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See. Touch. Feel.

Liberi di creare. Bitter Fish realizzato con foil a caldo Lumafin 760 Pink | Lumafin 720 Red


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“History of Italian passion�

commerciale@industrialbox.bo.it


Sarà per quella luce femminea che infonde nel cielo, sarà per la sua natura fecondatrice… ma la luna ha sempre sollecitato l’immaginazione di noi terrestri.

TU, LUNA di A N N A

A P RE A

Quando, cinquant’anni fa, in una notte ‘dolce e chiara e senza vento’, raggiungemmo sorella luna, e delicatamente ne calpestammo la superficie, una gioia collettiva si diffuse sulla Terra. Come una colonia di bimbi felici esultammo, c’innamorammo dell’avventura e della vertigine.

La scoperta della Luna agì come una folgorazione collettiva: fu la spinta generatrice di tante invenzioni. Elettronica, medicina, musica, chimica, arte. Da quell’emozione indistinta e senza proporzioni, nacquero oggetti di design, nuovi materiali, esperimenti, follie. L’astro amico della Terra iniziò una vasta e fascinosa conversazione con gli artisti italiani. Achille e Piergiacomo Castiglioni progettano in quegli anni Allunaggio, una bizzarra sedia con tre gambe, ispirata a Eagle, il modulo lunare di Apollo 11. Nello stesso periodo Vico Magistretti disegna Eclisse, la lampada-mito composta da tre semisfere (per simulare appunto un’eclisse) entrata nella storia del design italiano. Stregato dalla luna, nel ‘71 Bruno Munari firma un’altra pietra miliare: il letto modulare Lem, così simile all’abitacolo della navicella spaziale. Poi arrivano i Moon Boot, scarponi irriverenti e italianissimi, considerati oggi ‘opera di alto design’, tutelati dal diritto d’autore. A concepirli nel ‘69 è l’imprenditore Giancarlo Zanatta, ispirato dalle ingombranti imbottiture calzate da Neil Armstrong mentre vagabonda, con passi morbidi e audaci, sulla superficie lunare. Preziosa alleata delle nostre invenzioni, non più vergine e irraggiungibile, dopo cinquant’anni, la signora dell’universo aspetta ancora di incendiare i nostri desideri, di dare vita a nuove idee e a nuove passioni. Ma perché il suo sguardo lontano fecondi ancora le nostre menti dobbiamo tornare bambini: candidi e illimitati. L'ultima luna la vide solo un bimbo appena nato/ cantava Lucio aveva occhi tondi e neri e fondi/e non piangeva/ con grandi ali prese la luna tra le mani, tra le mani/ e volò via e volò via era l'uomo di domani/ e volò via e volò via era l'uomo di domani…


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P E R S O N A L M E N T E

Marilde Motta Nel 1978 ha scelto le pubbliche relazioni come professione. Scrive e tiene corsi su alcune aree della comunicazione. Ad Personam® è la sua agenzia.

La negoziazione getta le basi dell’economia circolare

Recuperare, riciclare, ridurre, riusare, rigenerare, riparare sono le azioni ormai ben comprese dai consumatori finali, ma quando a livello industriale e sistemico si vuole avviare un progetto di effettiva economia circolare (ben altro che “semplice” riciclo), la realtà diventa assai complessa.

Non solo la normativa è in continua evoluzione e non omogenea a livello internazionale, ma la “circolarità” rappresenta un modello imprenditoriale sostanzialmente nuovo che coinvolge aziende fra loro molto diverse. Per esemplificare, nel packaging, si parte dal ritiro e stoccaggio delle confezioni vuote (bottiglie di vetro, astucci di carta, lattine, sacchetti, ecc..). Il fattore-chiave, per dar avvio a un processo di economia circolare, è la tracciabilità del rifiuto che va così ricondotto all’azienda a cui appartiene. Gli scarti tracciati sono poi destina-

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ti a successive più o meno numerose fasi di lavorazione. Tutto questo implica che il materiale venga anche trasportato da un impianto all’altro in funzione della rigenerazione che dovrà subire. Ognuno di questi passaggi comporta un interlocutore specializzato con cui bisogna negoziare la modalità di esecuzione, gli standard, le responsabilità, non ultimo il prezzo. In una concatenazione così strettamente interconnessa fra realtà imprenditoriali differenti, la negoziazione è una risorsa a cui fare riferimento per lavorare in un’ottica di cooperazione aperta, di apprendimento, di rimodulazione dei comportamenti decisionali. L’economia circolare è prima di tutto rigenerazione culturale. Va quindi affrontata creando i presupposti che instaurano il consenso sulle strategie, sugli obiettivi e sulle pratiche per raggiungerli e, prima ancora, stabilendo flussi di conoscenza, di comprensione di come condividere e incrementare i vantaggi reciproci. Una normativa che cade dall’alto non crea le basi per un’economia efficiente, bisognerebbe invece pensare alla negoziazione per instaurare la mentalità da vera economia circolare.

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I N T ER VI STA

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PRINT NR. 79 | OTTOBRE 2019 › www.printlovers.net DIRETTORE RESPONSABILE ENRICO BARBOGLIO REDAZIONE ANNA APREA [coordinamento] › anna.aprea@strategogroup.net HANNO COLLABORATO LORENZO CAPITANI, MARILDE MOTTA, ACHILLE PEREGO, MICHELA PIBIRI TRADUZIONE PHILIP SANDERS ART DIRECTOR STEFANO TORREGROSSA › onicedesign.it PRINTLOVERS MICHELA PIBIRI - Redazione www.printlovers.net

CRAVATTE SARTORIALI

IL PRÌNCIPE DEL DESIGN

Quint’essenza della tradizione sartoriale napoletana, le cravatte E. Marinella sono proposte in confezioni di squisita eleganza, realizzate in carta Fedrigoni Sirio Colour, goffrata con disegno tela. Il colore? Un blu che s’inchina all’azzurro. Come il mare che bagna Napoli.

Karim Rashid ha raccontato a Print la sua filosofia progettuale, il suo modo di considerare il packaging design, infine ci ha parlato del suo ‘contrastato’ amore per le plastiche responsabili.

STRATEGO GROUP srl VIA CASSANESE 224, 20090 SEGRATE (MI) amministrazione@strategogroup.net PUBBLICITÀ DEBORAH FERRARI | T. 389 9004599 › deborah.ferrari@strategogroup.net RANCATI ADVERTISING CLAUDIO SANFILIPPO | T. 02 70300088

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M E R C ATO

› csanfilippo@rancatinet.it SEGRETERIA PUBBLICITÀ › brando.zuliani@strategogroup.net

REA MILANO 1190227 AUTORIZZAZIONE TRIBUNALE MILANO N. 706 | 11/10/2004 STAMPA NAVA PRESS Milano

ABBONAMENTI T. 02 49534500 | F. 02 26951006 abbonamenti@strategogroup.net

€ 60,00 € 110,00 € 125,00 QUOTA ANNUA ITALIA

QUOTA ANNUA EUROPA

QUOTA ANNUA EXTRA-EUROPA

PER ABBONAMENTI Bonifico Bancario a STRATEGO GROUP srl IBAN: IT70 C034 4020 6000 0000 0264 200

ARCHITETTURE DI CARTA

IL PACK SULLA VIA DELLA SETA

Si chiama Drop Paper il materiale composto da cellulosa, poliestere e fibra di vetro con il quale Procédes Chénel si è conquistata un posto molto speciale nel mondo degli allestimenti di grandi spazi, fiere, musei.

Del lusso e delle opportunità per i brand che vogliono transitare con successo sulle nuove vie della seta, ci parla Yuan Zou, direttore luxury & fashion Europe di Hylink, agenzia internazionale di comunicazione.


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HOW IT'S MADE

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SPAZIO ROBILANT

VOCE DEL VERBO PERSONALIZZARE

BISTROT CON ROBOT

Personalizzare e customizzare sono due diverse strade d’accesso al cuore del consumatore. Tutto è possibile grazie agli algoritmi dei sistemi di stampa capaci di creare infinite variazioni di un solo pattern.

RobilantAssociati ci racconta il progetto ‘Bistrot by Mastercard’ degli Aeroporti di Roma. Una retail branding che parla i linguaggi della tradizione ma anche delle più nuove tecnologie. Tra illustrazioni vintage e robot.

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SPECIALE

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FOTOGRAFIA

PROGETTO SECOND LIFE

MOSAICI FOTOGRAFICI

L’Oreal Italia, ICMA Sartorial Paper e Maggioni Type hanno dato vita al progetto Second Life. Obiettivo: trasformare gli scarti cellulosici di L’Oreal Italia in carte riciclate creative, riutilizzate da L’Oreal stessa.

Volti, prodotti, architetture ricomposti come tessere di un mosaico. Per esaltarne l’essenza, rintracciarne nuove verità. Così Maurizio Galimberti crea le sue famose immagini.

Gli articoli firmati impegnano esclusivamente gli Autori. Dati e caratteristiche tecniche sono generalmente forniti dalle Case costruttrici, non sono comunque tassativi e possono essere soggetti a rettifiche in qualunque momento. Tutti i diritti sono riservati. Notizie e articoli possono essere riprodotti solo a seguito di autorizzazione dell’editore e comunque sempre citando la fonte. Testi e fotografie, qualora non espressamente richiesto all’atto dell’invio, non vengono restituiti. Desideriamo informarLa che il D.Lgs. 196/03 (Testo Unico Privacy) prevede la tutela di ogni dato personale e sensibile. Il trattamento dei Suoi dati sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e della Sua riservatezza. Ai sensi dell’art. 13 del Testo Unico, Le forniamo quindi le seguenti informazioni: il trattamento che intendiamo effettuare verrà svolto per fini contrattuali, gestionali, statistici, commerciali, di marketing; il trattamento, che comprende le operazioni di raccolta, consultazione, elaborazione, raffronto, interconnessione, comunicazione e/o diffusione si compirà nel modo seguente: archiviazione su supporto cartaceo e archiviazione informatizzata su personal computer. Il titolare dei dati è: Stratego Group srl nella persona del Rappresentante Legale. Il responsabile del trattamento dei dati è: Enrico Barboglio [enrico.barboglio@strategogroup.net, via Cassanese 224, Segrate MI, T. 02.49534500]. Al titolare del trattamento Lei potrà rivolgersi per far valere i Suoi diritti così come previsti dall’art. 7 del D.Lgs. 196/03.

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Tu, Luna

di Marilde Motta

I materiali e le tecniche

O-I: design in vetro

Icma lancia Rinascimento

Brand Revolution Lab 2019

I nuovi cataloghi Arconvert

Best Technology Innovator

Sicilia Sparkling

OneMorePack 2019

Selection

Packaging e sostenibilità

ARTEINULTIMA Luca Barcellona

www.printlovers.net


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01 Stampa CMYK

02 Hot Foil Luxor® 108143N Mysterious Ruby

03 Hot Foil Luxor® SpatialFX Mosaic

HOT FOIL MOSAIC SFX — Il design trasparente con motivo a mosaico mette perfettamente in evidenza l’illusione eccezionale della tridimensionalità; l’effetto ottico di questo foil è ottenuto con la soluzione TRUSTSEAL® SFX di Kurz, un prodotto della linea TRUSTCONCEPT®. SFX è una tecnologia di stampa dall’impatto visivo spettacolare grazie all’utilizzo di effetti olografici all’avanguardia, personalizzati e inediti. Un’illusione ottica che dona corpo al design creando effetti spaziali sorprendenti e che riproduce perfettamente l’effetto tridimensionale, la stampa sembra effettivamente sollevarsi dalla superficie. Tutte le parti nobilitate con Mosaic SFX sono state stampate con un cliché in piano di h+m.

CLICHÉ E FOIL PER COPERTINA, BOX E SHOPPER

04 Foratura laser

Distributore esclusivo per l’Italia dei foil e dei cliché di nobilitazione del gruppo Kurz, Luxoro offre a settori industriali quali moda, lusso, packaging, cosmesi, food&wine, supporti e idee per creare oggetti unici, in grado di rispecchiare il valore esclusivo di un prodotto o un brand. Le partnership esclusive strette con LEONHARD KURZ Stiftung & Co. KG (punto di riferimento assoluto nella produzione di film per stampa a caldo) e Hinderer + Mühlich KG (cliché e attrezzature per stampa a caldo), rendono Luxoro il fornitore ideale per qualsiasi esigenza nel campo della stampa e finitura di materiali vari. L’azienda si avvale di oltre 50 collaboratori e dispone di un’area operativa di 3.500 mq, dove si trovano uffici e impianto logistico. Qui gli ampi spazi a disposizione consentono un agile stoccaggio delle “bobine madri” (jumbo), provenienti dalla Kurz, e il loro taglio nel formato richiesto dal cliente. Grazie a rigorose politiche aziendali, Luxoro è oggi un’azienda completamente a impatto zero. C www.luxoro.it


INTERNI

HOT FOIL LUXOR® 108143N MYSTERIOUS RUBY — Questa tonalità di rosso metallizzato è calda e piena, ricorda i toni poetici dell’autunno; si adatta benissimo alla struttura del pattern e ne riscalda il design. Il rosso intenso di questo foil è affascinante e molto elegante, è un colore misterioso e passionale che esprime perfettamente la magia del tramonto. Fa parte della collezione Pollock 3 di Luxoro ed è uno dei nuovi colori trend di questo 2019. Anche in questo caso il foil è stato stampato in piano con un cliché h+m.

LA FORATURA LASER SULLA COPERTINA Per questo progetto è stata utilizzata PaperOne 5000, la soluzione SEI Laser per la fustellatura e cordonatura digitale dei fogli. Il sistema laser, dotato di trasporto automatico della carta, è completamente auto-set e pilotato con comandi da remoto. La messa a registro del foglio è garantita dal registro meccanico di pinza/squadra oltre che da un registro ottico tramite telecamera digitale. Questo sistema laser processa fogli fino al formato B2, con una produttività fino a 2.500 fogli/ora e spessori certificati da 0,15 a 1,5 mm.

STAMPA E NOBILITAZIONE COPERTINA

LASERATURA COPERTINA

Creatività e qualità sono le caratteristiche salienti che da sempre contraddistinguono Nava Press e che nel corso degli anni l’hanno resa un punto di riferimento a livello internazionale per i più importanti marchi dell’editoria, del lusso, della moda e del design. Nava Press è il partner preferito di quelle aziende alla ricerca dell’eccellenza e della qualità per i loro prodotti stampati: brochure, cataloghi, inviti, libri, riviste e prodotti di packaging. Un team di tecnici esperti assiste la realizzazione di ogni prodotto sin dalle prime fasi: dalla scelta delle tecniche di stampa e nobilitazione, a quella dei supporti e di rilegatura. Da luglio 2014 Nava Press è parte di Rotolito Graphic Industries, uno dei maggiori gruppi a livello Europeo di stampa e legatoria. C www.navapress.com

Dal 1982 SEI Laser progetta e produce soluzioni laser innovative, grazie al know-how del reparto R&D e ai continui investimenti. I sistemi si contraddistinguono per le perfomance elevate, sia in termini di efficienza operativa che di qualità del prodotto. In particolare, guardando alle soluzioni per il settore del converting - Arti grafiche, Labeling e Packaging – queste sono basate su un concetto di modularità espandibile e aggiornabile a seconda delle diverse esigenze produttive: decorazione, taglio, mezzo-taglio e marcatura. Tutti i sistemi laser vengono prodotti in Italia e in particolare negli stabilimenti di Curno, Mapello e Buja dove i reparti meccanico, elettronico e optoelettronico, informatico, di progettazione e produttivo seguono tutte le fasi del processo di sviluppo fino all’installazione finale. Tecnologie d’avanguardia richiedono impegno e costante ricerca, per questo le macchine SEI Laser sono controllate da software e firmware sviluppati internamente da un team di programmatori esperti. C www.seilaser.com


LA CARTA DI COPERTINA, BOX E SHOPPER GRUPPO CORDENONS REEF WHITE 120 g/m2 (BOX) E REEF WHITE 330 g/m2 (COVER E SHOPPER) La copertina di questo numero di Print, il box che contiene la rivista e la shopping bag coordinata sposano la freschezza di Reef, la carta creativa di Gruppo Cordenons ispirata alla magia della barriera corallina. La versatilissima versione White crea una sinergia perfetta con l’originale progetto grafico che interpreta i trend della moda. È proprio la texture – caratteristica distintiva di Reef – a offrire al variopinto mosaico floreale, protagonista del visual di Print 79, il valore aggiunto della multisensorialità. Parte della famiglia Luxury&Touch, Reef è adatta alle principali tecnologie di stampa e tecniche di nobilitazione, è disponibile nelle colorazioni White, Red, Blue, Black ed è offerta nelle grammature 120 e 330 g/m2; in occasione della prossima edizione di Luxepack saranno presentati nuovi colori e grammature che arricchiranno la gamma. Reef è ideale per progetti grafici, che allo stile uniscono il look and feel di un prodotto esclusivo, come luxury packaging, shopping bag, copertine di cataloghi e libri di pregio, brochure, immagini coordinate, inviti, greeting card e molto altro.

B COPERCHIO

CARTA SHOPPER, BOX E COPERTINA Gruppo Cordenons sviluppa e produce creative & technical paper offrendo al mercato internazionale oltre 2.500 prodotti differenti per target e applicazione. Dedica da sempre importanti risorse alla ricerca e sviluppo di carte innovative e originali per dare immediata risposta alle richieste dei clienti e rimanere sempre al passo con i trend del momento, offrendo una qualità eccellente fatta di contenuti tecnologici e creatività. Accanto alle più avanzate tecnologie, l’azienda mantiene intatta la vocazione a creare prodotti di alta gamma con una raffinata cura del dettaglio. Attraverso una produzione sempre più flessibile, Gruppo Cordenons ha sviluppato un ampio portafoglio di carte sempre all’avanguardia che uniscono all’estetica il plus degli effetti tattili. L’ampia gamma a catalogo è arricchita dalla possibilità di richiedere forniture di carte personalizzate in base alle specifiche esigenze di colorazione, grammatura e finitura. A luglio del 2018, Gruppo Cordenons è stata acquisita da Bain Capital Private Equity. C www.gruppocordenons.com

STAMPA BOX Pusterla 1880 è una delle principali aziende europee nel settore del packaging di lusso. Con una strategia che punta alla creazione di prodotti di alta qualità tramite l’implementazione di competenze diversificate nel mondo del packaging di lusso, l’azienda è oggi un Gruppo in grado di esaudire ogni richiesta dei propri clienti. Gli investimenti degli ultimi anni hanno contribuito a riunire sotto il nome di Pusterla 1880 nuove conoscenze del settore, quali le scatole multi-materiale e di metallo, grazie all’acquisizione di Virojanglor, cui si aggiunge la particolarità delle scatole rotonde, resa possibile grazie all’annessione al Gruppo di Cavalieri & Amoretti. Tali investimenti hanno reso Pusterla 1880 un’azienda focalizzata su una nicchia di mercato che comprende gli alcolici, la profumeria e la cosmetica, settori in cui il packaging diventa un prodotto con un alto valore aggiunto. C www.pusterla1880.com

E FONDO


World wide Packaging


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Sboccia sulla shopper di Print un vortice colorato di fiori di ciliegio Ha un’allure un po’ rockettara e un po’ giappo la shopper progettata da Stefano Torregrossa, stampata da Taffarello s.p.a. su carta Reef di Gruppo Cordenons e dedicata ai visitatori di Luxepack, ai quali sarà distribuita con il numero speciale della nostra rivista. Anche l’interno splende della stessa tonalità di giallo. I rossi sono illuminati dal foil a caldo Luxoro Mysterious Ruby, lo stesso utilizzato per la copertina della rivista e per la box.

La shopper è stata stampata con due diverse tecnologie: stampa offset e stampa a caldo. Ciascuna shopper è stata confezionata a mano e supervisionata dal controllo qualità. Tutti i processi sono stati realizzati negli stabilimenti Taffarello.

Azienda leader nella progettazione e realizzazione di Shopping Bags to Communicate, Taffarello, in oltre 50 anni di esperienza, ha studiato le migliori soluzioni per rispondere a tutte le necessità del mercato, fornendo prodotti e servizi in grado di accompagnare i clienti dalla scelta della materia prima alla progettazione fino alla consegna. Il tutto con rapidità, efficienza e qualità. Taffarello sa interpretare i valori dei Brand, sintetizzandoli e rappresentandoli in Shopping Bags vissute, dai clienti finali, come un tutt’uno con il prodotto acquistato. Taffarello propone tre linee prodotto che coprono l’intera gamma del mercato: Dolce Vita, la Shopping Bag di lusso realizzata con processo manuale; e-bag, il sacchetto automatico Italiano apprezzato nel mondo; ProntiVia, la collezione in pronta consegna con più di 600 varianti. C www.taffarello.com


I N T E R V I S T A

Questa di Marinella… di A C H I L L E

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PE R EGO

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I N T E R V I S T A

Quint’essenza del lusso italiano, simbolo della tradizione sartoriale napoletana, le cravatte E. Marinella – ricavate da sete pregiate cucite a mano punto per punto – sono un’icona della moda uomo, espressione di quell’eleganza ricercata e priva di ostentazione, che ha fatto dell’italian style una cifra unica e inimitabile. Da più di un secolo il brand napoletano veste artisti e personaggi della politica, divi del cinema e star della musica. A tutti i prodotti in catalogo è dedicata una linea di packaging in carta Fedrigoni d’un colore molto speciale, studiato apposta per il brand napoletano: una variante d’azzurro proteso al blu, battezzato blu Marinella, così simile al mare della Riviera di Chiaia, dove si trova il negozio-mito di Marinella. Uno spazio rimasto com’era più di un secolo fa – con le vetrine tonde, i mobili antichi, l’armadio che diventa camerino – aperto tutte le mattine a partire dalle 6.30 per accogliere con sfogliatelle e caffè i clienti giunti da ogni parte del mondo. ENGLISH VERSION C pg. 94 PRINTLOVERS | OTT2019

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I N T E R V I S T A

Non capita sempre e non capita con tutti che tra due griffe, una attiva nell’arte di fabbricare carta e l’altra in quella di fare altrettanto ma con le cravatte, mettano in qualche modo insieme i propri talenti. È successo quasi un anno fa (era il settembre del 2018) tra Fedrigoni ed E. Marinella. Il primo è uno dei leader in Italia – e si potrebbe dire internazionale – nel settore cartario, il secondo è il brand esclusivo che ha fatto conoscere l’alta sartoria di Napoli in tutto il mondo.

Correvano l’anno 1914, il mese di giugno e il giorno 24 quando don Eugenio Marinella decise di aprire bottega in piazza Vittoria sull’elegante riviera di Chiaia per offrire ai turisti e ai napoletani qualcosa di assolutamente originale come i raffinati prodotti inglesi e avviò contemporaneamente una produzione artigianale di camicie su misura e cravatte, facendo di quel “piccolo angolo di Londra a Napoli”, un marchio internazionale, simbolo dell’artigianalità e della passione per l’eleganza made in Napoli. E insieme con l’unicità di una fattura artigianale di camicie e cravatte, e poi nel tempo di foulard per le signore ed ascot per i gentleman, sciarpe, portaocchiali, porta carte di credito, fasce per i capelli femminili, Eugenio Marinella – in anticipo sui tempi – aveva capito quanto fosse importante non solo il prodotto ma anche il suo contenitore, in tempi nei quali la parola inglese packaging era ancora sconosciuta.

E cosa caratterizza innanzitutto una busta o una scatola destinata a contenere cravatte che negli anni sono state indossate da Winston Churchill ad Aristotele Onassis, da Alberto di Monaco a Silvio Berlusconi per non dimenticare Luchino Visconti, Gianni Agnelli e persino Daniel Craig, alias James Bond nel film Skyfall. E ovviamente Francesco Cossiga che di E.Marinella fu un testimonial ‘istituzionale’ con l’abitudine dell’ex Presidente della Repubblica di donare ai capi di Stato in visita in Italia una confezione da cinque cravatte per cui è stata realizzata una scatola su misura. Una scatola, come le altre, oggi rivestita dalla nuova carta Fedrigoni Blu Royal che, dall’anno scorso, si chiama proprio Blu Marinella. Quello che, spiega Maurizio Marinella, la terza generazione della famiglia alla guida della sartoria napoletana insieme con la quarta ormai rappresentata dal figlio Alessandro, negli anni si era un po’ sbiadito e soprattutto, non riusciva a mantenere la stessa brillantezza sotto i processi di stampa per imprimere il classico logo bianco E. Marinella. Oggi, aggiunge sempre Maurizio, tutto il packaging destinato a camicie, cravatte, accessori, scarpe ma anche alle shopper è in carta Fedrigoni assimilabile alla collezione Sirio Color, goffrata con disegno Tela, realizzata appositamente per la nostra azienda in un colore originale, e certificata FSC con cellulosa ECF. Ma come si è sviluppata questa collaborazione tra E. Marinella e Fedrigoni? Lo abbiamo chiesto a Luciano Sepe, Promoter Fedrigoni area Campania. “Quando Massimiliano Tomasetta, brand manager di E. Marinella si è rivolto a noi, da lunga data fornitori della carta per la quasi totalità dei loro coordinati (scatole, calendari, brochure), per mettere a punto un supporto che rappresentasse il loro immaginario di tradizione e contemporaneità, ci siamo trovati di fronte ad una quantità di materiali di colore blu la cui coerenza si era smarrita nel tempo perché riprodotta a stampa con tecniche e macchine diverse che rendevano disomogenea l’identità”. Qual è stato allora il vostro contributo? “Abbiamo lavorato a fianco del cliente — prosegue Sepe — per fare il punto sul colore , individuando un colorante in massa, riprodu-

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Cravatte alla conquista del mondo

Accanto alle sue cravatte napoletane veraci e allo stesso tempo very british, che hanno reso famoso E. Marinella in tutto il mondo, l’azienda offre anche un'ampia gamma di accessori che vanno dalla piccola pelletteria, alla valigeria, dagli orologi ai gemelli, senza dimenticare i profumi, le borse e i foulard, per soddisfare le esigenze e i gusti di una clientela sempre più numerosa e non più unicamente maschile. La distribuzione dei prodotti firmati E. Marinella è estremamente selezionata e limitata ai punti vendita monomarca: al negozio di Riviera di Chiaia si sono aggiunti nel corso degli anni le due boutique monomarca a Milano, una a Roma, due store a Tokyo e selezionati punti vendita esteri quali Bergdorf Goodman a New York, Le Bon Marché Rive Gauche e Printemps a Parigi, Le Bon Génie a Ginevra, Sant’Eulalia a Barcellona.

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Sete di pregio e stampa serigrafica artigianale La scelta delle stoffe inglesi di E. Marinella, racconta Maurizio Marinella, è strettamente legata alla storia della marca che, sin dalla fondazione, voleva proporsi come piccolo angolo di Inghilterra a Napoli, partendo dalla considerazione che all’epoca l’uomo elegante si vestiva all’inglese. Il pregio delle sete inglesi è legato anzitutto al territorio e al clima britannico. Per oltre 400 anni in Inghilterra è esi-

stito un famoso setificio che traeva beneficio dalla speciale qualità dell’acqua usata per lavare la seta, che donava una lucentezza non riproducibile con l’utilizzo di metodi moderni. L’archivio dei vari modelli del setificio dove sono prodotte le sete parte dal 1722 e la macchina usata in età vittoriana è ancora in produzione. Il viaggio della seta comincia in Cina, dove è prodotta la seta grezza, del colore dell’avorio. La seta è poi trasportata in Inghilterra e sottoposta a un trattamento di lavaggio extra con l’acqua di un particolare lago che, filtrata da secoli attraverso le colline calcaree, le dona una lucentezza unica. Il decoro da apporre sulla seta viene scelta dall’archivio o nasce da un nuovo disegno. Si miscelano poi a mano le tinture. Ogni tintura è

fatta specificatamente per un singolo ordine: ad esempio una stampa rosa sul blu scuro richiederà una miscela differente da un rosa su un arancio. La stampa, in un’azienda di Manchester oggi partecipata dalla sartoria napoletana, è realizzata ricorrendo a schermi di stampa per la seta (screen) usando un incisore a getto di cera, seguendo un processo che prevede un controllo meticoloso di ogni disegno. Le tirature E. Marinella possono spaziare da un metro (per singola cravatta, sciarpa, anzi, un fazzoletto da taschino 45x45cm non è raro) a 400 metri. Un singolo disegno può richiedere fino a 8 screen utilizzati. Se anche un solo screen risulta spostato di una frazione di millimetro, l’intera tiratura è rovinata.

cibile nel tempo, solido e brillante che pur nel solco della loro tradizione desse quell’aggiornamento di freschezza che stavano cercando. Il fatto poi di avere a disposizione in cartiera moltissimi cilindri goffratori ha consentito di identificare assieme all’azienda il disegno che potesse esaltare, in modo anche più evidente, la luminosità e la superficie del packaging, anticipando visivamente e tattilmente le bellissime cravatte contenute e accompagnando l’esperienza lussuosa del brand”.

La serigrafia a mano è gestita da due persone, l’una di fronte all’altra sul tavolo da lavoro, le cui misure (peso/altezza) sono fondamentali per gestire il processo di lavorazione in modo da bilanciarsi sul tavolo mentre lavorano. Troppo peso da un solo lato inciderebbe sulla pressione effettuata per la stampa. Lo stampatore utilizza una spatola con spugna che pressa il colorante all’interno della seta e sposta gradualmente il telaio sul tavolo che può essere lungo 22 metri. Ogni “spugnatura” deve essere identica alla precedente. Dopo la stampa, il tessuto è trattato con vapore per fissare le tinte. I macchinari usati già 200 anni fa, “battono” la seta per ammorbidire le fibre, donando loro l’inconfondibile sensazione fluida e liscia.

In azienda non si è mai tradita la vocazione di sartoria artigianale: a mano vengono ancora oggi realizzate 150 cravatte al giorno con sette pieghe dalle oltre venti sarte che lavorano nel laboratorio vicino allo storico negozio.

La carta Fedrigoni, aggiunge Massimiliano Tomasetta, avvolge, dando anche una piacevole sensorialità tattile a chi la sfiora. Tutto il campionario di scatole in cartoncino (per cravatte, per camicie, per scarpe, oltre 80mila l’anno) ha grammature diverse: 110 grammi per gli shopper, 200 per le scatole e 350 per i biglietti da visita. Il calendario E. Marinella, con le sue circa 10 mila copie tirate, è diventato un must dei regali di Natale ed è entrato nella top ten dei calendari (come il Pirelli) tra i più ambiti e ricercati. Del resto, aggiunge Tomasetta, così come in azienda non si è mai tradita la vocazione di sartoria artigianale (e a mano vengono ancora oggi realizzate 150 cravatte al giorno con sette pieghe dalle oltre venti sarte che lavorano nel laboratorio vicino allo storico negozio diventato non solo una meta d’acquisti ma anche del turismo della moda) allo stesso modo non ci si è fatti ammaliare dall’era del web. Tanto che la stampa, dal packaging al calendario al campionario che mostra le stoffe delle cravatte (con le oltre

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I N T E R V I S T A

Nei nostri negozi vogliamo trasmettere eleganza e stile, ma soprattutto l’accoglienza e il calore tipicamente italiano. E di questo calore fa parte anche il colore del packaging. Quel blu, classico ed elegante, ormai conosciuto in tutto il mondo. E unico, come le cravatte.

14 mila fantasie) resta il canale di comunicazione ancora privilegiato. E conclude: “Così come la vendita diretta nei negozi dove gli ordini si ricevono ancora per telefono e l’e-commerce non ha ancora trovato spazio e forse non lo troverà mai”.

Per un packaging all’altezza del contenuto, oltre a una carta particolare serviva anche una stampa offset allo stesso livello qualitativo. E nella ricerca dell’eccellenza (che del resto non è mai finita) E.Marinella da anni ha deciso di affidarsi a una storica azienda grafica napoletana, giunta alla terza generazione: la Matik Packaging di Arzano. Specializzata nella produzione di scatole, contenitori, veline e shopper, del gruppo Matik (che allinea tra i suoi clienti oltre ad E.Marinella molti altri brand della moda e del lusso come Ferragamo, Dior, JustCavalli, Coveri, GMV) fanno parte anche Industria Passaro Imballaggi, che opera in particolare nella produzione e commercializzazione di imballi industriali, cartoni ondulati e fustellati, e LuxBag, il marchio per la vendita di Shopping Bags. Marinella, del resto, aggiunge Maurizio “rappresenta una realtà artigianale profondamente legata alla città di Napoli e non voglio che questa caratteristica vada perduta. Ho valutato attentamente l’espansione commerciale, selezionando accuratamente le città in cui essere presente che garantiscano il rafforzamento del mio marchio da una parte e la diffusione dell’immagine del Made In Naples all’estero. Nei nostri negozi vogliamo trasmettere eleganza e stile, ma soprattutto l’accoglienza e il calore tipicamente italiano. Il cliente da noi deve sentirsi coccolato e seguito personalmente sia quando acquista una cravatta già pronta che quando sceglie tra i numerosi square da cui verrà ricavata la sua cravatta su misura”. E di questo calore fa parte anche il colore del packaging. Quel blu, classico ed elegante, ormai conosciuto in tutto il mondo. E unico, come le cravatte.

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G A S P E R I N I

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G R O U P

www.gasperini.it

C O M U N I C A Z I O N E

D ' I M P R E S A

GASPERINI — UEI GROUP L’ANIMA ARTISTICA DELLA NOBILITAZIONE

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Creatore nel 2001 del concetto di nobilitazione grafica, Gasperini è market leader internazionale insieme al partner UEI Group nei settori della nobilitazione, dell'anti-contraffazione e della brand identity, nonché partner privilegiato di studi creativi e aziende di stampa per la creazione di capolavori unici. L’azienda fu fondata a Firenze nel 1957 da Carlo Gasperini, cantante lirico e uomo di rara sensibilità artistica che, dopo aver calcato il palcoscenico dei più prestigiosi teatri internazionali, decise di ritirarsi dalle scene e fondare la nuova attività di forniture speciali per le arti grafiche. (Sul canale YouTube di Gasperini sono presenti alcuni brani significativi del suo repertorio). Negli anni ’80 è entrato in azienda il figlio Giampaolo, attuale titolare, che ha scommes-

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so sull’internazionalizzazione acquisendo via via nuove e prestigiose rappresentanze estere. Oggi, giunti alla terza generazione con l’ingresso della figlia Giulia, responsabile creativa e marketing, si aprono nuovi ed entusiasmanti scenari. «Stampa a caldo, rilievo, microincisioni, texture, intaglio e termorilievo sono le nostre specialità», spiega Giulia. «Lo studio tecnico-creativo interno ci consente di supportare i nostri prestigiosi clienti con idee e strumenti innovativi, per il raggiungimento di soluzioni stampate uniche. Siamo specializzati nella creazione di texture e pattern personalizzati, creati ad hoc per ogni specifico progetto, anche a fini anti-contraffattivi, nonché nella riproduzione di texture esistenti, partendo dall’analisi di campioni stampati o di foto HD. Tali texture sono poi

riprodotte con estrema fedeltà su esclusivi cliché in rame per lamina a caldo o per rilievo a secco. Va da sé che il risultato che se ne otterrà sarà assolutamente unico ed esclusivo!» Negli ultimi anni si sono instaurate sinergie strategiche con player di primo piano, grazie alle quali Gasperini si è aggiudicata più volte il podio di importanti premi internazionali. Fra le ultime si possono citare Emmeci, azienda leader mondiale nella progettazione e produzione di macchine per scatole fasciate, Lorenz Boegli, l’artista serigrafo più amato dai grandi brand della moda e del lusso, Univacco, leader mondiale nella produzione di film per la stampa a caldo, Consorzio Vino Chianti Classico e infine Editalia Spa - Gruppo Treccani, per il quale Gasperini ha progettato e realizzato uno splendido rilievo artistico per i due volumi

in edizione limitata, “Roma Caput Mundi” con l’effige di Giulio Cesare e “Leonardo”, con il celebre autoritratto di Leonardo da Vinci. Entrambi i volumi sono stati prodotti in edizione limitata e numerata. Recentemente Gasperini ha siglato un accordo di partnership strategica con Universal Engraving Inc, market leader USA con sede produttiva europea in UK, per la produzione di cliché in rame e ottone e di sistemi brevettati per l’automazione della stampa a caldo e in rilievo. — Gasperini, insieme al partner UEI Group, è presente a Labelexpo di Bruxelles (24-27 settembre, Stand 6A30) e a Luxepack Monaco (30 settembre – 2 ottobre, stand AA04) per presentare in anteprima tutte le sue novità.

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Lei è nato, cresciuto ed è andato a scuola in un crocevia di diverse culture, inoltre lavora spesso con aziende italiane. Qual è il più importante lascito di ciascuna cultura che ritroviamo nei suoi lavori?

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Sono per un quarto irlandese, un quarto inglese, un quarto algerino, un quarto egiziano e parlo diverse lingue. Penso che, come designer americano, il mio tratto culturale e il mio contributo siano l’informalità, un design democratico, la mobilità e la comodità. Per quel che riguarda un’influenza europea sulla mia formazione c’è un lato più romantico e poetico (ho avuto una tumultuosa educazione dal Cairo a Parigi, da Roma a Londra) mentre dal Medio Oriente deriva probabilmente il lato più passionale e artistico. Il lato pragmatico e di business è quello britannico. Il lato canadese è il mio cattivo senso dell’umorismo e la mia modestia (che commenta con una risata, ndr). Sembra che il rosa sia il suo colore preferito, quali sono gli aspetti estetici, storici e psicologici di questo colore che l’hanno maggiormente influenzato? Amo i colori in generale. A un certo momento bisogna fare una scelta, bisogna prendere una decisione su un colore. Il rosa mi è molto caro. Il rosa per me

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significa energia, energia positiva. Significa piacere. Significa un certo senso di felicità. Ci fa sentire buoni per un momento. Ci fa sentire vivi. Sto anche cercando di rendere il colore meno riferito al genere. Quel che intendo è che noi associamo il rosa alle ragazze, o alle donne, ma io penso che il rosa sia proprio un bellissimo colore che anche gli uomini possono adottare e goderne. È interessante vedere cosa è accaduto nel mercato negli ultimi 5/10 anni, come il rosa stia diventando ben accetto nei prodotti di alta tecnologia. Dalle macchine fotografiche professionali in Inghilterra, all’ultima moda di questa stagione in Inghilterra, Italia e a Parigi, il rosa è un colore di tendenza da usare e indossare. C’è voluto tempo. Spero di aver avuto un poco a che fare con questo movimento. Qual è il ruolo dei colori? Ci sono, a suo parere, differenze tra i progetti destinati al mass market e quelli per il packaging di lusso? Come ho detto, amo i colori che mi fanno sentire vitale. In modo particolare, per il packaging di lusso, la confezione deve essere l’ambasciatore del prodotto e comunicare la sua essenza. Nel settore cosmetico i flaconi diventano talvolta più importanti della fragranza. Questo non è un nuovo paradigma. Essenzialmente si sta vendendo qualcosa di immateriale che è complesso e astratto, così i flaconi danno alla fragranza identità e ne interpretano l’essenza attraverso il materiale. Ma ad essere sincero, non credo nel packaging di lusso versus il packaging di massa. Tutte le confezioni dovrebbero essere ‘furbe’, capaci di ispirare, di coinvolgere

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nonché di rendere la vita più facile e semplice. Infatti, il miglior packaging è l’assenza di packaging. Preferisco avere qualcosa in meno, ma che sia stupendo. La sua filosofia di design predilige la semplicità, l’essenzialità. Vediamo anche linee sinuose, molto femminili. Ci parli delle sue caratteristiche stilistiche nel packaging. Definisco il mio lavoro come Sensual Minimalism (minimalismo sensuale), o Sensualism (sensualismo), laddove gli oggetti comunicano, coinvolgono e ispirano pur restando abbastanza minimalisti. Credo non sia necessario sovra-impreziosire, credo sia importante mantenere una certa verità del prodotto. Sono anche dell’opinione che gli oggetti debbano sollecitare il nostro lato sensuale, toccare le nostre emozioni, incrementare una certa esperienza e debbano essere umani. Mi propongo di inserire oggetti nel nostro panorama fisico in modo che ispirino, coinvolgano e incoraggino esperienze positive.

re ‘furbe’, e s s e o r e b b i dovre endere r n i io d z é e f h n c o n c o n Tutte le coinvolgere i d , e r a ir p is il miglior i, t t a f In . capaci di e c li cile e semp ckaging. Preferisco a f iù p a it v la ssenza di pa he sia stupendo. a l’ è g in g a k c pac in meno, ma a s o lc a u q avere PRINTLOVERS | OTT2019


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vorare con dabili, la i d a e id l’ n o” co degra Sono “fissat ponsabili che siano bio fonti come s plastiche re rsino derivate da altre ai. e c riciclate, o p ro, scorze, bacche di a e mais, zucch informalità, il mio modo di pensare alle funzioni invece che solo alle forme iconiche delle bottiglie e la mia conoscenza di nuovi materiali, polimeri, plastiche, nuove finiture, nuovi metodi di produzione ecc.. hanno cambiato il mondo di questi prodotti. Oggi le plastiche sono accusate d’essere una fonte di inquinamento. Pensa di continuare ad utilizzare la plastica per i suoi progetti di packaging? Quali tipi di plastica?

Lei ha utilizzato abbastanza spesso la plastica nel packaging. Quali sono le caratteristiche di questo materiale che considera importanti?

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Ho sempre amato la plastica fin da bambino. Usare la plastica è molto democratico: la gente se la può permettere. Utilizzare la plastica mi consente di creare oggetti per la produzione di massa, per un mercato più ampio. E grazie ai tanti polimeri esistenti ci sono infinite possibilità di scelta in base alle proprietà intrinseche, alle forme, alle finiture, ai colori, alla trama ecc.. Direi che la plastica è ora costitutiva della nostra natura. È l’esito inevitabile della nostra esistenza. Uso la plastica in molti dei miei progetti perché è flessibile, morbida, calda, duratura, malleabile, versatile e può essere molto comoda. Con le nuove tecnologie posso creare forme organiche e sensuali nuove, che non sono mai esistite prima nella storia. Ho fatto molte innovazioni nel packaging. La confezione di profumo 5S Shiseido è stata la prima bottiglia di profumo in plastica. Le mie idee di

Amo collaborare con clienti che vogliono inserire nella loro produzione materiali eco-friendly, o derivati da pratiche di riciclo. Ora ci sono le plastiche biologiche! Sono “fissato” con l’idea di lavorare con plastiche responsabili che siano biodegradabili, riciclate, o persino derivate da altre fonti come mais, zucchero, scorze, bacche di acai invece che dal petrolio. Il contenitore Garbo è oggi fatto di mais ed è biodegradabile, la sedia Snap di Feek è fatta con 100% polistirene riciclato che è 97% aria. La sedia Siamese di A Lot Of è fatta usando l’ipê roxo con stampo a iniezione. L’ipê roxo è uno dei legni più esportati del Brasile. La sua corteccia è molto ricca di sostanze nutrienti medicinali, la rimozione della corteccia (che si rigenera completamente in due anni) avviene soprattutto in Amazzonia. Il 40% dello scarto, essendo troppo umido, è abitualmente eliminato, ma ora viene utilizzato per sviluppare il legno liquido. Tuttavia il pubblico non conosce la differenza. Si tratta di un polimero che non contiene petrolio, pertanto è molto sostenibile. Ci sono molti materiali biodegradabili che sto utilizzando e che sono stupefacenti. Così posso creare un mondo

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che sembra sintetico, un mondo scultoreo più confortevole, ma fatto di materiali ecologici più intelligenti.

’altezza del ll a e r e s s e e deve ackaging ch p n u i L’imballaggio d o n g biamo biso l brand. e d e o t t o d o prodotto: ab r e parli del p t n e m a ic t n sema

Il packaging ha componenti funzionali che devono produrre buone prestazioni, inoltre deve essere esteticamente piacevole ed esprimere chiaramente l’anima della marca. Quando disegna un nuovo imballaggio, come lega questi elementi? Il packaging richiede un processo di progettazione molto complesso. Il mio obiettivo è creare un imballaggio che provochi la stessa emozione che il prodotto ha suscitato in me la prima volta. La funzionalità gioca un ruolo, ma è comunque un aspetto emozionale, poetico, scultoreo. Ho progettato molti profumi da viaggio, per un facile uso, dunque a partire dalla loro funzione. Oggi le bottiglie dovrebbero essere soprattutto ben disegnate. Il design si ha quando funzione e bellezza diventano inseparabili. Forma, colori, materiali formano un tutt’uno per manifestare lo spirito dell’ispirazione originale: un perfetto connubio tra il prodotto e la sua filosofia! Ci parli del suo approccio tecnico al packaging design. Come combina i materiali, la forma del contenitore, il sistema di chiusura, le etichette, la protezione anti contraffazione, gli elementi decorativi e così via? L’imballaggio deve essere all’altezza del prodotto, dunque in primo luogo mi lascio guidare da questo obiettivo. Abbiamo bisogno di un packaging che semanticamente parli del prodotto e del brand. Faccio molti schizzi (di solito sul mio iPad in aereo, in hotel, ecc.). Poi incontro i miei assistenti e loro inseriscono le mie forme in computer perché abbiano un aspetto realistico. Per progettare una bottiglia, che richiede volumi precisi, usiamo strumenti di modellazione parametrici, che consentono di

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mantenere lo stesso volume mentre cambia la forma. Abitualmente metto insieme da 8 a 10 concetti sul computer mentre contemporaneamente penso ai metodi di produzione e ai materiali. La personalizzazione è una strategia di marketing per far sentire importante ogni cliente. La stampa digitale consente un alto livello di personalizzazione del packaging. Ha mai usato la stampa digitale per progetti di imballaggio? Come vede il futuro del digital printing? Questo non è vero. Non è il marketing. È la tecnologia che ci sta consentendo la personalizzazione e l’individualismo. È chiamata customization laddove noi possiamo tagliare su misura e progettare le nostre vite. Uso il digital printing in continuazione per qualunque cosa dai tappeti alle piastrelle, alla carta da parati per interni, per l’imballaggio e i prodotti di design. Il packaging primario, in diretto contatto con il prodotto, è spesso abbinato al packaging secondario. Pensa sia davvero necessaria questa sovrabbondanza di confezioni?

a ne e bellezz io z n u f o d n ateriali a qua Il design si h arabili. Forma, colori, m irito sp sep diventano in t’uno per manifestare lo tut formano un originale. ne dell’ispirazio

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Non aspetto altro che il giorno in cui non avremo più bisogno di packaging. O che la maggior parte degli imballaggi sia biodegradabile, o che sia adottato un packaging completamente riciclabile. Voglio vedere oggetti che fluttuano, sostenuti dall’elettromagnetismo. Ogni cosa sarà di genere neutro e intrinsecamente bellissima. Le aziende vogliono che i clienti godano di piacevoli esperienze e di emozioni positive in tutti i punti di contatto con la marca. Pensa che il packaging potrebbe avere un ruolo? La mia filosofia è che qualsiasi cosa tocchiamo, di cui godiamo, o che ci coinvolge dovrebbe provocare in noi un’esperienza. Un po’ più piacevole. Un poco più positiva. In altre parole, dovrebbe migliorare la vita. Potrebbe essere qualcosa di molto semplice come un asciugamano, un vaso, una padella. Ma penso che ci debba essere un qualche tipo di coinvolgimento, sia esso visivo, o una funzione estetica, da cui trarre piacere, che rende la vita migliore. Questa è la mia filosofia. Oggi lei è uno dei designer più acclamati. Come sente il peso della responsabilità di essere un influenzatore di stili?

isogno di b iù p o m e r v gradabile, in cui non a e o d n io r b io g ia s il i e g g altro ch egli imballa d e t r a p Non aspetto r io labile. Voglio ic gg a ic r m e t la n e e h m c a O ing complet packaging. g a k c agnetismo. a m p o r n t u t o le t e ’ a t ll t a o , sostenuti d o che sia ad o n a u t t u fl e tti ch vedere ogge

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Non ho uno stile e non credo nello stile. Il mio lavoro cerca di dare risposte e di parlare della nostra epoca tecnologica, di affrontare la contemporaneità. La gente ama pensare che il design si muova con le tendenze più superficiali, ma è la tecnologia che ci guida. Il design industriale è guidato da designer che hanno adottato nuove tecnologie, sia che si tratti di chimica dei materiali, di metodi di produzione, o di invenzioni meccaniche. I miei progetti sono basati sulle più recenti capacità produttive.

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O-I : EXPRESSIONS Il design delle bottiglie in vetro si trasforma La digitalizzazione sta rivoluzionando il rapporto tra brand e consumatori: un mondo frammentato, ricco di stimoli, nel quale attirare l’attenzione dei clienti diventa una sfida sempre più complessa. La personalizzazione è un ottimo alleato per distinguersi e guadagnarsi la fiducia dei clienti, che potranno così esprimere e valorizzare in modo originale e unico i propri brand. Distinguersi, dunque, è oggi l’imperativo per fare davvero la differenza. Ecco quindi che un materiale unico come il vetro, effetti speciali e una gamma trasversale di applicazioni diventano i pilastri su cui i clienti di O-I (Owens-Illinois) - leader mondiale nella produzione di packaging in vetro - possono costruire una posizione unica ed esclusiva nei loro mercati. Con una sensibilità sempre crescente verso le esigenze dei brand di offrire promozioni uniche capaci di fare la differenza e dare slancio alle vendite, O-I ha voluto creare nuove opportunità di marketing grazie ad una speciale personalizzazione delle bottiglie in vetro, scolpendole e rendendole opere d'arte multidimensionali grazie alla stampa digitale. È nato così O-I : EXPRESSIONS: un servizio innovativo di stampa sviluppata per le agenzie di design, i professionisti dell'imballaggio e tutte le aziende del settore food & beverage che vogliono aggiungere valore ai propri prodotti. Un servizio che consente di lavorare sui contenitori

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di vetro come fossero tele pittoriche, che possono essere decorate con la massima libertà, con grafiche personalizzate e su misura, dando vita così a pack unici e originali che consentono a ogni realtà di differenziare il proprio prodotto. Grazie alla stampa digitale, O-I: EXPRESSIONS consente ai marchi di creare packaging in vetro altamente personalizzati con volumi e tempi di produzione flessibili, a costi accessibili e con una gamma di colori e design senza precedenti rispetto alle soluzioni di decorazione tradizionali. Con O-I : EXPRESSIONS, i brand hanno a disposizione gli strumenti per rispondere alla crescente domanda dei consumatori di esperienze che vanno oltre al semplice prodotto. Una bottiglia di vetro unica nel suo genere, capace di proiettare i gusti di una ampia varietà di consumatori o del singolo individuo. O-I : EXPRESSIONS consente la progettazione nelle fasi più avanzate della produzione, combinando i vantaggi e l’eredità di un materiale come il vetro con delle potenzialità orientate al marketing e che ga-

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rantisce dei processi più agili. Quest’innovazione permette ai clienti di O-I di rafforzare il brand engagement, la soddisfazione dei propri clienti e la fedeltà al marchio, oltre a mettere in luce il valore premium dei prodotti. La Personalizzazione è sempre più anche esperienza: sentirsi parte di un’interazione che crea connessione e positività tra il brand e le persone. La versione premium del servizio, O-I: EXPRESSIONS RELIEF - che prende il nome dalla tecnica scultorea del rilievo - offre ai brand anche l’opportunità di utilizzare effetti tattili personalizzati stampati digitalmente, come l’embossing sia neutro che a colori. Ciò consente di interagire con i consumatori attraverso il senso del tatto. Con volumi di produzione flessibili ed efficienti in termini di costi O-I: EXPRESSIONS RELIEF porta i brand un passo oltre ciò che in passato era ritenuto possibile in termini di personalizzazione e di premiumization. Un aspetto, quello emozionale, che per la sua capacità di formare la personalità del brand e dei suoi pro-

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dotti, acquista una rilevanza particolare nel mondo del lusso, orientato per natura a proporre esperienze in linea con i propri valori. O-I A LUXEPACK 2019 O-I è presente a LuxePack 2019 con O-I : EXPRESSIONS. Per permettere ai visitatori di scoprire da vicino tutte le potenzialità offerte dal servizio, O-I ha voluto omaggiarli con una bottiglia realizzata per l’occasione. Ispirato all'hautecouture, il design della bottiglia vuole dare esempio dei risultati raggiungibili tramite O-I : EXPRESSIONS: dalla bellezza dei rossi, ai giochi di opacità e trasparenza, agli effetti tattili.

Un mondo oggi sempre più attento anche a tutti gli aspetti legati alla sostenibilità dei processi e dei prodotti. Una scelta, quella della sostenibilità, che non può che trovare un partner ideale in O-I e nel suo servizio O-I : EXPRESSIONS. Il vetro è infatti il materiale sostenibile per eccellenza: riciclabile al 100%, all’infinito, una qualità che nessun altro materiale può vantare. Il più puro e sostenibile dei packaging, capace di conferire riconoscibilità al marchio. Bottiglie e contenitori in vetro non sono solo contenitori sicuri e capaci di esaltare il gusto di cibi e bevande. Sono anche e insieme veicolo di marca, oggetti di design industriale alla base della riconoscibilità di migliaia di marchi di successo e di qualità. Per questo anche O-I : EXPRESSIONS non poteva che essere una soluzione al 100% sostenibile, che usa inchiostri naturali che non impattano sulla riciclabilità del

vetro e permette di diminuire gli sprechi riducendo le scorte di magazzino. La tecnica Cuore del servizio O-I: EXPRESSIONS è la stampa digitale industriale direct2glass: una tecnica che facilita la stampa diretta contactless attraverso un processo Drop-on-Demand, che genera la goccia d'inchiostro solo quando è necessaria per la stampa. L'uso di inchiostri UV consente una polimerizzazione rapida e affidabile, mentre il modello CMYK apre le porte allo spettro dei colori Pantone. Il tutto in modo sostenibile, grazie all’impiego di inchiostri biologici, che non compromettono la riciclabilità del vetro. Un assaggio delle potenzialità della tecnologia è stato offerto nel corso dell’ultima edizione di Brand Revolution Lab, il creative show della stampa innovativa organizzato da Stratego Group, svoltosi a giugno Milano, dove le agenzie di design H2H, The 6th, Coo’ee Italia hanno presentato progetti innovativi per i loro clienti Mercedes-Benz Italia, Betto e Cantina Gulfi utilizzando O-I : Expressions.

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A sinistra: Grand Café d’Orléans, Design Daniel Rubin, architecte Qui a destra: Sceneo, Design Cabinet Alberto Pinto

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Cascate di fiori che s’affacciano dai soffitti, pareti intagliate a nido d’ape, capanne in forma di romantici igloo, divisori che sembrano spirali di luce, decori, geometrie a rilievo… tutto è in carta, ritagliata in forme morbide e originali, stampata, personalizzata. Grazie alle originali strutture realizzate in Drop Paper, un materiale brevettato, composto da cellulosa, poliestere e fibra di vetro, l’azienda francese Procédes Chénel si è conquistata un posto molto speciale nel mondo degli allestimenti di grandi spazi, fiere, musei, architetture temporanee.

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Procédés Chénel è un’azienda francese che, dal 1896, ha accumulato 70 brevetti relativi ai processi di lavorazione della carta per creare soluzioni scenografiche straordinarie: dai grandi spazi fieristici alle vetrine, dagli interni di abitazioni agli eventi su larga scala. L’azienda applica le sue tecnologie di lavorazione anche per dar vita a prodotti d’arredo permanenti, lampade e simpatici oggetti. Con l’invenzione della Drop Paper® (una carta composta da cellulosa, poliestere e fibra di vetro), Procédés Chénel apre la strada a inedite soluzioni di allestimento e dà vita a un’intera famiglia di prodotti: Fluo Drop, Perfo Drop, Kraft Drop, Sparkle Drop, Silk Drop e così via fino alle recenti Air Drop, Origami Drop, Washi Drop. Carte stampabili e lavorabili al servizio della creatività dei designer. Procédés Chénel possiede attrezzature sofisticate che risolvono difficili processi di produzione. C’è qualcosa che solo Procédés Chénel può fare? Sono 123 anni che la nostra società cerca d’essere innovativa per offrire le migliori soluzioni di allestimento in fiere, luoghi di vendita, eventi e nel design. Dal 1896 al 1991 la nostra azienda è stata essenzialmente un appaltatore per fiere ed eventi fornendo gli allestimenti richiesti. Il mio bisnonno iniziò costruendo per le esposizioni poiché era falegname e portò la sua azienda verso questa specifica attività …. costruire e smantellare installazioni nelle fiere. Anche il nonno, che gli succedette, rinforzò il legame della sua azienda con gli organizzatori di mostre e fiere. Mio padre, Guy Chénel inventò una quantità di sistemi originali, mai visti prima come, per esempio, stand a due piani, soluzioni di pavimentazione e per soffitti, sistemi per concorsi di animali. La svolta veramente significativa avvenne nel 1974 quando inventò

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la Drop Paper®. Si tratta di una carta favolosa e i suoi incredibili utilizzi sono oggi il nostro core-business. Da quattro generazioni, realizziamo le nostre macchine in modo da poter trasformare tutte le carte che sviluppiamo con aziende industriali francesi. Abbiamo un’intera selezione di carte ignifugate, dalle carte kraft alle trasparenti e tessuti tecnici intelligenti come Smoke Out. Le nostre macchine non sono state brevettate, ma producono manufatti esclusivi come il nido d’ape, sono anche in grado di stampare, tagliare, piegare, imprimere a rilievo, perforare la carta …. sempre per dare una risposta consona alle richieste dei nostri clienti, principalmente designer. Le macchine sono dunque di proprietà di Procédés Chénel e sviluppate su specifici bisogni? Sì, abbiamo inventato una macchina per produrre la struttura del nido d’ape con la nostra Drop Paper che ci consente di realizzare soffitti, tramezzi, lampade e mobili. La Drop Paper è stata inventata nel 1974, era il materiale usato per fare le soffittature a zig-zag. Le sue caratteristiche sono incredibili, è ignifuga, luminescente, leggera, antistatica e non si modifica. Il soffitto a zig-zag è stato prodotto in tre milioni di metri quadri. Per anni, una delle maggiori installazioni è stata la fiera d’arredo Abitare il Tempo, a Verona. Poi un poco alla volta, questo materiale è stato usato per striscioni e segnaletica, scenografie per musei e interni. È esaltante poter essere capaci di rispondere alle richieste più creative dei nostri clienti.

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Procédés Chénel è la cassetta degli attrezzi per i designer, collaboriamo con Paola Navone, Daniel Rubin, Jean Nouvel, Jean-Louis Berthet, Stephane Zalejki, Emmanuelle Moureaux, Patrick Nadeau, Matali Crasset, solo per citarne alcuni. Non solo otteniamo ciò che ci chiedono, ma sviluppiamo anche, con alcuni di loro, delle soluzioni che prima non ci saremmo mai immaginati. La graduale collaborazione con i designer ci ha consentito di offrire molti differenti prodotti e soluzioni. Tutte le fasi del processo produttivo sono realizzate all’interno di Procédés Chenel? Attuiamo pressoché tutte le fasi del processo produttivo. Talvolta ci facciamo aiutare da risorse esterne quando non abbiamo lo strumento richiesto. Personalmente è ciò che preferisco, essere capace di assemblare altre competenze per ampliare la nostra proposta. La vita è bella quando si incontrano altre persone appassionate che ti apportano le loro straordinarie risorse!

In alto a sinistra: Spa, Paris Qui sopra: Cité de l’Architecture Pagina seguente, in alto: La clairière Design Fanny de Chaillé et Nadia Laur Pagina seguente, in basso: Honeycomb objects

La Drop Paper è stata inventata nel 1974, era il materiale usato per fare le soffittature a zig-zag. Le sue caratteristiche sono incredibili, è ignifuga, luminescente, leggera, antistatica e non si modifica.

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Procédés Chénel lavora diversi materiali per differenti scopi, quando i clienti richiedono la personalizzazione, come scegliete il processo di stampa, gli inchiostri, gli effetti di finitura? Ci chiedono spesso l’impossibile. Ciò che amiamo di più è spingere in avanti i limiti dei parametri noti. Recentemente siamo riusciti a stampare oro e argento sulle nostre carte. La tecnica è di unire la lamina di metallo alla nostra carta e stampare qualsiasi colore su questa lamina, pur restando al livello richiesto di ignifugazione. Questo è possibile grazie all’aiuto del genio industriale delle aziende che provano e saggiano nuovi processi, questo apre poi la via a molte possibilità di personalizzazione. Abbiamo recentemente prodotto delle strutture a soffietto, con il sistema a nido d’ape, per la catena di negozi J. Crew, in USA, con brevissimo preavviso. Anche la velocità di realizzazione è un fattore importante. Qual è il ruolo della produzione manuale, artigianale? Quali sono i processi che possono essere fatti soltanto usando le mani e l’abilità personale? La manualità è al centro della nostra azienda. Realizziamo una quantità di prototipi in primo luogo per vedere quale tecnica sarebbe meglio impiegare, ma molto spesso ci rendiamo conto che la tecnica è proprio la produzione a mano. Abbiamo

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all’interno dell’azienda persone con abilità e competenze eccellenti, ma lavoriamo anche con diversi laboratori come quelli nelle prigioni. Abbiamo sviluppato un programma con un carcere femminile, instaurando in questo modo una relazione equa per loro e utile per sviluppare l’artigianalità. Noi beneficiamo di prezzi ragionevoli e loro producono lavori interessanti e progetti artistici. Insegnate i processi artigianali alle nuove generazioni? Sì, siamo molto coinvolti nella formazione degli studenti. Abbiamo organizzato numerose competizioni fra diverse scuole di design (nel nostro sito web ne diamo un resoconto aggiornato). Abbiamo anche un programma annuale di accoglienza degli studenti, come stagisti, nel nostro laboratorio. Quali sono le vostre maggiori fonti di ispirazione: tendenze estetiche, o il brief del cliente? Siamo a disposizione dei nostri clienti, che sono designer. Sono loro i creativi. Quel che ci chiedono è di realizzare quel che loro hanno creato. Naturalmente tutti questi progetti che dobbiamo realizzare sono essi stessi una fonte di ispirazione. Ma il nostro principale scopo è di rimanere dove siamo, dei facilitatori di design, un’azienda che realizza. La creatività è infinita, ma il modo di concretizzarla è limitato. Preferiamo essere l’abile laboratorio su cui i designer possono fare affidamento.

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I N T E R V I S T A

«Io sono la prima donna, in quattro generazioni della saga familiare, che ha preso il comando dell’azienda. Le precedenti generazioni non coinvolgevano le donne nel lavoro». Per Sophie Chénel dirigere un’azienda con una così lunga storia è, ad un tempo, una sfida e una mission da portare a compimento. Il terreno su cui si deve misurare è l’innovazione continua di processo e di prodotto. «Lavorare a stretto contatto con designer così importanti e creativi è veramente stimolante, insieme si possono trovare soluzioni, si può elevare ancora di più il limite della complessità, della fantasia». Con così tanta determinazione ed entusiasmo ci sarà sicuramente un lungo futuro per Procédés Chénel.

Qual è il progetto più impegnativo che Procédés Chénel ha realizzato? Abbiamo realizzato un enorme lampadario per Alberto Pinto, una nota società di design, immaginato da Stephane Zalejky nel luglio 2017. La carta usata è Drop Paper, stampata e illuminata con tubi al neon ad alto voltaggio che sono gli strumenti più duraturi e a minor consumo. Siamo così orgogliosi di vederlo appeso giorno e notte nell’atrio di Sceneo e supponiamo ci resterà per lungo tempo come un elemento identificativo di questo importante e nuovo edificio a Bezon, che sta diventando la nuova area degli affari vicino a La Défense. L’installazione è stata piuttosto acrobatica, abbiamo lavorato con un team così eccellente che questa resterà per sempre la nostra esperienza più ragguardevole. Procédés Chénel è nato in Francia e si sta sviluppando in altri Paesi. Come organizzate le attività internazionali? Abbiamo sede a Parigi e lavoriamo in tutto il mondo grazie a un network di distributori locali. I distributori sono società indipendenti che hanno scelto di presentare i nostri prodotti nel loro

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proprio Paese. È un grande apporto di ispirazione vedere come persone differenti adattino i nostri prodotti al loro mercato. Grazie a questa straordinaria rete facciamo crescere la nostra offerta e anche la nostra competenza. Cosa significa avere una cultura francese nel campo della creatività? La Francia è depositaria di molte tecniche e processi artigianali di cui beneficiamo. Siamo stati insigniti recentemente del premio EPV (impresa del patrimonio vivente), questo significa che facciamo parte di questa tradizione culturale. Speriamo che la nostra industria sopravviva alla concorrenza e proceda oltre con ulteriori innovazioni.

Il nostro principale scopo è di rimanere dove siamo, dei facilitatori di design, un’azienda che realizza. La creatività è infinita, ma il modo di concretizzarla è limitato.

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< G R A N D A N G O L O >

A sinistra: studio di laboratorio di una carta riciclata con patina rame. Qui sopra: packaging realizzati con carte Rinascimento.

CON IL SERVIZIO RINASCIMENTO

Icma mette l’economia circolare a disposizione di tutti i brand del lusso L’economia circolare è un lungimirante e proattivo approccio alla sostenibilità ambientale. È la modalità più avanzata per garantire che tutto il ciclo di vita del packaging si svolga in un’ottica di rigenerazione continua. Ne beneficiano i brand che possono così proporre la stessa qualità estetica per le confezioni dei loro prodotti pur abbassando notevolmente l’impronta ecologica. I consumatori, che vogliono contribuire a una gestione consapevole del packaging, hanno ora la possibilità di dare la preferenza alle aziende che adottano l’economia circolare. Si apre una nuova fase di consapevolezza e di responsabilità ambientale a cui Icma Sartorial Paper risponde con il suo servizio Rinascimento.

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Alla base di questa iniziativa c’è un collaudato progetto di economia circolare che trasforma gli scarti cellulosici, propri di ogni azienda, in carte creative riciclate per il loro packaging. Icma guida tutto il processo, dall’analisi di fattibilità alla scelta dei partner specialisti per realizzare l’intero ciclo produttivo. Gli elementi che rendono Rinascimento un servizio distintivo e di valore sono tre: — il progetto si svolge in un contesto di effettiva economia circolare poiché il macero, proprio di ogni azienda, viene identificato e tracciato lungo tutto il ciclo di raccolta, produzione di carta grezza e trasformazione in carta creativa per packaging di lusso;

— si accorcia il processo produttivo: il rifiuto è direttamente impiegato nella produzione della carta riciclata, senza il passaggio intermedio, tipico delle carte creative, della produzione della pasta di cellulosa vergine, o riciclata che impiega ingenti quantità di sostanze chimiche, acqua ed energia; — diminuiscono le movimentazioni di materiale sia per effetto della riduzione del numero di fasi di realizzazione sia grazie a una pianificazione del servizio personalizzata geograficamente sulle caratteristiche di ogni cliente, tenendo conto delle necessità specifiche di ogni progetto (non solo di packaging, ma anche di materiale di allestimento del punto di vendita).

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Le finiture ottenibili su queste carte “rinate” sono molteplici: colori Pantone, effetti sensoriali, goffrature, ovvero ciò di cui i marchi del lusso hanno bisogno per creare identità con il packaging. Icma ha quasi nove decenni di knowhow e tradizione nella nobilitazione delle carte per il packaging di lusso; il servizio Rinascimento è un ulteriore tassello dell’offerta di personalizzazione rivolta alle aziende di prestigio. Icma ha sviluppato il progetto Rinascimento di economia circolare della carta come parte di un più ampio impegno nella sostenibilità ambientale, rendicontato dalla recente Analisi Ambientale e del Contesto 2019.

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E V E N T I

BRAND REVOLUTION LAB 2019 Il creative show della stampa innovativa arriva a Luxepack Monaco e parla la lingua del lusso e della sostenibilità. Un'installazione lunga 15 metri e alta fino a tre permette di visualizzare concretamente l'inquinamento da materiale plastico dal 1973 a oggi, e diventa un promemoria tascabile per le nostre coscienze. Una bottiglia piena di olio motore prende in prestito il linguaggio del food&beverage di alta gamma e non dimentica la sostenibilità dei materiali. Un cofanetto dall’allure vintage promette esperienze sensoriali immersive durante la degustazione della cannabis legale. L’ora del tè si trasforma in un gioco di società squisitamente British, dando una seconda opportunità alle bustine vuote. Lascia temporaneamente Milano per arrivare al Grimaldi Forum di Monte Carlo Brand Revolution LAB, il creative show della stampa innovativa organizzato da Stratego Group con il patrocinio di DMA Italia. Una selezione dei progetti realizzati nell’edizione 2019 diventa protagonista di uno spazio espositivo e di un convegno a Luxepack, in virtù del legame con i codici del lusso e della sostenibilità. Obiettivo: raccontare i prodotti di comunicazione stampata attraverso il processo che li ha generati. Ossia un laboratorio durato otto mesi in cui tutta la filiera del printing si è incontrata per condividere idee e capacità tecnica, per sperimentare e innovare il linguaggio di marca attraverso applicazioni di stampa, supporti speciali e tecnologie, con un forte accento sulla personalizzazione. Nelle prossime pagine vi raccontiamo i progetti da toccare con mano nei tre giorni di salone monegasco.

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Protagonisti e numeri di Brand Revolution LAB 13 agenzie italiane (Artefice Group, A-Tono, Conversion, Coo'ee Italia, Creostudios, DLV BBDO, H2H, HUD, Ideology, O,Nice Design, Studio Martinetti, The 6th e The Embassy), 11 stampatori (ACM, Goglio, Graphicscalve, Kimiprint.com, Litocartotecnica Ival, Maer, Nava Press, O-I, Pack.ly, PressUP, Sac Serigrafia), quattro fornitori di tecnologie e materiali (Gruppo Cordenons, Hp, Luxoro, StealthCode® by BeeGraphic) hanno lavorato insieme, divisi per team, alla realizzazione di 15 progetti per altrettanti brand del lusso e del mass market, tra cui Mercedes-Benz, Costa Crociere, Invicta, Twinings, Wacko’s San Carlo, Skittles, Krupps, Cantina Gulfi, Jeri’s Farm . Il vernissage dell’edizione 2019 si è tenuto allo Spazio Daylight di Superstudio Più a Milano, polo espositivo dedicato a design, comunicazione, moda e arte. Vi ha preso parte un pubblico selezionato di oltre 400 professionisti: creativi (oltre il 40% dei presenti), brand owner (27%), stampatori (18%), fornitori di tecnologie e materiali (9%) e stampa specialistica (5%).

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Brand Revolution LAB a Luxepack: dove e quando CONVEGNO

Brand Revolution LAB: the creative lab of innovative printing Martedì 1 ottobre, h 9.30 Conferences Room — ESPOSIZIONE DEI PROGETTI Dal 30 settembre al 2 ottobre Hall Atrium-2, Booth AA09Bis Grimaldi Forum, Monte Carlo

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E V E N T I

DESIGN: H2H STAMPA: Nava Press, O-I

TECNOLOGIE O-I : Expressions, StealthCode® by Beegraphic.

MATERIALI Carta Leatherlike Classic Black 120 g/m², Gruppo Cordenons Foil a caldo Kurz MTS Alufin Special, Cliché hinderer+mühlich Raised Roof Sharp Top 1.04, Luxoro

Mercedes-Benz Italia Il primo olio che merita la Stella Mercedes-Benz Italia parla, nel progetto ideato da H2H, il linguaggio del food&beverage di alta gamma mettendo al centro della sua comunicazione un elemento inaspettato: l’olio motore. Il concept parte dalla drive experience: “come si misura? Attraverso la performance? Sì, ma la performance ha origine nell’efficienza. L’efficienza si fonda sui consumi. E i consumi dipendono direttamente dal motore, dai suoi componenti e dagli strumenti adottati per prendersene cura”. La proposta di H2H e Mercedes-Benz è un nuovo packaging, composto da bottiglia e cofanetto da esposizione, che celebra la qualità esclusiva di Mercedes-Benz Oil, perfetta sintesi dell’innovazione tecnologica e prestazionale sviluppata dalla Stella. LA BOTTIGLIA È realizzata da O-I con la tecnologia di stampa digitale su vetro O-I : Expressions Relief. Il logo, il naming del brand e l’indicazione del prodotto sono

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stampati in rilievo; vi si aggiungono l’iconica impronta della mano di un meccanico stampata in nero e la personalizzazione riportante il numero di serie e il nome del cliente tramite dato variabile. L’esclusiva tecnologia di O-I, oltre a offrire una vasta gamma di possibilità di design e colore, impiega inchiostri organici che non inficiano la riciclabilità del vetro. IL COFANETTO Nava Press ha realizzato l’elegante cofanetto che custodisce la bottiglia: una scatola da esposizione formato 15x115x280 mm con chiusura a calamita. Sulla chiusura è riprodotto il logo Mercedes-Benz stampato a caldo con foil Kurz MTS Alufin Special fornito da Luxoro. I due frontali dell’alloggiamento interno della bottiglia, visibili solo a scatola aperta, sono stampati con plotter e contengono il dato univoco StealthCode® che porta l’utente su una landing page dedicata alle skill di prodotto.

LA CARTA Per il cofanetto è stata scelta Leatherlike di Gruppo Cordenons, una delle carte creative più amate dal mondo del fashion e del design per la sua capacità di evocare il look&feel della vera pelle; nella sua versione Classic Black 120 g/m² è il supporto perfetto per rivestire il cofanetto. Leatherlike ricorda il materiale di cui sono fatti gli interni delle luxury car Mercedes-Benz ed è prodotta esclusivamente con fibre di cellulosa, per questo completamente riciclabile ed eco-friendly, per un packaging votato al lusso sostenibile. IL FOIL E IL CLICHÈ Il foil a caldo Kurz MTS Alufin Special è uno dei prodotti di punta Luxoro: un argento lucido classico, elegante e raffinato, che offre elevate performance di stampa. Il cliché hinderer+mühlich Raised Roof Sharp Top 1.04 ha permesso di ottenere la stampa in rilievo della Stella Mercedes-Benz che chiude l’astuccio.

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E V E N T I

DESIGN: The Embassy

TECNOLOGIE HP Indigo 12000

STAMPA: Kimiprint.com, Nava Press

MATERIALI Carta Wild White 150 g/m² e 450 g/m², Malmero Bleu 145 g/m², Natural Evolution Recy 145 g/m² e 200 g/m² Gruppo Cordenons

Invicta: The Peak L’inquinamento da materiale plastico è un problema in continua crescita. Dalla realizzazione della prima bottiglia in PET (1973), l’accumulo di plastica è aumentato vertiginosamente fino a raggiungere gli 8,8 miliardi di tonnellate nel 2018. Malgrado ciò, la reale dimensione del problema non viene percepita. Ecco perché, per presentare prodotti Invicta Eco Material Project realizzati col 100% di PET riciclato, The Embassy ha realizzato un’installazione artistica che rende tangibile l’immensa quantità di plastica prodotta. Una suggestiva data visualization che rappresenta una montagna di plastica che cresce di anno in anno. Un peso che grava sulle spalle di tutti, ma che può essere alleggerito anche grazie alla scelta di un prodotto realizzato in plastica riciclata. Per portare l’installazione anche fuori dall’esposizione di Brand Revolution LAB, è stata ideata una serie di materiali collaterali, come booklet, poster e special packaging, che replicano in scala la struttura dell’opera d’arte.

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L’INSTALLAZIONE Kimiprint.com ha creato un’installazione lunga 15 metri e alta 15 centimetri nel suo punto più basso fino ad arrivare, drammaticamente, ai 3 metri nel suo punto più alto. L’aumento esponenziale della plastica come rifiuto negli ultimi trent’anni ha avuto così una rappresentazione tangibile, realizzata in materiale interamente ecologico e riciclabile: cartone a nido d’ape dello spessore di 19 mm e digital floor.

copertina rivestita con sfondamento a secco, e da due vassoi nei quali sono alloggiati lo zainetto e il pieghevole. Quest’ultimo è composto da 43 ante formato chiuso 32x44cm, formato steso 1.376x44cm trattenuto nel vassoio con una plancia cartonata rivestita e un nastrino blu per l’estrazione dal suo alloggiamento. Pieghevole e sleeve, poster e pieghevole a 43 ante per la scatola sono stampati con HP Indigo 1200.

LA CARTA I COLLATERAL: COFANETTO CLAMSHELL, BOOKLET E POSTER A completamento dell’installazione, Nava Press ha realizzato quattro elementi che riprendono l’andamento della data visualization. Il booklet è un pieghevole a 48 ante, formato chiuso 12x6 cm, formato steso 276x24 cm, stampato in digitale 4+4 con applicazione di 2 plance di copertina e sleeve di chiusura a incastro stampato in digitale. Il poster è realizzato in formato finito 50x70 a 43 livelli, biadesivizzati, fustellati e incollati, con applicazione di 2 plance di copertina a formare la cornice del poster. La scatola clamshell è composta da

Tutti i prodotti realizzati da Nava Press hanno scelto carte creative di Gruppo Cordenons, che sostengono il progetto di Invicta per un pianeta plastic-free: in coerenza con il messaggio del nuovo zainetto, il cuore del pack, del poster e del folder sono realizzati con Natural Evolution Recy, una carta pregiata ed eco-friendly in quanto contiene il 30% di fibre riciclate post-consumer. La box dello zainetto è prodotta con la carta dall’effetto naturale Wild White 150 g/m² (rivestimento esterno) e la colorata in pasta Malmero Bleu 145 g/m² (rivestimento interno). La stessa Wild White dà spessore alla struttura del poster e alla cover del folder.

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E V E N T I

DESIGN: HUD

TECNOLOGIE HP Indigo 20000

STAMPA: ACM, Litocartotecnica Ival

MATERIALI Carta BlackGold 380 g/m², Gruppo Cordenons Oro lucido a caldo Kurz Luxor MTH 106697, Pastello bianco per stampa a caldo, Kurz Colorit GP 301598, Cliché in ottone per applicazione a caldo della lamina hinderer+mühlich, Luxoro

Jeri's Farm: The Secret Farm Jeri’s Farm si occupa della lavorazione della canapa legale e dei suoi derivati. HUD, per lanciare l’immagine del brand, ha lavorato su una special edition che, oltre a invitare alla scoperta della linea, promuovesse un’interazione con l’azienda del tutto inaspettata. Il design, impreziosito da nobilitazioni, dettagli tipografici e iconografici dall’allure vintage, ricorda il mondo del vino, dei distillati o del tabacco, in cui la degustazione è parte integrante di un’esperienza di consumo esclusiva. Il pack prende vita scansionando il codice presente sul fronte, celando un mondo in realtà aumentata che aggiunge contenuto evocativo e informativo, oltre a permettere all’utente di selezionare la varietà preferita da condividere con la ristretta cerchia di assaggiatori. Ma la vera scoperta è la quarta bustina personalizzata che contiene la card di accesso al club e permette discoprire la location di un evento esclusivo. Ogni assaggiatore, rispondendo alla sfida di condividere la propria porzione di mappa, contribuirà a rendere nota alla community l’informazione segreta, creando una storia condivisa da sommare all’esperienza di degustazione individuale. Packaging design, tecnologia e prodotto si fon-

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dono per creare un’esperienza multisensoriale memorabile e di profonda connessione emotiva.

artigianale estrema riservata questo progetto cartotecnico raffinato e complesso.

LE BUSTINE DOYPACK

LA CARTA

Per il progetto Jeri’s Farm, ACM ha realizzato tre doypack in linea con il cofanetto esterno nobilitato, mixando la stampa del colore con il materiale metallizzato di fondo per simulare la lamina oro. È stata realizzata inoltre una busta piatta a tre saldature con zip e apertura facilitata. Tutte le buste sono state stampate in digitale con HP Indigo 20000: le prime con stampa classica in set, stampando simultaneamente tre soggetti differenti, mentre per la busta piatta è stata sfruttata la tecnologia del dato variabile e del mosaico, per offrire un’esperienza personalizzata.

La luxury box di Jeri’s Farm ha scelto l’eleganza del nero intenso di BlackGold di Gruppo Cordenons, che si distingue per la superficie particolarmente liscia. Resistente alle abrasioni e antimpronta, questa carta di alta gamma è carbon black free e per questo particolarmente indicata per la stampa a caldo.

IL COFANETTO Il cofanetto luxury è stato realizzato da Litocartotecnica Ival in collaborazione con un partner terzo che ha effettuato la stampa con due passaggi di impressione a caldo, il primo con nastro oro e il secondo con nastro bianco per i testi e il rilievo. Ival ha realizzato poi la fustellatura meccanica e l’incollatura rigorosamente manuale: una cura

IL FOIL E IL CLICHÈ L’oro lucido a caldo Kurz Luxor MTH 106697 è molto performante per la stampa su superfici meno lisce e per i dettagli sottili. Caldo e carico, è un oro che risalta sul nero della carta BlackGold e che si sposa perfettamente con lo stile vintage del design. Il pastello bianco per stampa a caldo Kurz Colorit GP 301598 è pieno e corposo, ideale per il contrasto con le linee sottili dell’oro circostante. Il design ricercato e ricco è stato ottenuto con cliché in ottone h+m, perfetti per la massima precisione dei dettagli.

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E V E N T I

DESIGN: The 6th per Yam112003 STAMPA: Goglio, PressUP

TECNOLOGIE HP Indigo 12000 HP Indigo 20000

MATERIALI Carta Monnalisa 160 e 350 g/m² e Plike Black 330 g/m², Gruppo Cordenons Foil Luxor Scodix 351, Luxoro

Twinings: EnterTEAnment Twinings realizza da anni delle edizioni natalizie dei suoi packaging. Per un'edizione natalizia si è pensato di andare oltre la semplice vestizione del contenitore e far diventare ogni confezione un gioco da tavolo, intervenendo anche sulle bustine. Il tè più classico e storico si trasformerà, così, in alcuni tra i giochi più classici e storici. L’edizione natalizia di Twinings sarà un omaggio all’Inghilterra, al suo rituale, ai suoi personaggi e alle sue icone. Le referenze scelte sono English Breakfast ed Earl Grey. I giochi: “Guess who?” e “Memory”. Le bustine avranno tutte lo stesso fronte, mentre i retro saranno tutti differenti e diventeranno le tessere con i personaggi inglesi più noti per il gioco “Guess who?” e le tessere con gli elementi inglesi più classici per il gioco “Memory”. Una speciale apertura, studiata ad hoc da Goglio, consentirà di utilizzare le bustine per giocare anche dopo che sono state aperte.

LE BUSTINE Goglio ha realizzato due varianti di bustine di tè su materiale triplice abbinato, con finitura opaca.

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Il prodotto è protetto ermeticamente grazie a un particolare sistema con apertura facilitata che consente di non lacerare il pack, salvaguardandolo per il suo scopo finale: il gioco. Ogni variante è caratterizzata da un fronte unico, abbinato a 24 retro uno diverso dall’altro. Le 24 bustine di English Breakfast compongono il gioco in scatola “Guess Who?” mentre le altre 24 bustine di Earl Grey compongono il gioco in scatola “Memory”.

Gruppo Cordenons per dare vita a due special edition. Le scatole sono realizzate con Monnalisa 350 g/m², una carta patinata opaca di alta gamma, liscia e particolarmente versatile. La struttura interna della scatola “Guess who?” è prodotta con Plike Black 330 g/m², una carta dall’effetto gommato piacevole al tatto, che all’estetica aggiunge il valore della funzionalità per fare da supporto alle tessere/bustine.

IL COFANETTO

IL FOIL

Le scatole sono realizzate da PressUP con stampa digitale HP Indigo 12000 e nobilitazione digitale con foil Luxor Scodix 351. Il pack di “Guess Who” ha una peculiare struttura interna per consentire l’alloggiamento delle bustine/tessere del gioco, e la sua particolarità cartotecnica è stata progettata in co-creazione tra l’agenzia e lo stampatore che ne ha verificato la fattibilità tecnica e ha realizzato i prototipi in fase di prestampa.

LA CARTA Anche i pack di Twinings giocano con le carte

Per i cofanetti Twinings è stata scelto il foil Luxor Scodix 351, dedicato alla stampa digitale metallizzata, utilizzato nella sua variante in oro. Attraverso la nobilitazione digitale è possibile realizzare lavorazioni quali laminazione, verniciatura, rilievi, braille e molto altro su una vasta gamma di supporti che spaziano dalla carta e cartone fino a superfici in materie plastiche. La caratteristica della nobilitazione digitale è l’opportunità del dato variabile che permette di creare piccole serie limited edition per dare vita a packaging che raccontano storie esclusive e uniche.

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LEAVE A MARK. TELL YOUR STORY. Lo sapevi che scegliere una carta naturale opaca per lâ&#x20AC;&#x2122; etichette dei vini aumenta le intenzioni di acquisto rispetto alle carte patinate lucide? Contattaci per sapere di piuâ&#x20AC;&#x2122; sui risultati della nostra ricerca di Neuromarketing.

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C O M U N I C A Z I O N E

Grazie a una grande tradizione e a una sperimentata perizia esecutiva, Grafica Nappa propone ai clienti del lusso una vasta gamma di lavorazioni speciali, nobilitazioni capaci di stupire per l’altissima caratterizzazione sensoriale degli stampati. Meravigliosi effetti tattili che conferiscono nuove qualità ai materiali e una nuova, più intensa forza comunicativa.

D ' I M P R E S A

G R A F I C A

www.graficanappa.it

GRAFICA NAPPA SPECIALISTI DELLA NOBILITAZIONE

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a nobilitazione può ancora stupire? La risposta è assolutamente sì. È vero, noi di Grafica Nappa, siamo di parte, ma la domanda ha senso. Perché, fino a pochi anni fa, parlare di nobilitazione per il packaging voleva dire aggiungere allo stampato in offset una lavorazione, con l’obiettivo di rendere evidente e ‘tattile’ un dettaglio, un grafismo o un elemento, in genere il logo. Una vernice lucida parziale o una stampa a caldo potevano egregiamente servire allo scopo. Oggi è davvero cambiato tutto. Innanzitutto è cambiato il consumatore, a cui non si addice molto questa

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N A P PA

definizione. Egli infatti non è più un soggetto passivo, ma una persona capace di valutare le sue occasioni di consumo, riflettere sulle scelte, confrontare, criticare. Così abituato a guardare i colori brillanti su uno schermo da 5/6 pollici, il nuovo ‘consumatore’ ha, probabilmente, le medesime aspettative quando valuta i colori su una scatola. E allora, bene l’uso di cartoncino naturale che possa trasmettere un ricercato senso tattile, ma va stampato con inchiostri UV in modo che la vivacità resti immutata. I moderni gruppi di stampa, infatti, prevedono l’utilizzo di inchiostri UV ad alta essiccazione. Questi, asciugando istantaneamente, sono poco assorbiti dal

supporto e permettono ai colori di rimanere vivaci e limitare, oltretutto, eventuali problematiche in allestimento. Questa è già nobilitazione da scaffale: la valorizzazione di un progetto grafico che vede la maggiore applicazione nel retail. E le texture? Niente di più adatto per creare giochi ed effetti davvero interessanti sia con drip off (lucido/ opaco) sia con nastri metallizzati. Il drip off, infatti, fornisce senza dubbio maggiore dinamicità allo stampato anche per grandi tirature, trattandosi di nobilitazione in linea e quindi a costi contenuti.

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G R A F I C A

GRAFICA NAPPA: UNA VASTA GAMMA DI NOBILITAZIONI

N A P PA

www.graficanappa.it

• Stampa offset UV su supporto naturale • Stampa offset UV su supporto perlato/plastico • Stampa offset UV su supporto laminato • Drip Off Lucido/Opaco • Nastro a Caldo

GRAFICA NAPPA. CENT’ANNI PREMIATI. Un sito produttivo attrezzato per la stampa offset e la stampa digitale, una capacità acquisita nel tempo di rispondere alle richieste di una clientela esigente, una divisione dedicata esclusivamente alla progettazione del luxury packaging. Tutto questo e molto altro fanno di Grafica Nappa un’azienda capace di farsi interlocutore privilegiato delle aziende del lusso, dotata di tecnologie all’avanguardia e un’anima molto molto… green. Grafica Nappa nel 2019 festeggia i suoi ‘primi’ cent’anni e, quasi a voler suggellare l’expertise e il lungo percorso di rinnovamento, si è aggiudicata uno dei premi più ambiti del settore: il Premio Silver nella categoria Packaging per i TopAward di Fedrigoni.

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C O M U N I C A Z I O N E

D ' I M P R E S A

• Rilievo a secco • Fustellatura • Verniciatura Parziale UV Serigrafico • Digital SPOT UV Parziale • Digital Hot Foil

Ma la vera novità è sicuramente l’utilizzo di un supporto laminato. In questo caso cambia completamente la prospettiva. Non si parte più dal fondo bianco della carta, ma da un argento lucido “a specchio”. Su questo supporto i colori diventano metallizzati. È una nuova possibilità che si offre alla creatività del progettista. Con l’utilizzo del bianco a copertura parziale, si può ristabilire l’equilibrio tra “istituzionalità visiva” e creatività spinta. Tutto in un unico passaggio.

Il digitale? Merita di sicuro un posto di primo piano. È partito sì con l’obiettivo di simulare le lavorazioni analogiche, ma è andato ben oltre. Oggi ha creato nuove possibilità. Basti pensare al Digital Hot Foil per l’applicazione di nastri metallizzati. Tratti sottili o addirittura texture, di difficile realizzazione per la stampa a caldo tradizionale, trovano invece una eccellente realizzazione anche in basse tirature, senza clichè e senza telai.

E poi, la nobilitazione passa anche per la fustella, non più solo strumento cartotecnico, ma anche mezzo di valorizzazione, grazie alla creazione di finestre dalle forme più disparate.

Distinguersi è la parola d’ordine, dunque, allontanarsi il più possibile da quanto già visto. Impresa possibile.

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M E R C A T O

Il packaging sulla via della seta di M A R I L D E

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Quali sono i fattori che determinano il consumo di beni di lusso in Cina? Abbiamo rivolto questa domanda e tante altre a Yuan Zou, Head of Luxury & Fashion Europe di Hylink, agenzia internazionale di comunicazione. E visto che la Cina è anche il secondo più grande produttore di materiali di packaging di lusso, abbiamo chiesto a Yuan Zou di raccontarci anche come i brand cinesi del lusso stanno ‘lavorando’ al packaging degli acquisti online.

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M E R C A T O

Sulle molte vie della seta che si sono intrecciate nei secoli sono passate molte merci non meno che idee, invenzioni, creatività e, naturalmente, lusso. Oggi c’è un’altra via della seta, totalmente smaterializzata, è quella digitale. La Cina l’ha trasformata da strumento di comunicazione in stile di vita. Ne parliamo con Yuan Zou, Head of Luxury & Fashion Europe di Hylink (www.hylinkgroup.com), la più grande agenzia indipendente di comunicazione digitale in Cina, ora prossima ad aprire uffici a Milano. Con lei esploriamo il significato di lusso, la sua dimensione sociale e psicologica, le tendenze e le opportunità per i brand che vogliono transitare con successo, nei due sensi di marcia, sulle nuove vie della seta digitali.

La Cina ha creato, oltre 3.000 anni fa, i primi prodotti di lusso che hanno influenzato la cultura europea. Oggi, in Cina, qual è il vero significato di lusso? Oggi, in un contesto in cui il Paese è diventato una potenza economica mondiale, c’è una vasta classe media benestante, sono disponibili nuove tecnologie, le strategie digitali hanno cambiato il modo di vivere, il lusso è andato oltre la rappresentazione di uno status symbol, o di un’aspirazione per diventare espressione e manifestazione soprattutto e principalmente di fiducia, orgoglio e gusto sofisticato. Star bene con se stessi, la percezione di sé, il valore sociale, l’essere conforme (ovvero il senso di appartenenza, l’essere accettato), la vanità e il “salvare la faccia” sono altrettanto importanti. Quest’ultima espressione è parte integrante della cultura cinese, si riferisce a una mentalità comunitaria, collettiva che prevale sull’individualismo. Il modo con cui gli altri ti considerano diventa un punto di riferimento e la convalida del tuo valore. Per questo i cinesi gradatamente costruiscono la loro apparenza che è fatta di diversi elementi come intelligenza, virtù, successo finanziario e altro. Ciò che è veramente determinante è che le reti sociali sono costruite sul “guanxi”, lo scambio di doni costosi è un mezzo essenziale a questo scopo. Comunque è una cultura molto complessa che richiede un partner locale per essere compiutamente compresa. Come è mostrato il lusso? Tempo addietro si mostrava attraverso il logo della marca, un segno esteriore di status. Nelle maggiori città oggi si mostra attraverso un complesso di prodotti e servizi (come i viaggi). I giovani cinesi della generazione digitale sono più esperti e prediligono un misto di brand cinesi e europei, mescolano lusso e massmarket. La genera-

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La Cina è diventata una potenza economica mondiale: c’è una vasta classe media benestante, sono disponibili nuove tecnologie, le strategie digitali hanno cambiato il modo di vivere, il lusso è andato oltre la rappresentazione di uno status symbol, o di un’aspirazione per diventare espressione e manifestazione soprattutto di fiducia, orgoglio e gusto sofisticato. zione Z, persone orgogliose dei designer e della produzione nazionale, sta ribaltando la connotazione negativa del “made in China”. I brand nazionali hanno anche un vantaggio competitivo imbattibile, essendo nati e sviluppati in Cina condividono lo stesso sistema di valori, mentalità e persino senso dell’umorismo del target locale, mentre i brand occidentali fanno fatica ad adattarsi. Quanti sono i consumatori cinesi che si possono permettere di acquistare i diversi livelli di lusso? È molto difficile standardizzare questi dati poiché le condizioni socio-economiche e il potere di acquisto della popolazione non sono correlate al livello dei beni di lusso che acquistano. Avete ricerche socio demografiche e sulla ricchezza? Abbiamo alcuni dati sulle persone ad alto patrimonio netto (high net worth individual e UHNWI), tuttavia il miglior riferimento è il report rilasciato da Hurun (www.hurun.net). Attualmente la Cina pesa per un 32% nei consumi mondiali del lusso e, fra 5 anni, arriverà al 40%.

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La Cina sta guidando il business del packaging di lusso, essendo il secondo più vasto consumatore di beni di lusso ed essendo anche il secondo più grande produttore di materiali di packaging di lusso. Quanti di questi ricchi consumatori preferiscono i brand europei e quanti i brand cinesi? Precedentemente circa il 90% preferiva i marchi europei, ma il dato è in diminuzione a fronte della crescita dei brand cinesi della moda e del lusso. In Cina, nel mercato del lusso, quale ruolo hanno gli influencer e per quale motivo? Gli influencer hanno ruolo cruciale, in parte dovuto al fenomeno delle celebrity simile al mondo occidentale, in parte a un complesso di ragioni storiche e socio-culturali. Il fenomeno dell’influencer marketing è cresciuto al punto che è diventato il canale di riferimento per molti brand. La generazione Z è molto più sensibile agli influencer dei Millennial. Bisogna considerare che in Cina qualunque forma di religione è dissuasa, c’è quindi una totale mancanza di guida spirituale, di mentori, di qualcuno in cui credere e da usare come modello. La generazione Z è quella del figlio unico cresciuto nella “latitanza” dei genitori, i giovani sentono il bisogno di influencer e idoli. Hylink, attraverso il proprio ricco network di blogger e star, ha contribuito alla crescita esponenziale del settore. In Europa le shopping bag indicano dove un consumatore sta facendo acquisti. Pensa abbiano la stessa importanza in Cina quando si acquista nei negozi fisici? Nella cultura cinese c’è il fattore “faccia”, riguarda la percezione del sé attraverso gli altri, è un fenomeno che coinvolge aspetti come vanità, orgoglio, valore, onore. La shopping bag tocca l’aspetto superficiale del fattore “faccia”. Quel che trasmette il senso del lusso, nel packaging, sono sicuramente il materiale e la costruzione. Senza pesare troppo sui costi, le aziende cinesi usano per lo strato esterno cartone di tipo solido e duraturo, mentre per l’interno, come fodera, fanno ricorso alla seta, o a sue imitazioni. L’estetica del design è altrettanto importante, i cinesi preferiscono colori vividi, con scritte in oro, senza troppi nastri per non disturbare il design stampato sulla scatola. Il logo deve essere ben visibile.

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Qual è la relazione fra packaging di lusso e nuove generazioni di consumatori di beni di lusso? Come nel mondo occidentale, in Cina, la prima impressione che si ha di un prodotto deriva dal materiale della confezione, il suo colore, texture e design. Ma per la nuova generazione di consumatori la relazione va al di là della prima impressione per rappresentare un’importante parte del prodotto stesso e dell’esperienza di lusso. Molto spesso, nei commenti che si intrecciano sui social, la prima cosa che si commenta è la qualità dell’aspetto del packaging. La Cina sta guidando il business del packaging di lusso, essendo il secondo più vasto consumatore di beni di lusso ed essendo anche il secondo più grande produttore di materiali di packaging di lusso. Quanto è importante il packaging per accrescere l’esperienza personale con il brand? Importantissima per il consumatore cinese, è parte integrale dell’esperienza con il prodotto. Incrementa il fascino del prodotto e persino migliora l’esperienza come nel caso di profumi e rossetti di fascia alta. Molti affermano di aver fatto acquisti guidati dal packaging. La Cina è leader nello shopping online, ma in questo modo è facile incappare in prodotti falsi. La tecnologia più recente offre alcune soluzioni. I consumatori cinesi le conoscono? Il packaging potrebbe essere un fattore per distinguere i prodotti falsi da quelli veri, giacché molti produttori di falsi non hanno intenzione di investire nell’imballaggio. Molti acquirenti online non sono al corrente della tecnologia e nemmeno hanno mai visto come è fatta la confezione originale. Il Governo e grandi società come Alibaba e JD dichiarano che stanno facendo sforzi per combattere la contraffazione. Alcuni progressi sono stati fatti, comunque si è ancora lontani dallo sradicare il problema. La contraffazione è un’industria generata dalla grande domanda. La tentazione di ottenere un prodotto simile a quello di un brand di alto livello, a una frazione del prezzo dell’originale, è troppo grande per resistere. Quali soluzioni di packaging sono state scelte dai brand cinesi del lusso per accrescere l’esperienza dei consumatori quando acquistano online e ricevono a casa i pacchi? Materiali lussuosi, ampi volumi e peso, servizio di consegna in “guanti bianchi”, stampa personalizzata. Recentemente, con nuove tecnologie, un QR-code consente al destinatario di ascoltare un messaggio del mittente. Sovra-confezionamento, materiali difficili da smaltire, inquinamento, eco-sostenibilità: quali sono le opinioni dei consumatori cinesi del lusso? Una volta, i cinesi erano frugali, il packaging e le shopper dei beni di lusso erano conservate come un souvenir, o riusate. Poi è arrivato il periodo in cui non si sono più curati d’essere sobri e hanno buttato tutto. La nuova generazione è più coscienziosa e consapevole dei problemi ecologici, è attenta agli sforzi fatti e comunicati dai brand.

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p r e s e n ta

The Peak è la storia di una montagna. Una montagna di plastica, purtroppo. Questo progetto rappresenta la crescita dellâ&#x20AC;&#x2122;accumulo globale di plastica, dalla nascita della prima bottiglia di PET a oggi. Un dato drammatico, che nel 2018 ha raggiunto lo spaventoso picco di 8,8 miliardi di tonnellate. Ma non tutto è perduto! Scegliendo prodotti creati con PET riciclato, come gli zaini della linea Invicta Eco Material Project, possiamo compiere un primo passo per salvarci da questa montagna di plastica.

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Lâ&#x20AC;&#x2122;installazione The Peak a Brand Revolution Lab, 2019


dove osa la personalizzazione

Personalizzare e customizzare sono due diverse strade d’accesso al cuore del consumatore. Se personalizzare significa offrire un prodotto nel quale il consumatore si riconosca, customizzare è invece un’ulteriore scommessa: vuol dire proporgli diverse opzioni d’acquisto e fare in modo che sia lui stesso a creare il prodotto e il suo pack. Tutto possibile grazie agli algoritmi dei sistemi HP, capaci di creare infinite variazioni di un solo pattern di base.

di L O R E N Z O

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L’attenzione al cliente è come un’asticella che si alza man mano che il consumatore prende consapevolezza di sé, dei propri diritti di acquirente e del proprio potere per così dire contrattuale. Ormai non si tratta quasi più solo di creargli nuovi bisogni o di coccolarlo con doni e omaggi, di intrattenerlo e di entrarci in contatto, di fidelizzarlo o di fargli vivere esperienze indimenticabili. Occorre andare oltre: far tendere al limite questo rapporto uno-a-uno tra azienda e consumatore. Occorre un coinvolgimento più profondo, endto-end, dalla pre- alla post-vendita, soprattutto quando il prodotto ancora non c’è, e non solo nell’e-commerce. Occorre empatia, tornando al guru del marketing Don Peppers, empatia. 0054

Applicare l’empatia al business, a Standford lo chiamano “Customer Focused Innovation”, e si basa sui principi del Design Thinking, che lì hanno inventato: un metodo per trovare delle soluzioni creative a problemi esistenti partendo proprio dai bisogni (o presunti tali) di una persona. È esattamente quello che ha fatto Steve Jobs quando ha inventato l’ipod: “Alcuni dicono: ‘date al cliente quello che vuole’. Il nostro lavoro consiste nell’immaginare ciò che il cliente vorrà, prima ancora che lo faccia lui stesso. Una volta Henry Ford ha detto: ‘Se avessi chiesto ai clienti che cosa volevano, mi avrebbero risposto: un cavallo più veloce!’. La gente non sa ciò che vuole, finché non glielo fai capire tu”. Ma, come con gli amici, per far capire ai potenziali clienti quello che fa per loro, occorre chiamarli per nome, portarli vicino e parlare solo a loro.

SHARE A COKE Ricordiamo tutti il successo incredibile della campagna di personalizzazione del packaging di Coca Cola, “Share a Coke”, con tutti noi che cercavamo negli scaffali la bottiglia con il nostro nome, quello di amici e familiari. O la campagna di Nutella, con le etichette ad hoc per “avere un buongiorno con il tuo nome”. Forme di contatto fisico, che raggiungono l’apice nell’en-

gagement digitale che ogni giorno sperimentiamo on-line, non solo nell’e-commerce, ma in ogni forma di navigazione, dal social alle newsletter, dai banner alle notifiche push. Ormai, come la veggente del luna park, ogni ente sul web ci conosce, sa chi siamo, cosa facciamo, come navighiamo, cosa compriamo e, soprattutto, cosa vorremo comprare, ancor prima di desiderarlo. E non sono solo le briciole dei nostri cookies a lasciare traccia e a consentire la profilazione, ma soprattutto le tracce che lasciamo di noi in giro. E così osservandoci, capendo e immedesimandosi in noi le aziende creano i nostri bisogni, ci chiamano per nome e ci portano al carrello, fisico o virtuale, in un’escalation che parte dalle iniziali sui fazzoletti e gli abiti su misura dei secoli scorsi, alla bici pieghevole Brompton del 1981, ai jeans Spin di Levi Strauss Original del 1994, ai biglietti d'auguri personalizzati del 2002, ai Lego customizzati del 2016… C’è una statistica molto interessante dell’Osservatorio Digital Innovation del Politecnico di Milano che dimostra come il 24% delle app vengono abbandonate dopo il primo uso e solo il 37% supera gli 11 usi: e il motivo è da ricercare nello scarso coinvolgimento dell’utente di queste app. Pensate cosa può succedere nelle corsie “mute” di un supermercato.


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COME TU MI VUOI Sentirsi parte di un'interazione personalizzata, calibrata ad hoc, capace di creare una positiva connessione tra le persone, fa la differenza: basti pensare a quanto torniamo volentieri in quel bar in cui veniamo salutati per nome e ci viene servito il caffè che vogliamo, senza bisogno nemmeno di chiederlo.

BRAND REVOLUTION LAB Proprio partendo da questa riflessione l’agenzia Creostudios di Torino ha presentato, nell’ambito di Brand Revolution Lab, un progetto di “personale benvenuto” per i visitatori della prossima Print4All, il grande evento fieristico dedicato alle esigenze della stampa commerciale, editoriale e industriale a 360° che si terrà a Milano nel maggio 2021. Il visitatore inizierà il suo “personalissimo” viaggio ricevendo a casa un invito customizzato attraverso un’attività di direct mail: busta, cartoncino di invito e pass, in grado di stabilire una relazione diretta, una connessione che resti viva per tutta la durata della manifestazione. E così sarà anche il kit di benvenuto che il visitatore riceverà all’ingresso della fiera. Anche gli espositori daranno il loro contributo per farlo sentire unico, poiché attraverso il colore distintivo attribuito alle categorie, potranno individuare quella di appartenenza prima ancora di stringergli la

Personalizzare non è sinonimo di customizzare. La personalizzazione non prevede un’interazione diretta con il consumatore, ma parte dall’azienda che è in grado di profilare su misura offerte, servizi e prodotti.

mano. Grazie alla tecnologia di stampa digitale HP Indigo e al software creativo Mosaic, utilizzati da Graphicscalve, partendo da sei colori dell’esacromia e da una texture di base e utilizzando ridimensionamento, trasposizione, rotazione e shuffle di colori sono state generate sei diverse versioni che identificano la categoria di appartenenza del visitatore. Il know-how informatico di Graphicscalve unito alla tecnologia di stampa digitale, ha fatto sì che tutti i componenti del singolo invito abbiano la medesima declinazione di colore e texture. Per esaltare ancora di più l’unicità del prodotto, è stata applicata la nobilitazione con vernice a registro alto spessore e lamina argento di Luxoro. Una nobilitazione one to one, sia nel dato variabile – il nome del visitatore – che nella creatività.

PERSONALIZED MARKETING Insomma, come dimostrano esempi come questi fortemente innovativi, il “personalized marketing”, realizzato grazie all'uso di tecniche come l'analisi dei dati e lo studio del destinatario, dopotutto, funziona ancora. E i vantaggi sono evidenti: la giusta personalizzazione crea il contesto emotivo ideale alla condivisione delle informazioni da parte degli utenti, suggerimenti e consigli sono ben apprezzati, così come gli sconti e le spedizioni gratuite, inoltre

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facilita gli acquisti cross-canale (solitamente il consumatore valuta l'acquisto su smartphone per poi acquistare da pc o in negozio, o viceversa). Un esempio: l’8 maggio 2013, il giorno del compleanno di Coca-Cola, per la prima volta in Italia fu lanciata la campagna pubblicitaria “Condividi una Coca-Cola”, in cui non appariva più il logo, bensì una selezione di nomi e modi di dire popolari. Veniva, inoltre, realizzata una special edition per la Sicilia con una selezione di nomi tipici siciliani. L'obiettivo principale della campagna era quello di far fotografare i prodotti Coca-Cola per farli condividere sui social network attraverso l'hashtag #condividiunacocacola. Qualche tempo dopo furono incluse le destinazioni di vacanza più famose, come Amsterdam, Mykonos e Cefalù. Il successo fu straordinario e le vendite pure: 750 milioni di confezioni vendute con un successo incredibile in 80 Paesi europei. Coca-Cola desiderava imporsi come “bibita di tutti”, giocando con il sano egocentrismo del consumatore. Ma attenzione: personalizzare non è sinonimo di customizzare. La personalizzazione non prevede un’interazione diretta con il consumatore, ma parte dall’azienda che, dopo averlo studiato, è in grado di profilare su misura offerte e servizi, e offrire prodotti, che possono però risultare o non particolarmente

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mirati o addirittura invasivi. Sempre il Politecnico rivela che il 74% dei consumatori è frustrato da offerte che non incontrano i suoi interessi.

A CIASCUNO IL SUO Allora la ricetta giusta passa attraverso il coinvolgimento del consumatore: sarà lui a dire cosa vuole in un processo che passa dalla “call to action”, dal semplice chiamarlo per nome, allo “start a conversation”, iniziare un dialogo che ha due effetti positivi per entrambi: l’azienda acquisisce dati e conoscenza, il cliente soddisfazione. È quello che ha fatto per esempio Timberland con la collezione DYO in cui ogni dettaglio della scarpa è personalizzabile, dal modello al pellame. E poi condividi la tua creazione sui social, diventando in un colpo solo, testimonial, influencer ed evangelist del brand. E lo stesso fa Nike con Nike By You. Ma la via della customizzazione del prodotto è forse la più semplice da perseguire in termini di comunicazione, perché in qualche modo si vende da sé. È come l’edizione limitata: attrae il concetto di “fatto a posta per te”, meglio ancora se “fatto come lo vuoi tu da me”, come fa Louis Vuitton con il suo servizio “Make

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It Yours” di patch e stickers per la sua linea di pelletteria da viaggio Heritage. La difficoltà maggiore sta nel vendere lo stesso prodotto di massa comunicandolo come se fosse unico. E qui entra in gioco il packaging. Ci sono due casi che dimostrano l’efficacia della personalizzazione del packaging, anzi della iper-personalizzazione, tanto che hanno permesso anche di proporre il prodotto a un prezzo molto più alto rispetto alla confezione standard. Il primo è la zuppa in scatola Heinz, che ha personalizzato l’etichetta del barattolo con la frase “Guarisci presto, …”. Spiega Ben Perkins, direttore della Consumer Research di Deloitte, che ha curato l’iniziativa: “L’azione di trasformare oggetti monotoni e banali in doni personalizzati sta prendendo sempre più piede. Dalle bottigliette di shampoo per bebè ai profumi più esclusivi, probabilmente chi ha saputo sfruttare al meglio questa tendenza è stata Kraft Heinz. In un qualsiasi negozio britannico, la zuppa di pomodoro non supera il prezzo di 50 pence, ma il cliente è disposto a spendere 2 o 3 sterline per avere una lattina personalizzata, il che è pur sempre, secondo l'azienda, meno costoso di un qualsiasi

La personalizzazione è in grado di produrre il 31% in più di profitto rispetto ai materiali di marketing generici.

biglietto d’auguri”. Ma c’è anche Purina che offre sul suo sito justrightpetfood. com la possibilità di scegliere il proprio “blend di croccantini” e personalizzare la scatola con l’immagine e il nome del proprio animale. Ma ci sono anche le patatine Frito-Lay che fa della personalizzazione del packaging una cifra distintiva: prima la campagna “Lay’s Summer Day” che ha offerto ai primi 10.000 che si sono registrati sul sito di usare un tool per realizzare sacchetti personalizzati con le loro foto delle vacanze; poi la campagna “Smile with Lay’s” in cui sui sacchetti si può stampare direttamente il proprio sorriso: tutto con tecnologia HP.

PERSONALIZZARE CONVIENE La personalizzazione ha la capacità di aumentare sia il fatturato che la fidelizzazione del cliente. Parlando di fatturato, è in grado di produrre il 31% in più di profitto rispetto ai materiali di marketing generici e i clienti sono disposti a mettersi in coda e pagare prezzi maggiorati per un imballaggio speciale. Basta andare sul sito shop. oreo.com e acquistare una confezione regalo personalizzata. O su cokestore. com e customizzare l’etichetta.


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I consumatori richiedono un livello sempre più alto di personalizzazione del prodotto e della confezione, e la tecnologia oggi permette soluzioni di iperpersonalizzazione inimmaginabili fino a qualche anno fa.

Ma si può andare oltre, come fa l’americana Capsuline che fornisce alle aziende farmaceutiche capsule e blister personalizzati tramite il servizio Customize your Capsules tramite il quale si può scegliere stampa, colore, dimensione e sapore della pillola. I consumatori richiedono un livello sempre più alto di personalizzazione del prodotto e della confezione, e la tecnologia oggi permette soluzioni di iper-personalizzazione inimmaginabili fino a qualche anno fa. Un esempio, che fa tesoro anche della multi-canalità, è KitKat. Nestlé ha aperto in giro per il mondo una catena di cioccolaterie nelle quali creare il proprio KitKat. L’esperienza di customizzazione è a 360 gradi perché la tavoletta nasce davanti a noi fatta da maestri cioccolatieri e confezionata con tanto di packaging personalizzato. Quali sono i vantaggi di questa iper-personalizzazione? Coinvolgimento del cliente, rafforzamento della relazione e prodotti più accattivanti; in definitiva maggiori vendite nel breve e lungo periodo. Il segreto è dare al cliente non solo prodotti di qualità, ma anche esperienze che facciano ricordare il marchio.

NUOVI TREND DELLA PERSONALIZZAZIONE Eppure, guardando i trend 2019 per il packaging, si nota un fenomeno interessante legato alla personalizzazione e che coinvolge direttamente la stampa digitale, etichette comprese. Mentre l’e-commerce, con i suoi top player come Amazon, cerca la personalizzazione più spinta sfruttando sofisticati algoritmi, AI e machine learning, in grado di sublimare dati personali, big data di navigazione e di acquisto per arrivare davvero al bisogno del singolo nel singolo momento, il packaging abbandona la pseudo-customizzazione della confezione per andare verso il pezzo unico, anonimo però. Proviamo a spiegare meglio. Piuttosto che inondare il supermercato di confezioni con i nomi più comuni sperando che tutti i Francesco, Mattia, Giulia e Alice comprino i “loro” prodotti, si preferisce creare pezzi unici, a tiratura limitata e ognuno compra quello che preferisce: personalizzazione contro customizzazione allo stato puro. La scelta è logica: l’on-line sa come ti chiami e può permettersi di chiamarti esattamente per nome, l’on-land non può approssimare e gira il paradigma.

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E così mentre Spotify arriva a proporre il “tuo” concerto con le “tue” canzoni, Actimel si ispira alla giungla e stampa 13 milioni di etichette uniche con 24 personaggi per 18 occasioni diverse. Sta a te scegliere. Prada rende uniche le confezioni dei suoi profumi e lancia Pradarama, il nuovo laboratorio creativo per personalizzare i flaconi delle fragranze La Femme Prada e L’Homme Prada con le stampe iconiche della maison: cover artistiche, adesivi rétro, lettere nel suo inconfondibile carattere tipografico. Così il packaging esterno, in saffiano, prende nuova vita, arreda il bagno e rende unici anche nella scelta di un flacone di profumo. Le personalizzazioni? Tutte unisex. Dall’Hypnotic, un design geometrico apparso per la prima volta nella sfilata FW 1996, all’Art Deco, che riprende i pattern degli anni Trenta della collezione FW 2012; e ancora i fiori geometrici Graphic Blooms della SS 2017 e la stampa Hawaii anni ’40 visti sulla passerella maschile SS 2014. Ma ci sono anche la linea Styled By You dell’inglese Nails Inc e il tubo per cosmetici ES Tube della spagnola CTL-TH Packaging, vincitore nel 2019 del premio dell’European Tube Manufacturers Asso-

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ciation per il packaging più ecologico e innovativo perché personalizzabile grazie alla stampa digitale. E ci sono anche i milioni di vasetti tutti diversi realizzati da Ferrero con la campagna “Nutella. Come te non c'è nessuno”: “Sette milioni di etichette tutte diverse — spiegano da Ogilvy & Mather — ognuna con un codice identificativo unico e una grafica irripetibile, realizzate grazie a una tecnologia innovativa che si basa sullo sviluppo grafico di un pattern da cui, grazie allo zoom e a tecniche di rotazione random, si ottengono milioni di combinazioni diverse. Proprio come ognuno di noi: diversi, e per questo motivo unici”. Ma il record di pezzi unici, almeno per ora, spetta ad Heineken che ha creato una serie “illimitata” di 60 milioni di etichette ognuna diversa dall’altra, create da un motore di intelligenza artificiale grazie all’unione dell’Inno della UEFA Champions League e un algoritmo in grado di “far danzare” e dare un aspetto sempre nuovo a ogni singola etichetta, omaggio all’optical art americana. Il progetto è nato da un concept di Robilant Associati, la Branding Agency leader in Italia, che in collaborazione con gli ingegneri di Studio Evil ha messo a punto per Heineken un software esclusivo. Un algoritmo in grado di generare milioni di etichette

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uniche sulla base di 1000 pattern progettati ad hoc che si animano sulle frequenze della colonna sonora della UEFA Champions League. Le bottiglie Heineken con etichette speciali sono state presentate ufficialmente in occasione della Milano Design Week 2019 e sono tutt’ora in distribuzione.

STAMPA A DATO VARIABILE Per realizzare queste combinazioni pressoché infinite esistono varie soluzioni, ma quella attualmente più potente e usata è HP SmartStream Designer, un sistema di stampa a dato variabile che si presenta come plug-in per InDesign e Illustrator dedicato alle macchine digitali HP (non solo Indigo) che coniuga 2 strumenti: HP Mosaic e HP Collage. Il primo, nato nel 2014 e usato già nelle campagne di Coca Cola, si basa su un algoritmo in grado di creare variazioni infinte a partire da ridimensionamento, trasposizione e rotazione di un pattern di base, mentre HP Collage permette la creazione di pezzi unici a partire dalla combinazione di componenti di base, come loghi, che faranno parte di ogni variazione: gli utenti possono controllare variabili quali il numero massimo e minimo di ripetizioni, la rotazione e le dimensioni, nonché la sovrapposizione e la diffusione complessiva degli elementi. Questa

Il record di pezzi unici, almeno per ora, spetta ad Heineken che ha creato una serie “illimitata” di 60 milioni di etichette ognuna diversa dall’altra, create da un motore di intelligenza artificiale.

flessibilità consente ai brand di mantenere il controllo sull'identità visiva, pur mantenendo l'integrità del marchio. In più è possibile integrarsi con soluzioni di terze parti per inserire mappe o coordinate di geolocalizzazione, url personalizzate o barcode, oltre a soluzioni anticontraffazione come micro testi, QR code, Security Font e guillochè. Esiste anche una versione light e gratuita chiamata HP SmartStream D4D disponibile sul sito adobeexchange.com. Oltre agli esempi già citati ci sono usi alternativi di questa tecnologia come i quaderni Garden Journal & Planner realizzati dall’agenzia Acculink, personalizzati sul taglio; le 8000 copertine tutte diverse del numero 94 di Eye Magazine, rivista inglese di grafica; i 3,2 milioni di bottiglie di Aqua d’Or di Danone, con le grafiche dell’artista danese Emil Kozak; e le 500 mila tavolette di cioccolata dell’olandese Tony’s Chocolonely stampate su HP Indigo 12000. Infine, le bottiglie di Smirnoff create dall’agenzia Yarza Twin: per creare questa serie celebrativa di Vodka Smirnoff No 21 le gemelle spagnole Eva e Marta Yarza hanno fatto elaborare al tool di HP i ritratti di 21 persone da tutto il mondo, con 21 cappelli, 21 trame e 21 vestiti stampando le etichette a 7 colori (cromia più verde, viola e arancione Pantone).


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Manifattura del Seveso Tessuti per la legatoria, la cartotecnica & il packaging di lusso www.manifatturadelseveso.it PRINTLOVERS | OTT2019

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IN QUESTA PAGINA Cotone Bianco Ultra WS Tree-Free A FIANCO, IN SENSO ORARIO Materica Gesso Ultra WS FSC™ Certified Sirio Pearl Ice White Ultra WS FSC™ Certified Savile Row Tweed Extra White Ultra WS FSC™ Certified Constellation Jade Raster Ultra WS FSC™ Certified

Arconvert presenta

DUE NUOVI CATALOGHI DELLA GAMMA MANTER A LUXEPACK MONACO 2019

ENGLISH VERSION C pg. 99

Arconvert presenta i suoi nuovi cataloghi Avec Plaisir! e Innovation & Inspiration a Luxepack 2019, al Grimaldi Forum di Montecarlo dal 30 settembre al 02 ottobre 2019 (Hall Verrière, stand VA2). Avec Plaisir! è un'ode, quasi un invito ai piaceri mondani, un canto epicureo dedicato alla "joie de vivre". La collezione Avec Plaisir! celebra il 75° anniversario del brand Manter, che identifica i materiali autoadesivi ad alto valore aggiunto che Arconvert produce per settori esigenti come quello del food & beverage e della cosmetica. Il catalogo contiene le dieci carte autoadesive che nell'ultimo decennio hanno rivoluzionato l'etichettatura per prodotti di alta gamma grazie alla loro versatilità e forza espressiva e alle loro potenzialità tecniche, ispirando gli stampatori più pignoli e i designer più premiati in

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tutto il mondo. Le dieci etichette raccolte nel catalogo sono state progettate dallo studio di Joan Josep Bertran, che ha esplorato gli stimoli sensoriali nella loro dimensione ludica e ha trasformato udito, vista, gusto e tatto in strumenti narrativi che hanno amplificato le possibilità creative delle carte autoadesive Manter. Durante questi ultimi 20 anni, il brand Manter ha generato una nuova cultura, un mondo di texture preziose e raffinate che è tutto da esplorare, dove le menti più creative, innovative e dirompenti sono sempre benvenute – la "Manter Luxury Label Culture".

Se Avec Plaisir! celebra la storia e il successo di Arconvert fino ad oggi, il catalogo Innovation & Inspiration guarda al futuro sia in termini di tecnologia che di fascino. Arconvert sta viaggiando a un ritmo sempre più veloce, brevettando nuove tecnologie, scommettendo su nuovi materiali e trasformando ogni esigenza del mercato in una sfida. Innovation & Inspiration apre un mondo di possibilità per la stampa di etichette premium grazie alle più recenti innovazioni tecnologiche introdotte da Arconvert, come la tecnologia High Opacity H+O™ e la Waterproof X-Dry™, ma anche grazie

alle nuovissime carte che si distinguono per la raffinatezza e unicità delle loro texture e si offrono come superfici pure e materiche, ideali per fare dell’etichetta un’opera d’arte. Oltre a vantare performance di alto livello e un grande appeal dal punto di vista estetico, le nuove carte Manter sono tutte amiche dell’ambiente perché hanno ottenuto la certificazione FSC™.

www.arconvert.com www.fedrigonicartiere.com www.labellabbymanter.com www.jjbertran.com


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BRANDING

Tecnologia e tradizione per Mastercard

ROGER BOTTI è dal 2008 Direttore Generale e Creativo di Robilant Associati. Il suo ruolo coniuga insieme competenze manageriali, supervisione creativa e responsabilità organizzative. Botti vanta un’esperienza consolidata nel Brand Design e nel Packaging Design. Si occupa anche di Corporate Identity per importanti brand. Sotto la sua supervisione si è consolidato in RobilantAssociati un team dedicato a progetti di Retail Branding e Digital Strategy. Appassionato osservatore dei comportamenti di consumo, interviene spesso come relatore a conferenze e convegni.

Il nuovo Bistro dell’aeroporto Leonardo Da Vinci è la sintesi perfetta tra passato e futuro. La sfida era quella di coniugare una delle maggiori innovazioni tecnologiche nel campo della ristorazione degli ultimi anni con il rispetto per la cultura e la tradizione culinaria del nostro paese, in particolare quella romana. Il nuovissimo Bistro by Mastercard – il primo ristorante cashless in Italia recentemente aperto presso l’aeroporto Leonardo Da Vinci di Roma – rappresenta un vero e proprio salto nel futuro, ma con le radici ben salde in un passato che si tramanda dalle più antiche generazioni.

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Una sintesi in chiave contemporanea tra “domani” e “ieri”, che oggi trova una sua compiutezza nel progetto di retail branding realizzato per Mastercard, Aeroporti di Roma (AdR) e MyChef. Situato nella Italian Food Street del terminal romano, Bistro by Mastercard nasce con lo scopo di trasformare l’attesa del volo del viaggiatore internazionale in un’esperienza unica, all’insegna della tradizione culinaria italiana con particolare attenzione a quella locale e, allo stesso tempo, sperimentare le tecnologie più innovative. L’atmosfera che vi si respira è quella di un bistro romano in chiave cosmopolita, una gastronomia invitante pronta a regalare un ultimo assaggio di Italia (o un primo, per chi arriva) a chi si appresta a lasciare il nostro Paese. Al centro della narrazione dunque c’è Roma, la Città Eterna, con il suo straordinario repertorio di elementi architettonici e iconografici, e il cibo attraverso la rappresentazione delle ricette che hanno reso la Capitale celebre in tutto il mondo. Ogni elemento di comunicazione, all’interno del Bistro by Mastercard, è un richiamo alle pietanze della tradizione romana. Illustrazioni

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in bianco e nero, con un pizzico di colore, ci raccontano le grandi ricette che tutto il mondo ci invidia, come spaghetti alla carbonara, carciofi alla romana e rigatoni all’amatriciana. Ma non è tutto, perché oltre al cibo ci sono gli oggetti: posate, pentole, coperchi, simboli di un sapere antico che ci è stato tramandato dalle precedenti generazioni, dove la scrittura a mano ci ricorda quella delle nostre nonne. Ecco dunque crearsi la cornice perfetta per i piatti selezionati dallo chef Michelangelo Citino, la cui cucina si distingue per semplicità e un’attenta ricerca della qualità degli ingredienti, cercando di coniugare tecnica, passione e leggerezza. Quest’anima profondamente legata alla tradizione si fonde perfettamente con quella dell’innovazione e della tecnologia.

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da Pepper, un robot semi-umanoide ottimizzato per l’interazione umana, per poi immergersi in un’esperienza interattiva ad alto livello. Più precisamente, il Bistro è arricchito di uno speciale Priceless Touch Table, una soluzione pensata per trasformare l’esperienza dell’attesa per l’imbarco successivo non solo più veloce, grazie alla tecnologia di pagamento contactless direttamente integrata nel tavolo, ma anche più divertente, grazie allo schermo interattivo a disposizione dei commensali.  Navigando tra molteplici contenuti del tavolo, l’ospite può così ordinare i piatti del menù interattivo, approfondire la filosofia dello chef imparando tutti i suoi segreti e avere aggiornamenti in tempo reale sul proprio volo, il gate di imbarco, il meteo della città di destinazione. Alla fine del pasto gli ospiti potranno infine pagare il conto direttamente al tavolo evitando file in cassa.

Il Bistro infatti è il risultato della continua ricerca di Mastercard su nuovi modi di usare la tecnologia nei pagamenti offrendo un’esperienza d’acquisto sempre più sicura, semplice e veloce. All’ingresso del ristorante gli ospiti vengono accolti

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S P E C I A L E

L’Oréal Italia Icma Sartorial Paper Maggioni Type insieme per Second Life. a cura della R E D A Z I O N E

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Circolarità è pensare in modo diverso alla relazione tra produzione e consumo, a partire dal modo in cui si disegnano gli oggetti fino al sistema di recupero dei materiali. Circolarità è anche un modello di economia alternativo rispetto a quello lineare basato sull’estrarre, produrre, gettare. La circolarità è indispensabile anche per un altro motivo: non possiamo permetterci lo spreco perché non abbiamo più neppure lo spazio per buttare via gli scarti. Allora la soluzione non è produrre di più ma collaborare per condividere meglio e di più. Proprio partendo da queste riflessioni, L’Oreal Italia, ICMA Sartorial Paper e Maggioni Type hanno dato vita al progetto Second Life, che prevede la trasformazione degli scarti cellulosici di L’Oreal Italia in carte riciclate creative, riutilizzate da L’Oreal stessa nella produzione di packaging. Tutto grazie alle sperimentazioni produttive di Maggioni Type. Si tratta di un progetto ricco di possibili sviluppi, di cui abbiamo parlato con i protagonisti.

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L’Oréal Italia Intervista a Sara Appiani, Sourcing Manager Retail L’Oréal Italia e Carmen Carulli, Direttore Acquisti di L’Oréal Italia

Come si inserisce (e cosa rappresenta) il progetto Second Life nelle strategie che guidano il cammino verso la sostenibilità di L’Oréal? È un cammino intrapreso molto tempo fa. L’Oréal ha sempre posto al centro delle sue scelte i consumatori e, quindi, la responsabilità sociale guida le strategie e condiziona le scelte. Già nel 2013, L’Oréal lanciò il programma Sharing Beauty with All con lo scopo di minimizzare l’impatto ambientale e accrescere il contributo positivo sulle persone. Nel 2017 è stato avviato il progetto Green is POSsible, dove POS sta per point of sales, il punto di vendita fisico ha ancora una grande importanza per L’Oréal. Questo progetto ha come obiettivo la riduzione degli sprechi relativi alla produzione dei materiali inviati nei punti vendita: il percorso è stato ripartito in tre fasi, corrispondenti agli obiettivi da conseguire anno per anno. Tutto il percorso ha avuto inizio con l’eco-design, vale a dire la creazione di regole per progettare e produrre materiali sostenibili. Il focus successivo è stata la waste reduction, quindi analizzare le quantità prodotte per ogni materiale ed ottimizzarle per ridurre gli sprechi. L’ultimo step è la second life&recycling: ridurre il nostro impatto ambientale, dando una seconda vita ai materiali e puntando al riciclo. Questo ultimo step di progetto ha visto la nascita in Italia di “un progetto nel progetto”: l’attivazione di una vera soluzione virtuosa di economia circolare. Così i diversi materiali promozionali e pubblicitari (espositori, cartelli vetrina, display da banco, ecc..) per il punto di vendita, il packaging e altri materiali cartacei sono passati dall’essere solo scarti cellulosici ad avere nuova vita: carta adatta ad essere utilizzata in nuove produzioni per i brand L’Oréal. È stato possibile concretizzare gli obiettivi di Second Life grazie al progetto di economia circolare sviluppato con Icma. Gli scarti de

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S P E C I A L E

L’Oréal vengono tracciati, raccolti, avviati al macero e quindi direttamente immessi nella produzione di nuove carte che poi Icma nobilita con il suo know-how specifico, realizzando così carte creative, indistinguibili esteticamente e in termini di performance produttive da quelle originate con processi di lavorazione più lunghi e meno sostenibili. Nell’universo dei cosmetici e dei profumi l’estetica del packaging secondario ha ancora un ruolo molto importante, nonostante si registri una sempre più diffusa sensibilità ecologica dei consumatori. Come potrebbe coniugarsi la sostenibilità con la funzione estetica del packaging? Estetica e sostenibilità sono ormai indissociabili e i consumatori esigono che si trovino soluzioni adeguate per l’ambiente. Ridurre il packaging non sempre è possibile, per esempio nei profumi l’esperienza

Estetica e sostenibilità sono ormai indissociabili e i consumatori esigono soluzioni adeguate per l’ambiente. — Sara Appiani, Carmen Carulli | L'Oréal Italia

sensoriale dell’apertura della scatola, talvolta avviluppata in un foglio di cellophane, l’estrarre il flacone, spruzzare il profumo sono un rituale a cui nessuno rinuncia. Quindi non si tratta di impoverire l’esperienza, ma di renderla compatibile con l’esigenza di razionalizzare l’overpacking, di utilizzare materiali da riciclo e nuovamente riciclabili. Questo progetto ha però come focus il packaging “promozionale” non il packaging secondario di prodotto vendita, ed altri materiali a corollario inviati sui pos (ad esempio gli espositori). L’Oréal lavora da tempo per migliorare la sostenibilità dei suoi prodotti anche in termini di packaging primario e secondario. In questo caso, come detto, abbiamo iniziato ridefinendo le linee guida dell’eco-design, per passare poi alla riduzione dei rifiuti ed ora attiviamo una vera e propria politica di economia circolare che consente di abbassare l’impatto ambientale senza intaccare la percezione, ma soprattutto la sostanza di un packaging che deve essere coerente con l’identità della marca e con le aspettative dei Clienti. Quale attenzione ponete alla sostenibilità dei materiali con cui vengono nobilitate le confezioni? (stampa a caldo/serigrafia) Se si riferisce alle patine per il colore che servono per ricoprire le carte grezze che escono dal processo di riciclo di Second Life, si tratta di patine e colori ad acqua. Per gli inchiostri per la stampa serigrafica, per l’impiego di foil e di altri elementi che entrano nel processo di stampa, di finitura, di decorazione, di arricchimento degli aspetti tattili e visivi, vi sono linee-guida precise che i fornitori devono rispettare. Tutte le materie impiegate e le operazioni devono essere improntate al minimo impatto ambientale.

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Parliamo della seconda fase del progetto Second Life. Cosa vi aspettate? Come procederete nelle sperimentazioni? La fase sperimentale vera e propria, che ha consentito di mettere a punto il progetto pilota, si può dire conclusa. Nella seconda parte dell’anno passeremo all’impiego delle carte Second Life in progetti di materiale POS. Stiamo inoltre lavorando alla scalabilità del progetto in altri ambiti di materiale POS: ad esempio grammature differenti di materiale, che possano essere utilizzate anche per espositori da terra.

Icma Sartorial Paper Intervista a Marco Nigrelli, Sales & Marketing Director. Icma si è già impegnata nella realizzazione di carte fatte con cellulosa proveniente da post-consumer waste. Quanto è servita questa vostra esperienza pregressa nel concepimento e nella realizzazione del progetto Second Life? Negli ultimi anni le carte riciclate post-consumer waste hanno rappresentato per Icma una quota sempre più significativa per soddisfare la richiesta crescente del mercato del packaging; nel settore delle carte creative oramai la qualità dei prodotti con contenuto di fibra post-consumer è molto simile a quella delle carte in pura cellulosa. La carta riciclata prodotta per L’Oréal è molto diversa dalle carte creative riciclate ormai largamente diffuse nel mercato del lusso; la differenza è che il macero è direttamente impiegato nella produzione della carta, senza il passaggio intermedio della produzione di pasta di cellulosa riciclata che ha un impatto ambientale in termini di consumo di acqua, energia e chimici. Con questo progetto abbiamo di fatto accorciato la filiera produttiva della carta; in questo senso, il progetto è stato una novità assoluta anche per noi.

La carta riciclata prodotta per L’Oréal è molto diversa dalle altre: la differenza è che il macero è direttamente impiegato nella produzione della carta, senza il passaggio intermedio della produzione di pasta di cellulosa riciclata. — Marco Nigrelli | Icma Sartorial Paper

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S P E C I A L E

Parliamo di Second Life. Come si è sviluppato il progetto? È un progetto nato quasi per caso, mescolando tra loro quattro ingredienti: gli sfidanti obiettivi interni di sostenibilità ambientale in L’Oréal Italia, la produzione di rifiuti cellulosici, l’esperienza di Icma nel mondo delle carte creative e la volontà di fare qualcosa di innovativo insieme. In fase attuativa il progetto ha coinvolto una rete di imprese lungo tutta la filiera produttiva, Maggioni Type in primis. È stato bello coinvolgerle e vedere la loro apertura anche ad adattare il proprio modello di business per concretizzare questo pionieristico progetto di economia circolare. Quali sono le fasi tecniche (e i trattamenti) che avete eseguito? In primo luogo c’è stata un’analisi degli scarti cellulosici de L’Oréal. Abbiamo identificato i rifiuti da riciclare negli imballaggi industriali impiegati nella sede produttiva di L’Oréal Italia a Villanterio, nel Pavese. Questi scarti sono stati tracciati lungo tutta la filiera produttiva della carta, essendo la tracciabilità del rifiuto un elemento essenziale per poter garantire la circolarità del progetto. Gli scarti sono stati direttamente impiegati nella realizzazione di una carta riciclata avana in due grammature con caratteristiche tecniche adatte al packaging (rivestimento, accoppiatura, shoppers, piccoli fustellati). Icma ha poi trasformato questa carta dalle sembianze industriali in splendida carta creativa per il mondo del lusso, usando i colori, gli effetti e le texture che la contraddistinguono. Siamo ancora in una zona sperimentale? Quando e come si concluderà? Occorrerà fare una vera e propria produzione di packaging perché possa dirsi concluso il progetto? La fase sperimentale si è chiusa a maggio, ora siamo al lavoro con i marchi del gruppo L’Oréal Italia per utilizzare questa carta nei progetti del prossimo futuro. Contestualmente, abbiamo deciso di estendere questo servizio a tutte le aziende del lusso. L’abbiamo chiamato Rinascimento perché ci piaceva esprimere il messaggio di ri-nascita della carta, ma anche per evocare un periodo storico che è sinonimo di inventiva, creatività, italianità. Come vede il futuro di Icma dal punto di vista della sostenibilità delle sue carte e dell’economia circolare? Se posso usare un aggettivo, vorrei dire radioso. È un futuro concretamente positivo poiché l’economia circolare è fattibile, l’abbiamo dimostrato e abbiamo creato un modello che è replicabile e adattabile agli obiettivi green di qualunque azienda del lusso.

Second Life è stata per noi una grande sfida: una circolarità vera e propria, dove non soltanto si riduce, si riutilizza, si riducono flussi e quantitativi ma dove tutto torna, in una nuova forma, all’azienda dalla quale è cominciato il ciclo. — Marco Maggioni | Maggioni Type srl

ce di trasformare gli scarti cellulosici di l’Oréal in un materiale che potesse essere utilizzato per creare confezioni per l’azienda stessa. Una circolarità vera e propria, dove non soltanto si riduce, si riutilizza, si riducono flussi e quantitativi ma dove tutto torna, in una nuova forma, all’azienda dalla quale è cominciato il ciclo. Second Life è stata per noi una grande sfida. La nostra azienda di stampa è un laboratorio in perenne sperimentazione. Vogliamo essere un centro di innovazione, una fucina di nuove idee e soluzioni, sempre attenti alle sfide sostenibili. Quali prove avete fatto? Abbiamo fatto prove di resistenza della carta che ci ha fornito Icma, una carta nera con un certo tipo di goffratura, ma anche prove di stampa e di lavorazione di prodotti rivestiti, come espositori da banco e astucci. L’obiettivo di L’Oréal Italia – e anche il nostro - era quello di poter ottenere un prodotto destinato al mondo del lusso e fruibile sul punto vendita. Quali esiti hanno dato le prove? La stampa a caldo ha funzionato, la serigrafia ha funzionato, anche la fustellatura e la cordonatura. Si può dire che siamo soddisfatti. Del resto questa è una fase iniziale in cui non si riesce ancora ad avere un cartoncino superiore ai 250 grammi, e dunque tutto è ancora sperimentale. Disponiamo per il momento di una carta craft che non ha una superficie omogenea dunque occorre provare a spalmare una vernice che ci consenta di stamparla in offset.

Maggioni Type srl Intervista a Marco Maggioni, Co-titolare Maggioni Type

Avete provato a stampare in digitale sul supporto di Icma? Sì, abbiamo lavorato con l’HP Indigo e il risultato è molto soddisfacente. Non era così scontato, dunque per il momento siamo contenti, anche se le ricerche proseguono e bisogna trovare la calibratura giusta.

Qual è stato il ruolo della sua azienda nel progetto Second Life? Abbiamo partecipato al progetto con l’obiettivo di rendere possibile, dal punto di vista produttivo, l’idea di base condivisa da Icma e L’Oréal Italia. Ovvero lavorare su un nuovo modello di economia circolare, capa-

Prossimo step? Sarebbe utile cercare di realizzare una vera produzione in modo da dare corpo a un insieme più consistente rispetto a quello fatto fino a oggi. Se ci si limita a 100/200 pezzi non si riesce, dal punto di vista dei problemi di stampa, a capire quali sono i punti di debolezza e i punti di forza dei prodotti.

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C O M U N I C A Z I O N E

D ' I M P R E S A

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LUMAFIN BY KURZ IL NUOVO FOIL CHE ESALTA IL DESIGN

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Tutti sanno che Kurz ha sempre un asso nella manica per sorprendere il mondo della nobilitazione: qualcosa che può dare un tocco di novità ed eclettismo a prodotti e packaging. Si tratta di ‘specialità’ che richiedono un’elevata padronanza sia di tecnica che di creatività e fantasia. Questa volta l’azienda tedesca ha sviluppato una nuova linea di foil per la decorazione con inediti effetti traslucidi, è immediata la conferma che sia la prima linea su questo genere mai proposta sul mercato. Un innovativo e alternativo tocco in più all’immagine che offre ai brand nuove possibilità per distinguersi. GUARDARE ATTRAVERSO LA LUCENTEZZA! Il foil si chiama Lumafin ed è sta-

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to pensato per essere stampato su grafiche e disegni preesistenti; in questo modo i motivi sovrastampati ottengono nuove tonalità, diverse profondità di colore o appaiono come coperti da una patina o un vetro. L’effetto semitrasparente è in grado di creare particolari intensità di colore e sfumature insolite. Lumafin è disponibile in una vasta gamma di colori in tonalità traslucide ed anche in una versione lucida /trasparente, combinazioni che consentono di creare ulteriori effetti speciali, con particolari abbinamenti di colore. Il risultato finale è talmente lucido che può sembrare metallizzato o addirittura anticato, riuscendo così a regalare un’aria vintage al design. Il nuovo foil è un prodotto dalle caratteristiche originali ed esclusive,

visto che con lo stesso colore è possibile ottenere infinite variazioni di tonalità e gradazioni anche in una sola applicazione. La nuova proposta di nobilitazione Kurz è in grado di offrire ai brand owner nuove possibilità per personalizzare il loro prodotto e distinguerlo dalla concorrenza con un originale valore aggiunto. È un’innovazione anche nel campo creativo perché offre a grafici e designer alternative infinite per le loro opere e ispirazione per espressioni personali e uniche nel loro genere. “È un foil adatto ad un'ampia varietà di design creativi e sorprendenti. Lumafin è ideale per dare un tocco distintivo al prodotto e renderlo inconfondibile " spiega Holger Habekus, Product Manager di Kurz per il settore della Grafica.

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Le varie tonalità di colori di Lumafin, che possono essere trasferite mediante stampa a caldo, stampa a freddo e stampa digitale, risultano estremamente brillanti, caratteristica peculiare di questo foil per la decorazione, ovvero il suo livello molto alto di lucentezza e trasparenza. Una volta stampato su un design, il motivo acquista un tocco di luminosità che coglie istintivamente lo sguardo. Su superfici prestampate, Lumafin può offrire interessanti contrasti opaco / lucido e anche raffinate espressioni tattili, possono essere infatti aggiunti rilievi, incisioni, microincisioni e diverse strutture di stampa. Il rivestimento semitrasparente può creare accenti e sfumature originali che mantengono il loro aspetto a prescindere dall'angolo di visuale.

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aurizio nel 1956, M o m o C a 0 si è Nato primi anni ’8 i e n i rt e b e Galim ra radicale ie n a m in o to focalizza fia a svilupp ra g to fo a ll u i definitiva s olaroid e po P n o c a m ri p dalle istantaneo, . Influenzato aus, ha x ta s In lm fi al Bauh con Fuji Storiche e d a personale ie rd a u g n a u Av l tempo la s o. Oltre e n to a n io z perfe tografic mosaico fo rità tecnica del erose celeb m u n o tt a tr del ad aver ri fo ufficiale ra g to fo to ta , ha ed essere s a di Venezia i e m e in C l e d n l Festiva di esposizio m lu u ic rr u c lle un lungo , l’ultima de re to u ’a d i n pubblicazio Skira, è dedicata al da nche quali, edita . È amato a o n ia c in V he in lui Cenacolo di marca, c e n io z a ic n niare dalla comu o di testimo d ra g in re IAT, to Illycaffé a F trova un au a d : o d n o el m esign. l’italianità n a Kerakoll D a rm a P i d azionali da Acqua rand intern b r e p o d n ome a Pass joiaillerie, c i il te u a h i d o cu sinonim Coultre, in e L re g e a J DNA Cartier e è parte del o li g a tt e d l e racconto d . a rc a della m

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Volti, prodotti, architetture ricomposti come tessere di un mosaico. Per esaltarne l’essenza, rintracciarne nuove verità. Così Maurizio Galimberti crea le sue famose immagini. Inseguendo, ci spiega, il ritmo di una melodia interiore. di M I C H E L A

P I B I R I

Oggi Maurizio Galimberti vive a Milano, in una casa-studio ricca di riferimenti culturali che parlano di una ricerca personale profonda e maturata nel tempo. Ci accoglie in una stanza che, dice, “il Cubismo dividerebbe in nove tessere, mentre io la dividerei in cinquanta”. Lei è conosciuto come instant artist. Come nasce la decisione di dedicarsi esclusivamente alla fotografia istantanea? È cominciato tutto all’età di quattordici anni nei circoli fotografici di Meda e Seregno, ma andando avanti mi sono accorto che il buio non mi permetteva di stare in camera oscura: mi ricordava i primi cinque anni della mia vita in un orfanotrofio. Quindi ho deciso di usare la Polaroid, che non solo era l’unica tecnologia che permetteva di avere la stampa immediata, ma era anche perfetta per “fare il verso” alla storia dell’arte, perché facilmente manipolabile in fase di sviluppo. Erano anni in cui andava molto di moda l’Impressionismo: manipolare le foto restituiva effetti molto vicini alle pennellate di luce, e nella contaminazione ho trovato un potente mezzo espressivo. Mi sono poi appassionato al Bauhaus e alle Avanguardie del Novecento, in particolare al Dada e al Futurismo, e ho cominciato a realizzare immagini che rivisitavano in chiave contemporanea quel tipo di arte. La sua identità artistica si esprime oggi soprattutto nei mosaici. Scomporre e ricomporre la visione è un gesto molto forte: cosa implica questa poetica? Quello che faccio è dividere lo spazio, ma in maniera differente dal Cubismo, che lo sezionava con precisione per mostrarlo simultaneamente da diverse angolature. Io lo dilato come Glenn Gould dilatò il tempo delle “Variazioni Goldberg” di Bach: la prima volta le suonò in trentacinque minuti e dopo ventisei anni suonò lo stesso spartito in cinquantuno minuti entrando completamente dentro la musica per raccontare la sua interiorità. Con la fotografia io cerco di fare la stessa cosa: dilato gli spazi e i volti, creando una narrazione che sta a metà tra la musica e le linee dinamiche del Futurismo di Boccioni, le accelerazioni di Balla, fino ad arrivare al “Nudo che scende le scale” di Duchamp. Per applicare questa tecnica al ritratto, sono partito dai mosaici di Chuck Close, di David Hockney e di Daniel Spoerri, applicando sempre la mia visione “futurista-duchampiana”, e da lì ho evoluto la mia tecnica.

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F O T O G R A F I A

vava stupida o tr o ir N e D t r Robe o gli piazzasse n u lc a u q e h c l’idea fotografica una macchina ccontasse a a in faccia e lo r ndo vide le a pezzettini. Qu ste sul pavimento tessere compo si commosse.

Come procede nella realizzazione dei mosaici? La composizione è prima di tutto mentale. Le tessere che scatto sono quelle che poi compongono effettivamente l’opera: non ne scatto mai di più. Mio padre, impresario edile, mi portava sui cantieri per fare il conto di quanti ponteggi sarebbero serviti per le facciate, ed è così che ho imparato a scomporre lo spazio con precisione: si può dire che io veda il mondo a finestre. Per scattare parto dall'alto verso il basso, da sinistra a destra. Nel caso dei ritratti, i soggetti restano immobili e in silenzio mentre io mi muovo intorno a loro: con la mia tecnica fotografo le persone a pochi centimetri di distanza, devo praticamente appoggiarmi, e inizialmente restano spiazzate, perché non riescono a darsi un atteggiamento, ma dopo un attimo tornano naturali, e lì emerge la personalità. Quando ho finito metto giù le tessere nell’ordine in cui le ho scattate e le unisco con lo scotch: fine. È un lavoro di pancia e molto artigianale. Tutta l'industria della comunicazione è in fondo un’immensa sfilata di dettagli scomposti, di suggestioni che avvicinano o allontanano noi consumatori, ci fanno vedere angolazioni inconsuete... Quali sono gli elementi del suo lavoro più amati dai brand? Le immagini che creo io non vogliono vendere il prodotto, vogliono far sognare. E dunque le aziende con cui lavoro mi lasciano libertà assoluta, senza la quale non potrei fare nulla. A settembre esce la nuova campagna mondiale di Acqua di Parma: al brand interessava che il mio mosaico raffigurasse flacone della loro essenza, con un briefing basato sulla visibilità di alcuni dettagli del prodotto. Insieme abbiamo creato un’ambientazione di luce naturale molto delicata, ma per il resto mi hanno lasciato suonare la mia musica senza interferenze. Un altro lavoro importante è il libro realizzato per Jaeger-LeCoultre insieme all’art director Federico Mininni, in cui ho fotografato a mosaico tutti i dettagli di haute horlogerie, e rivederli nell’insieme è un’esperienza magica. Per FIAT ho realizzato un calendario e un volume “Viaggio in Italia” dedicato al bello italiano: in me i brand trovano non solo l’autorialità, ma un ambassador di italianità nel mondo, ruolo che amo molto. Il suo lavoro prevede anche le applicazioni decorative delle sue fotografie, come nel caso della collaborazione con Illycaffé. C’entra l’approccio interdisciplinare del Bauhaus, che prevede-

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F O T O G R A F I A

va la nascita di artigiani-artisti in grado di sfruttare la tecnologia e di industrializzare la creatività? Dal Bauhaus ho tratto soprattutto lo spirito del laboratorio in cui tutto è sempre messo in discussione per amore della ricerca e della sperimentazione. Aggiungiamo poi il fatto che da ragazzo, tramite mio padre, ebbi modo di conoscere Cesare Cassina, grande appassionato di fotografia, che mi mostrò la sua collezione di fotografie di Cartier-Bresson, André Kertész, Marc Riboud, ma soprattutto mi fece vedere come fosse riuscito a portare la sua azienda nel design, riprendendo i disegni di grandissimi come Le Corbusier, Macintosh, Rietveld e Frank Lloyd Wright per creare la collezione dei Maestri. Si trattava di prodotti industriali che guardavano alla storia del design d’autore per fare impresa, e questo aspetto mi affascinò molto. Sicuramente la collaborazione con Illycaffé per la creazione di una serie di tazzine firmate per la Illy Art Collection, di cui 5 realizzate con vecchie Polaroid e una che ha come oggetto Trieste, realizzata con Fujifilm, è una testimonianza di questo mio approccio da artista-artigiano: io mi considero un fabbricatore d’immagini. Questa sua scomposizione in molte facce è molto ricercata anche dalle celebrità, da Robert De Niro a Lady Gaga, da George Clooney a Johnny Depp, ma anche dal “padre di Internet” Vinton Cerf… Cosa amano queste personalità “superfotografate” del suo lavoro? Credo che amino il mio approccio perché si trovano messi a nudo. Racconto un aneddoto: nel 2010 mi trovai a New York per conto di Polaroid, sponsor del Tribeca Film Festival. Dovevo fotografare Robert De Niro, che non voleva saperne. Trovava stupida l’idea che qualcuno gli piazzasse una macchina fotografica in faccia e lo raccontasse a pezzettini. Lo convinse solo il contratto con Polaroid. Quando finii di scattare e vide le tessere composte sul pavimento si commosse perché in quei dettagli, disse, vedeva sua madre, suo padre, la sua preoccupazione per il figlio autistico. In questa storia c’è l’essenza dei miei ritratti: io cerco sempre un silenzio interiore. Cerco di tradurre la personalità, e non un’espressione.

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Quest’anno ricorre il cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, e lei ha presentato un mosaico del Cenacolo, che è diventato anche un libro pubblicato da Skira. Come si è approcciato a quest’opera immensa? L’idea di fotografare il Cenacolo con la tecnica mosaico è nata da un bisogno di ricerca culturale tra me e il fiscalista Paolo Ludovici, grande personaggio della cultura milanese. Dopo aver acquistato i diritti dall’Archivio Scala, abbiamo stampato la riproduzione nelle misure di 8,90 per 1,40 metri; ho poi scomposto la stampa in sei pannelli, dilatando le immagini e raddoppiando qualche apostolo – ne ho messo in tutto 19 – e poi ho fotografato tutto nuovamente pezzo per pezzo secondo la mia progettualità. Chiaramente non ho fotografato direttamente il Cenacolo perché con la mia tecnica, in cui è necessario appoggiarsi al soggetto, sarebbe stato impossibile. A novembre inaugurerò una grande mostra alle Gallerie d’Italia con Intesa Sanpaolo, dove la parte del leone la farà il mosaico realizzato con Fujifilm Instax Square SQ20 con dominante del tono bianco e blu. Dopo essere stato per molti anni testimonial Polaroid, sembra essersi convertito a questa nuova tecnologia Fujifilm… Quando la Polaroid ha chiuso, prima di rinascere nel 2009, ho passato anni terribili. Nel frattempo Fujifilm ha investito molto in ricerca e ha creato la Instax Square SQ20, una fotocamera istantanea ibrida: è, come la Polaroid, una macchina a sviluppo istantaneo, ma dotata di tecnologia di elaborazione digitale delle immagini. Permette di zoomare, di regolare il diaframma, e soprattutto permette variazioni cromatiche grazie ai filtri colorati. Con Polaroid il mio grandangolo era fatto di passi avanti e indietro, e se volevo un viraggio particolare dovevo usare un filtro fisico, oppure sperare nelle variazioni di temperatura. Devo constatare che la tecnologia ibrida mi ha permesso di essere ancora più creativo perché posso partire da un’immagine singola e ingrandirla in macchina per poi stamparla a pezzi: questo mi ha aperto un orizzonte sconfinato, come spesso succede quando si ha tra le mani qualcosa che sorprende, disorienta, spiazza. Posso dire che la mia creatività sia rinata.

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La tecnologia ibrida mi ha permesso di essere ancora più creativo perché posso partire da un’immagine singola e ingrandirla in macchina per poi stamparla a pezzi: questo mi ha aperto un orizzonte sconfinato.

La fotografia istantanea è uno strumento solo per artisti, un vezzo per nostalgici o vanta un effettivo seguito? Scherza? È in atto una rivoluzione culturale da parte dei giovani che utilizzano queste tecnologie, soprattutto la Fuji Instax Square e la Mini Instax, che fa le foto grandi come lo schermo dello smartphone e parla il linguaggio di Instagram. Nel mondo dell’istantanea Polaroid continua a fare la parte del leone insieme a Fujifilm, ma ci sono anche Leica, Canon, Holga e Lomo. La fotografia non è mai stata viva come adesso, visto che praticamente tutti scattano. Potremmo certamente aprire un discorso filosofico su cosa sia fotografia e cosa no, ma il punto in questo momento è che migliaia di persone sono tornate a usare la fotografia istantanea, dunque alla matericità, alla magia, all’odore e allo spessore di quel pezzetto di carta che si tiene in mano. Una cosa che la fotografia digitale non ha: la capacità di donare quella speciale emozione.

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Rinascimento is an innovative circular economy service that turns cellulosic scraps from companies into wonderful recycled creative paper for their packaging projects. For environmentally friendly high-end packaging. PRINTLOVERS | OTT2019

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Carte e cartoncini bianchi e avoriati in quattro tonalità, tre tipi di superfici e infinite grammature: è Fedrigoni Arena®, un brand unico per la più ampia e coordinata gamma di prodotto sviluppata da Fedrigoni in tempi recenti, risultato di un anno di pianificazione e di oculate scelte “green” che hanno messo a frutto la lunga esperienza del Gruppo in materia di carte naturali, integrando ed aggregando l’esistente per creare un vero e proprio “sistema”. I fogli di carta naturale Fedrigoni Arena® sono prodotti in una grande varietà di pesi – da 70 fino a 580 g/ m2 – e sono adatti a stampare in offset tradizionale e UV, a caldo e a rilievo rispettando standard elevati. La scelta, oltre che tra numerosi forma-

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ti, è fra tre diverse finiture - Smooth, Rough e Bulk - e quattro tonalità: l’avorio brillante di Ivory, il bianco senza imbiancanti ottici di Natural, quello caldo di White e quello freddo di Extra White Natura. “È come un coltellino svizzero per la carta bianca – chiarisce con sintesi efficace Chiara Medioli, Group Marketing Director Fedrigoni SpA - perché semplifica la vita ai clienti: un’arena è un luogo dove puoi giocare a calcio, ma anche tenere concerti rock o spettacoli lirici. Qualunque cosa ci sia da comunicare è sempre adeguata. Se si è avuta l’impressione che le carte Fedrigoni fossero più adatte per copertine, risguardi, sezioni speciali, fogli colorati – conclude Medioli – Fedrigoni Arena® invece è perfetta per le pagine di testo”. Tutte e tre le superfici mantengono

la nitidezza dei caratteri e delle immagini, dipinti d’arte inclusi, pur con pesi diversi. Ma Fedrigoni Arena® è ideale anche per realizzare scatole attraenti destinate ad articoli di alta gamma (con formati in controfibra per la tenuta delle cordonature) e rispondere così alle richieste di carte dall’aspetto naturale che arrivano dal mondo del lusso. Si adatta a qualsiasi tecnica di stampa e nobilitazione e soddisfa ogni esigenza di rilegatura e cartotecnica. Offre differenti opzioni a fibra corta e lunga in formati standard e per la stampa digitale propone una selezione di carte ottimizzate per stampa HP Indigo® . Durante il processo di progettazione di Fedrigoni Arena®, uno degli obiettivi principali era creare qualcosa di “nuovo” senza turbare il mercato, e dunque molte caratteristiche

delle carte della gamma sono identiche a quelle di altre precedenti, in modo che i clienti possano passare al nuovo modello senza modificare i profili di stampa o rivoluzionare la lavorazione. Anche contenere l’impatto ambientale era un’importante finalità, ottenuta grazie all’uniformità della gamma che consente di ridurre gli scarti dovuti al passaggio da una produzione all’altra e di limitare l’uso di acque reflue e fresche. Sono tre le cartiere italiane che producono Fedrigoni Arena®: a Verona città, a Varone sul Lago di Garda e a Fabriano, nelle Marche. Rendere omogeneo un prodotto con così tante varianti realizzandolo in tre siti differenti ha posto non pochi problemi di coordinamento, ma la sfida è stata ampiamente vinta.

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Pensare, per realizzare insieme. In Polyedra non abbiamo mai smesso di farlo, perché c’è sempre un’idea pronta a diventare realtà. Come o grazie a cosa? Possiamo inventarlo insieme: l’importante è non smettere d’immaginarsi il futuro. Polyedra è il partner poliedrico capace di ascoltare per tradurre in soluzioni le vostri visioni. Don’t stop imaging.

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Gli Oscar della Stampa premiano ogni anno il meglio dell’industria grafica italiana e danno accesso al Club delle Eccellenze: aziende che rappresentano il meglio non solo da un punto di vista qualitativo di prodotto ma anche organizzativo, etico, di propensione alla formazione e valorizzazione delle proprie risorse. Sono aperte le candidature per l’edizione 2019. Tutte le informazioni su www.oscardellastampa.it

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Grafiche Milani

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Arti Grafiche Julia

Introduzione di nuovi prodotti, servizi e processi, ma soprattutto attitudine alla ricerca, alla crescita e alla sperimentazione. Per essere innovatori tecnologici, nel mondo della stampa, è vitale rendere questo processo dinamico parte integrante del proprio DNA, dalla ricerca e sviluppo per incrementare la propria operatività fino all’innovazione radicale, ossia l’invenzione di prodotti che prima non c’erano. Abbiamo parlato con tre aziende molto diverse tra loro – Arti Grafiche Julia è specializzata in sistemi di sicurezza e anticontraffazione, Grafiche Milani ha una particolare vocazione per l’editoria di pregio, mentre Grafical ha fatto delle etichette il suo cavallo di battaglia – che si sono distinte come Best technology innovator.

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Cosa significa oggi essere innovatori nel mondo della stampa? Adriano Lapenna, Presidente di Arti Grafiche Julia: Noi siamo nati tipografi e siamo cresciuti grazie all’intuizione che la radio frequenza sarebbe diventata lo standard operativo in ogni settore. Innovazione è, per noi, la sinergia tra tecnologie che sono sempre state usate separatamente: abbiamo capito l’importanza di avere uno strumento produttivo che in un unico passaggio consentisse di stampare immagini grafiche, anche tutte diverse grazie alla stampa digitale di alta qualità, abbinando contestualmente la codifica, ossia la personalizzazione elettrica sul chip attraverso reader dedicati. Abbiamo quindi investito moltissimo in ricerca e sviluppo, per dare vita a nuovi processi produttivi e nuovi prodotti, offrendo applicazioni che garantisco-

no l’assoluta mancanza di rischi di duplicazione, l’autenticità oggettiva e l’abbinamento di servizi aggiuntivi che permettono alle aziende di instaurare nuove modalità di relazione con i loro clienti. Nicola Gilardi, CEO di Grafiche Milani: Abbiamo una storia importante, che risale a oltre un secolo fa, e abbiamo sempre custodito e tramandato la stampa come sapere antico. Nello stesso tempo, però, non abbiamo mai trascurato una dimensione di continua ricerca. Siamo stati i primi in Europa a dotarci di macchinari per stampa H-UV LED e, grazie al nostro accordo con Komori, dal 2016 siamo fieri di offrire ai nostri clienti la rivoluzionaria tecnologia di stampa Led, che combina alta tecnologia degli inchiostri giapponesi con lampada H-UV LED di nuova generazione: due sistemi di polimerizzazione

in un’unica macchina a 10 colori ci consentono di ottenere un risultato sempre oltre gli standard. La fedeltà delle prove certificate fornite dai clienti è garantita dal sistema di trattamento colore GMG costantemente aggiornato, mentre un’accurata ricerca, selezione e fornitura dei materiali più vari, come stoffe, legni, plastiche o metalli, e un’attenzione impeccabile per le lavorazioni speciali e i dettagli rendono unico ogni prodotto che realizziamo. In più, dal 2017 offriamo stampa di piccole tirature grazie all’acquisizione di Graphic, azienda leader nella stampa digitale di qualità. Anna Lonardi, Responsabile Marketing di Grafical: Essere innovatori nel mondo della stampa significa per noi guardare sempre al futuro con curiosità e ricercare soluzioni che possono garantire ai nostri clienti il

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Grafical

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miglior servizio e qualità possibile. Negli ultimi anni abbiamo investito molto, oltre che in tecnologie di stampa di ultima generazione, anche in software gestionali che ci permettono di essere più veloci e precisi. Altro motivo di orgoglio per noi è la certificazione Brc-Iop (riconosciuto a livello internazionale in ambito Global Food Safety Initiative) che abbiamo da 4 anni e che ci ha permesso di migliorarci sia a livello di processo che a livello di prodotto. Quali delle vostre soluzioni sono, attualmente, più richieste dal mondo del lusso? E quali input vi arrivano da questo segmento per sviluppare nuovi prodotti e applicazioni? Adriano Lapenna, Arti Grafiche Julia: Certamente l’autenticità è una delle chiavi dell’esperienza del lusso, così come la personalizzazione di

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prodotti e servizi: per questo i nostri prodotti trovano applicazioni anche in tutti gli ambiti del packaging di alta gamma. L’utilizzo delle nostre tecnologie permette, grazie alla piattaforma “Connect”, di attivare la raccolta e la gestione di una grande quantità di dati, utili per la misurazione del gradimento di campagne, acquisiti automaticamente con il semplice “tap” sul bene connesso. Dalla certificazione di autenticità, utilizzabile in ogni sua declinazione, alla geolocalizzazione del prodotto e/o del cliente, fino alla misurazione delle quantità e del tempo di connessione per la visualizzazione di contenuti multimediali e alla raccolta di altri dati significativi, si creano automaticamente tabelle dati esportabili, dando vita ad un formidabile strumento di analisi e comunicazione one to one.

Nicola Gilardi, Grafiche Milani: Passione, esperienza, cultura della stampa e amore per l'innovazione sono ciò che ci contraddistingue. Senza questi fattori nessuna soluzione tecnologica di per sé sarebbe sufficiente per soddisfare un mercato così esigente. E la nostra volontà è di continuare a garantire, su ogni progetto, risultati di qualità impareggiabile insieme alla sperimentazione continua. Nel corso della nostra lunga storia abbiamo messo il nostro lavoro al servizio dei più grandi talenti del mondo dell’editoria, della moda e della cultura. Collaboriamo da sempre con artigiani specializzati, designer e grafici di prestigio per offrire ai nostri clienti internazionali prodotti speciali, frutto di attenzione e professionalità costanti. Anna Lonardi, Grafical: Le tecnologie di stampa presenti in azienda

sono le più svariate. Stampa Offset tradizionale, serigrafica, flexo e digitale. Abbiamo inoltre molte soluzioni per la nobilitazione dello stampato. Nel settore della cosmetica per esempio una lavorazione che il cliente apprezza molto è la stampa su Cold Foil che è da tempo il nostro cavallo di battaglia. La lamina a caldo, poi, a mio avviso è intramontabile e con un cliché ad hoc si possono creare addirittura spessori diversi, luci o ombre. Recentemente abbiamo acquistato una nuova stampante digitale a foglio con la possibilità di stampare argento pasta, vernice lucida, inchiostri speciali. Il vantaggio di questa tecnologia è quello di poter personalizzare e nobilitare ogni singolo foglio grazie all’utilizzo del dato variabile e quindi di rendere veramente unico ogni stampato.

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E V E N T I

LA SICILIA PENSA EFFERVESCENTE Il 24 maggio si è tenuta a Marsala la prima edizione di “Sicilia Sparkling – I pensieri dell’effervescenza”. Organizzato da ADG Forniture e ospitato dalla cantina Donnafugata, il meeting di formazione ha delineato il futuro della spumantistica siciliana.

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ettete uno dei luoghi simbolo della cultura enoica della Sicilia, la cantina Donnafugata di Marsala, in primavera. Mettete un’azienda specializzata in tecnologie per la produzione vinicola e l’imbottigliamento, la ADG Forniture, e il suo promotore, Andrea Di Gesù, convinto sostenitore della necessità di creare consapevolezza e cultura nella produzione degli spumanti in tutta l’Isola. Aggiungete un panel di relatori specializzati, una platea di responsabili marketing, designer, enologi e produttori che negli ultimi anni hanno approcciato il mondo della spumantistica, e, infine, un momento conviviale dedicato alla degustazione di diversi spumanti metodo charmat. Quello che otterrete è la ricetta della prima edizione di Sicilia Sparkling, meeting di formazione che, il 24

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maggio scorso, ha evidenziato una grande certezza: le bollicine siciliane hanno davanti un futuro pieno di potenzialità. “Oggi sempre più aziende decidono di produrre uno spumante, e l’interesse verso le bollicine siciliane sta crescendo moltissimo” ha dichiarato Di Gesù. “Ma è necessario lavorare con obiettivi specifici per creare un progetto enologico sostenibile e appetibile”. Il convegno, moderato da Lilly Fazio, delegata dell’Associazione Donne del Vino, ha offerto una panoramica su tutti gli aspetti legati alla produzione degli spumanti siciliani, con un particolare accento sul marketing e sul design. I TREND DEL MERCATO DELLE BOLLICINE Pierpaolo Penco, country manager Italia di Wine Intelligence, ha delineato i contorni di un mercato globale

complesso, focalizzandosi sul posizionamento delle diverse tipologie di vini spumanti italiani ed esteri. In cima alla classifica della riconoscibilità in Italia si trovano Ferrari, Martini, Gancia, Maschio e Dom Perignon. Ferrari, Martini e Berlucchi sono i top brand che meglio di tutti riescono a convertire la riconoscibilità di marca in acquisto effettivo. Prosecco e Lambrusco sono le bolle più bevute, anche in virtù del rapporto qualità-prezzo, mentre in termini di percezione qualitativa, Champagne risulta il leader assoluto seguito da Franciacorta. Se il consumo italiano è molto legato all’aspetto territoriale – la spumantizzazione si sta affermando in ogni regione oltre alle zone storiche di produzione – e interessa il 64% della popolazione adulta, quello degli Stati Uniti – quarto consumatore al mondo

di bollicine dopo Germania, Italia e Francia – punta sui millennial, consumatori poco fedeli ma aperti alla sperimentazione. La Cina, ha evidenziato Penco, consuma meno bollicine di quanto si potrebbe pensare, conosce poche tipologie di spumante e predilige maggiore leggerezza e minore acidità, riscontrando anche un cambio culturale nei giovani che abbandonano la cultura del bere “ganbei”. Il Regno Unito è il sesto mercato globale e le bollicine italiane trainano i consumi con 6 bottiglie su 10, malgrado la produzione autoctona sia in crescita. A PROPOSITO DI WINE DESIGN Giacomo Bersanetti, fondatore di SGA Wine Design, ha raccontato il percorso che permette di progettare identità aziendali e di prodotto riconoscibili e memorabili. Un approc-

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Oggi sempre più aziende decidono di produrre uno spumante, e l’interesse verso le bollicine siciliane sta crescendo moltissimo. —

A N D R E A DI GE SÙ

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cio olistico, il suo, e orientato all’autenticità e all’espressione di valori culturali, simbolici o archetipici, in cui ‘ogni vera unicità è il risultato di numerosi apporti’, dall’analisi strategica alla cura del dettaglio. “Stiamo parlando di prodotti di consumo particolari, potenziali e straordinari veicoli di contenuto culturale e simbolico”, ha detto Bersanetti. “In passato l’imitazione e il conformismo costituivano comode linee guida per gli autori delle etichette. Il contesto attuale invece rende indispensabile il ricorso a ricerca e sperimentazione per esprimere un contenuto di innovazione, anche nel caso di identità ormai classiche e consolidate”. Un particolare accento è stato posto sulla longevità: “Il packaging non deve cambiare continuamente per catturare l’attenzione di un osservatore occasionale, perché così facendo non si

consolida. Di fatto, a cambiare continuamente abito sono prodotti che è difficile definire vini: sono semplici bevande, pura merce”. E, sempre a proposito di packaging, Stefano Pistoni, Business Development Manager W&S di Upm Raflatac, ha approfondito il tema dell’etichetta autoadesiva, dall’importanza di coniugare l’aspetto estetico con quello funzionale scegliendo la carta giusta, alla sostenibilità delle etichette grazie all’innovativo progetto di riciclo RafCycle, che offre una nuova vita agli scarti delle etichette. Si è parlato anche di tecnica enologica e di sostenibilità. L’enologo Umberto Marchiori di Uva Sapiens ha trattato il tema della longevità ed effervescenza dei vini spumanti in termini di produzione e conservazione.

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“Il vino come volano della sostenibilità” è il tema affrontato da Gloria Luzzani dell’Università Cattolica che ha presentato il programma “Viva” sulla sostenibilità della vitivinicoltura in Italia anche dal punto di vista del consumatore, che sempre più spesso nelle scelte d’acquisto premia la sostenibilità del prodotto. Tutti interventi di grande spessore tecnico che hanno preceduto quello di Desiderio Bortolin, titolare della Bortolin Angelo Spumanti, che ha raccontato la storia e le radici della Docg Valdobbiadene. “È stata una giornata di arricchimento dal punto di vista tecnico e umano grazie alle conoscenze e alla passione trasmesse dai relatori — ha concluso Andrea Di Gesù — Oggi abbiamo posato la prima pietra di un progetto molto più grande”.

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ONEMOREPACK 2019 Giunto alla VI edizione, il concorso di packaging design di Grafica Metelliana ha incoronato a Napoli 12 progetti: 3 vincitori di categoria (Packaging, Label e Visual), 6 menzioni e 3 studenti premiati. Qui ve ne proponiamo una selezione.

1 VINCITORE CATEGORIA LABEL Lavoro: Sciabacco Agenzia: Studio Taller Cliente: Azienda agricola Francesca Tumino

4 VINCITORE DELLA MENZIONE

2 VINCITORE CATEGORIA PACKAGING Lavoro: Lo zingaro di Mare Agenzia: Lettera7 Cliente: Armatore

5 PRIMO CLASSIFICATO

3 VINCITORE CATEGORIA VISUAL Lavoro: Volaiuola Agenzia: Fabio Di Donato graphic designer

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NOBILITAZIONE Lavoro: Grand Cru – Macchia di Rose Azienda: Frantoio Muraglia

SEZIONE STUDENTI Roberto Alesi Lavoro: Sabadì

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M E R C K

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IL COLORE SECONDO MERCK Iriodin Icy White®, Meoxal®, Xirallic®: sono l’ultima novità nel mondo dei pigmenti per stampati di pregio.

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Colore inteso come sfumatura caratteriale degli oggetti, colore come massima espressione di uno stato d’animo e come sensazione cardine della percezione umana. Da sempre la missione di Merck è creare effetti speciali e apportare valore aggiunto a tutto ciò che il colore rappresenta, attraverso i pigmenti scelti dai più importanti brand e designer per innovare i materiali e regalare ai clienti un mondo di colori in continua evoluzione. Evoluzione in cui Merck ha un ruolo chiave in qualità di parte attiva dei gruppi di lavoro che studiano e influenzano le tendenze di settore sul piano globale, dalla cosmetica all’automotive fino all’architettura. Sul mercato italiano sono appena state introdotte diverse novità di rilievo che stimolano la ricerca di nuovi effetti: vediamole nel dettaglio.

IRIODIN ICY WHITE®, L’IRIDESCENZA DEI GHIACCIAI Li attendevamo da tempo e finalmente sono arrivati: i nuovi pigmenti a base di mica sintetica hanno la peculiare capacità di donare agli stampati una purezza di colore estrema, e aggiungono una freschezza e brillantezza del tutto paragonabili al bianco argenteo di un ghiacciaio. MEOXAL®, VIVACITÀ AI COLORI SATURI E PIATTI Altra novità di spicco nelle proposte Merck sono i pigmenti Meoxal®; una nuova gamma capace di donare luce, brillantezza e vivacità ai colori saturi e piatti. Meoxal® è stato progettato per applicazioni outdoor, infatti è insensibile agli agenti esterni più aggressivi, senza subire il minimo degrado nel tempo. La sua esclusiva e preziosa composizione unisce particelle d’alluminio e mica sintetica, una novità assoluta per Merck, e si adatta

efficacemente a tutti gli stampati aggiungendo profondità, luce e dinamicità di solito assenti nei colori piatti. Meoxal® può essere combinato con uno spettro pressochè infinito di pigmenti per nobilitazioni e decorazioni di altissimo pregio e valore aggiunto. Ultimo nato nella gamma, Meoxal® Victoria Red: ispirato alle sabbie dell’immenso deserto australiano di cui porta il nome, Victoria Red coniuga straordinaria coprenza a saturazione di colore e brillantezza, donando alle superfici un profondo, elegante e luminoso effetto metallico. XIRALLIC®, PROFONDITÀ DAL CUORE D’ACCIAIO La già ricca gamma di effetti si è impreziosita ulteriormente grazie a Xirallic® NXT Amur Black, che aggiunge un tocco di magico mistero a qualunque nero. È il perfetto connubio tra un nero dalla coprenza intensa, che mostra la sua anima d’ac-

ciaio blu in un’esplosione di scintille di luce. Una combinazione di cristallinità, purezza, colore e profondità è il risultato raggiunto dalle superfici trattate con questi straordinari pigmenti a base di allumina. TECNOLOGIE DI STAMPA BREVETTATE Le tonalità intense di blu e neri sono la base perfetta per mostrare l’innovativa tecnologia dell’effetto 3D (VE3D – Virtual Embossing 3D), che offre l’illusione di sensazione tattili, e della stampa RGB con i pigmenti a effetto SPECTRAVAL®. La tecnica di stampa RGB rappresenta una rivoluzione nella stampa degli imballaggi di lusso, che offre nuove opportunità di design e aggiunge valore alla qualità percepita degli imballaggi e del loro contenuto. Insieme a pigmenti e nuove tecnologie di stampa, Merck offre assistenza nello sviluppo di packaging innovativi e funzionali.

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LE TECNOLOGIE DEL GRUPPO PUSTERLA 1880 • Stampa offset con inchiostri UV e tradizionali • Stampa su supporti plastici rigidi tipo APET • Stampa a caldo • Applicazione Cold Foil • Serigrafia UV, tradizionale ed a solvente • Termografia • Fustellatura • Rivestitura automatica scatole • Rivestitura manuale scatole • Incollatura astucci • Plastificazione all’acqua • Accoppiatura • Cordonatura a piega morbida di scatole in materiale plastico • Termoformatura • Confezionamento automatico / manuale • Stoccaggio / Logistica Tramite la filiale in Asia: • Lavorazione ed assemblaggio scatole in metallo • Lavorazione ed assemblaggio scatole in legno • Lavorazione ed assemblaggio scatole in pelle/PU • Lavorazione ed assemblaggio scatole multimateriale

GRUPPO PUSTERLA 1880 PUNTO DI RIFERIMENTO NEL MONDO DEL LUSSO Approccio industriale e sensibilità artigianale: sono questi i punti di forza con i quali il Gruppo si propone ai mercati d’alta gamma.

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Con la recente acquisizione di Cavalieri&Amoretti, piccola azienda d’eccellenza specializzata nel packaging d’alta gamma (e in particolare nei cofanetti rigidi tondi), il Gruppo Pusterla 1880 allarga ulteriormente la sua offerta e si propone ai clienti che operano nel mondo del lusso come punto di riferimento per la realizzazione di una gamma

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completa di applicazioni, di soluzioni tecniche e di servizi. Dagli astucci cartotecnici di ogni tipologia ai cofanetti multi-materiale, il Gruppo Pusterla 1880 diventa dunque l’interlocutore privilegiato dei clienti del lusso. Grazie a un parco tecnologico di ultima generazione e grazie all’altissimo standard raggiunto nei servizi e

nella produzione di soluzioni complesse su misura, il Gruppo segna oggi un altro passo nel raggiungimento del suo obiettivo strategico: radunare sotto un unico coordinamento commerciale, industriale e logistico le aziende-leader di specifiche aree del packaging secondario di lusso. Con queste dotazioni e con la forza della sua storia, il Gruppo Pusterla

1880 vuole rispondere alle specifiche esigenze delle maison che oggi puntano i riflettori sulla sostenibilità di processi e materiali, e sulla necessità di avere interlocutori nella filiera del packaging dotati di grande capacità produttiva e insieme di una speciale attenzione manifatturiera.

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ROBERTO DELLA RUPE

Tutto il lusso delle mie shopper Roberto Della Rupe è Managing Director di Luce, brillante agenzia di rappresentanza, operativa da qualche anno nel settore del luxury packaging, specializzata nella progettazione e produzione di shopper in una vasta gamma materiali. Con l’obiettivo di proporre un’offerta completa e diversificata di shopper personalizzabili, Della Rupe ha messo a punto una proposta che si estende dalla progettazione grafica, alla produzione, alla distribuzione. Personaggio eclettico e visionario, Roberto Della Rupe è un grande appassionato di tecnologie di stampa, alle spalle una lunga esperienza nel mondo grafico, insegnante di packaging alla Facoltà di moda e design di Brescia.

Ci vuole dire in sintesi, in cosa consiste la sua proposta? Offro ai brand del lusso - che vogliano realizzare shopper - progetti di design innovativi e una rosa di fornitori affidabili capaci di portarli a

termine. Il mio è un intervento di consulenza e, insieme, di problem solving. Un approccio che si realizza attraverso la selezione dei partner giusti, in grado di coprire tutto lo spettro di necessità tecnologiche e di lavorazioni, sempre allo scopo di ottimizzare i risultati dei miei clienti.

Il suo ruolo? Scelgo, controllo, coordino, creo legami, garantisco i massimi risultati. Quali sono le abilità che le consentono di svolgere questo ruolo? La mia lunga esperienza nel settore, la conoscenza dei materiali, una competenza tecnica che mantengo sempre aggiornata. Ma sopra ogni cosa…la passione. Progetti per il futuro? Un nuovo modo di pensare al packaging per e-commerce. In una nuova avventura dal nome Luce For Delivery.

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Leonardo e Giulio Cesare rivivono in due volumi a tiratura limitata. I loro volti spiccano grazie alla goffratura artistica tridimensionale della copertina, nata dalla partnership tra Gasperini ed Editalia – Treccani.

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Serigrafia nero e pantone, lamine oro opaco caldo: Amarone, Ripasso e Appassimento non sono mai stati così eleganti grazie al design di ADVision e la stampa di Grafical per Vivaldi Vini.

Sembra un profumo, questa Lacrima d’oro. Invece è il pregiatissimo olio di nocciola vergine di Morgana del Re, con un packaging minimale caratterizzato dai dettagli oro e braille realizzato da La Commerciale.

Copertine immortali

Un assaggio dei progetti più belli. Una vetrina sulle ultime novità del mondo della stampa e dei supporti. Tutto, naturalmente, da printlovers.net

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Si chiama Phil the bottle ed è una bottiglia per esploratori metropolitani da riempire nelle fontanelle cittadine, realizzata in PETG 100% riciclabile e rivestita con la creative paper Wild di Gruppo Cordenons.

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SAC SERIGRAFIA LUXURY PACKAGING A 'EFFETTO WOW'

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Se l’imperativo per il luxury packaging è ‘impreziosire, stupire, differenziare’, l’evoluzione delle tecnologie di stampa offre effetti sempre nuovi e sorprendenti. Ne parliamo con SAC Serigrafia, azienda che da oltre 50 anni sperimenta e innova con materiali e tecniche serigrafiche. COS’È L’EFFETTO WOW E COME SI OTTIENE? Paolo Santi, Vicepresidente: «È la quintessenza della differenziazione. Essere associati a un ‘wow’ è il sogno di ogni marca, ma si può ottenere solo con la ricerca e la sperimentazione. Per questo abbiamo puntato tutto sulla personalizzazione: un plus

per i nostri clienti e una sfida per noi». Sara Klos, Team Sales: «L’effetto ‘wow’ conta moltissimo nell’esperienza d’acquisto. Alcuni packaging sono così ricercati che diventano oggetti-ricordo da riutilizzare». COSA PROPONETE PER UN LUXURY PACKAGING SORPRENDENTE? Sara: «Il nostro best seller è il Metal sticker, un sottile adesivo in metallo cromato, totalmente personalizzabile e ideale per microapplicazioni e loghi ricchi di dettagli. La superficie cromata a specchio può essere elaborata con diverse combinazioni cromo/colore». Paolo: «Ma la vera novità è il 3D, che sta riscontrando grande inte-

resse nel fashion. La sua forza è la possibilità di ‘animare’ il design: la profondità seduce lo sguardo, mentre l’effetto changing può trasmettere un messaggio attraverso il movimento». COME RISPONDETE AI CLIENTI CHE VI CHIEDONO L’EFFETTO “WOW”? Paolo: «SAC Serigrafia mette a dispo-

sizione conoscenza e capacità di innovare, ma il risultato è sempre frutto di un lavoro di squadra tra noi, i clienti e i designer». Sara: «Lo conferma anche la nostra partecipazione a Brand Revolution LAB, nel quale abbiamo co-creato con Artefice Group e Costa Crociere la personalizzazione 3D di accessori per il CostaClub».

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Nel Regno Unito cresce la ricerca DI PACKAGING SOSTENIBILE In quale modo il settore del packaging fronteggia il crescente sentimento di avversione alla plastica che si è diffuso tra i consumatori? Per rispondere a questo interrogativo Packaging Innovations London 2019, la principale fiera del settore packaging del Regno Unito, che si è svolta in settembre, e di cui Print è stato media partner, ha commissionato un’ indagine a ThePackHub. 354 i soggetti coinvolti, tutti operanti nel settore del packaging: fornitori, brand owner, rivenditori, agenzie di consulenza. Come emerge dai risultati, il 62,9% degli intervistati ha inserito nei propri piani di sviluppo attività di ricerca di materiali alternativi. E sono addirittura il 95,7% coloro che stanno già lavorando ad almeno un materiale alternativo. Il 57% è attivo nella ricerca di soluzioni di packaging compostabile, e ancora di più quanti cercano alternative biodegradabili.

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Dalle opinioni raccolte risulta poi che il cartone ondulato è il materiale più spesso indicato come alternativo alla plastica, seguito dal metallo e dal vetro. Il 43,2% degli intervistati ha dichiarato di essersi attivato per sviluppare confezioni riutilizzabili e ricaricabili mentre il 60,4% lavora a prodotti con un maggiore contenuto di plastica riciclata. Rientra nelle azioni della stragrande maggioranza (l’89,6%) la riduzione dei rifiuti plastici. Il 17,2% avrebbe già eliminato o starebbe per eliminare radicalmente la plastica dal proprio business, percentuale che sale se si considerano i brand owner, i rivenditori, le manifatture. Infine, oltre la metà degli intervistati ritiene strategica la riduzione dell’uso della plastica e ha già in attivo un costante lavoro di ricerca di materiali alternativi.

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www.imagspa.it

C O M U N I C A Z I O N E

LEGATORIA IMAG IL PUNTO DI RIFERIMENTO PER I LIBRI DI PREGIO

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L’avventura del libro, la più straordinaria invenzione dell’uomo, non finisce mai. Se da una parte le tecnologie hanno reso i contenuti fruibili attraverso i device elettronici, dall’altra stiamo assistendo allo sviluppo di opere di grande qualità destinate a documentare, non solo con i testi ma anche attraverso le immagini, l’architettura, l’arte, la fotografia, le arti in genere. Realizzati in grande formato, e curati nei minimi dettagli, i grandi libri sono sempre più richiesti dal mercato: volumi con copertine impreziosite da lavorazioni realizzate con tecniche e materiali diversi, basso-

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rilievi, ricami, grafismi particolari, labbrature, e tutto quanto possa conferire caratteristiche estetiche uniche, speciali, capaci di sollecitare la vista, il tatto e sedurre i lettori con tocchi di bellezza. Imag ha affiancato alle tradizionali produzioni di libri in cartonato processi di produzione e competenze professionali in grado di assecondare le nuove tendenze del mercato, e ha acquisito la fiducia dei più prestigiosi marchi della stampa e dell’editoria nazionale ed europea. Punto di riferimento per la legatura di libri di pregio, Imag coniuga al suo interno le più innovative tecnologie con una profonda conoscenza

delle metodologie classiche e artigianali della legatura. Formazione e aggiornamento continuo degli addetti consentono all’azienda di proporre ai propri clienti la legatura artistica artigianale: lavorazioni a mano con materiali preziosi, come pelli naturali, pergamene in pelle, oro zecchino, per riprodurre fedelmente la legatura dei testi antichi con le stesse tecniche utilizzate nell'originale. Imag offre inoltre un sistema di servizi di logistica integrata: custodia dei semilavorati e del prodotto finito, spedizione, gestione dei piani di reparto e postalizzazione dei volumi.

D ' I M P R E S A

LEONARDO Copertina: Bodoniana (in tre pezzi) realizzata a mano, rivestimento in pelle a concia vegetale, impressione in oro sul dorso e a secco sul primo quadrante con cliché e contro-cliché per effetto a rilievo, resinata sul verso, stampa inkjet a registro con il bassorilievo. Interno: carta Simbol Tatami White Editore: Treccani - Editalia. LB RANCH Copertina: Quadranti in cartone accoppiato, rivestimento in pelle, stampa pastello a caldo su piatto e dorso, ricamo a trama geometrica sulla pelle con immagine in negativo del marchio in prima di copertina. Confezione: Cartonato cucito, dorso tondo, incollatura dorso in twin-shot ,capitelli color senape e nastrino segnalibro colore marrone da 3 cm. Cofanetto: Conchiglia in 3 pezzi con rivestimento in mezza tela, vaschetta di contenimento a quattro sponde e coperchio di chiusura a 3 sponde, rivestimento interno e dorso in “Winter Chamel CHS 7740”

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PAGE 10 ­HOW PRINT IS MADE HOT FOIL LUXOR® 108143 N MYSTERIOUS RUBY A romantic colour. This metallic red tone is full and warm and is reminiscent of the poetic tones of autumn; it fits very well with the pattern's structure and warms its design. This foil's intense red is sleek and very elegant; it's a mysterious, passionate colour that perfectly expresses the magic of dusk. It's part of the Luxoro's Pollock 3 collection and is one of the new colour trends this 2019. All the parts enhanced with Mysterious Ruby have been printed with an h+m flat cliché. MOSAIC SFX MOSAIC SFX The transparent design with mosaic motif perfectly highlights the exceptional illusion of 3D; this foil's optical effect is achieved with the TRUSTSEAL® SFX solution from Kurz, a product in the TRUSTCONCEPT® line. SFX is a printing technology with spectacular visual impact because of its use of leading-edge holographic effects that are personalized and brand new. An optical illusion that firms up the design by creating

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V E R S I O N

surprising spatial effects and perfectly reproduces the 3D effect; the print actually seems to lift up from the surface. In this case too the mosaic pattern has been flat printed with an h+m cliché.

two different technologies: Offset printing and Hot Foil print. Every product is handmade and passed our thorough quality checks. All processes have been carried out in Taffarello S.p.a’s factories.

LASER WORKING PaperOne 5000, the SEI Laser solution for die-cutting and digital creasing of sheets, was used for this project. The laser system, equipped with automatic paper transport, is completely auto-set and piloted by remote controls. Sheet registration is guaranteed by the mechanical clamp/square register as well as optical register by digital camera. This laser system processes sheets up to B2 size, with a productivity of up to 2,500 sheets per hour and certified thicknesses from 0.15 to 1.5 mm.

THE PAPER FOR THE COVER, BOX AND SHOPPING BAGS Gruppo Cordenons Reef White 120 g/ m² (box) e Reef White 330 g/m² (cover and shopping bags). The cover of this number of Print, the box containing the magazine and the coordinated shopping bag marry with the freshness of Reef, the creative paper from Gruppo Cordenons inspired by the magic of the coral reef. The extremely versatile White version creates a perfect synergy with the original graphic project that interprets fashion trends. It’s really the texture – Reef ’s distinctive feature – that provides the added value of multi-sensory elements to the multi-coloured floral mosaic, which is the star of Print 79’s visuals. Part of the Luxury&Touch family, Reef is suitable for the main printing technologies and enhancement techniques and is available in White, Red, Blue, Black colours and in weights of 120 and 330 g/m2; at the next Luxepack new colours and weights will be presented that enrich the range. Reef is ideal for graphics projects, which combine style with the look and feel of an exclusive product such as luxury packaging, shopping bags, covers of prestigious books and catalogues, brochures, coordinated images, invitations, greetings cards and much more. THE SHOPPING BAG The shopping bag has been printed with

LUXORO Exclusive distributor for Italy of foils and clichés for enhancement from the Kurz group, Luxoro offers industrial sectors such as fashion, luxury, packaging, cosmetics, food & wine, substrates and ideas for creating unique objects that can mirror the exclusive value of a product or brand. The close exclusive partnerships with LEONHARD KURZ Stiftung & Co. KG (the undisputed benchmark in the production of film for heat printing) and Hinderer + Mühlich KG (cliché and equipment for heat printing), make Luxoro the ideal supplier for any need in the field of printing and finishing of various materials. The company has a staff of over 50 people and an operational area of 3,500 sq.m. where there are the offices and logistics centre. Here the wide spaces available allow flexible warehousing of the “parent reels” (jumbo) from Kurz, and their cutting in the format required by the client. Thanks to its rigorous company policies Luxoro today is a completely zero impact company. NAVA PRESS Creativity and quality are the important features that have always distinguished Nava Press and over the years have made it an international reference point for the biggest brands in publishing, luxury, fashion and design. Nava Press is the favourite partner of those companies on the lookout for excellence and quality in their printed products: brochures; catalogues; invitations; books; magazines and packaging products. A team of technical experts helps with the creation of each product from the very first stages: from the choice of printing and enhancing techniques to that of the media and binding. Since July 2014 Nava Press has been part of Rotolito Graphic Industries, which is one of the largest groups in Europe for printing and binding.

SEI LASER Since 1982 SEI Laser has been designing and producing innovative laser solutions thanks to the know-how of its R&D department and its ongoing investments. Its systems stand out because of their very high performance both in terms of operational efficiency and product quality. In particular, if we look at the solutions for the converting sector - graphic arts, labelling and packaging - they're based on a concept of modularity that can be expanded and updated according to different production needs: decoration, cutting, half-cutting and marking. All the laser systems are produced in Italy, in particular at the plants in Curno, Mapello and Buja. Here the mechanical, electronic and optoelectronic, IT, design and production departments follow all the stages of the development process up to the final installation. Leading-edge technologies require commitment and constant research, which is why the SEI Laser machines are checked by software and firmware developed internally by a team of expert programmers. GRUPPO CORDENONS Gruppo Cordenons develops and produces creative and technical papers, and offers the international market over 2.5000 products with different targets and implementations. The company has always invested significant resources in researching and developing innovative and original papers, in order to meet their clients’ demands and to keep up with current trends. The quality of their products is excellent, a combination of creativity and technological innovation. As well as its attention to new technologies, the company maintains its commitment to producing high-end products with a refined attention to detail. Through an increasingly more flexible production process, Gruppo Cordenons has developed a rich portfolio of cutting-edge papers, which bring together visual appeal and tactile effects. The wide range of the catalogue is further expanded by the possibility of requesting personalised papers, tailored to specific needs in terms of colour, weight and finishing. In July 2018, Gruppo Cordenons was bought by Bain Capital Private.

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PUSTERLA 1880 Pusterla 1880 is one of the main European companies in the luxury packaging sector. The company’s strategy aims at the creation of high quality products through the implementation of diversified skills in the luxury packaging world and today, as a result, it can meet its clients’ every demand. The investments made over recent years have contributed to bringing together under the name of Pusterla 1880 new expertise in the sector, such as multi-material and metal boxes, with the acquisition of Virojanglor; added to this is the particular element of round boxes, made possible with the incorporation into the group of Cavalieri & Amoretti. These investments have made Pusterla 1880 a company focussed on a niche market that includes alcoholic drinks, perfumes and cosmetics – sectors where packaging is becoming a product with a high added value. TAFFARELLO Taffarello S.p.a is a leading company when it comes to designing and creating Shopping Bags to Communicate. With over 50 years of experience, Taffarello has continuously studied the best solutions to meet the market’s needs, supplying a product/service which supports the client from the choice of raw materials to the designing of the bags, up until delivery. All this process is fast, efficient and high quality. Taffarello’s Shopping Bags are able to interpret the values of a Brand and representing them onto a chosen Shopping Bag which will be used by the clients with the product bought. Taffarello presents three product lines which cover the whole market range: Dolce Vita, a luxury shopping bag completely handmade, e-bag, the automatic Italian paper bag known world-wide, and ProntiVia the collection including over 600 variations, ready to deliver. Find out more about the world of Shopping Bags to Communicated on Taffarello.com.

PAGE 16 "QUESTA DI MARINELLA"* *TITLE OF A SONG BY FABRIZIO DE ANDRÉ E. Marinella ties – made from precious silks that are hand-sewn stitch by stitch – are the quintessence of Italian luxury and a symbol of the tradition of Neapolitan tailoring. They are an icon of men’s fashion, the expression of that refined, unostentatious elegance that has made Italian style a uniquely inimitable figure. For more than

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a century the Neapolitan brand has been dressing artists and political figures and stars of cinema and music. All the products in the catalogue have a dedicated line of packaging in Fedrigoni paper in a very special colour specifically designed for the Neapolitan brand: a variation of pale blue tending towards blue, given the name of Marinella blue, which is very similar to the sea at Riviera di Chiaia where the mythical Marinella store is located. It’s a space that has remained as it was more than a century ago – with the rounded shop windows, the antique furniture, the wardrobe that becomes a changing room – open every morning from 6.30 a.m. to receive clients from all over the world with coffee and typical Neapolitan pastries. And together with the uniqueness of artisan manufacturing of shirts and ties, and then over time ladies’ scarves and men’s silk scarves, scarves, glasses’ cases, credit card holders, bands for women’s hats, Eugenio Marinella – ahead of his time – understood how important not only the product was but also its container, in an era that the word ‘packaging’ was not yet used in the Italian language. And it is what characterises above all a bag or a box for holding ties that over the years have been worn by men like Winston Churchill and Aristotle Onassis, Prince Albert of Monaco and Silvio Berlusconi as well as Luchino Visconti, Gianni Agnelli and even Daniel Craig, alias James Bond in the film Skyfall. And obviously Francesco Cossiga, the ex-President of the Republic, who ‘institutionally’ endorsed E. Marinella with his habit of giving heads of state visiting Italy a pack of five ties, for which the first made-tomeasure box was created. A box like the others today covered by the new Fedrigoni royal blue paper, which has been called Marinella blue since last year. Maurizio Marinella – the third generation of the family at the head of the Neapolitan tailoring firm, with the fourth generation now represented by his son Alessandro – explains that it had become a bit faded and, above all, it could no longer hold the same brilliance under the printing process to stamp the classic E. Marinella white logo. “Today”, Maurizio goes on, “all the packaging for shirts, ties, accessories, shoes, and even the shopping bags, is in Fedrigoni paper similar to the Sirio Color collection, embossed with Tela design, created specifically for our company in an original colour, and FSC certified with ECF cellulose”. But how did this collaboration between E. Marinella and Fedrigoni develop? We asked Luciano Sepe, Fedrigoni Promoter in the Campania area. “When Massimiliano Tommasetta, E. Marinella’s brand manager referred to us - long-time

suppliers of paper for almost the whole of their orders (boxes, calendars, brochures) - to fine tune a way of representing their image of tradition and contemporaneity we found ourselves in front of a large quantity of blue material whose consistency had disappeared over time because it had been printed on with different techniques and machines that made the identity inhomogeneous”. What has your contribution been then? “We’ve worked alongside the client”, continues Sepe, “to take stock of the colour. We identified a bulk colouring, reproducible over time, which although it’s solid and brilliant follows their tradition and provides that update of freshness they were looking for. The fact that we had a very large number of embossing rollers available in the paper mill allowed us to identify with the company the design that could emphasise, even more obviously, the packaging’s brightness and surface to give a visual and tactile hint of the extremely beautiful ties inside and to go with the brand’s luxurious experience". “Fedrigoni paper”, adds Massimiliano Tomasetta, “is the wrapping, which also gives a pleasant tactile sense to anyone lightly touching it. All the samples of cardboard boxes (for ties, shirts, shoes – over 80,000 a year) have different weights: 110 grammes for the shopping bags, 200 for the boxes and 350 for the business cards. The E. Marinella calendar, with its run of around 10,000 copies, has become a Christmas present must-have and is now in the top ten most coveted and sought after calendars (like the Pirelli calendar). On top of that”, continues Tomasetta, “just as E. Marinella has never betrayed the vocation of artisan tailoring (and still today 150 ties are produced with seven folds by the more than 20 tailors in the workshop near the historic store, which has become not only a destination for purchases but also for fashion tourism), we have never let ourselves be bewitched by the web era. To such an extent that printing, from the packaging to the calendar to the samples that display the materials for the ties (with over 14,000 designs), is still the favoured communication channel”. And he concludes, “Just as direct sales in the shops where orders are still taken over the phone and e-commerce has still not established itself and perhaps never will”. For a packaging at the level of the content, apart from a particular paper, there also needs to be offset printing at the same level of quality. And in the quest for excellence (which is never actually completed) E. Marinella has decided for years to trust in a historic Neapolitan graphics company, which is in its third generation: Matik Packaging of Arzano.

The Matik Group, which specialises in the production of boxes, containers, tissue paper and shopping bags, includes among its clients, apart from E. Marinella, many other fashion and luxury brands such as Ferragamo, Dior, JustCavalli, Coveri, and GMV). The group also includes Industria Passaro Imballaggi, which operates particularly in the production and trade in industrial packaging, corrugated and ‘blank’ cardboards, and LuxBag, the brand for the sale of shopping bags. “Marinella, in fact”, adds Maurizio, “represents a craftsmanship deeply connected to the city of Naples and I don’t want this aspect to be lost. I’ve carefully evaluated its commercial expansion, meticulously selecting the cities where our presence guarantees the strengthening of my brand on the one hand and also the spread of the Made In Naples image overseas. In our stores we want to convey elegance and style but above all the typically Italian welcome and warmth. With us the client has to feel pampered and personally looked after, both when purchasing a ready-made tie and when choosing from among the many pocket squares on which his made-to-measure tie will be produced”. And this warmth is also made up of the packaging’s colour. That blue: classic and elegant, which is now known all over the world. And is unique, like the ties. It’s extremely rare that two brands – one working in the art of paper manufacture and the other of ties – put their own talents together in some way. But it happened around a year ago (in September 2018) with Fedrigoni and E. Marinella. The first is one of the leaders in Italy – and we might say internationally – in the paper sector; the second is the exclusive brand that has made the high tailoring of Naples recognised all over the world. World conquering ties Alongside its genuinely Neapolitan and at the same time very British ties, which have made E. Marinella famous all over the world, the company also offers a wide range of accessories. These range from small leather goods to luggage, from watches to cufflinks, not forgetting scents, bags and women’s scarves to satisfy the needs and tastes of an ever expanding clientele that is not exclusively male. The distribution of E. Marinella branded goods is highly selective and limited to single brand sales points: the store in Riviera di Chiaia has been joined over the years by two single brand boutiques in Milan, one in Rome, two stores in Tokyo and selected foreign sales points such as Bergdorf Goodman in New York, Le Bon Marché Rive Gauche and Printemps in Paris, Le Bon Génie in Geneva, and Sant’Eulalia in Barcelona.

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Precious silk and artisan silkscreen printing E. Marinella’s choice of English materials, tells us Maurizio Marinella, is closely tied to the history of the brand that, from its very foundation, wanted to put itself forward as a little corner of England in Naples, with the initial consideration that at the time the elegant man would dress in an English style. The prestige of English silk is tied above all to the British geography and climate. For over 400 years there has been a famous silk mill in England that takes advantage of the special quality of the water used to wash the silk, which gave a sheen that could not be reproduced with the use of modern methods. The archive of the different models of the silk mill where the silks are produced dates back to 1722 and the machinery used in Victorian times is still in production. The silk’s journey begins in China where the raw, ivory-coloured silk is produced. The silk is then transported to England and undergoes an extra washing treatment with the water of a particular lake that, filtered over centuries through the limestone hills, gives it its unique sheen. The decoration to be placed on the silk is chosen from the archive or comes into being from a new design. The colourings are then mixed by hand. Each colouring is made specifically for an individual order: for example a pink print on dark blue will need a different mix to a pink on orange. The printing, at a Manchester company today owned by the Neapolitan tailoring firm, is carried by using print screens for silk with a wax jet engraver, following a process that involves meticulous control of every pattern. The E. Marinella runs can range from one metre (for a single tie or scarf – in fact, a pocket handkerchief of 45x45cm is not unusual) to 400 metres. A single pattern can run up to eight screens. If only one screen is shifted by a fraction of a millimetre, the entire print run is ruined. The hand silkscreen printing is managed by two people, one in front of the other at the worktable, and their measurements (weight/height) are fundamental in managing the work process in order to balance on the table while they work. Too much weight on one side only could impact the pressure exerted from the printing machine. The printer uses a paddle with a sponge that pushes the dye into the silk and the loom is gradually shifted on the table, which can be 22 metres long. Every “sponge wipe” must be identical to the previous one. After the printing the fabric is steam treated to set the colours. The machines already being used 200 years ago “tap” the silk to soften its fibres, giving them that unmistakably soft, smooth feeling.

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feel good for a moment. It makes us feel alive. I’m also trying to make the colour less gender-specific. What I mean is that we associate pink with girls or women but I think pink is just a beautiful color that men can embrace and enjoy as well. It’s interesting to see what has happened in the marketplace over the last 5 to 10 years - how pink is becoming very accepted in high-tech products. From professional cameras in England, to the latest in fashion this season - across England and Italy and Paris - pink is a very hot colour to use and wear. So it has taken time. I’m hoping I had a little bit to do with that movement.

PAGE 24 LEGENDARY KARIM RASHID Visionary, eclectic, keen interpreter of modernity, Karim Rashid is a leading figure in international design and one of the greatest and most prolific artists in the world. He has created more than three thousand pieces, some of which are in the permanent collections of MoMA, the Brooklyn Museum of Art, and the Pompidou Centre. He granted Print an interview in which he tells about his design philosophy, the so-called Sensual Minimalism, about his way of interpreting packaging design, about his relationship with colour, and finally about his infinite (and controversial) love for per responsible plastics.   You were born, raised and educated in a “crossroads” of different cultures, and in addition you often work with Italian firms. What is the most important legacy of each culture we can find in your works? I am a quarter Irish, quarter English, quarter Algerian, quarter Egyptian and I speak several languages. I think that as an American designer my cultural significance and contribution is casualization, democratic design, mobility, and ease. A European influence from my upbringing is the more romantic and poetic side (I had a tumultuous upbringing from Cairo to Paris to Rome to London); the Middle Eastern side of me is probably the more passionate and artistic; and the British side is the pragmatic and business one. The Canadian side is my bad sense of humour and my modesty. (ha ha) Pink seems to be your favourite colour; what are the aesthetic, historical and psychological aspects of this colour that have most influenced you? I love color in general. At some point you have to choose something, you have to decide on a colour. Pink is very dear to me. Pink to me means energy, positive energy. It means pleasure. It means a certain sense of happiness. It makes us all

What is the role of colours in a project for the mass market, or for a luxury packaging? I like colours that, as I mentioned earlier, make me feel alive. Particularly with luxury packaging the package must be the ambassador of that product and communicate its essence. Generally bottles in cosmetics become more important than the fragrance. This is not a new paradigm. Essentially one is selling something immaterial that is complex and abstract so the bottles give a fragrance, identity, brand, and a sense of the material interpretation. Colour can play heavily into that identity. But, to be honest, I don’t believe in luxury packaging versus mass packaging - all packaging should be smart, inspiring, engaging, and make life easier and simpler. In fact, the best packaging is no packaging so I prefer to have less but beautiful. Your design philosophy likes best simplicity, essentiality. We see also curvy, very feminine lines. Tell us about your stylistic feature in packaging. I define my work as Sensual Minimalism, or Sensualism, where objects communicate, engage, and inspire yet remain fairly minimal. I believe that it is important to not necessarily over-embellish - to keep a certain truth to a product. I also believe that objects need to touch our sensual side, touch our emotions; they need to elevate a certain experience, and they need to be human. My agenda is to contribute objects in our physical landscape that inspire, that engage, that encourage positive experiences. You have made use of plastics in packaging quite often. What are the characteristics of this material you consider important? I’ve always loved plastic since I was a child. Using plastic is very democratic: people can afford it. Using plastics allows me to create objects for mass production, for a larger market, and the thousands of polymer variations have endless possibilities as regards their integral properties,

form, finishes, colours, textures, etc. I would argue that plastic is now part of our nature. This is the inevitable course of our existence. I use plastic in a lot of my designs because it’s flexible, soft, warm, durable, malleable, variable, and can be quite comfortable. With new technologies I can create new sensual and organic shapes that never existed before in history. I have made many packaging innovations. The 5S Shiseido perfume packaging was monumental because it was the first plastic perfume bottle. My ideas of casualization, of thinking about behaviour instead of just iconic bottle shapes, and my introductions of new materials, polymers, plastics, new finishes, new production methods, etc. etc. have changed the landscape of these products. Today plastics is blamed for and considered as a source of pollution. Do you think you’ll go on using plastics for packaging designs? Which kind of plastics? I love collaborating with clients that want to source eco-friendly materials or recycling practices into their manufacturing. And now there are organic plastics! I am obsessed with working with responsible plastics that are biodegradable, recycled, or even derived from other sources like corn, sugar, bark and acai instead of oil. The Garbo can is now made of corn and biodegradable, and the Snap chair by Feek is made of 100% recycled polystyrene and is 97% air. The Siamese Chair from A Lot Of is made of plastic injection with Ipê Roxo. Ipê Roxo is one of the most exported woods from Brazil. Its bark is very rich in medicinal nutrients, and the removal of the bark completely regenerates in 2 years, which happens especially in the Amazonian region. 40% is discarded for being excessively moist. The percentage that is usually eliminated is now used to develop the liquid wood. But the public do not know the difference. These polymers don’t use petroleum so they are much more sustainable for the earth. There are many biodegradable materials I am using now that are amazing. So I can create a synthetic-like world, a sculpturally more comfortable world, but with smarter ecological materials. Packaging has functional components and must perform well, and besides it should be aesthetically pleasant and clearly express the soul of the brand. When you design a new packaging, how do you bond these elements? Packaging is a very complex design process and problem. It’s my goal to create a packaging that stirs the same emotion that the product first inspired in me. Functionality does play a role but it is still an emotional, poetic, sculptural object. I’ve designed many perfumes for travel, for ease of use, for function be-

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cause in this time bottles should be well designed – and design is when function and beauty are inseparable. The shape, colours, and materials have all come together to realize the spirit of the original inspiration and are a perfect marriage of a product and its philosophy! Tell us about your technical approach to packaging design. How do you match materials, the shape of the container, closure system, labels, anti-counterfeiting protection, decorative elements and so on? The packaging must live up to the product - so I get inspired by the programme firstly. We need packaging that semantically speaks about the product and brand. I then make many sketches (usually on my iPad when in planes, hotels, etc.). Then I meet with my assistants and they put the forms on computer to get a realistic form. For something like a bottle that requires precise volumes we use parametric programs where we alter the form slightly on the computer and the form will compensate to keep the same volume. I typically come up with about 8 to 10 concepts on the computer all the while thinking simultaneously at the same time about production methods and materials. Customization is a marketing strategy to make each customer feel important. Digital printing enables a high level of personalization of the packaging. Have you ever used digital printing for packaging projects? How do you see the future of digital printing? This is not true. It is not marketing; it is technology that allows us personalization and individualism. It is called CUSTOMIZATION where we can tailor and design our own lives. I use digital printing nonstop for everything from carpets, to tiles to wallpaper for interiors, to packaging and product design. Primary packaging (in glass, plastics, metals), in direct contact with the product, is often coupled with the secondary packaging (sometimes in paperboard). Do you think this overabundance of containers is really necessary? But I can’t wait for the day that we no longer need physical packaging or that most packaging is biodegradable or fully recyclable packaging is embraced. I want to see objects that float in mid-air held by electromagnetism. Everything will be gender neutral and intrinsically beautiful. Companies want customers to enjoy pleasant experiences and positive emotions in any touchpoint with the brand. Do you think packaging could play a role? My enduring philosophy is that anything we touch, enjoy, or engage with should

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give us a better experience. A bit more pleasurable. A bit more positive. In other words, it makes your life feel better. So it could be something very simple like a towel or a pot or a pan. But I think there needs to be some sort of engagement - be it visual engagement or aesthetic function - that you enjoy that just makes life better. So my philosophy is the same. Today you are one of the most acclaimed designers. How do you feel about the burden of responsibility of being an influencer of styles? I don’t have a ‘style’ and I don’t believe in style. My work tries to answer and speak about our technological age, and address the present subject matter at hand. People like to assume that design moves with more superficial trends but it is technology that drives us. Industrial design is driven by designers embracing new technologies, whether it is material chemistry, production method, or mechanical invention. My designs are based on the latest manufacturing abilities.

PAGE 32 MAGNIFICENT PAPER ARCHITECTURES Cascades of flowers that spill from the ceilings, honeycomb-cut walls, huts shaped like romantic igloos, partitions that look like spirals of light, geometries in relief… everything is paper, cut out in soft, original shapes, printed and personalized. Thanks to the original structures produced in Drop Paper – a patented material made of cellulose, polyester and glass fibre – the French company Procédes Chénel has conquered a very special place in the world of set ups for large spaces, fairs, museums and temporary architecture. Procédés Chénel is a French company that since 1896 has built up 70 patents related to paper manufacture processes for creating extraordinary display solutions: from large exhibition spaces to shop windows, from the interiors of homes to large-scale events. The company applies its processing technologies to bring to life permanent furnishing pieces, chandeliers and funny pieces. With the invention of Drop Paper ® (a paper made of cellulose, polyester and glass fibre), Procédés Chénel opens the way for completely new solutions for set-ups and brings to life an entire product family: Fluo Drop, Perfo Drop, Kraft Drop, Sparkle Drop, Silk Drop and so on, right up to the recent Air Drop, Origami Drop and Washi Drop. Papers that can be printed

and processed at the service of designers’ creativity. Procédés Chénel has sophisticated equipment that solves difficult production processes. Is there something that only Procédés Chénel can do? For 123 years our company has been trying to be innovative so as to provide the best solutions for set-ups in fairs, sales spaces, events and in design Between 1896 and 1991 our company was essentially a contractor for fairs and events providing the requested set ups. My great-grandfather started building for exhibitions since he was a carpenter and led his company into this specific business … building and dismantling installations in fairs. My grandfather, who succeeded him, also strengthened the ties between his company and the organisers of shows and fairs. My father, Guy Chénel, invented a large amount of original, never-before-seen systems such as, for example, two level stands, solutions for flooring and for ceilings, systems for animal competitions. The real turning point came in 1974 when he invented Drop Paper®. This is a fabulous paper and its incredible uses are our core-business today. For four generations we’ve been producing our machines so that we can transform all the papers we develop with French industrial firms. We have an entire selection of fireproof papers, from Kraft to transparent papers and smart technical materials such as Smoke Out. Our machines haven’t been patented but they produce exclusive artefacts such as the honeycomb and they’re also able to print, cut, fold, relief engrave, perforate the paper… always properly matching our clients’ needs, who are mainly designers. So the machines are the property of Procédés Chénel and developed for specific demands? Yes, we invented a machine to produce the honeycomb structure with our Drop Paper that enables us to produce ceilings, partitions, lamps and furniture. Drop Paper was invented in 1974 and it was the material used to make the zigzag ceilings. Its features are incredible: fireproof, luminous, light, anti-static and it doesn’t change. The zigzag ceiling was produced in an area of three million square metres. For years one of the greatest installations was the furniture fair Abitare il Tempo, in Verona. Then a little at a time this material was used for banners and signage, displays for museums and interiors. It’s exhilarating to be able to meet our clients’ most creative needs. Procédés Chénel is the toolbox for designers – we work with Paola Navone, Daniel Rubin, Jean Nouvel, Jean-Louis Berthet, Stephane Zalejki, Emmanuelle Moureaux, Patrick Nadeau,

Matali Crasset, to name but a few. We don’t only achieve what they ask us for but we also develop – with them – solutions that we would never have imagined before. The gradual collaboration with the designers has enabled us to offer many different products and solutions. Are all the stages in the production process created within Procédés Chenel? We carry out almost all the stages of the production process. Sometimes we make use of resources from outside when we don’t have the required tool. Personally speaking that’s what I prefer – being able to put together other expertise to broaden our offering. Life is good when you meet other passionate people who bring you their extraordinary resources! Drop Paper was invented in 1974 and it was the material used to make the zigzag ceilings. Its features are incredible: fireproof, luminous, light, anti-static and it doesn’t change. Procédés Chénel processes various materials for different purposes - when clients request personalization, how do you choose the printing process, the inks, and the finishing effects? Often they ask us for the impossible. What we love most is pushing forward the limits of the recognized parameters. We recently managed to print gold and silver on our papers. The technique is to join the metal foil to our paper and print any colour whatsoever on that foil while still staying at the required level of fireproofing. This is possible thanks to the help of the industrial genius of the companies that try and test new processes, which then opens the way to many personalization possibilities. We recently produced some bellows-type, folding structures with the honeycomb system for the J.Crew chain of stores in the USA, at very short notice. Turnaround speed is also an important factor. What is the role of manual, artisan production? What are the processes that can only be done using the hands and personal skill? Manual skills are at the centre of our company. We create a large amount of prototypes in the first place to see what would be the best technique to use but very often we realise that the technique is exactly hand production. Within the company we have skilful people with immense expertise but we also work with various workshops such as those in the prisons. We’ve developed a programme with a women’s prison, and in this way we’ve set up a fair relationship for them, which is useful for developing artisan skills. We get the benefit of reasonable prices and they produce interesting work and artistic projects.

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Do you teach artisan processes to the new generations? Yes, we’re very much involved in training students. We’ve organised a large number of competitions between different design schools (on our web site we have an updated list of them). We also have an annual programme of accepting students as interns in our workshop.

means we’re part of this cultural tradition. We hope our business survives the competition and goes forward with further innovations.

What are your greatest sources of inspiration: aesthetic trends or the client’s brief? We’re at the disposal of our clients, who are designers. They’re the creatives. What they ask from us is to produce what they’ve created. Of course all these projects that we have to produce are themselves a source of inspiration. But our main aim is to stay where we are: design facilitators, a company that produces. Creativity is infinite. But the way of making it material is limited. We prefer being the skilful workshop that designers can rely on.

— “I’m the first woman in four generations of the family saga who’s taken charge of the company. The previous generations didn’t involve women in the work.” For Sophie Chénel leading a company with such a long history is, at the same time, a challenge and a mission to be fulfilled. The benchmark is continuous process and product innovation. “Working in close contact with such important designers and creatives is really stimulating – together we can find solutions, and the limits of complexity and imagination can be pushed even further.” With so much determination and enthusiasm there will certainly be a long future for Procédés Chénel.

What’s the most challenging project that Procédés Chénel has produced? We produced an enormous chandelier for Alberto Pinto, a famous design company, conceived by Stephane Zalejky in July 2017. The paper we used was Drop Paper, printed and illuminated with high voltage neon tubes that are the longest lasting and lowest consumption tools. We’re so proud to see it hanging day and night in the Sceneo lobby and we suppose it’ll stay there a long time as an identifying element of this important new building in Bezon, which is becoming the new business area near La Défense. The installation was pretty acrobatic – we worked with such an excellent team that it’ll always remain as our most remarkable experience. Procédés Chénel came into being in France and it’s developing in other countries. How do you organise your international work? We have our base in Paris and we work all over the world thanks to a network of local distributors. The distributors are independent companies who have chosen to present our products in their own country. It brings us a huge supply of inspiration to see how different people adapt our products to their market. Thanks to this extraordinary network we get our offering to grow and our expertise as well. What does it mean to have a French culture in the field of creativity? France is the depository of many artisan techniques and processes that we benefit from. We’ve been given the EPV (“Living Heritage Firm”) award recently, and this

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Our main aim is to stay where we are: design facilitators, a company that produces. Creativity is infinite but the way of making it material is limited.

PAGE 37 WITH THE RINASCIMENTO SERVICE, ICMA OFFERS A CIRCULAR ECONOMY TO ALL LUXURY BRANDS A circular economy is a forward-thinking and proactive approach to environmental sustainability. It is the most innovate way to ensure that the whole packaging life cycle unfolds with a view to continuous regeneration. It benefits brands, which are able to provide the same aesthetic quality in their product packaging while significantly lowering their ecological footprint. Consumers who want to contribute to conscious management of packaging can now opt for companies which have implemented a circular economy. A new era of environmental awareness and responsibility has begun and Icma Sartorial Paper has responded with its Rinascimento service. The basis for this initiative is a tested circular economy project that transforms the cellulosic scraps of each company into recycled creative paper for their packaging. Icma guides the whole process, from the feasibility study to the choice of specialized partners to carry out the whole production cycle. Three aspects make Rinascimento a distinctive and valuable service:

• The project is actually carried out in a circular economy context as the waste paper discarded by each company is identified and traced throughout the whole cycle of collection, manufacture of raw paper, and transformation into creative paper for luxury packaging. • The production process is shortened: the scraps are used directly in the manufacture of the recycled paper without the intermediate step of producing virgin or recycled cellulose pulp— a step typical to creative paper, which requires huge amounts of chemicals, water, and energy. • The transportation of materials is reduced, both as a result of the reduction in the number of manufacturing stages and thanks to the planning of the service, which is personalized geographically for the characteristics of each client, taking into account the specific requirements of each project (not just packaging but also display materials for stores). Many finishes can be applied to this “reborn” paper: Pantone colors, sensory effects, embossing, or whatever luxury brands need to create an identity through their packaging. Icma has almost nine decades of know-how and tradition in the finishing of paper for luxury packaging; the Rinascimento service is another piece of the puzzle in the customization services it provides to prestigious companies. Icma developed the Rinascimento circular economy project for paper as part of its more extensive commitment to environmental sustainability, accounted for in its recent Environmental Review and Context Analysis 2019.

PAGE 38 BRAND REVOLUTION LAB 2019 The creative show of innovative printing arrives at Luxepack Monte Carlo and speaks the language of luxury and sustainability An installation 15 metres long and 3 metres high enables a concrete visualisation of the pollution by plastic material since 1973 until today and becomes a pocket-sized reminder for our consciences. A bottle filled with motor oil borrows the language of high-end food & beverage and doesn’t forget about the sustainability of materials. A case with vintage appeal promises immersive sensory experiences during the tasting of legal cannabis. Tea time is transformed into an exquisitely British society game, giv-

ing the empty sachets a second chance. Brand Revolution LAB, the creative show of innovative printing organised by Stratego Group with the patronage of DMA Italia, is temporarily leaving Milan to go to the Grimaldi Forum in Monte Carlo. A selection of the projects created in the 2019 event is starring in an exhibition space and convention at Luxepack because of the special tie with the codes of luxury and sustainability. The aim: describe printed communication products through the process that generated them. In other words, an eight-month workshop in which the entire printing sector has come together to share ideas and technical capabilities in order to experiment with and innovate the language of brands through print applications, speciality media and technologies with a strong emphasis on personalization. Over the following pages we’ll describe the projects that can be touched by hand in the three days of the Monaco event.

BRAND REVOLUTION LAB’S CENTRAL CHARACTERS AND NUMBERS 13 Italian agencies (Artefice Group, A-Tono, Conversion, Coo'ee Italia, Creostudios, DLV BBDO, H2H, HUD, Ideology, O,Nice Design, Studio Martinetti, The 6th and The Embassy), 11 printers (ACM, Goglio, Graphicscalve, Kimiprint.com, Litocartotecnica Ival, Maer, Nava Press, O-I, Pack.ly, PressUP, Sac Serigrafia), four suppliers of technologies and materials (Gruppo Cordenons, Hp, Luxoro, StealthCode® by BeeGraphic) have worked together, divided into teams, for the creation of 15 projects for the same number of luxury and mass market brands, including Mercedes-Benz, Costa Crociere, Invicta, Twinings, Wacko’s San Carlo, Skittles, Krupps, Cantina Gulfi and Jeri’s Farm. The opening of the 2019 event was held at the Spazio Daylight in the Superstudio Più in Milan, an exhibition hub dedicated to design, communication, fashion and art. An invited public took part of over 400 professionals: creatives (over 40% of those present), brand owners (27%), printers (18%), technologies and materials suppliers (9%) and specialist printing (5%). BRAND REVOLUTION LAB AT LUXEPACK: WHERE AND WHEN “Brand Revolution LAB: the creative lab of innovative printing” convention Tuesday 1 October, 9.30 a.m. Conference Rooms — Display of projects From 30 September to 2 October Hall Atrium -2, Grimaldi Forum, Monte Carlo

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MERCEDES-BENZ ITALY THE FIRST OIL THAT DESERVES THE “STAR” Design: H2H Printing: Nava Press, O-I Technologies: O-I : Expressions, StealthCode® by Beegraphic. Materials: Paper: Leatherlike Classic Black 120 g/m², Gruppo Cordenons Kurz MTS Alufin Special hot foil, hinderer+mühlich cliché Raised Roof Sharp Top 1.04, Luxoro Mercedes-Benz Italy – in the project conceived of by H2H – speaks the language of top-end food & beverage, placing at the centre of its communication an unexpected element: engine oil. The concept starts off from the driving experience: “How do you measure it? Through the performance? Yes, but the performance has its origins in efficiency. Efficiency is based on consumption. And consumption depends directly on the engine, its components and the tools adopted to take care of them.” The H2H and Mercedes-Benz proposal is a new packaging, made up of a bottle and display box, which celebrates the exclusive quality of Mercedes-Benz Oil, the perfect synthesis of technological and performance innovation developed by the Star. The bottle It has been produced by O-I with the technology of digital printing on glass O-I : Expressions Relief. The logo, the brand naming and the product description are printed in relief; the iconic mechanic’s handprint in black and the personalization with the serial number and the client name are added using variable data. O-I’s exclusive technology, as well as offering a wide range of design and colouring possibilities, uses organic inks that don’t affect the glass’ recyclability. The box Nava Press has created the elegant box that protects the bottle: a display box sized 15x115x280 mm with a magnetic closing. The Mercedes-Benz logo is reproduced on the closing, heat-stamped with the Kurz MTS Alufin Special foil supplied by Luxoro. The two fronts of the bottle’s internal casing, visible only with the box open, are printed by plotter and contain the unique StealthCode® that takes the user to a landing page dedicated to the product’s skills. The paper Leatherlike from Gruppo Cordenons was chosen for the box. It's one of the papers best loved by the fashion and design world because of its ability to evoke the look and feel of real leather; in its Classic Black 120 g/m² version it’s the perfect

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medium to coat the box. Leatherlike recalls the material that the interiors of Mercedes-Benz luxury cars are made of and is produced exclusively with cellulose fibre. This means that it’s completely recyclable and eco-friendly, for a packaging committed to sustainable luxury. The foil and the cliché The Kurz MTS Alufin Special hot foil is one of Luxoro’s leading products: a classic glossy silver – elegant and sleek – that offers very high print performances. The hinderer+mühlich Raised Roof Sharp Top 1.04 cliché has enabled the relief printing of the Mercedes-Benz star that closes the case. ____

INVICTA THE PEAK Design: The Embassy Printing: Kimiprint.com, Nava Press Technology: HP Indigo 12000 Materials: Paper - Wild White 150 g/m² and 450 g/m², Malmero Bleu 145 g/m², Natural Evolution Recy 145 g/m², Gruppo Cordenons Pollution by plastic material is a continuously growing problem. Since the production of the first bottle in PET (1973), the build-up of plastic has increased so steeply that it reached 8.8 billion tons in 2018. Despite that, the real size of the problem isn’t understood. That’s why, in order to present Invicta Eco Material Project products created with 100% recycled PET, The Embassy created an artistic installation that turns the immense quantity of plastic produced into something tangible. An impressive data visualization that represents a mountain of plastic growing from year to year: it’s a heavy burden that weighs on all our shoulders but it can also be lightened with the choice of a product created in recycled plastic. To be able also to take the installation outside of the Brand Revolution LAB exhibition a series of support materials was conceived, such as booklets, posters and special packaging, which replicate the structure of the work of art to scale. The installation Kimiprint.com created an installation that is 15 metres long and 15 centimetres high at its lowest point, rising up – dramatically – to 3 metres at its highest point. In this way the exponential increase in plastic as waste over the last thirty years has been represented tangibly, created in completely ecological and recyclable material: honeycomb cardboard with a thickness of 19 mm and digital floor.

The ‘collateral’ materials: clamshell box, booklets and posters To complete the installation Nava Press produced four elements that echo the path of the data visualization. The booklet is foldable with 48 flaps, closed format 12x6 cm, extended format 276x24 cm, printed in 4+4 digital with the application of 2 digitally printed boards for cover and snap-on closing sleeve. The poster has been produced in 50x70 finished format on 43 levels, with bi-adhesive tape, die-cut and pasted, with the application of two cover boards to form the poster’s frame. The clamshell book is made up of a cover coated with a debossing and by two trays in which the small bag and the booklet are placed. The latter is made up of 43 flaps closed format 32x44cm, extended format 1.376x44cm, held in the tray with coated card board and a blue ribbon for extracting it from its place. Booklet and sleeve, poster and 43 flap booklet for the box are printed using HP Indigo 1200. The paper All the products created by Nava Press have chosen creative papers from Gruppo Cordenons, who support the Invicta project for a plastic-free planet: in line with the message of the new backpack, the heart of the pack, the poster and the folder are produced with Natural Evolution Recy, a prestige, eco-friendly paper since it contains 30% of post-consumer recycled fibres. The bag’s box is produced with the natural effect paper Wild White 150 g/m² (external covering) and the paste coloured Malmero Bleu 145 g/m² (internal covering). The same Wild White provides thickness to the poster’s structure and to the folder’s cover. _____

JERI’S FARM THE SECRET FARM Design: HUD Printing: ACM, Litocartotecnica Ival Technologies: HP Indigo 20000 Materials: Paper - BlackGold 380 g/m², Gruppo Cordenons Hot glossy gold Kurz Luxor MTH 106697, white pastel for hot stamping, Kurz Colorit GP 301598, Cliché in brass for hot application of the hinderer+ mühlich leaf, Luxoro. Jeri’s Farm works on the production of legal cannabis and its derivatives. HUD, in order to launch the brand’s image, worked on a special edition that, as well as encouraging the discovery of the line, promoted totally unexpected interaction with the company. The design, enriched by enhancements, typographic and iconographic details with a vintage appeal,

recalls the world of wine, spirits and tobacco, in which tasting is an integral part of an exclusive customer experience. The pack comes to life by scanning the code on the front, concealing a world in augmented reality that adds evocative, informative content as well as allowing the user to select their favourite variety to share with the restricted circle o tasters. But the real discovery is the fourth personalized envelope containing the entry card to the club and allowing the discovery of the location for an exclusive event. Every taster, by answering the challenge of sharing their own portion of the map, will contribute to making the secret information known to the community, creating a shared story to add to the individual tasting experience. Packaging design, technology and product are the basis of creating a memorable multi-sensory experience that makes a deep emotional connection. The Doypack envelopes For the Jeri’s Farm project ACM has created three Doypacks in line with the enhanced outer box, mixing colour printing with the background metallicised material to simulate gold leaf. In addition, a flat envelope has been produced with three zip closures and easy opening. All the envelopes have been printed digitally with HP Indigo 20000: the first with classic inset printing, simultaneously printing three different things, while variable data and Mosaic technology have been used for the flat envelope so as to offer a personalized experience. The box The luxury box has been created by Litocartotecnica Ival in association with a third-party company that has carried out the printing with two passages of hot-stamping, the first with gold ribbon and the second with white ribbon for the texts and the relief. Ival then performed the mechanical die-cutting and the rigorously manual pasting: extreme artisan care made this paper-manufacturing project sleek and complex. The paper The Jeri’s Farm luxury box chose the intense black elegance of BlackGold from Gruppo Cordenons, which stands out for its particularly smooth surface. This highend paper is scratch-resistant and anti-fingerprint; it’s carbon black free and therefore particularly suited for hot stamping. The foil and the cliché The hot glossy gold Kurz Luxor MTH 106697 is very high performing for printing on less smooth surfaces and for subtle details. Warm and imposing, it’s a gold that stands out on the BlackGold paper and perfectly matches the design’s

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vintage style. The pastel white for hot printing Kurz Colorit GP 301598 is full and weighty, ideal for the contrast with the surrounding subtle gold lines. The sophisticated, rich design was achieved with h+m brass clichés, perfect for the greatest precision in the details.

TWININGS ENTERTEANMENT Design: The 6th for Yam112003 Printing: Goglio, PressUP Technology: HP Indigo 12000, HP Indigo 20000 Materials: Paper - Monnalisa 160 and 350 g/m² and Plike Black 330 g/m², Gruppo Cordenons Foil - Luxor Scodix 351, Luxoro Twinings has for years produced Christmas editions of its packaging. For Christmas 2019 it thought to go beyond the simple covering of the container and to make every packet a board game, even working on the sachets. The most classic and historical tea will, like this, be turned into some of the most classic and historical games. The Twinings Christmas edition will be an ‘homage’ to England, to its rituals, its characters and its icons. The chosen references are English Breakfast and Earl Grey. The games: “Guess Who?” and “Memory” The sachets will all have the same front, while the backs will all be different and will become the cards with the best-known English characters for the game of “Guess Who?” and the cards with the most classic English elements for the game of “Memory”. A special opening, designed as a one-off by Goglio, will allow the sachets to be used to play with even after they’ve been opened. The sachets Goglio has produced two types of teabag sachet on triple matched material, with opaque finishing. The product is hermetically sealed thanks to a particular easy-opening system that enables the pack not to be torn, safeguarding it for its final purpose: the game. Each version is characterized by a single front, combined with 24 backs each different one to the other. The 24 sachets of the English Breakfast tea make up the game “Guess Who?” while the other 24 sachets for the Earl Grey tea make up the game “Memory”. The box The boxes have been produced by PressUP with HP Indigo 12000 digital printing and digital enhancement with Luxor Scodix 351 foils. The “Guess Who” pack has a peculiar internal structure to allow the placement of the sachets/game cards, and its paper-manufacturing particularity was planned in co-creation between

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the agency and the printer who checked its technical feasibility and produced the prototypes in the pre-printing stage. The paper The Twinings packs also play with the Gruppo Cordenons’ papers in order to bring to life two special editions. The boxes have been produced with Monnalisa 350 g/m², a high-end matt-coated paper that is smooth and particularly versatile. The internal structure of the “Guess Who?” box has been produced with Plike Black 330 g/m², a paper with a rubbery, pleasant to the touch effect, which adds a functional value to the aesthetic aspect to provide something extra to the cards/ sachets. The foil For the Twinings boxes the Luxor Scodix 351 foil was selected, which is specifically for metallicised digital printing, used in its gold versions. Through digital enhancement it is possible to produce work such as lamination, varnishing, reliefs, Braille and much more on a huge range of media that go from paper and card up to surfaces in plastic materials. The feature of digital enhancement is the opportunity for variable data that enables the creation of small limited edition series in order to bring to life packaging that tells exclusive, unique stories.

PAGE 60 ARCONVERT PRESENTS TWO NEW CATALOGUES IN THE MANTER RANGE AT LUXEPACK MONACO 2019 Arconvert is presenting its new catalogues, Avec Plaisir! and Innovation & Inspiration at Luxepack 2019, in the Grimaldi Forum in Monte Carlo from 30 September to 02 October 2019 (Hall Verrière, stand VA2) Avec Plaisir! is an ode, almost an invitation to worldly pleasures, an Epicurean song dedicated to the “joie de vivre”. The Avec Plaisir! collection is celebrating the 75th anniversary of the Manter brand, which identifies the high added value self-adhesive materials that Arconvert produces for demanding sectors such as those of food & beverage and cosmetics. The catalogue contains the ten self-adhesive papers that in the last decade have revolutionised labelling for highend products thanks to their versatility and expressive strength as well as their technical potential; they’ve inspired the

most punctilious printers and the biggest award-winning designers in all the world. The ten labels gathered in the catalogue were designed by the studio of Joan Josep Bertran, who has explored the playful aspect of sensory stimuli and has transformed hearing, sight, taste and touch into narrative tools that have widened the creative possibilities of Manter’s self-adhesive papers. Over the last 20 years the Manter brand has generated a new culture, a world of precious, sleek textures to be explored in which the most creative, innovative and disruptive minds will always be most welcome — the “Manter Luxury Label Culture”. If Avec Plaisir! celebrates the history and success of Arconvert until today, the Innovation & Inspiration catalogue looks to the future both in terms of technology and charm. Arconvert is travelling at a faster and faster pace, patenting new technologies, betting on new materials and transforming every market demand into a challenge. Innovation & Inspiration opens up a world of possibilities for the printing of premium labels thanks to the most recent technological innovations introduced by Arconvert, such as the High Opacity H+OTM and Waterproof X-DryTM technologies. It is also due, however, to the brand new papers that stand out because of their textures’ refinement and uniqueness; they provide pure, material surfaces that are ideal for turning labels into works of art. Apart from boasting high level performance and a great aesthetic appeal, the new Manter papers are all environmentally friendly, since they have obtained FSCTM certification. www.arconvert.com www.fedrigonicartiere.com www.labellabbymanter.com www.jjbertran.com

PAGE 68 LUMAFIN BY KURZ THE NEW FOIL THAT ENHANCES DESIGN Everyone knows that Kurz always has an ace up its sleeve to surprise the world of enhancement: something that can give a touch of novelty and eclecticism to products and packaging. It’s a matter of ‘specialities’ that require exceptional mastery both of the technical aspects and of creativity and imagination. This time the German firm has developed a new line of foils for

decoration with brand new translucent effects and there’s been immediate confirmation that it’s at the forefront of this type on the market. It’s an innovative, alternative touch on top for the image, and it offers brands new possibilities for making themselves distinctive. LOOK THROUGH THE GLOSS! The foil is called Lumafin and has been designed to be printed on pre-existing designs and graphics; in this way the overstamped motifs achieve new tones, different depths of colour or appear as though covered by a patina or glass. The semi-transparent effect can create particular colour intensities and unusual shades. Lumafin is available in a wide variety of colours in translucent tones and also in a high gloss/transparent version; these combinations allow the creation of further special effects with particular colour matches. The final result is so glossy that it can seem metallic or even antique, managing in this way to give a vintage air to the design. The new foil is a product with original, exclusive features seeing that with the same colour it’s possible to achieve infinite variations of tone and degree even with just one application. Kurz’s new enhancement offering can provide brand owners with new possibilities for personalizing their product and differentiating it from the competition with an original added value. It’s also an innovation in the creative field because it offers graphic artists and designers limitless alternatives for their work and inspiration for personal expressions unique of their sort. “It’s a foil suited to a wide variety of creative and surprising designs. Lumafin is ideal for giving a distinctive touch to the product and making it unmistakeable”, explains Holger Habekus, Product Manager for the Graphics Industry at Kurz. Lumafin’s varied colour tones, which can be transferred by hot stamping, cold stamping and digital finishing, turn out to be extremely brilliant. This is a peculiar feature of this foil for decoration, in other words its very high level of gloss and transparency. Once it is stamped on a design the motif gains a touch of brightness that instinctively grabs the attention. On pre-printed surfaces, Lumafin can offer attractive matt/gloss contrasts and even sleek tactile accents; in fact, reliefs, engravings, micro-engravings and different print structures can be added. The semi-transparent covering can create original shades and accents that maintain their appearance regardless of the viewing angle.

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A R T E I N U LT I M A

Luca Barcellona La calligrafia come memoria di un’energia primitiva — Disegnare lettere è un gesto antico che richiede arte, disciplina, spiritualità, competenza. L’obiettivo del lavoro di Luca Barcellona, milanese, 41 anni, che ha fatto appassionare alla calligrafia schiere di giovanissimi, è proprio quello di far convivere la manualità antica della scrittura con i nuovi linguaggi. Le sue passioni e i suoi studi spaziano dalla calligrafia classica alla scrittura su grandi pareti, fino alla tipografia e alla stampa con caratteri mobili. Tanti i brand che hanno richiesto i suoi lettering: Carhartt, Nike, Mondadori, Zoo York, Dolce&Gabbana, Sony BMG, Seat, Volvo, Universal, Eni e tanti altri. Fra le sue ultime esposizioni le collettive Oscuro Scrutare, presso la Galleria Patricia Armocida di Milano, il progetto ‘Some Type of Wonderful’ a Melbourne/Sidney, e ‘Don't Believe the Type’ (Den Haag). Le opere di Luca Barcellona sono incluse nelle collezioni permanenti dell’Akademie der Kunst di Berlino e si trovano alla Harrison Collection presso la San Francisco Public Library. Di recente ha pubblicato Take Your Pleasure Seriously, edito da Lazy Dog press. www.lucabarcellona.it

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See. Touch. Feel.

Liberi di creare. Bitter Fish realizzato con foil a caldo Lumafin 760 Pink | Lumafin 720 Red


Profile for Stratego Group Srl

Printlovers, n. 79, Ottobre 2019  

Strategie e tecniche della comunicazione stampata

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