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Stadium n. 21/1924

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TI DELLA F. A.S.C.I.

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Si pubblica il 15 e il 30 del mese Direzione ed Amministrazione

ROMA - Via della Scrofa, 70 • ROMA

ANNO XVIIII — N 21 ROMA —

15

novembre 1924

Conto corrente postale

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Abbonamento annuo . . » sostenitore . Per i ginnasti tesserati .

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LO MORTE DEL CONTE Di CARPEGNA P regh ¡ a m o! Il Conte Mario di Carpegna non è più! La notizia' inaspettata, dolorosa mi giunse in una sera piena di tristezza e piena di ricordi ; la sera della commemorazione dei Defunti, men­ tre come sempre nell’antica sede federale, che Lui aveva ospitato negli anni belli del lavoro fe­ condo, mi occupavo delle cose nostre, del pros­ simo congresso annuale... E subito corsi alla ca­ sa di Lui per sapere le ultime notizie, per pren­ der parte al dolore degli altri... Il Conte era spirato serenamente, cristianamen­ te. così, come era vissuto. Sul letto di morte dormiva ora il suo ultimo sonno, stringendo nel­ le mani bianche il Crocifisso ; dormiva Colui che tanta vita, tanta energia aveva sempre dato a tutti noi. Era passato come un giusto, pregando il Signore, rimettendosi alla sua volontà. Il primo condottiero della F.A.S.C.I., l’arte­ fice grande di questo movimento di educazione fi­ sica che vuole rinnovare la gioventù nostra, l’in­ faticato apostolo dell’azione cattolica era morto! La Sua bara è passata umile e grande per le vie di Roma, fra la commozione di tutto un po­ polo, fra il pianto di quanti lo avevano conosciu­ to. Il Cuore buono che ebbe palpiti per tutti, che seppe gli slanci generosi della carità e del sacrifìcio, non batte più... intorno a noi c’è il silenzio profondo ! Ed io che dovrei parlare di Lui, dell’opera Sua, de! Suo valore, pur mentre tutto il passato torna luminoso davanti a me, mi sento incapace a scri­ vere, stretto alla gola da un nodo di pianto.

ficile battaglia, tutto a Lui deve, tutto che in essa è di buono, di tecnicamente definito è opera sua. Si può dire che noi viviamo coi frutti del

dei ginnasti cattolici, levando alte sul sole le gloriose bandiere, non solo marciavano da Lur guidate per le vie delie città, ma entravano nei

capitale che Lui ha dato generosamente senza risparmio... Chi non ricorda i grandi concorsi federali di Roma, di Biella, di Padova, di Milano? La me­ moranda adunata internazionale per le feste cen­ tenarie costantiniane? Le schiere buone e forti

tempi augusti, s’inginocchiavano riverenti davanti al Vicario di Cristo. In Italia come all’Estero — era per Lui sem­ pre aperto il più largo orizzonte dove poteva spaziare l’occhio acuto e profondo — quando appariva l’alta e aitante figura di Lui, militare

« « * Il Conte Mario di Carpegna era un atleta del­ l'azione, un condottiero, ma sopra tutto era un’a­ nima buona e tutti l’amavano. Io l’ho conosciuto la prima volta in quel me­ morando concorso vaticano in cui, presente Emilio Baumann, s’iniziava il movimento ginnico sportivo della gioventù cattolica. L’opera da Lui svolta d’allora fino al punto di lasciare la F.A S. C.I., per cominciare con rinnovate energie l’or­ ganizzazione degli esploratori cattolici, non può essere sintetizzata in poche righe di un articolo. Questa nostra organizzazione che pur attraver­ so gravi prove e dopo crisi profonde ritorna og­ gi, mentre il Papa dal Vaticano indica le vie nuo­ ve dell'azione giovanile, ad affrontare la più dif­


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