STADIUÈT SETTIMANALE DEL CSI ★ I PROBLEMI DELLO SPORT ★ A. LX - N. 38 - 31 OTTOBRE 1965 ★ Sped. abb. post, gr. Il
embrerà forse fuori posto ritornare ancora una volta sul problema « Dirigenti » già am piamente dibattuto in riu nioni ed assemblee e recen temente nel numero 36 di « Stadium ». Basterà allora pensare a quale delicata ed importantissima funzione è destinato un Dirigente in qualsiasi organizzazione, e tanto più in un Ente i cui motivi di fondo vanno oltre quelli che sono i risultati contingenti. Non si può, oggi, pen sare ancora al « generico » appassionato, all’empirico tecnico pieno di una volon tà ferrea e capace di sacri ficare tutto se stesso pur di far « qualcosa » che pos sa dimostrare un certo ri sultato tecnico agonistico. Un’altra considerazione che non può essere trascu rata è il fatto che lo sport, oggi, non va più conside rato come un perditempo, o, al contrario, una attività puramente professionistica, anche se il binomio profes sionismo-pubblicità va oggi molto di moda. Lo sport, l’attività fisico ricreativa, è un momento importantis simo della vita dei nostri giovani; è una parentesi nei quotidiani impegni di studio e professionali è una possibilità di recupero fisico ma soprattutto un collaudo ed un rafforza mento di quelle virtù uma ne che sono l’essenza della vita dell’« uomo ». Infine non va dimenti-
cato il mondo in cui il Di rigente deve operare: un mondo giovanile sempre più esigente, che mette il dirigente di fronte alle gra vi e grandi responsabilità di « Educatore »; un mon do giovanile in continua evoluzione che vuole com prensione e non paternali smo; fiducia e non senti mentalismo. Fatte queste premesse, dare un profilo preciso del la figura del dirigente e definirne le qualità non è né semplice né facile. Mi pare che, innanzi tutto, il Dirigente debba avere la capacità di capire il mondo giovanile, di saperne co gliere le istanze in conti nuo mutamento; di essere giovani anche se gli anni passano. Non sempre è fa cile staccarsi « dai nostri tempi », da una concezione della vita che essendo sta ta impostata tanti anni fa, oggi non può assolutamen te essere la concezione base per operare sui giovani mol to diversi « dei nostri tem pi ». La responsabilità del Dirigente sportivo di oggi è quella di saper capire i giovani, vivere con i gio vani per poterli aiutare a scoprire tutti i valori della vita e di questi farne una sintesi che impronti tutta la vita del giovane stesso. Il Dirigente educatore deve sapersi inserire, con discre zione ma con decisione ne gli ambienti che concorro-
Il compito di un dirigente è difficile, ma anche allettante. Si tratta di aiutare dei giovani a « centrare » la loro vita : partendo dallo sport e con il suo prezioso aiuto, ma per arrivare all'arricchimento di tutta la persona.
(segue a pag. 2) LORENZO BORGHI
FARE CENTRO