Periodico Sportivo Ufficiaje per gli atti della F". A. S. O. I. Si pubblica il 15 e il 30 elei mese Direzione ed Amministrazione
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ANNO XVI — N. 19-20
ROMA — 15 30 Ottobre 1921 Conto corrente postale
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del giuoco del calcio, in veste inglese, vole
insieme col pallone nell'aria. lo sport ranno Bello davvero sentire dalla bocca di un A Firenze si vuole onorare Dante. Niente di più opportuno e di più giusto. Dopo seicento anni dalla morte del grande Poeta il diritto della città natale non può es sere messo in dubbio, se pure le amarezze antiche risuonano ancora nei versi immortali. Dante è sempre fiorentino, se pure esule ha dovuto chiedere il pane alle corti d'Italia, se pure l’odio di parte gli contese il diritto di morire dove era nato, dove aveva cominciato ad amare e a cantare. Firenze onora Dante e sta bane : nè noi potremmo dolercene ; è il Poeta stesso che ci autorizza a questo quando dice : Fatinogli onore e di ciò fanno bene... Ma ad onorare Dante con... lo sport, voi, egregi lettori, avreste mai... come dire... pensato? Eppure è così! Tutto il mondo ricorda Dante e il grani tico monumento della sua mente, tutto il mondo rievoca il genio di nostra gente ricor dando l'opera sua immortale... Ma i fioren tini spiriti bizzarri, no; vogliono onorare Dan te con una giornata... sportiva! E non ba sta, questa giornata sportiva avrà come sua splendida chiusa una partita al calcio in co stume trecentesco, anzi in puro stile del ’300. Ecco ; che il Rione di Ricorboli di Firenze fosse capace di grandi cose... lo sapevamo, ma di una cosa così grande, no! Che ci sia di comune fra Dante e il giuoco del calcio tutti ignorano; anche perchè al tempo di Dan te il giuoco del calcio vero e proprio non c’era. A me sembra che i fiorentini hanno voluto onorare Dante facendogli fare il di scorso di elogio da un... calzolaio! E difatti se ci fu un uomo agli antipodi con i gioca tori di foot-ball fu appunto Dante, il quale rimarrà male, se dplla pace di Ravenna, ciò che in vita non potè fare, ritornerà nella sua Firenze ad assistere alle grandi... onoranze... Il più grande onore dovevano infatti escogi tarlo i suoi concittadini ragionando... con i piedi ! Almeno che i fiorentini siano di così buo na memoria da ricordare i vari e poderosi calci con i quali Dante li mandò... all’inferno! In questo caso, infatti, il ricordo assume un altro significato... Dante può a buon di ritto esser classificato per un calciatore di primo ordine, dato che ogni volta che gli ca pitava un suo concittadino fra i piedi faceva immediatamente goal, o come si direbbe in Italia porta... sia pure dell'inferno.
Ma lasciando andare gli scherzi, è possi bile davvero che questo benedetto giuoco
del calcio abbia così annebbiato la mente del la gioventù italiana da far perdere ad essa il senso della realtà e della dignità? E’ pos sibile che i Fiorentini, dico i Fiorentini, che hanno sempre dimostrato di possedere un senso squisito d’arte siano giunti ad onora re Dante con una giornata sportiva? Con una partita di foot-ball? Il fatto di vestire i giocatori in costume del ’300 non cambia la situazione. Sia per chè il giuoco di cui parla Antonio Scaino (5555) e Giovanni de’ Bardi (1580) non ha nulla a che vedere con quello attuale : sia perchè stoneranno maledettamente i costumi del classico trecento quando i nomi esotici
dopo m Dal nostro carissimo prof. Roscio ci giun ge una gradita lettera in cui si fa qualche rilievo a quanto fu da noi pubblicato nell'ul timo numero dello « Stadium ». Non solo ren diamo omaggio alle sue oneste parole, ma siamo lieti di pubblicarle per intero, perchè nessuno meglio del Presidente della Giuria poteva essere al caso di giudicare i fatti e comprendere quale fosse il compito arduo che il Comitato Esecutivo si era assunto. Per la proposta pratica riguardante cioè il costruendo campo di gare in Roma la F. A. S. C.I. da tempo ha studiato e preparato il pro getto e il programma d’azione. Se il nostro indimenticabile Fratei Biagio non fosse così presto scomparso, sarebbe questo già un fat to compiuto; in ogni modo chi oggi ha as sunto la grave eredità è già al lavoro ed ha buone speranze. Ed ora ecco la lettera :
Caro Direttore, Lo « Stadium » del 30 settembre u. s. con l’articolo di fondo : « Dopo il Concorso » porta a conoscenza di coloro ai quali inte ressa e di coloro ai quali non interessa sape re, le piccole miserie interne della nostra federazione. Che i concorsi possano riuscire perfetti e nella preparazione e nella esecu zione io non lo credo. La perfezione può es sere desiderata, ardentemente desiderata, raggiungibile mai; quindi quando un’opera zione complessa qual’è quella di un concor so nazionale, dà risultati buoni come quelli del nostro ultimo concorso, tutti se ne do vrebbero sinceramente dichiarare soddisfatti. Se per ragioni di ordine interno è dove roso — nell’intento di migliorare l’organiz-
contemporaneo di Dante —almeno... al ve' istito ! — il grido pieno di entusiasmo : goal ! ! In Italia era il popolo nella gloriosa epo ca dei Comuni che possedeva il senso del l’arte : quando la libera dei padri arte fiori, queste profanazioni non sarebbero state pos sibili... oggi sì: perchè oggi schiavi degli stranieri, materialisti spesso inconsapevoli, piccoli uomini... gonfiati di vento abbiamo perso il senso dell’arte e del bello e siamo quindi incapaci di arrivare in alto fino alle cupole delle nostre cattedrali. A noi basta saper giocare... con i piedi. Ma .Dante che c’entra? R. d’A.
CONCORSO zazione e meglio prepararla alle future ir nifestazioni — per chi in anticipo ne as sunse ufficiale incarico, esporre di ogni ope razione compiuta, quale fu ottima, quale buo na- e quale meno buona, non è detto che il giornale della federazione debba con accen ni tutt’altro che lusinghieri, mettere in catti va luce quanti valent’uomini con amore e con entusiasmo accettarono di far parte del comitato esecutivo, e diedero, per la riuscita delle gare, tempo ed opera personale prezio sa e illimitata. Solamente chi non conosce l’ambiente di Roma per le nostre manifestazioni ginnasti che, può elevare a cuor leggero la critica di non ponderata preparazione in quanti assun sero l'arduo compito di organizzare e at tuare il primo concorso nazionale ginnasticosportivo del dopo guerra, e sbraitare a per difiato il crucifige. Il Comitato Esecutivo — me lo si conce da — ha fatto tutto quello che umanamente era possibile di fare, nè più nè meglio, io credo, era possibile ottenere. Perchè? A Roma questi perchè sono tanti e tanti, e poi tanti ancora che il tacere è conveniente, per non sollevare inutili qui squilie, inutili polemiche, che a nulla di buo no approderebbero. Il Comitato Esecutivo nelle persone dei sigg. avv. Cesare Ossicini, Guido Parisi e Alessandro Mannucci, fu su periore ad ogni elogio. Da questi signori fu compiuto il lavoro di preparazione, intenso e continuato per settimane e settimane ; il lavo * ro di esecuzione, snervante, movimentato, ininterrotto dall’alba alle ore inoltrate della notte ; il lavoro di chiusura, laborioso quan to quello di preparazione; e tutto nel silen zio dell’ufficio prima, all’ombra delle poco