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A GENOVA! A Genova, adagiata sui colli, ri dente davanti al mare, cullata dagli incanti della maestosa riviera, tutti i cattolici d’Italia erano presenti per un rito d’amore. Era Gesù Eucaristico, Vita e Forza del mondo, che chiamava a raccolta con la sua voce divina. E lo spettacolo è stato grande, de gno della Città marinara, degno d’Italia, degno della civiltà cristiana. Chi ha visto non può dimen ¡care ; chi ha sen tito i gridi di gioia, i singhiozzi di tante e tante migliaia di credenti inginoc chiati per le vie, sul porto, fino sui tetti delle case per tutta la vita serberà il ricordo gaudioso. Mentre nel mondo c’è ancora un soffio d’odio che divide ed uccide e sui vinti e sui deboli passa ancora l’onda della tempesta, è bello vedere, alto su tutte le cose umane, passare benedi cente, fra le preghiere e gli osanna, Cristo Signore! Ma se oggi spettacoli di tanta bel lezza è di cosi grande rinascita religio sa sono possibili, se oggi il Divino Trionfatore si apre la via delle più dif ficili conquiste, se oggi, non la bestem mia, ma l’inno di amore, si leva alto nei cieli, non è forse opera di chi da più di cinquant’anni prepara umilmen te, pazientemente il giorno del trionfo ? Così dopo le giornate del maggio luminoso di Roma Madre, è Genova che dice la parola nuova..... E i giovani cattolici della F.A.S.C.I. che erano a Genova col Presidente fe derale e tutti i giovani nostri, che in tutte le contrade d’Italia hanno col cuo re e con la volontà partecipato alla fe sta di luce e di fede, hanno ancora una volta compreso quale è il fine dell'opera nostra, quale è il fine del l’azione cattolica. Portare a Gesù, cosi come una volta nella terra che vide il martirio di un Dio, i giovani tutti, i pic coli e i grandi, i deboli e i forti, i buo ni e quelli che non lo sono più .... E passi l’Ostia Immacolata, passi per le contrade fiorite d’Italia, apra i cuori chiusi, dia la speranza ai vinti e doni la pace a chi non può perdo nare perchè non sa più amare... E, in una fiamma sola, purificata, l’itala gente camminerà verso la Luce.
ANNO XVIII — N
17
ROMA — 15 settembre 1923 Conto corrente postale
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Circoli... chiosi! Nell'ultimo numero dello « Stadium » in un articolo serio e sensato, l’amico Fangareggi, par lando della vita della F.A.S.C.I., accennava ai rapporti col Governo e con le altre federazioni fallane. L'argomento, ne vale la pena, e però sarà qui utile illustrare un poco quello che è il travaglio
federale. Non m’indugio nei rapporti con il Governo : noi siamo una organizzazione cattolica e in quan to tale siamo rispettati e considerati : sportiva mente invece poco il Governo vuole occuparsi di noi. Quando chiediamo i ribassi ferroviari ce lì concede, a seconda della pressione che siamo ca paci di fare. Del resto noi siamo una organizzazione che non fa politica e, quindi, ha solo speciali rap porti con le autorità. Il Ministro della Guerra, almeno fino a ieri, ha favorito l'opera nostra per lo sviluppo dei corsi premilitari ■ quello della Pub. blica Istruzione ci ha dato un tenuissimo sussi dio... Grandi rapporti con il Governo, quindi, non li abbiamo avuti e, data la nostra natura federale, non potevamo averli. Con le altre federazioni sportive abbiamo in vece cercato di avere buoni rapporti e spesso ciò è stato possibile ; ora però le cose vanno peggio rando. Tutte le federazioni, organi chiusi, monopolizzatori, esclusivisti, non tollerano concorren ze e duplicazioni.
In Italia, dove ci sono cento partiti, dove c’è. almeno sembra, la libertà di insegnamento, dove le leggi non hanno mai ammesso che le attività sportive possano essere soggette a trust e monopolii ; in Italia, dove non si è riusciti neppure sot to l’egemonia rossa, a creare l’unità sindacale; ebbene, in Italia, il primo incompetente che crea per suo lucro e divertimento una federazione che riguarda uno qualunque dei mille giuochi spor tivi, diventa il padrone del giuoco e comanda luì dispoticamente ! Così tutti contro di noi ! Noi siamo i guastamestieri, gl’intrusi, i rompi scatole... La Federazione Ginnastica Italiana senza mal smentirsi parte ancora una volta, lancia in re sta contro di noi e miinaccia squalifiche e sconfes sioni : la F.I.S.A., così buona fino a ieri, trova oggi necessario chiudere i cancelli ; la Federazio ne del Calcio ci mostra qua e là i denti... Non
parliamo poi del Comitato Olimpico. Abbiamo chiesto inutilmente per ben tre volte, in forma ufficiale, di entrare ; avevamo buone speranze, c era anche il presidente che sapeva bene che cosa era e voleva la F.A.S.C.I., eppure niente,
fuori dell’Olimpo... Cosa fare? Qui non è il caso di entrare in me rito alla difficile e complessa questione. Ancora una volta si presenta a noi dinanzi l’arduo pro blema dell’orientamento federale, del programma federale e, dice’anche qualcuno, l’incapacità fe derale. E sia! Ma chi rende ogni giorno di più aspra e difficile l’opera nostra sono appunto le società nostre che se ne ridono di noi ed entrano a vele spiegate nel gran mare dello sport. Che importa ad esse se per vivere nel nuovo ambiente deb bono snaturarsi, se per resistere agli urti dei vasi di ferro debbono anche esse ferrare i loro fian chi ? Così la miseria sportiva italiana‘le prende nel suo gorgo ed esse vivono come se non fossero più società cattoliche... Vi si aggiunge l'anarchia... sportiva di tutto il movimento giovanile cattolico che vuol fare da se. come crede meglio, dispoticamente. In ogni piccolo centro c’è oramai un tiranno o un con siglio di dieci che comanda e della F.A.S.C.I., ojgano dell’azione cattolica — guardate un po’ —
se ne ride ! Siamo perciò ad un bivio ed è necessario de cidersi. Quale sarà la via per il domarti non noi dobbiamo sceglierla — troppo facilmente sarebbe il nostro giudizio tacciato di soggettivismo — ma la debbono scegliere ì competenti, i responsabili, gli esperti. Si tratta non d’interessi materiali ma morali, non di cose piccole, ma della salvezza dei giovani.
Quando per dovere d'ufficio seguiamo il verti ginoso e gigantesco movimento sportivo ; quando veggiamo generazioni e generazioni di giovani so spinte da una forza fino a ieri sconosciuta ; quan do tutta una rete d’interessi, d’affari, di ambizio ni prende nelle sue maglie la gioventù d’Italia in nome dello sport ; quando per il materialismo sportivo si trascurano le anime per fortificare soltanto i corpi, ebbene si ha il diritto, avendo in tasca una tessera di organizzatore cattolico, di gridare, di illuminare, di operare per la salvezza di tanti ignari, dii tanti deboli... Oggi la F.A.S.C.I., per chi vuole intendere, e