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Stadium n. 22/1921

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Periodico Sportivo Ufficiale per gli ¿atti della F-. ZX. S. O. I Si pubblica il 15 e il 30 del mese

ANNO XVI — N. 22

Direzione ed Amministrazione

ROMA — 30 Novembre 1921

ROMA - Via della Scrofa, 70 ■ ROMA

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L’evoluzione della ginnastica in Italia

stica razionale, concepì a quei modi metodi didat­ tici cui ancor oggi devesi attingere larghissima­ mente.

in arte, ma così grandi ammiratori delle energiche Non ci può trattare l’argomento che riguarda manifestazioni. in genere l’Educazione fìsica in Italia senza pri­ ma volgere la mente alla antica Grecia, dove la Il falso sentimento di dignità personale distolse i Romani dal partecipare in qualità di attori ai ginnastica italiana ebbe origine e dove a questo giuochi pubblici, dove invece comparivano schia­ ramo importantissimo si diede il massimo svi­ luppo. vi e barbari tratti da ogni parte come pure molti elleni dedicatisi all’atletica per professione. Folle In Grecia l’individuo aveva raggiunto il mas­ innumeri assistevano alle produzioni di pochi ; i simo del perfezionamento umano sotto il punto di vista fisico-artistico e della sapienza, e per con­ quali a poco a poco lasciarono il posto alle espli­ vincersi di questo può bastare dare uno sguar­ cazioni di quelle basse passioni che poscia con­ dussero Roma alla decadenza. do alle meravigliose opere e statue di atleti e di combattenti che i genii di Fidia, Merone, PrassiIntanto appariva all’orizzonte il Cristianesimo tele, Scopa e di Lisippo crearono. ad imporsi al mondo Romano in decadenza e tra­ Nell’antica Grecia gli uomini dovevano neces­ sformarlo, trasformando insieme la concezione della vita. sariamente fare in modo che il corpo fosse sano e robusto, onde essere in grado di far fronte alle Attraverso a tutto il Medio Evo, ad eccezione continue lotte che si accendevano fra le varie cit­ fatta per gli uomini di armi, il mondo era ritenuto tà ed in special modo quando si trovarono a com­ una valle di lagrime che si doveva fatalmente at­ battere con grande superiorità numerica a Mara­ traversare lungo il cammino della vita, e unico tona, a Salamina, alle Termopila, a Platea, ed il .. _L come questo tri^fe pellegrinaggio era pensiero delle gloriose vittorie riportate contro ritenuta la purificazione dell’anima a mezzo della quei barbari, contribuì a conservare vivida la fiam­ mortificazione del corpo, ciò che portò a non cu­ ma dell’entusiasmo degli esercizi del corpo. rare molto le energie fisiche. 11 profondo amóre sentito dai Greci per ogni Già lontani d’assai i terrori del mille, ripetutosi bellezza naturale spiegò poi un’enorme importan­ pel mondo civile come eco lunga l’inno alla na­ za alla Educazione fisica; ed ammirando essi la tura di S Francesco d’Assisi, e apertesi con le gioventù che si addestrava nelle palestre, vollero Crociate nuove ed amplissime vie ai commerci ed sopratutto che gli esercizii portassero ad uno alle investigazioni dell’umano pensiero, si rinno­ sviluppo armonioso della persona, senza spropor­ vò pel mondo l’inno alla vita e alle sue forze. Ed zioni e senza ipertrofìe ; cercando di raggiungere eccoci al Rinascimento che tanto vigor di vita in­ la perfezione nella euritmia delle forze fisiologi­ fuse nella nostra Italia. In ogni contrada, am­ che e del loro maggiore sviluppo" in correlazione modernati, tornarono in onore gli esercizi gin­ a quell’altissimo ideale di bellezza che predomi­ nici di Atene. Sparta e Roma. Come Pindaro ad nava sull’anima Ellena. Non erano anche allora un tempo, Gabriello Chiabrera ed a lui poeti d’I­ trascurate le doti della mente, anzi molto spesso talia cantarono inni ai vincitori delle gare del pal­ la potenza dell'intelletto si trovò unita alla vigoria lone, agli eroi delle feste ginniche che si anda­ fisica in un mirabile accordo, e così sappiamo, vano bandendo qua e là dai principi, con grande tanto per citare un esempio, che Platone riuscì intervento e plauso di popolo. vincitore nelle gare di Delfo e di Nemea ; e la Ma, osserva il Mosso nella sua pregiata opera statua che rei museo Lateranense ci conserva le « Mens sana in corpore sano » : « Chi considera sembianze di Sofocle, ci obbliga a pensare ad un dall’alto la storia dei costumi, attraverso la lun­ uomo di meravigliosa educazione fisica. ghezza dei secoli, vede prodursi alla superficie Le basi dell’educazione fisica presso i Romani, dei popoli come delle onde di progresso e di re­ popolo eminentemente pratico e poco artista, fu­ gresso, nelle quali le tendenze, le convinzioni lo­ rono la corsa e il giuoco della palla uniti al salto. cali, gli usi e gli istinti ora si sollevano in alto e I metodi di educazione fisica ellenica però attec­ grandeggiano ed ora si abbassano e quasi scom­ chirono a Roma, dove, dato lo spirito bellicoso e paiono per rialzarsi ancora. di conquista, ben presto si avviarono i giovani al­ , Così dopo il Rinascimento e precisamente dopo l’uso delle armi e Campo Marzio fu il luogo di 1 occupazione spagnuola avemmo per l’Italia un preparazione per tante gesta grandiose. altro periodo di decadenza fisica, poiché quelle E’ comico ma significante l’episodio di quell’im­ medesime feste, che un dì erano state esercita­ presario che condusse dalla Grecia a Roma alcuni zioni delle nostre attività fenologiche, si trasfor­ famosi danzatori e suonatori di flauto. Essi non marono specialmente per le classi dirigenti in controvarono il favore del pubblico, a cui si pre­ vegni d orgie, di lussi e di mollezze snervanti. sentarono. In tale circostanza disgraziata, l’impre­ Pur tuttavia rimase inalterato il concetto della sario ebbe l’idea geniale di cambiare lo spetta­ bellezza e dell’armonia, che i Greci per i primi colo ed ordinando ai danzatori e suonatori di ve­ avevano sognata, creata, accarezzata con sublime nire a pugni fra di loro, ottenne le più vive ap­ sentimento d’arte, e Vittorino da Feltro conside­ provazioni di quegli spettatori così poco raffinati rato come l’instauratore in Italia di una ginna­

Ed oggi? Pur avendo trattato di quel che fu nel passato l’attività italiana nel campo della educazione fi­ sica, mettendo in evidenza la differenza esistente fra le due età, reputo convenga dare uno sguardo alla attività contemporanea e dobbiamo purtroppo riconoscere che la trascuratezza del corpo è scesa al limite estremo di tollerabilità, determinando forse essa medesima, per reazione, quel movimen­ to in favore dell’educazione fisica, che in questi ultimi anni fortunatamente si osserva e che in ogni modo bisogna rendere più rapido e più ga­ gliardo. Chi abbia fatto un po’ di attenzione al come si sono ridotti gli esercizi del corpo in Italia ha po­ tuto facilmente raccogliere tra il pubblico le prin­ cipali ragioni che si accampano contro di essi — ragioni che però urtano contro la logica e contro gli avvenimenti registrati dalla storia. — Alcuni asseriscono che la ginnastica ha perduto presen­ temente importanza per uno scopo che fu invece tanto considerato in antico. Sentiamo infatti dire che la ginnastica come preparazione militare non ha ragione di essere, perchè dopo la grande guerra altre guerre do­ vranno scomparire e perchè a causa del progres­ so meccanico e scientifico, 1 elemento uomo avrà ben poco da fare. Altri asseriscono che le esigenze della vita mo­ derna richiedono veramente che l’attività umana assuma un indirizzo prevalentemente intellettuale. Anzi ci sono dei futuristi che ci hanno persino” descritto l’essere umano, che si andrà formando con l’acquisto di apparenze diversissime delle at­ tuali. La sua nutrizione si farà con alimento dige­ rito e concentrato, di guisa che il suo tubo gastro­ enterico si ridurrà a ben poca cosa, con la scom­ parsa o quasi di certe presenti e talora incomode necessità da soddisfare. Come cordicelle sottili diverranno le membra, nel mentre l’encefalo si svilupperà enormemente per ospitarvi tutte le scienze. Uscendo dalle immaginazioni pazzesche, non vi è dubbio che il sapere dovrà elevare molta gente e che 1 istruzione non è solo un vago ornamento della men’q ma che corrisponde a un equivalente di ricchezza nel mondo. Ma fin dove l’individuo dovrà spingere lo studio a scapito degli esercizi del corpo? Vi è chi fin da giovine mira a certe carriere, e ritiene che di educazione fisica gli abbia a bastare, quanto occorra a mettersi il cap­ potto e attorcigliarsi più volte al collo la sciarpa di lana per paura di prendersi un raffreddore. Ma è dimostrato quale sfacelo attende di regola quel disgraziato che di fronte al male minacciante, corre alla cerca di un rimedio nelle farmacie o in qualche decantato istituto e ioterapico, raggiun­ gendo il più delle volte lo scopo di rovinarsi più di premura.


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