Il Poligrafico, n. 208, 2022

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STORYTELLING

Un brand è quello che fa o quello che dice?

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Immagino che molti di voi siano stati attratti dalla grafica rosa, aspettandosi di leggere la nuova rubrica della ‘Posta del Cuore’. Per il momento ci stiamo lavorando, bisogna solo riuscire a convincere l’editore! Quindi qui non troverete i gossip delle arti grafiche, anche se si parlerà d’amore.

BRAND

L’amore, il brand e la comunicazione

I due anni appena trascorsi hanno modificato il nostro modo di vivere, ma anche di fare impresa e di raccontarlo, portando alcune aziende a mettere la voce ‘comunicazione’ nella lista del ‘saving’, elevando Facebook e i social in generale a canali privilegiati dove chiunque può scrivere gratuitamente un post. Con quale linguaggio? Quali contenuti e soprattutto quale storytelling? Per rispondere a queste domande faccio un passo indietro e ritorno a parlare d’amore. Mia nonna mi diceva sempre: “Ricordati, quando incontrerai un uomo, conoscilo prestando attenzione a quello che fa e non a quello che dice”. Facendo un parallelismo con il mondo della comunicazione, mi sono chiesta: un brand è quello che fa o quello che dice? Credo proprio che la saggezza della nonna non possa essere associata a un marchio che certamente è quello che fa, i prodotti e i valori che rappresenta; ma deve dirlo, altrimenti tutto questo patrimonio rimane celato tra le mura aziendali.

Quando la comunicazione è emozione di Cristina Cortellezzi

Sexy BRAND

E come si può far innamorare il cliente del proprio prodotto e del proprio marchio se non lo conosce?

In qualsiasi scelta di acquisto intervengono diverse componenti tra cui quelle razionali e quelle emotive. A parità di prestazioni, il cliente sceglierà il brand che ama di più, in termini di prestigio, affidabilità, serietà, e sarà anche disposto a pagare un prezzo più alto. Un esempio lampante è il mondo del luxury, dove il costo di una borsa è ben inferiore al prezzo di vendita. Ma quel gap è compensato dai valori che il marchio trasferisce, innescando la scintilla dell’amore. E come nel corteggiamento in cui non basta una cena, ma servono attenzioni, mazzi di fiori,

sorprese inattese, così anche la marca ha bisogno di mettere in campo un mix di ingredienti per essere scelta.

Voglio te!

Questo è il famoso marketing mix, che declina i contenuti in tante forme e attività che corteggiano il cliente da più angolazioni. Quindi certamente sì, i social media, gestiti però nel modo corretto, con un piano editoriale, una programmazione di sponsorizzazioni, un media manager pronto a rispondere alle richieste degli utenti. è solo un ingrediente, abbastanza nuovo peraltro se pensiamo alla storia del marketing. Per prendere il cliente per la gola, come a volte si fa in amore, servono diversi ingredienti per preparare una ricetta appetitosa. Il brand deve corteggiare il target da più canali, raccontando valori e contenuti aziendali su media diversi, con linguaggi idonei al mezzo. Video impattanti per i social, tutorial e rubriche “how to” nei blog aziendali, informazioni istituzionali sui quotidiani, contenuti di prodotto nelle riviste di settore destinate a database profilati negli anni.

Il tuo brand è un buon corteggiatore?

Intanto fate le vostre riflessioni, ci aggiorniamo al prossimo appuntamento con Sexy Brand. Potete inviare i vostri commenti a ilpoligrafico@strategogroup.net

Cristina Cortellezzi | CEO and Founder · PinKommunication

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Per presentarmi lascio la parola ad alcuni clienti con cui ho collaborato negli anni. “Cristina appartiene a una specie di Foemina Komunicatrix Milanensis particolarmente evoluta. Quando abbiamo avuto bisogno di una Guida nell’Inferno dantesco della comunicazione, ci siamo rivolti a lei - una specie di Virgilio e Beatrice messi assieme - ed è stata Divina”, Patrizio Roversi – Turisti per caso. “In 20 giorni, sotto ferragosto, abbiamo organizzato una

press conference a cui hanno partecipato un centinaio di giornalisti: un successone! Non solo comunicazione, ma tante idee e proposte per lo sviluppo dell’attività”, Andrea Vai – Lidl Italia. “Capacità di proporre contenuti che si sanno ‘far leggere’ nell’affollato mondo dell’informazione. Tutto questo condito da uno staff disponibile e sorridente, dote rara nel mondo frenetico della comunicazione”, Vittorio Neri – Roland.

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