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Stadium n. 21/1963

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Corrado Biggi

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C. S. I.

PBESIDÌIiZA N1ZI0HJI.E

Stadium ANNO LVIII - N. 21 - 1 DICEMBRE 1963

QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO Spedizione in abbonamento postale - gruppo II

I PROBLEMI DELLO SPORT

vedere a pagina tre

ono ormai passati quattro anni dalle ul­ time olimpiadi romane e quelle giappo­ nesi sono alle porte: chi gridava al mi­ racolo sportivo, al ” boom ” degli im­ pianti (modesti e utilizzabili), al rina­ scere di una vera ” coscienza sportiva ” in Italia, ha dovuto ricredersi. Gli im­ pianti (buoni ultimi quelli napoletani) sono adatti per ospitare i famosi ” cen­ tomila ” che si scalmanano, si agitano, fischiano, e (delusi) abbandonano gli spalti che avevano invaso con tanta aggressività. Con­ tinueranno per strada, nei bar, nelle combriccole a di­ scutere di sport e ti saluto... la coscienza sportiva. Oltre le Olimpiadi sono passati anche molti governi: monocolore, centro-destra, di transizione, amministrativo, centro-sinistra... qualche voce si è alzata a parlare anche di sport, di impianti, di giovani: il più delle volte per affermare vaghi principi (ed è stato già qualche co­ sa), altre volte per conservare cadreghini e poltrone o allargare la base elettorale. Al primo accenno che la po­ litica poteva interessarsi dello sport il CONI è passato all’attacco con la sua consulta parlamentare, salvo poi a fare marcia indietro o comunque a frenare in previsione di altri sviluppi in sede politica. In tutto questo impaludamento di proposte, critiche, attacchi, dimenticatoi, pensierini vaghi, gli unici a con­ tinuare la loro azione, a pungolare governi e parlamen­ tari, opinione pubblica e alti dirigenti dello sport na­ zionale, sono stati gli Enti di Propaganda e, primo fra tutti, il nostro Centro Sportivo Italiano che, già da tre anni (per chi lo avesse dimenticato), si pronuncia in ma­ teria di politica sportiva, esprime idee e pratiche conse­ guenze, invita ad una organica revisione della situazio­ ne... e non sono pochi coloro che da queste idee e ini­ ziative attingono a piene mani, gabellandole per ” pro­ duzione propria ” (non temano: non richiederemo dirit­ ti d’autore!). Dicevamo che i governi passano: stiamo attendendo di ora in ora il nuovo: forse quando leggerete queste righe saprete già da quale parte la bilancia è andata a cadere. A noi non interessa eccessivamente di conoscere la sfumatura coloristica dei nuovi ministeri, tanto più che siamo fermamente convinti che nello sport una in­ tesa* di fondo è possibile (vedi programmi politici dei vari partiti) almeno sui principi essenziali: il diritto allo sport, la programmazione e l’interessamento degli organi competenti, i mezzi dell’organizzazione sportiva, le strut­ ture e gli impianti per la pratica sportiva. Sappiamo anche che il nuovo governo avrà gatte da pelare piuttosto grosse, i dibattiti saranno accesi su pro­ blemi non piccoli, ma sappiamo che quello della gio­ ventù non è l’ultimo e, in questo stesso problema, lo sport non si trova aH’ultimo posto. Parlando di sport, inten­ diamo evidentemente quello ” formativo ” e non quello spettacolare e agonistico del quale non neghiamo i di­ ritti (e per il quale già si avvertono segni di depaupe­ ramento non solo di unità efficienti, ma anche economi­ co, dato che il Totocalcio non dà più il gettito di una volta). Vorremmo soltanto che queste forme di sportspettacolo o di alto prestigio... ” intemazionale ” non go­ dessero, queste esclusivamente, di trattamenti privile­ giati non solo da parte degli organi di stampa (e mi ri­ saluti la coscienza sportiva), ma anche dei parlamentari e del governo stesso. Qualche timido passo si sta facendo: sarebbe ora. Dopo vent’anni che si parla di sport in Italia, ci sem­ bra giunto il momento di una maturità tale che puntan­ do un po’ i piedi, unendo tutte le nostre forze politiche, trovandoci uniti nelle idee di fondo e nei principi pro­ grammatici, sia possibile che a Cesare venga dato quel che è di Cesare, e allo sport quello che per diritto gli spetta: un posto nella formazione e nell’educazione del­ la gioventù.

senatori

AGLI ON. L|

giorni eduta NEI


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