Skip to main content

Fischi di carta 2 (01/2013)

Page 1

Fischi di carta Gennaio 2013 Numero 2

“Poesia di cinque giovani fischianti”

Editoriale Inizierei dall’Alfa: sono poeta per necessità. Poiché credo di essere afflitto da una crassa dipendenza intellettuale. I motivi per cui scrivo sono fisiologici, appartengono alla mia routine come bere un bicchiere d’acqua che cola nelle mie viscere o un boccone di pane che si trascina nell’esofago. Certamente non potrei mai pensare ad un futuro senza una penna in mano. Il vantaggio di essere poeta è quello di descrivere la realtà senza troppi fronzoli, scaricare le proprie passioni e pulsioni più nascoste senza pudore alcuno. Credo sia molto gravoso il giudizio e il pregiudizio che la società copiosamente appioppa alle persone, per questo motivo la poesia è il mio rifugio, la mia sicurezza. Vedete per poesia io non intendo solamente due o tre righe di inchiostro, ma qualunque cosa che riesca ad emozionarmi: una canzone, un oggetto, il rumore di un motore, una mamma che accompagna un figlio a scuola, una ragazza che cammina in mezzo ad una via colma di persone. La realtà è piena di poesia basta solo avere la pazienza di osservarla e assaporarla. Sono come una pila che si carica grazie alle cose che mi accadono; appena mi capita di vedere qualcosa in grado di stimolarmi l’intelletto scrivo e riscrivo, cercando in tutti i modi di descrivere la sensazione che mi ha ispirato. Molte volte mi

capita anche di immedesimarmi nelle persone che descrivo quasi come se le nostre menti interagissero. Questo è circa che cosa è per me e cosa mi capita quando scrivo. Parlando dei miei modelli artistici citerei principalmente Catullo, Marziale, Baudelaire, D’Annunzio e Neruda. Certamente non si assomigliano gli uni gli altri ma credo che abbiano contribuito in modo determinante ad ispirarmi in quello che è il mio genere preferito: la poesia erotica. Ognuno di essi ha parlato di amore, di sentimento, di sesso a suo modo, rappresentandolo in maniera carnale o passionale, usando tinte fosche o limpide, contesti sensuali o macabri. L’eros è concettualmente un po’ di tutto questo, senza cadere in banali moralismi o sentimentalismi. A seconda del momento che viviamo o delle circostanze che patiamo siamo in grado di dare all’eros una sfumatura piuttosto che un’altra. Questo porta ad una conclusione molto semplice: non ne possiamo fare a meno. Esso è ben più che uno stato d’animo è una parte imprescindibile della vita e l’eco che si ottiene a parlarne è incredibilmente ampio ed assordante, per il motivo che tutti lo abbiamo sentito o provato sulla pelle almeno una volta nella vita. Per questo motivo mi sono specializzato a raffigurare,

rappresentare e svolgere tutte le possibili sfumature di questo incredibile sentimento, non per averne un ricavo materiale, ma per riuscire a ispirare ed infondere al lettore l’emozione profonda che certe esperienze possono generare. Il mio obiettivo è quello di rappresentare, come un pittore, una realtà comune in un insieme di variopinti ghirigori che facciano perdere la mente del lettore in una sfera intima e consapevole del proprio bagaglio sentimentale. In breve spero di regalare delle emozioni risvegliando ciò che assopito giace nei cuori delle persone. Noi giovani poeti siamo enormi serbatoi di una genialità latente, siamo spesso in balia di un universo superficiale e troppo identico nelle sue dinamiche. Non vogliamo inventare qualcosa, ma riscoprire il contenuto di tutte le cose scrivendo, ognuno a suo modo, l’immenso sentimento che si nasconde dietro alle etichette che la nostra società dispensa con crudele semplicità. Non vogliamo plasmare la realtà ma descriverla nella sua vera essenza. Vogliamo essere il fischio che mette in guardia le persone dal terribile destino di vivere colmi di tutto ma consapevoli di niente. Andrea Pesce


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Fischi di carta 2 (01/2013) by Federico Ghillino - Issuu