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Editoriale di Stefano Quagliozzi

Non lasciamoci distrarre dagli slogan dei leader politici Cari amici, ben trovati. Mi auguro che abbiate passato bene le vostre vacanze e che siate pronti ad affrontare, con spirito rinnovato e leggero, un nuovo anno di lavoro e di vita, ricco di soddisfazioni personali e familiari. Mentre andiamo in stampa si sta consumando la fase finale della crisi andata in scena nel mese di agosto, che ha tenuto giornali, Tv, politici e addetti ai lavori costantemente impegnati in dirette televisive, editoriali e interviste, per capire gli sbocchi di questa inedita ed estiva crisi di governo. Ma ripercorriamo brevemente i fatti che ci hanno portato a questo punto, per passare poi ad un argomento su cui riflettere, troppo spesso ignorato in primo luogo dai principali attori della vita politica e purtroppo assecondato da gran parte dei media nazionali. L’8 di agosto, in piena estate, il Ministro Salvini decide che è venuto il momento di concludere l’esperienza con il M5S e fa depositare in Senato, dalla Lega, una mozione di sfiducia che chiede venga votata prima di ferragosto. L’aula di Palazzo Madama vota la calendarizzazione della mozione per il 20 agosto e già da questo emerge sul tabellone del Senato l’esistenza di un’altra maggioranza, diversa da quella che ha governato negli ultimi 14 mesi. Il Ministro dell’Interno dopo mesi e mesi di crescita nei sondaggi (passando dal 17% al 38%) su pressione dei suoi collaboratori e della base leghista, che evidentemente vuole passare all’incasso lo straordinario consenso raggiunto, cede e apre la crisi di governo. La situazione appare propizia

anche perché nel Partito Democratico nonostante il nuovo Segretario, Zingaretti, c’è ancora confusione e vi sono più anime indipendenti a fare politica (in particolare il gruppo renziano è ancora saldamente maggioritario). Per il nuovo Segretario Dem il modo migliore per riprendere in mano l’intero partito è quindi la strada delle urne attraverso le quali perderebbe dei pezzi numericamente significativi (Renzi e seguaci e Calenda e seguaci) ma potrebbe dirsi effettivo leader unitario del partito. Invece Zingaretti cede alle pressioni di Renzi per fare il governo (è opportuno ricordare che 14 mesi fa fu lo stesso Renzi a chiudere ogni trattativa possibile con il M5S, inviando il movimento tra le braccia della Lega) lasciando in tal modo proprio a lui il tempo di determinare quando e come chiudere tale esperienza coi Cinque Stelle, una volta organizzatosi per creare un partito centrista che punti, per contare sulla scena politica, ad avere almeno un 10% dei consensi. Queste sono le premesse e questo è il quadro della situazione a breve termine. Ma, in questo bailamme generale, c’è una cosa che proprio risulta indigesta. È quanto viene regolarmente sbandierato ora da sinistra, ora da destra (a seconda delle convenienze) che fare un governo cosiddetto “ribaltone” sia una cosa illegale, lanciando accuse a chi trova accordi in Parlamento per formare un governo - quale che sia - e soprattutto lanciando messaggi falsi al “popolo bue” pensando (e a volte ahimè avendo presa sui connazionali meno preparati) che non sia in grado di comprendere che l’Italia è ancora una Repubblica parlamentare e che finché nella stessa legislatura

ci sarà una maggioranza in grado di costituirsi, sia pure diametralmente opposta a quella precedente, sarà totalmente legittimata e nel pieno delle sue funzioni, anche se nel quinquennio della medesima legislatura si sono tenute elezioni europee, regionali, comunali o referendum che abbiano dato adito a pensare che la maggioranza degli italiani abbia cambiato orientamento. Formalmente finché c’è un governo in carica, che trova voti in Parlamento e a maggior ragione se di natura politica, ossia costituito da parlamentari eletti, quel governo ha diritto-dovere di governare. Nessuna sorpresa, dunque. Può piacere oppure no, ma nessuno può gridare al colpo di Stato. È semplicemente il nostro ordinamento previsto dalla Costituzione repubblicana. È opportuno che oggi se ne ricordi la Lega, che ha deliberatamente mollato il governo non prendendo sufficientemente in esame questo aspetto, che in un costituzionalista come il Presidente Sergio Mattarella, invece, è ben presente e radicato nel Dna e nel profilo istituzionale che riveste con la sua carica di primo cittadino italiano.

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TABLET ANNO 7 NO 75 SETTEMBRE 2019 SOMMARIO

ROMA

Chi siamo

8 PRIMO PIANO Silvana Denicolò, Assessore alla Cultura, Sport e Giovani 12 TABLET TERRITORIO Libri Liberi all’Infernetto

22 TABLET BIKE Sentiero Pasolini

26 TABLET SCUOLA Angelo Iannelli, un cantautore a scuola

TabletRoma Reg. Trib. di Roma n° 296/2012 del 19/10/2012 W W W.TABLETROMA.IT Editore Tablet Edizioni di Cristina Anichini Via Difilo 41 - 00124 Roma P.I. 13042831001 C.F. NCHCST66E63H501F anichini@tabletroma.it Direttore responsabile Stefano Quagliozzi - quagliozzi@tabletroma.it Direttore editoriale Cristina Anichini Progetto grafico tablet ADV Maurizio De Vincentiis Impaginazione e grafica Marco Flore Stampa Poligraf s.r.l. Via Vaccareccia, 41/b - Pomezia - tel. 06 9106822 Pubblicità 340.340.69.70 Rita Chiodoni pubblicita@tabletroma.it - ritachiodoni@libero.it Direzione e redazione redazione@tabletroma.it Tablet eventi Massimo Gallus - eventi@tabletroma.it mob. 334.39.22.475 Comunicazione & Marketing Maria Rosa Cappelli - cappelli@tabletroma.it Hanno collaborato a questo numero A ssociazione Infernet to At tivo, Giorgia Conti, Annamaria De Calisti, Marina Grappasonni, Libreria Novarcadia, Alessandra Lino, Federica Lorenzet ti, Giuseppe Menzio, Giulia Migani, Annalisa Parente, Alessandro Polinori, Davide Sagliocco, Luca Carlo Santagà, Emanuela Sirchia, Alber to Terraneo, Francesco Valente

42 TABLET NATURA In azione contro il bracconaggio

44 TABLET COUTURE Lara Noval, testa e fitness

É consentita la riproduzione anche parziale di testi, grafica, immagini e spazi pubblicitari solo se autorizzata in forma scritta da Tablet Edizioni di Cristina Anichini. Parte delle immagini presenti su questa rivista sono fonte Internet e sono utilizzate solo a fini informativi. Poichè non è stato possibile risalire ai titolari dei diritti, secondo la legge vigente, la redazione si scusa per la mancata citazione rimanendo a disposizione di qualsivoglia richiesta e precisazione da parte dei titolari stessi. La collaborazione a questo mensile è da ritenersi libera e gratuita salvo diversi accordi. Del contenuto degli articoli, degli annunci economici e pubblicitari sono legalmente responsabili i singoli autori. Gli articoli pervenuti anche se non pubblicati non si restituiscono. La Direzione si riserva il diritto di non pubblicare il materiale pervenuto o di effettuare gli opportuni tagli redazionali. Si ringraziano i partners commerciali per il contributo alla pubblicazione e alla diffusione di questo periodico. Finito di stampare il 4 settembre 2019.


TABLET ROMA

Dove siamo TabletRoma è distribuito da in tutte le principali attività commerciali, sportive e di servizio nei quartieri di Casalpalocco, Axa, Infernetto, Acilia, Dragona, Ostia, e presso i nostri partners. É inoltre distribuito nei quartieri del Torrino, Eur e Spinaceto CasalPalocco Centro Commerciale ‘Le TerrazzÈ - Centro Commerciale ‘Isola 45’ - Le Mimose Centro Commerciale ‘Isola 46’ - Centro Vecchio - Centro Commerciale ‘Isola 44’ Conad di Via di CasalPalocco - Simply di Via Pindaro - Solara Garden - Parafarmacia Farmacrimi Parrocchia e Cinema San Timoteo, Edicola Via di Casalpalocco Axa Centro Commerciale Bianco - Centro Commerciale Axalab - Centro Commerciale Eschilo Via Euripide - Piazza Eschilo - Via Menandro Parrocchia San Carlo da Sezze - Aris Sporting Village - Centro Sportivo Eschilo Madonnetta Via Domenico Purificato - Via Cesare Maccari - Via Prato Cornelio - Via Padre Massaruti Infernetto Attività Commerciali di Via Wolf Ferrari, Via Cilea, Via Bersone, Viale Castel Porziano, Via San Candido, Via Giordano, Via Pietro Romani, Via Canale della Lingua, Via Torcegno, Via Egna, Via Lotti, Via Orazio Vecchi, Centro Commerciale Colombia, Parchi della Colombo, Istituto Comprensivo Mozart, Centro Sportivo Babel Acilia Attività commerciali di Axa Malafede, Via Usellini, Via Menzo Supermercato e Bar Elite di Via di Acilia Attività commerciali di Via di Acilia - di Via di Saponara - Via Amedeo Bocchi Biblioteca Sandro Onofri - Farmacia San Marco - Asl di CasalBernocchi - Centro Commerciale Le Arcade - Via di Macchia Palocco - Via di Macchia Saponara Centro Sportivo Eschilo 2

Ostia Città dei Mestieri e delle Professioni, Biblioteca Elsa Morante, Asl Sant’Agostino, Ufficio di Collocamento, Scuola Professionale CIOFS Lazio, Scuola Professionale Alberghiero CastelFusano, Scuola di Ostia Scacchi, Ostia Danza, Attività e chioschi del lungomare, Via delle Baleniere, Via Isole di Capoverde, Via Pietro Rosa, Piazza della Rovere, Corso Duca di Genova, Via dei Misenati, Via Capo Soprano, Piazza Gregorio Ronco, Via Paolini - Multisala Cineland Zona industriale Dragona e Dragona Centro Sporrtivo Helios, Via Ortolani, Via Charles Lenormant, Todi’s, Via di Dragone, Via Casini, Via Donati - Parrocchia di Centro Giano Eur e Torrino Bar e Ristorante ‘Il Fungo’ - Palombini Giolitti - Mc Donald - Highlands Institute Attività di Viale Europa - Viale dell’Oceano Atlantico - Viale Oceano Pacifico - Via della Grande Muraglia - Via Mar della Cina - Piazza Cina - Viale Città d’Europa - Via del Pianeta Venere - Stardust Village - Via Beata Vergine del Carmelo - Supermercato Elite Via Cristoforo Colombo - Parrocchia Stella Maris

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Primo Piano di Emanuela Sirchia

Parla Silvana Denicolò Assessore alla Cultura, Sport, Grandi eventi e Politiche giovanili del Municipio X

“Crescita culturale e partecipazione per un territorio dalle grandi risorse”

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Ovunque ci sia un evento, una manifestazione sportiva o una proposta culturale lei c’è. Non lesina il suo prezioso tempo ed ascolta chi ha una idea che possa essere interessante per il territorio. Silvana Denicolò, è da oltre un anno e mezzo, Assessore alla Cultura, Sport, Grandi eventi e Politiche giovanili del Municipio X, dove è approdata dopo una esperienza fatta alla Regione Lazio come consigliere del gruppo 5 Stelle.

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Assessore Denicolò, un grande impegno vero? Sì, e che ho accettato con grande entusiasmo. Ringrazio la Presidente Di Pillo che ha avuto fiducia in me e mi ha proposto questo incarico. È una esperienza unica ed è un’occasione per poter lavorare nel territorio nel quale vivo. Un territorio complesso, pieno di varietà e contraddizioni che proprio attraverso attività culturali e sportive può trovare aggregazioni ed opportunità. Un territorio ricco di potenzialità. Assolutamente sì. In questi mesi mi sono resa conto di quanta energia, quante espressioni artistiche sono presenti e, d’altra parte, sia nel campo della cultura che dello sport, questo Municipio ha visto e vede la presenza di campioni a livello mondiale e di espressioni artistiche altrettanto importanti. Sono inoltre numerose le persone che si dedicano al collezionismo e allo sport integrato tanto da annoverare campioni dello sport paralimpico. Ho avuto modo di conoscere molti circoli artistici e letterari di grande rilievo. Abbiamo anche alcune strutture sportive pubbliche di prima categoria quali lo stadio per l’atletica, il Palapellicone (arti marziali) ed il Polo Natatorio oltre che innumerevoli campi in concessione. Da non trascurare poi il prezioso contributo allo sport dato dalle Fiamme Gialle della Guardia di Finanza. Esempi che non necessariamente debbano portare all’agonismo e che contribuiscono al benessere psico-fisico. Tra le tante iniziative cosa la rende particolarmente soddisfatta? Come Municipio X abbiamo partecipato alla Biennale Spazio Pubblico, un’occasione a carattere

internazionale che vede la presenza di architetti e progettisti di primo piano. Ci è stato chiesto di presentare un elenco di buone pratiche replicabili riguardanti spazi pubblici. Tra queste rientra sicuramente l’utilizzo del Chiostro del Municipio che si è rivelato idoneo ad ospitare rassegne e sviluppare ulteriori occasioni culturali. Ed a proposito di occasioni, il Municipio X ha provveduto ad approvare un regolamento per consentire di svolgere prove musicali nei parchi e in maniera estemporanea. Tra i progetti avviati, anche la manifestazione di interesse per la rivalutazione di immobili del territorio abbandonati, utili, una volta acquisiti, ad ospitare percorsi culturali. Tante idee, tanti progetti messi in campo ma quante lungaggini per portarli a termine. Con la Presidente Di Pillo e con gli altri colleghi Assessori stiamo cercando di arginare questo problema con un’adeguata sinergia tra uffici amministrativi e segreterie politiche. In proposito mi preme dire che in questo Municipio ho trovato dipendenti motivati e preparati, appassionati del territorio in cui vivono e lavorano. Certo la burocrazia c’è, l’iter è spesso farraginoso e soltanto con la stretta collaborazione tra uffici è possibile trovare la strada per l’efficientamento del lavoro. In sintesi Assessore, quali le esperienze che l’hanno portata a fare politica? Dopo aver lavorato per venti anni nel privato e all’estero (tra l’altro in Francia, Germania e Inghilterra ndr) come responsabile nell’ambito di studi di fattibilità per progetti cinematografici, culturali e


Municipio X, I musicisti

commerciali, contemporaneamente frequentavo l’associazionismo al quale sono stata sempre legata. In particolare, Ostia che cammina, è stato per me fucina di grande esperienza. Il suo presidente, Claudio Zolesi, aveva un grande senso civico, rispetto per le regole e creatività. Tutte prerogative che condivido. Da lì, la candidatura alla Regione Lazio dove, dai banchi dell’opposizione, ho seguito l’intera scorsa legislatura. Alla Pisana ho avuto modo di acquisire le dinamiche politiche ed amministrative utili alla mia formazione.

Abbiamo parlato di un territorio di grandi risorse culturali e sportive. Cosa fare di più? C’è bisogno di crescita culturale e di fare un’azione e una formazione civica, partendo dalla popolazione più giovane anche se è altrettanto necessario far sì che gli adulti, con il tempo, non perdano gli stimoli giusti. Occasioni quali ad esempio quella approntata per il Carnevale che ha dato modo di far partecipare tutti i quartieri del Municipio e, allo stesso tempo ha unito adulti e non, all’interno di una manifestazione tradizionale da una parte e creativa dall’altra. Anche con l’esempio si può fare molto. Se ognuno di noi fa un piccolo passo in più attivandosi e frequentando ambiti culturali o sportivi, può contribuire alla propria crescita personale e a quella della collettività. Non a caso, tra le Consulte attivate dal Municipio, quella della Crescita culturale è tra le più partecipate e attive.

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Assessore Denicolò, alcune iniziative per il futuro. Con la Presidente e con quanti si occupano di patrimonio, stiamo lavorando ad un’idea di Casa della Cultura. Un luogo dove sia possibile fare musica, teatro e non solo. Siamo inoltre vicini a chiudere un protocollo d’intesa con il Conservatorio di Latina, per avere una succursale qui nel nostro territorio. Il Chiostro del Municipio continuerà ad essere un punto di riferimento oltre che di iniziative occasionali, di appuntamenti fissi quale ad esempio “Scacco al Chiostro” o le rassegne inserite nei bandi estivi. Siamo in attesa dell’avvio dei lavori per la realizzazione dello Skate park, mentre per street art, come da una mozione e due risoluzioni passate in Consiglio, siamo pronti a partire con la riqualificazione e l’abbellimento di muri ed edifici e Ponte Ladrone). Mi auguro poi che al più presto Ostia Antica sia riconosciuta dall’Unesco, patrimonio dell’Umanità. Questo potrebbe essere l’avvio per un riscatto dell’intero territorio per troppo tempo trascurato ed additato negativamente. Un riconoscimento così sarebbe l’ideale collante, la giusta cerniera per unire tutti i quartieri e le bellezze naturali: il mare, il fiume Tevere e le pinete della Riserva del Litorale romano.

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Il libraio consiglia a cura della libreria Novarcadia

II EDIZIONE CONCORSO LETTE- Liste scolastiche RARIO, I LIBRI SONO LA FORMA Anche per questo anno scolastico, la Libreria offre ai DELLE IDEE suoi clienti l’opportunità di poter ordinare, presso di Ritorna il nostro concorso letterario, “I LIBRI SONO LA FORMA DELLE IDEE”, giunto alla seconda edizione ma con un tema tutto nuovo: “Il più bello dei mari è quello che non navigammo”, tratto dalla poesia “Il più bello dei mari” del poeta turco Nazim Hikmet. Si può partecipare ad UNA SOLA delle categorie di seguito elencate: a) scatto fotografico; b) fumetto/disegno; c) racconto/testo breve (da 1000 a 5000 parole, spazi inclusi); Data ultima di consegna Sabato 30 Novembre 2019 Data della premiazione Domenica 15 Dicembre 2019 Sul sito www.librerianovarcadia.it trovate il regolamento completo e la liberatoria da firmare e consegnare tassativamente insieme ai lavori.

noi, i testi scolastici per l’anno 2019/2020 Come di consueto vi chiediamo di portare con voi in libreria la lista scolastica stampata e controllata. Gli ordini saranno accettati fino a fine Settembre. Grazie per l’attenzione. I librai.

Il libro del mese di Settembre Un libro unico che si destreggia tra segreti di famiglia e ambizioni ultraterrene, mostrando come alla radice delle cose vi sia sempre una brace ardente. Così la trasmutazione alchemica e l’ astronomia solare, lo spazio infinito e il metallo che fonde, diventeranno lingue dello stesso fuoco, quello dove bruciano i cuori di  tutti gli esseri umani. “Un uomo non è niente, ma quello che lo abita è tutto”


Tablet Territorio a cura dell’Associazione Infernetto Attivo

LibriLiberi all’Infernetto

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L’associazione di Quartiere Infernetto Attivo ha deciso di promuovere un progetto che si rifà al famoso bookcrossing, ne ricalca il principio circoscrivendolo in un contesto di quartiere. Non è sicuramente un’idea originale ma cercheremo, a modo nostro, di incentivare la lettura perché la lettura rende liberi: LibriLiberi all’Infernetto. L’infernetto come una biblioteca diffusa e gratuita per tutti i suoi abitanti. L’idea è quella di coinvolgere bar, pub, ristoranti, negozi, palestre, scuole e professionisti del quartiere, che metteranno a disposizione uno spazio, nel quale poter posizionale una piccola cassetta in legno, contenente dei libri che potranno essere presi in prestito autonomamente da chiunque e riconsegnati in qualsiasi altra cesta del quartiere. Se il lettore vorrà potrà inserire all’interno del libro una piccola recensione, utile per il lettore successivo. La cassetta, sarà ben riconoscibile attraverso il logo dell’iniziativa ed le istruzioni per la presa e la riconsegna. Per prendere o per lasciare i libri non ci sarà bisogno di mediazione, non ci sarà il concetto di prestito a tempo, non comporterà per chi li ospita nessun tipo di responsabilità, qualora un libro non dovesse essere

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riconsegnato sarà sostituito da un altro. Chi ospiterà le cassette, in quanto associato, potrà partecipare attivamente alle nostre iniziative e postare sul nostro gruppo FB pubblicità per eventi, promozioni o quant’altro. Se lo vorrà potrà far parte dei Commercianti che riserveranno una convenzione agli Associati ad Infernetto Attivo. I libri saranno donati all’Associazione da privati, dovranno essere in buone condizioni e dopo essere stati timbrati, entreranno a far parte del circuito dei Libri Liberi all’Infernetto.

Una mappa personalizzata di Google, pubblicata sul gruppo Facebook Libri Liberi all’Infernetto, permetterà di avere una visione di tutti i punti di raccolta. Buona lettura Tutti!!!

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Tablet musica di Francesco Valente

Il Metronomo

Pronti Partenza eeee…. Click!

Visto che siamo in clima di ripartenze parliamo un pò della triste storia di un oggetto noioso, cioè in realtà per me non lo è, ma capisco che… insomma dicevo un oggetto che di partenze o di ripartenze se ne intende. L’oggetto in questione è il Metronomo, o Click per essere moderni. Abbiamo detto che uno dei pilastri della musica è il tempo, che va suddiviso, per non confondersi, in tempo metronometrico, BPM, che sta per battiti per minuto, e tempo in quanto figura ritmica, Groove, Beat o come vi pare a voi... tanto è la stessa vecchia meravigliosa cosa. Ovviamente, e lo dice la parola, il metronomo è lo strumento del tempo metronometrico. Questo strumento utilissimo, e che non dovremmo mai finire di ringraziare, non ha tanti tipi di suono… diciamo uno solo...click, ecco lui fa click e basta, ma lo fa a tempo anzi a tempissimo, come nessuno mai riesce a fare. Il metronomo è da sempre utilizzato per far rispettare a chi studia, il tempo di esecuzione di un brano. Una specie di tutore che ci mette in guardia sulle oscillazioni e ci rimette sui binari del giusto timing, ma non solo, e sopratutto negli ultimi decenni, stabilisce gli start di partenza di un brano quando si fa utilizzo di sequenze ed è un fedele compagno, sopratutto dei batteristi che utilizzano le cuffie perché sentono appunto il click che detta legge, la dura legge del ‘vai a tempooooo!!!’ Ma allora perché triste e noioso? Beh perché si utilizza per studiare e ci ricorda come una specie di Grillo Parlante che stiamo rallentando o correndo, o proprio completamente da un’altra parte e lui ce lo sottolinea, imperterrito, senza anima, senza emozioni, costante e asettico, suggerendo pure che quella velocità… si proprio quella del nostro mostruoso beniamino spara note alla velocità della luce… noi ancora non ce la possiamo permettere.. ecco un po’ lo si odia e sbagliando lo si evita. Poi però col tempo se ne apprezzano le qualità, perché in realtà ci fa un gran regalo e piano piano ci sfida a seguirlo e diventa un gioco sfizioso di cui tanti musicisti godono, io per primo. Lo confesso, amo il click, mi piace sfidarlo mi piace sentirlo e lo lascerei sotto tutti gli arrangiamenti che faccio, ma non si può... pare! Come in tutti tipi di tutori la loro massima aspirazione è il momento in cui cresce la consapevolezza che

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possiamo fare a meno di loro, insomma che ne abbiamo talmente tanto maturato gli insegnamenti da poterli togliere perché ormai non se ne andranno mai più. Da vecchio oggetto che somiglia a un pendolo che scandiva il tempo caricandolo a molla, e che perdeva colpi quando si avvicinava il momento di ricaricarlo, come un orologio, parenti della stessa progenie, ma dalle necessità per noi diverse, oggi siamo arrivati a dei metronomi digitali, dei maledetti e infallibili spara click senza sosta e bisogno di ricarica, che però possiamo personalizzare nel volume o nei suoni per renderli un po più’ musicali e meno rigidi. Ricordo che il mio maestro, Stefano Micarelli, mi diceva sempre che potevo capire se stessi andando veramente a tempo, solo nel momento in cui il suono del metronomo spariva perché coperto dalle mie note, e che fino a quando lo avessi percepito era perché non gli stavo mai veramente sopra… verissimo è proprio così. Che cosa strana... se lo sento è perché sbaglio e sparisce se faccio bene. Wow! Ecco si riparte... vacanze per la maggior parte finite e si ricomincia con la quotidianità che poi non è altro che una successione di abitudini nel tempo, e se si potesse avere un bel metronomo andremmo tutti un po più a tempo… in realtà siamo pieni di metronomi, l’orologio, la sveglia, il sole, la luna, le stagioni e le stelle, e tutto ciò che ci serve perché in

realtà non sapere dove siamo e che ore sono, non ci piace. Ecco neanche ad musicista, a meno che non ne faccia una filosofia artistica, ma di questo parleremo moooolto più in la’, quando avrò imparato anch’io ad andare fuori tempo per scelta: difficilissimo! Quindi: pronti, partenza e ... click! Buon ritorno a tutti


e’ pronto in

a tt e c i r la

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Chef Davide Sagliocco www.davidesagliocco.com davidesagliocco@virgilio.it +39.345.52.02.184

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S

Spaghetti

_____________________ alle vongole

copri come scegliere, acquistare e pulire le vongole per preparare primi piatti e ricette sfiziose. Sempre all’insegna della buona cucina. Le vongole sono molluschi delicati e molto saporiti: sono perfetti su un piatto di spaghetti, ma diventano sfiziosissimi se serviti in sauté, con qualche crostino di pane per accompagnare. Le vongole: quali scegliere ? Le vongole non sono tutte uguali: ci sono quelle più piccole, di solito più saporite ma meno scenografiche, e quelle  veraci, con la conchiglia più scura e il mollusco dotato di due antennine nerastre. Le prime sono più facili da trovare e costano di solito qualche euro di meno, le seconde sono generalmente più care. La scelta dipende dal vostro gusto: piatto più saporito o più scenografico?  A voi l’ardua sentenza. Ricordate sempre che le vongole devono essere  vive  e vendute in retine dotate di etichetta con il marchio sanitario CEE per avere garanzia sulla provenienza del prodotto e la sua affidabilità da un punto di vista sanitario, che specifichi la provenienza dei molluschi e la data di confezionamento.

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Cosa ci serve per quattro persone

- 500 g di vongole veraci - 400 g di spaghetti - vino bianco secco - 80 ml di olio extravergine - un peperoncino - prezzemolo tritato - sale

Mettiamoci al lavoro

Tagliate l'aglio a filetti tutti uguali e rosolatelo in padella con i gambi di prezzemolo, togliete l'aglio e aggiungete il peperoncino ed unite le vongole, fate prendere calore e bagnate con il vino bianco, fate sfumare e coprite con un coperchio e lasciate aprire il mollusco. Cuocete gli spaghetti molto al dente, scolateli direttamente in una padella con il liquido di cottura delle vongole, aggiungete il prezzemolo tritato e mantecate con olio evo freddo. Guarnite gli spaghetti con le vongole.

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Consigli per la mantecatura Per mantecare gli spaghetti alle vongole è sempre meglio utilizzare un alimento grasso e freddissimo, come l’olio di oliva. Lo shock termico renderà il vostro piatto più cremoso con una mantecatura perfetta.


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di Alessandra Lino creativaseriale@gmail.com www.creativaseriale.com 335.64.94.985

Rinnovare casa velocemente e con un budget limitato

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Sono mesi che vi ripromettete di rinnovare la vostra abitazione ma avete dato priorità alle vacanze e ora vorreste avere più tempo a disposizione per dedicarvi al vostro progetto. Rinnovare casa è importante, specialmente se siete in affitto e la casa è già arredata. Per vivere al meglio i nostri interni, è importante dare alla casa una propria atmosfera, così da renderla personale ed accogliente. Ma come fare se avete a disposizione un budget ridotto?! Non preoccupatevi, è comunque possibile! E se per rinnovare i vostri spazi non aveste poi molto tempo? Non è infatti necessario spendere una fortuna o stravolgere completamente i vostri interni, seguendo la via di una ristrutturazione. Basterà qualche giusto accorgimento e un po’ di creatività per rendere il tutto più accogliente, vicino ai vostri desideri, alle vostre esigenze e alla vostra disponibilità di tempo.Ecco qui, alcuni consigli veloci e fai da te, che vi permetteranno di rinnovare i vostri interni senza spendere una fortuna. 1 - Cambiare la disposizione dei mobili Anche questa semplice operazione vi darà l’idea di vivere in una nuova abitazione. 2 - Dedicarsi alla pulizia e al decluttering Una casa in ordine e pulita è una casa rinnovata! Approfittate ancora della bella stagione per dedicarvi alle pulizie più profonde e al decluttering, sbarazzandovi di tutti quegli indumenti, accessori ed elementi di decoro che non utilizzate o che non vi piacciono più. 3 – Dipingere le pareti Dipingere le pareti conferisce un aspetto nuovo all’abitazione, tanto più che la fine della bella stagione è ancora un buon momento per dare una rinfrescata alle pareti o cambiarne il colore. Tuttavia non è necessario ridipingere interamente la vostra abitazione, potreste sempre concentrarvi su un’unica parete, liberando la fantasia con colori, carte da parati o wall stickers. Ma se le vostre pareti fossero ricoperte di carta da parati datata e fuori moda? Un rimedio alternativo - e meno difficoltoso rispetto alla rimozione - è la tinteggiatura, qualora la vecchia tappezzeria non fosse rovinata. I risultati migliori si ottengono con tappezzerie in rilievo o goffrate, perché una volta colorate rimarrà una texture gradevole che affiora dal muro. 4 – Cambiare i tessili Per rinnovare un ambiente è possibile giocare con i tessuti cambiando i cuscini sui divani, le tende in camera, la biancheria al bagno, scegliendo fantasie e colori diversi. Gli Inglesi lo chiamano soft furnishing, cioè l’arte di cambiare la casa senza spendere una follia. Ecco una regola per non sbagliare: giocare con “accessori volanti”, come cuscini e trapunte, scelti con colori e stili contrastanti. Inoltre i moderni tessuti di arredamento permettono di abbinare stoffe più durature, facilmente lavabili e prettamente decorative, con cui confezionare anche coperture sfoderabili. 5 – Arredare con piante e fiori Quando avete voglia di rinnovare la vostra casa fate entrare in gioco le piante e i fiori che porteranno colore ed allegria

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ai vostri ambienti, adattandosi alla perfezione ad ogni spazio. Sistematele in un luogo arieggiato e illuminato, seguendo le disposizioni opportune in base alla tipologia della pianta scelta. 6 – Rinnovare con il fai da te Armatevi di creatività e dedicatevi al restyling dei vostri mobili. Divertitevi a colorare alcuni mobili della vostra casa come sedie, credenze, cassettoni, oppure a cambiare i pomelli di alcuni dei vostri mobili. Donerete così una nuova vita ad alcuni elementi di arredo. 7 - Cambiare l’ordine dei libri Per dare un tocco diverso al vostro living o per sistemare una libreria, cambiate la disposizione dei libri sui ripiani. Non lasciate nulla al caso, sistemateli esteticamente per colore, dimensione e copertina. 8 – Aggiungere nuovi elementi di arredo Sia che si tratti di una nuova poltrona, di una madia ereditata dalla nonna o di una lampada acquistata in un flea market, basterà aggiungere anche un solo nuovo elemento di arredo nella vostra casa, per avere l’impressione di trovarvi in un nuovo ambiente. 9 – Non sottovalutare la luce L’illuminazione è uno degli aspetti, spesso più trascurati nell’arredo di una casa, seppur fondamentale per la buona riuscita di un progetto di interni. Il consiglio è: curate la luce artificiale. Per rinnovare potreste cambiare i lampadari, veri e propri elementi di arredo, che renderanno ancora più accoglienti i vostri interni, donando loro carattere e personalità.

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di Luca Santagà - fb avventure in bici

Sentiero amore mio

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Tante volte vi ho portato con me su sentieri impervi oppure nei boschi più fitti. Come lettori affezionati di Tablet Roma, sapete che cerco di farvi vivere con i miei articoli le intense emozioni che provo quando faccio escursioni in mountain bike. In queste ultime estati bollenti ad esempio, mi sono divertito ad andare a pedalare in alta montagna, dove il fresco tonifica ed il silenzio è totale e rigenerante. Devo però riconoscere che per compiere tali escursioni, sono necessari allenamento e capacità di conduzione della bici non comuni, specialmente in discesa. Ma in genere la bicicletta è proprio per tutti, ed è sinonimo di libertà; questo vuol dire che non ci vogliono particolari doti per chi decide di farsi un bel giro su percorsi semplici e ben segnalati. Di recente, con le città strangolate dal traffico e dall’ inquinamento, anche le più insensibili amministrazioni locali sono state costrette a considerare la bici ed i suoi utenti come una risorsa. In tutto lo Stivale si moltiplicano le iniziative per incentivare questa forma pulita di mobilità. Tuttavia, anche se viviamo in una nazione magnifica, noi italiani abbiamo l’ atavica abitudine di complicare anche le cose più semplici. Così per eccesso di burocrazia o semplice inerzia, sono centinaia i progetti sui tavoli di chi amministra, in attesa di essere realizzati, spesso con investimenti irrisori. A Roma non siamo ancora al passo con le grandi capitali europee, ma le istituzioni mostrano finalmente interesse crescente sul tema grazie anche alla spinta popolare. Non è soltanto per via della diffusione della bicicletta come mezzo salutare e sostenibile; la differenza con il passato la facciamo soprattutto noi amanti delle due ruote. Proprio così: chi utilizza la bici per spostarsi, spesso si batte per ottenere alcuni privilegi, come quello di non essere investito da un auto mentre si reca al lavoro, ad esempio, e chiede a gran voce a chi di dovere di agire, non per dare disturbo, ma semplicemente per poter tornare a casa sano e salvo. Tante città e soprattutto le periferie sono un inferno per chi le percorre in bici nonostante questa sia un mezzo economico, pulito e silenzioso. Auto e biciclette, diciamoci la verità, non sono compatibili e se si vuole incentivare per davvero l’ uso della bici, bisogna per forza realizzare piste ciclabili. E se non le fate voi (amministratori), le facciamo noi. Fantasie? Direi proprio di no. Da qualche anno, un gruppo di cittadini ed appassionati sta realizzando un

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progetto ambizioso: un collegamento ciclopedonale tra Roma e Ostia, valorizzando enormemente il cicloturismo lungo il fiume come avviene in molte capitali d’ Europa. L’ obiettivo non è solo turistico ovviamente; si tratta di una ciclovia che sorge in gran parte sull’ argine del Tevere e che potrebbe snellire la mobilità cittadina soprattutto durante la bella stagione. Roma ha un clima spettacolare ed io vi assicuro che percorrere questo facile itinerario, in mezzo alla campagna, avvolti dal silenzio è un’ esperienza unica. Il Sentiero Pasolini, se lo percorriamo da Ostia verso Roma, per adesso è percorribile da Ostia Antica, proprio accanto agli scavi. Un turista che si affacciasse per la prima volta in questa parte semisconosciuta del corso del Tevere si troverebbe davanti prima l’ imponente sagoma del castello di Giulio II e lo splendido borgo medievale, costeggerebbe poi tutto il percorso degli scavi, pedalando accanto ad un vero tesoro a cielo aperto. Ben distanziate, le fattorie si ergono come sentinelle trasportando chi transita indietro nel tempo, quando l’ agricoltura era alla base della vita del luogo e dove ogni ettaro sottratto alle paludi era da considerarsi una vittoria per l’ uomo. Arrivati al fiume dopo pochi chilometri

di strada sterrata si sale sull’ argine e si procede su un fondo perfettamente mantenuto. Il panorama offre innumerevoli scorci unici: dai campi a perdita d’ occhio di un verde intenso sulla destra ed il Tevere che scorre lento e maestoso alla nostra sinistra. All’orizzonte la sagoma dei Castelli Romani è il tocco finale e rende questo posto bello come se fosse il lavoro di un pittore famoso. Nei mesi più caldi la gradevole brezza che soffia lungo il fiume ci tiene sempre ventilati ed i chilometri scorrono facili facili sotto le ruote. Gli appassionati di archeologia industriale potranno ammirare da vicino le idrovore della Bonifica e non è raro imbattersi in manufatti di questo glorioso periodo. Altri incontri che non sono rari sono quelli con i volontari che con trattorini o decespugliatori faticano a turno per tenere sgombro dalla vegetazione il passaggio. Immaginate l’ impegno che ci vuole per tenere sotto controllo chilometri di erbacce, canne e quant’ altro per rendere fruibile a tutti noi questo itinerario che si snoda con naturale eleganza tra antico e moderno, tra campagna e città. Il tutto purtroppo appesantito dall’ostruzionismo di chi invade abusivamente gli spazi demaniali, e certo non ha a cuore nè l’ecologia nè la viabilità.


In una delle poche deviazioni, troviamo anche un po’ di salita e la traccia non è che un sentierino che si snoda nell’erba per arrivare ad un torrione dall’aspetto antico. Qui praticamente ci si affaccia sul Tevere dall’alto ed è forse il punto più panoramico di tutto l’itinerario. Proseguiamo allegramente. Sul sentiero Pasolini comunque non ci si annoia mai, e nemmeno ci si perde: ad ogni bivio sono presenti chiare indicazioni, scritte su cartelli in legno, su dove ci troviamo, dove possiamo andare e, se siamo stanchi persino la più vicina fermata del treno RomaLido. Cosa desiderare di più? Una panchina con affaccio sul fiume per godersi il fresco? Ebbene c’è anche quella. E poi, più avanti si arriva ad un ponticello in legno, approntato per superare con facilità un canale con le rive molto scoscese e che non fa altro che confermare che l’unione delle idee e la volontà delle persone appassionate sono una forza formidabile. Il Sentiero termina (per adesso) nei pressi di Vitinia dove sembra che un altro gruppo di appassionati abbia in mente un nuovo progetto: una ciclabile che unisca il Sentiero Pasolini con la riserva Decima-Malafede. Se poi si dovesse tradurre in realtà il progetto del ponte ciclopedonale per unire le due sponde del Tevere, da Dragona a Parco Leonardo ci si può facilmente rendere conto che lentamente

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ma inesorabilmente si sta costituendo una rete. Una rete ciclabile che invece di imbrigliare potrebbe proiettarci in un mondo più sano, divertente e vivibile. Fino a qualche anno fa, un progetto come il Sentiero Pasolini, che ci restituisce 24 chilometri di natura, sarebbe apparso come troppo avvenieristico perché in fondo i ciclisti erano solo qualche manciata ed il traffico non era così feroce. Oggi invece, soprattutto con l’ avvento delle bici con la pedalata assistita, quest’opera e le altre che sicuramente la seguiranno, diventano di fondamentale importanza, suggerendo un drastico cambio di rotta rispetto al passato. Deve cambiare insieme alla nostra, la mentalità di chi pensa le nostre città come realmente futuribili. Quando si realizza una nuova strada, è doveroso che accanto ad essa scorra una pista ciclabile. Perché tutto questo sia reso possibile, serve però l’aiuto e la collaborazione di tutti, persone ed istituzioni. Sono fermamente convinto che insieme si possa fare la differenza, e chissà che in un futuro non troppo lontano, non ci capiti di incontrare sul Sentiero Pasolini, famiglie in bici che con cocomero ed ombrelloni pedalino allegramente verso il mare.

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Tablet Scuola di Annalisa Parente

Angelo Iannelli:

un cantautore tra i banchi di scuola.

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La Scuola è uno straordinario crogiuolo di anime e attitudini, un universo in cui creature diverse si incontrano, si formano a vicenda, si raccontano e, uno tempore, raccontano una pagina di sé. E così accade d’incontrare, dietro una cattedra (o su di essa), un cantautore, scrittore, attore, sceneggiatore, regista e professore di Lettere. Un giovane artista che divulga conoscenze con improvvisazioni teatrali, con accordi musicali, con strofe di poesie e canzoni. Si chiama Angelo Iannelli, cresciuto a pane, metrica e partiture e, nonostante la giovane età e un mondo discografico non sempre accogliente, ha inciso un cospicuo repertorio di brani musicali cantautoriali; tra gli ultimi, datato 2017, il singolo Conserva i sogni, con la preziosa produzione di nomi di spicco nel panorama musicale: Alessandro Canini e di Giuseppe Mangiaracina per l’Etichetta Mafì Srl Edizioni. Ho avuto il piacere di intervistare questo artista (e collega), nel suo appartamento nel cuore di Roma, affollato di dischi, spartiti, libri e sogni. Indossava il suo cappello a falda larga, che ne contraddistingue la sagoma e la sua bizzarra (e introversa) estrosità. Beveva caffè e litri di acqua, per placare la sete di parole e spiegazioni, come ogni buon insegnante ama e sa fare. “ Conserva i sogni”: in questo titolo c’è un monito a chi ti ascolta o, in primis, a te stesso? Il mio ultimo singolo nasce come vera e propria canzone d’amore, in cui i sogni fanno da contraltare alla fine di una storia d’amore, ma è, ovviamente, anche una sorta di riscatto per tutti quei sogni che non sono stati ancora realizzati e che investono vari settori della nostra esistenza. È un monito anche a me stesso, per non perdere mai l’entusiasmo di “essere tutto ciò che vorrei essere”. E cosa senti di essere di più, rispetto al tuo

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poliedrico profilo artistico/professionale? Ho sempre cercato di conciliare la mia attività artistica con l’insegnamento, nonostante i tempi concitati e la meticolosità che mi contraddistingue “di fare tutto, e al meglio”. Ma posso dire che è davvero bello ‘sfruttare’ le mie competenze musicali per spiegare ai miei ragazzi la poesia e la retorica o, al contrario, raccontare un verso, un personaggio storico-letterario o il V canto dell’Inferno (ndr. Brano Paolo a Francesca) o una citazione attraverso una mia canzone? Certo che puoi dirlo: credo sia straordinario e soprattutto efficace, nella prospettiva di una didattica “rigorosamente anti- convenzionale”! C’è un brano che hai scritto da cui ti senti maggiormente ‘rappresentato’? “Non lo so”: credo sia sufficiente il titolo per spiegare il motivo della mia scelta e della mia preferenza. Sono una persona perseverante, ma credo anche che <il dubbio> sia un motore generatore di nuovi stimoli, conoscenze e avventure. Anche quando, in certe fasi della vita, sembrar diventare logorante. Hai mai avuto dubbi logoranti nel continuare la tua carriera di cantautore, dinanzi a eventuali difficoltà od ostacoli esterni? Come già ho denunciato chiaramente in altre interviste, ammetto che le difficoltà sono state tante ed ardua è stata la ricerca dell’etichetta giusta. L’industria musicale pensa al denaro e ai propri interessi e tralascia tutto

il resto. A volte mi pare che i potenti della musica si impegnino a mantenere un livello musicale mediobasso, in virtù di un appiattimento artistico e di una deriva assai poco meritocratica. Una visione piuttosto pessimistica dell’ambiente musicale, noto… Più che altro realistica. Eppure… (Angelo si toglie il cappello, beve un ultimo sorso d’acqua del suo bicchiere. E, interrompendomi…) Eppure…Conservo i sogni. Altrimenti, quale futuro potrei insegnare a me e ai miei ragazzi?


Tablet Sociale

ciati a metà Giugno con il pranzo di chiusura al Golf a mostra fotografica “Deserti”, e dopo le vacanze, a cura di Giuseppe Menzio siano state ritempranti per tutti, eccoci vicini alla va stagione della nostra associazione. Ci siamo lasciati a metà Giugno con il pranzo di chiusura al Golf “Marediroma” e la mostra fotografica “Deserti”, e dopo le vacanze, che ci auguriamo siano state ritempranti per tutti, eccoci vicini alla riapertura dell’ottava stagione della nostra associazione. potervi anticipare il programma di Ottobre, che in

i Siamo lieti dicon poterviun anticipare il programma di Ottobre, che in realtà cominciaal 7 Settembre, venerdì pomeriggio dedicato il 27 Settembre, con un venerdì pomeriggio dedicato al rinnovo delle iscrizioni (siamo riusciti a mantenere la quota annuale a 60 Euro) e all’accettazione zioni (siamo riusciti a invariata mantenere invariata la quota delle nuove adesioni. Chiuderemo con un piccolo rinfresco. e all’accettazione delle nuove adesioni. Chiuderemo Il 4 Ottobre, dopo aver passato in rapida rassegna i 60 eventi portati a termine 2018-19, verranno presentate le iniziative messe a punto per il primo mese, e resco. nel saranno anticipate quelle in corso di definizione per Novembre - Dicembre.

La prima gita della stagione sarà, Mercoledì 9, all’Abbazia di Fossanova, cistercense, perfetto passato esempio del primo stile gotico italiano. Per il pranzo breve visita si dopo aver in rapida rassegna i 60e una eventi salirà a Priverno. Riapriremo la stagione della musica con un bellissimo concerto all’Auditorium, el 2018-19, verranno presentate le iniziative messe

Venerdì 27 Settembre, ore 15:30 , al CSP : Rinnovo iscrizioni e nuove adesioni.

OTTOBRE 04 Apertura. Presentazione Ven programma Ottobre-Dicembre 09 Gita all’Abbazia di Fossanova, al Mer museo; poi a Priverno

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Sabato 19. Antonio Pappano dirigerà l’Orchestra di Santa Cecilia nell’esecuzione o mese, e saranno anticipate quelle in corso di della trascinante “Sinfonia Fantastica” di Hector Berlioz (di cui ricorre il 150° della morte). Berlioz non a caso sarà affiancato al concerto n.2 per vembreanniversario - Dicembre. pianoforte e orchestra di Franz Liszt, interpretato da uno dei sommi pianisti del 11 Guida all’ascolto : Franz Liszt momento, il russo Evgenj Kissin. a della stagione sarà, Mercoledì 9, all’Abbazia di Ven virtuoso, viaggiatore, visionario ense, perfetto esempio del primo stile gotico italia15 Gita ad Orvieto e a Titignano; una breve visita si salirà a Priverno. Mar pranzo al castello a stagione della musica con un bellissimo concerto ato 19. Antonio Pappano dirigerà l’Orchestra di 19 Concerto a S.Cecilia. Pappano secuzione della trascinante “Sinfonia Fantastica” di Sab Kissin (Berlioz, Liszt) ui ricorre il 150° anniversario della morte). Berlioz 23 Palazzo Massimo, ffiancato al concerto n.2 per pianoforte e orchestra Mer Museo Nazonale Romano di Franz Liszt, 25 Storia dell’arte : Michelangelo interpretato E non a caso Venerdì 11 in sede, la “guida all’ascolto” di Arrigo Telò sarà dedicata Ven da uno dei proprio a Liszt, alla sua vita ed suoi concerti per pianoforte. LaaiTenuta sommi pianisti Martedì 15 torneremo in Umbria, ad Orvieto; vale la pena di Salviano ogni tanto rivedere quell’autentica meraviglia che è il Duomo, uno dei capolavori assoluti dell’arte italiana. Dopo la visitadel del momento, il russo Evgenj Kissin. centro-città, ci sposteremo verso il Lago di Corbara, per salire poi al suggestivo borgo di Titignano. Pranzo al ristorante del E non a caso Venerdì 11 in sede, la “guida all’ascolto” castello, seguito da una breve passeggiata. di Arrigo Telò sarà dedicata proprio a Liszt, alla sua vita ed ai Mercoledì 23 verremo accompagnati da Alessandro Delfino attraverso le sale di uno dei musei più importanti di Roma, suoi concerti per pianoforte. Palazzo Massimo che ospita grandi capolavori della scultura greca e romana, ma anche mosaici, oggetti e affreschi, in Martedì 15 torneremo in Umbria, ad Orvieto; vale la particolare quelli bellissimi ritrovati nella Villa di Livia (nella foto sopra). pena ogni tanto rivedere quell’autentica meraviglia che è il Infine Venerdì 25 riprenderemo “Storia dell’arte” con la visita del centro-città, ci sposteremo verso il Lago di polavori assoluti dell’arteil ciclo italiana. Dopo Valentina Di Lonardo la cui conferenza avrà come tema un nome che non richiede ulteriori : Michelangelo poi al suggestivo borgo dicommenti Titignano. Pranzo al Buonarroti. ello, seguito da una breve passeggiata. Tutti i dettagli, quote di partecipazione e contatti sonoDelfino disponibili nel “calendario” mensile (può essere richiesto a giuseppe.menzio@fastwebnet.it,cell. 3 verremo accompagnati da Alessandro 347.3738360, oppure cliccando su https://www.csp-palocco.it/associazioni-e-gruppi/associazione-culturale-nuova-acanto.html.) i uno dei musei più importanti di Roma, Palazzo 28 a grandi capolavori della scultura greca e roma-


a cura di Giuseppe Menzio

La diffusione del francobollo Dopo l’enorme successo dei primi francobolli introdotti nel 1840 in Gran Bretagna, ci si poteva aspettare che anche gli altri principali Stati europei avrebbero subito adottato lo stesso sistema, che aveva in ogni caso ed ovunque suscitato grande interesse. E invece no… Passarono ben tre anni, poi, nel 1843, il “giovane” Brasile tirò fuori i suoi cosiddetti “occhi di bue” (dal disegno particolare della cifra al centro dei suoi primi francobolli) e, nello stesso anno, non le grandi nazioni, ma i piccoli cantoni svizzeri di Ginevra e di Zurigo (Winterthur), quello di Basilea (nel 1845) e quello di Vaud (nel 1849) rilasciarono i loro primi francobolli, i famosi “cantonali” (tra l’altro molto belli e molto rari).

Dall’ alto : 1843, “occhio di bue” brasiliano da 30 cent. Poi, 6 cent. della posta cantonale di Zurigo e a destra, 5 cent. di Ginevra.

Seguiranno, finalmente!, sempre nel 1849, Francia e Belgio; poi nel 1850, la Spagna, l’Austria ed il Lombardo-Veneto (questi saranno i primi francobolli ad apparire sul territorio italiano). Nell’Europa dei movimenti riformisti, dei fermenti rivoluzionari, della spinta verso la nascita di nuove nazioni, e del progresso industriale, anche il piccolo, ingegnoso rettangolino adesivo contribuiva a rendere molto più facili le comunicazioni. Una volta emessi i francobolli e stabiliti i regolamenti e le tariffe interne, ogni paese aveva grandemente migliorato il proprio servizio postale.   Ma rimaneva un problema : spedire una lettera all’estero, cioè in un altro paese… Per esempio: spedire una lettera dagli Stati Uniti all’Australia nel 1873 poteva costare da 5 centesimi a oltre 1 dollaro, in dipendenza di quale delle sei possibili rotte si sceglievano e della nazionalità della nave sulla quale la lettera veniva imbarcata! Non solo, ma le tariffe cambiavano frequentemente, perché nuovi trattati postali erano entrati in vigore fra due nazioni, ma mai fra tutte le nazioni contemporaneamente…. Inoltre la posta viaggiava “da frontiera a frontiera” verso la sua destinazione finale, e passava solo se la tariffa di transito di ciascun paese era stata pagata! Insomma un vero marasma, al quale si cercava di porre rimedio con accordi bilaterali, che però non erano affatto sufficienti. Finalmente nel 1874 per iniziativa del tedesco Heinrich Von Stephan, venne indetta a Berna una conferenza internazionale a cui parteciparono i 22 paesi più importanti del mondo (inclusa l’Italia) e che diede origine all “Union Postale Universelle” U.P.U. che definì le regole e le tariffe accettate dai 22 paesi e poi gradualmente da tutto il mondo.   Con ciò si mise fine al pasticcio sopra descritto, e si rese assai più facile il servizio postale internazionale. Da allora molti francobolli di tutti i paesi da hanno celebrato quello storico avvenimento.

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Sopra : Francobolli di vari paesi (Basutoland, Rhodesia, Iran, Costarica) commemorativi del 75° anniversario dell’U.P.U. A sinistra : Svizzera. Poste cantonali. Francobollo detto di Neuchatel, su busta diretta a Chatelaine, annullo “Geneve, 7 Janv 52”. Valutata oltre 20.000 Euro.


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di Marina Grappasonni - Masi Beauty Center - 06/52361800

Combattere la cellulite può essere semplice come respirare... ovviamente per avere dei risultati devi imparare a respirare nel modo giusto: infatti una giusta respirazione influenza una corretta stimolazione del core. Procediamo gradualmente. Che centra la cellulite con la respirazione e che cos’è il core? Partiamo dalla fine. Il core è una fascia muscolare tanto sconosciuta quanto importante: si tratta di un crocevia lombare/pelvico che ci consente di essere ben stabili e di trasferire la forza dagli arti inferiori ai superiori e viceversa. Un vero e proprio punto cardine, una specie di perno che comprende una fascia muscolare molto estesa che permette quasi tutti i tuoi movimenti quotidiani. I muscoli che riguardano il core sono la parte pelvica, i glutei, i flessori dell’anca, glia ddominlai. Quando cammini, corri, sollevi, sposti gli oggetti pesanti... utilizzi tutti questi muscoli. Il core è il vero e proprio baricentro del tuo corpo. Il core è collegato direttamente al diaframma : il diaframma è un muscolo che, quando è in fase discendente, tocca proprio la zona del core, un vero e proprio ascendore che ci consente di respirare. Questo muscolo importantissimo è molte volte letteralmete bloccato percheè viene, più spesso di quanto tu possa credere, utilizzato male. Ma qual è la correlazione tra diaframma e cellulite? Come sai benissimo, perchè sei unamia attenta lettrice, la cellulite è legata per lo più a dei problemi microcircolatori. Questo è il motivo per il quale la sola alimentazione corretta e l’attività fisica - cose fondamentali che devi tenere in considerazione sempre - non bastano. La corretta circolazione sanguigna passa anche dal diaframma. La corretta respirazione diaframmatica consente un migliori flusso dell’ossigeno, aiutando il benessere delle cellule ed evitando i blocchi che poi sono alla base della cellulite. Respirando in modo corretto, inoltre, si “massaggiano”, nel vero senso della parola, gli organi legati alla digestione, aiutando lìorganismo ad assimilare meglio e più velocemente i vari nutrienti.

Quando si inizia a lavorare per combattere la cellulite è quindi indispensabile occuparsi anche del diaframma, prima di tutto curando la postura cercando di stare sempre ben dritte e subito dopo sforzandosi di respirare con esso. Se sei abituata a respirare “con le spalle”, molto probabilmente avrai più difficoltà a combattere la cellulite. Respirando bene metterai in atto una sorta di pompa che spinge sangue e fluido linfatico verso i polmoni, migliorando così la circolazione, così si evitano varicose e cellulite. Come si fa però a rimettere in moto tutto l’apparato diaframmatico quando è bloccato? C’è solo un modo: un massaggio altamente specifico per quella zona del corpo. Personalmente sono anni che approfondisco questo argomento ed ho acquisito specifiche competenze in questo campo. Nel mio Centro pratico un massaggio che si chiama morfo digestivo. Lo scopo del massaggio morfo digestivo è quello di lavorare su tutto l’apparato gastro intestinale, con manualità che servono proprio a sbloccare il diaframma, rilassandolo e riposizionandolo. Inoltre lavora sull’intestino con manualità di sblocco e dis timolo che servono per attivare la peristalsi (una contrazione muscolare specifica di alcuni organi). I miracoli non esistono, però bastano 10 minuti di massaggio morfo digestivo ben fatto per avere effetti immediati: chi lo ha provato ha usato l’espressione “effetto pancia risucchiata” per indicare l’effetto dell’addome rientrato. Questo accade grazie all’effetto specifico sul “core”.

Ecco, quindi, una delle principali correlazioni tra “core” e diaframma. Il resto del massaggio è poi dedicato al miglioramento della coscienza di respirazione e allo sbloccamento del diaframma. Il massaggio morfo/digestivo può intervenire in modo profondamente impattante sul core, sulla respirazione e sulla cellulite... Per chi soffre di pigrizia intestinale (quasi tutte le donne) sottoporsi a questo massaggio segna una soluzione definitiva a questo problema diventando perfettamente regolare. Volendo riassumere, ecco i principali benefici derivanti da una corretta riattivazione diframmale • attivazione della corretta circolazione; • miglior flusso di ossigeno; • graduale eliminazione dei blocchi che sono alla base della cellulite; • miglioramento delle funzioni dell’apparato gastro intestinale; • miglioramento della digestione e del gonfiore addominale; • piena funzionalità del core. Nota bene: quelli elencati sono solo i principali - e non gli unici - benefici del massaggio morfo/ digestivo, la cosa fondamentale è rivolgersi esclusivamente a chi lo sa applicare alla perfezione, in caso contrario le conseguenza sarebbero l’acuimento e il peggioramento dei problemi già in essere nonchè l’insorgere di problemi di gonfiore, cellulite e disequilibrio del core.

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ONDE ACUSTICHE

TUTTI NE PARLANO… MA COSA SONO? RIGENERARE I TESSUTI, SCONFIGGERE LE CELLULITE, DISTRUGGERE IL GRASSO CON LA TECNOLOGIA DI ULTIMA GENERAZIONE

Il trattamento ad onde acustiche “Acoustic Wave Therapy” o brevemente AWT®, è un processo che utilizza i naturali meccanismi di riparazione del corpo umano per rassodare, rigenerare e mobilizzare il tessuto adiposo, attraverso delle onde sonore , che mandano in risonanza i tessuti. Le onde utilizzate vengono somministrate al paziente dall’esterno, con un dispositivo a contatto con la pelle, senza l’utilizzo di aghi e senza creare alcun danno ai tessuti. Gli effetti di queste onde acustiche migliorano la “permeabilità della membrana cellulare” con effetto immediato di riassorbimento dei liquidi in eccesso, una forma di ginnastica per cute, linfatico e tessuti sottocutanei. Il risultato sarà un tessuto drenato, compatto ed una pelle più elastica.

Nell’80% dei casi, la tipica pelle a buccia d’arancia si sviluppa su cosce, glutei, fianchi e braccia. La cellulite è diventata un problema frequente nella nostra società che spesso implica una diminuzione della qualità della vita dovuta al disagio psichico che tale patologia può creare. Le onde acustiche rappresentano uno strumento terapeutico molto efficace per il rimodellamento del corpo e un rimedio efficace contro la cellulite.  La cellulite è connessa ad una ridotta capacità di trasporto dei vasi linfatici. Il Trattamento e i macchinari estetici per sconfiggere la cellulite di AWT®  STORZ accelerano il flusso linfatico, migliorano il metabolismo e promuovono l‘eliminazione del grasso. L‘applicazione delle onde acustiche sul tessuto ha come effetto una stimolazione delle cellule ed un aumento di permeabilità della membrana, con conseguente drenaggio di acidi grassi e glicerina dalle cellule. I risultati degli studi condotti confermano la straordinaria efficacia delle onde acustiche nel  rimodellamento del corpo. L‘applicazione delle stesse nel trattamento AWT® STORZ ha come effetto acuto una mobilizzazione di glicerina e di acidi grassi liberi, garantendo una difesa antiossidativa del tessuto. In uno stato patologico, il sistema linfatico non riesce più ad allontanare dall‘interstizio una quantità sufficiente di molecole proteiche e di prodotti catabolici per farli passare nel circolo venoso. L‘applicazione delle onde acustiche induce una permeabilità temporanea delle membrane cellulari che porta all‘attivazione delle lipasi, enzimi responsabili della scissione dei grassi.

Le rughe sono una conseguenza naturale dell’invecchiamento, dai 25 anni (circa) la pelle comincia a invecchiare, il tessuto connettivo accumula meno umidità e cala la produzione di cellule. Queste piccole piaghe sono il risultato della minore elasticità delle fibre del derma con effetti particolarmente evidenti sul viso: contorno labbra, perilabiali, perioculari e periorali. Per combattere la perdita di elasticità, le onde acustiche stimolano i fibroblasti in profondità all’interno della pelle per ripristinare la produzione di collagene ed elastina. Un trattamento estetico naturale per le rughe, che promuovono il rinnovamento cellulare per migliorare la densità della pelle,  donandole un aspetto più liscio e sano.

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IL RINOFILLER

LA RINOPLASTICA NON CHIRURGICA

POCHE GOCCE DI ACIDO IALURONICO PER MODIFICARE IL PROFILO Oggi parliamo del RINOFILLER, la tecnica mininvasiva che ha rivoluzionato il mondo della rinoplastica e soprattutto la vita di chi non ama il proprio profilo. Ormai si parla di Rinofiller su tutte le riviste mondiali, tanto da far credere che la rinoplastica chirurgica sia ormai una tecnica obsoleta ed abbandonata, ma facciamo un po’ di luce in questo mare magnum, scopriamo cosa è verità e cosa no! Il RINOFILLER è un trattamento ambulatoriale, utilizzato in medicina estetica per addolcire il profilo del naso: eliminare la gobba, tirare su la punta, correggere esiti di chirurgia mal riusciti ed armonizzare le linee del naso con il resto del viso; il tutto ovviamente, senza intervenire chirurgicamente. Ma come si fa a eseguire “tale magia”? La forma del profilo si modifica grazie all’iniezione di Acido Ialuronico (A.I.) in adeguate quantità ed in punti ben precisi per ottenere il risultato desiderato dal paziente. La tipologia di prodotto iniettato va scelta molto accuratamente dal medico, perché ogni naso, a seconda dello spessore della pelle o del sottocute è una storia a se. Spesso un trattamento, per essere eseguito alla perfezione, necessita di tre tipologie di fillers (riempitivi) differenti. Per “togliere” ad esempio la gobbetta, considerando di non poter “togliere” nel vero senso della parola come in chirurgia, si addolcisce il profilo posizionando piccole dosi di filler (Acido Ialuronico) sopra e sotto la convessità e si ottiene quindi un profilo regolare. Per correggere la punta cadente, si inietta una dose di A.I. sulla columella (tra le narici), in maniera tale da creare un sostegno alla punta cadente. A volte capita di dover creare una punta del naso un po’ più corposa, perché sfuggente: in questo caso si andrà ad agire tra le cartilagini alari. Insomma, un po’ di tecnica, Acido Ialuronico di alta qualità e tanto senso artistico, come quello di uno scultore… Questi i segreti della magia!

Dott. Daniele D’Andria MEDICO

DOCENTE

DI

CHIRURGO

MEDICINA

ESTETICA

Università degli Studi “G. D’Annunzio” - CHIETI

MEDICINA E CHIRURGIA ESTETICA VISO E CORPO BLEFAROLIFTING NON CHIRURGICO CHIRURGIA DERMATOLOGICA CHIRURGIA PLASTICA RICOSTRUTTIVA RIABILITAZIONE LINFOVASCOLARE CARBOSSITERAPIA TRICOLOGIA MEDICINA RIGENERATIVA SHAPING UP FILLERS BIORIVITALIZZAZIONE PEELING

Chi può usufruire di questo trattamento? Questo trattamento si consiglia a quei pazienti che hanno difetti estetici a livello del naso, come la gobbetta, la punta cadente, il naso troppo sottile, asimmetrie dovute a precedenti interventi. Il RINOFILLER va a riempire aree irregolari o deficit di lato, ridare rigidità a zone troppo deboli che non riescono a dare sostegno. Ovviamente, la correzione del naso non chirurgica, mediante questa tecnica, va a modificare solo il difetto estetico e non corregge, una difficoltà respiratoria o una deviazione del setto nasale per le quali, si deve ricorrere ad interventi sui turbinati o sulle cartilagini. La tecnica del Rinofiller si può associare anche all’infiltrazione di Botulino per eliminare l’antipatico instessimo che riferiscono molti pazienti del naso cadente nelle fotografie, effetto dovuto ad un muscolo troppo forte che durante il sorriso abbassa la punta. Quando viene sconsigliato? La correzione del naso con A.I. viene sconsigliata nei nasi molto importanti con gobbe prominenti. La motivazione è che semplicemente questa tipologia di difetto necessita di una demolizione ossea chirurgica, pertanto il Rinofiller in questi casi non soddisferebbe le necessità estetiche. Come si esegue ?

L A S E R :

Il RINOFILLER si esegue in ambulatorio e senza anestesia. Si parte con una ricostruzione digitale 3D dei volumi e del profilo nasale; questa procedura tecnologicamente avanzata, ci permette di eseguire tutte le correzioni possibili sotto guida digitale. Successivamente di procede con le iniezioni di Acido Ialuronico sottocutaneo dove bisogna riempire le concavità o creare delle convessità. Il tutto ha una durata di 15-30 minuti e il paziente può riprendere immediatamente le proprie attività quotidiane. Il risultato estetico è immediatamente visibile.

CAPILLARI

Quali precauzioni bisogna prendere dopo il trattamento?

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Dopo il trattamento bisogna evitare di traumatizzare la zona per qualche giorno, evitare saune o esposizione solare intensa per due giorni; il giorno del trattamento evitare attività sportiva intensa.

ACNE ONICOMICOSI MACCHIE SKIN RESURFACING EPILAZIONE COMPATTAZIONE TESSUTI TERAPIA ANTALGICA ANTINFIAMMATORIA

Quanto durano gli effetti del RINOFILLER? La durata del trattamento si aggira tra i 10 e i 18 mesi. Il riassorbimento è graduale e lento. Si sconsiglia vivamente di utilizzare per eseguire tale tecnica materiali permanenti. Quali sono i costi? I costi del Rinofiller si aggirano tra i 300 e i 600 euro; costo irrisorio se confrontato con i costi di un intervento i chirurgia del naso.

TRATTAMENTO BRONCOPATIE -RUSSAMENTO-

Cominciate col fare ciò che è necessario,

poi ciò che è possibile.

E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile. (San Francesco d’Assisi)


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UOMINI, DONNE ED EMOZIONI (Michele e i carciofi…)

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Poco tempo dopo la perdita di mia madre, vidi per strada un carretto che vendeva carciofi. Il mio pensiero automatico fu di comprarli per lei, che li adorava e cucinava benissimo… fino a realizzare un secondo dopo, con dolore lancinante, che non c’era più una mamma a cui portare i carciofi. Per cui, come tentativo di reazione al dolore, telefonai al mio fidanzato e gli raccontai l’accaduto. La sua risposta fu (letteralmente): “Buoni! Li hai presi?”… Credo immaginerete la mia espressione perplessa e la mia risposta diciamo poco “elegante”… comunque, è da allora, dall’episodio condiviso con amiche e cognate ormai ribattezzato come “Michele e i carciofi” (quando si parla male dei propri mariti e compagni) che mi frulla in testa l’idea di scrivere un articolo sul come maschi e femmine vivano ed esprimano le emozioni. Il filosofo Friedrich Nietzsche sosteneva che “gli stessi sentimenti hanno tempi differenti nella donna e nell’uomo, motivo per cui uomo e donna non cessano di fraintendersi” e io aggiungerei non solo tempi differenti ma anche modi differenti. Uomini e donne sono diversi in quasi tutti gli aspetti della vita: percepiscono, sentono, amano, reagiscono, pensano, giudicano, comunicano in modo diverso. Sicuramente a causa di una differente impostazione culturale ma anche per diversità biologiche. Alcuni studi condotti presso l’Università di Cambridge, hanno portato alla luce che la fisiologia cerebrale è differente, che cervello maschile e femminile sono strutturati in modo diverso. È una vera e propria differenza cerebrale. Indagini svolte con TAC, radiografie e altri strumenti pare abbiano evidenziato

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che i processi emotivi seguono percorsi letteralmente divergenti. Per esempio, nel cervello degli uomini il centro della parola si trova nell’emisfero sinistro e quello dell’orientamento spaziale soprattutto nel destro. Nella donna questa separazione non esiste, anzi gli emisferi sono collegati da un numero di cellule molto più alto. Forse per questo le donne hanno miglior memoria verbale e un eloquio più fluente mentre i maschi, già da piccoli, riescono meglio ad immaginare un solido che ruota nello spazio. Il cervello delle femmine sembrerebbe predisporle ad una serie di “competenze emotive” in cui i maschi, invece, difettano: provare sentimenti intensi e viscerali, saper leggere le emozioni altrui, avere migliore memoria verbale ed emotiva, sostenere elevati livelli di sopportazione, essere particolarmente sensibile e tollerare poco la collera. Esso sarebbe dunque codificato per l’empatia, mentre gli uomini hanno un cervello strutturato per la comprensione e costruzione di sistemi. Queste differenze diventano sempre più evidenti con la crescita, soprattutto dopo l’adolescenza, quando i livelli di testosterone crescono e aumentano le disuguaglianze fra uomini e donne. Quindi gli uomini non sono tanto bravi a “masticare”, maneggiare le emozioni e a comprendere quelle altrui e il cervello maschile sembra avere bisogno di uno sforzo maggiore, consapevole, per realizzare ciò per cui non è tanto predisposto. Sicuramente la storia antropologica e culturale ha lasciato un’impronta profonda:  sin dai tempi più antichi l’uomo doveva uscire a cercare cibo e sostentamento per la sua famiglia e, pur provando pena quando andava via, doveva nascondere queste emozioni per rendere meno dolorosa l’assenza e poter esercitare il suo ruolo mascolino all’interno del gruppo. Le donne, al contrario, restavano in casa ad occuparsi e preoccuparsi dei figli e così la loro capacità empatica si sviluppava velocemente, per farle stare all’erta e pronte a cogliere in modo rapido i loro bisogni. Nel corso del tempo, il cervello dei due sessi è dunque

andato strutturandosi in questo modo, riguardo al darsi il “permesso” o meno di esprimere le emozioni che si sentono. Le radici di queste differenze emotive, in parte biologiche, sono presenti fin dall’infanzia e danno origine a universi emozionali distinti nel bambino e nella bambina in crescita. I bambini maschi e le femmine ricevono insegnamenti molto diversi sul come  gestire le emozioni. Ad eccezione dell’emozione della rabbia, solitamente i genitori parlano di emozioni più con le figlie che con i figli, per cui le bambine sono esposte a un maggior numero di informazioni intorno alle emozioni rispetto ai loro fratelli maschi. Questa differenza nell’educazione alle emozioni conduce a sviluppare capacità molto diverse: le bambine diventano brave a  leggere segnali emozionali verbali e non verbali, ad  esprimere e a comunicare i propri sentimenti; ai maschi invece si insegna ad esprimere poco le proprie emozioni, a  minimizzare quelle  che hanno a che fare con il dolore, la vulnerabilità, la tristezza, il senso di colpa, la paura e a sviluppare capacità legate più alla vita pratica e lavorativa che non alla sfera affettiva. Pertanto, affermiamolo: le donne sanno esprimere le emozioni meglio degli uomini, sanno riconoscere e leggere gli stati emotivi molto meglio di loro. Nei maschi, dove già da piccoli la verbalizzazione delle emozioni è de-enfatizzata, è possibile ipotizzare il divenire in larga misura inconsapevoli degli stati emozionali propri e altrui. Gli uomini raramente hanno voglia di parlare, di confrontarsi. Dite a vostro marito: “Tesoro dobbiamo parlare” e vedrete il panico, il terrore sul suo volto… e poi per loro è tempo speso inutilmente! Nel confronto e nel dialogo, le donne cercano principalmente un supporto emotivo per la risoluzione di un problema (che molto spesso poi sanno risolvere da sole); l’uomo, invece, non vede un valore nella discussione a meno che non sia orientata a trovare soluzioni pratiche ed immediate e che sappia risolvere egli stesso il problema (cosa che molto spesso la donna nemmeno gli richiede di fare).


Gli uomini hanno molta paura di aprirsi, perché essere avvicinati nella loro fragilità significa correre il rischio di farsi male. Per cui fuggono da questa eventualità e si nascondono dietro la durezza, il silenzio, l’essere poco presenti e partecipi. Temono di mostrarsi sensibili ed emotivi, perché hanno imparato che gli uomini troppo emotivi “non vanno bene”, che gli viene rinfacciato di comportarsi come femminucce e che, inoltre, vengono facilmente scaricati dalle donne. Le quali si lamentano tanto della insensibilità dei propri compagni ma, anche loro condizionate culturalmente, si aspettano di trovare partner poco ricettivi, appunto maschili, che non abbiano poi tanta voglia di parlare dei problemi. E non quelli che, come si dice in gergo, si “accollano”… In sintesi, saper maneggiare le emozioni non è compito facile, specialmente per il maschio. Tutti abbiamo la capacità di imparare sempre meglio ad esprimere ciò che proviamo, imparare ad essere forti senza dover nascondere le emozioni. Imparare ad esprimere ciascuna di esse fa parte del percorso di crescita verso una maggiore umanità, a prescindere dal sesso di appartenenza. Di fronte ad un universo emozionale ancora per la gran parte ignoto a noi tutti, i percorsi di alfabetizzazione emotiva sin dall’infanzia emergono come possibilità

principe per colmare tutte le lacune emotive che ancora percepiamo. Educare dunque alle emozioni, a scuola e in famiglia, potenziando l’intelligenza emotiva quale fattore determinante per un sano sviluppo. Per concludere… un accenno al mio aneddoto personale, per non dare l’impressione di avere al mio fianco un superficiale ed insensibile partner: passata l’arrabbiatura ho voluto (io) confrontarmi e

chiedere spiegazioni. Non che il mio bisogno di essere confortata non fosse stato colto ma, come detto, i maschi, sanno contenere il dolore principalmente in modo pratico ed “operativo”. Per cui, per lui, consolarmi significava distrarmi dal mio dolore e darmi qualcosa di concreto a cui pensare e da fare: appunto, comprare i carciofi. Che poi avrebbe cucinato per me, per farmi contenta con “qualcosa di buono”… anche questo è vicinanza, anche questo è amore!

DOTTOR GIANFRANCO PANARELLO MUSCOLINO MEDICO CHIRURGO

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Notizie dal CSP Casalpalocco:

Teatro per tutti!

Da quattro anni nei locali del CSP è stato istituito un laboratorio teatrale. Sono stati messi in scenza commedie moderne e classici con grande successo di pubblico, che ha apprezzato persone che si sono messe in gioco impegnandosi e divertendosi. L’impegno è di due ore settimanali, queste riunioni danno modo a persone di ogni età di conoscersi e avere qualcosa da fare insieme. A fine Settembre ricomincerà il lavoro, queste notizie sono rivolte a tutti perchè laboratorio possa avere vita e nella sede del CSP una locandina darà notizie in modo da prendere parte a questa iniziativa. Telefonate ai numeri che ci sono e aderite a qualcosa che vi farà divertire e vi darà la possibilità di esprimervi e mettere in risalto la vostra personalità. Venite numerosi, vi aspettiamo!! Per maggiori informazioni potete contattare Rosetta al 339 40 69 639


Tablet Natura

di Alessandro Polinori , Responsabile CHM Lipu Ostia, Consigliere Nazionale Lipu/BirdLife Italia

Sacca Scardovari - M.Bonora

In azione contro il bracconaggio! In Italia ogni anno vengono uccisi illegalmente più di 5 milioni di uccelli, un vero e proprio massacro che non risparmia nessuno, dalle cicogne ai pettirossi. Un numero che ci pone, tristemente, sul podio tra i Paesi in cui tale pratica è più diffusa e dannosa, decisamente un risultato di cui avremmo volentieri fatto a meno. Il bracconaggio è illegale, ma purtroppo continua ad esistere, per colpa di tradizioni stupide e crudeli e per la difficile applicazione delle leggi che invece lo dovrebbero impedire. Per tali ragioni, la Lipu ha lanciato una petizione popolare (www.lipu.it) per chiedere al Governo e al Parlamento di intervenire subito e prevedere sanzioni più severe, rafforzare i controlli, dare la certezza che i responsabili di questi crimini di natura vengano puniti, raccolta firme sostenuta dal progetto LIFE Against Bird Crime e facente parte della campagna internazionale contro il bracconaggio #FlightforSurvival guidata da BirdLife International, la grande coalizione mondiale di tutte le Lipu del mondo, di cui anche noi facciamo parte.

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In molti casi, il bracconaggio è l’eredità di tradizioni ormai anacronistiche e di una cultura ampiamente superata, per la quale gli animali selvatici erano semplice selvaggina, a disposizione dei cacciatori, o animali nocivi, da sterminare. La fauna selvatica, di conseguenza, finiva vittima di vere e proprie mattanze legalizzate e di pratiche tali da causare, molto spesso, sofferenze indicibili agli animali, in particolare agli uccelli. Si pensi alle allodole e ai tordi accecati per fungere da richiamo vivo, o ai pettirossi e agli altri insettivori catturati nelle valli bresciane, appesi a testa in giù con le zampe fratturate per ore prima che il bracconiere ne terminasse le sofferenze, o ai tordi in Sardegna, lentamente strozzati da sottili lacci di plastica. Non tutte queste pratiche sono state abbandonate. Semplicemente, sono diventate, per fortuna, illegali, andando però a costituire il vasto fenomeno del bracconaggio. Dunque, il bracconaggio continua ad esistere ed imperversare, aiutato dal fatto che troppe persone (e persino una parte della politica) lo considerano un reato minore,

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di Messina, fino al lavoro dei gruppi di guardie volontarie che oggi supportano le forze dell’ordine (Carabinieri Forestali, Polizia provinciale, Corpi Forestali Regionali).

Falco pecchiaiolo - L.Sebastiani www.birds.it

di poca importanza. C’è poi il problema serio del grave deficit di vigilanza. Il numero delle Polizie provinciali è diminuito, assieme a controlli effettuati sui cacciatori, e l’attenzione sul territorio è oramai affidata ai soli Carabinieri Forestali. Troppo poco. In Italia sette aree sono state identificate come critiche e definite i “blackspot del bracconaggio”: le Prealpi lombardo-venete, il Delta del Po, le coste e zone umide pugliesi, le coste pontino-campane, lo Stretto di Messina, la Sicilia occidentale e la Sardegna meridionale. In ognuna di queste aree sono presenti una o più forme di bracconaggio. Si stima che in queste sette zone avvenga il 50% degli atti di bracconaggio italiani. E’ dai primi anni Ottanta che la Lipu si batte contro il bracconaggio, a partire dai campi a difesa dei falchi della regina in Sardegna e dalle azioni sullo Stretto

In questi anni, l’esperienza ci ha insegnato che solo un approccio integrato, che metta assieme l’azione delle forze dell’ordine, il supporto della vigilanza volontaria, le attività di educazione, il coinvolgimento delle comunità locali e le grandi azioni comunicative può fare davvero la differenza. Prova ne sia l’azione svolta in Sardegna, dove, rispetto al 2012, il bracconaggio sugli uccelli è calato dell’80% proprio grazie a un insieme di attività mirate. Nel 2016 il Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con i Carabinieri Forestali e con il supporto delle associazioni ambientaliste, ha realizzato un Piano d’azione nazionale contro il bracconaggio sugli uccelli. il Piano, grazie al quale l’impegno del Corpo Forestale dello Stato (confluito nei Carabinieri Forestali) è stato mantenuto e rafforzato, prevede tra l’altro l’inasprimento delle pene per i reati di bracconaggio e il rafforzamento delle polizie provinciali per il controllo venatorio. Con questa campagna, come Lipu chiediamo che il Piano sia applicato pienamente e che i decisori politici favoriscano l’adozione di tutte le misure necessarie contro il bracconaggio: l’inasprimento delle pene, il riconoscimento del reato di furto venatorio, l’esclusione dei reati

LIPU e CARABINIERI, Sardegna nov 2011, M. Pedrelli


Germani in volo a Bolgheri - Luigi Piccirillo

foto Ufficio stampa CFS - D.Lupieri

contro gli uccelli dalla lista dei reati “tenui” (la cosiddetta “tenuità del fatto”), il Daspo venatorio. Solo così, con un’azione davvero decisa, potremo finalmente fermare questa piaga chiamata bracconaggio e dare alla natura più tutele e più rispetto. Come si merita.

volontario-in-azione

Per informazioni: alessandro.polinori@lipu.it

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ANtibracconaggio Lipu - foto di Marco De Silvi

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Tablet Couture di A.T. - foto di Stefano Rinaldi

Lara Noval, testa e fitness

Dietro l’apparenza da “dura”, si nasconde una ragazza con forza d’animo ed energia da vendere. Il segreto del suo successo, forse, è tutto qui. Gli oltre 30.000 followers che la seguono su Instagram – oltre ai tanti brand che nel corso degli anni l’hanno scelta come loro ambassador – in lei hanno visto una donna capace di andare oltre gli stereotipi che hanno invaso il mondo del web. “L’immagine che voglio veicolare è quella di una ragazza forte, non per forza la classica bellina un po’ stupida che sa stare solo in posa” racconta senza mezzi termini Lara Noval, 28 anni, abituata nella vita ad agire più che a parlare. Non è un caso che dal piccolo paesino del Lazio in cui è nata e cresciuta, abbia vissuto in vari posti fra cui Dubai, per poi fare ritorno nel Belpaese dove lavora come Guardia nella sicurezza e investigazioni private. “Sto cercando di portare a termine la laurea in scienze dell’investigazione e la sicurezza” afferma con orgoglio, nel mentre grazie a determinazione e fisico da urlo sta provando a farsi strada nel mondo dello spettacolo. I social le hanno già dato piccole ma importanti soddisfazioni, ora vorrebbe il definitivo salto di qualità. “Il mio rapporto con i social penso non si è mai confuso con la vita reale - racconta - Mi reputo una donna con gli attributi, mi infastidiscono i giudizi sparati: la gente ignorante non pensa prima di parlare e a volte fa danni”. Lara Noval è abituata a dire ciò che pensa… Io sono una persona molto schietta e sincera e il più delle volte tutto questo mi rema contro. Ho capito che le persone vogliono sentirsi prese in giro con finti complimenti, purchè contro di loro non si dica mai nulla di negativo. Caratterialmente che ragazza sei? Ho un carattere molto altruista anche se in questo mondo è come dare cibo agli squali… quindi ho messo una bella corazza per poter stare senza farmi mangiare! Sui social il tuo account Instagram viaggia oltre i 30.000 followers. Numeri che mi hanno dato modo di collaborare con molti brand di abbigliamento e case di integratori per il fitness, che è e rimarrà sempre la mia più grande passione avendo anche fatto parte della Nazionale Italiana di Fitness. Anche grazie al tuo corpo, le tue immagini non passano inosservate. Penso che la mia immagine sia molto appariscente, cosa che qualche anno fa mi rendeva insicura, invece ora è una delle mie armi. Un po’ per la mia altezza (181 cm), un po’ perchè il fitness ha dato un tocco in più al mio corpo, un po’ per il viso particolare… mixate tutto e troverete me! Dai social ti piacerebbe passare… oltre! Proprio per queste mie molteplici caratteristiche penso che nel mondo dello spettacolo ci starei alla perfezione; mi sbilancio: tutte queste peculiarità non mi rendono la più bella del mondo, ma sicuramente la meno scontata.

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Dove ti piacerebbe arrivare? Tra 10 anni mi vedo realizzata con il mio profilo, sicuramente più conosciuta di ora. CONTATTI SOCIAL https://www.instagram.com/lara_noval/?hl=it


L’avvocato risponde

a cura dell’avvocato Federica Lorenzetti - lorenzettiavv@gmail.com - 06.56305241

Le diverse modalità di separazione e divorzio e decorrenza dei termini tra la separazione ed il divorzio.

Salve a tutti e ben ritrovati. In questo mese Vi voglio parlare di un argomento molto sentito da Voi lettori, e che sta ingerendo una serie di confusioni, soprattutto per quanto concerne l’esatta individuazione della decorrenza dei termini nonché il tempo che deve trascorrere tra la separazione e divorzio che, di fatto, malgrado la nuova normativa, come qui vedremo, è rimasto invariato. Precisamente, l’art. 6 della legge 162/2014 regola le convenzioni di negoziazioni effettuate da almeno un avvocato per le soluzioni consensuali in tema di separazione personale e divorzio tra i coniugi. Tale normativa, definita appunto negoziazione assistita, consente in presenza di accordo tra i coniugi, di evitare i tempi procedurali a volte spesso

anche lunghi, per ottenere l’equivalente provvedimento di separazione ovvero divorzio tra le parti, che si avrebbe avuto incardinando un normale procedimento giudiziale. Tale convenzione, deve essere presentata, per tramite di un legale, in Tribunale e richiede soltanto il parere favorevole del PM. È fatto poi obbligo dell’avvocato incaricato di trasmettere l’accordo vistato dal PM all’Ufficiale di stato civile del Comune in cui il matrimonio fu iscritto oppure trascritto ( se religioso). I tempi di attesa, già collaudati dalla sottoscritta, sono davvero ridotti poiché davvero celere è tale procedimento così come approvato con la nuova normativa. L’applicazione di questa novità legislativa è prevista, solo laddove risponda all’interesse del figlio, e sempre ed obbligatoriamente previa autorizzazione del PM, anche in presenza di figli minori ovvero maggiorenni incapaci o portatori di handicap, ovvero non economicamente autosufficienti. Inoltre è prevista la possibilità per i coniugi di presentarsi autonomamente presso l’ufficiale dello stato civile del Comune di residenza di uno di loro o del Comune in cui il matrimonio fu iscritto oppure trascritto al fine di depositare un accordo di separazione e di divorzio. A differenza di quanto previsto per la convenzione che vi ho sopra descritto,

tale possibilità concessa ai coniugi prevede, quale condizione ostativa, la presenza di figli minori ovvero maggiorenni incapaci o portatori di handicap, ovvero non economicamente autosufficienti. Dal momento della separazione, per poter incardinare il divorzio dovranno poi trascorrere specifici termini disciplinati dalla nuova normativa. Precisamente, il termine sarà di un anno, ovvero di sei mesi in caso di separazione consensuale, a far tempo dalla comparizione dei coniugi davanti al presidente del tribunale. Pertanto, la proponibilità della domanda di divorzio decorre dall’udienza presidenziale nella quale è stato emesso il provvedimento di autorizzazione dei coniugi a vivere separati, anche se la definitiva sentenza di separazione ovvero il decreto di omologa del Tribunale intervenga in un momento successivo. Doveroso altresì evidenziare come la comunione legale dei coniugi si sciolga, in caso di separazione giudiziale, nel momento in cui il presidente del tribunale alla prima udienza di comparizione adotta i provvedimenti temporanei ed urgenti e autorizza i coniugi a vivere separati, e in caso di separazione consensuale, dalla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione dei coniugi, purché successivamente omologato. Pertanto, ciascun coniuge potrà procedere ad acquisti di sua esclusiva proprietà subito dopo l’udienza davanti al Presidente del tribunale, sia in caso di separazione giudiziale che in quella consensuale.


Scadenzario Fiscale Anna Maria De Calisti commercialista

2

La prima scadenza del mese di Settembre è il 2 con il Versamento della 3° rata dell’Irpef, addizionali Cedolare secca, Imposta Sostitutiva risultante dalle dichiarazioni annuali, a titolo di saldo per l’anno 2018 e di primo acconto per l’anno 2019, con applicazione degli interessi nella misura dello 0,65%.

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Chi ha scelto di rateizzare le imposte relative ai Mod. PF SC SP 2019 redditi 2018 la scadenza è il 16 settembre per i titolari di Partita IVA. Si fa presente che la rateizzazione di imposte comprende se dovuta anche l’acconto della cedolare secca. Si rammenta che avendo dipendenti o collaboratori occasionali, la scadenza del 16 settembre prevede: IRPEF, Ritenuta d’acconto, contributi INPS. Inoltre, entro il 16 settembre coloro che sono titolari di Partita Iva e si trovano sotto un regime IVA mensile dovranno effettuare il versamento. Con la scadenza del 16 settembre si rammenta di presentare la Comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA effettuate nel secondo trimestre del 2019, attraverso l’utilizzo del modello “Comunicazione liquidazioni periodiche IVA”

19

Chi non ha potuto pagare omettendo imposte e ritenute (non versate o versate in misura insufficiente entro il 20 agosto 2019), con l’opportuno calcolo può ravvedersi entro il mese di settembre nel giorno 19.

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Con la scadenza del 25 settembre coloro che ne sono soggetti, devono presentare gli elenchi riepilogativi Intrastat.

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Il 30 settembre è l’ultimo giorno utile per sanare la mancata presentazione, in formato cartaceo, della dichiarazione dei redditi modello “Redditi PF 2019”, e della busta contenente la scheda per la scelta della destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef. Si rende noto che entro il 30 settembre il dipendente o pensionato può richiedere al datore di lavoro o all’Ente Previdenziale INPS sotto la sua responsabilità di non effettuare il secondo acconto Irpef per il 2019 o di effettuarlo in misura inferiore. Presentazione al 30 settembre con trasmissione telematica dei Modelli PF SP SC IRAP ISA salvo proroga. Per il Mod. 770/2019 (trasmissione telematica) si prevede una proroga nel mese di ottobre 2019. In scadenza lo Spesometro 2019 sia trimestrale che semestrale con i dati delle fatture emesse e ricevute, note di variazione e bollette doganali. La scadenza originaria era prevista per il 30 settembre, ma si prevede una proroga nel mese di ottobre 2019. Si rinnova ai lettori che lo Studio essendo anche CAF CGN è in grado di fornire ulteriori servizi tra cui: 730 per coloro che sono dipendenti, collaboratori, pensionati. ISEE, RED, Detrazioni ecc. Successioni Lo studio augura un sereno rientro! Studio De Calisti Anna Maria Via Leonardo Mellano 72 - 00125 Roma - 06/52352585 cell. 3333087137 - e-mail: amdec@libero.it

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TabletRoma settembre 2019  

Mensile free press di informazione, cultura e società

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