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Thich Nhat Hanh

L’unico mondo che abbiamo traduzione di Diana Petech

La pace e l’ecologia secondo l’etica buddhista


Thich Nhat Hanh

L’unico mondo che abbiamo La pace e l’ecologia secondo l’etica buddhista

Terra Nuova Edizioni


Titolo originale: The world we have, Parallax Press, 2008, California (Usa) Direzione editoriale: Mimmo Tringale Autore: Thich Nhat Hanh Traduzione: Diana Pelech Editing: Cristina Michieli Impaginazione: Daniela Annetta Copertina: Andrea Calvetti ©2010 Editrice Aam Terra Nuova via Ponte di Mezzo 1, 50127 Firenze tel 055 3215729 - fax 055 3215793 libri@aamterranuova.it www.terranuovaedizioni.it I edizione settembre 2010 ISBN 88-88819-67-9 Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del libro può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza il permesso dell’editore. Le informazioni contenute in questo libro hanno solo scopo informativo, pertanto l’editore non è responsabile dell’uso improprio e di eventuali danni morali o materiali che possano derivare dal loro utilizzo. Stampa: Lineagrafica, Città di Castello (Pg)


Ognuno di noi può fare qualcosa per proteggere il pianeta e averne cura. Dobbiamo vivere in un modo che dia ai nostri figli e nipoti la possibilità di avere un futuro. La nostra vita sia il nostro messaggio. Thich Nhat Hanh


CAPITOLO SEI

Una splendida continuazione Guardiamo un albero di arancio: vediamo che passa la vita, stagione dopo stagione, a produrre splendide foglie verdi, fiori profumati e arance dolci. Sono queste le cose migliori che un arancio possa generare e offrire al mondo. Anche noi esseri umani offriamo qualcosa al mondo in ogni momento della nostra vita quotidiana sotto forma di pensieri, parole e azioni. Forse desidereremo offrire al mondo i pensieri migliori, le parole e le azioni migliori che possiamo, perché sono ciò che rimane di noi nel tempo, sono la nostra continuazione, che ci piaccia o no. Possiamo fare un uso saggio del nostro tempo e generare le energie dell’amore, della compassione e della comprensione; possiamo dire parole splendide, essere di ispirazione per gli altri, possiamo perdonare e agire in concreto per aiutare e proteggere la Terra, per aiutarci e proteggerci l’un l’altro. È così che


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possiamo assicurarci una bella continuazione. Il filosofo francese Jean-Paul Sartre ha detto che l’uomo è la somma delle sue azioni. È una affermazione che richiama da vicino la nostra Quarta Rimembranza: siamo destinati a rinunciare a tutte le persone e le cose che amiamo; le uniche cose che portiamo con noi, e anche le uniche che rimangono dopo di noi, sono i frutti dei pensieri, delle parole e delle azioni che abbiamo generato nel corso della vita. È il nostro karma, la nostra continuazione. Da una nuvola inquinata cadrà pioggia inquinata. Purificare pensieri, parole e azioni darà origine a un’ottima continuazione. Il buddhismo utilizza la parola karma.1 “Karma” è azione, nel suo duplice aspetto di causa e di effetto. Quando l’azione è vista nel suo aspetto di “causa” è detta karmahetu: quel pensiero, quelle parole o quell’atto avranno un effetto sulla nostra salute fisica o mentale e sulla salute del 1. Karma (in sanscrito “azione”) nella cultura induista e buddhista è l’insieme delle conseguenze di ciò che facciamo, nelle tre forme di pensieri, parole e azioni, che determina la nostra condizione nell’esistenza in corso e in quelle successive. (NdT)


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mondo. Quell’effetto, dolce o amaro, salutare o non salutare che sia, è il frutto del karma, karmaphala. Gli effetti generati dai nostri pensieri, dalle nostre parole e dalle nostre azioni portano avanti la nostra esistenza nel futuro. I pensieri e le parole sono anch’essi forme di azione. Quando generiamo un pensiero che è pieno di rabbia, paura o disperazione, questo ha un effetto immediato sulla salute nostra e del mondo. Pensieri dolorosi possono essere molto potenti e influire sul nostro corpo, sulla nostra mente e sul mondo. Dovremmo sforzarci di non generare troppo spesso pensieri di questo genere. Se ieri hai pronunciato qualcosa non degno di te, oggi dì qualcosa di diverso: questo trasformerà tutto quanto. Un pensiero positivo è salutare per la mente e per il corpo e aiuta il mondo a guarire se stesso. La retta parola che raccomanda il Buddha è l’espressione che ispira comprensione, gioia, speranza, fratellanza e sorellanza. Possiamo dire qualcosa che esprima la nostra gentilezza amorevole, la nostra non-discriminazione, la nostra volontà di dare sollievo. Pronunciare più volte


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al giorno parole di questo genere porta trasformazione e guarigione a noi stessi, agli altri e al mondo: fa bene a tutti. Il Buddha consiglia la retta azione perché è un genere di azione che ha effetti positivi sulla nostra salute fisica e mentale e su quella del mondo. Sta a noi uccidere una persona, un animale, un albero oppure proteggere una persona, un animale, un albero. Dobbiamo assicurarci che le nostre azioni vadano in direzione della Retta Azione.2 Quando compiamo un atto fisico in grado di proteggere, salvare, sostenere o dare sollievo, quell’atto porta un elemento di guarigione in noi stessi e nel mondo. Quando si è pieni di compassione, questa genera un cambiamento anche se non si fa niente a livello intenzionale: per sua stessa natura, la compassione genera azioni compassionevoli. Pensieri, parole e azioni generano karma; noi generiamo l’energia del karma in ogni momento 2. Iniziali maiuscole in originale: Retto Pensiero, Retta Parola e Retta Azione sono tre rami del Nobile Ottuplice Sentiero, il metodo del Buddha per uscire definitivamente dalla sofferenza già esistente e non generarne di nuova. (NdT)


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della vita quotidiana. Ogni pensiero, parola e azione porta la nostra firma. È la nostra continuazione, questa, e non va mai perduta. È ingenuo pensare che dopo il disfacimento di questo corpo non resterà più nulla. Osservando a fondo vediamo che nulla nasce realmente e nulla può realmente morire. La nostra vera natura non è soggetta a nascita e a morte. Possiamo rendercene conto praticando la meditazione. Dell’impermanenza delle cose non ha parlato solo il Buddha ma anche molti altri pensatori. Il filosofo greco Eraclito ha detto che non ci si può mai bagnare due volte nello stesso fiume perché il fiume cambia di continuo. Nulla rimane uguale a se stesso per due attimi consecutivi. Una visione delle cose che non si basi sull’impermanenza è una visione erronea. Con la visione profonda dell’impermanenza noi soffriamo di meno e generiamo più felicità. Non è solo filosofia, questa, è il modo in cui stanno le cose. Quando sei in collera con un amico e stai per litigare, il Buddha ti direbbe: “Chiudi gli occhi. Immagina te stesso e il tuo amico fra tre secoli. Dove sarete, voi due?”. Se


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riesci a vedere dove sarai fra tre secoli ti rendi conto che non è saggio litigare, perché la vita è impermanente; riuscire a entrare in contatto con l’impermanenza ti fa aprire gli occhi, allora smetti di essere in collera e l’unica cosa che ti sembra sensata in quel momento è spalancare le braccia e abbracciare l’altro. Forse a livello intellettuale potrai anche concordare che le cose siano impermanenti, ma poi nella vita di ogni giorno ti comporti come se fossero permanenti. L’impermanenza non è una teoria o una filosofia, è una pratica: dovremmo praticare la concentrazione sull’impermanenza. Guardando un fiore vedi che è impermanente; guardando una persona vedi che è impermanente; dovunque tu guardi, qualunque cosa tu veda o senta, concentrati tutto il giorno su quella cosa con la visione profonda dell’impermanenza. A salvarti sarà la concentrazione sull’impermanenza, non il suo concetto. La consapevolezza ci fa mantenere viva la visione profonda dell’impermanenza, il che ci protegge dal rischio di generare pensieri erronei o parole sbagliate.


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Il nostro karma, le nostre azioni sono la nostra continuazione nel tempo. La vita di ognuno di noi è una manifestazione del nostro karma; possiamo renderla bella e ricca di significato e far sì che influenzi positivamente altre manifestazioni, oggi come in futuro. Se sappiamo generare l’energia dell’amore, della comprensione, della compassione e della bellezza, possiamo dare al mondo un contributo importante ed esercitare un’influenza positiva anche sulle altre manifestazioni. Perché abbia inizio la nostra continuazione non occorre aspettare che il nostro corpo si decomponga: se le manifestazioni che hanno vita già in questo momento sono belle e buone, sarà bella e buona anche la loro continuazione. Osservando il nostro corpo e la nostra coscienza ci rendiamo conto di essere organismi complessi. Nel nostro corpo e nella nostra coscienza si possono rintracciare moltissime specie, viventi, moltissimi elementi. In ogni cellula possiamo vedere l’intera storia dell’umanità, della Terra e dell’universo: ogni cellula del nostro corpo ci dà molte informazioni sui nostri


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antenati, non solo su quelli umani ma anche sui nostri antenati animali, vegetali e minerali. A ogni passo che facciamo durante la meditazione camminata noi ci muoviamo con un organismo, ci muoviamo come l’universo, e insieme a noi si muovono e compiono passi anche i nostri antenati. E non solo i nostri antenati, ma anche i nostri figli e nipoti si muovono insieme a noi. L’uno contiene il tutto. Quando riusciamo a fare un passo pieno di pace e felicità, nello stesso momento tutti i nostri antenati fanno quel passo. Sappiamo bene che i nostri genitori, antenati e insegnanti si aspettano che noi si viva in un modo che preservi il pianeta. Dobbiamo lasciare che gli antenati, i maestri e il Buddha che abbiamo in noi agiscano per nostro tramite. Dovremmo mantenere viva una costante conversazione con i nostri antenati, sia quelli spirituali che quelli di sangue, in modo da rinnovare di continuo in noi la visione profonda e la determinazione a percorrere il sentiero del servizio, dell’amore e della protezione. Il tempo di cui disponiamo, la nostra vita, ci serve per


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realizzare le aspettative che hanno su di noi i nostri antenati spirituali e di sangue e i nostri Maestri; non dovremmo lasciar scorrere via il tempo senza rendercene conto. Vivere e praticare in questo modo ci darĂ molta gioia e ci consentirĂ  di trasmettere ai nostri figli e nipoti quanto di meglio abbiamo ricevuto dagli antenati.


LE COMUNITÀ DI PRATICA Esistono comunità di pratica nella tradizione di Thich Nhat Hanh nella Francia sudoccidentale (Plum Village) e negli Stati Uniti (Blue Cliff Monastery vicino a New York, Deer Park Monastery in California, Maple Forest Monastery nel Vermont), in cui monaci, monache, laici e laiche praticano l’arte di vivere in consapevolezza. I visitatori sono invitati a partecipare alla pratica per periodi non inferiori alla settimana. Per informazioni: PLUM VILLAGE 13 Martineau F 33580 Dieulivol - France www.plumvillage.org NH-office@plumvillage.org (donne) LH-office@plumvillage.org (donne) UH-office@plumvillage.org (uomini) _______


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In Italia la comunità dei praticanti nella tradizione di Thich Nhat Hanh è numerosa e diffusa sul territorio. Si possono trovare informazioni sulle attività dei vari sangha locali, sui ritiri autogestiti a carattere locale e sui ritiri nazionali condotti dal Venerabile Thich Nhat Hanh e da Maestri da lui nominati sul sito internet www. esserepace.org o richiederle scrivendo a info@ esserepace.org Un Centro di vita consapevole in Italia La realizzazione in Italia di un Centro laico di pratica della consapevolezza secondo gli insegnamenti di Thich Nhat Hanh è promossa dalla Comunità italiana dell’Interessere sotto la guida spirituale dei Maestri Helga e Karl Riedl, insegnanti laici della scuola di Plum Village. Il Centro intende essere un luogo immerso nella natura nel quale, con il sostegno degli insegnanti e della comunità residente, chiunque lo desideri possa sperimentare e approfondire l’arte di vivere in consapevolezza, fondamento della pace in se stessi e nel mondo. Per realiz-


Le comunità di pratica

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zarlo e gestirlo è nata la Fondazione Avalokita, che grazie alle donazioni raccolte ha acquisito una proprietà in Abruzzo, in una splendida località collinare alle pendici del massiccio del Gran Sasso, sul versante adriatico. Terminata la ristrutturazione, i due edifici già esistenti costituiranno il primo nucleo del Centro nel quale si insedierà una prima comunità di residenti. Una volta aperto, il Centro offrirà un nutrito programma di ritiri e giornate di consapevolezza, dando la possibilità a chi lo desidera di sperimentare l’arte di vivere in presenza mentale, con il sostegno e l’esperienza della comunità residente e sotto la guida esperta di insegnanti laici e monaci nella tradizione di Thich Nhat Hanh. Per conoscere meglio questo progetto e sostenerlo siete invitati a visitare il sito www.centrovitaconsapevole.org e a prendere contatto con i promotori: Fondazione Avalokita frazione Villa Rossi – 64041 Castelli (TE) info@centrovitaconsapevole.org tel. 345 0465252 - ore 10-17 dal lunedì al venerdì


INDICE Introduzione

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Parte prima Un risveglio collettivo

17

Capitolo uno Le campane di consapevolezza

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Capitolo due Un’etica globale I cinque addestramenti alla consapevolezza

26 32

Capitolo tre La dieta per un pianeta consapevole

41

Capitolo quattro Natura e nonviolenza

63

Capitolo cinque Superare la paura

76 76

Parte seconda Le nostre parole sono le nostre azioni?

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Capitolo sei Una splendida continuazione

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Capitolo sette Prendersi cura dell’ambientalista per prendersi cura dell’ambiente

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Capitolo otto La città con un albero solo

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Capitolo nove Trasformare le nostre comunità

128

Capitolo dieci Lo sguardo della regina degli elefanti

139

Parte terza Pratiche per vivere in consapevolezza

147

Le gatha della terra Meditazioni per la vita quotidiana

149

Toccare la terra

170

Trattato di pace con la terra Certificato di impegno

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Le comunità di pratica Un Centro di vita consapevole in Italia

191 192


Considerato da molti critici come uno dei libri più stimolanti e provocatori di Thich Nhat Hanh, L’unico mondo che abbiamo suggerisce una visione cruda e drammatica del futuro del nostro Pianeta, senza però fermarsi alla sterile denuncia dello stato delle cose.Anzi, il libro si presenta come un appello accorato e ricco di speranze, dove Thich Nhat Hanh, con il suo linguaggio profondo e toccante, offre una chiara visione della via da percorrere per uscire dalla grave crisi culturale e ambientale che investe tutta la Terra: impegnarsi attivamente e in prima persona è la chiave per la sopravvivenza collettiva e individuale. La ricchezza e l’unicità di questo libro è nella grande visione d’insieme, che unisce ambientalismo e crescita interiore. «Solo combinando difesa dell’ambiente e pratica spirituale» suggerisce Thich Nhat Hanh, maestro del buddhismo impegnato «sarà possibile trovare gli strumenti per una trasformazione profonda del nostro stile di vita e insieme dell’attuale modello culturale ed economico». www.terranuovaedizioni.it

ISBN 88-88819-67-9

€ 13,00

L'UNICO MONDO CHE ABBIAMO  

La ricchezza e l’unicità di questo libro è nella grande visione d’insieme, che unisce ambientalismo e crescita interiore. «Solo combinando d...

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