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‘ prObJXir<: 7n ANNO LVI - N- 20 - 21 OTTOBRE 1962 - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO sport £V POSTALE GRUPPO II - QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO
Reverendissimo Signore Monsignor NICOLA PAVONI Cons. Eccl. Naz. CSI
Ai Consulenti Ecclesiastici del Centro Spor tivo Italiano, riuniti a Chiavari per V Con vegno nazionale sul tema "Parrocchia e sport”, l’Augusto Pontefice rivolge paterno saluto, in espressione di compiacimento per il fruttuoso lavoro compiuto e di auspicio incoraggiante per lo sviluppo e la efficacia della loro azione pastorale. L'apostolato sa cerdotale in questo settore trae motivo e sti molo dalla necessità di dare ai giovani una solida formazione morale e cristiana, di valo rizzare gli elementi positivi dello sport per favorire un’autentica vita spirituale, di tem prare energie ,e modellare caratteri, di svi luppare in essi il dominio di sé e il senso del l’ordine e della disciplina, di educare a leal tà, a coraggio e disinteresse. Sua Santità nu tre viva fiducia che il generoso impegno dei Consulenti Ecclesiastici nel perseguire tali fi ni con illuminato senso di responsabilità e saggia applicazione di metodi e mezzi abbia un sempre maggiore successo ed apporti ai giovani il beneficio di una guida sicura e di un valido ausilio, affinché essi, dedicandosi al sano esercizio dello sport, si sentano al tresì spronati alla pratica deile virtù, al per fezionamento interiore, all’unione vivificante con Dio. Il Santo Padre, mentre invoca elet te grazie celesti, imparte di cuore ai relatori e convenuti l’implorata propiziatrice ed avvaloratrice Benedizione Apostolica Dal Vaticano, 21 Settembre 1962.
E un fatto storico innegabile che la diffusione capillare e giovanile dello sport italiano sia merito precipuo degli istituti cattolici e delle parrocchie: da questa constatazione è nato il V Convegno Nazionale di Chiavari, e ad essa si sono ispirati i lavori dei Consulenti Ecclesiastici
UN PIANO INTELLIGENTE CONCRETO POSSIBILE dopo il V° Convegno Consulenti
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Chiavar! siamo stati bene .perché ci siamo voluti bene. E’ il primo elemento per la buona riuscita di ogni Con vegno: comprendersi, parlare un linguaggio comune sem plice, sincero, fraterno. Una sera ero solo a Tigullio Rock’s e sotto di me v’era Chia vari umida di mare autunnale ma ordinata, serena e lumino sa. Ho pensato ai ragazzi di Chiavarl, a quelli di tutte le città italiane. Ho desiderato abbracciarli tutti come il mare calmo abbraccia 1 Italia. Poi parlavo con me, con i pini che si arram picavano sulla roccia, con la notte che mi circondava. Dicevo che bisogna trovare una parola semplice, chiara, confortevole per i milioni di ragazzi che sono bombardati da super parole colo rate di vuoto: ritrovare la parola di Gesù che insegna a sof frire, senza fare un trattato scientifico sulla sofferenza, che insegna ad essere puri, senza scrivere un trattato di pedagogia o di psicologia. I ragazzi quando vengono dal sacerdote voglio no che la Grazia scivoli attraverso un volto sorridente che la verità sia spezzata da mani aperte. Lo sport sarà utile per la nostra azione apostolica, ma ha bisogno di essere innestato in una pianta sicura quella di Gesù. Allora verranno i frutti buoni. Voi Consulenti adesso siete già al lavoro. Inizia un anno nuovo. I ragazzi sono tutti attorno a voi e chiedono che si fac cia qualche cosa per organizzarli. La vita parrocchiale ha avuto forse una stasi durante il periodo estivo. I ragazzi si sono di spersi e disgraziatamente questa dispersione ha inaridito la loro vita spirituale. I buoni premono perché la vita di Associazione riprenda, gli sbandati ritornano all ombra umidiccia del campanile perché si sentono soli. Bisogna fare un piano intelligente, concreto, fattibile. I giovani non sono un’isola e devono essere innestati con prudenza e con tatto nella vita parrocchiale. L’Associazio ne ha iniziato le sue riunioni periodiche e sta preparando un piano per interessare tutti i giovani, il C.SJ. viene incontro con un suo programma. E’ necessario pensare alle finanze, alle attrezzature, alle possibilità di organizzare una serie di attività fisiche che siano continue, non troppo ingombranti ed educative. Non è bene fare il colpo grosso. Non mi fido mai dei sacerdoti sensazionali. - Quindi è bene scrivere nel nostro taccuino questi principi: .— Iniziare subito con un piano adatto alle nostre possibilità di tempo, di denaro. — Non promettere mai senza essere sicuri di mantenere le promesse. Non dare solo un pallone ai nostri ragazzi, ma trasforma re ogni nostro rapporto in una trasmissione di verità e di Grazia. — Non facciamo uno sport rumoroso, costoso, ma educativo e sereno. Innestare 1 attività fisica nella vita parrocchiale, senza turbare l’equilibrio e l’unità delle altre forze cattoliche .— Non pretendere che i ragazzi avvicinati attraverso lo sport diventino subito buoni, devoti, ’’sacrestani”. — Preferire che i ragazzi cattivi siano vicini alla Chiesa, piut tosto che si inaridiscano lontano dal sacerdote. — Non aver paura dei cosiddetti giovani bruciati verdi e fare in modo che essi non abbiano paura di noi. — Saper intelligentemente cercare fonti oneste per finanziare la nostra attività senza concessioni o compromessi. Avere una violenta volontà di donare ad ogni giovane della nostra parrocchia una goccia di Grazia.
Che ne dite? Sono belli i principi, proprio come quando fac ciamo gli esercizi spirituali. Sono così belli quei principi che ci sembra impossibile non poterli applicare subito e ’’facile”. Poi non è così. La vita pratica è dura e non ci si può illudere C’è una cosa però che ci conforta; è stata dura pure per Gesù. DON NICOLA