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Surrentum - Aprile 2026

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SORRENTO ATTRAVERSO

lE ImmAGINI dEl PASSATO

Una

comunità si fonda, inevitabilmente, sui simboli ed è impossibile negarlo: i riti della “Settimana Santa” sono quel collante che, in Penisola Sorrentina, unisce le generazioni, rinsalda le radici storiche. Già nel 2000, scrivendo una breve ma densa introduzione al volume “Gli Incappucciati”, l’antropologo Marino Niola notava che “in pochi luoghi del Mediterraneo il teatro della Passione celebra i suoi fasti con la stessa corale simultaneità che accende improvvisamente, come una partitura segreta, l’intera Penisola Sorrentina”. Così, dalle tenebre della notte, emerge la potenza del rito, ancestrale richiamo alla radici della fede. Tuttavia, tra i tanti simboli esibiti e vissuti nel corso della “Settimana Santa”, ve n’è uno particolarmente evocativo: la statua del “Cristo Morto” di Sorrento, recata a spalla dai confratelli della Congrega di San Catello. Non è, probabilmente, uno dei simulacri più belli, ma è, di certo, uno dei più affascinanti. E tanto basta! Per lungo tempo, volendone spiegare l’origine, i più romantici ricorsero alla leggenda del “nobile cavaliere” sfuggito all’arresto e rifugiatosi nella chiesetta di San Catello. Lì, protetto dal diritto d’asilo, scolpì la statua del Cristo, in modo da adempiere ad un voto. Ma le leggende, in fondo, sono affascinanti, seppur fantasiose. Certo è che, nel 1762,

l’arcivescovo di Sorrento, mons. Silvestro Pepe, rimase realmente colpito da questa statua e notò che la “imagine del Salvatore morto [...] la quale per essere sì al vivo da nobil scarpello intagliata, non può farsi a meno di chi la vede di non compassionare detto Salvatore e piagnere”. Le ipotesi, per quanto affascinanti, si susseguirono, sino ad una nota manoscritta del 1984, vergata dal prof. Gennaro Borrelli, uno dei massimi studiosi della scultura napoletana. “La scultura del Cristo Morto - notava Borrelli - [...] è un’opera realizzata nel primo ventennio del settecento, da un artista napoletano che conosceva i modelli della diffusa tipologia iberica presenti in ogni chiesa del Meridione sin dalla metà del ‘500, sculture poste sotto la mensa di un altare per l’adorazione quotidiana”. Indubbiamente, il Cristo di Sorrento, per quanto sia affascinante, è oltremodo “esasperato” da quel pietismo tardo/secentesco. Ma non fa nulla: l’artista, forse un abilissimo intagliatore, realizzò un piccolo “miracolo”, trasformando una scultura in un simbolo della religiosità dei sorrentini.

La scultura settecentesca del Cristo Morto, conservata nella Chiesa dei Servi di Maria, viene portata in processione ogni anno, proprio la sera del “Venerdì Santo”.

Brushstrokes of History: Sorrento Through Images of the Past

Acommunity is inevitably founded on symbols, and it’s impossible to deny it: the rites of Holy Week are the glue that, on the Sorrento Peninsula, unites generations and strengthens historical roots. As early as 2000, writing a brief but insightful introduction to the volume “Gli Incappucciati,” anthropologist Marino Niola noted that “in few places in the Mediterranean does the Passion Play celebrate its glories with the same choral simultaneity that suddenly lights up, like a secret score, the entire Sorrento Peninsula.” Thus, from the darkness of the night, the power of the ritual emerges, an ancestral reminder of the roots of faith. However, among the many symbols displayed and experienced during Holy Week, one is particularly evocative: the statue of the “Dead Christ” of Sorrento, carried on the shoulders of the brothers of the Congregation of San Catello. It is probably not one of the most beautiful statues, but it is certainly one of the most fascinating. And that’s enough! For a long time, trying to explain its origins, the more romantics resorted to the legend of the “noble knight” who escaped arrest and took refuge in the little church of San Catello. There, protected by the right of asylum, he sculpted the statue of Christ to fulfill a vow. But legends, after all, are fascinating, if fanciful. What is certain is that, in 1762, the Archbishop of Sorrento, Msgr. Silvestro Pepe, was truly struck by this statue and noted that the “image of the dead Savior [...] which, being so lifelike carved by a noble chisel, cannot help but make anyone who sees it pity the said Savior and weep.” The hypotheses, however fascinating, followed one another, until a handwritten note from 1984, penned by Prof. Gennaro Borrelli, one of the greatest scholars of Neapolitan sculpture, noted: “The sculpture of the Dead Christ [...] is a work created in the first two decades of the eighteenth century by a Neapolitan artist familiar with the models of the widespread Iberian typology found in every church in Southern Italy since the mid-16th century, sculptures placed beneath the altar for daily adoration.” Undoubtedly, the Sorrento Christ, fascinating as it is, is extremely “exaggerated” by that late-seventeenth-century pietism. But no matter: the artist, perhaps a highly skilled carver, achieved a small “miracle,” transforming a sculpture into a symbol of the religious devotion of the Sorrentines.

The eighteenth-century sculpture of the Dead Christ, preserved in the Church of the Servants of Mary, is carried in procession every year on the evening of “Good Friday.”

ORESTE PIPOlO E

GIOIEllI

cONTEmPORANEI dEllA ROmA JEwElRy wEEk

Dal21 marzo al 3 maggio 2026, le sale di Villa Fiorentino ospitano la rassegna “Memoria e Materia”. Un doppio appuntamento espositivo che mette in dialogo due forme d’arte solo in apparenza lontane: la fotografia e il gioiello contemporaneo. Attraverso le immagini di Oreste Pipolo, testimone sensibile della cultura e dei rituali del Sud, la memoria diventa racconto visivo, emozione e identità attraverso la sua rappresentazione del matrimonio e della sua Napoli. Allo stesso tempo, i gioielli della Roma Jewelry Week rappresentano la materia che si fa arte e design, trasformando metalli, pietre e materiali di ricerca in espressione creativa e linguaggio del presente. “Memoria e Materia” celebra così il legame tra tradizione e innovazione, tra ciò che permane e ciò che si rinnova, offrendo al pubblico un viaggio tra la forza evocativa dell’immagine e la potenza della forma.

ORESTE PIPOLO, FOTOGRAFO. DAI MATRIMONI ALLA SUA NAPOLI, UN VIAGGIO TRA MEMORIA E PAESAGGIO

La mostra fotografica dedicata al grande fotografo napoletano è organizzata dall’Associazione Culturale Rumore Art Club in collaborazione con lo studio Oreste Pipolo 2.0. 50 fotografie che raccontano lo sguardo unico con cui Pipolo ha trasformato la fotografia di matrimonio in un racconto cinematografico e ha ritratto l’anima autentica di Napoli. In programma anche la proiezione del docufilm a lui dedicato con la regia di Matteo

Garrone.

Lo studio oggi viene portato avanti da Ivana e Miriam Pipolo, figlie dell’artista, che dichiarano: «Questa mostra non è solo un omaggio a un artista, ma il racconto di un legame indissolubile tra un uomo, la sua macchina fotografica e la sua città… vogliamo condividere l’eredità di un Maestro che ha saputo rendere eterno l’effimero.»

La mostra è curata da Chiara Russo che sottolinea: «Le fotografie di Pipolo, dal matrimonio a Napoli, sono una documentazione preziosa di un tempo che fu, della nostra storia e della nostra vita.»

CODICE RJW/MEMORIA

FUTURA

CINQUE ANNI DI GIOIELLI, CINQUE ANNI DI ROMA

JEWELRY WEEK, TRA MATERIA E MEMORIA

Il gioiello contemporaneo ridefinisce la propria identità, andando oltre la funzione ornamentale per diventare un linguaggio autonomo e uno strumento di pensiero.

Con la mostra “Codice RJW/ Memoria Futura”, Villa Fiorentino a Sorrento ospita il manifesto di cinque anni di sperimentazione della Roma Jewelry Week, riunendo artisti, designer e maestri orafi in un percorso che indaga il rapporto tra memoria e visione futura in linea con l’obiettivo dell’evento di promuovere il gioiello come forma espressiva e culturale.

L’esposizione è organizzata dalla Associazione Culturale InCinque Open Art Monti con la curatela dell’Architetto Monica Cecchini, ripercorre le cinque edizioni della RJW (2021–2025)

come un archivio vivente in cui il gioiello diviene, di volta in volta, oggetto di connessione, taccuino di viaggio, terreno etico di sperimentazione, esercizio di virtuosismo barocco e, infine, veicolo di luce e riflessione sulla spiritualità. La mostra evidenzia inoltre la dimensione di rete del Codice RJW, un linguaggio condiviso che ha generato collaborazioni, progetti di impegno sociale come quello dedicato alle donne - Jewels for Freedom - e nuove sinergie tra tradizione orafa e ricerca contemporanea, cuore pulsante della missione della Rome Jewelry Week. “Memoria Futura” guarda già oltre: durante l’esposizione sarà presentato il tema della Roma Jewelry Week 2026 “La corona dell’ingegno. Il gioiello come racconto della storia dell’arte e della cultura italiana negli ultimi 80 anni.” dedicato al gioiello come narrazione della storia dell’arte e della cultura italiana negli ultimi ottant’anni.

DAL 21 MARZo AL 3 MAGGio 2026 dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19

“MEMORY AND MATTER” EXHIBITION

Photographs by Oreste Pipolo and contemporary jewelry from Rome Jewelry Week

From March 21 to May 3, 2026, the halls of Villa Fiorentino host the “Memory and Matter” exhibition, promoted by the Sorrento Foundation.

A double exhibition that brings together two seemingly distant art forms: photography and contemporary jewelry.

Through the images of Oreste Pipolo, a sensitive witness to the culture and rituals of Southern Italy, memory becomes visual storytelling, emotion, and identity through his depiction of marriage and his Naples.

At the same time, the jewelry from Rome Jewelry Week represents matter as art and design, transforming metals, stones, and researched materials into creative expression and the language of the present.

“Memory and Matter” celebrates the link between tradition and innovation, between what endures and what is renewed, offering the public a journey through the evocative power of the image and the sculptural power of form.

ORESTE PIPOLO, PHOTOGRAPHER.

FROM WEDDINGS TO HIS NAPLES, A JOURNEY THROUGH MEMORY AND LANDSCAPE

The photography exhibition dedicated to the great Neapolitan photographer is organized by the Rumore Art Club Cultural Association in collaboration with the Oreste Pipolo 2.0 studio.

The exhibition brings together 50 photographs that reveal the unique perspective with which Pipolo transformed wedding photography into a cinematic narrative and captured the authentic soul of

Naples. The program also includes a screening of the documentary film dedicated to him, directed by Matteo Garrone. The study is now carried forward by Ivana and Miriam Pipolo, the artist’s daughters, who state: “This exhibition is not just a tribute to an artist, but the story of an unbreakable bond between a man, his camera, and

his city... we want to share the legacy of a master who knew how to make the ephemeral eternal.”

The exhibition is curated by Chiara Russo, who emphasizes: “Oreste Pipolo’s photographs, from his wedding in Naples, are a precious documentation of a time gone by, of our history and our lives.”

CODICE RJW/MEMORIA FUTURA. FIVE YEARS OF JEWELRY, FIVE YEARS OF ROMA JEWELRY WEEK, BETWEEN MATTER AND MEMORY Contemporary jewelry redefines its identity, going beyond its ornamental function to become an autonomous language and a tool for thought. With the exhibition “Codice RJW / Memoria Futura,” Villa Fiorentino in Sorrento hosts the manifesto of five years of experimentation with Rome Jewelry Week, bringing together artists, designers, and master goldsmiths in a journey that explores the relationship between memory and future vision, in line with the event’s goal of promoting jewelry as a form of expression and culture. The exhibition, organized by the InCinque Open Art Monti Cultural Association and curated by architect Monica Cecchini, retraces the five editions of the RJW as a living archive in which jewelry becomes, in turn, an object of connection, a travel journal, an ethical field of experimentation, an exercise in baroque virtuosity, and, ultimately, a vehicle of light and reflection on spirituality. The exhibition also highlights the network dimension of the RJW Code, a shared language that has generated collaborations, socially committed projects such as the one dedicated to women - Jewels for Freedom - and new synergies between goldsmith tradition and contemporary research, the beating heart of Rome Jewelry Week’s mission. “Memoria Futura” already looks beyond: during the exhibition, the theme of Rome Jewelry Week 2026, “The Crown of Ingenuity. Jewelry as a Story of the History of Italian Art and Culture over the Last 80 Years,” will be presented. This theme focuses on jewelry as a narrative of the history of Italian art and culture.

Fondazione

TRADiZioNi Di pASQUA

lE PROcESSIONI dEllA SETTImANA SANTA A SORRENTO

Tradizione ed appartenenza: questa la carta d’identità delle processioni della settimana santa a Sorrento. Esse possono considerarsi quasi come dei “fossili viventi”, dal momento che i sacri riti sono l’unico esempio di devozione popolare tramandato e rimasto pressoché inalterato nel corso del tempo in penisola sorrentina. Le processioni, come oggi le vediamo, traggono origine alla fine del settecento, quando l’Arciconfraternita della Morte e di San Catello smise di recarsi in pellegrinaggio presso le chiese cittadine la sera del giovedì Santo e iniziò a portare, nel tardo pomeriggio del venerdì Santo, il simulacro del Cristo morto. Poco alla volta anche le altre confraternite locali seguirono le orme dei nobili di nero vestiti: nascono così, verso la fine dell’ottocento, le processioni nelle forme a cui ancora oggi assistiamo e che hanno subito nel corso degli anni pochissime modifiche. Sono tre le processioni che si svolgono a Sorrento

tra la sera del giovedì, la notte e la sera del venerdì Santo. Le sacre rappresentazioni sono organizzate dalle confraternite della parrocchia della Cattedrale. La prima, che si svolge al termine della celebrazione della messa in Coena Domini, è organizzata dalla Arciconfraternita del Santissimo Rosario e prende il via dalla chiesa dei santi Felice e Bacolo nel centro storico di Sorrento. La processione fa memoria dell’agonia di Cristo nel Getsemani. Infatti, al termine del corteo viene portato in processione il simulacro del Cristo orante, scultura leccese di pregiata fattura. I partecipanti indossano il tipico saio domenicano col volto coperto dal cappuccio e visitano le chiese in cui sono allestiti gli “Altari della reposizione” in cui viene esposto alla venerazione dei fedeli il santissimo sacramento. A mezzanotte in punto, nei pressi della chiesa della Santissima Annunziata, le prime note delle marce funebri suonate dalla banda musicale

annunciano il venerdì Santo. È il preludio alla suggestiva processione notturna organizzata dall’Arciconfraternita di Santa Monica. In questo caso i partecipanti sono vestiti con saio e cappuccio bianchi e i fianchi cinti dalla nera cintura di cuoio, simbolo dell’appartenenza all’ordine degli agostiniani del Sodalizio. Secondo la tradizione popolare, questa Processione rappresenta l’uscita della vergine Addolorata alla ricerca del del Figlio catturato e condannato a morte. Infatti, i confratelli recano l’immagine della Vergine addolorata ancora non vestita a lutto, scultura leccese

di inizio novecento, accompagnandola in tre chiese in cui, tra incenso e preghiere, viene fatta memoria della Passione di Cristo. Particolarmente toccante è il rientro in chiesa di questa processione: all’alba, quando le prime luci del giorno colorano di rosa il cielo, la Madonna fa il suo ingresso accompagnata dalle note dell’Ave Maria e del Miserere in una atmosfera struggente e piena di pathos. La scenografia drammatica del venerdì Santo a Sorrento si conclude con la solenne processione del Cristo morto organizzata dall’Arciconfraternita della Morte che si svolge a sera inoltrata il venerdì Santo e prende avvio dalla chiesa dei Servi di Maria posta alle spalle della Cattedrale. In questo caso i partecipanti indossano saio e cappuccio

neri che sono, come si intuisce, i colori del lutto. In processione, oltre alla statua della Vergine addolorata, di nero vestita, è portata a spalle la stupenda statua del Cristo morto, opera lignea settecentesca di autore ignoto.

Le tre processioni hanno uno schema analogo: sono aperte

Processione del CRISTO MORTO

3 Aprile 2026 ore 20:30

Via Sersale - Via degli Aranci

Ospedale - Corso Italia

Piazza Tasso - Corso Italia

Via B. Capasso - Via Correale

Piazza Tasso - Via S. Cesareo

Via Tasso - Via Vittorio Veneto

Via San Francesco

Piazza S. Antonino

Via L. De Maio - Piazza Tasso Corso Italia

al rientro in chiesa azione liturgica e benedizione con il legno della croce

dalla banda musicale che suona le note solenni e tristi delle marce funebri, seguono i simboli dell’Arciconfraternita organizzatrice e, nella parte centrale, sono mostrati ai fedeli i cosiddetti “martìri”, i simboli della passione di Cristo, secondo l’ordine del racconto evangelico, che rappresentano e raccontano plasticamente agli spettatori la vicenda drammatica dell’ascesa al Golgota e la successiva crocifissione e morte di Gesù. La processione della notte e quella della sera sono accompagnate dallo struggente coro maschile del Miserere: possenti voci, salmodiando, cantano le strofe del salmo 50 di Davide.

A dispetto di quel che puó apparire, pur esprimendo un senso di contrizione e di accusa del peccato, queste celebrazioni sono vissute alla luce della vera Festa che è la Pasqua di risurrezione.

Pertanto, se è vero che assisterete a cortei quasi “marziali”, scanditi da un passo lento e cadenzato, con lo “sguardo” centrato sui dolori patiti dal Signore è da sottolineare che lo scopo originario e ancora oggi attuale di questi riti è quello di richiamare il popolo alla conversione per vivere pienamente la gioia della Pasqua!

D6
1820 HHHHH L
Piazza della Vittoria, 5 • 80067 SORRENTO • tel. 081 8781024

Tradition and belonging: this is the hallmark of the Holy Week processions in Sorrento. They can almost be considered “living fossils,” since the sacred rites are the only example of popular devotion passed down and remained virtually unchanged over time on the Sorrento peninsula. The processions, as we see them today, originated in the late 18th century, when the Archconfraternity of Death and Saint Catello stopped making pilgrimages to the city’s churches on the evening of Holy Thursday and began carrying the statue of the dead Christ in the late afternoon of Good Friday. Gradually, other local confraternities followed in the footsteps of the black-clad nobles: thus, towards the end of the 19th century, the processions were born in the form we still witness today, having undergone very little modification over the years. Three processions take place in Sorrento between the evening of Holy Thursday, the night of Holy Thursday, and the evening of Good Friday. The sacred representations are organized by the confraternities of the Cathedral parish. The first, which takes place at the end of the celebration of the Mass of the Lord’s Supper, is organized by the Archconfraternity of the Most Holy Rosary and begins from the Church of Saints Felice and Bacolo in the historic center of Sorrento. The procession commemorates Christ’s agony in Gethsemane. At the end of the procession, the statue of the Praying Christ, a finely crafted sculpture from Lecce, is carried in procession. Participants wear the typical Dominican habit with their faces covered by a hood and visit the churches where the “Altars of Repose” are set up, where

the Blessed Sacrament is exposed for veneration by the faithful. At midnight precisely, near the Church of the Santissima Annunziata, the first notes of funeral marches played by the band announce Good Friday. This is the prelude to the evocative nighttime procession organized by the Archconfraternity of Santa Monica. In this event, the participants are dressed in white robes and hoods, and their hips are girded with black leather belts, a symbol of their membership in the Augustinian order of the Sodality. According to popular tradition, this procession represents the departure of the Virgin of Sorrows in search of her captured and condemned Son. Indeed, the brothers carry the image of the Virgin of Sorrows, not yet dressed in mourning, a sculpture from Lecce from the early 20th century, accompanying her to three churches where, amid incense and prayers, the Passion of Christ is commemorated. The procession’s return to the church is particularly moving: at dawn, when the first rays of day paint the sky pink, the Madonna makes her entrance accompanied by the notes of the Ave Maria and the Miserere in a poignant and pathos-filled atmosphere. The dramatic Good Friday scene in Sorrento concludes with the solemn procession of the Dead Christ, organized by the Archconfraternity of Death. It takes place late on Good Friday and begins from the Church of the Servants of Mary, located behind the Cathedral. Participants wear black robes and hoods, the colors of mourning. In the procession, in addition to the statue of the Sorrowful Virgin, dressed in black, the magnificent statue of the Dead Christ, an 18th-century

wooden work by an unknown artist, is carried on the shoulders. The three processions follow a similar pattern: they are opened by a band playing the solemn and mournful notes of funeral marches, followed by the symbols of the organizing Archconfraternity. In the central section, the faithful are shown the so-called “martyrs,” symbols of Christ’s Passion, according to the order of the Gospel narrative. These represent and vividly narrate to spectators the dramatic story of Jesus’ ascent to Golgotha and his subsequent crucifixion and death. The night and evening processions are accompanied by the

poignant male choir of the Miserere: powerful voices, chanting, sing the verses of Psalm 50 of David. Despite what it may seem, while expressing a sense of contrition and confession of sin, these celebrations are experienced in the light of the true Feast of Easter, the Resurrection. Therefore, while it’s true that you’ll witness almost “martial” processions, marked by a slow, measured pace, with their gaze focused on the sufferings endured by the Lord, it’s important to emphasize that the original, and still relevant, purpose of these rites is to call the people to conversion so they can fully experience the joy of Easter!

Nessuno ha sperimentato al pari del Crocifisso, il mistero della Croce, nessuno al pari di Lei ha accolto nel cuore quel mistero, ne conosce il prezzo e sa quanto esso sia grande. In questo senso la chiamiamo Madre della misericordia.

Giuseppe Alfaro
C4
SANTUARIO DELLA MADONNA DEL CARMINE - SORRENTO SABATO SANTO - ORE 11,00
Celebrazione Mariana
Enciclica “Dives in misericordia”

“mIGRAZIONI” Il SORRENTO cOAST ScIENcE FESTIVAl

La scienza arriva tra piazze, sentieri, teatri e luoghi simbolo del territorio con il Sorrento Coast Science Festival, in programma dal 9 al 12 aprile nei comuni della Penisola Sorrentina. Tema dell’edizione 2026 sarà “Migrazioni”, una parola chiave che richiama il movimento come principio fondamentale della natura e della vita. Il festival nasce da un’idea della cooperativa di servizi culturali IANUAE e dell’associazione SLAM, con il supporto dei Comuni di Massa Lubrense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello e Sorrento, oltre alla collaborazione della Fondazione Sorrento. L’obiettivo è raccontare il mondo attraverso il linguaggio della scienza, con un approccio divulgativo capace di unire conoscenza, curiosità e intrattenimento. Il presupposto da cui prende forma la rassegna è semplice ma affascinante: in natura nulla è immobile. Dalle particelle subatomiche ai grandi stormi di uccelli, dalle placche tettoniche ai flussi migratori dell’umanità,

tutto è movimento. Un tema che, secondo gli organizzatori, si lega profondamente anche alla storia e alla vocazione della Penisola Sorrentina, territorio da sempre aperto agli scambi e all’accoglienza. Il programma prevede quattro giorni ricchi di appuntamenti pensati per un pubblico ampio e variegato. In calendario ci saranno incontri con divulgatori scientifici, conferenze, talk, spettacoli, laboratori didattici, attività per le scuole, escursioni sul territorio e perfino una cena a tema scienza. Numerosi gli ospiti attesi, tra eccellenze locali e nomi di rilievo della divulgazione scientifica nazionale. Tra questi Federico Benuzzi, Beatrice Mautino, Alberto Grandi, Massimo Di Maio, Giuseppe Barbera, Umberto Guidoni e Barbascura X. Proprio quest’ultimo, noto divulgatore della cosiddetta “scienza brutta”, chiuderà il festival con lo spettacolo “Sono qui per Caos”, in programma domenica 12 aprile alle ore 21. Accanto agli organizzatori e ai comuni coinvolti,

numerosi enti hanno concesso il patrocinio o collaborano alla realizzazione delle iniziative. Tra questi Frame – Divagazioni Scientifiche, AIAPP, ASOIM, AMP Punta Campanella, Archeoclub Lubrense, FAI – Baia di Ieranto e WWF Terre del Tirreno. “La scelta di Migrazioni come tema portante – spiegano gli organizzatori – significa parlare di connessioni. In un territorio di frontiera e di accoglienza come la Penisola Sorrentina vogliamo mostrare come la scienza interpreti il movimento non come una minaccia o un’anomalia, ma come una forza vitale e necessaria alla sopravvivenza di ogni sistema, naturale o sociale”.

L’intento è coinvolgere cittadini e visitatori in un’esperienza diffusa, trasformando la Penisola Sorrentina in un grande laboratorio a cielo aperto dove scienza, territorio e cultura

info programma: www.sorrentocoastsciencefestival.it

dialogano tra loro. Un ringraziamento particolare, sottolineano gli organizzatori, va a tutte le istituzioni, gli enti, le aziende e i professionisti che hanno contribuito alla realizzazione della prima edizione del festival. Un evento che punta a diventare un nuovo appuntamento culturale per il territorio, capace di unire divulgazione scientifica, partecipazione pubblica e valorizzazione della Penisola Sorrentina.

lA BANdA dI mASSAlUBRENSE

Il cartellone della festività Pasquali nel comune di Massalubrense, prende il via sabato 28 marzo alle ore 19.00 con la musica bandistica.

Protagonista una delle cinque bande più antiche d’Italia, quella che porta il nome dello stesso comune della Penisola Sorrentina. La compagine musicale massese nasce come scuola musicale ne 1833 e solo qualche anno più tardi per la precisione nel 1840 si dà vita alla prima formazione bandistica presente sul territorio della penisola Sorrentina. appena trentatré anni dopo la sua fondazione, la banda di Massa, il 25 marzo 1873, riceve un’attestazione di merito. Come viene riportato dalle cronache dell’epoca, sapientemente riportate da Carmine Berton, appassionato di storia locale, i musicisti di Massalubrense furono chiamati a portare una serenata, come si usava all’epoca, ad un ospite illustre della città del Tasso, Maria Alexandrovna, moglie dello Zar di tutte le Russie Alessandro II.

Da allora molte altre sono state le manifestazioni civili e religiose alle quali il complesso bandistico massese a preso parte, non solo sul territorio della penisola Sorrentina, ma anche l’sola di Capri e la Divina Costiera nei suoi lunghi 180 anni di storia che sono festeggiati lo scorso 2020.

Il concerto di Pasqua che si svolgerà nella Chiesa Parrocchiale di San Pietro a Monticchio, amena frazione del comune Massese, è un edificio di culto situato nell’omonima piazza ed elevato a parrocchia nel 1556. Fu ricostruito nel XVII secolo e restaurato nell’Ottocento, presenta una navata unica, otto cappelle laterali e un altare maggiore con un dipinto di San Pietro realizzato da Angelo Mozzillo nel 1800.

Presenta una struttura settecentesca con interni barocchi, dotata di un prezioso pavimento del XVIII secolo; ospita numerose opere del XVI-XVII secolo e un altare maggiore in marmi policromi.

La musica nei riti della Settimana Santa nel Mezzogiorno d’Italia

Suoni di Passione

Chiesa

Il frontone della chiesa, presenta la tiara con le chiavi decussate e, nelle immediate vicinanze si trova anche il complesso del Convento delle Immacolatine e la Chiesa del Santissimo Rosario (edificato nel 1723), noto per il suo pavimento in maiolica artistica del ‘700 realizzato da Ignazio Chiaiese.  Il programma presentato nel concerto sarà aperto da una delle solenni marce funebri che accompagnano il lento incedere degli incappucciati sulle strade della penisola Sorrentina nei riti della Settimana Santa, per poi proseguire in un itinerario artistico musicale attraverso

brani classici come l’Aria sulla IV^ Corda di Bach, o l’Ave Verum di Mozart o ancora un piccolo estratto tratto dalla sinfonia Dal Nuovo Mondo di Dvorak; quindi l’appuntamento resta fissato per sabato 28 marzo alle ore 19.00 presso la chiesa parrocchiale di Monticchio a Massalubrense, quando si proverà insieme a camminare su un percorso immaginario attraverso il quale si cercherà di suscitare fra il pubblico che vorrà essere presente alla serata qualche emozione, con la musica che tutto unisce e nulla divide, senza distinzione alcuna fra razza, sensibilità o colore della pelle.

STORICO PREMIATO CONCERTO MUSICALE

“ Orazio Gentile ”

Città di Mottola direttore M°Giuseppe Gregucci

PROGRAMMA

Il pianto dell’orfano (Antonio Amenduni)

Cristus (Pietro Marincola)

Una lagrima sulla tomba di mia madre (Amedeo Vella)

Grido di dolore (Amleto Cardone)

Pianto Eterno (Pasquale Quatrano)

A Domenico Lemma (Giuseppe Gregucci)

Rosario Criscuolo

Apartire dalla Settimana Santa 2026, la Società Concerti Sorrento, riconosciuta come Ente di Rilievo della Regione Campania, sotto la direzione artistica e dal M.stro Paolo Scibilia, ha programmato una serie di importanti eventi in esclusiva per la Penisola Sorrentina e nell’ambito del prestigioso cartellone promosso dalla Citta Metropolitana di Napoli. Due nel territorio di Massa Lubrense, su iniziativa dell’Amministrazione Comunale e del Sindaco Giovanna Staiano. abato 28 marzo (ore 19:30), presso l’Antica Cattedrale: “Stabat Mater” di Nicola Sala (com-

positore chiave della Scuola Musicale Napoletana del Settecento), con la partecipazione dei prestigiosi attori Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini, nel ruolo di voci narranti, e la S.C.S. Antiqua Ensemble Orchestra; Martedì 31 marzo (due turni: ore 18:30 e 19:30), presso la Chiesa S. M. delle Grazie (Loc. Sant’Agata sui due Golfi) “Passio” - Tableaux Vivants sul tema della Passione: da Masaccio a Caravaggio, a cura della storica compagia Ludovica Rambelli Teatro e la regia di Dora De Maio.

Domenica 3 maggio, al via la VI edizione della rassegna “ArcheoAperiMusica” a Piano di Sorrento, presso il Museo Archeologico “Vallet” di Villa Fondi, per tutte le Domeniche mattina di Maggio ed articolata attraverso Visite guidate (10:30) - Concerto (11:30) - Aperitivo (12:30). Info calendario completo degli eventi: www.societàconcertisorrento.it – Facebook: societa concerti sorrento.

COMUNE DI MASSA LUBRENSE

Assessorato Turismo e Spettacolo

Città Metropolitana di Napoli - S.C.S. Società dei Concerti di Sorrento

EVENTI DI PASQUA 2026

Progetto incluso nel cartellone degli eventi della Città Metropolitana di Napoli

Sabato 28 marzo ore 19:30

Antica Cattedrale Massa Lubrense

STABAT MATER

di Nicola Sala (1713 - 1801)

MARIANO RIGILLO

ANNA TERESA ROSSINI voci narranti

S.C.S. Antiqua Ensemble Orchestra

Martedì 31 marzo ore 18,30 e 19:30

Chiesa di S. M. delle Grazie (S.Agata)

PASSIO

Tableaux Vivants sulla Passione: da Masaccio a Caravaggio

Regia: Dora De Maio Ludovica Rambelli Teatro

Direzione artistica: Paolo Scibilia

INGRESSO GRATUITO / FREE ENTRANCE

fino ad esaurimento posti a sedere / subject to availability of seats

Info: Comune di Massa Lubrense - tel. +39 0815339404 www.comune.massalubrense.na.it

Società Concerti Sorrento: www.societaconcertisorrento.it Facebook: societa concerti sorrento Il programma potrebbe variare per cause di forza maggiore Program may be subject to slight variation

Il Sindaco Giovanna Staiano

CITTA’ DI PIANO DI SORRENTO

Assessorato Cultura Turismo e Spettacolo

Città Metropolitana di Napoli - S.C.S. Società dei Concerti di Sorrento DOMENICHE

ARCHEOAPERIMUSICA

AL MUSEO DI VILLA FONDI

Visita guidata del Museo, ore 10.30 / Concerto, ore 11.30 / Aperitivo-degustazione, ore 12.30

VI edizione 2026 - Direzione artistica: Paolo Scibilia

Domenica 3 maggio - ore 11:30

STEFANO MAFFIZZONI

flauto

GLORIA CIANCHETTA

pianoforte “SOGNO D’AMORE” musiche da film

INGRESSO GRATUITO / FREE ENTRANCE

Info: Museo Archeologico Penisola Sorrentina “Georges Vallet” Piano di Sorrento - Tel 081.8087078 - museicampania.cultura.gov.it

Comune: Tel. (+39) 0815344421 - www.comunepianodisorrento.na.it - www.societaconcertisorrento.it - Facebook: societa concerti sorrento Progetto incluso nel cartellone degli eventi Metropolitani Il programma potrebbe variare per cause di forza maggiore Program may be subject to slight variation

L’Assessore alla Cultura Il direttore Museo Georges Vallet Il Sindaco Giovanni Iaccarino Giovanni Di Brino Salvatore Cappiello

Organized by the Sorrento Concert Society

Holy Week Concerts and ArcheoAperiMusica Season Between Massa Lubrense and Piano Di Sorrento

Starting from Holy Week 2026, the Società Concerti Sorrento, recognized as a significant organization in the Campania Region, under the artistic direction of Maestro Paolo Scibilia, has scheduled a series of important events exclusively for the Sorrento Peninsula and as part of the prestigious program promoted by the Metropolitan City of Naples.

Two will be held in the Massa Lubrense area, at the initiative of the Municipal Administration and Mayor Giovanna Staiano: Saturday, March 28 (7:30 pm), at the Ancient Cathedral: “Stabat Mater” by Nicola Sala (key composers of the 18th-century Neapolitan School of Music), with the partecipation of renowned actors Mariano Rigillo and Anna Teresa Rossini, as narrators, and the S.C.S. Antiqua Ensemble Orchestra; Tuesday 31 March (two sessions: 6:30 pm and 7:30 pm), at the Church of S. M. delle Grazie (Loc. Sant’Agata sui due Golfi) “Passio” - Tableaux Vivants on the theme of the Passion: from Masaccio to Caravaggio, curated by the historic Ludovica Rambelli Teatro company and directed by Dora De Maio.

Starting from Sunday May 3rd, the sixth edition of the “ArcheoAperiMusica” festival will take place in Piano di Sorrento, at the “Vallet” Archaeological Museum of Villa Fondi. The event will take place every Sunday morning in May and will include: Guided Tours (10:30 AM), Concert (11:30 AM), and Aperitif (12:30 PM).

For the complete calendar of events: www.societàconcertisorrento.it –Facebook: societa concerti sorrento.

Info complete schedule of events: www.societàconcertisorrento.it –Facebook: societa concerti sorrento.

lA

dEllE PAlmE dI cONFETTI E Il GRANO dEI SEPOlcRI, UN RITO PASqUAlE

In penisola sorrentina la Domenica delle Palme non è soltanto un momento liturgico che apre i riti della Settimana Santa. È anche l’occasione per rinnovare una tradizione antica e suggestiva: quella delle palme di confetti, delicate composizioni artigianali che uniscono fede, memoria e creatività. Queste piccole opere d’arte, realizzate con confetti colorati modellati in forme floreali, rappresentano da secoli uno dei simboli più caratteristici delle celebrazioni pasquali a Sorrento. La loro origine si intreccia con una leggenda popolare che affonda le radici nel XVI secolo, in un periodo segnato dalle incursioni saracene lungo le coste della Terra delle Sirene. Secondo il racconto tramandato dalla tradizione, proprio nel giorno della Domenica delle Palme i sorrentini si stavano preparando a recarsi in chiesa per la benedizione dei ramoscelli d’ulivo quando le campane iniziarono a suonare l’allarme per l’arrivo di una flotta saracena. Il sacerdote, già pronto per la celebrazione, uscì

sul sagrato invitando la popolazione a entrare in chiesa per la benedizione delle palme. Tutti obbedirono, tranne un giovane pescatore che, quasi attratto da un richiamo misterioso, si diresse verso la spiaggia di Marina Grande. Proprio mentre il rito religioso era in corso, una violenta tempesta si abbatté sul mare facendo affondare le navi degli invasori. Solo una giovane schiava riuscì a salvarsi, trascinata dalle onde fino alla riva.

Il pescatore la soccorse e la condusse in chiesa, dove annunciò l’accaduto. Qui, secondo la leggenda, si verificò un secondo evento straordinario: la giovane, profondamente colpita da quanto era accaduto, chiese tra le lacrime di poter diventare cristiana per ringraziare Dio di averle salvato la vita. Come segno di gratitudine offrì al sacerdote l’unico bene che possedeva, una manciata di confetti custoditi in un piccolo sacchetto legato al collo.

Da quei confetti, racconta la tradizione, nacquero le prime decorazioni floreali che ancora oggi caratterizzano le palme sorrentine.

Oggi le palme di confetti sono considerate autentiche opere artigianali. La loro realizzazione richiede pazienza, precisione e una grande abilità manuale. I confetti vengono lavorati e assemblati fino a formare piccoli fiori colorati che decorano rami di palma o strutture ornamentali.

Una lavorazione minuziosa tramandata di generazione in generazione, spesso custodita all’interno delle famiglie.

IL RITO DEL GRANO

DEI SEPOLCRI

A Sorrento, con l’avvicinarsi della Pasqua, torna una delle tradizioni più antiche e sentite della Settimana Santa: quella del grano per i sepolcri.

Un rito semplice, domestico, tramandato di generazione in generazione, che unisce fede, simbolismo e memoria familiare.

Circa venti giorni prima della Pasqua, nelle case e nelle sagrestie si prepara il grano. I chicchi vengono disposti su un letto di cotone oppure di terra, in piccoli piatti o contenitori, e innaffiati a giorni alterni. Il passaggio più importante è però quello della luce: il grano viene custodito rigorosamente al buio, spesso dentro armadi o stanze chiuse. In queste condizioni germoglia lentamente, producendo sottili fili bianchi o giallo pallido.

Il colore chiaro dei germogli non è casuale.

Nel linguaggio simbolico della tradizione cristiana rappresenta la morte di Cristo, l’attesa silenziosa del sepolcro.

Quando invece, con la Pasqua, il grano torna alla luce e assume una tonalità più verde, diventa il segno della rinascita e della resurrezione.

I piatti con il grano germogliato vengono portati in chiesa tra il Mercoledì e il Giovedì Santo per adornare l’altare della reposizione, i cosiddetti “sepolcri”, che i fedeli visitano durante la tradizionale processione serale tra le chiese della città.

In questo contesto il grano diventa parte integrante della scenografia liturgica, insieme ai fiori e alle candele, contribuendo a creare un’atmosfera di raccoglimento e devozione.

Dopo la Pasqua, in molte famiglie il grano viene riportato a casa e conservato per qualche tempo come segno di buon auspicio e prosperità.

La tradizione è diffusa in tutto il Sud Italia, ma nella penisola sorrentina mantiene ancora oggi un valore particolare. Non è solo un gesto religioso, ma anche un piccolo rito domestico che coinvolge spesso i più giovani, chiamati ad imparare un’usanza che racconta la fede e la storia di un territorio. Un segno semplice, fatto di acqua, semi e pazienza, che ogni anno torna a ricordare il senso più profondo della Pasqua.

lA PASTIERA: TRAdIZIONE dI PASqUA

TRA mARE, FAmIGlIA E PROFUmI dI AGRUmI

In Campania la Pasqua ha un profumo preciso: quello della pastiera appena sfornata. Un dolce che racconta storia, tradizione e memoria familiare.

Lo sa bene Peppe Guida, lo chef stellato del ristorante Antica Osteria Nonna Rosa e del resort Villa Rosa a Montechiaro, che ogni anno rinnova questo rito nella cucina della sua casa di Montechiaro, affacciata sul blu

del Golfo di Napoli.

«Dalle mie parti, a Pasqua la pastiera è d’obbligo», racconta lo chef. Un appuntamento che per lui ha il sapore della famiglia e della tradizione più autentica. La prepara insieme al figlio Francesco, nel laboratorio di casa, tra profumi di agrumi e ricotta fresca.

Una produzione che Peppe Guida definisce senza esita-

zioni «veramente artigianale», perché nasce nello stesso luogo dove da sempre la famiglia cucina e condivide i momenti più importanti dell’anno. La cucina di Montechiaro, con la sua vista aperta sul Golfo, diventa così il cuore di un rito che si ripete da generazioni. Qui prende forma una pastiera fedele alla tradizione, ma arricchita da piccoli segreti di famiglia e dalla sensibilità di uno chef che ha fatto della semplicità e della qualità degli ingredienti la sua cifra stilistica.

Uno degli elementi distintivi della ricetta è la preparazione della pasta d’arancia, realizzata con arance biologiche candite lentamente. Le fette di agrumi vengono cotte in uno sciroppo di acqua e zucchero, lasciate sobbollire per circa quaranta minuti e poi fatte asciugare per una notte. Successivamente vengono frullate e mescolate con miele – preferibilmente di acacia o d’arancia – per ottenere una crema profumata che diventerà uno degli aromi principali del ripieno.

Anche lo sciroppo utilizzato per la canditura non viene sprecato: Peppe Guida lo conserva come bagna per dolci, in perfetto stile di cucina domestica, dove nulla va perduto e ogni ingrediente trova una nuova vita.

La base del dolce è una pasta frolla ricca e fragrante, preparata con farina, zucchero, uova e strutto – oppure burro – profumata con scorze di agrumi grattugiate.

L’impasto va lavorato velocemente, per mantenere la giu-

sta consistenza e garantire una cottura perfetta.

Il cuore della pastiera è naturalmente la farcia: ricotta setacciata e zucchero lavorati insieme fino a diventare una crema morbida, a cui si aggiungono il grano cotto, le uova, la pasta d’arancia, un pizzico di cannella, i semi di vaniglia e l’inconfondibile aroma di fiori d’arancio.

Il composto viene versato negli stampi foderati di pasta frolla e decorato con le classiche sette strisce incrociate, simbolo della tradizione partenopea.

La cottura avviene lentamente, a circa 170 gradi per quasi un’ora, finché la superficie non assume il tipico colore dorato e il profumo invade tutta la cucina. Per Peppe Guida la pastiera non è soltanto un dolce: è una storia da raccontare. È il legame tra generazioni, il ricordo delle feste di famiglia e l’identità gastronomica di un territorio unico come la penisola sorrentina. Un patrimonio di sapori che continua a vivere grazie a gesti semplici, tramandati nel tempo, proprio come accade nella cucina di Montechiaro, dove la tradizione guarda ogni anno il mare e si rinnova con la stessa emozione.

TORNANO IN ESPOSIZIONE I VENTAGlI dEl ‘700

Lariapertura di primavera del Museo Correale porta una ritrovata ventata di freschezza tra le sale del Museo: dopo la sospensione espositiva di cinque anni - dovuta al criterio di rotazione delle (tante) opere del Correale - torna fruibile al pubblico una delle collezioni più affascinanti del Museo.

Tra gli oggetti più raffinati che arricchiscono la sezione dedicata alle arti decorative del Museo Correale vi è una preziosa raccolta di ventagli antichi provenienti dalla collezione di Mariella Grazia, appassionata collezionista romana che, al termine della sua vita, volle affidare questi elegantissimi manufatti ad una istituzione capace di custodirli e valorizzarli nel tempo.

La collezione – che abbraccia la produzione di varie nazionalità e delinea un ampio panorama degli stili e delle tecniche del ventaglio in un arco temporale di quasi tre secoli – è costituita da circa quaranta esemplari: si tratta di oggetti fragili e preziosi che continuano a raccontare una storia di gusto, di stile e raffinatezza, ricostruendo l’atmosfera della vita elegante che caratterizzò la società europea, tra il XVIII e il XIX secolo. In uso fin da epoche antichissime per assolvere a funzioni di grande praticità quotidiana, quali arrecare refrigerio, scacciare gli insetti e ravvivare il fuoco, i ventagli ai nostri giorni sono percepiti soprattutto come accessori utili ma non indispensabili. Ma tra il Settecento e l’Ottocento il ventaglio conobbe un’epoca di grande fortuna: presente nelle corti di tutta Europa, divenne

oggetto di grande importanza nella vita sociale e un vero status symbol da sfoggiare - sotto forma di squisite miniature d’arte portatile - nei salotti aristocratici, nei teatri e in occasioni mondane quali balli di corte, cerimonie di fidanzamento e nuziali, accompagnando le dame fino alla vedovanza purché opportunamente orlato in pizzo nero.

Oggetto indispensabile per le dame che spesso avevano “fame d’aria” a causa dei corpini troppo aderenti che stringevano la vita e impedivano loro di respirare, il ventaglio rappresentò non soltanto un elemento di moda ma anche un vero e proprio strumento di seduzione e linguaggio segreto, divenendo un

Per info sugli orari di apertura al pubblico e sulle collezioni del Museo Correale di Terranova si consiglia di consultare la pagina www.museocorreale.it

compagno silenzioso che permetteva di scambiare messaggi segreti. La comunicazione non verbale, si basava sulla posizione del ventaglio rispetto al viso, sui movimenti dello stesso e sulla mano utilizzata per compierli: ogni gesto aveva un preciso significato che diede origine a quello che è stato definito l’affascinante “linguaggio del ventaglio”, un vero e proprio codice galante!

Osservando con attenzione i ventagli della collezione Correale si percepisce la complessità delle tecniche e la varietà dei materiali, tutti di pregio, impiegati nella loro realizzazione e si comprende come essi siano dei veri microcosmi di lavoro artigianale, alla cui realizzazione concorsero maestranze specializzate: disegnatori e pittori decoravano “il pavese” (il foglio) che poi veniva affidato ad altri

artigiani per essere “pieghettato”, rifinito ed applicato, mediante elaborate e raffinate montature, sulle stecche dette “baraja” realizzate in materiali pregiati, quali madreperla, osso, avorio, tartaruga, legno e bambù.

I fogli sono realizzati con seta dipinta a mano, carta e pergamena, ma anche in pizzo, nastri e talvolta costituiti da piume esotiche. Le raffigurazioni policrome, realizzate ricorrendo alle più raffinate tecniche artistiche (acquarello, tempera, acquaforte, etc.), rappresentano scene galanti, episodi storici e mitologici, paesaggi, motivi orientaleggianti o floreali, e riflettono il gusto artistico diffuso nelle corti e nei salotti europei tra XVIII e XIX secolo.

Sarà possibile ammirare tutta questa bellezza dalla data di riapertura del Museo Correale, prevista il 24 marzo p.v.

The spring reopening of the Correale Museum brings a breath of fresh air to its halls: after a five-year exhibition hiatus—due to the rotation policy of Correale’s (many) works—one of the museum’s most fascinating collections is once again open to the public.

Among the most refined objects enriching the Correale Museum’s decorative arts section is a precious collection of antique fans from the collection of Mariella Grazia, a passionate Roman collector who, at the end of her life, entrusted these elegant artifacts to an institution capable of preserving and enhancing them over time.

The collection—which encompasses production from various nationalities and provides a broad panorama of fan styles and techniques spanning nearly three centuries—consists of approximately forty pieces. These fragile and precious objects continue to tell a story of taste, style, and refinement, reconstructing the atmosphere of elegant life that characterized European society between the 18th and 19th centuries. Used since ancient times to fulfill highly practical everyday functions, such as providing refreshment, repelling insects, and stoking fires, fans today are perceived primarily as useful but not indispensable accessories. But between the 18th and 19th centuries, the fan enjoyed a period of great popularity: present in courts throughout Europe, it became an object of great importance in social life and a true status symbol to be displayed—in the form of exquisite portable miniature art—in aristocratic salons, theaters, and at social occasions such as court balls, engagement ceremonies, and weddings. It accompanied ladies into widowhood, provided it was appropriately trimmed in black lace.

An indispensable object for ladies who often suffered from “air hunger”

due to tight-fitting bodices that constricted their waists and prevented them from breathing, the fan represented not only a fashion statement but also a true instrument of seduction and secret language, becoming a silent companion that allowed the exchange of secret messages. Nonverbal communication was based on the position of the fan relative to the face, its movements, and the hand used to make them: each gesture had a precise meaning, giving rise to what has been called the fascinating “language of the fan,” a true code of gallantry!

By carefully observing the fans in the Correale collection, one perceives the complexity of the techniques and the variety of materials, all of them of the highest quality, used in their creation. It becomes clear that they are true microcosms of craftsmanship, created by specialized craftsmen: designers and painters decorated the “pavese” (the sheet), which was then entrusted to other artisans to be “pleated,” finished, and applied, using elaborate and refined mountings, to the slats called “baraja,” crafted from precious materials such as mother-of-pearl, bone, ivory, tortoiseshell, wood, and bamboo.

The sheets are made of hand-painted silk, paper, and parchment, but also lace, ribbons, and sometimes exotic feathers. The polychrome depictions, created using the most refined artistic techniques (watercolor, tempera, etching, etc.), depict romantic scenes, historical and mythological episodes, landscapes, and oriental or floral motifs, reflecting the artistic taste prevalent in European courts and salons between the 18th and 19th centuries.

All this beauty will be available to admire from the Correale Museum’s reopening date, scheduled for March 24th.

For information on opening hours and the collections of the Correale Museum in Terranova, please visit https://www.museocorreale.it/ Spring is in the air

cENTRO STORIcO dI SORRENTO

Via Parsano

Via degli Aranci

Via Sersale - Corso Italia

Via Pietà

Via Luigi de Maio

Piazza S. Antonino

Via S. Francesco

Piazza F. Saverio Gargiulo

Via Vittorio Veneto

Via Tasso - Via S. Nicola

Via 2° Traversa Fuoro

Via Fuoro - Via S. Cesareo

Piazza Tasso - Corso Italia

Le antiche mura

Delle cinta difensiva greca rimane la murazione esistente sotto il piano stradale della Porta Parsano Nuova, visibile in prossimità della Porta stessa.

Un altro rudere di dimensioni molto limitate, della murazione greca, oltre la Porta della Marina Grande, è il piccolo tratto della cortina occidentale, in località via Sopra le Mura. La città romana si sovrappose all’insediamento greco osservandone la pianta urbana e la stessa cinta muraria a grossi blocchi isodomici.

Queste mura, rimasero a difesa di Sorrento durante tutta l’epoca medioevale. Il rifacimento di esse iniziò nel 1551, e fu completato soltanto nel 1561 dopo la tragica invasione dei Turchi. Oggi la cinta di mura di Parsano è stata restaurata ed è visitabile tutti i giorni.

Chiesa dei Servi di Maria

In stile barocco, fu completata nel XVIII secolo. Sede della Congregazione dei Servi di Maria, conserva all’interno una statua lignea del Cristo Morto, di autore ignoto, che nel giorno del Venerdì Santo viene portato in processione dai confratelli, incappucciati in nero.

Cattedrale

In stile romanico, risale al XV secolo; dello stesso periodo è il portale laterale (1474), in moda rina-scimentale. La chiesa ospita tra l’altro tele di artisti della scuola napoletana del ‘700, un trono arcivescovile in marmi scelti (1573) ed un coro ligneo intarsiato opera di artigiani sorrentini dei primi del ‘900. Opere, sempre realizzate con la tecnica dell’intarsio, si possono ammirare all’interno come i quadri della Via Crucis o i tamburi dell’entrata principale e di quella laterale, opere recenti di giovani maestri intarsiatori.

Campanile del Duomo

Episcopio

Di questo campanile è notevole la parte basamentale di età romanica, costruita forse intorno al secolo XI con tronchi di colonne di varie specie con capitelli ora classici ora bizantini, con basamenti di statue e con ogni sorta di frammenti marmorei. Nelle due arcate fortemente rialzate e nelle colonne disposte sugli spigoli si rileva il suo chiaro accento bizantino. Questa costruzione ha anche interesse per la storia urbanistica della città poichè i brevi spazi ad archi rialzati e la attigua volta su via Pietà, all’ingresso dell’episcopio, servirono per lungo tempo alle pubbliche riunioni prima che esse si svolgessero nell’interno del castello. La parte superiore del campanile fu se non edificato, assai probabilmente ridotta nell’attuale forma, intorno al XVI sec.

Casa quattrocentesca

Come unica e curiosa testimonianza locale derivante dall’influsso dei maestri toscani operanti in Napoli nella seconda metà del quattrocento, appartiene il palazzetto e la loggia in vivo Calantariaro con capitelli che ritroviamo in una scala napoletana in Via S. Arcangelo a Baiano, e quelli della cappella Pontano con la sola variante della foglia disposta in senso inverso.

Palazzo Correale (secolo XIV)

La facciata di questo palazzo mostra pregevoli bifore archiacute in tufo scuro, di varia forma e disegni, con archetti e rosono lobati. Ha un bellissimo finestrone con ogiva a sovrassesto che insiste su corti piedritti polistili sostenuti da mensolette e cimati da capitelli gotici a foglie d’acanto; nella chiave dell’arco è scolpita l’arme gentilizia. Il portale è quello caratteristico napoletano ad arco depresso con sagome durazzesco-catalane, che fu usato dalla fine del trecento a tutto il quattrocento.

Palazzo Veniero (secolo XIII)

Questo edificio, recentemente restaurato, è opera di eccezionale rarità e pregio poichè rappresenta un documento di quel gusto tardo bizantino ed arabo in una stesura forse unica per organica continuità compositiva. Le grandi finestre ad arco, tre per ogni piano, sono contornate da ampie fasce in tufo giallo e grigio; due più sottili fasce sottolinean, a guisa di marcapiano, i due ordini di finestre, e rotonde formelle, come piccoli rosoni, recanti al centro patere di maioliche, si alterano alle aperture con un contorno in lieve risalto sul fondo di intonaco. L’ornato dell’intarsio tufaceo svolge una successione di losanghe ad eccezione della finestra centrale il cui fregio segue un motivo a zig-zag.

Casa Correale in Piazza Tasso. Sulla piazza principale, anticamente chiamata largo del Castello, e precisamente nell’angolo in cui ha inizio via Pietà, si affaccia un altro palazzo della famiglia Correale. L’iscrizione sul cartiglio marmoreo del portale ha la data del 1768, ma si sa però che già nel XV secolo trovavasi lì una casa della stessa famiglia che venne poi totalmente trasformata dal rifacimento settecentesco.

Santuario della Madonna del Carmine Ricostruita alla fine del ‘500 su una precedente e antica chiesa dedicata ai S. Martiri Sorrentini, la Chiesa è ad una sola navata. Sullo sfondo c’è l’antica immagine della Madonna, copia della Vergine Bruna di Napoli. Si possono ammirare quadri di buona fattura di artisti del ‘600 e del ‘700 nonchè due artistici reliquiari in legno intarsiato del 1600.

Sedile di Porta (secolo XVI) Nell’angolo che via S. Cesareo forma con Piazza Tasso, nel posto dove attualmente ha sede il circolo Sorrentino, trovavasi un secondo sedile, detto di Porta, perchè in origine eretto presso la porta maggiore della città nello spazio allora denominato Largo del Castello.

Dopo l’abolizione dei sedili fu ridotto prima a carcere poi a corpo di guardia per la milizia urbana e infine a luogo di convegno del circolo Sorrentino.

Basilica di S. Antonino

L’origine è riconducibile all’XI secolo, anche se già verso il IX secolo, esisteva in quel luogo un oratorio dedicato a S. Antonino. La chiesa presenta diversi elementi di spoglio, come i fusti delle colonne provenienti probabilmente, per la loro particolare uniformità, dal portico di una delle molte ville romane presenti nella zona.

Nella cripta, rifatta nel settecento, si osservano numerosi quadretti di ex voto, soprattutto di marinai.

Interessante è il presepe del settecento, della scuola di Sammartino, e il portale meridionale di forme bizantino-romaniche, risalente al X secolo.

Chiesa della Grazie

La chiesa cinquecentesca con l’annesso monastero di clausura di monache domenicane, fu donata dalla nobile sorrentina Bernardina Donnorso alla fine del ‘500.

La chiesa è ad una navata e conserva pregevoli opere di pittori meridionali operanti tra la fine del ‘500 e gli inizi del ‘700 come S. Buono, N. Malinconico, P. Caracciolo e B. Corenzio

Chiesa e

Chiostro S. Francesco

L’origine del monastero risale alla prima metà dell’VIII sec. L’architettura del chiostro presenta archi incrociati di tufo su due lati del portico espressione stilistica del tardo trecento, sostituiti sugli altri due lati da archi tondi su pilastri ottagonali.

Da notare infine, la presenza di vari elementi di spoglio, provenienti da templi pagani, come le tre colonne di angolo riusate funzionalmente. Accanto al convento è situata la chiesa di S. Francesco, che risale al XVI secolo. All’interno si può ammirare, nella prima delle tre cappelle di destra, una statua in legno, raffigurante il santo con il Cristo crocefisso, donata dalla famiglia Vulcano nel XVII secolo.

Casa del Tasso

A destra del tratto di strada, che da piazza F.S. Gargiulo porta alla piazza della Vittoria, si trova l’ingresso dell’Imperial Tramontano, che incorpora due camere, avanzo della casa in cui nel 1544 nacque Torquato Tasso, autore della Gerusalemme Liberata.

Chiesa e Monastero di San Paolo

La chiesa è annessa all’antico monastero delle monache benedettine risalente al nono secolo e ora sede di un Istituto scolastico. È costituita da una navata con volta a botte e lunette ed è ricca di decorazioni, stucchi e tele del settecento. Da notare il pavimento in maiolica su fondo di cotto, il piccolo campanile belvedere e la cupola maiolicata.

Chiesa del Rosario

già dei SS. Felice e Baccolo

Comunemente conosciuta come del SS. Rosario, sorse, probabilmente sotto l’impero di Costantino Magno (310), sui testi di un antico tempio pagano chiamato Pantheon e, fu cattedrale di Sorrento dal XII al XV secolo.

Casa di Cornelia Tasso

Al numero 11 di via S. Nicola, si trova la casa Fasulo, già Sersale (notevole il portale a bugnato e del balconcino) nella quale abitò Cornelia Tasso, sorella di Torquato e moglie di Marzio Sersale e che continuò a dimorarvi anche da vedova, coi figli Antonino e Alessandro. Nel luglio 1577 Torquato, fuggito dal castello di Ferrara, s’imbarcò a Gaeta e qui si presentò in veste di messaggero del poeta, e poi si rivelò. Partì per Roma. Nell’atrio, volta affrescata con stemmi e trofei militari e iscrizioni del 1615 che ricordano il Poeta.

Chiesa SS. Annunziata

L’origine di questa chiesa è antichissima: ma si ignora la data della sua fondazione. Fu probabilmente edificata sui ruderi del tempio dedicato alla dea Cibele. Dal 1391 in tale chiesa (acui era annesso un monastero) officiavano i Padri Agostiniani della Congregazione di S. Giovanni a Carbonara di Napoli. Nel 1811 la chiesa fu concessa a loro richiesta ai compatroni delle Cappelle, purchè si accollassero tutte le spese di mantenimento i quali aloro volta nel 1854 l’assegnarono definitivamente alla Congrega laica di S. Monica.

Sedile Dominova

Unica testimonianza rimasta in Campania degli antichi sedili nobiliari, risale al sec. XVI.

In forma quadrilatera, con due arcate ad angolo in piperno, che lasciano scoprire l’intero della cupola e i muri di fondo con affreschi del settecento. I pilastri e le arcate posistili, con i loro capitelli, sono di gusto arcaicizzante. La cupola seicentesca è formata da embrici maiolicati di colore giallo e verde.

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Vico S. Aniello

HISTORIcAl cENTRE

. Via Parsano

Via degli Aranci

Via Sersale - Corso Italia

Via Pietà

Via Luigi de Maio

Piazza S. Antonino

Via S. Francesco

Piazza F. Saverio Gargiulo

Via Vittorio Veneto

Via Tasso - Via S. Nicola

Via 2° Traversa Fuoro

Via Fuoro - Via S. Cesareo

Piazza Tasso - Corso Italia

The old walls

The only part of the Greek defensive wall still remaining is under the road at the Porta Parsano Nuova (new Parsano Gate) and can be viewed close to the same door. Another ruin of the Greek wall other than that of the Marina Grande Gate and very limited in size is the small tract (just over three metres) of the western end located in via Sopra Le Mura. The Roman town was built over the Greek one following the same urban plan with walls of large isodomic blocks. These walls stood to defend Sorrento through the Middle Ages. Rebuilding began in 1551 and was only completed in 1561 after the tragic Turkish invasion. From 2010 the walls of Parsano has been restored and it’s possible to visit everyday.

Church

of

the

Servants of Mary

In Baroque style this church was completed in the XVIII century. The site of the congregation of the servants of Maria, it conserves inside a wooden statue of the dead Christ, by an unknown sculptor which is carried during the Good Friday procession by confratemity members in black robes and hoods.

Cathedral

In Romanic style it dates to the XVth century; the side door is from the same period (1474) and in Renaissance style. Amongst other things the church houses paintings by artists from the Neapolitan school of the 1700s, an archibishops throne in fine marbles (1573) and a wooden marquetry work of Sorrentine craftsmen of the beginning of the 19th century. Works of art always made by using the marquetry technique can be admired in the interior, such as the pictures of the stations of the Cross or the wooden panels of the main and side entrance. These are all works of recent young masters of marquetry art.

Cathedral Belltower Bishop’s Palace

Noteworthy is the belltower’s base from the Romanic era probably built around the VIth century with various types of trunks of columns, alternating classic and Byzantine capitals with a base of statues and every type of marble fragments. In the two hi ghly raised arches and on the columns placed at the corners its clearly Byzantine accent can be noted. This construction is important to the town’s urban history since the small spaces under the raised arches and adjoining bend onto Via Pietà at the beginning of the Bishop’s Palace were used for years for public gatherings before these were held inside the castle. The upper part of the tower was either rebuilt or at least greatly reduced to its present size around the XVth century.

Fifteenth Century House

Sanctuary of Carmine

(St. Mar y of Carmelo)

The only curious examples of local architecture deriving from the influx of Tuscan experts working in Naples in the second half of the 1400s are the small building with lodge in Vico Galantarario, the capitals which can be found in a Neapolitan staircase in Via S. Arcangelo a Baiano and those of the Pontano Chapel with the only variation of leaf placed inside out.

Correale Palace (XIVth century)

The facade of this building exhibits valuable acute-arched mullioned windows in dark tufo in various shapes and designs, with small arches and lobed rosewindows. There is a beautiful large window with an overhanging pointed arch which rests on polystyle piers upheld by corbers and crowned by Gothic capitals of acanthus leaves, in the keystone of the arch the coatof-arms is incised. The portal is characteristically Neapolitan -a depressed arch with Durazzesque Catalan patterns and was used from the end of the 1300s all through the 1400s.

Veniero Palace (XIIIth century)

Th is building is of exceptional rarity and worth as it represents the late Byzantine and Arab taste uniquelly drafted in compositive organic continuity. The three large arched windows on each floor are surrounded by wide fillet in grey and yellow tufo, two narrower fillet, used ad floor markers underline the two rows of windows and round tiles, like small rosewindows with majolica paterae in the centre alternate at the apertures with a slightly raised contour at the base of theplaster.

The inlaid tufo decoration develops a succession of lozenges with the exception of the central window whose frieze follows a zig-zag motif.

The Correale House in the Tasso Square

In the main square, once called largo of the castle, exactly at the corner where Via Pietà begins another Correale Palace is located. The inscription on the portal’s marble scroll ornament bears the date 1768 but it is known that as early as the XVth century a house belonging to this family stood here and was later totally transformed by the 17th century reconstruction.

Reconstructed at the end of the 15th century, on the remains of a previous ancient Church dedicated to the sacred sorrentine Martyrs, the Church of Carmine has only a single nave. At the far end there is an ancient impression of Mary, the Madonna, which is a copy of the Drk skinned Virgin of the Church dedicated to the same Saint in Naples. Once can admire paintings of good quality of artists of the 16th and 17th centuries, as well as two artistic gilded wooden bone containers of Saints which date back to the 16th century.

Porta Seat (XVIth century)

In the corner which Via S. Cesareo forms with the Tasso Square where the Sorrentine club is now located there once stood a second Seat called Porta because it was originally built near the city’s main gate in the area then called Largo del Castello. After the abolition of the seats it was first turned into a prison and then a guard-house for the urban militia and finally a meeting place for the Sorrentine club.

Basilica of St. Antonino

Its origin dates to the XIth century although there was already an oratory dedicated to St. Antonino here in the IXth century. The church presents various elements of plunder such as the column shafts which for their particular uniformity probably come from the portico of one of the many Roman villas present in the area. In the crypt, rebuilt in the 1700s, numerous exvoto paintings, mainly of sailors can be observed. Of interest are the XVIIIth century Crib from the Sammartino school and the southern portail in Byzantine-Romanic form dating to the IXth century.

The Church of St. Mary of the Miracles (S. Maria delle Grazie)

The fifteenth century Church which includes a convent of a closed order of Dominican Nuns, was founded by the nobile sorrentine Lady Berardina Donnorso at the end of the 15th century. The church has a single nave and treasures esteemed works of southern italian painters who painted in the period between the end of the 15th and beginning of the 17th centuries, such as S. Buono, M. Malinconico, P. Caracciolo and B. Corenzio.

Church and Cloister of St. Francis

The monastery’s origin dates to the first half of the VIIIth century. The cloister’s architecture presents crossed arches in tufo on two sides of the portico, expressing the style of the late 1300s and substituted on the other two sides by round arches on octagonal pilasters. Various elements of pillage are present as in the three corner columns reutilized functionally after being taken from pagan temples. Next to the convent is the church of St. Francis which dates to the XVIth century. Inside, in the first of the three chapels on the right a wooden statue depicting the saint with Christ on the cross can be admired. It was donated by the Vulcano family in the XVIIth century.

House of Tasso

On the right of the road which from the F. S. Gargiulo Square leads to the Vittoria Square is the entrance to the Imperial Tramontano which incorporates two rooms left from the house where Torquato Tasso, author of Jerusalem Liberated, was born

urch

and Monastery of St. Paul

The church is attached to the old monastery of Benedectine nuns of St. Paul dating to IXcentury. It consist of one aisle with circular vault and lunettes and is enriched by paintings and a maiolica floor over brickwork.

Also noteworthy is the small belvedere belltower and the cupola in maiolica.

Church of the Rosary, formetly of Saint Felice and Baccolo

Commonly referred to as the St. Rosary it was probably built under the empire of Constantine the Great (310) over the remains of an old pagan temple called pantheon. It was Sorrento’s cathedral from the XIIth to the XVth century.

House of Cornelia Tasso

At number 11 Via S. Nicola is the Fasulo House, once the Sersale House (noteworthy the ashlar-work portico and pretty little balcony).

Cornelia Tasso, Torquato’s sister and Marzio Sersale’s wife lived here, and continued to after she was widowed with her sons Antonino and Alessandro.

In July 1577 Torquato escaped from the castle of Ferrara and embarked at Gaeta to present himself here disguised as the poet’s messenger later revealing his true identity. He stayed with his sister until December, then left for Rome. In the entrance hall is a vault decorated with stems, military trophies and inscriptions from 1615 in memory of the poet.

Church of Annunciation

The origin of this church is antique althiugh the date of its foundation is not known. It was probably built on the remains of the temple dedicated to the godess Cybele. From 1391 in this church (which was adjoined to a monastery) the Agostinian fathers of the congregation of St John in Carbonara from Naples officiated.

The church was conceded by their request in 1811 to the co-patrons of the Chapels on condition that they took on all maintenance expenses.

They, in turn, granted definitely to the lay congregation of St Monica in 1854.

Dominova Seat

This the only remaining testimony in Campania of the old noble seats and dates to the WXIth century.

It has a quadrilateral form with two corner arches in piperno (lava) permitting the view of the interior of the cupola and the end walls with 18th century frescoes.

The pilasters and polystyle arches with their capotals are in archaic style.

The 17th century cupola is formed by green and yellow majolica roof-tiles.

Lacultura sorrentina perde uno dei suoi protagonisti più appassionati e visionari.

È scomparso all’età di 86 anni

Alessandro Fiorentino, architetto, designer e instancabile promotore dell’arte dell’intarsio, fondatore del Museobottega della Tarsialignea di Sorrento e tra i più convinti sostenitori delle iniziative culturali del territorio fin dalla fondazione di Surrentum.

La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio

nel mondo della cultura, dell’artigianato e delle istituzioni locali.

Alessandro Fiorentino è stato per decenni una figura di riferimento per chiunque si occupasse di tutela e valorizzazione della tradizione artistica sorrentina.

Con passione, determinazione e una visione sempre proiettata al futuro, ha dedicato gran parte della sua vita alla difesa e alla promozione della tarsia lignea, una delle espressioni più raffinate e rappresentative dell’i-

Noleggio biancheria - Lavanderia industriale

OSPITALITÀ SENZA PENSIERI

dentità culturale della penisola sorrentina.

Tra le opere professionali più significative va ricordato il suo impegno nella progettazione del recupero post-terremoto del 1980 dei palazzi municipali che ospitano i Comuni di Sorrento e Massa Lubrense, interventi che hanno contribuito a restituire piena funzionalità e dignità architettonica a due edifici simbolo della vita istituzionale del territorio.

Ma il progetto che più di ogni altro racconta la sua visione è certamente la nascita, nel 1993, del Museobottega della Tarsialignea all’interno dello storico Palazzo Pomarici Santomasi, nel cuore del centro storico di Sorrento.

Un’idea ambiziosa e lungimirante che univa recupero architettonico, ricerca storica e valorizzazione dell’artigianato artistico. Grazie alla sua intuizione, il palazzo fu restaurato e trasformato in un luogo unico nel suo genere: un museo vivo, dove esposizione, laboratorio e formazione convivono in un dialogo continuo tra passato e presente.

Nel corso degli anni il Museobottega è diventato un punto di riferimento internazionale per la conoscenza dell’antica arte dell’intarsio. Tra mobili storici, pannelli decorativi, strumenti di lavoro e dipinti dell’Ottocento, il percorso museale racconta la storia di una tradizione che ha reso Sorrento celebre nel mondo e che continua a rappresentare uno dei tratti distintivi della sua identità culturale. Accanto all’attività museale, Fiorentino ha portato avanti anche una produzione contemporanea attraverso la sua collezione di intarsi, riuscendo a coniugare design moderno e tecniche ar-

tigianali tramandate nei secoli. Un lavoro costante accompagnato da mostre, incontri, iniziative culturali e laboratori didattici promossi anche dalla Fondazione Alessandro e Alma Fiorentino, nata con l’obiettivo di tramandare questo patrimonio alle nuove generazioni. Studioso e divulgatore appassionato, Alessandro Fiorentino è stato anche autore di importanti volumi sulla fotografia storica della Penisola sorrentina e “Il museobottega della tarsia lignea a Sorrento”, pubblicato da Electa nel 1999, considerato ancora oggi un testo di riferimento per approfondire la storia e l’evoluzione di questa raffinata arte decorativa.

Nel 2024, proprio negli spazi del Museobottega, fu presentato anche il volume “I De Luca fotografi sorrentini tra l’Ottocento ed il Novecento”, pubblicato in occasione del trentesimo anniversario dell’apertura del museo. L’iniziativa rientrava tra le attività della Fondazione Alessandro e Alma Fiorentino, impegnata a conservare la memoria delle figure sorrentine che si sono distinte nei diversi ambiti artistici e culturali tra Ottocento e Novecento.

Con la sua scomparsa Sorrento perde un custode prezioso della propria identità culturale e uno dei più convinti interpreti della tradizione artigiana locale. Resta però il segno concreto e duraturo della sua opera: un museo vivo, capace di raccontare la storia della tarsia lignea e di guardare al futuro con l’obiettivo di far riconoscere questa antica arte sorrentina come patrimonio immateriale dell’umanità.

Un’eredità culturale che continuerà a parlare alle nuove generazioni.

Sorrento - Via San Renato, 17 info@cambiopronto.it cel 3339977738 tel 0813622004

F10

A NEW MODEL OF MUSEUM FOR THE DECORATIVE ARTS

The building that houses the Museobottega stands on via S. Nicola, the historical part of the town, and is part of an ancient urban nucleus.

Its eighteenth century structure is typical of a provincial townhouse with more consequential pretensions.

The Museobottega is a polyfunctional structure designed to requalify those sectors of the decorative arts which have not only a past worthy of being recorded but also a productivity which needs to be sustained and helped to renew its contents.

In the structure the cataloguing and display of the historical production serves as the introduction to a more ample programme going beyond the conservation of our heritage. There is a need for training programmes in the specific sectors of craft activity, and an autonomous production based on the techniques and materials which represent the best in the tradition of each craft.

THE MUSEOBOTTEGA OF THE TARSIALIGNEA

THE HISTORICAL COLLECTION

is introduced by the exhibition of objects and furniture produced in the nineteenth century wich focuses on the technical and decorative characteristics of the various intarsia workshops then active in Italy.

This is designed to give to the visitor a better understanding of the specific features of the craft as it was practised in Sorrento. The exhibition of local ware is preceded by an extensive selection of paintings, prints and photographs of the setting for this local craft. Different sections in the Museobottega illustrate the evolution of production techniques, the materials used, the decorative motifs and the details of design which characterise the local production in inlaid wood.

After recognising the part played by the local School of Art in training successive generations of craftsmen, the exhibition terminates with the work of local master craftsmen produced during the nineteenth century.

RESEARCH AND PRODUCTION

The principal objective of the Museobottega is to ensure continuity for the tradition of intarsia work in Sorrento by commissioning and marketing products reflecting a cultural renaissance in the craft. It is many years since the artisan represented a composite figure uniting manual skills with design acumen, once the secret of his success.

The only way to contrast the impoverishment of the various sectors of the arts and crafts seems to be to accompany the artisan with a person well versed in the culture of the craft, able to offer assistance in the conceptual phase of production. The production of the “Alessandro Fiorentino Collection” is the tangible result of such collaboration. Intarsia work has always been considered a decorative addition to the item to which it was applied, whereas here production has been based on a new equilibrium in which the finished product is a univocal expression of formal structure.

In an age in which computerisation has invaded all sectors of production, traditional skills have had to meet a severe challenge: some have disappeared, many have modified their systems of production, and precious few have remained faithful to traditional techniques. The modern production of intarsia work undertaken by the “Alessandro Fiorentino Collection” has swum against the tide by reaffirming the manual skills and traditional techniques of intarsia work. The collection has concentrated on two distinct sectors: the more traditional one of commonplace objects, directed to the merchandising in museum, and that of interior architecture. It made its dêbut at the International Design Center in New York in 1988, during the AIA Convention. The projects of Alessandro Fiorentino have been realised with the collaboration of local craftsmen and the conceptual contribution of his three sons, all qualified architects: Luigi, Paolo and Fabio.

Enjoy and relax

Enjoy the authentic British atmosphere in our cosy pub. Enjoy delicious fish and chips and the traditional English breakfast, accompained by a selection of beers. Follow your favourite sports on our TV screens, immersed in a vibrant atmosphere with background music. Relax in our pleasant garden bar during the nice days. An unforgettable experience awaits you!

For my good friends at the English Inn.
Watercolor painting by Professor Jeff Johnston of Alfred State College, Alfred NY Coordinator of Architecture Study abroad at Sant’Anna Institute Sorrento.

Open from May to October, the bar is located on the rooftop terrace of the Grand Hotel La Favorita which boasts a spectacular view of the Bay of Naples and Mount Vesuvius. A ne selection of signature cocktails will accompany your amazing sunset views and during your after dinner live music evenings.

Have you ever dreamed about eating under a sky full of lemons?

Parrucchiano restaurant is a culinary adventure unlike any other, providing guests with the most fragrant and picturesque experience in Sorrento.

dAl mITO AllA TAVOlA

Non si presenta come un ortaggio accomodante, il carciofo. Ha spine, un gusto amarognolo, una forma compatta e difensiva, e richiede tempo, attenzione, manualità. Eppure, proprio per questo, è uno dei vegetali che meglio raccontano il Mediterraneo: un mondo in cui la generosità non è mai disgiunta dalla fatica, e in cui ciò che vale davvero va spesso conquistato. Non a caso Pablo Neruda lo immaginava vestito da guerriero, pur sapendo che sotto quella corazza si nasconde un cuore tenero, delicato, quasi vulnerabile.

Dal punto di vista botanico, il carciofo è una pianta erbacea perenne tipica dell’area mediterranea. Ciò che portiamo in cucina non è un frutto, ma un’infiorescenza immatura: un capolino di brattee carnose che proteggono il ricettacolo centrale, il celebre cuore. Se lasciato fiorire, però, il carciofo si apre in un fiore viola intenso, sorprendente, che rivela senza più ambiguità la sua origine selvatica e la parentela con i cardi. Viene coltivato attraverso i carducci, germogli laterali staccati e trapiantati che danno origine a nuove piante identiche alla madre; ciò rimanda a una pratica antica, che non seleziona solo piante, ma conserva varietà locali e saperi agricoli stratificati nel tempo. Come nel caso del Carciofo violetto di Castellammare, che affonda le sue radici negli antichi orti di Schito e si rinnova ancora oggi grazie alle tradizionali pignatte di terracotta. La sua precocità lo lega alla Pasqua e alla Pasquetta, quando, arrostito, diventa piatto simbolo: brace, olio, aglio, prezzemolo, e accanto i salumi dei Monti Lattari. Un cibo semplice, conviviale, rituale.

Dal punto di vista nutrizionale, il carciofo è un ortaggio ricco di fibre, povero di calorie, noto per le sue proprietà depurative. È per questo che viene spontaneamente associato alla primavera

e ai periodi di passaggio stagionale, e che ritorna puntuale sulle tavole pasquali, quasi a segnare un momento di riequilibrio del corpo. Ma alle spalle del carciofo c’è anche un mito: Cynara, ninfa trasformata in pianta spinosa, quasi a suggerire fin dall’inizio quell’ambivalenza fatta di attrazione e resistenza, bellezza e distanza. Conosciuto da Greci e Romani per i suoi usi alimentari e medicamentosi, il carciofo non scompare mai davvero dagli orti europei. Anzi, tra Cinque e Seicento torna protagonista nell’arte, soprattutto nelle nature morte, dove attraversa i secoli come forma e simbolo: da Arcimboldo a Guttuso non è mai soltanto un ortaggio, ma una natura addomesticata che continua a portare con sé memoria del selvatico. Il suo nome, infatti, racconta una storia di scambi e attraversamenti: carciofo è un arabismo, dal termine medioevale haršūf, entrato nell’italiano del Rinascimento. Accanto ad esso circola articiocco, voce dell’Italia settentrionale, da cui derivano artichoke in inglese, artichaut in francese e Artischocke in tedesco. Come le piante, appunto, anche le parole viaggiano, si trasformano, si adattano ai contesti senza perdere del tutto la loro origine.

A Napoli il carciofo diventa persino architettura, con la Fontana del Carciofo in piazza Trieste e Trento, entrata da tempo nell’immaginario cittadino. Ma è anche gesto quotidiano e valore sociale: in primavera, per le strade di tutta la provincia, il carciofo arrostito sulle fornacelle non è solo cibo, ma rito collettivo, lavoro informale, segno di resistenza. D’altronde, il carciofo chiede tempo e pazienza; non si offre subito, ma si lascia scoprire poco alla volta. Forse è anche per questo che continua a parlarci: perché somiglia ai territori da cui proviene, dove la bellezza non è mai immediata, ma va cercata. E alla fine, squama per squama, resta il cuore verde: pacifico, nutriente, profondamente mediterraneo.

IL PR OSSIMO 12 APRILE, S ORRENTO OSPITER à I C Lu B

I NNER Wh EEL DELLA C AMPANIA PER L’ANN uALE APP u NTAMENTO DEDICATO AL “F ORu M”, u N MOMENTO DI INCONTRO, DI CONDIVISIONE DEL C AMMINO PER CORSO D u RANTE L’ANNO SOCIALE C h E VOLGE AL TERMINE.

Il Forum della Campania che si svolgerà a Sorrento nella splendida location del Grand Hotel Vesuvio Sorrento, con la partecipazione della Governatrice Trofimena Forte e della Vice Governatrice Maria Teresa Fiorentino, avrà come tema la RETE DELLA VITA, un’ immagine che richiama quell’insieme di mani tese che si incontrano e si intrecciano sostenendo i più fragili, creando una trama di relazioni e di cura di cui le socie dei Club si sono fatte promotrici. Un mondo di impegno fattivo verso la realizzazione di progetti che si racconterà in questa giornata così attesa, uno sguardo sul lavoro prezioso che tante “rotelline interne” , quelle che permettono ad un meccanismo di funzionare (questo è il significato di ” inner wheel”), hanno promosso per creare energia positiva attraverso l’esercizio della comprensione, della tolleranza, della gentilezza e dell’inclusione, favorendo un’equilibrata crescita sociale.

Sono attese circa 180 socie dei 29 Club presenti in Campania che , insieme ai Club della Puglia e della Basilicata, compongono il Distretto 210 CARF dell’Inner Wheel Italia, membro dell’International Inner Wheel.

I Club presenteranno l’insieme dei Service e degli eventi organizzati ispirati al tema proposto dalla Presidente Internazionale, “Step up and lead by example” e concretizzati dalla Governatrice del Distretto 210 per il 2025/26,Trofimena Forte, nel suo Programma Distrettuale, in tre Focus: INQUINAMENTO, OPPORTUNITA’ ed INCLUSIONE oltre al progetto del Consiglio Nazionale con la Presidente Amelia Vella Sales “PROMUOVERE NELLE SCUOLE L’EDUCAZIONE AL RISPETTO”.

L’International Inner Wheel è la più grande associazione di volontariato, esclusivamente femminile, al mondo, fondata nel 1924 in Inghilterra, da Margarette Golding, è oggi presente in più di 100 Nazioni e in tutti i continenti, con socie di tutte le religioni, etnie, culture unite dallo spirito di amicizia e dalla volontà di operare insieme per cercare di promuovere lo sviluppo sociale, economico, culturale ciascuna nel proprio ambito e nella propria realtà, contribuendo a realizzare un effettivo progresso e, in particolare, soprattutto un miglioramento della condizione femminile nel Mondo, ricordiamo, ad esempio, le campagne contro l’infibulazione e quella, fortemente voluta dall’allora Presidente Nazionale Indiana, per promuovere l’adozione di bambini orfani “Orphan free India”.

Proprio in riconoscimento della particolare rappresentatività di questa Associazione, unica tra tante, l’ONU ha ritenuto di attribuirle 6 seggi consultivi per le tematiche relative alla Donna.

In un momento storico in cui la paura e la diffidenza reciproca sembrano dilagare mantenere aperto il dialogo e il confronto, aprire il cuore e la mente all’amicizia, è sempre più importante.

Questo è quello che siamo, questo è quello che facciamo, questo è l’INTERNATIONAL I NNER Wh EEL

cORRIERI E mARINAI

cOl VENTO IN POPPA

Icorrieri

sorrentini come li abbiamo conosciuti in passato non ci sono più. Un mestiere scomparso per effetto della sua stessa evoluzione, giacché oggi i corrieri sono l’asse portante - è il caso di dire - del commercio e dell’economia globale. Sembra un paradosso, eppure in penisola sorrentina quel mestiere, travolto dal progresso sociale e tecnologico, appartiene al passato. La posizione del territorio

chiuso verso l’entroterra campano, fino alla prima metà del Novecento, ha imposto ai residenti il collegamento per la via mare, l’unico agevole e diretto. Di primo mattino, dall’approdo della Lobra di Massa Lubrense e dai porticcioli di Sorrento e Cassano salpavano, cariche di uomini e masserizie, le veloci feluche, prima a vela e poi a motore, dirette al molo dell’Immacolatella Vecchia.

L’accesso alla città era la “Porta di Massa”, l’enclave degli scambi commerciali con la penisola sorrentina. La traversata di ritorno, col favore del maestrale, era prevista per il primo pomeriggio. Un servizio giornaliero comodo e piacevole durante l’estate e tuttavia esposto ai pericoli del mare durante l’inverno così come testimonia un passeggiero illustre: “Era uno di quei temporali che non si vedono che a Napoli: un cielo scuro, un vento a fulmine ed un mare gonfio, nero come inchiostro. Appena a cento passi dal lido, remi in barca, issa la maestra, su la gran vela, e noi giù alla banda a sottovento: i canestri, i polli, le robbe si ravvoltolano, le donne stridono; ma tutti si buttano dalla banda opposta tanto che si schiva il capoficco; la barca si rialza un poco, e via come una saetta verso Sorrento” (Massimo d’Azeglio 1826). I corrieri trasportano a spalla in sacchi di tela da marinaio e in cesti di tacca, tutte le prelibatezze del ter-

ritorio: olio, latticini, caciocavalli, salumi, uova, pollastre e ogni ben di dio. Sbarcati a Napoli fanno le loro consegne a privati e negozi.

“Quasi tutti i corrieri delle barche s’incaricano delle commissioni che i villeggianti di Sorrento loro danno per Napoli; in quest’epoca uno dei più onesti ch’esegue le commissioni con esattezza è Gaetano Ferola che abita vicino la Madonna delle Grazie” (C. Merlo 1854). In città restano poche ore, il tempo per raccogliere le commissioni dei compaesani per poi ritrovarsi all’imbarco nel primo pomeriggio. Le richieste sono le più varie, dai documenti (’e ccarte) estratti dagli uffici pubblici al materiale per la scuola: libri, quaderni, cancelleria; oggetti per la casa, giocattoli, pastori e tutto ciò che possa essere utile alla vita quotidiana. Erano conosciuti e “utilizzati” nei vari paesi coi soprannomi spesso derivanti dal loro mestiere, come Vincenzo Cirillo di Sant’Agnello detto “Sacchetiello” e suo fratello Aniello “’O Ghiostro” perché da Napoli portava l’inchiostro alle scuole. Si conosceva anche un Salvatore Lauro detto “Cartucciello” sempre carico cartocci legati con una cordicella. A Piano molto attivo era Peppe “Scirimighillo”, a Meta era famoso “Nduliniello ’e Piritillo; quasi un’agenzia marittima con la sede accanto al Caffè Fariello a cui venivano richieste la registrazione dei contratti marittimi e le pratiche doganali. In genere ognuno di essi gestiva in paese un negozietto di merce varia come Francesco Maresca detto ’O Capitano, il marito della Volpella, la cui merceria, dopo cento anni è ancora attiva a Pozzopiano. Il Corriere a bordo era anche un po’ marinaio giacché durante la traversata spesso collaborava

con il “nostromo” per riordinare la coperta, fissare le sporte sottocoperta; aiutava durante le manovre e controllava i biglietti dei passeggieri. Nel 1854 “un passaggio in barca per un Signore costava un carlino, le persone di servizio e tutt’altra classe pagava mezzo carlino”. In occasione delle feste patronali faceva girare il bussolotto per raccogliere le offerte alle anime del purgatorio. Nel 1910, durante la festa della Madonna del Soccorso, come ogni anno, ebbe luogo la corsa degli asini, una specie di palio riservato alle carrette dei corrieri.

Alla partenza da marina Piccola si presentò anche il corriere “Fichella” con l’asino più indolente della flottiglia. La cosa suscitò ilarità e sfottò mentre lui continuava a raccogliere scommesse sulla propria vittoria. Al “pronti via” l’apatico quadrupede si piantò sulla linea di partenza, ma lui non si scompose. Seduto sulla prima traversa dietro il culo dell’asino tirò fuori dal cassetto un grosso riccio di mare che lesto sistemò sotto la coda dell’animale. Come una saetta, ragliando e zombando in uno scomposto galoppo, una dopo l’altra raggiunse e superò tutte le carrette. Alla fine della salita era già in testa e a piazza Tasso fu trionfante vincitore. Dopo il traguardo fu molto difficile frenare il furore dello scatenato animale che allungò la sua folle corsa per altro mezzo chilometro. Nacque così la leggenda del malconcio “Ciuccio ’e Fichella”. Oggi il vento della storia è cambiato e di quei tempi resta solo uno sbiadito ricordo. Addio feluche, motobarche e corrieri, per trasportare le vendite e gli acquisti, anche lontanissimo, ci pensa Poste Italiane coi suoi vettori rapidi e sicuri: MailBox, FedEx, DHL e tanti altri.

TRA EccEllENZA E

dIAlOGO NEl mEdITERRANEO

IlPremio internazionale “Olio delle Sirene” con la nuova edizione, consolida il ruolo di Sorrento come punto di riferimento per la cultura dell’olio extravergine di oliva.

L’appuntamento, programmato per il 10 e l’11 aprile prossimo a Villa Fiorentino, è promosso con il patrocinio della Fondazione Sorrento, di Coldiretti, del Comune di Sorrento e di Oleum – Associazione Internazionale Assaggiatori di Oli di Oliva. L’iniziativa si inquadra come uno dei principali momenti di confronto dedicati all’olio extravergine di oliva, con l’obiettivo di promuovere qualità, ricerca e cultura della dieta mediterranea. Il premio non si limitava a essere una competizione tra

produzioni olearie, ma rappresenta anche un’importante occasione di incontro tra produttori, esperti e istituzioni del settore.

Dal punto di vista organizzativo, la macchina del concorso si è già messa in moto nei mesi precedenti. Il 10 febbraio sono stati consegnati gli oli destinati alla selezione e dall’11 febbraio i campioni sono stati catalogati e anonimizzati dal presidente dell’Ews e del premio, il notaio Roberto Dante Cogliandro. Le selezioni sono state affidate a panel di assaggiatori professionisti che operavano secondo rigorosi criteri internazionali di analisi sensoriale, con l’obiettivo di individuare le migliori produzioni Dop, Igp, biologiche e mo-

novarietali, italiane ed estere, valorizzando la biodiversità e le peculiarità dei diversi territori. Nel percorso di avvicinamento alla manifestazione, il premio è stato anche protagonista al SOL EXPO – The Olive & Oil Trade Show di Verona, svoltosi dal primo al 3 marzo. In quell’occasione l’European Workshop Sorrento aveva presentato una selezione di oli provenienti dai Paesi partner dell’iniziativa, tra cui Croazia, Slovenia, Turchia e Grecia. Momento centrale della presenza in fiera è stata la masterclass dedicata agli oli finalisti dell’edizione 2026, guidata

dalla curatrice tecnica delle degustazioni Anna Di Vernieri, con il contributo degli esperti del settore e degli organizzatori del premio. Accanto alla competizione, il programma della manifestazione ha previsto incontri tecnici, corsi di avvicinamento all’olio e convegni dedicati alla sana alimentazione, fino alla cerimonia finale di premiazione a Sorrento.

Il Premio “Olio delle Sirene”, presieduto dall’agronomo Tullio Esposito, si conferma così non soltanto una vetrina di eccellenza, ma anche un presidio culturale per la difesa della qualità e dell’autenticità dell’olio extravergine di oliva, simbolo della dieta mediterranea e ambasciatore di tradizione, salute e identità nel mondo.

Sorrento rende omaggio

a

Enrico Caruso: al Risto-Museo la XXv e ultima serata carusiana

Sorrento ha rinnovato il suo legame con la memoria di Enrico Caruso con la venticinquesima e ultima edizione delle serate gastronomico-culturali carusiane, svoltasi venerdì 20 marzo presso il Risto-Museo Caruso. Un appuntamento che nel corso degli anni ha saputo unire musica, cultura e tradizione gastronomica nel segno del grande interprete del melodramma. L’iniziativa si è svolta all’interno dello spazio museale dedicato al celebre tenore. Un luogo della memoria che custodisce oggetti, documenti e testimonianze del grande artista, diventato nel tempo un punto di riferimento per appassionati di lirica e visita-

tori. Protagonista dell’omaggio musicale è stato il tenore del Teatro di San Carlo Massimo Sirigu, che ha interpretato alcune celebri pagine del repertorio carusiano insieme al soprano Cira Di Gennaro. I due artisti sono stati

accompagnati al pianoforte dal maestro Sergio Pagliarulo. Nel corso della serata spazio anche alla narrazione teatrale con l’attore Crispino Truglio, che ha proposto alcuni episodi legati alla vita del grande tenore. Accanto

alla musica non è mancato il momento conviviale, con una cena ispirata alla tradizione gastronomica locale. L’iniziativa ha voluto sottolineare il rapporto speciale tra Sorrento e Caruso, che proprio qui trascorse gli ultimi mesi della sua vita nel 1921, soggiornando nello storico Hotel Excelsior Vittoria. La serata si è conclusa tra gli applausi, lasciando alla città un patrimonio di ricordi, musica e testimonianze legate alla figura di uno degli artisti italiani più celebri nel mondo. Un ultimo omaggio che ha celebrato non solo il grande tenore, ma anche la passione di quanti negli anni hanno contribuito a mantenerne viva la memoria.

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C ARMELO SCIPLINO si racconta in un libro curato da Antonino Siniscalchi

La storia artistica di Carmelo Sciplino, voce storica della nightlife della penisola sorrentina, diventa racconto in un volume curato dal giornalista Antonino Siniscalchi. Un ritratto che ripercorre oltre quarant’anni di musica, palcoscenici e incontri, restituendo il profilo di un artista capace di attraversare generazioni mantenendo intatto il suo stile elegante e discreto. Chitarrista e cantante dalla voce morbida e avvolgente, napoletano d’origine ma da anni residente a Massa Lubrense, Sciplino è diventato nel tempo una presenza familiare nelle serate della costa. Il suo repertorio spazia tra grandi classici italiani e internazionali, evergreen che hanno accompagnato la vita di intere generazioni di turisti e residenti. La sua storia recente è tornata alla ribalta nazionale con la partecipazione a The Voice Senior su Rai 1. Nell’ultima puntata del programma ha interpretato il celebre standard jazz Fly Me to the Moon, conquistando il pubblico e la giuria composta da Arisa, Loredana Bertè, Nek, Clementino e Rocco Hunt, che hanno riconosciuto nella sua interpretazione una classe musicale capace di evocare atmosfere d’altri tempi. Il libro ricostruisce anche gli anni d’oro del by-night sorrentino, quando i pianobar rappresentavano uno dei simboli dell’intrattenimento della costa. Tra gli anni Ottanta e Novanta Sciplino è stato protagonista nei locali più celebri della città, a partire dal Caballero e dal Tiffany, dove la sua voce contribuiva a creare serate eleganti e suggestive. Arrivato a Sorrento nel 1977 proprio per esibirsi al Caballero, vi rimase per sette anni prima di trasferirsi al Tiffany per un’altra lunga stagione artistica. Da allora il suo percorso è rimasto profondamente legato alla penisola sorrentina, diventata nel tempo la sua casa artistica. Un capitolo importante della sua vita musicale è legato allo storico Grand Hotel Excelsior Vittoria, dove da oltre trent’anni si esibisce regolarmente sulla terrazza affacciata sul Golfo di Napoli. Qui ha incontrato artisti, attori e personalità provenienti da tutto il mondo, mantenendo sempre lo stesso stile sobrio e raffinato.

Oggi Sciplino continua a esibirsi in alcuni luoghi simbolo della gastronomia e dell’ospitalità locale, come l’Antico Francischiello e il ristorante Zi’Ntonio, portando avanti una tradizione musicale fatta di eleganza, memoria e passione.

Tra i classici napoletani, le canzoni di Renato Carosone, le melodie di Lucio Dalla e gli standard internazionali di Frank Sinatra, la musica di Carmelo continua a raccontare una Sorrento fatta di atmosfere senza tempo. Una storia che, come sottolinea Antonino Siniscalchi, prosegue ancora oggi nota dopo nota, con la stessa passione degli inizi.

AcqUISIScE

Prosegue la strategia di crescita internazionale di Dils, il gruppo immobiliare guidato da Giuseppe Amitrano, che rafforza la propria presenza in Europa con l’ingresso nel mercato francese. La società ha infatti acquisito il 100% di Eol (Entrepôt On Line), operatore attivo da oltre venticinque anni nel settore del real estate industriale e logistico.L’operazione rappresenta un nuovo tassello nel percorso di espansione della piattaforma europea del gruppo, nata in Italia e sviluppata negli ultimi anni attraverso una serie di acquisizioni nei principali mercati del continente. Dopo le presenze consolidate in Spagna, Portogallo e Paesi Bassi, Dils punta ora su uno dei mercati immobiliari più importanti d’Europa, quello francese, con Parigi come hub strategico.

Fondata nel 2000, Eol è considerata tra i principali player francesi specializzati nella logistica immobiliare.

La società registra mediamente ogni anno circa un milione di metri quadrati transati e oltre trecento operazioni concluse. Numeri che testimoniano il ruolo di primo piano dell’azienda in un comparto sempre più centrale per l’economia europea. Il gruppo francese può contare su un team di circa settanta professionisti distribuiti in dieci uffici nelle principali città del Paese. Nel 2025 Eol ha registrato ricavi superiori ai 15 milioni di euro, consolidando una posizione significativa nel mercato della logistica, settore trainato dalla crescita dell’e-commerce e dall’evoluzione delle catene di

distribuzione.

«Una volta a regime intendiamo aprire tutte le altre linee di business dell’immobiliare in Francia», spiega Giuseppe Amitrano, 46 anni, sorrentino, premio Sorrento nel mondo 2022, amministratore delegato di Dils. Il piano del gruppo prevede infatti un importante programma di investimenti con l’obiettivo di accelerare la crescita nel segmento logistico e ampliare progressivamente le attività verso altre asset class.

L’obiettivo dichiarato è creare entro cinque anni una struttura composta da circa 250 professionisti, con ricavi annui stimati attorno ai 60 milioni di euro. Con questa acquisizione, Dils rafforza dunque la propria presenza nel panorama immobiliare europeo, puntando su una crescita che unisce integrazione internazionale e radicamento nei singoli mercati nazionali. Parigi diventa così il nuovo punto di riferimento della piattaforma europea del gruppo, destinato a giocare un ruolo centrale nelle future strategie di sviluppo.

LE NOSTRE ESCURSIONI •

Amalfi Coast Special

ITINERARIO - Partenze lunedi’ e giovedi a partire dal 02 aprile

• meeting point al Porto di Sorrento alle ore 08.40, incontro con la guida

• imbarco e partenza per Positano alle ore 09.15

• arrivo a Positano - sbarco e visita di 1h, partenza da Positano per Amal

• arrivo ad Amal e cambio barca per la visita alla Grotta dello Smeraldo

• dopo il tour si ritorna ad Amal e tempo libero a disposizione per la visita del Duomo e della citta'.

alle ore 16.45 partenza per Sorrento - arrivo, sbarco e ne servizio

PREZZO 66,50€ Adulti - 40,00€ Bambini

ITINERARY - Departures Mondays and Thursdays starting April 2nd

• Meeting point at the Port of Sorrento at 8:40 AM, Meet your guide

• Boarding and departure for Positano at 9:15 AM

• Arrival in Positano - disembarkation and 1-hour tour

• Departure from Positano for Amalfi at 11:08 AM

• Arrival in Amalfi and boat change for the visit to the Emerald Grotto

• After the tour, return to Amalfi and free time to visit the cathedral and the city.

Departure for Sorrento at 4:45 PM - Arrival, disembarkation, and end of service

PRICE €66.50 Adults - €40.00 Children

Around Capri Sunset

Capri Special

ITINERARIO - Partenze tutti i giorni a partire dal 01 aprile

• meeting point al porto di Sorrento alle ore 09.20 - incontro con la guida

• imbarco e partenza per Capri alle ore 09.55 oppure alle ore 10.45

• arrivo a Capri e cambio barca

• giro dell'isola di Capri (durata 1h e 30 min)--> passando per : il salto di Tiberio, la Grotta Bianca, l'Arco Naturale la Villa di Curzio Malaparte, i Faraglioni, il Faro, e la Grotta Azzurra(solo esternamente) e stop bagno.

• Dopo il tour, si ritorna a Capri e tempo libero per visitare l'isola.

• alle ore 16.35 partenza da Capri per Sorrento, arrivo sbarco e fine servizio durante il tour dell’isola e’ prevista degustazione del tipico Limoncello Sorrentino.

Prezzo: € 65,00 Adulti - € 40,00 Bambini

ITINERARY - Departures daily starting April 1st

• Meet at the Sorrento port at 9:20 AM - Meet with the guide

• Boarding and departure for Capri at 9:55 AM or 10:45 AM

• Arrival in Capri and boat change

• Tour of the island of Capri (duration 1.5 hours)--> passing by: Tiberius' Leap, the White Grotto, the Natural Arch, the Villa of Curzio Malaparte,

A partire dal 01 aprile – solo il mercoledì e il venerdì

L’escursione prevede:

• Partenza da Sorrento per Capri ore 12.55

• Arrivo a Capri e tempo libero

• ore 16.30 partenza da Capri per giro isola (durata 1h e 30 min) passando per: il salto di Tiberio, la Grotta Bianca, l'Arco Naturale, la villa di Curzio Malaparte, i Faraglioni, il Faro, e la Grotta Azzurra(solo esternamente).

• Rientro a Capri e successiva ripartenza per Sorrento alle ore 18.05 senza cambio barca.

Durante il tour dell’isola è prevista degustazione del tipico limoncello sorrentino. Prezzo: € 65,00 Adulti - € 40,00 Bambini

Starting April 1st – Wednesdays and Fridays only

The excursion includes:

• Departure from Sorrento for Capri at 12:55 PM

• Arrival in Capri and free time

• Departure from Capri at 4:30 PM for a tour of the island (duration 1.5 hours) passing by: Tiberius' Leap, the White Grotto, the Natural Arch, the villa of Curzio Malaparte, the Faraglioni, the Lighthouse, and the Blue Grotto (exterior only).

• Return to Capri and subsequent departure for Sorrento at 6:05 PM without changing boats.

During the tour of the island, a tasting of typical Sorrento limoncello is included.

PRICE €65.00 Adults - €40.00 Children

ITINERARIO* Gold Cruise a partire dal 26 marzo 2026

Partenze Giornaliere

Around Capri

Partenza dal molo banchinella n. 23/24

Orari partenze: 10.00

Il giro prevede: durata 1h e 30 min--> passando per: il salto di Tiberio, la Grotta bianca, l'Arco Naturale, la villa di Curzio Malaparte, i Faraglioni, il Faro e la Grotta Azzurra (solo esternamente), Grotta verde e stop bagno.

Prezzo: Adulti: € 23,00 - Bambini: € 16,00

Departure from Dock Boarding platform no. 23/24

Departure times: 10:00 – 10:15 – 11:15 – 11:30 - 12:15 - 14:00 – 14:15 - 15:30 - 16.30

The tour includes: Duration 1 hour and 30 minutes --> passing by: Tiberius' Leap, the White Grotto, the Natural Arch, Curzio Malaparte's Villa, the Faraglioni Rocks, the Lighthouse and the Blue Grotto (exterior only), the Green Grotto and a swimming stop.

Price: Adults: €23.00 - Children: €16.00

GOLD CRUISE

ITINERARY* Gold Cruise starting March 26, 2026 Daily Departures

Sorrento – Positano: ore 09.15 – ore 10.10 – ore 10.30 – ore 12.05 – ore 14.55

Positano – Amalfi: ore 11.08 – ore 11.25 – ore 13.30 – ore 13.35

Amalfi – Sorrento: ore 11.55 - ore 12.25 – ore 14.58 – ore 16.25 ore 16.45 oppure

Sorrento – Amalfi: ore 09.15 – ore 10.10 – ore 10.30 – ore 12.05 – ore 14.55

Amalfi – Positano: ore 11.55 – ore 12.25 – ore 14.58 – ore 16.25 ore 16.45

Positano – Sorrento: ore 12.25 - ore 15.24 – ore 16.55 - ore 17.05

Gli orari di cui sopra possono essere combinati secondo le esigenze e preferenze del cliente

Adulti: € 50,00 Bambini: € 35,00 - Gruppi: € 40,00 a partire da 15 pax. ogni 15 pax paganti, il 16° e’ gratuito.

Gruppi scuola: € 35,00 a partire da 15 pax. ogni 15 pax paganti, il 16° e’ gratuito.

Sorrento – Positano: 9:15 AM – 10:10 AM – 10:30 AM – 12:05 PM – 2:55 PM Positano – Amal : 11:08 AM – 11:25 AM – 1:30 PM – 1:35 PM

Amal – Sorrento: 11:55 AM – 12:25 PM – 2:58 PM – 4:25 PM – 4:45 PM or Sorrento – Amal : 9:15 AM – 10:10 AM – 10:30 AM – 12:05 PM – 2:55 PM

Amal – Positano: 11:55 AM – 12:25 PM – 2:58 PM – 4:25 PM 4:25 PM - 4:45 PM

Positano - Sorrento: 12:25 PM - 3:24 PM - 4:55 PM - 5:05 PM

The above times can be combined according to the client's needs and preferences.

Adults: €50.00 Children: €35.00

Groups: €40.00 for 15 or more people. For every 15 paying people, the 16th is free.

School groups: €35.00 for 15 or more people. For every 15 paying people, the 16th is free.

CAREMAR - SNAV

LE NOSTRE ESCURSIONI •

ALILAuRO GRuSON - Collegamenti Veloci

Coast Special

*

18:20

ITINERARIO - Partenze lunedi’ e giovedi a partire dal 02 aprile

• meeting point al Porto di Sorrento alle ore 08.40, incontro con la guida

• imbarco e partenza per Positano alle ore 09.15

• arrivo a Positano - sbarco e visita di 1h, partenza da Positano per Amal

• arrivo ad Amal e cambio barca per la visita alla Grotta dello Smeraldo

SORRENTO -

CAPRI ➡ SORRENTO 08:00 * 08:50 09:25 10:30 11:20 11:40 12:20 12:55 14:05 15:20 16:20 16:35 16:55 17:05 18:05 18:30 19:00 * feriale

SORRENTO ➡ ISChIA 09:10 (Lun – Merc – Ven) 09:30 (Mar – Gio – Sab – Dom) 15:50 via Capri

ISChIA ➡ SORRENTO 10:45 (via Capri) 17:25

SORRENTO ➡ PROCIDA

Dal 01/04 al 30/06 - 09:10 (Lun – Merc – Ven)

Dal 01/09 al 31/10 -17:50

PROCIDA ➡ SORRENTO 17:50 (Lun – Merc – Ven)

Around Capri Sunset

07,45 - 08,20S - 09,25 -10,35S - 14,05S - 14,40 - 16,35S - 19,25 CAPRI - SORRENTO

S= SNAV

Arrival in Capri and boat change

SORRENTO ➡ AMALFI 09:15 10:10 10:30 12:05 14:55

AMALFI ➡ SORRENTO 11:55 14:58 16:25 16:45

A partire dal 01 aprile – solo il mercoledì e il venerdì L’escursione prevede:

• Partenza da Sorrento per Capri ore 12.55

• Arrivo a Capri e tempo libero

• ore 16.30 partenza da Capri per giro isola (durata 1h e 30 min) passando per: il salto di Tiberio, la Grotta Bianca, l'Arco Naturale, la villa di Curzio Malaparte, i Faraglioni, il Faro, e la Grotta Azzurra(solo esternamente).

• Rientro a Capri e successiva ripartenza per Sorrento alle ore 18.05 senza cambio barca.

SORRENTO ➡ POSITANO 08:15 10:10 10:30 12:05 14:55 17:35

POSITANO ➡ SORRENTO 12:25 15:24 16:55 17:05 18:15

SORRENTO ➡ NAPOLI 08:15 10:00 12:00 14:00 16:25

Durante il tour dell’isola è prevista degustazione del tipico limoncello sorrentino.

Prezzo: € 65,00 Adulti - € 40,00 Bambini

Starting April 1st – Wednesdays and Fridays only

The excursion includes:

• Departure from Sorrento for Capri at 12:55 PM

• Arrival in Capri and free time

S.

NAPOLI ➡ SORRENTO 09:00 11:00 13:00 15:05 17:15

• Departure from Capri at 4:30 PM for a tour of the island (duration 1.5 hours) passing by: Tiberius' Leap, the White Grotto, the Natural Arch, the villa of Curzio Malaparte, the Faraglioni, the Lighthouse, and the Blue Grotto (exterior only).

• Return to Capri and subsequent departure for Sorrento at 6:05 PM without changing boats.

During the tour of the island, a tasting of typical Sorrento limoncello is included. PRICE €65.00 Adults - €40.00 Children

07,00 - 07,35S - 08,40 - 09,15S - 12,05S - 13,35 - 15,55S - 17,40S 18,40

Tour of the island of Capri (duration 1.5 hours)--> passing by: Tiberius' Leap, the White Grotto, the Natural Arch, the Villa of Curzio Malaparte,

ORARIO S. MESSE - HOLY MASS TIMETABLE

SURRENTUM insieme agli orari che sono comunicati direttamente dalle compagnie di trasporto e aggiornati al pubblica anche il loro recapito telefonico a cui si prega fare riferimento per assicurarsi che non vi siano state, nel frattempo, variazioni agli orari.

SURRENTUM insieme agli orari che sono comunicati direttamente dalle compagnie di trasporto e aggiornati al 15 marzo 2026 pubblica anche il loro recapito telefonico a cui si prega fare riferimento per assicurarsi che non vi siano state, nel frattempo, variazioni agli orari.

06:30F - 07:45S - 08:30 H - 08:30 F - 9:15 F - 09:30 H - 10:00 G - 10:30 G - 11:00 F -11:30 G - 12:30 G 13:00 H 13.30F - 14:00 H - 14:55 F - 15:30 F - 15:30H - 16:20 F - 17:00 G - 18:10 F - 19:00 G A MALFI - S ORRENTO

06:20 G - 07:15 F - 08:05 G - 08:45 F - 09:30 N - 09:30 H - 09:45 S - 10.30H - 10:45 S - 11:30 G - 12:15 G 13:00 F - 13:30 F - 14:05 F - 14:35G - 15:30 F - 16:00 G 16:30 F - 17:00 F - 17:00 H - 17:30 F - 18:00 G 19:00 F - 19:00 H

S ORRENTO - P RIORA - S. AGATA - TOR CA

06:40 F - 07:50 H - 08:00 F - 08:30 F - 09:00F - 09:15 G - 09:30 H - 10:00 G - 10:30 F - 11.00 F - 11:30 G

12:15 F - 13:00 S - 13.00H - 13:15 F - 14:00 F - 14:00 G - 15:30 F - 16:20 G - 17:00 G - 18:00 F - 18:40 F

19:00 G - 19:45 F - 20:05 H - 21:15 F TORCA - S. AGATA - P RIORA - S ORRENTO

06:00 F - 06:45 F - 07:10 F - 07:15 S - 08:10 F - 08:45 G - 9:30 F - 10:55 F - 12:00 G - 13:00 F - 14:05 F 15:35 G - 17:05 F

S ORRENTO -M ASSA Lu BRENSE- S. AGATA - TOR CA

05:50 F - 07:25 F - 08:05 F - 08.30S - 9:00 F - 09:30 F - 10:10 G - 11:00 F - 12:15 G - 13:15 H - 13:15 F 13:30 S - 14:00 F - 15:00 F - 16:15 F - 16:15 H - 17:10 F - 18:00 F - 18:15 H - 18:45 G - 19:15 F - 19:45 H 20:15 F - 21:15 G - 22:20 F TOR CA -S. AGATA - M ASSA Lu BRENSE - S ORRENTO 05:15 F - 06:05 F - 07:00 G - 07:00 S - 07:35F - 08:30 F - 09:10 G - 10:25 F - 11:10 G - 12:15 F - 12:30 S 13:15 G - 14:25 G - 15:25 F - 16:15 G - 17:05 F - 17,55 F - 18:00 H - 19:20 G - 20:20 G - 21:40 F

S ORRENTO - M ARINA DEL C ANTONE

7:50 F - 7:50 H - 9:00 F - 9,30H - 10:30 F - 13:35 S - 14:00 F - 15:30 F - 16:20 G - 18:00 F - 20:15F M ARINA DEL C ANTONE - S ORRENTO

6:45 F - 9:00 G - 11:45 F - 15:00 G - 16:00 F IN VIGORE DAL 1/4/2026

CoNTATTi FARMACiE Di SoRRENTo

FARMACIA RuSSO

(D-11) Via degli Aranci Tel. 0818772310

FARMACIA ALFANI

(E-7) Corso Italia - Tel. 0818781226

FARMACIA FARFALLA

(D-8) Piazza Tasso -Tel. 0818781349

FARMACIA CANALE

(E-7) Corso Italia - Tel. 0818781174

“Fondo Petrulo” Agruminato

Corso Italia - Sorrento PuBLIC GARDEN

ORARIO DI APERTuRA OPENING TIME da Martedì a Domenica Tuesday to Sunday 10.00 - 16.00 Chiusura cancello ore 15.50

5:39 6:20 6:51 7:27 8:08 8:26 8:44 9:16 9:56 10:32 11:08 11:44 12:20 12:56 13:32 14:08 14:26 14:44 15:20 15:56 16:32 17:08 17:41 18:20 18:56 19:32 20:08 20:44 21:20 21:56 22:14 6:08 6:49 7:21 7:56 8:37 9:00 9:13 9:50 10:25 11:01

n B u S SORRENTO - NAPOLI

DA SoRREnTo (stazione) 22,30 - 23,15 - 23,45 - 0,20 - 1,35 2,25 - 4,15 - 4,50 - 5,40

DA nApoLI (piazza garibaldi - Hotel Terminus) 23,02 - 23,49 - 0.49 - 2,49 - 3.49 - 4-34

NuMERI uTILI USEFULL NUMBERS

CARABINIERI

Pronto Intervento 112

Sorrento 0818073111

POLIZIA - POLICE

Pronto Intervento 113

Sorrento 0818075311

POMPIERI 0818711222 EMERGENZA MEDICA 118

GuARDIA MEDICA

Sorrento/Meta 0815331111 VIGILI

Sorrento 0818074433

S. Agnello 0815332205

TAxI Sorrento 0818782204

S. Agnello 0818781428

Piano 0818786363

S. Agata 0818780509

AEROPORTO 848888777

PORTO - hARBOuR

Ufficio Marittimo 0818073071

Soccorso in mare 1530

FERROVIE - RAILWAYS

Trenitalia 147888088

POST OFFICE

Sorrento 0818781495

S. Agnello 0818781870

PERIODICO DI INFORMAZIONE TuRISTICA

Aut. Trib. NA n. 3104 del 15.04.’82

Editrice Surrentum

Viale Montariello, 8 - Sorrento luisa@surrentum.net

Direttore Responsabile Antonino Siniscalchiantoninosiniscalchi@gmail.com

In Redazione Luisa Fiorentino e Mariano Russo

Progetto grafico Daniela Martinelli Web producer Mauro Siniscalchi

Stampa Effegi srl - Via Bosco Catena, 5 - Portici

hanno collaborato: Laura Cuomo, Antonino De Angelis, Gennaro Galano, Giovanni Gugg, Fondazione Sorrento

In copertina IL CRISTO MORTO

DURANTE LA PROCESSIONE DEL VENERDì SANTO A SORRENTO foto Gaetano Astarita

Pubblicità e Informazioni Tel. 334 838 5151 mariano@surrentum.net

STAMPATE 6.500 COPIE

Le collaborazioni alla rivista sono completamente a titolo gratuito

pIA zz A TASS o dalle 10 alle 13 (chiuso domenica)

STA z I on E C IRCU mv ESU v IA n A aper to tutti i giorni tranne i martedì orario 10 - 13

SURRENTUM insieme agli orari che sono comunicati direttamente dalle compagnie di trasporto e aggiornati al 15 marzo 2026 pubblica anche il loro recapito telefonico a cui si prega fare riferimento per assicurarsi che non vi siano state, nel frattempo, variazioni agli orari.

l’orario in rosso è riferito al CAMPANIA ExPRESS

Sede di Sorrento Via L. De Maio, 35 80067 SORRENTO Tel. 081/8074033 www.sorrentotourism.com AGENZIA REGIONALE CAMPANIA TuRISMO

Orari di apertura 9/16 lunedi - venerdi. 9/14 sabato 9/13 domenica

Opening Hours 9am - 4pm mon. - friday 09.00 - 2pm saturday 09.00 - 1pm sunday

ASSOCIAZIONE ChIAVI D’ORO c/o Chiostro di San Francesco - SORRENTO www.campaniafelix.org

ALBERGhI HHHHHL

06 Bellevue Syrene 0818781024 D/6 01 Excelsior Vittoria 0818777111 C/9

ALBERGhI HHHHH

02 Ambasciatori 0818782025 B/12

09 Ara Maris 0818781681 D/9

05 Bel Air 0818071622 C/3

81 Cocumella 0818782933 A/15

34 La Favorita 0818782031 D/7

➔ La Pace 0818074775

57 Lorelei Londres 08119022620 B/11

81 Mediterraneo 0818781352 A/15

22 Parco Principi 0818784644 A/14

25 Royal 0818073434 C/10

ALBERGhI HHHH

27 Admiral 0818781076 C/4

➔ Alpha 0818782033

03 Aminta 0818781821 F/3

04 Antiche Mura 0818073523 E/9

51 Astoria 0818074030 D/8

28 Ascot 0818783032 E/5

66 Atlantic Palace 0818782688 D/1

07 Bristol 0818784522 D/4

08 Capodimonte 0818784555 E/4

30 Capri 0818781251 D/11

72 Caravel 0818782955 A/16

10 Central 0818781646 C/14

11 Cesare Augusto 0818782700 E/9

➔ Club 0818781127

12 Conca Park 0818071621 F/6

13 Continental 0818072608 D/6

➔ Corallo 0818073355

➔ Crawford 0818071772

73 Cristina 0818783562 C/16

14 De La Ville 0818782144 C/11

61 Elios B.que Hotel 0818074834 C/2

➔ Eliseo Park’s 0818781843

15 Europa Palace 0818074898 C/10

16 Flora 0818782520 C/13

74 Gran Paradiso 0818073700 D/16

35 Gardenia 0818772365 C/14

17 Hilton 0818784141 G/7

77 Isabella 0810108238 A/15

19 Johanna Park 0818072472 G/3

55 La Minervetta 0818774455 D/4

38 La Meridiana 0818073535 C/11

78 La Residenza 0818774698 A/15

Q La Solara B. W. 0815338000

56 La Tonnarella 0818781153 C/3

71 Majestic Palace 0818072050 A/16

40 Metropole 0818074107 D/2

20 Michelangelo 0818784844 D/11

41 Minerva 0818781011 C/3

21 Miramare 0818072524 C/3

79 Palazzo Guardati 0818785567 D/8

70 Parco del Sole 0818073633 C/17

42 Plaza 0818782831 E/9

23 President 0818782262 F/5

➔ Prestige 0815330470

43 Regina 0818782162 D/6

24 Riviera 0818072011 B/12

58 Rota Suites 0818782904 C/12

46 Tirrenia 0818781336 E/5

18 Tramontano 0818782588 C/7

26 Vesuvio 0818782645 D/1

➔ Villa Garden 0818781387

49 Villa Maria 0818781966 F/5

H Vue d’Or 0818073153

50 Zi’ Teresa 0818784619 C/12

22 SO’ Lifestyle Hotel 0818774698 A/14

ALBERGhI HHH

80 Au Relais Rivoli 0813654089 D/8 29 Britannia 0818782706 D/2 Q Dania 0818073572

52 Del Corso 0818071016 D/8

32 Del Mare 0818783310 D/4 33 Eden 0818781151 D/9

Florida 0818783844 A/15

Girasole 0818073082 B/15

Il Faro 0818781390 C/8

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