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Textile - Interior - Decorative OOH - Industrial & 3D

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N. 39 giu-Lug-ago 2018 €8,00 STRATEGO GROUP 20090 SEGRATE (MI) vIA CASSAnESE 224

speciale interior scenari di mercato: decorare gli interni,

textile - Interior - Decorative ooH - Industrial & 3D

power

trentaquattro trentanove

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nsor po

una storia dei giorni nostri pag 14 spazio architetti: 4 interior designer raccontano la “loro” stampa pag 16 inchiesta: tutti pazzi per... la carta da parati pag 22 inchiesta: Le tecnologie dietro i wallpaper pag 26 testimonial: beepag pag 28 testimonial: industria grafica fg pag 30 focus materiali: il vetro pag 32 news: installazioni, esposizioni pag 38

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textile l’insider: gruppo gabel, la sfida del digitale nell’home textile di alta gamma pag 40

out of home

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aifil informa: marcatura ce, questa sconosciuta pag 42 scenari: e-commerce più forte anche nel grande formato pag 44

decorative brand revolution lab: il creative show della stampa digitale pag 52

industrial printing tecnologia: il sistema di stampa vivajet

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utilizzato da tecnoferrari per la ceramica pag 58

fespa space fespa global print expo 2018: si conferma evento di riferimento per la stampa specialistica pag 64 dal sepc 2018 di lisbona pag 70

rubriche news: aziende, eventi, tecnologie pag 7

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eventi: print4all, buona la prima pag 9 eventi: printmat, le frontiere dell’innovazione pag 60

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editoriale paola bonfanti

L’individualismo contemporaneo nella ricerca del decoro Siamo davvero gli ambienti in cui viviamo e nei quali ci muoviamo? La domanda rimane aperta, ma ci porta nel vivo del tema della decorazione – di nuovo protagonista di WIDE – applicata all’universo degli interni. Che si tratti dell’abitazione, dell’ufficio, del punto vendita, dei punti di ristoro, delle aree di sosta e di passaggio, il desiderio di rendere questi luoghi belli da guardare e piacevoli da fruire è sempre più preponderante, diffuso e condiviso. La ricerca contemporanea della bellezza si indirizza, in modo particolare, verso elementi decorativi capaci di rispecchiarci o di esprimere un elemento identitario. La decorazione è sempre più vicina alla personalizzazione e all’iper-personalizzazione, manifestazione più estrema dell’individualismo corale. “Se mi riconosco, sono. E sono unico”, sembra essere il nuovo mantra. Esplorare le dinamiche sottese al processo in corso è uno degli obiettivi che ci siamo posti nello Speciale di questo numero. Lo abbiamo fatto dando voce ai diversi protagonisti dell’universo della decorazione degli interni, a partire da progettisti e architetti, e mettendo in luce il ruolo abilitante svolto dalle tecnologie di ultima generazione che – abbinate a chimiche e materiali innovativi – consentono la realizzazione di applicazioni fino a pochi anni fa irrealizzabili. E non è tutto. Perché in questa uscita di mezza estate di WIDE vi raccontiamo le storie di molti player dei diversi settori della stampa specialistica e facciamo il punto su quanto visto nei primi sei mesi del 2018. Molto è successo in Italia, con eventi come Print4All e Brand Revolution LAB, che hanno destato attenzione e coinvolto tante realtà dell’universo del printing. Buona lettura!

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interior cover story

Quando la tecnologia diventa emozione in verticale “Tra le Nuvole”, è un nome ricco di suggestioni quello della carta da parati che decora la copertina di questo numero di WIDE. Cielo azzurro intenso, candide nuvole ed elementi di architettura capaci di creare un panorama avvolgente nel gioco di illusione tra dentro e fuori, interno ed esterno. La grafica è firmata dal “WallPepper®Creative Team” di WallPepper® by Spazio81. Chi è appassionato di interior design lo sa: oggigiorno la carta da parati è arrivata ad avere un tale valore estetico e creativo da diventare un forte strumento di comunicazione, oltre che un vero e proprio trend in tutto il mondo. Un ritorno alle origini – ma con sapienza – che permette di imprimere l’emozione e la propria personalità su qualunque superficie. “La carta da parati non è più quella di un tempo” afferma Diego Locatelli, fondatore e direttore di WallPepper® by Spazio81, azienda italiana che in poco tempo ha riscontrato un notevole successo nel settore. “Siamo ben lontani dai soggetti ripetitivi sulle pareti delle case degli anni passati: la carta da parati di oggi è un mezzo - l’unico, oserei dire – per portare grandi immagini, in altissima qualità e su misura, sulle superfici di qualunque ambiente”. La tecnologia di stampa, in questo senso, assume connotazioni differenti, diventando uno strumento al servizio dell’emozione, con immagini in grado di trasformare completamente lo spazio. Siamo molto più vicini all’arte, dunque, ma questa volta raccontata su parete e fruibile da tutti, senza limiti. WallPepper® si distingue per le sue proposte artistiche e creative varie e accattivanti sviluppate intorno a sei macro-tematiche che danno origine a un catalogo di proposte – personalizzabili – di oltre 500 elementi. Soluzioni ideate per soddisfare pressoché qualunque gusto e per adattarsi a qualunque stile e ambiente, indipendentemente da chi lo abita. Opere d’arte, trionfi naturali, pattern geometrici, texture materiche, d’ispirazione orientale, storica, e molti altri soggetti in altissima risoluzione, così, sono ricreati e installati con giunzioni invisibili, per un risultato d’insieme straordinario. “WallPepper® nasce dal mondo dell’arte e per l’arte, dunque siamo molto sensibili all’argomento”, continua Diego Locatelli. “Alcuni dei nostri soggetti a catalogo sono stati selezionati tra vari prestigiosi autori; altri, invece, traggono libera ispirazione dai simboli architettonici ed artistici propri della radice artistica del nostro paese”. Non mancano le grafiche pensate e realizzate dal “WallPepper®Creative Team” dell’azienda, come, appunto, “Tra le Nuvole”, che gioca con gli elementi d’architettura per creare un panorama soffice, dai colori pastello. Un modo artistico di intendere la stampa in alta risoluzione e che cavalca l’onda delle tendenze attuali, per un’azienda made in Italy premiata per impegno, innovazione e creatività.

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Textile Mimaki e l’ecosistema digitale di stampa per tessuti Si chiama Rimslow ed è un ecosistema digitale completo end-to-end per la stampa di tessuti e abbigliamento, presentato da Mimaki a FESPA 2018. La multinazionale giapponese si è proposta quale unico fornitore di soluzioni di pretrattamento, stampa, vaporizzo, lavaggio e gestione della produzione, offrendo la possibilità di acquistare un sistema completo. Una mossa strategica, volta a semplificare l’accesso delle aziende che si affacciano al mercato della stampa digitale di tessuti e abbigliamento e a favorire l’aggiunta della stampa digitale ai processi di stampa in caso di stampatori tessili tradizionali.

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“Attualmente, le aziende che desiderano partecipare alla rivoluzione della stampa tessile digitale devono acquistare stampanti e soluzioni di pre e posttrattamento da diversi fornitori”, ha spiegato Ronald van den Broek, general manager sales di Mimaki Europe. “Non solo si tratta di un processo poco agevole, ma si possono anche verificare dei problemi di implementazione e non avere a disposizione un responsabile per risolverli. A seguito dell’acquisizione dell’azienda australiana Rimslow, avvenuta lo scorso anno, Mimaki dispone ora di tutti i componenti necessari al processo.” Come si articola l’ecosistema di Mimaki? Rispecchiando il tipico ciclo della stampa tessile digitale, segue quattro passaggi. L’unità di pretrattamento Mimaki TR300-1850C consente di pretrattare i tessuti prima della stampa, che viene realizzata con la nuovissima Tiger 1800B MkII, un sistema di stampa inkjet diretta. Per il vaporizzo del tessuto stampato – e il fissaggio dell’inchiostro sul materiale – Mimaki propone, in alternativa, Mimaki TR300-1850S o Mimaki TR600-1850S Steamer, mentre la soluzione per il lavaggio è il sistema Mimaki TR600-1850W Washer. Altra novità annunciata a FESPA, il progetto legato all’Internet of Things (IoT) per il settore tessuti e abbigliamento: Mimaki Job Controller TA include funzioni per garantire la gestione delle condizioni di produzione, la scansione di codici a barre e la visibilità del database di produzione. Aggiungendosi alla serie di macchine per stampa su tessuti di Mimaki, il nuovo tool integra l’ecosistema di stampa digitale su tessuto che rende l’accesso a questo settore praticamente senza rischi. “Con il lancio dell’ecosistema digitale di Mimaki per tessuti e abbigliamento, e in seguito alla nostra joint-venture con Bompan in Italia, stiamo lavorando per creare una strategia di soluzioni globali nel settore della produzione digitale di tessuti e abbigliamento,” ha aggiunto van den Broek. “Siamo entusiasti dei feedback che abbiamo ricevuto dai visitatori di FESPA che hanno potuto vedere la nostra linea di produzione di tessuti in azione”.

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Eventi Nuova sede e una strategia verticale mirata, così OKI scommette sull’Italia È un nuovo inizio quello celebrato da OKI Europe Italia con l’inaugurazione del nuovo headquarter. Una sede prestigiosa – il Centro Direzionale Milanofiori, ad Assago – con uffici open space e uno showroom allestito con le soluzioni di punta dell’azienda e tanti esempi di applicazioni. “Perché siamo qui oggi? Perché OKI considera l’Italia un mercato molto importante, centrale rispetto alla strategia dell’azienda”, ha dichiarato Dennie K. Kawahara, managing director di OKI Europe Italia. “Il rapporto estremamente leale con clienti e partner italiani è tangibile e ne siamo molto orgogliosi. Per questo – e a fronte della vitalità del settore delle arti grafiche in Italia – vogliamo continuare a lavorare per rafforzare la nostra presenta in questo Paese”. L’inaugurazione della nuova sede è stata per OKI Europe anche l’occasione per presentare il nuovo assetto societario, frutto di un’operazione di rimodulazione condotto nell’ultimo anno. La centralizzazione della gestione delle cinque region dell’area EMEA e l’unificazione – in questo contesto – delle divisioni vendita e marketing hanno consentito di creare una struttura più snella e, di conseguenza, più uniformata e responsive verso le richieste del mercato e le esigenze dei clienti. E in questa direzione vanno anche gli investimenti in ricerca e sviluppo, punto fermo della filosofia di OKI Europe: “Vogliamo continuare a innovare e i nuovi prodotti introdotti nel mercato lo dimostrano. La nostra strategia è cambiata, e oggi ci rivolgiamo ai mercati verticali nei quali abbiamo individuato le più interessanti opportunità di crescita”, ha aggiunto Kawahara. E se l’office printing rimane un punto fermo – con il vasto portfolio di soluzioni con l’esclusiva tecnologia led della multinazionale giapponese – OKI sta indirizzando le proprie risorse verso quelli che definisce “key vertical markets”, nello specifico il retail e l’healthcare. Senza dimenticare il già annunciato ingresso nel settore delle etichette con una tecnologia innovativa che sarà presentata nel corso del secondo semestre 2018. “L’approccio delle aziende alla stampa sta cambiando molto rapidamente e OKI ha dimostrato di sapere affrontare nel modo migliore questi cambiamenti, grazie a una filosofia che si basa sull’ascolto delle richieste da parte del mercato e dei partner”, ha spiegato Romano Zanon, general manager South Europe Regional Marketing OKI Europe (Italia). “Per questo motivo, l’azienda sta affiancando alle soluzioni di stampa tradizionali anche dispositivi pensati per applicazioni più “specializzate”, andando a soddisfare le necessità di settori estremamente verticali, nei quali c’è un grande spazio per aziende come OKI Europe”.

Un layout contemporaneo e una sede prestigiosa per il nuovo quartier generale di OKI Europe Italia, presso il Palazzo A10 del Centro Direzionale Milanofiori di Assago (Milano).

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Eventi Print4ALL, buona la prima Oltre 30.000 presenze e 87 Paesi di provenienza, 429 espositori e due padiglioni: sono i numeri di Print4All, la manifestazione fieristica, nata dalla collaborazione tra Acimga, Argi e Fiera Milano, che lo scorso maggio ha acceso i riflettori sul mondo del printing a trecentosessanta gradi. Affluenza, qualità dei visitatori, partecipazione ai programmi collaterali hanno soddisfatto le aspettative degli organizzatori, che ritengono confermato il nuovo format fieristico del printing nazionale quale punto di riferimento sul mercato italiano nonché evento dal respiro internazionale. Gli operatori esteri sono stati il 21% del totale, con le principali provenienze da Germania, Spagna, Russia, Svizzera, Turchia, Francia, mercati strategici di sbocco delle tecnologie di printing e converting, come dimostrano le previsioni export di Acimga per il quadriennio 20182021 che vedono questi Paesi tra i top 20. Dal converting al package printing e al labelling, dalla stampa com-

merciale a quella industriale, l’offerta degli espositori ha messo in vetrina le principali novità tecnologiche. Al centro dello show, l’innovazione, con un occhio attento alla sostenibilità, tra sistemi di risparmio energetico, tecnologie in grado di ottimizzare ogni fase della produzione, inchiostri atossici e ad acqua. Grande attenzione è stata dedicata alle soluzioni 4.0, che sempre più stanno entrando anche in questo settore, con macchine provviste di sistemi connessi, intelligenti e monitorabili da remoto. Tante sono state le proposte per l’Industrial Printing, che ha visto soluzioni per la stampa su ogni materiale, in grado di soddisfare le esigenze produttive dei diversi settori manifatturieri, e piattaforme di stampa 3D. Dai feedback raccolti, inoltre, l’evento ha rappresentato un momento di business networking per fare il punto sull’andamento del mercato e una vera e propria accademia formativa, con incontri per il confronto e l’aggiornamento

professionale. I partecipanti ai momenti formativi, pensati per essere strumenti di aggiornamento per i professionisti di ogni livello, sono stati circa 1.500 nei quattro giorni. Print4All ha fatto parte di The Innovation Alliance, il nuovo format, ideato e realizzato da una collaborazione tra Fiera Milano, gli organizzatori e le associazioni di categoria, che ha visto per la prima volta svolgersi insieme cinque manifestazione della meccanica strumentale: IPACK-IMA, MEAT-TECH, PLAST, PRINT4ALL e INTRALOGISTICA ITALIA.

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“Nuova fiera, nuova sfida. E va bene così, perché a Eurmoma le sfide sono sempre piaciute e, soprattutto, non sono mai mancate. Print4All è soltanto l’ultima affrontata e l’ennesima vinta”. A dichiararlo è Stefano Scipioni, responsabile comunicazione e web marketing di Eurmoma. “Dopo una partenza con il freno a mano, gli ultimi giorni si sono rivelati una positiva sorpresa soprattutto in termini qualitativi, con un numero ragguardevole di contatti presi”. D’altronde, il settore della stampa industriale coinvolge non poco la product offering dell’azienda romana, che dispone da sempre di stock di supporti di grandi dimensioni quasi tutti in pronta consegna, da materiali rigidi fino a prodotti in bobina.

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Online Una funzione di design multi pagina per CRELLO CRELLO, l’editor visuale creato da Depositphotos, ha lanciato una nuova funzione gratuita, pensata per creare progetti multi-pagina quali presentazioni, biglietti da visita e cartoline, annunci carousel su Facebook e molto altro. I modelli disponibili si articolano su una base di cinque pagine, completamente personalizzabili, duplicabili e scaricabili in formato pdf o jpg. Nel caso servano più pagine per completare il progetto, esiste la possibilità di aggiungerne, superando quindi il numero preimpostato di cinque. CRELLO conta decine di migliaia di template per ogni necessità, fra cui oltre duecento per presentazioni – tutti creati da professionisti del design – e molti in forma quadrata, particolarmente indicati per gli annunci destinati a Facebook o Instagram. Tutti i template sono personalizzabili con design animati sviluppati da CRELLO nel 2017.

Eventi InPrint Italy e il nuovo focus sul mondo manifatturiero

Novità di prodotto e non solo, perché a Print4All Eurmoma si è presentata con una formula nuova, sviluppata ad hoc per lo stand. Parte dell’area espositiva è stata infatti adibita a fablab grazie alla presenza di stampanti OKI e presse Stahl’s – con le quali sono state realizzate stampe su magliette in continua rotazione con materiali termotrasferibili – e alla distribuzione di gadget personalizzati. Tra i prodotti nuovi in vetrina, le carte da parati by Kernow Coatings, stampabili in digitale. “La presenza a Print4All di tutte le più recenti macchine da stampa è stato uno dei motivi che ci hanno spinto a partecipare: per chi vende supporti da stampa industriale è di fondamentale importanza restare aggiornati sullo stato dell’arte delle diverse tecnologie di stampa da una parte, e dei macchinari più recenti dall’altra, al fine di avere una sinergia che porti a un miglioramento continuo di tutti i settori coinvolti”, ha concluso Scipioni. www.eurmoma.it

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Torna a Milano per la seconda edizione InPrint Italy. Dal 20 al 22 novembre 2018, la manifestazione fieristica dedicata all’universo della stampa industriale si focalizzerà sulle tecnologie di stampa per la produzione manifatturiera, riunendo fornitori specializzati, subappaltatori e imprese dell’indotto. Tre giorni di esposizione, incontri e dibattiti al Mi.Co. di Milano, per presentare apparecchiature di stampa, tecnologie e sistemi pronti per essere integrati nei processi di produzione. E per mettere in mostra le applicazioni di stampa specialistica, digitale, inkjet e serigrafica, laddove l’uso della tecnologie di stampa di ultima generazione spazia dall’individualizzazione e alla produzione di edizioni speciali di lotti di piccole dimensioni alla produzione di massa. Con questo orientamento specifico verso il mondo della manifattura, peculiare dell’impresa italiana, la seconda edizione di InPrint Italy propone soluzioni e innovazioni particolarmente adatte ad accompagnare il processo di industrializzazione del settore della stampa. La parte espositiva di InPrint Italy include aziende italiane e internazionali. Ad oggi hanno già aderito circa 100 espositori, di cui oltre il 70% stranieri e il 30% presenti per la prima volta in Italia. Agfa, Fujifilm, Xaar, Cefla, Kyocera, Ricoh e, per la prima volta, Roland DG sono tra i player confermati. InPrint punta da sempre sulla qualità dei visitatori: la prima edizione italiana - visitata da 2.900 professionisti provenienti da 56 Paesi - ha richiamato responsabili dei processi decisionali in cerca di soluzioni a specifici problemi di produzione. Tra i brand rappresentati, Louis Vuitton, Armani, Benetton, Ferrero, Lavazza, Sanpellegrino, Enervit, Kiko, Alessi, Gabel, Miroglio, Luxottica, Bormioli, Pininfarina, Swarovski, Swatch e molti altri. Anche per l’edizione 2018, i tre giorni di esposizione saranno supportati da un esteso programma di seminari, conferenze e momenti di condivisione con il pubblico: esperti leader di settore condivideranno le proprie conoscenze nel campo della stampa funzionale, decorativa e di imballaggio.


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news dalle aziende

Stampa 3D Altri tre sistemi HP Jet Fusion 4210 a Weerg Dopo il recente acquisto di sei frese Hermle, Weerg mette a segno la più grande installazione al mondo di stampanti HP Jet Fusion 4210. L’attuale parco macchine, composto da tre sistemi Jet Fusion 4210, viene aggiornato tecnologicamente e raddoppiato con installazione di altri tre sistemi. Il tutto per un investimento che supera i 3 milioni di euro. A accompagnare questo potenziamento del reparto produttivo, l’implementazione di software per l’automazione di processo che comprendono un sistema ERP in costante aggiornamento per la gestione giornaliera della lavorazione di migliaia di pezzi, e un software di nesting che permette il “match” su tutti i build disponibili in modo da ottimizzare ulteriormente i carichi in fase di lavorazione. Per supportare il processo di crescita entro fine 2018 Weerg prevede l’assunzione di altre undici persone per gestire l’attuale parco macchine e garantire una produzione 24/7. Imminente anche il trasferimento in una nuova sede, che nasce dalla necessità di proseguire nell’ampliamento del reparto produttivo. Scelte tecnologiche in un’ottica industria 4.0, dove la produzione viene verificata dai monitor e gli interventi degli operatori sono ridotti ai minimi termini. Il tutto è orchestrato da ciò che avviene online, sulla piattaforma ecommerce, dove a oggi convogliano oltre 10.000 richieste di preventivi che convertono in una media quotidiana di 150 ordini. Numeri che Weerg conta di raddoppiare a breve grazie alle nuove installazioni.

Matteo Rigamonti, fondatore e titolare di Weerg, piattaforma online che offre lavorazioni CNC e 3D per prototipazioni o produzione industriale.

Stampa 3D Università e imprese scelgono EOS per rivoluzionare la produzione industriale Un’Italia di innovazione, forte del successo d’impresa ed esperta nell’offrire e sperimentare il futuro della formazione e della ricerca di alto livello. È questa la fotografia emersa nel corso dell’evento “EOS meets the Media”, organizzato a Milano da EOS – multinazionale tedesca specializzata nella realizzazione di soluzioni di additive manufacturing chiavi in mano – per presentare due realtà, il Politecnico di Torino e Prosilas, che da anni scommettono sul mondo dell’Additive Manufacturing. L’ateneo torinese ha creato nel corso degli anni una vera e propria rete di progetti e collaborazioni, in Italia e all’estero, con enti pubblici e aziende private che oggi lo rendono un punto di riferimento universitario per il settore AM all’interno del vecchio continente, grazie anche alla creazione del centro interdipartimentale Integrated Additive Manufacturing. Queste tecnologie hanno anche trasformato il sogno di Giulio Menco, fondatore di Prosilas, in una realtà solida e affidabile per ogni tipo di settore e di impresa, dalla realizzazione di giochi per bambini alla prototipazione di parti e intere carene per importanti marchi dell’automotive e del mondo delle corse. Grazie alle tecnologie EOS, entrambe le realtà hanno potuto evolvere ed espandere il proprio raggio d’azione con un incremento costante della propria capacità di innovare il mercato della stampa 3D sia in Italia, sia all’estero.

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speciale interior decoration

a cura di paola bonfanti

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interior scenari

Colore, immagini, grafiche, forme, fantasie, motivi: tutto concorre a decorare gli ambienti. Nel segno della personalizzazione, prerogativa estetica dominante nel mercato. Così l’interior decoration vive la sua golden age, alimentata dall’evoluzione senza sosta delle tecnologie di stampa.

Decorare gli interni, una storia Siamo davvero gli ambienti in cui viviamo e nei quali ci muoviamo? La domanda rimane aperta, ma certo è che la tendenza verso la ricerca quasi esasperata di personalizzazione – emersa in modo travolgente negli ultimi anni – si riflette in modo preponderante anche nel rapporto con gli interni. Che si tratti dall’abitazione, dell’ufficio, del punto vendita, dei punti di ristoro, delle aree di sosta e di passaggio, anche in questi luoghi ci aspettiamo di trovare elementi decorativi vicini a noi o espressioni identitarie con le quali stabilire un confronto. Non è un caso che la golden age dell’interior decoration riguardi, in particolare, la decorazione iper-personalizzata, se non esclusiva. A renderla possibile, le tecnologie di stampa più evolute, che – abbinate a chimiche e materiali innovativi – abilitano la realizzazione di applicazioni fino a pochi anni fa irrealizzabili.

Il boom dell’interior, tra gusto e tecnologia La decorazione degli interni è un’area molto vivace, dinamica e promettente dell’universo del printing specialistico. Lo sviluppo di tecnologie di stampa e di inchiostri sempre più performanti ha consentito di raggiungere standard qualitativi molto elevati nella stampa di una gamma sempre più ampia di materiali. Come conseguenza, sono fiorite – e continuano a fiorire – applicazioni innovative nell’allestimento di interni in ambito di retail e punto vendita, gdo, corporate, ma anche di arredamento di abitazioni private. Con una chiara inclinazione al branding, alla personalizzazione e alla customizzazione. Molte aziende adottano strategie

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di brandizzazione che coinvolgono anche gli spazi operativi – headquarter, uffici, stabilimenti produttivi – mentre gli utenti finali sono sempre più consapevoli delle possibilità di decorazioni a loro disposizione e si dimostrano molto inclini a sperimentare. Ed è proprio in tutti questi segmenti che la decorazione legata alla stampa sta crescendo molto velocemente, tanto che – secondo una ricerca condotta da Smithers Pira per FESPA – il giro di affari globale dovrebbe passare dai circa 16 miliardi di dollari del 2015 a 20 miliardi di dollari nel 2020, con un CAGR medio del 4,5%.

Wallpaper, laminati &Co. Quando si parla di interior decoration ci si riferisce, in realtà, a diversi segmenti, ognuno dei quali mostra specifiche dinamiche di sviluppo ed evoluzione. Il mondo della carta da parati, ad esempio, è stato interessato da una vera e propria rinascita negli ultimi anni ed è attualmente in pieno boom. Le pareti verticali possono oggi sfoggiare le più svariate fantasie, a seconda degli ambienti, e la possibilità di cambiarle con facilità rende ancora più coraggiosa la scelta di decorazioni eccentriche, molto particolari, uniche. La tecnologia di stampa in questo ambito non solo tiene il passo con i gusti che cambiano, ma si fa portatrice di idee: ne è un esempio Dimense, presentato dalla lituana Veika a FESPA 2018, un sistema di stampa per carta da parati che, puntando su texture e matericità, ha introdotto il rilievo nel wallpaper. Un altro ambito molto interessante è quello della decorazione dei laminati in plastica, il cui utilizzo è


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interior scenari

dei nostri giorni aumentato in modo esponenziale: pareti, finestre, armadi e altre superfici possono essere decorate con design originali e accattivanti, in modalità temporanea o permanente a seconda delle esigenze. Anche in questo contesto, le applicazioni spaziano dal privato ad ambienti quali retail, corporate, contract. In particolare, i laminati HPL (high pressure laminate) – molto diffusi – hanno un grande potenziale sia funzionale, sia decorativo: possono infatti essere utilizzati per superfici verticali e orizzontali, oppure, quando le applicazioni lo richiedano, essere lavorati e assumere forme curve. Piani di lavoro, ante di armadi o mobiletti, elementi come davanzali e pavimenti, tutto viene stampato e personalizzato. E non va dimenticato il flooring, un altro ambito dell’interior decoration che si sta trasformando, spingendosi oltre le applicazioni legate al retail o alla gdo. E per quanto riguarda il vetro? Il suo fascino estemporaneo lo rende materiale nobile e ambito allo stesso tempo. Anche su questo fronte, la tecnologia ci viene incontro: mentre la decorazione attraverso l’applicazione di film ha fatto passi da gigante in termini di definizione e qualità, la vera conquista riguarda le soluzioni di stampa diretta su vetro, per applicazioni indoor e outdoor. Le soluzioni in questo ambito stanno aumentando e i risultati in termini di immagini sono eccellenti.

Protagonisti di un cambiamento A essere coinvolti in questa parabola evolutiva dell’interior decoration sono diversi soggetti. I

Un soggetto jungle molto realistico: è il motivo della carta da parati Mowgli di Inkiostro Bianco.

produttori di tecnologie – sistemi di stampa e di pre e post stampa, inchiostri, materiali – hanno giocato un ruolo essenziale nello spingere sempre più in là le frontiere applicative. Centrale in questo percorso evolutivo è, nello specifico, la tecnologia a getto di inchiostro nel grande formato, che ha ancora spazio di sviluppo e di crescita. I fornitori di servizi di stampa si stanno, a propria volta, trasformando: molti di loro si attrezzano con tecnologie di ultima generazione e non mancano di creare al proprio interno team specializzati anche in ambiti quali creatività e design, per poter sfruttare appieno le potenzialità del parco macchine. Creativi, architetti e interior designer stanno finalmente acquisendo competenze sulle tecnologie e molti di loro cominciano a comprendere il potenziale degli strumenti a disposizione per soddisfare le richieste dei clienti. E gli utenti finali? Nella loro ricerca di esclusività, sono assetati di soluzioni uniche e su misura anche in senso creativo, per questo alimentano a loro volta l’exploit dell’interior decoration.

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interior spazio designer

Borrelli

Martini

Nei loro panni: quattro interior designer raccontano

Lovisolo

Viola

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interior spazio designer

Lia Lovisolo

architetta e interior designer Liadesign www.liadesign.it

“Oggigiorno non ci sono limiti nella progettazione, si può veramente fare di tutto”

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la “loro” stampa arliamo spesso di tecnologia, qualche volta di tendenze… ma cosa pensano, come agiscono, cosa cercano gli interior designer? Come scelgono i loro fornitori di materiali stampati? Ne abbiamo intervistate quattro, tutte donne (non l’abbiamo fatto apposta, lo giuriamo), che ci hanno raccontato il loro punto di vista. Con qualche sorpresa.

Conosci le potenzialità della stampa (soprattutto digitale) e la usi nei tuoi progetti? In che modo? Sì, ne conosco bene sia gli aspetti estetici che gli aspetti tecnici, soprattutto della carta da parati, il materiale stampato che uso più frequentemente. Ormai i wallpaper hanno prestazioni tecniche che li rendono utilizzabili anche negli ambienti umidi, come le cucine o i bagni, quindi offrono moltissimi campi di applicazione. Oggigiorno non ci sono limiti nella progettazione, si può veramente fare di tutto. Certo, bisogna combattere il preconcetto diffuso che la carta da parati sia di uso limitato per motivi tecnici ed estetici. Bisogna spiegare al cliente che esistono resine protettive e impermeabilizzanti che si possono applicare sopra la carta da parati, e poi ne esistono anche in fibra di vetro. E per quanto riguarda i design, bisogna adattare sempre la proposta al contesto, alle necessità del cliente e alla sua indole, cercando di non seguire per forza i trend del momento. Ora per esempio va di moda il tropical, ma non tutti sono per le fantasie eccentriche, tanti preferiscono qualcosa di soft. La scelta del design è un aspetto cruciale anche perché i wallpaper non sono ancora molto economici, in media, e quindi cambiarli non è così semplice come cambiare il colore di una parete. Se uno investe diverse migliaia di euro in carta da parati, prima di eliminarla ci pensa bene. Attualmente l’aspetto economico ha ancora un peso importante anche in sede di accettazione della proposta: un’idea inizialmente approvata nel progetto, può essere cassata quando arrivano i preventivi. Un altro aspetto che influisce molto dalla teoria alla pratica è il fatto che queste carte da parati a volte sono molto articolate: sono dei dipinti a tutta parete, non hanno motivi ripetuti. Quindi l’applicazione non è facile, ci vogliono applicatori specializzati che tutelino il cliente e che garantiscano la qualità della posa, ma questo ha un costo. Insomma, adesso è più facile usare i wallpaper nei progetti di interior design rispetto a due anni fa, ma si incontrano comunque delle remore. Come influiscono sui tuoi progetti le tecnologie di stampa​più nuove? Le conosci, le cerchi, ti vengono proposte da fornitori all’avanguardia? Mi è capitato di ricevere proposte di materiali o prodotti nuovi da stampatori e brand, come per esempio di film per il wrapping. Io però uso principalmente carta da parati. La mia principale fonte di informazione sono le fiere. Ormai i produttori di carte da parati non solo

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interior

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spazio designer

permettono di essere più creativi, proprio nel momento giusto, ora che si comincia a uscire dal dominio del minimalismo e si è più propensi a decorare gli ambienti. Il fatto che le tecnologie di stampa offrano la possibilità di decorare luoghi della casa che prima non si credeva di poter decorare ha cambiato il modo di progettare. Oggi si è invogliati a progettare in maniera creativa utilizzando la decorazione. Prima si era meno propensi, ma soprattutto per questioni pratiche: io posso anche immaginarmi un ambiente fatto in un determinato modo, ma se poi non trovo il riscontro concreto nella produzione cade la proposta. Invece quando una cosa, oltre a pensarla, la posso anche realizzare, questo inevitabilmente apre le porte a molte possibilità. Per esempio, spesso noi architetti dobbiamo confrontarci con vincoli impiantistici, come lo split dell’aria condizionata, che è sempre orrendo, anche se di design, e non si sa come mascherarlo, visto che di solito è in materiale plastico e non si può dipingere facilmente. In questo caso, il wrapping potrebbe essere un’idea. Questo vale sia nel caso in cui venga messo su una parete con carta da parati, che su una a tinta unita: wrappato, il condizionatore sparisce.

ue progetti di Lia Lovisolo: sopra, un soggiorno in cui viene utilizzata una carta da parati di Wall & Decò; a destra, una classica fantasia di Dedar aiuta a rendere più mosso l’ingresso di questa abitazione.

​ om’è il loop​?​Sono cambiate le richieste​, e C quindi si può rispondere usando tecnologie di stampa​, oppure sono le tecnologie a far cambiare i gusti? Secondo me l’architetto sta nel mezzo: si informa, e quindi sulla base di cosa offre il mercato delle tecnologie di stampa riesce a proporre ai propri clienti soluzioni più o meno variegate, più o meno efficaci. È lui che ha il compito di approfondire: il cliente mediamente non conosce materiali e aspetti tecnici. È lui che induce il cliente a scoprire le potenzialità della tecnologia e ad applicarle in casa propria.

hanno un proprio stand, ma collaborano anche con altri produttori, a cui forniscono i loro prodotti come sfondo dei set. È quasi impossibile non conoscere i wallpaper. Ti è mai capitato di creare carte da parati ad hoc, o qualche tuo cliente ti ha chiesto di farlo? Mi è capitato che dei clienti abbiano voluto una carta da parati con un disegno su misura, e hanno scelto loro lo stampatore. Io ho fatto il progetto, loro si sono occupati della stampa e dell’applicazione. ​ ​Negli ultimi anni s ​ econdo te​il modo di progettare​​è cambiato grazie alle nuove tecnologie di stampa​, o è rimasto immutato​? Secondo me è cambiato. Le tecnologie di stampa

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​ ai fornitori specifici​per quanto riguarda la H stampa e le cose stampate? Ce ne sono tantissimi, c’è da sbizzarrirsi. I principali brand che uso nei miei progetti sono Wall & Decò, Glamora, Inkiostro Bianco, Cole and Son, Texta Wallpaper. A questi si aggiungono brand emergenti o di nicchia, oppure linee in edizione limitata realizzate in collaborazione con designer di grido, che propongono cose più particolari e creative. ​ Come ​ti aggiorni riguardo alle nuove tecnologie? Mi informo leggendo riviste di settore, navigando i siti dei produttori, e soprattutto vado alle fiere. Ogni tanto qualche cliente mi dà uno spunto, io approfondisco e magari scopro qualcosa che non conoscevo.


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Michela Martini architetta feng shui

Spazi Fluidi | Abitare gli spazi dell’anima www.spazifluidi.it

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“Sono le tecnologie e i produttori a far cambiare i gusti del mercato, a cogliere l’esigenza e farla diventare desiderio”

ichela Martini è riuscita a portare un po’ d’India nella casa della sua cliente, grazie alla carta da parati di Ananbo. In alto, l’effetto piastrella decorata è ottenuto grazie alla tecnica del decoupage, usando salviette in carta importate dagli Stati Uniti.

Conosci le potenzialità della stampa (soprattutto digitale), e la usi nei tuoi progetti? In che modo? Come architetto sono maggiormente interessata al potenziale decorativo rispetto alla pura e semplice tecnologia. Certo, mi interessa conoscere gli aspetti tecnici della stampa, ma solamente nella misura in cui mi aiutino a migliorare un ambiente, un progetto. Gli aspetti meramente tecnici tendo a lasciarli, appunto, agli addetti ai lavori. Ricordiamo che gli architetti e gli interior decorator sono figure professionali eclettiche, che devono conoscere molte cose provenienti da settori anche molto diversi tra loro. Per questo bisogna ottimizzare il tempo e le energie, e concentrarsi solamente sugli aspetti necessari per realizzare un progetto, senza disperdersi in approfondimenti non strettamente necessari. Come influiscono sui tuoi progetti le tecnologie di stampa più nuove? Le conosci, le cerchi, ti vengono proposte da fornitori all’avanguardia? Pur non avendo approfondito la tecnologia di stampa usata, negli anni Ottanta i miei progetti erano pieni di pareti decorate. Poi sono cambiate le tendenze e le carte da parati sono scomparse per vent’anni. Ricordo che qualche tempo fa avevo bisogno di

realizzare un’immagine naturalistica, un paesaggio marino, grande quanto un’intera parete, e l’ho fatta stampare su carta semplice. È stato approvato proprio in questi giorni, invece, il progetto che vedrà Segnobit, azienda di stampa specializzata nel rivestimento di grandi superfici, realizzare una carta da parati customizzata. L’immagine scelta dal cliente, su mia proposta, verrà stampata su una carta da parati con una texture particolare. Poi, una volta applicata, verrà decorata a mano e impreziosita con cristalli, orpelli in metallo e foglia d’oro, diventando così un pezzo unico. Questa proposta è stata scelta dal cliente perché, pur preziosissima, facilita la lavorazione artigianale e consente di contenere i costi rispetto ad altre tecniche, come il dipinto su parete. In questo caso, Segnobit, da cui mi rifornivo di altri materiali, ha colto la mia esigenza e mi ha illustrato le potenzialità della stampa digitale, convincendomi della bontà della soluzione proposta. Non è la prima volta che un produttore coglie l’occasione di mostrarmi la sua azienda e la sua offerta: per esempio, ricordo un viaggio a Valencia, ospite dell’azienda ceramica Porcelanosa, dove ho potuto osservare tutto il processo di produzione e decorazione delle piastrelle. ​ egli ultimi anni secondo te​il modo di N progettare​è cambiato grazie alle nuove tecnologie di stampa o è rimasto immutato? È sicuramente cambiato. Indipendentemente dal fatto che io ne faccia uso o meno, cosa che dipende anche dal mio target, vedo che la tecnologia di stampa digitale viene usata molto spesso. Penso per esempio alla stampa su Plexiglass per realizzare diffusori luminosi, oppure su altri materiali trasparenti retroilluminati, alle carte da parati, alle piastrelle decorate.

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La ceramica decorata, nel bagno progettato da Roberta Borrelli, serve a sottolineare i diversi spazi funzionali.

Com’è il loop? S ​ ono cambiate le richieste, e quindi si può rispondere usando tecnologie di stampa, oppure sono le tecnologie a far cambiare i gusti? Sono più le tecnologie e i produttori a far cambiare i gusti, a cogliere l’esigenza e farla diventare desiderio. Un utente medio, a meno che non sia davvero curioso e informato, difficilmente riesce a essere consapevole. È invece influenzato da quello che vede nelle riviste, alla tv, nei social. Piuttosto, è l’architetto che si fa portavoce della richiesta del cliente e può, in certi casi, influenzare i produttori e quindi le tecnologie. Hai fornitori specifici per quanto riguarda la stampa e le cose stampate? Non direi di avere dei fornitori fissi e specifici per quanto riguarda la stampa. Mi servo spesso, invece, di produttori di carte da parati e ceramica: Wall & Decò, Carte da parati degli anni 70, Ananbo, Porcelanosa, Graniti Fiandre. Poi in realtà trovo modi inediti per usare oggetti stampati: per esempio mi è capitato di utilizzare come rivestimento per la cucina delle salviette stampate con motivi tipo azulejo. Attraverso la tecnica del decoupage sono state incollate su un piano in MDF e poi impermeabilizzate con una resina speciale. Come ti aggiorni riguardo alle nuove tecnologie? Frequento le fiere, leggo articoli su blog o siti di fornitori, e poi c’è sempre Google.

Roberta Borrelli architetta e blogger Make Your Home www.makeyourhome.net

“L’avvento della stampa digitale ha cambiato di molto l’approccio progettuale nonché la possibilità di personalizzazione degli ambienti”

Conosci le potenzialità della stampa (soprattutto digitale), e la usi nei tuoi progetti? In che modo? Sono sincera, non sono un architetto particolarmente appassionato di tecnologia, ma l’uso dei materiali nel campo dell’interior è fondamentale e certamente l’avvento della stampa digitale ha cambiato di molto l’approccio progettuale nonché la possibilità di personalizzazione degli ambienti. L’uso più frequente negli ultimi anni è soprattutto legato al trend che ha visto ritornare in molte case l’uso della carta da parati ma anche sul tessile, per mia esperienza ha avuto il suo riscontro molto positivo. Come influiscono sui tuoi progetti le tecnologie di stampa più nuove? Le conosci, le cerchi, ti vengono proposte da fornitori all’avanguardia? Le nuove tecnologie di stampa mi offrono quella libertà

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di cui parlavo prima di personalizzare i miei progetti in un modo totalmente nuovo rispetto al passato. La mia ricerca avviene durante le fiere di settore, quei momenti dell’anno in cui riesco a ritagliarmi un po’ di tempo per curiosare e approfondire argomenti più legati alla sperimentazione sui materiali. ​Negli ultimi anni secondo te​il modo di progettare​è cambiato grazie alle nuove tecnologie di stampa, o è rimasto immutato? Non credo sia cambiato il modo di progettare in sé. Piuttosto, ciò che è cambiata è la possibilità di offrire una maggiore scelta all’utente finale senza gravare particolarmente sul budget. Com’è il loop? S ​ ono cambiate le richieste, e quindi si può rispondere usando tecnologie di stampa, oppure sono le tecnologie a far cambiare i gusti? È chiaro che le tendenze sono lanciate anche in base ai nuovi prodotti che offre il mercato, ma non affermerei che sono queste a far cambiare i gusti. La mia specializzazione nella realizzazione di ambienti domestici mi porta a confermare che le richieste sono dettate ancora da altri fattori, le cose cambiano certamente nel mondo dell’exhibit e del retail. Hai fornitori specifici per quanto riguarda la stampa e le cose stampate? No, in questo momento non ho un fornitore specifico, dipende molto dal luogo in cui sto lavorando. Come ti aggiorni riguardo alle nuove tecnologie? Come dicevo prima, molto durante le fiere di settore, e poi da blogger oltre che da architetto il web resta sempre il mio canale di ricerca preferito.


Valentina Viola architetta Studio Viola www.valentinaviola.com

“Ogni progetto è un’avventura in cui cercare soluzioni nuove, e quindi anche materiali nuovi, che mi portano a scoprire nuove tecnologie”

Conosci le potenzialità della stampa (soprattutto digitale) e la usi nei tuoi progetti? In che modo? No, non credo di poter dire di conoscere appieno le potenzialità della stampa digitale. Di solito uso le wallpaper senza chiedermi con quale tecnologia sono state realizzate. Per lo stile che ho nei miei lavori cerco sempre qualcosa che rimandi al passato e non al futuro. Mi sono occupata spesso di negozi e showroom, per cui ho avuto la possibilità di fare un lavoro più creativo rispetto al classico appartamento, nel quale decide chi lo vive anche in base a un mobilio esistente. Le decorazioni mi hanno permesso di creare ambienti caratteristici e anche di seguire il disegno del mobilio su misura. Ho cercato di dare al mio lavoro un taglio preciso che si è concretizzato in uno stile retrò un po’ “shabby chic”. Le mie preferenze vanno sempre a spazi con boiserie, o cornici in gesso, carte da parati, e particolari d’altri tempi. Mi piace molto l’impatto che si crea tra il moderno e l’antico: il mio è uno stile “mix and match”, dove elementi moderni e funzionali si accostano a oggetti del passato in favore di un effetto estetizzante. Come influiscono sui tuoi progetti le tecnologie di stampa​più nuove? Le conosci, le cerchi, ti vengono proposte da fornitori all’avanguardia? Ho i miei showroom di riferimento che vendono materiali per rivestire o tessuti e wallpaper, a volte vado col cliente, a volte da sola, anche solo per fare un po’ di ricerca. Gli showroom più interessanti organizzano degli eventi formativi per presentare le novità o informare i tecnici come me sui loro prodotti. Negli ultimi anni secondo te il modo di progettare è cambiato grazie alle nuove tecnologie di stampa, o è rimasto immutato?

Nei progetti di Valentina Viola la carta da parati esce dai “soliti” luoghi, e si arrampica, per esempio, sul soffitto.

Non so rispondere a questa domanda: io mi occupo di estetica e non di tecnologia. Personalmente, poi, ho scelto di non dedicarmi a progettare disegni per wallpaper o piastrelle: mi piace cercare e trovare quello che mi interessa nei prodotti in commercio. Hai fornitori specifici per quanto riguarda la stampa e le cose stampate? Mi piacciono molto le carte da parati di William Morris [designer tessile britannico dell’Ottocento, ndr] perché ha uno stile in linea con il mio gusto. Mi piace mixarlo con le cornici in gesso che gli fanno contenimento, creando un effetto tipo camerino. A proposito di stampe digitali, conosco quelle di Wall & Decò, che scalano l’immagine a seconda delle dimensioni della parete: mi sembrano tutte molto interessanti e anche il materiale di cui sono fatte è particolare perché ricorda più un tessuto che una carta. Nei miei progetti cerco di rendere tutto molto semplice e leggero mixando il moderno al retrò. Anche per i tendaggi spesso uso i tessuti di Morris o i velluti, che sono floreali e sontuosi, ma accostati ad ambienti semplici con idropitture sul bianco, grigio o colori a pastello… Ai miei clienti cerco di proporre materiali eleganti e decorati, ma magari tono su tono, per non esagerare. Mi piacciono molto, per questo, le piastrelle Mutina, sia per la ricerca cromatica che decorativa, o la linea Deco d’Antan di Tagina, che rivisita il passato in modo elegante e discreto. Comunque io porto i miei clienti nei miei showroom di fiducia e insieme cerchiamo i nuovi materiali e li scegliamo a seconda dello stile che vogliamo dare all’ambiente: per i rivestimenti andiamo da BHC Milano, per le wallpaper e i tessuti da Silva, sempre a Milano. Come ti aggiorni riguardo alle nuove tecnologie? Sulle nuove tecnologie mi aggiorno andando alle fiere e su internet, ma soprattutto lavorando. Per me ogni progetto è sempre un’avventura in cui cercare soluzioni nuove, e quindi anche materiali nuovi, che mi portano a scoprire nuove tecnologie che spesso ripropongo anche nel progetto successivo, adattandoli sulla base delle nuove esigenze. In generale mi piace fare entrare le persone nel mio mondo, che ha delle caratteristiche ben precise, ma trovo nella diversità del mio cliente sempre nuove sfide e stimoli. Anche quando sembra “troppo diverso”, è sempre lì, nell’incontro e talvolta scontro, che nasce l’unicità di un progetto.

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interior Londonart Shine On - Ferruccio Laviani

inchiesta

Tutti pazzi per... la carta da parati!

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Colorata, variegata, interattiva, personalizzata e iperpersonalizzata: così la carta da parati contemporanea irrompe sul mercato e diventa protagonista del mondo della decorazione degli interni, a tutti i livelli. Strumento abilitante di questo exploit del wallpaper, le tecnologie di stampa e, in particolare, quelle digitali. Non ci sono quasi più limiti alla creatività laddove disegni, fantasie, immagini e giochi cromatici sono immediatamente riproducibili. Sul fronte dei materiali, negli ultimi anni sono stati introdotti moltissimi supporti nuovi, che hanno consentito di diversificare ulteriormente l’offerta sia in termini estetici, sia in termini funzionali: preziose carte da parati con texture tridimensionali o wallpaper fonoassorbenti, ignifughe, lavabili, resistenti all’umidità, ne sono alcuni esempi. Se la tecnologia di stampa ha fatto passi da gigante, i fornitori di servizi di stampa si stanno equipaggiando per conquistare questo mercato dinamico. Vi sono stampatori che hanno diversificato l’attività, storici produttori di carte da parati che, grazie al digitale, hanno rinnovato il portfolio in direzione della customizzazione più estrema, e aziende pionieristiche che hanno sposato la causa dell’online. Nelle pagine seguenti, vi raccontiamo l’esperienza di alcuni player di questo mercato, soffermandoci sulle tecnologie da loro utilizzate.


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interior inchiesta

Creativetrend è specializzata nel settore dell’interior decoration.

L’azienda, nata a fine 2015 e con sede a Empoli (FI), ha puntato su tecnologie di stampa green e flessibili nella gestione dei materiali. La carta da parati ne rappresenta uno dei segmenti core: in questo ambito, Creativetrend punta sulla creatività e sull’offerta di prodotti personalizzati.

Eco, creativa e personalizzata, così la carta da parati conquista il mercato Luca Pacciani, print & graphics manager Quando avete inserito la carta da parati? Creativetrend è nata a fine 2015 con l’obiettivo di specializzarsi nel mondo dell’interior decoration. Abbiamo deciso fin dall’inizio di inserire nell’offerta anche la carta da parati, puntando su tipologie di wallpaper differenti per materiale, finitura e qualità. Ad oggi, il 15% del fatturato dell’azienda è generato dal segmento della carta da parati, la cui crescita è continua. Quale tecnologia utilizzate per la produzione di carta da parati? Al momento dell’avvio dell’attività, abbiamo investito nel plotter Ricoh Pro L4160 a sette colori, per stampare con alta qualità e in modalità green la carta da parati e altre tipologie di applicazioni. Successivamente, a fronte dell’aumento della domanda, abbiamo deciso di installare un secondo plotter Ricoh Pro L4160 a quattro colori. Ci siamo orientati verso la tecnologia latex di Ricoh con inchiostri AR sia per la sostenibilità del sistema di stampa, sia per la flessibilità nella gestione dei supporti per la carta

da parati. L’ampio gamut e la brillantezza dei colori sono altre caratteristiche che ci hanno portato ulteriori benefici e che ci hanno consentito di incrementare il business. Per alcune lavorazioni speciali – come le carte metalliche – siamo costretti a utilizzare la tecnologia UV. A livello di servizi, qual è la vostra strategia? Creativetrend offre un servizio chiavi in mano. Partiamo dallo studio della creatività e di grafiche personalizzate – con rendering/fotoinserimenti – realizziamo la stampa e ci occupiamo della messa in opera. Abbiamo, inoltre, stabilito delle collaborazioni con designer e architetti che possono così proporre le proprie idee, e questo ci aiuta a mantenerci al passo con i trend del mercato.

Il mercato italiano non è mai stato particolarmente interessato alla carta da parati: è ancora così o l’atteggiamento sta cambiando? Grazie ai nuovi sistemi di stampa e alla possibilità di produrre anche piccole tirature e stampe personalizzate, le cose stanno cambiando anche in Italia. Il mercato dei privati si è aperto perché oggi c’è grande interesse verso la possibilità di personalizzare gli ambienti di casa e di conferire un look più attuale. Le aziende, da parte loro, guardano alla carta da parati quale soluzione per migliorare l’aspetto dei propri uffici, a vantaggio sia del personale sia dei clienti. Architetti e designer,

da parte loro, hanno cominciato a ricorrere al wallpaper per progettare ambienti ricchi di colore e di personalità. Grazie alla varietà di fantasie, materiali e finiture, il segmento del wallpaper è in piena evoluzione e ci aspettiamo di veder fiorire nuove applicazioni nei prossimi anni. Cosa pensa dei servizi di web-to-print? Il web to print è un canale che rende accessibile la carta da parati a chiunque. Tuttavia, dal nostro punto di vista è importante che chi offre il servizio sia specializzato proprio in quel mercato. Da parte nostra, sicuramente in futuro valuteremo l’eventuale attivazione di questo canale di vendita.

A quale tipologia di clienti vi rivolgete? Ci rivolgiamo a una tipologia di clienti variegata. Ci sono i privati, le aziende, gli architetti e il mondo del contractor. Per comunicare la nostra offerta e promuovere i nostri prodotti, usiamo diversi canali di informazione e questo ci permettere di raggiungere tutti i nostri potenziali interlocutori.

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Inkiostro Bianco è specializzata nella produzione di superfici continue e di decorativi artistici. Questo “laboratorio di creatività” segue internamente l’intero ciclo produttivo – dalla realizzazione delle grafiche alla stampa. L’obiettivo – dichiarato – è quello di reinterpretare la classica carta da parati attraverso un’attività mirata di ricerca e di contaminazione tra stili, materia e pensieri. La tecnologia digitale è lo strumento per realizzare la customizzazione dei prodotti.

Superfici on demand e personalizzate al cuore della progettazione degli interni Elena Grazioli, marketing & communication manager

Ambiente decorato con carta da parati Follie GoldenWall Collection 2018.

Come è cambiato il mercato della carta da parati e come avete modificato l’offerta? Nel settore dell’interior design le tendenze sono in continua evoluzione. L’economia è oggi più che mai on demand e ciò richiede da parte dei fornitori maggiori flessibilità e dinamicità per rispondere alle esigenze di personalizzazione del cliente. Inkiostro Bianco si è sempre proposto sul mercato come brand attento alle tendenze, la cui ispirazione proviene

L’ntero ciclo produttivo è seguito internamente: ecco un esempio di materiale in lavorazione.

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da una contaminazione di stili e materie frutto di un accurato lavoro di ricerca. La customizzazione è insita alla nostra vision: ogni progetto realizzato è caratterizzato da una forte componente di unicità che lo rende esclusivo.

risponde all’esigenza di personalizzazione: ogni grafica è proporzionata alle dimensioni della superficie da decorare.

Chi sono i vostri principali interlocutori? Ci rivolgiamo al mondo del retail – attraverso la nostra rete di rivenditori nei settori dell’arredamento e dell’arredobagno – Quali tecnologie di così come al mondo stampa utilizzate? dell’architettura – interior Abbiamo investito in designer, progettisti e studi avanzate tecnologie di architettura, tutte figure di stampa digitali, che con un ruolo determinante garantiscono la massima risoluzione anche su grandi nell’influenzare le scelte di finiture e rivestimenti. dimensioni. Del resto, quest’ultimo requisito Personalizzazione e su misura sono centrali alla progettazione degli interni e al design. Qual è la vostra strategia in questo senso? La personalizzazione – lo abbiamo detto – è un aspetto fondamentale per la progettazione d’interni. I nostri creativi sono professionisti competenti del settore, appositamente selezionati per essere in sintonia con la missione dell’azienda: esprimere il proprio pensiero creativo affinché incontri il pensiero e il desiderio del cliente. Secondo questi principi, creiamo e progettiamo le nostre collezioni. Riteniamo che il team di Inkiostro Bianco sia in grado di soddisfare le

esigenze del mercato, grazie al know how dei singoli e alle opportunità offerte dalla stampa digitale. Il mercato italiano non ha mai mostrato particolare entusiasmo verso la carta da parati: è ancora così o l’atteggiamento sta cambiando? La tendenza è sensibilmente cambiata. Siamo riusciti a trasmettere un concetto differente di carta da parati: una rivisitazione dei vecchi rivestimenti in decorativi artistici, quasi come fossero opere d’arte dal forte impatto emozionale, in grado di trasmettere pensieri e sensazioni differenti a seconda della prospettiva di chi le osserva. Decorare uno spazio oggi significa arricchire e valorizzare un ambiente, anche per l’utenza italiana. Non a caso, l’Italia rappresenta il mercato di riferimento per il nostro brand e al nostro Paese afferisce la percentuale più alta di fatturato. Allo stesso tempo, il processo di internazionalizzazione, avviato un paio di anni fa, ci sta portando importanti riscontri sia a livello europeo sia a livello extra europeo.


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Nuova Digiservice è attiva da oltre vent’anni. Nata come azienda di fotolito e prestampa, ha ampliato l’attività muovendosi nel settore della stampa digitale wide format. Specializzata in ambito di allestimento di eventi e punti vendita, ha puntato sull’interior decoration per diversificare ulteriormente l’offerta. La carta da parati ne rappresenta uno degli ambiti produttivi più promettenti.

Matericità e personalizzazione estrema, una scommessa tecnologica Francesco Mangiaracina, socio Come vi siete affacciati al mondo della carta da parati e perché? Per rispondere al cambiamento del mercato del printing di grande formato, circa tre anni fa abbiamo creato una nuova divisione incentrata sull’interior decoration e l’inserimento della carta da parati è stato un passaggio obbligato. Il peso della sola carta da parati è attualmente pari a circa il 20% del fatturato totale, ma siamo convinti che ci siano ampi margini per incrementarlo anche a fronte dell’evidente evoluzione vissuta dal segmento. Non più immagini o texture standard, ma una forte spinta verso la personalizzazione di ogni ambiente, in cerca di unicità: sempre più spesso una location, un’abitazione o un contesto commerciale trovano la propria caratterizzazione con l’identificazione grafica di una parete. In tutto questo, la carta da parati è in grado di trasmettere una matericità superiore rispetto ai materiali a base pvc e proprio su questa matericità stiamo focalizzando la nostra ricerca. A riprova di ciò, l’investimento più recente:

abbiamo acquistato una nuova tecnologia, unica in Europa, che permette di realizzare rilievi personalizzati conferendo alla carta da parati una dimensione materica unica. Vuole parlarci di questa tecnologia? Si tratta di Dimense, dell’azienda lituana Veika, un sistema di stampa per carta da parati che consente di creare l’embossing in digitale – con un rilievo reale di 1 mm. Abbiamo scelto questa innovativa tecnologia perché riteniamo che abbia il potenziale per ridefinire il concetto di personalizzazione nel mondo della carta da parati. Quali altre tecnologie utilizzate per la produzione di wallpaper? Ci avvaliamo di diverse tecnologie. Oltre a Dimense, utilizziamo la tecnologia HP Latex in quanto garantisce il rispetto delle normative su ambiente e salute umana, oltre a essere totalmente inodore. Un ulteriore valore aggiunto è l’utilizzo di carte certificate HP con le quali si ottengono garanzie di durabilità e qualità.

Come è cambiata la vostra offerta? Il nostro intento è da sempre quello di offrire un mix di prodotti in linea con le esigenze dei clienti e con i trend del momento. Di conseguenza, siamo impegnati in una ricerca continua di nuove tipologie di carte da proporre. In particolare, a prevalere oggi è una richiesta di personalizzazione estrema: grazie a Dimense riusciamo ad annullare ogni vincolo della stampa con i metodi tradizionali. Quale il target e quale la strategia nel wallpaper? Ci rivolgiamo a una tipologia di clienti trasversale, in quanto spaziamo dai general contractor agli studi di architettura, fino ai clienti privati. Accompagniamo il cliente nella scelta del prodotto valutando il reale utilizzo di destinazione per assicurarci di fornire l’articolo più idoneo – in alcuni casi, procediamo anche alla produzione di campionature ad hoc. Al nostro interno abbiamo un team creativo che sviluppa nuove proposte ed è in grado

di rispondere alle più svariate richieste. Inoltre, mettiamo a disposizione personale qualificato per le operazioni di posa e allestimento, per assistere i clienti fino al completamento del progetto. Wallpaper e servizio web-to-print: qual è la vostra posizione? Il mercato si dimostra maturo nel recepire la Dettaglio dell’embossing personalizzazione degli digitale ottenibile con ambienti privati. Per Dimense di Veika. questo motivo, abbiamo investito in una nuova iniziativa: www.lovedecor. it, un e-commerce con il quale proponiamo prodotti derivati dal nostro settore, ma di semplice installazione e quindi alla portata del consumer. Un vero fai da te con risultato professionale.

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Le tecnologie dietro i wallpaper Fermi tutti, la carta da parati on-demand diventa 3D

Produttività industriale al servizio della carta da parati

Produttore: Veika Modello: Dimensor S Anno di rilascio: 2018 Inchiostri: Veika Dimense latex a base acqua Risoluzione: 1.440 dpi Produttività: fino a 12 m2/h (colore), fino a 30 m2/h (solo digital embossing) Luce di stampa: 1.600 mm Supporto di stampa: Veika PVC-free matt o perlescente

Produttore: HP Modello: Indigo 20000 Anno di rilascio: 2012, 2018 (HP Indigo 20000 Digital Press Wallpaper Solution) Inchiostri: HP Indigo Liquid ElectroInk Risoluzione: fino a 2.438 dpi Produttività: 1.515 m2/h per la stampa di carte da parati Luce di stampa: fino a 762 mm Supporti di stampa: carta, pellicola, (PET, BOPP, BOPA), pellicola termoretraibile (PETG, PVC, OPS), fogli di etichette (etichette PE), prelaminati (PET/ALU/PE) Spessore supporto di stampa: da 10 a 250 micron

Veika Dimensor S rivoluziona la stampa digitale di carta da parati on-demand introducendo la tridimensionalità. L’effetto 3D tattile e visivo è ottenuto grazie alla tecnologia Dimense. Durante la stampa digitale, viene eiettato sul supporto uno speciale liquido strutturante che inibisce lo sviluppo dello spessore (che attualmente è di un millimetro) nella carta da parati. L’effetto tridimensionale si ottiene attraverso il passaggio nella calandra digitale incorporata. La combinazione di supporto matt o perlescente e liquido strutturante permette di ottenere particolari effetti decorativi. La carta da parati è traspirante, e una volta decorata con il digital embossing può essere quindi intonacata, così da ottenere (per esempio) un effetto 3D scalato sull’intera parete. Il sistema è chiavi in mano, e include, oltre alla stampante, anche inchiostri, liquido strutturante e supporto di stampa, tutto targato Veika. Il distributore esclusivo per l’Italia della tecnologia Dimense è Fenix Digital Group.

dalle etichette ai wallpaper Produttore: Xeikon Modello: Xeikon 3500 Anno di rilascio: 2011, 2018 (Wall Decoration Suite) Inchiostri: Xeikon dry toner Risoluzione: fino a 1.200 dpi Produttività: fino a 600 m2/h Luce di stampa: fino a 516 mm Supporti di stampa: supporti di partner certificati: Ahlstrom, BN International, Felix Schoeller, Metsä Board, Lahnpaper Spessore supporto di stampa: 40-350 g/m2

Wall Decoration Suite è una piattaforma che consente di gestire la produzione di carta da parati dall’avvio del processo alla creazione del rotolo. È basata sul sistema di stampa digitale Xeikon 3500, celebre nel settore delle etichette. Proprio da qui Xeikon ha mutuato la concezione modulare, e propone per esempio il Web Varnishing Module, per applicare una vernice a base acqua che serve a proteggere e nobilitare, oppure un avvolgitore che consente di rifilare il supporto.

Una soluzione versatile per produzioni on-demand Produttore: Ricoh Modello: Ricoh Pro L4130 e L4160 Anno di rilascio: 2014 Inchiostri: Ricoh latex AR Risoluzione: fino a 1.200 dpi Produttività: fino a 33,1 m2/h Luce di stampa: 1.361 e 1.610 mm Supporti di stampa: ampia compatibilità con i supporti, inclusa carta patinata sottile, carta sintetica, PET, tela cerata, PVC impermeabile, pellicola per vetri, poliestere e cotone Spessore supporto di stampa: 0,3 mm o meno

La serie Ricoh Pro L4100, equipaggiata con inchiostri latex, offre a stampatori digitali di grande formato la possibilità di ampliare il proprio catalogo con numerosi prodotti, tutti caratterizzati da sicurezza ed ecosostenibilità. Tra questi, anche la carta da parati, che può essere stampata on-demand anche in bassissime tirature. I nuovi e resistenti inchiostri latex a base acqua hanno bassi livelli di emissioni COV (composti organici volatili) e non emettono odori.

La consolidata tecnologia di stampa HP Indigo 20000, capace di produttività industriali, è ampiamente utilizzata in vari settori, tra cui quello delle etichette e del packaging flessibile (rispetta i requisiti di sicurezza per il packaging alimentare primario). HP Indigo 20000 Digital Press Wallpaper Solution è la soluzione aggiuntiva sviluppata intorno a questo sistema di stampa che HP ha proposto a Heimtextil 2018. Può essere installata sulle macchine già installate, ed è pensata per soddisfare con qualità offset anche gli stampatori tradizionali.

Una tecnologia “disruptive” ormai diventata un classico Produttore: HP Modello: Latex 1500 Anno di rilascio: 2016; la tecnologia HP Latex è stata lanciata nel 2008 Inchiostri: HP Latex Risoluzione: fino a 1.200 dpi Produttività: 45 m²/h per la stampa Indoor alta qualità Luce di stampa: 3.200 mm Supporti di stampa: striscioni, vinile autoadesivo, pellicole, carta, rivestimenti murali, carta Canvas, rete e materiali tessili porosi Spessore supporto di stampa: fino a 0,4 mm con impostazione predefinita, fino a 2 mm con impostazione dell’altezza del carrello personalizzata

La tecnologia brevettata HP Latex, quando è stata lanciata, nel 2008, ha rivoluzionato il mercato sign & display, fino ad allora dominato dagli inchiostri a solvente ed ecosolvent. Il Latex abbina a buone performance di resistenza e cromia una nuova attenzione all’ambiente e alla sicurezza. Da allora la gamma di stampanti Latex si è arricchita di numerosi modelli, che incontrano le necessità di medie e grandi aziende di stampa. Due anni fa è stata lanciata la Latex 1500, con l’obiettivo di offrire ai PSP uno strumento potente e versatile, a un costo di entrata sostenibile.


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interior l’insider

BEEPAG

Diversificazione e personalizzazione nel cuore della strategia Attiva nei settori dell’allestimento degli interni e della visual communication, l’azienda fiorentina ha fatto dell’investimento in tecnologia e del focus sul servizio i propri punti di forza. E a cinque anni dalla sua fondazione è in grado di offrire una vastissima gamma di applicazioni su svariati supporti e di rispondere alla crescente domanda di personalizzazione.

Uno spirito imprenditoriale incline a investire in tecnologie di ultima generazione e la scelta della stampa digitale, queste le colonne portanti della strategia di Beepag. L’azienda fiorentina – specializzata nella fornitura di servizi di grafica e di stampa per i settori dell’allestimento degli interni (retail, franchising, punti vendita ed eventi) e nella comunicazione visiva – ha fatto recentemente parlare di sé per essere stata la prima realtà italiana a installare un sistema Ricoh Pro T7210. L’obiettivo dell’investimento? Diversificare ulteriormente la gamma delle applicazioni e, soprattutto, aumentare la capacità di personalizzazione con una tecnologia UV led.

Crescere con il digitale “Vent’anni fa ho cominciato la mia esperienza lavorativa nel mercato della stampa, in un momento fondamentale della sua evoluzione:

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l’introduzione della tecnologia digitale. Negli anni ne ho seguito il trend, vedendola crescere e diventare protagonista nel mondo dei servizi di stampa”. A raccontarlo è Matteo Pinzauti, fondatore e titolare di Beepag. Proprio la conoscenza del settore grafico e l’esperienza nella stampa digitale lo hanno portato ad avviare, nel 2014, un’attività di service di stampa per tipografie e copisterie. Attività che ha cominciato molto presto a trasformarsi: il processo di diversificazione del business è stato immediato e si è indirizzato verso il mondo dell’allestimento degli interni e della visual communication. Carta da parati, espositori, desk e sedute promozionali, sagome personalizzate, insieme a manifesti e maxi affissioni, decorazione dei veicoli e packaging sono stati via via introdotti e sono oggi parte dell’offerta dell’azienda, che conta

tra i clienti realtà attive in diversi settori, dalla moda all’arredamento fino alla cosmetica e al farmaceutico. E in quest’ottica di evoluzione continua e di servizio a trecentosessanta gradi, Beepag ha anche integrato la fornitura di soluzioni multimediali su diverse piattaforme – totem, schermi di varie misure, videowall per interni ed esterni. Il fattore abilitante di una crescita tanto impattante? Lo spirito imprenditoriale del management che ha puntato molto sull’investimento mirato in tecnologia.

Le scelte tecnologiche Dopo una fase iniziale caratterizzata dall’uso di macchine da stampa a solvente, Beepag ha scelto di passare alla tecnologia latex di Ricoh. L’azienda ha installato due sistemi di stampa di grande formato Ricoh Pro L4100, che le hanno con-


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l’insider

sentito non solo di entrare nel mondo dell’allestimento degli interni, ma anche di realizzare la stampa su tessuto per i settori del retail e della visual communication. Per compiere un passo ulteriore nella crescita del business, l’azienda ha recentemente deciso di intraprendere un nuovo investimento, puntando sulla soluzione flatbed UV Ricoh Pro T7210. Obiettivo principale, proporre nuove applicazioni di stampa su supporti rigidi. “Dopo un’attenta analisi delle tecnologie flatbed disponibili sul mercato, abbiamo deciso di rinnovare la fiducia in Ricoh scegliendo Pro T7210”, ha spiegato Pinzauti. “In particolare, tra le caratteristiche che ci hanno guidato nella decisione citerei prima di tutto la flessibilità dei supporti su cui può stampare andando oltre lo standard di mercato dei 5 cm di spessore. La soluzione

di Ricoh permette infatti di gestire supporti fino a 11 cm – inclusi legno, alluminio, vetro, plexiglas e cartone”. Con un’unica soluzione, Beepag è in grado di stampare porte e altri componenti di arredo, ma anche applicazioni in cartone – grazie al piano fisso di aspirazione – e in forex, utilizzate per la comunicazione visiva, la cartotecnica e il PoP. La flessibilità propria della stampa digitale consente all’azienda di proporre layout personalizzati, fino al pezzo unico. Altro plus del nuovo sistema indicato da Pinzauti, gli inchiostri, sia perché inodore e dunque utilizzabili per applicazioni di interni e a diretto contatto con il pubblico, sia per la disponibilità del bianco e del clear: “L’utilizzo dell’inchiostro trasparente amplia ulteriormente le possibilità applicative. Anche perché la velocità di produzione del sistema con il bianco e con

l parco macchine di ultima generazione di Beepag include le tecnologie latex e UV led di Ricoh, destinate alla produzione di applicazioni per l’interior decoration e per la visual communication.

Matteo Pinzauti, fondatore e titolare di Beepag, nella sede dell’azienda a Campi Bisenzio (Firenze).

l’inchiostro trasparente è molto buona”. Il prossimo step? Lo sviluppo di nuove applicazioni che consentano a Beepag di arricchire ulteriormente l’offerta di soluzioni per l’allestimento. “L’installazione è recente, ma le idee da proporre ai nostri clienti sono già tante. Abbiamo testato la stampa su forex, cartone, sandwich, e ci apprestiamo a sperimentare la stampa su alluminio, vetro e altri supporti per arrivare a proporre un portfolio completo che ci consenta di fare la differenza”, ha concluso Pinzauti.

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interior l’insider

INDUSTRIA GRAFICA FG

Realizzare l’interior in ottica green e digital

Tecnologia, sperimentazione, passione ed ecologia: queste le colonne portanti della strategia dell’azienda salernitana, protagonista di un’evoluzione continua e pronta a mettere in campo nuove idee e progetti

Fabrizio e Giusy Citro, alla guida di Industria Grafica FG.

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L’investimento come leva di crescita, ricerca e sperimentazione quali strumenti per competere e la sostenibilità ambientale e sociale al centro della filosofia aziendale: si delinea così il carattere di Industria Grafica FG. “FG”, come Fabrizio e Giusy, figli del fondatore Giovanni Citro, un giovane management che ha già saputo dare una forte impronta, puntando sul mondo della stampa digitale di grande e di grandissimo formato per i settori dell’allestimento degli interni, di eventi e manifestazioni e, più recentemente, dell’out of home. Questa medio-piccola realtà salernitana si trova oggi al centro di un’evoluzione costante, forte di un’offerta variegata e innovativa, di una strategia green che nulla ha da invidiare a quella delle realtà grafiche del Nord Europa e di tante idee e progetti da sviluppare per il presente e per il futuro.

La crescita dell’azienda L’anno di fondazione di Industria Grafica FG è il 1985, ma per ricostruire le origini dell’azienda bisogna tornare al 1969, anno in cui Giovanni Citro si trasferisce da Salerno a Milano, dove comincia a lavorare nel mondo dei laboratori fotografici. Rientrato a Salerno a fine anni Settanta – e dopo un periodo di esperienza presso Arti Grafiche Boccia – decide di avviare un’attività in proprio nell’ambito della prestampa. L’azienda – che alla fotolito affianca anche la scannerizzazione – arriva velocemente ad affermarsi quale realtà di riferimento dell’area del Mezzogiorno. Dalla prestampa alla stampa digitale, il passaggio è stato naturale seppur graduale. Agli albori degli anni Novanta, Industria Grafica FG si affaccia al mondo della produzione digitale, investendo nelle prime attrezzature “Abbia-

mo iniziato con i plotter di grande formato HP DesignJet (1995) e Colorgraf di Xerox (1999), e abbiamo aperto un dialogo con le aziende della zona, in particolare con quelle della moda e della ceramica, per mostrare loro le nuove possibilità a disposizione in termini di allestimento e decorazione digitale. Si è trattato di un cambiamento fondamentale per noi, perché siamo passati dal confrontarci con tipografie e agenzie creative a dialogare con grandi aziende e franchising”, racconta Fabrizio Citro, general manager di Industria Grafica FG. Da quel momento, l’evoluzione dell’azienda è andata di pari passo con l’investimento nel parco macchine, pianificato secondo una rigorosa logica green. All’installazione di un primo plotter ecosolvent (nel 2004), sono seguiti negli anni gli acquisti di un sistema di stampa flatbed dell’italiana Neolt (nel 2008) e di un sistema Anapur-


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interior

Alcuni esempi di realizzazioni di interni a cura di Industria Grafica FG. Nella pagina accanto, l’ultimo acquisto dell’azienda, il sistema di stampa inkjet UV led Flora XTRA 3300L di grandissimo formato, installato a fine 2017. Forte del parco macchine di ultima generazione, l’azienda ha lanciato una nuova sfida: Print Lab, un laboratorio open space aperto a tutti, nel quale sperimentare la stampa delle proprie idee.

na di Agfa Graphics con inchiostro bianco, a cui se ne sono aggiunti altri due, l’ultimo dei quali UV led. “Abbiamo investito in modo massiccio – dal sistema di taglio con pantografo CNC al plotter da taglio Summa, entrambi con telecamera, fino al software Onyx Thrive per la gestione del colore e ai plotter ecosolvent a pigmento di Epson con certificazione Greenguard. L’ultimo importante investimento, realizzato nel 2017, ha riguardato il sistema di stampa inkjet UV led Flora XTRA 3300L di grandissimo formato, una soluzione che ci ha permesso di aprirci al mercato dell’out of home”. Nuove tecnologie e nuovi mercati di riferimento, e anche nuovi canali di vendita, perché nei primi mesi del 2018 Industria Grafica FG ha avviato l’e-commerce www. grandissimoformato.it.

Verso l’interior La tecnologia da sola non basta per rendere un’azien-

da competitiva. Industria Grafica FG ha aggiunto una buona dose di entusiasmo, uno spiccato spirito di iniziativa e tanto lavoro di ricerca e sviluppo, senza mai perdere il legame con il territorio di appartenenza. “Per avvicinarci al settore della decorazione degli interni abbiamo partecipato a Young Factory Design, un contest organizzato da Confindustria di Salerno che coinvolge architetti, designer e PMI locali. Abbiamo sviluppato così le no-

stre prime applicazioni”, ha raccontato Citro. “Uno degli ultimi progetti è stato presentato al fuorisalone 2018 a Milano: si tratta del floor carpet in pvc antisdrucciolo – che abbiamo proposto anche a PrintMAT, durante Print4All”. Grazie all’attività di R&D in ambito di materiali e applicazioni, Industria Grafica FG propone una vasta gamma di soluzioni per gli interni, inclusi kit per l’allestimento di negozi e stand, espositori, carta da parati e flooring

All’orizzonte E per quanto riguarda il futuro? Mantenendo fermo il focus sull’interior decoration quale core business, Industria Grafica FG punterà anche sulla crescita nel settore dell’out of home spingendo sull’utilizzo di materiali ecosostenibili: “Ci siamo confrontati con Legambiente, chiedendo di lavorare sulla sensibilizzazione della pubblica amministrazione e delle grandi aziende rispetto all’utilizzo di materiali ecosostenibili in ambito di allestimento e di comunicazione, come adesivi pvc-free per la decorazione delle flotte aziendali o tessuti in poliestere per l’allestimento di stand e punti vendita”. Ma gli obiettivi sono ancora più ambiziosi. Due i mercati nel mirino: “Il mondo del tessile – con la tecnologia a sublimazione – e il mondo di packaging digitale e visual display, in particolare del cartone ondulato: sono i trend più marcati e vogliamo farci trovare pronti”. E Fabrizio Citro non esclude nemmeno la strada di fusioni e joint venture: “Sono convinto che per poter crescere e competere sia necessario creare delle sinergie tra aziende, unire le forze per investire ed evolversi. È una via che ogni realtà di piccole e medie dimensioni dovrebbe considerare e noi lo stiamo facendo”.

l’insider

nonché soluzioni innovative quali le scenografie interattive realizzate con stampe a effetto 3D, arricchite con luci e suoni – pavimenti 3D in resina, cieli 3D retroilluminabili in tessuto, pareti 3D in plexiglass. La sostenibilità ambientale ed etica – lo abbiamo detto – è parte integrante della filosofia aziendale e il primo tra gli obiettivi strategici, ciò significa che tecnologie e materiali utilizzati sono selezionati con criteri green, così come green e sostenibili sono i prodotti proposti al mercato: “Si tratta di una sensibilità che è propria del DNA dell’azienda. Fin dall’inizio abbiamo dato priorità alla sicurezza sia dei prodotti sia dell’ambiente di lavoro, a tutela della salute degli utenti, dello staff e del pianeta”, ha spiegato Citro. “Tutti i nostri processi sono eco-friendly. Per gli inchiostri preferiamo quelli a base acqua e certificati Greenguard Gold e da tempo abbiamo adottato la tecnologia UV led che riduce l’impatto ambientale e permette di stampare senza solventi su ogni tipo di materiale. E, a proposito di materiali, guardiamo ai supporti più performanti e a più basso impatto ambientale, rivolgendoci a brand quali 3A Composite per i supporti rigidi, 3M e Avery per vinili adesivi e film flessibili, KD per gli espositori”. Corollario del know how e dell’impegno di Industria Grafica FG è l’implementazione del servizio ai clienti: “Ci siamo organizzati per mettere a disposizione un servizio completo, che ci consenta di affiancare i nostri interlocutori a 360 gradi, dalla progettazione grafica alla gestione dei lavori di allestimento”.

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interior focus materiali

sai davvero cosa succede quando stampi

IL VETRO?

Uno dei materiali più raffinati che si possono usare in architettura e nella decorazione d’interni è il vetro. Trasparente per definizione, è però grazie alla colorazione, alla stampa e alla decorazione che espande i propri ambiti di utilizzo, offrendo infinite possibilità creative: porte e finestre, tavoli e sedie, ma anche box doccia, pannelli divisori, rivestimenti per cucine e bagni. Eppure il vetro è ancora poco usato al di fuori dagli ambiti funzionali. Se in ambito architettonico è il materiale più usato per le vetrate dei grattacieli, nelle abitazioni private rimane spesso relegato in ambiti ben precisi e ristretti, come gli elettrodomestici e gli infissi. I motivi sono vari: rispetto a materiali plastici come il Plexiglass è più fragile, delicato e costoso. Inoltre richiede competenze specialistiche e attrezzature specifiche per essere stampato, decorato, lavorato, trasportato, montato. Anche in questo caso, come per la plastica, di cui abbiamo parlato nello scorso numero, ci sono alcune domande fondamentali da farsi quando si parla di stampa su vetro:

Qual è la destinazione d’uso del prodotto finito? Che resistenze sono necessarie, durante la lavorazione e dopo? Quali lavorazioni sono necessarie per arrivare al prodotto finito? Queste domande sono fondamentali anche per capire come attenersi alla normativa sulla sicurezza, che in Italia, per il vetro, è l’UNI 7697 del 2015. Avere la risposta a queste prime domande renderà più semplice rispondere a queste:

Contributo scientifico di Luca Bellotto (Heliv Group), Roberto Ghiro (AGC Flat Glass Italia), Giorgia Giacchetto e Alice Guolo (Veneto Vetro), Francesco Gonella (Università Ca’ Foscari di Venezia), Liliana Toschi (Ferro).

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Su quale tipo di vetro posso stampare? Ho bisogno di pretrattamento e posttrattamento? Quale tecnica di stampa userò? Quale inchiostro? Basta un curing o un pinning, oppure ho bisogno della tempra? Come verrà lavorato il prodotto dopo la stampa? Avventuriamoci ora nell’affascinante mondo del vetro, fragile e rovente, trasparente e multiforme.


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interior focus materiali

70-74% diossido di silicio

12-16% carbonato di sodio

5-11% ossido di calcio

Componenti chimici del vetro

1-3%

riciclato e che aiuta ad abbassare la temperatura di fusione. Il vetro piano, quello di cui parliamo in questo articolo, ha una composizione chimica differente da quella del vetro cavo, usato per realizzare bicchieri e bottiglie. E anche di vetri piani ce ne sono di varie tipologie: float (o ricotto), temprato, indurito, stratificato (o laminato). Il vetro float o ricotto è stato inventato nel 1952 da Alastair Pilkington. È la tipologia più diffusa (è anche la meno elaborata, rispetto alle altre, che hanno lavorazioni aggiuntive). Viene detto “float” dal verbo inglese to float, che significa galleggiare. Questo nome curioso deriva dalla sua lavorazione: dopo che le materie prime fondono ed escono dal bacino di fusione, entrano in una camera dove c’è una specie di piscina di stagno fuso. Il fluido vetroso galleggia sullo stagno senza mescolarsi e forma naturalmente uno strato spesso circa sei millimetri (è lo spessore che viscosità, tensione superficiale e forza di gravità fanno assumere ad ogni fluido vetroso). In questo momento si agisce per aumentarne o diminuirne lo spessore − tenendo conto che nel settore architettonico vengono generalmente usate lastre spesse dai tre ai venticinque millimetri. Nel primo caso vengono strette le barriere che arginano il flusso di vetro incandescente, nel secondo vengono attivati “top roll”, rulli che scorrono più o meno velocemente sul fluido e lo stendono. Da questa lavorazione si determinano il “lato stagno” − che entra a contatto con il metallo

ossido di magnesio

Parliamo sempre di “vetro”, ma in realtà i vetri sono moltissimi, diversi per composizione chimica e fisica. Dal punto di vista chimico, il vetro è “un liquido la cui viscosità è così alta da assomigliare a un solido”, secondo la definizione del professor Francesco Gonella. Tutti i vetri usati nell’interior decoration e in architettura è composto principalmente di tre elementi: silice, soda e calce. La silice è la base comune a tutti i vetri, la componente “vetrificante”. La soda (o meglio, l’ossido di sodio) serve principalmente ad abbassare la temperatura di fusione, portandola da più di 1.700 gradi Celsius a temperature ben al di sotto dei 1.000 °C. La calce è invece uno stabilizzante: essendo il vetro un materiale amorfo, dalla composizione molecolare non cristallina, non è stabile. Per questo rischia, per esempio, fratture durante il taglio. La calce serve anche a ripristinare l’insolubilità della materia. A questi elementi principali si aggiungono l’ossido di magnesio e di alluminio, ulteriori elementi stabilizzanti che migliorano le proprietà chimiche e meccaniche del prodotto. Vengono aggiunti ossidi di metalli per produrre vetri colorati, che però in ambito industriale non sono molto richiesti. Altre sostanze servono ad aumentare determinate proprietà del vetro: abbassare la temperatura di fusione, stabilizzare la struttura molecolare, affinare i difetti, colorare o decolorare, opacizzare. I vetri moderni, poi, spesso contengono frammenti di vetro preesistente, che viene così

Altri 1%

Il vetro, o meglio: i vetri

1-3% ossido di alluminio

Il vetro è un materiale affascinante e difficile. Lavorarlo, stamparlo, decorarlo: sono procedimenti complessi che richiedono competenze specialistiche. In questo secondo appuntamento nel mondo dei materiali stampabili abbiamo provato a conoscere un po’ meglio questo composto di silice, soda e calce.

Il vetro è composto in proporzioni variabili da diverse materie prime. Sullo sfondo, un’opera in vetro di Lieven de Boeck, “Mikado LDB Modulor”. Nella pagina accanto, un vetro stampato con tecnologia digitale Dip-Tech da Veneto Vetro (foto di Veneto Vetro).

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interior

U

focus materiali

n materiale particolare: la vetroceramica Un’ulteriore tipologia di materiale vetroso usato nell’arredamento, e in particolar modo negli elettrodomestici (forni, piastre a induzione), è la vetroceramica. È un materiale composito che si caratterizza per un’altissima resistenza al calore e particolari caratteristiche termomeccaniche, alcune proprie del vetro (come l’ermetizzazione), e altre della ceramica (come la resistenza). Ha una composizione chimica particolare: cristalli di piccoli dimensioni sono immersi in una massa amorfa di materiale vetroso. Si ottiene attraverso un procedimento termico che permette la nucleazione, ovvero l’aumento del numero dei cristalli all’interno della massa vetrosa.

imescolamento e fase di prescioglimento della miscela.

Esistono anche vetri laminati antiuragano, che usano interlayer specifici.

Il vetro con i superpoteri: la coatizzazione Il vetro, nell’architettura e nell’arredamento d’interni, può essere usato “al naturale”, ma più spesso passa attraverso qualche tipo di processo di “coatizzazione”, di rivestimento, che ne aumenta l’efficienza energetica o ne potenzia qualche altra caratteristica. Bisogna infatti tenere presente che di solito, nell’architettura residenziale, si usano vetri che lasciano entrare dal settantacinque all’ottanta per cento dei raggi solari. In costruzioni particolari con grandi vetrate, i vetri lasciano passare tra il cinquanta e il sessanta per cento della luce solare. Esistono però varietà di vetri che lasciano entrare solo il venticinque per cento della luce: vengono solitamente usati in copertura. Inoltre, sono molto richiesti vetri basso-emissivi (che non lasciano uscire il calore durante l’inverno) e a controllo solare (che non lasciano penetrare i raggi del sole durante l’estate). Il vetro “coatizzato” è ricoperto da un rivestimento di metallo o ossido di metallo. Uno dei più efficaci è

l’argento, ma vengono usati anche zinco e titanio. Su una stessa lastra di vetro può essere applicato anche più di uno strato di coating, che è completamente trasparente. Per coatizzare una lastra di vetro vengono usati due procedimenti: quello pirolitico e quello magnetronico. I vetri pirolitici vengono realizzati spruzzando l’ossido di metallo direttamente sul vetro appena uscito dal bagno di stagno (è una procedura in linea). La superficie ancora molle assorbe il coating e lo ingloba. Questo tipo di rivestimento è particolarmente resistente ai graffi e alle abrasioni, perché, di fatto, l’ossido vetrifica. Invece i vetri magnetronici sono più delicati ma più efficaci di quelli pirolitici. In questo caso il coating viene spruzzato sul vetro perfettamente raffreddato (è una procedura offline): la lastra viene fatta passare attraverso un “coater”, che consiste in una camera estremamente lunga (può arrivare fino a cento metri di lunghezza, per cinquanta centimetri di altezza) che solitamente si trova all’interno di una linea di produzione. All’interno del coater non c’è pressione; molecole di metallo (argento per esempio) vengono trasferite

Una delle fasi finali della produzione: il caricamento delle lastre finite sui cavalletti e due lastre in vetro acidato AGC Matelux.

Una colata di vetro fuso.

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foto AGC

foto Ferro

foto AGC

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n esempio di vetroceramica.

fuso − e il “lato aria” − che rimane esposto all’aria. Il raffreddamento avviene in modo controllato, per evitare il rischio di fratture il vetro passa da seicentoventi a duecentocinquanta gradi, in un tunnel detto forno di raffreddamento o “étenderie”. Questo processo è anche detto “ricottura”: da qui deriva il nome “vetro ricotto”. La lastra di vetro si raffredda all’aria e quando finalmente raggiunge la temperatura di cento gradi è pronta per subire ulteriori lavorazioni, come il taglio (la dimensione standard di una lastra è 6.000 per 3.210 millimetri), la molatura, la curvatura, oppure la tempra o l’indurimento. Questi ultimi due procedimenti, che servono a rendere il vetro più duro e quindi più resistente, consistono nel riscaldamento e nel successivo raffreddamento della lastra. L’ultimo tipo di vetro che abbiamo menzionato, molto usato in architettura, è quello detto stratificato o laminato. È questo un vetro composito, un sandwich, di vetri ricotti, temprati o induriti, tenuti insieme da un intercalare (o interlayer) di polivinilbutirrale (PVB), di etilene vinil acetato (EVA) o poliuretano termoplastico (TPU).


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Che vetri vengono usati in architettura e nell’interior design?

La normativa

Caratteristiche

Vetro float o ricotto

Finestre, porte, vetrate

Il vetro piano più usato al mondo. Non appartiene ai vetri di sicurezza.

Vetro indurito

Finestre, porte, vetrate

Più resistente rispetto al vetro float, non appartiene però alla categoria dei vetri di sicurezza perché se si rompe i frammenti sono grandi e taglienti.

Vetro temprato

Tavoli e sedie, arredi

Risponde alla normativa per la sicurezza UNI 7697:2015, perché in caso di rottura i frammenti sono piccoli e poco taglienti.

Vetro stratificato o laminato

Vetrate, finestre

È un sandwich composto da due o più degli altri vetri e un film polimerico, generalmente polivinilbutirrale (PVB). Risponde alla normativa per la sicurezza UNI 7697:2015, perché in caso di rottura i frammenti rimangono attaccati allo strato polimerico.

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Usi

foto AGC

Tipo di vetro

l vetro si fa opera d’arte: il Roma Convention Center - La Nuvola, noto anche come “Nuvola di Fuksas”, realizzata con vetri di AGC su progetto dello Studio Fuksas .

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La normativa italiana che stabilisce i criteri da adottare per scegliere le tipologie di vetro in funzione della loro destinazione d’uso, così da garantire la sicurezza degli utenti, è l’UNI 7697 del 2015, Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie. I vetri vengono suddivisi sulla base della destinazione d’uso: esterni, interni, verticali, orizzontali, accessibili, non accessibili, protetti e non protetti. Interessa vetri usati per finestre, porte, porte-finestre, vetrine, balaustre, parapetti, lastre divisorie interne, ma anche per acquari e piscine. La normativa definisce inoltre le azioni e le sollecitazioni che potrebbero portare alla rottura del vetro (vento, folla, traffico pedonale, peso proprio, carichi esterni, neve, pressione idrostatica, grandine, vibrazioni, terremoti, colpi di vario tipo, proiettili, incendi, esplosioni). Determina infine i rischi associabili alla rottura della lastra.


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focus materiali

Piccolo glossario dei materiali e delle tecnologie

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A sinistra, gli ambienti di questo open space sono sottolineati da vetri stratificati di colorazioni diverse. A destra, alcuni progetti di decorazione d’interni realizzati da Veneto Vetro grazie alla tecnologia di stampa digitale Ferro Dip-Tech.

foto AGC

Amorfo: materiale in cui non c’è ordine nelle posizioni degli atomi o delle molecole che lo costituiscono. Lo stato amorfo è in certo modo intermedio tra il solido e il liquido: si può definire il risultato del rapido raffreddamento di un liquido. Si contrappone a “cristallino”. Coatizzazione o rivestimento: per aumentarne alcune proprietà come l’efficienza energetica, il vetro può essere coatizzato, ovvero rivestito, da metalli o ossidi di metallo. Indurimento: il vetro viene portato a circa 600°C e poi raffreddato gradualmente. Questo ne aumenta la resistenza alle sollecitazioni termiche e meccaniche, ed è infatti usato per le applicazioni in cui è necessario evitare una rottura per shock termico. Inchiostri ceramici: a base ceramica, ovvero costituiti dagli stessi componenti del vetro. I pigmenti ceramici si fissano sul vetro attraverso fusione e tempra. Sono caratterizzati da una grandissima resistenza all’abrasione, e possono essere usati anche in architettura. Inchiostri organici o a freddo: sono quegli inchiostri che non subiscono un processo di tempra, ma vengono essiccati sulla superficie del vetro attraverso lampade UV a bassa temperatura. Sono usati soprattutto nella decorazione d’interni. Lato aria e lato stagno: sono i due lati del vetro, rispettivamente quello che rimane esposto all’aria e quello che entra in contatto con il bagno di stagno. Solitamente si stampa sul lato aria. Magnetronico: procedimento di coatizzazione offline, grazie al plasma atmosferico. Il coating rimane sulla superficie del vetro e ha una “data di scadenza” prima che si ossidi e quindi perda le sue proprietà (solitamente circa tre mesi). Pirolitico: procedimento di coatizzazione online. Il coating viene spruzzato sul vetro ancora molle, e viene inglobato all’interno del vetro. Plasma: somministrando con una scarica elettrica energia a un gas si ottiene il plasma. È detto anche “quarto stato della materia”, perché si aggiunge a quello solido, a quello liquido e a quello gassoso. Viene usato nel processo di coating magnetronico. Tempra: il vetro, portato a circa 600°C, viene bruscamente raffreddato con getti d’aria. La differenza del tempo di indurimento tra esterno e interno fa sì che si generino delle tensioni meccaniche compressive. Per questo motivo il vetro temprato è circa tre volte più resistente alla flessione di quello ricotto, e in caso di rottura si frantuma in una moltitudine di frammenti non taglienti (chiamati “dadi”). Questo vetro deve essere sottoposto a tutte le lavorazioni come taglio o foratura prima del processo di tempra, altrimenti si rompe. Vetro float o ricotto: float significa, letteralmente, “galleggiare”, e deriva dal procedimento di produzione di questo tipo di vetro, che viene formato galleggiando, appunto, in un bagno di stagno fuso. È detto anche “ricotto”, perché il processo di raffreddamento è molto lento e avviene a circa 500°C: quasi una ricottura.

uando il vetro mostra gli effetti speciali: Heliv Group sviluppa inchiostri organici luminescenti per l’interior decoration. Sono perfettamente trasparenti, e si rivelano solamente se lo spessore del vetro viene illuminato. Possono essere usati anche per riproduzioni fotorealistiche in quadricromia e hanno una durata garantita di due anni.


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interior focus materiali

foto Veneto Vetro

Soprattutto nell’interior design stanno cominciando a essere sempre più usati vetri colorati, stampati o decorati. Ma quando si vuole stampare o decorare il vetro, ci sono alcune cose da tenere in considerazione. La prima (e fondamentale) è che si possono usare due diversi tipi di

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Alcune cose da tenere in considerazione quando si stampa su vetro

inchiostri ceramici, se pure non con la tecnologia digitale, ma in serigrafia.. Un’altra cosa da tenere in considerazione, parlando di stampa su vetro (quale che sia), è che si stampa sempre sul lato aria. Esistono strumenti specifici che sfruttano i raggi ultravioletti per identificare con sicurezza qual è. Inoltre, se si usano inchiostri ceramici, bisogna verificare che le loro temperature di cottura siano inferiori alla temperatura di rammollimento del vetro e che quest’ultimo possa essere temprato (altrimenti gli inchiostri non potrebbero cuocere). Per esempio, non tutti i vetri coatizzati possono passare attraverso un processo di tempra. Infine, uno degli aspetti più delicati della stampa su vetro è la perfetta pulizia della lastra, altrimenti l’inchiostro non aderisce correttamente e si formano delle difettosità. Per questo motivo, nelle linee di produzione industriale, le lastre prima di arrivare in stampa passano una lavatrice. Il processo di stampa avviene solitamente in una camera bianca, a temperatura e umidità controllata, per evitare depositi accidentali di polvere prima e soprattutto durante il deposito dell’inchiostro, quando deve ancora essiccare.

foto Veneto Vetro

sul vetro grazie a un processo elettromagnetico. Questo tipo di coating superficiale, essendo esposto agli agenti atmosferici, dopo un determinato periodo di tempo (solitamente tre mesi) inizia a corrodersi. Per questo, per esempio nei vetri delle finestre, viene sigillato all’interno della vetrocamera. Esistono anche coating magnetronici studiati per resistere all’atmosfera, come il coating antiriflesso.

inchiostri: quelli ceramici a base vetrosa e quelli organici. Questi ultimi vengono anche chiamati “a freddo”, perché non vengono lavorati ad alte temperature ma sottoposti a un semplice curing, a differenza di ciò che accade invece con gli inchiostri ceramici, che prima vengono essiccati (talvolta anche direttamente in macchina) e poi subiscono un vero e proprio processo di tempra che li fa vetrificare, rendendoli un tutt’uno con la lastra. Gli inchiostri organici rimangono invece sulla superficie, non si fondono, e hanno quindi resistenze minori (agli agenti atmosferici, agli acidi, all’alcol, ai graffi, all’abrasione, alle macchie, allo scivolamento...). Solitamente, per ovviare a questo problema, in applicazioni architettoniche o di decorazione d’interni, la superficie decorata con la stampa a inchiostri organici viene pretrattata e poi protetta con coating specifici oppure con un’altra lastra: si crea un sandwich, mantenendo la stampa all’interno. Tra i vantaggi della stampa a freddo c’è invece la possibilità di avere una gamma cromatica molto ampia e che comprende il bianco puro (non realizzabile con inchiostri ceramici), gli inchiostri fluo e quelli metallizzati. Questi ultimi possono però essere ottenuti anche con

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interior attualità

L’italiana New Decor System punta su EFI VUTEk 5r New Decor System ha scelto di investire in un sistema di stampa EFI Vutek 5r. Per l’azienda romana – attiva da oltre trent’anni nel mondo della stampa digitale – si tratta della quarta stampante da 5 metri, la prima VUTEK 5r. “Le lavorazioni di grande formato sono in aumento”, ha spiegato Angelo Modica, CEO di New Decor System. “Le richieste dei clienti superano la nostra attuale capacità produttiva. In effetti questo settore sta trainando il nostro business e così abbiamo deciso di investire sulla quarta stampante da 5 metri, dopo le due Durst e una HP”. Specializzata nella fornitura di servizi di grafica e pubblicità e nella produzione di pannelli retroilluminati, striscioni, decorazione di automobili, teli pubblicitari e allestimenti grafici su tutto il territorio italiano, New Decor System punta con l’ultimo investimento ad ampliare la gamma di stampati di grande formato di alta qualità e a incrementare la clientela locale e nazionale. “Ci siamo sempre distinti per la nostra professionalità e per la capacità di realizzare allestimenti di alta qualità con materiali e tecniche innovative”, continua Angelo Modica. “Con questo investimento vogliamo potenziare la produzione di pannelli in canvas. È una lavorazione che richiede un’altissima definizione di stampa e una lavorazione di cucitura di alta precisione che noi realizziamo, ma pochi altri sono in grado di fare”. Il sistema EFI VUTEk 5r dispone di otto colori e della tecnologia proprietaria UltraDrop con testine di stampa da 7 picolitri. Tra le caratteristiche messe in luce dal management di New Decor System, la velocità che raggiunge i 460 mq/ora e la tecnologia led di essiccazione a freddo che riduce i costi operativi con un minore consumo energetico e meno scarti e consumabili. “Siamo rimasti colpiti nel vedere che con un litro di inchiostro si arriva a stampare fino a 170 metri quadrati di materiale”. Per quanto riguarda la versatilità applicativa, la piattaforma di EFI consente di gestire supporti diversi. “Abbiamo intenzione di utilizzare EFI VUTEk 5r anche per la produzione di banner retroilluminati. Raggiungiamo una produzione totale di 40 mila metri quadrati al mese per centri commerciali. Sapendo di poter contare appieno sulle potenzialità della tecnologia EFI, potremo dar spazio alla creatività, esplorare nuovi materiali per creare effetti sempre nuovi”.

Stretta di mano tra Angelo Modica (a sinistra), CEO di New Decor System, e Massimiliano Cariolato, sales development manager di EFI.

Lo Speciale del prossimo numero di WIDE sarà dedicato a...

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Dori Pubblicità conquista FESPA col brand Italy Frame Cornici made in Italy in primo piano sullo stand di Dori Pubblicità a FESPA Global Print Expo 2018. A Berlino, l’azienda italiana specializzata nella produzione di stampe pubblicitarie wide format in alta definizione – tra affissioni pubblicitarie, lightbox, allestimenti, vetrofanie, roll-up, cartellonistica, striscioni pubblicitari, coperture di edifici, insegne luminose, etichette, stampa su supporti rigidi – ha puntato l’attenzione sui prodotti del marchio Italy Frame, che produce profili lightbox e smartframe. Immagini ad alto impatto visivo stampate su stoffa e inserite in quadri dai profili innovativi hanno attratto l’attenzione dei visitatori della fiera, consentendo a Dori Pubblicità di sviluppare contatti internazionali. Ideali per soluzioni di visual marketing e per l’allestimento di ambienti quali negozi, musei, uffici, fiere, le cornici di Italy Frame sono proposte in tre versioni – smartframe, lightbox e bifacciale. A caratterizzarle, la qualità della manifattura, il design innovativo e la versatilità di utilizzo. Le stampe sono realizzate con tecnologia sublimatica – il sistema scelto è EFI VUTEK FABRI VU 340 di EFI Reggiani – mentre tutti i tessuti utilizzati sono conformi agli standard per la classe di protezione antincendio B1, privi di pvc, inodore e facili da smaltire. Le cornici di Italy Frame sono semplici da montare e da gestire: il cambio della grafica può essere effettuato frequentemente senza provocare usura alla cornice.


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textile testimonial

Gruppo Gabel

La sfida del digitale nell’home textile di alta gamma La storica azienda tessile italiana punta sulla stampa digitale di produzione per arricchire le proprie collezioni. L’obiettivo? Aprire nuovi mercati ed espandere la presenza all’estero.

Gruppo Gabel è un’eccellenza tessile italiana specializzata nel settore della biancheria per la casa. Con il quartier generale ubicato a Rovellasca, nel cuore del distretto tessile comasco, e altre due sedi – una produttiva a Buglio in Monte (Sondrio) e una logistica a Nova Milanese (Milano), l’azienda segue internamente l’intera filiera di produzione. Sul mercato è presente con quattro marchi di proprietà – Gabel 1957, Somma 1867, Pretti e Vallesusa Casa – e due licenze a livello internazionale, Twinset (area moda) e Trudi (area scolare e prescolare). Da otto a dieci sono le collezioni lanciate ogni mese e decine di migliaia gli articoli trattati: “Siamo una tipica realtà familiare italiana, ben radicata nel territorio di appartenenza”, racconta Michele Moltrasio, presidente e amministratore delegato di Gruppo Gabel. “Nel tempo abbiamo costruito un sistema di valori che ci caratterizza e che è alla base di ogni decisione strategica e produttiva”. Deriva da qui anche il recente investimento nella stampa digitale di produzione, una mossa volta a garantire la qualità del prodotto e ad aprire nuovi mercati.

Dalle origini a oggi, una strategia votata all’eccellenza di Paola Bonfanti

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Gruppo Gabel nacque nel 1957 su iniziativa di Giuseppe Moltrasio. “Mio

padre fondò l’azienda senza avere un background industriale e dovette confrontarsi con uno scenario altamente competitivo, fatto di player del calibro di Bassetti, Bellora, Somma, già presenti da decenni sul mercato. Per riuscire a posizionare il proprio brand, scelse la strada della qualità: distinguersi con un prodotto di alta gamma, puntando su un gusto diverso e su standard produttivi superiori”, racconta Michele Moltrasio. Per conseguire questo obiettivo di qualità, il management si focalizzò sulla gestione e sul controllo dell’intera filiera produttiva, una strategia che ha portato Gruppo Gabel ad affermarsi quale unica realtà verticale specializzata nella produzione di biancheria per la casa a livello europeo: “Lo scenario con cui ci confrontiamo oggi è completamente cambiato: i nostri concorrenti sono le multinazionali come Ikea, Zara, Maison du Monde e la grande distribuzione, realtà che non producono, ma importano, e che basano il proprio modello di business sulla potenza economica e finanziaria e su una distribuzione mondiale. La forza della nostra azienda verte sulla capacità di concepire, ideare, sviluppare e produrre le collezioni internamente, in ottica Made in Italy e con un sistema di valori di carattere etico, sociale e ambientale che è stato riconfermato e rinforzato nel tempo”. Attualmente, Gruppo Gabel vanta un


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textile testimonial

Michele Moltrasio, presidente e amministratore delegato di Gruppo Gabel, all’interno del reparto stamperia a Rovellasca, Como.

fatturato di circa 60 milioni di euro e 400 dipendenti, la metà dei quali impiegata nei 40 punti vendita situati in tutta Italia e l’altra metà presso gli stabilimenti e gli uffici. Il mercato domestico è dominante – 92-95% – mentre l’espansione verso l’estero rappresenta uno degli obiettivi dell’azienda, che si concentra su tre aree: Stati Uniti e Canada, Far East (Giappone, Cina, Corea, Singapore, Taiwan) e Penisola Arabica e Medioriente.

L’evoluzione della stamperia “Siamo un’azienda verticale e una delle nostre peculiarità è proprio la stamperia, che lavora quasi esclusivamente per i brand del nostro gruppo”, spiega Moltrasio. Gli investimenti in attrezzature di stampa sono stati importanti e continui e oggi Gruppo Gabel conta su un parco macchine diversificato e molto produttivo. Il reparto di stampa tradizionale è equipaggiato con due rotative a 16 colori con mansarda di EFI Reggiani (installate nel 2000 e nel 2006), destinate alla produzione di grandi volumi per commesse legate a collezioni con disegni più semplici e con un limitato numero di colori. Il reparto di stampa digitale, recentemente rinnovato, ospita due soluzioni: il sistema di stampa a getto di inchiostro Ichinose, acquistato circa sette anni fa, viene utilizzato esclusivamente per la campionatura, mentre il sistema di stampa Durst Alpha 330, installato nell’estate 2017, è destinato alla produzione vera e propria. “Abbiamo scelto la stampa digitale di produzione per

sostituire un sistema mano-macchina per la stampa piazzata che, pur offrendo una qualità molto elevata, poneva troppi limiti in ambito creativo ed era divenuto antieconomico. La stampa inkjet ha ormai raggiunto livelli qualitativi molto elevati, offre possibilità infinite in termini di disegni e grande flessibilità nella gestione dei volumi delle commesse”. Il sistema Alpha 330 di Durst di Gruppo Gabel utilizza l’inchiostro a pigmento eco-compatibile Durst One-Step Greentex P, basato sulla tecnologia Durst Water Technology, e il processo non richiede pre e post trattamento dei tessuti. “Quella del pigmento è stata per noi una scelta naturale perché, occupandoci di biancheria per la casa, abbiamo sempre stampato con questa chimica e disponiamo di tutte le attrezzature di finissaggio necessarie”, aggiunge Moltrasio. “Il pigmento di Durst ci ha convinto per la qualità e per le solidità molto elevate – che nulla hanno da invidiare a quelle degli inchiostri reattivi. Il sistema nel suo complesso garantisce maggiore efficienza e migliori prestazioni rispetto ad altre soluzioni che abbiamo preso in considerazione”. A un anno di distanza dall’investimento, la stampa digitale rappresenta il 10% della capacità produttiva complessiva dell’azienda e le prospettive sono molto promettenti – il management punta a raggiungere il 30% entro i prossimi cinque anni. “Il mercato ci riconosce la migliore qualità dei prodotti e, da parte nostra, stiamo lavorando per sfruttare al meglio le potenzialità di questa tecnologia con l’obiettivo di intercettare la domanda e aprire nuovi mercati. I segmenti su cui ci stiamo muovendo sono diversi: l’ambito della stampa tessile on demand, attraverso il nostro website che consente di ordinare articoli personalizzati; i mercati esteri, sui quali puntiamo a espanderci grazie alla flessibilità del digitale, che ci consentirà di soddisfare le diverse specifiche nazionali in termini di formati e di disegni, nei quantitativi necessari; la stampa conto terzi”. E c’è un al-

tro dettaglio che non va trascurato: il reparto digitale di Gruppo Gabel è stato progettato e predisposto per ospitare un secondo sistema di stampa digitale di produzione: “Siamo convinti della bontà della scelta di puntare sulla stampa inkjet e, non appena i volumi di produzione lo permetteranno, affronteremo un nuovo investimento in questo ambito”.

Un sistema di valori Quello di Gruppo Gabel è un modo di fare impresa fondato su solidi valori etici, sociali e ambientali. Il forte senso di appartenenza al territorio è alla base della policy ambientale adottata dall’azienda, che va ben al di là degli obblighi stabiliti dalla legge: oltre al rispetto delle normative

ambientali vigenti, Gruppo Gabel si impegna a utilizzare esclusivamente energia proveniente da fonti rinnovabili certificate e per una delle sedi produttive – quella di Gorizia – impiega energia autoprodotta dalla centrale elettrica di proprietà. La vocazione alla qualità totale dei prodotti e dei processi è testimoniata anche dall’attenzione alle persone e agli ambienti di lavoro, e dall’impiego di materie prime prive di sostanza nocive. “Abbiamo creato un sistema di valori aziendali che, a mio avviso, rappresenta il Made in Italy più autentico. E che contribuisce a contraddistinguere i nostri marchi: con le nostre collezioni vogliamo intercettare un pubblico consapevole, che non si limiti a valutare il fattore prezzo, ma si interessi delle caratteristiche del prodotto e riesca a cogliere la portata e i valori di chi lo produce”, conclude Moltrasio.

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Il quartier generale di Gruppo Gabel a Rovellasca (Como), progettato dall’architetto Vittorio Gregotti e tutelato dalle Belle Arti.


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Lucio Fontana, Fonti di energia, soffitto al neon per “Italia 61”

spazio insegne

di Fausto Martin

Fausto Martin Consigliere AIDI del Triveneto e delegato europeo per AIFIL, è laureato in Ingegneria Elettrotecnica. Opera come consulente libero professionista. Fa parte del SC 34 C del CEI ed è delegato presso BT TF 142-1 del CENELEC di Bruxelles. www.faustomartin.com

Marcatura CE... questa sconosciuta!

Sebbene in vigore dal lontano 1993, la marcatura CE – dopo i clamori della ribalta tipici dell’interesse suscitato da ogni nuova direttiva – ha vissuto un mesto declino, per non dire un oblio, lungo un quarto di secolo. La marcatura CE è un adempimento reso obbligatorio da una legge dello stato che recepisce le rispettive direttive comunitarie; essa si basa su un’autodichiarazione che ha a che fare con la sicurezza e la salute dell’utilizzatore finale di quel prodotto. Le prestazione o le caratteristiche tecniche dell’apparecchio esulano dal campo di applicazione della marcatura CE che, per questo, non va confusa con la certificazione di prodotto. Apporre la marcatura CE significa semplicemente che il prodotto è conforme ai requisiti essenziali delle direttive (in materia di sicurezza, sanità pubblica, tutela del consumatore) applicabili a quello specifico articolo per quel particolare impiego. Pertanto non rappresenta né un marchio di qualità, né tantomeno di origine, ma indica che il prodotto gode della presunzione di conformità (attenzione, non della conformità tout court). Prima di apporre la marcatura, infat-

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ti, il fabbricante deve verificare che il prodotto risponda alle norme esistenti e dimostri – non semplicemente dichiari – di essersi attenuto scrupolosamente a esse. Per dimostrare in maniera oggettiva l’osservanza alla norma è necessario acquistarle (anche se sembra banale dirlo) e poi redigere un fascicolo tecnico, ossia una specie di “biografia” del prodotto. In tale documento si troveranno elencate le direttive e le norme seguite, i disegni e gli schizzi costruttivi, gli scopi per cui tale prodotto è stato pensato. Quindi si raccoglieranno le dichiarazioni di conformità di tutta la componentistica impiegata, si elencheranno le prove e i collaudi, insieme al manuale di installazione, uso, manutenzione e smaltimento. Solo a questo punto il prodotto potrà essere marcato CE e munito della dichiarazione di conformità. È importante ricordare che, qualora il compratore dovesse riscontrare la mancata presenza di un requisito di sicurezza, sarà tutelato dalla disciplina generale sulla risoluzione per inadempimento contrattuale – ex Art. 1453 e successivi del Codice Civile. Inoltre, secondo alcuni casi recenti, il fatto di porre in commercio articoli

con marcatura CE contraffatta o non veritiera, prefigura il reato di frode in commercio (art. 515 del Codice Penale). Nella dichiarazione di conformità si dovranno leggere il nome completo e l’indirizzo del fabbricante, le direttive, le norme seguite con data e firma del legale rappresentante la società. Analogamente l’etichetta deve recare l’indirizzo postale del fabbricante o di colui che pone il prodotto in commercio, unitamente ai dati tecnici principali (tensione, frequenza, potenza, flusso luminoso, grado IP, Classe dell’apparecchio, temperatura, ecc.). I caratteri devono essere superiori a 2 mm, mentre i simboli non inferiori a 5 mm di altezza. L’etichetta deve essere garantita nella sua leggibilità, quindi o si usano inchiostri specifici oppure si può ricorrere a una pellicola protettiva anti UV, e deve essere visibile a colui che dovrà aprire il vano tecnico dell’apparecchio, pertanto le sole etichette interne non sono ammesse. In corrispondenza del vano di accesso – apribile mediante un utensile – va attaccato il triangolo giallo con simbolo di tensione pericolosa secondo ISO 3864.


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scenari

Stampa online senza fronzoli o tipografia tradizionale? Sempre più aziende stanno scegliendo una terza via e aprono nuovi interessanti mercati, anche nell’ambito del wide format. E l’alternativa è fra standard e personalizzazione

E-commerce più forte anche nel

di Stefano Tenedini

Il mondo della stampa sta vivendo grandi cambiamenti, e come sempre nascono i “partiti” pro e contro. Da un lato le piccole imprese con un passato artigianale, capaci di realizzare prodotti come abiti di sartoria, anche se ormai in contrasto con un mercato competitivo e veloce. Dall’altro aziende recenti e “leggere”, che puntano su e-commerce e web printing applicando però standard rigidi a committenti che ricercano rapidità e convenienza. Ma... c’è davvero una divisione così netta? In realtà no. Le due categorie che abbiamo descritto esistono, ma il sistema delle imprese si è evoluto e ha adottato sfumature intermedie, adatte a un mercato via via più esigente, che vuole la quadratura del cerchio. E infatti il crescente ruolo dell’e-commerce è corretto da un efficace servizio ai clienti: non solo per pochi prodotti regolari e uniformi, ma anche per il grande formato, con tante personalizzazioni. Una via di mezzo fra lo standard puro e l’approccio tradizionale, che offre nuove opportunità di sviluppo. Ne abbiamo parlato con alcune aziende del settore.

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Crescere con le idee e l’efficienza “Siamo stati il primo print service online quando in Italia ancora questa formula non c’era, e siamo partiti proprio dal grande formato. Prima seguivamo il cliente al telefono o qui in azienda, finché abbiamo creato il primo sito con un amico programmatore. C’è voluto un anno, ma è stata la svolta”. Per Giancarlo Miotto di TicTac soddisfare i clienti non è mai una missione impossibile, ma in tempi pionieristici non era facile prevedere ogni variabile e definire la piattaforma informatica con un configuratore per tutte le linee di prodotto. TicTac opera dal 1992 a Thiene, in provincia di Vicenza. Punto di riferimento italiano per il wide format, è entrata nel web-to-print da oltre dieci anni, coniugando semplicità d’uso, ricerca di nuovi prodotti e settori e una solida esperienza nel grande formato. Affianca cliente in prestampa un team di Giancarlo Miotto ilprofessionisti che verifica i file durante Fondatore e la procedura, con una collaborazione amministratore TicTac che prosegue fino alla consegna, tanto da rendere nei fatti l’intero servizio tanto flessibile da sembrare quasi su misura. “Siamo un e-commerce che si prende cura dei suoi clienti: le quasi 50 persone del nostro staff ascoltano e danno consigli e supporto, perché il sito è una base da cui partire, non il punto d’arrivo. Per questo brand importanti ci preferiscono non solo per qualità e prezzo, ma anche per l’assistenza”. Miotto sottolinea


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grande formato

acchine al lavoro su produzioni di grande formato e un espositore per punto vendita, due delle referenze di punta di TicTac

che la produzione è tutta interna, nulla delle 6000 referenze va in outsourcing. Si viaggia a pieno regime: le macchine lavorano in due turni e anche di notte, da sole, controllate in remoto. “Quando non avevamo abbastanza capacità produttiva abbiamo investito per tempo in tecnologie, e adesso siamo dotati di macchine sufficienti e affidabili, siamo organizzati e autonomi: abbiamo creato un sistema che gestisce il carico di ogni macchina, perché per stare sul mercato bisogna crescere con le idee e i processi”, spiega. Oggi con le etichette TicTac si rafforza nel settore alimentare, dal vino alla birra e al cioccolato, e poi arrivano le richieste dei comparti più disparati: automotive, sigarette elettroniche, scarpe e cosmetici, occhiali e farmaceutici. A volte grosse commesse, ma spesso anche pochi pezzi. Il sito consente di richiedere lavorazioni con dati variabili, numerici, nominativi, codice a barre o QR: il cliente invia il database, compone il prodotto e lancia l’ordine. “Io vorrei un sito che proponesse il prezzo ma soltanto dopo aver visto l’ordine, non prima... per ora la tecnologia non ce lo consente, ma è il mio sogno nel cassetto. Bisogna anticipare i tempi – conclude Miotto – la chiave della produttività è la tecnologia, ma nell’e-commerce si deve investire anche sulla visibilità e sul posizionamento. E restare sempre vicini al cliente”. Tra i prodotti di TicTac, tutti personalizzabili, supporti rigidi, manifesti e poster, pannelli e striscioni pubblicitari, etichette in bobina, pvc adesivo, tessuti e bandiere, allestimenti per stand, espositori e servizi per il design e il packaging, carta da parati, poster e fotoquadri.

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Tecnologie avanzate e un’attenta gestione del processo produttivo: con questa formula Kimiprint, inserita in PRT Group, punta a raccogliere clienti in tutti i settori sia in Italia che all’estero

Innovazione e mentalità moderna “La vendita online deve far cambiare pelle e testa alle aziende: le vecchie tipografie non volevano piegarsi allo standard, ora invece sappiamo che ogni prodotto si può uniformare, fatte salve le personalizzazioni del cliente. Il segreto non è avere la macchina più moderna e performante, ma definire un efficiente workflow del processo. La tecnologia può anche essere low cost, sono la mentalità e l’organizzazione che devono cambiare”. È la visione di Luigi Carrai di Kimiprint, un’azienda nata a Padova solo nel 2017 ma che ha ereditato le esperienze dei General brand manager soci nel settore per creare una struttura Kimiprint.com presso Poligrafico efficace e competitiva, oggi parte di Roggero & Tortia PRT Group. Il primo criterio adottato è la qualità: dei fornitori e dei prodotti. La gamma è molto varia, grazie ai sistemi evoluti di stampa e finissaggio, e offre un prezzo competitivo, attirando clienti dai settori automotive, farmaceutica, GDO e tecnologie. La standardizzazione porta ovvi vantaggi di natura economica per le economie di scala, ma anche per le minori giacenze di magazzino: si fa filiera con i fornitori, si adottano magazzini just in time, si riducono gli scarti e gli spazi impegnati. In Kimiprint un call center associato all’e-commerce aiuta il cliente a configurare il prodotto: “Bastano dieci livelli di scelta per rendere praticamente unici, quasi sartoriali, prodotti che pure in

Luigi Carrai

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origine sono standard”. Le macchine vengono utilizzate di più e meglio. Carrai spiega che per il grande formato la saturazione arriva al 70-80%: pianificando la lavorazione in base alle urgenze si riducono le attese per cambiare settaggio e si impiegano meglio materiali e personale. Ottimizzare la stampa e il finissaggio accresce la produttività e apre nuovi mercati: il web ti rende visibile oltre il territorio locale, come Kimiprint che oggi si sta allargando a tutta Italia e alla Francia. Ma l’e-commerce non è un po’ mordi e fuggi? “A volte sì, ma tanti nuovi clienti restano: bisogna curare le relazioni, dare un tocco personale all’offerta perché non sembri fredda. Forse non sei sempre competitivo, ma la qualità fa la differenza”, dice Carrai, e spiega che è sbagliato attrarre clienti solo con il prezzo stracciato: valgono molto il supporto, l’ordine “comodo”. E una consegna certa, soprattutto in caso di eventi o fiere: guai a tardare! Da questa visione di servizio è nato il nuovo payoff di Kimiprint: “Nice to print you”. Nel grande formato si può scegliere di stampare su qualsiasi supporto rigido o flessibile a UV su lastre fino a 300x200 e una risoluzione fino a 1200 dpi. I materiali vanno dal forex (pvc semiespanso) al plexiglass opalino o trasparente, polionda (polipropilene alveolare), cartone dispa (ecologico), dibond (alluminio espanso) o Ecoplack, fino ai pannelli leggeri come sandwich e kapatex (simile alla tela pittorica). Per i supporti flessibili si passa dalle bandiere tradizionali o a goccia ai roll-up, dalla carta da parati ai tessuti per arredamento, fino ai gazebo da esterno e ai classici manifesti per affissione da 70x100 fino a 600x300.


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“Usare carta non danneggia l’ambiente”: tra sostenibilità e concorrenza digitale nvestimenti, competenze, solidità I

È PRT Group la società al cui interno opera Kimiprint, insieme al Poligrafico Roggero & Tortia e a varie aziende e attività anche all’estero: Intellidoc (informatica), PRT France, attiva nel commercio sul mercato francese, PRT America per gli Stati Uniti, PostaPronta, piattaforma online per servizi di posta ibrida, e CKC Group, che serve gli enti pubblici. Il gruppo torinese, nato nel 1921 (“Era una tipografia industriale. Stampava le locandine dei film e ovviamente le pubblicità della Fiat”, dice l’ad Riccardo Pesce) ha sede a Beinasco e ha chiuso il 2017 con ricavi per 22 milioni e circa 90 dipendenti. Oltre alla stampa offset bobina-bobina ha sviluppato una vasta competenza nella gestione del dato variabile. Amministratore “La prima trasformazione è stata nel delegato PRT Group 1968, con il passaggio dalla stampa tradizionale al modulo continuo. Da allora siamo cresciuti sempre in collegamento con le innovazioni informatiche e la gestione di grandi volumi di dati da stampare”, racconta Pesce. “Negli ultimi 20 anni ci siamo occupati delle comunicazioni obbligatorie: estratti conto, bollette, fatture, tasse comunali, ma anche di stampe di natura commerciale sempre personalizzate con dati variabili, dalle vendite per corrispondenza alle e-mail pubblicitarie”. Un’azienda che decide di operare nell’e-commerce deve essere operativamente “robusta” ben prima di

Riccardo Pesce

Da anni la filiera della stampa deve contendere il mercato anche a un competitor nato con le migliori intenzioni: la comunicazione immateriale. Un modello scelto sempre più spesso per trasmettere informazioni ai clienti in chiave di sostenibilità, rispetto per l’ambiente e riduzione del “consumo” di natura: canali digitali, sms, Pec, fatture elettroniche, e-mail. Principi giusti e condivisibili, che però rischiano di aprire un ulteriore fronte di crisi per gli stampatori, le cartiere, i produttori di macchine e inchiostri. “Noi consideriamo quella tra carta e comunicazione digitale un’integrazione, non un conflitto”, precisa Riccardo Pesce di PRT Group, che è vicepresidente di Assografici. “Nel mix a disposizione dei clienti deve esserci anche la carta, e le persone possono serenamente utilizzarla senza venire forzati a credere che così facendo danneggiano l’ambiente. Perché non è vero”. Lo dicono anche Print Power e Two Sides, organizzazioni internazionali che sottolineano i pregi ambientali dell’utilizzo della carta e sfatano i “falsi miti”. Come il disboscamento: in Europa in realtà la superficie coperta da foreste cresce al ritmo di 1,5 milioni di campi di calcio ogni anno, e se altrove nel mondo si tagliano alberi è per fare spazio all’agricoltura, non per produrre carta. E a proposito di C02 ed energia, le nuove tecnologie hanno reso la produzione di carta più sostenibile: tanto che in termini ambientali leggere un quotidiano cartaceo “costa” meno che sfogliarlo online. E anche senza mettere in conflitto settori produttivi chiaramente in concorrenza, un dato fa davvero riflettere. La quota di carta riciclata in Europa è da anni oltre il 70%, mentre i cosiddetti “rifiuti elettronici” crescono dal 3 al 5% l’anno, per oltre 50 milioni di tonnellate. “E poi – spiega Pesce – la carta non ha rivali per l’apprendimento. Aiuta a studiare, a dare sostanza a quello che si legge, a imparare, in un processo naturale antico quanto l’uomo”.

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Sprint24 crea una vasta gamma di prodotti in digitale e realizza pubblicazioni e packaging con la cura di una tipografia tradizionale

andare online. È un settore in cui non ci si inventa: oltre a grossi investimenti richiede competenze specifiche, conoscenza del territorio, del settore, delle lavorazione. La forza di PRT Group sta nella capacità di gestire i dati con i data center e le infrastrutture software che presiedono a una stampa digitale ad alta produttività con tecnologia inkjet full color per un volume di 100 milioni di buste l’anno, con una clientela diffusa a 360 gradi. L’ingresso nel grande formato con Kimiprint rafforza il business, perché amplia e diversifica il mercato: e il riscontro dei primi mesi è positivo, a dimostrazione che questa “terza via” funziona.

È il digitale che traina la tipografia Coprire più settori, investire nell’innovazione delle macchine e automatizzare il processo produttivo senza rinunciare alla personalizzazione: questi, secondo Giovanni Di Virgilio di Sprint24, i punti da non trascurare per sfruttare il mix tra e-commerce e servizio a una clientela sempre più ampia e variegata. Sprint24 è nata nel 2005 a Roma e ha puntato su quella che definisce “l’esperienza di acquisto” del cliente. Oggi una presenza online ormai consolidata le permette di offrire un servizio di print-on-demand con una grande libertà di stampa, data dalle 400 opzioni disponibili. A catalogo si trovano pannelli, pvc adesivo, roll up e totem, adesivi in pvc, vetrofanie, materiale calpestabile, scritte e loghi 3D, targhe, banner, striscioni, microforato, forex e pannelli rigidi, oltre a roll up, bandiere e totem.

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“Sempre più persone si avvicinano all’e-commerce anche grazie alle promozioni. Le nostre non sono “estreme”, perché non siamo un supermercato. Siamo molto attivi anche sul territorio, con clienti che sono per metà aziende, piccoli esercizi e attività economiche. E cresce bene anche l’editoria, con il self publishing e gli operatori che ci utilizzano come outsourcing. Possiamo soddisfare le esigenze di tutti, con prodotti neutri che ciascuno si adatta nei materiali, nella forma, nel colore. E poi – spiega Di Virgilio – eseguiamo i lavori anche in 24 ore o in due giorni, ed è così che si riesce a fidelizzare la clientela”. Sprint24 ha aperto sul web una decina di anni fa, specializzandosi col tempo nella stampa digitale di roll-up, pannelli, segnaletica stradale e interna per aziende e centri commerciali. Il business digitale copre il 25% del fatturato, “ma è fondamentale – aggiunge – perché Cofondatore e CEO fa da volano per il lavoro tipografico Sprint24 di cataloghi e brochure”. A frenare lo sviluppo nel wide format sono le difficoltà logistiche, con costi operativi che lo rendono poco remunerativo. Più in generale il vantaggio dell’e-commerce sta nella capacità di programmare i carichi di lavoro, ottimizzare l’uso delle macchine (in Sprint24 moderne e performanti) riempiendo i “buchi” o rendendo più redditizie le richieste urgenti sia nell’offset che nel digitale.

Giovanni Di Virgilio


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eVENTI

@red carpet event 2018

Riflettori puntati sulle tecnologie di punta di Agfa Graphics Dalla nuovissima Jeti Tauro H3300 LED ad Avinci DX3200 per il textile a tutte le macchine di punta delle serie Jeti e Anapurna, le soluzioni del produttore belga sul tappeto rosso in occasione del Red Carpet Event 2018.

In un anno già ricco di manifestazioni fieristiche dedicate all’universo del printing, Agfa Graphics ha aperto le porte dell’head quarter di Mortsel, Anversa (Belgio), per ospitare il Red Carpet Event 2018. Evento dalla portata internazionale, il Red Carpet rappresenta per l’azienda belga un appuntamento di grande importanza strategica durante il quale presentare al mercato le novità tecnologiche più dirompenti. E di fatto, nel corso dell’ultimo biennio, Agfa Graphics ha rinnovato e ampliato il portfolio di soluzioni per il settore del grande formato, optando per la conversione led di tutte le piattaforme di stampa e per l’integrazione delle diverse famiglie di prodotto. Corollario di questo percorso di potenziamento dell’offerta, la nuovissima Jeti Tauro H3300 LED, annunciata lo scorso maggio a FESPA 2018 Global Print Expo e protagonista assoluta del Red Carpet 2018.

La star dell’evento

di Paola Bonfanti

Due giorni live e circa 300 ospiti provenienti da tutto il mondo tra clienti esistenti, prospect, influencer e stampa specializzata – inclusi circa 15 operatori di stampa dall’Italia: è stato un debutto in grande stile quello di Jeti Tauro H3300 LED al Red Carpet 2018. In una sala dedicata – decorata in rosso per l’occasione – l’ammiraglia dei sistemi di stampa inkjet uv led ibridi di Agfa Graphics è stata proposta in due configurazioni: una configurazione

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Willy Van Dromme, responsabile marketing worldwide di Agfa Graphics.

flatbed e full automation, grazie a un sistema di carico e scarico dei supporti automatizzato in grado di gestire fino a quattro pannelli, e una configurazione roll-to-roll. “È la soluzione che mancava al nostro portfolio per il settore del grande formato per questo ci aspettiamo di aprirci a nuovi segmenti di mercato e a nuovi target”, ha commentato Willy Van Dromme, responsabile marketing worldwide

di Agfa Graphics. Jeti Tauro H3300 LED vanta una larghezza di stampa fino a 3,3 m ed è in grado di raggiungere una velocità di 453 mq/ora. Dotato di teste di stampa Ricoh Gen5, il sistema utilizza inchiostri UV led formulati ad hoc da Agfa e la tecnologia proprietaria a dispersione dei pigmenti Thin Ink Layer, sviluppata per garantire l’ottimizzazione dei consumi. Inoltre, dispone di un nuovo piano di aspirazione, mentre il design brevettato del nastro di trasporto dei materiali garantisce la tenuta perfettamente piatta dei supporti sotto il carrello di stampa. “Si tratta di una soluzione robusta, totalmente automatizzata e versatile, in quanto consente di stampare su una vasta gamma di supporti. Grazie all’ampio gamut colori e alla precisione meccanica, Jeti Tauro H3300 LED permette di ottenere immagini di elevata qualità, con colori brillanti e una definizione perfetta dei dettagli”, ha


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eVENTI

@red carpet event 2018

aggiunto Van Dromme. “L’utilizzo del nostro workflow Asanti garantisce l’ottimizzazione della gestione del processo di stampa”.

Tra strategia e tecnologie Jeti Tauro H3300 LED non ha rappresentato l’unico focus del Red Carpet 2018. Agfa Graphics ha colto l’occasione per mostrare agli ospiti il proprio head quarter e per trasmettere con forza i valori della mission dell’azienda: “Abbiamo recentemente festeggiato il centocinquantesimo anniversario, ripercorrendo le tappe di una storia caratterizzata dalla capacità continua di rinnovarsi per tenere il passo con l’evoluzione del mercato. È grazie all’attività di R&D condotta in house su tutti i fronti – sistemi di stampa, inchiostri, vernici e software – che abbiamo acquisito questa grande versatilità, uno dei nostri punti di forza”, ha commentato Van Dromme. E ha aggiunto: “Con il Red Carpet Event vogliamo far toccare con mano la nostra tecnologia, per ribadire il messaggio della campagna Extreme e affermare l’impatto della value proposition di Agfa Graphics. Sono quattro le colonne portanti – quattro ‘Extreme’ della nostra strategia: l’eccellente qualità della stampa e delle immagini, l’eccellente TCO (total cost of ownership), l’eccellente produttività dei nostri sistemi di stampa e

l’eccellente livello di supporto messo a disposizione dei nostri clienti”. Se la tecnologia a getto di inchiostro rappresenta oggi il segmento col maggiore livello – e potenziale – di crescita di Agfa Graphics, l’azienda punta a entrare nei diversi segmenti di mercato. In questo senso, al Red Carpet un’area speciale è stata riservata ad Avinci DX3200, il sistema di stampa inkjet sublimatico roll-toroll per l’universo del soft signage. Presentata in occasione di FESPA 2017, questa soluzione conta già diverse installazioni in Europa, di cui una in Italia. Dotata di teste di stampa Konica Minolta KM1024i, Avinci DX3200 permette la stampa su tessuti sintetici, 100% poliestere o con una percentuale dell’80% di poliestere, con una larghezza di 3,2 metri e un ampio gamut cromatico. La macchina viene abbinata a una calandra esterna, ovvero non in linea, una scelta funzionale a garantirne la produttività. Nella sala demo dell’head quarter di Mortsel sono state, inoltre, proposte le soluzioni della famiglia Jeti – Jeti Tauro H2500 LED, Jeti Mira MG2732HS LED, Jeti Ceres RTR3200 LED – e quelle della famiglia Anapurna – Anapurna H1650i LED, Anapurna H2500i LED, Anapurna RTR3200i LED e Anapurna H3200i LED, tutte in funzione per mostrarne le potenzialità applicative.

Tappeto rosso made in Italy Massimo Costa, inkjet sales manager di Agfa Graphics Qual è stato il feedback delle aziende italiane presenti al Red Carpet? Abbiamo accolto una quindicina di operatori italiani – tra aziende di stampa wide format, stampatori di packaging e scatolifici, tutti leader nei rispettivi settori di riferimento. Il feedback è stato ottimo, sia per l’interesse verso le novità tecnologiche, sia per l’organizzazione dell’evento stesso, considerando che per molti di loro si trattava della prima visita nella sede storica di Agfa. Quale il valore del Red Carpet e quali le aspettative post evento? C’è un valore tecnologico, legato all’interesse dei prodotti in mostra. E c’è un valore umano, legato alla possibilità di rinforzare i legami con le persone che vi partecipano e allo scambio di esperienze tra aziende simili – con le stesse necessità di investire in tecnologia e di garantire il ritorno dell’investimento. Visto l’alto interesse, ci aspettiamo anche un ritorno commerciale con l’installazione durante l’anno delle prime Tauro H3300 in Italia. Un commento sul nuovo sistema Jeti Tauro H3300 LED? Jeti Tauro H3300 rappresenta l’apice di Agfa Graphics nella tecnologia di stampa inkjet di grande formato. Il sistema sfrutta la piattaforma tecnologica di Tauro H2500, garantendo circa il 40% di produttività in più in tutte le modalità di stampa, ed estende i target di mercato grazie alla possibilità di lavorare in configurazione completamente automatica da pallet a pallet. Siamo sempre più convinti che la qualità simil-offset garantita dalla tecnologia Tauro – unita ai nuovi livelli produttivi – allarghi il campo di interesse agli stampatori di packaging che necessitano di una soluzione per la stampa di medie/basse tirature competitiva rispetto alla stampa offset. E anche in questo senso il Red Carpet ci ha dato ulteriori conferme.

Ambientazione in rosso per le due Jeti Tauro H3300 LED in vetrina al Red Carpet, con configurazione fltbed l’una e roll to roll l’altra. Nella pagina accanto, la sala demo dell’head quarter di Mortsel.


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decorative tendenze

Brand Revolution LAB, il creative show della stampa digitale

Packaging, etichette, espositori, installazioni ambientali, gadget, depliant, collateral: undici progetti che parlano di personalizzazione, integrazione tra online e offline, supporti inediti e tirature esclusive. Così i protagonisti di Brand Revolution LAB interpretano la decorazione del futuro. Tutta la decorazione possibile in scena a Brand Revoluzion LAB, il creative show della stampa innovativa – organizzato da Stratego Group con il patrocinio di DMA Italia – giunto alla terza edizione. Rinnovato nel concept, questo laboratori di creatività ha inaugurato una formula tutta nuova volta a mettere in stretta relazione gli attori della filiera del printing: otto agenzie creative, quattro fornitori di tecnologie, dieci aziende di stampa – per nove brand e due progetti editoriali speciali – sono stati chiamati a sperimentare l’innovazione e il valore aggiunto che la stampa digitale può dare alla comunicazione di marca, coniugando creatività e tecnologia e mettendo a frutto idee e know how attraverso collaborazioni durature nel tempo. I progetti frutto di questo lavoro – avviato lo scorso novembre – sono stati mostrati lo scorso maggio, in un vernissage ospitato presso la Sala delle Polene del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, che ha visto la partecipazione di oltre 400 persone, un pubblico selezionato e rappresentativo di tutta la catena del valore del printing. L’allestimento coinvolgente e interattivo ha messo in luce non soltanto i prodotti finali, ma anche i processi creativi e produttivi di ciascun progetto. Ecco i protagonisti di Brand Revolution LAB 2018 e i progetti che li hanno visti coinvolti.

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IL CAMPIONATO ACTIMEL

Bevilo, vivilo, giocalo! Il packaging è molto più di un semplice contenitore: è uno strumento prezioso e potente, in grado di influenzare il consumatore al momento dell’acquisto attraendolo con forma, colore e sensazioni al tatto. Grazie alle stampe personalizzate sulle bottigliette e sui cluster, il brand Actimel seduce il cliente, offrendogli un percorso d’acquisto sempre nuovo. Non solo un prodotto, ma anche un’esperienza personale, anzi personalizzata: la possibilità di scegliere e ideare, da casa, il packaging preferito, per seguire le proprie passioni. I.B.E. ha realizzato le sleeve delle bottigliette, il packaging dei cluster e l’espositore-frigo con tecnologia digitale HP Indigo 6800/20000, che permette di esprimere al meglio la qualità degli artwork realizzati da Creostudios e di produrre immagini e dati completamente variabili. Tutti i prodotti Actimel presentati sono resi interattivi dall’applicazione StealthCode® by BeeGraphic, una tecnologia brevettata Digimarc Barcode® e distribuita in Italia da BeeGraphic. Gli utenti, scannerizzando con il proprio smartphone un punto qualunque della superficie del packaging, hanno la possibilità di accedere a contenuti e informazioni multimediali relativi al prodotto, che potranno essere costantemente aggiornati.

Brand: Actimel di Danone Design: Creostudios Stampa: I.B.E. Tecnologia: HP Indigo 6800/20000, StealthCode® by BeeGraphic


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decorative tendenze

CAMPARI

LANGUAGE DESIGN

Un linguaggio contemporaneo, identitario e iconico per l’installazione site specific di Campari. Partendo dallo “stile Campari” – caratterizzato da presentazione moderna dei soggetti, semplificazione radicale del messaggio e definizione di icone riconoscibili – Artefice Group ha scelto di utilizzare diversi materiali, a riflettere la tessitura di elementi storici e iconografici. Un manifesto che, nella molteplicità della fonetica e nelle infinite combinazioni nuove e contemporanee, è espressione unica e poliedrica di Campari, della sua intima essenza. A Eidos il compito di realizzare i diversi materiali dell’installazione site specific di Campari. I pannelli sono stampati su supporti diversi per mostrare la versatilità del design; il tappeto, di 2.20 mm di spessore, è stampato su PVC bianco coatizzato in acrilico; i due espositori delle magnum di Campari fungono sia da sostegno per le bottiglie, sia da contenitore per i sottobicchieri. Il tutto è stato prodotto con tecnologie Fujifilm Acuity Select Advance e Acuity Led 1600 II, con nobilitazioni ottenute dall’applicazione di una vernice lucida che mette in risalto il logo Campari. Dopo la stampa, tutti i materiali sono stati fresati e controllati per l’allestimento. Faservice si è occupata del catalogo, un ambizioso progetto che ha permesso di mettere in gioco gran parte delle competenze tecniche di stampa e di cartotecnica dell’azienda. Prima di tutto la scelta della carta: alte grammature adatte alla cordonatura e capaci di accompagnare il lettore attraverso un percorso tattile pagina dopo pagina. Grazie alla tecnologia digitale Fujifilm JetPress 720S si è potuto riprodurre il colore “rosso Campari”, calibrando le quadricromie foglio dopo foglio e senza incontrare problemi nella produzione della serigrafia lucida presente in ogni pagina. Dopo la fustellatura a plotter dei fogli, la brossura bodoniana con copertina cartonata e tela bianca sul dorso hanno permesso di avere un prodotto adatto alla sfogliatura delle pagine.

IL VOLANTINO DEL FUTURO

Il volantino è uno strumento strategico per ogni retailer. Quello del futuro usa strategicamente i dati dell’esperienza online e offline di ogni cliente Mediaworld per restituire milioni di offerte uniche e in linea con preferenze e stile di vita della singola persona. Rotomail Italia ha messo a disposizione del progetto di The Big Now per Mediaworld la tecnologia autoimbustante versatile, completamente personalizzabile e customizzabile, che permette azioni di mailing creative e performanti. Il prodotto autoimbustante è frutto del mix del know-how informatico di Rotomail Italia nel trasformare milioni di dati variabili in comunicazioni personalizzate delle tecnologie di stampa digitale e di macchinari di finishing evoluti. Questa lavorazione consente di utilizzare la busta non solo come contenitore di documenti o mailing, ma anche come driver di messaggi personalizzati e customizzati in funzione del destinatario: una volta aperta, diventa un foglio steso all’interno del quale sono inseriti uno o più inserti promozionali o, in alternativa, lettere personalizzate.

Brand: Mediaworld Design: The Big Now Stampa: Rotomail Tecnologia: HP PageWide Web Press T490 HD

Brand: Campari Design: Artefice Group Stampa: Eidos, Faservice Tecnologia: Fujifilm Acuity Select Advance, Fujifilm Acuity Led 1600 II, Fujifilm JetPress 720S

THE PUZZLE PACK

Carnero è il primo biltong italiano. Il packaging mostra, sul fronte, due figure che si fronteggiano: Mr. Carnero e la mucca. Due personaggi fortemente caratterizzati, la cui storia è raccontata sul retro dei singoli packaging: 25 retri tutti differenti da affiancare, come i pezzi di un puzzle o come un mosaico, per comporre l’immagine di una slice of life ricca e ironica. La scena intorno al pack centrale, l’unico di cui viene mostrato il fronte, è studiata per essere potenzialmente ampliata all’infinito sui quattro lati. L’espositore ricrea integralmente la scena ed è pensato per mostrare il pack al contrario. La gift box contiene tutti i pack e trasforma un prodotto alimentare in un gioco, da comporre prima o dopo il consumo. Per valorizzare l’artwork di The 6th, Goglio ha realizzato due versioni diverse di buste stand up stampate con bianco coprente su materiale triplice abbinato, con finitura opaca. Gli stand up si differenziano per due fronti e 25 retri. Il sistema di stampa digitale HP Indigo 20000 è la tecnologia abilitante. Ghelfi Ondulati ha realizzato la gift box e l’espositore. La tecnologia digitale scelta è quella a getto d’inchiostro ad acqua della stampante HP PageWide Web Press T1100. Grazie al la voro del team digitale e del team tecnico e alla collaborazione con Sienergie, partner di Ghelfi che da anni si occupa di soluzioni cartotecniche di alta qualità, i progetti presentati a Brand Revolution LAB dispiegano la qualità di stampa estetica e tecnica propria dei prodotti dell’azienda valtellinese. PressUp ha realizzato un originale block notes di 100 pagine in 10 copie, stampato a colori fronte/retro con tecnologia HP Indigo e confezionato con rilegatura con incollaggio sul lato corto del blocco.

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Brand: Carnero Design: The 6th Creative Studio Stampa: Ghelfi Ondulati, Goglio, PressUp Tecnologia: HP Indigo 20000, HP PageWide Web Press T1100, HP Indigo 12000


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decorative tendenze

Brand: VI.P Mela Val Venosta Design: Coo’ee Italia Stampa: Longo Tecnologia: StealthCode® by BeeGraphic

GLI EXTRAMELESTRI

Atterrano gli Extramelestri e incontrano i bambini. Con la testa interamente fatta di Mela Val Venosta, questi personaggi si presentano all’interno di sgargianti confezioni mono-frutto, pensate per essere conservate dopo l’uso come pratici e allegri contenitori da impilare per costruire personalissimi totem portaoggetti. Per giocare è necessario togliere il fondo delle scatole, costituito da sticker utilizzabili come carte collezionabili o mini gioco di ruolo. Il divertimento non si ferma qui: grazie a un configuratore online, è possibile dare vita a un Extramelestre personalizzato da ricevere direttamente a casa. Per mettere in risalto l’idea creativa di Coo’ee, Longo ha optato per la realizzazione di singoli pack monodose – con dieci coloratissime grafiche differenti. Ogni pack, stampato in piano con tecnologia digitale, è stato realizzato con carte naturali e materiali idonei al contatto diretto con gli alimenti. Una particolarità: alcuni pack sono stati realizzati con una carta prodotta in Alto Adige con gli scarti della frutta utilizzata per la produzione del succo, frantumati ed essiccati. La scelta della carta e le tonalità pastello che ne risultano trasferiscono un’immagine di naturalezza e semplicità che ben si sposa con la genuinità del prodotto. Su ogni pack, infine, è stato inserito lo StealthCode® by BeeGraphic, un codice invisibile che rimanda, tramite applicazione scaricabile su mobile device, a informazioni aggiuntive relative al brand, al concept grafico e alla realizzazione tecnica.

PLAY YOUR GAME

Plakkontrol, brand del gruppo IDECO di Bolzano, è in Italia sinonimo di innovazione nell’ambito dell’igiene orale per dentisti, igienisti dentali e farmacie. L’attività di ricerca dell’azienda si concretizza in prodotti dagli elevati standard qualitativi come Absolute White, un dentifricio di pasta nera con microparticelle vegetali attive. La nuova grafica studiata da Artefice Group per i prodotti Absolute White Plakkontrol rivolti ai giovani dispiega un format ingaggiante, capace di far interagire gli elementi grafici e di strutturali creando un gaming divertente quando si avvita il tappo stampato a registro con il tubetto. E nasconde qualcosa in più. E per quanto riguarda la realizzazione? ToBeUnique è un innovativo metodo di stampa digitale che coinvolge il corpo in alluminio del tubetto e la capsula in plastica in un unico processo; un’esclusiva di Tubettificio Favia che permette nuove soluzioni di design e che, grazie alla sua unicità, si rivela determinante anche nella lotta alla contraffazione. ToBeUnique è integrabile con la tecnologia StealthCode® by BeeGraphic, che permette di implementare nel design del tubetto un codice che lo trasforma in un packaging interattivo. Lo StealthCode® è invisibile all’occhio umano, ma viene rilevato attraverso l’apposita app mobile, disponibile gratuitamente negli store ufficiali Apple e Google Play. Inquadrando un punto qualsiasi del tubetto, l’applicazione riconosce e apre un link interattivo associato al codice che rimanda a un contenuto digitale di natura educativa sull’igiene dentale o di natura ludica: un sito web, un canale social, un video, un contenuto di realtà aumentata. Il codice è univoco, non è duplicabile ed è protetto da sofisticati sistemi informatici che ne tutelano l’autenticità, impedendone la lettura qualora non risulti conforme agli standard previsti.

Brand: Plakkontrol Design: Artefice Group Stampa: Tubettificio Favia Tecnologia: ToBeUnique, StealthCode®by BeeGraphic

QSTORE: DAL VOLANTINO AL MAGAZINE DI QUARTIERE

Design: Robilant Associati Stampa: PressUp Tecnologia: HP Indigo 12000

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Pensato per le catene di distribuzione, QStore è un magazine non più generico, ma di quartiere. L’aspetto innovativo del progetto riguarda i contenuti: QStore dà spazio alle promozioni commerciali dello store di zona, ma anche a rubriche dedicate al “piccolo mondo vicino” ovvero alle notizie locali, alle inserzioni dei vicini di casa, alle scuole e alle attività commerciali che rendono vivo il quartiere. Tutto ciò può trasformare il supermercato da grande antagonista delle piccole attività locali a loro promotore, perché vero centro di aggregazione della comunità locale, mentre uno strumento comunicativo quale il magazine può acquisire un nuovo valore di prossimità. Chi dice che non ci può essere innovazione nella stampa di volantini o magazine promozionali per la grande distribuzione? Nel caso di QStore è grazie alla stampa digitale di HP Indigo 12000 che PressUp rende possibile la produzione on-demand di magazine geopersonalizzati con le offerte ‘di quartiere’. Una serie di magazine in cui il dato variabile è usato nella personalizzazione della copertina e nei personaggi del quartiere capaci di creare il link diretto e personale con i clienti dello store. Il magazine è stampato con tecnologia elettrofotografica su carta ecologica FSC, autocopertinato e rilegato con punto metallico.


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decorative tendenze

Design: Coo’ee Italia Stampa: Goglio Tecnologia: HP Indigo 20000

LA PASTA FRESCA DEL CUORE

Chi ha detto che le edizioni limitate sono soltanto per vestiti d’alta moda e scarpe costose? Anche prodotti di consumo quotidiano come la pasta fresca possono avere una limited edition: una confezione completamente personalizzata da condividere con chi si ama e da non lasciarsi sfuggire! L’agenzia Coo’ee ha scelto come tema della confezione il muro di ingresso della casa di Giulietta, nel cuore di Verona, che con le sue dediche romantiche e i suoi messaggi d’amore universale è diventato un’attrazione turistica fotografata tanto quanto il celebre balcone. Tutto il resto, invece, lo decide il cliente. In che modo? Sono previste due modalità, ma l’obiettivo rimane lo stesso: portare sulla tavola un pack unico. L’intera parete di Giulietta è stata digitalizzata e divisa in numerose parti, ciascuna delle quali è diventata protagonista di una confezione. All’amante della pasta fresca non resta che andare al supermercato e scegliere quella che gli piace di più. Ma se si vuole un pack ancora più personale, si può passare dalla “limited edition” alla “your edition”: navigando sul configuratore online si può scegliere un’area della parete di Giulietta e scrivere il proprio messaggio, per ricevere a casa arriverà una confezione unica, perfetta da regalare a una persona speciale. Per questo prototipo di pack flessibile in edizione limitata, Goglio ha realizzato uno stand up stampato con bianco coprente su materiale triplice abbinato. Secondo il filo conduttore di personalizzazione e differenziazione, gli stand up sono stati prodotti in 15 varianti e ogni sacchetto si distingue per nome della coppia, immagine del prodotto contenuto e immagine di sfondo. Il sistema di stampa digitale HP Indigo 20000 è la tecnologia abilitante.

TUTTE LE FORME DELLA CREATIVITÀ

Brand: Stabilo Design: A-Tono Stampa: Longo Materiali: Carta Gruppo Cordenons SLIDE WHITE da 120 g/mq e da 330 g/mq

A VERY PERSONAL STORY

Immagina di avere un pack fatto apposta per te e di metterci dentro solo i tuoi pennarelli preferiti, scegliendone la quantità e i colori. Ciò che otterrai con questo gioco di immaginazione è un innovativo packaging design one-to-one che è già stato tramutato in realtà: parliamo del progetto di confezionamento personalizzato della gamma Pastel di Stabilo®. Realizzato da A-Tono per Stabilo, il progetto trasforma il semplice evidenziatore in un vero e proprio oggetto fashion, veicolato e venduto in tre nuove confezioni dedicate. La prima è un pack tubolare rivestito con carta Slide White da 120 g/mq di Gruppo Cordenons stampata in digitale. Ideale per applicazioni che esaltano la multisensorialità, è una carta creativa che abbina versatilità con le sue caratteristiche soft touch. La parte inferiore riprende la comunicazione istituzionale del brand Stabilo, mentre la parte superiore può essere personalizzata con foto e testi scelti e caricati dal cliente. L’interno è realizzato in gommapiuma con taglio laser ad hoc per i prodotti scelti e la confezione può diventare un pratico portapenne. Il secondo pack è un cofanetto di formato rettangolare realizzato su carta Slide White da 330 g/mq firmata Gruppo Cordenons con patella apribile e finestra sagomata in PVC che mostra il prodotto di punta, Stabilo Boss Original. In questa applicazione, Slide si dimostra efficace anche per la creazione di astucci e cofanetti. La confezione è personalizzabile con immagini e testi, grazie alla stampa in digitale. L’interno, anch’esso personalizzato, è realizzato con pannello in poliuretano tagliato su plotter in base al mix di prodotti scelti. La terza confezione, più classica, è di formato rettangolare ed esalta l’eleganza della carta Slide White da 330 g/mq di Gruppo Cordenons. Il pack con guaina estraibile e finestra sagomata in PVC mostra il prodotto di punta, Stabilo Boss Original. L’interno, personalizzato, è realizzato con pannello in poliuretano tagliato su plotter in base al mix di prodotti scelti. Brand: Venini Design: The 6th Creative Studio Stampa: Sales Materiali: Carta Gruppo Cordenons PLIKE BLACK da 120 e da 240 g/mq

Ogni vaso Venini è realizzato a mano. Ogni pezzo è unico e diverso da tutti gli altri. Perché non rendere unico anche il packaging che racchiude il vaso? Questo box ha dettagli pensati ad hoc per ogni pezzo e una maxi etichetta che ricrea, visivamente, al tatto e dal punto di vista cromatico, la lavorazione e il colore del vaso che racchiude. Sales ha realizzato i diversi elementi del prezioso packaging personalizzato per i vasi Venini, frutto di una condivisione di idee in merito ai materiali, alle nobilitazioni digitali e alle soluzioni innovative per trasformare una semplice scatola in un’esperienza sensoriale. A partire dall’etichetta con logo Venini, studiata su un materiale matt soft touch in linea con il rivestimento della scatola in preziosa carta Plike Black da 120 g/mq di Gruppo Cordenons – una carta creativa che in questa applicazione coniuga l’eleganza del nero allo straordinario effetto rubber, capace di conferire un look&feel contemporaneo e una multisensorialità coinvolgente. La stampa è effettuata con tecnologia serigrafica digitale in cui è possibile sovrapporre un bianco ultra coprente + CMYK + vernice tattile per la nobilitazione a rilievo. L’etichetta frontale in corrispondenza dell’apertura della scatola è realizzata nello stesso colore del vaso interno ed è dotata di una texture a rilievo di alto spessore prodotta con una tecnologia digitale di nobilitazione in resina 3D. Il progetto si completa con una cartolina stampata con diverse immagini sovrapposte, visibili con un visore con filtro colorato – guardando attraverso il quale si annullano le immagini stampate nel suo stesso colore e appare la carta di identità del vaso –, e uno shopper realizzato con Plike Black da 240 g/mq che si trasforma in pacco regalo grazie a un tracciato di fustella molto speciale.

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5 numeri all’anno di WIDE

5 numeri all’anno di WIDE

5 numeri all’anno di WIDE

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7 numeri all’anno de Il Poligrafico incluso lo Speciale Print Connection con le classifiche delle industrie della stampa e il database dei fornitori

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Accesso a contenuti esclusivi online

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WIDE + Print + Il Poligrafico

150 e

7 numeri all’anno de Il Poligrafico


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profili

comunicazione d’impresa

Acuity Ultra di Fujifilm rivoluziona il mercato della stampa industriale superwide Al mercato degli stampatori specializzati nella produzione industriale di applicazioni per esterni e interni in formato superwide Fujifilm presenta una straordinaria novità: la piattaforma UV inkjet roll-to-roll Acuity Ultra, che raggiunge livelli di qualità e velocità finora impensabili con costi di gestione particolarmente vantaggiosi. Di concezione completamente nuova, presentata in anteprima a FESPA 2018, Acuity Ultra si aggiunge ora alla linea di stampanti Acuity di Fujifilm, con le quali condivide le caratteristiche di qualità, affidabilità e velocità ben note e apprezzate dagli stampatori di tutto il mondo e garantite dalle tecnologie proprietarie Fujifilm.

Le caratteristiche del sistema

La nuova piattaforma UV inkjet roll-to-roll Acuity Ultra di Fujifilm

Frutto di una accurata ricerca di mercato tesa all’analisi delle più recenti tendenze nel campo della stampa industriale superwide, Acuity Ultra offre un eccezionale formato massimo di 5 metri di larghezza – che può anche essere utilizzato in funzione multi-roll stampando due o tre bobine contemporaneamente – e una capacità produttiva che raggiunge i 236 mq/ ora; l’uniformità della stampa da bordo a bordo è garantita da uno speciale sistema di gestione lineare dei motori e dalla totale assenza di vibrazioni. La qualità, di livello fotografico, è costante e garantita dalle testine di stampa industriali – con dimensione goccia da 3,5 pl, gestione automatica e otto canali colore – e dai nuovi inchiostri a base acqua Uvijet GS, appositamente sviluppati da Fujifilm e certificati GreenGuard per la totale conformità agli standard sulle emissioni per le grafiche per interni. Acuity Ultra è ideale per tutte le aziende produttrici di applicazioni esterne in grandissimo formato come cartelloni pubblicitari e segnaletica, ma è anche perfetta per gli schermi indoor di fascia alta, per i quali la visione ravvicinata richiede immagini eccezionalmente chiare e vivaci. La possibilità di stampare su un’ampia gamma di materiali rende Acuity Ultra ideale per produrre grafica di qualità per mostre, display per POS e retroilluminati, cartellonistica e segnaletica per esterni e interni e in generale per ogni tipo di applicazione in formato superwide. Acuity Ultra è dotata infatti di funzionalità avanzate per stampare con alta produttività anche su materiali flessibili, come l’esclusivo piano aspirante raffreddato ad acqua che garantisce la perfetta riuscita nella stampa di sottilissimi materiali termosensibili. Una funzione di retroilluminazione integrata consente, infine, il controllo della qualità dell’immagine durante la stampa. Formato superwide, qualità eccezionale, alta produttività e grande versatilità si uniscono nella Acuity Ultra a costi di gestione contenuti, rendendo vantaggioso l’investimento e permettendo agli utilizzatori di aprirsi a nuove e redditizie opportunità di business, anche in mercati altamente competitivi ed esigenti come quello dei marchi di lusso.

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La nuova piattaforma UV inkjet roll-toroll di Fujifilm – presentata in anteprima a FESPA 2018 – garantisce livelli di qualità fotografica, produttività elevata, costi di gestione vantaggiosi e versatilità nei supporti.


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industrial tecnologia

Una delle tante applicazioni della tecnologia VIVAJET: la stampa su vetro.

VIVAJET un sistema di stampa digitale industriale che va oltre la ceramica La storia di TecnoFerrari comincia cinquant’anni fa nel segno della ceramica, e prosegue con una miriade idee e di prodotti che la portano a essere una delle aziende di stampa digitale industriale più interessanti del panorama mondiale. E come finisce? Non finisce, anzi: crediamo che continuerà alla grande per molti anni ancora...

lberto Annovi, Engineering Director, e Matteo Grigolo, Sales Area Manager di TecnoFerrari. A

di Elena Panciera

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TecnoFerrari è una delle tante aziende manifatturiere a conduzione familiare che stanno contribuendo a costruire il futuro tecnologico dell’Italia sulla base di competenze solide, costruite in oltre cinquant’anni di attività. Pochi, al di fuori del settore, saprebbero dire di cosa si occupa, eppure nel 2017 ha fatturato 85 milioni di euro, di cui l’80% all’estero. Con una forte expertise nel settore dell’automazione industriale ceramica, oggi TecnoFerrari è – anche – un punto di riferimento nella stampa digitale industriale. La tecnologia dell’azienda emiliano-romagnola si chiama VIVAJET: macchine industriali, sia single pass che scanning, nate per il settore ceramico, anche se ora, con le debite modifiche, vengono usate nei settori più diversi, per stampare su vetro, plastica, cemento e fibrocemento, mattoni, metalli, legno e MDF, cartone teso e ondulato (e non solo). Estremamente produttive, sono pensate e prodotte per essere

inserite in linee di produzione industriale. La divisione Stampa digitale è stata fortemente voluta dal presidente di TecnoFerrari, Giancarlo Ferrari, che da sempre investe nello sviluppo di nuove tecnologie. Fin dalla sua origine è coordinata da Alberto Annovi, che, alla guida del team di R&D, ha sviluppato la tecnologia VIVAJET, ora giunta alla quarta generazione. Risale al 2009, dopo circa tre anni di ricerca, l’installazione della prima stampante digitale, che allora si chiamava ColorJet. Oggi ci sono più di 800 macchine installate in tutto il mondo, prevalentemente nel settore della ceramica. “Circa il 90% del totale”, racconta Matteo Grigolo, Sales Area Manager di TecnoFerrari, “anche se questa percentuale negli ultimi anni sta decrescendo a favore degli altri settori”. Annovi spiega: “I campi di applicazione della tecnologia VIVAJET sono pressoché infiniti. Partendo dalla ‘base’, cioè una macchina per la stampa industriale


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industrial tecnologia

VIVAJET, una tecnologia industriale

Qualche numero e dato di TecnoFerrari

La tecnologia VIVAJET è nata per il settore industriale ceramico. Questo significa che ha produttività molto alte, che è in grado di garantire ottime prestazioni 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e che è studiata per inserirsi all’interno di una linea di produzione. Grazie alla velocità di stampa che può arrivare fino a 70 metri al minuto per le single pass più veloci, per una larghezza fino a 1.470 mm (di serie, ma in caso di necessità è possibile avere anche una luce di stampa maggiore) e un carrello che può supportare fino a 100 teste di stampa. Tutto, dai software alla meccanica, viene sviluppato all’interno dell’azienda romagnola. L’unica collaborazione è quella con i produttori delle teste di stampa, Xaar e Kyocera – che ha sviluppato una testina ad hoc per TecnoFerrari. Per quanto riguarda i consumabili, VIVAJET è un sistema aperto: questa caratteristica gli deriva dal settore di provenienza, quello ceramico, dove i decoratori sono abituati a scegliere gli inchiostri. Comunque TecnoFerrari propone ai propri clienti un ventaglio di produttori certificati. Queste macchine da stampa si inseriscono all’interno di un processo produttivo industriale, per cui il team TecnoFerrari studia insieme al cliente il miglior sistema di stampa integrandolo con altre macchine per il pre o post-trattamento (fiammatura, plasma, corona, primer), per il pinning o il curing, oppure per il coating.

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ceramica di comprovata qualità, il nostro punto di forza è la capacità di progettare e costruire insieme al cliente non solo la migliore macchina digitale per le sue necessità, quale che sia il suo settore, ma anche un’intera linea di produzione. Questo è possibile grazie alle altre divisioni di TecnoFerrari, che vanno dalla movimentazione alla logistica, al controllo qualità”. Certo, l’azienda emilianoromagnola offre anche stampanti ‘di serie’, ma anche in questo caso adotta una strategia commerciale di lungo periodo, proponendo sistemi sempre aggiornabili e potenziabili, e sviluppando tecnologie compatibili con le versioni precedenti. Grigolo spiega: “Questa lungimiranza paga non solamente nel mercato ceramico, dove il digitale ha una diffusione capillare in tutta la produzione e quindi i clienti e i potenziali clienti sono molto preparati tecnicamente, ma anche e soprattutto nei settori meno ‘digitalizzati’. In questo caso bisogna partire dai bisogni del cliente, che spesso è ignaro non solo delle potenzialità della stampa digitale, ma della stampa tout court. Oggi la tecnologia digitale ci permette di decorare davvero

lcune applicazioni realizzate con la tecnologia VIVAJET: vetro, cemento e fibrocemento, MDF, calcestruzzo, mattoni, ceramica, metallo decorati.

qualsiasi superficie, e non tutti hanno ancora compreso la portata di questa opportunità. Per questo è importante comunicare non solo con i clienti, ma anche con architetti e interior designer, che sono quelle figure intermedie che possono utilizzare le tecnologie nei loro progetti e influenzare quindi sia il produttore che l’utilizzatore finale”. Grigolo è sicuro della portata della ‘rivoluzione digitale’, anche perché, racconta, “a oggi questa tecnologia di stampa è assolutamente competitiva, in ambito industriale, rispetto alle tecnologie tradizionali”. Questo vantaggio competitivo è dovuto anche alla grande portata innovativa del digitale. Annovi ci presenta alcuni degli ultimi progetti

realizzati in casa TecnoFerrari: “Con VIVAJET riusciamo a creare una struttura tridimensionale direttamente con l’inchiostro, con una sola passata, così che l’immagine risulti perfettamente a registro. Inoltre stiamo lavorando per arrivare a un processo ‘full digital’, dal pretrattamento alla nobilitazione. Questo è possibile grazie alla combinazione di una macchina ‘master’ e di una ‘slave’, presenti sulla medesima linea produttiva e comunicanti tra loro. Un altro degli aspetti su cui stiamo lavorando è la correzione dell’errore in tempo reale, direttamente in macchina, sfruttando anche le competenze del nostro dipartimento deputato al Controllo qualità”.

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Basata a Fiorano Modenese, nel cuore del distretto italiano della ceramica, TecnoFerrari nasce nel 1966 come azienda di automazione industriale con focus proprio nel settore ceramico. Oggi è una società per azioni che conta circa 300 dipendenti. Oltre al quartier generale di Fiorano Modenese, dove avviene tutta la produzione, che è quindi completamente made in Italy, TecnoFerrari ha tre altre sedi, in Spagna, Turchia e Cina, da dove si occupa dell’assistenza tecnica, commerciale e amministrativa. Esporta in India e nell’estremo oriente – Vietnam, Thailandia, Indonesia –, in Brasile e tutto il Sudamerica, in Messico e negli Stati Uniti, ma anche in Africa del Nord, Iran e Arabia Saudita: insomma, in tutti i paesi con una forte tradizione di produzione di ceramica. Dal 1966 a oggi, ha allargato le proprie competenze e i propri campi d’intervento oltre i confini del mondo ceramico, specializzandosi in diversi campi industriali. Oggi ha quattro divisioni: il “core business” rimane Ceramica e lastre, ma poi ci sono Controllo qualità – che sviluppa sistemi di visione automatici per il controllo della qualità –, Automazione logistica – che produce sistemi di stoccaggio automatizzati, grazie a veicoli AGV, con guida laser o magnetica –, e Stampa digitale.


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Dell’allestimento

PrintMAT, le frontiere dell’innovazione della stampa in mostra a Print4All Vetrina di creatività e di capacità innovativa, PrintMAT ha messo in mostra gli effetti speciali della stampa. E lo ha fatto attraverso una serie di prodotti stampati sorprendenti, che hanno accompagnato il visitatore in un viaggio virtuale nei touch point della customer journey.

Stupire e ispirare con gli effetti speciali della stampa: è successo durante le quattro giornate di Print4All con PrintMAT, una vetrina di innovazione e creatività che ha accolto il pubblico in un’area di 200 metri quadrati al centro del padiglione 20 di Fiera Milano. Realizzato da ACIMGA, ARGI e 4IT Group con il supporto tecnico di FESPA Italia, PrintMAT è stato concepito come un piccolo museo da visitare secondo un percorso in grado di ricreare il ruolo del printing nell’ambito della customer journey, tra prevendita, vendita e post-vendita, e ha ottenuto grande partecipazione e riscontri positivi da un pubblico internazionale, incuriosito e sorpreso dall’inedita forma espositiva. Un’area centrale multimediale ha inoltre consentito l’approfondimento dei progetti grazie agli speech delle aziende coinvolte. Di Michela Pibiri

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I protagonisti Venticinque aziende e tre partner tecnici: i protagonisti di PrintMAT hanno scelto di presentare prodotti particolarmente innovativi per concept creativo, tecniche di stampa, nobilitazioni e materiali e capaci di evidenziare il ruolo chiave giocato dalla stampa nel processo esperienziale sempre più multicanale del consumatore. Otto i soci FESPA presenti: Agfa N.V. Filiale Italiana, In.Deco Serigrafia, Maggioni Serigrafia, P&P Promotion, SAC Serigrafia, tech:art, e, in qualità di partner tecnici per l’allestimento, LoopDesign e Industria Grafica FG. Hanno esposto anche Arti Grafiche Castello insieme al proprio brand cartotecnico Stampack, Colorzenith, Epple Druckfarben Italia, Eurostampa, Grafical, Pozzoli, Printgraph, Sacchital, Cartimballo e Sonoco Alcore, mentre altre dieci aziende – Eidos,

L’allestimento realizzato da Loop-Design si è avvalso della collaborazione di tre partner tecnici: Sonoco Alcore, che ha fornito le 52 anime di cartone per cartiere utilizzate come colonne, Cartimballo, presente con sgabelli, divani e una libreria di Cartodesign che hanno stupito il pubblico per solidità e versatilità creativa, e Industria Grafica FG, che ha realizzato il floor carpet dell’area centrale, un tappeto in PVC antisdrucciolo e ignifugo con retro gommato, stampato in UV led ad alta risoluzione con motivi geometrici e i colori identificativi di PrintMAT – il grigio e l’arancione.

Faservice, Ghelfi Ondulati, Goglio, I.B.E., Longo, PressUp, Rotomail Italia, Sales, Tubettificio Favia hanno portato in mostra i progetti realizzati nell’ambito di Brand Revolution LAB (i cui dettagli sono raccontati in un articolo dedicato a pag. 52).

In viaggio tra i prodotti: la pre-vendita per partire Oltre ai progetti provenienti da Brand Revolution LAB distribuiti in tutta l’area, nella zona pre-vendita sono stati presentati prodotti editoriali di nuova generazione realizzati da Pozzoli e Arti Grafiche Castello, materiali consumabili come il nuovo inchiostro PURe per stampa offset prodotto da Epple Druckfarben e le innovative soluzioni per la creazione di mockup messe a punto da Stampack. Nel dettaglio, Pozzoli ha esposto il numero 72 del magazine PRINT – Speciale Vinitaly, che presenta una copertina effetto legno cartonata, tagliata al vivo, realizzata accoppiando una carta patinata lucida da 150 g stampata in quadricromia con l’aggiunta di vernice serigrafica spessorata. Realizzata in quattro diverse tonalità di legno, la cerniera è stata ottenuta con solcatura a 45 gradi per una chiusura ad angolo retto


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rivestita di floccato pieno e con applicazione di etichetta in peltro, e due flaconi di profumo hanno dimostrato le potenzialità della stampa multisensoriale nell’anticipare le caratteristiche dei prodotti in vendita.

del dorso, come per la confezione dei cofanetti di alta gamma di bollicine e spirits. Arti Grafiche Castello ha esposto “Brownfield” edito da So.pe. ti - Fermo Editore di Parma, un libro fotografico dedicato alla memoria storica e sociale dell’ex fabbrica Bormioli. Il volume è stato realizzato con materiali che trasmettono forti emozioni visive e tattili, come la copertina plasmata in duttile piombo sbalzato e le pagine interne ricoperte da un sottile velo d’amido che conferisce loro una patina polverosa.

Nel cuore della vendita Largo spazio al packaging e alle etichette nell’area vendita, con una particolare predilezione per gli effetti tattili e sensoriali delle confezioni. In.Deco Serigrafia ha presentato cinque applicazioni di floccato su vetro e plastica per i settori beauty e wine&spirits. Due confezioni di rossetti matt realizzati per le profumerie Douglas e Nocibé con applicazioni floccate a decoro nel cap, una bottiglia di spumante

SAC-Serigrafia ha proposto uno speciale effetto 3D nell’ambito del product decoration, con l’applicazione su accessori moda coordinati come soluzione alternativa al ricamo tradizionale nel fashion. Emblemi ad alto spessore hanno invece impreziosito bottiglie di wine&spirits: la tecnologia

permette di ottenere combinazioni multicolore e multitexture con design complessi. Per il settore dei profumi, ha infine messo in mostra diversi esempi di metal sticker, adesivi realizzati in leghe metalliche adatti alle microapplicazioni e alla definizione di dettagli cesellati. Protagonista anche il vetro con gli effetti speciali di P&P Promotion, che con quattro bottiglie ha presentato la tecnologia brevettata di Cambio Molecolare del Colore del Vetro (CMCV) e gli effetti decorativi che si possono ottenere intervenendo a livello strutturale, in combinazione con diversi tipi di stampa serigrafica e stampa a caldo diretta e indiretta: dal madreperla con i suoi effetti iridescenti al satinato, dall’effetto screpolatura della tecnica cracklé ai contrasti lucido/opaco.

Eurostampa ha esposto due esemplari numerati dell’etichetta edizione speciale 2018 di Luxoro, disegnata dallo studio Spazio di Paolo per celebrare Vladimir Kokhranek, fondatore di Luxoro, e i 50 anni dell’azienda. Un progetto estremamente complesso, che presenta due strati sovrapposti di carte UPM Raflatac e l’applicazione di un foil dal particolare effetto tridimensionale Spatial FX con tecnologia Trustseal


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di Kurz, che Eurostampa è riuscita a realizzare interamente in linea sulla stessa macchina da stampa. Grafical ha presentato un’etichetta di birra black label stampata con tecnologia HP Indigo che grazie al software Mosaic per il dato variabile permette di ottenere milioni di progetti uno diverso dall’altro. La black label è stampata con bianco premium su carta Soft Touch Black; i testi sono ottenuti per bucatura con fustellatura laser. Anche tech:art ha puntato sulla birra e sulla personalizzazione con un packaging completo in edizione speciale, dalla box realizzata con differenti materiali e un’avanzata ingegneria cartotecnica che coniuga estetica e funzionalità nel proteggere la bottiglia, alla sleever realizzata con l’applicazione HP SmartStream Mosaic e arricchita da un’etichetta personalizzata con nobilitazioni. Sacchital Group ha presentato Forma Paper, un prodotto che rivoluziona il concetto di pack per salumi grazie a una nuova sinergia tra carta e film plastico: viene associato un top in carta finestrato e barrierato a un bottom di carta termoformabile, riciclabile e barrierato. Tra i vantaggi, più spazio per comunicare, un vassoio in carta da filiera FSC, ermeticità garantita e salvaspazio e un’estetica accattivante.

Stampack, brand cartotecnico di Arti Grafiche Castello, ha presentato un packaging tondo senza punti colla, realizzato con il know-how di Mockapperia con sapiente ingegneria cartotecnica e completamente green. Un vero e proprio oggetto di design completamente personalizzabile per dimensioni, materiali, grafica, colori e finiture, protetto da brevetto, certificabile FSC e con idoneità HACCP.

Tempo di post-vendita Spazio alla decorazione di oggetti, all’interior e alla stampa 3D nell’area post-vendita, strutturata come un ambiente abitabile, un salotto per riposarsi dopo la visita e per interagire con i prodotti in esposizione. Oltre all’installazione realizzata da Eidos per Campari Language Design, progetto di Brand Revolution LAB, un elemento caratterizzante dell’area è stato l’armadio personalizzato da Maggioni Serigrafia, che ha lanciato Decorailtuoarmadio.com, il primo servizio di decorazione diretta delle ante, che offre una galleria immagini ampia e costantemente aggiornata tra cui scegliere e si serve di stampa digitale in alta risoluzione con finitura satinata. Printgraph ha presentato Finito Dress, una speciale pellicola protettiva e completamente personalizzabile da applicare sulle macchine da stampa per proteggerle da inchiostri, vernici,

adesivi e segni d’urto e usura. Agfa N.V. Filiale Italiana ha mostrato le possibilità della stampa diretta UV per decorare materiali diversi con una sedia di legno, un paio di scarpe di cuoio e due sample di stampa. La sedia è stata stampata direttamente su legno con tecnologia Anapurna e inchiostri Agfa; il legno viene successivamente piegato con un processo dedicato, senza che l’inchiostro rimanga segnato. Le scarpe sono state realizzate con sistema di stampa su pelle Alussa. Colorzenith, infine, ha presentato una figura umana big format 3D realizzata con tecnologia GDP (Gel Dispensing Printing) e stampante Massivit 1800, prodotto che esprime le potenzialità e le applicazioni della tecnica, in grado di stampare oggetti di grandi dimensioni a una velocità superiore a qualsiasi altro sistema di stampa 3D. La finitura ha previsto un fondo realizzato con prodotto bicomponente seguito da levigatura, e due passaggi di verniciatura, il primo con acrilico e il secondo con trasparente lucido.


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Sede e stabilimento: via Martiri di Boves 4 - 20871 Vimercate (MB) tel. 039 6856001 fax 039 2124916 e-mail info@pflitover.com sito web www.pflitover.com


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Un’altra FESPA è andata e ha lasciato il segno

Partecipazione record a livello internazionale, un’atmosfera frizzante nei padiglioni di Messe Berlin e grande interesse per i contenuti proposti: FESPA Global Print Expo si conferma evento di riferimento per i player del settore della stampa specialistica

Le aspettative non sono state disattese. Al contrario, FESPA 2018 Global Print Expo ha registrato una presenza di 20mila singoli visitatori e una partecipazione internazionale da record, con 142 Paesi di provenienza del pubblico. Numeri importanti che confermano la bontà strategica del passaggio, avvenuto nel 2017, a una cadenza annuale dell’evento, combinando la manifestazione principale con lo spin-off dedicato al digitale. Complici dell’esito positivo della manifestazione anche le scelte di allestimento, con Printeriors collocato all’ingresso della fiera insieme alla gallery dei progetti

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mercato dai nostri espositori”, ha commentato Roz Guarnori, exhibitions director di FESPA. “L’atmosfera elettrizzante della manifestazione rafforza la nostra convinzione che la stampa specializzata e la segnaletica siano settori che non smettono mai di inventare, esplorare, sfidare i limiti e cercare nuovi modi per supportare la crescita”.

I numeri dell’evento protagonisti dei FESPA Awards, i contenuti proposti nel format FESPA Trend Theatre e le nuove aree Print Make Wear, destinata alla produzione di capi di abbigliamento, e Digital Corrugated Experience per il settore del packaging e dei punti vendita. Corridoi affollati e un’atmosfera di interesse e ottimismo hanno caratterizzato la manifestazione nei suoi quattro giorni live: “FESPA 2018 Global Print Expo è stato un evento pieno di vita, ricco di azione, dall’energia e la fame di innovazioni del nostro pubblico diversificato di visitatori all’incredibile gamma di nuovi prodotti introdotti sul

Oltre 20.000 visitatori singoli, dunque, per 33.799 accessi – tenendo conto delle visite ripetute. Circa due terzi dei partecipanti hanno dedicato più di un giorno all’evento per coprire i dieci padiglioni espositivi e accedere ai contenuti proposti. Rispetto alla provenienza, la Germania ha assicurato la più alta percentuale di visitatori, con il 26% del pubblico totale. A seguire Regno Unito, Polonia, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Francia, Repubblica Ceca, Svizzera, Belgio e Svezia. “Ci sono altri dati che vale la pena commentare: il 35% dei visitatori ha dichiarato di avere la responsabilità finale delle de-


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L’Italia sul podio

OCUS MATERIALI

Un tour tra i tessuti F

Italiani protagonisti dei FESPA Awards. Tre i premi assegnati la sera del 16 maggio, durante la serata di gala. Esanastri, che concorreva nella categoria “Special Effects” con Coccio, realizzazione glitter con effetto 3D gommato su pelle naturale rivolta al mondo della moda, si è aggiudicata un Bronze Award. SAC Serigrafia, in gara nella categoria “Glass, Ceramic, Metal and Wood” con Naïve Colors – stampa artistica su legno di frassino eseguita in serigrafia a 8 colori, opera del maestro Armellin e commissionata dall’Azienda Agricola Picech – si è aggiudicata un Bronze Award e il People’s Choice Award, premio assegnato con l’ausilio del voto popolare fra tutti i lavori in gara. L’eccellenza italiana ha portato a casa anche un terzo premio. Lamperti Insegne, ha vinto un Silver Award nella categoria “Special Effects” grazie a Light Diffusing Ink, applicazione che sfrutta uno speciale inchiostro trasparente per stampa serigrafica su supporti trasparenti e visibile solamente con luci LED dedicate.

A cura di Giuseppe Bosio

PONGS L’azienda tedesca mantiene il focus sui tessuti in superwide format. Ne è un esempio il nuovo tessuto Mambo, proposto anche in altezza 500cm per permettere agli stampatori di ampliare la gamma di articoli per le applicazioni più impegnative. Altra novità è il tessuto stropicciato Shape che, grazie a un particolare filato in trama, consente di ottenere sorprendenti e graditi effetti scenografici. BERGER Il produttore tedesco amplia la gamma di articoli superwide con l’introduzione – nella serie dei becklit Samba – di una variante in formato 500cm adatta per inchiostri uv, solventi-sublimatici e latex. Di grande interesse, inoltre, gli articoli Pro FR per lightbox per efficaci soluzioni per le cornici anche in ambienti contract. Per particolari effetti di retroilluminazione, Berger ha mostrato Blockout Artistic Sift Fr declinato in diverse applicazioni.

cisioni nella propria azienda e la stessa percentuale di pubblico ha partecipato alla fiera con l’obiettivo di cercare o acquistare nuove attrezzature. Ciò dimostra che FESPA è considerata in tutto il mondo una piattaforma chiave per presentare le ultime tecnologie destinate alla stampa digitale, serigrafica e su tessuto, nonché un evento essenziale per influenzare decisioni chiave in termini di investimenti”, ha dichiarato Roz Guarnori. In base ai dati relativi alla registrazione per l’evento, l’area di maggiore interesse per i visitatori è stata quella della stampa digitale, punto nevralgico d’at-

trazione per il 44% di tutti i visitatori. La costante copertura da parte di FESPA delle innovazioni nell’ambito della stampa su tessuto trova eco nel fatto che un visitatore su tre dell’evento 2018 ha indicato di essere interessato alla stampa tessile e su tessuto. Stampa commerciale, finitura, design-to-print, stampa a sublimazione e stampa industriale sono a loro volta risultati settori particolarmente importanti in termini di priorità dei visitatori dell’evento. Positivo il feedback di molte delle aziende espositrici, che hanno riferito occasioni di business eccellenti e un forte interesse da parte di fornitori di servizi di stampa nei confronti di innovazioni riguardanti la tecnologia e i materiali di consumo, in grado di promuovere una maggiore produttività e diversificazione delle applicazioni.

GEORG+OTTO FRIEDRICH Due le novità presentate a FESPA: DekotesSoft 165, un tessuto per cornici da 165 g/mq – più leggero dei tradizionali – sufficientemente coprente per nascondere le strutture poste nel retro del cassonetto; Microlux 240 che aggiunge alle note caratteristiche della microfibra di poliestere, un aspetto e mano vellutata molto gradevole al tatto mantenendo una perfetta luminosità e brillantezza dei colori. KREA Ha destato curiosità la collezione proposta dalla tedesca KREA. Forte dell’esperienza nel mondo dei tessuti, l’azienda propone articoli per la stampa digitale, con un focus particolare sul mondo sublimatico. Di grande interesse Blockout Bianco Ottico, un tessuto non soggetto a prendere il colore grigio che solitamente caratterizza questo tipo di supporti. SQUID Innovativa l’applicazione proposta dalla britannica Squid: il voile adesivizzato – un tessuto base dell’azienda – applicato al vetro crea una protezione alla vista sia dall’esterno, durante il giorno, sia dall’interno, durante la sera. Se stampato, questo tessuto si presta a realizzazioni molto creative.

I prossimi appuntamenti: destinazione sud! La location di FESPA 2019 Global Print Expo era già nota: la manifestazione rimarrà in Germania, ospitata da Messe Munich a Monaco, dal 14 al 17 maggio 2019. E per quanto riguarda il 2020? L’annuncio è arrivato poco dopo la chiusura dell’edizione 2018 e dovrebbe far piacere a tutti i Paesi del sud Europa: sarà infatti Madrid a ospitare FESPA 2020 Global Print Expo, dal 24 al 27 marzo 2020.

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ALEPH

Alessandro Manes, CEO di Aleph.

Gold sponsorship, una strategia sempre più focalizzata all’internazionalizzazione e un’offerta integrata e costruita su una logica premium: così Aleph ha ridefinito la strategia nel digital textile a FESPA 2018.

Aleph è Gold Sponsor di FESPA e si presenta con un’immagine rinnovata… Esatto. Questa edizione di FESPA è particolarmente importante per Aleph. Ci presentiamo per la prima volta con la nostra nuova veste: un nuovo logo, un nuovo payoff e nuovi nomi per le nostre piattaforme di stampa. Un’operazione di rebranding che abbiamo fortemente voluto per dare evidenza al percorso di evoluzione vissuto dell’azienda nel corso degli ultimi anni: oggi Aleph è un player del tessile ben posizionato in Italia e riconosciuto a livello internazionale. Il nuovo payoff – “in printing, we care” – vuole, in particolare, sottolineare i pillar della nostra strategia tecnologica: l’attività di sviluppo delle macchine è orientata a proporre ai clienti soluzioni complete che non richiedano assistenza o attenzione specifica nella loro gestione. Operiamo in una logica premium, costruita sulla volontà di offrire un servizio integrato: per questo, oltre alle piattaforme di stampa, seguiamo internamente anche lo sviluppo e la produzione di sistemi di asciugatura per carta e tessuto, di avvolgitori e svolgitori e di unità di vaporizzo, oltre allo sviluppo di software per la gestione delle diverse fasi del processo di stampa. Quali sono le tecnologie in vetrina a FESPA? Quest’anno abbiamo deciso di presentare sullo stand la ‘grande’ delle nostre macchine: LaForte Paper 340, l’ultima

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evoluzione del progetto LaForte. Si tratta di un sistema di stampa a sublimazione di grande formato, in grado di raggiungere una velocità di 600 metri quadrati all’ora e dotato di un innovativo sistema di trasporto tramite tappeto aspirato a più camere separate, brevettato. Consente di stampare carta con larghezza di 340 centimetri, senza generare problemi di increspature o ondulazioni. È la soluzione più idonea per tutto il settore del soft signage, perfetta per il target di FESPA. Le altre due soluzioni sullo stand sono LaForte Paper 185 e LaForte Fabric 185. LaForte Paper 185 è un plotter di grande formato per la stampa su carta transfer e materiali speciali, studiato per la produzione di grandi volumi. La macchina utilizza i nuovi inchiostri proprietari di Aleph, sviluppati per il settore del soft signage. LaForte Fabric 185 è un sistema direct to fabric disponibile con tutte le tipologie di inchiostri: qui a FESPA lo presentiamo con inchiostri a pigmento per la stampa su cotone , che non necessitano di pre e post-trattamento per la fissazione del colore.. Qual è lo spettro applicativo di queste soluzioni? Il mondo del soft signage è quello a cui guardiamo con grande interesse in questo momento. Oltre alle applicazioni più classiche, ne stanno emergendo di nuove molto interessanti: a seconda degli inchiostri, parliamo di tutto l’ambito promozionale, del mondo delle shopper, del packaging – anche quello di alta gamma. Quali sono i mercati nel mirino di Aleph? Oltre all’Italia, Stati Uniti, Turchia, India, Corea sono i Paesi sui quali ci siamo concentrati finora, tutti mercati che ci stanno dando grandi soddisfazioni. Nel frattempo, si sono aperte interessanti opportunità anche in altre aree, come Pakistan, Bangladesh, Russia, Egitto e Sud Africa. Sono dinamiche molto interessanti: più il brand cresce, maggiore è l’attenzione generale e, di conseguenza, maggiori sono i contatti e le richieste che arrivano ancora prima che ci sia da parte nostra un’azione mirata.


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DUPONT ADVANCED PRINTING Specializzata nello sviluppo di soluzioni innovative per la stampa tessile, commercial e H&O, DuPont Advanced Printing mantiene saldo il focus sull’ampliamento del portfolio prodotti e sull’innovazione degli inchiostri. Lo ha confermato anche a FESPA 2018. Quali sono le novità di FESPA? Abbiamo quattro prodotti nuovi che vanno ad ampliare ulteriormente l’offerta di DuPont Advanced Printing per il mondo della stampa tessile digitale. DuPont™ Artistri® Brite P5003 e Artistri® Brite P5010 sono due soluzioni per il pretrattamento del tessuto nel settore del direct to garment (DTG): il primo è ideale per la stampa di t-shirt in cotone nere/colorate e il secondo per la stampa di t-shirt in cotone o in poliestere bianche. Entrambi i prodotti consentono di ottenere colori brillanti e consistenti, caratterizzati da una elevata resistenza al lavaggio. L’altra novità è rappresentata da due nuovi inchiostri sublimatici: Artistri® Xite S2500 e S3500, destinati alla stampa su poliestere. Xite S2500 è un inchiostro a media viscosità, mentre S3500 ad elevata viscosità. Accanto a queste novità abbiamo tutte le nostre gamme di prodotti per il settore del textile, che includono inchiostri dispersi, acidi, reattivi, a pigmento e sublimatici. Quali sono i punti di forza degli inchiostri sublimatici di DuPont? Si tratta di inchiostri che vantano un’ottima ‘jettability’, ovvero ottime performance in termini di getto dell’inchiostro, una caratteristica che consente di ridurre al minimo l’otturazione degli ugelli delle testine di stampa e di migliorare la produttività (a fronte del minor numero di fermi macchina e del minor numero di scarti di produzione). Inoltre, la qualità dei colori e la nitidezza delle immagini

Oltre alle caratteristiche appena descritte, gli inchiostri sublimatici S1500, S2500, S3500 vantano una grande resistenza a fattori quali raggi UV, lavaggio e traspirazione. Ciò li rende particolarmente idonei per applicazioni in ambito di sportswear, abbigliamento sportivo e ricreativo. Target di questi prodotti sono gli stampatori che si rivolgono a un mercato che richiede elevata qualità nella stampa su poliestere.

sono eccellenti. L’altro aspetto importante è la consistenza della resa cromatica: gli inchiostri di DuPont garantiscono la perfetta riproduzione dell’immagine e dei colori ‘batch to batch’, ovvero tra i diversi lotti di produzione, evitando in questo modo perdite di tempo e settaggi ulteriori a ogni fornitura di inchiostro. Si tratta di un fattore fondamentale per i brand owner e, di conseguenza, per i loro fornitori di stampa. A quale target vi rivolgete con gli inchiostri sublimatici S1500, S2500, S3500?

Pensando al futuro, quale sarà il focus di DuPont? Stiamo seguendo con attenzione l’evo luzione del pigmento digitale. Negli ultimi anni sono stati fatti enormi passi in avanti in termini di solidità e di resistenza allo sfregamento e alla luce. La qualità degli inchiostri a pigmento è migliorata moltissimo, tanto da arrivare a reggere il confronto con quella degli inchiostri reattivi. Guardando all’intero processo di produzione, gli inchiostri a pigmento offrono vantaggi significativi sia in termini di impatto ambientale e di riduzione dei consumi di acqua, sia in termini di flessibilità nella gestione delle piccole tirature e nel time-to-market – in linea con le esigenze di molti brand owner. Per tutti questi motivi, il pigmento digitale rappresenta uno dei focus di DuPont, che oggi offre una vasta gamma di inchiostri a pigmento – compatibili con la maggior parte delle testine di stampa in uso. I settori di maggiore utilizzo sono, al momento, apparel, home textile, wallpaper e tendaggi.

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Balaji Srinivasan, EMEA marketing manager di DuPont Advanced Printing.

Mario Castelli, sales manager di DuPont Advanced Printing.


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HP mazioni immediate su come realizzare tali applicazioni (materiali, tecnologia di stampa, finitura, etc.).

Michael Smetana, head of marketing, GSB EMEA

Uno stand di 900 metri quadrati articolato in diverse aree e gallery: così HP ha messo in mostra tecnologie e applicazioni, per ispirare i fornitori di servizi di stampa a reinventare l’offerta di grande formato e per aiutarli a “dire di sì”.

Qual è il concept dello stand di HP? Lo stand di HP accompagna i visitatori lungo un percorso attraverso le nostre tecnologie, tantissimi esempi di applicazioni, una galleria fotografica e delle aree dedicate all’accoglienza. Vogliamo così offrire una panoramica su tutti gli strumenti che siamo in grado di mettere a disposizione dei nostri clienti per aiutarli a “dire di sì” – “Say yes!” – a ogni richiesta di lavoro. Il progetto è stato sviluppato sulla base dei risultati di una ricerca – realizzata lo scorso anno – che ha coinvolto i fornitori di servizi di stampa indagando sulle principali sfide da loro affrontate nella gestione dell’attività. Risposta condivisa dalla maggior parte delle aziende, la volontà di accogliere tutte le commesse, pur non avendo sempre a disposizione gli strumenti o le conoscenze sufficienti per realizzare quanto richiesto. Da qui la nostra scelta di creare uno stand che riuscisse al contempo a fare informazione, educare e ispirare. Arriva da qui anche l’idea di Yesville? Esatto. “Yesville” è un’area dedicata all’aspetto educational, concepita per incoraggiare i fornitori di servizi di stampa a scoprire le possibilità applicative a loro disposizione attraverso i diversi ambienti allestiti. Tutto questo fa parte di un nuovo approccio all’evento fieristico, volto a dimostrare in modo pratico cosa si può fare con la stampa e a dare infor-

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Sul fronte tecnologico, ci sono novità importanti? Assolutamente sì. La principale novità è HP Latex R2000, la prima piattaforma con tecnologia Latex ibrida per la stampa di cartellonistica e insegne su materiali rigidi e flessibili (con larghezza fino a 2,5m e spessore fino a 5cm). La nuova soluzione è proposta in combinazione con l’innovativo inchiostro bianco HP Latex che consente di produrre stampe in bianco lucido su supporti trasparenti e colorati. Il sistema è stato concepito per essere facile da gestire e per offrire una qualità dell’immagine elevata, anche grazie al gamut colori raggiunto. L’altra novità è il sistema HP Latex 3800 Jumbo Roll, sviluppato per rispondere alle esigenze degli operatori di stampa che necessitano di incrementare la produttività e di produrre 24/7. Il sistema supporta bobine superwide da 3,2m e fino a 1,2m di diametro, con un peso fino a 1200kg. Oltre alle applicazioni di OOH, HP Latex 3800 è idonea anche per applicazioni per interior e per carta da parati (in quanto stampa anche su tessuto). E l’altra novità? L’ultima novità riguarda l’ambito fotografico. Abbiamo lanciato la nuova serie di stampanti DesignJet Z, dotata di una nuova tecnologia che assicura una qualità delle immagini senza confronti e la massima efficienza di produzione. Le immagini della gallery allestita sullo stand dimostrano i livelli qualitativi raggiunti da questa soluzione.


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OKI EUROPE siglata tre anni fa – abbiamo sviluppato una serie di sistemi di stampa wide format a getto di inchiostro – i modelli della famiglia ColorPainter – che ci hanno consentito di ampliare il nostro raggio di azione e di aprirci a nuovi mercati.

OKI Europe è in gran forma dopo la ristrutturazione dell’ultimo anno. In veste di Gold Sponsor e con il claim “Alive with colour”, a FESPA l’azienda ha puntato sul portfolio tecnologico, mettendo in mostra la versatilità delle diverse piattaforme di stampa. Partiamo dalla riorganizzazione di OKI Europe. Vuole parlarcene? A partire dal primo di aprile, le divisioni vendite e marketing di OKI Europe sono state unificate. L’obiettivo è dare vita a una struttura più snella e responsive che, forte della sinergia delle due divisioni, possa rendere più efficace la capacità di ascolto e di risposta al mercato. In veste di leader in diverse aree del printing – dall’office alle arti grafiche – OKI punta ad aiutare i clienti a generare nuove opportunità di business. Come? Progettando e sviluppando soluzioni che rispondano alle effettive esigenze dei print service provider che utilizzano le nostre tecnologie in ambito ‘print for pay’. Qual è la strategia tecnologica? Sono due le tecnologie core del portfolio di OKI. La tecnologia led proprietaria, con la quale OKI si è affacciata al mondo dell’office printing: grazie alla vivacità dei colori e alla versatilità in termini di supporti – le due caratteristiche distintive di questa tecnologia – abbiamo arricchito progressivamente l’offerta e ci siamo avvicinati al mondo delle arti grafiche. L’altra tecnologia core è l’inkjet: in seguito all’acquisizione del business delle stampanti di grande formato di Seiko –

A proposito di ColorPainter, qual è il riscontro sul mercato? Il riscontro è molto positivo. In effetti, contiamo su una base di installato di quasi duemila unità. Ed è interessante notare come tutti i modelli della serie continuino a suscitare l’attenzione del mercato. ColorPainter M, il primo modello lanciato sul mercato, ha recentemente ricevuto un riconoscimento BLI, mentre i modelli entry level vengono molto apprezzati soprattutto dagli operatori di piccole e medie dimensioni che vogliono arricchire l’offerta con applicazioni di grande formato. Come si orienta la domanda? Variabilità su tutti i fronti – dal messaggio al formato, dalla combinazione cromatica ai supporti – è la parola d’ordine della domanda. Le campagne di marketing e comunicazione sono sempre più ‘individualizzate’ e ciò si traduce – a livello di produzione – in commesse sempre più piccole da processare con tempi di consegna sempre più ridotti. In risposta a questo trend, i sistemi di stampa di OKI sono estremamente flessibili e userfriendly in quanto consentono cambi di lavoro molto rapidi. A livello di applicazioni, il grande formato si divide tra due segmenti in crescita: l’out of home e la decorazione degli interni. Quali le soluzioni in vetrina a FESPA 2018? Il claim di quest’anno è “Alive with colour” perché la vivacità cromatica è uno dei punti di forza della nostra tecnologia. Lo testimoniano le soluzioni ColorPainter E64-s e ColorPainter M64-s, dotate di inchiostri eco-solvent certificati GreenGuard, in grado di offrire un ampio gamut e neri profondi e brillanti. Entrambi i sistemi di stampa consentono di creare applicazioni sia outdoor sia per interni. Accanto a queste soluzioni, proponiamo il nuovissimo Envelope Feeder, un sistema di stampa per le buste – con tecnologia led – che permette di stampare con colori brillanti sia su supporti bianchi sia su supporti colorati e neri.

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Massimiliano Tedeschi, Sales & Marketing EMEA VP – Office Print/Industry Vertical BU.


fespace @sepc 2018

Southern European Print Congress, la stampa specialistica protagonista a Lisbona

Dopo un viaggio di successo attraverso Barcellona, Milano e Lione, Il Southern European Print Congress si è trasferito a Lisbona per la sua quarta edizione, tenutasi il 18 e 19 giugno 2018. Secondo la formula sperimentata con successo negli anni precedenti, l’evento si è articolato in due mezze giornate, alternando presentazioni di relatori internazionali (non solo dei quattro paesi organizzatori) e momenti di networking informale – come la cena di chiusura del primo giorno o gli Speedy Meeting, incontri lampo one-to-one tra i partecipanti. 70


fespace @SEPC 2018

Gli organizzatori L’evento è stato organizzato dalle quattro associazioni nazionali meridionali aderenti a FESPA, che hanno aperto i lavori con la viva voce dei loro rappresentanti. Da sinistra Christophe Aussenac (presidente FESPA France), Alberto Masserdotti (presidente FESPA Italia), Christian Duyckaerts (presidente FESPA), Pedro Santos (presidente Apigraf), Gabriel Virto (presidente FESPA España).

Interior e personalizzazione, binomio vincente Una nicchia di mercato ancora inesplorata e la tendenza alla personalizzazione da parte dei privati: Fiorenzo Maggioni, ceo di Maggioni Serigrafia, ha mostrato come il tanto ricercato Effetto WOW possa nascere nei modi più impensati. Lo ha fatto parlando dell’ultimo progetto lanciato dalla sua azienda, ovvero www. decorailtuoarmadio.com. Realizzato in partnership con Ikea, propone a tutti gli acquirenti di un armadio la decorazione personalizzata delle ante. In questo modo, un modello estremamente diffuso e semplice si trasforma in un pezzo d’arredamento unico e speciale. Una proposta innovativa che non ha richiesto a Maggioni Serigrafia grandi investimenti – tutte le lavorazioni sfruttano infatti la tecnologia digitale già presente in azienda - e il sito di e-commerce che permette a chiunque di dar vita alla propria creatività è stato realizzato internamente.

La Customer Experience passa dalla stampa L’autorevolezza e l’autoreferenzialità della brand reputation è da molto tempo un vantaggio competitivo, soprattutto per brand estremamente noti. Tuttavia, deve essere costantemente sostenuta e alimentata, oggi più che mai. Perché stiamo vivendo nell’Era del Cliente, come la definiscono gli analisti: un’epoca in cui non è più il consumatore ad adeguarsi all’offerta dell’azienda, ma il produttore che deve quotidianamente trovare nuovi modi per far vivere ai propri clienti quell’esperienza profonda e immersiva che essi cercano. E dalla Customer Experience può dipendere il successo o il fallimento di un prodotto, una campagna, perfino dell’azienda stessa. Con questi concetti Emanuele Posenato, direttore generale di Pozzoli, ha aperto il suo intervento, durante il quale ha presentato una carrellata di lavori nei quali le possibilità della stampa vengono spinte fino al limite per offrire ai consumatori esperienze nuove e particolari. Lavorazioni in cui l’attenzione al supporto si sposa con la brand identity del committente, passando da soluzioni elegantemente minimali ad altre riccamente nobilitate.

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TECNOLOGIA

La nuova era della cartellonistica riparte dal software in abbonamento

L’opportunità di trasformare la gestione del business esiste: basta optare per soluzioni di abbonamento software, flessibili ed economiche. Lo hanno fatto gli utilizzatori dei software SAi Flexi e EnRoute.

Un semplice cambiamento nel modo in cui gli stampatori di cartellonistica mantengono aggiornato il proprio software fa una grande differenza in termini di convenienza, tempo e liquidità. Il controllo delle licenze, il download, l’applicazione di patch, il test, l’elaborazione di ciò che è nuovo e diverso (se visibile!), senza scordare la formazione del personale, erano la norma accettata. Fino a ora. Oggi, gli stampatori di cartellonistica di tutto il mondo godono dei vantaggi del software in abbonamento. Semplicemente pagando una tariffa mensile contenuta – e non una somma inaccessibile – l’ultima versione del software è immediatamente disponibile. Allo stesso modo, è possibile avere a disposizione licenze per tutti i dispositivi di output e si possono aggiungere strumenti speciali in base alle necessità. Il software in abbonamento viene automaticamente migliorato attraverso una costante raffinazione e aggiornato ogni qual volta diventa disponibile una nuova versione.

La parola agli utilizzatori SAi ha introdotto il suo programma di sottoscrizione nel 2014, quando il software in abbonamento era un concetto molto nuovo. Attualmente, la maggior parte dei programmi software, sia aziendali sia privati, è

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disponibile secondo questo modello. Non fanno ovviamente eccezione quelli di casa SAi – SAi Flexi, Flexi Design e EnRoute – dei cui benefici possono godere tutti i produttori di cartellonistica. “La stampa di cartellonistica è un mercato in costante evoluzione e poter contare sull’ultima versione software significa poter lavorare con fiducia”, afferma Dan Bosley, proprietario di Screenguild Signs, con sede a Aldergrove, British Columbia, Canada. “Pur essendo solo in tre in azienda, possiamo offrire un servizio completo, dalla progettazione all’installazione. Abbiamo iniziato a utilizzare il servizio di abbonamento per SAi Flexi nel 2015 e oggi lo sfruttiamo su quattro computer: tre per il lavoro di progettazione e uno per la produzione.” L’azienda utilizza tecnologia 100% digitale e annovera tra i suoi clienti molti centri commerciali e società di gestione immobiliare, utilizzando SAi Flexi per gestire due sistemi di stampa e taglio. “Possiamo azionare entrambe le nostre macchine eseguendo un solo RIP, il che è un grande vantaggio per una piccola azienda come la nostra”, conclude Bosley. HFE Signs – con sede a Burton-onTrent, Staffordshire, Regno Unito – è una società molto più grande, ma anch’essa dipende dalla tecnologia

per raggiungere velocità di produzione, qualità e soddisfazione del cliente. HFE Signs si affida a un business completamente in rete per garantire regolarità a tutte le operazioni di processo e inviare entro ventiquattro ore prove di stampa via email ai clienti. Ciò permette, generalmente, di poter spedire i prodotti finali alle loro destinazioni, nazionali o internazionali, entro quarantotto ore dalla presa in carico dell’ordine. “Per poter fare ciò, è essenziale disporre del software giusto, correttamente integrato”, dichiara Karl Hunter, direttore di HFE Signs. “Dato che FlexiSign comunica direttamente col sistema, ci assicura l’assenza di problemi di conversione durante l’esportazione, mantiene il nostro file system semplice e intuitivo, riduce la necessità di immagazzinamento – e, di conseguenza, ci permette backup più rapidi.” La società ha iniziato a utilizzare SAi Flexi nel 2016 ed è supportata dal rivenditore britannico Graphtec GB. “A oggi disponiamo di dieci licenze SAi Flexi. Siamo soddisfatti di questo software in quanto comunica direttamente con i nostri dieci dispositivi di output, che vanno dalla stampa e taglio alle stampanti flatbed di grande formato, super wide format e UV.” Esattamente come Screenguild Signs, anche HFE Signs utilizza il


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software sia nel reparto di progettazione che in quello di produzione. “Il programma di abbonamento software significa che siamo sicuri di avere le ultime versioni su tutti i nostri sistemi senza dover spendere tempo prezioso scaricando, applicando patch o ordinando CD e aspettando che arrivino”, dice Hunter. “Tutto è sempre aggiornato e a un prezzo conveniente.” Karen Carmody, proprietaria insieme al marito Ryan di Vision Graphics and Film Design a Canberra, in Australia, fa eco a questa esperienza. L’azienda ha inizialmente installato il pacchetto base di SAi Flexi su una delle sue prime stampanti di grande formato, passando successivamente a una versione più ricca di funzionalità quando queste si sono rese necessarie, utilizzando l’opzione di abbonamento mensile. “Poter disporre di un pacchetto software di facile utilizzo è un’ottima cosa, ma potervi accedere in questo modo rende il tutto estremamente comodo. Ci permette di controllare i costi generali e di usufruire delle ultimissime migliorie, diventando a buon diritto un acquisto fondamentale per società come la nostra”, afferma Carmody. “Tipicamente, gli stampatori di cartellonistica hanno un business ondivago, in cui commesse di grandi dimensioni vengo-

er migliorare la gestione dei flussi di lavoro degli stampatori di grande formato, SAi propone i software in abbonamento SAI Flexi ed EnRoute.

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no seguite da periodi di magra fino al successivo lavoro importante. Tenendo conto di ciò, poter sfruttare la formula di pagamento a consumo di SAi Flexi è un gran vantaggio.” Gli abbonati sono inoltre in grado di accedere a nuovi strumenti come SAi Flexi Cloud, che collega il software installato al cloud per l’archiviazione, le banche dati di immagini e altri servizi basati sul web. Disponibile anche l’app SAi, che permette ai manager di accedere alla parte di reportistica dei lavori ovunque si trovino, e la nuova app MyFlexi, che interagisce con SAi FlexiSIGN e FlexiPRINT per fornire ai dipendenti strumenti per ottimizzare la produzione, l’efficienza e abilitare la quotazione remota tramite FlexiQuote. Quindi, per tutti quegli stampatori di cartellonistica che preferiscono rilassarsi e ascoltare musica piuttosto che monitorare la barra di caricamento del software, l’aggiornamento automatico del software in abbonamento è una possibilità sicuramente interessante. Tecnologicamente parlando, poche cose sono state più semplici.

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colophon Persone e aziende citate con riferimento alla pagina. I numeri in neretto si riferiscono a un’inserzione pubblicitaria 3A Composite 31 3M 31 4IT Group 60 A-Tono 55 Acimga 9,60 AGC Matelux 34 Agfa Graphics 3,10,31,50,60 AIFIL 42 Aleph 66 Ananbo 19 Annovi Alberto 58 Argi 9,60 Artefice Group 53 Arti Grafiche Castello 60 Assografici 47 Aussenac Christophe 71 Avery 31 B&B Systems 73 BeeGraphic 52 Beepag 28 Berger 65 BHC Milano 21 Bompan 7 Borrelli Roberta 20 Bosley Dan 72 Cariolato Massimiliano 38 Carmody Karen 73 Carmody Ryan 73 Carrai Luigi 46 Cartimballo 60 Castelli Mario 67 Cefla 10 Citro Fabrizio 30 Citro Giovanni 30 Citro Giusy 30 CKC Group 47 Colorzenith 60 Coo’ee Italia 54 Costa Massimo 51 Creativetrend 23 Creostudios 52 Dedar 18 Depositphotos 10 Di Virgilio Giovanni 48 DMA Italia 52 Domino Display 49 Dori Pubblicità 38 DuPont Adv. Printing 67 Durst 38,41 Duyckaerts Christian 71 Edigit 7 EFI Reggiani 41 Eidos 53,60 EOS 11 Epple Druckfarben Italia 60 Epson 31 Esanastri 65 Eurmoma 10,12 Eurostampa 60 Faservice 53,60 Fenix Digital Group 26 Ferro 34 FESPA 14,64,71

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FESPA Italia 60 Fiera Milano 9 Fujifilm 10,53,57 Georg+Otto Friedrich 65 Ghelfi Ondulati 53,60 Goglio 53,60 Gonella Francesco 33 Grafical 60 Graphtec GB 72 Grazioli Elena 24 Grigolo Matteo 58 Gruppo Cordenons 55 Gruppo Gabel 40 Guarnori Roz 64 Heliv Group 36 HFE Signs 72 HP 11,25,26,30,38,52,68 Hunter Karl 72 I.B.E. 52,60 In.Deco Serigrafia 60 Industria Grafica FG 30,60 Inkiostro Bianco 15,24 InPrint Italy 10 Kawahara Dennie 8 KD 31 Kernow Coatings 10 Kiian Digital 27 Kimiprint 46 Konica Minolta 51 Krea 65 Kurz 62 Kyocera 10,59 LaForte 66 Lamperti Insegne 65 Legambiente 31 Liadesign 17 6 Locatelli Diego Longo 54,60 LoopDesign 60 Lovisolo Lia 17 Luxoro 61 Maggioni Fiorenzo 71 Maggioni Serigrafia 60,71 Make Your Home 20 Manes Alessandro 66 Mangiaracina Francesco 25 Martini Michela 19 Masserdotti Alberto 71 Massivit 62 MCA Digital 43 Menco Giulio 11 Mimaki 7 Miotto Giancarlo 44 Modica Angelo 38 Moltrasio Michele 40 Moltrasio Giuseppe 40 Neolt 30 New Decor System 38 Nuova Digiservice 25 OKI 8,39,69 Onyx 31 P&P Promotion 60 Pacciani Luca 23

Pesce Riccardo 47 Pinzauti Matteo 28 Poligrafico Roggero&Tortia 46 Polyedra 76 Pongs 65 Posenato Emanuele 71 Pozzoli 60,71 PressUp 53,60 Print4All 9 Print Fin. Li.To.Ver 63 Printgraph 60 Prosilas 11 PRT Group 46 Ricoh 10,23,26,28,50 Rigamonti Matteo 11 Robilant Associati 54 Roland DG 10 Rotomail Italia 53,60 SAC Serigrafia 60,65 Sacchital 60 SAi 9,72 Sales 55,60 Santos Pedro 71 Scipioni Stefano 10 Screenguild Signs 72 Segnobit 19 Seiko 69 SiEnergie 53 Silva 21 Smetana Michael 68 Smithers Pira 14 Sonoco Alcore 60 Spazi Fluidi 19 Spazio di Paolo 61 Spazio81 6 Sprint24 48 Squid 65 Srinivasan Balaji 67 Stahl’s 10 Stampack 60 Summa 31 tech:art 60 TecnoFerrari 58 Tedeschi Massimiliano 69 The 6th Creative Studio 53 The Big Now 53 TicTac 44 Tubettificio Favia 54,60 UPM Raflatac 61 Van den Broek Ronald 7 Van Dromme Willy 50 Viscom Italia 75 Veika 14,25,26 Veneto Vetro 33 Viola Valentina 21 Virto Gabriel 71 Vision Graphics & Film Design 73 Wall & Decò 18 Weerg 11 Xaar 10,59 Xeikon 26 Xerox 30 Zanon Romano 8

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Pensare, per realizzare insieme. In Polyedra non abbiamo mai smesso di farlo, perché c’è sempre un’idea pronta a diventare realtà. Come o grazie a cosa? Possiamo inventarlo insieme: l’importante è non smettere d’immaginarsi il futuro. Polyedra è il partner poliedrico capace di ascoltare per tradurre in soluzioni le vostri visioni. Don’t stop imaging.

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Wide, n. 39, Giugno - Luglio - Agosto 2018  

Ampie vedute sulla visual communication

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