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Stadium n. 18-19/1920

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ANNO XV — N. 18—- /'/

Si pubblica il 15 e il 30 del mese Direzione ed Amministrazione

ROMA - Via della Scrofa, 70 - ROMA

ROMA — 15 Ottobre 1920 Conto corrente postale

siamo

anelie

e della giustizia. Ma i giovani, scaturigine pu­ Guardiamo la realtà. Oggi il mondo è in crisi : una nuova for­ ra di questa perenne onda umana di esseri che za agita le masse degli umili e dei malcon­ vivono pensano e soffrono, oggi con nuove tenti e, strumento cieco in mano di abili poli­ arti, con nuove forze, con nuovi ideali devono ticanti, questa nuova forza minaccia la pace essere guidati. Riconduciamo a Cristo, faro di tutte le ci­ del mondo. Si cerca invano da più parti di dare una una direttiva e una guida a questo viltà, termine fìsso di ogni umana speranza, infrenato e insaziabile desiderio di conqui­ gioia suprema di tutte le anime travagliate, ri­ sta e di rivoluzione,... non è più la forza conduciamo a Cristo la gioventù, ma ricordia­ contro la forza che vince ; lo Stato incapace moci che l'impresa chiede oggi adeguati mezzi a imporre una volontà si lascia trascinare al­ e volontà d'acciaio. Noi dunque, dopo questo esordio che vuole la deriva... essere quasi uno sfogo ej7*u allettamento, noi Oggi il mondo è in crisi. dunque diremo a gran voce: ci siamo noi.... Non la fame, non la miseria, l’una e l'altra Sappiamo che cosa è 1 educazione giovani­ cattive consigliere, sono le molle delle odier­ ne agitazioni ; oggi manca un freno morale. le, sappiamo che cosa è l'opera nostra e non ci Mentre il materialismo tramonta nella scienza nascondiamo il valore dei fatti e l’importan­ e pochi assertori trova oramai sulla cattedra, za dei mezzi : però non a gran voce, ma umil­ nella massa trova invece facile terreno e il mente, quasi paurosi della grande responsabi­ piu ignobile semplicismo guida gli uomini nel­ lità che potrebbe domani cadere sulle nostre la vita, pur sempre meschina, e il piacere, spalle, diciamo, per un dovere a cui sottrarci poliedrica sfinge del deserto della vita, at­ non possiamo, ci siamo anche noi... tira a se con gli occhi pieni di mistero la pove­ * * » ra umanità. Oggi il mondo è in crisi ed è crisi morale. Educare adunque nel senso più alto della Che possiamo noi, modesti artefici di una mo­ parola; educare i giovani alla vita moral­ desta opera, fare di utile e di buono in questa mente e anche fisicamente. tremenda ora di rivoluzione morale e mate­ « Sventura a quella nazione — scriveva riale? Lacordaire — che non sa più educare i suoi Nulla;-se con occhio vitreo si guarda il fanciulli ! Sventura a quello stato che confon­ grande torrente dalle acque rigonfie che van de l'insegnamento con la educazione, che ruinando a valle. Ma se, spinti da un’idea gi­ crede che il bene nasca dalla scienza e dalla gante che da anni guida l'umanità per la sua letteratura e che affastellare parole, che do­ grande ascesa, anche noi risaliamo alle fonti vrebbero essere pesate, significhi preparare di questo torrente e dove l’acqua è limpida e Inanima dell'uomo e del cittadino ». pura e calmo è l'andare ricominciamo l’opera EJbbene, oggi in Italia non si sa più educa­ nostra di arginatura e di difesa, forse l'acqua re : non solo, ma ciò che avrebbe dovuto es­ tornerà a scendere per le pendici calma e se­ sere mezzo potente di educazione e di eleva­ rena e, non di morte e di ruina sarà apporta­ zione bene spesso diviene mezzo di dissipa­ trice, ma di vita nuova, di feconde opere del zione e di ruina. lavorone! campi e nelle officine. Lo sport, la ginnastica, il turismo nelle ma­ L'occhio deve essere rivolto ai giovani. La ni di gente senza fede e senza ideale, con il fa­ gioventù sarà la grande forza del domani e scino irresistibile che hanno sui giovani tutte aprirà alla travagliata umanità l'èra della pace le manifestazioni di vita e di forza, son dive­

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noi • • • nuti strumenti contro di noi, contro la nostra gioventù. , Nell'ora tragica che attraversiamo è quindi per noi un dovere tornare all'antico lavoro di organizzazione e difendere gli ignari e gl'in­ consapevoli dalle nuovissime insidie. Ci siamo anche noi. Ed è vero : siamo po­ chi e siamo soli e il campo è vasto ed incolto dinnanzi ai nostri sguardi : ma quando la sal­ vezza della patria, della Chiesa stessa richiede l'opera nostra non possiamo disertare. La gio­ ventù ha nel suo sangue puro il segreto di tutte le rinascite, coi giovani daremo domani al mondo il nuovo giorno di pace ; ma non coi giovani gracili e fiacchi, non con i gio­ vani corrotti e vinti dal male, ma con i gio­ vani educati alla scuola del sacrificio e del dovere, con i giovani sani di mente e saldi di corpo. Risaliamo, adunque, alla sorgente del tor­ rente umano; qui è il terreno per l'opera no­ stra, per la prima e più grande difesa. Domani giù a valle i nemici di ogni vero ordine e di ogni vero progresso che sperano con le acque ingrossate, straripando, recare la ruina e la morte rimarranno all'asciutto sul letto sonoro del torrente... Questa è la speranza. Uno scetticismo vano ci consiglierebbe di incrociare le braccia ma sarebbe in quest’ora la parola della tenta­ zione e del male. Dobbiamo ricostruire, tutti i giorni si demoliscono — nell'infamia — anime pure chiamate ad essere templi di Dio, e noi l’opera di ricostruzione la dobbiamo fare educando le anime dei giovani al bene, al­ l’amore, alla vita, riportando nei cuori l'im­ magine di Dio. C. A. O. ABBONATEVI e fate abbonare i vostri amici a

“ Lo Scout Italiano „

Periodico quindicinale illustrato per la Gioventù Direzione e Amministrazione, Via della Scrofa 70, Roma

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