STADIUM Si pubblica il 15 e il 30 del mese
ANNO XVIII — N 22
ROMA — 30 novembre 1923 Direzione ed Amministrazione
ROMA - Via della Scrofa, 70 • ROMA
ALLA VIGILIA Il nostro annuale congresso discuterà, secon do ie norme consuete, il suo ordine del giorno; parlerà di cose nuove e anche di cose vecchie ; cercherà di appianare difficoltà e di facilitare il lavoro per il domani... Tutto quello che potrà-fa re un congresso sarà fatto ; ma c'è qualche cosa che’ è al di sopra e al di fuori di tutti i congres si e senza della quale non c'è forza umana che possa far ottenere la vittoria ed è la fiducia in noi stessi. Siamo noi tutti convinti che l'opera della F. A.S.C.I è oggi utile, di più. necessaria? Che l’azione cattolica ha bisogno di questa federazio ne sportiva per l'educazione completa dei gio vani? Non lo credo. E' con dolore che ogni an no, alla vigilia di un nuovo congresso ritorno sul passato: apro la raccolta dei vecchi numeri-del lo « Stadium » e rivivo giorni lontani pieni di
vita e di gloria. Ma della vecchia falange dei collaboratori quan ti sono oggi ancora sulla breccia per il trionfo dell'idea? Ogni anno il numero diminuisce; ogni anno c’è un amico di meno e una preoccu pazione di più... Pure la Federazione per opera di pochissimi è vero ma è qui ancora in piedi vigile e presen7 te : studia e segue tutti i più alti e ardui proble mi dell'ora; spinge e incoraggia come può i vi cini e i lontani al lavoro fecondo. Lo « Stadium » ogni quindici giorni parte per tutte le città d'Italia e perla, sia pure modesta mente, ma tuttavia in veste non senza decoro, la sua voce incitatrice ed ammonitrice... La ragione d'essere poi dell'opera nostra non solo non è venuta meno, ma ogni giorno di più si dimostra chiara ed evidente. Oggi che la ginnastica e lo sport sono diven tati parte integrante, necessaria della vita gio vanile ; che in alto e in basso si vuole veramente dare all'educazione fisica il posto che merita ; che una febbre nuova ha preso tutti e tutti trascina verso mete lontane ; oggi che il più gran pericolo e qui in questa nuova forza, in questa nuova pas sione, oggi alla F.A.S.C.I. si dovrebbe schiude re il più libero orizzonte... Invece, non abbiamo fiducia in noi stessi.' Non hanno fiducia i giovani i quali, messi al bivio fra una federazione cattolica e le altre, preferiscono le altre perchè ivi si fa sport a base di rédame e magari a base... economica.
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Ncm hanno fiducia le società nostre le quali piuttosto che vivere la piccola vita federale- soamano grandi trionfi e più grandi vittorie. Meglio spezzare il cerchio chiuso, uscire oltre 1 antica siepe e con.ere per i campi ; meglio entrare nelle federazioni ufficiali, magari nascondendo i coleri delle proprie bandiere, neutralizzando... gli statu ti, ma vivere la vita grande, la vita di tutti. Co sterà questo molto economizamente e moralmen te, ma non importa... Non hanno fiducia i dirigenti, i quali, costretti ad un improbo e difficile lavoro per organizzare il movimento federale, combattuto più dagli amici che dai nemici non riusciranno mai a ve dere i frutti del proprio lavoro. Non ha fiducia qualche volta lo stesso centro dire-uiivo il quale, pur avendo chiara la via da seguire, non riesce a far il salto di tutti gli ostacoli. Intanto però il problema è più vivo e più ur gente che mai ; intanto nuove questioni, o me glio antiche questioni, sorgono e si presentano nella loro inesorabile necessità. Bisogna dunque aver fiducia in noi e anche nella bontà della causa per la quale combattiamo. E l'Azione Cattolica in generale non si rende conto del travaglio intimo dell’animo nostro; se la stessa. Gioventù Cattolica non fiancheggia co me dovrebbe l'opera nostra, non c'è che un ri medio per vincere : insistere e lavorare. Quando dopo le mille cose della mia giornata io mi raccolgo per dare la modesta opera mia al la federazione senio, pur nell isolamento, dì la vorare per la gioventù tutta. Sento che un'idea grande vive ancora e mi dà forza e mi dà spe ranza. Certo la F.A.S.C.I. oggi non chiede che sacrifici e rinuncie, ma per chi comprende l'o pera vera dell'apostolato cristiano questo è il po sto per aprire i solchi e gettar la semen.e. Cer chiamo tutti di avere fiducia : non dimentichianoci che la ginnastica e gli sports danno effi mere vittorie e passeggeri trionfi ; la salvezza della gioventù è tutto. Però in questa vigilia di congresso mentre qualche cosa pure fervidamente impazientemen te attendiamo dall’Autorità Ecclesiastica, mentre dalla Provvidenza attendiamo la luce che illu mini il cammino, cerchiamo di renderci consapc oli del nostro dovere, e cerchiamo di metterci d'accordo per il lavoro futuro. Se saremo uniti e concordi avremo anche la forza della soeranza, la fede nella vittoria. C. A. O.
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Le scuole alFestero Un errore che si ripete La « Gazzetta Ufficiale » ci dà notizia di un decreto del Ministero degli Esteri, emesso ..i con certo con il Ministero della Pubblica Istruzione e del Tesoro, con il quale vengo."o estese alle scuole medie italiane all'estero le disposizioni sulla istituzione dell'Ente Nazionale per l'edu cazione. fisica. Con questo decreto, si stabilisce oltre a norme speciali per il pagamento delle tasse (che dovran no essere corrisposte in valuta italiana, ma do vranno essere versate in valuta calcolata.- alla pari quando questa faccia premio su italiana) che il Ministero degli affari esteri, « verserà ogni armo all’Ene Nazionale per l'educazione fi sica la somma di L. 20.000, contributo per l'in segnamento di detta disciplina nelle scuole me die governative all’estero ». Come i lettori ricorderanno, il nostro giornale a suo tempo (quando cioè con R. D. 15 marzo 1923 venne istituito l'ente nazionale per- l’edu-. cazione fisica) fu il primo a levar la voce contro queste nuove disposizioni, che mentre da una parte affidavano a un ente privato e Realistico (tutt’altro che immune da influenze massoniche) un servizio statale dall’altra parte venivano a fe rire gravemente quei pri.ncipii di autonomia e di libertà che rendono così fi enti le organizzazio ni cattoliche sportive, le quali, insieme con la educazione fisica della gioventù, coltivano e per seguono nobilissime finalità di ordine religioso e spirituale. Sarà bene ricordare, quindi, i. prece denti della questione. L'idea della quale partì il decreto 26 marzo 1923 era quella di togliere dalla dipendenza di retta della « Minerva » il servizio dela educa zione fisica per affidarlo alla libera iniziativa. Ma nel fatto, questa veniva limitata, anzi del tutto cir coscritta, perchè il servizio fu demandato alle cure di una istituzione privata sorta a Milano per virtù di un’accolta di industriali, i quali fondarono poi l’ente nazionale, di guisa che questo venne ad assumere la gestione diretta e completa e ad esercitare il monopolio esclusivo dell'educazione fisica impartita in tutte le scuole pubbliche del Regno. Ad evitare questo monopolio noi pro ponemmo che come era stato fatto per gl’istituti di istruzione media, così venisse applicato anche il principio dell'Esame di Stato per l'educazione fisica, e fosse del pari garentita e salvaguardata l'autonomia delle organizzazioni sportive cattoli che. Della questione si occupò vivamente il Par tito Popolare Italiano, come sempre sollecitato della tutela e dell'incremento dei valori spiritua li e morali, fiancheggiando poi vigorosamente sul terreno politico quello che l’azione cattolica, in un memorando convegno tenuto qui in Roma, il 27 maggio u. s., aveva deliberato in ordine ài provvedimenti proposti perchè l’educazione fìsi ca e morale tornasse ad ispirarsi ai principi! del