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Stadium n. 23/1962

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ilo 73 ANNO LVI - N- 23 - 2 DICEMBRE 1962 - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO! L J POSTALE GRUPPO II - QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO । .h

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QUALE COSCIENZA SPORTIVA?

La sua presenza A cominciare da questo mime­ rò, Mons. Nicola Pavoni, scrive­ rà un pensiero per voi, giovani atleti del Centro Sportivo Italia­ no. Un appuntamento quindicina­ le al quale non dovete mancare.

giornali di tutto il mondo hanno par­ I lato e parlano di Del Sol. Indiscuti­

bilmente è una formidabile mezz’ala. Saranno sgraziati i suoi movimenti, saranno discutibili certe sue intermi­ nabili sgroppate, ma non si può non rimanere sbalorditi delle sue inesauri­ bili capacità di fondo, della sua mano­ vra efficace e intelligente e della sua potenza nell’incunearsi nell’area av­ versaria. A me ha fatto anche impressione un suo gesto. Un segno di croce che si è fatto all’inizio del primo e del secondo tempo. Ho veduto altre volte grandi campioni farsi il segno della croce pri­ ma della partita. Qualcuno dice: è su­ perstizione! e magari criticano poi at­ teggiamenti dello stesso atleta che si rivelano contrastanti con il segno della croce. Io non voglio giudicare il gesto di Del Sol. Mi dicono sia un atleta se­ rio e onesto, e in tal caso il segno di croce esprimerebbe un modo di vivere. Penso a te, atleta del Centro Sporti­ vo Italiano. Ti hanno spiegato il signi­ ficato umano e spirituale che la nostra organizzazione dà allo sport. Ti hanno detto anche che attraverso lo sport tu puoi raggiungere un buon equilibrio nei tuoi sentimenti e nel tuo corpo. Io ti dico che lo sport deve facilitarti il colloquio con Dio. E aggiungo: la tua attività fisica diventa un banale e vano agitarsi del tuo corpo se non è illumi­ nata dalla presenza di Dio nella tua vita. Dio è presente e ti parla. Ma tu, caro atleta, cerchi di ascoltare la sua voce e di parlare con Lui? La mamma, quando eravamo piccoli, ci ha insegna­ to le preghiere del mattino e della sera. E pregava con noi. Adesso tu sei diven­ tato grande. Forse la mamma non vien più vicino al tuo letto per pregare. Ma Dio è ancora lì e vuole parlare con te. Vuole sentire la tua voce. Vuole ascol­ tare il tuo respiro. Desidera scambiare due parole con te per misurare il tuo amore, per calmare la tua disperazione, per purificare la tua anima. E tu deponi senza paura i pezzi di te nelle sue mani perché Lui possa ricom­ porre l’armonia tra la tua anima e il tuo corpo. Solo così acquisterà un va­ lore definitivo la tua vita. Altrimenti una morsa di ghiaccio paralizzerà le tue ore inutili. E tu sarai una ’’povera cosa” che scivola nella storia umana come l’assurdo vagare di una foglia inaridita. Don Nicola

ochi giorni or sono è stato

istituito un nuovo premio P(questa volta non letterario!)

per la persona o ente che si sia distinto nell’opera di dif­ fusione d’una coscienza spor­ tiva, dal titolo ’’Veltro d’oro”. Contemporaneamente viene annunciato un convegno sul tema ’’Per una coscienza sportiva italiana”. Dopo aver tanto lamentato insufficienza di attrezzature sportive, scarso o quasi nullo interessamento dei responsa­ bili governativi sull’argomen­ to, dopo aver esposto statisti­ che e inchieste ’’drammati­ che” per la diffusione dello sport in Italia, non possiamo fare a meno di elogiare que­ ste iniziative che, forse, sono alla base di tutto il problema sportivo italiano: cioè una più larga diffusione della coscien­ za sportiva in Italia, del va­ lore educativo dello sport, della fondamentale necessità di propagandare le discipline atletiche più adatte ai giova­ ni e a tutti coloro che desi­ derano trovare nell’ attività sportiva un completamento e spesso un correttivo alla vita quotidiana. Ben venga il convegno, an­ che se a parlare troveremo al

tavolo dei relatori, oltre l’avv. Onesti nel suo giusto ruolo di massimo dirigente e respon­ sabile dello sport italiano, i direttori dei quattro quotidia­ ni sportivi italiani. Questa sorpresa ci doveva essere risparmiata: la ’’Dante Alighieri” che organizza il convegno forse non si rende conto di come i giornali spor­ tivi italiani mal...trattano lo sport: intendiamoci subito, lo sport come deve venire inte­ so da un ente educativo, cioè come mezzo per migliorare la gioventù, per educarla verso traguardi onesti e concreti, senza illusioni di facili onori, di compensi favolosi, di avventure pseudo-galanti, di allori divistici della durata di un campionato, e così via... Perché è proprio questo ciò che i signori direttori dei quotidiani sportivi, in nome dei loro lettori, ci ammanniscono giornalmente. « Le esi­ genze economiche di diffusio­ ne ci impongono questo sche­ ma » affermano e seguendo questo invito migliaia di ra­ gazzi scrivono a Boniperti te­ levisivo per un consiglio mol­ to concreto: « Come posso di­ ventare famoso? ». Staremo a vedere, o meglio

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a sentire questi ’’patron” del­ le rotative. Intanto per non smentirci continueremo a ri­ petere come sempre che lo sport in Italia sarà veramen­ te tale quando ci saranno me­ no ’’spettatori” e più ’’attori”, quando la base delle centi­ naia di migliaia di ragazzi sa­ rà interessata attivamente al­ lo sport dilettantistico, indi­ rizzato verso i più bisognosi, verso le zone del sud, verso gli studenti, gli apprendisti, i ragazzi che nello sport posso­ no trovare non solo uno sva­ go onesto, ma un valido sussi­ dio alla loro formazione. Ci dicono spesso che fac­ ciamo lo sport ’’dei ragazzi­ ni”, lo sport ’’della parroc­ chia”: siamo orgogliosi di questo perché siamo certi che i grandi quotidiani sportivi non si interesseranno mai di noi e non ci potranno confon­ dere con i ’’superassi” da due­ cento milioni o con i ’’top-se­ cret” privati dei divi dello sport. Chiarezza di intenti e pre­ cisa formulazione di program­ mi, concreta volontà di agire pur nella povertà di mezzi: questa per noi è coscienza sportiva. Corrado Biggi


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