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Stadium n. 15/1923

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A T"X T T T A Ji periodico sport. /\ I ì I I I l\/l UFFIC. PER GLI ATri U11J 1 VI TIDELLA F A.s.c.i.

Si pubblica il 15 e il 30 del mese

ANNO XVIII — N

15

ROMA — 15 agosto 1923

Direzione ed Amministrazione

ROMA - Via della Scrofa, 70 • ROMA

Conto corrente postale

Il grandioso Concorso di Parigi Le grandi giornate ginnastiche e sportive di Parigi del 20-21-22 luglio 1923, hanno veramen­ te avuta un'eco degna in tutta la stampa mon­ diale Non possiamo tacerne noi sia per la nostra an­ tica amicizia con la Federazione Francese, sia per la partecipazione coronata da grandi \ ittorie delle nostre società federali e c.oè : la «Spes» di Mestre, la «Constantia» di Como e la «Fides et Robur» di Bassano Veneto. Stralciano pertanto dai giornali francesi', pri­ mo la cattolica «La Croix», le più importanti im­ pressioni. Le (giornate del concorso si possono perciò di-

vanzate a passo accelerato per il saluto alla tri­ buna d’onore e alla bandiera, allorché esse han­ no fatto ammirare ad una folla entusiasta lo spet­ tacolo dei loro movimenti, è stato per molti co­ me una rivelazione ; per tutti la visione di un trionfo. Parigi ha accolto nel modo più dignitoso tutti i ginnasti e specialmente le rappresentanze stra­ niere, compresa l'Italia. Per tutta questa armata pacifica di cattolici, Parigi ha avuto una simpatia profonda e un rispetto assoluto. Alla vista di tan­ te bandiere e di tanti preti incolonnati lungo 1 corteo, l’accoglienza stessa aveva qualche cosa di religioso.

fre veramente storiche : esse hanno segnato il trionfo della Federazione Francese. Parigi ha am­

Noi da lontano, ammirai' per tanto gigantesco lavoro di organizzazione e per la riuscita vera­ mente unica di un concor -o che non ha forse

mirato, applaudito, acclamato i ginnasti francesi e le superbe rappresentanze straniere che erano venute ad aggiungersi ad esse. Messa a Nòtre Dame con discorso di Mons. Chaptal, la Messa al Grand-Palais con il discorso di Mons. RolandGosselin, l’adunata alle Tuileries, l’impeccabile sfilata di 28.000 ginnasti verso l’Arco di Trionfo e il Campo di Matte, a cui una siepe di pubblico faceva ala lungo il percorso, lo spettacolo del festival al Campo di Marte, il saluto grandioso alla bandiera, la consegna della bandiera al vin­ citore da parte del Ministro cella Marina on. Raiberti e le acclamazioni finali, son le cose che bisognerebbe aver veduto per a\erne una giusta idea. La giornata di domenica 22 luglio fu sopra­ tutto per Parigi cattolica una giornata senza con­ fronti. Essa ha rilevato a tutti due fatti nuovi : La potenza a cui è giunta la federazione Fran­ cese, fondata dal doti. Michaux nel 1898, le ac­ coglienze conquistate con tante fatiche nel campo ufficiale militare francese.

La Federazione Francese, da cui tanto potrem­ mo noi imparare, ha in questi ultimi -tempi ve­ ramente raggiunto le alte vette. Essa conta circa 200.000 ginnasti : ed ha po­ tuto in questo memorando concorso riunire cir­ ca 30.000 mila partecipanti. Quando divisa in quattro colonne, questa pa­ cifica armata, è salita dalle Tuileries a TArco di Trionfo e ai Campi Elisi; allorché dal Trocadero essa è discesa offrendo un panorama stupendo verso la torre Eiffel e il Campo di Marte, allor­ ché sulla superba spianata che fu la Galleria del­ le macchine, queste colonne in marcia, sono a­

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Abbonamento annuo . . » sostenitore . Per i ginnasti tesserati .

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precedenti in nessun campo, non possiamo che mandare un plauso sincero e pieno di entusia­ smo alla Federazione consorella e, in modo par­ ticolare, al dott. prof. Pietro Michaux, il quale nella sua non più giovane età, esempio per tanti infìngordi, è ancora sulla breccia per la buona battaglia in nome di Cristo. Per quanto riguarda il valore tecnico della co­ lossale manifestazione poco possiamo dire. Lon­ tani dal campo delle gare non abbiamo ancora ricevuto comunicazioni e resoconti sul lavoro delle giurie, lavoro difficile e importante per al­ cune radicali trasformazioni in esse introdotte; se però ci sarà possibile poter valorizzare il frut­ to dii una così grande e riuscita esperienza lo fa­ remo ben volentieri per portare un contributo tecnico alle future nostre manifestazioni. Vogliamo sperare che quanto è avvenuto a Pa­ rigi sappia spronare le nostre società per un più proficuo e fecondo lavoro.

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Sapientemente... forti!... Il muscolo che lavora si riscalda, e il sangue riscaldato dà calore a tutto il corpo. Voi tutti sa­ pete, che uno dei modi più economici e più salu­ bri di combattere il freddo consiste nel muoversi. La contrazione dei muscoli attiva anche i moti del cuore e del polmone, accelera in una parola quel moto di va e vieni fra il sangue e i tessuti, che è poi la vita. Essa accresce l’esalazione cu­ tanea e la produzione d’acido carbonico, eccita l'appetito e facilita la digestione, modera l’ecci­ tamento del cervello e rende più facile l’eserci­ zio di> alcune difficili virtù. Oh che padre fecondo di bene è mai il movi­ mento ! * * * I muscoli esercitandosi, diventano, come ogni altro organo, più forti. Il corridore ha polpacci più grossi degli altri uomini, iil facchino braccia più robuste e più ner­ borute. l’asmatico collo più grosso. Dove v’ha bisogno di molta forza noi troviamo molte e grosse masse muscolari, come sul petto degli uccelli che sanno volare per molti e molti giorni di seguito ; come nelle coscie dello struz­ zo che corre come un cavallo e colle zampe sven­ tra un bue; come nelle mascelle d’una tigre che frange il cranio di un uomo. * * * Muoversi poco vuol dire avere una macchina arruginita e dove le ruote cigolano e stridono; muoversi poco vuol dire sparger ciottoli acuti e grossi innanzi alle ruote di un carro che cammi­ nava lesto e leggero; vuol dire metter un ba­ stone fra le gambe della vita.

Muoversi poco vuol dire avere poca, salute e poca forza, le due prime ricchezze della vita. Cne bella cosa esser forti ! Che bella cosa poter ascendere un monte e vedervi nascere il sole : che bella cosa è poter, anche coi capelli grigi, correr dietro nel giardino ai propri figliuoli, e acchiapparli per le falde dei loro grembialini. Che santa cosa è poter ghermire un ladro per il collo e stringerlo in modo da fargli chiedere misericordia ! I forti son calmi, perchè sicuri; son generosi, perchè ricchi. La civiltà moderna ci dispensa di andar vestiti di ferro, di correr le giostre e i tornei, ma non ci dispensa di esser forti; e se ce ne dispensasse, ce lo imporrebbe la nostra salute. Il povero robusto ha cento volte ragione di ri­ dere di quei vecchi signori, che non sanno cam­ minare un paio di chilometri senz’essere strac­ chi, che non sanno remare mezz’ora senza an­ sare. Essi posseggono una ricchezza che i ricchi non hanno ; essi hanno la forza e questa non si compra. Che lo studio, che è educazione del cervello, cammini sempre concorde colla ginnastica, che è l’educazione dei muscoli. Sono ancora lontani i tempi nei quali i muscoli non serviranno che a giuochi e a feste, non serviranno che a pro­ durre gioia e salute. I muscoli sono ancora ne­ cessari! contro la prepotenza, e finché abbiamo prepotenti, convien esser potenti. Il non poter dare, in certi momenti della vita, un buon pugno sul piatto della giustizia ci può render vili e im­ potenti avvocati del giusto. La bilancia della giu­ stizia, è spesso, anzi spessissimo, tenuta fra le


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