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ANNO LVII - N. 13 - 21 LUGLIO 1963 QUINDICINALE DEL CENTRO
SPORTIVO ITALIANO Spedizione in abbonamento postale - gruppo II
I PROBLEMI DELLO SPORT
più uniti per l’avvenire li Convegno Nazionale de gli Assistenti Diocesani GIAC e dei Consulenti Ecclesiastici delle Opere, costituisce un fatto nuovo di notevole im portanza sul quale è bene ri flettere un poco. Non è che in passato fosse ro mancate occasioni di dia logo tra la GIAC e le Opere, non certo: incontri, discussio ni, chiarificazioni ce ne sono state molte, ma sempre di un
singolo aspetto, di un proble ma particolare. Questa volta, invece, s’è trattato l’argomen to nella sua sostanza stessa, e cioè, precisamente dei rap porti tra la GIAC e le Opere. Il fatto nuovo è proprio questo, e non è da trascurare. Quanti hanno avuto l’impres sione che le Opere, il GTG da una parte e il CSI dall’altra, procedessero per la propria strada, ognuna per conto suo,
senza troppo curarsi di impo stare con la Gioventù Catto lica rapporti stabili sul piano delle idee e in quello prati co? Quanti hanno avuto ti more che i risultati delle tre organizzazioni, seppure indi vidualmente lusinghieri, non fossero adeguati alle possibi lità di un’azione più strettamente concordata, e comun que rischiassero di rimaner fuori da quella visione gene
rale di apostolato che fa capo alla Chiesa e che resta sem pre la ragion d’essere di tut te le attività di Azione Catto lica? Si viveva, tra GIAC e Ope re, da buoni vicini, senza di sturbarsi ma in genere anche senza aiutarsi a vicenda. Qualche voce, qua e là, si le vava a denunciare l’assurdità e il danno di un tal compor tamento, ma difficilmente le
sue parole trovavano un’eco, quando poi non venivano an che fraintese. Singole perso ne dalle idee chiare e dal ca rattere energico, riuscivano, qua e là, ad istradare gli enti e le attività sul giusto bina rio, ma tutto restava circo scritto all’ambito locale. Un convegno comune di As sistenti GIAC e di Consulenti delle Opere era proprio l’oc( segue a gag. 3)
CONVEGNO NAZIONALE ASSISTENTI DIOCESANI GIAC E CONSULENTI ECCLESIASTICI DELLE OPERE: DICHIARAZIONE FINALE li Assistenti Diocesani della GIAC ed i Consulenti Ecclesiastici del CSI e del CTG di tutta Italia, riuniti a Convegno a Roma, presso la Domus Pacis, dal 1° al 4 luglio, per studiare il problema delle "Opere" della GIAC per il tempo libero, inserite nel la visione integrale delle finalità educative ed apostoliche della GIAC, e nella pro spettiva di una pastorale rinnovata e rispondente alle esigenze più vere e profonde della gioventù di oggi, hanno preso coscienza della grande e sempre crescente importanza della realtà del tempo libero nella società moderna, ed in modo particolare del mondo «iella ricrea zione che esercita sui giovani un'influenza spesso decisiva per il loro orientamento morale e religioso. Nella serena e maturata convinzione — avvalorata da numerosi ed espliciti docu menti pontifici — che molti degli interessi oggi presenti nel mondo del tempo libero e della ricreazione (ed in particolare lo sport ed il turismo) sono interessi in sé buoni, capaci di trasformarsi, se rettamente intesi e praticati, in valori di educazione ed in preziosa occasione di apostolato; e nella rinnovata consapevolezza della finalità apostolica della GIAC, i convegnisti riaffermano la validità, la importanza e la neces sità delle due Opere (CSI e CTG) già create dalla GIAC in questo settore. La precisa finalità educativa delle due Opere, pur nella loro caratterizzazione tec nica, impegna i Dirigenti ed i Consulenti di esse ad un approfondimento di quei va lori di educazione sul piano culturale, sociale, morale e religioso — intrinseci alla stessa attività sportiva e turistica, interpretata e vissuta in una visione cristiana del la vita. In questa prospettiva i Convegnisti riaffermano il valore delle due Opere anche come strumenti validi ed efficaci di apostolato per una penetrazione cristiana del vasto mondo giovanile italiano, e come provvidenziale punto di incontro coi giovani lontani. Le « Opere » si pongono così come una delle espressioni della maturità apostolica della GIAC, contribuendo aH'approfondimento ed all’integrazione del suo metodo
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formativo, e sollecitando la sua apertura apostolica verso tutti i giovani per i quali la GIAC ha dalla Chiesa il mandato di collaborazione nell'apostolato. Per il raggiungimento di queste finalità, gli Assistenti Diocesani della GIAC ed i Consulenti Ecclesiastici del C. S. I. e del C. T. G., sottolineano in modo particolare: 1) la necessità di una perfetta intesa e collaborazione fra la GIAC e le « Opere », in una chiara visione dei rispettivi compiti e funzioni, in uno spirito di fraterna com prensione; 2) la necessità di una continua ed intelligente immissione di elementi dirigenti della GIAC alle Opere, per alimentarne dall'interno lo spirito educativo ed apostolico; 3) la necessità di un'azione intensa e profonda di formazione dei Dirigenti sul piano religioso, pedagogico e tecnico; 4) l'importanza di un graduale inserimento di persone adeguatamente preparate, at traverso le Opere, sul piano tecnico ed apostolico, nei vari organismi che si interes sano di sport e turismo per portarvi « il fermento del cristianesimo »; 5) l'importanza di una adeguata opera di illuminazione fra gli Assistenti dell'A. C., e fra il Clero in genere, sulla urgenza di inserire la visione delle Opere in un piano completo ed organico di pastorale per la gioventù. Concludendo i lavori del loro Convegno, gli Assistenti Diocesani della GIAC ed i Consulenti Ecclesiastici del C. S. I. e del C. T. G., in fraterna intesa di impegno sacerdo tale ed animati dall'ansia di «aggiornamento pastorale» propria, del Concilio Va
ticano II, esprimono la loro incondizionata devozione alla persona ed alle direttive del S. Padre, Paolo VI, maestro per tutti di verità e di vita, e fanno voti che la Gioventù Cattolica e le Opere da essa create continuino a lavorare con sempre rinnovata generosità di donazione al servizio di tutta la gio ventù d'Italia, per la costruzione del Regno di Dio nel cuore degli uomini.