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Foto di copertina di Davide SaccĂ

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Gli li Abbecedari ari de Città della a cura d Teatro dell’Argine del in collaborazione con glii abitanti ab de Le Parole e la Citt ittà

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Presentazione Per chi è venuto a vederlo Le Parole e la Città è stato in primo luogo uno spettacolo. Per chi, a diverso titolo e in modi diversi, vi ha partecipato Le Parole e la Città è stato anche uno spettacolo. Intorno, prima e dopo, c’è stato molto altro, di cui gli abbecedari che qui presentiamo provano a rendere una preziosa testimonianza. C’è stato innanzi tutto l’incontro di una comunità con se stessa. Una comunità allargata, costituita da tutti quei soggetti, istituzioni, associazioni, enti, che il Teatro dell’Argine ha conosciuto in vent’anni di storia. E da altri che non ha mai conosciuto e che voleva conoscere. Si tratta quasi sempre di piccole comunità all’interno della comunità più estesa: gruppi di persone che si sono messe insieme mosse da un ideale o da un’esigenza simile. O dall’affinità di storie e percorsi. Il Teatro dell’Argine ha provato a sollecitare questi gruppi per raccogliere le parole-chiave del loro fare. Ognuna di queste piccole comunità, nel momento in cui veniva intervistata, incontrava se stessa in un modo nuovo, dialogico e fluido: si riconosceva, e riconoscendosi individuava le ragioni del proprio agire. Letti tutti insieme questi abbecedari diventano paradossalmente una specie di grande romanzo dell’io che prova a farsi noi; una foresta di emozioni, percezioni, sentimenti pronti per essere condivisi da altri; una ragnatela dove le parole sono il punto d’intersezione tra lunghi filari di pensieri che comunicano la necessità di un confronto affabile, il desiderio di un’appartenenza nella singolarità, il bisogno di una partecipazione non passiva. Ma anche senza leggerli uno di seguito all’altro (impresa forse possibile solo a chi li ha redatti), estraendone alcuni, o da alcuni estraendo qualche parola o definizione, si percepisce di entrare in un’enciclopedia del reale: una realtà operosa, positiva, vitale. La nostra città (città-sogno, città-utopia), quella immaginata e poi in parte realizzata nello spettacolo andato in scena a luglio 2014, è stata costruita su queste fondamenta. Potremmo sostituire la parola «teatro» alla parola «città» e la forma del sogno acquisterebbe contorni più chiari: città e teatro si sovrapporrebbero. Il teatro ingloba la società e ne viene trasformato: palco e platea, artisti e pubblico smettono le loro funzioni consuete per contaminarsi e dare vita a nuovi statuti dove il pubblico diventa attore, dove l’attore si pone al servizio non delle proprie competenze, ma delle competenze di cittadini che nella loro esistenza (professionale e privata) non fanno teatro, né intendono – sperabilmente… – farlo mai.

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Se ognuno di questi termini si definisce di solito in relazione al suo corrispettivo (il pubblico è pubblico perché assiste alla performance di un artista), nella città-teatro essi diventano concetti liquidi perché spariscono confini e delimitazioni: la platea invade il palco e il palco sfocia nella platea; il non attore “si mette in scena” nell’evidenza dei propri limiti attorali, ma nell’altrettanto opalina evidenza della propria biografia e delle proprie qualità, non adulterate da formalismi recitativi. La città-teatro è una città dove ognuno può essere allo stesso tempo attore e osservatore: ogni ruolo è intercambiabile. La città-teatro non è lo specchio della società, è la società stessa che si offre a specchio del proprio agire. La città-teatro è il mondo della luna di Ariosto, ma rovesciato: se là si accatasta, in negativo, ciò che gli uomini hanno perso sulla terra (l’amore, il senno, il tempo), qua avviene lo spettacolo della restituzione; prima di tutto la restituzione alla comunità del “fare teatrale”: non più un’ubbìa di pochi, ma un bisogno diffuso che travalica ogni tecnicismo; poi la reintegrazione dell’uomo con se stesso, ovvero con i valori originali e positivi della sua socialità: il dialogo con l’altro, la disinteressata solidarietà, la relazione che fonda la comunità e non l’individualismo che la disgrega. La città-teatro “si” mette in scena e “si” guarda, non per compiacersi, ma per riflettere su se stessa e offrire un approdo al visitatore occasionale che decida di andare ad abitarvi.

Nicola Bonazzi Andrea Paolucci

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Gli Abbecedari della CittĂ

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Quando un viaggiatore sta per arrivare in una nuova città si domanda cosa lo aspetti, tenta di indovinare l’ampiezza delle strade, la conformazione delle case, i colori dei tetti, l’abbigliamento della gente; disegna nella sua testa una topografia possibile, immagina un centro: i suoni, gli odori, i colori che lo pervadono; immagina una periferia e spera che minimo sia lo scarto col centro. Poi spera che l’immagine che si è fatto della città che sta per visitare non corrisponda alla città reale, perché spera che quest’ultima sappia sorprenderlo in continuazione. Quando un viaggiatore sta per arrivare in una nuova città è preso da una strana vertigine, vorrebbe guardare, toccare, annusare tutto. Sa che avrà la forza di farlo, ma sa che questo non esaurirà la sua ansia di conoscenza. Si augura che la città che sta per visitare sia così stupefacente da volerne serbare un ricordo per il futuro, per quando, immerso in attività quotidiane e meccaniche nella propria città, la propria città gli sarà divenuta indifferente. Viaggerà solitario per permettere ai suoi occhi e alle sue orecchie di catturare suoni, gesti, parole. La musica del caso. Mentre sta per raggiungere le porte della città si dice che, se avrà sfortuna, non avrà altra voglia che quella di visitare gli edifici importanti, camminare velocemente per le strade imprimendosi nella mente un’immagine, un’istantanea di ciò che sta vedendo; ma sa pure che, se avrà fortuna, vorrà fermarsi il più possibile, passeggiare a vuoto, sedersi al tavolino di un bar per guardare la gente affaccendata, confondersi con essa, indossarne gli abiti, assumerne la lingua, condividerne le abitudini. Mentre sta camminando, e a breve avrà raggiunto la meta, si chiede: preda dello stupore, avrò voglia di perdermi nel dedalo delle strade oppure, fatto ostaggio dalla diffidenza, mi aggirerò guardingo? Sarò accolto come un intruso o come un amico? Resterò estraneo a queste mura, a questi palazzi, a questa gente, oppure, preso dalla frenesia dell’incontro, mi farò muro con i muri, diverrò tutt’uno coi palazzi, dissolverò la mia singolarità nella totalità indistinta della folla? Mentre sta per varcare le porta della città prova a darsi qualche risposta, e prova a rispondersi che tutto andrà bene perché la sua disponibilità a farsi sorprendere lo induce all’ottimismo; ma, nello stesso tempo, sa in cuor suo che qualche cosa, qualche impercettibile particolare che ora non riesce a individuare, lo deluderà. E il momento più emozionante resterà quello in cui, ogni volta che sta avvicinandosi a una nuova città, proverà a disegnarne la forma, a visualizzarne la mappa, a inventare le facce degli abitanti. Le città più belle sono quelle immaginate.

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Foto di Davide SaccĂ

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AGEOP Associazione Genitori Oncoematologia Pediatrica AGEOP RICERCA ONLUS da oltre trent’anni accoglie e assiste i bambini malati di tumore e le loro famiglie, per migliorare le loro condizioni di vita e costruire un domani senza malattia. Ha sede nel Reparto di Oncoematologia Pediatrica Lalla Seràgnoli del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna e contribuisce alla crescita di questo centro d’eccellenza. Realizza tanti progetti guidati da un unico obiettivo: che la cura non finisca con la terapia, ma assuma il volto più profondo del “prendersi cura”, in ogni momento.

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Armadio dei giochi

«

La frase che noi volontari ci sentiamo dire più spesso

che i bimbi ricevono come premio per il loro coraggio «Ma sei sempre così

Ma come fai?»

Buffa?»

Novità

Il miglior complimento che abbiamo ricevuto

quelle che non vorresti avere quando arrivi nelle case o in reparto per giocare con i bambini

Centocinquanta bambini l’anno ricoverati nel reparto di ematologia e oncologia pediatrica dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna

Occhi Premio Coraggio

Diritto alla salute

un foglio rilasciato dall’infermiera che dà diritto a un giocattolo dall’armadio dei giochi

il diritto di dire «Io sono malato di cancro», il diritto alla consapevolezza, il diritto all’espressione, il diritto al gioco, il diritto alla comunicazione, il diritto al dolore

Quaderno che c’è nelle case che ospitano le famiglie dei bambini in day hospital e che contiene, giorno per giorno, tutte le annotazioni per i volontari

Eurodisney dove mandiamo le famiglie dei bambini dopo lunghi periodi di cura

Rispetto

F

ior fiore

A noi volontari possono dire: «Andatevene». Ai medici no.

di centinaia di migliaia di euro, quelli che servono per garantire il diritto alla salute dei minori

Scatolone con dentro tutto ciò che serve per allestire un banchetto: ricevutario, penna, cassetta, urna, forbici, regalini e soprattutto la faccia tosta per fermare la gente che vorrebbe passare oltre

Gioco a più non posso

Ho solo dieci euro. Sono abbastanza! Dieci euro equivalgono a mezz’ora di yoga per le mamme, in cui possono rilassarsi e ricaricarsi dallo stress che stanno vivendo mentre lottano contro il cancro insieme al proprio figlio

Terapia Urgenza «

Il nostro stipendio:

Va bene tutto,

ma non mi parlare del cancro dei bambini». Questo è quello che dicono in molti di quelli a cui stai cercando di spiegare cosa fa AGEOP

il sorriso dei bambini

Lettere di ringraziamento

Zot

scritte a mano, dove c’è sempre quella parolina che le differenzia l’una dall’altra

come il suono della magia delle letture teatrali per i nostri bambini 13


AGFA FIADDA Associazione Genitori con Figli Audiolesi e Famiglie Italiane Associate per la Difesa dei Diritti delle persone Audiolese L’associazione AGFA di Bologna, sezione di FIADDA a livello nazionale, sostiene l’integrazione delle persone audiolese e si batte per un loro inserimento in condizioni di parità nel mondo dei normoudenti, tramite l’acquisizione della lingua parlata, che si raggiunge con la diagnosi precoce, l’adeguata protesizzazione e la ri-abilitazione alla parola, che rendono l’audioleso completamente autonomo.

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Approccio

im Mimare

che diventa più facile quando hai ha vicino a te oltarti Amici che sanno Ascolta

usare il corpoo come c un libro ien Niente

Bluetooth

la risposta delle persone one quando chiediamo: «Cosa avete ete detto?»

re della per abbattere le Barriere comunicazione e vince cere le Battaglie quotidian ane

n Onde

Comunicare

sonore per perc ercepire i suoni

non solo parole

il Pila

Diatriba

è il costo della nostra nos autonomia, la durata del nost ostro apparecchio

tra oralisti e segnanti, che he crea nterno dello Discriminazione anche all’inte stesso tipo di Disabilità e Diversit sità. Ma anche derio, Determinazione e Deside come tutti, più di tutt utti

ua Qualità dei rapporti rti con tutti

Rumore, Riverbero

Eco

che suona in test testa anche a noi

che rimbomba all’interno degli li apparecchi, Emarginazione

itudine Solitu

Fatica

si è più Soli con certi rti Sordi che con certi udenti, Suono che he non è Silenzio

di imparare a parlare senza za sentire, mentre il Fischio, quello sì che si sente ed è fas fastidioso

eat Teatro

Gestualità

che mette in moto m il corpo, uno strum rumento per lo sviluppo ling inguistico dei sordi

che diventa quasi Gioc ioco di Udire

Handylex www.handylex.org

chiamate Videoch

Impegno

a Zone di accesso

nonostante il quale la sordità è Invisibile, per cui è difficile l’Inclusi lusione, e genera Ingiustizie e Indiff ifferenza

on accesso Zone di non

Luce come quella del campanello llo di casa

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Alfabeti Colorati Alfabeti Colorati è un’associazione senza scopo di lucro che opera per l’elaborazione, la promozione e la realizzazione di progetti di solidarietà sociale al fine di favorire l’integrazione, la partecipazione e la socializzazione di persone immigrate, con particolare riferimento alle donne, che si trovano spesso svantaggiate per motivi familiari o lavorativi. Le iniziative socio-educative e culturali di Alfabeti Colorati hanno l’obiettivo di aiutare le cittadine straniere, maggiorenni e regolarmente soggiornanti nel territorio di San Lazzaro di Savena non solo a familiarizzare con la lingua italiana ma anche a sentirsi realmente integrate nel nuovo contesto in cui vivono e sono inserite, fornendo loro gli strumenti adeguati per comprenderne il funzionamento.

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Allieve

Occasione

i nostri laboratori sono destinati alle donne

le lezioni danno opportunità di crescere e fare nuovi incontri, ma anche di trovare occasioni di lavoro altrimenti precluse o difficili

Benessere lo stare bene insieme

Percorso Possibilità Pazienza

Canzoni

il corso nel suo complesso dal test d’ingresso alla fine

italiane per fare lezione e imparare divertendosi

Quaderno

Disegni per esprimersi e capirsi meglio

Ricette

Esplorare

scambiarsi le ricette è un modo per conoscersi meglio e più a fondo

essere sempre alla ricerca di strade nuove senza la pretesa di trovare risposte

Sbuffare quando il corso finisce... non dura mai abbastanza!

Facile non può essere sempre tutto difficile

Teatro

Gioia che trasmettono le insegnanti

per esempio come stimolo a scrivere questo abbecedario

Habilandia

Uomini non ammessi al laboratorio

Insuccesso

Vestiti

capita, è normale e bisogna saperlo accettare

di varia foggia e colore indossati dalle donne del gruppo

Libertà

Zaino

non solo autonomia, ma anche libertà di comprensione, conversazione e quindi accesso alla conoscenza

dove mettere tutto quello che serve per imparare

Migliorare come obiettivo e come risultato

Nomi non sempre così facili da imparare

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Amici di Piazza Grande Dal 1993 a Bologna l’Associazione Amici di Piazza Grande Onlus lavora nell’ambito dell’esclusione sociale, per dare assistenza alle persone senza dimora, per difenderne i diritti e favorirne il reinserimento all’interno della società da cui sono state emarginate. Fin dalla sua nascita, Amici di Piazza Grande ha sempre rappresentato un’esperienza originale e costantemente all’avanguardia nella lotta contro l’esclusione sociale. A renderla una realtà pressoché unica nel panorama italiano è la sua composizione e gli stessi principi che la guidano. L’Associazione, infatti, è nata e si è sviluppata grazie alle idee e all’intervento in prima persona di tantissimi senza dimora. Amici di Piazza Grande è il luogo dove i cittadini svantaggiati si organizzano per realizzare i più diversi interventi sui problemi dell’emarginazione. Il principio guida, che si trova in tutte le iniziative dell’Associazione, è la convinzione che solo attraverso l’autorganizzazione e la ricerca di nuove strategie di intervento sociale volte a superare la propria condizione di utente passivo, chi vive in strada può diventare un soggetto attivo, propositivo, e può abbandonare la propria situazione di disagio socio-economico.

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Accettazione

om Nome

ire quanto Altezza, non si riesce a capire sono alti perché stanno sempr pre sdraiati

Odoriri ccattivi gli odori sono ono tutti forti

Bologna

iaz Piazza

Cibo

ferr Polizia ferroviaria

i senza dimora parlano tantissim ssimo di cibo, soprattutto delle ricette che sanno sa fare: appena arrivano in appartamen ento cucinano tantissimo, è la prima cosa che ch fanno; de restare Cancello del dormitorio, che deve sempre chiuso; Coperta grand nde, piccola, pesante, non posso portarmela ela in giro…

adrato Quad Metro Quadrato Qu spetto Rispe richiamaree al a rispetto: «Io ti rispetto, tu mi devi rispettare»

Diverso

operta Scope

il Diverso; Denti: molti non n riescono r a masticare

di luoghi, umanità,, sstorie, coincidenze rriso Sigaretta Scherzo Sorris

Empatia Elasticità

Fiducia

quello caldo; quel uello con lo shiba fatto dai marocchini ma

che ti devi guadagnar are nic Unicità

Gruppo Housing

ogni persona è d davvero unica; hiamate: utenti? Senza Utenti (ma come li chia tetto? Mah, noi li chiam amiamo semplicemente person sone!)

Ironia

lontari Volon

ingolo Io, la percezione del sing

cu si ha paura Violenza di cui

Leggerezza

er Zero

gono; Luoghi da cui provengo cito a trovare Lavoro, che qualcuno è riuscito

Mamma parlano tutti tantissimo della lla propria mamma; Mano, stretta di mano

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Amnesty International Amnesty International è un’organizzazione non governativa indipendente, una comunità globale di difensori dei diritti umani che si riconosce nei principi della solidarietà internazionale. L’associazione è stata fondata nel 1961 dall’avvocato inglese Peter Benenson, che lanciò una campagna per l’amnistia dei prigionieri di coscienza. Conta attualmente due milioni e ottocentomila soci, sostenitori e donatori in più di 150 paesi. La Sezione Italiana di Amnesty International conta oltre 70.000 soci.

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Armàti di penna

Mercatino

come è scritto in una delle loro magliette Aung San Suu Kyi (poster)

principale attività di raccolta fondi, impegna molto, ma dà molta soddisfazione

Brindisi alla libertà

No

che è costato la galera ad alcuni ragazzi portoghesi e che fu l’impulso iniziale per la nascita di Amnesty International

alla pena di morte e «Non si discute!»

Candela

zero appelli

meglio accenderne una che maledire l’oscurità

Prigionieri

Obiettivo

dimenticati

Donne…

Quella volta

dududu

che a un banchetto un passante chiese «Siete Emergency?» «No, siamo Amnesty» «Ma avete la y uguale»

Educazione «Ognuno ha diritto ad avere la propria opignione», come ha, giustamente, scritto un bimbo

Rapporto annuale

Firme

Reato di tortura

e la loro forza. Flautate, le voci che vorremmo avessero i vicini di sede

Stop all’uso dei bambini soldato

G8

Torte

la più grande sospensione della democrazia in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale

Ti riguarda

Unisciti a noi non servono requisiti o competenze particolari per entrare a far parte di Amnesty. Uguali e liberi in dignità e diritti

Ho voglia di cambiare il mondo

Imparzialità

Voci per la libertà

Amnesty vuole esserlo e la pretende. Indipendenza

è il titolo di uno dei primi libri di Amnesty International; Volontari

Lettere

Zingari

di Libertà

che non si dice perché si chiamano rom 21


Annassim Donne native e migranti delle due sponde del Mediterraneo Annassim, in arabo «brezza del mattino, risveglio ben augurale», nasce nel 2003 per dare alle donne del territorio bolognese la possibilità di scambiare saperi e culture, sostegno, condivisione, integrazione, aiuto sui temi vitali – famiglia, figli, violenza, salute – e aiuto con la lingua. Promuove molteplici attività culturali, di aggregazione e ludiche. Tra queste: corsi di italiano, arabo, informatica; laboratori di taglio-cucito e di cucina; progetti e iniziative atti a promuovere le capacità delle donne; proiezioni di film arabi sulla questione delle donne; incontri sulla salute; seminari e gruppi di studio su genere e migrazioni; cene, reading di poesie, spettacoli, eventi interculturali.

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Accogliere

Nostalgia

le donne che arrivano; insegnato ai bambini e agli italiani Arabo

di casa, ma non so se tornerei là, non posso tornare

Bambini

Ospitalità

Bologna

Odori dei cibi, delle spezie, delle erbe che coltiviamo, della nostra terra che ci manca

Cucina il luogo di ritrovo più gettonato

Poesie

Donne

che scrivono le donne siriane – e non solo loro – per raccontare il loro dolore

che insegnano, ridono, cucinano, si aiutano

Quando

Essere unite nell’Eterogeneità

sono là vorrei essere qua, quando sono qua ho nostalgia di là

Figli

Radici

che sono italiani, Famiglie da curare, famiglie lontane da sentire vicine

da insegnare ai figli

Straniere

Giovani

sentirsi straniere sia in Italia che nel proprio Paese

perché qui siamo di tutte le età, ma ci sono soprattutto ragazze giovani

Tempo

Ho un sogno

da dedicare a noi stesse

un orto comune, educazione, accoglienza

Un centro

Intraprendenti

che è cultura, cucina, politica, accoglienza

come noi

Vivere

Lavorare

con i piedi in due terre

per la famiglia e per la comunità

Zonarelli

Mediterraneo

che è il posto dove ci incontriamo

Annassim accoglie donne provenienti da entrambe le sponde del Mediterraneo, e non solo

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Foto di Davide SaccĂ

MEMORIA Dalle cinque parole di Marta Vecchi della Libreria delle Moline

Ricordati di ricordare Henry Miller

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ANPI e ANPI Donne Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia L’ANPI, con i suoi oltre 120.000 iscritti, è tra le più grandi associazioni combattentistiche presenti e attive oggi nel Paese. Fu costituita il 6 giugno 1944, a Roma, dal CLN del Centro Italia, mentre il Nord era ancora sotto l’occupazione nazifascista. Il 5 aprile del 1945, le veniva conferita la qualifica di Ente morale che la dotava di personalità giuridica, promuovendola di fatto come associazione ufficiale dei partigiani. Nello Statuto erano evidenziati gli scopi operativi che la struttura si era prefissata. Tra questi: restituire al Paese una piena libertà e favorire un regime di democrazia per impedire in futuro il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e assolutismo; valorizzare in campo nazionale e internazionale il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall’azione dei partigiani; far valere e tutelare il diritto dei partigiani, acquisito, di partecipare in prima linea alla ricostruzione morale e materiale del Paese e promuovere la creazione di centri e organismi di produzione e di lavoro per contribuire a lenire la disoccupazione.

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ANPI Antifascismo

Nascosto

Bologna Bombardamenti, Bianco

come i partigiani che si nascondevano dai fascisti, per sfuggire alle ronde. Come le armi nascoste sottoterra, pronte per la rivoluzione

Coraggio

Ozzano

di tutti, uomini e donne; Costituzione; Carlo Jussi, medaglia d’oro per la resistenza di San Lazzaro di Savena

casa di Rino, cresciuto in una famiglia antifascista

Partito

Democrazia uno dei motivi principali per cui lottare

come il partito politico, che non ha niente a che vedere con quello di 70 anni fa

Esempio.

Quarantaquattro

I giovani associati ANPI, che non erano presenti negli anni della lotta, adesso seguono l'esempio di nonni, zii e amici

come l’anno in cui a Roma è stata fondata l’ANPI

Resistenza

Fucilazione

contro il fascismo, contro l’inciviltà; Rimpianto: non smettere mai di chiedersi se ne sia valsa la pena; Rosso

come quella degli amici fucilati durante una rappresaglia. Ricordare i partigiani caduti

Scuola

Gruppo

i membri dell’ANPI raccontano nelle scuole le loro storie, per mantenere viva la memoria; ma anche scuola di partito, che molti di loro hanno frequentato negli anni ‘40

bisogna sempre tenere presente il valore del gruppo, della fiducia gli uni negli altri; Giustizia per cui lottare, Giustizia era anche il nome di una brigata «

Togliatti

Hai ammazzato un tedesco?»

rappresentante del partito per cui erano pronti a disseppellire le armi

Domanda che i bambini pongono spesso durante gli incontri nelle scuole

Uomodonna

Ideali

perché la Resistenza non ha sesso e ha insegnato a resistere agli uomini e alle donne indifferentemente

per cui lottare

Libertà

Volantini

come il nome di una brigata, come il valore supremo per cui combattere

che distribuivano nelle campagne per informare le persone dell’esistenza dei partigiani; Venticinque aprile, festa della liberazione; Verde

Modestia

Zitti

presente in quello che fanno e che hanno fatto. Rino ripete spesso: «modesto, modestamente»

nascosti, non ci si doveva far sentire se non al momento opportuno

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ANPI DONNE Apertura

t Otto

che l’ANPI ha avuto. Da un certo punto in poi i membri ri non n erano più solo partigiani, ma anche donnee e giovani che non avevano partecipato alla R Resistenza

settembre bre 1943: ricordo la corsa in casa sa di questi giovani che cercavanoo dei d vestiti

Pregiuiudizio

Bambini

da abbattere nei confront nti delle donne militanti, le quali veniva ivano additate per il loro comportamen ento disdicevole a causa della loro permanenza nza con molti giovani partigi tigiani

delle scuole elementari ari che fanno tanto d’occhi quando racc accontiamo loro cosa hanno fatto le donne partigiane par

Coraggio

ua Qualità

Donne

della Resi esistenza. Basta raccontarla, bisogna gna farla; altrimenti tutto quello che è stato fatto fat diventa inutile

ettono che i partigiani uomini oggi ammet «Senza le donne non ce l’avremmo mo mai fatta»

Responsnsabilità

Età

di portare avanti i valori val promulgati dai partigiani: anche oggi que quello che hanno fatto mi riguar uarda

l’ANPI si è fatta portavoce di valori intergenerazionali

Fiducia

affette Staffe

la quotidianità durante la Resistenz enza era basata sulla fiducia

le donne durante nte la Resistenza non sono state te solo s staffette, ma anche mil ilitanti attive

Giovani dobbiamo tenere sempre presentee la loro energia

em Temi

Ho

su cui lavorare: lav memoria, Resistenza, difesa dif della costituzione

settantotto anni, e quando la Resistenza era in atto tto, io c’ero.» Francesca

iversità Unive

«

ci dà sostegno e ci fornis nisce materiali di studio: «Senza il suo sostegno saremmo sa la bocciofila»

Insegnare

er Verità

Liberazione

bisogna raccontarla in modo m che si attacchi ai cuori, alla mentee e agli entusiasmi

Militanza

it Zitti

sa di grande sentirsi parte attiva di qualcosa

da bam ambini, quando sentivamo i nostri no genitori parlare sottovoce del figlio della del Maria che era in montagna, non dovev evamo fare domande né diree niente n

Non sopporto parlare di Resistenza za solo per raccontarla: dobbiamo capire e sceg cegliere cosa sia la Resistenza per noi oggi ogg

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Architetti di Strada L’Associazione Architetti di Strada si propone di migliorare la risposta ai disagi sociali e abitativi con progetti e realizzazioni sostenibili in termini economici, ecologici e sociali. È composta da architetti, ingegneri, urbanisti, esperti di diritti umani, di comunicazione, di partecipazione, di sostenibilità energetica e ambientale. Architetti di Strada risponde con soluzioni tecniche di alta qualità e costo contenuto ai disagi sociali e abitativi. Usa un approccio basato sui principi di sviluppo sostenibile in termini economici, sociali e ambientali. Offre servizi, strumenti e azioni che consentono di trovare soluzioni anche in condizioni economiche limitate, indicando e sperimentando nuovi concetti di casa e di abitare, soluzioni tecniche atte a rispondere meglio e più velocemente alle esigenze di uso e vita nelle città, per tutti.

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Antenne

r Orto

siamo sempre con le antenn enne ritte pronti a scattare al momento nto giusto. lità Ascolto, Accessibilità

come quello costruito uito nel Quadrilatero

Basta!

no basta mai; Pazienza, che non ccompagnatrice di tutte Panda rossa, degna acco le trasferte; Prospettiv tiva; Panchine; Piazza

ra Prato

Riferito a tutto ciò che continu nua a essere sbagliato e contro cui ci ba battiamo

drilatero Quadri

Capiscimi intercalare abusato durante le riunioni. permettere Caos; Case che non ci si può p

zona nel quartiere San Donato in cui con l’aiuto degli abitanti abb abbiamo messo in piedi un piccol colo orto

Degrado

azione Relazi

del tessuto sociale, Desiderio; io; Distanza

usco Rusc

Emozioni

chezza Stanch

Esclusione

nonostante la quale scat catta sempre la Scintilla che fa venir nire le idee

Fiducia

leranza Tollera

che manca nei nostri conf nfronti, soprattutto da parte delle istituzioni. isti Frustrazione

tra le persone, e, che non c’è versalità Univer

Guanti i veri attrezzi del mestiere, Geppetto G

vorremmo fossero rico iconosciuti i diritti e i valori universali uni

Handicap;

olo Volontà

Homeless; Home

che non n manca! m

Immobilità

ap Zappa

ologna quella della città di Bolo

quella vera, quella que dell’orto!

Lentezza Lontananza

Menta del tè Non si può! 29


ASSCUBO Associazione Studenti e Studiosi Cinesi dell’Università di Bologna ASSCUBO è un’associazione che organizza iniziative aventi per tema la cultura e la civiltà cinesi e le relazioni storiche, culturali, politiche ed economiche tra Oriente e Occidente. Con le sue attività, tra le quali spiccano le collaborazioni di carattere culturale con la Biblioteca Cabral, ASSCUBO contribuisce a creare un importante momento di incontro tra la città di Bologna e la comunità degli studenti cinesi che vi abita.

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A

more perché non può esistere una città senza amore

O

sservare è l’insegnamento più importante

P

Bacio

romessa farle, per poi mantenerle, dovrebbe essere una buona attitudine dell’uomo

può esprimere diverse emozioni provenienti dal profondo del cuore umano

Civiltà

Quiete

dovrebbe essere alla base della società

la propensione dell’uomo alla tranquillità e non alla vita frenetica. Vivendo la vita serenamente l’uomo può riflettere meglio

Donazione donare se stessi per aiutare gli altri e le persone in difficoltà

R

avioli il prodotto cinese più conosciuto dagli italiani, cibo molto diffuso anche in Cina

Espressione libera del pensiero

F

este diverse in ogni Paese. Per esempio il capodanno cinese è in primavera

Silenzio proverbio cinese: «Il silenzio è d’oro», ad esempio, se non sai una cosa è meglio tacere piuttosto che dirla male

Gioco

Tesoro

per divertirsi, come il Majiang (pronunciato «magian»), famoso gioco cinese formato da tessere

ognuno dovrebbe avere un tesoro, non necessariamente un oggetto, qualcosa a cui si tiene

Hamburger uno degli alimenti preferiti dai giovani

Università

Illimitato

un luogo dove studiare, imparare per migliorarci; a Bologna arrivano circa 200 studenti cinesi ogni anno

bisognerebbe non porre limiti al proprio essere, al proprio fare, al proprio dire

Verità

Jiazi

in qualche momento ci ferisce, ma è importante conoscerla piuttosto che restare all’oscuro

il nome dei ravioli in cinese

Linguaggio

W

fondamentale per gli scambi e la conversazione tra le persone

onton cibo cinese

Mondo

Yun tun

le persone si sentono sempre più vicine grazie agli strumenti di comunicazione

piatto tipico nel sud della Cina composto solo da carne

Natura

Zanzgi cibo che si mangia per la Festa delle barche-drago il 2 giugno

bisogna rispettarla e accudirla, anche mangiando cibi sani

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Avvocato di strada onlus Il progetto Avvocato di strada, realizzato per la prima volta nell’ambito dell’Associazione Amici di Piazza Grande, nasce a Bologna alla fine del 2000, con l’obiettivo fondamentale di tutelare i diritti delle persone senza dimora. L’esperienza nasceva dalla necessità di garantire un apporto giuridico qualificato a quei cittadini oggettivamente privati dei loro diritti fondamentali. L’Associazione Avvocato di strada onlus nasce nel febbraio 2007 per cercare di favorire una crescita comune delle esperienze, condividere, attraverso il confronto di esperienze, un’idea comune sugli obiettivi e le modalità di intervento del progetto Avvocato di strada, riflettere sulle caratteristiche e sui cambiamenti del contesto sociale, favorire lo scambio di informazioni tra gli operatori di territori diversi per migliorarne le competenze e renderle più specifiche e adatte alle diverse realtà. All’attività degli sportelli partecipano a rotazione avvocati che forniscono gratuitamente consulenza e assistenza legale ai cittadini privi di dimora, oltre a volontari che si occupano della segreteria e della conduzione dell’ufficio.

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Avvocati

No

che fanno Accoglienza a tuttii q quelli che si presentano allo sportel tello

che ti senti se sempre dire, a cui devi rispondere, ris tutti i no daa ccombattere

Bisogno

imismo Ottim

ca? cosa c’è e cosa manca

per poter guardare are sempre avanti

Coperta

vertà Pove

Diritti

ndo…? Quand

di tutti, da rispettare e da far ar rispettare r

L’incipit più iù frequente delle domande che he ci vengono poste

Emarginazione

scatto Risca

Fiducia

(voglia lia di)

molto difficile da instaur aurare ortello Sport

Giustizia

apertoo a tutti

per cui lottiamo ett Tetto

Help!

lti Ultimi

Legge

cercare di non dime imenticare nessuno

Includere

abondo Vagab

g attraverso le Iniziative perr generare ifferenza e Integrazione, evitare l’Indiffe l’Isolamento

vorre Zavo

Morte

del pas assato, come portare sulle spalle spa tutti gli errori di una vita precedente pr

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Banda Cittadina di San Lazzaro di Savena La banda di San Lazzaro ha una storia antica: inizia sul finire dell’anno 1854, quando alcuni volenterosi diedero vita a un piccolo complesso denominato Corpo Bandistico Musicale di San Lazzaro di Savena. Una storia fatta di tante persone guidate dalla passione per la musica, che, in centosessant’anni, sono state, nella gioia e nel dolore, nelle ufficialità e nell’allegria, la colonna sonora dei maggiori eventi della comunità locale: solennità religiose, processioni, funerali, celebrazioni militari e civili, carnevali, eventi, concerti e concertini bandistici. Oggi si presenta alquanto rinnovata, con molti giovani preparati da professori diplomati, ma con uno spirito che non è mai cambiato: divertirsi facendo musica insieme.

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Autorità

entosessantatre Milleottocent

da sempre, durante le parate, le not ote della banda le accompagnano

l’anno della fondazione... fo Così potete fare are voi i conti!

Banda di Caselle

na spesa! Nessuna

il primo nome della banda di Sa San Lazzaro

Teniamo corsi dii m musica gratuiti!

Centosessanta

gogliosi Orgog

(o centosessantuno?) come gli anni della Banda di San Lazzaro

lo siamo tutti di fare re parte della banda rmessi Perm

Diploma

una volta era necessar sario averne parecchi per poter indossare una un divisa e avere uno stemma, il rischio era che fossimo degli eversivi

del conservatorio, diversi partecipanti della Banda hanno ha iniziato con noi e proseguito gli studi, facen endo strada nel mondo della musica

Quararanta i mem embri che attualmente compong ngono la banda cittadina

Esempio che i membri più anziani tram amandano a quelli più giovani

manze Roma

indispensabili per leggere e capir pire la musica

sappiamo suonare are anche quelle, fanno parte de del repertorio: un tempo la banda era ra l’orchestra popolare

Giovani

umenti Strum

sono sempre di più quelli chee vvogliono partecipare

fiati e perc ercussioni: oboe flauti clarinetti sasso ssofoni tricorni tromboni bombardini percussioni ni batterie casse piatti…

Frazioni

O

H!

Territorio e Tradizione

lo stupore di quando, o, per il compleanno di uno dei memb mbri, tre bande insieme hanno suonato Tanti auguri au a te

Unaa vvolta

Insieme

che c’è la passione perr llo strumento, c’è tutto

la nostra voglia di stare ins insieme si misura con i sacrifici e la fatica che facciamo per venire alle lle prove

lantini Volan per fare pubblicità tà e farci conoscere

Lavoro

al

Zio

il soprannome del membro me più anziano, sempre a dispos osizione di tutti

manuale per trascrivere le partiture dei dive iversi strumenti (il direttore ancora ogg ggi fa tutto con carta e penn nna!)

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Le strade di una città sono come gli uomini. A seconda di come si vestono, passano per nobili o villane, oneste o malfamate. Una facciata con intonaco liscio e tirato da poco, è un uomo con la cravatta. Se ci si mette un poco di marmo per rivestirlo, diventa un signore con l’aiuto di rappresentanza. Bologna centro è piena di case malandate, dove si respira l’aria equivoca di un passato non tanto passato, quando i ladri di biciclette nascondevano la refurtiva nello scantinato e le prostitute, sedute fra le colonne del portico, si scaldavano al calore di un secchio colmo di braci e tenuto in grembo. La sedia la portavano da casa. Via Rizzoli, per esempio, o via Indipendenza: palazzi ben conservati, ascensore, portiere che non accetta visitatori privi di cravatta... Rispetto, onestà, pulizia. Ogni città è uguale alle altre… Loriano Macchiavelli

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Foto di Davide SaccĂ

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Biblioteca e Centro di Documentazione delle Donne La Biblioteca e Centro di Documentazione delle Donne nasce alla fine degli anni Settanta come parte del Centro di Documentazione, Ricerca e Iniziativa delle Donne, grazie a un progetto elaborato dall’Associazione Orlando, un’associazione di donne attive nella ricerca e nella politica, che vollero fondare un’istituzione autonoma per promuovere la cultura della differenza di genere e la presenza pubblica femminile. L’Associazione Orlando gestisce attualmente la Biblioteca attraverso una convenzione con il Comune di Bologna e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Dal 2013 è collegata all’Istituzione Biblioteche. La Biblioteca Italiana delle Donne di Bologna è oggi in Italia la più importante biblioteca specializzata in cultura femminile, studi di genere e femminismo. Possiede un patrimonio di circa 40.000 volumi, di cui oltre 35.000 già inseriti nel catalogo unico del Sistema Bibliotecario Nazionale, e 495 periodici, di cui 50 attivi.

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one Autodeterminazione

atu Natura

che passa attraverso l’Analisi, si, l’Ascolto, l’Attenzione, per giungere all’A Autonomia

scita Nasc (noin oino.org) Noi

mune Biblioteca Bene comu

bie Obiettivi

llezza Bisogno, anche di Bellez

pportunità Oggi Oppo

Corpo

portunità Pari oppo

p di come Casa, Centro, punto dii partenza tutto: Comunicazione, Cultura ra di genere, io, Confronto, Coraggio, Comprensione e Capacità di Coonciliazione

ote rosa Quote one sessuale Rivoluzione

Donne

che non è ancora an finita

inazione Diritti Desiderio Discrimin ani Dubbio Dono Doman

reotipi Stereo della Società legati le al Sesso

Emancipazione

imento Tradim

ucazione Espressione Ecologia Educa

Femminismo(i)

om Uomini

ia e Fantasia. Forse Felicità, ci vuole Fiducia Famiglia

guaglianza Unione Ugu

Genere

it Vita

Generazione Gravidanza Gelosia G

Violenza Violazione V oce Voc Velo Veedere alori Valo

ad

Hoc

Identità

it Zitte

re, il potersi riconoscere far valere la propria Ideol eologia, non aver timore delle propr prie Idee. Essere Indipendenti ti

non ci sta staremo

Linguaggio ertà Leggere Lavoro Libert

Madre Maternità

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Biblioteca Salaborsa Inaugurata nel dicembre 2001, Salaborsa è la biblioteca civica multimediale di informazione generale della città di Bologna. In biblioteca sono disponibili libri, giornali, riviste, mappe, video, cd audio, cd-rom, banche dati, dvd, oltre a diverse postazioni internet e la connessione wi-fi di Iperbole Comune di Bologna. L’ingresso è libero; per usufruire di alcuni servizi è necessario iscriversi. L’intera biblioteca si sviluppa sui tre piani di Sala Borsa, complesso monumentale all’interno di Palazzo d’Accursio, sede storica del Comune che si affaccia su Piazza Maggiore e Piazza del Nettuno, da sempre centro e cuore della città. La documentazione della cultura contemporanea, la pubblica lettura e l’intercultura figurano tra i motivi portanti della missione della biblioteca. Un ruolo determinante nell’accesso alla conoscenza e nell’educazione alla lettura è svolto dalla sezione della biblioteca dedicata a bambini e ragazzi (da 0 a 16 anni).

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Aneddoti

ing Lingue

scolto Apertura Accoglienza Asc

bisogna sapere almeno l’inglese l’in per lavorare lì in modo da essere il più iù possibile p accoglienti

Bagno

raviglia Merav

annoso problema quello del bagno, no, i bagni sono pochi; «Dov’è il bagno?» è la dom omanda più frequente che fanno gli utenti ed è sstato per molti anni il primo argomento all’ordine ine del giorno delle riunioni

lteplicità Multitasking Multimedialità Moltep m fatta Non staa mai frase che una vecchia bi bibliotecaria dice della Salaborsa, per dire che ogni giorno c’è un progetto nuovo da fare, re, un problema o una domanda nuova a ccui dare risposta

Curriculum rivere i loro insegniamo alle persone a scriv curricula

O

rienta ntamento goglio Occasioni Ospitalità Orgog

Domande

Post it

sono tantissime, di tutti i tipi, comee il papà arabo che chiede un libro sulla mat aternità, oppure un papà che chiede un docu ocumentario sul parto e dice che è urgent ente!

per i 10 anni di Salabo borsa una parete della biblioteca è stata dedica icata ai commenti della gente su Salaborsa: Sa «È buona comee la mortadella», «Si cucca moltissimo» mo

Evoluzione molte di noi erano già bibliotecar arie, altre no, ma comunque tutte ci siamo ev evolute in un nuovo tipo di biblioteca tecario

Q

uattro ro stagioni le diverse esigenze ze delle 4 stagioni. Inverno: stare al caldo; o; Estate: E stare al fresco; Primavera: accogliere sco scolaresche in gita che se piove non sanno dove mangiare; ma Autunno: spazi per lo studio chee n non bastano mai

Fatica one Flessibilità Frustrazione

Gratis

sistere Resistere! Resistere Resist lenzio Silen

è importantissimo che tutto sia gratis. Ma bisogna anche insegnare che «Tutto «T è gratis» non vuol dire che le cose abbianoo poco valore, anzi vuol dire che ne hanno di più più, perché, di questi tempi non è detto che tutto q questo esisterà per sempre. È una cosa preziosa e quindi di fragile

(che molto spe pesso non c’è) em Tempo avoli Tutti Turisti Tav

Hotel Salaborsa

ni Unica

dove la gente va per studiare, per pe pregare, per dormire, perché si sente sola, a, p perché vuole stare da sola, per schiacciare un pisolino, per avere informazioni turistiche, e, per p mangiare le cose portate da casa dato che non on ha più i soldi per andare al bar, per lavorare usa usando il wi-fi gratuito, per leggere il gior iornale, per andare al bagno… …

tutti glielo dicono: «Salaborsa «S è unica!» lontari Volon che aiutano acquistandoo libri, l facendo mercatini coi libri scartati, aiutando do i vecchietti a imparare a usare internet… int

Wi-fifi gratis Zooo

Intercultura

a volte lo sembra, s enti sempre in giro Zaini degli student

tanti progetti: libri in diverse linggue e corsi di italiano per stranieri e di lingue stra traniere per tutti

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Bimbo Tu L’Associazione Bimbo Tu onlus nasce nel 2007, per volontà dei coniugi Arcidiacono in collaborazione con il responsabile della Sezione di Neurochirurgia pediatrica dell’Ospedale Bellaria di Bologna, con lo scopo di assistere i bambini ricoverati nel Polo per malattie del sistema nervoso centrale e le loro famiglie. L’obiettivo di Bimbo Tu è portare aiuto, assistenza e supporto materiale, logistico, morale, psicologico ed economico, direttamente e indirettamente, ai bambini e alle famiglie dei bambini affetti da tumori del sistema nervoso centrale e periferico e da altre gravi malattie, come patologie encefalo-midollari e cranio-vertebrali di natura malformativa, genetica, traumatica, vascolare, infettiva o altro, specie se invalidanti, croniche o tali da richiedere terapie e assistenza prolungate.

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quando un bambino si ammala, si ammala tutta la famiglia

Amicizia i legami che si creano con le persone che passano

Negoziazione

Bambini

tanta con tutti, con i bambini, con l’estero, con le istituzioni

prima di tutto

Ottimismo

Chiacchiere

indispensabile

i bambini parlano molto! Coinvolgimento Condivisione

Paura e Pazienza

Diploma

QualitĂ

di bambino coraggioso

migliorare la qualitĂ di vita

Entusiasmo ed Energia

Riservatezza

in abbondanza

del Racconto: quello che ci viene detto rimane qua

Fabbricare facciamo tante cose, come i Fiori di carta

Salute diritto fondamentale

Gong

Totem

che piace moltissimo ai bambini

come viene chiamata la tv che gira per il reparto a cui sono collegati i videogiochi

Hotel sembra di essere in un hotel, Hotel Bellaria

Unione

Inno

Visione

disponibile in CD, Inno Bimbo Tu

chiara degli obiettivi

Leggerezza

Zainetto

con cui bisogna venire in questo posto

regalo che si fa ai bambini quando arrivano

Malattia

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Bologna Cricket Club ASD Il Bologna Cricket Club nasce nel 1984 da un piccolo gruppo di atleti inglesi e italiani. Lo sport del cricket è improntato al rispetto dello “spirito del gioco”, secondo l’etica della disciplina nata del XVI secolo in Inghilterra. Si tratta di un insieme di regole, frutto di consuetudini consolidate, aventi per obiettivo il profilo morale della pratica sportiva. Per questo, nel nostro Paese, lo sport del cricket si candida a modello di integrazione interculturale tra gruppi di diversa etnia. Negli ultimi campionati italiani under 13, si sono iscritti bambini e bambine di 17 diverse nazionalità. Quest’anno, il Bologna Cricket Club compie i suoi primi 30 anni e vanta un Palmares di tutto rispetto: uno scudetto indoor (2003), due vittorie in Coppa Italia (2003, 2004) e 8 campionati italiani giovanili, l’ultimo dei quali vinto quest’anno dai ragazzi under 17.

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Agonismo

on Mondo

devi tenere alla tua squad adra, devi sempre sostenerla, devi insegu guire la vittoria con la mente ma anche con il cuore ore, devi sentire che è parte di te

il cricket mi fa conoscer cere il mondo, imparo a stare con tante persone diverse di e mi fa viaggiare in luoghi chee non n conosco ob Nobiltà

Battitore

il cricket è uno spor ort nobile e antico, la nobiltà è nell’ani nimo dei giocatori, nel rispetto di te stess esso e dell’avversario

un buon battitore è molto importa rtante in una squadra, un buon battitore realizza izza dei punti e tutti lo applaudono, anche gli li aavversari

cc Occhi

Condivisione

sempre atten tenti al gioco

si condivide tutto in una squadra: ra: la fatica, il sudore, la sconfitta, la gioia della ella vittoria, i lunghi viaggi delle trasferte in np pulmino, i rimproveri dell’allenatore e i suoi oi complimenti c

zienza Pazie occorre stare calmi e aspettare a il momento giusto, anche se hai i tuoi oi problemi, in campo te li devi dimenticare perc erché quando giochi sei come “sospeso” e separat rato dal resto del mondo

Di dove sei? noi siamo tutti diversi, veniamo da paesi diversi, Pakistan, India, Afghanistan, Bangla gladesh, Ceylon e perfino dall’Italia! Ma il cricket et ci fa sentire tutti uguali, ognuno impara dall’a ll’altro e ci si diverte a stare tra amici ici.

Quantete regole! il manuale che de descrive le regole comportamentali del el gioco è veramente volumi minoso

Fair play

delle Regole Rispetto del

se uno sbaglia gli altri non lo sfottono, sf si applaude quando l’avversario vi vince, poi si mangia e si beve tutti insieme, e, come c una famiglia. Ecco una delle grandi di differenze d rispetto al calcio, una cosa che tutti tu i ragazzi dovrebbero imparare re

regole antiche, una trad radizione da rispettare po Sport il cricket è moltoo p più di uno sport, qualcuno lo defi efinisce un’arte

Gioco

nacia Tena

il cricket è un gioco che richiede ta tanta passione, tanta fantasia, perché, pur nell rispetto ri del regolamento, non c’è una partita uguale ug all’altra, non c’è una battuta uguale al all’altra, c’è grande spazio per la creativi tività e puoi mostrare davvero chi sei tu

nel cricket siamo tutti uguali, ug uomini e donne

Incoraggiamento

inc Vincere

non ci arrabbiamo se un nostro ro ccompagno sbaglia, anzi lo incoraggia giamo

vincere per vincere, non per i soldi, avere la grinta e la voglia di port ortare alla vittoria la tua squad adra

le partite possono dura urare anche molte ore nis Unisex

Lealtà

on Zone

verso la tua squadra, a, verso i tuoi compagni e verso so te t stesso

della città in cui giocare. Ci sono campi apposta, che allegramente invadia diamo durante le partite

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Bottega Finzioni Bottega Finzioni è una scuola di scrittura che riprende il metodo della bottega, dove allievi e maestri lavorano assieme al materiale vivo, che in questo caso sono le narrazioni. Narrazioni fatte con parole o con immagini: racconti, romanzi, teatro, sceneggiature di film, fiction televisive, documentari o programmi di approfondimento. Si tratta di lavori già in produzione o che vengono ideati e sviluppati all’interno della Bottega per poi essere proposti all’esterno. Bottega Finzioni vuol essere un vivaio di scrittori con volontà e passione, una fucina di idee da realizzare, e si presenta fin da ora come un luogo pieno di storie che aspettano di essere raccontate.

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Assassino

Perspicacia

il vero protagonista del racconto giallo

per scoprire anche le proprie intenzioni

Borse di studio

Quattro

numerose e varie quelle concesse ogni anno

esistiamo da quattro anni

Caramelle

Rischio che bisogna saper correre per raggiungere i propri obiettivi

Diritti d’autore bisogna sapere come funzionano…

Storie

Errare

che scriviamo, pensiamo, ci raccontiamo...

è umano e solo sbagliando si impara

Tutor

Fiducia

che ci guida

che bisogna riporre in se stessi e nelle proprie idee

Un uomo una donna, una mela

Garzone

Valigia

Hotel

Zitti

la famosa H di Hotel

Io il mio punto di partenza

Libri Mmh... penso e ci ripenso

Nuova idea, prospettiva, storia..

Ozio ogni tanto è meritato

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Cantieri Meticci Cantieri Meticci nasce nel 2005 come progetto della Compagnia Teatro dell’Argine, che organizza e conduce laboratori di teatro per gruppi interculturali che coinvolgono migranti, richiedenti asilo e rifugiati politici insieme ad attori e allievi attori italiani. Il progetto prende allora il nome di Compagnia dei Rifugiati. In particolare, sono coinvolti gli ospiti delle due strutture di accoglienza bolognesi (via Quarto di Sopra e Via del Lazzaretto), in collaborazione con la Cooperativa L’Arca di Noè, nell’ambito del progetto Emilia-Romagna Terra d’Asilo – progetto SPRAR della città di Bologna. Negli anni il progetto si è consolidato fino a diventare punto di riferimento per migranti e rifugiati di ogni origine ed esperienza e a creare un gruppo di lavoro che comprende oltre cinquanta attori provenienti da Afghanistan, Belgio, Camerun, Cina, Costa d’Avorio, Ghana, Iran, Italia, Marocco, Nigeria, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo, Russia, Sierra Leone, Siria, Somalia. La compagnia si rinnova di anno in anno, accogliendo sempre nuove persone, ma continua a mantenere nel suo nucleo anche i vecchi frequentatori, al fine di garantire un percorso graduale e un crescente coinvolgimento e senso di responsabilità per i “vecchi”, creando nel contempo un ambiente accogliente e preparato per i nuovi arrivati. Nel 2013 la Compagnia ha deciso di costituirsi come associazione culturale indipendente, cambiando il proprio nome da Compagnia dei Rifugiati in Cantieri Meticci.

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Alice

Noi

dietro la porta del bagno della casa asa di via Ceri. Laura racconta che lei all’inizio izio a teatro non ci voleva venire. «Oggi no non posso, devo andare in bagno» «Non fa niente, ti aspettiamo», diceva Alice Ali

e noi sappiamoo cosa c vuol dire. ca e un viaggio Nave, che è una casa allo stesso sso tempo

Bambini

perché anche di ques uesta non ce n’è mai abbasta stanza

Organizizzazione

per fare teatro bisogna tornare re ad a esserlo iet Pietro

CIE

il nostro regista. Patria:: l’unica l’u patria possibile è questo teatro atro insieme

i Centri di Identificazione ed Esspulsione, con i letti di Cemento. to. se straniero Coraggio, di vivere in un paese

tidianità Quotid che stiamo creando, che he non contiene orrori a cui doversi abituare re per sopravvivere

Discorsi perché non se ne fanno mai abb abbastanza. A Darbuka, lo strumento dii Ahmed

madan Rama gli attori senza forze perché pe devono provare durante il Ramadan R

rgia Entusiasmo ed Energi che si scatenano quando lavoriam iamo insieme

ukran Shuk

Figli

che vuol dire «grazie»» in arabo. Senso, che è quello che non dobbiamoo perdere perché sarebbe come perdere la rotta ro in un viaggio

che sono lontani, che arrivan ano per il ricongiungimento familiare, e le Feste che si fanno quando arrivano no

er Terra

Grazie

che è forza e ricchezza, za, e povertà apparente. ergie insieme e anche la Tempesta, le nostre ener Sh Tempesta dii Shakespeare. nostro spettacolo Titanic, come il no

lo diciamo nel cerchio alla fine dii ogni o giorno di laboratorio, ogni giorno in una lingua lin diversa

Ho voglia di stare qui

rd Urdu

insieme a voi

la linguaa di d Bubi

Isole con le gambe

og Voglia

in viaggio per il mondo do

di staree insieme in

Lunedì

atte Zattera

il giorno del laboratorio rio

la nostra su cui siamo ade adesso e quella che Amin ha costruito a 14 annii per p affrontare il mare

Macchine che si organizzano per i pas passaggi quando ci sono le prove ove

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Cassero LGBT Center Il Cassero nasce a Bologna nel 1978 col nome di Circolo di cultura omosessuale 28 giugno, a partire dall’esperienza dei movimenti di liberazione omosessuale degli anni precedenti. Nel giugno del 1982 riceve dal Comune di Bologna la sede di Porta Saragozza, primo caso in Italia di un’amministrazione comunale che riconosce l’importanza e la progettualità di una realtà associativa gay e lesbica. L’assegnazione di Porta Saragozza testimonia della trasformazione sociale tipica di quel periodo, della quale il Cassero diviene uno dei simboli più visibili a livello nazionale. Nel 1995 organizza il Pride a Bologna, che vede la partecipazione di oltre 10.000 persone. Nel 2000, in occasione del World Pride, riesce a portare a Roma più di 1.000 persone e prende corpo l’idea della creazione di un’Associazione nazionale Arcigay, che attualmente coordina più di 100 circoli in tutta Italia e ha sede all’interno del Cassero.

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Accoglienza

Ottimismo

Ascolto

Omofobia Offese: la vera offesa è il non riconoscimento

Bacio

Pregiudizio

è molto forte il suo valore politico, come un simbolo per le nostre Battaglie

Queer

Cultura a più livelli

è un termine politico, usato da chi rifiuta con forza le tradizionali identità di genere, da chi si rappresenta e percepisce come oppresso dall’eteronormatività prevalente nella cultura e nella società. Teoria che è indipendente dall’orientamento sessuale

necessità di avere una produzione culturale a livello antropologico che tenga conto di tutti gli aspetti dell’umana società

Doveri nei confronti della comunità LGBT

Resistenza

Eteronormatività

quotidiana, del passato e del futuro

dove sta scritto che ogni sesso abbia comportamenti da seguire?

Stereotipi legati alla Sessualità

Fuori

Transessuale

nome del primo collettivo omosessuale italiano

Transfobia

Giudizio

Uguaglianza

al quale siamo sottoposti

Violenza

Human rights

Zero

Interazione con altre realtà cittadine

Libertà Maschilismo mentalità che cerchiamo di scardinare, anche con il Movimento LGBT

Normalità per rivendicare il proprio essere 51


Ce.N.Tr.O. 21 Onlus Centro Nazionale Trisomia 21 oltre le diversità Onlus L'associazione di volontariato Ce.N.Tr.O. 21 Onlus nasce nel 1993 con lo scopo di favorire l’integrazione e lo sviluppo delle autonomie delle persone con sindrome di Down. Per questo promuove iniziative dedicate a tutti gli associati: attività per il tempo libero, gite, uscite mensili, un giornalino informativo, corsi e convegni scientifici sulle problematiche della sindrome di Down e dell’handicap in generale. Tali attività coinvolgono anche persone della terza età e giovani normodotati, in modo da promuovere un vero inserimento nella società. L’Associazione si adopera anche a livello lavorativo, monitorando il territorio per una ricerca di possibilità di impiego o di borse-lavoro (con finalità assuntive e/o di orientamento) collaborando con le AUSL competenti e dando la disponibilità di un affiancamento per i giovani borsisti. L’obiettivo particolare dell’Associazione è la realizzazione sul territorio nazionale di un centro (multifunzionale e aperto alla cittadinanza) dove dare vita a una serie di attività che rendano possibile la realizzazione di un ponte tra i giovani, l’handicap e la terza età.

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izz Pizza

Amore

ogni tanto si esce insiem ieme a mangiarne una

B

ua Quadri

ologna la nostra città

nel centro, sulle paret reti, ce ne sono molti con le nostre tre fotografie

Centro 21 siamo noi

ies Riesco

Disponibilità

con la R facevamo fatic tica a trovare qualcosa. Riuscirci è possibilee e bisogna ricordarlo sempre anche neii momenti m più duri

Elena

ol Sole

una dei componenti del gr gruppo

a chi non mette te il i buonumore?

Fantasia

eat Teatro

per stare insieme

ci divertee un u sacco

Gioia

Un

ne abbiamo da vender dere

gesto d’amore d’a

Ho fame!

ola Volare

Alla fine della prima ora di lezione lo dice sempre Luca, uno deg egli allievi.

or Zorba

Insieme

uno dei protagonisti ti d dello spettacolo che vorremmo met ettere in scena

Luce Marco ciamo parte maestro del coro, di cui faccia

Note che danno vita alla mus usica

Oh! Oh! nte la lezione, Spesso si fanno “urletti” durante per attirare l’attenzion ione o per controbattere quelli che he si sentono provenire dall’aula accanto alla al nostra. Luca è il più esperto in nu urli.

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All’uomo che cavalca lungamente per terreni selvatici viene desiderio di una città. Finalmente giunge a Isadora, città dove i palazzi hanno scale a chiocciola incrostate di chiocciole marine, dove si fabbricano a regola d’arte cannocchiali e violini… A tutte queste cose pensava quando desiderava una città. Isadora è dunque la città dei suoi sogni: con una differenza. La città sognata conteneva lui giovane; a Isadora arriva in tarda età. Nella piazza c’è il muretto dei vecchi che guardano passare la gioventù; lui è seduto in fila con loro. I desideri sono già ricordi. Italo Calvino, Le città invisibili

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Foto di Davide SaccĂ

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Centro Beltrame Il Centro Beltrame è un centro di accoglienza per persone in stato di grave disagio, gestito dalla Cooperativa Società Dolce per il Comune di Bologna. Nel Centro, che attualmente ospita 15 donne e 100 uomini senza dimora, lavorano undici operatori sociali, tre educatori professionali, una coordinatrice, una psicologa e un responsabile. Nato semplicemente come spazio per aiutare chi non aveva nulla, ora eroga servizi alla persona in un’ottica di riabilitazione e reintegrazione. In questa prospettiva, è in corso un progetto di ristrutturazione del Centro, che prevede: un’area per coloro che vivono una situazione di emarginazione stabile, per esempio gli anziani, per i quali si fatica a ipotizzare evoluzioni o percorsi alternativi; un’area dedicata a persone che hanno intrapreso la via dell’emarginazione cui non trovano momentaneamente alternative, per esempio persone tossicodipendenti o con problemi di alcolismo; e un’area destinata a coloro che, dopo un percorso guidato, stanno avviando nuovamente i rapporti basilari di socializzazione.

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Amore

em Memoria

desiderato, mancante, impor ortante, unica ragione per cui vale la pena pe vivere

erché noi siamo tutti soli, Monadismo di Leibniz per isolati proprio come le monadi leibniziane. dZ Zeppelin, Emerson Lake Musica Deep Purple, Led and Palmer, Patty Smith, Sm Eric Clapton

Benessere nel senso di sentirsi bene,, dentro, d e anche benessere econom omico. ccogliente, per Bologna è una città per niente acco strada i vigili, in stazione la polfer, r, sotto s i portici i cittadini, tutti ti mandano via. E io d dove dormo?

Neururone Nonno Nipoti N iscienza Onnisc perché bisognerebb bbe aprirsi a 360°. ero rompicoglioni! Orcheoclasta ovver

Casa Cena Ciboo Cultura perché va bene il cibo, ma,, come diceva Aristotele, la cultura sazia l’anima l’a

uliz Pulizia

Dado

alitativo Qualit

cioè Destino, ha sei facce, quindi chissà cosaa vviene fuori

ma anche Qu uantitativo

Età

spetto Rispe ci alla mattina alle 9 e vai Realtà: la realtà è che esci in giro senza meta eta fino alle 19... è frustr strante, non è il lavoro in sé che conta, è avere la mente impegn gnata perché se no si va fuori di testa e ci sii butta b sotto al treno

dopo una certa età è più difficile trovare tro lavoro e quindi serve più sostegn gno

Fine nel senso che siamo arrivatii in fondo, questa è the end

gnare Sogn

Gioia di vivere

Senza, Strada S

Gnocca!!! Giovinezza,, Geranio il mio fiore preferito,, Giocare

op Topo

Hollywood

perché passa dappertu rtutto e si salva sempre

perché là si sta sicuramente te da d dio. Roberto racconta che una volta, a, q quando era manager, aveva un incontro con degli deg americani che si presentavano e avevano tut tutti ‘sti nomi stupendi, Paul Francis, Peter Robert ertson e così via e allora, quando toccò a lui, l si presentò come Robert Ge Getty!

nio Unione

legato a Venezia e a Venezuela dove mi piacerebb ebbe andare

Indifferenza

Zooo

Invisibilità

questo è uno u zoo, noi i ragazzi dello llo zoo di Beltrame

Uscire dai ranghi

Vacacanza

Lavoro Lilli detta il Bassolupo perché è un incrocio tra un bassotto e un cane lupo, chiamat ata Lilli perché vive con un vagabondo do

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Centro di rieducazione per minori in conflitto con la legge Fortaleza, Bolivia Fortaleza è un centro di rieducazione per adolescenti in conflitto con la legge, che ha sede a Santa Cruz, in Bolivia. Il centro accoglie ragazzi dai 12 ai 16 anni, che sono stati privati della libertà per avere commesso reati, cerca di offrire loro attività formative, ricreative e di socializzazione che favoriscano il loro reinserimento nella comunità, e insegna loro il rispetto dei diritti e doveri propri e altrui. L’incontro del Teatro dell’Argine con i ragazzi del centro boliviano è avvenuto in occasione dell’edizione 2008 del Festival delle Scuole, quando il gruppo di teatro dell’Istituto MontessoriLeonardo da Vinci di Porretta Terme ha messo in scena lo spettacolo Que pasa?, nato a partire dalle storie dei ragazzi del centro, nell’ambito del progetto del TdA La Scena dell’Incontro. Da quell’esperienza è nata l’idea di un laboratorio teatrale che, ormai da anni, coinvolge attivamente i ragazzi e che si affianca alle numerose altre attività presenti per trasformare il tempo della detenzione in un tempo veramente educativo, creativo e di presa di coscienza. Questo laboratorio viene ogni anno finanziato anche grazie agli spettatori dell’ITC Teatro, che contribuiscono alla sua realizzazione acquistando le marionette da dito realizzate dai ragazzi e vendute nel teatro sanlazzarese nell’ambito della campagna Teatro Oltre il Muro. Infine, il TdA ha attivato degli scambi Italia-Bolivia per formare educatori del centro e anche ex ragazzi di strada a diventare operatori teatrali.

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Amor

Organisaciones

si inizia con un po’ di amore

organizzati e ordinati per fronteggiare il caos

Belleza

Paz

si continua con la bellezza

ambiamo alla Pace

Caridad

Querida

ricordandosi la carità

desiderata

Divertida

Respeto

sempre divertendosi

con rispetto

Educación

Solaridad

senza dimenticare l’educazione

il sole veglia su di noi

Felicidad y Futuro

Trabajo

si pensa alla propria felicità e al proprio futuro

e sul nostro lavoro

Union

Gratitud

restiamo uniti

con gratitudine

Valentia

Horizonte

coscienti delle nostre capacità

l’orizzonte non è mai irraggiungibile

Zapatos

Igualidad

ma con i piedi ben piantati a terra… nelle nostre scarpe.

sappiamo che siamo tutti uguali

Libertad e liberi

Musica come musica

Naturaleza che suona naturale

59


Centro disabili adulti GEA Il Centro socio-riabilitativo GEA è una struttura socio-sanitaria a carattere diurno, destinata a persone in età giovane o adulta con gravi disabilità, che, al termine dell’istruzione scolastica, non possono essere inserite in situazioni di lavoro. Il Centro offre un sostegno e un aiuto al soggetto disabile e alla sua famiglia, supportandone il lavoro di assistenza, educazione e riabilitazione. Nel Centro si svolgono interventi per l’acquisizione dell’autonomia individuale nelle attività quotidiane, per il mantenimento e il potenziamento delle abilità residue e l’integrazione sociale dell’utente. Tra le varie attività, largo spazio è dedicato a quelle artistiche e ricreative: laboratori di pittura, musica e teatro, una rivista mensile e viaggi di gruppo in Italia e all’estero.

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Ascensore

N

una volta si è rotto e non sapev evamo come fare, soprattutto dopo che Emilia iliano, che non va mai in bagno, ha detto: det «Ma io devo andare in bagno» ba

non n c’è c izzazione Organizz molto diff ifficile…

Ballo

Pulminoo eegiziano

come la Bachata, che però Pao aola chiama «fasciata»; samba, alligalli, rum umba, tango. pre Paola) Benissimino! (lo dice sempre

dove gli autoctoni sono no riusciti a far entrare non si sa come Emilian iano con la carrozzina, cosa che in Italia avre vrebbe rappresentato un problema in insormontabile

CruciGea

ua Quadro

come il cruciverba fatto dai ai ragazzi, che sta sul giornalino ino

del caffè: Ricatto de

Diciotto

non dare il caffè, è, adorato a da tutti, ai ragazzi che si sono no comportati male, è proprio un ricatto!

come i membri dello st staff

Emozioni

S

la canzone di Lucio Battisti che he Francesco canterà nel prossimo spettacol colo teatrale

ber berla come quella che Simone one ha dato a Emiliano, perché a Djerba non stava st zitto un attimo. Subito Emiliano ci è rimasto male, ma ha continuat uato a parlare… Li hanno messi in du due stanze separate

F F

rasi amose entato»; «Ci ho il neurone addormen «Non c’è sesso in questoo p posto» (che poi non è mica vero ero…); «Tra i due litiganti il terzo è penultimo»; pe «S o S questo è il problem lema»; «Sei razzista? Sì, ma poi mi passa»

Ti trovi bella? Tantissimino. c’è una rubrica del gior iornalino, dove a turno le ragazze fanno le modelle mo e fanno come delle foto d’epoca. Questo Qu mese tocca a Paola, che usa ill suo su modo di dire

G

iornalino della GEA EA “Giornale Estremamente Alte lternativo” su cui scrivono tutti tti

Tognazzi Ugo Tog d teatro Veteranoo del

Hotel Ischia

come Simone, chee lo fa da tanti anni. nzone di Modugno, Volare come la canz ma anche come i viaggi ggi che i ragazzi hanno fatto in Tunisia sia, in Egitto…

dove vorrebbe tanto andare are Paola

L

avoro nel nostro ultimo spettacolo, Giravolts, si parlava di energia e dii llavoro

Z come Ezio, il cognato cog di Luca

Mongolfiera come quella della gita con i «bei ragazzi che ti pren rendono in braccio», oppure come Monte Sc Sceic, ovvero Sharm el Sheikh, altra gita indim dimenticabile

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C.I.A.O. Centro Informazione Ausilio Orientamento per persone con difficoltà visive Il C.I.A.O. è nato per dare una risposta concreta alle necessità culturali soprattutto di quei cittadini che, dopo aver vissuto da vedenti, si trovano disorientati nell’affrontare la minorazione visiva in età adulta, nella convinzione che la partecipazione a eventi e manifestazioni culturali sia sempre e comunque fonte di benessere e di socializzazione. I volontari di Ausilio Cultura si impegnano in diverse attività finalizzate a evitare l’isolamento e a stimolare la partecipazione alla vita della comunità: affiancamento degli utenti nella scelta di audiolibri dai cataloghi di nastroteche nazionali e cittadine; informazioni su enti e associazioni che operano sul territorio della Provincia di Bologna in materia di assistenza sanitaria e di tutela previdenziale; contatti con altri servizi o fornitori di apparecchi dedicati; informazioni su eventi, conferenze, cinema e teatri.

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Autonomia

Muovere il bastone

che il nostro centro concorre a promuovere

ognuno lo fa a suo modo: i giovani sono così vigorosi che tirano delle gran botte negli stinchi!

Bastoncino Bianco il nostro compagno di avventura

Non vedenti

Cinema

Occhi

tutte le settimane; i volontari del centro presentano il programma cinematografico della settimana e accompagnano i non vedenti al cinema

Perdere la vista

Distacco

fin dall’antichità è sempre stato considerato una disgrazia immensa, per cui si crede che i non vedenti siano cattivi e arrabbiati: non è vero!

una delle reazioni più frequenti da parte dei vedenti quando incontrano i non vedenti

Quando piove non usciamo mai con l’ombrello perché attutisce i suoni

Esempio

Rifiuto

di chi ce l’ha fatta, serve per convincere e per insegnare

di aderire alle associazioni e quindi di accettare la disabilità

Famiglia

S

spesso chi presenta le difficoltà maggiori ad accettare la perdita della vista sono i familiari

« e le fa male la gamba…

Gesti

si appoggi.» Un ragazzo aveva scambiato il mio bastone bianco per un bastone da passeggio

basta un piccolo gesto per aiutare un non vedente, come per esempio alla fermata del bus dire ad alta voce il numero della linea

Testimonianze noi testimoniamo le nostre esperienze e che ci sono delle soluzioni

Help

Una volta

quando noi, donne non vedenti, giriamo sole per strada, veniamo prese a braccetto e accompagnate senza che ci venga chiesto dove dobbiamo andare e, spesso, finiamo nel posto sbagliato!

aspettavo un taxi e un tedesco mi ha sollevata di peso e senza chiedermelo mi ha portato dall’altra parte della strada: aiuto! Come avrei fatto a tornare dall’altra parte?

Imbarazzo

Vedere

verbale dei vedenti nei confronti dei non vedenti, come se tutte le parole riguardanti la vista fossero tabù

Zig zag il movimento oscillatorio del nostro bastone

Libro parlato esiste un archivio di libri registrati letti ad alta voce da voci umane e non computerizzate

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Compagnia della Quarta La Compagnia della Quarta - Physical Theatre, Dance, Visual Art è un progetto artistico che opera nel teatro e nella cultura e che accoglie artisti, linguaggi e idee per creare un punto di aggregazione sull’arte seguendo una visione comune: creare una messa in scena originale, nel contenuto e nella rappresentazione, che offra scelte di lettura stratificate che siano accessibili ma non didascaliche.

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Autoprodotti

eoceano Oltreoc

da sempre e fieri di averlo rlo fatto

ce l’abbiam iamo fatta!

Battaglieri

ocatori Provoc

crederci sempre, con tutti i mezzi e in ogni ni modo

senza ti timore ua Quarta

Controcorrente

come il nost ostro nome

bisogna saper trovare la forza za di saperci andare

sistenti Resist

Destabilizzanti

agli li u urti

per poterci mettere sempre in di discussione e fare sempre qualcosa dii nuovo n

Semioiotica e seman antica

Energici

sversali Trasve

e propositivi

come i nostr stri progetti che includono teatro, o, danza, musica, arte

Fisici e reali

ventional Unconve

Grintosi

as wee aare!

e combattenti

er Verso

Harder

l’infinito ito e oltre

tenere duro… sempre di più

protetta Zona pr

Internazionali come molti progetti che abbiamo mo realizzato e realizzeremo

Lungimiranti in saccoccia il passato ato per avere lo sguardo versoo il i futuro

Meritevoli per tutti gli sforzi che facc acciamo

Non allineati… e felici di esserlo 65


Compagnia La Schiusa La compagnia teatrale La Schiusa nasce quindici anni fa, con il sostegno dell’ASL e del Comune di San Lazzaro di Savena, con l’obiettivo di creare un momento di ritrovo e di socializzazione per il tempo libero attraverso il teatro. Il gruppo, che cambia nel corso degli anni, si compone di una decina di ragazzi e ragazze con diverse forme di disabilità, guidati dagli educatori dell’ASL e dal regista Dimitri Pasquali. Il percorso teatrale della compagnia è andato maturando nel corso degli anni, presentando spettacoli, di solito all’ITC Teatro, sempre divertenti e autoironici, che ragionano sui temi più disparati e complessi della nostra attualità.

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Allegria

Maritritozzo

che non manca mai, i, come l’Affiatamento e l’imp pegno, bisogna studiare per fare bella ella figura

che si voleva man angiare Dimitri dopo lo spettacolo. spe Ma lui è sempre a dieta ta e quando lo vediamo dobbiamo sempre dirg irgli che è dimagrito!

Buone

tevole Notev

persone e buone cose se. Noi non siamo Bisognosi perché pe ci aiutiamo a vicenda da

turale Natur

Ottima Osservazione

Compagnia teatrale, ecco quello che siamo. sia Con noi ci sono diversi Consulen lenti con cui viltà Chiacchierare con Civilt

Paura del Palco iacevole, Passione, Piccolo Principe, Pia «Peccato, è finita»

Dimitri

otidiano Quotid

il nostro regista, senza di lui come me faremmo? m fermi Dinamica, perché non stiamoo mai

non come il giornale, ma come lo studio del copione: cop in spiaggia sotto l’ombrellone, e, per p strada...

Educazione è fondamentale per stare insieme. ins Per noi, trovarci è un mome mento di foria Evasione, Energia, Eufor

quando inizia non no smette più!

Felicità

hiusa Schiu

Risarola di Paola

la nostra compagni nia si vuole aprire, non siamo chius iusi ma schiusi...

Grande Gioia dello stare insieme

sor di Paola Torte della sorella

H

che si mangiano dopo do gli spettacoli; q si sale sul palco Timidezza che scomparee quando

la saltiamo. Anzi no, Hobby

nnanzitutto. Umiltà inn Poi Umidità. Perché sull palco p si suda un sacco!

Imprevedibili come solo noi sappiamo essere, es ed è un attimo che la mitica Iris diventi div Isterica (ma non è vero)

iorno del teatro Venerdì, il gior

Lingua

ichelli, Zanich

mpido Lodevole, Luminoso, Limp

centro diurno per er persone disabili

«

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Vi spaccoo ili copione»


Avevamo vent’anni e oltre il ponte oltre il ponte ch’è in mano nemica vedevam l’altra riva, la vita tutto il bene del mondo oltre il ponte. Tutto il male avevamo di fronte tutto il bene avevamo nel cuore a vent’anni la vita è oltre il ponte oltre il fuoco comincia l’amore. Italo Calvino, Oltre il ponte

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Foto di Davide SaccĂ

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Consiglio Comunale dei Ragazzi di San Lazzaro di Savena Il Consiglio Comunale dei Ragazzi è la sede nella quale ragazze e ragazzi sanlazzaresi di 4^ e 5^ elementare e di 1^ e 2^ media elaborano proposte per migliorare la città in cui vivono, per esprimere le loro opinioni, per confrontare le loro idee e per discutere liberamente nel rispetto delle regole. Tra gli obiettivi del CCR: educare alla rappresentanza democratica, far vivere ai ragazzi una concreta esperienza educativa, rendere i ragazzi protagonisti della vita democratica del territorio, attraverso il coinvolgimento nelle scelte che li riguardano e l’eventuale partecipazione a sedute del Consiglio Comunale Adulti e delle Commissioni Consiliari. Il Consiglio Comunale dei Ragazzi svolge anche attività propositiva nei confronti del Consiglio Comunale degli Adulti.

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Accoglienza

Mestieri

da altri Paesi per incontrarsi. Aiuto verso persone in difficoltà

cosa vorremmo fare da grandi: giornalista, avvocato, insegnante, pediatra, interprete, calciatore, ingegnere, architetto, astronauta, atleta, calciatore, assessore alla cultura, designer…

Bellezza come essere senza pensieri, godersi la vita, il panorama, l’ambiente…

Nuove

Cinema

strutture per i laboratori didattici a Villa Cicogna il sabato e la domenica

che a San Lazzaro non c’è. Sarebbe bello crearlo dando vita a spazi in disuso. Consiglio Comunale dei ragazzi: qui abbiamo la libertà di esprimerci e di venire ascoltati (cosa che non succede a scuola o a casa), e abbiamo la possibilità di fare cose utili, come regalare ambulanze alla Siria, progettare piste ciclabili... C’è una grande condivisione e impegno da parte di tutti, e attraverso la coordinazione mettiamo in piedi progetti e idee

elementare, prima e seconda media. Le classi da cui proveniamo

Diverse età

Rispetto

Organizzazione Punto di ritrovo per ragazzi. Anche questo manca a San Lazzaro

Quarta e Quinta

ma anche diverse esigenze

delle opinioni altrui

Empatia

Sogni

con cittadini, amici, compagni di classe, parenti, persone diverse con culture diverse, con religioni diverse in modo da essere tutti amici

macchine che volano per dare spazio ai pedoni, più verde, meno inquinamento, perché non si vede mai il sole...

Festa

Tecnologia

tutte le volte che ci troviamo con il CCR

Una città

Giallo del sole

in cui il primo profumo che senti è quello dell’erba, vorremmo auto che emettono meno smog (quindi elettriche), placare le guerre civili nel mondo, che non ci fossero liti nel traffico e che la settimana si allungasse

Hobby perché per noi andare al CCR non è solo un passatempo

Viaggi

Istruzione

all’estero, per imparare lingue diverse dalla nostra e per scoprire cose nuove

una buona istruzione è indispensabile, più conosci e meglio è. Bisognerebbe migliorare le scuole, magari sfruttando la tecnologia

Zaini più leggeri

Libertà di opinione 71


Consorzio della Bonifica Renana Il Consorzio della Bonifica Renana è persona giuridica di diritto pubblico che, in virtù delle norme nazionali e regionali assicura, in regime di sussidiarietà con gli enti locali, la regimazione e il corretto allontanamento dell’acqua di pioggia, mantenendo il presidio idrogeologico in montagna e curando la propria rete idraulica in pianura. La Renana, autorità idraulica competente, opera all’interno del proprio comprensorio situato nel bacino del fiume Reno. La sua funzione principale è garantire, attraverso il proprio reticolo idrografico artificiale, il corretto deflusso delle acque piovane provenienti dalle aree agricole e urbane. Questa attività protegge il territorio dai rischi di allagamento e alluvione, sempre più elevati a causa della crescente urbanizzazione dei suoli e degli evidenti cambiamenti climatici.

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A

M

utogoverno modalità di gestione dei servizi territoriali basata sulla responsabilità economica diretta dei proprietari coinvolti, attraverso le loro rappresentanze elette

anutenzione una manutenzione costante delle opere idrauliche e del reticolo di scolo consente la prevenzione del dissesto e dei fenomeni alluvionali; un euro speso in manutenzione ne risparmia tre per rincorrere l’emergenza, frequente proprio dove la manutenzione non viene eseguita

B

acino un ambito territoriale le cui acque scolano tutte in un medesimo fiume o canale artificiale; il bacino del fiume Reno definisce i confini dell’area di competenza della Bonifica Renana

Natura l’insieme delle risorse ambientali limitate che si trovano in un territorio e che l’azione dell’uomo impiega per la propria vita

Oneri

Consorzio

ripartizione proporzionale del costo annuo di manutenzione della rete idraulica di bonifica che compete ad ogni bene immobile in relazione al beneficio territoriale di sicurezza che riceve

organismo di diritto pubblico cui afferiscono tutti i proprietari di immobili posti in aree con problematiche di scolo idraulico; la Regione Emilia-Romagna, per le sue caratteristiche territoriali, è area soggetta a costanti funzioni di bonifica

P

D

iano di classifica la “tabella millesimale” che ripartisce gli oneri tra gli immobili e i proprietari, in relazione al beneficio idraulico specifico che ricevono dagli impianti e dalle strutture del consorzio

E

ualità la qualità delle acque distribuite è un parametro determinante per il consorzio

issesto conseguenza dell’instabilità idrogeologica, potenziata dall’abbandono dei territori agricoli e dalla mancanza di manutenzione delle reti di scolo

Q

nergia fondamentale per tenere in funzione le pompe degli impianti idrovori della Renana. Se si fermassero, in sei mesi un terzo della pianura bolognese tornerebbe sott’acqua

R

isparmio il risparmio della risorsa idrica è un valore primario; l’innovazione tecnologica consente oggi di effettuare solo gli interventi necessari, evitando sprechi quantitativi ed energetici

F

onti tutta l’acqua distribuita dalla Renana proviene da fonti di superficie, senza attingere alle preziose acque di falda: le fonti principali sono il Po e il Reno

S

colo gran parte della nostra pianura si trova a un livello di suolo inferiore ai corsi d’acqua naturali all’interno di argini artificiali; solo l’attività delle idrovore consente lo scolo di queste terre e le normali attività umane

G

estione ogni risorsa ambientale richiede una gestione responsabile e sostenibile che ne garantisca la conservazione per le generazioni future

T

erritorio il nostro è un territorio in gran parte artificializzato e complesso che oggi vede una rinnovata attenzione agli equilibri tra obiettivi di tutela e garanzie di vivibilità

H

2O il compito della Bonifica Renana è garantire lo scolo di acqua quando è in eccesso per le piogge e la distribuzione a scopi irrigui, attraverso la rete di canali e strutture idrauliche

U

rbanizzazione la progressiva artificializzazione del territorio ha conosciuto nell’ultimo decennio un’accelerazione tale da mettere in crisi i sistemi di scolo progettati nel secolo scorso

I

rrigazione senza acqua non è possibile agricoltura; per questo le norme nazionali sulla tutela ambientale attribuiscono all’uso irriguo priorità su tutte le altre forme di impiego idrico; ogni anno la Renana distribuisce mediamente 75 milioni di metri cubi d’acqua

V

alorizzazione mettere in valore un ambito territoriale significa anche spiegarne le componenti tecniche di tutela e conservazione, soprattutto alle nuove generazioni e a chi non conosce la storia del territorio

L

Z

aminazione le vasche di laminazione sono aree destinate ad assorbire lo scolo delle acque meteoriche; rappresentano una mitigazione dell’artificializzazione dei suoli e della loro progressiva riduzione di capacità d’assorbimento

ona umida sono 1.600 gli ettari che nel sistema della Renana sono destinati a trattenere le acque di pioggia in eccesso, si tratta di zone umide che svolgono la triplice funzione di presidio idraulico, di tutela della biodiversità e di conservazione dell’ambiente vallivo tipico del paesaggio tradizionale regionale

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Coop Adriatica - Ausilio per la spesa di San Lazzaro di Savena Ausilio Coop è un servizio di consegna gratuita della spesa a persone anziane e disabili, promosso da Coop Adriatica ed effettuato dai volontari della Cooperativa. Ausilio Coop nasce nel 1992 grazie all’impegno di un gruppo di soci di San Lazzaro di Savena e si espande notevolmente sul territorio nel corso degli anni, assumendo dimensioni davvero importanti: oggi oltre 500 soci di Coop Adriatica fanno volontariato portando la spesa e libri a casa di anziani con piÚ di settantacinque anni non autosufficienti, persone segnalate dai servizi sociali, famiglie con portatori di handicap e persone senza aiuti familiari.

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Ausilio

rd Ordini da evad vadere

Buona volontà

rsone Perso

ne abbiamo da vender dere

ne incontriamo ta tante e copriamo tutte le fasce fas d’età

Compagnia che con il nostro servizio facc cciamo agli anziani

ua Qualità del serv ervizio

Disponibilità con discrezione

ice Ricette

Egoisti intelligenti

quelle che ci scambi biamo con le nonne nei nostri ri colloqui, c un modo per parl arlare e tirarle su

facciamo del bene agli li altri a facendolo a noi stessi ssi

Spesa e Sorriso

Festa degli utenti

cibo per la pancia cia e per la mente

uno dei nostri momenti di agg ggregazione

efonate Telefo

Gratitudine

di chi ha biso isogno di noi ten Utenti

Humour un sorriso non costa nien iente e cambia la giornata

lontari Volon pieni di vivac acità e verità

Insalata di riso

cchero Zucch

edienti diversi noi volontari siamo come ingred che messi insieme formano un nb buon piatto

che portiamo agli uten tenti, come prodotto e come dolcezza do

Leggerezza nel senso di non far pesare agli li utenti u quello che facciamo

Mal di schiena dopo aver portato a domicilio, anche a con la neve, 20 buste della spesa senza nza ascensore

Naturalezza con cui affrontiamo il lavoro lav

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Cooperativa Accaparlante del CDH Centro di Documentazione sull’Handicap di Bologna L’Associazione Centro Documentazione Handicap, nata nel 1996, gestisce il centro di documentazione attivo dal 1981 per iniziativa dell’AIAS di Bologna sui temi dell’handicap, del disagio sociale, del volontariato e del terzo settore. La Cooperativa Sociale Accaparlante Onlus è nata nel 2004 per iniziativa dello stesso gruppo di lavoro del CDH. L’associazione e la cooperativa si propongono di: essere un laboratorio culturale aperto sui temi dello svantaggio e della diversità; favorire una cultura in cui le persone svantaggiate siano “soggetti di diritto”, protagoniste del cambiamento personale e sociale; dare a ogni persona svantaggiata la possibilità di un’integrazione basata sulla valorizzazione delle sue risorse; far uscire dalla “riserva” persone e temi normalmente relegati in recinti e dar loro un’adeguata visibilità.

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Ambivalenza

Opportunità

come desiderare una cosa,

si generano occasioni sia per il disabile

ma non poterla fare

che per l’educatore

Bisogno

Paura

Cultura

Quasi

Dare

Responsabilità

Empatia

Sorriso

Fiaba

Tu

(parola detta da più di 3 persone)

Uffa!

Gioco

Vita

Handicap

Zero

Inclusione

si parte da 0; ci vedono come 0

Libertà di espressione Mutamento Nudo come mettersi a nudo

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COSPE Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti COSPE nasce nel 1983 ed è un’associazione privata, laica e senza scopo di lucro. Opera in 30 Paesi del mondo con circa 150 progetti a fianco di migliaia di donne e di uomini per un cambiamento che assicuri lo sviluppo equo e sostenibile, il rispetto dei diritti umani, la pace e la giustizia tra i popoli. Lavora per la costruzione di un mondo in cui la diversità sia considerata un valore, un mondo a tante voci, dove nell’incontro ci si arricchisca e dove la giustizia sociale passi innanzitutto attraverso l’accesso di tutti a uguali diritti e opportunità.

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Acqua

violenza Non vio pr No profit

Barriere

lt Oltre

da abbattere

re gli g Ostacoli Oltrepassare per raggiungere ere gli Obiettivi

Comunicazione, portante aspetto per noi altrettanto imp che fare progetti: comunicare un nuovo modo di fare are progetti di cooperazione, che rigetta l’assisten tenzialismo e favorisce il “lavorare con” le persone ne dei luoghi in cui si va; comunicare con bambini e ragazzi r su temi in continua evoluzione ne

Puntii did vista creare il dialogo ogo fra persone con diversi pu punti di vista

Questistionari ns Qualità Questions

Diritti

ltamento Ribaltam

lavoro sui diritti umani, i dirittii delle de donne, il diritto d’informazione ne

ovvero la capacità del el COSPE C di analizzare i problemi e di faree p progetti cambiando continuamente il punto to di d vista “tradizionale” attivando un ribaltamento nto dei ruoli e del potere

Educazione all’interculturalità e ai diritti dii cittadinanza ci

og Sogni

Festa

in una scuola superiore abbiamo ab chiesto ai ragazzi di appendere delle foglie lie di carta a un albero. In corrispondenza delle ra radici, le foglie avrebbero contenuto parole rigu iguardanti il passato, in corrispondenza del tron ronco, le foglie avrebbero dovuto racconta tare il presente; mentre le foglie da appen endere ai rami avrebbero contenuto prog rogetti e sogni. Molti alberi erano senza fo foglie sui rami del futuro: il futuro non è più visto sto come una promessa ma come una na minaccia

per farsi conoscere come COSPE CO sarebbe bello fare una festa in Piazz azza Maggiore: è giusto mettere in primo piano la ggioia di fare questo lavoro, di lavorare insieme, di andare verso qualcosa e non solo mostrare le “sfighe” come nei vecchi modi di fare ques uesti progetti

Globale perché lavoriamo ovunqu que, ma soprattutto perché qualunquee ccosa succeda ovunque, riguarda chiunq nque

rritori Terri

Hashtag

rmazioni Trasform

mportante perché fa riferimento a un’imp forma di comunicazione one

top Utopia anità, Unione Urgenza, Uman

Integrazione

o Voci

one è meglio dire Interazion

diverse, molteplicità di persone, di progetti, di attività, di territori…

Luoghi luoghi lontani in cui si va a lavorare re e luoghi vicini come l’ufficio, la nostra casaa in Italia

Z (Km) Zero Z consumi Zero con

Mamma mia! la fatica di portare avanti i progetti pr

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CSI Centro studi e ricerche in Salute Internazionale e Interculturale Il CSI nasce nel 2006 all’interno del Dipartimento di Medicina e Sanità Pubblica dell’Università di Bologna. Il CSI si occupa di formazione e ricerca in salute globale adottando un approccio multidisciplinare volto ad analizzare i processi di salute e malattia nel contesto più ampio del loro determinanti prossimali e distali. Alle attività, portate avanti con metodologia partecipativa, contribuiscono ricercatori, docenti, professionisti e studenti provenienti da diversi ambiti disciplinari (medicina, sanità pubblica, antropologia medica, scienze umane e sociali, diritto, economia).

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Autoreferenziale

No

la ricerca non può esse sserlo perché implica una responsabi bilità sociale

lo diciamo per er rivendicare il diritto ad d una u scelta

Bisogni

Ognini cosa

e necessità da soddisfa sfare di coloro che si rivolgono no a noi

deve implicare la mas assima responsabilità

Politlitico

Corpo

il senso del nos ostro progetto

il centro del nostro lavo avoro

Qualitàà ddella vita

Dogmatismo da rompere: le cose non possono andare solo lo in un certo modo; si possono contempla plare delle alternative

solo nella dimens ensione collettiva c’è la possibilità di un u cambiamento

Etica

alu Salute

eccome se c’è!

non solo come assistenz nza o sistema sanitario, ma anche come benes essere, diritto, lavoro, equità, ambiente, e, giustizia g sociale

lazioni Relaz

Formazione continua: di noi a noi stessi e di noi n agli altri

rmazione Trasform

Genitore

una tensione continu inua verso qualcosa, l’utopia del cambiamento ca

della legge: i diritti umani (come quello al alla salute) possono essere genitori non solo olo della legge, ma anche di altri modi perr sostenere so la causa di un determinato to diritto

pegno sociale Un forte impe per la buon ona salute azione Vocaz

Ho un dubbio

se no perch rché lo fai?

non solo certezze aldone Zibald

Internazionale

le organizzazio zioni sanitarie sono tra le più com omplesse al mondo, perché devono bilancia ciare molteplici finalità. Ma noi cerchiamo di essere ess organizzatissimi!

Libertà rente di andare controcorren

Mutamento ed evoluzione costante, all’intern erno dei quali si intravede già il risulta ultato 81


Emergency Gruppo di Bologna Emergency è un’associazione italiana fondata nel 1994 da Gino Strada e Teresa Sarti per offrire cure medico-chirurgiche gratuite alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà in tutto il mondo. L’impegno di Emergency è reso possibile grazie al contributo di migliaia di volontari e sostenitori e l’azione di Emergency si basa sul principio che ogni persona ha il diritto di ricevere cure mediche. L’associazione costruisce e gestisce ospedali, punti di primo soccorso per le emergenze, centri di maternità, poliambulatori e ambulatori per i migranti e le persone disagiate, fornendo servizi completamente gratuiti.

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na volta Gino disse che, Maternità, Morte; una in ospedale, in salaa operatoria, o si sente l’odore di Sangue e Merda, che è l’odore M della guerr erra; Mine

Afghanistan, ione, Amore Africa, Accoglienza, Attenzion

stalgia, Nosta

Banchetto

quando stai in ospeda edale e vuoi tornare a casa, Nostalgia del Paese Pae che hai lasciato; persone curate Numeri delle pe

Bambini

Cura ione Coraggio, Condivision a 20 anni Coerenza, che ci ha portato ai

pedali Ospe Operazioni, Opportunità O Odio da affrontare, daa ccombattere: Orgoglio

Donazioni per tutti, se no Diritti: dice Gino «Un diritto è pe è un privilegio»; Dover vere

P

ian iante quelle che ci sono nei ei giardini dei grandi ospedali, Partecipazion ione, Pazienti, Progetti, come il centro di Anab nabah in Afghanistan, dedicato unicame mente alle donne

Espatriati «Emersi senza frontier iere» (come ci ha chiamato un nonno no una volta) ne ospedali Espatriati, quelli che lavorano negli fuori dall’Italia

aderni Quad c ma non in noi! Qualunquismo chee c’è, alità Qual

Fatica buona, in senso positivo, Fiducia, Famiglia F

R

elazioni ni umane, Responsabilità, Riso, Risate, R Ricostruzione, Ripudiamoo la guerra

Guerra la Gioia dei bimbi quando, finalmente, fina i medici mettono loro le protesi esi e possono giocare a calcio; Gratuità: tutti tut i nostri pazienti sono curati gratuita uitamente

cuo Scuola aterno, Sudore Salute, Seno mat Solidarietà,, Speranza

Help

ere Teresa Sarti fondatrice ce di d Emergency, insieme a Gino Stra trada; Trasparenza

Ingiustizia mpegno lotta all’Indifferenza, Imp

aglianza Uguagl

Libertà spedali Lavoro; Ludico, negli ospe ci sono i luoghi per far giocare re i bambini. po di Lezione, nel senso di dare la possibilità imparare a chi non ce l’ha (lee sscuole negli ospedali) e di insegnare agli altri ltri cosa si può fare nei confronti del pros rossimo

V

olon lontari Violenza daa ccombattere; agito, Vivere Valori, Vagi

Zone di guerra

Medici

83


Flash Giovani Il portale per i giovani a Bologna È un sistema integrato di portali «dai giovani per i giovani» voluto dal Progetto Giovani dell’Area Cultura del Comune di Bologna, on line dal 2000. L’esperienza si è consolidata e ulteriormente arricchita grazie al cofinanziamento del Dipartimento della Gioventù-Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con l’ANCI-Associazione Nazionale Comuni Italiani, nell’ambito dei Piani Locali Giovani-Città Metropolitane. In particolare, Flash Giovani è una vetrina della creatività che pubblica prodotti artistici giovanili, come poesie, foto, disegni, fumetti, net-art, musica e video; è una web tv, una trasmissione radiofonica e un programma televisivo; è un laboratorio, un open space in cui i giovani possono confrontarsi e scambiarsi esperienze; è una preziosa opportunità di formazione che consente ai giovani che vi partecipano di stabilire uno scambio e un contatto costante con i professionisti che li coordinano; e infine, è uno strumento concreto di partecipazione e cittadinanza attiva.

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Ascensore

ra Orari

perché nella mia vita sto salendo e scendend ndo. Arte, Accoglienza, Ascolto,, Ansia

che hanno a che c fare con l’Organizzazione one e l’Operosità rastinare Procras

B

urocrazia

la sublime artee del d saperlo fare

Compromesso

tidiano Quotid

uriosità, Censura, Collaborazione, Cu Cazzeggio, Cinema

ensioni Recen

Diplomazia Divertimento, Distrazioni, Dignità

ampa Stam

Energia

uri Turisti

ne serve a bizzeffe fe per portare avanti qualsiasi si p progetto. smo, Elefante Empatia, Emozione, Entusiasmo

bnail, Topos Titoli, Thumb mo Umore

Fumetto

locità Veloc

Fantasia

Varietà,, Valori

Giovani

ela Zelanti

Gente, Gioco, Goliardico, Geentilezza

bella la Zia

HTML Informazione inazione, Indagine, Interessi, Illumina Intellighenzia

Lavoro ezione Laboratorio, Limbo, Lezi

Melodramma quotidiano

Novità che ricerchiamo in continu nuazione

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Gente ordinaria e gente comune, gente che fa, gente che produce, gente sottoccupata, gente incantata, gente improduttiva, gente selvatica, gente morbida, gente ubriacona, vecchia gente senza passato, giovane gente senza avvenire, gente lontana dalla cronaca e dal pettegolezzo: gente che costituirebbe a prima vista una massa anonima ma che, se indagata con solo un poco di attenzione, riserverà molte sorprese e curiosi aneddoti: insomma gente di cui vogliamo raccontare‌ Pier Vittorio Tondelli

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Foto di Davide SaccĂ

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GEV Guardie Ecologiche Volontarie Le Guardie Giurate Ecologiche Volontarie della Provincia di Bologna sono cittadini che, dopo aver frequentato appositi corsi di formazione e superato un esame, diventano pubblici ufficiali, con il compito di verificare che le leggi a tutela dell’ambiente vengano rispettate. In particolare si occupano di: salvaguardia della flora spontanea e rara; disciplina della raccolta dei prodotti del bosco e del sottobosco; disciplina e regolamenti dei Parchi Regionali e delle riserve naturali; disciplina degli scarichi nelle fognature e nei corsi d’acqua superficiali; disciplina per lo smaltimento dei rifiuti; vincolo idrogeologico; prescrizioni di Polizia Forestale; applicazione dei regolamenti comunali e delle ordinanze sindacali finalizzate alla tutela dell’ambiente; norme per la tutela della fauna e l’esercizio dell’attività venatoria e piscatoria; tutela della fauna minore in applicazione della L.R. 15/2006. Le loro funzioni non si limitano tuttavia alla vigilanza e alla sanzione: le GEV promuovono l’educazione e l’informazione ambientale e aiutano gli organi competenti nella protezione civile.

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Asino

ot Notte

come quelli con cui a Castelbuono, in Sicilia, fanno la raccolta differenziata dei ei rrifiuti perché il camion non passa perr le stradine

a caccia di lucciole, che pr prima non si vedono e poi ne appare 1 e poi 2 e poi po a decine, a centinaia servare Osser

Bambini

d bosco in certi periodi Odori del bosco: l’umidoo del dell’anno, il Parco dei ei Gessi in primavera

mportantissimo. educarli al rispetto della natura è imp I bambini non dicono Bello o Brutto: sono gli adulti che trasmettono loro questi q concetti

istrello Pipistr

Conoscenza

animale maltrattato e, e invece, prezioso, perseguitato a causa dii sstereotipi ingiustificati

per diffondere Cultura, Cura, Civiltà. Perché l’ignoranza uccide noi e l’ambiente. l’ Città, Censimenti di animali, Cacciatori C

icc Riccio ovvero: furbizia, come qu quella volta che un riccio si rotolava su un tappeto to di acini d’uva caduta, per infilzarli sulla schie hiena e portarne il più possibile alla al tana! ( bolognese Ravaldàn) è Ravaldone!!! Il Ravaldone (in la vecchia bici lasciata leg legata al palo, alla quale, piano piano, viene porta rtato via tutto. Le GEV la rimuovono e la portano al all’Associazione Amici di Piazza G Grande

Divise Verdi, verdissime! Ora sono in arrivo le nuo uove tale Educazione ambientale

GEV

lenzio Silen

è un enciclopedico, che he educa bimbi, gestisce un campo per er terremotati, segue gli scavi archeologici, vigila ila sui rifiuti, fa l’antincendio, il tagliaboschi,, la protezione civile, alluvioni e straripamenti, i, la vigilanza pesca e caccia, i cani, i liqua uami… E di tutto questo conosce regolame menti e leggi

il rumore del silenzio nel bosco è meraviglioso. ogni che si realizzano, Suoni, Sensibilità, Sogn uolo da cui parte tutto Sorriso con cui agire, Su em Tempo il concetto di Tempo a contatto co con la natura è tutto diverso dal comun une concetto di tempo, che ora si è allonta tanato da com’era

Identità ssimo. alla quale teniamo tantissim ento dell’istrice! Istrice: ogni anno scatta lo spostamen Le GEV li attirano con il mais e poii li spostano dai campi, che rovinano per gol golosità

Voci del bosco l’abbaio del capriolo, il ccanto della ghiandaia, il merlo, lo zirlo del tordo, o, il picchio che fa il buco, il bramito del cervo, le foglie f secche su cui si cammina e che ci dicono no che siamo in autunno. Vigilanza è il primoo ccompito delle GEV. 2 cent c al km di rimborso Volontari: prendono 12 benzina e basta. Anche lee divise d se le pagano da sé.

Libro della Natura «Se lo apri, ti accorgi dello stup tupore che la Natura induce, perché è madree e ci accoglie». Ecco perché bisogna tutelarne il bene ne, non solo con la forza (sanzione, vigilanz anza), ma anche con la didattica, l’edu ducazione. Per questo non siamo armati e non vogliamo esserlo. Occorre imparare ad «abba bandonarsi al flusso della vita, senza volerla vi violentare»

ol Zolla si controllano le zolle in insieme ai bambini per capire in che stagione si è, che vegetali e animali ci sono in quella zona, chee odore fa (se siamo a primavera sa di malva, dii menta…). m Per capire cosa sta sopra, ma anche cosaa sta s sotto la terra! Vermi, formiche, he, sassi...

Mansioni sono tante e varie (vedi GE GEV)

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Gli amici di Luca Gli amici di Luca si sono costituiti nel 1997 per provvedere alle cure necessarie per risvegliare Luca, ragazzo bolognese di 15 anni in coma per 240 giorni e purtroppo scomparso nel 1998. Dalla vicenda di Luca è germogliata una promessa: la nascita della Casa dei Risvegli a lui dedicata, un centro innovativo di riabilitazione e di ricerca inaugurato nel 2004 nell’area dell’Ospedale Bellaria sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Tra le tante attività, l’associazione Gli amici di Luca ha dato vita nel 2003 a un percorso teatrale, dal quale sono germogliate diverse attività laboratoriali e artistiche. La compagnia Gli amici di Luca è composta da ragazzi che hanno vissuto l’esperienza del coma, attori, volontari e operatori della Casa dei Risvegli e ha come finalità l’integrazione sociale, la riabilitazione delle persone con esiti di coma e la sensibilizzazione della società al problema. Il percorso intrapreso parte dall’utilizzo del teatro in situazione terapeutica per arrivare a produzioni artistiche dotate di una propria poetica, che nasce dalla peculiarità della composizione del gruppo.

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Autografo

Partenza

una volta in treno tre ragazze me ne hanno chiesto uno

del Percorso. Oppure Paolo, come chiama tutti Sacco

Bisogno di un Bacio,

Querela, Questura

magari da una Bella donna

le parole che conosci dopo l’incidente

Coma come Caduta;

Ricordo

come Cecchino, il destino che sceglie chi colpire

che non Ricordo, come qualcosa di Rotto, ma pronto per Rivivere, disposto ad una Rinascita

Disagio. Oppure Diventare Deficiente (come Sacco)

Scout come Davide, ma anche Sono Muto, il nostro primo spettacolo

Eccezionali. Come noi!

Tenaci,

Felicità che dà Forza. Finto come dice sempre Sacco

certi di esserlo, nonostante il Talamo, il nervo che controlla il movimento degli arti, non funzioni più

Guerra

Udito

per riprendere se stessi

inteso come sordità generale. Ma anche Umorismo e Unione. Usato, come il nostro corpo

Handicap Hospital

Via

Imbarazzo

Volontà, Volontario

degli altri nei nostri confronti, Incidente, Ignoranza degli altri che non sanno

Zombie

Labirinto;

noi lo siamo stati... e Zitto Christian! Sei stato zitto per due anni e devi recuperare però basta!

Laboratorio, Lentezza

Male fisico, Marziani come quelli che siamo

Nero come il tunnel in cui cadi

Oltrepassare gli Ostacoli

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Gruppo Dentisti Il corso di dizione per dentisti è un laboratorio che si è tenuto all’ITC Studio, su iniziativa di un gruppo di amici e colleghi, odontoiatri e affini, che volevano migliorare la propria capacità comunicativa con i pazienti. La loro esigenza di formazione si inserisce in un progetto più ampio che prevede la creazione di una trasmissione televisiva di divulgazione sui temi della prevenzione dentale.

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Antibiotici

«

Quale

«Aiuto, ho un ascesso!»

dente fa male?»

Bravo!

Ricoprire

Non mi ha fatto male!»

un dente

Caspita

Sanguinano

Che denti bianchi!»

le gengive

Devitalizzare un Dente

Tessuti periorali

(endodonzia)

fillers e ringiovanimento

Estrazione

Una otturazione...

«

«

come farla?

Faccette dentali

Velscope

ed estetica

la lampada per la prevenzione del cancro orale

Gnatologia e dolori alle articolazioni cervico-lombari

Zig Zag

Ho

igiene si fa

male a un dente…

Implantologia Laboratorio odontotecnico «

Meno Male

che c’è l’anestesia»

Non solo denti… ma tutto il corpo

Ortodonzia Pedodonzia ovvero le cure ortodontiche ai bambini

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Gruppo lavoratori e lavoratrici La Perla Il gruppo di lavoratori e lavoratrici dell’azienda La Perla da un anno partecipa attivamente a un laboratorio teatrale, nato con l’intento di documentare la crisi di una delle maggiori realtà produttive della nostra regione, crisi che si è conclusa l’anno passato con un passaggio di proprietà che ha regalato finalmente ai dipendenti un barlume di speranza. L’eccezionalità del percorso realizzato sta nella voglia dei partecipanti di mettersi in gioco su una fetta recente, e in buona parte dolorosa, della propria biografia. Proprio dalle loro testimonianze è nato uno spettacolo, frutto della collaborazione tra CGIL, CISL e UIL da un lato e Compagnia Teatro dell’Argine dall’altro, che vede come protagonisti in scena una ventina di lavoratori e lavoratrici dei vari settori de La Perla.

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Affiatate

Operose

è solo così che si va avanti

come le api

Bimbe

Perla

come quelle della signora Ada

Qualità

Colleghe che diventano più di semplici colleghe, si trasformano in socie, amiche, compagne di strada

le mutande e noi

Donne

Scommessa

Esuberi

Toste/i

Resistenti

uno dei nostri peggiori incubi

Urgente

Fenice perché siamo risorte dalle nostre ceneri, proprio come lei

Vipere

Gruppo

X001

che ci ha dato la forza di cui avevamo bisogno

codice colore

Yankees go home!

Help

Noi gli americani non li vogliamo!

Improvvisati

Zuzzurrellanti

a far tutto ciò che era necessario, a diventare anche altro da noi stessi

Lavoratori e in quanto tali, dotati di un’identità

Mutande grossolanamente, è quello che facciamo qua

Nudo

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Harambe Harambe è un’associazione senza fini di lucro nata a Bologna nel marzo 2004 grazie alla volontà di studenti universitari italiani e stranieri. «Harambe» è un termine della lingua swahili che significa «noi insieme» e che indica la volontà dell’associazione di cooperare per il miglioramento delle condizioni della vita umana di tutti. In particolare, l’associazione si rivolge a quelle minoranze i cui diritti sono troppo spesso messi in discussione e la cui sopravvivenza, sia fisica sia culturale, è a rischio. Al fine di superare la diffidenza e la paura verso l’altro, Harambe realizza molteplici attività: tra le più importanti, l’associazione ha attivato uno sportello sociale che aiuta le persone appena arrivate da un altro Paese a districarsi con la burocrazia italiana e la ricerca di una casa e di un lavoro; organizza corsi di italiano; mette a disposizione borse-lavoro per giovani migranti.

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Alfabetizzazione:

on Mondi

il, lo, la, i, gli, le… quanto è difficile spiegare gli articoli

diversi che si incrociano ionalità Nazion

Babele

che è un po’ o’ burocratese b

Cooperazione

ortunità Opport

Collettività

ferta Offer

Dialogo

aro Parole divertenti, corrette,, sb sbagliate, inventate... «Io sano (io sono), mela elanciana (melanzana), ciuchini (zucchine), e), ociali (occhiali), aghlio (aglio), ghno hnocchi (gnocchi), spacio (specchio) io), cassa (casa)»

E-learning ve i ragazzi una nuova piattaforma dove possono studiare l’italiano anch nche da casa

Facilitazione

aderni Quad

per l’inserimento nel nostro tro Paese. Ma anche Futuro. Quando una un ragazza moldava mi ha detto: «Maestr stro, io non conosco futuro», io le ho rispost osto «Il futuro non esiste...». Poi le ho fatto fare re un esercizio e le ho chiesto di scrivere 3 fr frasi con il futuro; lei ha scritto: «Comprerò rò una grande casa qui in Italia. Lui cucineràà sempre s per me. Spenderemo tutti i nostri tri soldi per andare in vacanza». Le ho detto: to: «Vedi allora che il futuro non esiste iste!»

abbiamo uno stock dii 1 1000 quaderni delle Winx che regaliamoo ai nostri studenti. Così vedi questi omooni grossi scuri che escono da qui con co in mano un quadernetto rosa osa delle Winx... ice Ricette per imparare le parol role di uso quotidiano ci facciamo dire le ricette dei piatti con tutti glii ingredienti... in

Gesti

cuo Scuola

ica a gesti perché all’inizio si comunica avo Tavolo

Harambe

perché ne abbiamo se sempre troppo pochi

che vuol dire «noi insieme» in swahili

nio Unione

Integrazione

ntariato Volonta

Lingue

siamo 18 tra tirocin cinanti e volontari

r a qui sono tante e, a volte, perr riuscire capirci, ne parliamo più di una in contemporanea, cioè traduciamoo dall’italiano all’inglese o al francese e poi in arabo o in bengalese o swahili... li...

up Zuppa la festa della zuppa, alla lla quale parteciperemo con una zuppa fatta fa dai ragazzi 97


Il giorno sale, con grande forza batte i suoi zoccoli tra le nuvole il lattaio sui suoi bidoni tambureggia sonate; al cielo ascendono i fidanzati su scale mobili; selvaggi, con grande forza si sventolano cappelli bianchi e neri. Le api scioperano. Tra le nuvole ruotano i procuratori, papi cinguettano dagli abbaini. La commozione domina sia lo scherno che il giubilo. Velieri sono piegati dai bilanci. Il Cancelliere parteggia con un vagabondo i fondi segreti. L’amore è consentito dalla polizia, è promulgata un’amnistia per coloro che dicono la verità. I panettieri regalano rosette ai musicanti. I fabbri fanno delle croci ferri per gli asini. Come in un ammutinamento irrompe la felicità, come un leone. Gli strozzini, su cui sono gettati fiori di melo e ravanelli, si pietrificano. Buttati sulla ghiaia, abbelliscono fontane e giardini. Ovunque ascendono mongolfiere la flotta di piacere è pronta a partire; salite, lattai, fidanzati e vagabondi! Scioglietevi! Con grande forza sale il giorno. Hans Magnus Enzensberger, Utopia

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Foto di Davide SaccĂ

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Il Girovago - Casa editrice Nuova S1 Il Girovago è un progetto di editoria e storytelling digitale, nato nell’ambito della casa editrice bolognese Nuova S1, incentrato sul rapporto tra culture e condizioni di vita differenti. Muove i primi passi come una collana editoriale costruita intorno ai diversi significati del concetto di viaggio, alla ricerca di storie in movimento che possano trasportare lo sguardo verso mete sconosciute, ma anche aprire prospettive inedite su contesti apparentemente familiari. L’esordio avviene con la pubblicazione di due libri in formato sia cartaceo che digitale. Allo stesso tempo, fedele al tema che fa da filo conduttore, Il Girovago oltrepassa i confini della tradizionale definizione di “editore” e si allarga fino a creare un contenitore molto più ampio e complesso: il sito diventa luogo virtuale e punto di partenza da cui sviluppare idee, oltre che un mezzo di condivisione e scambio di esperienze. Così, insieme al catalogo, all’interno del Girovago si possono esplorare una serie di progetti paralleli di carattere collettivo e multimediale aperti ai girovaghi di tutto il mondo: a chi sceglie di partire dall’Italia per stabilirsi altrove e a chi approda qui attraverso i percorsi e le storie più diverse. Questi progetti sono work in progress e alla continua ricerca di collaboratori e storie.

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Attenzione

adismo Nomad

a tutto quello che ci circo rconda

la libertà in n movimento m

Baratto

cc Occhi sempre re nuovi n

Curiosità

oscenico Palcosc

degli occhi che ci racconta ntano e muovono il mondo

«Tutto il mondoo è palcoscenico» (W. Shake kespeare)

Diario di bordo

tidianità Quotid

dei nostri corrispondenti dal mondo

sempre uguale,, ssempre diversa

Endemico

spetto Rispe

Fotografie

car Scarpe

di viaggio e non solo olo

il mezzo di traspor orto più affidabile

Gironzolare

em Tempo

e perdersi per scoprire punti di vista inediti

ogni spazio ha il proprio

Habitat da imparare a vivere ere

mi Umiltà

Intercultura

iag Viaggio

che arricchisce la scope perta

come scoperta sco

Jalapeño

World Wide Web

… mai assaggiato uno no? nologia Xenol

za Kit di sopravvivenza

per una civiltà tà d del convivere

dalla mappa all’accendino, dal al dizionario alla sciarpa… ogni viaggio ne ha uno

ur Yurta la casa mobile traspo sportabile ovunque: vivere come una un chiocciola

Libri il viaggio cartaceo

atte Zattera

Mappamondo come obiettivo: senza ferma marsi mai

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Insegnanti e personale ATA Istituto Mattei Un gruppo molto speciale di insegnanti e personale amministrativo tecnico e ausiliario dell’Istituto di Istruzione Enrico Mattei di San Lazzaro di Savena ha deciso nel 2014 di riunirsi per frequentare un laboratorio con il Teatro dell’Argine. Dopo aver assistito per tanti anni ai saggi teatrali che la compagnia sanlazzarese realizza con i ragazzi dell’istituto, lo scopo dei professori, bidelli e personale amministrativo era quello di concedersi un momento per stare insieme ai colleghi in modo diverso al di fuori del lavoro, di perseguire una personale curiosità verso il teatro, di scandagliare i propri limiti e capacità.

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Appello

N

« on» o -Non ne ho voglia… -Non ho i ccompiti! -Non hoo ccapito. -Cosa? - Niente.

conosciuto da tutti nella versione ne bizantina tradizionale, oppure nella versio sione breve: «Chi manca?». Supponendo do che gli assenti rispondano… o…

B

O

agno «Prof, posso andare al bagn agno?». Mentre svolgi i compiti Burocratici ici che rubano i primi venti minuti di lezio zione

do dore umano, a volte anch che alla prima Ora. «O studi o ti t boccio» age Pagella

Capra!

metà Pentamestre, Pagellino: si dà a m solo per le insufficienze, e, e dopo si programmano le Prove dii recupero. r Anche quando la voglia è poca

è il nome dello scopettone che he pulisce, e non quello dello studente peggio giore che alla richiesta dei Compiti, dice di non on averli fatti perché… non ha capito ito

Quadererno(ne)

Disciplina

stre Quasi sufficiente Quattro! Quadrimestr

otivato Docente Dizionario Demot ido Ridotte

Esausto la fatica che si fa è tanta nta. «Ercolino, al telefono!»»

come le fotocopie rimp mpicciolite per copiare durante i compit piti di Recupero. eazione Ricreaz

Forza

Sospspeso

in classe!

te Silenzio! Sufficiente

Giudizio

lefono Telef

sull’operato, mai sulla pers ersona. In attesa del desiderato Giorno no di ferie

dei ragazzi che suona ona in continuazione

H

scita didattica d quella che una volta vol era la gita…

U

« o» -Ho dimenticato i libri bri. -Ho sonno

oci Vociare continuo e costan tante a tono alto. C’è un Volontario? C’è, è, ma m manca la Volontà, per ottenere un buon Vot oto e godersi le Vacanze. La minaccia è sem sempre la stessa: «Vi boccio cio tutti!»

Incubo ricorrente: cerco la mia aula e no non la trovo, corro, cerco, chiedo alle bidelle, le, la scuola è enorme e intanto l’ora passa… com ome se mi fossi c la Inceppato. Tutto si inceppa: le chiavi, fotocopiatrice, le porte, le tapp pparelle…

er Zero il voto mit itologico. ucconi Zaino Zu

Lezione Libro Lavagna

Macchina delle merende e del caffè, ma anche b Marcatempo per passare il badge, che è come timbrare il carte rtellino

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Iraniani a Bologna Questo gruppo non è un’associazione culturale, né una cooperativa: sono meno di una decina di giovani di origine iraniana che vivono a Bologna, dove studiano o lavorano in vari campi. Accomunati dal desiderio di condividere la loro condizione di iraniani e di espatriati, ci hanno aiutato a comprendere il paese dal quale vengono, con il quale intrattengono rapporti, spesso conflittuali, ma pieni anche di amore e nostalgia. Il collegamento con loro è stato fatto grazie a Sanam Naderi, attrice della prim’ora della Compagnia dei Rifugiati, ora Cantieri Meticci, e della Compagnia Multiculturale del Teatro dell’Argine.

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Arabi

a Mare

il nostro popolo non è molto lto amico della politica araba islamista, non no ci piace il fatto che il governo attuale fac faccia quello che fa in nome dell’Islam lam

poterci andare è un altro al bel sogno che si realizza quando us usciamo dall’Iran

Bevande alcoliche

l’iraniano si fa vanto dii aver a dato cultura e arte a tutto il mondo; soprattutto sop i tappeti

onalismo Naziona

in Europa non ci sono divieti ti religiosi, r dobbiamo approfittarne… ne…

osizione Opposi

Censura

c’è sempre una parte rte del nostro popolo all’oppos osizione

quella con cui abbiamo imparato to a convivere; sare è un sogno Costume da bagno: poterlo indossar che si avvera quando usciamoo dall’Iran

Politlitica è impossibile essere iran aniano e non parlare di politica. Un po’ come il calcio per gli italiani

Discoteca

Qualcunoo ci osserva

un’altra delle cose buone di cuii approfittare a in Europa

e abbiamo sempre paura ura di essere controllati

Embargo

os Rosso

quello verso l’Iran, ma che riguard arda anche noi iraniani che viviamo all’est ’estero. Non possiamo ritirare soldi chee ci c vengono versati in una banca, per esempio ese

il colore del fuoco puri urificatore, della salute zofrenia Schizof

con una voce interiore che ci mett ette in guardia su cosa è proibito, ci autocens nsuriamo

dentro le case siamo in n un u modo e fuori in un altro: adottiamo una parvenza p islamizzata quando siamo fuori, in società; soc ma quando siamo in casa gettiamo mo la maschera

Giallo

rsi il velo Togliersi

è il colore della malattia: in una dell elle nostre feste tradizionali c’è una cerimo imonia per cui si dà il giallo al fuoco (laa malattia) m e si prende il rosso dal fuoco (la la salute)

come toglier iersi un peso

Fare i conti

i Un altroro iraniano siamo sdegnosi gli uni nei ne confronti degli altri, come se avessimoo ssempre addosso lo sguardo rdo altrui

irra Ho voglia di una birra e qua posso berla!

el Velo

Invasioni

la foto sul passaporto rto è sempre col velo: quando in Occidente ti chiedono ch il passaporto, e ti vedono senza velo, comi minciano a fare domande

quelle subite dall’Iran nel corso di molti secoli

Kebab iraniano col riso, è molto più buono di quello qu solito

Zavovorra

Lei

l’ignoranza della gente, che ch non sa che la nostra cultura ha radici ici antichissime, è un peso da portare

nella nostra cultura si dà sempre re del lei per rispetto

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ISCOS Istituto Sindacale per la Cooperazione allo Sviluppo - Emilia Romagna ISCOS è un’associazione senza scopo di lucro e una ONG di respiro europeo. Nasce nel 1983 dall’esperienza sindacale della CISL per promuovere azioni e programmi di cooperazione internazionale in coerenza con i propri principi fondativi, nella convinzione che povertà, esclusione sociale, assenza di diritti umani e sindacali siano frutto di un portato storico nel quale gli interessi individuali e privati hanno prevalso sui criteri etici e democratici di ridistribuzione delle ricchezze del pianeta. Nel 1990, su iniziativa e stimolo di Enrico Giusti, nasce ISCOS-Emilia Romagna, che, in coerenza con i principi cardine dell’organizzazione nazionale (solidarietà, giustizia sociale, dignità dell’uomo e pace) si occupa di difesa delle libertà sindacali e dei diritti umani, lotta alla povertà e alle discriminazioni, sostegno alle comunità colpite da catastrofi naturali e guerre.

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Amicizia

Obiettivo

Amazzonia, Alpaca, Animali e progetti

Organizzarsi per raggiungerlo

Progettese

Bologna ∼ Bolivia

l’unica lingua da conoscere per scrivere Progetti

Cooperazione

Quinoa

Crescita Cronogramma CISL Costruire percorsi Cura

cereale peruviano

Risultato

Democrazia

Relazione, Responsabilità, Ricerca fondi

Disabilità Difficoltà Diretti focus del nostro agire

Sostenibilità

Enrico Giusti

a volte una parola inutile

fondatore ISCOS

Tempo

Femminile

«Darsi il tempo»

come il genere. Fuori Finanziamento

Uguaglianza di diritti e doveri

Giovani

Video

Huacaya

esempio efficace di testimonianza diretta

una razza di Alpaca

Žytomyr e Zenica

Idee

(Ucraina) - (Bosnia)

tante, il problema è realizzarle e, come le Iniziative, non mancano

Lavoro Legami

Mozambico Missioni, Miniera, Mediazione, Multinazionali

Novità 107


Istituto Ramazzini L’Istituto Ramazzini è una cooperativa sociale onlus impegnata da oltre vent’anni a combattere il cancro. Tutti gli sforzi e le attività sono guidati da un importante principio: «Nei laboratori di ricerca, nei poliambulatori, negli incontri con i cittadini è necessario tentare di infondere la cultura della prevenzione, perché solo attraverso essa si può pensare di poter combattere più efficacemente il cancro». Sono infatti tre le aree principali di intervento dell’Istituto: diffusione dell’informazione, diagnosi precoce e ricerca scientifica, finalizzata all’identificazione e quantificazione, su base sperimentale, dei rischi cancerogeni, oltre che alla valutazione di efficacia e tollerabilità di farmaci e principi attivi, utilizzabili per contrastare l’insorgenza e/o la progressione dei tumori.

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Aiuto

alt Maltoni

che offriamo per la cura e la prev revenzione del cancro

uno dei padri dell’on ’oncologia moderna, direttore della fond ndazione per anni, ideatore dell’hospice di Bentivoglio B e di molto altro ancora. Una na vita dedicata alla ricerca e alla lotta lott contro il cancro

Bigiotteria che ci portano per arricchire ire il nostro negozio dell’usato

ego Negozio abbiamo inaugurato un negozio dell’usato: «le Ramaz azzine»…

Cancro la lotta avviene attraverso tre aree di intervento: la ricerca scientifica, ca, la diagnosi precoce e la diffusione dell’info nformazione

st Osteria!

C’han portato dell’altra de roba!

Donazione

iaz Piazza

è anche grazie alle donazioni che ch possiamo continuare a vivere re «

è nelle piazze che si tengono le nostre iniziative, è scendendo do in piazza che diamo voce al nostr tro Istituto

È

meglio prevenire che cur urare»: l’eredità più importan ante trasmessa dal medico carp rpigiano Bernardino Ramazzini (1633 33-1714), padre della medicina del el llavoro

adrato Quad cerca Ricer scientifica su base spe perimentale dei rischi cancerogeni e dell’effic fficacia dei farmaci per la cu cura

Facchine è come ci sentiamo, con tutte le cose che ci portano da spostare e da sis sistemare

darietà Solida un aspetto importa rtante della nostra sopravvi vvivenza

Gratificazione quando vediamo tanta partec tecipazione

tellino Tortel

Handicap

Ultimoo mminuto

Informazione attraverso la diffusione dell’info informazione cerchiamo di creare consape apevolezza

iag Viaggi ogni mese ha le sue gite, git organizzate dalle sezioni dei vari Comuni C aderenti

Lotteria uno dei tanti appuntame menti organizzati dall’Istitut tuto

nzare Zanz

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Legambiente Emilia-Romagna Legambiente è una onlus nata nel 1980, erede dei primi nuclei ecologisti e del movimento antinucleare che si sviluppò in Italia e in tutto il mondo occidentale nella seconda metà degli anni ’70. Tratto distintivo dell’associazione è stato sempre l’ambientalismo scientifico, la scelta, cioè, di fondare ogni iniziativa per la difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, che hanno permesso di accompagnare le battaglie dell’organizzazione con l’indicazione di alternative concrete, realistiche, praticabili. Questo, assieme all’attenzione costante per i temi dell’educazione e della formazione dei cittadini, ha garantito il profondo radicamento di Legambiente nella società, fino a farne l’organizzazione ambientalista con la diffusione più capillare sul territorio. Ogni anno svolge iniziative regionali e locali con la partecipazione dei soci, dei cittadini e con i ragazzi delle scuole.

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è il nome dell m monitoraggio delle polveri sot sottili nelle città

Ambiente da tutelare. magari fosse pubb bblica! Acqua:

uo Nuovo

Beni comuni

sinonimoo d di aperto, per indicare un cambia biamento di mentalità

iomasse, Bandiere, centrali fatte a Bio se fossero ben fatte

r Orti urbanii di didattici

Cigno

spettiva Prospe

zione; il simbolo dell’associazio iato Campi di volontariato

icazione: ragionare su Progettazione Pianifica ciò che c’è e su ciò che ch si può cambiare

mo fare? Domani cosa Dobbiamo

Quantoto da fare

Si accumulano i mondi daa salvare s

mpo dell’azione Qui e ora il temp

Eolico

ifiu Rifiuti

se fatto bene è necessar sario. ili Energie rinnovabili

iclo Riduco Riuso Ricicl

Festambiente

Sprereco

lidale Gruppo acquisto solid

di energie e di risorse qu che facciamo Scomodo, perché quello è sempre complicato co

Hotel

ssera Tesse

sostenibili da Legambien iente. Hashtag

la nostra bandi diera portatile rba Urbano

Inquinamento

nesimo Urbane

Legalità

ntariato Volonta

te: Lega per l’ambiente: primo nome dell’associaz iazione

nzare Zanz

Mal’aria

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Maestre Scuola Fantini Dopo vent’anni di lavoro insieme, alcune maestre della scuola primaria Fantini di San Lazzaro di Savena si sono concesse un intero pomeriggio per ritornare bambine, per mettersi in gioco in prima persona e vivere sulla propria pelle un percorso teatrale solitamente dedicato, nella loro scuola, alla fascia d’età compresa tra i sei e i dieci anni. Il clima allegro e di complicità nato durante le ore passate insieme ha stimolato le maestre a inventare un mondo ideale, un mondo che piaccia di più a tutti, in cui i bambini e le bambine possano sempre essere protagonisti.

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Accoglienza,

rendina, Meren

ogni mattina, in quel mom omento so già che dovrò avere tanta ta pazienza p

perché tutti abbiamo bisogno bis di una pausina ov Novità

Bambine

belle, nella classe sse ci sono spesso

bambini che salgono in fretta tta le scale, facce tristi, facce allegr egre, ogni giorno non è mai uguale ug

«Aprire un nuovo

Chiacchiere, proposte, confidenze, ris risate, sono tutte importanti nti e da me devono essere asc scoltate

chi e orecchie, Occh

Progetto divertire vi farà!» aderni Quad

a righe, quadern erni a quadretti, puoi trovare lavo avori pasticciati, ma anche lav lavori perfetti

Domande dai bambini ne arrivano a vvolontà, non c’è niente di meglio della lo loro curiosità

Finalmente alle tredic ici arriva la sospirata

Energia,

I maschi certamente, doopo, vorranno giocare a pallo allone

ezione! Refezi

Felicità,

tud Studio

Gioia,

ancora nell p pomeriggio, sembra non n finire mai

Humour

« abellin lline, no!

T

ogni giorno, è per questo che al lavo avoro volentieri sempre torn rno

Maestra, se mi inter terroghi sono guai!» La campan pana dell’ sc Uscita

Immaginazione

fa tutti es esultare, grandi e piccini see n ne possono andare

la chiave che tutti fa vol volare ed è così che è più facile im imparare. Può accadere che a qualcunoo scappi s una

La

Lacrimuccia,

Vita

di un insegnan nante è questa per nove mes esi all’anno, poi un po’ di riposo so ma, a settembre,

e non è sempre detto tto che sia di una femminuc uccia. A metà mattina si scarta una na salutare

gli

113

rito Zaini ritorneranno!


Manutencoop Il Gruppo Manutencoop è il principale operatore attivo in Italia nell’integrated facility management, ovvero la gestione e l’erogazione di servizi integrati, alla clientela pubblica e privata, rivolti agli immobili, al territorio e a supporto dell’attività sanitaria. Tali servizi vanno dalla gestione impiantistica al cleaning, passando per la manutenzione del verde, il property management e la gestione della pubblica illuminazione, fino ai servizi specialistici per strutture ospedaliere. Il rapporto del Teatro dell’Argine con Manutencoop nasce dall’interesse e dall’impegno profondo che il gruppo ha sempre profuso in tutte quelle attività culturali, artistiche o di altro genere, che abbiano forte ricaduta sociale e impatto sul territorio, con particolare attenzione e cura ai temi dell’intercultura e dell’educazione, sui quali Manutencoop è da sempre molto attiva.

114


Africa

uv Nuvola

il continente da cui vengono i miei mi genitori. ban Amore e Amicizia, sarà banale, ma senza queste cose dovee ssi va?

ci sto sopra da quando ho saputo che mio figlio ha vinto la borsa bor di studio ne Onestà

Bisogno

non so, adesso mi semb bra che rubino tutti…

di darsi una mano a vicen enda, per poter vivere in armon onia

sibilità Possib di continuare a fare are ciò che ci piace, o di fare il lavoro ch che abbiamo scelto

Collaborazione tutti insieme si può costruiree q qualcosa

uan Quando

Divertimento perché va bene lavorare are, ma dopo che hai lavorato ato…

è arrivata a casa la lette ttera che annunciava la borsa di studio, mia ia mamma m ha urlato «Wow, ci sono no dei soldini!»

Educazione

ide Ridere

intesa in tutti i sensi, si, per diventare una persona m migliore

se ripenso alla faccia dii mia m mamma, quando ha scoperto che ho preso eso la borsa di studio

Famiglia

cuo Scuola

siamo io e mia mamma, ma siamoo molto uniti, siamo una cosa sola, un no nodo, una famiglia insomma ma

è un vantaggio per tutti qu quelli che la frequentano, perché attraverso lo Studi dio puoi avere un futuro miglio gliore

Giovani

lento Talen

perché sono giovane e credoo d di essere un’opportunità per glii al altri

ni Unità nella mia classe c’eranoo d delle fazioni, dei gruppi che stavano solo tra loro, lor e io mi chiedevo: ma non siamo tutti ti ssulla stessa barca?

stu Ho vinto una borsa di studio!

Impegno

er Zero

per creare una città ideale ci vuole vu testa, impegno e voglia di fare qualcos cosa per tutti

mia mamma crede chee studi zero... invece…

Lavoro perché vorrei ce ne fosse pe per tutti

Meritocrazia farsi strada perché bisogna faticare per far e bisogna farlo al megli glio

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Mediateca di San Lazzaro di Savena 35.000 libri, 5.000 fra dvd, vhs e cd; 33 postazioni pc dalle quali si può navigare gratuitamente in internet e utilizzare i programmi Office; 7 postazioni avanzate con software professionale per elaborare immagini e grafica, fare editing video e creare dvd, fare desktop publishing e produrre musica; 2 postazioni base riservate e attrezzate per i non vedenti e per gli ipovedenti. E non solo. La Mediateca di San Lazzaro è uno spazio innovativo, in cui le aree della biblioteca pubblica si integrano con l’area dell’informazione, dell’informatica e della cultura. È un cantiere in corso d’opera, per restituire a tutti spazi di cittadinanza attiva, per dialogare con i giovani, per proporre occasioni di pensare il nostro tempo e indagare la nostra epoca; è un punto nodale della conservazione e valorizzazione della memoria, storica e sociale.

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Alfabetizzazione

r Orto

italiana e informatica per fornir nire strumenti necessari per entrare nel mondo do del lavoro

un angolo di natura accanto ac alla cultura… da poco inaugurato ina

Bambini

zienza Pazie

che arrivano, si conoscono,, le leggono e giocano fra di loro e con i genitori g

quella serve rve sempre uo Quore

Distanze da accorciare

e non è scritto sbagliato, to, è proprio Quello che ci vuole ole Qui.

Empatia

os Rosso

m difficile da mantenere anche quando è molto

il colore del tetto to nel nostro logo

Frustrazione

Sprereco

da accantonare. I progetti sono no tanti ed è necessario essere sempree p positivi

una lotta continua contro co questo mostro contempo poraneo

Generazioni

ett Tetto

a confronto: la Mediateca è per er bambini da zero a cent’anni!

ecosostenibile: una disce iscesa verde che ricorda il fianco dii una u collina

Hallo!

ten Utenti

We speak English!

tantissimi: il nostro bacino bac d’utenza va ben oltre il comune di San an Lazzaro di Savena

Informagiovani

ari Varietà

orie lo spazio di informazione e orientamento gratuito per i giovani che ha sede in Mediateca

libri, giornali, aud udiovisivi, risorse informatiche, servizi di informazione, attività culturali e formativee come c corsi di lingue, laboratori manu anuali, rassegne cinematogr ografiche...

Libri dall’analogico…

Zepppa

Multimedia

l’importante è non n usare... un libro!

gni tipo di … al digitale! Forniamo ogn supporto... Almeno ci prov roviamo!

Notti e serate dense di attività cultura urali, tra libri letti ad alta voce, film, aper peritivi…

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STUPORE Dalle cinque parole di Marta Vecchi della Libreria delle Moline

Non cerco di immaginare un Dio; mi basta guardare con stupore e ammirazione la struttura del mondo, per quanto essa si lascia cogliere dai nostri sensi inadeguati. Chi non è più in grado di provare né stupore né sorpresa è per così dire morto. Albert Einstein, Come io vedo il mondo

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Foto di Monique David

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Museo Civico Archeologico di Bologna Il Museo Civico Archeologico di Bologna ha sede nel quattrocentesco Palazzo Galvani fin dalla sua inaugurazione ufficiale, avvenuta il 25 settembre del 1881. Ospita le ricche collezioni archeologiche provenienti dall’antico Museo Universitario, dalla donazione del pittore Pelagio Palagi e dagli scavi condotti a Bologna e sul territorio circostante tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Il Museo si colloca tra le più importanti raccolte archeologiche italiane ed è soprattutto rappresentativo della storia locale, dalla preistoria all’età romana. Le antiche collezioni conservano capolavori dell’arte greca e romana; di particolare rilievo è la raccolta di antichità egiziane, una delle più importanti d’Europa. Ma il Museo si distingue anche per le attività educative e divulgative che organizza e promuove, per facilitare l’accessibilità culturale a tutti livelli e per tutte le fasce d’età.

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Archeologia

ua Qualità

Bambini

stauro Resta

con i quali facciamo numerosee aattività: visite guidate, laboratori e visite animate a

tor Storia

e Dedizione

Palazzo Galvani, chee ora o ospita il museo, vede le sue origini nel 1336, anno in cui iniziarono i lavori per er la l chiesa e l’ospedale di Santa Maria della Morte M (da cui il nome del portico), a cur ura dell’omonima compagnia. Nei secol coli ha subito diversi cambi di destina tinazione d’uso, fino all’inaugu gurazione del Museo Archeolo logico nel 1881

Educazione

em Tempo

Coro nato dodici anni fa, il museo n ne ospita le prove e i concerti, sfruttando ill fatto fa che ogni sala ha un’acustica dive iversa

Divertimento nti Egizi Etruschi Eventi

om Uomo

Forza per sopportare la Fatic tica

alo Valore

Gioco

Z

ann nnoni il «nonno de del museo». È uno degli archeolog logi che più di altri ha contribuito all’attuale ale assetto del museo

im il modo più divertente perr imparare

Handicap Intercultura Idee

L

inguaggio Libri Lettura

Museo pieno di Mummie; anche por ortico della icino ospedale, Morte. Il nome proviene dal vicin ora sede del Museo Civico Arc rcheologico

Narrazione. one, Anche statua di Neron che è senza testa

O

ggetti uasi 200.000 e Opere, il museo ne vanta qua

P

esci quelli della fontana dell m museo

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Museo della Preistoria Luigi Donini di San Lazzaro di Savena L’originario nucleo del Museo Archeologico dedicato alla memoria del giovane naturalista sanlazzarese Luigi Donini sorge nel 1971 all’interno della suggestiva cornice dell’abbazia di Santa Cecilia della Croara. Nel 1985 l’amministrazione comunale sanlazzarese rileva la gestione delle collezioni e individua una nuova collocazione presso la palazzina di Via Fratelli Canova a San Lazzaro di Savena. In tale sede viene organizzato il nuovo allestimento delle raccolte, nel frattempo arricchitesi di importanti testimonianze, fra cui il lotto di resti di mammiferi fossili del giacimento della Cava Filo. L’attuale allestimento, organizzato in tre sezioni, si avvale di strategie comunicative e criteri espositivi innovativi, nell’intento di avvicinare maggiormente l’utenza ai contenuti illustrati, utilizzando un linguaggio in grado di coniugare la correttezza scientifica delle informazioni con l’efficacia didattica.

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Ambienti

em Memoria

perché nel museo facciamo veder dere come gli ambienti cambiano nel tempo. tem uello Adattamento, come quel dell’uomo nell’ambient nte

museo luogo della memo moria; Mano, artefice di prodotti, traduce ill p pensiero in materia

Bifacciale

è la parte del blocco di pietra pie da cui si preleva la materia per la trasform rmazione della stessa in utensili; Normalità che he non conosciamo più

uc Nucleo

pu detto Strumento di pietra a forma dii punta, anche “amigdala” per la sua forma ma a mandorla

loc Olocene

Conservazione

è l’era geologica in cui ui stiamo vivendo ora. l origini dell’uomo Origini, indaghiamoo le

del patrimonio; Cultura come rispetto di tutto; Caambiamento

ncipio Princ

Divulgazione

la preistoria è il principio pri dell’uomo

tramite le visite guidate ate; ra di bambino Dimensione, il museo è a misura

ternario Quater

de Evoluzione intesa come opposto dell’estinzione

era geologica artificiale creata c specificatamente per segnalare la compars arsa dell’uomo, e che non corrisponde a precisi si mutamenti m geologici

Famiglie

en Sensi

che vengono qua, spess esso perché i bambini, che sono venuti ti con c la scuola, vogliono tornare con i gen enitori

che durante la preistoria ria erano più sviluppati

Gioco

erra Terr

strumento per l’apprendim imento

ten Utensile

Entusiasmo

Testimoonianze

Handicap

izzazione Valorizz

adesso i musei sono access essibili a chi ha un handicap motorio, ma c’è ancora molto lavoro da fare affinché chi ha un handicap sensibile (audiolesi, autistici, non on vedenti…) possa usufruire di ciò che offre re un museo

ol Zolla che ha dato ato origine alla formazione del de nostro pianeta

Innovazione conservare proiettandosi anchee nel futuro

Lungimiranza cercare di andare incontro alle nu nuove esigenze

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Occupiamoci! Laboratorio TdA/ARCI Bologna Il breve workshop teatrale sperimentale Occupiamoci!, a cura del Teatro dell’Argine, nasce nell’ambito dell’edizione 2013 di B.R.I.S.A.!, il festival di teatro realizzato nel mese di ottobre da Arci Bologna. Vista la grande adesione, il percorso teatrale è proseguito, coinvolgendo donne e uomini dai 25 ai 55 anni, disoccupati, inoccupati e precari, insomma persone in cerca di lavoro, ma soprattutto di uno spazio di condivisione delle proprie storie. Il laboratorio è stato l’occasione per raccogliere, usando gli strumenti del teatro, le riflessioni, le improvvisazioni e i racconti dei partecipanti che, con grande generosità e ironia, si sono messi in gioco per farsi testimoni di una realtà, quella della crisi del lavoro, che non è solo una crisi economica, ma di identità e di ruolo. Questi materiali sono stati la base per la scrittura dello spettacolo finale, realizzato all’ITC Teatro di San Lazzaro.

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A.A.A.

er Nero

cercasi, ma anche Aspiraz razione

perché assorbe be tutti i colori, come noi assor sorbiamo i No. In contrasto con il bianco, b che riflette

Biografia perché ognuno ha la propri pria storia

casione Occas

Curriculum

da cogliere, Opportun unità da costruire per superare gli Ostacolii e non sentirsi come presi in Ostaggio O

che diventa la tua Carta d’id identità ecario Preca

Domani

personaggio (non) mito itologico per il quale è difficile anche scegliere ere i Passi da compiere e le Parole giuste giu da dire

Equilibrio precario, da trovare re

aderno Quad

Fatica

abb Rabbia

perché cercare lavoro è comee un lavoro

tenza Risposta Rischio Responsabilità Resisten

Gente ma anche Giustizia

renità Seren

Hercules

ezza Sogno Studio Speranza Sicurezz Stabilità Soluzioni S

le nostre fatiche quotidiane sono no come le sue

ale Talenti

Impotenti

da mostrare e d da dimostrare

non riuscire a fare niente, sent ntirsi Isolati, in preda all’Inerzia, alla ricerca rca di un’Idea

ni Unici manità Utile Umiltà Uma

Lavoro

ole Volere

equivale alla nostra Libe ibertà

è pote otere

Merito

ol Zolla

non è mai una questione di merito, se lo fosse non ci troveremmoo d davanti così tanti Muri. Non rimane altro da fare se non sperare in un Miracolo olo!

cercare lavoro è m mettersi in gioco, come muovere la terr erra, è come scoprire qualcosa della lla propria vita

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Olinda Olinda è un progetto collettivo nato nel 1994 con l’obiettivo di superare l’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano. Il punto di partenza è stato quello di ricostruire contemporaneamente biografia e identità delle persone e riconvertire gli spazi chiusi in luoghi aperti. In quest’ottica, la camera ardente è diventata un bar, il convitto delle suore una foresteria, la cucina un teatro. Negli ultimi quindici anni sono nati molti nuovi progetti che compongono una sorta di sistema culturale locale per la cittadinanza sociale: un mix di impresa sociale, cultura e welfare locale con ristorante e catering, ostello e abitazioni, teatro ed eventi. Da vicino nessuno è normale, Appunti partigiani, libero orto e produzione di erbe aromatiche, centro estivo per bambini e laboratori di teatro con giovani, inserimenti lavorativi e socialità, torneo di calcio e feste di quartiere. Da Olinda, chi lavora al ristorante è consapevole di supportare l’ostello e chi lavora in ostello sa bene di essere un grande supporto al teatro e viceversa. Un’attività alimenta l’altra. Solo così è possibile mantenere una giusta competitività per accogliere clienti esigenti, ma anche compensare una giusta imperfezione che ci permetta di coinvolgere persone svantaggiate.

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Accoglienza

aticità Pratic masch schile

Brindisi

ua Qualità

collettivi

dei pro rogetti

Capacità

lificazione Riqualific

di aspirare sempre a qualcosa sa d di nuovo e diverso

urban bana

Disciplina

og Sogni

indispensabile nella gestione di tutte t le cose da fare

condivisi e condivisibili co uf Tuffi

Elasticità per saper gestire gli impr previsti

Usos

Femminili

positivo del el conflitto

intuizioni

sioni Visio

Gioco di squadra

a lungoo te termine

per poter andare lontan tano

er Zero

Humour

noia oia

Interdipendenza consapevole

Lungimiranza è una fortuna poter er immaginare e prevede dere

Meticciato è arricchente

Notti (insonni)

Opportunità nascoste da scoprire ire 127


GENTILEZZA Dalle cinque parole di Marta Vecchi della Libreria delle Moline

L’amore può fallire, ma la gentilezza alla fine prevarrà. Kurt Vonnegut, Un pezzo da galera

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Foto di Luigi Burroni

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Opera Padre Marella Fraternità Cristiana Opera di Padre Marella - Città dei Ragazzi L’Opera Padre Marella diversifica il suo impegno sociale nella provincia di Bologna e in quella di Ravenna attraverso la conduzione di centri di accoglienza, case-famiglia e comunità terapeutiche che rispondono alle diverse tipologie di esclusione sociale presenti sul territorio. Le diverse case dell’Opera oggi ospitano più di 200 persone, che vengono assistite e seguite in maniera costante con l’intento di reinserirle nel contesto sociale. Oltre a queste, circa altre 150 persone ricevono quotidianamente altre forme di assistenza da parte dell’Opera: pasti presso le strutture, vestiti, borse spesa, aiuti economici. L’Opera Padre Marella è stata fondata da don Olinto Marella che negli anni Trenta, presso la sua abitazione di via San Mamolo 23 a Bologna, insieme alla madre, accoglie i primi orfani. In quell’epoca fonda una serie di case che contribuiscono ad accogliere circa 500 ragazzi in provincia e in città. L’attuale Direttore, Padre Gabriele Digani, continua, come faceva Padre Marella, a questuare nel centro di Bologna per ottenere dai passanti l’aiuto con cui portare avanti l’Opera.

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di tutto, di quella che era er la tua vita, di quella che era la tua terra, la tua cultura, le tue radici, di quello che eri, di quell ello che vorresti essere e che non riesci ad essere pe perché comunque in una comunità quello che ch sei è sacrificato

Amicizia amicizia a breve, amicizia facile le in i base alla persona che incontri, cercare un n amico è un bisogno per non sentirsi soli. Atti tti di cortesia completamente gratuiti, disint interessati

O

rla rlando un ospite leggendario dell ella casa. Tutti i giorni va al Globo, che si trova va di fronte alla casa dell’Opera Padre Marel rella, se il direttore del Globo non lo vede si preoc eoccupa... Festeggia dodici o tredici compleanni all’a ll’anno perché gli piace!

Benefattori coloro che permettono la sopra ravvivenza dell’opera; come quella vecchietta tta che dava un euro al giorno tutti i giorni a Pad adre Gabriele

C

P

arità aiutare le persone senza far fatica tica, farlo con felicità senza sforzo, quando aiuto uto gli altri mi sembra di fare un regalo a me stes tesso, non agli altri. Capo Massimo, colui chee ttutto può, l’alfa e l’omega della nostra tra vita

adre Marella M era bravo, andava va con il cappello a chiedere ere soldi. c deve essere Pazienza che ci

Disoccupazione Equità

Quando usciamo, and ndiamo in Mediateca. Quando vogliamo fare de delle cose, ci riusciamo.

uan Quando

R

ego egole dell’Opera Padre Marella, lla, come il rispetto per gli altri; le regole sulla sicu curezza: non si tengono fornelli in camera; le rego gole degli operatori: serve rispetto per gli altri e degli spazi comuni. Alla base di queste regole ole comuni c’è il Rispetto, l’educazione; senza dim imenticare i Rumori: la umore della pallina da Radio di Cosmin, il Rum biliardo e da pingpong, g, il cigolio della porta…

cercare di distribuire il cibo con le stesse porzioni a tutti

F

amiglia che ho trovato qui, perché quaa ssiamo una famiglia, giochiamo insie sieme

G

ioco più possibile la voler considerare e conservare il pi comunità come se fosse unaa fa famiglia; amicizia con gli operato atori

S

ono co contento di stare qua e fortunato ato perché posso starci

Hobby

cinanti Tirocin sono un pezzo zo importante. Molti rimangono, nasc ascono delle amicizie

I

n bocca al lupo a tutti tti! Perché non sappiamo quanto tempo po staremo qua, dove andremo, cosa farem emo...

U

Juventus

guagl aglianza ovvero rispetto per il sing ingolo, per le identità e le esigenze altrui. Per gar arantire i diritti altrui

lette Laboratorio di biciclett

og Voglio

il sogno-lavoro per chi vive ive qui

restare re qua

Multietnico Nostalgia

er Zero qui si riparte da zero, azzeri az quello che eri, la comunità ti camb mbia moltissimo

131


Paniculture Festival Paniculture Festival nasce a Bologna nel 2010 su iniziativa di una rete di associazioni del territorio di Borgo Panigale. Paniculture è ideato e coordinato da A.P.S. Borgo Mondo in collaborazione con Terra di Confine, Borgo Alice e una vasta rete di associazioni e realtà del territorio bolognese, tra le quali l’associazione Oltre. Tra gli obiettivi principali, quello di riqualificare, rendere nuovamente vivi, gli spazi pubblici attraverso la cultura (arte, teatro, arredo urbano, danza) favorendo l’incontro di persone e di diverse culture: da questo nasce il Festival, che solitamente si tiene in estate presso il Parco dei Pini di Bologna.

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Autogestione

tturno Nottu

degli spazi, tornare a farsii ca carico dei problemi della quotidianità, dele elegando meno ai tecnici e agli speciali ialisti

come gli eventi che si tengono ten di sera, al buio

Burocrazia

il primo anno pi pioveva sempre

Ombbrelli

organizzare cose negli spazi pub ubblici è quasi impossibile

P

isci scina c’era una volta nel Parc rco una piscina, ottimo luogo di relax duran rante le estati calde

Cani po di persone «La balotta dei cani», un gruppo che si ritrovava nel Parco dei Pin ini: i loro cani erano segno di protezione pe perché chi frequentava il parco si sentiss tisse sicuro

u Qua «Tutto qua», il ve verso del fagiano

Rummori

D

ibattiti fa parlare una cosa che abbiamo sempre fatto, pubblicamente, l’idea di essere re propositivi non solo polemici e pass assivi

compagni di viaggioo costanti, c molto attivi pubblici Spazi pu che non vuol dire dell ello Stato, ma di tutti, fruibili da tu tutti, liberi. a, ritagli r di città Spazi di svolta,

Estate il Parco è un luogo d’incontro che ch si sveglia d’estate, con piccoli eve venti

T

aran antelle all’aperto durante le serate s di festa estive

Fagiano

U

il Parco dei Pini è pieno di fagi agiani, i rom dicevano ai primi organizzatori di d attività nel Parco che «Tutto qua» ricordava va il verso dei fagiani

top topia ti immagini una cosa sa che non è altro che l’evoluzione di qual alcosa già presente

Graffiti

er Verde

punto d’inizio per l’incontroo d di persone

come il Parc arco dei Pini

Hipster

Zamppironi per la lotta al alle Zanzare

in senso dispregiativo tra i giovani g

Incontro lga non a un idea di uno spazio che si rivolga target esclusivo ma che inclu cluda tutti

L

uci allestire il parco è sempre molto to impegnativo

Mammut centro territoriale a Scampia pia con cui abbiamo collaborato ato

133


PIE - Platform for Intercultural Europe Piattaforma per un’Europa Interculturale Nel 2006 la Commissione Europea annunciò che il 2008 sarebbe stato l’Anno Europeo per il Dialogo Interculturale. La European Cultural Foundation e lo European Forum for the Arts and Heritage (divenuto più tardi Culture Action Europe) hanno risposto dando vita a una piattaforma composta da organizzazioni della società civile, appartenenti per lo più ai settori cultura, arte, educazione. Questi gli obiettivi principali della Platform: condividere, sviluppare e diffondere concetti e pratiche di dialogo interculturale; lavorare per dar vita a strategie integrate di dialogo interculturale; contribuire all’analisi e allo sviluppo delle politiche attualmente in corso e influenzare i policymakers dell’Unione Europea, attraverso i quali le politiche nazionali, regionali e locali sulla diversità possono migliorare; lavorare sul tema a livello interdisciplinare; dare voce alle esperienze, riflessioni, necessità di quelle organizzazioni della società civile che si fanno promotrici del dialogo e dell’azione interculturale. Attualmente i membri della Platform sono 51 in tutta Europa, tra cui il Teatro dell’Argine.

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Advocacy

enness Open

difesa e sostegno

apertu rtura

Brokering

Policy-mmaking

inteso come fare da mediatore, re, negoziare

ovvero tentare di influ fluire sulla politica, su chi fa le leggi

Culture

stioning Questi

ion, Competence, Cohesion vity. Citizenship, Creativity Cultura, competenza, coe oesione, cittadinanza, creativit ività

fare e farsi si domande d ow Paper Rainbow la carta arcobaleno no: è il nome di un documento sul dialo alogo interculturale redatto da dalla PIE

Diversity diversità; Dialogue, dialo ialogo; ione Discussion, discussion

idarity Solida

Europe

solidar arietà

Freedom

es Test

libertà

esame, esperiment ento, sperimentare

Giving Grants

rstanding Underst

dare contributi

compren rensione

Hub

alu Values

cuore, fulcro

valo alori

Interculturality

Zebra crcrossing!

interculturalità; Intellectual capi apital, capitale intellettuale

Passaggii pedonali! pe

Labour of Love lavoro d’amore, nel senso anche he di sgobbare, faticare, travaglio d’amo more

Migration inoranze migrazione; Minorities, min

Network rete 135


Polizia Municipale di San Lazzaro di Savena La Polizia Municipale è titolare di tutte le funzioni di polizia amministrativa locale ed esercita, inoltre, anche le funzioni di polizia giudiziaria, polizia stradale e pubblica sicurezza limitate al territorio di San Lazzaro di Savena. In particolare, ha dimostrato un costante impegno negli anni nella realizzazione di programmi di educazione stradale: dai percorsi didattici rivolti a bambini e ragazzi allo sportello di consulenza sul corretto uso dei seggiolini e dispositivi di sicurezza per bambini in auto.

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Ascolto,

«

Non mi faccia la multa, la prego!»

perché ascoltiamo le perso rsone, ma anche perché le persone han anno molto bisogno di ascolto e tante volte,, se le ascolti, anche la crisi più grossa sii sgonfia sg

d Odio «

Babbo Natale

rio a me!» Proprio

sa molto m triste, perché sei Perquisizioni, altra cosa costretto a invadere laa privacy p delle persone. Anche se la persona che he hai davanti a te è un delinquente, è pur semp mpre un essere umano. Sono azioni moltoo d delicate e gesti di responsa nsabilità

Una volta ho fermato Babbo Nata atale, che non trovava il libretto e, con imbarazzo, zo, accennava al baule: all’interno c’era una renna gigante. gi Che in principio non voleva uscire, e poi oi non voleva rientrare nel bagagliaio aio

C

ue Quesito

avallo come quello che correva da solo lungo lun via Idice e le pattuglie volevano impedirgli dii raggiungere r la via Emilia circondandolo comee dei d cowboy

«Avrei un nq quesito»

R

et ete sono i cittadini, o i politici, p ma anche l’associazionismo, tuttii ci aiutano segnalandoci cose che non funzionan ano o aiutandoci a farle funzionare meglio. Fanno no parte della rete anche gli Uma marell

D

onne questo lavoro non è più difficile per p le donne, però capita che se sei in pattuglia con co un collega maschio, la gente si rivolga a lui e non a te

Educazione stradalele

S

erpe rpente che una volta siamo andati an ad “arrestare”: aveva invaso la priva ivacy di una coppia entrando in casa loro

per i più giovani, dalle materne alle al superiori

F

are più di quello che è richiesto ci fa felici fe e fa felici le persone: come quando due di noi hanno prestato soldi di tasca propria ad du una famiglia tedesca derubata di tutto, pensando do «Tanto non li rivedremo mai più». E invece ci han anno restituito i soldi con una gratitudine immensa im

T

errit ritorio di San Lazzaro: La 44 km quadrati che he noi controlliamo ma Umarell

Grande

il tipico umarell bolognese ese ci aiuta a presidiare il territorio (a volte lte anche troppo), annotando tuttoo su un bloc notes: c’è anche chi si è procu ocurato una macchina fotografica per docum mentare nel dettaglio. Agli Umarell non sfugge ge niente. Neanche a noi.

quando ero piccola, io da grandee vvolevo fare il vigile urbano (io no, io no, io assolu olutamente no)

Hotel Informare

«

Vézzzil!»

significa “vigili gili” in dialetto ed è anche l’unico termi mine con cui la gente ci chiama, perché nessuno ne ci chiama Polizia Mu unicipale

e comunicare prima di repr primere

Legge che dobbiamo far rispettare non onostante i «Lei non sa chi sono io»

ebr Zebrata

M

aestra «Io volevo fare la maestra», dice la comandante, «ma i miei genitori pensavano foss fosse inutile. A ripensarci adesso mi sembra di fare far comunque qualcosa di simile, cercare di comu unicare con le persone, gestire un gruppo, educar care i cittadini»

137


Scout gruppo AGESCI Mirandola 1 Il gruppo scout Mirandola 1 nasce negli anni Venti, viene chiuso durante gli ultimi anni del fascismo per essere riaperto nel 1946. Attualmente, il gruppo conta più di 140 ragazzi tra lupetti, esploratori, rover e scolte, e una comunità capi di una ventina di persone. La sede originaria del gruppo è l’Oratorio San Domenico Savio, ma dal terremoto del 2012 il gruppo è ospitato nella casa parrocchiale di via Posta, della quale condivide gli spazi insieme al gruppo Mirandola 2. Grazie al supporto e al sostegno della parrocchia e di altri enti, è stata di recente realizzata una casetta di legno, che ha lo scopo di offrire soprattutto a bambini e ragazzi la possibilità di incontrarsi e svolgere le proprie attività nel modo più confortevole possibile.

138


Autofinanziamento

Nebbia

al freddo a vendere torte sul sagrato del Duomo (quando c’era) per raccogliere un po’ di soldini

compagna di giochi e di avventure, parte integrante del territorio mirandolese

B

O

aden Powell il nome del fondatore dello scoutismo

ratorio la nostra casa, che ci manca e che adesso sa di calcinacci

Confusione

Patacchino

(che non è caos) dentro alle Casette di legno, perché la nostra casa non c’è più

tutti gli stemmini colorati sulle camicie hanno un senso! Ogni patacchino rappresenta un passo in avanti nel cammino scout

D

isorientamento dopo il terremoto ci siamo rimboccati le maniche per ricostruire e ritrovare i punti di riferimento

Q

uadrata la legatura che regge i tavoli su cui si mangia ai campi!

Esperienza per crescere, ed Essenzialità, per capire cosa è necessario

Route la strada, quella vera, un passo dopo l’altro. Zaino in spalla e via!

F

azzolettone Fratellanza, Forcola, Fiamma, Fuoco, Fosso, Fede, Formazione

S

orriso la guida e lo scout sorridono e cantano anche nelle difficoltà

Gratuità perché tutto è un dono

Tenda

Hike

dove abbiamo dormito per mesi, e non perché eravamo al campo

come le uscite nella natura che spaventano tanto: lontani da tutto e da tutti

U

niforme che uniforma e non divisa che divide. Per essere tutti insieme, e tutti uguali.

I

mpresa avere un obiettivo per crescere

Vomitino

Jamboree

l’anno dell’intossicazione... un intero campo febbricitante in preda a dolori lancinanti

l’incontro mondiale di tutti i gruppi scout

K

W

W

aa il serpente de Il libro della giungla. I più piccoli, i lupetti, giocano in quello che viene definito ambiente fantastico, ispirato a Il libro della giungla di R. Kipling

ontolla, aingunga, come il lupo solitario e il nome del fiume che attraversa la giungla

Legge

in spalla… e Zanzare, siamo sempre nella Bassa!

Zaino

ovvero le regole da seguire, accettate da tutti

M

usica che non manca mai, che non deve mancare mai, anche se siamo stanchi, stonati e senza voce

139


Scuola Popolare di Musica Ivan Illich La Scuola Popolare di Musica Ivan Illich è popolare nell’approccio e nei prezzi ed è rivolta a tutti coloro che vogliono imparare a suonare uno strumento in una prospettiva non necessariamente professionale. Dal 1992 propone a Bologna corsi di musica aperti a bambini, giovani e anziani, a chi vuole suonare e cantare assieme agli altri, a chi non ha mai preso uno strumento in mano, a chi vuole diventare un musicista professionista, a chi vuole improvvisare, a chi vuole fare e ascoltare musica slegata dai generi, a chi vuole imparare divertendosi. Oltre ai corsi di strumento individuali, la SPMII propone, fin dai primi momenti, laboratori di musica d’insieme, e offre seminari pratici, laboratori per bambini e la possibilità di entrare in un coro e in un’orchestra.

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Apecar

Non Natale

come quella guidata daa SSacco con un pianoforte nel casso ssonetto, quella con sopra una botte di vino da distribuire durante le feste fe

o nonna tale o nonnaa Tail, T comunque festa! pl Oplà! eccoci qua. A volte è stato sta un salto mortale, ma siamo ricaduti uti sempre in piedi

Banda musicale ma anche di per persone

imonio Patrim

Cluster

bblico Passato Pietre Parco Popolare Pubb

un accordo senza accordo rdo che si accorda in polifonia nia

Quarartiere il nostro, che è il nostro n giardino

ne Descolarizzazione

ttura Rottu

l’apprendimento deve avveniree attraverso a lo scambio orizzontale e la con onvivialità

quando chi se ne è andato non è tornat ato indietro

Eterodossia

acc Sacco

odurre cultura un metodo alternativo per produ

nonno Sacco, la nost ostra guida, il nostro esempio, la nos ostra memoria

Festa è dentro il rituale dellaa ffesta che succede la festa ta

em Tempo

iolo Guerrazzi - Giuriol

che passa, tempo spes eso, investito, battuto, tenuto, moderato, alleg llegro, andante, presto, prestissimo... o... A tempo! Ma anche fuori fu tempo

le nostre vie, le nostre dire irezioni Illic

H

top Utopia

con l’H finale

a vent’anni era tanta nta, ora che l’idea è diventata azione ce ne manca un pochino

Inclusione

in Vino

la musica è un esercizio politico, po quindi non individuale maa ccollettivo

che non può manca ncare ad una festa, da noi esiste il ministro mi del vino

Lentezza

Zappaa D’oro

ovvero la necessità di tro trovare il tempo giusto di ognu nuno

il premio al mig iglior allievo… un po’ Frank Zappa pa, un po’ la zappa dell’orto... perché le passioni pas vanno coltivate

Musica ovviamente, musica ca

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S.I.M. Scuola di Italiano con Migranti XM24 La S.I.M. è attiva da dieci anni nell’organizzare lezioni strutturate di insegnamento dell’italiano. È una scuola autogestita e gratuita e si trova all’interno degli spazi del centro sociale XM24, inserita perciò nella realtà della Bolognina, quartiere che registra una massiccia presenza di migranti. La scuola unisce al percorso linguistico un percorso politico, sia perché si oppone alle attuali leggi dello Stato Italiano in materia di immigrazione, sia perché concepisce il percorso di apprendimento dell’italiano da parte dei migranti come intrinsecamente politico in quanto strumento di emancipazione, autodefinizione e socializzazione all’interno di una realtà escludente. Le azioni della S.I.M. sono perciò tese al superamento del clima politico nel quale viviamo e per la diffusione di pratiche e lotte che garantiscano ai migranti un effettivo diritto di migrazione, riconoscendoli pertanto non come criminali o corpi-merce, ma come soggetti ai quali attribuire tutele lavorative e diritti di partecipazione politica e sociale.

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Accent

o Non

(accento) perché anche se non on capisco il significato delle parole, capisc isco il tono Amicizia Autogestione Aula Autonomia A

c’è l’insegnante nte in cattedra. Le lezioni sono no orizzontali cc Occhi

B

ici

degli alunni che sono sinceri

ci muoviamo sempre in bici carietà Precar

Cerchio

della vita e della situ situazione generale celta di insegnare alla Politica, perché la scel S.I.M., in modo do non scolare, è una scelta lta politica. Un po’ di Pioggia, perch rché mi piace la parola

rchio e si parla perché ci si trova sempre in cerch tutti insieme su argomenti chee emergono. prima lezione Condizionale, perché nella miaa p ho imparato il condizionale, ma m forse era meglio se imparavo il futuro. Ciclofficina, C perché lì a fianco c’è la ciclo iclofficina frequentata da molti ragazzii della de scuola

Quiu alla S.I.M si parla un italiano ita elegante perché si imparano anche i modi mo e i tempi dei verbi

Divertimento

gazze Raga

Emancipazione

piacciono a tutti gli uom omini, certe volte vado a fumarmi una sigare aretta in via Zamboni per vedere lee b belle ragazze

Felicità Famiglia

orr Sorrisi

Gioco

peranza Sinceri Solidarietà Sper

Toch a vona

Ho voglia di imparare l’itali aliano

(tutti per uno) è un detto che espr sprime solidarietà

Impegno

sorgelà Upsor

sp è a metà tra precarietà e speranza

pronuncia dell’hur urdu che significa «Bel posto dove c’è relax». Umidità

Lavoro

oc Vocali

ore al giorno, non mi pesa lavorare 11 o 12 or perché lavoro con mio fratello llo e siamo in Italia, meglio che in Kurd rdistan

una delle prime pr cose che si impara rano al corso

Musica

et Zeta

Muratore

l’ultima lettera ra dell’alfabeto

143


VITTORIA Dalle cinque parole di Marta Vecchi della Libreria delle Moline

Se riuscirete a smettere di vincere, questa vostra cittĂ continuerĂ  ad esistere. Christa Wolf, Cassandra

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Foto di Luigi Burroni

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Stella Nostra Stella Nostra è un’associazione multiculturale di volontariato sociale a scopo non lucrativo, che nasce nel 2005 da un gruppo dinamico di giovani studenti di origini diverse, residenti sul territorio bolognese, ma non solo, con l’obiettivo di facilitare l’integrazione di ogni individuo, soprattutto se di origini straniere, in ambito scolastico, universitario, sociale e lavorativo. Inoltre l’associazione offre supporto caritativo a chi arriva per la prima volta sul territorio e si ritrova a confronto con varie problematiche di integrazione sociale. L’associazione, costituita in gran parte da studenti non comunitari, è attenta a vari temi di impegno civile e alla promozione dei diritti umani.

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Amicizia

trizione Nutriz

che ci tiene uniti anche du durante gli Allenamenti di calc alcio

ci sono molte personee che c hanno bisogno di essere sfamate, e la Caritas, C una volta al mese, organiz izza dei pasti per aiutare chi è p più in difficoltà

Benessere

O

rganizz izzazione necessaria nell ella nostra vita

C

amerun il paese di provenienza di molti lti di noi, ma anche Colletta alimentare, la prim rima iniziativa a cui abbiamo partecipatoo insieme i

come la vorremm mo, la pensione!

Diritti

Quarartiere

nsione Pensi

i nostri: San Dona onato e Saragozza

Emile ragazzi che sono io – uno dei rag

alizzare Rivitali

Festa

u nuovo senso Ridare vita, daree un o un’altra vita ta aalle persone. dobbiamo restituire il Restituire. Ogni annoo d permesso di soggiorno no per poi rinnovarlo

come quella fatta poco tem tempo fa qui da noi: bellissimaa!

denti Stude

Giardini

siamo quasi tutti stu tudenti universitari. Diversi di noi studianoo IIngegneria Energetica

spesso, come volontari, pulia liamo e ci prendiamo cura dei giardini ni pubblici

duzione Traduz

Handicap

bisogna imparare l’ita italiano per tradurre i concetti nella nostra lingua lin di appartenenza

abbiamo a che fare con molte lte persone che hanno problemi mi

ni Unità

Immigrati

alla fine della giornat nata non importa più nulla, l’importante te è essere tutti uniti

che siamo noi, in cerca di Inte ntegrazione. un studente Inevitabile, come gli esami: se uno se si vuole laureare deve dare re gli esami

V

olon ontario noi siamo volonta tari e abbiamo la re i nostri obiettivi, per i Volontà di raggiungere quali impegniamo tutto tu il nostro tempo libero, in modo da dare are a tutti la possibilità di esprimersi facendo sentire se la propria Voce

Lingua da imparare

M

ischiare noi siamo mischiati: Togo, Camer erun, Nigeria. ch abbiamo Milano, la prima città italiana che visitato. Motore (metaforico):: un gruppo di persone che ridà vita alla città. citt Noi ci sentiamo il motore di questa ta comunità c

B Zone dii Bologna sono numerose quell elle in cui lavoriamo

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Studenti Dipartimento Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” dell’Università di Bologna - gruppo di lavoro sul progetto Cultura Libera Tutti Il gruppo ha seguito il corso di formazione nell’ambito del progetto Cultura Libera Tutti, strutturato per offrire alle diverse professionalità occupate nell’ambito dell’insegnamento, dell’educazione e del sociale, specifici strumenti di formazione che spaziano dal multiforme patrimonio culturale offerto dai musei cittadini fino alla visione e alla pratica teatrale; strumenti visti non solo come elementi culturali, artistici e creativi, ma come differenti modalità di incontro e conoscenza della diversità, capaci di attivare nuovi linguaggi per nuovi progetti educativi. Cultura Libera Tutti è anche una rete, della quale fa parte, insieme al CDH, a Pubblico (il teatro di Casalecchio), al Dipartimento di Scienze dell’Educazione e ai principali musei cittadini, anche il Teatro dell’Argine.

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Aspettative

bie Obiettivi

di lezioni frontali, come di solit olito succede all’Università e, invece, abbiam amo scoperto una realtà di relazioni fra lee persone, p di incontri in carne ed ossa, di dive iversi contesti, di imparare facendo do

da raggiungere, Oppo portunità da cogliere, Ostacoli da superare

P

ote otere nel senso di poter fare

Belli!

Q

non ci conoscevamo prima, siam iamo proprio belli, come gruppo e comee persone p

uin uindi? cosa sarà del nostro futu uturo dopo l’Università?

Conoscenza

lazioni Relaz

questo percorso ci ha fatto conos noscere fra noi e ci ha fatto scoprire ire qualcosa in più su noii stessi st

con le persone ne, non dietro ai banchi delle aule aul universitarie, ma in cerchio tutti tti ssullo stesso piano

Diverso

operte Scope dei luoghi sconosc osciuti della città, come la sede del CDH DH che è nascosta e, quindi, per noi che non no siamo di Bologna, molto difficile ile da trovare. pio quella di unire nel Speranze, per esempio mio lavoro l’art arte e il sociale, le mie grand ndi passioni

giocare con la diversit sità, come abbiamo visto faree al CDH

Educazione Frutti ltati ottenuti da cogliere, nel senso di risulta

eat Teatro

Gioco

arrivo ∼ paura ∼ diver vertimento ∼ scoperta. Un mezzo per conoscer ersi e lavorare insieme.

tutto il percorso è stato un mette ttersi in gioco, siamo passati da osservatori a osservati os e poi ad attori, senza rendercene ne conto

iversità Unive croce e delizia d

H

umus che è quella parte fertile del terr erreno, dove si coltiva bene, per coltivare i nost ostri obiettivi

alo Valori er Zero

Incontro

barriere, Zero limiti Z

Lavoro superare i propri Limiti per er essere Liberi

Mostrarsi per quello che si è

Noi

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Studenti fuorisede a Bologna Nel gennaio 2013 il Teatro dell’Argine è stato chiamato dal CIMES - Università di Bologna a condurre un laboratorio con un gruppo di studenti provenienti da vari indirizzi di studio, nell’ambito dei suoi Progetti di cultura attiva. Da quel percorso teatrale, composto da quasi una quarantina di studenti, uomini e donne di ogni parte d’Italia con un’esigua minoranza di bolognesi, è nato un gruppo di lavoro forte e pieno di energie, che è stato in seguito coinvolto in altre attività del Teatro dell’Argine. Ultima tra queste, il progetto Le Parole e la Città che ha indagato, tramite loro, la multiforme realtà degli studenti universitari fuorisede a Bologna.

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Ansia

Opportunità

che sale durante l’Attesa. La mia Aspettativa per il futuro è l’Autonomia. E diventare Attore

e Occasioni da cogliere. Senza perdere tempo a Oziare, basta sapersi Organizzare

Bologna

Paura

Balotta Bazza

Partenza Pianto Pedale della bici rubata Pulizie Polvere Portici

Casa

Quasi

in affitto, senza Cane o con il cane del Coinquilino di merda, l’odiato Collega con cui Correre da una lezione all’altra

Quaderni Questi Quesiti Qualità

Ritorno

Domani

Ritardo Ridere Riordinare Ripetere Ricominciare Rischio Ritrovare Rusco Risposte

luogo temporale in cui si accumulano lo studio, le pulizie, la spesa, le lavatrici da fare... Desiderio di Distrazione per non pensare alla Distanza da casa

Sbronza una di quelle colossali. E si accumulano Sogni, Speranze, Scoperte. Scoppiano Sorrisi, Stupori e Solitudini. Trascorrono le Scadenze, le Sfighe e le Sessioni

Esami Fortuna

Traguardo

fondamentale per passare gli esami... Fuffa come risposta a una domanda di cui non conosci la risposta... ma scusate, in questa città fa sempre così Freddo?

Ti prego Professore! Il mio è la Tesi, posso avere un po’ di Tranquillità? Sono Testardo, ma basta Tasse da pagare, Talento da dimostrare, Taccuino su cui appuntare, Tonno in scatola da mangiare. Ti prego Professore!

Goliardico Giovani Gioco

Urlare

Hamburger

forse Ululare l’Urgenza di trovare l’Utilità nell’Università. Utopia?

Isolamento

Volontà

pre-esame. Può provocare reazioni tossiche come Insonnia Ira Incoscienza Impotenza

Valigia per mettersi in Viaggio a tutta Velocità Verso le Vacanze dopo aver Verbalizzato l’ultimo Voto

Lavoro Lavoro Lavoro

Zamboni

per dimenticare la Lontananza e ottenere la Laurea

Zucchero a tonnellate nei caffè notturni

Mamma che Manca, Memoria di lei, soprattutto quando hai davanti il cibo della Mensa. Maledizione!

Nostalgia sotto la Neve, Nessuno in strada, di Notte. Penso a Napoli

151


Teatro dell’Argine

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Foto di Luciano Paselli

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Teatro dell’Argine - la compagnia La Compagnia Teatro dell’Argine nasce a San Lazzaro di Savena (Bologna) il 17 maggio 1994 dall’incontro di una ventina di giovani professionisti che, avendo condiviso gli anni di studio e apprendistato professionale, sentono l’esigenza di non disperdere un comune patrimonio di idee ed esperienze. Nel 1998, la Compagnia vince il bando di concorso per l’assegnazione dell’ITC Teatro di San Lazzaro, una sala da 220 posti appena riaperta dopo una lunga ristrutturazione. L’ottenimento di una sede stabile dà finalmente alla Compagnia la possibilità di realizzare un vecchio sogno: creare una sorta di “casa del teatro”, che vorrebbe modellarsi sull’esempio dei tanti centres dramatiques europei, piuttosto che sullo stile, più tipico del teatro italiano, della compagnia di giro. Fin dagli esordi, il progetto del TdA è al tempo stesso artistico, culturale e sociale: la Compagnia produce i propri spettacoli e ospita artisti nazionali e internazionali; organizza laboratori con professionisti e non professionisti di ogni età e provenienza; tesse reti e favorisce scambi con le altre realtà del territorio; inventa attività per la formazione del pubblico; insomma, getta le basi per un modello, culturale più che gestionale, disegnato su misura delle proprie forze e della propria identità. Grazie ad esso, negli anni la Compagnia si radica fortemente sul territorio di appartenenza mentre al contempo dà vita a progetti e azioni in Europa, Medio Oriente, Africa, Centro e Sud America. La qualità artistica si nutre del dialogo con la comunità di riferimento e degli scambi internazionali e si investe dei temi forti del contemporaneo: dialogo interculturale e intergenerazionale, cittadinanza attiva e diritti, inclusione sociale e culturale, memoria viva e una costante riflessione sul presente determinano la necessità e il desiderio di sviluppare modalità artistiche, culturali e anche gestionali diverse e innovative. Seguire la rotta per raggiungere questi obiettivi vuol dire avere uno sguardo su un teatro multidisciplinare, interculturale, dall’alto valore sociale e dall’imprescindibile qualità artistica. Un teatro nuovo radicato nel tessuto della città che guarda dritto negli occhi il mondo.

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Attrito

er Nero

per resistere agli urti rti, resistere ai colpi resistere insomma

che è un colo lore tra tanti e non il contrar rario del bianco casione Occas

B

agaglio

concedersi il lussoo di d poterle sprecare

die che te lo devi portare dietro, imparando a scartare are, selezionare le cose

Politlitica qualcuno se lla ricorda?

Creta

uan Quando

perché il mondo bisogna pla plasmarlo

quando viene il m mio momento?

Diritti

Responsnsabilità

che sono di tutti

se tutti fossero resp esponsabili di tutto

Empatia

ogn Sogno

dell’altro che mi metto nei panni del e provo a capirlo

sognare di fare far bei sogni

Facile

er Terra

ile come sarebbe facile se non fosse così diffici ficile

è da lì che iniz niziano le cose om Uomo

Giovani

ed è lì che le co cose si tengono

nsieri i loro sogni, i loro pensi er Verde

Hotel

alberi nei ei palazzi palazzi negli neg alberi respirare un’ n’aria nuova

stare sulla terra come di passaggio pa

Insieme

el Zelo

s perché la somma fa più dellaa sottrazione

(se qualcuno ave avesse detto zelo, avrebbe fatto la su sua porca figura)

Libertà tua grande come la statua ma sempre in movimen ento

Memoria ricordare per ricostrui ruire

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Teatro dell’Argine - i piccoli! Dalle parole dei bimbi e delle bimbe delle scuole primarie del territorio, di due scuole dell’infanzia della Repubblica di San Marino e dei gruppi dell’ITC Studio Bambine e bambini, ragazze e ragazzi dai 3 ai 14 anni, suddivisi in piccoli gruppi che si incontrano una volta a settimana a scuola o in altra sede, per fare teatro, per stare insieme, per fare gruppo, per condividere storie proprie e altrui, per vivere il gioco teatrale come strumento di conoscenza di se stessi, dell’ambiente che li circonda e per trascorrere insieme momenti piacevoli; momenti che abbiano al centro loro stessi, i loro pensieri e le loro attitudini.

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Attori

o Noia

secondo noi possiamo dirlo, anch che se non è il nostro mestiere. Vogliamo dire, e, sse recitiamo, lo siamo

insieme non cii aannoiamo mai mb Ombre

B

uffi

abbiamo sentito che ch Shakespeare chiamava così cos gli attori

noi lo siamo e anche le nostre no improvvisazioni

au Paura

Compagnia

per lo spet pettacolo!

ci piace stare insieme me uad Quadro.

Divertimento

Siamo comee u un quadro. Colorati, coi diseg isegni, tutti d’arte (detto così, pro roprio da loro)

quando siamo insieme non m manca mai

Emozioni

ide Ridere

che ci dà fare teatro insie sieme

è la cosa che fac facciamo di più

Fantasia

orr Sorrisi

senza fantasia come facciamoo a recitare?

e Sgridate, Spinto intoni e Sdentate io Giochi fatti con Gioia rrente Torre

Ho

è quello ch che siamo! Pieni di energia, come co un torrente!

imparato tante cose se (questa la scriviamo al sing ngolare!)

Idee

nio Unione

per fare le improvvisazioni ne se servono tante

beh… fa la fforza no?

Lacci

iag Viaggio

perché siamo tutti legati fra di noi

perché ogni lezion ione è un viaggio

Magica Magia

lenzio Zilen

del teatro

zitti era trop oppo banale

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Teatro dell’Argine - i piccoli quasi grandi… Dalle parole dei ragazzi e delle ragazze delle scuole superiori del territorio e dei gruppi dell’ITC Studio Dalla sua nascita, oltre vent’anni fa, il Teatro dell’Argine realizza percorsi laboratoriali per gli adolescenti dai 14 ai 18 anni. Ognuno di questi percorsi è un’esplosione di energia e creatività, a cui la pratica del laboratorio prova a dare una forma che restituisca, almeno in parte, il grande desiderio dei ragazzi di giocare e di relazionarsi attraverso gli strumenti del teatro. Tra laboratori scolastici ed extra-scolastici, sono oltre 500 gli adolescenti che fanno teatro con il TdA.

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Amicizia

us Musica

ci sono amici che abbiamo da sempre, altri che abbiamo appena con onosciuto e altri che abbiamo pers erso, ma alla fine senza amici non sei se nessuno

che mondo sarebbe be senza la musica? ov Novità

Battaglia

sa Osare

quotidiana contro il mondo che ci viene ne imposto

guardare e andare an oltre

Cellulare

ani Panino

rinuncerei a tutto, ma non al cellulare

mangiato di corsa prim rima di venire a teatro

Diverso

Quartata parete

siamo tutti diversii , ma tutti fondamentalmente te uguali

dietro la quale siede sie il pubblico itm Ritmo

Estetica

in scena e n nella vita

non si giudica il libro dalla co copertina, ma essere belli conta. Siamo bom ombardati da gente che sembra bella, e noi la aammiriamo, anche se non ha niente da dire ire. È grave

fid Sfida quotidiana con il mon ondo e con noi stessi

Falsità

lento Talen

quella che noi o gli altri po poniamo davanti agli occhi

tutti abbiamo qualcosa sa che amiamo e che ci piace fare e che sappi piamo fare meglio di qualcun altro: il talen lento ci rende unici, ognuno ha h il suo

Gentilezza

rla Urlare

valore di cui farsi portav tavoce

per sfogarsi, per denunc unciare, per farsi valere

Hawaii

iag Viaggio

to in mente, è il primo posto che ci è venuto l’importante è scappare da qui! Qualcuno propone Himal alaya...

quello da intr ntraprendere, quello che vor orremmo fare

Impegno

cchero Zucch

noi ce lo mettiamo sempre, e, in tutto

Mary Poppins insegn gna: basta un poco di zucchero e laa pillola p va giù. Della serie: basta un dolcino dol e passa la paura

Legame tra persone diverse

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Teatro dell’Argine - i grandi! Dalle parole degli adulti dei corsi serali dell’ITC Studio Hanno dai 18 agli 83 anni (qualche volta anche di più), fanno i mestieri più vari, hanno le esperienze, le competenze, i desideri più diversi, tranne uno: fare teatro. Fare teatro non perché diventi un mestiere, ma per passione, per curiosità, per diventare spettatori più attenti, per imparare a stare meglio insieme agli altri, per combattere la timidezza, per vivere altre vite oltre a quella che si vive nella routine quotidiana. Fanno teatro in media una volta alla settimana, vanno in scena una o due volte all’anno e sono tanti: ogni anno si iscrivono ai laboratori di teatro per adulti principianti del TdA oltre 500 uomini e donne.

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Applausi!

Panico da Palcoscenico… c’è bisogno di aggiungere altro?

Bisbigliamo bofonchiamo, borbottiamo battute

Quinte

Camerini

Risate che non mancano mai

Dilla

Sipario

come è scritta (la battuta)! Tipica esclamazione del regista in fase di preparazione dello spettacolo

che all’ITC Teatro non c’è

Teatro!

Energia

Urlare

Foto

perché non è mai abbastanza la…

di fine anno… non si può mancare!

Voce!

Gruppo i compagni ti danno forza e sostegno, sono fondamentali. Il teatro non è mai una questione personale, ma riguarda tutto il gruppo

Zattera

Ho ancora tanto da imparare

Imbarazzo non è facile mettersi in gioco

Luci! E lo spettacolo inizia

Merda merda, merda, merda!

Nostalgia che ci prende quando finisce

Occhi 161


L’uomo che viaggia e non conosce ancora la città che lo aspetta lungo la strada, si domanda come sarà la reggia, la caserma, il mulino, il teatro, il bazar. In ogni città ogni edificio è differente e disposto in un diverso ordine; ma appena il forestiero arriva alla città sconosciuta, si conferma l’ipotesi che ogni uomo porta nella mente una città fatta soltanto di differenze, una città senza figure e senza forma, e le città particolari la riempiono. Italo Calvino, Le città invisibili

162


Foto di Luciano Paselli

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Teatro del Pratello Dalle parole dei ragazzi della Comunità Ministeriale di Bologna La cooperativa Teatro del Pratello ha per scopo la promozione e l’integrazione delle persone e il riconoscimento delle capacità di ciascuno, anche nei contesti sociali più difficili e conflittuali. La cooperativa persegue le sue finalità attraverso il teatro, la scrittura, la danza, il video e tutte le forme di espressione creativa, che riconosce come strumenti efficaci per il reinserimento e la valorizzazione delle persone. Nata dall’associazione BLOOM culture teatri, la cooperativa prende il suo nome da via del Pratello, storica strada bolognese che ospita il carcere minorile della città. La cooperativa opera realizzando progetti rivolti all’adolescenza, in particolare con minori in carico ai servizi della giustizia minorile, a studenti di scuole superiori e di centri della formazione professionale. La cooperativa sostiene il reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, minori e adulti dell’area penale e cura inoltre progetti teatrali e culturali rivolti a detenuti della Casa Circondariale di Bologna.

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Amicizia

ini Mini-me

è una parola delicata, la puoi oi usare solo quando sei sicuro ro

Non mi spaventa diventa ntare padre: vorrei avere un mini-me, un figlio che ch mi somigli in tutto

Biliardino

o Noia

uno dei pochi divertimenti qua dentro

La mattina pulizie,, il pomeriggio pesi. Almeno il tempo tem passa

Comunità

Pensnsieri

in comunità è meglio che in carcere ere, perché puoi fare anche i tuoi comodi, mentre in carcere devi sottostare a delle regole ferree. See iin carcere fai casino, ti mandano in comunità, così cos molti fanno casino apposta…

mi addormento con laa testa t piena di pensieri ue Quello che stiamo aspettan ttando è il processo

Deserto

natele Ragna

nel deserto sei solo, completame mente libero

quando non ne possiamoo più p fumiamo quello che troviamo. Qualcuno fum ma le bucce di banana o addirittura le ragna gnatele, se le trova. Ma l’abbiamo solo so sentito dire

Euro disponiamo di 3 euro al giorno;; alla a fine del mese, se siamo stati bravi, ce nee danno 25, che poi diventano 15 perchéé 10 ce le danno in sigarette. E va bene ene così: senza sigarette non si vive viv

Sigararette se ci trovano a fumare in posti dove è proibito, ci tolgono 5 sigarette. Ma il peggio p è quando non ce le danno a fine mes ese: capita quando non siamoo stati s bravi

Famiglia la mia famiglia mi manca: una volta vol al mese i miei vengono a trovarmi e ci è perm ermesso fare un giro fuori; al contrario, c’è chi non vuole una famiglia, perché sa che combinereb rebbe dei casini

possiamo chiamare a casa ca e stare al telefono 20 minuti due volt olte alla settimana

Gelato

n Una

perché mi piace

boccata ta d’aria

lefono Telef

Ho

T

V

vorrei starci davanti tutto tto il giorno a fare niente

fiducia solo in me stesso sso, degli altri non ti puoi fida idare

ston blu Winsto

Insieme guardiamo i film noleggiati in n Salaborsa S

è la marca peggiore di sigarette sig in circolazione. Ma se prima di fumare le lecchi, dopo ti durano un sacco, e allora vann anno bene pure quelle

Libertà

Zona tv

lli, essere libero vorrei essere libero come gli uccelli, di fare le mie scelte; la mia libertàà arriva a fin dove comincia la libertà dell’al l’altro

dove guardiamo i dv dvd che noleggiamo in Salab laborsa

165


Università Primo Levi Dalle parole del gruppo di teatro L’Università Primo Levi è un’associazione che persegue la finalità di educare permanentemente gli adulti di ogni età e divulgare la promozione sociale e culturale, principalmente alla terza età e a tutti coloro che ne condividono gli scopi sociali. Svolge attività di utilità sociale, promuovendo la più ampia diffusione della cultura per il pieno sviluppo della personalità dei cittadini sia italiani che stranieri, favorendo l’inserimento delle persone anziane nella vita socio-culturale delle comunità in cui risiedono, fornendo loro mezzi ed opportunità adeguate. Organizza convegni e seminari, e propone sul territorio iniziative a favore degli anziani soli e a bassa scolarità.

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che nessuno ride ide... Nooooooo!

Ascoltare lo scorrere del tempo nelle voci vo che ci circondano

odimenoche… Nientepopodi

Ballare

ente! Nien

na bettola di il tango su un tavolino in una Buenos Aires

dia Odiare ciò che si è amato: una delle tante sconfitte sco della vita

Canto del cuore che ti stupisce quando l’amor ore finisce

rquoi? Porqué? Perchè? Pourq

Dire

chiedere in più lin lingue diverse… qualcuno risponderà! ris

amento… fare, baciare, lettera, testam l’infanzia ce la giocavamo mo così

q Quando,, quando…

Eco

tu respiri accanto a me. e. (Orietta Berti docet!)

che va, eco che torna na

Ridete, rididete pure...

Frugare

provateci voi chee p poi ridiamo noi!

nei cassetti della memoria e no non trovare nulla... Alzheimer? (meglio no non dirlo!)

he sventola! Sorbole che (doppio significato) sig

Girovago

ula rasa Tabula

senza mèta, il mondo è tuo e tu sei del mondo

ovvero la mente prima ma di entrare in scena!

Haaa!!

Ueeee.... sveglia!

isce qui! … questa è difficile: finisc

lo spettacolo è fini inito da un pezzo, andatee a casa!

Illusione «

sol speranze la compagnia di chi possiede solo

ue, cari amici miei» Vedete, or dunque

l’inizio di un discorso so di un rompiscatole

Legare

nzibar Zanz

ro ssprecato! i sogni con fili d’erba: lavoro

il solo suo nome evoca ca favoleggiati regni... chissà poi dove ove sono finiti!

Mettere corgersi, poi, in scena un’opera buffa e acco

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Vigili del Fuoco di Bologna I Vigili del Fuoco di Bologna sono presenti nella città dal 1975, quando venne disposto il trasferimento dei pompieri presso l’Orto Botanico nella corte di Palazzo d’Accursio; attualmente la caserma ha sede in via Pietramellara 9. Molti sono gli eventi che hanno interessato il corpo dei Vigili del Fuoco di Bologna in oltre duecento anni di storia, tra cui: nel 1801, un generale dell’esercito napoleonico, accorgendosi del cattivo stato in cui versava il materiale antincendio della città, sollecitò l’istituzione della Compagnia dei Pompieri, sul modello dei Pompiers parigini; nel 1824, con il generale Scarselli, furono molte le novità, nuovi ruoli di responsabilità, nuove attrezzature, nuove divise; nel 1938 con il decreto n.1021 al Comando di Bologna venne assegnata la denominazione di Quattordicesimo Corpo dei Vigili del Fuoco, con il motto Velut Ignis Ardens, (Ardente come il Fuoco). Recentemente sono stati coinvolti in operazioni di salvataggio in tutto il territorio italiano, oltre al servizio prestato quotidianamente alla città di Bologna.

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Amore

o Noia

per un lavoro che non è capitato ato ma è stato fortemente voluto

i Vigili del Fuoco non on conoscono la noia goglio Orgo

B

arbara Santa Barbara è la protettrice dei Vigili del Fuoco «… Un giorno senza rischio non on è vissuto…»

di apparteneree aad una grande, meravigliosa iosa famiglia

P

au aura è una compagna di lavoro lav con cui bisogna imparare a conviveree q quando il cuore batte forte mentre si corre rre a sirene spiegate

Coraggio di affrontare il pericol colo quando tutti scappanoo vvia

Qualulunque

Determinazione

bambino ha sognato, to, almeno una volta, di diventare Vigile Vig del Fuoco

ne serve molta per prendere re decisioni d immediate da cui può dipender dere la vita di qualcuno

cconti Racco che si fanno al rientro tro, dopo l’intervento

Esperienza un Vigile del Fuoco non smet ette mai di imparare

S

ilen lenzio assordante di una città ci subito dopo il terrem emoto

Fiducia nei colleghi di squadr dra quando le situazioni diventan ano difficili

remoto Terrem la terra trema, fa paura, pau tutto crolla… di notte, nel buio, io, dopo il silenzio il suono della siren ena porta conforto

Gioia per aver salvato, aiutato, dopo av aver condiviso paura e dolore

ni Unico nessun intervento è uguale a un altro ognuno di loro lo è unico

Halon sostanza estinguente utilizzata ta sugli aerei

V

dell’ultimo intervento, dell fu fuoco che divampa, del sorriso del bamb mbino che ti saluta quando passi coi lampegg eggianti accesi

elut Igni nis Ardens «Ardente com ome il fuoco» che è il motto dei Pompieri Pom di Bologna. Il Valore di u un sorriso che ripaga di ogni fatica

Luce

ain Zaino

di speranza negli occhi di chi ci vede arrivare ar

la valigia del Vig Vigile del Fuoco

Immagini

M

uscoli ma soprattutto il cuor ore, sono gli “attrezzi” del nostro tro lavoro

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RICONOSCIMENTO Dalle cinque parole di Marta Vecchi della Libreria delle Moline

Vedi, siamo appena al principio. Come prima di ogni cosa. Con mille e un sogno dietro di noi e senza azione. Non possiamo immaginare nel sapere che una sola beatitudine, questa: diventare colui che inizia. Uno che scrive la prima parola dietro un punto di sospensione lungo interi secoli. Mi viene in mente, pensando a questa osservazione che noi, come i veri primitivi, continuiamo ancora a dipingere gli uomini su sfondo d’oro. Stanno davanti a qualcosa d’indistinto. Talvolta all’oro, talvolta anche al grigio. Talvolta nella luce, e spesso dietro di loro vi è un buio impenetrabile. E poi ci sono istanti in cui un uomo si staglia innanzi a te dal suo splendore, chiaro e silenzioso. Sono rari momenti di festa che mai potrai dimenticare. Da quell’istante lo amerai per sempre: con le tue mani, pervase di tenerezza, ti sforzi di ripetere i contorni della sua personalità, così come l’hai riconosciuta in quell’ora. Rainer Maria Rilke, Appunti sulla melodia delle cose

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Foto di Davide SaccĂ

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VOLABO VOLABO è il Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Bologna. Il suo scopo principale è quello di sostenere e qualificare il volontariato e la cultura della solidarietà sul territorio provinciale attraverso servizi gratuiti per le organizzazioni di volontariato (per esempio offre consulenza e assistenza qualificata nella pianificazione della attività). Tra i suoi obiettivi, quello di sostenere i servizi di volontariato del territorio in base alle esigenze della cittadinanza, con un occhio di riguardo alle fasce più deboli della società.

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Ancora di salvataggigio

ov Novità

ondo che ci Accoglienza e Ascolto del mon circonda che è variegato, liquido ido, flessibile, sempre in movimento nto

chestra Orche siamo tanti e diversi rsi, ognuno suona il proprio strumento e insieme ins siamo più forti

B

icicletta pedala, l’hai voluta, adessoo p pedala… sei tu a dover pedalare per maantenerti in movimento... in più è ecosos sostenibile

P

azie zienza che non è mai ai abbastanza

Qualiflificare

Chiave passepartout, ma anche chiave di s-Volta, che apre una possibilità che non pen ensavi di avere

R

uo uolo sociale e politico dell nostro n lavoro, che si trasformaa in Risorsa

Distributore corriamo il rischio di essere re solo un distributore di servizi, ma noii p puntiamo ad essere Diamante, perché abbia biamo molte sfaccettature e perché siamo alla all ricerca di qualcosa di prezioso so

una parola che racch cchiude sfida, senso, sostegno, sussidi idiarietà, sociale

Essere

Tentntare

dore Sudo

non basta fare il volontario, biso isogna esserlo

e lavorare sempre re per il Territorio

Fiducia

ti Utili

Giovani

Volontntariati perché la parola Volonta ntariato non è esaustiva

la nostra generazione di riferimeento sia come target che come operat ratori

W

elf elfare dove il volontariato ato non è presente, la comunità ne soffre fre senza rendersene conto. Benessere è anch nche passeggiare in un parco pubblico pulito,, m molto spesso in ottime condizioni, graziee ai a volontari che se occup upano

H

elp il volontario è un cittadino ch che presta servizio alla comunità nità

I care prendersi cura di quello che ch si fa

nzero Zenz

Linfa

che aiuta a di digerire tutto

come l’albero, dobbiamo farr arrivare a la nostra linfa anche alle foglie pi più piccole e lontane

M

aternage il nostro prenderci cura è comee quello della madre nei confronti del el figlio f

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YODA Youths for Development Alchemy (1996) è un’associazione, una rete di relazioni, un gruppo di persone e culture che interagiscono, progettano e realizzano: campi di volontariato internazionale, progetti di cooperazione allo sviluppo, percorsi formativi, festival di turismo responsabile, mostre, video, teatro ed eventi sul territorio. YODA è nata per iniziativa di un gruppo di universitari di Bologna, che si sono avvicinati alle realtà dei “paesi in via di sviluppo” grazie a un corso di formazione per progettisti di interventi di cooperazione e sviluppo internazionale. Durante lo stage del corso, tenutosi a Cuba, è nata l’idea di organizzare campi di volontariato che diano la possibilità di conoscere le dinamiche della cooperazione, ma anche fare viaggi di conoscenza che permettano un incontro diretto con la cultura locale. YODA propone, organizza e sostiene eventi, incontri e campagne di sensibilizzazione in cui l’esperienza degli intercambi viene valorizzata e condivisa.

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Ancora? Ancora!

Mano

Alchimie esistenziali per esperienze solidali – uno dei loro motti

come quella del logo, Movimento, Mondo, Mare Mediterraneo, Mozambico terra di gemellaggi scolastici e artistici, Manuale come il lavoro, Meraviglia

Boda ovvero sposa. Bellezza per Bannare il Buonismo cattolico terzomondista. Yoda si muove per conoscere e non per insegnare o con la pretesa di “far progredire”

come il titolo del progetto coi Saharawi, N possibilità, ovvero possibilità infinite.

Confronto

Ospitalità,

con le realtà dei luoghi dove si fanno i campi di volontariato; Conflitto (inteso sia come guerra che come dialettica)

Ostello, Ostacolo, Odissea, Orizzonti, Orme

Dialogo,

Palestina, Politica, Partecipazione, Pericolo, Pregiudizio a cui dire NO

da internazionale a territoriale, per lavorare sul territorio. Anche per combattere l’illusione che i volontari partono per cambiare il mondo

Qui

Nessuno escluso

Progetti,

Questo è (Yoda)

Errare

Ritorno

sia come andare in giro sia come sbagliare

come quello di Ulisse ad Itaca, il senso del fare è circolare

Forza

Sapere

che la forza sia con te! Fu-Turismo, Futuro, passato e turismo: il festival It.a.cà di turismo responsabile

Saharawi, Sbattimento organizzativo, Scambio, Solidarietà, Sostenibile, Sabbia

Giovani,

Turismo responsabile

Gaudio, Genere, Gioia, Gente, Grinta

Urlo

H2O

Umiltà, Umanità, Università, Unione

come il progetto sull’acqua in Palestina «perché essere lì è come dire questa gente esiste, questa causa esiste, la Palestina esiste»

Viaggio la parola forse più importante in tutti i suoi sensi

Impresa

Yoda

come l’avventura del progetto da realizzare

Young

Libertà

Water

Leggerezza, Limite, Lavoro e fatica per organizzare le cose

(Acqua)

Zonarelli Zone, Zainone, Zig Zag, Zoom della macchina fotografica

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Ringraziamenti

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Si ringraziano gli Abitanti de Le Parole e la Città La rete AGEOP Associazione Genitori Oncoematologia Pediatrica AGFA FIADDA Associazione Genitori con Figli Audiolesi Alfabeti Colorati Amici di Piazza Grande Amnesty International Annassim - Donne native e migranti delle due sponde del Mediterraneo ANPI Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia e ANPI donne ARCI San Lazzaro: circolo ARCI Bellaria ARCI Bologna dell’Università di Bologna Architetti di Strada Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano ASSCUBO Associazione Studenti e Studiosi Cinesi dell’Università di Bologna Avvocato di strada onlus Banda Cittadina di San Lazzaro di Savena Biblioteca e Centro di Documentazione delle Donne Biblioteca Salaborsa Bimbo Tu Bologna Cricket Club ASD Bottega Finzioni Cantieri Meticci Carisbo San Lazzaro Cassero LGBT Center Ce.N.Tr.O. 21 onlus Centro Beltrame Centro di rieducazione per minori in conflitto con la legge Fortaleza, Bolivia Centro disabili adulti GEA Centro Interculturale “Massimo Zonarelli” C.I.A.O. Centro Informazione Ausilio Orientamento per persone con difficoltà visive CISL Compagnia della Quarta Compagnia La Schiusa Comune di Bologna Comune di San Lazzaro di Savena CONAD San Lazzaro Consiglio Comunale dei Ragazzi di San Lazzaro di Savena Consorzio della Bonifica Renana Coop Adriatica - Ausilio per la spesa Coop Costruzioni Cooperativa Accaparlante del CDH COSPE Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti CSI - Centro studi e ricerche in Salute Internazionale e Interculturale Dentro che Fuori Piove Emergency Flash Giovani - Il portale per i giovani a Bologna

Fondazione Istituto Gramsci GEV Guardie Ecologiche Volontarie Gli amici di Luca Gruppo Dentisti Gruppo lavoratori e lavoratrici La Perla Harambe Il Girovago - Casa editrice Nuova S1 Insegnanti e personale ATA Istituto Mattei, Scuola Primaria Ciari, Scuola Primaria Fantini, Scuola Primaria Fornace, Scuola dell’Infanzia Murata-Il Giardino, Scuola dell’Infanzia San Marino-La Margherita Iraniani a Bologna ISCOS Emilia-Romagna Istituto Ramazzini Legacoop Bologna Legacoop Cultura Legambiente Emilia-Romagna Libreria delle Moline Libreria Ulisse MAMbo Manutencoop Mediateca di San Lazzaro di Savena Museo Civico Archeologico di Bologna Museo della Preistoria Luigi Donini Occupiamoci! Laboratorio TdA/ARCI Bologna Olinda Opera Padre Marella Paniculture Festival PIE - Platform for Intercultural Europe Polizia Municipale di San Lazzaro di Savena Regione Emilia-Romagna Rete Cultura Libera Tutti Scout gruppo AGESCI Mirandola 1 Scuola Popolare di Musica Ivan Illich Scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di 1° e di 2° grado del territorio S.I.M. Scuola d’Italiano con Migranti XM24 Sopra i Ponti Stella Nostra Studenti Dipartimento Scienze dell’Educazione Studenti fuorisede a Bologna Teatro Arena del Sole Teatro dell’Argine: la compagnia e gli allievi Teatro delle Albe Teatro delle Temperie Teatro del Pratello Teatro Due Mondi Teatro Sociale di Gualtieri Unipol Università di Bologna Università Primo Levi Vigili del Fuoco di Bologna VOLABO YODA Youths for Development Alchemy

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Spo ponsor e collaborazioni

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Foto di Davide SaccĂ

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Indice

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Presentazione

p. 5

Gli Abbecedari della Città AGEOP - Associazione Genitori Oncoematologia Pediatrica

p. 12

AGFA FIADDA - Associazione Genitori con Figli Audiolesi

p. 14

Alfabeti Colorati

p. 16

Amici di Piazza Grande

p. 18

Amnesty International

p. 20

Annassim Donne native e migranti delle due sponde del Mediterraneo

p. 22

ANPI Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia e ANPI donne

p. 25

Architetti di Strada

p. 28

ASSCUBO Associazione Studenti e Studiosi Cinesi dell’Università di Bologna

p. 30

Avvocato di strada onlus

p. 32

Banda Cittadina di San Lazzaro di Savena

p. 34

Biblioteca e Centro di Documentazione delle Donne

p. 38

Biblioteca Salaborsa

p. 40

Bimbo Tu

p. 42

Bologna Cricket Club ASD

p. 44

Bottega Finzioni

p. 46

Cantieri Meticci

p. 48

Cassero LGBT Center

p. 50

Ce.N.Tr.O. 21

p. 52

Centro Beltrame

p. 56

Centro di rieducazione per minori in conflitto con la legge Fortaleza, Bolivia

p. 58

Centro disabili adulti GEA

p. 60

C.I.A.O. Centro Informazione Ausilio Orientamento per persone con difficoltà visive

p. 62

Compagnia della Quarta

p. 64

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Compagnia La Schiusa

p. 66

Consiglio Comunale dei Ragazzi di San Lazzaro di Savena

p. 70

Consorzio della Bonifica Renana

p. 72

Coop Adriatica - Ausilio per la spesa di San Lazzaro di Savena

p. 74

Cooperativa Accaparlante del CDH - Centro di Documentazione sull’Handicap di Bologna

p. 76

COSPE Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti

p. 78

CSI - Centro di Salute Internazionale

p. 80

Emergency

p. 82

Flash Giovani - Il portale per i giovani a Bologna

p. 84

GEV Guardie Ecologiche Volontarie

p. 88

Gli amici di Luca

p. 90

Gruppo dentisti

p. 92

Gruppo lavoratori e lavoratrici La Perla

p. 94

Harambe

p. 96

Il Girovago - Casa editrice Nuova S1

p. 100

Insegnanti e personale ATA Istituto Mattei

p. 102

Iraniani a Bologna

p. 104

ISCOS Emilia-Romagna

p. 106

Istituto Ramazzini - Sezione di San Lazzaro di Savena

p. 108

Legambiente Emilia-Romagna

p. 110

Maestre Scuola Fantini

p. 112

Manutencoop

p. 114

Mediateca di San Lazzaro di Savena

p. 116

Museo Civico Archeologico di Bologna

p. 120

Museo della Preistoria Luigi Donini di San Lazzaro di Savena

p. 122

Occupiamoci! Laboratorio TdA/ARCI Bologna

p.124

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Olinda

p. 126

Opera Padre Marella, San Lazzaro di Savena

p. 130

Paniculture Festival

p. 132

PIE - Platform for Intercultural Europe

p. 134

Polizia Municipale di San Lazzaro di Savena

p. 136

Scout gruppo AGESCI Mirandola 1

p. 138

Scuola Popolare di Musica Ivan Illich

p. 140

S.I.M. Scuola d’Italiano con Migranti XM24

p. 142

Stella Nostra

p. 146

Studenti Dipartimento Scienze dell’Educazione

p. 148

Studenti fuorisede a Bologna

p. 150

Teatro dell’Argine

p. 152

Teatro dell’Argine - la compagnia

p. 154

Teatro dell’Argine - i piccoli!

p. 156

Teatro dell’Argine - i piccoli quasi grandi…

p. 158

Teatro dell’Argine - i grandi!

p. 160

Teatro del Pratello

p. 164

Università Primo Levi

p. 166

Vigili del Fuoco di Bologna

p. 168

VOLABO

p. 172

YODA Youths for Development Alchemy

p. 174

Ringraziamenti

p. 176

Si ringraziano gli Abitanti de Le Parole e la Città

p. 177

Sponsor e collaborazioni

p. 179

Indice

p. 183

186


Foto di quarta di copertina di Luigi Burroni

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188

Gli Abbecedari della Città  

Le Parole e la Città - Luglio 2014 www.teatrodellargine.org

Gli Abbecedari della Città  

Le Parole e la Città - Luglio 2014 www.teatrodellargine.org

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