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Stadium n. 21/1962

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Stadium SQUADRA ANNO LVI - N. 21 - 4 NOVEMBRE 1962 - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE GRUPPO II - QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO

ciclisti vendesi.».

Dopo l’esempio di patron Borghi che ha liquidato la IGNIS, altri patron hanno fat­ to i conti e capito che la pubblicità sporti­ va nel ciclismo era diventata troppo cara. Ultima tra cinque consorelle, anche la Ghigi smobilita e l’intera squadra di corridori, con l’allenatore in testa, si è messa all’a­ sta, al miglior offerente. Il ciclismo professionistico è in liquida­ zione e se le aste andranno deserte molti corridori nel 1963 saranno disoccupati. Dove stanno i mecenati dello sport tanto cari ai superorganizzatori di corse interna­ zionali che li hanno appoggiati sui loro grandi quotidiani sportivi? Si sono ritirati, lasciando lo sport dopo averlo devastato. Hanno capito che questo tabellone pubbli­ citario costava troppo ed era meno effica­ ce di ’’carosello”. Di fronte a questa nemesi il CSI conti­ nua imperterrito a fare il suo lavoro, con­ vinto nelle sue idee, noncurante di quanto gli sta crollando attorno, sapendo che un giorno rimarrà solo.

Le altre organizzazioni sportive vedono diminuire i loro tesserati, mentre il CSI li vede aumentare. E’ una giustizia naturale che avviene: è lo sport che si ribella a chi lo usa per altri fini diversi dal suo, quello educativo. Noi ci auguriamo che le istanze del Con­ gresso del CSI siano accolte dal Governo e che l’Italia un giorno si qualifichi non solo per i chilometri di belle autostrade o per il numero degli abbonati alla TV ma anche per il numero degli impianti sportivi, pic­ coli ma tanti, che diano ai ragazzi la gioia di correre sul verde e non sull’asfalto, la gioia della nostra giovinezza che ci vide scorrazzare sui prati di periferia. Ma questi impianti, se ci saranno, sa­ ranno deserti se dentro non ci sarà un edu­ catore, non un allenatore di cavalli di raz­ za, che divida la sua vita con la vita dei ragazzi, che li consideri uomini con un de­ stino eterno più lontano e più importante di un alloro olimpico. Lo Stato potrà costruire i campi sporti­ vi (è un problema economico non diffici­ le da risolvere se si accenderà negli uomi­ ni politici una sensibilità sportiva che noi giudichiamo per ora spenta), ma non potrà costruire gli educatori sportivi. Questi na­ scono da un incontro di fede, di amore e di sacrificio. Non servono all’uopo gli allena­ tori che pensano allo stipendio mensile an­ che se tecnicamente preparatissimi. Siamo soli a pensarla così e questo ci dispiace perché il CSI non ama monopo­ lizzare lo sport e l’ha dimostrato. Scrivo queste righe dopo 24 ore di Con­ siglio Direttivo dove si sono approntati i programmi per il 1963: sono tutti tenace­ mente coerenti a questi principi. Programmi agonistici per una larga base di propaganda iniziando dai giovanissimi. Programmi formativi a largo respiro per conquistare alle nostre idee, cioè allo sport sano, nuovi dirigenti. Programmi editoriali anche onerosi per gridare ai sordi che lo sport in Italia langue ed è malato e non lo si può lasciare morire: ha bisogno di comprensione, di di­ fesa, di mezzi che non lo lascino cacciarsi tra le spire pubblicitarie degli affaristi, o alla mercé dei baratti politici. Questo numero di Stadium è una carrel­ lata su tutti i campionati del 1962. Non è un gesto nostalgico il dedicare ad essi, ai giovanissimi atleti protagonisti, ai solerti organizzatori periferici un numero del no­ stro giornale. Vogliamo soltanto ringraziare chi ci ha seguito dalle nevi di Limone Piemonte alla pista di atletica di Pisa e confermare che nel 1963 si farà di più. Squadra ciclistica vendesi: è uno sport vecchio in liquidazione. Centro Sportivo Italiano 1963: è uno sport nuovo che viene con prepotenza alla ribalta. Aldo Notario


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