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Stadium n. 28/1965

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NON CI SI SVEGLIA UNA MATTINA DIRIGENTI DEI GENERO SPORTIVO ■ ■ n buon fotografo sportivo sa che esistono due tipi di I fotografiè: il primo che mostra l’atleta nello sforzo maggiore, nel pieno del suo exploit, nel momento in cui taglia il filo di lana o si tuffa per afferrare un pallone diffìcile ... il secondo che cerca di tradurre in immagini l’intensa attività emotiva interiore che precede un qual­ siasi fatto sportivo. Gli atleti ai blocchi di partenza, il passo calmo ma concentrato del saltatore, il raccoglimen­ to del portiere, lo sguardo attento del tennista alla bat­ tuta, e così via ... Non c’è azione sportiva che non sia preceduta da una intima e profonda preparazione psicologica, emotiva: una carica interna che fa silenzio intorno a sè, isola l’atleta, 10 rende capace di una prestazione atletica che non è frutto esclusivo della sua preparazione fìsica, ma anche del suo grado di concentramento psichico ed emotivo in particolare. Anche per i dirigenti sportivi il discorso può essere 11 medesimo: non ci si può svegliare una mattina pronti per organizzare una qualsiasi disciplina sportiva, con su­ perficialità, senza preparazione, fidandosi esclusivamente del proprio buon senso e della presunta disponibilità dei giovani.

Anche per i dirigenti sono necessari i momenti di ri­ flessione, le pause di concentrazione, i giorni dello studio attento e della meditazione. Ecco perché l’estate è il momento migliore per i corsi dirigenti, i campi scuola che Comitati Provinciali e Zo­ nali organizzano in ogni regione italiana; i nostri venti­ mila dirigenti devono essere consapevoli della profonda azione educatrice che lo sport può avere tra la gioventù; devono riflettere sulla posizione del Centro Sportivo Ita­ liano nel quadro di una Chiesa proiettata a salvare i va­ lori del mondo, non a sfruttarli; devono approfondire le loro conoscenze tecniche perché il nostro sport non sia raffazzonato all’ultimo momento, ma frutto di un attento studio, il più possibile completo. Sottovalutare l’importanza di una generosa partecipazione ad un corso dirigenti significa non comprendere ciò che i giovani desiderano da noi: una presenza attiva ed operante, un esempio concreto di tecnica e di virtù, un ascendente che diventa patrimonio personale soltanto con il sacrificio, la preghiera e lo studio. E i giovani soprattutto hanno bisogno di non essere delusi. CORRAOO BIGGI


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