Issuu on Google+

gna a L’Editore si impe riato il presente mantenere inva isto dalla testo, come prev 08 art.5. Legge n. 169/20


25 26 28 30 32

In cucina Il gioco delle nuvole Descrivo e racconto è AUTUNNO: cric croc sulle foglie Olmo al museo (p. 6 e Laboratorio di scrittura

) io ascolto

è OT TOBRE... racconto il mio mondo! Racconti ed esperienze

34 36 38 40 42 44 46 48 50

Tippi e Tappo Alla gara di papà Il gioco più bello Laboratorio cittadinanza attiva Educazione alla cittadinanza Sara e Alex Bentornata, Dariya! Piccoli nemici, grandi amici Laboratorio cittadinanza attiva Educazione alla cittadinanza Laboratorio di scrittura Scrivo un racconto realistico Olmo al museo (p. 7) io osservo

52

è NOV EM B R E... viaggio nella fantasia! Racconti e fantasia

54 56

Un regalo magico L’Accartoccione Olmo al museo (p. 8 e

58 60 62 64 66 67 68

70

) io ascolto

Il sacco magico Un brontosauro per amico A scuola di magia Teo piccolo piccolo Battaglia in cielo Laboratorio di scrittura Laboratorio di scrittura

Olmo al museo (p. 9) io osservo

è DIC EM BRE... incontro draghi e animali parlanti! Fiabe e favole

72 74 76 78

Scrivo un racconto fantastico Faccio il riassunto

L’orchessa e le orfanelle La spada magica Trecce lunghe lunghe I doni della fata


80 81

Una principessa indomabile Laboratorio di scrittura

Scrivo una fiaba

Olmo al museo (p. 10) io osservo

82 83 84 86 87

La rana e il bue La volpe e il corvo La decisione di Tranquilla Una talpa ingorda Laboratorio di scrittura

Scrivo una favola

Olmo al museo (p. 11) io osservo

88 90 92

94

è INVERNO: neve, neve e ancora neve! è NATALE… c’è profumo di muschio! è NATALE… auguri a forma d’abete!

è G ENNAIO... mi tuffo nel passato! Miti e storia

96 98

In principio fu un bozzolo Mito e scienza a confronto Olmo al museo (p. 12 e

100 102 103 104 106 108 110

112

) io ascolto

Mito e storia a confronto Perché il Sole è in cielo Come nacque il mare Un giorno di pioggia Coniglio e il fuoco Pokonaso e il fuoco Laboratorio di scrittura

Invento un mito Completo un mito

è FE B B RAIO... ho mille perche´ in testa Leggende e realtÀ

114 116 118 120 122 123

Il gatto e il topo Le gobbe del cammello Nella pancia dell’elefante L’uccellino e l’abete Il camaleonte Laboratorio di scrittura

Scrivo una leggenda

Olmo al museo (p. 13) io osservo


è MA R ZO ... mi piace studiare!

124

Imparo a studiare

126 128 130 132

I fossili La scoperta di Lucy Uno scultore: l’acqua Laboratorio cittadinanza attiva Educazione ambientale Olmo al museo (p. 14 e

134 136 138 139 140

) io ascolto

I parchi nazionali La balena azzurra A come ambiente Scrivo un testo informativo è PRIMAVERA: c’è un prato fiorito! Laboratorio di scrittura

è A P R I L E ... quante regole!

142

Regole per ogni occasione

144

A tavola Olmo al museo (p. 15 e

145 146 148 149 150 152 153 154

156

) io ascolto

La macedonia di frutta I consigli del signor Melo Per scoprire la natura Per rispettare la natura Laboratorio cittadinanza attiva Educazione ambientale Regole per conoscere Laboratorio di scrittura Scrivo un testo regolativo è PASQUA… sorprese speciali!

è MAGGIO... mi diverto e mi emoziono! dalle Filastrocche alle poesie

158 160 162 164 166 168 170 171

Filastrocche e poesie Rime e rime Suoni poetici Onomatopee Olmo al museo (p. 16 e ) io ascolto Similitudini Al tramonto Il pane Laboratorio di scrittura Scrivo una poesia Olmo al museo (p. 17) io osservo


172

è G I UGN O ... leggo e gioco! leggere per leggere Olmo al museo (p. 18 e

174 176 178 179 180

182

) io ascolto

Che avventura! Campeggio in giardino Campeggio in… casa Troppe emozioni è ESTATE: c’è un mare tutto azzurro!

R I F L E TTO s u l la L ING UA Conoscere i significati

182 183 184 185

L’ordine alfabetico Gli omonimi I sinonimi I contrari Scrivere bene

186 188 189 190 191 192 193 194

Suoni difficili La divisione in sillabe Uso l’H L’accento L’apostrofo Uso la punteggiatura Nel discorso diretto Nel discorso indiretto Conoscere le parole

196 197 198 199 200 201 202 203 204 206 207

Il nome: comune o proprio Il nome: maschile o femminile Il nome: singolare o plurale Il nome: concreto o astratto Il nome: primitivo o derivato I nomi alterati I nomi composti I nomi collettivi Gli articoli Gli aggettivi qualificativi Le preposizioni

208 209 210 211 212 213 214 215 216 218

Le congiunzioni I verbi I pronomi personali Il tempo dei verbi Le coniugazioni Essere e avere Il verbo essere Il verbo avere Parlare, credere, partire So imparare? Conoscere la frase

220 221 222 223 224 226 227 228

La frase o enunciato I sintagmi La frase minima Il soggetto e il predicato Il predicato: verbale o nominale Le espansioni indirette L’espansione diretta So imparare?


E … R B M E T T E S è Primo giorno di scuola. A dire il vero, era la terza volta che era il suo primo giorno di scuola! Insomma, Timmi faceva la terza elementare. Comunque era sempre il primo giorno di scuola e per i timidi è un bel problema! Ma lei era timida? Sì, lei era molto timida. Era così timida che quando le chiedevi il suo nome arrossiva tutta e rispondeva a voce bassissima: non si capiva nulla! Quella mattina Timmi era passata con la mamma sotto il portone di Linda, che ormai era diventata la sua migliore amica. Entrare in classe in due era molto meglio, si sa. Meglio ancora se entra prima l’altra ma in questo caso, essendo Linda ancora più timida di Timmi, entrò per prima Timmi. Raggiunto il banco dell’anno scorso, Timmi si mise a sedere e tirò un sospiro di sollievo: ce l’aveva fatta. Poi si guardò intorno e fece un sorriso timido ai più simpatici (Chiara ed Eleonora). E chi sarebbero i più simpatici? Quelli che quando li guardi e fai loro un sorriso timido sembrano contenti e te lo ricambiano. E chi sarebbero gli antipatici? Olmo al museo Quelli che quando li guardi e fai un sorriso timido ti fanno sentire trasparente, non ti vedono proprio. (p. 2 e ) Ormai Timmi era diventata esperta di sorrisi. io ascolto

Copri il testo con un foglio. Legge l’insegnante.

Vivian Lamarque, La timida Timmi, Piemme Junior

6


! o n r o t n i o d mi guar Io pro tagonista

Leggi le domande e rispondi a voce. Anche tu sei timido/a come Timmi? Ti capita qualche volta di arrossire? Ci sono dei modi, secondo te, per andare d’accordo anche con i bambini «antipatici»? Quali?

Io ascolto

• Coloro la risposta giusta. Com’è Timmi? socievole riservata

chiacchierona timida Da che cosa Timmi riconosce i bambini simpatici da quelli antipatici? dal saluto dal sorriso dallo sguardo Perché? quelli simpatici, quando fai loro un sorriso timido, te lo ricambiano quelli antipatici, quando fai loro un sorriso timido, non ti vedono proprio 7


RACCON TI e DESC R I Z IONI

GIORGIO, IL GRANDE Occhio ai COLORI ! • Segui i colori e scopri quali sono gli ingredienti e l’ordine per descrivere una persona.

1. Chi si descrive? 2. Com’è l’aspetto fisico? 3. Com’è di carattere? 4. Che cosa gli piace? 5. Che cosa ne pensi?

Vi presento il mio compagno di scuola, il suo nome è Giorgio. Noi lo chiamiamo Giorgio il grande, naturalmente perché è grande, cioè alto, il più alto di tutta la classe. Ed è anche bello. Giorgio è sicuro di sé eppure, miracolo, non è antipatico e non si dà arie. Parla tanto ed è sempre allegro: con lui non ci si annoia mai! Gli piace cantare e sa anche suonare. È come un vulcano, ha sempre delle idee, dei progetti da realizzare, non sta fermo un minuto. A me Giorgio piace molto, ma a lui piace di più un’altra bambina, si chiama Miryam. Miryam è bionda e con gli occhi azzurri. È una bambina molto carina, gentile e raffinata come una principessa. Le piace suonare il pianoforte, il flauto e il clarinetto, ma più di tutto le piace giocare e mangiare: è golosissima di dolci. Anche lei è mia amica e anche lei mi piace molto! Vivian Lamarque, La timida Timmi, Piemme Junior

DENTRO LA DESCRIZIONE • Cerca nel testo la descrizione di Miryam: qual è il suo aspetto fisico? E il suo carattere? Che cosa le piace fare? Scrivi le risposte sul quaderno.

io rifletto sulla lingua

• Le descrizioni sono ricche di aggettivi qualificativi. Nel testo ne abbiamo sottolineati tre. Prova a trovarne almeno altri cinque. 8

RSL a p. 206


è SE TTEM B RE...

QUESTA SONO IO! Mi chiamo Francesca e ho 9 anni. I miei occhi sono verdi e so farli diventare

perfidi come quelli neri di una strega. I miei capelli sono rossi, anzi, pel di carota! Sarà per tutte le carote che ingurgito? Non lo so, ma le carote mi piacciono moltissimo. E poi, se fosse per me, mangerei solo pastasciutta e cotolette alla milanese. Ma c’è una cosa che proprio non sopporto: la pasta al forno con una montagna di formaggio! Inoltre mi piace nuotare, arrampicarmi sugli alberi e collezionare figurine. La mia mamma dice che nemmeno la discarica dei rifiuti è disordinata come la mia stanza. La solita esagerata… Il fatto è che mi dispiace gettare vie le mie cose, anche quelle che non uso mai. Ho molte amiche, però abitano lontano da casa mia e non sempre riusciamo a incontrarci. Per questo devo spesso inventarmi qualche gioco da fare per passare il tempo. Però mi annoio a giocare da sola! E allora corro… corro a guardare la televisione. Dino Ticli, Voglio un cane!, Piemme Junior

io

parole

nuove

• Segna con una X il significato corretto: perfidi: dolci molto cattivi

ingurgitare: mangiare piano mangiare in fretta

scrivo

• Descrivi sul quaderno te stesso/a, utilizzando questa traccia e questo ordine: 1. Presentazione: chi sei? 2. Aspetto fisico: come sei? 3. Carattere e comportamento: che cosa ti piace fare? 9

Io Ricordo! Per descrivere una persona si parla dell’aspetto fisico, del .......................... e del comportamento, mettendo in evidenza solo ciò che ci colpisce di più!


RACCON TI e DESC R I Z IONI

ALICE È UNA BRAVA BAMBINA?

Olmo al museo (p. 3) io osservo

DENTRO LA DESCRIZIONE • Colora nel testo la descrizione che corrisponde all’immagine. io

scrivo

• Ricopia sul quaderno la descrizione di Alice travestita da brava bambina, poi immagina e racconta quali potrebbero essere i suoi «piani».

Alice aveva circa 8 anni. Aveva gli occhi azzurri, furbi e vivaci, attenti a tutto, ma così attenti che, più che guardare, scrutavano. La bocca era quasi sempre all’ingiù, così da intimidire meglio. I capelli erano arruffati. Indosso aveva sempre un vecchio paio di jeans, calze a righe dentro un paio di scarpe da tennis e una felpa con delle allucinanti rane di plastica appiccicate ovunque. E questo era l’aspetto di Alice, tranne in quei giorni in cui decideva che per riuscire nei suoi piani era necessario un travestimento. Allora raccoglieva i capelli castani in due grosse trecce, che rifiniva con due enormi fiocchi rossi. Gli occhi attenti e sospettosi diventavano due occhioni teneri e sulla bocca, sempre all’ingiù, fioriva un dolce sorriso. Per non parlare dell’abbigliamento, che diventava quanto di più femminile e pulito riuscisse a trovare nell’armadio. Quando Alice si presentava così, era difficile capire che sotto quell’apparenza si nascondeva la più terribile delle bambine che esistesse al mondo! Anna Russo, La bambina Babilonia, Salani

10


è SE TTEM B RE...

ZIGGE L’ESPLORATORE Zigge adora tutti gli insetti, scarafaggi e formiche compresi. La mamma si arrabbia sempre per le macchie di terra e d’erba sui suoi pantaloni. – Possibile che tu debba strisciare per terra? Non sei capace di camminare su due gambe come tutti gli altri esseri umani? – si lamenta. – Ma come faccio a vedere le formiche camminando con il naso per aria? – chiede Zigge. – Allora comincia a guardare gli uccelli! Sono molto più interessanti di quegli orribili bacherozzi che ti piacciono tanto – aggiunge la mamma. Zigge non le risponde. Tace e se ne va. Ormai ha imparato che non vale la pena di mettersi a discutere con la mamma quando è così nervosa. Però quando la mamma è tranquilla e ha quella voce calda che gli piace tanto e gli occhi che brillano, Zigge ne approfitta per raccontarle della vita giù in mezzo alla polvere. La mamma lo ascolta attenta. Capisce che suo figlio è un grande esploratore e si lascia trascinare dal suo entusiasmo. – Meno male che ci sei tu a insegnarmi tutte queste cose sui tuoi animaletti – dice, sinceramente grata al suo bambino. – Io non ne so proprio niente.

ho capito!

Che cosa adora Zigge? Perché la mamma di Zigge si arrabbia? Che cosa gli consiglia di guardare? Come si comporta Zigge quando la mamma è nervosa? E quando la mamma è tranquilla, che cosa fa Zigge?

Inger Lindahl, Zigge con la zeta, Feltrinelli Kids

io rifletto sulla lingua

• Di’ a voce il nome a cui si riferiscono questi aggettivi qualificativi. interessanti • orribili • nervosa • calda Gli aggettivi concordano per genere e numero con i nomi? Sì No RSL a p. 206

11

Io pro tagonista Anche tu, come Zigge, hai una passione per qualcosa? Racconta a voce.


RACCON TI e DESC R I Z IONI

MASCHI E FEMMINE

I MASCHI NON MI PIACCIONO PERCHÉ… … si macchiano spesso con il cibo: con la cioccolata si fanno dei lunghi baffi da pirata! I maschi poi litigano sempre per le figurine e spesso si fanno gli occhi neri. E sempre per quella passione per il calcio, rincorrono il pallone da mattina a sera e hanno le ginocchia sbucciate. I maschi, come vedi, fanno tante «cosacce», ma sono proprio i più bravi a fare le facce buffe. Per questo e per finire, ti dico in confidenza, che consegno ai maschi un premio di riconoscenza, perché in loro compagnia è assicurata l’allegria.

Io pro tagonista È proprio vero che i maschi sono aggressivi e che le femmine hanno paura di tutto? Leggi ad alta voce le seguenti affermazioni, parlane in classe e colora i riquadri con le frasi che ritieni corrette.

Solo i maschi sono coraggiosi

Solo le femmine sono emotive

Ci sono anche bambine prepotenti Se un maschio ha voglia di piangere, è giusto che lo faccia! 12


è SE TTEM B RE...

LE FEMMINE NON MI PIACCIONO PERCHÉ… … sono spesso piene di fiocchi, di strani vestiti, di anelli e trucchi! Le femmine poi fanno cose terribili: si parlano all’orecchio, fanno sempre la spia e altre cose simili. Le femmine sono strane: prima sono dolci fate e, dopo un minuto, sono streghe indiavolate! Le femmine poi piangono in continuazione e hanno sempre paura. Ma capita alle volte che siano pure care. Ti fanno gli occhi belli, ti offrono i dolcetti… Per questo io le premio di vero cuore, perché… con loro la merenda ha proprio un buon sapore! Vittoria Facchini, I maschi non mi piacciono perché e Le femmine non mi piacciono perché, Fatatrac

io

scrivo

• Scrivi qui la tua opinione.

La parola alle femmine C’è qualcosa dei maschi che ti piace?

La parola ai maschi C’è qualcosa delle femmine che ti piace?

I maschi mi piacciono perché…

Le femmine mi piacciono perché…

.............................................................................

.............................................................................

.............................................................................

.............................................................................

.............................................................................

.............................................................................

.............................................................................

.............................................................................

.............................................................................

.............................................................................

13


RACCON TI e DESC R I Z IONI

SONO UNA SPLENDIDA GATTA! Priscilla Perfetti è una vera peste, anche se a prima vista non sembra. Anzi, se la vedi, pensi: «Che carina!». Ha sei anni, riccioli biondi, gli occhi azzurri e le fossette sulle guance, come un angioletto. E si succhia sempre il pollice. Eppure è una peste. L’ho capito nel momento stesso in cui ha aperto la bocca. – Guarda che orrendo quel gatto! – esclamò infatti appena mi vide. – Perché è così grasso? Nessuno mi aveva mai insultato così in tutta la mia vita. Non per vantarmi, ma quando ero più giovane tutti quelli che mi vedevano dicevano che ero una splendida gatta. Ma cominciamo dall’inizio. Mi chiamo Rosa. Ho una soffice pelliccia bianca e nera. Il mio pelo è davvero molto morbido e caldo e i miei occhi sono di una bellissima tonalità di ho capito! verde, tra lo smeraldo e la limpida giada. Chi è Priscilla? Sono una gatta tranquilla e affettuosa. Com’è il suo aspetto fisico? Mi piace dormire sul divano, mangiare i • Colora nel testo la sua descrizione. croccantini al pesce, giocare al parco con Com’è di carattere? i miei amici gatti ed essere accarezzata dai Chi è Rosa? miei padroni, il signore e la signora Rinaldi, che • Scrivi due aggettivi qualificativi io chiamo «mami» e «papi», e Marco. riferiti a Rosa. Io sto bene con i signori Rinaldi, anzi stavo ....................................................................... bene, fintanto che non è arrivata la peste, insomma, la peste Priscilla! ....................................................................... 14


è SE TTEM B RE...

Da allora non ho più un momento di pace, devo subire tutti i suoi dispetti. Questi per esempio!

io

scrivo

• Osserva i disegni e racconta sul quaderno quali sono i dispetti che Priscilla fa a Rosa. DENTRO LA DESCRIZIONE • Leggi di nuovo la descrizione di Rosa e completa.

Com’è? Aspetto fisico pelo:

.............................................

occhi:

...........................................

Com’è? Carattere ........................................................

Che cosa fa? Comportamento e abitudini Le piace ....................................... ........................................................ ........................................................

• Attraverso quali sensi si descrive la gatta Rosa? Fai una X. vista tatto udito olfatto gusto

Io Ricordo! Ora, però, ho detto basta. È arrivato il momento di fermare la peste. Stasera al parco ne parlerò con gli altri gatti. Loro mi aiuteranno di sicuro: sono i miei amici. Adele Geras, Rosa e la piccola intrusa, Mondadori

15

Per descrivere un animale si usano i dati sensoriali, cioè parole che indicano ciò che si percepisce con i cinque ..................... : la vista, il tatto, l’udito, l’odorato, il gusto.


RACCON TI e DESC R I Z IONI

UN CUCCIOLO SIMPATICO

1

Federica in classe ci racconta sempre degli strani incidenti che succedono a sua zia Zoppi. Oggi ci ha raccontato che sua zia si è presa un cane, non un cane qualsiasi, bensì un cane enorme e, nonostante questo, lo ha chiamato Briciola. È un mastino napoletano; è ancora cucciolo, con il muso spiaccicato e tutto nero come il carbone! Briciola è una femmina ed è davvero simpatica. Le piace giocare e quando va da Federica può girare libera nel giardino. Allora corre come una trottola, abbaia tutto il tempo e caccia farfalle, uccellini e qualsiasi cosa si muova, come pezzi di carta e foglie svolazzanti.

16


è SE TTEM B RE...

È abituata ad andare tutti i giorni al parco con zia Zoppi, naturalmente tenuta al guinzaglio, per fare i propri bisogni. L’atro giorno, però, a un certo punto, Briciola ha visto un gatto che passava di lì per caso e lo ha inseguito a tutta velocità. La povera zia Zoppi, che teneva il guinzaglio attorno al polso e aveva i tacchi, ha perso l’equilibrio ed è caduta, mentre Briciola la trascinava abbaiando. Briciola è proprio una cucciolona e Federica dice che quando la guardi non puoi fare a meno di sentire una grande tenerezza. Georg Maag, Federica e la magia dell’antico Egitto, Editrice Piccoli

2

DENTRO LA DESCRIZIONE

Il titolo del testo indica che Briciola è un cane simpatico. Questo dato descrive: il suo aspetto fisico il suo carattere • Che cosa fa Briciola per essere così simpatica? Sottolinea nel racconto la parte che descrive il suo comportamento. • Quale emozione suscita Briciola in Federica? Scrivilo qui: ..............................................

io

scrivo

• Osserva i tre disegni, segna quello che preferisci e racconta che cosa combina Briciola!

3

Io Ricordo! Per descrivere in modo efficace si utilizzano i paragoni, cioè i confronti tra due elementi che hanno caratteristiche comuni, proprio come quelli colorati nel testo.

17


RACCON TI e DESC R I Z IONI

POLDO Io adoro i cani. Farei di tutto pur di averne uno, ma i miei genitori non vogliono. Nel testo sono stati colorati Oggi, però, ho trovato un modo per avere non solo un due dati sensoriali. cane, ma addirittura un intero branco! Attraverso quali sensi sono Proprio così! Mi sono iscritta all’Enpa, cioè Ente Nastati percepiti? zionale per la Protezione degli Animali, e lavoro al cala vista il tatto nile. Insomma, vado lì a dare una mano. l’udito l’odorato Ho iniziato il mio lavoro andando al canile una volta il gusto alla settimana. Il mio compito è semplice: scelgo un • Sottolinea con colori divercane (non troppo grosso) e, tenendolo al guinzaglio, lo si gli altri dati sensoriali presenti nella descrizione del faccio correre nel grande prato accanto al canile. Il cane Poldo. mio preferito è Poldo. È un cane dal pelo nocciola che ricorda un po’ un setter. Ha due soffici orecchie cadenti e due occhi grandi e lacrimosi che gli danno un aspetto triste e dolce nello stesso tempo. Purtroppo ha più di quindici anni e quindi si stanca subito. – Dai, Poldo, corri con me! – gli grido per invogliarlo. Lui mi guarda, mi gira attorno abbaiando e poi si ferma, poggiando la testa sull’erba fresca. Questo è il suo modo per dirmi che è stanco. Allora io capisco che è arrivato il momento di stare un po’ lì seduto Io pro tagonista accanto a lui ed accarezzargli il C’è un canile nella tua città? Ti pelo liscio e vellutato. Poldo inipiacerebbe aiutare i cani che si trovano lì? Come? Discutine con i compagni, zia subito ad agitare la coda e io magari potreste iniziare portando al sono sicuro che è felice! DENTRO LA DESCRIZIONE

canile il pane avanzato dalla vostra mensa. Che ne pensate?

Dino Ticli, Voglio un cane!, Piemme Junior

18


è SE TTEM B RE...

CODALUNGA ho capito! Tutti gli scoiattoli, si sa, hanno la coda lunga. Ma la coda di Codalunga era così lunga che, quando • Leggi le domande e risponsi voltava, il piccolo scoiattolo non riusciva a vederne di sul quaderno. la fine. E se saliva in cima all’albero più alto del bosco, Chi è Codalunga? Che cos’ha di particolare? la coda gli arrivava fino a terra. Perché è un problema? Quella coda però procurava un sacco di guai a CodaChi lo aiuta? In che modo? lunga. Quando nel bosco faceva buio diventava un vero problema, perché con il buio gli altri animali non la vedevano e finivano sempre per calpestarla. – Ahi! – diceva Codalunga. – Mi avete pestato la coda! Ma lui era così lontano, là in fondo alla sua lunghissima coda, che quando protestava nessuno lo sentiva. E così la sera, mentre i suoi fratelli uscivano a divertirsi, lui era costretto a rimanere a casa e si sentiva molto triste. Finché un giorno la sua mamma ebbe una bellissima idea! Chiamò un esercito di lucciole e disse loro di salire sopra la lunga coda del suo piccolo scoiattolo. Ecco che la coda di Codalunga era diventata una lunga scia di luce, come quella delle stelle comete. Quella sera Codalunga uscì con i suoi fratelli e si divertì moltissimo. La sua lunga coda si vedeva da molto lontano, così nessuno la calpestò. Prima di andare a dormire, Codalunga ringraziò tutte le lucciole. Olmo – Grazie e buonanotte – disse almeno al museo cento volte e forse anche di più! (p. 4) io osservo

Mario Sala Gallini, Storie della buonanotte, De Agostini

19


RACCON TI e DESC R I Z IONI

LORA

Io Ricordo! Questa è una descrizione soggettiva perché fornisce informazioni sull’aspetto fisico e sul comportamento ma riporta anche le emozioni e i sentimenti di chi scrive.

Lora aveva occhi grandi e lucidi, di un bel blu nerastro, frangiati da lunghe ciglia perfette. Erano umidi e dolci, bellissimi ed espressivi come lo sono sempre gli occhi delle foche. Un suo sguardo bastava a farmi correre a riempire la sua bottiglia di latte e olio, oppure mi faceva capire che desiderava essere presa in braccio, cosa che divenne complicata quando, da adulta, pesava 140 kg ed era alta un metro e mezzo. Aveva un udito finissimo, pur possedendo orecchie senza padiglione esterno, e adorava la musica: quando la sentiva, si metteva in ascolto con un’espressione assorta e gioiosa. Talvolta, poi, accompagnava la melodia con un repertorio di latrati, grugniti, sbuffate, fischi e strani miagolii, dondolandosi con tutto il corpo. Rowena Farre, Il cucciolo del mare, Longanesi

ho capito!

• Completa una tabella simile a questa sul quaderno.

Chi viene descritto? Com’è il suo aspetto fisico? Che cosa fa? Chi scrive quali emozioni prova per Lora la foca? simpatia rabbia amicizia tristezza 20

curiosità


è SE TTEM B RE...

LE FOCHE Le varie specie di foche differiscono tra loro per le diverse aree geografiche in cui vivono, per le dimensioni e per la tinta del pelo; la caratteristica comune invece consiste nella forma allungata del corpo, particolarmente adatta al nuoto. Le foche passano la maggior parte del loro tempo in acqua; per questo motivo le narici situate sul musetto sono molto particolari: sono vere e proprie valvole automatiche che si chiudono ermeticamente durante le immersioni! Gli arti anteriori sono corti e le zampe posteriori sono rivolte l’una contro l’altra; proprio la forma degli arti inferiori impedisce alle foche di spostarsi sul terreno e le rende facili prede degli orsi polari. L’accoppiamento avviene in mare. Dopo una gestazione di circa undici mesi la foca partorisce un solo piccolo, che impara a nuotare immediatamente. La madre, nel periodo dell’allattamento, è molto affettuosa e nutre il piccolo per circa un mese con un latte talmente grasso da sembrare maionese. Questo latte permette al cucciolo di resistere al freddo. La foca comune si ciba in gran parte di pesci, ma non disdegna molluschi e crostacei. Omnia junior: la grande enciclopedia per i più piccoli, De Agostini multimedia junior

21

DENTRO LA DESCRIZIONE • Dopo aver letto il testo confrontalo con quello a pagina 20. Fai una X sulle affermazioni giuste.

sono entrambe delle descrizioni nella prima si capiscono le emozioni di chi scrive, nella seconda no nella prima si riportano soltanto informazioni sull’aspetto fisico e sul comportamento

Io Ricordo! Questa è una descrizione oggettiva perché fornisce informazioni esclusivamente sull’aspetto fisico e sul comportamento delle foche.


RACCON TI e DESC R I Z IONI

NEL BOSCO INCANTATO

È una bella giornata di sole. Una bambina gioca davanti a casa: lancia un sasso, fa una piroetta, salta su un piede solo… e si ritrova nel bosco. Cammina cammina, la Bambina rimane inebriata dall’odore pungente della resina che esce dai tronchi dei pini, dal profumo del muschio, della terra bagnata e di tutti quei fiorellini che colorano parole

nuove

Che cosa significa inebriata? distratta eccitata e confusa

io rifletto sulla lingua

• Cerca nel testo i seguenti nomi: piante • principe • polverina • mela • bambina • Copiali sul quaderno e scrivi accanto a ciascuno se è maschile o femminile, singolare o plurale.

il prato.

Lungo il sentiero che scivola giù tra noci e castagni, trova una scorciatoia e finisce dove le piante sono più fitte e spinose. All’improvviso ode un fruscio. – Aiuto! – grida la Bambina, rintanandosi dietro un cespuglio. – Il lupo! Ma davanti alla Bambina compare un bellissimo principe tutto azzurro: abito, mantello, cappello piumato, persino il volto è celeste. – Chi sei? – chiede la Bambina, uscendo dal nascondiglio. – Il Principe Azzurro di Biancaneve, gentile Signorina – risponde lui. – Sto andando a baciare la mia amata. La Bambina diventa pallida: – Come?! – esclama. – Biancaneve abita qui? 22

RSL alle pp. 197, 198


è SE TTEM B RE...

– Sì – mormora il Principe – nella casa dietro il terzo agrifoglio. E mentre s’inchina lascia nell’aria un dolce profumo e una polverina turchina. – Posso venire con te da Biancaneve? – chiede la Bambina battendo le mani tutta felice e allegra. – Con molto piacere! – risponde il Principe. La Bambina e il Principe raggiungono insieme la casa dei Sette nani. – C’è nessuno in casa? – chiede il Principe, bussando piano alla porta. – Ci sono io! – risponde una voce. Biancaneve si affaccia al balcone. Il Principe Azzurro traballa, inciampa, per poco non sviene. – Ma… non eri morta? – domanda con un fil di voce. Biancaneve ride. – Tu non lo sai, ma sono già viva da un pezzo. Ero stufa di quel saporaccio che avevo in gola. Così ho sputato la mela avvelenata. La Bambina sorride. Biancaneve ricambia il sorriso. Poi… – Ehi, sveglia, Bella addormentata! – le dice la mamma dandole un bacio sulla guancia. – Oh, che sogno ho fatto, mamma! – sospira la bambina, svegliandosi felice e contenta. Emanuela Nava e Francesca Crovara, Biancaneve bella sveglia e Principi di tutti i colori, Carthusia

23

ho capito!

• Rispondi alle domande sul quaderno. Nel bosco la bambina sente odori e profumi. Quali? All’improvviso sente anche un fruscio. Chi è? Dove vanno insieme? Perché alla fine della storia la bambina è felice e contenta?

DENTRO LA DESCRIZIONE • Leggi di nuovo la descrizione del bosco e rispondi con una X.

Il bosco viene descritto utilizzando: dati tattili dati olfattivi

Io Ricordo! Per descrivere un ambiente si usano i sensi attraverso cui si riconoscono forme, colori, ....................... , suoni e rumori.


RACCON TI e DESC R I Z IONI

IL GIARDINO DELLA NONNA Io mi chiamo Michele. Spesso vado a trovare la nonna. Abita in una villetta non molto lontana da noi. Quali dati sensoriali usa MiLa sua casa è uguale a tutte le altre case della via… chele per descrivere il giardima il giardino è molto diverso da tutti gli altri giardini. no della nonna? • Da dove vengono i suoni e La nonna lo chiama la sua «giungla». i rumori che sente? Collega In effetti con il passare degli anni è cresciuto un po’ ogni suono alla sua fonte sotroppo. Le margherite si confondono tra i ranuncoli e nora. i soffioni. Le ortiche si aggrovigliano fra i rovi e sogracidio api prattutto fra tante erbacce. La nonna non ama fare giardinaggio, preferisce starsene seduta ad ascoltare gli cinguettio rane insetti che ronzano e gli uccellini che cantano. Infatti l’aria del giardino della nonna è tutta un pigolio, un ronzio uccellini trillo, un cinguettio. Un fru fru di voli matti. pigolio insetti Un giorno io e la nonna abbiamo anche scavato una buca, poi l’abbiamo foderata con della plastica e così le • Disegna sul quaderno cosalamandre e le rane hanno avuto uno stagno per giome pensi appaia il giardino care e… gracidare. Da allora è un continuo «cra cra». della nonna di Michele. Insomma il giardino della nonna non è ben curato, ordinato e silenzioso come quello del signor Lindo, che abita di fianco alla nonna, ma è il giardino più verde di tutta la città. DENTRO LA DESCRIZIONE

Colin West, La giungla della nonna, Piemme Junior

Olmo al museo (p. 5) io osservo

24


è SE TTEM B RE...

IN CUCINA La cucina era piccola. Nel mezzo c’era un misero tavolo di legno con alcune sedie. Harry si sedette sul bordo di una di esse, guardandosi intorno. L’orologio, sulla parete di fronte, aveva una sola lancetta e niente numeri. Sul quadrante c’erano scritte cose come: «Ora di fare il tè», «Ora di dar da mangiare ai polli», «Sei in ritardo». Sopra la mensola del camino, uno sopra l’altro, c’erano molti libri con titoli come: Incantate il vostro formaggio, Incantesimi da forno, Banchetti in un minuto: questa sì che è magia! E, a meno che le orecchie di Harry non lo ingannassero, la vecchia radio vicino al lavandino aveva appena pronunciato le seguenti parole: – Siete pronti per l’ora della magia, con l’incantatrice pop Celestina Warbeck? Buon divertimento! Harry non era mai stato in una cucina di ......................... .

ho capito!

La cucina descritta è: una cucina come tutte le altre la cucina di una famiglia di maghi • Scrivilo nel testo. DENTRO LA DESCRIZIONE

Le parole evidenziate nel testo ci aiutano a capire: la posizione degli oggetti in cucina se la cucina è ordinata o disordinata

Joanne Kathleen Rowling, Harry Potter e la camera dei segreti, Salani

Io Ricordo! Quando si descrive un ambiente si usano parole che indicano la posizione degli oggetti nello spazio.

25


RACCON TI e DESC R I Z IONI

IL GIOCO DELLE NUVOLE

Il sole batte ancora forte. Mi sono disteso sul prato e mi sono messo a guardare le nuvole bianche che passavano alte. Alcune erano enormi, panciute, sicuramente soffici, anche se non le ho toccate; altre erano tutte sfrangiate, sottili e sembravano degli scarabocchi. Sono rimasto una mezz’oretta così, sdraiato col naso per aria, a guardare le nuvole come se fossero uno spettacolo, un film al cinema. Dunque nella mezz’ora del mio cinema all’aperto ho visto: la coda di un castoro, un maiale, un giaguaro, un veliero pirata con le vele spiegate, e poi ancora una balena, un iceberg… Sembrava che le nuvole si fossero quasi messe d’accordo per raccontarmi una storia con le loro forme. Allora ho cucito insieme le nuvole e ho inventato la storia di Ciccio, maialino sfortunato. Il gioco delle nuvole mi è piaciuto, anche se la prossima volta dovrò fare attenzione a… dove mi siedo! Stefano Bordiglioni, Diario di Giulio, top secret, Edizioni EL

26


è SE TTEM B RE... DENTRO LA DESCRIZIONE • Colora la descrizione che fa il bambino delle nuvole. Poi rispondi con una X.

Le nuvole vanno vanno le nuvole come grandi bianchissimi uccelli. K. Hakusha

io

Il bambino descrive le nuvole in modo: soggettivo, con le proprie impressioni oggettivo, così come le vede • Che cosa sembrano le nuvole nella poesia? Perché? Spiega a voce.

scrivo

• Allenati a scrivere paragoni. Osserva i disegni e completa.

La nuvola sembra un ............

La nuvola è soffice come la

La nuvola è bianca come

.....................................................

.....................................................

.....................................................

• Osserva anche tu le nuvole e descrivile sul quaderno. Come si muovono? Usa tanti aggettivi e paragoni. 27

....


io r o laborat

di scrittura

DESCRIVO E RACCONTO Copia il testo sul quaderno e arricchiscilo con le descrizioni. Segui le domande-guida.

Oggi è il mio compleanno e la mamma mi regala una tartarughina! Però piove fortissimo e chissà se la mamma avrà voglia di uscire di casa con questo tempaccio! Guardo fuori della finestra e…

Descrivi la pioggia. Che cosa vedi? Quali rumori e odori senti? Che cosa provi? Usa i dati sensoriali.

Maentre sono lì davanti alla finestra pensierosa e preoccupata, arriva la mamma con un gran sorriso: – Indossa la mantella, andiamo al negozio di animali. Evviva! La mamma si è ricordata della promessa! Adoro la mia mamma: è…

Descrivi la mamma. Com’è? Che tipo è? Usa aggettivi e paragoni.

Immediatamente mi sono messa quell’orribile mantella… e sono uscita di casa con la mamma.

Descrivi la mantella. Perché è orribile? Com’è? Usa aggettivi e paragoni.

28


laboratorio

di scri ttura

Tutte bagnate siamo entrate in un grande negozio di animali… Descrivi il negozio. Che cosa vedi? Usa le parole che indicano la posizione degli oggetti nello spazio.

Finalmente l’ho vista e subito l’ho battezzata! Uga. Uga è…

Non vedevo l’ora di tornare a casa per mostrarla a tutti. Il mio desiderio si era avverato! Mi sentivo al settimo cielo: ero…

29

Descrivi la tartaruga. È grande o piccola? Di che colore ha il guscio? Come sono i suoi occhi? E le zampette? È simpatica? Che cosa fa? Usa aggettivi e paragoni.

Descrivi le emozioni della bambina. Che cosa prova?


O : N N U T U A è L’estate è finita e il cielo è grigio. Nicola si guarda intorno. Rispetto all’estate, il giardino è cambiato. Gli alberi sono nudi e le foglie si ammucchiano in piccoli cumuli nei viali. Nicola tira fuori della tasca una macchinina e la lancia verso il mucchio di foglie più vicino. Poi prende la rincorsa e ci si tuffa dentro anche lui. Sono morbide le foglie, è come buttarsi sopra un grosso cuscino. Allora ne prende una bella manciata e la getta per aria. Le foglie ricadono su di lui come pioggia leggera, che però non lo bagna e non fa rumore. – Che cosa stai facendo, ragazzino? – tuona all’improvviso un vocione. Davanti a Nicola c’è un gigante che indossa un grembiulone verde e ha l’aria molto arrabbiata. – Ci prendi gusto a scompigliare i miei mucchi di foglie? – borbotta il gigante. – Tu sei un gi… un gigante? – farfuglia Nicola spaventato. Il gigante sorride e poi, con voce più gentile, gli dice: – È vero che sono alto, ma non tanto da essere un gigante! Mi chiamo Oreste e sono il giardiniere di questo giardino. E tu come ti chiami? – Nicola. parole nuove – Sai qual è la cosa che mi piace più di tutte, Ni• Utilizza il vocabolario e cerca il cola? – dice Oreste. – Mi piace dare calci nei significato delle parole in rosso. mucchi di foglie… così! Poi scrivi accanto a ciascuna un sinonimo, cioè una parola diversa E… bum! Dà una bella pedata a un mucchio di che abbia lo stesso significato. foglie. Nicola scoppia a ridere. Quel gigante è proprio buffo, e poi non ha l’aria cattiva. Cumuli: ................................................ Manciata: .............................................

AA. VV., Storie per tutte le stagioni, Einaudi Ragazzi

Scompigliare: ..................................... 30


e l l u s c o cric cr e i l g fo Col venticello che scartoccia gli alberi entra una foglia in camera da letto. È l’autunno che arriva e, come al solito, quando passa di qua lascia un biglietto. Trilussa

Olmo al museo (p. 6 e ) io ascolto

io

scrivo

io

• Qual è il biglietto che lascia l’autunno? Impara a memoria la poesia, recitala ai compagni. Poi scrivi sul quaderno il testo del biglietto lasciato dall’autunno. 31

coloro

• Utilizza i colori delle foglie in autunno per colorare il tuo cuscino autunnale!


… E R B O T T O è Copri il testo con un foglio. Legge l’insegnante.

Stanotte Luca è piombato come una furia nel mio letto. Io ho rischiato di cadere fuori e mi sono presa un grande spavento. Quando ho capito che era mio fratello, gli ho detto: – Torna subito nel tuo letto. Che cosa ti ha preso? – Ho paura, ho paura! – mi ha risposto con voce soffocata da sotto le coperte. E mi ha abbracciata come se fossi il suo orsacchiotto di peluche. – Smettila di stringermi così. Mi fai male – gli ho detto. Ma lui mi ha stretta ancora più forte e ha continuato a dire: – Ho paura, ho paura! Allora ho capito che doveva aver avuto un incubo e gli ho detto: – Perché non vai dalla mamma? Io ho bisogno di dormire. Niente da fare. Ha continuato a balbettare che aveva paura. – Insomma fatti un po’ più in là o vattene nel tuo letto. Non vedi che siamo troppo stretti? Questa volta non mi ha nemmeno risposto. Che dovevo fare? Ho finito con l’abbracciarlo anch’io. E così ci siamo addormentati subito tutti e due. Quanto stamattina la mamma è venuta a svegliarci, ci ha trovati abbracciati nello stesso letto e ha detto: – Faceva così freddo stanotte? – No, è lui che deve aver sognato un paio di mostri – ho detto io sbadigliando. – Povero Luca… e povera Valentina, naturalmente – ha aggiunto la mamma.

Angelo Petrosino, Le fatiche di Valentina, Piemme Junior

Io pro tagonista Scegli il riquadro che ti riguarda e racconta la tua esperienza.

Sono io il più grande! Ti è capitato di prenderti cura di tuo fratello o di tua sorella? Quando? Ti sei innervosito/a o ti è piaciuto?

32

Sono figlio unico! Ti piace essere figlio/a unico/a? Ti sei mai occupato/a di bambini più piccoli? Ti sei innervosito/a o ti è piaciuto?


racconto il mio ! mondo

Io ascolto

• Rispondi con una X. Chi è il personaggio più importante di questo racconto? Valentina Luca la mamma

Perché Valentina rischia di cadere dal letto? ha fatto un brutto sogno suo fratello la tira giù dal letto arriva suo fratello Perché Luca è andato nel letto di Valentina? vuole giocare ha paura ha freddo A quale parte della storia corrisponde l’immagine che vedi? inizio vicenda conclusione • Prova a inventare un titolo per quest’immagine e scrivilo qui: ............................................. 33


RACCON TI ed ESPERI EN Z E

TIPPI E TAPPO Occhio ai COLORI ! • Segui i colori e scopri gli elementi fondamentali del racconto. Il racconto realistico indica… Il tempo in cui avvengono i fatti. Il luogo dove si svolgono i fatti. Nel racconto realistico agiscono uno o più personaggi reali. Il personaggio principale è il protagonista e gli altri sono i personaggi secondari.

Ciao, io sono Veronica! Dovete sapere che io ho due cavie, Tippi e Tappo. A me piacciono tutti gli animali, anche quelli che a Valentina, mia sorella maggiore, fanno schifo, tipo ragni, topi, lucertole, ecc. Ieri pomeriggio, dopo la scuola, sono tornata a casa e ho aperto la gabbietta per far fare una passeggiatina a Tippi, perché aveva la faccia triste. Poi ho fatto uscire anche Tappo, perché a me non piace fare le preferenze, e mi sono messa a guardarli mentre correvano per la camera come rinoceronti. Poi la mamma mi ha chiamata e io sono uscita. Quando sono tornata, Tappo stava nella sua gabbia ma Tippi era sparito. Lo stavo cercando sotto il letto quando dalla camera di mia sorella sono usciti degli urli che sembravano quelli di un film dell’orrore. Per la paura mi si sono rizzati i capelli in testa e per la fretta di uscire ho sbattuto la fronte contro un ferro. Quando sono arrivata in camera di mia sorella, era tutta rannicchiata sul cuscino, con la bocca spalancata.

34

RSL a p. 196


è OTTOBRE...

Appena mi ha vista ha cominciato a strillare e a indicare la coperta del letto che si muoveva come se qualcuno le facesse il solletico. Ho capito subito. – Tippi! – ho detto e ho infilato la mano per prenderlo. Ma mi ci è voluto un po’, perché gli strilli di mia sorella lo avevano talmente stordito che non capiva più niente. Finalmente l’ho preso, ma intanto è arrivata la mamma e mia sorella, appena ha visto la mamma, ha cominciato a fare la tragica (lei è bravissima a fare la tragica!): – Veronica! Porta via quel tooopo! Come faccio a dormire, il letto è tutto disfatto, avrò gli incubi – ha cominciato a urlare mia sorella, che per cinque minuti è rimasta senza fiato. Poi, naturalmente, mi sono dovuta sorbire la predica della mamma: che non posso pretendere di fare come con i pesci… Perché, con i pesci che cosa ho fatto? Ah! Quella sì che è una storia divertente! Ma ora non posso raccontarvela. Ciao! Angela Nanetti, Veronica ovvero «I gatti sono talmente imprevedibili»!, Edizioni EL

ho capito!

Dove si svolgono i fatti? Si tratta di un luogo: fantastico reale Quando si svolge la storia? Si tratta di un tempo: non precisato preciso Chi è la protagonista? Veronica Valentina Chi sono gli altri personaggi della storia? • Rispondi a voce. io

scrivo

• Che cosa avrà combinato Veronica con i pesci? Racconta tu questa storia sul quaderno, seguendo le domande-guida: Dove? Quando? Chi? Che cosa fa? io rifletto sulla lingua

• Sottolinea nel testo due nomi comuni di persona, due di animale e due di cosa; poi circonda tutti i nomi propri che trovi nel testo.

Io Ricordo! In un racconto ci sono dei personaggi. Il personaggio principale si chiama ...........................................

35


RACCON TI ed ESPERI EN Z E

ALLA GARA DI PAPÀ Il mio papà fa il dentista e ci tiene molto a tenersi in forma. Tutti gli anni partecipa a un’importantissima gara ciclistica organizzata nel nostro quartiere. E oggi, domenica, è il gran giorno. Papà si infila i superpantaloncini nuovi, quelli con la striscia fluorescente, e fa gli esercizi di riscaldamento, cercando di concentrarsi. Mamma, mio fratello Babo e io dobbiamo stare zitti. Per concentrarsi meglio si prepara un caffè. Noi tre lo guardiamo immobili, in silenzio, sprofondati sul divano. Siamo in tuta e cappellino, con fischietti, binocoli e cronometri appesi al collo. Babo sventola piano la sua bandierina. Il caffè sale gorgogliante, ma nessuno fiata. Papà se lo versa nella tazzina, nero e bollente, e poi sentiamo il cucchiaino che gira e gira nel silenzio della stanza. Sorseggia. Silenzio. Usciamo in fila indiana. Vincerà. Vincerà? DENTRO IL RACCONTO • I fatti narrati in questo racconto:

ho capito!

sono realmente accaduti o potrebbero accadere sono frutto della fantasia e non potrebbero mai verificarsi 36

• Rispondi alle domande a voce. Chi è Baffo Bill? Che cosa combina? E dopo che cosa succede?


è OTTOBRE...

Sono partiti in una nuvola di polvere. Sembra una gara da professionisti. Papà pedala con grinta mentre noi facciamo un tifo da stadio, da concerto, da coppa del mondo! Stando al percorso, fra un’ora saranno di nuovo qui, ma la linea di partenza sarà diventata il traguardo. Io, Babo e mamma, seduti lungo il bordo della strada sulle seggioline da campeggio, stiamo aspettando che arrivino papà e gli altri. Baffo Bill, il nostro micione, è sull’altro lato della strada, semi-addormentato in un quadrato di sole. Dovrebbe mancare poco. Quando l’altoparlante comunica i nomi del gruppetto in testa e sentiamo quello di papà, ci mettiamo a urlare, lanciando in aria i cappelli. Ed eccolo, il brillio metallico al fondo della strada! Urliamo, saltiamo, sbandieriamo. Proprio in quel momento Baffo Bill fa uno sbadiglio, recupera la sua ciccia allargata sull’asfalto e ci viene incontro con tutta calma. Le bici stanno arrivando! C’è un grande stridere di freni… io trattengo il respiro… papà inchioda davanti a Baffo Bill che, nel frattempo, si è di nuovo accucciato e si lecca le zampine in mezzo alla strada. Tutti gli altri, tutti, tagliano il traguardo. Lui invece è arrivato ultimo. Povero papà, ci sperava tanto! Mara Dompè, Mamma parla con lo specchio, Mondadori

io rifletto sulla lingua

• Scrivi sul quaderno i contrari delle seguenti parole:

divertente • ultimo • grasso • tranquillo • corto • vincere • affollato RSL a p. 185

37

Io Ricordo! Il racconto realistico narra fatti realmente .......................... o che potrebbero accadere.


RACCON TI ed ESPERI EN Z E

IL GIOCO PIÙ BELLO io rifletto sulla lingua

• Sottolinea nel testo: in rosso gli articoli determinativi e in blu gli articoli indeterminativi.

– La televisione è il gioco più bello del mondo! – dice Marco. – Io preferisco «Facciamo finta che…», così puoi creare tutto quello che vuoi – dice sua sorella Lena. – Cosa, per esempio? – chiede Marco. – Il mondo – dice Lena. – Il mondo intero. – Dai, fammi vedere. Lena va a prendere dei cuscini e un’enorme coperta a quadretti e li mette tutti sul tappeto. Spegne la luce e il televisore. Poi lei e Marco si infilano sotto la coperta e si mettono a rotolare su se stessi, si appallottolano e cominciano a fare capriole avanti e indietro. Bambini, cuscini e coperta sono un groviglio unico. – Uuuh – ulula Lena. – Aria, terra e acqua, è tutto un gran pasticcio. E che buio! Ci serve la luce. Marco sguscia fuori da quel caos e accende il lampadario. – Hai creato il Sole! – esclama Lena. – Buongiorno! – Ma veramente pensavo che fosse sera! – Allora abbiamo bisogno della luna – dice Lena e accende la lampada vicino al divano. – Adesso ci servono anche le stelle, possiamo disegnarle – dice Marco. Marco e Lena vanno a prendere dei fogli e le matite colorate e disegnano tantissime stelle, le ritagliano e le spargono per la stanza. Ora il caos è bello illuminato, ma è pur sempre un caos. – Bisogna portare ordine nel mondo – dice Lena, separando la coperta dai cuscini. 38

RSL a p. 204


è OTTOBRE... ho capito! – Allora sopra c’è il cielo, sotto la terra e l’acqua. Il tappeto azzurro può essere il Dove si svolgono i fatti? mare, la coperta a quadretti una terra e i in salotto in camera da letto cuscini delle isolette. Quando? Marco si sdraia a pancia in giù e comincia una mattina un pomeriggio a battere i piedi uniti. Chi sono i protagonisti? – Sono una balena. Ffft! – e soffia in aria. Marco e Lena, due fratelli Lena sulla terraferma allarga le braccia e Marco e Lena, due amici comincia a svolazzare per la stanza. Quale gioco stanno facendo? In che cosa – Io sono un uccello! consiste? – Costruiamo un nido? • Spiegalo a voce. – Ma dove? Nel mondo di Marco e Lena non ci sono ancora gli alberi, così i bambini riprendono le matite e disegnano alberi di ogni tipo: querce e pini e palme cariche di noci di cocco. Ora possono scegliere l’albero per farci il nido. Lo imbottiscono con il maglione rosso di Marco e con le calze azzurre di Lena. E poi ancora arrivano gli elefanti, e cani, gatti, cavalli… Il mondo è sempre più affollato. – Manchiamo noi, gli esseri umani! – dice Lena. – Dobbiamo creare noi stessi. Così si raggomitolano per farsi piccoli piccoli e poi cominciano a crescere in altezza. – Buongiorno, sono il primo uomo e ora inventerò io scrivo auto, aeroplani, missili… – esclama Marco. Il gioco più bello per me è…? – No, non farlo – grida Lena. – Non vorrai mica rovi• Racconta la tua esperienza nare tutto. sul quaderno, aiutandoti con – Ma che cosa state facendo? – dice la mamma enle domande-guida. trando in salotto con il vassoio della merenda in mano. Qual è il tuo gioco preferito? – Creiamo il mondo! – rispondono soddisfatti in coro Quando giochi di solito? Marco e Lena. Mira Lobe e Chiara Rapaccini, Creiamo il mondo, Piemme Junior

39

Dove giochi? Con chi ti piace giocare?


laboratorio cittadinanza attiva

NON SI STA POI COSÌ MALE… Elena non ne può più. Questa sera i suoi genitori porteranno Maria, la sorella maggiore, al cinema e lei dovrà restare a casa con la baby-sitter. Sente arrivare grosse lacrime di rabbia. Ma questa volta ha un’idea. Dal salvadanaio prende due banconote, ficca dentro la valigia rossa un paio di pantaloni, due magliette, una felpa e il suo orsacchiotto Tobi. Intanto borbotta: – Andrò a Milano da nonna Eleonora, lei sì che mi capisce.

Che cosa provi quando… La mamma ti chiede di mettere in ordine le tue cose? rabbia gioia ....

E che cosa fai? ubbidisci senza discutere sbuffi, ma poi lo fai dici di sì, ma non lo fai

Perché, secondo te, è giusto aiutare la mamma in casa? Parlane in classe con i tuoi compagni e scrivi almeno tre motivi. 1

......................................................................................................................................................................

2

......................................................................................................................................................................

3

......................................................................................................................................................................

40


IN QUESTA CASA Poi gioca un po’ con la baby-sitter e alla solita ora se ne va a letto, aspettando il momento buono per uscire. Ma, sotto le coperte è difficile tenere gli occhi aperti! Quando si sveglia, il sole inonda la stanza. Che disastro! Ormai il treno è partito ed ecco la mamma. – Buongiorno, Elena! Vogliamo andare al circo stasera? Solo tu e io. Che ne dici? – Sì, certo! – esclama Elena al settimo cielo. «Non si sta poi così male in questa casa» pensa Elena tra sé e sé. AA. VV., Vivere la famiglia, Edizioni il capitello

Hai capito il testo? Rispondi alle seguenti domande. Elena è arrabbiata, perché? Elena non parte, perché? non vuole andare a letto si addormenta è gelosa della sorella capisce di sbagliare

Alla fine Elena capisce che: la mamma vuole più bene a Maria la mamma vuole bene a tutte e due

La mamma si comporta così perché? sa che le figlie hanno interessi diversi vuole fare una sorpresa a ciascuna figlia

Scrivi che cosa avresti fatto al posto di Elena.

~o av®ei

...........................................................................................................................

................................................................................................................................................... ................................................................................................................................................... ................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................

41

educazione alla cittadinanza


RACCON TI ed ESPERI EN Z E

SARA E ALEX Occhio ai COLORI ! • Segui i colori e scopri le parti che formano un racconto realistico. Inizio Si presentano i personaggi e il luogo e si indica il tempo in cui avvengono i fatti.

Vicenda Accade qualcosa che cambia la situazione di partenza. Si raccontano i fatti che accadono in ordine di tempo. Conclusione Si racconta come finisce la storia.

io

Sabato Sara è andata con la mamma e il suo fratellino Matteo alla pista di pattinaggio. Mentre Sara cercava di rimanere in equilibrio tutta curva in avanti, con le ginocchia piegate e le braccia allargate, sua madre e Matteo la osservavano comodi su una panca. Quel pomeriggio c’erano pochi bambini sulla pista e Sara poté vedere subito Alex. Anche Alex la vide e pattinò a tutta velocità verso di lei. Le sfrecciò accanto e le urlò: – Sembri un angelo. Il cuore di Sara si allargò e il suo viso s’illuminò in un sorriso pieno di felicità. Mai le aveva detto una cosa carina. Il giro dopo Alex le sfrecciò ancora accanto, dicendole: – Che cosa hai capito? Sembri un angelo per come agiti quelle braccia così magre. Vuoi forse decollare? Il sorriso di Sara si spense all’istante.

scrivo

• Il racconto è stato illustrato con tre vignette. Che cosa noti? C’è una conclusione diversa! Scrivi tu il nuovo finale sui puntini.

Di chi si parla? Dove si trova? Quando?

Chi arriva? Che cosa succede? 42


è OTTOBRE...

Cercò con gli occhi sua madre e Matteo e si diresse verso di loro. – Mi si sta staccando un pattino – mentì Sara. Allora si sedette sulla panca, si rimise gli occhiali che aveva dovuto togliere per pattinare e finse di aggiustare le cinghie del pattino. In realtà avrebbe voluto mettersi a piangere! Silvana Gandolfi, La scimmia nella biglia, Salani

.................................................................................... .................................................................................... .................................................................................... .................................................................................... .................................................................................... .................................................................................... ....................................................................................

Come finisce la storia?

• Con l’aiuto delle domande racconta a voce la storia. 43


RACCON TI ed ESPERI EN Z E

BENTORNATA, DARIYA!

DENTRO IL RACCONTO • Colora in blu la freccia che corrisponde all’inizio del racconto, in verde quella che corrisponde alla vicenda e in arancione quella che si riferisce alla conclusione.

• A quale parte del racconto corrisponde questo disegno? Scrivilo sui puntini.

........................................................

– Zigge! Vieni, c’è una persona che ti cerca! Zigge è disteso sul letto e sta leggendo un libro sugli insetti. Non ha nessuna voglia di essere disturbato, ma cerca sempre di obbedire alla mamma e si alza. Nell’ingresso si blocca a metà di un passo: con la gamba ancora sollevata, rimane a fissare la bambina nell’ingresso. – La bambina-coleottero! È tornata! Finalmente! Tutta abbronzata, Dariya è lì sulla porta che aspetta e gli sorride. E solo allora Zigge si rende conto di quanto gli sia mancata. Mai gli è capitato di avere tanta nostalgia di qualcuno come di Dariya. Per due mesi è stata a casa della nonna paterna in Kurdistan. Vorrebbe abbracciarla ma non osa. – Vuoi venire a guardare un po’ il mio libro sugli insetti? – chiede. Dariya accetta volentieri. In camera Zigge vuole sapere come se l’è passata in Kurdistan. – All’inizio è stato brutto perché avevo mal di pancia tutto il tempo – racconta Dariya. Zigge capisce esattamente cosa intende. Anche a lui viene mal di pancia quando fa i viaggi. Poi a Dariya viene in mente che ha portato dei regali e si precipita di nuovo nell’ingresso, tornando con una treccia di formaggio di pecora, un barattolo di miele e delle olive verdi fresche, che regala alla mamma di Zigge. 44


è OTTOBRE...

ho capito!

– Per te – dice poi a Zigge, porgendogli una scatolina elegante. Dariya ha l’aria di vergognarsi un po’. – Ha resistito fino a Copenaghen – dice abbassando la testa. Zigge apre piano la scatolina. Dentro c’è un grande coleottero, diverso da quelli che conosce. Non ne ha mai visto uno uguale. È cangiante, sul verde oliva, ed è molto bello, ma anche decisamente morto. – Non fa niente. Grazie – le dice Zigge abbracciandola forte forte. Zigge è felice di avere di nuovo con sé la sua amica: è la persona che lo capisce meglio. Inger Lindahl, Zigge, quasi un esperto, Feltrinelli Kids

45

• Cancella le frasi sbagliate e racconta a voce la vicenda. Dariya racconta il suo viaggio in Kurdistan. Dariya racconta che le piacerebbe visitare il Kurdistan. La mamma di Zigge ha un regalo per Dariya. Dariya offre dei regali alla mamma di Zigge. Zigge riceve in regalo un coleottero. Zigge riceve in regalo un ragno. io rifletto sulla lingua

• Scrivi sui puntini un aggettivo qualificativo che ti sembri adatto alla conclusione. ........................................................

Io Ricordo! Il racconto si sviluppa in tre parti fondamentali: inizio .................................................

conclusione


RACCON TI ed ESPERI EN Z E

PICCOLI NEMICI, GRANDI AMICI

Alice e Robin erano nemici dichiarati. Ogni occasione era buona per farsi terribili scherzi. Ma la goccia che fece traboccare il vaso fu quando una mattina la mamma di Alice portò la figlia a casa di Robin per alcuni giorni. E quando la mamma gridò di andare a lavarsi le mani per la cena, accadde la tempesta. Solo nel bagno, Robin aprì il rubinetto dell’acqua, prese il sapone e si insaponò con cura le mani. Fu al momento del risciacquo che si accorse che c’era qualcosa che non andava. Provava e riprovava, ma le mani sembravano ogni volta più sporche di prima. Provò ancora a strofinarle con l’asciugamano, ma quello rimaneva attaccato alla pelle. Solo allora alzò lo sguardo e vide il tubo della colla nautica sul lavandino. Alice ne aveva cosparso tutto il sapone. Allora come una furia si avventò sulla porta, che ovviamente non si aprì. Iniziò a gettarvisi contro a peso morto, senza considerare che Alice voleva proprio questo. Infatti al settimo colpo Alice aprì. 46


è OTTOBRE... DENTRO IL RACCONTO • Metti in ordine i fatti narrati in questo racconto.

I due bambini si rincorrono per le scale

Robin, che ci aveva messo tutta la sua forza, precipitò sulla libreria, sui libri, sui giocattoli e i peluche gli caddero addosso in un sol colpo. Alice cominciò a ridere come una pazza quando vide Robin con tutti i peluche appiccicati alle mani. Robin partì all’attacco, Alice si precipitò giù dalle scale. Urlando i due bambini raggiunsero il salone, poi di nuovo la camera.

La mamma di Alice porta la figlia a casa di Robin per alcuni giorni.

Robin finisce tra i peluche

Là Robin riuscì a fermare Alice, che cadde sulla mongolfiera. La bambina si aggrovigliò tra i fili sottili, e più cercava di uscirne più si legava.

I due nemici-amici si addormentano.

A quel punto i bambini cominciarono a ridere e così, per terra, stanchi, si addormentarono. Avevano capito che erano fatti allo stesso modo: nemici terribili, ma forse da quella sera anche grandi amici.

Robin ha le mani incollate

Anna Russo, La bambina Babilonia, Salani

Io Ricordo!

In un racconto i fatti vengono

narrati in ordine di tempo: uno .......................... l’altro, in successione.

47

Alice si aggroviglia tra i fili della mongolfiera


laboratorio cittadinanza attiva

LA BATTAGLIA DELLE POLVERI – Ciao, vuoi giocare con me? Io sono Marco – dice il bambino bianco. – Va bene, io mi chiamo Kursid – risponde il bambino nero. – Io nello zaino ho il cacao e la farina che sono andato a comprare prima di venire ai giardini e ho in mente un gioco stupendo! Marco tira fuori due buste di carta. – Tieni, ci lanciamo le polveri? – domanda a Kursid, aprendo i sacchetti. – E se tua madre ti sgrida? – chiede Kursid incerto. – No, dopo ci puliamo. Marco dà il cacao a Kursid e tiene la farina per sé. – Va bene, dai, giochiamo, sei pronto? – Prontissimo… Colpito! – risponde l’altro, lanciandogli una manciata di cacao sulla faccia.

Conosci dei bambini stranieri? Oppure tu stesso vieni da un paese lontano? Racconta a voce o scrivi la tua esperienza.

Che cosa pensi dei bambini stranieri? che sono bambini come me posso diventare loro amico/a non voglio conoscere quali sono i loro modi di vivere e di giocare hanno bisogno di aiuto per adattarsi a un nuovo ambiente ..........................................................................................

48


Inizia la battaglia delle polveri. Kursid e Marco si allontanano di tre passi ciascuno, prendono la mira e cominciano a tempestarsi di cacao e farina. – Colpito anche tu! Guarda come sei diventato bianco! – E tu con il cacao sei diventato più nero di me! – Kursid, perché dicono che tu sei nero e io sono bianco? – Perché, non è vero? – No che non è vero! Io sono rosa pallido e tu sei marrone chiaro. – Allora è un modo di dire. – Se è un modo di dire compongo una poesia! «Tu sei nato sotto i raggi del sole e io sono nato sotto i raggi della luna». Ti piace? – Mi piace – risponde Kursid dando la mano a Marco. Emanuela Nava, La tigre con le scarpe da ginnastica, Salani

Rifletti e rispondi alle domande.

Marco e Kursid sono diventati subito amici, perché? ciò che è importante è giocare insieme si trovano simpatici ..........................................................................................

Marco e Kursid non sarebbero diventati amici se uno dei due fosse stato: scostante disponibile bugiardo gentile 49

educazione alla cittadinanza


io r o laborat

di scrittura

SCRIVO UN RACCONTO REALISTICO Racconta a voce una giornata divertente. Poi scrivi sul quaderno la tua esperienza. Le domande-guida ti saranno di aiuto.

Inizio Chi è il protagonista? Proprio tu! Quando? Un pomeriggio, un sabato, ieri… Dove? Al mare, al parco, a casa, a scuola…

Una giornata divertente

Vicenda Che cosa è successo? Hai giocato sulla spiaggia, hai corso nel prato, hai visitato un museo… Chi hai incontrato? Nuovi amici, parenti, animali… Conclusione Come si è conclusa la giornata? Hai riso tantissimo, hai fatto merenda, eri stanco morto… Perché te la ricordi? Che cosa hai provato? Hai conosciuto il tuo migliore amico, hai fatto una cosa mai fatta, ti sei sentito sereno…

50


laboratorio

di scri ttura

Segui l’ordine delle immagini e delle domande-guida e scrivi un racconto realistico.

Titolo: Che

figuraccia quella volta!

Inizio

Dove? Quando? Chi? Che cosa sta facendo? Vicenda

Che cosa succede?

Che cosa accade dopo?

Che cosa fa il bambino? Perché? Olmo al museo

Conclusione

(p. 7) io osservo

Com’è andata a finire? Come si sente il bambino? Che cosa pensa? 51


… E R B M E V O N è Copri il testo con un foglio. Legge l’insegnante.

Sibilla la strega abitava in una casa tutta nera con il gatto Serafino. Anche Serafino era nero. Quando Serafino chiudeva gli occhi, Sibilla non riusciva più a vederlo e ci inciampava. Un giorno, dopo un tremendo ruzzolone, Sibilla afferrò la sua bacchetta magica e… abracadabra! Ecco che Serafino aveva la testa rossa, il corpo giallo, la coda rosa, i baffi blu e le quattro zampe viola. Ora Sibilla riusciva a vedere Serafino anche da lontano. Però Serafino era ridicolo. Persino gli uccelli lo prendevano in giro. Serafino era molto triste. Allora Sibilla ci pensò un po’ su e poi diede un colpetto con la sua bacchetta magica e… abracadabra! Serafino era di nuovo un gatto nero. Poi Sibilla diede un altro colpo con la sua bacchetta magica e… abracadabra! Non ebbe più una casa tutta nera, ma una casa di tutti i colori! Finalmente Sibilla riusciva a vedere Serafino ovunque!

Korky Paul e Valerie Thomas, Serafino e la strega Sibilla, Editrice Piccoli

Io pro tagonista L’idea di Sibilla di trasformare Serafino in un gatto variopinto soddisfa: sia Serafino sia Sibilla solo Sibilla nessuno dei due L’idea di Sibilla di trasformare la casa nera in una casa di tutti i colori soddisfa: sia Serafino sia Sibilla solo Serafino nessuno dei due Che cosa avresti fatto, al posto di Sibilla, per non inciampare più in Serafino? Racconta a voce.

52


a l l e n viaggio ! a i s a t n fa

Io ascolto

• Riordina i fatti della storia da 1 a 6, poi scrivi: I se la frase corrisponde all’inizio V se si riferisce alla vicenda C se rappresenta la conclusione del racconto.

Sibilla decide di cambiare colore alla sua casa Serafino diventa ridicolo e molto triste Sibilla inciampa sempre in Serafino perché anche lui è nero Sibilla e il suo gatto Serafino vivono in una casa tutta nera Sibilla riesce a vedere Serafino ovunque Sibilla con la sua bacchetta magica cambia colore a Serafino I fatti di questo racconto potrebbero realmente accadere? Sì No • Perché? Spiega a voce. 53


RACCON TI e FANTASIA

UN REGALO MAGICO Un passo, un altro, e Niccolò si ritrovò davanti a un albero con un tronco veramente enorme. Notò subito quel segno a semicerchio che incideva la corteccia bruna: era una porta! Provò a spingere e… – Entra se vuoi, ma chiudi subito, sono raffreddato. – Chi è… chi… chi ha parlato? – balbettò Niccolò. Dopo un po’ brillò una debole luce e Niccolò vide davanti a sé un ometto quasi alto come lui, ma più magro. – Sei uno gnomo… o un folletto? – chiese con un fil di voce Niccolò. L’abitante del tronco rise e disse: – Chiamami come vuoi. Lo so che voi della Terra usate questi nomi strani. Ma io sono io e mi chiamo Pano. Ti piaccio? Niccolò lo guardò meglio e rispose: – Sì, sei proprio carino. – Ehi, ma tu non mi sembri molto allegro, vero? – domandò Pano. – Chi? Io? – rispose scioccamente Niccolò. – C’è qualcosa che non va. Altrimenti perché saresti arrivato fin qui tutto solo, a bussare al mio albero? – chiese Pano. Sei uno gnomo… – È stata una giornata un o un folletto? po’ storta, è vero – confessò avvilito Niccolò.

io

scrivo

• Leggi l’inizio di questa storia di fantasia e continua tu a narrare la vicenda e la conclusione sul quaderno.

«Una gomma magica nell’astuccio» Un giorno una bambina stava giocando a palla mentre la sua mamma leggeva un libro nel prato. A un tratto la palla le cadde in un cespuglio. La bambina si chinò per raccoglierla e vide, proprio in mezzo a quel cespuglio, una porticina rossa con una chiave d’oro. La bambina incuriosita girò la chiave e… 54


è N OVEM B RE...

– Non ti preoccupare, amico mio, guarda, ho un regalo per te – disse Pano. Niccolò allungò il collo e vide nel piccolo palmo verde di Pano una gomma da cancellare. – Oh, grazie, una gomma! Le mie le perdo sempre – rispose Niccolò educatamente. – Questa non è uguale alle altre. È… una gomma magica – disse ridendo Pano. – Cancella dal mondo tutto quello che non ti piace! – Ma come? – lo interruppe Niccolò. – È tanto semplice! Tu sai scrivere, vero? – Certo. Faccio la terza! – rispose con orgoglio Niccolò. – Bene, tu scrivi su un foglio la cosa che non ti piace e poi la cancelli. Quella sparisce non solo dal foglio, ma anche dalla faccia della Terra. Hai capito? – Sì, sì, ho capito – rispose Niccolò. – Grazie. Ma ora devo proprio andare. – Ciao, amico mio, torna presto, ci conto! La sera, in camera sua, Niccolò tirò fuori la gomma magica e cominciò a pensare che cosa poteva far sparire e quasi quasi non gli veniva in mente nulla. Poi… Idea! ... Lia Levi, La gomma magica, Mondadori

io

scrivo

• Nel racconto che hai appena letto manca la conclusione. Scrivi tu sul quaderno un finale adatto, poi confrontalo con quelli scritti dai compagni. DENTRO IL RACCONTO • I fatti narrati in questo racconto:

Vuoi conoscere qual è il vero finale della storia? Leggi tutto il libro!

Io Ricordo!

potrebbero accadere sono frutto della fantasia e non potrebbero mai accadere 55

Il racconto fantastico narra fatti .................................. che non accadono nella realtà.


RACCON TI e FANTASIA

L’ACCARTOCCIONE Olmo al museo (p. 8 e ) io ascolto

ho capito!

• Le vignette illustrano i fatti narrati. Riordinale da 1 a 6. Quale parte del racconto rappresenta la vignetta 1? ......................................

Quale la vignetta 6? ......................................

Che cosa rappresentano le altre vignette? La

......................................

Simone era solo al mondo e la strega Zima si occupava di lui. In realtà quella vecchia cattiva lo teneva con sé non per prendersene cura, ma per farlo spolverare, cucinare e spazzare. E come se ciò non bastasse, la strega non faceva che brontolargli: – Non metterti le dita nel naso, altrimenti l’Accartoccione ti prenderà! – Se non obbedisci subito, l’Accartoccione ti porterà via! Simone aveva una gran paura dell’Accartoccione ma forse, pensava, la strega era ancora più terribile dell’Accartoccione. Però una sera Simone fissò la strega dritto nei suoi occhiacci da vipera e le disse: – Adesso ne ho abbastanza. Me ne vado! – Ah, ah! Se te ne vai, l’Accartoccione ti prenderà! – sogghignò la strega. Ma Simone aprì la porta e se ne andò. Nel bosco Simone camminava di buon basso e il suo cuore batteva a più non posso. All’improvviso l’Accartoccione venne fuori dal bosco: era enorme, aveva grandi corna ed era nero come la notte e bianco come la Luna.

56


è N OVEM B RE...

Il mostro guardò Simone e disse: – E così non hai paura di me? Il bambino rimase muto per il terrore. L’Accartoccione allora continuò: – Un bambino che si mette le dita nel naso, che disobbedisce, non credi che meriti di essere portato via? Il bambino, facendosi coraggio, rispose: – Te ne approfitti perché sei grande e grosso! E poi anche i grandi si mettono le dita nel naso! In quel preciso istante l’Accartoccione sparì. Simone attraversò il bosco scuro e, alle prime luci dell’alba, giunse in cima alla collina. Lassù viveva l’Albero-Che-Parla. – Puoi tornare a casa, piccolo! – gli disse l’albero. – Ormai la strega non abita più lì. L’ha portata via l’Accartoccione! – Allora non l’ho sognato! Evviva l’Accartoccione – esultò Simone. Durante il cammino verso casa Simone prese a fare grandi progetti per il suo futuro. AA.VV., Storie di streghe, lupi e dragolupi, Einaudi Ragazzi

DENTRO IL RACCONTO

Quando avvengono i fatti narrati? Dove? • Se ci sono, sottolinea con due colori diversi le parole che ti hanno permesso di rispondere alle domande. Si tratta di un tempo e di un luogo: indicati con precisione non precisati Chi sono i personaggi di questo racconto? Quali di questi personaggi sono fantastici? Com’è l’Accartoccione? • Cerca nel testo la sua descrizione e colorala di giallo.

Io Ricordo! Anche il racconto fantastico si può dividere in tre parti fondamentali: inizio, vicenda e .....................................

57


RACCON TI e FANTASIA

IL SACCO MAGICO

io

faccio il riassunto

• Le vignette illustrano le sequenze o parti in cui può essere diviso il racconto. Scrivi sul quaderno una breve frase che spieghi ogni immagine, poi utilizza le parole del tempo evidenziate nel testo per collegare le frasi e fai così il riassunto del racconto.

Inizio

È il compleanno di Simone e la zia Eliana regala al bambino solo un piccolo sacco vuoto marrone. – È un sacco magico! – gli dice la zia Eliana, che si è accorta della sua delusione. – È piccolo fuori, ma grande dentro. Puoi metterci tutto quello che vuoi prendere dal mondo delle storie che leggi. Il bambino non è troppo convinto ma è educato, così ringrazia la zia e mette il magico sacco con gli altri regali. Più tardi Simone prende un libro, si siede comodamente in poltrona e si mette a leggere. È una storia di pirati e di mare ed è così avvincente che, all’improvviso, il bambino si ritrova sulla nave pirata. Sente le grida dei gabbiani, gli arrivano gli schizzi delle onde sulla pelle.

Vicenda

Vicenda

58


è N OVEM B RE...

Simone non riesce a capire come succeda, però si accorge di avere in mano il sacco che gli ha regalato la zia. Che sia davvero magico? Subito, tutto emozionato, il bambino si nasconde dietro un barile pieno d’acqua per non essere visto da uno dei pirati, un tipaccio con una benda nera sull’occhio destro. Poi s’infila in un boccaporto aperto e si ritrova nella stiva della nave. Qui c’è una grande cassa piena di tesori. Senza pensarci troppo, Simone apre il sacco e ci infila dentro la cassa. Immediatamente si ritrova sulla sua poltrona. Il bambino guarda dentro il sacco e scopre che la cassa è lì. Il sacco delle storie della zia Eliana è davvero magico! Finalmente, Simone è contento del regalo della zia: sa che ovunque andrà potrà portare con sé, in un sacco piccolo fuori e grande dentro, tutti i personaggi e gli oggetti delle storie che ama di più.

parole

nuove

• Collega con i numeri corrispondenti ogni parola al proprio significato. 1. Avvincente 2. Barile 3. Boccaporto 4. Stiva

piccola botte apertura sul ponte della nave emozionante magazzino della nave

Io Ricordo! Più tardi, all’improvviso, subito sono le «parole del ................................. » o connettivi temporali. Queste parole indicano i tempi in cui avvengono i fatti.

Stefano Bordiglioni, Un attimo prima di dormire, Einaudi Ragazzi

Vicenda

Vicenda

Conclusione

59


RACCON TI e FANTASIA

UN BRONTOSAURO PER AMICO Un bambino in visita a un museo si infila nello scheletro di un dinosauro e… si ritrova nella preistoria.

All’improvviso mi trovavo a cento milioni di anni dalla mia epoca, davanti a un branco di dinosauri vivi, veri… enormi! Uno di loro allungò il collo e mi annusò i capelli. Mi feci coraggio e tirai fuori della tasca il resto del mio panino al formaggio e glielo offrii, con il braccio teso verso l’alto. Piano piano l’animale aprì la bocca e con la lingua lunga e sottile afferrò il panino. Tutto contento fece dondolare la testa, soffiò un paio di volte e mi diede una spintarella. Capii subito che il panino gli era piaciuto moltissimo e che ne voleva ancora. Allora allargai le braccia, gli mostrai le mani vuote, dicendo: – Non ne ho più, bronto, davvero! Poi allungai una mano e gli accarezzai la testa. Gli piacque e ronfò come un gatto. Mi ero fatto un amico. Ero lontano milioni di anni da casa ma, fortunatamente, non ero solo. – Io mi chiamo Stefano, e tu? Mi rispose con uno «Slurp-slurp». Così decisi che questo sarebbe stato il suo nome.

60


è N OVEM B RE...

Poco dopo il nostro incontro venne interrotto. Alcuni raggi blu scesero dal cielo e colpirono un piccolo brontosauro, che immediatamente cadde. Mi girai e vidi un elicottero, da cui partivano gli scintillanti lampi blu che paralizzavano gli animali e li facevano cadere a terra come fossero manichini. Gli altri brontosauri stavano già fuggendo, ma Slurp-slurp aspettava me. – Non posso venire, ho paura persino a montarti a cavallo!

Allora il brontosauro mi afferrò con le sue labbra e mi depositò sulla sua schiena. Mi aggrappai alla sua pelle rugosa e corremmo via.

Ben presto, però, un raggio blu colpì Slurp-slurp. Cademmo a terra. – No! No! – urlai. Ma il mio amico era immobile. Rimasi a guardare, senza poter far niente, mentre Slurp-slurp veniva caricato sull’elicottero con gli altri brontosauri e scoppiai a piangere.

Solo più tardi seppi che i brontosauri non venivano uccisi, ma trasportati sani e salvi su un altro pianeta, per salvarli dall’arrivo dell’era glaciale. Klaus-Peter Wolf, Stefano e i dinosauri, Piemme

io

faccio il riassunto

• I cinque disegni illustrano le sequenze del racconto. Scrivi sul quaderno una frase per ogni disegno. Poi collega le frasi con i connettivi temporali evidenziati nel testo. 61


RACCON TI e FANTASIA

A SCUOLA DI MAGIA parole

nuove

Dopo aver letto il testo, sai spiegare il significato della parola trasfigurazione?

..........................................................................................................

Harry Potter e il suo amico Ron si affrettarono per la lezione di trasfigurazione. Le lezioni della professoressa McGranitt erano sempre pesanti, ma quel giorno fu particolarmente difficile. Quel che gli veniva chiesto quella mattina era di trasformare uno scarafaggio in un bottone. ..........................................................................................................

Harry però riuscì solo a far fare un bel po’ di ginnastica al suo scarafaggio, che scorrazzava sulla scrivania evitando la sua bacchetta magica. ..........................................................................................................

Io pro tagonista A te piace fantasticare? Quando usi la fantasia? quando ti annoi quando vuoi rilassarti ................................................

Nel frattempo Ron era alle prese con altri problemi. La sua bacchetta magica era rotta e lui aveva cercato di aggiustarla con del nastro adesivo magico preso in prestito, ma sembrava proprio danneggiata. Ogni tanto scoppiettava, lanciava scintille e, ogni volta che Ron la usava per trasformare il suo scarafaggio, quella gli spruzzava addosso un puzzolente fumo grigio. E, dato che ciò gli impediva di vedere ciò che faceva, Ron schiacciò l’insetto con il gomito e quindi dovette chiederne un altro e… la professoressa McGranitt non ne fu affatto contenta. 62


è N OVEM B RE... ..........................................................................................................

Harry fu molto sollevato di sentire la campanella del pranzo. Si sentiva il cervello come una spugna strizzata fino all’ultima goccia. Tutti uscirono in fila dalla classe, tranne lui e Ron, che sbatacchiava la bacchetta dicendo: – Stupido, inutile aggeggio!

io

scrivo

• Se tu avessi una bacchetta magica, in che cosa vorresti trasformarti? E che cosa faresti? Scrivi un racconto fantastico di cui sei tu il protagonista.

Joanne Kathleen Rowling, Harry Potter e la camera dei segreti, Salani

Io Ricordo! Ogni sequenza o ................................. del racconto rappresenta un momento della storia.

io

faccio il riassunto

• Il racconto è stato diviso in quattro sequenze o parti principali. Riordina i titoli delle sequenze e poi riscrivili sui puntini al posto giusto.

Finalmente la campanella! Lo scarafaggio di Harry fa ginnastica. Harry e Ron a lezione di trasfigurazione. Ron e la bacchetta scoppiettante. • Copia sul quaderno le frasi sottolineate nel racconto e fai il riassunto. 63


RACCON TI e FANTASIA

TEO PICCOLO PICCOLO Tutto cominciò una sera a cena; la mamma, come al solito, invitò più volte Teo a mangiare la pasta, ma il bambino non era per niente d’accordo, perché preferiva le merendine. Alla fine la mamma esclamò: – Se non mangi tutta la pasta, rimarrai piccolo! Ma Teo non aveva nessuna voglia di diventare grande, così mangiò la sua solita minuscola porzione di cena e poi se ne andò a dormire. Al mattino Teo si svegliò in un letto grandissimo. Cos’era successo? Tutto era diventato enorme. – Mamma, mamma!!! – urlò Teo. La mamma si avvicinò al letto e vide un pupazzetto minuscolo. – Teo? – disse stupita. – Che cosa ti è successo? – Sono diventato piccolo, piccolissimo! – continuò disperato Teo. – Mamma, voglio tornare grande! – urlò ancora Teo. La mamma però non sapeva neanche lei come fare. – Hai mangiato qualcosa di strano ieri sera? – No, cioè sì! Una caramella dal sapore strano. Doveva essere stata quella caramella a farlo diventare piccolo! 64


è N OVEM B RE...

Ora bisognava che Teo mangiasse qualcosa che avesse l’effetto contrario. Un cibo salato o saporito? Un formaggino? Un piatto di maccheroni? Un pomodoro? – Non resta che provare – disse la mamma. E così Teo assaggiò un po’ di formaggio. Ma non funzionò. – Mamma, proviamo con i pomodori? Sono rossi e il rosso è il colore di molte cose magiche… Da quel giorno Teo mangiò pomodori, spinaci, spaghetti… un po’ di tutto, insomma! Una mattina Teo si svegliò, si guardò intorno… era ritornato grande! Ma quale cibo aveva fatto la magia? La minestra o l’insalata? I maccheroni o le carote? Teo non lo sapeva perciò decise, nel dubbio, che tutti quei cibi dovevano essere un pochino magici. E così, mangiando un po’ di tutto, persino il semolino, Teo diventò sempre più grande. Non come un gigante, però. Grande come un bambino grande. «Ciaoamici»

Io pro tagonista Cibi sani, magici per diventare grandi!

Questo racconto ci fa capire che per crescere sani è necessaria un’alimentazione corretta e soprattutto è bene mangiare un po’ di tutto.

............................................................................. ............................................................................. ............................................................................. .............................................................................

Scrivi qui accanto quali sono, secondo te, i cibi «magici», utili per diventare grandi!

.............................................................................

65


BATTAGLIA IN CIELO Quella sera Palla di fuoco si era appena coricato quando il vento della collina arrivò urlando. Le stelle, che avevano appena acceso il loro lumicino, senza fiatare lo spensero e andarono a letto tremando. Il cielo era un campo di battaglia: a ogni lampo si vedevano sempre nuovi combattimenti; svelte nuvole che scivolavano le une sopra le altre, nuvoloni neri che si guardavano minacciosi pronti a saltarsi addosso. Per tutta la notte si radunarono suonando trombe e tromboni e al mattino si lanciarono all’assalto. Le nuvole galoppanti si lanciarono alla carica contro il muro nero e a un tratto partì una cannonata: ma il proiettile rimbalzò a zig-zag contro le corazze. Le nuvole non cedettero, e ripeterono l’assalto; stavolta la cannonata trapassò il nuvolone e andò a scoppiare contro un albero, che s’incendiò. Allora accadde il finimondo: piccole nuvole uscirono dal nuvolone e lanciarono una mitragliata di proiettili di ghiaccio che crepitarono sui tetti. La guerra durò tutta la mattina e solo nel tardo pomeriggio Palla di fuoco riuscì a mettere un poco di ordine nel cielo devastato. Allungò le sue calde braccia nel cortile, nel bosco e sui prati, a tirar su la testolina dei fiori. Infine alzò le sue lance dorate in un arco di meravigliosi colori che abbracciava la terra in segno di pace. Mario Lodi, Cipì, Einaudi Ragazzi

ho capito!

• Leggi le seguenti espressioni e scrivi il nome «reale» a cui si riferiscono.

Palla di fuoco .................................................................................... Il suono di trombe e tromboni

....................................................

Una cannonata ................................................................................. Proiettili di ghiaccio ........................................................................ Arco di meravigliosi colori 66

............................................................


laboratorio

di scri ttura

SCRIVO UN RACCONTO FANTASTICO Scegli gli elementi che preferisci e scrivi sul quaderno il tuo racconto fantastico.

Inizio Tempo I fatti si svolgono in un tempo imprecisato… • un giorno… • tanto tempo fa… Luoghi I luoghi sono frutto della fantasia… • case di cioccolata, di ghiaccio, a forma di fungo, quadrate, rotonde… • paesi sopra le nuvole, sugli alberi… Personaggi I personaggi possono essere reali o, meglio, inventati… • oggetti parlanti, che si trasformano… • streghe, maghi, gnomi… • persone di carta…

Vicenda Succedono le cose più strane • piovono palloncini colorati… • libri che si ammalano… • cioccolatini che si innamorano…

Olmo al museo

Conclusione Come finisce il tuo racconto fantastico?

(p. 9) io osservo

67


io r o laborat

di scrittura

FACCIO IL RIASSUNTO Ecco una strategia (un modo, un sistema) per riassumere un racconto.

Io Ricordo! Fare il riassunto vuol dire scrivere i fatti più importanti di un racconto. Alla fine, però, il testo deve essere ugualmente chiaro e completo.

1 Leggi il testo. 2 Individua le sequenze, cioè i diversi momenti in cui può essere diviso il racconto. 3 Illustra le sequenze disegnando i fatti in ordine di tempo, uno dopo l’altro. 4 Scrivi sotto a ogni disegno una frase di spiegazione. 5 Collega le frasi con le parole del tempo (connettivi temporali): a un certo punto, all’improvviso, allora, poi, dopo, subito…

Ora mettiti alla prova! Leggi questo racconto, completa con i disegni che mancano e scrivi sul quaderno una frase di spiegazione per ciascuna sequenza; poi collega le frasi ed ecco il riassunto. Ricorda! Non far parlare i personaggi!

È pomeriggio e Alice guarda un programma di cartoni animati alla televisione: c’è Braccio di Ferro con un gigante che lo sta picchiando. La bambina trema per Braccio di Ferro e si dispiace per lui, ma sa che il suo eroe tirerà fuori una scatola con dentro gli spinaci, li ingoierà e diventerà fortissimo. Infatti, proprio quando sembra che stia per essere sconfitto, compare nelle sue mani un barattolo di spinaci. Inaspettatamente il barattolo gli scivola di mano e rotola fuori del televisore, proprio davanti ad Alice. La bambina guarda sorpresa lo strano oggetto: è un barattolo come quelli che lei conosce ma ha anche qualcosa di strano…

68


laboratorio Subito Alice raccoglie il barattolo-cartone, assaggia un po’ di spinaci e si sente fortissima: alza una poltrona con una mano e la mette sul tavolo; con un solo dito invece rovescia il divano del soggiorno. Vorrebbe anche provare con la credenza, ma in quell’istante una voce soffocata la chiama dal televisore: – Bambina… gli spinaci… aiutami… È Braccio di Ferro, che sta per essere sconfitto! Immediatamente, Alice gli lancia il barattolo-cartone attraverso lo schermo: Braccio di Ferro ingoia gli spinaci e in quattro e quattr’otto il gigante cattivo vola sulla Luna. La bambina batte le mani contenta. Proprio in quel momento ecco che arriva la mamma. – Alice, chi ha fatto tutta questa confusione? – Io, mamma! – risponde la bambina tutta orgogliosa di ciò che ha fatto. – Ho mangiato gli spinaci di Braccio di Ferro! La mamma scuote il capo poco convinta. – Tu hai troppa fantasia, Alice! Poi sbuffando rimette a posto la poltrona e il divano. – Non so come hai fatto a fare tutta questa confusione, ma non lo fare mai più! Alice promette ed esce dalla stanza. Dallo schermo del televisore Braccio di Ferro la saluta con la mano, ma lei non se ne accorge. Stefano Bordiglioni, Un attimo prima di dormire, Einaudi Ragazzi

69

di scri ttura


… E R B M E C I D è C’era una volta una giovane principessa di nome Caterina. Era molto carina, ma piccola come un fungo. Un giorno Caterina disse: – Partirò per conoscere il mondo e fare grandi cose! La Regina Nonna l’abbracciò e le regalò uno specchietto. Caterina partì. Cammina cammina, arrivò in un villaggio. Tutti gli abitanti erano spaventatissimi. Ogni notte, infatti, tre avvoltoi scendevano nel villaggio e divoravano tutto. Caterina allora disse: – Ci penserò io! Tutti esclamarono: – Sei troppo piccola per affrontarli! Caterina però non li ascoltò. Coraggiosamente arrivò in cima alla montagna e lì vide i tre avvoltoi, brutti da far paura. Prese lo specchietto della nonna e si avvicinò all’avvoltoio capo. Lui allungò il collo e si specchiò. Quando vide com’era brutto scappò via spaventato e gli altri lo seguirono. Intanto a valle gli abitanti del villaggio gridavano: – Brava! Sei piccola ma più coraggiosa di cento cavalieri!

Copri il testo con un foglio. Legge l’insegnante.

Beatrice Masini, Una principessa piccola così, ma…, Arka

Io ascolto

• Colora le risposte nel testo. Chi è la protagonista di questa fiaba? Contro chi deve combattere? Con quale oggetto riesce a vincere? 70


e i h g a r d incontro ! i t n a l animali par Copri il testo con un foglio. Legge l’insegnante.

La cicala sedeva felice e contenta sopra una foglia e cantava. Le formiche invece facevano provviste per l’inverno. Per fortuna che c’era la cicala che cantava: le formiche ascoltavano le sue canzoni e il lavoro sembrava più leggero. Poi arrivarono l’inverno e il freddo. Le formiche si chiusero al calduccio nel formicaio, mentre la cicala sull’albero batteva i denti. Così un giorno scese dall’albero e, con la chitarra in mano, andò a bussare alla porta del formicaio. Le formiche le fecero una gran festa e le chiesero di cantare per loro. – Lasciatela un po’ in pace, povera cicala: non vedete che è stanca e affamata? – le rimproverò la formica regina. – Date subito qualcosa da mangiare alla nostra amica! Le formiche operaie prepararono un banchetto in onore della cicala; quando si fu riposata, prese la chitarra e cantò una canzone così piena di sole e di primavera che il formicaio ora sembrava più caldo e luminoso. – Per fortuna sei venuta, cara cicala. Stavamo morendo di noia! E così la cicala passò l’inverno con le amiche formiche e ogni giorno tenne un concerto per tutte loro. Stefano Bordiglioni, Un attimo prima di dormire, Einaudi Ragazzi

Io ascolto

Questa favola ci insegna:

ad aiutare

a essere sinceri

• Racconta a voce un episodio in cui sei stato/a aiutato/a e uno in cui hai aiutato qualcuno. Come ti sei sentito/a dopo? 71


FIA B E e FAVOLE

L’ORCHESSA E LE ORFANELLE Occhio ai COLORI ! • Seguendo i colori scoprirai gli elementi fondamentali della fiaba. La fiaba è un racconto fantastico in cui troviamo personaggi molto particolari. Il protagonista , che è sempre in difficoltà. L’ antagonista , che è cattivo. L’ aiutante , che aiuta il protagonista.

C’erano una volta sette orfanelle che vivevano nel bosco insieme a una zia. Un giorno la zia decise di far visita a certi parenti, ma prima di andarsene disse alle nipoti: – Vi lascio un po’ di roba da mangiare e il cane e il gatto faranno la guardia. Non aprite a nessuno. – Sì, zia, non ti preoccupare – promisero, e lei partì. Una sera le orfanelle si accorsero che in casa non c’era più sale. – E adesso? Senza sale la roba non sa di nulla. Chi va in paese a comprarlo? – chiese la maggiore. Così la più piccola prese una lanterna e s’incamminò insieme al cane e al gatto. Ma a un certo punto vide da lontano una finestra illuminata. Bussò alla porta e un’orchessa, grande così e larga così, con i denti lunghi, aprì la porta. – Che cosa vuoi, piccolina? – Io e le mie sei sorelle vorremmo in prestito un pugno di sale. – Sei sorelle? E sono tutte magre come te? – No, le altre sono più grandi e paffute. – Allora entra, di sale te ne do un sacchetto pieno, e siccome mi sei simpatica ti invito a mangiare con me. Ma, al momento di darle il sacchetto, ci fece un buchino, in modo che il sale si spargesse per terra e le indicasse la strada per arrivare dalle orfanelle: voleva mangiarsele tutte e sette!

72


è D ICEM B RE...

La sera dopo, infatti, era lì che bussava. – Apritemi, bambine! Ieri vostra sorella ha mangiato con me e adesso tocca a voi offrirmi la cena. – Non aprite! – disse la più piccola. – Meglio non fidarsi. Ha certi dentoni! Il gatto e il cane la pensavano allo stesso modo, ma le sorelle più grandi li chiusero in cantina e aprirono la porta. In un lampo l’orchessa spalancò la bocca e inghiottì le sei sorelle tutte intere, poi cominciò a cercare la piccolina, che si era nascosta. Cerca qua, cerca là, alla fine aprì la porta della cantina.

ho capito!

Chi è il protagonista di questa fiaba? Come lo definiresti? onesto buono egoista furbo C’è un personaggio cattivo? Chi è? Che cosa fa? Chi aiuta la piccola orfanella? In che modo?

Subito il cane e il gatto le saltarono addosso: uno l’azzannò e l’altro la graffiò, così forte che l’orchessa cadde a terra morta. Allora la più piccolina venne fuori e le tagliò il pancione con un paio di forbici. Le sorelle uscirono fuori sane e salve e la abbracciarono, mentre il cane abbaiava e il gatto faceva le fusa. Francesca Lazzarato, Cinque fiabe del bosco, Mondadori

io

faccio il riassunto

• Riordina i fatti e fai il riassunto a voce della fiaba. Le orfanelle fanno entrare in casa l’orchessa. La sorella più piccola esce per andare a comprare il sale. L’orchessa mangia le sei sorelle. La zia lascia le orfanelle a casa da sole. Le sei sorelle escono dalla pancia dell’orchessa. L’orchessa le presta un sacchetto di sale. Il gatto e il cane uccidono l’orchessa. 73

Io Ricordo! Nella fiaba il protagonista è il personaggio ............................ , che viene ostacolato dal personaggio cattivo, cioè l’ .............................


FIA B E e FAVOLE

LA SPADA MAGICA

C’era una volta un giovane generoso. Non era ricco: possedeva solo un cavallo. Un giorno decise di andare per il mondo a cercare fortuna. Montò a cavallo e partì. Arrivò in un paese sconosciuto, dove tutti avevano la faccia triste e gli occhi rossi dal gran piangere. Il giovane chiese perché fossero così tristi. – Bel giovane – risposero – questo è un paese sventurato. Un drago spaventoso con sette teste si annida nelle acque del fiume. Ogni giorno, a mezzogiorno in punto, esce dalla sua tana e mangia una ragazza. Oggi tocca alla figlia del re! – Sarò io a uccidere il drago! – esclamò il giovane. Il re, sentite quelle parole, gli disse: – Tieni questa spada. Solo i coraggiosi sono in grado di usarla, e tu mi sembri un giovane coraggioso. 74


è D ICEM B RE... parole

nuove

• Trova nel testo il sinonimo e scrivilo sui puntini. .......................................... ..................................... ..............................

.................................

Il giovane sposò la principessa e vissero a lungo felici e contenti. Gilberto Corretti, I miti e le favole più antiche, Editrice Piccoli

io

Io Ricordo! Nella fiaba spesso si utilizzano oggetti .......................................... per sconfiggere il personaggio cattivo. Le fiabe si concludono sempre con un lieto fine.

violenta

si nasconde

....................................

Il giovane spronò il cavallo verso la riva del fiume. A mezzogiorno in punto arrivò la principessa e si avvicinò alla riva. L’acqua ribollì di schiuma e sette orribili teste emersero dalle onde e si lanciarono sulla principessa. Il giovane corse incontro al terribile drago facendo ruotare la spada magica. Ci fu una lotta furibonda: il drago ruggiva, la spada sibilava nell’aria e zac zac zac, e alla fine le sette teste caddero a terra una dopo l’altra. Il drago era stato sconfitto e tutti tirarono un sospiro di sollievo.

incitò

uscirono

sfortunato

DENTRO LA FIABA • Quali sono le parole con cui inizia la fiaba? Colorale di azzurro, poi rispondi con una X.

I fatti accadono in un tempo precisato? Sì No Con quali altre parole potrebbe iniziare una fiaba? Tanto tempo fa… Era lunedì, sì, proprio lunedì scorso… Qual è l’oggetto magico che permette al giovane di sconfiggere il drago? • Cercalo nel testo e coloralo di giallo.

scrivo

• Cambia l’antagonista e l’oggetto magico, segui le domande-guida e scrivi una vicenda diversa sul quaderno. Quali difficoltà crea al giovane? Che cosa fa il giovane? Chi lo aiuta? 75


FIA B E e FAVOLE

TRECCE LUNGHE LUNGHE Un orco molto miope e un po’ tonto aveva rapito per sbaglio una bambina, perché credeva che fosse una nespola, e l’aveva messa a maturare nella paglia, chiusa in cima a una torre. Tutte le sere andava a vedere se Nespolina era pronta per essere mangiata, ma decideva sempre di aspettare che fosse più morbida e grassa. Passarono gli anni e Nespolina era diventata una bellissima fanciulla con lunghi capelli biondi come l’oro. La torre non aveva scale e l’orco, per salire, usava le lunghe trecce di Nespolina. Le gridava: – Nespolina, getta le trecce! – e si arrampicava. Un giorno, però, il figlio del re sentì l’orco dire quelle parole e vide quelle lunghe trecce. Il giovane, incuriosito, decise allora di conoscere la persona che aveva quei capelli stupendi. Così una sera si recò alla torre e gridò: – Nespolina, getta le trecce! La prigioniera ubbidì. Come la vide il principe se ne innamorò e anche Nespolina, che fino ad allora aveva visto solo l’orco, si innamorò del principe. Ma i due parole

nuove

Miope: è un difetto della vista per cui si vede bene solo da vicino. Nespola: frutto a forma di piccola mela, con polpa dolce e tenera. Vagare: andare da un luogo all’altro senza una direzione precisa. 76


è D ICEM B RE...

giovani non sapevano come fuggire, perché Nespolina non poteva servirsi dei suoi stessi capelli per scendere. – Tornerò a trovarti ogni sera – disse il principe – e ogni volta ti porterò della seta con cui intreccerai una scala lunga abbastanza per fuggire. Ma l’orco scoprì il loro piano. Con un inganno riuscì ad accecare il principe, poi, presa Nespolina dalla torre, l’abbandonò nel deserto. Da allora la fanciulla non fece altro che piangere. Il principe però non si arrese. Vagò per valli e per monti fino a che, guidato dai singhiozzi della fanciulla, riuscì finalmente a raggiungerla. I due innamorati si abbracciarono e le lacrime di Nespolina, appena bagnarono gli occhi del principe, gli restituirono la vista. Tornarono insieme alla reggia, si sposarono e vissero felici e contenti. J. e W. Grimm, in 366… e più favole, raccontate da Vezio Melegari, Padoan, Fabbri Editori

ho capito!

Chi è il protagonista della fiaba? Qual è la sua difficoltà? Chi è l’antagonista? Qual è il suo desiderio? In questa fiaba è presente un aiutante? Chi è? Qual è il suo piano? Perché fallisce? Come si conclude la fiaba?

io

scrivo

• Forma con i compagni tre gruppi. Ogni gruppo dovrà cambiare la fiaba secondo queste istruzioni. 1° gruppo: cambia il protagonista della fiaba e le sue caratteristiche; 2° gruppo: cambia i luoghi della fiaba; 3° gruppo: cambia l’aiutante e il finale della fiaba. • Alla fine scrivete su un cartellone le nuove fiabe ottenute illustrandole con i disegni adatti e leggetele alla classe. 77


FIA B E e FAVOLE

I DONI DELLA FATA Tanti e tanti anni fa c’era una vedova che aveva due figlie: la maggiore assomigliava tutta alla madre ed era cattiva e antipatica, la più giovane, invece, era una ragazza dolcissima e gentilissima. La madre amava la figliola maggiore e odiava l’altra figlia. La odiava a tal punto che la faceva lavorare tantissimo! Un giorno, proprio mentre la figlia minore attingeva acqua alla fonte, ecco apparire una vecchina che le disse: – Ho così sete… Saresti così gentile da porgermi un sorso d’acqua? E lei: – Certo, nonnina – e resse la brocca perché lei bevesse. Ma l’anziana signora, in realtà, era una fata. Così, dopo essersi dissetata, disse: – Tu, fanciulla garbata e graziosa, accetta il mio dono, una splendida rosa: e ogni parola che tu vorrai dire prezioso diamante dovrà divenire! La fanciulla ringraziò e, giunta a casa, ogni parola che disse si trasformò in prezioso diamante. – Che succede? – sbottò la madre. – Ti escono di bocca diamanti! Com’è possibile? Allora la giovane fanciulla raccontò tutto ciò che le era successo, fino a che la madre disse, rivolgendosi alla figlia maggiore: – Adesso vai tu, figliola cara, e dai da bere a quella vecchia con gentilezza! E la figlia maggiore andò. 78


è D ICEM B RE...

Appena giunta alla fontana le apparve una giovane principessa, che le disse: – Ho così sete… Saresti così gentile da porgermi un sorso d’acqua? – E tu chi sei? Levati di torno e se hai sete bevi da te! – rispose in modo sgarbato la figlia maggiore. Ma la principessa, che era sempre la fata, le disse: – Tu, fanciulla sgarbata e boriosa, accetta il mio dono, non certo una rosa: anziché perle e preziosi diamanti sputerai viscide serpi striscianti!

Quando tornò a casa, la madre le chiese: – Dimmi, figlia mia, com’è andata? – Ah! – rispose sgarbata. – Da non dire! – e sputò due serpenti velenosi.

Subito la madre e la figlia maggiore, cattive e invidiose com’erano, cacciarono di casa la ragazza buona. Ma il figlio del re, che passava da quelle parti, la vide così bella ma disperata e le chiese perché piangeva. Lei gli raccontò la sua triste storia e il principe se ne innamorò e la sposò! Le fiabe di Perrault, Edibimbi

ho capito!

• I disegni illustrano le sequenze della fiaba. Scrivi sul quaderno un titolo per ogni disegno e fai la sintesi del racconto. • Impara a memoria le parole della fata e drammatizza la fiaba con i compagni. 79


FIA B E e FAVOLE

UNA PRINCIPESSA INDOMABILE Rosa Rabbiosa, una principessa molto amata dai suoi genitori, quando si arrabbiava diventava rossa come un pomodoro. Un giorno arrivò un drago per rapirla. – Io non voglio mica essere rapita – urlò Rosa Rabbiosa. – Nessuno ha chiesto il tuo parere – ribatté il drago. – Io voglio che me lo chiedi – gridò la principessa. – Adesso basta! Tu vieni con me! – ordinò il drago. Rosa Rabbiosa strizzò gli occhi, strinse le labbra e diventò rossa come un pomodoro. – Che roba è questa? – chiese il drago. Rosa Rabbiosa pestò i piedi così forte che il drago, dallo spavento, finì a gambe all’aria. – Vai a rapire qualcun altro! – strillò Rosa Rabbiosa furibonda. Il drago allora rapì il principe del regno vicino. – Adesso vado a liberare il principe – disse Rosa Rabbiosa al re e alla regina, suoi genitori. – Sono i principi che liberano le principesse e non il contrario – obiettò il re. Ma Rosa Rabbiosa andò ugualho capito! mente a liberare il principe, che era timido e • Colora i quadratini che esprimono balbettava; riuscì a portarlo via al drago e lo rile caratteristiche della personalità condusse a casa. della principessa. Scoprì che insieme andavano molto d’accordo Rosa Rabbiosa è: e Rosa, così, non fu più rabbiosa com’era semcoraggiosa prepotente pre stata. Martin Auer, Una principessa insopportabile, Piemme Junior

80

vanitosa orgogliosa

furiosa disubbidiente


laboratorio

di scri ttura

SCRIVO UNA FIABA Prima leggi la traccia, poi scrivi sul quaderno una fiaba conoscendo la difficoltà dei protagonisti.

1 Presenta i protagonisti. Chi sono? Dove si trovano? 2 Presenta l’antagonista, che crea delle difficoltà ai protagonisti. 3 Racconta quale difficoltà devono affrontare i protagonisti.

4 Fai intervenire un aiutante e spiega come aiuta i protagonisti. Ha un mezzo magico? Che cosa succede poi?

C’erano una volta …

Laggiù ci viveva …

– Adesso dovete lavorare per me! Portò la bambina vicino a un enorme mucchio di alghe blu e disse: – Devi filarle tutte finché diventano seta finissima. Portò il bambino in un punto dove c’erano tantissimi sassolini neri e disse: – Devi lucidarli tutti finché scintillano come perle! Così i bambini lavoravano tutto il giorno ed erano sempre affamati. Un giorno apparve … Aveva … Offrì questi regali ai bambini e se ne andò. Subito …

Olmo al museo

5 Concludi con un lieto fine.

Alla fine …

81

(p. 10) io osservo


FIA B E e FA VOLE

LA RANA E IL BUE Occhio ai COLORI ! • Segui i colori e scopri gli elementi fondamentali della favola. I personaggi della favola sono . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . che parlano e che si comportano come uomini. La favola è un racconto fantastico, scritto per insegnare qualcosa. Che cosa? Leggi la frase in blu.

C’era una volta una rana molto presuntuosa. Un giorno un grosso bue pascolava vicino allo stagno. Tutte le rane rimasero colpite, perché quel bue era davvero maestoso! La rana presuntuosa non era d’accordo e disse: – Enorme? Vedrete! Io saprò gonfiarmi fino a diventare più grossa di quel bue. Le rane risero. Così cominciò a gonfiarsi e a tendere più che poteva la sua lucida pelle. – Allora, chi di noi due è più grosso? Le rane risposero in coro: – Il bue! La rana, offesa, non si diede per vinta e ricominciò a gonfiarsi finché… bummmmm! Scoppiò. Le altre rane gracidarono: – Questa è la giusta fine dei presuntuosi. Fedro, in Favole di animali, AMZ

ho capito!

Chi sono i personaggi della favola? Chi è presuntuoso? Che cosa significa essere presuntuosi? credersi più grossi, belli, forti… di altri piacersi così come si è Com’è la conclusione di questa favola? tragica allegra La favola ci vuole: divertire dare un insegnamento • Individua nel testo, con tre colori diversi, l’inizio, la vicenda e la fine della favola. 82

RSL a p. 223


è DICEMBRE...

LA VOLPE E IL CORVO Un corvo aveva un giorno rubato del formaggio e s’era posato su di un faggio. Passò di lì una volpe e disse: – Mi scusi, signor corvo, ma che ali eccezionali! Che becco arciperfetto! Non trovo alcun difetto. Scommetto che un uccello così bello ed elegante è un ottimo cantante. Su, non sia modesto. Mi canti un motivetto, le chiedo solo questo!. Allora l’uccello, gonfio di vanità cantò: – Cra, cra! Ma, nell’aprire il becco, cascò il formaggio a quel corvo poco saggio! La volpe prese il cacio facendo: – Marameo! – al corvo che guardava con aria da babbeo.

DENTRO LA FAVOLA

Come ti sembrano i due personaggi? Volpe: furba ingenua Corvo: vanitoso intelligente

Antonella Ossorio, Tante favole in rima, Raffaello Edizioni

Io Ricordo! I personaggi della favola

io rifletto sulla lingua

• Sottolinea nella frase evidenziata nel testo il predicato verbale (azione) e il soggetto (chi fa l’azione). 83

sono ............................ che parlano, hanno i loro difetti e le loro qualità proprio come gli uomini.


FIA B E e FA VOLE

LA DECISIONE DI TRANQUILLA

DENTRO LA FAVOLA

Le favole ci invitano a riflettere sul nostro modo di comportarci e ci danno un insegnamento attraverso la morale. • Rileggi le parole evidenziate in marrone, poi rispondi a voce alla domanda.

Che cosa vuole insegnare questa favola?

– Tutti gli animali, grandi e piccoli, vecchi e giovani, grassi e magri, sono invitati alle nozze del gran sultano, Leone Ventottesimo – gridò il colombo Salomone Gozzodargento. La tartaruga Tranquilla Piepesante decise allora di mettersi in marcia, passo dopo passo. Dopo aver camminato quasi tutto il giorno, arrivò davanti a un rovo. – Ehi, Tranquilla Piepesante, dove vai? – le gridò il ragno Fatimo Crocedifilo. – Vado alle nozze del nostro sultano! – rispose la tartaruga, e si fermò per riprendere fiato. – Ma, Tranquilla – disse il ragno mettendosi a ridere – tu, lentissima fra i lenti, come puoi arrivare laggiù? – Passo dopo passo – gli rispose Tranquilla proseguendo la sua marcia. Tranquilla Piepesante si lanciò avanti a rotta di collo, scalando montagne e attraversando pianure, camminando di giorno e di notte. Arrivata davanti a uno stagno, si fermò per riposare e per bere. Su una foglia d’edera sedeva la chiocciola Serasade Scialucente. – Buon giorno – le disse cortese Tranquilla. Passò un bel po’ di tempo e poi la chiocciola rispose: – Come sai correre veloce! Ma dove vai? – Vado alle nozze del nostro grande sultano, Leone Ventottesimo – spiegò Tranquilla. – Che sfortuna! – disse imbarazzata la chiocciola. – Dovevi andare verso sud e non verso nord. Come farai adesso? È troppo tardi! – aggiunse Serasade Scialucente. – No. Passo dopo passo, arriverò – rispose Tranquilla, incamminandosi questa volta nella direzione opposta. 84


è DICEMBRE...

Tranquilla si buttò a rotta di collo ancora una volta e, dopo giorni e notti, raggiunse un bosco pieno di alberi fioriti. In mezzo al bosco c’era un grande prato, dove si erano dati convegno molti animali, grandi e piccoli, vecchi e giovani, grassi e magri, e tutti si divertivano moltissimo. – Per piacere – chiese la tartaruga a una scimmietta – dov’è la tana del nostro grande sultano? – Ma ci sei proprio davanti – le urlò la scimmietta (che si chiamava Jussuf Prudelemani). – E sono forse queste – chiese prudente Tranquilla, – le nozze del grande sultano Leone Ventottesimo? – No! – urlò la scimmietta. – Si vede che vieni da lontano! Oggi si festeggiano le nozze del nostro grande sultano Leone Ventinovesimo. In quel momento all’ingresso della tana comparve un superbo giovane leone con una superba criniera, con accanto a sé una meravigliosa giovane leonessa. Tutti gli animali gridarono: – Evviva e lunga vita alla coppia reale! – L’ho sempre detto – confermò la tartaruga – che, passo dopo passo, sarei arrivata giusto in tempo. Michael Ende, Tranquilla Piepesante, Mondadori

ho capito!

• Completa la tabella con i personaggi della favola e le loro caratteristiche. Segui l’esempio.

Io sono…

mi chiamo…

perché sono…

una tartaruga

Tranquilla Piepesante

lenta, tranquilla, ostinata

85


FIA B E e FA VOLE

UNA TALPA INGORDA ho capito!

Hai capito che cosa significa «ingordo»? • Leggi i proverbi e segna con una X quello che esprime meglio l’insegnamento di questa favola. chi troppo vuole, nulla stringe chi va piano va sano e lontano

Io Ricordo! Tutte le favole trasmettono un insegnamento che si chiama

Un giorno una talpa trovò un campo con molti buoni semi. Si riempì ben bene le guance, corse alla sua tana e depositò i semi nella dispensa. Corse così su e giù per dieci volte. La dispensa fu piena e la talpa stanca. Ma pensò: «Una dispensa piena di semi va bene, ma due sarebbero meglio!». Rapidamente scavò un’altra dispensa e di nuovo corse su e giù portandovi semi su semi. Poi anche l’altra dispensa fu piena, e la talpa era così stanca che a malapena riusciva a camminare. Ma pensò: «Due dispense piene di semi vanno bene, ma tre sarebbero decisamente meglio!». Scavò una nuova dispensa e andò a prendere semi su semi. Quando la terza dispensa fu piena, nel campo rimanevano ancora molti semi. La talpa li voleva avere tutti. Ma non ce la faceva più a scavare, era troppo stanca. Così portò gli ultimi semi addirittura nella camera da letto. Giunse l’inverno e tutte le talpe si ficcarono dentro le loro tane per dormire. Solo un’unica talpa non poté dormire, perché si era immersa nei semi fino al collo! Ursula Wölfel, Storie per ridere, Nuove Edizioni Romane

................................

86


laboratorio

di scr ittura

SCRIVO UNA FAVOLA Leggi i fumetti. Che cosa ti ricordano? Proprio così: la favola che hai letto a pagina 71! Quale ti piace di più? Perché? Trasportare tutto quel grano con questo caldo! Che follia!

Venne l’inverno…

Mi date un po’ del vostro grano? Ne avete tanto!

Se hai cantato in estate, perché in inverno non balli?

Perché non ne hai fatto provvista, l’estate scorsa?

Non avevo tempo. Dovevo cantare! Olmo al museo

Esopo

Scrivi la favola sul quaderno, aiutandoti con le vignette. Riordina le parole della frase e scopri qual è la morale della favola: futuro sempre al pensare bisogna

87

(p. 11) io osservo


: O N R E V N I è Infagottati nei cappotti e nei berretti, i visi viola per il freddo, i bambini entrano a scuola e, prima di spogliarsi, dicono uno dopo l’altro: – C’è la brina sull’erba che sembra neve! – Che freddo stamattina! Ridono a vedersi imbacuccati come eschimesi. Angelo esclama: – Franco ha il naso rosso! Franco si volta e dice: – Anche tu ce l’hai rosso! Il maestro ripete le loro frasi: – Che freddo stamattina! L’erba ha su la brina! I nasi sono rossi! – Sembra una poesia – dice Katia. – È una poesia – dice il maestro – perché è come una musica. – Ce la ripeti? – chiede Angelo. Il maestro la ripete. – I nasi sono rossi. L’ho detto io! – esclama Angelo, ma tutti protestano perché gli autori di questi versi sono almeno una mezza dozzina. Mario Lodi, Il paese sbagliato, Einaudi parole

nuove

• Colora nel testo due parole che hanno il seguente significato: vestiti in modo pesante. • Quanto vale una mezza dozzina? Spiegalo a voce. 88


e e v e neve, n ! e v e n a ancor E un mattino appena alzati, pieni di sonno, ignari ancora d’improvviso aperta la porta, meraviglia, la calpestammo. Posava, alta e pulita in tutta la sua tenera semplicità. Giaceva in terra sui tetti e stupì tutti con la sua bianchezza. Ed era davvero tanta. Ed era davvero bella. Era lei. L’aspettavamo. Era venuta. Evgenij Etvusenko, Poesie, Garzanti

IO imparo io

(scheda 33)

scrivo

Ti piace l’inverno? Se fosse una persona come te lo immagineresti? Un gigante tutto bianco che scende sulla Terra? Un mago? • Completa sul quaderno. L’inverno è....

io

coloro

• Utilizza un pennarello bianco per disegnare nell’azzurro la neve che cade… …ora lenta, delicata e leggera, ora così fitta, da non poter tenere gli occhi aperti. 89


c ’ è … E L A T A N è Era la vigilia di Natale. Nevicava molto forte quando la bambina uscì silenziosamente dalla porta del giardino. Si coprì il capo con il cappuccio, corse al cancello, l’aprì piano e si buttò giù per la discesa. Alle sue spalle la casa, ancora con le finestre chiuse, dormiva. Nessuno l’aveva vista né sentita uscire. «Devi tornare prima che la nonna si svegli» pensò la bambina. In fondo alla discesa si diresse verso un boschetto e scomparve. Riapparve poco dopo con un sacchetto di tela bianca rigonfio. Dal campanile vennero otto rintocchi. «Sono stata via solo mezz’ora» pensò. La casa, però, non dormiva più. Le finestre erano aperte. La bambina rientrò di nuovo dalla porta secondaria. Più tardi, nella mattina, la nonna aprì la grande scatola che conteneva le statuine del presepio. – Come ti ho raccontato altre volte – diceva proprio mentre disponeva i pastori sul tavolo – quando ero bambina il presepio aveva un profumo… un profumo… – Un profumo verde? – mormorò Giulia. – Sì, cara. Era il profumo del muschio fresco. Un profumo che non sento da tanto tempo, ma che non posso dimenticare…

90


! o i h c s u profu m o di m Mentre la nonna cercava le pecorelle con la testa nello scatolone, Giulia prese il sacchetto di tela bianca e ne tolse velocemente il contenuto. – Che strano! – disse la nonna girandosi. – Il ricordo mi riporta quel profumo, come se… E disteso a terra in tutto il suo soffice splendore vide il muschio. Si avvicinò e rimase ferma ad aspirarne il sottile profumo. – Sei stata tu, Giulia? – disse volgendo gli occhi lucidi sulla nipotina. – Sì, sono andata a prenderlo questa mattina. – Dove? – Là dove andavi tu quando eri bambina. La nonna guardò fuori. – Anche allora nevicava – disse. Giulia le si avvicinò e l’abbracciò stretta. – È il mio regalo di Natale – mormorò. Fresco e leggero, un po’ misterioso, come venuto da lontano, il profumo verde del muschio aleggiava nella stanza. Roberta Grazzani, in «Ciaoamici»

• Questa storia di Natale ci fa riflettere sui sentimenti, sul passato, sul valore della festa. Che cosa ne pensi?

• Secondo te Giulia fa alla nonna… un dono fatto con il cuore un regalo molto semplice Per te il Natale ha un profumo speciale? Di che cosa? 91


a u g … u E ri L A T A N è Natale in capo al mondo dimmi come sarà non riesco a immaginarlo stando qua. Non riesco a immaginare Natale senza abete senza camino acceso e senza neve. Non riesco a immaginare Natale sotto il sole in mezzo ai fiori di ogni colore. Ma credo che Natale sia più di tutto ciò. Natale è ritrovarsi di nuovo tutti insieme è il sogno di una pace di un mondo senza guerra di un tempo più sereno sulla Terra. Anne Sylvestre, Favolette in festa sotto l’albero di Natale, Mottajunior

L’autore non riesce a immaginare un certo tipo di Natale? Perché lui dove si trova? in un paese caldo, sotto il sole, in riva al mare in un paese dove c’è la neve e fa freddo

Qual è, secondo l’autore, il vero significato del Natale? • Colora la parte della poesia dove lo spiega. • Che cos’è il Natale per te? Scrivilo sul quaderno. Per me il Natale è…

92


! e t e b a ’ d a forma 1 Ritaglia nella carta verde quattro quadrati con i lati rispettivamente di 6, 5, 4 e 3 centimetri. Piegali a metà e incollali come vedi nella foto. Aggiungi un rettangolo per il tronco e una stellina dorata sulla punta.

3 Piega in tre parti un cartoncino di 30 centimetri di base e 15 di altezza, poi riaprilo. Con il taglierino (fatti aiutare da un adulto) ritaglia nella parte centrale la sagoma di un abete. Colora la prima facciata di verde oppure incolla una striscia di carta velina verde stropicciata; lì sopra incolla fili d’oro, pallini rossi, paillettes… Piega la facciata decorata sulla facciata ritagliata e incolla. La terza facciata è per gli auguri!

2 Ritaglia nella carta verde tre triangoli rispettivamente di base 12 (altezza circa 6), 9 (altezza 4,5) e 6 (altezza 3) centimetri. Piega a metà e sfrangia. Incolla i triangoli come vedi nella foto e aggiungi il tronco, il vaso e una striscia di carta bianca irregolare; riempi il cielo di paillettes luccicanti come stelline.

• Segui le istruzioni e realizza il biglietto di auguri che ti piace di più per dire «Buon Natale»… a chi vuoi tu! 93


… O I A N N E G è Copri il testo con un foglio. Legge l’insegnante.

In principio non c’era terra, tutto era ricoperto d’acqua. Il cielo era chiaro e senza nuvole. Improvvisamente, però, comparve una nuvola che si trasformò in un Coyote, una specie di cane. Poi salì la nebbia e da essa uscì una Volpe argentata. Subito entrambi gli animali cominciarono a pensare a come poter fare per vivere in mezzo a quella distesa d’acqua e dal pensiero si formò una barca, che diventò la loro casa per molti anni. Un giorno, mentre Coyote, dormiva, Volpe decise di pettinarsi i capelli e mise quelli che erano caduti da una parte. Dopo li distese sull’acqua fino a che la superficie ne fu ricoperta. A questo punto formulò un pensiero: «In questo luogo nascerà un albero» e subito apparve l’albero. Allora provò ancora e la stessa cosa si verificò con i cespugli e con le rocce. Ed essa fece tutto un mondo vero e proprio. Quando Coyote si svegliò, aprì gli occhi e vide pendere al di sopra della sua testa ciliegie e prugne e udì dei grilli stridere sulla superficie del mondo che era nato. Da quel giorno Coyote e Volpe vissero insieme in quel nuovo mondo da bravi colleghi. AA. VV., Miti e leggende dei Pellirosse dell’America settentrionale, Principato

Io pro tagonista Secondo te la storia di Volpe e Coyote: spiega in modo fantastico l’origine del mondo racconta una storia realmente accaduta E tu che cosa sai a proposito di «com’è nato il mondo»? Racconta a voce o con un bel disegno!

94


l e n o f f mi tu ! o t passa

Io ascolto

• Ascolta, riordina i disegni e racconta a voce la storia.

In che modo Volpe riesce a creare il mondo? 95

con il canto

con il pensiero


M ITI e STOR IA

IN PRINCIPIO FU UN BOZZOLO Occhio ai COLORI ! • Segui i colori e scopri gli elementi fondamentali del mito. Il mito è un racconto fantastico molto antico. Tutti i popoli hanno i loro miti. Perché sono stati inventati i miti? Lo capirai dopo la lettura. I fatti narrati sono accaduti in un tempo lontanissimo e non precisato.

All’inizio del tempo le farfalle non erano farfalle. Erano idee e vivevano nel grande bozzolo. Il grande bozzolo era la testa di un signore, anzi, diciamo pure del Signore, perché allora, in quel luogo che ancora non era luogo, esisteva soltanto lui. Un giorno Il Signore disse: – Sono troppe queste idee! Ho mal di testa! Sarà meglio che ne lasci uscire qualcuna e la realizzi! E così dal grande bozzolo se ne volò fuori un’idea-farfalla tutta azzurra, e allargò le sue ali fino a coprire un immenso spazio che Il Signore chiamò ..........................

I personaggi sono esseri dai poteri straordinari.

96


è GENNAIO...

Subito dopo se ne scapparono fuori tantissime ideefarfalle gialle che riempirono tutto il cielo. Il Signore le chiamò ..........................

ho capito!

• Scrivi nel testo i nomi delle idee-farfalle. stelle • Terra • cielo • Colora i pallini di: rosso per l’inizio azzurro per la vicenda verde per la conclusione

Questo racconto narra fatti: realmente accaduti frutto della fantasia

Ma in mezzo a loro se n’era uscita fuori anche una farfallina bruna, un po’ rotondetta, un’idea che da tanto frullava nella testa del Signore.

Il Signore, appena la vide, rotonda e scura, sospesa nel cielo, disse: – Tu sei la ..........................

Questo racconto spiega: l’origine del cielo, delle stelle e della Terra la creazione degli uomini La spiegazione data è: scientifica fantasiosa

Io Ricordo! I popoli antichi hanno inventato

E se ne andò a dormire col grande bozzolo della sua testa più leggero e meno dolorante. Silvia Roncaglia, Il signore delle farfalle, Sinnos editrice

97

i miti per ............................ l’origine della Terra, del cielo, delle stelle, degli esseri viventi.


M ITI e STOR IA

MITO E SCIENZA IL DONO DI P’AN-KU Al tempo in cui il cielo e la Terra erano mescolati in un ammasso disordinato, il mondo aveva un po’ la forma di un uovo.

Proprio da quell’uovo nacque P’an-Ku.

Mentre P’an-Ku cresceva dentro l’uovo, il cielo e la Terra si dividevano: le parti leggere salirono e diedero origine al cielo, quelle pesanti scesero in basso e costituirono la Terra.

Olmo al museo

Un giorno il buon P’an-Ku si adagiò per terra e prima di morire regalò al mondo il suo corpo: il suo fiato diede origine al vento e alle nuvole, la sua voce diventò un roboante tuono, i suoi occhi si mutarono nel Sole e nella Luna, i capelli e la barba si trasformarono in stelle, il sudore della fronte diventò pioggia. Il suo corpo si mutò in montagne, il sangue formò fiumi e le vene strade, i suoi peli divennero fiori e alberi.

(p. 12 e ) io ascolto

parole

P’an-Ku aveva creato lo splendore della natura terrestre. AA. VV., Nettare per gli dèi, spade per gli eroi, Edizioni il capitello

nuove

• Prova a capire il significato delle parole evidenziate rileggendo le frasi in cui si trovano. 98


è GENNAIO...

A CONFRONTO

DENTRO IL MITO • Sottolinea nel mito «Il dono di P’an-Ku» di pagina 98 il personaggio e rispondi con una X.

IL BIG BANG Come ha avuto origine tutto ciò che ci circonda? L’uomo si è fatto da sempre questa domanda, cercando una risposta a volte nella religione a volte nella sua fantasia. La scienza ha fornito una spiegazione. Oggi gli studiosi pensano che l’Universo si sia formato da una grande esplosione, una massa di materia informe è esplosa e ha dato origine alle stelle, al Sole e ai pianeti, come la Terra. È la teoria del «Big Bang», cioè del «grande botto».

è reale e dotato di capacità normali è una creatura fantastica, dotata di capacità magiche • Sottolinea nel testo il tempo in cui accadono i fatti e rispondi con una X. è precisato è indefinito

Big Bang e dopo la vita, Dami

• Sottolinea nel testo il luogo in cui si svolgono i fatti e rispondi con una X. è reale è immaginario

Perché è stato inventato questo mito? per divertire per spiegare l’origine del mondo

io

faccio il riassunto

• Il mito è stato diviso in sequenze. Scrivi per ciascuna parte del testo un titolo e fai il riassunto sul quaderno. • Confronta il mito di pagina 98 con il testo «Il Big Bang» in questa pagina. Quale spiegazione danno dell’origine della Terra? Completa una tabella sul quaderno come questa. 99

Mito

Scienza

..........................

..........................


M ITI e STOR IA

MITO E STORIA GLI UOMINI DI MAIS Gli dèi Gucumatz, il serpente piumato, e Huracan, Cuore di cielo, crearono il cielo e la Terra. Poi popolarono la Terra di uccelli, giaguari, cervi e serpenti. – Questi animali lanciano gridi, ma non sanno parlare – disse un giorno Gucumatz. – Come potrebbero dunque cantare in nostro onore? – si domandò Huracan. Così presero l’argilla e le diedero una forma umana, ma quei primi uomini si scioglievano sotto la pioggia. E gli dèi li distrussero. Allora provarono con il legno. Questi uomini stavano in piedi, ma non erano intelligenti. E gli dèi li distrussero. Alla fine trovarono la soluzione: la carne dell’uomo doveva essere fatta di mais. Detto, fatto. Ma Gucumatz e Cuore di cielo lavorarono troppo bene, a loro parere: gli uomini erano quasi perfetti come gli dèi. Erano persino in grado di vedere tutto ciò che avveniva sulla Terra. Gli dèi allora resero meno acuta la loro vista. Fu così che l’uomo nacque. Mito maya

io

faccio il riassunto

• Cerca le risposte nel testo, scrivile sul quaderno e riassumi il mito.

Inizio: Che cosa decidono di creare Gucumatz e Huracan? Perché? Vicenda: Che cosa fanno allora gli dèi? E poi? Perché distruggono le creature che hanno creato? Conclusione: Alla fine con che cosa viene creato l’uomo? Perché gli dèi rendono meno acuta la vista dell’uomo? 100

Io Ricordo! Nel mito i personaggi sono sempre eroi, dèi o altre creature ............................


è GENNAIO...

A CONFRONTO UOMO O SCIMMIA? I più antichi fossili che testimoniano la presenza degli antenati dell’uomo in Africa risalgono a circa 3,5 milioni di anni fa. Si tratta di impronte di piedi ritrovate in Tanzania, nell’Africa orientale. Appartengono alla famiglia degli ominidi, cioè ai primi esseri con caratteristiche simili all’uomo. Questi ominidi si distinsero dalle altre scimmie per un fatto molto importante: camminavano su due gambe, erano cioè bipedi. Nel 1974 è stato ritrovato in Africa lo scheletro di una femmina ominide. Lucy, come l’hanno chiamata i paleontologi, aveva circa vent’anni, era alta un metro e venti. Il suo cervello era piccolo (simile a quello di uno scimpanzè), aveva la fronte bassa e l’arcata sopraccigliare sporgente, conservava cioè un viso e un aspetto da scimmia. DENTRO IL TESTO INFORMATIVO

Hai appena letto un testo informativo. Anche questo testo parla delle origini dell’uomo, ma in modo diverso dai miti. Perché? dà informazioni basate sulla fantasia dà informazioni basate su dati certi • Confronta il mito letto alla pagina precedente e il testo informativo di questa pagina e completa la tabella.

L’origine dell’uomo

Mito

Quando Dove Come 101

Storia


M ITI e STOR IA

PERCHÉ IL SOLE È IN CIELO

ho capito!

• Il testo è stato diviso in tre parti. Leggi l’inizio e rispondi. Tanto tempo fa che cos’era il Sole? • Aiutandoti con i titoli, individua le sequenze nella vicenda. un cacciatore vede il cavallo di fuoco il cacciatore parla con l’indovino il Sole sale nel cielo • Leggi la conclusione e completa sul quaderno. In certi giorni … perché …

Perché tanto tempo fa gli uomini hanno creduto che il Sole fosse un cavallo di fuoco? non sapevano spiegare scientificamente perché il Sole si spostava volevano dare importanza al Sole

Un tempo il Sole era un cavallo di fuoco che galoppava nella foresta. Un giorno lo vide un cacciatore che, stupito, inserì una freccia nell’arco pensando di catturarlo, ma subito si fermò e pensò: «È meglio che non lo colpisca, sembra di fuoco!». E ripose la freccia. Poi si recò da un indovino e gli disse: – Ho visto un bellissimo cavallo di fuoco. Che cosa sarà? L’indovino rispose: – Quello è Angiunu, il Sole! Anche Angiunu aveva visto il cacciatore e aveva pensato: «Se continuo a vagare nella foresta, prima o poi un cacciatore mi colpirà. È meglio che me ne vada lontano, dove nessuna freccia possa arrivare». E così salì in alto, sempre più su nel cielo. Non sempre, però, galoppa lassù. In certi giorni, infatti, il Sole non c’è perché il cavallo di fuoco torna a galoppare nella foresta, ma lontano dagli uomini, perché non possano colpirlo. Il libro dello spazio, Garzanti

102


è GENNAIO...

COME NACQUE IL MARE Al principio di tutto Mbarè prese la sua zucca con la polvere magica e creò il mondo. Ma un giorno uno stormo di uccelli giunse rapido in volo alla sua dimora. – Potente Mbarè – dissero gli uccelli, – hai dimenticato il mare! Mbarè prese la zucca e la rovesciò sul palmo della mano, ma la povere magica era finita. Allora Mbarè si grattò la testa e, pensieroso, disse agli uccelli: – Radunate tutte le donne della Terra e dite loro di pensare pensieri tristi. Rapidi gli uccelli volarono via e ripeterono alle donne l’ordine di Mbarè. Le donne, orgogliose di essere state scelte da Mbarè per un’impresa così difficile, cominciarono a pensare pensieri triste e a lacrimare. Fiumi e fiumi di lacrime formarono in breve una vasta quantità d’acqua. Quando finirono i pensieri tristi, finirono anche le lacrime. Ma non c’era ancora abbastanza mare. Mbarè ordinò dunque alle donne di pensare pensieri allegri. Ben presto lacrime di gioia sgorgarono dai loro occhi e fiumi e fiumi di lacrime si unirono alle altre, formando una distesa d’acqua di cui non si vedeva nemmeno la fine. Anna Lavatelli, Quando la luna scelse la notte, Editrice Piccoli

103

ho capito!

• Sottolinea le risposte nel testo. Con che cosa Mbarè creò tutte le cose del mondo? Chi gli fece notare che mancava il mare? A chi si rivolse per creare il mare? In che modo riuscì ad avere abbastanza mare? • Con l’aiuto del libro delle discipline comprendi qual è la spiegazione scientifica dell’origine del mare.

Io Ricordo! I miti narrano fatti che sono ambientati in un tempo ............................ , all’origine del mondo.


M ITI e STOR IA

UN GIORNO DI PIOGGIA io rifletto sulla lingua

• Colora nelle frasi date i verbi essere e avere: in rosso quando hanno un significato proprio in blu quando sono usati come ausiliari

Gli australopitechi erano sugli alberi. Gli australopitechi erano fuggiti via. Gli australopitechi ebbero paura. Gli australopitechi ebbero mangiato le bacche.

I protagonisti di questa storia appartengono a un gruppo di nostri antenati che oggi chiamiamo «ominidi australopitechi». Il racconto si svolge 2,5 milioni di anni fa nella savana africana.

Un gruppo di australopitechi aveva trovato riparo per la notte fra gli alberi. Si erano arrampicati sui rami per dormire sicuri ed evitare brutti incontri con i predatori notturni, come tigri e pantere. D’improvviso cominciò a piovere. All’inizio la pioggia era sopportabile, ma poi si fece sempre più fitta. Era necessario ripararsi altrove. Un maschio adulto, fra i più decisi e robusti del gruppo, balzò giù da un albero e si avviò verso una grande caverna lì vicino. Gli altri lo imitarono subito, forse avrebbero passato il resto della notte all’asciutto. Dal gruppetto, però, si staccarono due giovani che, rincorrendosi per gioco, arrivarono per primi all’ingresso della caverna. Erano quasi entrati nella caverna, quando un ruggito emerse tra il rumore della pioggia. Dal buio spuntarono due occhi e due zanne tremende: una tigre con i denti a sciabola! D’istinto tutti fuggirono terrorizzati, correndo e scivolando sulle pietre bagnate. Ma i due giovani si erano spinti troppo avanti ed erano troppo isolati. Con uno scatto improvviso la tigre balzò su uno di loro e zac!

104

RSL a p. 213


è GENNAIO...

lo azzannò senza scampo. Poi, ruggendo vittoriosa, afferrò la sua preda e la trascinò dentro la caverna. Il giorno dopo un bel sole splendeva sulla savana. Il tempo era ideale per andare in cerca di cibo e il gruppo si mise in marcia. Dopo l’avventura della notte, tutti camminavano con prudenza: i maschi adulti si erano piazzati intorno al gruppo a protezione delle donne e dei piccoli. Lì intorno le mandrie di bufali, antilopi e zebre sembravano tranquille: buon segno, per il momento i predatori non erano in zona. Gli australopitechi camminarono tra le erbe ingiallite della savana, finché non giunsero nei pressi di una macchia alberata: forse là avrebbero potuto trovare del cibo. Infatti notarono subito le bacche che spuntavano tra il verde delle foglie, e tra i cespugli e nel terreno catturarono degli insetti appetitosi. Il cibo era abbondante! Mangiarono tutti a lungo, poi alcuni si distesero all’ombra e si misero a fare un pisolino, mentre qualche femmina si dedicò allo spidocchiamento dei piccoli. a cura di Ferruccio Cucchiarini, La preda la pietra il fuoco, La Biblioteca

105

DENTRO IL RACCONTO STORICO

In quale epoca storica è ambientato questo racconto? nella preistoria ai nostri giorni • Cerca le informazioni anche nel testo e completa sul quaderno. Gli australopitechi dormivano .... Gli australopitechi riuscivano a .... e a mantenere la posizione eretta.

I principali pericoli per gli australopitechi erano i .... Gli australopitechi mangiavano .... Che cosa ci aiuta a capire questo racconto? l’origine degli uomini come vivevano gli antenati degli uomini nella preistoria


M ITI e STOR IA

CONIGLIO E IL FUOCO parole

nuove

Sicomoro: albero simile al fico, con frutti rosso mattone. Donnola: piccolo mammifero carnivoro, con corpo lungo, zampe corte e pelliccia rossiccia sul dorso e bianca sulla gola e sul ventre.

• In principio non c’era il fuoco e la Terra era fredda. Poi gli Uccelli del Tuono mandarono il loro fulmine a un sicomoro su un’isola dove vivevano le Donnole. Le Donnole furono le uniche ad avere il fuoco, e non volevano darne a nessuno. • Gli Uomini sapevano che c’era fuoco sull’isola, perché vedevano il fumo uscire dal sicomoro, ma l’acqua era troppo profonda da attraversare. Giunse l’inverno e gli uomini soffrirono tanto freddo. Ma come potevano ottenere il fuoco? Coniglio vuole rubare il fuoco alle donnole

• Coniglio fu l’unico abbastanza coraggioso da tentare di rubare il fuoco alle Donnole, che erano pericolose e sanguinarie. – So correre e nuotare più veloce delle Donnole – disse Coniglio. – E sono anche un buon danzatore. Ogni notte le Donnole fanno un grande fuoco e vi danzano intorno. Stasera attraverserò l’acqua a nuoto e poi mi unirò alle danze. Poi scapperò con il fuoco. Prima che il sole tramontasse, Coniglio si strofinò la testa con resina di pino in modo da far star dritti i suoi peli. Poi, al calare delle tenebre, raggiunse l’isola a nuoto. • Le Donnole accolsero Coniglio con gioia, perché sapevano della sua bravura come danzatore. Subito un grande fuoco brillò e tutti cominciarono a io faccio il riassunto danzarvi attorno. Mentre danzavano le Donnole si avvicinavano sempre più al fuoco; vi si china• Scrivi sul quaderno un titolo per ogni sequenza, come nell’esemvano davanti e poi, sempre danzando, se ne alpio, e fai il riassunto. lontanavano. 106


è GENNAIO...

• Coniglio danzò in testa a tutte, facendosi sempre più vicino al fuoco, abbassando sempre più la testa, come se avesse l’intenzione di prenderlo. Poi, all’improvviso, si chinò così profondamente che la resina di pino sui suoi peli prese fuoco. • Coniglio scappò con la testa in fiamme e le Donnole, furiose, lo inseguirono gridando: – Prendetelo! Ha rubato il fuoco sacro! Ma Coniglio corse molto più veloce di loro e si tuffò in acqua, lasciando le Donnole a riva. Nuotò attraverso l’acqua con le fiamme ancora vive sul capo. • Intanto le Donnole chiamarono gli Uccelli del Tuono perché facessero piovere, in modo da spegnere il fuoco rubato da Coniglio. Per tre giorni la pioggia cadde violenta e le Donnole erano sicure che non fosse più rimasto alcun fuoco acceso oltre a quello nel loro sicomoro. • Coniglio, invece, aveva fatto un fuoco in un albero cavo e quando la pioggia fu cessata e tornò il sole, egli uscì e diede il fuoco a tutti gli Uomini. Mito pellerossa

ho capito!

• Completa una tabella come questa sul quaderno. Per scrivere qual è la risposta scientifica della scoperta del fuoco da parte degli uomini, vai a pagina 141 del libro delle discipline.

Mito: risposta fantastica La scoperta del fuoco 107

Scienza: risposta realistica


M ITI e STOR IA

POKONASO E IL FUOCO io rifletto sulla lingua

• Sottolinea nelle frasi il predicato nominale (Chi è? Com’è?) e il predicato verbale (Che cosa fa?). Pokonaso era un bambino preistorico. La caverna non aveva porta. Il naso di Pokonaso era piccolo. Babbo accendeva il fuoco con le pietre focaie.

Pokonaso era un bambino che visse migliaia di anni fa tra gli uomini di Neandertal. Fu quando su tutta la Terra faceva un gran freddo; ecco perché hanno chiamato quell’epoca «era glaciale»! Strana gente, questa di Neandertal: erano tozzi e forti, col collo corto e il naso lungo e largo. Di questo nasone andavano fierissimi e fu per questo che, appena nacque Pokonaso, gli misero quel buffo soprannome: il suo naso non era infatti più grosso di un lampone. Pokonaso non abitava in una casa come le nostre, ma in una caverna, con Babbo e Mamma. Di fronte alla caverna doveva sempre esserci un gran fuoco acceso: serviva a riscaldare la famiglia e a tener lontane le bestie feroci. Cosa quest’ultima importantissima perché le caverne non avevano porta! A volte Pokonaso non si comportava proprio come si deve e andava incontro a seri pericoli. Un bambino che si allontanava dalla caverna, rischiava come minimo di venir divorato da una tigre dai denti a sciabola, se non schiacciato da qualche peloso mammut. Ma quel giorno Pokonaso l’aveva fatta davvero grossa!

108

RSL a p. 224


è GENNAIO... DENTRO IL RACCONTO STORICO • Quali informazioni puoi ricavare sull’uomo di Neandertal? Fai una X solo sulle affermazioni corrette e ripetile a voce.

Mentre i genitori erano a caccia, aveva lasciato spegnere il fuoco. Adesso se ne stava seduto e osservava il padre che cercava di riaccenderlo: Babbo aveva in mano due pietre e le batteva l’una contro l’altra, tentando di far sprigionare una scintilla. Ma non ci fu niente da fare. – Forse ti serve una pietra focaia nuova – disse Mamma. – Un figlio nuovo, ecco quel che mi servirà, se mi fa spegnere il fuoco un’altra volta! – borbottò Babbo.

abitava nelle caverne le caverne erano chiuse da una porta davanti alla caverna c’era sempre un fuoco acceso non c’erano particolari pericoli i principali pericoli erano gli animali feroci non conosceva il fuoco accendeva il fuoco con le pietre focaie

John Grant, Le avventure di Pokonaso, Editrice Piccoli

Io e... la storia

Quali furono le principali conseguenze della conquista del fuoco? • Osserva i disegni e scrivile sul quaderno.

109


io r o laborat

di scrittura

INVENTO UN MITO Le vignette illustrano un mito, cioè un racconto fantastico che spiega com’è nata la notte. Osserva i disegni, segui le domande-guida e scrivi sul tuo quaderno questa storia.

Tempo fa, anche quando i Pellerossa dormivano, che cosa faceva il Sole?

Chi custodiva il buio e la notte? E dove?

Chi cercò di farsi regalare la notte? In che modo? Che cosa disse alla vecchia?

Che cosa fece dopo il bambino? Che cosa accadde da quel giorno?

John Bierhorst, Miti pellerossa, Tea

Leggi a voce alta il mito che hai scritto e confrontalo con quelli dei compagni. In che cosa si differenziano? 110


laboratorio

COMPLETO UN MITO Leggi il seguente mito e scrivi tu sui puntini in che modo i giganti dettero origine alle stelle.

Quando la Terra era appena stata creata, e il suolo era ancora tenero, non vi erano né colline né valli né montagne. Vi erano soltanto i giganti. Essi si muovevano a passi enormi e, siccome erano davvero molto pesanti, a ogni passo affondavano profondamente nel terreno. Fu così che nacquero le montagne, le valli e le colline. Nel cielo, che si stendeva alto sopra la Terra, non vi era alcuna stella, il Sole luminoso e la Luna argentata si davano il cambio. Quando brillava il Sole, la Terra era rischiarata perché era giorno, ma quando era la Luna a brillare, la Terra rimaneva buia perché era notte. Allora, per illuminare l’oscurità, i giganti ................ ................................................................................................... ................................................................................................... ................................................................................................... ................................................................................................... ................................................................................................... ................................................................................................... ................................................................................................... ...................................................................................................

Così nacquero le stelle. Elisabeth Borchers, Apriti, Natale!, Emme Edizioni

111

di scr ittura


… O I A R B B E F è Copri il testo con un foglio. Legge l’insegnante.

Tanto tempo fa il bufalo e il cavallo erano amici e stavano sempre insieme: andavano in cerca di cibo, facevano il bagno nel fiume, lottavano contro i nemici. Un giorno il cavallo vide uno stagno di acqua fangosa, proprio quello che ci voleva per farsi un bel bagno. E poi quel giorno faceva proprio un gran caldo. Peccato che la pozza d’acqua fosse troppo piccola, dovevano fare il bagno uno alla volta. – Entra prima tu – disse il cavallo – poi toccherà a me. – Va bene – disse il bufalo e si gettò dentro l’acqua. Cominciò a rotolarsi e a sguazzare lentamente. – Adesso tocca a me! – disse il cavallo dopo aver aspettato un bel po’. – Forza, esci! Ma il bufalo continuava a rotolarsi e neanche lo stava a sentire. Il cavallo perse la pazienza e disse: – Se tu non mi vuoi far fare il bagno, la nostra amicizia è finita! Da ora in poi saremo nemici. Dopo aver detto questo, si levò sulle zampe posteriori e scaricò due potenti zoccolate sulla testa del bufalo. Da quel giorno al bufalo cominciarono a crescere due bernoccoli, che diventarono due lunghe e bellissime corna. Leggenda filippina

Io pro tagonista Drammatizza questa storia con i compagni: prima recita la parte del cavallo, poi quella del bufalo. Quale ti è piaciuta di più? Perché? Spiega a voce.

112


e ´ h c r e p ho mil le ! a t in tes Io ascolto

• Ascolta e completa la storia con le frasi mancanti.

................................................................................ ................................................................................

Il cavallo invita il bufalo a uscire dallo stagno o la loro amicizia finirà.

Il bufalo fa il bagno nello stagno per primo.

................................................................................ ................................................................................

Che cosa vuol spiegare questo racconto fantastico? perché il bufalo ha le corna perché il bufalo si rotola nel fango 113


LEGG EN DE e REA LTA˜

IL GATTO E IL TOPO Occhio ai COLORI ! • Segui i colori e scopri che tipo di racconto è la leggenda. La leggenda è un racconto nato dalla fantasia popolare per spiegare dei fenomeni di cui gli uomini non conoscevano le cause. Molte leggende vengono tramandate di generazione in generazione e a volte narrano le imprese gloriose di eroi e grandi uomini, altre volte spiegano perché gli animali o le cose hanno certe caratteristiche.

parole

nuove

jam: grossa radice utilizzata in Africa come cibo.

Un giorno nel villaggio pioveva e pioveva. La piccola Tumai stava dentro la capanna assieme agli altri e aspettava che la pioggia finisse per tornare ai campi. Tumai si annoiava e a un certo punto chiese al nonno, che aveva sempre una risposta per tutto: – Nonno, perché il gatto insegue il topo? Il nonno cominciò a raccontare questa storia. «Tanto tempo fa il gatto e il topo erano amici. Vivevano insieme in una casupola sulla riva del fiume e trascorrevano le giornate a giocare. – Amico, abbiamo un problema! – disse un giorno il gatto. – Le nostre provviste sono finite. – Non preoccuparti, dall’altra parte del fiume c’è una ricca piantagione di mais. Sai che scorpacciata ci faremo! – disse il topo strofinandosi la pancia. – Sì, ma come attraverseremo il fiume? – Ecco qua! – rispose il topo mentre frugava tra gli alberi. – Con questo grande jam costruiremo una canoa. Dopo tante ore di lavoro la canoa era pronta. – Coraggio, amico – disse il topo – prendi la corda e aiutami a trascinare la canoa nel fiume. – Oh issa! Oh issa! Il gatto davanti tirava la fune, non sapendo che dall’altra parte il topo, disteso nella canoa, non lo aiutava. – Che fatica! – esclamò il gatto. 114


è FEBBRAIO...

Il povero gatto non si era accorto che una nuvola nera cominciava a far cadere tanti goccioloni. – Oh no! – disse il topo. – Siamo rovinati. La nostra cena dovrà aspettare. Così si rifugiarono sotto i rami di un albero e aspettarono lì per ore. Il topo andava su e giù con impazienza perché aveva tanta fame. Finito di piovere, iniziarono ad attraversare il fiume. Il viaggio era troppo lungo. Il topo aveva sempre più fame e, mentre il gatto guardava il paesaggio, mangiò un pezzo della canoa fatta di jam. Mangia qua mangia l��, la canoa iniziò ad affondare. Il gatto remava con tutte le forze e guardava il topo con rabbia, dicendo: – Quando arriveremo a terra ti prenderò e ti mangerò. Altro che mais. Tu riempirai la mia pancia! Il topo tremava dalla paura e arrivati a terra scappò nella foresta. Il gatto lo inseguì urlando: – Maledetto topastro! Ogni volta che ti vedrò ti correrò dietro. Da quel giorno il gatto e il topo sono nemici, e continuano uno a rincorrere, l’altro a scappare». Quando il nonno terminò il racconto, fuori non pioveva più. Tumai uscì con gli altri e ringraziò il nonno per avergli raccontato la storia. AA. VV, Africa: non il mondo delle favole ma le favole del mondo, Città Nuova

ho capito!

La leggenda che hai appena letto è un racconto: realistico fantastico Inizio: Quale fatto reale si vuole spiegare? Chi sono i personaggi di questa leggenda? Vicenda: Che cosa decidono di fare quando si accorgono che le provviste sono finite? Che cosa fa il gatto? Che cosa fa il topo? Perché il gatto si arrabbia con il topo? Conclusione: Da quel giorno che cosa succede tra il gatto e il topo? 115


LEGG EN DE e REA LTA˜

LE GOBBE DEL CAMMELLO All’inizio dei tempi, quando il mondo era nuovo di zecca, c’era un cammello che viveva nel bel mezzo del deserto perché non aveva voglia di lavorare. Quando qualcuno gli rivolgeva la parola, lui rispondeva: – Ooh… bah! Ora andò a parlargli il cavallo: – Cammello! O cammello, vieni a galoppare come tutti noi. – Ooh… bah! – rispose il cammello e il cavallo se ne andò e lo disse all’uomo. Allora andò a parlargli il cane: – Cammello! O cammello, vieni ad aiutare l’uomo nella caccia, come tutti noi. – Ooh… bah! – rispose il cammello e il cane se ne andò e lo disse all’uomo. Allora andò a parlargli il bue: – Cammello! O cammello, vieni anche tu ad arare come tutti noi. – Ooh… bah! – rispose il cammello e il bue se ne andò e lo disse all’uomo. Alla fine della giornata l’uomo chiamò il cavallo, il cane e il bue e parlò loro così: – Mi dispiace per voi, ma il mondo è nuovo di zecca e voi dovete lavorare anche per quell’essere là che non vuole farlo. I tre animali andarono allora su tutte le furie. Ma, mentre discutevano, arrivò il genio di tutti i deserti. parole nuove – Genio – disse il cavallo – è giusto Che cosa significa l’espressione: il che uno sia tanto pigro, con il mondo mondo era nuovo di zecca? nuovo di zecca? • Spiegalo a voce.

116


è FEBBRAIO...

– No di certo – rispose il genio. DENTRO LA LEGGENDA – Ce n’è uno – continuò il cavallo – in mezzo al tuo Il tempo in cui si svolgono deserto, con un collo lungo e lunghe zampe. i fatti è: – Ohibò! – fece il genio. – È il mio camil presente mello! E che cosa dice? un passato lontano – Dice solo… ooh… bah! – ri• Sottolinea in azzurro nel spose il cane. testo le parole che te lo fanno capire. – Ci penso io – disse il genio. Il genio si avvolse nel suo manLa leggenda vuol spiegare tello di polvere, si mosse verso il perché: deserto e trovò il cammello. il cammello ha la gobba – Che sono queste storie che il mondo era nuovo di non avresti voglia di lavorare? zecca – Ooh… bah! – rispose il camho capito! mello. Perché il cavallo, il cane e il – La prossima volta che lo dici bue vanno a parlare con il potrebbe essere di troppo. E ti cammello? ordino di metterti a lavorare! Che cosa dice l’uomo ai tre – Ooh… bah! – fece di nuovo animali? il cammello, ma non aveva Chi aiuta i tre animali? E che ancora finito di dirlo che vide cosa fa? il proprio dorso lievitare e lievitare in un obbah ballonzolante. – Vedi quello? – disse il genio. – È il tuo ooh… bah! È ora di iniziare a lavorare, pigrone! – Ma come faccio, con quest’obbah addosso? – È fatta apposta! Siccome sei rimasto indietro, adesso potrai lavorare tre giorni di seguito senza mangiare. Su, vai a «sgobbobahre». E da quel giorno il cammello indossa sempre la sua obbah (noi la chiamiamo «gobba» per non offenderlo). Rudyard Kipling, Come al cammello spuntò la gobba, Nord-Sud Edizioni

117


LEGG EN DE e REA LTA˜

NELLA PANCIA DELL’ELEFANTE Inizio C’erano una volta un elefante e un topo. Vivevano in un grande parco africano. A quel tempo l’elefante non aveva ancora la proboscide, ma solo un piccolo naso. Vicenda Un giorno, girando per il parco, l’elefante vide che i frutti e i fiori sugli alberi erano mangiucchiati. Senza perder tempo, l’elefante andò dal topo e gli disse: – È ora che ti cerchi un altro posto dove vivere, perché stai rovinando tutte le bellezze del parco. – Sei tu che te ne devi andare, perché schiacci l’erba, i fiori e i piccoli insetti, con le tue zampe pesanti – gli disse il topo. L’elefante inferocito si sollevò sulle zampe e alzò il piede per schiacciare il topo. Ma la bestiolina fu più veloce di lui e gli si arrampicò sulla groppa e, non sapendo dove nascondersi, si rifugiò nella pancia dell’elefante. Nella pancia il topo cominciò a mordicchiare qua e là. – Ahi! Ahi! – gridava l’elefante, saltellando. – Aiuto! Tutti gli animali della savana, richiamati dalle grida di dolore dell’elefante, accorsero in suo aiuto. – Vieni fuori, topolino, nessuno ti farà del male – disse il leone. – Eh, sì – rispose il topo – ma da dove esco? – Dalla bocca – risposero in coro gli animali. – Non voglio – protestò il topo. – La bocca dell’elefante puzza. – Esci dalle orecchie – dissero gli animali. – Sono troppo grandi, ho paura di perdermi – rispose il topo. 118


è FEBBRAIO...

– Quante storie! Allora esci dal naso – suggerirono gli animali. – Però l’elefante mi deve chiedere scusa. – Scusami – sussurrò l’elefante. Il topolino cominciò a risalire dalla pancia fino al naso, ma a un certo punto si fermò, perché il naso era troppo stretto. Conclusione Allora gli animali si misero in fila indiana: prima la scimmia, poi la giraffa, poi il leone e il coccodrillo e, tutti insieme, tirarono il naso dell’elefante a più non posso. Dopo ore e ore di fatica si sentì uno starnuto fortissimo e il topo uscì dal naso dell’elefante, anzi fu sparato nel cielo fino a toccare le nuvole. Da quel giorno l’elefante si trovò con la proboscide, perché il suo naso restò per sempre lungo, a ricordargli che non si ottiene nulla con la prepotenza.

io

faccio il riassunto

Ecco qua i titoli delle sequenze in cui è stata suddivisa la leggenda. • Riordinali e scrivi nel testo i numeri corrispondenti.

Il topo e l’elefante litigano. Arrivano gli animali della savana. Una volta l’elefante aveva il naso piccolo piccolo. Il topo tocca le nuvole. Il topo è nella pancia dell’elefante. In fila indiana a tirare il naso dell’elefante. Da quel giorno l’elefante ha la proboscide. Naso troppo stretto: il topo non esce.

Alberto Ribè, L’elefante e il topo, San Paolo

Io Ricordo! Le leggende spiegano in modo fantastico certe ............................

animali.

119

degli


LEGG EN DE e REA LTA˜

L’UCCELLINO E L’ABETE Un giorno d’inverno di un tempo lontano un uccellino con un’ala ferita non sapeva dove riposarsi. Si guardò attorno e vide gli alberi di un bosco. «Forse gli alberi mi ripareranno» pensò. Il primo albero che incontrò fu una betulla. – Cara betulla – implorò l’uccellino, – vuoi lasciarmi vivere fra le tue fronde (.......................................... ) fino alla buona stagione? – Non posso – rispose la pianta. – Sono già abbastanza occupata a custodire le mie foglie. Cerca riparo altrove (.......................................... ). L’uccellino volò allora presso un salice che sorgeva sulla riva di un fiume, e gli chiese rifugio. – No, io non ospito mai gli sconosciuti. Vola via lontano da me! Il povero uccellino non sapeva più a chi rivolgersi. Così si fermò, triste e tremante, presso un cespuglio.

120


è FEBBRAIO...

Lo vide un abete e gli chiese: – Che cos’hai, uccellino? – Oh, buon abete! Gli alberi non vogliono darmi ospitalità (.......................................... ) e io non posso volare con quest’ala ferita. – Vieni da me – lo invitò il grande abete. – Oh, grazie! – rispose l’uccellino. – E potrò restare con te tutto l’inverno? – Certamente, mi terrai compagnia. Poche notti dopo arrivò il Vento del Nord e andò a giocare nel bosco. Sferzò (.......................................... ) le foglie degli alberi per farle cadere a terra. – Posso divertirmi con tutti gli alberi? – domandò il Vento del Nord a suo padre il Re dei venti. – No – rispose il Re. – Gli alberi che sono stati buoni con gli uccellini feriti vanno lasciati in pace. Così il Vento del Nord lasciò tranquillo l’abete, che conservò tutte le sue foglie fino alla primavera e divenne un sempreverde. E da quei tempi lontani è sempre avvenuto così.

parole

nuove

• Cerca sul vocabolario un sinonimo per ciascuna parola evidenziata e scrivilo tra parentesi nel testo. ho capito!

Quale caratteristica dell’abete vuole spiegare questa leggenda? • Sottolineala nel testo con il giallo.

Piero Domenichelli, Stagione novella, Andò

Io Ricordo! Nella leggenda i personaggi sono ............................

parlanti.

121

e piante


LEGG EN DE e REA LTA˜

IL CAMALEONTE parole

nuove

• Conosci il significato delle parole evidenziate nel testo? Prova a capirlo dalla frase in cui è inserita ciascuna parola, oppure cercalo nel vocabolario. • In natura esistono altri animali che, come il camaleonte, si confondono con l’ambiente che li circonda. Sai come si chiama questo fenomeno? Fai una X. mimetismo riproduzione

Si racconta che all’origine del mondo, dopo aver creato i fiumi e le foreste, i mari, le pianure e le montagne, il Creatore li popolò con ogni genere di animali. Disse: – Che ognuno scelga il luogo che preferisce! Certi pesci scelsero il mare, altri i fiumi, i laghi e gli stagni. Certi uccelli scelsero le foreste, altri i frutteti. Altri ancora scelsero le pianure o le montagne. Così ognuno scelse la sua dimora. Rimase solo il camaleonte. – E tu? – chiese il Creatore. – Io – rispose il camaleonte – ho lo spirito nomade. Quello che mi piace veramente, che vorrei davvero, è stare bene dappertutto! – Ebbene, se ci tieni tanto sarà fatto! Da quel giorno il camaleonte assume la tinta prevalente della sua dimora. È color sabbia nel deserto, verde quando si annida nel fogliame… Così è a casa in ogni luogo, con il privilegio di confondersi nell’ambiente che lo circonda. Nacer Khemir, L’alfabeto del deserto, MC

ho capito!

• A quale domanda vuole rispondere questa leggenda? Scrivila qui. ...................................................................................................................................

La leggenda dà una risposta: 122

scientifica

fantastica


laboratorio

di scr ittura

SCRIVO UNA LEGGENDA Perché le zebre sono a strisce bianche e nere? Leggi i fumetti e collegali alla vignetta giusta. Attenzione i colori delle nuvolette sono degli indizi: blu è l’inizio, verde è la vicenda e arancione è la conclusione.

Olmo al museo (p. 13) io osservo

Poi la zebra pittrice mi ha dipinto a strisce bianche e nere.

E finalmente ora tutti giocano con me!

Un tempo, quando ero tutta verde, nessuno voleva giocare a nascondino con me.

Da allora… Scrivi la leggenda sul quaderno.

Emanuela Nava, E da quel giorno…, Giunti

123


… O Z R A M è Leggi il testo in modo silenzioso.

La Terra è formata da tre strati diversi. Lo strato esterno, la crosta, è duro, freddo e molto sottile.

Cratere

Al di sotto della crosta terrestre troviamo il mantello. In questo strato le rocce, rese fluide dall’altissima temperatura, formano il magma, una massa liquida incandescente. Quando il magma riesce a spaccare la crosta terrestre, esce da un’apertura chiamata cratere e si riversa all’esterno sotto forma di lava: si verifica così un’eruzione. Quando la lava sgorga è rossa e caldissima, a mano a mano che avanza si raffredda e diventa solida, assumendo un colore grigio o nero. A ogni eruzione la lava si deposita su quella già esistente e forma un po’ alla volta una montagna a forma di cono: il vulcano. L’ultimo strato della Terra si trova più in profondità rispetto al mantello ed è formato dal nucleo composto di minerali fusi, tra cui il ferro.

Io leggo

• Leggi e scrivi i nomi degli strati che compongono la Terra. 124


! e r a i d u t s e c a i mi p Lava

Magma

Io leggo

• Cerca informazioni nel testo per spiegare il significato delle seguenti parole e completa.

Mantello

Io pro tagonista Conosci il nome di alcuni vulcani che si trovano in Italia? Cercali sulla cartina geografica.

Il magma è .................................................................................. Il cratere è

..................................................................................

Si ha un’eruzione quando

......................................................

........................................................................................................

Nel tempo gli strati di lava si depositano gli uni sugli altri e formano ............................................................................ 125


IM PA RO a STUDIA R E

I FOSSILI Occhio ai COLORI ! • Segui i colori e scopri il testo informativo. Il testo informativo offre informazioni e conoscenze su un determinato argomento. Il testo informativo di solito è formato da tre parti: l’introduzione: si presenta l’argomento; l’esposizione: si offrono informazioni e spiegazioni sull’argomento; la conclusione: si fa il punto sull’argomento.

Introduzione Se nessun essere umano ha mai potuto vedere i dinosauri con i propri occhi, come facciamo ad avere tante notizie? Ciò è possibile grazie ai fossili. Esposizione o contenuto I fossili sono resti pietrificati di animali e piante vissuti in epoche lontanissime. La formazione dei fossili è avvenuta in modi e circostanze diverse. Talvolta succedeva che un dinosauro morisse vicino a un corso d’acqua. Se il corso d’acqua straripava, il corpo del dinosauro veniva gradualmente ricoperto dal fango o dalla sabbia trasportati dalla corrente. A poco a poco, nel corso di milioni di anni, il fango e la sabbia diventavano roccia; l’acqua si infiltrava nell’ossatura del dinosauro e i minerali in essa contenuti trasformavano in pietra anche le ossa. I fossili riescono a fornirci un’incredibile quantità di informazioni sui dinosauri. I denti, per esempio, indicano il genere di cibo che costituiva il nutrimento di ogni dinosauro: quelli piatti erano adatti a triturare vegetali, mentre quelli aguzzi e affilati dilaniavano meglio la carne. 126


è MARZO... ho capito!

Il testo che hai letto offre: informazioni descrizioni Si potrebbe trovare: nel libro delle discipline in un libro di fiabe in un’enciclopedia

IMPARO A STUDIARE

L’ossatura delle zampe ci svela il modo di camminare. Gli animali con le zampe lunghe correvano velocemente, mentre ossa corte e massicce fanno pensare a dinosauri che si muovevano lentamente. Le impronte fossili ci permettono di capire approssimativamente il peso del dinosauro che le ha lasciate: quanto più sono profonde, tanto più pesava l’animale che le ha impresse sul terreno. Conclusione I fossili possono fornirci solo delle informazioni sommarie. Molti dettagli restano ancora oggi un mistero. Will Osborne e Mary Pope Osborne, Guida ai dinosauri, Piemme Junior

127

• Ripeti a voce alta quello che hai letto, utilizzando questo schema. Introduzione Di quale argomento si parla? L’argomento è di tipo: scientifico geografico storico

Esposizione o contenuto Che cosa sono i fossili? Come si sono formati? Quali informazioni puoi ricavare dal ritrovamento dei denti di un dinosauro? Dalle ossa delle zampe? E dalle impronte fossili? Conclusione A quali conclusioni sono arrivati oggi gli studiosi?


IM PA RO a STUDIA R E

LA SCOPERTA DI LUCY DENTRO IL TESTO INFORMATIVO

Qual è l’argomento generale del testo? ....................................................... Il testo è stato suddiviso in parti o paragrafi. Quale aspetto particolare viene affrontato in ciascuna parte? • Numera nel giusto ordine, poi scrivi sui puntini, nel testo, il titolo di ciascuna parte.

Le capacità di Lucy

1 ......................................................................................... Nel 1974, in Africa, fu ritrovato lo scheletro quasi completo di una femmina di ominide. I paleontologi l’hanno battezzata Lucy, e proprio dallo studio del suo scheletro hanno potuto ricostruire l’aspetto di un australopiteco e capire molti dei suoi comportamenti. 2 ......................................................................................... Lucy è vissuta circa 4 milioni di anni fa in Africa.

Lucy: una femmina di ominide Alimentazione di Lucy Aspetto fisico di Lucy Dove e quando è vissuta Lucy

128


è MARZO...

3 .................................................................................................... Aveva la fronte bassa e l’arcata sopraccigliare sporgente. Era alta poco più di un metro, aveva il corpo ricoperto di peli e assomigliava più a una scimmia che a un umano. 4 .................................................................................................... Lucy era capace di camminare in posizione eretta e di utilizzare le mani per difendersi. 5 ..................................................................................................... Si nutriva di quello che riusciva a raccogliere: bacche, frutti, radici… Tutti questi alimenti vanno masticati a lungo: per questo motivo il suo scheletro presenta una dentatura molto sviluppata.

Io Ricordo! Nei testi informativi possiamo individuare diverse ............................ Ciascuna dà informazioni su un aspetto particolare dell’argomento generale.

IMPARO A STUDIARE

• Aiutandoti con i titoli dei paragrafi, cerca le informazioni principali e completa uno schema come questo sul quaderno. Poi ripeti a voce l’argomento. LUCY

Chi è?

Dove e quando è vissuta?

Qual era il suo aspetto fisico? 129

Che cosa sapeva fare?

Che cosa mangiava?


IM PA RO a STUDIA R E

UNO SCULTORE: L’ACQUA IMPARO A STUDIARE

Per studiare un testo bisogna capire bene il significato delle parole. Spesso nei testi informativi troviamo parole nuove e difficili. Per capire certe parole bisogna comprendere il significato dei pezzi che le compongono. Sotto-suolo Che cosa significa? Qualcosa che sta ...................... la Terra. Spiega con le tue parole il significato di queste parole:

sotterraneo:

..............................

........................................................

sottobosco:

...............................

........................................................

• Svolgi le attività che incontri durante la lettura del testo e scopri alcune strategie per comprendere il significato delle parole.

..........................................................................................................

L’acqua che scorre nel sottosuolo della Terra ha scavato un gigantesco e spettacolare labirinto di gallerie e di caverne. Gli speleologi che studiano questa fitta rete di gallerie sotterranee ancora oggi non ne conoscono che una minima parte. Sicuramente sai già che cosa significa caverna, ma conosci il significato di cavità? Alcune parole si somigliano. Caverna cavità cavo Un oggetto è cavo quando ha al suo interno un buco. Che cosa significa allora cavità?

Grotte in Romania.

130


è MARZO... ..........................................................................................................

All’interno delle caverne si possono vedere forme strane e appuntite. A scolpire queste «sculture» è stata l’acqua, che infiltrandosi nelle rocce si è arricchita di calcare , che poi ha depositato gocciolando. Quelle che pendono dal soffitto sono le stalattiti, mentre quelle che «crescono» dal pavimento roccioso sono le stalagmiti. Le grotte così decorate diventano affascinanti e misteriosi mondi da leggere anche con la fantasia.

Per alcune parole bisogna cercare il loro significato sul vocabolario. Calcare: ....................................... ........................................................

................................................

Renata Gostoli, Acqua, nuvole, pioggia, San Paolo

................................................

DENTRO IL TESTO INFORMATIVO

Le parole scritte in rosso servono a individuare le informazioni più importanti del testo: sono le parolechiave. • Utilizza le parole-chiave e scrivi sui puntini l’informazione principale di quel paragrafo. • Osserva le foto e scrivi al posto giusto le parole stalattiti e stalagmiti. 131


laboratorio cittadinanza attiva

L’ACQUA È DI TUTTI L’uso dell’acqua continua a crescere. Fiumi, laghi e mari sono sempre più inquinati. Per questo il Comitato europeo per la salvaguardia della natura e delle sue risorse ha divulgato, nel 1986, la «Carta dell’acqua», con dodici princìpi a cui devono attenersi i governi e le persone. Tutti i princìpi contenuti in questa carta sono importanti. Dovremmo però ricordarne almeno due, fin da piccoli, perché l’acqua possa sempre soddisfare la sete di tutti i bambini e delle persone del mondo e perché continui a dissetare piante e animali.

Dopo la lettura, scrivi V (vero) o F (falso).

L’uso dell’acqua continua a diminuire.

V

F

Fiumi, laghi e mari sono sempre più inquinati.

V

F

La «Carta dell’acqua» è una legge che protegge l’acqua, una risorsa naturale e preziosa.

V

F

Solo due princìpi della legge sono importanti.

V

F

Solo gli adulti devono rispettare i princìpi della «Carta dell’acqua».

V

F

È necessario utilizzare l’acqua con cura, senza sprecarla.

V

F

L’acqua è un bene di tutti.

V

F

132


Primo principio:

l’acqua è un patrimonio comune il cui valore deve essere riconosciuto da tutti. Ciascuno ha il dovere di economizzarla con cura. Secondo principio:

l’acqua non ha frontiere. Essa è una risorsa che necessita di una cooperazione internazionale.

Tutti devono riconoscere l’importanza dell’acqua. L’acqua è di tutti. Tutti i Paesi del mondo devono insieme tutelare l’acqua.

Renata Gostoli, Acqua, nuvole, pioggia, San Paolo

E tu sei capace di non sprecare acqua? Mettiti alla prova. Quando ti lavi i denti… tieni il rubinetto sempre aperto lo apri solo al bisogno: per bagnare lo spazzolino, per risciacquare i denti

Di solito, per lavarti, fai… il bagno la doccia Quando finisci di lavarti le mani, ti capita di lasciare il rubinetto aperto? sempre qualche volta mai 133

Olmo al museo (p. 14 e ) io ascolto

Attenzione ai rubinetti che perdono! Un rubinetto che perde spreca dai 30 ai 100 litri di acqua al mese: meglio ripararlo subito! educazione ambientale


IM PA RO a STUDIA R E

I PARCHI NAZIONALI Che cos’è un Parco Nazionale?

Che cosa c’è in un Parco Nazionale?

Un Parco Nazionale è una zona molto vasta, protetta da leggi speciali che limitano l’intervento dell’uomo. All’interno di un Parco Nazionale, infatti, non si possono costruire edifici, non si possono tagliare gli alberi e non si possono cacciare o pescare animali né raccogliere fiori o piante protetti. Le Guardie Forestali sono responsabili del «buon funzionamento» del Parco. All’interno del Parco ci sono un certo numero di aree attrezzate per i pic-nic e i sentieri che conducono a luoghi particolarmente interessanti sono segnalati con cartelli e con simboli colorati sulle rocce.

134


è MARZO...

Da tempo si sta provvedendo al rimboschimento delle zone disboscate; si piantano nuovi alberi in sostituzione di quelli abbattuti. Anche molte specie animali tipiche della montagna sono protette: orsi, caprioli e aquile, stambecchi e daini.

Che cosa si fa in un Parco Nazionale?

www.focusjunior.it parole

nuove

• Hai capito qual è il significato di disboscare? Spiegalo con parole tue. • Sai qual è una delle conseguenze del disboscamento? Fai una X e spiega il perché a voce. frane incendi

IMPARO A STUDIARE

• Leggi di nuovo il testo e colora in rosso le parole-chiave di ciascun paragrafo. • Utilizza le parole-chiave per ripetere a voce l’argomento del testo. I Parchi Nazionali marini sono stati creati per proteggere i fondali, le piante e gli animali che vivono vicino alle coste.

DENTRO IL TESTO INFORMATIVO • Colora in rosso il quadratino delle informazioni che ricavi dal testo e in blu quello delle informazioni che ricavi dalla didascalia che accompagna la fotografia.

i Parchi Nazionali sono protetti da leggi speciali i Parchi Nazionali non esistono solo in montagna: ci sono anche i Parchi marini 135

Quali sono i Parchi Nazionali in Italia? • Organizza una ricerca.

Io Ricordo! I testi informativi sono spesso accompagnati da che ci aiutano a capire meglio l’argomento di cui si parla.

............................


IM PA RO a STUDIA R E

LA BALENA AZZURRA Distribuzione geografica e migrazioni Zona polare boreale Circolo polare artico

Zona temperata boreale OCEANO ATLANTICO Tropico del Cancro

OCEANO PACIFICO

Equatore

Zona tropicale

Tropico del Capricorno

OCEANO INDIANO

OCEANO PACIFICO

Zona temperata australe

Circolo polare antartico Zona polare australe

Tabella delle lunghezze

Azzurra

Pinnata

Capodoglio Gobba

1 La balena azzurra è l’animale più grande fra tutti quelli conosciuti e può vivere fino a 90 anni. Si trova in tutti gli oceani. In estate le balene si spostano verso le zone polari, dove trovano una grande quantità di cibo. Dopo migrano verso acque più temperate, per passare l’inverno e riprodursi.

2 La lunghezza della balena femmina va da 21 a 32 metri; il maschio oscilla dai 20 ai 31 metri. Ha un peso di 60 tonnellate. Alla nascita il balenottero ha invece un peso di 2,7 tonnellate. Ingerisce 380 litri di latte al giorno e vive con la madre fino a un anno. Le macchie più chiare presenti sulla pelle sono un segno distintivo di ciascun esemplare. Il getto della balena, che è acqua sotto forma di vapore, ha un’altezza di circa 10 metri. La balena, come tutti i mammiferi, ha i polmoni e sale in superficie per respirare.

Minke

136


è MARZO...

3 La balena azzurra è protetta dalla Commissione baleniera internazionale, che proibisce la sua caccia dal 1966. Ma secondo i dati della Commissione soltanto nel 2005 sono state uccise oltre 4000 balene. I nemici di tutte le balene, non solamente di quelle azzurre, sono le reti da pesca, che ogni anno catturano circa 300 mila esemplari, e le navi. Solo nel Mar Mediterraneo molte balene sono morte a causa di collisioni, cioè sono state investite da grandi imbarcazioni. Corriere della Sera

IMPARO A STUDIARE

• Proviamo a studiare insieme il testo informativo che hai appena letto. Segui questi suggerimenti. 1. Cerca l’argomento generale. Qual è l’argomento generale di cui si parla nel testo? ......................................................................

È un argomento storico geografico scientifico 2. Dividi il testo in paragrafi e cerca le informazioni principali. Il testo può essere diviso in tre parti o paragrafi. Ti suggeriamo i titoli per i primi due paragrafi, scrivi tu un titolo per il terzo. Ricorda: il titolo indica l’informazione principale del paragrafo. 1. Ambiente di vita 2. Caratteristiche fisiche 3. .................................................................

3. Cerca le informazioni specifiche. Leggi di nuovo il testo e completa sul quaderno con le informazioni specifiche. La balena azzurra è l’animale… • Vive in… • In estate… • In inverno… • La balena femmina è lunga… • Alla nascita il balenottero… • Le macchie sulla pelle sono… • La balena azzurra è un… e respira con… • La balena azzurra è protetta da… • I nemici delle balene sono… 4. Esponi a voce alta l’argomento. 137


FAVOLE e FUMETTI

A COME AMBIENTE Occhio ai COLORI ! La locandina sta a metà tra l’informazione e la pubblicità. Utilizza colori vivaci, parole invitanti, fotografie per attirare l’attenzione e dare informazioni immediate.

ho capito!

Qual è l’informazione principale che fornisce questa locandina? Quali altre informazioni puoi ricavare? 138


laboratorio

di scr ittura

SCRIVO UN TESTO INFORMATIVO Scrivi un testo informativo di tipo scientifico su un animale. Osserva la foto del cane, animale che sicuramente conosci bene, e ricerca le informazioni relative a ciascun argomento specifico su libri, riviste o su un’enciclopedia. Questo schema lo puoi utilizzare per qualsiasi altro animale.

AMBIENTE DI VITA NOME SCIENTIFICO

CARATTERISTICH E FISICHE

ABILITÀ PARTICOLARI

CURA DEI PICCOLI

ALIMENTAZIONE

Accompagna il testo con fotografie e disegni. Scrivi delle brevi didascalie che spieghino le illustrazioni. 139

Segna con una X il titolo più adatto. il mio animale preferito il cane: caratteristiche e abitudini


R A E : V A M I R P è La prima sorpresa fu un mandorlo che mi apparve da lontano, fiorito in mezzo agli ulivi. Cominciò così la primavera. Vennero le piogge e presero a scorrere ai margini delle strade campestri i ruscelletti. Fiorivano intanto le siepi di biancospino, spuntavano gli anemoni in mezzo al grano, dai muri secchi uscivano lucertole terrose. Vincenzo Cardarelli.

ho capito!

• Quali segnali dell’arrivo della primavera sono ricordati nelle poesie? Elencali sul quaderno. • Impara a memoria la poesia che ti piace di più e recitala ai compagni.

io

coloro

• La natura dopo il sonno dell’inverno si risveglia. Conosci i colori dei fiori che sono spuntati nel prato? Colorali con i pennarelli e dai inizio alla festa. 140


o t a r p c’è un ! o t i r o i f Si risvegliò la prima margherita tra l’erbe nuove sopra il breve stelo; ancora tutta chiusa e infreddolita levò la testa per guardare il cielo. Vide venir la primavera e allora gridò: – Fiorite, sorelline, è l’ora! Lina Schwarz

io

scrivo

• Osserva un elemento della primavera: una viola, un fiore di pesco, un insetto, una gemma. Ora fai finta di essere uno di essi e parla delle sensazioni che provi. Leggi l’esempio e segui la traccia.

Pensiero di margherita: sono tutta spettinata per il mio appuntamento con il Sole. Vento, per favore, rendimi bella! Cristina Balzaretti, La poesia della natura, Erickson

Pensiero ............................................................. sono .................................................................... per/perché ........................................................ .............................................................................. .......................................................................

141


… E L I R P A è Copri il testo con un foglio. Legge l’insegnante.

Questo gioco è praticato da tempi antichissimi e in molti paesi, ma non se ne conoscono le origini. Si gioca dappertutto, ma in modo particolare in Nuova Zelanda (dove è chiamato «Punipuni») e in Alaska, fra gli eschimesi. È possibile può giocare con un numero qualunque di partecipanti. Viene scelto il «capo», che si mette in marcia; gli altri lo seguono imitando tutte le sue mosse, anche quelle più intricate e difficili. Chi non riesce a imitarlo esce e l’ultimo giocatore rimasto sarà il nuovo capo. I bambini eschimesi, che giocano sulla neve, inventano i modi più strani per lasciare le orme, che devono essere fedelmente riprodotte: coi piedi incrociati, all’indietro, di sbieco… Potete immaginarvi le risate!

Io pro tagonista Conoscevi già questo gioco? Segui le regole e divertiti a farlo con i tuoi compagni.

142


! e l o g e r e t n qua

Io ascolto

• Cerca sull’atlante la Nuova Zelanda e l’Alaska. • Dopo aver ascoltato prova a mettere il gioco nello schema.

Nome del gioco

Dove si gioca

............................................................................

............................................................................

Origini

Regole

............................................................................

Numero partecipanti: .................................. Svolgimento: .................................................

Nota: puoi inventare anche tu variazioni divertenti!

............................................................................ ............................................................................

Variazioni: i bambini eschimesi

...............

............................................................................

143


REGOLE per OGNI OCCASIONE

Olmo al museo

A TAVOLA Occhio ai COLORI ! • Segui i colori e scopri il testo regolativo. Il testo regolativo dà regole per… • costruire un oggetto; • partecipare a un gioco; • cucinare; • tenere un comportamento corretto.

(p. 15 e ) io ascolto

Si sta composti, ben seduti sulla sedia. Non si mettono mai i gomiti sulla tavola. Non si china mai la testa verso il piatto per mangiare, ma si mantiene una posizione eretta. Le posate servono proprio per portare i bocconi su fino alla bocca. Il coltello non si mette mai in bocca. Prima di bere e dopo aver bevuto ci si deve pulire la bocca con il tovagliolo. Ricordati che… • non si beve mai con la bocca piena e nemmeno tutto d’un fiato; • se si vuole il pane, si prende un panino intero dal cestino e si stacca un pezzetto alla volta con le dita. Il pane non va morsicato e, una volta iniziato, non si rimette nel cestino. Quando si mangia la minestra non si aspira rumorosamente. Aspetta la fine del pasto per alzarti da tavola. Sylvie Girardet, Il rispetto a piccoli passi, Mottajunior

ho capito!

Questo è un testo regolativo perché vuole: spiegare come ci si deve comportare a tavola raccontare di un pranzo lunghissimo

Io pro tagonista E tu rispetti tutte le regole che sono state elencate nel testo? Con i compagni organizzatevi in gruppi e scrivete alcune regole da rispettare durante il pasto a scuola. Poi con l’aiuto dell’insegnante scegliete quelle più importanti: le 5 regole d’oro!

144


è APRILE...

LA MACEDONIA DI FRUTTA ho capito!

Ingredienti

2 pesche 2 mele

, 2 albicocche , 2 susine

1 melone

, 2 pere

, 1 limone

2 cucchiai di zucchero

, ,

, .

Procedimento ..................................

le pere e le mele e ..................................

a dadini con le pesche, le albicocche, le susine e il melone. .................................. il limone. ..................................

tutta la frutta in un

recipiente, .................................. il succo di limone, ................................ con lo zucchero. ..................................

la macedonia in

frigo per un’ora prima di servire.

DENTRO IL TESTO REGOLATIVO

La ricetta è un testo regolativo che dà: regole di comportamento corretto istruzioni per preparare un piatto • Qual è la differenza tra regole e istruzioni? Prova a spiegarlo con parole tue. 145

• Rileggi il testo e inserisci al posto giusto i seguenti verbi che indicano le azioni da fare. sbuccia • metti • tagliale • spremi • tieni • cospargi • mescola


REGOLE per OGNI OCCASIONE

I CONSIGLI DEL SIGNOR MELO Frigorillo è un bambino molto goloso di tortellini alla panna, patatine fritte, aranciata, biscotti, merendine… E a causa della sua alimentazione Frigorillo è un po’ grasso e adesso anche giocare a pallone con gli amici è diventato molto faticoso! Ma… niente paura! Il signor Melo dà a Frigorillo alcuni semplici consigli da seguire. Ricordati di mangiare sempre la frutta e la verdura perché sono ricche di vitamine, sali minerali e fibre e ci difendono dalle malattie.

Cereali, pasta, riso, pane e patate ti danno l’energia per studiare, correre… Questi alimenti si chiamano carboidrati. Al mattino fai il pieno di energia con latte, cereali, fette biscottate o pane e marmellata.

I grassi, come il burro, la panna, l’olio, e lo zucchero, che trovi nei dolci e nelle merendine, sono alimenti che fanno ingrassare, perciò mangiane pochi!

Formaggio, carne, pesce e uova sono alimenti ricchi di proteine. Sono i mattoni del nostro corpo e ci servono per crescere in altezza e muscoli.

Sandro Barbalarga, Frigorillo, piccoli suggerimenti per una corretta alimentazione, Emme Edizioni

146


è APRILE... ho capito!

• Rileggi di nuovo i consigli del signor Melo e completa il semaforo per mangiare. Scrivi nello spazio del verde il nome di due alimenti da preferire; nello spazio del giallo il nome di due alimenti da mangiare con moderazione; nello spazio del rosso il nome di due alimenti da mangiare in minime quantità.

Io pro tagonista Il testo che hai appena letto informa, ma allo stesso tempo dà anche delle regole. Sei d’accordo con ciò che consiglia il signor Melo? Perché?

147


REGOLE per OGNI OCCASIONE

PER SCOPRIRE LA NATURA Immagina di andare a fare una gita nel bosco. Hai bisogno di un blocco per gli appunti per disegnare ciò che ti colpisce (alberi, uccelli, sassi…) e attaccarci ciò che trovi per terra (semi, piume, petali, foglie…). Leggi, osserva le foto e mettiti al lavoro! Materiale occorrente fogli di carta scrit-

ti solo da un lato e tutti della stessa misura; due robuste mollette per i panni; un barattolo di colla vinilica; un righello; un paio di forbici dalla punta arrotondata; alcuni cartoncini colorati. Che cosa devi fare

1. Sovrapponi i fogli di carta, facendo attenzione che le parti bianche siano tutte dalla stessa parte, allineali con cura su di un lato e tienili fermi con le mollette. Stendi alcuni strati di colla su un lato corto dei fogli; quando sarà asciutta, togli le mollette.

1

2. Ritaglia una striscia di cartoncino larga come il blocco ma un po’ più lunga (devi tenere presente lo spessore del blocco). Segui i profili del bordo e incolla bene il cartoncino lungo il dorso. Il tuo blocco è pronto! 2

«Airone junior»

DENTRO IL TESTO REGOLATIVO • Completa le frasi con le seguenti parole:

immagini • numero • ordine Le indicazioni per realizzare il blocco degli appunti hanno un ................................... preciso. Le fasi di realizzazione del blocco per gli appunti sono contraddistinte da un ........................... . Le varie fasi sono accompagnate da ................................... che chiariscono le spiegazioni. 148


è APRILE...

PER RISPETTARE LA NATURA Quali sono le regole da seguire per essere amici del bosco? Segna con una X i comportamenti che ritieni corretti. parlare ad alta voce stare attenti alle tracce lasciate dagli animali informarsi se ci sono fiori e specie protette correre per il sentiero osservare con attenzione l’ambiente intorno stare il più possibile in silenzio, per non spaventare gli animali dopo il picnic lasciare il sacchetto di plastica con i rifiuti in mezzo al prato, in modo che gli animali possano sfamarsi andare a caccia di nidi scrivere e incidere sui tronchi degli alberi

Io pro tagonista Tu di solito osservi queste regole? Secondo te, perché sono importanti?

ho capito!

• Hai segnato con una X: le azioni da fare le azioni da non fare, cioè i divieti 149


laboratorio cittadinanza attiva

NATURA AMICA! La Terra non sta bene: se si ammala davvero, anche gli uomini rischiano di star male! Segui gli esperti che, mentre visitano la Terra, ci spiegano che cosa c’è che non va e che cosa bisogna fare per salvare boschi e foreste.

Esame n. 1 Lei si è inaridita dopo l’ultima visita medica! I suoi deserti aumentano… Perché? Colpa in parte degli uomini: tagliano i boschi; prosciugano le riserve di acqua per le loro colture; fanno pascolare le greggi in regioni in cui la vegetazione impediva l’avanzata di dune di sabbia spinte dal vento.

Esame n. 2 Le sue foreste non stanno bene! Sta per perderne migliaia di chilometri quadrati! Questa è la deforestazione. Il problema sono soprattutto le foreste dei paesi caldi. Gli uomini le distruggono per vendere il legno, costruire strade, creare campi coltivati, ingrandire le città. Deve trattarle meglio!

«Ciaoamici»

150


Inserisci nella ricetta della «dottoressa» le seguenti parole, che indicano le azioni necessarie da fare per aiutare la Terra a guarire: ripiantare • usare • creare • ricostituire

Ricetta

Signora Terra, il suo stato di salute non è molto buono. Ma non si scoraggi . Se segue le mie indi cazioni vedrà che si riprenderà. CONTRO l’avanzat a del deserto: gli uomini devono ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... la vegetazione dove è scomparsa,

... ... ... ... ... ... ... ... ...

le colture.

... ... ...

meno acqua per in naffiare

CONTRO la defore stazione: gli uomini devono ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... gli alberi quando li tagl iano e ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... zone in cui la forest a sia protetta.

Anche tu devi fare la tua parte per aiutare la Terra a curarsi. Per evitare l’aumento dei deserti, puoi non sprecare acqua. Ne abbiamo già parlato, ricordi?

Per evitare la deforestazione, cioè la perdita di foreste, puoi, per esempio, risparmiare la carta! Perché? In che modo? Parlane in classe. 151

educazione ambientale


REGOLE per OGNI OCCASIONE

REGOLE PER CONOSCERE ho capito!

• Quali sono le parole che indicano le regole da seguire al museo e per fare una ricerca? Circondale. • Segna con una X. Le parole che spiegano le regole sono:

nomi

verbi

Visitare un museo Quando visiti un museo… 1. Ricorda di portare il tuo blocco per gli appunti. 2. Scrivi un’annotazione quando vedi qualcosa di interessante e fai qualche schizzo! 3. Fai domande, ma al momento opportuno! 4. Controlla il calendario delle attività del museo. Di solito ci sono laboratori pensati proprio per i bambini come te. 5. Quando visiti un museo: silenzio!

Fare una ricerca 1. Scegli l’argomento che ti interessa. 2. Vai in biblioteca o in libreria e procurati libri, enciclopedie, riviste. 3. Controlla l’indice per scegliere i capitoli che riguardano il tuo argomento. 4. Prendi appunti e ricordati di segnare l’autore e il titolo del libro da cui hai tratto le informazioni. 5. Non copiare, ma cerca di riscrivere con le tue parole ciò che hai letto.

Io pro tagonista Metti in pratica queste regole e organizza con l’aiuto dell’insegnante… • una visita a un museo della tua città • una ricerca su…

152


laboratorio

di scr ittura

SCRIVO UN TESTO REGOLATIVO Che cosa occorre per stare bene a scuola? Parlane in classe con i compagni e l’insegnante, poi completa le regole. Per una classe felice… 1 Cerca ogni mattino un motivo per essere felice 2 Sii sereno/a anche nei momenti di difficoltà 3 Se scopri qualcosa di bello o di interessante, informa uno o più compagni 4 Cerca di essere sempre gentile con tutti 5 Aiuta ......................................................................................... 6 Invita ........................................................................................ 7 Scrivi un biglietto 8

....................................................................................................

9

....................................................................................................

10

....................................................................................................

Qual è, secondo te, la regola più facile da mettere in pratica per stare bene con gli altri? E quella più difficile? Spiegalo a voce. 153


… A U Q S A P è In Germania…

le finestre delle case, per le feste pasquali, sono decorate con disegni di coniglietti, di uova e di fiori. Il giorno di Pasqua i bambini si divertono a cercare in giardino le uova di cioccolata lasciate dal coniglietto pasquale. In Olanda…

durante il periodo pasquale le famiglie appendono corone decorate alle porte di casa. Si dipingono uova che poi vengono appese a un albero in giardino. In Francia…

le campane delle chiese sono silenziose dal venerdì fino alla domenica di Pasqua. Ai bambini si dice che le campane sono volate a Roma. La mattina di Pasqua i bambini corrono all’aria aperta per guardare le campane che tornano a casa. Intanto i genitori nascondono le uova di cioccolata, affinché le trovino il più tardi possibile. «Ciaoamici»

L’usanza di mangiare le uova a Pasqua è comune in molti Paesi. Secondo te, perché l’uovo è così speciale? perché è di cioccolata e colorato perché dà origine a una nuova vita Quali sono le cerimonie che si celebrano nella tua città in occasione della Pasqua? 154


! i l a i c e p s sorprese Non importa chi tu sia uomo o donna, vecchio o fanciullo, operaio o contadino, soldato o studente o commerciante… se ti chiedono qual è la cosa più importante per l’umanità rispondi prima dopo sempre: la pace! Lin Tien Min

C’è un sorriso per ....................................... La Pasqua è la festa della pace

Con l’aiuto dell’insegnante scopri come si dice «pace» in tutte le lingue del mondo. Nelle uova di cioccolato troviamo tante sorprese. L’uovo qui disegnato, però, è magico: canta l’amore! Non contiene giochi, ma sorprese speciali. • Scrivi tu che cosa c’è nell’uovo e per chi è! 155

C’è una carezza per ................................................ C’è ............................................... per .......................................


… O I G G A M è Copri il testo con un foglio. Legge l’insegnante.

Nuoto sognando di andar lontano invece giro intorno seguendo la tua mano.

Nuoto attorno al tuo sorriso gli occhi che ti seguono avanti e indietro prigioniero di una palla di vetro. Nuoto e tu mi stai a guardare mentre guizzo e faccio bollicine di felicità perché solo a un amico come te si dà la propria libertà. Sabina Colloredo, Il bosco racconta, Einaudi Ragazzi

Io pro tagonista Hai appena letto un testo poetico. Ti è piaciuto? Ti ha fatto provare delle emozioni? Se sì, quali? tristezza gioia ........................................................

Che cos’è, secondo te, la poesia? Prova a dirlo con le parole o con un disegno.

156


i m e mi diverto ! o n em ozio

Io ascolto

• Ascolta e fai una X sulla vignetta giusta. Chi parla nella poesia?

Dove si trova?

Come si sente il protagonista della poesia?

libero e triste

Con chi sta parlando?

con un altro pesce

con un bambino

157

prigioniero ma felice


dalle F I LASTROCC H E alle POESIE

FILASTROCCHE E POESIE Occhio ai COLORI ! • Segui i colori e scopri i testi poetici. Nei testi poetici ogni riga si chiama verso. Più versi che stanno l’uno di seguito all’altro formano una strofa. Le filastrocche sono testi poetici scritti per divertire, sono giocose, allegre, hanno un ritmo musicale come le canzoni… Sono in rima. Le poesie sono testi poetici che suscitano sentimenti ed emozioni.

LA PROPOSTA DELL’APE Un’ape nascosta attende la posta, aspetta la risposta a una proposta. Il cervo volante arriva ansimante, chiedendo permesso consegna l’espresso. «Abbiamo accettato – dice il comunicato – la vostra proposta mandata per posta. Faremo giardini per tutti i bambini con tanti colori. Firmato: i fiori.» Erminia Dell’Oro, Filastrocche al ballo del perché, Einaudi Ragazzi

io rifletto sulla lingua

• Sottolinea in giallo le espansioni dirette. L’ape attende la posta nell’alveare. I fiori faranno i giardini per i bambini. 158

RSL a p. 227


è MAGGIO...

UN AMICO Un amico è come il vento, va via e ritorna ridendo: – Posso venire con te? Guardandolo negli occhi, guardandolo nel viso, gli dico di sì. Quando siamo insieme si gioca, quando va via mi domando: «Dove sarà?» Allora mi distendo sul prato solo e abbandonato. «Si è scordato di me?» Un amico è come il vento, va via e ritorna ridendo: – Posso venire con te? Guardandolo negli occhi, guardandolo nel viso gli dico di sì.

Io Ricordo!

I ragazzi raccontano, Le Stelle Edizioni

La filastrocca è un testo poetico divertente e in ............................

La poesia suscita ............................ e pensieri.

ho capito!

• Colora i riquadri dei testi poetici che hai appena letto in: se è una filastrocca che comunica allegria e fa divertire; se è una poesia e suscita emozioni e pensieri. • Leggi di nuovo «La proposta dell’ape» e scrivi sui puntini quanti sono:

i versi ........................ le strofe ..........................

• Rileggi le parole finali di ciascun verso. Ci sono parole in rima, cioè che terminano con lo stesso suono? Sottolineale con lo stesso colore. • Il poeta di «Un amico» fa un paragone. Qual è? Coloralo. Per te, invece, amico è come… • Completa il paragone su un foglietto, fai un bel disegno e donalo a un/una amico/a.

159


dalle F I LASTROCC H E alle POESIE

RIME E RIME

DENTRO LA FILASTROCCA • Continua tu a colorare le rime nelle due filastrocche, come nell’esempio.

Nella filastrocca «Il folletto e il ghiro»: fanno rima sempre due versi vicini le rime si ripetono un verso sì e uno no Questa filastrocca è in rima baciata. Nella filastrocca «L’orso e le more»: fanno rima sempre due versi vicini le rime si ripetono un verso sì e uno no Questa filastrocca è in rima alternata. parole

nuove

Che cosa significa esitare? non saper decidere provare a fare qualcosa

IL FOLLETTO E IL GHIRO Pioveva tanto e un dì, sotto un funghetto, trovò rifugio un folletto. Ma sotto il fungo, ben addormentato, russava un ghiro tutto acciambellato. Il folletto impaurito tremava, eppur a scappar via esitava. L’altro riparo era assai lontano… Ma a un tratto ebbe un sorriso strano. Il fungo in basso riuscì ad afferrare e con gran forza cominciò a tirare. Sotto quel gran cappello se ne andò, mentre il ghiro, bagnato, si svegliò. – Dov’è il mio rifugio? – chiedeva a questo e a quello… era stato inventato il primo ombrello! Gyo Fujikawa, Tante storie di gnomi, fate e folletti, La Sorgente

160


è MAGGIO...

L’ORSO E LE MORE

ho capito!

C’era un orso nato da poco che, non volendosi annoiare, desiderava fare un bel gioco: ma non sapeva che gioco fare.

Esiste una mora amara? Certo che no! Ma il suggerimento del gufo vuole aiutare l’orso a vincere… Che cosa? ......................

Provò a giocare con l’acqua del fiume ma gli veniva la noia bagnata. Provò a saltare dietro le piume, ma gli veniva la noia piumata.

........................................................

io rifletto sulla lingua

Una mattina gli disse il gufo: – Lo sai che esiste una mora amara? Io l’ho cercata, però sono stufo… Non l’ho trovata, perché è molto rara! Allora l’orso si mise a cercare e, per sapere l’amara qual era, tutte le more provò ad assaggiare dalla mattina alla sera. E anche adesso che è un orso vecchio la mora amara non l’ha trovata: però assaggiare gli piace parecchio e la noia non gli è più tornata. Roberto Piumini, C’era un bambino profumato di latte, Mondadori

RSL alle pp. 193-194

161

• Leggi la strofa colorata: è scritta con il discorso diretto. Trasformala sul quaderno con il discorso indiretto. Puoi iniziare così: Una mattina il gufo disse all’orso che esisteva…


dalle F I LASTROCC H E alle POESIE

SUONI POETICI SUONI COME SEMI

ho capito!

Da quale elemento della natura esce il suono? Che cosa diventano i semi di suono?

Sento il vento. Ha dentro semi di suono. Li posa e riposa nelle orecchie segrete dove Sole e pensiero sono insieme. Quei semi di suono lentamente crescono in musiche, rumori, voci immense e dolci. In conchiglie cresce il rumore del mare. Poi torna il vento. Sento soffi freschi asciugare i rumori. Tagliare le foglie alla musica e al suono fino al silenzio. Roberto Piumini, Io mi ricordo Quieto Patato, Nuove Edizioni Romane

.................................................. ..................................................

voci immense e dolci Quando i semi di suono si posano nelle conchiglie, quale rumore nasce? 162


è MAGGIO... DENTRO LA POESIA

FORESTA FISCHIONA Il vento soffia suona foglie e flauti nella foresta frugano sei puffi mentre fate e folletti un poco incauti fra le farfalle e i fiori fanno i tuffi.

I poeti giocano con le parole e le scelgono non solo per il loro significato, ma anche per il loro suono. Il ritmo musicale nelle due poesie che hai appena letto è stato creato con: parole in rima suoni che si ripetono Nella poesia «Suoni come semi» quale lettera usa il poeta per raccontare l’origine del suono? • Qual è il suono che si ripete nella poesia «Foresta fischiona»? Colora la lettera che si ripete nei versi della poesia.

Giuseppe Pontremoli

• Prova a ripeterla velocemente a voce alta. A che cosa ti fa pensare?

io

scrivo

Voglio bene al mio gatto con la D perché è Diabolico Drammatico e Distratto. Si chiama Domenico. Vive a Domodossola mangia Dolci e Datteri con Destrezza perché li sputa! G. Niccolai, in Cristina Balzaretti, Laboratorio poesia, Erickson edizioni

• Segui la traccia e scrivi sul quaderno una poesia con i suoni ripetuti. Voglio bene al mio… (nome del personaggio, animale, oggetto scelto) con la… (introdurre la lettera scelta in stampatello maiuscolo) perché è… (introdurre alcuni aggettivi qualificativi) Si chiama… (come si chiama) Vive a… (dove vive) mangia… (che cosa mangia) .... (conclusione)

163


dalle F I LASTROCC H E alle POESIE

Olmo al museo

ONOMATOPEE

DENTRO LA POESIA • Circonda con un colore nella poesia «Notte fumetto» le onomatopee, cioè le parole che imitano i suoni e i rumori della realtà, e riscrivi sul quaderno, come nell’esempio:

tic, tic, tic = rumore di gocce d’acqua • Sottolinea nella poesia «La mia sera» la parolasuono. Quale verso riproduce? ho capito!

Di che cosa si parla in entrambe le poesie? In «Notte fumetto» a chi viene paragonata la tempesta? • Sottolinea in «Notte fumetto» le rime. Che tipo di rima ha utilizzato il poeta? rima baciata rima alternata

(p. 16 e ) io ascolto

NOTTE FUMETTO Tic, tic, tic, cade una goccia d’acqua

e bagna il pavimento. Bll, bll, bll: questo invece è il cielo che bolle da far spavento. Schh, schh, schh: scivola cera calda

lungo la candela. Tac, tac, tac: gocce di temporale, brividi lungo la schiena. Frr, frr, frr: il vento sbatte un ramo

contro la mia finestra. Uhh, uhh: ulula come un lupo questa notte di tempesta. È una notte fumetto, piena di rumori: sono sveglio e mi giro nel letto, ma è meglio che esser fuori. Stefano Bordiglioni, Quante zampe ha il Coccofante?, Emme Edizioni

164


è MAGGIO...

LA MIA SERA Il giorno fu pieno di lampi; ma ora verranno le stelle, le tacite stelle. Nei campi c’è un breve gre gre di ranelle. Le tremule foglie dei pioppi trascorre una gioia leggera. Nel giorno, che lampi! Che scoppi! Che pace la sera! Giovanni Pascoli, Poesie, Mondadori

io

scrivo

• Le parole che imitano i suoni e i rumori della ricreazione sono scappate dalla filastrocca! Riscrivile tu al posto giusto. Poi prova a scrivere le onomatopee per imitare un momento della tua giornata (l’ora di inglese, la musica, l’uscita…).

,

,

.................... .................... ....................

!

Cric, cric, croc! Glu, glu, glu! Pif, pif, paf! Gnam, gnam, gnam!

Si aprono le merendine, ,

,

!

,

!

, , I succhi che van giù. Alle dieci e trenta si ferma la lezione e comincia il concerto della ricreazione.

!

.................... .................... ....................

Fan le patatine! ,

.................... .................... ....................

I morsi sui panini. .................... .................... ....................

Stefano Bordiglioni, Quante zampe ha il Coccofante?, Emme Edizioni

165


dalle F I LASTROCC H E alle POESIE

SIMILITUDINI

DENTRO LA POESIA • Nella poesia «La luna alla finestra» la luna viene paragonata a una grande primula. Da che cosa è suggerita questa somiglianza tra la luna e la primula?

dalla forma dal colore dal suono • Anche nella poesia «Il cielo» ci sono dei paragoni? Cercali e sottolineali. Da quali parole sono introdotti?

Io Ricordo! Queste immagini poetiche che paragonano elementi ad altri si chiamano similitudini o paragoni. Le similitudini sono introdotte dalle parole come, sembra, somiglia…

LA LUNA ALLA FINESTRA Batte la luna soavemente di là dai vetri, sul mio vaso di primule: senza vederla la penso come una grande primula anch’essa stupita, sola, nel prato azzurro del cielo. Antonia Pozzi, Parole, diario di poesia, Mondadori

166


è MAGGIO...

IL CIELO Il cielo è come un mare di cui le nubi paiono le onde e la luna sembra una barca che naviga tra le stelle. Anonimo giapponese

io

scrivo

• Osserva e completa sui puntini.

Il mare calmo Il sole

è è rotondo e giallo

come una grande .............................. blu come un ..............................

• Scrivi sul quaderno altre similitudini con le seguenti coppie di nomi. notte e mantello • montagna e gigante • neve e panna • Confronta in classe il tuo lavoro. 167


dalle F I LASTROCC H E alle POESIE

AL TRAMONTO

TRAMONTO Il Sole è tramontato… Nel prato del cielo tra i fiori di stelle, va crescendo la Luna come un gancio d’oro… Federico Garcia Lorca

io rifletto sulla lingua

• Leggi le frasi e dividile in sintagmi. Poi colora il soggetto e il predicato verbale. La Luna e le stelle illuminano il cielo. Nasce un nuovo giorno. In cielo spunta la Luna. 168

RSL alle pp. 221, 224


è MAGGIO...

NEL CIELO CHE S’IMBRUNA Nel cielo che s’imbruna, intorno a mamma Luna, le piccole stelle sembrano pecorelle… Nei campi di luce la mamma le conduce, e pascolan così finché non spunta il dì. Lina Schwarz, Ancora… e poi basta!, Mursia

ho capito!

A che cosa viene paragonata la Luna nella poesia «Tramonto»? Da che cosa è suggerita questa similitudine? dalla forma dal colore dal suono • Leggi di nuovo ad alta voce la filastrocca «Nel cielo che s’imbruna». Che cosa significa «s’imbruna»? si scurisce, perché il Sole tramonta si illumina, perché il Sole sorge

A che cosa vengono paragonate le stelle? • Sottolinea nel testo la similitudine. • Colora le parole che fanno rima. Si tratta di: una rima baciata una rima alternata 169


dalle F I LASTROCC H E alle POESIE

IL PANE Se io facessi il fornaio vorrei cuocere un pane così grande da sfamare tutta, tutta la gente che non ha da mangiare. Un pane più grande del Sole, dorato, profumato come le viole. Un pane così verrebbero a mangiarlo dall’India e dal Chilì. I poveri, i bambini, i vecchietti e gli uccellini. Sarà una data da studiare a memoria: un giorno senza fame! Il più bel giorno di tutta la storia! Gianni Rodari, Filastrocche in cielo e in terra, Einaudi

ho capito!

A volte anche una semplice poesia ci fa riflettere e pensare. Qual è il tema di cui si parla nella poesia e che riguarda tutta la gente del mondo? 170


laboratorio

SCRIVO UNA POESIA Per scrivere una poesia segui la traccia.

1. Osserva le immagini e scegli l’argomento.

di scr ittura Olmo al museo (p. 17) io osservo

2. Scrivi aggettivi, verbi, emozioni.

La nuvola

Com’è?

Che cosa fa?

Che cosa provi quando la guardi?

Aggettivi

Verbi

Emozioni

Piccola, bianca

Volteggia…

Voglia di volare via…

La pioggia L’amicizia

3. Crea le similitudini. Osserva la nuvola e cerca qualcosa che abbia le stesse caratteristiche, unisci i due elementi con la parola come o i verbi sembrare, parere…

La nuvola è bianca come la neve, è così soffice che sembra panna montata…

4. Combina insieme aggettivi, verbi, emozioni e similitudini e tanta magia! Ricorda di scrivere in versi, per cui vai a capo ogni volta!

È piccola, bianca volteggia nell’aria leggera come una piuma e io con lei volo via nel mondo della fantasia. 171


… O N G U I G è Copri il testo con un foglio. Legge l’insegnante.

Anna Giò era venuta al mondo su quell’isola accarezzata dalle onde marine una mattina di giugno. Per questo amava il mare. Le piaceva camminare sulla spiaggia e giocare a farsi rubare le orme dalle onde birichine. Il mare parlava ad Anna Giò e Anna Giò parlava al mare. Fu proprio il mare a far conoscere Anna Giò a Gavina, la guardiana del faro. Un giorno Gavina disse ad Anna Giò: – Devo confessarti un segreto. Io sono la maga dei castelli di sabbia. Anna Giò la guardò sbalordita, senza sapere che cosa rispondere. – E siccome sono molto vecchia – proseguì – desidero che sia tu a ereditare il mio potere. – Perché io? – chiese Anna Giò, quando le riuscì di aprire bocca. – Perché anche tu sai ascoltare il mare e sai parlare con esso. È questa la qualità fondamentale per poter diventare la maga dei castelli di sabbia. Gavina estrasse dalla tasca dei calzoni un sacchettino rosso. Con un gesto solenne lo consegnò ad Anna Giò. – Tieni! È sabbia fatata – dichiarò mentre gli occhi le si illuminavano tra le rughe fitte fitte del viso. – Ne basta un pizzico su ogni castello di sabbia che costruirai. Anna Giò discese gli scalini scavati nella roccia che dal faro portavano giù, sulla spiaggia. Sentiva il cuore batterle forte nel petto per l’emozione. Corse lungo la riva e urlò al mare con quanto fiato aveva: – Sono la maga dei castelli di sabbia!

Rosalia Mariani, La maga dei castelli di sabbia, Editrice Piccoli

Olmo al museo (p. 18 e ) io ascolto

Io pro tagonista Ti piace il mare? Quali emozioni suscita in te? Spiegalo in un testo, accompagnandolo con qualche bella illustrazione.

172


! o c o i legg o e g

io

leggo

• Leggi di nuovo il testo in modo silenzioso e poi rispondi. Se questo racconto fosse un odore profumerebbe

di ................................... perchĂŠ ........................................... ....................................................................................................

Se questo racconto fosse un sentimento sarebbe di ........................................

perchĂŠ ...........................................

....................................................................................................

173


LETTU RA ATTIVA

CHE AVVENTURA! Leggete e rispondete alle domande, anticipando i fatti della storia.

Stamattina Paul e io abbiamo messo in acqua il canotto. Giocavamo a far finta di essere dei naufraghi alla ricerca di un’isola. E siccome vicino alla riva c’era molta gente che faceva il bagno, abbiamo remato per spingerci un po’ più al largo. Quando si gioca a fare i naufraghi, la gente intorno dà fastidio. I naufraghi devono essere completamente soli! Al largo, dove eravamo davvero soli, abbiamo scoperto uno scoglio. – Susy, terra in vista! – ha gridato Paul e ci siamo abbracciati, perché eravamo finalmente salvi. Abbiamo remato in direzione dello scoglio e ci siamo arrampicati sulla roccia. Paul voleva tirare sullo scoglio anche il canotto, perché non fosse portato via dalle onde. Il canotto, però, è rimasto impigliato nello scoglio e, quando abbiamo tirato un po’ più forte, zacchete, ecco un bello strappo nella gomma e tutta l’aria che usciva fuori. Non c’era anima viva intorno.

Che cosa faranno i due bambini? E tu che cosa faresti al loro posto?

174


è GIUGNO...

Io ho gridato «aiuto» ma nessuno mi ha sentita. Mi sono sbracciata, sempre per chiedere aiuto, ma nessuno mi ha vista. Paul si è messo a piangere. Non ha però ammesso di non saper nuotare. Ha detto che in acqua c’erano gli squali. Allora sono scesa dallo scoglio fino all’acqua e ho detto tra me e me: «Signore, guardami tu!» e mi sono tuffata. La riva non era poi così distante e il mare, per fortuna, era calmo. Non ho neppure dovuto lottare contro nessuna onda gigante. Ho raccontato tutto alla mia mamma e alla mamma di Paul che stavano prendendo il Sole sulla spiaggia. Così, remando con il materassino, hanno raggiunto lo scoglio e caricato Paul. Io sono rimasta sulla spiaggia, ero troppo stanca. Susy arriverà a riva sana e salva?

Alla sera, con la carta argentata di una tavoletta di cioccolato, il papà mi ha fatto una decorazione. È una decorazione al merito per il salvataggio - SOS! Me l’ha appuntata sulla camicia da notte! È orgoglioso di me, ha detto. Perché ho nuotato fino alla riva. E perché si è visto che non sono una piagnona!

Che cosa penserà il papà di Susy? Che cosa farebbe il tuo papà?

Christine Nöstlinger, Cara nonna, la tua Susy, Piemme

Se questo racconto fosse un colore, sarebbe… perché… Se fosse un’emozione sarebbe… perché… 175


LETTU RA SONORA

CAMPEGGIO IN GIARDINO Era una calda sera d’estate.

Leggete e Ben e il suo amico Josh avevano deciso di dormire in una scrivete nelle nuvolette tenda in giardino. suoni, rumori ed emozioni. Era la prima volta che i due bambini facevano l’esperienza del

campeggio ed erano molto eccitati. Che bello!

La mamma di Ben li aiutò a portare le loro cose nella tenda. Fecero molti viaggi avanti e indietro con sacchi a pelo, cuscini, pigiama e pantofole. Ben si portò un libro, la sua macchinina da corsa e un barattolo di caramelle. Josh prese un robot e della cioccolata. – Avete bisogno di una torcia? – disse il papà di Ben. – Possiamo avere un po’ di aranciata? – chiese Ben. – E le patatine? – aggiunse Josh. – Nel caso che ci venga fame. Quando ebbero portato ogni cosa nella tenda, la mamma di Ben disse: – Caspita! Non c’è quasi spazio per voi, bambini. – Lasceremo la porta aperta, non si sa mai… – disse il papà di Ben. Poi chiusero la cerniera della tenda e tornarono in casa.

176


è GIUGNO...

Di colpo fu buio. I bambini si rannicchiarono nei loro sacchi a pelo. Mangiarono le patatine fritte e le caramelle, poi bevvero l’aranciata. I due campeggiatori bisbigliavano e ridacchiavano quando a un tratto Ben udì un rumore… – Che cos’è? – chiese Josh, schizzando a sedere. Ben e Josh ascoltavano in silenzio. La luna brillava attraverso i rami degli alberi, riflettendo sulla tenda ombre di ramoscelli che parevano dita ossute. Poi un gufo volò basso, urlando…

Volta la pagina, l’avventura continua!

IO imparo (scheda 46)

177


LETTU RA SILENZIOSA

CAMPEGGIO IN… CASA

E tu che cosa avresti fatto al posto di Ben e Josh?

Lentamente i due bambini aprirono la tenda e guardarono fuori. La casa di Ben sembrava lontana da raggiungere, ma c’erano le luci accese e la porta aperta. Ben e Josh s’infilarono le pantofole e corsero attraverso il giardino buio e spaventoso, fino alla casa. – Pensavo che voi due voleste fare il campeggio – disse il papà di Ben. – C’erano animali feroci là fuori – spiegò Ben. – E una strega ha cercato di prenderci! – aggiunse ancora Josh, con la voce che tremava. – Ah, capisco – disse la mamma di Ben, mentre li accompagnava a letto. – Bene, per questa notte vi accamperete dentro casa; potrete accamparvi fuori un’altra volta!

Georgie Adams, Un anno pieno di storie, Mondadori

178


è GIUGNO...

TROPPE EMOZIONI Sono al Campus «Le stelle cadenti» e mi sto divertendo un sacco. Oggi ho fatto la mia prima escursione e ho trascorso una giornata incredibile. Quasi come un film di Indiana Jones! Ho visto il Sole che spuntava dalle cime, un’aquila in volo, ho trovato le tracce di un orso e la tana di un cinghiale! Ho attraversato ponti sospesi con delle corde e… sono finito nel torrente! Proprio così. Camminavo insieme agli altri lungo la riva del torrente, alla ricerca delle trote. Io ne ho visto subito una, poi un’altra, che guizzava tra i massi. Ho provato una gioia così grande che ho perso l’equilibrio, ed è successo il «patatrac»: sono caduto in acqua! Che spavento! L’acqua era gelida e non riuscivo a tirarmi su. Denis mi ha afferrato subito per un braccio e non è successo niente di troppo pericoloso. Per fortuna! Angela Nanetti, Cara Rachel… Caro Denis…, Edizioni EL

Mettiti nei panni del protagonista e colora i pallini così: paura felicità

179

sollievo gioia


: E T A T S E è Il mare è tutto azzurro il mare è tutto calmo. Nel cuore è quasi un urlo di gioia. E tutto è calmo. Sandro Penna, in La poesia novecentesca nella scuola elementare, Vannini Editrice

io

scrivo

• Immagina di guardare il mare e completa sul quaderno questi versi sull’estate.

Guardando il mare sogno … Ascoltando le onde che s’infrangono immagino …

Vedo il mare azzurro e tranquillo… è un’emozione … Vedo il sole … è un’emozione… 180


e r a m c’è un ! o r r u z z tutto a Alla festa del Sole son mille gli invitati: un mare di grano biondo e i papaveri dei prati, le onde azzurre azzurre, le vele bianco neve, e tra le foglie verdi il vento lieve lieve, i castelli di sabbia accanto agli ombrelloni, risate di bambini, voli di aquiloni. Maria Albina Scavuzzo

ho capito!

In questa poesia si parla della «festa del Sole». Che cosa si festeggia? • Nell’immagine non sono stati illustrati alcuni «invitati» Quali? Osserva e scrivi qui! .........................................................................................

• Impara a memoria la poesia che ti piace di più tra le due e recitala ai compagni. 181

io

coloro

• Colora con i pastelli a cera l’immagine dell’estate. Qual è, secondo te, l’elemento che subito e più degli altri ti fa pensare all’estate?


RIFLETTO sulla LINGUA

L’ORDINE ALFABETICO Ecco l’alfabeto, ripassalo mentre lo completi: attenzione al posto delle lettere straniere!

A

....

C

D

....

F

G

....

I

N

O

....

....

R

....

T

U

....

J

....

W X

L

....

....

Z

1 Riscrivi sul quaderno le seguenti parole in ordine alfabetico. acqua • oche • triglia • jeans • quaglia • sole • drago • kiwi • elefante • fantasma • granchio • neve • upupa • rastrello • papavero • quaglia • sole • limone • vischio • zenzero • muschio • baco

Io Ricordo!

Per mettere in ordine alfabetico parole che hanno la stessa lettera iniziale, per esempio ala - abete, si guarda la seconda lettera: la b precedere la l, quindi in ordine alfabetico si scrive abete, ala. Se anche la seconda lettera è uguale (casa canotto) si considera la terza, e così via.

2 Numera le parole di ogni gruppo, in modo che risultino in ordine alfabetico. guarda la seconda lettera! guarda le altre lettere!

bambola angelo

biro anguilla

buio antilope

befana

bosco

anno

antico

3 Ora che conosci bene l’ordine alfabetico, cerca sul dizionario le seguenti parole e scrivi il loro significato sul quaderno. diligente • gheriglio • antiquario • diluire • sbrigativo • varcare • foraggio • pianola

182

Radura: in un bosco, spazio senza alberi.

Veleggiare: navigare con un’imbarcazione a vela.

Lessico


CONOSC E R E I SIGN I FICATI

GLI OMONIMI:

coda

PIÙ SIGNIFICATI

coda

coda

Conosci altri significati della parola «coda»?

1 Scopri i due significati di ogni parola e scrivi una frase sul quaderno per ciascun significato.

sirena

2 Sottolinea gli omonimi e spiega a voce i diversi significati.

• Io abito a Torino. • La mamma indossa un abito nuovo. • Il mio sport preferito è il calcio. • Perché mi hai dato un calcio?

riso

• Che male! Mi ha punto un’ape! • Dopo il punto ci vuole la lettera maiuscola.

gru

• Oggi abbiamo piantato un seme in giardino: diventerà una pianta bellissima! • Disegnate la pianta della vostra camera.

viola

• In classe ci sono venti alunni. • I venti soffiavano nella nostra direzione.

3 Scopri due significati per ciascuna delle seguenti parole. pesca

indice

letto

banco

...................................

di un libro

...................................

...................................

...................................

...................................

...................................

...................................

Lessico

183


RIFLETTO sulla LINGUA

I SINONIMI:

STESSO SIGNIFICATO

allievo

maestra

nube

scolaro

insegnante

nuvola

1 Collega con una freccia i sinonimi. spedire

frumento

grano

inviare

ingoiare

riparare

aggiustare

inghiottire

orrendo

minuscolo

2 Riscrivi le frasi sul quaderno, sostituendo i verbi fare e dire con altri più appropriati.

Adesso faccio merenda. Quest’anno faccio la terza elementare. Facciamo una torta? Non so fare questo problema. Clara dice la poesia ai nonni! Di’ tutte le tue paure. Ti dico un segreto! Non lo dire a nessuno!

piccolissimo

bruttissimo

Nonna, mi dici di quando eri piccola?

3 Sostituisci le parole colorate con altre di significato simile. Mi piacerebbe tanto abitare ................................................................ in campagna. Serena ha un micio ................................................................ con il pelo arancione. Quei bambini fanno un gran baccano ................................................................ ! Mi piace quando qualcuno mi narra ................................................................ una storia. Quanta folla ................................................................ c’è al supermercato! Piero ha i calzoni ................................................................ bagnati. Martina dà ................................................................ sempre i suoi colori a tutti i compagni! Cerca di essere più rapido ................................................................ nel fare le cose! 184

Lessico


CONOSC E R E I SIGN I FICATI

I CONTRARI: alto

SIGNIFICATO OPPOSTO triste

vuoto

basso

allegro

1 Colora allo stesso modo i contrari.

pieno

2 Collega con una freccia i contrari.

corto

opaco

svegliarsi

abbassarsi

affollato

malato

vincere

distruggere

sporcizia

pulizia

alzarsi

perdere

avarizia

lungo

spegnere

piangere

lucido

cattiveria

ridere

addormentarsi

bontĂ 

deserto

partire

accendere

sano

generositĂ 

costruire

arrivare

3 Scrivi nel cruciverba i significati contrari delle parole date.

1. Caldo 2. Dolce 3. Distratto 4. Acerbo

1 2 3 4

Che cosa leggi nella colonna colorata? 4 Disegna la parola con il significato opposto. Lessico

185


RIFLETTO sulla LINGUA

SUONI DIFFICILI 1 Osserva i disegni e scrivi le parole al posto giusto.

GN

NI

............................................................................

............................................................................

............................................................................

............................................................................

............................................................................

............................................................................

............................................................................

............................................................................

............................................................................

............................................................................

Io Ricordo!

Si usa gni per scrivere le parole compagnia, sogniamo, disegniamo.

2 Osserva i disegni e scrivi le parole al posto giusto.

GLI

LI

............................................................................

............................................................................

............................................................................

............................................................................

............................................................................

............................................................................

............................................................................

............................................................................

............................................................................

............................................................................

186

Ortografia


SCRIVERE BENE

Io Ricordo!

Si scrive CU se dopo la U c’è una consonante Si scrive QU se dopo la U c’è una vocale Si scrive CQU nella parola acqua e nei suoi derivati

cuscino quercia acquaio

Si usa cqu anche nelle parole tacque nacque piacque acquistare. Nelle parole cuoio, cuore, scuola, cuoco, taccuino e nei verbi cuocere, riscuotere, scuotere… si scrive CU anche se dopo la U c’è una vocale.

IO imparo

3 Osserva i disegni e completa il cruciverba seguendo i numeri.

(scheda 47)

3 1

2

1 2 3 4 6

5 6

8 7

8

9

9 4

5 7

4 Scrivi una frase con ciascuna parola. scuotere • riscuotere • cuocere • tacque • nacque • piacque • acquistare Ortografia

187


RIFLETTO sulla LINGUA

LA DIVISIONE IN SILLABE Io Ricordo!

Le consonanti DOPPIE si separano: I suoni SC-GN-GL-CH non si separano mai: Le consonanti L, N, R, M si separano dalla consonante che viene dopo: I suoni QUA, QUE, QUI, QUO non si separano mai: Se la prima lettera è una VOCALE può stare da sola: Il suono CQU si separa come se ci fosse una doppia:

tetto tet-to gnomo gno-mo bambola bam-bo-la quaderno qua-der-no ala a-la acqua ac-qua

1 Dividi in sillabe le parole con una /. abete

aghi

conigli

albero

pigna

pescatore

treno

fantasia

attenzione

mantello

campana ornitorinco basilico

giocattolo aquila tovagliolo

acquazzone piroscafo

margherita

acquedotto

usignolo

cipresso

olmo

albicocco legname

2 Completa il cruciverba sillabico. Leggendo nell’ordine le sillabe che compaiono nelle caselle azzurre scoprirai il cognome di un famoso Harry. Orizzontale

1. Si indossa d’inverno. 3. Si leggono. 5. È un balcone molto grande.

1 CAP 3

2

BRI 4

Verticale

1. Plurale di cappello. 2. Ha paura del gatto. 4. È il terzo mese dell’anno.

5

ZO

IO p im aro (scheda 48)

3 Completa con le sillabe mancanti.

........

- noc - ........

e - ........ - fan - ........

.......

188

- que - ........ - ........

........

- pa - ........ Ortografia


SCRIVERE BENE

USO L’H Io Ricordo!

Le parole HO, HA, HAI, HANNO si scrivono con l’H quando significano…

Possedere

Sentire

Fare qualcosa

Marco ha una penna nuova.

Marco ha sonno.

Marco ha letto un libro d’avventure.

1 Completa con HO • O = oppure. Quando . . . . . paura accendo la luce dalla mamma.

.....

2 Completa con HA • A = dove? a chi? quando?

vado

Sara ..... molta sete e ..... chiesto un bicchiere d’acqua.

A colazione bevi il tè ..... il latte?

.....

.....

visto un film stupendo!

.....

un maglione nuovo: è blu!

.....

terminato i compiti, posso giocare?

Natale, andrò ..... Venezia!

Carla ..... raccontato una barzelletta. Eva risponde ..... Giulia. Ieri la mia sorellina ..... compiuto tre anni.

3 Completa con HAI • AI = dove? a chi? quando?

tempo che passa.

.....

tutti gli ingredienti per fare la pizza?

.....

telefonato ..... tuoi cugini?

Lorenzo e Marco ............... partecipato alla gara di nuoto e sono arrivati ultimi! I miei nonni mi mondo.

Il prestito scade ..... primi di marzo. Vuoi andare ..... giardini? Quanti anni ..... ?

...............

regalato un mappa-

È mezzogiorno e tutti ............... fame!

IO imparo

Non so se sia l’............... giusto.

(scheda 49)

Ortografia

4 Completa con HANNO • ANNO = il

Quest’ ............... studio pianoforte. 189


RIFLETTO sulla LINGUA

L’ACCENTO Io Ricordo!

Si mette l’accento su… l’ultima sillaba di una parola è quando si tratta del verbo essere dà quando vuol dire dare là lì quando si indica un luogo né quando si nega qualcosa sé quando significa se stesso sì quando si afferma qualcosa

città Luisa è allegra Marco non mi dà la gomma Il libro è lì sul letto Non voglio né il gelato né il panino! Mio fratello pensa solo per sé Sì, è vero, sono una gran dormigliona

Non si mette mai l’accento su… qui • qua • fu • su • do • fra.

1 Completa con le seguenti parole. già • tè • verità • farò • ballò • più A giugno ...................... il saggio di danza. Sei ...................... stato al mare quest’anno? Sono stanca! Non ne posso ...................... Alla festa Claudia ...................... a lungo. Dimmi tutta la ...................... !

2 Colora il riquadro giusto. Chi mi dà da una caramella? Sandra e è davvero simpatica. Non trovi la là palla? È la là ! Per me la felicità felicita

e è tutto!

Dall’ oblò oblo ho visto un delfino. Perche Perché non mi dici di si sì ?

Mi prepari un ...................... caldo? Grazie!

3 Metti l’accento dimenticato. Li, vicino a te, abita mio nonno. In estate in citta fa troppo caldo. Perche Alessio da sempre la colpa a me? Maria fini i suoi compiti molto in fretta. Ora non ho piu ne fame ne sete. Chi fa da se fa per tre. Quante nuvole, lassu nel cielo!

IO p im aro

Dimmi si o no.

) (schede 50, 51

190

Ortografia


SCRIVERE BENE

L’APOSTROFO Io Ricordo!

Si mette l’apostrofo… con gli articoli la, lo, una davanti a vocale con un’ solo se è davanti a un nome femminile che inizia per vocale con po’ quando significa poco con i verbi va’, fa’, sta’, di’, da’ se sono ordini Non vogliono l’apostrofo… tale quale davanti ai nomi che iniziano per vocale

1 Riscrivi le frasi con l’apostrofo.

L’uva è matura Un’ape vola sul fiore Mi dai un po’ di pane? Va’ subito al tuo posto

Qual è il tuo colore preferito?

2 Completa con:

Lo altro giorno ho incontrato una amica. Lo aereo partirà tra una ora. Mi sono punta con lo ago. Anni fa qui ci era una cartoleria. La mia bicicletta è rossa. Come è la tua? Quanto costa il prosciutto allo etto? Grazie per lo invito, verrò da te una altra volta. Di estate si sta meglio alla ombra dello ombrellone.

all’ • nell’ • un’ • po’ • sull’ • dell’ Facciamo un picnic ........ aperto? Mi piace dondolare ........ altalena. Vorrei ........ aranciata, grazie. La tuta è ........ armadio. ........

insalata vuoi un ........ di aceto?

In giardino c’è ........ aiuola fiorita. Sediamoci ........ ombra degli alberi. Sono andato alla mostra di pittura ........ amica di Giulia. Stupenda! ........

orto ci sono i pomodori maturi.

3 Completa con una parola adatta: deve cominciare per vocale. dell’.................................

all’.................................

nell’.................................

sull’.................................

4 Scrivi sul quaderno una frase con ciascuna parola. anch’io • c’è • d’accordo • dov’è • l’hai • l’ho • qual è Ortografia

dall’.................................

191

IO p im aro

) (schede 52, 53


RIFLETTO sulla LINGUA

USO LA PUNTEGGIATURA Inserisci le seguenti parole: elenco • esclamazione • lunga • domanda • breve • parole • frase

Io Ricordo!

La virgola , indica una pausa ....................... e si usa per separare le .......................

e le frasi. Il punto . indica una pausa ....................... e chiude una ....................... I due punti : introducono un ....................... , una spiegazione, un dialogo. Il punto interrogativo ? si usa per formulare una ....................... . Il punto esclamativo ! indica meraviglia e si usa per fare un’ .............................................. .

1 Inserisci il punto esclamativo (!) o il

2 Inserisci il punto (.), la virgola (,) e i due

punto interrogativo (?).

punti (:).

Evviva, è arrivata Clara

Quando ero piccolo

mi piaceva stare

Sta nevicando. Smetterà prima di sera

sotto il tavolo in cucina

Che buio

Milano ha due squadre di calcio

Quanto costano le fragole

e Inter

Milan

3 Leggi il brano e inserisci nei quadratini la punteggiatura adatta. Una gallina teneva nel becco un pezzo di formaggio Le si avvicinò un gatto e le disse – Che belle piume e che belle zampe hai tutti gli uccelli La gallina

Se tu sapessi cantare

saresti il migliore di

Perché non mi fai sentire la tua voce che conosceva la favola del corvo e della volpe, rispose:

– Non ci penso proprio

Io Ricordo!

Così il formaggio le cadde in terra; il gatto lo prese e scappò via di corsa.

Il punto e virgola indica una pausa più breve del punto e separa tra loro due frasi.

Luigi Malerba, Le galline pensierose, Mondadori

192

Ortografia


SCRIVERE BENE

NEL DISCORSO DIRETTO Maestra, ci leggi una storia?

Io Ricordo! Il discorso diretto riporta esattamente le parole pronunciate da una persona. Il discorso diretto richiede… • verbi come dire, chiedere, rispondere • due punti e una lineetta : • la lettera maiuscola

Simone chiede: – Maestra, ci leggi una storia?

• talvolta le « » al posto della lineetta

1 Leggi i fumetti e scrivi sui puntini le parole pronunciate dai personaggi, utilizzando la punteggiatura del discorso diretto. Leo, corri a lavarti i denti!

Posso guardare la TV?

Silvia chiede alla mamma

....................................................................................

...........................................................................

....................................................................................

2 Riscrivi le frasi sul quaderno utilizzando la punteggiatura del discorso diretto. Ho chiesto a mio fratello mi presti la bicicletta nuova? Gianni domanda ad Andrea a che cosa vuoi giocare? Valentina esclama che noia, piove! Mio fratello chiede Papà, per favore, mi aiuti a studiare geometria? Ortografia

193


RIFLETTO sulla LINGUA

NEL DISCORSO INDIRETTO Osserva e leggi.

Camilla, il tuo disegno è bellissimo!

Io Ricordo!

Il discorso indiretto riferisce ciò che è stato detto dai personaggi. Per passare dal discorso diretto a quello indiretto… • si introducono parole di collegamento come di, che, se • si elimina la punteggiatura

La bambina dice che il disegno di Camilla è bellissimo!

1 Racconta ciò che è stato detto dai personaggi dei fumetti con il discorso indiretto. Mi presti i colori?

Aprite il libro a pagina 125!

Sì!

Il bambino chiede alla compagna ...... prestargli i colori.

La maestra

La bambina risponde ...... sì.

Un bambino

Va bene, maestra!

..............................................................

................................................................................... ...........................................................

2 Colora il quadratino di rosso se è discorso diretto, di celeste se è discorso indiretto.

– Dove vai, Sara? – chiese la mamma. La maestra gli chiese se aveva studiato. L’allenatore esortò a passare la palla. Domandai al babbo: – Posso uscire? 194

Ortografia


SCRIVERE BENE

3 Trasforma il discorso diretto in indiretto o viceversa. Discorso diretto

Discorso indiretto

Mario esclamò: – Il pulmino è sempre in ritardo!

..................................................................................

..................................................................................

In coro gridammo che era una bellissima notizia.

..................................................................................

.................................................................................. .................................................................................. ..................................................................................

La maestra mi chiese se andavo a fare le fotocopie. ..................................................................................

Davide dice: – Ho fatto un sogno bellissimo.

.................................................................................. .................................................................................. ..................................................................................

La nipotina sussurrò alla nonna che le voleva tanto bene.

La maestra ci comunicò: – Domani andremo al mare con la IV B.

..................................................................................

..................................................................................

In palestra l’istruttore ci ha urlato di metterci in fila in silenzio.

..................................................................................

..................................................................................

4 Leggi la filastrocca e trasforma sul quaderno il discorso diretto (che cosa dicono i conigli) in discorso indiretto, come nell’esempio.

– Io ho fatto un fiocco alle orecchie – spiega Coniglio Grigio – perché devo ricordarmi di non dimenticare! – Anch’io ho fatto un fiocco perché non devo scordare – dice Coniglio Grasso – purtroppo già non ricordo che cosa dovevo fare… Ortografia

– Io per fortuna non ho niente da ricordare – ride Coniglio Allegro – visto che i fiocchi non li so fare! Stefano Bordiglioni, Non dirlo al coccodrillo, Einaudi Ragazzi

Coniglio Grigio spiega che ha fatto un fiocco alle orecchie perché deve ricordarsi di non dimenticare. 195


RIFLETTO sulla LINGUA

IL NOME:

COMUNE O PROPRIO

bambina

gatto

fiume

Valentina

Silvestro

Po

Io Ricordo!

I nomi sono le parole che indicano le persone, gli animali e le cose (oggetti,

sentimenti…). Il nome può essere: COMUNE: bambina, gatto, fiume PROPRIO: Valentina, Silvestro, Po

1 Colora solo i nomi comuni, poi scrivili nella colonna giusta.

cespuglio

ma

mangiare

margherita

panda dottore

denti

pagliaccio gli

piccione

indica una persona, un animale o una cosa generica indica il nome preciso di una persona, un animale o una cosa. I nomi propri si scrivono con la lettera maiuscola

Persone

cane quando maestra

comune. ..........................................................................

cantante cane

..................................................................

.........................................................................

squadra

Cose

e

3 Sottolinea in rosso i nomi comuni e in

2 Scrivi un nome proprio per ogni nome città

Animali

...................................................................

azzurro i nomi propri. Un gabbiano vola sul Mar Mediterraneo. Vado in Sardegna con i miei cugini Ilaria e Niccolò. Sara è seduta sul divano con la sua gatta Lina. Il mio personaggio preferito è Cenerentola. 196

Morfologia


CONOSCERE L E PA ROLE

IL NOME: MASCHILE O FEMMINILE bambin-o

Io Ricordo!

bambin-a

I nomi possono essere di genere maschile (bambino) o femminile (bambina). I nomi maschili terminano di solito in –o, i nomi femminili in –a.

Alcuni nomi non seguono questa regola (pittore-pittrice). Altri finiscono in –a e sono sia maschili sia femminili (dentista).

1 Inserisci i nomi maschili e i nomi femminili nella tabella. temporale • bue • scarpa • rana • papà • attrice • sveglia • nube • acquazzone • telefono

Nomi maschili

Nomi femminili

.................................................. .................................................. .................................................. .................................................. .................................................. .................................................. .................................................. .................................................. .................................................. ..................................................

2 Trasforma il genere dei nomi. Che cosa noti? Nomi maschili

albicocco

Maschile Nomi femminili .......................................

.......................................

pera

.......................................

ciliegia

pesco .......................................

Morfologia

3 Volgi al femminile. Che cosa succede?

.......................................

susina 197

Femminile

il collo

......................................................

il foglio

......................................................

il porto

......................................................

il banco

......................................................

il pianto

......................................................


RIFLETTO sulla LINGUA

IL NOME: Singolare (uno)

bambino

bambina

SINGOLARE O PLURALE

bambini

bambine

1 Scrivi S se è singolare, P se è plurale. vulcano

ruote

fiore

monti

boschi

alunni

serpente

nonno

ali

aerei

subacqueo

Io Ricordo!

Plurale (tanti)

radio

I nomi sono singolari quando indicano una persona, un animale o una cosa; plurali quando indicano due o più persone, animali o cose. Singolare e plurale rappresentano il numero dei nomi.

2 Forma il plurale dei seguenti nomi. mosca

......................................................................

fungo

.......................................................................

lumaca ..................................................................... lago .......................................................................... casco

.......................................................................

riga ...........................................................................

Io Ricordo!

Per formare il plurale delle parole che al singolare terminano in CIA e GIA segui la regola… freccia – spiaggia se c’è una consonante prima di CIA o GIA il nome al plurale finisce in CE o GE frecce – spiagge

se c’è una vocale davanti a CIA o GIA il nome al plurale finisce in CIE o GIE

4 Scrivi una frase per ciascun nome in-

3 Volgi al plurale. farmacia bugia

camicia – magia camicie – magie

variabile, cioè che ha la stessa forma sia al singolare sia al plurale.

..................................................................

.......................................................................

città • bar • caffè • re • zoo • tribù

arancia ..................................................................... 198

Morfologia


CONOSCERE L E PA ROLE

IL NOME:

CONCRETO O ASTRATTO

Leggi e rispondi.

Buk è il mio cane. Ha il pelo bianco, con una macchia nera sull’orecchio. È di un’allegria, dolcezza e simpatia esagerate!

Quali caratteristiche di Buk non sono state disegnate?

Io Ricordo!

I nomi come cane, pelo, macchia, orecchio sono nomi concreti: si possono vedere, toccare e rappresentare con un disegno. I nomi come allegria, dolcezza, simpatia sono nomi astratti, cioè non si possono percepire con i sensi e non si possono disegnare. Indicano sentimenti, sensazioni, idee…

• l’ ........................................................................ • la ....................................................................... • la .......................................................................

1 Prova a disegnare i nomi elencati, poi fai una X.

tazza concreto

tranquillità astratto

farfalla concreto

concreto

felicità astratto

neve astratto

concreto

concreto

astratto

fame astratto

concreto

astratto

2 Scrivi sul quaderno cinque nomi concreti e cinque nomi astratti e confrontali in classe. Morfologia

199


RIFLETTO sulla LINGUA

IL NOME:

PRIMITIVO O DERIVATO acquario

acquazzone acquaio

ACQUA

acquerelli

acquaragia

Io Ricordo!

Da un nome primitivo possono derivare altri nomi di significato diverso, chiamati nomi derivati. Acqua è il nome primitivo, che non deriva da nessun altro nome; acquaio, acquario, acquazzone, acquerelli, acquaragia sono nomi derivati. La parte in comune acqu– si chiama radice.

1 Colora il nome primitivo.

2 Qual è il nome primitivo? Scrivilo tu.

fioriera

fiore

fioritura

pane

panettiere

panificio

cavaliere, cavalcare

zuccherare, zuccherificio ...................................... libreria, libraio

cartiera

cartolina

carta

marinaio

marea

mare

...............................................

........................................................

saliera, saline .......................................................... portiere, portinaio .................................................

3 Leggi il nome primitivo e scrivi due nomi derivati. ..................................

dente

................................

..................................

giorno

................................

..................................

pesce

................................

..................................

gelato

................................

200

Morfologia


CONOSCERE L E PA ROLE

I NOMI ALTERATI

Gatto

Gattone

Gattino

Gattuccio

Gattaccio

è un gatto grosso accrescitivo

è un gatto piccolo diminutivo

è un gatto grazioso vezzeggiativo

è un gatto brutto dispregiativo

Io Ricordo!

Gattone, gattino, gattuccio, gattaccio sono nomi alterati. I nomi alterati non cambiano il significato del corrispondente nome primitivo (gatto), ma vi aggiungono alcune particolarità (grosso, piccolo, grazioso, brutto).

1 Forma i nomi alterati secondo le indicazioni.

Scarpa

............................

............................

............................

............................

grande accrescitivo

piccola diminutivo

graziosa vezzeggiativo

brutta dispregiativo

Io Ricordo! 2 Scrivi i nomi alterati richiesti. grande quaderno

Fai attenzione ai falsi

alterati! Alcuni nomi, anche se terminano con -one, -ino, -etto, sono nomi primitivi!

.................................................

orso grazioso ......................................................... tempo brutto

3 Scrivi una frase per ogni nome primiti-

........................................................

vo e una per ogni falso alterato. torre-torrone • burro-burrone matta-mattina • cavallo-cavalletto pulce-pulcino • lampo-lampone

piccolo uccello ...................................................... brutto cane

............................................................

casa graziosa Morfologia

.........................................................

201


RIFLETTO sulla LINGUA

I NOMI COMPOSTI

pesce + spada = pescespada

piano + forte = pianoforte

asciuga + mano = asciugamano

Io Ricordo!

Pescespada, pianoforte, asciugamano sono nomi composti. I nomi composti sono formati da due parole diverse. Sono formati nella maggior parte dei casi da: nome + nome = pescespada aggettivo + aggettivo = pianoforte verbo + nome = asciugamano

1 Indica da quali parole sono composti i seguenti nomi. apriscatole ............................. + .............................

cassaforte ............................. + .............................

millepiedi ............................. + .............................

portavaso ............................. + .............................

capoclasse ............................. + .............................

motosega ............................. + .............................

2 Scrivi sul quaderno tutti i nomi composti che riesci a formare unendo le seguenti parole.

capo

dormi

attacca

cassa

spremi

asciuga

3 Forma i nomi composti a partire da queste parole.

mezza + veglia

panca

capelli

stazione

agrumi

panni copri +

arco

salva

scendi

gente

letto

schiuma

para

spazza

baleno

neve

bagno fulmine 202

...................

lava stoviglie

gira + porta +

.....................

...........................

.....................

Morfologia


CONOSCERE L E PA ROLE

I NOMI COLLETTIVI

Un insieme di api si chiama sciame

Un insieme di navi si chiama flotta

Un insieme di giocatori si chiama squadra

Io Ricordo!

Sciame, flotta, squadra sono nomi collettivi. I nomi collettivi, pur essendo al singolare, indicano un insieme di persone, di animali o di cose.

1 Leggi le definizioni e individua i nomi collettivi nascosti. Un insieme di… pini lupi uccelli alberi da frutto pecore

a m i b u e g l f u f r i l

s r a u p

t e b t i

o g r t n

r g a e e

m e n t t

o a c o a

n l o s u

e a l a n

r i r

a

i

a

2 Osserva i disegni e scrivi i seguenti nomi collettivi al posto giusto. orchestra • costellazione • classe • arcipelago • folla • biblioteca

......................................................

......................................................

......................................................

......................................................

......................................................

......................................................

Morfologia

203


RIFLETTO sulla LINGUA

GLI ARTICOLI Io Ricordo!

Completa con le parole mancanti. Le parole da inserire si chiamano articoli: quelli determinativi indicano una persona, un animale o una cosa particolare; quelli indeterminativi indicano una persona, un animale o una cosa qualsiasi. Gli articoli precedono i nomi, precisandone genere e numero.

È ..... compleanno di Elisa. Alla festa ci sono tutti ..... compagni di scuola, .....

mamma, ..... papà, ..... nonne e ..... pagliaccio! Articoli determinativi

Articoli indeterminativi

Maschile

Femminile

Maschile

Femminile

Singolare

il, lo (l’)

la (l’)

un, uno

una (un’)

Plurale

i, gli

le

1 Completa con gli articoli determinativi. ..........

altalena

..........

altalene

..........

xilofono

..........

xilofoni

..........

grillo

..........

grilli

..........

albero

..........

alberi

2 Correggi gli articoli determinativi. Sono andato in vacanza con i (......... ) zii. Paola non vuole il (......... ) sciroppo. La mamma cucina i (......... ) gnocchi. In cielo sfreccia lo (......... ) aquilone. In montagna ho portato i (......... ) sci.

3 Metti davanti l’articolo determinativo e trasforma al plurale.

studente

Singolare

Plurale

lo studente

gli studenti

cucchiaio aquila uscio zaino 204

Morfologia


CONOSCERE L E PA ROLE

Io Ricordo!

Fai attenzione! L’articolo indeterminativo un davanti ai nomi maschili non si apostrofa mai; l’articolo indeterminativo femminile una si apostrofa (un’) solo davanti ai nomi femminili che iniziano con una vocale.

4 Completa con gli articoli indeterminativi.

5 Metti davanti l’articolo indeterminativo.

..........

fragola

..........

bandiera

..........

elefante

..........

ermellino

..........

farfalla

..........

piuma

..........

orso

..........

orsa

..........

pranzo

..........

scoiattolo

..........

elmo

..........

orologio

..........

viaggio

..........

famiglia

..........

arancia

..........

isola

..........

spiaggia

..........

passerotto

..........

amico

..........

amica

6 Inserisci l’articolo indeterminativo, poi

Io Ricordo!

Gli articoli indeterminativi hanno solo la forma singolare. Per il plurale si usano gli articoli partitivi (dei, degli, delle) oppure parole come alcuni, certi, qualche.

volgi al plurale usando gli articoli partitivi dei, degli, delle, come nell’esempio: un libro dei libri. ..................

cane

..................

cani

..................

uovo

..................

uova

..................

pizza

..................

pizze

..................

gnomo

..................

gnomi

7 Sottolinea in rosso gli articoli indeterminativi e in azzurro gli articoli determinativi. Giusy parte per le vacanze. Apre la valigia rossa e mette dentro: i jeans, le scarpe da ginnastica, la maglietta e una felpa; poi il pigiama rosa, le pantofole, lo spazzolino e il dentifricio, una scatola di pennarelli e l’album da disegno. All’ultimo momento prende anche uno zainetto e ci infila dentro una macchina fotografica usa e getta, una scatola di merendine e… la borraccia! Morfologia

205


RIFLETTO sulla LINGUA

GLI AGGETTIVI QUALIFICATIVI Nel bel mezzo di una foresta fitta fitta, in una caverna umida e buia, viveva un mostro peloso. Aveva una testa enorme e da essa uscivano direttamente due piedini minuscoli. Aveva la bocca grande, gli occhi azzurrognoli e le braccia lunghe e sottili che uscivano dalle orecchie, con cui catturava piccoli topolini grigi. Aveva peli dappertutto. Il suo sogno era mangiare degli esseri umani! Henriette Bichonnier, Il mostro peloso, Emme Edizioni

Leggi e fai una X sul mostro descritto nel testo. Quali parole ti hanno aiutato a individuarlo? Sottolineale in rosso.

Io Ricordo!

Le parole che ci dicono com’è qualcuno o qualcosa, dandoci informazioni sulle sue qualità, si chiamano aggettivi qualificativi. Gli aggettivi qualificativi accompagnano sempre un nome e concordano con questo nel genere e nel numero (mostro peloso, mostri pelosi).

1 Sottolinea gli aggettivi qualificativi. Nella biblioteca della scuola trovo sempre tanti libri interessanti. Nel giardino sono spuntate rose gialle, rosse e rosa. Oggi è una brutta giornata: la maestra ci ha assegnato un problema lungo e difficile.

2 Sostituisci le parole sottolineate con l’aggettivo qualificativo adatto. Un bambino senza educazione

un bambino maleducato

Le piante che vivono nell’acqua

le piante

La mensa della scuola

la mensa .....................................................................

Acqua che si può bere

acqua ..........................................................................

Un giornale dedicato allo sport

un giornale 206

.....................................................................

................................................................

Morfologia


CONOSCERE L E PA ROLE

LE PREPOSIZIONI

libro ...... fiabe ho trovato un disegno. ......

Marina parte . . . . . . un viaggio ...... aereo ...... suo padre.

Io Ricordo!

I bambini vanno lo scuolabus.

Vado

da

Roma

Beatrice torna

a

qualche minuto

Arriva

con

sola

Andremo al mare

tra

i miei cugini

delle preposizioni articolate.

di

del

lo

la

dello della

i

dei

gli

Quando esco ..... scuola, vado ..... mia sorella ..... casa .......... zia. Lisa mancano dieci pagine ..... finire ..... leggere il libro ............... biblioteca. .....

La nonna ..... Francesca abita ..... una città ..... mare: Napoli! un minuto, il papà sfornerà il pane .......... forno.

Morfologia

207

le

degli delle

3 Completa con le preposizioni semplici e articolate.

.....

......

gare le parole e formare le frasi.

2 Osserva l’esempio e costruisci sul quaderno la tabella completa il

gita

1 Scegli le preposizioni adatte per colle-

Collega tra loro le parole delle frasi. Le parole da inserire sono preposizioni. Le preposizioni servono a collegare le parole o le frasi in un testo. Le preposizioni si dividono in semplici (di, a, da, in, con, su, per, tra, fra) e articolate, cioè formate da una preposizione semplice e da un articolo (su + il = sul).

Preposizioni semplici +

......


RIFLETTO sulla LINGUA

LE CONGIUNZIONI

Mentre la mamma cucina, Giò guarda la Tv.

Davide e Ines corrono perché è tardi!

Io Ricordo!

Le parole evidenziate sono congiunzioni. Le congiunzioni servono a collegare due parole di una frase o due frasi. Le congiunzioni più usate sono: e, o, ma, anche, se, infatti, perché, mentre, quindi, però, cioè…

1 Inserisci le congiunzioni e, o, ma, perché. Veronica è una bambina gentile ..................... molto intelligente. Vuoi del gelato ..................... della frutta? Silvia deve restare a casa ..................... è malata. Per Natale non desidero giochi ..................... una bicicletta. Quel libro mi è piaciuto molto ..................... vorrei leggerlo di nuovo.

2 Colora la congiunzione corretta. Filippo è molto stanco perché mentre ha lavorato tutto il giorno. Nina vorrebbe andare a teatro ma Gli uccelli sono ovipari, ma

e

non ha il biglietto.

infatti depongono le uova.

Mio fratello non sa leggere, anche

quindi guarda le figure.

3 Scrivi sul quaderno una frase con ciascuna congiunzione. cioè • però • anche • mentre • infatti 208

Morfologia


CONOSCERE L E PA ROLE

I VERBI

Il palloncino è blu.

Andrea corre nel parco.

Alice è felice.

Io Ricordo!

Le parole colorate sono verbi. I verbi indicano un’azione, uno stato d’animo o un modo di essere. Il verbo è la parte più importante della frase: senza il verbo non esiste alcuna frase.

1 Osserva i disegni e scrivi una frase.

......................................................

......................................................

......................................................

2 Circonda il verbo nelle seguenti frasi, poi analizza sul quaderno le informazioni che fornisce, come nell’esempio.

Ieri notte Sara sognò un drago sputafuoco.

Adesso Martina disegna il Sole. disegna

chi? Martina che cosa fa? disegna quando? adesso

sognò

Nel lontano passato le fate fecero una magia. Domani andrò al museo preistorico. Ora Cecilia e Sam ridono a crepapelle. Giovedì prossimo i bambini reciteranno sul palco. Morfologia

209

chi? .............................................. che cosa fa? .............................. quando? ieri


RIFLETTO sulla LINGUA

I PRONOMI PERSONALI Voi giocate a pallavolo.

Io gioco a pallavolo.

Noi giochiamo a pallavolo.

Egli gioca a pallavolo.

Tu giochi a pallavolo.

Essi giocano a pallavolo.

Io Ricordo!

Le parole evidenziate sono le persone del verbo o pronomi personali. I pronomi personali sostituiscono i nomi di persona, animale o cosa.

1 Memorizza la tabella

Pronomi personali

e completa il verbo giocare.

Singolare

Plurale

1ª persona

Io

gioco

2ª persona

Tu

gio

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

3ª persona

Egli gio

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

1ª persona

Noi

giochiamo

2ª persona

Voi

gio

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

3ª persona

Essi gio

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

2 Completa con i pronomi personali adatti. ...........

costruiamo un castello

...........

hanno scritto una poesia

...........

non ascoltate mai!

...........

guardo un film

...........

hai letto

...........

corro via

...........

aspettava il tram

...........

desidero

...........

leggeranno domani

210

Morfologia


CONOSCERE L E PA ROLE

IL TEMPO DEI VERBI Ieri ho pattinato tutto il giorno!

Io pattinerò domani.

Io pattino adesso.

Io Ricordo!

I verbi evidenziati nei fumetti sono tutte voci del verbo pattinare, ma l’azione di pattinare avviene in tempi diversi. I tempi fondamentali dei verbi sono: Passato

Presente

Futuro

prima, ieri

ora, oggi

dopo, domani

1 Leggi le frasi e segna con una X il tempo dei verbi. Passato Presente

Futuro

Il papà canta sotto la doccia. Anna ha letto un libro. Andrea e Giovanni cambieranno casa. L’anno scorso nevicò moltissimo.

2 Completa le frasi, trasformando il tempo dei verbi. Passato

Presente

Il cane (rincorrere)

Futuro

rincorrerà

le farfalle

La tartaruga (mangiare)

la lattuga

Il pittore (dipingere)

un ritratto

Il giardiniere (raccogliere)

le foglie

Morfologia

211


RIFLETTO sulla LINGUA

LE CONIUGAZIONI Io Ricordo! Ballare, leggere e… ridere! Ecco i miei passatempi preferiti!

Ballare, leggere e ridere sono verbi che indicano l’azione, ma non ci dicono chi la compie e quando. Questa forma del verbo si chiama infinito.

Io Ricordo!

I verbi si suddividono in tre gruppi chiamati coniugazioni. La forma all’infinito ci indica a quale coniugazione appartiene un verbo. I verbi che terminano in -are appartengono alla 1a coniugazione (cantare, sognare); i verbi che terminano in -ere appartengono alla 2a coniugazione (ridere, vedere); i verbi che terminano in -ire appartengono alla 3a coniugazione (dormire, salire).

1 Leggi i verbi all’infinito e scrivi a quale coniugazione appartengono. mangiare

correre

fiorire

scendere

saltare

scoprire

2 Trasforma i verbi all’infinito e scrivi la coniugazione. ho colorato

.......................................

cadeva

.......................................

dipingemmo

.......................................

avete finito

.......................................

nuota

.......................................

vincerai

.......................................

abbiamo giocato

.......................................

hai letto

.......................................

3 Analizza le parole nelle seguenti frasi, come nell’esempio. Il Sole splende nel cielo. Il = articolo determinativo maschile singolare Sole = nome comune di cosa maschile singolare splende = verbo splendere, 2ª coniugazione nel = preposizione articolata (in + il) cielo = nome comune maschile singolare 212

Laura colora i fiori. Il gatto dorme sul cuscino verde. La strega partì sulla sua scopa. Essi giocano nel viottolo. Marco ascoltava in silenzio. Noi usciremo per andare a cena. Morfologia


CONOSCERE L E PA ROLE

ESSERE E AVERE Verbo essere

Io sono felice. La bicicletta è in garage. Lia è nata a Pisa.

Il verbo essere indica com’è il soggetto: è usato da solo con un proprio significato. Il verbo essere indica stare, trovarsi: è usato da solo con un proprio significato. È voce del verbo nascere: il verbo essere aiuta un altro verbo a formare un tempo composto, per questo si chiama ausiliare. Verbo avere

Io ho fame.

Il verbo avere significa sentire: è usato da solo con un proprio significato. La bicicletta ha il cestino. Il verbo avere significa possedere: è usato da solo con un proprio significato. Lia ha mangiato un gelato. È voce del verbo mangiare: il verbo avere aiuta un altro verbo a formare un tempo composto, per questo si chiama ausiliare.

Io Ricordo!

I verbi essere e avere non appartengono a nessuna delle tre coniugazioni. Hanno una coniugazione propria.

1 Scrivi P se essere e avere hanno un significato proprio, A se sono ausiliari. Ho giocato sono

stanco.

Elisa è dolce e simpatica, è migliore amica. Marta ha Morfologia

La mamma ha comprato l’anguria.

tutto il giorno a calcio e ora

la mia

Il cane è tornato Diego è

213

nella cuccia.

in cucina.

Mia sorella è partita

un cappello bianco.

le ciliegie e

in treno.


RIFLETTO sulla LINGUA

IL VERBO ESSERE 1 Leggi e impara la coniugazione a memoria. MODO INDICATIVO

TEMPI SEMPLICI

TEMPI COMPOSTI

Presente

Passato prossimo

io sono tu sei egli è noi siamo voi siete essi sono Imperfetto io ero tu eri egli era noi eravamo voi eravate essi erano Passato remoto io fui tu fosti egli fu noi fummo voi foste essi furono Futuro semplice io sarò tu sarai egli sarà noi saremo voi sarete essi saranno

io sono stato tu sei stato egli è stato noi siamo stati voi siete stati essi sono stati Trapassato prossimo io ero stato tu eri stato egli era stato noi eravamo stati voi eravate stati essi erano stati

2 Scrivi a quale tempo del modo indicativo si riferisce ciascuna voce del verbo essere. noi siamo = ............................................................

io ero =

...................................................................

noi fummo =

..........................................................

voi sarete = ............................................................. essi erano = ............................................................ noi siamo stati = io ero stato =

....................................................

.........................................................

tu fosti stato = ........................................................ egli sarà stato = ..................................................... essi sono stati = .....................................................

Trapassato remoto io fui stato tu fosti stato egli fu stato noi fummo stati voi foste stati essi furono stati INFINITO

Futuro anteriore Presente

io sarò stato tu sarai stato egli sarà stato noi saremo stati voi sarete stati essi saranno stati

essere

Passato essere stato

PARTICIPIO

Presente (essente) 214

Passato stato Morfologia


CONOSCERE L E PA ROLE

IL VERBO AVERE 1 Leggi e impara la coniugazione a memoria.

tivo si riferisce ciascuna voce del verbo avere. egli ha = ..................................................................

MODO INDICATIVO

TEMPI SEMPLICI

TEMPI COMPOSTI

Presente

Passato prossimo

io ho tu hai egli ha noi abbiamo voi avete essi hanno Imperfetto io avevo tu avevi egli aveva noi avevamo voi avevate essi avevano Passato remoto io ebbi tu avesti egli ebbe noi avemmo voi aveste essi ebbero Futuro semplice io avrò tu avrai egli avrà noi avremo voi avrete essi avranno Morfologia

2 Scrivi a quale tempo del modo indica-

noi avevamo = tu avesti =

io ho avuto tu hai avuto egli ha avuto noi abbiamo avuto voi avete avuto essi hanno avuto

io ebbi =

.......................................................

...............................................................

.................................................................

essi avranno = ........................................................ egli ha avuto = ....................................................... io avevo avuto = ....................................................

Trapassato prossimo

tu avrai avuto = ...................................................... essi hanno avuto = ................................................

io avevo avuto tu avevi avuto egli aveva avuto noi avevamo avuto voi avevate avuto essi avevano avuto

noi avemmo avuto =

............................................

Trapassato remoto io ebbi avuto tu avesti avuto egli ebbe avuto noi avemmo avuto voi aveste avuto essi ebbero avuto INFINITO

Futuro anteriore Presente

io avrò avuto tu avrai avuto egli avrà avuto noi avremo avuto voi avrete avuto essi avranno avuto

avere

Passato avere avuto

PARTICIPIO

Presente avente 215

Passato avuto


RIFLETTO sulla LINGUA

PARL-ARE

CRED-ERE

MODO INDICATIVO

MODO INDICATIVO

Presente io tu egli noi voi essi

parl-o parl-i parl-a parl-iamo parl-ate parl-ano Imperfetto

io tu egli noi voi essi

parl-avo parl-avi parl-ava parl-avamo parl-avate parl-avano

Passato remoto io tu egli noi voi essi

parl-ai parl-asti parl-ò parl-ammo parl-aste parl-arono

Futuro semplice io tu egli noi voi essi

parl-erò parl-erai parl-erà parl-eremo parl-erete parl-eranno

Passato prossimo ho hai ha abbiamo avete hanno

Presente

parlato parlato parlato parlato parlato parlato

io tu egli noi voi essi

Trapassato prossimo avevo avevi aveva avevamo avevate avevano

parlato parlato parlato parlato parlato parlato

ebbi avesti ebbe avemmo aveste ebbero

cred-evo cred-evi cred-eva cred-evamo cred-evate cred-evano

Passato remoto

parlato parlato parlato parlato parlato parlato

io tu egli noi voi essi

Futuro anteriore avrò avrai avrà avremo avrete avranno

Imperfetto io tu egli noi voi essi

Trapassato remoto

cred-o cred-i cred-e cred-iamo cred-ete cred-ono

cred-etti cred-esti cred-ettero cred-emmo cred-este cred-ettero

Futuro semplice

parlato parlato parlato parlato parlato parlato

io tu egli noi voi essi

MODO INFINITO

cred-erò cred-erai cred-erà cred-eremo cred-erete cred-eranno

Passato prossimo ho hai ha abbiamo avete hanno

creduto creduto creduto creduto creduto creduto

Trapassato prossimo avevo avevi aveva avevamo avevate avevano

creduto creduto creduto creduto creduto creduto

Trapassato remoto ebbi avesti ebbe avemmo aveste ebbero

creduto creduto creduto creduto creduto creduto

Futuro anteriore avrò avrai avrà avremo avrete avranno

creduto creduto creduto creduto creduto creduto

MODO INFINITO

Presente

Passato

Presente

Passato

parlare

avere parlato

credere

avere creduto

216

Morfologia


CONOSCERE L E PA ROLE

PART-IRE

1 Scrivi a quale tempo del modo indicativo si riferisce ciascuna voce verbale.

MODO INDICATIVO

Presente io tu egli noi voi essi

part-o part-i part-e part-iamo part-ite part-ono Imperfetto

io tu egli noi voi essi

part-ivo part-ivi part-iva part-ivamo part-ivate part-ivano

Passato remoto io tu egli noi voi essi

part-ii part-isti part-ì part-immo part-iste part-irono

Futuro semplice io tu egli noi voi essi

part-irò part-irai part-irà part-iremo part-irete part-iranno

abbiamo creduto = ...............................................

Passato prossimo sono sei è siamo siete sono

partirà =

partito partito partito partiti partiti partiti

aveva parlato = ...................................................... partii = ..................................................................... crediamo =

.............................................................

furono partiti =

Trapassato prossimo

credettero =

ero eri era eravamo eravate erano

ebbe parlato =

partito partito partito partiti partiti partiti

partivano =

......................................................

........................................................... ......................................................

.............................................................

crederò = ................................................................ parlano =

................................................................

hanno creduto =

...................................................

Trapassato remoto

siete partiti = ..........................................................

fui fosti fu fummo foste furono

partiamo = ..............................................................

partito partito partito partiti partiti partiti

2 Scrivi la voce verbale corrispondente.

Futuro anteriore sarò sarai sarà saremo sarete saranno

v. credere, m. indic., t. pass. rem., 1ª pers. sing. = .........................................................

partito partito partito partiti partiti partiti

v. partire, m. indic., t. fut. sempl., 3ª pers. plur. = ......................................................... v. parlare, m. indic., t. trap. rem., 2ª pers. sing. = ......................................................... v. credere, m. indic., t. pres., 3ª pers. sing. =

MODO INFINITO

Presente

Passato

partire

essere partito

Morfologia

..................................................................

.........................................................

v. partire, m. indic., t. trap. pross.., 1ª pers. sing. = ......................................................... 217


e? r so impara 1 Scrivi il nome primitivo da cui derivano i nomi dati, poi trascrivi tutti i nomi sul tuo quaderno, suddividendoli in maschili e femminili.

fruttivendolo

.........................................................

barbiere

.........................................................

scarpiera

.........................................................

gelataio

.........................................................

pollaio

.........................................................

peschereccio

.........................................................

2 Completa le parole in modo che diventino nomi composti. auto

............................................

cassa ...........................................

batti

............................................

..............................................

bus

apri

.............................................

mappa

.......................................

3 Cerchia in verde i nomi collettivi, riscrivili sul quaderno e spiega il loro significato. mobilia • flotta • cassapanca • casina • corteo • maniglia • orchestra • muretto • fogliame • marziano • dinosauro • pattuglia • stormo

4 Cerchia in rosso i nomi derivati, in verde i nomi alterati, in giallo i nomi collettivi, in blu i nomi composti.

ortolano • gregge • lacrimuccia • portasapone • spazzacamino • caldaia • Peppone • Franceschina • granaio • pagliaio • folla • esercito • letterina • parrucchiere • saliera • bambinetto • coltellaccio

5 Determinativo o indeterminativo? Inserisci l’articolo corretto! Quella è ............. sciarpa che ho trovato. Vorrei comprarmi ............. zaino nuovo. .............

cane dei miei vicini è davvero un giocherellone.

Sei ............. chiacchierone. Dammi ............. ora per prepararmi. Per Natale voglio realizzare ............. albero splendido. .............

albero di piazza Vittorio è stracolmo di luci.

Colora con ............. pastello a piacere. Usa ............. pastello verde per dipingere il prato. 218


so imparare? 6 Osserva l’illustrazione e completa la descrizione colorando gli aggettivi qualificativi adatti a spiegare le caratteristiche della casa.

palazzo

alto

basso

costruzione vecchia piani

numerosi

finestre

poche

portone

minuscolo

deforme

recente

antica

bassi

pochi

polverose piatto

tante imponente

7 Completa usando correttamente i tempi semplici del verbo avere. Oggi ...................... un gran raffreddore: temo che domani ...................... un febbrone da cavallo! Tanto tempo fa ...................... in regalo una bicicletta speciale! Ieri ...................... con me il mio zainetto, ma oggi non ce l’ ...................... più! Il suo migliore amico ...................... un cane così ben ammaestrato che gli porta la colazione a letto! Non voglio incontrare quella persona: di lei ...................... un brutto ricordo!

8 Completa le analisi delle voci verbali. abbiamo riso

verbo ridere, ........ coniug., modo indic., tempo passato .......................... , 1ª pers. ..........................

sollevavi

verbo .......................... , ........ coniug., modo .......................... , tempo .......................... , ..........................

sarete arrivati

verbo arrivare, ........ coniug., modo .......................... , tempo .......................... , ..........................

scrivemmo

verbo .......................... , .......................... , .......................... , .......................... , 1ª pers. ..........................

colorerò

verbo .......................... , .......................... , modo indic., tempo .......................... , .......................... 219


RIFLETTO sulla LINGUA

LA FRASE O ENUNCIATO

Giulia scrive un biglietto a Marco per il suo compleanno.

Per Giulia a un biglietto Marco il suo compleanno scrive.

Io Ricordo!

Io Ricordo! Questa non è una frase né un enunciato, perché le parole non sono ordinate in modo logico e il messaggio non c’è.

Questa è una frase o enunciato, cioè un insieme ordinato di parole che comunica un messaggio chiaro.

1 Fai una X sulle non-frasi. La maestra si arrabbia con i bambini disattenti. Il mio giardino è nel gatto della nonna. Di tennis il torneo ha vinto la mia squadra. Lo spettacolo teatrale era molto divertente. Ha preparato con le albicocche la torta la nonna.

2 Riordina le parole delle non-frasi e riscrivi le frasi ordinate sul quaderno. 3 Sottolinea le parole che non hanno senso e riscrivi sul quaderno in modo corretto. Era una giornata in autunno. Il nonno si era alzato presto per andare a raccogliere il funghi. Mentre passeggiava nel boschi, cominciò a piovere e il nonno si ritrovò tutto bagnato. Allora di corsa tornò per casa, ma senza neppure un fungo! 220

Sintassi


CONOSCERE L E PA ROLE

I SINTAGMI Ogni pomeriggio Elisa gioca con la palla nel parco.

Ogni pomeriggio

Elisa

quando?

chi?

gioca

con la palla

che cosa fa? con che cosa?

nel parco dove?

Io Ricordo!

La frase può essere scomposta in parti, ognuna delle quali fornisce un’informazione. Ogni parte si chiama sintagma e risponde a una domanda precisa.

1 Scrivi la domanda a cui risponde ciascun sintagma. Domani

Irene

andrà

dal dentista

con la mamma

............................

............................

............................

............................

............................

Ogni sera

Alex

suona

il violino

in salotto

............................

............................

............................

............................

............................

2 Dividi in sintagmi le seguenti frasi con una /, come nell’esempio, e spiega a voce a quale domanda rispondono. Chi? Che cosa fa? Che cosa? Dove? La maestra / scrive / il problema / alla lavagna

Il gatto insegue il topo in cantina. Marco ha trovato un fossile. A pranzo Claudia mangia il pesce. Ieri ho letto un libro di fiabe. Sintassi

La cuoca prepara il risotto con i piselli. Ogni sera Filippo si addormenta sul divano. In montagna abbonda l’acqua. Due scoiattoli si rincorrono nel bosco. 221


RIFLETTO sulla LINGUA

LA FRASE MINIMA

Sara nuota in piscina con i suoi amici

Sara nuota in piscina

Sara nuota

Io Ricordo!

Leggi e fai una X sulla frase minima. La frase minima è composta da due sintagmi essenziali: il sintagma che indica chi fa l’azione (soggetto) e il sintagma che spiega l’azione (predicato). La frase minima si ottiene eliminando tutte le altre informazioni.

1 Riduci le frasi, eliminando ogni volta un sintagma non essenziale. Un jet

atterra

sulla pista

............................

............................

............................

............................

............................

Laura

mangia

un gelato

............................

............................

............................

............................

............................

dell’aeroporto.

al cioccolato.

2 Cerca l’azione (che cosa fa?) e chi fa l’azione e sottolinea le frasi minime. Nell’orto la tartaruga mangia la lattuga.

Stamattina è caduta la neve.

Le ghiande sono cadute dalla quercia.

Il pettirosso becca una briciola di pane.

Il sentiero scendeva tra i sassi.

Le case di montagna sono di legno.

3 Osserva i disegni e scrivi sul quaderno una frase minima per ciascuno. 222

Sintassi


CONOSCERE L E PA ROLE

IL SOGGETTO E IL PREDICATO Osserva e leggi.

La rana è verde.

La rana gracida.

Di chi si parla?

Com’è?

Di chi si parla?

Che cosa fa?

soggetto

predicato

soggetto

predicato

Io Ricordo!

In una frase il sintagma che indica la persona, la cosa o l’animale di cui si parla e che fa l’azione si chiama soggetto (la rana). Il sintagma che spiega com’è il soggetto o che cosa fa si chiama predicato (è verde • gracida). FAI ATTENZIONE! Il soggetto non si trova sempre all’inizio della frase, può anche essere in fondo, oppure può essere nascosto, cioè sottinteso. Il predicato è sempre un verbo.

1 Completa le frasi con un soggetto adatto. ............................................................. ......................................................

Prima, però, cerca l’azione e chiediti chi fa l’azione di…? Per il compleanno Marco andrà a Parigi. Susy e Leo guardano i cartoni. Nella stalla muggisce un vitellino. In certi fiumi vivono i coccodrilli.

è colorato.

salta nel prato.

........................................................

vola nel cielo.

.................................................................

è aperta.

3 In alcune frasi il soggetto è sottinteso: lo sai trovare? Scegli tra: io • tu • egli • noi • voi • essi

Andremo al parco.

......................

Arrivarono presto.

......................

Verrà a cena da noi.

......................

Sintassi

2 Sottolinea in rosso il soggetto.

223

4 Sottolinea in verde il predicato. Dimentico sempre il diario a casa! Il nonno ci accompagna tutti i giorni. Il pipistrello è un mammifero. Francesca è una ragazza sportiva. Anna ha imparato la poesia.


RIFLETTO sulla LINGUA

IL PREDICATO: VERBALE O NOMINALE

Il Sole

splende

Il Sole

è caldo

Di chi si parla?

Che cosa fa?

Di chi si parla?

Com’è? Chi è?

soggetto

predicato verbale

soggetto

predicato nominale

Io Ricordo!

Io Ricordo!

Il predicato verbale spiega che cosa fa il soggetto, indica quale azione compie.

Il predicato nominale spiega chi è, che cos’è oppure com’è il soggetto. Il predicato nominale è formato da verbo essere + aggettivo o nome.

1 Completa con un predicato verbale.

2 Completa con un predicato nominale.

che cosa fa?

chi è? com’è?

Il pittore

..................................................................

I fiori .........................................................................

L’aereo .....................................................................

La farfalla

Il vento

I bambini .................................................................

....................................................................

................................................................

Il canguro ................................................................

Il libro

Il falegname

L’imbianchino .........................................................

...........................................................

......................................................................

3 Distingui i predicati verbali (PV) e i predicati nominali (PN). Andrea passeggia nel giardino.

PV PN

Lin Jia è cinese.

PV PN

Carlo e Sandro hanno festeggiato il loro compleanno insieme.

PV PN

224

Sintassi


CONOSCERE LA FRASE

4 Completa con un predicato verbale PV e un predicato nominale PN. PV

...............................

Gli alunni

PV

...............................

L’auto PN

...............................

PN

...............................

PV

...............................

PV

...............................

Il mare

Le ciliegie PN

...............................

PN

...............................

PV

...............................

PV

...............................

PN

...............................

Le api

L’arancia PN

...............................

5 Colora di verde il predicato verbale e di azzurro il predicato nominale. L’aquilone vola nel cielo. Luigi è stanco. Le viole fioriscono a primavera. La Sicilia è un’isola.

La nonna ricama la tovaglia. Chiara è una bambina allegra. La lepre è erbivora. La televisione trasmette i cartoni.

6 Scrivi sul quaderno delle frasi o enunciati con i soggetti illustrati, poi sottolinea il predicato verbale.

Io Ricordo!

FAI ATTENZIONE al verbo essere! Luca è in cucina

Luca è andato al cinema

è = predicato verbale

è = predicato verbale

perché il verbo essere non è accompagnato né da un aggettivo né da un nome e significa trovarsi, stare. Sintassi

225

perché è voce del verbo andare e il verbo essere è ausiliare.


RIFLETTO sulla LINGUA

LE ESPANSIONI INDIRETTE

soggetto predicato

Il canarino cinguetta

Il canarino di Maria cinguetta

Il canarino di Maria cinguetta nella gabbia

di chi? dove?

Io Ricordo!

La frase minima può essere arricchita di sintagmi che aggiungono informazioni. Ogni informazione aggiunta al soggetto o al predicato si chiama espansione o complemento. Le espansioni indirette rispondono a una domanda precisa e sono precedute da una preposizione.

1 Rispondi alle domande e completa sul quaderno le frasi minime con le espansioni indirette richieste. Poi sottolinea tutte le preposizioni e rifletti.

Luca gioca

con che cosa? dove? con chi?

Il cane (di chi?) abbaia

Monica legge

in che modo? a chi? quando?

Le foglie (di che cosa?) cadono

quando? dove?

3 Arricchisci sul quaderno le frasi con le

2 Aggiungi ai predicati le informazioni richieste e completa le frasi sul quaderno. I nonni andranno (dove?) … (quando?) … Marta dorme (dove?) … (da quando?) … (con chi?) … Il pesce nuota (dove?) … (come?) … (con chi?) …

a chi? perché?

espansioni indirette. Le nuvole correvano… Mariolina telefona… Il gatto dorme… La maestra spiega…

226

Sintassi


CONOSCERE L E PA ROLE

L’ESPANSIONE DIRETTA Io Ricordo! L’espansione del predicato che risponde alle domande: chi? che cosa? è l’espansione diretta o complemento oggetto.

soggetto

predicato verbale

espansione diretta o complemento oggetto

La gatta

allatta

i micini chi? che cosa?

1 Completa le frasi con il complemento

2 Completa con il complemento ogget-

oggetto; poniti questa domanda: chi?

to; poniti questa domanda: che cosa?

Martina incontra

....................................................

La mamma abbraccia

...........................................

I tirannosauri mangiavano Zoe mangia

...................................

............................................................

Io sogno ..................................................................

I vulcani eruttano ...................................................

Gli spettatori applaudono

Abbiamo costruito

...................................

................................................

3 Segui le indicazioni e fai l’analisi logica delle seguenti frasi sul quaderno. 1. Cerca il predicato (qual è l’azione?) 2. Cerca il soggetto (chi fa l’azione?) 3. Cerca il complemento oggetto (Chi? Che cosa?) 4. Colora di arancione le altre espansioni della frase e scrivi a quale domanda rispondono

Gli uomini primitivi cacciavano i mammut. Il polpo ha otto tentacoli. Mio fratello canta un motivetto sotto la doccia. A luglio i contadini trebbiano il grano. Sintassi

227

Io faccio un disegno. Nel prato la pecora bruca l’erba. Le api producono il miele. Mattia ha visto una volpe.


e? r so impara 1 Completa l’analisi grammaticale della seguente frase.

La gattina di Alice mangia i croccantini. di chi? che cosa? La gattina / di Alice / mangia / i croccantini. sogg.

La = articolo

espansione indiretta

PV

.........................................................................

gattina = nome

..................................................

complemento oggetto , femminile singolare

di animale, femminile singolare, alterato diminutivo

di = preposizione ....................................................................................................... Alice = nome

..............................................................................................................

mangia = voce del verbo mangiare, 1ª coniug., modo indicativo, tempo .................. , 1ª pers. sing. i = articolo determinativo, maschile croccantini = nome comune di

......................................................................

..............................................

, maschile plurale

2 Esegui sul quaderno l’analisi logica e grammaticale delle seguenti frasi. Uno sciame di api volteggia nel cielo. Luigi ha letto un libro interessante. Valentina ha spedito una cartolina di Venezia ai nonni. Il mio cappellino è rosso. Sara ebbe un’idea geniale. 228


Olmo 3A Letture