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Stadium n. 13/1964

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Stadium QUINDICINALE DEL CSI

I PROBLEMI DELLO SPORT

ANNO LIX - N. 13 - 12 LUGLIO 1964

GR. Il

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VENTI ANNI DEL CSI

maturità del CSI uando sì tratta di

Q

giudicare la matu­ rità di una persona si osserva come agisce, quali sono le sue idee che la guidano, come risulta quotidianamente cosciente a queste idee. E’ il mo­ mento di valutare la ma­ turità anche del nostro Centro Sportivo Italiano. Questo ragionamento è alla base della riunione del Consiglio Direttivo Nazionale, tenutosi alcuni giorni or sono a Roma. Vent’anni fa, per opera della Gioventù Cattolica, sorgeva il CSI, una orga­ nizzazione sportiva che aveva due scopi ben pre­ cisi: offrire un attivo mez­ zo di apostolato ai giova­ ni della GIAC, diffondere lo sport tra tutti i ragazzi e la gioventù d’Italia. Vent’anni sono pochi e molti per una organizza­ zione: pochi se si conside­ ra l’ampio spazio speri­ mentale a disposizione, il continuo avvicendarsi del­ le generazioni, la necessità di calibrare sempre me­ glio concetto e azione; molti se diamo uno sguar­ do al ricco patrimonio di idee che si sono accumu­ late in questi venti anni e di cui forse non siamo appieno consapevoli. Quando iniziammo la nostra attività partimmo d a presupposti basati esclusivamente sul gran­ de desiderio di offrire ai giovani uno sport sano, lealmente praticato, scuo­ la di virtù, impegno di sacrificio; ma nella nostra azione intervennero auto­ revoli compiacimenti e di­ rettive nella parola di tre grandi Papi, i dirigenti maturarono e schematiz­ zarono una certa azione educativa insita nello sport, adeguando questo mezzo ad altri per una più completa educazione del ragazzo, sì che oggi possiamo ben dire di pos­ sedere una dottrina che è patrimonio del CSI ed è da tutti invidiata e da tutti a questa si attinge. Se diamo uno sguardo a questi venti anni pos­ siamo ben dire come lo sport, per nostro mezzo, abbia assunto un aspetto particolare: è diventato una componente educati­ va nella vita dei ragazzi, non è più un passatempo quasi inutile, non è sol­ tanto uno dei cento modi per trascorrere il tempo

libero. Inteso nella sua giusta interpretazione è elemento per la formazio­ ne del carattere, un sus­ sidio validissimo per una educazione alla vita so­ ciale, umana e morale, di ciascuno. E non bisogna dimenti­ care quanto il CSI ha ope­ rato per diffondere in Ita­ lia questi concetti: basti ricordare i convegni e i congressi di questo ulti­ mo decennio che hanno gettato le basi per una discussione anche politica sulla necessità e sul do­ vere dello Stato di far praticare lo sport ai ra­ gazzi e ai giovani. Se lo sport entra oggi nei bilan­ ci di alcuni Enti Locali,

ciò si deve in gran parte a quel primo Convegno ’’Sport e Comune” che ini­ ziò a trattare il proble­ ma; se oggi si parla di Leggi sullo sport e di pro­ grammi governativi per lo sviluppo delle discipline sportive, ciò si deve al no­ stro ultimo Congresso Na­ zionale che dimostrò e conclamò il diritto allo sport dei cittadini, secon­ do la Costituzione Italia­ na, e il dovere dello Sta­ to di favorire questo svi­ luppo. Non bisogna anco­ ra dimenticare il lavoro dei nostri Consulenti Ec­ clesiastici che hanno pun­ tualizzato i valori morali dello sport nei loro con­ vegni su ’’Sport e Parroc­

chia’’, ’’Catechesi e sport” e così via­ li Consiglio Direttivo Nazionale ha preso in esa­ me tutto questo sviluppo delle idee che in vent’an­ ni si sono accumulate nel­ la nostra azione educati­ va: è necessario tesauriz­ zarle, diffonderle sempre più capillarmente affinché raggiungano tutte le zone d’Italia, tutti i responsa­ bili dell’azione educativa, le famiglie, gli insegnanti, le parrocchie, le diocesi, perché tutti abbiano chia­ ramente presenti il dirit­ to dei giovani allo sport e la necessità di questo mezzo per la loro educa­ zione globale. Corrado Biggi

I E' RIUNITO a Roma il Con­ siglio Direttivo Nazionale del C.S.I., nei giorni 28 e 29 giugno. I Consiglieri hanno commemorato il ventesimo anni­ versario della nascita del nostro Ente e alla luce di questa im­ portante tappa ventennale han­ no esaminato i prossimi impegni che il C.S.I. dovrà affrontare, sul piano organizzativo, agonistico e tecnico. Tra questi, in primo pia­ no, lo svolgimento del Congres­ so Nazionale del prossimo anno, e il Convegno dei Consulenti Ecclesiastici che avrà luogo a settembre.

S

Nella sua riunione, inoltre. Il C.D.N. ha eletto all'unanimità il nuovo Presidente dell'Organizzazione, nella persona del doti. Paolo De Sandre, Presidente Cen­ trale della GIAC, in seguito alle dimissioni presentate dal dott. Silvio Bettocchi.

Il dott. Paolo De Sandre, recentemente nominato dal Santo Padre Presidente Centrale della GIAC, è il nuovo Presidente Nazionale del Centro Sportivo Italiano, eletto dal C.D.N. nel corso della sua ultima riunione. Al dott. Silvio Bettocchi, che ha retto la Presidenza del CSI dal 1961, rivolgiamo a nome del C.D.N., della Presidenza Nazionale e di tutta la famiglia del C.S.I. il più sentito e profondo ringraziamento per l'opera svol­ ta alla guida della nostra organizzazione, per il tempo, l'esperienza e la competenza messi generosamente al nostro servizio. Gli porgiamo altresì il nostro augurio più fervido per l'assolvimento dei suoi sempre più alti e pressanti impegni professionali. Al nuovo Presidente dott. De Sandre porgiamo, con le nostre felicitazioni, il saluto più cordiale di ben­ venuto nella grande famiglia del C.S.I., e l'augurio che trovi nel nostro mondo sportivo giovanile un gradito ambiente familiare ed un fecondo terreno alla sua opera direttiva.

Il dott. Paolo De Sandre è originario di Padova; è laureato in economia e commercio. E’ stato De­ legato Juniores della GIAC di Padova dal 1958 al 1962 ed ha fatto parte in seguito dell'ufficio Ju della Presidenza Centrale. Si occupa attivamente di sociologia specialmente religiosa e collabora con l'istituto specializzato in materia dell'uni­ versità Gregoriana di Roma.


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