S T A D11 ! M Si pubblica il 15 e il 30 del mese Direzione ed Amministrazione
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ANNO XVIII — N
19
ROMA — 15 ottobre 1923 Conto corrente postale
L'educazione fisica nella scuola E’ stato pubblicato in questi giorni, alla vigi lia della riapertura delle scuole, il programma generale sulla riforma dell'educazione fisica nel le scuole medie. Poiché noi ci siamo più volte modestamente occupati di questa materia ed abbiamo cercato di dire chiaramente il nostro pensiero perchè la libertà della scuola non fosse monopolizzata dal nuovo ente di Milano, e perchè di educazione fi sica si parlasse e non soltanto di giuochi e di sport, così oggi crediamo ancora utile qualche breve commento che ci è suggerito dalla lunga esperienza in materia e che dimostrerà ancora una volta che ciò che dicemmo allora non era poi una idea fissa contro la futura benemerita opera dell 'Enef.
Monopolio Cominciamo, adunque, da ciò che fu la no stra più grande preoccupazione... allora... Si parlò sul principio, dopo la pubblicazione del decreto che costituiva \'Enef\ di società spor tive, di collaborazione, di incarichi ecc. Oggi di questo non si parla più, violando net modo più evidente le volontà del legislatore. L'ente dirà che in un primo tempo bisognava andare cauti, che le società non avevano dato' se rio affidamento e mille altre scuse Noi diciamo solo questo: che l’impossibilità di servirsi delle società doveva essere conosciuta dai competenti prima di fare il decreto. Oggi la condotta dell'Enef fa chiaramente comprendere che si è pro ceduto a tentoni, senza conoscere la materia da trattare. Di più il problema deH’esame di stato e della libertà d’insegnamento nel .campo della educazione fisica - quello che ahimè avevamo dimostrato! sono stati negativa-mente risolti. L'Enef ha preso i vecchi insegnanti e, come faceva ieri lo Stato, impartisce, con diritto di esclusiva l’educazione fisica! Peggio, anzi, per chè Io Stato, che ha concesso la libertà d'inse gnamento per tutte le materie, obbliga anche gli alunni delle scuole private ad essere di fatto iscritti alì'Enef, il quale riscuote le tasse per mezzo dei funzionari dello Stato, e a suo tem po, solo ente capace, responsabile monopolizzatorc, gerente dello Stato... giudicherà»
Programma ed istruzione Ma tutto ciò è passato ormai • guardiamo al l’avvenire. 11 programma è completo : si compone di tre
parti : una di sviluppo e di preparazione, l’altra di applicazione, la terza di educazione premilita re. C’è dentro tutto! La ginnastica metodica- e l’atletica leggera; i giuochi sportivi e l’alpinismo; i grandi attrezzi e tutti quanti gli sports, l'equi tazione e l'aviazione. Programma immenso. Pro gramma colossale! Senza sorridere pensando ai cavalli dell'equitazione e agii automobili e areoplani per filare in terra e in aria; senza meravi gliarsi vedendo lo scoutismo con un piccolo at trezzo e con il turismo, come una centesima parte di programma, mentre lo scautismo è un sistema completo di educazione fisica e... non soltanto fisica; senza ricordarsi che gl’insegnanti di educazione fisica s- no quelli che sono e san no quello che sapevano ieri, perchè non s'im provvisa l’enciclopedico dell'educazione fisica in un mese, -dobbiamo ora 'domandare come si potrà applicare détto programma. Come è mai possibile che un insegnante possa occuparsi d> una schiera di PO alunni, contem poraneamente, complessivamente, senza perdere la testa? No, dice l'Enef, la schiera è divisa in squadre, in tre squadre, a cui sarà affidato un caposquadra ; l'insegnante si occupa di una squa dra per volta... quindi? Intanto quel povero insegnante, vera bestia da soma, pagato come è pagato, dovrà da mattina a sera, di quaranta in quaranta minuti, avvicen dare le squadre del suo reparto alle sue lezioni. Poi dovrà fidarsi dei capi-squadra, i quali do vranno per più di un’ora, da soli, dirigere e te nere a freno una squadra di 46 alunni! Ma chi ricorda cosa sia una scuola non è possibile pos sa ammettere un tale assurdo. Capiamo perfet tamente che una colonna in marcia possa a mez zo di capi-squadra facilitare l’opera del coman dante, ma quando in locali inadatti — quali lo cali? — si affiderà ad un capo-squadra — un alunno anche, lui, un compagno fra compagni — una schiera di 46 giovani, sarà poco se gli attrezzi ginnastici voleranno in aria come... areoplani !
Locali ed orari Nella relazione del resto è detto chiaramente che i locali oggi non ci sono che In minima parte e che bisognerà adattarsi ; ma è anche detto che ci saranno.... Quando? 1 dirigenti l'Enef sono gente pratica, che ha saputo far bene i propri conti e ha saputo con una provvida legge far valorizzare una privata
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iniziativa di Milano che avrebbe naufragato e perciò, quando si dice che quanto prima, sia pure gradualmente, l’educazione fisica In Italia si svolgerà regolarmente in locali adatti, si dice una cosa che può essere utile ai fini di una speciale propaganda, ma che certamente non ri sponde a verità. Provvedere a campi e a palestre adatte non solo è impresa da miliardari, ma spesso addirit tura impossibile. Nei grandi centri poi, per po ter trovare un terreno adatto per una palestra capace di almeno 140 alunni, bisognerà cam minare chilometri e chilometri perdendo tempo e denaro e, ciò che è peggio, intralciando l’an
damento degli studi. Non è possibile mettersi a tavolino e fissare una combinazione di orari come si è ratto a Mi lano. Ciò vuol dire che non si è studiato sul serio l'applicazione di un programma fantastico che per voler troppo non concluderà nulla. Il povero insegnante sarà costretto ad un la voro improbo per far piacere all’ Enef che indu strialmente si preoccupa.... dell'educazione fi
sica italiana. La magnifica, trovata dei capi-squadra, che sa rebbero, i coadiutori dell'insegnante, c senza dei quali tutto il castello dei programmi e degli orari cadrebbe a terra, è una trovata veramente fe lice Basta pensare che il capo-squadra non per cepisce... stipendio!
Conclusione Siamo dunque noi dei grandi pessimisti, degli eterni critici brontoloni? Può darsi. Che volete, a noi non può andare giù che una riforma che parla di libertà crei il monopolio, che vuole a prire le finestre all’educazione fìsica, e intanto per economia impedisca un regolare e razionale in segnamento; che cerca in tutta Italia diffondere la vera educazione fisica, ed intanto di fatto, tutta Italia, specialmente le regioni piti arretrate e sacrificate, pagheranno i primi lussi sportivi della capitale morale. In ogni modo staremo a vedere tenendo d’oc chio particolarmente i fini che l'Enef vuole rag giungere senza libri di testo pure anche alle reclute un certo tal qual regolamento è staio fatto ! e vestendo i giovani con calzoni, ma glietta e scarpe leggiere. Staremo a vedere perchè siamo convinti che solo con virtù eroica si può educare e perse guire un fine ideale, non preoccupandosi prin cipalmente del libro delle uscite e delle entrate. R. d’A.