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Editoriale di Stefano Quagliozzi

Tegole a ogni piè sospinto l’autunno, si sa, è periodo di ripresa di tutte le attività economiche. Non sempre, tuttavia, le questioni scivolano via lisce e senza intoppi. E’ quello che in questo 2019 sta accadendo un po’ dappertutto, in sede locale, nazionale, comunitaria e per alcuni aspetti planetaria. Ma vediamo più da vicino. Tegole su Roma e sull’Amministrazione Raggi per il crescente problema dei rifiuti nella Capitale e per le dimissioni del Consiglio d’Amministrazione dell’Azienda Municipalizzata per l’Ambiente di cui il Comune di Roma è socio unico. Tegole sul Governo Conte bis, che solo 24 ore dopo essersi insediato, ha dovuto subire la scissione di una delle due componenti portanti ad opera di Renzi, che ha pensato di fondare il nuovo soggetto politico “Italia ViVa”. Tegole in Europa e sul Primo Ministro inglese Boris Johnson, per l’imminente Brexit, votata tre anni fa e adesso giunta in dirittura d’arrivo con l’approssimarsi della fatidica data del 31 ottobre. Quest’ultimo capitolo merita attenzione perché è bene ricordare che il Regno Unito non è tra i Paesi fondatori di quella che poi sarebbe divenuta l’Unione europea. Entrò con una certa riluttanza nella Comunità economica europea nel 1973 e continuò ad opporre fortissime resistenze anche in seguito, con il governo dell’allora Premier Margareth Tatcher che si opponeva a delegare a Bruxelles la propria sovranità su molti argomenti ritenuti determinanti per il governo londinese. Anche in quel frangente e negli anni successivi l’anima isolana dei britannici venne fuori con evidenza, tanto che quando si trattò di scegliere l’Euro come moneta unica europea, il nazionalismo del popolo inglese non consentì di mandare in pensione l’amata sterlina e il risultato di allora fu quello che si trova oggi sotto gli occhi di tutti. Ha fatto comodo agli amici d’oltremanica però, avere nella City per oltre 40 anni i più grandi istituti di credito del mondo, le grandi istituzioni finanziarie e le Agenzie comunitarie come quella bancaria europea (ABE) o l’Agenzia per i medicinali (EMA), che hanno dato lustro e caratura ulteriore a un popolo storicamente diffidente e defilato. L’Europa a trazione franco-tedesca è ormai una realtà consolidata che sarà difficile sovvertire. Gli Stati Uniti d’Europa rimangono un sogno che Altiero Spinelli e molti altri cittadini europei hanno accarezzato dal 1941 ma che, con tutta probabilità, non vedrà la luce prima di tre o quattro generazioni. Lo dimostrano le politiche miopi di contenimento delle spese (come voluto dalla Germania) ben lontane dalle politiche degli investimenti per il rilancio di un’economia stagnante in mezza Europa (come vorrebbero i Paesi del sud che affacciano nel Mediterraneo) e i Paesi più smarcati dall’asse Parigi-Berlino. Il risultato è forse anche la “casuale” caduta del governo del cancelliere austriaco Kurz per uno scandalo, quella del sovranista Salvini ad agosto, dello stesso Boris Johnson messo alle strette dai suoi deputati e magari anche il dietrofront dell’ungherese Orban e del polacco Morawiecki, che hanno votato il governo UE di Ursula Von Der Layen voluto da Angela Merkel e Emmanuel Macron. E fuori dal nostro Continente, come per una continuità avversa alle voci fuori dal coro, il Presidente Trump rischia di interrompere il suo mandato con l’avvio della richiesta d’impeachment, dopo aver esternato per tre anni da battitore libero, in giro per il mondo. Oggi in Europa rimangono i conflitti, sia quelli più evidenti sia quelli più criptici. E lo spirito libero dei britannici che non vogliono essere diretti da altri né vogliono cappi al collo su questioni d’importanza anche minore della difesa comune, della politica estera, della libertà di produzione e commercializzazione delle proprie risorse, è di cercare un’altra via, da soli, speranzosi che la grandezza che ha dato

loro la passata storia coloniale e poi il Commonwelth, possa ripetersi in una logica 2.0, svincolandosi da lacci e lacciuoli che Bruxelles impone via via a tutti gli Stati membri. E quando la UE abbraccia una Nazione accogliendola forse più tra le sue spire che al proprio interno, non è poi così tenera quando la stessa Nazione decide di uscirne. Sulla questione Brexit hanno trovato gravi difficoltà diversi governi britannici, negli ultimi tre anni. Il referendum che ha sancito la vittoria dei “no all’Unione europea” si è tenuto sotto il governo Cameron, che di lì a poco ha dovuto cedere il posto di Primo Ministro a Theresa May, a sua volta caduta e sostituita da Boris Johnson, fautore di una Hard-Brexit (uscita dura e senza ulteriori trattative) entro la fine del mese di ottobre 2019. Quello che si preannuncia è uno scontro Londra-Bruxelles su questioni economiche sospese e ancora vive nonché del confine tra Irlanda del nord (legata al Regno Unito) e Irlanda del sud (indipendente e pienamente integrata nella UE). Lo stesso Jonhson in difficoltà per Brexit, ha perso la sua maggioranza per una forzatura sull’estensione della chiusura del Parlamento, formulata per non consentire ulteriori dibattiti prima della fatidica data di uscita dall’Unione, cosa che gli si è ritorta con alcuni deputati conservatori che hanno votato assieme al partito laburista di Corbyn. Anche il fratello minore di Boris, Jo Johnson, deputato conservatore e sottosegretario del governo in carica, si è dimesso da parlamentare in polemica con la linea politica del fratello, reo di tirare dritto verso l’obiettivo di una Hard-Brexit che per mancanza di precedenti, non si sa a chi porterà i maggiori disagi. La fotografia è stata realizzata da Stefano Cherti www.chertiphotographer.com @chertiphotographer (profilo instagram)


TABLET ANNO 7 NO 76 OTTOBRE 2019 SOMMARIO

8 PRIMO PIANO E-Bike: Moda o futuro?

14 TABLET RUN La corsa dei Santi, la classica

18 TABLET MUSICA La mia banda suona il rock...

22 + DESIGN Trend design per il 2020

ROMA

Chi siamo TabletRoma Reg. Trib. di Roma n° 296/2012 del 19/10/2012 W W W.TABLETROMA.IT

Editore Tablet Edizioni di Cristina Anichini Via Difilo 41 - 00124 Roma P.I. 13042831001 C.F. NCHCST66E63H501F anichini@tabletroma.it Direttore responsabile Stefano Quagliozzi - quagliozzi@tabletroma.it Direttore editoriale Cristina Anichini Progetto grafico tablet ADV Maurizio De Vincentiis Impaginazione e grafica Marco Flore Stampa Poligraf s.r.l. Via Vaccareccia, 41/b - Pomezia - tel. 06 9106822 Pubblicità 340.340.69.70 Rita Chiodoni pubblicita@tabletroma.it - ritachiodoni@libero.it Direzione e redazione redazione@tabletroma.it Tablet eventi Massimo Gallus - eventi@tabletroma.it mob. 334.39.22.475 Comunicazione & Marketing Maria Rosa Cappelli - cappelli@tabletroma.it Hanno collaborato a questo numero Giorgia Conti, Annamaria De Calisti, Carlo Dut to, Marina Grappasonni, Libreria Novarcadia, Alessandra Lino, Federica Lorenzet ti, Giuseppe Menzio, Giulia Migani, Alessandro Polinori, Davide Sagliocco, Luca Carlo Santagà, Emanuela Sirchia, Lorenzo Sigilò, Alber to Terraneo, Francesco Valente

40 UN POSTO TRANQUILLO Il ciclo vitale della coppia

43 NEWS X MUNICIPIO EX GIL: il bando di gara

É consentita la riproduzione anche parziale di testi, grafica, immagini e spazi pubblicitari solo se autorizzata in forma scritta da Tablet Edizioni di Cristina Anichini. Parte delle immagini presenti su questa rivista sono fonte Internet e sono utilizzate solo a fini informativi. Poichè non è stato possibile risalire ai titolari dei diritti, secondo la legge vigente, la redazione si scusa per la mancata citazione rimanendo a disposizione di qualsivoglia richiesta e precisazione da parte dei titolari stessi. La collaborazione a questo mensile è da ritenersi libera e gratuita salvo diversi accordi. Del contenuto degli articoli, degli annunci economici e pubblicitari sono legalmente responsabili i singoli autori. Gli articoli pervenuti anche se non pubblicati non si restituiscono. La Direzione si riserva il diritto di non pubblicare il materiale pervenuto o di effettuare gli opportuni tagli redazionali. Si ringraziano i partners commerciali per il contributo alla pubblicazione e alla diffusione di questo periodico. Finito di stampare il 4 OTTOBRE 2019.

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Primo Piano

di Luca Santagà (Avventure in Bici)- fotografie di Davide Loreti

E-Bike: moda o futuro? Troppo presto per dirlo, le conclusioni le trarremo solo tra qualche anno. Certo è che il mondo della bicicletta moderna stia vivendo un cambiamento epocale. Non si tratta solo dell’ evoluzione di quest’ ultimo secolo, che ha coniugato l’ uso di materiali sempre più pregiati con tecniche di allenamento efficaci. Ora la tecnologia ci aiuta di fatto a pedalare. Capiamoci, montare un motore elettrico su una bici non è certo un’ invenzione recente, ma a differenza del passato, non si tratta di girare una manopola e accelerare. Il funzionamento delle E- bike è molto diverso. Non sono ciclomotori, si pedala comunque, e proprio il movimento dei pedali, aziona un motore elettrico che, alimentato da una batteria, ci aiuta nello sforzo. E quanto ci aiuta lo possiamo stabilire noi. La lettura di questo vantaggio può avvenire in due modi filosoficamente opposti: possiamo usare la bici per faticare di meno, oppure utilizzare l’energia del motore combinata con quella delle nostre gambe per allungare le escursioni. Come tutte le novità, questo tipo di bici, ha trovato

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una certa diffidenza da parte soprattutto dei cosiddetti “puristi”. Non vi nascondo che io stesso avevo delle perplessità a riguardo. Prezzo d’acquisto elevato, peso, autonomia, sono senz’ altro fattori che mi hanno per così dire scoraggiato dal provarla subito per poi esprimere un giudizio obiettivo. Ma la curiosità ha avuto la meglio, e finalmente ne ho testata una. Anzi, due. Andiamo con ordine. La Scuola Italiana Sci del Terminillo ha messo a disposizione di Avventure in Bici, una mountain bike ed una fat bike, entrambe con pedalata assistita, per un’ intensa mattina di prove nella splendida location montana. Ed io non mi sono fatto scappare questa occasione. Con me, il mio amico Davide Loreti, esperto di E- bike che mi ha svelato i piccoli segreti per sfruttare fin da subito i pregi di queste bici. I due esemplari in prova, entrambi della mitica casa Fantic, sono molto diversi tra loro anche se condividono l’elettronica e le principali basi meccaniche. Dopo averle provate entrambe posso dire che le differenze tra loro sono abissali. Non voglio annoiarvi con


particolari tecnici, vi basti sapere che appena iniziato a pedalare tutto sembra simile al corrispondente ”muscolare”. Ma al bisogno, si preme un tasto sul manubrio con il quale si decide il livello di assistenza che si desidera. Dopo una frazione di secondo, un po’ come avviene nella guida dei turbodiesel, la bici scatta in avanti e la sensazione di spingere sui pedali è solo illusoria. Le gambe girano senza fatica e la bici continua ad accelerare nonostante la rampa che mi si para davanti diventi ogni metro più ripida. Impressionante. La mia fat bike nonostante le ruotone larghe e rumorose sale che è un piacere sulla strada asfaltata che ci porterà al primo sentiero della giornata e che sarà il primo vero e proprio banco di prova. La giornata è splendida e non ci sembra vero di esserci allontanati dalla calura romana di fine agosto. Eccolo li,’ proprio alla nostra sinistra. Il nostro sentierino: sopra di noi, la sagoma del Monte Terminillo appare immensa ed un po’ minacciosa e quindi cominciamo a salire con molta attenzione su fondo pietroso. Incontriamo sporadicamente escursionisti a piedi che salgono verso la cima, alcuni con il fiatone, altri invece che si muovono come stambecchi. Noi stiamo affrontando una pendenza che non scende mai al di sotto del 20% e spesso arriva oltre il 25. Qui ho riscontrato il primo lato non proprio apprezzabile della mia fat bike. La mancanza di agilità, unita alla larghezza delle ruote mi obbliga a rischiare in qualche occasione più del dovuto; la scelta della traiettoria, tra le pietre più grandi è sempre più difficile e la bici tende a scartare di lato. Davide invece, in sella alla mountain bike mi sembra decisamente più a suo agio e non vedo l’ora di fare il cambio, magari quando

Se andiamo più veloci, lo facciamo solo con la spinta delle gambe, ma se escludiamo le discese, dove come ho detto si va giù a velocità agghiaccianti, l’attrito dei copertoni larghi, con intagli marcati e il peso del mezzo rendono molto faticoso tenere medie elevate. Meglio godersi l’escursione, riducendo eventualmente il livello di assistenza del motore nei tratti pianeggianti ed in discesa per risparmiare la batteria. Già, l’ autonomia…L’ evoluzione delle batterie ha fatto passi da gigante e se si possiede un discreto allenamento, contribuendo con la forza muscolare ed il sapiente uso del cambio, è facile oltrepassare il traguardo dei 150 chilometri con una carica; questo considerando anche una buona percentuale di salite. Se invece siamo proprio pigri, e procediamo pedalando con il minimo sforzo ed il massimo dell’ assistenza, possiamo percorrere comunque 50/60 km. Noi concludiamo la nostra prova poco prima dell’ora di pranzo con la batteria circa a metà della carica. Abbiamo scorrazzato in lungo e in largo (o per meglio dire in alto ed in basso) per decine di chilometri. Inutile dire che siamo molto soddisfatti e ci siamo divertiti parecchio. Se volete provare una E- bike anche voi, (si noleggiano praticamente ovunque e con poca spesa) fatelo preferibilmente in montagna o in collina, dove le doti del motore fanno davvero la differenza. Ma vi suggerisco, se non siete esperti, di iniziare con percorsi semplici e pendenze moderate. La facilità con la quale si sale sul ripido può dare un’illusoria sensazione di sicurezza. Poi però bisogna scendere. E questa, come dicevo prima, è tutt’altra faccenda.

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raggiungiamo la cima. In alcuni passaggi siamo costretti a scendere dalla bici per trasportarla su gradoni di pietra peraltro piuttosto scivolosi. A circa duemila metri di altitudine (la cima è a 2.216 mt) sollevare di peso una bici che pesa quasi 24 kg non è uno scherzo, e siamo costretti a fare una sosta per riprendere fiato. Da lassù lo sguardo può spaziare a perdita d’occhio e ripaga mille volte lo sforzo. Arrivati in cima diamo solamente un’occhiata alla discesa che stiamo per affrontare e come spesso avviene quando si pratica da tanto tempo questo sport, ci si promette di scendere con estrema prudenza, ma poi si è sopraffatti dal divertimento e la pressione sulle leve dei freni è sempre più leggera. Ci fermiamo solo un paio di volte, per dare la precedenza a persone che salgono a piedi. Ma l’impressione è quella di scendere con un carro armato: poco manovrabile e, nonostante il diametro enorme dei dischi freno, quasi impossibile da fermare. A metà circa della discesa decidiamo di fare un cambio bici e ripartiamo. Ora si ragiona! Credo di aver smesso di sorridere dopo tre giorni. La mountain bike con la ruota anteriore da 29 pollici e quella posteriore da 27, 5 sembra progettata per questa discesa, che noi prolunghiamo fino alla stazione di arrivo della seggiovia Cardito Sud per poi proseguire dentro un bosco magnifico ed arrivare al Rifugio La Fossa. Ci scambiamo con Davide le prime impressioni a caldo e decidiamo di ripartire immediatamente. Come mi è capitato di constatare innumerevoli volte in barca a vela, anche in mountain bike il tempo corre ad una velocità impressionante e noi vorremmo arrivare dappertutto. Dopo un momento stiamo di nuovo risalendo nel bosco. La pendenza è “solo” del 12% ma non si fatica e quindi riusciamo anche a soffermarci con lo sguardo sui maestosi ed altissimi alberi di questo fitto bosco. Nella scelta, quando si acquista una bici, il fattore ”fatico di meno quindi vedo di più” dovrebbe essere senz’altro considerato, ed in fondo, anche noi che pedaliamo sempre piuttosto veloci, in questo caso possiamo anche godercela senza fretta eccessiva. Anche perché per legge, le E- bike sono dotate di un dispositivo che neutralizza la spinta del motore elettrico oltre i 25 km/h.

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Il libraio consiglia a cura della libreria Novarcadia

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Location: Centro Commerciale Le Terrazze Attività: Parrucchiere Art Director: Stefano Sindici

Incontriamo Stefano Sindici che quest’anno compie 49 anni di esperienza messa al servizio delle donne e delle loro esigenze per il benessere e la bellezza dei propri capelli e della propria immagine. Ciao Stefano, eccoci nel tuo elegante Salone. Dopo tanti anni di professione sei molto conosciuto a Roma, e nel nostro quartiere dove lavori dal 2008. Quali sono i tuoi punti forza? Non mi piace parlare al singolare perchè solo con il gruppo e la squadra si possono raggiungere i grandi obiettivi. I miei punti di forza sono innanzitutto i collaboratori e l’esperienza maturata che mi permette di affrontare con professionalità qualsiasi tipo di richiesta. Sono anche un formatore e giro l’Italia per questo. Siamo in grado di consigliare sempre la cliente che si affida a noi con lo scopo di ottenere il risultato migliore. Le clienti prediligono il servizio, l’ambiente ma soprattutto la qualità del lavoro. La mia capacità è stata quella di aver formato una squadra amalgamata, etereogenea e professionale, capace di consigliare e accompagnare le clienti, dall’uso di ottimi prodotti per la cura e la bellezza dei capelli e della cute, dando contiunuità al lavoro svolto nel salone. Qui usiamo i migliori prodotti presenti sul mercato, attenti alla loro componentistica prevalentemente basata su principi naturali e, comunque, con chimica ridotta al massimo. Ci sono dei servizi su cui punti particolarmente. Quali sono? Si, è inutile proporsi come tuttologi! Intendo dire che negli anni ho acquisito una esperienza particolare su alcuni servizi per i capelli che reputo il punto di forza mio e della squadra. Nello specifico siamo specializzati in: TAGLIO, EFFETTI LUCE (BALAYAGE, DEGRADÈ, SCHIARITURE), COLORI 3D, EXTENSION e TRATTAMENTI DI LISSAGE ALLA KERATINA. È ovvio che qui nel mio Salone offriamo tutte le tipologie di trattamenti come in altri saloni ma quelli su cui sto puntando sono 4 o 5. Nel tuo mestiere bisogna essere sempre aggiornati, oltre che con le tecniche anche con le tendenze. Quanto secondo te è importante essere al passo con i tempi? Oppure è preferibile mantenere una linea classica? Come ti dicevo io sono anche un formatore e dirigo corsi sia per titolari che per collaboratori. Questo significa che trasmetto le regole di base e tradizionali della nostra professione ma anche quelle che sono le tendenze del momento e come affrontarle con le clienti. Mi avvalgo di uno staff che è in continuo aggiornamento. Siamo specializzati in tagli sartoriali, pratici e personalizzati. Durante questo nostro incontro mi hai detto che consideri ogni donna un’opera d’arte, nel senso della sua unicità. È una cosa molto bella e la tua professione ama le donne. Sono un consulente di immagine e uno dei servizi su cui punto e che riscuote un gran successo è quello chiamato Opera d’Arte. Opera d’Arte è un incontro riservato tra me e la cliente che comporta una consulenza conoscitiva, in cui la persona esterna tutte le sue fragilità del momento, le abitudini quotidiane, che professione svolge, se è sposata o single, ecc.. Dopo questa chiacchierata, inizio ad proporre cosa dovrebbe fare per cambiare il suo total look. Pianificato il lavoro, lo realizzo e al termine ci sarà il giudizio finale della cliente. La particolarità è che tutta l’Opera d’Arte sarà svolta e realizzata da me. A breve ci saranno delle novità nel tuo Salone. Di che si tratta? Vorrei non entrare troppo nei particolari, lasciando spazio anche alla sorpresa. Comunque, il salone si trova al primo piano del Centro Commerciale Le Terrazze (sopra Carrefour) nella galleria commerciale e questo è da sempre una penalizzazione. Spesso non ci trovano perchè, chissà per quale motivo, la gente è restia a salire ai piani superiori.Per questo motivo ho deciso di fare un’altra entrata esterna che permette al pubblico di evitare di entrare dalla galleria con molta più visibilità. Questa trasformazione mi permetterà di poter organizzare eventi e giorni di apertura con orari differenziati, cosa che oggi è impossibile considerando che la galleria chiude alle ore 20:00 Grazie Stefano per la tua disponibilità. Invitiamo le nostrE lettrici a venire a trovarti e a conoscere la tua bella realtà professionale.


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Arriva una ‘classica’: la Corsa dei Santi!

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Torna Tablet Run sulle pagine di Tablet Roma e tornano le informazioni sulle corse top di Roma e dintorni. Archiviate le vacanze estive (e chi se le ricorda più!), con un pensiero all’inverno che arriverà ed alle giornate che si accorciano, ecco che il settembre appena passato sarà stato utile ai nostri amanti della corsa per mettere fieno in cascina, anzi km nelle gambe. E nella mente, perché non basta scaldare i motori senza essere pronti anche psicologicamente per affrontare come si deve le corse, anche solo per divertimento. Non dimentichiamo mai infatti il piacere squisito del correre e lasciamo ai professionisti, giustamente, l’ebbrezza della competizione! Noi siamo un popolo di migliaia di runners che ama solo respirare le endorfine che produciamo tutti insieme lì, sulla riga della partenza, durante le strade di tutto il mondo costruite dall’uomo o create dalla natura, fino a quell’arco che ti rende sempre un vincente, un finisher! E quest’autunno non fa eccezione, a cavallo di una calda estate e probabilmente un freddo inverno come natura comanda, con dietro il sudore e davanti cappellino e guanti. Settembre, infatti, ha già lasciato lungo le strade bei percorsi come quello della CorriRoma o della UltraRoma e persino dell’originale Half Marathon ViaPacis, ma ormai da 12 anni, una delle corse più attese dell’autunno è senz’altro la Corsa dei Santi del 1° Novembre. Partenza come quella della ViaPacis, proprio a due passi da San Pietro, e grande suggestione per una 10 km che oltre ai cittadini romani, piace anche a tanti turisti e runners occasionali. Sarà per l’incertezza che contraddistingue questa corsa, a volte una straordinario caleidoscopio autunnale, altre volte, come lo scorso anno, una

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pioggia scrosciante oppure per il suo percorso intriso di storia e vie magiche, ma la Corsa dei Santi è diventata nel tempo un appuntamento irrinunciabile. Si lascia la noia degli allenamenti settimanali, ci si scrolla dalle spalle la rabbia del lavoro, si inspira forte e alle 10.00 si parte da Piazza Pio XII. Si percorreranno alcune strade simbolo di Roma come Corso Vittorio Emanuele II, Largo di Torre Argentina, Via del Plebiscito, Piazza Venezia, Via dei Fori Imperiali, Piazza del Colosseo, Via Labicana, Via Merulana, Piazza di Santa Maria Maggiore, Via Liberiana, Piazza dell’Esquilino, Via Nazionale, Via del Tritone, Largo Chigi Via del Corso, Via Cola di Rienzo, Via Cicerone, Piazza Cavour, Via Crescenzio, Via di Porta Castello fino all’abbraccio finale di Via della Conciliazione. Questa la 10 km in versione competitiva o non competitiva, mentre la Fun Run di 3km per le famiglie avrà un giro molto simile al finale della 10, con variante in direzione Piazza Risorgimento: una

bella passeggiata, insomma, anche questa. La Corsa dei Santi, inoltre, si è caratterizzata negli anni anche per la sua solidarietà ai progetti benefici, non a caso organizzata in collaborazione alle Missioni dei Salesiani di Don Bosco. Ci si può iscrivere alla 12esima Corsa di Santi sul sito www.corsadeisanti.it fino al 25 ottobre per la 10 km competitiva (20,00 euro - 18,00 fino al 15 ottobre) oppure fino al giorno stesso della corsa alla 10 km NON competitiva 10 km (15,00 euro) e alla 3 km Fun Run (10,00 euro). Ritiro del pacco gara e pettorale al negozio Cisalfa di Piazzale Marconi all’Eur, mercoledì 30 e giovedì 31 ottobre dalle 10:00 alle 18:00. I partecipanti provenienti da fuori dalla Regione Lazio potranno ritirare il pettorale anche la mattina della corsa in Piazza del Sant’Uffizio (uscita pedonale Terminal Gianicolo), dalle 8 alle 9:30. Stay Scherza con Tablet, Stay lascia stare i Santi e Run!


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Tablet musica di Francesco Valente

La mia banda suona il Rock… in cantina! Dalle cantine alle stelle è il percorso che tutti i ragazzi sognano approcciando alla Musica, e mi riferisco sopratutto a chi ama il mondo delle canzoni, senza tralasciare quelli che studiano nei conservatori o nelle scuole. Insomma la cantina dellʼamico, che avendone la possibilità grazie anche alla disponibilità dei genitori, spesso è stata la culla di grandi avventure o di bellissimi ricordi. Sono nato e cresciuto a Roma dove di cantine disponibili ce ne erano veramente poche e allora si affittava la sala prove… le mie prime erano praticamente dei rifugi antiatomici senza essere antiatomici… insomma delle caverne con una porta sola e senza finestre, ma quanti ricordi! In questi spazi più o meno attrezzati bastava avere una batteria, degli amplificatori, un microfono, un tappeto vecchio e le classiche scatole delle uova per sentirsi una Band che progettava il proprio futuro alla ricerca di uno spazio tra le stelle del firmamento musicale…

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E anche semplicemente per piacere alle ragazze. La Band è una famiglia che fa musica, un gruppo sociale che si sostiene sul talento di chi lo compone e che crea ruoli e gerarchie rafforzando le personalità dei componenti, sopratutto se ragazzi... insomma: il leader che spesso canta e non a caso canta o non a caso è leader, lo sfaticato, il taciturno sapiente, lʼistintivo creativo.. il pignolo fallace, una comunità che proprio in virtù della complessità di queste relazioni spesso col tempo si scioglie e più raramente trova un equilibrio che a me piace pensare sia alla base di una riuscita futura. Ma cosa accade là dentro? Comʼè nellʼimmaginario di tutti, accade esattamente così come lo si immagina, si prova e si cresce, ci si gasa e ci si deprime, sessioni di prova di 2/4 ore o interminabili in cui quello spazio è anche un pò il covo, un rifugio dallʼesterno per poter presentare poi a tutti il risultato di tanto impegno, uno spazio liminale in cui non sei più quello che eri e non sei ancora quello che sarai... un carnevale immaginifico, uno spazio che permette ai sogni di essere visti. Nasce una Band e lʼorgoglio di farne parte, cercando elementi sia musicali che estetico comunicativi che ne caratterizzino lʼoriginalità, spesso, in realtà, partendo da un’ omologazione, dal tentativo di emulare

artisti che hanno acceso in noi quella miccia da cui solo alcuni sanno emanciparsi per cercare un loro modo una loro strada. Le Band non sono tutte uguali, ma sono tutte simili nello spirito che le anima, non ne sono molto esperto, ma immagino che una band che faccia Rap o Tra non sia tanto diversa da una band che fa Rock o Pop, i meccanismi sono gli stessi, stesse le ambizioni e lʼobbiettivo. Nella scuola che dirigo, e in virtù del mio background da cantinaro della musica, do molta importanza alla formazioni di band o di laboratori (per dargli una definizione didattica), perche so che è un passo fondamentale che smuove la naturale staticità di una lezione con il maestro. Non intendo criticarla, anzi al mio maestro devo veramente tanto, ma suonare insieme ad altri musicisti permette il confronto con gli altri alimentando la formazione, e si riflette anche nellʼimpegno con gli studi in privato, perchè, parliamoci chiaro, meglio che quel brano io lo sappia eseguire bene visto che faccio parte di una band che si affida alla mie parti. Aggregazione, comunione dʼintenti, ruoli, risultati che alimentano la passione… insomma: viva le cantine, viva il fare musica insieme… e battiamo le mani che sta per salire sul palco una Band!


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Tablet Couture di A.T. - foto di Barbara Fiorenzola

Anna Capitano Da piccola, bastava un pantaloncino per farla sentire a disagio. Improvvisamente, gli occhi dei suoi coetanei fissavano quelle macchie biancastre, comparse all’improvviso per via degli stress emotivi vissuti durante l’infanzia. Ancor oggi, quando Anna Capitano riavvolge i ricordi, ne parla con un senso di vuoto e desolazione. “Ero diventata la mucca del gruppo” afferma parlando della sua vitiligine, una patologia della pelle che l’ha accompagnata fin da quando era bambina, che le è costata bassa autostima e troppo bullismo. Il suo riscatto, oggi che ha 45 anni, una splendido marito sposato 22 anni fa e due figli grandi, è passato anche attraverso la fotografia. Quelle macchie che persistono sulle braccia, sull’inguine e sulle gambe sono diventate uno strumento per raccontare alle donne che occorre piacersi andando oltre ogni pregiudizio e cattiveria. “Ero stanca di dover sempre difendermi, così la scorsa estate mentre ero in vacanza al mare, ho pensato ad un progetto che parlasse della mia patologia per poter aiutare chi soffre come me”. Detto, fatto. Improvvisamente, è bastato raccontare l’idea ad amici fotografi per vederla salire sul set da protagonista. Nulla più da nascondere con maniche lunghe e pantaloni alle caviglie. La fotografia, forse, era nel tuo dna. Amo la fotografia! Mi sono avvicinata alla fotografia da piccolina, fotografare un momento quindi ricordarlo attraverso un immagine mi rendeva felice e soddisfatta. Ecco perché ho pensato a questo mondo quando ho cercato un progetto che mi permettesse di liberarmi da ogni pensiero.

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Cosa rappresenta oggi per te la fotografia? Credo che la fotografia sia una delle forme d’arte più bella che possa esistere, basta saper usare bene il pulsante sulla macchinetta! Farsi fare delle foto non significa essere per forza esibizionisti, nel mio caso si è trattato di lanciare un messaggio forte: mettersi in gioco, senza paura di giudizi e confronti. Anzi a tutti suggerisco di mettersi in gioco quando c’è un obbiettivo e una reflex in zona! Eppure, questo rapporto di fiducia col tuo corpo giunge dopo un lungo periodo complesso. Per via della vitiligine, l’adolescenza è stato il periodo più difficile. Sono stata fortemente bullizzata dai miei coetanei, ed io, già con un carattere fragile, sono cresciuta con una bassissima autostima. Ho sempre giocato a pallacanestro e questo significava mettersi in pantaloncini corti. All’età di 12 anni avevo qualche chiletto in più, per cui ero diventata la mucca del gruppo! Purtroppo i miei genitori non sono stati in grado di capirmi, crescendo così da sola e difendendomi da tutti quelli che mi guardavano con insistenza. Oggi le tue fotografie non devono soltanto essere “belle” da vedere. Ultimamente sto cercando di sensibilizzare le persone che ignorano la mia patologia. Anche per questo trovo che i social siano utili. Su Facebook pubblico molto, ma non sono mai banale. Io sono una donna che si fa e si fa fare molte foto. Se andate sul mio profilo Facebook troverete molti scatti, occorre solo andare oltre l’apparenza e arrivare dritti dritti al contenuto…

Com’è stato tuffarsi nel mondo della fotografia per realizzare il tuo progetto? Ho realizzato il servizio fotografico con Barbara Fiorenzola, una fotografa straordinaria che ha subito sposato la mia proposta. La sensibilità è donna, su questo non si discute e insieme abbiamo inseguito quegli attimi da immortalare per trasmettere le emozioni che stavo provando. Il tuo rapporto con la vitiligine ancor oggi caratterizza la tua quotidianità. Da adulta, ho metabolizzato la mia condizione perché nel frattempo è uscito un carattere forte... di conseguenza, ogni tanto una discussione con chi mi guarda con insistenza, me la faccio! Cosa ho imparato? Semplice: nessuno è perfetto, i nostri difetti ci caratterizzano ed è bello perché siamo tutti diversi. Come ti piace apparire in pubblico? Vesto spesso in modo elegante, poche volte indosso scarpe da ginnastica. Le persone che mi conoscono mi definiscono una donna con classe, elegante . Non mi sento esibizionista, sono solo una persona come tutte che vuole trasmettere gioia di vivere. CONTATTI SOCIAL https://www.facebook.com/anna.capitano


+Design

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di Alessandra Lino creativaseriale@gmail.com www.creativaseriale.com 335.64.94.985

La Maison Objet

presenta il nuovo Trend DESIGN 2019 che porteremo nel 2020 Nuovi progetti contemporanei che uniscono design moderno, materiali naturali e manifatture locali

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In questo 2019, il design decide di mescolarsi con altre culture esaltando, tra i vari trend arredo dell’anno, lo stile etnico. Pronti a farsi travolgere da questa tendenza? Essa porterà nelle case, anche in quelle più minimal, complementi di arredo dai colori sgargianti, tappeti dai pattern geometrici, lampade in bambù e mobili color legno. Si tratta di un etnico che è stato definito etnochic, quasi a voler far emergere l’eleganza del lato esotico a complemento della vita cittadina. Presentato alla Maison et Objet, la fiera in scena al Parc des Expositions de Villepinte a Parigi, in onore della settimana del design 2019, ha dimostrato come la molteplicità e la fusione di più elementi possa creare qualcosa di unico, personale e più interessante della monotematicità. Rivelando così che ciò, che dà personalità ad uno spazio, è un elemento che spezza, sorprende e fa sognare! Così l’etnico contemporaneo non è né artigianato puro nato dalle mani e dalle tradizioni di un popolo, né una copia più o meno riuscita realizzata dalla moderna industria. Le serie di eccentricità, che hanno colpito gli addetti ai lavori, rientrano in quei prodotti che possono essere considerati di design. Sono arredi stravaganti nati da una contaminazione tra contemporaneità e primitivo, difficili da definire con termini noti, ma tuttavia molto affascinanti. E per chi è convinto, che l’etnico sia solamente un trend rivolto ad una parte di popolazione, vi mostro alcuni brand che lo hanno innalzato a tendenza contemporanea complessa, in grado di interpretare con gusto temi nobili, che vanno dalla sostenibilità alla valorizzazione e alla salvaguardia delle tradizioni locali. Ay illuminate Foto 1 È un’azienda che ha sede nei Paesi Bassi e produce le proprie illuminazioni in diversi paesi dell’Asia, dell’ Africa e dell’ Europa. I progettisti si ispirano alla natura e alle diverse culture, che si concretizzano nell’uso di forme organiche e in materiali naturali riciclati o riusati, combinati dall’esperienza artigianale locale. La bellezza dei loro prodotti, che esplorano le tecniche tradizionali dedicate per lo più al tema dell’intreccio di legno e tessuto, è data da una visione moderna di design, realizzata sia con materiali sostenibili sia con il saper fare della manodopera locale. As’Art Foto 2 Azienda dall’approccio sostenibile, il cui lavoro viene svolto insieme ad artigiani del sud Africa, del Ghana, del Kenya, del Malawi, dello Zimbabwe e del Ruanda. Tra i loro obiettivi c’è quello di creare e ricercare prodotti artigianali di fascia alta da mettere in commercio soprattutto tramite e – shop, boutique e concept store. L’azienda è composta da una vasta rete di creativi e di produttori locali che sviluppano insieme nuovi progetti che vanno dagli arredi ai complementi. Tra le novità progettuali troviamo la lampada Bolga nata dalla collaborazione tra As’Art e il fotografo Yann Miranda del laboratorio YM, e inoltre vasi composti dai materiali di recupero, quali trame di fili telefonici e di rame intrecciati con l’antica tecnica del vimini.

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Bazar Bizar Foto 3 Brand Belga che si riallaccia alle antiche tradizioni Indonesiane. Creato da Pascale Pelsmaekers e il marito Eddy Roothaert, propone una collezione di pezzi di design quali tappeti, tessuti, lampade, cuscini, ceramiche realizzati con materiali ecologici: il giacinto d’acqua, il rattan e il bambù; che, accuratamente selezionati, portano a caratteristiche di 2 originalità, qualità, innovazione ed artigianalità. L’amore per questo paese e per i suoi prodotti locali li ha convinti a produrre mobili unici e oggetti decorativi realizzati dalle casalinghe balinesi con una struttura più articolata: sviluppo dell’etichetta, realizzazione di produzioni proprie con cui gli articoli vengono realizzati a mano, in modo sostenibile, da impiegati locali con un controllo attento dell’intero processo produttivo, delle condizioni di lavoro, dell’alta qualità e dei salari equi. Ames vibrant living Foto 4 Giovane marchio tedesco con radici colombiane fondato da Ana Maria Calderon Kayser, appassionata di artigianato tradizionale. Con l’intento di mantenere vive queste produzioni 3, ha fondato Ames vibrant living, brand sostenibile e di successo. Inizialmente più tradizionale, con l’apporto del designer tedesco Sebastian Herkner e della designer francesce Paoline Deltour l’azienda è diventata una firma di riferimento per il design contemporaneo etnico. Insieme hanno combinato la dimensione vernacolare a quella moderna attraverso forme più pulite, un cromatismo ricercato ed una selezione dei materiali. Joe Sayegh Foto 5 Francese, figlio di antiquari ha iniziato a lavorare nel campo dell’arte a 14 anni. Viaggiando ha affinato il suo gusto finendo per progettare e produrre mobili, pavimenti e rivestimenti murari di qualità. Innamoratosi delle foreste tropicali di Giava in Indonesia, sempre più depredate dall’industria, ha immaginato di poter utilizzare per le sue creazioni parti di scarto di quei luoghi quali, piante morte, radici secche e tronchi già tagliati. Realizzando da solo, materiali con colori e sfumature uniche.

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Tablet Sociale a cura di Giuseppe Menzio

Dopo il rinnovo delle adesioni e le nuove iscrizioni di fine Settembre, le attività dell’associazione sono riprese in pieno ad Ottobre. Il programma del mese di Ottobre è già stato illustrato nel numero precedente della rivista, ed era stata annunciata la prima gita, all’Abbazia di Fossanova e la nostra prima “guida all’ascolto” con Franz Liszt, come pure, per martedì 15, un’altra gita di grande interesse sia sotto il profilo artistico di quello paesaggistico : Orvieto e il borgo medievale di Titignano (con pranzo al castello). Ad Ottobre, riparte anche la “nostra” stagione della musica. Sabato 19 a Santa Cecilia, Antonio Pappano dirigerà la “Sinfonia Fantastica” di Berlioz, e il concerto n.2 per pianoforte di Liszt, interpretato dal grande Evgenj Kissin.

Dopo il rinnovo delle adesioni e le nuove iscrizio bre, le attività dell’associazione sono riprese in pie Il programma del mese di Ottobre è già stato illustrato cedente della rivista, ed era stata annunciata la prima di Fos OTTOBRE stra pr 15 Mar Gita ad Orvieto e al Castello di 15, un Titignano quello pranzo 19 Sab Concerto Pappano - Kissin (Berlioz, Liszt) 23 Mer Palazzo Massimo, Museo Nazionale Romano 25 Ven Storia dell’arte : Michelangelo NOVEMBRE 06 Mer Gita a Foligno e al borgo di Rasiglia 08 Ven Capire l’arte contemporanea

Sabato Fantas pretat

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na Di L

P te, a Fo con gli Gentile da Fabriano ecc.) e al borgo di Rasiglia, la «Picc Mercoledì 23 è prevista visita ad uno dei musei più importanti di Roma, Palazzo un intreccio dilavicoli e vie d’acqua su cui affacciano edi Massimo che ospita grandi capolavori della scultura greca e romana. Venerdì 25 riprenderemo il ciclo “Storia dell’arte” con Valentina Di Lonardo che ci parlerà chedelun temp genio di Michelangelo. ni, lanifici e ti Per Novembre (mercoledì 6) è prevista un’altra gita interessante, a Foligno (la piazza con la Catte. drale di S.Feliciano, Palazzo Trinci con gli affreschi di Gentile da poi dim borgo Fabriano ecc.) e al borgo di Rasiglia, la «Piccola Venezia», un intreccio di vicoli e vie d’acqua su cui affacciano edifici in pietra che un tempo furono mulini, lanifici che però sta e tintorie, borgo poi dimenticato, ma che però sta rinascendo grazie all’opera di volontari e del FAI. grazie all’op Un tema assai stimolante è quello proposto dal prof. Donato Di Stasi, venerdì 8 : ri e del FAI. “L’arte contemporanea è veramente incomprensibile ?”, per sfatare pregiudizi e banalità, e fornirci strumenti di lettura di un mondo non facile. Un tem Mercoledì 13 faremo una gita verso sud; la meta sarà il museo dedicato a Giacomo molante è qu Manzù, ad Ardea, mentre nel pomeriggio si visiteranno le Cantine del “Casale del Giglio”, degustando alcuni dei loro vini, ormai molto affermati anche all’estero. Le da libagioni saranno accompagnate da prodotti tipici locali, con lo sguardo proposto rivolto ai vigneti della bella tenuta. Di Stasi, ven Altre novità per la seconda metà di Novembre saranno annunciate nel prossimo contempora numero . mente incom menti di lett Tutti i dettagli, quote di partecipazione e contatti sono disponibili nel “calendario” mensile (può essere richiesto a giuseppe.menzio@fastwebnet.it,cell. 347.3738360, oppure cliccando su https://www.csp-palocco.it/associazioni-e-gruppi/associazione-culturale-nuova-acanto.html.) Merco cato a23 Giaco Cantine del “ 13 Mer Il Museo Manzù e le cantine del “Casale del Giglio”

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Allenarsi in cucina

di Giorgia Conti

Polpette con salsa

orientale

“Ah, le polpette della nonna!...Quanti ricordi e quanti profumi! La mia le faceva con tanto pane ammorbidito nel latte e una dose considerevole di aglio che le rendeva tanto buone quanto un po’ complesse da digerire!!! Per diminuire la dose di carboidrati semplici e renderle un po’ più “fit”, ho elaborato una ricetta di sicuro successo anche con mia figlia, il che, viste le difficoltà della piccola biondina a mangiare anche la pietanza più appetitosa, ne fa un piatto jolly per tutti.”

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........................... Ingredienti per 20/25 polpette medie

•350 g di macinato magro di bovino (oppure bovino e suino se preferite) •350g di macinato di tacchino •1 salsiccia di prosciutto (o in alternativa 70-100 g di prosciutto cotto, mortadella o altro affettato che avete in frigo e che chiede a gran voce di essere consumato) •100g di fiocchi di avena •mezzo bicchiere di latte (va bene anche soia, cocco, mandorla... insomma fate voi) •1 uovo •40 g. parmigiano grattato •50g misticanza bollita •buccia di limone bio grattata

Per la salsa orientale

•150g di yogurt greco •4 fili di erba cipollina •2 foglie di menta •1 cucchiaino di senape •un cucchiaio di succo di limone •1 cucchiaio di maionese •sale e pepe q.b. •sale e pepe q.b. •spezie a piacere •1 bicchiere di vino bianco •2 cucchiai di soia o salsa teriyaki •olio EVO o di cocco

........................... Procedimento

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Prepariamo la salsa tritando le erbette, unendo gli altri ingredienti allo yogurt e poniamo in frigo. E ora le polpette: tritate le verdure già bollite in modo da evitare filamenti sgradevoli. Unite tutti gli ingredienti tranne le salse in una boule capiente e, possibilmente, impastate con le mani (è molto liberatorio ma se non gradite utilizzate un cucchiaio di legno o silicone). Formate le polpette. Scaldate dell’olio EVO o olio di cocco in una padella antiaderente abbastanza ampia e iniziate a rosolare le polpettine. Dopo circa 10 minuti di cottura, aggiungete il vino bianco e coprite. Lasciate cuocere a fuoco dolce per circa 30 minuti, poi scoprite e aggiungete la salsa di soia o teriyaki, rigirando le deliziose palline di tanto in tanto fino a fine cottura. Accompagnate le polpette con la salsa allo yogurt ed un’insalata verde. Vi aspetto sul prossimo numero!


TABLET DRINK: EL DIA DE LOS MUERTOS BARMAN: la crew de La Punta Expendio de Agave di Roma INGREDIENTI: 50 ml mezcal Los Siete Misterios Espadin 25 ml caffè espresso 25 ml succo di lime 30 ml succo di arancia Chiara d’uovo 2 gocce di soluzione salina 1 frutto della passione

DRINK: SHAMAN BARMAN: Alessandro Antonelli, bar manager dello Sky Stars Bar e del bar Il Giardino dell’A. Roma Lifestyle Hotel di Roma INGREDIENTI: 20 cl whisky Laphroaig 10yo 20 cl Maker’s Mark bourbon 10 cl Amaro Formidabile 10 cl Femmes liquore al mandarino di Giardini d’Amore drops di bitter Old Fashion Aromatic fumo di legno di sandalo Bicchiere: Old Fashioned Garnish: lime e rabarbaro disidradati PREPARAZIONE: Con la tecnica del sous-vide, versare tutti gli ingredienti in una busta sottovuoto, affumicare con legno di sandalo, sigillare e cuocere a temperatura controllata utilizzando il roner a 40 gradi per 30 minuti. Al momento del servizio, aprire la busta, raffreddare il drink nel mixing glass e versarlo nel bicchiere Old Fashioned riempito precedentemente di ghiaccio e guarnire con lime e rabarbaro disidradati. ISPIRAZIONE Il drink è realizzato utilizzando il legno di sandalo: trattandosi di Halloween il pensiero va agli stregoni e agli sciamani indiani, che utilizzano il legno di sandalo per purificare luoghi e persone nei propri riti magici, guarigioni e purificazioni.

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Bicchiere: doppia coppa Garnish: polvere di Hoja Santa DRINK: 1000 STORM BARMAN: Simone Mina bar manager di Ch 18 87 il cocktail bar dello storico ristorante Checchino dal 1887di Roma INGREDIENTI: 5cl Mezcal Espadin 2,5cl Marsala Vecchio Florio 1,5cl Mistrà Caffè 2 dash Angostura bitter Bicchiere: coppetta in metallo Garnish: fiore di hibiscus PREPARAZIONE: Versare tutti gli ingredienti nella metà più piccola di uno shaker a due pezzi e lasciar scivolare il mix tra la parte più piccola e quella più grande debitamente riempita di ghiaccio, con l’ausilio di un colino da ghiaccio (strainer). Ripetere il tutto per circa 4 volte, lasciando cadere il composto dalla metà più grande dall’alto nella metà più piccola. Una volta raffreddato e diluito, versare il composto in una coppetta e guarnire con un fiore di hibiscus. ISPIRAZIONE: Il drink fa parte della ‘collezione’ stabile del Museum Liquidus, la drink list permanente del cocktail bar Ch 18 87 di Roma ed è ispirato all’omonimo graphic novel dell’artista messicano Tony Sandoval, uno dei suoi lavori più visionari e complessi. Un racconto straripante di magia, sortilegi e rimandi a mondi paralleli nei quali si affacciano sensuali figure femminili immerse in un’atmosfera gotica, surreale e un po’ naif. Un libro popolato da figure eteree e delicate, ma duro e tagliente come solo l’adolescenza sa essere.

PREPARAZIONE: Con la tecnica dello Shake and double strain, versare tutti gli ingredienti in uno shaker colmo di ghiaccio. Shakerare vigorosamente. Filtrare in un bicchiere separandolo dal ghiaccio con l’apposito strainer e un colino e servire in doppia coppa raffreddata. ISPIRAZIONE: Il “Dia de los Muertos” è una celebrazione che arriva dalle popolazioni pre-ispaniche caratterizzata dall’incontro tra i vivi e i morti. Si tratta di una festa più familiare che pubblica, il momento in cui si ricordano e si onorano i propri cari defunti. Giorni in cui i defunti stessi passano “il ponte” che li separa dalle proprie famiglie, una ricorrenza in cui si manifesta l’importanza dei legami e dell’eredità familiare. In Messico le celebrazioni si svolgono con delle preparazioni molto importanti, cariche di significato, come l’allestimento dell’altare dei morti. Una piccola ara dove la famiglia del defunto ripone una foto e altri suoi oggetti personali, come i vestiti e i cibi preferiti. Non possono mancare candele, cioccolato, sale, acqua, i fiori di cempasúchil, diverse resine aromatiche (incenso, copale e mirra), il pan de muertos (un pane dolce con semi di anice), le calaveritas (teschietti di cioccolata, zucchero o amaranto), tutti elementi che simboleggiano i piaceri della vita e soprattutto guideranno l’anima del defunto verso il mondo terreno. Un deciso stacco con i paesi anglosassoni dove la morte è un tabù e generalmente è associata a concetti negativi come la tristezza, il pianto o addirittura la paura, determinata dalla perdita di una persona cara. Per i messicani sono giorni invece in cui le frontiere dei due mondi svaniscono temporaneamente ed è possibile rivivere il legame e gli affetti familiari prendendosi gioco addirittura della morte: La Catrina o la Calavera Garbancera, rappresentata da uno scheletro con sombrero, e carica di colori sgargianti. Con questo drink la crew de La Punta Expendio de Agave di Roma fa compiere un viaggio, guidando e stimolando i sensi e ricordando quando, da bambini, il giorno dei morti tutti noi aspettavamo i regali che i nostri cari ci avrebbero portato dall’aldilà. Il passaporto non serve, bicchiere in mano e Dixeebe.


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I buoni propositi post estate rischiano di sbiadire come l’abbronzatura? Niente paura! Ottobre è un punto di partenza per tante cose: soprattutto per la messa informa del tuo organismo. Mi conosci abbastanza bene per sapere che se parlo di rimessa informa non parlo, come accade altrove, di dimagrimento o massaggi tonificanti. Per rimessa in forma post estate, io intendo prendersi cura della propria salute e del proprio equilibrio psicofisico, intendo rimettere in ordine lo stress da rientro dalle vacanze e ribilanciare i radicali liberi della pelle. Che lo accettiamo o no, anche se ormai non è più un problema ammetterlo, tornare alla routine quotidiana vuol dire 3 cose precise: stress ansia sindrome da scarsa concentrazione Però non devi stupirti: è la naturale risposta del nostro corpo ad una sorta di effetto yo yo del benessere (eh sì, non esiste solo quello della dieta). Incredibile a dirsi ma la prima a pagare le conseguenze di questo stato di malessere interiore è la pelle che immediatamente si mostra più secca, opaca e senza tono. Ecco tre “semplici consigli” (si dice così, no?) per alleviare questo stato di manifestazione visibile di stress:

1 - Proteggi il tuo viso e fallo adesso Ti avviso: con la perdita dell’abbronzatura compariranno delle macchie sul tuo viso. Non entrare nel panico (ricordiamo che stiamo anche combattendo lo stress) e usa una crema adatta. Se per caso queste macchie compaiono sulla tua pelle per la prima volta, non andare in ansia: è normale, a volte si manifestano col tempo e (devo dirlo) con l’età. Però consolati, non è solo la tua età ma anche quella del pianeta: il clima cambia ormai in modo molto più repentino rispetto a qualche anno fa e la tua pelle reagisce in modo differente. Prendi, dunque, precauzioni per salvaguardare la tua pelle: fatti consigliare dalla tua estetista di fiducia e… continua a leggere 2 – Prendi precauzioni in vista del periodo più freddo Come per ogni cosa, la prevenzione è il rimedio più sicuro. Di ottime prevenzioni in fatto di pelle ce ne sono tante. La prima è l’idratazione, a seguire l’esposizione protetta ai raggi UV (ricorda il clima un po’ pazzerello, anche in mesi dove il sole pare non faccia troppo “male”), e, in fine, evitare di fumare e seguire una alimentazione equilibrata. Se farai attenzione a queste semplici indicazioni, vedrai che l’approccio alla stagione fredda

ti porterà tante sorprese, prima tra tutte un benessere inaspettato di pelle e corpo. Il freddo arriverà e ci colpirà ma se ti preparerai, non avrai i soliti fastidi stagionali e questo è il periodo migliore per prepararti. 3 – Prenditi un po’ di tempo per te Questo è uno dei fattori maggiormente sottovalutati: vale per te, vale - ahimè anche per me - e vale spesso anche per le mie clienti. Prendersi dei momenti solo per sé, lasciando fuori tutto, coccolandosi il giusto e facendo cose ti fanno semplicemente stare bene, è fondamentale. Spesso ho avuto modo di leggere e confrontarmi con psicologhe e psicoterapeute che spiegavano quanto siano strettamente legate queste due cose: la serenità va a braccetto con la bellezza. È una cosa che vediamo benissimo coi nostri occhi, che consigliamo alle amiche ma che, quando si tratta di applicarla a noi, dimentichiamo. Ed è un aspetto che non dovremmo mai dimenticare. Insomma, è ottobre! È come se fosse un nuovo Capodanno: non può esserci momento migliore che questo per ripartire da te.

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IL BOTULINO o BOTOX

un nome che fa paura… ma e’ realmente pericoloso? LE CAUTELE DA PRENDERE ED I MITI DA SFATARE

LA STORIA Il primo impiego della tossina botulinica risale agli anni ’80 (quasi 30 anni fa) negli Stati Uniti, a scopo terapeutico per trattare lo strabismo congenito. Ad oggi, in letteratura scientifica esistono più di 5000 pubblicazioni, che hanno dimostrato le grandissime potenzialità di questa molecola nonché la sua sicurezza, se ben utilizzata. In Italia si inizia ad impiegarla per usi estetici nel 2004 ed è un farmaco sorvegliato dal Ministero della Sanità; viene utilizzato anche per la cura di patologie in ambiente ospedaliero. Come per tutti i medicinali, è sottoposto ad autorizzazione da parte degli organi deputati alla tutela della salute. In Italia, sono solo tre i marchi di tossina botulinica approvati dall’Aifa (l’agenzia del farmaco).

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L’UTILIZZO IN CAMPO ESTETICO Dott. Daniele D’Andria MEDICO

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CHIRURGO

MEDICINA

ESTETICA

Università degli Studi “G. D’Annunzio” - CHIETI

MEDICINA E CHIRURGIA ESTETICA VISO E CORPO BLEFAROLIFTING NON CHIRURGICO CHIRURGIA DERMATOLOGICA CHIRURGIA PLASTICA RICOSTRUTTIVA RIABILITAZIONE LINFOVASCOLARE CARBOSSITERAPIA TRICOLOGIA MEDICINA RIGENERATIVA SHAPING UP FILLERS BIORIVITALIZZAZIONE PEELING

L’impego del Botulino in campo estetico è ormai diffusissimo e viene utilizzato per trattare: •Le rughe frontali •Le “rughe della preoccupazione” (regione della glabella) •Le “zampe di gallina” (rughe pe rioculari) •L’orizzontalizazione del sopracciglio invecchiato • La simmetrizzazione di esiti di paralisi •La sudorazione eccessiva ascellare •L’acne

EFFETTO NATURALE…SI PUO’?

le “rughe della preoccupazione”

Molti pazienti hanno paura della cosiddetta “FACCIA FREEZER”, ovvero un viso inespressivo ed immobile. In realtà una delle peculiarità di questa molecola è la sua manegevolezza e la modulabilità nel suo impiego: pertanto si può avere un viso estremamente naturale, anche conservando la mobilità muscolare, soddisfacendo quei pazienti che non gradiscono un viso totalmente privo di rughe. In mani esperte è come un pennello , con il quale si può creare tutto quello che si vuole. EFFETTI COLLATERALI E SICUREZZA

Quanto c’è di vero su tutto quello che si dice in TV su pazienti rovinati per sempre dal Botulino? Praticamente niente!!! Basti pensare che qualsiasi effetto del Botulino, bello o brutto, in 5 mesi è TOTALMENTE REVERSIBILE! Il problema che tutto ciò che è brutto o gonfio viene chiamato Botulino, ma non è corretto. Basti pensare che l’Acido Ialuronico, che fa molta meno paura, ha delle complicanze decisamente più gravi. Che differenza c’è tra il Botulismo alimentare che porta alla morte e il botox per uso estetico?

Il Botulismo si contrae mangiando alimenti non ben sterilizzati o conservati, in cui c’è stata la proliferazione di un batterio, il Clostridium Botulinum che produce una tossina che non permette la contrazione dei muscoli di tutto il corpo. Il Botox è la tossina purificata utilizzata in dosi minime (circa 500 volte inferiore alla dose mortale del Botulismo), che viene iniettata localmente; questione di dosi, faccio un esempio: a molti sarà capitato di bere un bicchiere di whisky, ma a nessuno di berne 500 nella stessa serata, quindi tutto può diventare un veleno a dosi elevate. Ci possono essere degli effetti collaterali?

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Gli effetti collaterali possibili sono delle asimmetrie (corregibili ) o la ptosi palpebrale (una chiusura asimmetrica delle palpebre), si autorisolve in 2- 3 settimane. PRECAUZIONI: I medici che ne fanno uso devono aver seguito specifici corsi di formazione poiché, pur nella sua semplicità, deve essere iniettato in punti predefiniti. Il suo effetto è modulabile e non migra in altre zone del corpo: in estetica è adoperato in dosi minime e si diffonde per un massimo di un centimetro da dove è stato iniettato. Nessuna sostanza,tra quelle oggi esistenti può eguagliare i suoi risultati. La capacità levigante, la maneggevolezza, la sicurezza, non possono competere con altre metodiche di ringiovanimento. Da non confondere con il

filler, errore comune di molti pazienti: la TB non dà in nessun caso aumento di volume, non viene utilizzata per le labbra e non crea effetti permanenti.

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ONDE ACUSTICHE

TUTTI NE PARLANO… MA COSA SONO? RIGENERARE I TESSUTI, SCONFIGGERE LE CELLULITE, DISTRUGGERE IL GRASSO CON LA TECNOLOGIA DI ULTIMA GENERAZIONE

Il trattamento con onde acustiche “Acoustic Wave Therapy” o brevemente AWT®, è una terapia medica che utilizza i naturali meccanismi di riparazione del corpo umano per rassodare, rigenerare e mobilizzare il tessuto adiposo, riabilitare il sistema microcircolatorio ed eliminare la ritenzione idrica. Esso rappresenta l’ultima generazione di macchinario medicale per eliminare la cellulite; attraverso delle onde sonore, quindi senza l’utilizzo di aghi, si eliminano liquidi in eccesso, tossine depositate, si rigenerano i tessuti (si eliminano i buchi antiestetici della cellulite) e si tonificano i glutei: una vera liposcultura soft. Gli effetti di queste onde acustiche migliorano la “permeabilità della membrana cellulare” con effetto immediato di riassorbimento dei liquidi in eccesso, una forma di ginnastica per cute, linfatico e tessuti sottocutanei. Il risultato sarà un tessuto drenato, compatto ed una pelle più elastica.

Nell’80% dei casi, la tipica pelle a buccia d’arancia si sviluppa su cosce, glutei, fianchi e braccia; essa è diventata un problema molto frequente che spesso crea un disagio tale, da impedire a chi ne soffre di fare sport acquatici o andare semplicemente in spiaggia. Le onde acustiche rappresentano uno strumento terapeutico molto efficace per il rimodellamento del corpo (adiposità localizzate) e per curare le gambe gonfie.  La cellulite è connessa ad una ridotta capacità di trasporto dei vasi linfatici e ad un danno del microcircolo; è proprio su questi punti deboli delle donne che AWT®  STORZ va ad agire: accelera il flusso linfatico, migliora il metabolismo, tonifica i tessuti, aumenta la permeabilità di membrana, con conseguente drenaggio di acidi grassi e glicerina dalle cellule, produce una veloce eliminazione del grasso con una riattivazione del metabolismo locale nonché l’eliminazione della ritenzione idrica. Sul viso AWT agisce ancora più velocemente! Il collagene, che rappresenta il tessuto di sostegno della cute e fa apparire il viso tonico e giovane, con il passare degli anni tende a cedere, perdendo compattezza, i muscoli si atrofizzano, la pelle si assottiglia e perde acido ialuronico. Il trattamento ad onde acustiche “Acoustic Wave Therapy”, lavora tu tutte queste singole problematiche, riattivando la circolazione, eliminando i liquidi in eccesso (gonfiore palpebrale inferiore), facendo una vera e propria ginnastica per i muscoli del massiccio facciale, lavorando sulla rigenerazione ossea e del collagene. AWT si considera il trattamento ideale anche per chi si avvicina alla medicina estetica con cautela o non vuole trattamenti invasivi. Aree che si possono trattare: •Ridefinizione dell’ovale del viso - bargiglio •Rughe perilabiali e rughe perioculari Per combattere la perdita di elasticità, le onde acustiche stimolano i fibroblasti in profondità ripristinando la produzione di collagene ed elastina. Un trattamento estetico naturale per le rughe, che promuove il rinnovamento cellulare e migliora la densità della pelle.

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Non sei una donna come le altre: non hai bisogno di un trattamento come gli altri. Quando ti rendi conto di avere un inestetismo, come scegli quale trattamento fare? Spesso arrivano clienti che chiedono un trattamento specifico per risolvere un problema e il motivo è che “a sentimento” o “per esperienza di una amica” pensano che possa essere risolutivo per il loro. Questo è un atteggiamento nel quale, in un modo o nell’altro cadiamo tutti: chi ci cade per la dieta, per l’abbigliamento, per i farmaci e vale anche (e soprattutto) per l’estetista. La verità però (che sappiamo tutti e sempre per esperienza) è che non sempre la cosa buona per gli altri è adatta anche a te. Una cosa che ho imparato in tanti anni di professione è che, prima di iniziare un trattamento, è sempre bene ascoltare la cliente, guardarla e parlare un po’ con lei e questo perché non esiste una regola fissa o un protocollo applicabile ad ogni persona. Ogni situazione è a sé stante, ogni persona ha fatto il suo percorso, ogni corpo ha la sua storia. Quando una cliente mi spiega che in altri centri hanno adoperato su di lei protocolli standardizzati, usati per tutte, senza alcuna differenziazione, ammetto che non me lo spiego o, meglio, mi spiego i piccoli o grandi disturbi che ne conseguono.

La verità però è che una operatrice NON vale l’altra e, almeno io, seleziono sempre con molta cura la persona che lavorerà con me e con le mie clienti. In tanti anni di professione e di studio ho preso consapevolezza che non esiste una ricetta unica, che ogni persona risponde in modo diverso, che ogni persona arriva con una situazione diversa e che protocolli identici, semplicemente NON possono funzionare. Diffida dai protocolli miracolosi tutti uguali; Diffida da ciò che ha funzionato per le amiche Fidati di chi ti guarda e ti ascolta e non ti propone percorsi prestampati identici ovunque. Ovviamente ognuno ha la propria quantità di esperienza e di bagaglio di studio. Io, con la mia esperienza e la mia preparazione, la vedo così e cerco di usare al meglio il mio bagaglio per le mie clienti. Rispetto ma non condivido chi la pensa diversamente e, ai fatti, non si prende veramente cura della persona. Tu non sei e non sarai mai una cliente come le altre. Se hai voglia di parlare della tua situazione e di come poter affrontare il tuo inestetismo, ti aspetto presso il mio centro estetico. Oppure scrivimi a: info@masiestetica.it

Il dato di fatto è che non è possibile e, soprattutto, non è professionalmente corretto mettere sullo stesso piano i problemi, le necessità che, per forza di cose, NON POSSONO essere uguali per ognuna. Se ogni corpo è diverso, è diversa anche la singola risposta al trattamento, diversa è la causa di nascita dell’inestetismo, diversa è la modalità di aggressione a questo. La diversa modalità di aggressione ad un inestetismo è fatto anche di verifiche periodiche e differenziazione di protocollo e anche, per alcuni che vivono la professione di estetista come una industria e non come una missione, cercare di convincere la cliente che la mano di una estetista sia identica alla mano di qualunque altra estetista.

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Il ciclo vitale della coppia

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Antoine de Saint-Exupèry afferma che l’amore è quel delicato processo attraverso il quale ci si accompagna all’incontro con se stessi. Come ogni organismo vivente, anche l’amore nasce, cresce, si evolve e ha bisogno di cure per restare in vita. La relazione tra un uomo e una donna ha mille sfaccettature che dipendono dalla specificità dei singoli individui e dalla specificità della coppia che poi nasce dall’incontro di queste uniche individualità ma tutte le coppie si evolvono seguendo un percorso comune, delle fasi successive di sviluppo: il ciclo vitale della coppia. Bader e Pearson, nel libro “In Quest of the Mytical Mate”, propongono un modello del ciclo di vita della coppia, ipotizzando che le fasi evolutive della stessa ripercorrano le fasi di sviluppo della prima infanzia. Seguendo il modello evolutivo dello sviluppo del bambino della psicoanalista Margaret Mahler (fase autistica, simbiotica, della separazione e individuazione, riavvicinamento, costanza di sé), ritengono che il legame di coppia sia un comportamento di attaccamento che ripropone modalità analoghe a quelle sperimentate nel rapporto con la figura di attaccamento principale, solitamente la madre. La coppia quindi, come il bambino dai zero ai tre anni, attraversa inizialmente la fase della simbiosi, poi quella di differenziazione, di sperimentazione, di riavvicinamento e di mutua interdipendenza. Ad ogni stadio subentrerà un cambiamento nel modo di essere in relazione e la necessità di trovare nuovi equilibri, attraverso la rielaborazione di ruoli e regole. Non sempre l’evoluzione riesce a completarsi, alcune coppie possono arrestarsi prima ancora di essersi definite come coppia, altre rimangono ferme in una della fasi con la probabile insorgenza di problematiche più o meno dolorose che potrebbero condurre anche alla rottura del rapporto. Quali sono dunque le fasi? -SIMBIOSI: questa è la fase dell’innamoramento, quello dell’attrazione e del corteggiamento, dove si mostra il lato migliore di sé, si accentuano messaggi  che comunicano il proprio coinvolgimento, si condividono delusioni, dolori e esperienze negative precedenti e si spera che il partner diventi il nostro rifugio emotivo, fonte di conforto e di rassicurazioni. Quando si è innamorati si percepiscono solo le somiglianze, si annullano le differenze e si mette in atto una fortissima idealizzazione dell’altro. In questa fase si crea una vera e propria simbiosi e il partner viene visto come colui che è in grado di soddisfare i nostri bisogni, realizzare i nostri desideri più profondi e trasformare i nostri sogni in realtà. È ancora un momento di messa alla prova dell’altro, durante la quale si sonda la disponibilità all’impegno e la sua aderenza al modello di persona e di relazione che abbiamo in testa. Più che essere innamorati di chi realmente abbiamo di fronte siamo presi da quello che ci evoca e ci fa provare.  -DIFFERENZIAZIONE: alla fase dell’innamoramento segue quella della delusione. Finisce l’idillio e ci si accorge che l’altro non corrisponde alla

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figura sinora così idealizzata. Questa fase, detta anche del “risveglio”, è quella della differenziazione e dell’individuazione, ovvero un processo che ha come obiettivo lo sviluppo della personalità individuale. Si vivono sentimenti contraddittori: da una parte è deludente constatare le differenze, le divergenze fra sé e il partner ma dall’altra può diventare gratificante e stimolante. Perché questo è il momento in cui ci si mette davvero in gioco, con le proprie fragilità, risorse, pregi e difetti e in cui


si prendono le decisioni più consapevoli: si decide di investire nella coppia e di impegnarsi reciprocamente, a scoprire e accogliere l’altra persona nella sua unicità e specialità e a venirsi incontro nelle divergenze. La coppia evolve in questo stato quando comincia a pensare in maniera indipendente l’uno dall’altro e possono nascere delle difficoltà qualora uno dei due non sia pronto a differenziarsi e voglia invece a tutti i costi mantenere la simbiosi. Se ciò accade, il cambiamento viene visto come un pericolo oppure come un segnale di deterioramento del rapporto piuttosto che come un naturale processo evolutivo. -SPERIMENTAZIONE: è il momento più delicato, in questa fase è molto difficile scendere a compromessi, negoziare, perché tra i partner si vive un distacco emotivo. Infatti, la caratteristica saliente è la distanza: la coppia sente l’esigenza di uscire dal nucleo a due e di esplorare l’esterno, riscopre autonomie individuali. Si sente il bisogno di avere più

sia definitivamente finito! Ma la disarmonia e il conflitto sono fasi evolutive della coppia assolutamente naturali. Questo processo di momentanea distanza, in cui si comincia a pensare individualmente e ci si sperimenta anche lontano dal partner, è fondamentale per giungere all’ultima fase in cui due persone indipendenti sono capaci di relazionarsi e anche di risolvere i conflitti insieme.

tempo per se stessi, i propri obiettivi ed interessi. Nascono delle crisi dovute al disequilibrio che si viene a creare allorché uno dei partner percepisca l’interesse dell’altro verso il mondo esterno come un allontanamento dalla relazione o un abbandono. È dunque una fase conflittuale e non empatica, dove si discute, dove prevalgono i litigi, le lotte di potere e nessuno dei due partner vuole cedere, come se ciò significasse finire in secondo piano rispetto al proprio compagno. Per cui si combatte per difendere il “me” dal “tu” dell’altro. Si può proprio affermare che l’amore romantico

-RIAVVICINAMENTO E INTERDIPENDENZA: adesso i due elementi della coppia sono indipendenti ma allo stesso tempo sono in grado di dare al compagno e scelgono di farlo. È la fase dell’accettazione, quella in cui si scopre che il difetto dell’altro è “nostro” e non ci disturba più. Si crea l’interdipendenza emotiva che dona stabilità e sicurezza alla relazione. L’interdipendenza è la base anche per superare le inevitabili divergenze e per una nuova esplorazione di se stessi e dello stesso partner. La coppia passa da un “noi” fusionale ad un IO E TU interdipendente: una persona più un’altra persona,  che scelgono di stare insieme,  rispettando l’unicità e l’identità personale e valorizzandosi reciprocamente. È proprio in questa fase che nasce la vera intimità… alla quale verrà dedicato il prossimo articolo…

DOTTOR GIANFRANCO PANARELLO MUSCOLINO MEDICO CHIRURGO

OCULISTA 335.52.14.614

Studio: Via Raffaele De Cosa, 61, palaz. A3 - Ostia - Tel. 06.563.398.60 Studio: Galleria n°24 Le Terrazze Casal Palocco Tel. 06.50.91.52.79 - 06.50.91.21.02 Studio: Via Gino Bonichi, 111 - Acilia - Tel. 06.52.35.07.70 Studio: Via Torgegno, 65F - AssoMedical - Infernetto - Tel. 06.50916397

CINEMA TEATRO SAN TIMOTEO

Programma febbraio / marzo 2019 - Via Apelle 1 – Casal Palocco - tel. 0650916710 Giovedi 3 – ore 21.15 e sabato 5 – ore 16.30 IL TRADITORE

Di Marco Bellocchio. Con P.Favino Biografico 135’

Sabato 12 - ore 21.15 e domenica 13 - ore 16.30-21.16 E POI C’È KATHERINE Di Nisha Ganatra. Con E.Thompson Commedia 102’

Giovedi 17 – ore 21.15 e sabato 19 – ore 16.30 L’OSPITE

Giovedi 10 – ore 21.15 e sabato 12 – ore 16.30 ARRIVEDERCI PROFESSORE

Sabato 19 - ore 21.15 e domenica 20 - ore 16.30-21.15 MIO FRATELLO RINCORRE I DINOSAURI

Di Gianni Aureli. Con T.Guarini Drammatico, biografico 100’

Di Wayne Roberts. Con J.Deep Drammatico, commedia 90’

Di Duccio Chiarini. Con D.Parisi, S.D’Amico Drammatico, commedia 94’

Di Stefno Cipani. Con A.Gassmann Drammatico 101’

Sabato 26 - ore 21.15 e domenica 27 - ore 16.30-21.16 C’ERA UNA VOLTA... A HOLLYWOOD Di Quentin Tarantino Con L.Di Caprio, B.Pitt Commedia, drammatico 161’

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Sabato 5 - ore 21.15 e domenica 6 - ore 16.30-21.16 AQUILE RANDAGIE

Giovedi 24 – ore 21.15 e sabato 26 – ore 16.30 TITOLO DA STABILIRE

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News X Municipio a cura di Emanuela Sirchia

LA BUONA NOTIZIA Ex Gil: al via il bando di gara per i lavori Il lungo iter è giunto finalmente al termine con la firma apposta da Comune, Regione e Ministero del Lavoro alla convenzione che dà il via ai lavori di ristrutturazione dell’ex Gil. L’edificio di Corso Duca di Genova, abbandonato da decenni, come peraltro sancito con un precedente accordo che risale al 2017, ospiterà La sede della Polizia Locale X Mare, quella del Giudice di Pace e, novità assoluta, la sede della Smart City. Il bando di gara per i lavori è già stato pubblicato sia sul sito del Comune di Roma che sulla Gazzetta Ufficiale n. 108 del 13 settembre 2019 e sulla Gazzetta Europea. Lo stabile, di proprietà regionale, risale al periodo fascista. Ex Gil sta infatti per Gioventù Italiana del Littorio e prima di chiudere i battenti ospitava una delle scuole del territorio. L’ultimo atto in ordine di tempo, quello di questi giorni, spalanca dunque le porte al futuro di questa importante struttura e, come ha avuto modo di affermare la Presidente del Municipio X Giuliana Di Pillo “è un grande risultato che testimonia il grande lavoro sinergico inter istituzionale tra le varie Amministrazioni che hanno collaborato attivamente per il bene del territorio”. Il progetto esecutivo, è stato redatto totalmente in house con il contributo di tecnici del Simu, di Risorse per Roma e del Municipio X ed in particolare dal Direttore apicale Nicola De Bernardini. Un passo importante, un altro tassello di questo complicato puzzle, era stato fatto nel 2017 quando il Municipio X era ancora sotto commissariamento. Proprio il Prefetto e Commissario straordinario Domenico Vulpiani, sottoscrisse un accordo di collaborazione tra Ministero della Giustizia, Regione

Lazio (con il Presidente Zingaretti) e Comune di Roma (con la Sindaca Raggi). In seguito, il Direttore De Bernardini, con una determinazione dirigenziale ha approvato il “progetto esecutivo del risanamento conservativo e messa a norma della storica struttura”. Una ristrutturazione prima e la riapertura poi, di un edificio al servizio dei cittadini che riavranno gli uffici del Giudice di Pace (anche questi chiusi da anni). In Corso Duca di Genova si trasferiranno anche i Vigili che attualmente hanno sede in via Capo delle Armi. Questo consentirà di far risparmiare all’Amministra-

zione comunale oltre un milione di euro annui relativi all’affitto dell’edificio. Ma c’è anche un motivo legato alla salute dei Vigili. Da tempo infatti, anche attraverso le organizzazioni sindacali, gli uomini e le donne della Polizia Locale, hanno portato alla ribalta dell’opinione pubblica l’escalation di patologie cancerogene, oggetto di uno studio epidemiologico dell’area. La stessa Presidente Di Pillo, un anno fa, aveva sollecitato alla Sindaca Raggi l’urgenza di inizio dei lavori dell’Ex Gil, così da eliminare ogni eventuale ipotesi legata a danni per la salute ma soprattutto con l’intento di restituire alla città un bene prezioso ed un servizio multiplo ai cittadini.

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a cura di Giuseppe Menzio

Gli Antichi Stati Italiani (1850-1861)

Le potenze vincitrici di Napoleone, e cioè Austria, Prussia, Inghilterra e Russia, al Congresso di Vienna nel 1815, decidono di dividere l’Italia in otto Stati, cercando di cancellare ogni traccia della Rivoluzione francese e del periodo napoleonico. Abbiamo così come appare nella cartina a destra : il Regno Lombardo-Veneto, strettamente controllato dall’Impe- ro austriaco, il Regno di Sardegna, con la casa Savoia, il Granducato di Toscana dove ritornano i Lorena che avevano sosti- tuito i Medici nel 1737, lo Stato Pontificio che comprendeva Lazio, Umbria, Marche e Romagne, il Ducato di Modena dove viene insediato Francesco IV d’Asburgo Este, il Ducato di Parma, affidato alla protezione di Maria Luigia d’Austria, il Regno di Napoli, in realtà delle Due Sicilie, con Ferdinando IV di Borbone. Ovviamente la restaurazione aveva avuto cura di insediare sovrani che si erano opposti al vento di libertà portato dalla Rivoluzione francese, e non avevano cambiato opinione.… Ma intanto attraverso il pensiero e l’azione di personaggi come Mazzini, l’idea di uno Stato unitario italiano cominciava a farsi strada. Prima attraverso società segrete, insurrezioni, sommosse, poi con il ruolo preminente del Regno di Sardegna, con Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II. Più tardi, con l’abile opera di Cavour, si giunge alle guerre d’indipendenza del 1849 e 1859. La futura Italia comincia a prendere forma.

I primi francobolli apparsi sul suolo italiano sono quelli del Lombardo-Veneto nel 1850, seguiti da quelli degli altri Stati, come si vede sotto, per un totale di 231 francobolli. Undici anni dopo, nel 1861 appare il primo francobollo del Regno d’Italia. Il periodo durante il quale ebbero corso i francobolli degli Antichi Stati Italiani, è quindi relativamente breve, dal 1850 al 1861. Pochi francobolli, ripartiti su 8 Stati, in soli undici anni, ma sono undici anni talmente ricchi di avvenimenti, guerre, occupa -zioni, annessioni, governi provvisori, ecc. da costituire una eccezionale combinazione di intrecci fra storia e filatelia. Occorre notare come più che mai in questo caso, hanno un interesse elevatissimo le lettere, le buste, gli annulli, le varietà, le affrancature miste. Anche per questo la collezione dei francobolli degli Antichi Stati Italiani ha da sempre un fascino straordinario.

La svolta decisiva arriva nel 1860 con Garibaldi e la Spedizione dei Mille che consente di unire la Sicilia e le province meridionali, mentre al centro, attraverso annessioni e plebisciti, il nuovo Regno acquisisce Parma, Modena, la Toscana e poi le regioni dello Stato Pontificio. Il Regno d’Italia viene proclamato il 17 Marzo 1861. Il Veneto dovrà aspettare la terza guerra d’ind-i pendenza del 1866 e Roma il 1870. Da ultimo alla fine della prima guerra mondiale l’Austria cederà la Venezia Giulia e la Venezia Tridentina.

Sopra sono rappresentati esemplari di francobolli di tutti gli Antichi Stati Italiani. Dall’alto a sinistra : Lombardo-Veneto, Regno di Sardegna, Granducato di Toscana, Stato Pontificio, Ducato di Modena, Ducato di Parma, Regno di Napoli, Regno di Sicilia, Romagne, Province Napoletane.

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A sinistra, rarissima lettera del Regno di Sicilia del 1859, spedita da Palermo a Genova, affrancata con una coppia del 20 grana, più 5, 2 e un grano, effigie del re Ferdinando II di Borbone. Venduta ad un’asta nel 1999 per 88.750.000 lire !


Tablet Natura

di Alessandro Polinori , Responsabile CHM Lipu Ostia, Consigliere Nazionale Lipu/BirdLife Italia

Giovani Upupe Lipu Ostia - Foto di Martina Cordella

Educazione ambientale - foto di Franco Baccelli

Dai fridays for future ai Natural Leaders Lipu: giovani in azioneper la difesa della natura Nello stesso momento in cui, a livello planetario, un sempre più numeroso movimento giovanile si batte per chiedere alla politica seri provvedimenti in grado di rispondere alla grave crisi ecologica in atto, ad Ostia, i giovani volontari della Lipu dei progetti Natural Leaders e Progetto CHOO-NA! si sono riuniti per discutere di futuro, elaborare idee, confrontarsi tra di loro e con esperti del settore. Una tre giorni che ha avuto luogo ad inizio settembre presso location fortemente simboliche quali il CHM Lipu Ostia, l’Università del Mare di Roma 3 e la Tenuta Presidenziale di Castelporziano. In tale contesto, i giovani hanno pensato di fare qualcosa di importante, ovvero rivolgersi direttamente al garante della Costituzione. “Ogni giorno perdiamo natura: habitat, siti, specie animali e vegetali. Ogni giorno l’insostenibilità delle nostre pratiche priva il Pianeta di una parte del suo e nostro tesoro”. E’ il passaggio cruciale della lettera inviata dai giovani della Lipu al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della visita alla tenuta di Castelporziano che ha concluso l’edizione 2019 di Natural leaders, la scuola estiva della Lipu. “Alle crisi economiche e sociali che attraversano il Pianeta - continua la lettera si aggiunge la crisi ambientale. Educazione ambientale- foto di Martina Cordella Una crisi vasta, complessa, che vive nel riscaldamento globale la sua principale preoccupazione ma che non risparmia la biodiversità. Il nostro Paese, nonostante sia il più ricco di biodiversità in Europa, non è ancora del tutto consapevole e non riesce a garantirle una piena tutela”. I giovani volontari della Lipu concludono la lettera chiedendo al Presidente Mattarella, consapevoli

Info: alessandro.polinori@lipu.it

Attività didattiche - foto di Franco Baccelli I giovani Lipu al Fridays for Future - foto di Ester Mantero

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della sua grande sensibilità, di proseguire nel suo impegno in difesa dell’ambiente e nella sua azione di Natural Leaders Lipu a Castelporziano - foto Alessandro Polinori persuasione morale sui governi, sul Parlamento, sulle istituzioni, sui mezzi di comunicazione e sulla cittadinanza. “Parli loro di natura – scrivono i giovani attivisti - e di quanto è importante conoscerla e conservarla. Il futuro di noi ragazzi e di tutti dipende certamente anche da questo”. Intitolata “Il Futuro e noi”, l’edizione 2019 ha visto al centro dei dibattiti la grande crisi climatica e della biodiversità, il tema delle nuove tecnologie, il rischio dei conflitti per le risorse ma anche risvolti esistenziali come le scelte individuali e collettive delle nuove generazioni. “I dati di Eurobarometro - afferma Danilo Selvaggi, Direttore generale della Lipu-BirdLife Italia - ci dicono che il 70% dei giovani europei crede che la tutela dell’ambiente e la risposta ai cambiamenti climatici siano la sfida prioritaria per l’Europa del prossimo decennio. E’ un appello da raccogliere perché fondamentale per la natura e importante per i ragazzi, che nell’impegno ambientale possono trovare una profonda e fertile ragione di vita”. La Lipu-BirdLife Italia da sempre è in prima linea per il coinvolgimento e la sensibilizzazione dei giovani, a tutti i livelli. Da iniziative di formazione, ad attività di educazione ambientale rivolte a scuole di ogni ordine e grado. In tal modo, in tutta Italia, ogni anno sono decine di migliaia i ragazzi coinvolti dall’associazione ambientalista, che vanta al proprio interno anche un numero crescente di giovani volontari. A livello locale, presso l’oasi CHM LIPU di Ostia, da anni è attivo un gruppo di volontari denominati “Giovani Upupe”, coinvolti in numerose attività all’interno dell’area protetta lidense: dalle visite guidate all’accoglienza degli animali selvatici in difficoltà, fino a momenti artistici e didattici. Iniziative che hanno con il tempo favorito la crescita nei ragazzi di un attaccamento all’area protetta, divenuta un vero e proprio elemento identitario. Un coinvolgimento importante, che peraltro offre loro la possibilità di impegnarsi ricevendo stimoli utili alla creazione di futuri cittadini virtuosi. Dal locale al globale i giovani si impegnano e lanciano un grido d’allarme.  I Fridays for Future, promossi dalla giovanissima Greta Thunberg (in Italia sostenuti anche dalla Lipu) sono certamente utili per favorire una progressiva presa di conoscenza della crisi in atto. Ora è fondamentale che, tutto ciò, possa tradursi in una serie di azioni che diano contributi concreti alla mitigazione della crisi climatica, ambientale e di perdita della biodiversità, rappresentando anche un segnale di appoggio concreto a questa mobilitazione senza precedenti. 

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Scadenzario Fiscale Anna Maria De Calisti commercialista

Lo Studio De Calisti A.M. saluta tutti i Lettori che si inoltrano nello scadenzario fiscale di Ottobre 2019.

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La prima scadenza è il pagamento dei contributi per i datori di lavoro domestico. Il pagamento che va dal 1° ottobre al 10 ottobre, secondo la nuova circolare Inps, potrà essere versato esclusivamente secondo le seguenti modalità: a) rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche” (tabaccherie); b) online sul sito internet “www.inps.it”, nella sezione Servizi on line – Elenco di tutti i servizi - Pagamento contributi lavoratori domestici; c) telefonando al Contact Center 803.164, tramite utilizzo di carta di credito; d) utilizzando il bollettino MAV. Lo Studio rammenta, che per l’anno 2019, l’INPS ha suddiviso i contributi per i datori di lavoro domestico in due tabelle scindendo il tipo di contratto applicato da tempo indeterminato a quello a tempo determinato con l’aggiunta del contributo addizionale.

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Si rende noto che in data 1 ottobre è possibile regolarizzare i versamenti di imposte non effettuati o effettuati in misura insufficiente entro il 2 settembre 2019, con maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta a un decimo del minimo.

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Lo Studio rende noto che avendo dipendenti o collaboratori occasionali, la scadenza del 16 ottobre prevede: IRPEF, Ritenuta d’acconto, contributi INPS. Inoltre, entro il 16 ottobre coloro che sono titolari di Partita Iva e si trovano sotto un regime IVA mensile dovranno effettuare il versamento. Si prosegue poi con la scadenza del giorno 16 ottobre per coloro che hanno deciso di rateizzare i versamenti che derivano dalla Dichiarazione dei Redditi 2019 ed Irap 2019 (anno d’imposta 2018). Pertanto, coloro che sono in possesso di partita IVA , dovranno effettuare il versamento riguardo Irpef, Irap, Ires, Iva, eventuale acconto della cedolare secca sugli immobili dati in affitto. Chi non ha potuto pagare omettendo imposte e ritenute (non versate o versate in misura insufficiente entro il 16 settembre 2019), con l’opportuno calcolo può ravvedersi entro il 16 ottobre.

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Entro il 25 ottobre i contribuenti potranno presentare attraverso i Caf e gli Intermediari il Mod. 730/2019 integrativo a modifica di quello originario come da disposizioni vigenti. Inoltre con la scadenza del 25 ottobre coloro che ne sono soggetti, dovranno presentare gli elenchi riepilogativi Intrastat.

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Si informano i lettori che il 30 ottobre è possibile regolarizzare i versamenti di imposte non effettuati o effettuati in misura insufficiente entro il 30 settembre 2019, con maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta a un decimo del minimo (ravvedimento breve).

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Lo scadenzario Fiscale del mese di ottobre 2019 si conclude con importanti adempimenti riguardo ai versamenti interessati da una proroga dei termini. Entro il 31 ottobre è fissata la scadenza sia per i NON TITOLARI che TITOLARI di Partita IVA del versamento in unica soluzione o come prima rata dell’Irpef risultante dalla dichiarazione annuale, a titolo di saldo per l’anno 2018 e di primo acconto per l’anno 2019, con la maggiorazione dello 0,40 % e senza applicazione degli interessi. Inoltre è fissato al 31 ottobre per i TITOLARI di Partita IVA l’Adeguamento alle risultanze degli studi di settore e/o agli “Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale” (ISA) il versamento in unica soluzione o come prima rata dell’Irpef relativa ai maggiori ricavi o compensi indicati nella dichiarazione dei redditi, con la maggiorazione dello 0,40 % e senza applicazione degli interessi. Fine modulo Si rinnova ai lettori che lo Studio essendo anche CAF CGN è in grado di fornire ulteriori servizi tra cui: 730 per coloro che sono dipendenti, collaboratori, pensionati. Mod. Redditi IRAP e 770 Successioni. Lo Studio ringrazia per l’attenzione dei lettori e rimane a disposizione, per ogni ulteriore chiarimento. Studio De Calisti Anna Maria Via Leonardo Mellano 72 - 00125 Roma - 06/52352585 cell. 3333087137 - e-mail: amdec@libero.it

Lo Studio offre servizi di consulenza del lavoro


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TabletRoma Ottobre 2019  

Mensile free press a distribuzione gratuita di informazione cultura e società distribuito a Roma nel X Municipio

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