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EDITORIALE

La tutela dei dati aziendali e il lavoro da remoto 24 Il monitoraggio dei dati nell’IT


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Direttore responsabile
ENRICO BARBOGLIO enrico.barboglio@strategogroup.net
Redazione
ALEXIA RIZZI alexia.rizzi@strategogroup.net
Hanno collaborato a questo numero: DAVIDE BIANCOROSSO, LORENZO CAPITANI, VALENTINA CARNEVALI, SERGIO FACCHINI, ACHILLE
PEREGO, MICHELA PIBIRI, STEFANO PORTOLANI, CATERINA PUCCI, FABRIZIO SALMI, FRANCESCA SASSOLI, FEDERICO ZECCHINI
Pubblicità
MAURO TIRONI
DEBORAH FERRARI
LEONARDO VENTURI sales@strategogroup.net tel 02.49534500
Ufficio traffico brando.zuliani@strategogroup.net
Ufficio abbonamenti tel. 02 49534500 fax 02 26951006 abbonamenti@strategogroup.net
Ogni numero del Poligrafico propone una tematica monografica ad ampio respiro sviluppata per catalizzare le competenze di tutta la filiera sulle direttrici di sviluppo fondamentali per l’economia del comparto. Nel prossimo numero: PRINT CONNECTION, LA BANCA DATI DELL’INDUSTRIA GRAFICA
Progetto grafico e impaginazione CRISTINA MASCHERPA
Editore STRATEGO GROUP srl Via Cassanese 224
Centro Direz. MilanoOltre, Segrate MI tel. 02 49534500 www.stampamedia.net
Stampa PressUP - Nepi (VT) www.pressup.it
Carta copertina FEDRIGONI Arena
Natural Rough 300 g (vedi pag. 20)

Persone e aziende citate nel numero con riferimento alla pagina. I numeri in neretto si riferiscono all’inserzione pubblicitaria
3M 61
Acimga 18
Acquaviva Marcello 27
Acucote 14
Adams Bryan 51
Advision 54
Agfa Graphics 15
Antalis 14
Antiga Michela 54
ARGI 2
Arjowiggins 54
Arti Grafiche Alpine 54
Arti Grafiche Parini 39
Asso.It 27
Assocarta 70
Assografici 51,70
Astesana Ivano 62
Avery Dennison 60
Ayming Italia 47
Azon Printer 101
Baldo Marco 51
Baldo srl 51
Bandecchi Emanuele 50
Barboglio Enrico 28
Barilla Paolo 19
Beepag 37
Benson Brian 42
Benson Integr. Marketing Sol. 42
Bissolo Chiara 21
Bobst 14,43
Boiocchi Mino 54
Boost 51
Box Marche 85
Brussa David 19
Camac Arti Grafiche 91
Campanella Luigi Stefano 71
Campaniello Rossella 28
Canon 4,11,17
Cartiere del Garda 54
Cartografica Veneta 93
Cavanna Riccardo 19
Cirimele Vincenzo 22,42
D’Ascenzo Fabrizio 19
Danesi Davide 17
De Marco Renato 17
Di Santo Andrea 11
DLVBBDO 58
Dominici Tonino 85
DS Smith 58
E. Marinella 60
Edigit 17
ENIPG 70
ENISA 24
Epple 92
Epson America 67
Epson 12,29,52,100
Etica 17
Eurolabel 61
Fabriano 52
Faenza Group 16
Fanti Palmiro 54
Fantigrafica 54
Fassi Alberto 52
Favini 52
Fazio Alessandra 19
Federazione Carta e Grafica 10,70
Fedrigoni 14,20,45,55
FESPA Italia 64
Fiera Milano 103 FINAT 18
Fogazzi Cristina 58
100
Fridegotto Gabriele 11
FSC – Eco-print 19 FTA 43 Fujifilm 7,14
Fujiplus Inc. 42
Future Brand 61
Tracy 42
88 Gava Vannia 19 Gerosa Barbara 10 Giflex 19
Giorgetti Giancarlo 19
Giustacchini Printing 17 Grafco 101 Grafical 54
Graficart 11
Grafiche Antiga 16,54,90
Granda 62
Grazioli Michele 17
Great American Packaging 43
Grimaldi Simone 17
Gruppo Cordenons 52,87
Gruppo Samorani 17
Gualapack 92
Gustavsson Jesper 11
Heidelberg 3,14,44,85
Hello DTV 61 hinderer + muehlich 48
Hoepli Editore 10 HP 20,22,28,41,63 Huang Nick 67
iQIP 14
Koenig & Bauer 16,43
Koenig Julia 48 Kolbus 101
Komori 13,38
Konica Minolta 72,86 Kurz 48
Lazzati Industria Grafica 53
Legami Milano 52
Levit Haim 42
LIC Packaging 86 Liganova 61
LOGO gruppo 11,89
Lonardi Anna 54 Luxoro 48,54
Macarti Massimo 11 Manroland 44 Medugno Massimo 10
Montedoro Carlo 70
Roberto 11
43 Nespresso 61
Aerodinamica 49,100
100 Nilpeter 101 O,nice! 21
12
Ornigotti Chiara 30 Ortiz Johanna 61
della Stampa 73
30
Alberto 19
Alberto 38
Italia 88
Matteo 37
52
Massimo 29
Paper 14
16





Ma Revoria non è una gamma qualunque. È nata da Fujifilm - un’azienda con una profonda conoscenza della stampa offset e digitale, una lunga storia di soluzioni di stampa sostenibili leader del settore e una cultura di partnership aperte, sincere e a lungo termine. Con un piano ambizioso per lanciare le nuove macchine da stampa digitali con toner parte di questa gamma, questo è solo l’inizio.
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Partecipa al viaggio - fai crescere la tua attività con Fujifilm.
Per saperne di più, vai a www.FujifilmRevoria.com/IlPoligrafico

#StampareConnessi
è solo un
, ma è anche una questione di stile!

Alla fine di un anno impegnativo e carico di sfide importanti, diamoci una pacca sulla spalla, noi italiani, e diciamolo: siamo stati bravi, anzi siamo bravi. A modo nostro, con i nostri tratti caratteriali a volte troppo accentuati, con la nostra creatività vulcanica ma non proprio lineare, con la nostra resilienza e capacità di trovare la soluzione più originale ai problemi anche nei momenti più critici. Siamo bravi a reinventarci e ci siamo scoperti – tutto sommato – bravi a rispettare le regole, almeno alcune. Un plauso che arriva anche dall’alto, niente meno che dalla presidentessa della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che, in occasione delle celebrazioni del centesimo anniversario dell'Università Cattolica di Milano, ha dichiarato “grazie alla solidarietà europea e alla capacità dell'Italia di gestire efficacemente la pandemia, l'economia italiana sta crescendo più in fretta che in qualunque altro momento dall'inizio di questo secolo”. Parole importanti che si aggiungono alla notizia riportata qualche settimana fa sulle prime pagine dei quotidiani che rieleggeva l’Italia tra i Paesi in cui si può desiderare di abitare perché si vive bene. Tutto questo non cancella la fatica, i lutti, i cambiamenti di quest’epoca sommati alle scosse che la crisi pandemica ha causato stravolgendo parte delle nostre abitudini. Ma sono elogi che offrono un’iniezione di fiducia in noi stessi di cui è

bene fare tesoro. Mentre scrivevamo questo numero #StampareConnessi siamo nuovamente rimasti sorpresi da quanto la nostra seppur piccola industria trovi sempre la forza di rinnovarsi intessendo sinergie inedite – connessioni, appunto – con settori più o meno attigui e facendo proprie innovazioni industriali o tecnologiche già implementate in altri mercati.
Ci ha piacevolmente colpito quanto, in un momento in cui è indispensabile ottimizzare le risorse, ridurre gli sprechi e analizzare i dati, il dialogo tra fornitori di tecnologia e stampatori è più che mai collaborativo. L’obiettivo è unire le forze per mettere a punto con precisione matematica sistemi assolutamente in linea con le esigenze del mercato da tutti i punti di vista. Ci ha stupito la forza di investire di stampatori grandi e piccoli che si sono lanciati in installazioni anche multiple di una stessa tecnologia, cogliendo opportunità che sapranno trasformare in nuovi business. E poi ci incuriosisce il fatto che dal mondo della stampa arrivi sempre notizia di un libro, un’opera d’arte, un gioco capaci di farci osservare, tra il serio e il faceto, il nostro settore da un’angolazione originale. Siamo bravi – lo sappiamo bene – e soprattutto siamo unici nel saper guardare il futuro senza perdere la capacità di fare progetti e di sognare.
#StampareConnessi non è solo un fatto tecnologico, ma è anche una questione di stile!
In forte rallentamento la produzione di macchine per l’industria grafica, cartotecnica, di trasformazione, mentre a causa del costo del gas si rischia la sospensione della produzione negli stabilimenti cartari.
Nel primo semestre 2021 in Italia tutti i valori dei settori della Federazione Carta Grafica si sono collocati sopra quelli dello stesso periodo del 2020, caratterizzato dagli effetti della pandemia, ma restano inferiori ai risultati del biennio pre-Covid. La ripresa del fatturato (+10,8%), pur apparendo trainata dalle vendite sul mercato interno (+11,1%), ha contato dal secondo trimestre anche sul recupero di vivacità dell’export (+10,3%), ancora in riduzione nei primi tre mesi dell’anno. In aumento anche il saldo positivo della bilancia commerciale (+10,5%) che nel 2° trimestre registra il
valore massimo dal 2016. Indicazioni positive, pur con diverse modulazioni, circa gli andamenti del terzo trimestre 2021. “Nonostante i numeri positivi del 2021 è forte l’allarme per il rallentamento nelle forniture che frenano la produzione di macchine per l’industria grafica, cartotecnica e di trasformazione mentre il costo del gas, che incide fino al 40%, per i produttori di carta, registra quotazioni di 180 euro al Mwh! Non solo prezzi


Massimo Medugno, direttore di Federazione Carta e Grafica.
La monografia
Fotolito! è corredata di poster 70x100 che ripropongono le grafiche contenute nel volume.

Si intitola proprio così “Fotolito!” (con il punto esclamativo): la monografia, come viene descritta da Barbara Gerosa nella prefazione, è una sorta di “ritorno al futuro” di questa disciplina/ professione ormai rimasta un ricordo per nostalgici e per chi ha vissuto le evoluzioni della stampa. “Come nella nota saga cinematografica comico-fantascientifica Back to Future, in questo pamphlet si torna indietro nel tempo per cercare di capire che cosa succederà nel futuro”. Il volume ripercorre la storia a partire dall’anno 1961 quando nasceva la fotolito CDCromo; nei successivi 60 anni di evoluzione i processi che coinvolgono in particolare la prestampa sono cambiati radicalmente. Questa rivoluzione è raccontata seguendo un flusso di parole chiave attraverso uno storytelling di chi ha vissuto in prima persona le vicende che riportano a un’epoca precisa della storia della produzione grafica. In conclusione, questo viaggio nel futuro alla scoperta degli eredi della fotolito dove conduce? Le keyword sono: calibrazione cromatica, rendering, post-produzione di derivazione cinematografica ecc. Naturalmente la narrazione è corredata di elementi grafici ciascuno dei quali proposto in versione poster nel formato da 70x100 cm, stampato in quadricromia. Un libro così si acquista al mitico terzo piano della libreria Hoepli Editore!
insostenibili per le cartiere, ma anche oscillazioni nelle quotazioni che variano anche del 20% dalla sera alla mattina, a causa della speculazione finanziaria” afferma il direttore di Federazione Carta e Grafica Massimo Medugno. ”Ciò si riflette sul costo e sull’approvvigionamento della carta, a cui si aggiungono i rialzi delle materie prime, degli additivi e dei trasporti in un contesto di crisi della stampa periodica e commerciale”. Dalle ultime analisi del Centro Studi di Confindustria riferite allo stesso periodo, emerge un andamento della produzione industriale in rallentamento, seppur consolidando un trend positivo, a causa di fattori riconducibili alla produzione e non alla domanda. Anche la Federazione Carta e Grafica sottolinea come, al di là dei processi inflattivi globali sulle materie prime, ci siano a oggi forti ritardi nelle forniture con gravi fattori limitativi della produzione e conseguenti rallentamenti produttivi che portano a ritardi nelle forniture. Situazione che oggi mette nella condizione le aziende della filiera a non essere sempre nella condizione di organizzare la produzione in funzione degli stessi tempi formalizzati nelle forniture. Si potrebbe risolvere organizzando centrali di acquisto, contrattualizzabili da forme snelle quali i contratti di rete, con garanzie statali, per
aumentare il potere negoziale sulle forniture di un tessuto produttivo fatto di piccole e medie aziende. Intanto il costo del gas sta costringendo le aziende cartarie a valutare anche sospensioni temporanee della produzione. “La fermata degli impianti è un rischio che stiamo correndo ma cerchiamo di resistere pur nella progressiva riduzione di marginalità e nell’incertezza di una politica industriale ed energetica che ora ci fa navigare solo a vista” aggiunge Medugno. “In questo contesto l’Europa decide di non decidere sui temi energetici e, intanto, il regolatore italiano segue percorsi pauperistici solo nei confronti dei servizi resi dall’industria alla rete nazionale. Ripartono, nel frattempo, le centrali a carbone ripagate dai consumatori italiani”. Il gas naturale è l’unica possibilità a basso impatto ambientale nella transizione energetica. Le cartiere italiane hanno investito in impianti di cogenerazione per ridurre le emissioni di CO2 tanto che il 70% delle cartiere che riciclano sia in Italia sia in Europa sono alimentate da gas naturale. Il settore potrebbe utilizzare nelle attuali infrastrutture anche biometano e biogas ottenuto da scarti di lavorazione e provenienti da altre filiere come quella agroalimentare. “Rischiare il fermo, quando non manca la domanda è un paradosso” conclude Medugno. “Soprattutto, con l’entrata in vigore della Direttiva Plastica Monouso che spingerà verso imballaggi rinnovabili e più sostenibili, grazie all’ottimo recepimento fatto dal Governo italiano”.
Gruppo LOGO
alla scorsa edizione
degli Oscar della Stampa è stata premiata come Best Digital Printer of the Year.

La situazione economica e sanitaria particolarmente delicata non ha scoraggiato il dinamismo e la visione di Gruppo LOGO – azienda premiata con l’Oscar della Stampa come Best Digital Printer – in un futuro di opportunità, né la voglia di accettare nuove sfide per un continuo miglioramento. Spinte entrambe da un costante desiderio di crescita, lo scorso 10 dicembre, due grandi realtà del territorio, Gruppo LOGO e Graficart Arti Grafiche Srl, si sono unite per dare vita a uno dei poli industriali più importanti d’Italia nel settore grafico. “L’aggregazione consente di integrare la nostra esperienza ultra quarantennale con la capacità industriale e produttiva di LOGO al fine di dare continuità e solide prospettive di crescita al gruppo”, commenta Roberto Moretto, presidente di Graficart. ll nuovo gruppo che nasce da questa operazione darà lavoro a oltre 260 dipendenti e può contare sulla previsione di un fatturato consolidato in 38 milioni di euro per il 2022. Questo è stato possibile grazie alla visione lungimirante del team dirigenziale di entrambe le realtà. “Siamo molto soddisfatti di questa operazione, che si è svolta in piena armonia e collaborazione tra le parti al fine di raggiungere un obiettivo di interesse comune”, afferma Gabriele Fridegotto, presidente di Gruppo LOGO.
Massimo Macarti, amministratore delegato e presidente di Canon Italia dal 2017, ha deciso di ritirarsi e di iniziare un periodo di affiancamento e che si concluderà con la nomina del nuovo amministratore delegato Andrea Di Santo. Un brillante e solido percorso professionale quello di Macarti, che ha iniziato nel 1991 nell’area Service, portandolo a ricoprire ruoli di crescente responsabilità a livello nazionale ed EMEA. Professionalità e competenze di ampio respiro, costruite operando in molteplici funzioni aziendali: dalla direzione Service & Support italiana alla guida del dipartimento Marketing per approdare poi alla responsabilità EMEA nella sede londinese, di tutte le attività HR prima e di comunicazione poi. Un bagaglio di esperienze che gli ha consentito di guidare al meglio Canon Italia in uno dei periodi storici più complessi, tenendo sempre lo sguardo focalizzato sulla salvaguardia delle persone, la soddisfazione di clienti e partner e la profittabilità del business. L’ingresso in Canon Italia a partire dal nuovo anno di Andrea Di Santo, laurea in Ingegneria Meccanica e master in Healthcare Management, segna l’inizio del percorso di affiancamento che si concluderà con il cambio al vertice. Di Santo ha maturato importanti esperienze professionali in aziende di primaria importanza, sia B2B sia B2C, ricoprendo ruoli a livello nazionale ed europeo in Siemens Healthcare ed Hitachi Industrials. Inoltre, vanta comprovate doti di leadership strategica unitamente a solide relazioni industriali acquisite attraverso attività di consulenza e partecipazione a vari Consigli di Amministrazione.

Massimo Macarti, amministratore delegato e presidente di Canon Italia.
due tendenze per il prossimo futuro

Il 2020 e il 2021 ci hanno insegnato quanto sia imprevedibile il futuro. Tuttavia ci sono alcuni trend nel settore del packaging che vedremo crescere il prossimo anno.
“Due fattori chiave guidano l’evoluzione del packaging: una maggiore attenzione all’impatto ambientale e alla sostenibilità a cui si aggiunge il rispetto delle norme igieniche” spiega Jesper Gustavsson, business development e partner fondatore di V-Shapes, azienda che produce sistemi innovativi integrati verticalmente per realizzare confezioni monodose. Mentre in passato le persone si sentivano a proprio agio nell'usare grandi contenitori di condimenti in condivisione, ora sono un po' più preoccupate, alla luce della minaccia del virus Covid-19. Ciò sta determinando un aumento della domanda di confezioni monodose per prodotti alimentari e cosmetici, richiesta che offre l'opportunità di migliorare l'usabilità di questa tipologia di pack. “Non c'è niente di peggio che avere difficoltà ad aprire quel pacchettino di ketchup o farlo spruzzare su tutto quello che ti circonda. È capitato a tutti e non è divertente!” continua Gustavsson. “È qui che l'approccio V-Shapes al confezionamento monodose presenta un vantaggio, in termini di igiene e di praticità. Basta usare tre dita e con un solo gesto il prodotto viene erogato esattamente dove serve, dall'igienizzante per le mani al miele”. Sostenibilità e igiene vanno di pari passo

Jesper Gustavsson, business development e partner fondatore di V-Shapes.
anche in questa nuova visione del packaging monodose, una soluzione facile da aprire che occupi meno spazio nell'imballaggio e nella distribuzione rispetto a quelle convenzionali. V-Shapes ha ottimizzato le dimensioni delle bustine in base al contenuto eliminando l’aria dalla confezione, riducendone le dimensioni, migliorando lo stoccaggio e per un’ottimale conservazione del prodotto. Inoltre, i brand guardano sempre più alla sostenibilità lungo l'intera catena di approvvigionamento, questo rende necessario sviluppare nuovi materiali riciclabili. Circa il 90% degli ordini che V-Shapes riceve oggi ha una componente legata alla sostenibilità e l’azienda prevede che entro la metà del 2022 il 75% dei propri materiali venduti sarà nella versione riciclabile.


Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Xerox Holdings Corp. ha siglato un accordo pluriennale con Oracle Corp., che fornirà un'infrastruttura di cloud computing e software per iniziative sviluppate nell'incubatore aziendale di Xerox. I termini dell’accordo non sono stati resi noti ma per per Xerox questo sodalizio si inserisce nelle strategie di sviluppo di nuove imprese, sotto forma di nuove business unit, startup, sussidiarie o joint venture, che guardino oltre il core business della stampa della multinazionale americana. Al culmine della pandemia di Covid-19 nel 2020, quando le aziende sono passate al lavoro a distanza lasciando gli uffici pressoché vuoti, l'utile netto di Xerox per il trimestre conclusosi il 30 settembre è sceso a 90 milioni di dollari, dai 219 milioni di dollari rispetto all'anno precedente, riconfermandosi nello stesso periodo di quest'anno a circa lo stesso valore (89 milioni di dollari) “L’investimento in nuove iniziative per la differenziazione del business è una strategia prevista già prima della pandemia, ma è stata accelerata dalla chiusura dei luoghi di lavoro e dal lavoro a distanza” afferma Naresh Shanker (nella foto), senior vice president e chief technology officer di Xerox. “L'obiettivo è sviluppare attività che offrano una gamma di prodotti e servizi incentrati sulla stampa 3D, l'Internet delle cose industriale e la tecnologia sostenibile, tra le altre tecnologie emergenti”.

Xerox, con sede a Norwalk, Connecticut, sta impiegando i servizi cloud di Oracle per supportare queste nuove attività, comprese app aziendali per piattaforme di e-commerce, finanza e contabilità, pianificazione del budget e finanziaria, analisi e un data warehouse. Xerox non è nuova ai servizi cloud di Oracle, la multinazionale li ha impiegati per creare la propria attività di software, CareAR, lanciata a settembre 2021.
Questa realtà, che opera come una divisione all'interno dell'azienda, ha sviluppato una piattaforma di realtà aumentata progettata per consentire ai tecnici di fornire servizi di supporto tecnico remoto utilizzando smartphone, tablet o occhiali intelligenti. Ma non solo, una nuova attività di stampa 3D, lanciata a febbraio 2021, ha sfruttato l'infrastruttura cloud Oracle installata in sole sei settimane. In precedenza, ci sarebbero vo luti circa tre mesi per configurare i sistemi IT per nuove iniziative interne, ha affermato la società.
L'attività di stampa 3D di Xerox cerca di offrire cate ne di approvvigionamento più flessibili per i produttori, consentendo loro di ordinare i pezzi di ricambio local mente o semplicemente di stamparli in loco.

Epson ha pubblicato il bilancio europeo sulla sostenibilità 2021 dal titolo "Insieme per la Green Choice". Oltre agli investimenti dell'azienda per la trasformazione, il documento spiega le innovazioni che consentiranno ai clienti di essere più responsabili. Nei prossimi dieci anni Epson prevede di investire circa 770 milioni di euro nella trasformazione sostenibile, inclusi progetti di decarbonizzazione e di ottimizzazione interna dell'utilizzo delle risorse. Dal punto di vista esterno, l'innovazione di Epson contribuirà a ridurre l'impatto ambientale dei clienti, favorendo lo sviluppo di nuovi prodotti sostenibili.
Nel 2021 l'azienda ha stabilito i seguenti obiettivi: ridurre le emissioni per limitare a 1,5
gradi l'innalzamento delle temperature e utilizzare il 100% di energie rinnovabili per tutte le attività del Gruppo entro il 2023; ridurre le emissioni dirette (19%) e indirette (44%) entro il 2030; conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU, aggiungendo gli obiettivi 1, 2 e 16 ai propri impegni per il 2021 entro il 2025; diventare carbon negative e non utilizzare più materia prima vergine entro il 2050. Il bilancio di quest'anno spiega nel dettaglio il concetto di innovazione di Epson, incentrato sul cliente e basato sulla sostenibilità. Le stampanti a freddo, ad esempio, riducono i consumi energetici e le emissioni di CO2 fino all'83%: adottando questi dispositivi a livello europeo, sarebbe possibile
ridurre di un miliardo di kWh i consumi energetici annui e di 410.000 tonnellate le emissioni di CO2.
Le stampanti Epson EcoTank offrono vantaggi nell'ambito della catena del valore, eliminando l'uso delle cartucce di inchiostro. A oggi, questi modelli hanno rimosso dall'ambiente 1,6 milioni di tonnellate di rifiuti in plastica prodotti dai materiali di consumo, mentre con le nuove tecnologie per la stampa tessile sviluppate da Epson è possibile ridurre il consumo di acqua e di energia rispettivamente fino al 90% e al 30%. Nel 2021 l'azienda ha ottenuto per la seconda volta consecutiva il livello Platinum di EcoVadis, e lo status Platinum dalla Responsible Business Alliance (RBA).
Si chiama Privilege ed è il programma fedeltà di Sprint24, pensato per gli assidui stampatori! Già utilizzato da molti clienti, ora è diventato ancora più conveniente e semplice da utilizzare. Il club si suddivide in vari status (Basic – Bronze – Silver – Gold – Yellow) ai quali si accede in base al numero di ordini effettuati nell’anno e al loro valore. I vantaggi di farne parte? Sicuramente l’ottenere subito lo sconto dovuto senza dover collezionare punti, ma tanti sono anche i servizi dedicati. Superato il livello Bronze dove si avrà uno sconto e la possibilità di richiedere gratuitamente i nostri campionari, si diventa un membro Silver che potrà godere della preverifica professionale gratuita da parte dei nostri operatori per avere un feedback sui file prima di procedere con l’intera impaginazione e relativo ordine. Si avrà anche la possibilità di sostituire quasi last minute i file qualora ci fossero errori o modifiche da effettuare prima della stampa! Infine si potrà, arrivato al livello Gold e Yellow, usufruire della stampa senza attesa di pagamento: gli ordini da saldare con bonifico bancario verranno prodotti dopo l’invio della sola contabile di pagamento, guadagnando tempo sulla registrazione del bonifico. Per saperne di più, vai su sprint24.com/privilege



Fujifilm applicherà un sovrapprezzo addizionale di € 0,46 per mq alle sue lastre di stampa offset in alluminio, con decorrenza il 1° gennaio 2022. Negli ultimi mesi, oltre all’aumento a livelli senza precedenti del prezzo dell’alluminio, il costo dell’energia è triplicato. Inoltre, c’è stato un aumento del 250% dei costi della logistica, nonché un costante aumento dei prezzi dei prodotti chimici e dei materiali di imballaggio. Nonostante Fujifilm abbia ottimizzato l’efficienza dei processi produttivi riducendo i consumi energetici l’entità del rincaro prezzi complessivo è tale che non è stato possibile assorbire i costi. L’incremento dei prezzi delle lastre consentirà a Fujifilm di mantenere una fornitura costante e sarà applicato in aggiunta alla maggiorazione annunciata in precedenza.
Heidelberg ha incluso altri altri tre fornitori nella sua piattaforma Zaikio. Con l'aggiunta di Streb, Richter & Menzel e iQIP, Zaikio sta potenziando le funzioni per le tipografie che desiderano ordinare materiali tramite Zaikio Procurement. Gli stampatori – per ora solo di lingua tedesca – possono, infatti, utilizzare la piattaforma anche per acquistare caucciù di stampa, lastre, consumabili per il finishing e carte per il proofing. Zaikio Procurement è progettata per rendere semplice e sicuro l'acquisto on line di materiali per il settore arti grafiche: il personale addetto agli acquisti può verificare la disponibilità e i prezzi dei materiali e ordinarli direttamente su un'unica piattaforma accedendovi anche attraverso il MIS o ERP aziendali. Fornitori: l'accesso diretto al loro portafoglio e ai prezzi, consente loro di avere il controllo delle giacenze di magazzino e di effettuare il rifornimento eliminando la necessità di fare telefonate e di inviare e-mail. Parallelamente alla penetrazione del mercato nei paesi di lingua tedesca, Zaikio sta lavorando attivamente anche all'internazionalizzazione: tra i partner sono già presenti Antalis, entrata a far parte della piattaforma lo scorso luglio, Premier Paper, uno dei principali fornitori di carta del Regno Unito.


Fedrigoni ha chiuso il 3Q 2021 con un fatturato di 1.155 milioni di euro rispetto ai 974,4 milioni dei primi nove mesi 2020 (+18,5%) e un Pro-forma
Adjusted Ebitda di 170,5 milioni contro i 151,5 milioni del 3Q 2020 (+12,5%). Nell’ultimo trimestre, il fatturato è stato di 402 milioni di euro, il 50% in più dello stesso periodo preCovid di due anni fa, lugliosettembre 2019 (269 milioni). Una crescita che rafforza il trend positivo del bilancio 2020 (1.315 milioni di euro di fatturato, 200 milioni in più del 2019, e un Pro-forma Adjusted Ebitda di 197,2 milioni) e che caratterizza entrambe le linee di business del Gruppo: +17% per la business unit Self-Adhe-
sives / Labels, nonostante un 2020 già estremamente favorevole, e +23% per la business unit Premium Paper, grazie in particolare all’ottima performance delle carte speciali per il packaging di lusso, che va a compensare il calo di domanda riscontrato nel mondo carta durante la pandemia da Covid19. Fedrigoni è oggi il primo attore globale delle etichette per i vini, il terzo player al mondo nei materiali autoadesivi e il leader europeo nelle carte speciali, in particolare per il packaging di lusso, con circa 4.000 persone in 25 Paesi, 34 stabilimenti produttivi e centri di taglio e 25.000 prodotti, oltre ad alcune migliaia di soluzioni realizzate in esclusiva
per grandi brand della moda e del lusso. Nei primi nove mesi del 2021 sono state effettuate tre acquisizioni: quella del produttore statunitense di materiali autoadesivi Acucote, del distributore messicano Rimark e della NewCo costituita con Tecnoform per produrre vassoi interni per confezioni di lusso totalmente in cellulosa termoformata. In merito alla sostenibilità, il Gruppo entro il 2030 intende ridurre del 30% le emissioni di CO2, restituire il 100% delle acque pulite all'ambiente, eliminare i rifiuti in discarica, portare al 95% i fornitori qualificati secondo standard sostenibili, raddoppiare i volumi di prodotti con caratteristiche avanzate ESG.

Masterline Dro è la nuova soluzione in linea di Bobst completa che offre dal loader caricatore al pallettizzatore. Basata sulla tecnologia proprietaria di ultima generazione, inclusi 10 brevetti, Masterline Dro si propone come la più versatile, automatizzata, connessa e altamente ergonomica esistente sul mercato. La macchina raggiunge una produttività di oltre 40 milioni di metri quadrati l’anno, combinando velocità a estrema cura del dettaglio. Offre una stampa inside-outside di alta qualità in un solo passaggio, capacità di fustellature complesse e cambi rapidi su tutta la linea. Combinando digitalizzazione, connettività e automazione produce con qualità costante packaging che registrano un miglioramento del 15% nei test di compressione delle scatole (BCT), con un notevole risparmio di carta. Due sistemi di controllo qualità permettono un perfetto registro, la funzione Start & Go compensa l’irregolarità dei cliché in soli 11 fogli, mentre Lead & Print garantisce un’uniformità di stampa/stampa e stampa/taglio con compensazione automatica dell’irregolarità del cartone durante la produzione. Include un efficiente sistema di raccolta delle polveri eliminando oltre il 99,9% dei rifili.

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A quale migliore regalo di Natale può ambire un’azienda di stampa come PressR3 per affrontare il nuovo anno fronteggiando nuove sfide e aprendosi a nuovi orizzonti? L’azienda ha consolidato il proprio rapporto con Koenig & Bauer e ha investito in una Rapida 106 X del produttore tedesco. Il titolare dell’azienda Marcello Rota confessa di avere grandi aspettative e si aspetta nuove collaborazioni e anche nuove candidature da parte di bravi macchinisti. Prossimamente vi aggiorneremo con maggiori dettagli!

La piattaforma di online printing di Faenza Group, PrintingUP, con sede a Milano, ha messo a punto una tripla installazione targata Quadient grazie al supporto di Domenico Romano, sales account del fornitore di sistemi di finitura. La prima è ISaddle una accavallatrice-cucitrice in grado di produrre libretti finiti in formato da 10,5 a 7,5 cm fino al formato 30x30 cm. La scelta di questa soluzione è dovuta alla versatilità e all’efficienza perfetta per le brevi tirature a cui deve far fronte PrintingUP. La macchina ha un set up automatico che le consente il cambio lavoro in soli 60 secondi. La seconda installazione, DuSense, è un sistema di verniciatura spot UV a cui si aggiunge la plastificatrice Venus, soluzione in grado di applicare foil per la nobilitazione di lavori in brevi tirature con effetti trasparenti, bianchi e metallizzati




















Grafiche Antiga introduce il Bilancio di sostenibilità 2020, un documento che segna un traguardo sul fronte della sostenibilità perseguito con anni di impegno coinvolgendo tutte le persone che lavorano in azienda. Risultati perseguiti e ottenuti nel 2020, nonostante lo scenario economico mondiale messo a dura prova dalla pandemia: a Crocetta del Montello hanno, infatti, continuato a fissare quelli che il management dell’azienda definisce “nuovi e ambiziosi traguardi in ambito ambientale e sociale per il futuro”. Un percorso che ha visto l’implementazione del sistema di gestione ambientale in accordo con la norma UNI EN ISO 14001:2015, la scelta di approvvigionarsi di carta
certificata FSC e di utilizzare, nel ciclo produttivo, solo inchiostri vegetali privi di oli minerali puntando sulla tecnica del Premium Color Print, frutto del lavoro dei reparti interni di R&D. Nel biennio 2019-2020, inoltre, Grafiche Antiga ha ridotto i consumi di elettricità del 25% e di gas naturale del 18%, grazie all’efficientamento energetico e all’impianto fotovoltaico situato sul tetto dello stabilimento produttivo su una superficie di 15.000 m², all’adozione di illuminazione LED e all’acquisto di nuove macchine da stampa offset con motore a corrente alternata che riduce del 10% i consumi energetici. Sono state ridotte, inoltre, le emissioni dirette e indirette associate all’acquisto di energia
di CO2 e puntato a una logistica sostenibile grazie all’internalizzazione delle attività con la conseguente riduzione del ricorso all’outsourcing e dei trasporti operati da soggetti terzi. Sono stati, infine, monitorati anche i consumi idrici, già contenuti, e destinati a operazioni di recupero il 90% dei rifiuti riconducibili prevalentemente a carta e cartone. L’attenzione alla sostenibilità passa anche dagli investimenti in nuove tecnologie: l’azienda trevigiana ha ampliato il parco macchine piane con l’installazione di una nuova Koenig & Bauer 70x100 a sei colori e non è escluso che nel prossimo futuro ci saranno nuovi importanti investimenti. Achille Perego

Screen
Truepress Jet 350 è la prima macchina digitale per Sita 3000 e amplierà l’offerta di etichette autoadesive dell’azienda.
REM ha messo a punto l’installazione di una Screen Truepress Jet 350 UV SAI S 7 colori presso lo stabilimento di Sita 3000, azienda che da oltre 50 anni è punto di riferimento nel mercato italiano per la fornitura di etichette autoadesive a numerosi settori industriali: alimentare, enologico, farmaceutico, detergenti per la casa e cosmetici. Con questo investimento, Sita 3000 ha voluto mettere un ulteriore tassello nel suo percorso verso la sostenibilità abbattendo il consumo energetico e gli sprechi di materiale. Screen Truepress Jet 350 UV SAI S 7 è, infatti, progettata per eliminare gli sprechi di inchiostro: ogni divisione di Screen da anni basa la propria strategia di sviluppo sulla sostenibilità. Le teste di stampa con rilascio di inchiostro calibrato su 4 livelli di grigio differenti garantiscono stampati con gradazioni cromatiche naturali ed elevata risoluzione per il massimo della qualità di stampa. La macchina può stampare con un passo massimo in continuo 2.400 mm e una luce di stampa di 350 mm. Questo consente l’utilizzo di maggiore superficie stampabile e si presta a un ampio range di applicazioni.
L’ad di Giustacchini Printing Davide Danesi con Renato De Marco, Head of Business Development di Vedrai, e Simone Grimaldi, Sales Manager.

Giustacchini Printing è una realtà nata nel 2013 in seno allo storico Gruppo Giustacchini di Brescia, che affonda le sue radici nel 1813. In qualità di anima tecnologica e informatica del Gruppo si occupa di fleet management e di managed print services: in ottica di sviluppo del proprio business ha siglato un accordo con Vedrai Spa, società fondata in piena pandemia da Michele Grazioli, attiva da ottobre 2020 e grande innovatrice nello sviluppo di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale a supporto del processo decisionale delle PMI. Davide Danesi, amministratore delegato di Giustacchini Printing, ha così commentato: “Aiutare le aziende ad abbracciare il modello della ‘subscription economy’ è la nostra missione, grazie al veicolo della locazione operativa, e con questa partnership Giustacchini Printing supporterà Vedrai nel portare al mercato innovative soluzioni di subscription dei propri software, che offrono ai clienti la possibilità di prendere sempre la decisione migliore, in ogni situazione”.
Etica, parte del Gruppo Samorani, ha installato il primo sistema digitale per etichette Canon LabelStream serie 4000 in Italia e la prima in una configurazione ibrida, che vede la LabelStream integrarsi con altre tecnologie di stampa in un sistema single pass in linea. L’azienda produttrice di etichette, con sede a Forlì, ha investito nella macchina da stampa per etichette inkjet UV di Canon per ampliare la propria offerta di applicazioni e rispondere alle esigenze del mercato in continua evoluzione. La flessibilità di Canon LabelStream 4000 consente a Etica di rispettare scadenze sempre più strette e l'aumento della domanda di tirature ridotte. Basandosi sulla tecnologia UV, Canon LabelStream raggiunge la velocità di stampa di 1.845 m²/ora con una larghezza di stampa di 410 mm e 75 m/min. Nella sua configurazione ibrida, la nuova macchina include due unità flessografiche aggiuntive, stampa a freddo e fustellatura semirotativa automatizzata, oltre all'unità di stampa digitale a 5 colori (CMYK+W). Grazie alle capacità di finitura e nobilitazione in linea della configurazione scelta da Etica, l’azienda può ridurre ulteriormente i tempi di consegna offrendo risultati di qualità eccezionale. La capacità di LabelStream di raggiungere una copertura dell'inchiostro bianco fino all'80% è stato un altro fattore decisivo per Etica. Canon LabelStream è il primo sistema di stampa inkjet ad aver ottenuto la specifica Fogra Process Standard Digital (PSD) Print Check basata sulla gamma di riferimento a 7 colori Fogra55 oltre alla certificazione per 'PANTONE® Capable' da PANTONE LLC, caratteristica che ha consolidato ulteriormente la scelta di Eitca.

Il sistema per etichette Canon LabelStream serie 4000 installato da Etica.


Lo studio europeo condotto su 5.900 consumatori dalla società di ricerca indipendente Toluna e commissionato da Two Sides, ha indagato le preferenze, le percezioni e gli atteggiamenti dei consumatori nei confronti del packaging. Di seguito alcuni risultati:
• Gli imballaggi di carta e cartone si attestano ai vertici delle preferenze tra i consumatori per diversi indicatori di sostenibilità, tra cui compostabilità (72%), migliore per l’ambiente (62%) e più facile da riciclare (57%).
• Il 48% dei consumatori eviterebbe di acquistare dai rivenditori che non si impegnano attivamente per ridurre l’uso di imballaggi in plastica non riciclabili.
• Il 58% dei consumatori europei ritiene che sarebbe giusto scoraggiare l’uso di imballaggi non riciclabili con l’applicazione di una specifica tassazione.
• Il 73% dei consumatori preferisce che i prodotti ordinati online siano consegnati in imballaggi di misura giusta, cioè non troppo grandi per le dimensioni effettive del prodotto.
• L’imballaggio in carta/cartone è considerato il materiale più riciclato: il 30% dei consumatori ritiene, infatti, che il tasso di riciclo in Europa superi il 60% (l’85% degli imballaggi in carta e cartone è riciclato).
• Il 64% degli intervistati conosce il Forest Stewardship Council® (FSC®), e il 55% conosce il Programme for the Endorsement of Forest Certification™ (PEFC™).
Gli europei considerano l’FSC leggermente più importante rispetto al PEFC.
• I consumatori hanno dato preferenza ai sacchetti in carta per il loro impatto ambientale in termini di riciclabilità (52%), compostabilità (47%) e realizzazione con materiali rinnovabili (43%).

Nonostante un rallentamento nel 3° trimestre, per le imprese di Acimga si prefigura una chiusura d’anno con risultati in forte ripresa sul 2020, in linea con i dati del 2019, con l’industria italiana delle macchine grafiche e cartotecniche che torna ai livelli pre Covid.
Il 2021 si conferma estremamente positivo, al di sopra delle aspettative per i costruttori italiani di macchine per l’industria grafica, cartotecnica, cartaria, di trasformazione e affini. Secondo l’ufficio studi dell’Associazione, per il settore l’anno si chiude con un fatturato di circa 2,7 miliardi di euro (+13,2% sul 2020), con export in crescita del 19% sull’anno precedente, a quota 1,6 miliardi.
Numeri in linea con i dati del 2019 (quando il fatturato raggiunse i 2,8 miliardi), che con-

fermano quindi un ritorno ai livelli di performance pre Covid, nonostante una flessione degli ordini di macchinari e del fatturato nel terzo trimestre 2021, attestatisi rispettivamente a -11,3% e -12% (575 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2020: a incidere, in particolare, è la forte riduzione di commesse dall’estero (-29,8%), bilanciata dalla crescita del mercato interno (+21,4%). Il primo semestre del 2021, caratterizzato da un boom di ordini di macchinari (+67% sui primi sei mesi del 2020), ha permesso di raggiungere con largo anticipo la completa saturazione delle linee produttive del 2022. Solo le attuali, eccezionali condizioni di mercato non hanno consentito di superare i livelli pre-Covid: il terzo trimestre è stato segnato infatti
dalle forti preoccupazioni in merito all’aumento dei prezzi dell’energia elettrica e del gas e all’approvvigionamento di materie prime e componentistica, che potrebbe avere d’altra parte un impatto significativo non solo sui tempi di consegna dei macchinari, ma sulla produttività e sul lancio di nuovi modelli di macchine per l’intero settore. Nonostante la congiuntura economica e l’aggravarsi della situazione sanitaria, Acimga guarda al 2022 come a un anno di ulteriore consolidamento delle esportazioni, per le quali resta fondamentale potenziare le attività di internazionalizzazione. Attività che Acimga non ha interrotto in questo anno particolare, proseguendo lungo le direttrici avviate nel 2020 e interpretando nuovamente i cambiamenti in atto in ottica strategica.
Il periodo natalizio ha portato anche due nuove pubblicazioni di FINAT che offrono le analisi del mercato della banda stretta commissionate dall’Associazione. La prima intitolata “brand Owner” propone un sondaggio condotto su 60 tra brand owner e buyer di imballaggi stampati a cui si aggiunge un gruppo selezionato di altre aziende che rappresentano diversi segmenti di utilizzo finale che hanno risposto a interviste approfondite rendendo la pubblicazione particolarmente ricca di dettagli. Il rapporto offre una panoramica di come i marchi e gli acquirenti di etichette vedono lo stato attuale del settore, oltre a quanto sono ottimisti sulla crescita dei volumi di etichette che acquisteranno nel prossimo anno.
La seconda pubblicazione è l’edizione interattiva dell’Annuario 2020/2021 di FINAT: composto da 116 pagine, illustra i fatti salienti dell’Associazione e i successi ai tempi del Covid (2020 e 2021), presenta gli ultimi aggiornamenti in termini di statistiche di settore e sviluppi normativi, celebra i vincitori di quattro concorsi (FINAT Label, Sustainability, #LABELicious e L9-WLA ) e fornisce un chiaro esempio della tabella di marcia di FINAT per il futuro. Il volume è definito interattivo in quanto una serie di QR code nei contenuti delle sue pagine consentono al lettore di collegarsi a numerosi video di incontri e riunioni.

Un momento della presentazione tenuta da Alessandra Fazio, di Nestlé Italia, durante l’incontro con gli studenti della facoltà di economia dell’università La Sapienza.
Lo scorso dicembre presso la facoltà di Economia dell’università Sapienza si è tenuto l’incontro sul tema “Il ruolo degli imballaggi nei modelli di sostenibilità green” che ha visto le aziende Illy Caffè, Nestlè Italia e Laminazione Sottile confrontarsi con gli studenti. Il presidente della facoltà di Economia, Fabrizio D’Ascenzo, ha aperto l’evento descrivendo le finalità dell’iniziativa di ridurre il gap tra le aziende e il mondo accademico. L’evento ha offerto l’occasione per presentare la seconda edizione del Corso di Alta Formazione in Packaging Management che inizierà il 3 marzo. Gli interventi, di David Brussa, Illy Caffè, Alessandra Fazio, Nestlé Italia, e infine Ciro Sinagra, Laminazione Sottile, invitati alla conferenza dalla Fondazione Carta Etica del Packaging, hanno presentato le innovazioni in tema di sostenibilità introdotte dalle loro aziende. In particolare hanno mostrato interessanti dati in merito all’allungamento della Shelf Life dei prodotti, all’utilizzo di monomateriali per favorire l’economia circolare, a campagne di informazione per i consumatori e infine alla riduzione dell’impatto ambientale dei processi produttivi.
Il recupero degli imballaggi flessibili è una sfida che impegna in particolare tre comparti che sviluppano un fatturato di oltre 50 miliardi: produttori di macchinari per realizzazione di imballaggi, aziende produttrici di packaging flessibile e settore alimentare. Paolo Barilla, vicepresidente Unione Italiana Food (450 aziende del settore alimentare), Alberto Palaveri, presidente Giflex (che rappresenta 40 aziende produttrici di imballaggi flessibili destinati per l'80% al confezionamento di prodotti alimentari), e Riccardo Cavanna, vicepresidente UCIMA (che rappresenta 200 aziende nel settore dei Costruttori Italiani di Macchine Automatiche per confezionamento e imballaggio), hanno siglato alla presenza del ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, e del Sottosegretario al Ministero della Transizione Ecologica, on. Vannia Gava, un protocollo d'intesa per offrire alle aziende della filiera alimentare soluzioni che rendano l'imballaggio flessibile più riciclabile e sostenibile. In Italia ogni anno vanno sul mercato 180.000 tonn. di imballaggi flessibili, destinati per l'80% all'industria alimentare, spesso raccolti come Rifiuti Plastici Misti e quindi non recuperati. Primo obiettivo del protocollo sarà recuperare e riciclare circa 50.000 tonn. di materie plastiche da destinare a una seconda vita (target di partenza: recupero e riciclo del 50% di imballaggi flessibili raccolti). I tavoli tecnici studieranno soluzioni per l'utilizzo di nuovi materiali e per migliorare i sistemi automatici di selezione e pretrattamento dei rifiuti di imballaggi in plastica evitando la discarica.


#StampareConnessi è il tema di questo numero e cosa c’è di più efficace di un calendario stampato con la cover coordinata per mantenere un legame con tutti voi che li riceverete? Il concept è ispirato all’oroscopo cinese 2022 Year of the Tigers, ma è solo una coincidenza: questi animali forti, coraggiosi, veloci, eleganti e fieri sono una metafora per descrivere le qualità delle HP Indigo Press 100K con cui calendario e cover sono stati stampati. Per realizzare questo progetto abbiamo messo in connessione l’agenzia O,nice, che ha creato il design con i software Mosaic e Collage di HP, la carta di Fedrigoni, la competenza di PressUP e la tecnologia HP Indigo. Ogni calendario e cover de Il Poligrafico 206 sono copie uniche per restare connessi con ognuno di voi in modalità assolutamente one-to-one!
Per la cover e il Calendario
2022 Year of the Tigers dell’edizione 206
#StampareConnessi abbiamo scelto Arena Natural Rough for HP Indigo da 300 gr di Fedrigoni. Un cartoncino naturale con superficie ruvida di pura cellulosa ECF, certificato FSC®, privo di imbiancanti ottici e ottimizzato per la stampa con la tecnologia HP Indigo. Le caratteristiche di questo supporto si accordano perfettamente con il concept del progetto che, attraverso la metafora delle tigri inserite in un gioco di tasselli e pattern, ricostruiscono un ambiente naturale e coinvolgente. Fedrigoni Arena® è una gamma di carte e cartoncini bianchi e avoriati particolarmente versatili in quanto si prestano per un ampio ventaglio di

esigenza di rilegatura e lavorazione cartotecnica.


La copertina e il calendario sono stati stampati con i sistemi HP Indigo 100K, di cui PressUP ha fatto da beta tester in Italia installandone in seguito tre unità – come descritto nelle pagine seguenti. Ultima generazione della famiglia HP Indigo, questa tecnologia rappresenta offre la massima stabilità. Questa qualità, associata all'automazione




avanzata data da alimentazione, impilamento e calibrazione del colore continui, consente una produzione non-stop anche grazie al supporto di servizi di assistenza basati sull'intelligenza artificiale con funzionalità di manutenzione predittiva.

è in fase di test l’aggiunta del modulo per il quinto colore.



Il soggetto scelto per celebrare l’estrema robustezza, affidabilità e velocità, che hanno valso ad HP Indigo 100K il nickname di “the Beast”, è la tigre: animale al contempo forte ed elegante e per questo associabile alla bellezza e alla qualità di stampa offerta da questa tecnologia. Il progetto, a cura dell’art director di O,nice!, Stefano Torregrossa, e della designer Chiara Bissolo, comprende tre varianti della tigre a simboleggiare le tre HP Indigo 100K installate da PressUP. I tre disegni, attraverso il software della suite HP SmartStream Designer, HP Mosaic, a rotazione sono
combinazioni, con il software HP Collage, generano la personalizzazione di uno a uno. La sovra cover si apre a scrigno rivelando il calendario stampato al suo interno di cui un elemento – l’airone – grazie ad HP Collage, si sposta in volo nella parte superiore del foglio assumendo diverse posizioni per ogni copia stampata. La tigre resta al suo posto a ricordarci la stabilità di HP Indigo100K.

tasselli con diversi pattern: questi ultimi, mixati in illimitate




Da beta tester a tre unità installate, il leader italiano dell’online printing incrementa drasticamente efficienza e volumi di stampa con le HP Indigo di ultima generazione
Quando un’azienda all’avanguardia come PressUP sceglie di dotare il proprio parco macchine non di una sola, neanche di due ma di ben tre HP Indigo Press 100K, ultima nata della famiglia, la curiosità di indagare sulla strategia che ha ispirato questo investimento diventa incontenibile. Per rendere onore all’entità del progetto abbiamo voluto vedere da vicino e in funzione questa piccola flotta di sistemi di stampa. Così, in collaborazione con il reparto marketing di HP Italia e con PressUP, abbiamo creato la copertina di questo numero della rivista e il calendario abbinato per stamparli entrambi proprio con le 100K del leader dell’online printing.
C’era una volta…
Era il 2010 quando Vincenzo Cirimele, fondatore e Ceo di PressUP, decise di acquistare la prima HP Indigo Press 7000, entrando così nel macrocosmo HP. “Quello che immediatamente attirò la mia attenzione entrando in contatto con questa tecnologia – spiega Cirimele – fu che investire in questa macchina significava mettersi in relazione con una realtà endto-end, in grado di integrarsi perfettamente, grazie al software aperto, nel flusso di lavoro e con i device di terze parti presenti in sala stampa, agevolando la produzione come nessun altro sistema digitale era in grado di fare”.
Ma ancor di più, voleva dire diventare partner di un
colosso tecnologico che segue una filosofia precisa nel relazionarsi ai propri clienti. “HP ti fa entrare in un mondo in cui tu stesso sei protagonista perché ti coinvolge chiedendo di offrire il tuo contributo per implementare i suoi prodotti” prosegue il Ceo di PressUP. Cirimele, infatti, oggi fa parte di una community globale di utenti HP Indigo per cui i feedback di ognuno supportano lo sviluppo e l’implementazione dei sistemi di stampa indirizzando il lavoro del team di R&D dell’azienda per i successivi anni. Quella che oggi è la 100K di cui PressUP ha fatto da beta tester e ha installato tre unità è un progetto che si è concretizzato con determinate caratteristiche anche grazie al contributo attivo dei clienti. Come specifica Cirimele, un altro aspetto significativo, che già dieci anni fa contraddistingueva il concept dei sistemi HP Indigo, era offrire una library di media certificati già testati per la stampa in modo da semplificare la ricerca di materiali da parte dello stampatore. Un servizio importante in un momento in cui non era così semplice reperire carte, cartoncini e supporti plastici idonei alla stampa digitale.
Qualità oltre lo standard
C’è poi il tema della qualità che Cirimele definisce “oltre lo standard” assunto imprescindibile per PressUP che ha trovato riscontro nei sistemi HP Indigo sin dal primo approccio a questa tecnologia. “Per noi online printing è da sempre sinonimo di prodotti di alta gamma: certamente nella nostra ampia offerta sono presenti dai biglietti da visita ai flyer, ma il nostro core si concentra su stampati multi pagina come brochure e cataloghi. Per questo anche per la stampa digitale così come per altre soluzioni, dalla offset al finishing, la nostra scelta si è rivolta per affinità eletti-

HP Indigo 100K combina un livello di produttività al top della categoria con estreme flessibilità e automazione. La macchina stampa a quattro colori ma è stata concepita per ospitare la stazione per il quinto colore a breve disponibile
va al fornitore in grado di offrire il più elevato livello di affidabilità e di qualità disponibile” aggiunge Cirimele sottolineando che il mercato di riferimento di PressUP, quello italiano, è molto esigente in termini di attenzione al dettaglio, corrispondenza cromatica, varietà di colori richiesti, personalizzazioni, versioning e non ultimo la finitura. Si è infatti reso necessario un sistema di rilegatura a filo refe – anche questo top di gamma – per cucire gli stampati multi pagina prodotti con HP Indigo.
Dalla 7000 alle 100K
Dalla prima HP Indigo Press 7000 nei successivi aggiornamenti tecnologici la sala stampa di PressUP ha accolto ben 10 sistemi di questa famiglia. L’attuale parco macchine digitali si attesta su sette unità di cui tre HP Indigo Press 12000 che, va da sé, come nello stile dell’azienda sono al top della configurazione possibile: a sette colori tra cui bianco e inchiostri speciali. Una 7900 che grazie alla sua eccezionale versatilità soddisfa le più diverse esigenze: produce dal proofing alla stampa su un’ampia varietà di carte e supporti non cartacei, con colori come il bianco, l’argento, il pink e le applicazioni di anticontraffazione.
Poi è stata la volta delle 100K: nel 2019 PressUP ha installato la prima come beta tester. “Abbiamo voluto testare questa macchina per verificare le evoluzioni rispetto alle ‘sorelline’ della serie 4 della HP Indigo Press che stiamo tutt’ora impiegando”, spiega Cirimele. “Questa soluzione è decisamente più performante, più stabile e produttiva; offre un livello di automazione che si presta a una gestione più efficiente della stampa one-to-one. È, infatti, concepita per offrire una continuità di flusso produttivo su elevati volumi anche in caso di continui cambi lavoro tipici della mass-personlization con un’eccezionale efficienza dall’elaborazione dei file fino all’output”. A detta del Ceo di PressUP, il reparto R&D di HP con la HP Indigo Press 100K ha concretizzato le richieste degli utenti andando a soddisfare le attuali esigenze dei fornitori di servizi di stampa.
Più volumi di stampa
I punti chiave che hanno determinato la scelta di triplicare la fiducia di PressUP nella HP Indigo Press 100K sono proprio i livelli di automatizzazione che non compromettono la flessibilità, anzi quest’ultima cresce proporzionalmente generando un incremento della produttività e dei volumi di stampa. “Una cosa è stampare ad esempio 100 poster e un’altra è produrne 100, uno diverso dall’altro che appartiene ad altrettanti differenti ordini e file – specifica Cirimele. La


100K gestisce molto più rapidamente il trattamento di tipologie diverse di file anche complessi. Grazie al flusso continuo di produzione agevolato dai cassetti ad alta capacità caricabili senza interrompere la produzione e al carico e scarico automatico dei pallet in ingresso e uscita, la macchina potenzialmente non si ferma mai garantendo la continuità del lavoro e si dimostra il sistema ideale per processare le migliaia di lavori che riceviamo ogni giorno”.
HP Indigo Press 100K ha soddisfatto pienamente le aspettative di PressUP ma la caratteristica che ha colpito maggiormente è che oltre a essere più grande, la nuova nata in casa HP Indigo è anche estremamente robusta e stabile. Aspetti confermati anche dagli operatori che hanno sin dai primi giorni dato un feedback positivo sia in merito alle prestazioni sia dal punto di vista del supporto di HP. Hanno apprezzato la dotazione di tablet per la gestione flusso di produzione e, in caso di necessità di intervento tecnico, il supporto preciso e tempestivo offerto impiegando realtà aumentata.
PressUP si è proposta anche come beta tester per il quinto colore – opzione presto disponibile per la 100K – iniziando a introdurre il Light Black, in grado di dare eccellenti risultati in particolare sulle stampe fotografiche in bianco e nero. “Non mancheremo di sperimentare gli altri colori disponibili per offrire ai professionisti della stampa e della grafica sempre maggiori possibilità di esprimere la loro creatività supportando il loro business”, conclude Cirimele.

CLo smart working, e in generale la necessità di lavorare in ambienti e con strumentazione interconnessa, ha da una parte permesso di proseguire l’attività lavorativa durante il periodo emergenziale, ma sfortunatamente ha anche imposto alle aziende questo passaggio senza, spesso, una corretta pianificazione esponendo le imprese ad attacchi informatici, aumentati in maniera significativa nell’ultimo periodo.
Da quanto riportato nell’ultimo report Clusit (Associazione italiana per la sicurezza informatica) nel primo semestre del 2021 gli attacchi verso realtà stabilite in Europa aumentano sensibilmente (dal 15% al 25%), gli attacchi gravi con effetti molto importanti (High) sono il 49%, quelli devastanti (Critical) rappresentano il 25%, quelli di impatto significativo (Medium) il 22%, e quelli con impatto basso solo il 4%. In questo caso gli attacchi con impatto Critical e High sono il 74%. Il Malware è la tecnica più utilizzata, rappresentando il 43% del totale (in crescita del 10,5% rispetto all’anno precedente), in particolare l’incremento dell’attività dei ransomware con richiesta di riscatto. Infatti, è stata osservata una crescita dell’attività di questo malware di circa il 350%
rispetto allo stesso periodo del 2020. L’aumento degli attacchi informatici e la digitalizzazione sempre più spinta dell’attività lavorativa richiedono alle imprese di prestare una attenzione sempre maggiore alla tutela dei dati e di approntare misure di cyber security in grado di garantire un presidio costante sugli asset aziendali.
Un sistema di protezione efficace
Tutte le aziende che intendono tutelare i propri dati e il proprio know how devono iniziare a impostare un sistema pensato alla prevenzione e alla proceduralizzazione, un primo approccio è affrontare il tema della sicurezza dei dati in maniera omogenea, non demandando tale adempimento a poche figure isolate. Per intraprendere un percorso coerente un buon punto di partenza è fornito dall’ENISA, l’Agenzia UE per la sicurezza informatica, la quale ha voluto fornire dieci spunti per affrontare il tema della cyber security che le PMI devono assolutamente tenere in considerazione:
• Commitment del management. Impegno dei vertici aziendali e comprensione dell'importanza della sicurezza informatica per l'organizzazione.
• Risk Assessment. La valutazione preliminare dello stato di sicurezza in essere, identificazione degli asset da tutelare, decisone delle priorità.
• Policy di sicurezza informatica. Disporre delle necessarie linee operative per gestire la sicurezza informatica e identificazione di un responsabile della sicurezza e della supervisione dell'attuazione delle misure di protezione delle reti informative.
• Consapevolezza del rischio. I dipendenti devono comprendere i rischi ed essere formati riguardo ai corretti comportamenti da tenere: un’efficace formazione permette di ridurre il rischio di errore umano, una delle principali vulnerabilità.
• Aggiornamento dei sistemi. Effettuare sempre tutti gli aggiornamenti consigliati in ogni server, workstation, macchina e device possibilmente con modalità automatizzate.
• Backup. Eseguire spesso il backup dei dati più importanti mette l’azienda al riparo dai costi di ripristino che potrebbero seguire a un attacco ransomware.
• Gestione degli accessi. Definire regole e politiche per la gestione degli accessi e applicarle.
• Protezione endpoint.
• Accesso remoto sicuro. Limitare il più possibile l'accesso da remoto predisponendo le adeguate misure tecniche.
• Piano di Recovery. Predisporre un piano dettagliato su come gestire un incidente quando si verifica.
L’aumento degli attacchi informatici e la digitalizzazione sempre più spinta dell’attività lavorativa richiedono alle imprese – inclusi i fornitori di servizi di stampa – di prestare un’attenzione sempre maggiore alla tutela dei dati e di approntare misure di cybersecurity in grado di garantire un presidio costante sugli asset aziendali.
Il tema della protezione dei dati non può prescindere dalla tutela dei dati personali, a oggi normati dal Regolamento Europeo 2016/679 (il c.d. GDPR). All’art. 25 del GDPR viene introdotto un concetto fondamentale: la protezione adeguata in relazione alla specificità del contesto in cui il titolare si trova a effettuare le diverse attività di trattamento. Ovvero occorre tenere conto dello stato dell'arte e dei costi di attuazione, nonché della natura, dell’ambito di applicazione, del contesto e delle finalità del trattamento, come anche dei rischi aventi probabilità e gravità diverse per i diritti e le libertà delle persone fisiche costituiti dal trattamento, sia al momento di determinare i mezzi del trattamento sia all'atto del trattamento stesso, il titolare del trattamento mette in atto misure tecniche e organizzative adeguate. Ciò richiede che i dati personali siano protetti sin dalla fase di progettazione del trattamento e che, per impostazione predefinita, siano trattati solo i dati personali necessari per ogni specifica finalità del trattamento. Pertanto nella costruzione dei propri archivi di dati personali e nell’intero svolgimento dei propri processi lavorativi l’azienda dovrà poter garantire in ogni passaggio, ivi inclusi i trattamenti svolti in smart working, che i dati personali sono trattati in modo lecito, corretto e trasparente, per finalità determinate, esplicite e legittime, e successivamente trattati in modo che non sia incompatibile con tali finalità; e conservati in una forma che consenta l'identificazione degli interessati per un arco di tempo non superiore al conseguimento delle finalità per le quali sono trattati.


attacchi verso realtà europee (primo semestre 2021)
attacchi con impatto Critical e High
+15–25% 74% 43%
il malware è la tecnica più utilizzata
+ 350%
crescita dei ransomware (attacchi con richiesta di riscatto) rispetto allo stesso periodo del 2020
Ulteriore aspetto che dovrà essere tenuto in considerazione dalle aziende è contemperare le esigenze di tutela dei dati e gli adempimenti in materia di privacy con il divieto di controllo a distanza dei lavoratori. Uno dei punti fondamentali che unisce cybersecurity, tutela dei dati personali e smart working è il BYOD, un acronimo per 'bring your own device' e si riferisce alla possibilità per una azienda di implementare e regolare l'uso di dispositivi personali dei dipendenti per scopi lavorativi. Ove sussista tale possibilità è necessaria la presenza di procedure per regolare come i dipendenti accedono a informazioni e software aziendali privilegiati sui loro dispositivi personali, che sarebbero collegati alla rete aziendale. Una politica BYOD efficace è essenzialmente un insieme di regole che stabilisce il livello di supporto che un dipartimento IT può fornire ai dispositivi di proprietà dei dipendenti utilizzati sul posto di lavoro, salvaguardando sia gli interessi dei datori di lavoro che dei dipendenti.
L’aumento degli attacchi informatici e la digitalizzazione sempre più spinta dell’attività lavorativa richiedono alle imprese di prestare un’attenzione sempre maggiore alla tutela dei dati e di approntare misure di cybersecurity in grado di garantire un presidio costante sugli asset aziendali.

L’azienda deve rimanere sempre in controllo delle informazioni, pertanto, prima di avviare un programma BYOD è bene che sia analizzata l’introduzione del nuovo “strumento” in termini di rischi per la privacy degli interessati e che siano individuati, nel caso necessario, dei rimedi da porre in essere prima del trattamento, poiché l’introduzione del BYOD si configura come un nuovo trattamento, in quanto inserisce rischi nuovi e nuove attrezzature in processi già in essere. Dovranno pertanto essere forniti al lavoratore sia tutte le informazioni necessarie relativamente ai possibili dati che potranno essere acquisiti (sempre nel rispetto del divieto di controllo a distanza dei lavoratori), sia tutte le indicazioni procedurali e tecniche alle quali attenersi per l’impostazione del dispositivo e la gestione dei dati aziendali. In particolare l’azienda dovrà prevedere le modalità di conservazione delle informazioni e prevedere come intervenire nel caso di perdita o furto del device o come gestire le informazioni in caso di interruzione del rapporto di lavoro con il dipendente.
Note sull’Autore Specializzato in diritto penale dell’impresa e membro della Camera Penale di Milano, l’avvocato Fabrizio Salmi si occupa con continuità di reati societari, fiscali, reati contro la PA e della responsabilità amministrativa dell’impresa. Membro OdV, ricopre incarichi di R.S.P.P., di responsabile privacy e D.P.O. ed è formatore in ambito di salute e sicurezza sul lavoro. Salmi è autore di diversi articoli e pubblicazioni tra cui i volumi Penale 4.0 e GDPR e Sanzioni, che approfondiscono i temi introdotti in queste pagine. Tra i servizi offerti da SLS, Studio Legale Salmi, infatti, è compresa la consulenza giudiziale e stragiudiziale per quanto riguarda la compliance aziendale all’impiego delle nuove tecnologie e le responsabilità penali a esse collegate.


#StampareConnessi sono due parole che caratterizzano la ricerca di mercato relativa ai Sistemi di Acquisizione e Stampa per l’anno 2021 condotta dal Centro Studi di ASSO.IT. Dati presentati nel corso di un evento dedicato in cui sono state rese note anche le previsioni per il 2022 e 2023.
E’ proprio il concetto di #StampareConnessi quello che emerge con maggior forza nel periodo analizzato dal Centro Studi di ASSO.IT, Associazione Produttori Soluzioni di Stampa, Digitalizzazione e Gestione Documentale, quello che da marzo 2020 a dicembre 2021 restituisce una fotografia di 21 mesi di cambiamento repentino. La pratica del lavoro da remoto per far fronte all’emergenza della pandemia ha determinato un’accelerazione nell’uso della tecnologia digitale che ha visto i dispositivi di acquisizione e di stampa conquistare una posizione ancor più determinante come mezzi di connessione agile con i processi documentali dell’azienda.
“Da marzo 2020 a oggi, il mercato delle soluzioni di stampa e gestione documentale ha saputo adattarsi al nuovo paradigma di lavoro ibrido dettato dalla situazione emergenziale, proponendo un’offerta studiata per rispondere alle nuove esigenze in ambito printing e integrando nuovi servizi resi possibili dalle funzionalità dei dispositivi in ambito digitale”, commenta Marcello Acquaviva, presidente di ASSO.IT.
In base ai dati forniti dai tredici produttori di sistemi di stampa e gestione documentale che operano sul mercato italiano, rappresentati nella totalità da ASSO.IT, è merso uno scenario interessante tra cui la rilevazione importante è che il mercato del printing è in recupero e in crescita. Per avere i parametri di riferimenti ricordiamo che si tratta di un mercato, quello a cui fa riferimento l’Associazione, che in Italia conta 70.000 addetti, con un totale di 11 milioni di dispositivi installati e che genera 3 miliardi di euro di fatturato.

Dati positivi per la crescita del printing
Dati e proiezioni indicano che la pandemia ha provocato una forte accelerazione dei processi di trasformazione digitale e un mutato modo di lavorare che ha generato un hybrid workplace a cui il mercato del printing, complessivamente, sta reagendo con un indicatore di crescita positivo anno su anno del +3% circa. Un trend che si prevede si consoliderà nel 2022 e 2023. “Nonostante le criticità emerse nei primi mesi dello scorso anno, a causa del passaggio forzato e immediato allo smart working – ha proseguito Acquaviva – la nostra industry ha saputo reggere bene l’impatto della crisi e i segnali dell’ultimo periodo sono di pronta ripresa”.
Recupero completo per il Commercial & Graphics
Il segmento Commercial & Graphics, che ha inizialmente risentito degli effetti della pandemia ha avuto un rimbalzo positivo rapido presentando ora
Mercato Printing Italia SI TORNA A CRESCERE

una crescita consistente (+5,4%) con un recupero completo della propria posizione rispetto al 2020. Risultati raggiunti anche grazie a un programma di agevolazioni e finanziamenti governativi che ha impattato in maniera rilevante. Tuttavia le proiezioni sul 2022 / 2023 indicano ancora una crescita rispettivamente del 6,1% e 5,8% anno su anno.
Il segmento Consumer&Office
Come ha spiegato Rossella Campaniello, Personal Systems Business Director di HP Italia, consigliera e responsabile del Centro Studi ASSO.IT, “abbiamo registrato una sostanziale tenuta della componente hardware per il comparto Consumer & Office con un cambio di mix di prodotti da A3 a A4 dovuto in particolare al lavoro ibrido, fattore importante che ha supportato gli utenti durante il periodo di lockdown grazie alle funzionalità di digitalizzazione dei dispositivi”. L’hardware è sostenuto anche dalla fase di ricambio ciclico dovuta alle necessità di aggiornamento delle piattaforme utilizzate per garantire la massima continuità operativa e la sicurezza.
Parabola in crescita per i software di terze parti
L’affermazione della stampa gestita con modello contrattualizzato ha avuto un effetto trainante sulla crescita del mercato dei software di terze parti legati alla gestione del processo che ha visto oltre +15 nel 2020 su 2019 e oltre +5 nel 2021 rispetto all’anno precedente. “Un altro elemento che ha fatto rilevare questo incremento è la forte digitalizzazione in generale in ambito di printing che ha visto la diffusione dell’hardware andare di pari passo con la parte software”, ha speci-
Focus Mercato Commercial & Graphics UN RECUPERO COMPLETO

ficato Campaniello. Anche per il 2022 e 2023 ci si aspetta una crescita di circa il 5% anno su anno.
Managed Print Service sinonimo di business continuity
Il trend di crescita della parte contrattuale prosegue con vigore, i servizi MPS diventano sempre di più centrali con un passaggio dal 29,4% del 2019 al 36,5% del periodo con proiezione 2021 - 2023 dovuto a una maggiore attenzione degli utenti verso questa formula di offerta di servizi proattivi. Modello che garantisce una maggiore sicurezza di assistenza e continuità.
Il successo dei consumabili originali
“Un segmento, quello dei consumabili originali, in crescita: dato che influisce sulla percentuale di incremento dell’intero fatturato del comparto”, fa notare Enrico Barboglio, segretario generale di ASSO.
IT. “La qualità di stampa è sempre più rilevante per gli utenti finali; ma l’utilizzo di consumabili originali è anche garanzia di business continuity e di sicurezza, anche per chi adotta lo smart working”. La crescita di questo comparto è dovuta anche ai programmi di fidelizzazione e servizi globali offerti dai fornitori e vendor per contribuire alla sostenibilità ambientale.
“Analizzando i dati relativi alla vendita online di prodotti di consumo il 2020 ha visto il picco, sicuramente dovuto al lockdown, il 2021 scende leggermente per poi risalire nelle previsioni dei successivi due anni” prosegue Barboglio.
Il canale indiretto
L’importanza strategica del canale indiretto per il mercato dei Sistemi di Acquisizione e Stampa ha rafforzato la propria centralità nel periodo di emergenza: sia quello con forte specializzazione nella vendita di soluzioni di stampa e gestione documentale, sia quello legato a società informatiche e di engineering. Il canale
Focus Mercato Consumer & Office

ha reagito in modo rapido dimostrando la propria flessibilità che ha permesso di proporre nuovi servizi a valore aggiunto per garantire la printing continuity (consumabili e assistenza) e l’accounting, ovvero la possibilità di differenziare i costi di gestione dei dispositivi sulla base del tipo di utilizzo che ne viene fatto. Il canale di vendita indiretta mantiene una sua rilevanza con una media contributiva maggiore del 78% affermando l’importanza di questo modello di Go-To-Market.
Sono le PMI a rappresentare, in modo stabile, oltre il 50% del fatturato nazionale del mercato printing Consumer&Office. Un trend di costante crescita percentuale rispetto al fatturato complessivo, che però nel 2020 ha visto un calo a favore dello share legato alle vendite Consumer, guidato dal cosiddetto hybrid worplace, cioè dalla trasformazione della casa in un luogo di lavoro, smart e da remoto. Stabili i pesi della PA e dei Grandi Utenti.
“In sintesi si prospetta un ritorno alla crescita, anche in virtù del fatto che il documento è sempre più riconosciuto come elemento di valore e in quest’ottica di -
Focus Segmenti di Mercato LA FORZA DELLE PMI
ventano premianti le soluzioni in grado di gestirlo e dematerializzarlo” conclude Marcello Acquaviva.
A trainare la vendita dei sistemi di acquisizione e stampa sarà quindi lo studio di soluzioni adeguate alle nuove richieste di “print as a service” e al processo di digitalizzazione in atto, il cui focus è la completa integrazione con i processi documentali in un nuovo contesto di hybrid workplace, garantendo produttività, sicurezza e sostenibilità.
I trend oltre i numeri
Accanto alla presentazione dei dati della ricerca sul mercato del printing è intervenuto Massimo Pizzocri, vicepresidente di ASSO.IT e Amministratore Delegato di Epson Italia, alla guida del gruppo comunicazione e divulgazione dell’associazione che ha presentato i trend relativi al futuro del printing. “I numeri sono importanti e rappresentano il termometro dello stato di salute di un mercato, ma quando è necessario mettere a fuoco la strada da prendere occorre una bussola. I trend individuati delineano proprio la direzione verso cui si sta muovendo il business della stampa a partire dall’attuale stato dell’arte”.

Secondo quanto individuato dal gruppo di lavoro sono emerse queste tendenze:
• La stampa gestita, modello molto rilevante oggi, verrà concepita sempre più in ottica di gestione dei documenti in generale, di cui la stampa rappresenta una fase del processo.
• Dalla mobilità si consoliderà il concetto di lavoro ibrido.
• La scansione non sarà più solo praticata in ottica di digitalizzazione dei documenti in uso quotidianamente, ma anche di dematerializzazione degli archivi.
• Da GDPR si parlerà in generale di sicurezza dei dati in relazione all’integrazione delle periferiche all’interno di un sistema di gestione dei documenti.
• L’esigenza di risparmio energetico verrà intesa in ottica più ampia di sostenibilità.

Ogni infrastruttura IT ha un proprio insieme di requisiti per il monitoraggio, in funzione di come è costruito, della natura dei processi produttivi ecc. Sono molte le variabili che entrano in gioco e quindi non esiste un approccio valido per tutti. “La consapevolezza dei vantaggi della raccolta dei dati non dipende tanto dal settore industriale quanto dal livello di digitalizzazione raggiunto dall’azienda”, specifica Chiara Ornigotti, Senior Sales Manager Southern Europe di Paessler, azienda specializzata nel monitoraggio di rete. “Abbiamo clienti di ogni settore decisamente convinti della necessità di raccogliere i dati. Spesso è più una questione di struttura e storia dell’azienda e di quanto abbiano realizzato in termini di digitalizzazione della produzione che del settore di appartenenza”.
In realtà, tutto sta nel definire gli obiettivi e le azioni da assumere nel proprio specifico ambiente. Quale obiettivo vogliamo ottenere e cosa occorre conoscere per raggiungerlo? Conoscere gli obiettivi permetterà di definire quale tipo di dati è necessario raccogliere. Alcuni obiettivi, ad esempio, potrebbero richiedere dati provenienti da OT, IT e IIoT, mentre altri potrebbero comportare la necessità di adattare le macchine più vecchie. Secondo un’analisi condotta da Paessler, sono cinque esempi di obiettivi comuni nell’IT industriale.

1 Minimizzare il downtime
C’è qualcosa che non funziona in questo momento? Questa è forse la domanda più pressante quando si parla di downtime: quando qualcosa non funziona come dovrebbe è fondamentale saperlo subito. Ma ci sono anche altri aspetti legati all’azione preventiva: cos’è che più spesso si guasta e provoca un downtime, e quando? Con i giusti dati di monitoraggio è possibile capire quali siano i malfunzionamenti tipici, identificarne i pattern su un periodo di tempo e ricevere una notifica nel momento in cui una soluzione, un sistema o una macchina non funzionano.
2 Ridurre i consumi di energia o l’uso di risorse
Quanta energia usano le macchine o i dispositivi? Molti di questi hanno propri strumenti incorporati per la misurazione dei consumi energetici, ma altri ne sono sprovvisti. Per questi ultimi servirà un meccanismo - ad esempio un contatore - che possa inviare i dati del consumo energetico al sistema di monitoraggio, dove i dati possono essere estratti e analizzati.
3 Ottimizzare i sistemi di produzione
I sistemi di controllo (come SCADA) e di esecuzione (come MES) giocano un ruolo critico nell’OT e devono pertanto essere monitorati attentamente. Garantire che questi sistemi siano funzionanti e svolgano il loro lavoro come previsto è cruciale in un ambiente di produzione. Bisognerà quindi conoscere il loro stato e le condizioni in ogni momento.
4 Garantire la sicurezza della rete
La rete è sicura? Vi sono sospetti di attività anomale sulla rete? I certificati delle chiavi pubbliche sono attivi o stanno per scadere? Per garantire la sicurezza dell’intera infrastruttura industriale la rete deve essere continuamente monitorata rispetto a vari problemi. Esistono diverse tecniche, ad esempio i sistemi di Intrusion Prevention e Intrusion Defense, per capire cosa sta generando traffico nella rete e con quale scopo. Ai fini di un buon concetto di cyber sicurezza, sarà necessario raccogliere dati da ogni parte dell’infrastruttura, sia IT sia OT.
5 Assicurarsi che i dati fluiscano in modo ottimale verso i sistemi a monte
I dati provenienti dalle varie parti dell’infrastruttura arrivano alla destinazione corretta? Fluiscono liberamente o esistono colli di bottiglia?
I dati necessari per molte delle altre misurazioni su questa lista devono potersi spostare dal piano di fabbrica a un gateway (ad esempio) e quindi verso un obiettivo a monte, come un data center, un servizio cloud o un sistema ERP. I componenti che non sono disponibili, le interfacce che sono inattive o i problemi di banda possono tutti far sì che i dati non arrivino dove ci si aspetta che debbano arrivare.

Come ricavare i dati dall’IT industriale
Una volta stabilito quali sono i dati necessari in funzione degli obiettivi, si possono applicare le strategie e le soluzioni necessarie per ottenerli. Ecco tre aspetti principali da considerare: come è connessa la fonte dei dati, quali protocolli sono usati per comunicare i dati e i privilegi di sicurezza richiesti per averne accesso.
Connettività: come accedere alla fonte dei dati - che si tratti di una macchina, un sistema di controllo o un altro componentedipende da come i sistemi e i dispositivi da monitorare sono connessi. Ciò determinerà i meccanismi da utilizzare per ottenere i dati. Nei moderni ambienti, ad esempio, l’OT potrebbe essere connesso mediante i classici sistemi LAN di fabbrica, WLAN industriali o anche nuovi standard wireless come 5G o LPWAN.
I protocolli e l’ambiente: nel mondo OT esistono storicamente molti protocolli che sono stati utilizzati allo scopo di comunicare informazioni sul piano di fabbrica, in particolare i protocolli FieldBUS. Recentemente, quando le infrastrutture industriali hanno iniziato a essere più connesse, nel mondo della produzione sono arrivati i protocolli del mondo IT. Per ottenere i dati necessari, occorre comunicare usando i protocolli dello specifico ambiente. L’avvento di standard come OPC UA ha favorito la comunicazione tra sistemi diversi in ambienti industriali eterogenei. Tuttavia, esiste ancora un’ampia varietà di connettività e protocolli e questa è una delle cause delle difficoltà nella gestione di ambienti industriali.
Sicurezza: è chiaro che per poter accedere alle fonti dei dati è necessario avere appropriate misure di sicurezza. Ovvero, autenticazione, accesso alle porte necessarie ecc. Per diffondere la cultura del monitoraggio dei dati a scopi di efficientamento dei processi, saving e ottimizzazione dei flussi a settori culturalmente meno sensibili al tema, come alcune tipologie di aziende grafiche, come sottolinea Chiara Ornigotti, “forniamo esempi pratici sotto forma di storie di successo: in alternativa, se non abbiamo casi di uno specifico settore nella regione con cui stiamo comunicando, definiamo dei casi utente anonimizzati basati sulla nostra esperienza con altri clienti. Per Paessler l’importante è poter dimostrare i benefici concreti del monitoraggio e offrire esempi realistici coerenti con ciò che i clienti vivono ogni giorno e non una semplice lista di funzioni”.
di Davide Biancorosso

Utilizzato per la prima volta alla Fiera di Hannover nel 2011, da Henning Kagermann, Wolf-Dieter Lukas e Wolfgang Wahlster, il termine “Industria 4.0” indica la rivoluzione, trainata dalla digitalizzazione dei processi, che si sta compiendo nell’attuale panorama industriale.
L’Industria 4.0 si realizza attraverso il concetto di “smart factory” basato su tre elementi:
· Smart production: tecnologie produttive per la connessione tra operatore, macchina e strumenti;
· Smart service: tecnologie informatiche per l’integrazione di sistemi, strutture e organizzazioni;
· Smart energy: efficientamento dei consumi, crescita delle prestazioni e riduzione degli sprechi. Ogni rivoluzione industriale è caratterizzata da radicali cambiamenti delle tecnologie produttive che generano un considerevole aumento di produttività; rispetto alle prime tre rivoluzioni industriali, prima avvenute e successivamente studiate, la quarta rivoluzione è invece annunciata, descritta e commentata mentre avviene, se non addirittura prima che si compia. Sicuramente questo nuovo approccio può portare a previsioni errate ma d’altro canto consente anche di prendere decisioni ponderate e di operare da protagonisti del cambiamento in atto.
MANUTENZIONE
Quando si rompe, si aggiusta.
I guasti possono causare problemi di qualità, fermi di produzione, danni collaterali.
Manutenzione a intervalli regolari per la sostituzione programmata di componenti critiche sulla base delle statistiche di durata.
- Le parti critiche identificate sono solo una parte del problema.
- Spesso vengono sostituiti componenti ancora in grado di funzionare.
Identificazione dei possibili guasti imminenti attraverso il monitoraggio delle grandezze fisiche d’interesse, prevedendo fermi, effetti collaterali e problemi di qualità.
La manutenzione predittiva di un impianto si basa sul monitoraggio del suo stato reale e delle sue condizioni di funzionamento tramite la misurazione e l’analisi di caratteristiche fisiche come suono, temperatura, vibrazioni, assorbimento elettrico e sui risultati di specifiche ispezioni visive.
Strategie manutentive
Le aziende, per competere oggi, devono non solo lavorare “just in time” ma anche in modo più efficiente, con maggiore flessibilità, in maniera più sicura e nel rispetto dell’ambiente.
Le tecnologie e i servizi sviluppati per l’internet delle cose (Internet of Things - IoT) che sono alla base dell’Industria 4.0 stanno spingendo le aziende verso soluzioni sempre più efficienti, automatizzate, integra-
te e sicure. Garantire nel tempo prestazioni e risultati richiede, però, un nuovo approccio al “mantenimento” degli impianti e delle attrezzature che inevitabilmente richiederanno assistenza e riparazioni per evitare cali prestazionali o fermi.
Al pari dell’industria, anche le strategie manutentive, nel tempo, si sono modificate ed evolute; dall’iniziale reattiva, attraverso la preventiva, arrivando all’attuale predittiva.
La prima, e più semplice, attività manutentiva è quella effettuata solo a seguito di un guasto; la riparazione avviene solo quando il macchinario è fuori uso e non opera più correttamente. Questa strategia massimizza lo sfruttamento dell’impianto, ma ne riduce la vita utile totale. La manutenzione ordinaria, in questo scenario, è del tutto assente così come i sono assenti i costi a essa associati. Un approccio che mostra tutti i suoi limiti nei casi complessi o di emergenza. Le riparazioni effettuate in tali condizioni possono assorbire ingenti risorse, sia umane sia economiche. Ottenere i ricambi necessari in tempi rapidi può costare significativamente di più che ordinarli per tempo, così come reperire operatori qualificati per effettuare le riparazioni necessarie rischia di essere molto dispendioso in termini di rimborsi e straordinari. In aggiunta, un guasto di notevole entità può comportare anche lunghi fermi della produzione in momenti o contesti di mercato che generano perdite economiche notevoli, oltre a un significativo danno di immagine: non rispettare le consegne fa crollare la fiducia dei clienti!
Spesso per ovviare ai limiti del modello reattivo, le aziende finiscono per creare strutture di manutenzione interne e magazzini di ricambi spesso sovradimensionati e costosi che, il più delle volte, non evitano i fermi e che finiscono per rimanere, in parte, non utilizzati. Oltretutto quasi sempre non vengono venduti o dismessi con l’impianto cui sono destinati finendo per diventare, anni dopo, rifiuti (ricambi nuovi non utilizzati, nel tempo, diventano obsoleti e quindi non più utilizzabili). Il costo di un simile approccio comprende il costo di acquisto, il costo di immagazzinamento e il costo di smaltimento; tutti costi in realtà evitabili con un approccio manutentivo più strutturato.
La manutenzione reattiva appare quindi adatta solo a realtà molto piccole o per macchine semplici e di facile riparazione. In alcuni casi può anche servire per “guadagnare tempo”, in attesa di una manutenzione programmata ma, in ogni caso, non deve mai essere considerata come una strategia di medio/lungo periodo. Il modello reattivo inoltre non è adatto alle manutenzioni di apparati di sicurezza; un guasto che può compromettere la sicurezza dell’operatore non è mai accettabile perché può provocare danni, anche molto seri, a chi lavora sull’impianto stesso.
Proprio per superare i limiti della manutenzione reattiva si sviluppa il modello preventivo. Gli impianti e le macchine vengono manutenuti con una cadenza temporale predefinita che ne assicura il corretto e continuo funzionamento a fronte di previsti e pianificati fermi. Il modello preventivo è inizialmente visto con sospetto, in quanto prevede di fermare un impianto che sta regolarmente funzionando, togliendolo dalla produzione senza un motivo apparente. Tuttavia, il conseguente aumento della durata della vista utile dell’impianto, e la possibilità di pianificare i fermi nei momenti più corretti (es. calo di produzione stagionale), ne fanno nel tempo apprezzare i vantaggi. Il modello preventivo si impone rapidamente sugli impianti che operano in continuo e sui dispositivi di sicurezza. Ancora oggi, infatti, molta manutenzione di sicurezza è effettuata secondo rigide cadenze temporali, spesso stabilite da leggi o norme, che pongono al primo posto la sicurezza di chi opera a fronte di interventi, anche molto anticipati, il cui scopo è evitare ogni possibile malfunzionamento o guasto. La manutenzione preventiva basa il calcolo dei tempi di intervento su modelli teorici e statistici senza pertanto riflettere la realtà dell’impianto. Per semplicità si pensi alla sostituzione del filtro dell’olio di un’automobile che avviene ogni 20.000 Km indipendentemente dal suo stato reale. Questo approccio comporta la sostituzione di parti non ancora usurate, che potrebbero ancora funzionare correttamente, se non fino al successivo intervento programmato, magari per altre settimane o mesi. Il limite di questo modello preventivo, detto appunto “ciclico”, è rappresentato dal costo che si deve pagare per avere una continuità di funzionamento dell’impianto; si pianifica e si spende prima per avere meno fermi e ridotti costi totali rispetto al modello reattivo. Oltre al modello ciclico, la manutenzione preventiva può essere effettuata anche al presentarsi di predeterminate condizioni. In questo caso si osservano le prestazioni di una macchina e/o lo stato di alcuni suoi parametri di funzionamento o di sue parti. La manutenzione viene quindi eseguita al solo raggiungimento di un valore limite predefinito che rappresenta lo stato di usura della macchina o di una sua parte specifica. Come ad esempio la sostituzione delle pastiglie dei freni delle automobili per i quali un modello ciclico non sarebbe applicabile; le pastiglie saranno sostituite al raggiungimento di un valore soglia che anticipa quello di esaurimento per consentirle la sostituzione. Questo approccio, detto “su condizione”, permette di superare alcuni limiti del modello “ciclico” evitando inutili interventi manutentivi e portandoli al numero minimo necessario a garantire l’affidabilità della macchina o dell’impianto.
Il modello preventivo, quindi, nel tempo si evolve, affiancando il ciclico a quello su condizione; entrambi però questi approcci sono statici e, anche se inferiori, hanno ancora costi elevati di gestione e comportano comunque la sostituzione anticipata di parti o elementi ancora lontani dal guastarsi. Il superamento di questi limiti avviene con l’introduzione della più recente manutenzione predittiva; approccio, evoluzione di quello su condizione, che si pone l’obiettivo dichiarato di anticipare e prevenire i guasti.
La manutenzione avviene a seguito dell’individuazione e della misura di uno o più segnali elaborati da uno specifico software di calcolo che determina il tempo residuo atteso prima che si verifichi un guasto. In questo modo si potrà pianificare l’intervento al momento più appropriato, ovvero prima che il guasto si verifichi ma solo dopo che l’unità ha realmente iniziato a manifestare usura. La manutenzione predittiva è stata resa possibile dall’evoluzione dei sistemi informativi e dalla nascita dell’IoT (Internet of Things) e per questo è considerata uno degli strumenti necessari per l’attuazione dell’industria 4.0. Il concetto è di per sé semplice e ovvio: si misurano, ad esempio, le vibrazioni e la temperatura dell’olio di una macchina rotante e in base al variare di questa misura rispetto alle condizioni normali si può stabilire, tramite specifici modelli di calcolo, lo stato reale di usura della macchina e stabilire l’esatto tempo in cui intervenire.
La manutenzione predittiva, nonostante tutti i sui vantaggi, ha comunque alcuni limiti rappresentati dai costi di implementazione e dalla sua complessità. Il suo utilizzo va quindi correttamente ponderato all’interno di un piano di manutenzione generale che, il più delle volte, vede un utilizzo razionale di tutte le strategie manutentive viste. La predittiva la si può riservare agli impianti principali e a quelli che non si devono mai fermare lasciando, ad esempio, quella di piccole macchine accessorie e facili da riparare, alla manutenzione reattiva lasciando alla preventiva ciclica le manutenzioni dei dispositivi di sicurezza.
Non esiste un unico modello manutentivo vincente sugli altri, ogni azienda deve valutare quale approccio impiegare ed elaborare una sua strategia manutentiva. Il risultato sarà una maggiore disponibilità degli impianti a fronte di una riduzione dei costi globali di manutenzione.
La manutenzione predittiva diventa quindi un fattore chiave per l’industria 4.0 e le tecnologie per implementarla sono già disponibili e sempre più accessibili.

Secondo uno studio americano (McKinsey), la manutenzione predittiva consente alle aziende di ridurre i tempi di fermo degli impianti del 50% con un risparmio, a fronte dell’iniziale investimento, compreso tra il 10% e il 40% dei costi complessivi di manutenzione degli impianti.
Come funziona la manutenzione predittiva
La manutenzione predittiva di un impianto o di una macchina si basa quindi sul monitoraggio del suo stato reale e delle sue condizioni di funzionamento tramite la misurazione e l’analisi di alcune caratteristiche fisiche come suono, temperatura, vibrazioni, assorbimento elettrico oltre che sui risultati di specifiche ispezioni visive. Prendiamo ad esempio il funzionamento di un motore elettrico che passa da condizioni normali ad anomale tramite i seguenti passaggi: emissione di ultrasuoni; vibrazioni; maggior assorbimento elettrico; rumore; surriscaldamento; fumo; rottura.
Andando quindi a misurare in continuo alcune di queste grandezze come le vibrazioni, l’assorbimento e la temperatura, i sistemi di manutenzione predittiva possono prevedere quale elemento si stia deteriorando e calcolare il momento ottimale per la sua sostituzione o riparazione. In linea di principio, prima si identifica il nesso tra i diversi segnali registrati e l’insorgere del guasto, minori saranno i costi d’intervento e i fermi connessi alla riparazione.
Implementare la manutenzione predittiva
L’implementazione del modello predittivo non è però altrettanto semplice: richiede specifiche competenze multidisciplinari e una profonda e radicale revisione della gestione degli impianti, oltre a significativi investimenti iniziali.
Senza entrare nel merito dei singoli passaggi, per attuare una manutenzione predittiva sono necessarie le fasi di: data acquisition (acquisizione dei dati, digitalizzazione e trasmissione); signal processing (pulizia dei segnali dalle distorsioni); feature rappresentation (rappresentazione del segnale sotto forma di funzione e sua visualizzazione grafica); feature extraction/feature selection (estrazioni e poi selezione delle funzioni vettoriali da utilizzare per il sistema di diagnosi e prognosi dei guasti); diagnostics (esame di sintomi e delle sindromi per stabilire la natura di guasti e difetti); monitoring (ricerca e raccolta di informazioni e dati che rappresentano lo stato della macchina); prognostics (prognosi della vita utile dell’impianto o di una sua parte).

I vantaggi della manutenzione predittiva
Semplificando potremmo dire che una volta installati i sensori questi inviano i dati al sistema di calcolo che li utilizza per ottimizzare i tempi di manutenzione. Tutto ciò garantisce che le attività correlate a un intervento manutentivo come l’ordine di ricambi, la disponibilità di risorse e la pianificazione del fermo, siano intraprese solo se effettivamente necessarie. Il tecnico manutentivo può quindi monitorare lo stato di singole parti di un macchinario in qualsiasi momento se non addirittura automatizzare il processo, tramite l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale, eliminando così ogni tempo di inattività. La manutenzione predittiva si dimostra quindi, da un lato, più economica di altri modelli e, dall’altro, più efficiente ed efficace. Riparazioni inutili o non necessarie diventano un semplice ricordo in quanto conta solo lo stato effettivo dell’impianto e delle sue parti. Secondo uno studio americano (McKinsey), la manutenzione predittiva consente alle aziende di ridurre i tempi di fermo degli impianti del 50% con un risparmio, a fronte dell’iniziale investimento, compreso tra il10 e il 40% dei costi complessivi di manutenzione degli impianti.

Beepag raddoppia la produttività e installa una seconda Ricoh Pro T7210 riuscendo così ad entrare in nuovi mercati come quelli del fashion e del lusso.
Fornitore di servizi di stampa fondato nel 2014, Beepag rappresenta in Toscana un punto di riferimento del settore anche grazie all’offerta di prodotti personalizzati. L’azienda negli ultimi anni ha registrato una crescita costante, supportata tra l’altro da una piattaforma di e-commerce che le ha consentito di ampliare il proprio mercato di riferimento in Italia e non solo. Innovazione e qualità sono due aspetti fondamentali per riuscire a rispondere alle crescenti esigenze dei brand, obiettivo che Beepag raggiunge anche grazie all’impiego di tecnologie Ricoh e ai servizi che questo partner è in grado di offrire a supporto dei propri clienti. L’ambiente di stampa dell’azienda include differenti tecnologie che spaziano dalle soluzioni a foglio singolo (Ricoh Pro C7200X) per applicazioni con colori speciali, al mondo industrial.
Innovazione a tutto campo
Da diversi anni Beepag utilizza la soluzione latex Ricoh Pro L4100 per offrire ai propri clienti applicazioni indoor e outdoor quali carta da parati – anche in fibra di vetro – roll-up, affissioni, vetrofanie e cartellonistica. “Qualche anno fa abbiamo deciso di andare oltre il mondo roll-to-roll e di gestire anche supporti rigidi” spiega Matteo Pinzauti, fondatore dell’azienda. “Abbiamo introdotto Ricoh Pro T7210, innovativa soluzione di stampa flatbed che ci consente di utilizzare materiali di diversa

Stampa su legno ed effetti glossy realizzati con l’inchiostro clear: applicazioni prodotte da Beepag con Ricoh Pro T7210.

tipologia come legno, alluminio, vetro, plexiglas e cartone, fino a 11 cm di spessore. Porte, arredi per interni, materiali espositivi per punti vendita realizzati in cartone… sono solo alcuni degli esempi dei lavori che realizziamo e che hanno un unico minimo comun denominatore: la personalizzazione”.
Beepag non si è fermata qui e ha deciso di “raddoppiare” la produttività introducendo una seconda Ricoh Pro T7210 con l’obiettivo di incrementare il just-intime ma anche per supportare la crescita del proprio business aprendosi all’offerta di applicazioni a valore aggiunto per i mercati del lusso e del fashion.
Verso nuovi orizzonti
“La prima Ricoh Pro T7210 – aggiunge Matteo Pinzauti – continua a essere utilizzata per applicazioni Sign and Display e Visual Communication, mentre con il nuovo sistema realizziamo lavori particolari che includono ad esempio il trasparente e il bianco oppure di tipo serigrafico che necessitano di lucidatura. Grazie a queste possibilità, abbiamo iniziato a rivolgerci ai settori del Fashion e del Lusso che hanno necessità di innovare il modo di relazionarsi con i consumatori e di coinvolgerli”. Flessibilità, produttività e qualità elevata sono tra i principali vantaggi garantiti dalla soluzione, senza dimenticare la sostenibilità dal momento che gli inchiostri Ricoh sono certificati ‘Greenguard Gold’. Matteo Pinzauti conclude: “Aiutiamo i nostri clienti a concretizzare le idee, mettendo a loro disposizione le migliori tecnologie di stampa, unite alla nostra esperienza e professionalità. Grazie alle soluzioni Ricoh, siamo un prezioso alleato per le aziende che si rivolgono a noi per differenziarsi sul mercato e comunicare al meglio la propria identità”.

L’azienda torinese affianca alla prima Komori Lithrone GL Advance a 5 colori una seconda macchina dello stesso modello a 6 colori.
“Scommettiamo sull’ambiente perché ci sta a cuore e più che una scommessa dovrebbe essere una missione”, con questa dichiarazione Tipo Stampa ha annunciato l’acquisto, la scorsa estate, di una Komori Lithrone G40 Advance, una offset a foglio di ultima generazione. Per l’esattezza, la Komori GL Advance 5 colori con verniciatore e uscita prolungata, full optional, installata nella sede dell’azienda di Moncalieri (TO) è la prima in assoluto ad arrivare in Italia ed è stata collaudata a settembre 2021. Con l’inizio del 2022 è il momento dell’installazione di una seconda macchina, una Komori GL Advance 6 colori, anch’essa con verniciatore e uscita prolungata, full optional, ma questa volta sopraelevata bivalente, in grado di stampare con inchiostri tradizionali e H-UV Led, con forno trivalente.
Nel nome dell’ecosostenibilità
Le due macchine, entrambe di formato carta 75x105 cm e velocità massima di 16.500 fogli/ora, hanno in comune un’importante caratteristica identificata dall’acronimo GL, che sta per Green Lithrone. Advance indica che si tratta di una generazione di

macchine decisamente rinnovata, prodotta in Giappone nello stabilimento Komori di Tsukuba, uno degli impianti industriali di meccanica di precisione a più basse emissioni al mondo. Dislocato su 185.000 mq, è organizzato per generare energia solare ed eolica certificata e persegue la riduzione dell’uso energia elettrica e delle emissioni di CO2.
L’eco-sostenibilità è il fattore determinante che ha portato Alberto Parini, amministratore delegato di Tipo Stampa, a confermare la fiducia in Komori per l’aggiornamento tecnologico. Le due nuove macchine da stampa vanno, infatti, a sostituire altre due
Komori, una in produzione da 10 anni e l’altra da oltre 4. “Non avevo dubbi sulle prestazioni e sulla qualità di stampa della tecnologia Komori”, spiega Parini, “inoltre, dopo un’analisi attenta del mercato, ho riscontrato una perfetta sintonia per quanto riguarda la filosofia e gli obiettivi green tra noi e l’azienda nipponica, leader nello sviluppo e produzione di macchine eco-sostenibili”.
Questa caratteristica si riscontra nella riduzione dell’inquinamento grazie a un minor impiego di materiali di consumo e grasso lubrificante, e più in generale in sala stampa, dove si genera meno riscaldamento, si riducono o eliminano le polveri antiscartino nel caso dei modelli H-UV e si toglie l’alcool isopropilico dalla soluzione di bagnatura. Inoltre, si riducono gli scarti di stampa, con un conseguente risparmio di carta e inchiostro. Infine la sicurezza: che si traduce in meno rumori e odori sgradevoli, meno solventi, più controllo sulle polveri, autodiagnosi e assistenza in remoto. Risultati notevoli, considerando che il 90% dell’impatto ambientale di una macchina si sviluppa durante la fase di stampa.
“Artigiani industriali” in chiave green
Tipo Stampa fa parte, insieme ad altre due aziende, del gruppo Arti Grafiche Parini, che da oltre 60 anni si occupa di realizzare stampati e packaging, offrendo un servizio completo e soluzioni innovative. Il Gruppo segue tutte le fasi di produzione: acquisisce l’immagine, cura la prestampa, affianca il cliente durante tutto il processo creativo e progettuale, dall’esecutivo al post-stampa, in collaborazione con la committenza affinché ogni progetto soddisfi le aspettative del cliente. Il Gruppo, che nel 2019 ha fatturato 6 milioni e mezzo di euro con 35 dipendenti, opera in diversi settori: dalla moda al design, dallo yachting all’automotive, dalla cosmesi al food, con una particolare attenzione al mondo dell’arte e alla stampa di pregio. “Nasciamo nel mondo dell’arte”, aggiunge Parini, che rappresenta la seconda generazione in azienda. “Fino al 2005 ho lavorato con mio padre, fondatore di Fotomec, dove preparavamo i file per cataloghi artistici. Quando abbiamo compreso che questo business stava sfumando, abbiamo rilevato e ristrutturato una delle aziende di stampa nostre clienti, quella che oggi è Tipo Stampa”.
Il core business di oggi
Attualmente Tipo Stampa sta affiancando sempre di più l’attività di stampa di libri d’arte e commerciale, con la produzione di packaging in cartoncino teso
“Green printing”, un marketing tool dedicato alla stampa eco-friendly, che raccoglie informazioni in merito ai certificati ambientali, materiali e processi e mostra esempi di stampa green.

e accoppiato mantenendo alta l’attenzione per la qualità e per il servizio. Negli ultimi anni l’azienda ha destinato investimenti e risorse nei processi ecosostenibili. In particolare ha creato il marketing tool “Green printing”, una sorta di catalogo dedicato alla stampa eco-friendly. Realizzato in partnership con importanti cartiere che hanno fornito una selezione di carte riciclate e non solo ma tutte certificate FSC, raccoglie importanti informazioni in merito ai certificati ambientali, materiali e processi e mostra esempi di stampa green. Prodotta in collaborazione con un cliente, un’altra raccolta di carte 100% recycled, dalle patinate alle naturali, abbina a ogni carta l’indicazione delle relative certificazioni oltre alla stampa di una selezione di 15 immagini. Attività che vanno di pari passo con una sezione del sito aziendale, costantemente aggiornata dedicata a notizie “green”. L’eco-sostenibilità è l’elemento che caratterizza le strategie di Tipo Stampa come l’investimento in un CtP senza sviluppatrice e nelle due Komori GL Advance. Inoltre l’azienda impiega carte certificate FSC ed è prossima al conseguimento delle certificazioni ambientale 14001, di qualità ISO 9001 e della 45001 per la sicurezza. “In seguito alla perdita di fatturato del 35%” nel 2020, causata dalla pandemia – conclude Parini, – abbiamo messo a punto un sistema gestionale che attraverso l’interconnessione di tutte le fasi di produzione incrementi l’efficienza dei nostri processi produttivi. Offrire un prodotto sostenibile di alta qualità a un prezzo competitivo ci permetterà di conquistare nuove quote di mercato. Siamo artigiani industriali: come i sarti realizziamo prodotti su misura, ma con capacità industriali, anche grazie ai recenti investimenti tecnologici”.

Nel numero #StampareEfficiente avevamo già iniziato ad affrontare i temi della realtà aumentata e dell’intelligenza artificiale applicati all’implementazione di alcune funzioni a bordo macchina e all’automazione di specifiche attività della sala stampa. In realtà abbiamo visto che, soprattutto in questo periodo di emergenza globale le relative restrizioni agli spostamenti e alla relazione in presenza tra le persone, hanno amplificato l’impiego di queste tecnologie estendendole ai processi aziendali di tutti i livelli, dalle vendite e attività di marketing alla formazione e apprendimento e non ultimo al supporto tecnico. Le restrizioni alla libera circolazione dei tecnici addetti alla manutenzione hanno, infatti, accelerato lo sviluppo di strumenti per il monitoraggio, l’analisi, la diagnostica e anche la riparazione da remoto delle attrezzature presenti negli stabilimenti produttivi delle aziende di stampa. Tecnologie che fanno parte della tendenza ad applicare la connettività, gli strumenti offerti dall’IoT, l'apprendimento automatico, l'intelligenza artificiale e l'automazione alla produzione tipiche dell’Industria 4.0. Se dagli effetti della pandemia possiamo trarre una nota positiva consiste nel fatto che ha dato una forte spinta a trend già in atto nel settore del printing, che altrimenti avrebbero richiesto molto più tempo per concretizzarsi.
di Alexia Rizzi
Realtà aumentata e intelligenza artificiale applicate alla produzione industriale offrono molteplici vantaggi: se destinate all’assistenza tecnica in remoto, si traducono in riduzione dei fermi macchina, crescita delle competenze del personale e conseguente efficientamento dei processi.
AR e AI applicate ai servizi
La diffusione su ampia scala della tecnologia e la riduzione dei costi dei dispositivi così detti wearable, infatti, stanno facendo crescere esponenzialmente queste soluzioni destinate ai servizi diventando sempre più indispensabili per garantire l’efficienza negli ambienti di produzione industriale, anche nel settore della stampa. Realtà aumentata integrata da componenti di intelligenza artificiale stanno prendendo piede nell’ambito di quella che possiamo definire un’assistenza tecnica da remoto in chiave 4.0. Alcuni produttori di tecnologia parlano di mixed reality, realtà mista dunque, a metà strada tra virtual reality, tecnologia che cambia radicalmente il
modo in cui viene percepita la realtà, in quanto immerge le persone in un ambiente totalmente artificiale, e realtà aumentata. Quest’ultima impiegata come un’estensione dell’ambiente dell’utente, che viene popolato in tempo reale con modelli e informazioni digitali sovrapposti, come testi, grafica e contenuti multimediali. La mixed reality, collocandosi a metà strada tra le prime due, integra modelli digitali nel mondo fisico supportando gli utilizzatori nell’interazione con gli input digitali inseriti nell’ambiente reale in cui si trovano a operare. Tutte e tre queste tecnologie agiscono in combinazione con i relativi dispositivi offrendo funzionalità specifiche in base all’ambito di applicazione a cui sono destinate.
AR e AI sono in grado di offrire vantaggi sia in termini di riduzione dei tempi di esecuzione dei lavori, sia per la migliore sicurezza degli operatori. Nello specifico:
Le risorse operative sono più efficienti grazie all’operatività vocale a mani libere e al supporto remoto in tempo reale.
L’assistenza in remoto
L’evoluzione tecnologica dei sistemi di stampa rende indispensabile conoscenze specifiche per la manutenzione delle macchine: per far fronte alle richieste di intervento da parte di tecnici specializzati entra in gioco la tecnologia, che aiuta a eseguire attività manutentive e formazione attraverso collaborazione virtuale a distanza. La realtà aumentata, infatti, permette di rispondere più tempestivamente rispetto ad altre modalità di supporto tecnico alle richieste di intervento, riducendo gli errori del personale e garantendo una condivisione rapida ed efficace
Competenze specialistiche ed esperienze vengono trasferite all’intera organizzazione per un utilizzo condiviso e proattivo.
La formazione del personale inesperto è più rapida e semplice, grazie all’apprendimento collaborativo.
Produttività, sicurezza e servizio al cliente raggiungono nuovi standard.
delle competenze. Con il risultato di aumentare la percentuale di risoluzione dei problemi al primo tentativo e di fornire diagnosi più precise. Integrando realtà aumentata e intelligenza artificiale, i servizi di supporto remoto sono in grado di fornire all’utente strumenti per registrare automaticamente l’intervento in corso, che viene poi elaborato per creare una conoscenza condivisa e riutilizzabile da altri componenti del team. In questo modo a ogni intervento tecnico, l’applicazione suggerisce all’operatore, in maniera autonoma e proattiva, le possibili soluzioni già memorizzate.
Il servizio di assistenza mixed reality di HP per l’industria della stampa
Si chiama HP xRServices ed è basato sulla tecnologia su Microsoft HoloLens 2; il servizio di mixed reality di HP crea una combinazione del mondo virtuale e quello reale in cui i clienti possono connettersi con gli ingegneri HP chiedendo il loro supporto per qualsiasi problema si manifesti, in qualsiasi fase della stampa. Indossando il visore Microsoft HoloLens 2 supportato dalla soluzione HP xRServices, gli utenti hanno la sensazione di essere fisicamente affiancati da un coach virtuale che li segue per guidarli attraverso il processo. Un servizio che si traduce in riduzione dei tempi di inattività in quanto sostituisce le chiamate al servizio di assistenza.
HP xRServices è compatibile con tutto l'hardware delle stampanti industriali HP e consente agli utenti, sia nativi digitali sia agli operatori non esperti in ambito di realtà virtuale, di apprendere in modo rapido il funzionamento del servizio. Muovendosi passo a passo sotto la guida del loro ingegnere HP Virtuale, gli operatori delle aziende di stampa ricevono istruzioni precise che li indirizzano verso i componenti non funzionanti o verso i problemi che devono risolvere. Tutto questo consente di risolvere le più comuni criticità in tempi brevi raccogliendo anche i dati relativi agli interventi.
Durante il beta test di questo servizio svolto presso alcuni clienti selezionati è emerso che HP xRServices basato su Microsoft HoloLens 2 non è solo in grado di risolvere rapidamente problemi di manutenzione ma consente:
• Riduzione delle trasferte e dei meeting in presenza quando non necessari: il set completo di strumenti on-press fornisce tutti gli strumenti virtuali necessari.
• Maggiore supporto: i clienti ora posso contare su un supporto virtuale per la risoluzione di eventuali problemi e su suggerimenti per mantenere la continuità della produzione.
• Formazione più rapida: guida i nuovi dipendenti passo dopo passo nella simulazione "come live".
“HP ha una forte vocazione all’innovazione, ed è in grado di trasformare le esigenze dei clienti nello stimolo all’implementazione di nuove tecnologie e le relative applicazioni. Le soluzioni di realtà mista di Microsoft offrono uno strumento concreto in grado di stare al passo con le mutevoli modalità di interazione umana. HP e Microsoft, lavorando insieme per reinventare i servizi,
HP xRServices, basato sulla tecnologia
Microsoft HoloLens 2, crea una combinazione di mondo virtuale e reale in cui i clienti possono connettersi con gli ingegneri HP chiedendo il loro supporto per qualsiasi problema si manifesti

hanno dato vita a una soluzione all’avanguardia. Gli xRServices di HP e le applicazioni HoloLens2 e Remote Assist di Microsoft stanno contribuendo a semplificare il servizio di supporto tecnico di HP e costituiscono una forte spinta all’evoluzione di come viene concepito questo servizio in tutto il settore del printing", afferma Tracy Galloway, Corporate Vice President & COO di Microsoft.
Haim Levit, General Manager HP Indigo e WW Industrial Go to Market, sostiene che “gli stampatori digitali avendo incrementato i loro volumi di produzione in un regime di tirature medio-basse, devono fare fronte a rapidi cambi lavoro e hanno meno tempo per le chiamate di assistenza. Il modo in cui forniamo servizi in questo ambito è in continua evoluzione e cambia rapidamente, lavorare con Microsoft su questo progetto ha dato vita a una soluzione al passo con le esigenze dei fornitori di servizi di stampa. Stiamo ridefinendo i servizi per l'industria, offrendo una soluzione che non solo fa risparmiare tempo, ma ottimizza anche la produzione incrementando i guadagni. Continuiamo a promuovere le soluzioni più innovative per soddisfare le esigenze dei nostri clienti supportandoli sia nel mondo virtuale sia in quello fisico".
Il parere dei clienti
Come abbiamo accennato nell’articolo dedicato all’installazione di tre unità di HP Indigo Digital Press 100K presso PressUP, questa azienda di stampa italiana ha potuto impiegare il servizio HP xRServices durante il beta test della nuova macchina presso il proprio stabilimento. “La cosa incredibile – spiega Vincenzo Cirimele, fondatore e Ceo dell’azienda – è che semplicemente indossando un caschetto gli operatori sono guidati a intervenire sulla macchina, non solo in caso di manutenzione. I tecnici HP hanno iniziato a fornire indicazioni da remoto anche per le attività corrette da svolgere in merito alla gestione degli inchiostri e all’alimentazione della carta già dai primi giorni in cui la prima delle tre HP Indigo Digital Press era appena installata”. Avendo investito in una HP Indigo 12K Digital Press, Benson Integrated Marketing Solutions con sede negli Stati Uniti è stata una delle aziende che ha testato il nuovo servizio. "Sono orgoglioso che il nostro team operativo sia stato selezionato da HP per questa versione beta", ha affermato Brian Benson, Ceo di Benson


Koenig & Bauer ha sviluppato
Augmented
Reality-DataGlass
Integrated Marketing Solutions. “La nostra azienda si distingue per essere innovativa e sempre tra le prime a installare nuove tecnologie. Questo è un altro esempio del nostro impegno nell'abbracciare i servizi più recenti. HP xRServices semplifica la manutenzione e le riparazioni riducendo al minimo i tempi di inattività”.
In Giappone, Fujiplus Inc., con la sua HP Indigo 12K Digital Press, è stata un'altra azienda che ha testato HP xRServices con tecnologia Microsoft HoloLens. "XRServices di HP è basato su un concetto innovativo e quindi molto interessante per noi", ha commentato il portavoce di Fujiplus Inc. "Grazie a HoloLens e al supporto remoto di HP, ora siamo in grado di individuare molto rapidamente la causa dei problemi risolvendoli in modo efficace. Impieghiamo xRServices per l'automanutenzione e la sostituzione delle parti potendo così pianificare con molta più precisione le operazioni di stampa”.
Remote Support, un programma di manutenzione remota supportata da moderni canali di comunicazione
Nel mercato competitivo di oggi, molti stampatori di imballaggi flessibili si trovano a fronteggiare tirature più brevi con tempi di consegna più stretti: per questo mantenere una continuità operativa efficiente è sempre più indispensabile. L’assistenza tecnica in tempo reale è uno dei servizi premium offerti da Koenig & Bauer: il produttore di macchine da stampa ha sviluppato un programma di manutenzione remota supportata da moderni canali di comunicazione nota come Augmented Reality-

DataGlass Remote Support. Questa innovazione è valsa a Koenig & Bauer il Technical Innovation Award della FTA durante il meeting InfoFlex del 2019, in quanto il sistema offre agli specialisti della manutenzione remota di Koenig & Bauer la possibilità di connettersi in tempo reale con il team tecnico delle aziende di stampa e di vedere e sentire quanto sta accadendo alle macchine installate presso i propri clienti. Attraverso un dialogo diretto one-to-one tra il team tecnico e il cliente, Koenig & Bauer è in grado di diagnosticare immediatamente il problema e di rimettere in funzione il sistema di stampa, senza la necessità di attendere la visita di un tecnico per la diagnosi del guasto.
"Uno specialista del supporto remoto può vedere e seguire le azioni di un tecnico di stampa sul posto, in tempo reale mentre lavora alla macchina da stampa, e vedere esattamente cosa sta vedendo il tecnico", spiega Neetzel. "Augmented Reality-DataGlass Remote Support è stato accolto con grande entusiasmo dai nostri clienti del settore flessografico”.
"Koenig & Bauer e la sua tecnologia AR-DataGlass ci hanno permesso di rendere più efficiente la produzione riducendo i tempi di inattività supportandoci nell’obiettivo di fornire ai nostri clienti un servizio di stampa affidabile e di qualità", afferma Beth Smith, direttore del marketing di Great American Packaging, fornitore di imballaggi flessibili con sede a Los Angeles. "Grazie ai servizi che questo fornitore ci mette a disposizione siamo in grado di proporre sempre nuove applicazioni e di migliorare ulteriormente le prestazioni complessive della nostra macchina da stampa".

Helpline Plus AR è il servizio di assistenza in remoto di Bobst che, attraverso un visore intelligente, consente di connettersi con un tecnico dell'azienda per condividere la visualizzazione della parte della macchina in cui si è verificato il problema
Bobst Helpline Plus AR è il servizio di assistenza remota più evoluto proposto dal produttore svizzero. Già Helpline Plus è in grado di offrire assistenza e l’accesso ai dati macchina tutto in remoto. Con Helpline Plus AR, si aggiunge l’opzione della realtà aumentata che, attraverso un visore intelligente, in caso di necessità consente di connettersi con un esperto Bobst. Impiegando la realtà aumentata il tecnico Bobst può visualizzare esattamente quello che vede l’operatore di stampa, potendo così individuare le cause del problema e guidarlo nei diversi passaggi che portano alla soluzione in tempo reale. Il sistema permette di visualizzare istruzioni per l'utente, dati tecnici, grafiche e indicazioni visive: tutto ciò di cui l’operatore ha bisogno per intervenire

agevolmente sulla macchina in quanto ha a disposizione entrambe le mani libere. Il supporto di assistenza in remoto da parte del team di esperti Bobst permette di intervenite tempestivamente sul guasto riducendo al minimo i fermi macchina. Completa il servizio la possibilità di avvalersi di tablet certificati ATEX connessi ai sistemi di stampa e finishing per la condivisione di informazioni a supporto dell’assistenza in remoto.
Connettività e analisi dei dati
Con modalità diverse rispetto all’impiego della realtà aumentata molti altri fornitori di tecnologia hanno sviluppato soluzioni di diagnostica in remoto applicando sensori e sistemi di collegamento in grado di comunicare a distanza lo stato di una determinata apparecchiatura in funzione presso il cliente, rendendone possibile la diagnostica e dove possibile anche la riparazione. Tuttavia solo i vendor più strutturati attualmente sono in grado di offrire anche la possibilità di analisi finalizzata a raccogliere ed elaborare i dati per creare modelli di utilizzo o soluzioni basate sull’interazione tra esperienza umana e apprendimento automatico. Tendenza destinata a diffondersi nel medio periodo quando l’intelligenza artificiale sarà più diffusa e accessibile a tutti. Negli ultimi anni Heidelberg è stata una delle aziende più all’avanguardia in merito all'applicazione dell'analisi al monitoraggio da remoto. La soluzione proposta dal costruttore di macchine tedesco si basa sull’applicazione di sensori e sulla connettività offerta dalla tecnologia Prinect per offrire una serie di livelli di assistenza remota sia per la manutenzione sia per il monitoraggio della macchina in generale. Nello specifico Heidelberg Italia da tempo impiega questa soluzione per la diagnostica da remoto su ogni linea prodotto. Collegandosi direttamente all’apparecchiatura del cliente, oltre ad agevolare l’analisi preventiva, spesso consente la soluzione del problema a distanza. Combinando il supporto telefonico con quello web-based, Heidelberg Italia è in grado di offrire anche in remoto gran parte dei propri servizi di diagnosi, assistenza e riparazione.
TelePresence
Quando un guasto blocca la produzione printservices® di Manroland viene immediatamente informato e il gua-
Heidelberg Italia offre la diagnostica remota su ogni linea prodotto: collegandosi direttamente con l’apparecchiatura del cliente, agevolare l’analisi preventiva e consente la soluzione del problema a distanza

sto viene segnalato ai tecnici, raggiungibili 24 ore su 24 per 7 giorni: printservices® offre, infatti, assistenza immediata per tutte le macchine da stampa a foglio e rotative. Quando un messaggio di errore viene ricevuto, un tecnico effettua prontamente una diagnosi remota e insieme al personale operativo decide le misure da adottare. Con l'assistenza remota si possono risolvere la maggior parte dei problemi, riducendo così i fermi macchina ed evitando le trasferte. Con l’analisi remota dei sistemi di stampa effettuata regolarmente, è possibile intervenire precocemente sui punti deboli, prima che si presenti il problema. Grazie al TelePresence di Manroland, alle comunicazioni elettroniche efficaci e ai più recenti metodi di analisi e diagnostica, un guasto nella macchina da stampa può essere rilevato da una postazione remota e in molti casi immediatamente eliminato.
A proposito di finishing
Hunkeler offre da anni l'accesso remoto ai propri utenti. Tuttavia, dato che molti dei suoi utenti lavorano nel direct mail o nella stampa transazionale, la sicurezza dei dati rappresenta un ostacolo da non sottovalutare. Per questo l’azienda ha messo a punto un collegamento sicuro pensato per le macchine più smart come taglierine Gen 8 e linee di produzione di libri. Viene installato tramite l'interfaccia Humanline, un'estensione del pannello di controllo, e necessita una VPN sicura. La connessione viene aperta solo dal cliente: in caso di problemi, il cliente si collega e lo segnala ai tecnici di Hunkeler che si collegano per verificare il funzionamento della macchina.
Manroland printservices® offre ai clienti assistenza immediata da remoto per tutte le macchine da stampa a foglio e rotative
Distributori per l’Italia







di Francesca Sassoli
Tutto quello che abbiamo letto nei libri di fantascienza da Jules Verne ad Asimov e nei film da “2001: Odissea nello spazio” a “Interstellar” sembra sempre più possibile. Il confine fra reale e virtuale si assottiglia di anno in anno con accelerazioni incredibili, seminando dubbi nei timorosi ed entusiasmando i più intraprendenti. Nell’ambito aziendale queste rivoluzioni sono partite da diverso tempo, anche se nel nostro Paese si fatica più che in altri a metterle in pratica. Fra i motivi che rallentano questo processo alcuni fattori da non trascurare: il tessuto economico italiano è prevalentemente composto da PMI di tipo familiare e negli ultimi anni il passaggio generazionale ha provocato momenti di stasi decisionale, inoltre, soltanto da pochi anni sono state introdotte delle misure ad hoc per incentivare l’innovazione aziendale, di prodotto e di processo. Qualcosa di concreto si sta delineando grazie al “Moderno Piano Marshall”: il pacchetto di misure di stimolo per l’econo-
Le aziende italiane che pianificano strategie basate su innovazione, digitalizzazione ed eco-sostenibilità nei prossimi anni potranno beneficiare di opportunità che consentiranno di recuperare gli investimenti effettuati. Da oggi al 2027 il PNRR supporterà tutte le imprese, soprattutto le PMI, a raggiungere questi obiettivi.
mia europea Next Generation Eu, da noi articolato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il PNRR, un acronimo che sta entrando nel gergo comune. Al nostro Paese sono stati destinati 204,5 miliardi di euro, che saranno somministrati nel periodo 20212027, dei quali 69 come sovvenzioni a fondo perduto. Il
Si prevede che, nell’arco del triennio 2020-2022, il credito di imposta per beni materiali e immateriali 4.0 venga utilizzato ogni anno da circa 15 mila imprese e quello per ricerca, sviluppo e innovazione da circa 10 mila imprese.
30 novembre 202, la Commissione europea ha, inoltre, approvato uno schema di sostegno per la concessione di 400 milioni di euro sotto forma di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto unicamente destinati alle PMI italiane, fatta eccezione per le realtà dedite alla finanza, produzione primaria di prodotti agricoli, pesca e acquacoltura. L’intervento è finalizzato a sostenere iniziative nel campo delle trasformazioni digitali e green; promuovere l’internazionalizzazione nell’ambiente digitale e favorire la partecipazione a eventi internazionali legati alla transizione digitale e/o verde. Gli aiuti pubblici saranno erogati sotto forma di prestiti agevolati nell’ambito del regime “de minimis” combinati con sovvenzioni dirette.
Innovazione, digitalizzazione ed ecologia
Tre le parole chiave del PNRR: innovazione, digitalizzazione, transizione ecologica. In questo quadro gli incentivi attivati dal 2017 dal piano di Calenda Industria 4.0 diventano centrali e, soprattutto, sostenuti da denaro fresco in arrivo dall’Europa.
Fra le misure fornite dall’Ue c’è, infatti, il già esistente piano Transizione 4.0 che punta a rafforzare e potenziare gli incentivi fiscali a sostegno degli investimenti in tecnologie all’avanguardia e favoriscono attività di ricerca, sviluppo e innovazione. Il Piano è un’evoluzione del precedente programma Industria 4.0, introdotto nel 2017. Il Piano Transizione 4.0 offre misure di incentivazione fiscale tese ad aumentare la produttività, la competitività e la sostenibilità delle imprese italiane. La misura consiste nel riconoscimento di tre tipologie di crediti di imposta alle imprese che investono in: beni capitali, ricerca, sviluppo e innovazione e attività di formazione alla digitalizzazione e di sviluppo delle relative competenze. A Transizione 4.0 sono stati destinati 13,38 miliardi di risorse del NGEU e a tali risorse si aggiungono ulteriori 5,08 miliardi di euro finanziati dal Fondo nazionale investimenti complementari (Pnic). Si prevede che, nell’arco del triennio 2020-2022, il credito di imposta per beni materiali e immateriali 4.0 venga utilizzato ogni anno da circa 15 mila imprese e quello per ricerca, sviluppo e innovazione da circa 10 mila imprese.
Diventare 4.0
Rossella Illiano, manager del Dipartimento
Innovation della multinazionale di consulenza Ayming Italia Srl SB.

Finalmente, gli imprenditori hanno visto nero su bianco nella prima bozza di Legge di Bilancio 2022 la volontà di rendere più stabili le misure, che saranno confermate fino a fine 2025, con aliquote via via decrescenti. Le aziende italiane devono sfruttare queste risorse. Diventare 4.0 vuol dire trasformare la propria azienda in ottica futura: l’interconnessione, infatti, favorisce alcuni aspetti che fino a ieri non erano contemplati. Come si è potuto assistere in questi anni di pandemia scatenata, la necessità di gestire da remoto i propri macchinari non è stata solo utile, ma ormai necessaria. “Poter valutare l’andamento di una linea di produzione dal proprio tablet o da mobile grazie all’interconnessione 4.0 – spiega l’ingegnere Rossella Illiano, Manager del Dipartimento Innovation di Ayming Italia Srl Sb – oppure intervenire su un’avaria grazie alla realtà aumentata, coinvolgendo sempre meno personale sul posto di lavoro in caso di emergenza, sono scenari possibili e praticati da un numero crescente di aziende”.
L’intelligenza artificiale
Realtà virtuale e realtà aumentata sono tecnologie che consentono di dialogare in modo interattivo con i macchinari. L’intelligenza artificiale non solo processa e comunica i dati, ma ha capacità analitiche e predittive, in grado di leggere un grafico come farebbe un cervello umano: si parla di IA 2.0 e anche di cobot, robot collaborativi in grado di interagire con l’uomo in sicurezza.
Le nuove tecnologie consentono di lavorare in modo più economico, senza dispendi di tempo e di personale specializzato che potrà essere destinato ad attività di più alto valore aggiunto.
La strada che porta all’innovazione e alla digitalizzazione delle aziende, grazie all’automazione e all’integrazione dei macchinari, passa anche attraverso una gestione intelligente e sostenibile dei processi: “Un’industria chimica, per esempio: grazie a macchinari e software 4.0 si possono controllare al millesimo i propri consumi inquinanti, ridurre le emissioni andando ad efficientare la linea produttiva, grazie a particolari sensori prevedere pericolose fuoriuscite e riparare un guasto da remoto, tutte attività – sottolinea Illiano – che vanno ad impattare in modo positivo sulla sostenibilità ambientale”. La domanda è ora bidirezionale: ci si domanda quale sia l’impatto dell’azienda sul clima, ma anche quale impatto avrà il cambiamento climatico sull’azienda. Nascono da questo assioma i provvedimenti in ambito PNRR sul tema Green, come gli incentivi sull’economia circolare e per la costituzione di società benefit.

In sintesi...
L’azienda italiana che oggi vuole innovarsi, rimanendo sul mercato con prodotti competitivi e sostenibili, avrà nei prossimi anni opportunità da non perdere per recuperare gli investimenti effettuati, sia per quanto riguarda beni strumentali e nuove tecnologiemacchinari acquistati in ottica 4.0, intelligenza artificiale, realtà aumentata ad esempio - sia per il tempo dedicato dal personale. “Opportunità che si possono cogliere grazie a una programmazione pluriannuale – conclude Illiano - che consenta di sfruttarle nei periodi più strategici, andando magari a investire anche nel Mezzogiorno, dove spostare una parte della produzione può risultare più che vantaggioso”. Diventare innovativi, digitalizzati ed ecologicamente sostenibili sono e saranno gli obiettivi da centrare, da oggi al 2027, e il PNRR aiuterà tutte le imprese, soprattutto le PMI, a raggiungerli.
Le Boxes di Kurz presentano i trend per la stampa a caldo del 2022: 4 scatole, 8 nuovi colori e 2 nuovi design olografici per la linea di effetti LIGHT LINE®

Sorprendente, creativo e contemporaneo il design del packaging che non perde di vista la sostenibilità.
Kurz, brand rappresentato in Italia da Luxoro, presenta il set di box con le nuove proposte per la stampa a caldo da cui trarre ispirazione, nuove idee, tendenze e soluzioni sostenibili per la nobilitazione. “Il concetto delle box, che quest’anno si chiama Boxes, esprime le attuali tendenze sociali”, afferma la Senior Designer di Kurz, Julia König. Come ogni anno Kurz si è avvalsa di un team di ricerca per catturare le tematiche più in voga del momento. I risultati della ricerca convergono in quattro trend tradotti ciascuno in un concetto di packaging innovativo, con relative nuance e nobilitazioni: “Otto nuovi colori, due nuovi design olografici per la nostra linea di effetti LIGHT LINE®", spiega Julia König, ribadendo che in fase di produzione delle Boxes, nobilitate grazie all’impiego dei cliché hinderer + mühlich, è stata prestata ancora più attenzione al risparmio di materiali e ai tempi di produzione a conferma che sostenibilità e nobilitazione non si escludono a vicenda.
Cosa fa muovere il mondo?
Le tendenze attuali continuano a essere influenzate dalla Generazione Z, ovvero i nati tra il 1997 e il 2010. Il team di Kurz ha rilevato un forte impatto della pandemia nel mood e nel cambiamento sociale attuale che si riflette anche nei quattro trend delle Boxes:
New Intimacy – Porte chiuse, ma accessibili: esprime il desiderio di un luogo sicuro per mantenere privacy e intimità, ma senza essere completamente isolati dalle altre persone. I colori assegnati a questo trend sono il White Shade, un bianco natura-
le e rassicurante, l’Orange Matter semitrasparente e gentile, il mix perfetto tra la forza del rosso e la delicatezza del giallo e il LIGHT LINE® Zoning un effetto olografico a cerchi concentrici, il movimento che a tratti include e a tratti esclude. La box è caratterizzata da texture ottenute tramite stampa a secco.
Beautiful Dilettante – Creare con passione: il fai-da-te e l’hobbistica sono sempre più diffusi in seguito alla pandemia: la perfezione non è più così importante. I colori sono il Basic Blue semplice, vibrante, compatto e che ispira creatività, il Crafted Grey che rappresenta gli attrezzi dell’artigiano tanto neutro quanto necessario e il LIGHT LINE® Tape, effetto olografico patchwork che riflette la natura imperfetta del fatto a mano, linee e strutture asimmetriche che creano fascino. Le sensazioni tattili sono date dalla stampa a caldo in rilievo di diversi pattern.
Planet of Youth – L’importante è essere La Generazione Z è viva, coinvolta, con voglia di fare e farsi sentire, mossa dalla passione e dall’inclusione, attiva politicamente e socialmente, in continuo movimento per l’affermazione dei diritti e dell’individualità, tutti siamo liberi di essere ciò che siamo. I colori sono il Defiant Pink, un rosa energico, acceso e brillante, e il Gloom, una tonalità scura e profonda che invita alla riflessione. Sul design sono presenti alcune stampe piatte strutturate e rilievi tondi.
Evolve! – La transizione in una nuova era: l’umanità e la natura sono in disequilibrio, in questa transizione da un’epoca all’altra serve riallinearsi oggi per un domani migliore. I colori sono il Yellow Portal, giallo minerale e incandescente, e il Purple Shift viola che unisce natura e tecnologia, profondo e fluido. Le texture ottenute con cliché spaziano dalla stampa a secco ai rilievi strutturati.









Il calendario Pirelli 2022, interamente dedicato al tema della musica, è realizzato con gli scatti prodotti dalla rock star
Bryan Adams ed è stampato dal Gruppo Rotolito.
Da quelli che regalano i supermercati con la spesa di Natale e di Capodanno o le banche e le compagnie di assicurazione per fine anno fino ai calendari popolari come quello di Frate Indovino o dal fascino glamour come il Calendario Pirelli... Per non dimenticare le vere e proprie creazioni artistiche prodotte dalle aziende di stampa come regalo per i propri clienti e insieme campionario e catalogo dei propri virtuosismi. Il calendario di carta non solo è vivo ma a quanto pare si difende benissimo. Se non sono più i tempi delle tirature milionarie di venti e trent’anni fa e i barbieri hanno perso la tradizione del dono del calendarietto plastificato e profumato da tenere nei portafogli – ve lo ricordate? –chi aveva profetizzato la scomparsa dei calendari stampati, così come delle agende – per essere sostituiti dal mondo digitale e dai giorni e gli appuntamenti scanditi dall’Outlook dello smartphone, del tablet o del pc – si è proprio sbagliato.
Una ripresa in grande stile
Come ricordava un paio d’anni fa Emanuele Bandecchi, sales e marketing director del gruppo Rotolito, nell’inchiesta dedicata da Il Poligrafico al mondo delle agende, questo mercato – in tutte le sue versioni: day-week, da scrivania o tascabili, in cartoncino, gomma, pelle – è
di Achille Perego
Se ci sono universi in cui tutto si smaterializza per acquistare dimensioni virtuali, d’altra parte c’è il mondo reale i cui abitanti sono ancora fortemente attratti da un modo ancestrale di misurare il tempo, il calendario stampato…
diventato più di nicchia e avrebbe visto negli anni una costante riduzione dei volumi. Ma non ci aspettavamo che addirittura si passasse dall’interruzione del ridimensionamento a segnali di ripresa, nel B2B, tra le imprese del mercato retail che hanno in parte compensato le minori commesse da parte di banche e assicurazioni. E nel mondo consumer a partire dalla fascia medio-alta (per reddito ed età) di consumatori che, pur non rinunciando alle nuove tecnologie, continuano ad apprezzare l’appuntamento annotato su un notebook, un organizer o un planning magari con una penna stilografica.
I numeri parlano di crescita
Che il mercato dei calendari, dal classico olandese da parete a quelli a muro dall’ambizione artistica per passare ai calendari da tavolo, a fogli o a triangolo, con o senza spirale, goda ancora di un’ottima salute lo confermano i numeri. Secondo le elaborazioni del Centro Studi Assografici su Istat l’export è passato dai 14,48 milioni di euro del 2010 al minimo di 11,89 del 2015 per risalire a 14,14 milioni nel 2020. L’import dai 3,62 milioni del 2010 ha avuto un massimo di 5,78 nel 2013 per poi ridiscendere fino a 3,73 milioni del 2017 e risalire a 4,576 nel 2020. Infine, la produzione di calendari stampati di ogni genere, compresi i blocchi di calendari da sfogliare, è passata dai 74,357 milioni di euro del 2010 al minimo di 37,9 milioni di euro del 2017, per poi registrare un boom di 67 milioni nel 2018 e attestarsi a 51 milioni di euro nel 2020, l’anno peggiore della pandemia.
Lo stato di salute più che buono, quindi, per i calendari è confermato anche da Marco Baldo alla guida della Baldo srl, distributore in esclusiva dei marchi retail del gruppo bergamasco Boost. Del resto, spiega Baldo, il calendario rimane un oggetto apprezzato sia a casa sia in ufficio o nelle fabbriche, di più veloce e facile consultazione rispetto a quelli digitali, messo sulla scrivania (con l’aumento di richieste per i calendari a triangolo) o appeso al muro. E con prezzi popolari se si pensa che si parte da prodotti mass market da 50 centesimi a 1 euro per salire a 20-30 e anche oltre per quelli fotografici,





Come vede, oggi, il mercato dei calendari? È vero che c'è stato un ritorno al calendario di carta nell'era del digitale?
“Per quanto ci riguarda – risponde il sales e marketing director del gruppo Rotolito – non abbiamo mai constatato una flessione del calendario, un oggetto sicuramente dal fascino “vintage” che può essere però utilizzato sia come strumento di lavoro e di organizzazione sia come elemento di arredo per case e uffici”.
Quali sono, in base anche alla vostra clientela, i suoi utilizzi maggiori: aziende, oggetto quasi d'arte, negozi, usi familiari, ufficio? Sono diversi i clienti che ci consultano per la stampa dei loro calendari: spaziamo dalle catene della grande distribuzione organizzata, che creano un prodotto “mass market” ma in tirature importanti, passando dalle aziende che lo realizzano come strumento promozionale per i loro clienti B2B, finendo per le eccellenze di nicchia che vengono realizzate in Nava. Per questi ultimi, sicuramente intervengono carte particolari e nobilitazioni in grado di creare, mese dopo mese, un effetto “wow” che lo rende piacevole da sfogliare.
Il calendario più celebre? Senza dubbio il famoso Calendario Pirelli che abbiamo avuto modo di realizzare anche quest’anno: per l’occasione abbiamo avuto ospite una rockstar d’eccezione, il mitico Bryan Adams! La scorsa estate Bryan è stato scelto per scattare la 48esima pubblicazione del Calendario Pirelli. L’edizione 2022 è declinata secondo il tema “On the road”, e ritrae talenti del mondo della musica che Bryan ha riunito in un viaggio attraverso nazionalità, generi musicali, età e percorsi di carriera molto diversi. Il cantante e fotografo ci ha quindi onorati della sua presenza agli avviamenti stampa, rendendo felici con autografi e “selfie” i tanti fan che lo attendevano in trepidazione.



Prodotto in edizione limitata e numerata, il calendario Epson 2022 è firmato dall’illustratore Marco Goran Romano.
artistici e illustrati. Non a caso agende e calendari rappresentano per esempio ancora una delle voci più importanti dei ricavi di Legami Milano, l’azienda fondata nel 2003 da Alberto Fassi, attuale amministratore delegato, diventata un marchio riconosciuto per una gamma di prodotti che riguardano stationery, giochi vintage, accessori moda, device tecnologici, prodotti beauty e, appunto, agende e calendari. Legami presenta nella sua linea quattro formati di calendari da muro e da tavolo rivisitati e rinnovati ogni anno, compresi quelli del 2022.
Dalle grandi tirature alla personalizzazione
Del resto dagli store delle catene editoriali alle librerie, dalle cartolerie alla Gdo, il calendario non manca in vetrina e sugli scaffali. “E, a prezzi contenuti – aggiunge Baldo, – può essere acquistato da tutti”. Oppure lo si riceve in omaggio, con una diffusione spinta anche dall’e-commerce (a partire dal gigante Amazon). Il mercato del B2B ha visto in parte compensata la discesa degli ordini del mondo finanziario con quelle delle imprese di beni di consumo che puntano a prodotti brandizzati e personalizzati. Con l’utilizzo di carte naturali, riciclate o patinate e una sempre maggiore attenzione a carte e cartoncini (Fedrigoni, Fabriano, Favini, Cordenons) certificate ed ecologiche. Con la crescita, per il mondo dei rotativisti, delle centinaia di migliaia di copie dei calendari per la Gdo o di calendari che tirano ancora più di un milione di copie come quello di Frate Indovino o dell’Arma dei Carabinieri. Se i principali stampatori italiani si aggiudicano, in una sorta di rotazione, di anno in anno, i calendari più “in” o dalle maxi tirature stampate in roto rispetto alla classica piana per i calendari d’autore e alla stampa digitale per le piccole tirature, anche in questo settore è cresciuta la presenza dell’online printing, da Pixartprinting a PressUp fino a Sprint24, che rendono possibile scegliere

Il calendario 2022 di Lazzati Industria Grafica celebra i 220 anni dell’azienda.
tra un’ampia gamma di calendari, tutti personalizzabili con foto e grafiche scelte dall’utente e consegnati in poche ore: olandesi, poster, da tavolo, con spirale o punto metallico. Persino nobilitati. E si può ordinare solo il quantitativo che serve per l’ufficio o da regalare a un gruppo selezionato di clienti, ed eventualmente fare una ristampa successiva. Con un crescente successo per i calendari da tavolo. Che, spiega sempre Baldo, “sono pratici, occupano poco spazio e permettono alle aziende di rendere il messaggio visibile tutto l’anno, perché stampato sul supporto. Lo stesso vale per i calendari da parete personalizzati sulla testata”.
A muro sono anche i calendari in limited edition realizzati alle aziende grafiche e anche dai produttori di tecnologia. Come Epson con il calendario 2022 "Heritage, sedimenti nel tempo" firmato da Marco Goran Romano: dodici illustrazioni che descrivono un viaggio nel tempo lungo i decenni passati, attraverso professioni e mestieri che sono diventati parte della memoria collettiva. Realizzate interamente in digitale utilizzando tecniche di disegno vettoriale, le immagini di Marco Goran Romano, spiega Massimo Pizzocri, ad di Epson Italia, “esprimono una straordinaria vitalità cromatica che la stampante inkjet SureColor SC-P7500 ha saputo restituire appieno grazie allo spazio colore che è in grado di riprodurre, il più ampio della categoria con una copertura Pantone al 99%, grazie all’impiego degli inchiostri Epson UltraChrome Pro12 K3 e all'utilizzo simultaneo di entrambi gli inchiostri neri e alla presenza di arancione, verde e viola, per un'eccezionale accuratezza dei colori”.
Stampe di pregio e nobilitazioni
Speciale è anche il calendario di Lazzati Industria Grafica di Casorate Sempione (VA) che nel 2022 celebra i suoi 220 anni di storia. “Un calendario – sottolinea il Ceo dell’azienda, Laura Salmini – distribuito ai clienti in circa 1.200 copie e che ogni anno veicola messaggi attuali come l’eco-sostenibilità nell’edizione 2020 e la riscoperta dei valori umani nel 2021”. Quest’anno, proprio perché l’azienda festeggia un importante anniversario, ha sviluppato nelle tavole dedicate ai 12 mesi il tema dei nuovi inizi. Ognuna, finemente nobilitata con una tecnica diversa, invita a osare, iniziare, accettare nuove sfide, lanciarsi in nuove scoperte e progetti. Un modo elegante e originale per raccontare la lunga storia di una “tipografia” che nasce nell’epoca di Napoleone e arriva ai primi



Il Calendario Grafiche Antiga 2022 si fa portavoce e strumento di un messaggio di responsabilità sociale e ambientale.
La produzione di calendari stampati è passata dai 74,357 milioni di euro del 2010 al minimo di 37,9 milioni di euro del 2017, per poi registrare un boom di 67 milioni nel 2018 e attestarsi a 51 milioni nel 2020, l’anno peggiore della pandemia.


viaggi su Marte. “Per il terzo anno consecutivo – aggiunge Salmini – abbiamo coinvolto diversi partner come Gruppo Cordenons per la fornitura della carta e Luxoro per effetti a caldo e cliché, riconfermando la collaborazione con MO-GA per art direction e copy”.
Il calendario 2022 di Grafiche Antiga di Crocetta del Montello (TV), dopo l’edizione tipografica del 2021 nell’originale versione da tavolo, propone un’edizione più grafica da muro. Come descrive Michela Antiga, “è realizzato in partnership con Fedrigoni, ed è stampato in formato finito 33x68 cm, composto da 13 fogli stampati su carta Arena Eco 50 EW Smooth certificata FSC da 140 gr. Il tutto raccolto e spiralato con spirale acciaio sul lato 33 cm e con materiale certificato FSC, ispirato al tema della sostenibilità”.
Sempre ricchissimo di lavorazioni speciali e caratterizzato da una ricerca dei materiali anche il calendario di AGA, Arti Grafiche Alpine, azienda grafica di Busto Arsizio (VA), per cui questo lavoro di fine anno diventa uno potente strumento di marketing da distribuire a clienti e prospect. Dedicato alle grandi invenzioni e ai relativi inventori della storia quello del 2019, per il 2020 l’art director ha pensato di celebrare, invece, i grandi condottieri, collaborando con fornitori di materiali di eccellenza come Cordenons per la fornitura di carte speciali. Il 2022 accoglie come tema quello degli strumenti musicali per esprimere i virtuosismi che la stampa di alta gamma è in grado di offrire.
La tecnica a servizio della creatività
Appuntamento ormai immancabile per gli amanti del design e delle arti grafiche, il calendario realizzato dalla veronese Grafical con la direzione artistica e il design
Un argomento leggero e universale come la musica è il tema del calendario 2022 di Arti Grafiche Alpine.

di Advision, propone un nuovo concept che celebra le cose più semplici. Quelle che se si osservano abbastanza a lungo non restano mai solo quello che sembrano. Come ogni anno, spiega la responsabile marketing e comunicazione di Grafical, Anna Lonardi, “la tecnica si mette al servizio della creatività per intraprendere un viaggio attraverso 12 pagine stampate e nobilitate, in cui l’oggetto che può sembrare più insignificante diventa fondamentale”. Se in passato i calendari Grafical hanno cercato l’interazione “oltre la carta” attraverso QR code, il 2022 porta il ritorno “all’analogico” e a una dimensione manuale e artigianale interpretata da un ventaglio di tecniche di stampa e nobilitazioni che interagiscono con carte creative bianche, tinte in pasta, metallizzate o perlescenti firmate Fedrigoni, Arjowiggins e Garda. Ma anche impiegando supporti speciali come il pvc trasparente, che consente di creare sovrapposizioni e giochi visivi o la carta autoadesiva effetto legno. Un altro storico calendario, che compie 25 anni, è quello di Fantigrafica di Cremona: tradizionalmente legato al territorio, celebra la città e i suoi dintorni con gli scatti fotografici di Mino Boiocchi. Come di consueto stampato su carta Natural Evolution di Cordenons in 16 tavole nel formato 50x70 cm, “sarà presentato e venduto durante la serata di gala di fine gennaio al Teatro Ponchielli. Il ricavato sarà devoluto ad Anpas e all’Associazione Giorgio Conti”, ricorda Palmiro Fanti, titolare dell’azienda.
Le cose semplici di ogni giorno, se osservate con attenzione rivelano sorprese interessanti. Volete scoprirle? Sfogliate il calendario 2021di Grafical.
La carta naturale funzionale ed elegante compagna di ogni storia stampata

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Certificata per stampa digitale HP Indigo con le migliori performance
Dalla finitura ruvida

C'è voluta una pandemia per farceli rivalutare. Dopo un decennio, i codici QR – quei piccoli quadratini in bianco e nero che, se scansionati tramite la fotocamera dello smartphone, permettono di accedere a contenuti esclusivi – stanno vivendo un'inaspettata primavera. QR è l’acronimo di Quick Response, cioè risposta rapida, dal momento che il codice nasce per permettere di decodificare rapidamente le informazioni a esso connesse. Si tratta di un’invenzione che risale infatti ai primi anni Novanta, quando la compagnia Denso Wave, appartenente al Gruppo Toyota, cominciò a utilizzarli per tracciare i veicoli durante la produzione e per scansionare rapidamente alcune componenti delle vetture. Rimasero sostanzialmente inutilizzati fino al 2010, quando gli smartphone acquisirono la capacità di leggerli e tradurli in link web. Si fece così strada l’idea che i QR code potessero connettere il mondo fisico con quello digitale. Molte grandi aziende cominciarono ad apporre QR code all’interno di affissioni pubblicitarie, sulle confezioni e sulle pareti degli edifici, esortando i consumatori a scansionarli per accedere a contenuti esclusivi.
Se inizialmente l’inserimento di elettronica stampata aveva quindi avuto l’obiettivo di migliorare la logistica e la tracciabilità delle spedizioni, nei primi Duemila si è trasformato in uno strumento di storytelling che permette di interagire in tempo reale con gli utenti, migliorando l’esperienza d’acquisto. Un’evoluzione che ha progressivamente modificato le strategie di marketing e comunicazione delle aziende, sia piccole che grandi. Attraverso la scansione dei codici, infatti, è oggi possibile sovrapporre immagini, video e animazioni in realtà aumentata a oggetti di ogni tipo, come packaging, capi d’abbigliamento, complementi d’arredo e molto altro. Nel corso degli anni, ai QR code si sono, inoltre, af-



Se inizialmente l’inserimento di elettronica stampata aveva l’obiettivo di migliorare la logistica, nei primi Duemila si è trasformato in uno
strumento di storytelling che permette di interagire
in tempo reale con gli utenti.
La compagnia Denso Wave, appartenente al Gruppo Toyota, cominciò a utilizzare i QR code per tracciare i veicoli durante la produzione e scansionare alcune componenti delle vetture.
Il potenziale dei QR code cominciò a essere compreso quando gli smartphone acquisirono la capacità di leggerli e tradurli in link web. Le aziende cominciarono ad apporli nelle affissioni pubblicitarie, su confezioni ed edifici esortando gli utenti a scansionarli per accedere a contenuti esclusivi.
Durante la pandemia, i QR code sono diventati uno strumento utile ad assicurare il social distancing. Si pensi ai ristoranti, dove hanno sostituito i menù cartacei. Secondo gli esperti si tratta di una trasformazione che proseguirà anche a emergenza conclusa, grazie al potenziale a livello di marketing.
fiancate soluzioni sempre più sofisticate, come RFID e NFC, che prevedono l’inserimento di tag elettronici direttamente all’interno di confezioni, etichette, indumenti, al fine di preservarne l’estetica.
Come abbiamo visto, i brand avevano già cominciato a sperimentare l’utilizzo di queste tecnologie in abbinamento ai propri prodotti, ma senza riuscire a imporne l’utilizzo su larga scala. Questo perché per fruire di molti contenuti era necessario disporre di applicazioni specifiche e svilupparle aveva un costo che non tutte le imprese erano in grado di sostenere. I consumatori, pur apprezzando questo genere di iniziative, non erano particolarmente entusiasti all’idea di scaricare decine di app per accedere ai diversi contenuti.
La vera svolta è arrivata nel 2017, quando gli aggiornamenti dei sistemi operativi di iPhone e Android hanno permesso ai nuovi smartphone di scansionare i codici QR direttamente dalle app native per la fotocamera, senza bisogno di download speciali.














Per la campagna ‘Cos’è sto Robo’ di NeN, è stato utilizzato un QR code su manifesti, poster, schermi LCD in prossimità di metro e bus nelle grandi città: inquadrandolo era possibile partecipare al gioco a premi per scoprire di cosa si trattasse. Anche Nutella li ha utilizzati per il lancio della limited edition Ti amo Italia.

E nell’OOH?
L'abbinamento tra i cartelloni pubblicitari e i codici QR può spingere i consumatori a compiere un'azione immediata, come contattare l'azienda per ricevere informazioni, usare le mappe di Google per visitare il punto vendita, partecipare a concorsi e giochi a premi. Un esempio italiano di integrazione di questa tecnologia all’interno di una campagna OOH è quello messo a punto da NeN per la campagna “Cos’è sto Robo?”. Piccoli e grandi manifesti, poster, schermi LCD in prossimità della metro o delle fermate di tram e bus mostravano la rappresentazione grafica stilizzata di questo misterioso oggetto, accompagnata da un QR code: in-
quadrandolo era possibile partecipare al gioco a premi per scoprire di che cosa si trattasse. Anche Nutella ha utilizzato i QR code in abbinamento a una campagna pubblicitaria per il lancio della limited edition Ti amo Italia. Anche in questo caso, scansionando il codice gli utenti potevano accedere virtualmente ai luoghi raffigurati su ciascun vasetto – le cui grafiche sono state stampate con tecnologia HP – con la possibilità di acquisire informazioni sulla storia e la geografia del territorio e rispondere a un quiz per vincere un viaggio nella località desiderata. Vedremo sempre più spesso brand e retailer utilizzare questo strumento in grado di integrarsi e arricchire la comunicazione stampata per offrire agli utenti un'esperienza personalizzata.







Il 2021 è stato un anno di ripartenza nonostante le molte preoccupazioni in tanti ambiti e per Sprint24 sono stati 12 mesi di novità e impegno costante.
L’impegno di Sprint24 per l’anno appena trascorso si è concentrato su uno dei propri caposaldi: l’assistenza al cliente. L’azienda ha gestito al meglio un elevato numero di contatti e richieste grazie al lavoro dei reparti di amministrazione e prestampa: lo dimostrano le sempre ottime recensioni da parte dei clienti e non solo!
Per il terzo anno consecutivo
Sprint24 è stata inoltre inserita nella classifica dei migliori e-commerce italiani 2021-2022. Un riconoscimento che è anche una conferma dell’impegno e del lavoro svolto: Sprint24 è entrata, infatti, nella top 10 dei migliori shop online nella macrocategoria “Commercio e Ufficio”, settore merceologico “stampa online”, con enorme soddisfazione
Una novità lucente
Molte sono state le novità che hanno costellato l’anno che si è appena concluso: ultima ma solo in ordine temporale, è la stampa nobilitata con lamina in argento e oro colato. Si tratta di una lavorazione particolare, che impreziosisce biglietti da visita e non solo, grazie alla stampa con foil metallizzato ad alto spessore. Questa tecnica è in grado di conferire una sensazione di vero pregio sia per la vista e sia per il tatto con dettagli in oro e argento dalla lucentezza inedita. È un prodotto pensato per i brand che desiderano distinguersi con originalità ed eleganza attraverso un potente strumento di marketing per presentarsi al meglio a clienti, colleghi e fornitori. Questa nobilitazione è disponibile per cataloghi, riviste, stampati di lusso e per applicazioni dove ci sia la voglia di dare un tocco raffinato allo stampato: si trova l’opzione da selezionare in ogni prodotto dove è disponibile. Se la si volesse utilizzare per altri prodotti, basterà contattare il nostro servizio clienti per elaborare dei preventivi personalizzati.


Approccio customer centric
Anche il programma fedeltà è stato rinnovato: Privilege, già attivo e utilizzato da molti clienti, è un vero e proprio club dedicato agli stampatori più assidui. A differenza di altri servizi analoghi, Privilege è caratterizzato da sconti già in fase di acquisto, agevolazioni riguardo gestione dei file e pagamenti e anche verifiche professionali gratuite da parte di operatori specializzati per offrire un feedback tecnico prima di procedere con l’impaginazione completa. Maggiori dettagli su sprint24.com/privilege
Per il nuovo anno Sprint24 ha già in programma molti progetti da condividere con i propri clienti: se il 2021 è stato l’anno della ripartenza, il 2022 sarà l’anno della novità dal punto di vista produttivo e della customer experience, con la qualità di sempre e il desiderio di far crescere e promuovere i brand che si avvalgono dei servizi offerti da Sprint24.

Oggi un’azienda a mille miglia non solo sa chi sono, cosa mi piace e cosa faccio online, ma è in grado di prevedere ciò che voglio e offrirmelo, sfruttando le tracce che lascio di me più o meno consapevolmente. Già Henry Ford negli anni Venti riconosceva la centralità del cliente quando mirava a “produrre una sola automobile perfettamente buona e a basso prezzo, ma assistita da un servizio continuo”. Segmentazione e customer centricity nascono negli anni ’50, ma è con Internet e la diffusione capillare dei personal device che si sono create le perfette condizioni tecnologiche e sociali. In questo scenario, al centro di tutto c’è il dato: diventare capaci di raccogliere, integrare, analizzare e sfruttare il patrimonio informativo in modo trasversale rispetto ai diversi processi di relazione è oggi la vera sfida.
Spesso si tende a semplificare e usare questi termini come sinonimi: in realtà sono step evolutivi di una logica di interazione con i clienti che nel tempo è passata da un singolo punto di incontro (il negozio fisico) a punti di contatto potenzialmente infiniti. La multicanalità è il primo gradino con il quale un’azienda cerca di moltiplicare i touch point con il cliente (social, app, mail, chatbot…) per andare ad arricchire il ventaglio dei canali
Da Single Channel a Omni Channel: gli step evolutivi di una logica di interazione con i clienti che nel tempo è passata da un singolo punto di incontro (il negozio fisico) a punti di contatto potenzialmente infiniti.

già esistenti, come il classico sito. Segue la cosiddetta cross-canalità che presuppone la progettazione di servizi integrati tra più canali (tipicamente due, il fisico e il virtuale). È il caso di servizi come il “click & collect” per prenotare online, ritirare e pagare presso un punto vendita, ormai diffuso in moltissimi e-commerce da Adidas, a Ikea, Uniqlo o Unieuro, o il local marketing che punta a spingere gli utenti all’interno di un negozio fisico: non è un caso che app di navigazione come Waze o Gmaps mostrino alcuni negozi e non altri. L’omnicanalità fa un ulteriore passo avanti. Non solo il consumatore è al centro, ma prevede un sistema interconnesso tra tutti i punti di contatto. Sono necessari il trasferimento di dati tra i diversi canali e strategie di contenuto coerenti e integrate, così l’utente non solo può interagire con l’azienda in una molteplicità di modi diversi, ma anche vivere la medesima esperienza su tutti i touch point senza soluzione di continuità. I dati dimostrano che il mercato è assolutamente maturo tanto che, durante il 2021, l’80% degli italiani dichiara di aver acquistato online e di questi il 47% lo ha fatto da smartphone.
Tutti per uno, uno per tutti!
Oggi il consumatore non distingue più tra online e offline e si aspetta di interagire con un’azienda passando in modo naturale dal negozio al sito web, dall’e-commerce ai social, alla pubblicità tradizionale: il rapporto con i brand non si esaurisce con l’acquisto. Per seguire il comportamento dei clienti e saper gestire in tempo reale il contatto su tutti i diversi canali occorrono strategie di marketing, e una solida organizzazione aziendale, basate sui dati. Alla luce di questa rivoluzione, non si tratta più “solo” di raccoglierli e utilizzarli come gui-

da per targettizzare l’offerta, ma di adottare una vera strategia basata sulla customer experience. Un progetto non banale che richiede una profonda trasformazione nel modo di fare business, nell’organizzazione e nella cultura di un’azienda. Come sottolinea l’annuale report dell’Osservatorio Omnichannel Customer Experience del Politecnico di Milano, nel 2021 è aumentato notevolmente l’interesse per l’omnicanalità perché i clienti si dimostrano sempre più evoluti, complici anche le restrizioni per la pandemia che hanno costretto a usare canali a distanza o digitali. Eppure, nonostante queste spinte dal basso, solo il 16% del campione di aziende ha un approccio sistemico: occorre cambiare ruoli, processi e responsabilità e fare un salto tecnologico perché spesso le aziende hanno sistemi locali, slegati tra di loro e sviluppati in diversi momenti con finalità proprie. L’armonizzazione è il fattore più complesso e in questa trasformazione il tempo è il nemico principale. Non ci possono volere anni per integrare o digitalizzare, soprattutto nel retail dove si fanno i maggiori profitti, ma anche dove occorre fare i conti con magazzini e logiche distributive. La buona notizia è che rispetto al 2020, re-
cita il report, “il 21% dei Novice (dell’omnichannel, ndr) sono aziende dei settori industriale/B2B, beni di largo consumo e durevoli. Insomma, non più solo i servizi. Ma i clienti rischiano di essere pronti prima delle aziende: per questo occorre l’implementazione e l’integrazione rapida delle piattaforme necessarie per adottare una strategia unica di marketing e comunicazione, vendita e customer care realmente data-driven e una gestione coerente dei contenuti e delle informazioni sui diversi punti di contatto”. Perché al centro di tutto, in realtà, più che il cliente ci sono i suoi dati. Operazione non banale, tanto che anche un gigante come Amazon fatica a integrare il venduto con i suggerimenti all’acquisto e così quando riceviamo il libro che abbiamo ordinato ieri, puntuale arriva anche la mail che suggerisce… lo stesso libro.
Spesso si pensa che basti un CRM (Customer Relationship Management) per risolvere il problema, ma questo è solo uno strumento e non la soluzione; occorre certamente avere il dato, ma prima va normalizzato e uniformato con sistemi di Customer Data (CDP) per poi passare alla business intelligence e al data mining per selezionare, esplorare e modellizzare, così da scoprire regolarità o relazioni per essere competitivi. Nel 1916, John Wanamaker, uno dei padri del marketing moderno, ha detto: “Metà del denaro che spendo per la pubblicità viene sprecato; il problema è che non so quale sia la metà giusta”. Ora come cento anni fa, i brand si trovano di fronte allo stesso dilemma. Ad esempio, Nick Huang, Senior Web Analyst di Epson America, motiva con queste parole la scelta del CDP di Tealium: “Dovevamo essere in grado di trarre conoscenza e intelligenza dai dati che avevamo. Dovevamo dare un senso a ciò che stavamo raccogliendo”.
Ma come devono essere questi dati e come devono essere organizzati? Possono essere strutturati o destrutturati a seconda se sono memorizzati o meno su database; individuali, riconducibili cioè a un singolo utente, o aggregati per cluster di consumatori; dichiarati direttamente dall’utente tramite registrazione o navigazione in chiaro, oppure ottenuti tramite monitoraggio passivo; storici o raccolti in tempo reale. Tutto questo serve per individuare comportamenti, caratteristiche o bisogni comuni, e creare profili o modelli ricorrenti. “Capito il cliente –scrivono dal Politecnico – lo si deve incontrare in ogni touch point disponibile, innescando tutti i meccanismi utili per proporgli un prodotto che sia più aderente possibile alle sue esigenze, anche non espresse, fidelizzandolo, attivando promozioni e cercando di scongiurare il più possibile la sindrome da carrello abbandonato” che affligge l’e-commerce con percentuali impressionanti. La società inglese di marketing comportamentale SaleCycle ha stimato nel 2021 una media dell’81,1% di tasso globale
Occorre l’implementazione e l’integrazione rapida delle piattaforme necessarie per adottare una strategia unica di marketing e comunicazione, vendita e customer care realmente data-driven e una gestione coerente dei contenuti e delle informazioni sui diversi punti di contatto
di abbandono del carrello sui siti e-commerce, con un 88,57% del comparto moda e il 61,13% dell’alimentare, cresciuto molto in tempi di pandemia.
Incontrare il cliente significa non abbandonarlo, coccolarlo e guidarlo, ma soprattutto non essere invasivi. Perché se è vero che per suggerire un prodotto o ricordare un carrello abbandonato è necessario rivolgersi a lui direttamente, è altrettanto vero che la continua sensazione di essere tracciati spinge all’anonimato. Quanti di noi non hanno fatto acquisti su un sito, non hanno scaricato un’app o hanno rifiutato l’ennesima fidelity card perché occorreva registrarsi e non volevano essere sommersi da ulteriori notifiche, newsletter, mail, messaggi…?
E qui arriva l’altra vera sfida che va oltre privacy o GDPR, ovvero come profilare e fare omnicanalità con clienti anonimi? In altre parole, so chi sei, cosa hai comprato e cosa ti piace, ma come ti ritrovo se appena concluso l’acquisto sparisci dai miei radar? Soprattutto ora con la fine del supporto ai cookie di terze parti da parte di Chrome entro la fine del 2023, che significa rendere molto più complesso il tracciamento degli utenti. Questi particolari cookie sono utilizzati principalmente per la profilazione cross-site e possono essere creati da altri domini rispetto al sito in cui si sta navigando. Se visito il sito di un produttore di auto e accetto la Privacy e la Cookie Policy in automatico e inconsapevolmente scarico un cookie rilasciato non dal brand del sito ma da piattaforme di advertising come Doubleclick di Google, quel cookie rimane attivo per mesi sul mio pc e ricorda alla piattaforma che ho visitato quel sito. Se Doubleclick è attivo, ad esempio, anche sulla pagina web di un quotidiano, questa, riconoscendomi, mi attiva una pubblicità ad argomento automobilistico. Senza queste tracce si va verso la fine dell’identificazione 1 a 1 degli utenti per il tracciamento, la profilazione, il retargeting.
La soluzione è non tracciare passivamente o a strascico, ma instaurare un rapporto diretto e fiduciario con l’utente per convincerlo a essere contattato in modo puntuale e consistente.
Omnicanalità nel punto vendita
Se è vero che nel 2021 con la pandemia l’e-commerce è cresciuto a livello globale del 58%, secondo il report Shopping Index di Salesforce, con un traffico sui siti di shopping online del +27%, con l’Italia che da sola ha fatto registrare un +78%, è altrettanto vero che i negozi fisici restano al centro delle strategie marketing di tutti i retailer.


Esempio di local marketing integrato nell’app di navigazione
Waze. Durante il tragitto, l’app suggerisce servizi e punti vendita in linea con le preferenze utente catturate.

Anche Gmaps versione desktop o Google Mappe, la versione mobile, mostrano punti vendita in base ai dati di navigazione utente presi dai cookies o dalla cronologia.

Il POS può diventare un mezzo per ingaggiare il cliente offrendo servizi post vendita stampando sullo scontrino un QR code che abilita un canale di comunicazione con l’azienda.
Per seguire il comportamento dei clienti e saper gestire in tempo reale il contatto su tutti i diversi canali le aziende devono mettere in campo strategie di marketing e una solida organizzazione basate sui dati.


Gucci ha attivato un servizio di personal shopping organico basato su live chat, videochiamate multilingua e visite allo store da remoto o allo store virtuale, sempre seguiti da un personal advisor fisico.

Se nel digitale l’omnicanalità è più o meno alla portata di tutti, nel retail deve superare ostacoli spesso strutturali. Se sono a Parigi e voglio comprare online i miei jeans preferiti, in che lingua deve essere il sito? In francese perché rileva il mio IP o in italiano in base ai cookies? Ordinando dalla Francia, posso farmeli consegnare a casa in Italia? Da quale magazzino partono?
E cosa succede se il paio che ho scelto è disponibile nel magazzino francese, ma non in quello italiano? La disponibilità che vedo è quella del magazzino francese, ammesso che ce l’abbia, o di quello italiano? E come cambia la disponibilità se sono loggato, quindi riconoscibile, o voglio acquistare da anonimo? E perché non offrirmi il ritiro in negozio? Se invece ho il tempo di farlo consegnare a Parigi ma, arrivato a casa, devo fare un reso: lo rimando in Francia, lo rendo al negozio più vicino o lo rendo all’e-commerce locale? Sono tutte casistiche che vanno affrontate se si fa una vera omnicanalità e che nascondono difficoltà organizzative che vanno ben oltre l’armonizzare i dati del cliente ma coinvolgono l’organizzazione dei magazzini e la natura dei punti vendita di proprietà o franchising, che spesso rendono impossibile un semplice cambio di taglia tra punti vendita.
Oggi il più delle volte non si va oltre la possibilità di vedere la disponibilità in negozio di un articolo e prenotarlo mentre si naviga nello store online, come fa ad esempio MaxiSport, premiato come miglior e-commerce 2021 dall’Istituto tedesco ITQF e il suo Media Partner, La Repubblica - Affari & Finanza. Più rari sono servizi evoluti come quelli di Gucci che, oltre al tradizionale ecommerce, ha attivato un servizio di personal shopping organico e basato su live chat, videochiamate multilingua e visite allo store da remoto o allo store virtuale, sempre seguiti da un personal advisor (fisico, non un bot), disponibile senza prenotazione dal sito, che alla fine della customer journey invia una wish list direttamente sul WhatsApp del cliente. Un sistema articolato che utilizza semplici strumenti ormai diffusi, armonizzandoli però in modo integrato e ben orchestrato, e che si basa su canali proprietari che sfruttano il proprio ecommerce, senza ricorrere a grandi marketplace che erodono la marginalità. O ancora, uno strumento di pagamento come il POS può diventare un mezzo per ingaggiare il cliente offrendo servizi post vendita semplicemente stampando sullo scontrino un QR code che abilita un canale di comunicazione con l’azienda. Insomma, la direzione è chiara: l’aumento delle transazioni online sta portando sempre più verso una forte integrazione tra fisico e digitale. I clienti oggi si aspettano esperienze di acquisto totalmente fluide e connesse, che permettano un passaggio senza ostacoli dall’e-commerce al negozio tradizionale, e viceversa.
Quando si parla di istruzione e formazione professionale grafica e cartotecnica si fa riferimento a ENIPG, il primo Ente bilaterale italiano, che da oltre 66 anni si occupa di coordinare tutte le iniziative nazionali relative alla formazione professionale grafica e cartotecnica in sinergia con i suoi 11 Comitati provinciali. Di recente abbiamo pubblicato su www.stampamedia.net un approfondimento sulle realtà attive a livello territoriale per la regione Lazio, tra cui EPIPGR, Ente Provinciale per l'Istruzione Professionale Grafica di Roma, la nascente Fondazione ITS (Istituti Tecnici Superiori) e UNINDUSTRIA Lazio.
Per chiarire il ruolo di quest’ultima istituzione abbiamo intervistato Carlo Montedoro, in qualità di presidente (per il secondo mandato) della Sezione Carta, Stampa e Cartotecnica di UNINDUSTRIA Lazio.
Come è composta la Sezione e quante aziende include?
Include le province Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo ed è costituita da 52 aziende per oltre 3.700 dipendenti. Nel Lazio le aziende del settore rappresentano un importante patrimonio, peraltro storico, essendo tra le prime nell'era della prima industrializzazione alla fine dell'anno 1800.
Attualmente come è strutturata e come opera?
Nella sezione la filiera della carta è pienamente rappresentata con un percorso di circular economy quasi integralmente coperto con la presenza di numerose imprese nel settore del recu-
Intervista a Carlo Montedoro
ENIPG, Assografici e Fondazione Democenter, grazie al supporto di docenti del Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna e di esperti di settore, propongono al personale dell’industria della cartotecnica e del packaging la seconda edizione dell’Executive Master DESI - DEsign e Sostenibilità Imballaggi. In partenza a febbraio 2022, il corso, della durata di 58 ore, è articolato in 2 moduli didattici e verrà realizzato online in diretta. Le lezioni prevedono trattazioni teoriche ma anche analisi di casi applicativi, interventi di esperti del settore, momenti interattivi ed esercitazioni pratiche. Le aziende potranno ricorrere a finanziamenti tramite i Fondi interprofessionali. Le iscrizioni sono aperte, per informazioni: ENIPG Nazionale (tel. 06.3612197) e Assografici (tel. 02.4981051) e per iscriversi Fondazione Democenter (tel. 059.2058153).
pero, della produzione di carta, della cartotecnica, della grafica e stampa e della produzione di imballaggi. Per l'eterogeneità delle aziende all'interno della sezione si è scelto di lavorare attraverso due Gruppi di lavoro: GraficoCartotecnico e Cartario, che portano avanti differenti tematiche settoriali.

Come si inserisce la Sezione nel panorama delle istituzioni del comparto grafico e cartotecnico?
Per la similitudine della sezione Carta, Stampa e Cartotecnica di UNINDUSTRIA con la configurazione della Federazione della Carta e Stampa, sono numerose e proficue le interazioni con le diverse anime che la compongono (Assografici e Assocarta) e per questo partecipiamo attivamente ai progetti che nel corso del tempo la Federazione ci ha proposto, come Industry 4.0 e il Progetto Sostenibilità.
Come opera praticamente in quest'ambito?
Oltre all'adesione al Progetto della Federazione dedicato a questo tema abbiamo concentrato diverse riunioni sulla strategia di Bankitalia e Cassa Depositi e Prestiti per gli investimenti sostenibili e sulla sostenibilità quale driver di sviluppo Dir. 2014/95/UE, unitamente all'importanza del Bilancio di sostenibilità quale passo per conseguire incentivi di mercato.

Diamo il benvenuto nelle nostre pagine dedicate alla formazione anche al Comitato Provinciale per l’Istruzione Professionale Grafica di Milano. Un anno e mezzo fa Luigi Stefano Campanella ha assunto la presidenza di questo organismo: lo abbiamo intervistato per conoscere i progetti a cui sta lavorando con il suo team e le attività del Comitato per il 2022.
Il Comitato Provinciale di Milano si è di recente riorganizzato per essere più proattivo e vicino alle esigenze formative mondo del lavoro del comparto. Ci aggiorna sulle novità?
Per concretizzare progetti di un certo calibro è importante creare i presupposti necessari, intessere relazioni e confrontarsi con realtà all’avanguardia rispetto agli obiettivi che si vogliono raggiungere. Il Comitato ha svolto un lavoro importante in tal senso fino a oggi e devo ringraziare il team della segreteria composto da Luisella Malighetti, Paola Mondinari, Orlando Paiardi a cui si è aggiunta di recente Patrizia Marchesan dell’Unione Industriali Grafici e Cartotecnici Trasformatori Carta e Affini di Milano. In prima battuta all’inizio del mio mandato ho coordinato la mia squadra nel rinforzare il legame con tutti gli attori della filiera ovvero sindacati, industria e scuole professionali della provincia di Milano. Abbiamo proposto un programma di attività coinvolgendo i sindacati che ricoprono un ruolo importante in quanto conoscono le reali esigenze delle aziende in termini di personale specializzato. Un secondo step è stato riallineare le scuole professionali grafiche del Comitato: Istituto Rizzoli, Istituto Pavoniano Artigianelli, Istituto Salesiano S. Ambrogio, Istituto Galilei Luxemburg e Salesiani Cnosfap di Milano e

Intervista a Luigi Stefano Campanella
Arese. Abbiamo introdotto la borsa di Studio Renzo Viappiani e un concorso per gli studenti la cui premiazione avviene in occasione del Pellitteri’s Day – che quest’anno celebreremo a Print4All. Inoltre abbiamo incluso come elementi aggregati del Comitato realtà come Associazione Culturale Studi Grafici, Associazione Italiana Musei della Stampa, Argi, Taga. Trovo, inoltre, fondamentale aver aperto il dialogo con scuole grafiche italiane di eccellenza con le quali condividere esperienze al fine di migliorare continuamente e rendere sempre più efficace e attuale la proposta formativa degli istituti del nostro Comitato. Un altro obiettivo importante raggiunto riguarda la comunicazione: il remake del nostro sito costantemente aggiornato e l’accordo con Stratego Group per la presenza di uno spazio fisso dedicato alla formazione renderà più visibili le nostre attività.
Quali sono gli obiettivi per il nuovo anno? Stiamo lavorando a diversi progetti con obiettivi a medio e lungo termine, che non si esauriranno nel 2022 ma saranno in continua evoluzione anche per gli anni a venire. Uno di questi è intessere un rapporto stretto anche con i fornitori di tecnologia del comparto grafico e cartotecnico in modo da organizzare laboratori in cui gli studenti possono avere accesso alle soluzioni software e alle macchine di ultima generazione. Questo consentirà di strutturare una didattica mirata a costruire figure professionali da inserire rapidamente nel mondo del lavoro andando a coprire le richieste di personale specializzato della nostra industria.
Sono state assegnate le Borse di studio "Renzo Viappiani" agli studenti dei Centri Professionali Grafici del Milanese che nel 2021 hanno conseguito il punteggio massimo di 100/100. Messe a disposizione dal Comitato Enipg di Milano e intitolate a un imprenditore che ha saputo lasciare una traccia indelebile per energia e impegno profusi nella formazione, come sottolineato anche dalle nostre scuole vogliono essere un riconoscimento tangibile e una fonte di soddisfazione per i Centri di Formazione Professionale e per le famiglie degli allievi meritevoli. I premiati sono: Federico Balzarini 3° anno – Istituto Salesiano S. Ambrogio; Jessica Caporale e Valentina Aprile 4° anno – Centro Salesiano Arese; Dennis Santucci , 3° anno, Anna Colombo, Sara Trypadush e Agnese Scommegna, 4° anno – Istituto Rizzoli. Ogni studente ha già ricevuto una Card del valore di € 400 da spendere per dotazioni informatiche o libri, mentre la premiazione ufficiale è rimandata al maggio 2022, in occasione della XXVIII edizione del Pellitteri’s Day.
Questa rubrica nasce dallo stretto legame e dal continuo dialogo tra Il Poligrafico e gli organismi istituzionali dedicati alla formazione grafica. In particolare è il frutto di un recente accordo tra Stratego Group ed ENIPG Nazionale e parallelamente con il Comitato Provinciale di Milano per gli approfondimenti sulle attività nel territorio. Collaborazione che estenderemo alle altre realtà del circuito Nazionale dell’Ente che vorranno farne parte, per dare ampio spazio sui nostri mezzi di informazione alle iniziative formative e didattiche.



edizione a
DEFINING EXCELLENCE IN PRINTING
2 DICEMBRE 2021
cs
t
Per queste 30 edizioni di Oscar della Stampa abbiamo pensato di offrire a tutti i nostri lettori, oltre alle pagine dei vincitori dell’anno, anche un po’ di storia del Premio.
È una storia davvero lunga, da qualsiasi prospettiva la si osservi. Sullo scorrere del tempo, fossero nozze sarebbero di perla, che simboleggia un rapporto raro, duraturo e felice.
Tutti e tre gli aggettivi si sposano bene nel descrivere il rapporto tra gli stampatori e gli Oscar della Stampa: sono loro che hanno avviato questo premio, sono loro che negli anni gli hanno attribuito sempre più valore, sono loro che con orgoglio lo hanno esposto nelle aziende.
Se la prospettiva è invece tecnologica, allora gli Oscar della Stampa rispecchiano la velocità incredibile con la quale l’Industria Grafica ha saputo produrre innovazione e gli stampatori abbracciarla, non solo dal punto di vista delle applicazioni ma anche nella gestione quotidiana delle loro imprese e persone.
Dal punto di vista del mercato, invece, in questo anniversario possiamo vedere il lento lavoro di costruzione di un movimento che coinvolge realmente tutta la filiera: prima la costituzione del Premio, poi il contributo dei fornitori di tecnologie e supporti, lo sviluppo del Club delle Eccellenze, l’ampliamento delle categorie di partecipazione, poi ancora l’aggiunta dei contenuti del Print Economic Forum fino, quest’anno, alla presenza fattiva del mondo della comunicazione che sancisce un patto di collaborazione tra fornitori, stampatori, designer e brand, chiudendo il cerchio virtuoso che favorisce lo sviluppo del business dell’Industria Grafica.
Sono 30 edizioni, ma gli Oscar della Stampa guardano avanti, come dichiarato durante la cerimonia di premiazione che ha in anteprima annunciato l’ingresso dell’Unione Grafici di Milano nella organizzazione del premio a partire dal prossimo anno. Per stare sempre più vicino agli stampatori e rappresentare con orgoglio l’Industria Grafica.
Enrico Barboglio CEO StratEgO grOup
SPONSOR: LASTRA e LA COMMERCIALE GRAFICA

1987
Giancarlo Celari - Amilcare Pizzi
1988
Luigi Cammarata - Occhipinti
1991
Giancarlo Ornaghi - Rotolito Lombarda
1992
Mario Orlandi - Arti Grafiche Ricordi
1993
Bruno Viappiani - Viappiani
1994
Edoardo Gilardi - Grafiche Milani
1995
Umberto Seregni - Officine Grafiche Seregni
1996
Giuseppe Monticelli - Grafiche MEK
1997
Alberto Gajani - Arti Grafiche Gajani
1998
Giorgio Beltrame e Andrea Casiraghi - Litorama
1999
Paolo Bandecchi - Rotolito Lombarda
2000
Aldo Bazzi - Mario Bazzi
2001
Massimo Pizzi - Amilcare Pizzi
Il premio la Vedovella nasce a Milano dall’idea di alcuni esperti del settore delle Arti Grafiche, che si costituiscono in un Comitato Promotore. Riccardo Rossini, Antonio Ghiorzo e Luigi Cammarata immaginano un riconoscimento dedicato inizialmente ai direttori di produzione o responsabili di stabilimento e poi, a partire dal 1993, agli imprenditori delle aziende. In questi anni lo sponsor de La Vedovella è Lastra, importante produttore italiano di matrici per la stampa offset con la sua organizzazione di vendita La Commerciale Grafica
2004-2010
In questi anni La Vedovella è organizzata e sponsorizzata dall’azienda Macchingraf Il Premio è ora assegnato alle aziende secondo diverse categorie. 30 edizione a

2004
Grafiche dell’Artiere - Gianni Gamberini
Grafiche Rekord - Luciano Croci
Stab. Tip. Carlo Colombo - Giambattista Colombo
Maurizio Moretti - Grafiche Moretti
Nava Milano - Gianni Nava
IPI Seda - Gianfranco D’Amato
Àncora Arti Grafiche - Delio Remondini
BoxMarche - Antonio Dominici
Luciano Marchesi - Marchesi Grafiche Editoriali
2006
Grafiche Antiga - SIlvio, Franco, Carlo e Mario Antiga
Pozzoli - Aldo Pozzoli
Fontegrafica - Giuseppe Musmeci
Antonio Marchi - Palladio Ind. Grafiche Cartotecniche
Arti Grafiche di Vianello - Gianni Buscaini
Grafiche Ghiani - Marco e Ignazio Ghiani
Gruppo Olivotto - Giulio Olivotto
Giacomo Canale - Gruppo G. Canale & C.
2008
Cartografica Pusterla - Giuseppe Meana
Grafiche Mazzucchelli - Guglielmo Fiore
Gruppo Goglio - Franco Goglio
Angelo e Emidio Colombo - Arti Grafiche Colombo
2009
Gruppo Padovana - Franco e Galdino De Checchi, Luciano Rossi
Guidotti Centro Stampa - Paolo Guidotti
Grafiche Mercurio - Diodato Mercurio
2010
Pixartprinting - Matteo Rigamonti
Tecnografica - Lino Galli
Cristina Pozzoni - Gruppo Pozzoni
Premio alla Qualità
Premio alll’Innovazione
Premio alla Formazione
Premio alla Carriera
Premio alla Qualità
Premio alll’Innovazione
Premio alla Formazione
Premio Visibilità e Marketing
Premio alla Carriera
Premio alla Qualità
Premio alll’Innovazione
Premio ai Meriti Speciali
Premio alla Carriera



Premio alla Qualità
Premio alll’Innovazione
Premio ai Meriti Speciali
Premio alla Carriera

Premio alla Qualità
Premio alll’Innovazione
Premio ai Meriti Speciali
Premio alla Carriera

Premio ai Meriti Speciali
Qualità, Innovazione e Tecnologia
Premio alla Carriera

Premio ai Meriti Speciali
Premio alll’Innovazione
Premio alla Carriera


2012 presso la sala Collina del sole24ore
Lidia Cattaneo - Eurolabel
Printer Trento
Eurostampa
De Robertis
Cellografica Gerosa
Grafiche Trotta Perugia
Minimegaprint
Mediagraf
Andersen
Paolo Bandecchi Rotolito Lombarda

Imprenditrice dell’anno
Industria grafica dell’anno
Best Label Printer
Best Cartotecnica
Best Converter
Best Nobilitazioni e supporti speciali
Best Web to Print
Best Green Printer
Best Cross Media
Imprenditore dell’anno

2013 presso la sala Collina del sole24ore
Simona Michelotti - Gruppo SIT
Grafica Metelliana
Sales
Lucaprint Group
Fiorini International
Vimer
Centro Stampa Digitalprint
Stabil.Tipogr. Carlo Colombo
CLX Europe
Aldo Adario - Varigrafica Alto Lazio

Imprenditrice dell’anno
Industria grafica dell’anno
Best Label Printer
Best Cartotecnica
Best Converter
Best Nobilitazioni e supporti speciali
Best Digital Printing
Best Green Printer
Best Cross Media
Imprenditore dell’anno

Nel 2013 la fase di nomination cambia e si apre al voto popolare. Le segnalazioni relative alle aziende virtuose, oltre che dai componenti della Giuria, possono arrivare anche dal mercato, attraverso un form di votazione su web.

2012-2020
Dopo un anno di pausa, nel 2012 l’organizzazione del Premio passa a Stratego Group e il nome cambia in Oscar della Stampa - La Vedovella.
30 edizione a

2014 presso la sala Collina del sole24ore
Primaprint
Rotolito Lombarda
Gruppo Cartotecnico Abar Litofarma
Tonutti Tecniche Grafiche
Goglio
Pesenti Alessandro
Poligrafico Roggero & Tortia
Tiziano Zardini - Tipolitografia Zardini

Industria Grafica dell’anno
Best Technology Innovator
Best Cartotecnica
Best Label Printer
Best Converter
Best Nobilitazioni e supporti speciali
Best Digital Printer
Imprenditore dell’anno

2015 presso la sala Collina del sole24ore
Nava Press/ Gruppo Rotolito Lombarda
Grafical
Pusterla 1880
Nuceria Group
Lazzati Industria Grafica
Gruppo Pro-Gest
Umberto Cesare Calloni - Arbe Guatteri

Industria Grafica dell’anno
Best Technology Innovator
Best Cartotecnica
Best Label Printer
Best Nobilitazioni e supporti speciali
Best Converter
Imprenditore dell’anno

Nel 2015, al raggiungimento di 40 aziende premiate, nasce il Club delle Eccellenze che rappresenta donne e uomini che giorno dopo giorno con grande professionalità e impegno contribuiscono a fare dell’industria italiana del printing una delle maggiori a livello internazionale.

ORGANIZZATORE: STRATEGO GROUP

2016 presso la sala Collina del sole24ore
Poligrafici Il Borgo
Grafiche Milani
Gruppo Sada
La Commerciale
IMAG
Cartotecnica Goldprint
Ghelfi Ondulati
Giulio Olivotto - L.E.G.O.

Industria Grafica dell’anno
Best Technology Innovator
Best Green Printer
Best Label Printer
Best Nobilitazioni e supporti speciali
Best Cartotecnica
Best Digital Printer
Imprenditore dell’anno
Nel 2016 cambia il design del trofeo: la classica
fontanella milanese (la vedovella, appunto) viene sostituita da trofei stampati con tecnologia 3D, per rispecchiare la dinamicità del mercato e la volontà di innovazione, anche del Premio.

2017 presso la sala polene del Museo della sCienza e della TeCniCa
Giovanni Antonuzzo Rotomail
Di Mauro Flexible Packaging
Arti Grafiche Julia
Industrialbox
Tech:art
Palladio Groub
Boxmarche
AMB
Pixartprinting
Rotas
Longo

Imprenditore dell’anno
Gravure Printer of the year
Best Technology Innovator
Best Nobilitazione e supporti speciali
Best Digital Printer
Best Cartotecnica
Best Green e CSR Printer
Flexo Printer of the year
Industry 4.0 Printer of the year
Best Label Printer
Industria grafica dell’anno

Nell’anno 2017 si sono aggiunte nuove categorie con lo scopo di ampliare il mondo del printing. Entrano nella sfera di interesse degli Oscar le società che lavorano per il mondo del packaging.

2012-2020
30 edizione a

2018 presso la sala polene del Museo della sCienza e della TeCniCa
Antonio Bonacini Labanti e Nanni
Industrie Grafiche Bressan
Marchesi Grafiche Editoriali
Arca Etichette
Press Up
Grafiche Favillini
Sacchital
Gruppo Masserdotti
Gruppo Sada
Gruppo Gpack
Imprenditore dell’anno
Best Technology Innovator
Best Nobilitazioni e supporti speciali
Best Label Printer
Best Digital Printer
Best Cartotecnica
Best Converter
Best Wide Format Printer
Industry 4.0 Printer of the Year
Industria Grafica dell’anno

Negli Oscar della stampa 2018 viene introdotta una nuova categoria dedicata alla stampa digitale per applicazioni di interior decoration e visual comunication.

2019 presso parTerre di palazzo MezzanoTTe
Labe
Emilio Albertini - Albertini Packaging
La Prensa
ACM
Leaderform
Arti Grafiche Turini
Ist. Poligr Zecca dello Stato
Nuova Erre Plast
Chinchio
Sismaitalia
Grafica Nappa

Best Nobilitazioni e supporti speciali
Imprenditore dell’anno
Best Label Printer
Best Technology Innovator
Best Digital Printer
Best Cartotecnica
Industry 4.0 Printer of the year
Best Converter
Industria Grafica dell’anno
Best Wide Format
Premio speciale cent’anni di stampa
Nel 2019 gli Oscar della Stampa e il Club delle Eccellenze, danno vita al Print Economic Forum: non più solo un ambito premio, anche un momento per le eccellenze di pensare, studiare e confrontarsi con altri imprenditori.

ORGANIZZATORE: STRATEGO GROUP

2020 evenTo virTuale
Print Finishing LI.TO.VER
Valentina Pasqui
Etichettificio Dany
Pringraf
Digital Team
Ico
Palladio Group
Isem - Bramucci
Faenza Group
Tic Tac Stampa
Coptip Industrie Grafiche soc.coop.

Best Nobilitazioni e supporti speciali
Imprenditrice dell’anno
Best Label Printer
Best Technology Innovator
Best Digital Printer
Best Converter
Industry 4.0 Printer of the year
Best Cartotecnica
Industria Grafica dell’anno
Best Wide Format
Premio speciale cent’anni di stampa

2021 presso easT end sTudios – spazio anTologiCo
Stabilimento Tipolitogr. Ugo Quintily
Tonino Dominici
Pilot Italia
LIC Packaging
LOGO
Gualapack
VIMER Industrie Grafiche Italiane
Cartografica Veneta
Grafiche Antiga
Camac Arti Grafiche
PRT

Best Nobilitazioni e supporti speciali
Imprenditore dell’anno
Best Label Printer
Best Technology Innovator
Best Digital Printer
Best Converter
Industry 4.0 Printer of the year
Best Cartotecnica
Industria Grafica dell’anno
Best Wide & Industrial Printer
Premio speciale cent’anni di stampa

edizione a
Grazie a tutte le aziende che hanno sostenuto gli Oscar della Stampa in questi anni





KOLOR+SERVICE








TONINO DOMINICI
titolare Box Marche, ritira il premio da Marco Marangoni, territory head e AD Heidelberg Italia.
STABIL. TIPOGRAFICO
UGO QUINTILY
Federico e Mario Fiorini
ritirano il premio da Matteo Suardi, direttore commerciale Gruppo Cordenons (collegato dagli USA).
LOGO
Ritira il premio
Maria Girardel. Consegna Matteo Bonetti, business developer Smith Lumen.
CAMAC ARTI
GRAFICHE
Ritirano il premio Valerio Zammarchi e Gabriele Mancini. Consegna Franco Martinetti, giuria Oscar della Stampa.
CARTOGRAFICA
VENETA
Dario Lovato e Nicola Gonella ritirano il premio da Luca Fiammenghi, giuria Oscar.






Ritira il premio Luigi Merendelli, membro del board Vimer. Consegna Carlo Emanuele Bona, presidente Federazione Carta e Grafica.
LIC PACKAGING
Ritira il premio Piero Bertoldo, amministratore LIC Packaging.
Consegna Antonio Maiorano, sales director professional printing Konica Minolta.
PILOT ITALIA
Giancarlo e Andrea Vimercati ritirano il premio da Ferdinand Rüesch, anchor shareholder Heidelberg e senior vicepresidente global key accounts Gallus.
GRAFICHE ANTIGA.
Michele De Zotti, Donatella Antiga e Alberto Antiga ritirano il premio da Roberto Levi, Ceo Printgraph.
GUALAPACK
Ritirano il premio Marco Freghieri e Andrea Bernizzoni. Consegna Massimiliano Belardinelli, Sales Director Italy Epple.
Ritira il premio Riccardo Pesce, amministratore delegato PRT. Consegna Fausto Ceolini, giuria Oscar della Stampa.


Il 26 maggio 1969 nasce Box Marche su iniziativa di un gruppo di soci impegnati nel settore calzaturiero. Nel 1962 dal settore calzaturiero si passa alla cartotecnica e oggi Box Marche con sede a Corinaldo, progetta e realizza packaging personalizzato, scatole, astucci, bag in box, fasce, espositori, display in cartoncino teso, ondulato e accoppiato, blister pack. L’azienda si propone come consulente specialista offrendo diversi servizi innovativi. L’azienda si occupa di tutte le fasi, dalla progettazione allo sviluppo, fino alla distribuzione di una vasta gamma di packaging standard e personalizzati, nonché di prodotti realizzati sulla base delle principali esigenze dei clienti. L’azienda si fonda su valori condivisi che definiscono il modo in cui da sempre opera nel suo settore, come una vera squadra: per Box Marche il cliente viene prima di tutto e con lui si stabilisce sempre un vero rapporto di partnership. www.boxmarche.it
Nato a Corinaldo, paese dell’entroterra in provincia di Ancona, è coniugato e ha un figlio. Dopo la maturità magistrale inizia la carriera lavorativa facendo esperienze in piccole aziende come impiegato amministrativo. Entra in Box Marche nel 1974, nel 1990 ne diventa Amministratore Delegato e Direttore Generale. Nel 2020 è socio di riferimento della Box Marche SpA e dal maggio 2013 Presidente e Amministratore Delegato. Curioso di apprendere e di conoscere, è un convinto sostenitore della qualità totale e di sistemi di gestione aziendale volti al miglioramento delle performance economiche e sociali. Sostenitore convinto del “Pensiero Snello” come strumento imprescindibile per una eccellente gestione dei processi in Azienda, diffonde cultura del cambiamento seguendo personalmente i progetti, motivando ed incoraggiando le Persone della propria Organizzazione. Imprenditore dinamico e comunicativo ha contribuito a far diventare Box Marche un esempio di azienda eccellente nel settore del packaging. “Living Outside The Box”, nuovo slogan aziendale Box Marche, riflette la sua volontà di creare un’azienda innovativa e fuori dagli schemi, capace di creare packaging di valore attraverso l’innovazione di prodotto, di processo e soprattutto la crescita culturale e professionale delle Persone.
La tecnologia di cui va fiero e’ “quella che la sera torna a casa”, quella delle Persone, appunto!
SPONSOR


Le origini di LIC Packaging risalgono al 1952, quando il fondatore Giovanni Bertoldo inizia la propria attività imprenditoriale di tipografo a Verolanuova. Oggi LIC Packaging Spa è un’azienda italiana che studia, ricerca, progetta e industrializza soluzioni di packaging e display in cartone ondulato in stampa offset, flexo HD e digitale.
Gestisce tutto il processo in house a partire dalla prototipazione e acquisto delle materie prime fino alla produzione e distribuzione del prodotto finito, garantendo l’affidabilità di un unico interlocutore e la tracciabilità di ogni singolo pezzo.
Da ormai 70 anni si impegna ogni giorno a creare soluzioni eco-sostenibili con l’obiettivo di minimizzare il proprio impatto ambientale, attraverso la valorizzazione delle proprie risorse umane, la soddisfazione dei clienti, il rispetto delle proprie promesse, la qualità dei prodotti e servizi offerti; grazie ad un elevato know how e all’adozione di strumenti tecnologici all’avanguardia.
www.licpackaging.com


Le parole Technology Innovator, nel caso di LIC Packaging, trovano una precisa collocazione. Per LIC Packaging essere Technology Innovator significa percorrere una direzione che va oltre l’aggiornamento in tecnologie di stampa. Gli ultimi tre anni hanno visto grandi investimenti in tecnologie di stampa, mettendo l’azienda tra i leader mondiali di stampa digitale su cartone ondulato. La filosofia innovativa di LIC Packaging trova espressione anche in altri ambiti.
La costante innovazione nei processi ha reso il sito produttivo un esempio di fabbrica intelligente, rendendo il ciclo di lavorazione e di movimentazione materiali totalmente digitale e automatizzato. Innovazione, in LIC significa fare ricerca e sviluppo sui materiali, anche adottando soluzioni alternative alle plastiche monouso e carte e cartoni ECO friendly. Innovare attraverso la tecnologia, dunque, ma anche con l’azione quotidiana.
SPONSOR





Lo Stabilimento Tipolitografico Ugo Quintily SpA nasce nel 1930; è un’azienda poligrafica che esegue al suo interno tutte le lavorazioni, dalla stampa alla fustellatura, alla plastificazione, con particolare attenzione alle operazioni di stampa su materiali non cartacei e alla nobilitazione UV e serigrafica.
A tal fine è stata creata la divisione Q LAB che progetta prodotti su una varietà di materiali tra i quali metallo e materie plastiche.
L’avvio di questa specializzazione alla nobilitazione avviene nel 2018 con l’installazione di una 8 colori più torre di verniciatura con tecnologia HUV-LED che andava ad aggiungersi ai 21 gruppi stampa esistenti (di cui 2 a caldo) e che ha permesso all’azienda di estendere la pur già ampia offerta di prodotti, consentendo la stampa su poliestere semplice e metallizzato, polipropilene compatto, pet e apet. L’investimento successivo su una linea serigrafica di ultimissima generazione con gruppo di oro colato ha permesso il salto definitivo verso l’eccellenza della nobilitazione sullo stampato.
www.quintily.it
La capacità di rendere uno stampato un oggetto di emozione e bellezza. Questa è una delle peculiarità dell’azienda che vede la famiglia Quintily protagonista dal 1930. L’attento studio del cambiamento della domanda di stampa che arriva dal mercato clienti (brand e agenzie) ha trovato nella proprietà e management di Quintily una risposta che vede l’azienda curare in prima persona l’intero ciclo produttivo: dalla progettazione grafica alla spedizione.
L’innovazione del parco macchine e l’introduzione di soluzioni per finiture e nobilitazioni ha guidato gli aggiornamenti tecnologici dell’azienda, oggi in grado di stampare e nobilitare prodotti commerciali, per la cosmetica, per il lusso, come pure offrire stampati su molteplici materiali, con una particolare competenza nel segmento dei retroilluminati. E gestendo poi, nei suoi 4 capannoni a Roma, l’intero flusso produttivo, dalla prestampa al confezionamento, stoccaggio e delivery.
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La storia di Pilot Italia inizia il 30 Luglio 1968 all’interno di un edificio di Bellingera a Peschiera Borromeo a pochi chilometri da Milano. Già più di 50 anni fa l’azienda pensava costantemente a intercettare una “forma del futuro” nel campo della tecnologia applicata alla produzione e a mettere le persone al centro del processo industriale.
L’azienda diventa un punto di riferimento nella stampa di etichette autoadesive e nelle soluzioni packaging tailor made, monitorando tutte le tendenze e le evoluzioni che riguardano il mondo della stampa. Pilot Italia è specializzata nella stampa combinata con macchinari d’avanguardia nella tecnologia offset e digitale per garantire soluzioni di stampa di elevata qualità. Lavora nel settore Home & Personal Care, Farmaceutico, Food &Baverage, GDO, IAD, Cosmesi e Wine & Spirits.
Pilot Italia si immagina un futuro con ancora più tecnologia, velocità e personale qualificato. Contamination, interazione, networking e Rfid sono per l’azienda le parole chiave del futuro.
www.pilotitalia.com


Il Best Label Printer di quest’anno è assegnato ad una azienda che dal 1968 ha la parola etichetta nel suo mantra.
Particolarmente attenta alle innovazioni e all’aggiornamento delle soluzioni di stampa, dove Pilot Italia è presente con tutte le tecnologie oggi disponibili, dalla offset alla flessografica, dalla serigrafica alla digitale, alle soluzioni di laminazione e nobilitazione. Sempre orientata allo sviluppo di nuove applicazioni, che oggi non significano solo la capacità di produrre etichette di grande qualità e con effetti di nobilitazione sofisticati. Gli investimenti in Ricerca e Sviluppo trovano infatti ampio spazio per l’innovazione continua nelle soluzioni di sicurezza, attraverso etichette intelligenti, dedicate alla tracciabilità dei prodotti o alla anticontraffazione. Senza dimenticare la sensibilità green, che proprio quest’anno ha dato vita alla Foresta Pilot, situata all’interno del Parco Nord di Milano, a testimonianza del legame tra la famiglia Vimercati e la città di Milano.
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LOGO è una realtà giovane ed estremamente dinamica con sede a Borgoricco (PD), dove l’entusiasmo e l’intraprendenza alimentano la voglia di fare e di crescere. LOGO è un gruppo espressione di molteplici sfaccettature che, con passione, coniuga l’arte della stampa ad una dimensione moderna e innovativa. Il livello si servizio elevato e personalizzato, al di là della semplice stampa, e l’approccio flessibile che mette al centro il punto di vista del cliente per realizzare al meglio i suoi desideri e obiettivi e rispondere con prontezza alle sue richieste, le permette di essere “More than print” . Questo grazie ad un team di professionisti specializzati, nonché tecnologie moderne, diversificate ed altamente performanti. LOGO lavora in molteplici settori, ed è leader in Italia nella stampa digitale Industry. Con mentalità elastica e proattiva, l’azienda si spinge sempre alla ricerca del meglio per incontrare le aspettative degli stakeholder con affidabilità, velocità, puntualità prestando attenzione all’etica e all’ambiente. www.gruppologo.it

LOGO è stata una delle prime realtà del Veneto a dotarsi di sistemi di stampa digitale di alta produttività, avviando così la propria attività ampliata poi nel tempo ad altri segmenti di mercato. Oggi la sua offerta spazia per tecnologie (toner o inkjet nell’ambito digitale, ma anche offset) e per settori applicativi: dalla stampa commerciale all’editoria, al fashion, alla GDO e alla stampa artigianale per libri di pregio. Un successo dovuto alla squadra di persone che la compongono, e ad un approccio flessibile che ha saputo integrare e interconnettere i propri sistemi e processi produttivi. Una filosofia di interconnessione che LOGO applica anche ai rapporti con i propri fornitori o con i colleghi stampatori, essendo sempre aperta a collaborazioni e partnership. Per essere una azienda Best Digital anche oltre la stampa.
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La storia di Grafiche Antiga nasce nel 1968 dalla volontà di Silvio Antiga, che decide di acquistare una macchina da stampa e iniziare a produrre stampati commerciali di piccola tiratura. In breve tempo l’attività riesce ad affermarsi nella zona e Silvio Antiga coinvolge anche i fratelli Franco, Mario e Carlo. Con tanti anni di attività, i fratelli Antiga sono rimasti fedeli alle proprie origini senza rinunciare a proiettarsi nel futuro. Ad oggi, con sede a Treviso, Grafiche Antiga è l’azienda di riferimento di numerosi brand dell’industria, della moda, dell’arredamento, di enti museali, di agenzie di comunicazione, prodotti fotografici, pubblicazioni artistiche e di pregio. Grafiche Antiga con 180 collaboratori è riuscita a formare una realtà imprenditoriale che negli anni si è contraddistinta per le scelte che ne ha fatto un’azienda leader. Grafiche Antiga è certificata green e cresce senza perdere di vista i suoi obiettivi di partenza: produrre eccellenza, coniugando creatività e know how. www.graficheantiga.it


Il riconoscimento va ad una realtà imprenditoriale che ha sin dalla sua nascita “voluto abbinare” il tema della proiezione nel futuro (investimenti, certificazioni, formazione) alle radici della stampa come espressione di bellezza, eleganza e design. L’azienda ha così sin dall’inizio sostenuto il progetto Tipoteca Italiana che già da 25 anni (compiuti proprio nel 2020) è spazio dove la tradizione offre spunti a studenti, designer e appassionati di stampa. Uno spazio voluto dai fratelli Antiga, che anche nell’azienda portano quotidianamente questo messaggio di innovazione legata alla tradizione. Innovazione che non si vuole fermare neppure di fronte alle particolarità di questi specifici momenti di mercato e che vede la proprietà molto attiva negli ultimi mesi anche nelle scelte di investimenti, sia in aggiornamenti tecnologici, sia per lo sviluppo di politiche green, sia con iniziative di sostegno alla cultura e alla stampa.
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Camac Arti Grafiche opera da oltre 30 anni e ha sviluppato una estesa conoscenza del mercato, che le permette giorno dopo giorno di offrire le migliori soluzioni, quelle per le quali è riconosciuta azienda leader del settore in Italia. L’azienda ha sede a Cesena e si occupa della fornitura di servizi di stampa serigrafica e digitale per il settore tessile/moda e per l’industria, della produzione e distribuzione di abbigliamento promozionale, sportivo, da lavoro, e della progettazione e produzione di prodotti custom made e private label per il canale dei fashion designer, dei merchandiser, delle agenzie e dei rivenditori specializzati. Competenza, organizzazione, affidabilità abbinate ad agilità, flessibilità, innovazione, hanno indirizzato lo sviluppo dell’azienda verso l’elaborazione di prodotti e servizi sempre all’avanguardia, in linea con gli scenari e le esigenze dei mercati. La costante ricerca, la creatività nell’affrontare problematiche diverse e la voglia di accettare sempre nuove sfide, sono le basi dell’organizzazione aziendale di Camac Arti Grafiche. www.camacartigrafiche.com

Il premio Wide&Industrial va ad una azienda che nei suoi oltre trent’anni di vita ha saputo coniugare qualità e completezza di offerta per il settore della moda e per l’industria. Una realtà in grado di valorizzare le proprie storiche competenze nella stampa tradizionale tampografica e serigrafica, inserendo le più recenti tecnologie di stampa digitale sia di grande formato per la comunicazione visiva, sia per la stampa di tessuto e di abbigliamento promozionale sportivo e da lavoro. E’ proprio questo segmento il fiore all’occhiello nella storia dell’azienda che ha tra i propri clienti i principali marchi di moda e di abbigliamento sportivo. Offrendo non solo capacità produttive, ma grandi competenze nelle fasi di progettazione che richiedono capacità di sperimentare nuove tecniche e lavorare su materiali sempre più innovativi.
La capacità di innovare, non tralasciando la tradizione, è riconosciuta a Camac Arti Grafiche con questo premio.
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Gualapack, fondata nel 1986, concentra fin dalle origini la sua attività nel settore degli imballaggi flessibili. Ad oggi è leader nella produzione di buste pre-formate con canna, nonché azienda chiave nel settore dei packaging flessibili. Attraverso le sedi italiane e diversi siti produttivi dislocati in tutto il mondo, l’azienda è sempre vicina ai propri clienti offrendo un servizio eccellente con tempi di consegna ottimali. Nel corso dei decenni, Gualapack ha costruito la propria leadership di mercato dotandosi di un insieme unico di tecnologie per un’ampia gamma di soluzioni, dal packaging flessibile allo stampaggio, fino alla progettazione e la realizzazione di linee di riempimento. Ha sviluppato la propria piattaforma tecnologica unendo macchinari all’avanguardia e innovazione costante, competenza e know-how. Gualapack opera nei settori del Food, dei Prodotti per la casa & Industriali, Farmaceutico e Cosmetico.
La sostenibilità è l’impegno quotidiano dell’azienda, che dimostra un approccio positivo credendo sempre nel futuro e nel successo delle proprie capacità.
www.gualapackgroup.co
Gualapack, leader nel settore dei packaging flessibili, è una multinazionale ben radicata nel territorio italiano, che anche nell’emergenza Covid-19 ha saputo farsi sentire concretamente vicina ai propri dipendenti con una polizza assicurativa specifica e contribuendo all’acquisto di attrezzature necessarie alle ASL per fronteggiare l’emergenza. Ha saputo mantenere risultati economici decisamente positivi e dimostrato, anche con recenti acquisizioni, l’estrema attenzione alle potenzialità emergenti nel mercato e nelle abitudini dei consumatori. Il premio Best Converter è un riconoscimento che testimonia l’eccellenza di Gualapack nel panorama nazionale e internazionale del packaging flessibile.
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Nel 1949 a Lonigo nasce la tipografia Tassoni che si propone subito come azienda fornitrice di tutte le imprese manifatturiere. Intuendo le esigenze del mercato, nasce nel 1969 Cartografica Veneta S.p.A. Da quel momento, lo sviluppo costante, l’impegno famigliare e il continuo rinnovo degli impianti produttivi hanno portato l’azienda ad essere oggi uno dei maggiori produttori di packaging in Europa. Cartografica Veneta con sede a Lonigo, lavora nel Food & Beverage, Wine & Spirits, General Packaging, Espositori e Take away. È in grado di soddisfare tutte le richieste per imballaggi primari e secondari con un approccio sempre più green al mondo del confezionamento. L’azienda mira ad essere riconosciuta come partner ideale per gli stakeholders, contribuendo positivamente alla vita di tutti i giorni delle realtà in cui si possono trovare i loro prodotti o servizi. Competenza, professionalità e determinazione orientate alla soddisfazione del cliente.
www.carven.it

Una tra le prime aziende cartotecniche italiane ed europee. Nata nell’immediato dopoguerra come tipografia Tassoni, ha avuto uno sviluppo costante fino ad arrivare oggi ad essere una azienda da oltre 50 milioni di Euro. Standard di certificazione sempre aggiornati le permettono di soddisfare richieste sempre più orientate alla sostenibilità dei materiali e alla garanzia sull’abbinamento supporti/inchiostri.
È costante l’attenzione verso “Qualità, ambiente, salute e sicurezza” che vede un continuo aggiornamento delle policy aziendali, condivise con tutto l’organico.
Il premio Best Cartotecnica è quest’anno assegnato a Cartografica Veneta per essere esempio di resilienza dimostrata sia nella continuità di investimenti interni alla azienda, soprattutto in ottica green, sia per l’impegno profuso sul territorio, mettendo anche una parte dell’azienda a disposizione degli organi sanitari, come centro vaccinale Covid-19.
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Vimer è un’industria cartotecnica che nasce nel 1973 a San Giustino grazie alla volontà e allo spirito imprenditoriale di Luigi Merendelli e della sua famiglia. Nella sua terra in bilico tra Umbria e Toscana, nota per la grande tradizione tipografica, Vimer ha scritto una storia fatta di costanti trasformazioni, traguardi raggiunti, sfide vinte e crescita continua. Oggi come ieri, l’azienda risponde velocemente ai cambiamenti del mercato e continua ad investire in innovazione, nelle persone e in attività sostenibili.
In Vimer si parla di Partner e non solo di produttori. Con la sua competenza e la continua volontà di sperimentazione l’azienda offre soluzioni innovative per ogni tipo di p ackaging e punto vendita. Vimer è dinamica e pronta nel recepire le idee e i bisogni del cliente e trasformarli in prodotti unici, originali e concreti che si distinguono per la qualità dei materiali e delle lavorazioni.
www.vimer.it


Vimer è un sistema di competenze che racchiude all’interno dei sui stabilimenti 5 linee complete di produzione per il packaging e per il punto vendita: prestampa, stampa, stampa a caldo rilievo e fustellature, finestrature e incollaggi di ogni tipo e misura nonchè un reparto specializzato nella realizzazione di espositori da terra da banco e per prodotti da punto vendita.
Le innovazioni tecnologiche e di processo portate avanti dall’azienda in ottica Industry 4.0 si sono innescate in un sistema aziendale già particolarmente solido, razionale e robusto in termini di qualità dei processi preesistenti. L’interconnessione tra i diversi processi è continuamente monitorata e migliorata, come pure grande attenzione è data alla formazione aziendale. Ulteriore nota di menzione è la combinata attenzione tra Industry 4.0 e politiche di Sostenibilità, con riconoscimenti nazionali e con investimenti tecnologici (tra cui il nuovo impianto fotovoltaico).
PROMOTORE




Il Gruppo PRT è una squadra di 7 brand con diversi know-how ma in grado di lavorare in assoluta sintonia e con un obiettivo chiaro ed univoco: analizzare, supportare e realizzare i progetti di business dei clienti con servizi e strumenti volti a rendere efficace e personalizzata la comunicazione, dalla consulenza e produzione fino alla conservazione digitale. PRT studia e crea soluzioni che rendono il partner perfetto per comunicare con i clienti, dalle comunicazioni cartacee, obbligatorie e di fidelizzazione da recapitare alla bolletta dinamica ed interattiva, fino ai prodotti di grande formato.
Con 100 anni di esperienza alle spalle, il Gruppo guarda al futuro con la prospettiva di offrire competenza esclusiva nella perfetta gestione dei canali di comunicazione a disposizione attraverso strumenti di analisi performanti e all’avanguardia. www.prtgroup.eu/it
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IL LOGO E ACCEDI ALLA REALTÀ
La rubrica “Print Connection” contiene comunicati, riguardanti novità tecnologiche o installazioni, mandati alla redazione del Poligrafico dalle aziende presenti nella “Banca Dati Fornitori”, visibile online nel sito Stampamedia.net. Sullo smartphone, inquadrando il singolo logo con la app Stampare Aumentato si accede direttamente alla scheda dell’azienda nella Banca Dati e ad un eventuale video.


































ECSP è una dashboard di controllo e monitoraggio accessibile via web, pertanto utilizzabile anche da dispositivi mobile, e consente, tramite la connessione a una piattaforma basata su cloud, di acquisire in qualsiasi momento lo stato delle stampanti dei siti di produzione, raccogliendo inoltre i dati di processo necessari all’integrazione 4.0. È possibile vedere il numero di lavori stampati, l'area di stampa, le percentuali di attività ed essere informati di eventuali errori in tempo reale. La funzione "Rapporto" può riepilogare questi dati per un periodo di tempo specificato e visualizzarli graficamente, inoltre è possibile vedere il dettaglio delle singole stampanti. Con Cloud Solution PORT, i clienti possono monitorare le stampanti anche se installate in sedi diverse e, grazie a cruscotti configurabili con grafica semplice e chiara, sono in grado di analizzare la produttività e ricevere aggiornamenti operativi sui lavori di stampa, sui livelli di inchiostro e sullo stato di manutenzione, riducendo così al minimo i tempi di fermo macchina e le interruzioni delle tirature. La funzione Production Monitor esamina in tempo reale lo stato della produzione e permette di vedere quando i lavori sono stati completati o il tempo rimanente per completarli. Production Monitor genera report giornalieri che evidenziano le opportunità per migliorare la produttività. In caso di problemi nel sito di produzione quando non si è presenti, è facile sapere qual è il tipo di problema e intervenire rapidamente per risolverlo. Epson Cloud Solution PORT supporta quasi tutti i modelli delle famiglie SureColor ed è particolarmente apprezzato dai clienti che utilizzano i modelli industriali SC-F3000, SC-F10000 (nella foto) e SC-V7000; è scaricabile gratuitamente dagli app store Android e IOS. Info: https://port.epson.com/


Quando si parla di attività produttiva un aspetto fondamentale è legato all’aspirazione di scarti e polveri, al fine di rispettare i protocolli di sicurezza per la tutela della salute nonché ridurre l’impatto ambientale. Qui entra in gioco New Aerodinamica, azienda bergamasca specializzata nella soluzione di problemi anche complessi legati all’aspirazione e trasporto di materiali di scarto. Alla guida dell’affiatato team Paolo Radaelli, A.D. dal 2014, perno di una squadra che oggi si occupa a 360 gradi di tutto il processo di realizzazione dell’impianto sia in loco che da remoto, grazie alle nuove tecnologie e alle caratteristiche degli impianti prodotti dall’azienda. “I nuovi macchinari ci consentono oggi di intervenire per l’aspirazione di scarti di cartiere, alluminio, film plastici e non woven, scarti di scatolifici e cartotecniche. Ogni intervento viene curato con attenzione, trovando una soluzione mirata per ogni esigenza”. Esempio concreto, tre impianti commissionati e realizzati di recente nell’Est Europa, per aziende operanti nel settore di scatole e imballaggi di cartone, riusciti al 100% grazie all’individuazione di soluzioni ad hoc. Apripista la realizzazione di un impianto di aspirazione per gli scarti su Mitsubishi EVOL, macchinario altamente evoluto, con necessità di evacuare gli scarti generati e trasportarli per ben 80 metri fino al sistema di scarico. I tecnici N.A., dopo una prima analisi e la realizzazione di disegni realistici in 3D, hanno provveduto alla costruzione dell’impianto, complesso per l’esigenza ma di facile monitoraggio tale da consentire al cliente un’installazione indipendente, con monitoraggio e controllo da remoto, attraverso semplici sistemi come WhatsApp e call conference. Secondo intervento - dettato dalla necessità sullo stesso macchinario di ridurre polveri generate in produzione - la progettazione di un sistema di aspirazione totale e trasporto. Obiettivo non facile a causa della richiesta di posizionare il filtro (con capacità di 45.000 m3/h) vicino alla macchina seppur con spazi molto ridotti, ma riuscito con successo. A seguire il terzo intervento, focalizzato su impianto per aspirazione rifili su ondulatore Fosber, caratterizzato da una velocità di 420 m/min e grammature medie di 1.000 g/m2. Un lavoro studiato step by step fino al montaggio completo eseguito con successo. Tre interventi, tre successi: N.A never stop!

Strade che si incrociano per Newmec e Rotatek, che da più di 40 anni parlano la stessa lingua, quella della stampa. Rotatek SA è un’azienda fondata nel 1970, diventata negli anni un punto di riferimento nell’industria della stampa, raggiungendo oggigiorno posizioni di grande rilievo: 1.700 macchine in 5 continenti, un brand scelto in più di 70 paesi nel mondo. Numerosi i progetti che hanno visto coinvolte entrambe, ma è sulla Brava450 che inizia la partnership, una progettazione e produzione tailor made, che si auspica possa essere la prima di tante altre ed essere un trampolino di lancio per Newmec stessa.
Da Newmec è stata prodotta un’attrezzatura da installare nella torre Stampa offset, e precisamente un Gruppo Flexo Variabile (nella foto), con la peculiarità che con la sola sostituzione del cliché si possa stampare il 24” e tutti i sottomultipli, in quanto la macchina ha il sistema di trasmissione con ritorno carta e quindi tutti i benefici che ne conseguono.

Nella produzione di packaging di lusso la cura e la precisione dei dettagli sono fondamentali per ottenere scatole di qualità: Kolbus GmbH, ormai da lungo tempo attiva nel campo della progettazione e commercializzazione di macchinari per la realizzazione di questo tipo di prodotti, conosce bene le esigenze della propria clientela e, grazie alla maturata esperienza e all’ingegneria tedesca, offre macchine sempre affidabili e all’avanguardia. La Solcatrice NM101, in particolare, risulta essere la soluzione migliore attualmente sul mercato per la produzione di scatole a spigolo vivo, poiché permette di realizzare solcature definite e senza sbavature, ottenendo così componenti per scatole al tempo stesso robuste e flessibili. La solcatrice NM101 è in grado di lavorare a una velocità fino a 65 cicli/min., la stessa della copertinatrice che può essere posta a valle della
Lo scorso ottobre SMG ha stretto un accordo con i partner croati di Azon Printer per la distribuzione nel nordest e in Italia delle loro attrezzature per la stampa digitale. Con questa partnership il gruppo friulano cerca di espandere il proprio portafoglio di prodotti e macchine per la stampa digitale approcciando nuovi mercati al di fuori delle arti grafiche. Azon Printer, nata nel 1993, propone soluzioni innovative progettate su prodotti a lunga durata che rimangono fedeli agli standard tradizionali di qualità, con una componentistica di alta performance che offre allo stampatore, artigiano o industriale, ottimi risultati in termini di efficienza e qualità. Dentro il portafoglio di macchine si trovano soluzioni per la stampa in UV di oggetti con spessore fino a 1 metro. Questi spessori, che altri brand non riescono a proporre, danno la possibilità di personalizzare diversi oggetti, cosa realizzabile finora solo con attrezzature per stampa industriale. SMG ha iniziato inoltre una campagna per la promozione dei sistemi Azon Pronto: questi sono dedicati alla stampa di magliette e tessuti attraverso i sistemi Direct-to-Film (DTF) che non richiedono pretrattamenti, sono versatili su qualsiasi tipo di tessuto (cotone, poliestere ecc.), hanno un’ampia gamma di colori compreso il fluo e garantiscono un ottimo rapporto costo/beneficio. Azon propone il sistema Pronto Plus per una produzione in linea, spolveratura e polimerizzazione ad alto volume. Per realtà produttive più piccole c’è la soluzione Pronto Desktop che è più contenuta in termini di costo e ingombri però con i medesimi risultati di qualità. A fine novembre SMG ha invitato i clienti del nordest presso il centro demo a Terzo di Aquileia per il primo di una serie di open house dedicati alla promozione del marchio Azon. Altri eventi di questo tipo seguiranno nei primi mesi del 2022. Per ulteriori informazioni www.smg.it.


linea produttiva, ed è dotata di doppio magazzino che permette la solcatura contemporanea di due cartoni. I solchi, realizzati grazie a coltelli conici con una inclinazione tra 90° e 130°, precisi e rifiniti, creano le zone di ripiegatura per la realizzazione del prodotto finale: la scatola. Per maggiori info o prenotare una presentazione, anche online, contattare: info@kolbusitalia.com
Da un progetto di collaborazione con Nilpeter è nato un nuovo sistema di polimerizzazione, collocato successivamente all’unità printbar inkjet, che consente l’essiccazione di diversi spessori di vernici e inchiostri, simulando l’effetto serigrafico. Grazie al sistema di raffreddamento del led e delle piastre di raffreddamento sottostanti, il sistema lavora con temperatura di esercizio intorno ai 18°. Questa tecnologia permette di eseguire il lavoro ad alte velocità, incrementando così la capacità produttiva dell’intero sistema. Digital Varnish Bar Led può essere integrata con tutti gli elementi UV / LED / COMBO eventualmente presenti in catena, in modo da sfruttare un unico pannello di controllo e un unico sistema di raffreddamento. Grazie alla sua versatilità e alle ottime performance Digital Varnish Bar Led ha già ottenuto svariati consensi e nel giro di pochissimo tempo si contano numerose installazioni già effettuate e molte altre pianificate per il 2022.

INO Print A6050 è la nuova soluzione studiata per le attuali esigenze di produzione anche di pochi pezzi e con molti cambi colore, in cui si richiede una stampa serigrafica di qualità elevata, spesso abbinata alla stampa digitale. E’ adatta per il settore delle tastiere a membrana, transfer, decalcomanie, adesivi industriali, editoria, luxury packaging, elettronica, pannelli per elettrodomestici, IMD, IML. Queste alcune delle caratteristiche principali: tecnologia di gestione dei fogli e/o lastre di ultima generazione; videocamere per la messa a registro su crocini di stampe precedenti o, in alternativa, su bordo foglio; auto-correzione della distorsione in caso di allungamento dei fogli; messa a registro dei quadri da stampa completamente automatica tramite telecamere inserite nel piano stampa (setup ridotto a 15 secondi); software intuitivo tramite grande schermo touch di interfaccia; integrazione completa con forni e stacker INO, d.o.o. Le installazioni, l’assistenza tecnica e la manutenzione delle macchine INO sono seguite dai tecnici di Treviso di Grafco: enzo.garolla@grafco.it - info@grafcoast.com

L’applicazione delle necessarie “regole, regolamenti e gestione aziendale” sono facilitate dall’impiego delle nuove tecnologie meccaniche, elettriche, elettroniche e informatiche presenti sul mercato, il cui sviluppo e diffusione è favorito dalla Legislazione “Industria 4.0”
La iniziale Legge 232 /11 Dicembre 2016, che poi venne resa nota con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.° 297 del 21-12-2016 ha dato inizio agli investimenti agevolati nel corso dell’anno 2017 legati proprio all’“Industria 4.0”.
Attualmente gli investimenti in progetti di innovazione tecnologica finalizzati al raggiungimento di obiettivi di innovazione digitale 4.0 sono definiti da: Art. 1, comma 203, della Legge 160 del 27 Dicembre 2019 et successivo, Art. 5, comma 1, del D.M. del 26 Maggio 2020 per la definizione dell’esigibile valore quale “Credito di Imposta” che è di grande interesse e utilità per tutto il comparto industriale e in modo speciale favorevole per le PMI. Queste agevolazioni innovative – di cui abbiamo ampiamente dato conto in tutti i numeri del 2021 de Il Poligrafico – spingono a una migliore organizzazione e controllo delle attività produttive. Applicare regolamenti aziendali con principi chiari e ben definiti può sancire una vera e propria svolta nella gestione di un’impresa.


Il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato il via libera agli incentivi per sostenere gli investimenti nelle scuole tecniche (ITS) per la realizzazione di sedi e laboratori innovativi legati alle nuove tecnologie con le possibili applicazioni offerte dallo sviluppo della “Industria 4.0”. L’obiettivo è favorire la formazione di competenze professionali aggiornate e quindi potenziare le sinergie scolastiche “teoriche” con il mondo reale dell’industria e delle imprese. Quindi lo scopo è incentivare la formazione altamente specializzata dei giovani offrendo percorsi ampi per entrare nel mondo del lavoro preparati, così da far emergere quelle capacità e professionalità richieste per vincere la sfida della transizione, ovvero del passaggio dalle vecchie tecnologie alle nuove applicazioni “digitali e green”. Queste ultime concepite per essere rispettose delle condizioni del pianeta, favorendo dal risparmio energetico fino alla gestione degli scarti.
Il mercato 4.0, che oggi ha un valore complessivo stimato di 4,1 miliardi di euro, nel periodo di pandemia si è mostrato particolarmente dinamico con un aumento importante dell’adozione delle nuove tecnologie sia per l’industria sia nell’ambito dei servizi.
Istat aveva evidenziato un aumento significativo dell’impiego di tecnologie avanzate e anche l’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano ha registrato una decisiva crescita del settore. Il sistema d’innovazione italiano deve partire dall’impulso alla ricerca e sviluppo scolastico che sono le chiavi di apertura della “Missione 4.0” per la Istruzione dei giovani. Deve essere insegnato e fatto comprendere il ruolo delle competenze indispensabili alle imprese per inserirsi nella realtà della vita aziendale in costante evoluzione.
Si sottolinea che la pandemia ha avuto un effetto di accelerazione. Alcune tecnologie come il Cloud sono state utilizzate nel 2020 dalla maggior parte delle aziende italiane (60% secondo l’Istat). Anche l’installazione di robot e il ricorso all’intelligenza artificiale mostrano, secondo il Politecnico di Milano, trend in forte aumento. E’ in atto un dinamismo significativo per tutto il comparto industriale. Stime di crescita in quest’ambito arrivano anche da Ucimu in riferimento alla produzione e all’adozione di macchine utensili di ultima generazione, automatizzate e collegate in rete per permettere il controllo e la raccolta dati, come richiesto dalle vigenti normative “Industria 4.0”.
A fine 2021 gli investimenti per “Industria 4.0” dovrebbero, infatti, attestarsi su un incremento del 21,6%, raggiungendo i 6,3 miliardi di euro, a dimostrazione del significativo dinamismo di tutto il comparto industriale. Resta l’incognita delle potenziali problematiche legate alle dinamiche della carenza delle materie prime che potrebbero impattare e vincolare nei prossimi mesi tutto il comparto manifatturiero.

