ST A D U M Si pubblica il 15 e il 30 del mese Direzione ed Amministrazione
ROMA - Via della Scrofa, 70 - ROMA
ANNO XVIII — N
21
ROMA — 15 novembre 1923 Conto corrente postale
Per facilitare il Congresso Parlare del prossimo annuale congresso fede rale vuol dire impostare fin da ora i problemi più importanti e facilitare, se è possibile, il la voro dei delegati e dei rappresentanti. Cerche remo quindi di raggiungere brevemente lo scopo. L'ordine del giorno è breve e non dice a prima vista nulla di nuovo; fra l'altro non c’è neppure un accenno a quello che sembra oggi il problema più vivo ed assillante ; i rapporti fra la F. A. S. C. I. e la G. C. I. Ora per sgombrare il terreno è bene subito dire che di questo sarà fatto cenno nella relazione morale del C. D. ma che d’altra parte poco o nulla resta da fare in merito dal congresso. E’ ora mai una lunga campagna che si combatte al centro ed alla periferia per raggiungere questo fine. Al centro possiamo dire che l'accordo è stato perfettamente raggiunto; alla periferia no. La colpa non è delle direttive che sono precise, ma degli uomini ■ bisogna vincere le difficoltà coordinando, armonizzando con buona, reciproca volontà senza attendere diall’a/to miracoli che nel momento presente non è possibile ottenere. Nel prossimo numero di « Gioventù Italica » sarà pubblicato un articolo a firma del nostro pre sidente che illusterà sull'organo ufficiale della G. C. la questione e speriamo serva ancora una volta a chiarire i punti volutamente chia mati oscuri.
Una novità invece c’è nell'ordine del giorno ed è nel numero due : Rapporti con altre fede razioni. E’ questo un punto di vitale impor tanza perchè interessa direttamente la vita delle società e tutta la vita della Federazione. Infatti è stato opportunamente messo detto numero pri ma delle riforme statutarie. Si tratta perciò non solo dei rapporti, già altra volta illustrati su queste colonne, fra la F. A. S. C. L e le altre Federazioni in senso generico, ma dei rapporti fra la F. A. S. C. I. e la Federazione che in passato più ha combattuto l’opera nostra. Tornare sulle vecchie questioni fra noi e il Comitato Olimpico e fra noi e le cento organiz zazioni sportive che in nome della libertà hanno monopolizzato lo sport, sarà utile ma non suffi ciente. Utile e necessario sarà invece vedere se le ragioni che chiusero la F. A. S. C. I. nel suo cerchio di ferro sono ancora oggi immutate. Se la vita nuova che pulsa oggi in Italia e apre
nuovi orizzonti e nuove vie non dia anche alla nostra Federazione la possibilità di riaffermare un diritto che fu nel modo più volgare concul cato. L'argomento è grave e di responsabilità gran dissima : la Federazione dovrà scegliere la via da seguire serenamente per vedere se non sia anche il caso di modificare la propria base sta tutaria in conseguenza delle decisioni che sa ranno prese. Studino bene la questione gli amici e più uti le e più proficua ne sarà la discussione. Un altro argomento di vitale importanza sarà quello della organizzazione del giuoco del calcio e della palla canestro. Il giuoco del calcio, dopo quanto fu discusso ed approvato nel passato anno dovrebbe oramai svilupparsi regolarmente senza difficoltà e senza intralci. Il terreno è ancora buono per lavorare e le iniziative di altri enti cattolici non potranno mai giungere ad una sintesi nazionale senza l’o pera della F. A. S. C. I. Abbandonare il campo oggi per preoccupazioni esclusivamente tecniche o per attendere che problemi direttivi generali siano risolti, vuol dire chiudere le porte dell’av venire.
E’ stato detto mille volte che se ieri era la ginnastica a portar via i giovani dalle nostre or ganizzazioni giovanili oggi è lo sport e sopra tutto il calcio e che come ieri così oggi la difesa è logica ed intuitiva. Qui il problema assume poi valori e partico lari differenti da quello ginnastico. Per molte società entrare nella Federazione del Calcio non vuol dire vivere, ma morire. Oggi per entrare nel grande agone, calcistico ci vogliono mezzi e forze tali che il 90 per cento delle società nostre non hanno. Se la F. A. S C. I. non se ne occuperà qualche altra organizzazione sor gerà fatalmente in mezzo a noi. ■ er la palla canestro è questione di propa ganda e di lavoro. Il giuoco è bello, educativo, facilmente praticabile in piccoli locali e in giar dini anche nel centro delle città. Non entrare subirò in questo campo vuol dire non rendersi corno dei vantaggi grandissimi che ne potrà ri trarre l'Azione cattolica. Questo brevemente abbiamo voluto dire per : f'ni già accennati. Cerchino gli amici tutti di
PERIODICO SPORT. UFFIC. PER GLI AT TI DELLA F. A.S.C.I. CONDIZIONI D ’ A B B O N A M ENT O
Abbonamento annuo . . . L. 5.— » sostenitore . . » IO.— Per i ginnasti tesserati . . » 3.— J_ - _ .......... venire a Roma preparati e consapevoli dei do veri che su ciascuno di noi oggi incombono. Il fine da raggiungere oggi come ieri è solo uno : salvare le anime della, gioventù italiana. I mezzi per ottenere questo fine possono invece essere molti; a noi scegliere i migliori.
Appunti d’igiene Come respirate? Si di,e, la medicina moderna non ci lascia nemmeno respirare. Ma come respirate? Non è una questione di poco momento, perchè, un difeituccio anche minimo dell'atto respiratorio può diventare, moltiplicato per ventimila, un difetto ne e un difettacelo d: primo ordine. Per il pubbli co grosso respirare significa fare entrare l’aria in petto : era, questa entrata d’aria in quel ma gnifico soffietto rappresentato dalla nostra cavità toracica è un atto istintivo che gli animali tutti, in istato di salute e di natura compio.ro corretta mente. Ma per gli uomini le condizioni di esi stenza sono spesso assai lontane dalle condizioni ideali e naturali. Consideriamo, ad esempio, una giovinetta operaia, china sul suo tavolo da lavoro : il torace è come piegato, e il movimento delle costole ne è impedito e il volume d’aria introdotto nella cavità è diminuito ; e poi. il busto stretto, le vie nasali non sempre libere... Supponiamo che il deficit non sia che di un centesimo, alla fine delle ventiquattro ore, saran no volumi d’aria sottratti all’organismo. Così l’aria dorme nei bronchi, il corpo s’inde bolisce e si afferma fatale, la solita anemia. Do mandate a simili organismi uno sforzo qualsiasi, anche modesto, e non ne saranno capaci. Fate, infatti che un tram non si fermi subito al primo cenno, che il signore o la signora siano costretti a correre, più o meno agilmente, quin dici o venti metri, e li vedrete cadere sfiniti di affanno se — scampati i possibili infortuni — avranno raggiunto il desideratissimo predellino. E questo dipende dalle ventimila respirazioni quo tidiane fatte male : per respirar bene bisogna che le vesti non impaccino mai i movimenti del to race; bisogna aspirare dosi generose di quell’a ria che, in fondo, non costa poi tanto e abituare i muscoli alle larghe inspirazioni ; bisogna, fin dal l’infanzia, far lavorare e sviluppare questi mu scoli del petto, se no, la medicina moderna farà bene a non lasciarvi neanche respirare Prof. MONTIROLI.
Procurate abbonamenti allo
STADIUM