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Il Poligrafico, n. 191, Luglio - Agosto 2019

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LA NATURA DELLA STAMPA

I nuovi materiali green dell’imballaggio sostenibile

SPECIALE AUTOMAZIONE&ROBOTICA

BRAND REVOLUTION

LAB 2019

Creatività e tecnologia: pronti per Luxepack!

STAMPA E NUOVI MEDIA NELL’ERA DIGITALE

Pensare, per realizzare insieme.

In Polyedra non abbiamo mai smesso di farlo, perché c’è sempre un’idea pronta a diventare realtà. Come o grazie a cosa? Possiamo inventarlo insieme: l’importante è non smettere d’immaginarsi il futuro. Polyedra è il partner poliedrico capace di ascoltare per tradurre in soluzioni le vostri visioni. Don’t stop imaging.

L’innovativa macchina da stampa offset ROLAND 700 EVOLUTION offre livelli di flessibilità e personalizzazione senza precedenti, garantendo al contempo prestazioni, efficienza e qualità di stampa eccezionali. Metti nelle tue mani il potere di aumentare la tua produttività nella stampa di prodotti e packaging premium.

indice dei nomi

200M 10

360 onlineprint 10

Acimga 26

ACIS 13

ACM 46

Adecarta 55

Agfa Graphics 5

AIE 9,13

Albertini Andrea 10

Allgoewer Ludwig 14

Antonio Sada & Figli 14

Artefice Group 45

Arti Grafiche Boccia 9

Artuffo Luigi 11

Assocarta 26

Assografici 26

Athesia Druck 29

A-Tono 47

Avogadro Paola 56

Azul Sistemi 13

Bain Capital 9

Bankitalia 8

Becchetti Armando 11

Becchetti Giacomo 11

BeeGraphic 12,46

BEMA 36

Berkenbosch Arco 12

Bertoldo Cristina 57

Bertoldo Giovanni 57

Bio Green Gate 55

Boccia Vincenzo 9

Bocconi università 26

Borgonovo Patrizia 12

Braskem 57

Burgo 62

Butti Goliardo 12

Camporese 15,35

Canon 33

Cartaria Biellese 62

Cartesar 57

Cavalcante Valeria 55

Cavicchioli Riccardo 13

Cavirani Vittorio 37

Cerutti 9

Chiesa Maura 55

CIAL 51

Ciemme 11

Cocchi Alessio 38

Colombo G. Battista 50

Color Art 11

Comieco 26

CONAI 51,54

Conversion 45

Coo’ee Italia 45

Copisteria Universale 30

corGae 31

Costerplast 36

Creostudios 47

Crispy Mountain 14

De Giuli Primo Paolo 11

De Grandis Antonio 11

De Grandis Paolo 11

Diffusion Plus 14

DLV BBDO 47

DTD Packaging 32

Duplo 30

E.Lui Tipografia 33

Efi 48

Elcograf 10

Elettric80 36

Enfocus 31

Epson 16

Facchini Sergio 37

Faenza Group 10

Farronato Luca 48 Favini 54

Fed. Carta e Grafica 26

Fedrigoni 9,49,62

Ferrari Adriano 55

Ferrari Caterina 55

Ferrari Elena 55

Ferrario Federico 34

Ferrero 56 Fespa 14

FIEG 13

Filippi Umberto 11

Fischbacher Kerstin 12

Forgraf 34

Gentou René 53

Ghiani Matteo 62

Glerean Paolo 56

GMDE 58

Goglio 47,55

Grafica Metelliana 12

Grafiche Artigianelli 11

Grafiche Damiani 10

Grafiche Ghiani 62

Grafiche MDM 62

Grafikontrol 11,37

Graphicscalve 46

Grassi Enrico 36

Gratteri Luca 8

Gruppo Cordenons 9,45

Gruppo Sada 57 h+m 46

H2H 47

Haas Eric 12

Heidelberg 11,14,16,30,49,68

Hinder Mark 17

Horizon 34

Hospitality Digital 10

HP 26,31,45

HUD 45

Ideology 46

Igepa 16

Int. Paper Italia 14

Ist. Ital. Imballaggio 55

Ist. Poligr. Zecca Stato 11

ISTAT 36

J.Sandler Print&Packag. 58

Kaliebe Dirk 16

Kassow Kristian 38

KBA 11

Kern Italia 8

Kern Ulrich 8

Keypoint Intelligence 40

Kimiprint.com 46,51

Kodak 14,18,34,53

Komori 11,32,34,63

Konica Minolta 11,17,43

Kurz 46

L’Espresso gruppo 9

La Città 9

La Repubblica 9

Labelexpo Europe 12

Lazzarini Stefano 62

LeadX Capital Partners 10

Levi Ricardo Franco 9,13

Lic Packaging 57

Litocartotecnica Ival 45

Liyu Italia 14

Luca Alberto 54

Lucaprint 54

Lui Enrico 33

Luini Mauro 49

Luxoro 46,49

Maer 45

Malavasi William 37

Manetti Carlo 62

Manroland 3,10

Mariani Giorgio 57

Marks-3zet 16

Marstorp Jan 16

Mediagraf 51

Medioli Chiara 9

Mekes 10

Mgi 11

Mondadori 10

MSA 8

Muller Martini 10

Munter Michael 29

Nardini Elia 31

Nava Press 46

NELA 58

Neopost 31

Nespolo Marco 9

New Aerodinamica 59

O,Nice Design 46 O-I 45

Omnes Capital 10

OneMorePack 12

Oscar della Stampa 52

Oss.Quotidiani Lombardi 13

Ostergaard Esben 38

Pack.ly 45

Pagani Maurizio 56 Parenco 62

Pathena 10 Pedon 54

Pesce Riccardo 51

Plockmatic Group 16

PME Investimentos 10 Polyedra

i valore al vostro business

A a rap i s rende le attività di prestampa e stampa pi e onomi e e olo i e ed e tra onvenienti o L’obiettivo finale? Aumentare la redditività risparmiando i io e tempi i prestampa rifacime ti astre cambi bag at ra tempi a iame to co s mi i i chiostro

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191

PIOMBI

Primo piano

L’ex Kern Italia dichiara fallimento 8

Concorso Bankitalia per stampatori 8

Cassa integrazione per Boccia 9

Aziende grafiche ..................................10

Eventi...................................................12

Istituzioni..............................................13

Fornitori ...............................................14

SPECIALE

AUTOMAZIONE & ROBOTICA

Prospettive: dove nasce la quarta rivoluzione industriale ...........................20

Inchiesta: come affrontano la sfida le aziende di stampa ............................29

Tecnologia: un robot ci salverà (e salverà posti di lavoro) ......................36

Ricerche di mercato: stiamo costruendo il flusso di lavoro perfetto? ....................40

EVENTI

Brand Revolution LAB a Milano, presentati i 15 progetti .........................44

Open house: Simeoni Arti Grafiche presenta la nuova Scodix......................49

TECNOLOGIE

L’ecosistema Kodak, un unico fornitore per tutto il flusso di produzione .............53

RUBRICHE

I nomi di questo numero 4

Oscar della Stampa L’eccellenza italiana nella Stampa sostenibile .......................50

Cartaonline

Online e offline stanno litigando... ma stanno anche dicendo la stessa cosa....64

Printing portraits

Bioplastiche, alghe, fagioli: la battaglia green del packaging ...........54

Moneta complementare, sai cos’è? ......62

Lex, legis

Registro delle opposizioni e privacy: prospettive e coordinate per il mondo del mailing ...........................................60

L’opinione di... S. Facchini La fabbrica del futuro ...........................66

Sommario

SPECIALE AUTOMAZIONE & ROBOTICA

INCHIESTA: COME STANNO AFFRONTANDO LA SFIDA DELL’AUTOMAZIONE LE AZIENDE DI STAMPA? PAG. 29

AUTOMAZIONE, LÌ DOVE NASCE LA QUARTA RIVOLUZIONE

INDUSTRIALE PAG. 20

DALL’INDAGINE DI KEYPOINT INTELLIGENCE – INFOTRENDS: STIAMO COSTRUENDO IL FLUSSO DI LAVORO PERFETTO? PAG. 40

Colophon

Direttore responsabile

ENRICO BARBOGLIO enrico.barboglio@strategogroup.net

Redazione

GIULIA VIRZÌ tel. 02 49534500

giulia.virzi@strategogroup.net

FEDERICO ZECCHINI

Pubblicità

MAURO TIRONI tel. 02 49534500 mauro.tironi@strategogroup.net

DEBORAH FERRARI tel. 389 9004599

deborah.ferrari@strategogroup.net

Rancati Advertising:

CLAUDIO SANFILIPPO tel. 02 70300088 csanfilippo@rancatinet.it

Ufficio traffico

BRANDO ZULIANI tel. 02 49534500

brando.zuliani@strategogroup.net

Hanno collaborato a questo numero: VALENTINA CARNEVALI, MARCO DEPLANO, SERGIO FACCHINI, ACHILLE PEREGO, MICHELA PIBIRI, CATERINA PUCCI

Progetto grafico e impaginazione

CRISTINA MASCHERPA

Redazione

Centro Direz. MilanoOltre, Segrate MI tel. 02 49534500 fax 02 26951006

Ufficio abbonamenti tel. 02 49534500 fax 02 26951006 abbonamenti@strategogroup.net

Editore

STRATEGO GROUP srl - Segrate MI www.stampamedia.net

Stampa PressUP - Nepi (VT) www.pressup.it

Copertina

Art direction: CRISTINA MASCHERPA ImmaginI: WWW.DEPOSITPHOTOS.COM

Interno stampato su carta Sappi Magno volume da 100 g/m2.

La carta per l’interno del Poligrafico n. 190 era Sappi Magno satin 115 g/m2, diversamente da quanto indicato nel colophon. Ce ne scusiamo con i Lettori e con i diretti interessati.

ABBONAMENTI

quota annua euro 84,00 per l’Italia, 144,00 per l’Europa, 159,00 extra-Europa. Numeri arretrati: 15 euro cad. copia. I versamenti possono essere effettuati con bonifico bancario a Stratego Group srl IBAN: IT70 C034 4020 6000 0000 0264 200

Associato a:

AL BRAND REVOLUTION

LAB DI MILANO PRESENTATI

I 15 PROGETTI PAG. 44

PACKAGING: L’INDUSTRIA È

PAG. 54

NELLA

SOSTENIBILE PAG. 50

R.E.A. Milano n. 1190227

Autorizz. Trib. Mi n. 512 del 26.10.85

Gli articoli firmati impegnano esclusivamente gli Autori. Dati e caratteristiche tecniche sono generalmente forniti dalle Case costruttrici, non sono comunque tassativi e possono essere soggetti a rettifiche in qualunque momento. Tutti i diritti sono riservati. Notizie e articoli possono essere riprodotti solo a seguito di autorizzazione dell’editore e comunque sempre citando la fonte. Testi e fotografie, qualora non espressamente richiesto all’atto dell’invio, non vengono restituiti. Desideriamo informarLa che il D.Lgs. 196/03 (Testo Unico Privacy) prevede la tutela di ogni dato personale e sensibile. Il trattamento dei Suoi dati sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e della Sua riservatezza. Ai sensi dell’art. 13 del Testo Unico, Le forniamo quindi le seguenti informazioni: il trattamento che intendiamo effettuare verrà svolto per fini contrattuali, gestionali, statistici, commerciali, di marketing; il trattamento, che comprende le operazioni di raccolta, consultazione, elaborazione, raffronto, interconnessione, comunicazione e/o diffusione si compirà nel modo seguente: archiviazione su supporto cartaceo e archiviazione informatizzata su personal computer. Il titolare dei dati è: Zeta’s srl nella persona del Rappresentante Legale. Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati ad uso redazionale è Ruggero Zuliani (ruggero.zuliani@strategogroup.net - via Cassanese 224 - Segrate (Milano) - tel. 0249534500 - fax 0226951006). Al titolare del trattamento Lei potrà rivolgersi per far valere i Suoi diritti così come previsti dall’art. 7 del D.Lgs. 196/03.

La resilienza è la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi e, per esteso, la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. La resilienza è una grande e invidiabile capacità perché oltre che di una sorta di istinto di sopravvivenza, è in qualche modo anche indice di quanto una persona crede in ciò che fa, in ciò che ha costruito, in ciò che spera ancora di costruire. Spostando un po’ il punto di vista, forse si può parlare di resilienza riferendosi alla capacità di reagire al cambiamento tecnologico che stravolge e annienta il modo in cui magari si è sempre lavorato, il modo con cui ci si è sempre relazionati ai propri clienti, il modo stesso di intendere il lavoro. L’industria della stampa in questo senso offre degli esempi perfetti perché novità e nuovi modi di organizzare e fare il lavoro non cessano di emergere, ed è straordinaria la capacità degli imprenditori, delle piccole come delle grandi aziende, di rimboccarsi ogni volta le maniche un po’ più su e di rimettersi in gioco, per non rischiare di rimanere tagliati fuori da questo turbinio incessante che è l’evoluzione tecnologica.

E così si fa ricerca, si fa formazione, si chiede ai dipendenti di mettere da parte le proprie conoscenze e di acquisirne di nuove e alle banche e allo Stato di avere fiducia nell’investimento. E ai fornitori di creare macchine e software che riducano al minimo la possibilità di errore, i tempi di avviamento e di cambio lavoro, e che consumino il minimo indispensabile perché c’è anche la questione dell’ambiente da tener presente: non basta essere all’avanguardia, bisogna anche essere sostenibili dal punto di vista ambientale. E allora, per esempio, non è più lo stampatore che va a prendere le lastre ma le lastre che corrono incontro alla macchina da stampa, e non è più lo stampatore che decide quale lavoro si fa prima e quale si fa dopo ma il software che calcola tempi, formato e tiratura di ogni singolo lavoro per creare una sequenza di stampa ottimale. C’è addirittura chi sta studiando un modo di utilizzare l’intelligenza artificiale per rendere più semplice, attraverso l’utilizzo di schemi ricorrenti e quindi del concetto di prevedibilità, la progettazione di lavori di stampa di grande formato.

Fare questo non è semplice. Richiede lungimiranza, investimenti, fatica. Richiede resilienza, intesa come la capacità di reagire alla spiacevole sensazione di non essere più adeguati ai tempi del mercato e alle esigenze dei clienti, con l’imperativo di dover cambiare, di dover - per l’appunto - doversi rimboccare le maniche ancora una volta. Di storie così, in questo numero del Poligrafico, ce ne sono tante. E la cosa straordinaria è che, per quanto ricche di macchine e di tecnologia, le vere protagoniste di queste storie sono, semplicemente, persone.

di Giulia Virzì

Kern Italia cambia nome e dichiara fallimento. A rischio decine di posti nelle due sedi

È fissata per il 17 ottobre 2019 l’udienza per l’esame dello stato passivo in relazione al fallimento di Macchine sistemi automatizzati S.r.l. – MSA, il nuovo nome di Kern Italia. Il tribunale di Arezzo ha pronunciato la sentenza di fallimento lo scorso 22 maggio e ha autorizzato l’esercizio provvisorio per un periodo di due mesi limitatamente al ramo aziendale di Sansepolcro. Già scattate le mobilitazioni sindacali per il futuro dei dipendenti, ad oggi circa 26 (della trentina in organico, qualcuno ha già presentato le dimissioni). Il termine per la domanda di ammissione al passivo è il 17 settembre.

Kern Italia S.r.l., di proprietà della svizzera Kern AG amministrata

da Ulrich Kern, è nata nel giugno 2013 dalla fusione tra Kern S.r.l. e Kern Sistemi S.r.l. ed era specializzata nella produzione e manutenzione di macchine imbustatrici, soluzioni per il trattamento dei documenti e la relativa automazione dei processi. Il cambio di denominazione a MSA (la partita iva è la stessa di Kern Italia) risale al 17 aprile 2019, poco più di un mese prima del fallimento, per gestire il quale

è stato nominato curatore fallimentare l’avvocato Luca Gratteri. Una situazione di crisi, quella di Kern Italia, che perdurava da tempo. Stando al bilancio 2017 (l’ultimo disponibile) era già stato fatto un tentativo di risanare l’azienda, quando il totale patrimonio netto ammontava a -3.622.081 euro e il fatturato, per quanto in crescita rispetto all’anno precedente (dai 5,6 milioni del 2016 ai circa 11

milioni del 2017), risultava insufficiente. L’azienda aveva cercato un accordo di ristrutturazione, ma Kern Italia non poté far fronte ai pagamenti nei termini previsti, e dovette procedere con un secondo piano di rientro d’accordo con gli istituti di credito Banca Intesa e Mediocredito Italiano. Nel 2017 si ricorse alla cassa integrazione della durata di due anni per i 35 dipendenti e vennero esternalizzate alcune fasi produttive, ma non servì a risollevare le sorti di Kern Italia: l’assemblea straordinaria del 18 luglio prese atto che le perdite della Società ammontavano a 13.974.733 euro. «Spero a breve in una convocazione dal Ministero», afferma Alessandro Tracchi, segretario della

Concorso Bankitalia per cinque stampatori, aperte le iscrizioni

Fiom Cgil di Arezzo, che ha partecipato al presidio davanti alla sede aretina dello scorso maggio e che aggiunge come i dipendenti dello stabilimento di Sansepolcro siano senza stipendio da marzo: «Ci siamo attivati sia in Lombardia che in Toscana per attivare gli ammortizzatori sociali», continua Tracchi, che afferma come in un primo momento ci fosse stata l’ipotesi di mantenere attivo (con 8 o 9 dipendenti per ciascuna delle due sedi) il ramo d’azienda dedicato alla manutenzione del parco installato. Una possibilità, conclude Tracchi, non approfondita perché è stata scartata l’ipotesi dell’affitto del ramo di azienda. Giulia Virzì e Stefano Portolani

Le candidature possono essere presentate fino a fine luglio sul sito di Bankitalia. I cinque vincitori lavoreranno a Roma presso il Servizio Banconote, struttura con una spiccata specificità industriale, connessa con la produzione delle banconote

La Banca d’Italia ha indetto un concorso pubblico per l’assunzione di cinque assistenti dal profilo tecnico e con esperienza nel campo della supervisione e/o manutenzione di apparati produttivi industriali. La domanda deve essere presentata entro le ore 16 del 30 luglio 2019 (ora italiana), utilizzando l’applicazione disponibile sul sito internet bancaditalia.it. I vincitori lavoreranno a Roma presso il Servizio Banconote, struttura caratterizzata da una spiccata specifici-

tà industriale, connessa con la produzione delle banconote in euro, e da una elevata proiezione internazionale. Il bando di concorso è stato pubblicato sul sito, con i requisiti per potervi partecipare e tutte le informazioni utili sulle prove che i candidati saranno chiamati a sostenere. Nel caso in cui le domande di partecipazione al concorso siano più di 600, la Banca d’Italia procederà a una preselezione per titoli. I risultati così conseguiti, con l’indicazione dell’e-

ventuale ammissione alla prova scritta, vengono resi disponibili a ciascun candidato esclusivamente sul sito internet della Banca d’Italia entro il mese di settembre 2019, almeno 15 giorni prima della data prevista per la prova. Stando a queste tempistiche, gli esami dovrebbero tenersi nel mese di ottobre.

Fra i requisiti richiesti il Diploma di istruzione secondaria di secondo grado di durata quinquennale, il Diploma di Istituto tecnico superiore o, in alternativa, espe-

rienza lavorativa documentabile della durata di almeno 2 anni, età non inferiore ai 18 anni. Idoneità fisica alle mansioni, ossia la piena funzionalità dell’apparato osteomio-articolare, dell’udito e della vista, quest’ultima eventualmente corretta con l’uso di occhiali o lenti, il godimento dei diritti civili e politici e il non aver tenuto comportamenti incompatibili con le funzioni da svolgere in Banca d’Italia.

Le prove consistono in una prova scritta e in una prova orale e si svolgono a Roma.

Il presidio davanti allo stabilimento di Sansepolcro
foto: Teletruria

Arti rafiche occia cassa integrazione per il calo commesse

Il verbale d’accordo è stato firmato a metà maggio da azienda e organizzazioni sindacali di categoria del territorio (Fistel-Cisl, Slc-Cgil, Uilcom, Ugl Grafici, Cisal) nella sede di Confindustria Salerno. E riguarda l’attivazione della cassa integrazione ordinaria alle Arti Grafiche Boccia. L’azienda di Salerno guidata da Vincenzo Boccia che, oltre a essere principale azionista e amministratore delegato dell’impresa nata nel 1961, è anche presidente di Confindustria. La Cassa integrazione guadagni (Cig) riguarda a rotazione fino a un massimo di 50 dipendenti sui circa 200 impiegati dalle Grafiche Boccia per un periodo massimo di 13 settimane partendo

dallo scorso 3 giugno al 1° settembre 2019. L’azienda salernitana ha motivato la richiesta per il calo delle commesse che ha reso necessario ridurre temporaneamente l’attività lavorativa. L’attività dovrebbe comunque riprendere a pieno regime per tutti dal 2 settembre. Grafiche Boccia ha una capacità produttiva alla quale cinque anni fa era stata aggiunta (acquisita per oltre 3 milioni dal gruppo Espresso) una Cerutti S96 utilizzata fino al 2013 per stampare in esclusiva La Repubblica e il quotidiano La Città. Con l’avvio del progetto monstre S96, Arti Grafiche Boccia aveva spiegato, sottolineando un ciclo di investimenti complessivi in nuove tecnologie per oltre 30 milioni, di

imite del sugli sconti

ai

proporsi come centro stampa indipendente per quotidiani locali, nazionali e internazionali. Un’attività che ha risentito della riduzione di commesse, fogliazioni, tirature. Da qui, nei mesi scorsi, la richiesta dei sindacati di un incontro per conoscere le strategie di rilancio e sviluppo alla luce di qualche segnale di difficoltà e degli oneri finanziari relativi all’esposizione debitoria. Dopo la firma dell’accordo per la Cig, fonti sindacali fanno sapere che quei segnali di difficoltà sono stati superati e, pur non nascondendo la preoccupazione per il calo di ricavi e marginalità delle aziende di stampa, si auspica che dopo l’estate possa esserci una ripresa. Achille Perego

libri

settore contro la proposta di legge

Entro la metà di luglio approda prima alla Camera e quindi al Senato il Piano nazionale d'azione per la promozione della lettura, una serie di interventi per cui saranno messi a disposizione 3,5 milioni di euro per difendere il sistema culturale, sostenere la lettura e la diffusione dei libri. Ma con una norma che prevede una drastica riduzione degli sconti attuali applicabili sul prezzo di copertina che scenderanno dall'attuale 15% al 5% anche per contrastare le vendite online. Subito la dura risposta degli editori che, sul fronte non dei libri ma dei giornali sono impegnati anche in un confronto con il governo perché venga rifinanziato il provvedimento che prevede risparmi fiscali sugli investimenti in pubblicità incrementale (cioè maggiore rispetto a quella pagata

l'anno precedente). Un'agevolazione che servirebbe a investire maggiormente sull'informazione cartacea (con ri essi quindi anche sulle aziende grafiche) ma che non è stata inserita, come previsto, nel Decreto Crescita. «La lettura è un'emergenza nazionale» sottolinea il presidente dell'Associazione Italiana Editori Ricardo Franco Levi. «E lo è non solo per il nostro settore ma per la crescita del Paese. Queste nuove norme si tradurranno in un aggravio di spesa per le famiglie e i consumatori e in un danno per il mercato». Un'altra iniziativa prevista riguarda la creazione di una carta elettronica per le librerie, rilasciata a partire dal 2020 con un fondo di un milione di euro per sostenere i soggetti svantaggiati nell'acquisto di libri e di altri materiali scolastici. A.P.

Fedrigoni parte bene il

Fedrigoni, gruppo italiano leader in Europa nella produzione di carte speciali per packaging, etichette e carte di sicurezza, ha chiuso positivamente il bilancio 2018 e aperto ancora meglio il 2019. Nel primo trimestre di quest’anno, come spiega la nota diffusa dal gruppo guidato dal nuovo amministratore delegato Marco Nespolo (arrivato sei mesi fa dopo il passaggio della maggioranza del capitale al fondo Bain Capital), i ricavi totali sono passati dai 277,3 milioni di fine marzo 2018 a 301,4 (24 milioni in più, pari all’8,7%), grazie in particolare a un aumento delle esportazioni che ha riguardato tutte le linee di business. L’Adjusted Ebitda è cresciuto da 32,2 milioni a 37,9. Buoni anche i risultati economico-finanziari del 2018: nello scorso anno il fatturato ha raggiunto 1,1815 miliardi di euro (dati pro forma, per compensare le acquisizioni che hanno riguardato il gruppo) contro gli 1,1696 del 2017, cioè circa 12 milioni in più, pari all’1%. Questo grazie al notevole aumento del settore etichette e adesivi (24,3 milioni di euro, quasi il 7% in più) e alla costante crescita delle esportazioni, soprattutto in Europa (oltre il 70% del fatturato). L’Adjusted Ebitda è risultato in diminuzione (da 149,8 milioni a 137,1), per effetto della riduzione della richiesta di cartamoneta (ma si confida in un rilancio grazie anche alla partecipazione alle gare d’appalto internazionali), solo parzialmente compensata dallo sviluppo degli altri settori, e dell’aumento del costo della cellulosa che ha contratto i margini nel breve periodo. Fedrigoni oggi si presenta ancor di più come un’impresa globale e dinamica, che investe in acquisizioni, tecnologie, persone (80 le assunzioni nell’ultimo anno) e prodotti innovativi. Il 10% del capitale è rimasto a un ramo della famiglia Fedrigoni, che attraverso Chiara Medioli mantiene la vicepresidenza e la direzione marketing del gruppo. A un mese dall’ingresso di Bain è stata conclusa l’acquisizione del gruppo Cordenons. «L’azienda è in pieno rinnovamento – conferma Nespolo – e vuole crescere, sia conquistando nuovi mercati e aree geografiche, sia acquisendo realtà interessanti che completino l’offerta, sia aumentando i volumi. Nel mercato della carta ci posizioniamo in segmenti ad alto valore aggiunto e in nicchie molto attrattive. Chiaramente le nostre ambizioni vanno oltre: stiamo sviluppando notevolmente il management team, portando a bordo competenze anche mutuate da altri settori e profili internazionali». C’è anche una profonda vocazione ambientale e culturale: è di quest’anno l’installazione di un depuratore biologico per l’acqua a Verona e l’impegno nel padiglione dedicato alla carta realizzato da Fondazione Fedrigoni Fabriano per la tredicesima Conferenza Unesco delle Città Creative. Con circa tremila dipendenti in 16 stabilimenti tra Italia, Spagna, Brasile e Stati Uniti e 25 mila referenze in catalogo, Fedrigoni vende e distribuisce in quasi 130 Paesi nel mondo. A.P.

Addio ad Andrea Albertini titolare di rafiche Damiani

Non ha vinto la sua ultima battaglia, ma l’ha combattuta fino alla fine. A fine maggio se n’è andato dopo una lunga malattia Andrea Albertini, nato nel 1956 e titolare di Grafiche Damiani. Grafiche Damiani ha una tradizione di perfezione, che inizia con la ricostruzione dell’industria nel centro di Bologna dopo la Seconda guerra mondiale, grazie al nonno di Andrea. La famiglia Albertini assume una grande sfida: ottenere il rispetto e la fiducia dei maggiori industriali di Bologna. Una sfida portata avanti con la qualità dei suoi prodotti e la passione nel realizzarli. Fra le creazioni di Grafiche Damiani, parte di un portfolio ricco di preziosi volumi, ci sono facsimili dei manoscritti antichi e straordinari libri fotografici, come il volume “Terrywood” del fotografo Terry Richardson, con gli scatti messi in mostra nel 2012 alla galleria OHWOW a Los Angeles. Commosso il ricordo di Claudio Rossi, ceo di Faenza Group (di cui Grafiche Damiani fa parte): «Ciao Andrea! Ci siamo cercati, ci siamo incontrati e ci siamo piaciuti subito. Abbiamo avuto confronti onesti, veri e sanguigni, proprio come siamo noi. Oltre al percorso imprenditoriale che abbiamo condiviso penso che quello che più ci ha legato è la stima che abbiamo sempre provato l’uno per l’altro. Ricordo, oltre ad altri momenti che non dimenticherò mai, martedì scorso quando parlavamo di nuovi progetti da mettere in pista, sempre sfidanti e sempre con una visione oltre quello che potrebbero vedere le persone “normali”. Sono certo che continueremo a portarli avanti insieme. Stammi vicino».

otolito sceglie il ruppo olandese e es

Nell’ottica del potenziamento della propria capacità produttiva nella confezione a punto metallico, Rotolito punta sul gruppo olandese Mekes. Nel mese di febbraio 2019 sono state installate due ulteriori linee di cucitura a punto metallico Müller Martini Prima Plus, complete di pallettizzatori e caricamento automatico delle segnature. Oggi le linee producono costantemente su tre turni affiancando l’ultima rotativa installata, una Lithoman IV 72 pagine. Mekes, rappresentata in Italia da Claudio Scotto, è stata di supporto in fase di analisi delle esigenze produttive e si è occupata dell’intera installazione fino a portare le macchine in produzione con piena soddisfazione da entrambe le parti.

Investimenti per milioni onlineprint arriva in Italia

C’è un nuovo player nel mercato italiano del web to print. L'azienda portoghese 360 onlineprint, fondata nel 2013, ha ricevuto finanziamenti per 18 milioni di euro per entrare in Italia, ampliare la gamma di prodotti e investire in tecnologia e R&S. Il round di investimenti è stato guidato da LeadX Capital Partners, un marchio di Hospitality Digital GmbH con sede a Düsseldorf, accompagnato da Omnes Capital (Francia), Pathena (Portogallo) e dal fondo 200M, gestito da PME Investi-

mentos e cofinanziato dall'Unione Europea, attraverso fondi del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. 360 onlineprint permette a pmi e professionisti la creazione di prodotti su carta stampata. Sono 60 gli ingegneri di software – circa un terzo del personale dell’azienda – addetti allo sviluppo dei 47 moduli tecnologici. L'attività si svolge internamente: dalla tecnologia della piattaforma e i meccanismi inerenti al suo funzionamento fino alla tecnologia

messa a disposizione dei soci produttori e partner logistici, come il software di picking e imballaggio o l'algoritmo che seleziona automaticamente il socio produttore in base al luogo di consegna e al tipo di prodotto. Leader del mercato in Portogallo, 360 onlineprint ha un portafoglio con più di 400 prodotti, per 4.500 ordini al giorno. L’azienda punta nei prossimi tre anni ad ampliare l’offerta a 20 mila prodotti e il personale a 100 unità in più nei prossimi 12 mesi (ad oggi i dipendenti sono 200).

guerra ondadori Elcogra Istituzioni verso tavolo congiunto

Non c’è stato alcun riavvicinamento (almeno per ora) tra la casa editrice Mondadori (nella foto la sede di Segrate) e la Elcograf del gruppo Pozzoni sul taglio delle commesse di riviste e libri operato dai vertici di Segrate che stanno mettendo a rischio circa 470 posti sui quasi 800 lavoratori impiegati negli stabilimenti del gruppo bergamasco a Verona, Melzo e Cles (ovvero il perimetro della ex Mondadori Printing acquisita da Elcograf nel 2008). Taglio che riguarda attualmente oltre 15 dei circa 50 milioni di ricavi che il gruppo Pozzoni realizza con la stampa per Mondadori, che ha deciso di disdire anticipatamente il contratto rinnovato nel 2013 e rivisto (al ribasso

per Pozzoni) nel 2016 con scadenza il 2021, con l’opzione per un rinnovo triennale. Mondadori sostiene che già nel 2013 le tariffe applicate dal gruppo Pozzoni sarebbero risultate superiori ai prezzi di mercato e grazie a ciò Elcograf avrebbe potuto non solo distribuire dividendi ma anche acquisire nuove aziende. La casa editrice di Segrate avrebbe quindi deciso di diversificare i propri fornitori.

Elcograf, che ha intrapre-

so le vie legali aprendo un contenzioso arbitrale, ha replicato di essere disponibile al dialogo solo se verranno confermati durata e volumi del contratto, facendo rilevare come il problema del prezzo sia presentato da Mondadori in un'ottica volutamente parziale e fuorviante, posto che le tariffe, ricontrattate appena nel 2016, fanno parte di un contratto firmato da entrambe le parti in un contesto rimasto sostanzialmente immutato. A.P.

iber punta all o set di ualità e al pac aging con Color Art

A circa due anni dall’acquisizione delle Grafiche Artigianelli, per crescere nel packaging e nella stampa offset di qualità Tiber – azienda bresciana fondata da Armando Becchetti e guidata dal figlio Giacomo - ha rilevato dalla famiglia ucchi (che continua a mantenere posizioni di responsabilità in azienda) la Color Art di Rodengo Saiano. Fondata nel 1978, Color Art è specializzata nella stampa offset, in quella digitale per il mercato commerciale ed editoriale di fascia medio-alta

e nel packaging. Forte di un parco macchine piane composto da tre Heidelberg 70x100 a 4, 5 e 8 colori (la prima con spalmatore e stampa convertibile, la seconda con spalmatore e stampa UV), da un reparto digitale dotato di macchine Konica Minolta, da un impianto di nobilitazione Mgi e da una legatoria, Color Art ha una cinquantina di dipendenti e fattura circa 10 milioni di euro.

Nel maggio del 2014 Tiber aveva sostituito la prima macchina piana messa in produzione, una

Komori a 10 colori 50 70 con una Komori 70 100 sempre a 10 colori. Artigianelli già presidiava una quota del mercato offset servendo, con due macchine eidelberg 4 e 5 colori in formato 70 100 una qualificata clientela editoriale e commerciale. Tiber un anno e mezzo fa aveva installato un'altra 48 pagine, una Kba C618, macchina revisionata, affiancata alle altre due rotative gemelle già in produzione, una Compacta 618 a 48 pagine e una Compacta 318 a 24 pagine. A.P.

Sami Color vasto incendio nella ditta produttrice di inchiostri

È scoppiato intorno alle 17.30 di martedì 18 giugno il vasto incendio nello stabilimento della Sami Color, azienda che a Motta isconti (in provincia di Milano) produce vernici e pigmenti per la stampa rotocalco e essografica. arte della struttura del magazzino in via Don Minzoni 93 sarebbe crollata. A titolo precauzionale, a incendio in corso, il sindaco di Motta Visconti, Primo Paolo De Giuli, aveva dato indicazioni di evacuazione delle abitazioni prossime all’area, richiedendo anche l’intervento della rotezione civile del paese. Ci sono volute ore per domare le fiamme, tanto che i igili del fuoco, arrivati da Milano e avia, hanno confermato il completo spegnimento dell'incendio

solo nella tarda mattinata di mercoledì 19, proseguendo le operazioni di raffreddamento dei fusti di materie prime coinvolti nel crollo del magazzino fino al pomeriggio, subito allontanati dall’area per evitare eventuali re-inneschi. In corso le indagini sulle cause. Secondo l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) della

Lombardia, l’incendio ha provocato una colonna di fumo nero visibile anche a una ventina di chilometri di distanza. Non sono state rilevate significative criticità dal punto di vista ambientale, anche se nell’area si percepiva un lieve odore di solventi e di alcool. erificato il corretto smaltimento delle acque di spegnimento dell’incendio.

Poligrafico e ecca dello Stato nuovi rancobolli a tiratura limitata

Nel quinto centenario della scomparsa del genio italiano, il ministero dello Sviluppo economico ha emesso dei francobolli commemorativi di Leonardo da Vinci. Qualche informazione: stampati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente; grammatura: 90 g/mq; supporto: carta bianca, autoadesiva Kraft monosiliconata da 80 g; adesivo: tipo acrilico ad acqua, distribuito in quantità di 20 g (secco); formato carta e formato stampa 40x48 mm; formato tracciatura: 47x54 mm; dentellatura: 11 effettuata con fustellatura; colori: sei. Il bozzetto è a cura del Centro Filatelico della Direzione Officina Carte Valori e Produzioni Tradizionali del Poligrafico dello Stato.

La tiratura è stata di 300 mila fogli (1.200.000 francobolli). Ma non è l’unica: a fine aprile è stato emesso un francobollo ordinario appartenente alla serie “le Eccellenze italiane dello spettacolo” dedicato a Sergio Leone, nel trentennale della scomparsa. Stampato in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente; grammatura: 90 g; supporto: carta bianca, autoadesiva Kraft monosiliconata da 80 g; adesivo: tipo acrilico ad acqua, distribuito in quantità di 20 g (secco); formato carta e formato stampa: 40x30 mm; formato tracciatura: 46x37 mm; dentellatura: 11 effettuata con fustellatura; colori: sei; tiratura: 2,5 milioni.

eeting e esta per i anni di rafi ontrol

“Inspired by technology”, questo è lo spirito e la voglia di essere e di fare della Grafikontrol che, festeggiando il cinquantesimo anniversario dalla sua fondazione dimostra di essere sempre stata presente nell’evoluzione del mercato della stampa in tutte le sue forme e applicazioni e ora, ancor più, nell’imballaggio. Paolo De Grandis, managing director, ha illustrato le novità, i risultati raggiunti e gli sviluppi futuri di Grafikontrol. Un applauso particolare è stato rivolto ai tre soci fondatori: Antonio De Grandis, Umberto Filippi e Luigi Artuffo che hanno ringraziato e ricordato anche gli altri personaggi storici del nostro settore che, seppure oggi non più presenti, hanno contribuito a spingerli sempre verso lo sviluppo delle nuove tecnologie. Sergio Facchini

E A A C I E

Ciemme è stata fondata nel 1978 a Milano, diversamente da quanto indicato a pag. 37 del n. 190 del Poligrafico. La redazione si scusa per l’errore con i diretti interessati.

Eventi Dati di settore Fornitori Istituzioni Associazioni Accordi Aziende

oliardo utti Chiara Porta e Patrizia orgonovo al taglio della torta per i esteggiamenti

Premio etter Planet l innovazione riciclabile

Risolvere una delle più grandi sfide nel settore degli imballaggi: ridurre la quantità di rifiuti non riciclabili che viene generata ogni giorno. È questo il fine con cui Smurfit Kappa ha indetto il suo primo Better Planet Packaging Design Challenge. La competizione, con oltre 300 partecipanti, era composta da due sfide, vinte da un designer e da una studentessa.

A vincere la prima, che consisteva nel progettare un'alternativa all'involucro di plastica utilizzato attorno ai pallet per fornire stabilità durante il trasporto e lo stoccaggio, è stata vinta da un designer freelance di imballaggi tedesco, Eric Haas. La seconda sfida consisteva nello sviluppare un pacchetto interamente cartaceo con protezione termica per cioccolatini, da utilizzare nel canale di vendita online. A vincerla è stata Kerstin Fischbacher, studentessa dell'Accademia di Belle Arti di Vienna. Ai due vincitori sono andati premi del valore di 8 mila euro ciascuno.

«Sia il progetto di Eric che quello di Kerstin si sono distinti per la versatilità e l'innovazione che hanno offerto. Abbiamo in programma di collaborare con entrambi gli innovatori per sviluppare ulteriormente le loro idee vincenti. Siamo entusiasti di portare ciascuno di loro al livello successivo e aggiungerli al nostro portafoglio di prodotti Better Planet Packaging», ha commentato Arco Berkenbosch, VP di innovazione e sviluppo di Smurfit Kappa.

abele po settembre vetrina per espositori

Nove padiglioni, 600 espositori (di cui più di 50 gli italiani registrati) e quattro giorni di fiera per visitarli. Labelexpo Europe 2019 si svolgerà dal 24 al 27 settembre nell’area Expo di Bruxelles, in Belgio, e i visitatori potranno vedere centinaia di dimostrazioni dal vivo delle ultime novità, esaminare la gamma più avanzata di tecnologie per la stampa di etichette e imballaggi e acquistare ciò che serve per migliorare il proprio business. Le iscrizioni sono aperte, e questa sarà un’edizione speciale perché si tratta del 40esimo anniversario della manifestazione. Il 24 settembre si celebreranno anche i Label Industry Global Awards 2019 con una festa ispirata agli anni Ottanta. L’edizione scorsa si è chiusa con dati positivi: i visitatori erano stati quasi 38 mila, provenienti da 125 Paesi nel mondo, la cui quasi totalità erano persone con un livello manageriale o superiore (90%). Una vetrina che anche quest’anno si preannuncia fondamentale per comprendere gli sviluppi del mercato europeo, che assorbe oltre un terzo del consumo mondiale di etichette, con utilizzi pro capite superiori (17 m2 a persona) a qualsiasi altro mercato sviluppato.

I primi dieci anni di ee raphic

Lo scorso 22 giugno

BeeGraphic ha raggiunto il traguardo dei dieci anni di attività. In una location dalla vista mozzafiato sul lago di Como, Goliardo Butti ha organizzato una serata di festeggiamenti con collaboratori, partner e amici del settore. Fin dalla fondazione

BeeGraphic si è dedicata al settore delle etichette e del packaging, introducendo nel mercato italiano soluzioni professionali innovative per l’ottimizzazione della grafica. Facendo fede al suo motto “The future is behind us” l’azienda negli anni ha impegnato molte

risorse nell’innovazione e ha abbracciato la sfida della integrazione tra stampa e online. Con la tecnologia StealthCode® BeeGraphic è diventata interlocutrice non solo delle aziende del settore della stampa, ma anche di brand e retailer. Il codice invisibile applicato in prestampa che attraverso l’utilizzo di una app permette l’atterraggio su contenuti online, ha potenziato i concetti di promozione e comunicazione del prodotto per il customer engagement, brand loyalty e big data. Goliardo Butti e Patrizia

Borgonovo hanno voluto così ripercorrere questo cammino: «Ringraziamo tutti i collaboratori che con il loro impegno, giorno dopo giorno, contribuiscono ad essere ciò che siamo, e tutti i clienti che hanno creduto in noi e con noi hanno condiviso le aspettative, che sembravano spesso irraggiungibili, ma che ci hanno fortificato e spinto a migliorare».

ne orePac a apoli il premio di pac aging design

Tre gli studenti premiati, 6 le menzioni assegnate e 3 i vincitori di categoria tra i professionisti che hanno partecipato alla sesta edizione di OneMorePack. L’evento dedicato al packaging design organizzato da Grafica Metelliana, a conclusione del concorso nazionale, è andato in scena nel Monastero di Santa Chiara che gli oltre 380 ospiti presenti hanno avuto modo di visitare.

«Grande partecipazione di professionisti e operatori del settore» conferma Iole Preziosi, responsabile organizzativo di OneMorePack, «ben oltre ogni rosea aspettativa. L’evento finale coniuga ogni anno packaging design, comunicazione,

arte e cultura. Il concorso cresce nei numeri anche per le iscrizioni da tutte le regioni d’Italia».

Il pubblico dell evento e il pac aging aguette delicious premiato con il voto online

In Veneto nasce una nuova foresta

Nasce in Veneto la foresta dell’Associazione Italiana Scatolifici (Acis) creata in collaborazione con Treedom - piattaforma web che permette di piantare un albero a distanza e seguirlo online e che dalla sua fondazione, nel 2010, ha piantato più di 500 mila alberi in Africa, America Latina, Asia e Italia - per dare un contributo concreto alla riforestazione delle aree devastate dal maltempo nell’ottobre dello scorso anno. Un progetto condiviso tra tutti gli associati e che vede l’Acis come primo pla er della filiera della carta e cartone a

investire in una propria foresta, che nasce oggi con 100 alberi.

Gli effetti dell’ondata di maltempo del 2018 vennero giudicati addirittura peggiori dell’alluvione del 1966: i danni sono stati valutati in 1 miliardo e 769 milioni di euro solo per il Veneto e si stima che siano stati abbattuti 8,6 milioni di metri cubi di legname su una superficie di 41 mila ettari. Il progetto nasce dalla consapevolezza che la filiera degli imballaggi cellulosici vada rispettata e protetta, con le catene di custodia delle foreste,

col riciclo, ma anche finanziando iniziative di riforestazione. «È un progetto che ci permette di ricordare un messag gio che abbiamo scritto sugli alberi della nostra foresta: ‘Gli imballaggi in cartone amano l’ambiente’», spiega Riccardo Cavicchioli, presidente dell’associazione. Treedom sta sviluppando questo progetto con il partner tecnico Veneto Agricoltura che gestisce la produzione vivaistica di migliaia di piantine di specie autoctone, che cresceranno in vivaio e verranno piantate (e geo localizzate) in autunno.

Editori e stampatori, accordo con Aie per il rilancio del settore

Superato il periodo più buio, il settore editoriale ha lanciato segnali di rilancio e innovazione, dall’accordo siglato tra la Fieg e l’Aie alle proposte emerse durante l’Ediland Meeting 2019. Libertà di espressione e di edizione, tutela e valorizzazione del diritto d’autore, innovazione, promozione della lettura e della crescita culturale, responsabilità sociale del lavoro e dell’impresa editoriale sono i temi sui cui il presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, Andrea Riffeser Monti, e il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi, hanno sottoscritto un accordo di consultazione e azione comune, “Gli Editori per l’Editoria”.

Editori e stampatori, co-

me è emerso dall’Ediland Meeting 2019 organizzato a Bologna dall’Associazione stampatori italiani giornali, Fieg e Osservatorio Quotidiani Carlo Lombardi, chiedono misure urgenti sul fronte fiscale, come il finanziamento del credito d’imposta per la pubblicità incrementale per il 2019 e interventi sulle regole del pensionamento orientate al ricambio generazionale.

Tra i punti principali dell’intesa siglata tra Fieg e Aie (che avrà durata di due anni), spiccano la difesa della libertà di espressione e di edizione, la valorizzazione del diritto d’autore attraverso l’elaborazione di regole chiare sull’utilizzo dei prodotti e dei contenuti editoriali professionali e di qualità, l’impulso all’innovazione. A.P.

Fornitori Dati di settore Eventi Istituzioni Associazioni

Due trion a al oda lobal

Fle o Innovation

Z Due, service di prestampa specializzato nel settore della stampa flexo su cartone ondulato, ha vinto l’oro con menzione speciale per otto lavori al Kodak Global Flexo Innovation: con Kodak Flexcel NX ha dimostrato di essere la migliore in tre categorie di eccellenza dell'innovazione, Process Conversion, Workflow Efficiency e Sustainability. I premi Kodak Global Flexo Innovation Awards celebrano il decimo anniversario del lancio del sistema Kodak Flexcel NX, con il quale dovevano essere prodotte le lastre per tutti i lavori presentati. Quattro le categorie di giudizio: creatività nella progettazione grafica; conversione da altri processi di stampa; efficienza del flusso di lavoro; impegno per la sostenibilità. I lavori di Z Due sono stati stampati in collaborazione con International Paper Italia (stabilimento di Bellusco), Smurfit Kappa Italia (stabilimento di Bertinoro), Antonio Sada & Figli, Scatolificio Ondulkart e Toppazzini. Z Due è riuscita a convertire molti lavori dalla stampa offset o rotocalco alla stampa flexo grazie a un processo di creazione di profili colore dedicati e di studio dei dati e delle criticità presenti nei test di stampa. Il gruppo Z Due-Packingraf opera da 42 anni nella prestampa flexo, ha cinque sedi in Italia (la principale a Modena) e una in Polonia.

eidelberg ma i contratto in rasile e nuovo cloud

Sono sempre più rari, ma qualcuno ancora ce n’è. Sono i grandi investimenti (e i maxi-contratti) nel settore della stampa. Ad aver messo la firma per tre Speedmaster XL 106 e un sistema Suprasetter 106 CtP completamente automatico di Heidelberg è stato uno stampatore online brasiliano, Printi di Sao Paulo. Le macchine sono in funzione da marzo e l’installazione ha richiesto otto settimane di tempo e 12 tecnici. Altrettanti poi sono stati i dipendenti dell’azienda ad aver partecipato a un mese di formazione intensiva. Ludwig Allgoewer, presidente di Heidelberg do Brasil, lo ha definito come “il più grande contratto degli ultimi vent’anni” per la divisione brasiliana del produttore. Ma non è l’unica novità in casa Heidelberg, che recentemente ha acquisito la start-up di software Crispy Mountain GmbH di Mainz, in Germania, proprietaria di Keyline, una piattaforma di gestione basata su cloud per le aziende di stampa. L'obiettivo è quello di lavorare con Crispy Mountain per espandere la piattaforma "HEI.OS" di Heidelberg come una nuova piattaforma di settore, gradualmente convertendo la vendita di licenze software individuali in un'offerta di abbonamento orientata all'utilizzo.

Fespa sventola la bandiera i u

Liyu spinge sull’acceleratore a Fespa testimoniando la crescita del brand asiatico nel mercato europeo. Il segreto del successo? Qualità, engineering, design avveniristico, competitività e un’ampia gamma: sistemi atbed e ibridi con tecnologia LED o bulbo, stampanti rollto-roll e eco-solvente, UV e per stampa diretta su tessuto, con finissaggio in linea. Un range completo, sviluppato dall’R&D interno per anticipare le più attuali tendenze della visual communication e della stampa industriale. Il tessuto è tra i prota-

gonisti indiscussi delle nuove tendenze. Il sistema Platinum Textile, top di gamma per la stampa diretta su tessuto con luce di stampa fino a 320 cm e risoluzione fino a 2880 dpi, offre standard inediti, qualità e un prezzo competitivo. Ideali per applicazioni Soft Signage anche le novità tecnologiche presentate in anteprima europea a Fespa. Tra queste Platinum QR (che si aggiunge alla serie PCT Led), la soluzione per la stampa su bobina con qualità fino a 2880 dpi, luce di 330 cm e produttività potenzia-

ta grazie agli esclusivi rulli di trascinamento che permettono di lavorare in contemporanea con 2 singole bobine. C’è poi l’ibrida latinum 2, contraddistinta dalla doppia funzionalità atbed e roll to roll, che ha prestazioni eccellenti in termini di qualità di stampa e produttività. Entrambi i sistemi saranno presto sul mercato italiano, dove i clienti possono contare sulla consulenza pre-vendita e assistenza post-vendita garantite dal team Liyu Italia e dai rivenditori autorizzati.

Sitma Sharing Da s salvare il pianeta acendo business

Sitma, azienda specializzata nella progettazione e costruzione di macchine, sistemi e linee complete per i settori packaging, post-press, DM/transpromo ed e-logistics, ha ospitato a inizio giugno gli Sharing Days, un’iniziativa incentrata sull’utilizzo della carta come materiale privilegiato per l’incarto. Sostenuta da normative internazionali sempre più restrittive nei confronti dei materiali termoplastici, la scelta della carta può rappresentare un’opportunità di business. Sitma, antesignana nello studio di soluzioni “green”, dispone già di soluzioni ingegnerizzate per utilizzare la carta come materiale per l’imbustamento e l’incarto, cui anche buona parte delle piattaforme già in

uso presso i clienti può essere riconvertita. Diffusion lus, azienda francese distributrice di lettere e lea et pubblicitari, per il magazine “Le Petit Quotidien” usa il sistema Sitma M30, una macchina progettata, sviluppata e testata per oltre due anni esclusivamente per il confezionamento con carta. La macchina può trattare tutte le tipo-

logie di prodotto del direct mailing e del post press, ottimizzando i tempi di settaggio. La macchina lavora fino 30.000 pezzi/ ora nonostante le caratteristiche di un prodotto come la carta, molto più delicato e meno essibile rispetto al film. Il sistema offre diverse opzioni di personalizzazione, attribuendo valore alla semplice confezione.

Dal 1953 Heidelberg revisionate e garantite con assistenza post-vendita

Sistemi forni Led-uv PrintabLED ad asciugatura istantanea su qualsiasi supporto - esclusiva per l’Italia

Macchine fustellatrici BOBST revisionate e garantite disponibili in Officina

Distributore esclusivo per l’Italia Fujifilm Jetpress 750s 3600 fogli/ora, affidabilità e qualità senza eguali

Sappi produce eaven per Igepa

Heaven 42 viene lanciata sul mercato nel 2007 in risposta alla richiesta dei brand owner sempre alla ricerca di un prodotto unico per effetto tattile e visivo per le proprie comunicazioni. Heaven 42 viene ora prodotta da Sappi grazie a una piattaforma produttiva sostenibile. Proprietaria del marchio Heaven 42, al fine di garantire disponibilità a lungo termine e standard qualitativi del prodotto, Igepa ha trovato in Sappi il produttore capace di rispondere ai rigorosi requisiti qualitativi e assicurare continuità di fornitura.

Il bianco assoluto di Heaven 42 con un whiteness 155 CIE permette una vivace riproduzione del colore combinata alla peculiare superficie dal tatto soft-mat, disponibile nelle grammature da 115 g/m2 a 400. Nicola Tisi, managing director di Sappi Italia: "Siamo impazienti di supportare il successo del brand Heaven 42 con le competenze produttive e il servizio di Sappi".

Epson lancia SurePress

Una velocità di stampa fino a 50 metri al minuto e nuovi inchiostri UV con un prezzo competitivo e conformi al Regolamento (CE) n. 1935/2004 relativo ai materiali e agli oggetti che vengono a contatto con i prodotti alimentari. Sono queste le caratteristiche della nuova macchina da stampa digitale per etichette SurePress L-6534VW di Epson.

Nella macchina le testine di stampa PrecisionCore® sono disposte attorno a un tamburo centrale per fornire un'elevata qualità delle immagini e una registrazione precisa dei colori. La soluzione utilizza di serie inchiostri CMYK a bassa migrazione con bianco ad alta opacità e una tecnologia di laccatura digitale in linea per produrre etichette a valore aggiunto. Il sistema di alimentazione del nastro riduce lo spreco di materiale e consente di registrare nuovamente i colori in modo uniforme su un rotolo prestampato. Il trattamento a corona, il web cleaner e lo ionizzatore, assicurano versatilità durante la produzione. Con la tecnologia di controllo degli ugelli brevettata da Epson (NVT, Nozzle Verification Technology) e la manutenzione automatica delle testine, anche l'intervento dell'operatore è ridotto al minimo. SurePress L-6534VW sarà presentata a LabelExpo.

eidelberg lascia il CF

Una “risoluzione amichevole”, quella decisa nel Consiglio di amministrazione di Heidelberg nei confronti del contratto di Dirk Kaliebe, a lungo chief financial officer dell’azienda, lo scorso 27 maggio. Kaliebe aveva informato il Consiglio che non aveva intenzione di rinnovare il suo attuale contratto (originariamente previsto in scadenza nel 2021) che avrà dunque termine il 30 settembre 2019. Kaliebe, 53 anni, è in Heidelberg dal 1998 e nel 2006 è diventato membro del consiglio di amministrazione. È responsabile delle finanze e dei servizi finanziari.

est ne ireina ES inchiostro po der less e po der ree

Immagina la stampa offset senza l’utilizzo dell’antiscartino in polvere. Immagina la possibilità di mantenere la macchina e la sala stampa pulite dallo sporco e dalla polvere generati dall’utilizzo dell’antiscartino. Per un operatore della stampa convenzionale, questa oggi è una realtà con l’introduzione dell’inchiostro Best One Kireina ES. Un inchiostro rivoluzionario che non necessita dell’utilizzo dell’antiscartino in polvere per evitare il “set-off” o l’ancoraggio prima che la patina d’inchiostro sia completamente asciutta. Best One Kireina ES nasce dalla fusione T&K

Toka e Vanson. Formula e ricetta giapponese, così come le vernici e le resine di ultima generazione utilizzate per la produzione di questo inchiostro, rispettano lo standard europeo e danno vita a un inchiostro estremamente innovativo prodotto in Olanda dalla Vanson. Si tratta di un inchiostro con base minerale, “cobalt-free” e semi ossidativo, con caratteristica primaria la rapida essiccazione. Ma soprattutto “powder less”, in quanto consente la riduzione dell’antiscartino fino al 100 . er la concentrazione densa che lo caratterizza e l’alta pigmentazione, consente

una riduzione del 30 di inchiostro utilizzato in macchina rispetto ad altri inchiostri similari.

Best One Kireina ES si asciuga sul supporto per penetrazione e con rapida ossidazione, conforme agli standard ISO 2846-1 e ISO 12647-2 e presenta una eccellente resistenza ai graffi.

Best One Kireina ES prodotto da Vanson & Toka è distribuito da Marks3zet in Italia, che mette a disposizione i suoi tecnici per una giornata di test presso le aziende di stampa che desiderano verificare le caratteristiche di questo inchiostro.

Ploc matic roup nuovi oo let a er sul mercato

Il 21 e 22 maggio, presso Whittlebury Hall a Whittlebury in Inghilterra, si è tenuto l’annuale incontro dei dealers del Gruppo Plockmatic. L’evento, che ha registrato una forte partecipazione, è stata l’occasione per fare il punto sui trend del mercato del dopo stampa digitale. Jan Marstorp, ceo del gruppo Plockmatic, ha evidenziato i buoni risultati conseguiti nel 2018 e gli obiettivi del 2019 che prevedono un aumento delle quote di mercato sia per i sistemi inline che of ine con una strategia di costante comunicazione. Scott Russell, vice president inline systems & Group

marketing, ha presentato la nuova linea di Booklet Maker. La serie BM3000 è già disponibile e sostituisce i modelli BM350 e BM500. La serie BM5000 lo sarà da settembre e sostituirà la serie BM2000. Con i suoi modelli Plockmatic copre le esigenze di produzio-

ne di clienti entry level sino ad High Production, infatti la serie BM60/61 è adatta per produzioni sino 10.000 fascicoli al mese mentre con i modelli PSQ si soddisfano le esigenze di clienti che devono produrre oltre 90.000 Booklet Makers al mese.

La stampa non ha più limiti

con il sistema di stampa inkjet AccurioJet KM-1

L’INNOVATIVA MACCHINA DI KONICA MINOLTA È L’ALTERNATIVA ALLA STAMPA

OFFSET. TECNOLOGIA BREVETTATA A GETTO D’INCHIOSTRO UV, METTIFOGLIO

TRADIZIONALE OFFSET E GESTIONE DEI SUPPORTI FINO AL FORMATO B2+ PER GESTIRE FACILMENTE LAVORI DI QUALITÀ SU UN’AMPIA GAMMA DI SUPPORTI

Per rispondere alle sempre più crescenti esigenze di produzione di qualità su supporti diversi e formati di carta più grandi rispetto alle macchine digitali a bobina, Konica Minolta propone AccurioJet KM-1 che offre non solo un design compatto e ottime prestazioni, ma incorpora anche le caratteristiche a valore aggiunto richieste dal mercato: colore di alta qualità, ampia gamma di supporti utilizzabili per la stampa, stabilità elevata ed efficienza. Konica Minolta è sinonimo di affidabilità: è sufficiente una manutenzione ordinaria per gestire il sistema e continuare ad accrescere la produttività.

Le caratteristiche

La soluzione consente di stampare fino a 3.000 fogli l’ora solo fronte o 1.500 l’ora in fronte/ retro. Grazie alla tecnologia brevettata a getto d’inchiostro UV, al mettifoglio tradizionale offset e alla gestione dei supporti fino al formato B2+, AccurioJet KM-1 è in grado di gestire lavori di qualità su un’ampia gamma di supporti che vanno dalle carte tradizionali ai materiali sintetici come il PVC. Poiché non è necessario utilizzare materiali digitali speciali o trattamenti costosi, AccurioJet KM-1 offre una qualità di stampa eccezionale grazie alle testine Konica Minolta che offrono una risoluzione reale di 1.200 dpi e all’inchiostro UV che garantisce un’eccellente resistenza alla luce e graffi ed elimina i tempi di attesa per la finitura. Con KM-1 si ottiene una stabilità del colore costante e ripetibilità lavoro dopo lavoro, giorno dopo giorno. AccurioJet KM-1 consente di stampare con spessori che vanno da 0,06 a 0,6 mm per la stampa solo fronte e 0,45 per la stampa fronte/retro, su supporti offset, patinati o non, e su carte elaborate, eliminando la necessità di supporti dedicati o trattamenti prima o dopo la stampa. È possibile inviare subito i lavori alle fasi di produzione successive: le lampade LED UV consentono un’immediata essiccazione dell’inchiostro.

La rivoluzione

AccurioJet KM-1, l’innovativa macchina inkjet

Konica Minolta vera alternativa alla stampa offset, e una possibile applicazione commerciale

Ma la vera rivoluzione è la tecnologia DFT - Dot Freeze Technology® di Konica Minolta, che garantisce la messa a registro dei colori e la stabilità delle immagini, fissando in modo univoco le gocce d'inchiostro immediatamente dopo il contatto con il materiale. Questa tecnologia congela la goccia di inchiostro prima che essa vada a contatto con il substrato, evitando così qualsiasi tipo di assorbimento o di schiacciamento del puntino di stampa. Il risultato ottenuto è una stampa nitida e di elevata qualità. Otterrete una stabilità e uniformità del colore superiore allo standard e stampe immediatamente asciutte su un’ampia gamma di materiali - inclusi supporti offset - e senza bisogno di pre-trattamenti.

Anche la più sottile carta da 60 micron può essere stampata su due lati e ottimizzata (fronte/retro) in un unico processo. La DFT – Dot Freeze technology® estende anche la gamma di colori CMYK, riducendo la necessità di colori speciali.

Più di 50 installazioni

Sono oltre 50 le AccurioJet KM-1 installate in tutto il mondo e gli ambiti di utilizzo sono vari: packaging, fotografie, editoria, greetings card & gift, materiali di marketing.

AccurioJet KM-1 è anche “green”: stampa su carte riciclate, non genera alcun scarto di inchiostro e matrici di stampa e riduce gli sprechi di carta grazie al flusso digitale. Il processo di stampa digitale è “ozone free”, così come le emissioni di COV nelle fasi di costruzione sono ridotte rispetto all’offset. Mark Hinder, responsabile dello sviluppo del mercato di Konica Minolta Europe, ha dichiarato: "AccurioJet KM-1 consente di essere più produttivi ed efficienti. La velocità di essiccazione del colore e la gestione dei supporti permettono alle aziende di rispondere alle esigenze dei propri consumatori mantenendo inalterata la qualità, un foglio dopo l’altro”.

La lastra che aspettavate è arrivata

Le nuove lastre SONORA X Process Free possono stampare praticamente qualsiasi lavoro. I risultati in termini di tirature, velocità di esposizione e funzioni di gestione rivaleggiano con quelli delle lastre sviluppate.

Meno costi, con un occhio attento all’ambiente.

Con le lastre SONORA X l’80% degli stampatori o set potrebbe passare alla tecnologia Process Free già oggi stesso. E allora cosa state aspettando? Qualunque sia la tipologia di applicazioni di cui vi occupate, packaging o set, rotative heatset o coldset, UV tradizionale o a basso consumo, stampa a foglio di alta qualità o stampa di quotidiani in alte tirature, con SONORA X potete ottimizzare prestazioni e profitti.

Scoprite tutte le sue potenzialità su kodak.com/go/sonora

E allora iniziamo subito. Insieme.

2019, Kodak. Kodak, il logo Kodak e Sonora sono marchi registrati di Kodak.

AUTOMAZIONE &ROBOTICA

INDICE DEI CONTENUTI

Prospettive: dove nasce la quarta rivoluzione industriale ..................... pag 20

Inchiesta: come affrontano la sfid le aziende di stampa pag 29

Un robot ci salverà (e salverà posti di lavoro)... pag 36

Indagine: stiamo costruendo il flusso di lavoo perfetto? pag 40

di Giulia Virzì

Automazione, lì dove nasce la quarta rivoluzione industriale

“Impiego di un insieme di mezzi e procedimenti tecnici che, agendo opportunamente su particolari congegni o dispositivi, assicurano lo svolgimento automatico di un determinato processo, il funzionamento automatico di un impianto industriale, di un servizio pubblico, ecc.”. È questa la definizione che la Treccani dà della parola “automazione”.

L’origine del termine, che nasce dall’inglese automation, è contesa tra John Diebold e Del Harder, il primo un imprenditore statunitense pioniere nel campo dell'automazione, il secondo vicepresidente del settore produzione della Ford negli anni Cinquanta. La stessa Ford che un ventennio prima rivoluzionò il concetto di produzione, introducendo la catena di montaggio. Nato dunque nei primi anni Cinquanta del Novecento, il termine automazione faceva già allora riferimento alle innovazioni tecnologiche in grado di snellire il lavoro umano e velocizzare e aumentare la produttività di una qualsiasi azienda. Innovazioni tecnologiche che andavano ad affiancare o addirittura a sostituire attività umane ripetitive, poco qualificate e molto spesso pericolose. “Per Diebold l’automazione si ha quando le macchine non solo sostituiscono il lavoro dell’uomo, ma nello stesso tempo si autocontrollano. Egli precisa che ‘alla base di questa tecnica vi è il concetto di servocomando di ritorno e l’idea predominante è quella di comando a circuito chiuso e ad autocorrezione’. In questa definizione è considerato solo l’aspetto tecnico dell’automazione. Egli successivamente amplia il concetto e definisce l’automazione come ‘un metodo per analizzare ed organizzare i processi produttivi al fine di conseguire una migliore utilizzazione dei fattori della

produzione, siano essi meccanici o materiali, che umani’. L’automazione, quindi, non è solo un fatto tecnico, ma è in primo luogo un atteggiamento determinato, per così dire una filosofia di produzione e solo in secondo luogo è una tecnica particolare’” (Dai sistemi produttivi tradizionali ai sistemi produttivi avanzati, Anna Morgante, Maggioli Editore, 2012). Harder avrebbe invece utilizzato il termine “automazione” per riferirsi alla movimentazione automatica nell’industria automobilistica. Radici lunghe, quelle dell’automazione. Radici che si intrecciano con lo sviluppo tecnologico e con l’ambizione umana di migliorare sempre i processi e i risultati produttivi di un’azienda. Ma anche con la paura che le macchine possano arrivare a sostituire l’attività umana nei processi industriali, con conseguente perdita di posti di lavoro. All’inizio del XIX secolo in Inghilterra ebbe origine il movimento di protesta operaia che prese il nome di luddismo e che puntava al sabotaggio della produzione industriale: macchinari come il telaio meccanico, introdotti durante la prima rivoluzione industriale, erano considerati una minaccia dai lavoratori salariati perché ritenuti causa dei bassi stipendi e della disoccupazione. Un timore che circa duecento anni dopo (e a tre rivoluzioni industriali di distanza, la seconda è stata quella dei trasporti e delle telecomunicazioni, la terza quella determinata dallo sviluppo di internet) si ripropone nei confronti dell’intelligenza artificiale, delle reti internet mobili di quinta generazione (che permetteranno di collegare milioni di dispositivi in tutto il mondo ad alta velocità per l'Internet of Things, le Smart City e le Smart Home), delle analisi e utilizzo dei big data e della tecnologia cloud (paradigma di erogazione di servizi offerti on demand da un fornitore a un cliente finale attraverso internet). ueste quattro innovazioni tecnologiche (AI, 5G, big data e cloud) sono quelle che uno studio del World Economic Forum (fondazione senza fini di lucro nata nel 1971 con sede a Cologny - Svizzera), intitolato The future of jobs e pubblicato a fine 2018, definisce come i driver che sono destinati a dominare il periodo 2018-2022 in uendo positivamente sulla crescita del mercato mondiale”.

Il report del World Economic Forum

Il report del WEF sostiene che queste grandi trasformazioni, “se gestite saggiamente, possono portare a una nuova era di buon lavoro, buone mansioni e una migliorata qualità della vita per tutti, ma se gestite malamente, instillano il rischio dell’aumento del divario di competenze, di una più ampia disuguaglianza e di una più profonda polarizzazione”. Con l’avanzare della quarta rivoluzione industriale, prosegue lo studio, le aziende cercano di sfruttare le nuove tecnologie per aumentare l’efficienza nella produzione, espande-

re i propri mercati e competere a livello globale: entro il 2022, secondo le previsioni di investimento delle aziende, l’85 del panel di riferimento dell’indagine (condotta dal WEF tra i principali funzionari delle risorse umane e i dirigenti d’azienda di 12 settori in 20 economie sviluppate ed emergenti, che rappresentano collettivamente il 70 del il globale) afferma di avere intenzione di aumentare il loro utilizzo e analisi dei big data e di voler adottare nuove tecnologie come l’internet of things e fare un maggiore uso del cloud compunting. Un po’ meno convinta la spinta ad investire in robot, con percentuali a seconda del settore produttivo che vanno dal 23 al 37 di aziende intenzionate a investire in robot, droni o altre macchine intelligenti che replichino il lavoro umano. Nei prossimi cinque anni cambierà il modo di produrre. Circa la metà delle imprese intervistate per la costruzione del report dichiara di aspettarsi una riduzione della manodopera a tempo pieno a causa dell’automazione, stando alle competenze odierne della propria forza lavoro. Tuttavia, il 38 delle aziende prevede altresì di estenderla a nuovi ruoli nei processi produttivi, e più di un quarto si aspetta che l'automazione porti alla creazione di nuovi ruoli nella propria azienda. uesto aspetto rappresenta un nodo fondamentale nell’analisi condotta dal WEF, secondo cui non meno della metà di tutti i dipendenti delle aziende avrà bisogno di nuova formazione e di apprendere nuove competenze. E non si tratta di un apprendimento istantaneo: di coloro che dovranno affrontare questo re- and ups illing , il 35 impiegherà fino a sei mesi per formarsi, il 9 fino a un anno e uno su dieci più di 12 mesi.

I nuovi mestieri

Le competenze assumeranno un ruolo sempre più importante. È finita l’era del lavoro poco qualificato: creatività, spirito d’iniziativa, pensiero critico, essibilità e capacità di risolvere problemi complessi avranno un peso sempre più marcato nel profilo professionale del lavoratore. E se milioni di posti di lavoro nei prossimi anni andranno persi perché sostituiti dalle macchine e dall’automazione dei processi, molti di più se ne creeranno, perché ci sarà bisogno di chi quelle macchine sia in grado di gestirle. Il World Economic Forum quantifica queste perdite e questi guadagni in 75 milioni di

“Queste grandi trasformazioni, se gestite saggiamente, possono portare a una nuova era di buon lavoro, buone mansioni e una migliorata qualità della vita per tutti, ma se gestite malamente, instillano il rischio dell’aumento del divario di competenze, di una più ampia disuguaglianza e di una più profonda polarizzazione”

il 94,2% utilizza connessioni in banda larga fissa o mobile

professionalità distrutte dall’introduzione di intelligenza artificiale e robot, 133 milioni quelle create per gli stessi motivi, con un saldo netto di 58 milioni di posti di lavoro in più in tutto il mondo. Si tratta di una stima realizzata sulla base delle risposte del gruppo di aziende intervistate, rappresentanti complessivamente oltre 15 milioni di lavoratori, per le quali ci sarebbe un calo di 0,98 milioni e un guadagno di 1,74 milioni di posti di lavoro. Estrapolando il trend positivo, il WEF ha elaborato delle stime globali da qui al 2022. I nuovi lavori saranno, ad esempio, quelli (di difficile traduzione dall’originario inglese) di analista e specialista dei big data (data analyst and scientist), di sviluppatore di applicazioni e soft are (software and applications developer), specialista in commercio online e in social media (ecommerce and social media specialist): tutti ruoli interamente basati sull’utilizzo delle tecnologie. La ri-formazione delle persone non è un processo che interesserà solo le aziende che queste persone le hanno nel loro organico. Legislatori, autorità di controllo e insegnanti, conclude lo studio del World Economic Forum, dovranno giocare un ruolo fondamentale nell’aiutare coloro che sono fuoriusciti per mancanza di competenze dal mercato del lavoro a riproporsi sulla base di nuove abilità e di una rinnovata preparazione, per non uscire sconfitti dal confronto con la quarta rivoluzione industriale.

La situazione in Italia

In Italia qualcosa in questa direzione inizia a muoversi. Nel 2018 sono salite dal 12,9 al 16,9 le imprese che investono in competenze digitali provvedendo alla formazione dei propri addetti . Lo afferma un report dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) pubblicato lo scorso 18 gennaio e riferito all’anno 2018. Si tratta dei dati più recenti disponibili, in quanto l’indagine della situazione del 2019 è tutt’ora in corso. La ricerca testimonia un ampio divario tra grandi e piccole imprese nel livello di digitalizzazione, definito da Eurostat col nome di digital intensity indicator e che include, fra gli altri, fattori come la presenza di specialisti ICT nelle aziende, l’utilizzo di un sito eb e social media e l’acquisto di servizi di cloud compunting: livelli alti o molto alti sono presenti nel 44% delle imprese con almeno 250 addetti e solo nel 12,2% delle imprese da 10 a 49 addetti. Andando più a fondo nella struttura delle aziende italiane (il report Istat non fa distinzioni per tipologia di impresa e mercato), si scopre ancora una generale carenza di personale con specifiche competenze nell’ICT, ossia nelle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (acronimo di Information and Communications Technology, i metodi e le tecniche utilizzate

nella trasmissione, ricezione ed elaborazione di dati e informazioni, tecnologie digitali comprese), che sembrano più spesso appannaggio di strutture aziendali complesse. Appena poco più del 16% delle imprese con almeno 10 addetti impiega esperti ICT, percentuale che sale a oltre il 70% per tre imprese su quattro con almeno 250 addetti. Sempre più le aziende che dichiarano di aver avuto difficoltà a trovare professionalità adeguatamente preparate per coprire questo tipo di ruoli, tanto che il 60% delle imprese intervistate ha dichiarato di utilizzare prevalentemente personale esterno per la gestione di queste attività.

Le tecnologie emergenti

Appena più premettente sembra il quadro degli investimenti delle imprese italiane in quelle che il report Istat definisce come tecnologie emergenti , fra le quali il già citato cloud compunting, soft are per l’analisi dei big data e la robotica. In termini generali le grandi imprese mostrano una propensione superiore o in linea con la media europea nell’analisi di big data (il 30% contro il 25% dell’Ue28), nell’uso di stampanti 3D (13%, in linea con la quota dell’Unione europea) e della robotica (un punto percentuale maggiore rispetto al 25% del resto d’Europa). L’utilizzo del cloud compunting, ad esempio, registra in Italia una crescita a partire dalle imprese con almeno 50 addetti e ancora di più quelle con almeno 100 addetti, con percentuali che sfiorano il 50 di imprese che ne hanno acquistato servizi nel corso del 2018. L’uso di tecniche, tecnologie, strumenti soft are per l’analisi di grandi quantità di informazioni (i big data) ottenute da fonti proprie o di altre società che di questo si occupano non è molto diffuso, dal momento che secondo l’analisi dell’istituto di statistica coinvolge meno di un’impresa su 10, a meno che non si parli di aziende con almeno 250 addetti: qui la percentuale sale al 30,5%. Nel 2018 sono stati introdotti per la prima volta nel questionario della rilevazione anche domande sull’u-

il 71,4% ha un sito web

La ricerca testimonia un ampio divario tra grandi e piccole imprese nel livello di digitalizzazione, definito da Eurostat col nome di digital intensity indicator e che include, fra gli altri, fattori come la presenza di specialisti ICT nelle aziende, l’utilizzo di un sito eb e di un cloud

tilizzo in azienda della robotica e della stampa 3D. L’8,7 delle imprese con almeno 10 addetti ha dichiarato di utilizzare robot (industriali o di servizio) tuttavia, nei settori dove i robot sono direttamente utilizzati a supporto dell’attività produttiva, la quota connessa al loro impiego risulta consistente, come nel settore della fabbricazione di mezzi di trasporto (41,4 ) e tra le imprese con almeno 250 addetti nel settore manifatturiero (circa il 60%). Analoga situazione si presenta per l’utilizzo della stampa 3D che riguarda il 4,4 delle imprese considerate, ma interessa almeno un quarto delle imprese del settore della fabbricazione di mezzi di trasporto (25,4%) […]”, si legge nel report Istat.

Industria 4.0

uando si parla di tecnologia, automazione e robotica nell’industria si parla inevitabilmente anche di Industria 4.0, ossia dell’insieme di innovazioni e “ammodernamenti applicabile ai processi industriali e che tende al raggiungimento una produzione industriale automatizzata, interconnessa e digitalizzata, in grado di garantire una maggiore, più essibile e più veloce attività. Stando ai dati Istat, c’è una maggioranza di imprese che non investe, si tratta di circa l’86 delle imprese con almeno 10 addetti, a fronte di una percentuale del 13,7 che ha dichiarato di aver già investito nel biennio

2016-2017 in almeno una delle aree riconosciute come facenti parte dell’Industria 4.0, e di una percentuale del 13,3% che intende farlo da qui al prossimo anno. “La dimensione di impresa non solo caratterizza la propensione a investire ma in uisce anche sulla capacità di identificare i fattori interni ed esterni che potrebbero incidere maggiormente sulla competitività e lo sviluppo dell’impresa biennio 2018-2019: una impresa su quattro di minore dimensione contro una su dieci di quelle grandi non sa rispondere al quesito sulla scelta dei fattori di digitalizzazione come driver della crescita dell’impresa e l’11% delle prime contro il 4% delle seconde non crede che questi possano incidere in alcun modo”, si legge nelle conclusione del rapporto Istat. Si diceva di aree riconosciute come parte di Industria 4.0. Si tratta, più precisamente di “tecnologie abilitanti per Industria 4.0, ossia delle nove macro categorie che connettono le macchine a internet e permettono di raccogliere e analizzare grandi moli di dati, e riconducibili a: analisi dei big data, sistemi cloud, c ber-securit , sistemi c ber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo-macchina, manifattura additiva, Internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali. È da qui, e dalla definizione di Industria 4.0 (termine che “viene utilizzato per la prima volta in Germania alla fiera delle tecnologie digitali di annover nel 2010 e compare ufficialmente’ nel 2013 nel rapporto predisposto da un gruppo di lavoro promosso dal Governo tedesco […] per il rilancio del settore manifatturiero, indicando gli investimenti necessari su infrastrutture, scuole, sistemi energetici, enti di ricerca e aziende per ammodernare il sistema produttivo e riportare la manifattura tedesca ai vertici mondiali”), che parte il quarto capitolo (“La digitalizzazione della manifattura in Italia ) del Rapporto 2019 dal titolo Dove va l’industria italiana” presentato lo scorso maggio dal Centro Studi di Confindustria. Quest’ultima parte dello studio si focalizza sullo stato delle industrie manifatturiere in Italia, affermando come la trasformazione digitale delle imprese debba essere sostenuta attivamente attraverso tre ambiti fondamentali: 1) gli investimenti in tecnologie; 2) un più stretto legame tra mondo della ricerca e l’industria attraverso il rafforzamento dei meccanismi di trasferimento tecnologico; 3) la formazione a tutti i livelli: la disponibilità di competenze e di profili professionali capaci di progettare e gestire l’integrazione delle tecnologie 4.0 rappresenta infatti la chiave per l’innovazione digitale”, si legge nel rapporto.

Infografica: Istat

Tabella

Diminuiscono le risorse pubbliche a sostegno di Industria 4.0

4.4 - Diminuiscono le risorse pubbliche a sostegno di Industria 4.0

(Italia, valori in milioni di euro)

(Italia, valori in milioni di euro)

Anno di Anno d'impatto per

stanziamento*

* Corrispondente all'anno di riferimento della Legge di bilancio o all'anno di emanazione dei Decreti Ministeriali. Le risorse stanziate a seguito del quadro finanziario pluriennale europeo 2014-2020 non sono state incluse. Fonte: Relazioni tecniche ai provvedimenti del Governo.

BOX n.2

Formazione manageriale 4.0. L’esperienza di Fondirigenti

er non perdere la sfida dell’innovazione tecnologica al tavolo con Asia e Stati Uniti (gli ultimi dati brevettuali resi disponibili dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – Ocse - mostrano come le circa 44mila invenzioni europee depositate nel periodo 20122015 presso almeno uno dei cinque uffici brevetti più importanti al mondo e riconducibili a tecnologie ICThardware e software -, corrispondano al 66% di quelle statunitensi, al 71% di quelle coreane e al 46 per cento di quelle giapponesi), l’ uropa è corsa ai ripari varando il piano Digitising European Industry - Reaping the full benefits of a Digital Single Market, lanciato nell’aprile del 2016. La Commissione ha messo in campo misure specifiche con l’obiettivo di rafforzare la competitività dell’industria europea attraverso lo sviluppo e l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi produttivi. Nell’ambito delle politiche europee si sta lavorando anche alla definizione del programma di finanziamento Digital Europe, primo programma UE interamente dedicato all’economia digitale. Sarà contenuto nel pros-

Fondirigenti è il più grande fondo interprofessionale italiano per la formazione manageriale, rivolto in prevalenza al mondo delle piccole e medie imprese (90 per cento degli iscritti), appartenenti in larga parte al settore manifatturiero1. Le modalità di finanziamento della formazione erogata dalle imprese sono riconducibili sostanzialmente a due tipologie1

•Conto formazione, che assorbe il 70 per cento delle risorse ed è messo a disposizione diretta di ciascuna azienda aderente, che è lasciata libera di scegliere i temi e le modalità di attuazione della formazione.

•Avvisi, che assorbono il 30 per cento residuo, il quale viene messo a disposizione su temi prestabiliti dagli organi di Fondirigenti, previa procedura di selezione pubblica periodica dei progetti candidati, la cui valutazione è rimessa a commissioni esterne.

In considerazione del ritardo del Paese in termini di diffusione della cultura digitale tra le imprese, Fondirigenti già a partire dal 2016 ha finanziato, primo tra

simo bilancio per il periodo 2021-2027 e supporterà la trasformazione digitale delle società e delle economie europee attraverso l’implementazione su vasta scala delle tecnologie digitali. La proposta è di destinarvi 9,2 miliardi di euro per finanziamenti a progetti relativi a cinque aree tematiche: supercalcolo, cybersecurity, competenze digitali avanzate, utilizzo delle tecnologie digitali in tutti gli ambiti economico-sociali e intelligenza artificiale (AI). Ma finanziare e investire in ricerca non basta, perché “sostenere solo l’offerta di soluzioni tecnologiche 4.0 esporrebbe infatti le imprese che investono in ricerca al rischio di non trovare un mercato attrezzato ad assorbire le innovazioni tecnologiche nel frattempo sviluppate, e quindi di non essere in grado di ripagare gli sforzi finanziari necessari alla loro realizzazione , si legge del documento di Confindustria. È per questo che gli Stati dell’Unione europea, Italia inclusa, nel corso degli ultimi anni si sono attrezzati per sostenere l’adozione delle nuove tecnologie da parte delle piccole e medie imprese.

1 Fondirigenti è il fondo di Confindustria e Federmanager per il finanziamento della formazione continua destinata ai dirigenti d’impresa. Conta 14mila imprese e 80 mila dirigenti aderenti. Cap 4 SI 0519_Layout 1 08/05/19 22:22 Pagina 109

Tabella: Centro Studi

Competenze: Digital Innovation Hub e Competence Center 14.0

Grafico 4.11 - Competenze: Digital Innovation Hub e Competence Center I4.0

fonte: Ministero dello sviluppo economico

Il piano Industria 4.0

La principale misura con cui lo Stato italiano ha sostenuto in questi anni gli investimenti in beni per la trasformazione digitale delle imprese è stata l’iperammortamento, entrata in vigore nel 2017. Secondo le stime del Centro Studi Confindustria e del Dipartimento Finanze del ministero delle Finanze sull’ammontare degli investimenti agevolati dalla misura, ad oggi sarebbero 10 miliardi di euro gli investimenti per i macchinari e le attrezzature 4.0 messi in atto dalle imprese italiane, delle quali più dell’80% appartiene al settore manifatturiero. Secondo quanto riportato dall’indagine della Confederazione generale dell'industria italiana, l’iperammortamento è stato utilizzato in netta prevalenza da imprese con domicilio fiscale nel nord Italia (86%) e in particolare in Lombardia (35%), Veneto (17%) ed Emilia Romagna (16%). Su livelli molto bassi d’investimento tutte le regioni meridionali eccezion fatta per la Sicilia, che con una quota di investimenti agevolati del 3% si colloca al pari del Friuli-Venezia Giulia, nella parte alta della classifica. A differenza di quanto rilevato in precedenza a proposito della propensione e capacità di investire in tecnologia, e in apparente contraddizione con quanto testimoniato dall’Istat, il 96 dei beneficiari, a cui corrisponde il 66% degli investimenti incentivati, è composto da imprese con meno di 250 dipendenti, ossia piccole e medie imprese. Il 35% degli investimenti 4.0 è addirittura riferibile a imprese con meno di 50 addetti. “Tuttavia – si legge nel rapporto Confindustria -, confrontando tra il 2017 e il 2019 gli stanziamenti pubblici collegati al Piano si deve constatare come nel corso degli anni al crescere del numero degli interventi di policy dedicati

Accanto agli hub per il digitale, il Piano ha previsto anche la costituzione di pochi e selezionati Competence Center, con il coinvolgimento di poli universitari di eccellenza, centri di ricerca e soggetti privati attivi nell’innovazione tecnologica, il cui obiettivo è quello di offrire alle imprese la possibilità di testare e sperimentare le tecnologie nonché di accelerare i progetti innovativi e di sviluppo tecnologico.

Si tratta, dunque, di soggetti molto diversi tra loro, ma complementari:

a Industria 4.0 non sia corrisposta una crescita delle risorse a sostegno delle imprese, che invece sono progressivamente diminuite. Il totale degli stanziamenti per il triennio 2019-2021 approvati dal Governo con l’ultima Legge di bilancio e con il recente cd. Decreto Crescita è pari a circa a un terzo di quanto stanziato nel corso del 2017 per il triennio 2017-2019 e a circa la metà di quanto stanziato lo scorso anno per il triennio 2018-2020”.

• i DIH sono strutture semplici, offrono alle imprese la possibilità di avvicinarsi alle tecnologie 4.0, di comprenderne le possibilità applicative;

Il manifatturiero svetta per utilizzo dell’iper-ammortamento

• i CC rappresentano il luogo dove le imprese possono concretamente conoscere e testare le tecnologie e dove possono trovare supporto tecnico per la loro applicazione.

Gli otto Competence Center, che stanno in questi mesi ricevendo le risorse stanziate con la Legge di bilancio 2017 e 2018 per un totale di 75 milioni di euro, sono stati selezionati con un bando del Ministero dello sviluppo economico. A dicembre 2018 si è conclusa la fase di negoziazione, che ha portato alla definizione delle proposte progettuali, mentre dallo scorso aprile, grazie alle prime erogazioni dei finanziamenti da parte del Mise, i Competence Center possono dare concreto avvio alla realizzazione dei progetti.

I Competence Center, secondo le indicazioni del Piano Nazionale, sono specializzati negli ambiti tecnologici indicati dal Piano stesso (internet of things, additive manufacturing , cloud computing, intelligenza artificiale, realtà aumentata e virtuale, sistemi ciber-fisici, big data, cyber security, robotica; Tabella 4.7).

Sulla base delle dichiarazioni dei redditi delle società di capitali italiane per l’anno d’imposta 2017, l’ultimo disponibile, la stima ex-post preliminare dell’ammontare degli investimenti realizzati risulta pari a 5 miliardi per i beni d’investimento materiali e 3,3 miliardi per i beni d’investimento immateriali in circa 8 mila imprese per la componente iper-ammortamento sui beni materiali e in circa 18 mila imprese per la componente iperammortamento sui beni immateriali. Dati che, afferma Confindustria, devono tuttavia essere considerati a tutti gli effetti una sottostima, anche significativa, del dato reale sugli investimenti in tecnologie digitali. La ragione principale è che una quota rilevante di imprese non è riuscita a ricevere e a interconnettere i beni strumentali ordinati nel corso del 2017 entro il 31 dicembre di quello stesso anno, ed è quindi stata costretta a posticipare alla successiva dichiarazione dei redditi l’inclusione dei relativi costi deducibili”. Per arrivare ai 10 miliardi di stima prima citati si sono integrate le informazioni relative alla dichiarazione dei redditi con quelle degli ordini non evasi nel corso dell’anno.

Fonte: Ministero dello sviluppo economico (2016).

Industria 4.0

Dal 1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2019 il bene viene acquisito, installato, collaudato, interconnesso.

Viene esteso fino al 31 dicembre 2020 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti:

1.accettato dal venditore

2.sia avvenuto il pagamento di acconto in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione.

Iperammortamento

La legge di bilancio 2019 prevede una rimodulazione degli incentivi sugli investimenti complessivi aziendali. La maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti si applica nella misura:

• del 170% fino a 2,5 milioni

• del 100% tra 2,5 e 10 milioni

• del 150% tra 10 e 20 milioni

• Nessun beneficio per la quota che eccede i 20 milioni

Superammortamento

La misura viene prorogata solo per investimenti effettuati da 1 aprile 2019 al 31 dicembre 2019 (*) (Decreto Crescita).

(*) Fino al 30 giugno 2020 con ordine entro il 31 dicembre 2019 e pagamento di almeno il 20% del costo totale come acconto.

Sono state oltre 4.400 le imprese manifatturiere che hanno fruito dell’iper-ammortamento sull’acquisto di beni strumentali materiali, per un ammontare investito stimato di oltre 4 miliardi e 250 milioni di euro, che corrispondono all’86% circa del totale. Sono molto diverse le cifre di investimento a seconda del comparto manifatturiero che si prende in considerazione. Confindustria stila una sorta di classifica che include 23 comparti manifatturieri considerati per l’investimento medio per impresa. Sia il settore della carta che quello della stampa, il primo per un totale di 112 aziende con un investimento medio ciascuna di due milioni e 26 mila euro e il secondo di un milione e 64 mila euro per ciascuna delle 127 aziende risultanti, rientrano nelle prime dieci posizioni di questo elenco che illustra l’alta variabilità settoriale nell’investimento medio. Investimento medio la cui entità varia, come è ovvio, a seconda delle dimensioni dell’azienda: 117 mila euro per imprese fino ai 9 dipendenti 412 mila euro per imprese con unità di addetti comprese tra 10 e 50 1 milione e 384 mila euro per imprese con unità di addetti comprese tra 51 e 250 5 milioni e 400 mila euro per le imprese con più di 250 dipendenti.

Gli strumenti in atto

Il complesso report di Confindustria si conclude con la spiegazione di quello che viene definito il network dell’innovazione 4.0, ovvero dei soggetti istituiti dal Piano Nazionale per procedere alla sensibilizzazione delle imprese sul tema e favorire l’avvio di progetti di digitalizzazione del sistema produttivo. Si tratta dei Competence Center (CC) e dei Digital Innovation Hub (DIH), che si pongono come “il punto di riferimento per le imprese che vogliono avvicinarsi a Industria 4.0, conoscerne le opportunità, sperimentare le tecnologie digitali e definire progetti per integrarle nei processi produttivi”, che hanno le caratteristiche e gli obiettivi sintetizzati nell’infogra-

fica. Entrambi i soggetti si inseriscono nell’ambito del piano Digitising European Industry varato dalla Commissione europea nel 2016 citato in precedenza. In sintesi e per semplificare, i DI sono strutture che offrono alle imprese la possibilità di avvicinarsi alle tecnologie 4.0, di comprenderne le possibilità applicative i CC rappresentano il luogo dove le imprese possono concretamente conoscere e testare le tecnologie e dove possono trovare supporto tecnico per la loro applicazione. In Italia ci sono otto Competence center, ciascuno con sue competenze e ambiti di studio specifici, con altrettanti istituti universitari a guidare i lavori: Manufacturing 4.0, olitecnico di Torino Made, olitecnico di Milano BI-R , Università di Bologna Artes 4.0, Scuola Sant Anna di isa SMACT, Università di adova Start 4.0, CNR Liguria Industr 4.0, Federico II di Napoli C ber 4.0, La Sapienza. I DIH fanno invece parte di una rete creata da Confindustria, che ha avviato un confronto con le Associazioni territoriali di categoria per creare delle “porte d’accesso” al mondo di Industria 4.0. Ce ne sono 22 in tutta Italia e nel primo anno di operatività hanno realizzato oltre 400 iniziative tra seminari, incontri one-toone e visite studio, e hanno realizzato oltre 600 test di valutazione della maturità digitale con l’analisi dei processi aziendali per stabilire il livello di digitalizzazione delle imprese, si legge nel report. “Per supportare i DIH nell’attività di orientamento, Confindustria ha siglato accordi di collaborazione con il Centro Tecnologico e Applicativo di Siemens, con HP e Google, rispettivamente dedicati alla stampa 3D e all’intelligenza artificiale”, conclude il documento.

L’automazione nell’industria della stampa Al tavolo degli incontri (volti più che altro a saggiare il livello di maturità digitale delle aziende) di questi primi mesi di attività dei DIH, c’era anche la Federa ion Carta rafi a che rappresenta i comparti industriali di Acimga (macchine per la grafica e cartotecnica), Assocarta (carta e cartone) e sso rafi i (grafica e cartotecnica, trasformazione), con Unione rafi i di i ano Co i o quali soci aggregati, e che ha voluto procedere a un “Check-up Industry 4.0”, in collaborazione con SDA Bocconi. Si tratta di un primo tentativo di capire in che modo stiano reagendo le aziende del comparto: l’indagine è stata condotta tra dicembre 2017 e marzo 2018 fra le aziende facenti parte Federazione Carta e Grafica, e il totale dei rispondenti validi (108 su 774) rappresenta un campione pari al 14% della popolazione indagata. Dal report pare emergere “una chiara tendenza: seppur con un certo ritardo complessivo la filiera si sta muovendo, anche grazie alle sollecitazioni associazionistiche e confindustriali in genere, verso la creazione delle

Una soluzione di Elettric80 al lavoro in un magazzino di carte

condizioni strutturali per poter poi cogliere appieno i vantaggi e le opportunità offerte dalla trasformazione paradigmatica in atto”, si legge nello studio, che poi suggerisce di investire in Capability (l’insieme delle capacità tecnologiche e operative dell’impresa che la mettono in una condizione infrastrutturale e organizzativa per poter esprimere una capacità di produzione e di gestione in ottica 4.0) e Robustness, la robustezza dei processi industriali. In che modo? Acquisendo e internalizzando l’orientamento all’utilizzo del dato e collaborando con la filiera, e irrobustendo processi e competenze dell’azienda, colmando i gap di efficienza e qualità dei processi e investendo nelle competenze di gestione.

Il uadro nel settore carta e grafica

Tra le macrocategorie prese in considerazione ci sono quella dei produttori di carta (di diversi tipi), quella dei produttori di macchine, molti dei quali operano nella categoria accessori e e ografiche (rispettivamente 11 e 9 imprese), seguiti da aziende produttrici di accoppiatrici (6) e produttori di taglierine, taglia-ribobinatrici, macchine per cartiere e offset (non più di 2 aziende per subcategoria) e infine la macrocategoria grafica e cartotecnica , nella quale tra i rispondenti la maggior parte realizza stampe commerciali (34 imprese su un totale di 73), cui seguono la stampa editoriale e produzione di astucci (rispettivamente 21 e 18 aziende) e aziende produttrici di shopping bag, sacchi e tubi (3 aziende in totale). Secondo quanto emerge dall’indagine, “i settori che presentano una dinamica abbastanza comparabile e favorevolmente orientata all’abilitazione dello scenario 4.0 sono quelli dei grafici e cartotecnici e dei produttori di macchine. Decisamente più timido è l’orientamento mostrato dai produttori di carta che, probabilmente per la natura dei loro processi manifatturieri (processi continui, tecnologie di produzione di cosiddetta “fabbricazione”, ossia di sostanziale irreversibilità del prodotto finale nelle sue materie prime originarie successivamente al processo di trasformazione, e modalità di risposta alla domanda tipicamente orientata ai grandi volumi e alla produzione per il magazzino) non ritengono possibile allo stato attuale, particolarmente cruciale per lo sviluppo industriale a medio termine del comparto, un incremento della gestione e dell’elaborazione dei dati raccolti lungo tutta la sua catena del valore”. Per quel che riguarda i produttori di macchine, l’indagine rileva come “l’attenzione all’investimento nelle tecnologie 4.0 per il triennio successivo sia particolarmente concentrata sulla gestione della macchina in opera presso la clientela. I produttori di macchine sottolineano l’importanza di ridurre il total cost of ownership del loro impianto, sia perché se ne riducono

ulteriormente i consumi energetici, sia per la possibilità di assistere a distanza, diagnosticare predittivamente guasti e malfunzionamenti e tracciare l’intero ciclo di produzione allo scopo di offrire un migliore servizio al cliente e ridurre drasticamente i suoi fermimacchina e i costi di manutenzione in genere”. I clienti, quindi le aziende rispondenti alla macrocategoria grafica e cartotecnica , vivono come particolarmente cruciale il tema della gestione della commessa e della comunicazione trasparente e continua con il committente. In ragione di ciò, assegnano priorità massima in ordine all’interesse sulle tecnologie al tema dei software per la gestione dei progetti intra e inter-company. Si tratta di un’interessante area di miglioramento per questo settore, poiché le soluzioni ICT sulla gestione del progetto e della commessa lungo tutto il suo ciclo di vita rappresentano ormai uno standard consolidato, anche se non necessariamente così diffuso, in tutti i contesti industriali in cui si opera per commessa. Diametralmente opposto risulta l’interesse alle tecnologie che consentono di arricchire il prodotto grafico e cartotecnico di capacità di comunicazione’ e di trasmissione’ (RFID, NFC, inchiostri intelligenti e nanotecnologie in genere). Tuttavia, è anche da rilevare che tale interesse emergerebbe con maggiore enfasi se il mercato di sbocco mostrasse maggiore propensione tecnologica. Anche per questo l’editoria e la stampa commerciale (tra i settori di sbocco più rappresentati nel sottocampione) risultano ancora molto incerti in ordine all’utilizzo e alla convergenza delle tecnologie”, si legge nel rapporto.

“I settori che presentano una dinamica abbastanza comparabile e favorevolmente orientata all’abilitazione dello scenario sono uelli dei grafici e cartotecnici e dei produttori di macchine. Decisamente più timido è l’orientamento mostrato dai produttori di carta”

Come stanno affrontando la sfida dell automazione le aziende di stampa

Soluzioni automatizzate interconnesse so t are implementati in casa gni impresa ha il suo modo di a rontare il cambiamento di cavalcare l innovazione e di puntare alla crescita

C chi investe in soluzioni digitali e chi in soluzioni o set chi ripensa il proprio or flo e chi invece modella sulle proprie esigenze prodotti ac uistati dai ornitori di tecnologia elle prossime pagine sono sei le aziende a raccontarsi alla luce di uesti cambiamenti

Athesia Copisteria niversale cor ae D D Pac aging

E ui ipografia e igrafica

L’ottimale gestione del usso di lavoro, dal preventivo alla fattura, è in effetti un aspetto su cui le aziende grafiche si concentrano molto. Un or o automatizzato rende più efficiente l’intero processo produttivo, permettendo all’azienda di migliorare la propria produttività e i propri tempi d’esecuzione. In molti hanno sfruttato gli sgravi fiscali previsti dal iano nazionale di Industria 4.0, cogliendo l’occasione per investire in nuove soluzioni e fare un salto in avanti nel mercato.

Parlare alle macchine

« rima del 2006 lavoravo con cel, compilavo delle liste e le portavo a mano dallo stampatore, e spesso succedeva che una volta arrivato dallo stampatore spesso l’elenco era già vecchio, perché nel frattempo magari era subentrato un altro lavoro più urgente, quindi dovevo aggiornare il foglio e andare di nuovo dallo stampatore e dirgli si stampa quest’altra cosa Il processo di automazione in azienda è partito così, per connettere e velocizzare il lavoro, adesso cerchiamo di parlare direttamente con le macchine», spiega Michael Munter, responsabile tecnico stampa a foglio e della gestione della qualità di Athesia Druc Gmb , la più grande azienda tipografica dell’Alto Adige e che ha alle spalle 130 anni di storia, celebrati lo scorso anno alla presen-

Il nostro focus è di migliorare ancora di più nella produzione, nella velocità. I cambiamenti non succedono da un momento all’altro, sono un processo

ichael unter Athesia Druc

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za del Presidente della

Athesia nel corso degli anni ha deciso di investire in automazione per raggiungere obiettivi come l’aumento della produttività e della velocità, che li ha portati a migliorare i propri risultati. E anche se questi risultati è difficile quantificarli perché i cambiamenti intercorsi sono stati tanti ed è difficile fare paragoni col passato, aggiunge Munter, è evidente che in azienda “si lavora a un’altra velocità”.

«Il più grande investimento degli ultimi due anni sono state due macchine a foglio: una Heidelberg XL 106-8P 18K e una a 6 Colori con lacca acrilica, Heidelberg XL 106-6-P+L 18K, acquistate all’insegna dello slogan push to stop , che significa che sono macchine così automatizzate che se metto le lastre, i lavori e la carta, devo premere un pulsante per fermare la produzione, non per avviarla, perché la macchina gira sempre ed è in grado di passare da un lavoro all’altro senza che un operatore debba metterci mano – spiega Munter -. Abbiamo scelto la macchina più adatta alle nostre esigenze e poi rientravano nel discorso 4.0, ma sono macchine così moderne che non c’era nessun dubbio in proposito. Abbiamo un sistema MIS che coinvolge tutta la ditta, dal preventivo fino alla fattura e le macchine sono collegate con questo software: per noi è un grande passo in avanti per il 4.0», dice Munter, che aggiunge come già nel 2006 in Athesia si sia costruito un software che calzasse a pennello con le esigenze produttive dell’azienda, software poi cambiato e implementato nel 2012 per integrare tutti i processi aziendali ed entrare a pieno titolo nell’era del 4.0.

In Athesia oggi tutti i processi sono automatici, dalla preparazione della lastra fino alla legatoria. «Nell’investimento abbiamo cercato di accorciare le strade: oggi un Ctp può essere anche abbastanza lontano dalla macchina da stampa, perché facciamo in modo che sia la lastra ad andare incontro alla macchina. Viene incisa, sviluppata e trasportata con un impianto della Nela vicino alla macchina da stampa, per poi essere staccata in automatico lavoro per lavoro, così che lo stampatore non debba più andare in un altro reparto a prendere le lastre o le commissioni, ma deve rimanere

“Stiamo

passando da una gestione con tessera magnetica e quindi fisica del credito e delle stampe (copie, scansioni…), a un sistema totalmente in cloud”

vicino alla macchina e non allontanarsi. Se si somma il tempo risparmiato per ogni lavoro grazie alla mancanza di tutti questi spostamenti, si intuisce di quanto abbiamo migliorato la nostra velocità», spiega Michael Munter, aggiungendo come in azienda si stia valutando anche la possibilità di introdurre dei robot in futuro, ma ancora nulla è deciso. «Il nostro focus è di migliorare ancora di più nella produzione, nella velocità. I cambiamenti non succedono da un momento all’altro, sono un processo: sono tanti anni che stiamo seguendo questo percorso, non abbiamo licenziato nessuno ma le persone che negli anni sono andate in pensione non sono state rimpiazzate, perché con le macchine facciamo molto di più con meno gente», conclude Munter.

Standardizzare la qualità di stampa

Non diminuire l’organico ma riqualificarlo perché sia pronto e preparato alla sfida con l’automazione è la strada intrapresa da ogni azienda che si affacci all’innovazione. «Non abbiamo diminuito il nostro organico ma ne abbiamo automatizzato/standardizzato le procedure, in modo da riuscire ad aumentare i volumi senza l’introduzione di nuovo personale», spiega Sascha Rossi, titolare e fondatore di Copisteria Universale, azienda nata nel 1997 a Firenze e che nel 2018, approfittando di incentivi governativi e locali (legge sabatini ter, voucher digitali del Mise, voucher digitalizzazione della Camera di Commercio di Firenze, iperammortamento 250%) ha deciso di investire oltre 100 mila euro in nuova tecnologia.

«Anzitutto abbiamo investito nella standardizzazione della qualità di stampa in tutte le nostre sedi con macchine di nuova generazione: tre Ricoh Pro C5200S e una Ricoh Pro C7200SL, che possono essere comandate interfacciandosi alla rete, potendo così monitorare la qualità, le chiamate di assistenza, le opzioni di stampa per tutti i tipi di carta (Fier controller e tutte le utilit Fier , tecnologia CMMS per le chiamate). Avevamo comprato una Ricoh Pro C7100X con colori speciali l’anno prima, che accoppiata alle nuove macchine ci ha permesso di sfruttare la stampa a inchiostro bianco e finitura gloss , aumentando l’efficienza globale», racconta Rossi. Ma gli investimenti non si fermano qui: «Abbiamo investito anche in automazione della finitura con una Duplo DC-616 che in coppia con il sistema Fier automatizza completamente la finitura del piccolo formato. Abbiamo acquistato un plotter Valiani Mat ro Ultra, che ci consente di automatizzare la finitura di materiali più grandi e spessi, assistito in remoto, che in qualche giorno ci ha resi operativi e sicuri della corretta manutenzione. Abbiamo infine investito nella stampa diretta su tessuto Ricoh RI3000, mercato

Repubblica Sergio Mattarella.
Il controllo qualità in Athesia
Sascha Rossi, Copisteria Universale

in espansione e finalmente accessibile con macchine professionali anche agli esercizi commerciali di piccole dimensioni come i nostri punti servizi», continua Rossi. Copisteria Universale, sulla scia del rinnovo delle agevolazioni fiscali a livello nazionale e locale, nel corso di quest’anno ha investito nella completa automazione del servizio self-service dei negozi. «Stiamo attualmente passando da una gestione con tessera magnetica e quindi fisica del credito e delle stampe (copie, scansioni ), a un sistema totalmente in cloud, che permette di creare utenze, accreditarle in maniera autonoma, stampare da ogni dispositivo (smartphone, tablet, computer...) e trovare il file da stampare (copie, scansioni ) presso qualsiasi nostro punto vendita. Un punto vendita sarà senza personale, lasciando al cliente la possibilità di gestire i propri lavori in totale autonomia e sicurezza», spiega Rossi, che aggiunge come questo processo sia stato possibile grazie alla realizzazione di soft are personali da parte di un’azienda di consulenza informatica che continua a seguirli nella totale automatizzazione, e all’acquisto di altri soft are specifici, per un investimento previsto di circa 50 mila euro.

I risultati, secondo Sascha Rossi, sono rilevabili su più fronti: «C’è stato un miglioramento qualitativo dovuto alla possibilità di gestire i processi di stampa in maniera più automatica e standardizzata. Il numero di copie prodotte è aumentato in un anno di oltre il 20 . Il numero di finiture da svolgere manualmente è diminuito in maniera importante e le soluzioni offerte alla clientela, così come i servizi, sono aumentati notevolmente», spiega il titolare di Copisteria Universale, che alla domanda su come veda la sua azienda nei prossimi dieci anni risponde: «Il nostro obiettivo è di crescere notevolmente nel numero dei centri servizi/ vendita, sia in Italia che all’estero, ed esplorare nuovi, promettenti mercati».

Non ho mai avuto contrazioni di personale. Non mi nascondo che il nostro successo è motivo di crisi per chi non ha saputo innovare

Il noleggio operativo

Già proiettata al futuro, ma con i piedi ben saldi per terra, è anche corGae, azienda nata nel 1993 (lo stesso anno di nascita del DF e degli ICC, specificano sul sito forse a suggerire come la tecnologia sia parte del Dna dell’azienda) con sede a San Lazzaro di Savena in provincia di Bologna. Nel 2018 corGae ha compiuto i suoi primi 25 anni e a raccontarne l’evoluzione è il suo top manager, lia Nardini. «Siamo costretti a crescere perché altrimenti non avremo il respiro per pagare gli investimenti fatti, ma la nostra mentalità, almeno fino a quando regger io il timone, è per questa dimensione artigianale capace di creare continuamente cose nuove per una clientela esigente ma che sa apprezzare la differenza di un’azienda orientata alla qualità quale la nostra», dice Nardini che per garantire la qualità del lavoro ai suoi clienti ha deciso di affrontare alcuni investimenti mirati: « er quanto molto tecnologici, siamo una piccola realtà con un fatturato che non consente di avere la liquidità necessaria per affrontare grossi acquisti. Dal punto di vista hard are, sia per Indigo 12000 D e sia per il rinnovo totale del parco macchine di post stampa (per poter rispondere al formato B2) non c’era per noi altra strada che il noleggio operativo per il quale abbiamo trovato in e in Neopost i partner ideali. Tutto il soft are, invece, è stato acquisito con risorse proprie. arliamo di investimenti importanti, ma molto diluiti nel tempo. Abbiamo anche rinnovato il sito per fare spazio ai nuovi servizi di rint n Demand. iù che negli iper-ammortamenti ai quali, a malincuore, abbiamo dovuto rinunciare, ci siamo affidati ai finanziamenti agevolati del Mediocredito Centrale», spiega Nardini.

Un processo, quello dell’automatizzazione in corGae, che ha le sue radici nel 2010, quando fu realizzata la piattaforma di eb to print. «Al nostro interno un foglio cel elaborava una lista t t dell’ordine e predisponeva tutto quanto in quel momento poteva predisporsi. ggi, sulla base di quella esperienza, abbiamo migliorato il servizio in un usso ml che dall’ordine eb crea l’ordine formale sull’ R , mentre sul fronte produzione i file arrivano sulle macchine da stampa con la caduta macchina appropriata, il numero di copie e la carta impostata. Usiamo S itch di nfocus nella fase di interscambio dati tra il eb e la prestampa, ma soprattutto, e questa è una scelta meno banale, sfruttiamo in maniera massiccia Smart Stream roduction ro di , che ci permette di arrivare in stampa – a differenza dei concorrenti – con caduta macchina, tiratura, supporto, sequenza di stampa (diversa, per esempio, tra punto metallico e brossura), richiesta di proof e tutti gli altri (tanti) parametri impostati sull’ordine che S itch pu passare a Indigo attraverso il proprio potente usso DF integrato. Abbiamo implementato anche

La Ricoh Pro C7200SL installata in Copisteria Universale
Elia Nardini, corGae

La HP Indigo

12000 HD installata in corGae e Switch di Enfocus nella fase di interscambio dati tra il web e la prestampa

Puntare sull’offset

Direct To Finish che crea i JDF di settaggio delle macchine a valle attraverso le cadute macchina. L’abbiamo per la connessione con la multifunzione Duplo DC-646 e con il tagliacarte Mohr 80 plus Jdf», spiega Nardini, per cui l’installazione delle soluzioni e dei software così interagenti fra di loro ha permesso di liberare risorse sui processi ripetitivi, ma soprattutto a ridurre gli errori.

«Ho una grande esperienza di riconversioni tecnologiche, fortunatamente sempre in aziende sane che tentavano di appropriarsi per tempo del loro futuro. Non ho mai avuto contrazioni di personale. Non mi nascondo che il nostro successo è motivo di crisi per chi non ha saputo innovare. Dal punto di vista sociale sono dispiaciuto, ma non posso fare né diverso, né di meglio», aggiunge l’amministratore di corGae, che si prepara ad aprire le porte della sua azienda per un’open house il prossimo settembre. «Sarà una delle tappe del TAGA Tour dedicato alla stampa digitale e sarà proprio orientata all’automazione vista sia nell’ottica dei miei clienti (19 settembre) che in quella dei clienti dei miei partner, HP e Neopost (20 settembre). Un percorso che parte dall’ordine e arriva allo stampato finito: faremo girare uno stesso tipo di ordine senza freni e come tale arriverà sulle macchine in pochi minuti, controlli umani compresi, poi una versione al rallentatore si fermerà in ogni punto nodale per permettere agli ospiti di porre le loro domande», conclude Nardini.

“La decisione di affrontare sempre più approfonditamente l’automazione aziendale è quasi viscerale nella nostra azienda per migliorare il lavoro”

Come si è visto, l’automazione corre tanto sui binari della stampa digitale quanto su quelli della stampa tradizionale. Ad aver investito in una macchina offset in grado di interagire con soft are di gestione dei ussi stampa è DTD Packaging, azienda con sede a Settimo Milanese nata 13 anni fa e che ha spalancato il suo stabilimento a una Komori Lithrone G 40 alla fine del 2017. Sulla pagina Facebook dell’azienda si possono ancora vedere le fotografie dei giorni dell’installazione, con didascalie ad accompagnarle che recitavano “Tutto pronto per l'ingresso della nuova tecnologia! Si entra nell'epoca 4.0” e “Work in progress... Babbo natale è arrivato!”, che ben raccontano l’entusiasmo di quei giorni.

«La decisione di affrontare sempre più approfonditamente l’automazione aziendale è quasi viscerale nella nostra azienda: abbiamo sempre cercato di investire i profitti in tecnologia volta a migliorare quantità e qualità del lavoro. Certo per che l’ultimo investimento sulla macchina da stampa Komori è stato un po’ la ciliegina sulla torta di un processo che credo non avrà mai fine. Alzare l’asticella della tecnologia e dell’evoluzione in azienda è un vizio che non ci toglieremo mai!», dice Fabio Testa, responsabile di DTD Packaging, che racconta così l’ultimo investimento affrontato in azienda: «La macchina ha una configurazione particolarmente adatta alle esigenze della nostra clientela: 6 colori offset + due laccatori in linea (uno offset e l’altro bivalente offset/uv), ed esistendo già un gestionale completo che seguiva tutti i processi dell’azienda, abbiamo deciso di interfacciarlo direttamente con il software della macchina e, grazie alla solerte collaborazione con i nostri fornitori abbiamo potuto superare a pieni voti la perizia che permette di accedere agli sgravi per l’industria 4.0 - prosegue Testa -. Le possibilità che ci si sono aperte davanti dovevano essere sfruttate al meglio. Avere a disposizione un’interfaccia che in tempo reale comunica dati di produzione, di magazzino, di gestione non basta: bisogna interpretare e rendere efficace il processo. Con applicazione e perseveranza pertanto abbiamo cominciato a ottenere e analizzare ci che poteva venirci utile e con il costante desiderio di migliorare il servizio offerto ai nostri clienti abbiamo ottenuto dei risultati estremamente interessanti. Tempi di approntamento ridotti del 30% rispetto alle tecnologie precedenti, tempi di avviamento stampa migliorati del 10/15%, tempi di produzione in stampa ridotti del 20%, scarti di produzione ridotti del 10%, ma soprattutto, e questo non ha un valore monetario ma è per noi importantissimo, la possibilità di continuare a confrontarci con i nostri operatori per trovare miglioramenti nel processo e per far sì che la loro passione continui a stimolare la nostra e viceversa, come in una squadra vincente quale

A destra, la Komori Lithrone GX40 durante l’installazione in DTD Packaging; sotto, una fase della produzione

noi siamo».

Nemmeno per DTD Packaging l’ingresso nel mondo dell’automazione ha comportato una riduzione del personale nel reparto stampa. C’è però, commenta Fabio Testa, un’evoluzione nel concetto stesso di stampatore: «Se prima si rasentava il concetto di arte grafica, oggi gli operatori si trasformano in continuazione (come del resto tutti noi e tutte le nostre mansioni) in base a quanto di positivo la tecnologia mette a disposizione. L’eliminazione di tutto ciò che è ripetitivo e meccanizzabile libera il buon operatore da funzioni non particolarmente nobili e gli dà la possibilità di esprimere le sue capacità grazie alla continua sperimentazione». Continua sperimentazione che si traduce anche in continuo desiderio di innovazione, di nuove soluzioni che permettano miglioramenti del sito produttivo. «Da anni cerchiamo partner con cui poter sviluppare digitalmente e con cui costruire un gruppo di aziende che possa spingere i produttori di tecnologie a creare supporti tecnologici e materiali sui quali creare reale innovazione. Cultura, ricerca, crescita e ossessione per i nostri clienti sono la base da cui sempre ci muoviamo e la finestra che affaccia sul panorama della tecnologia è da noi sempre aperta. Nei prossimi dieci anni l’azienda avrà dunque partner tecnologici che si aggiungeranno agli attuali e che collaboreranno fattivamente alla crescita continua a cui siamo abituati con un occhio di riguardo per quanto riguarda sostenibilità e ecologia. In quest’ottica infatti collaboreremo già da questo settembre con la neonata Trees for Children nel programma di piantumazione di alberi nei distretti prossimi alla DTD Packaging. Un cervello quindi che spinge verso la tecnologia con un cuore che pulsa vigorosamente per il futuro del pianeta», conclude Testa.

“L'automazione ci garantisce rapidità, essibilità e costi competitivi in linea con le richieste del mercato.

Stimerei un miglioramento di risultati del 20-25

Il sistema di finitura

550 installato in E.Lui ipografia

Aumentare i volumi, potenziare il personale

Chi invece ha puntato sul digitale per percorrere la sua strada di automazione verso la crescita è stata E.Lui Tipografia, che ha alle spalle decenni di storia (nasce a Reggiolo in provincia di Reggio Emilia nell’immediato secondo dopoguerra, nel 1946) ma che sembra non avere intenzione di smettere di innovare e puntare su sé stessa. «Negli ultimi anni abbiamo aggiunto alla nostra tradizionale clientela alcune importanti multinazionali. Per corrispondere, e possibilmente anticipare, le loro esigenze abbiamo dovuto trasformare la nostra organizzazione da artigianale ad un modello più industriale con l'introduzione di procedure legate alla Lean manufacturing e alla normativa IS 9001. uesto ha fatto nascere una ricerca al fine di automatizzare quante più lavorazioni possibili per migliorare le nostre performance e proporre così ai nostri clienti il miglior rapporto qualità-prezzo-servizio», racconta nrico Lui, titolare dell’azienda, che sottolinea come gli sforzi di innovazione si siano concentrati sull'automazione della confezione in linea con la stampa per contenere gli sprechi di tempo e migliorare la qualità di prodotto. In azienda è stata potenziata la produzione bianco e nero con tre cé ario rint 6000 Ultra , con sistemi di finitura BLM 550, BLM 200 e con sistema di brossura on line di Cp Bourg con doppia unità di rifilo e taglio, cui sono state poi aggiunte le tecnologie a colori di Canon image R SS C800, image R SS C8000 e 10000 con finitura a punto metallico dorso quadro, gestite con il controller Prisma. «Attualmente, tutte le nostre macchine da stampa digitali sono dotate di finitori in linea punto metallico e brossura, coprendo un range da 8 a 1000 pagine. L automazione delle finiture ci garantisce rapidità, essibilità e costi competitivi in linea con le richieste del mercato. In termini assoluti stimerei un miglioramento di risultati intorno al 20-25 . La possibilità dell iperammortamento è stata sicuramente un fattore che ci ha aiutati in questa dire-

Enrico Lui, E ui ipografia

L’accavallatrice Horizon per offset e digitale

mod. StichLiner Mark III installata in igrafica

zione. Gli investimenti in ottica 4.0 effettuati in questi anni ammontano a circa 500 mila euro - spiega Lui, che non vede alternative percorribili all’ulteriore aumento dell’automazione nei processi aziendali -. Da una parte cercheremo di estendere l'automazione alla produzione di "stampa funzionale", settore che abbiamo approcciato negli ultimi tempi, mentre dall'altra seguiremo lo sviluppo tecnologico che già si sta prefigurando. In particolare, la gestione di più macchine da stampa da parte di un unico operatore e la creazione di ussi di stampati che da diverse macchine verranno veicolati a finitori near line, consentendo di aumentare la essibilità del processo di stampa e confezione». Nemmeno per questa azienda si è rivelato fondato il timore che l’automazione porta con sé, della riduzione dei posti di lavoro per il subentro di macchine “intelligenti”: «In realtà è avvenuto esattamente il contrario. L'automazione porta inevitabilmente a un aumento dei volumi di produzione che vanno gestiti a livello commerciale, organizzativo, amministrativo e logistico. Attività che richiedono un potenziamento di risorse umane specializzate. Sicuramente è necessaria una costante formazione del personale che, oltre agli aspetti tecnici, deve essere motivato a vedere il cambiamento come un’opportunità di crescita personale e aziendale», conclude nrico Lui.

Stare al passo coi tempi

Quello della perdita di posti di lavoro dovuta all’introduzione di tecnologie di automazione dei processi produttivi è un tema che, sulla base degli esempi riportati finora, sembra non toccare strettamente le aziende grafiche e cartotecniche che decidono di investire in soluzioni automatizzate. Una visione che condivide anche igrafica, un’azienda con sede a Monza. «Secondo me non toglie il lavoro, ma cambia il modo di lavorare delle persone. Bisogna vedere se le persone vogliono cambiare. Il mercato sta cambiando ed è chiaro che sia necessario stare al passo coi tempi per non rischiare di diventare obsoleti, non si può pretendere di fare lo stampatore come lo si faceva anni fa. Serviranno persone che possano operare con queste macchine, persone che possono diventare più propositive rispetto al sistema azienda e aiutare nello snellimento e nell’automazione dei processi, perché le macchine non sono totalmente automatizzate: qualcuno che controlli la produzione servirà sempre», commenta Federico Ferrario, uno dei soci di igrafica, che aggiunge come non sia stata necessaria molta formazione agli operatori perché imparassero a usare le soluzioni 4.0 inserite in azienda: «Quello con cui ci siamo forse scontrati, tutti in azienda, è stato imparare a lavorare secondo un usso 4.0. Ad esempio le informazioni bisogna scri-

“L’automazione cambia il lavoro delle persone. Bisogna vedere se le persone vogliono cambiare. Il mercato di sicuro sta cambiando”
Federico Ferrario, igrafica

verle in un certo modo altrimenti il sistema non può funzionare, il grosso cambiamento è stato a livello di ufficio tecnico e preventivistica e di uscita lavori». In igrafica gli investimenti in ottica 4.0 sono cominciati nel 2017, per poi proseguire nel 2018 e hanno coinvolto un’accavallatrice Horizon per offset e digitale mod. StichLiner Mar III, fornita da Forgraf, e una macchina Komori Lithrone GL540 UVLed. «Abbiamo cercato di automatizzare il più possibile le commesse ripetitive, cercando di dare informazioni che potessero essere riprese in futuro, in caso di ristampa, o dati di soluzioni già maturate, semplificando indicazioni che prima magari erano più descrittive, che noi trascrivevamo nella commessa ma che la macchina non era in grado di interpretare. Le macchine Forgraf leggono DF, abbiamo inserito quindi informazioni più dettagliate nelle nostre commesse e che potessero essere tradotte dalla macchina: copertina, misure etc… Si è velocizzato il lavoro di inserimento dati e l’avviamento della macchina, oltre alla possibilità evitare degli errori che adesso capitano molto più raramente. Stiamo facendo delle valutazioni sui livelli di consumi di inchiostro, ma se devo essere sincero nonostante si siano ridotti i tempi e sia teoricamente possibile essere economicamente pià competitivi, il grande vantaggio 4.0 è la velocità e ripetibilità con cui si può operare. Abbiamo però consapevolezza dei numeri, di quanto tempo abbiamo impiegato per ogni lavoro e una stima del tempo medio», spiega Ferrario. Secondo igrafica in un mercato come quello attuale non è più possibile essere un’industria “1.0”, perché ormai i ussi di lavoro sono talmente complessi e costituiti da una miriade di commesse che non è più pensabile procedere “manualmente”. Per scegliere su che tipo di soluzioni puntare, l’azienda si è rivolta ai fornitori di tecnologie ma non solo: «Abbiamo un nostro usso proprietario per l’intero or o , una soluzione che cerca di mettere insieme di contabilità, ufficio tecnico, etc. Come usso di prestampa originario abbiamo Koda rinerg , poi lo abbiamo implementato con funzionalità personalizzate: è dal 2000 che ci lavoriamo. Tutte le volte che individuiamo un problema o pensiamo a una miglioria da poter fare ne parliamo con il nostro programmatore. Sicuramente faremo degli altri investimenti, nei prossimi anni gestiremo molti più processi in maniera automatizzata e vorremmo investire in nuove attrezzature, magari in un sistema di taglio automatizzato… per migliorare e velocizzare il lavoro», conclude Ferrario.

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Un robot ci salverà

(e salverà posti di lavoro)

Le aziende più grandi ne hanno già introdotti per ottimizzare processi produttivi e sottrarre al lavoro umano passaggi necessari ma ripetitivi e talvolta pericolosi. E le prospettive, per queste tecnologie di totale automazione, sono ottime anche per il panorama delle Pmi

Il report dell’Istat illustrato nella parte di questo speciale è il primo mai elaborato dall’Istituto nazionale di statistica ad aver introdotto nel questionario della rilevazione anche domande sull’utilizzo in azienda della robotica. Le percentuali di utilizzo di robot a supporto dell’attività produttiva sono basse, ma in crescita, soprattutto nel settore della fabbricazione di mezzi di trasporto e in sei imprese (con almeno 250 addetti) su dieci nel settore manifatturiero.

L’introduzione di robot e di sistemi automatizzati per movimentare la produzione inizia a interessare anche il settore delle arti grafiche e dell’industria della stampa. Le aziende più grandi ne hanno già introdotti per velocizzare i processi produttivi e sottrarre al lavoro umano passaggi necessari ma ripetitivi e talvolta pericolosi. E chi fornisce queste tecnologie, molto spesso è stato un pioniere, un visionario, che nella completa automazione delle aziende ha sempre creduto.

La fabbrica intelligente

«Grazie all’utilizzo di tecnologie innovative e attraverso l’analisi dei processi logistici dei clienti, abbiamo anticipato, oltre venticinque anni fa, il concetto di Industry 4.0: la fabbrica intelligente, interconnessa e digitalizzata», inizia così il racconto sulla sua azienda Enrico Grassi, presidente di Elettric80 e BEMA, la prima fondata negli anni Ottanta a Viano, in provincia di Reggio Emilia e specializzata nella realizzazione di soluzioni logistiche automatizzate per le imprese della grande distribuzione nei settori beverage, food, tissue e in ambiti diversificati la seconda nata nel 1992, sempre a iano, per sviluppare sistemi robotizzati sinergici con quelli di Elettric80.

Cappello da cowboy e una passione per la tecnologia che lo ha portato a costruire un impero tutt’ora in espansione («Da qui al 2021 vogliamo arrivare a oltre 350 milioni di euro di fatturato e a più di 100 nuovi dipendenti fra le varie filiali che attualmente sono 14, dagli USA all’Asia»), secondo Enrico Grassi «il tessuto imprenditoriale italiano, proprio per la essibilità e la creatività che da sempre lo contraddistinguono, è il più adatto a far fronte ai cambiamenti che il digitale sta imponendo per rispondere in velocità alle esigenze di mercato, mantenendo sempre alta l’asticella della qualità». La prima fabbrica intelligente è stata realizzata da Elettric80 a Caldonazzo di Trento nel 1992 per la Costerplast (Gruppo Coster), azienda erogatrice di cappucci di plastica ad alta precisione per il settore farmaceutico

Un veicolo automatico a guida laser Elephant di Elettric80 per la gestione di un magazzino bobine. ella pagina a fianco una soluzione

Universal Robots

I primi passi nell industria grafica

di Sergio Facchini

lità dei prodotti movimentati».

Sul finire degli anni Novanta in tutto il mondo e in differenti attività industriali iniziarono a essere impiegati nelle fabbriche i sistemi automatici per la movimentazione e il trasporto dei bancali da e per i magazzini di stoccaggio. Nel settore grafico le prime applicazioni si focalizzavano sulla movimentazione automatica delle bobine di carta, il carico degli sbobinatori delle rotative offset e i quotidiani. I mercati e i costruttori del Nord Europa implementarono queste soluzioni utilizzando i veicoli AGV (Automated Guided Vehicle). In Italia, l’impresa Elettric80, guidata dalla mente e capacità del suo fondatore Enrico Grassi e dal suo socio, oggi direttore generale del Gruppo, Vittorio Cavirani, grazie a un gruppo di tecnici e progettisti esperti e al responsabile commerciale William Malavasi, realizzò una tecnologia ancora più innovativa: gli LGV, ossia “Veicoli Automatici a Guida Laser”. Una soluzione che non necessitava di fili a terra né di transponder per prelevare, scaricare e caricare i bancali e/o le bobine di carta e/o quanto altro richiesto dalla gestione dello stoccaggio industriale. In breve tempo, Elettric80 riuscì a conquistare il mercato anche a livello internazionale. La collaborazione tra Malavasi e la Sicograf srl del Gruppo Grafikontrol - società nota a livello nazionale per lo sviluppo e la progettazione di nuove tecnologie nel campo di arti grafiche, stampa e imballaggio - permise di avviare anche all’interno di questo settore industriale uno dei primi processi di integrazione e automazione logistica. Il progettista Franco Sisti, con il supporto del sottoscritto, allora amministratore di Sicograf, iniziò lo studio di possibili layout della fabbrica valutando l’impiego di LGV. Fu necessario persuadere i responsabili degli stabilimenti grafici dei vantaggi connessi all’utilizzo di questi sistemi spiegando loro come le logiche connesse al carico e trasporto con carrelli automatici a guida laser di un bancale di bottiglie o di parti meccaniche fossero replicabili anche per pacchi di segnature. Non fu facile, ma la collaborazione con Malavasi fu di grande aiuto e contribuì ad aprire il mercato delle soluzioni logistiche automatiche anche al settore grafico. Il passaggio da AGV a LGV agevolò e velocizzò i processi di installazione degli impianti proprio perché non era richiesto il posizionamento a terra di supporti di guida. Pertanto, oggi come allora, tutte le operazioni di carico e scarico dei bancali dalle macchine a foglio oppure la presa dei pallet completati di pacchi di segnature in uscita dagli stacker o dai pallettizzatori a valle delle rotative offset e la movimentazione delle bobine di carta possono essere gestite con l’utilizzo delle soluzioni realizzate da Elettric80.

e cosmetico; in pochi anni la tecnologia è stata impiegata in tutti gli altri stabilimenti del Gruppo. Da allora le aziende che hanno scelto Elettric80 per robotizzare i propri processi produttivi sono state tante. «Ad oggi abbiamo realizzato circa 300 fabbriche integrate in diverse parti del mondo, installando oltre 2.000 sistemi robotizzati e più di 5.000 veicoli automatici a guida laser – spiega Grassi –. Come ci siamo riusciti? Investendo costantemente in ricerca e sviluppo. Non parlo solo di innovazioni tecnologiche, ma anche e soprattutto di valorizzazione dei giovani e di crescita delle competenze attraverso collaborazioni con scuole, università, centri di ricerca, nazionali e internazionali: dagli Istituti di Scuola Superiore di Castelnovo ne’ Monti e Scandiano fino agli Atenei di Modena-Reggio milia, Bologna, arma, Torino e Bari. Ma anche all’estero, in particolare in olonia, a Cracovia, e in Messico, a Montere , dove abbiamo aperto filiali che lavorano a stretto contatto con le università. Abbiamo inoltre avviato da quasi tre anni una Academ interna per la formazione e l’aggiornamento del personale. er le nostre aziende la Ricerca e Sviluppo è quindi un asset strategico che coinvolge molti ingegneri e dottori di ricerca. Attraverso questo impegno costante nei confronti delle persone, le nostre aziende sono riuscite a rispondere, e spesso anticipare, le esigenze del mercato offrendo soluzioni tailor-made innovative che permettono di gestire tutte le attività della supply chain assicurando ai clienti un significativo aumento dell’efficienza di fabbrica e la totale tracciabi- 37

nell’industria della stampa « lettric80 e B MA hanno iniziato ad implementare in questo ambito le proprie soluzioni logistiche nei primi anni Duemila con Sicograf srl, azienda del settore grafico, allora amministrata dagli ingegneri Sergio Facchini e Franco Sisti. Successivamente, abbiamo avviato diversi progetti in differenti aesi del mondo. In Italia, ad esempio, nei centri stampa dei quotidiani “La Stampa” di Torino e “L’Arena” di Verona abbiamo inserito diversi veicoli automatici a guida laser per la movimentazione delle bobine di carta, dalla pulirotoli al magazzino intermedio fino alle macchine di stampa. Uno degli impianti più importanti è stato realizzato per Rotolito, azienda italiana che opera da 40 anni nel settore della stampa. Rotolito opera in tutta uropa e dispone delle migliori tecnologie per stampa e confezionamento. Il nostro Gruppo ha contributo all’implementazione dello stabilimento di ioltello fin dalla fase progettuale offrendo soluzioni avanzate di automatizzazione logistica. La movimentazione dei prodotti avviene infatti attraverso veicoli automatici a guida laser che gestiscono sia bancali piani con fogli stesi, stoccandoli in magazzini a doppia profondità, che bobine, stoccate 37

in verticale fino ad un’altezza di 9 metri, permettendo di ottimizzare gli spazi dello stabilimento garantendo così la massima efficienza a tutto il processo», spiega Grassi. Molti dei clienti di lettric80 e B MA utilizzano SM.I.L 80, Smart Integrated Logistics, una piattaforma soft are che attraverso differenti moduli assicura la gestione integrata e automatizzata di sistemi e processi, comunicando con linee di produzione, pallettizzatori, fasciatori, coordinando la movimentazione delle merci attraverso i veicoli automatici a guida laser, lo stoccaggio a magazzino delle materie prime e dei prodotti finiti, fino all organizzazione e pianificazione ottimizzata dei trasporti. «Sulla base delle esigenze applicative delle aziende clienti, coordinando ussi intralogistici e differenti sistemi hard are, integra operazioni manuali e automatiche, comunica con il gestionale della fabbrica del cliente e supervisiona in tempo reale le performance dell intera soluzione, garantendo la totale tracciabilità del prodotto. In poche parole, coordina tutta la fabbrica come un vero e proprio direttore d’orchestra con i suoi musicisti», aggiunge Grassi. È abbastanza naturale che alcune aziende nutrano dei timori nell’affrontare un investimento in soluzioni così all’avanguardia. «Sono domande che si pone inizialmente ogni imprenditore che approccia il concetto di integrazione e automazione di fabbrica. Ma vale sempre lo stesso principio: visto che è impossibile possedere una conoscenza approfondita di tutto, bisogna imparare a fidarsi dell’esperienza di chi sa fare le cose i vantaggi poi arrivano. Lo dimostrano i fatti: i clienti che hanno creduto nella nostra filosofia stanno beneficiando di successi importanti rispetto a quanti sono ancora concentrati sul calcolo matematico di un ipotetico ritorno dell’investimento. Diciamo che è come quando si decide di imparare a sciare: all’inizio, cadendo, si prende qualche colpo, ma poi, quando si diventa capaci, ci si diverte. Non è un caso che molte aziende che hanno testato le soluzioni logistiche offerte dal nostro Gruppo in un impianto, alla luce dei risultati raggiunti, abbiano poi deciso di implementarle in altre fabbriche. uesto anche grazie al servizio di assistenza da remoto 24/7 e in loco che assicura un’efficienza costante nel tempo. Da sempre lavoriamo a stretto contatto con le aziende in differenti settori produttivi e in ogni parte del mondo offrendo soluzioni di automazione logistica integrate e all’avanguardia, garantendo un alto grado di innovazione tecnologica, massima affidabilità e qualità. Il nostro successo e quello dei clienti dipendono da questo: la condivisione di una vision e di un progetto con obiettivi precisi che viene sviluppato insieme», conclude Grassi.

L’avanzata dei cobot

Sistemi robot e cobot (il co-robot, robot collaborativo, è concepito per interagire fisicamente con l’uomo in uno spazio di lavoro, diversamente da quelli progettati per operare in maniera autonoma o con una guida limitata), come è emerso nel corso di questo speciale sull’automazione, non sono più appannaggio solo delle grandi aziende, ma sempre più l’investimento cui si affacciano le piccole medie imprese che compongono il tessuto industriale e manifatturiero italiano. L’aumento dei costi di produzione nelle aziende e la conseguente riduzione dei margini, la scarsità di manodopera specializzata e le esigenze sempre più sofisticate e variegate dei consumatori, rendono queste soluzioni di automazione un acquisto interessante anche per le piccole aziende.

«È conveniente per tutte le mi che ritengono di automatizzare un processo che, in quel momento, o viene svolto manualmente, oppure con macchinari di altro genere, ma non genera i risultati sperati in termini di resa ed efficienza», spiega Alessio Cocchi, Countr manager Italia di Universal Robots, azienda specializzata nella tecnologia robotica collaborativa fondata in Danimarca nel 2005 da sben stergaard, Kasper St e Kristian Kasso , e che nel 2018 ha registrato un volume d’affari di 234 milioni di dollari.

Ad oggi abbiamo realizzato circa 300 fabbriche integrate nel mondo. Come ci siamo riusciti Investendo costantemente in ricerca e sviluppo Enrico Grassi

« uando la mi decide di implementare i cobot si accorge di due tipologie di vantaggi misurabili non appena entrano in azione. Da un lato l’automazione genera per definizione un aumento di produttività e induce coerenza qualitativa nei prodotti realizzati. Dall’altro produce vantaggi indiretti che differenziano questo tipo di strumento di lavoro, il cobot appunto, da altri –prosegue Cocchi -. Dimensioni ridotte e l’opportunità di lavorare senza barriere protettive equivalgono alla riduzione del la out produttivo impegnato dall’automazione stessa, generando un diretto vantaggio economico. Le medesime caratteristiche, inoltre, ne consentono un rapido spostamento su fasi di lavoro diverse rispetto a quella sulla quale vengono inizialmente impiegati, inserendo essibilità operativa e applicativa all’automazione e all’azienda in generale. A questi si aggiungono altri vantaggi legati, ad esempio, a una migliore ergonomia per le postazioni di lavoro degli operatori o a un loro spostamento verso fasi a maggior valore aggiunto, liberandoli da operazioni ripetitive, noiose e/o talvolta pesanti/usuranti. Non esiste quindi un limite oggettivo superato il quale il cobot genera vantaggi. sistono limiti costruttivi, in termini di sbraccio e pa load, per cui i cobot non possono fare qualsiasi tipo di operazione (come ogni altra macchina, peraltro). Se, tuttavia, questi vengono utilizzati sfruttandone le caratteristiche sono portatori di vantaggi».

Un cobot della Universal Robots ha un costo a listino che va dai 25 mila ai 35 mila euro a seconda della ta-

Alessio Cocchi, Country manager Italia di Universal Robots

“L’industria della stampa si sta approcciando al tema della robotica collaborativa con il giusto mi di aspettative e curiosità

Alessio Cocchi

glia , spiega Cocchi, ma il costo dipende più che altro da quali operazioni il cobot deve svolgere, se è integrato oppure no a una linea o ad altre macchine etc, tanto che ogni applicazione viene sviluppata su misura per il cliente da parte dei s stem integrator o degli end user direttamente. «Se, tuttavia, un’azienda utilizza un cobot da solo oppure in integrazioni semplici allora diventa molto più semplice misurare il Roi. In casi come questi l’esperienza di UR è molto varia, ma si attesta attorno a un ritorno sull’investimento di sei mesi, toccando punte record straordinarie. Il nostro cliente Task For Tips ha misurato un Roi di appena 34 giorni», aggiunge Cocchi. Cresce l’interesse nei confronti di queste soluzioni sia da parte dei fornitori di tecnologie di stampa e confezionamento, sia da parte delle aziende di stampa. «Zund è un nostro cliente e ha sviluppato un’applicazione in cui il cobot, in unico passaggio, effettua il pic ing delle stampe pretagliate e rimuove lo scarto. Un’applicazione semplice, ma che comporta un guadagno di efficienza notevole. Primo perché è un’operazione non presidiata, quindi l’operatore che prima se ne occupava è ora libero di dedicarsi ad altre, decisamente più importanti, attività. In secondo luogo perché il cobot è in grado di svolgere quelle operazioni in maniera più precisa e veloce – spiega Cocchi -. Da questa e da altre esperienze di integrazione presso i nostri clienti direi che l’industria della stampa si sta approcciando al tema della robotica collaborativa con il giusto mi di aspettative e curiosità, per sondare fino a che punto i robot collaborativi possano realmente dare una svolta ai processi. L’industria della stampa è per noi un settore tutto sommato ancora nuovo in cui stiamo esplorando possibilità applicative. Se allarghiamo il discorso ad altre attività, come l’etichettatura, o tutte le attività di logistica e fine linea (pic ing, pac ing, pallettizzazione, assemblaggio) abbiamo diverse evidenze applicative che confermano i valori tradizionalmente legati ai cobot: efficienza, ripetibilità, precisione, possibilità integrative anche in la out ristretti e saturi, essibilità».

Le aziende stanno superando uno dei timori più diffusi quando si parla di automazione e robotica, ossia la perdita di posti di lavoro. «Il tema del saldo occupazionale è attuale e capisco che possa generare preoccupazione – commenta Cocchi -. Ma è necessario imparare ad affrontare la questione da un diverso punto di vista. Il World Economic Forum, ma anche McKinsey, smen-

l’asservimento macchine di Drilling e cobot in attività di Pick&Place

tiscono il timore che l’automazione cancellerà posti di lavoro. Anzi, finirà con il creare la necessità di nuove figure legate alla robotica e all’automazione e in numero maggiore di quelle che l’automazione renderà super ue. uello che non prendiamo in considerazione è la natura di queste figure: in parte esistono, in parte vanno formate. Nel 2017, a fronte di 64mila richieste online di profili legati a ICT e robotica, le università hanno sfornato appena 8 mila laureati con le competenze necessarie (fonte Osservatorio Competenze Digitali, ndr). C’è mercato. Ci sono sacche di espansione e di creazione di occupazione che non stiamo sfruttando. uesto è il vero problema: allineare richieste di mercato e offerta formativa. Universal Robots ha ben chiaro il tema dello skill gap. er questo siamo gli unici del nostro settore a offrire formazione gratuitamente ai nostri clienti. Sono quindi piuttosto certo che l’automazione non eroderà il saldo occupazionale a patto che si sappiano fare le scelte politiche (in ambito formativo) necessarie per guidare la transizione a questo nuovo modo di produrre», conclude Alessio Cocchi.

Dall’alto: cobot nelle strette vicinanze degli addetti della linea di assemblaggio di Mann+Humell;

Automazione per tutti per risparmiare

374 mila euro all’anno. Stiamo costruendo il flusso di lavoro per etto

na produzione automatizzata come il fisico per etto a bisogno di esercizio fisico di una dieta sana di costanza e perseveranza nel tempo che per i pi l ostacolo pi di ficile da superare automazione necessita costanza e perseveranza simili oltre a implementazioni so t are adatte a mancanza di uesti tre elementi ci che tiene la maggior parte degli stampatori bloccati nello stesso processo manuale giorno dopo giorno

E se fosse possibile ottenere l’80% dei propri risultati con il 20% di sforzo? Questa è la promessa di alcuni piani di allenamento. Che sia possibile anche per l’automazione del usso di lavoro nella produzione di stampati Secondo la ricerca e la valutazione di tipografie svolte da Ke point Intelligence - InfoTrends, non solo è possibile, ma è anche piuttosto facile da ottenere. Il trucco è capire che l’automatizzazione del processo di stampa non necessita uno sforzo monumentale, dall’inizio alla fine, di tempi lunghi o di budget fuori bilancio. Al contrario, gli stampatori si dovrebbero concentrare su tre aree in cui esistono soluzioni soft are consolidate che possono essere applicate all’onboarding, alle verifiche preliminari e all’imposizione dei lavori.

Dove siamo adesso?

Gli stampatori europei sanno di dover automatizzare le loro operazioni di stampa. Infatti, il 68 dei partecipanti al sondaggio annuale di Ke point IntelligenceInfoTrends uropean Soft are Investment utloo vuole ridurre i costi di produzione e migliorare la propria strategia. Allo stesso tempo, per , l’86 dei partecipanti include processi manuali in tutti o molti dei propri dipartimenti. Sembra che esista una propensione a investire in macchinari piuttosto che soft are. Molti (44 ) attribuiscono la propria crescita all’ag-

giunta di macchine più veloci ed efficienti. Soltanto il 29 la attribuisce a investimenti in soft are che aumentano il livello di automazione. Ci nonostante, i costi e gli scarti risultati da errori di produzione, che possono inizialmente sembrare insignificanti, si accumulano velocemente nel corso di un anno. Soltanto lo scaricare i file dei clienti ed eseguirne l’onboarding comporta un costo di mano d’opera di 118 mila euro all’anno, l’equivalente di 1-1.5 impiegati a tempo pieno. Il sondaggio misura dodici elementi del usso di lavoro, e tutti avevano livelli di automazione piuttosto bassi nelle tipografie. Ci è sorprendente e infelice, considerati il livello avanzato, la disponibilità e i costi ridotti dell’implementazioni di soluzioni per le verifiche preliminare. In seguito a valutazioni e conversazioni con gli stampatori, InfoTrends attribuisce i bassi livelli di automazione ai seguenti fattori:

• La direzione non ispira un approccio innovativo: se abbiamo sempre lavorato in questo modo, perché cambiare

• I singoli dipartimenti non sono consapevoli dell’impatto che le loro scelte e i loro processi hanno prima e dopo di loro nella catena di produzione. alutazioni del usso di lavoro e team consultivi inter-funzionali possono minimizzare il problema e portare maggiore consapevolezza organizzativa, empatia, e problem-solving olistico.

• Le persone in carico delle decisioni economiche non sono consapevoli della necessità di automazione o, più spesso, non hanno abbastanza informazioni per giusti-

ficare il costo in modo convincente. L’organo decisionale dovrebbe richiedere a fonti nel settore e ai loro fornitori dati di analisi dei costi in modo da poter costruire un modello economico basato sulle loro operazioni. I costi di usso del lavoro dipendono anche dal personale incaricato e dalla sua tariffa oraria. Alcuni lavori richiedono le conoscenze di esperti o traggono beneficio da impiegati più efficienti, mentre molti possono essere svolti da chiunque. er esempio, è meglio lasciare il design ai designer, e la programmazione di dati è meglio svolta da specialisti esperti di logica e linguaggi di programmazione. Tuttavia una prima ispezione o mandare in stampa una prova non richiedono competenze particolari, ma solo le procedure e gli strumenti adatti. I risultati indicano che molti compiti vengono svolti dai membri del personale sbagliati. Lo staff prestampa diventa quasi tuttofare ed è in carico di 8 dei 12 passaggi del or o valutati, inclusi i tre passaggi con dati variabili. uesto mostra che ci sono opportunità per assegnare compiti ripetitivi e non-specialistici a staff meno costoso e compiti di livello più alto e specializzato all’esperto giusto. Non dimentichiamo che automatizzare alcuni passaggi è la migliore linea d’azione, in particolare per compiti ripetitivi e di routine.

Automatizzate questi tre passaggi

Torniamo all’obiettivo di ottenere l’80 dei propri risultati con il 20 di sforzo. Lo studio di quest’anno mostra che la tipografia europea media potrebbe risparmiare fino a 374 mila euro in costi di lavoro automatizzando l’onboarding dei lavori, le verifiche preliminari e l’imposizione dei lavori. Le soluzioni soft are per fare ci costano da qualche centinaio di euro al mese fino a 20 mila euro e possono essere implementate in pochi giorni o settimane. Nonostante il costo iniziale possa sembrare significativo, l’investimento si ripaga entro due anni grazie soltanto al risparmio sui costi di lavoro. 1. Job onboarding

Ci sono numerosi modi in cui un utente pu ordinare prodotti stampati. u visitare la tipografia, usare moduli cartacei e online, portali online collegati a una soluzione di stampa MIS, e soluzioni eb-to-print. Ma se il cliente non ordina un prodotto standard dal catalogo, come fa a inviare i file allo stampatore Un metodo troppo comune è via e-mail È un metodo pieno di problemi. rima di tutto, il cliente deve essere in grado di esportare il file dall’applicazione originale e tenerlo entro i limiti per gli allegati della maggior parte delle aziende. In secondo luogo, lo staff della tipografia deve poi trovare l’allegato e spostarlo manualmente al prossimo passaggio. Ci richiede quantità di tempo che si accumulano nel corso di un anno e diventano un costo notevole. Molti fornitori di soft are oggi offrono

sono essere personalizzati, dove i file vengono caricati e controllati, e in seguito inviati al passaggio successivo. uesti portali online possono essere utilizzati anche dagli addetti alle vendite e all’assistenza clienti. rifi r i inari artiamo dal presupposto che le verifiche preliminari sono una necessità: minimizzano il rischio di errori e possono anche ottimizzare i file per la stampa. Abbiamo scoperto che gli operatori prestampa dedicano in media 32 minuti a controllare ogni file. Basandoci sul numero medio di lavori prodotti in un anno, abbiamo calcolato che le verifiche preliminari ammontano a 139 giorni di lavoro ueste verifiche possono essere svolte in diversi modi. sistono due metodi manuali usati comunemente: il primo è usare una lista di controllo e ispezionare manualmente il file nell’applicazione usata per crearlo il secondo è aprire il file DF in Acrobat e usare un plug-in di verifica, che si avvia con pochi clic . Le opzioni migliori sarebbero automatizzare le verifiche preliminari con una soluzione stand-alone o integrata che usa hotfolder e pu essere scritta o programmata con A I. La soluzione ideale sarebbe individuare gli errori nel momento in cui un cliente invia i file attraverso un portale online o una soluzione eb-to-print. osi ion

A meno che il file non debba essere stampato nella misura del foglio usato, l’operatore di stampa deve organizzare uno o più file sul foglio che verrà tagliato e finito. Il metodo più comune per imporre lavori è usare un soft are di la out creativo o imposizione per creare un template per ogni lavoro. Un metodo che richiede tempo. Le soluzioni automatizzate impongono i lavori con un soft are dopo che sono stati caricati online, oppure creano in modo dinamico imposizioni basate sulle specificazioni del lavoro e sul mi di macchinari presenti nella tipografia. ntrambi questi metodi dipendono da un processo di onboarding ben definito. Un altro vantaggio dei soft are di imposizione avanzati è la capacità di combinare lavori simili, che talvolta viene chiamata ganging’. Ci minimizza la quantità di materiali utilizzati (inchiostro/toner e carta) e riduce il tempo totale di stampa. Molti stampatori, il 38 di tipografie commerciali, continuano ad usare questo tipo di automatizzazione e, secondo le loro stime, risparmiano poco più di 8 mila euro all’anno. Invece di pensare all’automatizzazione del or o come un progetto troppo impegnativo o troppo difficile da implementare, concentratevi su queste tre aree. Automatizzarle pu offrire alla vostra tipografia una crescita significativa, grazie alla riduzione di passaggi che richiedono staff e alla minimizzazione di errori di produzione. Una volta implementate, queste soluzioni vi offriranno benefici anno dopo anno

Risparmiare automatizzando l’onboarding dei lavori, le verifiche preliminari e l’imposizione dei lavori. Nonostante il costo iniziale possa sembrare significativo, l’investimento si ripaga entro due anni grazie soltanto al risparmio sui costi del lavoro

Zechini la nuova frontiera nelle macchine

per il packaging di lusso

L’AZIENDA MILANESE PROGETTA E COSTRUISCE NUOVI SISTEMI PRODUTTIVI

GUIDATI DA CONCETTI INNOVATIVI, IN LINEA CON LE RICHIESTE

DEL MERCATO DEL LUSSO E DI UNA NUOVA GENERAZIONE DI PRODUTTORI.

In Italia c’è un settore in controtendenza: quello del packaging, soprattutto di lusso. Oggi le scatole diventano sempre più fondamentali per la definizione del brand. Le richieste da parte dei committenti crescono, non solo nella grafica e nelle finiture, ma soprattutto nei processi produttivi, sia come tempistiche, sia come qualità e tipologia di produzione. echini, azienda italiana tra i leader di settore per la produzione di macchine per la legatoria e il packaging, ha deciso di investire su innovazione e ricerca per offrire nuove opportunità a chi già produce scatole e a chi vorrebbe inserirle nella sua offerta prodotti. Dopo aver creato evoo ®, la soluzione completamente automatizzata per le scatole di lusso automontanti, ha da poco lanciato sul mercato la soluzione .O .D per il o On Demand, sistema che ha suscitato un grande interesse internazionale.

REVOBOX®: IL LUSSO DIVENTA

ECOLOGICO ED ECONOMICO

Dopo aver creato

evo o ® è un processo ormai collaudato e completamente automatico per la produzione di scatole di lusso automontanti e con chiusura magnetica. Le scatole collassabili permettono di risparmiare fino all’ 5 di spazio rispetto a una scatola tradizionale, ossia di poter stoccare 5 evo o ® dove precedentemente c’era una sola scatola rigida. Un grosso risparmio in termini di logistica, magazzino e trasporto: al posto di 5 bancali se ne sposta e stocca solo uno. Tutto senza rinunciare a un prodotto di altissima qualità, completamente personalizzabile con grafiche e materiali sia all’interno che all’esterno e disponibile in diversi modelli e formati. Tre i concept che possono essere prodotti: SIDE, la scatola con doppia parete pieghevole, MO O, con un’unica aletta, e STILL, con fondo rigido e copertina avvolgente. Adatte a qualsiasi tipo di prodotto, dalla cosmetica alla moda, dal food ai gioielli, consentono di coniugare bassi costi

RevoBox®, la soluzione completamente automatizzata per le scatole di lusso automontanti, Zechini ha lanciato sul mercato la soluzione B.ON.D per il Box On Demand, che ha suscitato un grande interesse internazionale

di produzione e movimentazione con un prodotto di categoria superiore. Grazie ai macchinari echini, la produzione è semplice e si ha la certezza di un risultato perfetto.

B.ON.D. PERSONALIZZAZIONE

ALLA PORTATA DI TUTTI

Con .O .D, echini fa diventare il o On Demand una realtà alla portata di tutti, produttori di scatole, stampatori digitali, nonché cartotecniche che vogliono offrire questo nuovo servizio. Il sistema, grazie al cambio formato automatico e alla soluzione integrata di incollaggio e rivestimento, è la soluzione perfetta per piccole e medie produzioni. Permette di personalizzare in modo facile, economico e intuitivo scatole dai ,5 ai 40 centimetri di lato e con un’altezza compresa tra i 2 e i 15 centimetri.

Tutte le realtà che propongono .O .D fanno parte del circuito echini Academy, un programma di formazione continua tecnica e commerciale di tutti gli affiliati. Altro punto di forza è .O .D et ork, un supporto al marketing e alle vendite offerto assieme alle macchine. Con .O .D sarà facile offrire scatole di qualità superiore senza investire sulla formazione del personale, poiché tutto il processo è estremamente semplice e intuitivo.

ENTRARE NEL FUTURO

DEL PACKAGING DI LUSSO CON ZECHINI

Processi di lavoro facili, sostenibilità, net orking, ricerca, servizi unici.

Sono tante le ragioni che rendono le proposte echini per il packaging tra le più interessanti in circolazione. Scegliere una soluzione echini va oltre l’efficienza delle singole macchine, significa diventare protagonisti di una nuova concezione di produzione.

Grazie all’incredibile potenziale di KM-1 stiamo davvero creando nuovo valore.

Voi e noi – La nostra storia

Stampa

La versatilità nell’ utilizzo di supporti differenti è la chiave per lo sviluppo di nuove applicazioni ad alto valore aggiunto.

con tranquillità grazie ad AccurioJet KM-1: qualità stabile e uniforme su ogni singola pagina.

Mi accerto sempre che le nostre macchine funzionino al massimo della loro capacità.

CREIAMO INSIEME STORIE DI SUCCESSO: VERSATILITÀ CHE INCENTIVA IL BUSINESS

Daniel Baier, Amministratore delegato Rehms Druck: «AccurioJet KM-1 amplia le nostre capacità: dallo stampato standard all’utilizzo di supporti speciali, che non necessitano di alcun trattamento prima della stampa. Un rapido cambiamento produttivo che ci ha permesso di velocizzare la produzione e ridurre i costi. Il nostro ringraziamento va al team dedicato Konica Minolta per averci o erto opportunità mai viste prima».

Step 1: Scarica l’applicazione gratuita genARate inquadrando il QR code qui a sinistra

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THORSTEN KINNEN, ACCOUNT MANAGER
GARY NEWMAN, SUPPORTO TECNICO
DANIEL BAIER, AMMINISTRATORE DELEGATO REHMS DRUCK

Brand Revolution LAB 2019 Presentati i 15 progetti. Prossima tappa: Luxepack

Creatività e tecnologia sono state il filo conduttore del progetto noto come “il creative show della stampa innovativa”, che è riuscito a far lavorare fianco a fianco aziende normalmente concorrenti

n insta a ion un a tri a ta fino a tr , a rappresentare l’inquinamento da materiale plastico dal 1973 a oggi. Una bottiglia piena di olio motore con l’impronta della mano di un meccanico, a omaggiare gli uomini che col loro lavoro di ogni giorno rendono grande una casa automobilistica. Una limited edition di accessori che scompone ed esplora gli elementi peculiari del linguaggio di marca per omaggiare i clienti premium. Sono solo alcuni dei progetti di Brand Revolution LAB presentati lo scorso 6 giugno nello spazio Superstudio Più a Milano, durante un evento che ha accolto un pubblico selezionato di 400 professionisti tra creativi (oltre il 40% dei presenti), brand owner (27%), stampatori (18%), fornitori di tecnologie e materiali (9%) e stampa specialistica (5%).

Dalle etichette adesive alle sleeve, dai doypack alla cartotecnica, dal vetro al tessile, dal direct mail all’integrazione online-of ine, la creatività delle agenzie e l’abilità degli stampatori si sono espresse in un ampio ventaglio di applicazioni. Diversi anche i tipi di tecnologia utilizzati: alla stampa digitale si sono affiancate

la stampa offset, la serigrafia e la nobilitazione sia con laminazione a caldo sia digitale. La personalizzazione è stata una caratteristica ricorrente di questi progetti, realizzati pensando al cliente finale, alle sue esigenze e alla sua voglia di sentirsi “unico”. Qualche numero e qualche nome: 13 agenzie (Artefice Group, A-Tono, Conversion, Coo’ee Italia, Creostudios, DL BBD , 2 , UD, Ideolog , ,Nice Design, Studio Martinetti, The 6th e The mbass ), 11 stampatori (ACM, Goglio, Graphicscalve, Kimiprint. com, Litocartotecnica Ival, Maer, Nava ress, -I, ac .l , ressU , Sac-Serigrafia), quattro fornitori di tecnologie e materiali (Gruppo Cordenons, p, Luoro, StealthCode b BeeGraphic) hanno lavorato insieme in un laboratorio durato otto mesi per realizzare 15 progetti per altrettanti brand. Una selezione sarà presentata a Lu epac 2019, salone dedicato al pac aging di lusso che si svolgerà a Monte Carlo dal 30 settembre al 2 ottobre, tramite uno spazio espositivo e un convegno in programma per martedì 1 ottobre alle 9,30 al Grimaldi Forum.

Il vernissage nello spazio Daylight di Supestudio Più in Via Tortona a Milano, il 6 giugno 2019

a cura di Michela Pibiri

BAD RN

Alfabeto mediterraneo

Un packaging collezionabile per il take away della pasticceria e rosticceria siciliana Betto

Cielo, mare, vulcano

Un trittico di astucci e tre bottiglie raccontano l’essenza di tre vini siciliani

Tante box quante sono le lettere dell’alfabeto, realizzate da PressUP con fustella a camicia e stampate in offset su carta Tasty Modigliani MF White da 335 g/m2 di Gruppo Cordenons, adatta al contatto diretto con gli alimenti, anche quelli umido-grassi. Altrettanti vasetti realizzati da O-I con la tecnologia di stampa digitale O-I : Expressions, che permette infinite possibilità di personalizzazione e dona un’elegante goffratura colorata, senza inficiare la riciclabilità del vetro. Il design realizzato da The 6th evoca le texture delle maioliche siciliane e rende ogni pezzo un oggetto da collezione.

Brand: Betto

Design: The 6th

Stampa: PressUP, O-I

Materiali: Carta Gruppo

Cordenons Tasty

Modigliani MF White

La serie di bottiglie ideate da Coo’ee Italia per la cantina siciliana Gulfi è stata realizzata da O-I con la tecnologia di stampa digitale su vetro O-I : Expressions, con dettagli in rilievo differenti per ciascuna bottiglia. Litocartotecnica Ival ha curato la fustellatura, l’incollatura e il montaggio manuale della base e del coperchio del trittico di eleganti astucci che custodiscono le bottiglie. Stampati in serigrafia in più passaggi con diverse tonalizzazioni (nera, magenta, ciano e gialla), gli astucci sono realizzati con cartoncino Wild Brown 450 g/m2 Gruppo Cordenons, dalla forte resa tattile.

Brand: Cantina Gulfi

Design: Coo’ee Italia

Stampa: Litocartotecnica

Ival, O-I

Materiali: Carta Gruppo

Cordenons Wild Brown

Do (k)it

yourself

Il fai-da-te di Barbara Gulienetti in una subscription box personalizzata

HUD ha utilizzato i servizi Pack.ly per la realizzazione dei packaging e degli accessori che compongono la subscription box “Do (k)it yourself”. L’applicazione consente di creare online scatole con dimensioni e grafica personalizzate. Dopo aver generato i tracciati fustella, il team si è dedicato alla grafica dei componenti. Le subscription box sono state realizzate in cartoncino kraft e stampate a 5 colori. Sfruttando le potenzialità della stampa digitale, il nome e i colori presenti sul divisorio interno sono stati stampati con dati variabili raggiungendo livelli di personalizzazione one-to-one.

Brand: Come fare con Barbara

Design: HUD

Stampa: Pack.ly

anguage first

Un linguaggio visivo dalle infinite applicazioni per i clienti premium di Costa Crociere

Artefice Group è intervenuta sull’identità visiva del CostaClub: attraverso un modello generativo è stata creata una special edition di accessori. Sdraio e teli mare sono stampati a sublimazione; l’ombrellone è stampato con pellicola termotrasferibile; le borracce sono personalizzate grazie a sleeve full wrap; infradito e occhiali da sole sono realizzati con stampa digitale diretta. Pack, shopper e diari di bordo sono realizzati con carte Gruppo Cordenons: tutto prodotto da PressUP. SAC Serigrafia ha invece proposto la sua tecnologia 3D con effetto changing applicata su una ciabatta mare una fidelity card.

Brand: Costa Crociere

Design: Artefice Group

Stampa: PressUP, SAC Serigrafia

Tecnologia: HP Indigo

12000

Materiali: Carta Gruppo Cordenons Reef, Divina, Monnalisa, Icelite

ColART Brand Revolution ART artificazione del linguaggio di marca, una possibilità da esplorare grazie al dato variabile

ColArt porta il linguaggio dell’arte nella comunicazione di marca, e porta la marca nel mondo dell’arte. Il lavoro di dieci artisti diventa, grazie alla stampa digitale, protagonista di una serie di lattine e bottiglie da collezione: una limited edition accompagnata da una campagna di comunicazione digital che offre una narrazione efficace e un coinvolgimento diretto dei consumatori-collezionisti. Per ColArt Maer ha realizzato 100 sleeve su tre formati di lattine e sulla classica bottiglia di un iconico brand.

Le opere d’arte sono stampate con HP Indigo, che consente di creare soggetti unici e diversi.

Brand: progetto speciale

Design: Conversion, Stratego Group

Stampa: Maer

Tecnologia: HP Indigo

6800

RVL EO

Una vodka a tre dimensioni

L’importanza del supporto di stampa nel shelf-appeal dell’etichetta he flavours of Sicily

Un cofanetto personalizzabile che si trasforma in leggio e contiene i pack di aromi

Se tradizionalmente la scelta tra carte e materie plastiche domina il mondo del labelling, O,Nice Design ha scelto un materiale innovativo come il Trustseal® Lens di Luxoro in versione autoadesiva. Trustseal® mostra un elevato grado di brillantezza con effetti ottici ben definiti. È una singola immagine piatta che dà l’illusione della tridimensionalità. Maer ha realizzato l’etichetta con tecnologia di stampa serigrafica piana. Il contrasto tra la particolarità del supporto e la coprenza e brillantezza dell’inchiostro serigrafico ha come risultato un’etichetta unica, dallo straordinario impatto visivo.

Brand: progetto speciale

Design: O,Nice Design

Stampa: Maer

Materiali: Label CL BE K+100/AL-M2212H Trustseal® Lens a registro

e CL BE K+100/AL-GIOVDL-16, Luxoro

Per l’azienda siciliana Gli Aromi, Ideology ha ideato una scatola dal coperchio modulabile contenente un libro di ricette e tre confezioni di aromi a scelta del cliente. Graphicscalve ha utilizzato la tecnologia digitale HP Indigo su carta patinata e plastificata opaca accoppiata a cartone da 4 mm per permettere la piegatura a leggio. Il libro è personalizzato con una fascetta stampata in digitale con il nome della persona che riceverà il pack. La presenza del codice StealthCode® rimanda al sito web dell’azienda dove l’utente ha la possibilità di scaricare una collezione di video ricette.

Brand: Gli Aromi

Design: Ideology

Stampa: Graphicscalve

Tecnologie: HP Indigo 12000, StealthCode® by BeeGraphic

The Peak

Installazione e collateral mostrano l’aumento dell’inquinamento da materiale plastico

The Secret Farm

Cofanetto luxury, nobilitazioni e doypack per cannabis legale da degustazione

Per il lancio della nuova linea Invicta Eco Material Project, prodotti realizzati con il 100% di PET riciclato, The Embassy ha realizzato insieme a Kimiprint.com una data physicalization lunga 15 metri e alta fino a 3 metri, stampata su cartone a nido d’ape. Per portare l’installazione anche fuori da Brand Revolution LAB, Nava Press ha realizzato materiali collaterali che replicano in scala la struttura dell’installazione: booklet pieghevole a 48 ante, poster a 43 livelli biadesivizzati e una scatola clamshell che contiene un pieghevole trattenuto da una plancia, tutto con carte Gruppo Cordenons.

Brand: Invicta

Design: The Embassy

Stampa: Kimiprint.com, Nava Press

Tecnologia: HP Indigo 12000

Materiali: Carta Gruppo

Cordenons Wild White, Malmero Bleu, Natural Evolution Recy

Il cofanetto luxury realizzato da HUD per Jeri’s Farm è stato stampato con due passaggi di impressione a caldo, il primo con nastro oro e il secondo con nastro bianco per i testi e il rilievo, sul nero intenso di BlackGold di Gruppo Cordenons. Ival ha realizzato la fustellatura meccanica e l’incollatura manuale. ACM ha realizzato tre doypack in linea con il cofanetto esterno, mixando la stampa del colore con il materiale metallizzato di fondo. È stata realizzata inoltre una busta piatta a tre saldature con zip e apertura facilitata. Tutte le buste sono state stampate in digitale con HP Indigo 20000.

Brand: Jeri’s Farm

Design: HUD

Stampa: ACM, Litocartotecnica Ival

Materiali: Carta Gruppo Cordenons BlackGold; Foil Kurz Luxor MTH 106697

e Kurz Colorit GP 301598, Cliché h+m, Luxoro

Il ballo delle debuttanti

Krupps indossa l’abito della riconoscibilità grazie all’imballaggio e alle etichette a rilievo

Un packaging personalizzato, che funge anche da espositore, sostituisce il tradizionale imballaggio anonimo delle famose lavastoviglie B2B. Per valorizzare il frontale del prodotto SAC Serigrafia ha realizzato un’etichetta autoadesiva stampata su materiale elettrostatico e ulteriori soluzioni decorative che vanno dalle etichette resinate per ricreare l’effetto goccia d’acqua, a effetti metallizzati a quelli spessorati per dare tridimensionalità e importanza al logo aziendale. La tecnologia StealthCode® arricchisce il pack di soluzioni interattive utili al posizionamento del prodotto.

Brand: Krupps

Design: Studio Martinetti

Stampa: SAC Serigrafia

Tecnologia: StealthCode® by BeeGraphic

UIN TO

Il

primo olio che merita la Stella

Mercedes-Benz mutua i codici del food&beverage di alta gamma per il suo olio motore

Una bottiglia personalizzata e un cofanetto effetto pelle nobilitato con la blasonata stella color argento: il progetto H2H per Mercedes-Benz intende omaggiare i clienti premium. La bottiglia è realizzata con l’innovativa tecnologia di stampa digitale su vetro O-I : Expressions Relief ed è custodita da un cofanetto da esposizione con chiusura a calamita recante il logo stampato a caldo con foil argento lucido Kurz, realizzata da Nava Press con carta Leatherlike Gruppo Cordenons. I due frontali, visibili a scatola aperta, sono stampati con plotter e contengono il dato univoco StealthCode®.

Brand: Mercedes-Benz

Italia

Design: H2H

Stampa: O-I, Nava Press

Tecnologia: StealthCode® by BeeGraphic

Materiali: Carta Gruppo

Cordenons Leatherlike

Classic Black; Foil Kurz

MTS Alufin Special, Cliché

h+m Raised Roof Sharp

Top 1.04, Luxoro

Un personale benvenuto in fiera

Creatività, colore e dato variabile rendono unici i visitatori di Print4All 2021

Dall’invito personalizzato al kit di benvenuto, Creostudios ha ideato un nuovo modo di vivere il grande evento fieristico dedicato al printing che si terrà a Milano nel 2021. Graphicscalve ha realizzato l’invito completo di busta e pass con HP Indigo e software Mosaic, partendo da sei colori e da una texture di base per generare sei diverse versioni che identificano la categoria di appartenenza del visitatore. Per esaltare ancora di più l’unicità del prodotto, è stata applicata la nobilitazione con vernice a registro alto spessore e lamina argento. Una nobilitazione one-to-one, sia nel dato variabile che nella creatività.

Brand: Print4All

Design: Creostudios

Stampa: Graphicscalve

Tecnologia: HP Indigo 12000

Materiali: Foil per nobilitazione digitale, Luxoro

Silence the Rainbow, taste the Rainbow

Un pack silenzioso per gustare le caramelle Skittles senza attirare l’attenzione

L’agenzia DLVBBDO ha pensato a un pack silenzioso per le caramelle Skittles, grazie a un utilizzo sperimentale di materiali muti. Goglio ha realizzato quattro varianti di confezioni stampate con HP Indigo 20000 su materiale triplice abbinato con finitura opaca. L’obiettivo di ridurre al minimo il fruscio del pack al momento dell’apertura è stato raggiunto sia grazie alla scelta del materiale che alla realizzazione di un piccolo invito all’apertura posto su un lato della confezione. Le buste si differenziano per quattro grafiche diverse: Limited edition, Meeting edition, School edition, Cinema edition.

Brand: Skittles

Design: DLV BBDO

Stampa: Goglio

Tecnologia: HP Indigo 20000

EnterTEAnment

Giochi da tavola con le bustine Twinings per una special edition natalizia

Goglio ha realizzato due varianti di bustine da tè stampate su materiale triplice abbinato, con finitura opaca. Il prodotto è protetto ermeticamente con una chiusura che consente di non lacerare il pack, salvaguardandolo per il gioco: “Guess Who?” per l’English Breakfast e “Memory” per l’Earl Grey. Ogni variante è caratterizzata da un fronte unico, abbinato a 24 retro diversi. Le scatole sono realizzate da PressUP con stampa digitale HP Indigo 12000 e nobilitazione digitale oro. Il pack di “Guess Who” ha una peculiare struttura interna per consentire l’alloggiamento delle bustine/ tessere.

Brand: Twinings

Design: The 6th per YAM112003

Stampa: Goglio, PressUP

Tecnologia: HP Indigo 12000 e 20000

Materiali: Carta Gruppo

Cordenons Monnalisa, Plike Black; Foil Luxoro

Pack, Game, Stealth

Dalle patatine al gaming, un pack interattivo per la generazione Z

Per il progetto Wacko’s ACM si è dedicata alla stampa delle sleeve destinate a rivestire il tubo delle patatine. Grazie alla stampa digitale con tecnologia HP Indigo a dato variabile, la marca si apre a possibilità creative e di personalizzazione ultraflessibili e potenzialmente infinite, in grado di creare un dialogo coinvolgente con i suoi giovani clienti grazie alla customizzazione su misura, edizioni limitate e special pack legati agli eventi e alle tendenze più attuali. L’integrazione del codice univoco StealthCode® proietta l’esperienza della marca nell’universo phygital della gen Z.

Brand: Wacko’s San Carlo

Design: A-Tono

Stampa: ACM

Tecnologie: HP Indigo 20000, StealthCode® by BeeGraphic

Ricoh Pro™ C9200 e TotalFlow BatchBuilder: come ottenere il

meglio dalla produzione

LA NUOVA SOLUZIONE HA LA DOPPIA CARTUCCIA E 4 CASSETTI CARTA, CHE

AUMENTANO LA PRODUTTIVITÀ E LA RENDONO FLESSIBILE. IL SOFTWARE CREA

UNA SEQUENZA DI STAMPA OMOGENEA, PER GESTIRE TANTI LAVORI DIVERSI

Produttiva, flessibile e attenta alle esigenze degli stampatori. Con una qualità di stampa digitale paragonabile a quella offset, la nuova soluzione di stampa a toner di Ricoh è la seconda versione della serie Pro™ C9100 lanciata sul mercato europeo a maggio 2018. «La soluzione ha due caratteristiche fondamentali: la produttività e la flessibilità. Fra le soluzioni a toner presenti sul mercato è fra le più veloci e permette di stampare su ogni tipo di supporto fino a grammature di 4 0 g/m , spiega Luca Farronato, Pre Sales and Professional Services Manager della divisione Commercial and Industrial Printing di Ricoh Italia. «La macchina sarebbe l’ideale per uno stampatore/editore che stampa libri a colori in digitale, che ha bisogno di lavorare di quantità in poco tempo. Ma anche per clienti che richiedono massima flessibilità, che hanno cioè tanti lavori molto diversi fra di loro. L’esempio classico è quello dell’online printer: per lui queste logiche sono il pane quotidiano, dal momento che le sue commesse sono per natura molto varie , continua Farronato.

Niente fermi macchina

La nuova soluzione di stampa a toner di Ricoh, lanciata sul mercato europeo a maggio 2018, è la seconda versione della serie Pro™ C9100.

lavoro , precisa Farronato. Ma non è l’unica caratteristica volta a dare risposta ai problemi quotidiani degli stampatori: «La macchina stampa in quadricromia e siccome è progettata per elevati carichi di lavoro ha due cartucce di toner per ogni colore. Mentre molte soluzioni mandano un messaggio d’avviso e l’operatore deve sostituire tempestivamente il colore per evitare il fermo macchina, la C9200 avvisa ma continuerà a stampare perché userà la seconda cartuccia, così che l’operatore possa programmare il cambio del toner in qualunque momento , spiega Farronato.

Massima produttività

Ci sono quattro cassetti carta di identiche dimensioni, a disposizione già nella versione standard della macchina. uando finisce una fornitura di carta può iniziarne subito un’altra, senza interrompere la produzione. Il fatto di avere quattro cassetti uguali la distingue dalle altre macchine sul mercato, perché di solito ci sono cassetti diversi che caricano solo tipi diversi di carta. Nella Pro™ C9200 posso mettere carte uguali oppure diverse e intervallarle all’interno dello stesso

La Serie Pro C 200 include due modelli: la C 200, con una produttività di 115 A4 al minuto, e la C9210 che arriva a 135 ppm. «Quando la macchina stampa su formato S A3 (il formato più usato nelle tipografie perché permette di avere l’abbondanza sugli stampati) arriva a una velocità di 1 fogli al minuto, e siccome lo S A3 contiene due A4, stiamo parlando di un picco di produttività di 142 ppm , aggiunge Farronato. Ma la “meccanica” non basta: «Uno dei problemi degli stampatori è questo: ho ricevuto tanti ordini diversi e devo ottimizzare la produzione: come faccio Se do gli ordini in pasto a icoh TotalFlo BatchBuilder, lui aggrega le commesse per caratteristiche simili (tipologia di carta, formato, finitura ) così che arrivino alla macchina non in modalità “first in, first out”, ma costruendo una sequenza di stampa omogenea , spiega Farronato. BatchBuilder è compatibile con entrambi i controller con cui può essere gestita la C 200: Efi Fiery e icoh TotalFlo Print Server.

Un packaging nobilitato e personalizzato, realizzato in occasione dell’evento, e un dettaglio della struttura interna della Scodix Ultra 202

Simeoni Arti rafiche

Nobili non si nasce, si diventa

L’azienda veronese ha investito in una Scodix Ultra 202, macchina per la nobilitazione digitale e l ha presentata a clienti e colleghi nel corso di un’open house

«Abbiamo molte aspettative su questa macchina, perché l’investimento è importante. Ci deve far risaltare nel mercato perché non ce n’è un’altra in tutto il Triveneto». Silvano Simeoni, fondatore di Simeoni Arti Grafiche, racconta così la nuova arrivata nell’azienda da lui fondata nel 1989 a Sommacampagna in provincia di Verona: una Scodix Ultra 202, macchina per la nobilitazione digitale. L’ha presentata a clienti e colleghi, insieme al nipote Diego, nel corso di un’open house dal titolo “L’arte di diventare nobile – l’eleganza colpisce la creatività”, realizzata in collaborazione con Scodix, Heidelberg, Fedrigoni e Luxoro.

Ampliare gli orizzonti

Installata nei primi mesi di quest’anno, la Scodix Ultra 202 sta permettendo a Simeoni Arti Grafiche di ampliare i propri orizzonti, in termini di applicazioni e di conseguenza di clientela: «In questo momento ci stiamo impegnando a fare dei campioni per convincere i nostri clienti che è la tecnologia giusta, al momento giusto, nell’azienda giusta. Va a chiudere un

cerchio di produttività che è già ampio, perché spaziamo dal piccolo al grande formato fino ad arrivare a nobilitare anche gli espositori con la tecnologia Scodix. Qualche tempo fa abbiamo fatto dei libri di 200 pagine che su ogni pagina avevano una stampa in lamina oro. Sono cose che il cliente apprezza molto», affermano i titolari dell’azienda veronese.

Una tecnologia da scoprire

Si tratta di una tecnologia nuova che va affinata e collaudata, spiega Mauro Luini, sales manager South Europe di Scodix, per la quale bisogna fare ricerca insieme al cliente per proporre il prodotto più adatto alle esigenze del destinatario, e garantire le massime prestazioni con il minor spreco di materiali ed energia possibile.

Durante la demo nel corso dell’open house viene mostrato come, grazie a un gioco di velocità e movimentazione del foglio su cui si intende stampare, la macchina permette di ottimizzare la superficie di foil utilizzato, riducendo gli scarti. In tutto il mondo ci sono più di 350 installazioni (considerando tutte le configurazioni), delle quali una quindicina in Italia. «Il mercato sta vivendo una fase in cui si parla molto di nobilitazione ma il parco installato non è così ampio da poter dire che sappiamo tutto», aggiunge Luini. «Nel tempo ciò che ha fatto la differenza non sono stati solo gli investimenti mirati in tecnologie ma anche un sistema gestionale che ci permettesse di gestire le cinquanta commesse al giorno che abbiamo, e che ci consentisse così di monitorare più facilmente i costi. L’investimento nella Scodix lo abbiamo fatto in ottica 4.0, per una completa integrazione dei processi», dice Diego Simeoni.

La Ultra 202 stampa nobilitazioni su supporti con un formato che arriva al B2 + (545x788 mm), di materiali con un peso che va dai 135 ai 675 gsm e con uno spessore fino a 0,7 mm. numerosi sono i tipi di materiali che la macchina è in grado di nobilitare: fra carta, laminati, patinati a base d'acqua, PVC e cartone, ad oggi ci sono oltre cento substrati adatti alla nobilitazione digitale.

L’eccellenza italiana

Torna il consueto appuntamento con L’eccellenza italiana, la rubrica dedicata alle aziende dell’industria grafica che, nel corso degli ultimi trent’anni, si sono aggiudicate l’ambito riconoscimento degli Oscar della Stampa, entrando a far parte del Club delle Eccellenze della stampa in Italia.

Ventisei edizioni dei Premi alle aziende di stampa italiane – dal 1987 al 2010 si sono chiamati La edovella, dal 2012 ad oggi sono gli Oscar della Stampa –hanno visto circa 100 imprenditori e personalità del settore salire sul podio a ritirare l’ambito riconoscimento.

La sostenibilità ambientale, anche grazie a movimenti globali come Frida s for Future, lanciato da Greta Thunberg, sta diventando parte integrante della strategia di molte aziende.

Le prossime pagine ospitano la storia di tre aziende italiane che, da anni, hanno fatto del rispetto dell’ambiente uno dei punti di forza della propria attività. Una scelta virtuosa che le ha spinte, in tempi non sospetti, a investire nello sviluppo di tecniche e materiali in un’ottica di minimizzazione dell’impatto ambientale. Dimostrando come sia non solo possibile, ma addirittura auspicabile, far convivere gli obiettivi di sostenibilità e quelli di efficienza. di Caterina Pucci

Il packaging farmaceutico

Stampare Sostenibile

Stabilimenti ipografici

VINCITRICE NELLA CATEGORIA

BEST GREEN PRINTER NEL 2013

Giovanni Battista Colombo Titolare

Il rispetto dell’ambiente è da sempre uno dei nostri valori fondanti. Siamo stati la prima tipografia in Italia a conseguire la certificazione ISO 14001. Lo abbiamo fatto nella convinzione che si potesse trovare un equilibrio tra le esigenze del business e il rispetto dell’ambiente. La nostra azienda è un esempio di come sia possibile realizzare un insediamento industriale all’avanguardia anche nel centro storico di una metropoli come Roma. Non è stato facile, eppure nel corso del secolo l’azienda è sempre stata in grado di adattarsi al contesto in cui si è trovata ad operare. Il centro storico di qualsiasi grande agglomerato urbano, e quello romano in particolare, pone degli ostacoli logistici per nulla semplici da affrontare. A cominciare dai vicoli, che non sono il sistema viario più adatto al carico e scarico di merci e prodotti. Anche raggiungere facilmente la sede di lavoro dipende dal buon funzionamento delle infrastrutture di trasporto pubblico, alla luce dell’introduzione di restrizioni alla circolazione. Se a tutto questo si aggiunge che operiamo su tre turni, lavorare in pieno centro, di notte, ci ha imposto di perseguire la minor rumorosità possibile. I mezzi elettrici con cui da anni effettuiamo le consegne sono talmente silenziosi che spesso, per avvertire i passanti, eravamo costretti a suonare il clacson facendoli sobbalzare. Inoltre la scelta di sostituire progressivamente la tecnologia offset con quella digitale ci ha fatto fare enormi passi avanti nella direzione della sostenibilità. Infine, siamo intervenuti sulla riduzione del ciclo di vita dell’infrastruttura informatica. Gli investimenti tecnologici ci hanno permesso di ottenere performance migliori, ma anche di ridurre i consumi. Penso che la sensibilità collettiva nei confronti delle tematiche ambientali sia cresciuta notevolmente nel corso degli ultimi venti anni. Parlando di quella che è la mia esperienza diretta, posso dire che l’introduzione di regole precise e chiare nel procurement pubblico ha elevato di molto gli standard ambientali per poter vendere beni e servizi alla Pubblica Amministrazione. Quello che all’inizio sembrava solo un plus marginale oggi è diventato tema centrale e imprescindibile. Da circa trent’anni utilizziamo carta riciclata ecologica per tutta la produzione stampata, quindi un materiale estremamente rispettoso delle logiche di riuso e riutilizzo, prodotto con impianti studiati per produrre il minor impatto ambientale possibile. La nostra carta è inoltre vegan-friendly, in quanto priva di fibre animali. Siamo cresciuti imparando a rispettare e trattare la carta nel rispetto dell’ambiente. Oggi siamo decisamente molto più orientati verso il digitale. All’inizio tutti abbiamo pensato che ridurre la produzione di materiale cartaceo, sostituito dal digitale, corrispondesse automaticamente a un maggior rispetto dell’ambiente. Se però pensiamo al costo in termini ecologici per lo smaltimento di uno smartphone o di un lettore e-reader in relazione al numero di documenti consultati nel suo ciclo di vita, forse si dovrà ripensare, attentamente e profondamente, alla sostenibilità di una società “all digital”.

PRT

VINCITRICE NELLA CATEGORIA

BEST DIGITAL PRINTER NEL 2014

Riccardo Pesce

Amministratore delegato

Promuovere la sostenibilità ci sta molto a cuore. Lo dimostriamo prendendoci cura dell’ambiente attraverso piccoli gesti nella vita quotidiana, ma soprattutto ottimizzando le nostre politiche di produzione. Da tempo abbiamo avviato una politica aziendale orientata all’ecosostenibilità: dal più classico riciclo e riuso dei materiali alla riduzione della produzione generale di rifiuti, fino alla scelta di materiali, tecnologie e processi green. Oltre alla ISO 14001, le certificazioni FSC, EcoVadis e PEFC sono solo alcuni esempi dell’impegno profuso dalla nostra azienda per ridurre l’impatto ambientale. Le certificazioni FSC e PEFC assicurano che il legno provenga da foreste gestite in maniera sostenibile. Sappiamo bene che la carta è una delle materie più riciclate in Europa, con un tasso del 71,5% raggiunto nel 2015. PRT, insieme alle industrie cartarie partner, fa parte di una catena che ha l’obiettivo di minimizzare gli scarti e ridurre al massimo le quantità da inviare in discarica. Un altro traguardo di cui siamo particolarmente orgogliosi è la partnership con PrintReleaf. Si tratta di una società americana che ha realizzato la prima piattaforma online in grado di calcolare il consumo di carta di un’azienda, impegnandosi a ripiantare alberi in maniera proporzionale in zone interessate da progetti di riforestazione. Noi consumiamo carta in modo ragionevole, loro piantano nuovi alberi. Contestualmente abbiamo investito per far sì che il nostro parco macchine rispecchiasse i nostri valori, installando tecnologie in grado di garantire una crescita dal punto di vista della redditività, ma anche di ridurre gli scarti e i consumi energetici. Inoltre, per noi è fondamentale poter contare su personale altamente specializzato, ma anche sensibile e informato sulle tematiche ambientali e sulle politiche aziendali adottate in tal senso. La nostra azienda utilizza piattaforme realizzate ad hoc per gestire in modo ottimale i passaggi da un reparto all’altro e l’archiviazione documentale, limitando l’utilizzo di dossier cartacei. Devo dire che la maggior parte dei nostri clienti, italiani e stranieri, è particolarmente sensibile al tema della sostenibilità ambientale. Spesso li invitiamo a visitare la struttura affinché capiscano con quale e quanta attenzione ci prendiamo cura delle loro comunicazioni, dalle piattaforme sviluppate per velocizzare la gestione digitale dei documenti fino alla loro realizzazione. La nostra lunga esperienza nel settore ci ha permesso in molti casi di fare cultura, riuscendo a sfatare alcuni luoghi comuni. Ad esempio, preferiamo usare carte naturali certificate FSC rispetto alle carte riciclate che, per avere un punto di bianco soddisfacente per la clientela, devono essere sottoposte a processi di sbiancamento tutt’altro che ecologici. Si possono ottenere prodotti di qualità, in tempi rapidi, rispettando l’ambiente. La nostra determinazione ha spinto tutto il gruppo ad allinearsi alla nostra politica. Un esempio è KimiPrint.com, protagonista di Brand Revolution LAB.

Mediagraf

VINCITRICE NELLA CATEGORIA

BEST GREEN PRINTER NEL 2012

Greta Zin

Responsabile marketing

Abbiamo scelto di perseguire uno sviluppo sostenibile che integri gli aspetti economici e gestionali del fare impresa con quelli sociali e ambientali. Già nel 2007 ci siamo attivati per ottenere la certificazione internazionale PEFC e la certificazione FSC, che garantisce la provenienza delle materie prime di origine legnosa (carta e legno) da foreste gestite secondo principi di corretta gestione ambientale, sociale ed economica. Nel 2010 abbiamo ottenuto la certificazione ambientale ISO 14001, seguita immediatamente dalla ancor più impegnativa certificazione EMAS. Questo ha portato a investimenti sia in organizzazione che in impianti finalizzati alla riduzione del nostro impatto ambientale. Abbiamo installato un impianto fotovoltaico di circa 12.000 m2, che ha come principali vantaggi l’utilizzo di risorse pulite e rinnovabili e l’indipendenza da combustibili fossili. Inoltre, attraverso un assorbitore, siamo riusciti a gestire i recuperi di calore dai forni delle macchine. Infine, abbiamo installato un impianto di trigenerazione con il quale produciamo energia elettrica, energia frigorifera ed energia termica. Tutti gli investimenti fatti durante questi anni hanno come finalità la riduzione dell’impatto ambientale, che si concretizza in consistenti risparmi energetici (per unità di prodotto) e garantisce un evidente e diretto beneficio economico. Se un generico impianto trasforma in energia elettrica circa il 30% della fonte immessa, disperdendo il restante 70% in calore, con l’impianto di trigenerazione Mediagraf ribalta e migliora la percentuale, trasformando quasi il 78% di quanto immesso nei tre tipi di energia, disperdendone solo il 22%. Purtroppo al momento il mercato non premia adeguatamente la scelta di puntare sulla sostenibilità ambientale. Proprio per questo, a dicembre 2018, abbiamo organizzato un evento in azienda per presentare ai nostri stakeholder l’investimento nell’impianto di trigenerazione. L’evento, dal titolo “La Sostenibilità dei numeri primi”, aveva come obiettivo quello di sensibilizzare clienti, fornitori e istituzioni al rispetto dell’ambiente mostrando che, anche e soprattutto in un contesto industriale, la strada verso l’ecosostenibilità è attuabile ed è nostro dovere perseguirla. Esempi virtuosi di riciclo e recupero di scarti di materie prime vengono dai consorzi come CONAI, CIAL ecc. Come azienda partecipiamo alle loro attività, secondo quanto previsto dalle normative, con attenzione al recupero e riciclo dei nostri rifili di stampa, degli scarti derivanti dagli avviamenti e dell’alluminio dalle lastre utilizzate nel processo di stampa offset. Se fino a qualche anno fa la sostenibilità era percepita come una questione che impattava indirettamente sulle nostre vite e sulle nostre attività, ora qualcosa sta cambiando. I recenti disastri ambientali e i movimenti di sensibilizzazione a livello mondiale ci stanno facendo aprire gli occhi. Noi, come azienda, proseguiremo il nostro cammino, iniziato da oltre 12 anni, mettendo in campo i nostri strumenti e la nostra volontà di perseguire l’innovazione tecnologica nel rispetto dell’ambiente.

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VAI SUL SITO E SEGNALA LE AZIENDE CHE RITIENI MERITEVOLI

Kodak L’ecosistema Kodak: un unico fornitore per tutto il usso di produzione

Kodak crede nel futuro della stampa, che può essere sostenibile e creare valore aggiunto. René Gentou, da novembre 2018 direttore della Print Solution Division di Kodak per il Southern Europe Cluster e vicepresidente PSD, illustra le strategie dell’azienda, che continua a investire nelle lastre, nei CtP e nella stampa digitale. Cinquantenne, residente a Madrid e con una laurea in business administration e marketing, Gentou inizia la sua avventura in Kodak 24 anni fa nel settore fotografico consumer al responsabile del settore prestampa, imballaggi e soluzioni inkjet, dal 2016 Gentou diventa responsabile della divisione PSD per Francia, Spagna e Portogallo, cui si aggiungono ora «Regno Unito e Italia, mercati molto vitali e strategici per Kodak nell’Europa occidentale», afferma Gentou.

Cosa direbbe agli operatori italiani?

Kodak vuole garantire continuità ai propri clienti, soprattutto oggi che il mondo della carta stampata subisce pressioni da parte di altri mezzi di comunicazione. Supportare i fornitori di servizi di stampa con soluzioni efficienti, assicurando qualità, produttività, facilità d’uso e sostenibilità è un obiettivo che perseguiamo investendo in R&D. Siamo gli unici produttori di lastre, CtP e soluzioni digitali che hanno ancora a disposizione dei veri e propri team dedicati al servizio. Il nostro è un ecosistema di soluzioni: con le nostre tecnologie e il nostro servizio i clienti saranno sempre sicuri di essere forniti e seguiti.

L’impegno di Kodak in sostenibilità inizia nel 2012 con Sonora XP. E non vi siete fermati… Kodak Sonora riduce il consumo di energia, di acqua e i costi dei prodotti chimici, elimina la sviluppatrice riducendo l’impatto ambientale e migliorando l’ambiente di lavoro. I suoi vantaggi sono: qualità e stabilità della lastra e della qualità di stampa, facilità d’uso e di manipolazione, velocizzazione del usso di lavoro. Nel 2018 Kodak ha ampliato la gamma intro-

ducendo la Sonora X, che offre tre miglioramenti: la possibilità di stampare tirature più lunghe, soprattutto per le applicazioni UV; esposizione più veloce; gestione più semplice. In Italia ci sono potenzialità di crescita per Sonora, perché gli stampatori vogliono una lastra stabile, ridurre i costi, essere più ecologici e ridurre i problemi quando stampano, e con Sonora questi obiettivi sono una garanzia. Oggi sono più di 4 mila gli stampatori che la usano a livello globale.

Qual è la vostra strategia per far capire agli stampatori i vantaggi della stampa digitale?

Spieghiamo agli stampatori come la stampa digitale possa dare un valore aggiunto allo stampato e renderlo unico, speciale, vero strumento di marketing nelle mani dei loro clienti. Kodak crede nel digitale, e anche in questo ambito abbiamo migliorato le prestazioni con e finit , c e pu contare sulla revettata namic maging ec nolog , c e applica ritocc i asati su un algoritmo a specific e aree dell’immagine e consente di ottimizzarne la qualità e l’uniformità. La nostra attività di R&D procede parallela nella stampa convenzionale e digitale: sono le applicazioni che fanno la differenza. Per quanto riguarda le installazioni in Europa il primo mercato è il Regno Unito, seguito da Francia, Italia, Germania, ultima la Spagna, con un mercato più orientato all’offset.

E le soluzioni CtP?

Kodak investe nello sviluppo della tecnologia CtP: maggiore automazione per ridurre gli scarti, nuove funzionalità, app per il controllo del CtP e risparmio energetico ome nei nuovi rendsetter e c ieve, che usano il 95% in meno di energia rispetto a sistemi di altri fornitori; o le nuove teste W Speed, più economic e e veloci perc espongono fino a lastre/ora nel formato 4-up e 62 lastre/ora nel formato 8-up, anche usando le lastre Sonora; o il nuovo Magnus Q800 Multi-Pallett Loader, disponibile nel corso di quest’anno.

René Gentou, direttore della divisione Print Solution Division di Kodak per il Southern Europe Cluster e vicepresidente PSD. o ra e finit e la lastra Sonora X, lanciata nel 2018.

Bioplastiche, alghe e fagioli: la battaglia green del packaging

Con il graduale addio alla plastica che vedrà, secondo l’Unione Europea, la sua messa al bando dal 2021 per i prodotti usa e getta, l’industria è alla ricerca di nuovi materiali ecocompatibili, riciclabili e biodegradabili per gli imballaggi

Dalla plastica alla bioplastic. Nell’era dell’economia circolare, della responsabilità sociale e delle sempre più stringenti normative ambientali (con il graduale addio alla plastica che vedrà, secondo l’Unione Europea, la sua messa al bando dal 2021 per i prodotti usa e getta) l’industria è alla ricerca di nuovi materiali ecocompatibili, riciclabili e biodegradabili per il packaging. Una frontiera, dal settore alimentare e alla cosmetica, che va oltre i traguardi già raggiunti in questi anni con processi produttivi sempre meno impattanti (dalla riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera agli inchiostri ad acqua) all’utilizzo di carte e cartoncini certificati Fsc o provenienti dal riciclo. così si sperimentano, all’interno di una filiera che va dalle aziende alle cartiere alle cartotecniche (e in parte già si utilizzano), imballaggi innovativi.

Da dove meno te lo aspetti

Il premio Best Packaging (sezione ambiente) degli Oscar dell’imballaggio, assegnati dall’Istituto italiano imballaggio e dal Conai, tre anni fa era andato a Crush fagiolo realizzato dal gruppo vicentino (sede a Pianezze San Lorenzo) Lucaprint. Un progetto nato in collaborazione con due attori fondamentali della propria filiera come cartiere Favini (partner fornitore di Lucaprint) e l’azienda Pedon, leader nella produzione e commercializzazione di cereali, legumi e semi. Crush fagiolo, che aveva confermato, come ricorda Alberto Luca, presidente del gruppo vicentino, “la trasformazione della nostra azienda in ottica sempre più green” (per i propri imballaggi viene usato nell’80% cartone proveniente da riciclo e il restante 20% da foreste gestite in modo sostenibile, la produzione avviene con la riduzione delle emissioni di CO2 e lo scorso Natale il budget regali è stato destinato alla riforestazione dei boschi dell’altopiano di Asiago colpiti dalla tempesta che aveva distrutto migliaia di conifere nel Veneto), è un astuccio fortemente innovativo grazie all’utilizzo di un materiale realizzato con l’utilizzo degli scarti non commestibili proprio dei fagioli.

Foto di Bio Green Gate
di Achille Perego

E così si sperimentano, all’interno di una filiera che va dalle aziende alle cartiere, alle cartotecniche (e in parte già si utilizzano), imballaggi innovativi.

Verde come un’alga

Sempre in provincia di icenza spicca l’approccio totalmente bio anche nel pac aging di agheggi, leader nella cosmetica professionale, che per tutti i prodotti a marchio agheggi h tocosmetici, sottolinea aleria Cavalcante amministratore delegato dell’azienda, sono confezionati con astucci di carta ecologica e contenitori primari che non rilasciano ftalati . er quanto riguarda i prodotti a marchio agheggi della linea BI il pac è stato creato per rispondere alle richieste dei consumatori in ordine di estetica e nel rispetto della filosofia bio di agheggi. Sul fronte del pac aging, aggiunge Cavalcante, questo ha portato a scegliere di utilizzare la Shiro Alga carta, una carta ecologica innovativa, biodegradabile, certificata FSC di Favini nata negli anni Novanta dalle alghe infestanti della Laguna di enezia. ggi per produrla si usano le alghe in eccesso provenienti da ambienti lagunari a rischio di tutto il mondo. Tutto il processo produttivo di Shiro Alga carta è virtuoso. Favini ha scelto infatti di neutralizzare le emissioni residue non evitabili di Shiro per aumentare il valore al prodotto e il proprio livello di Corporate Climate Responsabilit . Grazie a un’azione di Carbon ffset, le emissioni generate per produrre la carta sono interamente compensate da Carbon Credit acquisiti da Favini per finanziare attività in grado di assorbire C 2 nell’atmosfera.

La ricerca al servizio del packaging

La sempre maggiore attenzione della filiera del pac aging all’economia circolare e alla sostenibilità ambientale spicca anche dai recenti scar dell’imballaggio Best ac aging assegnati quest’anno dall’Istituto italiano imballaggio nella sezione ambiente. Riconoscimenti che hanno riguardato l’eco sacco

barriera di Adecarta, una carta riciclabile e compostabile resistente a liquidi e grassi per rosticcerie, pescherie e Gdo. La vaschetta con coperchio per ortofrutta (con un minimo dell’80 di plastica riciclata) di Coop Italia, la confezione monomateriale (100 riciclabile) di Goglio, i materiali bio-based certificati NI3432 dell’imballaggio della confezione di stracchino Nonno Nanni, il progetto green bo di armalat e Tetra a (con l’utilizzo di materiale da riciclo di sfridi del processo di confezionamento) e la nuova cassaespositore per i biscotti Mulino Bianco (con una riduzione del 44 del consumo di materiale e un meno 30 di impatto ambientale) di Barilla.

Addio plastica usa e getta

L’ecosaccobarriera di Adecarta, premiata agli Oscar dell’Imballaggio

Da Vagheggi, gli astucci di carta ecologica e contenitori primari che non rilasciano ftalati

L’utilizzo di nuovi materiali bio riguarda in particolare i prodotti usa e getta, come piatti, posate e bicchieri. Il bio pac aging che in Italia distribuisce per esempio Bio Green Gate, azienda leader in questo settore con sede operativa a Trescore Balneario in provincia di Bergamo. Bio Green Gate è stata tra le primissime aziende in Italia a puntare sul pac aging biodegradabile per l’industria alimentare. Il fondatore, Adriano Ferrari, che viaggiava in tutto il mondo per lavoro, vide che in diversi aesi si usavano bioplastiche e decise di importarle. Da quando nel 2016 è mancato, è la moglie Maura Chiesa a portare avanti l’azienda insieme alle figlie: lena si occupa dell’am ministrazione e Caterina, la più giovane, è responsa bile della comunicazione e dei social. Bio Green Gate distribuisce piatti, bicchieri, posate e confezioni mo nouso per il dettaglio, il catering, i grossisti, prodotti (e certificati per eco-sostenibilità, riciclabilità e bio degradabilità) utilizzando amido di mais, carta rici

Bio Green Gate, tra i primi in Italia a puntare sul packaging biodegradabile per l’industria alimentare

La strategia di Ferrero basata sulle 5R (riduzione, rimozione, riciclo, rinnovabilità, riuso) ha permesso negli ultimi cinque anni di risparmiare oltre 6.500 tonnellate di plastica rigida.

Da sinistra, il confronto fra prodotti realizzati da Verve di Vedano Olona: HDPE vergine e riciclato, e PET Vergine e R-PET.

clata o polpa di canna da zucchero. “La bioplastica – racconta Caterina – permette di diminuire di molto i livelli di inquinamento perché non deriva dal petrolio l ricorso a fi re vegetali, aggiunge, fa s c e una volta utilizzati i prodotti usa e getta non vengano inviati alle discariche ma possono essere raccolti con l’umido per la trasformazione in siti di compostaggio Se la bioplastica è già una realtà, non sempre può sostituire la plastica. E il suo utilizzo anche da parte delle grandi industrie alimentari avviene gradualmente. È la strada intrapresa da un gruppo leader al mondo come Ferrero. Alla recente presentazione del nono Rapporto di responsabilità sociale d’impresa del gruppo di Alba, Paola Avogadro, Ferrero global pac aging design manager, a raccontato le sfide e l’approccio utilizzato dall’azienda della Nutella nel ridisegnare o nel concepire ex novo i propri imballaggi, concentrandosi sia sull’aspetto strategico che sui primi risultati concreti ottenuti negli ultimi anni.

La “Ferrero Way”

“Da anni usiamo diversi materiali selezionati per le loro caratteristic e specific e in funzione del singolo prodotto – ha spiegato Paola Avogadro. “Su un totale utilizzo di packaging di circa 430 mila tonnellate, il 40% è vetro completamente riciclabile, il 40% è carta e cartone da filiera certificata, anc ’esso completamente riciclabile, e il restante 20% è plastica”. In Ferrero, ha aggiunto, “l’attenzione alla plastica è elevata ma, come da tradizione, ci muoviamo nella errero a iente fug e in avanti, niente green as ing o statement senza fondamento iente scelte ‘di comodo’ insomma. Stiamo rivedendo e riprogettando alcuni imballi in modo da garantire una migliore circolarità ma lo vogliamo fare ene partendo da dati scientifici, analizzando le diverse opzioni e sperimentando la reale riciclabilità tramite studi pilota condotti presso impianti di riciclo”.

La strategia di Ferrero basata sulle 5 R (riduzione, rimozione, riciclo, rinnovabilità, riuso) ha permesso negli ultimi cinque anni di risparmiare oltre tonnellate di plastica rigida nelle confezioni di Estathè, delle praline, dei tappi Nutella. Ma non di eliminare completamente la plastica per cui la scommessa vincente, secondo Paolo Glerean, membro del board dell’associazione dei riciclatori di plastica europei Plastics Recyclers Europe, e Giorgio Quagliolo, presidente di Conai, si basa sia sul ri-circolo virtuoso degli imballaggi sia nella loro progettazione tenendo proprio conto della loro ricicla ilità a fine vita

Recuperare gli scarti

ome per altre sfide anc e quella della ioplastica e dei nuovi materiali non sempre può essere vinta. Sia per il packaging alimentare sia, e ancor di più, per quello della cosmetica, anche se in futuro questi limiti potre ero essere presto superati. Un percorso che riguarda le aziende di stampa e cartotecnic e pi innovative e attive sul fronte green, come la Verve di Vedano Olona che proprio quest’anno compie sessant’anni. Un’azienda con il Green Lab impegnata nella ricerca di nuovi imballaggi e nuovi materiali ecocompatibili. Oggi alcune bioplastiche sono biodegradabili ma solo in condizioni di compostaggio industriale, oppure non sono adatte per il packaging primario dei prodotti cosmetici c e, essendo attivi, fanno s c e il contenuto in poco tempo comprometta il contenitore, sottolinea Maurizio Pagani, manager dell’azienda. L’approccio green di Verve prevede di proporre ai clienti lo sviluppo di nuovi prodotti che tengano conto dell’impatto am ientale l presente e il futuro sostenibile del packaging, spiega sempre Pagani, riguarda l’utilizzo del R-Pet, il materiale plastico su cui si è meglio saputo interpretare la logica del riciclo con lo sviluppo di un evoluto sistema di recupero e

Nuovi materiali al 100% carta e plastic free che hanno caratteristiche prestazionali migliori del cartoncino teso accoppiato alla plastica, strutture performanti in tutte le situazioni.

riqualificazione degli scarti l risultato è la disponi ilità di materia prima seconda, con qualità valide per il contatto alimentare e ottime caratteristiche estetic e dpe pp sono invece disponi ili da tempo ma con una qualità inadeguata per articoli di uso cosmetico e alimentare anno su ito recentemente un netto miglioramento dei sistemi di selezione e lavaggio che, in aggiunta alla tecnologia di coestrusione, permette la produzione di articoli con caratteristiche funzionali ed estetiche interessanti. Verve utilizza per i suoi im allaggi anc e il reen prodotto dalla rasiliana ras em , un polietilene di origine vegetale canna da zucc ero c e a le stesse caratteristic e del tradizionale cui aggiunge la qualità di avere un’impronta di car onio negativa nfine, la ioplastica del futuro prossimo, conclude il manager di erve, si c iama ef, un poliestere di origine vegetale con caratteristic e di resistenza e arriera, oggi in fase di sviluppo per l’industrializzazione. Unirà il eneficio di un’impronta di car onio negativa alla garanzia di migliori condizioni di conservazione dei prodotti.

Bio-cartone ondulato

innovazione continua caratterizza anc e ic ac aging parte del gruppo spagnolo aica , l’azienda di erolanuova rescia attiva in tutti i settori del pac aging a partire dall’alimentare ondata nel da iovanni ertoldo e con milioni di euro di ricavi dati , ic ac aging offre dall imallo primario fino all espositore per il punto vendita a carta è la nostra passione sottolinea ristina ertoldo, amministratore delegato di ic ac aging al a iamo un ondulatore c e ci permette di creare fogli in cartone per soddisfare le esigenze tecniche dei nostri clienti, siamo stati i primi in talia e in uropa a sperimentare con la carta con l’o iettivo di dare ai consumatori finali un pac aging davvero sosteni ile e performante c e li aiuti anc e nella cottura domestica del ci o ic a creato la linea di usiness co ood dedicata al pac aging al contatto diretto con il ci o inque

anni di investimenti aggiunge iorgio ariani, usiness developer di co ood ci anno portato a sviluppare nuovi materiali mixando diverse tipologie di carte e onde a asso spessore uesti nuovi materiali al 100% carta e plastic free hanno caratteristiche prestazionali migliori del cartoncino teso accoppiato alla plastica l fiore all occ iello di co ood è oard certificato sc e per composta ilità e idoneità alimentare con il quale, conclude ariani, possiamo realizzare strutture performanti in tutte le situazioni: dalla catena del freddo ai forni industriali, dai frigo all interno della do al microonde di casa

Biodegradabile in due mesi

’innovazione e la sosteni ilità riguarda anc e il pac aging in cartone ondulato prodotto da ada i tratta, spiega alentina ada, responsa ile mar eting e comunicazione del gruppo di ontecagnano alerno , di un materiale versatile completamente rinnova ile e ricicla ile n materiale c e proviene dalla natura perc è a ase di cellulosa, di collanti naturali e può essere riciclato rapidamente li inc iostri utilizzati sono a ase d’acqua e, se disperso nell’am iente, si iodegrada in due mesi fonte ifco e efco l gruppo ada, conclude alentina, dal è parte di una rete d’imprese chiamata 100% Campania. Attraverso la rete, l’azienda ha integrato a monte il suo processo offrendo pac aging ecososteni ile e grazie alla cartiera Cartesar si crea un closed loop supply chain che parte dalla raccolta del macero in carta e cartone presso gli sta ilimenti dei clienti, diventa o ina e poi di nuovo scatola sempio concreto di circular economy.

Una vaschetta termoformata prodotta da Lic Packaging, che ha creato la linea di business Eco&Food dedicata al packaging a contatto diretto con il cibo.

Il packaging in cartone ondulato prodotto da Sada, a base di cellulosa, di collanti naturali, può essere riciclato rapidamente.

NELA osserva, verifica, automatizza

LE SUE SOLUZIONI TROVANO CAMPO IN DIVERSI MERCATI: L'INDUSTRIA DELLE

ARTI GRAFICHE, L'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA E MEDICA. PER LA STAMPA OFFSET, NELA PROPONE MACCHINE A CONTROLLO OTTICO PER LA PIEGATURA DEI

PUNZONI IN LINEA, SIA PER STAMPANTI PER GIORNALI E COMMERCIALI

SIA PER L'AUTOMAZIONE DELLE LASTRE E I SISTEMI DI TRASPORTO

Il gruppo NELA è uno dei maggiori produttori di dispositivi di controllo ottico di alta qualità per applicazioni industriali, controllo di processo e automazione. La sua attività ha preso il via nel 1938 come fornitrice di sistemi ausiliari per la stampa di libri con l’avvento della stampa offset, ha iniziato a sviluppare alcuni dei primi sistemi automatizzati di punzonatura e piegatura posizionati in linea con i Computer to Plate, come ad esempio le prime Punzonatrici/piegatrici Vision. Ad oggi vengono impiegati circa 200 dipendenti stanziati nelle sedi di Lahr (Germania), River Falls (WI, USA), Singapore e Taiwan. Con le loro elevate competenze tecniche seguono i progetti di automazione dalle prime fasi di analisi e di disegno, fino all’installazione e alla formazione sui sistemi implementati nei reparti di prestampa. Il bisogno di automazione nell’industria grafica e le mutevoli richieste da parte dei clienti hanno sempre più completato l’offerta di ELA che oggi riguarda la fornitura di attrezzature per centri stampa sia editoriali che commerciali, senza limiti di dimensione lastra. Questa evoluzione unita all’eccellente conoscenza dei processi e dei sistemi e all’alto kno -ho meccanico permettono di innalzare sempre di più gli standard del settore. Con oltre 3000 installazioni in tutto il mondo, NELA è leader tecnologico di mercato nelle attività di movimentazione automatizzata delle lastre sia in ambito di stampa commerciale che quotidiana. Un’installazione ELA di grande successo, precisamente di una SF-Bender, è stata quella avvenuta presso la tipografia austriaca Sandler Print&Packaging.

Nel disegno si vede come il CTP sia stato posizionato in una stanza diversa rispetto alla macchina da stampa, ma che le lastre possono viaggiare sui nastri trasportatori anche attraverso cavità fatte nei muri separatori. Sotto, lo "stacker" posizionato in prossimità della macchina da stampa

Johann Sandler Print&Packaging ha scelto NELA

Nell'ambito di un investimento di 6,5 milioni di

euro, la tipografia austriaca Johann Sandler ha deciso di prevedere anche l’automatizzazione completa dei processi di produzione e gestione delle lastre.

All’interno della prestampa ci sono molti passaggi che possono essere automatizzati per aumentare l’efficienza dell’impianto. L'esempio di Marbach, in Austria, dimostra in modo impressionante quanto potenziale di maggiore produttività e qualità risieda nella movimentazione automatizzata delle lastre. Per affrontare questo cambiamento, Sandler ha scelto il concetto di “Lastra On Demand” di ELA: le lastre offset prodotte vengono ordinate secondo il piano di produzione e messe a disposizione della macchina da stampa al momento giusto e nella posizione giusta.

Accanto alla NELA SF-Bender, l'installazione comprende anche un selezionatore di lastre completamente automatizzato con controllo di completezza e visualizzazione dello stato da codice a barre.

Accanto a un evidente risparmio di tempo e di risorse, il nuovo impianto può così contare anche su un’elevata qualità di stampa dovuta anche alla notevole riduzione di lastre graffiate e danneggiate.

Considerando tutto quanto, il nuovo sistema di movimentazione delle lastre implementato alla Johann Sandler si ripagherà nel giro di pochi anni.

NELA in Italia

GMDE srl è unico rappresentante di NELA per il mercato italiano.

Da anni offre assistenza su piegatrici e punzonatrici ed è in grado di affiancare i clienti dalla fase di progettazione fino all’implementazione della soluzione nelle sale prestampa.

Registro

L’attenzione per la protezione della privac da parte delle autorità e istituzioni nazionali è alta. Scopriamo insieme quali sono i nodi da sciogliere per chi opera in questo settore, dando uno sguardo alle norme dal punto di vista del printing

L’economia del dato e le tante sfumature che appartengono al mondo del marketing, hanno costretto il legislatore italiano ed europeo a una rincorsa per disciplinare sotto il profilo normativo il rapporto tra utenti, operatori e gestori. Il 25 maggio 2018 è entrato in vigore il ‘General Data Protection Regulation’ (GDPR, o anche Reg. UE 678/2016), che investe tutte le aziende, a prescindere da dimensioni e fatturato. Trattandosi di un sistema generale di regole, ogni Paese membro dell’Unione europea è chiamato ad armonizzarlo e dettagliarlo all’interno del proprio ordinamento di diritto nazionale ma, come anticipato, l’Italia ben prima era attenta alla protezione dei dati e alla tutela della privac anche nel campo delle vendite e pubblicità. L’attenzione per la protezione della privac da parte delle autorità e istituzioni nazionali è alta, come confermano i recenti interventi dell’Authorit competente, espressi nel mese di giugno 2019 in risposta alle note del Ministero dello Sviluppo conomico (MIS ), in tema di telemar eting e alle implicazioni più recenti che investono il mailing. Scopriamo insieme quali sono i nodi da sciogliere per chi opera in questo settore, dando uno sguardo alle norme dal punto di vista del printing. Il tratto normativo nazionale d’interesse per il comparto è il DPR. n. 178/2010, poi aggiornato con il DPR n. 149/2018. Attraverso tale passaggio, è avvenuta l’istituzione del Registro pubblico delle opposizioni (di seguito Registro, o R ). Il Registro è un servizio gratuito, gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni su affidamento del MISE. È uno strumento che permette di esprimere pubblicamente opposizione all’utilizzo dei propri dati (numeri telefonici e indirizzi) per finalità pubblicitarie e di marketing nel campo della telefonia e, dopo le recenti modifiche, anche per la posta cartacea cd. Telemarketing associato al mailing e teleselling . Si rivolge ai cittadini (utenti) e alle imprese (operatori e gestori). L’utente pu esprimere opposizione tramite: eb, numero verde, email e raccomandata. L’operatore pu continuare a svolgere la propria attività di telemar eting

nei confronti di un soggetto che risulti intestatario di numero/dati nei rispettivi elenchi, solo previa verifica del R . I rilievi più recenti in termini attuativi risalgono a maggio 2019 (introdotti con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n.16 del 16/01/2019). ossiamo definire alcuni aspetti legati alla disciplina da seguire, ricavabili dal contenuto della Legge 5/2018, provvedimento che ha invece portato a una estensione dell’operatività del Registro. In relazione a tale norma, riportiamo dei passaggi che riguardano il consenso e i nuovi obblighi in capo alle imprese: Contestualmente all iscrizione nel Registro, annullamento dei consensi al trattamento dei dati personali per fini commerciali precedentemente conferiti dai cittadini, salvo i consensi prestati nell’ambito di specifici rapporti contrattuali in essere, ovvero cessati da non più di trenta giorni aventi a oggetto la fornitura di beni o servizi, per i quali è comunque assicurata, con procedure semplificate, la facoltà di revoca (art. 1, comma 5).

Gli utenti iscritti nel Registro esteso possono revocare, anche per periodi di tempo definiti, la propria opposizione nei confronti di uno o più soggetti (operatori telemarketing), in qualunque momento, anche per via telematica o telefonica (art. 1, comma 4) Fonte FUB . Il MIS specifica che, per quanto concerne il trattamento degli indirizzi postali per fini commerciali, questo rimarrà valido anche a seguito dell iscrizione nel R , solo se gli operatori avranno raccolto apposito consenso dell'interessato. Infatti, “Il titolare del trattamento dei dati personali è responsabile in solido delle violazioni delle disposizioni della presente legge anche nel caso di affidamento a terzi di attività di call center per l effettuazione delle chiamate telefoniche .

ige il divieto di comunicazione a terzi dei dati personali degli iscritti nel Registro per fini pubblicitari non riferibili alle attività, ai prodotti o ai servizi offerti dal titolare del trattamento (art. 1, comma 7).

Le implicazioni legate al consenso

suscitano perplessità da parte dei privati e, a far luce sul punto sopra esposto, l’Autorità Garante per la Privacy dichiara che l’iscrizione al nuovo registro comporta in automatico la cancellazione di tutti i consensi dati in precedenza. In altre parole, i consumatori potranno azzerare la loro posizione e gestire il consenso al trattamento dei loro dati personali. Si tratta di una rimodulazione del rilascio del consenso, in forza della quale si vuole ridurre al minimo i casi in cui l’accettazione dell’utente viene espressa inavvertitamente, come avveniva nel recente passato proprio a causa della poca chiarezza degli effetti derivanti da una adesione ai servizi di natura commerciale personalizzati.

Nel mese di maggio 2019 è infatti entrata in vigore una importante disposizione che permette di iscrivere al ROP anche gli indirizzi postali, per evitare di ricevere nella cassetta della posta le pubblicità cartacee indesiderate. A questa categoria appartengono lettere e cartoline intestate, mentre ne è esclusa ogni forma di comunicazione commerciale non personalizzata.

A corollario di quanto sopra esposto, ulteriore punto controverso è quello del cosiddetto ‘consenso differenziato’. Non è infatti pacifica la possi ilità, al momento oggetto di valutazione, di distinguere il consenso per le attività pubblicitarie personalizzate introducendo una qualificazione su ase merceologica ualora si concretizzasse tale ipotesi, l’utente potrebbe accettare comunicazioni (telefono e posta) per determinati prodotti, e negarlo per altri. Il rilievo del Garante per ora è limitato a una difficile esecuzione pratica” perché vi sono aziende che operano su più categorie merceologiche contemporaneamente e questo potrebbe risolversi - in linea di principio - con delle liste separate.

In ultimo, le conseguenze negative per coloro che violino il diritto di opposizione degli utenti, o la mancata osservanza del ROP da parte degli operatori di telemarketing, comportano l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie fino a milioni di euro per le imprese, fino al del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente.

DATI ABBONATI AGLI ELENCHI TELEFONICI PUBBLICI

1.560.000 Abbonati attualmente iscritti al Registro 7.700.000 Totale richieste iscrizione/aggiornamento/revoca gestite 13.400.000 Utenze negli elenchi telefonici pubblici (DBU) 12% circa Abbonati attualmente iscritti rispetto agli aventi diritto

DATI OPERATORI DI TELEMARKETING

400 Operatori attualmente iscritti al Registro 2.000 Totale operatori gestiti da inizio attività 131.000 Totale liste di nu eri tele onici sotto oste a erifica 4.000.000.000 Totale nu eri tele onici sotto osti a erifica 12 minuti Tempo medio di restituzione liste da parte del gestore

Rubrica a cura di Marco Deplano

Moneta complementare, sai cos’è?

Dal Wir svizzero degli anni Trenta al circuito Sardex di oggi: due aziende grafiche e un distributore di imballaggi raccontano la loro esperienza nel “circuito”

In principio fu il Wir svizzero. Era il 1934, la crisi del ‘29 faceva ancora sentire i suoi effetti e una banca svizzera creò un proprio sistema di moneta complementare. Da allora questi strumenti di commutazione che si affiancano al denaro ufficiale e che sono accettate su base volontaria, si sono moltiplicate: punti fedeltà, buoni pasto, bartering (cambio merce pubblicitario), passando per criptomonete e bitcoin. Persino Facebook ha recentemente lanciato Libra.

Ma tornando al Wir, in Italia c’è qualcuno che vi si è ispirato da vicino per creare una moneta complementare nostrana. Si tratta di Sardex, la società che ha ideato e gestisce il Circuito di Credito Commerciale Sardex.net, fondato nel 2009 in Sardegna. A partire dal 2014 il modello viene replicato: Piemex in Piemonte, Linx in Lombardia, Marchex nelle Marche, Tibex nel Lazio, Abrex in Abruzzo, Samex nel Molise e nel Sannio, Liberex in Emilia Romagna, Felix in Campania, Umbrex in Umbria, Venetex in Veneto, Valdex in Valle d’Aosta e Sardex Liguria in Liguria. Stando ai dati del 2017, sono più di 3.500 le imprese iscritte, più di 200 mila le transazioni effettuate e più di 80 milioni il transato. Per aderire ci sono una tassa di iscrizione e una quota annuale in base al volume del business, ma nessuna commissione.

“Una casualità”

«Si è trattato di una casualità, un cliente ce ne ha parlato in termini molto positivi e alla fine abbiamo deciso di aderire», dice Carlo Manetti, ceo di Grafiche MDM Srl, azienda fondata a Forlì nel 1925. Grafiche

MDM fa parte del circuito Liberex dal 2015 e lo usa per pagare «forniture di piccola entità di attrezzature e di materiali di consumo. Ancora nulla di strategico, anche se si tratta di ambiti nei quali l’impatto ambientale è rilevante, per cui riteniamo valga la pena investire energie», spiega Manetti, che afferma di impiegare in Liberex una percentuale non superiore all’1% del fatturato dell’azienda. «Fatturiamo all’anno 5,5 milioni di euro circa e saranno 20/25 mila euro anno circa in Liberex. Il trend è in leggera crescita e abbiamo notato che riguarda sempre di più il B2C. Ritengo per che solo con un aumento significativo delle aziende coinvolte si possano ottenere buone possibilità di acquisto nel circuito», dice Manetti.

Potenziali investimenti

«Siamo stati tra i primi 200 iscritti. Era il 2011 e il primo periodo è stato difficile perché c’erano poche aziende, ma poi le cose hanno iniziato a funzionare», afferma Matteo Ghiani, direttore commerciale di Grafiche Ghiani Srl, nata a Monastir (Cagliari) nel 1981. «Usando una buona percentuale di Sardex è possibile fare investimenti importanti. Noi abbiamo investito 700 mila euro, di cui la metà in Sardex, per un impianto fotovoltaico: i lavori sono cominciati qualche mese fa e l’impianto dovrebbe entrare in funzione a luglio» dice Ghiani. «I nostri fornitori sono Burgo, Fedrigoni, UPM, Parenco e sinceramente non abbiamo nemmeno mai provato a chieder loro di effettuare transazioni in Sardex. Potrebbero esserci dei fornitori locali ma non farebbero al caso nostro», afferma Matteo Ghiani, che ha più spesso utilizzato la moneta complementare per acquistare complementi d’arredo e per pagare le visite mediche al personale.

Le spese aziendali

C’è chi ci paga il gasolio e la manutenzione dei mezzi di trasporto aziendali. Come Cartaria Biellese, nata a Vigliano Biellese (Biella) nel 1987, specializzata nella selezione e distribuzione di imballaggi a uso alimentare in vari materiali. «Ti metti d’accordo con il tuo fornitore per accettare il 100% della fattura o solo una parte in moneta complementare», spiega Stefano Lazzarini, amministratore di Cartaria Biellese, che ha deciso di far circolare in valuta complementare il 2-3% (pari a circa 30 mila euro) del fatturato annuo dell’azienda. «Il circuito non è perfetto finché non entrano a farne parte anche il macellaio, il fruttivendolo eccetera per la spesa: se a fine anno do un premio in Piemex ai dipendenti, devono poterli spendere per i beni essenziali. D’altro canto permette a chi aderisce al circuito potenzialmente di coprire un mercato inespresso che l’azienda ha», conclude Lazzarini.

di Giulia Virzì

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nline e o fline stanno litigando ma stanno anche dicendo la stessa cosa

Avete presente quando ci sono due persone che discutono animatamente, che quasi sembra litighino e sia prossima la rottura, e una terza cerca di intervenire dicendo “guardate che state dicendo la stessa cosa?”. E la discussione si interrompe in una pausa e, se almeno una delle due ha la capacità di ascoltare (cosa che lo so non sia scontata – ma mettiamo che in questo caso accada), la discussione torna ad essere uno scambio di idee collaborative e costruttive? Ecco, così è per me la diatriba comunicazione stampata – comunicazione digitale. Lo è sempre stata, per me. Lo sta diventando sempre di più. uei confini antagonistici tra pixel e retino non sono mai realmente esistiti. Certo, l’online è stata una rivoluzione. Una novità che indubbiamente ha cambiato tutto. Intendo proprio tutto. Ha cambiato la società. Ci ha cambiati. Non credo che abbia cambiato il nostro mercato in particolare. Intendo dire che non credo abbia cambiato il nostro mercato prima che cambiassimo noi. Per questo motivo non ho mai sopportato la domanda che andava per la maggiore una decina di anni fa nei convegni in tutto il mondo: “Is print dead?” “La stampa è morta?”. La vera domanda che avremmo dovuto porci era “stiamo cambiando?”. Questo è quello che è successo: l’Online (lo scrivo maiuscolo per personificare tutta questa rivoluzione digitale successa negli ultimi 10 anni) ci ha cambiati profondamente. Intimamente. Nelle relazioni, nelle aspettative, nel tempo che ogni giorno gestiamo, nel nostro ruolo come esseri, umani e professionali (sempre che ci sia o debba essere una doppia eccezione). Il fatto che oggi

si possa scegliere se viaggiare low cost e pagare poco oppure entrare in una agenzia di viaggi e godere delle coccole di un operatore turistico è una scelta che prima non esisteva. Ed è una scelta possibile grazie al digitale. È una scelta di valore. In primis perché permette a tutti di viaggiare ma anche perché permette al consumatore di esprimere la libertà di una preferenza. Il grande cambiamento sociale che è avvenuto in questi anni riguarda la possibilità del consumatore di stabilire il valore di un prodotto o di un servizio in base alle proprie necessità. Perché siamo tutti diversi e quindi diamo priorità diverse.

Se ho tre figli apprezzer il valore di un volo lo cost che mi permette una vacanza esotica e non mi importerà se dovr rinunciare a un guardaroba che pesa più di un bagaglio a mano. Diversamente la penserà una manager single che rientrata alle 9 di sera dal lavoro ha proprio voglia di un piatto di spaghetti alle vongole del ristorante stellato e se lo fa recapitare con Deliveroo. Possiamo scegliere e scegliamo in base al valore che ognuno di noi dà al prodotto o servizio offerto. L’espressione “consumer’s journey” tanto cara ai manuali di marketing si fa sempre più impolverata, scalzata dalla ben più giovane e scanzonata “value journey”.

Viaggio sulle rotaie del valore, quello che il brand può (e dimostra di poter) offrirmi. Allora, of ine stampato e online digitale stanno proprio parlando della stessa cosa. Stanno cercando entrambi di trovare la stessa strada per consegnare quel valore. E, diciamocelo, vacillano entrambi. Non per mancanza

di Valentina Carnevali

di competenza, bensì per difficoltà oggettive nel ricondurre una moltitudine immensa a pattern gestibili su larga scala. Si chiama personalizzazione di massa. Si chiama omni-channel. o dedicato molto tempo alla gestione di Brand Revolution LAB, un progetto che troverete ampiamente descritto nelle pagine di questo numero della rivista. o avuto contatto diretto con tutte le agenzie di comunicazione coinvolte, alcune specializzate in comunicazione digitale con meno dimestichezza con la stampa, e viceversa alcune di estrazione più of ine e meno propense al digitale. o coordinato stampatori con esatte caratteristiche, polarizzate verso l’uno o l’altro approccio. bbene, ho avuto la prova che ci siamo. Non c’è diatriba. I tempi sono maturi. Le agenzie e gli stampatori sanno che è il value ourne che conta e questi sono gli spunti di ispirazione che hanno creato insieme.

Il packaging di prodotto interpretato come punto di inizio di un rapporto con il consumatore, utente o azienda, per offrire un valore in più.

Il progetto di Mercedes immagina un codice univoco che rimanda a contenuti inediti su un gift pac lussuoso ed esclusivo per eleganti concessionarie. Krupps interpreta la stessa tecnologia per parlare a una audience completamente diversa: installatori di lavastoviglie professionali che trovano istruzioni, video e schede tecniche direttamente sull’imballaggio primario. Gli Aromi, produttore locale di spezie nella splendida Sicilia, punta sull’emozione e aiuta i master-chef-to-

be con le videoricette della nonna, visibili sul cellulare semplicemente inquadrando la scatola e sintonizzate sulle spezie che hai scelto all’acquisto del pac online. Come fare con Barbara prova con audacia un subscription pac (nuovo trend di mercato da tenere d’occhio assolutamente) e personalizza non solo la confezione e il suo contenuto a seconda dei colori che l’utente esprime di preferire, ma anche il video tutorial accessibile con Rcode che aiuta passo a passo la produzione del soggetto contenuto nel pac . eri’s Farm usa l’augmented realit per vedere l’esatta piantina di cannabis da cui è stata essiccata (con sistemi legali secondo la legge italiana) l’erba destinata a un consumatore premium, e coinvolge l’acquirente in un gioco geolocalizzato che coinvolge una intera communit . Fra i progetti che partono dall’online per produrre valore of ine, a o’s, prodotto di San Carlo Unichips, fa il triplo salto mortale. Immagina un percorso di valore per chi compra online un tic et per sfidare un gamer su outube, produce un pac di patatine che personalizza la sfida stampando ad hoc il nome del gamer e del consumatore-sfidante, inserisce un codice sul pac che permette di rivivere su mobile i momenti salienti della sfida. rint4All, manifestazione squisitamente B2B, immagina un mondo tutto personalizzato partendo dalla profilazione che l’utente fa all’atto della registrazione alla manifestazione: ciascun visitatore riceve all’arrivo in fiera un it di sopravvivenza con un biglietto ingresso personalizzato, un trolle , una bottiglietta d’acqua, una scatolina per raccogliere i biglietti da visita eccetera, tutto abbellito da una grafica unica.

Wako’s pensa a un percorso di valore per sfidare un gamer
Gli Aromi punta sull’emozione delle videoricette della nonna
Jeri’s Farm e l’augmented reality per le piantine di cannabis

La fabbrica del futuro

Tutto parte da una considerazione, apparentemente incredibile ma molto veritiera, che ho appreso nei giorni scorsi. Molto probabilmente nessuno dei nostri gio ani figli e an or i ness no ei nostri ni oti ai i o er n osto e o far n la oro o e ello e sia o abit ati noi oggi a e ere fare e onsi erare a enera ione onos i ta an e on il no e entennials i entifi a i nati post Millennials.

n as etto i ortante er esta genera ione sar se re i il iff so tili o i internet sin alla nas ita tti noi ossia o gi erifi are oggi o e n bi bo i e anni abbia na er noi in o rensibile fa iliarit on alsiasi oggetto elettroni o gli a iti tra le ani a to a ione e l intelligen a artifi iale sono da tempo entrate nell’ambito militare con la creazione di sistemi robot autonomi o controllati da remoto per operazioni di supporto, trasporto, ricerca e salvataggio ma anche di attacco.

La nuova frontiera dell’automazione è arrivata. Dall’impegno et impiego in a bito ilitare al i ile il asso bre e e gi in ia i att a ione Siamo di fronte a un importante cambiamento nel modo di gestire macchine e impianti, ma non è cambiato l’obiettivo: la performance e il controllo da parte dell’uomo.

Siamo di fronte a un importante cambiamento nel modo di gestire macchine e impianti, ma non è cambiato l’obiettivo: la performance e il controllo da parte dell’uomo

Automazione 5.0 è il titolo della edizione 2019 del convegno organizzato lo scorso 2 luglio dalla rivista Automazione Integrata in collaborazione con il Politecnico di Milano. Obiettivo del convegno è stato ello i resentare il siste a inter onnessione e esiste tra l o o l intelligen a artifi iale e i robot na triangola ione i informazioni e operazioni di gestione strettamente correlate. Automazione 5.0 vede la gestione delle informazioni, all’interno del processo produttivo, che partono dall’uomo, arrivano attraverso l’intelligenza artifi iale ai robot e a i ritornano al nto i arten a l o o Sorger a S ang ai la fabbri a el robot el f t ro a esso in budget 150 milioni di dollari per la realizzazione di una fabbrica di robotica estremamente all’avanguardia in cui i “robot realizzeranno a loro olta robot an or i a an ati l n o o entro se on o le reisioni sar o erati o entro la fine el e nir te nologie igitali roboti a ollaborati a e intelligen a artifi iale in na str tt ra on lani etria inno ati a e essibile basata s isole i a to a ione e st io inter onnesse o lari e essibili an i linee i asse blaggio fisse

La Cina è un mercato estremamente importante e in grande e rapido sviluppo. asti ensare e er anto rig ar a la roboti a nel biennio n robot su tre costruito nel mondo è stato destinato al mercato cinese per un totale di oltre 250 mila esemplari attualmente installati. Shanghai è vitale per la leadership della tecnologia avanzata e rappresenta una guida per ogni Paese che desideri avere sviluppo per una base manifatturiera competitiva a livello globale. al e se li e a tile attre at ra er se lifi are la nostra atti it la orati a gi arri ata e le a li a ioni sono esistenti o e i bra i antro o orfi ormai utilizzati in tutti i settori industriali. Una nuova applicazione molto utile sono i o se D e igliorano elo i ano e se lifi ano il la oro ei rogettisti iglioran o il o fort la orati o ell tili atore er obbliga a na osi ione i se ta i orretta e onsente i istrib ire il la oro s entra bi gli arti entrambe le braccia e le mani sono utilizzate. Questo sistema consente agli utenti i s orrere oo are e r otare i o elli in n ni o o i ento i o agen o s l o an o on na ano entre si ossono o an are e a ortare le o ifi e con l’altra mano che utilizza un mouse classico. Il risultato? Movimenti ridotti del 30% e analoga percentuale di aumento della elo it i ese ione e ella ro tti it

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