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Stadium n. 14/1963

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1 grosso del caldo arriverà tra giorni: questo è l’annuncio dei metereologi. Che agosto, ragazzi! L’unico refrigerio saran­ no l’acqua, il mare, i laghi, le piscine, le fontane, i rigagnoli, e per molti sol­ tanto i bar e le ore notturne. E’ un po’ triste, ma è così: per trovare refrigerio al gran caldo si dorme di giorno e la not­ te si va in giro per le grandi città semi­ deserte o i lungomare affollatissimi, a mettere in mostra il falso atletismo di muscoli semoventi e le gabbie toraciche gon­ fiate a 1,4 atmosfere come gli pneumatici del­ le auto. Questa nostra gioventù ha un desiderio di bellezza fisica, un anelito inconscio (quan­ do è consapevole è ancora più triste!) alle forme solo esteriori dell’armonia del corpo: crede di essere affascinante solo perchè la maglietta a righine lascia scoperti gli avam­ bracci, e i pantaloni corti la muscolatura del­ le gambe alla moda « Sivori ».

LISTATE DEI FUSTI E questo non soltanto per facili conquiste, ma soprattutto per un esibizionismo estetico senza alcun fondamento. Un’estate dei bulli, dunque, che stiamo sopportando senza colpo ferire. E’ inutile recriminare, è inutile richiamarsi al dopoguerra, è inutile invocare i costumi di vita di passate generazioni : servirebbe a tro­ vare delle cause, non dei rimedi. Ci troviamo di fronte ad un concetto di vi­ ta edonistico che trova il suo fine nella piatta esistenza quotidiana, nel soddisfacimento de­ gli istinti, nella corsa al benessere che il più delle volte si identifica con la ricerca di fini utilitaristici senza la fatica del lavoro, senza l’impegno dell’intelligenza e, purtroppo, dello spirito. L’era del frigorifero sta per avere il soprav­ vento: tutto“come si desidera, nel più breve tempo, senza alcuna fatica. E’ logico che i giovani siano all’avanguar­ dia: mentre nella generazione appena tra­ scorsa sono rimasti ancora in vita alcuni idea­ li, anche se tarlati da guerre e discordie, da amarezze e povertà di spirito, nei giovani quei poveri ideali sono stati sostituiti da tra­ guardi più ravvicinati che si chiamano «ar­ rembaggio» ad un posto nella vita, denaro, sesso, bellezza fisica... E’ una generazione di travaglio, una gene­ razione di passaggio che nel suo divenire do­ vrà avere anche elementi positivi, semi da far germogliare nei più giovani. In questo noi speriamo e questo noi crediamo. La nostra speranza e la nostra fiducia pog­ giano sul reale: lo dimostra il continuo pro­ gredire e raffermarsi di organizzazioni come il Centro Sportivo Italiano che richiedono ai gio­ vani il sacrificio degli allenamenti, lo sforzo della preparazione atletica, il coordinamento indispensabile tra l’attività fisica e i principi

morali, una coscienza sportiva che è prepa­ razione alla società umana di cui ciascuno fa parte. L’attività sportiva a ben poco servirebbe se oltre ad esercitare il corpo, non affinasse lo spirito e la coscienza.

Siamo nel pieno della calda estate: 1’8 ago­ sto a Napoli e Bergamo si sono svolte le fasi interregionali del campionato di nuoto del CSI; il 26 agosto a Modena si svolgeranno le finali. Non sarà un campionato di fusti da spiaggia: i nostri ragazzi sanno abbinare l’agonismo del campionato ad un ben più no­ bile agonismo dello spirito che vuole tutti vincitori. Non solo un impegno per i dirigenti e re­ sponsabili del CSI, ma un preciso impegno di ogni atleta in questa calda estate. Corrado Biggi


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