tradizionali e i nuovi produttori, una voce che vede la concorrenza più agguerrita, e che molto ha vissuto anche gli effetti dei cambiamenti di questi ultimi anni. La contrazione quantitativa del mercato americano si è fatta sentire comunque, e anche se un produttore come la Cina ha facilmente trovato dove altro collocare i suoi prodotti, pure il calo si è visto, e insieme si è visto l’andamento diverso che la specializzazione di fornitura sta dando ai traffici tra Paesi. Un processo analogo a quello cinese vale per l’India, e per entrambi i produttori asiatici il ruolo svolto dal mercato di areale e dal mercato interno è stato indubbiamente fondamentale. Più difficile la situazione del Brasile, che rimane il primo fornitore di graniti lavorati per gli Stati Uniti, ma che ha sensibilmente perso quote in un anno di tempo. Anche il mercato dei marmi lavorati importati dagli USA ha seguito un percorso analogo, pure se in questo caso la tenuta dell’Italia è stata minore. Assieme all’Italia ha sofferto anche la Turchia, nonostante sia rimasta di gran lunga il maggior fornitore quantitativo del Nord America, e l’unico (o quasi: migliora anche la solita Cina) a crescere è stato il Messico, assieme a un più piccolo Egitto, che però ha trovato anche altri sbocchi per i suoi materiali. Il maggior partner della Cina, riguardo ai lavorati di granito (e però anche sui lavorati di marmo vale la stessa cosa), è stata anche per il 2007 la Corea del Sud, che ha continuato ad assorbire volumi crescenti di lavorati di granito su ritmi davvero notevoli: +20,1% dal 2006 al 2007, dichiarato dalla Corea, e +14,7% dichiarato dalla Cina. E poco importa che ci sia qualche differenza tra le cifre a seconda delle fonti, si tratta di un elemento che rimane contenuto e tutto sommato marginale rispetto al significato della variazione; e anche per i lavorati di marmo le percentuali dichiarate dalla Corea – e analogamente dalla Cina – hanno corso almeno altrettanto, anche se su cifre assolute assai più basse. Secondo mercato esterno per i lavorati in granito della Cina è il Giappone, che però conosce un trend simile piuttosto a quello dei Paesi occidentali che non della Corea, e scende complessivamente dell’8,3% rispetto all’anno precedente. Eppure, nonostante questo e nonostante che il calo delle importazioni giapponesi dalla Cina per i lavorati di granito sia dell’8,4%, la Cina continua a coprire il 97,6% delle importazioni in volume dichiarate dal Giappone, cosa che equivale a fare del Giappone praticamente un mono-mercato per i prodotti cinesi, e che spiega così anche la quasi identità delle percentuali di decrescita su base annua tra dato generale e dato dovuto alla sola Cina. Decisamente questi numeri descrivono il successo della industrializzazione della Cina nel lapideo, e danno il senso di tutta la sua potenza produttiva e competitiva: le aree che la circondano, i suoi mercati di prossimità geografica sono ormai una zona di difficilissima penetrazione da parte della concorrenza, soprattutto se questa si esprime in euro. E inoltre risulta quasi cancellato anche il materiale lapideo alternativo al granito, il marmo o il travertino, che praticamente quasi non esistono più sul mercato giapponese, che pure, in anni non poi così lontani, ne ha consumato in maniera qualificata e competente. Merita aggiungere, per completare il quadro sul Paese produttore ormai da anni più importante del settore lapideo internazionale, che le sue importazioni di marmi dall’Egitto sono cresciute su base annua del +28,9%, arrivando a superare il milione di tonnellate, contro le 545 mila tonnellate dalla Spagna (un dato confermato dalla Spagna attraverso un transito aggiuntivo da Hong Kong), +40,8%, e le 526 mila dall’Iran, +25,2%. Molto più modesto il ruolo dell’Italia, in volumi e crescita percentuale, ma pure rileviamo un discreto +18,1% che lascia spazio e aspettative per sviluppi futuri. Discorso leggermente diverso vale per l’India, della quale è molto difficile dire in termini centrali poiché le sue statistiche di export sono molto opache, talvolta anche decisamente problematiche da elaborare e valutare. Occorre quindi passare dai paesi importatori per capire come si stia muovendo nel mercato internazionale, soprattutto ma non solo, del granito. Abbiamo già visto che nei confronti




del partner americano ha tenuto meno dell’Italia, nei graniti lavorati, e anche meno della Cina. Ma una parte importante dei suoi mercati si colloca, anche per l’India, nell’areale asiatico, essendo la prima fornitrice esterna di blocchi di granito persino per quella stessa Cina che domina così ampiamente la scena locale e internazionale. Le sue esportazioni in Cina sono cresciute su base annua del 18,6%, contro un calo dell’8,7% del Brasile, e un più modesto aumento del 6,3% della Finlandia, che però si colloca su numeri molto più piccoli. Insomma, la sensazione generale è che, soprattutto per quanto riguarda i materiali silicei, il gioco ormai si svolga per una parte preponderante nell’areale dell’Estremo Oriente, e che ai paesi occidentali spettino in questo momento ruoli più contenuti, anche se ancora molto significativi sul piano dei valori, delle qualificazioni e delle dinamiche complessive. Diciamo che le regionalizzazioni del mercato si sono in questa zona almeno fortemente accentuate, e non solo per motivi interni al settore. Hanno giocato anche motivi esterni, di sviluppo economico ed edilizio locale, poiché rimane un tasso di crescita del PIL e dell’interscambio complessivo del Far East nel suo insieme, più veloce e positivo in questa area del mondo che non nel resto, con poche e contenute eccezioni. Certo, le conseguenze della crisi che ha coinvolto i Paesi occidentali a partire dagli Stati Uniti si sono fatte sentire anche in questa area del mondo, e ovviamente ancora si faranno sentire nei prossimi mesi, come nel resto del pianeta industrializzato. Ma per ora sembra che qui si sentano di meno, per i motivi già detti, e gli eventi sfavorevoli hanno sinora avuto un impatto più smorzato e meno negativo. Che dire allora dell’Europa? Continua a crescere di importanza la parte orientale del vecchio continente, sia di Mitteleuropa che di Russia e di Confederazione nel suo insieme. Sono mercati che cominciano a consumare in maniera selettiva e qualificata, importanti per i produttori storici: costituiscono una priorità su cui essere presenti, attivi e propositivi, perché al momento danno luogo a una reale riserva di crescita possibile, anche se certamente non siamo su un piano analogo a quello estremo orientale. Tuttavia, costituiscono un mercato di prossimità, in espansione sia di offerta che di domanda, e si uniscono alla dinamicità del nord dell’Africa e di una parte del Medio Oriente, per costruire un mercato vasto di interscambio lapideo a tutti i livelli. Algeria, Tunisia. Marocco, Libia sono tutti mercati e realtà produttive in evoluzione, assieme all’Egitto, che come abbiamo visto ha ormai definito un rapporto molto forte con la Cina, verso cui esporta molto in grezzi. Verso il Nord Africa tocca all’Italia svolgere un ruolo importante e dialettico, assieme ai produttori di tecnologia, e negli ultimi anni gli scambi si sono fatti realmente sempre più intensi, e qualificati, con beneficio di entrambe le parti. Dispiace che per valutare in maniera più corretta questo quadro d’insieme non si possa più disporre delle statistiche della Turchia, che ha posto le importazioni e soprattutto le esportazioni nazionali sotto silenzio, considerandole come dati sensibili, e da non diffondere più. Viene a mancare una fonte importante di notizie, di valutazioni e di dati da incrociare con quelli dei Paesi partner commerciali della Turchia, attraverso i quali si può sempre ricomporre il percorso dei materiali e dei prodotti, ma in maniera più faticosa e più parziale. Rimane da valutare la performance di industrie lapidee storiche del settore, come quelle di Spagna, Portogallo, Grecia e Francia, accomunate tutte dalla crescita della valuta europea, che ha creato difficoltà aggiuntive alle industrie locali, oltre a quelle del proprio mercato interno di areale che ha dovuto confrontarsi, soprattutto nella seconda parte dell’anno, con gli eventi e gli ostacoli della crisi complessiva dei mercati immobiliari ed edili. È interessante notare che particolarmente la Spagna ha stabilito un rapporto di collaborazione con la Cina che sembra più efficace di quanto fatto dagli altri protagonisti, soprattutto per quanto riguarda l’export di marmi in blocchi: su una crescita complessiva del +18,4% delle esportazioni spagnole di grezzi in marmo, gli invii diretti verso la Cina sono migliorati del 26,2%. E nello stesso tempo, sono aumentate le importazioni dalla Cina di lavorati di granito, anche se su cifre più modeste. E si sono intensificati gli scambi con il Portogallo, in entrambe le direzioni, e per entrambi i Paesi. Strategie diverse, che mostrano la capacità di reazione dei singoli settori industriali locali, e ne mostrano anche la vitalità e l’impegno a non lasciarsi travolgere dalle evenienze e dalle turbolenze

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delle economie esterne. Qualche brevissima considerazione da ultimo sull’America del Sud, che si offre come un fornitore variegato, con realtà singole in sviluppo, e con un grande protagonista, il Brasile, che invece non ha vissuto un anno del tutto positivo. Il suo maggior partner commerciale, gli Stati Uniti, non ne ha favorito l’espansione, e anche la Cina, che fino all’anno precedente ne aveva importato blocchi di granito in misura crescente, ha rallentato del -8,6% i volumi di import di grezzi, analogamente all’Italia che è scesa del -23,3% dichiarato. Non sono numeri di poco conto, su una base annuale, anche per una realtà forte e dinamica come quella brasiliana. Pesano soprattutto gli USA, verso i quali il rapporto è naturalmente privilegiato da vicinanza geografica, rapporti stabili e valuta usata. Il 2008 non sembra che darà segno di veloce inversione di tendenza, anche se si tratta come sempre di un mercato che non scende facilmente al di sotto di una soglia fisiologica di consumi. Sarà importante quindi per il Brasile mantenere i rapporti anche con l’Europa e con l’Estremo Oriente sui livelli e nei modi sin qui tenuti. Riaffiorano comunque in maniera dettagliata tutti i movimenti e le tendenze che più in generale abbiamo visto valere per gli scenari di larga definizione: i poli dello sviluppo generale attirano anche i movimenti dei lapidei, mentre i percorsi del commercio internazionale e della produzione complessiva e locale ne derivano di conseguenza, con in più alcuni momenti di forte attenzione ai punti focali di produzione della materia prima e ai centri di trasformazione specializzata e qualificata, o viceversa del tutto generica e più prossima ai mercati di consumo. La competizione tra protagonisti avviene nel rispetto delle competenze e delle efficienze complessive, anche se spesso a costruire tali criteri concorrono troppe cause sentite come esterne al settore di specializzazione, e quindi vissute come estranee alla propria capacità di controllo e di intervento, cioè vissute in termini di sostanziale impotenza. Non è un processo che tocca solo il settore lapideo o quello delle costruzioni e delle tecnologie collegate, e per tale motivo investe i rapporti tra istituzioni e Paesi, ed è al centro di un dibattito vivace anche teorico, oltre che politico e talvolta amministrativo. Riguarda un po’ gli assetti che il mondo di domani sta assumendo già da oggi, e i ruoli che verranno svolti e ricoperti dai vari attori internazionali e nazionali: attori trasversali ai Paesi, e quindi interni ed esterni ai Paesi stessi, e attori nazionali, quali li abbiamo sinora incontrati e capiti.

IL SETTORE LAPIDEO ITALIANO Che cosa è successo nel 2007 nell’Italia del settore lapideo? Le conseguenze e i venti della crisi internazionale finanziaria ed economica di alcuni Paesi si sono fatti sentire anche qui, e in quale misura? Abbiamo in parte già detto alcune cose che riguardano l’andamento per sommi capi del settore lapideo nazionale italiano nel corso di questo anno, anticipando così una parte almeno di risposta alle domande precedenti. E d’altronde, non potrebbe essere diversamente, poiché l’Italia è a gran titolo inserita nel flusso dei trend e degli eventi che hanno caratterizzato questo anno, sia dentro che fuori il settore delle pietre naturali. Ma il dettaglio di alcune performance merita di essere sottolineato e meglio compreso, perché contiene i germi di quanto già si è verificato nella prima parte del 2008, e in parte si sta tuttora, ovviamente, verificando. L’Italia ha vissuto un 2007 con buoni aspetti positivi, almeno nella sua prima metà d’anno, soprattutto nei confronti del mercato esterno, dove ha saputo mantenere un livello di presenza qualificata e stabile per quasi tutti i materiali e le tipologie di prodotto. Meno efficiente il risultato della seconda metà d’anno, con un inizio di 2008 che ha creato apprensione, soprattutto in relazione ad alcune aree di mercato e ad alcune specializzazioni di fornitura e di lavoro. Il mercato interno ha mantenuto le mezzetinte dell’anno precedente, con una tendenza alla crescita di incertezza a mano a mano che ci si inoltrava nei mesi. Si è arrivati progressivamente ad accertare che il mercato immobiliare aveva ormai esaurito il

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meglio degli anni scorsi, e cominciava a stratificarsi in nicchie, all’interno delle quali è ancora positivo rimanere, ma è sempre più faticoso e incerto. La produzione al monte rimane per la maggior parte delle regioni sostanzialmente stabile, con alcune situazioni che invece registrano un calo, in aree come la Sardegna, già da qualche anno particolarmente penalizzata dalla concorrenza dei graniti esteri, e con i propri materiali e le proprie pietre destinati soprattutto al riuso interno e alla rivalutazione di centri storici e paesaggi locali. O come la Valle d’Aosta, che vede le sue piccole, ma pregevoli cave in una situazione sempre più difficile da trattare con redditività adeguata alla complessità tecnica di escavazione e alle potenzialità del materiale, bello ma insidiato da altri marmi di analoghe cromie. In questa situazione, il Bianco di Carrara rappresenta un po’ un elemento emblematico di una intera condizione: i materiali e i blocchi di qualità medio alta e di pregio non hanno difficoltà di mercato, ma la produzione complessiva, nel suo insieme fatto di materiali diversi e di tipologie di rendimento varie e numerose, non sempre trova la sua collocazione ottimale, e pur con una percentuale di prima scelta molto elevata rispetto alla media di altri bacini produttivi, vive la necessità di disporre degli informi e delle produzioni secondarie in maniera talvolta contraddittoria con gli interessi generali del distretto estrattivo. La stessa crescita delle esportazioni di grezzi, complessive nazionali e locali di Carrara, ben rappresenta il rischio per Carrara di virare verso un distretto più minerario che nel passato, e per l’Italia di arretrare verso un produttore di alta nicchia per i lavorati, e di grandi volumi per i materiali, pur rimanendo industria altamente qualificata e tecnicamente specializzata soprattutto nell’aggiungere valore alla materia prima. Le esportazioni italiane del 2007 di materiali e prodotti in pietre varie di uso ornamentale hanno avuto un saldo complessivamente positivo sul 2006, per le merci di maggior pregio. Un saldo che si articola in maniera abbastanza complessa, se si considerano tutte le voci che compongono la tavola sia nella loro singolarità che nel quadro d’insieme che vanno a comporre, e che comunque non solo conferma l’andamento già buono dello scorso anno, ma lo espande in maniera talvolta contraddittoria, come nel caso dei graniti, e più spesso decisamente positiva come nel caso dei marmi e travertini, sia grezzi che lavorati. Tabella 2: Esportazioni italiane di lapidei, 2006-2007 Italia - Tutti I Paesi Gennaio-Dicembre 2006/2007

Export 2006 tonn.

2007 Euro

tonn.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.à

% Val.

MARMO BLOCCHI E LASTRE

885.009

172.191.883

971.486

188.330.940

9,77

9,37

GRANITO BLOCCHI E LASTRE

189.097

49.180.291

196.343

46.462.067

3,83

-5,53

1.020.994

754.819.298

1.073.266

800.918.490

5,12

6,11

943.754

811.032.391

874.961

763.457.187

-7,29

-5,87 7,55

MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI

200.625

37.898.572

208.389

40.759.835

3,87

SubTOT Blocchi, Lastre e Lavorati

3.239.479

1.825.122.435

3.324.445

1.839.928.519

2,62

0,81

GRANULATI E POLVERI

1.308.107

64.841.466

1.024.322

61.195.790

-21,69

-5,62

SubTOT con Granulati e Polveri

4.547.586

1.889.963.901

4.348.767

1.901.124.309

-4,37

0,59

1.535

1.133.844

3.353

1.745.866

118,44

53,98

ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE

20.972

13.069.151

17.755

11.101.034

-15,34

-15,06

251.991

6.490.335

101.198

3.093.930

-59,84

-52,33

4.822.084

1.910.657.231

4.471.073

1.917.065.139

-7,28

0,34

Fonte: Istat; elaborazione: IMM Il primo sub-totale è quello che realmente esprime il senso reale delle esportazioni italiane di lapidei, lasciando la pomice e l’ardesia come integrazione significativa sul piano del valore aggiunto ma purtrop-

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po su livelli di business che anno dopo anno vediamo scendere e perdere posizioni e competitività. Limitiamoci per ora ai numeri delle prime righe, quelli che rappresentano ancora il piatto forte dell’industria lapidea nazionale mostrando una decisa tendenza a conservare un livello elevato di rendimento soprattutto sui marmi e travertini, che troviamo assieme nei numeri delle statistiche, e che mantengono un ruolo trainante per tutto il settore. Sia i blocchi e le lastre grezze, che i lavorati – comprensivi di lastre lucidate – vedono ancora una crescita su base annua degna di nota, che ha trovato conferma nella lettura svolta sulle statistiche prodotte dai vari Paesi partner sia europei che non, sia tradizionali che nuovi o quasi nuovi: sono dati disponibili sul nostro sito internet, che danno il quadro dei maggiori Paesi che operano a qualche titolo nel settore, vuoi come produttori che come consumatori, o trasformatori di materiale. Si tratta di un risultato che ha retto nonostante le difficoltà imposte dell’euro, trovando momenti di espansione anche nel valore medio per unità di prodotto esportato, e che ha soprattutto visto innovarsi un po’ la collocazione geografica dei mercati di sbocco: nulla di straordinario o di rivoluzionario, ma un processo lento e costante ormai da alcuni anni, faticoso e però tenace e concreto, fatto di ricerca di nuovi contatti, di nuovi partner e di nuovi spazi specializzati di fornitura. Limitando i dati al primo sub-totale, l’andamento e la suddivisone dell’export italiano per macro aree geografiche risultano essere i seguenti. Tabella 3: Esportazioni italiane di lapidei per macro aree geografiche, 2006-2007 Export/Valori assoluti e variazioni Italia - Tutti I Paesi Gennaio-Dicembre 2006/2007

2006 tonn.

Unione Europea

2007 Euro

tonn.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.à

% Val.

1.019.215

627.223.913

956.633

627.099.008

-6,14

-0,02

Resto d’Europa

291.769

188.888.208

331.863

208.535.598

13,74

10,40

Africa

393.231

68.338.562

530.267

93.063.470

34,85

36,18

Nord America

518.215

583.097.523

441.112

519.053.560

-14,88

-10,98 30,64

Centro e Sud America

60.659

30.481.739

65.042

39.822.247

7,23

Medio Oriente

430.930

151.291.273

398.593

157.595.900

-7,50

4,17

Estremo Oriente

502.596

149.545.787

578.549

166.395.151

15,11

11,27

Oceania

22.863

26.152.452

22.380

27.873.235

-2,11

6,58

Totale

3.239.477

1.825.019.457

3.324.437

1.839.438.169

2,6

0,8

Fonte: Istat; elaborazione: IMM Già da questa prima lettura, senza nemmeno scendere nel dettaglio dei singoli Paesi e mercati, appare chiaro il processo di progressivo spostamento, graduale ma in atto da qualche tempo ormai, verso l’integrazione del ventaglio tradizionale di partenariato con Paesi più recenti, con consumatori e nicchie diverse, alcune delle quali ritrovate dopo periodi di relativo abbandono e calo, altri invece di più recente sviluppo. Due esempi per le due situazioni. Il primo, abbastanza calzante in questo senso, è la Svizzera. Per anni un ottimo acquirente di prodotti e materiali italiani, sia autoctoni che di trasformazione da materiali importati, ha conosciuto un lungo periodo di quiescenza, dal quale si sta risvegliando da qualche tempo. Meglio, la ripresa è iniziata dal 2005, e adesso sembra tornata al suo profilo storico, di quando la Svizzera era un importatore di buon livello sia qualitativo che quantitativo, pur nella sua specificità di preferenze e di andamento. Indipendentemente da situazioni particolari e da forniture specifiche, il trend avviato da un paio di anni si conferma nel 2007 e segue il flusso delle preferenze generali nei confronti del prodotto italiano. Non sorprende il divario di andamento tra volumi e valori, ma qui è difficile dire quale ruolo abbia avuto l’andamento dell’euro nei confronti anche del franco svizzero, e quanto la

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concorrenza con fornitori molto più “economici” abbia imposto su alcune tipologie un regime di prezzi più moderato che in passato. Tabella 4: Esportazioni italiane di lapidei in Svizzera, 2007-2006-2005 Export ITALIA - SVIZZERA Gennaio-Dicembre

2005 tonn.

2006

Euro

tonn.

2007

Euro

tonn.

Euro

diff.% diff.% 2007/2005 2007/2006 % Qt.à % Val. % Qt.à % Val.

MARMO BLOCCHI E LASTRE

1.038

599.286

1.069

684.769

664

522.520

-36,03

-12,81

-37,89

-23,69

GRANITO BLOCCHI E LASTRE

9.753

2.583.201

11.911

2.656.756

21.390

3.151.607

119,32

22,00

79,58

18,63

MARMO LAVORATI

11.974

14.235.843

14.591

17.286.121

15.967

18.018.616

33,35

26,57

9,43

4,24

GRANITO LAVORATI

72.043

62.534.924

76.658

66.780.245

73.972

66.686.724

2,68

6,64

-3,50

-0,14 6,54

ALTRE PIETRE LAVORATI SubTOT Blocchi, Lastre e Lavorati GRANULATI E POLVERI SubTOT con Granulati e Polveri

29.058

6.160.316

28.450

6.164.794

30.416

6.568.075

4,67

6,62

6,91

123.866

86.113.570

132.679

93.572.685

142.409

94.947.542

14,97

10,26

7,33

1,47

53.810

3.200.196

55.937

3.729.376

56.092

4.192.480

4,24

31,01

0,28

12,42

177.676

89.313.766

188.616

97.302.061

198.501

99.140.022

11,72

11,00

5,24

1,89

127

112.989

106

87.440

189

138.352

48,82

22,45

78,30

58,23

3.822

1.444.714

4.333

1.808.468

4.101

1.549.166

7,30

7,23

-5,35

-14,34

842

95.155

1.060

155.960

661

56.924

-21,50

-40,18

-37,64

-63,50

182.467

90.966.624

194.115

99.353.929

203.452

100.884.464

11,50

10,90

4,81

1,54

ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE

Fonte: Istat; elaborazione: IMM Altro emblema dei partner europei extra Unione dell’industria lapidea italiana è la Russia, che invece rappresenta meglio i più recenti e più nuovi mercati, anche se totalmente nuova proprio non è. Per la Russia, il processo è iniziato un po’ prima rispetto al mercato svizzero, e mostra inclinazioni più diffuse su tutte le tipologie di prodotto, benché il marmo lavorato faccia decisamente storia propria. Si tratta di una performance che già era emersa con chiarezza nello scorso anno, con alcune forniture particolarmente di valore e specializzate, ma che si è poi riconfermata nel 2007, con i risultati che la tabella sotto riporta. Tabella 5: Esportazioni italiane di lapidei in Russia, 2007-2006-2005-2004 Export

ITALIA - RUSSIA Gennaio-Dicembre

2007 tonn.

Euro

diff.% 2007/2006

diff.% 2007/2005

diff.% 2007/2004

% Qt.à

% Qt.à

% Qt.à

% Val.

% Val.

% Val.

MARMO BLOCCHI E LASTRE

728

878.675

12,52

46,17

29,08

52,11

81,10

-4,45

GRANITO BLOCCHI E LASTRE

378

398.205

22,33

21,25

297,90

328,16

378,48

334,62

22.297

37.885.814

20,50

37,62

115,43

170,91

123,31

204,70

7.046

9.163.212

24,47

35,86

73,08

108,34

63,56

59,42

32

38.842

10,35

-40,62

88,24

68,46

0,00

67,56

30.481

48.364.748

21,20

37,13

101,90

153,53

105,87

151,69

484

64.550

-86,91

-88,15

-93,43

-93,60

-93,87

-93,57

30.965

48.429.298

7,34

35,23

37,82

141,12

36,42

139,52 902,38

MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI SubTOT Blocchi, Lastre e Lavorati GRANULATI E POLVERI SubTOT con Granulati e Polveri ARDESIA GREZZA

11

12.229

0,00

0,00

-45,00

-28,11

0,00

372

291.139

-19,65

-22,29

-13,49

-24,52

-26,77

-11,66

6

7.275

-53,85

-54,81

0,00

56,72

50,00

-69,28

31.354

48.739.941

6,92

34,62

36,82

137,84

35,09

136,90

ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE

Fonte: Istat; elaborazione: IMM

14


In poco tempo la Russia è diventata un partner non solo abituale e di valore, ma in crescita anno dopo anno, pure se ancora su livelli non pari a quelli dei maggiori consumatori: un consumo ancora di élite, ma forse proprio per questo particolarmente di valore e ricercato. Dall’insieme di tanti fattori, emerge un quadro delle esportazioni italiane, suddivise per macro aree geografiche, in progressiva modificazione rispetto a quanto rilevato negli anni precedenti, in una evoluzione che la tabella sottostante cerca di rappresentare nel suo sviluppo più recente, quello dell’ultimo anno trascorso. Gli stessi numeri della Tabella 3, letti in suddivisione di percentuale anziché in modifiche percentuali, disegnano la radiografia dei piccoli cambiamenti, mostrando in più le differenze tra valori e volumi. Tabella 6: Esportazioni italiane di lapidei, suddivisione percentuale per macro aree geografiche, 2006-2007 Italia - Tutti I Paesi

Export/ Suddivisioni percentuali 2006

2007

Gennaio-Dicembre 2006/2007

q.tà

val.

q.tà

val.

Unione Europea

31,0

34,0

28,4

33,6 11,8

Resto d’Europa

9,4

10,7

10,4

Africa

12,1

3,7

16,0

5,1

Nord America

16,0

32,0

13,3

28,2

Centro e Sud America

1,9

1,7

2,0

2,2

Medio Oriente

13,3

8,3

12,0

8,6

Estremo Oriente

15,5

8,2

17,4

9,0

Oceania

0,7

1,4

0,7

1,5

Totale

100,0

100,0

100,0

100,0

Fonte: Istat; elaborazione: IMM Il calo di importanza dell’Unione Europea – anche se modesto e compensato dagli altri Paesi europei –, e del Nord America, area che comprende un Canada troppo spesso sottovalutato, è avvenuto a favore dell’Africa soprattutto del nord, e in piccola parte anche a favore dell’Estremo Oriente, senza però che i valori siano andati sufficientemente dietro ai volumi: in termini di valori, la situazione rimane più statica, con l’unica eccezione dei paesi europei extra Unione. Difficile valutare, lo ripetiamo, fino a che punto l’euro forte abbia svolto un ruolo specifico anche in questo caso, però può aiutare a comprendere il quadro la tavola seguente, dove riportiamo i Paesi che hanno avuto un cambiamento individuale interessante e significativo nell’insieme più generale del continente. In questo caso, abbiamo preso in considerazione il totale delle esportazioni italiane verso i singoli mercati, su tutte le voci, incluse le ardesie e i granulati, elencando prima i Paesi negativi sia sui volumi che sui valori, poi i Paesi con situazioni divergenti tra i due indicatori di trend, e da ultimi i Paesi positivi su tutto, ovviamente limitandoci a quelli con numeri tali da potersi definire significativi.

15


Tabella 7: Esportazioni italiane di lapidei, Paesi vari 2006-2007 / Europa Export Italia - Altri Paesi Gennaio-Dicembre 2006/2007

2006

2007

tonn.

euro

tonn.

diff.% 2007/2006 euro

% Qt.à

% Val.

GERMANIA

675.154.946

256.369.533

578.289.263

226.713.933

-14,3

-11,6

SPAGNA

117.225.157

51.286.284

108.921.828

51.107.124

-7,1

-0,3

REGNO UNITO

297.503.345

73.113.000

219.534.645

79.860.795

-26,2

9,2

BELGIO

204.241.518

26.652.607

128.141.822

28.490.887

-37,3

6,9

UNGHERIA

37.155.211

15.700.285

35.347.856

16.307.510

-4,9

3,9

SLOVENIA

47.858.801

11.373.448

46.566.539

12.969.549

-2,7

14,0

SLOVACCHIA

13.407.704

5.394.896

12.848.573

6.465.720

-4,2

19,8

AUSTRIA

122.368.327

45.380.757

124.872.064

47.180.854

2,0

4,0

FRANCIA

167.200.239

70.803.399

172.956.364

75.574.216

3,4

6,7

POLONIA

30.455.245

16.349.611

39.163.311

21.603.317

28,6

32,1

REPUBBLICA CECA

17.182.381

9.497.297

21.375.464

11.096.283

24,4

16,8

SVIZZERA

194.114.611

99.353.929

203.451.222

100.884.464

4,8

1,5

FEDERAZIONE RUSSA

29.324.533

36.204.505

31.355.137

48.739.941

6,9

34,6

CROAZIA

62.983.090

20.717.649

65.004.324

22.907.188

3,2

10,6

TURCHIA

22.100.353

6.980.143

34.677.804

9.597.771

56,9

37,5

ALBANIA

12.845.923

2.687.482

15.809.115

3.382.954

23,1

25,9

Fonte: Istat; elaborazione: IMM Emerge un mix di situazioni diverse, in cui a volte diminuiscono sia i volumi che i valori, come accade per due grandi e importanti mercati di sbocco dei prodotti italiani, Germania e Spagna; altre volte, la situazione è più articolata, e cresce soprattutto il valore medio dei prodotti esportati; per altri ancora invece il risultato di un anno di esportazioni in confronto con l’anno precedente è più complesso e non sempre del tutto positivo, nonostante le differenze percentuali siano in crescita per entrambi gli indicatori. E guardiamo particolarmente alla Turchia, che aumenta i volumi in misura sensibilmente più elevata dei valori, e merita così un’attenzione specifica. In questo caso, è soprattutto il marmo lavorato a determinare il risultato finale, costituendo anche la voce di maggiore importanza. Tabella 8: Esportazioni italiane di lapidei in Turchia, 2007-2006 Export

ITALIA - TURCHIA Gennaio-Dicembre 2006/2007 MARMO BLOCCHI E LASTRE

2006 tonn.

2007 Euro

tonn.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.à

% Val.

779

646.442

818

689.569

5,01

6,67

15.450

1.109.593

25.071

2.035.682

62,27

83,46

MARMO LAVORATI

4.335

4.284.794

5.774

5.149.646

33,20

20,18

GRANITO LAVORATI

1.472

881.474

2.542

1.583.869

72,69

79,68

0

1.397

389

68.417

---

---

22.036

6.923.700

34.594

9.527.183

56,99

37,60

GRANITO BLOCCHI E LASTRE

ALTRE PIETRE LAVORATI SubTOT Blocchi, Lastre e Lavorati GRANULATI E POLVERI SubTOT con Granulati e Polveri ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE

Fonte: Istat; elaborazione: IMM

16

30

24.872

58

39.967

93,33

60,69

22.066

6.948.572

34.652

9.567.150

57,04

37,69

0

0

0

0

0,00

0,00

31

25.391

26

30.621

-16,13

20,60

3

6.180

0

22.100

6.980.143

34.678

0 -100,00 -100,00 9.597.771

56,91

37,50


Dalle Tabelle che seguono emergono anche le altre aree geografiche e il peso che alcuni protagonisti degli ultimi anni, sia per il bacino del Mediterraneo, che per le regioni più lontane, tralasciando per ora le Americhe, esercitano nel bilancio complessivo dell’industria nazionale. Soprattutto si evidenzia la dinamica degli spostamenti e delle novità dell’ultimo anno. Tabella 9: Esportazioni italiane di lapidei, Paesi vari 2006-2007 / Nord Africa Italia - Altri Paesi Gennaio-Dicembre 2006/2007

Export 2006

2007

diff.% 2007/2006

tonn.

euro

tonn.

euro

EGITTO

57.444.183

8.037.148

56.660.526

9.538.934

% Qt.à -1,4

% Val. 18,7

MAROCCO

70.434.509

13.838.504

89.330.244

24.343.861

26,8

75,9

LIBIA

154.606.062

13.918.957

204.002.314

19.447.439

32,0

39,7

TUNISIA

243.387.671

14.577.898

260.407.026

18.287.536

7,0

25,4

ALGERIA

74.151.359

11.818.906

90.970.816

12.490.772

22,7

5,7

Fonte: Istat; elaborazione: IMM Il contributo positivo che la crescita del Nord Africa ha portato alle esportazione italiane è superiore ai 21 milioni di euro in più rispetto al 2006, concentrato su cinque Paesi, per i quali, con la sola esclusione dell’Algeria, la qualificazione del prodotto è stata oltre tutto in rapido e significativo aumento. Più articolata la situazione dell’area medio orientale, dove il ventaglio di Paesi ad apporto positivo per l’industria italiana è stato più contenuto, mentre hanno pesato le due situazioni più negative evidenziate all’inizio della Tabella 10. Per chi ricorda gli anni ’80, certo, è una regione che rappresenta ormai molto poco di quello che allora significava, ma rimane tuttavia un’area tuttora importante per una parte molto qualificata di imprese italiane, che continuano a svolgervi una attività seria e costante. Tabella 10: Esportazioni italiane di lapidei, Paesi vari 2006-2007 / Medio Oriente Italia - Altri Paesi Gennaio-Dicembre 2006/2007

Export 2006 tonn.

2007 euro

tonn.

diff.% 2007/2006 euro

% Qt.à

% Val.

126.481.863

42.199.687

106.565.714

36.915.885

-15,7

-12,5

SIRIA

48.936.917

3.568.076

35.221.113

2.574.184

-28,0

-27,9

KUWAIT

49.816.133

21.236.857

48.707.648

23.450.374

-2,2

10,4

GIORDANIA

47.067.817

3.385.269

46.043.049

3.778.943

-2,2

11,6

EMIRATI ARABI UNITI

86.196.133

55.364.489

87.864.144

64.244.757

1,9

16,0

LIBANO

51.408.243

7.606.443

57.096.486

9.258.300

11,1

21,7

ISRAELE

19.914.970

5.138.215

28.664.031

8.445.929

43,9

64,4

ARABIA SAUDITA

Fonte: Istat; elaborazione: IMM Particolarmente importante il ruolo ancora in calo dell’Arabia Saudita, che la Tabella 11 riporta nel dettaglio: numeri importanti, ma trend ancora negativo.

17


Tabella 11: Esportazioni italiane di lapidei in Arabia Saudita, 2007-2006 Export

ITALIA - ARABIA SAUDITA Gennaio-Dicembre 2006/2007 MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI SubTOT Blocchi, Lastre e Lavorati GRANULATI E POLVERI SubTOT con Granulati e Polveri

2006 Euro

diff.% 2007/2006

tonn.

Euro

% Qt.à

% Val.

3.628

1.632.953

7.005

3.383.170

93,08

297

85.884

198

79.693

-33,33

-7,21

118.139

37.598.023

95.736

31.442.027

-18,96

-16,37

3.695

2.604.474

2.288

1.375.790

-38,08

-47,18

497

185.354

1.175

489.413

136,42

164,04

126.256

42.106.688

106.402

36.770.093

-15,73

-12,67

216

85.899

154

133.088

-28,70

54,94

126.472

42.192.587

106.556

36.903.181

-15,75

-12,54

0

0

0

0

0,00

0,00

10

7.100

1

6.742

-90,00

-5,04

ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE

2007

tonn.

107,18

---

---

9

5.962

---

---

126.482

42.199.687

106.566

36.915.885

-15,75

-12,52

Fonte: Istat; elaborazione: IMM Diverso ancora il quadro che si rileva nei rapporti tra Italia ed Estremo Oriente. Il raffronto su tutta la regione indica che complessivamente si è ulteriormente dequalificato l’insieme dell’export risultante dalla somma di tutte le voci, pur essendo cresciuto il volume complessivo degli scambi. Tabella 12: Esportazioni italiane di lapidei, Paesi vari 2006-2007 / Estremo Oriente Export

Italia - Altri Paesi Gennaio-Dicembre 2006/2007

2006 tonn.

2007 euro

tonn.

diff.% 2007/2006 euro

% Qt.à

% Val.

INDONESIA

15.658.530

9.891.100

14.357.660

9.631.163

-8,3

GIAPPONE

23.253.104

17.785.190

24.637.334

17.010.627

6,0

-4,4

INDIA

93.808.099

21.867.225

126.442.932

28.181.258

34,8

28,9

SINGAPORE

-2,6

4.222.487

3.750.089

8.540.466

8.277.564

102,3

120,7

241.207.549

41.865.166

270.130.372

49.778.078

12,0

18,9

COREA DEL SUD

19.098.623

15.621.958

22.902.962

15.929.608

19,9

2,0

TAIWAN

46.421.821

12.036.802

57.071.938

14.460.105

22,9

20,1

HONG KONG

30.982.611

14.558.215

33.687.456

17.438.342

8,7

19,8

CINA

Fonte: Istat; elaborazione: IMM Ma è soprattutto da due tipologie che si genera la tendenza rilevata, tendenza che deriva sia dalla diversa articolazione tipologica dell’export, e cioè dal diverso peso delle singole voci di export, che dalla variazione di valore medio risultante, che riportiamo nella Tabella 13.

18


Tabella 13: Esportazioni italiane di lapidei, Estremo Oriente/ Valori Medi Unitari 2006-2007 ITALIA - ESTREMO ORIENTE

v.m.u.

Gennaio-Dicembre 2006/2007

diff.% 2007/2006

MARMO BLOCCHI E LASTRE

2,41

GRANITO BLOCCHI E LASTRE

-16,00

MARMO LAVORATI

-7,42

GRANITO LAVORATI

3,76

ALTRE PIETRE LAVORATI

-3,91

SubTOT Blocchi, Lastre e Lavorati

-3,34

GRANULATI E POLVERI

31,42

SubTOT con Granulati e Polveri

-3,30

ARDESIA GREZZA

---

ARDESIA LAVORATA

75,95

PIETRA POMICE

-6,34

TOTALE

-3,48

Fonte: Istat; elaborazione: IMM Ne risulta un elemento importante: che il granito lavorato collocato nell’area in questione sale di pregio anche in questo ultimo anno, a conferma che la vitalità della produzione italiana si basa prima di tutto sulla qualificazione dei suoi prodotti, e che la sua competitività non può che confermarsi nella fascia alta delle specializzazioni qualitative. Rimane esclusa da questa disamina l’area americana, in primo luogo perché il quadro della situazione dell’industria lapidea italiana negli USA rientra nel quadro più generale di questo Paese, e poi perché già molto è stato detto in proposito. Assieme alla Turchia per i marmi, e assieme alla Cina per i graniti, l’Italia ha sostanzialmente retto la pressione e la sfida di un mercato in calo, anche se le sue esportazioni dirette hanno sofferto un po’. Ma nel determinare il consuntivo di fine anno, in modo particolare per questo Paese, ha pesato anche il ruolo della moneta unica europea, e le prospettive per il 2008 sono ancora fortemente incerte. Si parla del 2009 come anno della ripresa, cosa che nel frattempo restituisce di nuovo al continente Europa il ruolo di regione privilegiata per la nostra industria non solo lapidea: vedremo presto l’andamento, anzi si vede già qualcosa da questi primi mesi 2008. L’inclinazione generale degli operatori italiani, comunque, è fortemente segnata dall’incertezza generale riguardo al settore, anche se poi per le proprie aziende le aspettative si rilassano un po’. Rimane tuttavia forte il riflesso di un quadro esterno e interno di prospettive rimaste in stand by, in attesa che si chiariscano alcuni elementi. Mai come ora le previsioni di scenario futuro, lette ormai quasi venti anni fa su un rapporto internazionale di ricerca, sono risultate esatte, al punto da sembrare quasi profetiche: diceva quel rapporto dell’UNCTAD - l’agenzia ONU di Ginevra - che gli anni a venire, fino al primo decennio almeno del nuovo secolo e millennio, sarebbero stati segnati da un fattore più forte di tutti gli altri, la turbolenza di quadro generale. E anche nel nostro piccolo, nell’interno di un settore che copre una frazione ridottissima del PIL internazionale e dell’interscambio mondiale, lo stiamo vivendo giorno per giorno da alcuni anni, ormai. Le importazione dell’industria italiana sono il riflesso non più tanto delle aspettative del settore, quanto piuttosto di alcuni suoi andamenti complessivi: aumentano le importazioni italiane di marmi in blocchi, per esempio dalla Spagna, dal Portogallo, da Grecia e Slovenia, e poi dalla Turchia, mentre scendono quelle di graniti, parallelamente al calo di importanza dei materiali silicei nelle attività del settore nazionale. E scendono da fornitori “forti” come Brasile e Sud Africa; e anche dall’India la crescita è

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molto contenuta e confinata solo ai volumi. Ma allo stesso tempo crescono le importazioni di lavorati, che raggiungono ormai i livelli che ha l’export verso aree minori, e crescono nei marmi, per esempio ancora dalla Spagna, e poi dall’Iran e dall’onnipresente Cina; e soprattutto crescono nei graniti lavorati, provenienti in larga parte ancora dalla Cina, per oltre 25 milioni di euro: un valore contenuto, ma inimmaginabile anche solo pochi anni fa. Tabella 14: Importazioni italiane di lapidei, 2006-2007 Import

Italia - Tutti I Paesi Gennaio-Dicembre 2006/2007 MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI

2006 tonn.

2007 Euro

tonn.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.à

% Val.

603.615

94.237.560

678.042

102.293.757

12,33

8,55

1.660.027

368.025.295

1.537.700

333.236.612

-7,37

-9,45

87.583

42.669.992

103.583

44.034.881

18,27

3,20

GRANITO LAVORATI

168.293

59.296.062

171.409

62.488.578

1,85

5,38

ALTRE PIETRE LAVORATI

150.772

19.179.019

140.790

20.533.377

-6,62

7,06

2.670.290

583.407.928

2.631.524

562.587.205

-1,45

-3,57 -11,16

SubTOT Blocchi, Lastre e Lavorati GRANULATI E POLVERI

427.637

24.610.168

462.363

21.862.852

8,12

3.097.927

608.018.096

3.093.887

584.450.057

-0,13

-3,88

ARDESIA GREZZA

10.053

1.753.130

11.862

2.202.187

18,00

25,62

ARDESIA LAVORATA

17.416

13.882.539

24.252

15.946.437

39,25

14,87

8.843

999.781

5.262

627.960

-40,50

-37,19

3.134.239

624.653.546

3.135.263

603.226.641

0,03

-3,43

SubTOT con Granulati e Polveri

PIETRA POMICE TOTALE

Fonte: Istat; elaborazione: IMM Il quadro complessivo del settore lapideo italiano, così, è quello di un settore con un export sempre molto forte, che ritrova al suo interno grandi capacità di risposta alla riqualificazione del mercato internazionale, attraverso la quale mantenere business e ruolo internazionale di alto livello. Ma soprattutto il settore italiano mostra ancora di avere una grande capacità di competizione che lascia intatto all’Italia il ruolo di big driver della qualità internazionale, ancora alla fine quasi di questo primo decennio di secolo. Competizione, problemi di confronto in termini di costi, di presenze, benchmark difficile per un numeroso insieme di fattori, e nonostante ciò, in mercati non sempre in espansione e talvolta addirittura in fase recessiva, capacità di tenere la presenza e i margini di competitività, e di espandersi in altri mercati più nuovi. Diciamo che una caratteristica di quest’ultimo anno, tra le più importanti, è stata proprio questa, la capacità di aumentare il ventaglio delle alternative ai mercati tradizionali, accrescendone il ruolo specifico e complessivo, senza con questo arretrare nelle situazioni storiche, ma anzi mantenendo una quota più che dignitosa, in condizioni di oggettiva e fortissima difficoltà. Non solo Germania e Stati Uniti, quindi, ma accanto ad essi, presidiati addirittura con più successo di nuovi e aggressivi competitori, anche Russia, Polonia, Croazia, Marocco, Algeria, assieme alla riscoperta di altri tradizionali partner, come Svizzera, ed Emirati Arabi. Da ultimo, il rallentamento intervenuto nell’ultima parte del 2007 non ha intaccato il saldo annuale, rimasto ben positivo, ma purtroppo avanza delle ipoteche negative sull’anno successivo, un 2008 che dovrà arrivare quanto meno alla elezione del nuovo presidente degli USA per veder chiarire alcuni indicatori fondamentali.

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MACCHINE Le esportazioni del settore italiano delle macchine per il marmo, delle quali consideriamo solo quella parte che le statistiche ci consentono di valutare con la certezza che siano solo dedicate all’industria delle pietre per uso ornamentale, presenta un saldo annuale positivo, ma cautamente soddisfacente, nel raffronto del 2007 con il 2006. Il dato totale delle esportazioni nazionali, che comprende le categorie delle macchine da taglio, lavorazione, levigatura e lucidatura, più le macchine utensili, risulta attivo, e in questo senso consente un giudizio sull’andamento dell’intero anno serenamente positivo e in netto miglioramento, sia in termini di volumi che di valori in euro. E però l’aspetto meno rassicurante sta nel fatto che tale miglioramento è ascrivibile per i valori solo alle macchine utensili, alle macchine cioè più “leggere” e di finitura, piuttosto che ai macchinari più impegnativi e importanti, in cui pure l’industria italiana di produzione è altamente qualificata. Tabella 15: Esportazioni italiane di macchine per il lapideo, 2006-2007 Export

ITALIA - TUTTI I PAESI Gennaio-Dicembre 2006/2007 MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA

2006 tonn.

2007 Euro

22.202 139.717.231 8.437

88.132.220

tonn.

diff.% 2007/2006 Euro

23.638 135.315.902 8.489

% Qt.à 6,47

% Val. -3,15

86.806.834

0,62

-1,50

MACCHINE UTENSILI

26.676 214.569.391

28.593 242.293.416

7,19

12,92

TOTALE

57.315 442.418.842

60.720 464.416.152

5,94

4,97

Fonte: Istat; elaborazione: IMM Va detto che comunque il confronto da un anno all’altro risulta attivo su tutte le voci per quanto riguarda i volumi di esportato, cosa che consente di attribuire le variazioni negative registrate nell’ultima colonna in buona parte alle difficoltà sui prezzi medi incontrate sui mercati esterni. Non sono soltanto le aziende del lapideo, infatti, ad avere problemi con l’euro e con la concorrenza di Paesi terzi, recentemente divenuti buoni produttori ed esportatori di tecnologia per il lapideo. Ma le difficoltà per le macchine pesanti soprattutto, sono state molte, e non tutte da cause interne al settore, o condivise con il lapideo. Una delle maggiori difficoltà che le aziende di tecnologia hanno incontrato, infatti, è stata ed è tuttora una causa attiva e importante, quella della variazione dei prezzi delle materie prime nel mercato internazionale di approvvigionamento. Soprattutto l’acciaio ha subito impennate e aumenti costanti, durante tutto l’anno, che hanno creato ostacoli aggiuntivi alla stesura di preventivi di vendita e alla programmazione dei costi industriali di produzione: una difficoltà condivisa un po’ da tutti i produttori, ma per chi, in più, ha operato con l’euro, si è trattato di far fronte a una somma di fattori. Inoltre, alcuni mercati di sbocco per la tecnologia italiana di settore hanno rallentato di fatto gli investimenti, come per esempio è accaduto per il mercato interno italiano, anche se quest’ultimo non compare ovviamente nella tabella precedente. Dove si sono maggiormente collocate le macchine italiane? Cominciando dalle macchine da taglio, telai e tagliablocchi, come primo acquirente troviamo ancora per questo 2007 gli Stati Uniti d’America, nonostante registrino un calo sensibile sia in quantità che in valore. Dalla tabella che segue si vedono chiaramente gli interlocutori che sono stati i più interessanti nel corso del 2007, in ordine di grandezza, anche se alcune situazioni minori, come la Siria, le abbiamo messe in evidenza non tanto per la cifra d’affari, quanto per l’evoluzione e il trend importante che hanno mostrato.

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Tabella 16: Esportazioni italiane di macchine da taglio per il lapideo, Paesi vari 2006-2007 MACCHINE DA TAGLIO

Export 2006

ITALIA – Altri Paesi Gennaio-Dicembre 2006/2007

tonn.

2007 Euro

tonn.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.à

% Val.

STATI UNITI D’AMERICA

1.940.406

22.638.572

1.202.864

16.263.383

-38,01

-28,16

SPAGNA

1.475.345

12.459.968

1.491.274

10.581.043

1,08

-15,08

GRECIA

513.096

5.046.890

1.436.711

7.987.034

180,01

58,26

INDIA

2.707.131

11.185.432

1.920.329

7.768.481

-29,06

-30,55

IRAN

601.010

6.743.337

1.120.827

6.984.546

86,49

3,58

FRANCIA

543.392

5.446.261

816.755

6.156.134

50,31

13,03

TURCHIA

2.414.240

11.449.480

1.179.941

5.910.834

-51,13

-48,38

REGNO UNITO

316.356

3.816.136

511.784

5.510.294

61,78

44,40

PORTOGALLO

410.588

2.558.767

460.286

5.210.220

12,10

103,62

ARABIA SAUDITA

728.331

4.121.871

1.096.235

5.282.203

50,51

28,15

OMAN

67.477

703.199

656.881

4.192.887

873,49

496,26

GERMANIA

204.469

1.423.620

544.728

3.376.916

166,41

137,21

CANADA

146.280

1.690.481

179.298

2.885.324

22,57

70,68

EGITTO

879.003

3.304.692

664.118

3.676.429

-24,45

11,25

BRASILE

904.665

3.631.648

717.300

2.972.637

-20,71

-18,15

88.152

563.992

289.709

1.988.383

228,65

252,56

SIRIA

Fonte: Istat; elaborazione: IMM Emerge l’eterogeneità delle situazioni che il settore sta conoscendo, influenzato anche dall’evoluzione che alcuni Paesi come l’India e la Cina hanno vissuto e tuttora vivono nel passaggio ormai conclamato da utenti a produttori di tecnologia. E non producono più soltanto per sé stessi, diminuendo quindi il mercato proprio nei confronti dei produttori italiani, ma esportano anche, per alcune fasce di prodotto, erodendo così anche quote esterne di mercati. Rimangono importanti e talvolta crescono alcuni Paesi come la Francia, il Regno Unito e il Portogallo che acquistano macchine su fasce qualitative elevate. Anche per le macchine da lavorazione il discorso è analogo, pur variando alcuni partner rispetto alla tabella precedente. I due maggiori acquirenti hanno vistosamente rallentato, in conseguenza soprattutto della contrazione del mercato lapideo interno, per gli USA, ed esterno per la Spagna. Continua invece il trend positivo della Germania e del Brasile, mentre rimane più incerto quello dell’Iran, che almeno per ora sembra più concentrata sulla fase primaria di taglio piuttosto che sulle finiture. In crescita, ma sempre troppo bassa in rapporto alla dimensione del mercato potenziale, il dato relativo all’India, alla Turchia, e soprattutto alla Cina, che nemmeno compare nella graduatoria riportata.

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Tabella 17: Esportazioni italiane di macchine per la lavorazione e la levigatura e lucidatura MACCHINE PER LAVORAZIONE

Export

ITALIA – Altri Paesi Gennaio-Dicembre 2006/2007

2006 tonn.

2007 Euro

% Qt.à

diff.% 2007/2006 % Qt.à

% Qt.à

% Val.

SPAGNA

1.231.467

14.935.214

832.346

9.861.314

-32,41

-33,97

STATI UNITI D’AMERICA

1.459.917

20.372.439

864.640

11.023.726

-40,78

-45,89

GERMANIA

239.488

3.797.199

444.536

6.115.104

85,62

61,04

BRASILE

316.326

2.654.891

898.839

5.654.064

184,15

112,97

IRAN

392.371

6.550.416

481.370

4.795.931

22,68

-26,78

50.111

254.463

216.152

3.995.725

331,35

1470,26

REGNO UNITO

200.069

2.991.573

197.437

2.982.835

-1,32

-0,29

INDIA

267.877

1.331.062

501.291

2.972.602

87,14

123,33

TURCHIA

254.471

2.082.690

321.906

2.776.071

26,50

33,29

POLONIA

112.907

833.603

238.592

2.497.931

111,32

199,66

BELGIO

323.700

3.978.753

208.797

2.478.609

-35,50

-37,70

27.746

508.582

163.664

2.350.654

489,87

362,20

ISRAELE

PORTOGALLO

Fonte: Istat; elaborazione: IMM E per le macchine utensili, la tabella delle situazioni degne di nota si allunga in maniera significativa. Il primo mercato purtroppo si qualifica con un doppio segno negativo di raffronto, ed è un dato pesante, perché si tratta del primo acquirente per la categoria, e perché è un arretramento molto vistoso, sia in volume che in quantità, per l’industria specializzata italiana. Non è un problema di concorrenza, ma deriva piuttosto dagli stessi motivi che hanno imposto il segno negativo su tutto il mercato USA delle tecnologie di settore italiane: l’industria lapidea nordamericana ha rallentato perché ha rallentato il consumo interno di lapidei, e di conseguenza si sono contratti gli investimenti diretti e gli acquisti dall’estero.

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Tabella 18: Esportazioni italiane di macchine utensili per la lavorazione del lapideo, Paesi vari 2006-2007 MACCHINE UTENSILI

Export 2006

ITALIA – Altri Paesi Gennaio-Dicembre 2006/2007

tonn.

2007 Euro

tonn.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.à

% Val.

STATI UNITI D’AMERICA

2.106.259

26.342.324

1.473.634

19.901.768

-30,04

-24,45

SPAGNA

1.299.195

14.691.979

1.252.274

16.569.565

-3,61

12,78

REGNO UNITO

420.374

7.286.383

1.479.659

13.761.152

251,99

88,86

TURCHIA

998.146

6.879.288

1.927.555

13.098.607

93,11

90,41

EGITTO

2.111.699

6.087.517

1.951.336

12.221.303

-7,59

100,76

INDIA

3.104.470

20.151.193

2.543.464

11.266.759

-18,07

-44,09

IRAN

1.255.353

11.969.199

907.066

10.988.607

-27,74

-8,19

ALGERIA

447.513

3.320.328

1.327.530

10.649.935

196,65

220,75

FEDERAZIONE RUSSA

376.887

5.201.320

767.077

8.512.859

103,53

63,67

GERMANIA

393.279

4.712.870

520.382

6.993.951

32,32

48,40

BELGIO

378.396

4.811.172

490.994

6.287.597

29,76

30,69

GRECIA

314.073

3.116.077

395.594

5.240.684

25,96

68,18

MAROCCO

432.286

1.732.719

1.391.832

5.081.424

221,97

193,26

CANADA

310.165

4.815.834

307.922

4.781.115

-0,72

-0,72

AUSTRALIA

148.587

1.980.235

262.570

4.590.639

76,71

131,82

POLONIA

251.083

2.156.651

308.312

4.210.269

22,79

95,22

MESSICO

540.693

4.088.598

574.665

4.037.183

6,28

-1,26

UCRAINA

324.105

3.370.673

340.956

3.992.757

5,20

18,46

PORTOGALLO

367.680

4.260.862

370.859

3.318.506

0,87

-22,12

CINA

580.383

4.694.198

897.272

3.241.364

54,60

-30,95

80.765

442.341

165.904

2.975.348

105,42

572,64

ROMANIA

366.439

2.094.390

258.807

2.882.574

-29,37

37,63

LIBIA

344.965

1.954.503

630.482

2.833.064

82,77

44,95

VIETNAM

72.591

878.327

339.751

2.734.780

368,04

211,36

CROAZIA

328.461

1.479.583

498.359

2.193.114

51,73

48,23

THAILANDIA

Fonte: Istat; elaborazione: IMM Ma fortunatamente non ci sono solo gli USA in questo elenco di partner, e nemmeno le difficoltà non del tutto superate della Spagna bastano a dare un consuntivo con il segno meno al dato finale. La Spagna anzi è proprio un Paese che sta puntando come l’Italia sulla qualificazione delle sua offerta, anche attraverso una forte qualificazione della produzione e della tecnologia impiegata per produrre. Lo stesso stanno facendo vecchi e nuovi clienti che vogliono crescere per i propri mercati, e non solo sui volumi ma più ancora sulla qualità delle loro lavorazioni; che siano esse destinate a consumo interno, o a esportazione, l’importante è che la lavorazione venga fatta secondo criteri di resa ottimizzata, in rapporto alla qualità dell’output, ai costi di gestione e ai tempi di rendimento. Ciascuno segue i propri criteri di impostazione della produzione, in funzione dei quali valuta e sceglie, e se sceglie la qualità di resa sia sul prodotto che in produzione, il più delle volte sceglie italiano. Una macchina italiana, particolarmente con l’euro ai livelli del 2007, è una macchina spesso costosa, e quindi viene scelta sulla base di criteri di rendimento, in rapporto alle proprie esigenze di produzione e di mercato. E allora cresce come acquirente la Turchia, che lavora con il mercato USA, oppure crescono Germania e Belgio, per mercati

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interni esigenti, e altri Paesi come Algeria, Marocco, Polonia e Vietnam, che vogliono conquistare un ruolo più ampio di quello sinora ritagliato per loro nel quadro internazionale degli scambi di lapidei: un ruolo che non vuole più, anche da tempo ormai, limitarsi ai mercati di prossimità, ma vuole qualificarsi per consumi di più elevato livello, sia per l’interno che per l’estero. Un quadro complesso, quello delle tecnologie italiane per l’export, in forte variazione negli ultimi anni, pur nel mantenimento di una precisa caratterizzazione di valore medio elevato: la sfida sta nel mantenere il ruolo internazionale sin qui difeso strenuamente attraverso ricerca, innovazione, e qualificazione dei prodotti costantemente migliorata anche con l’apporto dei produttori lapidei nazionali, che costituiscono un bacino di sperimentazione ineguagliabile. È un ruolo, però, ampiamente insidiato dai nuovi produttori, che spesso si avvalgono dell’innovazione introdotta dalle aziende italiane, senza doverne sostenere i costi relativi. Si tratta di un fenomeno ben conosciuto, che la letteratura scientifica definisce come “accorciamento del lead time” ed è del tutto inevitabile, come inevitabile è la crescita dei competitori; si può solo cercare di porvi rimedio attraverso politiche mirate, di percorso e soprattutto di esito purtroppo abbastanza incerto. Soprattutto, si tratta di una sfida condivisa, che non riguarda solo il settore delle tecnologie per il lapideo, ma che riguarda un po’ tutti i settori a contenuto tecnico e innovativo, e rischia così di affogare nelle difficoltà di risposta ai grandi quesiti del produrre in Italia: problemi di sistema produttivo, problemi di sostegno al trasferimento dell’innovazione, alla ricerca tecnica e scientifica, alla riqualificazione dei percorsi formativi di tutti i livelli, al rapporto con Università, centri istituzionali di ricerca, e “cervelli” in genere. Ma ci sono anche specificità di scelte che il settore in sé può cercare di affrontare, soprattutto nel rapporto con il proprio territorio di appartenenza, e soprattutto in momenti di cambiamenti generali, che possono proprio perché, in fondo sono momenti di ricostruzione, aprire varchi importanti al rinnovamento e alla ripresa.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Da molti anni ormai si parla di globalizzazione, e di fenomeni ad essa collegati o da essa derivanti. Si parla del crescente collegamento tra economie distanti, che tali ormai sono solo in apparenza, o comunque assai meno di quanto spesso si creda, e si arriva a citare “il battito d’ali di una farfalla” e la teoria del caos di Lorenz, per individuare processi di causa ed effetto, e prefigurare probabili scenari futuri. Sicuramente, il pianeta, anche nel nostro piccolo settore, si è fatto più piccolo, e più strettamente collegato nei suoi aspetti, ma soprattutto si è fatto più conosciuto e paradossalmente, allo stesso tempo, anche più imprevedibile. Crescono, infatti, anche i collegamenti con gli altri settori e con gli altri aspetti dell’economia generale, che irrompe nel lapideo attraverso legami complessi e spesso opachi: l’innovazione tecnologica, e tutto quanto le nuove tecnologie di comunicazione veloce hanno attivato in tutti i campi sono spesso più responsabili della stessa globalizzazione nell’aver modificato, per esempio, le reti dell’incontro tra domanda e offerta di prodotti e servizi in tutto il mondo. Anche un settore piccolo come il lapideo ne è stato investito, e spesso si tende ad attribuire alla concorrenza e alla crescita della competizione diretta effetti di processi che inevitabilmente hanno avuto origine altrove, e hanno conseguenze anche qui. È soprattutto nel campo dei servizi, dell’immateriale che troviamo gli effetti di tali processi, ed è facile profezia dire che siamo solo all’inizio di un percorso che non sappiamo davvero dove potrebbe portarci. Forse, è proprio in seguito a tale volatilità di situazioni e di percorsi, di legami deboli e di innovazioni costanti, che un materiale pesante, storico, ancestrale come la pietra continua a mantenere intatto tutto il suo fascino rassicurante, nonostante sia un materiale di uso spesso difficile e che quasi intimidisce

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in alcune declinazioni di applicazione. In periodi in cui l’instabilità di situazioni e di assetti socio economici porta a parlare di “società liquida”, in cui la scala dei valori riconosciuti e condivisi si fa mutevole, e insieme poi alla fine premia la stabilità, proprio in periodi così il richiamo al fascino antico di un materiale da sempre accanto all’uomo, nato quasi a sua difesa dai pericoli più primitivi, rimane talmente forte da essere copiato e fatto proprio da produzioni concorrenti, che tentano in tal modo, spesso con grande successo, di indossarne il fasto. Può essere questa la motivazione per cui in un mercato in questo momento ricco ma instabile come gli Stati Uniti, il marmo e i graniti italiani, particolarmente storici e di pregio, riescono ad operare meglio dei nuovi produttori? Le leggi del mercato dicono che semplicemente si tratta di un prodotto di qualità elevata, che si rivolge a una clientela che ancora può permettersi il bello e la qualità, e che lo vuole per consolidare i suoi investimenti e il valore dei suoi beni. Si sa che anche negli USA recentemente si assiste ad una inclusione di caratteristiche più europee nella stratificazione del real estate, e che i fatturati dell’edilizia stanno riscoprendo il recupero e il riuso, almeno nel mercato di un certo livello. è un segmento di impiego, questo, che vede con grande naturalezza l’uso delle pietre, e particolarmente di quelle che anche per la loro notorietà e fama aggiungo intrinsecamente valore ad un bene. Ma fa da specchio opposto a questa scelta, la situazione del mercato giapponese: la storia di questo mercato, per chi lo ha conosciuto nel corso degli anni ’80, è molto significativa, perché in quegli anni era un grande consumatore di materiale di gran pregio, e di assortimento ampio, particolarmente incline verso i calcarei, sia marmi che travertini. Dopo varie vicende e dopo alcune crisi economiche e bolle immobiliari, condivise in parte con altri Paesi dell’Estremo Oriente ma sempre con caratteristiche proprie, sembrava quasi scomparso dal mercato di consumo dei lapidei. E poi, grazie all’offerta crescente di materiali cinesi di minore impegno rispetto a quelli di provenienza europea, è tornato a consumare pietre, soprattutto per edilizia, o meglio per pavimentazioni e rivestimenti. Ma poi, dopo una prima apertura a tutti i prodotti e ai tutti i materiali sia pure su scala differenziata,è progressivamente scivolato verso una mono fornitura, in pratica, da parte del vicino produttore cinese, che ne copre il 97% delle importazioni di graniti lavorati, laddove le importazioni di marmi e travertini sono ormai del tutto trascurabili. Due situazioni opposte, ma entrambe emblematiche di possibili profili di sviluppo nel nostro settore. Non sorprende quindi che l’incertezza sia la caratteristica che più facilmente segna le aspettative del settore, in molte situazioni e in molte industrie locali: nasce dagli sbocchi oggettivamente opposti di molte situazioni inizialmente analoghe, nei percorsi e nei tracciati evolutivi della domanda, e non sempre l’offerta riesce a compensare o a influenzare il processo di crescita e gli sbocchi verso cui evolve, anzi, vi riesce raramente. Molti studiosi, data la particolare turbolenza di questo inizio millennio, stanno provando a capire i meccanismi attraverso cui l’incertezza nella prefigurazione dei possibili scenari si tramuta in percezione di rischio o addirittura in paura, o vice3versa, si trasformi in forza propulsiva verso progetti nuovi e verso nuove soluzioni. Comunque si voglia provare a rispondere, rimane il fatto che alcuni confini si sono rivelati realmente troppo fragili per resistere alla pressione creata dai cambiamenti in atto, e i nuovi produttori, alcuni dei quali ormai non sono più nuovi da tempo, continuano a cambiare profondamente assetti e divisioni di mercato prima forti e stabili. Proviamo a vedere alcuni elementi del quadro generale che è emerso anche nel corso dei questo ultimo anno. 1. Mercati di sbocco: Il principale rimane ancora quello nordamericano, se si guarda al bilancio complessivo tra qualità e quantità, e conseguentemente al risultato del valore medio e remuneratività del mercato. Sul piano del volume dei consumi il mercato cinese, e soprattutto in questo periodo di attività edilizia non soltanto dovuta all’espansione dell’economia interna, ma destinata anche ai giochi olimpici e a tutto quello che essi comportano, è indubbiamente il maggiore, seguito da vicino dall’altro grande produttore e consumatore asiatico, l’India. Sono due modelli molto diversi

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tra loro, e i volumi della produzione sono anche molto vicini, ma mentre uno è soprattutto esportatore di materia prima e di semigrezzi, l’altro lo è di lavorati, e mentre uno esporta soprattutto in granito, pur essendo forte produttore anche di altri materiali, l’altro esporta un po’ anche in marmi, e consuma per il proprio uso interno una quota molto maggiore di prodotti e materiali provenienti dall’estero. Il profilo del soggetto Cina, insomma, è più completo, anche se i trend evolutivi sono ampi e ricchi entrambi di molti aspetti, tecnologia inclusa. 2. Decisamente l’area dell’Estremo Oriente è quella che anche nel settore lapideo si è dimostrata più dinamica, e che ha scambiato di più, in import ed in export reciproco tra i Paesi dell’area, e in interscambio complessivo con tutti i Paesi: basta scorrere anche velocemente le nostre Tavole C, dedicate appunto all’interscambio dei maggiori Paesi del settore, per rendersene facilmente conto. Mancano i valori associati ai volumi, ma essi non farebbero che enfatizzare la cosa, sottolineando ancora di più l’aspetto di crescita in tutti i sensi non solo delle attività, ma anche della qualificazione del settore locale. Assieme all’interscambio è fortemente cresciuta anche la produzione locale di materia prima e di tecnologia, anche se quest’ultima è molto difficile da quantificare in cifre, e il tutto accresce il ruolo e il protagonismo di un’area vasta e sempre più dinamica. 3. L’unione Europea è anch’essa tuttora un’area più che importante per il settore, e soprattutto continua a consumare su livelli evoluti, sotto tutti gli aspetti. È anch’essa un’area dalle molte facce, con molti aspetti, e alcuni sono fortemente problematici. Almeno due suoi protagonisti stanno vivendo un lungo periodo di riposizionamento internazionale nel settore, l’Italia e la Spagna, due protagonisti non solo storici del lapideo, ma soprattutto economici, ed entrambi con una fortissima propensione all’export. Il 2007 è stato vissuto in maniera ambivalente in tutti e due i casi, con qualche difficoltà in più, forse, per la Spagna. La chiusura dell’anno e l’inizio del 2008 non hanno ancora prospettato grandi spunti di risoluzione per alcuni di questi problemi, forse proprio dei più pesanti, che del resto nemmeno ammettono una conclusione rapida. La cosa più importante, però, è che l’adeguamento alle sfide esterne progressivamente si fa strada. E in entrambi i casi, la via sembra essere quella di una più spinta specializzazione su fasce qualificate e alte di offerta, soprattutto per i mercati esterni, come quelli nordamericano ed europeo, sia intra che extra Unione. Ma la cosa che rimane importante, anche in questo settore che pur nel suo piccolo tuttavia accompagna alcuni Paesi verso una più facile crescita economica, e da alcuni è addirittura considerato così strategico da escluderlo dalla pubblicazione dei dati di commercio estero esattamente con questa motivazione, è che proprio la globalizzazione, paradossalmente, ha innescato un processo di approfondimento delle specializzazioni e di valorizzazione delle competenze, che non trova riscontro nella nostra storia più recente. Forse proprio perché più ancora dei commerci, la globalizzazione è stata favorita soprattutto dall’avanzamento tecnologico, che ha spezzato steccati ben più difficili e solidi di quelli superati con gli accordi commerciali di libero scambio. E così divengono importanti in maniera crescente le specializzazioni e le competenze sia terziarie che manifatturiere, in un mix che esalta le capacità competitive dei territori, quanto più questi sono illuminati da identità e da progettualità, in primis in termini di politiche industriali, anche interne ai settori. Gestire la complessità che il nuovo mondo, molto più ricco di protagonisti oggi che nel passato, impone, richiede una grande capacità di governance multi - livello, che concili la pluralità degli attori con il loro pieno utilizzo: ricerca, innovazione, cultura locale in senso alto, professionalità, tutela e crescita dei saperi e dell’arte. Emerge in questo bisogno di governance, condiviso da molti settori e da molti distretti, la differenza tra “complicato” e “complesso”, dove nel primo caso la difficoltà sta soprattutto nell’ampiezza delle opzioni possibili, mentre nel secondo pesa di più la componente di imprevedibilità degli scenari che si possono presentare. è più che evidente che in un ambiente con queste caratteristiche, e in una situazione con queste condizioni esterne, le aziende non possono davvero operare da sole, hanno un grande

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bisogno di aiuto e di accompagnamento da parte delle istituzioni e soprattutto del contesto territoriale che le circonda, pur dovendo esse rimanere padrone delle loro scelte e del loro futuro. E nelle aziende ci sono le persone, che a tutti i livelli di operatività e di responsabilità operano e vivono: è principalmente su di loro che diventa sempre piÚ strategico investire e progettare il futuro, perchÊ sempre piÚ siano e divengano una risorsa del settore.

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STONE SECTOR 2007 Italian Industry and International Trends

Silvana Napoli

INTERNAZIONALE MARMI E MACCHINE CARRARA S.p.A.

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GENERAL OVERVIEW A year with a decidedly different start and finish, 2007. A positive start which continued throughout the year despite the threats and turmoil which then however became increasingly evident, culminating in the subprime mortgage crisis in the USA which has since begun to spread to other real estate markets and banking sectors as well as the other western economies. Moreover, the overall assessment cannot stop at the western economies either: within the framework of a globalised economy the links and connections among the various players on the world markets are now so close that the direct consequences are felt in distant situations too, without resorting to the well-known paradox of the “butterfly effect”. Hence, the second half of the year in particular experienced highs and lows according to the trends and financial losses of the intermediaries involved in the insolvencies on the US real estate market. In addition, there were the consequences of the gradual increases in the prices of raw materials on the international markets and the fluctuations between the US dollar and the other main western currency, the euro. Together, these are all factors, partly related, partly not, that have strongly accelerated the revision of growth estimates for the major western economies that continued on a large scale at the beginning of 2008 too. The demand for raw materials rose as consequently did their price and not only materials for industrial use but also foodstuffs designated for the survival of entire populations. There is now a modern version of the spectre of hunger and famine reminding us that this had never disappeared in large areas of the planet and bringing a new wave of ancient, primitive fears into the third millennium that had never been altogether quashed. The economic growth of countries that are no longer emerging and the growth crisis in the traditional leading countries are making some economists reflect on the sustainability of a global economic model for our planet based on the constant expansion of the GNP, independently of the availability of material and economic resources of the globe which can certainly grow but not at the same pace as certain particularly lively geographical regions. There are many questions and these concern first and foremost foodstuffs and energy supplies, which inevitably involve consequences on the climate and health of populations. The general idea of wellness and development changes over time and becomes a model that is not constant and standard but one which evolves at an increasing rate. On the one hand the problem is how to reach acceptable living standards and on the other it is how to maintain them. The euro-dollar exchange rate significantly conditioned trade throughout 2007 and the first few months of 2008 and involved non-European countries too. The capital movements that normally follow on from trade movements make the picture even more complicated. The BCE monetary policy helped the fight against inflation by keeping the cost of money relatively high and alongside this the exchange rate of the Euro against the dollar. However, this weighed heavily on the European industry making its goods less competitive in terms of price and hence forcing European producers to make difficult choices in terms of management and markets, especially in certain sectors. In 2007 production in the area of the Euro was above the average forecast in the first half of the year but then gradually slowed down up to the current forecasts for 2008 which are continuously dropping. Few areas have continued to keep up a good pace and even some of the liveliest countries over the past two or three years like Spain and Ireland have begun to feel the general anxiety. The consequences, especially of the slowing down of the US, the European industries’ leading foreign partner, are being felt and it is hoped that the USA will quickly choose a President and consequently a leadership to revive the country’s economic role and to seriously improve its performance and balance sheet indicators. Certainly, the panorama of the leading players has changed for good in many aspects and in many roles and size ratios and the forecasts by the major research institutes all agree that our children will live in

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a very different world. The important thing is to be prepared for change and always be ready, even to review situations which were considered “unchangeable” until yesterday.

THE INTERNATIONAL STONE SECTOR For some time now the stone sector has been part of the changes in the general economy which concern most of the leading countries in the framework of international economies. Having said this it is easy to understand what is happening within the sector itself and see that the changes it is undergoing stem from and move with the general changes. Moreover, they are the same phenomena affecting the sectors which we consider the most important, be it for their size or their dynamics. However, the stone sector also manages to influence phenomena in certain countries or areas where it is important in its own right and sometimes even very important. In 2007 the stone sector also felt the developments that determined and affected some of the most significant situations in the year worldwide. Hence, even more naturally than in past years, the market to base our analysis of the overall trends on is North America, with all its implications, direct and indirect, immediate and more long term. We have already said that according to the most reliable sources, the US real estate and construction market did not come to a standstill in 2007 but rather changed and generally awaited further changes. New constructions slowed down considerably and the general trend amongst industry players was a move towards more moderate and more sophisticated business which had various repercussions on stone materials depending on the type and quality of the products. Hence, looking at the imports declared by the US customs for finished granite products, that is the most critical and competitive products for all international producers, the country that maintained its position better than others comparing 2007 to 2006 was actually Italy whose exports are mainly medium-high range products, with lower quantities compared to its competitors China, India or Brazil yet with on average a higher added value. Table 1: US Imports of Granite Finished Products, Quantities Partner Countries

% Difference 2007/2006

Brazil

-14,5

China

-6,7

India

-8,7

Italy

-1,0

Total USA

-7,6

Source: USA customs, IMM processing Already in last year’s Stone Sector we noted that the figures declared by American sources did not always perfectly coincide with what the exporting countries declared, yet we also said what this depended on: a complicated route for products which arrive in the USA covered by a total guarantee from companies in one country – in this case Italy – that control the entire cycle of the product, even the parts that do not actually go outside Italy. These are products that belong to some extent to the internationalisation of the product cycle and emphasise the now explicit complexity of the sector and its flows, including physical ones. However, comparison with figures from the Italian customs (and the same applies for many other countries, especially European ones) clearly shows that this is a very limited trend. The figures in the table above are very clear: it is finished granite products, the products that have been particularly involved in the conflict between traditional and new producers, that are experiencing the fiercest competition and that have been greatly affected by changes over recent years.

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The reduction in quantity of the US market was anyway felt in 2007 and even if producers like China easily found another market for their products, there was still a reduction and there was also a different trend brought about by the specialisation of supplies apparent in imports-exports among countries. A similar process was revealed in India and for both Asian producers the role of the regional and home markets was undoubtedly fundamental. The situation in Brazil, however, was more difficult in that Brazil remained the leading supplier of finished granite products yet its figures suffered a significant decline over the year. The market for finished marble products imported by the USA followed a similar pattern, even though in this case Italy did not manage to maintain its position so well. Alongside Italy, Turkey suffered too, although it remained by far the largest US supplier in terms of quantity and the only one (or almost the only one, again China improved too) which grew was Mexico, together with Egypt, to a lesser extent, which however also found other markets for its materials. China’s leading partner for granite finished products (yet the same applies to marble products) was South Korea which continued to absorb increasing volumes of granite finished products at a remarkable rate: +20,1% from 2006 to 2007, declared by Korea, and +14,7% declared by China. The fact that there is some difference between the figures coming from the two different sources is not important since it is by and large trivial compared to the significance of the variation. For marble finished products too the percentages declared by Korea – as well as those declared by China – grew, although the figures were much lower. The second foreign market for Chinese granite finished products was Japan. However, the trend in Japan was more similar to that of western countries than Korea and in fact the market lost an overall 8.3% compared to the previous year. Nevertheless, despite this and despite the fact that the decline in Japanese imports from China for finished granite products was 8.4%, China continued to account for 97, 6% of imports in terms of volume declared by Japan, which makes Japan the single market for Chinese products and explains the almost equal percentage decreases over the year of the general figures and the figures for China alone. These figures certainly do show the success of the industrialisation of China in the stone sector and indicate all its productive and competitive power: the areas surrounding it, the markets in its immediate vicinity are now very difficult for competitors to penetrate, especially when traded in Euro. Moreover, alternative stone materials to granite, marble and travertine, have practically disappeared on the Japanese market which in not such distant years were consumed as quality products for specialised uses. In order to complete the picture of the producer country which has been the leading country in the international stone industry for some years now it is worth adding that its marble imports from Egypt increased by +28, 9% over the year, exceeding one million tons, against the 545 thousand tons from Spain (figure confirmed by Spain by an added transit through Hong Kong), +40, 8%, and the 526 thousand from Iran, +25, 2%. Italy’s position was much more modest, in terms of volume and percentage increases, yet there was still a good +18, 1% which leaves room and expectations for future developments. The situation is a little different for India for which it is very difficult to define since its export statistics are very blurred and sometimes very difficult indeed to process and assess. Hence the need to look at the importer countries to understand how it is faring on the international market, especially, but not only, of granite. We have already seen that it did not maintain its position with its US partner as well as Italy, and even less than China. However, most of its markets are in the Asian area where it is the leading foreign supplier of blocks of granite even for China that so greatly dominates the local and international picture. India’s exports to China grew by 18, 6% in 2007 against exports to Brazil which fell by 8, 7% and exports to Finland which increased only modestly by 6, 3% which however accounts for much lower figures.

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In short, the general impression is that the predominant area for granite materials is the Far East and western countries can only hope for limited shares on such markets, even though their significance in terms of value, quality and overall dynamics is still very important. We may say that the regionalisation of the market, at least in this area, is very marked and not just because of factors inside the sector. External factors of economic development and local building have also played their part since the GNP and overall import-export growth rates in the Far East are still generally faster and more positive in this area of the world than in the rest, with but a few, limited exceptions. The consequences of the crisis that has affected the western countries starting from the United States have been felt in this area too and will continue to be felt over the next few months, as in the rest of the industrialised planet. However, for the time being it appears that they are felt less here for the reasons already mentioned and the processes seem to have a more dampened and less negative impact. What about Europe then? The eastern part of the old continent is continuing to grow in importance, both in central Europe and Russia and the confederation altogether. These markets are beginning to consume in a selective way and are therefore important for the traditional producers. They are priority markets where it is important to be present, active and pro-active since they now show the potential for real growth even if this is certainly not comparable to the Far East. They are however nearby markets where there is growth in both supply and demand and together with the dynamic North Africa and a part of the Far East they make up one vast market of stone trade on all levels. Algeria, Tunisia, Morocco and Libya are all developing markets and production entities together with Egypt which as we have already seen has established a very strong relationship with China, to which it exports a lot of raw materials. Italy on the other hand plays an important role for North Africa, together with technology producers, and over recent years trade has become increasingly strong and of a high level which has benefited both parties. It is a shame that it is no longer possible to use Turkey’s statistics to give a more correct overall picture since the country has decided not to release its national imports and especially exports, considering them as sensitive data and hence not to be divulged. This means that an important data source is now lacking which provided news, assessments and figures to be compared with those furnished by Turkey’s trade partners which can still be used to reconstruct the trade of materials and products but with difficulty and in a more partial way. To complete the overview we now need to assess the performance of the traditional stone industries, that is in Spain, Portugal, Greece and France which have all had to deal with the increase in value of the Euro which created added difficulties for the local industries as well as the area home markets which, especially in the second half of the year, had to cope with the events and obstacles of the general crisis of the real estate and construction markets. It is interesting to note that Spain in particular has established a working relationship with China which appears to be more efficient than those of other leading players, especially as regards exports of marble blocks: out of an overall growth of +18,4% for Spanish exports of raw marble materials, direct shipments to China improved by 26,2%. At the same time finished granite imports from China increased, albeit with more modest figures. Trade with Portugal also intensified in both directions and for both countries. Different strategies which show the individual local industrial sectors’ ability to react and their vitality and determination not to be overwhelmed by the events and the turmoil of foreign economies. Finally, just a short reflection on South America which stands as a varied supplier with certain countries developing and one leading player, Brazil, which however did not experience a totally positive year. Its major trade partner, the United States, did not help its expansion and even China which had been importing increasing quantities of blocks of granite until the previous year slowed its imports of raw materials by -8,6%, as did Italy with a declared -23,3%. These are not negligible figures on a yearly basis, even for a strong dynamic country like Brazil. What has affected the country most is the United

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States with which there is a naturally privileged relationship due to the geographic vicinity, stable relations and the currency used. 2008 does not look as if it will bring a fast reversal in the trend underway, even though it is still a market which does not easily fall under a certain “physiological” level of consumption. It will be important for Brazil to maintain relations with Europe too as well as the Far East as it has done up to now. All the trade movements and trends that we have seen in the general picture come up again in the more detailed analysis: the poles of general development also attract stone trade while international trade and overall production paths are a direct consequence with, in addition, a few moments of strong attention on the focal points of production of raw materials and on the specialised qualified processing centres or vice versa totally generic and more similar to the consumption markets. Competition among leading players is based on overall skills, and performance even though such criteria are dependent on too many reasons felt to be outside the field of specialisation and hence seen as outside their own ability to control and work, that is seen in terms of substantial powerlessness. This process does not affect just the stone sector or the related building and technology sectors and this is why it involves relations between institutions and countries and is at the centre of a lively debate which is also theoretical as well as political and sometimes administrative. It concerns the order that the future world is preparing already today and the roles that will be played by the various international and national players, players that cross countries and are therefore inside and outside the countries themselves and national players as we have known and understood them today.

THE ITALIAN STONE SECTOR What happened in 2007 in Italy as far as the stone sector is concerned? The consequences and climate of the international financial and economic crisis in some countries were felt in Italy too, but to what extent? We have already briefly mentioned a few things about the general trends in the Italian stone sector in 2007, thereby anticipating some of the replies to the above questions. It could not really be any different as Italy is fully entwined in the trends and events that have characterised the year, both inside and outside the natural stone sector. However, it is worth going into more detail about certain aspects since these are the seeds of what has already occurred in the first part of 2008 and is obviously continuing now. In 2007 Italy showed some positive aspects, at least in the first half of the year, and especially as regards foreign markets where it managed to maintain its high profile position for almost all materials and types of product. The second half of the year was, however, not so bright and in the beginning of 2008 there was definitely apprehension, especially in certain market areas and for certain specialised supplies and work. As for the home market, this remained unclear as in the previous year and uncertainty grew as the months went by. It gradually became clear that the real estate market’s buoyant trend over recent years had come to an end and that it was beginning to become fragmented into niches, which are still interesting segments but increasingly difficult and uncertain. In terms of quarry production, this remained by and large stable in most regions, although some of these did record drops in production such as Sardinia that has been particularly hit by competition from foreign granites for some years now and with its own materials mostly used on the home market and to renovate historical centres and local landscapes. Or, as in the case of the Valle d’Aosta, whose small but quality quarries are finding it increasingly difficult to remain profitable enough considering the complex quarrying techniques used and the potential of the material which is beautiful but plagued

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by other marbles of a similar colour. In this context, Carrara White is in a way emblematic of the overall condition: average-high and high quality materials and blocks have no problems in finding a market, yet the overall production made up of different materials and different and numerous yields does not always find the best markets. Moreover, although it has a very high percentage of first quality materials compared to the average of other production basins, the need to have unsquared and second quality products is often in conflict with the general interests of the quarrying area. The growth of raw materials exports, in national and local (Carrara) terms shows the risk Carrara runs of suddenly changing to being more of a mining area than in the past and the risk Italy runs of reverting back to being a high profile niche producer for finished products and a mass producer of raw materials, although still remaining a very expert and technically specialised industry, especially in terms of adding value to the raw materials. In 2007 Italian exports of natural stone materials and products did not record any increases on 2006 as regards the higher quality goods. The final statistics are fairly complicated, taking into consideration all the items in the table, both separately and all together. However, the figures not only confirm the positive trend in 2006 but actually show an improvement on it, albeit sometimes in a contradictory way as in the case of granite and more often in a decidedly positive way as in the case of marble and travertine, as regards both the raw materials and the finished products. Table 2: Italian Stone Exports, 2006-2007 Italy – All countries January-December 2006/2007

Export 2006 tons.

2007 Euro

tons.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.à

% Val.

MARBLE BLOCKS AND SLABS

885.009

172.191.883

971.486

188.330.940

9,77

9,37

GRANITE BLOCKS AND SLABS

189.097

49.180.291

196.343

46.462.067

3,83

-5,53

FINISHED MARBLE PRODUCTS

1.020.994

754.819.298

1.073.266

800.918.490

5,12

6,11

FINISHED GRANITE PRODUCTS

943.754

811.032.391

874.961

763.457.187

-7,29

-5,87

OTHER FINISHED STONE PRODUCTS

200.625

37.898.572

208.389

40.759.835

3,87

7,55

SubTOT Blocks, Slabs and Finished products

3.239.479

1.825.122.435

3.324.445

1.839.928.519

2,62

0,81

CHIPS AND POWDERS

1.308.107

64.841.466

1.024.322

61.195.790

-21,69

-5,62

SubTOT with chips and powders

4.547.586

1.889.963.901

4.348.767

1.901.124.309

-4,37

0,59

1.535

1.133.844

3.353

1.745.866

118,44

53,98

RAW SLATE FINISHED SLATE PRODUCTS PUMICE STONE TOTAL

20.972

13.069.151

17.755

11.101.034

-15,34

-15,06

251.991

6.490.335

101.198

3.093.930

-59,84

-52,33

4.822.084

1.910.657.231

4.471.073

1.917.065.139

-7,28

0,34

Source: Istat; processing: IMM The first sub-total is the one that really truly represents Italian exports of stone, leaving pumice and slate as a significant addition in terms of added value yet one which is unfortunately losing ground year after year both in terms of market share and competitiveness. First let’s concentrate on the figures in the first few lines, the core of the national stone industry. These figures show a clear tendency to maintain a high level of return, especially for marble and travertine which are taken as one in the statistics and keep their leading role for the entire sector. Blocks and raw slabs and finished products, including polished slabs, recorded substantial growth in 2007 and this is confirmed by the statistics produced by the various partner countries, both European and non, both

36


traditional and new or almost new. These figures are available on our internet site and give the overview of the major countries operating as producers, consumers or processors. This result still holds despite the difficulties imposed by the euro. There are even some increases in the average value per unit of product exported and above all there is innovation in terms of the geographical position of the markets: nothing extraordinary or revolutionary but a slow, constant process that has been underway for a few years now, a hard process but one which has been carried forward in a concrete, resolute way through the search for new contacts, new partners and new specialised areas of supply. Concentrating on the data for the first sub-total, the division of Italian exports by macro geographical regions is as follows. Table 3: Italian Stone Exports by Geographical Macro Regions, 2006-2007 Export/Valori assoluti e variazioni Italia - Tutti I Paesi Gennaio-Dicembre 2006/2007

2006 tons.

Unione Europea

2007 Euro

tons.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.à

% Val.

1.019.215

627.223.913

956.633

627.099.008

-6,14

-0,02

Resto d’Europa

291.769

188.888.208

331.863

208.535.598

13,74

10,40

Africa

393.231

68.338.562

530.267

93.063.470

34,85

36,18

Nord America

518.215

583.097.523

441.112

519.053.560

-14,88

-10,98

60.659

30.481.739

65.042

39.822.247

7,23

30,64

Medio Oriente

430.930

151.291.273

398.593

157.595.900

-7,50

4,17

Estremo Oriente

502.596

149.545.787

578.549

166.395.151

15,11

11,27

Centro e Sud America

Oceania

22.863

26.152.452

22.380

27.873.235

-2,11

6,58

Totale

3.239.477

1.825.019.457

3.324.437

1.839.438.169

2,6

0,8

Source: Istat; processing: IMM Already on this initial reading, without even going into detail about the individual countries and markets, one thing is clear. That is the gradual drift towards the integration of traditional partnerships with the more recent players, with different consumers and niches, some of which have been reinstated after periods of relative abandon and decline, others on the other hand which have developed recently. We can give two good examples for the two situations. The first, which is fairly representative in this sense, is Switzerland. For years Switzerland had been an excellent buyer of Italian materials and products, both Italian in origin and just processed in Italy, then after a long period of calm it has recently been revitalised. Recovery actually began in 2005 and now it looks as if the country has regained its traditional profile as a good importer both in terms of quality and quantity, naturally with its own preferences and trends. Independently of particular situations and specific supplies the trend underway for the previous couple of years was confirmed in 2007 following the general preferences for Italian products. The fact that there is a wide gap between volume and value comes as no surprise but it is difficult to say what role the euro played against the Swiss Franc and to what extent competition from much more “economical” suppliers imposed more moderate prices than in the past for certain products.

37


Table 4: Italian Stone Exports to Switzerland, 2007-2006-2005 Export ITALY - SWITZERLAND January - December

2005 tons.

2006

Euro

tons.

2007

Euro

tons.

Euro

diff.% diff.% 2007/2005 2007/2006 % Qt.à % Val. % Qt.à % Val.

MARBLE BLOCKS AND SLABS

1.038

599.286

1.069

684.769

664

522.520

-36,03

-12,81

-37,89

-23,69

GRANITE BLOCKS AND SLABS

9.753

2.583.201

11.911

2.656.756

21.390

3.151.607

119,32

22,00

79,58

18,63

FINISHED MARBLE PRODUCTS

11.974

14.235.843

14.591

17.286.121

15.967

18.018.616

33,35

26,57

9,43

4,24

FINISHED GRANITE PRODUCTS OTHER FINISHED STONE PRODUCTS SubTOT Blocks, Slabs and Finished products CHIPS AND POWDERS

72.043

62.534.924

76.658

66.780.245

73.972

66.686.724

2,68

6,64

-3,50

-0,14

29.058

6.160.316

28.450

6.164.794

30.416

6.568.075

4,67

6,62

6,91

6,54

123.866

86.113.570

132.679

93.572.685

142.409

94.947.542

14,97

10,26

7,33

1,47 12,42

SubTOT with chips and powders

53.810

3.200.196

55.937

3.729.376

56.092

4.192.480

4,24

31,01

0,28

177.676

89.313.766

188.616

97.302.061

198.501

99.140.022

11,72

11,00

5,24

1,89

127

112.989

106

87.440

189

138.352

48,82

22,45

78,30

58,23

3.822

1.444.714

4.333

1.808.468

4.101

1.549.166

7,30

7,23

-5,35

-14,34

842

95.155

1.060

155.960

661

56.924

-21,50

-40,18

-37,64

-63,50

182.467

90.966.624

194.115

99.353.929

203.452

100.884.464

11,50

10,90

4,81

1,54

RAW SLATE FINISHED SLATE PRODUCTS PUMICE STONE TOTAL

Source: Istat; processing: IMM Another emblematic country in terms of Italy’s European stone industry partners outside the EU is Russia. Russia better represents the more recent markets even though it is not totally new. The process began a little earlier in Russia than in Switzerland and for all types of products although finished marble products are definitely a separate case. The performance of the latter was already clear in 2006 with a few particularly high value and specialized supplies and was then confirmed in 2007 with the results shown in the table below. Table 5: Italian Stone Exports to Russia, 2007-2006-2005-2004 Export

ITALY - RUSSIA January – December

2007 tons.

Euro

diff.% 2007/2006

diff.% 2007/2005

diff.% 2007/2004

% Qt.à

% Qt.à

% Qt.à

% Val.

% Val.

% Val.

MARBLE BLOCKS AND SLABS

728

878.675

12,52

46,17

29,08

52,11

81,10

-4,45

GRANITE BLOCKS AND SLABS

378

398.205

22,33

21,25

297,90

328,16

378,48

334,62

FINISHED MARBLE PRODUCTS

22.297

37.885.814

20,50

37,62

115,43

170,91

123,31

204,70

FINISHED GRANITE PRODUCTS OTHER FINISHED STONE PRODUCTS SubTOT Blocks, Slabs and Finished products CHIPS AND POWDERS

7.046

9.163.212

24,47

35,86

73,08

108,34

63,56

59,42

32

38.842

10,35

-40,62

88,24

68,46

0,00

67,56

30.481

48.364.748

21,20

37,13

101,90

153,53

105,87

151,69

484

64.550

-86,91

-88,15

-93,43

-93,60

-93,87

-93,57

30.965

48.429.298

7,34

35,23

37,82

141,12

36,42

139,52 902,38

SubTOT with chips and powders RAW SLATE FINISHED SLATE PRODUCTS PUMICE STONE TOTAL

Source: Istat; processing: IMM

38

11

12.229

0,00

0,00

-45,00

-28,11

0,00

372

291.139

-19,65

-22,29

-13,49

-24,52

-26,77

-11,66

6

7.275

-53,85

-54,81

0,00

56,72

50,00

-69,28

31.354

48.739.941

6,92

34,62

36,82

137,84

35,09

136,90


In just a short time Russia has become not only a stable partner in terms of value, but also one that is growing year after year, even though it is not yet on a par with the major consumers. It is still an elitist consumer market but maybe this is exactly why it is a particularly valuable and sought-after market. Taken together the various factors point to a general picture of Italian exports divided into macro geographical regions that is gradually changing compared to previous years as we have tried to show in the table below regarding 2007. The same figures in Table 3, read in a percentage division rather than in percentage changes, show a close-up view of the small changes, including the differences between value and volume. Table 6: Italian Stone Exports, Percentage Division by Macro Geographical Regions, 2006-2007 Italy – All countries January - December 2006/2007

Exports/Percentage Divisions 2006

2007

q.tà

val.

q.tà

val.

European Union

31,0

34,0

28,4

33,6

Rest of Europe

9,4

10,7

10,4

11,8

Africa

12,1

3,7

16,0

5,1

North America

16,0

32,0

13,3

28,2

Central and South America

1,9

1,7

2,0

2,2

Middle East

13,3

8,3

12,0

8,6

Far East

15,5

8,2

17,4

9,0

Oceania

0,7

1,4

0,7

1,5

100,0

100,0

100,0

100,0

Total

Source: Istat; processing: IMM The decreasing importance of the European Union – albeit modest and compensated for by the other European countries and North America, which also includes Canada that is often undervalued, is accompanied by the increasing importance of Africa, especially North Africa, and to some extent the Far East too, although here value did not follow in the steps of volume. In terms of value the scenario remained more static with the only exception of the European countries outside the EU. Again, it is difficult to define what role the Euro played in this case too, although the following table may help to understand since it shows the individual countries that showed interesting and significant growth in the overall picture of the continent. In this case we have considered the total Italian exports to the individual markets for all types of products, including slates and chips, listing first the countries that show negative figures both in volume and value, then the countries with diverging situations between the two trend indicators and finally the countries with positive figures in everything, obviously limiting the countries to those with significant figures.

39


Table 7: Italian Stone Exports, Various Countries 2006-2007 / Europe Export Italia – Other Countries January - December 2006/2007

2006 tons.

2007 euro

tons.

diff.% 2007/2006 euro

% Qt.à

% Val.

GERMANY

675.154.946

256.369.533

578.289.263

226.713.933

-14,3

-11,6

SPAIN

117.225.157

51.286.284

108.921.828

51.107.124

-7,1

-0,3

UNITED KINGDOM

297.503.345

73.113.000

219.534.645

79.860.795

-26,2

9,2

BELGIUM

204.241.518

26.652.607

128.141.822

28.490.887

-37,3

6,9

HUNGARY

37.155.211

15.700.285

35.347.856

16.307.510

-4,9

3,9

SLOVENIA

47.858.801

11.373.448

46.566.539

12.969.549

-2,7

14,0

SLOVAKIA

13.407.704

5.394.896

12.848.573

6.465.720

-4,2

19,8

AUSTRIA

122.368.327

45.380.757

124.872.064

47.180.854

2,0

4,0

FRANCE

167.200.239

70.803.399

172.956.364

75.574.216

3,4

6,7

POLOND

30.455.245

16.349.611

39.163.311

21.603.317

28,6

32,1

CZECH REPUBLIC

17.182.381

9.497.297

21.375.464

11.096.283

24,4

16,8

SWITZERLAND

194.114.611

99.353.929

203.451.222

100.884.464

4,8

1,5

RUSSIAN FEDERATION

29.324.533

36.204.505

31.355.137

48.739.941

6,9

34,6

CROATIA

62.983.090

20.717.649

65.004.324

22.907.188

3,2

10,6

TURKEY

22.100.353

6.980.143

34.677.804

9.597.771

56,9

37,5

ALBANIA

12.845.923

2.687.482

15.809.115

3.382.954

23,1

25,9

Source: Istat; processing: IMM There is a range of different situations: some where both volume and volume decreased as in the case of the two large, important markets for Italian products, Germany and Spain; others where the situation is more complicated and it is above all the average value of the products exported that increased; still others where the results of the year’s exports are more complicated than in the previous year and not always positive, despite the fact that the percentage differences increased for both indicators. Let’s look in particular at Turkey, whose volumes increased significantly more than its values and is therefore worth special attention. In this case, it is above all marble finished products which influenced the final results, which is also the most important product type.

40


Table 8: Italian Stone Exports to Turkey, 2007-2006 Export

ITALY – TURKEY January-December 2006/2007

2006 tons.

2007 Euro

tons.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.à

% Val.

MARBLE BLOCKS AND SLABS

779

646.442

818

689.569

5,01

6,67

GRANITE BLOCKS AND SLABS

15.450

1.109.593

25.071

2.035.682

62,27

83,46

FINISHED MARBLE PRODUCTS

4.335

4.284.794

5.774

5.149.646

33,20

20,18

FINISHED GRANITE PRODUCTS

1.472

881.474

2.542

1.583.869

72,69

79,68

0

1.397

389

68.417

---

---

22.036

6.923.700

34.594

9.527.183

56,99

37,60

OTHER FINISHED STONE PRODUCTS SubTOT Blocks, Slabs and Finished products

30

24.872

58

39.967

93,33

60,69

22.066

6.948.572

34.652

9.567.150

57,04

37,69

0

0

0

0

0,00

0,00

31

25.391

26

30.621

-16,13

20,60

CHIPS AND POWDERS SubTOT with chips and powders RAW SLATE FINISHED SLATE PRODUCTS PUMICE STONE TOTAL

3

6.180

0

22.100

6.980.143

34.678

0 -100,00 -100,00 9.597.771

56,91

37,50

Source: Istat; processing: IMM The following tables show the other geographical regions and the importance of a few players over recent years, both in the Mediterranean basin and in the more distant regions (leaving out the Americas for now) in the overall picture of the national industry. The tables highlight above all the dynamics of the changes and the new elements in the last year. Table 9: Italian Stone Exports, Various Countries 2006-2007 / North Africa Italy – Other Countries January – December 2006/2007

Export 2006

2007

diff.% 2007/2006

tons.

euro

tons.

euro

EGYPT

57.444.183

8.037.148

56.660.526

9.538.934

% Qt.à -1,4

% Val. 18,7

MOROCCO

70.434.509

13.838.504

89.330.244

24.343.861

26,8

75,9

LIBYA

154.606.062

13.918.957

204.002.314

19.447.439

32,0

39,7

TUNISIA

243.387.671

14.577.898

260.407.026

18.287.536

7,0

25,4

ALGERIA

74.151.359

11.818.906

90.970.816

12.490.772

22,7

5,7

Source: Istat; processing: IMM The positive contribution to Italian exports from the growth of North Africa totalled more than 21 million euros more than 2006, concentrated in five countries where, with the sole exception of Algeria, the product quality increased rapidly and significantly too. The situation in the Middle East is more complex. Here the number of countries recording positive contributions to Italy’s industry was more limited and furthermore the two most negative situations highlighted in red at the beginning of Table 10 weighed heavily on the end results. For those who remember the 80s, this region is now very different to how it was, yet it is still an important region for a very qualified group of Italian companies that continue to work there in a stable manner.

41


Table 10: Italian Stone Exports, Various Countries 2006-2007/Middle East Italy – Other Countries January – December 2006/2007

Export 2006 tons.

2007 euro

tons.

diff.% 2007/2006 euro

% Qt.à

% Val.

126.481.863

42.199.687

106.565.714

36.915.885

-15,7

-12,5

SYRIA

48.936.917

3.568.076

35.221.113

2.574.184

-28,0

-27,9

KUWAIT

49.816.133

21.236.857

48.707.648

23.450.374

-2,2

10,4

JORDAN

47.067.817

3.385.269

46.043.049

3.778.943

-2,2

11,6

UNITED ARAB EMIRATES

86.196.133

55.364.489

87.864.144

64.244.757

1,9

16,0

LEBANON

51.408.243

7.606.443

57.096.486

9.258.300

11,1

21,7

ISRAEL

19.914.970

5.138.215

28.664.031

8.445.929

43,9

64,4

SAUDI ARABIA

Source: Istat; processing: IMM Of particular importance is the further diminishing role of Saudi Arabia which Table 11 shows in detail: important figures but still a negative trend. Table 11: Italian Stone Exports to Saudi Arabia, 2007-2006 Export

ITALY - SAUDI ARABIA January-December 2006/2007

2006 tons.

2007 Euro

tons.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.à

% Val.

MARBLE BLOCKS AND SLABS

3.628

1.632.953

7.005

3.383.170

93,08

GRANITE BLOCKS AND SLABS

297

85.884

198

79.693

-33,33

-7,21

FINISHED MARBLE PRODUCTS

118.139

37.598.023

95.736

31.442.027

-18,96

-16,37

FINISHED GRANITE PRODUCTS

3.695

2.604.474

2.288

1.375.790

-38,08

-47,18

497

185.354

1.175

489.413

136,42

164,04

126.256

42.106.688

106.402

36.770.093

-15,73

-12,67

OTHER FINISHED STONE PRODUCTS SubTOT Blocks, Slabs and Finished products CHIPS AND POWDERS SubTOT with chips and powders RAW SLATE FINISHED SLATE PRODUCTS PUMICE STONE TOTAL

107,18

216

85.899

154

133.088

-28,70

54,94

126.472

42.192.587

106.556

36.903.181

-15,75

-12,54

0

0

0

0

0,00

0,00

10

7.100

1

6.742

-90,00

-5,04

---

---

9

5.962

---

---

126.482

42.199.687

106.566

36.915.885

-15,75

-12,52

Source: Istat; processing: IMM Yet another different scenario in relations between Italy and the Far East. The entire region shows that overall exports including all product types decreased in value even though the overall volume of trade grew.

42


Table 12: Italian Stone Exports, Various Countries 2006-2007 / Far East Export

Italy – Other Countries January-December 2006/2007

2006 tons.

2007 euro

tons.

diff.% 2007/2006 euro

% Qt.à

% Val.

INDONESIA

15.658.530

9.891.100

14.357.660

9.631.163

-8,3

JAPAN

23.253.104

17.785.190

24.637.334

17.010.627

6,0

-4,4

INDIA

93.808.099

21.867.225

126.442.932

28.181.258

34,8

28,9

SINGAPORE

-2,6

4.222.487

3.750.089

8.540.466

8.277.564

102,3

120,7

241.207.549

41.865.166

270.130.372

49.778.078

12,0

18,9

SOUTH KOREA

19.098.623

15.621.958

22.902.962

15.929.608

19,9

2,0

TAIWAN

46.421.821

12.036.802

57.071.938

14.460.105

22,9

20,1

HONG KONG

30.982.611

14.558.215

33.687.456

17.438.342

8,7

19,8

CINA

Source: Istat; processing: IMM However, the trend revealed concerns above all two product types. It is a trend which stems both from the differing range of export products, i.e. the different weight carried by the individual export products and the resulting variation in average value, shown in Table 13. Table 13: Italian Stone Exports, Far East/Average Unit Values 2006-2007 ITALY – FAR EAST January – December 2006/2007

v.m.u. diff.% 2007/2006

MARBLE BLOCKS AND SLABS

2,41

GRANITE BLOCKS AND SLABS

-16,00

FINISHED MARBLE PRODUCTS

-7,42

FINISHED GRANITE PRODUCTS

3,76

OTHER FINISHED STONE PRODUCTS

-3,91

SubTOT Blocks, Slabs and Finished products

-3,34

CHIPS AND POWDERS

31,42

SubTOT with chips and powders

-3,30

RAW SLATE

---

FINISHED SLATE PRODUCTS

75,95

PUMICE STONE

-6,34

TOTALE

-3,48

Source: Istat; processing: IMM An important point emerges and that is that finished granite products placed on the market in this region increased in value in 2007 too. This confirms that the vitality of Italian products is based first and foremost on quality and that its competitiveness is once again confirmed in the top range of specialised quality supplies. America is excluded from this analysis, firstly because the picture of the situation of the Italian stone industry in the USA comes under the more general picture of this country and secondly because a lot has already been said to this regard. Together with Turkey for marbles and China for granites, Italy by and large managed to deal with the pressure and challenge of a declining market, even though its direct exports did suffer a little. However, in this country in particular the single European currency had a great effect on the end of year analysis and the prospects for 2008 are still very uncertain. There is talk

43


that 2009 will be a year for recovery, which reinstates the continent of Europe as the privileged region for Italian industry and not only the stone industry. We shall see how this unfolds shortly, although signs are actually already visible in the first few months of 2008. The general feeling on the part of Italian companies is one of general uncertainty regarding the sector, even if the expectations for their own companies are a little more relaxed. However there is still a strong general feeling of a sort of standby situation both in the macro and micro environments while certain things are being clarified. Never before have future forecasts, read almost twenty years ago in an international research report, been so right, almost prophetic. This report produced by the UNCTAD, the UN agency in Geneva, stated that the coming years, up to at least the first decade of the new century and millennium, would be hit by generalised turmoil. And even in our small sector, which accounts for a mere fraction of the international GNP and world trade, we have been living this turmoil for some years now. Italian imports reflect not so much the expectations in the industry as much as some of its overall trends: Italian imports of marble blocks increased for example from Spain, Portugal, Greece and Slovenia and also from Turkey, while granite block imports decreased in line with the declining importance of granite in the national sector. Hence imports fell from “strong” suppliers such as Brazil and South Africa while growth of Indian imports was limited and only in terms of volume. At the same time, though, finished product imports grew, equalling exports to minor regions. Marble imports grew for example again from Spain, Iran and the omnipresent China, but it was above all granite finished product imports that grew, mostly from China, to over 25 million euro, a limited value but inconceivable even just a few years ago. Table 14: Italian Stone Imports, 2006-2007 Import

Italy – All Countries January-December 2006/2007

2006 tons.

2007 Euro

tons.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.à

% Val.

MARBLE BLOCKS AND SLABS

603.615

94.237.560

678.042

102.293.757

12,33

8,55

GRANITE BLOCKS AND SLABS

1.660.027

368.025.295

1.537.700

333.236.612

-7,37

-9,45

FINISHED MARBLE PRODUCTS

87.583

42.669.992

103.583

44.034.881

18,27

3,20

FINISHED GRANITE PRODUCTS

168.293

59.296.062

171.409

62.488.578

1,85

5,38

OTHER FINISHED STONE PRODUCTS

150.772

19.179.019

140.790

20.533.377

-6,62

7,06

2.670.290

583.407.928

2.631.524

562.587.205

-1,45

-3,57 -11,16

SubTOT Blocks, Slabs and Finished products

427.637

24.610.168

462.363

21.862.852

8,12

3.097.927

608.018.096

3.093.887

584.450.057

-0,13

-3,88

RAW SLATE

10.053

1.753.130

11.862

2.202.187

18,00

25,62

FINISHED SLATE PRODUCTS

17.416

13.882.539

24.252

15.946.437

39,25

14,87

8.843

999.781

5.262

627.960

-40,50

-37,19

3.134.239

624.653.546

3.135.263

603.226.641

0,03

-3,43

CHIPS AND POWDERS SubTOT with chips and powders

PUMICE STONE TOTALE

Source: Istat; processing: IMM The overall picture, therefore, shows the Italian stone sector as a sector with strong exports and the expertise to respond to the upgrading of the international market in order to maintain its share of the market and its high profile international role. Above all the sector shows its great capacity to remain competitive and hence maintain its role as the “big driver” of international quality yet again, almost at the end of this first decade of the new millennium. Faced with competition, problems with rival countries in terms of costs, presence, difficult benchmarks for numerous reasons, yet in markets that

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are not always expanding and are even declining, Italy shows that it can withhold its position and competitive margins and expand in other newer markets. One of the main characteristics of this year is in fact Italy’s ability to increase its range of alternative markets, increasing their specific and overall role, yet without moving back into old situations, rather maintaining a more than dignified share in conditions that are objectively very difficult. Hence in 2007 Italy’s markets were not only Germany and the United States but also Russia, Poland, Croatia, Morocco, Algeria which it managed to defend more successfully than its new, aggressive competitors and it also rediscovered other traditional partners such as Switzerland and the Arab Emirates. Finally, the slowdown which came about in the final part of 2007 did not affect the annual results which remained very positive, although 2008 looks to be affected and we shall have to wait at least until the election of the new US president to see the effects of certain basic indicators.

MACHINERY Italian exports of marble machinery, for which we shall only take into consideration the statistics that we are sure refer only to the ornamental stone industry, recorded a positive year, yet only cautiously satisfactory when comparing 2007 with 2006. Total figures for national exports, including cutting, processing, honing and polishing machines as well as machine tools, showed profits and hence the final judgement of the entire year is very positive and decidedly better both in terms of volume and value in euro. However, what is not so reassuring is the fact that this improvement is attributable only to machine tools, ie the “light”, finishing machines, rather than the more important machines which Italy is expert in. Table 15: Italian Stone Machinery Exports, 2006-2007 Export

ITALY – ALL COUNTRIES January-December 2006/2007 CUTTING MACHINES PROCESSING AND HONING MACHINES

2006 tons.

2007 Euro

22.202 139.717.231 8.437

88.132.220

tons.

diff.% 2007/2006 Euro

23.638 135.315.902 8.489

% Qt.à 6,47

% Val. -3,15

86.806.834

0,62

-1,50

MACHINE TOOLS

26.676 214.569.391

28.593 242.293.416

7,19

12,92

TOTAL

57.315 442.418.842

60.720 464.416.152

5,94

4,97

Source: Istat; processing: IMM It should be said, however, that comparisons from one year to the next show profits in all the products in terms of volumes exported which means that the negative variations recorded in the last column can be mainly attributed to the difficulties in average prices experienced on the foreign markets. In fact not only the stone companies had problems with the euro and competition from other countries which have recently become good producers and exporters of stone technology. The difficulties for heavy machinery in particular were many and not all due to problems within the sector or shared with the stone sector. One of the major difficulties experienced by the stone technology companies was and still is the all-important fluctuation in the prices or raw materials on the international supply markets. Above all steel suffered sharp, constant increases throughout the year which created additional obstacles to drawing up sales forecasts and the planning of industrial production costs. This was a problem for most producers but for those who work in euro even more so. Moreover, some markets for Italian stone technology slowed down their investments, for

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example the Italian home market, even if this is obviously not included in the above table. What were the main markets for the majority of Italian machinery? Starting from cutting machinery, gang saws and block cutters, again in 2007 the leading importer was the USA, despite a significant fall both in quantity and in value. The table below clearly shows the most interesting partners in 2007, in order of size, even though some minor partners such as Syria have been highlighted, not so much for their turnover as for the evolution and important trend shown. Table 16: Italian Stone Cutting Machinery Exports, Various Countries 2006-2007 CUTTING MACHINERY

Export 2006

ITALY – Other Countries January-December 2006/2007

tons.

2007 Euro

tons.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.Ă

% Val.

UNITED STATES OF AMERICA

1.940.406

22.638.572

1.202.864

16.263.383

-38,01

-28,16

SPAIN

1.475.345

12.459.968

1.491.274

10.581.043

1,08

-15,08

513.096

5.046.890

1.436.711

7.987.034

180,01

58,26

INDIA

2.707.131

11.185.432

1.920.329

7.768.481

-29,06

-30,55

GREECE

IRAN

601.010

6.743.337

1.120.827

6.984.546

86,49

3,58

FRANCE

543.392

5.446.261

816.755

6.156.134

50,31

13,03

TURKEY

-48,38

2.414.240

11.449.480

1.179.941

5.910.834

-51,13

UNITED KINGDOM

316.356

3.816.136

511.784

5.510.294

61,78

44,40

PORTUGAL

410.588

2.558.767

460.286

5.210.220

12,10

103,62

SAUDI ARABIA

728.331

4.121.871

1.096.235

5.282.203

50,51

28,15

67.477

703.199

656.881

4.192.887

873,49

496,26

GERMANY

204.469

1.423.620

544.728

3.376.916

166,41

137,21

CANADA

146.280

1.690.481

179.298

2.885.324

22,57

70,68

EGYPT

879.003

3.304.692

664.118

3.676.429

-24,45

11,25

BRAZIL

904.665

3.631.648

717.300

2.972.637

-20,71

-18,15

SYRIA

88.152

563.992

289.709

1.988.383

228,65

252,56

OMAN

Source: Istat; processing: IMM There is a uniformity in the sector influenced too by the development of certain countries such as India and China. Both India and China are now outright users and producers of technology. Moreover, they no longer produce just for themselves, which reduced the market for Italian producers, but they also export too, for certain products, and therefore are taking over shares of foreign markets too. Certain countries such as France, the United Kingdom and Portugal that buy machinery in the high quality bracket remained important and sometimes even recorded growth. The same applies to processing machinery, with just a few changes in the partners compared to the previous table. The two major buyers significantly slowed down their imports, above all due to the reduction on the home market for the USA and the foreign market for Spain. The positive trend continued on the other hand in Germany and Brazil, while Iran, which at least for now seems more concentrated on the primary cutting phase rather than the finishing phase, remained more uncertain. Other countries showing growth, yet still at too low a level compared to the size of the potential market, are India, Turkey and especially China which does not even appear in the list shown.

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Table 17: Italian exports of processing, honing and polishing machinery PROCESSING MACHINERY

Export

ITALY – OTHER COUNTRIES January-December 2006/2007

2006 tons.

2007 Euro

% Qt.à

diff.% 2007/2006 % Qt.à

% Qt.à

% Val.

SPAIN

1.231.467

14.935.214

832.346

9.861.314

-32,41

-33,97

UNITED STATES OF AMERICA

1.459.917

20.372.439

864.640

11.023.726

-40,78

-45,89

GERMANY

239.488

3.797.199

444.536

6.115.104

85,62

61,04

BRAZIL

316.326

2.654.891

898.839

5.654.064

184,15

112,97

IRAN

392.371

6.550.416

481.370

4.795.931

22,68

-26,78

50.111

254.463

216.152

3.995.725

331,35

1470,26

UNITED KINGDOM

200.069

2.991.573

197.437

2.982.835

-1,32

-0,29

INDIA

267.877

1.331.062

501.291

2.972.602

87,14

123,33

TURCKEY

254.471

2.082.690

321.906

2.776.071

26,50

33,29

POLAND

112.907

833.603

238.592

2.497.931

111,32

199,66

BELGIUM

323.700

3.978.753

208.797

2.478.609

-35,50

-37,70

27.746

508.582

163.664

2.350.654

489,87

362,20

ISRAEL

PORTUGAL

Source: Istat; processing: IMM The machine tools table includes a much longer list of important partners. Unfortunately the leading market comes in with a double negative figure. This is a big fallback both in terms of volume and value for the Italian industry. It is not a question of competition, rather it stems from the same reasons that have led to negative effects on Italian technology imports in the US in general. The North American stone industry slowed down due to a drop in the home consumption of natural stone and consequently direct investments fell along with foreign imports.

47


Table 18: Italian machine tool exports for stone processing, various countries 2006-2007 MACHINE TOOLS

Export 2006

ITALY – Other Countries January-December 2006/2007

tons.

2007 Euro

tons.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.Ă

% Val.

UNITED STATES OF AMERICA

2.106.259

26.342.324

1.473.634

19.901.768

-30,04

-24,45

SPAIN

1.299.195

14.691.979

1.252.274

16.569.565

-3,61

12,78

UNITED KINGDOM

420.374

7.286.383

1.479.659

13.761.152

251,99

88,86

TURKEY

998.146

6.879.288

1.927.555

13.098.607

93,11

90,41

EGYPT

2.111.699

6.087.517

1.951.336

12.221.303

-7,59

100,76

INDIA

3.104.470

20.151.193

2.543.464

11.266.759

-18,07

-44,09

IRAN

1.255.353

11.969.199

907.066

10.988.607

-27,74

-8,19

ALGERIA

447.513

3.320.328

1.327.530

10.649.935

196,65

220,75

RUSSIAN FEDERATION

376.887

5.201.320

767.077

8.512.859

103,53

63,67

GERMANY

393.279

4.712.870

520.382

6.993.951

32,32

48,40

BELGIUM

378.396

4.811.172

490.994

6.287.597

29,76

30,69

GREECE

314.073

3.116.077

395.594

5.240.684

25,96

68,18

MOROCCO

432.286

1.732.719

1.391.832

5.081.424

221,97

193,26

CANADA

310.165

4.815.834

307.922

4.781.115

-0,72

-0,72

AUSTRALIA

148.587

1.980.235

262.570

4.590.639

76,71

131,82

POLAND

251.083

2.156.651

308.312

4.210.269

22,79

95,22

MEXICO

540.693

4.088.598

574.665

4.037.183

6,28

-1,26

UKRAINE

324.105

3.370.673

340.956

3.992.757

5,20

18,46

PORTUGAL

367.680

4.260.862

370.859

3.318.506

0,87

-22,12

CHINA

580.383

4.694.198

897.272

3.241.364

54,60

-30,95

THAILAND

80.765

442.341

165.904

2.975.348

105,42

572,64

RUMANIA

366.439

2.094.390

258.807

2.882.574

-29,37

37,63

LIBYA

344.965

1.954.503

630.482

2.833.064

82,77

44,95

VIETNAM

72.591

878.327

339.751

2.734.780

368,04

211,36

CROATIA

328.461

1.479.583

498.359

2.193.114

51,73

48,23

Source: Istat; processing: IMM However, fortunately the USA is not the only partner on the list and not even the difficulties in Spain (still not totally overcome) were enough to lead to a negative end of year balance. On the contrary, Spain is looking to Italy to upgrade its offer, through upgrading its production and technology used for production. Old and new partners who want to increase their own markets, not only in terms of volume but even more so in terms of the quality of their processing, are following suit, whether it is for domestic consumption or for exports. The important thing is that processing is carried out according to optimum yield criteria in relation to the quality of the output, management costs and production times. Each country follows its own production criteria and if output quality of the product and production is a priority more often than not Italian knowhow is chosen. An Italian machine is often an expensive choice, particularly with the euro at its 2007 levels and hence it is chosen due to particular production and market requirements. Hence Turkey, that works with the US market increased its imports as did Germany and Belgium for their demanding domestic markets and other countries such as Algeria, Morocco, Poland and Vietnam that want to extend their current position in terms of the international trade of natural stone. These countries no longer want to limit themselves to nearby markets but want

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to position themselves appropriately in order to serve higher level consumption brackets, both domestic and foreign. The Italian technology exports picture is complex, having changed significantly over recent years, although maintaining its average-high value characteristic. The challenge lies in maintaining the international role it has held till now thanks to research, innovation and constant product upgrading with the aid of the national stone producers which form a unique experimentation ground. Its role however is widely threatened by new producers who often use innovation introduced by Italian companies without having to sustain the relevant costs. This is a well-known phenomenon which scientific literature defines as “shortening the lead time” and it is of course inevitable as is inevitable the growth of competitors. The only way to remedy the situation is by carrying out specific policies, yet their direction and results remain somewhat uncertain. Above all, this is a shared challenge which concerns not only the stone technology sector but most technical and innovative sectors and risks therefore to drown in the difficulties in finding an answer to the big problems of producing in Italy. These are problems concerning the productive system, the support of innovation transfer, technical and scientific research, the upgrading of training at all levels, relations with universities, research institutions and “brains” in general. There are, however, specific choices that the sector itself can try to deal with, especially in terms of the relationship with its own local territory and above all in times of general change that can lead to significant gaps in renewal and recovery since they are basically moments for reconstruction.

CONCLUSIONS Globalisation and related and derived phenomena have been a talking point for many years now. This includes the increasing links among distant economies which are actually no longer distant or anyway not as distant as is thought and hence the quotation “the butterfly effect” and Lorenz’s chaos theory to identify cause-effect processes and forecast probable future scenarios. Undoubtedly the planet, even in this small sector, has become smaller and more closely connected but above all more well-known and paradoxically at the same time even more unpredictable. Links with other sectors are increasingly as too are other aspects of the general economy which involve the stone industry through complex and often hazy connections: technological innovation and all what the new fast communication technology has brought about in all areas are often more the cause for globalisation itself having changed for example the meeting networks for demand and supply of products and services throughout the world. Even a small sector like the stone sector has been affected and there is often the tendency to attribute the effects of processes to competition and the growth of direct competition while they inevitably have different origins and have their consequences here too. It is above all in the services sector, in the intangible, that we see the effects of these processes and it is easy to see that we are only at the beginning of a new direction and we really do not know where it will lead. It may be the very volatile nature of the situations and directions, weak links and constant innovation that has allowed a heavy, traditional, ancestral material such as stone to continue to keep its reassuring charm despite the fact that it is a material that is often difficult to use and almost intimidates in some uses. At times when the instability of situations and social-economical frameworks leads to talk of a “liquid society” in which the scale of recognised shared values is changeable and together then favour stability in the end, the attraction of a material which has always been close to man, born almost to defend him from primitive danger, is so strong that it is even copied and made by competitor products that try in some way, often very successfully, to bear its splendour. Is this may be the reason why in

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a market like the US which is at the moment both rich and unusable, Italian marble and granites that are traditional and quality materials, manage to work better than the new producers? The market laws say that they are simply high quality products targeting customers that are still able to afford beautiful, quality products and want such products to consolidate their investments and the value of their goods. It is a well-known fact that over recent years more “European” characteristics have appeared in the US real estate market and the building industry is rediscovering recovery and reuse at least at certain levels. This is a market segment that is used to using natural stone materials, especially those well-known ones that add intrinsic value. The Japanese market, on the other hand, is the exact opposite. The history of the market for those who knew it during the 80s is very significant since in those years it was a large consumer of a wide range of high quality materials, particularly limestones, both marble and travertine. Following various events and certain economic crises and real estate bubbles which were also partially shared by other Far Eastern countries, albeit with their own characteristics, Japan looked as if it had almost disappeared from the stone consumption market. Yet then, thanks to the increasing offer of Chinese materials of lesser value than European materials, it began to absorb stone materials again, especially for the building industry, or rather for floorings and claddings. Subsequently, however, after an initial opening up to all products and materials on different scales, it has gradually slipped into the situation of a single supplier, ie the nearby China which accounts for 97% of finished granite imports whereas marble and travertine imports are now totally negligible. Two opposite situations yet both emblematic of possible development profiles in our sector. Hence it comes as no surprise that uncertainty ends up being the characteristic which best reflects the expectations in the sector. In many situations and in many local industries . This stems from the opposing features of the various situations which were initially similar, in the differing evolution of demand, and supply does not always manage to compensate or influence the growth process and the markets it evolves towards, on the contrary, this is rarely the case. Given the particular turmoil at the beginning of this millennium many researchers are trying to understand the dynamics of how uncertainty in the forecasting of possible scenarios turns into perception of risk or even fear or vice versa turns into a driving force towards new projects and new solutions. However we try and answer, the fact remains that certain boundaries have revealed themselves to be really too fragile to stand up to the pressure of the changes underway and the new producers, some of which are no longer new and have not been for some time, continue to make radical changes to market systems and divisions which were once strong and stable. Let’s take a look at a few elements of the general picture that has emerged over the last year. 1. The markets: the main market remains the US market considering the total figures including quality and quantity and consequently the result of the average value and profitability of the market. In terms of the volume of consumption the Chinese market is undoubtedly the largest, especially in this period of building activity not only due to expansion of the domestic economy but also for the Olympics and all that they bring, followed closely by the other large Asian producer and consumer, India. These are two very different models: the production volumes are very similar but while one is mostly an exporter of raw materials and semiprocessed materials, the other is an exporter of finished products and while one exports mostly granite, even though it is also a strong producer of other materials, the other exports some marbles too and on its domestic market consumes a much higher share of foreign products and materials. In short, China’s profile is a more complete one even though the development trends are for both wide-ranging and rich in many aspects, including technology. 2. The Far East is by far the region that has been the most dynamic in the stone industry and that has imported and exported most among countries in the region itself and outside the region on an

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international level. It is easy to see this just by looking at our Tables C which show imports and exports of the main countries in the industry. What are missing are the figures for the volumes but these could only emphasise the fact as they would further demonstrate the growth in all senses, not only in terms of the industry but also the upgrading of the local industry. Together with imports and exports, the local production of raw materials and technology has risen significantly too, even though the latter is very difficult to quantify in figures and the entire picture enhances the role and leadership of a vast area which is increasingly more dynamic. 3. The European Union is still a very important area for the industry and especially in terms of consumption that is mature in all respects. This too is an area with many contradictory aspects, some of which are very problematic. At least two of its leaders are experiencing a long period of repositioning in the international industry and they are Italy and Spain. These are not only traditional countries in the stone industry but above all they are the most important in economic terms and both are strong exporters. 2007 was ambivalent in both cases, with some additional difficulties perhaps for Spain. The end of the year and the beginning of 2008 have not yet given great hope for the solution of some of these problems, perhaps the most significant ones which do not show any sign of a rapid conclusion. The most important thing is that there is a gradual adaptation to the external challenger. In both cases the strategy seems to be increased specialisation in high profile, quality supplies, especially for the foreign markets such as the North American market and the European market, both within and outside the EU. An important fact has emerged and that is that even in this small industry, which however helps some countries to find economic growth and is sometimes considered so strategic that its foreign trade figures are purposely not published, paradoxically it is the actual globalisation process that has triggered off a heightened specialisation process with enhancement of skills that has not been seen before in our recent history. Maybe this is because more so than trade it is technological progress that has encouraged globalisation by knocking down much more difficult and solid barriers than those overcome by free trade agreements. Hence the specialisations and skills in services and production industries alike become increasingly important in a mixture which enhances the competitive skills of territories, all the more if these have identities and plans, firstly in terms of industrial policies, within the different sectors too. Great multilevel governance ability is is required to manage the complex new world we live in with its increasing number of players in order to reconcile these players with their full use: research, innovation, a high sense of local culture, professionalism, protection and growth in knowledge and art. In this need for governance shared by many sectors and many local areas there emerges the difference between “complicated” and “complex” where in the former the difficulty lies above all in the range of possible options while in the latter it is the unpredictable component of the possible scenarios that is more important. It is more than obvious that in this kind of environment and in a situation with these external conditions, companies really cannot work alone and really need help and guidance from the institutions and above all in the surrounding local area, while still making their own choices and planning their own future. And it is becoming increasingly important to invest and plan for the future based on the actual people that work in these companies so that they are and become more and more a resource in the industry.

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STONE SECTOR 2007 La Industria Italiana y La Coyuntura Internacional

Silvana Napoli

INTERNAZIONALE MARMI E MACCHINE CARRARA S.p.A.

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PANORÁMICA GENERAL El 2007 ha sido un año con un inicio muy diferente con respecto a su final. Un inicio positivo que se ha mantenido tal en el curso del año, si bien con peligros y turbulencias siempre más explicitas y amplias, para llegar en fin a la crisis de los prestamos hipotecarios subprime de Estados Unidos, que ha empezado a contagiar también a los demás mercados inmobiliarios, a los sectores bancarios y a las restantes economías occidentales. El balance general no podía limitarse, pues, solamente a los estados occidentales: en un panorama de economía globalizada, las conexiones y los entrelazamientos de los sujetos que se mueven en el mercado mundial ya son demasiado estrechos para no tener consecuencias directas incluso en situaciones lejanas, sin que haga falta valerse de la famosa paradoja del “efecto mariposa”. La segunda mitad del año ha sido una secuencia de altos y bajos que han ido siguiendo los acontecimientos y las perdidas financieras de los intermediarios envueltos en las insolvencias del mercado inmobiliario americano, a las cuales se han añadido las consecuencias del aumento progresivo de las materias primas en los mercados internacionales y de las variaciones de la paridad sobre el dólar por parte de la otra principal moneda occidental: el euro. Un conjunto de factores en parte conectados entre ellos y en parte no, que sin embargo juntos han impreso una fuerte aceleración a los procesos de revisión de las previsiones de crecimiento de las principales economías occidentales, aceleración que ha seguido ampliamente también a inicios del 2008. La demanda de materias primas crece, así como crece, de consecuencia, su precio, tanto para aquellas destinadas al uso industrial, como para aquellas alimentares, destinadas directamente a la supervivencia de poblaciones enteras. Reaparece en clave moderna el espectro del hambre y de la carestía, para recordar a todos que en vastas áreas del planeta nunca había desaparecido, renovando, en el tercer milenio, miedos antiguos y primitivos, nunca placadas completamente. El crecimiento económico de países que ya no son emergentes, la crisis de crecimiento de los viejos países líder, son factores que llevan a algunos economistas a meditar sobre la sostenibilidad para nuestro planeta de un modelo económico global basado sobre la expansión constante del PIB, de manera independiente a la disponibilidad de recursos materiales y económicos del globo, que sí pueden crecer, pero con ritmos evidentemente más lentos de ciertos indicadores y ciertas zonas geográficas particularmente vivaces. Los interrogativos son muchos, y conciernen en primer lugar las materias alimentares y las fuentes energéticas, pasando por las consecuencias sobre el clima y sobre la salud de las poblaciones: la idea general de bienestar y de desarrollo se modifica con el tiempo, desembocando en un modelo que no se se mantiene parado y estándar, sino que evoluciona con creciente rapidez. Si para algunos, pues, el problema es alcanzar un estándar de vida aceptable, para otros el problema es mantenerlo. La relación entre euro y dólar ha caracterizado los intercambios económicos y de mercancías en el curso del año 2007 y en los primeros meses del 2008, de forma sensible y ampliada también a países no europeos, y los movimientos de capitales, que normalmente siguen los desplazamientos de relaciones de intercambio, hacen el panorama aún más complejo. La política monetaria de la BCE ha privilegiado la lucha a la inflación, manteniendo relativamente alto el coste del dinero, y con este el cambio del euro frente al dólar, pero esa decisión ha sobrecargado la industria europea, haciendo menos competitivas sus mercancías bajo el aspecto de los precios y obligando a los productores europeos a tomar decisiones de gestión y de mercado a menudo difíciles, sobre todo para algunos sectores. Y así, en el área del euro, la actividad productiva durante el año 2007 ha sido superior al promedio previsto, en la primera mitad del año, pero ha progresivamente ralentizado, hasta llegar a las previsiones actuales para el 2008, en un continuo retoque hacia abajo. Son pocas las realidades que siguen manteniendo un buen paso, mientras incluso algunos de los sujetos más vivaces de los últimos dos o tres años, como España e Irlanda, han empezado a sufrir de la angustia general. Las consecuencias de la ralentización de la locomotora americana, socio exterior principal de la industria europea, se hace sentir, y todos esperan

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que en Estados Unidos se elija pronto un presidente, y con él una leadership, en condiciones de relanzar la economía, mejorando seriamente la performance y los indicadores de balance. Lo que es cierto es que el panorama de los protagonistas ha cambiado definitivamente en muchos aspectos y en varias relaciones de magnitud y las previsiones de los principales institutos de investigación concuerdan en la hipótesis de un mundo diferente del actual para nuestros hijos. Lo importante es estructurarse para no encontrarse desprevenidos frente a los cambios, y estar siempre disponibles a incluso reconsiderar situaciones que hasta ayer se consideraban “inmutables”.

EL SECTOR DE LA PIEDRA INTERNACIONAL A todos los efectos, el sector de la piedra es desde hace tiempo un sector que se introduce en el flujo de las modificaciones de la economía general de los países y que incluye la mayoría de los protagonistas del panorama de las economías internacionales. Tras esta premisa, resulta más fácil entender lo que ocurre en su interior y verificar, como consecuencia, que los movimientos que lo atraviesan, derivan y luego después corren junto a los cambios generales, y deben reconducirse a los mismos acontecimientos que influencian los sectores que consideramos mayores, por amplitud de los números o por importancia de las dinámicas. Por su parte, el sector de la piedra es a su vez capaz de ejercer influencia en los acontecimientos de algunos países y de algunas realidades especificas, para las cuales asume importancia autónoma y a veces incluso considerable. El 2007 se convierte pues en un año que siente, también en el sector de las piedras, los movimientos que han determinado y afligido algunas de las situaciones más significativas del año y del globo: el mercado de donde iniciar, con la finalidad de verificar la tendencia general, va a ser, aún más naturalmente que en los años pasados, el de Norteamérica, con todas sus implicaciones, directas e indirectas, inmediatas y a largo plazo. Se ha ya mencionado que el mercado inmobiliario y de las construcciones de Estados Unidos, según la opinión de los observadores más confiables, no se ha detenido en el curso del 2007, por el contrario se ha modificado y en buena parte se ha puesto a la espera de ulteriores cambios. Las nuevas construcciones han ralentizado vistosamente, y se ha asistido a una orientación progresiva de los operadores especializados hacia negocios más moderados y sofisticados, que han influido sobre los materiales lapídeos en diferente según el tipo y la clasificación del producto. Y así, en las importaciones declaradas por la aduana estadounidense, de los productos de granito elaborado, es decir del artículo que presenta la mayor criticidad y competición entre todos los productores internacionales, el país que mejor ha resistido en la comparación 2006-2007 ha sido precisamente Italia, que exporta productos y materiales de tipos y calidades medio-altas, y que se coloca a niveles de cantidad inferiores frente a competidores como China, India o Brasil, pero con un valor añadido generalmente superior. Tabla 1: Importaciones EE.UU. de elaborados en granito, cantidades Países miembros

Diferencia % 2007/2006

Brasil

-14,5

Cina

-6,7

India

-8,7

Italia

-1,0

Totale USA

-7,6

Origen: Aduana EE.UU. Elaboración: IMM Ya en la edición pasada de Stone Sector habíamos constatado que los datos declarados por fuentes

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americanas no siempre coinciden perfectamente con los que declara el país exportador, pero también hemos dicho cuales son las causas: un recorrido articulado de los productos, que llegan a EE.UU. cubiertos con una garantía total por parte de las empresas de un país (en este caso Italia) que controlan el ciclo completo del producto mismo, hasta en las partes que no salen físicamente de las fronteras italianas. Son productos que de alguna forma pertenecen a la internacionalización del ciclo del producto, y evidencian la complejidad ya explicitada del sector y de sus flujos incluso físicos, pero de la comparación con los números de las aduanas italianas (y lo mismo se aplica a muchos más países sobre todo europeos) se nota claramente que la dimensión del fenómeno es muy contenida. En la tabla precedente, los números hablan claro: se trata de los elaborados en granito, una partida que ha vivido de forma particular el confronto entre los productores tradicionales y los nuevos productores, que se enfrenta a una competición más combativa y que ha sufrido también de forma relevante los efectos de los cambios de estos últimos años. La contracción cuantitativa del mercado americano se ha hecho sentir de todas formas, y aunque un productor como China haya encontrado fácilmente otros lugares donde colocar sus productos, también la contracción se ha notado, como se ha notado la marcha diferente que la especialización de los suministros está imprimiendo en los tráficos entre países. Un proceso análogo al chino es el de India, y para ambos los productores asiáticos el papel desarrollado por los mercados locales e internos ha sido sin duda fundamental. Más difícil la situación de Brasil, que sigue siendo primer proveedor de granitos elaborados, pero que ha perdido cuotas importantes a lo largo de un año. También el mercado del mármol elaborado importado de los EE.UU. ha seguido un recorrido similar, aunque en este caso la resistencia de Italia ha sido menor. Junto a Italia ha sufrido también Turquía, a pesar de que haya sido el mayor proveedor cuantitativo de Norteamérica, o casi el único: Como siempre mejora China, pero ha crecido mucho Méjico, junto a un Egipto más pequeño, pero que ha encontrado otros destinos para sus materiales. El asociado principal de China, en lo que concierne los elaborados de granito (aunque para los elaborados del mármol se aplique lo mismo) ha sido también la Corea del Sur, que ha continuado absorbiendo volúmenes crecientes de elaborados del granito con ritmos verdaderamente considerables. +20,1% del 2006 al 2007, declarado por Corea, y +14,7% declarado por China. Y poco importa que exista alguna diferencia entre los números declarados por unos u otros orígenes, se trata de un elemento que queda contenido y bastante marginal con respecto al significado de la variación; y para los elaborados de mármol los porcentajes declarados por Corea (y análogamente por China) han seguido el mismo camino rápido, aunque sobre niveles mucho más bajos. El segundo mercado exterior para los elaborados del granito de China es el Japón, que sin embargo conoce un camino más símil a el de los países occidentales que al de Corea, y disminuye, en conjunto, de un 8,3% con respecto al año precedente. Pero a pesar de esto, y a pesar también de la reducción de un 8,4% de las importaciones japonesas desde China para los elaborados del granito, China continua cubriendo el 97,6% de las importaciones en volumen declaradas por Japón, cosa que equivale a hacer del Japón un mono-mercado para los productos chinos, y que explica también la casi equivalencia de los porcentajes de reducción sobre base anual entre el dato general y el dato debido a la sola China. Seguramente estos números describen el éxito de la industrialización de China en el sector de la piedra, y expresan el sentido de toda su potencia productiva y competitiva: las áreas que la rodean, sus mercados de cercanía geográfica ya son zonas de muy difícil penetración por parte de la competición, sobre todo si esa competición se expresa en euros. Además resulta casi anulado el material lapídeo alternativo al granito, como el mármol o el travertino, que prácticamente casi ya no existen en el mercado japonés, a pesar de que, en años no tan lejanos, ese país haya consumido esos materiales de forma calificada y competente. Cabe añadir, para completar el panorama sobre este país productor ya desde hace años el más importante del sector de la piedra internacional, que sus importaciones de mármol desde Egipto

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han crecido en base anual del +28,9%, llegando a superar el millón de toneladas, contra las 545 mil toneladas de España (un dato confirmado por España a través de un transito adicional por Hong Kong, +40,8%, y las 526 mil de Irán, +25,2%. Mucho más modesto el rol desempeñado por Italia, por volumen y por crecimiento porcentual, pero también apreciamos un discreto +18,1% que deja espacio para expectativas de desarrollo futuro. Situación muy diferente para India, de la cual es difícil hablar en forma especifica porque sus estadísticas de exportación son muy opacas y a veces hasta indudablemente problemáticas de elaborar y evaluar. Es por lo tanto necesario pasar por los países exportadores para entender como se esté moviendo en el mercado internacional, sobre todo, y no sólo, el del granito. Ya hemos visto como frente al socio americano hayan obtenido menos que Italia, en los granitos elaborados, y también menos de China. Pero también para la misma India, una parte importante de los mercados se encuentra en el área asiática, siendo India el primer proveedor exterior de bloques de granito hasta para aquélla misma China que domina tan ampliamente el panorama local e internacional. Sus exportaciones en China han crecido sobre base anual del 18,6%, contra una reducción del 8,7% de Brasil, y un modesto aumento del 6,3% de Finlandia, que sin embargo se mueve sobre números mucho más bajos. En conjunto, la impresión general es que, sobre todo por lo que concierne los materiales silíceos, el juego se desarrolle, en parte preponderante, en el Extremo Oriente, y que a los países occidentales asuman en este momento roles más contenidos, si bien todavía muy significativos en plan de valores, de calificación y de dinámicas generales. Digamos que las regionalizaciones del mercado en esta zona se han por lo menos acentuado fuertemente, y no sólo por motivos internos al sector. Han contribuido también motivos exteriores, de desarrollo económico y edilicio local, porque queda una tasa de crecimiento del PIB y del intercambio general del Extremo Oriente generalmente más rápido y positivo en este área del mundo con respecto al resto, con pocas excepciones circunscritas. Las consecuencias de la crisis que ha afectado los países occidentales, a partir de Estados Unidos, se han hecho sentir también en éste área del mundo, y todavía dejarán rastros en los próximos meses, como en el resto del mundo industrializado. Pero por ahora parece que aquí se noten menos, por los motivos ya expuestos, y los procesos tienen un impacto más sofocado y menos negativo. ¿Qué decir pues de Europa? Continua creciendo de importancia la parte oriental del viejo continente, tanto de Europa Central como de Rusia y de la Confederación en su conjunto. Son mercados que comienzan a consumir de manera selectiva y calificada, importantes para los productores históricos: constituyen una prioridad sobre la cual ser presentes, activos y bien intencionados, porque al momento dan vida a una real reserva de posible crecimiento, aunque seguramente no estemos en un plan análogo a aquello extremo-oriental. Sin embargo constituyen un mercado de proximidad, en expansión tanto de oferta como de demanda, y se unen a la dinámica del Norte de África y de una parte de Medio Oriente, para construir un amplio de intercambio de lapídeos a todos los niveles. Argelia, Túnez, Marruecos, Libia. Son todos mercados y realidades productivas en evolución, junto a Egipto, que como hemos ya visto ha definido una relación muy fuerte con China, hacia la cual exporta mucho en bruto. Hacia África del Norte, toca a Italia desarrollar un rol importante y dialéctico, junto a los productores de tecnología, y en los últimos años los intercambios se han hecho realmente siempre más intensos y cualificados, con beneficio para ambas partes. Desafortunadamente, para evaluar de forma más correcta este panorama de conjunto, ya no tenemos a nuestra disposición las estadísticas de Turquía, que ha puesto las importaciones y sobre todo las exportaciones bajo silencio, considerándolas datos sensibles que no hay que difundir. Va a faltar pues una fuente importante de noticias, de evaluaciones y de datos para cruzar con los de los socios comerciales de Turquía, a través de los cuales se puede reconstruir de todas formas el recorrido de los materiales y de los productos, pero de forma más compleja y parcial. Queda por evaluar la performance de las industrias lapídeas del sector, como las de España, Portugal, Grecia y Francia, acomunadas por el aumento de la cotización de la moneda europea, que ha creado

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dificultades adicionales a las industrias locales, además de las propias a su mercado interno de cercanía che ha debido confrontarse, sobre todo en la segunda parte del año, con los eventos y obstáculos de la crisis general de crecimiento de los mercados inmobiliarios y ediles. Es interesante notar como en particular España haya establecido una relación de colaboración con China que parece más eficaz de lo que han hecho los demás protagonistas, sobre todo en lo que concierne a la exportación de mármol en bloques: considerando un crecimiento total del +18,4% de las exportaciones españolas de mármol en bruto, los envíos directos a China han aumentado de un 26,2%. Al mismo tiempo, han crecido las importaciones desde China de elaborados del granito, aunque con niveles más modestos. Se han intensificado los intercambios con Portugal, en ambas direcciones y para ambos países. Diferentes estrategias, que muestran la capacidad de reacción individual de los sectores industriales locales, y muestran también la vitalidad y el empeño de los mismos en el no dejarse arrastrar por los acontecimientos y por las turbulencias de las economías exteriores. Una breve consideración, por último, sobre América del Sur que se presenta como un proveedor variegado, con realidades individuales de desarrollo, y con un grande protagonista, Brasil, que no obstante no ha vivido un año muy positivo. Su principal socio comercial, Estados Unidos, no ha favorecido su expansión, y también China, que hasta el año anterior había importado bloques de granito en medida creciente, ha disminuido del -8,6% los volúmenes de brutos importados, análogamente a los de Italia, que han bajado del -23,3% declarado. No son números de poca importancia, en base anual, incluso para una realidad fuerte y dinámica como aquella Brasilera. Pesa sobre todo EE.UU., para el cual la relación es naturalmente privilegiada por la cercanía geográfica, relaciones estables y moneda utilizada. El 2008 no parece estar dando señales de rápida inversión de tendencia, aunque se trate como siempre de un mercado que no baja fácilmente por debajo de una línea fisiológica de consumos. Será importante para este país mantener relaciones también con Europa y con Extremo Oriente en los niveles y de la forma con que se han mantenido hasta ahora. Vuelven a aflorar de manera detallada todos los movimientos y las tendencias que se han visto más en general en situaciones de amplia definición: los polos del desarrollo general atraen también los movimientos de los lapídeos, mientras los caminos del comercio internacional y de la producción general y local que derivan de consecuencia, con algunos movimientos adicionales de fuerte concentración en los puntos focales de la producción de materia prima y en los centros de transformación especializada y cualificada, o, viceversa, completamente genérica y más próxima a los mercados de consumo. La competición entre protagonistas tiene lugar respetando las competencias y de las eficiencias generales, aunque a menudo en la construcción de tales criterios concurran demasiadas causas percibidas como ajenas al sector de especialización y por lo tanto vividas como si estuvieran fuera de la capacidad propia de control y de intervención, o sea vividas en términos de substancial impotencia. No se trata de un proceso que afecta solamente al sector de la piedra o el de las construcciones y de las tecnologías relativas, y por ese motivo se repercute en las relaciones entre instituciones y países y se coloca la centro de un debate no solo vivaz sino también teórico, además de político y talvez administrativo también. La cuestión concierne de alguna forma la ordenación que el mundo de mañana está asumiendo ya desde ahora, y los roles que se irán desempeñando y ocupando por parte de los varios sujetos internacionales y nacionales, sujetos transversales a los países, y por tanto internos y externos a los mismos países, y sujetos nacionales, tales como los hemos encontrado y comprendido hasta ahora.

59


EL SECTOR DE LA PIEDRA ITALIANO ¿Qué ha pasado en el 2007 en la Italia del sector de la piedra? Las consecuencias y el reflujo de la crisis internacional de las economías y financias de algunos países se han sentido en este país también, pero ¿en qué medida? Ya hemos dicho, en parte, algunas cosas que conciernen la marcha general del sector de la piedra internacional italiano en el curso de este año, anticipando así al menos una parte de las respuestas a las preguntas precedentes. No podría, por otro lado, ser diferente, porque Italia está incluida con pleno derecho en el flujo de las tendencias y de los eventos que han caracterizado este año, dentro y fuera del sector de la piedra natural. Pero el detalle de algunas performance merece ser evidenciado y comprendido, porque contiene el germen de lo que ha ocurrido ya en la primera parte del 2008, y que en parte todavía está ocurriendo. Italia ha vivido un año con buenos aspectos positivos, al menos en la primera mitad del año, sobre todo frente al mercado exterior, con el que ha sabido mantener un nivel de presencia cualificada y estable para casi todos los materiales y tipos de productos. Menos eficiente ha sido el resultado de la segunda mitad del año, con un inicio del 2008 que ha generado aprensiones, sobre todo en relación a algunas áreas de mercado y algunas especializaciones de suministro y de trabajo. El mercado interno ha conservado los tonos intermedios del año anterior, con una tendencia hacia el aumento de incertidumbres a medida que iban pasando los meses. Se ha llegado progresivamente a constatar que el mercado inmobiliario ya había agotado lo bueno de los años pasados, y que empezaba a estratificarse en segmentos de mercado, al interior de los cuales es aún positivo quedarse, pero siempre más complicado y incierto. La producción de cantera queda, para la mayoría de las regiones, substancialmente estable, con algunas situaciones que, sin embargo, registran una reducción, en áreas como Cerdeña, ya desde hace algunos años particularmente afectada por la competición de los granitos extranjeros, y con materiales y piedras propios destinados sobre todo al reutilizo interno y a la recalificación de centros históricos y paisajes locales. O como la región Valle de Aosta, con sus pequeñas, pero preciadas canteras, en una situación siempre más difícil de tratar con una rentabilidad adecuada ala complejidad técnica de la excavación y a la potencialidad del material, muy bonito pero insidiado por otros mármoles de análogas cromías. En esta situación, el Blanco de Carrara representa un elemento emblemático de una situación completa: los materiales y los bloques de calidad medio-alta y de valor no tienen dificultad de mercado, pero la producción general, en su conjunto hecho por materiales diferentes y por varios y numerosos tipos de rentabilidad, no siempre encuentra su mejor colocación, y aún con un porcentaje de primera calidad muy elevado con respecto a la media de los demás sectores productivos, vive la necesidad de disponer de los informes y de las producciones secundarias de forma talvez contradictoria con los intereses generales del distrito extractivo. El mismo crecimiento de las exportaciones, nacionales en general y locales de Carrara, bien representa el riesgo para Carrara de moverse hacia un distrito más minero que en pasado, y para Italia de retroceder hacia un rol de productor de segmento alto, para los elaborados, y de grandes volúmenes para los materiales, aún quedando una industria altamente cualificada y técnicamente especializada sobre todo al momento de añadir valor a la materia prima. Las exportaciones italianas del 2007 de materiales y productos en varias piedras ornamentales han tenido un balance generalmente positivo con respecto al 2006, para las mercancías de mayor valor. Un balance que se articula de forma bastante compleja, si se toman en consideración simultáneamente los aspectos individuales y los de conjunto, leyendo todas las líneas que componen la tabla, la cual no sólo confirma la marcha ya buena del año pasado, sino lo expande de forma talvez contradictoria, como en el caso de los granitos, o decididamente positiva, como en el caso de los mármoles y travertinos, brutos y elaborados.

60


Tabla 2 - Exportaciones italianas de lapídeos - 2006-2007 Italia - Todos los países Enero-Diciembre 2006/2007

Exportación 2006 tonn.

2007 Euro

tonn.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.à

% Val.

MÁRMOL BLOQUES Y TABLAS

885.009

172.191.883

971.486

188.330.940

9,77

9,37

GRANITO BLOQUES Y TABLAS

189.097

49.180.291

196.343

46.462.067

3,83

-5,53

MÁRMOL ELABORADO

1.020.994

754.819.298

1.073.266

800.918.490

5,12

6,11

GRANITO ELABORADO

943.754

811.032.391

874.961

763.457.187

-7,29

-5,87 7,55

OTRAS PIEDRAS ELABORADAS

200.625

37.898.572

208.389

40.759.835

3,87

Subtotal Bloques, tablas y elaborados

3.239.479

1.825.122.435

3.324.445

1.839.928.519

2,62

0,81

GRANULADOS Y POLVOS

1.308.107

64.841.466

1.024.322

61.195.790

-21,69

-5,62

Subtotal con granulados y polvos

4.547.586

1.889.963.901

4.348.767

1.901.124.309

-4,37

0,59

1.535

1.133.844

3.353

1.745.866

118,44

53,98

PIZARRA EN BRUTO PIZARRA ELABORADA PIEDRA PÓMEZ TOTAL

20.972

13.069.151

17.755

11.101.034

-15,34

-15,06

251.991

6.490.335

101.198

3.093.930

-59,84

-52,33

4.822.084

1.910.657.231

4.471.073

1.917.065.139

-7,28

0,34

Origen: Istat; elaboración: IMM El primer subtotal es el que realmente expresa el sentido real de las exportaciones italianas de lapídeos, dejando la pómez y la pizarra como integración significativa en tema de valor añadido, pero desafortunadamente con niveles de business que, año tras año, se reducen, perdiendo posiciones y competitividad. Nos limitaremos, por ahora, a los números de las primeras líneas, las que representan todavía el punto fuerte de la industria lapídea nacional y que muestran una firme tendencia a conservar un nivel elevado de rendimiento, sobre todo en mármol y travertino, que se encuentran juntos en los números de las estadísticas y que mantienen un rol trajinante para todo el sector. Tanto los bloques y las tablas brutas como los elaborados, incluyendo las tablas pulidas, siguen todavía un camino de crecimiento en base anual que merece atención y que ha tenido confirmación en la lectura realizada de las estadísticas producidas por los varios países asociados, tanto europeos y no europeos, tradicionales, nuevos o casi nuevos. Se trata de datos disponibles en nuestras páginas Web y que proporcionan el panorama de los principales países que operan de alguna forma en el sector, como productores, consumidores, o transformadores de materiales. Se trata de un resultado que se ha mantenido, no obstante las dificultades impuestas por el euro, encontrando momentos de expansión incluso en el valor medio por unidad de producto exportado y que ha contribuido a una cierta innovación en la colocación geográfica de los mercados de desemboque: nada de extraordinario o revolucionario, sea claro, sino más bien un proceso lento y constante ya desde algunos años, difícil, pero tenaz y concreto, hecho de búsqueda de nuevos contactos, de nuevos socios y de nuevos espacios especializados de abastecimiento. Limitando los datos al primer subtotal, la marcha y la subdivisión de las exportaciones italianas por macro-áreas geográficas resultan ser las siguientes:

61


Tabla 3 - Exportaciones italianas de lapídeos por macro-áreas geográficas - 2006-2007 Exportación/Valores absolutos y variaciones Italia - Todos los países Enero-Diciembre 2006/2007

2006 tonn.

Unión Europea

2007 Euro

tonn.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.à

% Val.

1.019.215

627.223.913

956.633

627.099.008

-6,14

-0,02

188.888.208

331.863

208.535.598

13,74

10,40

Resto de Europa

291.769

África

393.231

68.338.562

530.267

93.063.470

34,85

36,18

Norteamérica

518.215

583.097.523

441.112

519.053.560

-14,88

-10,98 30,64

60.659

30.481.739

65.042

39.822.247

7,23

Oriente Medio

430.930

151.291.273

398.593

157.595.900

-7,50

4,17

Extremo Oriente

502.596

149.545.787

578.549

166.395.151

15,11

11,27

Centro y Sudamérica

Oceanía Total

22.863

26.152.452

22.380

27.873.235

-2,11

6,58

3.239.477

1.825.019.457

3.324.437

1.839.438.169

2,6

0,8

Origen: Istat; elaboración: IMM Ya de esta primera lectura, sin ni siquiera ir a mirar en detalle cada país y mercado, resulta claro el proceso de desplazamiento progresivo, gradual, pero ya en acto desde hace tiempo, hacia la integración del grupo tradicional de asociados con países más recientes, con consumidores y segmentos diferentes, algunos de los cuales se han vuelto a encontrar después de periodos de relativo abandono y ralentización, y otros que se han desarrollado más recientemente. Dos ejemplos de estas dos situaciones. El primero, bastante apropiado en este sentido, es Suiza. Por años buen comprador de productos y materiales italianos, tanto autóctonos como de transformación de materiales importados, ha tenido un periodo largo de sordina, del cual está saliendo desde hace algún tiempo. O más bien, la reactivación ha empezado en el 2005, y ahora parece haber vuelto a su perfil histórico, es decir cuando Suiza era un importador de buen nivel cualitativo y cuantitativo, si bien en su especificidad de preferencias y de evolución. Independientemente de situaciones particulares y de suministros específicos, la marcha delineada desde hace un par de años se confirma en el 2007 y sigue el flujo de la preferencia general frente al producto italiano. No sorprende la diferencia de tendencia entre volúmenes y valores, pero aquí es difícil decir qué rol haya tenido el comportamiento del euro frente al franco suizo, y cuanto la competición con proveedores más “económicos” haya impuesto sobre algunas clases de producto un régimen de precios más moderado con respecto al pasado.

62


Tabla 4 - Exportaciones italianas de lapídeos en Suiza - 2007-2006-2005 Exportación

ITALIA - SUIZA Enero-Diciembre

2005 tonn.

2006

Euro

tonn.

2007

Euro

tonn.

Euro

diff.% diff.% 2007/2005 2007/2006 % Qt.à % Val. % Qt.à % Val.

MÁRMOL BLOQUES Y TABLAS

1.038

599.286

1.069

684.769

664

522.520

-36,03

-12,81

-37,89

-23,69

GRANITO BLOQUES Y TABLAS

9.753

2.583.201

11.911

2.656.756

21.390

3.151.607

119,32

22,00

79,58

18,63

MÁRMOL ELABORADO

11.974

14.235.843

14.591

17.286.121

15.967

18.018.616

33,35

26,57

9,43

4,24

GRANITO ELABORADO

72.043

62.534.924

76.658

66.780.245

73.972

66.686.724

2,68

6,64

-3,50

-0,14

OTRAS PIEDRAS ELABORADAS Subtotal Bloques, tablas y elaborados GRANULADOS Y POLVOS Subtotal con granulados y polvos

29.058

6.160.316

28.450

6.164.794

30.416

6.568.075

4,67

6,62

6,91

6,54

123.866

86.113.570

132.679

93.572.685

142.409

94.947.542

14,97

10,26

7,33

1,47

53.810

3.200.196

55.937

3.729.376

56.092

4.192.480

4,24

31,01

0,28

12,42

177.676

89.313.766

188.616

97.302.061

198.501

99.140.022

11,72

11,00

5,24

1,89

PIZARRA EN BRUTO PIZARRA ELABORADA

127

112.989

106

87.440

189

138.352

48,82

22,45

78,30

58,23

3.822

1.444.714

4.333

1.808.468

4.101

1.549.166

7,30

7,23

-5,35

-14,34

PIEDRA PÓMEZ TOTAL

842

95.155

1.060

155.960

661

56.924

-21,50

-40,18

-37,64

-63,50

182.467

90.966.624

194.115

99.353.929

203.452

100.884.464

11,50

10,90

4,81

1,54

Origen: Istat; elaboración: IMM Otro emblema de los asociados europeos extra-unión de la industria de la piedra italiana es Rusia, que al contrario más bien representa los mercados más nuevos y recientes, aunque totalmente nuevo no lo sea. Para Rusia, el proceso ha empezado un poco antes con respecto al mercado suizo y presenta inclinaciones más difusas en todas las clases de productos, aunque el mármol elaborado represente decididamente una categoría propia. Se trata de una performance que ya emergió con claridad el año pasado, con algunos suministros de particular valor y especialización y que se ha vuelto a confirmar en el 2007, con los resultados presentados en la siguiente tabla.

Tabla 5 - Exportaciones italianas de lapídeos en Rusia - 2007-2006-2005-2004 Exportación

ITALIA - RUSIA

Enero-Diciembre

2007 tonn.

Euro

diff.% 2007/2006

diff.% 2007/2005

diff.% 2007/2004

% Qt.à

% Qt.à

% Qt.à

% Val.

% Val.

% Val.

MÁRMOL BLOQUES Y TABLAS

728

878.675

12,52

46,17

29,08

52,11

81,10

-4,45

GRANITO BLOQUES Y TABLAS

378

398.205

22,33

21,25

297,90

328,16

378,48

334,62

MÁRMOL ELABORADO

22.297

37.885.814

20,50

37,62

115,43

170,91

123,31

204,70

GRANITO ELABORADO

7.046

9.163.212

24,47

35,86

73,08

108,34

63,56

59,42

OTRAS PIEDRAS ELABORADAS Subtotal Bloques, tablas y elaborados GRANULADOS Y POLVOS

32

38.842

10,35

-40,62

88,24

68,46

0,00

67,56

30.481

48.364.748

21,20

37,13

101,90

153,53

105,87

151,69

484

64.550

-86,91

-88,15

-93,43

-93,60

-93,87

-93,57

Subtotal con granulados y polvos

30.965

48.429.298

7,34

35,23

37,82

141,12

36,42

139,52 902,38

PIZARRA EN BRUTO

11

12.229

0,00

0,00

-45,00

-28,11

0,00

372

291.139

-19,65

-22,29

-13,49

-24,52

-26,77

-11,66

6

7.275

-53,85

-54,81

0,00

56,72

50,00

-69,28

31.354

48.739.941

6,92

34,62

36,82

137,84

35,09

136,90

PIZARRA ELABORADA PIEDRA PÓMEZ TOTAL

Origen: Istat; elaboración: IMM

63


En poco tiempo, Rusia se ha convertido en un socio no sólo habitual y de valor, sino también en crecimiento, año tras año, aunque todavía sobre niveles más bajos con respecto a los de los consumidores mayores: un consumo todavía de élite, pero quizás precisamente por esto particularmente valioso y apreciado. Desde el conjunto de muchos factores, emerge un panorama de las exportaciones italianas divididas por macro-áreas geográficas, en fase de modificación progresiva, con respecto a lo que se ha visto en los años precedentes, en una evolución que la tabla siguiente intenta representar en su desarrollo más reciente, es decir el del último año transcurrido. Los mismos números de la Tabla 3, leídos en subdivisión de porcentaje en lugar de modificas de los porcentajes, diseñan la radiografía de los pequeños cambios, mostrando además las diferencias entre valores y volúmenes. Tabla 6 - Exportaciones italianas de lapídeos, subdivisión de porcentaje por macro-áreas geográficas - 2006-2007 Italia - Todos los países Enero-Diciembre 2006/2007 Unión Europea Resto de Europa

Exportaciones / Subdivisiones de porcentaje 2006

2007

q.tà

val.

q.tà

val.

31,0

34,0

28,4

33,6 11,8

9,4

10,7

10,4

África

12,1

3,7

16,0

5,1

Norteamérica

16,0

32,0

13,3

28,2

Centro y Sudamérica

1,9

1,7

2,0

2,2

Oriente Medio

13,3

8,3

12,0

8,6

Extremo Oriente

15,5

8,2

17,4

9,0

0,7

1,4

0,7

1,5

100,0

100,0

100,0

100,0

Oceanía Total

Origen: Istat; elaboración: IMM La disminución de importancia de la Unión europea (aunque modesto y compensado por los demás países europeos) y de América del Norte, área que comprende un Canadá a menudo subestimado, ha tenido lugar a favor de África, sobre todo del norte, y en pequeña parte también a favor del Extremo Oriente, pero sin que los valores hayan seguido suficientemente los volúmenes: en términos de valores, la situación se mantiene más estática, con la única excepción de los países europeos extra-unión. Es difícil decir hasta que punto el euro fuerte haya tenido un rol especifico en este caso, pero puede ayudar a comprender el panorama la siguiente tabla, donde figuran los países que han tenido un cambio individual interesante y significativo en el conjunto más general del continente. En este caso hemos tomado en consideración el total de las exportaciones italianas a los mercados individuales, en todas las partidas, inclusas las pizarras y los granulados, mencionando primero los países negativos en volúmenes y valores, luego los países con situaciones divergentes entre los dos indicadores de comportamiento, y por último los países positivos en todo, limitándonos, obviamente, a aquellos con números tales para poderlos definir significativos.

64


Tabla 7 - Exportaciones italianas de lapídeos - Países varios, 2006-2007 / Europa Italia - Otros países Enero-Diciembre 2006/2007

Exportación 2007

2006 tonn.

euro

tonn.

diff.% 2007/2006 euro

% Qt.à

% Val.

Alemania

675.154.946

256.369.533

578.289.263

226.713.933

-14,3

-11,6

España

117.225.157

51.286.284

108.921.828

51.107.124

-7,1

-0,3

Reino Unido

297.503.345

73.113.000

219.534.645

79.860.795

-26,2

9,2

Bélgica

204.241.518

26.652.607

128.141.822

28.490.887

-37,3

6,9

Hungría

37.155.211

15.700.285

35.347.856

16.307.510

-4,9

3,9

Eslovenia

47.858.801

11.373.448

46.566.539

12.969.549

-2,7

14,0

Eslovaquia

13.407.704

5.394.896

12.848.573

6.465.720

-4,2

19,8

Austria

122.368.327

45.380.757

124.872.064

47.180.854

2,0

4,0

Francia

167.200.239

70.803.399

172.956.364

75.574.216

3,4

6,7

Polonia

30.455.245

16.349.611

39.163.311

21.603.317

28,6

32,1

República Checa

17.182.381

9.497.297

21.375.464

11.096.283

24,4

16,8

Suiza

194.114.611

99.353.929

203.451.222

100.884.464

4,8

1,5

Rusia

29.324.533

36.204.505

31.355.137

48.739.941

6,9

34,6

Croacia

62.983.090

20.717.649

65.004.324

22.907.188

3,2

10,6

Turquía

22.100.353

6.980.143

34.677.804

9.597.771

56,9

37,5

Albania

12.845.923

2.687.482

15.809.115

3.382.954

23,1

25,9

Origen: Istat; elaboración: IMM Emerge una combinación de situaciones diferentes, en que a veces disminuyen tanto volúmenes como valores, como ocurre para dos grandes e importantes mercados de desemboque de los productos italianos: Alemania y España. En otros casos la situación resulta más articulada, y crece sobre todo el valor medio de los productos exportados. Y aún en otros casos, los resultados de un año de exportaciones con respecto al año precedente es más complejo y no siempre muy positivo, no obstante las diferencias porcentuales aumenten en ambos indicadores. Y nos referimos por ejemplo a Turquía, que aumenta los volúmenes en medida sensiblemente más elevada frente a los valores, y merece por lo tanto una atención particular. En este caso es sobre todo el mármol elaborado el que determina el resultado final, constituyendo también la partida de mayor importancia. Tabla 8 - Exportaciones italianas de lapídeos en Turquía - 2007-2006 Exportación

ITALIA - TURQUÍA Enero-Diciembre 2006/2007

2006 tonn.

2007 Euro

tonn.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.à

% Val.

MÁRMOL BLOQUES Y TABLAS

779

646.442

818

689.569

5,01

6,67

GRANITO BLOQUES Y TABLAS

15.450

1.109.593

25.071

2.035.682

62,27

83,46

MÁRMOL ELABORADO

4.335

4.284.794

5.774

5.149.646

33,20

20,18

GRANITO ELABORADO

1.472

881.474

2.542

1.583.869

72,69

79,68

0

1.397

389

68.417

---

---

22.036

6.923.700

34.594

9.527.183

56,99

37,60

ALTRE PIETRE LAVORATI Subtotal Bloques, tablas y elaborados GRANULADOS Y POLVOS Subtotal con granulados y polvos PIZARRA EN BRUTO PIZARRA ELABORADA PIEDRA PÓMEZ TOTAL

30

24.872

58

39.967

93,33

60,69

22.066

6.948.572

34.652

9.567.150

57,04

37,69

0

0

0

0

0,00

0,00

31

25.391

26

30.621

-16,13

20,60

3

6.180

0

22.100

6.980.143

34.678

0 -100,00 -100,00 9.597.771

56,91

37,50

Origen: Istat; elaboración: IMM

65


De las tablas que siguen, emergen también las demás áreas geográficas y la importancia que algunos protagonistas de los últimos años, tanto para el embalse del Mediterráneo que para regiones más lejanas, dejando a un lado por ahora las Américas, están teniendo en el balance general de la industria nacional. Se evidencia sobre todo la dinámica de los desplazamientos y de las novedades del ultimo año. Tabla 9 - Exportaciones italianas de lapídeos - Países varios, 2006-2007 / Norte de África Italia - Otros países Enero-Diciembre 2006/2007

Exportación 2006

2007

diff.% 2007/2006

tonn.

euro

tonn.

euro

Egipto

57.444.183

8.037.148

56.660.526

9.538.934

-1,4

18,7

Marruecos

70.434.509

13.838.504

89.330.244

24.343.861

26,8

75,9

Libia

154.606.062

13.918.957

204.002.314

19.447.439

32,0

39,7

Túnez

243.387.671

14.577.898

260.407.026

18.287.536

7,0

25,4

74.151.359

11.818.906

90.970.816

12.490.772

22,7

5,7

Argelia

% Qt.à

% Val.

Origen: Istat; elaboración: IMM La contribución positiva que ha llevado el crecimiento del Norte de África a las exportaciones italianas es superior a los 21 millones de euros con respecto al 2006, concentrado en cinco países para los cuales, con la única exclusión de Argelia, la calificación del producto ha ido además aumentando de forma rápida y significativa. Más articulada la situación del área medio oriental, donde la agrupación de países con aporte positivo para la industria italiana ha sido más contenido, mientras han pesado las dos situaciones más negativas evidenciadas al principio de la tabla 10. Para quien recuerde los años ‘80, es cierto, se trata de una región que ya representa muy poco con respecto a lo que representaba, pero sigue siendo todavía una zona importante, y en parte muy calificada de empresas italianas, que continúan desarrollando en ella una actividad seria y constante. Tabla 10 - Exportaciones italianas de lapídeos - Países varios, 2006-2007 / Medio Oriente Italia - Otros países Enero-Diciembre 2006/2007

Exportación 2006 tonn.

2007 euro

tonn.

diff.% 2007/2006 euro

% Qt.à

% Val.

126.481.863

42.199.687

106.565.714

36.915.885

-15,7

-12,5

Siria

48.936.917

3.568.076

35.221.113

2.574.184

-28,0

-27,9

Kuwait

49.816.133

21.236.857

48.707.648

23.450.374

-2,2

10,4

Jordania

47.067.817

3.385.269

46.043.049

3.778.943

-2,2

11,6

Emiratos Árabes Unidos

86.196.133

55.364.489

87.864.144

64.244.757

1,9

16,0

Líbano

51.408.243

7.606.443

57.096.486

9.258.300

11,1

21,7

Israel

19.914.970

5.138.215

28.664.031

8.445.929

43,9

64,4

Arabia Saudita

Origen: Istat; elaboración: IMM Particularmente importante resulta el rol, en declino, de Arabia Saudita, reportado en los detalles en la tabla 11: los números son importantes, pero se sigue tratándose de un curso negativo.

66


Tabla 11 - Exportaciones italianas de lapídeos a Arabia Saudita - 2007-2006 Exportación

ITALIA - ARABIA SAUDITA Enero-Diciembre 2006/2007

2006

2007

tonn.

Euro

diff.% 2007/2006

tonn.

Euro

% Qt.à

% Val.

MÁRMOL BLOQUES Y TABLAS

3.628

1.632.953

7.005

3.383.170

93,08

GRANITO BLOQUES Y TABLAS

297

85.884

198

79.693

-33,33

-7,21

MÁRMOL ELABORADO

118.139

37.598.023

95.736

31.442.027

-18,96

-16,37

GRANITO ELABORADO

3.695

2.604.474

2.288

1.375.790

-38,08

-47,18

497

185.354

1.175

489.413

136,42

164,04

126.256

42.106.688

106.402

36.770.093

-15,73

-12,67

OTRAS PIEDRAS ELABORADAS Subtotal Bloques, tablas y elaborados GRANULADOS Y POLVOS Subtotal con granulados y polvos

216

85.899

154

133.088

-28,70

54,94

126.472

42.192.587

106.556

36.903.181

-15,75

-12,54

0

0

0

0

0,00

0,00

10

7.100

1

6.742

-90,00

-5,04

PIZARRA EN BRUTO PIZARRA ELABORADA PIEDRA PÓMEZ TOTAL

107,18

---

---

9

5.962

---

---

126.482

42.199.687

106.566

36.915.885

-15,75

-12,52

Origen: Istat; elaboración: IMM Es aún diferente el panorama que se observa en las relaciones entre Italia y Extremo Oriente. La comparación en toda la región indica que en conjunto se ha descalificado ulteriormente el conjunto de las exportaciones resultante de la suma de todas las partidas, aunque el volumen total de los intercambios haya crecido. Tabla 12 - Exportaciones italianas de lapídeos - Países varios, 2006-2007 / Extremo Exportación

Italia - Otros países Enero-Diciembre 2006/2007

2006 tonn.

2007 euro

tonn.

diff.% 2007/2006 euro

% Qt.à

% Val.

Indonesia

15.658.530

9.891.100

14.357.660

9.631.163

-8,3

Japón

23.253.104

17.785.190

24.637.334

17.010.627

6,0

-4,4

India

93.808.099

21.867.225

126.442.932

28.181.258

34,8

28,9

Singapur

-2,6

4.222.487

3.750.089

8.540.466

8.277.564

102,3

120,7

241.207.549

41.865.166

270.130.372

49.778.078

12,0

18,9

Corea del Sur

19.098.623

15.621.958

22.902.962

15.929.608

19,9

2,0

Taiwán

46.421.821

12.036.802

57.071.938

14.460.105

22,9

20,1

Hong Kong

30.982.611

14.558.215

33.687.456

17.438.342

8,7

19,8

China

Origen: Istat; elaboración: IMM Pero es sobre todo de dos categorías que se genera la tendencia evidenciada, que deriva tanto de la diferente articulación de categorías de exportación, y del diferente peso de las partidas individuales, como de la variación de valor medio resultante, ilustrado en la tabla 13.

67


Tabla 13 - Exportaciones italianas de lapídeos - Extremo Oriente / Valores medios unitarios 2006-2007 ITALIA - EXTREMO ORIENTE

v.m.u.

Enero-Diciembre 2006/2007

diff.% 2007/2006

MÁRMOL BLOQUES Y TABLAS

2,41

GRANITO BLOQUES Y TABLAS

-16,00

MÁRMOL ELABORADO

-7,42

GRANITO ELABORADO

3,76

OTRAS PIEDRAS ELABORADAS

-3,91

Subtotal Bloques, tablas y elaborados

-3,34

GRANULADOS Y POLVOS

31,42

Subtotal con granulados y polvos

-3,30

PIZARRA EN BRUTO

---

PIZARRA ELABORADA

75,95

PIEDRA PÓMEZ

-6,34

TOTAL

-3,48

Origen: Istat; elaboración: IMM Lo que resulta es un elemento importante: el granito elaborado situado en el área en cuestión sube de precio también en este ultimo año, confirmando que la vitalidad de la producción italiana se basa en primer lugar sobre la calificación de sus productos, y que su competitividad tiene que confirmarse en la franja alta de las especializaciones cualitativas. Queda excluida de este examen la zona americana, en primer lugar porque el panorama de la situación de la industria lapídea italiana en EE.UU. forma parte de una perspectiva más general de este país, y segundo porque ya nos hemos ocupado de este tema en las paginas anteriores. Junto con Turquía, para los mármoles, y China, para los granitos, Italia ha resistido substancialmente a la presión de un mercado en fase de contracción, aunque sus exportaciones directas hayan sufrido un poco. Pero al momento de determinar el balance de fin de año, en particular para este país, ha influido también el rol de la moneda única europea, junto a las perspectivas para el 2008 que son todavía fuertemente inciertas. Se habla del 2009 como año de reactivación, cosa que restituye nuevamente al continente Europa el papel de región privilegiada para nuestra industria, no sólo lapídea: pronto veremos si esta marcha se confirma, o mejor, ya observamos algo en estos primeros meses del 2008. La inclinación general de los operadores italianos, sin embargo, está marcada fuertemente por la incertidumbre general con respecto al sector, aunque al final, para sus empresas las expectativas se relajen un poco. Se mantiene todavía fuerte el reflejo de un panorama exterior e interior de perspectivas que se han quedado a la espera de que se aclaren algunos elementos. Nunca como ahora, de todas maneras, las previsiones de un futuro escenario, leídas ya hace casi veinte años en un informe internacional de investigación, hayan resultado exactas, hasta el punto de parecer casi proféticas: en ese informe de la UNTCAD (la agencia ONU de Ginebra) se leía que en los años que vendrían, al menos hasta el primer decenio del nuevo siglo y milenio, habrían sido caracterizados por un factor más fuerte de los demás: la turbulencia del panorama general. Y también en nuestra realidad inmediata, al interior de un sector que cubre una fracción muy reducida del PIB internacional y del intercambio mundial, lo estamos viviendo día tras día desde hace algunos años.

68


Las importaciones de la industria italiana son el reflejo no tanto de las expectativas del sector, si no más bien de algunos de sus tendencias de marcha generales: aumentan las importaciones italianas de mármol en bloques, por ejemplo desde España, Portugal, Grecia y Eslovenia, y luego de Turquía, mientras bajan las de granito, paralelamente a la reducción de la importancia de los materiales silíceos en las actividades del sector nacional. Y esas reducciones llegan de proveedores “fuertes”, como Brasil y Sudáfrica; y también de India el crecimiento es muy contenido y confinado únicamente a los volúmenes. Pero al mismo tiempo crecen las importaciones de elaborados, que alcanzan ya los mismos niveles que tienen las exportaciones hacia países menores, y crecen en los granitos elaborados, provenientes en buena parte todavía de China, por más de 25 millones de euros: un valor contenido, pero inimaginable sólo pocos años atrás. Tabla 14 - Importaciones italianas de lapídeos - 2006-2007 Importación

Italia - Todos los países Enero-Diciembre 2006/2007

2006 tonn.

2007 Euro

tonn.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.à

% Val.

MÁRMOL BLOQUES Y TABLAS

603.615

94.237.560

678.042

102.293.757

12,33

8,55

GRANITO BLOQUES Y TABLAS

1.660.027

368.025.295

1.537.700

333.236.612

-7,37

-9,45

MÁRMOL ELABORADO

87.583

42.669.992

103.583

44.034.881

18,27

3,20

GRANITO ELABORADO

168.293

59.296.062

171.409

62.488.578

1,85

5,38

OTRAS PIEDRAS ELABORADAS

150.772

19.179.019

140.790

20.533.377

-6,62

7,06

2.670.290

583.407.928

2.631.524

562.587.205

-1,45

-3,57 -11,16

Subtotal Bloques, tablas y elaborados

427.637

24.610.168

462.363

21.862.852

8,12

3.097.927

608.018.096

3.093.887

584.450.057

-0,13

-3,88

PIZARRA EN BRUTO

10.053

1.753.130

11.862

2.202.187

18,00

25,62

PIZARRA ELABORADA

17.416

13.882.539

24.252

15.946.437

39,25

14,87

8.843

999.781

5.262

627.960

-40,50

-37,19

3.134.239

624.653.546

3.135.263

603.226.641

0,03

-3,43

GRANULADOS Y POLVOS Subtotal con granulados y polvos

PIEDRA PÓMEZ TOTAL

Origen: Istat; elaboración: IMM El panorama general del sector lapídeo italiano, así, es el de un sector siempre con exportaciones muy fuertes, que encuentra otra vez a su interior grandes capacidades de respuesta a la recalificación del mercado internacional, a través la cual mantener negocios y rol internacionales de nivel elevado. Pero sobre todo el sector italiano demuestra todavía poseer una grande capacidad de competición que deja intacto el rol de Italia de big driver de la calidad internacional, casi a finales de este primer decenio del siglo. Competición, problemas de confrontación en términos de costos, de presencias, puntos de referencia difíciles por un numeroso conjunto de factores, y, no obstante, en mercados no siempre en expansión, talvez en fase recesiva, capacidad de mantener la presencia y los márgenes de competición y de expandirse en otros mercados más nuevos. Digamos que una característica de este ultimo año, entre las más importantes, ha sido precisamente esta: la capacidad de aumentar el repertorio de alternativas a los mercados tradicionales, aumentando sus roles específicos y de conjunto, sin por eso retroceder en las situaciones históricas, si no, por el contrario, manteniendo una cuota más que digna, en condiciones de objetiva y fuerte dificultad. No sólo Alemania y Estados Unidos, por lo tanto, si no que junto a ellos, presidiados incluso con más éxito por nuevos y agresivos competidores, también Rusia, Polonia, Croacia, Marruecos, Argelia, junto al redescubrimiento de otros socios tradicionales, como Suiza y lo Emiratos Árabes. Por ultimo, la ralentización que ha ocurrido en la ultima parte del 2007 no ha afectado

69


el balance anual, que se ha mantenido bien positivo, pero que desafortunadamente avanza hipotecas negativas en el año siguiente, un 2008 que tendrá que llegar por lo menos a la elección del nuevo presidente de los Estados Unidos para poder ver claros algunos indicadores fundamentales.

MÁQUINAS Las exportaciones del sector italiano de máquinas para el mármol, de las cuales consideramos solamente aquella parte que las estadísticas nos permiten evaluar con la certidumbre que sean únicamente dedicadas a la industria de las piedras para uso ornamental, presenta un balance anual positivo, pero cautamente satisfactorio comparando el 2007 con el 2006. El dato total de las exportaciones nacionales, que incluye las categorías de máquinas de corte, elaboración, pulido y acabado, junto a las máquinas-herramienta, resulta activo, y en este sentido permite dar un veredicto sobre el curso del año entero serenamente positivo y en clara mejoría, en plan de volúmenes como de valores en euro. Pero el aspecto menos tranquilizador está en el hecho que ese mejoramiento es aplicable, por valor, sólo a las máquinasherramienta, es decir a las máquinas más “ligeras” y de acabado, más que a las maquinarias más grandes e importantes, en las que también la industria italiana de producción es altamente cualificada. Tabla 15 - Exportaciones italianas de máquinas para los lapídeos - 2006-2007 Exportación

Italia - Todos los países Enero-Diciembre 2006/2007 MÁQUINAS PARA CORTE MÁQUINAS PARA ELABORACIÓN Y PULIDO

2006 tonn.

2007 Euro

22.202 139.717.231 8.437

88.132.220

tonn.

diff.% 2007/2006 Euro

23.638 135.315.902 8.489

% Qt.à 6,47

% Val. -3,15

86.806.834

0,62

-1,50

MÁQUINAS-HERRAMIENTAS

26.676 214.569.391

28.593 242.293.416

7,19

12,92

TOTAL

57.315 442.418.842

60.720 464.416.152

5,94

4,97

Origen: Istat; elaboración: IMM Hay que clarificar, de todas formas, que la comparación de un año con el otro resulta activo en total las partidas, por lo que concierne a los volúmenes de exportado, cosa que nos permite atribuir las variaciones negativas registradas en la ultima columna en buena parte a las dificultades sobre los precios medios encontradas en los mercados exteriores. No son solamente las empresas del lapídeo, de hecho, las que tienen problemas con el euro y con la competición de los terceros países, recientemente convertidos en buenos productores y exportadores de tecnología para el lapídeo. Pero las dificultades, sobre todo para las máquinas más grandes, han sido muchas, y no todas por causas internas al sector, o compartidas con el lapídeo. Una de las mayores dificultades que las empresas de tecnología han encontrado, de hecho, ha sido y todavía sigue siendo una causa activa e importante, la de la variación de los precios de las materias primas en el mercado internacional del suministro. Sobre todo el acero ha tenido aumentos bruscos y constantes durante todo el año, lo cual ha creado obstáculos adicionales para la preparación de presupuestos de venta y a la programación de los costes industriales de producción: una dificultad compartida un poco por todos los productores, pero para los que además han tratado con el euro eso ha conllevado el enfrentarse con un conjunto de factores. Además algunos mercados de desemboque para la tecnología italiana del sector han ralentizado de hecho las inversiones, como por ejemplo ha ocurrido para el mercado interno italiano, aún que éste último no aparece, obviamente, en la tabla anterior. ¿Dónde se han colocado principalmente las máquinas italianas? Empezando por las máquinas de corte, telares y cortadoras de bloques, como primer comprador para el 2007 tenemos, otra vez, Estados

70


Unidos, no obstante resulte una reducción importante en cantidades y en valores. En la tabla siguiente se ven claramente los interlocutores que han sido más interesantes en el curso del 2007, en orden de tamaño, aunque algunas situaciones menores, como Siria, las hemos puesto en evidencia no tanto por el volumen de negocios si no por la evolución y el curso importante que han demostrado. Tabla 16 - Exportaciones italianas de máquinas para los lapídeos - Países varios, 2006-2007 MÁQUINAS PARA CORTE

Export 2006

ITALIA - Otros países Enero-Diciembre 2006/2007

tonn.

2007 Euro

tonn.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.à

% Val.

Estados Unidos de América

1.940.406

22.638.572

1.202.864

16.263.383

-38,01

-28,16

España

1.475.345

12.459.968

1.491.274

10.581.043

1,08

-15,08

Grecia

513.096

5.046.890

1.436.711

7.987.034

180,01

58,26

India

2.707.131

11.185.432

1.920.329

7.768.481

-29,06

-30,55

Irán

601.010

6.743.337

1.120.827

6.984.546

86,49

3,58

Francia

543.392

5.446.261

816.755

6.156.134

50,31

13,03

Turquía

-48,38

2.414.240

11.449.480

1.179.941

5.910.834

-51,13

Reino Unido

316.356

3.816.136

511.784

5.510.294

61,78

44,40

Portugal

410.588

2.558.767

460.286

5.210.220

12,10

103,62

Arabia Saudita

728.331

4.121.871

1.096.235

5.282.203

50,51

28,15

67.477

703.199

656.881

4.192.887

873,49

496,26

Alemania

204.469

1.423.620

544.728

3.376.916

166,41

137,21

Canadá

146.280

1.690.481

179.298

2.885.324

22,57

70,68

Egipto

879.003

3.304.692

664.118

3.676.429

-24,45

11,25

Brasil

904.665

3.631.648

717.300

2.972.637

-20,71

-18,15

88.152

563.992

289.709

1.988.383

228,65

252,56

Omán

Siria

Origen: Istat; elaboración: IMM Emerge la heterogeneidad de las situaciones que está encontrando el sector, influenciado también por la evolución que algunos países como India y China han tenido y siguen teniendo en el pasaje ya confirmado de usuarios a productores de tecnología. Y ya no producen solamente para si sismos, disminuyendo el mercado propio frente a los productores italianos, sino que también exportan para algunos segmentos de productos, erosionando también cuotas de mercado exterior. Quedan importantes y talvez incluso crecen algunos países como Francia, Reino Unido y Portugal, que adquieren máquinas de franja cualitativamente elevada. También para las máquinas de elaboración la situación es análoga, aún con variaciones para algunos miembros con respecto a la tabla precedente. Los dos compradores principales han ralentizado vistosamente, sobre todo como consecuencia de la contracción del mercado de la piedra interno (para EE.UU.) y externo (para España). Continua, por el contrario, la marcha positiva de Alemania y Brasil, mientras se mantiene más incierta la de Irán, que al menos por ahora parece más concentrada en la fase primaria del corte y menos en la fase de acabado. Se observa crecimiento en el dato de India, que sin embargo sigue siendo demasiado bajo frente a las dimensiones del mercado potencial, junto al de Turquía y sobre todo de China, que ni siquiera aparece en la clasificación reportada.

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Tabla 17 - Exportaciones italianas de máquinas para elaboración, pulido y acabado MÁQUINAS DE ELABORACIÓN

Exportación

ITALIA - Otros países Enero-Diciembre 2006/2007

2006 tonn.

2007 Euro

% Qt.à

diff.% 2007/2006 % Qt.à

% Qt.à

% Val.

España

1.231.467

14.935.214

832.346

9.861.314

-32,41

-33,97

Estados Unidos de América

1.459.917

20.372.439

864.640

11.023.726

-40,78

-45,89

Alemania

239.488

3.797.199

444.536

6.115.104

85,62

61,04

Brasil

316.326

2.654.891

898.839

5.654.064

184,15

112,97

Irán

392.371

6.550.416

481.370

4.795.931

22,68

-26,78

50.111

254.463

216.152

3.995.725

331,35

1470,26

Reino Unido

200.069

2.991.573

197.437

2.982.835

-1,32

-0,29

India

267.877

1.331.062

501.291

2.972.602

87,14

123,33

Turquía

254.471

2.082.690

321.906

2.776.071

26,50

33,29

Polonia

112.907

833.603

238.592

2.497.931

111,32

199,66

Bélgica

323.700

3.978.753

208.797

2.478.609

-35,50

-37,70

27.746

508.582

163.664

2.350.654

489,87

362,20

Israel

Portugal

Origen: Istat; elaboración: IMM Y para las máquinas-herramienta, la tabla de las situaciones que merecen atención se alarga de forma significativa. El primer mercado, desafortunadamente, se califica con un doble signo negativo de confrontación, y es un dato fuerte, porque se trata del primer comprador de la categoría y porque representa una retrocesión muy vistosa, en volumen y en cantidad, para la industria especializada italiana. No es un problema de coherencia, sino que procede de los mismos motivos que han impuesto el signo negativo sobre todo el mercado de EE.UU. de la tecnologías de sector italianas: la industria de la piedra norteamericana ha ralentizado porque ha ralentizado el consumo interior de materiales lapídeos y de consecuencia se han contraído las inversiones directas y las compras desde el exterior.

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Tabla 18 - Exportaciones italianas de máquinas-herramienta para la elaboración de la piedra - Países varios, 2006-2007 MÁQUINAS-HERRAMIENTAS

Exportación 2006

ITALIA - Otros países Enero-Diciembre 2006/2007

tonn.

2007 Euro

tonn.

diff.% 2007/2006 Euro

% Qt.à

% Val.

Estados Unidos de América

2.106.259

26.342.324

1.473.634

19.901.768

-30,04

-24,45

España

1.299.195

14.691.979

1.252.274

16.569.565

-3,61

12,78

Reino Unido

420.374

7.286.383

1.479.659

13.761.152

251,99

88,86

Turquía

998.146

6.879.288

1.927.555

13.098.607

93,11

90,41

Egipto

2.111.699

6.087.517

1.951.336

12.221.303

-7,59

100,76

India

3.104.470

20.151.193

2.543.464

11.266.759

-18,07

-44,09

Irán

1.255.353

11.969.199

907.066

10.988.607

-27,74

-8,19

Argelia

447.513

3.320.328

1.327.530

10.649.935

196,65

220,75

Federación Rusa

376.887

5.201.320

767.077

8.512.859

103,53

63,67

Alemania

393.279

4.712.870

520.382

6.993.951

32,32

48,40

Bélgica

378.396

4.811.172

490.994

6.287.597

29,76

30,69

Grecia

314.073

3.116.077

395.594

5.240.684

25,96

68,18

Marruecos

432.286

1.732.719

1.391.832

5.081.424

221,97

193,26

Canadá

310.165

4.815.834

307.922

4.781.115

-0,72

-0,72

Australia

148.587

1.980.235

262.570

4.590.639

76,71

131,82

Polonia

251.083

2.156.651

308.312

4.210.269

22,79

95,22

México

540.693

4.088.598

574.665

4.037.183

6,28

-1,26

Ucrania

324.105

3.370.673

340.956

3.992.757

5,20

18,46

Portugal

367.680

4.260.862

370.859

3.318.506

0,87

-22,12

China

580.383

4.694.198

897.272

3.241.364

54,60

-30,95

Tailandia

80.765

442.341

165.904

2.975.348

105,42

572,64

Rumania

366.439

2.094.390

258.807

2.882.574

-29,37

37,63

Libia

344.965

1.954.503

630.482

2.833.064

82,77

44,95

VIETNAM

72.591

878.327

339.751

2.734.780

368,04

211,36

Croacia

328.461

1.479.583

498.359

2.193.114

51,73

48,23

Origen: Istat; elaboración: IMM Afortunadamente, no está sólo EE.UU. en esta lista de asociados, y ni siquiera las dificultades, no del todo superadas, de España consiguen dar un balance con el signo menos al dato final. España, por el contrario, es un país que está puntando, como Italia, a la calificación de su oferta, incluso a través de una fuerte calificación de la producción y de la tecnología empleada para la producción. Lo mismo que están haciendo viejos y nuevos clientes que quieren hacer crecer sus propios mercados, no sólo en volumen sino más bien sobre la cantidad de sus elaboraciones, que sean destinadas al consumo interior o a la exportación, lo que importa es que la elaboración se haga según criterios de rendimiento optimizado, en relación a la calidad del producto, a los costes de gestión y a los tiempos de rendimiento. Cada uno sigue sus propios criterios de impostación de la producción, en función de los cuales evalúa y selecciona, y si escoge la calidad de rendimiento en el producto y en la producción, la mayoría de las veces elije italiano. Una máquina italiana, particularmente con el euro a los niveles del 2007, es una máquina a menudo costosa, y por lo tanto se escoge sobra la base de criterios de rendimiento, en relación a las necesidades propias de producción y de mercado. Y entonces crece, como comprador, Turquía, que

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trabaja con el mercado de EE.UU., así como crecen Alemania y Bélgica, para los mercados interiores exigentes, y otros países como Argelia, Marruecos, Polonia y Vietnam, que quieren conquistar un rol más amplio del a ellos reservado en el panorama internacional de los intercambios de piedra natural: un rol que no desea ya, desde hace tiempo, limitarse a los mercados de cercanía, sino calificarse para consumos de nivel más elevado, en el interior como en el exterior. Un panorama complejo, el de la tecnología italiana para la exportación, en fase de fuerte variación en los últimos años, no obstante el mantenimiento de una precisa caracterización de valor medio elevado: el reto consiste en mantener el rol internacional hasta ahora defendido infatigablemente a través de estudios, innovación y calificación de los productos constantemente mejorada, también con la ayuda de los productores de piedra nacionales, que constituyen una arena de experimentación insuperable. Es un rol, sin embargo, ampliamente insidiado por los nuevos productores, que a menudo se sirven de la innovación introducida por las empresas italianas, sin tener que sostener los relativos costes. Se trata de una situación bien conocida, que la literatura científica define como “acortamiento del lead time” y es totalmente inevitable, como es inevitable el crecimiento de los competidores. Se puede sólo intentar remediar a través de políticas miradas, de recorrido y de éxitos desafortunadamente bastante inciertos. Sobre todo, se trata de un reto común, que no concierne solamente al sector de la tecnología para el sector de la piedra, si no que afecta de alguna forma todos los sectores con contenido técnico e innovador, con el riesgo de ahogarse en las dificultades de respuesta a los grandes incógnitas de la producción en Italia: problemas de sistema productivo, problemas de soporte a la transferencia de la innovación, al estudio técnico y científico, a la precalificación de los programas formativos de todos los niveles, a la relación con universidades, centros institucionales de investigación y “cerebros” en general. Pero también hay especificidades de elección que el sector en sí puede intentar afrontar, sobre todo en relación con el propio territorio de pertenencia, y sobre todo en momentos de cambiamientos generales que pueden, precisamente por ser momentos de reconstrucción, abrir el paso a importantes renovaciones y a la recuperación.

CONSIDERACIONES FINALES Ya hace muchos años que se habla de globalización y de los acontecimientos procedentes o conexos a la misma. Se habla de la conexión creciente entre economías distantes, que ya son tales sólo en apariencia, o de todas formas mucho menos de lo que a menudo se cree, y se llega a citar “el movimiento de las alas de una mariposa” y la teoría del caos de Lorenz, para individuar procesos de causa - efecto y prefigurar probables escenarios futuros. Seguramente el planeta, también en nuestro pequeño sector, se ha hecho más pequeño y más estrechamente conectado en sus aspectos, pero sobre todo se ha hecho más conocido y, paradójicamente, al mismo tiempo, más imprevisible. De hecho crecen las conexiones con los demás sectores y con los demás aspectos de la economía general, que irrumpe en el sector de la piedra a través de enlaces complejos y a menudo opacos: La innovación tecnológica, y todo lo que las nuevas tecnologías de comunicación veloz han activado en todos los sectores son a menudo más responsables de la misma globalización por haber modificado, por ejemplo, las redes de encuentro entre demanda y oferta de productos y servicios en todo el mundo. También un sector pequeño como el de la piedra ha sido afectado, y a menudo se tiende a atribuir a la competición y al crecimiento de la competición directa efectos de procesos que han tenido inevitablemente origen en otra parte, pero que tienen consecuencias aquí también. Es sobre todo en el ramo de los servicios, o sea del producto inmaterial, que vemos los efectos de esos procesos, y es fácil la profecía de que estamos sólo al principio

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de un recorrido que no sabemos donde nos puede realmente llevar. Y quizás sea precisamente tras esa volatilidad de situaciones y de recorridos, de enlaces débiles y de innovaciones constantes, que un material fuerte, histórico, ancestral como la piedra continua manteniendo intacto todo su encanto reconfortante, aún siendo un material de uso a menudo difícil que casi inquieta en algunas declinaciones de aplicación. Hay periodos en que la estabilidad de situaciones y de ordenaciones socio-económicas lleva a hablar de “sociedad liquida”, en la que la escala de valores reconocidos y compartidos se vuelve mutable, y al final premia la estabilidad. Es en ese periodo que la evocación del encanto antiguo de un material desde siempre al lado del hombre, nacido casi como defensa de peligros más primitivos, queda talmente fuerte de ser copiado y hecho propio por producciones concurrentes, que intentan de esa forma, y a menudo con grande éxito, absorber su gloria. ¿Puede ser esta la motivación que lleva el mármol y el granito italiano, particularmente históricos y apreciados, en un mercado en este momento rico, pero instable como Estados Unidos, a operar mejor en comparación con los nuevos productores? Las leyes del mercado dicen que se trata simplemente de un producto de calidad elevada, que se dirige a una clientela que todavía puede permitirse la belleza y la calidad, y que la quiere para consolidar sus inversiones y el valor de sus bienes. Se sabe también que en EE.UU. recientemente se va asistiendo a una inclusión de características más europeas en la estratificación del real estate, y que el facturado de la edilicia están volviendo a descubrir la recuperación y la reconstrucción, al menos en el mercado de un cierto nivel. Se trata de un segmento de empleo que mira con grande naturaleza el empleo de las piedras, y particularmente aquellas que también por su notoriedad y fama añaden intrínsecamente valor a un bien. Pero la situación del mercado japonés hace de espejo opuesto a esta elección: la historia de este mercado, para los que lo han conocido en el curso de los años ‘80, es muy significativa, porque en aquellos años era un grande consumidor de material de gran valor y de amplio surtido, particularmente orientado hacia los calcáreos, en forma de mármol y travertino. Tras varios acontecimientos, y después de crisis económicas y burbujas inmobiliarias, compartidas en parte con otros países del Extremo Oriente pero siempre con características propias, parecía casi desaparecido del mercado de consumo natural. Y luego, gracias a la oferta creciente de materiales chinos de empeño menor con respecto a los de procedencia europea, ha vuelto a consumir piedras, sobre todo para la edilicia, o mejor para pavimentos y revestimientos. Pero después de una primera apertura a todos los productos y materiales, si bien de forma diferenciada, se ha progresivamente desplazado hacia un mono-suministro, en practica, por parte del cercano productor chino, que cubre el 97% de sus importaciones de granitos elaborados, allá donde las importaciones de mármol y travertino son ya cantidades exiguas. Dos situaciones opuestas, pero ambas emblemáticas de posibles perfiles de desarrollo de nuestro sector. No nos sorprende, pues, que la incertidumbre sea la característica que más fácilmente marca las expectativas del sector, en muchas situaciones y en muchas industrias locales: nace de los desemboques objetivamente opuestos de muchas situaciones inicialmente análogas, en los recorridos y en los trazados evolutivos de la demanda, y no siempre la oferta consigue compensar o influenciar el proceso de crecimiento y los desemboques hacia los cuales se evoluciona, al contrario, lo consigue rara vez. Muchos estudiosos, puesta la particular turbulencia de este inicio de milenio, están intentando comprender los mecanismos a través de los cuales la incertidumbre, en la prefiguración de los escenarios posibles, se transforman en percepción de riesgo o hasta en miedo, o, al contrario se convierten en fuerza de propulsión hacia nuevos proyectos y nuevas soluciones. De cualquier forma se quiera intentar responder, se mantiene el hecho que algunos confines se han revelado realmente demasiado frágiles para resistir a la presión creada por los cambios en acto, y los nuevos productores, algunos de los cuales no son ya tan nuevos desde hace tiempo, continúan cambiando profundamente ordenaciones y divisiones de mercado anteriormente fuertes y estables.

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Vamos a intentar analizar algunos elementos del panorama general que han ido emergiendo, incluso en el curso de este ultimo año. 1. Mercados de desemboque: el principal sigue siendo el norteamericano, si se mira el balance total entre calidad y cantidad y de consecuencia el resultado del valor medio y la remuneratividad del mercado. En plan de volumen de consumos, el mercado chino, y sobre todo en este periodo de actividad edilicia debida en parte a la economía interior, pero también destinada a los juegos olímpicos y a todo lo que esos conllevan, es indudablemente el mayor, seguido de cerca por el otro grande productor y consumidor asiático: India. Son dos modelos muy diferentes entre ellos y los volúmenes de la producción son también muy cercanos, pero mientras uno es sobre todo exportador de materia prima y de semi-brutos, el otro lo es de elaborados, y mientras uno exporta sobre todo granitos, aún siendo un fuerte productor de otros materiales, el otro exporta también algo de mármoles, y consume por su propio uso interior una cuota mucho mayor de productos y de materiales procedentes del exterior. El perfil del sujeto China, es como más completo, aunque las tendencias evolutivas sean amplias y ricas en ambos casos bajo muchos aspectos, inclusa la tecnología. 2. La zona del Extremo Oriente es decididamente la que se ha demostrado, también en el sector de la piedra, ser la más dinámica, y ha intercambiado más, tanto en importaciones como en exportaciones entre los países del área y con los demás países. Es suficiente mirar rápidamente nuestras tablas C, dedicadas al intercambio de los mayores países del sector, para comprobarlo. Faltan los valores asociados a los volúmenes, pero esos no harían más que enfatizar la cosa, evidenciando todavía más el aspecto de crecimiento en todos los sentidos no sólo de las actividades, sino también de la calificación del sector local. Junto al intercambio ha crecido vistosamente la producción local de materia prima y de tecnología, aunque esta última es muy difícil de cuantificar en cifras, y todo acrece el rol y el protagonismo de un área vasta y siempre más dinámica. 3. La Unión Europea sigue siendo hoy una zona más que importante para el sector, y sobre todo continua consumiendo con niveles evolucionados, bajo todos los aspectos. Es también un área de muchas facetas y de varios aspectos, algunos fuertemente problemáticos. Al menos dos de sus protagonistas están viviendo un largo periodo de reposicionamiento internacional del sector, Italia y España, dos protagonistas no sólo históricos de la piedra, si no también económicos, y ambos con una fuerte propensión a la exportación. El 2007 ha sido vivido de forma ambivalente en ambos casos, con más dificultades quizás para España. En el cierre del año y en el inicio del 2008 aún no se han prospectado grandes señales de resolución para algunos de estos problemas, quizás precisamente los más difíciles, que además ni siquiera permiten una rápida conclusión. La cosa más importante, sin embargo, es el hecho que la adecuación a los retos exteriores va avanzando progresivamente. Y en ambos casos, el camino parece ser siempre el de una especialización más concentrada en segmentos calificados y altos de oferta, sobre todo para los mercados exteriores, como el norteamericano y europeo, tanto interno como externo a la Unión. Pero la cosa que sigue teniendo importancia, también en este sector, que aún en su pequeño mundo sigue acompañando algunos países hacia un crecimiento económico más fácil, y de algunos hasta es considerado tan estratégico de excluirlo de la publicación de los datos de comercio exterior exactamente con esta motivación, es que precisamente la globalización, paradójicamente, ha dado inicio a un proceso de profundización de las especializaciones y de valorización de las competencias, que no tiene confirmación en nuestra historia más reciente. Quizás sea precisamente porque, aún más de los comercios, la globalización ha sido favorecida sobre todo por el avance tecnológico, que ha superado obstáculos mucho más difíciles y sólidos de los que se han superado con los acuerdos comerciales de libre intercambio. Y así adquieren importancia creciente las especializaciones y las competencias terceras y manufactureras, en una mezcla que exalta las capacidades competitivas de los territorios,

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según los mismos resulten iluminados por una identidad y productividad, en primer lugar en términos de políticas industriales, también interiores a los sectores. Administrar la complejidad que el nuevo mundo, mucho más rico de protagonistas hoy que en el pasado, impone, requiere una gran capacidad de gobernanza multi-nivel, que concilie la pluralidad de actores con su utilización completa: estudio, innovación, cultura local en sentido alto, profesionalidad, tutela y crecimiento del saber y de las artes. Emerge en esta necesidad de gobernanza, compartida por muchos sectores y distritos, la diferencia entre “complicado” y “complejo”, donde en el primer caso la dificultad está sobre todo en la amplitud de las opciones posibles, mientras en el segundo pesa más el componente del imprevisible relativo a los escenarios que se pueden presentar. Es más que evidente que en un ambiente con estas características, y en una situación con estas condiciones externas, las empresas no pueden operar solas, tienen grande necesidad de ayuda y de acompañamiento por parte de las instituciones y sobre todo del contexto territorial que las rodea, pero manteniendo la facultad de tomar sus propias decisiones y elegir su propio futuro. Y en las empresas están las personas, que a todos los niveles de operatividad y de responsabilidad operan y viven: es principalmente sobre ellas que se hace siempre más estratégico invertir y planear el futuro, porque siempre sean más y se conviertan en recursos del sector.

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Allegato statistico Statistical annex Anexo estadistico

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Avvertenze per le tavole statistiche Le seguenti tavole sono costruite a partire da dati ufficiali, forniti da istituti locali e/o associazioni: si tratta sempre di Istituti governativi di raccolta dati statistici, per quanto riguarda i movimenti doganali delle merci, e talvolta di associazioni di produttori locali, o di altre fonti ufficiali, riguardo alla produzione. Laddove si tratta di stime non documentabili, la cosa viene ogni volta segnalata, ricorrendo ai caratteri in corsivo. Facciamo inoltre presente alcune avvertenze indispensabili per un corretto uso delle tavole seguenti. Particolarmente le informazioni relative alle importazioni ed esportazioni dei vari Paesi, classificate nelle Tavole C richiedono alcune premesse, che possono sembrare banali, ma che invece sono necessarie, poiché servono ad evitare errori banali e fraintendimenti. Le cifre riportate nelle tavole di importazione ed esportazione C1, C2, C3, C4 sono riferite al saldo globale di ogni Paese da/verso tutto l’insieme dei suoi Paesi partner. Ovviamente, la nostra lista non comprende tutto l’insieme di tutti i Paesi, per cui i totali delle importazioni e i totali delle esportazioni non possono essere coincidenti. Inoltre, le quantità denunciate da ogni Paese nei confronti di ciascun partner non coincidono quasi mai con il viceversa denunciato dal Paese partner, e questo, oltre ad aggravare la cosa, vale non solo per il settore lapideo, ma per tutte le merci, al punto che tutte le fonti di dati internazionali di interscambio usano riportare, nelle tavole a incrocio, entrambe le dichiarazioni, arrivando sino a quattro voci per incrocio (quantità e valori per entrambi i dichiaranti), in import e in export. Il motivo è appunto questo: raramente c’è coincidenza, e talvolta nemmeno approssimazione, tra i dati di import da un Paese, dichiarati dal Paese importatore, e quelli di export verso lo stesso, dichiarati dal Paese esportatore, nonostante siano dati riferiti alla stessa categoria di movimento e allo stesso periodo. Aggiungiamo che in parte contribuiscono anche i tempi di trasporto, sia pure in termini minimi, a spostare le coincidenze, come pure i differenti regimi doganali e modalità (non sempre proprio armonizzate, a dispetto dei grandi accordi formali) di classificazione e trattazione statistica delle merci tra le istituzioni di differenti Paesi. Le Tavole di seguito riportate sono costruite secondo i seguenti criteri: due tavole dedicate all’import export per materiali, marmo e granito, senza rivalutazione dei trasformati a grezzo, e due tavole dedicate all’import export per tipologie di materiale scambiato, grezzi e trasformati, riportati a grezzo laddove entrano in gioco i trasformati, e senza distinzione tra calcarei e silicei. Le somme tra tavole sono chiaramente possibili solo a due a due: marmi + graniti, oppure grezzi + trasformati, con coincidenza dei risultati finali solo laddove si abbia l’accortezza minima di eliminare il riporto a grezzo dei trasformati. Aggregando altrimenti le tavole, si commettono due errori, sia di conteggio doppio delle quantità pure, che di conteggio aggiuntivo del riporto a grezzo dei trasformati. Di nuovo, la somma delle importazioni con la somma delle esportazioni non può coincidere, per le ragioni già esposte. Le nostre tavole, infatti, ripetiamo, non sono tavole di incrocio tra Paesi, ma solo di quantificazione delle entrate e uscite, relative ai soggetti più significativi per il settore. Esse costituiscono comunque uno strumento informativo adatto ad approssimare i movimenti di materiale lapideo, che intercorrono tra Paesi all’interno del comparto, e in questo senso, riteniamo, strumento utile a chi abitualmente o per necessità momentanea, voglia confrontarsi con le statistiche del settore. Spesso le fonti dati non hanno lo stesso aggiornamento, o addirittura i metodi di calcolo del periodo non coincidono (per es. l’anno islamico adottato da alcuni paesi): abbiamo cercato di segnalarlo ogni volta che occorreva. Inoltre, talvolta ci sono anche delle vere e proprie correzioni dei dati già forniti, e questo comporta aggiornamenti anche da un anno all’altro, con revisione continua dei risultati. Inoltre, abbiamo utilizzato un criterio differenziato per paesi nel conteggio delle voci: spesso infatti

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i metodi di classificazione dei vari uffici doganali sono diversi, e quando la cosa era palese, siamo intervenuti per correggere le difformità più evidenti. Ci siamo premurati di segnalarlo ogni volta. La raccolta dati di produzione, anche per l’Italia, diventa sempre più difficoltosa e incerta. Accanto a Regioni che si dotano di strumenti precisi di rilevazione, ci sono Regioni che rinunciano definitivamente a qualunque tentativo di analisi, lasciando in difficoltà anche le poche fonti locali di volenterosi. In questi casi, abbiamo azzardato una stima sulla base degli andamenti congiunturali e delle fonti locali, ma siamo consapevoli che il risultato rimane una stima. Tutte le tavole riferite all’Italia, inoltre, sia ai macchinari che ai lapidei, riportano il dato dei valori in migliaia di Euro. Questo inserimento ha comportato delle operazioni di arrotondamento e/o troncamento, che includono un errore tecnico inevitabile: si tratta comunque di un errore molto contenuto, essendo limitato all’ultima cifra dei totali. La voce “Granulati e polveri” è stata modificata, con l’eliminazione di un codice HS che riportava chiaramente dati non più pertinenti al settore. Pertanto, anche i valori relativi agli anni precedenti sono stati ricalcolati con il nuovo criterio. La classificazione dei dati istat relativi all’eximport delle tecnologie è stata modificata, escludendo due voci ritenute ormai poco attinenti con il settore, e dando spazio alla voce autonoma relativa alle macchine utensili per la lavorazione della pietra naturale. Le tavole relative all’Unione Europea e agli Altri Paesi d’Europa sono state modificate in seguito all’allargamento dell’Unione Europea: i nuovi paesi sono stati inseriti nelle tavole relative all’Unione Europea, anche per il periodo precedente alla data di ingresso nella comunità, al fine di rendere i dati omogenei e paragonabili.

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WARNINGS FOR THE STATISTICS TABLES The following tables are based on official data provided by local institutes and/or associations. These are all governmental institutes responsible for the collection of statistics for the import-export of goods and sometimes associations of local producers or other official sources for production. Whenever the statistics are estimates which cannot be proven this is indicated each time using italics. In addition, particularly with regard to imports and exports amongst the various countries which are classified in the C tables, there are further indications which may seem trivial but do help to avoid mistakes and misunderstandings. The figures in the import-export tables C1, C2, C3 and C4 refer to the overall figures for each country from/to all the countries so the total imports and total exports may not coincide. Moreover, the quantities recorded by each country in relation to each partner country hardly ever coincide with those recorded by the partner countries. This is true not only of stone products but of all goods and so all sources of international import-export data tend to give both declarations in crossreference tables with up to four items per cross-reference (quantity and value for each declaration) in imports and exports. The reason being that rarely is there any correspondence, and sometimes not even any approximation, between the import data from one country, declared by the importer country, and the export data towards that country, declared by the exporting country, even if the data concerns the same category of goods and time period. Moreover, there are other influences such as transport times and customs procedures and methods (which are not always the same despite important formal agreements) used to classify and deal with statistics concerning goods among the institutions of individual countries. The tables below include two tables showing import-export figures for materials, marble and granite, without recalculating finished products as raw materials, and two tables showing import-export figures according to the type of material, i.e. raw materials and finished products, with finished products recalculated as raw materials and no distinction between marble and granite. The totals of the table are clearly only possible two by two: marble and granite or raw materials and finished products, with a correspondence of the results only where the finished products recalculated as raw materials are eliminated. If the tables are combined in any other way two mistakes are made: the absolute quantities are doubled and the finished products recalculated as raw materials are added. Again the total imports cannot correspond to the total exports for the reasons already mentioned. Our tables, as we already pointed out, are not cross-reference tables amongst countries; they simply quantify imports and exports for the major players in the industry. However they do serve as a tool to estimate the imports and exports of natural stone amongst countries and as such are useful to whoever wishes to consider statistics in the industry. Another drawback is that often the data sources are not updated at the same time or the time period is calculated differently (e.g. the Islamic year used in some countries). We have tried to indicate this each time it occurs. In addition, the data provided often has many corrections and this means that updatings have to be made even on a year to year basis with a continuous review of the results. We have in fact used different calculation methods for the different items in the various countries. This is because the classification methods adopted by the various customs offices differ and we have therefore corrected the most obvious mistakes. We have indicated this each time. The collection of production data is becoming ever more difficult and uncertain, even for Italy. Although there are regions which use accurate survey tools there are others that refuse to make any attempt at analysis which makes it difficult for the few local sources that would be willing to. In these

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cases we have hazarded an estimate based on the prevailing economic trends and local sources but we are aware that the result remains an estimate. In addition, all the tables with references to Italy, both in terms of machinery and stone, give the value figures in thousands of Euros. Figures have therefore been rounded off/cut and this leads to an unavoidable technical error. This is only a very limited error however as it is limited to the final number of the totals. The “Chips and powders” item has been changed with the elimination of the HS code which clearly gave figures which had nothing to do with the industry. Hence the figures for previous years have been calculated again too. THE 2007 ISTAT DATA HAS BEEN RECALCULATED BY THE INSTITUTE ITSELF, WITH SIGNIFICANT VARIATIONS ON THE PREVIOUS YEAR. HENCE THE FIGURES IN THESE TABLES SHOW SIGNIFICANT DIFFERENCES FROM THOSE GIVEN FOR THE SAME PERIOD IN VOLUME FOR LAST YEAR.

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Notas para la consulta de las tablas estadísticas Las tablas siguientes están basadas en datos oficiales, facilitados por entidades locales estatales y algunas asociaciones. Las primeras son siempre de instituciones gubernamentales para la recopilación de datos estadísticos sobre los movimientos aduaneros de las mercancías. En el segundo caso, la información suele proceder de asociaciones de productores locales, o de otras fuentes oficiales, en lo que a la producción se refiere. Los estimados no documentables aparecerán en letra cursiva. Hacemos además presentes algunas advertencias imprescindibles para el uso correcto de las tablas que se detallan a continuación. Nos referimos, en particular, a los datos sobre las importaciones y exportaciones de los varios países, clasificadas en las Tablas C las cuales requieren algunas premisas de orden teórico y técnico, que aunque puedan parecer banales a simple vista, son, sin embargo, necesarias para evitar errores de cálculo e interpretación. Las cifras descritas en las tablas de importación y exportación C1, C2, C3, C4 se refieren al saldo global de cada país hacia y desde la totalidad de sus países asociados. Por supuesto, nuestra lista de datos no incluye todo el conjunto de todos los países asociados por cada país catalogado, por lo tanto, los totales de las importaciones y los totales de las exportaciones no pueden coincidir. Además, las cantidades declaradas por cada país con respecto a cada asociado no concuerdan casi nunca con el equivalente declarado por el país asociado en cuestión, y esto no solo ocurre en el sector de la piedra, sino también en el de las otras mercancías hasta tal punto que todas las fuentes de datos internacionales de intercambio se ven obligadas a mencionar ambas declaraciones en las tablas de cruce, llegando en muchos casos a registrarse hasta cuatro diferentes partidas por cruce (cantidad y valor por ambos declarantes), en importaciones y en exportaciones. El motivo es precisamente éste: que raramente hay coincidencia, y a veces ni siquiera aproximación, entre los datos de importación de un país, declarados por el país importador, y los de exportación hacia el mismo, declarados por el país exportador incluso en los casos de datos relativos a la misma categoría de movimiento y al mismo periodo. Añadiremos que, en parte, aún que sea en forma mínima, los tiempos de transporte también contribuyen a las diferencias así como los diferentes regímenes aduaneros y los sistemas de clasificación y elaboración estadística de las mercancías entre las instituciones de los diferentes países (a menudo poco armonizados, a pesar de los grandes acuerdos formales en vigor). Las Tablas que siguen están construidas según los siguientes criterios: dos tablas dedicadas a la importación / exportación de materiales, mármol y granito, sin reevaluación en bruto de los transformados, y dos tablas dedicadas a la importación /exportación por tipo de materiales intercambiados, brutos y transformados, llevados en bruto donde entren en juego los transformados, y sin distinción entre calcáreos y silíceos. Las sumas entre tablas son claramente posibles solo de dos en dos: mármoles + granitos, o brutos + transformados, con coincidencia de los resultados finales, sólo donde se haya tenido el cuidado de eliminar el pasaje a bruto de los transformados. De lo contrario, agregando las tablas, se habrán cometido dos errores: el del doble computo de las cantidades puras y el del computo adicional del pasaje a bruto de los transformados. Así pues la suma de las importaciones con la suma de las exportaciones no pueden coincidir, por las razones ya indicadas. Nuestras tablas, repetimos, no son tablas de cruce entre países, si no simplemente tablas de cuantificación de entradas y salidas, relativas a los sujetos más significativos para el sector. Ellas constituyen, de todas formas, un instrumento informativo que puede ser usado para hacer estimados aproximados sobre los movimientos de material en piedra que tienen lugar entre países al interior del sector, y, en este sentido, consideramos que sean un instrumento útil para aquellos que habitualmente o por necesidad temporánea quieran compararse con las estadísticas del sector.

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A menudo, los orígenes de los datos, no tienen la misma actualización, o los métodos de cálculo del periodo no coinciden (por ejemplo el año islámico adoptado por algunos países) y hemos intentado señalarlo cada vez que esto ocurre. A veces, también hay verdaderas correcciones de los datos facilitados, y esto produce actualizaciones también entre un año y otro, con revisión continua de los resultados. Hemos además usado un criterio diferenciado para los países en el calculo de las partidas: a menudo los métodos de clasificación de las varias oficinas aduaneras son diferentes, y cuando esto es evidente, hemos corregido las diferencias más visibles. Hemos procurado señalar esto en cada ocurrencia. La obtención de datos de producción, también de Italia, se hace siempre difícil e incierta. Al lado de regiones que tienen instrumentos precisos de estimación, hay regiones que renuncian totalmente al uso de cualquier instrumento de análisis, creando dificultades también para las pocas zonas locales con buena voluntad. En estos casos hemos intentado hacer una estimación sobre la base de la marcha coyuntural y de los datos de origen local, pero sabemos que el resultado siempre será un estimado. Todas las tablas referentes a Italia, tanto en las maquinarias como en la piedra, llevan el dato de los valores recalculado en miles de Euros. Esta inserción ha supuesto la realización de algunas operaciones de redondeo y/o de truncamiento, que incluyen un error técnico inevitable: se trata, de todos modos, de un error muy limitado, que solo se refleja en la última cifra de los totales. La partida “Granulados y polvos” ha sido modificada con la eliminación de un código HS que contenía datos ya no relevantes para el sector. Por lo tanto, también los valores relativos a los años anteriores han sido recalculados con el nuevo criterio. La clasificación de los datos del Instituto Nacional de Estadísticas (ISTAT), relativa a la importación y exportación de tecnologías ha sido modificada, excluyendo dos partidas consideradas ya poco pertinentes al sector y dejando espacio a la partida autónoma relativa a las máquinas-herramienta para la elaboración de la piedra natural. Las tablas relativas a la Unión Europea y a los demás países de Europa han sido modificadas tras la extensión de la Unión. Los nuevos países han sido incluidos en las tablas relativas a la Unión Europea, también para el periodo anterior a la fecha de ingreso en la comunidad, para obtener datos homogéneos y comparables.

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indice delle tavole statistiche allegate annexed statistical tables index indice de las tablas estadテ行ticas anexas Tav. A

Produzione internazionale di cava International raw material production Produccテュon internacional de materias primas

Tav. B

Produzione italiana di cava Italian raw material production Produccテュon italiana de materias primas

Tav. C

Import export internazionali/Lapidei International import export/Stone materials Importaciones y exportaciones internacionales/Piedras

C1 C2 C3 C4

marmo marble mテ。rmol granito granite granito grezzi raw materials brutos/materias primas lavorati riportati a grezzo processed materials, blocks equivalent equivalente en bloques de los materiales elaborados

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Tav. 1 Tav. 2 Tav. 3 Tav. 4 Tav. 5 Tav. 6 Grafici Graphs Gráficos

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Import export italiano/Lapidei Italian import export/Stone materials Importaciones y exportaciones italianas/Piedras Import export italiano per aree geografiche/Lapidei Italian import export by geographical areas/Stone materials Importaciones y exportaciones italianas por áreas geográficas/Piedras Import export italiano per Paesi/Lapidei Italian import export by countries/Stone materials Importaciones y exportaciones italianas por países/Piedras Import export italiano/Macchine Italian import export/Machinery Importaciones y exportaciones italianas/Maquinaria Import export italiano per aree geografiche/Macchine Italian import export by geographical areas/Machinery Importaciones y exportaciones italianas por áreas geográficas/Maquinaria Import export italiano per Paesi/Macchine Italian import export by countries/Machinery Importaciones y exportaciones italianas por países/Maquinaria


TAV. A. PRODUZIONE INTERNAZIONALE DI GREZZO (TONN.) PAESI

2003

2.004

2005

2006

2007

BRASILE

6.000.000

6.400.000

6.900.000

7.500.000

7.500.000

CANADA

118.213

129.773

135.465

133.878

320.000

CINA

18.600.000

20.600.000

21.000.000

21.500.000

22.000.000

CROAZIA

186.000

174.000

175.000

170.000

180.000

EGITTO

1.950.000

2.200.000

2.800.000

3.300.000

3.500.000

FINLANDIA

631.448

864.677

859.283

827.897

830.000

FRANCIA

1.231.500

1.189.020

1.200.480

1.214.600

1.200.000

GIAPPONE

191.154

178.224

159.508

160.419

160.000

GRECIA

2.100.000

2.100.000

2.100.000

2.200.000

2.100.000

INDIA*

14.221.000

15.528.000

17.367.000

19.000.000

21.500.000

IRAN

10.000.000

10.400.000

10.493.000

11.045.000

11.100.000

ITALIA

10.810.623

10.883.849

10.658.758

10.554.903

10.048.221

NORVEGIA

330.000

340.000

300.000

320.000

300.000

POLONIA

800.000

1.100.000

1.100.000

1.100.000

1.100.000

PORTOGALLO

2.792.545

2.950.190

2.948.732

3.122.358

3.000.000

SIRIA

853.834

876.877

926.057

733.365

850.000

SLOVENIA

42.102

35.641

36.395

32.355

35.000

SPAGNA

7.625.000

7.830.000

7.987.000

8.100.000

8.000.000

STATI UNITI D’AMERICA

1.340.000

1.460.000

1.360.000

1.330.000

1.500.000

SUD AFRICA

511.500

574.600

750.000

700.000

650.000

TAILANDIA

101.712

90.540

114.483

69.792

73.356

TURCHIA

6.200.000

7.725.000

8.250.000

9.400.000

9.500.000

TOTALE

86.636.631

93.630.391

97.621.161

102.514.567

105.446.577

Tutti i dati in corsivo sono di stima All data in italics are estimates Todos los datos en letra cursiva son estimaciones *: India: i dati sono comprensivi solo di marmo e granito *: India: data referred only to marble and granite *: India: los datos relativos a India se refieren unícamente a mármol y granito

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Note relative alla tavola B: Tutti i dati in corsivo sono di stima Molte regioni sono in forte ritardo nella rilevazione dei dati, ed adottano criteri di raccolta e classificazione dei dati soggetti a variazioni di anno in anno. Per la Regione Lazio, sono state inserite le produzioni di tufo per gli anni 2005 e 2006.

Notes on Table B: All data in italics are estimates Many Regional Governments are late in data collecting, and use data collecting and classifying criteria which vary from one year to the other. For the region of Lazio we have included the tuff productions, relating to years 2005and 2006.

Notas para la consulta de la Tabla B: Todos los datos en letra cursiva son estimaciones Muchas regiones están en fuerte retraso en la adquisición de los datos y adoptan criterios de recolección y de clasificación que pueden variar de año en año. Por la Región Lazio, nos hemos incluydo las producciones de toba por los años 2005 y 2006.

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TAV. B. PRODUZIONE ITALIANA DI GREZZO (TONN.)* REGIONE CAMPANIA

2005

2006 200.000

2007 210.000

150.000

25.722

15.000

10.000

PIEMONTE

600.000

650.000

600.000

LOMBARDIA

796.751

750.000

750.000

VALLE D’AOSTA

1.136.519

970.000

1.100.000

FRIULI V. G.

190.000

230.000

220.000

VENETO

640.000

833.730

820.000

LIGURIA

88.726

60.000

60.000

1.740.000

1.800.000

1.800.000

217.050

275.000

275.000

LAZIO

1.400.000

1.200.000

1.100.000

PUGLIA

1.000.000

1.250.000

1.000.000

SICILIA

1.823.990

1.511.173

1.413.221

800.000

800.000

750.000

10.658.758

10.554.903

10.048.221

TRENTINO

TOSCANA MARCHE

SARDEGNA

TOTALE

Fonti: fonti locali ufficiali (Uff. regionali, Associazioni di categoria, ecc..) *: Il dato ufficiale dell’Istituto Italiano di Statistica accredita per il 2005, ultimo anno disponibile, circa 9 milioni di tonnellate di produzione/ For 2005, the latest year available, the official data from the Italian Institute of Statistics shows production at approximately 9 million tons/ El dato oficial del Instituto Italiano de Estadísticas atribuye para el 2005, último año disponible, cerca de 9 millones de toneladas de producción.

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TAV. C1 IMPORT EXPORT INTERNAZIONALI: MARMO Grezzo + lavorati

TOTALE MARMO GREZZI + LAVORATI RIPORTATI A GREZZO Paesi / Resto del mondo AUSTRIA BELGIO BRASILE CANADA CINA COREA DEL SUD DANIMARCA FINLANDIA FRANCIA GERMANIA GIAPPONE GRECIA HONG KONG INDIA IRAN IRLANDA ITALIA LIBANO LITUANIA NORVEGIA PAESI BASSI POLONIA PORTOGALLO REGNO UNITO REPUBBLICA CECA RUSSIA SLOVENIA SPAGNA STATI UNITI D’AMERICA SVEZIA SVIZZERA TAIWAN THAILANDIA UCRAINA TOTALE

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IMPORT Variazioni percentuali 2005 42.740 184.590 87.700 9.340 2.477.240 422.290 17.400 2.300 132.950 130.470 157.040 309.660 215.480 182.180 18.680 19.320 588.040 166.070 2.970 7.360 73.670 59.730 58.130 156.000 7.650 124.270 7.630 458.500 2.720.680 14.750 149.050 241.460 23.690 21.060 9.290.090

2006 35.420 217.420 103.920 11.240 3.441.870 428.070 17.390 2.270 150.660 153.520 129.810 326.850 205.750 239.780 27.280 35.610 778.780 156.100 4.604 12.170 99.220 75.210 56.060 195.280 7.170 135.430 7.550 500.090 3.070.990 10.140 144.090 250.680 30.510 26.700 11.087.634

2007 34.750 219.000 127.610 nd/na 4.332.660 580.790 14.520 2.580 160.900 177.960 128.070 397.210 194.040 276.710 4.908 43.840 885.200 203.230 4.411 4.290 118.440 91.470 74.770 226.160 7.120 183.270 9.708 571.140 2.938.480 10.640 148.560 286.530 32.360 35.520 12.526.847

07/’06 -1,9 0,7 22,8 --25,9 35,7 -16,5 13,7 6,8 15,9 -1,3 21,5 -5,7 15,4 -82,0 23,1 13,7 30,2 -4,2 -64,7 19,4 21,6 33,4 15,8 -0,7 35,3 28,6 14,2 -4,3 4,9 3,1 14,3 6,1 33,0 13,0

07/’05 -18,7 18,6 45,5 --74,9 37,5 -16,6 12,2 21,0 36,4 -18,4 28,3 -9,9 51,9 -73,7 126,9 50,5 22,4 48,5 -41,7 60,8 53,1 28,6 45,0 -6,9 47,5 27,2 24,6 8,0 -27,9 -0,3 18,7 36,6 68,7 34,8

06/’05 -17,1 17,8 18,5 20,3 38,9 1,4 -0,1 -1,3 13,3 17,7 -17,3 5,6 -4,5 31,6 46,0 84,3 32,4 -6,0 55,0 65,4 34,7 25,9 -3,6 25,2 -6,3 9,0 -1,0 9,1 12,9 -31,3 -3,3 3,8 28,8 26,8 19,3


TAV. C1 IMPORT EXPORT INTERNAZIONALI: MARMO Grezzo + lavorati

TOTALE MARMO GREZZI + LAVORATI RIPORTATI A GREZZO Paesi / Resto del mondo AUSTRIA BELGIO BRASILE CANADA CINA COREA DEL SUD DANIMARCA FINLANDIA FRANCIA GERMANIA GIAPPONE GRECIA HONG KONG INDIA IRAN IRLANDA ITALIA LIBANO LITUANIA NORVEGIA PAESI BASSI POLONIA PORTOGALLO REGNO UNITO REPUBBLICA CECA RUSSIA SLOVENIA SPAGNA STATI UNITI D’AMERICA SVEZIA SVIZZERA TAIWAN THAILANDIA UCRAINA TOTALE

EXPORT Variazioni percentuali 2005 10.030 208.180 17.440 1.410 1.286.020 1.740 3.760 690 15.100 11.940 370 441.990 60.680 269.370 573.360 200 2.734.330 40.040 240 2.990 9.850 980 550.300 5.750 460 6.830 6.960 1.230.120 121.660 480 1.320 22.580 2.050 120 7.639.340

2006 11.680 198.150 15.680 4.800 1.789.760 2.640 2.990 520 15.980 28.530 1.830 498.480 38.160 318.210 551.570 180 2.926.980 56.250 780 4.730 22.730 3.190 627.840 8.520 430 10.070 9.080 1.346.780 124.250 460 1.430 20.570 1.280 600 8.645.130

2007 9.480 303.520 10.930 nd/na 2.337.960 1.750 2.710 20 17.300 48.440 260 449.870 60.530 354.050 839.040 1.570 3.118.020 66.470 878 5.610 17.610 4.500 672.680 10.420 590 12.030 9.430 1.610.370 121.240 300 1.420 24.770 1.680 80 10.115.528

07/’06 -18,8 53,2 -30,3 --30,6 -33,7 -9,4 -96,2 8,3 69,8 -85,8 -9,8 58,6 11,3 52,1 772,2 6,5 18,2 12,6 18,6 -22,5 41,1 7,1 22,3 37,2 19,5 3,9 19,6 -2,4 -34,8 -0,7 20,4 31,3 -86,7 17,0

07/’05 -5,5 45,8 -37,3 --81,8 0,6 -27,9 -97,1 14,6 305,7 -29,7 1,8 -0,2 31,4 46,3 685,0 14,0 66,0 265,8 87,6 78,8 359,2 22,2 81,2 28,3 76,1 35,5 30,9 -0,3 -37,5 7,6 9,7 -18,0 -33,3 32,4

06/’05 16,5 -4,8 -10,1 240,4 39,2 51,7 -20,5 -24,6 5,8 138,9 394,6 12,8 -37,1 18,1 -3,8 -10,0 7,0 40,5 225,0 58,2 130,8 225,5 14,1 48,2 -6,5 47,4 30,5 9,5 2,1 -4,2 8,3 -8,9 -37,6 400,0 13,2

93


TAV. C1 IMPORT EXPORT INTERNAZIONALI: Granito Grezzo + lavorati

TOTALE GRANITO GREZZI + LAVORATI RIPORTATI A GREZZO Paesi / Resto del mondo AUSTRIA BELGIO BRASILE CANADA CINA COREA DEL SUD DANIMARCA FINLANDIA FRANCIA GERMANIA GIAPPONE GRECIA HONG KONG INDIA IRAN IRLANDA ITALIA LIBANO LITUANIA NORVEGIA PAESI BASSI POLONIA PORTOGALLO REGNO UNITO REPUBBLICA CECA RUSSIA SLOVENIA SPAGNA STATI UNITI D’AMERICA SVEZIA SVIZZERA TAIWAN THAILANDIA UCRAINA TOTALE

94

IMPORT

2005 281.640 758.930 800 319.700 2.063.900 3.011.520 377.400 29.790 409.150 1.411.700 2.624.980 170.160 204.800 20.720 0 102.240 2.256.520 138.750 33.460 59.770 631.690 371.020 159.450 393.510 49.820 272.400 32.410 1.045.160 4.830.450 36.630 411.740 2.519.860 154.870 16.960 25.201.900

2006 264.320 892.230 3.060 253.420 2.491.750 3.549.650 394.190 23.170 528.990 1.450.050 2.523.000 229.800 232.730 30.790 0 130.280 2.298.140 113.720 43.110 62.740 681.620 440.770 150.380 452.770 56.250 372.250 40.920 1.037.660 5.988.750 49.770 461.960 1.539.280 177.680 40.000 27.005.200

2007 315.450 1.217.240 7.070 nd/na 2.637.230 4.255.870 253.980 31.270 501.180 1.618.630 2.319.270 318.520 383.110 67.320 0 190.820 2.162.100 124.880 54.968 33.150 630.900 635.870 151.760 564.700 68.530 542.200 49.374 1.264.440 5.444.140 67.930 508.410 1.340.080 152.890 26.250 27.939.532

Variazioni percentuali 07/’06 07/’05 19,3 12,0 36,4 60,4 131,0 783,8 ----5,8 27,8 19,9 41,3 -35,6 -32,7 35,0 5,0 -5,3 22,5 11,6 14,7 -8,1 -11,6 38,6 87,2 64,6 87,1 118,6 224,9 ----46,5 86,6 -5,9 -4,2 9,8 -10,0 27,5 64,3 -47,2 -44,5 -7,4 -0,1 44,3 71,4 0,9 -4,8 24,7 43,5 21,8 37,6 45,7 99,0 20,7 52,3 21,9 21,0 -9,1 12,7 36,5 85,4 10,1 23,5 -12,9 -46,8 -14,0 -1,3 -34,4 54,8 3,5 10,9

06/’05 -6,1 17,6 282,5 -20,7 20,7 17,9 4,4 -22,2 29,3 2,7 -3,9 35,0 13,6 48,6 --27,4 1,8 -18,0 28,8 5,0 7,9 18,8 -5,7 15,1 12,9 36,7 26,3 -0,7 24,0 35,9 12,2 -38,9 14,7 135,8 7,2


TAV. C1 IMPORT EXPORT INTERNAZIONALI: Granito Grezzo + lavorati

TOTALE GRANITO GREZZI + LAVORATI RIPORTATI A GREZZO Paesi / Resto del mondo AUSTRIA BELGIO BRASILE CANADA CINA COREA DEL SUD DANIMARCA FINLANDIA FRANCIA GERMANIA GIAPPONE GRECIA HONG KONG INDIA IRAN IRLANDA ITALIA LIBANO LITUANIA NORVEGIA PAESI BASSI POLONIA PORTOGALLO REGNO UNITO REPUBBLICA CECA RUSSIA SLOVENIA SPAGNA STATI UNITI D’AMERICA SVEZIA SVIZZERA TAIWAN THAILANDIA UCRAINA TOTALE

EXPORT

2005 31.460 400.790 2.535.040 136.240 14.158.390 19.380 23.980 411.040 136.280 144.340 55.440 13.360 80.980 3.119.510 100.666 1.360 2.477.670 28.770 1.810 289.130 201.140 176.850 430.760 13.180 15.310 11.470 19.790 772.240 248.920 156.150 79.400 52.320 20.900 175.270 26.539.336

2006 32.140 415.070 3.095.570 163.500 16.162.900 16.590 23.250 440.240 142.490 165.540 64.680 9.900 41.540 3.585.290 114.990 1.410 2.477.860 28.940 1.530 296.970 252.870 193.190 451.030 15.860 10.620 14.750 31.640 783.280 230.730 140.330 80.900 82.530 31.170 158.750 29.758.050

2007 37.520 518.200 3.004.110 17.543.830 12.920 26.650 417.392 148.480 215.270 61.830 27.740 33.510 4.533.290 116.440 7.620 2.363.050 45.440 1.380 283.000 256.120 151.190 631.040 33.090 18.720 17.270 33.488 975.870 249.840 233.630 70.590 105.940 139.270 180.800 32.494.530

Variazioni percentuali 07/’06 07/’05 16,7 19,3 24,8 29,3 -3,0 18,5 ----8,5 23,9 -22,1 -33,3 14,6 11,1 -5,2 1,5 4,2 9,0 30,0 49,1 -4,4 11,5 180,2 107,6 -19,3 -58,6 26,4 45,3 1,3 15,7 440,4 460,3 -4,6 -4,6 57,0 57,9 -9,8 -23,8 -4,7 -2,1 1,3 27,3 -21,7 -14,5 39,9 46,5 108,6 151,1 76,3 22,3 17,1 50,6 5,8 69,2 24,6 26,4 8,3 0,4 66,5 49,6 -12,7 -11,1 28,4 102,5 346,8 566,4 13,9 3,2 9,2 22,4

06/’05 2,2 3,6 22,1 20,0 14,2 -14,4 -3,0 7,1 4,6 14,7 16,7 -25,9 -48,7 14,9 14,2 3,7 0,0 0,6 -15,5 2,7 25,7 9,2 4,7 20,3 -30,6 28,6 59,9 1,4 -7,3 -10,1 1,9 57,7 49,1 -9,4 12,1

95


TAV. C3 IMPORT EXPORT INTERNAZIONALI: GREZZO IMPORT

TOTALE GREZZO Paesi / Resto del mondo AUSTRIA BELGIO BRASILE CANADA CINA COREA DEL SUD DANIMARCA FINLANDIA FRANCIA GERMANIA GIAPPONE GRECIA HONG KONG INDIA IRAN IRLANDA ITALIA LIBANO LITUANIA NORVEGIA PAESI BASSI POLONIA PORTOGALLO REGNO UNITO REPUBBLICA CECA RUSSIA SLOVENIA SPAGNA STATI UNITI D’AMERICA SVEZIA SVIZZERA TAIWAN THAILANDIA UCRAINA TOTALE

96

2005 41.140 282.420 8.440 101.540 4.432.760 29.130 304.060 9.890 206.820 187.090 72.600 311.280 114.040 89.200 0 12.600 2.016.760 100.600 16.710 37.690 255.380 272.810 84.960 166.810 7.810 60.910 9.200 1.064.480 401.230 30.620 273.470 2.455.580 176.880 2.080 13.636.990

2006 38.440 310.250 11.080 72.880 5.815.140 36.100 290.600 6.600 209.030 190.690 58.510 353.890 135.920 139.670 0 17.210 2.263.640 92.760 23.300 26.710 160.980 277.080 72.400 171.850 7.880 63.880 7.750 927.150 506.700 26.170 271.350 1.449.220 206.250 2.760 14.243.840

2007 23.660 279.720 14.020 nd/na 6.877.430 25.520 169.520 5.850 205.600 233.030 56.860 432.590 308.210 172.370 0 29.080 2.215.740 101.130 35.255 29.540 222.000 319.360 99.370 236.360 12.290 71.490 9.304 1.045.640 321.240 30.070 290.430 1.241.290 183.590 2.870 15.300.429

Variazioni percentuali 07/’06 07/’05 06/’05 -38,4 -42,5 -6,6 -9,8 -1,0 9,9 26,5 66,1 31,3 ---28,2 18,3 55,2 31,2 -29,3 -12,4 23,9 -41,7 -44,2 -4,4 -11,4 -40,8 -33,3 -1,6 -0,6 1,1 22,2 24,6 1,9 -2,8 -21,7 -19,4 22,2 39,0 13,7 126,8 170,3 19,2 23,4 93,2 56,6 ---69,0 130,8 36,6 -2,1 9,9 12,2 9,0 0,5 -7,8 51,3 111,0 39,4 10,6 -21,6 -29,1 37,9 -13,1 -37,0 15,3 17,1 1,6 37,3 17,0 -14,8 37,5 41,7 3,0 56,0 57,4 0,9 11,9 17,4 4,9 20,1 1,1 -15,8 12,8 -1,8 -12,9 -36,6 -19,9 26,3 14,9 -1,8 -14,5 7,0 6,2 -0,8 -14,3 -49,5 -41,0 -11,0 3,8 16,6 4,0 38,0 32,7 7,4 12,2 4,5


TAV. C3 IMPORT EXPORT INTERNAZIONALI: GREZZO EXPORT

TOTALE GREZZO Paesi / Resto del mondo AUSTRIA BELGIO BRASILE CANADA CINA COREA DEL SUD DANIMARCA FINLANDIA FRANCIA GERMANIA GIAPPONE GRECIA HONG KONG INDIA IRAN IRLANDA ITALIA LIBANO LITUANIA NORVEGIA PAESI BASSI POLONIA PORTOGALLO REGNO UNITO REPUBBLICA CECA RUSSIA SLOVENIA SPAGNA STATI UNITI D’AMERICA SVEZIA SVIZZERA TAIWAN THAILANDIA UCRAINA TOTALE

2005 7.930 270.430 1.019.220 39.770 1.852.850 5.100 1.280 342.370 47.500 96.460 52.570 231.610 99.100 2.395.760 378.550 20 992.120 31.310 390 290.200 58.070 98.230 508.100 5.330 8.770 13.720 4.350 1.026.480 168.800 154.010 65.560 8.060 2.310 120.650 10.396.980

2006 13.080 235.920 1.258.030 68.300 950.160 4.530 3.580 311.420 66.850 114.490 63.150 279.240 40.300 2.255.500 319.020 50 1.074.100 44.050 290 298.920 74.900 121.280 580.490 6.580 4.470 17.220 5.020 1.109.760 133.040 136.950 62.590 5.300 2.170 102.650 9.763.400

2007 13.760 363.800 1.181.240 964.030 3.710 4.520 324.952 57.140 136.750 56.250 253.270 40.800 2.858.240 587.680 2.110 1.167.830 50.890 190 286.690 78.330 92.810 750.060 22.270 4.710 17.340 3.552 1.288.120 139.900 230.630 56.290 7.050 11.350 111.880 11.168.144

Variazioni percentuali 07/’06 07/’05 06/’05 5,2 73,5 64,9 54,2 34,5 -12,8 -6,1 15,9 23,4 --71,7 1,5 -48,0 -48,7 -18,1 -27,3 -11,2 26,3 253,1 179,7 4,3 -5,1 -9,0 -14,5 20,3 40,7 19,4 41,8 18,7 -10,9 7,0 20,1 -9,3 9,4 20,6 1,2 -58,8 -59,3 26,7 19,3 19,3 84,2 55,2 -15,7 4120,0 10450,0 150,0 8,7 17,7 8,3 15,5 62,5 40,7 -34,5 -51,3 -25,6 -4,1 -1,2 3,0 4,6 34,9 29,0 -23,5 -5,5 23,5 29,2 47,6 14,2 238,4 317,8 23,5 5,4 -46,3 -49,0 0,7 26,4 25,5 -29,2 -18,3 15,4 16,1 25,5 8,1 5,2 -17,1 -21,2 68,4 49,8 -11,1 -10,1 -14,1 -4,5 33,0 -12,5 -34,2 423,0 391,3 -6,1 9,0 -7,3 -14,9 14,4 7,4 -6,1

97


TAV. C4 IMPORT EXPORT INTERNAZIONALI: LAVORATI A GREZZO IMPORT

TOTALE LAVORATI RIPORTATI A GREZZO Paesi / Resto del mondo AUSTRIA BELGIO BRASILE CANADA CINA COREA DEL SUD DANIMARCA FINLANDIA FRANCIA GERMANIA GIAPPONE GRECIA HONG KONG INDIA IRAN IRLANDA ITALIA LIBANO LITUANIA NORVEGIA PAESI BASSI POLONIA PORTOGALLO REGNO UNITO REPUBBLICA CECA RUSSIA SLOVENIA SPAGNA STATI UNITI D’AMERICA SVEZIA SVIZZERA TAIWAN THAILANDIA UCRAINA TOTALE

98

2005 283.240 661.100 80.060 227.500 108.380 3.404.680 90.740 22.200 335.280 1.355.080 2.709.420 168.540 306.240 113.700 18.680 108.960 827.800 204.220 19.720 29.440 449.980 157.940 132.620 382.700 49.660 335.760 30.840 439.180 7.149.900 20.760 287.320 305.740 1.680 35.940 20.855.000

2006 261.300 799.400 95.900 191.780 118.480 3.941.620 120.980 18.840 470.620 1.412.880 2.594.300 202.760 302.560 130.900 27.280 148.680 813.280 177.060 24.414 48.200 619.860 238.900 134.040 476.200 55.540 443.800 40.720 610.600 8.553.040 33.740 334.700 340.740 1.940 63.940 23.848.994

2007 326.540 1.156.520 120.660 nd/na 92.460 4.811.140 98.980 28.000 456.480 1.563.560 2.390.480 283.140 268.940 171.660 4.908 205.580 831.560 226.980 24.124 7.900 527.340 407.980 127.160 554.500 63.360 653.980 49.778 789.940 8.061.380 48.500 366.540 385.320 1.660 58.900 25.165.950

Variazioni percentuali 07/’06 07/’05 06/’05 24,97 15,29 -7,75 44,67 74,94 20,92 25,82 50,71 19,79 ---15,70 -21,96 -14,69 9,32 22,06 41,31 15,77 -18,18 9,08 33,33 48,62 26,13 -15,14 -3,00 36,15 40,37 10,66 15,39 4,27 -7,86 -11,77 -4,25 39,64 68,00 20,30 -11,11 -12,18 -1,20 31,14 50,98 15,13 -82,01 -73,73 46,04 38,27 88,67 36,45 2,25 0,45 -1,75 28,19 11,14 -13,30 -1,19 22,33 23,80 -83,61 -73,17 63,72 -14,93 17,19 37,75 70,77 158,31 51,26 -5,13 -4,12 1,07 16,44 44,89 24,43 14,08 27,59 11,84 47,36 94,78 32,18 22,24 61,41 32,04 29,37 79,87 39,03 -5,75 12,75 19,62 43,75 133,62 62,52 9,51 27,57 16,49 13,08 26,03 11,45 -14,43 -1,19 15,48 -7,88 63,88 77,91 5,52 20,67 14,36


TAV. C4 IMPORT EXPORT INTERNAZIONALI: LAVORATI A GREZZO EXPORT

TOTALE LAVORATI RIPORTATI A GREZZO Paesi / Resto del mondo AUSTRIA BELGIO BRASILE CANADA CINA COREA DEL SUD DANIMARCA FINLANDIA FRANCIA GERMANIA GIAPPONE GRECIA HONG KONG INDIA IRAN IRLANDA ITALIA LIBANO LITUANIA NORVEGIA PAESI BASSI POLONIA PORTOGALLO REGNO UNITO REPUBBLICA CECA RUSSIA SLOVENIA SPAGNA STATI UNITI D’AMERICA SVEZIA SVIZZERA TAIWAN THAILANDIA UCRAINA TOTALE

2005 33.560 338.540 1.533.260 97.880 13.591.560 16.020 26.460 69.360 103.880 59.820 3.240 223.740 42.560 993.120 295.476 1.540 4.219.880 37.500 1.660 1.920 152.920 79.600 472.960 13.600 7.000 4.580 22.400 975.880 201.780 2.620 15.160 66.840 20.640 54.740 23.781.696

2006 30.740 377.300 1.853.220 100.000 17.002.500 14.700 22.660 129.340 91.620 79.580 3.360 229.140 39.400 1.648.000 347.540 1.540 4.330.740 41.140 2.020 2.780 200.700 75.100 498.380 17.800 6.580 7.600 35.700 1.020.300 221.940 3.840 19.740 97.800 30.280 56.700 28.639.780

2007 33.240 457.920 1.833.800 18.917.760 10.960 24.840 92.460 108.640 126.960 5.840 224.340 53.240 2.029.100 367.800 7.080 4.313.240 61.020 2.068 1.920 195.400 62.880 553.660 21.240 14.600 11.960 39.366 1.298.120 231.180 3.300 15.720 123.660 129.600 69.000 31.441.914

Variazioni percentuali 07/’06 07/’05 06/’05 8,13 -0,95 -8,40 21,37 35,26 11,45 -1,05 19,60 20,87 --2,17 11,26 39,19 25,10 -25,44 -31,59 -8,24 9,62 -6,12 -14,36 -28,51 33,30 86,48 18,58 4,58 -11,80 59,54 112,24 33,03 73,81 80,25 3,70 -2,09 0,27 2,41 35,13 25,09 -7,42 23,13 104,32 65,94 5,83 24,48 17,62 359,74 359,74 0,00 -0,40 2,21 2,63 48,32 62,72 9,71 2,38 24,58 21,69 -30,94 0,00 44,79 -2,64 27,78 31,25 -16,27 -21,01 -5,65 11,09 17,06 5,37 19,33 56,18 30,88 121,88 108,57 -6,00 57,37 161,14 65,94 10,27 75,74 59,38 27,23 33,02 4,55 4,16 14,57 9,99 -14,06 25,95 46,56 -20,36 3,69 30,21 26,44 85,01 46,32 328,01 527,91 46,71 21,69 26,05 3,58 9,78 32,21 20,43

99


TAV 1 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007 IMPORT 2006

2007 Valore 000€

ITALIA TUTTI I PAESI

Tonn.

MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

678.042 1.537.700 103.583 171.409 140.790 462.363 11.862 24.252 5.262 3.135.263

LAPIDEI

102.294 333.237 44.035 62.489 20.533 21.863 2.202 15.946 628 603.227

Tonn. 603.615 1.660.027 87.583 168.293 150.772 427.637 10.053 17.416 8.843 3.134.239

Valore 000€ 94.238 368.025 42.670 59.296 19.179 24.610 1.753 13.883 1.000 624.654

EXPORT 2006

2007 ITALIA TUTTI I PAESI

Tonn.

Valore 000€

Tonn.

Valore 000€

MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

971.486 196.343 1.073.266 874.961 208.389 1.024.322 3.353 17.755 101.198 4.471.073

188.331 46.462 800.918 763.457 40.760 61.196 1.746 11.101 3.094 1.917.065

885.009 189.097 1.020.994 943.754 200.625 1.308.107 1.535 20.972 251.991 4.822.084

172.192 49.180 754.819 811.032 37.899 64.841 1.134 13.069 6.490 1.910.656

100

Differenza in % Quantità 12,33 -7,37 18,27 1,85 -6,62 8,12 18,00 39,25 -40,50 0,03

Valore 8,55 -9,45 3,20 5,38 7,06 -11,16 25,62 14,87 -37,19 -3,43

Differenza in % Quantità 9,77 3,83 5,12 -7,29 3,87 -21,69 118,44 -15,34 -59,84 -7,28

Valore 9,37 -5,53 6,11 -5,87 7,55 -5,62 53,98 -15,06 -52,33 0,34


TAV 2A ITALIA - EUROPA ANNO 2006/2007 IMPORT 2006

2007 Valore 000€

EUROPA

Tonn.

MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

332.885 319.213 55.396 21.602 27.464 460.806 9.996 5.510 5.077 1.237.949

49.911 57.581 21.830 8.842 3.825 21.502 1.603 9.442 472 175.008

Tonn.

MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

81.875 147.043 274.175 582.890 202.513 742.272 2.919 12.239 99.124 2.145.050

Tonn. 262.565 339.750 44.252 24.926 27.832 424.839 9.308 4.053 8.690 1.146.215

Valore 000€ 42.973 62.398 22.245 9.773 3.620 24.374 1.564 9.483 843 177.273

EXPORT 2006

2007 EUROPA

LAPIDEI

Valore 000€ 38.283 34.924 261.632 463.904 36.892 48.966 1.553 7.227 2.109 895.490

Tonn. 84.663 145.441 276.849 609.391 194.638 988.205 1.398 12.594 177.309 2.490.488

Valore 000€ 37.398 32.903 242.249 467.419 36.143 52.232 1.042 7.388 3.204 879.978

Differenza in % Quantità 26,78 -6,05 25,18 -13,34 -1,32 8,47 7,39 35,95 -41,58 8,00

Valore 16,15 -7,72 -1,87 -9,53 5,67 -11,78 2,49 -0,43 -44,04 -1,28

Differenza in % Quantità -3,29 1,10 -0,97 -4,35 4,05 -24,89 108,80 -2,82 -44,10 -13,87

Valore 2,37 6,14 8,00 -0,75 2,07 -6,25 49,08 -2,18 -34,19 1,76

101


TAV 2B ITALIA - UNIONE EUROPEA ANNO 2006/2007 IMPORT 2006

2007 UNIONE EUROPEA MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

Valore 000€

Tonn. 155.008 190.110 41.219 18.936 11.370 193.537 9.875 5.117 2.451 627.623

19.933 26.755 15.474 7.381 2.552 16.096 1.552 9.227 306 99.276

Tonn.

MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

70.483 75.756 210.422 429.063 170.909 679.605 2.454 7.523 98.324 1.744.539

102

Tonn. 98.533 190.344 30.277 22.562 10.944 206.727 9.261 3.618 5.255 577.521

Valore 000€ 17.245 27.133 16.066 8.306 2.355 20.120 1.515 9.155 611 102.506

EXPORT 2006

2007 UNIONE EUROPEA

LAPIDEI

Valore 000€ 33.630 23.534 182.630 357.300 30.005 44.178 1.083 5.105 2.027 679.492

Tonn. 76.371 95.496 216.511 465.398 165.439 922.582 1.013 7.453 176.128 2.126.391

Valore 000€ 33.517 23.096 173.013 367.872 29.725 47.466 654 4.904 3.008 683.255

Differenza in % Quantità 57,32 -0,12 36,14 -16,07 3,89 -6,38 6,63 41,43 -53,36 8,68

Valore 15,59 -1,40 -3,68 -11,14 8,39 -20,00 2,43 0,79 -49,98 -3,15

Differenza in % Quantità -7,71 -20,67 -2,81 -7,81 3,31 -26,34 142,25 0,94 -44,18 -17,96

Valore 0,34 1,89 5,56 -2,87 0,94 -6,93 65,47 4,12 -32,63 -0,55


TAV 2C ITALIA - ALTRI PAESI D’EUROPA ANNO 2006/2007 IMPORT 2006

2007 ALTRI PAESI D`EUROPA MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

Valore 000€

Tonn. 177.877 129.103 14.177 2.666 16.094 267.269 120 394 2.626 610.326

29.978 30.826 6.355 1.460 1.273 5.406 51 214 166 75.729

MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

Tonn. 11.393 71.286 63.753 153.827 31.604 62.667 465 4.716 801 400.512

Tonn.

Differenza in %

Valore 000€

164.032 149.406 13.975 2.364 16.888 218.112 47 435 3.435 568.694

25.728 35.264 6.178 1.467 1.266 4.254 49 327 232 74.765

EXPORT 2006

2007 ALTRI PAESI D`EUROPA

LAPIDEI

Valore 000€ 4.653 11.390 79.002 106.604 6.887 4.788 471 2.122 82 215.999

Tonn. 8.292 49.945 60.339 143.994 29.199 65.623 385 5.141 1.181 364.099

Valore 000€ 3.881 9.807 69.237 99.546 6.418 4.766 388 2.485 196 196.724

Quantità 8,44 -13,59 1,45 12,78 -4,70 22,54 155,32 -9,43 -23,55 7,32

Valore 16,52 -12,59 2,87 -0,43 0,61 27,09 4,45 -34,57 -28,35 1,29

Differenza in % Quantità 37,40 42,73 5,66 6,83 8,24 -4,51 20,78 -8,27 -32,18 10,00

Valore 19,90 16,14 14,10 7,09 7,31 0,46 21,41 -14,61 -58,17 9,80

103


TAV 2D ITALIA - AFRICA ANNO 2006/2007 IMPORT 2006

2007 AFRICA MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

Valore 000€

Tonn. 256.913 342.074 9.574 1.491 702 22 158 500 0 611.434

27.809 92.445 3.168 1.440 101 3 31 489 0 125.486

MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

104

Tonn. 318.608 3.139 187.287 21.000 233 209.024 7 67 14 739.379

Tonn. 250.025 341.348 7.988 1.803 590 0 0 270 0 602.024

Differenza in %

Valore 000€ 27.802 91.600 2.849 2.340 92 0 0 133 1 124.817

EXPORT 2006

2007 AFRICA

LAPIDEI

Valore 000€ 33.879 1.139 45.791 12.182 73 8.508 6 21 16 101.615

Tonn. 263.913 6.696 103.879 18.605 138 242.784 0 430 91 636.536

Quantità 2,76 0,21 19,86 -17,30 18,98 0,00 0,00 85,19 0,00 1,56

Valore 0,03 0,92 11,20 -38,46 9,71 0,00 0,00 267,36 -100,00 0,54

Differenza in %

Valore 000€ 27.130 1.694 30.048 9.424 43 8.722 0 101 133 77.295

Quantità 20,73 -53,12 80,29 12,87 68,84 -13,91 0,00 -84,42 -84,62 16,16

Valore 24,88 -32,76 52,39 29,27 69,82 -2,46 0,00 -79,66 -87,89 31,46


TAV 2E ITALIA - AMERICA SETTENTRIONALE ANNO 2006/2007 IMPORT 2006

2007 AMERICA SETTENTRIONALE MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

Valore 000€

Tonn. 3.475 21.179 458 16.496 0 28 0 46 153 41.835

1.638 5.540 590 9.726 0 13 0 37 84 17.628

MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

Tonn. 8.596 2.146 210.077 218.586 1.707 33.222 31 3.918 316 478.599

Differenza in %

Valore 000€

3.324 16.715 528 12.887 0 20 0 0 26 33.500

1.507 5.465 565 9.001 0 9 0 0 22 16.569

EXPORT 2006

2007 AMERICA SETTENTRIONALE

Tonn.

Valore 000€ 9.447 2.327 269.147 236.532 1.600 1.506 40 2.875 145 523.619

Tonn. 19.832 6.951 225.780 264.928 724 33.373 50 5.880 71.392 628.910

LAPIDEI

Valore 000€ 13.920 8.234 271.273 288.715 955 1.757 39 4.382 1.576 590.851

Quantità 4,54 26,71 -13,26 28,01 0,00 40,00 0,00 0,00 488,46 24,88

Valore 8,71 1,36 4,52 8,06 0,00 35,64 0,00 0,00 288,10 6,39

Differenza in % Quantità -56,66 -69,13 -6,96 -17,49 135,77 -0,45 -38,00 -33,37 -99,56 -23,90

Valore -32,13 -71,74 -0,78 -18,07 67,55 -14,27 2,48 -34,39 -90,81 -11,38

105


TAV 2F ITALIA - AMERICA CENTRALE E DEL SUD ANNO 2006/2007 IMPORT 2006

2007 AMERICA CENTRALE E DEL SUD MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

Valore 000€

Tonn. 8.776 303.445 1.756 11.401 32.978 0 794 9.553 0 368.703

2.635 74.713 486 4.938 5.146 0 323 3.531 0 91.772

MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

106

Tonn. 11.457 375 46.133 7.020 57 8.721 42 191 258 74.254

13.215 402.196 1.502 23.212 35.989 1.643 217 7.875 0 485.849

Differenza in %

Valore 000€ 4.310 99.557 515 7.130 5.568 20 84 2.874 1 120.059

EXPORT 2006

2007 AMERICA CENTRALE E DEL SUD

Tonn.

Valore 000€ 4.381 201 29.553 5.638 49 875 30 168 143 41.038

Tonn. 15.161 376 39.796 5.218 108 24.171 24 200 301 85.355

LAPIDEI

Quantità -33,59 -24,55 16,91 -50,88 -8,37 -100,00 265,90 21,31 0,00 -24,11

Valore -38,86 -24,95 -5,63 -30,74 -7,58 -100,00 283,07 22,87 -100,00 -23,56

Differenza in %

Valore 000€ 5.778 219 20.080 4.383 21 1.041 12 147 151 31.832

Quantità -24,43 -0,27 15,92 34,53 -47,22 -63,92 75,00 -4,50 -14,29 -13,01

Valore -24,18 -8,00 47,17 28,62 130,31 -15,97 141,77 14,31 -5,18 28,92


TAV 2G ITALIA - VICINO E MEDIO ORIENTE ANNO 2006/2007 IMPORT 2006

2007 VICINO E MEDIO ORIENTE MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

Valore 000€

Tonn. 52.234 28.934 7.262 707 547 21 0 0 0 89.705

14.545 8.425 3.449 703 100 9 0 0 0 27.231

MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

Tonn. 132.822 8.741 226.847 27.396 2.787 30.104 43 538 88 429.366

Tonn.

Differenza in %

Valore 000€

52.863 38.101 5.695 167 69 0 0 0 0 96.895

12.714 11.447 2.927 54 11 0 0 0 0 27.153

EXPORT 2006

2007 VICINO E MEDIO ORIENTE

LAPIDEI

Valore 000€ 18.186 1.572 110.278 25.710 1.850 1.102 31 201 49 158.979

Tonn. 131.127 10.316 258.093 28.399 2.995 18.708 3 387 121 450.149

Valore 000€ 14.812 1.986 111.734 22.497 261 918 3 237 105 152.553

Quantità -1,19 -24,06 27,52 323,35 692,75 0,00 0,00 0,00 0,00 -7,42

Valore 14,40 -26,40 17,83 1191,08 769,48 0,00 0,00 0,00 0,00 0,28

Differenza in % Quantità 1,29 -15,27 -12,11 -3,53 -6,95 60,92 1333,33 39,02 -27,27 -4,62

Valore 22,78 -20,87 -1,30 14,28 608,32 19,99 976,66 -15,53 -53,63 4,21

107


TAV 2H ITALIA - ESTREMO ORIENTE ANNO 2006/2007 IMPORT 2006

2007 ESTREMO ORIENTE MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

Valore 000€

Tonn. 23.336 520.265 29.082 119.638 79.098 1.485 914 8.642 32 782.492

5.627 93.766 14.406 36.799 11.362 336 245 2.448 72 165.061

MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

108

Tonn. 417.020 34.743 113.412 12.347 1.027 801 290 391 1.310 581.341

Tonn. 21.434 516.791 27.563 105.290 86.293 1.121 528 5.218 126 764.364

Valore 000€ 4.861 95.739 13.493 30.980 9.888 205 105 1.393 133 156.797

EXPORT 2006

2007 ESTREMO ORIENTE

LAPIDEI

Valore 000€ 83.160 6.131 66.667 10.242 194 216 70 346 582 167.608

Tonn. 368.832 19.178 101.869 10.797 1.920 814 0 907 2.666 506.983

Valore 000€ 71.823 4.029 64.684 8.632 378 167 0 456 1.265 151.434

Differenza in % Quantità 8,87 0,67 5,51 13,63 -8,34 32,47 73,11 65,62 -74,60 2,37

Valore 15,76 -2,06 6,76 18,78 14,91 63,65 134,20 75,72 -45,67 5,27

Differenza in % Quantità 13,07 81,16 11,33 14,36 -46,51 -1,60 0,00 -56,89 -50,86 14,67

Valore 15,79 52,17 3,07 18,65 -48,60 29,32 0,00 -24,15 -53,98 10,68


TAV 2I ITALIA - AUSTRALIA E OCEANIA ALTRI TERR. ANNO 2006/2007 IMPORT 2006

2007 AUSTRALIA E OCEANIA ALTRI TER. MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

Valore 000€

Tonn. 422 2.590 56 74 0 0 0 0 0 3.142

129 767 105 41 0 0 0 0 0 1.042

MARMO BLOCCHI E LASTRE GRANITO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI GRANITO LAVORATI ALTRE PIETRE LAVORATI GRANULATI E POLVERI ARDESIA GREZZA ARDESIA LAVORATA PIETRA POMICE TOTALE GENERALE

Tonn. 1.107 154 15.335 5.718 66 177 21 410 88 23.076

Differenza in %

Valore 000€

186 5.128 54 8 0 0 0 0 0 5.376

71 1.819 76 18 0 0 0 0 0 1.984

EXPORT 2006

2007 AUSTRALIA E OCEANIA ALTRI TER.

Tonn.

Valore 000€ 995 164 17.828 8.785 101 23 16 264 51 28.227

Tonn. 1.480 139 14.728 6.414 102 52 61 575 111 23.662

LAPIDEI

Quantità 126,88 -49,49 3,70 825,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 -41,56

Valore 81,34 -57,85 39,03 129,30 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 -47,48

Differenza in %

Valore 000€ 1.328 115 14.729 9.884 96 4 37 357 57 26.607

Quantità -25,20 10,79 4,12 -10,85 -35,29 240,39 -65,57 -28,70 -20,72 -2,48

Valore -25,12 42,59 21,05 -11,12 4,71 505,96 -57,66 -26,17 -11,42 6,08

109


TAV 3 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

LAPIDEI IMPORT 2006

2007 Tonn.

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

EUROPA UNIONE EUROPEA AUSTRIA BELGIO BULGARIA CIPRO DANIMARCA ESTONIA FINLANDIA FRANCIA GERMANIA GRECIA IRLANDA LETTONIA LITUANIA LUSSEMBURGO MALTA PAESI BASSI POLONIA PORTOGALLO REGNO UNITO REPUBBLICA CECA ROMANIA SLOVACCHIA SLOVENIA SPAGNA SVEZIA UNGHERIA TOTALE UNIONE EUROPEA

95.184 1.226 1.018 93 30 25 54.624 118.617 24.995 22.337 144 0 0 0 0 5.289 1.398 41.992 2.705 47 1.006 2.099 142.883 108.563 3.278 72 627.625

7.731 311 169 36 117 15 8.457 18.187 9.258 5.434 94 0 0 0 0 1.785 803 10.333 7.692 92 278 1.259 3.608 22.671 930 17 99.277

124.081 836 8.854 127 69 1 70.443 112.423 20.203 21.819 0 0 0 0 0 4.481 418 43.815 3.828 43 2.688 894 58.236 102.565 1.643 52 577.519

9.781 322 1.246 44 31 0 10.602 18.675 7.599 5.335 0 0 0 0 0 1.367 422 10.550 9.653 65 1.207 355 2.502 22.287 438 27 102.508

-23,29 46,66 -88,50 -26,77 -57,42 4.270,83 -22,46 5,51 23,72 2,37 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 18,03 233,99 -4,16 -29,33 10,31 -62,56 134,74 145,35 5,85 99,44 37,71 8,68

-20,96 -3,50 -86,45 -19,24 276,75 4.395,55 -20,24 -2,62 21,84 1,85 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 30,57 90,52 -2,06 -20,31 42,06 -76,97 254,59 44,20 1,73 112,46 -37,49 -3,15

ALTRI PAESI D`EUROPA ALBANIA ANDORRA ARMENIA AZERBAIGIAN BELORUSSIA BOSNIA-ERZEGOVINA CROAZIA FAER OER GEORGIA GIBILTERRA ISLANDA KAZAKISTAN KOSOVO LIECHTENSTEIN MACEDONIA MOLDAVIA MONTENEGRO NORVEGIA RUSSIA SERBIA SVIZZERA TAGIKISTAN TURCHIA TURKMENISTAN UCRAINA UZBEKISTAN TOTALE ALTRI PAESI D`EUROPA

13.883 0 50 0 0 226 70.220 0 17 0 0 0 112 27 5.320 66 8.141 321.192 1.600 1.159 37.568 0 137.626 0 13.118 0 610.325

1.675 0 9 0 0 28 8.713 0 1 0 0 1 6 7 2.882 30 1.783 25.683 531 188 6.139 0 25.302 0 2.753 0 75.731

18.265 0 18 0 0 574 70.854 0 0 0 0 0 75 0 5.398 40 5.604 277.943 1.186 398 44.643 0 127.759 0 15.937 0 568.694

1.371 0 2 0 0 127 8.747 0 0 0 0 2 5 0 2.021 30 1.158 27.510 369 192 6.974 0 22.351 0 3.906 0 74.765

-23,99 0,00 180,08 0,00 0,00 -60,66 -0,89 0,00 0,00 0,00 0,00 50,94 50,11 0,00 -1,44 65,40 45,27 15,56 34,86 191,31 -15,85 0,00 7,72 0,00 -17,69 0,00 7,32

22,14 0,00 278,26 0,00 0,00 -77,83 -0,39 0,00 0,00 0,00 0,00 -43,31 17,99 0,00 42,59 -0,59 53,96 -6,64 43,76 -1,70 -11,97 0,00 13,20 0,00 -29,51 0,00 1,29

1.237.950

175.008

1.146.213

177.273

8,00

-1,28

TOTALE EUROPA

110


TAV 3 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

LAPIDEI EXPORT 2006

2007 Tonn. EUROPA UNIONE EUROPEA AUSTRIA BELGIO BULGARIA CIPRO DANIMARCA ESTONIA FINLANDIA FRANCIA GERMANIA GRECIA IRLANDA LETTONIA LITUANIA LUSSEMBURGO MALTA PAESI BASSI POLONIA PORTOGALLO REGNO UNITO REPUBBLICA CECA ROMANIA SLOVACCHIA SLOVENIA SPAGNA SVEZIA UNGHERIA TOTALE UNIONE EUROPEA ALTRI PAESI D`EUROPA ALBANIA ANDORRA ARMENIA AZERBAIGIAN BELORUSSIA BOSNIA-ERZEGOVINA CROAZIA FAER OER GEORGIA GIBILTERRA ISLANDA KAZAKISTAN KOSOVO LIECHTENSTEIN MACEDONIA MOLDAVIA MONTENEGRO NORVEGIA RUSSIA SERBIA SVIZZERA TAGIKISTAN TURCHIA TURKMENISTAN UCRAINA UZBEKISTAN TOTALE ALTRI PAESI D`EUROPA TOTALE EUROPA

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

124.872 128.142 3.944 6.952 11.332 2.113 4.666 172.956 578.289 8.802 14.443 1.923 1.046 6.546 5.287 71.574 39.163 1.874 219.535 21.375 11.392 12.849 46.567 108.922 104.627 35.348 1.744.539

47.181 28.491 2.828 5.230 9.812 2.074 4.739 75.574 226.714 7.062 12.541 1.890 907 3.915 2.870 26.586 21.603 1.490 79.861 11.096 6.073 6.466 12.970 51.107 14.106 16.308 679.494

122.368 204.242 3.526 5.981 12.966 2.085 3.919 167.200 675.155 8.568 19.629 1.486 758 6.756 4.768 121.245 30.455 3.912 297.503 17.182 11.495 13.408 47.859 117.225 189.545 37.155 2.126.391

45.381 26.653 1.801 4.523 11.430 1.908 3.793 70.803 256.370 6.265 12.916 1.407 575 3.812 2.203 26.683 16.350 2.769 73.113 9.497 5.122 5.395 11.373 51.286 16.130 15.700 683.258

2,05 -37,26 11,87 16,25 -12,60 1,33 19,05 3,44 -14,35 2,72 -26,42 29,47 38,03 -3,10 10,88 -40,97 28,59 -52,11 -26,21 24,40 -0,90 -4,17 -2,70 -7,08 -44,80 -4,86 -17,96

3,97 6,90 57,03 15,64 -14,16 8,71 24,94 6,74 -11,57 12,72 -2,91 34,34 57,85 2,72 30,28 -0,37 32,13 -46,18 9,23 16,84 18,57 19,85 14,03 -0,35 -12,55 3,87 -0,55

15.809 0 183 159 206 15.088 65.004 0 752 14 2.093 547 676 3.316 4.434 475 1.219 3.709 31.355 9.915 203.451 0 34.678 1.207 6.199 20 400.509

3.383 6 409 683 181 4.160 22.907 0 887 19 1.492 1.702 181 1.359 1.909 436 560 4.647 48.740 3.503 100.884 0 9.598 1.089 7.204 59 215.998

12.846 21 228 24 343 11.985 62.983 8 942 0 2.193 1.044 516 1.332 3.434 300 997 6.781 29.325 6.533 194.115 0 22.100 1.326 4.719 0 364.095

2.687 10 165 85 237 3.087 20.718 16 1.288 0 971 2.139 138 1.484 1.115 135 661 6.698 36.205 2.959 99.354 4 6.980 1.398 8.189 0 196.723

23,07 -97,66 -19,90 552,81 -39,97 25,89 3,21 -100,00 -20,19 0,00 -4,54 -47,59 31,06 148,85 29,12 58,15 22,20 -45,30 6,93 51,79 4,81 -100,00 56,91 -8,95 31,35 0,00 10,00

25,88 -43,55 148,03 705,18 -23,72 34,77 10,57 -100,00 -31,10 0,00 53,59 -20,44 30,71 -8,43 71,26 224,14 -15,24 -30,62 34,62 18,37 1,54 -100,00 37,50 -22,13 -12,03 0,00 9,80

2.145.048

895.492

2.490.486

879.981

-13,87

1,76

111


TAV 3 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

LAPIDEI IMPORT 2006

2007 Tonn. AFRICA AFRICA SETTENTRIONALE ALGERIA EGITTO LIBIA MAROCCO SUDAN TUNISIA TOTALE AFRICA SETTENTRIONALE

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

961 189.709 0 11.862 0 68.754 271.286

130 20.756 0 1.724 0 7.831 30.441

1.294 177.772 55 13.993 0 65.406 258.520

470 19.810 7 2.330 0 7.072 29.689

-25,73 6,72 -100,00 -15,23 0,00 5,12 4,94

-72,39 4,77 -100,00 -26,03 0,00 10,73 2,53

0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 103 0 113 21 237

0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 11 0 17 12 40

0 0 0 0 96 0 0 0 0 0 134 0 0 122 0 0 352

0 0 0 0 15 0 0 0 0 0 11 0 0 19 1 0 46

0,00 0,00 0,00 0,00 -100,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 -100,00 0,00 0,00 -100,00 313.788,89 0,00 -32,67

0,00 0,00 0,00 0,00 -100,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 -100,00 0,00 0,00 -100,00 1.185,98 0,00 -13,04

AFRICA CENTR/ORIEN/MERIDIONALE ANGOLA CAMERUN CONGO ERITREA ETIOPIA GABON GIBUTI GUINEA EQUATORIALE KENIA MADAGASCAR MALAWI MAURIZIO MOZAMBICO NAMIBIA RUANDA SEYCHELLES E DIPENDENZE SOMALIA SUD AFRICA TANZANIA UGANDA ZAIRE ZAMBIA ZIMBABWE TOTALE AFRICA CENTR/ORIEN/MERIDIONALE

33.485 0 0 64 145 0 0 0 187 3.459 0 131 37.973 27.988 0 0 25 169.725 936 0 0 0 65.792 339.910

7.992 0 0 9 77 0 0 0 266 2.850 0 925 12.167 8.835 0 0 4 41.398 673 0 0 0 19.810 95.006

33.805 0 0 0 53 0 0 0 220 6.569 7 148 18.965 19.155 0 0 0 171.140 486 0 0 16 92.589 343.153

8.329 0 0 0 23 0 0 0 173 5.539 1 1.268 4.784 6.325 0 0 0 39.811 303 0 0 15 28.509 95.080

-0,95 0,00 0,00 0,00 170,47 0,00 0,00 0,00 -15,10 -47,34 -100,00 -10,99 100,23 46,12 0,00 0,00 0,00 -0,83 92,65 0,00 0,00 -100,00 -28,94 -0,95

-4,04 0,00 0,00 0,00 230,21 0,00 0,00 0,00 53,60 -48,54 -100,00 -27,07 154,34 39,67 0,00 0,00 0,00 3,99 121,79 0,00 0,00 -100,00 -30,51 -0,08

TOTALE AFRICA

611.433

125.487

602.025

124.815

1,56

0,54

AFRICA OCCIDENTALE BENIN BURKINA FASO CAPO VERDE CIAD COSTA D’AVORIO GAMBIA GHANA GUINEA GUINEA - BISSAU MALI MAURITANIA NIGER NIGERIA SENEGAL SIERRA LEONE TOGO TOTALE AFRICA OCCIDENTALE

112


TAV 3 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

LAPIDEI EXPORT 2006

2007 Tonn. AFRICA AFRICA SETTENTRIONALE ALGERIA EGITTO LIBIA MAROCCO SUDAN TUNISIA TOTALE AFRICA SETTENTRIONALE

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

90.971 56.661 204.002 89.330 453 260.407 701.824

12.491 9.539 19.447 24.344 660 18.288 84.769

74.151 57.444 154.606 70.435 1.795 243.388 601.819

11.819 8.037 13.919 13.839 1.536 14.578 63.728

22,68 -1,36 31,95 26,83 -74,74 6,99 16,62

5,69 18,69 39,72 75,91 -57,03 25,45 33,02

AFRICA OCCIDENTALE BENIN BURKINA FASO CAPO VERDE CIAD COSTA D’AVORIO GAMBIA GHANA GUINEA GUINEA - BISSAU MALI MAURITANIA NIGER NIGERIA SENEGAL SIERRA LEONE TOGO TOTALE AFRICA OCCIDENTALE

260 0 0 130 4.002 174 1.290 216 0 344 756 478 15.514 3.326 14 388 26.892

32 0 0 176 819 59 547 48 0 60 56 129 6.052 1.015 17 131 9.141

593 3 22 0 3.411 0 2.183 81 52 257 0 0 13.769 3.106 331 148 23.956

68 5 16 0 624 0 793 34 25 48 0 14 4.584 618 146 41 7.016

-56,13 -100,00 -100,00 0,00 17,33 0,00 -40,91 166,67 -100,00 34,17 0,00 215.170,27 12,67 7,06 -95,75 161,55 12,26

-52,32 -100,00 -100,00 0,00 31,27 0,00 -31,03 43,79 -100,00 25,24 0,00 815,79 32,03 64,21 -88,18 222,16 30,29

AFRICA CENTR/ORIEN/MERIDIONALE ANGOLA CAMERUN CONGO ERITREA ETIOPIA GABON GIBUTI GUINEA EQUATORIALE KENIA MADAGASCAR MALAWI MAURIZIO MOZAMBICO NAMIBIA RUANDA SEYCHELLES E DIPENDENZE SOMALIA SUD AFRICA TANZANIA UGANDA ZAIRE ZAMBIA ZIMBABWE TOTALE AFRICA CENTR/ORIEN/MERIDIONALE

141 2.244 588 81 439 756 0 189 656 43 2 204 0 73 92 25 0 4.806 104 23 41 0 155 10.662

106 456 1.090 46 835 116 0 239 724 16 1 231 0 42 83 243 0 3.159 43 44 122 0 107 7.703

365 1.884 580 191 132 1.032 99 625 164 21 0 107 27 26 0 26 1 5.112 253 31 41 0 41 10.758

285 432 550 191 22 793 60 562 160 32 0 134 14 7 0 14 2 3.062 181 11 23 0 18 6.553

-61,29 19,09 1,35 -57,68 233,13 -26,75 -100,00 -69,82 299,53 104,28 0,00 90,67 -100,00 176,15 0,00 -4,33 -100,00 -5,99 -58,97 -24,96 -0,94 0,00 281,05 -0,89

-62,68 5,50 98,11 -75,75 3.731,54 -85,36 -100,00 -57,39 353,27 -49,47 0,00 72,85 -100,00 520,24 0,00 1.642,79 -100,00 3,16 -76,40 301,49 423,62 0,00 490,62 17,55

739.378

101.613

636.533

77.297

16,16

31,46

TOTALE AFRICA

113


TAV 3 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

LAPIDEI IMPORT 2006

2007 Tonn. AMERICA AMERICA SETTENTRIONALE CANADA STATI UNITI D’AMERICA TOTALE AMERICA SETTENTRIONALE

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

5.769 36.067 41.836

2.317 15.311 17.628

5.184 28.316 33.500

2.565 14.004 16.569

11,27 27,37 24,88

-9,68 9,33 6,39

AMERICA CENTRALE E DEL SUD ANGUILLA ANTIGUA E BARBUDA ARGENTINA ARUBA BAHAMAS BARBADOS BERMUDE BOLIVIA BRASILE CILE COLOMBIA COSTARICA CUBA ECUADOR EL SALVADOR GIAMAICA GRENADA GUATEMALA HONDURAS ISOLA BONAIRE ISOLE CAYMAN ISOLE TURKS E CAICOS ISOLE VERGINI BRITANNICHE ISOLE VERGINI DEGLI S.UNITI MESSICO MONTSERRAT NICARAGUA PANAMA PARAGUAY PERU’ REPUBBLICA DOMINICANA SAN VINCENZO SANTA LUCIA SURINAM TRINIDAD E TOBAGO URUGUAY VENEZUELA TOTALE AMERICA CENTRALE E DEL SUD

0 0 30.725 0 0 0 0 188 327.568 1.012 0 0 317 0 0 0 0 60 0 0 0 77 0 0 6.216 0 0 0 95 1.095 0 0 0 0 0 1.349 0 368.702

0 0 4.488 0 0 0 0 146 84.459 153 0 0 44 0 0 0 0 10 0 0 0 35 0 0 1.971 0 0 0 11 197 0 0 0 0 0 258 0 91.772

0 0 42.178 0 0 0 52 434 431.362 504 23 0 329 0 0 0 0 96 0 0 0 52 0 0 7.802 27 0 0 5 1.797 2 0 0 0 0 1.178 10 485.851

0 0 6.410 0 0 0 6 308 110.481 89 5 0 45 0 0 0 0 32 0 0 0 5 0 0 2.072 7 0 0 8 320 4 0 0 0 0 264 2 120.058

0,00 0,00 -27,15 0,00 0,00 0,00 -100,00 -56,77 -24,06 100,92 -100,00 0,00 -3,40 0,00 0,00 0,00 0,00 -38,00 0,00 0,00 0,00 50,43 0,00 0,00 -20,33 -100,00 0,00 0,00 1.795,40 -39,10 -100,00 0,00 0,00 0,00 0,00 14,51 -100,00 -24,11

0,00 0,00 -29,97 0,00 0,00 0,00 -100,00 -52,54 -23,55 72,25 -100,00 0,00 -1,46 0,00 0,00 0,00 0,00 -68,74 0,00 0,00 0,00 674,39 0,00 0,00 -4,88 -100,00 0,00 0,00 29,53 -38,62 -100,00 0,00 0,00 0,00 0,00 -2,45 -100,00 -23,56

TOTALE AMERICA

410.538

109.400

519.351

136.627

-20,95

-19,93

114


TAV 3 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

LAPIDEI EXPORT 2006

2007 Tonn. AMERICA AMERICA SETTENTRIONALE CANADA STATI UNITI D’AMERICA TOTALE AMERICA SETTENTRIONALE AMERICA CENTRALE E DEL SUD ANGUILLA ANTIGUA E BARBUDA ARGENTINA ARUBA BAHAMAS BARBADOS BERMUDE BOLIVIA BRASILE CILE COLOMBIA COSTARICA CUBA ECUADOR EL SALVADOR GIAMAICA GRENADA GUATEMALA HONDURAS ISOLA BONAIRE ISOLE CAYMAN ISOLE TURKS E CAICOS ISOLE VERGINI BRITANNICHE ISOLE VERGINI DEGLI S.UNITI MESSICO MONTSERRAT NICARAGUA PANAMA PARAGUAY PERU’ REPUBBLICA DOMINICANA SAN VINCENZO SANTA LUCIA SURINAM TRINIDAD E TOBAGO URUGUAY VENEZUELA TOTALE AMERICA CENTRALE E DEL SUD TOTALE AMERICA

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

30.682 447.917 478.599

34.275 489.345 523.620

40.541 588.370 628.911

35.856 554.996 590.852

-24,32 -23,87 -23,90

-4,41 -11,83 -11,38

326 193 7.174 5 136 890 224 46 24.974 2.880 2.304 64 436 832 64 177 56 113 128 262 317 146 0 38 11.002 424 49 1.918 0 1.069 3.080 230 69 137 520 1.726 12.247 74.256

360 957 2.857 34 303 3.274 326 15 9.963 1.273 1.153 133 343 460 97 147 68 61 74 112 345 257 0 28 7.785 83 35 1.606 0 625 1.271 382 163 10 405 669 5.362 41.036

42 53 4.352 0 294 245 142 44 40.123 2.756 3.009 95 273 793 42 173 0 106 200 416 393 0 6 40 10.138 54 3 4.117 0 892 3.165 149 205 0 245 1.169 11.619 85.353

37 53 1.944 0 480 393 213 17 8.715 1.156 1.094 95 267 429 27 165 0 72 108 337 420 0 17 58 6.589 42 6 1.633 0 526 1.101 184 282 0 151 466 4.756 31.833

682,20 266,48 64,84 0,00 -53,85 263,64 57,80 2,71 -37,76 4,48 -23,43 -33,29 60,08 4,87 51,54 2,04 0,00 6,85 -36,25 -37,00 -19,54 0,00 -100,00 -5,74 8,52 687,72 1.413,04 -53,41 0,00 19,83 -2,70 54,44 -66,31 0,00 112,11 47,65 5,41 -13,00

881,57 1.707,10 46,96 0,00 -36,79 733,90 53,13 -11,49 14,32 10,14 5,37 40,48 28,56 7,06 259,78 -11,03 0,00 -15,13 -31,33 -66,86 -17,83 0,00 -100,00 -50,60 18,16 97,48 515,88 -1,60 0,00 18,87 15,41 107,15 -42,29 0,00 167,21 43,69 12,74 28,91

552.855

564.656

714.264

622.685

-22,60

-9,32

115


TAV 3 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

LAPIDEI IMPORT 2006

2007 Tonn. ASIA VICINO E MEDIO ORIENTE ARABIA SAUDITA BAHRAIN EMIRATI ARABI UNITI GAZA E GERICO GIORDANIA IRAK IRAN ISRAELE KUWAIT LIBANO OMAN QATAR SIRIA YEMEN TOTALE VICINO E MEDIO ORIENTE

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

19.913 0 41 4.473 27 0 40.559 6.342 0 16.777 195 0 1.350 27 89.704

4.172 0 25 894 2 0 17.416 1.772 1 2.460 221 0 261 6 27.230

27.658 0 62 2.964 39 0 47.826 3.840 0 13.180 250 0 1.075 0 96.894

6.533 1 93 503 22 0 16.357 1.435 0 1.892 198 0 119 0 27.153

-28,00 -100,00 -33,18 50,92 -31,27 0,00 -15,19 65,16 0,00 27,29 -21,86 0,00 25,59 0,00 -7,42

-36,13 -100,00 -73,23 77,70 -90,21 0,00 6,47 23,49 0,00 30,00 11,85 0,00 118,21 0,00 0,28

ESTREMO ORIENTE BANGLADESH BHUTAN BRUNEI CAMBOGIA (CAMPUCEA) CINA COREA DEL NORD COREA DEL SUD FILIPPINE GIAPPONE HONG KONG INDIA INDONESIA MACAO MALAYSIA NEPAL PAKISTAN SINGAPORE SRI LANKA TAILANDIA TAIWAN VIETNAM TOTALE ESTREMO ORIENTE

0 0 0 0 202.866 0 188 294 21 227 551.914 805 0 89 0 5.671 20 2.820 503 437 16.639 782.494

0 0 0 0 49.744 0 194 250 27 101 108.406 554 0 47 5 1.545 56 707 133 442 2.850 165.061

0 0 0 0 202.720 0 127 261 976 3 531.850 661 0 209 0 5.116 0 2.930 311 660 18.540 764.364

0 0 0 0 42.535 0 134 375 220 60 107.553 478 0 28 1 1.409 7 782 155 431 2.627 156.795

0,00 0,00 0,00 0,00 0,07 0,00 47,50 12,46 -97,85 6.390,09 3,77 21,76 0,00 -57,57 162,82 10,85 3.949,49 -3,76 61,95 -33,76 -10,25 2,37

0,00 0,00 0,00 0,00 16,95 0,00 44,99 -33,25 -87,78 67,92 0,79 15,84 0,00 67,52 370,68 9,60 704,96 -9,65 -13,89 2,49 8,46 5,27

TOTALE ASIA

872.198

192.291

861.258

183.948

1,27

4,54

116


TAV 3 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

LAPIDEI EXPORT 2006

2007 Tonn.

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

ASIA VICINO E MEDIO ORIENTE ARABIA SAUDITA BAHRAIN EMIRATI ARABI UNITI GAZA E GERICO GIORDANIA IRAK IRAN ISRAELE KUWAIT LIBANO OMAN QATAR SIRIA YEMEN TOTALE VICINO E MEDIO ORIENTE

106.566 2.020 87.864 3.350 46.043 1.020 60 28.664 48.708 57.096 1.440 8.690 35.221 2.626 429.368

36.916 1.608 64.245 79 3.779 117 102 8.446 23.450 9.258 1.080 6.457 2.574 866 158.977

126.482 3.044 86.196 63 47.068 0 322 19.915 49.816 51.408 1.351 12.663 48.937 2.885 450.150

42.200 2.162 55.364 10 3.385 0 252 5.138 21.237 7.606 1.290 9.462 3.568 879 152.553

-15,75 -33,65 1,94 5.217,46 -2,18 0,00 -81,47 43,93 -2,23 11,07 6,57 -31,37 -28,03 -8,99 -4,62

-12,52 -25,61 16,04 688,04 11,63 0,00 -59,52 64,38 10,42 21,72 -16,26 -31,76 -27,86 -1,54 4,21

ESTREMO ORIENTE BANGLADESH BHUTAN BRUNEI CAMBOGIA (CAMPUCEA) CINA COREA DEL NORD COREA DEL SUD FILIPPINE GIAPPONE HONG KONG INDIA INDONESIA MACAO MALAYSIA NEPAL PAKISTAN SINGAPORE SRI LANKA TAILANDIA TAIWAN VIETNAM TOTALE ESTREMO ORIENTE

3.172 2.222 77 0 270.130 0 22.903 78 24.637 33.687 126.443 14.358 721 2.685 365 1.018 8.540 6.732 5.711 57.072 786 581.337

377 440 84 0 49.778 0 15.930 84 17.011 17.438 28.181 9.631 326 1.352 58 428 8.278 1.548 1.843 14.460 362 167.609

3.004 274 726 161 241.208 175 19.099 105 23.253 30.983 93.808 15.659 767 2.927 939 1.785 4.222 13.067 8.011 46.422 389 506.984

354 64 1.042 302 41.865 469 15.622 50 17.785 14.558 21.867 9.891 492 1.094 138 601 3.750 2.613 6.623 12.037 217 151.434

5,62 709,96 -89,32 -100,00 11,99 -100,00 19,92 -26,03 5,95 8,73 34,79 -8,31 -5,98 -8,26 -61,15 -42,95 102,26 -48,48 -28,71 22,94 101,86 14,67

6,34 589,50 -91,95 -100,00 18,90 -100,00 1,97 68,52 -4,36 19,78 28,87 -2,63 -33,73 23,60 -57,60 -28,81 120,73 -40,77 -72,17 20,13 66,48 10,68

1.010.705

326.586

957.134

303.987

5,60

7,43

TOTALE ASIA

117


TAV 3 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

LAPIDEI IMPORT 2006

2007 Tonn. AUSTRALIA E OCEANIA ALTRI TER. AUSTRALIA FIGI GUAM NUOVA CALEDONIA E DIPENDENZE NUOVA ZELANDA PAPUASIA - NUOVA GUINEA POLINESIA FRANCESE TOTALE AUSTRALIA E OCEANIA ALTRI TER. DIVERSI PAESI NON DETERMINATI EXTRA TOTALE DIVERSI TOTALE GENERALE

118

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

3.125 0 0 0 0 18 0 3.143

1.033 0 0 0 5 4 0 1.042

5.375 0 0 0 0 0 0 5.375

1.983 0 0 0 0 0 0 1.983

-41,87 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 -41,53

-47,93 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 -47,45

0 0

0 0

14 14

2 2

-100,00 -100,00

-100,00 -100,00

3.135.262

603.228

3.134.236

624.648

0,03

-3,43


TAV 3 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

LAPIDEI EXPORT 2006

2007 Tonn. AUSTRALIA E OCEANIA ALTRI TER. AUSTRALIA FIGI GUAM NUOVA CALEDONIA E DIPENDENZE NUOVA ZELANDA PAPUASIA - NUOVA GUINEA POLINESIA FRANCESE TOTALE AUSTRALIA E OCEANIA ALTRI TER. DIVERSI PAESI NON DETERMINATI EXTRA TOTALE DIVERSI TOTALE GENERALE

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

20.963 5 9 3 1.940 0 157 23.077

25.761 12 26 1 2.344 0 82 28.226

21.567 8 2 0 1.933 0 152 23.662

24.448 21 1 3 2.016 0 119 26.608

-2,80 -32,91 500,13 0,00 0,37 0,00 3,37 -2,47

5,37 -44,31 2.555,25 -58,39 16,26 0,00 -30,93 6,08

7 7

490 490

2 2

103 103

195,22 250,00

376,17 375,73

4.471.070

1.917.063

4.822.081

1.910.661

-7,28

0,34

119


TAV 4 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007 IMPORT 2006

2007 ITALIA TUTTI I PAESI MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

Valore 000€

Tonn.

MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

120

Tonn.

Differenza in %

Valore 000€

Quantità

Valore

853

4.700

924

6.443

-7,68

-27,05

158

1.033

149

1.181

6,04

-12,49

1.352 2.363

13.458 19.191

1.175 2.248

14.019 21.643

15,06 5,12

-4,00 -11,33

EXPORT 2006

2007 ITALIA TUTTI I PAESI

MACCHINE

Tonn.

Valore 000€

Tonn.

Differenza in %

Valore 000€

Quantità

Valore

23.638

135.316

22.202

139.717

6,47

-3,15

8.489

86.807

8.437

88.132

0,62

-1,50

28.593 60.720

242.293 464.416

26.676 57.315

214.569 442.418

7,19 5,94

12,92 4,97


TAV 5A ITALIA - EUROPA ANNO 2006/2007

MACCHINE IMPORT 2006

2007 EUROPA MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

Valore 000€

Tonn.

MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

Valore 000€

Quantità

Valore

529

3.816

581

5.159

-8,95

-26,03

79

662

100

851

-21,00

-22,16

676 1.284

10.044 14.522

752 1.433

11.351 17.361

-10,11 -10,40

-11,51 -16,35

EXPORT 2006

2007 EUROPA

Tonn.

Differenza in %

Tonn.

Valore 000€

Tonn.

Differenza in %

Valore 000€

Quantità

Valore

13.268

70.566

10.137

68.337

30,89

3,26

3.698

42.157

3.512

41.620

5,30

1,29

11.249 28.215

117.675 230.398

7.819 21.468

82.324 192.281

43,87 31,43

42,94 19,82

121


TAV 5B ITALIA - UNIONE EUROPEA ANNO 2006/2007 IMPORT 2006

2007 UNIONE EUROPEA MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

Valore 000€

Tonn.

MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

122

Differenza in %

Valore 000€

Tonn.

Quantità

Valore

486

3.458

530

3.561

-8,30

-2,90

21

349

51

558

-58,82

-37,41

559 1.066

6.863 10.670

572 1.153

8.051 12.170

-2,27 -7,55

-14,75 -12,32

EXPORT 2006

2007 UNIONE EUROPEA

MACCHINE

Tonn.

Valore 000€

Tonn.

Differenza in %

Valore 000€

Quantità

Valore

10.904

53.914

5.800

43.922

88,00

22,75

2.583

33.273

2.653

33.632

-2,64

-1,07

6.354 19.841

76.213 163.400

5.076 13.529

58.767 136.321

25,18 46,66

29,69 19,86


TAV 5C ITALIA - ALTRI PAESI D’EUROPA ANNO ANNO 2006/2007 IMPORT 2006

2007 ALTRI PAESI D`EUROPA MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

Valore 000€

Tonn.

MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

Quantità

Valore

44

358

51

1.598

-13,73

-77,60

57

313

49

293

16,33

6,83

117 218

3.181 3.852

181 281

3.300 5.191

-35,36 -22,42

-3,61 -25,79

EXPORT 2006

2007 ALTRI PAESI D`EUROPA

Differenza in %

Valore 000€

Tonn.

MACCHINE

Tonn.

Valore 000€

Tonn.

Differenza in %

Valore 000€

Quantità

Valore

2.364

16.652

4.337

24.415

-45,49

-31,79

1.115

8.884

858

7.988

29,95

11,22

4.895 8.374

41.462 66.998

2.743 7.938

23.557 55.960

78,45 5,49

76,01 19,73

123


TAV 5D ITALIA - AFRICA ANNO 2006/2007

MACCHINE IMPORT 2006

2007 AFRICA

Valore 000€

Tonn.

MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

124

Valore 000€

Tonn.

Quantità

Valore

0

0

24

30

-100,00

-100,00

43

39

0

0

0,00

0,00

22 65

65 104

32 56

74 104

-31,25 16,07

-11,44 0,48

EXPORT 2006

2007 AFRICA

Differenza in %

Tonn.

Valore 000€

Tonn.

Differenza in %

Valore 000€

Quantità

Valore

1.721

8.234

2.544

9.551

-32,35

-13,79

584

4.336

1.069

5.588

-45,37

-22,40

6.084 8.389

35.375 47.945

4.278 7.891

18.063 33.202

42,22 6,31

95,84 44,41


TAV 5E ITALIA - AMERICA SETTENTRIONALE ANNO 2006/2007 IMPORT 2006

2007 AMERICA SETTENTRIONALE

Valore 000€

Tonn.

MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

Differenza in %

Valore 000€

Tonn.

Quantità

Valore

20

61

34

161

-41,18

-61,97

22

289

0

19

0,00

1405,00

28 70

316 666

41 75

645 825

-31,71 -6,67

-51,02 -19,32

EXPORT 2006

2007 AMERICA SETTENTRIONALE

MACCHINE

Tonn.

Valore 000€

Tonn.

Differenza in %

Valore 000€

Quantità

Valore

1.382

19.149

2.087

24.329

-33,78

-21,29

907

11.604

1.476

20.631

-38,55

-43,75

1.782 4.071

24.683 55.436

2.416 5.979

31.158 76.118

-26,24 -31,91

-20,78 -27,17

125


TAV 5F ITALIA - AMERICA CENTRALE E DEL SUD ANNO 2006/2007 IMPORT 2006

2007 AMERICA CENTRALE E DEL SUD

Valore 000€

Tonn.

MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

126

Quantità

Valore

0

5

8

55

-100,00

-90,75

0

0

0

0

0,00

0,00

5 5

38 43

0 8

0 55

0,00 -37,50

0,00 -21,09

EXPORT 2006

2007 AMERICA CENTRALE E DEL SUD

Differenza in %

Valore 000€

Tonn.

MACCHINE

Tonn.

Valore 000€

Tonn.

Differenza in %

Valore 000€

Quantità

Valore

1.085

4.880

1.644

6.408

-34,00

-23,84

1.153

7.609

809

5.475

42,52

38,99

2.140 4.378

13.410 25.899

2.529 4.982

15.780 27.663

-15,38 -12,12

-15,02 -6,38


TAV 5G ITALIA - VICINO E MEDIO ORIENTE ANNO 2006/2007 IMPORT 2006

2007 VICINO E MEDIO ORIENTE

Valore 000€

Tonn.

MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

Differenza in %

Valore 000€

Tonn.

Quantità

Valore

41

190

32

156

28,13

22,05

0

0

28

250

-100,00

-100,00

7 48

37 227

19 79

13 419

-63,16 -39,24

183,16 -45,75

EXPORT 2006

2007 VICINO E MEDIO ORIENTE

MACCHINE

Tonn.

Valore 000€

Tonn.

Differenza in %

Valore 000€

Quantità

Valore

3.809

21.708

2.661

16.314

43,14

33,06

1.397

15.559

773

8.769

80,72

77,43

2.543 7.749

20.614 57.881

3.608 7.042

25.865 50.948

-29,52 10,04

-20,30 13,61

127


TAV 5H ITALIA - ESTREMO ORIENTE ANNO 2006/2007 IMPORT 2006

2007 ESTREMO ORIENTE MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

Valore 000€

Tonn.

MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

128

Differenza in %

Valore 000€

Tonn.

Quantità

Valore

251

613

232

858

8,19

-28,61

15

43

21

61

-28,57

-28,47

614 880

2.957 3.613

331 584

1.915 2.834

85,50 50,69

54,38 27,48

EXPORT 2006

2007 ESTREMO ORIENTE

MACCHINE

Tonn.

Valore 000€

Tonn.

Differenza in %

Valore 000€

Quantità

Valore

2.262

9.370

2.986

13.001

-24,25

-27,93

667

4.375

658

3.743

1,37

16,88

4.513 7.442

25.615 39.360

5.855 9.499

39.081 55.825

-22,92 -21,66

-34,46 -29,50


TAV 5I ITALIA - AUSTRALIA E OCEANIA ALTRI TERR. ANNO 2006/2007 IMPORT 2006

2007 AUSTRALIA E OCEANIA ALTRI TER.

Valore 000€

Tonn.

MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

MACCHINE DA TAGLIO MACCHINE PER LAVORAZIONE E LEVIGATURA MACCHINE UTENSILI TOTALE GENERALE

Quantità

Valore

11

16

13

25

-15,39

-37,22

0

0

0

0

0,00

0,00

0 11

0 16

0 13

21 46

0,00 -15,39

-100,00 -65,45

EXPORT 2006

2007 AUSTRALIA E OCEANIA ALTRI TER.

Differenza in %

Valore 000€

Tonn.

MACCHINE

Valore 000€

Tonn.

Tonn.

Differenza in %

Valore 000€

Quantità

Valore

112

1.409

143

1.772

-21,68

-20,47

84

1.165

140

2.295

-40,00

-49,21

282 478

4.902 7.476

169 452

2.234 6.301

66,86 5,75

119,44 18,67

129


TAV 6 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

MACCHINE IMPORT 2006

2007 Tonn. EUROPA UNIONE EUROPEA AUSTRIA BELGIO BULGARIA CIPRO DANIMARCA ESTONIA FINLANDIA FRANCIA GERMANIA GRECIA IRLANDA LETTONIA LITUANIA LUSSEMBURGO MALTA PAESI BASSI POLONIA PORTOGALLO REGNO UNITO REPUBBLICA CECA ROMANIA SLOVACCHIA SLOVENIA SPAGNA SVEZIA UNGHERIA TOTALE UNIONE EUROPEA ALTRI PAESI D`EUROPA ALBANIA ARMENIA AZERBAIGIAN BELORUSSIA BOSNIA-ERZEGOVINA CROAZIA GEORGIA ISLANDA KAZAKISTAN KIRGHIZISTAN KOSOVO LIECHTENSTEIN MACEDONIA MOLDAVIA MONTENEGRO NORVEGIA RUSSIA SERBIA SVIZZERA TAGIKISTAN TURCHIA TURKMENISTAN UCRAINA UZBEKISTAN TOTALE ALTRI PAESI D`EUROPA TOTALE EUROPA

130

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

114 43 0 0 0 3 0 207 127 0 0 0 0 177 0 208 38 0 39 0 0 0 7 87 16 0 1.066

2.141 368 0 0 0 8 0 1.203 3.001 0 0 0 0 1.063 0 833 375 0 495 0 0 0 27 822 336 0 10.672

123 54 1 0 0 0 26 234 361 0 4 0 0 81 0 31 23 20 18 0 4 0 1 165 8 0 1.154

2.210 1.520 4 0 1 0 332 1.057 3.658 0 40 0 0 611 0 392 415 60 254 0 18 0 12 1.374 212 0 12.170

-6,86 -21,09 -100,00 0,00 -100,00 0,00 -100,00 -11,53 -64,95 0,00 -100,00 0,00 0,00 119,61 0,00 576,50 67,76 -100,00 111,27 0,00 -100,00 0,00 483,70 -47,04 113,76 0,00 -7,63

-3,13 -75,82 -100,00 0,00 -100,00 0,00 -100,00 13,76 -17,97 0,00 -100,00 0,00 0,00 74,06 0,00 112,75 -9,62 -100,00 94,69 0,00 -100,00 0,00 116,60 -40,21 58,54 0,00 -12,31

0 0 0 0 15 12 0 0 0 0 0 34 0 0 0 0 0 9 91 0 57 0 0 0 218

0 0 0 0 36 12 0 0 0 0 0 2.249 0 0 0 0 0 44 1.254 0 257 0 0 0 3.852

1 0 0 0 0 15 0 0 0 0 0 6 0 0 0 5 0 8 226 0 19 0 2 0 282

16 0 0 0 7 237 0 0 0 0 0 362 0 0 0 16 1 13 4.383 0 111 0 46 0 5.192

-100,00 0,00 0,00 0,00 6.718,18 -15,75 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 490,38 0,00 0,00 0,00 -100,00 -100,00 12,88 -59,63 0,00 200,56 0,00 -100,00 0,00 -22,70

-100,00 0,00 0,00 0,00 408,57 -94,81 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 521,69 0,00 0,00 0,00 -100,00 -100,00 240,31 -71,40 0,00 132,76 0,00 -100,00 0,00 -25,81

1.284

14.524

1.436

17.362

-10,59

-16,35


TAV 6 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

MACCHINE EXPORT 2006

2007 Tonn. EUROPA UNIONE EUROPEA AUSTRIA BELGIO BULGARIA CIPRO DANIMARCA ESTONIA FINLANDIA FRANCIA GERMANIA GRECIA IRLANDA LETTONIA LITUANIA LUSSEMBURGO MALTA PAESI BASSI POLONIA PORTOGALLO REGNO UNITO REPUBBLICA CECA ROMANIA SLOVACCHIA SLOVENIA SPAGNA SVEZIA UNGHERIA TOTALE UNIONE EUROPEA ALTRI PAESI D`EUROPA ALBANIA ARMENIA AZERBAIGIAN BELORUSSIA BOSNIA-ERZEGOVINA CROAZIA GEORGIA ISLANDA KAZAKISTAN KIRGHIZISTAN KOSOVO LIECHTENSTEIN MACEDONIA MOLDAVIA MONTENEGRO NORVEGIA RUSSIA SERBIA SVIZZERA TAGIKISTAN TURCHIA TURKMENISTAN UCRAINA UZBEKISTAN TOTALE ALTRI PAESI D`EUROPA TOTALE EUROPA

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

169 1.032 190 89 79 19 80 1.358 1.510 1.959 384 30 113 14 29 293 875 995 2.189 76 352 61 138 3.576 4.174 58 19.842

1.546 12.884 2.275 1.026 915 278 866 13.559 16.486 14.877 3.207 482 1.627 282 505 2.661 9.668 10.879 22.254 1.046 3.692 893 1.453 37.012 2.401 625 163.399

97 1.166 269 120 99 46 67 1.029 837 935 476 18 14 67 25 265 799 806 937 128 621 26 98 4.006 546 33 13.530

1.034 12.023 1.353 1.211 684 715 728 12.609 9.934 9.707 4.326 182 154 453 354 2.691 6.341 7.328 14.094 1.601 3.665 293 1.291 42.087 1.123 342 136.323

73,40 -11,47 -29,23 -26,13 -20,10 -58,43 20,57 31,92 80,31 109,52 -19,20 63,64 721,20 -79,18 16,80 10,47 9,49 23,42 133,66 -40,52 -43,32 138,47 40,05 -10,74 664,15 75,79 46,65

49,58 7,16 68,20 -15,29 33,89 -61,06 18,97 7,54 65,96 53,27 -25,86 164,75 958,14 -37,83 42,49 -1,13 52,47 48,46 57,90 -34,67 0,73 205,21 12,54 -12,06 113,85 82,66 19,86

324 666 51 15 198 700 25 4 364 0 8 0 97 53 0 162 1.189 182 267 1 3.429 0 638 0 8.373

1.091 4.953 1.225 238 397 3.181 175 62 5.344 0 13 2 632 548 0 2.257 13.692 1.446 2.925 43 21.786 0 6.987 0 66.997

358 113 0 134 240 687 40 26 187 1 2 0 24 19 51 133 1.213 111 275 17 3.667 53 587 0 7.938

1.128 918 6 1.644 170 3.172 455 464 1.625 10 1 5 156 82 161 1.710 12.461 564 3.769 138 20.411 1.024 5.883 1 55.958

-9,37 489,57 15.229,70 -88,47 -17,51 2,02 -37,15 -85,96 94,81 -100,00 302,50 -5,88 309,29 178,10 -100,00 22,19 -1,98 63,01 -3,00 -96,10 -6,48 -100,00 8,82 -100,00 5,48

-3,29 439,72 20.505,82 -85,53 133,55 0,29 -61,48 -86,64 228,93 -100,00 1.297,78 -58,66 304,64 572,10 -100,00 32,00 9,88 156,31 -22,41 -68,90 6,73 -100,00 18,76 -100,00 19,73

28.215

230.396

21.468

192.281

31,43

19,82

131


TAV 6 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

MACCHINE

IMPORT 2006

2007 Tonn. AFRICA AFRICA SETTENTRIONALE ALGERIA EGITTO LIBIA MAROCCO SUDAN TUNISIA TOTALE AFRICA SETTENTRIONALE

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

0 5 7 10 0 4 26

0 27 24 14 0 7 72

20 0 0 0 0 0 20

69 0 0 0 0 0 69

-100,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 30,00

-100,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 4,35

0 0 0 0 0 0 0 0 0 0

0 0 0 0 0 0 0 0 0 0

0 0 0 0 0 0 0 0 0 0

0 0 0 0 0 0 0 0 0 0

0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00

0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00

AFRICA CENTR/ORIEN/MERIDIONALE ANGOLA BURUNDI CAMERUN CONGO ERITREA ETIOPIA GIBUTI GUINEA EQUATORIALE KENIA MADAGASCAR MALAWI MAURIZIO NAMIBIA SEYCHELLES E DIPENDENZE SUD AFRICA TANZANIA UGANDA ZAMBIA ZIMBABWE TOTALE AFRICA CENTR/ORIEN/MERIDIONALE

0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 39 0 0 0 0 39

0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 31 0 0 0 0 31

0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 36 0 0 0 0 0 0 36

0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 35 0 0 0 0 0 0 35

0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 -100,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 8,33

0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 -100,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 -11,43

TOTALE AFRICA

65

103

56

104

16,07

-0,96

AFRICA OCCIDENTALE BENIN BURKINA FASO CAPO VERDE COSTA D’AVORIO GHANA GUINEA - BISSAU MAURITANIA NIGERIA SENEGAL TOTALE AFRICA OCCIDENTALE

132


TAV 6 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

MACCHINE

EXPORT 2006

2007 Tonn. AFRICA AFRICA SETTENTRIONALE ALGERIA EGITTO LIBIA MAROCCO SUDAN TUNISIA TOTALE AFRICA SETTENTRIONALE

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

1.506 2.764 690 1.778 12 740 7.490

11.655 16.680 3.305 6.940 115 2.515 41.210

1.479 3.516 442 846 4 685 6.972

6.849 11.341 2.641 3.355 47 3.101 27.334

1,84 -21,40 56,04 110,05 232,91 8,07 7,43

70,17 47,08 25,15 106,85 145,62 -18,89 50,77

AFRICA OCCIDENTALE BENIN BURKINA FASO CAPO VERDE COSTA D’AVORIO GHANA GUINEA - BISSAU MAURITANIA NIGERIA SENEGAL TOTALE AFRICA OCCIDENTALE

0 0 0 0 7 0 0 173 0 180

0 0 0 4 131 2 0 1.057 0 1.194

1 6 2 21 5 0 4 188 45 272

8 58 19 12 55 0 41 735 68 996

-100,00 -100,00 -100,00 -99,57 46,26 0,00 -100,00 -8,02 -100,00 -33,82

-100,00 -100,00 -100,00 -65,07 136,05 0,00 -100,00 43,76 -100,00 19,88

AFRICA CENTR/ORIEN/MERIDIONALE ANGOLA BURUNDI CAMERUN CONGO ERITREA ETIOPIA GIBUTI GUINEA EQUATORIALE KENIA MADAGASCAR MALAWI MAURIZIO NAMIBIA SEYCHELLES E DIPENDENZE SUD AFRICA TANZANIA UGANDA ZAMBIA ZIMBABWE TOTALE AFRICA CENTR/ORIEN/MERIDIONALE

29 0 0 1 0 6 3 29 14 4 0 13 12 0 578 9 1 1 16 716

769 4 1 11 0 31 27 15 36 13 0 166 154 0 3.616 455 11 4 228 5.541

0 0 2 2 5 179 0 132 9 5 4 2 3 0 283 0 0 0 20 646

0 0 27 8 4 1.375 0 30 89 2 14 26 38 1 3.025 0 2 0 230 4.871

0,00 0,00 -97,05 -41,18 -100,00 -96,60 0,00 -78,20 54,35 -9,26 -100,00 542,01 260,71 -100,00 104,02 0,00 2.700,00 0,00 -22,10 10,84

0,00 0,00 -96,23 29,00 -100,00 -97,76 0,00 -50,00 -58,88 717,94 -100,00 536,17 306,22 -100,00 19,53 0,00 329,01 0,00 -0,76 13,76

8.386

47.945

7.890

33.201

6,29

44,41

TOTALE AFRICA

133


TAV 6 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

MACCHINE IMPORT 2006

2007 Tonn. AMERICA AMERICA SETTENTRIONALE CANADA STATI UNITI D’AMERICA TOTALE AMERICA SETTENTRIONALE AMERICA CENTRALE E DEL SUD ANTIGUA E BARBUDA ARGENTINA BARBADOS BERMUDE BOLIVIA BRASILE CILE COLOMBIA COSTARICA CUBA DOMINICA ECUADOR EL SALVADOR GRENADA GUATEMALA HONDURAS ISOLA BONAIRE ISOLE TURKS E CAICOS ISOLE VERGINI BRITANNICHE ISOLE VERGINI DEGLI S.UNITI MESSICO NICARAGUA PANAMA PARAGUAY PERU’ REPUBBLICA DOMINICANA TRINIDAD E TOBAGO VENEZUELA TOTALE AMERICA CENTRALE E DEL SUD TOTALE AMERICA

134

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

20 49 69

139 527 666

0 75 75

0 826 826

0,00 -34,57 -8,00

0,00 -36,15 -19,37

0 0 0 0 0 6 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 6

0 0 0 0 0 43 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 43

0 0 0 0 0 8 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 8

0 0 0 0 0 55 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 55

0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 -27,91 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 -25,00

0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 -21,09 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 -21,82

75

709

83

881

-9,64

-19,52


TAV 6 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

MACCHINE EXPORT 2006

2007 Tonn.

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

AMERICA AMERICA SETTENTRIONALE CANADA STATI UNITI D’AMERICA TOTALE AMERICA SETTENTRIONALE

529 3.541 4.070

8.247 47.189 55.436

473 5.507 5.980

6.764 69.353 76.117

11,90 -35,69 -31,94

21,92 -31,96 -27,17

AMERICA CENTRALE E DEL SUD ANTIGUA E BARBUDA ARGENTINA BARBADOS BERMUDE BOLIVIA BRASILE CILE COLOMBIA COSTARICA CUBA DOMINICA ECUADOR EL SALVADOR GRENADA GUATEMALA HONDURAS ISOLA BONAIRE ISOLE TURKS E CAICOS ISOLE VERGINI BRITANNICHE ISOLE VERGINI DEGLI S.UNITI MESSICO NICARAGUA PANAMA PARAGUAY PERU’ REPUBBLICA DOMINICANA TRINIDAD E TOBAGO VENEZUELA TOTALE AMERICA CENTRALE E DEL SUD

12 233 5 0 0 1.926 71 95 8 0 0 5 0 0 0 14 0 0 7 0 814 19 2 1 696 247 0 222 4.377

2 1.262 83 0 0 10.823 740 1.130 152 1 0 70 19 0 1 195 1 0 97 0 5.255 102 21 7 2.918 1.588 0 1.433 25.900

0 390 0 0 0 1.973 666 364 0 5 3 24 0 0 148 12 0 3 0 0 990 13 0 1 243 52 0 93 4.980

0 1.974 0 4 2 9.321 6.071 368 0 99 40 296 0 1 457 132 2 41 0 4 6.899 122 3 10 465 580 13 760 27.664

0,00 -40,28 0,00 -100,00 -100,00 -2,39 -89,31 -74,02 0,00 -98,11 -100,00 -79,52 0,00 -100,00 -99,95 15,31 117,39 -100,00 0,00 -100,00 -17,79 42,97 1.117,41 -48,46 186,56 374,43 -100,00 139,51 -12,11

0,00 -36,07 0,00 -100,00 -100,00 16,11 -87,82 206,83 0,00 -98,93 -100,00 -76,34 0,00 -100,00 -99,72 48,27 -33,56 -100,00 0,00 -100,00 -23,83 -16,54 704,17 -26,92 527,74 173,51 -100,00 88,65 -6,38

TOTALE AMERICA

8.447

81.336

10.960

103.781

-22,93

-21,63

135


TAV 6 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

MACCHINE

IMPORT 2006

2007 Tonn. ASIA VICINO E MEDIO ORIENTE ARABIA SAUDITA BAHRAIN EMIRATI ARABI UNITI GAZA E GERICO GIORDANIA IRAK IRAN ISRAELE KUWAIT LIBANO OMAN QATAR SIRIA YEMEN TOTALE VICINO E MEDIO ORIENTE

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

0 0 0 0 0 0 30 18 0 0 0 0 0 0 48

0 0 0 0 0 0 116 112 0 0 0 0 0 0 228

0 0 18 0 0 0 19 42 0 0 0 0 0 0 79

0 0 5 0 0 0 68 346 0 0 0 0 0 0 419

0,00 0,00 -100,00 0,00 0,00 0,00 60,36 -56,52 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 -39,24

0,00 0,00 -100,00 0,00 0,00 0,00 70,60 -67,71 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 -45,59

ESTREMO ORIENTE AFGANISTAN BANGLADESH CINA COREA DEL SUD FILIPPINE GIAPPONE HONG KONG INDIA INDONESIA MALAYSIA MALDIVE PAKISTAN SINGAPORE SRI LANKA TAILANDIA TAIWAN VIETNAM TOTALE ESTREMO ORIENTE

0 0 796 0 0 58 0 0 2 0 0 0 0 0 24 0 0 880

0 0 2.040 0 0 1.301 0 0 98 0 0 0 0 0 168 6 0 3.613

0 0 503 0 0 36 5 2 0 38 0 0 0 0 0 0 0 584

0 0 1.332 15 0 1.154 74 58 0 199 0 0 0 0 0 3 0 2.835

0,00 0,00 58,37 -100,00 0,00 62,75 -100,00 -100,00 0,00 -100,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 -28,46 0,00 50,69

0,00 0,00 53,14 -100,00 0,00 12,79 -100,00 -100,00 0,00 -100,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 90,58 0,00 27,44

TOTALE ASIA

928

3.841

663

3.254

39,97

18,04

136


TAV 6 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

MACCHINE

EXPORT 2006

2007 Tonn.

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

ASIA VICINO E MEDIO ORIENTE ARABIA SAUDITA BAHRAIN EMIRATI ARABI UNITI GAZA E GERICO GIORDANIA IRAK IRAN ISRAELE KUWAIT LIBANO OMAN QATAR SIRIA YEMEN TOTALE VICINO E MEDIO ORIENTE

1.831 99 273 8 193 0 2.509 549 17 399 1.323 129 412 6 7.748

10.365 450 2.417 58 1.132 0 22.769 5.922 195 1.428 8.922 1.059 3.126 38 57.881

1.678 34 365 26 563 30 2.249 499 126 422 686 109 170 87 7.044

9.350 210 2.822 9 1.984 161 25.263 1.962 677 470 6.210 413 1.102 313 50.946

9,14 189,49 -25,10 -69,02 -65,72 -100,00 11,59 10,04 -86,20 -5,49 92,72 18,99 142,67 -93,55 9,99

10,86 113,96 -14,34 518,28 -42,94 -100,00 -9,87 201,77 -71,20 203,72 43,66 156,21 183,62 -87,94 13,61

ESTREMO ORIENTE AFGANISTAN BANGLADESH CINA COREA DEL SUD FILIPPINE GIAPPONE HONG KONG INDIA INDONESIA MALAYSIA MALDIVE PAKISTAN SINGAPORE SRI LANKA TAILANDIA TAIWAN VIETNAM TOTALE ESTREMO ORIENTE

9 2 935 15 20 206 308 4.965 67 57 0 137 8 0 271 88 353 7.441

21 26 3.627 246 514 1.849 1.590 22.008 1.122 492 0 532 23 4 3.540 851 2.915 39.360

0 1 778 104 0 23 750 6.079 851 52 0 497 27 0 131 100 105 9.498

0 41 6.306 1.033 0 277 3.296 32.668 4.128 1.684 2 2.083 176 8 724 2.397 1.003 55.826

0,00 111,57 20,20 -85,31 0,00 810,53 -58,92 -18,33 -92,13 8,33 -100,00 -72,36 -70,83 -84,09 106,70 -12,68 237,44 -21,66

0,00 -36,03 -42,48 -76,18 0,00 567,96 -51,75 -32,63 -72,83 -70,79 -100,00 -74,45 -86,67 -51,08 389,14 -64,51 190,70 -29,50

15.189

97.241

16.542

106.772

-8,18

-8,93

TOTALE ASIA

137


TAV 6 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

MACCHINE IMPORT 2006

2007 Tonn. AUSTRALIA E OCEANIA ALTRI TER. AUSTRALIA FIGI NUOVA CALEDONIA E DIPENDENZE NUOVA ZELANDA VANUATU TOTALE AUSTRALIA E OCEANIA ALTRI TER. DIVERSI PAESI NON DETERMINATI EXTRA TOTALE DIVERSI TOTALE GENERALE

138

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

11 0 0 0 0 11

16 0 0 0 0 16

13 0 0 0 0 13

46 0 0 0 0 46

-18,02 0,00 0,00 0,00 0,00 -15,39

-65,45 0,00 0,00 0,00 0,00 -65,22

0 0

0 0

0 0

0 0

0,00 0,00

0,00 0,00

2.363

19.193

2.251

21.647

4,98

-11,34


TAV 6 ITALIA - TUTTI I PAESI ANNO 2006/2007

MACCHINE EXPORT 2006

2007 Tonn. AUSTRALIA E OCEANIA ALTRI TER. AUSTRALIA FIGI NUOVA CALEDONIA E DIPENDENZE NUOVA ZELANDA VANUATU TOTALE AUSTRALIA E OCEANIA ALTRI TER. DIVERSI PAESI NON DETERMINATI EXTRA TOTALE DIVERSI TOTALE GENERALE

000€

Tonn.

Differenza in % 000€

Quantità

Valore

407 0 0 71 0 478

6.444 0 0 1.032 0 7.476

411 2 0 38 1 452

5.765 30 3 498 4 6.300

-0,87 -100,00 -100,00 85,18 -100,00 5,75

11,77 -100,00 -100,00 107,15 -100,00 18,67

0 0

21 21

1 1

82 82

-82,77 -100,00

-73,83 -74,39

60.715

464.415

57.313

442.417

5,94

4,97

139


140


Grafici Graphs Grรกficos

141


10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

1.000

100

10

1 AUSTRIA BELGIO BRASILE CANADA CINA COREA DEL SUD DANIMARCA

MARMO GREZZI+LAVORATI RIPORTATI A GREZZO

FINLANDIA FRANCIA GERMANIA GIAPPONE GRECIA* HONG KONG* INDIA IRAN* IRLANDA ITALIA LIBANO LITUANIA NORVEGIA* PAESI BASSI POLONIA PORTOGALLO REGNO UNITO*

EXPORT

REPUBBLICA CECA RUSSIA SLOVENIA SPAGNA STATI UNITI D'AMERICA SVEZIA* SVIZZERA TAIWAN THAILANDIA UCRAINA

2005 2006 2007

142


100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

1.000

100

10

1 AUSTRIA BELGIO BRASILE CANADA CINA COREA DEL SUD

GRANITO GREZZI+LAVORATI RIPORTATI A GREZZO

DANIMARCA FINLANDIA FRANCIA GERMANIA GIAPPONE GRECIA* HONG KONG* INDIA IRAN* IRLANDA ITALIA LIBANO LITUANIA NORVEGIA* PAESI BASSI POLONIA PORTOGALLO REGNO UNITO*

EXPORT

REPUBBLICA CECA RUSSIA SLOVENIA SPAGNA STATI UNITI D'AMERICA SVEZIA* SVIZZERA TAIWAN THAILANDIA UCRAINA

2005 2006 2007

143


10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

1.000

100

10

1 AUSTRIA BELGIO BRASILE CANADA CINA COREA DEL SUD DANIMARCA FINLANDIA FRANCIA GERMANIA GIAPPONE GRECIA

TOTALE GREZZI

HONG KONG INDIA IRAN IRLANDA ITALIA LIBANO

EXPORT

LITUANIA NORVEGIA PAESI BASSI POLONIA PORTOGALLO REGNO UNITO REPUBBLICA CECA RUSSIA SLOVENIA SPAGNA STATI UNITI D'AMERICA SVEZIA SVIZZERA TAIWAN THAILANDIA UCRAINA

2005 2006 2007

144


100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

1.000

100

10

1 AUSTRIA BELGIO BRASILE CANADA CINA COREA DEL SUD DANIMARCA FINLANDIA

TOTALE LAVORATI RIPORTATI A GREZZO

FRANCIA GERMANIA GIAPPONE GRECIA HONG KONG INDIA IRAN IRLANDA ITALIA LIBANO LITUANIA NORVEGIA PAESI BASSI POLONIA

EXPORT

PORTOGALLO REGNO UNITO REPUBBLICA CECA RUSSIA SLOVENIA SPAGNA STATI UNITI D'AMERICA SVEZIA SVIZZERA TAIWAN THAILANDIA UCRAINA

2005 2006 2007

145


tonn.

1.200.000

1.000.000

800.000

600.000

400.000

200.000

2005

2007

ITALIA / tutti i paesi EXPORT MATERIALI Anni 2005-2006-2007 (tonn.)

2006

GRANITO LAVORATI MARMO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI

146


 x 1000

900.000 800.000 700.000 600.000 500.000 400.000 300.000 200.000 100.000 2005

a2g2

2007

ITALIA / tutti i paesi EXPORT MATERIALI Anni 2005-2006-2007 (valori x 000)

2006

Pagina 1

GRANITO LAVORATI MARMO BLOCCHI E LASTRE MARMO LAVORATI

147


148


BREVE DIZIONARIO DEI TERMINI PIù USATI BRIEF DICTIONARY OF MOST USED TERMS BREVE GLOSSARIO DE LAS PALABRAS MÁS USADAS Marmo blocchi e lastre Granito blocchi e lastre Marmo lavorati Granito lavorati Altri/altre pietre Ardesia grezza Ardesia lavorata Granulati e polveri

Marble, blocks and slabs Granite, blocks and slabs Processed marble Processed granite Others/other stones Raw slate Processed slate Chips and powders

Mármol, bloques y tableros Granito, bloques y tableros Mármol elaborado Granito elaborado Otras piedras Pizarra en bruto Pizarra elaborada Granulados y en polvo

Macchine da taglio Macchine da lavorazione e lucidatura Frantoi Macchine per mattonelle sintetiche Lapidei Macchine

Cutting equipments Working and polishing equipments Crushing plants Synthetic tiles plants sintéticas Stone materials Machinery

Máquinas cortadoras Máquinas para la elaboración y el pulido Trituradoras Maquinaria para baldosas synthétiques Piedras Maquinaria

Grezzo Raw Riportato a grezzo Blocks equivalent Produzione Quarried materials Quantità Quantities Valori (mgl euro) Values (thousand euros) Anno/anni Year/years UE/Unione Europea Nord America Centro e Sud America Vicino e Medio Oriente Estremo Oriente Altre aree/Altri Paesi Resto del Mondo

Bruto Equivalente en bloques Producción Cantidades Valores (en miles de Euros) Año/años

European Union UE/Unión Europea North America Norteamérica Central and Centro y Sudamérica South America Middle East Medio Oriente Far East Extremo Oriente Other regions/Other Otras regiones/ Countries Otros Países Rest of the World Resto del mundo

149


150


Indice S. Napoli:

Stone Sector 2007, industria italiana e congiuntura internazionale Allegato statistico Avvertenze per le tavole statistiche Indice delle tavole statistiche allegate Tavole statistiche Grafici

Breve dizionario italiano/inglese/spagnolo dei termini più usati

5 79 81 87 89 141 149

Summary S. Napoli:

Stone Sector 2006, Italian Industry and International Trends Statistical annex Warnings for the statistical tables Annexed statistical tables index Statistical tables Graphs

Brief dictionary of most used terms

29 79 83 87 89 141 149

Indice S. Napoli:

Stone Sector 2006, la Industria Italiana y la Coyuntura Internacional Anexo estadístico Notas para la consulta de las tablas estadísticas Indice de las tablas estadísticas annexas Tablas estadísticas Gráficos

Glosario breve italiano/inglés/español de las palabras más usadas

53 79 85 87 89 141 149


Sponsor Unico Bancario Sole Sponsoring Bank

Finito di stampare nel mese di Maggio 2008 presso le Industrie Grafiche della Pacini Editore S.p.A. Ospedaletto • Pisa


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