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Una camera completamente rivisitata Turismo d'Italia

11­2006

Nelle camere tutto è stato rivisitato, dai pavimenti ai letti, dalle tende ai bagni. Solo il frigobar viene spesso trascurato. Utili accorgimenti per valorizzarlo e renderlo più remunerativo e accattivante Lineari, sobrie, funzionali, accessoriate, minimaliste o eccentriche, ma sempre estremamente confortevoli e personalizzate: negli ultimi anni le camere d'albergo sono decisamente cambiate, puntando su nuovi stili, nuovi servizi, più comfort, maggiore personalizzazione. Si è combattuta la "battaglia dei letti", valorizzando il momento del riposo e creando atmosfere avvolgenti, rilassanti, in alcuni casi uniche; nel contempo, sono diminuite le camere standard tradizionali, tipiche dell'ospitalità alberghiera, così identiche le une alle altre, senza un'anima, ma semplicemente comode e pratiche, dove potersi ristorare, ma in cui trattenersi il meno possibile. Oggi, nuovi colori, nuove luci, nuova e soffice biancheria diventano elementi prioritari per distinguere un'ospitalità da un'altra, per riconoscere un albergo da un altro, rendendolo un luogo memorabile dove il cliente abbia ancora voglia di tornare. Negli ultimi 10­15 anni i viaggiatori hanno dato una crescente importanza al design e alla qualità degli spazi e dell'esperienza vissuta in albergo. Oggi, le aspettative dei clienti, sia giovani che meno giovani, sono comunque alte. Per questa ragione, le camere high­tech sono sempre più una consuetudine che non un'eccezione, rendendole uno spazio dedicato non solo al riposo, ma anche al lavoro. Oltre alla tecnologia, sono i dettagli a sottolineare la piacevolezza di una camera: forma e e contenuto del courtesy service, insoliti accostamenti di colore, posizione del letto, lampade dagli effetti cromatici (grazie al sistema RGB), punti luce in posizioni inconsuete (ad esempio sotto il letto), armadi a vista (l'assenza di guardaroba chiusi alleggerisce l'ambiente, lo rende più piacevole e spazioso). Ogni elemento della camera è passato al vaglio e ripensato, scegliendo nuovi materiali, nuovo design, nuove soluzioni. Pensiamo solo all'illuminazione che grazie ai led riduce notevolemente i consumi e consente soluzioni originali o alla disponibilità di materassi e cuscini, davvero infinita. Chi non sceglie il sommier (sicuramente molto comodo e preferito ancora oggi dalle grandi catene, ma che paga col comfort che garantisce con una oggettiva pesantezza), si avventura su soluzioni più leggere che permettono di sistemare il letto lontano dalla parete, in mezzo alla stanza o addirittura su rotaie, in modo da essere spinto in terrazza di sera, per dormire sotto le stelle. Per i pavimenti, invece, le soluzioni più innovative utilizzano la ceramica che sa riprodurre la pelle o il legno arrivando a dei risultati di qualità di gran lunga superiori rispetto alle soluzioni del passato che per ragioni di costo optavano sul simil­pelle o sulla plastica stampata. Anche il bagno subìto delle trasformazioni in questi ultimi anni. Anzi, gli alberghi alla ricerca di una loro unicità sono intervenuti soprattutto su questo ambiente, preferendo ridurre lo spazio della camera a favore del bagno e impreziosendolo con materiali e linee che solo una decina di anni fa erano riservate esclusivamente agli alberghi di lusso. Si opta sempre più spesso per la doccia, molto più versatile della vasca, ma sviluppandone gli spazi e arrichendola di luci colorate, suoni, ampi getti d'acqua.


Eppure, in mezzo a tanta novità e voglia di diverso, vi è un elemento totalmente impermeabile al cambiamento: il frigobar. È la componente d'arredo più anonima e ripetitiva della camera d'albergo, identico nella forma e nei contenuti in ogni albergo, di ogni categoria, di qualsiasi località. La sola rivoluzione che lo ha riguardato sta forse nel nome: da "minibar" oggi è stato promosso a "frigobar", anche se la sostanza resta la stessa. Chissà perché, se in casa è vissuto come importante componente d'arredo, in albergo viene ritenuto esteticamente sgradevole, quasi fosse qualcosa di cui vergognarsi, tanto da farlo scomparire. Piccolo, di solito camuffato dietro un'anta, scomodo (perché in genere situato in basso), rifornito secondo un criterio di abitudine più che di efficacia, ha spesso una funzione puramente riempitiva. In effetti, se verifichiamo cosa realmente viene consumato dall'ospite, è facile accorgersi che il prodotto più richiesto in assoluto è l'acqua minerale. Eppure, gli alimenti che vi sono contenuti non sono lì per caso, ma perché il cliente li consumi: quindi hanno lo scopo di fornire un servizio che renda. Se di questo servizio se ne fa poco uso è per via dei prezzi troppo elevati, della scelta ripetitiva e poco attraente, del fatto di non averlo sotto gli occhi, quindi di dimenticarsene. Inoltre, benché il consumo dal frigobar sia molto limitato, il suo controllo quotidiano e il conseguente rifornimento restano comunque indispensabili. Tutto questo lavoro per un servizio così poco utilizzato ha suggerito a diverse catene, come Hilton e Marriott, di svuotare i frigobar in diversi alberghi, limitandone il contenuto alla sola acqua minerale (gratuita) e lasciando loro la semplice funzione di refrigeratori a disposizione dell'ospite. Personalmente, continuo a credere che il frigobar sia un servizio potenzialmente utile, apprezzabile dai clienti e remunerativo. Ma per renderlo tale occorre valorizzarlo. Vediamo come. Dove posizionarlo? Le camere devono sempre fare i conti con lo spazio, ma oggi i televisori lcd permettono di recuperarne. Approfittiamone per dedicarne un po' di più al frigobar. Invece di nasconderlo in una posizione bassa e scomoda, vediamo se è possibile inserirlo in una colonna ad altezza occhi. meglio ancora se vicino al televisore, binomio ideale. Come rifornirlo? Pensiamo alla tipologia di clientela che abbiamo e cerchiamo di adattarvi i nostri prodotti: più succhi di frutta e bibite ai vacanzieri estivi, più analcolici e snack per la clientela in viaggio d'affari. E sempre immancabilmente, l'acqua minerale, di marca. All'arrivo, al posto del solito cestino di frutta fresca, ecco pronta in frigorifero una coppa di fragole o di ciliege, con un bel biglietto posizionato sul tavolo: "Ben arrivato signor Rossi. nel frigorifero l'aspetta una coppa di fragole, pronta da gustare. Felice soggiorno insieme a noi". Come realizzarlo? Diamo importanza alla silenziosità dell'apparecchio e se possiamo posizionarlo lontano dal letto, facciamolo a vista, con la porta trasparente e illuminato all'interno. Naturalmente, i prodotti dovranno essere ben disposti, freschi, di qualità e possibilmente originali (scegliendo anche dalla propria tradizione gastronomica).

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