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A. Bellini S. Brino M. Poli

Libri per... imparare a cura di Elena Sarti


INDICE st or ie RACCONTI REALISTICI

di

i

tutti

giorn i

Le conchiglie Rotolando in spiaggia Broccoli nel piatto L’appendicite Assistente in cucina È ora di dormire! La casa di tutti Domenica dal nonno A casa da sola Lezione con il… merlo Dinosauri, che passione! Vivere nella Preistoria

4 5 6 8 10 11 12 14 15 16 18 20

CODA E IL RITRATTO

54

UN MONDO DI FACCE

Im p ara e sc rivi c on me Descrivo! I fumetti Nuvolette e parole-suono Le fiabe

56 57 58 60

FIABE E FAVOLE

c’e ra

un a volta. ..

62

Il filo d’oro

63

E ARRIVATO

L’’ 69 22 24

CODA E I GRAFFITI

70

CREO IL MIO GRAFFITO

72

La volpe

74

E ARRIVATO

25

76

L ’’ DIARIO

31 32 33

Im p ara e sc rivi c on me

La signora Rebecca Dal diario di Dora Caro diario

35

RACCONTI FANTASTICI

36 37 38 39 40 41 42 44

tutti

i

Im p ara e sc rivi c on me 46

qua dri TESTI DESCRITTIVI

48 49 50 51 52 53

Le descrizioni e

Il corvo e la brocca La colomba e la formica Il serpente e il topo

Im p ara e sc rivi c on me 82

ero i e

color i

La bambina «sveglia» Zanzare Gigante o gnomo? U come unità Per far piovere Dentro l’armadio L’occhio del drago Quanto manca a Natale?

Le favole

78 80

I racconti realistici I racconti fantastici Realistico o fantastico?

st or ie di

77 79

Im p ara e sc rivi c on me 34

Gli gnomi e il calzolaio Lo zufolo magico La buona scelta Il gatto con gli stivali L’uomo e il serpente

MITI E LEGGENDE

83 84 86

I miti sto rie leg gen dar ie

La vita dell’uomo Come nacquero la luce e il buio L’origine del mondo

Im p ara e sc rivi c on me 87

Le leggende

88

95

La neve e il bucaneve Indra e il pavone I monti pallidi Il Mare a pranzo La torre di Bologna

96

CODA E GLI ALBERI

90 92 94

qu ad re tti

Cielo Axel Il bimbo-ghiro La mia nonna La bottega La veste da caccia

Im p ara e sc rivi c on me 98 99

Conte e filastrocche Le poesie


TESTI POETICI

e

po esi e 131

E ARRIVATA

101

132

LA 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117

134

Filastrocche Il domino Trentun dicembre Carnevale La lumachina Canguri Le storie Gli sci Il mare La nebbia Il risveglio del vento Piccola nuvola di primavera Nuvoletta La culla Il bastimento

135 136 138

L’ 145

Lo stagno

146

CODA E I COLORI I COLORI COMPLEMENTARI SPERIMENTA CON I COLORI

Im p ara e sc rivi c on me 150

Le lettere

TESTI EPISTOLARI

120 122 123 124

e

bac i

Cara mamma… Una e-mail per Franci Stili diversi Lettera a un giornalino

TESTI REGOLATIVI

Im p ara e sc rivi c on me 125

fors e TESTI 126 INFORMATIVI

127 128 129

I testi informativi non tutt i san no ch e.. .

A Capodanno sotto il vischio La pappa reale La coda degli scoiattoli Il valore degli alberi

TEMI E ARGOMENTI LA SCUOLA I BAMBINI GLI AMICI I GIOCHI E LO SPORT LA STORIA STARE BENE L’ALIMENTAZIONE LA NATURA E GLI AMBIENTI GLI ANIMALI LA FANTASIA

Le opinioni degli altri I testi regolativi

148

fa re

sa lut i

E ARRIVATA

139

Im p ara e sc rivi c on me 118

Un tesoro prezioso L’orso di peluche La patata Le farfalle I Giochi Olimpici La piramide degli alimenti Le fragole

130

Giochi in rima

100

152 153 154 155 156 157 158

e

disfar e

Infila il bottone Attenti! L’uovo-gallina Cracker di compleanno Sei trucchi contro il caldo Qua la zampa! Uno zaino ben riempito

Parole magiche per...

Parole magiche per 159

giocare

La grotta dei cervi

sognare

fare amicizia

o R

rim e

cantare insieme e recitare

Cantia

m

ec

itiamo

12 - 16 - 33 - 50 - 123 4 - 5 - 6 - 8 - 10 - 11 - 14 - 15 - 18 - 32 - 33 - 50 - 112 - 120 PER IMPARARE A COLLABORARE, 32 - 33 - 118 - 122 - 124 A VOLERSI BENE 32 - 98 - 99 - 100 - 107 - 108 - 117 - 131 - 135 - 152 - 153 E A RISPETTARE L’AMBIENTE 18 - 20 - 53 8 - 11 - 156 10 - 12 - 38 - 39 - 44 - 122 - 123 - 130 6 - 10 - 132 - 136 - 138 - 155 135 12 - 52 - 130 - 145 - 158 24 - 48 - 49 - 127 - 128 - 129 - 134 - 157 36 - 37 - 38 - 39 - 40 - 41 - 42 - 44 - 62 - 69 - 70 - 72 - 74 - 76 - 78 - 79 - 80 - 83 - 84 - 86 88 - 90 - 92 - 94 - 95 LE FESTIVITÀ 44 - 109 - 110 - 126 - 154 I SUONI E LA MUSICA 12 LE STAGIONI sono trattate negli inserti e alle pagine 4 - 5 - 109 - 110 - 113 - 114 - 115 - 156


RACCONTI REALISTICI

st o ri e

tutti

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LE CONCHIGLIE

Rispondi. Dove si trovava Pamela? Come mai si smarrì sulla spiaggia? In che modo riuscì a ritrovare il suo ombrellone?

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di

Un giorno, in agosto, Pamela partì per cercare conchiglie sulla spiaggia. A Pamela piaceva dare un nome a ogni cosa; il bar per esempio lo chiamava Silvana Banana per via del colore, che era di un giallo e nero scintillante. Da quel bar il suo ombrellone era facile da trovare: tre file verso il mare e un po’ a sinistra. Pamela camminava, raccoglieva conchiglie, guardava e il bar Silvana era sempre fermo lì. Tre conchiglie e uno sguardo: era sempre lì. Sei conchiglie e uno sguardo: era un po’ più in là. Altre conchiglie ed era sempre un po’ più indietro, altri sguardi e il bar di Silvana non si vedeva quasi più. Quando ebbe raccolto abbastanza conchiglie per una collana, Pamela sollevò gli occhi e capì di essersi smarrita. Ebbe un’idea per ritornare: bastava raccogliere lo stesso numero di conchiglie trovate all’andata! Così fece e… cammina cammina tornò al suo ombrellone. – Ma dov’eri, Pamela? – domandò la mamma. – Ero andata a cercare conchiglie. – Prima o poi finirai per perderti. Ne hai trovate? – Sì, due collane… Una all’andata e una al ritorno! Bruno Tognolini, Sentieri di conchiglie, Fatatrac


st o ri e

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ROTOLANDO IN SPIAGGIA Ci siamo incamminati verso il mare. Abbiamo percorso di corsa dei sentierini fiancheggiati da siepi di caprifoglio miste a rose canine e campanule. Abbiamo visto un riccio, due farfalle, tre conigli e quattro ragazze. Mamma si è lamentata che la spiaggia le sembrava molto lontana. Io e Biscotto siamo corsi avanti perché finalmente eravamo riusciti a vedere in lontananza il mare. – Siate prudenti! – ci ha urlato dietro Mamma. C’erano solo dune erbose, seguite da un lungo pendio sabbioso, che scendeva giù giù giù fino alla spiaggia. – Uauuuuuuu! – ha esclamato Biscotto e ha cominciato a scendere di sedere. – Uauuuuuuu! – ho esclamato anch’io, scendendo allo stesso modo. Avevo sabbia dappertutto, nella maglietta e nei calzoncini, ma non me ne importava un bel niente. Mi sono messo su un fianco e sono sceso rotoloni gridando. Anche Biscotto ha cominciato a rotolare: sembrava un grande pallone da spiaggia che rimbalzava giù, sempre più giù. Quando sono arrivato in fondo avevo la sabbia nei capelli, sabbia nelle orecchie, nella bocca e perfino nel naso.

RACCONTI REALISTICI

P icc ol o d iz io na ri o

Il caprifoglio è una piccola pianta rampicante con fiori profumati bianchi o rosa.

Jacqueline Wilson, Sepolto vivo!, Salani

Rispondi. Dove ha trascorso le vacanze il bambino che racconta? Hai capito chi è Biscotto? Che cosa hanno visto i bambini lungo il percorso? In che modo hanno raggiunto la spiaggia?

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st o ri e

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BROCCOLI NEL PIATTO Emma era impegnata ad apparecchiare la tavola per la cena, ma aveva le mani sporche. – Lavati anche il dorso delle mani! – disse zia Evelina. – Ma io non mangio con il dorso! – protestò Emma. – Non mangi nemmeno sul dietro dei piatti – continuò zio Elliott. – Però li laviamo davanti e dietro. Emma corse in bagno a lavarsi anche il dorso delle mani. – Che cosa c’è per cena? – chiese Emma. – Tante cose che fanno bene! – disse zia Evelina. Emma guardò la tavola, preoccupata. Vide una cosa strana. – Che cosa sono? – chiese a zia Evelina. – Broccoli – rispose la zia. – Non posso mangiarli – disse Emma. – E perché? – chiese zia Evelina. – Perché si muovono nel piatto.

P icc ol o d iz io na ri o

Il broccolo è un tipo di cavolo con piccoli fiori verdi raggruppati lungo il gambo.

Coda ti insegna a ...

CRE ARE A TA VOL A

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MATERIALE OCCORRENTE

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insalata

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carote pomodori

olive formaggio grissini

1. Prendi qualche foglia di insalata, carote tagliate a fili sottili, olive, formaggio, pomodori a dadini e pezzi di grissino. 2. Sistemali come vuoi su un piatto, in modo da creare un disegno. Che cosa hai creato? Ora non ti resta che mangiare la tua opera d’arte!

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RACCONTI REALISTICI

– Sciocchezze! I tuoi broccoli non sono vivi e dunque non si muovono. – Allora non posso mangiarli perché sono broccoli morti. – I broccoli ti fanno bene – disse la zia. – Ti fanno venire le ossa forti e i denti scintillanti. – Io le mie ossa non le vedo e non c’è bisogno di sorridere tutto il tempo. – Non ti va il gelato di ciliegie con i canditi? – chiese la zia. – Sì! – Allora prima devi mangiare i broccoli! Ed Emma tagliò i broccoli in ventidue piccolissimi pezzi e li ingoiò come fossero vitamine; forse non era poi tanto male avere le ossa forti e i denti scintillanti. Però il gelato con i canditi scomparve ancora più rapidamente dal piatto di Emma. Patricia MacLachlan, Sette baci ogni mattina, Mondadori Ragazzi Baffo ti insegna a ...

N TI R EA LIS TI CI CA P IR E I R AC CO

Il brano che hai letto è un racconto realistico. Nei racconti realistici si narrano storie in cui i personaggi, i luoghi, le situazioni esistono o potrebbero esistere nella realtà.

Rispondi. Quali sono i personaggi della storia? Dove si svolgono i fatti? Quando? Che cosa non vuole fare Emma? In che modo la zia la convince a mangiare i broccoli?

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L’APPENDICITE Bertil è tutto fiero. Ha una ferita non ancora rimarginata sulla pancia, con tanto di punti e la mostra volentieri a tutti quelli che la vogliono vedere. – Deve averti fatto male – dice Zigge. Zigge è contento che Bertil sia di nuovo a casa. Senza suo fratello, c’era un gran vuoto e decisamente troppo silenzio. Adesso però il vuoto se n’è andato e anche il silenzio, a dire il vero. In fondo Bertil deve recuperare un’intera settimana! – Mi hanno trapassato la pelle con l’ago – si vanta con i vicini. – E io non ho detto una parola. Non ho proprio fiatato.

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RACCONTI REALISTICI

In realtà Bertil non avrebbe potuto dire proprio niente, perché gli hanno fatto un’iniezione e lui ha dormito per tutta l’operazione. Però, quando si è svegliato, ha fiatato eccome! Sgridava tutti quelli che aveva a tiro, soprattutto il papà, che stava seduto sulla sedia accanto al letto e cercava di dargli il succo da bere. E anche il dottore che l’aveva operato. – Rivoglio la mia appendice! – strillava Bertil. – Adesso! Hai capito, ladro di un dottore che non sei altro! Ma poi il medico si era seduto sul bordo del letto e aveva parlato a lungo con Bertil di appendici e iniezioni e di tante altre cose importanti e alla fine si erano lasciati da amiconi. – Tienitela pure, l’appendice – aveva detto Bertil generosamente. – Tanto non me ne importa niente. Inger Lindahl, Arrivederci Zigge, Feltrinelli Kids

Baffo ti insegna a ... N TI R EA LIS TI CI CA P IR E I R AC CO

Nei racconti realistici i fatti di cui si parla sono accaduti o potrebbero accadere realmente. Anche l’arco di tempo è definito: le storie si possono svolgere in un’estate, un anno, un giorno, un’ora… Secondo te, quanto tempo può essere durato il discorso tra Bertil e il dottore?

Rispondi. Secondo te, i personaggi di questo racconto potrebbero esistere veramente? La vicenda è ambientata in due luoghi. Quali?

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RACCONTI REALISTICI

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ASSISTENTE IN CUCINA

P icc ol o d iz io na ri o

Scrutare significa osservare con molta attenzione.

Mi ricordo quando la mamma si metteva a cucinare e mi chiamava «il suo assistente». Quando me lo chiedeva, le passavo il sale, o lo zucchero, o versavo la farina nella ciotola. Guardarla preparare da mangiare mi piaceva moltissimo. Anche quando cucinava qualcosa che detestavo, tipo le torte salate con dentro le uova sode. Sembrava una maga. Le sue mani sapevano sempre esattamente dove andare e che cosa fare. Trascorrevamo ore intere tra i fornelli. Lei aveva un’espressione concentrata e, di tanto in tanto, si fermava e scrutava con occhio critico il lavoro. Certe volte infilava un dito in qualche impasto e me lo appoggiava sulle labbra. – Com’è? – mi chiedeva. Mi sentivo importante, nemmeno fossi stato io il cuoco! Assaggiavo, sbattevo un po’ la bocca, sollevavo gli occhi al cielo, facevo: – Mmmmmm – e poi esprimevo il mio giudizio. Barbara Garlaschelli, Davì, Edizioni EL

E TU?

SECONDO TE, PERCHÉ AL BAMBINO PIACEVA AIUTARE LA MAMMA IN CUCINA? PIACE ANCHE A TE? CHE COSA FAI PER AIUTARE LA MAMMA O IL PAPÀ IN CUCINA? QUALI SONO LE TUE PIETANZE PREFERITE? SAI DIRE CON QUALI INGREDIENTI VENGONO PREPARATE? RACCONTA.

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È ORA DI DORMIRE!

RACCONTI REALISTICI

«Allora il mago, adirato per la grave offesa, rapì la bellissima principessa e la rinchiuse in una torre alta come una montagna. La torre non aveva porte e le pareti erano così lisce e ripide che nessuno era mai riuscito a scalarle. Molti principi forti e valorosi ci avevano provato, ma tutti avevano dovuto rinunciare. La giovane principessa, affacciata alla stretta finestra, guardava sospirando il rettangolo di cielo azzurro e piangeva tutte le sue lacrime…» – E poi? – chiese Martino. – E poi è ora di dormire – disse il papà. E chiuse il libro. – Ma la principessa? Come farà tutta sola nella torre? Tra poco verrà buio e… – Aspetterà ancora un po’ – rispose il papà. – Ora dormi senza fare storie. – Buonanotte, papà. – Buonanotte, Martino. Il papà spense la luce e chiuse la porta. Rimasto solo, Martino provò a dormire. Ma non riusciva a togliersi dalla testa la principessina dalla treccia d’oro che il mago crudele aveva rinchiuso nella torre. «Chissà che paura avrà di notte…» pensava. Martino si alzò e accese la luce. «Che scemenza» pensò. «Come se la mia lampada potesse far luce fin laggiù!» Però si sentì meglio lo stesso. Anna Vivarelli, Storie per gioco, Nuove Edizioni Romane

Rispondi. Perché Martino non riusciva ad addormentarsi? Che cosa fece allora?

E TU?

LEGGI O TI FAI LEGGERE DELLE STORIE LA SERA PRIMA DI ADDORMENTARTI? QUAL È IL TUO LIBRO PREFERITO? RACCONTA.

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LA CASA DI TUTTI Questa mattina è venuta in classe una guida naturalistica che si chiama Alberto. Ci ha spiegato perché è importante rispettare e proteggere la natura. Ci ha raccontato che l’uomo, con il suo comportamento, ogni giorno distrugge boschi e foreste, inquina l’acqua e l’atmosfera e mette a rischio la sopravvivenza degli animali. – Mi sapete fare qualche esempio? – ci ha domandato la maestra. Giuseppe ha alzato la mano e ha detto: – Come le balene, che vengono cacciate per il loro grasso. Chiara ha disegnato un panda, perché i germogli di bambù sono sempre più scarsi, e così questi simpatici animali non trovano niente da mangiare e corrono il rischio di scomparire.

Coda ti insegna a ...

COS TRU IRE UNO STR UME NTO MUS ICA LE

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MATERIALE OCCORRENTE 4 bottiglie di plastica vuote e di altezze diverse

1. Allinea le bottiglie una accanto all’altra, dalla più grande alla più piccola, poi attaccale con lo scotch (deve fare il giro di tutte le bottiglie e tenerle ben ferme). 2. Soffia dentro le bottiglie: scoprirai che producono suoni diversi.

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nastro adesivo


RACCONTI REALISTICI

Allora Alberto ha esclamato: – Giusto! E anche voi bambini potete fare ogni giorno piccoli gesti che servono a difendere la natura. Sono sicuro che ne conoscete qualcuno! Matteo ha detto che non bisogna sprecare la carta, così si salvano gli alberi, che servono alla terra per respirare. Margherita ha spiegato che è importante spegnere la luce quando si esce da una stanza, perché in questo modo si risparmia energia. Luca, mentre si spazzola i denti, non fa scorrere l’acqua inutilmente perché è un bene prezioso. Marta ha detto che bisogna fare la raccolta differenziata dei rifiuti, così vengono recuperati il vetro, la carta e tanti altri materiali, e con gli avanzi di cibo possiamo fare il compost, che serve per concimare l’orto. Io ho raccontato che mio papà, quando può, lascia a casa la macchina e va a piedi o in bicicletta. Dice che una bella passeggiata ti tiene in forma, non inquina e ti fa risparmiare. Alberto ci ha fatto i complimenti e ci ha detto che anche se siamo piccoli possiamo spiegare agli adulti i comportamenti corretti per proteggere la natura. Nicoletta Bertelle – Maria Loretta Giraldo, La Terra é la casa di tutti, San Paolo Baffo ti insegna a ...

I DI UNA STOR IA R ICONO SC ER E LE PA RT

Ogni storia si sviluppa in tre momenti principali: l’in izio, lo sviluppo e la conclusione. Individua le tre parti nel racconto che hai letto separandole con una linea.

E TU?

CHE COSA FAI TU, INSIEME ALLA TUA FAMIGLIA, PER PROTEGGERE E RISPETTARE LA NATURA? RACCONTA.

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RACCONTI REALISTICI

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DOMENICA DAL NONNO

Il racconto è stato diviso in sequenze. Colora i cerchietti come indicato e rispondi. inizio sviluppo conclusione Chi racconta i fatti, secondo te? Un bambino o una bambina. Un adulto. Di quali persone si parla nel racconto?

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Oggi è domenica e siamo venuti dal nonno, che vive in campagna, nella sua fattoria. Il nonno è venuto a prenderci alla stazione con la sua vecchia auto. – Ciao, nonno! Bella giornata per un picnic, vero? – In marcia! – esclama il nonno. Al limitare del bosco troviamo un bel posticino per mangiare. La mamma ha preparato per il nonno il pollo freddo: è il suo piatto preferito. A un tratto si mette a piovere e tutti corriamo alla fattoria a bere una tazza di tè e a vedere gli album di fotografie che il nonno tiene nello scrittoio. Ci sono anche le foto di quando la mamma abitava alla fattoria, e ci divertiamo tantissimo mentre il nonno racconta quello che faceva da piccola. È già ora di tornare a casa. Peccato! Il nonno ci dà l’insalata e i fagioli dell’orto. – Aspettate… Ho anche una sorpresa! – grida. E ritorna con una cassetta di legno per gli uccellini che ha fatto con le sue mani. Adesso siamo di nuovo in treno. La domenica sta per finire e ripenso alla bella giornata trascorsa con il nonno. Eravamo così di fretta che non abbiamo nemmeno avuto il tempo di abbracciarlo prima di partire. Ma gli scriverò una letterina e gli manderò un bel disegno… perché voglio molto bene al nonno. Philippe Dupasquier, Una domenica dal nonno, Edizioni EL


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A CASA DA SOLA Nasti aveva sempre paura di tutto. Non solo dei cani, ma anche delle cantine e delle soffitte, paura di restare da sola in casa e dei rumori sconosciuti. Quando di sera se ne stava al buio in camera sua, moriva di terrore ogni volta che un’auto sfrecciava per strada disegnando una striscia di luce sul soffitto. Anche il pavimento le faceva paura, quando scricchiolava. Ma quello che l’angosciava di più erano le sere in cui i suoi genitori uscivano. Prima veniva la baby-sitter. Ma costava troppo e alla fine il papà aveva detto che ormai Nasti era grande abbastanza per restare a casa da sola. – Proviamo una volta – aveva proposto il papà. – Solo per un paio d’ore – aveva detto la mamma. Erano state due ore da incubo per Nasti! Si era sdraiata sul letto, terrorizzata dalla luce delle auto e dal pavimento che scricchiolava. Aveva bisogno di andare in bagno ma non osava muoversi. Aveva fame ma non si fidava ad arrivare fino in cucina. – E allora, tesoro? Com’è andata? Hai avuto paura? – le avevano domandato i genitori al loro ritorno. – Neanche un po’! – aveva risposto Nasti precipitandosi in bagno; poi era andata a prendersi qualcosa da mangiare facendo finta di aver trascorso due splendide ore tranquille. Christine No¨stlinger, Angelo custode cercasi, Panini

RACCONTI REALISTICI

E TU?

HAI ANCHE TU ALCUNE PAURE CHE NON RIESCI A VINCERE? CHE COSA RIGUARDANO? IN UNA SITUAZIONE COME QUELLA DI NASTI, SARESTI RIMASTO TRANQUILLO OPPURE…? RACCONTA.

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LEZIONE CON IL… MERLO Fa ancora caldo. La maestra Rita apre la finestra. In quel momento qualcosa che sembra una nuvoletta scura entra dalla finestra aperta: è un uccello tutto nero con il becco giallo. I bambini lo guardano stupiti. L’uccello vola in alto, tocca il soffitto e le pareti, poi si butta verso il basso e sfiora la testa di Eleonora. Dopo il primo attimo di stupore, i bambini ridono e battono le mani. – Tranquilli – dice la maestra. – È un uccello indiano. Certamente è fuggito da qualche gabbia. Finalmente il merlo si ferma. Appollaiato in cima alla lavagna, si guarda intorno, si pulisce il becco fra le piume, alza il capo e… parla.

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RACCONTI REALISTICI

– Mi chiamo Cesare, e tu? Mi chiamo Cesare, e tu? – dice con una vocetta stridula. Succede il finimondo. – Cesare, Cesare! – gridano eccitati i bambini. – Bambini, tranquilli! – grida la maestra. – Lo teniamo in classe con noi! – urlano i bambini. Toc, Toc, Toc. Qualcuno sta bussando alla porta. Entra Antonio, il custode. – Scusate, – dice – ma ho sentito un fischio… Guarda meravigliato il merlo. – Mi chiamo Cesare, e tu? – ripete l’uccello. – Ma certo che sei Cesare! Sei scappato, eh? Vado subito ad avvertire la signora Teresa… ............................................................................................. ............................................................................................. ............................................................................................. ............................................................................................. ............................................................................................. ............................................................................................. .............................................................................................

Erminia Dell’Oro, Un merlo parlante in classe, Emme Edizioni

Rispondi. Dove si svolgono i fatti narrati nel racconto? Chi è il protagonista? Quali sono gli altri personaggi? Quanto tempo può essere durata la vicenda, secondo te? Un giorno intero. Un’ora. Un mese. Nel racconto sottolinea in blu l’inizio, poi dividi lo sviluppo in sequenze. Che cosa sarà accaduto alla fine? Immagina e scrivi tu la conclusione della storia.

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DINOSAURI, CHE PASSIONE! In città ci sono i dinosauri, al museo. Nonna Camilla accompagna sempre Ottavio a vederli, e ogni volta gli domanda: – Ma perché ti piacciono tanto i dinosauri? E Ottavio risponde: – Tu parli di dinosauri o di rettili preistorici in generale? – Perché i dinosauri che cosa sono? – Grandissime lucertole. – Oh, guarda – dice la nonna. Quando è il momento di entrare, Ottavio corre: ha sempre paura che i dinosauri siano spariti. – Ma non sono già scomparsi milioni e milioni di anni fa? – chiede la nonna. – Sì, ma questi qui no. Per fortuna! E per due ore Ottavio parla, legge le targhette con i nomi in latino, dice: – Guarda che roba, guardagli la testa, è un atlantosauro; questa è la metà dell’Era secondaria, il periodo giurassico. – Bravo – dice la nonna, come se li avesse stanati lui. E poi: – Duecentocinquantamilioni di anni fa, ma sei sicuro? All’uscita la nonna dice: – Guarda l’ora! – Guarda l’ora – dice anche Ottavio.

E TU? HAI ANCHE TU UNA GRANDE PASSIONE COME OTTAVIO? QUAL È? CHE COSA FAI PER COLTIVARLA? RACCONTA.

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RACCONTI REALISTICI

Se controllano gli orologi che hanno al polso, c’è una ragione precisa. Ottavio fa collezione di dinosauri e la nonna gli permette di comprarne tre, lì al banchetto. Ma soprattutto gli permette di pensare per trentacinque minuti, prima di scegliere. Ma ora i trentacinque minuti sono passati. – Un minuto, nonna. Che cosa ti costa aspettare un minuto ancora, mezzo di mezzo minuto secondo? Non ho deciso. La nonna scuote il capo. Poi dice «pim pim cavallin» e sceglie lei. – Questa è una prepotenza, nonna. Ogni volta è così. E sceglie bene. Il dimetrodonte con la vela sulla schiena. Lo stegosauro con le placche. E il grande pteranodonte che vola. Ha indovinato anche stavolta. La signorina del banchetto gli sorride. Ottavio infila il suo pacchetto dentro la felpa e se ne va felice. Matilde Lucchini, Per fortuna ci sono i dinosauri, Mondadori Ragazzi

Rispondi. Dove vanno Ottavio e la nonna? Da quali frasi del racconto puoi capire che i dinosauri sono la grande passione di Ottavio? Perché, all’uscita del museo, Ottavio e la nonna guardano i loro orologi? Perché, alla fine del tempo stabilito, è la nonna a scegliere i tre dinosauri-regalo?

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VIVERE NELLA PREISTORIA Quando i venti freddi soffiavano forte da Nord, noi ammucchiavamo tutte le nostre riserve di legna davanti alla caverna e facevamo un gran fuoco. Da quando avevamo scoperto il fuoco, le nostre condizioni di vita erano molto migliorate. Prima erano modeste. Eravamo discesi dagli alberi, avevamo l’ascia di pietra, potevamo rizzarci su due zampe per avvistare le prede al di sopra dell’erba alta della pianura, ma quando catturavamo una preda non ci restava che masticare le sue carni crude. Pochi, pochissimi ricorderanno le indigestioni tremende che avevamo patito in quei primi tempi, mentre ora potevamo cuocere le carni e digerirle molto facilmente. Per non dire delle caverne! Avevamo bisogno di una caverna spaziosa con un’imboccatura stretta, in modo che fosse facile difenderci dagli attacchi di tigri, orsi e leoni. Ma tutti gli animali lo sapevano, per questo le caverne scarseggiavano.

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RACCONTI REALISTICI

Baffo ti insegna a ... N TI CA P IR E I R AC CO VE R O S IM IL I

Il racconto che hai letto è frutto della fantasia dell’autore, ma i fatti narrati rispecchiano ciò che probabilmente accadeva nella Preistoria, secondo quanto dicono gli storici. Il racconto, cioè, è verosimile.

Rispondi.

Sapevamo per esperienza che se una caverna era occupata da un animale feroce era meglio lasciargliela, oppure fare fagotto in fretta e furia se nella caverna dove abitavamo noi uno di loro voleva entrarci. Ricordo ancora le notti passate con gli occhi sbarrati, ascoltando i ruggiti farsi sempre più vicini. Ora che avevamo il fuoco, invece, potevamo spaventare gli animali e conquistare le caverne più accoglienti. E se tornavano, trovavano sempre un bel falò acceso davanti all’ingresso, rimanevano un po’ a contemplarlo, poi cambiavano idea e se ne andavano. Ma soprattutto la fiamma che fa luce quando il sole è tramontato ci ha insegnato il gran lusso di rilassarci la sera accanto al focolare, masticando cibo e raccontandoci qualche storia. Roy Lewis, Il più grande uomo scimmia del Pleistocene, Adelphi

Chi racconta i fatti, secondo te? In quale epoca del passato si svolgono i fatti? Quale pericolo minacciava gli uomini che vivevano nelle caverne? Perché il fuoco era utile?

E TU?

IMMAGINA DI ESSERE UN , BAMBINO DELL ETÀ DELLA PIETRA. CHE COSA FARESTI OGNI GIORNO? IN QUALI ATTIVITÀ AIUTERESTI IL PAPÀ E LA MAMMA? RACCONTA SUL QUADERNO.

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CODA E I GRAFFITI Il graffito è un’incisione eseguita su una superficie con uno strumento appuntito. Era la tecnica usata dagli uomini primitivi per disegnare e lasciare le loro tracce sulle pareti delle caverne o sulle rocce.

Graffiti rupestri della popolazione neolitica dei Camuni della Valle Camonica

Collega ogni riproduzione al suo significato. aratura scena di caccia guerriero a cavallo

capanne combattimento tra guerrieri carro

lavoro al telaio Archeocamuni, Parco Nazionale delle incisioni rupestri, Capo Di Ponte

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CREO IL MIO GRAFFITO Prova anche tu a fare un graffito!

1. Ricopri con un pastello a cera di colore chiaro un foglio di cartoncino.

2. Ripassa in modo uniforme sopra il colore con un pastello a cera blu.

3. Incidi la superficie con uno strumento appuntito come, per esempio, un punteruolo. Usa punte di diverso spessore e traccia linee orizzontali, verticali, spezzate, miste come negli esempi sotto.

4. Prepara un cartellone con i tuoi compagni formato da tutti i cartoncini incisi con la tecnica del graffito che avete preparato. Tutti insieme, date un titolo al vostro lavoro.

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RACCONTI REALISTICI

st o ri e

Baffo ti insegna a ... li ut il iz za r e i t ito

Tutti i testi hanno un titolo che richiama uno o più elementi contenuti nel testo: può essere il nome del protagonista, oppure quello del protagonista insieme a qualche altro personaggio, o ancora uno dei fatti raccontati. Il testo che hai letto avrebbe potuto avere come titolo anche «Un incontro inaspettato» oppure «Sorpresa nel buio». Divertiti a cambiare il titolo ai racconti che hai già letto: sai trovarne uno adatto per ognuno di essi?

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gior ni

LA VOLPE È già quasi buio, fuori. – Vai a buttare la spazzatura! – mi dice papà. – Non si può fare domattina? – chiedo. – No, non si può aspettare: la spazzatura nella veranda attira le volpi – dice papà. – Se hai paura, vengo con te. – Non ho più paura del buio da quando avevo tre anni – ribatto scandalizzata. Prendo la torcia elettrica ed esco con il sacchetto in mano. L’aria è già molto fredda e mi pizzica le orecchie. I cassonetti sono in un angolo buio e io accendo la torcia. Mi blocco di colpo: vedo due occhi gialli spalancati. Lentamente, trattenendo il respiro, inquadro tutto l’animale nel fascio di luce: la volpe non si muove, alla luce della torcia sembra un cane magro dai grandi occhi, ritto sulle zampe, con una grossa coda… All’improvviso si volta e sparisce con un balzo nel buio della notte. Io butto il sacchetto nel cassonetto e torno verso casa. Mi tremano le gambe, ma non so se è per la paura che la volpe ritorni o per la gran voglia di rivederla. Maria Toffetti, Un cucciolo da salvare, Mondadori Junior

Rispondi. Chi racconta i fatti? Una bambina.

Un papà.

Un bambino.

Da che cosa lo hai capito? Con chi ha uno strano incontro la bambina? Come mai le tremano le gambe?


O T A V I R R A E ,

L

ALBERI AL VENTO Alberi che ondeggiano oscillando la loro chioma. Alberi al vento. Alberi spogli che si accarezzano insieme prestandosi i colori. Brigitte Beretta, Albero albero cresci, Macro Edizioni

, ALBERI D AUTUNNO Alberi d’autunno quante foglie sono cadute la notte scorsa! Pare che gli alberi si siano girati sottosopra e abbiano adesso la chioma in terra e le radici in cielo. Juan Ramón Jimènez, Poesie, Guanda

Scegli una poesia, imparala a memoria e rappresentala con un disegno sul quaderno.


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te a no or

IL TAPPETO DI FOGLIE

Alcuni alberi sono rimasti verdi, altri invece stanno perdendo le foglie. Sono ingiallite e cadono a una a una. Fanno in terra un tappeto che è giallo, marrone, persino rossiccio e violetto. Ogni tanto arriva il vento, che fa turbinare le foglie, e allora nell’aria c’è una festa di colori. Le foglie girano, ballano, ondeggiano, poi si stendono di nuovo a terra, fino alla prossima folata di vento. da Le grandi storie, Ave

Raccogli da terra alcune foglie non troppo secche, puliscile con un panno e mettile sotto un foglio da disegno. Colora il foglio con i pastelli a cera usando i colori nominati nel testo: sul foglio rimarrà impresso il segno dei margini e delle nervature. Questa tecnica si chiama «frottage».


LA MANGIATOIA CON IL TETTUCCIO

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MATERIALE OCCORRENTE

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contenitore del latte di tetra-pak da 1 litro con il tappo forbici pinzatrice stecchini lunghi per spiedini pennelli colori acrilici che aderiscono alla plastica pezzetto di spago

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1. Taglia in tre pezzi il contenitore del latte. La parte superiore con il tappo e quella inferiore devono essere alte circa due dita.

2. Con le forbici apri la parte centrale, ritagliane un pezzetto e poi richiudila usando la pinzatrice.

3. Con le forbici ritaglia una piccola apertura a triangolo. A questo punto chiedi aiuto a un adulto per le fasi successive.

4. Con uno stecchino buca il contenitore, la base e il tappo come vedi nella fotografia.


5. Unisci le parti della mangiatoia inserendo i due stecchini.

7. Attacca lo spago allo stecchino superiore e legalo con due nodini. 8. Apri il tappo e riempi la mangiatoia con i semini per gli uccelli, poi appendila sul balcone: avrai molto presto la visita dei tuoi nuovi amici piumati!

6. Dipingi la mangiatoia come preferisci utilizzando i colori acrilici.


o nt o cc no ra tun u un ’a d

AUTUNNO A BOSCODIROVO

Era uno splendido autunno. Le more erano ormai mature, e le noci erano al punto giusto; i topolini di Boscodirovo avevano un gran daffare. Ogni mattina uscivano nei prati per raccogliere semi, bacche, radici che trascinavano poi fino all’Emporio Tronchetti, dove venivano conservate tutte le provviste per l’inverno. Il signor Topo de’ Topis era uscito di buon mattino con la figlia più piccola, Primulina. Primulina coglieva i frutti più vicini a terra, mentre il papà abbassava i rami più alti con il suo bastone da passeggio. Il cestino era quasi pieno quando furono raggiunti dalla signora Smeraldini, che lavorava alla Latteria. – Stavo proprio cercando voi! – esclamò. – Brutto tempo in arrivo! Dobbiamo finire la raccolta prima che si metta a piovere. Così il signor de’ Topis rimandò Primulina a casa e andò all’Emporio per aiutare nell’organizzazione del lavoro. Gruppi di topi cominciarono ad andare su e giù per il campo con carriole e carretti, per raccogliere le ultime bacche e le noci. Jill Barklem, Un anno a Boscodirovo, Einaudi Ragazzi

Rispondi. Che cosa stavano facendo i topolini di Boscodirovo? Che cosa facevano Primulina e il papà? Che cosa annunciò la signora Smeraldini?


, GIOCHI D AUTUNNO Scegli dall’elenco nel riquadro le parole che fanno coppia con quelle qui a destra. Le iniziali delle parole aggiunte ti ricorderanno la festa di Halloween. tappo

nebbia freddo

autunno

impermeabile migrazione

semina

Risolvi il rebus.

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caldo

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estate

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brina

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vino

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uva

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uccelli

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pioggia

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Cerca nello schema tutte le parole elencate nel riquadro.

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LA SIGNORA REBECCA

DIARIO

10 ottobre La mia mamma è unaMercoledì vera sportiva: porta Informati Voglio raccontarti della nostra È lasollevatore signora le buste dellanuova spesa vicina. come un e racconta. i miei giocattoli sparsi Rebecca, che abitadidapesi; pocoevita al quarto piano. Io non la nella La tua e nemmeno stanza un saltatore ad ostacoli, li sopporto Buck,come che infatti non smette mamma lancia come un giocatore di diassomiglia abbaiareunogni volta chenella vienecesta a casa nostra. basket; sale in soffitta e scende in Chiede po’ alla sempre: «Come va la scuola?», che è la domanda cantina come uno scalatore; insegue preferita e mi raccomanda di studiare, comeil mamma deldai grandi, Teoglicome corridore di atletica; racconto? se non ci fossero giàcane tutti altri un a raccomandarmelo. quando spolvera o lava i vetri le Ieri avrei voluto risponderle: «Un disastro!», ma agita sarebbe come un canottiere… è stata una bugia ebraccia la mamma ci sarebbe rimastaInoltre malissimo. veloce e non sientrata, stanca mai. L’altra sera è venuta e, appena ha detto: Il mio papà dice che la mamma è «Che buon profumo!» annusando l’aria. soprattutto sportiva del cuore: «Vuol fermarsi a cena?» le hauna chiesto la mamma. e ci abbraccia «Non disturbo?» haquando risposto,sorride togliendosi la grandefa sempre gol!assassinate. pelliccia di povere volpi morte Francesca Ferrante, In famiglia, Piccoli Solo che Buck, spaventato da tutte quelle teste di volpi, le è saltato addosso e lei è scappata via urlando e non l’abbiamo più vista!

Erminia Dell’Oro, Le pagine segrete di Arianna, Edizioni EL Baffo ti insegna a ... R IC ONO S CE R E

U N D IA R IO

Il brano che hai letto è un diario, cioè un testo in cui una persona racconta quello che le accade giorno per giorno, oppure scrive pensieri e impressioni. Generalmente, in alto è riportata la data del giorno in cui il diario viene scritto. Ci sono anche diari che si possono chiudere con un lucchetto: in questo modo nessuno potrà leggere i pensieri segreti di chi scrive!

Rispondi. Chi ha scritto questa pagina di diario? Sarà un bambino o una bambina? Per scoprirlo, guarda la riga sotto il testo, dove sono riportati il nome dell’autrice e il titolo del libro da cui è stato tratto questo brano.

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DIARIO

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DAL DIARIO DI DORA A ricreazione mi ero messa a giocare al «sotterraneo». Rosa è arrivata e mi ha chiesto che cosa stessi facendo. Le ho risposto che stavo scendendo in una prigione sotterranea. Allora lei ha voluto sapere che cosa avrei fatto una volta laggiù. Le ho risposto che non lo sapevo, perché non c’ero ancora arrivata. A quel punto Rosa mi ha spiazzata. Ha detto che sapeva di un perfido mago nascosto nella torre del castello, e che saremmo potute salire lassù a dargli battaglia. Tracy Dockray, Il diario segreto di Dora, PescaMela Edizioni

Rispondi. Di che cosa parla questa pagina di diario? Di un castello misterioso. Di un gioco fatto durante la ricreazione.

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Chi è Rosa, secondo te? Una compagna di classe. Una maestra.

Dora e Rosa, durante la ricreazione, dimostrano di… essere molto fantasiose. annoiarsi e non sapere che cosa fare.


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DIARIO

CARO DIARIO 2 settembre Domani ricomincia la scuola. Se qualcuno mi chiede se sono contenta, rispondo: «Brrr, no!». Ma in realtà sono contenta un pochino. Non tanto per lo studio, quanto per i compagni. Mi siederò vicino ad Alexander. L’anno scorso non mi piaceva molto, ma quest’estate siamo diventati amici. Michi si siederà davanti a noi e Alì dietro. L’abbiamo deciso ieri ai giardini. Spero che domani ci sia il sole così potrò mettere il mio vestito nuovo. È bianco e la gonna è tutta ricamata con mazzolini di fiori rosa. La gonna è ampia e se faccio una giravolta si alza e vola come una nuvola bianca. Il papà mi ha detto: «Con quel vestito sei la bambina più bella del mondo». Se domani piove, la mamma non me la lascerà sicuramente mettere. Dovrò mettere il kilt. Lo odio! È fatto con una stoffa ruvida. Quando me lo metto, inizia subito a pungermi la pancia. E mi fa grassissima. Ma la mamma non lo vuole ammettere. L’ha fatto lei ed è molto orgogliosa del suo «capolavoro». Christine No¨stlinger, Diario segreto di Susi, Piemme Junior

Rispondi. Perché la bambina è contenta che ricominci la scuola? Come si chiamano i suoi amici? Che cosa vorrebbe indossare il primo giorno di scuola? Perché spera che non piova?

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con me a r a p m I

I racconti realistici I racconti realistici narrano vicende verosimili, cioè «simili al vero»: possono essere accadute nella realtà, oppure solo «pensate» dall’autore. Nei racconti realistici spesso puoi riconoscere luoghi e ambienti che ti sono familiari (la casa, la scuola, il parco…) e personaggi con cui anche tu hai a che fare tutti i giorni, come genitori, fratelli e sorelle, insegnanti e compagni…

QUANDO

questestate PERSONAGGI

il bagnino

Luigi

DOVE

in spiaggia

I racconti fantastici Nei racconti fantastici le vicende narrate sono immaginarie e non possono accadere nella realtà. A volte questi racconti mescolano realtà e fantasia inserendo in una DOVE narrazione realistica un elemento un bosco incantato impossibile, magico, assurdo o una situazione così esagerata da non poter essere reale. I personaggi possono essere persone comuni che vivono avventure fantastiche o magiche oppure personaggi immaginari, come gnomi, fate e folletti.

PERSONAGGI

il cane parlante

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la strega

QUANDO

tanto tempo fa


Scrivi con me

Realistico o fantastico? Quale di questi due testi contiene elementi fantastici? Segnalo con X. Nell’intricata matassa di rami e rovi, Mandy vide due cervi: uno adulto che giaceva morto a terra; il cucciolo invece era vivo e con il muso cercava di svegliare la madre. Mandy chiamò a bassa voce: – James, vieni, presto!

Mandy fece ancora qualche passo, quando si trovò di fronte l’essere più strano che avesse mai visto. Se ne stava sospeso per aria, seduto comodamente su una palla d’argento che emanava una luce blu.

Puoi trasformare un racconto realistico in fantastico inserendo nella narrazione uno o più elementi «impossibili». Per esempio: Quando il mio Pepito vide il nuovo cane del vicino cominciò a scodinzolare. Il nuovo arrivato si mise a guaire allungando il muso fra le sbarre del cancello. Era un cane davvero molto strano! – Andiamo Pepito – dissi tirando il guinzaglio dolcemente. – Torneremo più tardi a conoscere il nuovo arrivato, quando sarà tornata da scuola anche Miriam.

Aggiungi in questo punto la descrizione del cane dei vicini immaginando un elemento di fantasia: il pelo verde, due antenne al posto delle orecchie oppure… Spiega anche come mai ha queste caratteristiche.

Sai distinguere la realtà dalla fantasia? Segna con X gli elementi fantastici. Un coccodrillo parlante.

Un bambino con le ali.

Un tritatutto elettrico.

Un ascensore guasto.

Una strega malvagia.

Un tessuto impermeabile.

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RACCONTI FANTASTICI

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LA BAMBINA ‹SVEGLIA› Nella mia classe c’è una bambina che si chiama Stefania: è molto brava, legge alla svelta e sa contare molto in fretta senza sbagliarsi mai. Quando i grandi parlano di lei, dicono: «È una bambina molto sveglia!». Lo dicono le maestre. Lo dice il bidello. Lo dicono tutti. E a forza di dire «È sveglia! Oh, com’è sveglia!» a Stefania sono spuntate le lancette sulla pancia! Proprio così! L’altro giorno a scuola ha cominciato a lamentarsi. – C’è qualcosa che mi punge… – diceva. La maestra si è inginocchiata e le ha sollevato la maglietta. «Tic-tac, tic-tac…» faceva intanto Stefania senza riuscire a fermarsi. Le lancette sono proprio come quelle degli orologi veri, una corta per le ore e una lunga per i minuti. Nadia Bellini, Il mondo di Federico, Raffaello Editrice Baffo ti insegna a ... N TI FA N TA S TI CI CA P IR E I R AC CO

Nella prima parte del racconto si parla di una bambina che potrebbe esistere nella realtà; nella seconda parte la situazione diventa fantastica perché è impossibile che accadano i fatti di cui si parla. Indica con un ● il punto in cui, leggendo, capisci che si tratta di un racconto fantastico.

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RACCONTI FANTASTICI FANTATSICI

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ZANZARE

Nella città al contrario le zanzare non avevano mai dato un morsetto ai bambini, neppure per sbaglio. Potevi accendere tutte le luci, spalancare tutte le finestre, andare al ristorante all’aperto, passeggiare verso sera nei luoghi zanzareschi per eccellenza, cioè i luoghi erbosi e acquosi, potevi persino chiamarle per mezz’ora: – Zanzaaaaare! Venite! Siamo qua con i nostri braccini saporiti! Niente da fare, se sentivi un zzzzz stavano facendo un voletto di passaggio, al massimo ti facevano il solletico con un’ala. A loro non piaceva il sangue, tantomeno quello dei bambini, erano zanzare… vegetariane. Pizzicavano foglioline di basilico, di menta, di rosmarino, l’ortica no, la sputavano. Andavano pazze per l’erbetta dei prati e poiché di erba ce n’era fin che volevano, le zanzare della città al contrario erano proprio grassottelle.

P icc ol o d iz io na ri o

Una persona vegetariana si nutre di ortaggi, frutta, latte e uova e non di carne.

Vivian Lamarque, Mettete subito in disordine! Storielle al contrario, Einaudi Ragazzi

Baffo ti insegna a ... N TI FA N TA S TI CI CA P IR E I R AC CO

Nel racconto che hai letto le zanzare sono un elemento reale ma la situazione in cui agiscono è fantastica, perché nella realtà non esistono zanzare vegetariane.

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RACCONTI FANTASTICI

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GIGANTE O GNOMO? Giovannino scoprì che se girava velocemente intorno a sé stesso verso destra e contava da uno a dieci cresceva; se invece girava verso sinistra e contava da dieci a uno diventava piccolo piccolo. Talvolta però diventava così grande che sbatteva la testa contro il soffitto e le gambe gli uscivano dalla finestra. Oppure diventava così piccolo che aveva paura di essere schiacciato o che i gatti lo portassero via. Pensa e ripensa, alla fine trovò la soluzione. «Occorre essere giganti per esser tanto grandi» decise. «E occorre essere gnomi per essere tanto piccini». Allora, quando giocava a fare il gigante, toccava il cielo con un dito e si sedeva sulle montagne. Quando giocava a fare lo gnomo, faceva compagnia ai grilli dei campi e abitava con le formiche. Ma quando voleva giocare con gli amici... restava il bambino che era. AA.VV., Favolette in dormiveglia, Editrice Piccoli

E TU?

Secondo te, il racconto che hai letto è realistico o fantastico? Perché? Spiegalo con le tue parole.

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QUALI COSE POTRESTI FARE SE FOSSI GRANDE GRANDE? E SE FOSSI PICCOLO PICCOLO? IMMAGINA E RACCONTA SUL QUADERNO.


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U COME UNITÀ

RACCONTI FANTASTICI FANTATSICI

* Una colonia di pernici argentate si era sistemata ai margini della foresta per passare l’autunno. Sfortunatamente un cacciatore se ne accorse, preparò delle reti e le buttò sulle pernici per catturarle.

* Una dopo l’altra le pernici finirono prigioniere delle reti e iniziarono a dibattersi inutilmente.

P icc ol o d iz io na ri o

* Vedendo le sue compagne catturate una

dopo l’altra, una vecchia pernice riunì le sopravvissute per dar loro un consiglio: – Sorelle, state attente, ci sono reti in tutta la pianura! Se per disgrazia venite catturate, potete salvarvi lo stesso. Basterà infilare la testa tra le maglie della rete e battere nello stesso tempo le ali. In tal modo tutte insieme riuscirete a sollevare la rete; poi dovrete farla impigliare nei rami di un albero e sarete di nuovo libere. Ricordatevi bene le mie parole, e non avrete nulla da temere!

La pernice è un uccello di media grandezza molto ricercato per la sua carne. Esiste anche la pernice delle nevi: in inverno le sue penne diventano bianche, permettendole così di mimetizzarsi nella neve.

* Il giorno dopo molte pernici restarono intrappolate nella

rete, ma unendo le loro forze riuscirono a volare tutte insieme e a fare impigliare la rete nei rami di un albero. Così volarono via sane e salve. Johanna Marin Coles – Lydia Marin Ross, L’alfabeto della saggezza, Edizioni EL Baffo ti insegna a ... I DI UNA STOR IA R ICONO SC ER E LE PA RT

Come già sai, una storia può essere divisa in sequenze. Nel testo che hai letto l’inizio di ogni sequenza è segnalato da un asterisco ( ).

*

In che modo le pernici riuscirono a salvarsi? Spiegalo con le tue parole.

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RACCONTI FANTASTICI

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PER FAR PIOVERE

C’era una volta una piccola strega di centoventisette anni, che per una strega non vuol dire certo essere anziana. Abitava in una catapecchia, con il tetto sghimbescio e lì passava il tempo a fare esercizi di stregoneria. Quel giorno era alle prese con le formule per far piovere; aveva il Gran Libro delle Streghe sulle ginocchia e il suo adorato e fedele corvo Abraxas appollaiato accanto a lei. – Devi far piovere pioggia – gracchiava il corvo con tono di rimprovero – e invece fai piovere topi, rane o pigne. Non ce la farai mai! Allora la piccola strega fece salire in cielo una grossa nuvola e le ordinò: – Sciogliti in pioggia! La nuvola si aprì, ma invece di cadere gocce di pioggia si mise a piovere pastina in brodo! – Pastina in brodo! – gracchiò Abraxas. – Che cos’altro farai piovere ancora? – Devo aver sbagliato la formula… – tentò di giustificarsi la piccola strega. – Sbagliato la formula? Te lo dico io qual è il tuo problema: sei distratta! Otfried Preussler, La piccola strega, Salani

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P icc ol o d iz io na ri o

La piccola strega abitava in una catapecchia, cioè: in un palazzo. in una casa malandata. Il tetto della sua casa era sghimbescio, cioè: tutto storto. appuntito.

Sul quaderno disegna la casa della strega come la immagini tu.


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DENTRO L’ARMADIO La piccola Lucy toccò la maniglia e, con sua grande sorpresa, l’armadio si aprì subito. Senza pensarci su, la bambina entrò, lasciando però la porta aperta. Fece qualche passo: era buio là dentro, così tese le braccia per non sbattere contro la parete di fondo. Poi sentì qualcosa che scricchiolava sotto le sue scarpe e toccò qualcosa di morbido e freddo. «Questa sì che è bella, sembra neve» pensò Lucy sbigottita. Un attimo dopo sentì contro il suo corpo qualcosa di duro e pungente. – Sembrerebbero rami d’albero – mormorò piano. Si trovava in un bosco e nel bosco c’era un sentiero. Era buio e nevicava. La bambina era un po’ spaventata ma, nello stesso tempo, piena di curiosità… Decise di proseguire. – Se qualcosa non va, tornerò indietro – si disse per darsi coraggio.

RACCONTI FANTASTICI FANTATSICI

P icc ol o d iz io na ri o

Essere sbigottiti significa essere talmente meravigliati da restare senza parole.

E TU?

HAI VISTO I FILM CHE RACCONTANO LE AVVENTURE DELLA PICCOLA LUCY E DEI SUOI FRATELLI? RACCONTA.

Clive Staples Lewis, Le cronache di Narnia, Mondadori

Rispondi. Qual è l’elemento magico in questo racconto? Il bosco.

La neve.

L’armadio.

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L’OCCHIO DEL DRAGO Teo e Giò erano due passerotti che abitavano nella chioma di una grande quercia. Un bel mattino, Giò si svegliò e vide un grande occhio azzurro che lo guardava attraverso le foglie. Subito avvertì suo fratello, che dormiva beato nel nido. – Teo, svegliati, presto! – gli sussurrò all’orecchio. Teo si svegliò di soprassalto. – Ehi, che succede? – disse un po’ seccato. – Sembra quasi che tu abbia visto un drago! Giò fece di sì con la testina e indicò a Teo l’occhio misterioso. – Hai ragione! – esclamò lui pigolando sottovoce, improvvisamente preoccupato. – È proprio un drago! In quel momento il vento soffiò più forte e il drago si mosse. I due uccellini per la paura non riuscirono neppure a spiccare il volo. Coda ti insegna a ...

COS TRU IRE UN DRA GO

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1. Disegna e ritaglia nel cartoncino le parti del drago: Il corpo, le ali e le zampe.

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MATERIALE OCCORRENTE cartoncino

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matita

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forbici

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colla

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pennarello

2. Fai due tagli: uno sotto il corpo per infilare le zampe, uno sulla cresta per infilare le ali.


RACCONTI FANTASTICI FANTATSICI

Stavano per mettersi a piangere, quando sentirono delle voci provenire da terra. – Insomma Luca, mi vuoi dire dove è andato a finire? – chiese una voce di uomo. – È lassù, babbo. Qui c’è il filo, lo vedi? – rispose la voce di un bambino. – È rimasto impigliato tra le foglie della quercia. I due uccellini si sporsero oltre il bordo del nido e guardarono di sotto: c’erano un uomo e un bambino che armeggiavano con un lungo filo che si perdeva in mezzo ai rami del loro albero. L’uomo afferrò il filo e lo tirò con forza: un grande aquilone a forma di drago si fece largo fra i rami e scese leggero fino a terra. Il bambino batté le mani contento. – Il mio aquilone! Grazie, babbo! I due uccellini si guardarono stupiti e si misero a ridere: tanta confusione per un semplice drago di carta colorata!

Leggi di seguito le sequenze in cui può essere suddiviso il racconto. Segna con la matita nel testo l’inizio di ogni sequenza. 1 Giò vede un grande occhio e sveglia Teo. 2 I due uccellini pensano che sia l’occhio di un drago. 3 Il «drago» si muove e i due uccellini sono terrorizzati. 4 I due uccellini sentono le voci di un uomo e di un bambino. 5 I due uccellini scoprono che il drago è un semplice aquilone. 6 I due uccellini ridono perché si sono spaventati per nulla.

Stefano Bordiglioni, Un attimo prima di dormire, Einaudi Ragazzi

3. Incastra le zampe e le ali sul corpo del drago.

4. Ritaglia nel cartoncino rosso una lingua di fuoco e inseriscila nell’apertura della bocca. Il drago è finito!

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QUANTO MANCA A NATALE? Natale, per Anna, è il giorno più bello. Nessuno lo aspetta come lei. – Quanto manca a Natale? – comincia a chiedere già in estate, mentre gioca con la sabbia del mare. Il fatto è che Anna pensa che Natale, se non lo aspetti, non arriva. Ma non basta aspettarlo da sola. Bisogna essere in tanti. Tutta la casa. Di più, tutta la via. Di più, tutta la città. Con le vetrine decorate e nell’aria le note di una canzoncina. E poi ci vogliono luci e alberi di Natale dappertutto. Se poi il cielo si fa scuro e fa tanto freddo, Anna sa che sta per arrivare la neve. Natale verrà, ne è sicura, è già quasi qui! La mamma le ha detto diverse volte: – Se fai i capricci, se non impari a lavarti bene i denti, se non la smetti di fare i dispetti a tuo fratello e di sputare gli spinaci, Natale non verrà! Ma si è sbagliata. Improvvisamente Anna sente una voce: – Stai aspettando me? – Chi ha parlato? Sei proprio Natale, quello vero? Davanti ad Anna si è fermata una slitta trainata da renne. Babbo Natale la invita a salire. Si alzano in volo sopra la città illuminata e vedono… Vedono un cane e un gatto dormire vicini dopo aver mangiato dalla stessa ciotola… Coda ti insegna a ...

CON OSC ERE LE TRA DIZ IONI A Natale è tradizione scambiarsi piccoli doni in segno di amicizia e di pace. In alcune regioni si dice che i doni arrivino sulla slitta di Babbo Natale; in altre, invece, sull’asinello di Santa Lucia la notte tra il 12 e il 13 dicembre; in altre ancora sulla scopa della Befana.

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Descrivi sul quaderno l’atmosfera natalizia nella tua città e nella tua casa: le luci, i preparativi, le feste in famiglia, i doni, i gesti di bontà.


RACCONTI FANTASTICI FANTATSICI

Vedono un lupo e un agnello fare insieme quattro passi per digerire: la cena vegetariana è stata un po’ pesante per il lupo… Vedono un’aquila e un coniglio discutere amabilmente di come si sta lassù in alto e di che cosa si dice laggiù in basso… E vedono un gran pranzo di Natale dove c’è posto per tutti quelli che vogliono. Babbo Natale dice: – Oggi tutti sono diventati amici. Buon Natale, Anna! Anna è felice. Risponde: – È vero, oggi tutti si vogliono bene. Buon Natale, Natale!

Quali elementi di fantasia contiene il racconto? Segna con X il punto in cui il racconto smette di essere realistico e diventa fantastico.

E TU?

ATTENDI ANCHE TU IL NATALE CON IMPAZIENZA? PERCHÉ? RACCONTA.

Giusi Quarenghi, Buon Natale, Natale, Panini

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con me a r a p m I

Le descrizioni Quando descrivi un oggetto, un animale, una persona o un ambiente, devi osservare attentamente per cogliere tutti i particolari. Per rendere più ricche le tue osservazioni, tieni presente tutto ciò che colpisce i tuoi sensi (la vista, l’udito, l’olfatto, il tatto e il gusto). I dati visivi riguardano il colore, la forma, le dimensioni, la posizione e tutto ciò che puoi cogliere con gli occhi.

I dati uditivi , oltre ai suoni, ai rumori e alle voci, comprendono i fruscii, i boati, i gorgoglii, le musiche...

I dati olfattivi ti informano sugli odori e i profumi. Con i dati gustativi valutiamo i sapori. Non tutto si può assaggiare ma, nel caso, è il gusto a dirti se una cosa è dolce, amara, aspra, salata o insipida.

I dati tattili ti permettono di esplorare le superfici per sentire se sono lisce o ruvide, curve o spigolose. La tua pelle avverte la temperatura e ti dice se una cosa è calda o fredda.

Quali dati useresti per descrivere un alimento? E un mobile? Quali useresti per descrivere un animale o una persona? Colora i cartellini come indicato. dati visivi silenzio assoluto

dati uditivi

stoffa vellutata aroma intenso

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dati olfattivi

dati gustativi

dati tattili

fungo minuscolo

suono assordante

sugo insipido


Scrivi con me Nella seguente descrizione mancano gli aggettivi qualificativi , che servono per precisare l’aspetto e le caratteristiche del personaggio e dell’ambiente.

Scegli dall’elenco e completa il testo. deserta • pieni • lunga • gigantesco • audaci • grossa incrociate • intrecciata • accesi • spaventate

Il pirata Barbanera Uno dei pirati più ............................................................ fu Barbanera. Portava una ............................................................ barba nera ............................................................ e spesso legata con nastri. Quando dava l’assalto a una nave, si infilava lunghi fiammiferi ............................................................ fra i capelli, e talvolta sembrava prendere fuoco. Barbanera era un uomo ............................................................. Quando guidava la sua ciurma all’arrembaggio, portava una ............................................................ spada in una mano e una pistola nell’altra. Si lanciava a bordo della nave agitando la spada e la pistola e urlando a ............................................................ polmoni. Probabilmente molte delle vittime di Barbanera erano così ............................................................ dal suo assalto che si arrendevano senza combattere. Dopo una scorreria, Barbanera faceva vela verso qualche località ............................................................, dove, insieme alla ciurma, talvolta seppelliva il tesoro per nasconderlo. I pirati battevano una bandiera che aveva come insegna un teschio con due ossa ........................................................: era chiamata «Jolly Roger». da Tesori del mare, Giunti

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TESTI DESCRITTIVI

Rispondi. Dove si nascondeva di solito la gattina? Perché Cielo era una gattina speciale?

Qual è la parte che ti è piaciuta di più nella descrizione di Cielo? Sottolineala e spiega a voce il motivo della tua scelta.

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qua dri

e

qu ad re tt i

CIELO

Era una gattina che si chiamava Cielo, forse perché aveva gli occhi azzurri come certi cieli senza nemmeno una nuvola. Ai gatti la notte piace molto, invece Cielo ne aveva paura. Appena diventava buio, correva a nascondersi dentro le pantofole del suo padroncino. Tanto lui non se le metteva quasi mai, gli piaceva correre per casa a piedi nudi e la mamma gli diceva sempre: – Ti prenderai il raffreddore! Quando Cielo era piccola, dentro le pantofole stava proprio comoda. Poi cominciarono a essere un po’ strette per lei, ma diventarono strette anche al bambino e la mamma gliene comprò un paio più grandi. I piedini del bambino e le zampine di Cielo crescevano insieme, per fortuna. Quando Cielo faceva brutti sogni, zitta zitta usciva dalle pantofole e si arrampicava su per il letto del bambino e si infilava sotto le sue coperte. Cielo era una gattina paurosa, però era anche una gattina speciale. Per esempio, quando in cielo c’era la luna, anche nei suoi occhi luccicava una specie di luna. E quando in cielo c’era il sole, anche nei suoi occhi luccicava una specie di sole. Vivian Lamarque, Storie di animali per bambini senza animali, Einaudi Ragazzi Baffo ti insegna a ... CA PIR E LE DESC R IZ IONI

Nel testo viene descritto un animale: in questo caso l’autrice ha scelto di parlare solo di alcuni elementi del suo aspetto f isico e del suo carattere, insieme con alcuni comportamenti tipici. Il ritratto di Cielo risulta così molto simpatico e originale.


qua dri

e

qu ad re tt i

AXEL

Axel alzò la testa e annusò la zuppa. Dette una leccata controvoglia, appena con la punta della lingua. Una seconda. Una terza già più convinta. E poi cacciò il muso dentro la scodella e cominciò a mangiare facendo schioccare rumorosamente la lingua contro il palato. La scodella scivolava di qua e di là, per le spinte che riceveva. Axel si alzò per andarle dietro, a testa bassa, con il collo tutto proteso in avanti, mangiando e camminando insieme. Il cane sembrava impazzito. Si gettava sul cibo avidamente, quasi con furia, sollevando schizzi di zuppa che volavano da tutte le parti, compreso sul grembiule di Alessandra che lo guardava ridendo e pensando: «Sembra che non mangi da tre mesi!». Anna Lavatelli, Attenti al cane… e al suo padrone!, Edizioni Messaggero

TESTI DESCRITTIVI

Baffo ti insegna a ... CA PIR E LE DESC R IZ IONI

Il testo descrive il comportamento di Axel, un cane. Axel non viene descritto parlando del suo aspetto fisico o delle caratteristiche del suo carattere, ma solo attraverso le azion i che compie. Sottolinea nel testo tutte le azioni che compie Axel.

Il testo contiene un dato uditivo: sai trovarlo? Cerca e sottolinea nella descrizione tutti i dati visivi che indicano un movimento.

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TESTI DESCRITTIVI

qua dri

e

qu ad re tt i

IL BIMBO-GHIRO

E TU?

CHE BAMBINO SEI? UN BAMBINO-GRILLO, UN BAMBINO-LEPROTTO, UN BAMBINO… QUALE ANIMALE, SECONDO TE, TI ASSOMIGLIA DI PIÙ? PERCHÉ? RACCONTA SUL QUADERNO.

Come l’animaletto suo corrispondente, questo piccolo mammifero cade in letargo. Mentre però il ghiro va in letargo ai primi freddi, il bimbo-ghiro non ha bisogno né di cambi di stagione, né di sbalzi di temperatura: a intervalli che possono variare da alcuni giorni a poche ore, egli si raggomitola nel suo bancotana in posizione comoda e si abbiocca. Neppure i richiami più duri dell’insegnante disturbano il suo sonno profondissimo. Il bimbo-ghiro esce dal letargo solo quando deve reintegrare le sue riserve energetiche: alla ricreazione e quando suona la campana che segnala la fine delle lezioni. Interrogare un bimbo-ghiro è spesso, per una maestra, un’esperienza deprimente e interessante insieme: il piccolo mammifero, infatti, combina in modo del tutto originale i pezzetti di lezione che coglie qua e là. Per questo motivo i suoi resoconti sulla Preistoria somigliano più a dei sogni che a delle relazioni. Stefano Bordiglioni, Scuola foresta, Einaudi Ragazzi

Baffo ti insegna a ... CA PIR E LE DESC R IZ IONI

La descrizione di una persona può essere scritta anche in modo divertente, mettendo in risalto particolari buf f i e originali del suo aspetto o del suo carattere.

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Con quali aggettivi qualificativi definiresti il bambino descritto nel testo? Segnali con X. Vivace.

Pigro. Attento.

Distratto. Agitato.


qua dri

e

qu ad re tt i

LA MIA NONNA

TESTI DESCRITTIVI

Era piccola, con minuscoli piedi calzati di stivaletti neri a piccolissimi bottoncini. Era fiera di quei piccoli piedi che spuntavano sotto la gonna, ed era fiera dei suoi capelli candidi, crespi, pettinati in un alto casco rigonfio. Mio padre la portava ogni giorno a camminare. Camminavano, lui avanti, con i suoi passi lunghi, le mani intrecciate dietro la schiena e la pipa in bocca. Lei stava dietro, con la sua veste frusciante, con i passetti dei suoi tacchettini; lei non voleva mai andare sulla strada dov’era stata il giorno prima: a lei piaceva provare sempre strade nuove. Natalia Ginzburg, Lessico famigliare, Einaudi

Baffo ti insegna a ... CA PIR E LE DESC R IZ IONI

Per descrivere una persona devi parlare del suo aspetto fisico (corporatura, viso, abbigliamento…), delle sue abitudini, del suo carattere e dei suoi gusti. Se poi una persona ha una qualità particolare (per esempio, una voce bellissima oppure disegna molto bene…), puoi soffermarti su questa caratteristica spiegando anche con degli esempi perché ti colpisce.

Da quali parole nel testo puoi capire che la nonna di cui si parla non è una nonna dei nostri giorni? Com’era il suo abbigliamento?

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TESTI DESCRITTIVI

qua dri

e

qu ad re tt i

LA BOTTEGA

Vicino alla chiesa c’è una bottega dove le donne vanno a fare la spesa. Dentro è tutto in penombra. Sa di muffa. Sul bancone, accanto alle forme di formaggio e ai vasi di marmellata, ci sono dei quaderni con la copertina colorata, delle matite e una bacheca di vetro con tante cartoline che raffigurano le città del mondo, monumenti, palazzi antichi e campanili, montagne piene di neve e uomini che sciano, spiagge piene di ombrelloni e gente che prende il sole. In una cartolina, ne sono sicuro, c’�� disegnato un bambino che gioca con la sabbia. Sta facendo un castello gigantesco, e ride. Sullo sfondo si vede un angolo di mare. In alto un cielo piatto.

P icc ol o d iz io na ri o

Una bacheca è un pannello appeso al muro dove si attaccano documenti, avvisi, biglietti promemoria...

Alfredo Stoppa, Quanto mare…, Falzea Editore

Quali sono gli oggetti che l’autore vede nella bottega? Elencali in ordine. ................................................................................................................................................... ................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................

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qua dri

e

qu ad re tt i

LA VESTE DA CACCIA La veste da caccia era un indumento particolare, che i cacciatori indossavano per stare al caldo. Era fatta di pelle d’orso e aveva un grosso cappuccio. Quando calava la notte, il cacciatore si tirava il cappuccio sulla testa, si raggomitolava nella pelliccia e dormiva comodamente al calduccio, persino sulla neve. La mamma decise di farne una a Pokonaso. Tirò fuori tutti i pezzetti e i ritagli di pelliccia che aveva. C’erano scampoli di pelliccia d’orso bruno e di ermellino bianco. C’era anche un pezzo di pelliccia di scoiattolo rosso e molte pelli di coniglio; perfino una bella pelle di lepre azzurra di montagna. Ma la più bella di tutte era una pelle di volpe rossa, intera e completa di coda. Quando il lavoro fu terminato, Pokonaso si mise la pelliccia e camminò avanti e indietro per la caverna, pavoneggiandosi. E fu particolarmente soddisfatto quando scoprì che la coda di volpe pendeva dietro, proprio al posto giusto! John Grant, Pokonaso cacciatore, Editrice Piccoli

Baffo ti insegna a ... CA PIR E LE DESC R IZ IONI

Per descrivere un oggetto, devi parlare delle diverse parti che lo compongono, del modo e delle situazioni in cui l’oggetto viene usato, delle sue qualità, dei materiali di cui è fatto. Se l’oggetto ti appartiene, puoi anche spiegare perché ti piace o non ti piace e raccontare in quale occasione lo hai avuto.

TESTI DESCRITTIVI

P icc ol o d iz io na ri o

Gli scampoli sono ritagli, avanzi di stoffa o pelle.

Rispondi. Come utilizzavano la veste da caccia i cacciatori durante la notte? La mamma di Pokonaso ha confezionato la veste da caccia con la pelliccia di sei animali. Quali? Quale parte della veste da caccia piaceva di più a Pokonaso?

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CODA E IL RITRATTO Fare un ritratto vuol dire rappresentare una persona intera, o solo il suo volto e le spalle. Quando disegni, devi cercare di cogliere le espressioni degli occhi, della bocca e dello sguardo. Amedeo Modigliani, Alice (1915)

Felice Casorati, Cesare Lionello (1911)

Édouard Manet, Il pifferaio (1866)

Osserva i tre ritratti e descrivi. – Quali personaggi sono rappresentati? – Come sono vestiti? – Quali colori hanno usato i pittori? – Quale ritratto ti piace di più? Perché? Porta a scuola altre immagini di ritratti di artisti famosi e confrontale tra loro.

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Quando osservi i volti delle persone, noti che sono diversi uno dall’altro: diversi occhi, diverse bocche, diversi nasi… Gli occhi, la bocca e le sopracciglia danno l’espressività del volto. Osserva come semplici tratti di matita possono cambiare l’espressione del volto. Scrivi sotto ciascun volto quale stato d’animo esprime, scegliendo tra: gioia tristezza paura rabbia stupore

......................

......................

......................

......................

......................

UN MONDO DI FACCE

Bruno Munari, Arte come mestiere, Laterza

Prova anche tu a creare dei ritratti con le linee. Comincia completando questi.

Giochiamo insieme! 1. Con i tuoi compagni, ritaglia da riviste e giornali illustrati le diverse parti che compongono i volti. 2. Prepara su un cartellone una «galleria di ritratti»: incolla i ritagli e componi visi originali.

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nm o c i v i r c S

e

Descrivo! .................................................................... .................................................................... ..........................................................

Mi gira la testa solo a guardarli!

Osserva la fotografia e rispondi. Che cosa vedi? Quale colore risalta di più? Ti sembra una fotografia allegra? Perché? Quali sensazioni ti suggerisce? Mi fa pensare all’estate e ai giochi all’aperto. Mi fa girare la testa perché la giostra gira velocemente. ..................................................................................................................................................................................................

Che cosa sta pensando, secondo te, la bambina? Scrivilo nel fumetto.

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Impara con m e

I fumetti I fumetti sono divertenti e si leggono con facilitĂ  perchĂŠ raccontano storie attraverso molte immagini colorate e poche parole.

I fumetti sono formati da tante vignette. Le vignette disposte in successione formano la storia. Ogni vignetta contiene i disegni e le parole. Le parole del fumetto sono racchiuse in una nuvoletta (balloon). Ci sono diversi tipi di nuvoletta. Osserva la vignetta a fianco.

I personaggi stanno parlando: le nuvolette hanno una forma da cui parte una specie di becco orientato verso chi parla.

Topolino sta pensando: la nuvoletta ha un’altra forma; da essa partono alcuni cerchietti diretti verso chi pensa.

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con me a r a p m I

Nuvolette e parole-suono Esistono altri tipi di nuvolette. Osserva. ‌ E finalmente arrivarono in spiaggia.

Questa nuvoletta contiene le parole narrate e introduce la storia. Si usa per le parole gridate.

Aiutoooo!!

Si usano per le parole che provengono da fuori campo, cioè da un personaggio che non si vede nella vignetta. COCCO FRESCO! Psst, psst

Si usa per le parole sussurrate.

Nei fumetti, le parole non sempre sono scritte dentro le nuvolette.

A volte ci sono parole scritte con caratteri particolari; riproducono rumori, suoni, emozioni, versi di animali‌ che accompagnano la scena illustrata. Si chiamano onomatopee .

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Scrivi con me

da Il Giornalino, San Paolo

Sapresti trasformare il fumetto qui sopra in un racconto? Incomincia così: Barney sta cercando di costruire una tenda per le vacanze, ma Fred gli dice che… e gli propone di… Allora…

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con me a r a p m I

Le fiabe Le

fiabe sono racconti fantastici in cui accadono eventi straordinari.

I personaggi delle fiabe la regina

Il protagonista è sempre un eroe positivo, cioè una persona generosa e buona che deve superare una serie di ostacoli e di difficoltà prima di ottenere la sua ricompensa. L’antagonista è il personaggio che cerca di ostacolare in tutti i modi l’eroe della fiaba, ma che alla fine viene sempre sconfitto.

il boscaiolo

L’aiutante è un alleato del protagonista. Può essere una persona, un animale, un oggetto magico o anche una particolare dote del protagonista, come la sua astuzia o il suo coraggio.

la strega lanello magico

il gatto astuto

Tutte le fiabe si concludono con il lieto fine : gli ostacoli vengono superati e l’eroe o l’eroina vivono felici e contenti ottenendo in premio benessere e felicità. I personaggi delle fiabe sono spesso maghi, streghe, folletti, fate e altre creature magiche con poteri straordinari. Vi sono poi re e regine, principi e principesse, taglialegna, pescatori o altri personaggi di umili origini. In alcune fiabe i protagonisti sono bambini, come nel caso di Cappuccetto Rosso e di Hänsel e Gretel.

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Scrivi con me Il tempo delle fiabe Le fiabe si svolgono in un tempo lontano che non viene indicato con precisione. Le fiabe, infatti, iniziano spesso con «C’era una volta…», oppure «Molto tempo fa…», oppure «In un tempo lontano…», oppure ancora «Tanti anni fa…».

I luoghi «fiabeschi» Molto spesso le fiabe sono ambientate in luoghi particolari: castelli e palazzi, boschi e foreste, profondità marine o grotte sotterranee… L’aggettivo «fiabesco» indica, infatti, un’atmosfera diversa da quella della realtà quotidiana, più simile a quella dei sogni e della fantasia.

nel castello fatato

negli abissi marini

Per ciascuna di queste fiabe, che certamente conosci, scrivi gli elementi richiesti.

FIABA

ANTAGONISTA

AIUTANTE

Cappuccetto Rosso Biancaneve Cenerentola Hänsel e Gretel Pollicino

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FIABE E FAVOLE

c’e ra

un a volta ...

IL FILO D’ORO

Una fanciulla viveva in una casetta sperduta nel bosco. Era poverissima, ma aveva imparato a filare e con i lavori che faceva con il fuso, la spola e l’ago riusciva a guadagnarsi da vivere. Un giorno in paese arrivò un principe che cercava moglie e chiedeva a tutti chi fosse la fanciulla più bella e brava. Gli furono indicate le ragazze più eleganti, ma nessuno pensò alla filatrice. A lei pensarono gli oggetti del suo lavoro. Il fuso le schizzò di mano e prese a correre nel bosco tirandosi dietro un lungo filo d’oro. La spola si fermò fuori dalla porta e ricamò un meraviglioso tappeto. L’ago si mise a ballare tra le dita della fanciulla e ricamò tovaglie, tende e cuscini così la sua povera casetta divenne allegra e accogliente! Poco dopo giunse il principe guidato dal filo d’oro del fuso; la brava filatrice e la casetta gli piacquero tanto che non andò più via. Gianni Padoan, 366… e più fiabe, Fabbri

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Riconosci le sequenze della fiaba, poi scrivi il riassunto sul quaderno.


L

,

E AR RIV ATO ,

L ’INVERNO NEVICA Scende il silenzio in fiocchi gelati. Scende il silenzio che ammanta i prati. Piove la danza di lucciole cristalline. Piove la danza di mille stelline. Fiocca la speranza di un giorno lieve. Fiocca la speranza di giocare con la neve. Monique Hion, Filastrocche delle stagioni, Motta Junior

Rispondi. Quale preferisci tra le due poesie? Perché? Di che cosa sa, secondo te, l’inverno? Forse di

disegno polenta , oppure di ,

oppure ancora di…

L’inverno sa di gocce per il raffreddore di lunghissime ore di cielo grigio e giallo di fumo smerigliato di respiro gelato come opaco cristallo. Andrea Molesini, Tarme d’estate, Mondadori


in

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te a no or

RICAMI DI NEVE A poco a poco la rete dell’orto diventò un meraviglioso ricamo bianco. I rami del ciliegio furono ornati da un pizzo finissimo, mentre il tronco dormiva con la coperta bianca tirata fino alle orecchie e con la cuffia in testa. Per tre giorni e tre notti l’aria fredda lavorò a cucire e ricucire il grande lenzuolo sul mondo che dormiva. Alla fine, tutto era a posto, magnifico, immacolato; non c’era più un filo d’erba, non c’erano più strade, sparito il ruscello, spariti i sentieri degli orti. Poi uscirono i bambini, si sentivano le loro voci allegre ma senza eco, come se anche le voci fossero sotto la coperta. Sul mondo tutto bianco i bambini camminavano lasciando le loro impronte nella neve… come tante scarpe perdute, una in fila all’altra. Quando i bambini se ne andarono, nella campagna non si udì più alcun rumore. Mario Lodi, Bandiera, Einaudi Ragazzi

Scopri e sottolinea tutti gli aggettivi qualificativi che definiscono la neve. impalpabile silenziosa immacolata colorata ghiacciata torrenziale imbottita candida ricamata soffice


IL CASTELLO LAMPADA Vuoi leggere le storie di principi, fate, streghe e folletti alla luce incantata di un castello, nelle lunghe sere d'inverno? Ecco come realizzarlo.

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MATERIALE OCCORRENTE scatola di cartone abbastanza grande da contenere una piccola lampada senza che questa tocfoglio grande di cartone grigio lampada carta velina gialla forbici chi le pareti nastro adesivo pennarello nero pennello tempera nera colla

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1. Con le forbici elimina dalla scatola le quattro alette che servivano per chiuderla sopra e sotto.

2. Disegna la sagoma del castello sul cartone grigio: dovrà essere più alto della lampada che metterai nella scatola, in modo da coprirla interamente.

3. Ritaglia la sagoma del castello e pratica le aperture per le finestre e il portone.

4. Dalla carta velina ritaglia alcuni rettangoli un po’ più grandi delle finestre e fissali sul retro con il nastro adesivo.


5. Dipingi di nero i lati della scatola con la tempera e lascia asciugare. Pratica una piccola apertura a triangolo su un lato (servirĂ  per far passare il filo della lampada).

Accendi la lampada e vedrai le finestre illuminate!

6. Incolla il castello sul lato della scatola adiacente a quello in cui hai tagliato il triangolo e metti la lampada all’interno.


o nt o cc no ra ver un d’in

LA LEPRE

La giornata era bella e la neve ancora alta. Due macchie rosse sulla strada attirarono la mia attenzione: era sangue. Dalle tracce lasciate mi resi conto che apparteneva a una lepre che doveva essere stata investita. « Povera bestia» pensai. Le tracce continuavano dall’altra parte della strada, per i prati, dove la lepre si era allontanata. La voglia di soccorrerla mi assalì e decisi di seguirla. Discesi nella valletta e proseguii fino alla sorgente. Era faticoso camminare nella neve alta ed ero tutto sudato. La lepre si era rifugiata dove gli abeti erano più fitti. Strisciai fra i rami graffiandomi il viso e le mani e, finalmente, tra i grumi di neve ghiacciata la vidi che mi fissava, immobile. Allungai la mano per sfiorarla, ma lei fece uno scatto come se fosse stata colpita da una scossa elettrica e corse via. – Vai – le gridai – cura le tue ferite con il riposo nel tepore della tua tana e, quando sarai guarita, torna a saltare spensierata in questi boschi. Mario Rigoni Stern, Il libro degli animali, Einaudi

Sai riconoscere tra tutte queste impronte quelle della lepre? A quali animali appartengono le altre, secondo te?


, GIOCHI D INVERNO Completa il cruciverba scrivendo una lettera in ogni casella.

1 2

VERTICALI 1 Si mangia a Natale. 2 Guidò i Magi fino alla grotta di Gesù. 3 Inizia il 21 dicembre. 4 Sull’albero di Natale sono carichi di palline colorate.

5 6 3 7 4

ORIZZONTALI 5 L’ultimo mese dell’anno. 6 Brucia nel caminetto. 7 Si calzano per scivolare sul ghiaccio. 8 Trainano la slitta di Babbo Natale.

8

Risolvi il rebus.

SUL (9)

(8)

SUL

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Cerca nello schema tutte le parole elencate nel riquadro.

Z

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U

S

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SCIARPA NEVE PUNGITOPO CAPODANNO FUOCO ARANCE ANNO FEBBRAIO


c’e ra

un a volta ...

GLI GNOMI E IL CALZOLAIO

FIABE E FAVOLE

C’era una volta un calzolaio così povero che gli restava solo il cuoio per un paio di scarpe. Le tagliò di sera per cucirle il giorno dopo. Al mattino, con sua grande sorpresa, le scarpe erano già pronte e molto ben fatte! Subito dopo entrò un compratore che le acquistò pagandole più del solito, così il calzolaio poté procurarsi del cuoio per due paia di scarpe. Le tagliò di sera e il mattino dopo ebbe la stessa sorpresa: le scarpe erano bell’e pronte! E andò avanti così per un bel po’ di tempo. Verso Natale, insieme alla moglie, decise di stare sveglio per vedere che cosa succedeva. A mezzanotte arrivarono due piccoli gnomi che si misero al lavoro con le scarpe. Il mattino dopo, la donna disse: – Gli gnomi ci hanno resi ricchi, cucirò loro dei vestiti. E così fece. La notte di Natale, al posto del cuoio, il calzolaio lasciò gli abiti. A mezzanotte, gli gnomi videro i vestiti, li indossarono e se ne andarono felici. Da allora non tornarono più, ma il calzolaio oramai era diventato ricco e non ebbe più nessun problema, grazie a loro. Jacob e Wilhelm Grimm, Fiabe, Mondadori

Completa le frasi che riassumono la storia e copiale sul quaderno nell’ordine giusto. Un calzolaio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Per molti giorni trovò ............................................................................................................ . Per ricompensare gli gnomi, la moglie del calzolaio .............................................................. . Gli gnomi ................................................. e il calzolaio diventò ............................................ . Alla sera le tagliò e il mattino dopo ....................................................................................... ; le vendette e così ................................................................................................. altro cuoio. Finalmente una notte scoprì ................................................................................................. .

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c’e ra

un a volta ...

LO ZUFOLO MAGICO

C’era una volta un vecchio povero che possedeva solo un orto. Un giorno chiamò il figlio e gli disse: – I fichi nell’orto sono maturi. Cogli i più belli e portali al re. Magari ti darà qualche moneta d’oro. Il ragazzo prese i fichi e si mise in cammino. Passò davanti alla casa di una vecchina che gli chiese: – Che cos’hai nel cestino? – Fichi per il re. – Falli assaggiare anche a me! La vecchina prese tre piccoli fichi e ringraziò. Il ragazzo ripartì e arrivò al castello del re. Si presentò e mostrò i bei frutti grossi, dolci e maturi. Il re fu contento e gli diede una manciata di monete d’oro. Tornando a casa felice, il ragazzo ripassò dalla vecchia che gli disse: – Figliolo, sei stato gentile con me, prendi questo. E gli diede uno zufolo che, quando veniva suonato, faceva ballare e saltare chiunque. Allora il ragazzo cominciò a suonare. Arrivò in una città e subito giovani e vecchi, ragazzi e ragazze, poveri e ricchi, presero a saltare allegri. Il comandante delle guardie, che aveva visto tutto, corse a dire al re quello che capitava.

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FIABE E FAVOLE

Bisogna sapere che il re era disperato perché la sua unica figliola era stata presa dalla malinconia e, se non avesse fatto presto una risata, sarebbe morta per la tristezza. Appena il re sentì che cosa era accaduto ordinò: – Portatemi qui il giovane con lo zufolo! Quando lo ebbe davanti, gli ordinò: – Suona! E il ragazzo suonò: e allora re, regina, ministri, servi, persino cani, gatti e polli e piccioni si misero a saltare e ballare, e quel corteo festoso andò verso le stanze della principessa. La ragazza vide arrivare la fila di gente in allegria e allora anche lei fece una gran risata e cominciò a ballare. Alla fine il re abbracciò il ragazzo, e gli diede la figlia in sposa. Lella Gandini – Roberto Piumini, Fiabe da tutta Italia, Einaudi Ragazzi Baffo ti insegna a ... E CA P IR E LE FI AB

Anticamente le fiabe venivano tramandate a voce poi, nel tempo, alcuni celebri autori le trascrissero per farle giungere fino a noi.

Rispondi. Chi è il protagonista della fiaba che hai letto? In quali luoghi si svolgono i fatti? Prima… Poi… Poi ancora… Chi è l’aiutante del protagonista? Quale oggetto magico gli dona? Perché? In che modo l’oggetto magico è stato utile al protagonista?

Sottolinea il lieto fine. Dividi la fiaba in sequenze e scrivi il riassunto sul quaderno.

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c’e ra

un a volta ...

LA BUONA SCELTA C’era una volta un re di un piccolo regno che desiderava P icc o l o d iz io na ri o prendere moglie. Gli presentarono quattro principesse e il re In questo caso l’emissario decise di metterle alla prova. Convocò così le quattro gio- è un funzionario del re. vani e annunciò loro la sua partenza. – Nobili principesse, – disse – partirò per un breve viaggio. Al mio ritorno sceglierò quella che diventerà mia moglie e regnerà al mio fianco. Dopo qualche giorno un emissario del re si presentò alle quattro principesse: – Sua maestà desidera portarvi un dono. Chiedete pure tutto ciò che vi piacerebbe ricevere. La prima principessa chiese abiti di seta e gioielli preziosi. La seconda principessa chiese morbidi tappeti e cuscini ricamati. La terza principessa domandò vasellame d’oro e d’argento. Coda ti insegna a ...

RAP PRE SEN TA RE UNA FIA BA CON UN TEA TRI NO

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una scatola

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MATERIALE OCCORRENTE cartoncino

1. Da una scatola ritaglia una finestra, poi colora e decora il teatrino con le tempere e i pennarelli.

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stecchini lunghi

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forbici

2. Disegna i personaggi su un cartoncino, ritagliali e fissa dietro ciascuno un lungo stecchino di legno.

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nastro adesivo

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colori

3. Muovi i personaggi sulla scena.


FIABE E FAVOLE

La quarta principessa disse: – Vorrei che il re tornasse al più presto perché mi manca molto. Al suo ritorno, il re fece chiamare le quattro principesse. Si rivolse alla prima: – Ecco per voi, bella principessa, gli abiti e i gioielli preziosi. Poi si rivolse alla seconda fanciulla: – E per voi, nobile principessa, tappeti di pelliccia e cuscini ricamati. Poi il re si rivolse alla terza fanciulla: – Principessa, vi ho portato dei piatti d’oro zecchino. Il re avanzò allora verso la quarta fanciulla: – E a voi, mia dolce principessa, offro il mio cuore e la mia corona, affinché diventiate mia sposa e io possa restare sempre con voi. Le altre tre principesse si guardarono stupite. Il consigliere del re disse allora: – Nobili principesse, eravate libere di scegliere e avete ricevuto quello che avevate chiesto. Solo la futura regina ha dato prova di saggezza. E avendo desiderato solo l’amore del re, ha ottenuto anche tutto il resto: vestirà abiti sontuosi e sarà ornata di gioielli meravigliosi; abiterà negli appartamenti più lussuosi e si nutrirà di cibi squisiti. Johanna Marin Coles – Lydia Marin Ross, L’alfabeto della saggezza, Edizioni EL

Rispondi. Chi è la protagonista della fiaba? Quali sono gli altri personaggi? Dove si svolgono i fatti? Hai capito perché la quarta principessa si è dimostrata più saggia delle altre?

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c’e ra

un a volta ...

IL GATTO CON GLI STIVALI C’era una volta un uomo che morendo lasciò ai suoi figli gli unici beni che aveva: al maggiore il mulino, al medio l’asino e al terzo un gatto. – Povero me! Morirò di fame – diceva il terzo figlio. – Non ti preoccupare – rispose il gatto, che era magico. – Comprami un paio di stivali, un sacco e poi vedremo… Il ragazzo accettò, e non appena il gatto ebbe ciò che aveva chiesto, andò in una conigliera e mise nel sacco un coniglio. Poi indossò gli stivali e andò dal re: – Questo coniglio è un dono del mio padrone, il Marchese di Carabà. Questo era, infatti, il nome che il gatto aveva scelto per il suo padrone. E così ogni tanto catturava pernici o conigli e li regalava al re a nome del giovane. Un giorno seppe che il re sarebbe andato a fare una passeggiata nel bosco con la figlia. Spiegò al suo padrone il piano che aveva in mente e il ragazzo acconsentì di buon grado. Così, mentre faceva il bagno in un torrente nel bosco, il giovane fece finta di affogare. Il gatto si mise a gridare: – Aiuto, aiuto! Il mio padrone sta annegando! Il re, riconoscendo il gatto, si ricordò di tutti i doni che gli aveva portato, salvò il marchese e, credendo che fosse stato derubato, gli donò un bellissimo abito. CRE ARE UN PUZ ZLE

Coda ti insegna a ...

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cartoncino

1. Disegna su un cartoncino una sequenza della fiaba a tua scelta.

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MATERIALE OCCORRENTE pennarello

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forbici

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2. Aiutandoti con il righello dividi il disegno in strisce orizzontali e verticali.

righello

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pastelli

3. Ritaglia i riquadri, mescolali e scambia il puzzle con i compagni.


FIABE E FAVOLE

La principessa, vedendo quel bel giovane così ben vestito, se ne innamorò e il re acconsentì alle nozze. Il povero giovane, però, era molto preoccupato perché non aveva neanche una piccola casetta per ospitare la principessa. Ancora una volta ci pensò il gatto che, passeggiando, un giorno vide un castello molto bello. Una delle guardie lo avvisò: il proprietario del castello era un orco mago che uccideva chiunque osasse sfidarlo. Il gatto, furbo com’era, si presentò al suo cospetto e lo sfidò: – Se sei veramente potente come dici di essere, trasformati in un animale! Per tutta risposta l’orco si trasformò in un feroce leone. Il gatto si finse sorpreso e gli chiese: – Sai trasformarti anche in un animale piccolo piccolo? L’orco subito si trasformò in un topolino. Il gatto velocissimo lo catturò e lo mangiò. Così il giovane divenne il nuovo padrone del castello e sposò la principessa. Il gatto diventò un gran signore e continuò a dar la caccia ai topi solo come passatempo. Charles Perrault, Fiabe, Einaudi

Rispondi. Qual è il protagonista della fiaba? Quali sono gli altri personaggi? Qual è la qualità principale del gatto, secondo te? La generosità. L’astuzia. Il coraggio.

Dividi la storia in sequenze e scrivi il riassunto sul quaderno.

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FIABE E FAVOLE

c’e ra

un a volta ...

L’UOMO E IL SERPENTE

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Molto tempo fa, in un deserto lontano, viveva in una tenda un uomo molto generoso. Ogni sera accendeva un fuoco perché i passanti potessero trovare un po’ di ristoro e un riparo per la notte. Un giorno, un saggio indovino venne a fargli visita. L’uomo generoso gli mostrò la mano e chiese: – Leggimi il futuro. L’indovino la osservò con attenzione e disse: – Purtroppo morirai molto presto… un grosso serpente ti morderà. Dopo alcuni giorni, mentre l’uomo stava per mangiare, passò dalla sua tenda una vecchia signora affamata che gli chiese da mangiare. L’uomo generoso le offrì il suo cibo. La vecchia mangiò e per ricompensarlo gli regalò un grosso bastone, poi se ne andò ringraziando. Quella notte, un grosso serpente entrò nella tenda: il bastone, che era fatato, si mosse da solo e colpì mortalmente il serpente. L’uomo visse ancora per molti anni e continuò ad accendere ogni sera il fuoco per i viandanti.

.....................

AA.VV., Palestina, CENS

Inserisci nei riquadri al posto giusto i seguenti elementi della fiaba: aiutante

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luogo

lieto fine

oggetto magico

tempo

antagonista

protagonista


Impara con me

Le favole Le favole sono racconti fantastici che hanno in genere come protagonisti animali e oggetti che si comportano come persone e hanno caratteristiche molto precise.

astuta

vanitoso

Che belle penne hai! Se la tua voce è altrettanto bella, sei il re degli uccelli!

Lo scopo delle favole è trasmettere un insegnamento a chi ascolta o legge. Ogni favola, infatti, vuole farci capire qual è il comportamento più giusto, oppure farci riflettere su una semplice verità. Questo messaggio, presente in ogni favola, si chiama morale . A volte le favole si rifanno ad antichi proverbi o, al contrario, sono all’origine di alcuni detti popolari.

La vanità è un difetto!

Commenta in classe i seguenti proverbi. Sapresti inventare una favola che li spieghi? Chi trova un amico trova un tesoro.

Chi fa da sé fa per tre.

Chi la fa l’aspetti.

Chi troppo vuole nulla stringe.

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FIABE E FAVOLE

c’e ra

un a volta ...

IL CORVO E LA BROCCA Un corvo assetato trovò una grossa brocca che però aveva solo poca acqua sul fondo. Balzò sull’orlo e affondò il becco, ma si rese conto che non riusciva ad arrivare abbastanza in basso da poter bere. Allora cercò di versare l’acqua per terra, ma la brocca era troppo pesante e non riuscì a inclinarla. Rifletté a lungo, poi raccolse da terra un ciottolo e lo lasciò cadere nella brocca. Continuò lasciando cadere un ciottolo dopo l’altro, così il livello dell’acqua salì sempre di più finché arrivò all’orlo e il corvo poté finalmente bere. La favola dimostra che ragionando si risolvono anche i problemi più difficili. Jacqueline Morley, Le favole di Esopo, San Paolo

Baffo ti insegna a ... LE CA P IR E LE FAVO

I protagon isti delle favole sono spesso animali parlanti, che rappresentano i vizi e i difetti oppure le qualità degli uomini. Quale qualità umana è rappresentata nella favola che hai letto? Segna con X. La generosità.

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La sincerità.

L’intelligenza.

Nella favola sottolinea in rosso la morale, cioè l’insegnamento contenuto nella storia.


c’e ra

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LA COLOMBA E LA FORMICA

Una colomba stava bevendo a un ruscello quando vide nell’acqua una piccola formica che si sforzava, senza riuscirci, di ritornare a riva. Subito la colomba l’aiutò: fece cadere nell’acqua un filo d’erba e la formica aggrappandosi a esso poté salvarsi. Poco dopo, da quel luogo passò un contadino che camminava a piedi nudi nell’erba. Il contadino aveva con sé un fucile e, quando vide la colomba, desiderò di averla già in pentola. Ma mentre il contadino si preparava a sparare, la formica gli punse un tallone. Il contadino girò la testa e la colomba approfittò dell’occasione per scappare via. Jean de La Fontaine, Favole, LITO

FIABE E FAVOLE

Baffo ti insegna a ... LE CA P IR E LE FAVO

Non sempre la morale di una favola è esplicita; in molti casi l’insegnamento va ricavato riflettendo su quanto è accaduto. Quale insegnamento contiene, secondo te, questa favola? Segna con X. Ad aiutare chi è in difficoltà spesso si viene ricompensati. Aiutare gli altri è solo una perdita di tempo.

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c’e ra

un a volta ...

IL SERPENTE E IL TOPO Un giorno che aveva fame, il serpente si appostò davanti alla tana del topo pensando: «Quando uscirà non dovrò far altro che aprire la bocca e mangiarmelo!». A un certo punto il topo mise il naso fuori, ma lo ritirò subito perché aveva visto il serpente. – Si può sapere che cosa ci fai lì? – gli chiese.

Coda ti insegna a ...

COS TRU IRE UN SER PEN TEL LO A SPIR ALE

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MATERIALE OCCORRENTE

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cartoncino matita pennarelli forbici filo

1. Disegna su un grande foglio una spirale doppia, come vedi nel disegno, e aggiungi la testa del serpente. 2. Colora il serpente di un bel verde brillante e ritaglialo. 3. Appendi il serpente facendo con una matita un foro nella coda per far passare il filo.

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FIABE E FAVOLE

E il serpente rispose: – Allah mi ha dato un grande stomaco, perciò sto aspettando che tu esca per mangiarti. Il topo ci pensò su un attimo e poi disse: – Davvero? Se così deve essere, vorrei prima salutare per l’ultima volta la mia famiglia. Posso? Il serpente gli accordò il permesso, allora il topo andò in fondo alla tana, scavò in gran fretta una galleria e uscì a qualche metro di distanza. Poi gridò: – Ehi, serpente, sei ancora lì che aspetti? Il serpente si guardò attorno e vide la sua preda che se la filava tra le pietre: non sarebbe mai riuscito a raggiungerla. – Da dove sbuchi? – gridò a sua volta. – Non ti ho visto uscire. E il topo, che scappava a tutta velocità, gli rispose da lontano: – Allah ti ha dato un grande stomaco, ma si è dimenticato di darti un gran cervello! Francesca Lazzarato, in Mille anni di storie divertenti, Edizioni EL

Segna con X la qualità di ogni personaggio della favola. Il topo è: sciocco.

furbo.

pauroso. Il serpente è: gentile.

sciocco.

agitato.

Qual è, secondo te, la morale nascosta in questa favola? Confronta la tua risposta con quelle dei compagni. Dividi la favola in sequenze, poi scrivi il riassunto sul quaderno.

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con me a r a p m I

I miti il dio

I miti sono le storie più antiche della Terra: narrano le imprese degli dei e degli eroi dell’antichità e cercano di spiegare con la fantasia l’origine dell’uomo e dell’Universo. I personaggi dei miti sono creature fantastiche, divinità, eroi ed eroine, spiriti e mostri che spesso possiedono poteri straordinari. I luoghi e gli ambienti sono in genere quelli in cui vive il popolo che ha creato il mito.

il mostro

I fatti si svolgono in un passato molto lontano. Il tempo non è mai definito con precisione: è quello dell’origine della Terra, dell’uomo, della nascita delle prime civiltà.

sulla montagna

alle origini dellUniverso

I miti contengono sempre alcuni simboli . Per esempio, il fulmine rappresenta la rabbia di un dio, come pure la tempesta; la luce è simbolo di vita; il vento e le montagne rappresentano gli ostacoli da superare.

Fai una ricerca in biblioteca e trascrivi sul quaderno un mito che ti ha particolarmente colpito.

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er oi e

st or ie leg ge nd ar ie

LA VITA DELL’UOMO

MITI E LEGGENDE

Dopo aver fatto il mondo, Dio radunò il sole, la luna, le stelle e l’uomo affinché mangiassero della pianta della vita e vivessero eternamente. Vennero il sole, la luna, le stelle e tutti si sedettero in attesa dell’uomo. Dopo aver aspettato un bel po’, Dio mandò un messaggero in cerca dell’uomo. Il messaggero tornò dicendo che l’uomo si era appena messo in cammino e che camminava per la strada senza alcuna fretta. Allora Dio si adirò e diede tutto l’albero della vita al sole, alla luna e alle stelle. Per questo motivo il sole, la luna e le stelle vivono eternamente, mentre l’uomo deve morire. Raffaele Pettazzoni, Miti e leggende, UTET

P icc ol o d iz io na ri o

Adirarsi significa arrabbiarsi moltissimo.

Rispondi. Che cosa fece Dio dopo aver creato il mondo? Perché si arrabbiò con l’uomo? Che cosa fece per punirlo? Questo mito vuole spiegare… come mai il sole, la luna e le stelle sono nel cielo. come mai l’uomo deve morire.

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er oi e

st or ie leg ge nd ar ie

COME NACQUERO LA LUCE E IL BUIO

Molto, molto tempo fa Viracocha, dio degli Incas, osservò con attenzione l’Universo che aveva appena finito di creare e scosse la testa, scontento. Era troppo scuro. Ai piedi del monte Borosi, un’alta e robusta montagna, viveva il vecchio Taguapac. Non era facile per lui e per sua moglie trovare cibo nel buio che li circondava, e i due erano costretti a spostarsi a tentoni di qua e di là, cercando di evitare mille pericoli. Viracocha provò compassione per loro e decise di regalare alla Terra la luce. Per prima cosa chiamò Inti, il coloratissimo uccello sacro, che si posò a terra alla sua sinistra. Poi disse a Titi, il possente puma, di raggiungerli e l’animale, con passi leggeri, scese dai monti e si accucciò alla sua destra. Viracocha sapeva che i due animali, regnando su un mondo immerso nel buio, avevano dentro di sé una luce con cui potevano vedere senza essere visti: proprio di questa luce voleva servirsi per tenere a bada il buio nell’Universo che aveva appena creato.

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MITI E LEGGENDE

Baffo ti insegna a ...

– Inti, aiutami per piacere. Voglio che il buio e la luce vivano in armonia sulla Terra. Gli occhi sbiaditi del grande uccello si riempirono di mille colori. I colori si mescolarono più e più volte e poi sparirono, lasciando il posto al giallo brillante e all’azzurro scuro. Il cielo si illuminò all’improvviso, inondato dalla calda luce del sole, mentre la luna, tonda e azzurra, prendeva posto accanto al grande astro luminoso. – Così va bene, ma non basta. Se il sole rimarrà sempre lì, i suoi raggi bruceranno la Terra. Bisogna che ogni tanto se ne vada e quando se ne va voglio che qualcuno limiti i poteri del buio. Titi, vedi che cosa puoi fare. Nello sguardo del puma brillarono innumerevoli punti luminosissimi, che in un attimo si sparpagliarono per il cielo. Anche le stelle erano state create. Con un gesto, Viracocha invitò il sole a farsi in disparte e quando l’astro luminoso si nascose, nel buio della notte splendettero la sorridente luna e le luccicanti stelle. Elio Giacone – Anna Mostacci, Ombre di luna, il Capitello

CA P IR E I M IT I E LE LE G G EN DE

Qualche volta, come in questo mito, il titolo ti fa capire immediatamente quale fenomeno vuole spiegare il testo. In altri casi, invece, dovrai ricavarlo ragionando sulla storia.

Rispondi. Secondo il mito, perché il dio Viracocha regalò alla Terra la luce? Quali animali chiamò affinché lo aiutassero? Che cosa diventarono il giallo e l’azzurro degli occhi dell’uccello? Che cosa diventarono, invece, i punti luminosissimi degli occhi del puma?

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MITI E LEGGENDE

er oi e

st or ie leg ge nd ar ie

L’ORIGINE DEL MONDO Agli inizi del mondo c’era solo acqua. Il Grande Capo Lassù viveva nel cielo tutto solo. Quando decise di creare il mondo, scese in luoghi dove l’acqua è poco profonda e cominciò a tirar su grandi manciate di fango, che divennero la terraferma. Fece un mucchio di fango altissimo che, per il gelo, divenne duro e si trasformò in montagne. Quando cadde, la pioggia si trasformò in ghiaccio e neve sulla cima delle montagne. Un po’ di quel fango indurì e divenne roccia. Il Grande Capo Lassù fece crescere gli alberi sulla terra, e anche radici e bacche. Con una palla di fango fece un uomo e gli disse di prendere i pesci nell’acqua, i daini e l’altra selvaggina nelle foreste. Quando l’uomo divenne malinconico, il Grande Capo Lassù fece una donna affinché fosse la sua compagna e le insegnò a preparare le pelli, a lavorare cortecce e radici e a fare cesti con quelle. Le insegnò quali bacche usare per cibo e come raccoglierle e seccarle. Le insegnò come cucinare il salmone e la cacciagione che l’uomo portava. AA.VV., Miti e leggende degli Indiani del Nordamerica, Demetra

Copia e completa sul quaderno il riassunto del mito. Secondo questo antico mito degli Indiani, il mondo fu creato dal…, che viveva… Creò le montagne e le rocce con… Anche l’uomo fu fatto con… ed Egli gli insegnò a… Poiché l’uomo era…, il Grande Capo Lassù creò… e le insegnò a…

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Impara con m e

Le leggende Le leggende sono racconti fantastici che hanno origini molto antiche. Esse sono nate per soddisfare le domande degli uomini sull’origine delle cose, dei fenomeni naturali, del nome di certe località… Alla base delle leggende c’è sempre una verità o un fenomeno reale che, però, viene spiegato con l’immaginazione.

Divertiti anche tu a immaginare perché il girasole ha questo nome, perché i gatti hanno la coda oppure perché i pesci non hanno voce e prova a dare una spiegazione fantastica di questi fenomeni. Moltissime leggende riguardano luoghi geografici: la nascita di un lago, la profondità di un fiume, l’altezza di una montagna…

Fai una ricerca in biblioteca e scopri le leggende tipiche della zona in cui abiti trascrivendo sul quaderno quella che ti colpisce di più.

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er oi e

st or ie leg ge nd ar ie

LA NEVE E IL BUCANEVE .............................................

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Un giorno il grande Maestro di Tutte le Cose distribuì i colori: al papavero il rosso scarlatto, alla rosa canina un delicato rosa, alla campanula l’azzurro, lo stesso azzurro che aveva dato al cielo, alla gazza il suo magnifico abito di un bianco candido e di un nero bluastro. Ma qualcuno non si era presentato alla distribuzione: la neve, per esempio. Era forse pigra? O si era addormentata in un angolo? Quando arrivò alla distribuzione, i colori erano finiti. Com’era infelice, la neve, tutta sola e senza colore! Andò a cercare i suoi amici. Si avvicinò alla rosa canina che però non volle dividere con lei il suo bell’abito rosa.

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Coda ti insegna a ...

CON FRO NTA RE REA LTÀ E FAN TA SIA In realtà, il bucaneve si chiama così perché è il primo fiore a spuntare sul finire dell’inverno, quando nei prati ci sono chiazze di neve non ancora sciolte.

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MITI E LEGGENDE

Andò anche dall’erba e dagli alberi: perché non avere un bell’abito verde chiaro come le foglie della betulla in primavera? Ma anche le più piccole erbe scossero la testa. Proprio in quell’istante un fiorellino piccolo la chiamò. – Neve, se vuoi, dividerò con te il mio colore – disse il fiore chinando leggermente la testolina bianca. Così la neve riuscì ad avere un colore. Divenne bianca come il fiorellino, di un bianco abbagliante, e poté finalmente mostrare il suo grande abito candido e ballare sulla terra. Da allora, quando la neve ricopre la terra, tutti gli alberi e i fiori che non hanno voluto dividere con lei il loro colore si nascondono per la vergogna, e scompaiono o si spogliano. Solo un piccolo fiore bianco china teneramente la testa sulla sua amica neve, a cui ha dato il suo colore. Lo chiamiamo semplicemente… bucaneve.

Baffo ti insegna a ... CA P IR E I M IT I E LE LE G G EN DE

Come hai visto anche nei racconti precedenti, il nome del Creatore può variare ma viene sempre scritto con la lettera maiuscola perché indica la divinità suprema dalla quale hanno avuto origine tutte le cose.

Louis Espinassous, Mille anni di storie all’aria aperta, Edizioni EL

Scrivi i nomi dei fiori ricavandoli dal testo. Rispondi. Quali personaggi compaiono in questa leggenda? Perché la neve era rimasta senza un colore? Chi le offrì il suo?

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Questa leggenda spiega in modo fantastico… l’origine degli alberi. com’è nato il bucaneve. perché la neve è bianca.

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er oi e

st or ie leg ge nd ar ie

INDRA E IL PAVONE Tanto tempo fa i pavoni erano uccelli molto insignificanti e a fatica si distingueva il maschio dalla femmina. Erano infatti tutti e due di colore bruno, con lunghe code e brutte zampe grinzose. Un giorno, un pavone maschio era intento a mangiare tranquillamente insetti nel terreno quando Indra, il dio del cielo, gli sfrecciò accanto. Il pavone gli chiese: – Da che cosa stai scappando? Indra gli rispose che Ravana, il re dei demoni, gli stava dando la caccia. Proprio in quel momento il pavone e Indra udirono avvicinarsi il rimbombo dei passi di Ravana.

Coda ti insegna a ...

CON OSC ERE LE PEN NE DEG LI UCC ELLI Sai che le penne degli uccelli non servono solo per volare? Le penne isolano il corpo degli uccelli dall’acqua e dal freddo, permettono loro di mimetizzarsi tra i rami o sul terreno, di conquistare una compagna con la bellezza del loro colore, di covare al caldo le uova e di mantenersi in equilibrio quando si muovono sul terreno. FOTO ghiandaia Se abiti vicino a un bosco, è abbastanza e fagiano facile trovare le penne della ghiandaia, che hanno una bella striscia blu. Se vivi in campagna, troverai facilmente quelle di fagiano, marroni, molto lunghe e sottili.

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MITI E LEGGENDE

In un attimo il pavone allargò la sua coda e Indra si nascose dietro di essa. Il demone passò di corsa senza vederlo e si allontanò. – Grazie! – disse Indra. – Un uccello così coraggioso non dovrebbe avere un aspetto tanto insignificante. Io ti renderò l’uccello più bello del mondo. Il dio fece un inchino davanti al pavone e in un attimo le sue penne brune divennero di un blu brillante e la sua coda si colorò di un verde smagliante con migliaia di occhi dorati. Il pavone, diventato molto orgoglioso e vanitoso, se ne andò in giro aprendo la magnifica ruota della sua coda per mostrare quanto fosse bello. Sandy Shepherd, in Miti e leggende da tutto il mondo, SEI

Rispondi. Perché il dio Indra stava scappando? Che cosa fece il pavone per aiutare Indra? In che modo Indra ringraziò il pavone? Che cosa vuole spiegare questa leggenda?

Dividi la leggenda in sequenze e scrivi il riassunto sul quaderno.

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st or ie leg ge nd ar ie

I MONTI PALLIDI C’era una volta il figlio di un re che era sempre scontento perché avrebbe voluto andare sulla Luna. Gli piaceva la sua luce argentata più di ogni altra cosa. Un giorno, giunse in cima a una montagna altissima. Il re della Luna lo vide dall’alto e ordinò alle sentinelle di andarlo a prendere. Appena arrivato sulla Luna, il principe fu portato al cospetto del re e di sua figlia. Si presentò, raccontò la sua storia e il re lo invitò a restare nel suo castello. Contento, il principe sposò la bella figlia del re e rimase lì per un lungo periodo, fino a quando si accorse che quella luce così forte e bianca iniziava a bruciargli gli occhi. Così il principe ritornò sulla Terra insieme alla figlia del re della Luna e si stabilì vicino alle Dolomiti, montagne altissime e scure.

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P icc ol o d iz io na ri o

Secondo te, che cosa significa l’espressione al cospetto? Segna con X. A casa di… Davanti a… Insieme con…


MITI E LEGGENDE

In un primo momento alla ragazza piacquero molto i colori della Terra, ma dopo un po’ fu presa da una grande nostalgia del suo paese bianco e lucente, tanto da non poter più sopportare quei monti di roccia scura che la spaventavano. Ben presto, la ragazza si ammalò e per non morire decise di tornare sulla Luna. Il principe era disperato e chiese aiuto al re degli elfi. Quella notte gli elfi iniziarono a filare la luce che scendeva dalla Luna e con questi fili lucenti rivestirono le montagne. .............................................................................................. .............................................................................................. .............................................................................................. .............................................................................................. .............................................................................................. ..............................................................................................

AA.VV., Fiabe e leggende della montagna, Keltia

Scrivi tu la sequenza finale della leggenda: come diventò il paesaggio? Che colore presero i monti? Che cosa decise di fare, allora, la sposa del principe? Quale caratteristica delle Dolomiti vuole spiegare in modo fantastico questa leggenda?

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MITI E LEGGENDE

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st or ie leg ge nd ar ie

IL MARE A PRANZO Tanto tempo fa, il Sole e la Luna vivevano sulla Terra in un bellissimo palazzo tutto d’oro e d’argento. Il Mare era loro amico e un giorno il Sole e la Luna decisero di invitarlo a pranzo. – Amici miei, vi ringrazio moltissimo ma non credo che ci sia posto per me nella vostra casa: io sono molto ingombrante – rispose il Mare. – Che cosa dici? – replicò il Sole. – In casa nostra c’è sempre posto per un amico! – Certo! – insistette la Luna. – E tu sei un caro amico. Quindi non fare tanti complimenti, ti aspettiamo domani a mezzogiorno. Il giorno dopo, il Mare andò a palazzo con tutti i pesci, i molluschi e persino le conchiglie, ma non appena entrò, l’acqua inondò la casa e cominciò a salire. Il Sole e la Luna prima si arrampicarono sul tavolo, poi sull’armadio, poi al piano superiore, poi sul tetto e infine si rifugiarono in cielo. E lì i due si trovarono così bene che decisero di rimanervi per sempre. Gianni Padoan, 366… e più fiabe, Fabbri

Baffo ti insegna a ... LE LE G G EN DE CA P IR E I M IT I E

A volte i protagon isti dei miti e delle leggende sono gli stessi elementi della natura, che parlano e agiscono come gli esseri umani. Per esempio, quali sono gli elementi della natura protagonisti di questa leggenda?

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Rispondi. Che cosa intende spiegare questa leggenda? Perché i molluschi vivono nel mare. Perché il Sole e la Luna vivono nel cielo.


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st or ie leg ge nd ar ie

LA TORRE DI BOLOGNA Quando fu finita, il Garisendo dovette dare al giovane la figlia e Bologna ebbe una torre in più. Un giorno, suo figlio si innamorò della figlia del Garisendo, cioè il Comandante della Piazza. E questo Garisendo proprio non voleva dargliela in moglie perché credeva che fosse figlio di un poveretto.

MITI E LEGGENDE

Le sequenze della leggenda sono in disordine: numerale tu secondo l’esatta successione.

Nella città di Bologna viveva un povero muratore che per trasportare i suoi attrezzi aveva un paio di asini. Così gli disse: – Mia figlia te la do, ma solo se costruisci una torre che sia la più alta della città. Il giovanotto, disperato, chiese aiuto a suo padre. Il muratore pensò che era arrivato il momento di usare il suo tesoro e allora comprò tutto quello che serviva a costruire la torre. Aiutati dagli asinelli, padre e figlio tirarono su una torre così alta come non si era mai vista prima. Un giorno, mentre scavava le fondamenta di una casa, trovò un tesoro: ce n’era abbastanza da farlo ricco! Lui però non lo disse a nessuno e continuò a fare vita da povero, ma sotto il letto aveva un sacco pieno di monete e questo lo aiutava a dormire bene e a fare bei sogni. Francesca Lazzarato, Per paesi e per città, leggende italiane, Mondadori

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CODA E GLI ALBERI I pittori hanno rappresentato gli alberi in diversi modi. Osserva i dipinti e rispondi. – Quale dei due ti sembra più realistico?

– Quali colori e linee risaltano nei dipinti?

– Quale preferisci tra i due? Perché? – A quale stagione ti fanno pensare i due alberi? Perché?

Paul Cèzanne, Il grande pino (1896 circa)

Piet Mondrian, L’albero grigio (1911)

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ANCH’IO VOGLIO PROVARE A CREARE IL MIO ALBERO! POSSO USARE TANTI MATERIALI DIVERSI.

CON I PENNARELLI

CON I COLORI A DITA

Intingi i polpastrelli nei colori a dita. Utilizza il verde chiaro e il verde scuro e colora la chioma dell’albero con le tue impronte. CON LE TEMPERE

Intingi il pennello nella vaschetta del colore. Stendi il colore strisciando la punta. Prima di usare un altro colore, aspetta che il primo sia ben asciutto.

Con i pennarelli traccia tante linee per colorare: linee verticali per il tronco dell’albero, curve per la chioma, orizzontali per lo sfondo. CON LE CARTE COLORATE

Strappa dalle pagine di una rivista tanti pezzetti di carta scegliendo con cura i colori (oppure usa carta da collage) e incollali per riempire il tronco e i rami.

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nm o c i v i r c S

e

Conte e filastrocche Un, due, tre, il topolino va dal re, il topolino va in fretta e pedala in bicicletta. Topolino, dove vai? Un, due, tre, il topolino vien da te!

Quella che hai letto è una

conta. Sai dire quando si usa? Ne conosci una anche tu?

Le filastrocche sono testi in rima che hanno lo scopo di divertire e far giocare i bambini. Anche le filastrocche, come molte poesie, sono formate da versi : ogni verso corrisponde a una riga. Le filastrocche sono facili da imparare a memoria proprio perché sono in rima .

Osserva le rime e scrivi altre parole come nell’esempio. topolino

−ino

−one

gattino

..........................

−ina

..........................

..........................

−ella

..........................

bottino

..........................

..........................

..........................

..........................

..........................

.......................... ..........................

−ato

..........................

−etto

..........................

.......................... ..........................

Scegli alcune parole e prova a unirle: otterrai una filastrocca. Un gattino e un topolino, un lettone e ................................................................................................................................ ................................................................................................................................................... ................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................

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Impara con m e

Le poesie Le poesie esprimono sentimenti, emozioni, stati d’animo e riflessioni dell’autore. Per questo i testi poetici, come anche la musica, suscitano emozioni e sono diretti al «cuore» di chi legge. Per leggere bene una poesia, devi rispettare il suo ritmo , cioè prestare attenzione alla successione dei versi.

Il palloncino Vola nel cielo un palloncino, rosso rosso nel gran turchino. Col gambo di spago tremolante nel suo regno fugge esultante. Rossa bolla di fantasia sempre più in alto vola via: tra uccelli e nubi se ne va a godersi la libertà. L’additano tutti allegramente lo rimpiange un bimbo solamente. Marcello Argilli, Menù di cento storie, Editori Riuniti

Le poesie sono composte da versi.

Tanti versi formano una strofa. L’andare a capo liberamente serve a dare il ritmo giusto alla lettura.

Molte poesie sono scritte in rima . Esistono diversi tipi di rime e le più comuni sono: A volo l’ape torna alla casetta, là trova la regina che l’aspetta in preda a una gran curiosità: – Il miele che hai portato è una gran bontà.

Da dove viene io vorrei scoprire. – Fino al pendio laggiù ho volato, c’eran fiori di melo a non finire, la loro dolce linfa ho ben succhiato.

Disegno

rima baciata

rima alternata

99


TESTI POETICI

ri m e

e

po es ie

GIOCHI IN RIMA Fai la ninna, fai la nanna, qui sul cuore della mamma, dormi, dormi tesorino, chiudi gli occhi piccolino. Filastrocca popolare

A bi bo chi sta sotto non lo so ma al più presto lo saprò a bi bo punto rosso, punto blu starai sotto proprio tu. Conta popolare Baffo ti insegna a ... R IC ONO S CE R E

HE LE FILA S TR O CC

Ci sono diversi tipi di f ilastrocche. Le n inne nanne sono rivolte ai bambini molto piccoli; in genere sono cantate con un ritmo simile al dondolio della culla. Chiedi alla tua mamma o al tuo papà se conoscono una ninna nanna e scrivila sul quaderno.

100

Le conte sono recitate dai bambini di tutto il mondo, per stabilire a chi tocca iniziare un gioco. In alcune conte le parole non vogliono dire niente, perché la cosa più importante non è il significato, ma il suono e il ritmo.


R IVA TA R A E

LA SU UN RAMO SECCO Su un ramo secco e arido è fiorito un fiore stanotte nel timore che gli sfuggisse maggio. Non ci contavo ormai, lo davo per spacciato al mio sguardo, inutile. Quasi l’avrei tagliato. da La natura nelle poesie di adulti e bambini, Piccoli

MI PIACE IL VENTO Mi piace il vento perché mi porta via. Mi piace il vento perché non torna indietro. Mi piace il vento perché spettina il mondo. Mi piace il vento perché gioca con tutti. Giusi Quarenghi, E sulle case il cielo,Topipittori

E a te perché piace il vento di primavera? Forse perché perché,

, oppure oppure perché…


in

t

te a no or

LA RONDINE La rondine è un uccello di piccole dimensioni. Ha il becco lungo e robusto, penne nero-azzurre, coda biforcuta. Possiede una vista acutissima, nessun insetto le sfugge mai. Fedele al suo nido, ritorna ogni primavera nello stesso luogo dove ha nidificato l’anno precedente. Il piccolo nido, composto di terra, fili di paglia ed erba, è in genere costruito contro il muro di una casa e viene imbottito di piume ed erba secca. Tutti e due i genitori si prendono cura dei piccoli. Sia il maschio sia la femmina, infatti, si alternano nei voli in cerca di insetti per i loro rondinini. AA.VV., La natura ci insegna, Fabbri

Alcune delle frasi seguenti sono sbagliate! Scoprile e cancellale. La rondine è un piccolo uccello. Ha la coda biforcuta. Ogni anno nidifica in un posto diverso. Il nido è costruito sugli alberi. Entrambi i genitori si prendono cura dei piccoli.


IL BRUCO-MATITA

~ ~

fogli di cartoncino verde pennarello nero

MATERIALE OCCORRENTE

~~ ~ ~

5 cilindri di cartone (per esempio quelli dei rotoli della carta igienica) forbici colla vinilica tempera verde 2 scovolini rossi nastro adesivo pennello

~~

~

1. Disegna sul cartoncino verde 6 cerchi seguendo il bordo del cilindro di cartone.

2. Fai un’incisione verticale sul primo rotolo, poi dipingili tutti di verde e lascia asciugare.

3. Disegna attorno ai cerchi due zampette e alcune linguette e poi ritaglia.

4. Piega le linguette, coprile con la colla e inseriscile all’interno del cilindro.


5. Disegna la testa del bruco (osserva la foto) e ritagliala. Applica le antenne formate con gli scovolini fissandole dietro con il nastro adesivo.

Le tue matite, i pennarelli e le penne saranno sempre a portata di ....bruco!

6. Incastra la testa sul primo rotolo infilandola nella fessura e incolla tra loro le altre parti del bruco.


o nt a o cc er ra av im un pr di

LE BIZZE DI MARZO

Mamma Primavera aveva tre figli: Marzo, Aprile e Maggio e disse loro di regolarsi come meglio credevano con il tempo e con i venti. Marzo, però, era molto dispettoso: quando il tempo era nelle sue mani si lamentavano tutti. Se un momento c’era il sole come a giugno, un’ora dopo c’era un vento che soffiava giù dalla montagna, ghiacciando le gemme dei fiori. Un giorno Mamma Primavera gli disse: – Ascoltami bene, mio piccolo Marzo. Oggi e domani fammi bel tempo che ho tutta la roba dell’inverno da lavare e asciugare. Marzo promise e Primavera si mise subito a fare il bucato e poi lo stese: era tutto sereno. Quando Marzo vide tutta la biancheria pulita stesa ad asciugare, si fece venire in mente un’idea delle sue. Così fece alzare un gran vento e i panni stesi volarono dappertutto. Mamma Primavera dovette andare a raccogliere i panni in giro, per i campi, sotto i tronchi, sui balconi e dovette riportarli dentro per farli asciugare un po’ alla volta sulla stufa. AA.VV., Fiabe e leggende della montagna, Keltia

Scopri e sottolinea tutti gli aggettivi qualificativi adatti al mese di marzo. dispettoso pazzerello

grigio bizzoso nebbioso

caldo

allegro invernale

ventoso malinconico


GIOCHI DI PRIMAVERA Scrivi in verticale le parole corrispondenti ai disegni seguendo il senso indicato dalle frecce. Nella fascia colorata leggerai il nome di un animale che in primavera si sveglia dal letargo.

Risolvi il rebus.

ANCHE LA (9)

ANCHE LA

–– –– –– –– –– –– –– –– ––

1a

IN

SI

(9)

(7)

SI

–– –– –– –– –– –– ––

In primavera si sciolgono le nevi. Come si chiama questo fenomeno? Puoi scoprirlo seguendo il senso delle frecce e leggendo le lettere nelle caselle su cui sei passato. Parti dalla casella colorata.

IN

–– –– –– –– –– –– –– –– ––

D

I

Z

B

F

P

X

S

A

O

H

C

U

G

E

L

N

Q

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ri m e

e

po es ie

FILASTROCCHE

TESTI POETICI

Sopra il lago di Sciacquetta c’è un battello che strombetta. Sotto il lago c’è una biscia che veloce fruscia e striscia. Hanno tutti una gran fretta dentro il lago di Sciacquetta. Guido Quarzo, Pocosenso, Edizioni EL

Questa è la storia di Magico Alberto, prestigiatore veloce ed esperto. Faceva sparire battendo le mani dieci colombi, tre pulci e sei cani. Un giorno più forte le mani batté e adesso nessuno sa dire dov’è. Guido Quarzo, Piccole catastrofi, Città Nuova Baffo ti insegna a ... R IC ONO S CE R E HE LE FILA S TR O CC

Ci sono f ilastrocche per insegnare le parti del corpo, le regole ortografiche, i numeri, i giorni della settimana… Altre filastrocche, invece, sono buffe e servono a far divertire i bambini, come quelle che puoi leggere qui sopra.

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TESTI POETICI

ri m e

e

po es ie

IL DOMINO Le tessere vanno in fila indiana ed è una fila molto strana: le coppie si cercano e si danno la mano per non restare mai più lontano. Un maiale, vicino a un furgone, trova il compagno accanto a un limone, e il limone trova il gemello costretto a vivere con un fringuello. Un fringuello che canta e ne chiama un altro cresciuto accanto a un lama. Il lama trova suo fratello che se ne stava con un coltello e il coltello vede arrivare un’altra lama per tagliare. Intanto il furgone con il maiale aspetta la tessera finale. Corinne Albaut, Filastrocche dei miei giocattoli, Motta Junior

Baffo ti insegna a ... O CC HE CA P IR E FILA S TR E P O ES IE

I versi di un testo poetico possono essere riuniti in strofe. In questa filastrocca ogni strofa è composta da ........... versi.

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Questa filastrocca parla delle tessere del gioco del domino, che si accoppiano formando una catena. Disegna sul quaderno le tessere di cui si parla, aggiungine altre e forma una catena più lunga.


ri m e

e

po es ie

TRENTUN DICEMBRE

TESTI POETICI

P icc ol o d iz io na ri o

Bigio significa di colore grigio spento.

Trentun dicembre, giornata bigia, l’anno vecchio fa la valigia. A mezzanotte c’è un treno diretto e lui deve ancora fare il biglietto. Andrà in vacanza in quei paesi dove villeggiano per mesi e mesi. Buonanotte signori e signore, non siate tristi, per favore, perché per un anno che se ne va uno migliore ne arriverà. Maria Loretta Giraldo, Filastrocche sotto la neve, Giunti

Rispondi. Quante strofe ci sono in questa poesia? Quanti versi ci sono in ogni strofa? In questa filastrocca l’autrice immagina che l’anno vecchio… vada a una festa con i suoi amici. vada in letargo sottoterra. parta in treno a mezzanotte verso i Paesi caldi.

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TESTI POETICI

ri m e

e

po es ie

CARNEVALE La sfilata è cominciata la sfida è lanciata. Vincerà il grigio del cielo bigio o esploderà il colore che i bimbi hanno nel cuore? Monique Hion, Filastrocche delle stagioni, Motta Junior

Osserva le rime nella filastrocca. Sai dire di che tipo sono? Rima baciata. Rima alternata.

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ri m e

e

TESTI POETICI

po es ie

LA LUMACHINA P icc ol o d iz io na ri o

Secondo te, che cosa significa argentea? Spiegalo con le tue parole. Sapresti dire com’è una cosa che ha il colore dell’oro?

Cammina cammina la lumachina lasciando sulla via un’argentea scia cammina lenta senza fretta perché tanto ha con sé la sua casetta… Anna Maria Bruzzone, Il leprotto, Edizioni Messaggero

CANGURI Con due zampe come molle e una coda color crema che non stanno mai in panciolle, la cangura ha il bel problema che il figliolo non le cada e ha inventato un suo sistema per non perderlo per strada: una tasca per bebè, così adesso ovunque vada può portarlo via con sé. Chiara Carminati – Roberta Angaramo, Il Carnevale degli animali, Fabbri

In ogni testo sottolinea con lo stesso colore le parole in rima, poi collega ogni titolo alla rima giusta. La lumachina

Rima alternata

Canguri

Rima baciata

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TESTI POETICI

ri m e

e

LE STORIE Chi mi racconta le storie ricomincia da capo la mia preferita se glielo chiedo. Quella che non mi piace non la finisce neanche. E se l’orco mi viene troppo vicino, mi prende per mano e lo teniamo lontano. Chi mi racconta le storie non fa come la televisione. Giusi Quarenghi, E sulle case il cielo, Topipittori

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po es ie

Baffo ti insegna a ... IE CA P IR E LE P O ES

I versi delle poesie possono anche non essere in rima, come nel testo di questa pagina. In questo caso si chiamano versi liberi.

E TU?

NELLA POESIA IL BAMBINO DICE DI PREFERIRE CHE QUALCUNO GLI LEGGA UNA STORIA PIUTTOSTO CHE GUARDARE LA TELEVISIONE. HAI CAPITO PERCHÉ? SPIEGA CON LE TUE PAROLE, POI PARLA DI TE: TU CHE COSA PREFERISCI? PERCHÉ?


ri m e

e

TESTI POETICI

po es ie

GLI SCI

Gli sci scivolano morbidi, taciti, ovattati, come la corsa delle lepri. da Tante parole, Vita e Pensiero

Baffo ti insegna a ... IE CA P IR E LE P O ES

Nei loro versi i poeti usano spesso similitudin i, cioè paragoni tra due cose per far capire meglio ciò che intendono dire.

IL MARE Il mare è azzurro come un cielo sereno. Il mare è verde come un prato a primavera. Il mare è rumoroso come un babbo che russa di notte. Il mare è calmo come un bambino che dorme. da Scrittori per caso, Edicolors

Continua tu la poesia, aggiungendo altri due versi con altre similitudini. Il mare è .............................................................. come ............................................................. . Il mare è .............................................................. come ............................................................. .

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TESTI POETICI

ri m e

e

po es ie

LA NEBBIA La nebbia arriva su zampine di gatto. S’accuccia e guarda la città e il porto e poi se ne va. da Tante parole, Vita e Pensiero

IL RISVEGLIO DEL VENTO Nel colmo della notte, a volte, accade che si risvegli, come un bimbo il vento. Solo, pian piano, vien per il sentiero, penetra nel villaggio addormentato. Striscia guardingo sino alla fontana, poi si sofferma, tacito in ascolto. Palllide stan tutte le case intorno; tutte le querce mute. Rainer Maria Rilke, Poesie, Einaudi

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Baffo ti insegna a ... IE CA P IR E LE P O ES

A volte nelle poesie le cose o gli elementi della natura si comportano come se fossero persone o animali, vengono cioè «personificati» dal poeta come nelle poesie di queste due pagine. Questa tecnica poetica si chiama person if icazione. La nebbia ricorda al poeta un animale particolare: quale? Perché, secondo te? Quale elemento della natura viene personificato nella seconda poesia?


ri m e

e

TESTI POETICI

po es ie

PICCOLA NUVOLA DI PRIMAVERA Dopo l’acquata le nuvole, pronte, pigliano il volo, scavalcando il monte. Or con la gonna di velo sottile, la più pigra s’impiglia al campanile. – Lasciami con codesta banderuola; mi strappi tutta, son rimasta sola! Ma il campanaro senza discrezione le risponde con il campanone!

P icc ol o d iz io na ri o

Secondo te, che cosa significa la parola acquata? Segna con X. Nevicata. Vento forte. Acquazzone.

Che sobbalzo, che sgomento! Per fortuna c’era il vento che con gran galanteria la piglia e se la porta via. Ugo Betti, in Nel paese della lirica, Zanichelli

Che cosa succede alla piccola nuvola? Racconta con le tue parole. Hai capito quale elemento è stato personificato dal poeta? La nuvola. Il vento. Il campanaro.

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TESTI POETICI

ri m e

e

po es ie

NUVOLETTA Tu sei la nuvoletta, io sono il vento; ti porto ove a me piace; qua e là ti porto per il firmamento, e non ti do mai pace. Vanno a sera a dormire dietro i monti le nuvolette stanche. Tu nel tuo letticciolo i sonni hai pronti sotto le coltri bianche.

Baffo ti insegna a ... IE CA P IR E LE P O ES

Nelle poesie spesso l’autore parla delle persone alle quali vuole bene o delle cose che gli sono care, esprimendo liberamente i suoi sentimenti e le sue emozioni.

Umberto Saba, Il canzoniere, Einaudi

Rispondi. Secondo te, il poeta ha scritto questa poesia per… un amico.

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la sua bambina.

Da che cosa lo hai capito? Secondo il poeta, a che cosa assomiglia la sua bambina? Perché?


ri m e

e

TESTI POETICI

po es ie

LA CULLA L a bim ba c h e cu ll a la ba mb ol a I l b imb o a c a v a llo s u l do nd ol o L a no n n a s u e g i ù d al la s e g g i ol a Il t ì cc he t e- t ac d el l a p e nd o l a L a g en t e c h e i n t re n o s i a p p i s o l a l a e in o s ie m e sus su l t a c o l c a po che c io n d La camp a n el la c h e s q ui l l a La b a l l er i n a ch e os c i ll a L a ca mp a n a c he s uon a e do nd o l a d o n… d o n… d o n … d o n … d o n … do n … Baffo ti insegna a ...

Massimo Faustinelli, Le rime-figure, Mursia

IL BASTIMENTO

È partito un bastimento, carico di “b”: bambini, brioss, burattini, biscotti, bambole, budini, baci, bici, bomboniere, bellissime bandiere, burrasche e bufere. Luigi Grossi, È arrivato un bastimento carico di…, Einaudi Ragazzi

IE CA P IR E LE P O ES VIS IVE

I poeti a volte giocano con lo spazio della pagina, disponendo i versi con forme e disegni che richiamano l’argomento o il titolo della poesia. Le poesie fatte come un’immagine si chiamano calligrammi.

Sul quaderno prova a comporre un calligramma con la poesia «Il bastimento»: disegna una nave con la matita, poi disponi le parole al suo interno. Cancella, infine, il contorno.

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con me a r a p m I

Le lettere Scrivere una lettera è un modo personale e simpatico per comunicare con un amico, un parente o una persona lontana. Quando scrivi una lettera, devi… indicare il luogo e la data

Firenze, 6 dicembre 2010

Caro Paolo, finalmente mi è passata l’influenza e sto meglio. Appena guarita sono andata a vedere l’ultimo film di Harry Potter: grandioso! L’hai visto? Se ti capita, non perderlo perché è troppo bello; secondo me è il migliore tra quelli usciti finora. Mi dici che hai fatto un corso di scacchi: non è un gioco un po’ noioso? Beh, a Natale, quando ci vedremo, me lo farai vedere. La mamma ha detto che quest’anno sarete voi a venire per il Natale. Prepara gli sci perché quest’inverno devi assolutamente imparare a sciare, pigrone! Rispondimi presto, aspetto tue notizie. Ciao! Annarita scrivere i saluti e la tua firma alla fine del testo La persona alla quale è indirizzata la lettera è il destinatario . Chi scrive la lettera, invece, si chiama mittente .

Chi sono il destinatario e il mittente della lettera qui sopra?

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Scrivi con me Scrivi anche tu una lettera: puoi destinarla a un amico, a un parente o, se preferisci, a un personaggio di fantasia.

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Copia il testo corretto utilizzando il programma di posta elettronica del computer e, se conosci l’indirizzo e−mail del destinatario, spediscigli la tua lettera in questo modo.

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sa lu ti

e

ba ci

CARA MAMMA... Domenica, 16 dicembre 2010 Cara mamma, mercoledì è fra tre giorni, tu stai per tornare e lo so che non ha molto senso scriverti adesso. Ma devo dirti quanto sono contenta. Sei partita da così tanti mesi! Non so nemmeno se mi riconoscerai. La zia dice che sono cresciuta parecchio e poi adesso ho i capelli lunghi. E tu, sei cambiata in questi mesi? Sono un po’ arrabbiata con gli zii perché loro sapevano già da un pezzo che avevi cominciato il viaggio di ritorno, ma a me non avevano detto niente. Siccome non riuscivi a essere sicura della data, non volevano che mi illudessi inutilmente. Dicono che una che fa la giornalista in missione in Paesi lontani, soprattutto nei posti dove vai tu, può trovare talmente tanti ostacoli lungo il ritorno che non si può essere sicuri di una data fino a poco prima dell’arrivo. Ma la cosa importante ora è solo questa: che tu stai per tornare! Silvia Chiara Carminati, Diario in corsa, Edizioni EL

Rispondi. Chi ha scritto questa lettera, cioè chi è il mittente? Chi è, invece, il destinatario?

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Perché Silvia ha scritto alla sua mamma? Perché la mamma di Silvia si trova in un Paese straniero, lontana da casa?


TESTI EPISTOLARI

Il Cairo, martedĂŹ 18 dicembre 2010 Cara Silvia, sono molto felice di avere ricevuto la tua letterina. Domani ................................................................................................................................. .............................................................................................................................................. .............................................................................................................................................. .............................................................................................................................................. .............................................................................................................................................. .............................................................................................................................................. .............................................................................................................................................. .............................................................................................................................................. .............................................................................................................................................. .............................................................................................................................................. .............................................................................................................................................. ..............................................................................................................................................

Un bacione, la mamma

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Immagina che la mamma di Silvia risponda alla lettera della sua bambina. Che cosa le dirĂ ? Scrivi un indirizzo immaginario di Silvia sulla busta.

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TESTI EPISTOLARI

sa lu ti

e

ba ci

UNA E-MAIL PER FRANCI

Che cosa risponderà Franci? Scrivilo tu. Baffo ti insegna a ... EL ET TR ON ICA CONO SC ER E LA PO STA

in inglese significa posta elettron ica. Il vantaggio delle e-mail è la loro rapidità, dato che arrivano in qualunque parte del mondo in pochi secondi. Naturalmente, sia il mittente sia il destinatario devono possedere un computer collegato alla linea telefonica e quindi a Internet.

E-mail

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sa lu ti

e

ba ci

STILI DIVERSI

TESTI EPISTOLARI

Baffo ti insegna a ...

Martedì, 20 aprile 2010 Gentile Signora Direttra ice, siamo gli alunni della 3 C. Abbiamo avuto un’idea e volevamo sapere se Lei è d’accordo e se ci può aiutare. Durante l’anno abbiamo realizzato in classe degli oggetti molto carini. Ci piacerebbe organizzare una piccola mostra e invitare tutti gli amici della scuola, i genitori e i nonni. Che cosa ne pensa? Aspettiamo la Sua risposta. Cordiali saluti La classe 3a C

E CONO SC ER E LE LE TT ER

Avrai notato che si utilizza uno stile diverso a seconda del destinatario della lettera. Per esempio, gli alunni che si rivolgono alla direttrice le danno del «Lei» e le scrivono in modo molto rispettoso, usando un tono formale nella comunicazione. Quando, invece, ci si rivolge agli amici, si usa un tono informale e si dà del «tu».

Che cosa avrà risposto la direttrice ai suoi alunni? Completa tu la sua lettera.

Mercoledì, 21 aprile 2010 a

Cari alunni della 3 C, .............................................................................................................................................. .............................................................................................................................................. .............................................................................................................................................. .............................................................................................................................................. .............................................................................................................................................. ..............................................................................................................................................

Vi saluto con simpatia dott.ssa Mirella Ferrini 123


TESTI EPISTOLARI

sa lu ti

e

ba ci

LETTERA A UN GIORNALINO

Caro Gufo, sono Federico e ti scrivo da Agrigento. Sono entrato negli scout a settembre. A me è arrivato il giornalino ma io non so che cosa fai tu nel giornalino e perché ti chiami Gufo. Aspetto la tua risposta. Ciao, Federico Baffo ti insegna a ... E CONO SC ER E LE LE TT ER

Sulle riviste e sui giornali, c’è sempre almeno una pagina dedicata alle lettere inviate dai lettori. Controlla sul tuo giornalino preferito.

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Carissimo Federico, Carissimo Fede co, rispondo volentri ieri alla tua rispondo volent ri alla tua lettera anche peie rc hé immagino lettera anche perc hé che siano tanti i ba mbini che, immagino che ano ta nti i ricevendo per si la prima volta bambini che, ri vendo per il nostro giornace lino, si la prima volta il nostro pongano le stesse do mande. giornalino, si pongan o le Il mio nome è Gufo perc hé volo stesse domande. di notte proprio come un gufo! Il mio nome è fo perc hé Qui in redazionGu e il mio volo di notte pr oprio come compito è risponde re alle un gufo! Qui in re zione il lettere che mi mandda at e e mio compito è sponde re scegliere tra iri vostri disegni alle lettere che mandate quelli da pubblicami . e scegliere tra i re vostri dise Un cagn roi sa qu el lu li da to da pubblicare. Gufo Un caro saluto da Gufo da Scout, Giochiamo, Agesci


Impara con m e

I testi informativi I testi informativi hanno lo scopo di fornire notizie riguardo un certo argomento particolare. Possono essere molto brevi (avvisi, cartelli, annunci, locandine degli spettacoli...), oppure più lunghi come gli articoli di giornale, i testi che parlano di storia, geografia, scienze. Il linguaggio dei testi informativi è chiaro per permettere a tutti di comprenderne il contenuto e ricco di termini specifici legati all’argomento di cui si tratta. I testi informativi possono essere arricchiti da fotografie o da disegni che servono a far comprendere meglio l’argomento di cui si parla.

Scegli un argomento che ti piacerebbe approfondire, ricerca informazioni in biblioteca o sui libri che hai a casa e scrivi un breve testo per spiegare ciò che hai scoperto.

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TESTI INFORMATIVI

forse

non tut ti sa nn o ch e. ..

A CAPODANNO SOTTO IL VISCHIO

II vischio è una pianta sempreverde parassita di numerosi alberi, come per esempio pioppi, tigli, olmi, noci. Ha rami verdi con piccoli fiori gialli e per frutto una bacca bianca. Le antiche popolazioni celtiche lo consideravano una pianta sacra, dono degli dei. I cespugli di vischio si notano specialmente in inverno, quando la pianta sulla quale crescono ha i rami e il tronco nudi. Per tradizione il vischio viene regalato all’inizio del nuovo anno come simbolo augurale; per questo viene appeso alle porte delle case durante il periodo natalizio. È di buon augurio per le coppie baciarsi sotto un rametto di vischio la notte di Capodanno: significa che la coppia si sposerà entro l’anno.

P icc ol o d iz io na ri o

Un parassita è una pianta o un animale che vive a spese di un altro essere vivente, nutrendosi di esso.

da Giorno per giorno, De Agostini

Baffo ti insegna a ... AT IVI CA PIR E I TEST I IN FORM

Il testo che hai letto ti ha fornito informazioni sul vischio. I testi informativi hanno, infatti, lo scopo di trasmettere informazion i e conoscenze, presentando e spiegando un certo argomento in modo chiaro e ordinato. Puoi trovare i testi informativi su riviste e libri. Per esempio, molti testi contenuti nel tuo sussidiario sono informativi.

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Rispondi. Che cos’è il vischio? Di che colore sono i suoi fiori e le sue bacche? Come lo considerava il popolo celtico? Qual è l’usanza di buon augurio nella notte di Capodanno?


forse

non tut ti sa nn o ch e. ..

LA PAPPA REALE

TESTI INFORMATIVI

Baffo ti insegna a ... CA PIR E I TEST I IN FORM AT IVI

Le api producono un particolare tipo di miele. Esso serve a nutrire l’ape regina per tutta la vita: perciò si chiama pappa reale. La pappa reale è densa come una crema, ha un colore giallo chiaro, contiene poco zucchero e ha un sapore un po’ aspro. Contiene anche molte vitamine e tante altre sostanze che fanno bene alla salute. Per esempio, fa venire appetito e ci aiuta a riprendere le energie quando siamo affaticati oppure dopo una malattia. Possiamo usare la pappa reale anche come pomata per curare le ferite. Per conservarla bene, occorre tenerla in frigorifero. da Due parole, Parlar Chiaro

Spesso il titolo dei testi informativi ti fa subito capire qual è l’argomento di cui si parla, come in questo caso e nel brano alla pagina seguente.

Il testo che hai letto fornisce informazioni su… la vita delle api. un particolare tipo di miele. una dieta per dimagrire.

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forse

TESTI INFORMATIVI

non tut ti sa nn o ch e. ..

LA CODA DEGLI SCOIATTOLI LAPULIZIA PULIZIA DELLA CODA LA DELLA CODA Gli scoiattoli si lisciano la coda con la loro minuscola lingua appuntita e se la pettinano con le zampette, liberandola da tutti i rametti che vi sono rimasti impigliati e dai grumi di resina che ne appiccicano i folti peli.

CODA… COME PARACADUTE

Gli scoiattoli devono tenere la coda sempre pulita, soffice e vaporosa.

Usando la coda come paracadute, gli scoiattoli possono buttarsi dall’alto dei rami.

Questi simpatici animaletti mantengono la coda bella rigonfia, leggera e morbida. La scuotono e la agitano come fosse un pennacchio non per darsi delle arie ma, semplicemente, per pruUsando la coda come denza: per gli scoiattoli, infatti, la coda non rappresenta un semplice paracadute, gli scoiattoli ornamento del corpo, ma serve soprattutto da paracadute! possono buttarsi dall’alto dei che rami. Un vero, piccolo ma efficiente paracadute, permette loro di buttarsi dall’alto di un abete senza farsi alcun male o di lanciarsi di ramo in ramo quando si sentono minacciati da qualche pericolo. Anne-Marie Dalmais, 366… e più storie della natura, Fabbri

Baffo ti insegna a ... AT IVI CA PIR E I TEST I IN FORM

Nei testi informativi l’argomento generale può essere suddiviso in paragra f i e ogni paragrafo può avere un sottotitolo. I testi sono spesso illustrati con immagin i (fotografie o disegni) spiegate dalle didascalie.

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Rispondi. Quanti paragrafi ci sono nel testo che hai letto? Sottolinea i sottotitoli dei paragrafi. Cerchia le didascalie delle immagini.


non tut ti sa nn o ch e. ..

forse

IL VALORE DEGLI ALBERI

TESTI INFORMATIVI

..................................... Gli alberi sono molto importanti per gli animali: alcuni si nutrono delle foglie e dei frutti, altri si cibano del legno del fusto o delle radici.

................................. Gli animali utilizzano il tronco degli alberi anche come rifugio, trovando in esso tane e nascondigli.

............................................ C’è anche chi la propria abitazione se la costruisce da solo, a suon di becco; si tratta del picchio. Il suo nido, scavato nel legno, è comodo e accogliente; quando il picchio lo abbandona per cercare un posticino migliore, ci sono subito molti pretendenti pronti a prenderne possesso. Servizio promozione Parco Foreste casentinesi, Un sentiero per tutti… i sensi, D.B. Grafica

I paragrafi di questo testo sono molto brevi ma trattano argomenti diversi. Scrivi tu il sottotitolo giusto sopra ogni paragrafo. Scegli tra: Alberi per abitare

Un abile costruttore

Alberi per nutrirsi

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TESTI INFORMATIVI

forse

non tut ti sa nn o ch e. ..

UN TESORO PREZIOSO

Mentre mi spazzolo , i denti, chiudo l acqua!

Innaffio le piante , con l acqua che ho usato per lavare le verdure!

L’acqua è un bene indispensabile per la sopravvivenza e la natura ce la offre con generosità. Ma è importante non sprecarla. Bisogna fare attenzione ai piccoli gesti quotidiani! Le attività domestiche fanno consumare una quantità incredibile di acqua. Quanta acqua viene utilizzata in media ogni giorno per una famiglia di quattro persone? • 50 litri circa per cucinare e lavare; • 130 litri circa per un bagno nella vasca; • 50 litri circa per la lavastoviglie; • 170 litri circa per la lavatrice; • solo 5 litri per bere! = 10 litri

Quando faccio la doccia, , chiudo l acqua mentre mi insapono!

Geronimo Stilton, Il piccolo libro della natura, Piemme Junior Baffo ti insegna a ... AT IVI CA PIR E I TEST I IN FORM

I testi informativi che contengono dati numerici sono spesso accompagnati da gra f ici o tabelle per far comprendere meglio il contenuto.

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forse

non tut ti sa nn o ch e. ..

L’ORSO DI PELUCHE Ebbene sì, anche l’orso di peluche con cui hanno giocato tutti i bambini è un’invenzione… e neanche tanto antica! Il primo orsetto nacque infatti in America nel 1902, fabbricato da Morris Mitchom. Il nome del primo orso di peluche è stato Teddy Bear, cioè Orso Teddy; pare che il pupazzo sia stato chiamato così pensando al presidente degli Stati Uniti di allora, Theodore Roosevelt, soprannominato appunto «Teddy». Annalisa Pomilio, Il grande libro delle invenzioni, De Agostini

TESTI INFORMATIVI

Baffo ti insegna a ... CA PIR E I TEST I IN FORM AT IVI

I testi informativi brevi, come quello che hai appena letto, sono spesso riportati su giornali, libri o riviste come curiosità. Danno solo un’informazione che ha la caratteristica di essere originale, strana o, per l’appunto, piuttosto curiosa.

Cerca sul tuo giornalino preferito o su una rivista una curiosità e scrivila sul quaderno. Confronta la tua curiosità con quelle trovate dai tuoi compagni.

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forse

non tut ti sa nn o ch e. ..

LA PATATA 1

La patata nasce e cresce sottoterra. Osserva attentamente una patata: in alcuni punti è rigonfia e sembra ammaccata. Da questi rigonfiamenti, che si chiamano occhi, sbocciano i germogli.

2 Dentro la patata c’è una riserva di cibo che si ...................................................... ......................................................

chiama amido. Servirà alla patata per crescere. Dopo una quindicina di giorni, uno dei germogli è cresciuto e gli sono spuntate le foglioline. Adesso, per crescere, si nutre dell’amido contenuto nella patata. 3 Il germoglio diventa ogni giorno più grande, fin-

ché non spunta dal terreno. Una volta all’aperto, le foglie cominciano a schiudersi. Si aprono per catturare la luce del sole, che serve alla pianta per vivere e per crescere. ...................................................... ......................................................

Coda ti insegna a ...

CON OSC ERE LA STO RIA DELL A PAT AT A

P icc ol o d iz io na ri o

Commestibile significa che può essere consumato dall’uomo senza alcun rischio per la sua salute.

Già 2000 anni fa, la patata era il cibo degli Incas, un’antica popolazione che viveva in America. Il suo nome era papas ed era considerata un dono della dea Axomana. La patata venne portata per la prima volta in Europa circa 500 anni fa dagli Spagnoli che, però, la consideravano soprattutto una pianta ornamentale. In Italia si iniziò a consumare abitualmente le patate solo 200 anni fa: per molto tempo, infatti, la gente continuò a pensare che questi tuberi non fossero commestibili, prima di convincersi del contrario. Oggi in cucina le patate servono a preparare tanti piatti diversi, per esempio gli gnocchi. Sai indicarne altri?

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TESTI INFORMATIVI

4 Nello stesso tempo sottoterra crescono le radici,

che si diramano dappertutto. Sulle radici ci sono dei fili sottili che servono alla pianta per assorbire l’acqua e le sostanze nutritive presenti nel terreno. 5 Intanto la patata che c’era all’inizio è marcita

perché la pianta ha «mangiato» gran parte dell’amido che conteneva e ora è in grado di cavarsela da sola. Sottoterra, sulle radici, si sviluppano dei rigonfiamenti che si chiamano tuberi. Ogni tubero è una minuscola patata che pian piano crescerà.

...................................................... ......................................................

6 Dopo circa dodici settimane la pianta della pa-

tata smette di crescere. Le foglie diventano secche e appassiscono. I tuberi si sono trasformati in patate pronte per essere raccolte. Barrie Watts, La patata, Editoriale Scienza

...................................................... ......................................................

Osserva le fotografie e scrivi sotto ciascuna una didascalia appropriata.

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TESTI INFORMATIVI

forse

non tut ti sa nn o ch e. ..

LE FARFALLE Sapevi che certe farfalle volano di giorno e altre solo di notte?

LE FARFALLE DIURNE Le farfalle diurne sono molto colorate. In volo, le ali sono indipendenti l’una dall’altra. Quando le farfalle sono ferme, le ali vengono ripiegate verticalmente. Le antenne, sul capo, terminano con una specie di piccola mazza.

LE FARFALLE NOTTURNE Le farfalle notturne hanno un colore piuttosto scuro. In volo, le ali si muovono insieme. Quando sono ferme, tengono le ali aperte o a forma di tetto. Le antenne, di varie forme, spesso sono rivestite da una specie di peluria. Renèe Kayser – Pierre Ballouhey, Copain des bois, Milan

Baffo ti insegna a ... AT IVI CA PIR E I TEST I IN FORM

Nei testi informativi puoi trovare alcune parole, dette parole-chiave, scritte con un carattere diverso o in colore, per aiutarti a ricordare i concetti importanti. Osserva, per esempio, quali parole-chiave sono state evidenziate nel primo paragrafo, poi sottolinea quelle del secondo paragrafo.

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forse

non tut ti sa nn o ch e. ..

I GIOCHI OLIMPICI

CHE COSA SONO Sono un evento sportivo che si svolge ogni quattro anni e che prevede competizioni di varie discipline sportive tra atleti provenienti da ogni parte del mondo. DA DOVE DERIVA IL LORO NOME Deriva dalla città di Olimpia, in Grecia, dove fin dall’antichità si teneva una manifestazione sportiva simile a quella attuale. LO SPIRITO DEI GIOCHI Lo spirito dei Giochi è riassunto nella frase del barone Pierre de Coubertin: «L’importante non è vincere ma partecipare». Fu lui a decidere che i Giochi si sarebbero svolti ogni volta in una città diversa, toccando tutti i continenti in modo da rafforzare l’idea di fratellanza fra le nazioni. IL SIGNIFICATO DEI GIOCHI Il significato dei Giochi è di chiamare a raccolta gli atleti di tutto il mondo per dimostrare che la pace è possibile e che lo sport può servire a oltrepassare ogni differenza e divisione fra i popoli. da Focus Junior, Gruner+Jahr/Mondadori

TESTI INFORMATIVI

Quali delle seguenti informazioni puoi ricavare dal testo? Segna con X. Il vincitore della maratona dei Giochi olimpici del 2008. L’origine del nome «Giochi Olimpici». Lo spirito con cui si devono svolgere i Giochi. Il luogo in cui si svolgeranno i prossimi Giochi.

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non tut ti sa nn o ch e. ..

LA PIRAMIDE DEGLI ALIMENTI Il cibo è fatto di sostanze nutritive che danno al corpo l’energia di cui ha bisogno per muoversi e per crescere. Tutte le persone, e soprattutto i bambini, hanno bisogno di queste sostanze nutritive per mantenersi in forma e in salute. Bisogna però seguire una dieta bilanciata, cioè cercare di mangiare meno cibi di un certo tipo e più di un altro. La piramide alimentare mostra come bilanciare i cibi.

E TU?

` CHE HAI MANGIATO LA TUA ALIMENTAZIONE È EQUILIBRATA? RIPENSA A CIO IERI E CONTROLLA SULLA TABELLA DELLA PIRAMIDE ALIMENTARE. MANGI VOLENTIERI LA FRUTTA E LA VERDURA? ESAGERI NEL CONSUMARE DOLCI O ALIMENTI MOLTO GRASSI COME, PER ESEMPIO, LE FRITTURE? RACCONTA.

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TESTI INFORMATIVI

I grassi vanno mangiati in piccole quantitĂ .

I cibi ricchi di proteine sono fondamentali per la crescita, nella formazione dei muscoli e dei tessuti del corpo.

La frutta fresca e le verdure forniscono le fibre, molte vitamine e i sali minerali. Le fibre aiutano la digestione, le vitamine e i sali minerali sono importanti per mantenere una buona salute.

I cibi che contengono carboidrati rilasciano energia lentamente e mantengono quindi in forma per tutto il giorno. da Il corpo umano, Jaca Book

Copia e completa il testo seguente sul quaderno. Il testo che ho letto mi ha fornito alcune informazioni sulla dieta bilanciata. Per mantenersi sani e in forma, bisogna consumare alimenti che contengono in modo equilibrato diverse sostanze: i grassi‌, la frutta e la verdura..., le proteine..., i carboidrati...

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TESTI INFORMATIVI

forse

non tut ti sa nn o ch e. ..

LE FRAGOLE

La fragola è un frutto rosso, commestibile e delizioso. È rossa per essere ben visibile, anche da lontano, nel sottobosco ombroso dove cresce di solito; è deliziosa perché così chi decide di assaggiarla si ricordi bene di rimangiarsi un frutto con quella forma e colore. Insomma, la fragola si è così evoluta con lo «scopo di essere mangiata». Ma per essere mangiata da chi? La fragola vuole essere mangiata da porcospini, topi, volpi, lucertole. Ma i suoi clienti preferiti sono gli uccelli, soprattutto le specie migratrici. Chi mangia una fragola è costretto a inghiottirne i semi, che sono contenuti in quei piccoli puntini che ne picchiettano la superficie, gli achèni. I semi, inghiottiti e passati attraverso l’intestino, saranno rilasciati a distanza di decine, forse centinaia di chilometri dal punto dove la fragola è stata mangiata. È così che le fragole-figlie, cioè le piantine che nasceranno dai semi, saranno sparse per il mondo! Enrico Alleva, Il tacchino termostatico. Un etologo e i suoi animali, Theoria

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Cerca nel testo e sottolinea con colori diversi le seguenti informazioni. Dove crescono le fragole. Quali animali consumano le fragole. Dove sono contenuti i semi. Perché le fragole sono rosse.


A T A V I R R A E , L MEZZOGIORNO , D ESTATE L’azzurro giorno sosta per un’ora buona. La luce abbraccia ogni cosa. D’ombra privo, il mondo giace cullato nell’oro e nell’azzurro, nel profumo e in piena pace. Herman Hesse, Le stagioni, Guanda

ESTATE Un arcobaleno di fiori multicolori invadono l’aria e m’inebriano. AA.VV., Haiku, Pedrini

Di che cosa sa l’estate, secondo te? Forse di di

, oppure di…

, oppure


in

t

te a no or

IL SOFFIONE All’inizio dell’estate i soffioni del prato erano già pronti per il loro viaggio. Aspettavano il vento. Oppure un bambino. Lo aspettavano già fin da quando erano ancora fiori, con i petali gialli in mezzo al verde dell’erba. Poi… i petali erano appassiti ed erano comparse come delle spine, che con il caldo si erano aperte in una sfera fatta di piumini morbidi, che si toccavano l’uno con l’altro, pronti a volare, al soffio del vento o di un bambino. Mancavano solo i desideri: quante volte avete fatto volare i piumini di un soffione, esprimendo un desiderio e poi soffiando forte? Pippo Scudero, Soffia e va’, Edizioni Coccole e Caccole

..................................................... ..................................................... ..................................................... ..................................................... ..................................................... ..................................................... ..................................................... .....................................................

Quale desiderio esprimeresti soffiando sui piumini di un soffione? Scrivilo qui.


, UN ACQUARIO... ALL ASCIUTTO

~

MATERIALE OCCORRENTE

~

una scatola della pasta, di quelle chiuse in parte da un foglio di plastica trasparente tempere pennello pennarelli cartoncino bianco forbici filo azzurro di nylon nastro adesivo stuzzicadenti

~

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~ ~

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1. Apri la scatola della pasta come indicato e dipingi l’interno di azzurro e l’esterno come preferisci.

2. Quando la tempea è asciutta disegna un oblò attorno alla plastica trasparente e decoralo come vuoi.

3. Disegna sul cartoncino alcuni animali marini abbastanza piccoli da poter entrare nel tuo acquario, poi colorali.

4. Ritaglia con cura gli animali e sul retro di ciascuno fissa il filo di nylon con il nastro adesivo.


5. Ricomponi la scatola con il nastro adesivo lasciando un lato aperto. Bucalo con uno stuzzicadenti e fai passare i fili dall’interno.

6. Fissa i fili fermandoli con un pezzetto di cartoncino dello stesso colore della scatola e infine chiudi il lato con il nastro adesivo.


o nt o cc te ra ta s un d’e

, L ACQUA ARGENTEA

Ancora in viaggio con il mio furgone. Il vento caldo alzava nubi di polvere dai campi riarsi, gli aghi di pino sembravano secchi e le foglie degli alberi non facevano abbastanza ombra. Mi ero dimenticato di riempire la borraccia e mi rimanevano poche sorsate di acqua calda. Speravo di incontrare una fontanella o un chiosco di bibite, ma la strada era un’infinita distesa di campi bruciati dal sole. Mi fermai e scesi dal furgone. Raggiunsi una fresca radura in un boschetto di pini. Tra felci e muschi scrosciava un argenteo getto d’acqua che in pochi istanti mi riempì la borraccia, strappandomela quasi di mano. Subito me la scolai tutta, a grandi sorsate. Misi poi la testa sotto quel getto per rinfrescarmi. William Least Heat-Moon, Strade blu, Einaudi

Scopri e sottolinea tutti gli aggettivi qualificativi adatti all’acqua di torrente. cristallina piovana sorgiva limpida pura scrosciante melmosa tranquilla stagnante torbida


, GIOCHI D ESTATE Scrivi i contrari delle parole elencate. Le iniziali ti daranno il nome degli insetti più canterini dell’estate.

piccolo

..... .........................................................

liscio

..... .........................................................

finire

..... .........................................................

vicino

..... .........................................................

buio

..... .........................................................

deciso

..... .........................................................

Risolvi il rebus.

CCE

E

NI

(7) –– –– –– –– –– –– ––

E

Cerca nello schema tutte le parole elencate nel riquadro. Attenzione: due parole sono al contrario!

Che cos’è questa golosità che si gusta in estate? Ecco il suo nome in codice. Decifralo tu. C1 − A3 − B2 − D1 − D3 B4 − E5

IL

X

(6)

(8)

(3)

–– –– –– –– –– –– –– ––

–– –– ––

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1

2

3

4

5

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S

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N

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L

V

E

C

L

D

P

A

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PAPAVERI MARE ONDA SPIGHE CALDO RIBES CONCHIGLIA SCOGLIO

–– –– –– –– –– –– ––


forse

non tut ti sa nn o ch e. ..

LO STAGNO

Lo stagno è uno specchio d’acqua, originato o dal lento prosciugamento di un lago o dal riempimento di una piccola depressione del terreno. Negli stagni possiamo distinguere due tipi di vegetazione: quella a sviluppo verticale e quella a sviluppo orizzontale. La prima è dotata di foglie lunghe e strette con margini taglienti per difendersi dagli animali erbivori. Per esempio, sono abbondanti le canne di palude e i giunchi. Tra la vegetazione a sviluppo orizzontale troviamo le piante galleggianti, come la ninfea e la lenticchia d’acqua, che possono invadere completamente la superficie dello stagno, mettendo in pericolo la sopravvivenza di altre specie vegetali. La fauna degli stagni è in grado di sopportare sia l’umidità sia la forte siccità. Numerosi sono gli insetti come le zanzare e le libellule. Tra i pesci predominano la carpa e le tinche. Abbondanti sono le sanguisughe, le rane, le raganelle e le salamandre. Tra i rettili, sono presenti le bisce d’acqua, abili nuotatrici che si nutrono di anfibi. Anche gli uccelli che abitano lo stagno, molto numerosi e spesso vivacemente colorati, presentano adattamenti alla vita acquatica. Per esempio, le zampe delle anatre sono palmate, adatte al nuoto, mentre quelle degli aironi e dei fenicotteri sono lunghe con le dita allargate per non affondare nel fango. da Vita e ambiente, Mondadori

TESTI INFORMATIVI

Cerca nel testo le informazioni e rispondi. Da che cosa è originato uno stagno? Che tipo di vegetazione cresce in questo ambiente? Da quali animali è composta la fauna degli stagni? Quale particolare strategia di adattamento all’ambiente hanno sviluppato le anatre?

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CODA E I COLORI Come già sai, i colori fondamentali sono tre: il giallo, il blu e il rosso. Tutti gli altri colori si ottengono mescolando in parti uguali i tre colori primari.

giallo + blu = verde

rosso + blu = viola

giallo + rosso = arancione Se, invece, aumenti la quantità di un colore rispetto all’altro, otterrai tonalità diverse.

molto giallo + poco blu = verde chiaro

poco giallo + molto blu = verde scuro

Il verde, il viola e l’arancione sono colori secondari. Nel cerchio cromatico qui a lato i colori primari sono nel triangolo al centro. L’esagono attorno a esso contiene i colori secondari e il cerchio tutto intorno i colori terziari, quelli cioè che ottieni mescolando un colore primario con uno secondario.

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I COLORI COMPLEMENTARI Osserva il disco cromatico: i colori che nel cerchio esterno sono in posizione opposta l’uno rispetto all’altro si dicono colori complementari.

Il verde fa risaltare il rosso.

Il viola rende più brillante il giallo.

L’arancione fa risaltare il blu.

SPERIMENTA CON I COLORI Colora con i pennarelli utilizzando le coppie di colori complementari.

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con me a r a p m I

Le opinioni degli altri Pur parlando dello stesso argomento, Chiara e Marco hanno un’opinione diversa dell’esperienza che hanno vissuto e ne spiegano i motivi. Chiara dice: Siamo andati in visita al Museo della Preistoria. Mi è piaciuto molto per, ché c era la ricostruzione di un mammut e non lo immaginavo cosi` grande , e dall aspetto cosi` terribile e miste, rioso. A guardarlo mi faceva un po di paura, sembrava che potesse muo, versi da un momento all altro. La guida era molto brava perché ci spiegava ogni cosa passo passo.

Marco dice: La visita al Museo della Preistoria non mi è piaciuta molto. La camminata per raggiungere il Museo non finiva mai! , Quando siamo entrati, c era molta confusione, la guida non riuscivo a , sentirla e mi sono annoiato un po . Poi siamo andati al parco, e li` ho giocato. Ma è durato poco, perché siamo dovuti ripartire subito.

Il punto di vista dei due bambini è molto diverso. Tu sai esprimere il tuo punto di vista con precisione e spiegando bene le tue ragioni? Quando vuoi esprimere la tua opinione su una esperienza, una lettura, un gioco, utilizza le parole scritte a lato: ti aiuteranno a «mettere a fuoco» ciò che vuoi dire.

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Scrivi con me

Prova a esprimere la tua opinione spiegando bene perché la pensi così.

Vado d’accordo con i miei compagni quando ........................................................ .................................................................................................................................

perché ..................................................................................................................... .................................................................................................................................

Sono in imbarazzo e non so che cosa dire quando ............................................... ................................................................................................................................. .................................................................................................................................

perché ..................................................................................................................... .................................................................................................................................

Non mi piace .......................................................................................................... ................................................................................................................................. .................................................................................................................................

perché ..................................................................................................................... .................................................................................................................................

perciò ......................................................................................................................

......................................................................................................

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con me a r a p m I

I testi regolativi Nella vita di tutti i giorni ti sarà capitato di leggere alcuni testi che forniscono informazioni utili per: • conoscere le regole di un gioco o le istruzioni per montarlo; • realizzare ricette di cucina; • eseguire correttamente un esercizio; • conoscere il regolamento di una palestra, di una piscina, della strada (Codice stradale), di uno sport (regole del calcio, del basket, della pallavolo…) con obblighi e divieti; • realizzare un lavoretto; • sapere come comportarsi in caso di malattia (prescrizioni mediche). Tutti questi testi si chiamano regolativi : alcuni danno istruzioni, altri spiegano le regole da seguire per comportarsi correttamente.

Rifletti: dove potresti trovare, per esempio, questi testi regolativi?

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Scrivi con me Le regole seguenti non sono complete, infatti manca la parte più importante: ciò che si deve o non si deve fare. Sai ricavarla leggendo la spiegazione della regola?

In bicicletta ................................................... .....................................................................

perché esso è riservato ai pedoni!

Mentre la maestra spiega ............................. .....................................................................

perché non capiresti ciò che dice e disturberesti i compagni.

.....................................................................

perché è molto importante rimuovere i residui di cibo, che possono provocare la carie.

Per la strada ................................................ .....................................................................

perché un veicolo potrebbe investirti.

.....................................................................

perché a un bambino della tua età sono necessarie almeno otto ore di sonno ogni notte.

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TESTI REGOLATIVI

fa re

e

disf are

INFILA IL BOTTONE

Numero dei partecipanti

almeno otto più un conduttore

Occorrente • alcuni fili di cotone lunghi

• bottoni di varie forme e dimensioni • due tazze Procedimento

DIS tutti i passaggi

1. I partecipanti vengono divisi in due squadre. 2. Il conduttore consegna al primo concorrente di ogni squadra un filo e una tazza piena di bottoni (il numero dei bottoni e la lunghezza del filo devono essere uguali per ogni squadra). 3. Al «via!», il primo bambino di ogni squadra infila un bottone, poi passa tutto l’occorrente al compagno alla sua destra e così a seguire fino a che anche l’ultimo bottone è stato infilato. 4. Vince la squadra che per prima infila tutti i bottoni. da Giorno per giorno, De Agostini

Baffo ti insegna a ... CA PIR E LE IS TR UZ IONI

Le istruzion i sono un testo regolativo. Come vedi, in questo tipo di testi le frasi sono brevi e formulate in modo chiaro e preciso e indicano una dopo l’altra le azioni che si devono eseguire. Per questo motivo sono spesso precedute da numeri o da lettere, che indicano l’ordine delle azioni. L’insieme delle azioni si chiama procedimento.

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fa re

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disf are

ATTENTI! Numero dei partecipanti ............................

TESTI REGOLATIVI

Occorrente ..................................................

Luogo in cui si può svolgere il gioco ........................................................................................ Procedimento

1. Tracciate per terra una linea con un gessetto: da una parte c’è la tana delle volpi, dove si sistemeranno i giocatori-volpe, dall’altra i giocatori-leprotto. 2. Al «via!», i giocatori-volpe si danno la mano formando una catena e gridano: «Attenti!», poi corrono fuori dalla tana e cercano di prendere i leprotti senza spezzare la catena. 3. Chi è catturato diventa volpe e si aggiunge alla catena. 4. La catena via via si allunga, ma non deve mai spezzarsi, altrimenti si deve ricominciare il gioco. 5. Il gioco finisce quando tutti i leprotti sono stati catturati. da Il grande libro dei giochi, Gribaudo Tempolibro

Baffo ti insegna a ... CA PIR E LE IS TR UZ IONI

Nelle regole dei giochi c’è un’introduzione in cui sono elencati il numero dei giocatori, il materiale necessario, le caratteristiche del luogo in cui il gioco deve svolgersi. Completa tu l’introduzione del testo ricavando i dati dalla spiegazione del gioco.

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TESTI REGOLATIVI

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L’UOVO-GALLINA Occorrente • uova sode

• tempera bianca, rossa e azzurra • plastilina rossa, nera, arancione • colla vinilica

Procedimento

1. Colora di bianco con la tempera le uova sode e lasciale asciugare. 2. Dipingi con la tempera azzurra due ovali all’altezza degli occhi. 3. Modella con la plastilina rossa la cresta, con quella arancione le zampe e il becco e, infine, con quella nera due palline per gli occhi. 4. Incolla le varie parti sull’uovo con la colla vinilica. 5. Dipingi i bargigli con la tempera rossa. Barbara Aldrovandi, Pasqua creativa, Il Castello

Baffo ti insegna a ... CA PIR E LE IS TR UZ IONI

Anche le istruzioni per costruire oggetti sono un testo regolativo. In questo caso, c’è un’introduzione in cui è elencato il materiale necessario. Le fotogra f ie ti aiutano a capire meglio le diverse fasi del procedimento.

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CRACKER DI COMPLEANNO Occorrente

TESTI REGOLATIVI

• un pacchetto di cracker • un tubetto di maionese • un tubetto di pasta di olive • un tubetto di salsa tonnata o di un’altra salsa colorata

Procedimento

1. Disponi tutti i cracker su una superficie piatta, per esempio sul tavolo della cucina. 2. Scrivi una lettera su ogni cracker usando i tubetti delle salse. Alterna le salse così le parole saranno più colorate. Potresti scrivere: tanti auguri, oppure buon compleanno, oppure il nome del festeggiato o un’altra frase adatta a una festa di compleanno. 3. Sistema i cracker su un vassoio in modo che si legga bene quello che hai scritto. Baffo ti insegna a ... CA PIR E LE R ICE TT E

Nelle ricette vengono elencate le azioni che devono essere compiute in successione per preparare un piatto di cucina, accompagnate a volte anche da illustrazioni. Nell’introduzione sono indicati gli ingredienti, le quantità (cioè le dosi degli ingredienti), gli utensili necessari per la preparazione. In certi casi vengono anche indicati il numero di persone a cui la ricetta è destinata, i tempi per la preparazione e la difficoltà.

Quante fasi ci sono nel procedimento che hai letto?

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TESTI REGOLATIVI

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SEI TRUCCHI CONTRO IL CALDO

1. Indossare vestiti di colore chiaro perché riflettono i raggi del sole e non trattengono il loro calore.

2. Tuffarsi in una piscina o rinfrescarsi con una doccia.

3. Tenere i polsi nell’acqua fredda.

4. Bere molta acqua, anche senza avere sete.

5. Non rimanere al sole troppo a lungo e cercare l’ombra nel luogo più fresco della casa.

6. Rimanere tranquilli nel momento più caldo della giornata, nelle prime ore del pomeriggio. Renzo Zanoni, Manuale dell’esploratore, Demetra

Sottolinea tutti i verbi nel testo che hai letto: che cosa osservi? Sono tutti al modo …………..................................….

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Secondo te, questo testo ha lo scopo di: dare istruzioni per giocare in estate. dare alcuni consigli su come sopportare meglio il caldo. spiegare come vestirsi per essere eleganti.


fa re

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TESTI REGOLATIVI

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QUA LA ZAMPA!

Un cane può essere molto amico dei bambini. Se hai voglia di accarezzarlo, devi però essere prudente, soprattutto con un cane che non conosci. Ecco tre consigli utili. 1. Prima di accarezzarlo, chiedi sempre al padrone se lo puoi fare. 2. Se il cane ha la coda dritta e comincia a ringhiare, è meglio che allontani la mano e che lo lasci stare. 3. Evita di toccare un cucciolo in presenza della madre: può diventare aggressiva se teme che qualcuno possa fare del male al suo piccolo. 4. ................................................................................................................................................ ................................................................................................................................................

5. ................................................................................................................................................ ................................................................................................................................................

Paola Dessanti, Il manuale dei bambini gentili, Editrice Piccoli

Aggiungi altri consigli al testo: secondo te, è meglio avvicinarsi a un cane di fronte o standogli alle spalle? Perché? Rifletti: che cosa non devi assolutamente fare dopo aver accarezzato un cane o qualsiasi altro animale? Discutine in classe.

E TU?

COME TI COMPORTI DI SOLITO CON ANIMALI CHE NON CONOSCI? SEI PRUDENTE , NELL AVVICINARLI? RACCONTA.

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TESTI REGOLATIVI

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UNO ZAINO BEN RIEMPITO

Quando vai a fare una gita in montagna, è molto importante che tu abbia tutto quello che ti può servire, evitando però di portare con te gli oggetti inutili: devi fare in modo che lo zaino non sia pesante. Devi anche pensare alle condizioni del tempo: se è estate, dovrai proteggerti dal sole, se è inverno dal freddo, ricordandoti comunque che il tempo può cambiare molto in fretta. Per bere, è meglio portare con sé solo dell’acqua e non bibite gassate. Da mangiare, oltre ai panini, prevedi anche alimenti che ti possono dare energia, come il cioccolato e la frutta secca. Cerca anche di bilanciare bene il peso nel tuo zaino, riempiendolo con attenzione: metti le cose più pesanti in fondo.

Per evidenziare i consigli, numerali e scrivili uno sotto l’altro sul quaderno. Che cosa dovresti mettere nel tuo zaino per una camminata in collina in un giorno d’estate? Scegli nella lista qui sotto gli oggetti che, secondo te, non devi dimenticare e mettili nello zaino con una freccia. impermeabile impermeabile libro di lettura libro di lettura borraccia/bottiglia con l’acqua borraccia/bottiglia con l’acqua panino costume panino da bagno crema solare costume da bagno maglione crema solare maglione occhiali da sole

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guanti da sci MP3 occhiali da sole guanti da sci telo da mare MP3 telo da mare robot robot cioccolato cioccolato gelato gelato


Parole magiche per.. .

giocare

sognare

fare amicizia cantare insieme e recitare


La grotta dei cervi ida 1 Sulla parete della grotta a Markus sembrò di vedere unombra più u G

scura che pareva una macchia. Si avvicinò per vedere meglio: i contorni della macchia si fecero più netti e più chiari. Era limpronta di una mano!

te I m p r o nt e m p o ne l Crea anche tu con la pasta da modellare o con le tempere la tua «firma in palmo di mano»! Fai così:

Premi la mano sulla pasta da modellare fino ad avere l’impronta, poi colora tutto intorno.

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Intingi il palmo della mano nel piatto in cui avrai versato della tempera colorata, poi premilo su un foglio.

Appoggia la mano su un foglio e, con una cannuccia intinta nel colore, soffia seguendo il contorno.


ida 2 Gu

Ba f fo

e C oda va nn ro o a te at

Che buone queste bacche e quante ce ne sono son molto colorate e molto saporite.

o

Quando Markus riaprì gli occhi, tutto gli parve cambiato. Si ritrovò rivestito solamente con pelli di animale, i capelli crespi e lunghi, e ai piedi calzari fatti di pelliccia. A tracolla aveva una sacca e la voce inconsueta della madre gli stava facendo capire, attraverso una serie di suoni incomprensibili, che doveva recarsi a raccogliere delle bacche. Lasciò il piccolo accampamento e si avviò verso il bosco vicino, nel quale rigogliosi crescevano alti faggi e carpini. Raccolse una gran quantità di bacche, more e qualche noce, stupito dal silenzio che regnava nel bosco, rotto solo di quando in quando dal verso di qualche uccello.

Cantia

Son gialle, blu e viola oppure rosso fuoco hanno un profumo intenso, fammele assaggiar. Non sono fragoline, nemmeno dei mirtilli, non riesco a ricordare di averle viste mai. Mi riempio bene il sacco, faccio una bella scorta qui sono in abbondanza, conviene approfittar.

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m


ida 3 Gu

La grotta dei cervi

Il cuore di Markus batteva allimpazzata, mentre veloce tentava di trovare riparo fra gli alberi che risalivano il pendio della collina. TUM TUM TUM TUM TUM

i a percussione t n e m u r t s i l g i r p Sco In ogni periodo storico l’uomo ha inventato e utilizzato gli strumenti musicali per comunicare con gli altri, per pregare, per accompagnare le danze, o «soltanto» per esprimere la sua voglia di musica. Di tutti gli strumenti, quelli a percussione sono senza dubbio i più antichi e i più usati, perché sono i più semplici da costruire e da suonare. I suoni che si ottengono percuotendoli sprigionano tanta energia quanta ne è richiesta per suonarli. La maggior parte di questi strumenti serve a tenere il ritmo; essi ripetono cioè una cadenza particolare. Gli strumenti a percussione si dividono in tre gruppi, a seconda del materiale con il quale sono costruiti: pelle, metallo o legno.

Il tamburo È uno strumento cilindrico di legno di piccole dimensioni (diametro 30 cm, altezza 13-15 cm) sulle estremità del quale sono tese, per mezzo di viti, due pelli. Si suona con le bacchette. Il suono cambia notevolmente se viene ottenuto battendo al centro della pelle piuttosto che vicino al bordo.

I bonghetti Si tratta di uno strumento composto da due cilindri in legno di dimensioni diverse, leggermente stretti sul fondo, ricoperti da una membrana di pelle. Al contrario, il fondo dello strumento non prevede copertura ed è quindi aperto. Si suona con le dita delle mani. Il suono è chiaro e dolce.

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Ba f fo

e C oda va nn ro o a te at

Il triangolo È uno strumento composto da una barretta di acciaio a sezione circolare piegata a triangolo, con una breve apertura in un angolo. Si sostiene con una piccola corda per evitare che il contatto con la mano diminuisca le vibrazioni. Si suona con una bacchetta dello stesso metallo. Il suono è fresco e cristallino.

I legnetti o claves Sono corti bastoncini. Si suonano battendoli l’uno contro l’altro. Il suono prodotto è uno schiocco netto e asciutto.

Le nacchere Sono uno strumento composto da due piccoli pezzi di legno o d’avorio, rotondi e concavi nella parte interna, a forma di conchiglia, uniti da una cordicella in cui passano tre dita per poterli agitare in cadenza. Il suono è asciutto e deciso.

Le maracas

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Sono tradizionalmente fatte con una zucca vuota riempita di sassolini o di sabbia. Se ne trovano in commercio anche di legno intarsiato e si suonano scuotendole. Il suono prodotto è leggero e fresco.

Cantia

m

Ascolta il suono degli strumenti e impara a riconoscerli.

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La grotta dei cervi o del vento… n o u s l i e r a t i m i Pe r … puoi costruire questo uccello «frusciante»

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MATERIALE OCCORRENTE

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un tappo di sughero uno spiedino di metallo uno scovolino da pipa nero perline carta rossa matita da trucco o smalto per unghie forbici colla 4 penne lunghe da 10 a 20 cm un filo di lana sottile un bastoncino di legno

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Pratica con lo spiedino un foro da parte a parte nel centro del tappo di sughero. Inserisci lo scovolino e infila una grande perlina come testa. Ora piega lo scovolino ai due capi lasciando da entrambe le parti circa 1 cm. Incolla le estremità all’apertura della perlina oppure all’interno del tappo di sughero. Ritaglia due strati di carta a forma di becco. Incolla le due parti del becco all’estremità dello scovolino al di sopra della perlina. Dipingi gli occhi. Sul dorso del sughero pratica un’apertura e inserisci le penne. Applica il filo di lana dietro. Annoda l’altra estremità del filo di lana a un bastoncino e incollalo per fissarlo bene. Muovi il bastoncino nell’aria descrivendo un cerchio e facendo volare l’uccellino: si creerà un suono simile a quello prodotto dal vento.

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Ba f fo

e C oda va nn ro o a te at

ida 4 u G

o

Mentre Markus correva, ben conscio del pericolo che lo inseguiva, vide unapertura in un gruppo di massi sul pendio della collinetta e ci si infilò. Lo stretto cunicolo sfociava in una grotta oscura, forse la tana abbandonata di qualche animale. Markus rimase immobile nel buio della grotta osservando la tenue luce che filtrava dallapertura. Sentì lorso allesterno che rabbiosamente cercava di allargare con gli artigli lingresso della grotta, scavando invano sulla roccia granitica. «Scava, scava, stupido orso» si disse per farsi un po di coraggio. «Qui dentro sono al sicuro dai tuoi artigli, e se vorrai mangiare dovrai trovarti unaltra preda.»

Cantia

m

Fai pure quel che credi, ormai sono al sicuro nascosto in questa grotta. Tu qui non riesci a entrar. L’entrata è troppo stretta per la tua grossa mole. Lo so sei affamato e che mi vuoi mangiar. Se avessi qui il mio arco già ti farei vedere ho una buona mira e tu sei un bel bersaglio. Per cui se vuoi mangiare vai pur da un’altra parte dai retta ti conviene, vattene via di qui.

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La grotta dei cervi A intervalli regolari la goccia cadeva per poi fare una piccola pausa e riprendere il suo ticchettio continuo. A quel suono così regolare, Markus aggiunse quello delle pietre che batteva con le mani e iniziò a modulare la voce seguendo il ritmo.

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ida 5 u G

Cantia

Ta ta tum Ta ta tum Sono bloccato qui in questa caverna. Ta ta tum Ta ta tum Batti un po’ le mani, tieni questo ritmo. Ta ta tum Ta ta tum Basta qualche sasso per fare del gran chiasso. Ta ta tum Ta ta tum Se non hai le pietre, usa le tue mani. Ta ta tum Ta ta tum Batti con i piedi questo ritmo antico. Ta ta tum Ta ta tum Battilo più forte e sarai mio amico. Ta ta tum Ta ta tum

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m

(onos otaccolb iuq) (ni atseuq anrevac) (ittab nu ‘op el inam) (ineit otseuq omtir) (atsab ehclauq ossas) (rep eraf led narg ossaihc) (es non iah el erteip) (asu el eut inam) (ittab noc i ideip) (otseuq omtir ocitna) (olittab ùip etrof) (e iaras oim ocima)

Trasforma una canzone di cui conosci a memoria il testo in un canto primitivo. Scrivi le parole al contrario e leggi scandendole bene: il tuo linguaggio sarà misterioso e incomprensibile!


Ba f fo

e C oda va nn ro o a te at

o

Batti le mani contro le cosce sbuffa col petto piega le gambe lascia che i fianchi si muovano a tempo sbatti i piedi più forte che puoi.

Rispondi.

Cantia

m

Chi è il protagonista della storia? ............................................................................................. Dove si trova all’inizio della vicenda? ....................................................................................... Con chi? .................................................................................................................................. Perché? ................................................................................................................................... Che cosa rappresentavano i disegni sulla parete della grotta?

Hai capito grazie a quale «magia» Markus è stato teletrasportato nella Preistoria? È salito su una macchina del tempo. Ha appoggiato la sua mano sull’impronta di una mano dipinta sulla caverna.

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La grotta dei cervi Rispondi. Dove si svolgono i fatti narrati nella storia? All’inizio e alla fine Markus è .................................................................................................. Nel sogno, invece, si trova .................................................................................................... In quale epoca si svolge il sogno di Markus? ........................................................................ Secondo te, il sogno di Markus è durato… Da che cosa lo hai capito?

un giorno intero.

pochi minuti.

Osserva il disegno e scrivi al posto giusto le parole del riquadro. lancia radura sciamano cacciatori focolare ...................................

...................................

...................................

...................................

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...................................


Baffo ti insegna a ...

Coda ti insegna a ...

capire i racconti realistici 7, 9 riconoscere le parti di una storia 13, 39

creare a tavola 6

capire i racconti verosimili 21

c o s t r u i r e u n o s t r u m e n t o m u s i c a l e 12

utilizzare i titoli 24

c o s t r u i r e u n d r a g o 42

riconoscere un diario 31

c o n o s c e r e l e t r a d i z i o n i 44

capire i racconti fantastici 36, 37 capire le descrizion i 48, 49, 50, 51, 53

rappresentare una fiaba c o n u n t e a t r i n o 72

capire le f iabe 71

c r e a r e u n p u z z l e 74

capire le favole 78, 79

c o s t r u i r e u n s e r p e n t e l l o a s p i r a l e 80

capire i miti e le leggende 85, 89, 94

c o n f r o n t a r e r e a l t à e f a n t a s i a 88

riconoscere le f ilastrocche 100, 107

c o n o s c e r e l e p e n n e d e g l i u c c e l l i 90

capire f ilastrocche e poesie 108, 112, 113, 114, 116

c o n o s c e r e la storia della patata 132

capire le poesie visive 117 conoscere la posta elettron ica 122 conoscere le lettere 123, 124 capire i testi informativi 126, 127, 128, 130, 131, 134 capire le istruzion i 152, 153, 154 capire le ricette 155

E TU?

10, 11, 13, 15, 18, 21, 38, 41, 45, 50, 112, 136, 157

INDICE DELLE ATTIVITÀ Im p ar

Le pagine Le pagine

Im p ara con me Sc r ivi c on m e

spiegano alcune caratteristiche dei testi propongono attività per il laboratorio di scrittura

Riconoscere personaggi, luoghi e tempi di un racconto: 7 - 9 - 17 - 71 - 73 - 75 - 76

a con me

I racconti realistici

narrano viI raccon ti realisti ci «simili al cende verosimili, cioè accadute vero»: possono essere solo «pennella realtà, oppure sate» dall’autore. puoi Nei racconti realistici spesso i che riconoscere luoghi e ambient la scuola, ti sono familiari (la casa, con cui il parco…) e person aggi fare tutti i anche tu hai a che fratelli e sogiorni, come genitori, ni… relle, insegnanti e compag

QUAND O

questestate PERSO NAGGI

Comprendere un racconto: 4 - 5 - 11 - 14 - 19 - 21 - 24 - 31 - 32 - 33 - 38 - 39 - 41 - 45 - 48 - 49 - 50 - 51 - 52 - 53 - 78 - 79 81- 83 - 85 - 89 - 91 - 93 - 94

Comprendere un testo poetico: 109 - 110 - 111 - 115 - 116

Comprendere un testo epistolare: 120

Comprendere un testo informativo: 126 - 127 - 128 - 129 - 133 - 135 - 138 - 145

I racconti fantastici

34

Scrivi con

la strega

Realist ico o fantast ico?

me

Quale di questi due testi contiene elementi fantastici? Segnalo con X. Nell’intricata matassa di rami e rovi, Mandy vide due cervi: uno adulto che giaceva morto a terra; il cucciolo invece era vivo e con il muso cercava di svegliare la madre. Mandy chiamò a bassa voce: – James, vieni, presto!

Mandy fece ancora qualche passo, quando si trovò di fronte l’essere più strano che avesse mai visto. Se ne stava sospeso per aria, seduto comodamente su una palla d’argento che emanava una luce blu.

Puoi trasformare un racconto realistico in fantastico inserendo nella narrazione uno o più elementi «impossibili». Per esempio: Quando il mio Pepito vide il nuovo cane del vicino cominciò a scodinzolare. Il nuovo arrivato si mise a guaire allungando il muso fra le sbarre del cancello. Era un cane davvero molto strano! – Andiamo Pepito – dissi tirando il guinzaglio dolcemente. – Torneremo più tardi a conoscere il nuovo arrivato, quando sarà tornata da scuola anche Miriam.

Aggiungi in questo punto la descrizione del cane dei vicini immaginando un elemento di fantasia: il pelo verde, due antenne al posto delle orecchie oppure… Spiega anche come mai ha queste caratteristiche.

Sai distinguere la realtà dalla fantasia? Segna con X gli elementi fantastici. Un coccodrillo parlante. Un ascensore guasto.

155 - 156 - 158

Produrre un testo orale o scritto: 10 - 11 - 13 - 15 - 17 - 19 - 21 - 38 - 41 - 44 - 45 - 48 - 50 - 71 - 81 - 86 - 91 - 93 - 112 - 113 - 115 - 117 - 121 - 122 123 - 131 - 136 - 137 - 157 5 - 6 - 10 - 37 - 39 - 40 - 41 - 52 - 53 - 72 - 83 - 92 - 109 - 111 - 115 - 126 - 132

QUAND O

tanto tempo fa

PERSO NAGGI

il cane parlante

Comprendere un testo regolativo:

Arricchire il proprio vocabolario e riflettere sulle parole:

DOVE

in spiaggia

ici le vicende narrate sono Nei raccon ti fantast accadere nella realtà. immaginarie e non possono i mescolano reA volte questi raccont DOVE o in una narraaltà e fantasia inserend elemento un realistica zione un bosco incantato assurdo o una impossibile, magico, non da ta esagera situazione così poter essere reale. o essere perI person aggi posson avventure sone comuni che vivono oppure fantastiche o magiche come nari, immagi ggi persona gnomi, fate e folletti.

Individuare le sequenze di un racconto: 14 - 39 - 43 - 62 - 69 - 71 - 75 - 81 - 91 - 95

il bagnino

Luigi

Un bambino con le ali. Una strega malvagia.

Un tritatutto elettrico. Un tessuto impermeabile.

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BAFFO E CODA 3A