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Stadium n. 15/1962

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i problemi

sport

Si è tenuta il 21 e 22 luglio la prima riunione del nuovo Consiglio Direttivo Nazionale. Durante la seduta pomeridiana del giorno 21 sono stati eletti all’unanimità il Presidente Nazionale, dr. Silvio Bettocchi, il Vice Presidente prof. Aldo Notano, il Segretario Generale prof. Lorenzo Borghi, il Diret­ tore Tecnico Nazionale comm. Generoso Dattilo. A pagina 2 di questo numero diamo un'ampia rela­ zione dei temi -in discussione al Consiglio Direttivo e le prime decisioni prese nel settore agonistico

CHIACCHIERE

Abbiamo seguito con vera soddisfazione, nei giorni immediatamente seguenti al VII Congresso Nazionale del CSI, le vi­ cende parlamentari e soprattutto le esposizioni che alcuni parlamentari e l’on. Folchi hanno presentato alla Camera durante il dibattito sul Bilancio dal Ministero del Turismo e dello Spettacolo al quale, dobbiamo riferirci quando parliamo di sport in .sede .politica. L’on. Rampa, ad esempio, così si è espresso: «Per quanto riguarda lo sport, ribadiamo qui l'auspicio che, il ministro, dopo il consenso da parte di tutti i gruppi parlamentari, come si è verificato, possa finalmente interessarsi attivamente di questo settore, strumentandosi in forma sufficiente, in modo che la politica dello sport non sia lasciata nel nostro paese alla estemporanea iniziativa, sia pure lodevole, che non tiene conto però degli interessi generali dell’Italia e riduce lo sport, anziché ad uno strumento di crescita e di educazione civica e sociale, ad un affare quotidiano in cui probabilmente i va­ lori tradizionali e morali della nostra cultura non hanno nessun significato ». Ma ancora più decisamente si è espresso il ministro Folchi con chiare parole: « Lo Stato non può restare assente al fe­ nomeno sociale dello sport e, nello stesso tempo, non intende farne una bandiera di fazione o di parte. Ma lo sport è mezzo educativo, e lo Stato ha il dovere di garantirlo al più grande numero possibile di cittadini. Occorre assicurare allo sport dilettantistico i mezzi economici necessari ed ottenere per esso particolari facilitazioni di ordine fiscale; occorre addivenire ad una più netta distinzione fra professionismo e dilettantismo, distinzione che non può essere di carattere oggettivo, cioè tra sport e sport, ma in relazione ai singoli atleti. Occorre inoltre creare le attrezzature perché ogni comunità municipale; aziendale o scolastica possa metterle a disposizione dei giovani; occorre aiutare le formazioni dei dirigenti e degli allenatori; occorre aggiornare la legge istituzionale del CONI, incompleta ed anacronistica, e prevedere possibilmente il riconoscimento delle libere associazioni sportive. Lo sport nella scuola, infine, dovrebbe trovare la sua soluzione nel piano della scuola, at­ traverso la disponibilità di mezzi finanziari adeguati ».

Parole sagge, onorevole ministro, (parole sagge! Tanto più che ci sembra di averle sentite altre volte c non molto tempo fa: se non andiamo errati anche al nostro VII Congresso Nazionale. Che sia veramente questa la volta buona? iLo sport italiano non ha bisogno di leggicele saltua­ rie ed estemporanee, di provvedimenti isolati, di sanato­ rie locali, di lettere di raccomandazione, di caldi inviti e ufficiali compiacimenti... Lo sport italiano ha bisogno di qualche cosa di più di paroleila immediatamente bisogno di atti coraggiosi e con­ creti, che risolvano globalmente il problema di una sana politica sportiva per i giovani, che chiariscano una volta ¡per .tutte ¡ rapporti tra Stato e CONI, che venga urgente­ mente avviata la legge che riguarda l’istituzione del Co­ mitato Olimpico secondo più validi e reali motivi di fon­ do, eliminando gli anacronistici presupposti e dando l’av­ vio ad una più ordinata serie di rapporti tra CONI e Fe­ derazioni, tra CONI, Stato ed Enti di Propaganda, ecc. Lo sport in Italia ha bisogno inoltre di una legge-pro­ gramma, di >una coraggiosa sintesi di tutte le forze che compongono questo problema alla base del quale non deve esistere altro che il benessere fisico e morale della gioventù. Il primo atto ufficiale, del nuovo Consiglio Direttivo Nazionale dopo il nostro VII Congresso è avvenuto al­ cuni giorni or sono con la prima riunione per l’elezione delle cariche sociali.. Un’ampia e unanime riconferma dei dirigenti nazionali è la prova che quanto è stato intra­

preso corrisponde alle esigenze della nostra (periferia. Il tema del VII Congresso ’’Una politica sportiva .per la gio­ ventù” sarà il tema dominante di questi anni e ne ha preso atto il nuovo Consiglio Direttivo esaminando gli ordini del giorno presentati dai congressisti, ampiamente riportati nei numeri precedenti. Il Centro Sportivo Italiano, confortato dai risultati del suo VII Congresso, al quale erano presenti i più respon­ sàbili rappresentanti dello sport ufficiale e del mondo po­ litico, non può fare a meno di invitare ohe al più presto venga messa in discussione una legge-programma cosi co­ me è stato più volte e in ripetute occasioni proposto. Che le parole dell’on. Folchi non rimangano belle pa­ role, òhe le assicurazioni dell’on. Rampa, ddl’on. Delle Fave, deli’Aw. Onesti non rimangano nell’Olimpo dei letterati, ma scendano su questa Italia ricca di santi e di navigatori, ma ipovera di uomini di buona volontà. Sono centinaia di migliaia di giovani Che per nostro mezzo chiedono che nei bilanci dello Stato italiano lo sport abbia il suo posticino, briciole del Paradiso dei po­ litici, ma sufficienti a sfamare il desiderio di correre, di nuotare, di giocare di tutti i giovani. Facendo propri gli ordini del giorno del VII Congresso Nazionale del CSI, il Consiglio Direttivo nazionale affer­ ma ufficialmente ai reggitori dello Stato italiano: « E’ que­ sto il momento per dare una fisionomia allo sport nazio­ nale, è questo il momento di dare ai giovani la possi­ bilità di fare dello sport >. Altri mille problemi si risolveranno da soli. Corrado Biggi


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