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Il Canzoniere Goliardico Divinus Dominus

Il Canzoniere Goliardico - Divinus Dominus

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20 settembre 1958 20 settembre 1958. Data infausta da segnare con segno nero sul calendario. Una puttana, una donna infame, una frigida donnaccia di nome Merlin uccise l'Italia. Il Paese uscito malconcio dalla 2a Guerra Mondiale ora cadeva a pezzi grazie all'impeto bacchettone e moralizzante di una parlamentare. Le Case Chiuse, i fantastici bordelli dovevano chiudere. I luoghi della Cultura per eccellenza, dove da secoli letterati e politici, operai e borghesi, santi e peccatori davano sfogo alle loro lussuriose voluttà morivano per sempre. Questo canto antico commemora con tristi parole il tragico evento. Nel millenovecentocinquantotto, il venti di settembre, infausto dì, entrò una senatrice nel casotto, disse il suo nome: era la Merlin. Il cazzo mio indiscreto solo è rimasto, e triste, ohimè, e ridotto alla sega in gran segreto non si rassegna alla fatalità, cerca la sua bagascia preferita, la sua puttana che la potta dà. Addio mio bel lupanare, ricordo d'anni belli e di splendor! Vivo col gran desir di vederti riaprir ed intanto una sega mi fo. Ricordo ancora l'ultima mezz'ora il venti di settembre, ultimo dì: chiavammo senza dire una parola, ed alla fine solo un gran sospir! Noi ci guardammo muti mentre lo sgocciolavo sul bidet: tutti i sollazzi che avevam goduto erano sol ricordi e sono sol! Anni per me crudeli e senza fica, per lei la casa di rieducazion. Addio...

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4 novembre 1966 "La guerra di Piero" Dm

A7

Dm

tu dalla gente aspettavi una mano ora t'accorgi dichiedere invano, e mentre al cielo gridavi «Vergogna» fosti succhiato in fondo a una fogna.

Giaci sepolto in un mare di cacca, Gm

C7

F

non sai se d'uomo oppure di vacca; A7

Dm

non sai capire che cosa è successo, Gm

A7

Dm

Dormi sepolto in un mare di cacca non sai se d'uomo oppure di vacca; e per congiura di tutte le sorti nessuno mise il tuo nome tra i morti.

ti sembra troppa per esser d'un cesso. A7

Dm

E mentre cerchi di stare a galla Gm

Dm

l'Arno trabocca laggiù dalla falla, C7

F

Firenze 1966. Il 4 novembre l'Arno tracima e le sue acque soffocano la città. L'evento è forte nella memoria di ogni italiano. E' vivo il ricordo di una città che muore ed al contempo si ribella. Da ogni parte dello stivale centinaia e centinaia di persone accorrevano per salvare dalle acque ciò che ancora era salvabile. Morte e distruzione. Può sembrare quasi offensivo ed inutile che per una situazione come questa i toschi Goliardi abbiano scritto una canzone di questo tipo. Non c'è da stupirsi. Questo è lo spirito dei Goliardi. Con il cuore pieno di lacrime per i Fratelli portati via dalle acque dell'Arno i Goliardi urlano il loro dolore e sdegno mascherandolo dietro parole che sembrano leggere.

scorre veloce per via Tornabuoni, A7

Dm

ed al buon Davide lava i coglioni, e mentre passi per via Calzaioli trovi i cadaveri dei bucaioli, trovi i cadaveri delle battone tutte smerdate dall'alluvione. E nordeggiano per Conto dei Nelli passi davanti a Bruzzichelli, là dove c'erano tanti finocchi ora ci sono soltanto i ranocchi; fermati Piero, fermati adesso, lascia che l'acqua ti passi un po' addosso taccati a un palo, non fare il pazzo, se non ha il palo, attaccati al cazzo; ma la corrente ti apre le mani e ti trascina in via degli Alfani giusto di fronte ad Architettura, in mezzo ai mucchi di spazzatura. Non ti è concesso passare al Bargello, se non ti metti una vela all'uccello; ma trascinato dall'acquaveloce giungi stremato fino a Santa Croce. Dante di marmo, poeta divino, guarda sdegnato l'immane casino «O fiorentini, mi avete esiliato ecco la merda che Dio v'ha mandato.» E continuasti quel tuo calvario avendo il fango come sudario. Giungesti infine, porca puttana, al vecchio borgo di Gavinana:

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Dm

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A7

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Gm

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C7

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F

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Addio ai casini Il tema delle Case Chiuse riturna in questo canto. Ah, che bei tempi! Ah, che dolci rimembranze! Si chiudono i casini e la Merlin fa festa perché, l'ha detto sempre, vuol la puttana onesta. La senatrice rossa, testarda più di un mulo, la libertà ci ha tolta di andare tutti in culo. Addio casini, frutto della saggezza antica, ove conobbi, imberbe, il volto della fica. Addio, sale famose, con bersaglieri e fanti, dai cazzi turgidissimi già pronti a farsi avanti. Addio, Metressi pingui, che deste fica al mondo, rendendoci l'uccello più lieto e più giocondo. Addio, raccolte camere ove il villan fottuto fregava rapidissimo, magari con lo sputo! Addio, puttane storiche, addio cara «Mondiale» che desti a culo e fica fama internazionale. Addio, chiavate sapide del letto sulla sponda, addio, bocchini celebri di mora oppur di bionda! I giovani domandano dove chiavar. Mistero! Il cazzo è umiliatissimo, e vede tutto nero. La senatrice, intanto, sorride e se ne frega e dice agli italiani: «Tiratevi una sega!»

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Aezan Piero Finà Aezan, ti ricordi quando usciva il sole, ti allontanava dai giacigli d'erba con le dita di fiamma: la tua paura era la notte e il tuono la luna era una dea, la tua divinità.

Con il braccio alzato poi sfidasti il vento, nella gola l'urlo dell'umanità, nei tamburi il brivido di un mondo aperto, nella danza il passo della libertà.

Aezan, ti ricordi quando a caccia il vento ti riportava l'odore della belva che ti stava fuggendo: la sua paura era la notte e il tuono la luna era la via e tu la sua viltà. Poi rubasti il fuoco dalla roccia viva ed anche nella notte non temevi più, ti facesti forte della sua conquista divenisti eroe di tutte le tribù. Con il braccio alzato poi sfidasti il vento, nella gola l'urlo dell'umanità, nei tamburi il brivido di un mondo aperto, nella danza il passo della libertà. Aezan, non ci fu il tempo per il tuo trionfo mentre la terra ti si offriva intatta come un corpo di carne: la fecondavi, pazza di frutti e d'acqua, era la nuova dea la sua fertilità. Aezan, tutte le sere ritornavi al fuoco, e lì cantavi delicate nenie con i flauti di canna: le donne intanto creavano l'amore, la sicurezza estrema della comunità. Poi salisti in alto ad oscurare il sole, ma la tua saggezza non teneva più: fuoco ferro ed oro, presunzione e pianto nella tua caduta trascinavi giù. E precipitavi in incubi di sogno dentro gli occhi tutte le tue folli età, flauti senza voce, maschere d'orrore nell'angoscia vuota dell'umanità, ma restava il tempo che spezzava il sogno dal delirio uscivi nella realtà fu più tua la terra nella sua purezza madre appassionata per l'eternità. Poi rubasti il fuoco dalla roccia viva ed anche nella notte non temevi più, ti facesti forte della sua conquista divenisti eroe di tutte le tribù.

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Aggiungi un posto al trogolo Per la serie "I Goliardi amano Dio" ecco qua una perla rara. Immaginatevi il musical con il mitico Jonny Dorelli che vestito da prete canta queste parole!!! Consigliata la versione corale con almeno 10 Fratelli che cantano davanti ad una chiesa. C

F

C

Aggiungi un posto al trogolo, che c'è un suino in più: D

G

è un tipo assai ridicolo, quel mona di Gesù; C

E

Am

ti sparerà parabole, dirà di suo papà F

C

F

C

ma sono solo favole, la sai la verità: F

C

col grugno e con le setole F

G

C

dio porco, dio porco, dio porco... eccolo qua! Aggiungi un posto al Golgota e inchiodaci Gesù, sforacchiagli le natiche con canne di bambù; poi prendi quattro apostoli e inchiodali lassù, aggiungi un pò di mastice e un litro di grisù, dai fuoco e per i secoli non romperan, non romperan, non romperan.... mai più! Poi prendi in mano il bischero e menalo su e giù: vedrai che anche il vescovo dirà porco Gesù; e i preti se lo menano nel nome del signor, in orge si scatenano pensando al redentor e il popolo fanatico che grida dio porco, dio porco, dio porco... e culaton!

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C

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Aggiungi un posto al trogolo - www.divinus-dominus.com

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Alla carica Dichiarazione sublime di intenti Goliardici. Notare il verso finale davvero dissacrante. Non ci saran più vergini, nemmeno verginelle: sotto le nostre possenti cappelle scomparirà la verginità. La figa leccherem fino alla morte, le chiaveremo tutte, dritte e storte, fincé un solo cazzo resti al mondo, nel nome di Gesù, nostro redentor!

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Amamus Puellas La filosofia dei Goliardi in latino maccheronico. L'ultima strofa va cantata rallentando il ritmo e calcando molto sul significato intrinseco delle parole. A

Amamus puellas D

A

sed paulum porquettas D

A

quae nobis menant cannulas E

A

si nos liccamus tettas. Quae nobis menant cannulas si nos liccamus phigas quae nos venire faciant in minus quam non dicam. Sumus homunculi pueri appellati semper sine bolis semper scappellati. Imus ad casinum accipimusque scolum piattulas siphilidem et musculm in culum. Sumus semper tauri sumus numquam boves diligimus liccatas et sexagintanoves. Commercio librorum non sumus cogliones vendimus grammaticas accipimus goldones. Est principium vitae in vino et in amore dulcis et decoro in phigas semper sbore.

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A

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D

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Amamus Puellas - www.divinus-dominus.com

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Amore all'ultimo piano (Dormi) Marco Giacomozzi C

F

C

F

Non ti diverti, ti vedo un po' tesa forse dovevo inventare qualcosa, probabilmente con i piedi all'insù ti diverti di più.

Dormi, s'è fatto tardi; C

F

G

sono ore che mi guardi in silenzio e che non parli C

F

C

F

tranquillizza le tue gambe nervose, C

F

G

sono come ragazze offese, carine e troppo vanitose. Am

Em

Sciogli i capelli, lasciati andare, F

Dormi, è finito tutto. Con lo sguardo assente insegui le ombre sul soffitto. Fuori, senti... urlano le sirene. Sicuramente stanotte qualcuno s'è sentito un po'male.

C

hai gli occhi stanchi dell'amore, F

C

Canzone d'amore fantastica. Cantatela ad una fanciulla con molta dolcezza e guardatela bene in viso quando capirà il senso delle parole! Iniziate con dolcezza e calma magari arpeggiando voluttuosamente le note per poi andare con un climax ascendente fino ai versi finali.

spegni la luce e vieni subito qui, G

io ti voglio bene. In questa stanza all'ultimo piano, in questa stanza appiccicata al cielo, una donna m'ha detto "amore, ora non sei più solo"

I più vivi e sinceri complimenti al mitico Giacomozzi per questo capolavoro!

T'avevan detto che sono bugiardo ma tu non credere a quelle parole, son solo un uomo normale che ha bisogno d'amore. T'avevan detto che son pericoloso ma sono solo un pochino nervoso, l'amore mi rende tranquillo: l'hai capito o no? Dormi, e non preoccuparti difficilmente il sole domani potrà disturbarti, Dormi, e respira piano, tanto tra poco respirerai sempre di meno. Le mie mani sul tuo collo e tutto quanto qui diventa più bello: vedo le pareti girare, ti vedo morire. Come sei bella quando gridi aiuto, l'ultimo respiro, l'ultimo saluto, il fondotinta non ti serve più: stai diventando blù. Come sei bella con la lingua fuori, con quegli occhi così grandi e profondi, ti chiedo "cosa c'è che non va?" ma tu non mi rispondi...

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C

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F

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Anal Alfredo Nardone La storia di un ragazzo amante dell'anal che non riesce a trovare una fanciulla voluttuosa e lasciva che lo assecondi nelle sue meravigliose voglie. Quando crede di averla finalmente trovata... F

Am

F

Am

F

Am

F

Am

F

Am

F

Am

F

Am

Hai ragione anche tu

Cosa sono ora io?

Cosa voglio di più F

Un viados! mio dio

Am

Una donna c'è l'ho F

Sono frocio? Non so!

Am

Me la trombo, lo so

Forse vomiterò

F

Am

La mattina cè chi mi fa un bel pompin F

Am

F

Am

F

Am

F

Am

Ma per sempre amerò

Lei per far colazion se ne beve un po'

F

Am

L'Anal

Lo pulisce per ben quasi brilla sai

F

Am

Anal, voglio l'Anal

Cosa voglio di più hai ragione tu Cosa voglio di più, cosa voglio? F

Am

Anal F

Am

Voglio l'Anal F

Am

Non sono andato mai a puttane, sai? F

Am

F

Am

Ma se il culo non ce l'ho, tu lo sai, presto io ci andrò Ma se il culo non ce l'ho, tu lo sai, presto io ci andrò… anzi F

Am

Stasera una me la carico F

Am

Devo, sai? Devo,sai… F

Am

Anal F

Am

Voglio l'Anal G

D

C

Io l'ho fatto sai? G

D

C

Gliel'ho messo lì G

D

C

G

D

C

G

D

Nelle chiappe sue…io godevo!! Quanti e quanti si! C

Ha gridato lei G

D

C

Ma che schifo lei G

D

C

Era un uomo!!!

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Am

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Ancora un litro Canto della tradizione Triestina. Da cantarsi con calma flaccida da alcolizzato in fase alcolica. Ancora un litro de quel bon ancora un litro de quel bon ancora un litro de quel bon po 'ndemo casa... No go le ciavi del porton (3 v.) pe' andar a casa... Le go lassade in un canton (3 v.) de l'osteria... Marieta, buta zo el paion (3 v.) che dormo in strada... No vojo cafĂŠ nero, no (3 v.) ma deme trapa...

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A Padova A

A7

D

Ogni città le sue donne ha A

E

e qua e là qualcuna ci sta A

ma non a Padova. Ogni beltà presto finirà che in tarda età, chi mai te lo da? perfino a Padova. D

A

Come è triste goder senza compagnia E

A

E

e non volerla dare via senza alcun rimpianto; D

farlo al primo appuntamento E

forse un po' di gioia ti darà A

ma non a Padova. Verginità non è santità e in verità ti piacerà... ma sei di Padova. Goditela con tranquillità: ti riempirà di felicità, non c'entra Padova. Com'è bello goder in tua compagnia io ti ho fatto capir quanto bello sia darsi in poco tempo; sì, lo so, hai aspettato tanto, ma se poi l'amore sboccerà a culo Padova.

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A

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Astro del ciel Alfredo Nardone Questo canto fa parte della "Messa di Natale Goliardica" scritta dal Nardone in compagnia del sottoscritto. O bambin bello e piccin sei nato un mese fa ieri ho visto il test del DNA nelle vene hai il sangue di tu ma peccato il mio manca scende una lacrima stanca O bambin bello e piccin sarà stato l'angelo a montare la mamma però San Giuseppe era santo ed io no spero tu un giorno capisca quel che io adesso farò Vi prenderò vi abbraccerò le carezze a lei darò ho la mano pesante, lo so qualche dente saltar le farò poi aprirò quella porta e la libertà vi darò Nevica ormai tu non ci sei sarai col suo amante e lei santo bimbo tu crescerai biondo bimbo un uomo sarai ma ricorda una cosa scegli con cura la sposa!

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A' tarantula Ndovio ma muzzicatu la tarantula e ma muzzicato aru pedi pedi pi pedi mo sinni veni sinni veni e sinni va chissà è a tarantula. E ma muzzicatu ara gamma gamma pi gamma mo' chiamu a mamma pedi pi pedi mo sinni veni sinni veni e sinni va chissà è a tarantula. E ma muzzicatu ara coscia coscia pi coscia na bella brioscia gamma pi gamma mo' chiamu a mamma pedi pi pedi mo sinni veni sinni veni e sinni va chissà è a tarantula. E ma muzzicatu ara panza panza pi panza nu poco i crianza coscia pi coscia na bella brioscia gamma pi gamma mo' chiamu a mamma pedi pi pedi mo sinni veni sinni veni e sinni va chissà è a tarantula.

E ma muzzicatu aru culu culu pi culu nu bellu citrulu cuoddru pi cuoddru nu capa cuoddru piettu pi piettu nu poco i rispiettu panza pi panza nu poco i crianza coscia pi coscia na bella brioscia gamma pi gamma mo' chiamu a mamma pedi pi pedi mo sinni veni sinni veni e sinni va chissà è a tarantula. E ma muzzicatu aru vrazzu vrazzu pi vrazzu na capa i cazzu culu pi culu nu bellu citrulu cuoddru pi cuoddru nu capa cuoddru piettu pi piettu nu poco i rispiettu panza pi panza nu poco i crianza coscia pi coscia na bella brioscia gamma pi gamma mo' chiamu a mamma pedi pi pedi mo sinni veni sinni veni e sinni va chissà è a tarantula.

E ma muzzicatu a ro piettu piettu pi piettu nu poco i rispiettu panza pi panza nu poco i crianza coscia pi coscia na bella brioscia gamma pi gamma mo' chiamu a mamma pedi pi pedi mo sinni veni sinni veni e sinni va chissà è a tarantula. E ma muzzicatu are cuoddru cuoddru pi cuoddru nu capa cuoddru piettu pi piettu nu poco i rispiettu panza pi panza nu poco i crianza coscia pi coscia na bella brioscia gamma pi gamma mo' chiamu a mamma pedi pi pedi mo sinni veni sinni veni e sinni va chissà è a tarantula.

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Avvelenata C

G

Am

Se io avessi previsto tutto questo, Em

F

G

C

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dati, cause, pretesto di chi viene e chi va via G

Am

credete che per questi quattro stracci Em

F

G

C

C

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G

e un gioco da coglionacci avrei fatto Goliardia? F

C

"Va bene, ammetto di aver cazzeggiato, Dm

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e pagherò da bere ed andrò in braghe": C

G

Am

Am

son solo scuse, motivazioni vaghe, Em

F

G

Em

C

per quanto questo appaghi i membri del Tribunato. Mio padre ci provava a ragionare, a dirmi che studiare non è cosa bastarda; mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più di un goliarda; ventenne, ingenuo, ho perso la testa credendo di trovarmi tra gli uguali: e un cazzo in culo, e gran seghe mentali, e dubbi esistenziali son quello che mi resta. Voi principi, pluribollati austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossia; però non credo che sia con la forma, conoscendo la norma, che si fa Goliardia; Goliarda innamorato, quasi pazzo, io voglio divertirmi e divertire: mi parli chi ha qualcosa da eccepire, dica quel che ha da dire, ma non mi cachi il cazzo. Voi grandi, voi infallibili e migliori, voi veri signori, Goliardi d'alto rango: "tu cacca, culo, tu matricolaccia, tu schifo, tu merdaccia, va' e rotola nel fango". A volte penso "chi me lo fa fare di stare in mezzo a questi due minchioni", e solo grazie a quattro amici buoni, e non per voi coglioni, decido di restare. Io niente, io tutto, io idiota, io cretino, io mulo, io triestino, goliarda per errore, io stronzo da gettare in fondo a un cesso, io pirla, mona, fesso, io peggio che peggiore, capace di dire solo cazzate, amorfo, pieno di difetti e vizi: ma non mi toccano i vostri supplizi né gli acidi giudizi che son solo troiate. Ma se avessi previsto anche il processo, l'ira, i giochi da fesso, l'avrei sempre fatta mia: adoro gioco, fumo, donne e vino mi piace far casino, amo la Goliardia; e se anche spesso mi incazzo e protesto non potrò mai decidermi a mollare: ho tanta voglia ancora di giocare con chi lo vuole fare, e a culo tutto il resto.

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Avvoltoio Todeschini, Amato, Mamo, P. Rossi, Max M. C

G

Avvoltoio dalla zampa ferita Dm G

C

tu ti mordi le dita che non hai C

G

C

Nap, nap, nap, Affi Costerman Perchè gli avvoltoi non hanno le dita è una vita fallita da vivere in più Nap, nap, nap, Affi Costerman Formichina tu non sei un ippopotamo e nemmeno una foca, ma una formica sì Nap, nap, nap, Affi Costerman Ippopotamo tu non sei una formica perché hai quattro dita e la formica sei Nap, nap, nap, Affi Costerman Droga, droga, droga, droga... Pakistan Porco, non fai rima con niente perché sei incompetente: studia di più Nap, nap, nap, Affi Costerman Il leone è un capellone se avesse la penna, sarebbe un alpin Nap, nap, nap, Affi Costerman Droga, droga, droga, droga... Katmandu La minestra, una mano maldestra che coglie la ginestra in tul giardin Nap, nap, nap, Affi Costerman Il cronometro è lo spettrofotometro dell'ecogoniometro in tul casin Nap, nap, nap, Affi Costerman Il pesce vive nell'acqua, nuota nell'acqua e fa così... Nap, nap, nap, Affi Costerman Droga, droga, droga, droga... nel tombin!

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Bacchiglione Blues Mamo Giacomozzi - Max Meriggiola E chi lo ha detto che i Goliardi non sanno le lingue??? Ecco un esempio della versatilitĂ Goliardica in una canzone blues, triste come solo il blues sa essere e carica di significati intrinseci. By the river of Bacchiglion I was macking my balons Because I was alone By the river of Bacchiglion.

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Baccum 69 Alfredo Nardone Chi non ha mai sentito alemno per una volta "Symbolum 77"? Io mi ricordo: una chiesa, un tipo sfigatissimo alla chitarra, un coro di voci asessuata che cantano, una folla orante. Ora immaginate nella vostra mente: una locanda (o una piazza a scelta), un virtuoso chitarrista annebbiato dal Sacro Bacco, un coro di Veneri procaci e disinibite che cantano ed un gruppo di baldi Goliardi che fanno il coro, una folla gaudente. Ecco, adesso siete pronti per intonare Baccum 69, uno dei canti composti da Alfredo Nardone per la Messa Goliardica! Am

F

G

C

Tu sei la mia linfa Bacco mio signor Am

F

G

E

scorri nel mio corpo e doni il tuo calor Dm

G

il mio tasso alcolico C

Am

grazie a te oramai F

G

Am

mi rende euforico sai

Stappiamo bottiglie e beviamo sai queste le preghiere che tu apprezzerai baciano le labbra mie calici d'amor donaci il tuo santo torpor Salta per le strade canta isieme a noi visi rubicondi, colmi d'allegria c'è chi siede, ebbro ormai in sogni di candor Bacco tu riempi il mio cuor

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Ballata dell'orfano pazzo Ho bruciato la nonna sul rogo il nonnetto l'ho appeso al lampione la mi mamma l'ho chiusa in bidone giù pel colle gettata poi l'ho. È la storia dell'orfano pazzo che ha ammazzato i nonni e la mamma, ma il suo cuore di gioia s'infiamma meditando di uccider papà. La sorella un giorno gli disse: - oh fratello sei troppo cattivo, ed allora l'orfanello giulivo la sorella nel fiume annegò. E tornato dal rivo contento vide il babbo seduto in poltrona e gli disse con ruvido accento - una bara ci vuole per te.Dopo aver compiuto il misfatto l'orfanello è in lai e lamenti poverino non ha più parenti da spedire nel mondo dei più. È la storia dell'orfano pazzo che ha ucciso l'intera famiglia, e cercando un epilogo al dramma per il mondo ramingo s'en va.

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Ballata di Tom Dooley Oh povero Tom Dooley! Su una musica country si snoda la vicenda tristemente umana di questo sfortunato ragazzo. Da canta in coro. C

In una vecchia valle G

C7

laggiù nel Tennessee G

trovaron le tue palle C

legate con un fil.

G7

G7

C7

Fu il vecchio capo indiano Giuseppe Manitù che s'attaccò alle palle: non le mollava più. Come farai, Tom Dooley, senza le palle tu, fu il vecchio capo indiano Giuseppe Manitù. Tu ti trovasti un giorno legato a un piol; vedesti le tue palle cadere dritte al suol! Come farai, Tom Dooley, senza le palle tu, fu il vecchio capo indiano Giuseppe Manitù.

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Batracomiomachia Piero Finà Leggete tra le righe e soffermatevi sugli ultimi due versi. x2 C

G

C

Da cento e più anni, durava la guerra G

C

fra i topi e le rane per guidare il mondo: F

C

il conflitto metteva in subbuglio la terra, G

C

miliardi di uccisi ma non si era in fondo. x2

Le rane superbe della loro specie, avevan distrutto i grilli e gli altri insetti, e i topi fieri nei Kolkoz invece formiche e termiti tenevano in ceppi. x2

Già molte rane la guerra stremava ma c'era una cricca di pochi strozzini che si arricchiva e il governo pagava vendendo le armi e sfruttando i girini. x2

Non ci dobbiamo fare illusioni se i topi uguali si proclamavan: chi comandava eran pochi talponi e gli altri in fila che gli acclamavan. x2

Infine giunse da molto lontano un uomo assai forte che grazie a una croce, Iddio chiamando, la spada alla mano, procurò a tutti una morte veloce. x3

Ma in fumo andarono le sue illusioni di vivere libero in serenità perchè innalzò solo chiese e prigioni: dove c'è preti non c'è libertà.

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C

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Bianco Padre La posizione del goliarda innanzi al sacro sacramento del matrimonio... Con la scusa di Cristo Redentore, le donne vanno in cerca di un giocondo che, giĂ stanco di stare solo al mondo, va in cerca di carezze e di calore; e quando hanno trovato il loro biondo, lo portano ai congressi a far l'amor. Bianco Padre, che da Roma non ti curi di 'ste beghe, guarda un po' che brutte streghe noi ci tocca sopportar: son pelose, impiastricciate, sono racchie, sono storte! Molto meglio fia la morte che portarsele all'altar.

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Bimbe belle Inno della Goliardia. In questi versi c'è davero tutto! C

Bimbe belle, facciamo l'amore che è la cosa più bella del mondo: F

C

chi non chiava nel tempo giocondo D

G

quando è vecchio lo prende nel cul! Fate largo che passano i giovani i seguaci di Bacco e di Venere, coi cappelli color d'ogni genere e la fava rivolta all'insù! Cosa importa se voi non volete? siete vecchi, barbosi e tiranni! i Goliardi hanno sempre vent'anni anche quando ne hanno di più. Che ci frega di voi che votate, noi votiamo solo le donne per vessillo abbiamo le gonne e la figa è il nostro ideal. Ed a noi che più spesso scopiamo, ci necessitan preservativi, alla Hatù un inno eleviamo così almeno lo scolo evitiamo. Per finire miei cari colleghi questa sera teniamo consiglio, se va male inculiamo un coniglio in mancanza di ciò che non c'è.

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Bimbe Belle 2000 Alfredo Nardone Come elaborare una canzone storica delle Goliardia nazionale e renderla moderna senza rovinarla. Alfredo Nardone ci offre una versione davvero gustosa tutta da cantare. C

Bimbe belle, facciamo l'amore G

che è la cosa più bella del mondo 1 2 3 4

Dm

chi non chiava nel tempo giocondo F

G

quand'è vecchio lo prende nel cul!

C

C

Fate largo che passano i giovani

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G

i seguaci di Bacco e di Venere Dm

coi cappelli color d'ogni genere F

G

G

e la fava rivolta all'insù! Em

F

G

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C G

Cosa importa se voi non volete? Em

F

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Em

F

G

C

G

Dm

Siete vecchi, barbosi e tiranni

C

G

I Goliardi hanno sempre vent'anni F

G

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Am

anche quando ne hanno di più! Con la chiave apriamo ogni porta con il remo solchiamo ogni mare ora e sempre dobbiamo chiavare per l'onore della gioventù!

F 1 2 3 4

Che ci frega di voi che votate? Noi votiamo soltanto le donne per vessillo abbiamo le gonne e la figa è il nostro ideal!

Em

Ed a noi che più spesso scopiamo ci necessitan preservativi alla Hatù un inno eleviamo così almeno lo scolo evitiam!

Am

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Per finire miei cari colleghi questa sera teniamo consiglio se va male inculiamo un coniglio in mancanza di ciò che non c'è! Bimbe belle, facciamo l'amore che è la cosa più bella del mondo chi non chiava nel tempo giocondo quand'è vecchio lo prende nel cul! Cosa importa se voi non volete? Siete vecchi, barbosi e tiranni I Goliardi hanno sempre vent'anni anche quando ne hanno di più!

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Bionda, petenete! Antico canto patavino per istruir le fanciulle... Bionda, petenete, fate la riga in banda, se el vecio te dimanda, se el vecio te dimanda, Bionda, petenete, fate la riga in banda, se el vecio te dimanda, fallo ciavar!

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Bionda Segni ricorrenti e casuali danno luogo spesso a qui pro quo, e relazioni semplici o banali finiscono in fox trot. Bionda scontrosa e ritoccata, ti aggiusti quella smorfia ed anche il bluff, mantre l'orchestra stanca di Bongusto rimedia un po' di jazz. Bionda, soldi gioielli e troppo gel! Nessuno qui davvero fa per te, ma quelle cosce atomiche stanotte son per me! Di te, giuro, non me ne importa un acca: son qui solo perchĂŠ non pago io... e intanto quel tuo sguardo, a poco a poco, s'inganna con il mio... Il rimedio il l'ho e te lo cedo: tra poco ci si alza e si va via, e senza scomodare il sentimento ti voglio alla follia. Bionda... Il pianoforte attacca un noto "standard" il clarinetto replica allo swing, e quella bionda stupida ma fica con gli occhi dice si!

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Bomba C

G

E ora che ogni giorno me ne faccio cinque o sei se anche mi tradisci beh, non sono più fatti miei e in confidenza: tondo, l'ho sempre guardato ci ho sempre pensato e quando me l'ha offerto di buon grado l'ho accettato: mettere l'uccello in culo a tuo fratello è un'esperienza che ripeterei forever.

Giro girotondo C

G

ogni giorno penso a te; C

G

sei tutto il mio mondo D

G

e lo tengo caldo per te D

ma sei una troia: G

D

bomba come una fontana Em

sei una puttana C

D

G

mi fai becco dieci volte alla settimana

Calda come un'assassina è la tua mammina che si fa trombare sopra il tavolo in cucina, come l'allegria, come un'armonia, come fa i pompini quella vacca di tua zia come una fontana sei una puttana, ma ti faccio becca trenta volte a settimana; sai, mi son calmato, ti ho anche perdonato, ma ti mando a prenderla nel cul forever.

D

sei una mezzasega Em

mangiami la tega C

D

G

menami l'uccello e vai così forever. E mi guardo intorno non ce l'hai mica solo te: se ha del pelo attorno beh, va sempre bene per me e allora sai che è bello, come l'allegria, come un'armonia, come fa i pompini quella vacca di tua zia se entro dalla soglia e sento la sua voglia sento che con lei farei su e giù forever. Oramai ho imparato: voglio fare come te, e cerco assatanato se c'è qualche figa per me e l'ho trovata calda come un'assassina: è la tua mammina che si fa trombare sopra il tavolo in cucina dolce come il latte quando mi si sbatte mi ha già detto che è aperta per me forever.

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B. T. V. Altrochè vaccate adolescenziali del tipo TVB (Ti Voglio Bene), TVTB (Ti Voglio Tanto Bene), TVTBCTLLP (Ti Voglio Tanto Bene Che Ti Leccherei La Passera) ! Ecco il Sacro Acronimo !!! B.T.V. BACCO, TABACCO et VENERE !!! Quando mi sveglio la mattina e sono ancora ciocco come la serata prima che razza di storta! Ma tu bevevi acqua minerale... Tu mi criticavi, ma sei rimasto solo... Baaacco, Baaacco... (2 v.) Serata goliardica mi fumo una sigaretta e poi tutta la stecca gioia dei polmoni miei! Ma tu facevi bolle di sapone... Tu mi criticavi ma sei rimasto solo... Taaabacco, Taaabacco... (2 v.) Quant'è bella giovinezza, sapore delle labbra, sfiorate con dolcezza Venere, la mia passione! Ma tu guardavi la televisione... Tu mi criticavi, ma sei rimasto solo... Veeenere, Veenere... (2 v.) Ora tu l'hai capito quanto sei rincoglionito se tu vuoi cambiare un goliarda devi diventare! Baaacco, taaabacco, Venere! (ad libidum...)

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Buon appetito C'è una trattoria fuori città, se vieni insieme a me ti mostro dove sta; c'è tanto verde l'aria è fresca assai, si mangia genuino: ti divertirai. Una cosa non capisco, mi sembra molto strana: cambiano cuoco ogni settimana... Buon appetito, ma dimmi perché il cuoco è sparito, chissà dov'è; guarda c'è un dito nel mio caffè, guarda c'è un occhio nel tuo bignè. In mezzo alle orecchiette che hai voluto tu ce n'è una più grossa, con un pendaglio blu; l'insalata mille gusti ha un aspetto molto bello, ma quei cosini rosa non ti sembrano cervello? Il prosciutto ha impresso il marchio della qualità; no, guarda meglio: è un tatuaggio dei parà. Buon appetito, ma dimmi perché il cuoco è sparito, chissà dov'è la salsa piccante che sapore che ha: si è coagulata, sangue sarà... Buon appetito, dai vieni con me: qui tutto è buono, buon appetito a te.

Buon appetito - www.divinus-dominus.com

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Canto della mosca E' un canto di benvenuto. Qunado un Fratello giunge ad un inconctro o ad un baccanale lo si accoglie con codeste dolci parole. E' il canto della mosca quello che tu non sai e se imparar lo vuoi noi te lo insegneremo. Queste son le nostre grazie*, questi sono i nostri doni** ........................*** levati dai coglioni che tanto in culo, tanto in culo ce l'hai giĂ ! Ahi, che mal!**** Te sta' ben! Culaton!

* indicare con le mani gli organi genitali. ** posizionarsi in modo da mettere in vista il deretano. *** inserire il nome del Fratello **** questa esclamazione la pronuncia il Fratello in questione.

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Caro cocco Piero Finà E

A

E

Caro cocco tu ci vedi o non ci vedi A

E

anche al buio ti si accende se lo sfreghi A

E

caro cocco si può fare pure in piedi. E

Si può ma i mostri volano si può ma non si può. Si può ma i mostri volano si può ma non si può. A

Il padulo sorvola l'aia E

Il padulo sorvola l'aia A

Il padulo sorvola l'aia E

Il padulo sorvola l'aia Si può ma i mostri volano si può ma non si può. Si può ma i mostri volano si può ma non si può. F#m

B7

Chissà se tornerà, tornerà, tornerà vedrai F#m

chissà se tornerà, tornerà, tornerà... Caro cocco tu lo vedi e non lo vedi ti smanaccia, ti sculaccia e tu lo credi ti lusinga, ti mazinga e tu gli cedi. Si può ma i mostri volano si può ma non si può. Il padulo sorvola l'aia Il padulo sorvola l'aia Il padulo sorvola l'aia Il padulo che va. Si può ma i mostri volano si può ma non si può. Si può ma i mostri volano si può ma non si può

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Celestina In questo canto si ritrovano due delle caratteristiche tipiche della Canzone Goliardica: l'odio per la Chiesa e l'invito a praticare sesso sicuro. Da una parte abbiamo un prete che non solo ha messo in cinta la povera Celestina ma la ha anche uccisa. Dall'altra il Goliarda che da questa triste vicenda impara la lezione più importante di tutte: mai chiavare senza protezioni. Chi gettò Celestina nel rio? Chi la gettò? È stato un servo di Dio che la gettò: ci fece cadere la goccia che la impregnò e, per non restare trombato, Celestina nel rio lui gettò. Usa il guanto se vuoi chiavar, con la goccia non ci scherzar: anche il seme sacerdotal può impregnar.

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Chi tromba chiava Canzone da inserire nel filone scatologico. I primi versi sono un monito per i giovani: "Chiavare è bello ma state attenti all'anal, può riservare spiacevoli sorprese". Come se non bastasse può capitare di beccare una maiala con problemi di minzione facile ed allora ecco che il Buon Goliarda ha pronto l'invito più classico: "Va a fare in culo alla maiala di tò mà" che si può ritrovare in moltissimi altri canti. Chi chiava tromba, chi tromba chiava e chi va in culo si smerda la fava. Vecchia maiala, tu mi tradisci, dici che vieni e invece tu pisci. Va a fare in culo,va a fare in culo, va a fare in culo, va a fare in culo, va a fare in culo alla maiala di to' ma'.

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C'ho la mamma maiala Canto da intonare coralmente. La voce solista lancia il primo verso e l'allegra compagnia lo ripete a squarciagola. Per quel che riguarda i contenuti non si spaventi chi non è avvezzo alla Goliardia.La mamma del Goliarda è per definizione una maiala! C

E proprio l'altra sera F

G

E proprio l'altra sera Ritornando a casa Ritornando a casa C'era tanta gente C'era tanta gente Sotto casa mia Sotto casa mia Non potevo entrare Non potevo entrare Ho chiesto per favore Ho chiesto per favore Mi han risposto che Mi han risposto che Sono diecimila Sono diecimila Mi è venuto un dubbio Mi è venuto un dubbio Vuoi vedere che Vuoi vedere che C'ho la mamma maiala C'ho la mamma maiala Siamo tutti fratelli degli stessi bordelli, siamo tutti cugini degli stessi casini, oh che gioia, oh che gioia, esser figli di troia! E c'ho il babbo becco che non usa lo stecco E il nonno finocchio che incula il marmocchio E la nonna lecchina che i cazzi spompina E la sorella puttana che non molla la grana E il fratello coglione che si spara un raspone E il cugino impotente che dà il culo per niente

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C'ho la mamma maiala - www.divinus-dominus.com

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Christo Nel cielo della notte una stellina lampeggiò nella caverna una troia onta lo cagò e saltò fuori un brutto ceffo sporco di pipì patetico ridicolo guardate eccolo lì Christo ma quant'è suino il dolce Christo rosa e piccolino è buffo Christo prega suo padre lo implora: "Perché mi hai fatto senza palle?" Christo è triste è solo è crocifisso Christo al legionario chiede aiuto Christo: "È sempre aperta la mamma mia per te" È bello avere un porco per amico puoi farti la sua mamma e il suo papà io ti sono contro sai che ti dico che se ti prendo a pezzi ti farò Christo ma quant'è suino il dolce Christo rosa e piccolino è buffo Christo attento Christo ti inchioda quello lì È un maiale cosmico che ringhia con mosto e pipistrelli pace a Christo non darò e setola per setola così lo scannerò E visto che mi piace mortadella ne farò Christo ma quant'è suino il dolce Christo rosa e piccolino è buffo Christo prega suo padre lo implora: "Perché mi hai fatto senza palle?" Christo è triste è solo è crocifisso Christo al legionario chiede aiuto Christo: "È sempre aperta la mamma mia per te" È bello avere un porco per amico puoi farti la sua mamma e il suo papà io ti sono contro sai che ti dico che se ti prendo a pezzi ti farò Christo ma quant'e' suino il dolce Christo rosa e piccolino e' buffo Christo prega suo padre lo implora: "Perché mi voglion far la pelle?" Christo è triste è solo è crocifisso Christo al legionario chiede aiuto Christo: "È sempre aperta la mamma mia per te"

Christo - www.divinus-dominus.com

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Cicciolina Manlio Collino Ecco come un Goliarda si interessa alla politica italiana... Ho conosciuto un deputato radicale che, a dire il vero, è un tipo un po' speciale: da quando siede laggiù nel Parlamento tra i suoi colleghi è tutto un gran lamento. Cicciolina, porca vacca, non pisciarmi sulla giacca! Tira fuori dalla potta quella povera marmotta! Non ti fare un ditalino quando parla la Bonino, e il discorso, quando smette, non si applaude con le tette! Finchè una sera un prete che conosco l'ha convertita parlando di Don Bosco: ha preso i voti, si è chiusa in un convento, ma tra le suore è tutto un gran lamento. Cicciolina, è un chiodo fisso: non si lecca il crocifisso! Cosa fai con tre candele infilate tra le mele? Non andare col priore sotto l'ombra di una pianta, non ti fare ogni due ore il bidè con l'acqua santa! Ma fu ad Assisi in un pellegrinaggio, la vide il papa, che era di passaggio: volle sentirla in privata udienza, e qui Woytyla perse ogni prudenza. Cicciolina, qua la mano, io te porta in Vaticano! Chè Pertini, chè Cossiga, finalmente un po' di figa! Finalmente in aeroplano potrò farmi qualche mano, e, se hai cura di mio ucèlo, vado più su l'Adamèlo!"

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Clerici Vagantes Lucio Vescovo i.e. Luciano Clementi Inno ufficiale dei Clerici Vaganti, storico, emblematico ed imperituro Ordine Sovrano padre di una schiera infinita di artisti di ogni tipo. Leggete le parole di questo canto e scoprirete cosa sia la Goliardia, questa madre che ci ha generato, così enigmatica che è impossibile da cogliere, da capire pienamente, da spiegare ma così fantastica da segnare ogni attimo, ogni istante della vita di chi ha avuto la fortuna di conoscerla, amarla e farla sua. G

Am

Clerici vagantes ci chiamavano una volta D

G

quando bussavamo e cantavamo ad ogni porta Am

donne e donzellette ci offrivano l'amore D

G

dolce e stimolante come un sorso di liquore. G

Am

Gira, gira, gira la ruota della vita D

G

godi quest'istante, doman non v'è certezza, Em

Am

passan le stagioni della giovinezza D

G

passan le stagioni della gioventù. Con lo sguardo torbido e il pampino stillante ci precedeva Bacco gridando "Avante, avante!" sui nostri visi lieti splendeva sempre il sole e si specchiava Venere, Regina dell'amore. Gira, gira, gira la ruota della vita godi quest'istante, doman non v'è certezza, passan le stagioni della giovinezza passa n le stagioni della gioventù. Nelle taverne oscure con passione ai dadi ai canti passavam del tempo la stagione ora tra i grattacieli ed i caffè fumosi si aggirano impegnati i politici furiosi. Gira, gira, gira la ruota della vita godi quest'istante, doman non v'è certezza, passan le stagioni della giovinezza passan le stagioni della gioventù.

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Come tirava "Come pioveva" Questa è una canzone davvero vecchia. Pensate che la canzone "come pioveva" è dei primi anni '50 e come tale possiamo far risalire a quel periodo questa versione goliardica. È finito il tempo bello non ho voglia di chiavar, non mi tira più l'uccello è impossibile scopar. I miei poveri coglioni che l'usura disseccò non stan più nei pantaloni ed il ciel mi castigò. Fosti tu l'ultima fica che il mio pene delibò; fosti l'ultima fatica, or vi narro come andò... Eri distesa, là, sopra il divano, e mi succhiavi, vogliosa, il banano, succhia e risucchia, rosicchia, divora tu mi dicevi: «Dammene ancora!» Ma nell'attimo più bello te lo misi dentro il cul e spacciandoti il fornello io bandava come un mul. Nel momento del godere, non ricordo come fu, fuoriuscì dal tuo budello una vampa di grisù. Si abbruciò così ogni pelo, si afflosciarono i coglion, e su tutto scese un velo di tristezza e compassion. Ora solingo e deserto è il divano; più non mi succhi golosa il banano, più non mi tira 'sto povero uccello... Com'era bello, com'era bello...

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Confessione Co' 'sta piova e co' 'sto vento, chi è che bussa al mio convento?» «Sono una povera vecchierella che si vuole confessar!» Co'sti lampi e co' sti tuoni no' sta rompere i coglioni! Vattene via, vattene via, disperazione dell'anima mia!» Co' 'sta piova e co' 'sto chi è che bussa al mio «Sono una povera verginella che si vuole confessar!» Falla entrare, falla entrare ch'or la vengo a confessare. Vieni avanti, vieni avanti, che confesso tutti quanti!» T'hanno mai toccato il petto? «Padre sì, ma con rispetto!» «T'han toccato mai la panza? «Padre sì, ma con creanza!» T'han toccato mai il culo?» «Padre sì, col cazzo duro!» «T'han toccato mai la fica?» «Padre sì, ma con fatica!» Or, se vuoi l'assoluzione, prendi in mano sto cordone!» «Non son scema, non son orba questo è cazzo, non è corda!»

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Con il cuore Dio Alberto Todeschini Con il cuore Dio con il corpo saltimbanchi rotolando piano lungo la strada dei sogni col pensiero dei ricordi dentro noi vive dentro noi, si affaccia dentro noi. Noi, così diversi eppure sempre noi così impossibili restiamo noi così normali. Questo posto è mio non lo do nè a Dio nè a santi veleggiando piano lungo il pianeta dei servi meno male se i serviti pure siamo noi, vero siamo noi. Noi, così diversi eppure così impossibili restiamo noi così normali.

Con il cuore Dio - Alberto Todeschini - www.divinus-dominus.com

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Con lei Piero Finà Parole fantastiche per Lei, Madre Nostra e famelica essenza di vita. Ritornerò, non ci son santi ritornerò, ho un conto aperto con il cielo terreno tra il nero e il giallo, scelgo il giallo col nero, ritorneròoooo.... Quando giravamo il mondo ci bastava un canto d'allegria ora latitiamo il mondo chi lo sa con quanta nostalgia. Con lei, con lei riprenderemmo il mare con lei, con lei, con lei sarebbe bello andare. Per chi non ha cantato almeno un coro per chi ci ha bestemmiato affari loro per non cadere a terra al primo vino per non pietire il bacio di nessuno. Con lei, con lei riprenderemmo il mare con lei, con lei, con lei arebbe bello andare. Clerici Vagantes ci chiamavano una volta quando bussavamo e cantavamo ad ogni porta. Quando ridevamo il mondo ci moriva intorno Goliardia quando torneremo al mondo torneremo Davide e Golia. Con lei, con lei riprenderemmo il mare con lei, con lei, con lei sarebbe bello andare. Con lei che ti sa prendere per mano Con lei che ti fa perdere terreno Con lei che fa geniale l'idiozia Con lei ch'è Madre Vostra e Madre Mia. Con lei, con lei riprenderemmo il mare con lei, con lei, con lei sarebbe bello andare. sarebbe bello anda...re riprenderemmo il ma...re

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Creolo (La ballata dei bimbi di Viareggio) Occhio al fenomenale acuto... C

Che bei cul carnosi hanno i bimbi di Viareggio, G

C

hanno l'ano morbido come chewing-gum G

si, si, come chewing-gum C

proprio come chewing-gum Culi voluttuosi, come eunuchi mussulmani, se all'amor t'invitano, non puoi dir di no. no, non puoi dir di no non puoi proprio dir di no Creolo, palpami il malleolo, succhiami l'alveolo fino al pancreas. si, si, fino al pancreas proprio fino al pancreas Prendilo, tra le chiappe stringilo nel budello avvolgilo fino al duoden. si, si, fino al duoden proprio fino al duoden Vieni su in pineta, ti darò una caramella. Qui fa un caldo torrido: tira giù gli slip. si, si, tira giù gli slip si, si, tira giù gli slip Che pisello tenero, sembra proprio una primizia, guarda il mio, coriaceo, viola di passion! si, si, viola di passion! proprio viola di passion! Creolo, palpami il malleolo, succhiami l'alveolo fino al pancreas. si, si, fino al pancreas proprio fino al pancreas Prendiloooo, tra le chiappe stringiloooo nel budello avvolgiloooo si, si, fino al duoden proprio fino al duoden

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Dalla botte Dalla botte su versami da bere che sia nero e frutto di quest'anno bada bene che colmo sia il bicchiere altrimenti ti colga peste e danno. Voglio che la musica più dolce mi accompagni seguendo la mia voce e voi tutti compagni di baldoria fatemi coro, stringetevi d'attorno. Voglio cantare le lodi del gran Dio che la vite creando ci donò: Bacco Domine sovrano dei Goliardi, che con Venere io sempre canterò. Mentre fuori il tempo passa e va in taverna risuonano le voci dei Goliardi che visseroin passato che si uniscono al canto incominciato. Ci accolgono fratelli in Goliardia mentre il tempo sconfitto si ritira, e rivivono splendidi di gloria, rinnovando sette secoli di storia. Dalla botte su versami da bere, oggi è festa fratelli in Goliardia; tutto vince il tempo distruttore ma i Goliardi no non vincerà.

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Darling (Duro Duro) Marco Giacomozzi Adesso che meglio ti ho conosciuta, mi vergogno un pochino di me, l'altra sera nel tuo appartamento, ho sbagliato il comportamento ma spero tu possa capir certe cose, una donna come te, che studia psicologia s'interessa di sociologia. Perciò ti dirò parole buone quattro parole in semplicità. Comunione e liberazione è partita la processione il problema della fame, la santissima Trinità parliamo di cose importanti, argomenti davvero scottanti. Son d'accordo con te, per poter stare insieme c'è bisogno di un nesso di interessi per lo meno alla luce degli avvenimenti. Perciò ti dirò parole buone quattro parole in semplicità. Se me lo fai, se me lo fai diventar duro io studierò, io studierò imparo a memoria il Corano, se me lo prendi un po' in mano Se me la dai, se me la dai seduta stante imparo a memoria la vita di Dante e sulla Divina Commedia, scopiamoci qui sulla sedia poi ti chiaverò sul lavandino, semplicemente cantando Oh...oh...Only you... Duro duro duro duro...

Darling (Duro Duro) - Marco Giacomozzi - www.divinus-dominus.com

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De Trieste fino a Zara De Trieste fino a Zara go impegnà la mia chitara e amor, amor, amor, e amor, amor, amor, De Trieste fino a Zara go impegnà la mia chitara e amor, amor, amor, che Trieste xe un bel fior! Iero in campagna col primo amor ohi, che bel fior, ohi, che bel fior, ohi, che bel fiore! Iero in campagna col primo amor ohi, che bel fior, ohi, che bel fior, viva l'amor ( sul pajon)! De Trieste fin Duino go impegnà el mio mandolino e amor... De Trieste fin a Pola go impegnà la mia zivola e amor... De Trieste fin a Viena go lassà la mula piena e amor... De Trieste fin Ragusa go tentà, la xe 'ndà sbusa e amor... A Trieste con la bora t'ho baciata per un'ora e amor...

De Trieste fino a Zara - www.divinus-dominus.com

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Di canti di gioia Canto storico della Goliardia che si fa risalire alla fine del secolo scorso. D

A

D

A

D

Di canti di gioia, di canti d'amore D

Risuoni la vita mai spenta nel cuore Bm

A

Non cada per essi la nostra virt첫. D

Em

A7

D

Non cada per essi la nostra virt첫. Dai lacci sciogliemmo l'avvinto pensiero Che or libero spazia nei campi del vero E sparsa la luce sui popoli fu. E sparsa la luce sui popoli fu. Ribelli ai tiranni di sangue bagnammo Le zolle d'Italia tra l'armi sposammo In sacro connubio la patria e il saper. In sacro connubio la patria e il saper. La Patria facemmo co' petti e co' carmi Superba nell'arti temuta nell'armi Esempio alle genti di forza e saper. Esempio alle genti di forza e saper. Di canti di gioia, di canti d'amore Risuoni la vita mai spenta nel cuore Non cada per essi la nostra virt첫. Non cada per essi la nostra virt첫.

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Di canti di gioia - www.divinus-dominus.com

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Doberman Marco Giacomozzi Bianco come un anemico stanco Biondo come l'angelo azzurro Giro, per le strade del mio quartiere fiutando l'aria come fossi un Doberman (...) Doberman, Duro come l'acciaio delle mie catene Freddo pi첫 freddo della neve Sono suscettibile e pericoloso Sono, bianco, freddo, duro, sono un naziskin (...) naziskin. La mia mamma m'ha detto picchia duro il negretto fammi fuori un ebreo se ti senti un po' gi첫 lo rimettiamo nel ...... ghetto Mamma te lo prometto sto diventando un ometto non mi pettino pi첫 con il ciuffo all'ins첫 sono un nazi per ...... fetto. Basta con tutta questa confusione Finito il tempo della comprensione Silenzio e preparate le valigie Adesso si torna tutti in Senegal, Senegal, Senegal, Senegal.

Doberman - Marco Giacomozzi - www.divinus-dominus.com

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Dolores T'ho messo l'uccello nel culo: hai sentito un dolores, ma lo scuelo ho beccato l'istesso, con mucho dolores. Tu potessi crepare all'istante, schifosa megera! Io vado a dormire da solo, oramai, questa sera. Ti conobbi seduta su un cesso, però mi piacesti l'istesso: il cuore batteva, l'uccello fremeva... Passarono i giorni veloci, i sessi si uniron feroci, ma un triste mattino ho sentito un dolores... Sentivo prurito al'uccello, giungeva quel male novello: sembrava vaiuelo, ma era lo scuelo... Mia cara, io quero te dica: bacati ci hai il culo e la fica; bisogna te pierda: sei proprio una mierda!

Dolores - www.divinus-dominus.com

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Dove sarai Tom Dooley Walter Esbardo Frasi sconsiderate una notte di mezza estate vissuta assieme alle fate all’ombra di un gran falò frasi buttate al vento sentendosi senza tempo il mare ruggisce accanto e la spiaggia di Maribù Dove sarai Tom Dooley Dove sarai Tom Dooley Dove sarai Tom Dooley Sogni elucubrazioni vissuti nelle canzoni il fuoco scompare presto e le fate non ci son più festa solo un bicchiere ti aggrappi per il sedere riparti col fiato in gola e poi canti anche tu Dove sarai Tom Dooley Dove sarai Tom Dooley Dove sarai Tom Dooley

Dove sarai Tom Dooley - Walter Esbardo - www.divinus-dominus.com

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Ecce Agnus Dei Piero Finà D

Passa il tempo amore F#m

G

come il vento passa e va

B7 Em Gm

ma a soffrire siamo sempre noi D

a crepare siamo sempre noi. F#m

G

C'è chi dice amore

B7

Em

sii paziente e ci sarà

Gm D

una ricompensa, un aldilà. Gm

D Gm

Grazie, Gesù Cristo, non mi va Em

A

Em

A

D

ho la mia famiglia e vive qua D

ho la mia famiglia e vive qua. Se mio figlio ha fame che gli dico: "amore mio non ti preoccupare che c'è Dio" credi che la fame passerà? Come alternativa mi si offre un aldilà fatto di uguaglianza e di umiltà. Grazie, Gesù Cristo, non mi va ho la mia famiglia e vive qua ho la mia famiglia e vive qua. Questa è la mia terra e nelle braccia amore mio trovo la risposta che mi va l'unica risposta è questa qua. Ho rubato, ho pianto, ho domandato carità ora basta viver di pietà. Grazie, Gesù Cristo, non mi va ho la mia famiglia e vive qua ho la mia famiglia e vive qua.

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D

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G

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Ecce Agnus Dei - Piero Finà - www.divinus-dominus.com

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El blues del cul Passeggiavo in Marina butavo l'ocio qua e là vedo soto una gonela un cul che alzar l'usel me fa! Alzo subito el sipario e le palpo el culon la putela la se incazza me dà una piada in tei coion! El blues del cul ohi che dolor! Per una tocadina la me ga dà un piadon! Caminando a San Giovanni intravedo un putanon Faccia de 'na pompinara e de drio un culon! Me fazo forza e me avicino quanta gente in 'sto rion slongo el brazo e la palpo la me mola un s'ciafon! El blues del cul che delusion! Per una palpadina me go becà un s'ciafon! Torno a casa dal binario alle sette in stazion caminando là del parco el me beca un culaton El me porta drio un tronco son pervaso dal teror el me cala zo le braghe el sbati dentro anche i coion! El blues del cul senza nissuna pietà! Un culaton el culo me gà sfondà

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El calipso del CO2 Manlio "Zeus" Collino Io mi voglio suicidar, vorrei farlo ma con stile, ma ho paura del dolor, del rumor, del calor riconosco : sono un vile! Non mi va di sanguinar, non va di andare a mollo, non mi va di penar, di patir, di tossir di aver lividi sul collo. Col CO, CO mi ritrovano al mattino, col CO, CO bello come un cherubino, col CO, CO non mi spettino nemmeno, col CO, CO mi suiciderò. Quando quiero me matà r la metodica me pena, hoy paura del dolor, del rumor, del calor non hoy sangre ne la vena! Col CO, CO me retruevan una magnana, col CO, CO lindo como una paloma, col CO, CO yo no soy descarpentado, col CO, CO yo me matarò.

El calipso del CO2 - Manlio "Zeus" Collino - www.divinus-dominus.com

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El duro metropolitano Gli accordi sono quelli classici dei Blues in MI (vedi per esempio l'immmortale Excrement Blues) A go catà sento carte par tera, le go catà sora el marciapiè: me so comprà un giubotto da guera e un par de anfibi del '43. A mi so el duro metropolitano, mi so el duro metropolita-a-a e mi so il duro metropolitano che quando rivo, quando rivo, quando rivo... ...se scansa anche el sacrestan. A mi so el capo de 'na compagnia: i ne ciama le anime nère; tutte le sere sora el cavalcavia a butare basso le piere, e serco de ciapare, serco de ciapare, serco de ciapare i tram... St'altra sera gero massa tranquilo, a gero duro come na rocia: so' 'nda fora co n'amigo mio e ghemo menà forte un bocia. I me mola, i me mola, i me mola, drio i can... Cole femene so massa crudele: mi le trato pezo de un cane, mi no riesso miga a stare fedele e ze per questo che vado a puttane. E me saluda, me saluda, me saluda, me saluda le african... Al sabo sera vago in disco balera: in mezo a tutte chele fighe de legno resto solo con la canottiera, e de sudore tutte le impregno. I me saluda, i me saluda, i me saluda, i me saluda da lontan... E la domenica mi vago allo stadio, mi ghe vago col me drapelo, mi me porto sempre la radio e la tegno vissin al corteo. E se sfregia, e se sfregia, e se sfregia, e se sfregia l'ascolan...!

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El torero Am

Nella España c'è un torero G

con el cazzo lungo e nero; F

le ragazze di Siviglia E

fanno a gara a chi lo piglia... Am

G

E allora prendimelo, sguarattaintingimelo, F

E

scappellaimpugnamelo, fammi un pompin! La señora Consuelo m'ha donato lo scuelo, e per cinco pesetas le ho palpato las tetas; era meglio una siega, fata con mucha passion: sparambiavo el dinero, non prendevo lo scuelo, e no gero un coion! Per un pompino, però, solo per un pompino, però, solo per un pompino, però, me lo potevi far... La señora Rodriguez m'ha donato la figuez, e per poco dinero le ho sfondato il derrero... l'era meglio una siega... Per un pompino... Ahi mama, el torero de Pamplona me vol palpar la mona, ma mi ghe digo no! Ahi mama, el torero de Cambrette me vol tocar le tete, ma mi ghe digo no! Ahi mama, el torero de Siviglia te vol ciavar la figlia, ma mi ghe digo no! E allora prendimelo, sguarattaintingimelo, scappellaimpugnamelo, fammi un pompin!

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Am

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G

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El torero - www.divinus-dominus.com

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E

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El tram de Opcina E anche el tram de Opcina xe nato disgrazià vignindo zo per Scorcola una casa el gà ribaltà e bona de Dio che iera giorno de lavor e dentro no ghe iera che 'l povero frenador.

Le mule triestine e xe tropo carigade le ga lassà le cotole per meterse le braghe le gira in motoreta tegnindose el capel le fuma come cogome lezendo el “Grand Hotel”!

E come la bora che vien e che va i disi che 'l mondo se gà ribaltà... E come la bora che vien e che va i disi che 'l mondo se gà ribaltà! E anca el tram de Servola xe nato disgrazià rivà fora del tunel no 'l se ga più fermà bona de Dio che ghe iera el parador se no'l andava in paza e'l finiva in pisador! E anca el tram de Servola xe nato disgrazià corendo in galeria in piaza el xe sbrisà dentro ghe iera diverso personal che se ga ribaltato e se ga fato mal. Col sie andemo a Barcola, col quatro in Arsenal con l'uno in cimitero col cinque all'ospedal col due andemo a Servola col sete in stazion col nove in manicomio colo diese in preson! L'Italia ga pan bianco Francia ga bon vin Trieste ga putele tutte carighe de morbin carbon ga l'Inghiltera, la Russia ga cavial e l'Austria ga capuzi che no se pol magnar! E anche ste mulete tute mate pel capel le zerca de compagnarse a qualche bel putel ma co le riva a casa se senti un gran bordel e pare e mare e fio copa zimisi col martel!

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E mi barico tal bagno "Hanno ucciso l'uomo ragno" Am

F

Solita notte da lupi nel Bronx G

D

son a casa solo e scolto un disco dei Stones Am

F

me annoio a morte, no so cosa far G

G Am

G

la musica provo a cambiar. C

G

Tutto ad un tratto me metto el capotto Dm

Am

G

e vado far spese tal edicola de soto C

G

compro “le ore” che xe un bel giornal Dm

Am

e certo no me farà mal. G

Am

E mi barico tal bagno C

G

cossa fasso non se sa Am

F

ma me barrico tal bagno C

G

e un' mezz'ora stago là. Am

F

C

G

E me barrico tal bagno cossa fasso non dirò Am

F

ma me barrico tal bagno C

e se sporco neterò! Vignudo fora vedo che 'l giornal ga pagine incolade che no rivo a stacar cussì lo butto e penso fra mi che in fondo xe mejo cussì. Ma co lo vedo in tal scovason me penso che 'l podeva esserme ancora bon cussì lo ingrumo e me metto a lavor e lo discollo col vapor! E me barrico tal bagno cossa fasso non se sa ma me barrico tal bagno e un' mezz'ora stago là. E me barrico tal bagno con i crampi tala man E me barrico tal bagno e ghe stago fin doman!

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Am

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E mi barico tal bagno - "Hanno ucciso l'uomo ragno" - www.divinus-dominus.com

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E mi la donna... E mì la donna bionda la voglio no E mì la donna bionda la voglio no tutti gli omen le fan la ronda e mì la donna bionda e mì la donna bionda tutti gli omen le fan la ronda e mì la donna bionda la voglio no. E mì la donna nera la voglio no E mì la donna nera la voglio no donna nera non è sincera e mì la donna nera e mì la donna nera donna nera non è sincera e mì la donna nera la voglio no. E mì la donna piccola la voglio no E mì la donna piccola la voglio no la cammina la par 'na chicchera e mì la donna piccola e mì la donna piccola la cammina la par 'na chicchera e mì la donna piccola la voglio no. E mì la donna granda la voglio no E mì la donna granda la voglio no la cammina la par 'na stanga e mì la donna granda e mì la donna granda la cammina la par 'na stanga e mì la donna granda la voglio no. E mì la donna riccia la voglio no E mì la donna riccia la voglio no sotto ai ricci la gh'ha i capricci e mì la donna riccia e mì la donna riccia sotto ai ricci la gh'ha i capricci e mì la donna riccia la voglio no. E mì la donna smorta la voglio si E mì la donna smorta la voglio si donna smorta donna forta e mì la donna e mì la donna donna smorta donna forta e mì la donna smorta la voglio si.

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Ăˆ morto un bischero Canto tragico in memoria di un bischero. Da intonare in coro con voci tristi e solenni. Ăˆ morto un bischero all'ospedale / tapin, tapun senza le bale, / tapin, tapun senza i cojon, / tapin, tapun L'accompagnavano, al funerale, / tapin, tapun cento puttane, / tapin, tapun e un culaton. / tapin, tapun E sulla lapide, / tapin, tapun ci stava scitto, / tapin, tapun qui giace il bischero senza i cojon, / tapin, tapun

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E non m'hai detto addio Piero Finà - Epaminonda Avevo un cagnolino di pezza, avevo una clavicola rotta speriamo che nessuno mi fotta quel biondino che vedo laggiù. Ma perchè amore mio sei andata via e non mi hai detto addio? Ma perchè amore mio sei andata via e non mi hai detto àaddioooohoh? La notte camminavo di le unghie mi piacevano ho amato le donne più per il resto non avevo tabù. Ma perchè amore mio sei andata via e non mi hai detto addio? Ma perchè amore mio sei andata via e non mi hai detto àaddioooohoh? Prendo il tram dalla parte davanti, bacio solo piegato a novanta, se mi pagano, è solo in trentamila bicchieri di rhum. Ma perchè amore mio sei andata via e non mi hai detto addio? Ma perchè amore mio sei andata via e non mi hai detto àaddioooohoh? Porto solo corpetti di seta, guardo sempre con la se mi gratto si stacca una faccio pipì e ritorno lassù.

Ma perchè amore mio sei andata via e non mi hai detto addio? Ma perchè amore mio sei andata via e non mi hai detto àaddioooohoh? Prendevo due messe ogni una in chiesa e quell'altra quando vengo normalmente e mi lavo una sì e una no. Ma perchè amore mio sei andata via e non mi hai detto addio? Ma perchè amore mio sei andata via e non mi hai detto àaddioooohoh? Spesse volte la carne mi mi dò via, quando capita, a quando mangio spavento ma in complesso sono un tipo un po' snob. Ma perchè amore mio sei andata via e non mi hai detto addio? Ma perchè amore mio sei andata via e non mi hai detto àaddioooohoh? Vi ho parlato di queste doti date dai miei connotati che vi prenda una fitta al se provate a chiamarmi... Gesù! Ma perchè amore mio sei andata via e non mi hai detto addio? Ma perchè amore mio sei andata via e non mi hai detto àaddioooohoh?

Ma perchè amore mio sei andata via e non mi hai detto addio? Ma perchè amore mio sei andata via e non mi hai detto àaddioooohoh? Mangio abbacchio coi funghi sott'olio, bevo vino di Valpolicella, che m'importa se tua sorella fu condita con salsa al ragù. Ma perchè amore mio sei andata via e non mi hai detto addio? Ma perchè amore mio sei andata via e non mi hai detto àaddioooohoh? Vado pazzo per l'autoerotismo non disdegno l'amore di ma il mio dio resta sempre specialmente coi bambini zulù.

E non m'hai detto addio - Piero Finà - Epaminonda - www.divinus-dominus.com

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Es Mir Mag Nicht Operetta di Siena Me non piace piondo anemizzato me non piace tipo un po' blasè che faccia amor sterilizzato e ogni volta fa il bidè. Io volere un bel cosino nero traboccante di virilità con ipertrofia di cremasterio che mi sappia soddisfar. Einen Glass zum Frascati ein Pizza in riva al mar hai le mani un po' sudate che tocchicchian qua e là. L'uomo dei miei sogni è pieno di libidine fin qui e che mi accapretti dietro mormorando Ich Liebe Dich. Einen Glass zum Frascati ein Pizza in riva al mar hai le mani un po' sudate che tocchicchian qua e là. Eccomi son l'uomo che fin dalla tua prima pubertà l'uomo dal cervello atrofizzato che non dice mai di no. Einen Glass zum Frascati ein Pizza in riva al mar hai le mani un po' sudate che tocchicchian qua e là. Forse sarò un tipo un po' ma a me interessa sol la e quando ti avrò rigovernata per un po' ti basterà. Einen Glass zum Frascati ein Pizza in riva al mar hai le mani un po' sudate che tocchicchian qua e là.

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Excrement Blues Il giro di accordi è il più classico dei giri Blues in MI: MI e LA alternati (giocando con le settime e le quarte), quindi in sequenza SI7 - LA7 - MI. Ma che cos'è quella cosa marrone che lentamente dal culo si stacca, eventualmente alla coscia si attacca... È la cacca! È la cacca! E la cacca va giù, sempre più giù: Excrement Blues. Ma che cos'è quello strano animalo che se lo tocchi diventa un palo, eventualmente alla coscia si avvinghia... È la minchia! E la minchia va su, ma poi torna giù: 'sto cazz'n'blues. Ma che cos'è quella cosa pelosa che titillata diventa brodosa, eventualmente ti accoglie sorniona... È la mona! E la mona va qua, là: ma chi ce la dà? Pacchio blues!

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Fanfulla da Lodi C

Il barone Fanfulla da Lodi,

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G

condottiero di gran rinomanza vien condotto una sera in istanza

C

C

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G

da una donna di facili amor F

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C

Gran condottier, gran cavalier G

C

cessa di far la guerra, la guerra, la guerra F

F

C

gran condottier, gran cavalier G

C

cessa di far la guerra e vieni a goder! Era vergin Fanfulla da Lodi ma alla vista di tanta maliarda tira fuori la casta alabarda e con zelo si mette a giostrar E cavalca, cavalca, cavalca, alla fine Fanfulla si accascia gli rammenta la bella bagascia “Cento scudi me devi tu dar!” Gran condottier, gran cavalier... “Vaffancul, vaffancul, vaffanculo!” le risponde Fanfulla incazzato “Venti scudi di già ti ho donato ed il resto lo prendi nel cul!” Passa un giorno, due giorni, tre giorni e a Fanfulla gli prude l'uccello “Cos'è mai questo male novello che natura mi vuole donar?” Gran condottier, gran cavalier... Vien chiamato un dottore di grido che gli dice “Mio caro Fanfulla qui bisogna amputare una palla se di scolo non vuoi tu morir!” La morale di questa vicenda si riduce alla legge del Menga: chi l'ha in culo, perciò, se lo tenga, ed impari ad usare il goldon! Di rimando alla legge del Menga contrapposta è la legge del Volga chi l'ha in culo, perciò, se lo tolga e lo metta nel culo al vicin!

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Frate di Certosa C'era un frate di Certosa con la fava lacrimosa. che voleva fooottereeeeee... Suor Alice, madre amata, fammi fare una chiavata»... ti darò un pauuuloooo... Per un paulo, fra queste cose non le faccio... ti farò una seeegaaaa... Suor Alice, madre onesta, glielo prende per la testa... finchè il frate paaarteeee.. Suor Alice, madre amena, tutta notte lo dimena... finchè il frate vieeeneeee.. Fra Cazzaccio, cuor contento, se ne torna al suo convento. con la fava moscia.. La morale della storia: anche i frati fan baldoria. Sì, ma... religiosameeenteeee...

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Fratelli Alfredo Nardone G

C

Em

C

G

nel mio gaudio non son solo la feluca è la mia via ho la primula nel cuore sono nella goliardia

Chi vuol esser lieto, lieto sia D

Senza alcuna forma di scontata ipocrisia G

C

Beviamo e fumiamo G

C

Che l'amore vien da solo Em

C

Ridiamo e cantiamo D

Ricordando che C

D

G

Fratelli noi siamo

C G

D

Ricordando che C

D

G

Figli di puttana siamo E ci sono scogli, sulle nostre vie E rimangono anche se io sono in vostra compagnia Fatico ed arranco Su queste irte mie salite Ma sento la forza Solo adesso che Fratelli noi siamo Solo adesso che Figli di puttana siamo Ed i bigoli tirati fino all'alba Volteggiando tra la tua favella e la mente mia Beviamo fratelli, diamo a Bacco il suo tributo Pensiamo e parliamo Ricordando che CosĂŹ ci miglioriamo Ricordando che Della primula noi siamo D

C

Menti folli son le nostre, D

come questa anima mia C

e nel cuore strane giostre D

C G C

mi diverto e cosĂŹ sia

Chi vuol esser lieto, lieto sia Senza alcuna forma di scontata ipocrisia Beviamo e fumiamo Che l'amore vien da solo Ridiamo e cantiamo Ricordando che Fratelli noi siamo Ricordando che Figli di puttana siamo

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G

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C

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Fratelli - Alfredo Nardone - www.divinus-dominus.com

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Gaudeamus Igitur Che dire? E' l'inno della Goliardia! Gaudeamus Igitur Iuvenes dum sumus! (bis) Post iucundam iuventutem, Post molestam senectutem Nos habebit humus. (bis) Ubi sunt qui ante nos in mundo fuere? Vadite ad superos, transite ad inferos ubi iam fuere. Vita nostra brevis est, brevi finietur; venit mors velociter, rapit nos atrociter, nemini parcetur. Vivat academia, vivant professores; vivat membrum quodlibet, vivant membra quælibet; semper sint in flore! Vivant omnes virgines faciles, formosæ! Vivant et mulieres teneræ, amabiles, bonæ, laboriosæ! Vivat et res publica et qui illam regit! Vivat nostra civitas, mæcenatum charitas quæ nos hic protegit. Pereat tristitia, pereant osores; pereat diabolus, quivis antiburschius atque irrisores!

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Gigolo Sono un gigolo e vive al casinò per moltiplicar le fiches. Sono un gran viveur, vive nel piacer, passo notti nelle bische. La disperazion sono di papà, ma la vita è una partita da giocare a "chemin" oppure a "tressett" finché gira la roulette. Ma sono solo un uomo... la tua bontà per sempre stupirà! Ma sono un vero uomo... potrai aiutar noi poveri mortal! Sono molto chic, adori le boutique, sono un tipo troppo forte; tra la gente che vive intorno a te amo farmi far la corte; vesto da gagà coi soldi di papà, solo il meglio voglio avere: ed invito gli amici giù a cena da me: e ci facciamo anche un bicchiere! Ma sono... Bevo Möet e Chandon a pranzo e a colazion mentre spolpo un'aragosta; Nizza e St. Tropez dicono di te "è il più fico della costa". Per amici ho solo due ladron e anche Giuda, quel gran baro che giocò la mia vita per trenta danar ma più tardi l'ha riavuta! Ma sono...

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Giovanna Pippo Franco È festa, la mamma è già a messa, sta lì fra il marito e la Contessa e c'è il sagrestano che va a chiedere piano la carità. C' è poi il salumiere arricchito, la moglie che ha al dito un brillante così, ed anche Giovanna è venuta per farmi capire che lei oggi può. Stamani io dico la messa vestito da prete, ma sto per finir la gente mi guarda e mi ascolta e ciò che io dico ripete con me. Io apro le braccia poi prego, mi chino, mi volto, poi guardo all'insù; e poi con la coda dell'occhio io vedo Giovanna che è pazza di me. Coperto da un velo il suo viso nasconde un sorriso di complicità stasera, se tutto va bene dormiremo insieme, faremo all'amor. Al solo pensiero io sudo, e già vedo nudo il suo candido sen: la vedo sfilarsi la veste e muovere i fianchi con sensualità. Spogliata la vedo già mentre fa il ballo del ventre per farmi impazzir: la sento già mordermi il collo, graffiarmi le costole e sbattermi giù. Lei con il suo corpo mi tocca, io, bava alla bocca, già scoppio d'amor: la tocco, la sento che scotta le grido "Mignotta", a lei piace così. Adesso la messa è finita, ed ecco che invito la gente ad andar: Giovanna fa finta di niente si alza, si segna, e poi se ne va.

Giovanna - Pippo Franco - www.divinus-dominus.com

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Giovinezza Nino Oxilia - Giuseppe Blanc Non meravigliatevi di leggere questa canzone in questa sede. È un omaggio a due goliardi torinesi d'altri tempi. Confessiamolo, molte delle canzoni presenti in questa raccolta hanno almeno la musica rapinata qua e là, con le parole adattate ai gusti dissacratori d'osteria, il ritmo, magari, un po' jazzato. È, in fondo, un gesto d'affetto, in particolare nei confronti di alcuni cantautori tra i più rapinati (che spero ci abbiano perdonato). Nel caso di Giovinezza è successo l'opposto. La canzone è composta nel maggio del 1909 da due studenti dell'A.T.U. (Associazione Torinese Universitaria), il poeta e commediografo Nino Oxilia e il maestro Giuseppe Blanc, che si conquistarono, con Sandro Camasio e Giuseppe Petri, «l'immortalità goliardica» iniziando nel 1911 una stagione di straordinario teatro studentesco proprio con la commedia Addio giovinezza!, di cui furono realizzate anche quattro versioni cinematografiche e una televisiva. È solo oltre un decennio più tardi che, malauguratamente, personaggi in nero se ne appropriarono (e non solo di quella), riscrivendo in parte il testo e costruendole un'immeritata fama di canzone squadrista, precludendone l'uso ai suoi legittimi «proprietari». Nota triste è che entrambi gli autori non erano presenti allo scempio, Nino Oxilia, fedele a quanto aveva scritto, essendo caduto sul Monte Tomba, sul Grappa, il 18 novembre 1917, Giuseppe Blanc, stroncato dalla meningite, a soli ventisette anni, nel 1913. Son giunti i giorni lieti degli studi e degli amori o compagni in alto i cuori il passato salutiam.

Ma se un dì un grido dei fratelli non redenti alla morte sorridenti il nemico ci vedrà.

È la vita una battaglia è il cammino irto d'inganni ma siam forti abbiam l'avvenir non temiam.

Giovinezza, giovinezza primavera di bellezza della vita nell'asprezza il tuo canto squilla e va.

Giovinezza, giovinezza primavera di bellezza della vita nell'asprezza il tuo canto squilla e va. Stretti stretti sotto braccio d'una piccola sdegnosa trecce bionde, labbra rosa occhi azzurri come il mar. Ricordate in primavera crepuscoli vermigli tra le verdi ombre dei tigli i fantastici vagar. Giovinezza, giovinezza primavera di bellezza della vita nell'asprezza il tuo canto squilla e va. Salve nostra adolescenza te commossi salutiamo Per la vita ce ne andiamo il tuo viso cesserà.

Giovinezza - Nino Oxilia - Giuseppe Blanc - www.divinus-dominus.com

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Go fato barufa "Banana boat song" D

Go fato barufa col panettiere A7

D

el me gà messo s'ciopeta in cul D

s'ciopeta in cul fa molto male A7

D

mejo s'ciopeta che un filon! D

Ohi! Che dolor, che dolor, che dolore! A7

D

Meio s'ciopeta che un filon! Go fato barufa col benzinaio el me gà messo la pompa in cul la pompa in cul fa molto male mejo la pompa che 'na stazion! Ohi! Che dolor, che dolor, che dolore! Mejo la pompa che 'na stazion! Gò fato barufa col ferroviere el me gà messo el binario in cul binario in cul fa molto male mejo el binario che un vagon!

Gò fato barufa col barcaiolo el me gà messo el remo in cul el remo in cul fa molto male mejo el remo che un barcon! Ohi! Che dolor, che dolor, che dolore! Mejo el remo che un barcon! Go fato barufa coll'ortolano el me gà messo la banana in cul banana in cul fa molto male mejo la banana che un melon! Ohi! Che dolor, che dolor, che dolore! Mejo la banana che un melon! Go fato barufa col pescadore me gà messo sardina in cul sardina in cul fa molto male mejo sardina che parangal.

Ohi! Che dolor, che dolor, che dolore! Mejo el binario che un vagon! Gò fato barufa col marangon el me gà messo una raspa in cul una raspa in cul fa molto male mejo una raspa che l'armaron! Ohi! Che dolor, che dolor, che dolore! Mejo una raspa che l'armaron! Gò fato barufa col caligher el me gà messo papuza in cul papuza in cul fa molto male mejo papuza che un scarpon! Ohi! Che dolor, che dolor, che dolore! Mejo papuza che un scarpon!

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D

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A7

Go fato barufa - "Banana boat song" - www.divinus-dominus.com

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Guarda che uccello Guarda che uccello ti sembra bello da masticar è grande e grosso che sembra un osso che puoi spolpar. Tirami un pompino dolce e sopraffino: tu godrai da pazzi di questi cazzi non ce n'è più! Succhiami il pene dirai: «Oh bene...», fino a doman e le mie palle saran farfalle fra le tue man. Succhia la sbroda anche se più di tre litri ce n'è, son proteine che alla tua pelle bene faran!

Guarda che uccello - www.divinus-dominus.com

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Hai mai visto A

Hai mai visto tua madre Bm

cadere giù per le scale E

e da molti molti metri più in basso A

E7

gridare “Aiuto figlio mio sto male”? Hai mai visto tuo padre girare per casa ubriaco e dire a sua moglie “Piango perché oggi mi hanno insultato”? Hai mai visto un amico pallido come mai l'hai visto prima che ti dice “Sono felice nelle mie vene scorre cocaina”? Hai mai visto una donna piangendo recitare il Padre Nostro perché il figlio che ha portato in grembo non è nato uomo ma è nato mostro? Hai mai visto una vergine camminare verso te magari con amore trascinandosi dietro lo spettro di un moccioso non nato, uno schifoso errore? Hai mai visto te stesso camminare ubriaco in una notte scura e pensare che in fondo in fondo per davvero non sai cos'è la paura? Hai mai visto il sole di notte hai mai visto di giorno la tua luna hai mai avuto mille cose senza averne cercate nemmeno una? Hai guardato bene il sole di giorno quante notti hai passato ad amare la luna hai mai cercato la tua donna senza trovare né lei né nessuna?

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A

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Bm

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E

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Hai mai visto - www.divinus-dominus.com

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Hatu (Baglioni) G

Bm7

Em

Accoccolati ad ascoltare il mare, Em7

C

G Am7

quanto tempo siamo stati G

Bm7

D7

senza chiavare...

Em

Riuscivo solo ad infilarti un dito Em7

C

quando tu dicesti piano: C

G Am7

D

non hai capito

D7

G

Em

che Hatu, tu sei protetto Hatu, mi puoi venire dentro tu; C

D7

G

Em

ed io, che lo capivo io, mandavo in farmacia mio zio C

G

Am7

e restavo ad aspettare con l'uccello in mano, C

G

Am7

mentre tu mi dicevi mettilo nell'ano, C

Am7

ed ancora più su ed ancora più su, G

Bm7

Em

E nascoste nell'ombra di un moscone le mie palle C

D7

la tua fregna che prudeva un po' impaziente G

Bm7

Em

io continuavo a sfondarti il culo Em7

C

e pensavo veramente C

D7

C

D7

G Am7

D7

d'essere un mulo G

Em

e Hatu, non arrivava Hatu, e ti agitavi sempre più; G

Em

ed io, che non venivo, io pensavo al mona di mio zio. C

G

Am7

Ti chiedevo voglioso succhiami il banano C

G

Am7

rispondevi scontrosa no lo voglio in ano, C

Am7

ed ancora più su, ed ancora più su... Bm7

Em C D

senti che rumore A

Bm

e adesso che è arrivato Hatu Bm7

G

A

F#m

G A

muoviti mettitelo su mi son bagnata le mutande io D

A

Bm

Bm7

G

e mentre mi parlavi tu, io armeggiavo con Hatu A

D

che non entrava nell'uccello mio...

1 2 3 4

G

1 2 3 4

Bm7 1 2 3 4

D

1 2 3 4

Em 1 2 3 4

A

1 2 3 4

Em7 1 2 3 4

Bm

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C

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Am7

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D7

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F#m

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Hatu C

F

C

Hatu... Hatu... Hatu... G

F

C

Hatu... Hatu... Hatu... C

Olla, s'attacca alla cappella, G

e non si stacca più! G

Olla, s'incolla ad una palla, C

e non ti molla più! C7

Solo Hatu il tuo chiavare F

solo Hatu ti fa gustare G7

C

e ti andrà liscio come l'olio, G

chiavar come un coniglio C

problema non sarà: F

C

sia lode dunque al Settebello, G

l'amico dell'uccello C

del fine intenditor.

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C

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F

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G

Hatu - www.divinus-dominus.com

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C7

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G7

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Ho comprato Tormentone piĂš che famoso ed infinito... Ho comprato una sciarpa di lana, l'ho comprata soltanto per te; ho saputo che fai la puttana: la sciarpa di lana la tengo per me.

Ho comprato una vacca ed un mulo, li ho comprati soltanto per te; ma da quando lo prendi nel culo una vacca ed un mulo li tengo per me.

Ho comprato una radio Marelli, l'ho comprata soltanto per te; ho saputo che lecchi gli uccelli: la radio Marelli la tengo per me.

Ho comprato una mazza da polo, l'ho comprata soltanto per te; ma da quando mi hai dato lo scolo la mazza da polo la tengo per me.

Ho comprato una radio Phonola, l'ho comprata soltanto per te; ho saputo che fai la spagnola: la radio Phonola la tengo per me. Ho comprato un bel vaso di vetro, l'ho comprato soltanto per te; ho saputo che vendi il didietro: il vaso di vetro lo tengo per me. Ho comprato un bel fiasco di vino, l'ho comprato soltanto per te; ho saputo che vai nel casino: il fisco di vino lo tengo per me. Ho comprato un bel paio di guanti, li ho comprati soltanto per te; ho saputo che hai degli amanti: il paio di guanti lo tengo per me. Ho comprato le azioni Arrigoni le ho comprate soltanto per te; ho saputo che lecchi i coglioni: le azioni Arrigoni le tengo per me. Ho comprato una moto Gilera, l'ho comprata soltanto per te; ho saputo che chiavi ogni sera: la moto Gilera la tengo per me. Ho comprato due belle calosce, le ho comprate soltanto per te; ho saputo che fai gli infracosce: le belle calosce le tengo per me. Ho comprato un'Isotta Fraschini, l'ho comprata soltanto per te; ho saputo che fai dei pompini: l'Isotta Fraschini la tengo per me.

Ho comprato - www.divinus-dominus.com

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Holden Alfredo Nardone Canzone scritta da Alfredo Nardone per il ritorno di Holden, caro folle Fratello. La musica è quella della meravigliosa e arcinota (??) canzone di tale Nikki, "Ulimo bicchiere". G

D

G

che ritorna tra di noi

Am7

cantiamo insieme a lui

D

portiamo donne e sigarette

Am7

Sei tornato dal tuo viaggio

C

da un periodo di passaggio

D

G C

da una nube dal profumo Em

D

Sei tornato tra gli amici non importa cosa dici basta che tu sia qui e che tu beva insieme a noi non importa del passato quel che è stato se n'è andato il presente non è solo di mercoledì prendi in mano cazzo e vita ora inizia la salita il bello del fondo sai che è proprio questo qui

rosa e umido G

e di tempo ne è passato Am7

batte il sole sulla spiaggia D

la roulette che gira Em

D

ma non so cosa uscirà G

Ora è tempo di tornare Am7

ci son porte da riaprire D

Em

D

e i fratelli sono sempre lì che aspettano

Tornaranno i bar aperti ad ogni ora e gli scherzi fatti insieme a quello lì quello con la pancia e senza capelli

G

dove il tempo non trascorre Am7

le lancette son bloccate D

e le mani sono aperte Em

D

C

D

per chi torna qui

Ma i fratelli della Primula lo rimangono fino in eterno E' tornato holden tra di noi portiamocelo al bar facciamolo ubriacare adesso che ritorna tra di noi cantiamo insieme a lui portiamo donne e sigarette

Tornaranno i bar aperti Am

Em

ad ogni ora C

e gli scherzi fatti G

D

insieme a quello lì C

D

quello con la pancia Am

E' tornato holden tra di noi portiamocelo al bar facciamolo ubriacare adesso che ritorna tra di noi cantiamo insieme a lui portiamo donne e sigarette

Em

e senza capelli* C

Ma i fratelli della Primula D

lo rimangono fino in eterno G

D

E' tornato holden tra di noi Em

* Divinus Dominus

portiamocelo al bar C

D

facciamolo ubriacare adesso

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G

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Am7

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D

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Em

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C

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Am

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Ho messo via Alfredo Nardone G

Mi sto facendo troppe seghe E che mi aspetto e chi lo sa Che quando ti chiavi una donna Ti tira sempre ad ogni età L'ho messo in figa a molte donne Ma non mi spiego mai perché Io non riesca a fottermi te

Ho messo via due vibratori C

Ma borchie e fruste non si può Em

Tre o quattro nerbi di vitello C

D

Che poi da grande sarà bue G

C

Ho messo via la mano destra dicono Em

Bb

D

C

Un momento io mi masturbo D

F

Ma se ti chiaverò vedrai la figa

Non ho l'età ma se si voltano

Che sbrodola, sbrodola Sbrodola, sbrodola

G C Em C D

Perché a me…va

Bb

Se te lo butto lì F

Ho messo via cento goldoni Che per stanotte bastano Poi ho la riserva in due cartoni Comunque so che sono li Ho messo via riviste porno Dicono è più facile Le ho messe via perché a eccitarmi Sono bravissimo da me

D

Mi dirai sempre di si Mi sto facendo troppe seghe E che mi aspetto e chi lo sa Che quando ti chiavi una donna Ti tira sempre ad ogni età L'ho messo in figa a molte donne Ma non mi spiego mai perché Io non riesca a fottermi, riesca a fottermi riesca a fottermi te..

Bm

Mi sto facendo troppe seghe C

E che mi aspetto e chi lo sa Em

Che quando ti chiavi una donna C

D

Ti tira sempre ad ogni età G

L'ho messo in figa a molte donne C

Ma non mi spiego mai perché Em

D

G C G C Em C D

Io non riesca a fottermi te

Ho messo via filmini porno Ora me li giro da me Li ho messi via perché a chiavare Sono bravissimo da me Ho messo via le mie mutande Perché tra un po' camminano Le ho messe vie perché ogni tanto Mi devo fare un bel bidè

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G

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C

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Em

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D

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Bb

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F

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I colori del giorno Marco Giacomozzi I colori del giorno sono idrogeno e carbone gli occhi quasi chiusi sopra l'acqua del mare facciamo collezione di conchiglie e di sale perchè il tempo passa più piano senza pensare. Luca ha sempre avuto il brutto vizio di giudicare da bambino mi diceva "questo non lo devi fare" ora parla più piano e cerca un amico più vero magari mezzo giallo e mezzo nero. Ma noi non resteremo immobili perchè noi non siamo mica isole! forse, è vero, siamo gli ultimi fuori e dentro nelle favole. Alle tre del mattino ho visto Icaro volare sopra le bianche rive in mezzo a nuvole scure perforava il silenzio in cerca di un altro sole, perchè Icaro è leggero quanto vuole. Ma in queste notti fatte a fiori comuni non è il momento di mettersi le ali ma in queste notti fatte a nuvole e gente è tardi, ho sonno e poi non è importante! Ma noi non resteremo immobili perchè noi non siamo mica isole! forse, è vero, siamo gli ultimi fuori e dentro nelle favole. Chiamaci pure uomini, nelle mani abbiamo un sogno gelido, forse è vero siamo gli ultimi che ogni giorno continuiamo a viverlo.

I colori del giorno - Marco Giacomozzi - www.divinus-dominus.com

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Iddio condanna C

G

C

Iddio condanna chi incula la mamma C

G

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C

chi incula la mamma non ama Gesù. F

C

G

C

F

C

G

C

C

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G

L'ave', l'ave', l'avete in culo... 1 2 3 4

L'ave', l'ave', l'avete in cul! Iddio perdona chi lecca la mona chi lecca la mona vuol bene a Gesù.

F

Iddio consiglia chi stupra la figlia chi stupra la figlia vuol bene a Gesù. L'ave', l'ave', l'avete in culo... L'ave', l'ave', l'avete in cul! Iddio protegge chi fa le scorregge chi fa le scorregge vuol bene a Gesù. Iddio punisce chi incula le bisce chi incula le bisce non ama Gesù. L'ave', l'ave', l'avete in culo... L'ave', l'ave', l'avete in cul! Iddio permette di farsi pugnette chi fa le pugnette vuol bene a Gesù. Iddio vuol bene a chi sfonda l'imene chi sfonda l'imene vuol bene a Gesù. L'ave', l'ave', l'avete in culo... L'ave', l'ave', l'avete in cul! Iddio conserva chi sbatte la serva chi sbatte la serva vuol bene a Gesù. Iddio castiga chi spreca la figa chi spreca la figa non ama Gesù. L'ave', l'ave', l'avete in culo... L'ave', l'ave', l'avete in cul! Per sempre beato chi incula il prelato chi incula il prelato vuol bene a Gesù. Chi chiava le suore di scolo poi muore chi chiava le suore non ama Gesù. L'ave', l'ave', l'avete in culo... L'ave', l'ave', l'avete in cul!

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I Dottori Marletta-Graziani-Todeschini-Finà I dottori m'hanno detto che mi salverò se non rollo più le canne e vino non berrò se non litigo a mia moglie cocaina e champagne c'è probabilità che mi salvi Oh, oh, oh... C'è probabilità noi ci stravolgiamo Sono mesi che le donne non le tocco più il sapore dell'amore nell'odore e tu lascio aperto il rubinetto della nostra TV due a uno che non ci si salva Oh, oh, oh... C'è probabilità noi ci stravolgiamo Tutta notte sto pensando se mi salverò forse sono un vittimista ma malato no rollo, sniffo, mi stravizio e son contento di me meglio fatto che testa di cazzo Oh, oh, oh... C'è probabilità noi ci stravolgiamo

I Dottori - Marletta-Graziani-Todeschini-Finà - www.divinus-dominus.com

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Il cazzone del Sole "La canzone del sole" A

E

D

E

Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi, A

E

D E

le tue mammelle grosse. La bramosia sulle mani tue, due mele ancor più rosse. E la vagina buia dove lui vi penetrava piano; e quei tuoi guizzi e l'eco dei tuoi: "Oh!", oh, oh, mi stai facendo godere.

No! Il cazzo quando sorge su pian, piano e poi, qualcosa si diffonde tutto intorno a noi, e cade, scivolando piano, piano, non sugli alberi o i cespugli ancora in fiore, ma negli occhi di una donna, ancora pieni d'amore.

Dove sei stata, cosa hai fatto mai, una troia, troia, dimmi: cosa vuol dir: "Sono una troia ormai". Ma quante fave ti han trombato tu lo sai per diventar quel che sei; che importa, tanto tu non me lo dirai. Ma ti ricordi il prato verde e poi, quel coso lungo e tondo? Di che colore sono i peli tuoi? Se me lo chiedi non rispondo. Oh pelo nero, oh pelo nero, oh pelo nero, tu eri caldo e bello folto su di me. Oh pelo nero, oh pelo nero, oh pelo nero, tu eri caldo e bello folto su di me. Le mutandine abbandonate sopra il prato e poi, io che ti chiavo all'ombra. Un cazzo in bocca può servire, sai, più allegro tutto sembra. E d'improvviso una formica tra noi, e quel tuo scatto strano, mi strappi i peli belli e neri e poi, oh sì, muovi, ti prego, la mano. Dove sei stata, cosa hai fatto mai, una troia, troia, dimmi: cosa vuol dir: "Sono una troia ormai". Io non conosco altri sistemi per godere, lo sai, che cazzo vuoi, che cazzo fai, mi fai venire oramai, ohiohi. Ma ti ricordi s'era nudi e poi, gli spruzzi e le tue risa. Tu ci hai la spia per il marchese, dai, dimmi se è spenta o è accesa. Oh pelo nero, oh pelo nero, oh pelo nero, tu eri caldo e bello folto su di me. Oh pelo nero, oh pelo nero, oh pelo nero, tu eri caldo e bello folto su di me.

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A

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E

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Il cazzone del Sole - "La canzone del sole" - www.divinus-dominus.com

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Il Cosacco LĂ nella steppa grigia, lĂ  nella steppa brulla, tra i rami di betulla galoppa un cavalier. Il cosacco torna a casa, ma Natascia non l'aspetta: era andata a far marchetta col marchese Sboronoff.

La puttana, denudata, gli vuol fare un'imboccata perchĂŠ trova il suo uccellino saporito di stracchino. Al cosacco, caso strano, gli si ammoscia nella mano, e, tornato in tutta fretta, deve farsi una pugnetta.

Il cosacco, incazzato, prende l'ascia e la doppietta, e si reca, in bicicletta, al castello Sboronoff. Sta Natascia, svergognata, china e prona sul divano, e il marchese, con la mano le palpeggia el bus del cul. Il cosacco, cazzo in mano, glielo punta contro il culo, e, spingendo come un mulo, gli frantuma lo sfinter. Il cosacco, furibondo, infierisce poi con l'ascia, ti disquarta la bagascia, e ti evira Sboronoff. Il cosacco, vendicato, prende l'ascia e la doppietta, e, salito in bicicletta, per la steppa se ne va. Il cosacco, rincazzato, va diritto da Stalino, il ruffiano del casino, del casino Fregnastuff. E Stalino gli promette 'na bagascia per le sette, e una lauta ricompensa d'otto rubli e una credenza. Il cosacco, ingalluzzito, tocca il cazzo con un dito, per vedere la reazione dell'uccello e del coglione. Constata l'efficienza, carga in spalla la credenza, e poi sale in bicicletta agognando la marchetta.

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Il Gasparo C

G

C

Lo vedi quel lago dov'è annegato il Gasparo C

G

C

l'acqua salata gli avea corroso il bischero. Donne vendetela che la tenete a fare? Viene l'autunno e rischia d'appassire, viene l'inverno e rischia di congelare, vien primavera e rischia di germogliare viene l'estate e puzza di baccalà . Ragazze in camera, la bionda è libera facciam la singola, facciam la doppia... Ragazze datela, che la tenete a fa'!

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C

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Il Gatto e la Volpe C Am C Am C

Am

Dm G7

C

Am

Dm

Quanta fretta, ma dove corri, dove vai? G7

Vieni al bosco degli Scopeti e capirai: C

E7

Am

A7

lui è Vanni ed io Pacciani, siamo in società; C

G7

C

di noi ti puoi fidar... C Am C Am

Noi tagliamo coppiette e non sbagliamo mai, noi saprem conservare le tue intimità; dacci solo 5 minuti e vedrai che così apparirai al TG. F

G

C

E7

Hai preso fischi per fiaschi: non vedi che son tedeschi? Dm

G7

C

C7

Non mi si drizza neanche un po'! F

G

Em

A7

Non è certo un bel guardare; su, vieni, si va a cercare Dm

G7

due italiani che fanno un po' di sano su e giù. Non sprecare altro tempo e parcheggia qua: è un boschetto appartato, una rarità; tu ci cedi qualche frammento e noi faremo di te... un ottimo patè. Apriremo un agriturismo-pizzeria: il timballo di uccelli è una goloseria; una tetta sulla griglia e figa col baccalà: merenda si farà. Non vedi che è un malaffare, non perdere l'occasione e non potrai pentirti mai: non capita tutti i giorni di imbattersi in due fetenti, due guardoni che fanno pezzetti di te. Quanta fretta, ma dove corri, dove vai? ma che sfiga hai avuto ad incontrare noi... Lui è Vanni ed io Pacciani, siamo in società: ci piace trucidar...

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C

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Am 1 2 3 4

G

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Dm 1 2 3 4

C7

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G7

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Il maiale Inno del P.O.D.U.S. di Firenze Il maiale volevi rubar ma il contadino ti fece arrestar poi ti disse: «se hai voglia di rubar ruba il maiale di to' pà!» E una vecchia maiala narrò che un Goliardo al casino trovò che quaranta marchette sbafò e poi alfin la rigirò. Ma la vecchia maiala disse no il culo no il culo no non te lo dò e se proprio t'hai voglia d'incular ma va'ffa'n culo alla maiala di to' mà. E va'ffa'n cul e va'ffa'n cul e va'ffa'n cul e va'ffa'n culo alla maiala di to' mà. E va'ffa'n cul e va'ffa'n cul e va'ffa'n cul e va'ffa'n culo alla maiala di to' mà

Il maiale - Inno del P.O.D.U.S. di Firenze - www.divinus-dominus.com

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Il mio culo ha fatto prack S.T.O.T. (Ballustrus-Ferox-Trapanator-Fossati) G

Non pettare più no per favore no un odore così no non lo reggo no

Il mio culo ha fatto prack Em

Am

ed è un enorme flatulenza G

mi succede coi fagioli Em

Am

Il mio culo ha fatto prack ed è di nuovo emergenza da quando il meteorismo è diventato prepotenza

con incredibile potenza Ha provato un grosso shock la mia nuova fidanzata è svenuto il camerere nel servire l'insalata

Non pettare più no per favore no un odore così no non lo reggo no per favore no !!!! per favore no !!!!

È un gas nervino ti fa' diventar cretino e un odor di topo morto che ti lascia col fiato corto Lui si attacca contro i muri e ti scardina la porta e il dottore vene a dirmi "digestione un po' contorta" C G

Em7

Non pettare più no Am

per favore no C

G

Em7

un odore così no Am

non lo reggo no La mutanda ha fatta crack questa volta ho esagerato a giudicare dall'odore son sicuro che ho cagato Son figure barbine che ti fanno sputtanare 400 e più invitati che si senton soffocare È un gas nervino che può uccidere un bagnino stan fuggendo i commensali con conati micidiali Mentre svuoto la mia panza sta arrivando l'ambulanza già mi assale lo sconforto sto vedendo qualche morto

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G

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Em

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Am

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C

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Em7

Il mio culo ha fatto prack - S.T.O.T. - www.divinus-dominus.com

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Il mostro di Scandicci Manlio "Zeus" Collino Am

E

C'è chi colleziona sassi, Am

chi farfalle e contrabbassi, E

chi ci ha i fossili in bacheca, Am

chi le rane in biblioteca: Am

Io conservo in Albarella Em

A

solo fette di mammella, E

e, per vincere la noia, A

metto fiche in salamoia Perdonatemi se, E

nelle notti di luna, E7

mi ritaglio un toupet A

da una passera bruna, A7

lo conservo per me, D

come portafortuna A

sono questi i miei capricci, E

ci ho la fissa dei posticci: A

sono il mostro di Scandicci. Sulla mensola in cucina ci ho le tette in formalina, nell'armadio delle scale ci ho le fiche sottosale Le clitoridi le metto tutte insieme in un vasetto, e le chiappe sott'aceto in un mobile segreto Non odiatemi se, nelle notti di luna, mi ritaglio un toupet da una passera bruna, c'e una taglia su me, una vera fortuna, ma se vedo peli ricci, mi ricaccio nei pasticci: sono il mostro di Scandicci.

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Am

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E

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Em

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A

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E7

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A7

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I love you Johnny I love you, Johnny I love you, Texas Se vuoi far l'amor con me Io ti dare sigaretta Ma tu fare me pugnetta! I love you, Johnny I love you, Texas Se vuoi far l'amor con me Io ti dare scarpe nuove Tu me far 69! I love you, Johnny I love you, Texas Se vuoi far l'amor con me Io ti dare cioccolata Ma tu dare me patata! I love you, Johnny I love you, Texas Se vuoi far l'amor con me Io ti dare caramella Ma tu succhia mia cappella! I love you, Johnny I love you, Texas Se vuoi far l'amor con me Io ti dare sottilette Ma tu mostrami tue tette!

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Il Ragazzo della via Crucis "Il ragazzo della via Gluck" C

G

Questa è la storia di uno di noi, C

anche lui nato, per caso, a Betlemme G

in una stalla fuori città, C

gente tranquilla che lavorava. Am

C

Là dov'era la greppia ora c'è un Cristo-Grill... Am

C

E quel somaro là, tra il verde, ormai dove sarà? Questo ragazzo della via Crucis si divertiva a cenare coi santi. Un giorno dice "vado in montagna": e lo diceva mentre piangeva: "Là troverò la croce che non ho avuto qui... e sentirò la Maddalena pianger così...". Passano i giorni, e quaranta son lunghi, ma quel ragazzo ne ha fatta di strada! Torna e non trova i ladroni che aveva: con l'amnistia glie li hanno schiodati! Là dov'era la greppia ora c'è un Cristo-Grill... E quel somaro là, tra il verde, ormai dove sarà?

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C

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G

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Am

Il Ragazzo della via Crucis - "Il ragazzo della via Gluck" - www.divinus-dominus.com

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Il serpente C

G

Ho il corpo fresco ed umido C

la linea flessuosissima G

fanno valigie ed sandali C

quando mi cambio d'abito F

mi sa che qui mi sfruttano C

sulla mia pelle vivono G

per questo sono perfido C

io sono il Tentator! G

C

E tu prepara la piccola mela G

C

Ma attento ai denti se tenti da te G

C

Metti in tasca la piccola mela G

Ma attento ai denti... Fra cherubini ed angeli vivo emarginatissimo nessuno che partecipi la tentazione è inutile adesso c'è l'Altissimo che sta creando gli uomini su con la vita, rettile l'occasione c'è. Ed io preparo la piccola mela ma dite dite quest'uomo com'è ho sempre in tasca la piccola mela ma dite dite... Si dice si vocifera lo faccia a propria immagine con gambe, braccia ed anima però modello ridottissimo O giorno memorabile le scaglie mi sussultano lasciatemi nascondere

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C

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G

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Il serpente - www.divinus-dominus.com

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Introduzione Belle parole per spiegare a chi non la conosce la Nostra Sacra Filosofia. Se ti spiace di ascoltare tutto ciò che ho da cantare le mie storie un po' sboccate sai non parlano di fate. Se ti spiace di sentire tutto quello che ho da dire tutto ciò che ho sputtanato sin dai tempi del Creato. Non ci stare qui, no non ci stare

Che mia madre è Goliardia forse è solo una bugia ma ne ho raccontate tante la coscienza ho un po' pesante Io mi vanto del peccato far virtù è tempo sprecato se vuoi andare in Paradiso forse è meglio che ti avviso. Non ci stare qui, no non ci stare

Io non credo nelle chiese nei partiti e nello Stato quella volta che l'ho fatto il cervello mi han castrato. Ma se sei già incolonnato se col gregge hai pascolato se ti va di non cambiare non mi devi frequentare... Non ci stare qui, no non ci stare

Tutto ciò che per te è meglio io lo vedo e non lo voglio l'esperienza è quel mare in cui solo so nuotare. Non sono esempio da seguire non potresti mai capire: fare quello che mi va è la mia felicità. Non ci stare qui, no non ci stare

Se tu sei un arrivista se sei un maschio sciovinista se sei ipocrita e lecchino se ti fa un po' schifo il vino. Se ti preoccupa il futuro se il tuo cuore è troppo duro se anche solo un tuo minuto passa e non lo hai vissuto. Non ci stare qui, no non ci stare La mia vita da beone non la canta una canzone la racconta a chi lo vuole ogni sbronza, ogni amore. Ma se hai una morale quel che faccio è tutto male puoi evitare di peccare se vai via senza ascoltare. Ogni donna che mi ha avuto forse non lo hai mai saputo tutto quello che le ho dato era amore a buon mercato. Ma se sogni una famiglia una moglie e tanti figli forse è meglio che ti avverta sono per la coppia aperta. Non ci stare qui, no non ci stare

Introduzione - www.divinus-dominus.com

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Io la notte non dormo Io la notte non dormo, mi fa male l'uccello ed appunto per quello io non posso dormir. Ma fu Mimì che in una notte d'incanto rivolgendosi a me mi disse "Togliti il guanto" ed appunto perciò io mi presi lo scolo che mi fa tanto mal proprio quando son solo. La morale la sapete tutti quanti non trombate mai più senza l'hatù. Oh, non trombate oh, non trombate mai più senza l'hatù.

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Io le toccai Io le toccai i capelli lei mi disse non son quelli vai più giù che son più belli oh, oh, oh!

Amor se mi vuoi bene sù e giù tu devi andar e ancora sù e giù, sù e giù, sù e giù

Amor se mi vuoi bene più giù tu devi andar e ancora più giù, più giù, più giù Io le toccai il viso lei mi disse con un sorriso vai più giù c'è il paradiso Amor se mi vuoi bene più giù tu devi andar e ancora più giù, più giù, più giù Io le toccai il petto lei mi disse con rispetto vai più giù che c'è un boschetto oh, oh, oh! Amor se mi vuoi bene più giù tu devi andar e ancora più giù, più giù, più giù Io le toccai il tallone lei mi disse sei un coglione non conosci la posizione... Io le toccai il ginocchio lei mi disse: sei un finocchio per 'ste cose non hai occhio Amor se mi vuoi bene più sù tu devi andar e ancora più sù, più sù, più sù Amor se mi vuoi bene più sù tu devi andar e ancora più sù, più sù, più sù Io le toccai la panza lei mi disse con istanza vai più in là che c'è una stanza Amor se mi vuoi bene più là tu devi andar e ancora più là, più là, più là Io le toccai il centro lei mi disse con godimento vai più sù che ci sei dentro

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John Down John Down giace in un letto d'ospedal vedi "Godi, Godi" dentro una camicia di forza John Down giace in un letto d'ospedal e giammai uscirne potrà! Certo, i matti hanno ragione! Certo, i matti hanno ragione! Certo, i matti hanno ragione! perché l'handicap non c'è! John Down giace in un letto d'ospedal il Valium ebbe il sopravvento John Down giace in un letto d'ospedal e fuggir non gli riuscirà! Questa canzone è interessata perché noi siamo gli scampati non vogliam giacere in un letto d'ospedal: siam la crême della società!

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La Contessa di Castiglione C

G

C

La contessa di Castiglione dava il culo a Napoleone, C

G

C

la contessa di Castiglione dava il culo a Napoleon! C

G

Ed a Torino rimasto Camillo C

in barba agli amanti si trastullava il billo! G

E il prode Nigra faceva il ruffiano C

mentre l'imperatrice glielo prendeva in mano! E il re, e il re, Vittorio Emanuele durante, durante, durante Solferino vedendo, vedendo, vedendo un contadino gli chiese, gli chiese, gli chiese un gran favor: “A tua moglie, per piacere, voglio metterlo nel sedere: a tua moglie, per piacere, voglio metterlo nel seder!” E il re borbone, fuggendo a dirotto messa una mano sul culo gridò “Me l'hanno rotto!” E Garibaldi, rivolto a Mazzini disse “To ma' puttana, m'hai rotto il pistolin!” Così, così, l'Italia la fu fatta, fu fatta, fu fatta, fu fatta a stivaletto fra 'na, fra 'na, fra 'na chiavata e un letto e mille, e mille, e mille trovatel! E tu di chi sei figlio (3 v.) di chi sei figlio tu? Son figlio di puttana (3 v.) e di un garibaldin! Allora siam fratelli (3 v.) fratelli siamo allor!

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C

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G

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La famiglia chiaverina La famiglia chiaverina dalla sera alla mattina zitta zitta piano piano fa le sghe con la mano. Chi fa seghe e chi bocchini chi fa sempre ditalini c'è chi a gambe spalancate dice sempre "entrate, entrate" Mamma sembra che la dia ma la figlia lo vuol giù, c'è con loro anche una zia che ormai non ne può più. Anche nonno vuol chiavare, ma, oramai, cosa può fare? acqua calda, ma che fa? tanto più non s'alzerà. Mentre tutto il vicinato finalmente può dormire un rumor di trapanato ti risveglia li per lì. Mamma dice "sono bella" e la figlia "che padella!" e papà canta in sordina chiavo solo a pecorina. Mentre lui con sentimento dice "vengo in braccio a te". Lei sospira "sento, sento" che l'hai rotta pure a me. La famiglia chiaverina dalla sera alla mattina zitta, zitta, piano piano fa le seghe con la mano.

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La filanda Cos'è, cos'è che mi gonfia la mutanda la gente si domanda: "Sarà forse un bignè?" Ma a ben guardare, di più sembra un cannuolo o forse un usignuolo, chissà che uccello è! Lo fai provare pure a me, che piacere, che piacere! che piacere, che piacere! Io certe volte per via di questo attrezzo mi trovo in imbarazzo se devo fa' il bidet. Per cui ritengo, senza modestia alcuna, c'è solo la laguna che può fare per me! Lo fai provare pure a me, che piacere, che piacere! che piacere, che piacere! Perchè, perché c'è lo fuori proporzione induco in tentazione che cosa ci vuoi far... Madre natura mi ha fatto sto' regalo che rassomiglia a un palo di metri centotre... Lo fai provare pure a me, che piacere, che piacere! che piacere, che piacere! Se mai per caso tra il pubblico presente c'è qualcuno diffidente per cui non crede a niente... Care signore le posso dimostrare basta telefonare sessantanove, ventitre!

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Laggiù nell'Arizona "Il tango delle capinere" Am

E7

Am

Laggiù nell'Arizona terra di sogni e di chimere D-

E7

Am

se una chitarra suona cantano mille capinere... Am

E7

F

Il pistolero stanco Am

sente la merda in cul

c'è chi la tiene dentro

B7

E7

c'è chi la manda giù.

A

E7

A mezzanotte va lo stronzo dal sedere Bm7 E7

e nell'oscurità

A

nel cesso va a cadere.

A

E7

E' merda di passion, che il cul non sa tenere Bm7

è questa la canzon

E7

A

del buco del sedere.

A mezzanotte va Rosina col pompiere e nell'oscurità si chiavano a dovere. A mezzanotte va su e zo pel coridoio con le mudande in man chi che ga ciolto l'oio. El cesso xe occupà de la subinquilina e alora disperà la peta zo in cusina. Son sforzi di passion che il cul non sa tenere e questa è la canzon del buco del sedere.

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Am

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La luna Marco Giacomozzi Eravamo a Tangeri col sole dentro gli occhi ci sentivamo quasi liberi nella testa ci suonava un vecchio blues. Quando arriva un vecchio uomo che accende i riflettori come stessimo girando un film e quell'uomo disperato chiede un visto per la Palestina. Noi guardavamo il sangue uscire dalla testa dei serpenti lo guardavamo con occhi attenti come punte accese di diamanti a quel punto arriva un bimbo e dietro a lui sua madre e lei gli dice "Guarda Marco il frutto della nuova situazione." E la luna mammà, e la luna è la luna che rovina gli uomini Eravamo al termine di un viaggio in terra straniera con i nervi al limite immersi in un mare bluà Quando all'improvviso il sogno impazzisce dentro un temporale e le mani mie di neve s'immergono nell'Eldorado... E la luna mammà, e la luna è la luna che rovina gli uomini

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Lamento per Toni morto (Sula solita tola) Sula solita tola nella tampa del porto, sentà tutto solo mi bevo col morto. No voio cantar lasseme, stè fermi, el povero Toni lo magna za i vermi. Go voia de pianzer zigar, bestemiar, lasseme ve digo, no voio cantar. Son dà stamattina al suo funeral, de quei ala antica, col caro a caval. De legno de bota sera fata la cassa mi drio pian cantavo "Vinassa, vinassa". Diseva i osti a vederne passar "Se mori anche Pepi, ne tocca sarar". Ti quà te vegnivi duro come un scalin co no te ga visto nel scuro el tombin. Co i te gà tirà fora te ieri za in coma, ma te gà rivà dirme: "Dio Pepi va in mona". Mi te go coverto e ciò, co' sto inverno, ma ti za te ieri al caldo in inferno. Dio Toni saluda i amici che xe so con ti, fra un poco de jorni, me calo anca mi. Sula solita tola nela tampa del porto sentà tutto solo mi bevo col morto.

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La Mona de le galine E la mona de le galline la se magna col pan; e la mona de le bambine la se lecca piano pian. Un'insalata de peli di mona contornata de peli d'oseo e per farla ancora pi첫 bona due ciuffetti de peli di cul.

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La zanzara Stanotte una zanzara non mi facea dormire porca miseria, la voglio far morire... Tutta la notte invano con la candela in mano davo la caccia all'orribile bestiaccia... Zum, zum, zum sul petto e sulle spalle Zum, zum, zum sul cazzo e sulle palle Zum, zum, zum sulla punta dell'usel! Ahi che bel! Teresa, Teresa, io non credevo mai d'averti amata Teresa, Teresa, io non credevo mai d'averti offesa... Se mi vuoi bene fat' romper al bus del cul!

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Le donne senza le gonne Siamo le donne senza le gonne, facciamo l'uomo disperar: l'uomo egoista, porco e schiavista vuole per forza comandar. È lui che ci ha i calzoni, è lui che ci ha i coglioni; chi se ne frega, facciam la lega e il maschio sconfiggiam! Poi, quando lui vuol far l'amore, lo respingiamo con ardore: noi di Minerva le seguaci siam, per la famiglia più non ci battiam; per conquistar l'egemonia non siam disposte a darla via, e da Galeno più non andiam a farci visitar! Col grembiulino, col mestolino noi lo faremo cucinar, lavare i piatti, rifare i letti, ed il salotto spolverar; ed alla sera in casa, per fare quella cosa, con gran piacere questo sedere gli farem sospirar! Noi non vogliamo la pannocchia, noi siamo dell'altra parrocchia: siam femministe per l'eternità, l'uomo è soltanto una futilità; al posto dell'uomo del cuore, ora ci abbiamo il vibratore: ed un bottone basta pigiar per farci sollazzar! Siam femministe, dure, razziste, a noi ci piace contestar! L'uomo di paglia, sporca canaglia, noi lo vogliamo strapazzar; e se lui farà il duro, un chicco di cianuro: e lo ammazziamo, poi lo spogliamo, e a pezzi lo facciam!

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Lo go ciapado in tal cul "What's up" A

Me ricordo che de picinin Bm

giogavo con le Barbie e no coi Big Jim D

A

perché se iera muleti... E se i muleti meteva el beretto mi inveze metevo el rossetto e dopo ghe davo bacini. Ma quando che son diventà mulon mi gavevo el dubbio d'esser recionperò mi no gavevo pel cul. Finché una sera andando in discoteca me son miscià con una checca e dopo lo go ciapado in tel cul! E zigavo: “Ahi, ahi, ahi... che mal lo go ciapado in tal cul!” (2 v.) Per una settimana camminavo zotto per colpa del dedrio che iera rotto e assai me fazeva dolori. Cussì go reagido ai miei ormoni e non andavo più coi culatoni e son guarì grazie anche ai dotori E adesso che non so più culaton mi me son trovà anche un figon e più mi no lo ciapo in tel cul. E una sera che la iera un fià imbriaga mi la go ciapada, la go girada e dopo ghe lo go messo in tel cul! E la zigava: “Ahi, ahi, ahi... che mal lo go ciapado in tal cul!” (2 v.)

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A

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Bm

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D

Lo go ciapado in tal cul - "What's up" - www.divinus-dominus.com

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Lola (Sette e sette - L'Orsa Maggiore) Sette le stelle dell'Orsa Maggiore Sette le piaghe di Nostro Signore Sette le troie che stanno in Burella Sette e sette e sette fanno ventuno Ventuno più ventuno quarantadue Quarantadue e ventuno sessantatre Sessantatre più sei fa sessantotto e porto uno, la merdaiola. L'ho fatto l'altra sera con la mia bella che fra le cosce aveva una bella stella la verginella, e porto uno, la merdaiola. Dimmi come ti chiami, mi chiamo Lola, son figlia di cento babbi e d'una mamma sola e porto uno, la merdaiola. Ha più battaglie la tua sottana che tutta la marina americana e porto uno, la merdaiola. Ha fatto più battaglie il tuo reggipetto del General Cadorna a Caporetto e porto uno, la merdaiola. Han fatto più battaglie le giarrettiere della Gestapo e delle Camicie Nere e porto uno, la bucaiola. Han fatto più battaglie le tue mutande di quelle di Pipino e di Alessandro il Grande e porto uno, la bucaiola. Ha fatto più battaglie la tua fichina che il Generale De Gaulle in Indocina e porto uno, la bucaiola. Han visto più uccelli le tue coscine di tutti i pisciatoi delle Cascine e porto uno, la bucaiola. Dimmi come ti chiami, mi chiamo Lola, son figlia di cento babbi e d'una mamma sola e porto uno, la bucaiola.

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L'omino piccino C

C'era un omino piccino piccino, G

con una fava da qui a Pechino, G

che si inculava qualunque bambino C

che incontrava sul suo cammino. Aveva un cazzo dipinto sul petto e una granata infilata nel retto, qualunque donna trovava sul letto lui la chiavava tre volte di getto. E poi saliva sul disco volante e si sparava una sega gigante e, manovrando i complessi ingranaggi, gli rimaneva la fava tra i raggi! E quando poi non ne poteva pi첫 Andava in culo al bambino...

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C

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G

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L'omo vespa Da San Giacomo a Roian iera un vecio fiol de un can che sponzeva le culate drio man. Guarda la mula la camina dura la gà paura de la puntura Guarda la mula la camina lesta la gà paura de l'omo vespa! Ma le mule gà trovà un rimedio sopraffin drio al cul le se gà messo un lamierin. Ma i muli gà trovà un rimedio 'ssai più bel le ghe sbusa el lamierin con l'usel

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L'ora del crepuscolo Mamo Giacomozzi Nell' ora del crepuscolo, c'è un senso di città, ma è un misero miracolo che presto svanirà; c'è fuori porta un vicolo, la noia è il solo re, le lacrime di un cucciolo, lo specchio di un caffè Tra gli ubriachi scivola con lei nessuno c'è, vestita di oro e nuvole si siede dietro me; ha il profumo delle favole che ormai non sono più: come due ali fragili ondeggia giù e sù. Qua dalla metropoli nessun rumore giunge, la luna è il solo demone e sola in cielo piange; ho un solo amico livido nel calice con me: bevendo il folle liquido sarò solo, ma re. I camerieri oscillano le teste qua e là tra quelli che spergiurano che il vino è verità; di femmina un'immagine dentro lo specchio appare, non so se reale o magica, non mi saprò voltare. E nello specchio torbido lei s'avvicina a me, ci vedo un viso morbido e un mare che non c'è; e sogni e voli d'angelo e un altro sole è là: dell'anima negli angoli il vino vero va. Mi treman le vertigini di monti che non ho, vibrano come glicini i sogni che non ho; la chiave del miracolo nell'anima mi stà: demonio o incanto magico o nel vino verità?

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Lorena Lorena (Passepartout S.T.O.T.) Mi sono addormentato con Lorena l'abbiamo fatto prima e dopo cena ma poi mi son svegliato la mattina e tra le gambe avevo un mozzicon! ! Lorena, Lorena, Lorena l'uccello mi devi ridar Lorena, Lorena, Lorena al gatto non farlo mangiar... Bella messicana no! non lo gettare me lo devo riattaccare ahi ahi ahi ahi ahi ahi!!! Lorena adesso vive tutta sola lei pianta i cazzi in fila in un'aiuola poichè le han detto "in fondo si può fare" nessuno più si calerà i calzon! Lorena, Lorena, Lorena gli uccelli non devi tagliar Lorena, Lorena, Lorena gli eunuchi ti devi sposar... Bella messicana femminista disumana la carota e la banana ti restan per goder!!!

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L'oselin de la comare L'oselin de la comare l'oselin volea volare l'è volato sulla testa l'oselin volea far festa... E un po' più giù volea volare l'oselin de la comare! L'oselin de la comare l'oselin volea volare s'è posato sulle spale l'oselin sbatea le ale... L'oselin de la comare l'oselin volea volare si posò sopra la panza l'oselin senza creanza... L'oselin de la comare l'oselin volea volare s'è posato sulle tette l'oselin sbatea le alette... L'oselin de la comare l'oselin volea volare si posò sopra i ginocchi l'oselin sbatteva gli occhi... Ma un po' più su volea volare... L'oselin de la comare l'oselin volea volare si posò sopra la gamba l'oselin ballava la samba... L'oselin de la comare l'oselin volea volare si posò sopra la mona l'oselin che non perdona e che sia la volta bona! E proprio lì volea volare l'oselin de la comare! (2 v.) E su e giù prese a volare l'oselin de la comare! (2 v.)

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L'uccelin senza paura Signori, qui comincia l'avventura dell'uccellin senza paura, e Teresina, che lo prese a volo, non s'era accorta che ci avea... Lo scolo delle nevi è terminato» scriveva la servetta al fidanzato; e, andandosene in gir per il paese acquistava le pezze del... Marchese Villabruna era partito, affidando la moglie ad un amico; dato che questo si chiamava Pietro glielo infilava pure nel... Di dietro al monumento di Mazzini giocavano a scopone i ragazzini; siccome fra i ragazzi si fa lega, l'un l'altro si tiravano una... Sega, sega, sega, falegname per procacciarti il pane ed il salame e poi, per divertirti, alle ore nove fai con tua moglie un bel... Sessantanove arditi eran partiti all'Africa Orientale destinti; portavano il mantello sulle spalle e sotto si grattavano... Le palle di cannon son disuguali: ci sono quelle tonde e quelle ovali. facevan bivacco, i soldatini, sognando di carezze e... Bocchini! Un bel bocchino colorato!...» gridava il venditore giù al mercato. E si fermò a comprarlo Suor Luciana che di notte faceva la... Puttana la miseria, m'è sfuggito!» uralava il cacciatore, inviperito. E si salvò la vita per ventura quell'uccellin che non avea paura!

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L'uomo in frac Am

E7

Am

E' giunta mezzanotte E7

Am

la Clizia è ormai sfinita Dm

E

a casa se n'è andata la maiala di to ma'. Si spegne il riflettore a letto va l'attore E7

Am

son pochi i merdaiolio che restare voglion qua. Am

E7

Am

Sono arrapati un mare E7

Am

vorrebbero trombare A7

Dm

ma solo qualche sega questa sera si faran Am

E7

sognando il cul A

dell'uomo in frac! E

Ha un cilindro per cappello A

ma ci ha pure un bell'uccello E

A

una fava smerigliata per chiavare brevettata E

e poi sotto cosa c'è? A

Due bei coglion... E

Oh! Che impression A

fan quei coglion. C#

F#m

Quache volta mi sollazzo E7

A

per diletto del mio cazzo E

A

spennellando il sederino E

A

ad un tenero bambino. E

A

Ad un tratto lui mi fa: E

“Vorrei cacar...” A

“Non mi smerdar” fa l'uomo in frac.

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Am

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E7

1 2 3 4

Dm

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E

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A7

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A

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C#

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Lu primme amore U vi, u vi, mo se ne vene ca' sigaretta 'mocca ve facenn 'u sceme, u cce belle lu primme ammore lu secunnu è chiÚ bele ancore! E con Maria Luisa voglia fa' na risa e voglio fa' nu ball senza cammisa... Abbassa la Marina ci sta Mariella che se tene in manu lu pisce friscu... E quannu vene u tempo de le pricoche l'amanti de li priddi sono li bizzoche...

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Lussuria e vizio Am

E

Lussuria e vizio Iddio ci diĂŠ; Am

C

E

Am

voglio una vergine tutta per me. In questa valle di cupi tormenti solo l'amore ci fa contenti. Lussuria... In questa valle di poco sorriso solo chi chiava va in paradiso. Lussuria... In questa valle di pianto e lamento solo il finocchio vive in tormento.

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Am

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E

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C

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Maelstrom Antonio "Sting" Marchitelli Questa notte, amico, volerà più bassa rasente ai fili della luce nella corsa, un'altra notte forse un'altra luna piena, è solo il soffio della nuova settimana. E questo tempo che ci sfugge sotto il naso, perduto ai margini, piegato sotto il caso, mi troverà come il fantasma di me stesso, davanti al vino a lottare come posso. Ma noi domeremo, ma noi questo maelstrom che gira e che ci vuole qua: un'altra notte nel vino va. E in quel bicchiere annega la mia notte, fragili, tenui connessioni si son rotte: quei compromessi che ho accettato da bambino già se ne vanno come il buio sta al mattino. No, ancora non son saturo di questo mondo, nel vino verità ma forse mi confondo, nel fondo di un bicchiere molte cose trovo forse ho paura di scoprirci un uomo nuovo! Ma noi domeremo, ma noi domeremo questo maelstrom che gira e che ci vuole qua: un'altra notte nel vino va.

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Mal d'Africa (Africa lontana) Quando io vedere buccia di banana, subito pensare a mia Africa lontana: me pensare giungla nera, con leone e la pantera, me pensare ancor di più a mio coso nel tucul. tucullala, tucullala, tucullalallero Il tucul è una capanna dove Zambo fa la nanna; il tucul è un antro tetro dove s'entra dal di dietro; non c'è sedia, non c'è letto per il povero negretto, sulla porta del tucul, il mio uccello fa cucù! tucullala, tucullala, tucullalallero Una volta, a Mozambico, fatto male a grosso dito, sono stato alla missione: necessaria amputazione; la negretta disse a Zambo: «Non ti voglio senza gambo, non ti far vedere più dalle parti del micul!» tucullala, tucullala, tucullalallero Quando guerra poi scoppiata, arruolato in quinta armata, in Italia destinato, sono a Napoli arrivato; c'eran tante bimbe belle che chiedevan caramelle, ma se chiedere di più io mandare a far tucul! tucullala, tucullala, tucullalallero Se fortuna destinare, voglio in Africa tornare, rivedere la negretta e tenerla stretta stretta; ed allora, a Mozambico, miei signori, ve lo dico, io non voglio viver più, ma morire nel tucul! tucullala, tucullala, tucullalallero

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Malinconia Mamo Giacomozzi Va da sè che non passa, malinconia si guarisce di rado, malinconia ma una tazza di tè che sapore che ha sembra brodo di dado, malinconia. E ti capita spesso, malinconia mica solo stasera, malinconia se è la solfa di sempre siedi subito qui che ho la cura sicura malinconia malinconia malinconia malinconia malinconia un bicchiere per te un bicchiere per me non c'è malinconia! Va da sè che ritorna, malinconia che è il problema del dopo, malinconia che è cantare una sera per passare una mano sembra priva di scopo, malinconia notte fatta di nebbia, malinconia forse fatta di sabbia, malinconia ma prendiamola calma e prendiamoli colmi serve a niente la rabbia malinconia malinconia malinconia malinconia malinconia un bicchiere per te un bicchiere per me non c'è malinconia! Va da sè che lo ammetto, malinconia quando tutto sommato, malinconia cerco il pelo nell'uovo il pagliaio nel lago vedo lune nel pozzo, malinconia e mi capita spesso, malinconia mica solo stasera, malinconia se è lasolfa di sempre io mi siedo con te e ho la cura sicura malinconia malinconia malinconia malinconia malinconia un bicchiere per te un bicchiere per me non c'è malinconia

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Mama, mi cago! Mama, mi cago senti che buon odore sembra profumo di rose, sembra profumo di viole!

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Marcellina Conosco una ragazza di nome Marcellina, traversa monti e valli, e suona la chitarrina, la chitarrina, la chitarrina per fare all'amor. Un giorno la ragazza va a casa sconsolata: «Mamma, me l'hanno rotta, me l'hanno fracassata la chitarrina, la chitarrina per fare all'amor.

E se quel gesuita le ciocce un po' ti tocca, bimba, ti raccomando, non prenderglielo in bocca, ma prendi l'ostia, l'ostia della comunione.

Non piangere ragazza, ti porto dal dottore, vedrai, ti torna sana, in meno di due ore la chitarrina, la chitarrina per fare all'amor. Ci metterà due punti, la proverà a incollare: così, meglio di prima tu la potrai sonare! la chitarrina, la chitarrina per fare all'amor. Il medico la guarda, borbotta, poi le dice: «Il caso si prospetta d'aspetto non felice, la chitarrina, la chitarrina per fare all'amor. S'è rotto il filo armonico, è guasto il ponticello te l'han ridotta proprio a forma di cappello, la chitarrina, la chitarrina per fare all'amor. Ci metterò due chiodi, due chiodi alla romana, bimba, te lo prometto, vedrai ti torna sana la chitarrina, la chitarrina per fare all'amor. Ti porterò dal prete, a fare la comunione, bimba, ti raccomando, non fargli un rampicone, ma prendi l'ostia, l'ostia della comunione.

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Marinella "La canzone di Marinella" Am

Dm

Questa di Marinella è la storia strana G

C Am

che una mattina si svegliò puttana A7

Dm

e un giovin che la vide così bella, Dm

Am

E7 Am

sentì rizzarsi a un tratto la cappella. Dm

Tu eri verginella eri pudica, E7

Am

ti ritrovasti un cazzo nella fica, A7

Dm

tu eri bionda e avevi gli occhi belli, Am

E7 Am

e ti arrivò uno schizzo nei capelli. Cm

Fm

Duro come la pietra era il suo uccello, A#7

D#

Cm

che il giovin si puliva col mantello,

C7

Fm

e mentre si asciugava col maglione, Cm

G7

lui le metteva in mano un bel ventone.

Cm E7

E furono chiavate e furono pompini e poi furono soltanto ditalini, poichè il bel giovin più non ti chiavava, già stanca alfin era la sua fava. E mentre un'altra volta ci provava, lo scolo chissà come si beccava, e lui che non credeva fosse rotta, leccò cent'anni ancora la tua potta. Questa è la tua canzone Marinella, seguisti il mestier di tua sorella, e quando la tua figa fu una fogna, finisti in un casino di Bologna.

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Am

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Dm 1 2 3 4

Fm

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G 1 2 3 4

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C 1 2 3 4

D#

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Cm

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G7

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Marisa L'ho incontrata una sera in un bar de Barriera le gambe a rochetta de bassa statura un poco de panza e tanta pitura però la gaveva piazà sul davanti do robe ve digo do zuche giganti.

Ma che mandingo iera quel giovinoto un colpo de reni el cul me gà roto e da quela volta per strada e per via invece che Mario i me ciama Maria. E da quela volta per strada e per via invece che Mario i me ciama Maria.

Ma che tetone che gaveva Marisa sbregava i botoni de quela camisa e no ve lo digo per farve paura sicuro gaveva la nona misura. E no ve lo digo per farve paura sicuro gaveva la nona misura. Ghe offro da bever per far el finoto “Va ben”, disi ela “bevemose un goto” E dopo due whisky e un pochi de amari un dodisi bianchi e un quattro campari el conto xe alto quattordese e sette ma valeva la pena per quel par de tete... Ma che tetone che gaveva Marisa sbregava i botoni de quela camisa! E no ve lo digo per farve paura sicuro gaveva la nona misura. E no ve lo digo per farve paura sicuro gaveva la nona misura. Andemo su in casa son tuto un ardor la taca spoiarse son tuto un sudor. Ma soto le calze che gambe pelose, che muscoli ai brazi che mani calose... Svola via la paruca... le tete xe finte e la pica do robe, me sembra do scinche... Ma che cojoni che gaveva Marisa do bale da tennis picava alla sbrisa. E no ve lo digo per farve paura la longa gaveva de nona misura! E no ve lo digo per farve paura la longa gaveva de nona misura! In preda al terror mi fugo de bruto pel colo me guanta quel gran farabuto per tera me smaca con estrema violenza mi zerco le braghe però son za senza... La paura xe tanta, non ghe xe un eguale in tel cul me lo fraca, manca solo le bale...

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Merda squacquera Mi non me piase la merda squacquera, che tutto appiccica, che tutto inzacchera: me piase invece lo stronzo duro, che tacà al muro sta ritto in piè.

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Metanolo blues F#

G

Ho comprato un po' di vino, F#

G

aveva un certo saporino; F#

G

brucia tutta la mia gola, F#

G

la risposta è una sola: C

G

metanolo, metanolo, D

Db

C

G

metanolo, metanolo blues. Sono sceso giù all'istante ma è sparito l'ambulante: non è degno di fiducia e ho lo stomaco che brucia... Metanolo... Se campare vuoi cent'anni senza acciacchi e senza danni questa è la medicina: bevi sempre varecchina! Metanolo...

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Mia bella brigatista Manlio "Zeus" Collino Mia bella brigatista, t'ho amata a prima vista: schiumavi dalla rabbia rinchiusa in quella gabbia. Se tu evadi, ti fiancheggio ti fotografo l'ostaggio, ti recapito il messaggio nel cestino del metrò... però... però... Gambizzami, sparami pure a tuo capriccio sequestrami, fammi saltare su un traliccio, assaltami, fammi un esproprio di saliva! per un tuo sì dirotto un Jumbo faccio un frullato di caramba picchio persino Dario Fo. Ma tu sei pentita, ben presto sei uscita, ti sei fatta la Panda coi soldi della banda. Tu mi fai rubare un taxi per rapir Bettino Craxi poi ti metti a far la sexy, posi nuda su Playboy... ahi, ahi, ahi... però... Gambizzami, sparami pure a tuo capriccio sequestrami, fammi saltare su un traliccio, assaltami, fammi un esproprio di saliva! per te violento Adele Faccio strozzo Pertini con un laccio deraglio il TransEuropExpress.

Mia bella brigatista - Manlio "Zeus" Collino - www.divinus-dominus.com

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Minchia spropositata S.T.O.T. Ballustrus - Ferox - Trapanator - Rossi Voglio una minchia spropositata voglio una minchia come quella dei films voglio una minchia esagerata una minchia come John Holmes voglio una minchia che non è mai molle di quelle che non ciccano mai voglio una minchia, la voglio che faccia sgiaij E poi ci accoppieremo come bastards e poi lo racconteremo al bar chi contro un muro, chi con un diverso ognun col suo sesso si fa i cazzi suoi Voglio una minchia pietrificata di quelle che ti spaccano i jeans voglio una minchia senza ritegno voglio una minchia che ti sfonda i collants voglio una minchia maleducata che quando sputa non si scuserà mai voglio una minchia che faccia un sacco di guai E poi la useremo senza pietà sfondando sfinteri in quantità uomini,donne,vecchi e bebé noi vi spacchiamo il culo e ne facciamo tre Ma ho una minchia debilitata e che serve solo a fare pipì ma ho una minchia inanimata che giace immobile dentro gli slip è fredda e molle come un lombrico e se la cerchi non si fa trovar mai chiamala minchia ... ma che coraggio che hai E poi ci ingegneremo a farla star sù con seghe pompini e un dito in cul però nei films purnu è tutto diverso quando sei un culo perso e forse non lo sai...

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Mio fratello Maso Nessuno mai saprà come chiavan le balene nessuno mai saprà come inculano i tapiri nessuno mai saprà di chi è figlio Risaliti se è figlio di puttana oppure di invertiti comunque lui si chiama Cafiero Risaliti: Su' pà è alle Murate, su' mà a santa Verdiana, la su sorella Argisa fa sempre la puttana; i' su' cugino buco e batte alla stazione, la su' sorella Tosca l'è iscritta alla Pignone; dicci, Cafiero dicci, dicci la verità: non ha più figli dunque la troia di to' mà? Il mi' fratello Maso l'è all'università, fa forse elettrochimica oppure ingegneria? Va'ia, va'ia,va'ia,va'ia,va'ia! Il mi' fratello Maso all'università l'han messo dentro un vaso insieme ad uno scorpione modello encefalitico mancante di un coglione. L'han messo in una stanza assieme a una balena balena imbalsamata ma certo assai chiavata. Nessuno mai saprà come chiavan le balene nessuno mai saprà come inculano i tapiri nessuno mai saprà di chi è figlio Risaliti se è figlio di puttana oppure di invertiti comunque lui si chiama Cafiero Risaliti

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Momentaneamente Marco Giacomozzi Sciabu dabu sciabu dabu sciabu dabu dabu Momentaneamente mi sento libero considero la vita come un fatto igienico l'ho detto anche alle stelle che non mi sfrutteranno più. Confidenzialmente sono un po' scettico non credo nelle formule che mi coinvolgono nemmeno nelle massime che mi confondono di più. Fatalità ho un portamento atletico e con lo sguardo angelico sprigiono simpatia, fantasia, cortesia Genialità ho un sorriso atomico e il cuore ti dà un fremito se passo accanto. Sciabu dabu sciabu dabu sciabu dabu dabu... Probabilmente qualche volta esagero dipende dalle femmine che mi circondano accontentare i sensi talvolta è logico si sà. Sfortunatamente gli anni passano li vedo allontanarsi di qualche secolo qualcuno deve far qualcosa qualcuno ci sarà. Fatalità sono un artista catalogo i sogni e le emozioni ho tantissime virtù. Genialità è la parola giusta anticipare il mondo e guardarlo rotolare. Sciabu dabu sciabu dabu sciabu dabu dabu....

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Natascia O Natascia, l'hai fatta tu la piscia?» «Sì, Dimitri, ne ho fatta venti litri!» «Eri tu la pisciona della steppa, che oscurava il sol dell'avvenir!» O Natascia, l'hai fatta tu la cacca?» «Sì, Vassili, ne ho fatta venti chili, e li ho fatti nella grande steppa, ove sorge il sol dell'avvenir!»

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No, non è morta... No, non è morta la goliardia viva la figa, viva la figa! No, non è morta la goliardia viva la figa e il buso del cul! E se son pallido nei miei colori no vojho dottori, no vojo dottori! E se son pallido come na' strassa vinassa, vinassa e fiaschi de vin!

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Noialtri barabbe (E che la vadi ben) E che la vadi ben, e che la vadi mal, siam sul fior della giovent첫, noialtri barabbe, noialtri barabbe, E che la vadi ben, e che la vadi mal, siam sul fior della giovent첫, noialtri barabbe, noialtri barabbe, giudizio mai pi첫. Andremo, andremo sul Carso lontano, a bere, a bere buon vino friulano, mangiare, mangiare prosciutto nostrano, cantare, cantare una bella canzon.

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Non basta dire Piero Finà Non basta dire "Io son libero" ma dare agli altri libertà Non basta dire "Io so vivere" devi spiegarlo a chi non sa. Ho visto la tua mente cercar la verità nelle torri d'avorio sola sempre di più si dibatteva stanca senza respiro ormai sono fredde prigioni le tue capacità. Non basta dire "Io son libero" ma dare agli altri libertà Non basta dire "Io so vivere" devi spiegarlo a chi non sa. Ho visto gli occhi tuoi piangere verso il cielo ed invocare aiuto credendo che verrà Rivolgi gli occhi in terra ci siamo noi quaggiù sono le nostre mani la fede e la pietà. Non basta dire "Io son libero" ma dare agli altri libertà Non basta dire "Io so vivere" devi spiegarlo a chi non sa. A te giovane parlo che soffri come noi le costrizioni assurde di questa umanità Spezza le tradizioni idolo di una vita gettarsi in questa lotta vuol dire libertà. Non basta dire "Io son libero" ma dare agli altri libertà Non basta dire "Io so vivere devi spiegarlo a chi non sa

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Non chiamatemi tossicomane visto che sono animatore dell'ACR C

Vorrei fumare insieme a voi D

D7

due etti di maria, G

del nero pakistano e poi F

C

un carciofo in compagnia. rolla insieme a noi La neve che adoro io non è sui monti, ma si trova nella pista che su per il naso va. sniffa insieme a noi Mi faccio otto canei al dì, due cilum, un narghilè; non ditemi drogato se a volte fumo il tè. fuma insieme a noi Io offro dosi in quantità, le dò di qua e di là; e se con me non vuoi fumar va in mona de to ma'. fatti insieme a noi Dopo 'sto sturo a karkadè mi vado ad intrippar; in giro, fatti come me di certo non ce n'è.

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D

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D7

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Non è frattaglia C

Sei vigliacca: G

fai la cacca G7

dura... F

G

sembra segatura. Poi ti alzi soddisfatta: guarda... lì, se ne hai fatta! Oh, mio dio, che colore... chiama... un dottore. Signorina, che è successo? Ma cosa... c'è dentro il cesso? Beh, mi sembra, sior dottore, un lungo... stronzo, dal fetore. Signorina, lei si sbaglia: quella... lì non è frattaglia.

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G

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Non lavarti "Non amarmi" C

Em

Senti questo odore - dimmi che cos'è Dm

G7

Puzzi di sudore - non lo dire a me: C

Am

è colpa dell'estate che mi fa sudare... Dm

G

si, ma sai di gorgonzola, groviera andato a male... C

Non lavarti, non lavarti, Am

dio, tesoro, io ti prego, non lavarti, Dm

G7

lascia che sia io a leccare il tuo putrido lordume, non lavarti... C

Am

Non lavarti, che ti amo sporca, Dm

G7

con le ascelle gonfie e il sangue nella sorca... C

Am

Non lavarti le gengive infette, Dm

G7

non levarti il catrame dalle tette... Tu coi punti neri ti ci fai il caffè, e se son di ieri ci rimedi un tè. Quando poi scorreggi come un lanciafiamme sorridi imbarazzata: hai rotto le mutande! Vomitarti addosso è un gran piacere dopo aver bevuto tutto un tuo clistere, non lavarti...

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C

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Em

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Dm

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Norma Norma, dei tuoi rimproveri non ce ne frega un cazzo! coro: Cazzo! Della tua fica vergine noi ne farem strapazzo. coro: Col cazzo! E per veder chi l'ha più duro lo picchieremo contro ad un muro! E per veder chi l'ha più dritto lo sbatterem contro il soffitto. Non ci saran più culi né fiche verginelle coro: Elle! sotto le nostre potenti cappelle scomparirà la verginità! Ciucciamelo, scappellamelo, strapazzamelo, Zaira sennò la mezza lira (2 v.) col cazzo te la do'! coro: Sì sì col cazzo te la do! (2 v.) Te la do... Lo chiuderemo tra due porte per vedere chi l'ha più forte! Chiaveremo su una panca per vedere chi non si stanca! Ciucciamelo...

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Notte a sorpresa Antonio Marchitelli Passo tra le vetrine, odorose latrine e ti cerco la nebbia si avvinghia alle statue evirate e coperte di sterco so che non tornerai più, che hai già preso il volo ho bisogno d'affetto, stasera sono un uomo solo. E non placo la malinconia di questa notte a sorpresa tristezza ti prego vai via, ma è tardi e l'ho presa... l'ho presa lailà lailà lalalalà Appoggiata al lampione che timido vince lo scuro, ci stava una bionda da sogno e di colpo è già duro! "Sei solo bellone?" mi chiede e non posso che confermare, "passiamo la notte vicini : facciamo l'amore!" E non placo la malinconia (...) lalalalà... Casa mia o casa tua?" si corre veloci, è tutto uno sbottonamento d'istinti feroci; distesi sul letto a saggiare le nostre intenzioni, mi trovo sorpreso a tastare un par de... coioni. E non placo la malinconia (...) lalalalà...

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Notte magica Marco Giacomozzi Ci troveremo tutti insieme in una notte magica Quando saremo saturi del mondo E i figli dei figli che crescono Saranno un po' più vecchi di noi Allora sì che ci divertiremo E con le mani a gesti comunicheremo Temporali, piogge e fantasie Cosa sarà non si sa, forse una strana poesia Semplicemente niente, un gruppo di persone, di gente Che insieme sta volando via E volerà dentro un sogno stasera Difficile dire se è solo un gioco Oppure se è realtà Intanto mi diverto e resto qua. Di provenienza insolita e destinazioni simili Qualcuno sarà nuovo e un po' sorpreso Ma gli occhi saranno i soliti Increduli ma pieni di novità. Allora sì che ci divertiremo e con le mani a gesti comunicheremo Temporali, piogge e fantasie. Cosa sarà non si sa, forse una strana poesia Semplicemente niente, un gruppo di persone, di gente Che insieme sta volando via E volerà dentro un sogno stasera Difficile dire se è solo un gioco Oppure se è realtà Intanto mi diverto e resto qua.

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Oggi ho trent'anni Piero Finà Oggi ho trent'anni e sono un buon partito non per i beni al sole, ma per lo spirito son biondo ho gli occhi azzurri e un po' d'efelidi che fanno simpatia, ma invidia a Satana. Voglio parlarvi adesso di quest'ultimo che è un caro amico, ma talvolata stupido spesso ha cercato invano di convincermi ma grazie a Dio resisto e resto vergine. Crucifì crucifige, homo che se fa rege, secondo nostra lege, contraddice al senato, oh, oh, che sia condannato, oh, oh, oh Stavo giocando a dadi con gli apostoli nell'orto degli ulivi del Getsemani venne a cercarmi insieme a una gran femmina alta formosa e con lo sguardo languido Immaginai di farmene una rapida ed invocai papà per il miracolo non m'aiutò nemmeno con un fulmine e in bianco andai dolente nella prostata. Crucifì crucifige, homo che se fa rege, secondo nostra lege, contraddice al senato, oh, oh, che sia condannato, oh, oh, oh C'era un amico che chiamavo Lazzaro ch'era impiegato a Bètlem nell'anagrafe non dico che è scoppiato in mezzo al popolo quando con l'erba gli ho guarito un calcolo. Ci fu chi mi osannò "questo resuscita" è figlio del piccione e di una vergine è nato in una stalla in quel di Nazareth con una vacca a un lato e all'altra un asino. Crucifì crucifige, homo che se fa rege, secondo nostra lege, contraddice al senato, oh, oh, che sia condannato, oh, oh, oh Ci fu chi m'invitò con mamma a Canaan a un matrimonio fra due baldi giovani stavo succhiando giusto un paio d'ostriche e circuendo setto od otto pargoli. La situazione poi si fece tragica venne a mancare il vino per noi ospiti io ci provai allor con un miracolo ma l'acqua anzichè in vino finì in acido... ...lisergico. Crucifì crucifige, homo che se fa rege, secondo nostra lege, contraddice al senato, oh, oh, che sia condannato, oh, oh, oh

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O la volpe o... Grossi/Marchitelli-Villani Braccata dai servi del padrone - o la volpe o il sangue non mi va! Vento che le scuote il muso, prigioniera del sopruso. È un gioco astuto del Priore, - o la volpe o il sangue nonmi va! stati d'animo letali, sottoposti o principali. E il passato è bracconiere, e alla volpe non gli và... troppi cuori nel carniere, e mai nessuno che ci stà; Non lasciatemi giocare, non lasciatemi sognare: troppi cuori nel carniere, e mai nessuno che ci sta. Troppi cani, troppi servi - o la volpe o il sangue non mi va! troppe donne di nessuno, che nessuno potrà avere. Cento denti, cento sguardi - o la volpe o il sangue non mi va!cento donne,cento amanti, non potranno mai bastarti. E il passato è bracconiere, e alla volpe non gli và... troppi cuori nel carniere, e mai nessuno che ci stà; Non lasciatemi giocare, non lasciatemi sognare: troppi cuori nel carniere, e mai nessuno che ci sta.

O la volpe o... - Grossi/Marchitelli-Villani - www.divinus-dominus.com

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Osterie dei numeri Osteria numero zero (paraponzi ponzi pò) vedo un prete tutto nero (paraponzi ponzi pà) che con mille contorsioni suona il piano coi coglioni Dammela ben, biondina dammela ben, biondà. Osteria numero 1 al casin non c'è nessuno ci son solo preti e frati che s'inculano beati Daghela ben, biondina daghela ben, biondà. Osteria numero 2 le mie gambe fra le tue le tue gambe fra le mie fanno mille porcherie Daghela a me, biondina daghela a me, biondà. Osteria numero 3 la Peppina fa il caffè fa il caffè alla francese con le pezze del marchese Osteria numero 4 la servetta ha rotto il piatto e per non farlo vedere se lo ficca nel sedere con la coda del felino si faceva un ditalino] Osteria numero 5 c'è chi perde e c'è chi vince ma chi perde caso strano se lo trova dentro l'ano Osteria numero 6 è il casino degli ebrei ma gli ebrei son porcaccioni ficcan dentro anche i coglioni Osteria numero 7 il salame piace a fette ma alle donne caso strano il salame piace sano

fa il risotto ben condito con lo sperma del marito culo rotto e cazzo in mano per inculare il Vaticano] Osteria numero 9 il mio cazzo fa le prove fa le prove contro il muro per vedere quant'è duro fa le prove col prosciutto per veder se c'entra tutto] Osteria numero 10 se hai fame mangia i ceci per la fica e per il culo troverai sempre un padulo fa le veci al cappellano e lo prende dentro l'ano] Osteria numero 20 se la fica avesse i denti quanti cazzi all'ospedale quante fiche in tribunale Osteria numero 30 chi ha il culo non si penta oggigiorno caso strano va di moda il deretano Osteria numero 100 se la fica andasse a vento quanti cazzi in alto mare imparerebbero a nuotare ma se spingi oltre misura poi ti nasce una creatura] di cemento bene armato quando è dentro fa il selciato} Osteria numero 1000 il mio cazzo fa scintille fa scintille sulla legna figuriamoci sulla fregna Osteria numero enne il mio cazzo ha le antenne quando inculo il sacrestano sento radio Vaticano.

Osteria numero 8 la marchesa fa il risotto

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Osterie di luoghi e cose Osteria del cimitero è successo un fatto nero due cadaveri putrefatti s'inculavano come matti

Osteria dell'invertito qui non metto proprio il dito non vorrei che il suo strumento mi mirasse proprio al centro

Osteria del Vaticano è successo un fatto strano Sua Eminenza con gli occhiali inculava i cardinali

Osteria della mignotta non vogliamo una bigotta la vogliamo emancipata e per giunta già sbiottata

Osteria dell'Antinferno s'è incazzato il padreterno perché il suo divin figlioloo è tornato con lo scolo

Osteria della Minerva tutta casta si conserva ma con il giallo il blu e il rosso fan casino a più non posso

Osteria del Paradiso c'era Dante col sorriso Gesù Cristo coi cerchietti inculava gli angioletti

Osteria della sifilide questo germe è un poco apolide ha raggiunto i nostri amici che non sono più felici

Osteria dove si spera anche Petrarca aspetta e spera donna Laura, sua moglie, gli è tornata con le doglie

Osteria del villeggiante la vacanza è arrapante gira hotel ed i casini e ci lascia i suoi quattrini

Osteria della candela se la figa andasse a vela quanti cazzi in alto mare tu vedresti naufragare

Osteria del vescovado là di certo non ci vado non è posto da Goliarda perché manca la Bernarda

Osteria del Coca-Cola molta gente se la scola, le lor donne esasperate si fan pure delle chiavate

Osteria del politico qui si va sul mefitico fanno leggi a più non posso che ti freghino di grosso

Osteria della stratosfera si è scoperto cosa c'era nello Sputnik la cagnetta si sparava una pugnetta

Osteria delle tangenti stai attento ai loro denti socialista, democristiano sempre svelti sono di mano

Osteria del Senatore lì si cucca a tutte l'ore sono belle brutte e tante le maneggio tutte quante

Osteria del bambino lui ancor così piccino pensa già alle sue donne tutte quante senza gonne

Osteria del Municipio si lavora sul principio di fregare i cittadini questi poveri tapini

Osteria del Gallo d'oro è uno stronzo chi fa il coro, Osteria del Gallo Fritto è uno stronzo chi sta zitto

Osteria del pedone il problema non si pone appurato che il gran male è proprio l'isola pedonale

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Osterie dell'Università Osteria dello studente lui dottore già si sente ma non sa il poverino che qui comincia il suo casino

Osteria di Biologia lì c'è tanta bramosia fanno sempre esperimenti e lo prendono nei denti

Osteria dell'Ateneo tutti in braccio a Morfeo dottorarsi è una chimera se non studi mattin e sera

Osteria di Chimica questa è proprio un poco con cannelli e cannelloni sono sempre dei... tromboni

Osteria del Dottorato quante volte ci han fregato ci han fregato a tanti esami tutti quanti come salami

Osteria di Farmacia se la pillola è una magia di sicuro non son fesso vado a farmi un bell'amplesso

Osteria d'Ingegneria laurearsi è una follia siamo tutti senza donne e perciò spariam madonne

Osteria di Geologia questa certo è un'idiozia girovagando per le grotte mi diventano mignotte

Osteria di Medicina lì c'è tanta selvaggina e ti senti un buon dottore se hai donne a tutte l'ore

Osteria d'Architettura qui la vita non è dura disegnando dei progetti lì di certo non lo metti

Osteria di Matematica lì ti rompono la natica non ci sono solo cessi puoi cercare anche amplessi

Osteria di Fisica lì di certo non si risica con le formule matematiche sono sempre un po' lunatiche

Osteria di Lingue è una stirpe che si estingue lavoran molto con la bocca e non usano la gnocca

Osteria di Filosofia l'intelletto è un'utopia dei santoni ascolti il verbo e da tutti prendi il nerbo

Osteria di Lettere non sappiamo cosa mettere tante fighe e troppo tette entra su e fanne sette

Osteria del Policlinico vacci solo se sei cinico non c'è dottore che sia esperto non guarisci lì di certo

Osteria d'Economia il Commercio è una mania se le scambian tutti quanti sia di dietro che davanti

Osteria di Scienze Politiche qui le arti son mefitiche l'arte dura del fregare sono soliti insegnare

Osteria di Giurisprudenza per averla ci vuol pazienza bisogna andare per via legale se non vuoi finire male

Osteria di Scienze Naturali guarda un po' quanti maiali lì le donne sono tante le posseggon tutte quante

Osteria di Veterinaria che gran puzzo c'è nell'aria gli animali sono tanti rispecchiatevi tutti quanti

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Padova Marco Giacomozzi Sei stupida come una luna di miele come un carabiniere, come un animale, come un giro di Do. Periferica come le luci a San Siro come un cantante straniero, come un sabato sera, domenica in. Cattolica tu vuoi bene alla messa e poi al parroco buono, alla signora di sopra, che parla il dialetto. Simpatica tu sei una signorina elegante e carina, maledetta puttana, ma che male ti faccio. Nelle chiese e nei bar tu ti vendi ai signori adorabili, rispettabili nuovi amori. Seguo il passo nei bar dei clienti piÚ in bilico dolce amante mia, cara amica paga il debito. Sei buona come un'amante fedele provinciale e per bene, amore e catene politica e sports. Sei cinica non te ne frega un gran che di chi resta e chi parte, di chi poi se ne pente e ritorna da te. Sei splendida sei vietata ai minori sei la notte e i colori, i rumori festosi dei mercati all'aperto. Sei Padova una città catastrofica una gita turistica, un caffè sulla strada cinque minuti e riparto. Nelle chiese e nei bar tu ti vendi ai signori adorabili, rispettabili nuovi amori.

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Padova 97 Alfredo Nardone G

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Sono entrato dentro al gioco della goliardia D

ho capito che è una strada da tempo già mia D

trovo facce e mondi nuovi diversi dal mio G

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D

G Am C D

e una stella che già splende e posso vederla ora anch'io Tante menti e tanti modi strani di giocare forse alcuni ancora non li riesco ad apprezzare quelli col cappello a punta son tutti fratelli ma ci sono alcuni che io sento miei gemelli come voi C

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E capisco perchè la classe non è acqua C

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quando bevo con voi non ci son C

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bicchieri vuoti che piangon pietà D

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regna la felicità E capisco perchè la classe non è acqua l'atrmosfera con voi ha uno strano gusto e si crea una magia che io chiamo goliardia Tutti in fondo abbiamo dentro al petto il nostro amore lo esprimiamo insieme e viene fuori un bel rumore ma c'è chi capisce cosa prova chi ha difronte e con eleganza crea binari sovrapposti Restano i ricordi di serate a bigolare restano i frammenti di esperienze da fissare resta un sentimento da portare sempre appresso vi resta un omaggio da riporre nel cassetto ed è il mio E capisco perchè la classe non è acqua quando bevo con voi non ci son bicchieri vuoti che piangon pietà regna la felicità E capisco perchè la classe non è acqua l'atrmosfera con voi ha uno strano gusto e si crea una magia che io chiamo goliardia

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Padova 97 - Alfredo Nardone - www.divinus-dominus.com

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Palle, palle, palle Si aprono le scuole, si accende il lampadario, si vede il signor Preside che incula il segretario. Palle, palle, palle rosse e gialle, / ci vogliono le palle per l'Università. (noi siamo i contaballe dell'Università.) Il professor di fisica, soffiando in un cannello, si rese incandescente la punta dell'uccello; e quel che ci rimise fu il povero assistente che si ritrovò nel culo un cazzo incandescente! Palle, palle, palle rosse e gialle, / ci vogliono le palle per l'Università. Il professor di storia studiando Roma Antica, (storia antica) scoprì che i Romani adoravano la fica; (scoprì, nelle Piramidi, l'impronta della fica;) e quello di disegno, maestro del pennello, faceva i geroglifici sul culo del bidello! Palle, palle, palle rosse e gialle, / ci vogliono le palle per l'Università. Il professor di scienze, studiando il corpo umano, si accorse che le seghe si fanno con la mano (si accorse che lo scheletro aveva il cazzo in mano) Il professor di musica, studiando come un mulo, cercava il quarto armonico tra fica, tette e culo. Palle, palle, palle rosse e gialle, / ci vogliono le palle per l'Università. E quella di francese, in piedi sopra un banco gridava a squarciagola «La vendo per un franco!» e quella d'italiano, spietata concorrente, urlava a tutto spiano: «Io ve la do per niente!» Palle, palle, palle rosse e gialle, / ci vogliono le palle per l'Università. Il professor di lettere, spiegando geografia, avea le palle in Africa e il cazzo in Bulgaria; fu allor che il suo supplente, guardando sull'atlante, scoprì nel vasto oceano un cazzo galleggiante. Palle, palle, palle rosse e gialle, / ci vogliono le palle per l'Università. Il professore d'Algebra spiegando le equazioni trovò per X incognita un paio di coglioni. Il profesor di Fisica, fisica studiando si accorse che lo stronzo precipita fumando. Palle, palle, palle rosse e gialle, / ci vogliono le palle per l'Università.

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Parlando Operetta di Siena Parlando di noi solo due cose ti direi Parlando di voi la vostra vita smerderei. Attenti agli spifferi son come le lucciole. Parlando di te tutta la notte parlerei Parlando di me allora si che tacerei. Attenti alle lucciole non sono gli spifferi. Parlando di lui no è sicur non sono lui Parlando di lei non son sicur che chiaverei. Attenti agli spifferi son come le lucciole. Parlando di tutti, mi son preso solo rutti Parlando del mondo mi sono accorto che è rotondo. Attenti alle lucciole non sono gli spifferi. Parlando ciarlando una morale vo' cercando Ridendo, scherzando del tuo domani ti domando. Attenti alle lucciole che mordono gli spifferi. Chè sono 'ste lucciole? Chè sono 'sti spifferi?

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Passa parola Mamo Giacomozzi Passa la sera, passa il tempo sul viso passerà la corriera, c'è qualcuno indeciso... Passa la sera e non ti passa la sete forse passa nel vento profumo di abete... Passa la sera e non ti passa la noia passaporto per doveà motonave, alleluja Passa il tuo turno, passa mano se puoi Passa un giorno sereno e poi passalo a noi. Passa parola, un altro giorno è passato tutto quello che sapevo ho cantato Passa parola, fai passare quel vino il canto passa e si perde lontano. Passa la sera, passan treni veloci nella testa ti passano sussurri e luci Passa gli esami, non passare al nemico no! Qui non si passa finchè io non lo dico... Devo passare! Un passo solo, ti pregoà Passa pure un cammello per la cruna di un ago il treno, il tuo treno, è già passato ormai: per passare il confine è tardi; tu resterai! Passa parola, un altro giorno è passato tutto quello che sapevo ho cantato Passa parola, fai passare quel vino il canto passa e si perde lontano. Passa la sera sopra un fuoco già stanco Passa il tempo del riso e dell'abito bianco Passa la sera, è già passata la voglia lei si passa la lingua sulle labbra e si spoglia Passani i mesi, passerotto, è anche tua Passi presto dottore così passa la bua Passan le ore, che non passano mai Amore, passa alla larga, con me passi dei guai. Passa parola, un altro giorno è passato tutto quello che sapevo ho cantato Passa parola, fai passare quel vino il canto passa e si perde lontano.

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Peana Alfredo Nardone Peana: canto lirico religioso dell'antica letteratura greca di tradizione micenea originariamente riservato al culto di apollo e alla sorella artemide poi esteso ad altri dei olimpici e piÚ tardi attenuatosi il carattere culturale anche a personaggi illustri in generale un coro cantato generalmente da uomini o canto di guerra. Peeeeeeana Peeeeeeanal Peeeeeeanal intonavano i micenei intonavnao per artemide questi cori per la guerra poi dopo canti illustri dopo tutti quanti dopo anche tutti gli stronzi ti intonavano pestano una merda intonano un peana ma io non capisco perchè sei ormai cosÏ tanto disprezzato peana.

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Pelo di volpe Lele Bruyere A caval donato non si guarda in bocca... quasi mai tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino... quando mai E la volpe perde il pelo ma non il vizio... e tu lo sai e la volpe disse all'uva ma chi se ne frega se matura non sei. Sopra la panca la capra campa... quasi mai sotto la panca la capra crepa... quando mai E la volpe perde il pelo ma non il vizio... e tu lo sai e la volpe disse al corvo chi se ne frega se cantare non sai. Gallina vecchia fa buon brodo... quasi mai donna baffuta sempre piaciuta... quando mai E la volpe perde il pelo ma non il vizio... e tu lo sai e la volpe lo sa il gioco ma non te lo insegna chissĂ se capirai.

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Peter Pan G

C

Nei sogni di ieri non è sesso, non è carne ma è il tepore della convivenza è l'unica maniera di guardare in faccia al mondo di non aver paura finalmente ed ogni giorno il mito si rinnova negli occhi della mia ragazza nuova...

Tuonavano i fucili sotto gli alberi del bosco D

G

ho avuto sette anni solo ieri G

C

uccidono il mio amico dieci messicani D

Em

e fuggono tra il fumo degli spari D

Em

tra un gelato e un succo di lamponi D

E Peter Pan...

G

udivo il tintinnare degli sproni...

Dopo la canzone a tutti resta un eco ho avuto i miei vent'anni solo ieri m'inventerò una nota, troverò quella parola voglio colorare i miei pensieri odio la canzone del silenzio la tragica canzone del silenzio...

Giuro amico mio che ti vendicherò quel cane di Ramon ammazzerò nei sogni di ieri patetico ma maschio eroe di solitudine e di rischio eroe senza un amico e senza moglie usava la pistola controvoglia...

Nei sogni di ieri manca poco ancora e allora ti stavamo ad ascoltare intanto con i suoni delle corde e con la voce tu prova l'atmosfera di stasera canta tu e vedrai per una volta tra tutti gli altri un occhio che ti ascolta...

C

E Peter Pan, era il mio eroe di allora D

Em

e certo quand'ero giovane G

C

e andare via, e dondolare in cielo D

Em

E Peter Pan...

ed essere tiepido e libero G

Em

G

Em

C

G

G

Em

essere Peter Pan, Peter Pan, Peter Pan, Am

essere Peter Pan, Peter Pan! Il compito è cercare il Graal del Redentore ho avuto tredici anni solo ieri l'anima temprata forte ma devota del mito degli argentei cavalieri d'acciaio scintillante e di purezza Madonna, quale angelica fattezza... Nei sogni di ieri nelle stanze del castello ma se torto viene fatto alla mia dama il paggio ha già bardato il candido destriero galoppo ad arrossare la mia lama tra la pubblicità di reggiseni ho combattuto maghi e saraceni... E Peter Pan... Amore e spiegazione, nocciolo del mondo ho avuto sedici anni solo ieri l'unica risposta è in uno sguardo chiaro nelle parole “Insegnami a baciare...” sai ho un po' paura della strada, ma ti accompagnerò comunque vada...

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Pina Pina Sciuri, sciuri, sciuri de tuttu l'annu, l'ammuri che me desti te lo rennu. Nu giorno me ne sciva cammenannu e vitti nna fimmena ca calava i panni; nna manu nci la posi intra li minni, cu l'adra nci tuccai lu barbagianni. Pina, Pina, jarrusa pumpinara, apri li cosci e zuca sta zammara!

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Portantina Portantina che porti quel morto Portantina che porti quel morto Portantina che porti quel morto per favore soffermati un po' per favore soffermati un po' Sarà forse la mia morosa Sarà forse la mia morosa Sarà forse la mia morosa che ho lasciata sul letto ammalata Se da viva non l'ho mai baciata Se da viva non l'ho mai baciata Se da viva non l'ho mai baciata

sei stato un coglione due volte coglione tre volte coglione

ora che è morta la voglio baciar ora che è morta la voglio baciar L'ho baciata che era ancor calda L'ho baciata che era ancor calda L'ho baciata che era ancor calda la puzzava de sgnappa e de vin. la puzzava de sgnappa e de vin. Brutta troia l'è morta imbriaca Brutta troia l'è morta imbriaca Brutta troia l'è morta imbriaca ed io son quà che patisco la se' ed io son quà che patisco la se'

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Prologo (Ballata di poche pretese) C

F

C

Ballata di poche pretese, F

G

C

cantata una sera qualunque F

G

C

davanti a un bicchiere di vino, F

C

F

G

davanti a qualcuno che canta con te. Cantiamo e beviamo cantando, insieme al fratello ubriaco insieme alla vecchia baldracca che si sente vergine e canta con noi. E al coro si unisce altra gente, quel tizio che stava da solo pensando a suo figlio che nacque e morì portando sua madre con sé. E il vecchio che ha speso nel vino i soldi di un pasto mai fatto che forse nemmeno domani farà e beve pèr non pensarci più su. E canta anche il pregiudicato che è uscito da una settimana da una settimana lui cerca lavoro e un lavoro nessuno gli dà. E canta anche quel fuorisede che studia per farsi un domani lasciando parenti ed amici laggiù convinti che non tornerà. Che importa se fuori fa freddo che importa se s'è fatto tardi in fondo noi siamo Goliardi e perciò... Gaudeamus igitur Juvenes dum sumus Post jucundam juventutem Post molestam senectutem Nos habebit humus. (bis)

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Prologo (Ballata di poche pretese) - www.divinus-dominus.com

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Quando al mattin When the saints... / Alfredo Nardone Quando al mattin Mi sveglierò Mi gireò nel letto e poi Guarderò il sole dalla finestra Che mi romperà un po' i cojon Quando al mattin Mi sveglierò Il mio pensierò andrà a lei Studentessa dell'Alabama Che è brutta ma si fa chiavar Vorrei dormir Sempre dormir Che ieri notte ho fatto tardi Ma la lezione oggi mi aspetta E so che io ci dovrò andar Quando al mattin Mi sveglerò Mi berrò un litro di caffè penserò ai campi di cotone Dove un giornò lavorerò Ma va così Sempre così Io vivo in università Ora mia madre è la bidella Ma chi è mio padre non lo so Ora mia madre è la bidella Ma chi è mio padre non lo so

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Quando che more un prete Quando che more un prete suonano le campane piangono le puttane che han perso un avventor. Quando che more un frate suonano il Miserere è triste il taverniere che ha perso un bevitor. Quando che more un re, sparano coi cannoni: mi han rotto già i coglioni a forza di sparar. Quando che more il papa suonano il Miserere ma io ci ho un gran piacere, chè è morto un bucaiol. Quando che moro io non voglio l'olio santo, ma un fiasco di vin bianco e dei goliardi il canto.

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Quando un goliarda muore Piero Finà - Kalimero Quando un goliarda muore, muore due volte: muore l'uomo che è in lui, muore l'amico che è in te. Quando un goliarda muore solo tu e sua madre sapete veramente che cos'è il dolore. Quando un goliarda muore non bastano le lacrime a calmare la sete che arde nel tuo cuore. Abbiamo urlato stonati le stesse canzoni vivendo felici i vent'anni e le nostre illusioni. Potrei cantare di te, della donna che mi ha dato la felicità, ma il mio tempo è la coscienza di chi lotterà per il pane della sua libertà. Mi regalarono i fiori, le stelle, la luna, il sole, l'amore. Volli solo sfiorarli con la mano per possederne il suono e la voce, ma ho conservato gli occhi umidi della tristezza del mondo, per regalarli a chi ha dimenticato che c'è ancora chi piange. Quando un goliarda muore, muore un poeta che ancora non ha scritto il suo inno alla vita. Quando un goliarda muore, muore un pittore che ancora non ha rubato alle farfalle il colore. Quando un goliarda muore, non si accorge la gente di lui che ha visto tanto e non ha chiesto niente. Abbiamo urlato stonati le stesse canzoni vivendo felici i vent'anni e le nostre illusioni. Potrei cantare di te, della donna che mi ha dato la felicità, ma il mio tempo è la coscienza di chi lotterà per il pane della sua libertà. Perchè libertà è rifiutare ciò che di più ci viene offerto, perché libertà è spezzare ogni lusinga, perché libertà è pensare con il proprio cervello.

Quando un goliarda muore - Piero Finà - Kalimero - www.divinus-dominus.com

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Quartine fisiologiche Spesso vidi turbinio e distinsi vento o scora, che quest'ultima più odora e la faccio pure io; spesso odo suo romore e non so se è vera o falsa, ma il morale sempre s'alsa e lontan presto si core. Spesso furon larghe chiazze associate a larghe fosse e puranco a vili mosse e parevano boazze; spesso fosse la diarrea, che nell'ano ben ribolle, ed è liquida oppur molle e mai sembra roba bea; spesso furono crostoni, e giammai s'impara a scuola che dipingon le lenzuola e s'impregnano ai coglioni. Spesso son cammole al naso, che le ebbe il papà e l'avo, che xe dura ma la cavo e la inghiotto, ma per caso. Spesso è l'aureo cerume che vien fuori dalla recia che l'ha il bimbo e anche la vecia e che a volte sembra un fiume. Spesso è pure gran sudore che è una cosa portentosa, e non serve alcuna cosa che diventa tosto odore. Spesso fu pure il verdone: esso è fluido ed alla spina, e par quasi gelatina ed ognuno a terra il pone. Per qualcun chiazza è schifezza perciò in ano se lo pigli: cazzo in culo non fa figli nel diman non c'è certezza.

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Regola di vita Stesso giro di "amamus puellas". Regola di vita in guerra et in amore osar fino alla morte, amar con tutto il cuore. Donate ai cavalier, che vengon da lontano un sorso di liquore, una stretta di mano. Son venuti via dalla loro terra le donne hanno lasciato per affrontar la guerra San che son partiti, non san se torneranno molti di loro invano le spose aspetteranno. Siamo a lor fratelli,subiam la stessa sorte avara nell'amore, prodiga nella morte. Insieme ora brindiamo lasciando ogni tristezza godendoci ogni istante la nostra giovinezza. Regola di vita, in guerra et in amore osar fino alla morte, amar con tutto il cuore.

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Salve, Colombo! Salve, Colombo, ligure ardito che il novo mondo festi palese: a questo nostro sacro convito noi t'invochiamo, gran genovese! Noi t'invochiam! Qua semo na famegia che no ghe giol la testa, nissun ne rompe i timpani qua semo sempre in festa, chi no ghe xe na ciacola, alegri, materam! Ghe xe gran bele mas-ce fra i nostri american! Ave, color vini clari; Ave, sapor sine pari: nos... nos... nos... nos, vagabunduli, sumus jucunduli, sumus christiani nati de cani per omnia popula populorum, amen, amen! Pitori, artisti celebri, scultori, leterati, el vin da lĂŹ i se ciucia che 'l par el proprio lati; chi no ghe xe na ciacola...

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Scazzo "Brethe" / Alfredo Nardone G

C

G

Dimmi i tuoi bolli, quanti ne hai? C

D

saranno tanti e più dei miei C

D

con te le sfide perderò C

G

al bar il vino ti pagherò Che grado hai, che carica? da quanti anni sei in goliardia? chissà che papiro tu avrai pieno di firme e tu lo sai G

C

Comodo mi manderai G

C

comodo e sono nei guai G

C

Am

comodo o in braghe e ormai G

di me fai ciò che vuoi Che bel mantello che tu hai lo indossi con fierezza sai le tue patacche brillano al sole che già sorge da est La forma è tutto, si lo so la goliardia è regola non potrei mai mancarti di rispetto se no so che farei Scazzo e non vorrei mai scazzo e non sia giammai scazzo non dirlo mai e so che perderei Ognuno ha lo stile suo ognuno la sua goliardia con questa mia parodia faccio leggermente intendere che lo scazzo è il pane della vita mia è il parco giochi della goliardia la forma e le cariche sono le giostre pronte per me Scazzo e sono già nei guai scazzo ci godo sai scazzo e mi conoscerai ti divertirai

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C

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Am

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Schiacciati i coglioni G

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Am

D

Schiacciati i coglioni tra i battenti di una porta G

Em

Am

D

sparati una sega son la mano di una morta G

Em

Am

poi con le scorie di un pompin D

G

imbottisciti un panin Em

D

G

magna merda, canta e va' in casin! G

Em

Am D

Là troverai tua madre G

Em

Am

D

con le mutande in mano G

Em Am D

che fa la puttana A7

D7

per guadagnarsi il pan. Ungiti le palle con il grasso di tricheco mangiati le caccole dell'intestino cieco poi uno sporco vecchio Hatù inghiottisci e manda giù magna merda, canta e va' fa'n cul! Scivola col culo sulla lama di un rasoio affettati i coglioni e poi servili in vassoio poi con le scorie di un bidé fatti pure un consommé magna merda e canta senza me. Là troverai to' ma' che fa marchette in quantità per mantenerti all'Università. Sparati una sega con un collo di bottiglia schiaffati nel culo tutta quanta una maniglia poi con la sbroda di un lebbroso fatti un gargarismo acquoso ciuccia il naso di un caccoloso!

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Scoreggiamus Scoreggiamus igitur, vedi "Gaudeamus" satii dum sumus! post magnadam fasolorum post bevudam cervogiarum nos domane non magnamus. Sputtanatos habemus omnes nostros soldos. sine soldos no se magna si non magni no te caghi et gran poco te scoresi Si volebimus scorare aĂŤr magnabimus sed memoria restarat sed istesso no sarat et scorare no ne piasarat Gaudeamus igitur, satii dum sumus nos hac sera scoreremus nos domane cagheremus post fortuna oreremus: vivat et fortuna, se la ne fa scorare: se la roda girarat et magnar ben se podrat scorare ne piasarat.

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Se avessi vent'anni di meno Walter Esbardo Se avessi vent'anni di meno che cosa farei all'amor sarebbe una cosa banale senza pene e lusinghe di cuor. Per ora subisco gli affanni gli acciacchi son il fior di ogni dì io sono così mi dispiace la mia vita Monsieur, è tutta qui! Talvolta mi aggiro furtivo la preda mi sfugge di man e resto così a rimirare la luna le stelle e i falò. Pensando al passato rivedo i sogni sognati ogni dì sottane e scarpette coi tacchi la Merlin che poi ci tradì. Ma adesso il mio cuore è legero bevo vino m'ingozzo così "Io sono goliarda" ripeto. La mia vita Messieurs ...è tutta qui!

Se avessi vent'anni di meno - Walter Esbardo - www.divinus-dominus.com

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Se la mamma ti domandasse Se la mamma ti domandasse Chi ti ha rotto il culo a schegge: uno studente iscritto a legge. Chi te l'ha messo in simmetria: uno studente in ingegneria. Chi te l'ha rotto con arte fina: uno studente di medicina. Chi te lo mette e scappa via: uno studente in farmacia. Chi ti ci ha messo un cazzo pingue: uno studente iscritto a lingue. Chi te l'ha messo con arte pura: uno studente di architettura. Chi ha sborrato con coscienza: uno studente iscritto a scienza. Chi ovunque te l'ha infilato: di lettere dev'esser stato.

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Serenata bastarda Va, serenata bastarda: parchĂŠ go messo un piede su una merda, e no ti me ga dito "Amore, varda..."! Serenata bastarda, e nulla piĂš.

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Spazzacamino Su e giù per le contrade di qua e di là si sente cantare allegramente bis

uno spazzacamin. Si affaccia alla finestra na'bella signorina con voce assai carina chiama lo spazzacamin.

bis

Prima lo fa entrare e poi lo fa sedere gli dà da mangiare e bere a lo spazzacamin.

bis

E dopo aver mangiato mangiato e ben bevuto gli fa vedere il buco bis

il buco del camin. E quel che mi rincresce mio caro giovanetto il mio camino è stretto bis

come farete a salir... Non dubiti signora son vecchio del mestiere so fare il mio dovere sù e giù per il camin.

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Ma prima di uscire da questa santa porta proviamo un'altra volta sù e giù per il camin. E dopo quattro mesi la luna va crescendo la gente va dicendo

bis

bis

de lo spazzacamin... E dopo sette mesi preparando le fascie per il bambin che nasce de lo spazzacamin.

bis

E dopo nove mesi è nato un bel bambino biondo e ricciolino come lo spazzacamin.

bis

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Spiritual I dieci comandamenti riveduti e corretti in chiave goliardica... C

Il prossimo tuo non devi ammazzare ma chi se ne frega io continuo a chiavare.

Dio del cielo F

C

se mi vorrai in mezzo alle boscaglie G

C

tu mi cercherai.

Ricordati poi di non fornicare ormai è troppo tardi sto già per sborrare.

Dio del cielo se mi cercherai in piole ed in casini tu mi troverai.

Non devi fregare la roba degli altri non è colpa nostra se siamo più scaltri.

Dio del cielo se sei fra di noi non rompere i coglioni fatti i cazzi tuoi

Ricordati poi di non dire bugie tu pensa alle tue che io penso alle mie.

Io sono il Signore Io sono il tuo Dio tu fatti cazzi tuoi ai miei ci penso io.

Alla donna degli altri non devi pensare Giusto... prima la chiavo poi la mando a cagare.

Non avrai altro Dio oltre me tu sei un egoista io ne ho già tre.

Non desiderare degli altri l'avere ma torna tra i tuoi santi e lasciaci godere.

Non nominare il nome di Dio invano ma succhiami piuttosto questo gran banano.

Se hai preso per il culo il vecchio buon Mosè non sperare di fare altrettanto con me.

Ricordati le feste di santificare ma io la domenica vado a chiavare.

Dio del cielo se sei fra di noi non rompere i coglioni fatti i cazzi tuoi.

Al babbo e alla mamma obbedire è un dovere ma vattelo a prendere un po' nel sedere.

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Stornellate Il Sor Antonio, che sta a Belvedere, s'è fatto l'altra sera visitare; il medico gli ha detto di non bere, di non andare a donne e non fumare. Fiore di viola... La moglie non gli ha detto una parola ma gli ha comprato tosto una pistola... Fiore di viola... Tuo padre mi rifiuta la tua mano, m'ha detto che sei un ricco bocconcino e che ti voglio solo per il grano; ma tu faresti becco anche un becchino. Fiore di spino... Ăˆ vero che sei un ricco bocconcino ma in troppi ci hanno fatto uno spuntino. Fiore di spino... Domani che ricorre l'Ascensione ti vo' portare meco alle Cascine, ricordati del vino e del salmone, che io ti porto del salame fine! Fior di betullo... Il tu' sarebbe un fidanzato grullo se ti mandasse a casa senza grillo. Fior di betullo...

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Stornelli pisani Oggi i tempi non sono più quelli, gli è di moda mangiar selvaggina e le donne per la lor cucina non gradiscono che soli uccelli. La canzon, tiramelo fuor, stiramelo ben, ciucciamelo in punta... La canzone ti voglio cantar... La mia moglie massaia eccellente, la polenta mi fa di sovente, la condisce con storni e fringuelli, perché a lei piaccion molto gli uccelli. A Firenze facevo il trippaio; m'è successo un grandissimo guaio: La mi moglie, una donna eccellente, mi vendeva la trippa per niente!à La mi' moglie è una donna da poco: ha paura perfino del foco. Figuratevi che l'altro ieri era a letto con cinque pompieri!à

La mi' moglie, una sarta perfetta, ha il difetto dell'asola stretta, poichè l'ago le fa molto male preferisce usare il ditale. Le ragazze di via Tettamanti sono rotte soltanto davanti, mentre uelle di piazza san Pietro sono rotte davanti e di dietro. La mi' moglie ha il cervello un po' tonto non sa leggere nè far di conto dopo innumeri prove e riprove conta sol fino a sessantanove. Alle donne alle donne africane piace tanto ciucciar le banane e le ciucciano senza vergogna quasi fossero nate a Bologna. La canzon, (...) voglio cantar...

La signora di via Panicale, con le tette ci scopa le scale, mentre quella di via Settecroci col grilletto ci spacca le noci. Certe donne si danno al biliardo, per la stecca han molto riguardo, sulle sponde fan certi rinquarti, fanno buca da tutte le parti. Le sartine di Piazza Castello, han la gabbia e non hanno l'uccello, gli studenti, invece, che rabbia, han l'uccello e non hanno la gabbia. La sorella di Mario il taxista, molto bella ma un po' pessimista, mentre stava nel bagno una sera, esclamò: «Me la vedo un po' nera!» I tramvai sono sempre affollati, di far presto a nessuno più importa, le tardone ci van volentieri, perché sentono la mano morta. Il marito di donna Pislei è vent'anni più vecchio di lei, allo scopo di ben figurare, ha pensato: «Lo fo' inamidare!»

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Sucame mucho Mi raccomando l'interpretazione... Am

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Sucame, sucame mucho Am

Dm

come si fuera esta minchia Am

la ultima vez... A7

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Sucame, sucame mucho Am

quiero un pompino E

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que para un pompino real. Dm

Am

Mira esta minchia caliente E7

te sbate nel diente Am

te sfuera nel cul. Dm

Am

Mira esta minchia azulata B7

gran puta malnada E7

estoy per sborar.

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Tango della Zanzara Am

L'altra notte in braccio a te Dm

io bevevo camomilla E

quando eplose una scintilla E7

Am

che si spense nel bidet. Tu facevi manicure con la raspa e lo scalpello quando proprio sul più bello m'assalì la tentazion. E

Pregustavo già il sapore Am

del tuo naso inaridito

uattiu uari uari uà uattiu uari uari uà

E

aspettavo sol l'invito

uattiu uari uari uà

A

per placare la passion. Fai scempio di me riducimi in poltiglia lecca pur le sopracciglia e poi fuma il narghilè. Cospargimi di flit fssst fssst fssst fssst sono la tua zanzara mentre suona la fanfara questo tango di passion. Martellami la nuca uattiu uari uari uà col tacco di una scarpa uattiu uari uari uà è un dolce suono d'arpa uattiu uari uari uà a te mi legherà. e un dolce suono d'arpa la la la la laaaaaaa a te mi legherà. uattiu uari uari uà

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Dm

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Te le levi le braghette? Te le lè, te le lè, te le levi le braghette te le levi oppure no se tu non te le levi se tu non te le levi te le lè, te le lè, te le levi le braghette te le levi oppure no se tu non te le levi io te le leverò! Come farò, pa zum, pa zum come farò, pa zum, pa zum a far la guerra a far la guerra come farò, pa zum, pa zum come farò, pa zum, pa zum a far la guerra senza il cannon? Culino rosa! Rosa il culino!

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Terra di Maremma Piero Finà Questa malinconia, che porto dentro me bagna perfino il tempo della felicità. Rivedo le colline, le macchie e a mezzo il grano dove tra muschio e sassi svettava via il fagiano. Perchè, quando ti penso, ho voglia di ascoltare musiche dolci e tristi? Perchè tu, terra di Maremma, cantavi le tue nenie come le sento io, come le voglio io. Ricordo le tue canne piantate nella terra dove, piccolo uomo, giocavo la mia guerra. Canta tu, terra stanca, con me da solo io piangendo dolcemente dimenticavo Dio. Perchè, quando tui cerco, ti dico che il tuo cielo l'ho chiuso dentro me? Perchè tu, terra di Maremma, ascolti le mie nenie come le canto io, come le piango io.

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Terzo notturno d'autunno Piero Finà - il Tetta Si parlava alla buona tra noi, ma guardandoci dritti negli occhi: veramente potevi capire, veramente potevi sapere. Era il terzo notturno d'autunno, ma vivevi come in primavera, ubriaco di studi e parole, ubriaco di vino e d'amore. Si dorme con il sole o con la pioggia per essere i padroni delle strade affrettando l'arrivo nel pensiero. Ragazze più vibranti di malizia coi seni aperti al gioco e alla stagione e donne fatte nostre, e fantasia e sogni di fanciulli, e fantasia e cristalli d'idee, cavalli in corsa, sospiri e sogni, sempre nuove cose. Si giunse sempre da periferie dove arrivava l'eco dei clamori e l'euforia rapiva in un momento. Poi le notti trascorse a vegliare macinando parole e parole: tutto quanto più semplice, come tutto fosse a portata di mano. Era il terzo notturno d'autunno, ma vivevi come in primavera, nuove storie rubate alla notte, strani dei luminosi e pagani. È già tramonto e piove, lento, il buio. Il pianto delle gatte è roco e incerto, si spengono nel sogno i desideri Giacendo in solitudine mi sciolgo ed è un cuore velato nell'attesa: ecco la presunzione di vittoria, ecco la pregustata libertà! Ecco un pianeta riscoperto a caso, sospiri e sogni, sempre nuove cose. Trattengo il fiato, e intorno è tutto mio, con gli occhi sfioro un brivido di stelle: in fondo è proprio questo il paradiso. Silenzio. ed è una notte così bella... ...Silenzio. ed è una notte così beeelllla..

Terzo notturno d'autunno - Piero Finà - il Tetta - www.divinus-dominus.com

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Testamento del goliarda Meraviglioso inno goliardico. Nato in origine in memoria di Fratelli morti in occasione dell'alluvione di Firenze del 1966 e composto per l'occasione dai Goliardi della Cazzuola (storico ordine fiorentino) col tempo è divenuto uno degli inni più cantati. E' un canto corale, potente, carico di emozioni. A turno i possessori delle feluche si alzano in piedi a cantare la loro strofa. Da leggere con molta attenzione le toccanti parole. C

Un giorno settembrino G

di fine settimana è nato in un casino

Fratelli in Goliardia dentro un bicchier di vino vi lascio la follia: fateci un gran casino!

C

un figlio di puttana.*

Da qui i Fratelli si alzano a cantare la propria strofa con il pileo alto in cielo

La mamma merdaiola, al povero bambino, nel fare una spagnola, il latte cambiò in vino.

Il mio goliardo nero resti con me in eterno: lo voglio al cimitero, lo voglio anche all'inferno.

L'allattamento alcolico, quale trasformazione, il ciclo metabolico cambiò in fermentazione.

Il mio goliardo rosso, rosso di medicina io chiavo a più non posso davanti e a pecorina.

D'istinto naturale beone smoderato goliarda eccezionale fosti considerato.

Il mio goliardo blu, con l'aquila dorata, lo dono alle battone per farci una chiavata.

Ma un giorno dio sagrato amara fu la sorte tu fosti avvelenato, avvelenato a morte:

Il mio goliardo verde, come dei prati in fiore, anche se pien di merde resta del suo colore.

Dal tuo bicchier di Chianti, con acqua, a tradimento! ** Prima di andar fra i Santi facesti testamento:

Il mio goliardo azzurro, ch'è di Giurisprudenza, io te lo caccio in culo e tu porta pazienza.

Le mie bestemmie amate, compagne della vita, le voglio tramandate da un nero gesuita.

Il mio goliardo giallo, color d'economia, chiaro come cristallo ma è sempre cosa mia.

Tutte le mie battone che mi hanno sollazzato facciano un rampicone a chi mi ha sotterrato.

Il mio goliardo bianco, bianco da letterato, ha fatto il Kama Sutra ed ha ricominciato.

Amore mai trovato in giro per la terra quello che ti ho cantato dentro al tuo cuor rinserra

Il mio goliardo è viola, di politica il colore, è stato la mia scuola di fratellanza ed amore.

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Il mio goliardo rosa l'ho preso su dal cesso, lo so che fa cagare, ma lo porto lo stesso. Il mio goliardo è grigio colore indefinito in testa me lo pigio finchè non son finito. Bordeaux è il mio colore, che lingue rappresenta, lo regalo anche alle suore per fare una cosa svelta. Fratelli in Goliardia dentro un bicchier di vino vi lascio la follia: fateci un gran casino! * Il figlio di puttana in questione è il Fecondo e Calcinoso Ordine Goliardico della Cazzuola ** l'alluvione.

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T'ho visto Da inserire nel filone coprologico. Non si turbino gli spiriti deboli... T'ho visto l'altra sera che cagavi avevi in mano un foglio di giornale m'avevi detto che tu m'aspettavi che m'aspettavi assisa sul pitale. Ma perchĂŠ ma perchĂŠ hai voluto cagar senza me se mi aspetti ti giuro stasera mi faccio una pera poi cago con te.

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Tintoretto Marco Giacomozzi A Cm Bm E

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Tintoretto insegnami i segreti del colore A

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D

i tuoi passaggi morbidi dal giallo all'arancione Bm

E

A

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le curve e le parabole di luce inesistente E

A

Là dove l'occhio insiste, cerca le risposte giuste che non esistono. Capitan Corto Maltese portami su un'isola tropicale dove tra sole e noci di cocco possa ritornare un animale dove tra fantasia e coriandoli, scorpioni e barracuda là dove l'acqua bianca incontra l'onda azzurra dell'oceano. D

E

Tutto il resto è superfluo, tutto quanto dimentico D

A

Un bicchiere di champagne, alè, voilà, adios all'amico che resta, Bm

E

A

è una magnifica fiesta, ma io non puedo restarà (a chi...) D

A

un pochito de sangria, và via Maria, adios all'amico che parte Bm

E

A

io sono un clerico vagante io no puede restar. (x2) Amico mio dimentica di essermi fedele evita le consuetudini e spezza le catene risparmiami il panegirico sul vuoto dell'assenza Almeno in mia presenza, evita la circostanza delle lacrime. Eugenio suggeriscimi un'ermetica conclusione una capriola magica sulla pagina del cuore Quattro parole stupide dal senso inesistente Un qualcosa che non sento, un simpatico argomento per concludere. Tutto il resto è superfluo, tutto quanto dimentico Un bicchiere di champagne, alè, voilà, adios all'amico che resta, è una magnifica fiesta, ma io non puedo restarà (a chi...) un pochito de sangria, và via Maria, adios all'amico che parte io sono un clerico vagante io no puede restar. (x2) A son chi su la playa che miro e streie che miro er mar Ma mas adelante una fiesta vagante impazza sul mar Nella mia 500 il motore no siento no vuole partir Quasi quasi me vuelto e ritorno a bailar su la fiesta sul mar. Un bicchiere di champagne, alè, voilà, adios all'amico che resta, è una magnifica fiesta, ma io non puedo restarà (a chi...) un pochito de sangria, và via Maria, adios all'amico che parte io sono un clerico vagante io no puede restar. (x2)

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Ti volti in qua, ti volti in là Operetta di Siena Ti volti in qua, ti volti in là senti la gente mormorar non puoi più andare ad orinar lo sa già tutta la città. C'è sempre chi in un caffè vuol fare i conti in tasca a te sali su un tram, entri in un bar è tutto un gran pettegolar. Suo cugino fa l'aviere quelle perle non son vere se l'intende con il figlio del barbiere Porta le mutande nere per andare col fattore. Quella vuole solo cinquemila lire. La donna che sta dietro a te da un prete si fa mantener Non ti voltar, non lo guardar quello si sta per rovinar Tienlo per te, ma dicon che sia figlio di un carabinier Lo vedi là quel tipo in frac gli serve solo per pisciar. Buona sera professore se la fa col cameriere me l'han detto l'altro giorno dal barbiere. Vedi quella col visone, è la moglie del barone l'han trovata accaprettata in un portone. Vuoi un segreto divulgar senza doverti affaticar a chi lo stai per raccontar fagli giurar di non parlar.

Ti volti in qua, ti volti in là - Operetta di Siena - www.divinus-dominus.com

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Torquemada (antico canto anarchico) Canto fantastico. Originariamente anarchico e poi inglobato e fatto proprio dalla Goliardia. La figura dell'Inquisitore per eccellenza, il vituperato Torquemada viene preso come pretesto per una dichiarazione di Libertà assoluta. L'Inquisizione Spagnola (che nessuno mai si aspetta... Monty Phyton docent) che schiaccia e mette a tacere chi non la pensa come Dio vuole altro non è che il mondo nel quale viviamo, fatto di preconcetti e chiusure mentali totali. Libertà, parola astratta e dai mille significati. Per i Goliardi la Libertà è forse la parola più importante e forte, tanto che è possibile perfino considerarla come un sinonimo di Goliardia. Il Goliarda è per definizione uno spirito libero nel significato più alto di questo terribile luogo comune. L'ultimo verso della canzone è il grido estremo di un Uomo e non va letta solo come una inutile bestemmia ma bisogna spingersi oltre, capire che anche quella blasfemità è simbolica (anche se è normale per il "Gioco" goliardico distruggere ogni forma di potere, Chiesa compresa) e rappresenta l'opposizione forte contro ogni forma di oppressione. A

E

E quei pretacci neri m'hanno arrestato, A

A

E

E quando sopra il rogo fui portato, D

A

e in una cella scura m'han gettato.

già dall'Inquisizione condannato

D

D

Mamma non devi piangere

A

non si sentì preghiera,

A

D

per la mia triste sorte,

A

ma il grido di un ribelle:

E

D

piuttosto che abiurare,

A

Io credo solo all'uomo,

A

D

meglio la morte!

E

non alle stelle!

D

D

Mamma non devi piangere

A

Non si sentì preghiera,

A

D

se mi hanno condannato,

A

nè il pianto di una donna,

E

D

piuttosto che abiurare,

A

ma solo un prolungato

A

D

muoio bruciato!

E

"porcamadonnnna".

A

E

E al Torquemada che mi domandava D

A

se conoscessi il Cristo Redentore, D

A

no io non lo conosco, D

A

no io non so chi sia. D

A

Sono un materialista, D

E

non una spia... D

A

No io non lo conosco,

D

A

D

A

no io non so chi sia. Sono un materialista, D

E

non una spia...

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Trita 'l giass Ecco un nuovo modo per servire un rinfrescante cocktail per l'estate. Il ghiaccio va tritato finemente come da canzone... Trita 'l giass col cül Trita 'l giass col büs del cül Nel dolor sentirai la frescûra finchè 'l toc ad giass al düra ma poi con lo sbalso di temperatüra sentirai l'acqua che cola come l'acqua di un torrente che scende scrosciando che male ti fa. Trita 'l giass col cül Trita 'l giass col büs del cül

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Tum-Za C Eb D G7

E il t-taxi ferma sotto luci un po' falsate e immerso in una trottola di vini di quaggiù io girovago intorno, e pesto il piede dentro un turbine di spezie che non riesce a farmi andare oltre il limite deciso... E vai, vai, vai che voli come un missile! E vai, vai, vai che voli come un missile! Il liscio del sudato, l'olio sulle dita, tutto come un tango che non riesco più a ballare, e gemiti un po' assenti di piaceri comperati e sguardi idioti e fessi come bubble gum... E vai... È un groviglio di membra, risate, soldi in prestito, che ti tocca la nuca provocandoti un brivido, le facce della gente, ma solo di qualcuno, il tuo vibrare indomito nel cuore del mattino, e noi godiamo strani, con frasi un po' nostalgiche, con fremiti di un tempo che io non ho vissuto. E vai... I cecchini traditori, dai pensieri poco seri accennano a una danza dai colori sconosciuti; e il profumo della pelle, che ti inebria da lontano, ti uccide la ragione se gli vai troppo vicino. E vai... I ricordi abbandonati, i sogni nel cassetto, le cose mai comprate nei luoghi di nessuno, e tutto gira piano in una realtà lontana, dio, cantar che schifo per tutta una serata! E vai... È tutto in una vodka, una vodka al melone, pagata agli amici nel solito bar...

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Tu scendi dalle stelle Alfredo Nardone Canzone scritta da alfredo nardone per la Messa Goliardica. Ottima per essere eseguita coralmente. Tu scendi dalle stelle mio protettore imprechi e ti ravani ma porti i doni Regali sigarette e anche i goldoni ti attacchi alla bottiglia e a una baldracca Babbo Natale io non credevo fossi un vecchietto grasso e buson sempre ubriaco da quel che vedo tu sei pure drogato Ti trovo poi in taverna seduto al banco tu hai un cappello a punta e non sembri stanco Ora ho capito "Santa Alabarda"! Babbo Natale è un goliarda io lo saluto e brindo già ubriaco io lo saluto e brindo gia ubriaco.

Tu scendi dalle stelle - Alfredo Nardone - www.divinus-dominus.com

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Umile, disillusa preghiera D

ma un amore che finisce dà sempre bei ricordi, e una montagna G A D F#m di lezioni da imparare; vedo un altro giorno grazie a te; sarà anche vero, oh Dio, ma mi stupisce Em A mi dicono sia un segno del tuo grande, grande amore un modo così strano di insegnare. Buongiorno a te, Signore:

G

A

e per questo ti ringrazio, anche se

Le poche cose che van bene non sono mai piovute dal tuo cielo, ma da averle sudate, da spezzarsi sette schiene, e spesso ce l'ho fatta per un pelo;

il letto sembra vuoto da quando la mia donna è andata via: l'amavo, ed ho cercato sempre di esserle devoto ma hai deciso che non doveva essere mia. G

A

D

e il lavoro non va bene: G

F#m

A7

D

si dice che entro questa settimana Em

se non mi vuoi aiutare, se vuoi lasciarmi solo, sfortunato e bastonato sempre più, allora su di me non ci contare perché io su di te non conto più, perché io su di te non conto più, perché io su di te non conto più.

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dovrei esser licenziato. G

A7

D

Ma so che c'è del buono in queste pene, G

A7

F#m

D

e grazie per avermi sempre amato. E grazie a te, Signore, del cibo che anche oggi c'è per me; lo pago lavorando tutti i giorni nove ore, ma sembre debba dire grazie a te... E non ti preoccupare se non so neanche far bollire il riso: è solo perché prima che imparassi a cucinare hai voluto portar mamma in paradiso; e ti prego di scusarmi se quando lei è morta io, da stolto, ho provato anche dolore: l'hai fatto senza dubbio per mostrarmi che sai essere grande nell'amore. Lodato sii, Signore: il sonno sta allungando le sue mani; ti prego di lasciarmi questa fede e questo cuore per poterti ringraziare anche domani; e guardo l'altra piazza, ed anche questa sera sto a pensare che neanche oggi mi hai fatto incontrare la ragazza da cui mi permetterai di farmi amare...

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Un'altra volta Le vicissitudini amorose di un povero fanciullo innamorato. C

G

Dopo un poco che facevo il fesso Am

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le parlai di sesso C

G

F

C

ma lei mi rispose: «un'altra volta». Quando mi pareva l'ora buona le palpai la mona ma lei mi ha fulminato: «un'altra volta». A

G

Un'altra volta! F

C

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F

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Un'altra volta! Un'altra volta! Un'altra volta! C

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Io lì a provarci sempre, e lei: F

C

«un'altra volta»! E le settimane ci passavo e ancora ci provavo per sentirmi dire: «un'altra volta». Quando aveva ormai deciso il giorno in cui l'avrei sposata ancora mi diceva: «un'altra volta». Un'altra volta! Un'altra volta! Un'altra volta! Un'altra volta! Quanto me lo son menato: «un'altra volta»! Pare sia scaramanzia se il giorno prima delle nozze ripeté con gli occhi gonfi: «un'altra volta». Ma la prima notte, ricordando dieci anni di seghe venne il mio momento: «un'altra volta»!

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Un'altra volta - www.divinus-dominus.com

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Una notte di folle baldoria (Han riaperto i bordelli) Una notte di folle baldoria un goliarda di vin si riempì e tornato all'avita magione dolcemente si mise a sognar Vide allora il sublime portento che di gioia il suo cuore riempì vide che la Merlin era morta, la cagion del nostro patir. Sì, han riaperto i bordelli, sì, li hanno fatti più belli si può tornare a chiavare, la fica leccare ed il buco del cul! E sognava di donne leggiadre che le grazie gli offrivan di sè, e dopo il coito con sguardo fatale Favorisse una tazza di the? E sognava di prati fioriti, con la Ines distesa ai suoi piè la chiavava fra i mirti e i roseti era certo più lieto di un re. Ma or la sbornia è smaltita e la visione è svanita: si ricomincia la solita vecchia giornata che è triste per lui. Pio, tornato sui luoghi sognati per trovarvi affollati casin vide solo una vecchia tra i prati era la senatrice Merlin. Le rivolse l'alata parola ma la Troia rispose così: Caro ziovine, il tempo è passato son trascorsi vent'anni e No, non han riaperto i bordelli, no, non li hanno fatti or, se vuoi andare a chiavare tu devi penare e lo scolo beccare.

Una notte di folle baldoria (Han riaperto i bordelli) - www.divinus-dominus.com

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Un cannone d'autore "Una canzone d'amore" / Jimmy Quando la Goliardia và oltre la Goliardia. Questa canzone è stata scritta da Jimmy, un frequentatore del più bel newsgroup di internet, it.arti.musica.spartiti, dopo aver conosciuto le canzoni goliardiche. Ecco lo spirito giusto! A

F#m

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D

E

A

riesco anche a squagliare mentre mi faccio scopare solo da te, solo da te solo da te, solo da te solo da te.

Se solo avessi le cartine io la farei F#m

E

D

anche se ti farebbe male A

F#m

E

Se avessi anche l'accendino D

F#m

E

D

io squaglierei, il fumo squaglierei

D

Se io avessi le cartine la ragazza da sballare

Se avessi avuto la mia erba allora sarebbe stato tutto diverso l'avrei chiusa a bandiera e

E

l'accendino per squagliare i "cappucci" da indossare

E

sarebbe stato, io avrei fumato... A

D

un cannone d'autore

un pò di erba da mischiare per farla stare male

E

per farti rilassare D

E

un cannone d'autore E

se si potesse fare

D

allora sì io lo farei

F#

per farti addormentare per poterti spogliare A

B

Questo cannone d'autore per farla sdraiare un cannone d'autore per poterne approfittare e mentre lei fuma io la potrei scopare un cannone d'autore solo per lei.

qui sulla spiaggia D

un cannone d'autore E

F#m

solo per te, solo per te E

D

E

E

D E

F#m

solo per te, solo per te solo per te.

Se un giorno tu venissi a stare a casa mia allora lo potrei avverare il sogno di farti sballare e di scopare, di scopare con te Ti insegnerei a rollare con una mano e nel frattempo sentiresti il mio cazzo dentro l'ano e poi canteresti, sì canteresti..... Ma che cannoni d'autore che mi hai insegnato a fare Ma che cannoni d'autore mentre mi faccio scopare sto diventando proprio brava

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Un cannone d'autore - "Una canzone d'amore" / Jimmy - www.divinus-dominus.com

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Un giorno quando te ne andrai Piero Finà Un giorno quando te ne andrai, fra poco tempo ancora, allora forse capirai quanto sia bella un'ora. Un'ora per capire cosa vuol dire insieme, insieme per cantare i pensieri di sempre. Note fatte di vino, urlo che esplode dentro: ti tremano le mani, troppo da dire insieme. Ti stringi nel ricordo di qualche anno fa: è sempre più sdrucito, ma un'altro non ti sta. Ecco le notti bianche urlate in osteria, e bevevamo il sole nella malinconia. Stringetemi per ultimo in un abbraccio forte: le labbra che mi tremano cantano l'onestà. Un giorno quando te ne andrai, fra poco tempo ancora, allora forse capirai quanto sia bella un'ora.

Un giorno quando te ne andrai - Piero Finà - www.divinus-dominus.com

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Universalità Marco Giacomozzi Canzone fantastica. Ogni volta che la suono penso ad una Ferie delle Matricole a Padova tanti anni fa. Ero ospite del LAGO, Ordine Triestino, e al nostro tavolo c'erano alcuni Clerici. L'atmosfera era davvero fenomenale. Si annusava la Fratellanza Goliardica, quella vera, quella pura, quela che ti fa stare attorno ad un tavolo con sconosciuti e godere pienamente della loro compagnia. Quando un Clerico intonò "Universalità" tutti iniziarono a cantare e tutti battevano sui tavoli per scandire le parole. Ah che ricordi! A

Università degli Studi libera università come liberamente

E c'è l'omino nero che ti fa paura che ti dice “Studia, che la vita è dura! L'unica maniera un poco duratura per farsi largo.”

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scegli la vita che ti conviene. E

Università degli Studi Gesù, Giuseppe e Maria tutti quanti i santi, tutti quanti*

E c'è l'omino rosso che ti dice “Scusa, hai mica cento lire per l'Argentina, hai mica qualche cosa per qualche cosa che non ricordo...

A

studiano insieme.

E poi c'è lei, che più figa di così non se n'eran mica viste prima, qui lei studia architettura e parla piano quando sorride si spalanca il cielo però quando passa non t'aspetta e quando aspetta non aspetta te lei è sempre in ri-tar-do! ** Chissà che traffico as-sur-do! che c'è! **

D

E c'è l'omino nero che ti fa paura Am

che ti dice “Studia, che la vita è dura! E

A

L'unica maniera un poco duratura per farsi largo.” D

E c'è l'omino rosso che ti dice “Scusa, A

hai mica cento lire per l'Argentina, E

hai mica qualche cosa per qualche cosa

* Slapping e percussione sulla cassa. ** I Fratelli battono sui tavoli fortemente sillabando le parole.

A

che non ricordo...” D

E

E poi c'è lei, che più figa di così A

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non se n'eran mica viste prima, qui D

E

lei studia architettura e parla piano A

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quando sorride si spalanca il cielo D

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però quando passa non t'aspetta A

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e quando aspetta non aspetta te A

E

lei è sempre in ri-tar-do! ** A

A7

Chissà che traffico as-sur-do! che c'è! ** Università degli studi se passo qui davanti ci penso e ci ripenso e penso che non ti conosco. Università degli studi in fondo dopotutto in fondo, analizzando siamo stati bene.

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Un Onirico Mamo Giacomozzi Siamo chi si sogna, la notte, il casolare l'ovvio, il neverland, il sogno, un posto per sognare, gli eletti molto amati, soliti o casuali oppure i prossimi passati fanciulle floreali. Ma occhio sono solo un onirico comuni alternative progettarle con che nome il sogno ha consumato l'identità devo chiamarmi come? Ognuno vola dove, Valpadana o Marte ricorda il suo futuro, erba e salvia lì dall'orto e gatte sopra il letto e legna nel camino e brocche e l'energia solare per il Philips piccolino. Ma occhio sono solo un onirico (...) devo chiamarmi come? Inverno, estate nudi a giocare intelligente la Soprannaturale gentilezza ultrabrillante e respirare rock, violini corde e voci dice il flauto ad un sassofono chi è matto più di Alice Ma occhio sono solo un onirico (...) devo chiamarmi come? Stonati ma accordati, scoviamo suoni buoni mi sento un po' scopato metto gli occhi negli occhioni e tutto in tutto è ritmo, nei fianchi e nelle dita nell'ora che ci coglie in vetta ad una diminuita. Ma occhio sono solo un onirico (...) devo chiamarmi come?

Un Onirico - Mamo Giacomozzi - www.divinus-dominus.com

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Uscendo sulla strada Uscendo sulla strada, quattro passi nella luna con l'ombra che ti scivola davanti come seta un calcio ad un cappello senza idee senza padrone che ricade accartocciato senza piangere nemmeno. E un gatto affila gli occhi dalla notte del suo muro pronto al balzo della fuga, disturbato nel suo canto d'amore, come il pianto di un bambino di nessuno poi scompare per incanto ma lo senti che è vicino ma lo senti che è vicino... E' tardi eppure c'è qualcosa nell'aria tutta la malinconia di chi non ha compagnia di chi vive di niente, di chi vive di niente. Avrà bevuto e sta contando le stelle, dal suo letto di magia il creato è cosa sua laggiù sotto il ponte, laggiù sotto il ponte. Là sotto quell'arcata della casa aperta al vento c'è una sedia, un pagliericcio, un armadio un po' sbilenco ti guarda con due pozze di celeste quasi perse nell'enorme barba incolta del suo viso. Sorride amico, un poco a tutti amico, se sei davvero amico della vita lui ti offre la sua sedia si stringe nei suoi stracci e dopo un attimo di gioia pian piano assieme al fiume s'addormenta pian piano assieme al fiume s'addormenta... E' tardi eppure c'è qualcosa nell'aria tutta la malinconia di chi non ha compagnia di chi vive di niente, di chi vive di niente. Avrà bevuto e sta piangendo da solo quel momento di follia quando uccise fantasia la sua unica donna, la sua unica donna. Seduto a testa bassa sui gradini di una chiesa parla piano e si ricorda dei vent'anni di galera s'illumina negli occhi quando pensa alla sua donna la più bella del quartiere, la più donna. Adesso sul suo viso come un alito di vento delicata vita lenta, misteriosa ricompensa si alza barcollando e porta via le sue parole che ormai son la sua ultima ricchezza che ormai son la sua ultima ricchezza... E' tardi eppure c'è...

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Valzer delle candele Valzer dolcissimo da cantare con amore e leggerezza. Lui C

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Bambina mia di zucchero C

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di zucchero sei tu. C

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Se vuoi sentire il muscolo C

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C

vieni a dormir con me. Nell'ano te lo strucciolo in figa no, perché se poi nasce un pargolo tu lo metti inculo a me. Lei

Bambino mio di zucchero di zucchero sei tu se vuoi la fica prendila fa quello che vuoi tu. Se poi nascesse un pargolo sarà quel che sarà; ma in culo lo puoi mettere alla troia di tu ma'!

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C

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G

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F

Valzer delle candele - www.divinus-dominus.com

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Va pensiero Quando la Goliardia incontra Verdi. Sulle note del famoso pezo del Nabucco ecco una dolce aria in memoria dei tempi passati. Va' pensiero ai tempi passati quando ancora s'andava al casino! Ma una donna crudel ci ha fottuti, una donna di nome Merlin!!! Borgognona, si bella e perduta, oh ricordo di mia gioventÚ... Ma le palle già piene ci abbiamo dei soprusi patiti finor. Belle potte, armonici culi, o ricordo di un tempo che fu, or non c'è piÚ...

Va pensiero - www.divinus-dominus.com

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Venite Amemus Alfredo Nardone Sulla musica di "Venite Adoremus", canto natalizio per eccellenza, ecco le parole scritte da Alfredo Nardone. Da cantare coralmente a pi첫 voci. L'avemo peloso madido e succoso l'avemo peloso venite a sucar L'avete preziosa rossa elussuriosa apriteci i battenti su fateci contenti e sotto le coperte venite ad amar L'avemo peloso ligneo e un po' bizzoso l'amore di un goliarda si sa che non si scorda abbiamo l'alabarda qui pronta per voi.

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Ventisette Dolcissima canzone in dialetto veneto di antica composizione. Parla delle amate e caste fanciulle e del loro piccolo problema mensile, quando per accogliere l'arrivo del Marchese si vestono con preziosi panni di lino. Cosa può fare l'amato giovinotto se non invitare le pulzelle ad abbandonare i paramenti e concedersi con dolcezza e romanticismo alle gioie dell'amore carnale? C

El ventisette d'ogni mese G

tutte le donne i le g'ha il marchese; G

cossa i le fa, ste brutte troiasse? C

il se riempie la mona de strasse. Din, don, campane a marteo: fora le strasse, dentro l'osèo: daghelo drento, spingilo giù, slarga quel buso sempre di più. Per una fisica ben conossua a questo mondo tutto se frua; ma la bernarda, cosa miranda, più la se dopra, più la vien granda!

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C

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Vespertilio Amoroso Quando la Goliardia incontra Mozart. Sull'aria del "Farfallone amoroso" (da non confondersi con il "Trottolino amoroso" di più recente composizione) i Goliardi Patavini compongono un inno fenomenale. D

A

Voi quadrati ci avete i coglioni E7

A

disse Zeus ai Vespertilioni D

A

e noi gioiosi intoniamo ogni dì E

E7

A

il nostro inno, che suona così: A

E

Dove vai, Vespertilio amoroso, A

notte e giorno d'intorno volando, delle vergini il sangue succhiando E7

A

della vita gran goditor? È il Vespertilio un ver Goliarda, fiero il guardo, la fava gagliarda; è il Vespertilio un cuor sincero: "Viva la figa" è il nostro pensiero. Dove vai, Vespertilio amoroso, delle botti il vino trincando, ogni notte pulzelle chiavando nel sacro nome di San Trimalcion?

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D

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A

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E7

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Vespertilio Amoroso - www.divinus-dominus.com

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Ve Tru Stori ov Ledi Di Alfredo Nardone

Capolavoro di arte Goliardico-Compositiva-Musical-Emblematica, raccoglie in sè il Phatos della morte di una cara principessa e il disgusto sentito verso chi osa deturparne l'immagine (?!?!?). Inoltre a testimoniare l'ineluttabile casualità degli eventi viene inserita pure la vicenda dolcemente umana e toccante di Madre Teresa di Calcutta (santissima donna) e di Gianni Versace (mai troppo compianto stilista), amici fraterni della bella principessa. Composta in un giorno, che dico, in poche ore dal genio inqualificabile di Saffus Petus Sciaffico e con i consigli di Dominus, questa perla d'arte musicale si snoda tra tre famosi successi: "Let it be" dei Beatles, "Candle in the wind" (anzi Goodbye England Rose) di E.John e La Canzone del Sole di L.Battisti. Buon divertimento... Eseguire giro di "Let it be" molto veloce C G

Questa è la storia vera Am

F

di lady Di che è morta una sera C

G

spalando Madre Teresa di Calcutta ubriaca Am

F

uccidendola sopra al guard-rail C

G

Ma una gomma scoppia e poi parte Am

F

e chi ti uccide, ti uccide Versace C

che passava di lì per caso G

Am

F

col suo nuovo vestito di Dolce e Gabbana Suonare "let it be" velocità normale C G

Am

F

Una sera nel castello d'Inghilterra Carlo ti piantò C

G

F

C Dm7 C

un bel paio di corna con Camilla. C

G

Am

F

E tu sei dietro quella porta che guardi e ti masturbi C

G

F C Dm7 C

dolce pianto salato Lady Di... Am

G

F

C

Lady Di, Lady Di, Lady Di, Lady Di, G

F

C Dm7 C

guida ubriaca Lady Di. Am

G

F

C

Lady Di, Lady Di, Lady Di, Lady Di, G

F

C Dm7 C

prima o poi ti schianti Lady Di.

E dopo il divorzio incontri Dodi che ti chiava e pagherà sulla sua barchetta Lady Di. E ti porta in giro per il mondo come una vera vera principessa senza corna. Lady Di, Lady Di, Lady Di, Lady Di, guida anche la nave ubriaca Lady Di. Lady Di, Lady Di, Lady Di, Lady Di, non ti preoccupare che se muori ci pensa Elton John. Adesso sfuma su "Candle in the wind" di Elton John

Ci penserà Elton John... E

A

E

Se ora sei morta come una stronza su quella Mercedes, A

guidando ubriaca con la guardia del corpo impasticcata nel baule, E

A

e Dodi come un coglione che dorme e ti lascia guidare E

A

senza considerare che donna è uguale a danno.

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B

B7

E donna al volante pericolo costante E

A

e tu lo sei oramai... E

B

E madre Teresa si fida e ti attraversa la strada. A

C#m

Muori come una Troia e non lo sai... B

A

E

che al mondo non gliene frega un cazzo se tu più non ci sei... Ritorna "Let it be"

Lady Di adesso sai respiro molto meglio tre persone in meno Lady Di. Vado in giro e corro per le strade senza preoccuparmi ormai di questa tua Love-Story Lady Di. Prima con Carlo, dopo le corna, dopo Camilla e dopo il divorzio la regina d'Inghilterra non si sgrilletta più dal dolore. Poi dopo il divorzio Dodi e dopo Dodi l'incidente... Ora basta Lady Di non ci puoi più rompere i coglioni... Adesso parte "La canzone del sole" A E

Noooooo, nooooooo D

E

A

E

La principessa quando muore muore e poi, D

E

A

E

si toglie dalle balle e non la senti e poi la macchina si schianta e si accartoccia su quel pezzo di muretto ancora intero e poi ti schiaccia quella troia di Madre Teresa... naaaa naaa e Versace passeraa aaa proprio di là in quel momento che ti parte quella gomma e il suo cerchione che gli taglia quella sua bella testina di cazzo. Ritorna "Let it be"

Ora in Paradiso giochi a croquet con Versace Madre Teresa tiene i punteggi. Sugli spalti ci sono Freddie Mercury e John Lennon che ti guardano basiti Lady Di. Quando avrai finito dovrai lavorare di bocca e di culo Lady Di. Di bocca con John Lennon e di culo con Freddie Mercury sai sono i suoi gusti Lady Di. Lady Di, Lady Di, Lady Di, Lady Di, Lady Di ti senti sola..... Ma tra un pò arriva anche il Papa.....Lady Di...

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G 1 2 3 4

B

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Am 1 2 3 4

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F 4 5 6 7

C#m

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E

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A

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Vieni mia bella Credo che tutti conoscano la melodia di questo tormentone. Alla allegra compagnia cantante il piacere di aggiungere altri versi. Vieni mia bella vieni vieni con me a Palazzo ti mostrerò il ca...ro e amato genitor. Dimmi dove, dimmi dove a che fare, a che fare Vieni mia bella vieni vieni con me alla valle ti mostrerò le pal...lide rose del mio giardin. Dimmi dove, dimmi dove a che fare, a che fare Vieni mia bella vieni vieni con me in bottega tu mi farai 'na se...mplice dichiarazione d'amor. Dimmi dove, dimmi dove a che fare, a che fare Vieni mia bella vieni vieni alla querca antica mi mostrerai la fi...bbia la fibbia del gilè. Dimmi dove, dimmi dove a che fare, a che fare Vieni mia bella vieni vieni con me al ruscello ti mostrerò l'uc...ente la lama del pugnal. Dimmi dove, dimmi dove a che fare, a che fare

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Vispa Teresa Canto storico della Goliardia. Viene intonato coralmente in diverse occasioni, dall'ingresso della Minus nell'Ordine Goliardico alla Laurea etc. La vispa Teresa avea, tra l'erbetta, al volo sorpresa gentil farfalletta e tutta giuliva gridava a distesa: "L'ho presa, l'ho presa, l'ho presa nel cul!" "Ahi che mal!" * "Te sta ben, culaton!" * parte urlata dal destinatario del canto.

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Vitti 'na crozza D

A

D

A

Vitti 'na crozza supra nu cannuni, D

fui curiusu e ci vozi a spiari. G

Em

Idda m'arrispunniu: A un gran duluri G

D

A7

muriri senza toccu di campani. A

D

A

Larallelleru lalleru lalleru A

D

A

D

D

D

lalleru lalleru lalleru lalla. C'è nu giardino a menzu di lu mari, tuttu ntessutu d'arangi e di xjuri. Tutti l'acceddi n'ci fannu l'amuri. Larallelleru lalleru lalleru lalleru lalleru lalleru lalla. Sentu li trona di lu Mungipeddu, chi ietta focu elampi i tutti i lati. oh bedda matri, matri addulurata serba la vita mia e di mia amata. Larallelleru lalleru lalleru lalleru lalleru lalleru lalla. Sinni eru li me anni sinni eru, sinni eru e un sacciu unni. Ora ca su arrivatu a ottanta anni, chiamu la vita e morti m'arrispunni. Larallelleru lalleru lalleru lalleru lalleru lalleru lalla. Cunzatimi, cunzatimi sta lettu, ca di li vermi su' mangiatu tuttu. Si nun lu scuntu cca lu me peccatu lu scuntu a chidda vita a sangu ruttu. Larallelleru lalleru lalleru lalleru lalleru lalleru lalla.

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Viva la fica Inno di vita, amore e gioia. Si ritrovano le caratteristiche tipiche della Goliardia. L'amore per il Femmineo Antro, per la Natura e per la Terza Via del Piacere. Notare la lezione di vita che si impartisce alla fetente matricola.

Viva la fica, il cielo sereno il buco del culo, l'arcobaleno; i moralisti fanno schiamazzo perchĂŠ son tutti teste di cazzo. Cara matricola, ti voglio insegnare il tempo futuro del verbo chiavare: chiava in francese, tedesco, spagnolo, finisce sempre che prendi lo scolo.

Viva la fica - www.divinus-dominus.com

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Viva Torino Viva Torino città delle belle donne noi siamo le colonne noi siamo le colonne. Viva Torino città delle belle donne noi siamo le colonne dell'Università. Era lei sì sì era lei no no era lei che lo voleva era lei che lo pigliò. Ma quando non arriva il vaglia di papà noi siamo le colonne del Monte di Pietà. Era lei sì sì era lei no no era lei che lo voleva era lei che lo pigliò. Ma quando arriva il vaglia di papà noi siamo le colonne di tutti i varietà. Era lei sì sì era lei no no era lei che lo voleva era lei che lo pigliò.

Viva Torino - www.divinus-dominus.com

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Vivere allo Sbando Alfredo Nardone Fantastica canzone che ben esprime il senso della Goliardia. Scritta da Alfredo Nardone quando ancora la Primula, una Confraternita Triestina, era viva ed attiva. Ora quella Primula non esiste più ma resta forte e verace nei nostri cuori. G

C

D

Noi come i pochi rimasti G

Di stirpi antiche C

D

Che non esistono più G

C

D

Portiamo avanti quell'idea di tradizione G

costumi e gesti C

D

Che non si fanno ormai più Em

G

D

La goliardia è l'arte della passione Em

C

D

Viverla ti può dare di più G

C

D

Vivere allo sbando come facciam noi G

C

D

Di può dare giorni che non avrai mai Em

C

D

E non c'è eta, non c'è convenzione Em

C

D

È liberta del pensiero che è in noi C

G

…del pensiero che è in noi vengan le primule avanti e noi saremo sempre disposti perché il nostro gioco parte dalla convinzione che la ragione filtra la vita e chissà se ci sarà vino fino al mattino o staremo a bigolare qui al bar Primula nel cuore Primule i miei eroi Quei cappelli storti Dei fratelli miei Canterem fin che la voce regge Questa sera non finisce per noi Vivere allo sbando come facciam noi Ti darà momenti che ricorderai E non c'è età, non c'è convenzione Brilla già il fiore rosso che è in noi

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G

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C

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D

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Em

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VM Canzone satirica contro il VM, il Maestro di un Ordine Goliardico. Per la serie "manco i boss si salvano dallo sberleffo"! E

B

Goliardi state in guardia, il VM è già qua, A

B

minaccia erezioni ce l'ha su con noi; E

B

nel sesso è una potenza e questo si sa: A

B

E

che tira, che tira, che tira. La mano del VM è in grado, si sa, di dare i paglioni a ognuno di noi: potenza non gli manca, di donne ne ha, chiaverà, chiaverà, chiaverà... E

B

VM, hai sempre una sottana al tuo servizio, C#m

G#m

C#m

per lei non è di certo un sacrifizio: B

E

orgasmi, orgasmi, orgasmi lei avrà! VM, riserva tu fai sempre di goldoni: li usi contro i perfidi bambini, che furbo, che furbo, che furbo che tu sei! Goliardi state in guardia, il tiranno è già qua, minaccia punizioni, ce l'ha su con noi; la tragica impotenza è già certa, si sa: non tira, non tira, non tira. La mano del VM ottenere non sa le magiche erezioni di ognuno di noi: la voglia non gli manca, denaro ne ha, pagherà, pagherà, pagherà... VM, pagando una puttana pel servizio la obblighi a un sì grande sacrifizio: che palle, che palle, che palle si farà! VM, comprato hai inutilmente dei goldoni: ben presto si son fatti palloncini; bambini, bambini, comunque non ne avrai!

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E

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C#m

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Voglia amara (37.73.3) Mamo Giacomozzi Voglia amara di lasciare... dolci amici e strade care... confusione dolce dentro strano odore di rimpianto, strano odore... Strano odore di città... sbagli ancora fatti mai... strano odore di partenze, di stazioni e lontananze, strano odore... Stati d'animo incredibili tra le dita stanche scivolano... ...come sabbia... e pensieri un poco... torbidi, malinconici, ora è tardi e il presente? ...E già ricordo... Strana stanza sconosciuta, birra fredda non bevuta... atmosfere indecifrabili anime spente, non è facile... Sciocca nuda lampadina, luce ambigua è già mattina... labbra fredde di parole, disperate anime sole... Stati d'animo incredibili tra le dita stanche scivolano... ...come sabbia... e pensieri un poco... torbidi, malinconici, ora è tardi e il presente? ...E già ricordo... Sguardi dolci rifiutati, un volo breve di minuti... resta uno stupido bicchiere il presente è già passato... Vecchio dai puoi farne senza poi fredda notte di partenza e le calde labbra morbide ed i brevi baci gelidi... son già ricordi... Stati d'animo incredibili tra le dita stanche scivolano... ...come sabbia... e pensieri un poco... torbidi, malinconici, ora è tardi e il presente? ...E già ricordo... Morbido il suo corpo nuovo, strano che sia ancora vivo... strano avere nuovamente dentro me lo stesso vento di Morbide le sue carezze, poi il ritorno... voglie pazze..

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conclusioni inverosimili di pensieri impossibili... la mia strada non ha età ... Stati d'animo incredibili tra le dita stanche scivolano... ...come sabbia... e pensieri un poco... torbidi, malinconici, ora è tardi e il presente? ...E già ricordo...

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Zum zum zum Questa è la primissima versione del successo portato in TV dalle gemelle Kessler. Narra la leggenda che un bieco funzionario Rai si sia opposto e abbia obbligato le due tedescone (autrici del testo originario autobiografico) a modificare le parole. C

SarĂ capitato anche a voi G7

di avere un casino in famiglia: il padre che chiava la figlia C

G7

e il nonno finocchio C

G7

che incula il marmocchio: C

zum zum zum zum zum, G7

zum zum zum zum zum... P.S.: Ringrazio il M° Angelo Dinelli per avermi suggerito il giro della canzoncina.

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C

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G7

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Ringraziamenti e cogitationi Divinus Dominus L'Opera è giunta al termine, o meglio questa ennesima versione si può considerare conclusa. Doverosi pensieri e ringraziamenti affollano la mente mia stanca e corrosa dal troppo Bacco e dalle mai troppo amate Veneri. Anzitutto ringrazio la Nostra Santa Madre Goliardia per avermi fatto in tutti i sensi e poi: - I Goliardi persi per il mondo che mi hanno aiutato nella compilazione del presente Canzoniere. - Lo Zibaldone di Abelardo e chi ci sta dietro, davanti, sopra e sotto. Senza di Lui sarebbe stato uno sbattimento senza fine riportare le canzoni storiche della Goliardia. - La mia mente per i meravigliosi commenti che sono riuscito a partorire per numerosi canti. - Il M° Angelo Dinelli, quello che ha scritto numerosi libri di musica (provate ad andare alla Ricordi per credere!), grande artista ed infinito Amico Fraterno. - Saffus Petus Sciaffico per la Fratellanza che ci unisce. - Frate Anal per la Fratellanza che mai ci divide. - Le Veneri che, ahi loro, mi hanno amato (poche) e quelle che io ho amato (infinite). - Holden per tutto. - Il mio portatile che mi fa passare ore davanti al suo schermo. - La mia bella ragazza che non ho. - Le Marlboro Lights per tutto il catrame che sono in grado di donare ai miei polmoni. - Maria e quel bel Cioccolatino amato e consumato fino alla fine. - Rosy Bindi, donna più bella che intelligente, per avermi insegnato l'odio. - La divisione Marketing del Milan A.C. per aver dato lavoro ad una mia amatissima Fanciulla. - La Quilimari Ltd. per aver realizzato il prg con il quale ho fatto tutto, ovvero Chord Pro Manager, e sopratutto per averlo fatto così male che ancora sto impazzendo per usarlo. - Black Thorne per aver realizzato il crack del suddetto programma che uso. - Donato Verdiana per l'amicizia che ci lega. - La Lockwood Chappellon Ltd. per la sua lotta infinita contro l'oppressione delle case editrici che cercano sempre di mandare in galera il Verdiana. - Bomarn, Fabfab, GuitarDoc e gli altri del newsgroup it.arti.musica.spartiti per l'amicizia che ci lega. - Amosfree (http://get.to/amosfree) per l'amore che gli abbiamo dato. - I miei nemici, o meglio, le persone alle quali sto sulle palle. Senza di voi la mia vita sarebbe assi piatta. - Le mie ernie del disco che mi hanno insegnato il dolore. - Fabrizio De Andrè che mi ha insegnato la Poesia. Caro Faber, la tua Opera Omnia prima o poi verrà finita. - Marco Masini, per le sua belle canzoni che mi son servite in diverse occasioni (bella stronza, vaffanculo...) - I 7M3, Seven Mary Three, che pochissimi conoscono per avermi insegnato la Vera Musica suonata con il cuore. - Marta, il mio bel pollo di gomma. - Dio, qualsiasi dio, per avermi insegnato che su questo mondo siamo solo piccole parti del nulla. - Enrico VIII, il mio caro e carnale compagno di mille avventure amorose, per te e per la fanciulla che così ti ha chiamato tanti, tanti anni fa. - ...

Mi spiace se volutamente o involontariamente ho dimenticato qualcuno. Sarà per la prossima versione del Canzoniere. NUNC EST BIBENDUM DIVINUS DOMINUS SUMMAM VERITATEM INVESTIGATOR DAVID AARANSON MAX NOODLES CONTE DI SAN GERMANO BILLY THE KID GIGHEN UCCELLENTISSIMO GOLIARDA DE LA SANTA GOLIARDIA ITALICA.

Ringraziamenti e cogitationi - Divinus Dominus - www.divinus-dominus.com

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Canzoniere Goliardico  

canzoni della goliardia fatto da Dominus

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canzoni della goliardia fatto da Dominus

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