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ilPoliGrafico 200•20

lavoro

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sessant’ann

STAMPA E NUOVI MEDIA NELL’ERA DIGITALE

ni di stampa N. 200 NOVEMBRE DICEMBRE 2020

Stratego Group 20090 Segrate (MI) via Cassanese 224 Euro 9,90

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60 ANNI DI STAMPA La storia nella storia: Stratego Group, un progetto che parte da lontano ..... 8 Com’è cambiata la copertina ........ 10 TECNOLOGIE È stampa passata… Le evoluzioni dell’industria grafica 12 Le nuove sfide del tessile industriale 50 Serigrafia, una tecnica antica ma sempre d’impatto ................ 54 Inchiostri, questioni di chimica ...... 61 La carta, materia per le idee dell’umanità ............................... 63 MERCATI Il ibro cambia sempre, per ritrovare sempre se stesso ....................... 74 La rivoluzione nella stampa dei giornali negli anni ‘70 ............. 78 Da D’Annunzio al digitale, storia del volantino e del catalogo 88 La business communication verso il phygital e l’omnicanale .... 90 Come cambia la comunicazione nel “wide format” ........................ 92 Imballaggi ed etichette, figli prediletti della società dei consumi ........... 98 PROCESSI L’industria grafica del futuro si chiama smart printing manufacturing .. 107 La rete della stampa. Nascita e prospettive dell’online printing 111 Sostenibilità, è ora di cambiare prospettiva ............................... 118 FORMAZIONE Com’è cambiato il mestiere ....... 126 Formazione e lavoro, come si coltiva un talento ......... 130 PIOMBI Primo piano Annullata Drupa 2021 .............. Poste Italiane, accordo per acquisire il concorrente Nexive ............ Al fondo QuattroR la maggioranza di Burgo Group ...................... Fornitori .................................... Aziende grafiche .......................

Sommario

200

SPECIALE 60 ANNI DI STAMPA

LE SCUOLE GRAFICHE, TRA PERCORSI DI FORMAZIONE E OPPORTUNITÀ LAVORATIVE PAG. 130

IL FUTURO DELL’INDUSTRIA GRAFICA VA OLTRE LA DIGITALIZZAZIONE PAG. 107

I CAMBIAMENTI DEL LIBRO, TRA STAMPA, DIGITALE E NUOVO PUBBLICO PAG. 74

140 140 141 142 152

Colophon

Direttore responsabile ENRICO BARBOGLIO enrico.barboglio@strategogroup.net

Redazione GIULIA VIRZÌ tel. 02 49534500 giulia.virzi@strategogroup.net FEDERICO ZECCHINI Via Cassanese 224 Centro Direz. MilanoOltre, Segrate MI tel. 02 49534500 fax 02 26951006 Pubblicità MAURO TIRONI tel. 02 49534500 mauro.tironi@strategogroup.net DEBORAH FERRARI tel. 389 9004599 deborah.ferrari@strategogroup.net Ufficio traffico brando.zuliani@strategogroup.net Ufficio abbonamenti tel. 02 49534500 fax 02 26951006 abbonamenti@strategogroup.net

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LE COPERTINE: UNA GRAFICA CHE SI ADATTA AI TEMPI PAG. 10

Hanno collaborato a questo numero: DARIO D’URSO, SERGIO FACCHINI, ACHILLE PEREGO, MICHELA PIBIRI, STEFANO PORTOLANI, CATERINA PUCCI Progetto grafico e impaginazione CRISTINA MASCHERPA Editore STRATEGO GROUP srl - Segrate MI www.stampamedia.net Stampa PressUP - Nepi (VT) www.pressup.it Copertina Art direction: CRISTINA MASCHERPA Immagini: WWW.DEPOSITPHOTOS.COM Nobilitazione: P.F. LITOVER – Vimercate Carta: FEDRIGONI SYMBOL CARD ECO100 da 300 g Realtà aumentata powered by genARate

ABBONAMENTI Quota annua euro 84,00 per l’Italia, 144,00 per l’Europa, 159,00 extra-Europa. Numeri arretrati: 15 euro cad. copia. I versamenti possono essere effettuati con bonifico bancario a Stratego Group srl IBAN: IT70 C034 4020 6000 0000 0264 200


IL RUOLO SEMPRE PIÙ DETERMINANTE DEL PACKAGING PAG. 98

BREVE STORIA DI COME SI È STAMPATO NEI SECOLI PAG. 12

R.E.A. Milano n. 1190227 Autorizz. Trib. Mi n. 512 del 26.10.85 Gli articoli firmati impegnano esclusivamente gli Autori. Dati e caratteristiche tecniche sono generalmente forniti dalle Case costruttrici, non sono comunque tassativi e possono essere soggetti a rettifiche in qualunque momento. Tutti i diritti sono riservati. Notizie e articoli possono essere riprodotti solo a seguito di autorizzazione dell’editore e comunque sempre citando la fonte. Testi e fotografie, qualora non espressamente richiesto all’atto dell’invio, non vengono restituiti. Desideriamo informarLa che il D.Lgs. 196/03 (Testo Unico Privacy) prevede la tutela di ogni dato personale e sensibile. Il trattamento dei Suoi dati sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e della Sua riservatezza. Ai sensi dell’art. 13 del Testo Unico, Le forniamo quindi le seguenti informazioni: il trattamento che intendiamo effettuare verrà svolto per fini contrattuali, gestionali, statistici, commerciali, di marketing; il trattamento, che comprende le operazioni di raccolta, consultazione, elaborazione, raffronto, interconnessione, comunicazione e/o diffusione si compirà nel modo seguente: archiviazione su supporto cartaceo e archiviazione informatizzata su personal computer. Il titolare dei dati è: Stratego Group srl nella persona del Rappresentante Legale. Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati ad uso redazionale è Enrico Barboglio (enrico.barboglio@strategogroup.net - via Cassanese 224 Segrate (Milano) - tel. 0249534500 - fax 0226951006). Al titolare del trattamento Lei potrà rivolgersi per far valere i Suoi diritti così come previsti dall’art. 7 del D.Lgs. 196/03.

Per inviare inviti alla redazione per conferenze o eventi, scrivere a inviti.redazione@strategogroup.net Organo Ufficiale ITALIA

associazione tecnici arti grafiche italia

EURO GRAPHIC PRESS

IL POLIGRAFICO È LA RIVISTA ITALIANA DEL GRUPPO EUROGRAPHIC PRESS WWW.EUROGRAPHICPRESS.COM

Non ho avuto modo di conoscere Almo Zuliani, che è di fatto il motivo per cui ora vi scrivo da queste di Enrico Barboglio pagine, ma ho avuto modo di leggere ciò che condivideva con voi lettori (voi per i meno giovani, i vostri padri per chi è da più generazioni nella stampa). Nel suo primo editoriale, ottobre 1960, esprimeva senza indugi il suo intento di offrire ‘al Lettore italiano il senso della diretta e immediata connessione con tutto il suo mondo attraverso i più importanti fatti, promuovere e diffondere le iniziative di utilità generale, fornire i migliori elementi di valutazione per le scelte particolari’. Parole di modernità rispetto ai tempi nei quali furono scritte, che ci confermano quanto visionario fosse il fondatore della nostra rivista e che ci pone nell’obbligo di non tradire le origini e di proseguire il percorso iniziato 60 anni fa. “Un programma – riprendo le parole di Zuliani – di aperta collaborazione: con i nostri

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HUXXXXXXXXS: DECLINAZIONI DIGITALI PAG. XX

In questo numero

INQUADRA E ACCEDI ALLA REALTÀ AUMENTATA

Con voi da 60 anni

cartotecnici, cartai, tecnici e studiosi del settore, nonché con le Case fornitrici [...]. In un sereno clima di scambi di informazioni e opinioni”. Il sereno clima di scambi era un valore che negli anni del boom economico diventava anche facile preservare. Nei giorni attuali il rimanere sereni tende ad essere visto come segno di debolezza e di facile prevaricazione. Non vogliamo assecondare questa teoria. Rimanendo sereni nel ruolo tracciato dalla nascita di questa rivista. vuole invecchiare, come forse ognuno di noi. Per questo si è arricchito anche di una parte digitale, che mantiene lo scopo di essere occasione di racconti. La storia della stampa è fatta dalle persone che ogni giorno investono il loro tempo, abilità ed entusiasmo storia della stampa è fatta dalle loro idee. È l’ingegno, unito alla competenza, che in tutto questo tempo ha determinato svolte tecnologiche epocali e nuove applicazioni. continuerà questa narrazione, grazie a un team convinto che queste colonne per disegnare un futuro fecondo di idee nuove e di nuovi sviluppi. Grazie a tutti i nostri Lettori, ai nostri vicino.

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indice dei nomi

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Persone e aziende citate nel numero con riferimento alla pagina.

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99designs 152 Acimga 108,122 Adario Aldo 85 Adario Maria Stella 85 Adario Massimo 85 Adario Mauro 85 Agfa NV 18 AIE 74 Antonini Mauro 152 April Group 144 Argi 137,146 Arnoldo Mondadori 74 Assocarta 122 Assografici 107,119,137 Azul sistemi 142 Azzolin Christopher 128 Baglieri Enzo 108 Bancolini 32,138 Bandecchi Paolo 83 BDO Italia 122 Belmark 111 Belotti Pamela 128 Berra 142 Bertoldo Renzo 134 BFS Pressroom Solutions 38 Bianchi Silvano 138 Bobst 96,142 Bobst Italia 144 Bobst Jean-Pascal 144 Boegli Lorenz 54 Bolza-Schünemann Claus 141 Bompiani 74 Bona Emanuele 107 Bottazzoli Elisabetta 120 Bretin Franck 94 Briganti Andrea 109 Burgo Distribuzione 147 Burgo Group 141 C.F.P. Pio XI 137 Caldera 28 Canale & C. 138,153 Canegrati Tino 81 Canon 20,86,125 Capuano Ignazio 141 Cartes 3 Casazza Mario 152 Ceolini Fausto 108 Cerutti 141 Cheli Gianluca 142 Cillario Gian Franco 100 Cillario Gianmario 100 Cillario Giuseppe 100 Cillario Luciano 100 Cimpress 152 ClimatePartner 114 Cograf 149 Comieco 122 Continental 61 D’Adda Maurizio 122 De Agostini 75

Del Fante Matteo 140 Di Agostino Gerardo 96 Di Agostino Vincenzo 96 Diaz Corrado 102 Diaz Gonzales Roman 102 Diaz Luca 102 Diaz Monica 102 Digital Team 82 Dittadi Matteo 133 Donzelli Maura 82 Druck Chemie Italia 24 DS Smith 153 DuPont 22,61,109,148 Durst 116,117 Edigit 143 Elcograf 153 ENIPG 136 Epple Druckfarben 36 Epson 26,58 Ermes 91 Errelle 28,151 Esko Graphics 133,142 Eurmoma 84 Eurostampa 100 Eurpack 102 F.lli Robustelli 58 Fattorossi Luca 141 Fed. Carta e Grafica 107,122 Fedrigoni 124,149,155 Feltrinelli 74 Fespa 53,151 Fespa Italia 150 Fond. Democenter Modena 137 Fondazione Daimon 134 For.Tex 58 Fratelli Fabbri Editore 75 Fujifilm 61 Gallus 100 Garavaglia Davide 144 Gasperini 142 Geldermann Sabine 140 Gems 75 Gianoli Giorgio 141 Gicherstampa 82 Gietz 46 Gilmour & Dean 100 Giunti Editore 139 Giustini Ferruccio 102 GMDE 142 Gozzi Claudio 61 Grafica Metelliana 96 Grafiche Battivelli 153 Grafiche Pizzi 152 Grafisk Maskinfabrik 143 Graphic Thought Facility 149 Gruner + Jahr 141 Gruppo Cordenons 66 Gruppo Marchi holding 141 Gruppo Pozzoni 153 Guandong Italia 68

Haltmeyer Andreas 49 Haltmeyer GmbH 49 Heering Markus 140 Heidelberg 47,100,141,152 HH Global 73 HID Global 149 Hoepli 74 Hope Robin 38 HP 81,96,137 IBM 40 Industrialbox 7 Inglese 142 Inner Workings 73 International Paper 144 Ist. Pavoniano Artigianelli 137 Ist. Poligrafico e Zecca 152 Ist. Sal. Gesù Adolescente 137 Ist. Salesiano San Marco 133 Istituto Rizzoli 132 Joshi Shreerang 39 K+S 62 Kama 142 Keane Robert 152 Keppler Roland 114 Kodak 30,61,148 Koenig & Bauer 102,141 Kohn Dan 111 Komori 32,77,143 Komori Ichiro 138 Konica Minolta 18,34, 138,143,147 Kyocera Document Sol. 144 Landa Benny 17 Lasalvia Nicola 46 Laterza 75 Lehmkuhl Moritz 114 Levi Acobas Elia 36 Liyu 147 Llewellyn Patrick 152 Logica 113 Lorusso Paolo 57 Luxoro 72 Mandricardi Tim 153 Manifattura del Seveso 70 Marcellina Filippo 96 Maretti Ettore 104 Mariani Marco 82 Marini Eros 94 Marini Roberto 94 Marks-3zet 149 Martin Javier 39 Martin Westland 39 Martinico Tommaso Savio 137 Mazzoleni Alberto 141 Mazzucchelli Daniela 128 MB Bauerle 87 MCS 144 Meana Luca 94 Medioli Chiara 149 Messe Düsseldorf 140

MGI Digital Tech. 34,148 Mochida Satoshi 138 Mondi 49,144,147, ins. Mondinari Paola 132 Morara Marcello 142 Morgan Huw 149 Müller Martini 96 Multi Import 80,87 Mutares Holding 140 Mutoh 28 Nardelli Massimiliano 94 Neale Paul 149 Nespolo Marco 124 New Aerodinamica 128,144 Newmec 46 Nexive Group 140 Onlineprinters 2,114 Orani Davide 147 P&P Promotion 57 Packly 83 Pallo Bruno 151 Pallo Luca 151 Pantaleoni Paola 152 Papyrus 147 Parera Oscar 39 Pasqui Giuseppe 104 Pasqui Valentina 104 PCO Eastgate 38 Pellicioli Giovanni 61 Peresson Giovanni 74 PerfectPattern 148 Petteni Sonia 128 Pinzi Daniele 87 Pixartprinting 112 Plesske Andreas 141 Pogliani Emanuele 102 Polyedra 144 Poste Italiane 140,152 Prato Marco 152 PressUp 156 Pringraf 83 Print Finishing Litover 145 Print4All 110 Printgraph 36 Printing United Alliance 148 Prioriello Giuseppe 83 Prioriello Roberto 83 Pulse Roll Labels 36 Pusterla 1880 48,94 QuattroR 141 Radaelli Angelo 128 Radaelli Paolo 128,144 REM 104,149 Ricoh 18,28,40,147 Rigamonti Matteo 112 Rinaldo Christian 151 Risograph 115 Ritrama 124 Rizzoli 74 Rotolito 83

Rotostampa 116 Sarl Poly-Imprim’ 100 Sauvaigne Riccardo 100 Schilling Thomas 39 Schneider Papier Italia 147 Scodix 96 Screen 61 SEI Laser 42 Signorelli Chiara 129 Signracer 28,151 Sitma Machinery 123,152 SMG 61,148 Spada Marco 136 Spessa Gianni 94 Sprint24 106,116 Stangel Alexander 39 Stevens Andy 149 Streb 39 Technova 39 Tipolito F.L. 87 Toka 149 Tonutti Tecniche Grafiche 148 Toyo Ink 36,61 Trelleborg 36 Tresu 71 TWS 65 UEI Group 142 Ulmex 148 Ulverich Michael 141 Uteco 148 UV One 149 Vailati Italo 119 Varigrafica Alto Lazio 85 VDMA 140 Veronesi Massimiliano 138 Vistaprint 112,152 Weerg 112 Weigang Machinery 104 Wienkamp Erhard 140 Xeikon 17,148 Xerox 16,44,116 Zecher 148 Zinetti Giuseppe 129 Zingarelli 74 Zund 96


“History of Italian passion�

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1997

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60

la storia nella storia

Stratego Group Un progetto che parte da lontano per rimanere giovani e interessanti anche dopo i 60 anni

Nasce il Digital Printing Forum (nella foto, l’edizione del 2013) primo evento che vede la collaborazione tra Zeta’s e 4IT Group. Zeta’s organizza i primi due eventi, poi 4IT Group le successive 25 edizioni, a cui si aggiungono Book Forum e Mail Forum.

di Enrico Barboglio

Quando in redazione abbiamo cominciato a ragionare su come costruire il numero celebrativo dei 60 anni, i pareri non erano concordi. Renderlo un almanacco storico riportando notizie e pagine pubblicate nei 60 anni? Coinvolgere personaggi che diventassero narratori di storie e pezzi di storia? Fare un resoconto cronologico dei nuovi arrivi sul mercato (tecnologie e/o aziende)? Ala raccontare i loro ‘milestone’ degli ultimi 60 anni, quelli che hanno permesso di portare nel mercato italiano diche oggi sono alla base del successo e della crescita di competitività del settore e rileggerli secondo una chiave di ricerca storica, ma soprattutto di possibile sviluppo

Coerenti con le singole storie

hanno portato a riuniesperienze utili a proseguire il percorso della rivista integrando canali di comunicazione e di ingaggio dei lettori. In anticipo e in armonia del mercato della comunicazione.

I Forum È nel 1997 che le attività si incrociano, con la stazione INPRINTING. Erano gli anni in cui le stampanti digitali (prima tecnologia solo usata per le stampe di

Il non dimenticare la storia, essere coerenti con la storia, riconoscere il valore della storia, sono concetti che hanno no i valori condivisi nel tempo con tutta la community, lettori, inserzionisti, collaboratori e colleghi/competitor nel mercato. È per questo stile che nasce così, all’interno di questi 60 anni, una storia nella storia. Quella della collaborazione tra le due entità, Zeta’s e 4IT Group, che

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“Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo” Henry Ford

tale (organizzata da 4IT Group). Nel 1999 c’è un passaggio di testimone e il Digital Printing Forum diventa una iniziativa organizzata da 4IT dia partner. Da lì in poi la media partnership continua anche nelle iniziative Book Forum e Mail Forum. I primi eventi che sviluppano un concetto di partecipazione di il mondo della comunicazione business e dei servizi postali dall’altro.

Le classifiche dei BIG della STAMPA Nel 2010 nasce il primo numero della Print Connection,


2017

2012

Nasce Brand Revolution LAB, laboratorio sperimentale in cui agenzie, brand e stampatori possono esplorare la relazione tra tecnologia e creatività, creando progetti di comunicazione. Nella foto, un progetto dell’edizione 2020.

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È l’anno in cui 4IT Group e Zeta’s raccolgono da Macchingraf il testimone per l’organizzazione del premio La Vedovella. Il premio si trasforma nell’attuale Oscar della Stampa, che riunisce le Eccellenze del printing nazionale

Ancora una volta l’idea di lavorare insieme su un progetto che portasse stimoli e spunti al mercato non trovò ostacoli di campanilismo e nacque una nuova fase del premio ‘La Vedovella’ organizzato appunto da 4IT Group e Zeta’s in partnership. E dopo due anni la trasformazione negli attuali OSCAR della STAMPA, con la costituzione del Club delle Eccellenze.

Tra fiere e nuovi progetti editoriali Furono ancora il Digital Printing Forum e Inprinting a riunire le due aziende per essere di servizio al mercato. Un’area speciale promossa dalla rivista PRINT, dedicata ai print buyer e organizzata nelle edizioni milanesi di Inprinting nel 2010 e nel 2011, e l’edizione 2014 del forum interamente dedicata alla emergente tecnologia inkjet. Nel frattempo, nel 2011 nasceva WIDE, rivista con una redazione liquida distribuita tra la sede di 4IT Group e quella di Zeta’s. Fu proprio dopo l’INKJET Forum del 2014 che l’idea di unire le forze per offrire al mercato un polo di competenze completo e trasversale sul printing comincia a disegnarsi completamente.

L’edizione 2019 di Brand Revolution LAB e degli Oscar della Stampa.

player di stampa nazionali, i cosiddetti “BIG della STAMPA”. Nelle pagine della rivista venivano portati i contenuti della banca dati Print Monitor, così che ormai da più di 10 anni, ad ogni inizio anno, il fascicolo speciale che con-

player di settore, dove (ci dicono) resta per tutto l’anno in consultazione. Un servizio al lettore che si rinnova di anno in anno e che ad esempio nel 2020 ha saputo arricchirsi di quei contenuti multimediali e di integrazione all’online, grazie alla Realtà Aumentata. Ma non anticipiamo i tempi.

Riconoscere e premiare le eccellenze -

Macchingraf) che sino al 2010 aveva portato avanti una iniziativa per premiare annualmente le migliori aziende

E poi sotto un unico tetto E l’11 aprile del 2016 ci troviamo a lavorare tutti sotto lo stesso tetto e inizia il processo di completa integrazione di competenze e iniziative, dando vita a STRATEGO gno continuativo nel non essere solo narratori di ciò che accade nel settore del printing ma soprattutto elementi propulsivi per la promozione del printing come elemento imprescindibile all’interno del percorso multicanale che ogni azienda applica alla propria strategia di comunicazione. Come Brand Revolution LAB, nato nel 2017 come incubatore in cui agenzie, brand e stampatori possono esplorare la relazione tra tecnologia e creatività: un percorso formativo, un laboratorio sperimentale dove tutti gli attori sono coinvolti nella co creazione di progetti di comunicazione. Obiettivo: partecipare in prima persona nel creare strumenti di multicanalità (il famoso Phygital) che anche altri attori del settore possono sfruttare, come l’App Stampare Aumentato. Un ulteriore progetto: last but not least!

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60 la rivista

Sessant’anni di copertine 1960

Il primo ottobre 1960 iniziava la nostra storia: per iniziativa di Almo Zuliani compariva sulla scena

>2000

di dare un’informazione professionale nella completezza

>1986

>1993

L’esigenza di cambiare si manifesta sempre più di frequente: scompaiono i soggetti pubblicitari dalle copertine e si procede con un ulteriore restyling

che rimane come un decoro geometrico nel bastone Per valorizzare una bella nascono interessanti collaborazioni per la nobilitazione con aziende

cambiamenti: la testata si allinea su una riga e compaiono gli strilli sugli argomenti trattati stampa offset con i primi inserimenti di colore diffusi

Nel ‘93 arriva la vera breve passaggio della più solido e grossi strilli di pubblicitario occupa tutta

un salto: si arricchisce di stile contemporaneo delle 10


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>2004

Una bella stagione di copertine illustrate dai protagonisti di questo mondo allora così ricco di talenti. Guido Scarabottolo (detto Bau), Spider, Beppe Giacobbe, Manuela Bertoli, Matticchio, Paolo Guidotti... è stato bello vedere come ognuno abbia declinato a suo modo le suggestioni che gli venivano date: un’esplosione di creatività! In tutto questo la testata si è un po’ fatta da parte, diventando un elemento mobile che nella pagina si armonizzava col soggetto. Niente nobilitazioni in questa fase.

>2010

>2007

Dall’inizio del 2007 un nuovo “esercizio di stile” per le copertine: protagonista il numero dell’uscita, che diventa il pretesto per giocare e comporre con i font, le texture, le forme, i colori... abbiamo proprio dato i numeri! La testata, racchiusa in un quadrilatero irregolare il cui colore spazia (a parte qualche eccezione) nelle frequenze del rosso, ritrova

In copertina arrivano i protagonisti del mondo della stampa: in ogni propone un’intervista a un personaggio di un’azienda di spicco e la copertina è dedicata dunque ai ritratti degli intervistati. Alcuni si sono divertiti a posare per noi e il risultato è stato molto

>2016

Nel 2016 l’ultimo restyling che ha conferito alla rivista l’attuale impostazione vede il ritorno al formato delle origini. La testata diventa di nuovo importante e compare una banda sulla sinistra che contiene gli strilli e che supporta varianti cromatiche del fondo. Protagonista più che mai lo speciale, un ricco approfondimento su diversi segmenti del settore.

Per quanto riguarda la nobilitazione riprende dopo anni la collaborazione con Litover. 11

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tecnologie

Le evoluzioni dell’industria grafica È stampa passata Dal manuale alla meccanizzazione, all’automazione. Stampa, prestampa e post-stampa: storia di come si è stampato nei secoli Dalle matrici in legno, intagliate e inchiostrate, dei primi secoli dopo Cristo, passando per i caratteri mobili dell’irrinunciabile Gutenberg e per la meccanizzazione

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industriale - delle macchine da stampa del XIX secolo, e all’informatizzazione degli ultimi decenni del Novecento e dei primi anni Duemila. La storia della stampa restituisce storia dell’uomo e delle sue capacità di invenzione, oltre che la storia di un intero settore industriale e della sua produttività.

vi sec. d.c.

Matrici di legno I cinesi inventano un sistema che permette di stampare su blocchi di legno, delle matrici che venivano intagliate e inchiostrate. I libri più antichi, stampati con questa tecnica, di cui si abbia notizia sono una copia del Sutra del Diamante (868 d.C., nella foto), un rotolo di sei fogli di carta lungo più di cinque metri, e un testo buddhista riferibile al 750-751 d.C. scoperto in una pagoda coreana.

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Sistema di Bi Sheng Fatto di caratteri di terracotta, fu inventato fra il 1041 e il 1048 in Cina da Bi Sheng, un tipografo e inventore cinese, realizzatore del primo sistema di stampa a caratteri mobili. I caratteri di Bi Sheng, che erano incisi nella porcellana, nella ceramica di argilla viscosa, induriti nel fuoco e assemblati in resina, non si prestavano per la stampa a larga diffusione per la loro fragilità. Nella foto, una riproduzione del sistema a caratteri mobili di Bi Sheng al China Printing Museum.


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a La fase centrale del procedimento di Gutenberg caratteri a comporre le parole da stampare. Il procedimento è rimasto identico per molto tempo, tanto che bisogna fare un balzo di quattro

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INQUADRA E ACCEDI ALLA REALTÀ AUMENTATA

Stampa a caratteri mobili Johannes Gutenberg è stato un orafo e tipografo tedesco al quale si deve l’invenzione della stampa moderna a caratteri mobili. In Oriente i caratteri mobili furono inizialmente realizzati in legno e poi in bronzo; Gutenberg utilizzò solo metalli, in particolare il ferro e l’acciaio. Il fulcro della sua invenzione è il punzone, un sottile parallelepipedo sulla cui testa è inciso in rilievo e a martellato a caldo crea la matrice, dentro la quale vengono fusi in piombo i caratteri. Vi è una matrice numeri, segni d’interpunzione…). Dopo essere stati inchiostrati, i caratteri vengono messi a contatto la carta, imprimendola d'inchiostro. Ancora oggi la Bibbia è l’opera più famosa di Gutenberg: ultimata il 23 febbraio 1455, aveva una tiratura

1811

La macchina tipografica piano cilindrica Friederich Koenig inventa la piano-cilindrica. Sulla scia della rivoluzione industriale, nel 1814 il motore a vapore fu introdotto per sentendo di produrre circa 1.500 copie all’ora, rispetto alle 30-50 copie all’ora che due operai erano in grado di produrre con il torchio a mano. Il “Times” è il primo a essere stampato in questo modo. Koenig perseguì sempre l'idea di meccaniz-

1843

La rotativa La rotativa fu inventata da Richard March Hoe nel 1843, perfezionata nel 1846 e brevettata nel 1847. La macchina, ancora a caratteri mobili e alimentata a fogli singoli, fu perfezionata da William Bullock nel 1865, che introdusse l'alimentazione a bobina; altri brevetti relativi alla rotativa si ebbero in Francia nel 1866 e nel 1872 a opera di Auguste

e la cooperazione di A. F. Bauer, realizzò diversi tipi di macchine da stampa sempre più perfezionate; introdusse inoltre il cilindro da stampa in luogo della lastra piana. Nel 1817 tornò in Germania e con Bauer fondò la fabbrica Koenig & Bauer.

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tecnologie

Le evoluzioni dell’industria grafica La seconda metà dell'Ottocento è caratterizzata da un ampio ventaglio di innovazioni per l'intero ciclo produttivo,

confezione, con l'invenzione della piegatrice automatica e della confezione a punto metallico e brossurata.

1881

1890

1884

La linotype -

La flessografia -

line of types line-o'-type

Tribune

-

-

New York

-

-

-

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-

Macchine meccaniche per la cucitura

-

s


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Un periodo di grandi innovazioni nel XX secolo: la

1904

La stampa offset Il procedimento alla base della tecnologia offset è stato inventato nel 1875 da Robert Barclay per quanto riguarda la stampa su stagno, ma solo nel 1904 fu adattato alla stampa su carta da uno stampatore litografo statunitense di nome Ira Washington Rubel. Rubel scoprì per caso la possibilità di trasportare con assoluta precisione un’immagine inchiostrata mediante un cilindro rivestito con tela gommata, ossia il principio della impressione indiretta. Realizzò una macchina offset basata su tre cilindri nel gruppo di stampa (nella foto: Lithographic offset press, Rubel, National Museum of American History).

INQUADRA E ACCEDI ALLA REALTÀ AUMENTATA

il posto alla offset, sia a foglio che a bobina. Miglioramenti sostanziali si sono avuti nel settore della formatura con le lastre presensibilizzate, dell'automazione e dei controlli automatici sulle macchine da stampa, della carta e dell’inchiostro. L'elemento più importante è stata comunque la capacità di migliorare la qualità del prodotto stampato e l’aumento di produttività. Anche grazie alla comparsa e allo sviluppo dell’elettronica e dell’informatica. Il piombo venne sostituito dal sistema a fotocomposizione e l'impaginazione divenne un sugli schermi del computer. Un processo tecnologico della stampa che diede inizio a una rivoluzione in tutti i settori produttivi.

1965

Sviluppatrici automatiche Arrivano le prime sviluppatrici automatiche a rulli, macchine di alta tecnologia di costo elevato consentono l'inserimento in camera ambiente. L’automatismo è totale perché le pellicole passano attraver-

sessant’anni di stam #SAPEVATELO

TRESU festeggia nel 2021 il quarantesimo anniversario della fondazione.

lavaggio e attraverso l'essiccatore ad aria calda, mentre il sistema assicura la costanza dei parametri temperatura dei bagni, agitazione, rateo di rigenerazione.

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ilPoliGrafico 200•20

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tecnologie

Le evoluzioni dell’industria grafica #SAPEVATELO

TRESU ITALIA festeggia nel 2021 il ventesimo anniversario della fondazione.

1971

1986

Il laser Era il 1971 quando la tecnologia laser fu sviluppata da Xerox Corporation: il contenuto della stampa veniva trasmesso dal laser a un tamburo e poi impresso direttastrumento composto da polvere di

e si riferisce a una tecnologia ottico/elettronica mediante la quale è possibile convertire l'input di energia in un sottilissimo raggio coerente di luce visibile o infrarosso aumentando sensibilmente il livello energetico della radiazione emessa. di stampa laser.

www.depositphotos.com

1984

Il getto d’inchiostro Nel 1971 Casio inizia lo sviluppo della tecnologia a getto di inchiostro piezoelettrica. Il primo modello commerciale di stampante inkjet fu disponibile solamente nel 1984: la serie Thinkjet dalla Hewlett Packard. Una svolta resa possibile grazie allo sviluppo della tecnologia termica a partire dal 1979 dalla stessa HP.

La stampa 3D La stampa 3D nasce con la pubblicazione del brevetto di Chuck Hull "un sistema per generare oggetti tridimensionali”.

sessant’a di #SAPEVATELO

Nel 2007 P.R.T. Spa (Poligrafico Roggero e Tortia), azienda di riferimento nel mercato della stampa e dei servizi documentali, è stata la prima a utilizzare per la stampa transazionale la soluzione a bobina Ricoh IP5000. Da quell’anno P.R.T. e Ricoh hanno continuato a lavorare in sinergia senza mai perdere il focus sull’innovazione.

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ilPoliGrafico 200•20

#SAPEVATELO ONLINEPRINTERS continua a investire in tecnologie di stampa digitale all'avanguardia: nel 2020 ha acquistato due nuove HP Indigo 100K che offrono una qualità costante ad alta velocità.

1990

2012

1993 La stampa nanografica La tecnologia creata dall’israeliano Benny Landa (lo stesso che nel ’93 diede vita al digitale di Indigo), la Immagini e testo Il digitale

-

-

- dalle carte al cartone, dalla carta

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t’anni di stampa

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#SAPEVATELO

Nel 2011 Heidelberg sceglie le soluzioni foglio singolo sviluppate da Ricoh per ampliare l’offerta tecnologica. La sfida è supportare gli stampatori nella migrazione dall’offset al digitale per i trend di mercato della personalizzazione e della stampa on demand su tirature limitate e ripetibili.

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sessant’anni di stamp ilPoliGrafico 200•20

milestone tecnologici

Agfa NV www.agfa.com

2008

ANAPURNA Anapurna è diventato nel tempo il nome di una famiglia di prodotti mid-range per la stampa wide format. Lanciata nell’ormai lontano 2008, è cresciuta nello sviluppo della linea di prodotti abbinando al meglio i miglioramenti qualitativi con una sempre maggiore capacità produttiva fino ad ampliare la famiglia a formati di stampa diversificati. Lo sviluppo ha anche accompagnato l’evoluzione delle teste inkjet Konica Minolta, aggiornando il carro iniziale che montava teste KM512, per arrivare alle successive KM1024 fino alle attuali KM1024i. Ogni passaggio ha garantito un maggior numero di nozzle di stampa abbinato a una maggior frequenza di sparo. Oggi la famiglia Anapurna si compone di 6 prodotti, diversificati per tecnologie di stampa tra plotter ibridi di diverse larghezze di stampa (1650, 2050, 2500, 3200), plotter piani (FB2540) e plotter roll to roll (RTR3200).

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2010 ACQUISIZIONE GANDI DIGITAL Anche il 2010 ha rappresentato una pietra miliare nello sviluppo della tecnologia inkjet di Agfa. E’ infatti di quell’anno l’acquisizione dell’azienda canadese Gandi Digital, che porta in dote delle importanti basi per uno sviluppo futuro: una gamma di prodotti riconosciuta dal mercato, un’azienda di produzione di plotter di stampa wide format e un know-how per lo sviluppo di sistemi di stampa di fascia high end che ben si abbina e completa la famiglia Anapurna già in assortimento. Nel tempo i prodotti originali hanno lasciato il posto a delle nuove soluzioni di stampa interamente progettate da Agfa, che proprio per beneficiare di tutte le sinergie e conoscenze tecniche tra i core component della tecnologia come attrezzature, software e inchiostri sposta lo sviluppo R&D nella casa madre belga e continua in Canada la sola produzione. Arriveranno così sul mercato le stampanti Titan, Mira e soprattutto Tauro, sviluppate ad Anversa e assemblate in Canada.

2014

IL FLUSSO DI LAVORO ASANTI Dall’esperienza maturata nello sviluppo dei software di prestampa ad alta produttività e automazione, ovvero Agfa Apogee, nel 2014 viene presentata in Fespa la prima release di un software di gestione dei lavori e delle periferiche di stampa e taglio chiamato Asanti. Siamo alla versione 1.0, che pur essendo “nuova” eredita tutte le funzioni già attive in Apogee e l’esperienza maturata da Agfa nella riproduzione del colore e lo colloca tra i prodotti più avanzati in ambito di flusso di lavoro disponibili sul mercato. Negli anni Asanti è stato sviluppato e implementato fino all’attuale release 4.0, allargando per esempio la gestione di periferiche di stampa non Agfa, la gestione delle finestrature e la pannellizzazione, ottimizzando la creazione e/o modifca dei profili di stampa con uno sviluppo che però non perde di vista la semplicità di utilizzo, l’automazione e il controllo della produzione. Oggi Asanti è perfettamente integrabile in ambito Industria 4.0 con il supporto di collegamenti XML / JDF con i gestionali aziendali.


2015 AGFA TAURO E’ del Marzo 2015 l’evento chiamato Agfa Red Carpet realizzato presso il Demo Center di Anversa nel quale Agfa presenta in anteprima ad un numero ristretto e selezionato di clienti un nuovo prodotto high level basato su una piattaforma innovativa: Agfa Tauro H2500. Il lancio ufficiale avverrà due mesi dopo, durante Fespa, insieme al lancio della nuova flatbed Agfa Mira. Tauro si conferma da subito una tecnologia innovativa: un carro di stampa con 32 teste Ricoh Gen 5, un sistema di trasporto del materiale preciso ed affidabile, la configurazione ibrida per la stampa di materiali sia rigidi che flessibili e una precisione di getto della testa di stampa che, unita allo sviluppo di inchiostri altamente pigmentati da Agfa, danno origine al concetto di Thin Ink Layer, ovvero una qualità di stampa abbinata ad alte produttività che riduce enormemente i costi di produzione.

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“Agfa è storicamente riconosciuta per la forte presenza nel mercato della prestampa, ma abbiamo costruito una storia di successo anche nelle tecnologie inkjet wide format”

60 2018

2016

UV LED Le innovazioni si susseguono velocemente in casa Agfa, segno di una strategia di sviluppo supportata da ingenti investimenti nella ricerca. Così ad un solo anno di distanza e in occasione di Drupa 2016, presenta Anapurna LED, la prima famiglia di stampanti ad asciugatura UV-LED. Lo sviluppo risulta essere un successo ottenuto grazie alle competenze interne legate alla produzione degli inchiostri UV. Le stesse che permetteranno di arrivare entro l’anno successivo a proporre al mercato tutto il proprio assortimento di stampanti, Anapurna, Mira e Tauro, in versione UV-LED. I vantaggi per i clienti sono decisamente importanti: disponibilità immediata alla stampa, compatibilità con supporti di stampa più sensibili al calore quali per es. carta e cartone, risultato costante di produzione nel tempo e riduzione dei costi di gestione.

AGFA TAURO H3300 Un nuovo Agfa Red Carpet segna a Maggio del 2018 il lancio mondiale dell’ammiraglia dell’assortimento wide format di Agfa, la Tauro H3300 LED che diventa subito l’emblema del nuovo claim di Agfa: Extreme Quality Extreme Productivity. Senza rinunciare alla qualità, la nuova Tauro utilizza un carro di stampa configurabile fino a 60 teste su una luce di stampa da 3,3 m e raggiunge la velocità di stampa di 450 m/h. Tauro H3300 si amplia nel tempo fino a raggiungere l’odierna possibilità di essere configurata con diverse periferiche così da essere proposta in versione manuale, semiautomatica o in configurazione automatica da pallet a pallet. Alla stampa di materiali rigidi si abbina anche la stampa di materiali flessibili con diverse opzioni di sistemi roll to roll e la gestione della doppia bobina in stampa. Anche il carro teste può essere diversamente configurato, dalla versione iniziale a 6 colori + bianco si affianca la possibilità di una doppia quadricromia 4+4 che raggiunge maggiori produttività di stampa. E’ di questi giorni invece il lancio della Tauro H3300 S, versione di ingresso con un carro da 32 teste aggiornabile successivamente sul campo.

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sessant’anni di stampa ilPoliGrafico 200•20

milestone tecnologici

Canon

www.canon.it

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2006/07

Serie imagePRESS C1 Serie imagePRESS C7000VP/C6000VP Serie imagePROGRAF 500/600/700 Nella prima decade degli anni 2000 il mondo della stampa guardava al digitale con un certo sospetto, ma è proprio in quel momento che nascono le tecnologie che rivoluzioneranno il settore. Produttività, tempi di operatività e personalizzazione delle applicazioni sono elementi chiave per guardare al futuro. E’ con questi presupposti che nacque il progetto imagePRESS con l’introduzione da prima di imagePRESS C1 e subito dopo della serie imagePRESS C7000VP e C6000VP, apprezzate in tutto il mondo. Negli stessi anni anche il settore dei plotter reinventa la sua storia con l’introduzione di nuovi sistemi a inchiostro Dye e Pigmento per dare una nuova forma alla stampa creativa e tecnica. imagePROGRAF vede l’annuncio delle linee 500, 600 e 700: le gradazioni di colore e il livello di dettaglio non saranno più gli stessi.

2009/14

Serie imagePRESS C6010VPS/7010VPS Serie imagePRESS C6011VPS/7011VPS Serie VARIOPRINT 140 e 6000 TITAN Il mercato accelera i suoi cambiamenti e le esigenze dei professionisti del mondo della stampa diventano più articolate. Per Canon è fondamentale offrire ai propri clienti nuove soluzioni che rispondano a ogni tipo di necessità. E’ in questo momento che imagePRESS si evolve nei nuovi modelli C6010/7010 e C6011/7011VPS e il brand sceglie di affiancare alla propria esperienza ultradecennale, le grandi tecnologie e competenze del Gruppo Océ nel 2010. Il portfolio di soluzioni si amplia con soluzioni cutsheet alto volume bianco nero (serie VARIOPRINT 140 e 6000 TITAN) e colore, il modulo continuo e il grande formato flatbed. I clienti ora possono contare su una gamma di tecnologie hardware e software che compongono flussi di lavoro intelligenti e offrono nuove potenzialità di business. Economicità, semplicità ed efficienza diventano elementi chiave tanto della stampa professionale quanto nel grande formato.


2015/17

Serie imagePRESS C850 Serie imagePROGRAF PRO e TX Anno dopo anno Canon continua ad investire l’8% del proprio fatturato globale in Ricerca e Sviluppo, per offrire ai propri clienti soluzioni che gli permettano di rispondere alle nuove sfide del settore. Grazie a questo impegno costante prendono vita le nuove serie imagePRESS C850 e imagePRESS C10000VP/ C8000, prodotti che si rivolgono ad un audience molto ampia, dai professionisti della stampa ad aziende di varie dimensioni, capaci di ampliare incredibilmente la gamma di applicazioni possibili, ma tutte con una definizione distintiva: Qualità senza Compromessi. Una descrizione che caratterizza anche il settore del grande formato con la nuova gamma imagePROGRAF PRO, a testa singola e Chroma Optimizer, e imagePROGRAF TX. La stampa tecnica, la stampa creativa e la comunicazione visiva guardano al futuro con precisione di dettaglio.

2019

Serie imagePRESS C910 e C165 Serie imagePROGRAF TA L’universo Canon continua la sua evoluzione tecnologica, ma ormai da diversi anni non è più solo l’innovazione a muovere le scelte strategiche: la sostenibilità assume un ruolo chiave in ogni processo di sviluppo. Circolarità delle risorse utilizzate, tecnologie a inchiostro a basso impatto e riduzione delle plastiche sono elementi imprescindibili. Nel grande formato si parla anche di inquinamento acustico. In questa chiave viene annunciata la gamma plotter TA per il settore AEC, abbinata al software PosterArtist Lite. Questo è anche l’anno di grandi traguardi nel segmento light production, le serie imagePRESS C910 e imagePRESS C165 nascono per rispondere alle esigenze di PSP, CRD aziendali e PMI che desiderano produrre internamente a costi contenuti e con semplicità materiali di marketing personalizzati e di alta qualità.

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“Costante innovazione tecnologica e attenzione alle necessità dei nostri clienti sono le pietre miliari di un’evoluzione ultra decennale e ricca di successi per la stampa di produzione, dal piccolo al grande formato”

60 2020

Serie imagePRESS C10010VP Il viaggio nella storia recente di Canon ci permette di raccontare la soddisfazione di migliaia di clienti in tutto il mondo. Oltre 15.000 sono solo le installazioni di imagePRESS in EMEA negli ultimi 5 anni. Un percorso che non si conclude qui e che vedrà sempre il brand impegnato nella ricerca di nuove soluzioni a sfide future. Ne è il più recente esempio la serie imagePRESS C10010VP, un importante progresso nell'evoluzione della stampa digitale a colori, che ha disegnato nuovi standard produttivi, elevati livelli di automazione e un incredibile potenziale in termini di applicazioni e supporti. L’iniziale progetto di imagePRESS si è confermato vincente e pronto, fin dai suoi esordi, a rispondere alle esigenze future. Oggi e domani Canon si affianca a tutti coloro che operano nel settore della stampa professionale per raggiungere insieme nuovi traguardi, ancora sconosciuti. 21


ilPoliGrafico 200•20

milestone tecnologici

DuPont Image Solutions L’evoluzione della tecnologia DuPont™ Cyrel

®

DuPont introduce il primo processo automatico di sviluppo in piano delle lastre. 500 installazioni di FAST nel mondo.

DuPont introduce nel mercato le lastre flessografiche Cyrel®, le prime lastre da stampa fotopolimeriche.

1974

1977

Primo Grand Prix Cyrel® a Monaco.

DuPont introduce il primo sistema di montaggio delle lastre.

1984

1986

DuPont introduce le prime lastre per il cartone ondulato.

1990

1995

1996

DuPont introduce il primo Cyrel® Digital Imager (CDI) e la prima lastra digitale LAMS. Primo Grand Prix Cyrel® in Germania.

1997

2000

2006

DuPont introduce Cyrel® FAST, la prima unità di sviluppo termico senza l’utilizzo di solvente.

Installazione del Cyrel® 3000i, primo sistema automatico in linea per lo sviluppo delle lastre.

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DuPont™ Cyrel®: 45 anni di evoluzione nella storia della flessografia, attrezzature, lastre e processi di lavorazione che hanno definito lo standard di riferimento per l’intero settore flessografico.

DuPont introduce il Cyrel® FAST Round, il primo processo termico senza solvente per lo sviluppo delle sleeve.

2008

2009

DuPont introduce le lastre a punto piatto Cyrel® Easy.

DuPont™ Cyrel® DigiCorr vince l’FFPPA Innovation Award.

2010

2012

DuPont introduce il Cyrel® DigiCorr, la prima soluzione commerciale di tecnologia a punto piatto. DuPont introduce il Cyrel® Digiflow, espositore per la produzione di lastre a punto piatto.

2014

DuPont introduce la lastra Cyrel® DFUV e il Cyrel® FAST 3000 TD.

DuPont introduce la lastra Cyrel® DLC, una innovativa lastra digitale morbida, studiata per il mercato del cartone ondulato.

DuPont introduce le lastre Cyrel® Easy EPC per il mercato del cartone ondulato.

DuPont introduce le Cyrel® Performance Plates (DSP/DFP).

2013

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2015

2016

2018

2019

DuPont introduce il Cyrel® FAST 2000 TD.

DuPont introduce i retini Cyrel® EASY BRITE studiati per ottimizzare il rilascio di inchiostro nel colore bianco e nei colori pantone.

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sessant’anni di stampa

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milestone tecnologici

D.C. Druck Chemie Italia srl www.druckchemie.com

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2000

La chimica in fustini a rendere! Primi e unici sul mercato a fornire alcol, lavaggio e consumabili in fustini da 10 e 20 L di ns proprietà a rendere. Il cliente acquista su misura in base alle proprie necessità e non produce rifiuto di imballaggi da smaltire. Il pianeta ringrazia con oltre 105 TONNELLATE DI RIFIUTI DI PLASTICA in meno tra imballaggi di prodotti e di rifiuti. Gestiamo il servizio con la ns flotta di camion ADR, personale dipendente qualificato e un calendario che offre passaggi programmati con cadenze su misura del cliente, settimanale, mensile...

2006

Ecologia & Consulenza Pochi anni dopo otteniamo la certificazione AIA che ci autorizza a gestire i rifiuti speciali pericolosi dei clienti. Infatti, in occasione del passaggio da "calendario Druck Chemie" durante la consegna dei prodotti e il ritiro dei vuoti, i ns service ritirano i RIFIUTI SPECIALI, liquidi e solidi, fornendo i nuovi contenitori vuoti etichettati per i rifiuti. Zero costi trasporto, piazzali a norma, sempre puliti e ordinati. La ns consulenza non è accademica ma molto sul campo. Aiutiamo lo stampatore a separare correttamente i rifiuti e a stoccarli in sicurezza in azienda. Conosciamo bene la sala stampa, è questo il vantaggio per un servizio di ecologia differente!


2016 Efficienza & Sicurezza al top in Rotativa Druck Chemie fornisce il 90% delle rotative tedesche. La ricerca di sicurezza ci ha portati a sviluppare con i costruttori/OEM i solventi lavacaucciù per rotativa con forno più sicuri del mercato. La famiglia di solventi Eurostar NV 8.0/ 9.0 vanta il migliore BG (fattore di esplosività) esistente oggi. Questo consente lavaggi veloci e sicuri per ridurre tempi e scarti di carta. Il risparmio degli scarti di carta si ottiene poi aumentando il numero di copie fra due lavaggi e garantendo una bagnatura pulita e gommoni non unti. Poche cose ma essenziali per rendere più efficiente la stampa in rotooffset.

2017

La stampa a foglio senza alcol diventa realtà Grazie a un percorso a tappe lungo 15 anni fatto di esperienze sul campo sempre fianco a fianco degli stampatori. 1) Abbiamo sviluppato un additivo per macchine a foglio superlativo, ma non basta. 2) Abbiamo imparato a gestire l'acqua di bagnatura grazie agli impianti di osmosi e filtrazione made in Druck Chemie. Ma più importante il controllo e la manutenzione degli impianti sono la base per il successo. 3) Abbiamo sviluppato conoscenze nell'uso delle attrezzature di dosaggio e parti macchina legate alla bagnatura che aiutano a massimizzare la prestazione della stampa offset senza alcol. Certificazioni ISEGA e FOGRA.

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“Da 50 anni in Germania e da 20 in Italia coerenti con il ns motto: «You Print We Serve»... Al servizio degli stampatori”

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Entriamo nel mercato con la “Chimica Bianca” E' una definizione non tecnica per definire la ns produzione di COLLE & VERNICI. Colle per i diversi ambiti della grafica: Rotooffset Cartotecnica - Legatoria; Vernici acriliche, UV, per calamaio base acqua. Per ognuno dei prodotti siamo orgogliosi di poter offrire un rapporto qualità prezzo molto interessante per il mercato. Ma ancora una volta è il servizio al cliente che la nostra azienda utilizza per soddisfare le esigenze dello stampatore in una modalità unica. Come sempre la consegna dei prodotti e il ritiro dei vuoti e dei relativi rifiuti sono il valore aggiunto al cliente. Certificazioni ISEGA/FOOD.

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sessant’anni di stamp ilPoliGrafico 200•20

milestone tecnologici

Epson

www.epson.it

1993

Epson Stylus 800 E’ la prima stampante Epson con testina Micro Piezo, una tecnologia sviluppata dall’azienda giapponese che permette di espellere l’inchiostro tramite impulsi elettrici, quindi senza l’uso del calore. Ancora oggi questa tecnologia è alla base della straordinaria qualità delle immagini e dell'alta velocità delle stampanti a getto d'inchiostro Epson. Stylus 800 è stata la prima stampante progettata con questa tecnologia e destinata agli utenti domestici: offriva una risoluzione di 360 dpi, elevata velocità di stampa e un alto livello di qualità che poteva essere paragonato a quella di una stampa laser. Il 43° premio Okochi Memorial Production Prize, ricevuto in Giappone nel 1997, testimonia questa importante innovazione tecnologica.

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2008 1997

Epson Stylus Photo L’introduzione di Epson Stylus Photo porta a una vera svolta nel settore della fotografia: fino ad allora nessuna stampante era stata in grado di eguagliare, in termini di qualità, le pellicole tradizionali: con questa soluzione, Epson segna il passaggio alla fotografia digitale. Con i suoi 6 inchiostri, ha reso possibili accurate gradazioni cromatiche con granulosità ridotta al minimo, mentre l’elevata qualità delle immagini prodotte e la velocità di stampa senza precedenti hanno portato per la prima volta il divertimento della stampa a colori a casa e in ufficio. Ha avuto una notevole influenza sullo sviluppo delle successive stampanti a getto d'inchiostro a colori e ha legato indelebilmente il nome Epson alla stampa fotografica.

Epson Stylus Pro GS 6000 ecosolvent Questa stampante di largo formato segna l’ingresso di Epson nel mercato della comunicazione visiva per interni ed esterni: il suo punto di forza risiede negli inchiostri ecosolvent UltraChrome GS, inodori e più sicuri in termini di salubrità rispetto agli inchiostri con solventi. Non solo: gli otto colori, tra cui arancione e verde, assicurano una straordinaria gamma cromatica e una elevata fedeltà di riproduzione. Grazie alla qualità delle stampe prodotte e alla loro resistenza contro gli agenti atmosferici, GS6000 è stata il primo passo che ha avviato in Epson lo sviluppo del segmento con le SureColor SC-S delle famiglie 40/60/80600 e relativi nuovi inchiostri, permettendo all’azienda di raggiungere quote di mercato da leader.


2010

Epson SurePress L-4033 Nel mondo delle etichette industriali, Epson ha rivoluzionato il processo di stampa digitale con un flusso di lavoro più breve, una migliore efficienza produttiva e un ridotto impatto ambientale. SurePress L-4033 è stata la prima stampante Epson con tecnologia Micro Piezo nel settore del labelling: le sue 15 testine di stampa garantiscono alta qualità nella stampa di etichette, colori vivaci, gradazioni uniformi e testi e codici a barre nitidi, anche con corpi e dettagli di piccole dimensioni. Rispetto alla stampa analogica, quella digitale elimina la necessità di produrre lastre di stampa, garantisce facilità di manutenzione, durata delle etichette (resistenza allo sfregamento, all'acqua e alla luce) ed è perfetta anche per basse tirature.

2013

Epson SureColor SC-F2000 Con questo modello a sublimazione, Epson entra nel mercato della stampa diretta su prodotti tessili (DTG, Direct-to-Garment): SCF2000 è il primo sistema del settore in cui testina di stampa, inchiostri e telaio sono progettati e prodotti da un'unica azienda. Gli inchiostri ecocompatibili UltraChrome DG non contengono sostanza nocive, mentre la testina di stampa Epson TFP consente di stampare a due colori una t-shirt bianca in 27 secondi e in 111 una scura con inchiostri bianchi e colorati. Le prestazioni elevate, unite ai bassi costi di manutenzione e gestione, sono alla base del suo successo, che apre la strada allo sviluppo di una intera gamma di prodotti in ambito tessile che, con la recente SC-F10000, include la stampa a sublimazione in rotolo fino ad 1,9 m di larghezza.

ilPoliGrafico 200•20

“Vogliamo guidare le innovazioni e superare le aspettative dei clienti nei settori della stampa a getto d'inchiostro, della videoproiezione, dei prodotti indossabili e della robotica, perseguendo la realizzazione di una società sostenibile”

60 2020

Epson SureColor SC-R5000 e SureColor V-7000 Epson entra in nuovi mercati della comunicazione visiva con le nuove stampanti della famiglia SureColor: SC-R5000 e SC-V7000. La prima introduce la novità degli inchiostri in resina a base d’acqua, privi di odori e adatti anche per ambienti dove è necessario assicurare maggior tutela e comfort (ospedali, scuole ecc.); i suoi vantaggi si riscontrano anche nell’efficiente processo di asciugatura e di polimerizzazione che permette la laminazione e il fine lavoro in giornata, riducendo i tempi di consegna. Il modello SC-V7000 è la prima stampante piana UV LED di Epson. Utilizza dieci inchiostri di nuova concezione per stampe rapide e di alta qualità su una vasta gamma di supporti fino a 80 mm di spessore, tra cui acrilici, PVC, vetro legno e pietra con dimensioni fino a 2,5x1,25 metri.

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sessant’anni di stamp ilPoliGrafico 200•20

milestone tecnologici

Errelle S.r.l. www.errelle-digital.com

2002

LA STORIA Errelle Srl nasce nel 2002 dall’unione di un team dinamico ed efficiente che vanta già 10 anni di esperienza nel settore della stampa digitale di grande formato. Errelle Srl con la sua consulenza specialistica e la partnership con i produttori più qualificati, propone ai propri clienti soluzioni professionali per la stampa, il taglio, la fresatura ed il finishing, aiutati dai più avanzati sistemi di gestione colore per offrire un servizio a 360°. Fin dall’inizio della sua attività, Errelle ha basato il proprio core business sull’assistenza tecnica e nella ricerca della migliore soluzione di stampa digitale in grande formato, fornendo tecnologie ma soprattutto inchiostri sviluppati dai migliori player disponibili sul mercato.

2008 VISCOM, MUTOH E CALDERA Il 2008 segna un altro momento topico nella storia di Errelle, infatti vede la partecipazione dell’azienda al suo primo Viscom da espositore, presentandosi come dealer Mutoh e partner della software house franco-belga Caldera. E’ l’inizio di un sodalizio che dura ancora oggi, infatti Errelle è riconosciuta da Caldera come VIP Reseller a livello Italia, mentre i risultati negli anni di collaborazione con la Mutoh sono dimostrati dalle duecento e oltre macchine messe in campo in questi anni di attività. Sia per le soluzioni Caldera che per le stampanti di Mutoh, Errelle ha messo in campo tecnici certificati con un elevato livello di esperienza e oggi è riconosciuta come un’azienda di eccellenza nel fornire supporto su questi prodotti.

2014

SIGNRACER HD UV LED E’ l’anno della svolta importante per Errelle: a Monaco, in occasione del Fespa, Signracer presenta la sua nuova stampante industriale UV Led. L’incontro tra le due aziende è l’inizio di un sodalizio importante. Errelle diventa così distributore esclusivo su tutto il territorio nazionale delle stampanti industriali della casa svizzera. Nello stesso anno Signracer sigla un accordo OEM importante con Ricoh per dotare le proprie stampanti delle nuove testine di stampa Gen.5, sviluppate per applicazioni industriali. Ad oggi la gamma di stampanti UV Led a portafoglio delle due aziende conta ben 11 modelli, declinabili in vari formati e configurazioni per soddisfare qualunque esigenza di stampa in ambito signs e display o stampa industriale.

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2018

HYDROSPEED E TEX + Il 2018 rappresenta un altro anno importante per Errelle e Signracer, al Fespa di Berlino viene infatti presentata la nuova Hydrospeed+, stampante industriale dalle alte prestazioni, la prima della casa svizzera con motori lineari. Abbinata agli inchiostri water based e declinata anche nella versione per il mercato textile, diventa subito un prodotto di successo. La gamma Hydrospeed per la stampa su carta blueback e non solo viene infatti adottata da alcuni dei player più importanti nel mercato della stampa. Hydrospeed nella configurazione “Turbo” con taglierina in linea XY e Jumbo feeder per il caricamento di bobine da 10000 metri raggiunge velocità di stampa superiori ai 500 mq/h. Anche la versione per il mercato tessile, in configurazione da 320 cm di luce, raggiunge velocità di stampa di 360 mq/h.

2019 BRIDGE THE GAP Altro anno importante nell’evoluzione della gamma prodotti di Signracer, grazie al suo reparto ricerca e sviluppo: viene infatti presentata sul mercato, sempre sul palcoscenico del Fespa a Monaco, la rivoluzionaria HIGHBRIDGE. Una stampante industriale UV Led che può stampare su oggetti fino a 25 cm di altezza, grazie anche all’adozione di un nuovo brevetto anche su superfici non planari mantenendo l’immagine stampata a fuoco fino a una profondità di 3 cm. La HIGHBRIDGE è una stampante flatbed con un’area di lavoro di 100x160 cm ed è fornita con testine Ricoh Gen.5. Immediato il successo sul mercato italiano, nello stesso anno infatti alcuni importanti clienti di Errelle adottano la nuova tecnologia per la stampa in ambito industriale.

ilPoliGrafico 200•20

“Portare innovazione tecnologica e ispirazione ad ogni nostro cliente. Vogliamo offrire un’ampia gamma di prodotti funzionali, versatili e sostenibili”

60 2020 V SERIES E OLTRE... Ed eccoci ai giorni nostri, anche durante questo anno difficile l’attività delle due aziende non si è mai fermata e un’altra grande novità è stata presentata al mercato. Con la nuova series V, infatti, Signracer ha adottato sulla gamma Flatbed a partire dalla 2512 le nuove testine di stampa Ricoh Gen.6 montate su tre file sfalsate, per ottenere la stampa simultanea della quadricromia più il bianco e il Varnish. Alta qualità di stampa senza perdere prestazioni. Ma come dichiarato dai Ceo delle due aziende, lo sviluppo continua: nel 2021 sono previsti infatti nuovi modelli dedicati al settore del Packaging e del tessile con l’adozione di nuove tipologie di inchiostri e di nuovi sistemi robotizzati per il carico e lo scarico dei materiali. “Stay tuned!”. ERRELLE E SIGNRACER ONE STEP AHEAD

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digitale

il digitale a foglio La chiave del successo per raggiungere l’efficienza e produrre applicazioni di qualità

www.kodak.com/go/versatilita

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Stampa Commerciale. Editoria. Imballaggi. Applicazioni fotografiche. Nexfinity può stampare su fogli di lunghezza sino a 1295 mm e supporti di spessore elevato (fino a 525 gsm per la carta e 0.3556 mm per i materiali sintetici), per poter realizzare moltissime applicazioni diverse. Con inchiostri speciali e tante finiture a disposizione – tra cui oro, dimensionale, bianco opaco e coprente trasparente – si potranno creare nobilitazioni digitali di grande effetto. Nexfinity è estremamente versatile e consente una potente combinazione di qualità, stabilità e costi di gestione contenuti per realizzare anche lavorazioni speciali con formati e piegature diversissimi tra loro. Non si generano profitti se le macchine non stampano: Nexfinity garantisce tempi di operatività, produttività ed affidabilità eccezionali. Il Digital Front End potente e intuitivo massimizza il flusso di lavoro con sistemi avanzati

di automazione e avviamento dei lavori in un click. Il modello ORCOperator Replaceable Component facilita il mantenimento di un livello qualitativo costante e una produttività ai massimi livelli. Queste macchine da stampa sono talmente affidabili che possono funzionare anche senza una supervisione continua e un solo operatore può gestire più attrezzature. Una Nexfinity può lavorare anche 24 ore al giorno, è adatta a un utilizzo industriale e può sostituire la stampa offset. Nexfinity realizza più di 30, 40 variazioni di immagini ogni 6,45 cmq – 1,8 miliardi! – rispetto ad altre soluzioni che usano il laser grazie alla Dynamic Imaging Technology di Kodak. Questo significa colori più ricchi e vividi, immagini più uniformi e zone con alte luci e ombre incredibilmente dettagliate: qualità, assortimento e ricchezza degli stampati sono spettacolari e inoltre questa qualità si può mantenere facilmente perché gli aggiustamenti possono essere realizzati istantaneamente. La vasta gamma di inchiostri speciali e di possibilità di finitura senza uguali nel mercato possono aiutare gli utilizzatori ad acquisire nuovi clienti e realizzare fatturati più alti a livello di singolo lavoro realizzato. Nessun’altra macchina da stampa digitale a foglio può eguagliare la gamma di supporti che Nexfinity è in grado di usare: migliaia di materiali differenti, dalle carte patinate e uso mano a film, foil e supporti trasparenti. Con queste opzioni è sicuro che chi stampa con Kodak Nexfinity si differenzia dalla concorrenza. Il dispositivo per la stampa di fogli lunghi offre ulteriori opportunità produttive e la possibilità di stampare su supporti con grammatura più elevata consente di creare prodotti per il mercato della vendita al dettaglio, anche scatole e insegne in cartone.


Kodak Sonora

le lastre senza sviluppo che riducono scarti e variabilità

Le lastre Kodak Sonora sono lastre negative (l’immagine viene incisa) e non hanno bisogno dello sviluppo perché durante l’avviamento della macchina da stampa, la soluzione di bagnatura provoca il rigonfiamento dell’emulsione non esposta, preparandola per essere fisicamente rimossa. In questo modo, l’emulsione viene prima trasferita dalla lastra al caucciù e poi eliminata dalla macchina tramite i primi fogli all’avviamento. I risparmi in prestampa palesi, come l’eliminazione dei materiali di consumo per lo sviluppo dalle attività di prestampa, sono considerevoli, ma i risparmi occulti, più significativi, avvengono in sala stampa e derivano dalla riduzione della variabilità dei processi, che a sua volta riduce direttamente gli scarti di stampa. Nella prestampa l’eliminazione della fase di sviluppo delle lastre comporta sia risparmi sui costi che opportunità per la creazione di valore aggiunto/ riduzione degli scarti per processi più snelli ed efficienti con costi inferiori. In cosa consiste esattamente l’impatto

www.kodak.com/go/risparmio

I centri stampa possono semplificare le attività e risparmiare senza rinunciare alla qualità

della prestampa nella sala stampa? Qualsiasi difetto sulla lastra che arriva nella sala stampa determina problemi di qualità che comportano sprechi di fogli e tempi di fermo della macchina da stampa per il rifacimento delle lastre. La maggior parte di questi difetti delle lastre derivano da problemi di sviluppo durante la prestampa. Nelle odierne macchine da stampa altamente automatizzate è elevato il rischio conseguente all’utilizzo di lastre con difetti di sviluppo, perché quando la macchina da stampa inizia a stampare i costi già elevati di prestampa aumentano ulteriormente a causa di: tempi di fermo della macchina da stampa; spreco di carta/inchiostro dovuto al mancato avviamento; rifacimento delle lastre (spesso lo stesso errore di sviluppo è presente su più serie). Questi costi significativi, ma meno evidenti, spesso non vengono considerati. Per i centri di stampa di piccole dimensioni che decidono di passare alle lastre senza sviluppo i vantaggi per la sala stampa possono corrispondere al triplo dei risparmi totali nella prestampa e per i centri di stampa molto grandi i risparmi occulti possono arrivare a otto volte i risparmi totali nella prestampa. Solo le lastre Kodak Sonora presentano caratteristiche perfettamente bilanciate per consentire i massimi risparmi e godere di vantaggi positivi in termini di stabilità di stampa, riduzione dei tempi di avviamento e tempi di operatività delle macchine da stampa. Tutte queste migliorie si aggiungono alla capacità di generare flussi finanziari delle attività nella sala stampa, svolgendo anche un ruolo fondamentale per l’ambiente.

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60 prestampa


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milestone tecnologici

Komori

www.komori.eu

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1961/1980

1980/1990

Viene installata la prima macchina da stampa a dry per la realizzazione delle banconote in Giappone, presso Printing Bureau, Ministry of Finance. Inaugurazione dello stabilimento giapponese di Toride per raddoppiare la capacità produttiva (nella foto). Inaugurazione dello stabilimento Komori a Sekyado, dedicato alla produzione delle rotative e delle macchine di grande formato, cioè quelle superiori al formato 70x100 cm.

Komori entra nella Borsa giapponese in seconda sezione e negli anni successivi, visti gli ottimi risultati ottenuti, entra nella prima sezione della Borsa. Inaugurazione dello stabilimento di Yamagata destinato alla produzione delle macchine di piccolo formato, cioè quelle al di sotto del formato 70x100 cm. La Bancolini di Bologna sigla il contratto di rappresentanza in esclusiva per la distribuzione della Komori sul mercato italiano. Alla fiera internazionale GEC di Milano, nel maggio 1987, viene presentata la Komori in uno stand organizzato da Bancolini, e in quella occasione viene venduta la prima Lithrone 440 (nella foto), all’azienda TM di Milano. Viene firmato il primo ordine per due macchine Lithrone 450 formato 96x130 cm, evento epocale anche perché nel giro di pochi anni in Italia verranno installate ben 27 macchine di questo tipo.

1990/1999

La divisione macchine da stampa Bancolini cessa di esistere, e nel 1990 nasce Komori Italia (nella foto, un momento dell’inaugurazione). Durante la Drupa 90 di Duesseldorf, Komori presenta la prima macchina al mondo con il sistema del cambio lastre automatico. Viene presentata alla Grafitalia di Milano nel marzo 1992 la prima Komori con sistema Computer to Print realizzato in collaborazione con un’importante azienda americana. Viene concluso il primo ordine di macchine da stampa dedicato alla realizzazione delle banconote fuori dal Giappone, da questo momento Komori potrà iniziare la promozione di questa tecnologia al di fuori del Paese.


2000/2009

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“KANDO: Beyond Expectations Oltre le Aspettative”. Per Komori, KANDO non è solo un motto ma una missione, la soddisfazione del cliente oltre le aspettative

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2010/2019 2020 Installazione della prima macchina HUV, LED UV in Italia. La tecnologia della Komori IS 29 riceve il premio Inter Tech in America come Technology Award. Komori presenta le nuove linee di tagliacarte Apressia CTX115/ CTX132, ed entra così ufficialmente nel mondo del post-press. Vendita della prima macchina digitale IS 29 in Italia; ne seguiranno altre 3 in meno di un anno.

Komori Italia tratta un importante ordine con la Banca d’Italia per la fornitura di un nuovo impianto destinato alla produzione degli euro. Nell’anno della pandemia Komori non si ferma, garantisce centinaia di ore di assistenza ai propri clienti, installa circa una macchina al mese e poi conclude l’ordine con Banca d’Italia.

Viene inaugurato il nuovo stabilimento Komori a Tsukuba, in Giappone, realizzato in stretta collaborazione con Toyota. Presentazione della prima macchina HUV al mondo. Vendita della prima macchina HUV in Italia.

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milestone tecnologici

Konica Minolta www.konicaminolta.it

2015/16

Konica Minolta, già leader nel segmento Production, entra anche nel mercato della Stampa Industriale. Nel 2016 consolida la sua alleanza con MGI Digital Technology, leader nella nobilitazione digitale. La collaborazione è iniziata nel gennaio del 2014, quando l’azienda aveva acquisito una quota del 10%. Ma questo nuovo accordo, che prevede l’acquisizione del 40,8% delle quote del costruttore francese, sancisce lo sviluppo globale di Konica Minolta nel segmento dell’Industrial Printing e la vendita ufficiale di tutte le tecnologie di MGI Digital Technology attraverso i venditori del gruppo giapponese, presente in circa 40 Paesi.

2017

Konica Minolta entra anche nel mercato della Stampa di Etichette con AccurioLabel 190. AccurioLabel è in grado di rispondere alle crescenti esigenze dei clienti per piccole e medie tirature, personalizzazione e versioning. La nuova soluzione di stampa si rivolge ai segmenti di fascia medio-piccola ed è perfetta per etichettifici, stampatori commerciali e aziende di imballaggio. AccurioLabel offre una produttività eccezionale, una brillante qualità di immagine e una sorprendente facilità d’uso, il che la rende lo strumento perfetto per diversificarsi in nuovi mercati e per l’utilizzo in combinazione delle macchine analogiche esistenti. Oggi sul mercato è presente l’evoluzione di questo modello: AccurioLabel 230, che consente di stampare alla velocità di 23,4 metri/min.

2018 Konica Minolta Italia lancia MGI JETvarnish 3D Evolution: una macchina digitale per verniciatura spot 2D & 3D e applicazioni di foil che, come dice il nome stesso, segna un’evoluzione rispetto ai modelli precedenti. MGI JV 3D EVO si propone di rispondere alle crescenti esigenze di produttività e flessibilità di stampatori, digitali e tradizionali, e cartotecniche che vogliono digitalizzare i propri processi di stampa e nobilitazione. È disponibile in due formati: B2 e B1+. Offre elevata produttività, con volumi fino a 4.200 fogli formato B2 all'ora, una precisione di registro straordinaria e la possibilità di creare effetti 2D e 3D brillanti, fino ad un massimo spessore di 232 micron in un unico passaggio, con un ritorno economico altamente redditizio. I professionisti della stampa possono ora ottenere stampe esclusive e accattivanti e differenziarsi dalla concorrenza. A seguire, verrà lanciata anche la versione a bobina, MGI JETvarnish 3D Web, e la versione entry-level, che utilizza un’unica vernice ed è adatta a tirature più piccole: MGI JETvarnish 3D One.

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2019 2020 Per rispondere alle sempre più crescenti esigenze di produzione di qualità su supporti diversi e formati di carta più grandi rispetto alle macchine digitali a bobina, Konica Minolta lancia AccurioJet KM-1. L’innovativa macchina a getto d’inchiostro UV di Konica Minolta si presenta come una vera alternativa alla stampa offset a tiratura ridotta. Questa soluzione consente infatti di stampare fino a 3.000 fogli l’ora in simplex o 1.500 l’ora in duplex. Grazie alla tecnologia brevettata a getto d’inchiostro UV, al mettifoglio tradizionale offset e alla gestione dei supporti fino al formato B2+, AccurioJet KM-1 è inoltre in grado di gestire facilmente lavori di qualità su un’ampia gamma di supporti, senza la necessità di utilizzare materiali digitali speciali o pretrattamenti costosi. Rivoluzionaria la tecnologia DFT – Dot Freeze technology®, brevettata da Konica Minolta, che fissa in modo univoco le gocce d'inchiostro immediatamente dopo il contatto con il materiale offrendo una stabilità e uniformità del colore eccellente. Attualmente è disponibile la nuova versione AccurioJet KM-1e.

Già leader nella stampa di produzione, Konica Minolta lancia la nuova serie di sistemi di stampa digitali a colori per il segmento di mercato Production Heavy, AccurioPress C14000 e C12000. I due nuovi sistemi AccurioPress C14000 e C12000 lavorano rispettivamente a 140 e 120 pagine al minuto (ppm) in formato A4 con velocità costante e sono ideali per gli stampatori che desiderano aumentare la produttività attraverso sistemi di automazione avanzata, elevata velocità ed efficienza. L’accessorio IQ-501, fornito di serie, è costituito da un sensore che misura e corregge automaticamente foglio dopo foglio, sia la consistenza cromatica che il registro bianca & volta, riducendo i tempi di avviamento e le possibilità di errore.

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“Ogni giorno lavoriamo insieme ai Professionisti della Stampa per essere un Partner Strategico nel loro percorso di evoluzione digitale”

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Konica Minolta entra anche nel segmento della finitura digitale e annuncia un accordo esclusivo in Europa per la vendita e l'assistenza del sistema ad alta velocità Motioncutter. Motioncutter è un sistema di fustellatura laser digitale a foglio per tagliare oppure fare lavorazioni diverse con una personalizzazione estrema, in un unico passaggio. Le applicazioni comprendono qualsiasi prodotto di qualsiasi forma nell'ambito del direct mail, biglietti di auguri, brevi tirature di packaging ed etichette.

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milestone tecnologici

Printgraph

www.printgraph-group.com

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1961/1980

1980/1990

Printgraph è nata in un piccolo garage. Nel 1958 il fondatore della Printgraph, Elia Levi Acobas, inizia l’attività di venditore nell’azienda Importgraf, distributore esclusivo per l’Italia degli inchiostri Mander-Kidd. Nel 1961 l’azienda cambierà nome in Printgraph. Dopo tanti sacrifici viene così dato inizio ad un lungo periodo di soddisfazioni. Nasce in un piccolo garage, concentra tutta la sua attenzione nell'industria della stampa, introducendo sul mercato Italiano il primo caucciù con tecnologia comprimibile Vulcan, fabbricato in America dalla Reeves Brothers. È l’inizio di una nuova era nel campo dei tessuti gommati per la stampa offset.

In questi anni, oltre a intensificare la presenza sul mercato italiano del brand Vulcan, introdurrà marchi come il Red One USA, Schinoda Japan con il prodotto ICP Film, speciale materiale con base poliestere riconosciuto come Anti-Marking. Nella sua nuova sede di circa 600 mq inizia le prime attività di converting, con taglio e applicazione barre sul prodotto tessuto gommato. Le sue attività di commercializzazione vengono ampliate anche con categorie di prodotti chimici per arti grafiche, distribuendo in Italia il marchio dell’azienda olandese PCO.


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60 “Passion & Innovation”

1990/2000

La Printgraph cambia sede. In questi anni nasce una nuova politica aziendale che introduce nuovi concetti di commercializzazione che si affiancano all’idea di produzione, mirati allo sviluppo della tecnologia per la lavorazione converting dei tessuti gommati. Vengono installate nella nuova sede di Settimo Milanese (MI) due linee di produzioni all’avanguardia: taglio computerizzato dei tessuti gommati e automatizzazione dell’applicazione barre.

2000/2008

Sono gli anni della nascita di un prodotto rivoluzionario, progettato per cambiare il concetto del sottorivestimento del caucciù, denominato “Finito®”. Nel processo produttivo vengono installate macchine per tale produzione. Il concetto Finito® introduce l’azienda verso una strategia d’internazionalizzazione, affianca la commercializzazione e lavorazione converting e diventa una vera azienda di produzione. In questi anni viene consolidato un grande progetto internazionale: l’apertura dell’azienda PCO EastGate in Malesia per il mercato del Far East, azienda produttrice di chemicals & coatings con marchio Dyna.

2008/2020

Si aggiungono nel 2008 nuove rappresentanze: Westland nel settore rulli grafici; Rollin e Printec tessuti gommati del gruppo Trelleborg. Viene lanciato con un brevetto mondiale il nuovo prodotto Finito® No Stop: il primo tessuto gommato al mondo che rivoluzionerà completamente il sistema del montaggio in macchina del caucciù, ottimizzando e diminuendo in modo drastico le tempistiche delle varie fasi di montaggio. In questi anni vengono aggiunti nuovi marchi di distribuzione: Toyo Ink Led UV, Epple Druckfarben Italia e Pulse Roll Labels. In questo periodo viene introdotta su tutto il mercato mondiale la nuova serie di Coating Plates Finito® all season. Si concretizza così l’obiettivo di combinare prodotti innovativi di propria produzione a prodotti di partner selezionati, facendo leva su un network commerciale di riferimento. 37


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dealers

Printgraph

www.printgraph-group.com

BFS PRESSROOM SOLUTIONS LTD (Inghilterra)

BFS Pressroom Solutions Ltd. is a family run company, established in 1986, manufacturing and distributing specialist pressroom consumables designed to last longer and save printers money through improved productivity. Heading into its 35th year of trading, BFS is one of the print industry’s leading suppliers, operating two factories located in the UK. Robin Hope, Managing Director of BFS says “BFS has been distributing Finito® in the UK since it was developed by Printgraph. Today Finito® is the underpacking of choice for many of the UK’s leading sheetfed printers. Finito is proven to reduce blanket changes and improve print quality on a wide spectrum of press formats from small offset machines to the ultra large format presses. I am proud to be in what is a successful business relationship with our friends and partners at Printgraph Group”.

PCO EASTGATE (Malesia – Far East)

Pressroom Solutions Ltd. è un'azienda a conduzione familiare, fondata nel 1986, che produce e distribuisce materiali di consumo specializzati per la sala stampa, progettati per durare più a lungo e far risparmiare gli stampatori grazie ad una maggiore produttività. Alla soglia del suo 35° anno di attività, BFS è uno dei principali fornitori dell'industria della stampa, con due stabilimenti situati nel Regno Unito. Robin Hope, Managing Director di BFS afferma: "BFS distribuisce Finito® nel Regno Unito da quando è stato sviluppato da Printgraph. Oggi Finito® è la scelta di base per molti dei principali stampatori offset a foglio del Regno Unito. È dimostrato che Finito® è in grado di ridurre i cambi dei caucciù e migliorare la qualità di stampa su un ampio spettro di formati di stampa, dalle piccole macchine offset fino alle macchine di grandissimo formato. Siamo orgogliosi di avere una relazione d'affari di successo con i nostri amici e partner di Printgraph Group”.

All of us in PCO Eastgate sales team say this unanimously "Finito® is an enhancer for offset printing. It improves productivity and provides solution to high quality printing. Finito® is a 'must have' product in modern pressroom. We are so proud to be a partner of Printgraph Group". Malaysia provides a base to be able to serve the Far East market quickly and efficiently. Tutti noi del team vendite di PCO Eastgate lo diciamo all'unanimità: “il prodotto Finito® è un valore aggiunto per la stampa offset. Migliora la produttività e fornisce una soluzione per la stampa di alta qualità. Finito® è un prodotto ‘must have’ nella moderna sala stampa. Siamo molto orgogliosi di essere partner di Printgraph Group". La Malesia fornisce una base per poter servire il mercato dell'Estremo Oriente in modo rapido ed efficiente.

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60 “Passion & Innovation” TECHNOVA (India) MARTIN WESTLAND (Spagna / Portogallo)

Mr. Javier Martin, CEO of Martin Westland, a company leader for the Spanish Market, with his Sales Manager Mr Oscar Parera, for consumable for the printing industry, are proud to have start their partnership with Printgraph since 2006 when Finito® was launched globally. Despite the difficult period that world is going through the Finito® No Stop is helping to grow in a very satisfactory way. Javier Martin, l’amministratore delegato di Martin Westland, azienda leader per il mercato spagnolo, con il suo direttore commerciale Oscar Parera, per i materiali di consumo per l'industria della stampa, sono orgogliosi di aver iniziato la loro partnership con Printgraph dal 2006, quando Finito® è stata lanciata a livello globale. Nonostante il difficile periodo che il mondo sta attraversando, il No Stop di Finito® sta contribuendo a crescere in modo molto soddisfacente.

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STREB (Germania)

Shreerang Joshi, chef operating officer: “Our alliance with Printgraph is yet another step in selling high technological product into the Indian Market. This alliance has enhanced our overall competitive edge by strengthening our portfolio of TechNova by our customers, Finito® underpacking are a best-in-class in terms of quality with a very attractive cost-in-use proposition. With brand new printing machines coming into India, we see tremendous opportunities not only for Finito® but for the entire range of offerings from Printgraph”. Shreerang Joshi, COO: “La nostra alleanza con Printgraph è l'ennesimo passo avanti nella vendita di prodotti ad alta tecnologia verso il mercato indiano. Questa alleanza ha migliorato il nostro vantaggio competitivo complessivo, rafforzando il nostro portafoglio di TechNova dai nostri clienti; i sottorivestimenti Finito® sono i migliori della categoria in termini di qualità, con un'offerta molto interessante in termini di costi d'uso. Con l'arrivo in India di macchine da stampa nuove di zecca, vediamo enormi opportunità non solo per Finito®, ma per l'intera gamma di offerte di Printgraph”.

Streb is a fourth-generation family business, leader in Germany and one of the world’s larger supplier of printing blankets .Their converting operations of printing blankets has been a core competence for decades and a reference for the customers. Thomas Schilling, Chairman, and Alexander Stangel, Sales Director: “We are an earlyadopter of the Finito® Underblanket products and enjoyed the growing success on the German market. Finito® Underblanket quality and high performance fit perfectly to our philosophy”. Streb, azienda con struttura familiare da ormai quattro generazioni, è leader in Germania ed è uno dei maggiori fornitori di printing blankets. Il converting delle printing blankets è la chiave del successo di Streb sin dall’origine e rappresenta un riferimento per i clienti. Thomas Schilling, AD, e Alexander Stangel, Direttore Vendite: “Abbiamo adottato i prodotti Finito® sin dalla loro introduzione e ottenuto un sempre maggiore successo con i nostri clienti tedeschi. Le qualità e performance premium di Finito® sono perfettamente aderenti alla nostra filosofia”.

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milestone tecnologici

Ricoh

www.ricoh.it

Innovazione, tecnologia e approccio consulenziale sono gli aspetti distintivi con cui Ricoh, fin dalla nascita e dal suo primo esordio sul mercato della stampa professionale, fa la differenza al fianco del cliente.

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2008 La storia Commercial & Industrial Printing di Ricoh ha inizio a Drupa 2008 con il lancio della soluzione cutsheet colore Ricoh Pro C900, la cui prima installazione europea è poi avvenuta in Italia. Ricoh ha esordito alla fiera mondiale della stampa con un messaggio che definiva un nuovo approccio al mercato. Pro C900 era sicuramente un’innovazione di prodotto ma rappresentava, inoltre, l’inizio di un nuovo percorso nel settore della stampa professionale. Da allora le innovazioni non si sono mai fermate. Il Dna di Ricoh è fatto di innovazione, come testimoniano gli investimenti annuali in ricerca e sviluppo che si attestano al 5,1% del fatturato globale.

2010

InfoPrint Solutions, joint venture creata nel 2007 tra la Printing Systems Division di IBM e Ricoh, entra a far parte del gruppo Ricoh. Questa scelta strategica ha consentito a Ricoh di ampliare il portfolio di soluzioni per la stampa di produzione grazie all’introduzione di sistemi a bobina inkjet. In questo modo Ricoh ha colto l’opportunità di entrare in nuovi mercati che gestiscono principalmente la stampa massiva di documenti transazionali, caratterizzati da un elevato livello di personalizzazione e da elementi a colori. Oggi le soluzioni modulo continuo Ricoh non si rivolgono soltanto al settore della stampa transazionale, ma anche a quello del book on demand e rappresentano un importante vettore per la migrazione offset to digital.


2014

Il 2014 è l’anno della prima soluzione inkjet roll to roll per il mondo large format firmata Ricoh. Le soluzioni inkjet sono una precisa scelta strategica e la naturale evoluzione delle competenze di Ricoh nella produzione di teste di stampa che inizia circa 30 anni fa. Con la soluzione latex Pro L4100 Ricoh entra in un mercato applicativo davvero molto ampio: dalla comunicazione visiva all’interior decoration, al sign&display con particolare attenzione al tema green grazie agli inchiostri latex. Anche in questo ambito l’innovazione continua e oggi Ricoh propone la serie Pro L5100e dotata anche di inchiostri orange, green e white per applicazioni sempre nuove e per assicurare un gamut più ampio agli stampatori che sono alla ricerca di soluzioni flessibili e affidabili.

2015

Nel Mid Production, Ricoh Pro C7100X è stata la prima soluzione, nel suo segmento, con il 5° colore. Una vera innovazione di prodotto che ha consentito agli stampatori di sviluppare applicazioni personalizzate e verticali, un tempo appannaggio di un numero ristretto di operatori. Oggi la sua evoluzione è Ricoh Pro C7200X che porta con sé ulteriori novità e possibilità in termini di colori: oltre al bianco, il clear, i colori fluo pink e yellow e l’invisible red per applicazioni anti-contraffazione. Si mantiene elevata produttività in quadricromia come richiesto dagli stampatori introducendo nuove possibilità applicative grazie a personalizzazione ed effetti “wow”.

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“L’offerta Ricoh non si limita al mondo toner a foglio singolo, ma spazia nel mercato inkjet con soluzioni a bobina e large format, senza dimenticare il segmento DTG”

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Dalle soluzioni roll to roll a quelle per stampa piana e Direct to Garment, Ricoh si presenta con un portafoglio ancora più ampio a Viscom 2017, la fiera italiana di riferimento per la comunicazione visiva. Il knowhow sviluppato da Ricoh in quanto produttore di teste inkjet ha consentito lo sviluppo di soluzioni per la stampa piana su materiali rigidi e per la personalizzazione di capi d’abbigliamento. Oggi il portfolio include anche un nuovo sistema ibrido che integra alla tecnologia flatbed un modulo opzionale roll to roll, rafforzando così la versatilità nella gestione dei supporti di stampa e la flessibilità nella gestione dei lavori. Il DTG è una nuova opportunità che Ricoh offre ai propri clienti per diversificare l’offerta ed entrare in mercati fino ad ora inesplorati.

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milestone tecnologici

SEI Laser www.seilaser.com

1982

Nasce SEI, Studio di Elettronica & Informatica L’azienda SEI nasce agli inizi degli anni Ottanta a Curno, in provincia di Bergamo. L’attività si diversifica subito nella progettazione e sviluppo di macchine a controllo elettronico personalizzato, e nella progettazione, sviluppo e produzione di elettronica industriale. I fondatori sono giovani ingegneri pionieri in molti ambiti della tecnologia e appassionati innovatori.

1995

1992

Introduzione della tecnologia laser L’azienda sviluppa sistemi industriali flessibili integrati per la prima volta con tecnologia laser. L’obiettivo sono i terzisti che utilizzano la tecnologia di SEI per applicazioni rivolte a mercati orizzontali. “SEI Laser” viene utilizzato come nome identificativo non solo della società ma anche della tecnologia stessa.

Chicago Labelexpo: il primo laser per taglio etichette Durante la fiera americana SEI Laser presenta il primo sistema roll to roll di fustellatura digitale delle etichette. Un’innovazione importante, che si consoliderà negli anni successivi e che aprirà la strada a un nuovo modello di business nel settore del converting.

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2010

Nasce la famiglia Labelmaster Labelmaster è il sistema laser roll to roll più completo e professionale disponibile sul mercato per la fustellatura e il finishing digitale delle etichette. Una soluzione modulare che può essere configurata in funzione delle proprie esigenze sia al momento dell'acquisto sia successivamente, con upgrade opzionali installabili "sul campo". In grado di processare carta, PET, PP, BOPP, TNT con una velocità massima di 100 metri al minuto, può effettuare differenti lavorazioni: taglio laser, fustellatura laser, fustellatura meccanica semi-rotativa, fustellatura meccanica rotativa, verniciatura flexografica rotativa, verniciatura flexografica semirotativa, oro a caldo semirotativo, stampa flexografica semi-rotativa, laminazione, ispezione e rilevamento etichette perse, codifica laser, marcatura laser, micro-perforazione laser, taglio fogli singoli (sheeting), taglio longitudinale bobina (slitting).

2016

PaperOne 3500 e 5000 Nelle arti grafiche, nel packaging e nella cartotecnica sono sempre più richiesti prodotti dal design accattivante, la cui produzione richiede massima flessibilità. Liberando il cliente dalla fustellatura tradizionale, PaperOne Line diventa la serie ideale di sistemi laser per il taglio e l’incisione di carta, cartoncino e cartone. Presentate a Drupa 2016, PaperOne 3500 (375x1050 mm) e PaperOne 5000 (formato B2, 750x530 mm) digitalizzano il processo di fustellatura e cordonatura, sono dotate di trasporto automatico della carta e permettono di realizzare con estrema precisione lavorazioni di fustellatura e micro-fustellatura. Si beneficia immediatamente del risparmio sulla fustella, di un più efficace time-to-market, della riduzione dei costi di avviamento e si evita lo spreco di materiale.

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Dal 1982, SEI Laser è una delle aziende più dinamiche e innovative del mondo della tecnologia laser. I suoi fondatori sono giovani ingegneri pionieri in molti ambiti della tecnologia e appassionati innovatori: vicini a chi guarda lontano.

60 2020 PaperOne 7000 e Origami La linea PaperOne si completa con PaperOne 7000, il sistema per il converting e il finishing digitale di materiali in foglio in formato B1 1120x760 mm, per i settori del packaging e degli astucci. È l’ultima soluzione modulare sviluppata da SEI: tramite tecnologia laser, fustella e cordona in tempo reale i fogli sia fronte che retro, seguendo la grafica e il design richiesto. PaperOne 7000 utilizza un innovativo sistema di cordonatura/ embossing proprietario maschio/ femmina: Origami, un sistema fuori linea che permette di creare rapidamente e con semplicità i plate di cordonatura/embossing autonomamente. Una soluzione unica e brevettata - per la completa digitalizzazione del processo produttivo, che consente di massimizzare versatilità e flessibilità per una produzione più veloce e snella. Origami offre la possibilità di creare clichés tridimensionali per cordonature allo stato dell’arte (sia lineari che curve) ed embossing a un costo decisamente conveniente.

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milestone tecnologici

Xerox

www.xerox.it

1960

Xerox 914 plain paper copier Duecentonovanta chili di peso, 120 cm di altezza. Xerox 914 plain paper copier, la prima fotocopiatrice xerografica con dry process, nasce nel 1960 dal genio di Chester Carlson. Veloce ed economica, la 914 riproduceva in pochi secondi la copia di una lettera o di un memorandum, compiti che allora richiedevano ai dattilografi dai 10 minuti alle 10 ore per essere completati. È stata la prima macchina completamente automatica a riprodurre copie su carta comune e questo l’ha resa una dei prodotti Xerox di maggior successo in assoluto, portando con sé una rivoluzione mondiale nella produzione, nel flusso e nella distribuzione delle informazioni.

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1970

Nasce PARC Sono gli anni della prima rivoluzione informatica. Il fermento è tangibile e Xerox Corporation crea The Architects of Information, un team di esperti di livello mondiale in informatica e scienze fisiche, e fonda lo Xerox Palo Alto Research Center (PARC) sotto la direzione di George Pake. Xerox PARC, un'oasi di talento e innovazione vicino alla Stanford University, ha come primo obiettivo creare "l'ufficio del futuro": precursore degli attuali incubator, è la culla di alcune tra le più grandi scoperte informatiche della storia, da Xerox Alto (la prima workstation personale con interfaccia utente grafica e finestre a icone) al mouse, dalla tecnologia laser fino all’Ethernet.

1980

ViewPoint Il primo programma di Desktop Publishing viene annunciato nell’aprile del 1985: la Suite di Software Xerox ViewPoint e Serie VP introducono una nuova sofisticata struttura di gestione e interfaccia utente desktop per postazioni di lavoro 8010 e 6085. Il software ViewPoint è un sistema entry level per l'utilizzo di moduli software applicativi (serie VP) che ha portato poi allo sviluppo di MS Word. All’inizio utilizzato quasi esclusivamente per le pubblicazioni cartacee, oggi aiuta anche nella creazione di varie tipologie di contenuti online.


1990

Docutech Production Publisher Docutech Production Publisher, annunciato il 2 ottobre 1990, è stata la prima soluzione Xerox ad aver introdotto il concetto di Print On Demand, rivoluzionando il modo in cui le aziende producevano documenti per l’ufficio. Dispositivo multifunzionale a livello production con capacità avanzate di elaborazione documenti e nuovi livelli di acquisizione immagine digitale, Xerox DocuTech Publishing Series ha in seguito integrato gli ambienti di pubblicazione aziendale e commerciale, consentendo lo sviluppo del book publishing.

2000

Mondo iGen Il cuore tecnologico di Xerox DocuColor iGen3™ Digital Production Press ha avviato il processo di conversione dall’offset al digitale, eliminando l’incertezza della qualità dell’immagine grazie alla scelta tra varie lineature di retino dai risultati sempre omogenei. DocuColor iGen3 è il risultato dell’investimento di un miliardo di dollari in ricerca e sviluppo e di oltre 300 brevetti depositati che hanno stimolato un cambiamento epocale in tutti i segmenti dell'industria della stampa. Ha ricreato un output con l'aspetto tradizionale delle stampe offset offrendo velocità, capacità di personalizzazione e vantaggi economici senza precedenti.

60

ilPoliGrafico 200•20

Dalla “914” che nel 1960 rivoluzionò la produzione e il flusso di informazioni, passando per le più grandi scoperte informatiche della storia fino all’espansione delle opportunità creative della stampa digitale. Il cuore tecnologico di Xerox ha radici lontane e lo sguardo al futuro.

2020

Il futuro è iridescente La stampante di produzione Xerox® Iridesse è la prima e sola stampante digitale in grado di stampare in CMYK e con due toner speciali, tra cui Oro, Argento, Bianco e Trasparente, in un unico passaggio. Gli inchiostri speciali Oro e Argento possono essere utilizzati inoltre come sottostrato per i colori CMYK, con una straordinaria tavolozza di colori dalle tonalità iridescenti. A partire da dicembre 2020 si aggiunge l’opzione dell’inchiostro speciale Rosa Fluorescente alla palette esistente. Questa tecnologia permette di ampliare i confini della stampa CMYK portandola a livelli sempre più alti, consentendo ai fornitori di servizi di stampa di distinguersi e di offrire ai propri clienti design e nobilitazioni di grande impatto visivo.

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sessant’anni di stamp ilPoliGrafico 200•20

storie di imprenditoria

Newmec

2016

www.newmec.it Lasalvia con tenacia iniziò a studiare e progettare attrezzature e macchine speciali per soddisfare le richieste del Cliente, fornendogli una soluzione al problema di produzione, a volte proprio con gruppi da installare in linea alle loro

1990

1985

Newmec nasce nel 1985 fondata dall’esperienza del suo General Manager Nicola Lasalvia che iniziò a lavorare nel settore stampa nel 1964, proprio nel momento dello sviluppo sul mercato mondiale delle linee a “modulo continuo”. La prima sede, in Sesto S. Giovanni, era una piccola struttura, ma che conteneva grandi potenzialità, spirito di iniziativa e tanta volontà. I dipendenti del precedente lavoro seguirono Lasalvia, lavoro e nelle sue capacità

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lavorazione mancante.

all’età pensionabile pochi anni fa – ndr), nacque così la NEWMEC! Con un occhio al futuro industriale del settore stampa, Nicola Lasalvia ebbe l’ardore di fondarla, sicuro di avere importanti chance. Inizialmente si concentrò sulla produzione di attrezzature standard per macchine da stampa ma complici sia le richieste di nuove tecnologie che lo sviluppo dei mercati,

Clienti hanno continuato ad attribuirgli, nel 1990 iniziò l’attività nella nuova sede di Monza, uno stabilimento di 2mila metri quadri che gli permise di incrementare il lavoro. Nel 2000 Newmec decise di entrare nel “settore stampa di sicurezza”. Una grande di progettare e produrre la prima di molteplici linee per la stampa a caldo di ologrammi, sia per lo stripe che per il patch e la banda magnetica. La vasta gamma di macchine e attrezzature prodotte negli anni per queste applicazioni permettono alla Newmec di dare una valida risposta sia per l’alta che la bassa Sicurezza; applicazioni per la salvaguardia, l’anticontraffazione, l’unicità del proprio brand con l’utilizzo di foil ad alto effetto base ai settori. Oggi la SECUR è il suo più richiesta nel settore dell’anticontraffazione, continue a grandi velocità, vanta numerose

installazioni all’estero presso di sicurezza e governative. L’ultima, ma solo in ordine di apparizione internazionale la vede protagonista presso Drupa 2016 un grande evento per l’azienda. Newmec “scende in campo” con la GIETZ AG, impresa svizzera di grande fama, un nome nel settore Stampa di sicurezza: presso il loro stand viene presentata la GIETZ POWERED BY NEWMEC, in base all’accordo sottoscritto in esclusiva mondiale per la distribuzione dei modelli SECUR 20 e SECUR 50.

Negli ultimi tempi, la produzione si orienta verso macchine e attrezzature speciali, costruite in base alle richieste dei Clienti, quel “tailor made” che le ha permesso di entrare in nuovi settori e raggiungere grandi traguardi. Pertanto, come asserito da Lasalvia: “Noi a nuovi progetti da realizzare insieme, rispondendo alle richieste dei clienti e lieti di poterlo fare!”


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60 uomini&aziende

Mondi

“Nuovi servizi, facilitati da una nuova infrastruttura informatica, ci hanno consentito di espandere il nostro portfolio e accedere al mercato B2B”.

photo: Apollonia Bitzan

photo: Apollonia Bitzan

è stato anticipato e gli investimenti nella nuova tecnologia hanno consentito una transizione quasi naturale verso un modo di lavorare completamente nuovo. Oggi essi offrono una vasta gamma di prodotti che vanno dai biglietti da visita ad applicazioni a largo formato, entrambi per il mercato B2C e B2B. Di pari passo con questo sviluppo è nata l’attenzione all’assistenza al cliente resa possibile da dipendenti addetti a formare il personale a standard rigorosi. Ciò non comprendeva soltanto la conoscenza delle più recenti tecnologie, ma anche la comprensione delle opportunità che queste tecnologie rappresentavano per i clienti. Per esempio, un inaspettato fattore, adesso parte integrante del portfolio dell’azienda, è la digitalizzazione di documenti e archivi resa possibile da investimenti tempestivi nella propria infrastruttura digitale. Oggi, circa tre quarti della loro attività è gestita via internet. Ciononostante, i clienti occasionali costituiscono ancora un fattore importante, a dimostrazione che i tempi della classica copisteria non sono ancora finiti.

comunicazione d’impresa

Andreas Haltmeyer, dal 2003 alla guida dell’azienda fondata dal padre.

Cosa fa una copisteria in modo non soltanto da sopravvivere ma anche da prosperare alla luce della drastica trasformazione dall’analogico al digitale? Nel caso della gestione di seconda generazione della Haltmeyer GmbH diretta dal CEO Andreas Haltmeyer (nella foto), la risposta è: adatta, adatta, adatta. Fondata nel 1965 dal padre di Andreas Haltmeyer, il focus originariamente era incentrato sui piani per la costruzione di stampa utilizzando la tecnologia di stampa in gelatina. Con l’avvento della xerografia il business ha compiuto il primo salto in avanti e investito consistentemente nella tecnologia. Con gli anni ’90 l’azienda si è espansa in diverse località e sono comparsi i primi segnali di un cambiamento massiccio: sono entrati ordini su floppy disk. Mentre gli ordini analogici rappresentavano ancora la stragrande maggioranza per circa mezzo decennio, quando Andreas Haltmeyer ha assunto la gestione dell’attività nel 2003, gli ordini digitali avevano già rimpiazzato quelli analogici. Fortunatamente, questo cambiamento

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1907

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tecnologie

Textile

Le nuove sfide del tessile industriale di Caterina Pucci

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TESSILE CATE.indd 50

L’inglese Simon inaugura la serigrafia moderna, che si avvale di cliché fotoincisi. Durante la Prima guerra mondiale questa tecnica viene ampiamente utilizzata nella stampa di bandiere e stemmi.

Per secoli la stampa su tessuti è stata realizzata con metodi di stampa tradizionali. In principio fu la stampa a timbro o tampone che prevedeva l’impiego di matrici in legno, chiamate planche. In pratica si incideva un blocco di legno con il disegno prescelto e si andava a imprimere sul tessuto. Il principale limite di questa tecnica era legato alla necessità di realizzare tanti tamponi quanto erano i colori da riprodurre; in più i timbri dovevano essere necessariamente stampati in successione e ciò lo rendeva un processo molto lungo. Nel 1750 i cilindri in legno cominciarono a essere sostisu tessuto si avviava a diventare un processo industriale, grazie all’introduzione di rotative mosse ad acqua o vapore che stampavano il tessuto impiegando i primi cilindri in rame incisi. Nel Novecento si diffuse l’utilizzo della stampa serigraniva teso il buratto. Anche utilizzando questo metodo,

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“Negli ultimi decenni l’industria tessile si è dovuta confrontare con una serie di cambiamenti epocali, relativi all’accelerazione del mercato e all’impatto della filiera produttiva sull’ambiente”

L’introduzione della stampa digitale a getto d’inchiostro ha permesso di far fronte a produzioni just-in-time con alto grado di personalizzazione.

>2000

Viene introdotto il primo modello di giostra serigrafica, che velocizza i processi di stampa e contribuisce a diffondere l’utilizzo di questa tecnica in ambito commerciale e industriale.

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1960

foto: Angelo Barzaghi

di abbigliamento, è molto alto, in termini di spreco di risorse idriche ed energetiche. della stampa digitale a getto d’inchiostro in diversi segmenti applicativi dell’industria tessile ha permesso di far In un primo momento, la stampa digitale era associata tecnologie sempre più performanti – come le stampanti single pass digitali anche in ambiti in cui era richiesta elevata produttività.

-

hanno aperto nuove opportunità creative per progettisti la stampa risultava discontinua perché i quadri avevano -

prima macchina da stampa a cilindro “automatica” si coNel 1962 venne introdotto il cilindro di stampa rotativa. erano incisi i disegni da riprodurre su tessuto. A diffene, imprimendo così il disegno sul tessuto. Si può dire che si tratti del primo metodo di stampa continua, che con il rispettivo colore da stampare.

L’avvento della stampa digitale Negli ultimi decenni l’industria tessile si è dovuta confrontare con una serie di problematiche relative alla giunta la maggiore sensibilità dei consumatori nei confronti dell’impatto ambientale dei processi di stampa e

mento, ma anche accessori ed elementi di arredamento. Sul fronte delle chimiche d’inchiostro, l’impiego delle tecchiostri per la stampa su tessuto sono normalmente più

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Textile

L’emergere di soluzioni di stampa single pass, ad alte prestazioni, ha incentivato l’adozione del digital textile printing in contesti in cui si richiede elevata produttività.

>2011

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tecnologie

-

L’importanza della gestione del colore far sì che potessero adattarsi alla stampa su una vasta di riprodurre in maniera accurata i colori richiesti dal

L’evoluzione degli inchiostri

foto: collezione “WeAreAble” di Stratasys in collaborazione con Ganit Goldstein

-

Stampa transfer o diretta? -

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quindi accoppiata al tessuto da stampare e sottoposta al -

della stampante e quindi la sua capacità di riprodurre i

Quale futuro per l’industria tessile?

-

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-


RIPORTARE IL COLORE STAMPA PER GRANDI FORMATI | FINITURA | SOFTWARE | MACCHINE DIGITALI E PER SERIGRAFIA | DECORAZIONE PER INTERNI SERIGRAFIA | STAMPA DIGITALE | DECORAZIONI PER INDUMENTI | STAMPA SU TESSUTO | SUBSTRATI | SEGNALETICA OUT-OF-THE-HOME | MATERIALI DI CONSUMO | FAST FASHION | RIVESTIMENTI PER VEICOLI E MOLTO ALTRO ANCORA!

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tecnologie INQUADRA E ACCEDI ALLA REALTÀ AUMENTATA

Serigrafia Dai quadri di stampa alle macchine automatiche, una tecnica antica ma sempre d’impatto di Caterina Pucci

Questione di tele e di quadri -

cliché

-

sericum che

54

“Grazie alla sua versatilità e alla capacità di produrre effetti speciali, la serigrafia ha trovato impiego in diversi ambiti applicativi: dalla grafica alla stampa commerciale, dal tessile al packaging”

buratti

paste di stampa

-


1950

1907

INQUADRA E ACCEDI ALLA REALTÀ AUMENTATA

A contribuire alla diffusione di questa tecnica nell’ambito delle applicazioni grafiche e commerciali fu l’artista Andy Warhol che negli anni Sessanta realizzò alcune riproduzioni serigrafiche nell’ambito della Pop Art, tra cui un celebre ritratto di Marilyn Monroe.

ilPoliGrafico 200•20

Nel 1907 in Inghilterra, Samuel Simon brevettò un sistema di mascheratura che, servendosi di un liquido coprente, permetteva di riprodurre l’immagine in negativo sul supporto montato su un telaio.

Copertina del catalogo orologi Tudor. Edizione speciale realizzata per Beselworld da Lorenz Boegli, con serigrafia a 9 colori.

buratto costituisce il quadro di stampa. I buratti vengono quindi ricoperti per spalmatura o per spruzzo con una gelatina fotosensibile. In questo modo, si vanno a occludere gli alveoli di tessuto lasciati aperti traverso particolari pellicole che riproducono le sezioni in negativo e il successivo spoglio delle parti non indurite provocano l’apertura degli alveoli solamente nelle zone di tessuto attraverso le quali dovrà passare la pasta di stampa, cioè in corrispondenza dei disegni o testi da stampare. Per premere la pasta d’inchiostro sul cliché in maniera uniforme viene utilizzata una lamina, detta racla.

La nascita della serigrafia moderna A partire dal Novecento le diverse componenti delle macquesta tecnica di stampa in un processo industriale a tutti gli effetti, in grado di far fronte a tirature elevate e garantire risultati di stampa di grande impatto. Anzi, trovato ampio impiego sia nella fabbricazione delle decalcomanie e delle decorazioni, sia in campo pubblicitario e nella cartellonistica. Nel 1907 in Inghilterra, Samuel Simon brevettò il sistema di mascheratura a cui accennavamo prima che, servendosi di un liquido coprente, permetteva di riprodurre l’immagine in negativo sul supporto montato sul telaio. per comporre stampe multicolore. Nel corso della Prima principalmente per stampare bandiere e stemmi. tica avvenne nel 1921, a opera di un altro americano, tale E.A. Owens. A partire dagli anni Cinquanta si cominciò a riconoscemondo dell’arte. A renderla celebre, negli anni Sessanta, fu il principale esponente della Pop Art: Andy Warhol re-

alizzò un ritratto di Marilyn Monroe e altre riproduzioni simbolo della civiltà dei consumi americana. Intanto dalle tecniche di intaglio su tessuti a maglie avanzate conoscenze di fotochimica contribuirono alla diffusione della serigrafia in nuovi ambiti applicativi. Trattandosi di una tecnica di stampa versatile, a partire dagli anni Sessanta venne impiegata sia in ambito gra-

In passato le tele dei quadri serigrafici erano realizzate in seta pura, oggi si utilizzano prevalentemente nylon e poliestere.

ma anche su materiali plastici, metallo e vetro. Molte delrono nella produzione di adesivi in PVC e termosaldabili, insegne per negozi, striscioni pubblicitari, targhe metalliche, vetri, specchi, decorazioni per mobili etc.

La serigrafia nell’industria tessile ambito, strano ma vero, l’utilizzo di questa tecnica si è a punto e commercializzata dall’imprenditore Michael Vasilantone nel 1960. Cominciò a essere adoperata nella stampa di loghi, ma ben presto diversi produttori di abbigliamento sportivo ne ottennero la licenza, contribuendo

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foto: Printerous

1960

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tecnologie

La prima giostra serigrafica per stampa di capi d’abbigliamento venne messa a punto e commercializzata dall’imprenditore Michael Vasilantone nel 1960.

La consistenza pastosa degli inchiostri serigrafici li rende indicati alla creazione di effetti speciali e spessorati.

vasta, la scelta dell’inchiostro dipende dal tipo di appli-

natura stessa dei telai e dei quadri di stampa che funpiano, mentre su forme più complesse sono un po’ più Questo avviene perché la buona riuscita della stampa a determinare il successo delle T-shirt serigrafate, in prisu abbigliamento rappresenta la metà dell’attività seri-

niera selettiva materiali adesivi che poi servono da base

Negli ultimi decenni, l’avvento del fast fashion a livello globale e la sempre maggior richiesta di capi on demand

-

le opportunità applicative nell’ambito della stampa sedigitale ha richiesto un adeguamento sia dal punto di vista meccanico che chimico, soprattutto per quel che

sua capacità di assicurare elevata produttività e versatisionali la rende ancora oggi una tecnica molto richiesta cuni segmenti, come quello della ceramica o del textile,

Serigrafia e stampa digitale: sostituzione o integrazione? tal textile printing ha però contribuito a dare all’intero

agli inchiostri metallici e agli effetti speciali (tattili e sabper il settore dell’elettronica stampata, nel quale l’inkjet

essere effettuata a mano, con macchine automatiche o 56

Per quanto riguarda le chimiche, occorre sottolineare come sia più opportuno parlare di “paste” e non inchio-


sessant’anni di stamp

P&P Promotion

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storie di imprenditoria

www.pppromotion.it

collaborazioni con importanti diventa punto di riferimento nel mercato nazionale e internazionale.

2006

La svolta del vetro Con l’esperienza maturata grazie alle collaborazioni con le eccellenze enologiche del Piemonte, P&P Promotion inizia a fornire ai propri clienti bottiglie con personalizzazioni artistiche e indelebili. Entra così in un settore, quello del vetro, che permette di spaziare tra arte, creatività e fantasia, creando packaging dal valore aggiunto che rendono unico il prodotto. P&P Promotion si specializza nella a caldo, investendo in un reparto di ricerca e sviluppo dotato di strumentazioni all’avanguardia e in uno studio tecnico per la gestione dei progetti creativi dei clienti. La qualità delle lavorazioni, la continua ricerca e le nuove tecnologie la portano a elevare i propri standard, e basando il lavoro sul confronto continuo con i propri referenti e su

ed effetti premium nel campo del CMCV.

2016

1997

“P&P Promotion” nel 1992.

o totalmente il colore della bottiglia grazie alla polvere di vetro minerale e senza uso di inchiostri, vernici o solventi, intervenendo sulla molecola del vetro senza

con risultati sorprendenti ed ecosostenibili. Strass, Swarovski, inserti di resine tridimensionali, lavorazioni ed effetti speciali possono essere abbinati alle tradizionali etichette in carta, permettendo a designer e creativi di progettare anni la costante crescita produttiva e qualitativa ha permesso a P&P Promotion di ampliare il proprio parco macchine, con l’installazione nel 2010 di una linea produttiva completamente automatizzata dedicata alla colorazione del vetro.

completa l’acquisto di una nuova rotativa da stampa colori ceramici e 4 colori UV, controllo elettronico, centratura con camera, per forme ovoidali, coniche, troncoconiche, piane, rettangolari, cubiche.

2020

P&P Promotion nasce nel 1990 come “Arte e Stampa” a Santo Stefano Belbo in provincia di Cuneo, Piemonte. Fondata da Paolo Lorusso, l'azienda si specializza nella personalizzazione di gadget promozionali e adesivi,

Il cambio colore del vetro P&P Promotion brevetta il Cambio Molecolare del Colore del Vetro (CMCV), una lavorazione che permette

Nuova sede e ampliamento parco macchine P&P Promotion si trasferisce nella sede operativa e amministrativa di Costigliole d’Asti (Asti, Piemonte): uno stabilimento di oltre 6.000 m2 con una maggiore capacità di magazzino e nel quale si differenziano ulteriormente i tipi di lavorazione: prendono vita innovazioni di processo come le colorazioni con

I (primi) 30 anni Quest’anno P&P Promotion ha compiuto 30 anni. Tre decenni di innovazione, creatività e tecnologia al servizio dei più grandi brand del settore Wine & Spirits. Con una produzione di 55 mila bottiglie al giorno, l’azienda è in grado di dare ai suoi clienti un prodotto 100% ecosostenibile.

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sessant’anni di stamp ilPoliGrafico 200•20

milestone tecnologici

Epson

www.monnalisadtp.eu/

2003

Monna Lisa viene presentata a Villa Erba a Como Monna Lisa apre una nuova era nella stampa su tessuto. Presentata a Como nel 2003, questa stampante offre al mercato tessile lo strumento digitale per passare dalla fase pionieristica della campionatura alla produzione industriale affidabile. Monna Lisa nasce da una precisa filosofia progettuale: prevedere le domande del mercato per offrire le giuste risposte nei tempi richiesti; utilizzare le più sofisticate e moderne tecnologie; garantire il massimo rispetto ambientale; promuovere una ricerca costante dei risultati qualitativi. Il mercato tessile può così superare i vincoli della stampa tradizionale, dai tempi produttivi all’impatto sull’ambiente, ottenendo grandi vantaggi, quali rapidità di risposta alle domande produttive, anche per lotti minimi, e più elevata compatibilità ambientale.

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2011

Viene prodotto e commercializzato il 100° esemplare di Monna Lisa Il traguardo delle cento unità della serie Monna Lisa, prodotte e commercializzate, avviene nel 2011. Il risultato conferma ancora una volta quanto questa stampante sia in grado di conciliare un’elevata qualità (con immagini riproducibili in un numero pressoché infinito di sfumature) e versatilità (stampa di piccole tirature) con un maggiore rispetto per l’ambiente tradotto anche in un significativo risparmio energetico. Queste caratteristiche le valgono diversi riconoscimenti in tema ambientale, tra cui la menzione speciale Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente 2011, ideato da Legambiente. Oggi Monna Lisa è presente con 400 unità installate in tutto il mondo.

2015

Epson Italia completa l’acquisizione di For.Tex Con l’obiettivo di rafforzare la propria posizione nel settore della stampa tessile digitale di alta qualità, Epson Italia acquisisce il 100% di For.Tex, azienda comasca specializzata nella commercializzazione di inchiostri per la stampa tessile digitale e nella produzione di un’ampia gamma di prodotti chimici e coloranti per i processi di preparazione, tintura e finissaggio utilizzati nei processi di stampa su tessuto. Epson e For.Tex collaborano dal 2003 nell’ambito del progetto Monna Lisa, frutto del lavoro congiunto di Epson, For.Tex e F.lli Robustelli, che hanno dato vita alla prima stampante inkjet industriale per la stampa diretta su tessuto con tecnologia Epson. L’acquisizione di For.Tex conferisce a Epson il know-how sull’intero processo di stampa: dalla fase di pre a quella di post stampa con una expertise particolare sugli inchiostri.


2016

Epson Italia acquisisce F.lli Robustelli Dopo una pluriennale collaborazione, Epson Italia acquisisce il 100% del capitale di F.lli Robustelli, società comasca specializzata nella produzione di macchine industriali per la stampa su tessuto. Per Robustelli entrare a far parte del Gruppo significa avvalersi della capacità produttiva di Epson per offrire a sempre più clienti in tutto il mondo i vantaggi della tecnologia digitale di stampa inkjet su tessuto. Epson, a sua volta, impiega la competenza della società comasca per accelerare lo sviluppo di nuove stampanti digitali inkjet per tessuto per rispondere alle esigenze dei clienti attraverso una linea di prodotti ancora più ampia. A questo scopo, le due aziende avviano inoltre un’attività congiunta di ricerca e sviluppo.

2017

Viene realizzata Monna Lisa Evo Tre, la prima stampante con tecnologia Epson PrecisionCore Monna Lisa Evo Tre è la prima stampante digitale per tessuti che integra l’innovativa tecnologia di stampa proprietaria Epson PrecisionCore. Progettata da F.lli Robustelli, Monna Lisa Evo Tre è in grado di rispondere alle diverse esigenze qualitative e produttive di un mercato sempre più dinamico e offre flessibilità e qualità ad alta produttività senza precedenti e un’affidabilità ancora più ampia - caratteristiche che ne fanno una delle digital textile printer più versatili del mercato. Cuore ad alta tecnologia di un sistema completo e perfettamente integrato che vede Epson, For.Tex e F.lli Robustelli impegnate a offrire massima garanzia e assistenza per tutto il ciclo di produzione: dalla testina agli inchiostri, dagli agenti chimici per il pre e post trattamento fino all’assistenza meccanica.

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Leader mondiale nel settore tecnologico, Epson entra nel mercato del tessile di alta qualità con il lancio di Monna Lisa, stampante inkjet industriale per la stampa su tessuto frutto del mix innovativo tra tecnologia di stampa firmata Epson, componente ingegneristica targata F.lli Robustelli e inchiostri garantiti For.Tex.

2019

Monna Lisa diventa un prodotto a marchio Epson Epson continua a rinnovare e ampliare la propria gamma di stampanti digitali per il tessile. In occasione di ITMA 2019, svela la nuova serie Monna Lisa Evo Tre insieme ai nuovi inchiostri a pigmenti Genesta, presentando le ultime innovazioni per un mercato tessile digitale in continua evoluzione. La nuova gamma Monna Lisa Evo Tre, ora a marchio Epson, è dotata della tecnologia PrecisionCore e offre una soluzione completa per tutte le esigenze del mercato, dalla produzione su larga scala ad alta velocità alla stampa di campionatura on-demand su piccola scala. I Genesta PG sono inchiostri a pigmenti rivoluzionari ed ecosostenibili, capaci di garantire una notevole resistenza allo sfregamento e una elevata qualità di stampa, senza necessità di trattamenti post-stampa. 59


Inchiostri Questioni di chimica: digitalizzazione e riduzione dell’impatto ambientale guideranno lo sviluppo

Il chimico londinese W. H. Perkin sintetizza la mauveina, dando ufficialmente inizio all’industria dei coloranti artificiali. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento vennero sintetizzati la maggior parte dei coloranti artificiali utilizzati ancora ai giorni nostri.

Foto di Dids da Pexels

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tecnologie

a cura della redazione

“In un mercato della comunicazione stampata in continua espansione, il perfezionamento delle chimiche d’inchiostro è un fattore che professionisti della stampa e brand owner non possono trascurare” Sin da quando ha imparato a esprimersi sotto forma di i concetti in maniera indelebile su un supporto: pareti, pelli di animali, carta, tessuti e ogni genere di supporto speciale. Già a partire dal 2500 a.C., gli antichi egizi utilizzavano coloranti naturali, ottenuti mescolando il CMYK + WHITE è la formula magica usata da Carnerofumo (polvere finissima tesio Fullcard grazie alle tecnologie Ricoh foglio di carbonio) a colla vegetale singolo e flatbed. Ricoh Pro T7210, scelta per la e gomma. I derivati animali sua flessibilità nella produzione di packaging e vie vegetali sono sempre stati sual communication, in questo periodo viene utilizadoperati nella preparazione zata anche per personalizzare visiere protettive e di inchiostri. Come ad esemaltri prodotti per la sicurezza in ambito Covid-19. pio l’indaco, ricavato dalla macerazione di alcune foglie,

#SAPEVATELO

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il nero di seppia o il tannino. Nel corso dei secoli la formulazione delle chimiche si è progressivamente perfezionata portando allo sviluppo di una gamma vasta e in continua espansione di inchiostri, po di applicazione che si vuole realizzare. In un mercato della comunicazione stampata che si evolve a vista d’occhio, il perfezionamento delle chimiche d’inchiostro è un fattore che professionisti della stampa e brand owner non possono permettersi di trascurare. La principale distinzione che si può operare è quella tra inchiostri grassi, impiegati nei processi di stampa tipoAnche nell’ambito della stampa digitale, la scelta delle chimiche dipenderà dall’ambito applicativo e dal tipo di tecnologia utilizzata. Tra le principali tipologie di inchiostri per stampa digitale, distinguiamo gli inchiostri latex, gli inchiostri UV e gli inchiostri base acqua. Gli inchiostri latex assicurano tempi di asciugatura molto rapidi e questo permette di dopo la stampa, senza dover attendere l'evaporazione dei gas dal substrato. Anche in assenza di laminazione, gli inchiostri latex assicurano resistenza all’abrasione e agli agenti esterni e rappresentano una buona alternativa agli inchiostri a solvente. Possono stampare su numerosi

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Foto di Dids da Pexels

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storie di imprenditoria

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L’affermazione del digitale ha dato una spinta propulsiva alla formulazione delle chimiche, studiate per assicurare prestazioni elevate (in termini di qualità, asciugatura, durevolezza etc.) ed essere, al contempo, sostenibili.

Gruppo SMG. 25 anni di eccellenza www.smg.it

supporti, inclusi vinile e tessuti sintetici e trovano largo impiego nel soft signage. Anche gli inchiostri UV-curable assicurano un’asciugatura rapida, resistenza allo scratch e agli agenti atmosferici. Questo li rende indicati per la stampa di segnaletica esterna. Inoltre, il processo di fotopolimerizzazione con cui vengono essiccati – che prevede l’utilizzo di lampade UV – li lega saldamente ai substrati, rendendoli compatibili con una vasta gamma di materiali, dal PVC al legno. Negli ultimi anni hanno trovato sempre maggior applicazione gli inchiostri base acqua. Queste chimiche permettono di realizzare immagini molto nitide e dai colori vividi. Inoltre la formulazione “green” e l’assenza di VOC, ha fatto sì che trovassero largo impiego nelle applicazioni destinate agli interni – come ad esempio la carta da parati – e nel packaging primario, in particolar modo quello destinato all’’industria alimentare. Un discorso a parte merita la stampa tessile. I coloranti adoperati nei processi di stampa digitale non differiscono chimicamente da quelli utilizzati nei processi di stampa e tintura tradizionali. Devono però essere formulati in maniera tale da risultare meno viscosi rispetto alle classiche “paste” d’inchiostro per evitare che gli ugelli possano ostruirsi e danneggiarsi. Anche nell’industria tessile, nell’ultimo decennio gli inchiostri base acqua hanno progressivamente sostituito gli inchiostri a solvente, in particolar modo nel segmento della stampa di abbigliamento. Si suddividono in inchiostri acidi (per la stampa di lana, poliammide, seta), reattivi (per la stampa di tessuti a base cellulosica, lana, poliammide e seta), dispersi (per stampa diretta e indiretta) e a pigmento le miste. La crescente attenzione alle tematiche legate alla sostenibilità e all’impatto ambientale dei processi ha reso necessario un adeguamento non solo delle soluzioni

Nel 1995 Claudio Gozzi crea il gruppo Servizio come SMG), con l’idea di continuare lo sviluppo di soluzioni di qualità nel mercato delle arti sua pluriennale esperienza commerciale e tecnica. Inizialmente, le attività vengono circoscritte al territorio del Friuli Venezia Giulia. L’obiettivo è garantire un servizio clienti d’eccellenza attraverso soluzioni tecnologiche all’avanguardia e tempi di consegna veloci. Questa strategia si rivela vincente, portando SMG ad attestarsi come uno dei principali player del mercato. Nel 1999 SMG acquisisce FAG Print, distributore attivo nei territori del Friuli e del Veneto, estendendo il proprio raggio d’azione su tutto il Triveneto, per poi consolidare la propria presenza anche in Trentino-Alto Adige. Contestualmente, l’azienda consolida le proprie relazioni con alcuni dei principali costruttori presenti sul mercato, diventando partner

Screen, DuPont, Toyo Ink e Continental. Nel 2011 Giovanni Pellicioli entra nel Gruppo e, grazie alla pluriennale esperienza commerciale nel mercato, contribuisce all’espansione di SMG in Lombardia e in Emilia Romagna. La strategia di mercato si orienta verso soluzioni offset e digitali “green” ed eco-sostenibili, che garantiscono una maggiore impatto ambientale. Nel 2020 SMG festeggia venticinque anni di successo Il Gruppo guarda al futuro, prestando attenzione ai cambiamenti tecnologici e alle evoluzioni del settore, adattandosi rapidamente per continuare a garantire la qualità e il servizio d’eccellenza che da sempre lo contraddistinguono.

Per i produttori di inchiostro la princichimiche compatibili con processi di stampa sempre più all’avanguardia e supporti innovativi. Questi inchiostri dovranno assicurare tutta una serie di requisiti standard: solidità alla luce, resistenza allo sfregamento, durevolezza, accurata riproduzione cromatica. Al contempo, dovranno soddisfare i sempre più rigidi requisiti ambientali richiesti dal mercato.

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Concessionaria

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Converter per Deposito merce, 1 mixing station convenzionale 1 mixing station bassa migrazione Via Dalmazia 5/A 20834 NOVA MILANESE (MB) T. 0362.49181 kolorservice@kolorservice.it

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Deposito e mixing station Via Collamarini, 6 40138 BOLOGNA T. 051 790575 bologna@kolorservice.it

Deposito e mixing station Via del Redolone, 59 51030 Cantagrillo (PT) Tel.05731972873

Deposito e mixing station Via Carrpi 17 00071 POMEZIA (RM) T. 06 91623060 roma@argrafservice.it


Foto di Fabriano, Fedrigoni.

xiii sec.

Supporti La carta, materia per le idee dell’umanità

Fabriano fu il primo centro in Italia a fabbricare carta partendo dal lino e dalla canapa, e i suoi cartai svilupparono procedimenti di produzione che rendevano la carta resistente al tempo e di ottima qualità.

ilPoliGrafico 200•20

INQUADRA E ACCEDI ALLA REALTÀ AUMENTATA

di Michela Pibiri

Una storia di innovazione convergente di tecnologie e materiali. In origine furono la pietra, l’argilla, i metalli. Poi vennero le pelli come la pergamena e il papiro. Fino al 105 d.C., data che la storia ha identificato come quella dell’invenzione della carta, attribuita ai Cinesi: le cronache dell'epoca raccontano che un dignitario della corte imperiale, Tsai Lun, inventò il modo di fabbricarla partendo da brandelli di stoffa usata. Ma quella della carta è una storia di innovazione convergente, in cui tecnologie e materiali diversi sono stati adottati in diverse parti del mondo per poter disporre di un “materiale indispensabile per diffondere le idee nella vita quotidiana”, come recita l’enciclopedia Treccani alla voce “carta”. I supporti, per la scrittura prima e per la stampa poi, fanno parte della storia dell’uomo dal primo momento, da quando l’essere E se pietra e argilla rimangono incastonati nei millenni passati, la carta è diventata un elemento indispensabile della quotidianità dell’uomo. E lo è ancora, in mille sue sfaccettature e accanto ad altri supporti sintetici che nel corso degli anni la ricerca tecnologica sui materiali ha realizzato per le più svariate esigenze comunicative. Packaging compreso.

La fabbricazione La tradizione vuole che il segreto di come si fabbricava la carta lo abbiano portato dall'Oriente all'Occidente gli Arabi, ed è ormai certo che siano stati arabi anche i primi maestri dei cartai di Fabriano, nelle Marche: la vicinanscambi commerciali, fu determinante. Fin dal XIII secolo, Fabriano fu il primo centro in Italia a fabbricare carta partendo dal lino e dalla canapa, e i suoi cartai svilupparono procedimenti di produzione che rendevano la carta resistente al tempo e di ottima qualità, tanto da diventare il materiale principale per la scrittura rimpiazzando la fu un vero e proprio centro di innovazione: è lì che venne ventata la pila idraulica a magli multipli in sostituzione del mortaio azionato a mano, che consentiva di ottenere

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xix sec.

ilPoliGrafico 200•20

Si assiste a una vera e propria industrializzazione dei processi produttivi e all’invenzione della carta ricavata dalla pasta di legno.

#SAPEVATELO Manifattura Del Seveso, col suo laboratorio all’avanguardia, offre un servizio personalizzato e puntuale: colori e finiture in sintonia con le esigenze dei grafici e dei designer. Un prodotto inimitabile. INQUADRA E ACCEDI ALLA REALTÀ AUMENTATA

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Il processo di patinatura della carta.

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Come scegliere il supporto -

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Carta e stampa

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IN CR EM ENTA IL TU O B USINES S

Arizona Colorado

PROPRIO QUEST'ANNO TWS HA CELEBRATO 20 ANNI DI PRESENZA N E L L ' I N D U S T R I A G R A F I C A , M A I L L AV O R O E L A P R O F E S S I O N A L I TA ' D E G L I U O M I N I C H E N E C O M P O N G O N O L A S Q U A D R A P A R T E D A M O LT O P I U ' L O N TA N O , D E L I N E A N D O U N P E R C O R S O C O S T E L L A T O D I E S P E R I E N Z A ED ENTUSIASMO.

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sessant’anni di stamp ilPoliGrafico 200•20

milestone tecnologici

Gruppo Cordenons www.gruppocordenons.com 1990 1984

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Carte uniche e sostenibilità La storia di Gruppo Cordenons affonda le radici nei secoli ma è a partire da questa data che l’azienda, capitalizzando il proprio heritage di esperienza e know-how, ha iniziato a mettere in atto una strategia precisa per affermarsi come fornitore di eccellenza di carte creative e destinate ai diversi settori del lusso. Una specializzazione che le ha permesso di dare vita a un portfolio di oltre 2500 articoli, rendendo il brand Cordenons unico nel panorama globale. Oggi Gruppo Cordenons è sinonimo di carte raffinate caratterizzate da lavorazioni e finiture speciali, ma anche di sostenibilità, qualità dei servizi, di flessibilità e capacità di mettere a punto just-in-time prodotti personalizzati realizzati in base alle specifiche richieste dei clienti.

Flora Quando il concetto di green nel mondo delle carte creative stava timidamente germogliando, Flora sbocciava in tutta la sua originalità preannunciando come una sfiziosa primizia le rigogliose stagioni a venire… Prodotta in parte con fibre riciclate post-consumer, questa carta creativa ha tra le sue virtù l’eco-sostenibilità, ma la sua armonia con il pianeta è espressa anche dal suo look & feel naturale e dalle sue nuance i cui nomi richiamano specie floreali, essenze, frutti e foglie… Best seller di Gruppo Cordenons, è stata la capofila dell’offerta eco-friendly che oggi si arricchisce di una serie di carte creative di nuova generazione prodotte con il 100% di fibre riciclate.


2000

Stardream Come salutare un nuovo millennio se non con una carta in grado di offrire al mondo della creatività il suo buon auspicio brillando di luce propria? La perlescente Stardream è un vero milestone: oltre a proiettarsi nella hall of fame delle carte più amate e vendute nel corso degli ultimi 20 anni conquistando una community di utenti affezionati, ha contribuito a consolidare ulteriormente l’identità di Gruppo Cordenons. Le carte dall’effetto metallizzato e cangiante sono uno dei fiori all’occhiello dell’azienda che, nel tempo, si è sempre più identificata come fornitore di carte di lusso. Da questo concept è nato l’intero campionario Pearl&Dream, fino alla più recente evoluzione, Stardream 2.0, ancora più luminosa e prodotta con il 40% di fibre riciclate post-consumer… bella ed eco-friendly!

2004

Plike Bella da vedere e anche da toccare… Sembra incredibile e invece, ancora una volta in anticipo sui tempi, nel 2004 Gruppo Cordenons ha dato vita a Plike, la prima a esprimere in tutta la sua essenza il concetto di multisensorialità riferita alle carte creative. Una palette di colori decisi e soprattutto l’effetto rubber, piacevole al tatto, coinvolgente e seduttivo, hanno determinato il fascino intramontabile di questo prodotto diventato iconico. Ancora oggi il claim che ha promosso il suo lancio, “I like Plike” è un mantra per i graphic designer di tutto il mondo. Quanti packaging, copertine, biglietti da visita, shopper sono stati creati con Plike? Quanti premi hanno vinto i prodotti stampati realizzati con questa carta? Innumerevoli. E tanti ce ne saranno ancora.

ilPoliGrafico 200•20

Gruppo Cordenons lavora con competenza e passione secondo i valori della sostenibilità ambientale e sociale per fare in modo che i brand di tutti i settori scelgano per i loro progetti stampati la qualità, la consistenza e l’unicità delle proprie carte creative.

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Kingdom Un nuovo regno? In un certo senso sì: Kingdom è nata per ampliare l’offerta di Gruppo Cordenons di carte naturali e per espandere i confini della creatività nello spazio/ tempo. Questa nuova famiglia di alta gamma dall’eleganza evergreen con le sue tre finiture Laid, Wove e XT-S, i suoi sei colori che spaziano dal bianco puro del Diamond White alle più calde tinte Oyster e Cream, è concepita per riproporre carte creative dallo look & feel classico in chiave più contemporanea. Grazie alla sua versatilità si presta alle applicazioni più tradizionali come la carta da lettere, ai progetti più creativi come cofanetti nobilitati, copertine di riviste dalle lavorazioni raffinate, fino a stampati personalizzati con il dato variabile.

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sessant’anni di stamp ilPoliGrafico 200•20

milestone tecnologici

Guandong Italia www.guandong.eu

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2009

2013

INTERCAST BANNER A due anni dalla nostra costituzione e presentazione ufficiale sul mercato, inventiamo la tecnologia che rivoluziona il banner. Uniamo le indiscutibili performance di stampa del banner laminato alla morbidezza, duttilità e resistenza meccanica del banner spalmato (fino a quel momento definito cast). Nasce così una linea di prodotti premium che sono a tutt’oggi un punto di riferimento per la stampa digitale di grande e grandissimo formato, e che rientrano a tutti gli effetti tra i nostri best-seller a più alta rotazione.

MAGNET & FERRO L’evoluzione verso una comunicazione visiva coinvolgente e interattiva fa un deciso passo in avanti. Per cambiare le regole del gioco ci siamo ispirati a un legame magico, invisibile ma tangibile al tempo stesso: l’attrazione magnetica. Ecco che, combinando i materiali a base magnetica con quelli a base ferro, abbiamo cambiato radicalmente l’approccio all’allestimento e alla decorazione di superfici verticali come pareti e pannelli. Sovrapporre, aggiungere, togliere e spostare le grafiche: tutti questi gesti sono ora possibili, senza difficoltà e senza il bisogno di rivolgersi a personale specializzato.


2015

NANO-TACK TECHNOLOGY La grande era dei materiali dotati di nanotecnologia applicata ai supporti sintetici adesivi per la stampa digitale ha inizio. Qui il nostro cambio di paradigma non è solo tecnologico, grazie all’assenza di colla, ma soprattutto di utilizzo: “attacca e stacca” sono le parole con cui il mercato identifica i materiali Nano-Tack, facili da applicare e rimuovere, da chiunque, più e più volte. Usabilità e facilità d’uso diventano così le linee guida che caratterizzeranno da qui in avanti l’esperienza generata dai nostri prodotti. Wally, con nano-ventose a scarico d’aria, ne è l’esempio di maggior successo.

ilPoliGrafico 200•20

“Sviluppiamo materiali speciali per la stampa digitale, l’offset digitale e tradizionale, la serigrafia e la comunicazione visiva. Siamo italiani, ci mettiamo tanta testa e cuore. Noi siamo gli Specialisti delle Specialità”

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2018

MR MAGNUS Il mercato del digitale si muove, si apre e crea nuovi spazi, nuove nicchie, nuove opportunità. È in questo momento che decidiamo di selezionare alcuni dei nostri prodotti tecnologici di punta e trasformarli in fogli di formato A3 Plus: Wally, adesivo senza colla con nanotecnologia a punti, e poi Dotty, TAP tessuto adesivo in poliestere, Magnetico ultrasottile e Ferro. Tutti materiali che hanno un punto in comune: sono realizzati in carta o in poliestere, e non è un caso. La linea Mr Magnus è pensata per inserirsi nel mercato delle stampanti a toner, le quali hanno un processo di fissaggio del colore a 180 °C, temperatura a cui solo il poliestere e la carta possono resistere. Da qui alle stampanti offset e offset digitali il passo è breve.

THE SPECIALITIES SPECIALIST La nostra brand reputation diventa essa stessa il prodotto più importante. Il know-how e la tecnologia che ci hanno accompagnato negli anni del nostro vecchio motto “Digital Media for Europe” cambiano pelle per adattarsi ai tempi, alle esigenze e alle sfide del mercato e dell’economia globali. Essere gli Specialisti delle Specialità è la volontà di determinarci come l’azienda di riferimento che è sia produttore di materiali e soluzioni d’avanguardia - per stampa digitale, offset digitale, tradizionale e serigrafia -, sia partner e consulente per la realizzazione di progetti di comunicazione importanti e prestigiosi. I top player del mondo fashion e hi-tech riconoscono la nostra qualità e i nostri servizi: nasce G5 Factory, il primo servizio tailor-made in Europa.

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storie di imprenditoria

Manifattura del Seveso www.manifatturadelseveso.it

Manifattura del Seveso è un’azienda tutta italiana che da ben quattro generazioni e da più di 100 anni produce tele per la legatoria, la cartotecnica, la comunicazione di alta gamma e il packaging di lusso. Grazie a una lunga esperienza nel campo della nobilitazione e del all’impegno costante per l’innovazione, l’azienda ha sviluppato prodotti sempre al passo con i tempi, apprezzati in tutto il mondo per la loro qualità ed eleganza,

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MANIFATTURA SEVESO STORIA IMPRESE.indd 70

se si preferisce in formato. I materiali si prestano alla stampa a caldo, alla secco, e i più nobili anche all’offset e al digitale. Inoltre grazie al proprio laboratorio specializzato l’azienda è in grado di produrre colori personalizzati, secondo le necessità dei clienti più esigenti. L’attenzione verso le tematiche ambientali ha portato Manifattura del Seveso, fra le prime aziende tessili, a ottenere la I suoi tessuti naturali sono accoppiati, a mezzo resine a base acquosa, a carte

e non solo. Dal rosa shocking al giallo evidenziatore, dal blu elettrico al verde lime. Tonalità pronte a regalare una carica vitaminica proprio come avveniva quando Madonna, regina della pop music, dominava la scena

al tessuto cotone, sobrio ed elegante, sono ideali non solo per rivestire le copertine dei libri ma anche per la realizzazione di un packaging innovativo chic & pop. La

(privi di metalli pesanti). In ultimo, ma non meno importante, è possibile avere

Manifattura del Seveso presenta in anteprima la "Power Collection"

recentemente in voga nel mondo della fashion industry

all’editoria. La collezione Manifattura del Seveso è proposta in una varietà di 235 colori creati su tessuti differenti e tutti rigorosamente naturali, dai cotoni alle viscose ai misti lino, sempre disponibili a stock, ordinabili in bobina o

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Il Mondo della Stampa Festeggia: • • • •

60 anni dalla nascita del Poligrafico 40 anni anniversario di TRESU 20 anni anniversario di Tresu Italia 20.000 Sistemi Camera racla venduti

Nel 2021 Tresu festeggerà il suo quarantesimo anniversario e la vendita di 20.000 sistemi a camera racla.

TRESU


See. Feel.

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ilPoliGrafico 200•20

60 marketing

HH GLOBAL acquisisce InnerWorkings

Quando a fine 2019 HH Global ha dato accesso alla propria compagine azionaria a favore del fondo di private equity Blackstone, il progetto era già delineato ma ancora non era chiaro chi sarebbe stata l’azienda target. Gli eventi hanno poi portato all’acquisizione, siglata poco prima dell’estate e ratificata a fine settembre, del colosso statunitense InnerWorkings (INWK) precedentemente quotata al Nasdaq. Il fondo Blackstone, contro finanziato esternamente da BlackRock e Pricoa, ha creduto nelle strategie di HHG e, soprattutto, nelle ambizioni di market leadership che sono state supportate e confermate dai trend di crescita di HHG, fino ad ora completamente organici. La neo aggregata società raggiunge l’indiscussa leadership di mercato da ogni punto di vista e metrica, con un fatturato consolidato di 1,4 miliardi di dollari, 3.300 dipendenti operativi in 50 paesi in praticamente tutti i settori, dal più marcatamente mass market fino alle più raffinate ed esclusive nicchie del lusso, contesto che sta sempre più abbracciando soluzioni omnicomprensive come quelle

www.hhglobal.com

comunicazione d’impresa

e diventa indiscusso leader di Mercato nella marketing execution.

offerte da HHG. La presenza in Italia è ulteriormente rafforzata e consolidata dai clienti già in portafoglio di INWK e dalle persone che presidiavano il territorio e che portano la taglia di HH Global Italy a dimensioni rilevanti per il mercato di riferimento. La nuova offerta integrata andrà a vantaggio dei clienti ampliando i servizi già offerti ma con un’accresciuta e potenziata capacità per quanto concerne Permanent POS & in-store installation, Packaging secondario hi-end e logistica, oltre a rafforzare l’offerta di prodotti promozionali e consolidare le categorie “classiche” come Print e Pos. Il processo di outsourced procurement per la marketing execution, oramai consolidato in una stragrande percentuale di grandi aziende, trova, in questo momento di crisi e di ridefinizione delle strategie, ancora più coerenza, slancio e significatività, tanto per i clienti quanto per la supply-chain, strategica per il successo. Il momento storico ed economico chiede strategie win-win. Non è più tempo per approcci speculativi di breve termine ma servono visione e

sinergia in tutta la filiera, dal cliente al produttore, coordinati e coadiuvati da HHG. I mercati sono sempre più in cerca di fornitori di soluzioni ai propri problemi organizzativi che includono budget, geografie e tempistiche. Il prodotto è una commodity che deve rispettare le aspettative ma che, nella gerarchia delle priorità, passa in secondo piano, surclassato da logiche e visioni che richiedono competenze Glocal, come HHG. I fornitori, indipendentemente dalle skills e dai track record fino ad oggi raggiunti, sono sfidati in questo cambio di paradigma dove il concetto di ownership del cliente è oramai obsoleto e lascia sempre più traccia di un modello non più attuale. È una sfida alla sopravvivenza ma che può essere un’occasione di rinascita e di successo, ottimamente riassunta nella massima di Darwin: “Non è la più intelligente delle specie quella che sopravvive; non è nemmeno la più forte; la specie che sopravvive è quella che è in grado di adattarsi e di adeguarsi meglio ai cambiamenti dell’ambiente in cui si trova”.

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1850

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60 mercati

Editoria Stampa, digitale, nuovi pubblici. Il libro cambia sempre, per ritrovare sempre se stesso In oltre un secolo di storia non poteva non cambiare e non poteva non abbracciare la rivoluzione tecnologica. Dalle macchine da stampa sempre più digitali ai materiali, carte e inchiostri ecosostenibili, e nonostante gli e-book, nella sua essenza il libro è rimasto sempre lo stesso, e tale rimarrà, come ai tempi di Gutenberg. Perché, sottolinea Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufl’uomo vive di storie che possono stare non solo sulla carta ma, come avviene oggi, transitare sullo schermo di un pc, un tablet, uno smartphone o della tv. Ma sempre di storie si tratta. rato dalla Rai. Una storia che inizia il 17 ottobre del 1869 con la nascita dell’associazione, che allora comprendeva gli stampatori e i librai che pubblicavano i libri, ma a partire dall’Unità d’Italia furono gli editori a premere per facilitarne la circolazione. Nasce così l’editore moderno, che ha un progetto e sa mediare tra le richieste del publ’introduzione dell’obbligo scolastico per le prime classi delle elementari vengono pubblicati “Pinocchio”, di Carlo

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“I libri, di fatto, contengono storie. E fin dal tempo delle caverne, l’uomo vive di storie che possono stare sulla carta ma anche sullo schermo di un pc, di uno smartphone, della tv”.

Fino a questa data erano gli stampatori e i librai a pubblicare i libri; solo dall’Unità d’Italia (1861) nacque l’editore moderno. Nella foto la marca tipografica di Aldo Manuzio (XV secolo), stampatore tra i maggiori editori d'ogni tempo.

di Achille Perego

Lorenzini detto Collodi, e “Cuore”, il romanzo per ragazzi destinati a formare un largo pubblico. Contemporaneamente la casa editrice Hoepli, intravvedendo l’importanza dell’editoria specialistica, pubblica “Il manuale dell’ingegnere”. Nel gennaio del 1888 uscì “Il giornale della libreria”, che ancora oggi informa i professionisti del settore editoriale. Durante la Prima guerra mondiale arriva nelle librerie il anni Venti, esce la prima Enciclopedia italiana dell’Istitunoir di scrittori americani nella collana I Gialli, a cui seguirà la collana Medusa in cui si trovano testi della letteratura straniera. Bompiani inserisce nei cataloghi autori diale l’industria editoriale soffre per la censura e la mancanza di mezzi ma dal 1945 gli editori sono pronti a rilanciarla con grande impegno culturale e sociale. L’orrore e la violenza dei campi di sterminio sono tutti Levi, mentre la perdita dei valori del mondo contadino fa da sfondo a “La luna e i falò” di Cesare Pavese, stretto collaboratore di Giulio Einaudi. Negli stessi anni Rizzoli inaugura la sua Biblioteca Universale, per diffondere i classici della letteratura a prezzi moderati. Non mancano blica “Il Gattopardo”.

Nascono nuove esigenze

Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio studi dell’Aie, l’Associazione italiana editori.

dere alle nuove richieste delle masse: studiare, muoversi, chi delle superiori compaiono libri di letteratura, storia, “Garzantine”, piccoli compendi enciclopedici alla portata


foto: Aie

Foto di Maël Balland da Pexels

1960

1929

L’industria editoriale negli anni Sessanta cerca di rispondere alle nuove richieste delle masse: studiare, muoversi, informarsi. Sono gli anni del boom economico, l’istruzione diventa obbligatoria fino alle scuole medie, dando impulso all’editoria scolastica.

ilPoliGrafico 200•20

Arnoldo Mondadori pubblica storie noir di scrittori americani nella collana I Gialli, e Bompiani autori stranieri come Albert Camus e John Steinbeck. Nella foto, il romanzo L'affare D'Arblay di Richard Austin Freeman, nel n.23 de i Gialli Mondadori (1931).

di tutti. L’università è ormai un fenomeno di massa e le case editrici pubblicano manuali per tutte le facoltà. L’e-

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arte. Gli Italiani cominciano a viaggiare e negli spostamenti portano con loro guide turistiche e carte geogra-

e la Schiappa hanno riavvicinato i ragazzi alla lettura. In biato anche se oggi c’è una maggiore attenzione a carte e inchiostri ecosostenibili e anche all’imballaggio che – si pensi all’e-commerce – ha prodotto un sensibile aumento del packaging in cartone mentre sarebbe auspicabile anche per il libro e la sua distribuzione l’utilizzo di con-

narrativa popolare. Nel 1967 nasce la Federation of European publishers (alla cui fondazione ha partecipato anche Aie) che ancora oggi raccoglie le associazioni di categoria di 29 Paesi con un fatturato globale che supera i 22 miliardi di euro. A partire dagli anni Settanta inizia un periodo di benessere

nella Fratelli Fabbri Editore e il cambiamento delle pro-

le cassette di plastica richiudibili che occupano meno spazio e possono essere rimandate indietro e riutilizzate di volta in volta.

Caro, vecchio, nuovo libro di carta Le tecnologie di stampa ne hanno progressivamente al-

- che avevano come primo obiettivo la ricerca degli autori - a una dimensione più manageriale con l’imprenditore diritti sia della proprietà di case editrici straniere tanto che l’anno scorso i diritti di edizione di autori italiani a

lità di commesse dai grandi editori internazionali come

anche per il cambiamento della produzione che vede ti-

2011.

-

Gli editori si sono adeguati all’informatizzazione e accan-

vincente la stampa digitale (e il print on demand) anche se rimane (e resta meno costosa) la stampa offset

fa sempre la differenza.

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Editoria

1971

ilPoliGrafico 200•20

60 mercati

Il Progetto Gutenberg è un'iniziativa dell'informatico Michael Hart con l'obiettivo di costituire una biblioteca di versioni elettroniche liberamente riproducibili di libri stampati. L’anno del Progetto Gutenberg viene considerato l’anno di nascita dell’e-book.

Così il vecchio, caro libro di carta, lo confermano i dati, vive e resiste pur integrato dalla rivoluzione digitale e da nuovi trend come quello (seppure in decrescita) del self publishing dove non è l’editore che investe sull’autore ma un modello di business completamente diverso dove or-

del circuito Arianna (escluso Amazon) a settembre – ultimi dati pubblicati da Aie – per la prima volta quest’anno hanno mostrato, rispetto allo stesso periodo del 2019, un risultato positivo delle vendite con una crescita del-

ma anche l’editing, il marketing e la distribuzione. E a partire dalla scolastica il mercato del libro è quello che ha retto meglio quest’anno anche all’onda d’urto della pandemia da Covid-19. Dopo la grande crisi provocata,

fatturato del settore della varia (romanzi e saggi) rispetto al 2019 si era infatti ridotta a settembre di altri 4 punti percentuali, portandosi dal -11% al -7% (era -20% a metà aprile). È proseguito inoltre il lento recupero dei canali di

Foto di Tuur Tisseghem da Pexels

partire dalle librerie) dalla fase più acuta dell’emergenza coronavirus e dal lockdown, il mercato editoriale dei libri

avevano una quota di mercato del 57%, con un forte ritorno della centralità della piccola libreria e dei “consigli” del libraio, mentre i prossimi mesi - spiega Peresson - diranno se il 43% di quota di mercato raggiunto dagli store online si consoliderà anche negli anni a venire. Complessivamente nei primi nove mesi del 2020 le vendite di libri e store online valevano 850 milioni, contro i 914 del corrispondente periodo dell’anno precedente. Una perdita che si è fortemente ridotta, nella seconda parte dell’anno stampatori ed editori italiani sono tornati a produrre nuoinizio marzo e metà aprile, la ripresa è stata costante e, Per quanto riguarda invece gli e-book, per tutto il 2020 settembre il confronto anno su anno segna +13% e ormai i titoli “digitali” valgono circa la metà di quelli su carta (10 mila contro 20 mila). Secondo il rapporto sullo stato dell’editoria in Italia di Aie, che monitora le vendite di tutti i settori (varia, ma anche

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Le librerie, fisiche e digitali, del circuito Arianna (escluso Amazon) a settembre per la prima volta quest’anno hanno mostrato, rispetto allo stesso periodo del 2019, un risultato positivo delle vendite: +0,3%.

dell’anno scorso il comparto era cresciuto del 3% recuperando i valori pre-crisi, per un giro d’affari complessivo di 3 miliardi e 37 milioni di euro. Sempre l’anno scorso è cresciuto il settore della varia (+5% a 1,528 miliardi), l’editoria scolastica (+3% a 768 milioni), il settore digitale che comprende ebook, banche dati e servizi web (+5% a 379 milioni) mentre erano risultati in calo (-7% a 361 milioni) il comparto delle vendite rateali, alle aziende e i collezionabili. Il 2019, inoltre, aveva visto una crescita degli store online rispetto all’anno precedente, che erano passati da al 73%. Un panorama che la pandemia ha cambiato sendel valore intrinseco del libro che con indici interattivi e note a piè pagina che rimandano ai moderni link, è a tutti gli effetti anche un prodotto tecnologico.


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1978

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Carta stampata La stampa dei giornali? La vera rivoluzione industriale iniziò negli anni Settanta

Il 25 ottobre 1978 il Corriere della Sera viene teletrasmesso in Canada. Due anni prima la teletrasmissione aveva varcato l’oceano per la prima volta: le pagine del Corriere vennero trasmesse al Washington Post per un’edizione speciale.

di Sergio Facchini

La vera rivoluzione industriale nel mondo della stampa dei giornali è partita negli anni Settanta. Sì, è vero, e non temo di essere smentito. Per mia fortuna ho avuto modo di viverla passo per passo dal “piombo” all’attuale web passando per i vari stadi delle telefoto, dalle faticose siamo facilmente in grado di fare con gli smartphone, sempre pronti e sempre più potenti e veloci. Credo che oggi anche Bud Spencer estrarrebbe velocemente dalla della pallottola. Lo studio dei layout, gli spazi necessari per le grosse e voluminose macchine da stampa da acquistare con alti investimenti e con complicata impiantistica che richiedeva lunghi tempi di installazione oggi sono superati. Con ri dell’Industria 4.0, a noi “vecchi del mestiere” sembra di essere entrati se non proprio nel paese dei balocchi, quantomeno in una fase di mattoncini Lego, un gioco, poiché tutto è più semplice, veloce, automatizzato, semle installazioni poiché tutto arriva già pre-cablato, e poi un operatore può eseguire da solo il lavoro che prima necessitava l’impiego di diverse persone. Negli anni Settanta iniziarono contemporaneamente due grandi cambiamenti per il mondo della carta stampata e

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“A noi ‘vecchi del mestiere’ sembra di essere entrati quasi in un paese dei balocchi: tutto è più veloce e automatizzato”

per gli stabilimenti che dovettero adattarsi velocemente; fortunatamente ricorrevano gli anni del boom economico e pertanto gli industriali del settore si impegnarono con soddisfazione per questi cambiamenti. La stampa offset con l’utilizzo di lastre di alluminio leggere, facilmente trasportabili e utilizzabili iniziò a sostituire la stampa conchiglie di piombo sulle rotative. Ma la più grande innovazione fu l’introduzione della fotocomposizione che portò via via a trasformare e poi a chiudere i reparti di linotipia a piombo. Il passaggio, seppure graduale, fu abbastanza rapido perché venne compreso e accettato sia dai lavoratori addetti sia dai Sindacati.

Cambiano i processi

Inizialmente il personale addetto ai reparti di preparazione e i linotipisti specialisti dovettero adeguarsi alla tapoiché la tecnologia permise di eseguire invii diretti da parte dei giornalisti che, a loro volta, dovettero comprenriodo! Cambiamento nelle redazioni e in tutti i reparti si iniziò a risolvere il problema delle malattie polmonari: nello svolgimento del loro lavoro gli operatori respiravano i vapori che fuoriuscivano dalla fusione del piombo sia sulle Linotype che sulle macchine da preparazione per la stampa e sulle stesse rotative che usavano ancora le conchiglie in piombo. Errori. Errori. Errori. Dalla tastiera si iniziò a produrre dei nastri perforati da far poi leggere e memorizzare alla nuova unità automatica di fotocomposizione: la macchina era grande, grossa e pesante come un armadio e aveva capacità cento volte inferiore rispetto a una moderna perforato alla trasmissione diretta dalle tastiere al disco della fotocompositrice. Ancora tanti errori, errori, errori.


Foto di Daria Shevtsova da Pexels

1984 Problemi nel software di gestione e nel funzionamento in linea di trasmissione dati, problemi nella divisione sillabica delle parole e nella stampa che non riconosceva coltà di lettura per la spaziatura tra i caratteri, le parole andavano a capo e sillabavano come volevano in base allo spazio disponibile. Le redazioni iniziarono a lavorare direttamente autorizzando i giornalisti a inviare dalla loro tastiera, vicini o lontani che fossero, il loro pezzo. Ancora altri errori. Per ridurre tempi e costi si perse il supervisore o correttore di bozze, incaricando il software del sistema di riconoscere la correttezza delle battute. Ma se ad esempio nel testo, erroneamente, era scritto rosso invece di rozzo, il termine appariva corretto ed era accettato dal software, Inoltre, non essendoci più il passaggio dal linotipista o dal più moderno tastierista, che adeguava la lunghezza del pezzo allo spazio disponibile, si permetteva al sistema di adeguare la lunghezza del pezzo alla disponibilità di spazio allargando o diminuendo la grandezza degli spazi e il corpo del carattere scelto. Ancora oggi questi problemi non sono stati del tutto risolti.

Il giornale che arriva via satellite

Nel marzo del 1976 il Corriere della Sera compiva il suo centesimo anniversario dalla fondazione e in stabilimento, che allora era ancora in via Solferino a Milano, veeliminando le Linotypes e le lavorazioni con il piombo grazie all’avvento della fotocomposizione e della stampa rotooffset. Le nuove tecnologie delle telecomunicazioni iniziavano a permettere le trasmissioni veloci di immagini ed ebbe così inizio il primo periodo transitorio di teletrasmissioni verso altri stabilimenti in Italia che, ricevendo le pagine dei giornali, potevano stamparle localmente favorendo così una più rapida diffusione e presenza dei giornali sul territorio.

“Oggi la moltiplicazione delle tirature di testate ed edizioni diverse (anche se ridotte in numero di copie) sono la conseguenza delle attuali esigenze e richieste dei lettori: i nostri clienti,i consumatori del prodotto stampato” Il 10 dicembre 1976 la teletrasmissione varcò l’oceano. “Il giornale che arriva via satellite” fu il titolo dell’esperimento che aprì nuovi orizzonti alle comunicazioni di massa. Le pagine del Corriere vennero trasmesse e ricevute dal Washington Post edizione speciale da distribuire agli italiani in America. Viceversa, in circa 4 minuti di trasmissione dalla capitale degli USA si ricevette la prima pagina del giornale americano che riportava la notizia dell’avvenimento. Una pagina che entrò a far parte della storia delle edizioni e uscì quel giorno sul Corriere della Sera. Lo sviluppo tecnologico di preparazione delle lastre per la stampa offset ha permesso di avere unità CtP sempre stenibili le quattro lastre per stampare a colori e così si è potuto passare dalle pagine stampate in bianco e nero (b/n) alla stampa a colori e ad alta velocità con le rotative offset. Un passaggio che ha favorito l’interesse della pubblicità sulla stampa. È necessario ricordare anche tutti gli automatismi che si sono via via evoluti sulle rotative per renderle sempre più rapide nella preparazione e così minimizzare i tempi e i costi di avviamento riducendo il tempo e le copie di scarto. La raccolta, l’impacchettamento, l’indirizzamento hanno impegnato molto i costruttori delle linee di uscita per arrivare agli automatismi odierni, tutti gestiti da software dedicati per permettere alla ribalta di consegnare ai distributori i pacchi e arrivare nei tempi giusti alle edicole. Oggi, nei Centri Stampa, la moltiplicazione delle tirature di testate ed edizioni diverse – che però, purtroppo, sono mediamente sempre più ridotte in termini di numero di copie da stampare – sono la conseguenza delle attuali esigenze e richieste dei lettori che sono i nostri clienti, per essere sostenibili le produttività di copie stampate, garantisca una presenza capillare sul mercato.

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6 Novembre 1984, Sergio Facchini firma la prima copia del Corriere della Sera teletrasmessa dalla sede di via Solferino a Milano allo stabilimento di Roma.

INQUADRA E ACCEDI ALLA REALTÀ AUMENTATA

5 giugno 1975

Il Corriere della Sera teletrasmesso a Roma 10 dicembre 1976

La prima pagina del Washington Post teletrasmessa al Corsera 11 novembre 1977

La Gazzetta dello Sport teletrasmessa a Napoli 25 ottobre 1978

Il Corriere della Sera teletrasmesso in Canada 17 luglio 1979

La Gazzetta dello Sport teletrasmessa a Trieste 17 giugno 1980

La Gazzetta dello Sport teletrasmessa a Genova 24 aprile 1981

La Gazzetta dello Sport teletrasmessa a Roma 17 dicembre 1983

Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport teletrasmessi a Catania 26 luglio 13 agosto 1984

Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport teletrasmessi a Los Angeles 7 novembre 1984

Corriere della sera e Gazzetta dello Sport teletrasmessi in Cina

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dal 1958

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Dal 1958 il Finishing si chiama Multi Import

L’eccezionale gamma di piegatrici della tedesca MB Bäuerle rappresenta da sempre il meglio per prestazioni ed affidabilità nella piega, anche nei piccoli formati farmaceutici e di cosmesi. La loro struttura modulare consente configurazioni a 4/6/8 pieghe parallele ed incrociate, sino al formato massimo di cm 72x130.

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L’offerta di Multi Import continua con la gamma delle laminatrici professionali Foliant per la plastificazione, anche fronte retro in un unico passaggio, e l’applicazione del toner foil per la nobilitazione degli stampati. Una lavorazione importante e sempre più richiesta è la cordonatura, che viene soddisfatta dall’ampia gamma delle cordonatrici industriali mono e pluri testa di Baciottini Group che produce cordonatrici, perforatrici automatiche, sistemi integrati di cordonatura e piega fino a 600 grammi.

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straordinari clienti

HP & STAMPA DIGITALE: una storia d’innovazione raccontata dai nostri clienti

In questo periodo complesso e incerto ci è sembrato ancora più importante parlare di innovazione, per guardare insieme verso il futuro. Abbiamo voluto farlo condividendo alcune storie di successo di imprese italiane nel mondo della stampa digitale, raccontando rischiare e di pensare fuori dagli schemi, rispondendo alle esigenze del mercato e utilizzando la tecnologia come abilitatore di nuove pur operando in settori diversi, hanno in comune e di aver saputo anticipare dei trend, scoprendo nuovi mercati. Oggi, grazie anche alla tecnologia, continuano a reinventarsi. Questo approccio e questi

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In questi mesi HP è stata impegnata in varie iniziative di supporto alla lotta contro la pandemia, mettendo a disposizione tecnologia e know-how in vari ambiti – ad esempio il 3D – per supportare i team medicali, le organizzazioni e gli utenti. stampa digitale, grazie al supporto del team HP Indigo, stampa di sticker con le foto del personale medico, per personalizzarne maschere e tute protettive, rendendo contatto con i pazienti, in particolare quelli anziani, più fragili.

tratti distintivi appartengono al DNA di HP e alla visione negli oltre 80 anni della sua storia, partendo da un iconico garage che ha dato origine alla Silicon Valley, dove nel 1939 Bill Hewlett e Dave Packard, due ingegneri hanno creato una start-up con un capitale di 538 $. fase che stiamo vivendo, sono alla base della costante innovazione nelle applicazioni di stampa per HP e per la sua rete globale di Print Service Provider - soluzioni in grado di rispondere in modo rapido e

delle esigenze del mercato clienti in termini di tecnologia, competenze e supporto, per aiutarli linea con le esigenze dei loro clienti. Oggi le nostre tecnologie innovative nel mondo della stampa digitale possono ispirare e abilitare soluzioni sempre più creative – dal packaging di business e aderire a una richiesta crescente di personalizzazione e e dei consumatori.

Tino Canegrati, Amministratore Delegato HP Italy

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straordinari clienti

Digital Team

www.digital-team.com pochi lo facevano. Il digitale era appena nato e ci siamo detti “ buttiamoci” e cosi il nostro mercato, iniziando a spostarci nel mondo della stampa delle brochure e dell’editoria. Per arrivare ad oggi, che offriamo servizi a Editori, Agenzie di Comunica-

Digital Team nasce nel 1990 al servizio del gruppo Eni. Nasce come una cooperativa con 20 soci, nel corso degli anni diventerà un SRL con 4 soci ad oggi con me unico proprietario. Nel 1998 viene acquistata la prima HP Indigo, la seconda installata in Italia, unica macchina che in termini di qualità e colore poteva servire le esigenze del cliente.

Io entro in Digital Team per poi passare a operatore, per arrivare ad oggi, insomma di strada ne è stata fatta! Non solo mia, ma anche dal punto di vista azienda, infatti dall’acquisto del 1998 l’azienda si è molto sviluppata. Partendo da Eni per cui facevamo lavori ti82

iniziato ad osare, quando in

Enti Pubblici, Liberi Professionisti e Stampatori. Strutturando cosi un nuovo modello di business che ha incluso, non solo la scelta di macchine da stampa HP messo di soddisfare le esigenze dei nostri clienti nel corso degli anni. HP ci ha aiutato ad entrare in molti segmenti, come quello dell’editoria.

Anche oggi, in questi tempi incerti dove la parte del colore sta soffrendo, il segmento dell’editoria lavora bene con numeri crescenti, soprattutto per quanto riguarda il digitale. Abbiamo mantenuto e rinnovato l’impegno con HP per molte ragioni che possono essere racchiuse in tre parole: bilità. Marco Mariani titolare

Gicherstampa

www.gicherstampa.it

Gicherstampa rappresenta la "storia nella storia", che con la mia famiglia ed il mio team (nella foto) portiamo avanti dal 1977. Ci piace pensare che attraverso il nostro modo di lavorare grandi e piccole aziende possono dare forma al loro valore attraverso un'etichetta. Non solo stampiamo, ma combiniamo tra loro tecniche, materiali e substrati che sono tra i più innovativi del mercato. Lavoriamo con passione al attenti ai piccoli e ai grandi sconvolgimenti sia tecnologici sia di comunicazione visiva. Mi ritorna spesso in mente la prima presentazione di Indigo, in un bunker a Birmingham con guardie giurate all'ingresso Stupore e curiosità al pari di un’apparizione angelica. A quei tempi la macchina fu criticata e forse anche sbeffeggiata dagli stampatori; il digitale quando è entrata nelle aziende considerata da molti pari a una fotocopiatrice a colori. Ma

ed oggi è il punto di rifermento per il mondo della stampa digitale. Dalla nostra prima macchina da stampa digitale a oggi, sono trascorsi 15 anni, molte cose sono cambiate, il digitale è maturo, la qualità è garantita, quella che chiamavano fotocopiatrice oggi "sforna" prodotti di alta gamma. A oggi, per ottenere il massimo, la miglior tecnologia non basta, la prestampa gioca un ruolo fondamentale non solo per la stampa, ma deve essere in grado di preparare operative successive. Molte nostre etichette hanno più "nobilitazioni" che inchiostro. L'etichetta non è più solo che le donano un valore aggiunto essenziale. Un'azienda il mercato lo impone e tutto questo ci stimola non solo a innovarci con le tecnologie, ma ci fa credere che non ci si deve mai fermare, e men che meno pensare di aver raggiunto il massimo. La nostra forza attuale e anche futura è data dagli investimenti che stiamo facendo, riconfermando il nostro rapporto con HP Indigo con l’acquisizione ad ottobre di quest’anno di due nuove 6K, molta strada da percorrere si intravede all'orizzonte. Maura Donzelli amministratrice


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straordinari clienti

Packly

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visione. Il nostro obiettivo era Packly nasce nel 2014 con un obiettivo rivoluzionario: packaging. Il web è ovviamente

B1, requisito a mio avviso 2018 abbiamo visto in azione

tale rivoluzione. Packly è uno mio fratello Roberto, scopriamo

una intuizione: sviluppare lavorare sul cartone teso. La e il tutto si è concretizzato nel

Rotolito

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piattaforma web che consente lì è iniziata la nostra avventura -

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grazie alla competenze e La nostra partnership con -

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aver analizzato tutte le soluzioni

lito come fornitore strategico in Paolo Bandecchi titolare e fondatore

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sessant’anni di stamp

2012

1965

Storia di una famiglia. Storia di stampe

(nella foto)

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storie di imprenditoria


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Durante la guerra civile americana la “deadline” era la linea disegnata sul terreno che i prigionieri non avrebbero dovuto superare, e solo all’inizio del secolo scorso il termine ha acquisito il significato di “termine massimo non superabile”. Oggi sono le deadline, le scadenze, a dettare il flusso di lavoro di un’azienda. Ma cosa succede se una tipografia ha l’urgenza di acquistare una piegatrice per bugiardini perché il proprio cliente deve essere supportato per un surplus di produzione? Tipolito F. L., un’azienda di Pralboino in provincia di Brescia che fornisce servizi di stampa e comunicazione, lo scorso marzo si è trovata a dover assecondare un’ulteriore domanda di stampa e piegatura di foglietti illustrativi da parte di un’azienda farmaceutica. Daniele Pinzi, il titolare Tipolito F. L., decide che è il momento di investire in una piegatrice, la stessa in dotazione al fornitore che piegava i suoi stampati: una MB Bauerle modello Multi Master 38 a 6 pieghe con uscita verticale, distribuita in Italia da Multi Import. La produzione, che oggi raggiunge 8 milioni di pezzi l’anno, ne giustifica l’acquisto.

«Considero la Multi Master come la piegatrice per definizione, è robusta e ha la migliore struttura meccanica», dice Daniele Pinzi. È una macchina con una storia di qualità alle spalle: in grado di realizzare 6 pieghe parallele ed è dotata di rulli diametro 30 mm – piega minima 18 mm, più stretta rispetto ai normali standard. Pinzi si rivolge a Multi Import per l’acquisto, ma i tempi tecnici di consegna standard non collimano con la deadline del cliente che Tipolito F.L. deve rispettare. «Multi Import mi ha offerto gratuitamente la stessa macchina, ma usata, in attesa dell’arrivo della nuova appena ordinata. Questa è una delle ragioni che mi ha spinto a scegliere Multi Import, che ha anche una squadra di specialisti per l’assistenza tecnica. Sono stato trattato con serietà e professionalità: come se fossi il loro miglior cliente, anche se si trattava del mio primo acquisto», aggiunge Pinzi. Il “muletto” messo a disposizione da Multi Import ha permesso all’azienda di non avere fermi di produzione e di installare e avviare la nuova macchina nel giro di poche ore dalla sua consegna. Tutte le piegatrici MB Bauerle possono realizzare 4/6/8 pieghe parallele e incrociate anche a “coltello”. La velocità è elevata, 220 metri al minuto, e la grammatura della carta gestita è compresa tra i 35 e i 250 grammi (secondo i tipi di carta e di piega). Le soluzioni di piegatura MB sono in grado di offrire modelli completamente automatici – con impostazioni direttamente dal pannello comandi – sia del tipo di piega che di pressione dei rulli, con possibilità di memorizzare oltre 200 lavori con 20 tipi di piega pre-configurati. Gamma di prestazioni elevate per la piegatrice più utilizzata dal mercato: semplicità d’uso, affidabilità e qualità della 87 realizzazione del prodotto.

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comunicazione d’impresa

Otto milioni di bugiardini l’anno: Tipolito F.L. ha scelto la piegatrice MB Bauerle distribuita da Multi Import per rispondere alle esigenze di un’azienda farmaceutica sua cliente.

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1884

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Commerciale Da Gabriele D’Annunzio alla lotta con il digitale: storia del volantino e del catalogo

Il catalogo per corrispondenza di T. Eaton Company Limited, nota come Eaton's, una catena di grandi magazzini canadesi fondata nel 1869 a Toronto. Pubblicato per la prima volta nel 1884, è il primo esempio di catalogo mai realizzato.

a cura della redazione

Gabriele D’Annunzio fece guerrilla marketing. Era la mattina del 9 agosto 1918. Sei biplani monoposto e un biposto (su cui sedeva D’Annunzio stesso) SVA entrarono nello spazio aereo della capitale dell’impero austro-ungarico, Vienna. Dal cielo iniziarono a cadere sulle teste dei viennesi migliaia di volantini su cui erano scritti due diversi messaggi propagandistici italiani che celebravano il tricolore: quello composto dal celebre poeta per esortare gli austriaci a smettere di combattere e ad arrendersi, e Forse parlare di guerrilla marketing prima che esistesse il marketing e a proposito dell’iniziativa dannunziana è esagerato, ma è chiaro che i volantini hanno sempre avuto un ruolo centrale nella comunicazione, nella pubblicità e nella propaganda.

Il volantino e la propaganda, il manifesto e la pubblicità In particolare, l'uso propagandistico del volantino ha accompagnato nel XIX secolo i movimenti politici e paSettanta con la diffusione tra i piccoli gruppi politici del ciclostile, un sistema di stampa meccanico per produr-

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“L'uso propagandistico del volantino ha accompagnato nel XIX secolo i movimenti politici e patriottici, fino alla sua esplosione negli anni ‘60 e ‘70 con la diffusione tra i piccoli gruppi politici del ciclostile”

re manualmente stampe in piccola tiratura e a costi molto contenuti rispetto a quelli della stampa industriale. Nel corso del Novecento il volantino è stato lo strumento (più o meno clandestino) con cui si sono diffuse le idee e i movimenti che puntavano a un allargamento dei diritti: è il caso del movimento femminista, che conquistò il suffragio universale. città e dei luoghi di interesse, nel corso dei secoli sono stati usati per pubblicizzare gli spettacoli a teatro, proventare le nuove tele di grandi artisti dell’epoca. Si pensi al manifesto “Moulin Rouge: La Goulue” dell’artista frandel 1891 probabilmente stampata in circa 3 mila copie, che pubblicizzava i famosi ballerini Louise Weber - nota come La Goulue - e Jacques Renaudin, noto col nome d’arte di Valentin le Désossé, e la nuova sala da ballo del considerato Jules Chéret, un pubblicitario e pittore francese che nell'arco della sua carriera arrivò a realizzare oltre un migliaio di cartelloni pubblicitari, prediligendo soggetti femminili e impiegando con particolare abilità un successo clamoroso: artisti come Marcello Dudovich, Leopoldo Metlicovitz, Fortunato Depero, Leonetto Cappiello e Aleardo Terzi rivoluzionarono la comunicazione pubblicitaria, caricando l’immagine del marchio di una forza espressiva mai vista prima e facendo la storia dell’ifrequente soggetto dei messaggi promozionali dei marchi.


1918

1891

Il volantino con il testo di Ugo Ojetti lanciato, insieme a quelli scritti da Gabriele D’Annunzio, il 9 agosto 1918 su Vienna da sei biplani monoposto e un biposto (su cui sedeva D’Annunzio stesso), per esortare gli austriaci a smettere di combattere.

#SAPEVATELO

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Il manifesto “Moulin Rouge: La Goulue” dell’artista francese Henri de ToulouseLautrec, una litografia a colori probabilmente stampata in circa 3 mila copie, che pubblicizzava la nuova sala da ballo del Moulin Rouge.

TRESU ha venduto più di 20.000 sistemi di camera racla dal 1981

I cataloghi colo iniziarono a essere stampati anche i cataloghi, intesi come volumi che presentavano (prima con illustrazioni, -

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Dall’alto: migliaia di manifestini cadono su Vienna (1918); il volantino di uno spettacolo teatrale e uno che promuoveva una marcia per il voto alle donne.

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Business communication Dal PEIE alla Posta Massiva ad un futuro di servizi digitali 1862

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INQUADRA E ACCEDI ALLA REALTÀ AUMENTATA

Il 5 maggio del 1862 nascono le Regie Poste in cui confluiscono le Amministrazioni postali degli Stati preunitari. La comunicazione epistolare e il sistema postale hanno contribuito allo sviluppo sociale, economico e culturale dell’Italia, e di una lingua comune.

di Enrico Barboglio e Dario D’Urso

L’esigenza di comunicare è alla base della vita dell’uomo. Qui parliamo di comunicazione postale, intesa come quel scritto o stampato e che viene recapitata dal mittente al destinatario attraverso un vettore che normalmente vieattori designati alla consegna dei prodotti postali (i cosiddetti DPO o Designated Postal Operatori), una volta unici depositari della titolarità a fornire il servizio, ora inseriti in un contesto di liberalizzazione. O almeno così dicono le Direttive europee e nazionali. La storia dei servizi postali nazionali è datata 5 maggio 1862 quando in Italia nascono le Regie Poste, entità che possiamo ricondurre alle attuali Poste Italiane. I servizi postali sono stati e sono tutt’ora il canale di comunicazione business tra aziende e consumer (vedasi le logiche del DM ad esempio) o il canale con cui amministrazioni pubbliche, banche, utilities hanno comunicato quotidianamente con i propri utenti/clienti componendo quel segmento di mercato detto della Business Communication. Questo mercato ha una particolare rilevanza nel settosviluppo di soluzioni innovative di stampa a dato variabile, grazie alle tecnologie di stampa digitale. La Business Communication, che si traduce in estratti conto, bollette, fatture, o anche multe, ingiunzioni, cartelle esattoriali, è pertanto stato il motivo principe per la messa in campo

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“Grazie alle moderne tecnologie, Cloud Computing e Intelligenza Artificiale, la comunicazione business può essere phygital e omnicanale

di sistemi di stampa digitale di alta produzione, prima con tecnologia laser in bianco e nero, poi a colori, poi con tecnologie inkjet. L’Italia è stata pioniera nelle installazioni di questi sistemi di stampa digitale High Volume Production, con un buon numero di Printing Service Provider che hanno saputo crescere e innovare, diventando eccellenze a livello internazionale. Aziende che stanno ancora oggi però combattendo un sistema che vede a volte a rischio le regole più semplici della libera concorrenza, che hanno una storia che parte razione di Dario D’Urso già autore di diversi articoli sul tema postale, proseguiremo nei prossimi numeri della riintegrare sulla carta ciò che a volte solo digitalmente non si può ottenere.

Omnicanalità e business communication nascita di quella che allora sembrò una grande operazione di concorrenza sleale: il P.E.I.E (Posta Elettronica Ibrida Epistolare). nuove opportunità di sviluppo. Sul piano commerciale nacquero delle agenzie che oltre a rivendere i servizi di Poste Italiane prima e di Postel dopo, iniziarono a sviluppare e fornire servizi tecnologici ai clienti. Si svilupparono software per gestire la creazione del mitico “formato @ Postel”, favorendo l’accesso al servizio di posta ibrida ad aziende di tutti i settori e di tutte le dimensioni. Poco prima dell’avvento della Posta Massiva, che di fatto fu uno scossone tecnologico che ancora una volta creò nuove opportunità di sviluppo per chi era pronto a coglierle. L’affermazione del formato PDF come standard de facto per la gestione documentale mandò in pensione il glorioso formato @Postel e contemporaneamente creò


2009

Nel 2009 in Italia nasce il prodotto di Posta Massiva, la stampa transazionale digitale a dato variabile. Dal 2011 è in vigore la direttiva europea per la liberalizzazione dei servizi postali ma già dal 1997 si delineava un percorso di apertura del mercato.

#SAPEVATELO Nel 2020 Edigit entra in TiKappaPi. La collaborazione unisce la padronanza dell’hardware e delle soluzioni personalizzate di TiKappaPi e le competenze di Edigit nell’ambito delle Industrie Grafiche, per supportare le decisioni strategiche di imprenditori e responsabili.

un immaginario ponte tra la comunicazione cartacea e quella digitale. Poi è stata tutta una corsa in apnea: la Conservazione Sostitutiva (oggi Conservazione Digitale), la PEC, la Fattura Elettronica. Una delle grandi “distorsioni” del PEIE erano però le regole di accesso. Infatti, per poter essere un operatore PEIE si dovevano garantire almeno 50 milioni di buste all’anno e la capacità di produrre in modo distribuito nelle 8 macroregioni postali. Una bella barriera all’ingresso che di fatto ha sostanzialmente impedito la concorrenza. Quella barriera era anche una incredibile innovazione: una rete di logistica intermedia digitale. Pensate alla possibilità di attraversare la Penisola da Nord a Sud in modo digitale, materializzando le lettere nel punto di consegna di impatto ambientale (secondo Copenaghen Economics, il ciclo distributivo intermedio impatta per il 55% delle emissioni totali di CO2 della catena distributiva postale). Il cambio da PEIE a Posta Massiva ha disperso questa innovazione, riportando il modello distributivo verso la “concentrazione” al posto della “decentralizzazione”. Però ha riaperto l’accesso al mercato per molti operatori che ne erano stati estromessi a causa dei requisiti di accesso del PEIE e fatto sviluppare servizi a valore aggiunto messi a disposizione della clientela, creando un volano verso l’integrazione dei servizi digitali a monte e a valle dei servizi di recapito. Utilizzando un sistema di posta ibrida ma postale materializza e distribuisce ai destinatari. Dal punto di vista dell’esperienza del cliente non vi è alcuna sostanziale differenza tra lo spedire un mailing cartaceo e uno digitale. Per chi spedisce è sempre 100% digitale. Ora immaginiamo che grazie alle moderne tecnologie disponibili, Cloud Computing e AI in primis, si possa creare un network di posta ibrida distribuito, tale da consentire che tutta la posta possa essere recapitata entro 48 ore prescindendo dal luogo di spedizione e garantendo sistemi di tracking simili a quelli per le comunicazioni digitali. Quello che otterremmo sarebbe un canale di comunicanel contesto omnicanale delle comunicazioni business e commerciali. La storia continua.


1990-2000

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L’introduzione progressiva di soluzioni di stampa digitale via via più performanti ha dato nuovo impulso al settore del grande formato.

Wide format Tra fisico e digitale, come cambia la comunicazione visiva a cura della redazione

Negli ultimi decenni il mercato della comunicazione visiva di grande formato si è evoluto rapidamente, trasformandosi in uno dei segmenti più redditizi nell’ambito aziende che hanno fatto dell’innovazione tecnologica la chiave del proprio successo e che hanno saputo sfruttare la digitalizzazione a proprio vantaggio. L’emergenza Covid-19 ha sicuramente rallentato lo sviluppo roseo dell’industria wide format negli ultimi anni. Da un lato, la chiusura delle attività commerciali e la indubbiamente ridimensionato i volumi di stampa delle aziende specializzate in comunicazione di grande formato. Dall’altra l’intero settore è stato costretto, volente o nolente, a ripensare il proprio modello di business, esplo-

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“Nella comunicazione visiva wide format è in atto un cambiamento che sfrutta l’innovazione delle tecnologie e dei supporti, per ripensare i processi in un’ottica di riuso ed economia circolare”

rare nuove opportunità di crescita e sperimentare nuovi strumenti per differenziarsi.

Tecnologie e supporti più sostenibili format si è passati progressivamente da sistemi di stamall’introduzione di tecnologie di stampa digitali sempre più performanti. La digitalizzazione dei processi di stampa di grande formato e lo sviluppo di inchiostri progettati per adeguarsi a no dimostrando sempre più sensibili alle problematiche relative all’impatto dei processi produttivi sull’ambiente. Questa nuova consapevolezza ha incentivato l’adozione di politiche di riuso e riciclo, oltre che l’utilizzo di tecnoPer molti anni le soluzioni di stampa a solvente ed eco solvente sono state considerate le più vantaggiose presenti sul mercato. Nell’ultimo decennio, però, sono state sostituite, grazie all’ingresso sul mercato di nuovi inchio-


>2020 foto: IGP Decaux

>2010

Cresce l’integrazione tra comunicazione stampata e digitale all’interno del retail e della comunicazione outdoor, attraverso l’utilizzo di videowall, display digitali, realtà aumentata.

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Uno dei principali cambiamenti riguarda l’adozione del soft signage, cioè l’utilizzo di materiali flessibili (come ad esempio i tessuti in poliestere) nell’ambito della comunicazione visiva indoor e outdoor.

applicazioni tra cui insegne, bandiere, banner.

Stampata o digitale? In futuro, la comunicazione visiva stampata dovrà certamente convivere con nuovi strumenti digitali di ultima generazione come display, totem, videowall, lavagne inte-

fattore “green”, queste nuove chimiche sono in grado di assicurare elevate prestazioni in termini di asciugatura, resistenza e qualità cromatica. Le nuove tecnologie di stampa wide format sono inoltre progettate per essere compatibili con una gamma di supporti sempre più ampia, che include pannelli per appli-

L’avvento del soft signage Uno dei principali cambiamenti avvenuti nell’industria del grande formato – e che ormai rappresenta un trend consolidato – riguarda la sempre maggior adozione del soft signage. Il termine che unisce i concetti di “soft” (sofsibili – in particolare tessuti in poliestere – nell’ambito della cartellonistica. Di qui il concetto è andato via via applicazioni per la comunicazione visiva indoor e outdocorazione d’interni. I vantaggi assicurati dal soft signage sono innumerevoli: impatto visivo e tattile delle lavorazioni, elevata qualità della stampa, peso e ingombro ridotti e sostenibilità ambientale. Forse il limite principale riguarda l’utilizzo del tessuto in applicazioni outdoor, che – proprio perché esposte agli agenti climatici – tendono a usurarsi rapidamente. In ogni caso, l’utilizzo del soft signage sembra essere sempre più apprezzato dagli operatori del wide format perché consente di ottenere output dai colori vividi, leggeri e versatili, indicati per numerose

che hanno cominciato ad attrarre sempre maggior interesse e investimenti. Tra le forme di comunicazione pubblicitaria più tradizionali, sicuramente la cartellonistica è quella che prima di tutte ha cominciato ad adattarsi ai cambiamenti imposti dal digitale, introducendo elementi come il programmatic advertising, il DOOH (Digital Out Of Home) e il MOOHBILE (Mobile Out Of Home). riguarda anche il settore del retail, dove il concetto di phygital simo passo sarà riuscire a sfruttare questa integrazione per creare un equilibrio tra una customer experience interattiva e mai banale e la necessità di garantire sicurezza, soprattutto alla luce dell’emergenza sanitaria. sulla capacità di gestire internamente e in tempi ridotti tutta una serie di variabili legate alla realizzazione di una si di infrastrutture, tecnologie e nuove professionalità in grado di gestire progetti complessi, che integrino elementi di comunicazione stampata e digitale. In pratica, non che adattabili a diversi formati e supporti.

I professionisti del grande formato dovranno essere sempre più in grado di gestire un servizio chiavi in mano, che includa progettazione, produzione, installazione, monitoraggio della campagna e successivo smantellamento.

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storie di imprenditoria

Innovazione e sostenibilità

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www.pusterla1880.com

La cartotecnica lombarda si racconta attraverso le parole delle persone che contribuiscono alla sua crescita, grazie a investimenti in tecnologie e materiali all’avanguardia Pusterla 1880, è una cartotecnica specializzata in packaging secondario di lusso. Nata con il nome di A. Pusterla nel 1880, l’azienda viene acquisita nel 1922 dalla famiglia Meana, che la trasforma in un Gruppo consolidato, che conta attualmente mille dipendenti e circa 140 milioni di fatturato. Grazie a una vasta rete di siti produttivi (dieci tra Italia e estero), Pusterla è in grado di servire diversi settori merceologici (wine&spirits, cosmetica e profumi), avvalendosi di sistemi di stampa e decorazione che spaziano dall’offset alla stampa a caldo, fino alla serigrafia. Sotto la direzione di Luca Meana e Roberto Marini, l’azienda continua a crescere, ponendo al centro di ogni suo percorso strategico le persone. A partire dal confronto con i clienti, indispensabile per individuare la soluzione più consona alle loro esigenze in tempi brevi. «Il nostro team di R&D è composto da dieci tecnici che

Gianni Spessa

Pusterla 1880

seguono i clienti dalla progettazione alla realizzazione del prodotto finito, fornendo anche consulenza tecnicocommerciale – spiega Gianni Spessa, Director of Research and Development di Pusterla Italia –. Proprio nella progettazione di applicazioni inedite, a partire dalle specifiche richieste degli utenti, il nostro team dà prova della sua grande esperienza e attitudine al problem solving. Nell’ultimo periodo, abbiamo sviluppato una particolare attenzione per l’ecosostenibilità, un requisito sempre più richiesto in ogni ambito applicativo». Attualmente lo stabilimento di Venegono, provincia di Varese, centro d’eccellenza a livello europeo per la stampa e la decorazione ad alto valore aggiunto, ospita quattro stampanti offset, una macchina da stampa serigrafica, cinque soluzioni per l’impressione a caldo, tre macchine per fustellatura, un sistema di codifica anticontraffazione, tre macchine piega-incolla.

«Abbiamo privilegiato investimenti che migliorassero la capacità produttiva in termini di qualità, produttività e ripetibilità, senza trascurare l’uniformità del parco macchine» spiega Eros Marini, Direttore industriale di Pusterla Italia. Pur tenendo conto del periodo delicato, legato all’emergenza Covid-19 e al suo impatto sul nostro mercato, Pusterla continua a ragionare in prospettiva. «Oltre all’espansione logistica del sito produttivo, stiamo ragionando su un ulteriore potenziamento del nostro parco macchine, in particolare nell’area post stampa – prosegue Marini –. Tra le richieste dei nostri clienti spiccano quelle riguardanti le possibilità di

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Massimiliano Nardelli

Eros Marini

sessant’anni di stamp

personalizzazione, serializzazione e anticontraffazione. Proprio per questo, continuiamo a guardare con crescente interesse allo sviluppo del digitale e della tecnologia LED UV». In parallelo con le produzioni ordinarie, l’azienda prosegue la sperimentazione e ricerca di nuovi materiali che le permette di effettuare analisi di costi e benefici e, contestualmente, sviluppare nuove strategie con i propri fornitori, che sono parte integrante dello sviluppo. Nel corso degli anni, Pusterla ha perseguito certificazioni a sostegno di un’economia circolare, sviluppando brevetti, investendo in macchine di ultima generazione, ricorrendo a fonti rinnovabili, razionalizzando i processi e gli impianti, con una riduzione considerevole in termini di CO2 equivalente. «La consuetudine consolidata negli anni nella gestione delle materie prime, dei processi, degli impianti e dei rifiuti, ci ha portato a conseguire la certificazione ISO14001:2015. Questo ci ha permesso di garantire un Sistema di gestione ambientale (SGA) completamente autonomo, che non beneficia di consulenti esterni – spiega Massimiliano Nardelli, Responsabile qualità, ambiente, sicurezza di Pusterla Italia –. L’obiettivo è non fermarsi alla certificazione ottenuta dal sito di Venegono: il piano avviato dalla Direzione Generale sta portando tutte le sedi a questo stesso traguardo». Si tratta di una strategia condivisa con tutte le sedi, parte di una visione globale, incoraggiata e seguita da Franck Bretin, Group Quality & Sustainability Director dell’azienda. Tutti i prodotti sono sottoposti a un controllo qualità molto rigoroso, che parte dalla ricezione delle materie prime e prosegue fino alla spedizione del prodotto finito, con registrazioni che consentono una

tracciabilità in ogni momento. Ciascun turno è coperto da operatori specializzati nel controllo qualità che affiancano e aiutano gli operatori di produzione, dalle fasi di avviamento alla realizzazione del prodotto finito. L’ottimizzazione del flusso raggiunta fino a questo momento permette di accompagnare il prodotto in ogni fase, in maniera precisa. Ogni anomalia di sistema o di prodotto viene discussa in meeting settimanali con tutti i responsabili di area, per creare piani di azione mirati. Indispensabile alla buona riuscita di ciascun progetto, è il coinvolgimento di tutti gli operatori. «Ogni aspetto viene condiviso tramite

esposizione di campioni, indicatori di performance e obiettivi in bacheca, che sono a disposizione di tutto il personale – prosegue Nardelli –. Seguendo in prima persona l’organizzazione aziendale, ho potuto constatare l’impegno della Direzione nell’accogliere proposte e nel favorire investimenti. Non solo in impianti ma anche in controllo di processo, dando la possibilità di avere strumenti di verifica sempre all’avanguardia. Il miglioramento continuo ci ha portato a sviluppare nuove strategie in ottica di lean production. Per esempio, dotando le operatrici del controllo qualità di tablet per assistere la produzione direttamente sul campo». L’informatizzazione dei processi permette di visualizzare i dati relativi alla produzione e, sulla base di queste informazioni, migliorare la pianificazione e stilare un bilancio consuntivo dei costi, riducendo al minimo la percentuale d’errore.

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In apertura, Heidelberg HD XL 105 (sei colori più vernice con voltura), installata all’interno di uno dei siti produttivi di Pusterla Italia. In ordine di apparizione: Gianni Spessa, Director of R&D, Eros Marini, Direttore industriale, e Massimiliano Nardelli, Responsabile qualità, ambiente, sicurezza di Pusterla Italia.

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storie di imprenditoria


sessant’anni di stampa

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milestone tecnologici

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30 anni di Printing&Packaging Grafica Metelliana si prepara a festeggiare il 30esimo anniversario dalla fondazione. L’azienda, con stabilimento produttivo nel salernitano, offre stampati commerciali ed editoriali, shopping bag, packaging e, ultimo in ordine di acquisizione, wide format. “È nato tutto da un patto stretto in gioventù – dichiara l’ad Gerardo Di Agostino – con i miei soci Vincenzo Di Agostino e Filippo Marcellino. La differenza la fa l’approccio consulenziale della nostra squadra, da sempre”.

Verticalizzazione produttiva I continui investimenti tecnologici, l’ampliamento strutturale e il trasferimento nell’attuale sede di Mercato San Severino hanno reso il processo produttivo completamente verticalizzato, per quanto riguarda il comparto della stampa commerciale-editoriale e quello del packaging. Un workflow totalmente gestito in house, dalla stampa alle nobilitazioni. La realizzazione di libri brossurati si completa con la linea di brossura Pantera Müller Martini, con la possibilità di rilegatura PUR o cucitura a filo refe. Anche la produzione di astucci con punti colla è internalizzata grazie alla piega-incollatrice Bobst Expertfold e alla Bobst NOVACUT che permette di stampare a caldo e fustellare su formato 72x102, ottimizzando i processi produttivi e determinando tempi di messa a punto più brevi.


Packaging e prototipazione Il segmento packaging registra una costante crescita in termini di fatturato e costituisce più del 20% di quello espresso da Grafica Metelliana. Grazie al flusso produttivo offset e digitale, riesce a soddisfare le esigenze di piccole e grandi aziende. La fase più importante di questo processo è quella di supporto tecnico offerto alla committenza, che si materializza con la prototipazione, fondamentale per verificare la funzionalità e l’efficacia della soluzione definita. Un packaging cucito su misura per ogni prodotto o esigenza.

Il flusso digitale In risposta alle esigenze di mercato e dei clienti, Grafica Metelliana ha strutturato un workflow digitale che non riguarda il solo processo di stampa, gestito con tecnologia HP, ma di nobilitazione e finissaggio. Nello specifico, la stampa di lavori commerciali ed editoriali, packaging e shopping bag, fino al formato 50x70 e per tirature ridotte, avviene su Indigo 12000 HD, con cui stampare anche il bianco su carte scure e nere. Nel post stampa, l’effetto spessorato, lucido o satinato, è realizzabile attraverso l’uv digital Scodix. Mentre con il plotter da taglio Zund è possibile ottenere sagomature e fustellature particolari, anche per pochi pezzi.

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“Una squadra motivata e dinamica, con un obiettivo chiaro e concreto: essere partner fidati dei propri clienti, affiancandoli per ogni soluzione di prodotti stampati, packaging e wide format”

60 Wide format e allestimenti L’attività di diversificazione portata avanti nell’ultimo decennio trova un nuovo indirizzo di specializzazione nel wide format, di cui si occupa la divisione Oneprint. Progettazione, realizzazione e istallazione indoor e outdoor per i clienti della GDO e i franchising sono affidate ad una squadra di operatori specializzati. I lavori di allestimenti museali e di eventi hanno visto Oneprint lavorare in importanti location, anche fuori regione. Affiancare architetti e progettisti nelle soluzioni di interior design e decoration, proponendosi come un solido partner per consulenze su materiali e tecniche di posa per innumerevoli finiture e laminazioni, è tra gli obiettivi a medio-lungo termine.

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3000 a.c.

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Packaging Imballaggi ed etichette, figli prediletti della società dei consumi

L’esigenza di segnalare la data di produzione e l’origine di un alimento ha origine millenni fa: il faraone egizio Tutankhamon fa “etichettare” le anfore contenenti il suo vino; nella sua tomba ne vennero ritrovate 36, di cui ventisei marcate.

viene stampata direttamente o applicata con etichette autoadesive. La stampa su questo tipo di imballaggi ha origine nella seconda metà dell’Ottocento, quando Robert ca offset rotativa per la stampa su stagno, il metallo che

a cura della redazione

“La modernità si fonda sull’uso generalizzato delle scatole: dal cibo agli elettrodomestici, dai pacchi postali alle merci, tutto, compresi i missili intercontinentali, viaggia attraverso il mondo dentro scatole, più o meno spesse, di cartone”. Ad affermarlo nella seconda metà del XX secolo è Piero Camporesi, storico e antropologo dell’alimentazione. E se senz’altro la contemporaneità è pervasa dagli loro origini sono da ricercare nei secoli della sparizione delle società rurali e dello sviluppo del commercio. L’imballaggio ha sempre dato risposta a esigenze tecniche e funzionali come la conservazione, la protezione e il trasporto dei prodotti, ma è solo con la rivoluzione industriale e la società dei consumi che inizia a rispondere anche a esigenze comunicative, perché deve dare al consumatore informazioni sul contenuto, deve invogliarlo L’evoluzione del packaging è l’evoluzione delle imprese, dei prodotti, dell’industria stessa e della comunicazione.

Tipi di imballaggio e le loro origini L’imballaggio è composto di materiale di qualsiasi natura (latta, carta, cartone, plastica...) ed è adibito a contenere determinate merci. Ci sono tre tipi di imballaggio. Imballaggio per la vendita o imballaggio primario (le bot-

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“La modernità si fonda sull’uso generalizzato delle scatole: dal cibo agli elettrodomestici, dai pacchi postali alle merci, tutto, compresi i missili intercontinentali, viaggia attraverso il mondo dentro scatole di cartone”

lamierino di ferro a comporre la latta, tipico dei barattoli per l’alimentare. È l’Inghilterra del 1875: l’imballo non è più solo contenitore, ma inizia a essere presentazione del prodotto che contiene. C’è poi l’imballaggio multiplo o imballaggio secondario, concepito per costituire nel punto vendita il raggruppamento di un certo numero di unità, indipendentemente dal fatto che sia venduto come tale o che serva a facilitare il rifornimento degli scaffali, su cui sempre più spesso vengono direttamente posizionati: ragione per cui c’è stato un miglioramento sia nella qualità rio è concepito per facilitare la manipolazione e trasporto nale tranne nei casi in cui diventa espositore sul punto vendita. Solitamente è realizzato in cartone ondulato, la cui produzione ebbe inizio nel 1874 proprio per il trasporto e la confezione di bottiglie e lanterne in vetro. Solo qualche anno dopo, fra il 1879 e il 1890, lo stampatore e converter Robert Gair inventò il cartone da imballaggio. L’invenzione fu casuale: lo spostamento accidentale della riga di metallo utilizzata per piegare il materiale durante il processo manuale causò un taglio: Gair capì che fare taglio e cordonatura in una sola operazione avrebbe avuto dei vantaggi e fu così che creò il primo cartone da imballaggio fustellato. Nei decenni passati gli imballi terziari erano di frequente anche in legno, materiale robusto in grado di reggere carichi pesanti. Come è stato, ad esempio, per le cassette di legno che nell’azienda di Davide Campari venivano usate per pari Soda che, lanciato sul mercato nel 1932, ha fatto la storia del packaging primario: la confezione monodose, igienica e pratica, del derivato del Bitter è sempre stata caratterizzata dal vetro smerigliato che facilita l’impugnatura, dal tappo a corona e dalla forma in sé, che riprende le fattezze di un calice rovesciato e che si ritrova quando la bottiglietta, capovolta, viene consumata.

Il ruolo della contraffazione La Rivoluzione industriale ha dato origine al packaging moderno: la produzione di massa e la meccanizzazione permisero una produzione sempre più su larga scala. In-


1950

1875

Si affacciano nuovi materiali sul mercato: il polietilene, il più semplice dei polimeri sintetici e la più comune fra le materie plastiche; il polietilene tereftalato o polietilentereftalato, una resina termoplastica adatta al contatto alimentare della famiglia dei poliesteri; l’alluminio.

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Robert Barclay brevetta la prima macchina da stampa litografica offset rotativa per la stampa su stagno, combinando la tecnologia di stampa transfer della metà del XIX secolo con la macchina da stampa rotativa di Richard March Hoe del 1843 (a sinistra).

INQUADRA E ACCEDI ALLA REALTÀ AUMENTATA

torno al 1866 vennero prodotte le prime scatole di metallo stampato per la Dr. Lyon’s tooth powder. Con l'aumento delle transazioni commerciali, però, crebbe anche la contraffazione: una minaccia per i produttori che quindi cominciarono a contrassegnare il loro prodotto e le loro confezioni con il marchio per orientare la scelta dei potenziali acquirenti. Un esempio ne è la bottiglietta della Coca-Cola: all’inizio del Novecento, la Coca Cola scoprì che una bottiglia dal lato dritto non era abbastanza distintiva e che il prodotto rischiava di venir facilmente confuso con i marchi che cercavano di imitarlo. Così vennero contattati dei produttori di vetro perché ideassero un design unico: The Root Glass Company di Terre Haute, Indiana, progettò la famosa forma sinuosa che entrò in commercio nel 1916: il nuovo design della bottiglia divenne parte integrante dell'identità del marchio. Dalla metà dell’Ottocento alla metà del Novecento si assiste allo sviluppo delle diverse funzioni dell’imballaggio e la sua applicazione a un numero sempre crescente di complici l’introduzione e l’affermazione delle strategie di marketing e il boom economico (forte crescita economica e sviluppo tecnologico diedero impulso ai consumi), il packaging assunse un ruolo sempre più comunicativo, diventando il veicolo di messaggi mirati ad attirare l’attenzione (e il portafogli) del consumatore. Questo avvenne grazie ai progressi tecnologici della stampa: con Venti, i materiali di imballaggio hanno cominciato a fornire informazioni visive accurate riproducendo realisticamente immagini e scritte. La stampa all'anilina utilizzava colorante all'anilina e permetteva di stampare su qualsiasi tipo di supporto: cartone ondulato, cartoni del lated è ancora oggi utilizzata per la stampa degli imballaggi. Dagli anni Cinquanta in poi si affacciarono nuovi materiali sul mercato: il polietilene, il più semplice dei polimeri sintetici e la più comune fra le materie plastiche; il polietilene tereftalato o polietilentereftalato, una resina termoplastica adatta al contatto alimentare facente parte della famiglia dei poliesteri; l’alluminio. Gli stessi materiali che, a distanza di qualche decennio, sono sotto accusa per gli effetti del loro smaltimento sull’ambiente. Oggi il packaging si deve confrontare con il tema delle risorse, dell’ecosostenibilità, dello spreco alimentare, della qualità dei materiali e dell’origine dei prodotti: il packaging assume un ruolo informativo, facendosi veicolo della responsabilità sociale del produttore (e del converter e dello stampatore) e delle sue merci.

Le etichette E accanto al packaging (o meglio, sopra) ci sono spesso le etichette. La cui storia ha origine prima di quella care le caratteristiche di un prodotto alimentare, la sua provenienza e la sua scadenza. Pare che i primi esempi di etichetta risalgano a un periodo tra il 3100 e il 2700 a.C., nell’Antico Egitto: nella tomba di Tutankhamon si trovarono trentasei anfore contenenti vino, di cui ventisei marcate: sette con sigillo delle tenute del re e sedici con il nome della residenza reale di Aten. Volando sui millenni e sui secoli, uno dei primi esempi di etichetta “moderna” è quella scritta dal monaco benedettino Dom Pierre Pèrignon (sì, quello dello champagne) che introdusse il mele annate e le vigne di origine, il monaco etichettò le sue bottiglie con una pergamena legata al collo della bottiglia con uno spago. La grande svolta dell’etichetta avvenne - come anche per il packaging - nei primi decenni dell’Ottocento con il moltiplicarsi dei prodotti. Inizia a farsi largo un certo

veicolo di informazioni sul prodotto ma anche mezzo di comunicazione della cosiddetta brand identity. E grazie a tecnologie come il Nel 2020 SEI Laser ha festeggiato il 10° compleQR code, la realtà aumenanno di Labelmaster: il sistema di fustellatura e fitata, lo RFID e lo NFC, l’enishing digitale che soddisfa le richieste di convertichetta contemporanea è ter e produttori di etichette alla ricerca di elevate intelligente e riesce a staperformance. bilire un dialogo fra il produttore e il consumatore.

#SAPEVATELO

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storie di imprenditoria 1

Le sei sedi Eurostampa: 1 L’headquarter a Bene Vagienna (Cuneo), 2 Eurostampa California, 3 Eurostampa North America, 4 Sarl Poly-Imprim’, 5 Eurostampa Mexico Labels, 6 Gilmour & Dean.

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Eurostampa: Gruppo internazionale

a conduzione familiare

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Una famiglia di quasi mille persone. È la famiglia Eurostampa, azienda fondata nel 1966 nelle Langhe da Luciano Cillario e cresciuta negli anni fino a diventare un gruppo che grazie al lavoro di circa 970 professionisti produce 13 miliardi di etichette ogni anno, con un fatturato che nel 2019 si è attestato intorno a 170 milioni di euro. Ma per quanto grande e globalizzata, il cuore dell’azienda rimane nei valori della famiglia Cillario: nel rispetto, nell’attenzione ai rapporti umani, nello sguardo puntato sempre al futuro e nell’impegno condiviso, ingredienti della ricetta di crescita Eurostampa. Una ricetta vincente, che ha portato a esportare questo modello tutto italiano nel mondo. Oggi sono sei le sedi Eurostampa: l’headquarter a Bene Vagienna (Cuneo), Gilmour & Dean Ltd a Glasgow in Scozia, Sarl Poly-Imprim’ a Touvérac in Francia, Eurostampa North America Inc a Cincinnati in Ohio, Eurostampa California Llc nella Napa Valley ed Eurostampa Mexico Labels SA

de CV a Zapopan, Jalisco. Il mercato di riferimento dell’azienda è quello degli spirits: quasi tre quarti della produzione sono destinati ai settori dei liquori, dello champagne e dei vini (LVMH e Gruppo Campari fra i clienti), il 25% al comparto “cioccolato, food and beer” (Ferrero, Coca-Cola, Barilla...) e il 2% alla cosmetica (L’Oréal e Revlon, fra gli altri). Oggi il Gruppo è guidato da Luciano Cillario, che ne è il presidente, e dai suoi tre figli: Gianmario è presidente e chief executive officer di Eurostampa North America, Giuseppe è global commercial director di Eurostampa Group e presidente di PolyImprim', e Gian Franco è amministratore delegato di Eurostampa Italia. Una multinazionale familiare, nella quale si è sempre puntato alla qualità del prodotto da ottenere con macchinari all’avanguardia, con materie prime d’eccellenza ma anche con le persone che rendono possibile tutto questo quotidianamente. «Serietà, concretezza, solidità, rapidità nelle decisioni e

comunicazione d’impresa

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www.heidelberg.com

Fondata nel 1966 da Luciano Cillario, l’azienda è cresciuta negli anni fino ad avere sedi in tutto il mondo, ed è ancora oggi guidata dalla famiglia Cillario.

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comunicazione d’impresa

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La famiglia Cillario alla guida del Gruppo Eurostampa. Da sinistra: Gian Franco, Gianmario, Giuseppe e Luciano Cillario.

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flessibilità. Arrivare a produrre 50 milioni di etichette di altissima qualità ogni giorno vuol dire non lasciare mai niente al caso. Per questo motivo, da sempre, investiamo in tecnologie all’avanguardia», afferma Luciano Cillario. E fra le tecnologie su cui Eurostampa ha sempre fatto affidamento, sin da quel 1966 in cui tutto cominciò, ci sono quelle di Heidelberg. «Le prime due macchine di Eurostampa sono state negli anni Sessanta una Planeta 89 126 monocolore e una Core Heidelberg 35x50 monocolore. Con quelle macchine il signor Luciano ha messo in campo le nostre prime sfide, come un catalogo a sei colori stampato a ciclo continuo per cinque giorni di fila da lui in persona e da un macchinista», spiega Riccardo Sauvaigne, direttore marketing e innovazione di Eurostampa, che continua: «Da quella prima macchina sono molteplici le soluzioni Heidelberg che Eurostampa ha adottato nel corso del tempo, in primo luogo le macchine da stampa offset a foglio ma anche le macchine di prestampa, post-stampa e sistemi di integrazione del workflow. Heidelberg è sempre stato il fornitore di riferimento per la tecnologia di stampa offset a foglio. Le soluzioni innovative hanno sempre portato un miglioramento Alcuni stampati realizzati da Eurostampa: gli astucci della linea di cioccolato Nero Nero di Novi e le etichette Aperol 100 years of joy, entrambi prodotti orgogliosamente di successo italiano nel mondo.

importante sulle prestazioni della macchina stessa sia a livello di velocità che di efficienza, lavorando sull’automazione di processi che hanno reso sempre più veloci i cambi lavoro. Questo è un aspetto fondamentale al giorno d’oggi, quando è evidente una riduzione importante delle tirature medie. Allo stesso modo le macchine Gallus rappresentano il top della tecnologia disponibile sul mercato per la banda stretta con soluzioni, riferendoci al modello RCS, di una flessibilità unica sul mercato (Gallus RCS è un sistema di macchine con costruzione modulare e un elevato grado di automatizzazione in tutti i moduli, ndr)». Nel 2016, in corrispondenza del cinquantesimo anniversario della fondazione dell’azienda, nello stabilimento di Bene Vagienna viene installata una Heidelberg Speedmaster XL 106, la centesima in Italia. Il 2016 è stato anche l’anno di inaugurazione del primo centro d’innovazione Innovation LABels nel quartier generale italiano, seguita dall’apertura del secondo nella sede in Ohio nel 2018. Heidelberg è fra i partner strategici - insieme ad altri fornitori - di questo progetto di Eurostampa (che vede anche la cooperazione di università europee e statunitensi) dedicato alla progettazione grafica, alle attività di comunicazione di tutto il Gruppo, alla ricerca e allo sviluppo di nuove soluzioni da applicare al mondo dell’etichetta. “Labels become emotions” il motto degli Innovation LABels, nei quali si lavora con l’obiettivo di presentare sempre le più moderne e innovative tecnologie presenti sul mercato. Per far sì che le etichette continuino a diventare emozioni per i clienti di tutto il mondo.

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storie di imprenditoria


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success story

Più di cento anni in evoluzione Eurpack, azienda fondata nel 1912 e specializzata nel settore farmaceutico, a nuove esigenze produttive ha risposto con due Koenig&Bauer Rapida 106 a sette colori più vernice.

www.koenig-bauer.com

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Più di cento anni di continua evoluzione. Eurpack, azienda di stampa specializzata nel packaging secondario in cartoncino teso, nasce nel 1912 a Roma con la Arti Grafiche Giustini, fondata da Ferruccio Giustini e specializzata nella stampa di locandine e volantini. Ma la stampa commerciale non era nel futuro di questa azienda, che nel 1940 inizia la produzione dei primi astucci in cartoncino teso per il settore farmaceutico. Dal 1986 Roman Diaz Gonzales, nipote del fondatore, promuove un forte sviluppo di Eurpack facendola diventare un gruppo che fattura 45 milioni di euro, gestito oggi dalla quarta generazione della famiglia Diaz (Corrado, Monica e Luca), con tre siti di produzione, due di logistica e 250 dipendenti. «Il gruppo si occupa dello sviluppo e della produzione di astucci, foglietti illustrativi, stampa di alluminio per blister, prodotti complessi, serializzazione, espositori, gestione artwork e confezionamento per il settore farmaceutico e cosmetico», spiega Monica Diaz, chief executive officer del Gruppo, che in tanti anni in azienda ha visto cambiare il mercato di riferimento:

«Il settore farmaceutico è caratterizzato da altissimi standard di qualità e servizio. Le autorità effettuano controlli serrati sulle Aziende di produzione del farmaco, focalizzandosi sui processi produttivi: principi attivi, materie prime e materiali di packaging. In risposta a queste esigenze il Gruppo Eurpack ha investito in risorse economiche e umane. In ambito Assicurazione Qualità questo si riflette in un parco di Certificazioni completo: qualità del prodotto e del processo produttivo; salute e sicurezza dei lavoratori; approvvigionamenti da fonti rinnovabili; controllo delle emissioni in atmosfera; autorizzazione al confezionamento secondario di medical device e di integratori alimentari». E per quanto il 2020 sia stato un anno difficile da gestire (“Sono stati affrontati grandi sforzi per rispondere all’onere e all’onore di far parte di un settore ritenuto essenziale durante la pandemia”, afferma Monica Diaz), per Eurpack è stato anche l’anno di ingresso in azienda di due nuove macchine da stampa: due Koenig&Bauer Rapida 106 a sette colori più vernice


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un software di pianificazione e controllo della produzione che nel caso di Eurpack ha permesso di connettere le macchine al sistema gestionale e fra di loro, incrementando così la capacità produttiva del Gruppo. «L’azienda ha avanzato determinate richieste per soddisfare le attuali e aumentate esigenze produttive, a condizione che comportassero una riduzione dei tempi di avviamento e degli scarti e che questi obiettivi venissero raggiunti con l’interconnessione delle macchine al sistema.

comunicazione d’impresa

La quarta generazione della famiglia Diaz: Monica, Luca e Corrado Diaz Gonzales Olivetti, rispettivamente chief executive officer, production director e sales director di Eurpack.

installate negli stabilimenti di Aprilia (Latina) e Robecco sul Naviglio (Milano). Il rapporto di Eurpack con Koenig&Bauer inizia negli anni Novanta: «In un periodo di forte crescita aziendale, Eurpack decise di investire per rinnovare il parco macchine da stampa, prima nella sede di Aprilia e poi in quella di Robecco sul Naviglio. Il servizio e il supporto che a quel tempo diede la Koenig&Bauer fu determinante per la scelta di quello che poi sarebbe diventato un partner più che un fornitore», afferma Luca Diaz, production director di Eurpack. E ancora una volta la scelta è ricaduta sul produttore tedesco, che ha installato le due soluzioni negli scorsi mesi: «Le installazioni delle due macchine sono avvenute nel pieno della pandemia e del lockdown, vincolandoci nella gestione dei tecnici che provenivano dalla Germania e costringendoci a posticipare di qualche settimana l’installazione ad Aprilia. Anche la permanenza dei tecnici non è stata di facile gestione: per attenerci pienamente alle disposizioni dei Dpcm abbiamo gestito l’intera installazione con procedure e zone dedicate», spiega Luca Diaz. Ma oggi le due Rapida 106 sono in funzione e i primi mesi di utilizzo, a detta del production director di Eurpack, confermano le aspettative e corrispondono ai test in sede di collaudo. Gli obiettivi per il futuro sono già stabiliti: «Ci aspettiamo di aumentare ulteriormente il livello di qualità dei nostri prodotti contestualmente a un efficientamento produttivo nel processo e nella gestione dello stampato grazie alle tecnologie software accessorie acquistati con le macchine», dice Luca Diaz. La tecnologia a cui fa riferimento è quella di LogoTronic,

La soluzione sono state queste macchine: oggi una stessa commessa può essere prodotta indifferentemente nei due stabilimenti senza bisogno di ulteriori settaggi», spiega Emanuele Pogliani di Koenig&Bauer. «Le dotazioni scelte sono mirate a un controllo continuo del colore e a un risparmio del tempo di avviamento», conferma Luca Diaz, secondo cui l’automazione dei processi passa anche attraverso l’integrazione intelligente di macchinari evoluti: «Lavorando per il settore farmaceutico e cosmetico, il cambio colore (la maggior parte dei lavori è in Pantone) e la relativa pulizia tra un avviamento e l’altro sono fondamentali sia in termini di efficienza produttiva che di qualità. Il mantenimento dei valori spettrofotometrici durante la produzione poi ne garantiscono la costanza intralotto». E per il futuro? «Eurpack è in continua evoluzione e ormai sono molti i prodotti e i servizi che può offrire ai propri clienti. I prossimi investimenti riguarderanno sicuramente il settore degli astucci (core business dell’azienda) con soluzioni all’avanguardia per mantenere sempre alto il livello di qualità e di servizio», afferma Luca Diaz.

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sessant’anni di stamp ilPoliGrafico 200•20

straordinari clienti

Pasqui, l’arte di gestire etichette “complesse” Città di Castello www.e-pasqui.it

Con oltre 50 anni di storia alle spalle, due stabilimenti produttivi e un team che conta attualmente 85 dipendenti, Pasqui è uno dei converter di etichette di riferimento del mercato italiano. Nata nel 1969 a Città di Castello (PG), l’azienda si è specializzata nella stampa e converting di etichette, oltre che nella produzione di materiali adesivi destinati a diversi settori merceologici: alimentare, farmaceutico, industriale. Proprio per far fronte alle esigenze di una clientela variegata, lo scorso settembre l’azienda ha dato il benvenuto all’interno del proprio parco macchine a una Weigang WL-340 REM Edition. Si tratta di una soluzione offset UV

Da sinistra: Ettore Maretti, titolare di REM, Giuseppe Pasqui e sua figlia Valentina, Managing Director di Pasqui.

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REM - STRAORDINARI CLIENTI.indd 104

rilievo e fustella. L’acquisto e successiva installazione sono avvenuti grazie all’intermediazione dell’azienda

REM srl di Ettore Maretti, distributore esclusivo sul territorio italiano del marchio Weigang Machinery. Del resto, una caratteristica che da sempre contraddistingue Pasqui è la sua propensione a investire in tecnologie all’avanguardia, sia tradizionali che digitali. contempo, il massimo della qualità, abbiamo stabilito di dotarci della più ampia gamma del narrow web – spiega Valentina Pasqui, Managing Director dell’azienda –. Macchine produzione, ma anche soluzioni digitali per tirature più frazionate». Ricerca sui materiali e sviluppo di applicazioni complesse Negli ultimi anni, l’azienda ha cominciato a guardare con sempre maggior interesse al segmento delle etichette con funzionalità complesse, le cosiddette functional labels. «Destiniamo alla ricerca e sviluppo tra il 5-7% del nostro fatturato – prosegue Pasqui –. Possiamo integrare tecnologie di radiofrequenza all’interno delle nostre etichette. Abbiamo anche brevettato un’etichetta che controlla la catena del freddo, e altre con funzionalità track and trace e anticontraffazione. Quel che cerchiamo di offrire è un approccio consulenziale per venire incontro alle richieste dei clienti, che spesso ci richiedono applicazioni ancora non presenti sul mercato». Per quel che riguarda la produzione di materiali adesivi, l’azienda può contare su una consolidata esperienza in materia di collanti, supporti, temperature e altre caratteristiche

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tecniche riguardanti l’adesivizzazione dei materiali.

comprende sei gruppi di stampa offset, più

La scelta di Weigang WL-340 REM Edition La scelta di posizionarsi in una fascia di mercato medio-alta e di realizzare etichette complesse ha richiesto un importante e progressivo adeguamento tecnologico. «Possiamo dire di aver trovato il partner ideale – aggiunge Pasqui –. Il rapporto di stima che ci lega a Ettore Maretti ci ha permesso di affrontare questo investimento con grande le aspettative sono state ampiamente ripagate». Nonostante l’installazione sia stata completata solo a settembre, Pasqui ha già cominciato a sperimentare realizzando con Weigang WL-340 REM Edition prodotti «Un prestigioso cliente nel settore vinicolo è rimasto colpito dalla qualità garantita sia dai gruppi di stampa sia dai moduli di nobilitazione della macchina». La macchina permette di gestire tutte le operazioni di

moduli per il foiling a caldo, l’embossing, etc. – aggiunge Pasqui –. La possibilità di applicare simultaneamente diversi foil ci ha permesso di sostanza, in un solo passaggio, siamo in grado molto richiesti, specialmente nell’ambito delle etichette vinicole». Chi è REM REM Srl, con sede operativa ad Arluno (MI), distribuisce e vende macchine e accessori altamente tecnologici per la stampa, il

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La soluzione Weigang WL-340 REM Edition, installata dall’azienda Pasqui a settembre, e alcune applicazioni stampate con la macchina.

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Grazie a Weigang WL-340 REM Edition, Pasqui, converter e produttore di materiali adesivi, ha efficientato il proprio flusso produttivo, garantendo una qualità eccellente a clienti di alta gamma.

Uno dei punti di forza dell’azienda, dato dalla ventennale esperienza nel settore del suo personale, è l’approccio consulenziale che permette di ispirare e guidare i propri interlocutori nello sviluppo di progetti ad alto valore aggiunto, che sfruttino appieno le potenzialità produttive e qualitative delle tecnologie di cui è distributore.

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Automazione Oltre la digitalizzazione: l’industria grafica del futuro si chiama smart printing manufacturing di Achille Perego

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In oltre mezzo secolo, e in particolare negli ultimi anni con il digitale, il mondo della stampa e quindi delle industrie grafiche e cartotecniche si è trasformato. Un viaggio nella rivoluzione tecnologica. Certo non bastano queste poche righe per raccontare la trasformazione che in oltre mezzo secolo, e in particolare negli ultimi anni con l’avvento del digitale, ha riguardato il mondo niche. E se, come ricorda Emanuele Bona, vicepresidenambassador del progetto Industria 4.0, il digitale ha rappresentato un concorrente della carta stampata, allo stesso modo è diventato un driver per l’innovazione delle imprese del settore, non solo per il contenuto ma anche per il contenitore.

Smart factory, big data, trasformazione digitale, Internet of Things, relazione consumatore/produttore, circolarità dell’informazione, collaborazione e intemente trasformando l’industria, il modo di produrre, le catene del valore. Una nuova tappa nell’evoluzione del mondo delle aziende fondo cambiamento segnati soprattutto - avverte sempre

Bona - dal digitale, che ha aperto nuovi processi produttivi e nuovi business, dalle macchine digitali ai software di gestione a innovazioni come il print on demand e il self publishing ca evoluzione di un percorso iniziato, tornando indietro di qualche decennio, con il passaggio dal piombo alla folastre manuale o semi automatica al CtP super automatizzato. Ma in questo riassunto delle trasformazioni tecvi con la teletrasmissione e i centri stampa decentrati,

degli operatori? Del resto l’elettronica applicata agli imaumentare i margini di redditività in un settore nel quale so di avere controlli automatizzati per monitorare tutto carta al controllo della qualità del colore, dal centraggio della stampa alla piegatura della segnatura. Dopo questo grande balzo, accompagnato negli ultimi anni dall’aumento della cultura della sostenibilità con processi produttivi meno inquinanti e materie prime, dalla green è la digitalizzazione. La quarta rivoluzione industriale, dopo la terza dei primi anni Settanta con l’utilizzo dell’e107


INQUADRA E ACCEDI ALLA REALTÀ AUMENTATA

Automazione

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60 processi

Dopo la prima (XVIII sec.), la seconda (fine XIX sec.) e la terza (XX sec.), la quarta rivoluzione industriale è caratterizzata dall'automazione. Nella foto, una Linotype conservata in Francia al Musée de l'imprimerie di Bordeaux.

A che punto siamo oggi Sul fronte degli incentivi per il progetto Industria 4.0 al momento è fissata al 31 dicembre 2020 la scadenza dei crediti d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, per la ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica e per la formazione 4.0. Per sapere gli sviluppi futuri delle agevolazioni bisognerà attendere invece la legge di Bilancio 2021. Il Piano Transizione 4.0, secondo quanto annunciato dal ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, dovrebbe evolversi prendendo il nome di “Transizione X.0”. Secondo le dichiarazioni del ministro durante l’audizione alle Camere del 9 settembre 2020 in occasione della presentazione delle Linee guida per la definizione del Piano

Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che individua le priorità per l’utilizzo del Recovery Fund, l’intento è “rafforzare il pacchetto di Transizione 4.0”. Il nuovo corso del Piano dovrebbe essere caratterizzato da un incremento delle aliquote, l’innalzamento dei massimali di spesa e l’ampliamento delle tipologie di beni materiali e soprattutto immateriali. La misura, in base alle anticipazioni di Patuanelli, dovrebbe avere un orizzonte temporale lungo (triennale o, addirittura, quinquennale), perché “è fondamentale - ha dichiarato il ministro - che vi sia la certezza della durata dello strumento: in questo modo l’imprenditore può pianificare gli investimenti basandosi sulla programmazione economica dell’impresa almeno nel triennio”.

ricorda Fausto Ceolini, consulente direzionale & temporary manager, esperto e perito Industria 4.0 per il settore media e l’imaging” e adesso sta riguardando il settore per 900 miliardi di euro e oltre 400 mila imprese. Una -

trollo dei consumi energetici, stato di -

Fondamentali però per attuare questo processo, aggiunge Ceolini, sono la collaborazione tra Information Technology e Operation Technology Academy delle competenze aziendali. La trasformazione digitale si poggia su tecnologie abilitanti come i robot interconnessi ne interconnesse per ottimizzare i processi, integrazioni di informazioni dal fornitore al consumatore, comunica-

mazione comporti una riduzione del personale, in par-

sono stati quelli della sensibilizzazione per il passaggio matica a una maggiore e forse completa automazione e

Lo smart printing manufacturing mart printing manufacturing? gitali capaci di aumentare l’interconnessione e coopera108

competenze dell’operaio 4.0. Ma quanto è pronto il settore della stampa, fatto ancora di tantissime piccole imprese, a implementare la quarta consumo nazionale aumentato nell'ultimo triennio dagli -

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Piano Transizione 4.0, dovrebbe essere caratterizzato da un incremento delle aliquote, l’innalzamento dei massimali di spesa e l’ampliamento delle tipologie di beni materiali e soprattutto immateriali.

po sostenibile – sottolinea Andrea Briganti, direttore di

Edigit, leader nella fornitura di sistemi ERP, si conferma primo produttore di software per le Industrie Grafiche - editoria, stampa, etichettifici e packaging - grazie ai costanti investimenti in tecnologie innovative.

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Viene lanciato in Italia il Piano Industria 4.0. Negli anni successivi fino a tutto il 2020 c’è stata una sensibilizzazione per il passaggio delle Pmi da sistemi di gestione manuale a una maggiore e forse completa automazione.


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Web-to-print La rete della stampa Nascita e prospettive dell’online printing

Il primo acquisto online della storia con carta di credito: l’imprenditore Dan Kohn, tramite il portale Net Market, vendette il cd di Sting “Ten Summoner’s Tales” a un amico per 12,48 dollari. Questa prima operazione aprì la strada all’e-commerce e all’online printing.

a cura della redazione

Nato nei primi anni Duemila, il web-to-print non smette di crescere: secondo le previsioni, il giro d’affari globale raggiungerà presto il miliardo e mezzo di dollari.

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Previsioni -

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Perché in effetti una delle dinamiche cresciute proporzionalmente all’esplosione dei web to print in tutto il mondo, con colossi come Vistaprint o l’italiana Pixartprinting (che di Vistaprint da qualche fanno fa parte), è la corsa al ribasso dei prezzi. I margini di guadagno sugli stampati che transitano dal web-to-print sono risicati per lo stampatore (che si orienta sempre più nell’offerta di stampati nobilitati, che abbiano quindi un valore aggiunto) ed è per questo necessario - anzi, indispensabile - ottimizzare i processi

ONLINEPRINTERS nel 2011 entra nel mercato italiano con onlineprinters.it e ancora oggi continua a rafforzare la sua presenza. Recentemente è salito a bordo Mauro Musardo, Area Sales Manager.

(con cui ordina e paga) transiti dal preventivo attraverso pato, che siano banner pubblicitari, biglietti da visita o gadget personalizzati con il logo aziendale.

Ci vogliono idee nuove «Ho messo a frutto quanto imparato all’università: se uso la macchina 8 ore al giorno ho un costo, se invece la uso 24 ore al giorno la macchina mi costa un terzo e posso vendere lo stampato a un prezzo più basso», dice Matteo Rigamonti, fondatore di Pixartprinting, nata come studio print. Rigamonti non nega l’effetto dirompente (e talvolta in Italia: «Negli anni l’industria della stampa ha vissuto un’epoca di grande fulgore per un sacco di tempo e anche con sforzi minimi. Ma le regole del mercato sono cambiate. Il problema, per alcuni, è stato quello di non voler prendere coscienza di questa evoluzione, non capendo Così facendo, in molti sono rimasti indietro. Noi a un certo punto abbiamo organizzato la produzione per stampare h24, riuscendo a triplicare gli introiti». Guadagni che Rigamonti ha sempre scelto di reinvestire in azienda determinando una crescita costante anche negli anni della pacità di portare sul mercato un servizio di qualità a un prezzo competitivo: «Per almeno tre anni in quel periodo abbiamo raddoppiato il fatturato dell’anno precedente. Le crisi offrono anche delle opportunità, ma bisogna saperle cavalcare. Certo l’attuale crisi causata dalla pandemia da

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e gli eventi quindi tutto il materiale stampato per queste manifestazioni non serve». Pixartprinting (che Rigamonti chiama affettuosamente “Pix”) nasce nel 1994 con la denominazione Studio Pixart -

Vanno online i siti dei colossi dell’ecommerce Amazon ed eBay. Nel 1999 la Belmark Inc., azienda di stampa del Wisconsin, registra il marchio Web-to-Print® sulla Gazzetta ufficiale dell’ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti.

I margini di guadagno sugli stampati che transitano dal web-to-print sono risicati, per questo è necessario ottimizzare i processi produttivi per massimizzare il profitto. ziando come un service di pellicole e scansioni. «Poco dopo abbiamo cominciato con la stampa digitale, instalche ha fatto decidere Rigamonti di trasferire l’attività di Pixartprinting online e di farla diventare un e-commerho deciso di puntare su un nuovo modello di business che prevedeva il pagamento anticipato o alla consegna. Nell'immediato… mi sono trovato senza clienti – ricorda – ma il nuovo modello di business della vendita online mi ha permesso di ampliare esponenzialmente il mercato di riferimento: il web-to-print si rivolge a una clientela che il nostro portfolio clienti è cresciuto notevolmente portantoriale. E la cosa ha funzionato: il fatto di essere pagato puntualmente mi permetteva di avere le risorse per fare nuovi investimenti in tecnologie sempre più avanzate e performanti». Rigamonti, che già da adolescente coltivava il sogno di 75% di Pixartprinting alla società di gestione del rispartera quota a Vistaprint (oggi Cimpress), mentre Rigamonti ne cede solo una parte, per vendere poi tutte le quote rimanenti al gigante del web-to-print a un paio d’anni zienda quando ho sentito di aver raggiunto tutti i miei tarlo lo tormenta: «Mi sono chiesto per una vita se con Pix avevo avuto solo fortuna, quindi ho deciso di metter-


2027

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storie di imprenditoria

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Secondo le previsioni, nei prossimi sette anni il volume d’affari globale del web-to-print dovrebbe raggiungere la cifra di 1,5 miliardi di dollari, crescendo a un CAGR del 6,6% nel periodo 2020-2027.

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no saremmo dovuti arrivare al pareggio di bilancio ma c’è stato il coronavirus… ma forse ci riusciamo lo stesso perché stiamo crescendo, soprattutto nel 3D printing. Mi hanno già chiesto più volte se sono interessato a vendere molto stimolante per raggiungere i traguardi che mi socia di Venezia e attraverso una piattaforma online offre lavorazioni CNC e stampa 3D dedicate a diversi settori industriali, con un servizio basato sull’e-commerce puro. Prima di diventare imprenditore, il fondatore di Pixartprinting aveva cominciato un percorso universitario in economia alla Ca’ Foscari di Venezia, e durante gli studi li ho conclusi perché facevo fatica a studiare: mi ci volevano mesi per preparare un esame. Ci sono persone monti, anche se ammette che quel che ha imparato all’università gli è sempre tornato utile nella sua esperienza imprenditoriale) e questo lo ha spinto a buttarsi a casuccesso per raggiungere presto la pensione e godersi la vita. Sarebbe possibile un’altra Pixartprinting, al giorno d’oggi? «Chiaramente oggi per certi aspetti è meno facile di quanto non fosse vent’anni fa, ma c’è sempre spazio per l’innovazione. Ma attenzione, l’innovazione non ha a che fare con la stampa in sé: ha a che fare con l’immaginazione, con il fatto di vedere oltre. Quello che manca molte volte non è l’opportunità, ma le idee. In generale adesso è molto più facile fare business perché il fatto di camente, ma dall’avere un prodotto interessante, che tu sia a Milano o nella foresta amazzonica. Ci vogliono idee

Perché è nato il progetto di Logica? Il senso di ciò che facciamo tutti i giorni dal 2006 ad oggi viene dall’aver messo insieme, uno dopo l’altro, un pool di professionisti di estrazione e cultura differente, tutti appartenenti a questo settore e con in comune alcuni concetti di base come la consapevolezza che a questo mercato serviva una svolta nell’organizzazione e nel controllo dell’ambito produttivo, che l’innovazione è alla base della crescita di tutte le aziende poiché se i clienti crescono tu cresci con loro. Logica non persegue l’obiettivo dei grandi numeri, bensì punta alla solidità del rapporto con il cliente, al suo consapevoli che è il suo sistema. Molti aspetti gestionali sono ovviamente standard ma ci sono alcuni elementi distintivi che devono essere

tenuti in considerazione e questo è alla base del nostro successo. Logica continua ad innovare che hanno migliorato considerevolmente il processo produttivo (organizzazione e controllo remoto) con aumento della produttività e diminuzione degli sprechi. Dal 2008 in poi c’è stato un susseguirsi continuo di riconoscimenti e presenze ha portato Logica a stringere partnership consolidate e collaborazioni preziose in varie parti del mondo. Il futuro non aspetta! Il nostro mantra è innovare costantemente. Vengono interni o commissionati, dal 2016 abbiamo la piena compatibilità alla 2018 con l’acquisito e l’aggiornamento del sistema diventa il sistema più completo oggi sul mercato. Sistema all’avanguardia, team altamente professionale, assistenza di qualità e, come sempre, molte novità in arrivo. Logica non si ferma perché il futuro non aspetta.

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Stampa a impatto neutro

Con ONLINEPRINTERS i clienti che ordinano stampe su carta riciclata possono compensare le emissioni di CO2 del processo di produzione, senza alcun sovrapprezzo.

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ONLINEPRINTERS consolida il proprio impegno nel campo della salvaguardia dell’ambiente e della sostenibilità. Come riferisce il suo ceo, Roland Keppler, i clienti che ordinano stampe su carta riciclata hanno la possibilità di compensare le emissioni di CO2 che si generano durante il processo di produzione, senza dover pagare un sovrapprezzo. E aggiunge: «I clienti condividono il nostro stesso interesse per l’ambiente. Per questa ragione abbiamo deciso di estendere da subito la stampa a impatto neutro a tutti i prodotti realizzati su carta riciclata senza che i clienti debbano farsi carico di un sovrapprezzo». Per la compensazione ONLINEPRINTERS si è affidata a ClimatePartner, lo specialista per la protezione del clima. Ottenere una stampa a impatto neutro significa compensare tutte le emissioni generate durante la produzione degli ordini attraverso un progetto riconosciuto di tutela del clima. Con la collaborazione di ClimatePartner, ONLINEPRINTERS ha calcolato preventivamente l’impronta di

CO2 per determinare il volume esatto e sostenere così un progetto di tutela della foresta pluviale nella regione amazzonica nonché la piantumazione di nuovi alberi in Germania. I clienti hanno comunque la possibilità di scegliere la stampa a impatto neutro anche per altri prodotti offerti dalla stamperia online, nel qual caso pagheranno un sovrapprezzo medio inferiore all’1% del valore dell’ordine che verrà indicato durante il processo di ordinazione. Moritz Lehmkuhl, fondatore e ceo di ClimatePartner, ha dichiarato: «Siamo felici che ONLINEPRINTERS abbia ulteriormente rafforzato il proprio impegno a favore dell’ambiente, anche attraverso nuove offerte esclusive per il settore. In questo modo l’azienda dimostra come responsabilità, sostenibilità, orientamento al cliente e sviluppo commerciale possano tranquillamente andare di pari passo». Impegno a favore della sostenibilità Viene privilegiato l’uso di carta proveniente da foreste sostenibili e certificata secondo gli standard internazionali Forest Stewardship Council (FSC®) o Programme for the Endorsement of Forest Certification Schemes (PEFC™). La stamperia online è inoltre impegnata su molti altri fronti per la tutela e la sostenibilità ambientale. Nella stampa offset, ad esempio, vengono impiegati inchiostri privi di oli minerali con certificazione Cradle to Cradle; inoltre non richiede sostanze chimiche né l’uso di acqua potabile e le lastre di stampa sono completamente riciclabili. Le alimentazioni centralizzate dell’inchiostro contribuiscono a ridurre il materiale per l’imballaggio, mentre le macchine moderne sono particolarmente economiche. Dal 2017 ONLINEPRINTERS è inoltre certificato secondo i rigidi dettami del marchio ambientale francese Imprim’Vert.

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Siamo arrivati ad oggi, Con un clima generale molto insicuro e un futuro prossimo incerto, non ci siamo abbattuti ma, anzi, ci siamo reinventati creando ai sistemi di protezione e segnaletica anti Covid-19. Questo, unito a una non si è mai arrestata, continua a darci grandissime soddisfazioni.

lo sappiamo: il 2021 vedrà

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Accontentarsi di stare al passo con i tempi, o anticiparli? La nostra scelta nel 2006 è stata quella di assecondare la rivoluzione informatica in atto e diventarne componente fondamentale, acquistando per primi a Roma la stampante Xerox iGen3 permettendo una stampa digitale di altissima qualità. Unici nella Capitale e tra i primi in Italia, questo acquisto è stato il lancio per un percorso pregno di grandi risultati e soddisfazioni.

iniziamo a sentire il bisogno di espanderci, e nel 2014 compiamo la missione, arrivando sino ai nostri

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Sostenibilità È ora di cambiare prospettiva di Giulia Virzì

I 17 development goals, gli obiettivi di sviluppo sostenibile che compongono l'Agenda 2030 sottoscritta nel 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

“Siamo arrivati a un punto della storia in cui dobbiamo regolare le nostre azioni verso il mondo intero, tenendo conto innanzitutto delle loro ripercussioni sull’ambiente”. Il punto della storia in cui venne messa nero su bianco questa frase era il 1972. Quasi cinquant’anni fa si teneva a Stoccolma la conferenza sull’“ambiente umano”, la prima conferenza delle Nazioni Unite sulla protezione dell’ambiente naturale. È nella Dichiarazione che ne uscì che si rintraccia una delle prime prese di coscienza dei problemi ambientali e del loro impatto sulla vita dell’uomo, e del fatto che a causare i problemi ambientali fossero proprio le attività dell’uomo (“L'uomo è al

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delle premesse della Dichiarazione). Dalla conferenza di stenibilità; non il concetto in sé, elaborato solo succes-

sivamente come uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri. “Le risorse naturali della Terra e particolarmente i campioni rappresentativi degli ecosistemi naturali, devono essere preservati nell'interesse delle generazioni presenti e future, attraverso un'adeguadel documento. Sono passati quasi cinquant’anni e per cato, inglobando al suo interno - come in una complicata equazione - sviluppo tecnologico, crescita economica e responsabilità sociale, l’assunto di fondo non è cambiaambiente, deve preservare il pianeta in cui vive. Il motore che accelerò la consapevolezza di dover fare un punto sulla situazione ambientale e che portò dunque alla conferenza di Stoccolma fu il ripetersi di incidenti e l’evidenza dei “danni causati dall'uomo in molte regioni della terra: pericolosi livelli d'inquinamento delle acque,


foto: Bosco delle querce, comune di Seveso INQUADRA E ACCEDI ALLA REALTÀ AUMENTATA

1976

La conferenza di Stoccolma, la prima delle Nazioni Unite sulla protezione dell’ambiente naturale. Nella Dichiarazione che ne uscì si rintraccia una delle prime prese di coscienza dei problemi ambientali.

“Le risorse naturali della Terra, ivi comprese l'aria, l'acqua, la terra, la flora e la fauna, e particolarmente i campioni rappresentativi degli ecosistemi naturali, devono essere preservati nell'interesse delle generazioni presenti e future, attraverso un’adeguata pianificazione e gestione”

dell'aria, della terra e degli esseri viventi; notevoli e indesiderabili perturbazioni dell'equilibrio ecologico della biosfera; distruzione ed esaurimento di risorse insostitusociale dell'uomo nell'ambiente da lui creato e in particolare nel suo ambiente di vita e di lavoro”. Nei decenni a venire, spesso i grandi disastri ecologici furono la molla per l’emanazione di direttive che provassero a contenere gli effetti dannosi della attività umane sull’ambiente. Ne è un esempio la cosiddetta direttiva Seveso (direttiva europea 82/501/CEE del 24 giugno 1982 sui rischi di incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali, recepita in Italia con il Decreto del presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175 nella sua prigionali per la protezione ambientale. La direttiva Seveso deve il suo nome al disastro di Seveso: il 10 luglio 1976 nell'industria chimica ICMESA (acronimo di Industrie Chimiche Meda Società Azionaria) di Meda un incidente causò la fuoriuscita e la dispersione di una nube della

Il disastro di Seveso: il 10 luglio 1976 nell'industria chimica Icmesa di Meda un incidente causò la fuoriuscita e la dispersione di una nube della diossina TCDD.

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1972

foto: Treccani

diossina TCDD, una sostanza chimica molto tossica che investì una vasta area di terreni dei comuni della bassa Brianza, particolarmente quello di Seveso. Non vi furono morti, ma le piante e le coltivazioni investite dalla nube morirono e migliaia di animali dovettero essere abbattuti. La direttiva Seveso previde, tra le altre cose, il cendelle sostanze pericolose, l'esistenza in ognuno di questi di un piano di prevenzione e di un piano di emergenza, il controllo dell'urbanizzazione attorno ai siti a rischio e l'informazione degli abitanti delle zone limitrofe. Nel corche regolamentarono ulteriormente la materia.

La sostenibilità prima della sostenibilità «I Paesi hanno purtroppo cominciato a rendersi conto e a preoccuparsi della pericolosità di determinate sostanze a seguito di alcuni disastri ambientali. Il decreto Seveso è stato forse il primo a stabilire delle regole per i cicli produttivi e le sostanze pericolose. Io me lo ricordo, ero studente al liceo e il disastro dell’Icmesa ha fatto una strage di danni alle persone rimaste esposte alla nube tossica di diossina», dice Italo Vailati, vicedirettore gequalità, secondo cui i concetti di sostenibilità e di salvaguardia dell’ambiente sono giunti a maturazione solo in un secondo momento nonostante alcune direttive e provvedimenti emanati nel corso degli anni abbiano avuto fra i loro effetti anche la riduzione dell’impatto ambientale. «Ricordo che già quarant’anni fa si raccoglieva la carta usata - spiega Vailati. Certo non era un’operazione organizzata da un consorzio, era legata più che altro ai cosiddetti “cartacciai” che ritiravano la carta e la vendevano alle cartiere, che cominciavano a fare i primi processi di riciclo. Un’operazione nata quindi, a voler essere sinceri, non tanto per motivi ambientali (per quanto reintrodur-

Nel settore della stampa sono molte le iniziative nate per questioni economiche prima ancora che si parlasse espressamente di sostenibilità, salvo poi scoprire che la direzione era la medesima. è diminuito anche del 15-20% negli anni, inizialmente per abbassare i costi, poi per sprecare meno materiale a

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60 processi

#SAPEVATELO L’evoluzione è ancora in corso: è di quest’anno l’annuncio che Agfa raddoppierà il proprio sito di produzione degli inchiostri, affiancando alla linea di produzione degli inchiostri UV una nuova linea per la produzione di inchiostri water base. E un nuovo futuro è così alle porte…

Sostenibilità

«C’è stata un’evoluzione tecnologica che ha portato a salvaguardare la sicurezza dei lavoratori con misure che fossero al contempo anche meno impattanti per l’ambiente»

parità di prestazioni per la scatola di cartone ondulato, l’astuccio o la semplice carta della fotocopiatrice». Usare meno carta a parità di prestazione è parte di una gestione responsabile delle materie prime e quindi delle foreste. Forest Stewardship Council (FSC), organizzazione non governativa internazionale senza scopo di lucro corretta gestione forestale e la tracciabilità dei prodotti derivati, nasce dall’esigenza di avere un sistema traspasostenibile; un’esigenza manifestata tanto dalle organizzazioni ambientaliste quanto dalle società che sui prodotti derivati dalle foreste basano la loro attività, come ad esempio il produttore di carte Mondi o la multinazionale svedese Ikea, che hanno bisogno di arrivare preparati al confronto con i loro consumatori. Nata nel 1993 per un’esigenza di trasparenza, la corretta gestione forestale è diventata un elemento quasi irrinunciabile per le aziende e per i consumatori. Nel 2019, ultimi dati disponibili diffusi a dicembre dell’anno scorso da FSC International, sono oltre 200 milioni di ettari di

tecnologica che ha portato a salvaguardare la sicurezza dei lavoratori con misure che fossero al contempo anche meno impattanti per l’ambiente».

Un cambio di prospettiva necessario ambientali volte a garantire agli occhi del consumatore la sostenibilità dei cicli produttivi e dei lavorati delle aziende che se ne dotavano. Il rispetto delle normative vigenti in quanto a emissioni, inquinamento, smalti-

passati da 35.772 a 40.331 (+12,7%) e in questo l’Italia internazionale dietro la Cina (9.161).

In Italia gli ettari certificati sono 66.356,62, in crescita di quasi un punto e mezzo percentuale sull’anno precedente. Ma la stampa naturalmente non è solo carta. «Negli anni sono stati studiati sistemi di inchiostrazione in grado di ridurre gli sprechi perché usano quantità minori di inchiostro; si è prestata molta attenzione allo spreco di energia e si è lavorato tantissimo anche sul fronte emissioni - aggiunge Vailati. Per quel che riguarda la tecnologia, molte delle soluzioni adottate negli anni sono nate per motivi di sicurezza dei lavoratori, come ad esempio l’eliminazione delle soluzioni alcoliche dalla stampa offset -

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l’anilina è velenosissima ma una volta i coloranti erano tutti a base di anilina; nel tempo sono cambiati i pigmenti degli inchiostri che una volta contenevano cadmio, piombo e altri metalli pesanti perché erano pericolosi per l’ambiente e per l’uomo. C’è stata dunque un’evoluzione

parte produttiva del Paese si muove per coltivare la propria sostenibilità. Ma come è facilmente apprezzabile la differenza di risultati (soprattutto nel lungo termine) fra un alunno che studia quanto basta per ottenere la sufimpegna quanto più gli è possibile per trarre il massimo è facilmente apprezzabile (e apprezzata dai consumatori) l’operato di un’azienda che non si limiti alla compliance impartite dal legislatore, ma si sforzi di fare di più, se possibile. «Ciò che al giorno d’oggi consente a un’azienda sabilità: non perché glielo chiede la norma, ma perché anticipa la norma, mantenendo comunque sempre un equilibrio fra le esigenze economiche e di business, cioè della tutela ambientale e Bottazzoli, sustainability and circular economy manager, che aggiunge: «Uno degli standard più usati nella rendicontazione della sostenibilità parla di

#SAPEVATELO

ONLINEPRINTERS fissa gli standard con la tripla qualità di stampa: dopo i settori offset e finishing, nel 2019 ha ottenuto la certificazione di qualità anche per la stampa digitale.


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Nasce Forest Stewardship Council (FSC), organizzazione non governativa internazionale senza scopo di lucro che ha dato vita a un sistema di certificazione per la corretta gestione forestale e la tracciabilità dei prodotti derivati.

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Il disastro di Seveso portò alla direttiva Seveso che impose agli stati europei di identificare i propri siti a rischio. Nella foto, il Parco Naturale Bosco delle Querce, costruito dopo il disastro e che contiene, in vasche sigillate e sotterrate, il materiale contaminato.

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INQUADRA E ACCEDI ALLA REALTÀ AUMENTATA

valore condiviso, con un’evoluzione rispetto agli impatti ambientali ed economici che un’azienda ha sul territorio e che sono il valore distribuito. Quindi dal mero valore al valore condiviso con il territorio». L’assunzione di responsabilità da parte di un’ente implica un cambio di prospettiva radicale, perché trasforma un atteggiamento solitamente passivo - l’essere conformi a norme vigenti - in proattivo, perché diventa compito dell’azienda stabilire i propri traguardi e i metodi con cui raggiungerli o addirittura superarli, per fare sempre meglio. Un esempio generico ma concreto? Le fonti energetiche: non c’è nessuna legge che obblighi un’azienda a utilizzare energia da fonti rinnovabili come invece la obti pericolosi, ma un’azienda può stabilire da sé che entro una determinata data una certa percentuale dell’energia che usa per produrre debba derivare da fonti rinnovabili, mitigando così il suo impatto ambientale. È l’azienda

stessa che si dà un obiettivo di sostenibilità e che fa il sumatori, che riconoscono così in quell’azienda un fornitore sostenibile. «Le aziende che oggi hanno un rating di sostenibilità elevato sono quelle che anticipano le aspettative del mercato, e per le quali la compliance normativa è solo un punto di partenza: sono sostenibile se riesco a creare un valore aggiunto per la generazione attuale e quelle future delle realtà territoriali in cui sono inserito. In un’ottica di lungo periodo, non di risposta nell’immediato», spiega Bottazzoli, che aggiunge come al vantaggio di essere riconosciuto come fornitore sostenibile da parte dei consumatori (“I grandi player andranno ad agire sull’intera livello di mercato ne gioverà”, precisa Bottazzoli), ci sia il vantaggio (molto concreto e facilmente misurabile) dell’avere le caratteristiche di sostenibilità sempre più richieste per vedersi accordato un prestito pubblico o privato:

Riciclare e usare meno carta a parità di prestazione è parte di una gestione responsabile delle materie prime e quindi delle foreste.

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Sostenibilità

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«I 17 development goals e l’accordo di Parigi hanno fatto maturare la consapevolezza che se non si lotta per mantenere il surriscaldamento globale entro certi limiti, è inutile pensare al futuro e al profitto di un’azienda».

La dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite conteneva otto obiettivi che tutti i 193 stati membri dell'ONU si erano impegnati a raggiungere entro il 2015. Il settimo punto prescriveva di garantire la sostenibilità ambientale.

cordo di Parigi è il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sui cambiamenti climatici, adottato mento globale ben al di sotto dei 2ºC e proseguendo con non conoscono gli strumenti per comunicare all’esterno ciò che fanno in termini di sostenibilità: «Molto spesso fatto tramite uno strumento riconosciuto a livello inter-

«Dal Next Generation EU (o Recovery Fund, è il fondo di ripresa da 750 miliardi di euro varato dall’Unione europea per sostenere gli Stati membri colpiti dalla pandemia Covid-19, che copre gli anni 2021-2023 e che sarà vincolato al budget 2021-2027 dell’UE, ndr -

fanno ancora fatica a comprendere la necessità di adot-

sostenibilità saranno avvantaggiate». C’è un momento storico preciso in cui si è cominciato a

Un nuovo progetto

del legame fra lo sviluppo sostenibile e il surriscaldamendel cambiamento climatico, e i 17 obiettivi di sviluppo sopiù chiusa su se stessa, ma che si rendesse conto di poresponsabilità, che io chiamo “call to action”, si è estesa al mondo privato, indipendentemente dal settore e dalle

ci di Milano e Comieco) ha annunciato il Progetto Sostenuovo paradigma ambientale. -

l’accordo di Parigi, per cui se non si lotta per mantenere il surriscaldamento globale entro certi limiti, è inutile

I 17 development goals sono gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 sottoscritta nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

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Gli obiettivi si riferiscono a diversi ambiti dello sviluppo sociale, economico e ambientale per raggiungere, entro -

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linee guida e una metodologia coerente con gli standard care all’esterno il suo approccio alla sostenibilità». Un

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2015 sulenza aziendale in Italia e nel mondo, e il Forum per

poi oggetto, nella seconda fase, di test da parte di un

2001 che promuove la conoscenza e la pratica dell’investimento sostenibile, con l’obiettivo di diffondere l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance

-

- continua D’Adda - è di fornire un tool operativo, così che anche la piccola azienda abbia un piccolo strumento con cui misurarsi, prendere degli impegni, porsi degli obiettivi, capire con che strumenti lavorare e come racoggi richiesto e a raccontarsi con lo scopo di migliorare la Il progetto si sviluppa in due fasi fondamentali: parte da un’analisi dell’esistente per impostare insieme a un -

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L’accordo di Parigi è il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sui cambiamenti climatici, adottato alla conferenza sul clima COP21, e che stabilisce un quadro globale per limitare il riscaldamento globale.

anche di negativi in senso costruttivo, perché vogliamo li strumenti le associazioni possono mettere in campo: perché un conto è avere la sensazione che un’azienda stia facendo una cosa o che un settore stia andando in una certa direzione, un altro è averne la misura», conanno, così che le linee guida possano essere disponibili INQUADRA E ACCEDI ALLA REALTÀ AUMENTATA

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Industria e sostenibilità Nasce il Bosco Fedrigoni, 1.530 piante autoctone regalate alla comunità Un bosco di 1.530 piante tra Caponago e Pessano con Bornago, per trasformare un’area ora stretta tra industrie e superstrade in un polmone verde a disposizione della comunità, che potrà “adottarlo” e seguirne la crescita. È il progetto di Fedrigoni, tra i principali gruppi al mondo nella produzione di carte speciali per packaging, Un ettaro e mezzo (15.000 metri quadri) di aree da recuperare (individuate da Regione Lombardia ed ERSAF con la mappatura del progetto “LIFE Gestire 2020”) che alberi tipici della Pianura Padana: querce, frassini, aceri campestri, lecci, tassi, olmi e arbusti come il corniolo

per la necessaria biodiversità. La zona è compresa tra l’autostrada e lo stabilimento di Ritrama (produttore di materiali autoadesivi per l’etichettatura acquisito da Fedrigoni a gennaio), ma rientra in parte anche nel Parco Agricolo Nord Est. Di proprietà dei Comuni di Caponago ne occuperà per i prossimi 5 anni), realizzato e curato da Etifor, spin-off dell’Università di Padova specializzato in consulenza e progettazione ambientale, il Bosco FedrigoUna nuova foresta che in 20 anni assorbirà minimo 100 tonnellate di CO2, equivalenti alle emissioni annuali di 50 automobili. Uno spazio verde a disposizione della comunità, che potrà goderne e, se vorrà, occuparsene virtualmente: sul sito www.wownature.com di Etifor o su quello di Fedrigoni si potrà scegliere gratuitamente quale albero “adottare” e piantare. Il progetto ha un approccio forestale, intesa anche come aumento della naturalità e della biodiversità nelle aree di intervento, nel rispetto

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Il produttore di carte speciali ed etichette autoadesive finanzierà la realizzazione del parco attiguo allo stabilimento Ritrama. L’AD Marco Nespolo: “Parte integrante del nostro impegno a favore dell’ambiente”

dal Forest Stewardship Council®. «Migliorare un’area verde pubblica vicino ai nostri impianti di produzione è parte integrante del nostro impegno a favore della comunità e dell’ambiente - commenta Marco Nespolo, amministratore delegato del Gruppo Fedrigoni -, impegno che vedrà un’accelerazione nei prossimi 5 anni con interventi mirati al miglioramento continuo dei processi di lavorazione, della catena di fornitura e dell'innovazione di prodotto, senza mai dimenticare di costruire ponti tra le nostre persone e le comunità con cui interagiamo. L’attenzione di Fedrigoni a una catena di produzione che riduca l’impatto sull’ambiente comincia più di 130 anni fa e negli ultimi sei ha portato il Gruppo a diminuire drasticamente i consumi (-46% di acqua nel processo di produzione di autoadesivi, -13% di energia termica). Dal 2014 tutta la carta è prodotta con stali sostenibili tutelati da norme internazionali».


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I cambiamenti dei consumi della società, le innovazioni tecnologiche e i mutamenti del mercato nel corso dei decenni hanno ridisegnato il

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Com’è cambiato il mestiere 1961

e dei lavoratori che ne fanno parte. Quale modo migliore di descrivere la trasformazione delle professionalità delle aziende di stampa, se non una selezione degli annunci di lavoro pubblicati su il Lavoro del suo portale online, Stampamedia? Dal cromista cambiato il mestiere dello stampatore negli ultimi

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Foto di Anthony Shkraba da Pexels

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essant’anni di stamp ilPoliGrafico 200•20

talenti in azienda

New Aerodinamica: like a family! www.newaerodinamica.com

“Ogni giorno mi alzo con il sorriso e questo penso sia il regalo più bello”. Una frase pronunciata da Christopher Azzolin, progettista con mansioni di magazziniere che, da subito, traccia con chiarezza la realtà di New Aerodinamica, azienda bergamasca che dell’aspirazione industriale di polveri abbattendo tutte le barriere possibili per un’espansione senza limiti in tutti i continenti. Un obiettivo raggiunto grazie all’impegno, alla determinazione e allo spirito imprenditoriale Paolo, dal 2014 al timone di questa nave. Una metafora perfetta questa, se volessimo dipingere una realtà aziendale di successo, suo capitano, ha solcato ormai i mari di mezzo mondo. E per raggiungere così tanti porti, si sa, non bastano solo l’impegno e la precisione ma è necessaria anche una leadership non indifferente. “Sono un tipo molto preciso, mi piace molto rispettare le scadenze e credo che queste caratteristiche siano proprie di tutti i miei collaboratori” afferma Paolo. “Questo elemento, unito alla voglia di migliorarsi Ma non solo: elemento condiviso da tutti quanti è la certezza che, essere parte di questa ciurma, equivale essenzialmente ad avere una

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“Un’affiatatissima ciurma che, capeggiata dal suo capitano, ha solcato ormai i mari di mezzo mondo”

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seconda famiglia, dove trovare disponibilità ed appoggio nel momento del bisogno. “Sono ben 35 anni che lavoro qui e in tutti questi anni sono sempre stata felice di poter imparare e migliorarmi, contribuendo attivamente con le mie mansioni di contabilità”. A parlare è Sonia Petteni, impiegata amministrativa di New Aerodinamica, chiave di volta per la ‘chiusura del cerchio’ di ogni cantiere aperto. “Un lavoro che necessita di precisione e molta attenzione, due aspetti che collimano con alcune mie caratteristiche con le quali mi accingo ogni e delle scadenze con connesso check delle banche”. Un lavoro di massima importanza, strettamente collegato alle altre mansioni svolte

dal 1996 in New Aerodinamica, ci spiega il suo ruolo, dedicato alla fatturazione di clienti e fornitori, non solo sul suolo nazionale, ma ogni giorno con clienti e fornitori di tutto il mondo rappresenta uno stimolo continuo in quanto di vitale importanza è conoscere tutte le normative valide nel Paese in questione. Russia, Australia, USA, sono alcuni dei tanti Stati con i quali abbiamo rapporti stretti per realizzazioni di impianti e per ognuno di essi conosciamo tutte le normative vigenti. Bellissimo!” Allegria e positività gli elementi

incontriamo siamo tutti pronti a darci una mano, superando insieme l’ostacolo. E’ questo che ci dà la spinta per fare sempre meglio!”. tassello importante di New Aerodinamica,

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60 Da sinistra: Pamela, Chiara, Christopher, Sonia, Paolo, Giuseppe e Daniela.

da 18 anni in azienda e responsabile della logistica (ovvero della consegna del materiale necessario per l’installazione degli impianti ai clienti): “Se mi guardo indietro mi pare ieri il mio primo giorno di lavoro come sostituzione di maternità. Pensavo sarebbe stata un’occupazione temporanea e invece entrai a pieno regime nel team, consolidando a piccoli step questo mio ruolo, che oggi mi dà tante soddisfazioni. Oltre al lavoro sono anche una mamma felice e grazie alla con serenità della mia famiglia senza trascurare il lavoro. Una condizione che non tutte le aziende concedono. Che dire… sono Chiara Signorelli, ex pallavolista, da tre anni in azienda. “Sono la più piccola dell’azienda ma questo non mi ha assolutamente penalizzato, anzi qui tutti mi hanno sempre supportato e aiutato nell’imparare la mia mansione (gestione degli ordini e consegne) e questo mi ha permesso di prendere con serenità la decisione di abbandonare il mondo della pallavolo dove militavo come professionista, per dedicarmi a questo lavoro a 360°”. Full immersion di positività quella

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trovata in queste brevi interviste che dal team ‘tutto al femminile’ dell’amministrazione, ci porta alla parte più tecnica dove troviamo Giuseppe Zinetti, Project Manager, braccio destro di Paolo, con il quale da ben 13 anni si alterna per trasferte all’estero, sopralluoghi, monitoraggio del montaggio e, perché no, alcune volte anche ruoli più ‘manuali’ se le situazioni lo richiedono. Indice questo di una passione indiscussa per il proprio lavoro. ho potuto toccarne con mano la crescita costante, registrando traguardi sempre più importanti, grazie ad una maggiore preparazione accumulata dai tanti lavori svolti nonché conseguenza diretta dalla grande collaborazione e armonia che in questa azienda si respira da sempre. Sono felice di farne parte!”. E con queste affermazioni la parola ripassa a Christopher Azzolin, che ci riconferma come alzarsi con il sorriso ogni New Aerodinamica e non ricordo un solo giorno di insoddisfazione!”. Sorride Christopher e in grado di solcare anche mari impervi, per raggiungere terre sempre più lontane.

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Formazione e lavoro Come si coltiva un talento

Uno studente impara il funzionamento di una macchina da stampa offset in Fondazione Daimon.

di Giulia Virzì

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La realtà delle scuole grafiche italiane, fra percorsi di formazione e opportunità lavorative.

Foto: Fondazione Daimon.

Ximi, ut


Istituto tecnico, istruzione professionale, formazione professionale, istruzione tecnica superiore, istruzione e formazione tecnica superiore. Le strade per imparare un gazzo che termina la scuola secondaria di primo grado (più comunemente, la scuola media) e voglia un domani legatore o un qualsiasi altro professionista del settore, ha un ampio ventaglio di percorsi davanti, studiati per privilegiare un approccio più pratico oppure più improntati allo “studio sui libri” e in grado di sviluppare maggiormente il lato creativo e progettuale degli studenti.

Le differenze Gli istituti tecnici del settore tecnologico a indirizzo che portano al conseguimento di un diploma di Stato e che, da descrizione del ministero dell’Istruzione, sono il percorso “per entrare nel mondo della comunicazione, personale e di massa, e capire come essa si sviluppa attecnologie”. Dopo il diploma è possibile continuare gli studi con un ITS - Istituto Tecnico Superiore, oppure con un corso universitario. Sul territorio nazionale sono ne” censiti dal ministero dell’Istruzione (anno scolastico 2019/2020). Gli istituti tecnici superiori (ITS) sono percorsi post diplocata - realizzata in collaborazione con imprese, universidi entrare velocemente nel mondo del lavoro. L’ITS conferisce il “Diploma di Tecnico Superiore”, rilasciato dal ministero dell’Istruzione e riconosciuto dallo Stato italiano. Per poter accedere a questo tipo di formazione è necessario un diploma di istruzione secondaria superiore oppure un diploma di 4 anni di istruzione e formazione professionale seguito da un corso annuale IFTS. Il sistema di istruzione e formazione professionale (IeF.P.) si articola in percorsi di durata triennale e quadriennale, riconosciuti e spendibili a livello nazionale e comunitario. personalizzazione e sono realizzati dalle strutture formative accreditate dalle Regioni (secondo criteri condivisi a

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Un ragazzo che termina la scuola secondaria di primo grado e voglia diventare grafico, operatore di prestampa, stampatore, legatore o altro professionista del settore, ha un ampio ventaglio di percorsi davanti.

livello nazionale) oppure anche dagli Istituti Professionali, che a loro volta offrono percorsi formativi diversi (che verranno approfonditi a breve). Al termine di un triennio IeF.P., superando un esame regionale, lo studente se entrare nel mondo del lavoro o proseguire negli studi con un quarto anno (e conseguire così il diploma professionale); dopo il quarto anno, le alternative sono tre: il mondo del lavoro, una “passerella” verso il canale dell’istruzione con un quinto anno presso una scuola statale per conseguire il diploma di Stato che consente l’accesso proseguire la formazione con un percorso di istruzione formazione tecnica superiore (IFTS). fessionali per rispondere alla domanda proveniente dal mondo del lavoro pubblico e privato, con particolare riguardo al sistema dei servizi, degli enti locali e dei settori produttivi interessati da innovazioni tecnologiche e dalindicate dalla programmazione economica regionale”. Al mondo del lavoro o proseguire ulteriormente con un ITS, che permette di raggiungere competenze molto tecniche. ragazzi accedono dopo la scuola media e che hanno una durata di 5 anni con un biennio unitario e un triennio quale viene conseguito il diploma di istruzione secondaria di secondo grado.

istituti professionali come “scuole territoriali dell’innovazione, aperte e concepite come laboratori di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica”, nei quali gli studenti si misurano anche con esperienze di laboratorio e in contesti dalla seconda classe del biennio.

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#SAPEVATELO In collaborazione con l’Istituto Rizzoli di Milano, Xerox ha inserito la piattaforma XMPie tra i contenuti di studio dei futuri operatori del settore della stampa e della comunicazione, per prepararli ad affrontare le sfide del mondo del lavoro di domani.

Formazione e lavoro

Paola Mondinari, direttrice dell’Istituto Rizzoli di Milano.

Confusi? «Una delle grandi differenze fra l’istruzione e la formazione professionale è che la seconda è un percorso molto pratico, con un approccio laboratoriale», afferma Paola Mondinari, direttrice dell’Istituto Rizzoli di Milano, Centro di Formazione Professionale nei campi del graphic design, della comunicazione e dei multimedia accreditato da Regione Lombardia che ogni anno nelle sue aule -

giorno il prodotto non è pronto, è un problema e si perde Un approccio alla formazione così pratico, quali effetti ha -

multimediale e uno web, e per chi ha un’attitudine per utilizzano dei Mac con i programmi della suite Adobe è abbassata drasticamente, negli ultimi tre anni c’è stata all’allestimento, grazie a esperienze in azienda a partire dal secondo anno e più intense ancora nel terzo e nel

sentire; l’unico settore che regge e anzi cresce è quello

piccolo laboratorio di allestimento e legatoria, mentre le paginatore, ma c’è la parte di stampa, di legatoria, web…

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stimolare sempre da parte delle aziende, è capire quali sono le richieste del settore così da poterci orientare di -

e dei software presenti nei laboratori, per poter fornire una formazione sempre attuale e rispondente alle richie-

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produttrici in grado di fornire la strumentazione per la -

che docenti liberi professionisti,

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aggiornati proprio per l’esigenza di rimanere sul mercato 132

periodo particolarmente critico, forse non siamo riusciti La maggior parte delle aziende del nostro settore sono poi medio piccole, non come – per esempio – negli istituti per gli operatori meccanici che hanno a che fare con multinazionali più abituate a considerare importante la forqualcuno - continua la direttrice del Rizzoli – spesso la ri-


foto: Istituto Rizzoli

foto: Istituto Rizzoli

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“Grafica vuol dire tante cose: non è più solo l’impaginatore, ma stampa, legatoria, web… Cerchiamo di capire quali sono le richieste del settore così da poterci orientare nella definizione dei percorsi formativi”

Foto: Istituto Rizzoli.

L’ingresso dell’Istituto Rizzoli di Milano e gli studenti durante un laboratorio.

chiesta è di avere un ragazzo in tirocinio (e quindi pagarlo pochissimo) ma che sia preparato. È chiaro che non è e non può essere così, persino un laureato ha bisogno di un training iniziale. Nel nostro comparto le aziende non hanno la percezione di quanto invece sia importante che la formazione avvenga nel miglior modo possibile così che poi i vantaggi si ripercuotano su di loro. Capisco che posso capire che questo periodo metta un ulteriore freno, lungimiranza. Dobbiamo molte volte convincerle invece che la formazione, anche per i propri addetti, è una grande opportunità, non solo un costo», conclude Mondinari.

Scardinare una mentalità perché mi dicono che io “sono in paradiso”, ed è la verità: ho la fortuna di lavorare in una scuola che ha una relazione virtuosa anche in termini tecnologici con il suo territorio e che ha tutto per una formazione sul pezzo, per preparare davvero i ragazzi. Ma da Segretario nazionale salesiane - formazione e aggiornamento professionale), mi rendo conto che non tutte le scuole d’Italia sono così: o si ha una relazione con dei player importanti che riconoscono nella scuola un soggetto con cui non ci si deve porre in termini commerciali ma in termini sinergici e formativi - e allora si è disponibili a mettere nelle scuole le attrezzature in comodato, a spostarle ciclicamente e

sostituirle con attrezzature nuove - oppure non è possibile stabilire una collaborazione perché non abbiamo né la forza né la sostenibilità per stare seduti a un tavolo in cui i criteri economici sono gli stessi di quelli aziendali». mazione continua e superiore dell’Istituto Salesiano San Marco di Mestre (Venezia) e segretario nazionale delle due velocità: con poli d’eccellenza, nei quali gli studenti vengono formati con attrezzature all’avanguardia, e con

«Bisogna scardinare il concetto per cui lavorare con la scuola è un favore che l’azienda fa alla scuola. È un “favore” che ci facciamo reciprocamente: i fornitori e le aziende che lavorano in termini collaborativi e sinergici con la scuola ne lungo periodo. un accordo con Esko Graphics, leader mondiale nella produzione di software per il packaging, per cui tutte le scuole che hanno esigenza di inserire al proprio interno dei percorsi legati al packaging possono farlo con i software Esko in maniera completamente gratuita. Questo

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Foto: Istituto Salesiano San Marco.

Formazione e lavoro vuol dire evitare un investimento che rischia di essere nell’ordine del milione di euro a scuola, se dovessimo acquistarli. Abbiamo cercato di far capire che, da parte loro, il vantaggio è che un domani ci saranno persone perfettamente in grado di usare i loro prodotti, preparate per servire i loro clienti. Professionalità che oggi faticano a trovare», spiega Dittadi. Come si struttura questo rapporto con le aziende? «Faccio riferimento al San Marco ma so che la dinamica è spesso la medesima anche in altre realtà: è stata indibene gli studenti e le dinamiche formative e che abbia la possibilità di lavorare per mantenere e alimentare le relazioni con il territorio e con le aziende, alle quali chiediamo di aiutarci a capire che cosa dobbiamo insegnare immediata alle loro esigenze. E quindi le coinvolgiamo se quello che stiamo facendo è rispondente o se manca qualcosa», afferma il direttore del San Marco. Instaurare un dia-

Un’Italia di scuole grafiche a due velocità: con poli d’eccellenza, in cui gli studenti vengono formati con attrezzature all’avanguardia, e con istituti con difficoltà maggiori.

lungimiranti e capaci di organizzazione, oltre che alla scuola, porta beneDittadi: «Quando all’inizio dell’anno formativo invitiamo a scuola le aziende per capire quale “catalogo” di attività formative immaginano per

capire che cosa devo imparare!”, e questo da un lato ci fa piacere, dall’altro ci carica di una grossa responsabielemento di prospettiva e che acquisiamo credibilità ai loro occhi, ponendoci alla pari nella dinamica formativa e nell’inserimento lavorativo dei ragazzi». Il “catalogo” di attività formative del San Marco (che ha al suo interno il centro di formazione professionale, l’istituto tecnico tecnologico e la Formazione Continua e Superiore) si modistessa frase: “questo è il 28esimo anno che insegno al cosa”, dice sorridendo Dittadi) e le professionalità licen134

progettuale e creativa quella dell’istituto tecnico: «Per le

Matteo Dittadi, direttore della scuola grafica e della formazione continua e superiore dell’Istituto Salesiano San Marco di Mestre.

la professionalità che esce dal CFP è attraente; le aziende che cercano un approccio di comunicazione integrata mo tutta una serie di attività di formazione continua e ci stiamo strutturando per un percorso biennale posti livelli di professionalità richiesti», dice Dittadi. Per aiutare i ragazzi a inserirsi nel mondo del lavoro, il San Marco ha istituito una piattaforma - estesa poi alle altre scuole in Italia - su cui le aziende possono pubblicare le loro offerte di lavoro, incontrando così la domanda dei diplomati. «Crediamo che non ci siano disoccupati te in grado di trovare lavoro. I ragazzi della formazione professionale solo in minima parte si fermano al terzo anno, proseguendo poi negli studi con il quarto anno o con l’istituto tecnico. Licenziamo due classi quinte all’anno e il 55-60% prosegue poi in ulteriori percorsi formativi (università o formazione post diploma), quindi dobbiamo direttamente collocare numeri relativamente bassi di persone. Il servizio al lavoro è merito di chi a livello locale diventassero strutturali in tutti i centri. Il problema è però che ciascun campanile suona le campane come può: ci sono territori ben coperti da interessanti opportunità lavorative e altre purtroppo decisamente meno ricche da questo punto di vista», conclude Dittadi.

Costruire un dialogo «Non rinunciamo mai al dialogo con le aziende, abbiaproprio di questo. È un lavoro molto paziente, bisogna avere il coraggio di creare spazi di confronto a cui non rinunciare mai, e dotarsi di docenti che abbiano voglia di parlare con l’esterno. È importante creare e sostenesalta fuori l’idea o la disponibilità a collaborare bisogna coglierla al volo», dice Renzo Bertoldo, direttore di Fondazione Daimon a Saronno, complesso che ha al suo intere il Centro di Formazione Professionale Padre Monti per do, consente di coltivare un approccio differenziato alla


formazione, diverso per studenti che prediligono il lato esperienziale del lavoro - con la formazione professionale - e per studenti più portati allo studio e all’approccio più cognitivo con il sapere - con l’Istituto Tecnico. «La formazione professionale sta diventando sempre più ca considerare “scuola” sia la scuola in sé che l’azienda, conciliando modalità di approccio differenti per costruire Daimon -. Abbiamo aderito al progetto formativo di apprendistato di primo livello (che permette all’apprendista di lavorare e allo stesso tempo seguire un percorso diploma professionale. Con il contratto di apprendistato possono essere assunti giovani dai 15 ai 25 anni non compiuti, ndr) e l’anno scorso ben 20 ragazzi che frequentavano il terzo e il quarto anno avevano questo particolare contratto di studenti lavoratori.

Si costruisce un progetto formativo in cui l’azienda concorre con la scuola alla costruzione di un progetto formativo: il ragazzo passa in azienda tra il 60 e il 70% delle ore di formazione totali e percepisce anche un piccolo stipendio.

Foto: Istituto Salesiano San Marco.

Foto: Istituto Salesiano San Marco.

Foto: Istituto Salesiano San Marco.

Foto: Istituto Salesiano San Marco.

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Gli studenti dell’Istituto Salesiano San Marco durante i laboratori.

Non basta la volontà del ragazzo: è fondamentale che ci sia anche il benestare delle famiglie, che in un primo momento si dimostravano scettiche per la sensazione che si perdessero ore di scuola. Per attivare questo percorso è necessario poi che il tirocinio fatto in precedenza abbia suscitato un interesse dell’azienda nei confronti del ragazzo. L’apprendistato si conclude con l’assunzione in quasi il 100% dei casi. C’è qualche problema in questi mesi a causa della pandemia; dai dati di Regione Lom-

ad oggi siamo arrivati a 10 ma speriamo di crescere ancora un po’», aggiunge Bertoldo. Al termine di un percorso di formazione professionale o di istituto tecnico c’è dunque l’ingresso nel mondo del lavoro (“Molti dei ragazzi che escono dall’istituto tecnico progressive in diversi reparti aziendali: controllo qualità, trollo produzione… quindi sia mansioni di processo che rienze di formazione specialistica. «Qualcuno con una maggiore predisposizione alla creatività si orienta verso le accademie come la Naba e lo Ied… Noi però orientiamo sempre di più i ragazzi a considerare l’ITS, un percorso di alta formazione specialistica nell’ambito della comunicazione multicanale. Quest’anno parte, tra gli altri

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Foto: Fondazione Daimon.

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Foto: Fondazione Daimon.

Formazione e lavoro

del settore della comunicazione e dell’ICT, il corso ITS Packaging Specialist all’Istituto Tecnico Superiore Angelo Rizzoli di cui Fondazione Daimon è socio fondatore. È un biennio che dà possibilità di inserimento lavorativo suistituto tecnico sia il giusto coronamento per chi è veramente appassionato al settore», spiega Bertoldo. Il corso punta a formare il Tecnico ITS Packaging Specialist, un professionista polivalente in grado di seguire il processo dalla progettazione alla messa in produzione, con competenze su materiali, gestione e project management; un corso che preme l’acceleratore su un settore trainante, formando professionalità altamente specializzate che spesso le aziende oggi fanno fatica a trovare. Eppure, a fronte di un (quasi) sicuro posto di lavoro al termine del percorso di studi, non sono tantissimi i ragazzi che decidono di intraprendere la strada della grasponibili dati dal ministero dell’Istruzione, sono circa 7-8 mila le nuove iscrizioni ogni anno. Secondo il direttore di Fondazione Daimon al giorno d’oggi ci sono professioni con un maggiore appeal (sic) nei confronti dei ragazzi, per una dinamica che va oltre quella della domanda e dell’offerta del lavoro. «In televisione è esploso il fenomeno dei cuochi e, anche se poi la vita in cucina è molto ha perso un po’ di attrattiva e mi riferisco proprio al fa-

me piacere e bellezza della produzione di una scatola, di un libro, di una rivista, con tutte le nobilitazioni che possono es136

Renzo Bertoldo, direttore di Fondazione Daimon.

E dobbiamo aiutarci con le imprese, organizzando momenti di aziende aperte per i ragazzi che frequentano le scuole medie, per far vedere come nasce un giornale o, per esempio, come sono realizzati un packaging o le grandi stampe che coprono i ponteggi di palazzi in costruzione e quindi la stampa di grande formato, le nuove molto caldo quello dell’attrattività. Si lavora bene con ragazzi motivati», conclude Bertoldo.

Nuovi percorsi di pari passo con l’avanzamento e il cambiamento delle tecnologie e del mercato dell’industria. «Fra gli anni Settanta e gli anni Ottanta l’arrivo dei computer ha sostituito la composizione a caldo, il piombo è stato superato e la produzione si è trasformata», ricorda Marco Spada, presidente dell’Ente nazionale per l’istruzione professioalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil. Continua Spada: «Poi un’altra transizione è avvenuta fra il 1992 e il 1993 con che hanno cominciato a pretendere prodotti on demand. momenti di questo mercato hanno cambiato il mondo pretende ancora più professionalità». Enipg nasce nel 1955 e ad oggi riconosce 35 scuole gratuti professionali e 18 centri di formazione professionale. Opera sul territorio nazionale attraverso 10 comitati provinciali e associazioni di zona, presentandosi come traci sono “il coordinamento e il potenziamento, senza scopi di lucro, delle iniziative dirette alla formazione professiocollabora con il ministero dell’Istruzione con cui lo scorso rata triennale) per “Rafforzare le competenze dei giovani cartotecnici che permettano l’acquisizione di competenze


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#SAPEVATELO

È da una idea di G. B. Colombo di STCC che nel 1998 la prima macchina digitale a bobina da 1000 pag/m viene installata al Pio XI per il training degli operatori, docenti e studenti.

Foto: Fondazione Daimon.

Il laboratorio di stampa di Fondazione Daimon.

tecnico-professionali, relazionali, manageriali e comunque trasversali da parte dei giovani”, “rendere i percorsi formativi quanto più connessi alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro” e promuovere “attività di orientamento in uscita (...) tenuto conto delle prospettive occupazionali offerte dal territorio, anche nella scelta dei percorsi di studi di livello terziario”.

«Abbiamo la necessità, condivisa con il ministero dell’Istruzione, di rafforzare il raccordo fra scuole e territorio per offrire lo per competenze e titoli di studio»

Marco Spada e Tommaso Savio Martinico, presidente e direttore dell’Ente nazionale per l’istruzione professionale grafica (Enipg).

spiega Spada, che continua: «È prevista un’attività molto ampia di stimolo e di informazione, con borse di studio, concorsi, momenti di raccordo tra aziende, scuole e territori, corsi formativi… In tutto questo siamo aiutati da Ari fornitori di macchine da stampa, attrezzature e servizi -

mila euro, così la scuola ha un macchinario di ultima generazione, software compreso, su cui poter far lavorare i ragazzi», aggiunge Spada. con il ministero dell’Istruzione è che le nostre attività sono riconosciute e questo dà forza anche alle scuole che vi partecipano e ai ragazzi che usufruiscono di queste opportunità», dice Tommaso Savio Martinico, direttore di Enipg. Fra queste attività ci sono ad esempio il nuovo percorso di alta formazione “DESI - DEsign e Sostenibilità Imballaggi”, destinato a giovani diplomati e laureati inteFondazione Democenter Modena, insegnanti ed esperti, e in partenza prossimamente. Oppure le Olimpiadi della disposizione dagli sponsor. All’edizione 2019 c’erano 22 È inoltre in partenza a livello nazionale una mappatura

e per la fornitura dei materiali per i laboratori didattici. -

istituti e sulle condizioni dei laboratori. Il progetto rientra in uno più ampio già in essere dal 2015 tra Enipg e Argi, il “Progetto Scuole”, che nel 2017 ha portato a una prima mappatura degli istituti riconosciuti dall’Ente. «Abbiamo fatto in modo di trasmettere a livello nazionale delle

pubblicizzano e fanno conoscere ai ragazzi i loro materiali - ha permesso dal 2015 la distribuzione di materiali per un valore economico superiore ai 10 mila euro a quattro istituti: il Centro di Formazione Professionale Pio XI di Roma, l’Istituto Pavoniano Artigianelli di Milano, l’Istituto Salesiano “Gesù Adolescente” di Palermo, CNOS-FAP Regione Lombardia nella sede di Arese. Al Pio XI di Roma è stata anche donata una HP Indigo del valore di circa 250

macchinari e i materiali e sugli istituti che li usano. Prevediamo che i risultati di questa mappatura arriveranno entro il prossimo semestre e di allestire un documento esaustivo nel giugno 2021, utile sia al ministero che a noi», spiega Spada. «Anche a seguito di questa nuova mappatura, ci piacerebbe poter riconoscere altre scuole anche per poter fornire ai ragazzi, alle scuole e ai territori delle attrezzature adeguate», conclude Martinico.

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sessant’anni di stam ilPoliGrafico 200•20

talenti in azienda

SILVANO BIANCHI: La mia fortuna? Una profonda conoscenza tecnica Nel rievocare gli snodi dei suoi quarant’anni di lavoro, la varietà dei suoi percorsi e il progressivo incremento di responsabilità e di ruoli, Silvano Bianchi, ex amministratore delegato di Komori Italia, fa spesso riferimento alle coincidenze fortunate che lo avrebbero guidato, quasi un nume tutelare, a individuare itinerari e alternative professionali, da lui acquisizione di sapere e di responsabilità. Capitolo per capitolo, Bianchi racconta la sua vicenda professionale, cominciata negli anni Settanta a Torino, conclusasi nell’aprile di quest’anno con il passaggio di consegne di Komori Italia al manager Massimiliano Veronesi. «Fondamentalmente credo di essere stato fortunato – rimarca rievocando la sua vita – per il semplice fatto che ho potuto conoscere la tecnica nel suo profondo e non soltanto per “sentito dire”». Appena diciottenne, con il diploma di lavorare, prima come macchinista presso lo stabilimento Canale & C. nella vecchia sede di Torino e qualche anno dopo, nel 1979, negli stabilimenti della leggendaria Nebiolo,

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con l’incarico di collaudatore/dimostratore. Ha inizio così il suo percorso di conoscenza della tecnologia e, insieme, prende forma la sua multiforme esperienza. «Seppur molto giovane ho avuto la possibilità di visitare molte aziende italiane ed europee per andare a spiegare il funzionamento di una macchina da stampa italiana, chiaramente per spiegarla devi anche conoscerla a fondo nella sua struttura, la complessità, le componenti, e questa è stata per me, oltre che una bellissima esperienza, una tappa importante del mio percorso». Nel 1982 ecco il primo “treno che passa”, mi si

dà la possibilità di trasferirmi a Tokyo, presso della missione: fare da supporto tecnico alla «Non sarei partito, se mia moglie, allora lei ventunenne, non mi avesse spronato: devo a lei questa decisione cruciale per il mio le basi di un’esperienza dirompente, che gli consentirà un grande salto di qualità, sia tecnologiche e degli stili professionali. Bianchi impara la lingua giapponese, condivide e conosce la cultura e le tradizioni nipponiche, è immerso in un’azienda proiettata con forza nella ricerca e nell’automazione, ed è proprio permesso di venire in contatto con la Komori e in particolar modo con il terzo presidente della casa costruttrice giapponese, vale a dire Ichiro Komori e il suo braccio destro di allora Satoshi Mochida, l’attuale presidente della Komori Corporation: «Komori – dice – è stata la prima azienda che, già nel 1986, realizzò l’automazione nel settaggio delle macchine, la prima ad applicare il concetto di total quality, la prima a fornire macchine accessoriate macchine tedesche». Non immagina ancora che di lì a poco un altro indizio della dea bendata lo raggiungerà e un altro treno passerà. Verrà assunto dalla Bancolini di Bologna, che nel 1986 diventò il distributore della Komori per l’Italia, e questa nomina venne fatta dietro suggerimento della Komori stessa in seguito alle esperienze Da questo momento la Komori entra


Komori. Siamo agli albori degli anni Novanta, periodo cruciale per l’espansione della stampa. trasforma, durante la Drupa del 1990 Landa presenta la prima macchina digitale Indigo e la Komori la prima macchina con il cambio lastre totalmente automatico: si apre una nuova era. Bianchi è pronto a rispondere alla nuova competizione che il digitale impone, tuttavia sente di non avere una consistente preparazione manageriale. Vuole consolidare accetta così, nel 1995, di svolgere il ruolo di direttore di stabilimento in Giunti Editore. Rimarrà a Firenze per cinque anni. Seguiranno altri 5 anni presso Le Paoline di Alba come direttore dello stabilimento dove viene prodotta “Famiglia Cristiana”. Ora sa cosa vuol dire produzione, coordinare e guidare un gruppo di lavoro, sa attraverso quali snodi si prendono decisioni, impara a gestire le relazioni sindacali. Soprattutto, vive corpo a corpo la che in quegli anni è investito da grandi dinamiche industriali, installato al centro di una rete di scambi tecnologici e amministrativi sempre più complessi: nascono i primi sistemi stampa, si pongono le basi dell’industria 4.0. «Gli anni vissuti a gestire due grandi stabilimenti produttivi sono stati fondamentali e molto importanti per la mia formazione – dice Bianchi. In quel periodo la stampa è a un punto di svolta: si parla per la prima volta stampa, ovvero della proposizione del libro e dello stampato non soltanto come elemento di comunicazione ma anche come oggetto».

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L’ex amministratore delegato di Komori Italia si racconta in un’intervista svelando il “segreto” del suo successo: una profonda conoscenza della tecnologia, coltivata sin dagli inizi della sua carriera. Sin da quando era collaudatore/dimostratore.

60 l’attenzione per il libro di pregio: gli stampatori devono misurarsi con l’esigenza di un oggetto multiforme e sensoriale, i lettori apprezzano sempre più le illustrazioni, la qualità della carta e della stampa e le soluzioni speciali. Al volgere del Duemila Bianchi viene richiamato dalla Komori mentre il settore compie passi ulteriori. Siamo giunti alla nascita del web to print (WtP) che rivoluziona dal profondo il modo di percepire la stampa rovesciandone le condizioni di scelta e di vendita. «Quando viene meno il rapporto diretto tra cliente e fornitore e lo stampato viene acquistato attraverso un sito, cambia tutto: mutano i tragitti delle decisioni e degli investimenti. Ecco che noi abbiamo vissuto uno dopo l’altro i grandi player mondiali della stampa online, e in Italia la Komori ha potuto confermarsi come il fornitore di riferimento per i gruppi più importanti». «E anche negli anni della crisi, quando l’offerta si è trasformata diventando visibilmente superiore alla domanda e il mercato ha cominciato a richiedere valore aggiunto, noi in Komori abbiamo saputo rispondere a questa una volta la Komori è risultata leader», dice Bianchi. «La fortuna che ha guidato la mia carriera, gira e rigira, se ci ripenso ora, comincia sempre nello stesso punto: dalla conoscenza tecnica e dal fatto che ho avuto la possibilità di lavorare in aziende all’avanguardia». E conclude: «Ma il mio grosso ringraziamento va alle persone che mi hanno supportato e hanno creduto in quello che veniva proposto, sia per quanto riguarda il prodotto che per il modo di lavorare».

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Primo piano

Annullata Drupa 2021. Prossima edizione nel 2024 L'edizione 2021 di Drupa è stata annullata. La decisione è stata presa "a seguito di una stretta consultazione con espositori e partner", si legge in una nota del 3 dicembre

il formato giusto nel momento attuale», le fa eco Claus Bolza-Schünemann, presidente di Koenig & Bauer e presidente di Drupa, a proposito di virtual.drupa, e aggiunge:

le tecnologie di stampa, e a causa dell'impatto della pandemia di Covid-19. La prossima edizione si svolgerà dal 28 maggio al 7 giugno 2024 mentre un evento digitale di 4 giorni intitolato "virtual.drupa" si terrà dal 20 al 23 aprile 2021, nella settimana originariamente prevista

gli attuali parametri era un rischio troppo grande per molti espositori, dato il calo delle esportazioni e del fatturato, nonché

ha causato una grande incertezza tra espositori e visitatori in termini di partecipazione a drupa 2021. Restrizioni di viaggio e vincoli di budget hanno ulteriormente aggravato la situazione nel settore della stampa», spiega Erhard Wien-

La conferenza di presentazione di Drupa Preview

kamp, COO di Messe preso questa decisione consultando i nostri partner, che la supportano completamente, e con un processo dettagliato di considerazione delle condizioni attuali e delle esigenze del settore». principale resta quello di supportare il settore in ogni modo possibile per rimanere in contat-

to a livello nazionale e internazionale, sviluppare ulteriormente la loro rete dal 20 al 23 aprile terremo un evento temporaneo, fornendo ai nostri espositori e visitatori un ulteriore canale di vendita e consentendo loro di ga Sabine Geldermann, project director print virtuale è esattamente

di viaggio, che avrebbero avuto ripercussioni anche sui visitatori». Lanciata a ottobre, Drupa ma online a disposizione di visitatori ed espositori su cui vengono trasmesse presentazioni di prodotto e conferenze, e su cui i player del mercato potranno entrare in contatto, e dà un'idea di come sarà virtual.drupa: darà alle aziende l'opportunità

di mostrare se stesse e le proprie innovazioni virtualmente, oltre a mantenere i contatti esistenti e stabilirne di nuovi tramite la funzione associati ci dicono che le utili per far progredire la fascino di Drupa rimangono intatti. La decisione di sospenderlo nel 2021 è interamente dovuta alla pandemia», sottolinea Markus Heering, amministratore delegato della technology association, che durante l'evento di intendere che l'edizione dell'anno prossimo sarebbe potuta essere annullata se la situazione pandemica non fosse migliorata.

Poste Italiane, accordo preliminare per l’acquisizione del concorrente Nexive I termini e le dell'accordo saranno resi noti non appena dell'operazione è previsto entro gennaio 2021.

punta all'acquisizione del suo principale concorrente. La società ha sottoscritto un accordo preliminare con la società pean Mail Holdings B.V. società tedesca Mutares Holding – 32 GmbH (di per l'acquisto dell'intero

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quota di mercato di circa il 12% nella corrispondenza (pari a circa 350

milioni di volumi annui di cui circa il 5% posta cosiddetta descritta, come atti giudiziari e

di euro mentre il prezzo

circa nei pacchi (pari a circa 8 milioni di pezzi

dell'accordo saranno resi

un fatturato proforma di circa 200 milioni di euro, occupa 1.300 dipendenti e oltre 5 mila addetti delle società partner esterne. Come riporta una nota nell'ambito dell'opera(enterprise value concordato in 60 milioni

terminato dopo il processo di due diligence -

è previsto entro gennaio garante della concorrenza può richiedere eventuali integrazioni alle misure ne, tenuto conto anche della sostenibilità economica dell'operazione. "La contrazione struttu-

rale del mercato postale rende urgente un consolidamento nel settore della corrispondenza e delle relative infrastrutture logistiche, a salvaguardia della sua sostenibilità, dei livelli occupazionali e della disponibilità del servizio per i clienti", si porterà a un consolidamento del mercato che in "meno concentrato del resto dei mercati europei", fa notare l'ammini-


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Nella notte del 13 ottobre, in una clinica di Lugano, ci ha lasciati Giorgio Gianoli, una personalità del settore della stampa editoriale conosciuta a livello mondiale. Nato nel 1935, dopo gli studi alla London College of Printing si era formato in Mondadori a Verona sotto la presidenza di Giorgio Mondadori. Negli anni Sessanta e Settanta aveva guidato la parte tecnologica portando agli stabilimenti di Verona innovazioni e tecnologie di avanguardia che avevano fatto del polo produttivo scaligero un punto di riferimento per tutti i maggiori editori di libri e periodici. L’esperienza fatta in Mondadori Gianoli l’aveva poi trasferita in Gruner + Jahr e in altri stabilimenti con i quali aveva collaborato come consulente tecnologico. La sua grande passione era la stampa rotocalco e in collaborazione con la Cerutti di Casale aveva contribuito alla configurazione e all’installazione di importanti impianti presso stampatori di tutto il mondo. È stato presidente di ERA, l’associazione europea degli stampatori rotocalco della quale sino a oggi ha ricoperto la carica di presidente onorario. Memorabili sono stati i convegni Comprint International da lui organizzati, appuntamenti nei quali i massimi esponenti dell’editoria mondiale si ritrovavano per discutere sul futuro della carta stampata. Innumerevoli i premi e i riconoscimenti che Gianoli ha ricevuto nel corso della sua lunga vita professionale e tra questi l’Oscar della Stampa alla Carriera nel 2014 (nella foto, la consegna del premio). Ma di Giorgio vogliamo ricordare anche l’anima privata, grande amante e intenditore del buon vivere era sempre pronto a organizzare cene e pranzi dove si poteva essere certi che la qualità del cibo, del bere (è anche autore di libri su cocktail e aperitivi l’ultimo dei quali edito da De Agostini) e soprattutto del discorrere con ironia e intelligenza erano componenti garantite. Le redazioni di Stampamedia e de il Poligrafico sono vicine con affetto alla moglie Laura, compagna degli ultimi anni, e ai figli Gioia, Sebastiano e Nicola.

Riceviamo da Heidelberg Italia e pubblichiamo: “Il dott. Luca Fattorossi, in data 3 ottobre 2020, ha risolto consensualmente il suo rapporto di lavoro con Heidelberg Italia. La scelta del dott. Fattorossi rientra nella sua decisione di intraprendere nuove opportunità lavorative ed è in linea con il progetto HD di riduzione della linea di management. Al dott. Fattorossi vanno i nostri più sentiti ringraziamenti per la qualità del lavoro svolto in oltre vent’anni di collaborazione con HIT e gli facciamo i nostri migliori auguri per il suo futuro. La posizione verrà ricoperta ad interim da Alberto Mazzoleni, amministratore delegato di HIT.”

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Fornitori Dati di settore

Con un’esperienza trentennale come fornitore di soluzioni e servizi in tutti i centri stampa di quotidiani in Italia, GMDE ha ora deciso di proporsi come player anche nel mondo della stampa flexografica: le soluzioni proposte spaziano da CTP di diverso formato e velocità per stampatori narrow web fino a stampatori di packaging flessibile e service flexo, dalla ricezione dei file di stampa e loro completa gestione, al workflow e ai rip, oltre a un’ampia scelta di processori di ultima generazione. Per dimostrare l’intera filiera produttiva di prestampa e far toccare con mano la qualità delle soluzioni e il loro basso impatto ambientale, nella nuova sede GMDE ad Agrate Brianza (MB) è stata allestita una demo room in cui è possibile testare le soluzioni, confrontarsi con gli esperti del settore e produrre esempi da testare sulle proprie macchine da stampa, una volta rientrati in sede. GMDE, con un approccio da sempre innovativo e pratico, ha investito in modo importante nella preparazione di questa nuova sfida che, crede, porterà sviluppo, innovazione e un nuovo approccio all’intero comparto. Inoltre grazie alla partecipazione al programma del MiSE - Ministero Sviluppo Economico - con 10 Innovation manager abilitati, GMDE è in grado di certificare progetti che spingano lo sviluppo tecnologico in azienda e quindi siano ammissibili a bandi proposti da regioni, governo e comunità europea.

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Azul sistemi, produttrice di gestionali per aziende delle arti grafiche, ha affidato l’agenzia dei propri prodotti per il settore degli etichettifici e degli stampatori a bobina alla ditta Inglese srl, presente sul mercato delle forniture alle arti grafiche da oltre sessant’anni. La suite Azul5 va così ad ampliare la gamma di prodotti software offerti alla propria clientela da Inglese, affiancandosi alla gestione della prestampa e al flusso di lavoro della Esko. Gianluca Cheli, titolare di Azul sistemi: «Questo è il compimento di un percorso prudente ma determinato, come è nostra abitudine, volto ad avvantaggiare entrambe le parti. Con Inglese, di cui già conoscevo esperienza e professionalità, ci siamo sfiorati quando abbiamo integrato Azul5 nel flusso Automation Engine di Esko per alcuni nostri clienti, e quando c’è stata la possibilità di affidare loro l’agenzia di tutta la banda stretta ho colto l’occasione. Essendo io, per scelta aziendale, il punto di unione tra i clienti e chi sviluppa il software, ora posso dedicare maggior tempo ad ampliare l’area della cartotecnica e della stampa tradizionale – purtroppo ormai residuale –, lasciando in mani sicure un settore in sviluppo come quello dell’etichetta e dello sleeve». Marcello Morara, direttore vendite di Inglese, conferma la necessità di completare la gamma di prodotti con un sistema gestionale: «La nostra azienda offre soluzioni complete per le etichette, il tassello mancante era proprio il gestionale e questa collaborazione ci permette di offrire ai nostri clienti un sistema molto intuitivo ed estremamente preciso».

Continuano gli ottimi risultati di presa ordini di macchine nuove: in questo 2020 Berra, produttore di macchine per etichette, ha concluso 9 linee nonostante l’impatto del Covid-19 che ha bloccato le attività commerciali per quattro mesi nel primo semestre dell’anno. In controtendenza i mesi di giugno, luglio e agosto hanno permesso di concretizzare quattro trattative in Italia e due in Europa. Risultati che hanno portato un trend di crescita in Italia del 45% nelle vendite delle attrezzature rispetto all’anno precedente, mentre si è assistito a un calo sul mercato estero dovuto

gli spostamenti oltre frontiera e alla stasi economica che ha colpito alcune nazioni in particolare. “Ci sentiamo e ci teniamo a ringraziare i clienti che hanno deciso di scegliere la Berra, abbracciando e apprezzando la nostra tecnologia. Un riconoscimento a tutte le aziende e alle belle persone che abbiamo conosciuto di recente in queste occasioni e momenti di incontro”, comunica l’azienda in una nota. “Siamo andati a condividere i loro progetti, potendo offrire il massimo della versatilità grazie alla nostra ampia gamma di scelta. Macchine ‘personalizza-

®

Gasperini, con il partner UEI® Group, propone un rivoluzionario sistema brevettato che consente di mettere in macchina lavori pre-montati con avviamento ridotto a zero. In sostituzione del vostro telaio a nido d'ape, l'esclusivo sistema SpeedChase® (nella foto) prevede l'installazione di uno speciale piano di lavoro magnetico sul quale vengono facilmente posizionate le lastre in lega leggera (Unilock-Up®) con i cliché già pre-montati nel corretto posizionamento. Per il cambio lavoro è lastra Unilock-Up® allo

speciale piano magnetico della SpeedChase®. E quando un lavoro è terminato, la lastra UnilockUp® viene facilmente rimossa e archiviata. Il sistema è disponibile sia su autoplatine Bobst, Kama, etc. sia su

te’ in un mix completo di soluzioni: dalle linee ‘entry level’, a chi invece ha puntato sull’alta e asservite al digitale e non ultima l'installazione di una macchina per alte produttività. Riusciamo così ad accontentare tutte le richieste che riceviamo, e ogni singola esigenza. Continuiamo a lavorare a testa bassa, perché il momento richiede questo. Tanto impegno di tutta l'azienda per ottenere i risultati che un marchio storico come il nostro merita. Grazie ancora a tutti, ai clienti e al team Berra”, concludono dall’azienda.

®

macchine per etichette in bobina nel settore autoadesivo. "Per consegne entro il 31 dicembre 2020 condizioni di pagamento irripetibili! Contattaci per un'offerta personalizzata", si legge in una nota del produttore.


Komori Corporation e Komori Amedi Komori, hanno annunciato che la Lithrone GX40RP, macchina offset con tecnologia UV, ha vinto il Printing United Alliance 2020 InterTech™ Technology Award. Il riconoscimento premia lo sviluppo di tecnologie innovative che potrebbero sui settori correlati. Quest'anno è la quinta volta che Komori riceve un InterTech Technology Award, dopo H-UV, tecnologia proprietaria dell'a-

Konica Minolta lancia una nuova suoi sistemi di stampa AccurioLabel o di altri colori. Presentata per la prima volta come unità di sovrastampa ni digitali. Sviluppata con il partner essere integrata con i sistemi a toner

Lithrone S40, per il sistema di cambio lastre completamente automatico Komori (Automatic Plate Changing, APC) e per Impremia IS29, sistema di stampa digitale con tecnologia UV a getto d'inchiostro a foglio. Lithrone GX40RP sfrutta la tecnologia di stampa inversa, quindi non è necessario capovolgere il foglio. La macchina da stampa a colori da 40 pollici e 18.000 fogli/ora offre una stampa bianca e volta in un solo passaggio ad alta velocità e con grande stabilità, per stampe di alta qualità su carta, cartone e substrati sintetici che vanno da 0,2 a 0,8 mm: perfetto per blister, cartoni pieghevoli, custodie per cd, menu e altri prodotti speciali. ta per il mercato commerciale con spessori da 0,04 a 0,5 mm.

di Konica Minolta AccurioLabel190 o AccurioLabel230. L'unità di stampa sovrastampa in linea perfettamente a registro del bianco o di qualsiasi altro le porte a una più ampia gamma supporti adesivi trasparenti. L'unità comprende una guida nastro, una un sistema di asciugatura UV, un rullo di trascinamento carta (NIP) e un pannello di controllo touch, e può essere facilmente integrata con le ciano anche del software AccurioPro Label Impose che consente di

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Fornitori Dati di settore

Bobst Italia SpA ha completato la ristrutturazione, iniziata nel 2016, dello stabilimento di San Giorgio Monferrato (Alessandria). La sede produce macchine per la stampa e la trasformazione di imballaggio flessibile dal 1960, anno in cui Bobst fu fondata come Rotomec SpA. L’inaugurazione si è svolta il 2 ottobre “nel più rigoroso rispetto delle direttive di sicurezza e distanziamento sociale dovute a Covid-19”, si legge in una nota dell’azienda. La ristrutturazione ha visto il rinnovo degli edifici e dell’organizzazione produttiva, con un ampliamento che ha incluso la creazione di un Competence Center per demo delle macchine e prove di ricerca e sviluppo con un laboratorio attrezzato. La centralità dei Competence Center nella strategia aziendale era stata rimarcata dal ceo del Gruppo Bobst, JeanPascal Bobst, all’indomani dell’annuncio dell’assenza del produttore a Drupa 2021. «La completa ristrutturazione e l'ampliamento dello stabilimento sono gli aspetti più evidenti, ma la trasformazione ha modernizzato il flusso organizzativo della produzione, della logistica e del traffico all'interno e all'esterno dell'azienda, e migliorato il layout di tutte le soluzioni in officina. Ora è uno stabilimento all'avanguardia, che riduce l'impatto ambientale e ottimizza l'ambiente di lavoro», ha spiegato Davide Garavaglia, amministratore delegato di Bobst Italia.

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Segnali positivi di ripresa per New Aerodinamica, come spiega il suo amministratore delegato, Paolo Radaelli: «Settembre è andato molto meglio di quanto mi potessi aspettare, con un’impennata di richieste di lavori, la maggior parte provenienti dall’estero per la sostituzione di impianti già esistenti». Che segnali arrivano dal mercato italiano? «Siamo in una fase di stallo. Ci sono settori che non hanno mai smesso di lavorare (come il farmaceutico o l’alimentare) e che quindi hanno subito meno le perdite e sono ora disposti a investire, e altri invece che cercano proprio uno sblocco e una ripartenza». Quali differenze tra l’Italia e il resto del mercato? «All’estero non ci sono stati rallentamenti produttivi in quasi tutti i settori e noi con gli strumenti digitali abbiamo continuato a fornire assistenza o addirittura montaggi di impianti da remoto in Paesi come Russia, Francia, Germania, Spagna, Grecia e Romania». Previsioni per i prossimi mesi? «Vorrei dare una risposta ma nessuno di noi sa come andrà. Così come le previsioni di settembre si sono dimostrate più che positive, la paura di chiusura tra Paesi a causa di impennate dei contagi, creerebbe non pochi problemi. Ma noi continuiamo a essere positivi e ci godiamo il sorriso di questo settembre inaspettato».

MCS Inc., con sede a Washington DC, opera dal 1991 negli Stati Uniti, in Europa e Asia, ed è attiva principalmente nel mail marketing e transazionale di alta fascia e sanitario, sviluppando soluzioni per produzione, inserimento e tracciatura. Da tempo MCS aveva individuato nella tecnologia inkjet un possibile punto di svolta per aumentare la competitività, migliorare il proprio servizio e cambiare le regole del mercato e per questo ha deciso di vagliare l’offerta Kyocera. Ha selezionato due clienti con esperienza

nella stampa industriale per testare Kyocera TASKalfa Pro 15000c come sistema di produzione inkjet più sostenibile e con un’ampia possibilità di personalizzazione dei lavori su vasta scala. I risultati positivi sono stati immediati. La qualità di stampa eccellente e l’afcon output importanti, al mese, ha convinto appieno le due aziende. Il ridotto impatto ambientale e la semplicità di utilizzo sono stati punti lavoro facilmente gestibili, il controllo delle stampe a

distanza o sul dispositivo e una facile manutenzione del sistema. La TASKalfa Pro 15000c è una macchina robusta design che include un numero limitato di parti sostituibili, i tempi di attività sono ottimizzati e downtime è ridotto al minimo e così la necessità di interventi tecnici. MCS Document Solutions un partner tecnologico che mantiene le promesse dichiarate e con cui intende collaborare, continuando il cammino avviato di crescita comune.

La gamma di carte riali per il packaging proposti in Italia da Polyedra è ora racchiusa in un’unica guida da settembre sulle scrivanie di oltre 5.000 centri copia, fornituristi, stampaAll’interno tutte le tipologie di carta distribuite dal comparto immagini, caratteristiche tecniche, punto di bianco cazioni ambientali. Dalle basic alle premium, dalle bianche alle colorate, tutte le referenze presenti nel catalogo sono state accuratamente selezionate da Polyedra tra le -

cati produttori internazionali, in grado di garantire i massimi standard in termini di qualità ed ecocompatibilità: Polyedra è nimento della catena di custodia PEFC™ e FSC®, e rispetta il Regolamento (EU) 995/2010, meglio noto come EU Timber Regulation (EUTR). Tra le novità dall’anima green le carte Mondi Nau-

tilus SuperWhite e Classic, con grado di bianco CIE 150 e CIE 112, che storiche Steinbeis Classic e Trend; e la gamma REY di International Paper Document e Copy e i prodotti di April – Paper One Paper – tutte garantite dalle più importanti certi-


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LE AZIENDE ASSOCIATE

AZIENDE ASSOCIATE A OTTOBRE 2020

INFORMAZIONI E CONTATTI

segreteria associativa 4IT Group srl Centro Direzionale Milano Oltre, Palazzo Tintoretto — via Cassanese 224 – 20090 Segrate (MI) Tel. +39 02 26927081 – Fax +39 02 26951006 – segreteria@argi.it

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Nell'ambito del proprio impegno volto alla lotta ai cambiamenti climatici e alla salvaguardia dell'ambiente, Ricoh Italia ha deciso di soddisfare il fabbisogno elettrico della sede principale e delle tutto il territorio italiano esclusivamente mediante energia pulita. Ricoh Italia è la sede italiana del Gruppo Ricoh, azienda giapponese che nel 2017 è entrata a far parte del programma RE100 che incoraggia ad utilizzare esclusivamente energia

delle Nazioni Unite allineando ad essi tutte le atti-

rinnovabile. Ricoh si impegna a soddisfare il 30% del proprio fabbisogno energetico attraverso fonti di energia rinnovabile entro il 2030, arrivando al 100% entro il 2050. Ricoh Italia ha già raggiunto questo obiettivo: la sede principale e le otto

progressi. "Affordable and Clean Energy" e "Climate Action" sono due degli obiettivi delle Nazioni Unite strettamente connessi all'iniziativa di Ricoh Italia. «La crescita aziendale e l'adozione di pratiche sostenibili in materia ambientale e sociale sono per noi aspetti inscindibili», ha commentato Davide Orani, ceo di Ricoh Italia.

il territorio italiano sono alimentate al 100% mediante energia pulita. La sostenibilità ambientale è sempre stata una priorità del Gruppo Ricoh che supporta gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

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Cosa succede quando carta stampata, materiale da imballaggio o cartone diventano prodotto riciclato come la carta NAUTIviene raccolto, smistato e riciclato; la carta da macero viene divisa in 5 classi di qualità standardizzate dal Comitato Europeo di Normazione (CEN) e quello ideale da cui ottenere la cellulosa per NAUTILUS® è il gruppo 3: il livello più alto, che

include le carte bianche e senza contenuto di legno. NAUTILUS® è composta al 100% da carta da riciclo proveniente da uso domestico e più elevato è il punto di bianco della carta da cui si ottiene la pasta di cellulosa riciclata e più bianca sarà evitare il contenuto di legno serve a mantenere il grado di bianco. La carta di recupero viene ripulita tramite disin-

di Mondi: chiostrazione senza mai usare cloro per sbiancare la cellulosa; la poltiglia ottenuta viene incanalata in un sistema di dispersione per liberarla da tracce residue di sporco. Nell’impianto in Austria la pasta di cellulosa così ottenuta è inserita nella macchina insieme a una gran quantità di acqua, poi viene distesa, pressata e asciugata per diventare risme di carta riciclata. NAUTILUS® offre carte riciclate di alta qualità, in un’ampia gamma di grammature e formati che aiutano ad avere cura dell'ambiente rafforzando l’immagine di azienda sostenibile. NAUTILUS® Classic e Super White per applicabuite in Italia da Burgo Distribuzione.

Papyrus ha avviato il processo di chiusura delle attività in Italia. Operativa in Italia dal 2002 con il nome Schneider Papier Italia, dal 2005 la società è entrata a far parte del gruppo Papyrus, terzo maggiore distributore europeo di carte e cartoni per l'industria grafica, cartotecnica, packaging e ufficio, cambiando a maggio 2010 la ragione sociale in Papyrus Srl, con sede a Bussolengo (VR). “La difficoltà a mantenere un business efficiente e sostenibile insieme agli ultimi sviluppi relativi alla pandemia hanno amplificato decisamente la complessità della distribuzione in Italia”, si legge sulle pagine del sito a motivazione della chiusura delle attività. Il distributore europeo è attualmente presente in 19 paesi europei con un portfolio di più di 65 mila clienti. La decisione di Papyrus Srl di chiudere le attività di vendita è stata presa sulla base della grande incertezza sulle prospettive future del business, spiega in una nota la società, che poi rassicura i clienti affermando che verranno supportati dagli agenti Papyrus in Italia nel modo migliore durante questa fase.

Produttività, qualità e affidabilità: Liyu offre la gamma di sistemi di stampa per applicazioni industriali più completa del mercato grazie a un reparto R&D costantemente impegnato nello sviluppo di soluzioni innovative. Tecnologie in grado di soddisfare le esigenze di molteplici settori, dalla visual communication alla serigrafia, dalla cartotecnica ai diversi comparti dell'industria. Ingegnerizzati per specifici mercati industriali verticali, questi sistemi consentono di stampare direttamente sulla maggior parte dei materiali. La flatbed Liyu KC-UV, con tecnologia made in Europe ed elettronica proprietaria, è una stampante in piano che garantisce elevata velocità di esecuzione e versatilità arrivando a stampare fino a 25 cm di altezza. Disponibile nei due formati 3050x2050 e 2500x1250, viene configurata on demand per rispondere alle esigenze produttive del cliente. Per la stampa di materiali in bobina, Liyu propone la roll to roll PCT LED con esclusivo sistema di tensionamento per lavorare con precisione e agilità su una vasta gamma di supporti in rotolo quali backlit, canvas, banner, carta fotografica, vinile, così come su materiali atipici come il poliestere elasticizzato. Le ibride Platinum Q2 e Q3 Hybrid, rispettivamente con luce di stampa fino a 2050 mm e 3300 mm, configurate con teste Konica Minolta, sono macchine per produzioni industriali ideali per applicazioni di visualcom, per il settore della cartotecnica e dell'arredamento. A completare la gamma Liyu il plotter da taglio piano Platinum Q-Cut, che – equipaggiato con una telecamera ad alta precisione – taglia, fresa e cordona con la possibilità di cambio automatico degli utensili.


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Fornitori Dati di settore

Kodak accelera Kodak e PerfectPattern GmbH, società specializzata in soluzioni di intelligenza artificiale (IA) per i settori manifatturieri, hanno annunciato un accordo in base al quale Kodak prenderà una licenza per il codice sorgente del software sPrint One di PerfectPattern, consentendo così a Kodak di sviluppare la versione di sPrint One utilizzata in Kodak Prinergy On Demand Workflow. L’accordo porta avanti la collaborazione tra le due società iniziata a Drupa 2016 e consentirà a Kodak di integrare maggiormente la funzionalità basata su IA di sPrint One nell’innovativo Prinergy On Demand Workflow basato su cloud per ottimizzare la preparazione dei lavori. sPrint One è già il motore del servizio opzionale di pianificazione dinamica delle stampe Kodak Dynamic Print Planning Service per ottimizzare il raggruppamento dei lavori e la programmazione delle macchine da stampa in un solo passaggio. L’integrazione perfezionata di sPrint One in Prinergy On Demand consentirà agli stampatori di aumentare l’automatizzazione del workflow e l’efficienza produttiva e di abbassare i costi di produzione e dei materiali aumentando la redditività. Kodak ha inoltre vinto di recente due premi InterTech Technology Awards, assegnati da Printing United Alliance: uno per la macchina da stampa digitale Uteco Sapphire EVO M con tecnologia Kodak Stream Inkjet, e l’altro per gli inchiostri per packaging Kodak Prosper QD con Film Optimizer Agent (FOA).

Xeikon lancia la nuova Fusion Embellishment Unit

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Fusion Embellishment Unit, la nuova soluzione Xeikon per etichette, è dotata di capacità complete di finitura e nobilitazione digitali: si basa sulla tecnologia MGI e utilizza vernici spot UV, vernici tattili, laminazione, texture in 3D e ologrammi su un’ampia gamma di supporti, trasparenti su trasparenti, semplici materiali in carta e BOPP fino a carte naturali strutturate. La Xeikon FEU èdisponibile in commercio in Europa e America del Nord a partire da ottobre 2020. La soluzione impiega la tecnologia inkjet per la vernice spot UV con o senza effetti 3D in rilievo; e poi c’è la laminazione: su una parte dell’etichetta digitale si può applicare una lamina mediante controllo digitale con o senza effetti 3D in rilievo, con un livello di complessità ridotto rispetto al processo analogico. La soluzione Xeikon FEU è di tipo stand-alone, così da poter decorare materiali stampati ottenuti con diverse tecnologie. È in grado di prestampare la lamina sui supporti e può essere dotata di un’unità di fustellatura semi-rotativa per etichette con finitura e nobilitazioni complete.

Zecher e Ulmex, qualità per la stampa su cartone ondulato Ulmex è distributore esclusivo per l’Italia del marchio Zecher, leader mondiale nella produzione di anilox. La vasta gamma di soluzioni a marchio Zecher per il mercato italiano della stampa di cartone ondulato comprende anilox monolitici e sleeve, nuovi o rigenerati. Ogni prodotto è realizzato con tecnologie proprietarie brevettate di ultima generazione messe a punto dal reparto R&D del brand tedesco per offrire prestazioni ottimizzate anche in ter-

mini di durata. Tra i prodotti Zecher distribuiti da Ulmex ci sono gli anilox con sistema di incisione aperta brevettata SteppedHex, una tecnologia che permette, a parità di volume, di incrementare la lineatura dei cilindri e assicura maggiore omogeneità nel trasferimento dell’inchiostro. Gli anilox SteppedHex sono contraddistinti da una nuova geometria a celle esagonali sfalsate, a gradini, che li rende compatibili con tutti i tipi di inchiostro (base acqua, solvente e UV). Partico-

larmente indicati per il sono gli anilox realizzati da Zecher con la tecnologia esagonale a 60° per offrire la massima qualità di stampa. Ideali per la spalmatura, gli anilox realizzati con la tecnologia di incisione aperta Trihelical (o cross-hatch) assicurano eccellenti prestazioni di trasferimento e omogeneità, anche per volumi elevati. L’incisione brevettata H.I.T. migliora sensibilmente la densità dei fondi, ad esempio il bianco, minimizzando gli effetti pin holes.

SMG installa DuPont Fast 2000TD Grazie alla pluriennale partnership con DuPont, SMG ha concluso a settembre l’installazione co DuPont Fast 2000TD presso Tonutti Tecniche gna (UD). Tonutti, con 75 anni di presenza sul mercato e alti standard qualitativi nel settore delle etichette, gestisce da sempre la propria attività con investimenti tecnologici per migliorare za secondo il principio dell’eco-sostenibilità. Il sistema DuPont Fast 2000TD, con una tecnologia termica a secco per le operazioni di sviluppo, elimina completamente l'utilizzo di solventi e prodotti chimici tradizionali azzerando i costi di smaltimento di queste

sostanze. Si elimina l’uso di forni che portano a un dell’energia utilizzata nel ciclo produttivo. Oltre la stampa di etichette, l’impianto offre una soluzione più veloce, pulita ed economica per molteplici applicazioni anche nel packaging. Per quanto riguarda le caratteristiche produttive, il sistema presenta una perfetta uniformità delle

profondità di rilievo e un’ottima linea sottile e tenuta dei punti dato che il cilindro porta lastra è stato sostituito da rulli d’acciaio. Dal punto di vista della stampa, i clienti possono contare su una maggiore durata della lastra e velocità di avviamento stampa, miglior trasferimento del colore: vantaggi attribuibili all’uniformità dello spessore della lastra.


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HID Fargo INK1000, stampante inkjet per tessere in pvc e carta Attraverso una piattaforma virtuale HID Global, il primo ad aver introdotto la tecnologia retransfer nel 1999, ha lanciato sul mercato la nuova stampante INK1000 a getto d'inchiostro compatibile con tutte le card in pvc laminato e tessere di carta. La HID Fargo INK1000 non ha eguali per facilità d'uso e grazie alla economicità dell’inkjet offre una notevole riduzione dei costi rispetto alla maggior parte delle stampanti per card presenti nel mercato.

manutenzione e meno costosa di molte stampanti per card, la HID Fargo INK1000 presenta un'esclusiva tecnologia di stampa a getto d'inchiostro eliminando i fastidi dei nastri di stampa o la necessità di utilizzare tucce di inchiostro, facili da installare, contengono inchiostri appositamente formulati che aderiscono naturalmente sia al pvc standard e che a cartoncini compositi. A seconda della complessità del design della carta, una singola cartuccia di

inchiostro può produrre centinaia di carte in più di quanto sarebbe possibile con i nastri di stampa tradizionali con molti meno scarti e ad un costo ridotto. INK1000 offre anche una vera stampa da bordo a bordo per adattarsi a design di copertura completa delle carte, eliminando quegli antiestetici bordi bianchi lasciati dalle stampanti dirette standard. HID Global si conferma essere il produttore di stampanti per tessere più innovativo del mercato, sempre un passo avanti!

UV One, eccellenza italiana della polimerizzazione UV e UV Led UV One rappresenta da oltre 12 anni l’eccellenza italiana nel settore della polimerizzazione UV e UV Led. L’azienda si occupa principalmente della vendita di impianti UV e UV Led, lampade UV e ricambi per impianti dei principali costruttori presenti sul mercato. Fiore all’occhiello della produzione di UV One, l’impianto di polimerizzazione EVOLed è veloce, garantisce alle aziende

tali (assenza di mercurio e nessuna emissione di raggi UV B/C), economici (assenza di ricambi e bassi costi di manutenzione) e applicativi (on/off istantanei e bassa emissione di calore). L’impianto è composto da un pannello di controllo

EVOTouch che permette di gestire con facilità l’intero sistema di essiccazione, da un cassetto EVOCure disponibile sia nella versione Full Led che Hybrid (intercambiabili tra loro e con i cassetti UV dei principali costruttori presenti sul mercato), da un alimentatore EVOPower in grado di gestire sia cassetti Led che ad arco e da un sistema di raffreddamento EVOChill che fornisce un controllo preciso della temperatura.

UV One, grazie al team di tecnici altamente specializzati, fornisce ai propri clienti un servizio di sostituzione/riparazione di alimentatori e cassetti UV di ogni marca e modello, così da ridurre al minimo i fermi macchina. L’azienda fornisce la manutenzioni programmate per mantenere in piena funzionalità gli impianti.

Nasce Paper Box di Fedrigoni Design e praticità, minimalismo e sostanza. Paper Box è un elegante volume nero che custodisce l’intera gamma di carte Fedrigoni: quasi 900 tipi diversi tra naturali e patinate, colorate e bianche, lisce e goffrate, di qualunque grammatura. «Con Paper Box - dice Chiara Medioli, group marketing director di Fedrigoni –, che si affianca ai campionari monografici, racchiudiamo tutte le gamme correnti con la qualità e il know-how dei nostri 132 anni di storia, in un unico strumento bello, funzionale e completo». Ideato dall’agenzia londinese Graphic Thought Facility (GTF) dei designer Paul Neale, Andy Stevens e Huw Morgan, Paper Box è realizzato totalmente con carta Fedrigoni, anche nell’elegante custodia esterna. Una “summa” dell’intera collezione esistente facile da consultare e pensata per ispirare e guidare designer, agenzie creative, stampatori, editori, professionisti del packaging, disegnatori di etichette per case vinicole, di moda, di cosmesi e chiunque lavori con la carta ogni giorno e in ogni parte del mondo. In Paper Box tutte le carte Fedrigoni sono organizzate in tre volumi nella custodia in cartone nero, rivestito all’esterno con Imitlin Fiandra Nero 125 g/m2.

Toka UV 161 UT, l’inchiostro per la stampa di etichette Toka presenta Toka UV 161 UT, l’inchiostro ad alta pigmentazione e a bassa migrazione made in Japan per la stampa di etichette in banda stretta. Marks-3zet Srl (distributore ufficiale ed esclusivo di Toka in Italia) insieme a REM Srl, ha scelto l’open house “Spring Open Day” in Cograf a Torino per mostrare le novità di questa serie. Toka UV 161 UT è eccellente nell’adesione a qualsiasi supporto e ha una rapida essiccazione e una forte resistenza ai solventi. L’alta pigmentazione, l’ottima macchinabilità ma soprattutto la stabilità e pulizia in macchina, rendono la serie 161 UT molto versatile sia nella stampa offset con bagnatura che nella stampa tipografica (letterpress). Questi inchiostri, utilizzati di solito su carte patinate e naturali, possono essere usati su supporti non assorbenti come PET, carta laminata con alluminio trattato, film in PVC, carta sintetica, film in PE e PP, oltre che nella stampa di etichette adesive per apparecchi elettrici e ricambi auto. La serie 161 UT presenta certificazioni di rilievo: Benzophenone free, deinchiostrazione, assenza di sostanze presenti nella SVHC, assenza di olii minerali (MOSH, MOAH), assenza di PAAs.


LE AZIENDE ASSOCIATE

aggiornato al 16 ottobre 2020

www.fespaitalia.it


Da sinistra: Christian Pallo, fondatori di Errelle, durante l’open house presso la sede INQUADRA E ACCEDI ALLA REALTÀ AUMENTATA

Le soluzioni SIGNRACER in mostra all’open house Errelle Lo scorso 23 ottobre, Errelle ha aperto le porte della propria sede a Grugliasco (TO) ai propri clienti e prospect. L’azienda vanta un solido know how nel settore della stampa di grande formato e partnership con l’azienda svizzera SIGNRACER, di cui è distributore esclusivo in Italia. Tra le soluzioni in mostra durante l’open house: SIGNRACER Hydrospeed Turbo, con inchiostri pigmento base acqua, la macchina per la stampa su tessuto SIGNRACER 3200+, con larghezza di stampa da 3,2 m, e SIGNRACER High Bridge, per ap-

altezza. La capacità di personalizzare e perfezionare le tecnologie esistenti, sulla base delle istanze degli utenti è da sempre uno dei punti di forza del team aziendale. «I nostri tecnici non si limitano a formare i clienti sul funzionamento delle macchine, ma anche sulle applicazioni che esse permettono di realizzare», spiega Luca Pallo, CTO e founder di Errelle. Anche grazie alla professionalità e all’assistenza clienti, a settembre l’azienda ha festeggiato il traguardo delle 100 installazioni di soluzioni SIGNRACER sul territorio italiano.

Fespa rinvia il Global Print Expo e l'European Sign Expo a ottobre 2021 Il luogo rimane lo stesso ma cambia di nuovo la data: Fespa ha posticipato il 2021 nel centro espositivo RAI di Amsterdam, nei Paesi Bassi. L’evento, inizialmente programmato nel marzo di quest’anno, era stato rimandato a marzo 2021 a causa della pandemia e il nuovo rinvio, si legge in una nota dell’assomostre internazionali nel calendario RAI sono state spostate dal primo quadrimestre dell’anno e riprogrammate nel secondo o nel successivo”, a causa della perdurante incertezza sulle limitazioni ai viaggi e sulle disposizioni per la quarantena dei visitatori nei Paesi Bassi e il rischio che queste possano continuare parte degli espositori”. La maggior parte degli espositori inserirà le nuove date nei loro contratti già in essere, e vari fornitori a cui le politiche aziendali hanno impedito di programmare la partecipazione a marzo 2021 hanno espresso il desiderio di esporre a un evento autunnale, conclude la nota di Fespa.

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ilPoliGrafico 200•20 Un fatturato per che la prima volta supera i 500 milioni di euro e un utile pari a 84.129.174,05 di euro, in aumento di oltre il 46% sull'anno precedente. È questo il bilancio integrato, con il rapporto di sostenibilità per l'esercizio del 2019, esaminato e approvato dall'assemblea degli azionisti dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il 5% dell'utile, pari a euro 4.206.458,70, è stato destinato a riserva legale. Lo rende noto l'Istituto, aggiungendo che il dividendo, pari a 79.922.715,35 euro, sarà versato al ministero dell'Economia e delle finanze, azionista unico. Nell'esercizio 2019, il fatturato per la prima volta nella storia dell'azienda ha raggiunto i 503 milioni di euro, con un incremento del 9,5% rispetto al 2018 e del 41% rispetto al 2014. Negli ultimi cinque anni, l'Istituto ha corrisposto all'azionista dividendi ordinari e straordinari per oltre 476 milioni di euro e ha versato imposte dirette per circa 168 milioni, viene sottolineato nella nota diffusa dall’Istituto. A livello gestionale, il margine operativo lordo ha superato i 182 milioni di euro, con "un costante incremento" rispetto al 2014 di oltre il 62% complessivo, sottolinea l'azienda, mentre gli investimenti superano i 76 milioni. Per quel che riguarda i dipendenti, il loro numero si attesta a 1.811, “con un turnover generazionale e professionale del 48% (periodo 2014-2019), in linea con l’evoluzione organizzativa e industriale dell’azienda”, si legge nella nota.

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Cimpress, la società madre di Vistaprint - web to print che produce prodotti di marketing fisico e digitale per piccole e microimprese -, ha acquisito 99designs, una piattaforma creativa globale che fa dialogare designer e clienti per la realizzazione di progetti di grafica personalizzati. 99designs opererà sia come parte di Vistaprint, che come brand autonomo. Patrick Llewellyn continuerà a guidare 99designs; Vistaprint, da parte sua, prevede un significativo investimento post-acquisizione per espandere il team di designer e potenziare la tecnologia in modo da offrire alle piccole imprese un'ampia gamma di servizi di progettazione. «Sappiamo quanto sia fondamentale per gli imprenditori poter disporre di eccellenti design grafici per comunicare al meglio la loro attività. 99designs e Vistaprint condividono gli stessi valori e la stessa visione, questo ci permetterà di diventare un partner fidato per imprenditori e creativi, che getterà le basi per qualcosa di più grande e prezioso di quanto i nostri team potrebbero creare da soli», ha dichiarato Robert Keane, fondatore e amministratore delegato di Cimpress e Vistaprint. “La combinazione dell'ampia rete di designer freelance di 99designs e degli oltre 20 milioni di clienti di Vistaprint sono alla base di una piattaforma globale che consentirà alle piccole imprese di accedere sia a servizi di progettazione professionale, sia a ottimi prodotti di marketing”, si legge in una nota della società acquirente.

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Nuova strategia di sostenibilità per DS Smith Un'ambiziosa strategia di sostenibilità, “Per il Presente e per il Futuro” il suo nome. L’obiettivo? Rafforzare l'impegno per l'economia circolare. È il progetto di DS Smith azienda specializzata nel packaging sostenibile e fornitrice globale di cartone ondulato - che prevede una collaborazione con clienti, comunità, governi e opinion leader per mettere in atto una transizione verso un'economia circolare, per ridurre le emissioni di CO2 del 30% rispetto al 2015, proteggere la biodiversità

e ridurre il consumo di acqua. Secondo quanto riferisce l’azienda, la strategia si basa su quattro pilastri: chiusura del ciclo attraverso una migliore progettazione, entro il 2023 DS Smith produrrà imballaggi riciclabili o riutilizzabili al 100% e il suo obiettivo è il riciclo o il riutilizzo di tutti i suoi imballaggi entro il 2030; proteggere le risorse naturali sfruttando ogni per le singole catene di

approvvigionamento nel 100% delle sue nuove soluzioni di imballaggio ed entro il 2030 mira a tutte le catene di approvvigionamento; ridurre attraverso soluzioni circolari; offrire strumenti alle persone per condurre la transizione verso un'economia circolare: entro il 2025 coinvolgerà il 100% del suo personale nell'economia circolare, ed entro il 2030 coinvolgerà 5 milioni di persone nell’adozione di stili di vita adeguati.

regala mascherine agli studenti di Conegliano e Valdobbiadene Migliaia di mascherine rosa agli studenti delle scuole di Conegliano e di Valdobbiadene e ai commercianti della città per poter assistere al Giro d’Italia in totale sicurezza. È il "contributo concreto” (così l’azienda in una li, azienda di Conegliano - Treviso - che compie quest’anno il suo centenario e che ha stampato le mascherine in occasione della 14esima tappa dell’edizione 2020 della manifestazione sportiva, passata fra le strade di Conegliano e Valdobbiadene sabato 17 ottobre. ideato, sviluppato e brevettato una mascherina protettiva in una speciale

comunica l’azienda, materiale della mascheripura cellulosa, e come la stessa sia atossica, altae virostatica. Disponibili con o senza elastico, le mascherine sono state stampate con tecnologia digitale. I destinatari delle mascherine sono stati i

ragazzi di 33 scuole di Conegliano (3.800 kit rosa con immagini d’epoca di ciclisti del territorio veneto) con tre mascherine ciascuno, e di alcune scuole di Valdobbiadene (altri 500 pezzi), per un totale di circa 13 mila mascherine per gli studenti. Altre mascherine sono state consegnate ai commercianti del centro di Conegliano.

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Cultura Formazione Primo piano Aziende Poltrone Eventi Premi Imballaggio Carta Scuole

Elcograf non chiuderà la ex Canale. Sollecitata la formazione per i lavoratori La ex Canale di Borgaro Torinese non verrà chiusa. Nell’aprire il tavolo di confronto tra azienda, sindacati e Rsu con gli enti locali (Regione Piemonte e Comune di Borgaro Torinese) e l’Unione Industriali, la Elcograf ha sgombrato subito il campo dal timore maggiore. Quello che la crisi congiunturale del settore della stampa, acuita dalla pandemia, avesse portato un cambiamento nei programmi del gruppo Pozzoni per la ex Canale acquisita – relativamente solo alla parte riguardante la stampa roto – a fine 2018. All’incontro Elcograf ha ribadito e confermato la decisione di mantenere in produzione l’impianto di Borgaro Torinese con le due Lithoman di grande formato (80 pagine) e l'affitto di uno dei due capannoni (con la formula del contratto di sei anni più sei). Un passaggio importante e che “abbiamo accolto positivamente”, sottolinea Tino Mandricardi, segretario regionale Piemonte della Uilcom-Uil, ribadendo l’impegno dei rappresentanti dei lavoratori a salvaguardare i livelli occupazionali e gestire nel miglior modo possibile gli esuberi previsti da Elcograf a fronte di un’attività che, rispetto a quella della ex Canale, è stata ridotta e gli effetti della pandemia hanno ulteriormente ristretto con la riduzione di commesse, in particolare dal mercato francese, mentre è ripresa la stampa di volantoni della Gdo, uno dei core business di Borgaro. A oggi, ricorda sempre Mandricardi, la forza lavoro oggetto dell’accordo che aveva portato al rilevamento dell’azienda torinese da parte del gruppo bergamasco, dai circa 190 lavoratori inziali si è scesi a 140, ma a regime il reparto rotooffset avrà bisogno solo di una sessantina di addetti. I circa 80 lavoratori in esubero dovrebbero vedere una settantina di pensionamenti e prepensionamenti, anche se rimane l’incognita sull’applicazione per tutti della legge 416. Fino a maggio 2021 comunque si ricorrerà alla cassa integrazione straordinaria, allungata in virtù della cassa speciale prevista dal governo per l’emergenza Coronavirus, e proseguiranno gli incentivi all’esodo e il ricollocamento lavorativo (per cui c'è un impegno sul fronte della formazione anche da parte della Regione Piemonte). Ribadendo quanto già sostenuto nell’incontro di luglio, Elcograf ha sottolineato come il piano oggi in esecuzione abbia ben funzionato, consentendo anche per i lavoratori appartenenti ai rami di attività non facenti parte del progetto di esercizio da parte di Elcograf di trovare una diversa collocazione: gli addetti alla legatoria, pari a 35 unità nel gennaio 2019, oggi sono meno di una trentina e alcuni di loro sono reimpiegabili sulle rotative, spiegano da Elcograf, mentre i lavoratori della stampa piana, pari a 24 unità nel gennaio 2019, oggi sono 14 parte dei quali ugualmente reimpiegabili sulle Lithoman. Mentre per quanto attiene al personale impiegatizio, le fuoriuscite pilotate hanno interessato oltre 20 unità. Proprio per consentire il passaggio dalla stampa piana e dalla legatoria a quella roto, conclude Mandricardi, l’azienda è stata però sollecitata a presentare un piano di formazione e ricollocamento dei lavoratori che potrà usufruire di strumenti pubblici come il Fondo imprese. A.P.

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Il packaging farmaceutico

Per “aumentare” le pagine può essere necessaria una connessione dati del cellulare o quella di una rete Wi-Fi. Assicurati di essere connesso per non perderti nulla! Se qualcosa non funziona, si consiglia di svuotare la cache. Inoltre fai in modo che la rivista sia sufficientemente illuminata così che la app possa “riconoscere” la pagina in maniera ottimale. Stampare Aumentato è ottimizzata per molti modelli di smartphone, ma siccome per funzionare richiede device con prestazioni relativamente performanti, è possibile che non funzioni perfettamente su alcuni smartphone.

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All’interno di questo numero del Poligrafico troverai alcune pagine con l’icona dell’app Stampare Aumentato, che vedi qui sotto. Inquadra la pagina con l’app per farle prendere vita: accederai a contenuti multimediali e interattivi.

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Nel corso degli anni gli Oscar della Stampa hanno premiato le eccellenze italiane dello sfaccettato mondo dell’industria grafica. Ognuna con le sue caratteristiche e il suo comparto d’elezione, queste aziende sono entrate di diritto a far parte del Club delle Eccellenze della stampa in Italia. Ventisei edizioni dei Premi alle aziende di stampa italiane – dal 1987 al 2010 si sono chiamati La Vedovella, dal 2012 ad oggi sono gli Oscar della Stampa – hanno visto circa 100 imprenditori e personalità del settore salire sul podio a ritirare l’ambito riconoscimento. Sono loro che hanno fatto grande La Vedovella e gli Oscar della Stampa e a loro via via si aggiungeranno altre eccellenze, donne e uomini che giorno dopo giorno con grande professionalità ed impegno contribuiscono a fare dell’industria italiana del printing una delle maggiori a livello internazionale (al secondo posto Apri l’app store sul tuo in Europa per la stampa di imballaggi, smartphone: Stampare è disponibile al terzo perAumentato la stampa commerciale ed sia su App Store che editoriale). su Google Play. Scaricala e aprila. aziende In queste gratuitamente pagine quattro specializzate nella produzione di packaging farmaceutico si raccontano e raccontano la propria attività. Perché l’eccellenza si costruisce con il duro lavoro e con la continua innovazione.

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L’eccellenza italiana

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La gamma Symbol Card Eco è il risultato di un processo di sviluppo innovativo ed un approccio produttivo sempre più attento alla sostenibilità. Finalmente la possibilità di scegliere per i vostri progetti il cartoncino con il contenuto di riciclo più adatto, da 50% a 100% di fibra riciclata. Symbol Card Eco è un cartoncino bianco, patinato a doppia stesura, dalla morbida finitura satin, la scelta ideale per i principali progetti grafici e di packaging. Per la gamma completa: www Fedrigonicartiere com/Symbol-Card-Eco


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Il Poligrafico, n. 200, 2020  

Stampa e nuovi media nell'era digitale

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