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F F Stone Magazine - rivista quadrimestrale/quarterly Anno II, n. 4, 2011 Settembre/September

R I V I S TA I N T E R N A Z I O N A L E D I C U LT U R A D E L M A R M O E D E L L A P I E T R A _ I N T E R N AT I O N A L R E V I E W O F M A R B L E A N D S T O N E

FURRER C A R R A R A

www.furrer.it

04

€ 8.00

Stone Magazine

I LOVE

Statuario SÉBASTIEN SEGERS ARCHITECTE

DA JEAN NOUVEL A MARC NEWSON, IL GIOVANE ARCHITETTO BELGA, NATO IN AFRICA E OPERANTE A PARIGI SI RACCONTA A F STONE FROM JEAN NOUVEL TO MARC NEWSON, THE YOUNG BELGIAN ARCHITECT, BORN IN AFRICA AND WORKING IN PARIS, TALKS TO F STONE


Nel 2011 di casa in tutto il mondo.

Il LANGE 1 FUSO ORARIO. Un capolavoro che consente di determinare l’ora di tutti i fusi orari terrestri senza perdere di vista quella del proprio Paese.

del cerchio girevole delle città specifica l’ora del fuso indicata momentaneamente.

nel luogo in cui atterrerà il mio aereo? È ancora il caso di telefonare alla mia

Entrambi i quadranti sono inoltre dotati dell’indicazione del giorno e della notte. Il LANGE 1 FUSO ORARIO risponde quindi a tutti gli interrogativi che il cittadino

famiglia? Può perfino rendere più piacevole il viaggio: basta lanciare uno sguardo sul suo movimento realizzato con tradizionale lavorazione a mano, in perfetta

del mondo moderno si pone riguardo al tempo del nostro pianeta: che ore sono

sintonia con il motivo conduttore di A. Lange & Söhne: Tradizione creatrice.

Tel. 0584 83263 • info@morinigioielleria.it

www.lange-soehne.com


FSTONE MAGAZINE_ EDITORIAL

LA MODERNITÀ DEL MARMO THE MODERNITY OF MARBLE

Henry Moore, IL BUCO, 1974 Henry Moore, tHe HOLe, 1974

Qual è l’attuale rapporto tra marmo e modernità? In altre parole, riesce il marmo a rappresentare i valori simbolici del nostro tempo e intercettare, così, il favore dell’opinione corrente, oppure rimane tenacemente connotato dal e per il suo passato, parte del quale non si concilia più con il presente? La domanda non è superflua in generale e non lo è, in particolare, per chi realizza un periodico come F Stone Magazine, che ambisce a essere diverso da quanto già esiste, se non addirittura nuovo. La risposta diventa ancora più complessa se si fa mente locale sulle nuove valenze che il marmo ha assunto nel suo adeguarsi ai tempi che corrono. Nel gioco delle contrapposizioni, infatti, è facile rilevare che il marmo è stato pesante ed è diventato leggero, materia tipica dell’arte classica, interprete oggi della creatività d’avanguardia, nel passato simbolo di status esclusivi, griffe di massa ai giorni nostri. Quanto allora è conveniente mostrarsi oggi come l’esatto contrario di quello che si è stato ieri, mettendo a repentaglio la propria consolidata identità? O forse è meglio continuare a indossare i propri panni tradizionali per farsi apprezzare? Alberto Abruzzese osservava, in un suo acuto intervento alla Fiera di Carrara di alcuni anni fa, che i termini utilizzati a proposito dell’origine del marmo poco hanno a che spartire con il lessico meccanico e industriale e molto, invece, con quello più moderno delle scienza (magma, sedimenti, pressioni, metamorfosi). Metteva in evidenza, però, il permanere di altri valori correlati al marmo, tutti consacrati dalla storia (il Sacro, il Bello, il Naturale, l’Autentico), interrogandosi a sua volta se potevano continuare ancora a giovare all’idea che l’immaginario collettivo moderno coltiva a proposito di questa materia. Ma le piramidi, il Partenone, i Fori imperiali o le opere di Michelangelo, Canova e Bernini, tutti emblemi del passato per l’uomo d’oggi, non hanno affermato il valore della modernità agli occhi dei contemporanei di quelle epoche?

What is the current relationship between marble and modernity? In other words, can marble represent the symbolic values of our time and so embody the favor of current opinion? Or does it remain stubbornly characterized by and for its past, part of which can no longer be reconciled with the present? The question is not irrelevant in general and in particular it is certainly not irrelevant to someone who produces a publication like F Stone Magazine, aiming to be different from what already exists, if not actually original. The answer becomes even more complex if you think of the new values that marble has acquired today. In the interplay of contrasts it is easy to see that marble was heavy and has become lighter. A material typical of classical art is a creative interpreter of today’s avant-garde. Yesterday it was an exclusive status symbol and today it has become a hallmark of popular taste. So just how advisable is it to present marble today as the exact opposite of what it was yesterday, jeopardizing its established identity? Isn’t it better to continue to present it in its traditional guise to be appreciated? Alberto Abruzzese noted, in an insightful speech at the Fiera di Carrara (Carrara Trade Fair) a few years ago, that the terms used to describe the origin of marble have little to do with the mechanical and industrial vocabulary and a great deal to do with the more modern vocabulary of science (magma, sediments, pressures, metamorphosis). He emphasized, however, that there are still other values related to marble, all consecrated by history (the Sacred, the Beautiful, the Natural, the Authentic), and wondered in turn whether they would continue to benefit the idea of marble in the modern collective imagination. But the pyramids, the Parthenon, the Roman Forum or the works of Michelangelo, Bernini and Canova, all emblems of the past for people today: didn’t they affirm the value of modernity in the eyes of the contemporaries of those times?

Marcantonio Ragone


F Stone Magazine rivista quadrimestrale/quarterly Anno II, n. 4, 2011 Settembre/September Direttore responsabile/Editor Roberto Franzoni Vicedirettore/Vice Editor Decio G.R. Carugati Collaboratori/Contributors Pier Giorgio Balocchi Massimo Bertozzi Paola Blasi Lucrezia De Domizio Durini Marcantonio Ragone Paolo Ulian Fotografie/Photos Archivio Fotografico del Comune di Genova/ Elisa Belloni/Luciano Ferri/ Furrer/Getty Images/ Archivio MAA/ Nacasa & Partners/ Gino di Paolo/Paolo Repetto/ Giovanni Ricci Novara, Parigi/ Studio Museo Achille Castiglioni/ Gianni Tonazzini/Archivio Ulian Idea/Concept Francesco Gorlandi Direttore creativo/Art Director Nicola Pedrini Coordinatore editoriale/Editorial Co-ordination Silvia Cucurnia Grafica/Graphic Stefano Ciuffi

12 09

Riccardo Vatteroni Revisione testi/Editing

COPERTINA/COVER SÉBASTIEN SEGERS Foto/Photo: Elisa Belloni

Simona Oreglia Traduzioni/Translations Richard Sadleir

NO MARBLE CHEAP BUILDING

06

Editore/Publisher

thetis srl Via Oliveti, 110 - 54100 Massa www.thetis.tv

Stampa/Printing Industrie Grafiche della Pacini Editore S.p.A, Pisa

DESIGN_PEOPLE

32

12

ALDO ROSSI L’architettura come monumento Architecture as monument

40 44

SÉBASTIEN SEGERS ARCHITECTE

48

LUCA SCACCHETTI ARCHITECT

ACHITECTURE_FOCUS

20

IL TEATRO CARLO FELICE Il progetto_The project

26

Il Carlo Felice di Genova: due teatri in uno The Carlo Felice in Genoa: two theaters in one

27 PIAZZA CASTELLO_MILANO Il marmo nei modi dei Castiglioni Marble in the modes of Castiglioni ACHITECTURE_PEOPLE

ACHITECTURE_PEOPLE

Registrazione presso il Tribunale di Massa-Carrara 13/09/2010, n. 2-2010

Eterno, incorruttibile, stupendo eppure così vivo... Eternal, incorruptible, beautiful yet so alive...

SÉBASTIEN SEGERS Intervista/Interview


sommario/CONTENTS 25

35

M A D E i n C A R R A R A

FURRER SUPPLY AND INSTALLATION

88 55 75 40

ART_PEOPLE

54

ARON DEMETZ La semplice misura del corpo The simple measure of the body

58

VANGI

61

64

Per un nuovo umanesimo. Giuliano Vangi al Forte dei Marmi For a new humanism. Giuliano Vangi at Forte dei Marmi RENZO TIERI L’artista del silenzio The artist of silence

58 85

80 80

32

84

TECH-MATTERS_GEOLOGY

72

PHOTOGRAPHY_BIANCO CARRARA

LE NORME TECNICHE PER LE PIETRE NATURALI TECHNICAL STANDARDS FOR NATURAL STONE

88

IL MARMO È LA MEMORIA DELL’UNIVERSO MARBLE IS THE MEMORY OF THE UNIVERSE

ON THE SEA_STYLE

92

THINKING_DESIGN ESSENZA E APPARENZA ESSENCE AND APPEARANCE

94

F_AGENDA

80

L’arte della nave The Art of the Ship

84

GIACOMO MORTOLA Intervista/Interview

ON THE SEA_PEOPLE


NO MARBLE CHEAP BUILDING

eterno incorruttibile stupendo eppure così vivo...

Giusi Ferrè Seminuda e semisdraiata. Voluttuosa e allusiva con quella mela del peccato nella mano, Paolina Bonaparte in Borghese, scolpita dal Canova e star della sontuosa Galleria Borghese di Roma, si è aggiudicata il titolo di “Donna più bella dell’arte italiana”. Attribuito dal serissimo Censis, che ha sottoposto il quesito a un campione di 1032 persone tra i venticinque e i sessantaquattro anni, chiamate a esprimersi su centoventi bellezze dipinte o scolpite, selezionate da esperti dell’arte e dei consumi di massa. L’indagine, più articolata e complessa di quanto possa sembrare, è stata commissionata dalla Fondazione Marilena Ferrari, che ha come obiettivo “quello di avvicinare il pubblico all’arte, soprattutto italiana” facendola emergere “dal contesto polveroso dei musei per farla diventare un bene usufruibile e soprattutto comprensibile a tutti”.

Semi-nude and reclining. Voluptuous and allusive, with that apple of sin in her hand, Pauline Borghese, née Bonaparte, sculpted by Canova, is the star of the sumptuous Galleria Borghese in Rome. Now she has been awarded the title of “the most beautiful woman in Italian art.” Conducted by Censis, a highly reliable public opinion researcher, the survey asked a sample of 1032 people aged between twenty-five and sixty-four to classify 120 beauties, painted or sculpted, selected by experts on art and mass consumption. the survey, more detailed and complex than it may seem, was commissioned by the Fondazione Marilena Ferrari, which seeks “to bring the public closer to art, especially Italian art,” by taking it from “its dusty setting in museums to turn it into a usable asset and above all one comprehensible to all.”

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eternal incorruptible beautiful yet so alive...

Antonio Canova, PAOLINA BORGHeSe, 1805-1808, Galleria Borghese, Roma Antonio Canova, PAOLINA BORGHeSe, 1805–1808, Galleria Borghese, Rome

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NO MARBLE CHEAP BUILDING

MONte CARLO BeACH, Montecarlo MONte CARLO BeACH, Monte Carlo

MONte CARLO BeACH, Montecarlo MONte CARLO BeACH, Monte Carlo

Al secondo posto nella lista delle venti Miss Arte Italiana figura Afrodite Callipige, conservata al Museo Archeologico di Napoli: meravigliosa nella sua nudità e nel gesto aggraziato di sollevare la tunica per osservare le sue perfette rotondità. Ma sarebbero così ammirate, amate e conosciute, queste due statue, se non fossero state di marmo? L’eterno, stupendo marmo, incorruttibile eppure così vivo, con le sue venature, i riflessi, quella speciale consistenza traslucida che cattura la luce e la restituisce in una suggestione sovrannaturale. Le forme sono indimenticabili, ma è la materia a renderle divine. Così titanica, estratta da blocchi che pesano tonnellate e che i cavatori strappano dalla montagna lavorando all’alba, come si faceva all’epoca di Michelangelo, quando il mestiere era ancora più eroico. I marmisti oggi hanno la stessa, gloriosa capacità di sempre, curando la pietra fino allo spasimo, specie nella lucidatura. tanto che può gareggiare con le gemme e dare vita a sorprendenti gioielli di design come quelli di Fiammetta Vanelli. Dallo scarto del marmo (si arriva con grande difficoltà allo Statuario, che è il più prezioso) come dal Bardiglio o Paonazzo si ricuperano pezzi, che diventano pure forme geometriche da incastonare in cornici di metallo simili a ingranaggi, che la levigatezza e i bagliori delicati del marmo rendono più preziosi dell’oro. È una materia incantata, il marmo, che sembra racchiudere un senso intrinseco di ricchezza. Non è un caso se al Beach di Montecarlo, al Sea Lounge tra cielo e mare, la sabbia che splende è in realtà composta da marmo macinato di Carrara. e chissà che cosa avrebbe detto Antonio Canova davanti a un simile sfoggio, pensato per orme regali e miliardarie. Un’estremizzazione dello stile, che declina per i ricchi e famosi la magnificenza di quel marmo tornato oggi – grazie a inedite lavorazioni che ne esaltano un’insospettabile leggerezza e il gioco dei riflessi – uno degli elementi più amati dell’architettura.

Antonio Canova, PAOLINA BORGHeSe, particolare, 1805-1808, Galleria Borghese, Roma Antonio Canova, PAOLINA BORGHeSe, detail, 1805–1808, Galleria Borghese, Rome

Second place on the Miss Italy list went to the Aphrodite Kallipygos in the Archaeological Museum in Naples. Beautiful in her nakedness, she is depicted in the graceful gesture of raising her drapery to gaze at her perfect curves. But would these two statues be so greatly admired, loved and known, had they not been carved in marble? eternal, beautiful marble, incorruptible yet so alive, with its veining, its glow, its special translucent texture which catches the light and reflects it with a supernatural enchantment. the forms are unforgettable, but it is the material that makes them divine. So titanic, sculpted from blocks weighing several tons, which the quarry workers hewed out of a mountainside at dawn, as they did in the time of Michelangelo, when their craft was even more heroic. Marble workers still have the same glorious ability as in the past, lavishing the utmost care on the stone, especially when polishing it. So much so that it can compete with gems and jewelry to create amazing designs like those by Fiammetta Vanelli. Pieces are retrieved from the marble offcuts (arriving rarely at Statuary, which is the most precious), as from Bardiglio or Paonazzo, which become pure geometric shapes to be set in metal frames resembling gear assemblies, made more precious than gold by the smoothness and delicate glow of the marble. Marble is an enchanted material, containing an intrinsic sense of richness. It is no coincidence that on Monte Carlo beach, at the Sea Lounge, set between sky and sea, the gleaming sand is actually made from ground marble shipped from Carrara. What would Antonio Canova have said of such a display, conceived for the footsteps of royalty and billionaires? An extreme of style, which embodies for the rich and famous that magnificence of marble that today is again one of the best-loved features of architecture, thanks to new methods of fabrication that exalt its lightness and interplay of reflections in unexpected ways.

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e SONO PROPRIO qUeSte SUe NUOVe CARAtteRIStICHe, CHe SPINGONO AI LIVeLLI PIù ALtI LA NAtURA INtRINSeCA DeL MAteRIALe, A eMANCIPARLO DA RIFeRIMeNtI DI PeRDUtA CLASSICItà PeR PROIettARLO NeL CONteMPORANeO DI StRUttURe e PALAzzI DALLe LINee PURe. ALLe qUALI IL MARMO NON DONA SOLtANtO SOLIDItà e BeLLezzA, MA UNA CONtINUA IMPReSSIONe DI VItA, PeRCHé NeLLe SUe VeNAtURe, NeLLe OMBRe, NeLLe MODULAzIONI DeI tONI LO SGUARDO AtteNtO PUò SCOPRIRe OGNI VOLtA PAeSAGGI DIVeRSI, DISeGNI CHe CAMBIANO. MUteVOLI COMe LA VItA. AND It IS tHeSe NeW qUALItIeS tHAt HAVe RAISeD tHe INtRINSIC NAtURe OF tHe MAteRIAL tO NeW AND HIGHeR LeVeLS, SO tHAt It HAS eMANCIPAteD ItSeLF FROM ALLUSIONS tO CLASSICAL DeSIGN, WHICH HAVe BeeN LOSt IN CONteMPORARy StRUCtUReS AND BUILDINGS WItH tHeIR PURe LINeS. tO WHICH MARBLe NOt ONLy GIVeS StReNGtH AND BeAUty, BUt A CONtINUOUS IMPReSSION OF LIFe BeCAUSe IN ItS VeINING AND SHADING, ItS MODULAtIONS OF tONe, tHe WAtCHFUL eye DISCOVeRS eNDLeSSLy DIFFeReNt LANDSCAPeS AND CHANGING PAtteRNS. AS MUtABLe AS LIFe ItSeLF.

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STONE PROVIDED BY

LA StORIA DeLL’ARCHItettURA È SCOLPItA NeL MARMO e DA OLtRe 70 ANNI FURReR LO LAVORA FURRER C A R R A R A

F StoneMagazine 10


STONE PROVIDED BY

tHe HIStORy OF ARCHIteCtURe IS CARVeD IN MARBLe AND FURReR HAS BeeN WORKING It FOR OVeR SeVeNty yeARS

FURRER C A R R A R A

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ARCHITECTURE_ PEOPLE

ALDO ROSSI

L’ARCHItettURA COMe MONUMeNtO_ARCHIteCtURe AS MONUMeNt Marcantonio Ragone

ALDO ROSSI È UNO DEI PIÙ GRANDI RINNOVATORI IDEOLOGICI E PLASTICI DELL’ARCHITETTURA CONTEMPORANEA. LA SUA POESIA METAFISICA, IL CULTO CHE PROFESSÒ PER LA GEOMETRIA E LA MEMORIA, ATTRAVERSO LE FORME ARCHETIPE DELL’ARCHITETTURA NE HANNO FATTO UN MAESTRO INSUPERATO DEL POSTMODERNISMO ITALIANO. IL PROFONDO SENSO DI MONUMENTALITÀ DELLA SUA OPERA È CONSEGUITO CON IL RICORSO ALLA PIETRA, DECLINATA NEGLI ELEMENTI PIÙ TIPICI DELLA SUA TRADIZIONE CLASSICA.

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M A D E i n C A R R A R A

FURRER SUPPLY AND INSTALLATION

ALDO ROSSI WAS ONE OF THE GREAT RENEWERS OF THE FORM AND IDEOLOGY OF CONTEMPORARY ARCHITECTURE. HIS METAPHYSICAL POETRY AND HIS CULT OF GEOMETRY AND MEMORY PROFESSED THROUGH THE ARCHETYPAL FORMS OF ARCHITECTURE MADE HIM THE UNSURPASSED MASTER OF ITALIAN POSTMODERNISM. THE PROFOUND SENSE OF MONUMENTALITY IN HIS WORK WAS ACHIEVED BY THE USE OF STONE, EMBODIED IN THE MOST DISTINCTIVE ELEMENTS OF THE CLASSICAL TRADITION. CASINò, 1990-2006, Campione d’Italia CASINO, 1990–2006, Campione d’Italia

Foto/Photo: Pino Musi

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ARCHITECTURE_PEOPLE

tABULARIUM 1, tavolo basso, travertino rosso persiano, nero Portoro tABULARIUM 1, low table, Persian Red travertine, Portoro Black

RILIeVO, tavolo, 1985 Grigio olivo, disponibile anche nella versione Blu Venato RILIeVO, table, 1985 Olive gray, also available in the version Blue Veined

Aldo Rossi architetto ha legato indissolubilmente la sua vicenda di progettista

Aldo Rossi linked his work as in product design closely to Apuan marble

al marmo apuano quando ha disegnato Rilievo, un tavolo tutto in marmo che

with Rilievo, an all-marble table that clearly expressed his aptitude for both

simbolizza molto bene la sua attitudine di relazionarsi all’architettura e al design.

architecture and design. Renzo Piano explained this effectively in an interview

Lo spiega con efficace sintesi Renzo Piano in un’intervista curata da Claudia

about Aldo Rossi with Claudia Conforti. “there was his skill at dismantling

Conforti su Aldo Rossi, in cui chiarisce: “…poi c’era quella sua attitudine a

things. I also tend to dismantle things. Of course, I dismantle them differently.

smontare le cose. Anch’io tendo a smontare le cose. Certo, le smontiamo in modo

Aldo dismantled the acquired memory of things, their acquired image, fixed

diverso: Aldo smontava la memoria delle cose, la loro immagine acquisita, fissata

in the imagination, and worked only on that. By contrast I take things apart

nell’immaginario, e lavorava solo su quella. Io, invece, smonto materialmente

materially, the way kids do when they dismantle a radio set, taking it to pieces.

le cose, come fanno i ragazzini quando smontano la radio, riducendola in mille

Aldo dismantled the image of the radio set. But the process is the same: first we

pezzi. Aldo smontava l’immagine della radio. Però il procedimento è lo stesso:

remove the object, take it apart, then we reassemble it in our own way.”

prima smontare l’oggetto, farlo a pezzi, poi rimontarlo a modo nostro…”.

the mechanism of manipulation of the image and what it represents in the

Il meccanismo di manipolazione dell’immagine e di quello che rappresenta

collective imagination, clearly described by Piano, then appears all the clearer

nell’immaginario collettivo, così ben tratteggiato da Piano, appare, poi, di chiarezza

when you focus on the case that led to the creation of the first Rilievo. example

ancor più evidente se si fa mente locale al caso che portò alla realizzazione

number 1 was designed by Rossi himself. He produced it to make up for his

del primo Rilievo; l’esemplare numero 1, infatti, fu disegnato dallo stesso Rossi

inadvertent breakage of a similar wooden table, as confirmed by the owners of

e poi fatto produrre in risarcimento della rottura, inavvertitamente causata

Up Group (which grew out of Up & Up, from whom they inherited the product).

dal Nostro, di un analogo tavolo in legno, come ancora confermano i titolari di

the firm has never ceased to sell it since. So one of the more traditional home

Up Group (germinata da Up & Up da cui ha ereditato il prodotto), azienda che non

furnishings, a classic wooden kitchen table of the kind found in old houses in the

ha mai cessato di venderlo. Uno dei più tradizionali arredi casalinghi, dunque,

countryside, a symbol of everyday life, was “dismantled” and became a real icon,

il classico tavolo da cucina in legno delle vecchie case di campagna, da simbolo

one capable of celebrating the sense of tradition by becoming a “monument”

della quotidianità assume, dopo lo “smontaggio”, le vesti di una vera e propria

precisely through the use of marble, the only material capable of fulfilling the

icona, capace di celebrare il senso della tradizione facendosi “monumento”,

designer’s symbolic intentions. A similar inspiration animated the Milanese

guarda caso, proprio grazie alla materia marmo, la sola in grado di rispondere

designer when he designed tabularium for the same company. this was a

alle intenzioni simboliche dell’autore. Del tutto simile l’ispirazione che anima

low table colored with the black and gold of Portoro marble or the picturesque

il designer milanese quando, per la stessa azienda, disegna tabularium, un tavolo

orange-red of a Persian travertine. then there was the elba series of photo

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DISNey OFFICe COMPLeX CeLeBRAtION, Florida, 1991/1996 DISNey OFFICe COMPLeX CeLeBRAtION, Florida, 1991/1996

basso che si colora del nero con oro del marmo Portoro o del suggestivo rosso

frames in White Carrara marble, in their turn redeemed from banal anonymity and

arancio di un travertino persiano, oppure la serie elba, portaritratti in marmo

elevated to the rank of noteworthy objects.

Bianco di Carrara, a loro volta riscattati da uno status di banale anonimato ed

the use of marble in Rilievo, as it was presented, was naturally related on a

elevati al rango di oggetti “rilevanti”.

different and broader scale to the hotly debated issue of the monument. Rossi

L’uso del marmo per Rilievo, così come è stato presentato, rimanda, naturalmente

made a strong contribution to the reintegration of the monument back into the

a scala diversa e più ampia, alla vexata quaestio del monumento che Rossi

panorama of architecture in the second half of the 20th century, after it had been

contribuisce fortemente a reintegrare nel panorama dell’architettura della seconda

banished by the Modern Movement.

metà del XX secolo, dopo il bando decretato dal Movimento moderno.

“I have always thought of architecture as a monument,” he declared almost

“Ho sempre pensato all’architettura come monumento…”, sentenzia quasi

programmatically in the report accompanying his project for the reconstruction

programmaticamente nella relazione che accompagna il progetto per la

of the teatro Paganini in Parma, and applied himself to this theme with particular

ricostruzione del teatro Paganini a Parma e si applica con speciale dedizione

devotion bringing back “into discussion the problem, always connected with the

a questo stesso tema, riportando “in discussione il problema, allo statuto della

status of sculpture, of monumentality and its public, urban role of signification in

scultura da sempre connesso, della monumentalità e del suo ruolo pubblico,

the context.”

urbano di significazione nel contesto ambientale…” 1.

the Monument to Sandro Pertini illustrates effectively how closely Rossi observed

Il Monumento a Sandro Pertini esemplifica con efficacia quanto Rossi aderisca

this principle. the intent of “testimony/memory” became the occasion for an

alla premessa citata; l’intento di “testimonianza/ricordo” diventa l’occasione

urban project that would add a new landmark and a new organization of space

per un intervento di arredo urbano che apporta un nuovo segno e una nuova

to Piazza Croce Rossa in Milan, where the work is located. the monument

organizzazione allo spazio di piazza Croce Rossa a Milano dove è stata collocata

takes the form of a parallelepiped featuring a fountain, topped by a slit and

l’opera.

with a stepped back, without any direct reference to the figure of Pertini. the

Il monumento appare come un parallelepipedo caratterizzato da una fontana,

red porphyry paving of the piazza forms the backdrop to the volume faced with

sovrastata da una feritoia, e da una scalinata retrostante, senza alcun rimando

rectangular slabs (measuring 25 x 50 x 2 cm) of Candoglia marble, a material

diretto alla figura di Pertini; la pavimentazione della piazza, in porfido rosso,

with historical associations, having been used for the Milan cathedral. Blocks

fa da sfondo al volume rivestito con lastrine rettangolari (25 x 50 x 2 cm)

replace the plaques at the corners so as to mask the thinness of the facing

in marmo di Candoglia, materiale storico utilizzato per il duomo di Milano,

material. the extraction of marble from the quarries at Candoglia, a village

trasformate in masselli agli spigoli per dissimulare l’effetto del rivestimento sottile.

near the town of Mergozzo on the toce River, a tributary of Lake Maggiore, was F StoneMagazine 15


ARCHITECTURE_PEOPLE

MONUMeNtO A SANDRO PeRtINI, Milano, 1988 MONUMeNt tO SANDRO PeRtINI, Milan, 1988

IL MONUMENTO APPARE COME UN PARALLELEPIPEDO CARATTERIZZATO DA UNA FONTANA, SOVRASTATA DA UNA FERITOIA, E DA UNA SCALINATA RETROSTANTE, SENZA ALCUN RIMANDO DIRETTO ALLA FIGURA DI PERTINI; LA PAVIMENTAZIONE DELLA PIAZZA, IN PORFIDO ROSSO, FA DA SFONDO AL VOLUME RIVESTITO CON LASTRINE RETTANGOLARI IN MARMO DI CANDOGLIA THE MONUMENT TAKES THE FORM OF A PARALLELEPIPED FEATURING A FOUNTAIN, TOPPED BY A SLIT AND WITH A STEPPED BACK, WITHOUT ANY DIRECT REFERENCE TO THE FIGURE OF PERTINI. THE RED PORPHYRY PAVING OF THE PIAZZA FORMS THE BACKDROP TO THE VOLUME FACED WITH RECTANGULAR SLABS OF CANDOGLIA MARBLE

L’estrazione del marmo dalle cave di Candoglia, frazione del comune di Mergozzo

difficult and expensive at the time when the cathedral was built, but became

sul fiume toce, immissario del lago Maggiore, era difficile e costosa ai tempi della

economically viable because of the savings made possible by its transportation

Fabbrica del duomo, ma diventava economicamente conveniente per il risparmio

on the inland waterways, across Lake Maggiore, the ticino River and Milan’s

sui costi consentiti dal trasporto fluviale lungo il lago Maggiore, il ticino e i Navigli

network of canals to what is today Via Laghetto, whose name recalls the little

milanesi fino a dove oggi si trova l’attuale via Laghetto, in ricordo della piccola

dock where the blocks of marble were unloaded, just behind the cathedral when

darsena dove i blocchi di marmo venivano sbarcati, proprio dietro l’erigenda

it was being built. Candoglia marble conferred a sense of monumentality on the

cattedrale. Proprio il marmo di Candoglia conferisce il senso di monumentalità

project, while creating a harmony between the new presence and its setting.

all’intervento, armonizzando al contempo la nuova presenza con il contesto che

the villa of the Alessi family at Suna on Lake Maggiore is a further example

la circonda.

of Rossi’s concern with messages from the past. Here it led him to tackle the

La villa degli Alessi a Suna, sul lago Maggiore, è un ulteriore esempio

typology of the Romantic villas that arose on the shores of the lake in large

dell’attenzione di Rossi ai messaggi del passato che, qui, lo chiama a cimentarsi

numbers in the late 19th century. Scagliola masonry was a cheap technique

con la tipologia delle ville romantiche di fine Ottocento, sorte numerose lungo

used in Alto Verbano and Valsesia for building walls by incorporating scraps

le sponde del lago. La “muratura a scagliola”, tecnica povera dell’Alto Verbano

of granite, freestone and gneiss. It is a feature of the project and together with

e della Valsesia per costruire muri, recuperando gli scarti di lavorazione di graniti,

ceramic tiles is the hallmark of the exterior of the villa. Characteristically Rossi

beole e serizzi, è protagonista assoluta dell’intervento e caratterizza, insieme

again drew on history with the scagliola technique, not merely as a quotation

al cotto, l’intero fabbricato esterno della villa.

from the past but restoring it, after revising its features, and presenting it in a

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VILLA ALESSI

VILLA ALeSSI sul lago Maggiore, vista laterale, Suna (Verbania) ALeSSI HOUSe on Lake Maggiore, side view, Suna (Verbania)

F StoneMagazine 17


Secondo il suo costume più tipico, Rossi ancora una volta si rifà al dato della

new light, no longer as a wall but a facing material, hence as pure representation.

storia, “la muratura a scagliola”, non per una mera citazione ma per restituirlo,

Rossi entrusts himself to pure representation also when it is a case of redeeming

dopo averne rielaborato i tratti, sotto una veste nuova, non più muro, cioè, ma

a tract of the city without order and quality, like the Fukuoka district where he

paramento, quindi rappresentazione pura.

designed and built the already celebrated Hotel Il Palazzo. the volume of the

e alla pura rappresentazione Rossi si affida anche quando è in gioco il riscatto di

building, with its bright colors, contrasts sharply with its setting, yet it becomes

un tratto urbano senza ordine e qualità come il quartiere di Fukuoka dove progetta

a landmark and an outstanding source of regeneration. Rossi seems to recast

e realizza il già ampiamente celebrato hotel Il Palazzo. Il volume dell’edificio, dalle

the classic type of building, in particular by questioning the uniqueness of its

accese colorazioni, si pone in totale contrasto con l’ambiente, per divenirne,

vocabulary. Here he proposes a “bifrontal” architecture, which is traditionally

però, il riferimento focale e di stupefacente riqualificazione. L’autore sembra

functional in the side facades, pierced by beautiful windows, and monumental on

voler riformulare la tipologia classica del palazzo, rimettendone in discussione in

the facade overlooking the river, inflected by a regular sequence of columns in

particolare l’unicità del linguaggio; qui, infatti, propone un’architettura “bifronte”,

red Persian travertine and green metal beams that frame fields of blind masonry

tradizionalmente funzionalista nelle facciate laterali, traforate dalle belle finestre

also faced with red travertine.

di Rossi, e monumentale in quella che guarda verso il fiume, scansionata dalla

Again the effect of monumentality is achieved through the use of stone,

regolare successione di colonne in travertino persiano rosso e travature metalliche

embodied in the most typical elements of its classical tradition: staircases,

verdi che incorniciano campi di una muratura cieca, anch’essa rivestita in

columns and walls, here composed to create space for the chiaroscuro effects

travertino rosso.

created by the interplay of light on the skillfully articulated planes.

Ancora una volta l’effetto di monumentalità è conseguito con il ricorso alla pietra,

Rossi’s skill at interpreting the category of the monumental in modern ways

declinata negli elementi più tipici della sua tradizione classica; scalinate, colonne e

was expressed to the full when he was commissioned to undertake the difficult

paramenti, qui composti per dar spazio ai chiaroscuri che la luce sa generare sulla

restructuring of the teatro Carlo Felice in Genoa, as widely documented in the

sapiente articolazione dei piani.

following contribution by Patrizia Marica and the technical specifications

Ma la capacità di Rossi di saper interpretare in senso moderno la categoria del

of the project.

“monumentale” si manifesta nella sua interezza quando è chiamato a progettare la difficile ristrutturazione del teatro Carlo Felice a Genova, come ampiamente documentato dal contributo che segue di Patrizia Marica e dalla scheda tecnica relativa all’intervento. 1 L. Caramel, Angelo Mangiarotti. Il DNA della scultura, catalogo della mostra, ed. Internazionale Marmi e Macchine (IMM) Carrara Spa, Carrara 1999, p. 11

F StoneMagazine 18

1 L. Caramel, Angelo Mangiarotti. Il DNA della scultura, exhibition catalog, ed. Internazionale Marmi e Macchine (IMM) Carrara Spa, Carrara 2009, p. 11


HOteL IL PALAzzO, Fukuoka, 1989 HOteL IL PALAzzO, Fukuoka, 1989

F StoneMagazine 19


ARCHITECTURE_FOCUS

IL TEATRO CARLO FELICE

IL PROGETTO_THE PROJECT ALDO ROSSI | IGNAZIO GARDELLA | FABIO REINHART | ANGELO SIBILLA

I. Gardella, F. Reinhart, A. Rossi, A. Sibilla, SezIONe I. Gardella, F. Reinhart, A. Rossi, A. Sibilla, SeCtION

Testi tratti da_Texts from XXM Carrara Marble in Modern Architecture from the XX Century to the New Millennium

I progettisti hanno dovuto misurarsi con le severe condizioni previste dall’appalto-

the designers had to measure themselves against the difficult conditions laid

concorso bandito dal Comune di Genova, che imponeva, tra l’altro, di ricostruire

down in the tender announced by the Municipality of Genoa, which also included

l’edificio nella sua esatta posizione originaria, di reinserire nel corpo edilizio le parti

rebuilding the building in its original location, fitting back in the body of the building

ottocentesche ancora esistenti e di dotare l’apparato scenico delle più avanzate

the existing 19th-century parts and providing the scenery with state-of-the-art

e sofisticate attrezzature disponibili sul mercato. Anche il costruttore Mario Valle Spa,

equipment.

capofila del raggruppamento di imprese vincitore dell’appalto-concorso, ha dovuto

even the contractor, Mario Valle Spa, head of the winning group, had to face the

a sua volta cimentarsi con un’operazione di particolare complessità che è stata

challenge of an extremely complicated feat, which however he managed

tuttavia compiuta nel rispetto dei tempi e dei costi richiesti dalla committenza.

to complete by the time and within the costs set forth by the customer.

Il teatro appare composto da un parallelepipedo maggiore, la torre scenica,

the theater looks as if it were composed of a larger parallelepiped, the stage tower,

alto più di 60 metri e da un parallelepipedo minore che contiene la platea, i foyer

over 60 meters tall, and a smaller parallelepiped accommodating the stalls, the

e i servizi per il pubblico. Si accede all’interno dal pronao ottocentesco e, attraverso

foyers and the services. Access to the theater is through a 19th-century pronaos,

un’ampia scala, si è immersi nell’atrio con biglietteria e guardaroba. La sala a cavea

while a big staircase leads to the hall, which accommodates the ticket office and the

di 1600 metri quadrati permette un’ottima fruizione degli spettacoli da qualunque

cloakroom. the 1600-square meter cavea-like hall enables the theater-goers to enjoy

postazione ed è dotata di 2000 posti a sedere; il palcoscenico simboleggia, nelle

the shows from any place and can seat up to 2000 people; the designers wanted

intenzioni dei progettisti, una piazza cittadina ed è circondato da facciate di edifici

the stage to look like a city square, surrounded by the facades of several buildings,

da cui si assisteva anticamente agli spettacoli teatrali. L’impiego di marmo Bianco

from which theater shows used to be watched in the old times. the use of White and

e Bardiglio contribuisce a suggerire la suggestione di uno spazio esterno.

Bardiglio marble contributes to suggest the atmosphere of an outdoor area.

F StoneMagazine 20


ARCHITECTURE_FOCUS

L’IMPIEGO DI MARMO BIANCO E BARDIGLIO CONTRIBUISCE A SUGGERIRE LA SUGGESTIONE DI UNO SPAZIO ESTERNO

THE USE OF WHITE AND BARDIGLIO MARBLE CONTRIBUTES TO SUGGEST THE ATMOSPHERE OF AN OUTDOOR AREA

MOtIVAzIONI PeR L’USO DeI MAteRIALI LAPIDeI “...I materiali principali dell’edificio sono la pietra, l’intonaco e il ferro. Anche questa scelta è ben precisa. I ‘nuovi materiali’ si sono disfatti in poco tempo; ciò che si credeva innovazione era spesso dettato dalla pura speculazione. Cemento a vista, grandi vetrate, metalli che dovevano dare l’immagine di nuovo, perfetto ed efficiente, hanno conformato edifici che sono oggi i cadaveri dell’architettura così detta moderna. L’uso della pietra non è quindi rinuncia tecnica, o scelta formalistica, ma scelta meditata. Inoltre la parte terminale dei grattacieli, il cornicione o il ‘top’ non è più e non è mai stato un affare privato degli architetti; esso deve inquadrarsi nel profilo della città. questa descrizione dell’esterno del progetto è anche la descrizione del suo interno; una buona architettura costituisce un corpo unico; a partire dal Pantheon ogni buona architettura mostra nel volume e nella facciata la propria sezione...”. (R. Iovino e I. Mattion, Carlo Felice un teatro nella storia, “Corriere Mercantile”, Genova 1990) MetODO DI POSA e INFORMAzIONI AGGIUNtIVe Per la posa dei rivestimenti a parete in Blu Venato è stato utilizzato un sistema di ancoraggio tradizionale con grappe a squadretta e scorrevoli su kerf. Per i poggioli e i rivestimenti delle torri boccascena si è ricorso a una sottostruttura metallica regolabile e bulloni/staffe autoportanti. I pavimenti sono stati posati con metodo tradizionale a letto in malta cemento. La finitura delle pavimentazioni è stata effettuata in grado “levigato” fine. Le pareti di rivestimento invece sono state prodotte tutte con finitura lucida

I. Gardella, F. Reinhart, A. Rossi, A. Sibilla, PLANIMetRIA DeL SeCONDO LIVeLLO I. Gardella, F. Reinhart, A. Rossi, A. Sibilla, PLAN OF tHe SeCOND LeVeL

F StoneMagazine 22

ReASONS BeHIND tHe USe OF StONe “...the main materials of the building are stone, plaster and iron. there are very specific reasons for this choice. the ‘new materials’ have come apart quite soon; what was regarded as innovation was often dictated by pure speculation. exposed concrete, large glazed surfaces, metals, which were meant to look and feel new, perfect and efficient, have shaped building that today are the dead bodies of the so-called modern architecture. the use of stone, therefore, is not a technical surrender or a pedantic choice, but a well-considered choice. In addiction, the end section of the skyscrapers, the cornice or the ‘top’ are no longer and have never been an architects’ private matter; it must fit in with the city skyline. this description of the exterior of the building is also the description of its interior; starting from Pantheon, every good architecture shows its own section in its volume and facade...” (R. Iovino e I. Mattion, “Carlo Felice un teatro nella storia,” Corriere Mercantile, Genoa 1990) INStALLAtION AND ADDItIONAL INFORMAtION the Blue Venato facings were laid with a traditional anchoring system, made of squared cramps and sliding anchors on kerf. An adjustable metal underlay and self-supporting bolts/brackets were used in the balconies and the facings of the proscenium towers. the floors were laid in the traditional way, on a bed of concrete mortar. the finish of the floors was finely “polished,” while the facing walls were all polished to a glossy finish.


M A D E i n C A R R A R A

FURRER SUPPLY AND INSTALLATION

CARRARA MARBLE IN MODERN ARCHITECTURE FROM THE XX CENTURY TO THE NEW MILLENNIUM

XXM

F StoneMagazine 23


ARCHITECTURE_MATERIALS STONE PROVIDED BY

IL TEATRO CARLO FELICE

CARATTERISTICHE FISICO MECCANICHE DELLE PIETRE IMPIEGATE

FURRER

PHYSICAL MECHANICAL CHARACTERISTICS OF THE STONES USED

C A R R A R A

NOME MATERIALE_MATERIAL NAME: BARDIGLIO IMPERIALE

tipo della pietra_stone class: MARBLE luogo d’origine_place of origin: ITALIA_ITALY

NOME MATERIALE_MATERIAL NAME: BIANCO CARRARA C

tipo della pietra_stone class: MARBLE luogo d’origine_place of origin: ITALIA_ITALY

NOME MATERIALE_MATERIAL NAME: CIPOLLINO APUANO

tipo della pietra_stone class: MARBLE luogo d’origine_place of origin: ITALIA_ITALY

NOME MATERIALE_MATERIAL NAME: ROSSO ANTICO ITALIA

tipo della pietra_stone class: MARBLE luogo d’origine_place of origin: ITALIA_ITALY

F StoneMagazine 24

CARATTERISTICHE FISICO MECCANICHE PHYSICAL MECHANICAL CHARACTERISTICS

UNITÁ_UNIT

VALORE_VALUE

MASSA VOLUMICA APPARENTE (ASTM C97) APPARENT DENSITY (ASTM C97)

kg/m

ASSORBIMENTO IN PESO % (ASTM C97) ABSORPTION % BY WEIGHT (ASTM C97)

%

RESISTENZA ALLA FLESSIONE (4 PT.) (ASTM C880) FLEXURAL STRENGHT (4 PT.) (ASTM C880)

kg/cm

RESISTENZA A COMPRESSIONE SEMPLICE (ASTM C170) COMPRESSIVE STRENGHT (ASTM C170)

kg/cm2

1372

RESISTENZA ALL'ABRASIONE (ASTM C241) RESISTANCE TO WEAR (ASTM C241)

mm

0,29

UNITÁ_UNIT

VALORE_VALUE

CARATTERISTICHE FISICO MECCANICHE PHYSICAL MECHANICAL CHARACTERISTICS

2672

3

3,27 2

174

MASSA VOLUMICA APPARENTE (ASTM C97) APPARENT DENSITY (ASTM C97)

kg/m

2742

ASSORBIMENTO IN PESO % (ASTM C97) ABSORPTION % BY WEIGHT (ASTM C97)

%

0,15

RESISTENZA ALLA FLESSIONE (4 PT.) (ASTM C880) FLEXURAL STRENGHT (4 PT.) (ASTM C880)

kg/cm

207

RESISTENZA A COMPRESSIONE SEMPLICE (ASTM C170) COMPRESSIVE STRENGHT (ASTM C170)

kg/cm2

1298

RESISTENZA ALL'ABRASIONE (ASTM C241) RESISTANCE TO WEAR (ASTM C241)

mm

0,64

CARATTERISTICHE FISICO MECCANICHE PHYSICAL MECHANICAL CHARACTERISTICS

3

2

UNITÁ_UNIT

VALORE_VALUE

MASSA VOLUMICA APPARENTE (ASTM C97) APPARENT DENSITY (ASTM C97)

kg/m3

2.731

ASSORBIMENTO IN PESO % (ASTM C97) ABSORPTION % BY WEIGHT (ASTM C97)

%

2,78

RESISTENZA ALLA FLESSIONE (4 PT.) (ASTM C880) FLEXURAL STRENGHT (4 PT.) (ASTM C880)

kg/cm

RESISTENZA A COMPRESSIONE SEMPLICE (ASTM C170) COMPRESSIVE STRENGHT (ASTM C170)

kg/cm2

1.273

RESISTENZA ALL'ABRASIONE (ASTM C241) RESISTANCE TO WEAR (ASTM C241)

mm

0,23

UNITÁ_UNIT

VALORE_VALUE

MASSA VOLUMICA APPARENTE (ASTM C97) APPARENT DENSITY (ASTM C97)

kg/m3

2613

ASSORBIMENTO IN PESO % (ASTM C97) ABSORPTION % BY WEIGHT (ASTM C97)

%

9,24

RESISTENZA ALLA FLESSIONE (4 PT.) (ASTM C880) FLEXURAL STRENGHT (4 PT.) (ASTM C880)

kg/cm

2

92

RESISTENZA A COMPRESSIONE SEMPLICE (ASTM C170) COMPRESSIVE STRENGHT (ASTM C170)

kg/cm

2

1332

RESISTENZA ALL'ABRASIONE (ASTM C241) RESISTANCE TO WEAR (ASTM C241)

mm

CARATTERISTICHE FISICO MECCANICHE PHYSICAL MECHANICAL CHARACTERISTICS

2

93

0,49


F StoneMagazine 25


Il Carlo Felice di Genova: due teatri in uno

The Carlo Felice in Genoa: two theaters in one LA StORIA DeL teAtRO e DeLLe SUe tRASFORMAzIONI AttRAVeRSO LO SGUARDO DI UNA StORICA DeLL’ARte tHe HIStORy OF tHe tHeAteR AND ItS tRANSFORMAtIONS tHROUGH tHe eyeS OF AN ARt HIStORIAN

Patrizia Marica

26

Sembra sorte comune a molti teatri quella di rinascere sulle pro-

It seems the fate common to many theaters to be reborn out

prie rovine, come l’araba fenice. Il Carlo Felice non si sottrae

of their ruins like the phoenix. the teatro Carlo Felice has not

a tale destino, sorgendo per ben due volte sulle vestigia di un

escaped this fate, twice arising out of the remains of an impos-

imponente complesso domenicano duecentesco: il più grande

ing 13th-century Dominican complex. this was once the largest

tempio cittadino a croce latina, a tre navate, lungo circa 90 metri,

church in Genoa. Built in the form of a Latin cross with a nave

abbellito da dipinti dei maggiori artisti locali, reso ancor più pre-

and two side aisles, it was some 90 meters long, adorned with

stigioso da numerosi monumenti funebri di personaggi famosi,

paintings by leading local artists and made even more presti-

dai dogi a importanti prelati, tra cui Jacopo da Varagine, arcive-

gious by the tombs of many famous people, from the Doges to

scovo di Genova dal 1292 al 1297.

important prelates, including Jacopo da Varagine, Archbishop

Con la caduta della Repubblica genovese e l’avvento di Napo-

of Genoa from 1292 to 1297.

leone, il destino della chiesa fu inesorabilmente segnato. Dap-

With the fall of the Republic of Genoa and the advent of Napoleon,

prima con la soppressione del convento, con il conseguente

the church’s fate was sealed, first with the suppression of the

abbandono da parte dei padri domenicani nel 1798 e in seguito

monastery and its consequent abandonment by the Dominican

con la sua assegnazione a magazzino militare; poi con il defini-

Fathers in 1798 and then with its subsequent use as a military

tivo abbattimento nel 1821: tra le cause, le trasformazioni urba-

storehouse. It was finally demolished in 1821, largely due

nistiche in atto. In concomitanza con la grande crescita urbana

to the urban developments then under way. As the city grew

ottocentesca anche l’angusta piazza di San Domenico venne

rapidly in the 19th century, the formerly cramped Piazza San

a dilatarsi in seguito alle demolizioni, divenendo un importan-

Domenico was enlarged following demolition work and became

te snodo di collegamento viario, primo vero e proprio spazio

an important connecting hub in the city’s street network, its

pubblico di grandi dimensioni: nacque così l’attuale piazza De

first truly large public space. this was the origin of what is now

Ferrari.

Piazza De Ferrari.

Solo in seguito si decise di costruirvi un teatro, edificio rappre-

Only later was it decided to erect a theater here, a building rep-

sentativo di valori civici mutuati dalla civiltà classica, quando si

resentative of the civic values inherited from classical civilization.

avvertì l’esigenza di porre la città a un livello internazionale da un

there was a widespread urge to put the city on an international

punto di vista culturale, in modo da non perdere il passo rispetto

level culturally. It wanted to keep abreast of other major cities

ad altre grandi città come Milano, Napoli, Venezia, torino, che si

such as Milan, Naples, Venice and turin, all of which had re-

erano appena dotate di prestigiosissimi teatri ben noti.

cently endowed themselves with highly prestigious and famous

Per la realizzazione occorsero due elementi essenziali: l’indivi-

theaters.

duazione dell’area e la presenza di un grande progettista quale

two factors were essential in building the theater: the choice

il Barabino, architetto civico che disegnò e realizzò la Genova

of a site and the contribution of a great architect. this was

dell’Ottocento, anche a livello urbanistico. Inizialmente egli ideò

Barabino, the architect who designed and built 19th-century

per il nuovo teatro una forma ellittica sul modello del Regio di to-

Genoa, as well as drafting its urban plan. Initially he conceived

rino, per preferire poi la soluzione a ferro di cavallo, già adottata

the new theater on an elliptical plan, like the teatro Regio of

dal Piermarini alla Scala. Il teatro fu inaugurato il 7 aprile 1828

turin. then he favored a horseshoe-shaped plan, of the kind

con l’opera Bianca e Fernando di Vincenzo Bellini.

already adopted by Piermarini for La Scala. the theater was


L’edificio presentava una struttura innovativa, poiché non rispec-

inaugurated on 7 April 1828, with the performance of Vincenzo

chiava la consueta successione rettilinea di più corpi dall’atrio

Bellini’s opera Bianca e Fernando.

al palcoscenico. esso era volto sia verso il centro storico sia

the structure of the building was unique. It did not adopt the

verso piazza De Ferrari, attraverso l’inserimento laterale di un

usual rectilinear sequence of a number of blocks stretching

pronao neoclassico di gran risalto, in stile dorico con architrave

from the atrium to the stage. It faced onto both the old town

a metope e triglifi. L’edificio, inoltre, si raccordava, sul retro, a

center and Piazza De Ferrari through the insertion at the side of

galleria Mazzini, realizzata sul modello di quella milanese una

a very conspicuous neo-classical pronaos in Doric style with an

decina d’anni dopo (1874-76) e di dimensioni inferiori, concepi-

architrave decorated with metopes and triglyphs. the building

ta come luogo di ritrovo al termine delle rappresentazioni teatrali

was also connected at the back to the Galleria Mazzini. this

e prosecuzione visiva del teatro stesso. La costruzione risultava

shopping arcade is a smaller version of the Galleria in Milan. It

un corpo massiccio ed elegante al tempo stesso, che occupava

was built a decade later (1874–76) and conceived as a place

una superficie di 4000 metri quadrati, in grado di ospitare circa

where people could gather after the theater and as a visual con-

duemilacinquecento spettatori. La platea, decorata con stucchi

tinuation of the theater itself. the construction has a massive yet

dello scenografo Michele Canzio, presentava cinque ordini di

elegant form, covering a surface area of 4000 square meters

palchi con loggione alla sommità.

and is capable of seating some two thousand people. the au-

Con l’ultima guerra mondiale, i bombardamenti colpirono i solai

ditorium, with stucco decorations by the set designer Michele

e le parti in carpenteria. Immediatamente riparato, si svolsero

Canzio, has five tiers of boxes surmounted by the gallery.

ancora alcune rappresentazioni, tra cui una con Maria Callas,

During World War II, air raids destroyed the floors of the theater

ma l’ultima incursione aerea fu fatale, riducendo l’edificio al solo

and its load-bearing structure. the damage was immediately re-

involucro esterno.

paired and a number of performances were given, including one

Nell’immediato dopoguerra il teatro, pur ripristinato non ade-

with Maria Callas, but the last air raid proved fatal, reducing the

guatamente, era funzionante, ma occorreva una ricostruzione

building to its outer shell. After the war the theater was still able

sostanziale. Pertanto, la giunta comunale votò diversi bandi

to function, though it had not been fully repaired and was in need

finché nel 1963 fu affidato l’incarico a Carlo Scarpa che portò

of extensive reconstruction. the City Council voted a number of

avanti un progetto, rielaborando varie soluzioni, fino a quello

measures until in 1963 it commissioned Carlo Scarpa to produce

definitivo del 1977. In seguito alla sua morte non fu mai realizza-

a series of projects down to the final one in 1977. though it re-

to, sebbene approvato.

ceived approval, following his death it was never built.

In quegli anni, si procedette alla definitiva demolizione dell’an-

In these years the theater was finally demolished, leaving only

tico teatro, lasciando soltanto il pronao neoclassico e i portici

the neo-classical pronaos and outer porticoes. In 1981 a com-

esterni. Nel 1981 fu bandito un concorso-appalto che si con-

petition was held which ended in 1984 with the commission

cluse nel 1984 con l’assegnazione alla ditta Mario Valle Spa

being assigned to the contractors Mario Valle Spa based in

d’Arenzano con il progetto degli architetti Aldo Rossi, Ignazio

Arenzano, with a project by the architects Aldo Rossi, Ignazio

Gardella, Fabio Reinhart e Angelo Sibilla. Il 7 aprile 1987 fu po-

Gardella, Fabio Reinhart and Angelo Sibilla. the foundation

sata la prima pietra e il 18 ottobre 1991 fu inaugurato il nuovo

stone was laid on 18 October 1991, and the new theater was

teatro con Il Trovatore di Verdi.

opened with a performance of Verdi’s Il Trovatore.


28

In ottemperanza al bando di gara, il progetto prevedeva due

In keeping with the brief, the project consisted of two basic el-

elementi fondamentali: il mantenimento delle parti rimaste e la

ements: the maintenance of the remaining parts and the con-

trasformazione in piazza coperta dello spazio, posto dietro il

version into a covered piazza of the space behind the pronaos,

pronao, dove un tempo si trovava il foyer dell’antico teatro, in

where the foyer of the old theater once stood, so retaining the

modo da mantenere il collegamento urbanistico tra piazza De

urban link between Piazza De Ferrari and the Galleria Mazzini.

Ferrari e galleria Mazzini.

the new theater is notable for its cutting-edge technology and

Il nuovo teatro si caratterizza per le tecnologie d’avanguardia e

also for having been rebuilt exactly where it used to stand.

per essere ricostruito esattamente dov’era.

Retaining the L-shaped structure of Barabino’s original build-

L’edificio, mantenendo la struttura a “L” del teatro barabiniano,

ing, the theater is a squared, geometrical form of understated

si connota come una forma squadrata e geometrica, di un’ele-

elegance, in perfect keeping with the spirit of the place and its in-

ganza sobria, in perfetta linea con lo spirito del luogo e dei suoi

habitants. It consists of a central rectangular block which houses

abitanti, composta da un corpo centrale a parallelepipedo, cor-

the stalls, foyer and services for the public, linked to the fly tower,

rispondente a platea, foyer e servizi per il pubblico, raccordato

which rises 63 meters high. the formal choices as well as the

alla torre scenica, sviluppata per un’altezza di 63 metri. Le scel-

materials used are intended to make the building more func-

te formali sono nella direzione della funzionalità, così come le

tional. the exterior uses plaster, stone and iron and the interiors

scelte dei materiali impiegati: per gli esterni, intonaco, pietra,

marble and wood for better sound absorbency.

ferro; per gli interni, marmo e legno, ad assorbenza acustica.

A particularly fine element is the optical cone rising some 30 me-

Un elemento particolare, di grande genialità, è costituito da un

ters high and ending in a polygonal lantern, visible from the vari-

cono ottico, alto circa 30 metri, terminante in una lanterna poli-

ous levels. It starts from the foyer on the first floor and traverses

gonale, visibile ai vari piani, che parte dal foyer del primo piano

the entire section of the theater. Positioned at the top of the

e attraversa tutta la sezione. Posto alla sommità della facciata,

facade, it creates a link with the city, glowing like a lighthouse

costituisce un elemento di collegamento con la città, poiché se-

when the theater is in use.

gnala, illuminandosi a guisa di faro, il teatro in funzione.

A large staircase leads into the hall, rising to the first floor where

Un ampio scalone immette nell’atrio, per giungere al primo

the main foyer has a bar-cafeteria. It is decorated with frescoes

piano dove si trova il foyer principale dotato di bar-caffetteria e

by the Genoese artist Aurelio Caminati, depicting many epi-

arricchito da importanti affreschi del genovese Aurelio Camina-

sodes from the history of the city, together with tapestries made

ti, che fanno riferimento ad altrettanti episodi della storia della

by the French Pinton manufactory at Aubusson to designs by

città, affiancati da arazzi della manifattura francese Pinton d’Au-

Raimondo Sirotti, deputy director of the Accademia Ligustica di

busson, disegnati da Raimondo Sirotti, vicedirettore dell’Acca-

Belle Arti.

demia Ligustica di Belle Arti.

the walls of the public areas, from the atrium to the first foyer,

Le pareti degli spazi comuni, dall’atrio al primo foyer, sono rive-

are faced with Cardoso stone.

stite di pietra di Cardoso.

the great auditorium has a tiered design, with a series of steps

La grande sala è a cavea, con una serie di scalinate digradan-

descending to the stage, covered in doussie wood. the rows

ti verso il palcoscenico, ricoperte in legno doussié, dove sono

of seats are molded in resin and upholstered with red velvet,

poste le file di poltroncine in resina, rivestite di velluto rosso,

designed so that the acoustics remain the same whether the au-

studiate in modo che l’acustica rimanga invariata sia a sala pie-

ditorium is full or empty. Rising above the parterre are the gallery

na sia vuota. In posizione sopraelevata, è posto il loggione e le

and side balconies in pear wood, which is also used to line the

balconate laterali in legno di pero, utilizzato anche per le pareti

walls of the gallery. the apertures, balconies and all the decora-

della galleria. Le bucature, i balconcini e tutti gli elementi de-

tive elements and materials have an acoustic function. this is

corativi e i materiali impiegati rivestono una funzione acustica,

the case of the Bardiglio marble on the walls, laid with cavities of

come il marmo Bardiglio alle pareti, posato con diversi spessori

different thicknesses, and the reflector for high frequencies. All

d’intercapedine, riflettore delle alte frequenze. tutti i componen-

the components are designed in such a way that the perception

ti sono stati studiati in modo tale che la percezione sonora sia

of sound is the same at every point of the auditorium.

uguale in ciascun punto della sala.

A complex electro-acoustic plant was installed, with José

È stato messo in atto un complesso progetto d’impiantistica

Bernhart as consultant, to a design by the Muller BBM Gmbh firm

elettroacustica, con la consulenza di José Bernhart, a cura del-

in Munich to correct acoustic reverberation in the auditorium.

lo Studio tecnico Muller BBM Gmbh di Monaco di Baviera, che

this system is capable of modifying the diffusion of the sound

privilegia la correzione acustica del riverbero nella sala. tale im-

waves so as to suit the requirements of the different musical

pianto è in grado di modificare la diffusione delle onde sonore,

genres. the system consists of directed sound, microphones,

secondo le esigenze del genere musicale. Il sistema è costituito

components for stereophonic diffusion set at the sides of the

da regia-audio, microfoni, elementi per la diffusione stereofoni-

stage, a central cluster and a series of speakers arranged along

ca disposti ai lati del palcoscenico, un cluster centrale, oltre a

the walls of the auditorium.

una serie di diffusori distribuiti lungo le pareti della sala.

the continuous interchange between interior and exterior


Il continuo scambio tra interno ed esterno trova il suo apice

reaches a climax in the auditorium, which recreates a sort of

nella cavea, dove è ricreata una sorta di piazza, con le pareti

piazza, with walls that look like the elevations of buildings with

che appaiono come prospetti di palazzi con finestre balaustrate

balustraded windows in White Carrara marble. this fixed scenery

in marmo Bianco di Carrara: scenografia fissa che sottolinea

emphasizes the identity of the building through the involvement

l’identità dell’edificio, in un coinvolgimento di finzione e realtà,

of fiction and reality, a clear reference to street theater. A setting

chiaro riferimento al teatro di strada. Un allestimento che riman-

that evokes the city itself, with its magical and poetic essence,

da alla città stessa, alla sua essenza magica e poetica, alla vo-

its theatrical vocation, piazzas and other places transformed into

cazione scenografica, alle piazze e luoghi che si trasformano in

backdrops, and finally the urban structure, hemmed in between

quinte teatrali, e infine alla struttura urbana, stretta tra mare e

the sea and mountains, almost like a Greek theater, with the harbor

monti, quasi un teatro greco, con il porto al centro della scena.

at the center of the stage.

Ai lati del palcoscenico sono poste due colonne, rivestite di

On either side of the stage stand two columns faced with Rosso

marmo Rosso Antico d’Italia, che nascondono i corpi illuminanti

Antico marble which conceal the stage lights. the smooth vault is

di proscenio. La volta liscia, in tinta chiara, è punteggiata da

light-colored and contains 160 spotlights. the stage is equipped

centosessanta punti luce. Il palcoscenico è dotato di uno splen-

with a splendid fireproof curtain designed by Giovanni Ceccarelli

dido sipario tagliafuoco, opera di Giovanni Ceccarelli dal titolo

titled Viva Schoenberg and fashioned out of aluminum, copper,

Viva Schoenberg, realizzata in alluminio, rame, ottone, peltro,

brass, pewter, silver and gold. the choice of these materials was

argento, oro. La scelta di tali materiali è stata dettata dalla pre-

dictated by the specific desire to communicate with the setting in

cisa volontà di dialogare con l’ambiente in cui la composizione

which the composition is placed. the copper matches the wood,

è collocata: il rame richiama il legno, il peltro riprende il grigio

the pewter the gray marble on the walls etc. the middle of the

del marmo delle pareti ecc. Al centro l’opera appare squarciata

curtain appears torn open by a bright triangle that separates it

da un triangolo chiaro che la separa in due parti, alludendo ai

into two parts, alluding to the war damage and at the same time

danni bellici e al tempo stesso a un fascio di luce, una sorta di

evoking a beam of light, a kind of prayer and hope. the two bodies

preghiera e di speranza. I due corpi dell’opera si riferiscono ai

of the curtain are related to the two theaters, with at the center a

due teatri, al cui centro è riconoscibile uno strumento a corda

recognizable stringed instrument to symbolize music as a cathartic

a simboleggiare la musica, elemento catartico, capace di su-

element, capable of overcoming destruction and divisions with the

perare distruzioni e divisioni, linguaggio universale atemporale

universal timeless language of spiritual elevation.

d’elevazione spirituale.

the technological structures are of the greatest interest. the

Le strutture tecnologiche sono di grande interesse. La vera in-

real innovation, which makes the teatro Carlo Felice one of the

novazione, che fa del Carlo Felice uno dei teatri più all’avan-

most advanced in the world, is the creation of a stage designed

guardia a livello mondiale, è la creazione di una scena pensata

to mount four sets simultaneously on a mobile platform, so

per allestire quattro scenografie contemporaneamente con una

making it possible to shift scenes rapidly. the principal stage

piattaforma mobile, in modo da poter mutare gli elementi sce-

has a surface area of 600 square meters. the rear stage is set

nici molto rapidamente. Il palcoscenico principale comprende

behind the first and the two lower stages are aligned with each

una superficie di 600 metri quadrati, il palco dorsale si trova

other. the computerized stage machinery was conceived by

alle spalle del primo e i due palchi inferiori sono allineati tra

the production designer enzo Frigerio, designed by the Pennati

loro. La macchina scenica computerizzata è stata ideata dallo

Annicar firm in Milan and installed by the Biste-Gerling practice

scenografo enzo Frigerio, progettata dallo studio Pennati An-

based in Berlin. the handling equipment, a sophisticated control

nicar di Milano e messa in opera dalla Studio Biste-Gerling di

room and its perfect acoustics make the teatro Carlo Felice one of

Berlino. Gli impianti di movimentazione, la sofisticata cabina di

the most important opera houses in Italy. It also contains a small

regia e un’acustica perfetta fanno del Carlo Felice uno dei teatri

independent stage that hosts conferences and lectures, while

più importanti d’Italia. Al suo interno si trova, inoltre, un piccolo

the tower has four large rehearsal rooms for the orchestra, choir

palcoscenico indipendente che ospita convegni e conferenze,

and corps de ballet, as well as the dressing rooms, offices and

mentre nella torre sono collocate quattro grandi sale per le pro-

costume workshops.

ve d’orchestra, del coro e del corpo di ballo, oltre ai camerini,

A theater building naturally has to be functional to fulfill the pur-

agli uffici dell’amministrazione e alla sartoria.

pose for which it was built. In this respect the teatro Carlo Felice

È inevitabile che l’edificio di un teatro debba essere funzionale

falls within the parameters of Functionalism. But the architects who

allo scopo per il quale è stato creato e in questo senso il Carlo

designed it perfectly combined Functionalism with aesthetics, cre-

Felice rientra nei parametri del funzionalismo, ma gli architetti

ating a living work which is continually related, actually and visu-

progettisti hanno tenuto conto della funzionalità coniugandola

ally, with the city.

perfettamente all’estetica, creando un’opera viva, in continua relazione, non solo visiva, con la città.


L’autrice ringrazia il maestro Giovanni Pacor, sovrintendente

My thanks are due to Giovanni Pacor, superintendent of

Teatro Carlo Felice; la dottoressa Elvira Bonfante, responsabile

the Teatro Carlo Felice, Dr. Elvira Bonfante, responsible for

comunicazione e biglietteria Teatro Carlo Felice;

communications and ticketing of the Teatro Carlo Felice, the

il personale dell’ufficio comunicazione Teatro Carlo Felice;

staff of the Teatro Carlo Felice communications office, Maurizio

Maurizio Longano, caporeparto audio e video Teatro

Longano, head of the audio and video department of the

Carlo Felice; l’architetto Michele Pisano, Mario Valle Spa;

Teatro Carlo Felice, the architect Michele Pisano, Mario Valle

Mario Margini, assessore Lavori pubblici, Comune di Genova;

Spa, Mario Margini, Councillor for Public Works of the City of

la dottoressa Gabriella Carrea, funzionaria Archivio storico

Genoa, Dr. Gabriella Carrea, officer of the Historical Archive

del Comune di Genova.

of the City of Genoa.

Bibliografia

Bibliography

e. De Negri, Ottocento e rinnovamento urbano. Carlo Barabino, Sagep, Genova 1977

e. De Negri, Ottocento e rinnovamento urbano. Carlo Barabino, Sagep, Genoa 1977

F. Balletti, B. Giontoni, Genova cultura urbanistica e formazione della città contemporanea: 1850-1920, Gabbiani, Genova 1984

F. Balletti, B. Giontoni, Genova cultura urbanistica e formazione della città contemporanea: 1850–1920, Gabbiani, Genoa 1984

Il Teatro Carlo Felice di Genova, storia e progetti, a cura di I.M. Botto, catalogo della mostra, Sagep, Genova 1986

Il Teatro Carlo Felice di Genova, storia e progetti, edited by I. M. Botto, catalog of the exhibition, Sagep, Genoa 1986

e. Poleggi, P. Cevini, Le città nella storia d’Italia, Genova, II edizione, Laterza, Roma-Bari 1989

e. Poleggi, P. Cevini, Le città nella storia d’Italia, Genova, 2nd edition, Laterza, Rome-Bari 1989

R. Iovino, Il Carlo Felice: due volti di un teatro, Sagep, Genova 1991

R. Iovino, Il Carlo Felice: due volti di un teatro, Sagep, Genoa 1991

P. Marica, La chiesa e il convento di San Domenico, Genova, “La Casana”, n. 2, aprile-giugno 1998, Anno XL, pp. 16-23

P. Marica, “La chiesa e il convento di San Domenico,” Genova, La Casana, n. 2, April-June 1998, year XL, pp. 16–23

A. Ferlenga, Aldo Rossi. Opera completa (1993-1996), Mondadori electa, Milano 1996

A. Ferlenga, Aldo Rossi. Opera completa (1993–1996), Mondadori electa, Milan 1996

S. Guidarini, Ignazio Gardella nell’architettura italiana. Opere 1929-1999, Skira, Milano 2002

S. Guidarini, Ignazio Gardella nell’architettura italiana. Opere 1929–1999, Skira, Milan 2002

A. Monestiroli, Ignazio Gardella, Mondadori electa, Milano 2009

A. Monestiroli, Ignazio Gardella, Mondadori electa, Milan 2009

30


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Decio G.R. Carugati

IL MARMO NEI MODI DEI CASTIGLIONI La città recita il quotidiano coinvolgimento di persone e cose, dove ahimè i tempi sono soltanto quelli della mera azione. Qui invece: dell’inventario, della memoria, della riflessione. Lo Studio Castiglioni, al numero 27 di piazza Castello a Milano, accoglie come soglia di insperata magica condivisione. F StoneMagazine 32


Achille Castiglioni

MARBLE IN THE MODES OF CASTIGLIONI The city recites the daily involvement of people and things, where, alas, the times are only those of mere action, but here of inventory, of memory, of reflection. The Studio Castiglioni, at 27 Piazza Castello in Milan, is a welcoming threshold for sharing an unexpected magic. F StoneMagazine 33


Curioso e certamente inconscio il parallelo, la capanna libera l’uomo dalla

In a curious parallel, and certainly at the same time unconscious, the hut frees man

condizione di brado tra i bradi, inseguito inseguitore, inducendolo, per la prima volta,

from the condition of being wild in the wilderness, pursued pursuer, and for the first

a non disperdere gesti e parole, a farsi raccoglitore delle emozioni, alla scelta,

time induces him not to disperse gestures and words, to be a collector of emotions,

al progetto di qualità della vita.

to make choices, to plan the quality of life.

Un’ancestrale sensazione permea l’intero spazio dove regna un finto disordine

An ancestral feeling permeates the entire space where a simulated chaos reigns,

quando, in realtà, ogni cosa trova la sua giustificazione. E si ha come l’impressione

though actually everything has its own justification. The impression you get is

di una stanza delle meraviglie, dove tutti i componenti potrebbero ribellarsi se

of a chamber of wonders, where all the items might rebel if they were unhappily

malauguratamente fossero altrimenti disposti ma, a differenza di quel che accade

arranged differently. But unlike what happens in Maurice Ravel’s opera L’enfant et

in L’enfant et les sortilèges, l’opera di Maurice Ravel, quei componenti non

les Sortilèges, the items here suffer no damage because they are already arranged

riporterebbero alcun danno perché già declinati in apparente disordine, come note

in apparent disorder, like the notes waiting on a musical stave. Objects arranged in a

in attesa di un pentagramma. Oggetti disposti secondo il desiderio di reinterpretarne

desire to reinterpret their use or fashion something new.

l’uso o di farne cosa altra.

One of the earliest examples of the correct redefinition of the form is a 1940 Phonola.

Tra i primi esempi di una corretta ridefinizione della forma Phonola, del 1940.

Livio and Pier Giacomo Castiglioni, with Luigi Caccia Dominioni, reconfigured the

Livio e Pier Giacomo Castiglioni, con Luigi Caccia Dominioni, riconfigurano

radio receiver, improperly called a “radio set,” restoring the unit to the representation

il radioricevitore, impropriamente detto “mobile radio”, restituendo l’apparecchio

of its function. The Phonola was to be the archetype of all the models produced in

alla rappresentazione della sua funzione. Phonola sarà archetipo di tutti i modelli

Italy after the war.

che verranno prodotti in Italia nel dopoguerra.

Livio left the firm in 1952 and so Pier Giacomo began his long partnership with his

Livio lascia lo studio nel 1952 e Pier Giacomo inizia il lungo sodalizio con Achille,

younger brother Achille.

il fratello più giovane. Milano all’epoca vive i prodromi della sua grande stagione:

Milan in that period was at the start of its great season: it was an international

punto di riferimento internazionale, sede, con la Triennale, del dibattito

design center with the Triennale and the ongoing art-design-industry debate.

arte-progetto-industria. Scrive Virgilio Vercelloni: “Le serie dei magistrali pezzi

Virgilio Vercelloni writes: “The series of masterly designs by Achille and

di Achille e Pier Giacomo Castiglioni, del periodo, sono in gran parte il risultato

Pier Giacomo Castiglioni in the period were largely the result of an artistic and human

di un sodalizio artistico e umano, prima di trasformarsi in risultati di rapporti tecnici

partnership even before it produced its first technical and professional results …

e professionali … La lampada Toio del 1962 per Flos è un chiaro ready-made

The Toio lamp of 1962 for Flos is a clear example of a slightly tweaked readymade.

‘aiutato’: essa utilizza, integrandoli magistralmente, un faro d’automobile,

It skillfully combined a car headlight, a standard transformer and a few sections of

un trasformatore di serie e alcuni pezzi di canna da pesca”.

fishing rod.”

TOIO, lampada da terra, 1962 progetto: Achille e Pier Giacomo Castiglioni; produzione: Flos In questo apparecchio illuminante è sfruttato un faro d’automobile speciale da 300 watt, importato all’inizio degli anni sessanta dagli Stati Uniti

F StoneMagazine 34

TOIO, floor lamp, 1962 design: Achille and Pier Giacomo Castiglioni; production: Flos This luminaire makes use of a special 300 watt car headlamp imported in the early 1960s from the United States


far fare montaggio a RICA Foto/Photo: Luciano Ferri

BACHECA posta all’ingresso della casa museo BULLETIN BOARD at the entrance to the museum home

F StoneMagazine 35


1

2 1 Postazione del Maestro con particolare del tecnigrafo Castiglioni’s work station with detail of the drawing board 2 MEZZADRO, sedile, 1957 progetto: Achille e Pier Giacomo Castiglioni; produzione: Isa (prototipo 1957), Zanotta (1970) MEZZADRO, seat, 1957 design: Achille and Pier Giacomo Castiglioni; production: Isa (prototype 1957), Zanotta (1970)

E vengono a mente le precedenti ricerche dei Castiglioni: il Mezzadro e la Sella del 1957. Sempre del 1962 per Flos, continua vercelloni, la lampada Arco nasce: “dall’ipotesi di illuminare un tavolo da lavoro dall’angolo di una stanza. Il riferimento formale a tale proposito era di tipo surreale: era una lampada dei primi modelli rustici qui reinterpretata. Prima dell’Arco non era mai entrata in una casa una lampada capace di costruire nuovi spazi”. Achille e Pier Giacomo sono autori in quegli anni, nella pluralità degli ambiti di azione, di incontrastate icone del design.

Studio di FRISBI, lampada a sospensione, 1978 progetto: Achille Castiglioni; produzione: Flos Study for FRISBI, suspension lamp, 1978 design: Achille Castiglioni; production: Flos

Esemplare Pitagora, macchina per il caffè, per La Cimbali, Compasso d’Oro nel 1962, che ben corrisponde alla definizione di Giulio Carlo Argan del prodotto industriale: “Tutte le cose che l’industria produce sono progettate da più punti di vista: economico, tecnico, estetico. Per ogni tipo di prodotto, tuttavia, si danno differenze di valore che non dipendono dal pregio del materiale o dal tempo di lavorazione, ma dal metodo della progettazione … un progetto è ben disegnato quando i fattori pratici e gli estetici non si sommano o si sovrappongono, ma si integrano perché sono stati progettati insieme”. Con la scomparsa di Pier Giacomo nel 1968 e di Livio nel 1979, Achille resta per più di vent’anni – mancherà nel 2002 – unico testimone e prosecutore del fare ideativo di eccellenza dei Castiglioni.

TACCIA, lampada da tavolo a luce riflessa, 1958 progetto: Achille e Pier Giacomo Castiglioni; produzione: Flos (1962) TACCIA, reflected light table lamp, 1958 design: Achille and Pier Giacomo Castiglioni; production: Flos (1962)

F StoneMagazine 36


This brings to mind earlier projects by the Castiglioni brothers: Mezzadro and Sella (1957). Again in 1962, continues vercelloni, they designed the Arco lamp for Flos. It grew out of “the idea of lighting a work table from the corner of a room. The formal model for this design was surreal. It was one of the first models of rustic lamps reinterpreted here. Before Arco there had never been a lamp capable of constructing new spaces.” By the range of their work in those years, Achille and Pier Giacomo were the creators of undisputed design icons. An example is the Pitagora espresso machine for La Cimbali, which won the Compasso d’Oro award in 1962. It corresponds closely to Giulio Carlo Argan’s definition of the industrial product: “Everything that the industry produces is designed from multiple standpoints: economic, technical, aesthetic. For each kind of product, however, there are different values that are not dependent on the cost of the materials or production times, but the method of design … A product is well designed when the practical and aesthetic factors are not added together or superimposed but integrated, because they were designed together.” With the death of Pier Giacomo in 1968 and Livio in 1979, for more than twenty years Achille (who died in 2002) remained the only witness and continuer of the Castiglioni brothers’ conceptual and practical excellence. Corridoi, vedute della casa museo Passages, views of the museum home

F StoneMagazine 37


Decio Carugati presenta F Stone Magazine alla figlia di Achille, Giovanna, e Fabio Castelli Decio Carugati gives a presentation copy of F Stone Magazine to Achille’s daughter Giovanna and Fabio Castelli

In una intervista rilasciata a “Ottagono” nel 1970, Achille spiega così il progetto

In an interview with Ottagono in 1970, Achille explained the design of the Arco

della lampada Arco: “Pensavamo a una lampada che proiettasse la luce sul tavolo:

lamp. “We were thinking of a lamp that would shed its light on a table. Some

ce ne erano già, ma bisognava girarci dietro. Perché lasciasse spazio attorno

already existed, but you had to go all the way around them. To leave the space

al tavolo la base doveva essere lontana almeno due metri. Così nacque l’idea

around the table uncluttered, the base would have to be at least two meters

dell’arco: lo volevamo fatto con pezzi già in commercio, e trovammo che il profilato

away. This gave rise to the idea of the arch. We wanted to make it out of products

di acciaio curvato andava benissimo. Poi c’era il problema del contrappeso: ci voleva

already on the market, and found a curved steel section that was just right. Then

una massa pesante che sostenesse tutto. Pensammo al cemento prima, ma poi

there was the problem of a counterweight, we needed a heavy mass to support

scegliemmo il marmo perché a parità di peso ci consentiva un minore ingombro

it. We thought of concrete at first, but then chose marble because for the same

e quindi in relazione a una maggiore finitura un minor costo. Nella Arco niente è

weight it gave us a smaller volume and then a better finish at lower cost. In Arco

decorativo: anche gli spigoli smussati della base hanno una funzione, cioè quella

nothing is decorative. Even the beveled sides of the base have a function, they

di non urtarci; anche il foro non è una fantasia ma c’è per permettere di sollevare

ensure you don’t bark your shins. Even the hole isn’t fanciful. It’s so you can lift

la base con più facilità”.

the base more easily.”

L’uso del marmo non resta confinato all’occasione Arco, sarà oggetto di studio

The use of marble was not confined to Arco. It was carefully studied over the

negli anni che seguono. Dei pezzi declinati in ordine temporale, i primi sono ancora

years that followed. In the timeline of the firm’s products the earlier ones were

a firma di entrambi i fratelli, i restanti del solo Achille. Esempi della continuità di

still designed by both brothers, the rest by Achille alone. Examples of the

un’intenzione, del rigore di un’esclusiva etica progettuale, sono parte dell’inventario,

continuity of an intention, the rigor of an exclusive design ethic, they are part of

della memoria, dell’affabulazione. Lo Studio Castiglioni, al numero 27 di piazza

the inventory, memory, narrative. The Studio Castiglioni, at 27 Piazza Castello in

Castello a Milano accoglie come soglia di insperata magica condivisione.

Milan, is a welcoming threshold for sharing an unexpected magic.

F StoneMagazine 38


1970, ACHILLE SPIEGA COSÌ IL PROGETTO DELLA LAMPADA ARCO: “PENSAVAMO A UNA LAMPADA CHE PROIETTASSE LA LUCE SUL TAVOLO: CE NE ERANO GIÀ, MA BISOGNAVA GIRARCI DIETRO...” 1970, ACHILLE ExPLAINED THE DESIGN Of THE ARCO LAMP. “WE WERE THINkING Of A LAMP THAT WOULD SHED ITS LIGHT ON A TABLE. SOME ALREADy ExISTED, BUT yOU HAD TO GO ALL THE WAy AROUND THEM...”

ARCO, lampada da terra, 1962 progetto: Achille e Pier Giacomo Castiglioni; produzione: Flos ARCO, floor lamp, 1962 design: Achille and Pier Giacomo Castiglioni; production: Flos

F StoneMagazine 39


ARCHITECTURE_ PEOPLE

S É B A S T I E N a Sr E GERS c h i t e c t e

Roberto Franzoni

DA JEAN NOuvEL A MARC NEWSON, IL GIOvANE ARChITETTO BELGA, NATO IN AFRICA E OPERANTE A PARIGI, NEL SuO PERSONALE PERCORSO CuLTuRALE hA MATuRATO uNA PARTICOLARE SENSIBILITÀ PER IL MONDO GIAPPONESE E PER L’ESSENZIALITÀ DI FORME DELLA CuLTuRA NIPPONICA, BEN SINTETIZZATA NELLA SPA DI ARMANI A TOkyO FROM JEAN NOuvEL TO MARC NEWSON, ThE yOuNG BELGIAN ARChITECT, BORN IN AFRICA AND NOW WORkING IN PARIS, FOLLOWING hIS OWN CuLTuRAL PATh hAS ACquIRED A PARTICuLAR SENSIBILITy FOR ThE JAPANESE WORLD AND ThE quINTESSENTIAL FORMS OF ITS CuLTuRE, CLEARLy EMBODIED IN ARMANI’S TOkyO SPA

F StoneMagazine 40


Foto/Photo: Nacasa & Partners

F StoneMagazine 41


M A D E i n C A R R A R A

FURRER SUPPLY AND INSTALLATION

Il suo studio si trova nel Marais, il cuore antico di Parigi, a pochi passi dal Centre

His studio is in the Marais, the ancient heart of Paris, just a few steps away from the

Pompidou e dalla cattedrale di Notre Dame.

Centre Pompidou and Notre Dame. Belgian by nationality, he was born in Africa,

Di nazionalità è belga, nato però in Africa, dove ha passato infanzia e adolescenza

where he spent his childhood and adolescence in various countries on the continent,

in vari Paesi del continente, e ci tiene molto a mantenere la sua identità nazionale.

and he is very keen to retain his national identity. He graduated in architecture from

Laureatosi in architettura all’École d’Architecture de Paris Belleville; subito dopo la

the École d’Architecture of Paris Belleville. Shortly after graduating he developed a

laurea ha sviluppato un intenso rapporto con l’architetto e scienziato Pierre Debeaux,

close relationship with the architect and scientist Pierre Debeaux, culminating in the

sfociato nella scrittura di un libro sul personaggio, ed è rimasto un architetto puro,

writing of a book about him. He has remained a pure architect, untouched by other

senza contaminazioni verso altre discipline come il design.

disciplines such as product design.

Inizia la sua attività nello studio di Jean Nouvel, lavorando sul progetto di una torre

He began by working in Jean Nouvel’s office on the project for an office tower in

di uffici a Francoforte e soprattutto all’imponente Opera House di Pechino del 1997.

Frankfurt, and above all the striking Beijing Opera House in 1997.

Negli ultimi dieci anni si è più concentrato nell’architettura d’interni, ma di recente si

Over the last ten years he had the opportunity to work on cutting edge interior design

sta reindirizzando all’architettura completa, quella dei volumi, degli spazi, degli edifici.

project and recently he has returned to full-scale architecture, working on volumes,

L’appartamento a Parigi che presentiamo in queste pagine è di un architetto

spaces and buildings.

e designer, con cui Segers ha stretto un sodalizio professionale che ha portato

The apartment in Paris that we present in these pages belongs to an architect and

entrambi a realizzare insieme numerose opere, come l’Hotel Puerta America a

designer, with whom Segers has formed a professional partnership which brought

Madrid e le lounge per Qantas negli aeroporti di Sydney e di Melbourne.

both together to create a number of works, such as the Hotel Puerta America in

La residenza ridonda di pezzi famosi del design italiano.

Madrid and the Qantas lounges in Sydney and Melbourne airports. The house

“Ma questa è una scelta del cliente – commenta Segers – che è un collezionista

abounds with famous pieces of Italian design. “This is the client’s choice,” said

di testimonianza del design italiano”.

Segers, “as he is a collector of Italian design.”

La sua sensibilità e attenzione è invece più orientata al mondo giapponese,

His own sensibility and interest is largely focused on the Japanese world, the

alla essenzialità di forme e di materiali della cultura nipponica.

simplicity of its forms and material culture.

Ne è un esempio lo spazio di Armani Spa a Tokyo, realizzato nel 2007, al quinto

An example is the space of the Armani spa in Tokyo, built in 2007, on the fifth floor of

piano della Ginza Tower. L’obiettivo del committente era di realizzare uno spazio

the Ginza Tower. The client’s objective was to create a space for relaxation combining

di relax che combinasse la cultura diffusa dell’acqua dei giapponesi con l’alta

the culture of water widespread in Japan with the fashion house’s elevated image

immagine di creatività della maison e di ricostruire quell’atmosfera quasi magica

of creativity. He wanted to recreate the almost magical atmosphere of the fashion

dell’atelier del creatore di moda, combinando l’idea del lusso alla sobria eleganza

designer’s atelier, combining the idea of luxury with the restrained elegance that has

che ha sempre caratterizzato Armani.

always distinguished Armani.

“È il primo centro di bellezza griffato di Tokyo”, commentava Giorgio Armani.

“This is the first designer-styled beauty center in Tokyo,” commented Giorgio Armani.

Segers infatti ha saputo fondere cultura giapponese, stile italiano, materiali sofisticati,

Segers has managed to blend Japanese culture, Italian style and sophisticated

eleganti e semplici allo stesso tempo, realizzando una sintesi che esprime atmosfere

materials, elegant and at the same time simple, creating a synthesis that expresses

esotiche nel rispetto dell’origine del marchio.

exotic atmospheres in accordance with the brand’s origin.

F StoneMagazine 42


“È IL PRIMO CENTRO DI BELLEZZA GRIFFATO DI TOKYO – COMMENTAVA GIORGIO ARMANI – MA LA MIA È SPECIALE, SENZA CANDELINE, NIENTE A CHE VEDERE CON QUELLE THAILANDESI!” “THIS IS THE FIRST DESIGNERSTYLED BEAUTY CENTER IN TOKYO,” COMMENTED GIORGIO ARMANI. BUT MINE IS SPECIAL, NO CANDLES, NOTHING TO DO WITH THAI SPAS!”

F StoneMagazine 43 Foto/Photo: Nacasa & Partners


ARCHITECTURE_PEOPLE

INTERVISTA /INTERVIEW: SÉBASTIEN SEGERS Roberto Franzoni Il recente claim che Furrer ha coniato è “No marble cheap building”. Lei crede che solo la pietra possa nobilitare un edificio?

The claim recently coined by Furrer is “No marble, cheap building.” Do you believe that only stone can ennoble a building?

Non voglio certo discutere il claim! Ho il massimo rispetto per Furrer e per lo straordinario lavoro che questa azienda ha saputo realizzare in oltre settant’anni. Io sono interessato totalmente dai materiali naturali e dalla capacità artigianale di lavorarli. Trovo queste caratteristiche nel marmo, nelle pietre, ma anche nel legno e nella pelle. In tutti questi materiali non importa quale sia il design, quello che balza fuori è il lavoro dell’uomo. È il risultato straordinario dell’opera della sua mano. Io ho progettato un ristorante con Marc a New York in un grattacielo dei primi anni cinquanta. Era ancora un edificio con caratteristiche “umane”, un manufatto dell’uomo, con le mani, prima che si realizzasse l’industrializzazione dell’edilizia.

I certainly don’t want to argue the claim! I have the utmost respect for Furrer and the company’s extraordinary achievements over seventy years. I am utterly fascinated by natural materials and the craft skills used in working it. I find these qualities in marble, in stone, and also in wood and leather. In all these materials, no matter what the design, craftsmanship is the quality that stands out. It is the extraordinary product of handiwork. I designed a restaurant with Marc in a skyscraper in New York from the early 1950s. It was still a building with “human” characteristics, a man-made artifact, fashioned using his hands, before construction was industrialized. Which building was it?

Che edificio era? La Lever House di Gordon Bunshaft di Skidmore, Owing and Merrils. È al 390 di Park Avenue. È del 1952, con solo ventiquattro piani e dal 1982 è divenuta un landmark della città.

UN RADIOSO FUTURO IN ARCHITETTURA... PER IL MARMO SÉBASTIEN SEGERS SI RIVELA NELL’INTERVISTA UN ATTENTO CONOSCITORE DELLE CAVE DI CARRARA E DEI SUOI MARMI, DI CUI APPREZZA NON SOLO LA QUALITÀ DEL MATERIALE, MA ANCHE QUELLA DELLA MANO DELL’UOMO CHE LO LAVORA E SI DICHIARA ALTRETTANTO APPASSIONATO… DEL LARDO DI COLONNATA!

A RADIANT FUTURE IN ARCHITECTURE... FOR MARBLE! SÉBASTIEN SEGERS COMES ACROSS IN THE INTERVIEW AS AN EXPERT ON THE QUARRIES OF CARRARA AND ITS MARBLE, APPRECIATING NOT ONLY THE QUALITY OF THE MATERIAL, BUT THE HANDS OF THE MEN WHO WORK IT. HE IS EQUALLY PASSIONATE ABOUT... THE LARDO OF COLONNATA!

F StoneMagazine 44

Lever House by Gordon Bunshaft of Skidmore, Owing and Merrils, at 390 Park Avenue. It dates from 1952, has only twenty-four floors and since 1982 has been an official New York landmark. When did you first visit Carrara?

Quando è venuto per la prima volta a Carrara? Fu dieci anni fa. Rimasi profondamente colpito da queste montagne. Ma anche dal lardo di Colonnata! Rimasi appassionato dalle storie di queste cave. Mi feci affascinare dal colore del marmo, che ho sentito dire che non è solo bianco, ma anche rosso per il colore del sangue di chi lavora queste montagne… Ancora una volta una testimonianza del coraggio, della tenacia, della passione dell’uomo per la materia naturale. Quando ha usato il marmo per la prima volta nel suo lavoro? Nel bancone del bar dell’Hotel Puerta America a Madrid, con il design di Marc Newson. È un bancone di 8 metri di lunghezza. Tra il cliente, Marc e me facemmo una scommessa che avremmo dovuto farlo in marmo, in un sol pezzo! Marc prese la sfida sul serio. Visitammo la cava di Furrer e trovammo un pezzo di Statuario venato da 32 tonnellate che le maestranze dell’azienda riuscirono con straordinaria maestria a cavare e da cui traemmo il nostro pezzo unico scolpito da 8 tonnellate. Il blocco fu trasportato di notte per l’incredibile dimensione, con due autocarri, uno dietro l’altro per frenare in discesa. Un’esperienza incredibile! A Madrid il pezzo fu installato prima del completamento della facciata, altrimenti non sarebbe stato possibile collocarlo.

It was ten years ago. I was deeply impressed by these mountains. But also by the lardo of Colonnata! I was enchanted by the stories of these quarries. I became fascinated by the color of the marble, which I have been told is not only white, but red, colored by the blood of those who work in these mountains... Once again a testament to courage, tenacity and the human passion for natural materials. When did you first use marble in your work? For the bar counter in the Hotel Puerta America in Madrid, designed by Marc Newson. The counter is 8 meters long. Between the client, Marc and me we wagered that we would make it out of a single piece of marble! Marc took the challenge seriously. We visited the quarry of Furrer and found a 32-ton block of veined Statuary marble which the company’s workers succeeded in quarrying with extraordinary skill. From it we derived our single carved slab weighing 8 tons. The slab was transported at night, due to its incredible size, on two trucks, one behind the other to help brake when going downhill. An incredible experience! In Madrid, the slab was installed before the completion of the facade, otherwise it would never have been possible to get it inside the building.


Ha una specifica sensibilità verso dei marmi in particolare? Per dei particolari colori o venature?

Do you favor any particular marble? A particular color or kind of veining?

In verità il mio colore preferito è il nero del Nero Belgio. È una pietra difficile da lavorare, facile a scheggiare, ma affascinante nella sua compattezza. Naturalmente tutto dipende dal progetto. Io ho usato oltre allo Statuario venato che citavo prima il Travertino, perché era appropriato alla casa di Parigi, o dello Striato olimpico. Colori chiari con venature che erano corretti per quei progetti. Ma mi piace molto anche la quarzite di Vals in Svizzera.

To tell the truth, my favorite color is the black of Belgian Black. It is a stone difficult to work with, easy to chip, but fascinating in its compactness. Naturally everything depends on the design. I’ve used not only the veined Statuary marble I mentioned above but also Travertine, because it suited the house in Paris, or striped Olympic marble. Light colors, with veining that had affinities with those projects. Also I have a great interest for the quartzite of Vals, Switzerland.

Qual è il suo prossimo progetto? What’s your next project? È un edificio di riferimento nel pieno centro di Parigi, in collaborazione con Laurent Goudchaux. Installeremo una facciata continua in marmo di Carrara di circa 1000 metri quadrati, completata da ampie finestrature specchiate, di 8 metri di lunghezza. La particolarità sarà che la facciata apparirà come un pezzo unico di marmo.

It is a landmark building in the heart of Paris, with partner architect Laurent Goudchaux. We will install a facade of Carrara marble covering about 1000 square meters, complete with broad mirrored windows 8 meters long. The distinctive feature is that the facade will look like a single piece of marble.

Quando iniziano i lavori?

When will work be starting?

In novembre di quest’anno e prevediamo di terminare dopo diciotto mesi.

In November this year, and we expect to complete it within eighteen months.

Altri lavori in corso?

Other work in progress?

Una catena di negozi per Christian Dior. Abbiamo completato il prototipo a Parigi e ora con gli stessi moduli realizzeremo vari negozi in giro per il mondo, soprattutto in Asia. Una casa privata in Grecia, nel isola di Itaca. Con Marc Newson stiamo realizzando altre lounge per la Qantas in diverse nazioni del mondo. Nelle prime due lounge di Sydney e di Melbourne abbiamo usato sia Bianco di Carrara che Statuario venato. Il marmo ha contribuito a conferire grande qualità agli spazi, ma anche a creare una speciale atmosfera di relax e di benessere, che è ciò che i viaggiatori di lungo raggio, utilizzatori di questi spazi, si aspettano, per rilassarsi tra un volo e l’altro.

New concept stores for Christian Dior. We completed the prototype in Paris and now with the same architecture we will be creating various stores around the world, especially in Asia. A private house on the island of Ithaca, Greece. With Marc Newson we are also designing other lounges for Qantas in different parts of the world. In the first two lounges in Sydney and Melbourne we used both White Carrara and veined Statuary marble. Marble helped to create high quality spaces, but also a special atmosphere of relaxation and well-being, which is what long-haul travelers, the users of these lounges, expect to help them relax between flights.

Carrara è una fonte di fornitura di marmo, ma è anche un centro di lavorazione e di distribuzione del marmo con una capacità di lavorare pietre provenienti da tutto il mondo…

Carrara is a source of marble, but it is also a center of manufacturing and distribution for marble with the capacity to work stone from around the world...

È considerata la Wall Street del marmo!

It’s considered the Wall Street of marble!

F StoneMagazine 45


CARRARA è CONSIDERATA LA WALL STREET DEL MARMO! CARRARA IS CONSIDERED THE WALL STREET OF MARBLE! Ha mai trovato in altre parti del mondo situazioni simili?

Have you found similar set-ups elsewhere around the world?

Decisamente no. Si possono trovare ottime pietre in varie nazioni, ma assolutamente mai una capacità analoga di lavorazione e di soddisfacimento delle necessità del progettista.

Definitely not. You can find great stones in various countries, but never the same capacity to work it and meet the needs of the architect. Do you feel there’s still a great future for marble?

Pensa ci sia ancora un grande futuro per l’utilizzo del marmo? Penso di sì. Negli ultimi trent’anni, il marmo è stato usato sempre di più sia negli interni che insospettatamente nel design, come ha fatto Marc Newson, introducendo un nuovo trend nel design col marmo. Io credo però che un grande futuro continuerà a esserci proprio in architettura, poiché si stanno sviluppando nuove tecniche di applicazione che lo rendono ancora più affascinante e più adattabile ai progetti più avanzati e sofisticati. A Madrid al Puerta America avete usato un blocco intero. Ma oggi il marmo si alleggerisce e si può lavorare in spessori molto sottili, con gli opportuni supporti. Questo può aiutare a restituire lo stesso risultato, ma con meno materiale e meno peso? Credo che vada indirizzato a usi specifici, come le navi o gli yacht. Abbiamo integrato l’ingegneria aeronautica con la nostra architettura ma conservato lo spessore e la solidità del marmo, e io personalmente preferisco lo spessore e la solidità.

F StoneMagazine 46

I certainly do. Over the past thirty years marble has been used increasingly in both interiors and unexpectedly in design. Marc Newson launched a new trend in designing with marble. But I think a great future in architecture will continue to be there, because new applications and techniques are being developed to make it even more fascinating and more adaptable to the most advanced and sophisticated projects. In Madrid at Puerta America you used a whole block. But today marble is lighter and you can fabricate very thin sheets, with the right supports. Does this help produce the same result but with less material and less weight? I think it ought to be used for specific purposes, such as ships or yachts. We do integrate aircraft engineering design in our architecture, but enanched the depth and solidity of the marble, and personally I prefer depth and solidity.


F StoneMagazine 47


ARCHITECTURE_ PEOPLE

Decio G.R. Carugati

Da sempre coltiva una grande passione per i materiali lapidei. Una passione partita Decio G.R. Carugati dall’architettura e passata poi anche agli oggetti e ai complementi d’arredo. “Ogni marmo ha una sua storia – afferma – e merita un progetto ad hoc. Il marmo non finisce mai di stupire”. He has always cultivated a great passion for stone materials. A passion which stemmed from architecture and then passed into products and furnishings. “Each kind of marble has its own story,” he says, “and deserves a customized design. Marble never ceases to amaze.”

F StoneMagazine 48


Approfondimenti/See more at Per ulteriori informazioni su Luca Scacchetti For more information on Luca Scacchetti

www.fstone.tv/design

F StoneMagazine 49


ARCHITECTURE_ PEOPLE

LA CASA DI PIETRA, “Abitare il tempo”, 2003, Verona STONE HOUSE, “Living the Time,” 2003, Verona

Riferendosi a uno scritto di Paul Valéry, antecedente a Eupalino o l’architetto del

Commenting on a work by Paul Valéry, prior to the 1921 Eupalinos, Or the

1921, peculiare saggio dedicato dal poeta al tema dell’architettura, Fulvio Papi

Architect, a distinctive essay devoted by the poet to the theme of architecture,

commenta: “Il riferimento è certamente alla poesia di Mallarmé che è la fonte

Fulvio Papi observes: “The reference is certainly to the poetry of Mallarmé, which

decisiva della esperienza poetica di Valéry dove le parole vengono lavorate

is the crucial source of Valéry’s poetic experience, in which words are elaborated

nel verso secondo la pluralità delle loro risorse”. E citando direttamente Valéry:

in the verse to reveal the plurality of their resources.” And quoting Valéry directly,

“La poesia ha ottenuto il suo costruttore di templi che tagliava le parole

he said: “Poetry has gained its builder of temples, who carved words like precious

lungamente come pietre dure”. Ecco che pietre e parole hanno peso e consistenza

stones.” Stone and words have weight and material consistency, they “are

materica, “vengono lavorate secondo la pluralità delle loro risorse” dando luogo

processed according to the plurality of their resources,” creating an architecture

ad architetture che si distinguono per bellezza e unicità.

distinguished for its beauty and uniqueness.

Dichiara Luca Scacchetti: “Da sempre confermo la mia grande passione per tutti

Luca Scacchetti declares: “I have always confirmed my great passion for all kinds

i materiali lapidei. Questo anche per formazione, architetto prima ancora che

of stone materials. This is partly because of my training, because I was an architect

designer, sono per me attinenti al costruire. Una passione che trasferisco poi

even before I became a designer. To me that’s what building is about. A passion

nel mondo dell’oggetto, dei componenti di arredo. Rispetto al legno, in ogni caso

that I then transferred to the world of objects, to furniture components. Compared

molto più duttile, pietra e marmi dimostrano una compattezza che comporta,

to wood, which is much more flexible, stone and marble have a compactness

nelle lavorazioni, l’applicazione di tecnologie decisamente più avanzate.

whose fabrication entails the application of far more advanced technology.

Progettare una forma, per esempio, è cosa più gravosa che con altri materiali.

Designing a form, for example, is more arduous than with other materials. Marble

Il marmo è un assoluto, non accetta interventi ingiustificati, quando l’atto

is absolute, it does not accept unjustified intervention. The act you perform on it

di realizzare è quello della sottrazione e si conclude con la riconfigurazione

involves carving the material and ends with its reconfiguration and the return to

e la restituzione alla terra della parte sottratta. L’albero che fornisce il legno nasce

the earth of the part removed. The tree that provides us with wood germinates

e cresce spontaneo, il marmo è invece componente costituente l’assetto

and grows naturally, but marble is a constituent component of the morphology of

morfologico tellurico. Esemplari i marmi carrarini, che contengono la stratificazione

the earth. Carrara marble is exemplary: it embodies the growth of the geological

della crescita geologica della terra, dei suoi raffreddamenti, delle sue accelerazioni.

stratifications of the earth, its cooling, its expansion. Likewise the ghiandati marbles

Così i ghiandati dell’area veronese e vicentina: ogni pezzo ha una sua storia

of the Verona and Vicenza regions: each piece has its own history and merits

e merita un progetto ad hoc. Indugiando a volte nel bagno di casa foderato

a specific design of its own. Lingering at times in the bathroom at home, lined

interamente in Nuvolato apuano molto mosso, mi sorprendo, dopo più di vent’anni

entirely in very varied Apuan Nuvolato, I find myself, more than twenty years since

dalla sua installazione, esplorando con lo sguardo la macchia aperta, a scoprire

it was installed, probing the open markings with my eyes, still today discovering

ancora oggi figure, profili, personaggi sul soffitto, sulle pareti. Il marmo è senza

forms, profiles, patterns on the ceiling, on the walls. Marble is endless, it never

fine, mai finisce di stupire. Mi piace cercare di comunicare con una piccola magia,

ceases to amaze. I like to try and communicate with a little magic – the design of

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PARETE IN PIETRA DI VICENzA, 2011, Grassi Pietre WALL OF VICENzA STONE, 2011, Grassi Pietre Alla pagina accanto_Opposite IL TEATRINO DEL SILENzIO, 2009, allestimento in Pietra di Vicenza, Marmomacc Incontra il Design THE THEATER OF SILENCE, 2009, installation in Vicenza stone, Marmomacc Incontra il Design

il progetto di un tavolo, di un vaso, di una facciata architettonica, la grande inesauribile

a table, a vase, an architectural facade – the great inexhaustible magic of stone

magia del materiale lapideo. Dell’oggetto mi interessa l’aspetto massivo, fondativo,

material. In the appearance of an object I’m interested in whatever is massive,

tettonico”.

foundational, tectonic.”

Nel 1978 Luca Scacchetti fonda lo studio omonimo che si avvale della collaborazione

In 1978 Luca Scacchetti founded his eponymous design firm, which draws on the

di architetti, urbanisti, storici, strutturisti e designer. Progetta nel tempo e realizza

contributions of architects, urban planners, historians, designers and structuralists.

opere in Italia e in diversi Paesi, dal Giappone alla Spagna, alla Grecia, alla Cina, al

Over the years it has designed and completed works in Italy and in a number of

Kazakistan, alla Francia, variando i temi di interesse ideativo dalla scala urbana agli

other countries, from Japan to Spain, Greece, China, Kazakhstan and France,

edifici pubblici e privati. Collabora con numerose e importanti aziende del design,

ranging from issues of conceptual interest to works on the urban scale as well as

quali Poltrona Frau, MisuraEmme, Cordivari, I 4 Mariani, News, Tecno, Domodinamica,

public and private buildings. He collaborates with a number of important design

Elam, Teuco, Tender rain, Fabbian, Riva 1920. Vive e lavora a Milano.

companies, such as Poltrona Frau, MisuraEmme, Cordivari, I 4 Mariani, News,

Continua Scacchetti: “Ho avuto la fortuna di progettare e realizzare a Lecce

Tecno, Domodinamica, Elam, Teuco, Tender rain, Fabbian, Riva 1920. He lives and

un piccolo albergo interamente in pietra. Oltre all’intrinseca bellezza, i blocchi

works in Milan.

di pietra leccese posseggono un coefficiente di coibentazione di sicura importanza per

Scacchetti continues: “I was lucky enough to design and build a small hotel in

un effettivo risparmio energetico. In Sardegna ho poi rivisitato l’arte legata alla tradizione

Lecce entirely out of stone. In addition to its intrinsic beauty, blocks of Lecce stone

rurale, alla costruzione degli stazzi per gli ovini – quella della pietra a secco – in alcuni

possess a coefficient of thermal insulation of real importance for energy saving. In

frammenti di ville di un insediamento residenziale. Mi affascinano queste ricerche,

Sardinia I then revisited the art bound up with the rural tradition, the construction of

assai meno sapere che il marmo si può ridurre a mo’ di velo, a spessore

sheep pens with drystone walls, in some fragments of a residential development.

di tessuto da rivestimento. Anche se umano è cercare di forzare i limiti, a me interessa

I was fascinated by this research, much less to know that marble can be reduced

agire all’interno di quei limiti confermando l’eccellenza inimitabile

like a veil, to the thickness of an upholstery fabric. Though it’s human try to push

della massività del materiale”.

the limits, I just want to act within those limits, confirming the unique excellence of

La cassaforma a doghe lignee lascia tracce inalienabili nel cemento ancora fresco.

the massiveness of the material.”

Segni che raccontano l’atto di costruire, che nel magistrale equilibrio configurale

The planking of formwork leaves irremovable traces in still fresh concrete. Signs

di Carlo Scarpa assurgono persino a significazione estetica. “Verissimo, anche

that tell of the act of building, which in the masterful configural equilibrium of

il marmo però racconta la sua storia” conclude Luca Scacchetti. “Per Budri,

Carlo Scarpa actually acquire an aesthetic significance. “Very true, though

uno dei massimi intarsiatori del lapideo, sto realizzando a Mirandola, nella città

marble recounts its history,” concludes Luca Scacchetti. “For Budri, one of the

di Pico, la palazzina degli uffici. La facciata è costituita da blocchi sovrapposti dove

most important intarsia inlayers in stonework, I’m designing their office building

i segni che li costellano sono quelli dell’estrazione in cava. Tracce inconfondibili

in Mirandola, the hometown of Pico della Mirandola. The facade consists of

di un imprescindibile processo, ne testimoniano l’iter faticoso. Sono il racconto

overlapping blocks whose markings are the signs left by the quarry workers tools. F StoneMagazine 51


di un’azione così violenta di sottrazione nei confronti della terra e contrastano, nello sviluppo dimensionale della facciata, la serena pacata geometria delle ampie superfici vetrate. Costruire con la pietra vuol dire costruire per l’eternità. Attenzione però, non è minore il fascino quando il progetto si riferisce al design di un prodotto, di un elemento di arredo, sempre che non ‘scimmiotti’ in scala minore valenze che sono proprie delle configurazioni architettoniche. Io penso che disegnare un tavolo, un vaso, un centrotavola, sia importante quanto progettare un edificio, perché entra in gioco un impegno che considero morale, anche se il termine è del tutto fuori moda, una sorta di obbligo all’eleganza. Un oggetto in marmo non può essere ridicolo, bizzarro, men che meno brutto. Il materiale è prezioso, va usato con rispetto agendo millimetrico il controllo della forma. Ogni gesto deve quindi contenere un pensiero”. Le parole di Scacchetti identificano un comportamento, un’etica del progetto che si qualifica nei modi di un’intenzione dichiarata, della ricerca, della sperimentazione più perseguite.

1

Unmistakable traces of a vital process, they testify to the arduousness of the quarrying operations. They are the story of this violent action of removal of the stone from the earth and they contrast, in the dimensional development of the facade, with the serene geometry of the great windows. Building with stone means building for eternity. But the spell is no less when the design is related to a product, a piece of furniture, provided it does not seek to ape the values typical of architectural configurations on a smaller scale. I believe that designing a table, a vase or a centerpiece is as important as designing a building, because it involves what I consider to be a moral commitment, even though the term is unfashionable, a sort of obligation to elegance. A marble object must not be ridiculous or bizarre, still less ugly. The material is valuable, it has to be used with respect, with a painstaking control over the form. Every gesture has to embody a thought.” Scacchetti’s words identify a code of conduct, an ethic of design, whose modes embody an explicit sense of purpose evident in his research, in the experimentation he pursues.

Approfondimenti/See more at Per ulteriori informazioni su Ludovica e Roberto Palomba For more information on Ludovica and Roberto Palomba

1 PARETE IN PIETRA LECCESE realizzata da Pimar per il Fuori Salone 2011 WALL IN LECCE STONE built by Pimar for the Fuori Salone 2011

www.fstone.tv/design

2 HOTEL HILTON GARDEN INN, 2010, particolare della facciata in pietra leccese, Lecce HILTON HOTEL GARDEN INN, 2010, detail of the facade in Lecce stone, Lecce

2


Mi piace cercare di coMunicare con una piccola Magia, il progetto di un tavolo, di un vaso, di una facciata architettonica, la grande inesauribile Magia del Materiale lapideo i like to try and coMMunicate with a little Magic – the design of a table, a vase, an architectural facade – the great inexhaustible Magic of stone Material

1

2

3

1 RIVESTIMENTO IN PIETRA LECCESE realizzata da Pimar per il Fuori Salone 2011 LECCE STONE CLADDING by Pimar for the Fuori Salone 2011

3 HOTEL EOS, 2008, facciata in pietra leccese, Lecce HOTEL EOS, 2008, facade in Lecce stone, Lecce

2 VASCA IN MARMO, 2008, Sandri Leonello MARBLE BATHTUB, 2008, Sandri Leonello

4 PANCA IN PIETRA DI VICENzA, 2011, Grassi Pietre BENCH IN VICENzA STONE, 2011, Grassi Pietre

4

F StoneMagazine 53


ART_ PEOPLE

ARON DEMETZ la seMplice Misura del corpo (da una nota di vittorio sgarbi) the siMple Measure of the body (after a note by vittorio sgarbi)

Pier Giorgio Balocchi Aron Demetz è arrivato a Carrara: come docente di scultura in Accademia, come un giovane lupo uscito dal bosco giù verso la fertile pianura, come un teutonico “oltremontano” visitatore-artista pronto a impressionarci con il suo fresco talento. È entrato scatenando una bufera nel sonnacchioso mondo

1

accademico, e si è agevolmente inserito nell’ambiente della scultura, sulle tracce dei tanti artisti che scelgono di vivere e lavorare sotto le Apuane. Come docente Aron sta raccogliendo intorno a sé un ottimo gruppo di studenti, felici e stimolati dalla sua presenza; come scultore (poiché nonostante la “giovinezza” Aron da anni raccoglie successi ai massimi livelli), i primi marmi stanno sbocciando nei polverosi laboratori carrarini. 1 L’artista The sculptor

Era tempo! Dopo gli anni ruggenti dell’arrivo dell’amico e maestro Floriano Bodini era un bel pezzo che non si vedeva spuntare

2 UOMO-DONNA, 2007, legno e resina di pino, h 175 cm MAN-WOMAN, 2007, wood and pine resin, h 175 cm

un giovane in grado di movimentare interesse tra laboratori e Accademia: e l’ambiente della scultura a Carrara non è per “fiorellini”… Aron Demetz arrived at Carrara as a professor of sculpture at the Academy, like a young wolf descending from the woods to the fertile plain, like a Teuton from beyond the Alps, a guest-artist ready to impress us with his fresh talent. His arrival caused a stir in the sleepy academic world. He fitted easily into the sculptural section, in the footsteps of the many artists who have chosen to live and work in the Apuan Alps. As a teacher Aron is gathering around him an excellent group of students, happy and stimulated by his presence; as a sculptor, despite his relative youth, Aron has for years won accolades at the highest levels and the first marbles are blossoming in the dusty workshops of Carrara. It was high time! After the tumultuous years of the arrival of his friend and teacher Floriano Bodini, it has been a long time since a young artist proved himself so capable of kindling interest in the workshops and the Academy. And the sculptural milieu in Carrara is not for wilting flowers...

F StoneMagazine 54 2


qUELLA SENzA NOME, 2010, legno di tiglio, h 100 cm THE NAMELESS ONE, 2010, linden wood, h 100 cm


ART_PEOPLE

... scolpendo ATTIMI dI pAssIone

F StoneMagazine 56

... sculpTIng InsTAnTs of pAssIon

In altre pagine di questo numero della rivista è composto

Other pages in this issue of the magazine are devoted to a small

un piccolo omaggio a Vangi: e chi visita la mostra a villa Bertelli

tribute to Vangi. Visitors to the exhibition at Villa Bertelli will see

potrà scorgere “molto di Demetz” in una figura femminile in legno

a lot of Demetz in a female figure sculpted in wood by the old

che il vecchio maestro toscano scolpì ormai molti anni fa: così

Tuscan master, carved many years ago. This is typical of sculpture,

è della scultura, che sembra trasmettersi tra generazioni in una

which appears to be transmitted between generations in a magical

magica sequenza in questa terra aspra e piena di schegge

sequence in this harsh land, littered with white splinters, where

bianche dove, appunto, generazioni di scultori si incontrano

generations of sculptors meet and clash, training the young and

e scontrano formando i giovani e scolpendo “attimi di passione”

sculpting “instants of passion” in our beloved marble.

nel nostro amato marmo.

Aaron’s sculptures and his presence here in Carrara seem to

Le sculture di Aron e la sua presenza qui a Carrara sembrano

symbolically close a cycle that began in the seventies of last

simbolicamente chiudere un ciclo iniziato negli anni settanta

century and mark the start of a new one. And it is wonderful

del secolo scorso e aprirne un altro: ed è meraviglioso esserci.

to be here.

L’atelier The workshop


PHOLIOTA DENUNTIANS, 2011, acero e silicone, h 200 cm PHOLIOTA DENUNTIANS, 2011, maple wood and silicon, h 200 cm

NAOMI, 2005, tiglio, h 185 cm NAOMI, 2005, linden wood, h 185 cm

F StoneMagazine 57


ART_ MASTERS

F StoneMagazine 58


VANGI Pier Giorgio Balocchi

VEIO, 2010, bronzo e altri metalli, 182 x 145 x 1130 cm VEIO, 2010, bronze and other metals, 182 x 145 x 1130 cm © Giovanni Ricci Novara, Parigi

toscano, anzi fiorentino, anzi del Mugello: lo scultore internazionale che ha posto il sigillo agli ultimi quarant’anni. giuliano vangi nel maturo fulgore della sua creatività è tutto questo e ovviamente molto di più. vera pietra di paragone per chiunque abbia sognato di diventare scultore nelle ultime due generazioni, l’arcigno maestro, con il volto uscito da un affresco del ghirlandaio, sembra veramente rappresentare tutto quello che un “grande artista” fiorentino è nel sogno di chiunque ami la scultura. e infatti il suo successo è al di là di ogni moda del momento come è ben documentato dalla sua incredibile messe di opere e dal suo geniale e spregiudicato utilizzo di ogni tipo di linguistica plastica. vangi si riappropria di ogni parola del vocabolario utilizzandola per i suoi racconti, tragici o lirici che siano. forgiato in quel parnaso (quella sì, piccola atene...) che fu l’istituto d’arte di firenze, dove una strepitosa schiera di artisti è passata “sui banchi” (e dove si insegnava un mestiere di scultore accademico validissimo), vangi sembra racchiudere in sé con rapace velocità tutto quello che è scultura: avido di nuovi materiali, sublime tecnico nei classici marmi o bronzi, sperimentatore irrequieto e disegnatore instancabile, questo meraviglioso “vecchiaccio toscano” sembra sovrastarci con la sua grandezza, spronandoci tuttavia a lavorare da mattina a sera come faceva un tempo con i suoi allievi e lavorando lui stesso come un ragazzino. ho sempre pensato che donatello, Mino da fiesole o brunelleschi fossero così: occhi duri, poco propensi alle inutili chiacchiere ma ciò nonostante sempre arguti e pronti a qualche “tiro birbone”. omaggi al vangi per questa mostra e per il suo essere com’è.

a tuscan, in fact a florentine, in fact from Mugello. this is the international sculptor who has set the seal of achievement on the last forty years. giuliano vangi in the mature splendor of his creativity is all this, and of course much more. a true touchstone for anyone who has ever dreamed of becoming a sculptor in the last two generations, the gruff master, his face straight out of a fresco by ghirlandaio, seems to truly represent all that a “great florentine artist” is in the dream of anyone who cares for sculpture. in fact his success goes beyond any passing fashion, as is well documented by his astonishing wealth of works and his brilliant and unconventional use of every kind of sculptural language. vangi appropriates every word in the sculptor’s vocabulary, using it in his narratives, whether lyrical or tragic. forged in that parnassus (a veritable minor athens) that is the art institute in florence, where an amazing array of artists has sat in those lecture halls (and which still teaches the valid craft of the academic sculptor), vangi seems to encompass everything that is sculpture with rapacious speed. avid of new materials, a sublime technician in classical marble or bronze, a restless experimenter and tireless draughtsman, this wonderfully tough old tuscan seems to overwhelm us by his greatness, urging us to work from morning to night, the way he once did with his pupils and the way he himself worked as a boy. i have always thought that donatello, Mino da fiesole or brunelleschi were like this: hard-eyed, sparing of words, yet witty and always ready for some rough practical joke. vangi is reaping accolades with this exhibition and for representing what he does.

F StoneMagazine 59


ETRURIA, 2009 (particolare), pietra Etrusca, 245 x 126 x 82 cm

F StoneMagazine 60

ETRURIA, 2009 (detail), Etruscan stone, 245 x 126 x 82 cm


Forte dei Marmi, villa Bertelli, 2 luglio 2011, inaugurazione della mostra “Vangi. Sculture e disegni” Forte dei Marmi, Villa Bertelli, 2 July 2011, opening of the exhibition “Vangi. Sculptures and Drawings”

PER UN NUOVO UMANESIMO Giuliano Vangi al Forte dei Marmi FOR A NEW HUMANISM. GIULIANO VANGI AT FORTE DEI MARMI Massimo Bertozzi Merito di Giuliano Vangi se la tradizione figurativa della scultura italiana è trapassata nel nuovo secolo e nel nuovo millennio, non come un’esperienza storica, ormai definita e conclusa, ma ancora come un terreno di ricerca; con una prospettiva di avvenire, senza dubbio incerta e difficile, ma tutt’altro che scontata, almeno fino a quando l’uomo, con le sue capacità di sentire e di capire, riuscirà a rimanere arbitro, oltre che protagonista, del suo destino, a essere ancora cioè “misura” dell’universo. L’uomo misura il mondo con il suo corpo. Letteralmente, perché dal corpo ha preso le prime unità di misura, il pollice e il piede, la spanna e il braccio, e perché le cose vicine sono lì a due passi, quelle vicinissime a portata di mano, le nostre prime valutazioni sono sempre a colpo d’occhio. Ma soprattutto perché è il nostro corpo a metterci in condizione di sentire con gli altri, di sapere cosa vuol dire avere fame o patire il freddo per esempio, e di sperimentare come il dolore agisca nel profondo, scavando gallerie nell’anima, ma infierendo anche nel fisico e non solo sullo spirito. Mai nel corso della storia il corpo umano è stato sottoposto a tali e tanti sconvolgimenti come nel secolo scorso: in tempi di guerra, dilaniato dalle bombe, asfissiato con i gas, bruciato nei forni, e poi piegato con la tortura, annullato nelle fosse comuni, o anche, in tempi di pace e di progresso, violentato dall’accanimento terapeutico, snaturato dalla sperimentazione genetica. A un certo punto dovette sembrare agli artisti che la semplice rappresentazione di quel corpo non bastasse più a rendere giustizia delle violenze e degli orrori, quasi che per sentire con, e come, il nostro simile non bastasse più cumpatire, soffrire con lui, oltre che per lui. Ma c’è stato anche chi, come Vangi, ha continuato a credere – e a professare – che, soprattutto quando la costruzione dell’immagine sceglie i modi del racconto, per attivare il recupero e la perpetuazione della memoria, il corpo dell’uomo rimanga una straordinaria, e forse unica, unità di misura. Da più parti si dice che il futuro dell’uomo sia incerto. Se non fosse maledettamente vero, ci sarebbe da sorriderne: perché quando mai l’uomo ha avuto davanti un destino senza incertezze? Ma proprio per questa abitudine all’incertezza possiamo confidare nelle capacità di resistenza che l’uomo ha dimostrato in ogni momento della sua storia, e particolarmente in quelli difficili. Vangi scultore è indubbiamente la sintesi di uno straordinario ingegno, che si dispone senza patema a lavorare tanto come un marmoraro, un falegname o un fabbro, quanto come un ebanista, un orafo o un cesellatore.

It is the merit of Giuliano Vangi if the figurative tradition of Italian sculpture has passed into the new century and the new millennium, not as a historical experience, now defined and completed, but still as a field open for experimentation with a view to the future, no doubt uncertain and difficult but far from a foregone conclusion, at least as long as man with his ability to feel and understand remains the arbiter of his own fate as well as the protagonist, the “measure” of the universe. Man measures the world with his body. This is literally true. The earliest units of measurement, the inch and the foot, the span and the fathom, were based on the body and things that are nearby are just “a few steps away” and those very close are “to hand,” and our first assessments are always “at a glance.” But above all because it is the body that enables us to feel with others, to know what it means to experience hunger or cold, for example, and to understand how sorrow delves deep within, undermining the soul, but also the ravaging the body and not just the spirit. Never in the whole of history has the human body been subjected to such afflictions as in the last century: in wartime, torn apart by bombs, asphyxiated with gas, burned in ovens, and broken by torture, lost in common graves, or even, in times of peace and progress, violated by aggressive medical treatment and unnatural genetic experiments. At some point artists must have felt that the simple representation of the body was insufficient to do justice to all the violence and horror, as if to feel with and like our fellow men and women it were no longer enough to feel compassion, to suffer with them as well as for them. But there are also those who, like Vangi, have continued to believe – and profess – that, above all when the construction of the image adopts the modes of narrative, the human body remains an extraordinary and perhaps unique unit of measure in its power to recover and perpetuate memory. In many quarters it is being said that man’s future is uncertain. If this were not profoundly true, we would have to smile. When has mankind’s destiny ever been certain? But precisely because we are inured to uncertainty, we can be confident in the powers of endurance that mankind has shown throughout its history, and particularly in difficult times. As a sculptor Vangi is undoubtedly the synthesis of a remarkable talent. He sets to work without anxieties, rather like a marble worker, a carpenter or a blacksmith, a cabinet maker, jeweler or engraver. F StoneMagazine 61


NON SARÀ PER CASO DUNQUE CHE CI CAPITI DI INTRAVVEDERE NELLE SUE OPERE LE ASPETTATIVE DI UN NUOVO UMANESIMO, MENO SMANCEROSO E SICURO DI SÉ, MA CON UNA INDISTRUTTIBILE FIDUCIA NEL FUTURO. IT IS THEREFORE NO ACCIDENT THAT wE CAN gLIMPSE IN HIS wORkS THE ExPECTATIONS OF A NEw HUMANISM, LESS MAwkISH, MORE CONFIDENT AND wITH AN INDESTRUCTIBLE FAITH IN THE FUTURE.

ULISSe, 2008, granito Najaraian brown, 243 x 121 x 81 cm ULYSSeS, 2008, Najaraian brown granite, 243 x 121 x 81 cm

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PARALLeLePIPeDO ROSSO, 2009 (particolare), granito rosso New Imperial, 260 x 145 x 245 cm ReD PARALLeLePIPeD, 2009 (detail), New Imperial red granite, 260 x 145 x 245 cm

LUCIA, 2008 (particolare), ebano e bosso, 115 x 17,5 cm LUCIA, 2008 (detail), ebony and boxwood, 115 x 17.5 cm

eCCO, Se PeNSIAMO ALLA SOLITARIA MOLTITUDINe DeI SUOI PeRSONAGGI, ALLA LORO ABITUDINe AD AGGIRARSI TRA Le TANTe COMPLICAZIONI DeLL’eSISTeNZA, NON C’È DUBBIO CHe L’IDeA ANTICA, DeLL’UOMO COMe UNICA “MISURA DeL MONDO”,

IF We THINk OF THe SOLITARY MULTITUDe OF HIS FIGUReS, THeIR HABIT OF WANDeRING BeTWeeN THe MANY COMPLICATIONS OF exISTeNCe, THeRe IS NO DOUBT THAT THe ANCIeNT IDeA OF MAN AS THe ONLY “MeASURe OF THe WORLD” HAS FINALLY FOUND,

ABBIA FINALMeNTe RITROVATO, GRAZIe A GIULIANO VANGI, PIÙ CHe UN NUOVO PROFeTA, IL POeTA DI CUI AVeVA BISOGNO

THANkS TO GIULIANO VANGI, NOT JUST A NeW PROPHeT BUT THe POeT THAT IT NeeDeD

Capita sempre più spesso così di pensare a lui come a un artista del Rinascimento, non solo in riferimento a quella straordinaria stagione che ha fatto grande la sua terra di origine, ma anche al Rinascimento di domani, quello che dovrà per forza venire. Per come ama i materiali dell’arte, e per il rispetto che porta alle loro qualità e alla loro natura. e per come confida nella téchne, la capacità di coniugare immaginazione e pratica della scultura. Non sarà per caso dunque che ci capiti di intravvedere nelle sue opere le aspettative di un nuovo Umanesimo, meno smanceroso e sicuro di sé, ma con una indistruttibile fiducia nel futuro. L’uomo di Vangi prende di petto l’immanenza della sua natura; e anche quando si pone di fronte alla portata, spaventosamente grande, dell’universo, non se ne lascia annichilire. In ragione della forza delle sue speranze, delle sue poche certezze, ma soprattutto delle tante domande a cui sente di dover trovare almeno uno straccio di risposta. Prima che venga sera. Contentandosi talvolta di infilarsi semplicemente un cappotto, tirare su il bavero, e andare incontro a quegli inverni dello spirito che, suo malgrado, da più parti sente arrivare. ecco, se pensiamo alla solitaria moltitudine dei suoi personaggi, alla loro abitudine ad aggirarsi tra le tante complicazioni dell’esistenza, non c’è dubbio che l’idea antica dell’uomo come unica “misura del mondo” abbia finalmente ritrovato, grazie a Giuliano Vangi, più che un nuovo profeta, il poeta di cui aveva bisogno.

He is increasingly thought of as a Renaissance artist, not only because of the extraordinary season that made his homeland great but also because of the Renaissance of tomorrow, that which will undoubtedly come. Because of the way he loves the materials of art and the respect he feels for their qualities and their nature. And because of his faith in techné, the ability to combine imagination with the practice of sculpture. It is therefore no accident that we can glimpse in his works the expectations of a new Humanism, less mawkish, more confident and with an indestructible faith in the future. Vangi’s man frankly faces the immanence of his nature. And even when faced with the frighteningly great range of the universe, he refuses to allow it to annihilate him. Because of the strength of his hopes, his few certainties, but above all because of the many questions to which he feels he must find at least the shred of an answer before nightfall. Sometimes simply being content to put on his coat, pull up his collar, and go out to encounter those winters of the spirit that, in spite of himself, he feels coming from many directions. If we think of the solitary multitude of his figures, their habit of wandering between the many complications of existence, there is no doubt that the ancient idea of man as the only “measure of the world” has finally found, thanks to Giuliano Vangi, not just a new prophet but the poet that it needed.

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ART_ PEOPLE

Lucrezia De Domizio Durini Attraverso le sue sculture di pietra, Renzo Tieri parla la lingua della terra. Compagno di viaggio di molti artisti italiani degli anni settanta, del concettuale e dell’arte povera, sceglie volutamente il silenzio del piccolo paese nativo, Bolognano, per vivere la natura e l’arte nei loro più profondi significati di intensa riflessione equilibrata e liberatoria. Con Joseph Beuys, in tempi non sospetti, Renzo Tieri condivide azioni, discussioni ed eventi storici irripetibili. Bolognano è il luogo fantastico, incontaminato che il maestro tedesco, tra i più significativi ed emblematici personaggi dell’arte mondiale del secondo dopoguerra, ha eletto sua seconda patria per la famosa operazione Difesa della Natura, definendo questo piccolo pezzo di terra ormai internazionalmente conosciuto, il “Paese della cultura nella natura”. Il borgo sovrasta un magico canyon, dove secolari caverne rocciose segnano storia e leggende… Il fiume Orta sottostante scorre limpido tra una folta verdeggiante vegetazione di alberi e arbusti, sassi corrosi dal tempo… un tempo che appartiene all’uomo. Un teatro naturale e umano, infinito, dove il pensiero ricostruisce i ricordi e rende la memoria specchio del reale.

Through his stone carvings, Renzo Tieri speaks the language of the earth. A traveling companion of many Italian artists in the seventies, representatives of Conceptual Art and Arte Povera, he has deliberately chosen the silence of his small native village, Bolognano, to experience nature and art in their most profound significances of intense and balanced liberating reflection. With Joseph Beuys, in early times, Renzo Tieri shared actions, discussions and unrepeatable historical achievements. Bolognano is a fantastic, unspoilt place, where the German master, one of the most significant and emblematic figures in the art world since World War II, made his second home and where he embarked on his famous operation Defense of Nature, describing this small piece of land now internationally renowned as the “land of the culture of nature.” The village overlooks an enchanting gorge with ancient rocky caverns that enshrine history and legends. The Orta river below flows clear between the dense green vegetation of trees and shrubs, with boulders corroded by time, a time that belongs to mankind. It is an endless natural and human theater where thought reconstructs memories and makes memory the mirror of reality.

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VOx

Foto/Photos: Gino di Paolo

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ART_PEOPLE

L’antica pietra è il cardine portante del lavoro di Renzo Tieri quale materia di tradizione archetipa. È nella pietra e con la pietra che l’uomo fronteggia i silenzi della storia, scopre le proprie origini, comprende i mutamenti, costruisce il carattere e lo spirito delle epoche, misura la creatività e interpreta il processo dell’evoluzione umana. La pietra è per Renzo Tieri la zona consolidata dell’essere, la base e le fondamenta della condizione sociale in cui si solidificano le stratificazioni del singolo e del collettivo, nella pietra l’artista ricerca un’antropologia di osservazioni dove la parte materiale dell’uomo è partecipe delle logiche sociali e storiche. Le forme sono ritrovate e ricercate. L’artista, nell’integrità originaria della forma, incastona come diamanti frammenti di puro cristallo, integrando sempre tra l’antica pietra e la materia trasparente l’elemento fluido dell’olio consumato, bruciato dal progresso industriale della macchina moderna. Una metafora che attraversa l’organizzazione dell’uomo, dell’umanità. Una simbologia che sedimenta antropologicamente il passato – pietra: materia/forma, cristallo: pensiero/trasparenza – e pone l’essere in analisi comparata con le realtà del tempo presente – olio combusto: progresso/scienza/coscienza/conoscenza. Le sculture di Renzo Tieri sono forti, pesanti, dure, ma nel contempo si offrono a una visione equilibrata, sensoriale, oserei dire divinatoria. In esse traspare l’intera essenza del mondo in cui l’homo faber, unico vero imprenditore e misuratore di se stesso nei confronti diretti con la società, si fa artefice e partecipa all’intero universo. Non si parla di studio dell’antropologia o di forme volumetriche: la proposta oltrepassa le soglie dei codici acquisiti dalle varie dottrine, filosofie e metodologie. L’uomo diviene specchio dell’uomo, gli atti creativi sono eventi del mondo ove l’uomo-artista è l’artefice del pensiero totale dell’umanità. La ricerca di Renzo Tieri avviene sempre nella natura del suo territorio, il luogo sacro dell’arte. Una natura forte, presente costantemente nel suo lavoro così come la trasparenza di una coscienza sana diviene regolarmente eco-interlocutrice dei luoghi dell’arte e della vita. L’artista elabora non soltanto in forma simbolica o concettuale le sue sculture, ma principalmente le emblematizza in continua sperimentazione percettiva amalgamandole con le esigenze vitali dell’uomo e della cultura universale. La titolazione delle sue opere come Anima, Simbiosi, Vis, Paradise e altre appartiene a un linguaggio la cui genesi si rende partecipe del presente rispettando il futuro. L’evoluzione continua del lavoro di Tieri appartiene alla struttura della sua crescita culturale. La pietra è parte integrante di una ricerca costante di verità che l’artista, viaggiatore solitario, trova nella realtà della natura e nell’uomo, quale unica fonte esistenziale dell’essere. Nei progetti delle sculture di Renzo Tieri è pienamente leggibile il disegno di un percorso che oltrepassa il puro stato rappresentativo e va a toccare la spiritualità dell’uomo, la sublimazione dell’universalità dell’arte: solo la potenza della pietra può essere simbolo di costruzione materiale e trascendentale per un futuro armonico della società. Il messaggio è rivolto al miglioramento di un mondo avido, consumato, strinato, bruciato dall’effimero proprio come il suo olio che circonda e si inserisce nella dura pietra. Ma è pur vero che proprio in quel fluido oscuro e magico risiede ancora l’energia vitale per il rinnovamento della cultura sociale. Una scultura-cultura come il mondo, un vetro trasparente come la realtà, un’antica pietra forte come la verità. In questo sottile e arduo lavoro l’artista Renzo Tieri tenta di restituire all’uomo, attraverso la pietra, il desiderio e l’amore cosmico di un mondo in cui è ancora possibile vivere l’emozione del grand feu.

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The ancient stone is the centerpiece of Renzo Tieri’s work as a material of the archetypal tradition. It is in stone and with stone that man confronts the silences of history, discovers his own origins, understands changes, builds the character and spirit of the ages, and measures and interprets the creative process of human evolution. To Renzo Tieri stone is the consolidated zone of being, the basis and foundation of the social condition, in which are solidified the stratifications of the individual and society. In stone the artist seeks an anthropology of observations where the material part of man shares in the logics of society and history. Forms are rediscovered and researched. The artist, in the original integrity of form, embeds fragments of pure crystal like diamonds, always integrating ancient stone and the transparent material the fluid element of oil consumed, burned by the industrial progress of the modern machine. A metaphor that runs through the organization of man, of humanity. A symbolism that settles the past anthropologically – stone: matter/form, crystal: thought/transparency – and places the being in comparative analysis with the realities of the present time – burnt oil: progress/science/ consciousness/knowledge. Renzo Tieri’s sculptures are strong, heavy, hard, but at the same time they present a balanced, sensory and one might even say divinatory vision. In them one sees the whole essence of the world in which homo faber, the only true entrepreneur and measurer of himself in direct confrontation with society, becomes artificer and participates in the whole universe. There is no talk of the study of anthropology or volumetric forms: his work goes beyond the thresholds of the codes acquired by the various doctrines, philosophies and methodologies. Man becomes the mirror of man; creative acts are events in the world where the man-artist is the artificer of the total thought of humanity. Renzo Tieri’s research always occurs in the nature of his territory, the sacred place of art. Nature is strong, constantly present in his work, just as the transparency of a healthy conscience becomes a regular eco-interlocutor of the places of art and life. The artist elaborates his sculptures not only in symbolic or conceptual forms but principally emblematizes them in continuous perceptive experimentation, amalgamating them with the vital needs of humanity and universal culture. The titles of his works, such as Soul, Symbiosis, Vis, Paradise and others, belong to a language whose genesis is made to participate in the present while respecting the future. The continuous evolution of Tieri’s work belongs to the structure of his cultural growth. Stone is an integral part of the constant quest for truth that the artist, a solitary traveler, locates in the reality of nature and humanity, as the only existential source of being. Renzo Tieri’s sculptural projects make fully legible the design of a path that goes beyond the pure representative state and touches on the spirituality of man, the sublimation of the universality of art. Only the power of stone is capable of being the symbol of the material and transcendental construction of a harmonious future for society. The message is directed at the betterment of a greedy world, consumed, singed, burned by the ephemeral like his oil, which surrounds and seeps into the hard stone. But it is also true that in that dark and magic fluid there still resides the vital energy for the renewal of social culture. A sculpture-culture like the world, glass as clear as reality, an ancient stone as strong as truth. In this subtle and arduous work the artist Renzo Tieri seeks to restore to humans through stone the cosmic desire and love of a world in which we can still feel the thrill of le grand feu.


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1 LABIRINTO

2 LOGOS

3 ABARIDe

Foto/Photos: Gino di Paolo

4 eROS

5 eOS

6 MAGNUM

7 VOx

8 MAGNITUDO

9 IMMORTALe

10 MOTUS

11 VIS


ART_PEOPLE

UN PeZZO DI TeRRA CHe SI CHIAMA BOLOGNANO A PIeCe OF LAND CALLeD BOLOGNANO

Testimonianza di Pierre Restany per Renzo Tieri, Milano, febbraio 2004 Testimony by Pierre Restany for Renzo Tieri, Milan, February 2004

Renzo Tieri ha vissuto come testimone la grande avventura di Joseph Beuys, ha visto emergere anche il concetto sintetico della casa di Lucrezia. Ha sperimentato il passaggio degli artisti, della storia, dell’arte. In questo luogo magico, Tieri, artista solitario, ha saputo inserire la traccia della sua continuità affettiva, mentale e spirituale e, amalgamando un vissuto alla sua creatività, è divenuto partecipe della storia di questo pezzo di terra d’Abruzzo. Le sue opere sono dei discorsi in tre parti. L’artista sceglie le pietre antiche come base geografica, strutturale ed essenziale del suo discorso sintetico; pietre antiche, traccia organica della sua presenza sulla terra, sulla sua terra. Renzo Tieri aggiunge un elemento di cristallo, di purezza mentale e di apertura su una visione ampliata dell’essere, più vicina alla leggerezza dei pensieri quando sono più ancora concettualizzati e aderenti alla realtà. La terza parte del suo discorso si rivolge alla nostra contemporaneità. È l’olio bruciato delle macchine. L’olio consumato che avvolge o circonda, tocca o si inserisce, comunque si infiltra sempre nella pietra.

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Renzo Tieri has lived as a witness to the great adventures of Joseph Beuys. He has seen the emergence of the synthetic concept of Lucretia’s House. He has experienced the passage of artists, history and art. In this magical place, Tieri, a solitary artist, has succeeded in inserting the trace of his emotional, mental and spiritual continuity and by mingling his experience with his creativity he has become a participant in the history of this piece of land in Abruzzo. His works are discourses in three parts. The artist selects old stones as the geographical, structural and essential basis of his synthetic discourse. Old stones, an organic trace of his presence on earth, on his earth. Renzo Tieri adds a crystal element, of mental purity and openness toward an enlarged vision of being, closer to the lightness of thoughts when they are still more conceptualized and grounded in reality. The third part of his discourse is addressed to our contemporaneity. It is the burnt machine, used oil that envelops or surrounds, touches or is inserted, or at any rate always seeps inside the stone.


BIO Renzo Tieri è nato e lavora a Bolognano in provincia di Pescara.

Renzo Tieri was born and works at Bolognano in the province of

Dal 1971 insegna discipline pittoriche presso il liceo artistico statale

Pescara.

G. Mistioni di Pescara. Dal 1970 al 1975 affianca Cristina Mannucci

In 1971 he began to teach painting at the G. Mistioni art school in

alla direzione della Galleria 818.

Pescara. From 1970 to 1975 he assisted Cristina Mannucci in the

Nel 1974 a Pescara incontra Joseph Beuys. Nel 1976 con il maestro

running of Galleria 818.

tedesco collabora alla realizzazione di Aratura Biologica a San

In 1974 he met Joseph Beuys in Pescara. In 1976 he collaborated

Silvestro Colli e nel 1980 alla Piantagione Paradise a Bolognano.

with the German master on the creation of Biological Plowing at San

Nel 1984 affianca Joseph Beuys durante la realizzazione dell’opera

Silvestro Colli and in 1980 on Plantation Paradise at Bolognano. In 1984

Olivestone, esposta alla Fiac di Parigi, al Castello di Rivoli Museo d’Arte

he worked with Joseph Beuys on the creation of the Olivestone project

Contemporanea, e oggi donazione alla Kunsthaus di Zurigo (1993).

exhibited at the FIAC in Paris, at the Castello di Rivoli Contemporary Art

Fin dal primo incontro con Beuys partecipa attivamente all’operazione

Museum and today on donation at the kunsthaus Zurich (1993).

Difesa della Natura e collabora con Lucrezia De Domizio Durini

From his first encounter with Beuys he took an active role working

al progetto di Intercomunicazione Culturale, tuttora in corso, tenendo

on the Defense of Nature operation and with Lucrezia De Domizio Durini

stage sulla salvaguardia della natura e la difesa dei valori umani.

on the ongoing Cultural Intercommunication project, holding courses

Dalla morte di Beuys (1986) presta assistenza culturale e tecnica

on nature conservation and the protection of human values.

al proseguimento attivo del progetto della Piantagione Paradise

Since Beuys’s death (1986) he has given cultural and technical support

a Bolognano. Collabora con la rivista “RISK-Arte Oggi” di Milano.

to the continuation of the Plantation Paradise project at Bolognano. He

La ricerca artistica di Tieri guarda alla sacralità laica e religiosa

also contributes to RISK-Arte Oggi magazine based in Milan.

e i materiali – pietra antica, cristallo e olio combusto – delle sue opere,

Tieri’s artistic research is based on secular and religious sacredness. His

tanto amate e più volte descritte dal critico storico Pierre Restany,

works are much loved and often described by the critic Pierre Restany,

con il quale ha intrapreso importanti operazioni, rappresentano

with whom he has undertaken important operations. The materials

pienamente la metafora di una sedimentazione antropologica in analisi

he favors – old stone, crystal and burnt oil – are metaphors for an

comparata con il tempo presente.

anthropological sedimentation of a comparative analysis of the present time.

Una metafora che rappresenta la minaccia latente di una continuità che penetra in ogni pensiero puro. Viviamo purtroppo in un mondo dove il presente è minaccia e il passato nostalgia di ricordi, sempre ai limiti dell’impossibile. Devo dire che questo richiamo all’integrità del pensiero è un rievocare una nuova visione della presenza dell’essere nel mondo. È una realtà che dona all’operato di Renzo Tieri il senso del suo lavoro, della sua scultura forte, ma nel contempo umana, eterna, equilibrata. Una scultura che partecipa agli uomini, nella sua purezza, gli atti di fede della sua propria presenza nel mondo. Sono elementi senza nessun segreto, che Renzo Tieri dona all’arte quale messaggio d’integrità. elementi emblematici che nascono e vivono insieme in questo pezzo di terra che si chiama Bolognano.

A metaphor that represents the latent threat of a continuity that penetrates into every pure thought. Regrettably we live in a world where the present is the threat and the past nostalgia of memories, always on the verge of the impossible. I must say that this summons to integrity of thought is an evocation of a new vision of the presence of being in the world. It is a reality that gives the work of Renzo Tieri the sense of his achievement, of his sculpture which is strong but at the same time human, eternal, balanced. A sculpture that, in its purity, shares with men the acts of faith of its presence in the world. They are elements without any secrecy, which Renzo Tieri confers on art as a message of integrity. emblematic elements that are born and live together in this piece of land called Bolognano.

(Tratto da L. De Domizio Durini, La natura nella scultura, Renzo Tieri, Silvana, Milano 2004)

(From L. De Domizio Durini, La natura nella scultura, Renzo Tieri, Silvana, Milan 2004)

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Monaco is a unique place that offers its own challenges from Belle Epoque to modern apartment blocks, our experience of integrating the old and the new allows us to combine bespoke solutions with creative design.

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TECH-MATTERS_ GEOLOGY

LE NORME TECNICHE PER LE PIETRE NATURALI

TECHNICAL STANDARDS FOR NATURAL STONE

LA MARCATURA CE E’ OBBLIGATORIA ANCHE PER I MATERIALI LAPIDEI, LIMITATAMENTE AI PRODOTTI FINITI. I VALORI RIPORTATI SI RIFERISCONO AI REQUISITI RICHIESTI DALLA DIRETTIVA SUI PRODOTTI DA COSTRUZIONE. INTERNAZIONALE MARMI E MACCHINE HA REALIZZATO UN SOFTWARE CHE PERMETTE DI ESEGUIRE CORRETTAMENTE LA MARCATURA. THE CE MARKING IS COMPULSORy ALSO FOR STONE MATERIALS, BEING APPLIED ONLy TO FINISHED PRODUCTS. THE SPECIFICATIONS REFER TO ESSENTIAL REQUIREMENTS ACCORDING TO THE CONSTRUCTION PRODUCT DIRECTIVE. INTERNAZIONALE MARMI E MACCHINE HAVE DEVELOPED A SPECIFIC SOFTWARE ENABLING THE MARKING TO BE PERFORMED CORRECTLy

Paola Blasi A differenza di anni fa, quando si ricorreva alla caratterizzazione tecnica delle pietre naturali solo su esplicita richiesta del committente, oggi la situazione è decisamente cambiata in tutto il mercato interno europeo. Analogamente a quanto previsto per tutti i prodotti da costruzione, anche le pietre naturali per essere immesse nel mercato europeo (compreso quello della nazione dove sono prodotte) devono essere marcate CE. L’obbligatorietà riguarda solo i prodotti finiti (lastre per pavimentazioni esterne, cubetti, cordoli, lastre per rivestimenti verticali, lastre per pavimenti e scale e marmette modulari), ma sarebbe auspicabile che anche blocchi e lastre grezze fossero venduti accompagnati da una scheda di caratterizzazione per agevolare le imprese di trasformazione sulle quali ricade l’onere della marcatura CE. La marcatura consiste infatti in due fasi: la prima riguarda la caratterizzazione della materia/prodotto che viene lavorato (ITT Initial Type Testing - prove iniziali di tipo) e la seconda nel controllo di produzione in fabbrica (FPC Factory Production Control). Una volta terminate le procedure del caso, l’azienda è in grado di marcare correttamente il prodotto. I valori riportati in marcatura si riferiscono ai requisiti essenziali, soprattutto di sicurezza, richiamati dalla Direttiva europea sui prodotti da costruzione (89/106) che verrà presto sostituita da un analogo Regolamento (2011/305), strumento legislativo ancora più vincolante della direttiva. Per agevolare le imprese lapidee, l’Internazionale Marmi e Macchine ha realizzato, assieme a una squadra di professionisti, un software specifico che permette di eseguire correttamente la marcatura in linea con quanto stabilito dal Rapporto tecnico UNI/TR 11351 “Istruzioni complementari per l’applicazione della marcatura CE sulle pietre naturali”. Dal canto loro, progettisti, direttori di cantiere e anche gli utilizzatori finali europei devono controllare, analogamente a quanto previsto per molti altri prodotti del settore costruzioni, la presenza di tale marcatura sia sotto forma di etichetta

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Unlike some years back, when the technical specifications of natural stone would only be furnished at the express request of a customer, now the situation has changed considerably throughout the European internal market. As for all other construction materials, natural stone has to be CE marked to be sold on the European market (including the country of origin). The obligation applies only to finished products (slabs for outdoor paving, cubes, curbing, slabs for wall facing, slabs for flooring and modular wall tiles), but it would be highly desirable to extend it to raw blocks and slabs to be sold accompanied by specifications facilitating the fabrication companies which bear responsibility for CE markings. The markings consist of two phases: the first concerns the specifications of the material/product (ITT Initial Type Testing) that is fabricated and the second the control carried out in the factory responsible for production (FPC Factory Production Control). After completing the appropriate procedures, the company is able to mark the product correctly. The specifications contained in the markings refer to the essential requirements, particularly concerning safety, enforced by the European Construction Products Directive (89/106) which will soon be replaced by a similar Regulation (2011/305), an even more binding legislative instrument than the directive. To facilitate stone producers, Internazionale Marmi e Macchine has worked with a team of professionals to produce special software that makes it possible to correctly perform the marking in compliance with the provisions of the Technical Report UNI/TR 11351 “Additional Provisions For The Application Of CE Marking On Natural Stones.” For their part, European designers, construction directors and end users ought also to check for the presence of these markings both in the form of a label and a declaration of conformity, as is requisite for many other products in the construction sector.


LE PIETRE NATURALI PER ESSERE IMMESSE NEL MERCATO EUROPEO (COMPRESO qUELLO DELLA NAzIONE DOvE SONO PRODOTTE) DEvONO ESSERE MARCATE CE NATURAL STONE HAS TO BE CE MARkED TO BE SOLD ON THE EUROPEAN MARkET (INCLUDING THE COUNTRy OF ORIGIN)

che di dichiarazione di conformità. I dati riportati nella marcatura si riferiscono sia a una corretta denominazione del prodotto che alle sue caratteristiche fisico-meccaniche in funzione della destinazione d’uso. La resistenza allo scivolamento, per esempio, andrà dichiarata per le pavimentazioni ma non per i rivestimenti verticali, come la resistenza al gelo solo per le applicazioni in esterno in Paesi freddi. La resistenza alla flessione e la massa volumica apparente vengono dichiarate su quasi tutti i prodotti. I metodi di prova, come le norme di prodotto, si rifanno agli standard europei EN (European Norm) che ormai da alcuni anni hanno rimpiazzato i riferimenti normativi dei singoli stati membri. Non esistono più quindi le normative tedesche DIN o quelle inglesi BSI ma, nell’ottica della rimozione delle barriere commerciali per favorire l’industria e i consumatori europei, ci si riferisce solo alle EN.

The data furnished in the markings contain both the correct name of the product and its physical and mechanical properties in relation to the intended use. Slip resistance, for example, will be specified for flooring but not for wall facings, and resistance to freezing will only be shown for outdoor applications in cold countries. Flexural strength and apparent density are declared on almost all products. The test methods and product standards are based on the European Norms (EN), which for some years now have replaced the regulatory legislation of individual member states. Hence the German DIN regulations or the British BSI no longer exist, but the EN now provides a standard frame of reference with a view to the removal of trade barriers to encourage industry and consumers. The attached table shows the lists of European product norms, the standard

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TECH-MATTERS_GEOLOGY

Nella tabella allegata si riportano gli elenchi delle norme europee di prodotto, di quelle terminologiche e dei metodi di prova. I test per la caratterizzazione dei materiali/prodotti consentono, nel caso sia necessario, di approfondire la conoscenza del comportamento delle pietre in particolari condizioni applicative in aggiunta a quanto riportato dai dati della marcatura CE. Nel caso di progetti di notevole entità o di particolare pregio è raccomandabile eseguire dei test ad hoc per verificare la conformità del materiale/prodotto alle condizioni d’impiego. Le norme europee sono applicate all’interno dei ventisette Paesi membri dell’Unione europea e in Croazia, Islanda, Norvegia e Svizzera. Inoltre sempre più spesso anche in altri Paesi, per esempio persino in alcuni stati africani, viene richiesta la conformità di prodotto agli standard europei per i prodotti ivi importati. Le norme europee per le pietre naturali sono state predisposte e vengono tuttora aggiornate e ampliate per seguire le richieste del mercato da un gruppo di esperti europei provenienti dall’industria, dal mondo delle università e dei laboratori tecnologici. Il Comitato in questione è il CEN TC 246 - Pietre naturali, che è composto da tre gruppi di lavoro/Working Group (WG1 per la terminologia, WG2 per i metodi di prova e WG3 per le norme di prodotto). Esiste anche un quarto WG che è un gruppo congiunto fra le pietre naturali e il cemento prefabbricato che si occupa di pietre agglomerate (prodotto artificiale composto da frammenti di pietra o altri materiali immersi in una pasta di fondo cementizia o resinosa). La segreteria di questo comitato tecnico è detenuta dall’Italia tramite il nostro Ente Nazionale di Unificazione UNI (www.uni.com). All’interno di UNI opera un gruppo di lavoro nazionale sui lapidei, che oltre a seguire i lavori di normazione europea, predispone alcuni documenti per il mercato italiano, come la UNI 11322 “Rivestimenti lapidei per pavimentazioni - Istruzioni per la progettazione, la posa e la manutenzione”. Un analogo documento, riguardante i rivestimenti lapidei di superfici verticali e soffitti, è attualmente in fase di definizione. A breve inizieranno anche i lavori per predisporre una norma sui ripiani in pietra naturale per bagni e cucine e un capitolo ad hoc sui piatti doccia da inserire nella norma generica di prodotto europea (EN 14527 Shower trays for domestic purposes). In attesa che vengano sviluppate norme specifiche ISO (Organizzazione internazionale per la normazione) che avranno valenza internazionale, al momento F StoneMagazine 74

terminology norms and test methods. The tests for the specifications of materials/products make it possible, where necessary, to understand the behavior of different types of stones in particular conditions of use in addition to the data supplied by the CE marking. In the case of projects of considerable magnitude or of particular value it is advisable to conduct specific tests to verify compliance of the material/product under the conditions of use. European standards apply in the 27 EU member states and Croatia, Iceland, Norway and Switzerland. They also apply increasingly in other countries. For example, some African states also require compliance with European standards for imported products. The European standards for natural stone were drafted and are updated and extended to follow the demands of the market by a group of European experts from industry, the universities and technology laboratories. The Committee in question, the CEN TC 246-Natural Stones, consists of three Working Groups (WG1 for terminology, WG2 for test methods and WG3 for product standards). There is also a fourth WG which is the joint group between natural stone and precast concrete. It is responsible for stone agglomerates (artificial products made of crushed stone or other materials in a cement or resin matrix). The Secretariat of this Technical Committee is held by Italy through our Ente Nazionale di Unificazione (UNI) or National Standards Body (www.uni.com). Within UNI a national working group on stone products not only monitors the drafting of European standards but also drafts documents for the Italian market, such as UNI 11322 “Stone Floor Coverings - Guidelines for Design, Installation and Maintenance.” A similar document, dealing with the stone facings for vertical surfaces and ceilings, is currently being finalized. Work also will begin shortly on the drafting of a standard for shelving in natural stone for kitchens and bathrooms and a chapter specifically for shower trays to be included in the European general product standard (EN 14527 Shower Trays For Domestic Purposes). Pending the development of specific standards by the ISO (International Standardization Organization), which will be valid internationally, currently in non-European countries the best known and most widely applied standards for natural stone are the ASTM, created by ASTM International, the undisputed leader in international voluntary standards (www.astm.org).


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TECH-MATTERS_GEOLOGY

in ambito extra-europeo le regolamentazioni per la pietra naturale più conosciute e applicate sono quelle create da ASTM International, il leader indiscusso nella normazione internazionale su base volontaria (www.astm.org). Il Comitato ASTM che redige e aggiorna le norme per la pietra naturale è il C 18 - Dimension Stones. Nella tabella sono riportate le norme tecniche elaborate a oggi. queste norme, oltre che nel mercato americano, vengono applicate in molti Paesi asiatici e del Medio Oriente. Un argomento che riguarda alcune pietre naturali e a cui la normazione internazionale sta cercando d’interessarsi è la radioattività. Periodicamente infatti viene sollevato il problema della radioattività dei graniti che genera timori ingiustificati fra gli utilizzatori. La radioattività presente nei locali in cui si soggiorna è infatti dovuta soprattutto alle condizioni ambientali (aria/acqua) e non può essere limitata solamente alla verifica delle caratteristiche delle pietre. Per questa ragione a livello europeo un apposito comitato tecnico – il CEN TC 351 “Prodotti da costruzione: rilascio di sostanze pericolose” e in particolare il gruppo di lavoro WG3 “Radioattività” – sta iniziando a predisporre un metodo di prova per misurare l’emissione gamma (che è collegata al decadimento radioattivo) di tutti i prodotti da costruzione, incluse le pietre naturali. La norma si ispirerà alla UNI 10797 “Radionuclidi naturali nei materiali da costruzione - Determinazione mediante spettrometria gamma ad alta risoluzione”, che al momento rappresenta il documento di riferimento per chi voglia testare i propri prodotti destinati ai quei mercati (come alcuni Paesi dell’Europa dell’Est) in cui viene richiesta (più per motivi di vincolo commerciale, che di salute pubblica) tale certificazione. Un altro tema che le norme tecniche per le pietre naturali dovranno presto prendere in considerazione è quello della sostenibilità. Da sempre l’utilizzo della pietra è legato alla sua durabilità e alle caratteristiche termiche, di resistenza e pulibilità. Con l’introduzione del nuovo Regolamento europeo sui prodotti da costruzione (305/2011) verrà inserito un nuovo requisito da rispettare che è quello della sostenibilità. questo renderà indispensabile dimostrare in maniera chiara che le pietre naturali possono contribuire significativamente alla Green Architecture per evitare che prodotti molto meno naturali possano alla fine essere definiti più sostenibili. F StoneMagazine 76

The ASTM Committee that drafts and maintains standards for natural stone is C18 - Dimension Stones. The table shows the technical standards developed to date. These standards apply not only to the American market but also to many countries in Asia and the Middle East. An issue concerning some kinds of natural stone, which the international standards organizations are trying to deal with, is radioactivity. Periodically there arises the question of radioactivity in granites, generating unjustified fears among users. Radioactivity present in rooms where people stay is principally due to environmental conditions (air/water) and cannot be limited only to testing the characteristics of stones. For this reason, in Europe a special Technical Committee, CEN TC 351 “Construction Products: Release of Dangerous Substances” and in particular the working group WG3 “Radioactivity” is starting to develop a test method for measuring gamma emissions (which are related to radioactive decay) for all construction products, including natural stone. The standard will be based on UNI 10797 “Natural Radionuclides In Building Materials - Determination By High-Resolution Gamma Spectrometry,” which currently constitutes the reference document for those wishing to test their products for these markets (as well as certain countries in Eastern Europe) in which this certification is requisite (more as a form of trade restriction than for the sake of public safety). Another issue that the technical standards for natural stone will soon have to deal with is sustainability. Stone has always been used for the sake of its durability and thermal properties, resistance and cleanability. The introduction of the new European Regulation on Construction Products (305/2011) will enforce a new requirement to comply with sustainability. This will make it essential to demonstrate clearly that natural stone can contribute significantly to Green Architecture while preventing far less natural products from being defined as more sustainable.


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sinergia

s a n l o re n z o y a c h t . c o m

T h e s e c r e t o f o u r s u c c e s s i s a w h i t e s h e e t o f p a p e r.


S L 104

That is the carte blanche that we give to all our owners.

Ta i l o r M a d e

R o m a - Ve n e z i a - Antibe s - M onte Ca rlo - M a llorc a - H am b ur g - M ün ch en - S uko šan - Ft . Lau d erd al e - N ew Yor k - M éxico C it y - Mo sco w - D u bai


ON THE SEA_ STYLE

Roberto Franzonii

“SOLO CON I MARMI GLI ENORMI SPAZI DELLE NAVI DIVENTANO PREZIOSI” GIÀ SUI GRANDI TRANSATLANTICI DEL NOVECENTO FAMOSI ARCHITETTI E ARTISTI AVEVANO ESPRESSO FARAONICA CREATIVITÀ REALIZZANDO SONTUOSI PALAZZI NAVIGANTI. OGGI SULLE NAVI DA CROCIERA, CONCENTRATO DI PURO DIVERTIMENTO, ARCHITETTI CONTEMPORANEI HANNO DATO VITA A CITTÀ GALLEGGIANTI ESPRESSIONE DI LUSSO TOTALE. FURRER HA RIVESTITO DI MARMI DI OGNI TIPO PIÙ DI VENTI GIGANTESCHE NAVI

“MARBLE ALONE MAKES THE HUGE SPACES OF SHIPS PRECIOUS” ALREADY IN THE GREAT ATLANTIC LINERS OF THE 20TH CENTURY RENOWNED ARCHITECTS AND ARTISTS EXPRESSED A SUMPTUOUS CREATIVITY BY FASHIONING SPLENDID SAILING PALACES. TODAY ON CRUISE SHIPS, CONCENTRATES OF PURE FUN, CONTEMPORARY ARCHITECTS HAVE CREATED FLOATING CITIES AS THE EXPRESSION OF TOTAL LUXURY. FURRER HAS FACED MORE THAN TWENTY OF THESE GIANT SHIPS WITH MARBLE OF ALL KINDS F StoneMagazine 80


LA CANTIERISTICA ITALIANA, DOPO IL SUCCESSO DEL REx E DI ALTRE STRAORDINARIE NAVI COME L’ANDREA DORIA E LA LEONARDO DA VINCI, EBBE NELLA MIChELANGELO E NELLA GEMELLA RAFFAELLO LE SUE PUNTE DI DIAMANTE VARATE NEGLI ANNI SESSANTA. FOLLOWING ThE SUCCESS OF ThE REX AND OThER GREAT LINERS LIKE ThE ANDREA DORIA AND LEONARDO DA VINCI, ThE ITALIAN ShIPBUILDING INDUSTRY REAChED ITS APEx WITh ThE MICHELANGELO AND ITS SISTER ShIP ThE RAFFAELLO, WhICh WERE LAUNChED IN ThE SIxTIES.

Nel Novecento i cantieri europei, e in particolare quelli italiani, produssero una nutrita serie di transatlantici, che divennero noti in ambito internazionale per la tecnica, la qualità costruttiva e il comfort di viaggio. La specializzazione, in realtà, nacque anche a causa del rilevante flusso di emigranti che da alcuni paesi dell’Europa raggiungevano le Americhe alla ricerca di opportunità di lavoro. I transatlantici erano suddivisi in “classi”, di cui la prima era destinata ai viaggiatori per diletto e ai Vip dell’epoca, la seconda ai viaggiatori professionali, mentre la terza era destinata agli emigranti, spesso costretti a viaggiare in condizioni di grave disagio, stipati sottocoperta e ammessi a spazi esterni ristretti e rigorosamente separati dal resto della nave. I transatlantici offrivano condizioni di estremo lusso per i viaggiatori più fortunati ed è su questi “giganti del mare” che salgono a bordo grandi architetti e artisti che importano sulle navi sontuose decorazioni, material preziosi, opere importanti, ma anche piscine, verande, saloni da ballo, negozi. Il piano generale degli interni della Saturnia, destinata in origine alla rotta dell’America del Sud, per esempio, era stato affidato all’architetto triestino Arduino Berlam che all’epoca promosse un rinnovamento stilistico nel campo degli arredi navali. Le cabine di classe Lusso erano dotate ciascuna di veranda privata aperta sul mare, una novità assoluta nell’architettura delle navi passeggeri. Lo Studio Coppedè fu invece incaricato di realizzare gli arredi del salone da pranzo e del salone delle feste e l’ambientazione della piscina coperta in stile pompeiano, così descritta da un cronista dell’epoca: “...Un’ampia vasca quadrata s’apre sotto il lucernario e vi si scende per gradini di marmo, e la circondano colonne di marmo, tavolini di marmo, sedili in marmo intramezzati da tripodi di bronzo che portano fiori. Le pareti sono tutte una ricca e audace policromia di atlanti grotteschi in marmo chiaro, di mascheroni di mosaici a tinte vive su fondi d’oro; gli impianti sono di marmo tassellati multicolori; i mobili con la loro tinteggiatura e i cuscini di cuoio verde imitano il tono del bronzo; le lampade sospese sulla piscina riproducono la testa bifronte di Giano...”. La cantieristica italiana, dopo il successo del Rex e di altre straordinarie navi come l’Andrea Doria e la Leonardo da Vinci, ebbe nella Michelangelo e nella gemella Raffaello le sue punte di diamante varate negli anni sessanta. Considerate le navi più eleganti e lussuose in circolazione, svolsero anche innumerevoli crociere all’interno del Mediterraneo e conclusero le loro carriere negli anni settanta quando, a causa della crisi economica, furono vendute a soggetti stranieri, non senza polemiche e rimpianti. L’architetto Gio Ponti sottolinea in un suo scritto che “una nave italiana è un pezzo d’Italia, essa deve rappresentare gli aspetti superiori di maggior prestigio

In the 20th century, European shipyards, particularly those in Italy, produced a large number of ocean liners which became internationally celebrated for their technology, build quality and comfortable travel facilities. The specialization arose in part because of the significant flow of emigrants from various countries in Europe to North and South America in quest of work. The liners were divided into classes, with first class serving the pleasure trippers and VIPs of the day, second for business travelers and third class for emigrants, who were often forced to travel in conditions of serious hardship, crammed below decks and with restricted outdoor spaces kept carefully separate from the rest of the ship. Ocean liners offered conditions of extreme luxury for the wealthiest passengers. Great architects and artists worked on the design of these giants of the sea, installing sumptuous decorations, precious materials and important artworks, as well as swimming pools, verandas, ballrooms and shops. For instance the general plan of the interior of the Saturnia, originally designed for the South American routes, was entrusted to the Triestine architect Arduino Berlam, who brought about a stylistic renewal in the field of naval furnishings in the period. Each of the luxury class cabins had a private veranda open to the sea, a complete innovation in the architecture of passenger ships. The Studio Coppedè was commissioned to make the furnishings for the dining room and ballroom and the ambience of the indoor swimming pool in Pompeian style. This was described by a contemporary chronicler as follows: “A large square pool opens out below the skylight with marble steps leading down to it, and surrounded by marble columns, marble tables and marble chairs interspersed with bronze tripods holding flowers. The walls are all covered with a rich and bold polychrome decoration of grotesque atlases inlaid in bright marbles, with mosaic masks set in vivid colors against gold grounds. The floors are laid in multi-colored tessellated marble; the furniture with its coloring and green leather cushions imitate shades of bronze. The lamps suspended over the pool reproduce the double-headed images of Janus.” Following the success of the Rex and other great liners like the Andrea Doria and Leonardo da Vinci, the Italian shipbuilding industry reached its apex with the Michelangelo and its sister ship the Raffaello, which were launched in the 1960s. Considered the most elegant and luxurious liners afloat, they also made numerous cruises in the Mediterranean and ended their careers in the 1970s when, due to the economic slowdown, they were sold to foreign owners amid controversy and regrets. In an article the architect Gio Ponti stressed that “an Italian ship is a piece of Italy. It has to represent the finest and most prestigious achievements of Italian taste, F StoneMagazine 81


ON THE SEA_STYLE

SULLE NAVI SI IMPONE NEL TEMPO UN MODO SEMPRE PIù RAFFINATO D’INTENDERE L’ARChITETTURA DI INTERNI E IL DESIGN.

del gusto, della cultura, delle arti, dell’artigianato italiano” e che “il turista deve imparare l’Italia sulla nave…”. Ponti annette esplicitamente e con entusiasmo l’architettura navale all’ambito della costituzione del gusto e della “sintesi delle arti”, sulla scorta di importanti precedenti che, già tra le due guerre, ne avevano segnato la fisionomia, e che avevano peraltro rappresentato tappe notevoli della sua stessa professione. Al 1930 risale la collaborazione tra Ponti e Gustavo Pulitzer Finali, architetto triestino protagonista dell’epopea dei transatlantici – autore anche del libro Il disegno della nave. Allestimenti interni 1925-1967 – per la nave Victoria, cui fa immediatamente seguito (1931) l’opera per la Conte di Savoia, nella quale sono coinvolti artisti come Gino Severini e Massimo Campigli. Il risultato è “una misura, un’armonia, una bellezza alta, serena e severa nel tempo stesso equilibrata e solida, sana e semplice, ricca di vivace fantasia, espressione integra di uno spirito italiano”. Sulle navi si impone nel tempo un modo sempre più raffinato d’intendere l’architettura di interni e il design, che dalle altre architetture travasa, come era stato negli auspici dei pionieri, alla vita ordinaria. Così come si ritrovano, architettura e design, identici nella sostanza quanto aggiornatissimi nelle concezioni, nelle navi più recenti, con Giacomo Mortola, Giuseppe De Jorio, Guido Canali, Pierluigi Cerri, a prendere il testimone dai vari Boico, Gamberini, Luccichenti, Monaco, Pulitzer, Zoncada e “creativi”, come Lucio Del Pezzo, Gianfranco Pardi, Tullio Pericoli, Arnaldo Pomodoro, Roberto Sambonet, Emilio Tadini, a seguire Giuseppe Capogrossi, Salvatore Fiume, Giuseppe Santomaso, Gino Severini. Oggi il viaggio in sé è diventato più importante della destinazione da raggiungere, anche perché viene allietato da una moltitudine di servizi collaterali volti a soddisfare l’aspettativa di relax dei passeggeri. La crociera quindi non ha più la connotazione del viaggio, bensì quella di luogo di vacanza. Le navi sono diventate scintillanti come veri castelli. Cristalli, marmi, onice e alabastro: tutto inebria, dal fascino dei materiali preziosi all’eleganza dei dettagli, rombi luminosi e cangianti, infinite gocce di cristallo Swarovski nei saloni, raffinati decori in marmo e granito nei ristoranti. Rinomati artisti e giovani promesse, alla ricerca del favoloso e del mito di varie epoche, hanno partecipato alle decorazioni: castelli,

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IN SUCh ShIPS ThERE GRADUALLY EMERGED AN INCREASINGLY REFINED INTERPRETATION OF ARChITECTURE AND INTERIOR DESIGN

culture, arts and craftsmanship,” and that “the tourist must learn about Italy from the liner.” Ponti explicitly and enthusiastically associated naval architecture with the formation of taste and the “synthesis of the arts,” following in the wake of important precedents that had already laid down the main lines of development between the World Wars and represented significant milestones in his own profession. In 1930 Ponti worked with Gustavo Pulitzer Finali, a Triestine architect who played an important part in the epic of the ocean liners (he was the author of the book Il disegno della nave. Allestimenti interni 1925–1967), on the ship Vittoria. This was immediately followed in 1931 with his work on the Conte di Savoia, which involved artists such as Gino Severini and Massimo Campigli. The result was “a measure and harmony, a high, serene and severe beauty that was balanced and solid, sane and simple, rich in vivid imagination, the integrated expression of an Italian spirit.” In such ships there gradually emerged an increasingly refined interpretation of architecture and interior design which drew on other fields of architecture, as the pioneers had hoped, and on ordinary life. hence we find architecture and design, identical in substance and very up to date in conception, in the most recent cruise liners designed by Gabriele Mortola, Giuseppe De Jorio, Guido Canali and Pierluigi Cerri, who to took over from earlier designers such as Boico, Gamberini, Luccichenti, Monaco and Pulitzer, Zoncada and creatives such as Lucio Del Pezzo, Gianfranco Pardi, Tullio Pericoli, Arnaldo Pomodoro, Roberto Sambonet, Emilio Tadini, following Giuseppe Capogrossi, Salvatore Fiume, Giuseppe Santomaso and Gino Severini. Today voyaging itself has become more important than reaching a destination, because it is enlivened by a multitude of extras that are designed to help the passengers relax and enjoy themselves. The cruise no longer has the connotation of voyaging but of vacationing. Cruise ships glitter like castles. Crystal, marble, onyx and alabaster: everything charms the senses with the enchantment of precious materials and the elegance of the details: bright and shimmering cut glass pendants, Swarovski crystal drops in the countless saloons, exquisite decorations laid in marble and granite in the restaurants. Renowned artists and promising young designers, in search of the fabulous and the myths of the ages,


REALIZATIONS BY FURRER SPA

ALCUNE DELLE PIETRE PIÙ PREZIOSE CHE ABBIAMO USATO/SOME OF THE MOST PRECIOUS STONES WE USED

CARNIVAL TRIUMPH CARNIVAL VICTORY CARNIVAL VALOUR COSTA ALLEGRA (REF) COSTA ROMANTICA (REF) HULL 6078 MARGHERA GRAND PRINCESS SEA PRINCESS OCEAN PRINCESS STAR PRINCESS GOLDEN PRINCESS DIAMOND PRINCESS (J) SAPPHIRE PRINCESS (J) CORAL PRINCESS (F) ISLAND PRINCESS (F) CARIBBEAN PRINCESS

grandi palazzi, residenze di re e principi, eleganti saloni e alberi secolari... così hanno elaborato le proprie opere per suscitare emozioni indimenticabili. Benessere, sport, animazione e cultura: svariate esperienze aspettano gli ospiti a bordo di questi templi galleggianti del divertimento. Design, materiali preziosi e raffinati, attrazioni e soluzioni architettoniche sorprendenti inondano le navi di luce e di charme, il tutto immerso sempre in ambienti di vero lusso, dove il marmo e le pietre dominano la scena. Per secoli, se non per millenni, le pietre a bordo hanno rappresentato soltanto un aspetto funzionale della navigazione: la zavorra. Indispensabile per la stabilità della nave, la zavorra è sempre stata un’entità variabile, inversamente proporzionale al carico, mobile, spostabile, composta prevalentemente di sassi di media taglia, scaricabili con facilità a mare in caso di bisogno, facilmente reperibili ovunque, su una spiaggia, come su un litorale. Poi la nave è stata costruita in ferro, poco più di un secolo fa, si è dotata di potenti motori, già di per sé zavorre, di energia tanto elevata da non dover più curare l’aspetto del peso. Mentre è salito a bordo il desiderio del bello, la necessità dell’accoglienza di passeggeri sempre più sofisticati, ricchi ed esigenti. Così la pietra è ritornata, ma questa volta con la sua funzione più nobile, quella della decorazione, dell’eleganza, fino all’opulenza. Preziosi per definizione, il marmo e le pietre sue simili danno splendore ai palazzi galleggianti che sono le odierne navi da crociera, dove la fa da padrone soprattutto il divertimento. Protagonista di questa era dell’armamento navale è la Carnival Corporation, una società globale della crociera che possiede Carnival Cruise Lines, holland America Line, Princess Cruises e Seabourn in Nord America; P&O Cruises e Cunard Line in Gran Bretagna; AIDA in Germania; Costa Crociere in Italia; Iberocruceros in Spagna; P&O Cruises in Australia. Queste compagnie di navigazione, tra le più reputate e stimate nelle varie nazioni d’origine, offrono un ampio ventaglio di vacanze e di opportunità di viaggio a una clientela tra le più variate in termini di culture, etnie, lingue, gusti e scelte di tempo libero. Carnival nel suo complesso di compagnie di navigazione e di viaggio movimenta ogni anno oltre 9 milioni di passeggeri. Furrer è protagonista di questa era da oltre settant’anni e ha partecipato alla sontuosità e alla bellezza di grandi navi da crociera, in particolare della vasta flotta Carnival, con la sapienza e l’esperienza della sua storia.

contribute to the decorations: castles, grand palaces, the residences of kings and princes, elegant saloons and ancient trees... They have developed their works to inspire unforgettable emotions. Fitness centers, sports, entertainments and culture: varied experiences await the guests aboard these floating temples of fun. Design, precious and refined materials, surprising architectural attractions and solutions fill the ships with light and charm, all immersed in ambiences of true luxury, where marble and stone dominate the scene. For centuries, perhaps millennia, stone was found on shipboard only to serve a functional purpose in sailing, as ballast. Essential to the vessel’s stability, ballast was always a variable entity, inversely proportional to the load. It had to be movable and consisted principally of medium-sized stones. They could easily be heaved overboard at sea in case of need and were available nearly everywhere, on most beaches and coasts. Later ships were made of iron and just over a century ago they were equipped with powerful engines, in themselves serving as ballast, turning out so much energy that there was no need to trouble with the weight factor. There was a growing desire for beauty aboard as well as the need to accommodate increasingly sophisticated, wealthy and demanding passengers. The result was that stone returned, but this time to embody its noblest function in decoration, elegance and even opulence. Precious by definition, marble and similar stones confer their glory on the floating palaces that are today’s cruise ships, in which pleasure is supreme. The leaders in this new age of navigation are Carnival Corporation, a global cruise company that owns Carnival Cruise Lines, holland America Line, Princess Cruises and Seabourn in North America, P&O Cruises and the Cunard Line in Britain, AIDA in Germany, Costa Crociere in Italy, Iberocruceros in Spain and P&O Cruises in Australia. These cruise lines, among the most reputable and highly respected in their various countries of origin, offer a wide range of holiday and travel opportunities to clients who vary widely in terms of culture, ethnic group, language, tastes and leisure choices. With its cluster of shipping and travel companies, Carnival Corporation handles more than 9 million passengers every year. Furrer has been to the fore in these developments for over seventy years and has made its contribution to the magnificence and beauty of major cruise ships, in particular the immense Carnival fleet, with the skills and experience that derive from its history.

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ON THE SEA_ PEOPLE

GIACOMO MORTOLA Roberto Franzoni

IL FAVOLOSO MONDO DELLA CANTIERISTICA DA CROCIERA, I NUMERI, LE TECNICHE, I MERCATI, I FASTI E IL FUTURO DEL MARMO A BORDO, ATTRAVERSO LE PAROLE DI UN PROTAGONISTA DELLO SHIP DESIGN CHE OPERA NEL SETTORE DA OLTRE TRE DECENNI THE FABULOUS WORLD OF CRUISE-SHIP BUILDING, THE NUMBERS, TECHNIQUES, MARKETS, THE SPLENDOR AND THE FUTURE GLORY OF MARBLE ON BOARD, IN THE WORDS OF A LEADING SHIP DESIGNER ACTIVE IN THE SECTOR FOR OVER THREE DECADES

Architetto Mortola, chi sceglie gli stili e i materiali della nave, lei come progettista, il committente o il costruttore?

Mr. Mortola, who chooses the styles and materials of the ship, you as designer, the client or the ship-builder?

Normalmente l’armatore, con il cantiere, ma dipende molto dall’armatore, che comunque vuole sempre mantenere una sua identità di stile, di colori, addirittura i nomi di spazi e di ambienti di nave in nave. Noi facciamo delle proposte, che però spesso in corso d’opera cambiano, anche radicalmente, e danno luogo a scelte completamente diverse sia in termini di materiali che di colori, ma rispettando lo stile complessivo di quel brand, di quella flotta, che diventa identitaria. La nave non deve certo gratificare l’ego del progettista. È un prodotto da vendere che deve rispondere a precise caratteristiche connotate al marchio. Il mio studio, sulle navi dove opera, esegue circa il 60 per cento della progettazione e in più operiamo come project manager, coordinando per conto dell’armatore anche il lavoro di altri progettisti.

Normally, the owner, with the shipyard, but mostly it depends on the owner, who always wants to maintain his identity of style, color and even the names of the spaces and interiors from one ship to another. We make proposals, but they often change during construction, sometimes radically, and give rise to quite different choices in terms of materials and colors, but still reflecting the overall style of that brand, that fleet, which becomes its identity. The ship is certainly not meant to gratify the designer’s ego. It is a product to be sold and has to comply with specific characteristics that all have affinities with the marque. My office, when working on ships, does approximately 60 percent of the design and then we work more as the project manager, also coordinating the work of other designers on behalf of ship owners.

L’impiego di marmo nelle costruzioni navali è aumentato nel tempo? Decisamente. Io ho iniziato a progettare nel 1979 con un cantiere francese, Chantier de la Mediterranée, che oggi non esiste più. Noi avevamo introdotto allora per la prima volta il marmo sulle navi, incontrando una forte resistenza sia da parte dell’armatore che del cantiere! Poiché il marmo è un materiale pesante, rigido, non marino, in definitiva inadatto

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Has the amount of marble used in shipbuilding increased over time? Definitely. I started designing in 1979 with a French shipyard, Chantier de la Mediterranée, which no longer exists. We then introduced marble aboard a ship for the first time, and met strong opposition from both the ship owner and the yard! They said marble was a heavy, rigid, non-marine material, essentially unsuited to applications on board. But with time shipbuilding has changed a lot, especially


alle applicazioni a bordo. Ma con il tempo le costruzioni navali sono molto cambiate, soprattutto in termini di dimensioni, di volume. Quindi si è potuto aumentare la quantità di marmo applicato. E anche la tecnica di lavorazione del marmo è migliorata, adattandosi dalla tecnica di applicazione che deriva dall’edilizia civile, con le relative dimensioni. Le lastre da 20-25 millimetri erano molto pesanti e davano luogo facilmente a rotture. Con il tempo gli spessori sono stati ridotti a 10-12 millimetri, le superfici delle lastre sono aumentate, i sistemi di incollaggio sempre più perfezionati e sofisticati; la diffusione, quindi, è aumentata. Il mio ultimo progetto è stato un refitting di una nave costruita da Mitsubishi nel 2004. A quel tempo nell’atrio il marmo rappresentava il 30 per cento della superficie. Nel refitting, che stiamo eseguendo a Vancouver, è il tappeto che è sceso al 20 per cento! Grazie appunto a tutte le nuove tecnologie più recenti di posa in opera, di sottofondo, di tipi di fuga…

in terms of dimensions and volume. So it’s been possible to increase the amount of marble used. And also the techniques of marble fabrication have improved by adapting the techniques and applications that come from civil architecture, with their relative dimensions. In those days the 20-25 millimeters slabs were very heavy and there was a high risk of breakage. With time the thicknesses have been reduced to 10–12 millimeters, the surfaces of the slabs have increased, and the bonding systems become increasingly refined and sophisticated. As a result they’re much more widely used. An example was my last project, the refitting of a ship built by Mitsubishi in 2004. At that time the marble laid in the atrium represented 30 percent of the floor surface. In the refit now being carried out in Vancouver, it’s the carpeting that has fallen to 20 percent! Thanks to all the new technologies for installation, the subfloor, types of grouting… Does the grouting also act as a flexible joint?

La fuga funge anche da giunto elastico? Sì, però se la fuga diventa troppo importante si corre il rischio che si apra. A questo proposito abbiamo fatto una ricerca con la Mapei sui tipi di sigillanti più idonei a queste applicazioni. Così abbiamo invertito il rapporto fra marmi e tappeti. Con il vantaggio che mentre i tappeti ogni tre, quattro anni vanno cambiati, il marmo è sempre lì e ci resta!

Yes, but if the grouting becomes too conspicuous, you run the risk of it opening. In this respect, we conducted a research project with Mapei into the most suitable types of sealants for these applications. That was how we reversed the relation between the marble and the carpet. With the advantage that while carpets have to be changed every three or four years, the marble is always there and never has to be changed!

Dove applicate prevalentemente il marmo?

Where do you apply marble mostly?

Soprattutto nelle parti comuni, atri, scaloni, saloni. Ma anche nei bagni delle cabine suite, che sono completamente rivestiti in marmo, sia nei pavimenti che nelle pareti. Anche gli ingressi delle suite sono in marmo, per dare un benvenuto e un’accoglienza sontuosa ai passeggeri. Inoltre, poiché dobbiamo ottemperare alla normativa americana in fatto d’igiene, applichiamo materiali lapidei alle zone ristorante, cucine e aree pubbliche food in genere, ma non marmo, che è più poroso, bensì graniti, più chiusi e resistenti.

Above all in the shared areas, like entries, staircases and saloons. But also in the bathrooms of the cabin suites, which are fully lined with marble, both floors and walls. Even the entrances to the suites are lined in marble, as a welcoming touch, to give the passengers a sumptuous reception. Then, to help us comply with U.S. legislation in terms of hygiene, we apply stone materials to the restaurant, kitchens and public food areas in general. Not marble, though, which is more porous, but various kinds of granite, which is closed and tougher.

Che percentuale rappresentano le cabine lusso, le suite, nell’offerta di alloggio della nave?

What percentage of the accommodation on board consists of luxury cabins, suites?

Dipende dal brand, dal marchio della compagnia di navigazione. Alcuni armatori hanno un’offerta media, altri medio-alta, altri – pochi – alta. Nel primo caso le suite sono inferiori al 15 per cento dell’offerta totale della nave, nel secondo è tra il 20 e il 25 per cento, nel terzo caso si può arrivare a un’offerta di tutte suite. Ma una nave di sole suite ha poche cabine, duecento per esempio. Una nave da millecinquecento cabine con il 20 per cento di suite, ha trecento cabine di lusso. Una nave di brand medio con milleottocento cabine e il 15 per cento di suite ha pur sempre duecentosettanta cabine di lusso. Una cabina standard ha una superficie di 18-20 metri quadrati. Una cabina di lusso di oltre 30. Solo il bagno occupa un quarto della cabina. Ce n’è di superficie da coprire! Le cabine vengono tutte prefabbricate a piede d’opera e infilate una per una nella costruzione. I box igiene, soprattutto se sono rivestiti in marmo e sono più pesanti, vengono realizzati in due gusci.

It depends on the brand, the shipping company. Some ship owners have an average market, others medium-high, others – a few – high. In the first case the suites are below 15 percent of the total accommodation on board, in the second it will be between 20 and 25 percent, and in the third case you go right up to all suites. But an all-suite ship only will only have a limited number of cabins, 200 for example. A ship with 1500 cabins and 20 percent of them suites will have 300 luxury cabins. An average line with 1800 cabins and 15 percent of them suites will still have 270 luxury suites. One standard cabin has an area of 18 to 20 square meters. A luxury cabin will be over 30 square meters. The bathroom alone occupies one quarter of the cabin. There’s a lot of surface area to be covered! The cabins are all prefabricated in the yard and slotted into the craft one by one. The sanitary blocks, especially if they’re faced with marble and heavier, are built as two shells.

F StoneMagazine 85


Quando è iniziata la prefabbricazione nella costruzione navale? La prefabbricazione, che è un aspetto dell’industrializzazione del cantiere navale, è nata in Finlandia da Wärtsilä, dove costruivano traghetti. Qualità medio-bassa, massimo utilizzo dello spazio, tempi brevi e prezzi contenuti. Quando Carnival decise di far costruire una nave da crociera ai finlandesi, Wärtsilä per contenere i costi applicò gli stessi principi della costruzione dei traghetti. Era il 1985. Da noi in Italia iniziammo con Fincantieri dieci anni dopo, con la costruzione della Grand Princess. Da quella costruzione Fincantieri capì il grande vantaggio del metodo e perfezionò il sistema sempre di più. Quando iniziò invece la tecnica di alleggerimento della pietra con il supporto di irrigidimento? Una ditta di Torino aveva realizzato il marmo alleggerito di 7 millimetri con supporto in honeycomb di alluminio. Andava molto bene. Ma c’era un problema: le colle interagivano con la pietra e la segnavano. In più era costosissimo, poiché piallavano una lastra da 10-12 millimetri, con gran spreco di materiale. Oggi non lavoriamo più sull’incollato, ma con il rinforzato in lana di vetro ed epossidico, con spessori non inferiori ai 10 millimetri, poiché al di sotto sugli spigoli diventa fragile e può comunque marcare sul colore, specialmente nei bagni per via dell’umidità. Bisogna considerare pure che le navi sono sempre più grandi. Oggi navi Panama al di sotto delle 100.000 tonnellate non se ne costruiscono più. Maggiore è la dimensione della nave, minore è il costo del posto letto. Navi più grandi sono sempre più stabili. Una Panama è larga 32 metri. La Caribbean ha fatto una nave larga 52 metri. Su navi così lei può mettere qualsiasi cosa! Il peso perde importanza. Prima applicavamo lastre di marmo da 600 millimetri di lato massimo. Oggi applichiamo tranquillamente lastre da 2000 millimetri, poiché la stabilità della nave è tale che non corriamo alcun pericolo di torsione o di movimento, anche grazie alla maggiore rigidità della dimensione e alle migliori tecniche di ancoraggio. Quanto vive una nave, dato che lei sta già realizzando un refitting a una sua nave del 2004? Il problema ovviamente non è di età dei materiali, ma di marketing. L’armatore deve far vedere che aggiorna

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When did prefabrication begin in shipbuilding? Prefabrication, which is one aspect of the industrialization of shipyards, began in Finland at Wärtsilä, where they build ferries. Medium-low quality, maximum use of space, strict deadlines and low prices. When Carnival decided to commission a cruise ship from the Finns at Wärtsilä, to contain costs they applied the same principles as in the construction of ferries. It was 1985. Here in Italy at Fincantieri we started ten years later, with the construction of Grand Princess. By building that ship Fincantieri realized the great advantages of the method and gradually perfected the system. When did the technique come in of making stone lighter by reinforcing it with backing? A company in Turin devised lightweight marble, 7 millimeters thick, with aluminum honeycomb backing. It went very well. But there was a problem: the adhesive interacted with the stone and stained it. In addition it was expensive, because they would plane down a sheet 10-12 millimeters thick, which was wasteful of material. Today we no longer work with adhesives, but reinforce the marble with fiberglass and epoxy resin, with thicknesses no less than 10 millimeters, since below that the edges become fragile and the color can leave stains, especially in bathrooms because of the moisture. Then we have to remember that ships are getting steadily bigger. Today no Panama ships are built below 100,000 tons any more. The bigger the ship, the lower the cost per bed. And bigger ships are always more stable. One Panama has a 32-meter beam. Caribbean built a ship with a 52-meter beam. You can install anything aboard a ship like that! Weight loses its importance. Before we used to apply marble slabs measuring 600 millimeters per side at most. Today we happily apply 2000 millimeters slabs, because the stability of the vessel is such that we run no risk of torsion or movement, partly due to the rigidity of the dimensions and the improved anchoring techniques. How long is the life of a ship, since you’re already engaged in refitting a ship built in 2004? The problem is obviously not the age of the materials, but the importance of marketing. The cruise line has to show it keeps its fleet up to date by modernizing it.


la sua flotta, che la “rimoderna”, comunque cambia degli elementi per renderla più attraente, o semplicemente non ancora vista. Lo stesso armatore ha navi di età diverse, ma vendute allo stesso prezzo. Allora il refitting, che l’armatore annuncia in termini di costo “abbiamo speso 50 milioni dollari!” diventa un richiamo per il pubblico anche su una nave di età più avanzata.

At any rate they have to change some elements to make it more attractive, or simply new features. The same shipping line will have vessels of different ages, but sold at the same price. So refitting, which the owner announces in terms of cost, saying “we spent 50 million dollars!,” becomes an attraction for the public even aboard an older ship.

Oggi chi sono i maggiori player nella costruzione navale di navi da crociera, oltre a Fincantieri?

Who are the biggest players in the shipbuilding industry for cruise ships, apart from Fincantieri?

I finlandesi, i tedeschi del Gruppo Meyer Werft e i francesi dei Chantiers de l’Atlantique, che appartengono alla stessa corporation dei finlandesi, la STX, che è poi coreana. Infine c’è Mitsubishi, che è un outsider. Dall’altra parte i committenti sono il gruppo Carnival, con tutti i suoi marchi, come Costa, Princess, P&O eccetera, che rappresenta il 60 per cento del mercato; poi c’è Caribbean Cruise, quindi Norwegian Cruise Line e dopo una serie di piccoli, piccolissimi armatori. E poi basta. Se questi attori decidono di rallentare il loro rinnovo flotta, automaticamente i cantieri si ritrovano un portafoglio ordini svuotato. Poiché in passato i cantieri avevano investito enormi somme in denaro per adeguarsi al ritmo di espansione delle flotte, per rientrare di questi investimenti avrebbero bisogno di un ritmo di ordini imponente, come è stato fino a poco tempo fa. Oggi l’incremento di passeggeri è diminuito, collocandosi attorno all’8-9 per cento, contro il 12 per cento degli scorsi anni, mentre con le nuove costruzioni l’offerta di letti è superiore all’aumento dei passeggeri. Moltissimi passeggeri sono ricorrenti, ma poiché è un mercato di anziani, ci sono anche molti uscenti.

The Finns, the Germans of the Meyer Werft group, and the French of Chantiers de l’Atlantique, which belong to the same corporation as the Finns, STX, which is Korean. Finally, there’s Mitsubishi, which is an outsider. On the other side the clients are the Carnival group, with all its brands, such as Costa, Princess, P&O etc., accounting for 60 percent of the market. Then there’s Caribbean Cruise, followed by Norwegian Cruise Line, and after that a series of small or very small cruise ship owners. And that’s it. If these operators decide to slow down the renewal of their fleets, the shipyards will automatically find themselves with an empty order book. In the past the yards invested huge sums to keep pace with the speed of expansion of the fleets. To make a return on these investments they need a steady inflow of orders, which we had until recently. Today, the rate of growth in passengers has slowed to about 8–9 percent, compared with 12 percent in past years, while with the new ships built the supply of beds has outstripped the increase in passengers. Many passengers return, but since it is a market for older people there are also a lot of people dropping out of the market.

Dove si può espandere il mercato delle crociere?

Where can the cruise market expand?

Negli Stati Uniti solo una parte infinitesimale del mercato del tempo libero è rivolto alle crociere. Poi c’è tutto l’immenso mondo dell’Estremo Oriente che ancora non ha scoperto questo aspetto del tempo libero. Un continente che si affaccia su mari dove ci sono magnifiche mete inesplorate. Per questo le navi, con tutta probabilità, dovranno essere diverse da come sono adesso, in termini di cabine, di décor, di divertimenti. E per il marmo ci sarà certamente sempre più spazio, dati i gusti che conosciamo degli orientali.

In the United States only an infinitesimal part of the leisure market is open to cruises. Then there’s the whole wide world of the Far East, which has yet to discover this leisure activity. It’s a continent that faces onto seas where there are magnificent unexplored places. For this reason the ships, in all probability, will have to be different from what they are now, in terms of cabins, decor and entertainment. And there will certainly always be more demand for marble, given what we know about tastes in the Orient.

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01_2012 PREVIEW ON FSTONE.TV

BIANCO

Carrara

IL MARMO È LA MEMORIA DELL’UNIVERSO MANTIENE IN Sé IL RICORDO DELLA SUA ORIGINE, FRUTTO DEI MILLENNI CHE SI SONO SUCCEDUTI MOLTO PRIMA DELLA COMPARSA DELL’UOMO. LO SPETTACOLARE PAESAGGIO DELLE ALPI APUANE, COMPOSTO DA CATENE DI CRESTE MONTUOSE CHE SI STAGLIANO IMPONENTI SUL RESTO DELL’APPENNINO, RICCO DI LUOGHI RIMASTI ANCORA INTATTI, È PUNTEGGIATO DALLE CAVE DI MARMO CHE NE SCOLPISCONO I PENDII, DA CUI LA PREzIOSA PIETRA BIANCA VIENE ESTRATTA FIN DALL’EPOCA DEI ROMANI. SI STIMA CHE IL PATRIMONIO LAPIDEO DI QUESTI MONTI SI AGGIRI INTORNO AI 60 MILIARDI DI METRI CUBI DI MARMO. IN PASSATO I BLOCCHI DI MARMO VENIVANO TRASPORTATI MANUALMENTE CON LA “LIzzATURA”, FATICOSA TECNICA TESTIMONE DELL’ABILITà E DEL CORAGGIO DELL’UOMO. DA SECOLI IL MARMO DI CARRARA, SCELTO DA MICHELANGELO COME UNICO MATERIALE PER I SUOI CAPOLAVORI, SI È AFFERMATO NEL MONDO COME LA PIù PREGIATA PIETRA DA COSTRUzIONE, SIA PER LE SUE VARIETà DI BIANCO, SIA PER LE VARIETà COLORATE: BARDIGLIO, PAONAzzO, FIOR DI PESCO, CIPOLLINO, ARABESCATO. IN QUESTE DUE PAGINE ANTICIPIAMO, CON UNA POTENTE IMMAGINE, UN AMPIO SERVIzIO FOTOGRAFICO CHE PUBBLICHEREMO SUL PROSSIMO, NUMERO IN USCITA A GENNAIO 2012, SU CAVA CALOCARA, DI MARMO STATUARIO VENATO, E CAVA CAMPANILI DI MARMO CARRARA BIANCO, LE DUE CAVE DI FURRER SULLE ALPI APUANE, DUE “RISERVE” DI PREzIOSI MATERIALI CHE RAPPRESENTANO UNA DELLE ESCLUSIVE DELL’AzIENDA.

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PHOTOGRAPHY_BIANCO CARRARA

MARBLE IS THE MEMORY OF THE UNIVERSE IT RETAINS THE MEMORY OF ITS ORIGIN, THE RESULT OF MILLENNIA THAT PASSED LONG BEFORE THE APPEARANCE OF MAN. THE SPECTACULAR SCENERY OF THE APUAN ALPS, WITH ITS CHAINS OF TOWERING RIDGES THAT STAND OUT STRIKINGLY ABOVE THE REST OF THE APENNINES, RICH IN PLACES THAT HAVE REMAINED INTACT, IS DOTTED WITH MARBLE QUARRIES HEWN OUT OF THE MOUNTAINSIDES, FROM WHICH THE PRECIOUS WHITE STONE HAS BEEN EXTRACTED EVER SINCE ROMAN TIMES. IT IS ESTIMATED THAT THE STONE HERITAGE OF THESE MOUNTAINS CONTAINS SOME 60 BILLION CUBIC METERS OF MARBLE. IN THE PAST THE MARBLE BLOCKS WERE TRANSPORTED MANUALLY WITH THE LIzzATURA SYSTEM ON SLIDES, A DIFFICULT TECHNICAL FEAT THAT BEARS WITNESS TO MAN’S SKILL AND COURAGE. FOR CENTURIES CARRARA MARBLE, CHOSEN BY MICHELANGELO AS THE ONLY MATERIAL HE EVER USED FOR HIS MASTERPIECES, HAS ESTABLISHED ITSELF WORLDWIDE AS THE MOST VALUABLE BUILDING STONE, IN BOTH ITS WHITE AND COLORED VARIETIES: BARDIGLIO, PAONAzzO, FIOR DI PESCO, CIPOLLINO AND ARABESCATO. ON THESE TWO PAGES WE ANTICIPATE, WITH A POWERFUL IMAGE, A FULL PHOTOGRAPHIC FEATURE TO BE PUBLISHED IN OUR FORTHCOMING JANUARY 2012 ISSUE DEALING WITH THE CALOCARA QUARRY OF VEINED STATUARY MARBLE AND THE CAMPANILI QUARRY OF WHITE CARRARA MARBLE, FURRER’S TWO QUARRIES IN THE APUAN ALPS, WITH THEIR RESERVES OF PRECIOUS MATERIALS EXCLUSIVE TO THE COMPANY.

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x GSTONE

x IL SOFTWARE PER LA MARCATURA CE, PER NON ESSERE ESCLUSI DAL MERCATO DELLE PIETRE NATURALI CE MARKING SOFTWARE, SO NOT TO BE EXCLUDED FROM THE NATURAL STONE MARKET

Per non essere esclusi dal mercato europeo i prodotti finiti in pietra naturale devono riportare l’etichetta CE. La marcatura CE è obbligatoria per tutti i prodotti per rivestimento e per pavimentazione interna (lastre e marmette) ed esterna (lastre, cubetti e cordoli). Senza marcatura CE tali prodotti non possono circolare nei Paesi dell’area economica europea. Il software GA_STONE permette alle aziende lapidee di marcare correttamente i propri prodotti e di essere in regola con quanto previsto dalle normative in vigore.

Finished products in natural stone must bear the CE label, on pain of exclusion from the European market. The CE mark is mandatory for all products used for cladding and flooring indoors (tiles and slabs) and outdoors (slabs, cubes and kerbing). Without the CE mark these products are not permitted to circulate in European economic area countries. GA_STONE software enables stone manufactures to mark their products as required in compliance with the regulations.

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thinking_ DESIGN

ESSENZA E APPARENZA ESSENCE AND APPEARANCE

Simon Heijdens, MARBLE CHAIR, seduta in marmo, 2007 produzione: Haaz Gallery, Istanbul Ăˆ ricavata spogliando dagli orpelli la seduta recuperata a Cukurcuma Simon Heijdens, MARBLE CHAIR, seat in marble, 2007 production: Haaz Gallery, Istanbul Made by stripping away the embellishments from the seat recovered at Cukurcuma


Paolo Ulian

Seduta in marmo recuperata da Simon Heijdens a Cukurcuma (Istanbul) Seat in marble found by Simon Heijdens at Cukurcuma (Istanbul)

Simon Heijdens, BROKEN WHITE, stoviglie in ceramica, 2004 Le piccole incrinature che si formano nel tempo sulla superficie della ceramica divengono, sotto il controllo dell’autore, il naturale motivo decorativo delle ciotole e dei piatti Simon Heijdens, BROKEN WHITE, ceramic tableware, 2004 The small cracks that form on the surface of the ceramic over time become, under the designer’s control, the natural decorative motif of the bowls and dishes

Ho conosciuto Simon Heijdens durante un breve soggiorno a Lille, nel nord della Francia, in occasione di un progetto sulla ceramica per Droog Design nel 2003. Era uno studente olandese appena diplomato alla Design Academy di Eindhoven ed era già bravissimo. Dopo quell’occasione non ci siamo più rivisti ma il suo approccio al progetto mi colpì così profondamente che ancora oggi seguo con ammirazione il suo lavoro. Per me egli rappresenta uno dei designer più lucidi e intelligenti degli ultimi anni. All’incontro di Lille si presentò con un progetto incredibile, non aveva portato nessun disegno, non aveva determinato nessuna forma degli oggetti da realizzare in ceramica, solo pochi schizzi a matita di possibili decori per piatti e ciotole che sfruttavano il meccanismo fisico-chimico del “crackelè”, la tipica screpolatura della ceramica che si forma nel tempo a causa degli sbalzi di temperatura caldo/freddo. Aveva pensato di realizzare una ceramica il cui decoro non fosse qualcosa di sovrapposto, di applicato superficialmente, ma qualcosa che derivasse dal Dna stesso della materia, dalla sua essenza, e che rendesse piacevole ciò che generalmente viene giudicato come un difetto. Un decoro invisibile inizialmente che comparirà sulla superficie dei manufatti solo con l’uso nel corso del tempo. Secondo me è questo il modo di intendere e affrontare il progetto con qualsiasi materia ci si trovi a operare. Il buon progettista prima di tutto deve sapere ascoltare e capire ciò che la materia ha da raccontargli per poi assecondarla nell’atto creativo in modo naturale e senza forzature. Su questa traccia Simon ha fatto diversi altri progetti, tutti molto intensi e vicini alla perfezione concettuale e formale, ma ce n’è uno in particolare che mi piace ricordare per l’eleganza del messaggio in esso contenuto: è la Marble Chair realizzata in occasione della mostra “Turkish marble meets design” al Fuori Salone 2008. Simon recupera una seduta di marmo esistente che si trovava a Cukurcuma a Istanbul, pesantemente ornata che egli, con un intervento di sbozzatura, spoglia completamente del suo ornamento originale per darle una nuova vita. Con un’operazione di memoria michelangiolesca estrae letteralmente dal blocco-seduta esistente una nuova sedia, quella che era rimasta celata dall’opulenza dell’altra, quella che aspettava di essere scoperta per raccontare l’essenza, la verità dell’anima in evidente contrasto con la mera apparenza delle cose.

I first met Simon Heijdens during a short stay in Lille in the north of France, while doing a project on ceramics for Droog Design in 2003. He was a Dutch student, recently graduated from the Design Academy in Eindhoven, and already very good. We have never met again since then but his approach to design impressed me so deeply that I still follow his work with admiration. To me he is one of the most lucid and intelligent designers of recent years. At the gathering in Lille he turned up with an incredible project. He brought no designs. He had not decided the form of any of the objects he was going to create in ceramic, but just made a few pencil sketches of possible patterns of plates and bowls that exploited the physical-chemical craquelure effect, the distinctive network of fine cracks that forms over time on the ceramic surface due to sharp changes in temperature. He had thought in terms of a ceramic pattern which would not be superimposed, being applied to the surface, but growing out of the nature of the material itself, the essence that made appealing what is generally considered a defect. A pattern that appeared invisible at first and then emerged on the surface only with the use of the artifacts over time. In my opinion this is the way to understand and tackle a project in any material you find yourself working with. The good designer has first of all to know how to listen to the material and understand what it tells us, and then further it through the creative act naturally and without contrivance. By working along these lines Simon has already produced several other projects, all very intense and close to conceptual and formal perfection. But there is one in particular that I like to remember for the elegance of the message it contains. It is the Marble Chair made for the exhibition “Turkish Marble Meets Design” at the Fuori Salone in Milan in 2008. Simon retrieved an existing marble seat he had found at Cukurcuma in Istanbul. It was heavily ornamented, so he stripped it completely of its original decoration to give it new life. With an operation reminiscent of Michelangelo, he literally drew a new chair from the existing seat-block, one that had been hidden by the opulence of the other but was waiting to be discovered in order to reveal its essence, the truth of its soul, in stark contrast with the mere appearance of things.

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F

New York | London | Paris | Berlin | Roma | Venezia | Milano | Firenze |Athens | Istambul | Madrid | Barcelona | Amsterdam | Bruxelles | Beijing | Hong Kong | Singapore | Mosk

Agenda EVENTS | 09.2011 | 12.2011

World Architecture Festival Barcelona 2-4 November 2011

(Buildings=Energy) | 02.11.2011 - 04.11.2011 | BARCELONA

| 01.10.2011 - 21.01.2012 | NEW YORK

WORLD ARCHITECTURAL FESTIVAL BARCELONA 2011

Apertura della mostra Buildings=Energy

Due giorni di seminari, convegni e mostre, per favorire l’incontro tra progettisti, committenti e produttori di materiali: il “World Architecture Festival”, in programma per i primi di novembre, riunirà a Barcellona le varie componenti del processo ideativo e costruttivo degli edifici, promuovendo in particolare i contatti tra gli oltre 1400 architetti che secondo le stime prenderanno parte alla manifestazione.

Soltanto negli Stati Uniti, gli edifici sono responsabili di oltre il 50% del consumo energetico. Mai come oggi è importante per architetti, progettisti, architetti del paesaggio ed urbanisti collaborare e modificare il modo di progettare e realizzare i nostri edifici – e in ultima istanza le loro prestazioni.

Two days of workshops, conferences and exhibitions to promote meetings between designers, clients and manufacturers: the “World Architecture Festival”, due to take place in early November, will bring to Barcelona all players in the design and building process, with a special focus on contacts among the over 1,400 architects who are expected to come to the event.

In the United States alone, over 50% of energy consumption is attributable to buildings. Never has it been more important for architects, engineers, landscape architects and urban planners to collaborate and change the way our buildings are designed and constructed – and ultimately how they perform. AIA New York Chapter - 536 LaGuardia Place - NY, NY 10012 (212) 683-0023 - info@aiany.org

www.worldarchitecturefestival.com

| 03.09.2011 - 15.10.2011 | CARRARA “ImmagInazIOnE prEsEntE” mOstra dEdIcata a EzIO BIEnaImé Venezia, Firenze, Carrara. Tre città che hanno segnato momenti diversi della vita di Bienaimé: l’inizio degli studi di architettura a Venezia; il trasferimento a Firenze; il lavoro di architetto e docente in quella che diventerà la “sua” città. “IMMAGINAZIONE PRESENTE” AN EXHIBITION ABOUT EZIO BIENAIMÉ Venice, Florence, Carrara. Three cities that marked three different moments in Bienaimé’s life: his first architectural studies in Venice; his move to Florence; his career as an architect and professor in the one that would become “his” city. Centro internazionale delle arti plastiche di Carrara. via Canal del Rio (ex-convento di San Francesco) F StoneMagazine 94

Buildings=Energy Exhibition Opening

| 06.10.2011 - 09.10.2011 | MILANO Al via la seconda edizione di MILANO DESIGN WEEKEND. “Diamoci del tu. Dialoghi fra arte e design”: l’evento dedicato a shopping di arredamento, percorsi di design, arte, architettura e musica The second MILANO DESIGN WEEKEND. “Diamoci del tu. Dialoghi fra arte e design” starting now: an event about decoration shopping ideas, design, art, architecture and music


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kow | Kuala Lumpur | Jakarta | Stockolm | Helsinki | Sydney | Melbourne | Aukland | Buenos Aires | Sâo Paulo | Rio de Janeiro | Miami | Caracas |Johannesburg

OCTOBER 2011 M

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NOVEMBER 2011 S 2 9 16 23 30

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T 1 8 15 22 29

W 2 9 16 23 30

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DECEMBER 2011 M

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LE PRINCIPALI FIERE DEL SETTORE LAPIDEO_MAIN STONE EXHIBITIONS

MARMOMACC Verona |21.09.2011_24.09.2011|

STONA Bangalore |01.02.2012_04.02.2012|

ARABIAN STONE FAIR Riyadh |02.10.211_05.10.2011|

CEVISAMA Valencia |07.02.2012_10.02.2012|

MADE Expo Rho (Milano) |05.10.2011_08.10.2011|

VITORIA STONE FAIR BR 101 Norte |07.02.2012_10.02.2012|

SAUDI STONE Ryhad |10.10.2011_13.10.2011|

CHINA XIAMEN INT. STONE FAIR Xiamen |06.03.2012_09.03.2012|

ARCHITECTURE CONSTRUCTION MATERIAL Tokyo |06.03.2012_09.03.2012| EXPOEDILIZIA Roma |22.03.2012_25.03.2012| COVERINGS Orando |17.04.2012_20.04.2012|

2011/2012

STONETECH Shanghai |25.04.2012_28.04.2012| PIEDRA Madrid |09.05.2012_12.05.2012| CARRARAMARMOTEC Carrara |23.05.2012_26.05.2012|

Libri_Books

Libri_Books

cantInE sEcOLO XXI

architetture e paesaggi del vino Francesca Chiorino mondadori Electa

Il volume prende in rassegna diciotto cantine per la produzione di vino costruite dal 2007 ad oggi in varie nazioni su progetto di architetti internazionali, tra cui Álvaro Siza Vieira, Jean Nouvel, Norman Foster. In libreria da fine settembre. This book reviews eighteen wine-making facilities built in different parts of the world since 2007 and designed by international architects, such as Álvaro Siza Vieira, Jean Nouvel, Norman Foster. Out late September.

www.electaweb.com

IL gIardInO nOBILE Lucia Valerio

mondadori Electa

Electa pubblica uno volume dedicato al ‘giardino nobile’: tredici esempi selezionati secondo il criterio del giardino classico formale, sinonimo di giardino all’italiana. Queste architetture verdi si distinguono per rigore e armonia di forme secondo il modello dei giardini rinascimentali. Electa publishes one book about ‘noble gardens’: A selection of thirteen gardens in the classic formal style, which is a byword for Italian-style gardens. These landscape architectures stand out for the accuracy and harmony of their forms, based on the style of Renaissance gardens. www.electaweb.com

F StoneMagazine 95


F StoneMagazine 96


Estrazione Extraction

Lavorazione Processing

I nostri marmi e i graniti sono apprezzati e utilizzati dai progettisti di tutto il mondo. Dalla lussuosa semplicitĂ degli showroom di Marc Newson e Giorgio Armani, alla sontuositĂ  decorativa dei saloni del Vintner's Place di Londra fino ai sorprendenti giochi cromatici del grattacielo dell'Hotel Puerta America e agli splendori del Cremlino.

Distribuzione Distribution

Cut-to-size Cut-to-size

Our marbles and granites are esteemed and used by designers worldwide. From the luxurious simplicity of the showrooms of Marc Newson and Giorgio Armani, to the sumptuous decoration of the rooms of the Vintners' Place in London, to the surprising chromatic games of the skyscraper Hotel Puerta America, to the splendors of the Kremlin.

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FURRER

F O R N I T U R E

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M A D E i n C A R R A R A

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FURRER C A R R A R A

F U R R E R S PA - V I A C O V E T T A , 2 - 5 4 0 3 3 C A R R A R A I T A LY - T E L . + 3 9 . 0 5 8 5 . 8 5 8 4 9 4 - E M A I L : F U R R E R @ F U R R E R . I T C A R R A R A - R O M A - AT E N A L U C A N A - L E C C E - C I V I TA N O VA M A R C H E


F Stone Magazine 04  

Furrer Stone Magazine n.4 Settembre 2011 - Larchitettura come monumento, sebastien segers architetto, castiglioni, vangi / architecture as...