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Stadium n. 23/1923

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STADIUM ANNO XVIII — N

Si pubblica il 15 e il 30 del mese

23

ROMA — 15 dicembre 1923

Direzione ed Amministrazione

ROMA - Via della Scrofa, 70 - ROMA

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PERIODICO SPORT.

UFFIC. PER GLI ATTI DELLA F.A.S.C.I. CON D1Z1ON1 D ’ A B BOX' A M ENTO

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. L. 5.— . » 10.— . » 3.—

Il XVII Congresso annuale della F. I. U. C. Sig. Avv. Cav. tesare Ossicini BOMA

Santo Padre ringrazia devoto omaggio e compiacendosi sag­

gio

deliberazioni

riaffermanti

idealità direttive

che determi­

narono

sorgere

Associazioni

Federazione

Sportive

Catto­

liche Italiane forma voti possa essa continuare ad accrescere

sua

feconda

nendo saldo

attività

carattere forma­

zione religiosa morale in

unione

mante­

fraterna

e

fisica

Gioventù

Cattolica Italiana e nella disci­ plina all’Azione

Cattolica

im­

parte di cuore

apostolica

be­

nedizione. Card. GASPARRI (Questa risposta del Santo Padre al telegramma che il Congresso gli aveva rimesso, e che riportiamo in altra parte del giornale, a chiusura della relazione morale, non poteva riuscire di maggiore conforto a tutti quelli che — dirigenti e soci — compiono le più generose fatiche per dare alla educazione fisica quella impronta cristiana, senza di cui tutti gli sports facilmente degene­ rano in manifestazioni che sanno di paganesimo. Il S. Padre si è compiaciuto di ricordare le finalità direttive che determinarono il sorgere della Fede­ razione, e fa voti perchè essa possa continuare ad accrescere le proprie attività. Pochi documenti sono più chiari ed espliciti in ordine alla legitti­ mità di una orga aizza zinne. Esso è destinato a segnare epoca nella storia della Federazione.

LA REDAZIONE.

Il Congresso delia Federazione delle Associa­ zioni Sportive Cattoliche Italiane, tenutosi dome­ nica 2 corrente ha dimostrato una vigorosa e fe­ conda attività della benemerita istituzione. L’intervento di rappresentanti di quasi tutte le regioni d’Italia, lo spirito di fraterna concordia che vi regnò, i propositi che vi furono espressi ; sopratutto la deliberazione unanime e spontanea di voler mantenere alla Federazione la sua carat­ teristica di cattolica, nel più ampio senso della parola, ragione del suo essere, ci dicono che la Fasci vuol vivere, deve vivere, vivrà. Tra gli effetti della guerra era da notarsi trista­ mente una diminuzione, se non di attività, alme­ no di concordia di lavoro, fenomeno spiegabilissi­ mo, dato lo sviluppo che è venuto a prendere lo sport in questi ultimi tempi. Ma una ferma vo­ lontà di non lasciare ad altri il monopolio di que­ sto movimento, ha deciso di riportare la Fede­ razione ai suoi periodi più belli e fruttuosi, per­ chè corrisponda così alle finalità per cui è sorta. E senza aggiungere altro riportiamo la cronaca della riunione. Aperta la seduta con le consuete preci, il Pre­ sidente federale porta ai Congressisti il saluto cordiale del Consiglio Direttivo, e si compiace vi­ vamente di vedere tanto considerevole numero di società rappresentate, ringraziando in modo par­ ticolare i numerosi rappresentanti intervenuti da lontane regioni, che dimostrano con il loro sa­ crificio, il vivo affetto che li lega alla F.A.S.C.I. ed il desiderio vivo che essi hanno di procurare praticamente la sempre maggiore valorizzazione. Notando poi presente tra gli altri intervenuti il comm. Paolo Pericoli, uno dei fondatori della F.A.S.C.I. e Presidente onorario della Federazio­ ne, lo invita ad assumere la presidenza. Il comm. Pericoli, ringraziando dell’onore fat­ togli e per dimostrare l'affetto che porta alla Fe­ derazione, accetta1 1 invito, e ricordando prima di ogni altra cosa l’immane disastro che ha colpito le floride terre bergamasche, propone l’invio d’un telegramma di solidarietà cristiana alla società « Pro aris et focis » di Bergamo. Relazione morale

Dà poi la parola al segretario federale signor Guido Parisi che legge la relazione morale del Consiglio Direttivo. Egregi amici, La relazione morale che il Consiglio Direttivo, a norma dei nostri statuti, deve ogni anno pre­ sentare al Congresso dei Rappresentanti di tutte le Società federate, si risolve per la Presidenza, e specialmente per il Segretario in un rigoroso esame di coscienza, ed in una specie di confes­ sione pubblica del proprio operato.

L’amore e l'affetto che portiamo tutti però alia bella istituzione che in un sol fascio volle, or sono 17 anni, riunire tutte le forze sportive gin­ nastiche cattoliche d'Italia, ci aiuta e ci stimola a mettere in evidenza da un lato i progressi ed i vantaggi ottenuti dall'opera federale, non na­ scondendo però dall'altro Irto le manchevolezze ed i difetti che, purtroppo, dacché siamo uomi­ ni, troviamo sempre attorno a noi. Quanto mal arduo e difficile è stato il cammi­ no che nel cadente anno ha dovuto percorrere il vostro Consiglio Direttivo!... Estranei al fatto, anche come vuole il nostro statuto, a qualunque azione che sappia di poli­ tica, la nostra Federazione ha però rinteso in un grado assai elevato tutta la perturbazione degli avvenimenti politici che si sono svolti in Italia, e specie alla periferia il turbamento è stato mag­ giore, come più difficile è stato ivi l’adattamento alle modifiche d’indirizzo provenienti dai poteri centrali. Ma per quanto riguarda l'azione nostra speci­ fica, importantissimi eventi si sono svolti in que­ sto anno, ed hanno richiesto la nostra opera per­ chè la Federazione mantenesse il suo carattere iniziale. Voglio dire della costituzione del massi­ mo organo cattolico laicale, cioè dell’Azione Cat­ tolica Italiana, voluta ed istituita dàil felicemente regnante Pontefice Pio XI. Stabiliti i quadri della grande organizzazione si vide subito che la F.A.S.C.I. doveva prender posto tra le varie attività svolte dalla G. C. I. Ed era naturale, una volta che era stata proprio la G. C, I. che, specialmente per merito e volontà del suo Presidente d'allora, ora benemerito Pre­ sidente onorario, il comm. Paolo Pericoli, nel 1906 a S. Damiano d’Asti ne aveva decretato la fondazione. La iF.A.S.C.I. però quantunque riconosca co­ me centro direttivo per l’azione generale la So­ cietà della G. C. I. ha suoi statuti particolari, e non obbliga i suoi ascritti ad essere tutti soci della G. C. I. cosa che non potrebbe nemme­ no essere, perchè molti danno l’opera loro alla F.A.S.C.I. e molti restano soci attivi delle no­ stre Società ginnastiche, anche dopo varcato il limite d’età dei 40 anni, limite assegnato con giusto criterio ai soci della G. C. I. Questo però non turba affatto l’andamento del­ l'opera che svolge la Federazione in perfetta ar­ monia con la sua mamma (diciamo così) la G. C. I. E quanto è stato così ben compreso ed at­ tuato al centro, è stato durante l’anno in tutte le maniere possibile cercato di farlo capire alla periferia, dove purtroppo ancora difficoltà locali, e più spesso forse attriti ed ambieioncelle per­ sonali, ed in qualche caso anche interessi mal


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