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Stadium n. 22/1962

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ANNO IVI - N. 22 - 18 NOVEMBRE 1962 - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE GRUPPO II - QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO

non conosce l’angoscia Chidi tanti parroci che vedo­

no sciamare intorno alla loro parrocchia centinaia di ra­ gazzi senza riuscire a tratte­ nerli se non per la mezz’ora della messa domenicale, che si dibattono tra ristrettezze economiche e soprattutto tra incomprensioni di ordine mo­ rale e psicologico?... Chi non conosce la preoccu­ pazione di centinaia, migliaia di genitori all’inizio di un nuo­ vo anno scolastico, intrappo­ lati da una effimera speranza di ’’carriera intellettuale” per i propri figli e nello stesso tem­ po attenti alle loro condizioni fisiche, al logorio estenuante dello studio, agli infiniti pro­ blemi di una giovinezza che sembra senza coscienza, senza altro traguardo che l'utile e il divertimento? Anche educatori d’alto li­ vello e responsabili della vita pubblica si sentono impegnati rispetto ai giovani e ai ragazzi in modo più determinante in questo ultimo scorcio d’anno: salvo a dimenticarsi dei pro­ blemi giovanili ad anno sco­ lastico inoltrato e a valutarli esclusivamente sotto il profilo assistenziale all’inizio del­ l’estate. Un’alta percentuale di que­ ste categorie non ha mai pensato che uno dei corretti­ vi più importanti, sia sul pia­ no fisico che su quello morale dei giovani e dei ragazzi di oggi è l’attività fisica, lo sport, le gare, l’impegno agonistico. Molti considerano ’’impallina­ ti” tutti coloro che si interes­ sano di sport e spesso li accu­ sano di essere addirittura complici di situazioni estreme in cui vengono a trovarsi ra­ gazzi a galla nella cronaca nera. Di un’azione fatta senza fi­ ni di lucro, ma soltanto per passione e per divertimento si dice spesso ’’fatta per sport”: e che cosa di meglio nella vi­ ta di oggi, costantemente tesa verso il guadagno e l’immedia­ to interesse; che cosa di me­ glio per equilibrare una vita non più fatta di settimane e di giorni, ma soltanto di ore e di minuti; che cosa di più utile di una giornata all’aria aperta, su di una pista, infor­

cando una bicicletta, correndo dietro un pallone, scivolando sulla neve? Un correttivo fisico quindi, ma soprattutto un correttivo morale e spirituale: il capo­ ufficio, l'insegnante, il padro­ ne dell’officina, il capo-repar­ to, gli stessi genitori che spes­ so dimenticano che un figlio non va allevato propinandogli tre pasti al giorno e facendo­ lo studiare, ma anche e soprat­ tutto valutandolo in tutte le sue espressioni di vita e di af­ fetti: tutte queste persone per alcune ore scompaiono e lo spirito si riposa, si ricarica, si completa, affina le capacità di giudizio, si rasserena, recu­

pera... Chi non crede in questi valori dell’attività sportiva non ha mai fatto dello sport e non può giudicare. E' per questo che noi desi­ deriamo portare lo sport a tut­ ti i giovani, uno sport sempli­ ce, adatto alle loro possibilità E’ per questo che il Centro Sportivo Italiano si rivolge in­ cessantemente a tutti gli edu­ catori, agli insegnanti, ai ge­ nitori, ai sacerdoti, ai respon­ sabili dei Comuni, delle Pro­ vincie, della Nazione, perché lo sport entri a far parte inte­ grante dell’educazione dei ra­ gazzi e dei giovani d’oggi. E’ per questo che il C.S.I. pone nel suo programma an­

nuale la diffusione dei temi trattati al suo VII Congresso Nazionale per una politica sportiva per l’educazione dei giovani. Al Centro Sportivo Italiano interessa che i giovani prati­ chino lo sport seguendo le tec­ niche più progredite, ma in­ teressa di più che tutti i gio­ vani facciano dello sport: sol­ tanto con questa premessa riusciremo a creare una gio­ ventù più sana, coscienze mi­ gliori, generazioni di ragazzi e di giovani con minori pro­ blemi pedagogici e più pronti ad affrontare una vita di re­ sponsabilità nella società. Corrado Biggi


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