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Intervento Francesco Bagordo (Di.S.Te.B.A., Università del Salento) Collegandomi a quanto detto dalla Prof.ssa De Donno vorrei sottolineare l’importanza dell’approccio metodologico utilizzato in questo studio. Si tratta di un approccio innovativo rispetto alle metodologie tradizionalmente impiegate per lo studio degli effetti dell’ambiente sulla salute umana che utilizzano modelli abiotici e indiretti (come la valutazione della concentrazione dei vari contaminanti nell’aria ed il confronto con il limiti tabellari indicati nelle normative in materia di qualità ambientale) oppure biotici e indiretti (come il biomonitoraggio o i test eco tossicologici, che valutano modificazioni biologiche su piante o animali ma non sull’uomo). Gli studi diretti sono in genere quelli epidemiologici basati sulla rilevazione a posteriori del numero di malati o di morti in seguito ad esposizioni ad inquinanti ambientali o tutt’al più in termini di stima del rischio del probabile numero di morti o malati attraverso l’analisi di rischio ossia un calcolo probabilistico effettuato a-priori. In questo progetto seguiremo un approccio innovativo, biotico e diretto: andremo a valutare gli effetti biologici dell’inquinamento direttamente sull’uomo ma non come avviene nello screening attraverso una diagnosi precoce individuale di una malattia in atto (seppur in uno stadio asintomatico), bensì valuteremo la tendenza di una popolazione a subire danni al DNA quando esposta a determinati inquinanti ambientali. Questa tendenza potrebbe rappresentare un indice di insorgenza nel futuro di patologie degenerative qualora perdurasse l’esposizione ai contaminanti sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Articolazione del progetto Oltre alla parte amministrativa ed organizzativa l’implementazione del progetto si sviluppa attraverso 2 principali sezioni, una tecnico-scientifica ed una di disseminazione. La sezione tecnico scientifica comprende 3 fasi: 1 preparatoria, in corso di svolgimento in cui è prevista: - la condivisione delle metodiche con tutte le unità coinvolte nello studio - la validazione dei questionari che verranno somministrati nella fase successiva, - la selezione delle scuole in cui verranno reclutati i bambini che parteciperanno allo studio (scuole del centro, nelle vicinanze di centraline arpa, con un numero di sezioni e di classi sufficiente a reclutare un numero rappresentativo di bambini) Una volta selezionate le scuole si avvieranno i contatti con i dirigenti scolastici ed insegnanti e, all’inizio del prossimo anno scolastico (settembre) i contatti con i genitori per illustrare loro il progetto ed invitarli a partecipare allo studio in maniera volontaria, gratuita e generosa dato che i bambini non usufruiranno di alcun beneficio diretto ma contribuiranno ad accrescere le conoscenze relative alla qualità dell’ambiente in cui vivono o riceveranno gli effetti positivi di eventuali decisioni di tutela ambientale e sanitaria intraprese da chi amministra il territorio. Allo studio parteciperanno in totale 1000 bambini (200 per ogni città partecipante). Finalmente ad ottobre entreremo nel cuore del progetto ed avrà inizio la parte sperimentale vera e propria. I bambini partecipanti verranno sottoposti ad un prelievo di alcune cellule della mucosa orale. Questo avverrà in maniera assolutamente innocua ed indolore. I bambini verranno invitati a sciacquarsi con una soluzione leggermente salina. La saliva verrà raccolta e sottoposta ad analisi così come le cellule della mucosa orale prelevate attraverso lo strofinamento della superficie interna


della guancia con uno spazzolino da denti. Queste cellule epidermiche si sfaldano facilmente per cui sarà sufficiente strofinare leggermente lo spazzolino per averne un numero sufficiente ad eseguire i test per verificare la presenza di danni al DNA. Contestualmente verrà effettuato il campionamento dell’aria mediante un campionatore ad alto volume posizionato nelle scuole selezionate da cui si otterranno delle membrane che verranno a loro volta analizzate per capire i livelli dei principali contaminanti presenti nell’aria (PM10 PM2,5, ossidi di azoto, idrocarburi policiclici aromatici, nitroIPA, ecc.) e la loro capacità di indurre danni al DNA attraverso test tossicologici in vitro. Verrà, inoltre, effettuata la somministrazione dei questionari ai genitori dei bambini con lo scopo di valutare stili di vita ed abitudini alimentari ed individuare eventuali altri fattori che potrebbero influenzare in positivo o in negativo gli effetti biologici dei contaminanti atmosferici. La parte sperimentale verrà ripetuta 2 volte: in autunno-inverno ed in primavera-estate Successivamente si passerà alla terza fase ossia all’elaborazione di tutti i dati, non solo di quelli rilevati attraverso il monitoraggio biologico ed ambientale e attraverso i questionari ma anche dei dati già esistenti provenienti da campionamenti effettuati da ARPA, ASL, ecc. Questa fase vedrà impegnati i gruppi di Brescia e di Lecce e permetterà di evidenziare l’esistenza eventuale di una relazione tra gli inquinanti presenti nell’atmosfera e i danni precoci a livello di DNA e costruire dei modelli globali di stima del rischio utilizzabili a supporto di strategie di politiche ambientali che mirino al contenimento di questi rischi. Per quanto riguarda gli interventi di disseminazione, nell’ambito del progetto MAPEC è prevista la realizzazione di una serie di project meeting (tra i componenti delle unità partecipanti allo studio al fine di fare il punto della situazione e di definire eventuali strategie di intervento), 5 “MAPEC Local Workshop” (uno per ogni città partecipante allo studio), 3 “MAPEC National Workshop” (nel 2014 a Lecce, nel 2015 a Brescia e nel 2016 a Pisa). A Lecce, quindi, nel 2014 saremo impegnati nell’organizzazione del MAPC Local workshop a giugno, e del MAPEC National workshop a novembre.

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Intervento francesco bagordo  

Mapec_intervento Francesco Bagordo

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