ANNO LVIII - N. 18 - 13 OTTOBRE 1963
QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO Spedizione in abbonamento postale - gruppo II
I PROBLEMI DELLO SPORT
POLITICA E SPORT Qualcosa appare all’orizzonte. Do po anni di attesa e dopo che il Cen tro Sportivo Italiano, come sempre alfiere di idee nuove, ha agitato il problema dedicandogli l’ultimo suo congresso ’’una politica sportiva per l’educazione della gioventù”, il mon do politico finalmente si interessa di sport sul piano legislativo. Il CSI cominciò la sua azione con il convegno ’’Sport e comune” per sensibilizzare le amministrazioni pub bliche locali al problema: non già per foraggiare la solita squadra di calcio professionisti ma oer creare le attrez zature per lo sport minore fatto dai ragazzi, quello che, secondo noi, educa. Il CSI continuò questa azione con il congresso ’’una politica sportiva per l’educazione della gioventù” ed in termini chiari disse ai politici sostan zialmente questo: se è vero che l’istru zione è un diritto del cittadino e quindi è un dovere dello stato inter venire perché questo diritto sia sod disfatto, è altrettanto vero che esiste un diritto-dovere anche per lo sport: diritto del giovane allo sport, dovere dello stato di metterlo in condizione di farlo. Di conseguenza, se si è pensato ad un piano per la scuola, si pensi ad un piano per lo sport. Un piano semplice, coordinato, che non richieda molti quattrini: gli sportivi capiscono che ci sono delle priorità da rispettare e che le richie ste eccessive verrebbero archiviate. In attesa del famoso piano che ta luni precisano con la denominazione di ’’Legge generale sullo sport” qual cosa si muove. Nei giorni scorsi sono stati presen tati in Parlamento due disegni di legge, entrambi di iniziativa parla mentare, riguardanti la costruzione di impianti sportivi ’’minimi” per lo sport e la ricreazione della gioventù. Non scendiamo nella valutazione tecnica dei due progetti ma sostenia mo che entrambi sono validi perché non si ripetono ma si integrano, in secondo luogo usano strumenti tec nici diversi per l’esecuzione e cioè il primo potenzia il ’’Credito sportivo” già funzionante, il secondo investe di rettamente il Ministero del Turismo. In entrambi i progetti si chiede un intervento diretto dello Stato per il relativo finanziamento: finalmente si cercano per lo sport quattrini fuori dell’ambito strettamente sportivo, ed in favore dello sport, oltre ai tradizio nali 7 miliardi che il CONI ha dal To tocalcio, entrerebbe denaro fresco. Qualcosa si muove: se i preziosi smi personali non bloccheranno l’ini ziativa possiamo dire ancora una vol ta che il CSI non ha lavorato inutil mente. Aldo Notario