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ANNO XVII — N. 17-18
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ROMA — 15-30 Settembre 1922
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tutto è necessario seguire la linea maestra che è tracciata dal nostro statuto.
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Dopo quanto fu detto nel nostro breve con gresso straordinario ad Asti e dopo quanto si è scritto e discusso fra noi e nel campo più vasto della Società della G. C. I., non è possibile che una voce non si levi per chiarire le cose e per dare alla Federazione quella direttiva necessaria per il suo sempre crescente sviluppo e per la sua oramai indispensabile azione sportiva. E' mancato, purtroppo, un elemento utile e di grande valore a questo scopo, e cioè la trattazione del tema posto in discussione alI’Assemblea della G. C. I. Ma sono a tutti note le difficili condizioni in cui si è svolta questa assemblea : i temi troppo com plessi, la relazione troppo ampia e dettagliata e sopra tutto il desiderio vivissimo in tutti di par lare, di gridare, di pesare sulla bilancia con vo tazioni, con cumuli di deleghe ecc. ecc... Il tema affidato al presidente fed.rale avrebbe dovuto es sere si e no letto e.... approvato in mezz’ora! Troppo poco per un argomento così vitale per Fazione giovanile e in mancanza del tempo ne cessario per una adeguata e completa trattazio ne, soggetto forse a subire un qualunque giuoco di maggioranza o di minoranza. Meglio adunque che su questo argomento decida e provveda il Consiglio Superiore della G. C. con calma nel la sua prima riunione. Però, pur essendo mancato, come dicevo questo argomento di vitale importanza, troppe cose ci ammoniscono e ci fanno comprendere la linea precisa da seguire. Si potrebbe sintetizzare in fatti il nostro programma in poche parole, direi in una frase : risalire alle sorgenti per marciare con più vigoria verso il domani.
* * * Manca oggi nel nostro campo il senso della disciplina : manca sopra tutto quello spirito di idealità che deve essere la forza di un movi mento come il nostro. Ci fermiamo qualche volta alle forme este riori, ci contentiamo di fare grandi manifestazioni collettive e individuali senza pensare se queste ri spondano perfettamente ai fini per i quali la F. A. S. C. I. è sorta. Dico questo senza voler anche minimamente fare rimproveri a nessuno; io ammetto in tutti la più ampia buona fede ; ma il movimento federale deve essere federale ! Diciamo per questo risalire alle sorgenti. La
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nostra Federazione è sorta per far sì che i giovani cattolici senza uscire dai propri circoli possano praticare gli esercizi gir.nast ci e lo sport. La sciamo andare le vecchie polemiche circa la gin nastica e lo sport cattolici. Siamo in un campo educativo in cui il fine non è 1 educazione fi sica soltanto, ma l’educazione: completa del gioJ vane, compresa, anche quella religiosa e morale. L’educazione fisica è un mezzo, uno dei tanti mezzi per salvare le anime. Ricondotta a questa la finalità dell’opera nostra è chiaro -che la nostra preoccupazione non può essere solo quella tecnica, ma anche quella mo rale. E’ chiaro che un concorso riuscito magnifi camente può essere anche inutile per i fini del l’azione cattolica, se questi fini non ha cercato di raggiungere. Parlando durante il riuscito concorso di Asti con S. E. il Vescovo Monsignor Spandre avem mo agio di udire dalla sua bocca parole piene di saggezza a questo riguardo. Egli, infatti, cre deva necessario, perchè più utile e più proficua potesse essere l’opera federale, che più deciso e più chiaro apparisse il carattere di cattolico delle nostre manifestazioni. Noi duplichiamo il lavoro degl! altri, non per una piccola gloria di parte, ma perchè il nostro lavoro sia differente, non solo per il fine ultimo da raggiungere, ma anche per le sue esterne significazioni. Non dobbiamo perciò maravigliarci se la G. C. I. qua e là è contro di noi e cerca di fare opera a noi parallela. Quandq l'opera della F. A. S. C. I. non giova alle organizzazioni giovanili cattoliche è logico che queste si credano autorizzate ad agire per proprio conto. Si credano abbiamo detto, e ci ten’amo a marcare il verbo perchè non sorgano dubbi circa il nostro pensiero. Lo abbiamo infatti scritto su queste colonne più volte il nostro pen siero e non giova ripeterci. La F. A. S. C. I. non cede i suoi diritti e vuole che l’opera sua non sia dagli altri ostacolata e compromessa. Ma è necessario intenderci, chiarire le situazioni, • dare a Cesare quello che è di Cesare. Sopra
Dopo ciò apparirà chiaro anche il voto del l’ultimo congresso. Noi vogliamo oggi affrontare il più vasto campo d’azione dei giuochi sportivi e delle gare atletiche perchè altrimenti verrebbe a mancare la nostra ragion d’essere. Ieri, di cemmo questo anche aitata volta, era la ginna stica che impoveriva i circoli e trascinava i gio vani lontano, oggi oltre la ginnastica, e più della ginnastica, sono gli sports. Risaliamo dunque alle sorgenti e perfettamente consapevoli del nostro dovere, come allora, serviamoci dei mezzi che la Provvidenza ci dà per salvare la gioventù. Se la F. A. S. C. I. non avesse approvato ad Asti questo programma avrebbe lasciato libero il campo a chiunque lo avesse creduto opportuno di organizzare in seno alla G. C. tutte quelle forme di educazione fisica che sarebbero rimaste abbandonate a sè stesse. Oggi, adunque, la nostra Federazione è la sola Federazione cattolica che nel campo cattolico si occupa di educazione fisica nel senso più lato. Difendiamo questa nostra posizione e tutti i no stri diritti, che dopo 16 anni di lavoro, e più, di fatiche, non possono nè debbono essere miscono sciuti. Ma d'altra parte dobbiamo tener presente perchè in Italia esiste la F. A. S. C. I. e perchè anche gli altri hanno diritto che essa resti quel la che era ieri, quella che la G. C. I. volle che fosse. E’ uno squisito probelma di equilibrio e di buon senso quello che noi dobbiamo risolvere e se tutti saranno d’accordo lo risolveremo. Ricordiamoci che il compianto Fratei Biagio quando organizzava un concorso aveva cura di scegliere, come località adatta per il suo svolgi mento, la sede di un santuario celebre ; e spesso insieme con i ginnasti viaggiavano centinaia dì pellegrini diretti alla stessa meta. Se ogni volta che penseremo ad una nostra grande manifestazione ci ricorderemo di questo, la F. A. S. C. I. farà veramente ogni anno un passo in avanti... Perciò abbiamo detto di risalire alle sorgenti. R. d’A.
Nel prossimo numero pubblicheremo il resoconto completo del Congresso straordinario
tembre 1922.
tenuto
ad
Asti nel giorno 2 set