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TI DELLA F. A.S.C.I.
Si pubblica il 15 e il 30 del mese
ANNO XVIII — N
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ROMA — 30 Luglio 1923
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Educazione Fisica E passiamo ai fatti. Innanzitutto uno per noi fondamentale e direttivo. La nostra filosofìa ci insegna ohe l’uomo è un composto di anima e corpo. Se vogliamo dire la stessa cosa senza par tire da una nozione filosofica, partendo cioè solo dalle manifestazioni della vita umana, possiamo dire che nell'uomo vi è una attività psichica e ura attività fisica, le quali si influenzano a vi cenda e sono strettamente legate fra loro. E’ questo un punto di vista importantissimo nel nostro caso. Nella educazione fisica, poiché l'uo mo non può essere tagliato in due fette, dob biamo cercare un metodo che ci permetta di mi rare alla educazione di ambedue queste attivi tà. Con la educazione fisica non si educa solo il corpo, ma si esercita anche una influenza sul le varie attività psicofisiche e psichiche ; si edu cano i sensi, si disciplina la volontà, si eserci ta l’attenzione, si stimola la percezione, ecc. ecc. Infatti si osservi una squadra di giovani (per ora accontentiamoci degli uomini ; poi verremo al sesso gentile) che, sotto gli ordini di un maestro, compie degli esercizi. I muscoli sono contratti, il corpo irrigidito in una posizione. A un comando; tutti, contempo raneamente, scattano ed eseguiscono tutti, nello stesso modo, con le stesse proporzioni, con la stessa misura, ritmicamente, con energia, un egual movimento. L’attenzione di quei giovani è concentrata per avvertire a tempo il comando, per coordinare i movimenti dei singoli arti e dare il risultato che è stato ad essi ordinato. Con uno sforzo di vo lontà è irrigidito il corpo in una posizione volu ta; con uno sforzo evidente è ottenuta la realiz zazione del movimento. Ginnastica fisica? Solo fisica? Ognuno che ha provato sà quanto giovi la ginnastica, così com piuta, a.’la educazione dello spirito, alla disci plina della volontà, alla lotta contro gli istinti. Naturalmente il risultato primo e più diretto che la ginnastica si propone non è questo, ma è lo sviluppo fìsico di quegli organi che erronea mente furono chiamati gli organi della volontà, e cioè le parti mobili del corpo. Nell’esercizio consistente nella esecuzione di un comando i muscoli degli arti si contraggono. Ognuno sà che l'esercizio sviluppa i muscoli, non sole, ma an che, persino, lo stesso sostegno dei muscoli, os sia le ossa. L’organismo vivente è cioè dotato di grande plasticità e i movimenti segnano su di esso un’impronta. Bisogna dunque scegliere movimenti adatti per ottenere con l’esercizio l’ar. monico sviluppo delle parti. Se l’esercizio è fat to in modo da mettere in contrazione solo de. terminati gruppi muscolari, allora vi ha uno squi librio di sviluppo. Come si nota in molti atle ti, che, per il fatto di essere specializzati in de terminati esercizi, hanno ottenuto uno squilibrio di sviluppo delle parti. La ginnastica deve es
sere guidata da una coscienza anatomica e fisio logica che permetta di equilibrare lo sviluppo delle singole parti. Grazie a questo stesso principio la ginnastica può essere correttiva ; ossia si può ottenere la correzione di certe deformazioni di sviluppo., ad esempio della trasformazione del torace, nelle deviazioni della colonna vertebrale ecc. E non solo i muscoli vengono messi in moto. Una ginnastica sapiente deve agire su tutti gli organi. Innanzitutto si ottiene una educazione dei sensi, una stimolazione dei nervi, una influenza su tutti gli organi nervosi. Colui che compie un esercizio non deve solo compierlo, deve com pierlo esattamente. Per aversi questa esattezza entrano in giuoco varii fattori. I sensi ci avver tano della maniera nella quale si compiono i movimenti, della loro esattezza e precisione. Co lui che fa esercizi fisici deve -sorvegliarsi, con trollare se stesso continuàmcinv. Non basta. Gli ordini, percepiti con Pulito e con la vista, vengono trasmessi mediante le fibre nervose al cervello e di lì agli organi del movimento. Ora per quanto sia misterioso an cora oggi il meccanismo di tale funzione, tut tavia possiamo dire che l'esercizio giova molto agli ordegni nervosi. Ancora una osservazione. L’uomo fu paragonato ad una macchina. Come tutte le analogie anche questa fa molte grinze I Ed ha valore solo in quanto possiamo dire che i movimenti che noi compiamo richiedono un di spendio di energia, energia consuma l’attività mu scolare, energia, consuma l'organismo che vive. Questa energia è tornita a noi da compiessi pro cessi biochimici della nutrizione, della respirazio ne, della circolazione, ecc. ecc. Così nella educa zione fisica, grazie a questo d spendio di energie, non si ha solo una ginnastica di muscoli, ma an che un riattivamento di queste varie funzioni. Si fa della ginnastica con il cervello, con lutto i'. no stro, organismo. I benefici della ginnastica non si estendono quindi solo ai muscoli. Per questo si comprendono i pericoli che corrono coloro che fanno ginnastica senza esequ ie certe norme det tate dalla medicina e dalla igiene. Le quali scien ze, regolando l’uso dell’attiviti ginnastica e, di sciplinandone l'impiego, mira o con essa a irro bustire tutto l’organismo. Questo dell’irrobustimento uno degli aspetti essenziali della educazione fisica, essa mira a da re al nostro organismo una maggiore resistenza alle cause di malattia, ai vari agenti morbosi che influiscono sopra di esso. Per questo la educazio ne fisica acquista un significato amplissimo e comprende una serie di norme che, in fondo, non sono che norme di igiene. E’ educazione fisica l’abituarsi a dormire a finestre aperte, anche di inverno, onde dare maggiore alimento d’aria pura al nostro polmone ; è educazione fisica abituare la cute alle differenze di temperatura con il tenere
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scoperto ad esempio, il collo ; è educazione fisica l’adattare il cibo, e nella quantità e nella scelta, ai reali bisogni; e potrei cont nuare enumerando tutta una serie di norme che fanno del nostro or ganismo un docile strumento della nostra volon tà, anziché un pigro e riottoso seguace delle no stre aspirazioni, ovvero un compice delle malsane abitudini. In questo senso giovano alla educazio ne fisica non solo- l’esercizio metodico di determi nate azioni, come si fa con la ginnastica, ma an che i giuochi svariati, gli esercizi sportivi, in una parola’ tutte quelle azioni che permettono al no stro organismo di disciplinarsi in una azione che per molti aspetti è anche piacevole, proprio per chè richiede uno sforzo. Piacevole è l’andare sui monti, traversare un fiume a nuoto, spingere un cavallo al galoppo, fare una partita al giuoco del calcio; ed è un piacere che ridona all’organismo, centuplicato, ciò che noi diamo in fatica e scorzo. Gran parte del piacere sta nel superare un osta colo, nel misurare le proprie forze, nel compiere uno sforzo. Fatica! Sforzo! Queste parole esprimono per lo studioso una serie di complessi problemi. Os serviamo una squadra di giovani che obbedendo al comando di un maestro, compie una serie di esercizi. Vediamo che, a poco, a poco, quei gio vani non sono più precisi nello sferzo, elastici nei movimenti, rigidi nelle posizioni ; i volti so no rigati da sudore, lo sguardo e il contegno ri velano la disattenzione incipiente ; i movimenti si fanno sempre più tardi, sempre meno adatti allo scopo. Sono i primi segni della fatica. Che cosa è la fatica? Lasciamo da canto dottrine e fatti. Basti dire che non siamo di fronte a un semplice fatto fisico, ma dinnanzi ad un fenome no che è anche psichico. Pochi minuti di sollievo; una risata cordiale, un buon motto ridanno per un certo tempo, e fino a un certo punto, una agilità e una elasticità qua si eguale a quella di prima. Mi guardo bene dal sollevare il velo sui numerosi problemi che i bio logi e gli psicologi qui potrebbero discutere. Altro che torre di Babele e confusione delle lingue ! An che le norme pratiche cavate da queste dottrine non sono concordi. Ciò che importa nel nostro caso si è che nella educazione fisica non si ha solo una stanchezza fisica, ma anche una stan chezza psichica, e ciò perchè la ginnastica non è solo dei muscoli, ma anche del cervello, e perciò l'educatore fisico deve sorvegliare con sguardo attento le manifestazioni della fatica. Ma, e la conclusione, direte voi, di tutto que sto? La conclusione è che, dopo un periodo di esercizio fatto secondo un programma, sotto la disciplina di un maestro, secondo norme ben si cure, ce ne ritraiamo un poco affaticati, ma sen tiamo la soddisfazione dello sforzo compiuto. La ginnastica, la educazione fisica preparano Porga nismo alla battaglia che dovrà combattere; lo in duriscono alla resistenza, educano l’anima a co mandare al corpo ; educano la volontà a seguire le norme che l’intelletto dimostra vere. Perciò, quando i nostri baldi giovani ci passano dinnanzi.