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Stadium n. 19/1963

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_______ ANNO LVIII - N. 19 ■ 27 OTTOBRE 1963

QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO Spedizione in abbonamento postale - gruppo II

I PROBLEMI DELLO SPORT

f PRESIDENZA NAZI^ltE

V ARCHIVIO S1WJ

Stadium

Ci farebbero giustamente ridere, se non ci fa­ cessero seriamente riflettere, tutti coloro che si affannano a metterci in guardia sull’uso del tempo libero e dedicano discorsi e articoli sul come im­ piegare le ore che ci lasciano i doveri della scuola, del lavoro, della famiglia... Eppure non è difficile pensare alla nostra società quando le giornate la­ vorative saranno ridotte a quattro in una settimana e l’automazione guiderà le officine, ile industrie, le anagrafi, ogni bene di consumo prodotto mediante la pressione di un bottone o con il comando di una minuscola leva. Il tempo libero a disposizione sarà allora veramente molto e se non ci abituiamo fin da ora a saperlo opportu­ namente e saggiamente usare, rischieremo di pianificare anche le nostre ferie, le vacanze scolastiche, le ore del riposo settimanale: ogni anno già si spendono centinaia di miliardi per il ’’tempo libero”. E’ proprio così: 60 mi­ liardi per la televisione (il 20% delle famiglie italiane, istituti, associazioni, possiedono il televisore), 130 miliardi vanno nelle casse dei cinematografi dove si proiettano i più insulsi prodotti della decima musa, 16 miliardi li de­ positiamo ai botteghini degli stadi per annientare la nostra personalità in una marea urlante all’indirizzo dei vari ’’Piedoni”, Pascutti, Pelè e via dicendo, una buona parte del tempo libero dei giovani si disperde nelle sale da ballo, 'davanti ad un juke-box, organizzando rumorose 'scorribande a cavalcioni di una motoretta.

è l’ora dei laici anche per lo sport

Il momento più atteso della manifestazione nazio­ nale di Reggio Emilia è stato quello delle premia­ zioni. Dall’alto in basso: premiazione dei 1.200 allievi (Enrico Demaldé nuovo primato in 3’18”); premiazio­ ne del salto con l’asta juniores (Ugo Furlotti di Reg­ gio Emilia con m. 3,60); premiazione del lancio del disco allievi (Aldo Pasetti di Treviso con m. 43,31). In basso l’arrivo della prima batteria degli 80 m. piani: taglia il traguardo Ambrogio Vicardi che in finale ri­ sulterà vincitore e nuovo primatista col tempo di 8”9.

Per noi, che desideriamo occuparci dei giovani, desideriamo offrire loro una serena prospettiva di una società in divenire, il problema del tempo li­ bero è l’argomento principale delle nostre quoti­ diane preoccupazioni. Ciò che desideriamo offrire ai nostri ragazzi non è soltanto un divertimento, uno svago, un passatempo: se cosi fosse bastereb­ be aprire locali, offrire strutture, possedere mezzi economici... Non abbiamo tutto questo e anche se lo avessimo potremmo farne a meno, perché il nostro problema è quello di offrire ai giovani un elemento in più per la loro formazione umana, sociale, morale, per l’approfondimento della loro cultura, per il perfezionamento del loro fisico, per l’elevazione del loro spirito. Tutto ciò senza catte­ dre, senza capi-reparto, senza paternalismi: cioè in clima di libera affermazione della propria per­ sonalità. Ci hanno insegnato che « la notizia è come un chiodo a cui va attaccata una idea ». Diciamo che ogni forma di divertimento e di svago è come un chiodo a cui vanno attaccate idee. E i giovani si accorgono se abbiamo idee o ’’giriamo a vuoto”, magari con lo scappamento aperto per fare più rumore. Lo sport è tra i divertimenti quello a cui sembra più difficile ’’attaccare" una idea: non si pensa invece che la disciplina sportiva sanamente pra­ ticata ha già in sé una carica educativa non in­ differente. Basta ricordare le parole di Pio XII, di Giovanni XXIII. basta dare un’occhiata nei nu­ merosi oratori salesiani, basta osservare l’attività

del Centro Sportivo Italiano e di altre organiz­ zazioni sportive cattoliche per accorgersi della va­ lidità dello sport come mezzo educativo. Lo sport sarà dunque un elemento fondamentale nell’uso del tempo libero in un domani ormai vi­ cino: i cattolici sono pronti ad accogliere tutti i giovani che desiderano praticare uno sport, ma forse sono ancora disuniti, piccole o grandi oasi dove un po’ di acqua refrigerante viene offerta ad una parte di gioventù. E’ questo il momento migliore perché tutte le oasi si uniscano in un grande acquedotto, in modo che ciascuna, pur mantenendo la propria autono­ mia, possa alimentarsi delle idee e dei programmi delle altre. Occorre che anche il più piccolo orga­ nismo sportivo si senta unito al di sopra di una organizzazione, o di un istituto, o di una congre­ gazione, a centinaia di migliaia di giovani che de­ siderano affermarsi nello sport, come vogliono af­ fermarsi nella vita. E allineato e comunicante con questo grande acquedotto potrà sorgerne un altro che si alimen­ terà della cultura giovanile, ed un altro ancora del turismo, e un altro ancora delle arti... Lo sport, componente come tutti gli altri mo­ menti del tempo libero, di una sempre più com­ pleta educazione, potrà affermarsi in campo na­ zionale. al di sopra dei particolarismi, di gretti settarismi, di conventicole senza frutto, ma rigo­ glioso campo in cui i cattolici hanno seminato e l’Italia può raccogliere. Corrado Biggi

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