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ACILIA

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Editoriale a cura del direttore Stefano Quagliozzi

...Ma di quale Europa parliamo? Assistiamo con sempre maggiore frequenza a cambiamenti anche importanti nell’ambito geopolitico planetario. Alleanze raramente viste prima, come quella pro interventi in Siria - senza un preventivo avallo dell’ONU - tra lo “Zar” Putin, il “Sultano” Erdogan e l’ “Ayatollah” Rouhani, dove si confondono Capi di Stato alleati della Nato con nemici storici della collettività internazionale o come chi incarna il potente orso russo, collocato dalla storia oltre cortina rispetto ai Paesi occidentali aderenti al Patto Atlantico. Problematiche ulteriormente aggravatesi dalle tensioni al confine tra Gaza e Israele e ancor più di recente con il “j’accuse” televisivo in lingua inglese del capo del governo israeliano di Bibi Netanyahu, che ha mostrato al mondo una quantità enorme di referti che i servizi del Mossad sembra abbiano sottratto all’Iran, a confutazione del mancato rispetto degli accordi sul nucleare da parte del vicino Stato islamico degli Ayatollah. Su queste rivelazioni dell’intelligence israeliana si è levata sopra tutte la voce del Presidente USA, Donald Trump, che poco dopo la kermesse televisiva di Netanyahu ha twittato messaggi di convinta adesione alle tesi israeliane, con tutto ciò che ne può conseguire, ovvero anche incursioni militari nei siti incriminati, con sconfinamenti in Iran senza preavviso. E in questo caotico divenire di dichiarazioni e fatti, la vecchia cara Europa non si pronuncia e rischia, come già avvenuto con l’incursione in Siria dopo il presunto uso di gas nervini da parte delle milizie di Assad, un intervento scomposto e non concordato, come quello dei jet delle forze armate francesi, come unico Paese della UE, intervenuto con decisione autonoma del Presidente Macron.

Alla faccia dello spirito comune dell’ “Unione”, avrebbe detto Totò. La questione è che dopo oltre sessant’anni di storia d’Europa post-bellica ma riunita, ancora non abbiamo consapevolezze su chi siamo, che forza politica ed economica siamo in grado di essere, che potenziali saremmo in grado di sprigionare, che peso avremmo in politica estera se solo parlassimo con una sola voce a nome di tutti gli Stati Membri. E come fare, se noi per primi ci dimentichiamo troppo spesso di quante cose straordinarie ha costruito l’Europa. A parte il fatto che avendo il PIL più grande al mondo - il 23% del PIL complessivo - potrebbe fare la voce grossa con tutti, ma spesso si fa male da sola. C’è l’Europa che ha il maggior benessere, la migliore assistenza sanitaria, il miglior livello di istruzione, è un Continente al cui interno (nei limiti del possibile) c’è una grande tolleranza, una grandissima cultura, un Patrimonio storico, artistico e architettonico unico al mondo, e viviamo forse nel posto della storia dell’uomo in cui si sta meglio. E’ un privilegio straordinario ma ce ne dimentichiamo e così ci facciamo male da soli. E da dove nascono i disagi dell’Europa? A giudicare dai fatti, da una Francia che fa la guerra alla Siria con la Gran Bretagna e gli USA senza dirlo agli altri partner UE oppure dalla Germania che, si voglia o no, è alla guida di questo Continente ma non riesce a mettere a tacere quella sua tendenza che l’ha divorata per secoli e plasmata verso il dominio sugli altri (oggi per fortuna solo economico). Ma la Germania uccide l’Europa con la sua forza che non riesce a trainare né a unire.

Anche l’Italia ha le sue responsabilità. Un’Italia che rinuncia al suo ruolo cedendo ai propri mali che sono la divisione tra nord e sud, la corruzione, l’evasione, la mafia. Ecco quindi, noi ci troviamo sempre così: l’Europa è nemica di se stessa e non riesce ad accettare questa responsabilità e questa fortuna di essere il posto dove si potrebbe stare ancora meglio, dettando magari agli altri anche delle voci dell’agenda. E l’Italia di oggi come potrebbe contribuire a far nascere una voce univoca in Europa? Dopo le ultime elezioni davvero è difficile dirlo. Che idea hanno dell’Europa i partiti che hanno raccolto i maggiori successi lo scorso 4 marzo? Cosa vogliono e come intendono gestire il rapporto con la UE la Lega e il Movimento Cinque Stelle? Forse lo sapremo con la nascita del nuovo governo o forse dovremo attendere nuovamente le urne in autunno, magari con una legge elettorale ritoccata quel tanto che basta, con un premio di maggioranza, per conoscere il giorno stesso della consultazione elettorale il vincitore in grado di esprimere una maggioranza e di governare.


TABLET ROMA

TabletRoma, il giornale che si ascolta tutti i gioved’ dalle ore 19.35 alle 19.45 su Radio Roma Capitale 93 FM

ANNO 6 NO 61 MAGGIO 2018 SOMMARIO

8 PRIMO PIANO Shotsinrome, intervista a Stefano Cherti

16 + DESIGN Spring Time’s Colors

22 TURISTI PER CASO Alla scoperta di Trastevere

38 UN POSTO TRANQUILLO Hikikomori, il ritiro sociale degli adolescenti

50 LA RICETTA DEL MESE Arrosto di vitella, erbe aromatiche e prugne

58 TABLET SCUOLA Orioli Fanelli. A Scuola di scacchi

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Primo Piano

Fotografi romani, italiani, ma speriamo anche stranieri, che hanno scattato “belle foto” di questa città possono inviarcele, e provvederemo “noi di shots” a pubblicarle e pubblicizzarle. di Cristina Anichini foto di Stefano Cherti e Giancarlo Casnati Vedo che hai accentuato “belle foto” nel discorso, perché? Perché l’idea originaria di shotsinrome non nasce a Roma, ma durante un caffè nel pieno centro di New York. Era il tempo dell’emergenza rifiuti e non passava giorno che la stampa americana non pubblicasse qualche “brutta foto” di monumenti romani ricoperti di immondizia o in totale stato di abbandono. Ero con Donna Ferrato (una delle più importanti fotografe USA, attivista per i diritti umani), e durante quel caffè Donna, commentando quelle “foto brutte” - da vera amante di Roma - mi ha spronato come fotografo ad assumermi le “mie responsabilità”. Mi ha detto più volte durante quella chiacchierata: “non è possibile”, “ci deve essere anche un’altra strada da percorrere”. Responsabilità di un fotografo, in che senso?

Intervista a Stefano Cherti, fotografo e ideatore del progetto

Quando scopriamo progetti interessanti, audaci e intelligenti cerchiamo se possible di metterli in Primo Piano. L’incontro con Stefano Cherti ci ha fatto prendere questa decisione che vogliamo condividere con i nostri lettori. Ciao Stefano. Intanto cos’è in poche battute Shotsinrome? L’idea è quella di coinvolgere fotografi con foto “su e di” Roma e che abbiano voglia di condividerle col pubblico dei social network. Shotsinrome, tecnicamente, è sia un profilo Instagram che una pagina Facebook.

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Nel senso che i fotografi, quando scattano, raccontano inevitabilmente una realtà (non La Realtà) e nel farlo hanno un grande potere nelle loro mani. Si possono scattare le brutture di un luogo, l’incuria delle persone, il degrado, ma anche altro. Shotsinrome nasce per veicolare le immagini – belle -, di una città unica al mondo. Roma è (e speriamo lo sarà sempre di più) uno dei palcoscenici viventi più entusiasmanti in cui trovarsi a scattare. Non vogliamo nascondere lo sporco sotto il tappeto, ma è importante, vista la bellezza storica, culturale, paesaggistica che ci circonda - e che sovrasta di gran lunga l’incuria - rendere la giusta testimonianza. L’idea alla base di Shotsinrome è di consentire a quanti hanno “scattato roma” di poter ritrasmettere sui social network la magia che questa città emana ad ogni ora del giorno e della notte. E quindi, dopo NY, come sei passato dalla teoria alla pratica? Ovviamente, una volta rientrato a Roma, e con in testa le suggestioni raccolte durante quel viaggio, ho subito parlato del progetto a Valerio, un mio caro amico esperto di social media. Insieme abbiamo valutato la fattibilità in termini di costi e tempo. In poco tempo Valerio, da amico, è diventato il mio braccio destro in questo progetto. Non è banale dirlo, ma è tutto fatto su base volontaristica, senza scopo di lucro; in questo proprio gli americani docent (!!). Le persone che sino ad oggi hanno collaborato con Shotsinrome lo hanno fatto


Come scegliete le foto? Colori, bianco e nero? Ogni fotografo ha il suo stile e va rispettato. Non si può dire che il bianco e nero sia meglio del colore o viceversa. Come vedi ad oggi c’è una prevalenza delle foto della città in bianco e nero, ma è una pura casualità; non mi stupirei se tra un anno la proporzione risultasse invertita. Dal canto nostro ci teniamo all’originalità. Un primo piccolo bilancio e quali sono gli obiettivi futuri? Credimi sono già felice di essere qua oggi a parlare di Shotsinrome con te; vuol dire che siamo partiti e che il progetto piace. Come si dice in questi casi “Rome wasn’t built in a day”! Vogliamo sviluppare questo progetto coinvolgendo quanti più fotografi possibile, postando su Shots ogni giorno foto che si lascino guardare per più di qualche secondo. Le ricerche ci dicono che mediamente sui social media una persona si sofferma su un’immagine per non più di 3 secondi, ma noi vorremmo che di fronte ad una bella foto di Roma il tempo almeno si raddoppiasse! E gli obiettivi futuri? Un primo obiettivo è quello di condividere il progetto

Grazie Stefano. Noi invitiamo i nostri letori interessati a partecipare e a seguirvi su Istagram e Facebook, Shotsinrome!

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come una sorta di “ringraziamento” alla città che li ha accolti (e li accoglie, per quelli che ci vivono) e che gli ha permesso scatti così belli e suggestivi. Quanta passione! Sicuramente tanta passione, ma anche voglia di poter cambiare a cominciare “dal piccolo”, dalle possibilità che si hanno sotto mano (e che a volte non vengono sfruttate e pure sono lì). Nel mio caso una macchina fotografica e la passione per questo strumento. Dunque “semplici fotografie” da contrapporre agli stereotipi (e alle immagini brutte) che quotidianamente ci travolgono. Come ti dicevo in termini di “tempo e denaro” non è semplice far quadrare sempre tutto, ma l’impegno è massimo. Ti direi, così su due piedi, che mi viene in mente l’esperienza dei volontari di Retake Roma: impegno, passione, voglia di rendere più bello l’ambiente in cui si vive. Sul profilo ci sono già tante foto …. Una volta progettato e gettate le basi, dai primi di marzo abbiamo iniziato a caricare materialmente le prime foto su “Shotsinrome” e da quel giorno, ogni giorno alle 9,00 di mattina, postiamo una foto. E’ una sorta di “buon giorno” per chi decide di seguire il profilo (su Instagram e su Facebook è lo stesso). Ogni mattina, dal lunedì al venerdì, la persona che decide di seguirci riceverà un’immagine di un fotografo. E gli altri fotografi come hanno reagito? Siamo all’inizio, ma devo dirti che i feedback sono molto positivi. Intanto sfatiamo un luogo comune: proprio i fotografi più bravi (e dai quali mi aspettavo più resistenze/gelosie) sono stati da subito molto partecipativi. Ma l’idea è quella di permettere a tutti i fotografi (famosi e non) che sono rimasti folgorati da questa città di condividere un loro scatto. Shotsinrome nasce per tutti, non è riservato ai “mostri sacri” della fotografia. Basta avere la voglia di farsi conquistare da questa città. Quanti fotografi collaborano attivamente al momento? Ad oggi una quindicina. Tutte persone che ho avuto il piacere di conoscere in questi anni in giro per Roma con la macchina fotografica e che hanno sposato da subito il progetto. A breve se ne uniranno un’altra decina e ho la promessa da parte dei fotografi americani con cui scatto negli USA che quando verranno a Roma si metteranno a disposizione anche loro per Shots.

con altre realtà cittadine. Vorrei che a breve nascessero a Napoli, Milano, ecc. altrettante Shotsinneaples, Shotsinmilan, ecc. Credo che prima dell’estate proprio a Napoli un gruppo di fotografi inizierà; e a luglio spero di definire qualcosa con la Toscana. La verità è che l’Italia per le sue smisurate bellezze meriterebbe che in ogni città ci fosse un progetto di questo tipo. Qualche altra anticipazione? C’è poi l’idea di premiare ogni anno la foto “più cliccata” su Shotsinrome con un premio, e stiamo cercando uno sponsor tecnico nel mondo della fotografia. Speriamo bene e soprattutto che a vincere siano le foto. Ovviamente anche i lettori possono già seguirci e cliccare a loro insindacabile giudizio sulle foto che preferiscono. Una curiosità, secondo te Shotsinrome e iniziative simili non hanno anche una dimensione politica? In generale la fotografia, proprio in questo momento storico, ha un enorme impatto sulla politica, sulla società. Le foto dei migranti, quelle degli attentati, solo per citare gli ultimissimi fatti di cronaca, testimoniano la forza della fotografia, il potere delle immagini. Quanto a progetti locali come Shotsinrome, davvero c’è la voglia di rendere omaggio ad una città meravigliosa che non si merita lo stato in cui versa attualmente. Non molto incoraggiante. I più “grandicelli” ricorderanno la Roma del Giubileo del 2000; credo che, per non andare troppo indietro con la memoria, da quel momento è iniziato un declino che non si è ancora fermato e Shotsinrome, almeno a livello visivo, vuole ricordare a tutti, giorno per giorno, che Roma (e tutte le altre città) sono luoghi meravigliosi in cui abbiamo avuto la fortuna di nascere, crescere, lavorare.

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Il libraio consiglia a cura della libreria Novarcadia

Sabato 5 Maggio, ore 18:00 lo scrittore Antonio Lanzetta incontra i lettori e presenta…I FIGLI DEL MALE.

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Un intenso thriller, dove Damiano Valente, per scoprire la verità, dovrà scavare a fondo e tornare al 1950, nel suo Sud segnato dalla guerra e dal regime fascista. È ancora notte quando Damiano Valente viene svegliato da una telefonata e in pochi minuti si ritrova sulla scena di un crimine atroce e inspiegabile: davanti ai suoi occhi un uomo con la gola tagliata, riverso in un’auto su una spiaggia vicino Castellaccio. Sporco di sangue e conficcato nella ferita, un messaggio contenente solo due parole: Lui vede. Damiano, lo Sciacallo, uno scrittore diventato famoso ricostruendo i casi di cronaca nera nei suoi libri, aveva promesso di non farsi coinvolgere più, di non scrivere più. Per dimenticare. Per sfuggire a un passato di morte e sangue che invece continua a tormentarlo. Ma gli incubi non sono finiti e lui non può tirarsi indietro. Anche perché il suo amico Flavio viene inghiottito dal buio, mentre cerca di aiutare una paziente della clinica psichiatrica in cui lavora. Quale può essere il collegamento? Per scoprire la verità Damiano dovrà tornare indietro fino al 1950, nel suo Sud profondamente segnato dalla guerra e dal regime fascista. Sono gli anni del giovane Mimì e del suo amore per Teresa. Gli anni del piccolo Tommaso e del pomeriggio in cui ritrova il corpo martoriato di un bambino sulla riva di un fiume. Gli anni in cui tutto ebbe inizio.

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Sabato 12 Maggio, ore 11:00 lo scrittore Marco Marsullo incontra i lettori e presenta… DUE COME LORO.

Shep ha trentasei anni, un’ex fidanzata di nome Viola, della quale è ancora perdutamente innamorato, e una professione insolita. Si occupa degli aspiranti suicidi e lo fa per conto di Dio, all’insaputa del Diavolo, ma anche per conto del Diavolo, di nascosto da Dio. È lui a decidere di volta in volta chi salvare dalle fiamme dell’Inferno. Riceve ogni mese una lista con i nomi, il luogo, la data e l’ora del suicidio. Tutto sembra andare alla grande finché nella lista non compare il nuovo fidanzato di Viola: un avvocatuccio stempiato sulla quarantina, buon partito per il desiderio di sistemarsi di lei. Shep esulta all’idea di accompagnare alla morte il suo rivale, così da potersi riprendere Viola. Però gli balza in testa una domanda: perché una persona in apparenza senza segreti vuole ammazzarsi? È allora che comincia la sua indagine. Un impiegato del ramo suicidi al servizio di Dio e del Diavolo. Una commedia folle e irriverente sulle nostre debolezze, i nostri vizi, le nostre paure. E la nostra atavica fame d’amore.

Sabato 19 Maggio, ore 16:00 #MERENDALETTERARIA per bambini con Davide Cipollini.

Tutti i giorni Cosimino sente i grandi dire le parolacce, e anche lui vorrebbe provare. Sa che se venisse scoperto sarebbe un bel guaio. L’unica soluzione è inventarsi la propria parolaccia. Tuttavia la sua invenzione fantastica ha risvolti imprevisti e contagiosi. Ti aspettiamo per inventare tante parole strambe, per ascoltare la storia di Cosimino e fare merenda insieme a Davide Cipollini.

Sabato 26 maggio ore 11:00 Mamma Maurizia, Papà Marco e le piccole pesti incontrano i lettori e presentano… Dis-ordinary family

Lei era alla ricerca di un amante per compensare un matrimonio in crisi, Lui di una brava ragazza con cui metter su famiglia. Lei non era una brava ragazza e Lui non voleva fare l’amante. Era evidente che nessuno dei due fosse adatto ai sogni dell’altro, ma non tutti i grandi amori nascono dalla realizzazione di un sogno, a volte sono i sogni che cambiano per adattarsi a un grande amore. Se è vero che il destino ha in serbo la persona giusta per ognuno di noi, nel caso di Maurizia e Marco era un po’ difficile crederci. Difficile pensare che la persona giusta potesse trovarsi in fondo a una strada lastricata di incomprensioni, litigi, riavvicinamenti, delusioni, sensi di colpa. Eppure, con caparbietà, un po’ d’azzardo e il coraggio di andare contro tutto, ci sono voluti quasi tre anni, ma alla fine di quella strada loro ci sono arrivati. Dis-ordinary Family è lo spaccato quotidiano di una famiglia moderna e allargata, dove un ex-scapolo si ritrova vice-papà di un bambino sensibile e iperattivo, e una donna indipendente e un po’ dura si scopre innamorata come una ragazzina e determinata a mandare all’aria la sua vita per costruirne una nuova. Il tutto infiocchettato da un nuovo dolcissimo e indemoniato piccolo arrivo. www.librerianovarcadia.it


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a cura di Cristina Anichini

Riccardo Masia

un palocchino impegnato nella sostenibilità

Palocchino amante del verde, del senso sociale di collettività, del vivere semplice e della tecnologia in chiave di abilitazione e coinvolgimento. Economista esperto di sostenibilità, professore universitario e profondo conoscitore delle tematiche legate all’innovazione e alle strategie di impresa. Da oltre 10 anni promotore dello sviluppo sostenibile in ambito confindustriale, oggi è il Vice presidente di Assoknowledge Confindustria SIT e ricopre ruoli apicali in diverse aziende volte all’innovazione tecnologica e alla consulenza strategica di impresa. Oggi scrive e pubblica un libro per le aziende che promuove la sostenibilità e un modello in particolare capace di dare strumenti ai manager per rendere la propria realtà imprenditoriale sostenibile. Tale libro, edito da società editrice Dante Alighieri, rappresenta il compendio di un percorso che lo vede aver sviluppato il modello di posizionamento di sostenibilità conforme allo standard internazionale ISO 26000 e poi applicato a realtà aziendali e istituzionali. Cosa si deve intendere per sostenibilità? La sostenibilità è la nuova espressione di responsabilità sociale vista come quell’insieme di azioni svolte in un’ottica olistica cioè che tiene conto in modo integrato degli effetti delle proprie decisioni da un punto di

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vista economico, sociale e ambientale. L’azienda ha consapevolezza della propria responsabilità nei confronti degli stakeholder prendendo atto che il valore aggiunto prodotto dalla sua attività non è rappresentato solo dal maggior valore economica ma anche da quell’insieme di risultati che l’impresa genera verso l’ambiente esterno come lo sviluppo del territorio, l’innovazione, la formazione e il progresso sociale. La sostenibilità conviene? La sostenibilità rappresenta il valore competitivo di una organizzazione vincente e mostra alle aziende le aree di opportunità aventi maggiori probabilità di successo in termini di sviluppo e crescita. Lo stesso Porter, a distanza di anni, riconosce che la catena del valore da lui descritta è manchevole di aspetti riguardanti la sostenibilità. Porter, attraverso la collaborazione con Kramer, risolve tale mancanza, pubblicando un articolo in cui si evidenzia l’importanza della condivisione dei bisogni degli stakeholder. Quale è in buona sostanza l’intento del libro? Il libro vuole dare metodologie ed esperienza ai manager per generare la consapevolezza che attraverso strumenti innovativi di posizionamento e di offerta si possa generare un nuovo modo di fare sviluppo sostenibile attraverso le imprese. In contesto dinamico come quello odierno, in cui le strategie aziendali devono essere declinate in termini di sostenibilità anche al fine di dare resilienza al nostro modello di sviluppo, con questo libro si cerca di favorire il passaggio dalle buone intenzioni alla pratica manageriale proponendo alle organizzazioni produttive una innovativa metodologia. L’idea di fondo è quella di utilizzare la normativa ISO 26000 per formulare uno strumento, quale il modello di posizionamento, capace di misurare il grado di sostenibilità di una qualunque organizzazione. Questo al fine di aiutare il manager a intraprendere con sempre maggiore consapevolezza il percorso verso la sostenibilità sociale e ambientale oltre che economica . Tra gli strumenti innovativi abbiamo sviluppato una matrice valoriale dell’offerta sostenibile quale strumento di comunicazione interna, utile per delineare un quadro di riferimento sulla sostenibilità della propria attività. Nel caso dei prodotti industriali questa informazione offrirebbe ai clienti la possibilità di valutare correttamente le ricadute, in termini di sostenibilità, del loro acquisto sulla catena del valore e sulla so-

stenibilità dei diversi processi aziendali. Cosa è la Norma ISO 26000 e il suo modello SRQ? La ISO 26000 rappresenta la guida delle organizzazioni per comprendere e definire la Responsabilità Sociale e suggerisce le buone pratiche per integrarla e metterla in atto al fine di intraprendere un processo di sostenibilità. Tale processo è utile anche per identificare e coinvolgere gli stakeholder nel comunicare l’impegno e le performance conseguite nel perseguire un percorso di sviluppo sostenibile. Il Modello di Posizionamento SRQ consente a tutte le organizzazioni e aziende grandi e piccole di individuare il proprio grado di responsabilità sociale, il livello di sostenibilità e di poter delineare un percorso di miglioramento conforme alla norma ISO 26000.. Quale è stato un caso di successo reale nel quale ha utilizzato tali strumenti innovativi? Sicuramente il caso FIPAV, ovvero la Federazione Italiana di Pallavolo. Obiettivo del progetto è stato supportare la FIPAV verso un percorso di sostenibilità, attraverso uno strumento di posizionamento, conforme alla norma ISO 26000 in gradi di misurare il livello di responsabilità sociale della federazione. Lo strumento SRQ è divenuto nel caso della FIPAV un supporto decisionale che ha permesso di far lavorare i soggetti coinvolti su obiettivi comuni e di condividere internamente le strategie in modo orizzontale. Il progetto ha rappresentato la prima best practice nel mondo federale dello sport italiano costituendo un valore aggiunto a quello già esercitato dal bilancio di sostenibilità. Grazie Riccardo e in bocca al lupo per la tua professione!


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A.T. potografie di Luca Clerici

Perché una ragazza inizia a correre in Motoslitta? Bisogna provare per innamorarsene, questa è l’unica risposta. Si provano emozioni straordinarie, il brivido della velocità in panorami splendidi. E poi si vive la neve in un modo unico, avvolti dalla natura bianca e incontaminata.

Tanto è vero che in tanti stanno credendo in te… Sì, sento davvero tanta fiducia, uno stimolo per fare ancora meglio. Ho il supporto di aziende importanti come Ethen, Airoh, Hebo, Polaris e Monkey Graphic, alcune delle quali si sono aggiunte proprio nell’ultima stagione.

Nonostante l’età, il curriculum e le vittorie sono già moltissime. Ho alle spalle la partecipazione a sette Campionati italiani motoslitte, ma sono reduce anche da podi ottenuti nella mia categoria anche a livello europeo. Naturalmente, correvo anche con i colleghi maschi… Quanta fatica si fa a correre in motoslitta? Molta, anzi moltissima. È fondamentale prepararsi in palestra, lavorare sulla forza e sulla resistenza. E poi è importante imparare a stare sulla motoslitta, a conoscerla e sentirla propria. E io ho scoperto in Polaris una marca in grado di adattarsi ad ogni esigenza. Le mie vittorie le ho ottenute tutte con lei. Una pluri-campionessa italiana… che effetto fa sentirsi tale? È un’emozione che spinge ogni anno a ripartire da zero, ad allenarsi durante la stagione e ad affinare la preparazione quando la prima neve cade. In Italia, sono poche le donne che corrono in motoslitta. Purtroppo è vero, ma basta guardare una gara per rimanerne colpiti.

Una bellissima soddisfazione personale. Non posso poi che ringraziare i miei genitori, mamma Romina e papà Domenico, per il supporto che mai mi hanno fatto mancare. Insomma, ci sono tutte le premesse per regalare loro delle splendide soddisfazioni...

Martina Invernizzi, la Regina delle nevi in motoslitta

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Cinque titoli italiani in bacheca, la soddisfazione nelle gare Italiane ed Europee di classificarsi davanti a buona parte dei suoi colleghi maschi. Cingoli, neve e ghiaccio non le fanno paura. Anzi. La spingono ad aprire il gas per andare ancora più forte. Una regina delle nevi in versione racing. Fra motoslitte e Martina Invernizzi, la passione è nata presto. “A 10 anni ho avuto in regalo un Polaris Predator che conservo con orgoglio. Un mezzo fantastico che mi ha permesso di coltivare questa mia inclinazione verso la velocità” racconta con la serenità di sempre lei che a 22 anni vanta già un palmares tricolore da far invidia. Cinque volte campionessa italiana, con l’Inno di Mameli ad accompagnare i suoi trionfi. Coppe, targhe e medaglie campeggiano sulle mensole di casa. Le montagne innevate, d’altronde, è stata abituata a guardarle sin da piccola dalla sua abitazione di Moggio, nel cuore della Valsassina. Da lì si vede la Grigna, il Resegone, cime a cui si arriva con fatica e dopo un paio d’ore di camminata impervia. In sella a una motoslitte, forse, tutto poteva essere più semplice. Poi, però, ci si è messa la competizione e il feeling col mondo dei motori. “Ho iniziato a guidare la motoslitte sul Piani di Artavaggio, poi mi sono innamorata di questo sport dopo aver visto le gare”. Così, nemmeno maggiorenne, ha iniziato a mettersi in gioco nel Campionato Italiano Motoslitte. Una scommessa vinta. Poche iscritte, ma Martina ha sempre avuto la forza per batterle tutte. Così, gara dopo gara, ci ha preso gusto e ha iniziato a insidiare i piloti maschi. Con qualcuno ha avuto gioco facile. Salto dopo salto, curva dopo curva, anno dopo anno, ha iniziato a mettersi alle spalle metà partenti. “Dal punto di vista fisico loro sono più forti, ma le Motoslitte restano anche uno sport femminile. E non mancano le soddisfazioni quando si arriva davanti ad un uomo: è la dimostrazione che conta anche la testa…”.

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FACEBOOK: Martina Invernizzi #77 Instagram: martypolaris77


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di Alessandra Lino creativaseriale@gmail.com www.creativaseriale.com 335.64.94.985

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Spring time’s colors

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Come sempre gli abbinamenti cromatici suggeriti dalla natura sono quelli che si rivelano vincenti, sia nell’interior sia nella moda. La palette colori più in voga per questa primavera sembra essere quella del verde combinato al rosa, vera esplosione di freschezza.Ma i rosa e i verdi non sono tutti uguali, quindi vi ho preparato delle immagini, che possano guidarvi tra le nuances più invitanti per questa stagione! Verde bosco & rosa pastello Contrastate il rosa pastello con una tonalità più decisa quale il verde bosco, cosicché queste nuances si armonizzino, bilanciandosi a vicenda, per un risultato fresco e delicato che può essere scaldato da accessori in metallo dorato. [1 – 1a] Salmone & verde oliva Per i più audaci, l’abbinamento salmone e verde oliva è una combinazione sofisticata ed eclettica. Non tutti, infatti, riescono ad apprezzare questo rosa aranciato mischiato ad un verde sfumato di giallo. Questo accostamento, forse più usato negli accessori che negli interni, resta elegante, ricercato ed insolito. [2 - 2a -2b -2c]

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Avocado & blush La freschezza di questa tinta di verde, mixata con la delicatezza del rosa blush, crea un connubio irresistibile! Queste tinte, perfette per pareti e complementi, difficilmente possono stancare. [3] Rosa acceso, verde salvia, corallo Questa palette richiama subito l’estate, un vero e proprio rimando ai sorbetti; colori saturi che ricordano le cromie di fiori e frutta. Colori perfetti da abbinare al pattern terrazzo, nuovo trend per questo 2018, che ho trattato nella pubblicazione del mese di Febbraio 2018. [4 -4a -4b]

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Sistema Binario di Simona Gitto

PRESTO CI SARANNO HOTEL DI LUSSO ANCHE NELLO SPAZIO

La società americana Orion Span lavora a un hotel di lusso pronto nel 2021

“Dove vai in vacanza quest’anno?” è la solita domanda che ci si sente fare in determinati periodi dell’anno. E che sia inverno o estate la risposta è sempre piuttosto convenzionale. E se a un certo punto si potesse invece rispondere con “nello spazio”? È la Orion Span la prossima grande società americana a correre a passo spedito proprio verso lo spazio. Una corsa che avrà come meta la costruzione del primo hotel di lusso nello spazio entro il 2021.

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La società con sede a Houston, Texas, ha già ragionato per obiettivi mostrando di avere una visione molto lungimirante e razionale dei passi da fare. Come prima cosa, metterà a disposizione un modulo spaziale di sua proprietà, l’Aurora Station, lungo 10 metri e con un diametro di 4,2 metri che sarà in grado di ospitare un numero totale di sei passeggeri, di cui quattro turisti e due membri dell’equipaggio. Il soggiorno nello spazio avrà la durata di 12 giorni a una distanza dalla Terra di 320 km. Tra tutti questi numeri manca solo il costo per questa esperienza assolutamente non convenzionale: ci attestiamo su 9,5 milioni di dollari a testa, con il costo di 791 mila e poco più a notte. Il fondatore della compagnia, Frank Bunger, ha spiegato quelle che sono le ragioni alla base di questa scommessa: “Vogliamo portare la gente nello spazio perché è la frontiera finale della nostra civiltà”, e per fare questo molta importanza è stata data alla fase della preparazione dei passeggeri al viaggio. Per ora sono necessari almeno 24 mesi di preparazione e addestramento dei passeggeri per poter affrontare questa esperienza ma Bunger vorrebbe che un giorno si

riducessero a tre mesi soltanto, magari nel momento in cui il viaggio sarà diventato una consuetudine. La preparazione comprende nozioni basilari sul volo spaziale, sulla meccanica orbitale e sulla vita in ambienti pressurizzati. Dopodiché, a bordo saranno previsti esperimenti sulla coltivazione delle piante in orbita, oltre che l’uso della realtà virtuale o l’utilizzo della rete wireless per comunicare con famiglia e amici sulla Terra in live streaming. Online si può già prenotare la vacanza nello spazio. Sono infatti aperte le prevendite con depositi di 80mila dollari rimborsabili. “Siamo entusiasti di annunciare - si legge su Facebook - che abbiamo già ricevuto 4 mesi di prenotazioni ad appena 72 ore dall’annuncio dell’apertura dell’Aurora Station”. Dall’hotel spaziale si potrà osservare l’aurora boreale mentre si vivrà l’esperienza della gravità zero. Sensazioni ed emozioni finora esclusivamente alla portata dei soli astronauti, e che invece adesso diventano raggiungibili anche per le persone comuni. Esperienze da vivere comodamente all’interno di un hotel di lusso, con ben più di cinque stelle…


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di Lorenzo Sigillò - foto © di Fotoincorsa.com

Corse di Maggio a Roma e non solo

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Corse di Maggio ovunque, nel mese delle allergie con giornate alterne, a volte umide, talvolta afose, spesso perfette per correre! Non poteva quindi mancare il nostro appuntamento mensile con le corse romane cui iscriversi in fretta, ma non solo. È subito festa mercoledì 1° maggio e val bene una corsa. Perché ricordiamolo, per gli appassionati non deve essere un lavoro, ma un piacere. Occasione perfetta quindi con la 7a edizione del “Lavoro in …Corsa”! 5,3 km su strada con partenza alle 9.30 in Piazza San Giovanni, poche ore prima del classico concertone. Passaggio al Colosseo, al parco del Celio, a San Pietro in Vincoli, quindi piazza Vittorio, Santa Croce in Gerusalemme ed la conclusione sempre in Piazza San Giovanni in Laterano. Domenica 6 maggio ci spostiamo invece nel quartiere Bravetta, con la 8a “Corri Bravetta – Wellness Run”, 10 km competitivi e non, con partenza alle 9.30 in via Capasso. E’ un misto strada e terra, perché si percorre l’Aurelia Antica verso Torre Rossa, ma poi si transita a Villa Pamphili uscendo in via della Nocetta e tornando tramite via di Bravetta in via Capasso. Se avete invece voglia di allungare la distanza, vi consigliamo la suggestiva città di Lucca, con la quinta edizione della sua mezza maratona di 21,097 km. Il 13 maggio è una giornataccia per gli amanti del running, perché sarà tempo di scelte! Ben tre infatti le corse in contemporanea a Roma e ben quattro poco distanti, sempre nella regione. A Roma abbiamo a piazza Sempione i 12 chilometri della 5a “Race for Children” mentre a Villa Pamphili si corrono i 10 km della 7a “MAMI Run”. Ed infine 10 chilometri anche a Ostia con la 6a “Rincorriamo la Pace”. Appena fuori dalla Capitale abbiamo invece la possibilità di visitare: Rocca Priora, Monterotondo, San Felice Circeo, Ceccano e Corchiano! Dovete solo scegliere percorso e magari poi il ristoro in questi splendidi borghi:

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1a “Circeo Run”, 10 km, San Felice Circeo (Lt) 4a “Maratonina Fava e Pecorino”, 9 km, Monterotondo (Roma) 14a “Straceccano”, 9,3 km Ceccano (Fr) 19a “Corsa del Narciso”, 10 km, Rocca Priora (Roma) 26a “Raduno Podistico Città di Corchiano”, 11 km, Corchiano (Vt). Voglia di osare? Ecco per voi i 50 km del “Giro Podistico dell’Isola d’Elba”, 28esima edizione, a Portoferraio (Livorno). Il 20 maggio è la volta della classica onda rosa della “Race for the Cure” della Susan G. Komen, giunta alla 19esima edizione per i 5km più partecipati d’Italia. Si parte e si arriva, come al solito, nei pressi del Circo Massimo, per correre i chilometri più belli del centro di Roma, avvolti tra Altare della Patria, Fori Imperiali e Colosseo. Fine mese di grandi emozioni con tre delle corse più belle del centro Italia. Se la ‘Race’ è infatti aperta a tutti, sabato 26 maggio è invece la volta della gara italiana più amata e tenuta, la prestigiosa “100 km del Passatore” tra Firenze e Faenza (46a edizione), un’esperienza indimenticabile. Ovviamente qui l’asticella è altissima ma per i veri runners e maratoneti, una volta nella vita, va tentata! Domenica 27 invece ci sono i più abbordabili 10 km della bellissima cornice della 17a “Maratonina di Villa Adriana” a Tivoli e poi nella mattinata di mercoledì 30 maggio, un’altra once in a lifetime, la suggestiva “Alba Race” che in sole nove edizioni è diventata un gara Top. Sarà per la partenza alle 5.30 o per l’arrivo con i colori dell’alba dello Stadio Olimpico, ma i 6 km di questa corsa stanno diventando un’altra bellissima avventura alla portata di tutti o almeno per i non dormiglioni!


Turisti per caso testi e foto di Barbara Donzella

Alla scoperta del rione Trastevere Trastevere non è il quartiere ai piedi del Colle del Gianicolo, ma piuttosto un frutto, oltre la cui scorza, fatta di vicoli avvolti d’edera, si scoprono chiese, botteghe, palazzi, ville e altre meraviglie. Il suo nome trans Tiberin, significa al di là del Tevere e si riferisce a quella zona, considerata ai tempi di Augusto, al di fuori della città vera e propria. Inizialmente abitata dagli Etruschi, ritenuti un popolo ostile ai romani, Trastevere era collegata all’altra sponda solo dal fragile Ponte Sublicio. Con la fine dell’età repubblicana il rione si trasformò, con la costruzione di ville e abitazioni destinate a coloro i quali esercitavano attività economiche legate al fiume. Trastevere conservò, sino al Medioevo, una struttura abbastanza confusa, con una miriade di case stipate in un dedalo di stradine e una piazza principale in cui si trovavano le chiese di S.Maria in Trastevere e di S.Crisogono. Solo a partire dal Cinquecento, per volere del Papa Giulio II, il rione vide uno sviluppo urbanistico più ordinato e coerente, pur mantenendo lo stesso spirito caratteristico.

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Trastevere è il simbolo dell’orgoglio e del tenace attaccamento alla “romanità”, ben rappresentato - oltre che dal suo emblema, una testa di leone - dalle statue dedicate ai suoi due grandi poeti di dialetto romanesco, Belli e Trilussa, quella del primo in travertino, nella ‘sua’ piazza (tra Lungotevere, ponte Garibaldi e viale di Trastevere) e l’altra in bronzo dedicata a Trilussa e ubicata nell’omonima piazza, a due passi dal Lungotevere e dallo storico Ponte Sisto.

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Passeggiare per Trastevere è una suggestione continua che, in pochi attimi, conduce attraverso secoli e secoli di storia. Tra le bellezze più conosciute e visitate ci sono sicuramente la basilica di San Crisogono e Santa Maria in Trastevere, probabilmente il primo luogo ufficiale di culto cristiano edificato a Roma - eretta da S.Giulio I nel 340 e poi sottoposta a una serie di rifacimenti tra il 1138 e il 1148 - nonché Villa Sciarra, di origine preromana, in cui era situato un santuario consacrato alla ninfa Furrina e su cui, successivamente, sorsero i famosi “Orti di Cesare” e, poi, a partire dal 1549 il Casino Malvasia e il Casino Barberini. Uno dei luoghi più affascinanti e nascosti è, però, l’Orto botanico di Roma (Largo Cristina di Svezia, 24). Dodici ettari in cui sono presenti migliaia di specie botaniche provenienti da ogni parte del mondo, che vivono in armonia con gioielli dell’arte barocca e liberty, in un’area archeologica conosciuta come Horti Getae, dove anticamente sorgevano le terme di Settimio Severo, di cui rimangono svariati reperti. Perciò, che siate romani da una o sette generazioni, non smettete di scoprire Trastevere e, nonostante le orde di turisti, le miriadi di ambulanti, le macchine parcheggiate ad cacchium, le buche e i sampietrini sbilenchi, continuate ad amare Roma, Sempre.


Tablet Cultura a cura di Spazi all’Arte

Incontri ScientificoCulturali Itineranti nel X Municipio (ISCIX)

Un viaggio alla scoperta del patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale del nostro territorio. L’Associazione Spazi all’Arte si è aggiudicata il 3° posto nella graduatoria del Bando “Eureka! – Roma 2018”, la cui Delibera è stata firmata da Luca Bergamo, Vice Sindaco del Comune di Roma. L’iniziativa è parte del programma di Eureka! Roma 2018 promosso da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e in collaborazione con Siae, che dal 19 aprile al 3 giugno, attraverso la selezione e il sostegno a progetti, vuole sostenere una programmazione dedicata alla divulgazione della scienza quale parte essenziale del patrimonio culturale di Roma. “Incontri Scientifico-Culturali Itineranti nel X Municipio (ISCIX)” è il titolo del progetto presentato dall’Associazione Spazi all’Arte in collaborazione con l’Ass. Cyberia idee in rete, il WWF Litorale Laziale, l’Associazione Astronomica del Pellegrino e l’Associazione Metereologica Bernacca Onlus e ha il patrocinio dell’Ascom Confcommercio Roma X Municipio. II progetto sarà inaugurato venerdì 20 aprile alle ore 10.00 presso il Teatro del Lido di Ostia alla presenza del Presidente del X Municipio Giovanna Di Pillo, di esponenti della Giunta Comunale, dei rappresentanti del tessuto commerciale del territorio, dei concittadini e degli studenti delle scuole. ISCIX, La proposta progettuale dell’Associazione Spazi

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all’Arte, ha l’obiettivo di far conoscere ai concittadini il valore delle peculiarità Scientifico-Culturali presenti nel territorio del X Municipio di Roma al fine di stimolare valori quali l’orgoglio, il rispetto, la tutela nei confronti dei luoghi e dei beni circostanti attraverso una divulgazione scientifica da parte dei maggiori esponenti del panorama romano. Tale rassegna divulgativa verrà proposta e condivisa nei luoghi più belli e importanti del territorio, come la Pineta di Castel Porziano, la Riserva Naturale del Litorale Romano, gli Scavi Archeologici di Ostia Antica, il Salone Riario della Cattedrale di S. Aurea di Ostia Antica, Il Teatro del Lido del circuito “Teatri in Comune”, Il Presidio Ospedaliero G.B. Grassi e il Centro Polifunzionale ExDepò. Un viaggio itinerante nel X Municipio che mette in relazione tutti i valori fondanti di una società sana e protesa verso il futuro. Una manifestazione unica e originale, fatta di incontri, conferenze tematiche ed escursioni a diretto contatto con la natura e la storia. Ad ogni evento una “squadra” di Artisti raccoglierà immagini e momenti attraverso forme di arti visive quali la pittura, il disegno, la fotografia e le video riprese. Tutto il materiale acquisito

verrà poi selezionato al fine di realizzare un libro di testi e immagini (Taccuino di Viaggio) e un video a testimonianza e memoria dell’esperienza multidisciplinare realizzata.


Medicina R

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NOLEGGIO APPARECCHI ELETTROMEDICALI E AUSILI PER DISABILI

iscrizione albo ordine nazionale biologi n. 061170

Dott. Roberto Federici Specialista in Chirurgia generale Proctologia

(emorroidi, ragadi anali, fistole)

CHIRURGIA AMBULATORIALE DELLE ERNIE INGUINO-CRURALI Centro Salus Casalpalocco, Piazza Filippo il Macedone 23 (Centro comm.le Le Terrazze) - Tel. 06/50912203 e-mail rf@robertofederici.it Ostia, Viale Del Lido, 5 - Tel 06/5600223 - 06/5600648 Acilia, Via Gino Bonichi 111 - Tel. 06/52350770 - 52352569


R I N G I O VA N I M E N TO , T E R A P I A D E L D O L O R E , C E L L U L I T E

IL POTERE DELLA

CARBOSSITERAPIA L ’ A n i d r i d e C a r b o n i c a è una molecola presente in natura, indispensabile per la sopravvivenza dell’intero ecosistema. E’ una componente essenziale nei processi di respirazione cellulare: “un uomo produce in una giornata circa350-450 litri di CO2”

L’uso dell’ Anidride Carbonica a scopo medicale risale al 1932, ma solo dopo alcuni anni si scoprirono le potenzialità che questa molecola naturale poteva avere… Oggi grazie alla Carbossiterapia si possono curare: -

Dott. Daniele D’Andria DOCENTE UNIVERSITARIO Università degli Studi “G. D’Annunzio” - CHIETI MEDICO

SPECIALISTA DOTTORE

CHIRURGO IN

DI

CHIRURGIA

RICERCA

Ritenzione idrica e cellulite Ulcere vascolari, insufficienze di circolo, Fenomeno di Raynaud, Edema cronico, edema post infiammatorio e post traumatico Cervicalgia e lombalgia acuta, dolore da trauma sportivo dermatiti e psoriasi alopecia (perdita dei capelli) da stress

L’anidride Carbonica per uso medicale oggi fa parte del bagaglio culturale dei medici di medicina estetica, dermatologia, chirurgia plastica, tricologia, urologia, ginecologia e terapia del dolore. C O M E F U N Z I O N A ? L’Anidride Carbonica, a livello locale manda un segnale, che genera vasodilatazione (effetto immediato), successivamente attiva i processi di neoangiogenesi (creazione di nuovi vasi utili alla circolazione), allo stesso tempo è un’antinfiammatorio naturale (effetto immediato) ed un antiedemigeno potentissimo (effetto immediato). Basti pensare che qualsiasi tessuto se ben ossigenato e vascolarizzato è più efficiente e funziona meglio, mentre tessuti fibrotici sono poco vascolarizzati e poco elastici. L’effetto sulla ritenzione idrica è portentoso riabilitando il sistema linfatico.

MEDICINA E CHIRURGIA ESTETICA VISO E CORPO BLEFAROLIFTING NON CHIRURGICO CHIRURGIA DERMATOLOGICA CHIRURGIA PLASTICA RICOSTRUTTIVA RIABILITAZIONE LINFOVASCOLARE CARBOSSITERAPIA TRICOLOGIA MEDICINA RIGENERATIVA SHAPING UP FILLERS BIORIVITALIZZAZIONE PEELING

L A S E R :

COME SI ESEGUE LA CARBOSSITERAPIA

Si tratta di una somministrazione sottocutanea di anidride carbonica a scopo terapeutico: mediante un ago sottilissimo, viene iniettata una prestabilita quantità di CO2 in specifici punti. L’ anidride carbonica viene emessa da un apparecchio elettromedicale, che ne misura la qualità ed il flusso del gas. Il trattamento è assolutamente sicuro e non comporta rischio di emboli gassosi, come qualcuno potrebbe pensare parlando di un gas. Sono necessarie più sedute di trattamento, in base alla patologia da trattare.

Effetti della CO2 medicale:

• Riabilitative della microcircolazione • Lipolitica (adiposità localizzata) • Antiaging (stimola l’attività dei fibroblasti) • Antinfiammatoria naturale e drenante

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Caccia agli Sprechi di Claucia D.T.

Usiamo l’acqua consapevolmente

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Inizia a far caldo eaumenta l’uso dell’acqua! Usiamo l’acqua consapevolmente evitando gli sprechi, questo si traduce in un enorme risparmio sulla bolletta di casa, e aiuta a prevenire l’inquinamento delle acque nei laghi, fiumi e bacini idrici vicini, causato dalle enormi perdite conseguenti al sovraccarico dei sistemi di fognatura locali. Ecco che cosa ho trovato in rete per aiutarci e non sprecarla. 1. Controllate che tutti i rubinetti e i tubi della vostra casa non abbiano perdite. Infatti anche una piccola goccia che fuoriesce da una rondella può arrivare a far sprecare 20 litri di acqua al giorno. Immaginate quanta acqua potrebbe essere sprecata nel caso di perdite più grandi. Una corretta manutenzione dei rubinetti di casa fa risparmiare acqua e denaro. 2. Il WC non è un posacenere o ancor peggio un cestino! Ogni volta che buttate mozziconi di sigarette, carta igienica non biodegradabile, fazzoletti di carta o altra spazzatura nel water, vengono sprecati di norma dai 5 ai 7 lt di acqua per il deflusso. 3. Controllate periodicamente che non ci siano perdite nel WC. Una prova molto semplice da fare anche da soli è quella di versare nella cassetta del water, la sera prima di andare a dormire, una boccetta di colorante alimentare (non tossico e di facile smaltimento) o del borotalco, la colorazione delle pareti del water, o dell’acqua sul

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fondo segnalerà una eventuale perdita. 4. Per verificare che non vi siano perdite, un’altra soluzione è quella di leggere il contatore dell’acqua ad esempio prima di andare a dormire la sera e una volta svegli la mattina. Se il contatore non riporta la stessa cifra della lettura precedente, allora vuol dire che c’è una perdita di acqua. 5. Per un risparmio idrico dell’acqua anche sotto la doccia – cercate di fare docce brevi (è sottointeso che la doccia consuma meno che il bagno), evitate temperature alte e non lasciate aperto il rubinetto mentre vi insaponate. In media per ogni doccia si consumano dai 5 ai 10 lt di acqua al minuto. 6. Installate delle docce areate (ma anche in tutti i rubinetti della casa) ovvero con un sistema che permette di mescolare aria con l’acqua aumentandone il getto, dunque rendendolo più potente, ma diminuendo allo stesso tempo il consumo. 7. Lo sciacquone del water consuma in media ad ogni getto all’incirca 10 litri d’acqua. Non sarebbe necessario utilizzarla tutta ogni volta. Per ridurne dunque il consumo basta regolare il galleggiante interno, ma per questo dovreste chiamare un esperto. Mentre un ottimo rimedio ”fai da te” per interrompere il flusso e fare uscire solo l’acqua necessaria ogni qual volta che utilizziamo lo sciacquone, è quello di mettere nel serbatoio una bottiglia di plastica riempita d’acqua e con qualche sassolino, che limiterà automaticamente il getto. Un suggerimento, soprattutto per chi è in fase di ristrutturazione del bagno, è quello di sostituire gli sciacquoni di vecchia generazione con quelli a “basso flusso” o a “flusso differenziato” che utilizzano per ogni scarico all’incirca 2 litri di acqua con un risparmio altamente maggiore. 8. Per avere acqua calda in modo più veloce, senza dover far scorrere a lungo la doccia o i rubinetti, isolate le tubature con della schiuma apposita. 9. Chiudete sempre l’acqua mentre vi lavate i denti. Ma ancora meglio è bagnare lo spazzolino e riempire un bicchiere d’acqua per il risciacquo della bocca. 10. Quando vi fate la barba mettete nel lavandino un po’ di acqua e risciacquatevi dentro il rasoio. Non è necessario passarlo ogni volta sotto il getto dell’acqua corrente. Questo vi permetterà di risparmiare acqua facendovi la barba in modo intelligente.

11. Per un risparmio energetico ed idrico in casa usate sempre lavastoviglie e lavatrice solo a pieno carico, durante le ore serali, nei giorni festivi, a basse temperature e optate per il lavaggio “eco” o rapido. Assicuratevi che siano in Classe A++ ovvero con il marchio Energy Star di efficienza energetica. Infatti i nuovi modelli di lavastoviglie e lavatrice con questo marchio permettono di risparmiare il 50% sia di elettricità sia di acqua in meno. 12. Minimizzate o ancor meglio evitate l’uso del trita rifiuti o dissipatore rifiuti da lavello. Infatti questo per funzionare correttamente richiede l’uso di molta acqua e inoltre aumenta notevolmente il volume dei rifiuti negli scarichi, il che oltre a problemi di manutenzione porta ad enormi problemi ambientali. Per ridurre i rifiuti organici in modo consapevole ed eco-sostenibile meglio optare per il compost domestico. 13. Per il lavaggio a mano dei piatti, non lasciate scorrere l’acqua in abbondanza ma optate per un lavabo o contenitore di acqua calda insaponata dove laverete i piatti e e l’altro lavabo per sciacquarli. Usate detersivi ecologici … 14. Quando lavate le verdure, chiudete il rubinetto! Meglio riempire una ciotola o il lavabo con dell’acqua e con un po’ di bicarbonato, ottimo rimedio per disinfettare la frutta e la verdura. 15. Invece di far scorrere in abbondanza l’acqua potabile (soprattutto d’estate) da bere e dunque sprecarla inutilmente, per averla fresca, tenetene sempre una bottiglia in frigo. Semplici regole che ci possono aiutare a risparmiare un bene prezioso e di tutti!


Strategie di sopravvivenza

La bacchetta magica siamo noi

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Vi piacerebbe ottenere più facilmente quel che desiderate? Il semplice esercizio che vi propongo si può trasformare nella vostra bacchetta magica se lo mettete in pratica. Tutto sta a capire come definire bene gli obiettivi che vogliamo raggiungere e ad agire di conseguenza. Semplice, no? Pronti? Allora, regalatevi un quarto d’ora tutto per voi e, se potete, provate a rispondere per iscritto a queste domande.

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1) Cosa vorreste fare o cambiare nella vostra vita? 2) Il vostro obiettivo esprime la voglia di allontanarsi da qualcosa di negativo, come: “voglio smettere di fumare”? Oppure di avvicinarsi a qualcosa che piace, come “voglio avere più fiato quando faccio sport”? Pensateci bene… 3) In una scala da 1 a 10, quanto sarete contenti quando il vostro obiettivo si sarà avverato? 4) L’obiettivo è concreto, misurabile e tempificato? Esempio, “voglio stare meglio” è un obiettivo vago, mentre “voglio che il mio colesterolo torni sotto i 200 in tre mesi” è specifico, misurabile e tempificato. Com’è il vostro obiettivo? 5) Quanto è realizzabile? 6) La riuscita dipende tutta da voi oppure no? In altri termini, potete raggiungere da soli ciò che volete oppure deve intervenire qualcosa che voi non controllate direttamente ? Un’altra persona, una vincita al Lotto… 7) Come vi accorgerete che lo avete raggiunto? Cosa deve succedere dentro o fuori di voi perché possiate dire “ce l’ho fatta”? 8) E adesso immaginate che ci siate riusciti. Quello che volevate si è avverato. A cosa avete dovuto rinunciare? Ne è valsa la pena?

a cura di Sibling siblingcoach@gmail.com

ha bisogno di chiarezza e concretezza per attivarsi e per capire se e quando l’obiettivo viene raggiunto. Un obiettivo ambizioso è stimolante, ma se travalica troppo le capacità della persona induce alla rinuncia. Il nostro organismo partecipa volentieri a sfide che ritiene possibile vincere. Quindi, basta con gli obiettivi che non possiamo raggiungere o che richiedono l’intervento di fattori esterni. Tutte scuse per non cambiare nulla! Un obiettivo ben formulato è sempre sotto il nostro diretto controllo, cioè raggiungibile con le nostre risorse personali. Un atleta può migliorare la performance, ma non può porsi come obiettivo ben formulato la vittoria. Perché non dipende soltanto da lui. L’atleta ci deve credere, deve aspirare a vincere. Senza quel sogno, faticherebbe a raggiungere il suo obiettivo di miglioramento, a sopportare i sacrifici che comporta. Sogniamo, dunque, desideriamo, ma subito dopo facciamoci una domanda: “qual è il primo passo che devo fare perché il mio sogno si possa avverare?” . E farlo!

Se la contentezza al pensiero di raggiungere il vostro obiettivo è al di sotto dell’8, se non del 9, lasciate perdere. Un obiettivo deve essere prima di tutto motivante. Chi parte tiepido fatica ad andare lontano. Inoltre l’obiettivo va espresso in modo positivo, per spiegare ciò che voglio cominciare a fare, non ciò che voglio smettere di fare.

Un’ultima cosa da capire è se l’obiettivo è ecologico, cioè se il suo raggiungimento può minacciare l’equilibrio complessivo della nostra vita. Siete sicuri di voler cambiare lavoro, rinunciando alla libertà di cui godete ora, alla vicinanza a casa, al bel rapporto con i colleghi di adesso per trecento euro in più al mese? Domande che è opportuno farsi prima, per evitare di piangere sul latte versato.

Deve anche essere specifico, se possibile misurabile, e poi tempificato e realizzabile, perché il nostro cervello

E ora vi lascio alla vostra bacchetta magica. Esercitatevi e, se funziona, fatemelo sapere!


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Dott. Antonino Marchese

Dott. Antonino Marchese


Obiettivo rimessa in forma

Prevenire l’invecchiamento e migliorarsi è un progetto di felicità. L’invecchiamento della pelle e del corpo è un processo fisiologico naturale, ovviamente va accettato ma, poiché è possibile, perché non rallentarlo prendendosene cura? ‘L’armonia di anima e corpo, che bene prezioso’ diceva Oscar Wilde. Come consulente di bellezza Il mio scopo è quello di accompagnare le persone a trovare l’armonia con il proprio corpo ed esaltare la bellezza che c’è in ognuno. Come estetista e donna sono fortemente convinta che una pelle compatta curata ed idratata sia sinonimo di bellezza e che guardandola ci riveli molto di quanto amore ed attenzione verso noi stessi abbiamo. Per conservare una pelle fresca e giovane ribadisco sempre che il primo approccio fondamentale da fare e mantenere costantemente una buona Home Beauty routine che prevede i tre step pulire esfoliare ed idratare, queste 3 regole sono fondamentali per conservare un tessuto elastico e sono la base di partenza anche per chi intende sottoporsi ad una rimessa in forma. Ora che l’estate è vicina sono tante le persone che corrono ai ripari cercando soluzioni veloci per dimagrire ed essere pronti per la prova costume. Ma è davvero possibile farlo restando in salute? La perdita di peso in fisiologia ha un suo limite non è possibile perdere tanto grasso in una settimana, quando ci si sottopone a diete restrittive si perde molto peso ma bisogna sapere che principalmente si sta perdendo acqua. Nel dimagrimento veloce il rischio è quello di depauperare la massa muscolare, motivo per cui quando si è recidivi da continue diete diventa sempre più difficile è complicato ottenere risultati. Diete drastiche che forzano risultati, non pos-

Masi In Forma

sono che rendere ogni anno più difficile arrivare in forma alla prova costume, quello che spiego con più frequenza è che un corpo in armonia non si raggiunge attraverso diete drastiche e mortificanti che lo privano di nutrienti fondamentali togliendogli energia e forza vitale per esplicare le sue funzioni. Il cibo è il nostro alleato, bisogna solo comprendere il concetto di sana alimentazione. Quando parliamo di inestetismi che possa essere una ruga del viso, oppure una cellulite, oppure un addome prominente, bisogna avere chiaro il concetto di globalità del corpo. Purtroppo vedo ancora molte persone che per migliorare la cellulite si sottopongono a trattamenti limitati alle gambe ma non è così che si possono ottenere risultati duraturi nel tempo, non è trattando solo gli arti inferiori che migliora la cellulite, questo inestetismo è dato da più Fattori e può essere scaturito ad esempio anche da una postura errata, una rigidità del Diaframma che non permette una buona circolazione linfatica, insomma le cause possono essere veramente molteplici diventa quindi indispensabile tenere in considerazione tutti questi aspetti per poter riportare in equilibrio il corpo. Questo è l’approccio che noi abbiamo nel nostro centro motivo per cui chi arriva da noi per un problema al corpo migliora in generale anche sul viso e viceversa è un effetto Domino che si traduce in un risultato globale a 360° su tutto il corpo. È importante quindi scegliere con attenzione a chi affidare il proprio corpo. Non lasciatevi i incantare dai macchinari di ultima generazione o dal trattamento della moda. Analizzare e conoscere a fondo un corpo prima di decidere come intervenire sono frutto di esperienza che proviene da pratica infinita.

di Marina Grappasonni, consulente di bellezza

Da sempre ci occupiamo del RIMODELLAMENTO del corpo. Negli ultimi anni il nostro focus ed i nostri studi sono stati rivolti proprio su questi inestetismi, abbiamo lavorato insieme ai migliori nomi della formazione nazionale ed internazionale tra coaching istruttori personal trainer e chirurghi estetici. Per rivoluzionare l’approccio al modellamento e dimagrimento del corpo abbiamo potuto così creare un metodo esclusivo che garantisce risultati sin dalla prima seduta in totale relax! Per te lettore di tablet che non ci conosci e vuoi prenderti seriamente cura del tuo corpo prenota WELCOME BODYSHRINK 2 ore insieme di puro benessere. Faremo prima una diagnosi, valuteremo la tua situazione attuale, la tua postura, lo stadio della tua cellulite E poi farai subito un trattamento che ti farà vedere subito di cosa stiamo parlando. Sentirai : gambe leggere drenate, Addome più piatto, Silhouette affinata. BODYSHRINK Riduce le tue forme nel completo rispetto del tuo corpo ed in totale relax! Chiamaci allo 06 5236 1800 e prenota subito BODYSHRINK, la vera soluzione al tuo problema!

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Hikikomori.

Il ritiro sociale degli adolescenti.

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Mi è stato chiesto di scrivere su un argomento specifico: HIKIKOMORI. Che parola difficile! Che vorrà mai dire? HIKIKOMORI è un termine che viene dal Giappone: significa “stare in disparte, isolarsi” (dalle parole hiku “tirare” e komoru “ritirarsi”) e si riferisce ad un nuovo fenomeno scoperto negli Anni 80, cioè il ritiro sociale degli adolescenti, che scelgono di ritirarsi dalla vita di tutti i giorni, isolandosi completamente. Il mio compito è quello di introdurre questa tematica difficile e dolorosa e di pubblicizzare due importanti iniziative che avverranno a maggio. Diamo qualche informazione in più: il fenomeno hikikomori era già presente in Giappone dalla seconda metà degli Anni 80 e ha cominciato a diffondersi anche in Europa e Stati Uniti intorno agli Anni 2000. ù Perché in Giappone? Probabilmente per la particolarità del loro contesto familiare e sociale, con l’assenza della figura paterna, figura materna eccessivamente protettiva e poco empatica e forti pressioni verso l’autorealizzazione e il successo sociale. Può essere considerato come una volontaria esclusione sociale, una ribellione della gioventù giapponese alla cultura tradizionale e all’intero apparato sociale: adolescenti che vivono reclusi nella loro casa o nella loro stanza senza alcun contatto con l’esterno, né con i familiari né con gli amici Il governo del Giappone ha stilato una lista di criteri diagnostici utili a inquadrare i soggetti che possano rientrare in questa definizione: • ritiro completo dalla società per più di sei mesi; • presenza di rifiuto scolastico e/o lavorativo; • al momento di insorgenza di hikikomori assenza di diagnosi di schizofrenia, ritardo mentale o altre patologie psichiatriche rilevanti; • tra i soggetti con ritiro o perdita di interesse per la scuola o il lavoro sono esclusi coloro che continuano a mantenere relazioni sociali. Il termine fu coniato dallo psichiatra Tamaki

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Saito, quando cominciò a rendersi conto di sintomi simili presenti in un numero sempre crescente di adolescenti: letargia, incomunicabilità e isolamento totale. Oltre all’isolamento sociale, gli hikikomori possono soffrire di depressione e di comportamenti ossessivo-compulsivi (soprattutto paura di essere sporchi) e manie di persecuzione, che insorgono in

modo reattivo e secondariamente al fenomeno. Lo stile di vita è caratterizzato da un ritmo sonnoveglia completamente invertito, con le ore notturne dedicate alle loro “attività”: computer, video manga, relazioni sociali su internet. Oppure molti altri impiegano il tempo leggendo libri, girovagando all’interno della stanza o semplicemente oziando. Sono incapaci di frequentare la scuola o di cercare e trovare un lavoro.


Gli hikikomori lasciano raramente la loro stanza, nemmeno per lavarsi, chiedono che il cibo gli venga lasciato dinanzi alla porta e consumano i pasti all’interno della propria camera. Ovviamente, la mancanza di contatto sociale e la prolungata solitudine finiscono per avere gravi conseguenze: gli hikikomori gradualmente perdono le abilità sociali e comunicative necessarie per interagire con il mondo al di fuori della loro stanza. Che, appunto, diventa il loro mondo. Ma perché gli hikikomori? Perché questi ragazzi non riescono a immaginare loro stessi come adulti o hanno l’impressione di non stare crescendo? Sono infelici, perdono le amicizie, la sicurezza e la fiducia in loro stessi, con un aumento dell’aggressività (molto spesso proprio verso i genitori). Non è possibile attribuire l’insorgenza di hikikomori ad un motivo o trauma specifico: quello che capita è che questi giovani perdono l’energia che ci si aspetta abbiano i ragazzi della loro età. La percentuale di suicidi rimane comunque bassa in quanto, nonostante l’alto desiderio di porre fine alla loro esistenza, è presente

nei soggetti una forma di autocompiacimento e narcisismo che salva loro la vita. Il fenomeno è complesso e il dove e come sia nato sembra attualmente essere di poca importanza, poiché ormai è un problema che riguarda tutto il mondo e tutte le società. Cosa succede in Italia? Nel nostro Paese si stima che un individuo circa ogni 200-250 sia soggetto a comportamenti a rischio di reclusione sociale. Viene spesso associato o confuso con la cultura “nerd” o, più frequentemente, con una dipendenza da Internet (si parla di 240.000 adolescenti italiani che trascorrono più di tre ore al giorno tra Internet e videogiochi). La maggioranza degli hikikomori italiani sembra avere un’età compresa tra i 14 e i 25 anni, con una particolare concentrazione intorno ai 17 anni. L’hikikomori è un fenomeno che riguarda in modo specifico i giovani, ma è anche vero che l’età media di quelli italiani è molto bassa semplicemente perché si tratta della prima generazione. In Giappone, infatti, l’età media dei reclusi sociali è notevolmente più alta e ci sono centinaia di migliaia di hikikomori che

superano i 40 anni. In Italia, dunque, l’età media dei ritirati sociali è destinata a aumentare nel corso dei prossimi anni, soprattutto se il problema verrà ignorato. Resta il fatto che l’hikikomori sembra manifestarsi, nella maggior parte dei casi, tra i 14 e 18 anni. Cosa accade in questo periodo della vita? Entrano in gioco almeno due fattori che lo favoriscono: la fragilità psicologica e la mancanza di resilienza. La pulsione all’isolamento sociale sfocia in un isolamento effettivo solamente quando il soggetto che la sta vivendo non ha gli strumenti adeguati per elaborarla, razionalizzarla e contrastarla. L’adolescenza sappiamo essere una fase evolutiva particolarmente delicata, caratterizzata da una grande instabilità e fragilità psicologica. Se a questo si aggiungono altri fattori come, ad esempio, un carattere timido e introverso che non facilita l’instaurarsi di relazioni soddisfacenti con i coetanei, oppure instabilità familiare (separazioni, divorzi, conflittualità tra i genitori) o anche sentirsi inadeguato perché pressato da aspettative troppo alte e inarrivabili, allora il rischio del ritiro può diventare consistente. In più, possono intervenire circostanze esterne a peggiorare la situazione: ad esempio, un percorso universitario insoddisfacente o la perdita del lavoro e ancora la difficoltà di trovare un’occupazione stabile e gratificante. Ciò che sembra mancare agli hikikomori è proprio la resilienza (“mi piego ma non mi spezzo”, vi ricordate? Ne ho scritto su Tablet qualche mese fa), ovvero la capacità di far fronte a insuccessi ed eventi dolorosi o traumatici rielaborandoli positivamente. Tutto ciò non può che condurre a chiusura, isolamento, depressione. L’hikikomori è la manifestazione concreta di una difficoltà adattiva sia a livello sociale che esistenziale. La sofferenza, il disagio, la demotivazione e l’apatia che affliggono un hikikomori nascono da una concezione fortemente negativa del modello di vita della società attuale e da una perdita di senso rispetto al perseguimento degli obiettivi sociali considerati come “obbligatori”. Un tale conflitto interiore non è facile da superare: è necessario un percorso di ricostruzione che può essere lungo qualche mese o magari anche tutta la vita, durante il quale si alterneranno momenti di apertura e profonde ricadute. Questo breve articolo è soltanto l’introduzione di una tematica che ha sicuramente bisogno di essere approfondita. A tale scopo, l’Associazione HIKIKOMORI ITALIA (il cui sito è stata la mia fonte di informazioni) ha programmato nel mese di maggio due importantissime iniziative: il 10 maggio rivolta in modo specifico ad insegnanti, educatori e genitori e il 25 maggio proprio per i genitori, con l’intervento, come relatori, di medici psichiatri e psicoterapeuti che si occupano del fenomeno.

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In ogni caso, l’occasione di parlare di questo argomento, ha dato modo di aprire una finestra sul mondo complesso dell’adolescenza: già diversi genitori avevano contattato la redazione di Tablet chiedendo alla sottoscritta articoli su questo tema e quindi, nei prossimi mesi, sarà mia cura dare risposta alle varie richieste arrivate ed approfondire. Perché sugli adolescenti, anche quelli che non sono hikikomori, c’è davvero tantissimo da dire.

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Tablet Couture di A.T. fotografie di Matteo Zancan

Francesca Toffanin,

una miss come fotomodella

Prima di tutto ha deciso di buttarsi nei concorsi bellezza, facendo “strage” di fasce e di successi. Soddisfazioni che le sono valse titoli locali per Miss Italia, Miss Grand Prix, Miss Festival ed un elenco che potrebbe continuare più o meno all’infinito. I ricordi di quelle straordinarie esperienze campeggiano nella sua cameretta, tesori da conservare ed ogni tanto riguardare. Ma da lì, Francesca Toffanin ha saputo costruire un personaggio che nel corso del tempo – nonostante sia giovanissima, 18 anni compiuti da poco – ha collezionato sfilate di moda, collaborazioni con fotografi, visibilità sui social e più di una collaborazione per videoclip musicali. Senza, naturalmente, dimenticare il mondo della scuola. Perché su questo è sempre stata ferrea. Prima il dovere, poi il piacere. Così, mentre il suo percorso di studi al Liceo Socio-Sanitario volge ormai alla conclusione, all’orizzonte si apre un universo tutto da scoprire quale è quello dello spettacolo. Davanti a lei ha solo da scegliere la strada che la porterà nel mondo dello spettacolo passando dalla porta principale. Le armi le ha tutte: bellissima, determinata, coraggiosa e disposta a rimboccarsi le maniche per superare un ostacolo. Un modo di intendere la vita che le ha permesso di collaborare con maestri dell’obbiettivo come Andrea Ghigliazza,

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Nicola Chinaglia, Riccardo Baggio e Cristian Veronesi, stringendo poi una bella amicizia con il fotografo Matteo Zancan, la cui collaborazione ha prodotto autentiche opere d’arte da conservare per sempre. E pensare che tutto era partito dai concorsi di bellezza. “Ho avuto la fortuna di vivere splendide esperienze, di spostarmi per l’Italia e di ritagliarmi belle soddisfazioni – racconta Francesca – anche grazie a questi concorsi, ho avuto importanti occasioni di visibilità”. Il resto lo ha fatto lei, con la sua carica di entusiasmo e curiosità che la sta portando a salire rapidamente di followers anche sui social. Una ragazza umile che ha accettato la sfida dell’immagine. Ho avuto molte esperienze, da cui ho tratto il bello e il brutto di questo mondo. Amo vedere la vita per i suoi pregi e non per i suoi difetti. So di non essere una ragazza facile da capire, ma resto una persona semplice, con i suoi valori e le sue abitudini. E, soprattutto, resti una studentessa. Penso che la scuola sia una parte fondamentale della nostra vita, indipendentemente da ciò che andremo a fare come lavoro. Mi sto impegnando a fondo per concludere il Liceo, una volta che avrò in mano il diploma deciderò quale strada intraprendere. Dai Colli Euganei, dove vivi, a… Non lo so, ma il mondo dello spettacolo mi affascina pur se in tutta la sua complessità. Già ora collaboro a lavori che spesso mi portano anche lontana dal Veneto.

Ma questa vita non ha cambiato le mie abitudini. Sono una persona a cui piace molto anche leggere, ascoltare musica e viaggiare. Sono solare ed esuberante, mi piace far ridere le persone ed ascoltarle. Però sono anche molto riservata nella mia vita privata. Mi ritengo decisa: so ciò che voglio e conosco ciò che non mi fa stare bene. Come è iniziata la tua avventura in campo fotografico? Tutto accade un anno e mezzo fa, per gioco e per curiosità. La prima volta è stata singolare ma divertente. Mi sentivo a mio agio davanti all’obbiettivo: da lì in poi ho voluto continuare, più per passione che per gioco. Di lavori ne hai provati tanti, ma il primo amore non si scorda mai… È così: ho sempre scelto il mondo della fotografia: non nego che ho avuto diverse opportunità, ma l’obbiettivo mi esalta. Decisivo per la mia crescita è stato l’incontro con Matteo Zancan, una delle persone più importanti che sta lavorando al mio fianco e con cui ho realizzato progetti importanti. Le sue fotografie sono autentici capolavori. Qual è il valore che dai alla fotografia? La fotografia ha un valore oggettivo: di foto ce ne sono molte ma sta a noi scegliere ciò che ci piace veramente. Io la vedo così: non esiste un lavoro fatto male se ci si mette impegno e dedizione, un fattore decisivo sta nella scelta del fotografo giusto con cui collaborare.


architettura attiva di Massimo Paolucci

Il cielo in una stanza La forma dello spazio in cui viviamo influenza il comportamento dell’individuo nonché il suo sviluppo, il “dove siamo” condiziona l’evoluzione dell’essere umano almeno quanto il “chi siamo”. Della stretta connessione, dell’indissolubile rapporto, tra comportamento umano e spazio in cui ci muoviamo, sono da sempre fortemente convinto. Da questo ne deriva una responsabilità che come architetto ho nel progettare e realizzare spazi in cui gli individui vivono, crescono, si formano. Osservando e muovendomi nelle scuole, negli ospedali, in alcuni luoghi di lavoro, in alcune abitazioni, in quartieri e porzioni di città rimango sconcertato: osservo quanto perdiamo come essere umani nello stare in contenitori asettici, pensati e realizzati come scatole prive di carattere, in cui è difficile instaurare una connessione con l’ambiente circostante, con la società e con noi stessi. Lo spazio, inteso come manufatto architettonico o come spazio urbano, esercita una ripercussione psichica sulla nostra persona, l’architettura è atta a contenere, a far crescere e a generare connessioni, l’architettura da sempre è stata intesa come disciplina capace di ridurre le distanze, di amplificare messaggi. La casa,luogo per eccellenza di rifugio e riposo per l’individuo,

dovrebbe anch’essa avere caratteristiche di permeabilità con lo spazio esterno ed allo stesso tempo essere luogo sicuro in cui rigenerare lo spirito, stimolare lo sviluppo del pensiero, invitare alla convivialità’, essere simultaneamente uno sguardo “dentro” e “oltre” . La casa è il percorso del vivere quotidiano, ri - condiziona il nostro essere in relazione alla qualità che esprime tramite elementi noti sui quali possiamo agire con il progetto. Non parliamo di muri, soffitti, finestre e involucro ma ci spostiamo verso altri concetti: la luce zenitale, la trasparenza verso il cielo, lo spazio che verticalizza, la cavea per nascondersi da bambini, sono direzioni dello sguardo che diventano direzioni del pensare. Attraverso la ristrutturazione edilizia della vostra abitazione,

o laddove possibile, con la nuova costruzione di essa, la progettazione, sensibile a questi temi, vi offre la possibilità di inserire alcuni di questi elementi, o tutti, cambiando in modo sostanziale la connessione tra interno ed esterno, la fluidità interna, la percezione e la qualità dello spazio in cui abitate. L’atto creativo che è alla base della progettazione nasce dalla ricerca costante e dalla volontà di offrirvi un ABITARE migliore; le esigenze funzionali che sono il fondamento e l’inizio del nostro lavoro vengono immerse in un concetto ampio del vivere uno spazio. Ristrutturare un’abitazione può assumere un significato profondo, può far entrare “il cielo in una stanza”, far spaziare lo sguardo oltre noi stessi e intimamente in noi, educare il nostro essere verso il valore della “grande bellezza”.


Tablet Territorio a cura di Emanuele Valeri - Metereologo

derivanti anche da quello del Colonnello Bernacca, sul nostro Litorale i mm di pioggia annui dovrebbero variare tra i 500 e i 700 mm di accumulo pluviometrico totale. Notevole come di questi 340 mm, 109,2 mm siano caduti in due ore nella giornata del 10 settembre del 2017. Il tutto va sommato ad una estate molto calda. La seconda più mite di sempre registrata dal 1850 e seconda solamente a quella caldissima del 2003.

Il 2018 sembrerebbe, però, essere cominciato fortunatamente in modo un po’ diverso. Almeno sotto il profilo pluviometrico , infatti già sono registrati circa 240 mm di pioggia caduti in quattro mesi e che sono appena inferiori a quelli caduti durante tutto il 2017. I cambiamenti climatici sono un dato di fatto e devono essere presi in considerazione da tutti gli organi governativi, affinchè possa essere trovato un modo per arginarli e far si che tutte le persone possano risultare pronte ad ogni tipo di evenienza.

Comitato di Sicurezza Idraulica

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La meteorologia al giorno d’oggi riveste un ruolo sempre più importante nella nostra società. Questo grazie anche ai cambiamenti climatici, sempre più evidenti nel corso degli ultimi anni e decenni. E’ un dato di fatto, sotto osservazione del Comitato Scientifico, di come negli ultimi anni è stata notata una intensificazione e maggiore frequenza di quelli che sono definiti “fenomeni estremi”. Quando parliamo di estremi non ci riferiamo solamente alle piogge o ai temporali, ma anche alla siccità, alle ondate di caldo, alle ondate di gelo ecc… Il 2017, ad esempio, è stato un anno che ha assunto delle caratteristiche di eccezionalità per tanti aspetti. Uno su tutti quello della siccità. Secondo i dati del Centro Nazionale delle Ricerche il 2017 è risultato l’anno meno piovoso di sempre per la nostra Penisola, facendo registrare un dato medio del -27% delle precipitazioni rispetto a quella che dovrebbe essere la media. Media climatica che viene calcolata facendo riferimento al trentennio storico e climatico 1971-2000. Un dato su scala nazionale che ha avuto poi delle ripercussioni anche nel nostro territorio, che in base ai dati ha fatto registrare un accumulo pluviometrico totale nel corso dell’anno di 340 mm di pioggia. Secondo gli archivi storici del nostro territorio e

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precipitazioni medie nel corso del 2017. Il rosso indica il deficit pluviometrico su scala Nazionale che combacia al -27%


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TABLETc’era! ROMA

Prima del Primo Mercato Centrale Roma con il Concerto del Primo Maggio in una serata fatta di musica, divertimento e specialità degli artigiani del gusto. #mangiacomesuoni Mercato Centrale Roma ha celebrato il Primo Maggio “Prima del Primo”, in festa per tutta la giornata del 30 aprile con gli artisti, i musicisti e tutti gli operatori del Concertone. Perché Prima del Primo? Perché è il giorno prima del Primo Maggio, è un’anteprima - antipasto fatto di assaggi di musica, parole, e di tante bontà degli artigiani del Mercato Centrale Roma. Mercato Centrale si affianca ad un’edizione del Concertone “insolita” e particolarmente giovane che riporta sul palco la “musica che esplode dal basso” nei locali, sul web e sui social. Con “Prima del Primo” il Mercato e il Primo Maggio celebrano l’autenticità, l’artigianalità, e quel gusto popolare che è il massimo riconoscimento della bontà vera, elementare.

All’invito di “mangia come suoni”, gli artisti del Primo Maggio rispondono scegliendo Mercato Centrale Roma per incontrarsi tutti uniti dall’adrenalina del “giorno prima” così come dal gusto per le cose buone, semplici e artigianali. Tanti gli artisti che sono intervenuti alla serata: Lo Stato Sociiale, gli zen circus, i Calibro 35, Nitro, Frah Quintale, France

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sco Motta con la fidanzata Carolina Crescentini e tanti altri che hanno animato la serata a suon di musica e buon cibo. Media partner dell’evento Radio Rock, che è stata presente per tutta la serata con un corner radio dedicato alle interviste con artisti e musicisti, che sono state trasmesse in diretta. Ad accompagnare la serata anche il dj set di sola musica italiana curato da Alessio Bertallot, con la partecipazione dei dj Rocco Fusco, Fabio De Luca e Michele Gas, che è andato in diretta su Radio Mercato Centrale. Radio Mercato Centrale è un progetto di slow music curato da Alessio Bertallot, incentrato sulla diffusione in tempo reale dei suoni del Mercato, intervallati da tracce della storia musicale italiana popolare ma non volgare. L’evento “Prima del Primo” realizzato con la collaborazione di Pixie Promotion, dimostra ancora una volta che Mercato Centrale Roma è un luogo non di solo cibo ma anche promotore di arte, cultura e musica.


Vegani, vegetariani o onnivori? Vi siete mai chiesti se rinunciare a tutti gli alimenti di origine animale sia un fenomeno passeggero, o possa farci davvero bene??? Partendo dal presupposto che non credo molto nelle statistiche… stando al rapporto Eurispes 2016, sono 4,2 milioni gli italiani che seguono una dieta vegetariana o vegana, pari al 8,1% della popolazione, sarà vero o no??? Questa moda o metodo di alimentazione ha, essenzialmente, due origini: da una parte, c’è chi fa questa scelta per motivi etici, e dunque per rispetto nei confronti degli animali, ma anche per lottare contro allevamenti intensivi e l’inquinamento da essi generato. Dall’altra, c’è chi lo fa per motivi salutistici, perché è diffusa la credenza che una dieta vegetariana o vegana apporti grossi benefici per la salute. Cerchiamo di chiarire proprio il secondo aspetto, visto che, specie on line, si diffondono post e notizie prive di fondamento, che condannano il consumo di carne e invitano a regimi alimentari con assenza di proteine animali. Unica cosa occorre fare una distinzione importante: Vegano e vegetariano Per vegetarianesimo, i cui seguaci (intesi, gergalmente, come persone che lo seguono) si chiamano vegetariani, si intende un regime alimentare che non prevede il consumo di carne di qualsiasi tipo, inclusi pollame e pesce. Per veganesimo, i cui seguaci si dicono vegani, s’intende un regime alimentare più rigido, che non tollera nemmeno il consumo di alimenti di origine animale. E dunque, no anche a formaggi, uova, miele e via dicendo. Rispetto al vegetarianesimo, il veganesimo ha un fondamento ancora più etico: evitare lo sfruttamento degli animali in ogni sua forma, anche là dove non è prevista la mattanza. A dire il vero per valutare i vantaggi salutistici dell’essere vegetariani o vegani basta

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comunque tenere a mente che è il consumo di carne, di qualsiasi tipo, a essere visto come il fattore da mettere al bando per la nostra salute…questo almeno è ciò che si pensa. Capire se sia vero, o no, una dieta priva di carne è più salutare si riconduce, quindi, a capire se la carne sia effettivamente nociva. Per farlo, occorre fare alcune precisazioni. Prima, consideriamo carne genuina, cioè priva di sostanze esogene che possono implicare la salute del consumatore finale. È una classificazione importante, perché in caso contrario andrebbe considerato anche il rischio d’inquinamento dei terreni agricoli, e quindi anche dei cibi vegetali, per via indiretta (per esempio lo smog e le piogge), o diretta (abuso dei pesticidi pesticidi). C’è da spiegare, cosa intendiamo per “carne”. Fondamentalmente, tra vegani e vegetariani, che specificheremo d’ora in avanti con “veg”, vi sono due pensieri. In una, si ritiene che la carne faccia male perché “rossa”. In questo caso, il consumo delle carni bianche è quindi criticato solo dal punto di vista etico (che è una questione che, come detto, non affrontiamo in questa sede). Nell’altra, si pensa che la carne faccia male sempre bianca o rossa, perché prevede un eccessivo consumo di proteine. L’eccesso di proteine, diventa davvero pericoloso se associato a una riduzione del consumo di carboidrati. Riferendosi alle proteine, invece, gli studi giungono a conclusioni diversificate. E se da una parte c’è chi mette in risalto il il coinvolgimento dell’apparato renale, e qualcuno collega persino le diete iperproteiche all’insorgere di determinati tipi di malattie. Col vostro grammo scarso di proteine per chilo, insomma, non correte alcun rischio, e se siete sportivi potete lanciarvi in quantità anche maggiori. Certo è che un panino con il salame due volte la settimana non vi ucciderà state sereni. Se invece siete spaventati da questa ipotesi, allora dovreste trasferirvi anche in un luogo disabitato lontano dai centri industriali, non bere alcolici, non fumare non usare il cellulare non frequentare il centro della città per via dello smog e tanti altri NON! Uno studio basato solo sulla statistica che ci dice che la carne lavorata fa male (ma questo lo sapevamo gia), ma che nulla dice, invece, sulla reale pericolosità di quella rossa. La costata o la fiorentina, purché non bruciacchiate, per intenderci, al momento sono sanissime. Le mie conclusioni a parte le ricerche e le informazioni mediche ufficiali invito tutti a rispettare, nel modo più assoluto, chi fa la scelta vegana o vegetariana per ragioni etiche. Invece chi lo fa pavoneggiandosi per motivi salutistici, magari criticando gli onnivori, forse dovrebbe vivere la propria scelta senza diffondere allarmismi senza alcun fondamento. La dieta vegana o vegetariana non è una moda, ma un regime alimentare da vivere come scelta personale, tenendo conto che ha dei pro e dei contro come la più onnivora delle diete.


Lenticchie alla julienne: quando Albanese impersona il più grande chef del mondo

di Carlo Macchi - Winesurf

Per non emulare il moscerino che crede di essere utile alla vita dell’elefante mi faccio una domanda e mi do una risposta. Domanda: “A cosa serve una recensione di Carlo Macchi ad un libro di Antonio Albanese?” Risposta: “Dal punto di vista delle vendite del libro assolutamente a niente!” Chiarito questo punto iniziamo a parlare di Lenticchie alla julienne che ha come sottotitolo “Vita, ricette e show cooking dello Chef Alain Tonné -forse il più grande-“

Come capirete questo è un libro di ricette come il Kamasutra è un orario ferroviario: naturalmente non è una storia vera ma potrebbe esserlo e non è detto che, purtroppo, non lo sia. Certo è che Alain Tonné rappresenta non solo la quintessenza (anche la sesta, esageriamo) della tanta fuffa con cui si gozzoviglia nel mondo della “grande” ristorazione, ma purtroppo anche tanta Italia, con la sua furbizia, ignoranza, supponenza, protervia, semplicità e naturalmente con l’immancabile sale rosa dell’Himalaya. Questo prodotto, mai mancante nelle molte non-ricette (almeno spero lo siano, ma non ci giurerei) da cui è composto il libro, è veramente il filo conduttore dell’opera, forse perché potrebbe servire a mettere un po’ di sale in zucca (zucca presalé naturalmente) al lettore. Ma basta con le ciance e parliamo del più grande chef del mondo, un personaggio di cui leggendo il libro potrete scoprire i molteplici e rabdomantici pregi culinari: io mi fermo ad un difetto, illuminante “ …non era mai stato molto portato per la politica. Non aveva mai capito fino in fondo se i partiti arrivassero, perché al primo ministro non seguisse un secondo né un contorno, perché il parlamento avesse solo due camere ma svariati bagni.” A parte la sua ignoranza politica Alain è invece ferratissimo nell’arte culinaria, in particolare in quella branca innovativa, misterica, sensazionalista, assolutista, gigionesca, arlecchinesca che è specializzata in show cooking, perfomances, seminari gastronomici, cene a tema e a problema. Il libro, scritto con una penna tagliente come una coltello da cucina katana (esiste? Boh) e godibile come due etti di buon culatello (esiste? Oh Yes!), viaggia da una ricetta “mission impossible” all’altra, da una storia inquietante quanto comica all’altra, da un alito di sale dell’Himalaya ad un cucchiaio di zucchero salato dell’ Himalaya. Qualcuno potrebbe dire “Ma è assurdo!” e avrebbe assolutamente ragione, perché forse il messaggio che sta sotto a tutto questo sale dell’Himalaya, a 800 grammi di mandorle depilate da una filippina bipolare, a lenticchie selezionate da vergini altoatesine, a del peperoncino essiccato in un bunker con wifi e agli altri moltissimi ingredienti usati da Alain, è che stiamo vivendo in un mondo dove l’assurdo paga e la razionalità annoia e non è di moda.

Non vi annoierete invece leggendo, accanto alle ricette, le varie storie del più grande chef del mondo “l’unico a quattro stelle”, che solcherà con passo deciso non solo show cooking ma anche cene in onore di mafiosi latitanti, Biennali di Venezia, raduni di vecchi compagni di scuola e Forum di Davos, fino al tragicomico finale di un comico-tragico libro sul tragicomico mondo della grande ristorazione, quella da quattro stelle in su e non solo. Oh, se vedete Albanese, non ditegli che ho scritto queste righe. Magari per punirmi potrebbe invitarmi ad uno show cooking del maestro Alain e non ho niente da mettermi. Antonio Albanese, Lenticchie alla julienne, Feltrinelli Editore, 15 euro WineSurf è un giornale on line di enogastronomia e guida vini dal 2006 www.winesurf.it


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Tablet Bike di Luca Santagà. Fotografie di Stefano Cherti

L’ isola che non c’è

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Ma eccome se c’è! Qualche volta si scomoda il mondo delle favole per esprimere dei pensieri un po’ complicati. La ricerca di un’ isola immaginaria dove possiamo realizzare i nostri progetti, grandi o piccoli che siano, per molti è pura utopia. Invece la mia isola c’è davvero, ed è qui all’ Infernetto. Beh, a dirla proprio tutta non è proprio un’ isola ma un oasi. Sto parlando dell’ OASI AICS di via Varna, dove il 15 aprile scorso si è svolta la prima vera grande festa della mountain bike della nostra zona. Più di un mese di lavoro per organizzare un evento che si è poi consumato nell’ arco di qualche ora. Come i fedeli lettori di TabletRoma oramai sanno, mi piace coinvolgerli mettendoli a parte dei miei pensieri quando organizzo un’escursione; in questo caso, una ciclopasseggiata per i sentieri della pineta, con festa finale. L’ idea è nata sull’ onda del successo riscosso dall’ APERIBIKE dello scorso mese di ottobre, e che mi ha spinto ad ampliare il concetto di aggregazione alla base di questo meraviglioso mondo che è quello della mountain bike. Nell’ OASI AICS mi hanno da subito supportato, come per la scuola di MTB, anche per questa nuova iniziativa. Come accontentare chi voleva fare una tranquilla passeggiata con i bambini e allo stesso tempo non

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annoiare chi voleva farsi un giro un pò più pepato? Semplice, proponendo due percorsi diversi, come lunghezza e difficoltà, entrambi accompagnati da guide esperte ed in tutta sicurezza. Così, tra sopralluoghi e ricognizioni l’ idea ha preso vita. Non credo di sbagliare poi di molto, se penso di avere contagiato con il mio entusiasmo, anche quelle persone che hanno creduto in questo progetto e mi hanno aiutato con indispensabili contributi tecnici e finanziari. Approfitto di questa possibilità per ringraziare chi ha reso possibile questa riuscitissima manifestazione . Per cominciare, oltre ai gestori dell’ OASI AICS, proprio dalla rivista che state leggendo. Sempre presente e pronta ad appoggiare iniziative nuove, TabletRoma è sempre più un punto di riferimento per le attività del nostro vasto territorio. Il Ferramenta Bonanni , Axabike e il Gruppo Sartarelli per il supporto tecnico, Massigen per le borracce e gli integratori, i Supermercati Effe più, che con Sapori di Grano 2 ha offerto viveri, pizza e aperitivo, e l’Ottica Giorgi delle Terrazze, che ha messo in palio il superpremio del concorso fotografico. E come non ringraziare Valentina del Centro Equestre Castelporziano, che aprendoci i cancelli di questo splendido maneggio ci ha permesso di raggiungere la pineta senza dover transitare per le strade asfaltate? Ma ora, la cronaca di questa mattinata di sport e natura. Alle 10,40 il via, sotto l’ enorme gonfiabile dell’ AICS. I sessanta i partecipanti sono divisi in due gruppi (40 “tranquilli” e 20 più”allegrotti”) ed è stato bellissimo vedere questo lungo serpentone che a poche centinaia di metri dalla partenza, seguendo le guide si divideva per prendere due strade diverse; credetemi, assistere a questo spettacolo, per chi l’ha organizzato, è stato straordinario: sembrava una spiga

di grano di mille colori, che in maniera dinamica ed ordinata , si schiudeva in due parti. Io ero alla testa del percorso ”tranquillo” che, dopo qualche centinaio di metri era atteso al cancello posteriore del maneggio. Un veloce passaggio in mezzo ai cavalli e via, eccoci in pineta. E qui, tra una chiacchera ed una pedalata il nostro eterogeneo gruppone proseguiva; durante le pause si approfittava per scattare qualche foto, i bambini riuscivano a tenere egregiamente l’andatura dei loro genitori.


una bruschetta nell’ altra. Le biciclette appoggiate agli alberi o semplicemente adagiate sul prato di questo circolo dove lo sport e soprattutto il verde la fanno da padroni. Guardando questa moltitudine colorata e festante ho finalmente tirato un sospiro di sollievo. Organizzare questa manifestazione, è stato sicuramente impegnativo, ma vedendo tante facce sorridenti, la soddisfazione che ho provato è indescrivibile. È curioso, ma mano a mano che finalmente mi rilassavo, i miei pensieri già se ne andavano furtivi alla prossima edizione. Chi pratica questo sport in modo serio, sa che per quanto si possa essere stanchi, la nostra mente non si ferma mai. Vuole volare oltre, vuole trovare posti nuovi, (che siano isole immaginarie o no) e sviluppa una specie di dipendenza per i luoghi più lontani e selvaggi che possiamo andare ad esplorare con la nostra fedele bicicletta. E per me, che ho fatto di tutto questo una professione, oramai la vita di tutti i giorni si traduce semplicemente in una pausa tra un’escursione e l’altra. Lo trovate esagerato? Un tempo anche io. Ora non più.

Qualche viso era arrossato per lo sforzo, ma devo dire che per lo più le espressioni erano di spensierata e sana allegria. Dopo un giro di circa 13 chilometri, eccoci di ritorno all’AICS, dove ci siamo ricongiunti all’ altro gruppo (che di chilometri ne ha fatti 24) per un aperitivo e la successiva grigliata. Poi la riffa offerta da Axabike e dopo ancora la premiazione della foto più significativa della giornata. È stato bello vedere persone di ogni età ridere e commentare questa passeggiata, confrontandosi anche con chi aveva scelto il percorso più impegnativo, e con le nostre guide: Vincenzo, Roberto e Marcello, sempre sorridenti e disponibili a dispensare informazioni tecniche ed itinerari. Ogni partecipante sfoggiava un bicchiere in una mano e

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Fotografia di Elisabetta Federici. vincintrice del Concorso Fotografico

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L’avvocato risponde a cura dell’avvocato Federica Lorenzetti - lorenzettiavv@gmail.com - 06.56305241

L’assegno divorzile e gli ultimi interventi chiarificatori della corte di cassazione

come sempre salve a tutti e ben ritrovati nel nostro sportello, al quale, anche in questo mese, avete rivolto numerosissime domande. In questo articolo vi voglio parlare del recente intervento del sostituto Procuratore delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione chiamato a pronunciarsi all’interno di un procedimento relativo all’attribuzione o meno del diritto della moglie a vedersi riconosciuto l’assegno divorzile che, di fatto ed a prescindere dall’esito della causa in oggetto, ha apportato alcuni decisivi chiarimenti in ordine

ai requisiti idonei per il riconoscimento del diritto ad ottenere un assegno di mantenimento in sede di divorzio. Vi ricordo come solo recentemente sia stata pubblicata un’ innovativa sentenza la quale ha sancito un sostanziale allontanamento, ai fini del riconoscimento dell’assegno divorzile, dal “tenore di vita”, reputando quale unico parametro applicabile quello dell’”indipendenza economica” o “autoresponsabilità”; ritenendo quindi doversi solamente verificare se il coniuge richiedente l’assegno fosse sprovvisto di mezzi adeguati e/o impossibilitato a procurarseli per ragioni oggettive. Evidente come tale sentenza, in questi ultimi mesi, abbia apportato una sostanziale modifica nell’orientamento dei diversi Tribunali chiamati a decidere sul riconoscimento o meno dell’attribuzione del predetto emolumento, spesso con esito negativo. Orbene, in ragione di tanto, ed a seguito di numerose

sollecitazioni in tal senso, il Sostituto procuratore delle Sezioni unite, chiamato a chiarimenti ha di fatto affermato come il tenore di vita goduto durante il matrimonio debba ancora costituire un sostanziale parametro da considerare ai fini del riconoscimento dell’assegno divorzile, insieme agli altri criteri stabiliti dalla legge quali la durata del matrimonio e l’apporto del coniuge al patrimonio familiare per valutare il diritto del coniuge più debole a ricevere l’assegno divorzile. Ha affermato, in sostanza, come sia necessario che, per ogni singolo giudizio, si proceda ad una valutazione delle peculiarità del caso concreto al fine di evitare l’errore di applicare rigidi parametri a casistiche umane sensibilmente differenti tra loro ( si pensi a coniugi benestanti piuttosto che a nuclei famigliari in difficoltà… a coniugi in buona salute rispetto a chi versa in condizioni di salute precarie…).

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Scadenzario Fiscale Anna Maria De Calisti commercialista

Lo Studio De Calisti A.M. saluta tutti i Lettori che si inoltrano nello scadenzario fiscale di Maggio 2018.

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A partire dal 2 maggio inizia l’appuntamento con il Mod. 730/2018 precompilato, in quanto da questa data sarà possibile modificare ed inviare il Mod. 730/2018 tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate. Si informano i Lettori che Contribuenti e Intermediari avranno tempo fino al 23 luglio 2018 per inviare il Mod. 730 sia precompilato che ordinario, mentre per chi si avvale del datore di lavoro la scadenza è invece fissata per il 9 luglio 2018.

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Si rende noto che entro la scadenza del 10 maggio 2018 sarà possibile inviare il Mod. Redditi PF precompilato.

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È fissata al 15 maggio la scadenza per la presentazione della Domanda di Rottamazione BIS delle cartelle (ex Equitalia). La Domanda dovrà essere presentata utilizzando il modulo DA 2000/17 in modalità telematica, o presso gli Uffici AdER presenti sul territorio.

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Si rammenta che avendo dipendenti o collaboratori occasionali, la scadenza del 16 maggio prevede: IRPEF, Ritenuta d’acconto, contributi INPS. Inoltre, entro il 16 maggio coloro che sono titolari di Partita Iva e si trovano sotto un regime IVA mensile o trimestrale (Gennaio, Febbraio, Marzo 2018), dovranno effettuare il versamento. In riferimento ai Titolari di Partita Iva iscritti nell’albo Artigiani o Commercianti, la scadenza del 16 maggio prevede sia i contributi INPS relativi al 1° trim. 2018 che la Rata INAIL del premio anno 2017 – 2018 (per coloro che hanno deciso di rateizzare). Chi non ha potuto pagare omettendo imposte e ritenute (non versate o versate in misura insufficiente entro il 16 aprile 2018), con l’opportuno calcolo può ravvedersi entro il 16 maggio.

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Con la scadenza del 25 maggio coloro che ne sono soggetti, devono presentare gli elenchi riepilogativi Intrastat.

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A chiusura del mese entro il 31 maggio 2018 si ricorda ad imprese e professionisti interessati, l’invio telematico dello Spesometro relativo al primo trimestre 2018 con i dati delle fatture emesse e ricevute, note di variazione e bollette doganali riferite al primo trimestre 2018. Si informano le imprese ed i professionisti interessati che a fronte del DL 148/2017 è stata introdotta la possibilità di invio a cadenza semestrale dello Spesometro. Inoltre, si rende noto che entro il 31 maggio scade il termine per la Comunicazione Telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi alla liquidazione periodica IVA del 1° Trimestre 2018.

Si rinnova ai lettori che in qualità di CAF CGN lo Studio è abilitato a fornire ulteriori servizi tra cui: • 730 per coloro che sono dipendenti, collaboratori, pensionati. • Gestione Badanti e Colf. • Successioni. Lo Studio ringrazia per l’attenzione dei lettori e rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento. Studio De Calisti Anna Maria - Via Leonardo Mellano 72 - 00125 Roma tel. 06/52352585 cell. 3333087137 e-mail: amdec@libero.it

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Tablet Scuola a cura di Cristina Anichhini

A Scuola di Scacchi

10° municipio. Ostia Antica. Istituto Comprensivo Orioli Fanelli. Maestra Michela, 4° C. Tutti a lezione di Scacchi. Gli scacchi, il gioco da tavolo di strategia, è sempre più in voga. Riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale, è uno dei giochi più popolari nel mondo che può essere giocato in casa, nei circoli dedicati, via internet o per corrispondenza, sia a livello ricreativo sia agonistico. A Ostia quasi tutte le scuole primarie hanno inserito

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nella loro didattica il gioco degli scacchi con il supporto tecnico e progettuale dell’Associazione Ostia Scacchi, di cui TabletRoma è onorato di essere sponsor. Ma come funziona l’insegnamento degli scacchi a scuola? Ne abbiamo parlato con la Maestra Michela Tardioli della classe 4°C dell’I.C.Orioli Fanelli di Ostia Antica e il Maestro Nicolò Napoli di Ostia Scacchi. Maestra Michela, come sono arrivati gli scacchi in questa scuola? Il progetto è nato in modo molto casuale con la collaborazione della collega Giovanna Buttari che insegna nell’altro plesso. A seguito di un bando di concorso indetto dalla scuola per i corsi con esperti esterni ha vinto l’Associazione Ostia Scacchi. È arrivato il Maestro Nicolò che ha portato con sé innovazione, passione e idee, come scacchista esperto che è. Tutto questo ho cercato di adattarlo alla mia didattica interdisciplinare, dove la matematica incontra l’arte, la logica, italiano e molto altro. Sui bambini chiaramente l’inserimento di questa disciplina ha avuto una ricaduta di un certo tipo, perchè non si limita solo al tempo in cui fanno la lezione di scacchi ma riportano alcuni principi in tutte le materie che affrontano. E devo dire che questo fa la differenza. Quindi l’insegnamento degli scacchi è diventato quasi un perno? Si è nucleo centrale sul quale ruotano anche altre discipline. Chiaramente solo per alcune tematiche. Per esempio la scacchiera è diventata un motivo per fare geometria con i pentamimi che è una attività come

il tetris di una volta adattato alla scacchiera. Proponiamo anche esercizi che attraverso rompicapo aneddoti e altro sempre inerente agli scacchi stimolano il pensiero laterale. Sono approcci che rendono gli alunni curiosi ed entusiasti. Una conseguenza di tutto ciò è poi il desiderio di potersi iscrivere ad un corso di scacchi e di vedere magari un giorno il loro nome scritto in tante lingue, come il cirillico. Questo progetto è nato per fare degli scacchi un’ora di matematica. Attualmente 11 classi oggi fanno scacchi. Èun successo enorme perchè lo scorso anno abbiamo cominciato con 6 classi. Parliamo solo di classi della scuola primaria e di questo un merito speciale va alle mie colleghe che hanno creduto come me a questo progetto e ai genitori che ci hanno sostenuto. Maestro Nicolò, gli scacchi si insegnano solo alle scuole elementari? No ovviamente l’inse-gnamento della disciplina, del gioco si può fare a tutti i livelli. Ovviamente cambia l’approccio nell’insegnamento, perchè alle medie e alle superiori i ragazzi sono già formati. A Ostia quasi tutte le scuole primarie fanno scacchi tramite la nostra Associazione, nata 6 anni fa e che pian piano è riuscita a coinvolgere le scuole di questo territorio e da qualche tempo anche alcune scuole dell’Eur. All’interno del sistema scolastico c’è molta curiosità per il gioco degli scacchi perchè è una disciplina che sviluppa attenzione, logica e concentrazione. L’approccio per i bambini delle elementari è quello di metterli subito di fronte ad una scacchiera o ci sono dei giochi ed esercizi preparatori?


Dipende dalla fascia di età. Ci sono delle attività che si fanno all’interno di una scuola differentemente da quanto si fa in una realtà sportiva. Quindi i ragazzi che cominciano a giocare all’interno di una scuola fanno dei mini giochi che sviluppano la comprensione stessa del gioco, il movimento dei pezzi, la coordinazione. Tanti esercizi sulla logica. Gli scacchi a scuola sono un gioco uno strumento per imparare divertendosi con intelligenza. e sono più propensi a cercare il dialogo con gli altri compagni. Quindi utilizzare gli scacchi come strumento di aggregazione, per abbattere alcune barriere. Gli scacchi come momento di aggregazione lo vediamo ogni giorno durante la ricreazione quando degli alunni delle quarte e delle quinte si uniscono per giocare a scacchi di loro iniziativa. Sono stati fatti vedere alcuni film ai ragazzi sul gioco degli scacchi, uno in particolare significativo su come gli scacchi hanno dato possibilità ad una bambina di riscattare la propria condizione di povertà. Questo gioco è uno dei pochi sport che nonha barriere culturali, fisiche e sociali, ma che è accessibile a tutti indistintamente.

Maestra Michela, sono previsti dei tornei di fine anno? L’anno scorso abbiamo fatto una manifestazione, che era più il piacere di stare insieme per giocare a scacchi, quest’anno alzeremo il livello e stiamo pensando ad un torneo finale che coinvolgerà le classi 3 °, 4° e 5°. I bambini con disturbi di attenzione e di apprendimento come si comportano con questa attività? Benissimo, abbiamo riscontrato dei giovamenti in questi bambini, un aumento nella capacità di attenzione. Siamo al secondo anno, le cose vengono fatte con molto rigore e rispetto per i bambini, dei loro tempi, del loro modo di essere. Gli scacchi sono una disciplina più che un gioco. Abbiamo bambini con difficoltà di attenzione che ora giocano a scacchi molto tranquillamente.

Lo scorso febbraio l’Assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eeventi, Daniele Frongia, durante la giornata promossa dal Comune di Roma sugli scacchi è stato ospite della scuola Orioli Fanelli, e ha così commentato la visita.

E il maestro come si comporta con i bambini che hanno delle difficoltà? Ogni bambino è differente dall’altro e quindi anche il nostro approccio è differente. Per esempio in questa scuola ci sono due casi abbastanza evidenti, di bambini che si autodiscriminano per i problemi che hanno, ma attraverso il gioco degli scacchi si integrano

Questa mattina ho partecipato, insieme alla Presidente del Municipio X Giuliana Di Pillo, a “Una Giornata di Scacchi Insieme” presso la scuola primaria di via Orioli a Ostia Antica, a seguito dell’invito dei bambini della classe IV C, promotori del progetto “Scacchi a Scuola”. L’iniziativa si è sviluppata lo scorso anno accademico in forma sperimentale in quattro classi e nel giro di un anno, visto l’entusiasmo riscontrato nei bambini e nelle loro famiglie, si è deciso di ampliare l’esperienza a tutte le dieci classi del plesso. 
Scacchi quindi non solo uno sport, ma un vero proprio strumento per supportare l’attività scolastica e coniugare dimensione ludica ed esperienza didattica, potenziando la memoria, la concentrazione, le capacità intuitive e di previsione e progettazione. 
Durante la mattinata si è potuto vedere come gli scacchi possano essere una disciplina praticata da tutti: i bambini della prima elementare possono giocarci attraverso una scacchiera gigante, i

più grandicelli invece si cimentano in vere e proprie sfide, oltre a studiarne le mosse e strategie durante l’ora di matematica dedicata agli scacchi. Un ringraziamento particolare all’Associazione Ostia Scacchi e al maestro Nicolò Napoli, uno degli insegnanti della disciplina nella scuola, promotori, insieme alle maestre e alla dirigente scolastica, dell’iniziativa. Ringraziamo anche noi la Maestra Michela e il Maestro Nicolò per la disponibilità e per la professionalità dimostrata. In bocca al lupo a voi e a tutti i ragazzi. Per informazioni su Ostia Scacchi ww.ostiascacchi.it 320 4467351 Via Galli della Mantica 42-44 00121 Ostia Roma

David, Filippo, Alessandro, Francesco Nassetti (Capitano), Alessandra e Kamilla

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Tutto avviene in maniera analogica o si aggancia anche agli insegnamenti informatici con il coding? L’insegnamento viene fatto in modo molto serio, come una vera e propria materia, e non come se fosse un’ora solo di gioco per i bambini, ci sono le regole e le simulazioni sulla scacchiera. Dopo solo 4 incontri di insegnamento i bambini sono già pronti a giocare una partita. Ogni volta che si fa qualcosa di nuovo seguono dei momenti di verifica per capire se si è compresa la lezione. La lezione è suddivisa in 30 minuti di parte teorica e 30’ di pratica.Una lezione molto strutturata. Hanno un quaderno in cui segnano le regole, etc. una vera e propria ora di didattica. È un ora curriculare, all’interno del programma di matematica.

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Alla Polisportiva Palocco giovedì 24 maggio dalle 17.00 i bambini del calcio, della pallacanestro e del volley daranno vita al 1° Torneo di San Nicola. Al Centro Commerciale Isola 46 da venerdì 25 a domenica 27 dalle 17.30 torneo di burraco. Al Centro Commerciale Le Terrazze venerdì 25 a partire dalle 18.00 “la Russia e i suoi balli” esibizione di balli folcloristici russi , sabato 26 e domenica 27 “Fiera Nicolaiana” con un ampio spazio dedicato ai prodotti tipici di artigianato russi e di degustazione. 

San Nicola di Myra

Casalpalocco e la via Nicolaiana

‘LA VIA NICOLAIANA’, un progetto che ‘sui passi’ di San Nicola di Myra (Vescovo, santo e importante personaggio storico) è un Ponte tra città Italiane (in primis certamente Bari), Albania, Grecia fino a unirci e riunirci, grazie anche all’incredibile opera Pastorale di riconciliazione di Papa Francesco, alla grande Russia Cristiana e cosmopolita. Nello specifico per Ostia e il suo Territorio gli eventi si focalizzeranno nella settimana che va dal 21 al 27 nella giornata dedicata alla Santissima Trinita’. Anche Casalpalocco ha deciso di partecipare a questa settimana coinvolgendo tutti... dagli adulti ai bambini..in una settimana piena di eventi che si svolgeranno nei punti più importanti del nostro quartiere.

Alla parrocchia di S. Timoteo si terranno seminari religiosi. Vi saranno molte altre iniziative delle quali però, non possiamo dare conferma visto che sono ancora in itinere e nel momento in cui andiamo in stampa ma gli organizzatori si raccomandano di cercare le locandine con la dicitura “Settimana Nicolaiana” che verranno affisse dal 12 maggio e di partecipare numerosi.


on noi! c a m o R riscopri

Per iscriversi o avere maggiori informazioni collegarsi al sito http://www.caccialtesoro.zone/ e-mail: info@caccialtesoro.zone o chiamare 338 566 0883.

Caccia al tesoro storica e archeologica

ROMA

10 GIUGNO

segreti Indaga, investiga e scopri i ! rna Ete della Città

15 enigmi e misteri da risolvere

Gli organizzatori: Vagabondo Viaggi: tour operator, propone viaggi in tutto il mondo. Nato nel 1999 come comunità Internet per trovare compagni di viaggio. Lontano dal turismo dei villaggi vacanza, Vagabondo promuove un viaggiare consapevole che valorizzi la natura, la cultura e le tradizioni dei paesi. Sito: https://www.vagabondo.net/it Facebook: https://www.facebook.com/vagabondoviaggi/ Associazione Sinopie: associazione culturale attiva sul territorio romano dal 2008 è una realtà associativa dinamica che propone attività culturali con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio artistico italiano e omaggiare la bellezza della Città Eterna. In dieci anni di attività Sinopie ha realizzato visite guidate a Roma, tour ed escursioni giornaliere, corsi di storia dell’arte, conferenze ed eventi culturali. Sito: http://www.sinopie.it/new/ Facebook: https://www.facebook.com/AssociazioneCulturaleSinopie/

rire

luoghi e monumenti da scop

SEGRETI E CURIOSITÀ DA

SVELARE

Mettiti in gioco e vinci un viaggio! www.caccialtesoro.zone

Contatti: 5660883 MATTEO BORDINI - tel. 338 info@caccialtesoro.zone SINOPIE - tel. 06 96526460 info@sinopie.it

www.vagabondo.net

www.sinopie.it

Caccia al Tesoro domenica 10 giugno a Roma. In palio un viaggio in una Capitale Europea!

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È una giornata pensata per gli adulti, gli avventurosi, appassionati di arte e non, e per tutti i curiosi di cultura, un evento in cui sfidarsi a colpi di enigmi e indizi insoliti con tantissimi premi da vincere. Questo evento si propone di far riscoprire le bellezze e i misteri di Roma: i partecipanti sono chiamati ad interagire con la città per indagare, investigare e scoprire i segreti nascosti negli itinerari insoliti e meno noti di Roma. Come funziona la Caccia al Tesoro? Ogni gruppo, composto da 4 partecipanti, riceverà una serie di indizi che portano ad un luogo, un monumento o un sito archeologico. Le varie squadre dovranno prima di tutto scoprire di che luogo si tratta, e per farlo qualunque mezzo è lecito: usare Internet, chiamare nonni, amici e parenti, interrogare i passanti. Trovato il luogo dovranno raggiungerlo e farsi una foto/selfie. Vince la squadra che riesce a risolvere correttamente più indizi. I premi: Il gruppo primo classificato vincerà un viaggio di 4 giorni offerto da Vagabondo in una Capitale Europea. I gruppi secondo e terzo classificato andranno con l’Associazione Sinopie a Bracciano, dove potranno visitare il Castello Odescalchi e ricevere un aperitivo esclusivo. Ma ci saranno tanti altri premi enogastronomici tutti da gustare!

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Ufficio Vendite Via Monte del Marmo 99 Info 331.67.98.614


Tabletroma maggio 2018  

TabletRoma è un free press mensile romano di cultura informazione e società

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