ANNO LVI - N. 13
1 LUGLIO 1962
QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE GR. Il
i problemi
dello
sport
Il 22 giugno, alle ore 9, Sua Santità Giovanni XXIII si è degnato ricevere in udienza speciale i congressisti del Cen tro Sportivo Italiano raccolti nella sala Clementina del palazzo apostolico. Il Santo Padre ha rivolto paterne parole di incoraggiamento per l’azione del Centro Sportivo Italiano e di augurio per i la vori del VU Congresso Nazionale. Ha in fine impartito l’apostolica benedizione.
La relazione Bellocchi apre il Vii Congresso Nel ripensare a quanto avrei potuto dirvi in questa occasione, il mio pensie ro si è spesso proiettato indietro nella storia, soffermandosi con particolare in tensità a quel lontano 1908, quando — alla presenza di S. Pio X, i giovani spor tivi italiani organizzati nella Federazio ne delle Associazioni Sportive Cattoli che Italiane ( FASCI ) ebbero dono della prima Udienza pontificia che la storia dello sport ricordi. Con uguale intensità il mio pensiero è poi più volte risalito ad altri incontri del mondo sportivo con il Papa, in contri di cui sempre la nostra famiglia fu promotrice. alFincontro del 1945, ap pena 25 giorni dopo la fine del secondo conflitto mondiale, quando lo sport ita liano si raccoglieva attorno a Pio XII. al Papa della pace, quasi per testimo niargli la decisa volontà della parte mi gliore della gioventù pronta alla rico struzione di un mondo lacerato da odi immensi e da sanguinose distruzioni. Il mio pensiero si rifà inoltre alle in dimenticabili celebrazioni del 1955, quando centomila atleti del Centro Sportivo Italiano trasformarono Piazza San Pietro in un grande impianto spor tivo in cui alla grande preghiera corale si accompagnarono alcune manifesta zioni agonistiche, alle occasioni che consentirono a Pio XII di pronunciare sette discorsi sullo sport, fino a giungere alla grande udienza dell'agosto 1960 quando Giovanni XXIII benedisse gli atleti di tutto il mondo convenuti a Ro ma per i Giochi della XVII Olimpiade-
Io credo, amici carissimi, che queste date costituiscono la migliore premes sa al nostro Congresso e che servano positivamente ad inserirci in quello spi rito delle origini, ricco di fervida spi ritualità e di sapienza organizzativa, che sono state la caratteristica costan te della nostra organizzazione fin dal 1906. Le Opere della GIAC e segnatamente il CSI. sorsero per costituire il tramite tra la Chiesa e la gioventù italiana ; una funzione questa, che deve ancor oggi essere mantenuta pienamente, vi vificata da una autentica vocazione a servire la gioventù in spirito di cri stiana carità. Fatto ed aperto a tutti i giovani che accettino di attuare un certo stile di sport, nell’ambito di una ispirazione cri stiana della vita, il CSI tende oggi a essere sempre più una grande organiz zazione. a diffondersi nei centri in cui ancora è scarsamente presente, a svi lupparsi ulteriormente dove è già costi tuito. In una parola: ricco dei suoi mo tivi ispiratori esso vuole diventare sem pre più un valore nella vita del nostro paese. Che questa aspirazione non sia ingiu stificata lo dimostra un fatto: oggi la nostra famiglia, con i suoi 120.000 soci costituisce il più grande Ente sportivo italiano di propaganda con possibilità di ulteriori espansioni facilmente intui bili. Questa solidità strutturale e queste possibilità operative rendono però più gravi le nostre responsabilità nel mo mento attuale. Ritengo opportuno che il nostro Con gresso prenda atto di ciò, nell elaborare i futuri programmi di azione. Il VII Congresso Nazionale si pro pone di esaminare un tema estremamente impegnativo: ’’Una politica spor tiva per la educazione della gioventù”. La nostra bella e grande famiglia, forte delle sue tradizioni e delle espe
rienze compiute, grazie alla sua natura ed alle proprie finalità educative, cri stianamente ispirate, per il suo essere al di fuori dei particolarismi di ogni fazione può e deve realmente apportare oggi un contributo consapevole e con creto alla elaborazione di una politica sportiva per la gioventù italiana. In modo preminente noi possiamo og gi richiamare i dirigenti responsabili della cosa pubblica sulla necessità di al lineare il nostro paese con gli altri Sta ti moderni che estendono sempre di più quella scuola di formazione che si chia ma sport. Questo sguardo proiettato verso l’e sterno della nostra Organizzazione, ver so i responsabili dello sport ufficiale, l'opinione pubblica, gli organizzatori di grandi manifestazioni sportive ci per mette un ulteriore richiamo ai respon sabili della società italiana per una conseguente azione . verso il più vasto pubblico. Dobbiamo impegnarli a diffondere nell’intero paese una concezione delio sport che non si riduca allo esibizioni smo, alia brutale affermazione, alla ten sione spasmodica, al superamento di re cords o di primati, ma che innanzitutto sia un mezzo per consentire ai giovani di realizare pienamente se stessi, per raggiungere un migliore equilibrio psi co-tìsico. per impiegare utilmente il tem po libero dallo studio o dal lavoro per prepararsi a diventare domani cittadini maturi e completi. E’ nostro dovere ribadire che essendo oggi lo sport un bene comune di cui tutti i giovani devono poter usufruire, esso deve essere considerato alla stessa stregua della istruzione pubblica. E quindi tra una massa che pratica lo sport ricreativo per proprio conto ed una élite che pratica lo sport agonisti co, dobbiamo dare la priorità a quelle grandi masse di giovani, a queH’86'. che non sanno dove andare a praticare uno sport sano, libero da ogni ipoteca interessata. Diciamole chiaramente queste cose: e diciamo anche che. se guendo questo indirizzo non manche ranno neppure i risultati tecnici. Lo conferma la nostra esperienza: lavoran do con sobrietà di mezzi ma su una grande massa di giovani, il CSI ha po tuto dare all’Italia oltre 100 atleti "az zurri” e' può fra l’altro citare due risul tati recentissimi e clamorosi e cioè la vittoria di una società dilettantistica di Padova: la ”CSI Torpado” nella coppa Italia di ciclismo e la conquista dello scudetto della seria A. federale della squadra di palla a volo "Avia Pervia” di Modena, squadre che saranno pre miate al termine di questa Assemblea.
Alla luce di queste considerazioni oc corre riaffermare che lo Stato italiano deve impegnarsi ancora maggiormente in questa direzione. E se vi è un piano per la scuola, un piano per l'agricoltu ra. un piano per lo sviluppo economico di certe aree, è anche il momento di programmare una politica sportiva a lunga scadenza. Sino ad ora, troppe volte lo sport e lo Stato si sono ignorati e qualche vol ta scontrati: è il momento di eliminare dubbi e sospetti rimuovendo ogni dan nosa gelosia: noi crediamo che i tempi siano ormai maturi per una sana po litica sportiva che rispettando l'autono mia dello sport, crei i presupposti del suo sviluppo. E’ in questa prospettiva, cari amici. ^continua a pagina 2)
IL CONGRESSO RIAFFERMA IL DIRITTO ALLO SPORT DI TUTTA LA GIOVENTÙ •Ministro S. E. l‘on.delAlberto Falchi Turismo e dello Spettacolo
PER UN MAGGIORE IMPEGNO NELLO SPORT Eminenze reverendissime. Eccellenze, signore e signori, giovani amici del CSI, ho ascol. tato con singolare interesse e con altrettanto singolare profitto la relazione fatta dal dott. Bellocchi che ha tracciato una situazione dello sport italiano, che ha toccato argo menti e rivolto quesiti che direttamente investono quel ministro cui, direttamente o indi rettamente, lo sport fa capo, e che è lieto di aver lasciato il suo tavolo di lavoro di Ministro della Repubblica per ritrovarsi, sportivo con sportivi e soprattutto cattolico fra cattolici, ad affrontare gli stessi problemi. Non ho bisogno di aggiungere altra esca al fuoco che qui già brucia. Per quanto dia un limitato valore alle statìstiche, non si può non ammettere che la situazione dello' sport giovanile in Italia è allarmante. Faccio solo un esempio, sul quale peraltro il dott. Berlocchi, non ha voluto calzare la mano, ed è quello della scuola. E' purtroppo vero e noto che le stesse ore dedicate all’educazione fisica nella scuola vengono spesso tra scorse sui banchi, che il voto dell"educazione fisica non fa media, e che gli stessi gruppi universitari non costituiscono altro che una adesione, per una quota pagata, senza il corrispettivo di un effettivo sen izio di un qualunque sport. E a questo riguardo io non penso dovrebbe essere difficile, nei numerosi miliardi del piano per la scuola, de stinarne alcuni per risolvere definitivamente il problema dello sport nella scuola, dalle elementari alle università. i problemi delle attrezzature sportive é quellFcon lo sport in generale connessi. Questo per accennare allo sport nella scuola, ma in generale io debbo sottolineare l’efficacia di quei riferimento del dott. Bertovelli a quel dialogo tra Stato e sport che fino ad oggi è stato un dialogo di balbuzienti, non dirò di sordi, che in futuro dovrebbe portare Stato e sport a una collaborazione giùintensa_ e più viva, più valida, (continua a pag. 7)
Mons. Lanave, Assistente Centrale della GIAC, ha celebrato la S Messa per i congressisti pronunciando brevi ed af fettuose parole al loro indirizzo.
Presenti tra le altre autorità Mons. Cu oiai, vicegerente di Roma, autorità reli giose, civili e militari, rappresentanti del Governo, ecc.
Un aspetto della sala del Congresso du rante la manifestazione di apertura alla quale hanno partecipato numerosi espo nenti dello sport.
Ha celebrato la S. Messa per i congres sisti anche Mons. Albino Galletto, già Consulente Ecclesiastico Nazionale dei Centro Sportivo.
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ogni sforzo per un coordinamento che non infranga l’autonomia rispettiva, fra l’azione svolta dal CONI e dalle Fede razioni Sportive e quella sviluppata da gli Enti di propaganda privati. Purtroppo i rapporti fra queste diver se realtà non sono ancora stati definiti da una legislazione che ispirandosi alla Carta Costituzionale, non crei privilegi e preminenze ingiustificate. Una base di intesa preliminare però ci vuole, ed il CSI è consapevole di doverla elaborare sintetizzandola in questi elementi: — difesa del dilettantismo — sport di élite come conseguenza dello sport di massa — collaborazione reciproca e non feu di chiusi — uguaglianza di diritti e di doveri. Permettetemi ora di soffermarmi sulla difesa del dilettantismo. Se lo sport va esteso a tutti i ranghi sociali, a tutte le comunità di lavoro e professionali, è chiaro che esso non do vrà strutturarsi su base professionisti ca, bensì su una base sanamente dilet tantistica. Sappiamo che un aspetto non esclu de l’altro, ma sappiamo anche che il di lettantismo se non è adeguatamente di feso diventa facile preda del professio nismo, che è forte del proprio potere economico. Le provvidenze economiche da una parte e l’indirizzo politico generale dal l’altra devono tendere a questa necessa ria e doverosa tutela dello sport dilet tantistico. In questa occasione sarà opportuno puntualizzare il nostro pensiero sul vero professionismo sportivo che non deve isolarsi, ma trovare il suo giusto posto con tutte le garanzie e riconoscimen ti relativi, in seno alla rispettiva Fede razione. Non occorre creare nuove strutture nello sport d’eccellenza: non si farebbe altro che aumentare le possibilità di lucro di pochi a danno dello sport di massa e accentuare il disagio che oggi in Italia lo sport è ancora un lusso ristretto a pochi.
Innanzitutto, per quanto riguarda lo sport nella scuola, è confortante consta tare come, attraverso un oneroso sfor zo del CONI, lo sport vada lentamen te ma efficacemente entrando nell’am biente studentesco. Infatti esistono oggi oltre 3.000 grup pi sportivi scolastici che raccolgono cir ca 800.000 giovani. Questo è un grande risultato, perché conseguito seguendo i principi informa tivi dello sport di massa, ma la strada da compiersi è ancora molta e l’onere relativo deve essere sostenuto dallo Stato sollevando il CONI da quelle spese che hanno sacrificato negli anni passati le Federazioni sportive e le loro Società. La direzione del lavoro rimane quel la intrapresa: — impianti sportivi scolastici; — attività sportiva soltanto come parte integrante dei programmi di edu cazione fisica nei tre ordini: elementa re, medio, universitario; — preparazione degli insegnanti di educazione fìsica, per i quali è necessa rio chiarire la posizione nella scuola e dare una fisionomia più concreta alla loro materia. Riteniamo che il problema degli Isti tuti Superiori di Educazione Fisica dai quali provengono questi insegnanti, ab bia bisogno di una definizione in base ad una maggiore chiarezza di imposta zione. Al fine di avere insegnanti di educa zione fisica e sportiva idonei e prepa rati noi sentiamo di dover proporre: a) che il titolo ISEF sia equiparato al diploma di laurea; b) che il corso di studio, opportuna mente revisionato e migliorato nei pro grammi, venga di conseguenza elevato da tre a quattro anni; c) che gli ISEF, come tutte le facoltà universitarie, siano diretti e controllati dalla direzione Generale Istruzione Su periore del Ministero P.I. Ci preme poi a proposito dello sport nella scuola ricordare il principio che in uno Stato democratico non si può ir reggimentare la gioventù anche solo sotto il profilo sportivo.
Si deve stare attenti cioè a non crea re una organizzazione nazionale sporti va scolastica. Un secondo aspetto dello sport nelle comunità giovanili riguarda, le Forze Armate. Questo è stato il secondo impegno, dopo quello della scuola, in cui CONI e Stato hanno collaborato per portare la gioventù di leva a praticare lo sport con buoni risultati anche se talvolta si è accentuato un lavoro di élite per fini tecnici. Il principio informatore rimane sem pre quello della quantità per raggiun gere la qualità, principio ancora più va lido nelle Forze Armate dove l’eificienza fìsica del singolo è condizione pri maria per l’efficienza di un esercito. Una valida e più vasta azione deve quindi essere promossa sia nei CAR, sia in tutto il periodo di permanenza sotto le armi dei giovani, perché a tutti sia data la opportunità di praticare lo sport non esclusivamente a fini di educazio ne militare, ma anche come componen te sicura di una più completa forma zione fisica e morale dei giovani.
che il CSI ritiene che una sana politica sportiva poggi sui seguenti punti: 1. — Garantire allo sport dilettantisti co i mezzi economici necessari per il suo ordinato sviluppo; 2, — Creare le strutture necessarie ( im pianti sportivi) perché ogni comunità comunale, aziendale, scolastica possa usufruirne secondo le proprie esigenze; 3. — Aiutare la formazione dei qua dri, dirigenti, e allenatori, indispensabili a questa scuola moderna che è lo sport; 4. — Incoraggiare l’iniziativa dei pri vati e delle organizzazioni di propagan da che credono nei valori educativi del lo sport e non ne fanno una specu lazione commerciale di parte; 5. — Difendere lo sport dilettantistico dall’invadenza e dallo strapotere dello sport professionistico ; 6 — Sviluppare l’organizzazione nella scuola, nelle FF. AA., nel mondo del la voro cioè ovunque i giovani vivono una vita comunitaria; 7. — Studiare una legge-programma a carattere decennale per lo sviluppo del lo sport in Italia, legge che abbracci tutti i problemi inerenti a tale sviluppo-
Secondo la concezione moderna dello sport, cioè di mezzo educativo che va messo a disposizione del maggior nu mero di giovani e nella base del dispo sto costituzionale, si rende necessario per lo Stato il reperimento dei fondi necessari allo sviluppo di una organica politica sportiva. Ci sembra legittima la richiesta degli sportivi che esigono sia impegnato nel lo sport, almeno quanto lo stesso sport produce. Chiediamo quindi che si imposti ra zionalmente e con equilibrio un piano per lo sport; sussidiato dagli stessi fon di che lo sport produce.
Lo sport è una scuola moderna e l’au la di tale scuola è rimpianto sportivo. Fino ad oggi il peso maggiore per la costruzione degli impianti sportivi l’han no sopportato il CONI e le singole so cietà sportive facendo grandi cose, ma non coprendo il fabbisogno nazionale che è stimato, secondo le medie degli stati p;u evoluti come minimo di mq. 2 per abitante. Infatti in Italia, oggi, ogni abitante ha a sua disposizione soltanto m. quadrati 0,74. Noi pensiamo che assieme allo Stato, i maggiori interessati alla costruzione di impianti spettivi siano i Comuni, la scuola, le aziende e i privati. Non bastano i mezzi e le strutture: sono indispensabili allo sport soprattut to i quadri dirigenti Lo sport è una scuola moderna ehe ha bisogno non soltanto dell'aula, rap presentata dagli impianti sportivi, me specialmente dei maestri: cioè dei diri genti e degli allenatori. Con un paradosso si potrebbe affer mare che si può fare scuola senza le mura, ma non senza il maestro. Nello sport rimpianto sportivo è inutile se al suo interno non vi è un allenatore ricco di esperienza educativa e di capacità. D’altra parte va ricordato che è più fa cile costruire uno impianto sportivo (che e in fondo un problema essenzial mente economico) che non formare un educatore. Nella preparazione dei maestri dello sport (dirigenti e allenatori) possono e debbono contribuire sia lo Stato che i privati. Lo Stato attraverso gli Istituti Supe riori di Educazione Fisica; i privati at traverso le società sportive e gli Enti di propaganda. L’Italia forse manca di una ’’Scuola sportiva”: eppure non siamo da meno fisicamente e tecnicamente ai biondi nordici e ai sudamericani II problema può essere risolto esclusivamente con una seria e severa qualificazione della scuola allenatori; di dirigenti e allena tori italiani che sappiano formare cam pioni italiani, che sappiano parlare in italiano, che sappiamo in ogni occasione vedere al di là di un’assegno di Banca i colori della nostra bandiera. Esaminati i mezzi, le strutture ed i quadri dirigenti parliamo ora dell’orga nizzazione sportiva. Ci sembra che in uno Stato democra tico l’organizzazione sportiva debba es sere affidata a privati. Questo è quanto vogliamo affermare rivendicando l’au tonomia” dello sport. Nel presentare il nostro contributo al la futura elaborazione di una sana po litica sportiva, ci sembra necessario
Parliamo ora dello sport nelle comu nità giovanili.
erano presenti al nostro congresso S. E. Sig. Cardinale Luigi TRAGLIA, Presidente Commissione Episcopale Alta Direzione dell’A.CJ. S. E. Slg. Cardinale Fernando CENTO, Presidente Commissione di Coordinamento per lo Apostolato del Laici. S. E. Mons. Carlo MACCARI, Assistente Ecclesiastico Generale dell’A.C.I. S. E. On. Avv. Alberto FOLCHI, Ministro Turismo e Spettacolo. S. E. On. Avv. Umberto DELLE FAVE, Sottosegretario di Stato Presidenza del Consiglio. I Parlamentari; Sen. Umberto TUPINI, Sen. Ugo ANGELILLI, On. Leandro RAMPA, on Dott. Attilio IOZZELLI, Capo Ufficio Sport e Turismo della Direzione D. C. S. E. Dott. Pietro MANCA, Procuratore Generale della Repubblica. S. E. Gen. Giuseppe ALOJA, Capo Stato Maggiore Esercito. Sig. Gen. GENTA in rappresentanza di S. E. il Gen. Aldo ROSSI Capo di S. M. Difesa. I Slgg. Ufficiali Generali rappresentanti delle LL. EE. I Capi di Stato Maggiore dell’Aeregnautica e della Marina. Il Sig. Generale Rappresentante di S. E. 11 Generale Comandante Guardie di Finanza. I Slgg. Rappresentanti delle LL. EE. 1 Direttori Generali del Fondo Culto, Assistenza Pub blica e Servizio Antlncendi. Il Dott. RIZZO In rappresentanza di S. E. il Prefetto di Roma. Il Mag. Gen. Gino DI PIETRO, Ispettore I Circoscrizione Guardie di P. S. Il Col. QUARTUCCIO in rappresentanza del Ten. Gen. Cesare Sabatino GALLI. Il Col. Egidio VIGGIANI, dello Stato Maggiore Difesa Esercito. Il Sig. Rappresentante di S. E. L'Ordinarlo Militare d'Italia. Il Slg. Rappresentante del Mag. Gen. Umberto MANTINEO Direttore F. A. di Polizia. Il Col. Giovanni VACCA, Comandante Legione Territoriale Carabinieri in rappresentanza del Gen. FIORI Comandante Brigata Carabinieri. Il Col. FERRARI, del Ministero della Difesa. Il Dott. Vincenzo BOLASCO, Capo di Gabinetto di S. E. il Min. Turismo e Spettacolo. Il Dott. Argante BOSSA, Diret. Gen. AA. GG. del Ministero Turismo e Spettacolo. L’Avv. Giulio ONESTI, Presidente del CONI. Il Dott. Lucio D’ARCONTE, Capo dell'ispettorato per l'E.F.S. del Ministero della P. I. Il Dott. Bruno ZAULI, Segretario Generale del CONI. Il Vice Questore Dott. Domenico TURI, in rappresentanza del Slg. Questore. Il Grand’Ufficiale Adriano RODONI, Vice Presidente del CONI e Presidente della U V 1 Il Prof. Mario BOSSALINO, Direttore Tecnico dellT.S.E.F. Il Dott. Mario DONNARUMA, Segretario Amministrativo dell’I.S.E.F. L’Avv. Mario .MAZZUCA. della Segreteria Generale del CONI. Il Dott. Donato M(ARTUCCI, Capo Ufficio Stampa del CONI. Il Slg. Rappresentante del Presidente l’Ammlnlstrazlone Provinciale di Roma. Il Ten. Col. Francesco ANDREOTTI, per 11 Comando dei Vigili Urbani. Il rag. Umberto GARCEA, per 11 Presidente Federazione Italiana Pallacanestro. Il Sig. Rappresentante del Presidente Federazione Motociclistica Italiana. Il rag. Rodolfo MAGNANI, Segretario Generale dell’U.V.I. Il Dott. Vittorio MUZI, Segretario Generale F.I.P. Il Cav. Antonio CELAIA, Segretario Generale Federazione Italiana Rugby. Mons. Giuseppe LANAVE, Assistente Ecclesiastico Centrale della GIAC. Dott. Alessandro BERTI, Presidente C. I. G. I. e Vice Pres. Centrale GIAC. La Ins. Giuliana BIONDI, Presidente Centrale Gioventù Femminile di A. C. Il dott. Giuseppe RIZZO Presidente Nazionale delle UU, SS. ACLI. La Dott.ssa Gabriella PAGELLA, Direttrice Nazionale F.A.R.I. Don Gino BORGOGNO, per 1’« Auxillum-Sport ». Don Giuseppe ROVEA, Consulente Ecclesiastico Centrale C.T.G. Il Dott. Bartolo PASCHETTA, Segretario Generale Peregrinatio Romana Il Dott.. Umberto AMADICI, Delegato Centrale Seniores. Il Dott. Gianni GHERARDI, Delegato Centrale Junlores. 11 Dott. Edoardo ZIN, in rappresentanza del Delegato Centrale Aspiranti GIAC Il Prof. Luigi MOSCA, Presidente dell’A.N.D.E.S.-ISEF.
Infine qualche riflessione sullo sport nel mondo del lavoro. Consideriamo in primo luogo il mon do industriale dove purtroppo in molti casi lo sport è stato considerato alla stregua di un tabellone pubblicitario e le spese relative sono state tratte dal capitolo ’’pubblicità”, anziché da quello ’’assistenza”. Occorre che ogni azienda superiore ad un certo numero di dipendenti ab bia propri impianti sportivi, indispen sabili come la mensa, il gabinetto psi co-tecnico, e quanto può servire a qua lificare una azienda moderna che non vede nell’uomo la macchina che pro duce, ma un collaboratore nell’impresa, legato da comuni interessi umani e pro duttivi, con i propri dirigenti e impren ditori. Non dimentichiamo poi il mondo dei campi dove i giovani possono trovare nello sport un mezzo educativo che li affina umanamente e che li aiuta a superare il complesso di inferiorità di fronte ai giovani della città. Il buon esempio lo possono dare gli Enti di Riforma e va citato l’interes sante esperimento dell’Ente Delta Pa dano e dell’Ente Marema che nei lo ro comprensori hanno stabilito le aree destinate agli impianti sportivi co struendone un certo numero mentre stanno svolgendo una buona attività sportiva di massa tra i figli degli as segnatari. Non è per ostentare delle cifre ma è soltanto per motivi di giustizia che io debbo in questo momento ricordare che la metà degli impianti sportivi italiani oggi esistenti sono stati costruiti con il sacrificio personale di migliaia di sacer doti che ben poco hanno chiesto allo Stato e che hanno pagato di persona. D’altra parte è utile ricordare che grazie al disinteresse della nostra gran de famiglia moltissimi giovani inqua drati nel Centro Sportivo Italiano han no partecipato all’attività federale con ferendole molto spesso il lustro di ri sultati tecnici di eccellenza. E’ per questo che noi riteniamo di poter degnamente rappresentare coloro che credono nello sport e che lavorano con retta intenzione per chiedere final mente: — parità di diritti e di doveri per tutti coloro che operano nel mondo sportivo italiano; — degli impianti sportivi nei Comu ni, nelle scuole, nelle aziende aperti a tutti e non riservati invece soltanto a pochi privilegiati, perché tali impianti devono essere patrimonio comune per chi lavora in favore della gioventù; — il riconoscimento legale da parte dello Stato di tali libere iniziative che fino ad oggi tutto hanno dato e nulla hanno ricevuto. L’ultima direttrice fondamentale del le nostre proposte per la politica spor tiva investe infine il riordinamento del mondo dello sport in quanto tale. Questa esigenza si traduce concreta mente nella necessità di stabilire su basi del tutto nuove un dialogo tra Stato e mondo sportivo; un dialogo che sia fissato anche giuridicamente su al cuni moduli precisi che tolgano final mente lo sport italiano dalla necessità di dover barattare di volta in volta fa vori e privilegi concedendo altri favori e altri privilegi. (continua a pagina
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SI LO SPORT t MEZZO EOVUIIOO MI CITTADINO HI DIRITTO ALLO SPORT E LO STATO IU IL OH 01TAVORIRLO La relazione dell on. Oscar Luigi Scalfaro sul tema “Sport e stato democratico ' tradizione dire una parola di gra titudine per essere stati incaricati di svolgere un tema ed io la dico non solo per tradizione, ma perché sen to questa gratitudine; però forse mai come questa volta sento il dovere, il bisogno e, quasi un desiderio istintivo di legittima difesa, di chiedere scusa al pubblico, ai congressisti, se un uomo po litico — come è stato detto — tratterà un tema così qualificato. Ho cercato di partire da un concetto, cioè mi sono chiesto che cosa è lo sport perché la mia impressione — lo diro forse più di una volta — è che una serie di impostazioni inesatte nascano dalla non conoscenza della definizione, ovvero dal non essere tutti d’accordo sul contenuto da dare al concetto, al modo di concepire lo sport. Mi sono guardato bene dal dare una definizione poiché non esiste niente di più difficile e di più pericoloso. Ho cercato invece di vedere quali possono essere certi ele menti costitutivi del concetto di sportMi pare di poter dire che è un’atti vità umana relativa all’esercizio di ca pacità di facoltà fisiche, che tende al divertimento — su questo termine ci possono essere discussioni a non finire ma lo dirò fra breve che cosa mi pare di poter inserire in questo concetto — di chi svolge questa attività o di chi ne partecipa come spettatore. E’ dunque un esercizio fisico ma con due chiari vincoli sostanziali : essere questo esercizio espressione di attività umana, espressione dell’uomo, e l’uomo è anima e corpo, essere finalizzato. A me pare che sia esatto l’indicare come scopo preminente il termine divertimen to, svago, nel significato sostanziale, cioè di ritemprare fisico e spirito, di rendere più sano il fisico per — consen titemi questo termine — liberare l’ani ma, renderla più leggera, più riposata, meno appesantita dal corpo, più dispo sta a lodare Dio. Ho cercato citazioni di due discorsi di Pio XII. Disse Pio XII al Congresso scientifico nazionale dello sport e dell’educazione fìsica dell’8 novembre 1952 : « Qual fine perseguono gli uomini con una così am pia e diffusa attività? L’uso, lo svilup po, il dominio — mediante l’uomo ed al servizio dell’uomo — delle energie racchiuse nel corpo, la gioia che da questo potere e fare deriva, non dissi mile da quella che prova l’artista quan do adopera, dominandolo, il suo stru mento. Qui, come in altri casi, per pro cedere verso chiare e sicure deduzioni, deve porsi a fondamento il seguente "principio: tutto ciò che serve al con seguimento di un fine determinato, de ve trarre la regola e la'misura dal fine stesso. Ora lo sport e la ginnastica han no, come fine prossimo, di educare, svi luppare e fortificare il corpo, dal lato statico e dinamico; come fine più re moto, l’utilizzazione da parte dell’anima, del corpo così preparato per lo sviluppo della vita interiore ed esteriore della persona; come fine anche più profondo, di contribuire alla sua perfezione; da ultimo, come fine supremo in generale e come ad ogni forma di attività uma na, avvicinare l’uomo a Dio ». Perché ho insistito su questa citazio ne? Perché — ripeta — sono convinto che ogni equivoco, ogni errore di impo stazione come ogni esatta conclusione nei confronti dei singoli cittadini e del lo Stato discende da una mancata chia rezza o da una imprecisione di defini zione. Qual’è infatti il compito dello Stato democratico? In genere, secondo la dottrina sociale cristiana, il compito dello Stato è quello di aiutare, di pro teggere, di potenziare, di favorire l’ini ziativa del singolo, 1 iniziativa del citta dino o l’iniziativa di gruppi di cittadini; e il compito dello Stato è di intervenire direttamente solo quando è mancante l’iniziativa dei cittadini o quando que sta iniziativa non è sufficiente, o è as sente totalmente, o si svolgesse in un modo non opportuno, non giusto, non consono, non lecito, secondo i principi generali del diritto che si appoggiano sui principi generali della morale In questo caso lo Stato interviene a sostituire la privata iniziativa e solo se questo ed in quanto questo intervento sia nell’interesse del cittadino. Inter vento a contenuto sociale, quindi, inter vento per il bene comune; si direbbe con il termine latino ’’lo Stato deve in tervenire ”ad adiuvandum’’; questo è il concetto fondamentale della sociologia cristiana: lo Stato serve l’uomo.
E
D’altra parte, essendo lo sport un’at tività integrante senza dubbio l’educa zione e che interessa la salute del cit tadino, io trarrei nell’articolazione più specifica il compito dello Stato dalle disposizioni di alcuni articoli della Co stituzione Italiana. Non li cito tutti ma ne cito alcuni che mi sembrano interes sino direttamente il nostro tema: L’art. 30 : « E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire, educare i figli an che se nati fuori del matrimonio » Art. 31: «La repubblica agevola, con misuse economiche ed altre provviden ze, la formazione della famiglia e l’a dempimento dei compiti relativi » E poiché nei compiti della famiglia vi è l’educazione, e poiché fa capo al tema dell’educazione l’attività sportiva, è chiaro che anche per questo verso si configura una responsabilità defio Sta to. Art. 32 : « La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’in dividuo ed interesse della collettività ».
Art. 33 che parla della libertà di inse gnamento. Art. 34 che comincia dicendo « La scuola è aperta a tutti » non sono che applicazioni del principio generale al quale ho già fatto cenno : « Lo Stato è per l’uomo » ed ogni cosa che interes sa l’uomo, che è dell’uomo, che è per l’uomo deve trovare lo Stato pronto ad aiutare, ad integrare, a sostituire dove l’attività dei singoli manca od è nega tiva, pur di servire l’uomo nelle sue fi nalità ed in tutte le sue finalità. Basterebbe rileggere poche righe della Mater et Magistra applicate ad altro principio, cioè al settore economico, ma sempre come applicazione di un princi pio. Il Pontefice felicemente regnante cita direttamente la Quadragesimo An no quando parla della presenza attiva dei poteri pubblici allo scopo di pro muovere nei debiti modi lo sviluppo — qui è sviluppo produttivo — in funzione di progresso sociale ed a beneficio di tutti i cittadini.
hanno aderito al nostro congresso S. E. Sig. Cardinale Amleto Giovanni CICOGNANI, Segretario di Stato di S. S. S. E. Sig. Cardinale Giuseppe SIRI, Presidente Conferenza Episcopale Italiana. S. E. Sig. Cardinale Carlo CONFALON1ERI, Segretario S. Congregazione Concistoriale. S. E. Sig. Cardinale Andrea JULIEN. S. E. Sig. Cardinale Valerio VALERI, Prefetto S. Congregazione dei Religiosi. S. E. Mons. Angelo DELL’ACQUA, Sostituto Segreteria Stato di Sua Santità. S. E. Mons. Alberto CASTELLI, Segretario Generale C.E.I. On. Prof. Giovanni LEONE, Presidente Camera dei Deputati. Sen. Avv. Ennio ZEL1OLI LANZINI, Vice Presidente del Senato. S. E. On. Dott. Giulio ANDREOTTI, Ministro della Difesa. S. E. Sen. Prof. Giorgio BO, Ministro Partecipazioni Statali. s. E. Sen. Prof. Giacinto BOSCO, Ministro Grazia e Giustizia. s. E. Sen. Prof. Guido CORBELLINI, Ministro Poste e Telecomunicazioni. s. E. Sen. Avv. Angelo Raffaele JERVOLINO, Ministro Sanità. s. E. Sen. Prof. Giuseppe MEDICI, Ministro Riforma Burocratica. s. E. On. Giulio PASTORE, Presidente Comitato Ministri per U Mezzogiorno. s. E. Sen. Avv. Attilio PICCIONI, Ministro Affari Esteri. " ..... .Lavori. -Pubblici. ------- -s. E. On. Dott. Fiorentino SULLO, Ministro s. E. On, Prof. Emilio Paolo TAVIANI, Ministro Interno. s. E. Sen. Avv. Giuseppe TRABUCCHI, Ministro Finanze. On. Avv. Elìsio CORRIAS, Presidente Consiglio Regionale Sardo. S. E. On. Prof. Maria BADALONE ____ ________ =______ _________ Sottosegretario Pubblica Istruzione. S. E. Sen. Avv. Guido B1SORI, Sottosegretario Interni. S. E. On. Avv. Giovanni BOVETTI, Sottosegretario Tesoro. s. E. On. Ettore CALVI, Sottosegretario ~ '■ Lavoro. s. E. On. Renato CAPPUGI, Sottosegretario Trasporti. s. E. On. Dott. Vittorio CERVONE, Sottosegretario Industria. s. E. On. Prof. Francesco DOM1NEDO’, Sottosegretario Marina Mercantile. s. E. On. Avv. Remo GASPARL ... Sottosegretario ______ a______ ___________ Industria. s. E. Sen. Dr. Giovanni GIRAUDO, Sottosegretario Riforma Burocratica. s. E. On. Avv. Ruggero LOMBARDI, Sottosegretario Turismo. s. E. On. Avv. Salvatore MANNIRONL Sottosegretario Giustizia s. E. On. Filippo MICHELI, Sottosegretario Finanze. s. E. On. Avv. Lorenzo NATALI, Sottosegretario Tesoro. s. E. On. Avv. Carlo RUSSO, Sottosegretario Affari Esteri. s. E. Avv. Giuseppe SALARI, Sottosegretario Lavoro. s. E. Sen. Dr. Natale SANTERO, Sottosegretario Sanità. s. E. On. Avv. Giacomo SEDATI, Sottosegretario Agricoltura. s. E. On. Ing. Corrado TERRANOVA, Sottosegretario Poste e Telecomunicazioni. On. Rag. Arnaldo ARMANE ~ On.~ Dr. Gino--------------------MATTARELLI. On. Prof. Italo Giulio CAIATL On. Avv. Claudio MERENDA. On. Prof. Lucio BALDELLI. On. Prof. Aido MORO. On. Dr. Luciano DAL FALCO. On. Prof. Giuseppe PELLA. On. Dr. Vincenzo GAGLIARDE Sen. Avv. Venturino PICARDI. On. Prof. Raffaele LEONE. On. Rag. Angelo SALIZZONI. On. Dr. Franco Maria MALFATTI. On. Dr. Marcello SIMONACCI. Sen. Comm. Daniele TURANI. S. E. Prefetto Dr. Rodolfo SAPORITI, Capo Gabinetto S. E. Ministro Interni. S. E. Prefetto Dr. Angelo VICARI, Capo della Polizia. S. E. Prefetto Dr. Paolo BELLISARIO, Direttore Generale Assistenza Pubblica. S. E. Prefetto Dr. Mattia MIN1NNI, Prefetto di Nuoro. S. E. Gen. Renato DE FRANCESCHI, Comandante Generale Carabinieri. S. E. Gen. DE LORENZI, Capo Servizio Informazioni FF. AA. Sig. A.M.A. VAN GOOL, Presidente F.I.C.E.P. Sig. Roberto PRINGARBE, Segretario Generale F.I.C.E.P. Prof. Mario .Alberto COPPINI, Presidente I.N.A.M. Prof. Carlo CHIAROTTI, Direttore Generale Servizi Medicina Sociale. Dr. Mario DONATI, Direttore Ente Maremma. Prof. Mario G1ROLAMI, Direttore Istituto di Clinica Malattie Tropicali. Dr. Giorgio LA MORGIA. Prof. Vittorio MARCHESE, Direttore Generale Istruzione Universitaria. on. Avv. Giorgio Mastino DEL RIO, Presidente E.N.A.L. Dr. NANNINI, Assessore Sport Città di Firenze. Dr. Umberto ORTOLANI, Presidente I.N.C.I.S. Comm. Leonardo PALOSCIA. Ing. Marcello RODINO’, Amministratore Delegato Ral-TV. Dr. Filippo SPADA. Dr. Massimo SPADA. Prof. Enrico MASSOCCO, Direttore Ginnico Sportivo Corpo Nazionale VV. FF. Dr. Marcello GARRONI, Vice Segretario Generale del CONI. Dr. Mario SAINI, Vice Segretario Generale del CONI. Dr. Dario BORGOGNO. Dr. Beppe CROCE, Presidente U.S.V.I. ’ Dr. Giorgio DE STEFANI, Presidente della F.I.T. Ing. Giuseppe GHILLINI, Presidente FIPAB. Prof. Avv. Gian Carlo GIANNOZZI, Presidente della FIPAV. On. Dr. Luigi Durand DE LA PENNE, Presidente della F.I.N. Ing. Carlo MONTANO, Presidente F.I.R. Rag. Piero ONEGLIO, Presidente della F.I.S.I. Dr. Giuseppe PASQUALE, Presidente della F.I.G.C. Cap. Giosuè POLI. Presidente della FIDAL. Prof. Antonio VENERANDO, Presidente F.M.S.I. Gr. Uff. Rag. Franco BERTOLDI, Segretario F.I.G.C. Sig. Egone CENNI, Segretario F.I.N. Dr. Sergio CIMINE Presidente F.I.S.I. Roma. Col. Alfredo PEZZANA, Segretario F.I.S. Avv. Gian Piero ORSELLO, Presidente Assemblea C.I.G.I. Sig. Emilio MONTICONE, Delegato Nazionale Gruppo Giovani Coltivatori. Avv. Arrigo PAGANELLI, Delegato Nazionale Libertas. Dr. Elio CARUSO, Commissario Centrale ASCI. Prof. Domenico ANDREANI, Presidente Centrale Unione Uomini di A. C. Prof. Domenico CALIGO, Direttore I.C.E. Prof. Silvio GOLZIO, Presidente Movimento Laureati. Prof. Giuseppe MIRA, Vice Presidente ICAS.
L’art. 2 della Costituzione poi dice: « La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo ». L’art. 4 : «La Repubblica riconosce a tutti i citta dini il diritto ai lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto ». Art. 29 : « i diritti della fami glia». Art. 35 e seguenti: «tutela del lavoro ». Art. 41 e seguenti « l’iniziativa economica privata è libera ». Cioè ogni qualvolta si parla di un di ritto la carta fondamentale dello Stato esprime, riconosce che c’è questo dirit to; è la prima posizione dello Stato al servizio dell’uomo ; non dice « io Stato regalo a te un diritto che se io non ci fossi tu non avresti», ma «io Stato rico nosco il diritto tuo perché io Stato ven go dopo di te uomo e nasco soltanto dalla tua volontà altrimenti non ci sa rei. Ed allora riconosco il diritto; ne fisso per così dire i termini perché i diritti possano coesistere ed essere tu telati, e dico attraverso la tua volontà dì cittadino, nella carta fondamentale quali sono i miei doveri, quali sono i miei diritti che intervengono al tuo ser vizio di cittadino ». Ma lo sport ha a che fare con i di ritti? Ed io temo di toccare un tasto dove non so che cosa potranno pensare non soltanto loro che ne hanno una competenza specifica ma persone al di fuori di qui che hanno una preparazio ne maggiore, più qualificata della mia per discutere su problemi così elevati. Esiste cioè per ¡1 cittadino il diritto a fare dello sport? Esprimo un pensiero non solo perso nale ma che merita indubbiamente una ben più lunga meditazione e ben più autorevole. Se lo sport è visto ed è con siderato come un qualsiasi divertimen to, come un qualsiasi svago, — dico qualsiasi nel senso che sia sostituibile, se manca, da un altro svago e da un altro divertimento — non mi sentirei capace di concludere in questo senso, in modo rigidamente positivo. Ma se lo sport, come mi pare, si deve ritenere come integrante dell’educazione dell’uo mo — a maggior ragione del giovane — se viene considerato come integrante per la salute nella sua accezione più completa, umana, salute fisica, psichica, spirituale, non vi è dubbio che sì, a mio avviso vi è un diritto a svolgere attività sportiva. E’ un diritto che è anche legato — non vi sembri strano questo mio modo giuridico di argomentare — all’art. 36 della Costituzione il quale parla espli citamente del diritto al riposo; come ri poso settimanale e come ferie annuali. Lo Stato fino ad oggi ha visto preva lentemente lo sport, o meglio le mani festazioni sportive, come attività turi stico-economica, movimento di masse — e qui certe volte il termine ’’masse” che è da aborrirsi può essere usato — come fonte di introiti. E’ da questa constatazione che nasce il maggiore interessamento per lo sport fatto da pochi ed osservato da molti, che ne nasce — è un pensiero molto personale ma ne sono molto convinto — una politica del tenere gli occhi chiu si sul commercio sportivo a fini di lucro. Occorre dunque — per trarre delle conclusioni esatte — sui diritti e do veri dello Stato e del cittadino : 1. intendersi sul concetto di sport, valido solo se finalizzato; 2. come derivazione occorre conclude re per l'indispensabilità dello sport nel la vita dell’uomo ai fini della salute fi sica, dell’equilibrio psichico, della stessa migliore vita intellettuale, morale, spi rituale; basterebbe sentire il pensiero di medici, di psicologi, di educatori, di sa cerdoti e basterebbe che ciascuno fosse capace di fare un esame di coscienza, per chiedersi in quali circostanze e per quali ragioni non sempre riesce ad ot tenere pienezza di equilibrio e fisico e psichico e morale ed intellettuae e spi rituale. Nella ipotesi di uno sport di pochi con moltitudine che assiste quali sono i vantaggi? Intanto vi è una certa ma nifestazione in sé di natura sportivo spettacolare, vi è una partecipazione anche educativa; io credo che avrebbe dovuto essere di marmo un cittadino che, presente in ipotesi, anche soltanto alla manifestazione di apertura o di chiusura delle Olimpiadi, o quando una bandiera nostra o non nostra segnava una vittoriai, non abbia sentito un bri vido, un fremito profondo, una commo zione sincera. (segue a pagina 7)
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Stadium
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Il prof. Aldo Notano al VII Congresso Nazionale CSI
La relazione morale organizzativa tecnica
LE IDEE, I QUADRI LE ATTIVITÀ DEL CENTRO SPORTIVO o la grande responsabilità di essere anzitutto il porta voce della Presidenza Na zionale e del Consiglio Di rettivo uscenti, che voi avete elet to tre anni orsono nel VI Con gresso svoltosi, come sapete, a Rocca di Papa, e al tempo stesso di dire in sintesi del lavoro di tre anni. Responsabilità certamente non facile, ma mi sento favorito dal fatto che una decina di giorni orsono vi è stata inviata una rela zione ufficiale del Congresso: ol tre una cinquantina di cartelle, molto ricche di dati e di docu mentazione che certamente vi hanno permesso di esaminare ciò che la Presidenza e l’Organizzazione hanno fatto in questi tre anni. Comunque, se vogliamo aprire questo volume, noi possiamo di viderlo in tre grandi capitoli che sono un po’ il tema conduttore della nostra azione, nell’interesse dell’organizzazione. Il primo ca pitolo lo possiamo intitolare ”Le idee”, il secondo ”1 quadri”, il terzo ”Le attività”. Le idee del Centro Sportivo Ita liano. Non si può mettere in movi mento cento e più mila soci, quan ti sono oggi i nostri, senza avere un bagaglio di idee, senza avere un fondamento ideologico che co stituisca Ja spina dorsale della no stra Organizzazione. Quindi una delle principali preoccupazioni della Presidenza è stata quella di scoprire le idee, di definirle, di fonderle, di precisarle. Facciamo insieme una sintesi delle idee che muovono il nostro organismo. Perché esiste 'il CSI? Il CSI agisce e si impegna perché lo sport italiano abbia questi due aspetti : primo sia sano, secondo sia accessibile a tutti. Uno sport sano è tale quando è se stesso, cioè quando non è snaturato, non è fuorviato dalla sua essenza; uno sport è se stesso quando un mez zo di educazione, quando educa. In secondo luogo uno sport per tutti. Ed è il tema che svolge il CSI in questo Congresso. In que sti tre anni di lavoro noi non ab biamo cercato la qualità, l’eccezio ne ma la quantità. Anche se è una attività minore, la nostra, che non ha la possibilità di andare- sui grandi giornali sportivi, poco ci importa; ci importa invece che sia un’attività alla portata di tutti. Le idee però non basta soltanto possederle, bisogna anche difen derle e diffonderle. Possederle. A questo proposito devo dare atto al nostro Consulen te Nazionale, Mons. Pavoni, che ha lavorato in proposito e l’avete visto dagli opuscoli che ha pub blicato e poi dalle altre iniziative svolte come "Sport e Comune” dove si trattava di una politica sportiva nell’ambito comunale per giungere poi a quella in campo nazionale. Molti comitati provin ciali hanno lavorato anch’essi per lo sviluppo delle idee. Difenderle ¡poi con coerenza. Spiace quando le CTN sono ob bligate a intervenire con durezza ma a volte è necessario. Poi dif fonderle. E’ stato l’impegno della Presidenza. "Stadium” può essere criticato. Ma da quando è uscito in nuova veste è stato un giornale completamente rinnovato. Dò atto
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al nuovo Ufficio Stampa di que sto sforzo. I Congressi Provinciali poi sono stati un altro mezzo di diffusione di queste idee. Non dimentichiamo poi il Trofeo Pippo Nasta: fare del catechismo attra verso lo sport; l’Udienza Pontifi cia delle Olimpiadi; le interviste che siamo riusciti a ottenere dalla Radio e dalla Televisione e tante altre iniziative troppo lunghe da ricordare. Secondo capitolo, i quadri. Si è lavorato sodo perché la nostra Or ganizzazione fosse ricca di quadri. I Campi Scuola non sono suffi cienti, però sono serviti ad aprire ai giovani la visione di uno sport cristiano, del CSI. Gl' impianti sportivi non bastano: ci sono del le città ricche dove gli impianti sportivi vanno pressoché deserti. Lo sport, che è educazione, ha bisogno di maestri. Abbiamo cercato di creare la fa miglia nazionale, come voi avete cercato di creare quella del Comi tato Provinciale. Una famiglia na zionale nella quale ci sono dei di rigenti che voi avete eletto, che non scendono a compromessi, che dovrebbero essere la vostra ban diera; che corrono quando li chia mate, che sanno arrivare al mo mento opportuno quando voi lan ciate l’S.O.S. Non sempre siamo stati all’altezza dei vostri bisogni, però abbiamo cercato di crearla questa famiglia. Con il nostro Consulente che ha ‘girato per l’Ita lia, per i Seminari, che è andato
a parlare con i Vescovi, ha avvi cinato i vostri Consulenti regio nali e provinciali, ha organizzato per loro tutti gli anni un Conve gno; e ¡penso che i vostri Consu lenti siano ritornati più ricchi di entusiasmo oltre che di idee e di esperienze. Dopo il Consulente Nazionale anche noi ci siamo mes si in propaganda. L’Italia è molto estesa. Non sempre siamo riusciti ad arrivare a tutti. Però vi debbo ringraziare per il calore con cui ci avfte accolto. ¡Abbiamo sentito il calore della famiglia, l’impegno del lavoro, l’unità delle idee. La Presidenza poi ha cercato di mettere a disposizione dei servizi che fossero il più possibile perfet ti : la Segreteria, la Direzione Tec nica con le sue Direzioni Tecni che, l’Ufficio Tesseramento, l’Ufficio Stampa. Apro una parentesi per ringra ziare l’ex Capo Ufficio Stampa Doti. Natale Bertocco, che è stato tra i fondatori del CSI, e il suo diretto collaboratore Germano Barigelli. Per ultimo, l’attività. L’attività del CSI, secondo l’impostazione data dalla Presidenza, ha segui to questo criterio di massima: un trittico famoso che ritorna in ogni nostro convegno: attività formativa-organizzativa e tecnica. Ha caratterizzato tutti l’attività di tutti i Comitati e di tutte le Società. Per quella formativa ho già ac cennato in precedenza. Quella or
Lo Stato: una politica di coordinamento ha detto S.E. i'on. Umberto Delle Fave Sono lieto di portare a questo Congresso il saluto del Presidente del Consiglio e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dopo quan to ha detto S. E. Folcili, il Ministro del settore, non intendo entrare in merito al vostro cortese ma proficuo dibattito. Tuttavia consen titemi di esprimere alcuni concetti di ordine generale in merito alla politica sportiva e in pericolare su come il Governo la intende e vuole attuarla. Vi assicuro, per prima cosa, che noi non intendiamo e non intenderemo mai fare uno sport di Stato. Questo è un punto fermo che desidero sottolineare particolarmente. Non solo, ma non inten diamo neppure portare la politica in mezzo allo sport: significhereb be introdurre un elemento di divisione in un settore che per mol tissimi aspetti deve e può essere di comunione, di comprensione, di avvicinamento. Noi del governo intendiamo invece, e questo è compito di uno Stato democratico, fare una politica sportiva, la quale deve ubbidire a due presupposti fondamentali che ora vi dirò. In primo luogo che sia una politica di coordinamento. Ciò significa che deve dare il giu sto posto all'attività dei privati senza che venga soffocata dall’atti vità di vigilanza dello Stato, e significa anche che i privati non deb bono ignorare o contrastare lo Stato. Il secondo principio che deve stare alla radice dell’attività sportiva è che in essa ci sia un motivo di ordine morale e spirituale. Se queste sono le basi di una politica sportiva per l’educazione del la gioventù, noi siamo pronti ad attuarla e vi rendiamo atto del po sto importante che occupa un organismo come il vostro. Non sol tanto come uno dei maggiori, anzi il maggiore, tra gli enti sportivi di propaganda italiani, ma per lo spirito che lo anima e che lo di stingue da qualsiasi altra organizzazione, che pure esiste nel nostro paese. Voi del CSI siete dunque preziosi, siete presidio di un certo tipo di politica sportiva che è nostra e soltanto nostra. "Mens sana in carpare sano" era un aforisma pagano. I cristiani, però, potrebbero capovolgerlo a buon diritto, poiché la verità è che molto spesso la sanità dell’anima influisce in maniera determinante sui risultati delle attività del corpo. E voi del Centro Sportivo Italia no siete proprio qui per affermare che lo sport è non soltanto sul piano dei valori materiali ma spirituali. Del resto non è che oggi i corpi dello sport anche in Italia non siano validi e ben formati ep pure non mancano frequenti, più o meno clamorosi, insuccessi, che trovano spiegazione soltanto nella mancanza dello spirito. Perseguite dunque nella vostra strada con la certezza di essere al centro della nostra attenzione e della nostra volontà di operare tra la gioventù italiana perché abbia un corpo sempre più sano per uno spirito più sano.
ganizzativa: abbiamo cercato di coprire tutto il territorio naziona le. I nostri impegni erano quelli di far sorgere il Centro Sportivo in tutte le provincie: ne rimango no escluse soltanto quattro o cin que; e quello di aiutare a mette re in piedi dei comitati efficienti. Non ci siamo riusciti sempre, è vero, ma molto lavoro è stato svolto, e voi lo sapete bene. Per ultimo l’attività agonistica che si attua secondo una piramide im maginaria. Avvila base c’è l’attivi tà che interessa tutti, a disposizio ne di tutti, l’attività dei "giovanis simi” e di "Arcobaleno sport". Se io sport è un fatto di costume non si può incominciare a inse gnare a sedici anni. Un’attività pertanto semplice, minuta, non burocratica. Poi un’attività di or ganizzazione, che si dovrebbe estendere a tutti, a tutte le parroc chie a tutte le associazioni par rocchiali. Il secondo gradino della piramide: lo sport per molti ma non più per tutti: è lo sport dei ’’campionati nazionali”. Ci vuole anche questa e anch’essa, nel trien nio è stata orientata sui ragazzi. Abbiamo concentrato il nostro sport sui ragazzi, l’attività dilet tanti l’abbiamo fermata al campo regionale. Infine il vertice della piramide cioè l’attività federale. Questa non ha senso se non ci sono le altre due attività. E’ im portante e necessaria ma va gui data da mani esperte. Chiudo con un dovere. La re lazione è il rendiconto dell’attivi tà di tutti. Debbo ringraziare i nostri Consulenti con a capo il nostro Consulente Nazionale Mon signor Pavoni; i nostri Presidenti Regionali, i Consiglieri Naziona li, la Presidenza Nazionale, da Borghi a Dattilo, a Corrado Biggi, Burdisso, tutto il personale die lavora per la Presidenza, e, non ultimi i tecnici quelli che sono la base integrante della nostra atti vità. Infine mi sento in dovere di rinnovare a nome del Consiglio Direttivo, della Presidenza e di tutti voi Congressisti, il più pro fondo c sincero ringraziamento alla persona e all’opera de! nostro fondatore e per tanti anni Presi te Nazionale, prof. Luigi Gedda. Scusate ancora per quello che la Presidenza non ha saputo fare, per quanto non ha saputo essere all’altezza dei vostri desideri quan do voi 4’avete eletta. * Dopo la relazione morale orga nizzativa e tecnica del V. Presi dente Prof. Aldo Notarlo, i con gressisti hanno preso la parola dando inizio ad una vivace e cal da discussione. Riportiamo in sin tesi la cronaca degli interventi. Borsoni di Chiavari ■ - Rileva l’importanza delle funzioni e del l’attività del medico sportivo. Propone la formazione di un Comi tato coordinatore dell’attività dei medici che prestano la loro opera nel CSI e di propagandare nel l’ambito del CSI Io Judò, costi tuendo un’apposita Commissione Tecnica Nazionale. Fabris di Roma — Propone l’i stituzione di corsi di salvamento in acqua. Carserà di Roma — lamenta che spesso la GTAC non segnala
tempestivamente i 'nominativi dei Consiglieri la cui nomina è di sua competenza. Invita la Presidenza ad intervenire per eliminare l’in conveniente. Lamenta ancora che le Società del CSI sono escluse dai premi CONI quando prendo no parte all’attività federale, ed invita la Presidenza ad interveni re anche a questo ¡proposito. Grassi di Firenze — Afferma l’opportunità che la Periferia ven ga consultata in occasione della stipula delle Convenzioni con le Federazioni. Si dice convinto as sertore di un Codice delle Pene e richiede una maggiore assisten za ai Comitati da parte della Pre sidenza. Ritiene debba effettuarsi un maggior numero di corsi per dirigenti. Per quanto riguarda i rapporti tra GIAC e CSI, affer ma che le questioni che sorgono dovrebbero trovare composizione a 'livello degli Ordinari Diocesani. Propone un Convegno su ’’Sport e Parrocchia”. Don Lelio Podestà di Chiavari — Si dice d’accordo con Grassi per l’organizzazione di un Conve gno su ’’Sport e Parrocchia”. Pro pone che il CSI si inserisca atti vamente nel mondo operaio, con una adeguata attività sportiva che sottragga i giovani .-»1 comunismo. Ritiene che il CSI, in questo cam po, dovrebbe lanciare ed incre mentare la lotta greco-romana e l’atletica pesante. Anderlini di Modena — Richie de una maggiore presenza dei Di rigenti Centrali in periferia. Mons. Pavoni — Chiarendo un suo precedente intervento, ribadi sce che lo sport è educativo, ma non è l’educazione. E’ un tempo della catechesi, non la catechesi. Nel CSI, poi. la tecnica deve met tersi definitivamente a servizio dei ragazzi, superando i regolamenti tradizionali, rivoluzionandoli ove necessario. Barbati di Campobasso — La menta che la Presidenza non aiu ta sufficientemente la periferia, pur prescindendo da considerazio ni di carattere economico. Scarìazzetta di Lodi — Ritiene che gli interventi degli Ordinari Diocesani presso i parroci al fine di spingerli a far svolgere attività in seno al CSI possano avere ef fetti polivalenti, negativi o positi vi, come talune esperienze -locali hanno dimostrato. Mcschiali di Modena — Affer ma la necessità di sensibilizzare Vescovi e Parroci sui problemi dell’attività sportiva. Ritiene op portuna l’estensione dei Campi Scuola a livello regionale. Auspi ca la fusione fra la FARI e il CSI per l’attività sportiva. Don Aquilanti di Macerata — Rileva che il CSI ha coordinato l’attività sportiva delle società sot to l’ombra del Campanile. Occor re cercare e tentare anche altre strade, formando nuovi quadri di rigenti ad alto livello attraverso la costituzione di un apposito ”ISEF” del CSI. Brescia di Catanzaro — Rileva alcuni aspetti urgenti di politica sportiva che raccomanda all’inte ressamento della futura Presi denza.
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Nella foto accanto una vi sione panoramica dell’Aula Magna della Domus Pacis mentre il dott. Bettocchi tiene la prolusione del VII Congresso Nazio nale. La Domus Pacis, che è un po’ il luogo di ritrovo di tutta la gioventù catto lica italiana, ha ospitato degnamente i nostri diri genti periferici durante i tre giorni. Purtroppo il clima di Roma, in queste afose giornate estive, non era tra i più adatti a con sentire una serena parte cipazione ai lavori, ma i congressisti hanno supe rato l’inconveniente con la solita generosità e con ottimo spirito. Siamo cer ti che tutti conserveran no delle giornate roma ne un profondo ricordo.
Il nuovo consiglio direttivo BENEDETTI Edo BENINCASA Antonio BETTOCCHI Silvio BEZZO Cesare BIGGI Corrado BORGHI Lorenzo BRAMBILLA Tarcisio CIRILLO Pasquale COZZOLI Mario Saverio CRISTONI Vincenzo DATTILO Generoso DI MAURO Angelo DONATO Gregorio FERRARI Alberto FILIPPUCCI Gino FORNONI Tarcisio GHERARDI Gianni IMPERIA Mario NATALIZIA Vincenzo NOTARIO Aldo PUCCETTI Renzo RAMELLA Norberto SORO Vincenzo SPOLAORE Olivo
I DELEGATI AL VII CONGRESSO
MOZIONI CONCLUSIVE ln AL VII CONGRESSO NAZIOL CENTRO SPORTIVO ITALIANO
Toma dal
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al 24 giugno 1962:
preso atto
il espressioni loro rivolte dal Nazionale del C. O. N. I. avv. danno mandato Consiglio Direttivo Nazionale di aterprete dei sentimenti di viva za degli organismi periferici del >ortivo Italiano per tali cortesi e per quanto le delegazioni pro1 C. O. N. I. fanno costantemente Ielle UU. SS. del C. S. I. parteciattività federali.
invitano
i stesso Consiglio a volersi rendere a presso l'avv. ONESTI del Tam il queste UU. SS. per essere state esto anno escluse dal beneficio CHIEDONO in realtà al Presidente del C. O. N. I di volerle consideparti integranti della più vasta ederale con parità di doveri e di ammetterle quindi a concorrere zione del premi C.O.N.I.
INGRESSO DEL CENTRO SPORILIANO RIUNITO A ROMA NEI 12-23 E 24 GIUGNO 1962 udita
le svolta dal Presidente Nazionale e degli altri relatori.
rilevato ina gran massa di giovani pari cento non esercita alcuna pratica izlone scolastica e aziendale non irridente a colmare tale lacuna; 1 rileva una grande carenza di ed attrezzature ancor più aggrai circostanza- che le attrezzature :ono usate In via preferenziale se >lva dalle società professionistiche; impone un riordinamento dello na revisione della politica goverll’argomento: vivamente sentita l'esigenza di nella pratica sportiva rafferma li rispetto dei valori morali che spirito dello sport auspica
ngano posti In essere dalla Auto>etenti tutti quel provvedimenti sslcurare la difesa del dilettantlKtenslone della pratica sportiva a fighi sociali e a tutte le comunità; sport venga inserito nei programitici senza che si proceda peraltro ione di una organizzazione nazioftlva scolastica; I sport svolto dalle Forze Armate pirl a criteri di concorrenza con le porti ve civili; engano superate le difficoltà che Sono alla penetrazione dello sport lo del campi e del lavoro mediante provvidenze ed Interventi almeno aziende di media e grande immodificata e migliorata la e dello Stato per il settore spor!enga ovinclale del criterio della speclartlcolare -----------io di leggemediante n. 2721, approvazione
delle funzioni e dei servizi coto ladiesplicita riformaprevisione della l’inserimento __della pos on leggedell comuti espansione della sfera ’attlónale allo sport di ricreazione, una le revisione degli oneri attualmcntti sull'attività sportiva dllettantll riordinamento legislativo del
fon la revisione della legge isti1942, la definizione giuridica deifi del compiti dell’assessore allo ridistribuzione allo sport nazlopatrimonlo sportivo della ex GIL aarsi per la gestione al comuni autorizzazione alla Cassa per il 'no a partecipare al fondo in doleU’Istltuto per il Credito Sportivo di consentire maggiori interventi
per la costruzione ed il miglioramento de gli impianti sportivi nelle zone dell’Italia Meridionale; il riconoscimento degli Enti e Associazioni affianca tori e collaboratori del C.O.N.I. sul plano della propagan da e della valorizzazione delle attività spor tive giovanili.
impegna
il Consiglio Direttivo Nazionale a svolgere l’azione più idonea per il conseguimento di quanto innanzi illustrato. Roma, 24 giugno 1962.
I DELEGATI AL VII CONGRESSO NAZIO NALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO ascoltata la relazione sul tema « SPORT E STATO DEMOCRATICO » magistralmente svolta dall’On.le Oscar Luigi SCALFARO fanno propri 1 principi che l’hanno informata e
rilevano la assoluta necessità che questi principi trovino immediata concretizzazione in ap posite provvidenze statali; a questo scopo danno mandato alla Presidenza Nazionale di svolgere le necessarie premure presso gli organi governativi competenti, presso il gruppo parlamentare sportivo ed i singoli parlamentari amici del C. S. I., affinché venga data finalmente, sollecita e concreta attuazione alle necessarie provvidenze a fa vore dello sport dilettantistico, e si rendano realmente operanti quelli già esistenti. Tra l’altro si richiede particolarmente: 1) che venga prevista per 1 comuni la pos sibilità di inserire le spese sportive desti nate alle attività sportive dilettantistiche e di propaganda tra le spese ordinarie di bilancio; 2) Che venga modificata la legge che regola il Credito Sportivo allo scopo di consentire anche al comuni deficitari di ottenerne 1 benefici; 3) Che vengano estesi anche ai comuni superiori ai 50.000 abitanti le provvidenze previste dalla legge Folchl; 4) Che venga concessa alla cassa del Mez zogiorno di intervenire a favore delle at tività sportive sulle zone di sua compe tenza; 5) Che tutti gli enti in grado di farlo (vedi INA-CASA. ENTI DI RIFORMA. ISTI TUTO AUTONOMO CASE POPOLARI ecc.) vengano, attraverso una opportuna legisla zione e qualche contributo dello Stato, ob bligati a provvedere nei loro complessi alla costruzione degli opportuni impianti spor tivi; si richiede
Infine, alla Presidenza Nazionale di voler raccogliere e divulgare nel modo più opportuno tutte le disposizioni di legge attuali e di successiva promulgazione che interessano le attività sportive.
IL VII CONGRESSO NAZIONALE DELCSI ___ riunitosi a Roma nella sede delle. Domus Pacis dal 22 al 24 giugno 1962; — Udita la relazione dell'On. Scalfaro Oscar Luigi sul tema « Sport e Stato Demo cratico », ne approva il contenuto; — sottolinea l'attualità del problema e la necessità di un doveroso e sollecito inter vento dello Stato a favore delle attività sportive, specie nel settore dilettantistico; — consapevole della maturità acquisita dal Centro Sportivo Italiano in questo primo ciclo di attività e, forte della efficienza raggiunta dalle proprie strutture tecnico organizzative;
fa voti — che 1 competenti organi, adeguandosi alla realtà ed alla efficacia di una pre senza qualificata del C. S. I. neH'ambito dello sport italiano, gli riconoscano 1 titoli per operare in piena autonomia nel cam po specifico delle attività giovanili, spor tive e ricreative; — e, conseguentemente, garantiscano l’atti vità all’Ente, assicurando la validità ed 11 rispetto delle sue strutture organizzative, con diritto di beneficiare di quelle provvi denze In atto e da predisporre a favore di Istituzioni che operano nel settore giova nile sportivo.
Provinciali
Alessandria (394) Mario Grattarola; Ancona (466) Gastons Renzi; Aosta (493) Giuseppe Scoffone; Astl (715) Gianni Ferraro; Avellino (790) Antonio Cioffi; Bari (2.028) Floriano Fiorio; Benevento (902) Francesco Buonflno; Bergamo (1.949) Gianni Negrettl; Bologna (1.351) Vincenzo Alvisi; Brescia (2.585) Adolfo Dloni;; Brindisi (340) Giovanni Plliego; Cagliari (818) Nino Assorgla; Caltanissetta (226) Emilio Scarclotta: Campobasio (1.953) Fernando Barbato; Catania (389) Giuseppe Nicotra; Catanzaro (135) Vittorio Brescia; Chietl (53) Giovanni Aloè; Cosenza (198) Fran co Gervasi; Cremona (1.861) Tarci sio Brambilla; Cuneo (792) Gio vanni Palanca; Enna (367) Salva tore Lunardo; Ferrara (689) Donato Tagliati; Firenze (1.005) Brancaleo ne Marzoppini; Foggia (568) Save rio Alemanno; ForU (332) Pietro Gavelll; Prosinone (530) Marcello Donati; Genova (2.461) Ugo Tesi: Grosseto (257) Ivan Ciattini; Impe ria (92) Guido Maccario: La Spe zia (491) Gianni Zennaro; Lecce (294) Enrico Pinto; Livorno (550) Floriano Rosaspina; Lucca (605) Piero Baccelli; Macerata (919) Valfrido Tibaldl; Mantova (2.480) Re mo Bianchi; Matera (248) Egidio Nicoletti; Messina (1.056) Michele Garaio; Milano (14.363) Carmine Bicone; Modena (1.667) Diego Dot ti; Napoli (2.547) Paolo Siciliani; Novara (1.626) Giuseppe Schenone: Padova (1.931) Giorgio Ramlgnl; Palermo (389) Giuseppe Talluto; Parma (924) Aldo Bosl; Pavia (833) Aldo Vai; Perugia (857) Luciano Molinari; Pesaro (702) Sergio Adrualdi; Pescara (706) Ludovico Sponsilli; Piacenza (945) Norberto Ramella; Pisa (515) Ermanno Cecconi; Potenza (192) Carmelo Az zarà; Ragusa (99) Rosario Occhipinti; Ravenna (335) Orfeo Mon-
tanarl; Reggio Calabria (396) Giu seppe Motta; Reggio Emilia (4.188) Fabio Busana; Roma (5.289) Mario Prece; Rovigo (941) Carlo Gasperotto: Salerno (1.262) Gaetano di scuoio; Sassari (1.564) Pierino Fele; Siena (264) Ezio Neri; Siracu sa (1.527) Giuseppe Fallesi; Taran to (1.078) Saverio Alemanno; Tori no (2.123) Giuseppe De Marchi; Trapani (358) Ettore Daldone; Trento (1.543) Ettore Buccella; Treviso (964) Leone Brunello; Trie ste (591) Antonino Lavenla; Udine (1.397) Pietro Bullgan; Venezia (419) Andrea Bianchini; Vercelli (242) Carlo Crivelli; Verona (2.105) Curzio Francesconi; Vicenza (1.782) Sergio Serafini; Viterbo (369) Ma rio Prece; Zonali autonomi
Acireale (137) Salvatore D'agosti no; Acqui (267) Giovanni Gotta; Alba (67) Romeo Bocchi; Albenga (262) Eugenio Trucco; Ales (554) Patrizio Uccheddu; Biella (604) Vincenzo Rondi: Caltaglrone (364) Luciano Persico; Casale Monferra to (355) Luigi Campagnola; Cese na (402) Gilberto Manuzzi: Chia var! (270) Mario Barsottl; Città di Castello (105) Araldo Vispi; Con versano (70) Natale Bonsante; Cre ma (1.144) Guido Rigamonti; Faen za (139) Natale Dalmonte; Fiden za (89) Enore Artusi; Foligno (257) Araldo Vispi; Gaeta (456) Mario Prece; Gallarate-Sud Verbano-Busto Arsizio (1.190) Carlo Vettorato; Gubbio (256) Araldo Vispi; Lodi (963) Ezio Scarlazzetta; Molletta (2.485) Michele Sancllio; Oristano (637) Tullio Loddo; Plnerolo (538) Luigi Frencia; Pordenone (425) Luigi Glsmano; Prato (920) Carlo Grassi; Riminl (462) Agostino Tamagnini; Tortona (131) Enrico Bazzo; Vittorio Veneto (552) Luigi De Poli; Volterra (149) Mauro Bara gatti.
Hanno preso la parola... Al nostro settimo Congresso Nazionale hanno portato il loro gradito saluto anche altre autorità e 'personalità oltre quelle di cui riportiamo le parole in queste e in altre pagine del giornale. Le citiamo qui di seguito dando un brevissimo sunto di quanto hanno detto. Innanzitutto S. Em.za Rev.ma il Card. Litigi Traglia, Presidente della Commissione Episcopale per l’Alta Direzione dell’ACI, il qua le si è rallegrato con il CSI per l’importanza numerica e qualitati va acquisita dal lontano 1906 quando la FASCI, ricevuta da San Pio X nel cortile di San Damaso, e Sua Em.za era presente, era animata dallo stesso entusia smo ma era molto limitata come numero. Quella volta, ,per giunta, i cattolici che si interessavano del lo sport erano accolti da vive e diffuse ostilità, mentre oggi il Congresso del CSI, ha detto il porporato, si celebra in una atmo sfera di caildo consenso. S. Emi nenza ha ricordato e raccomanda to, infine, di non dimenticare, nel l’attività sportiva, i supremi e im prescindibili interessi dello spirito. Anche il Segretario Generale del CONI, Dott. Bruno Zauli, ha voluto cortesemente portare il suo saluto al Congresso, Egli ha pre messo che il vero sport si deve intendere come lo intende il CSI, cioè come elemento di educazio ne fisica e morale. Per questo, ha proseguito 1’iWustre personalità, è più che mai necessario sviluppare il dilettantismo e contenere il pro fessionismo. E in questo senso le Olimpiadi Romane non hanno da to ancora i risultati sperati. Infi
J numeri tra parentesi si riferiscono agli atieti tesserati nel 1960-61.
Il CONI: iniziative serie e concrete ha detta, tra l’altro, l’aw. Onesti Eccellenze, Signori, il tema prescelto dal Centro Sportivo Italiano per la celebrazione del VII Congresso nazionale, e cioè una politica sportiva per l’edu cazione della gioventù, è diventato attuale e popolare. E’ evidente l’in teresse che il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, che ho qui l'onore di rappresentare, porta verso una simile discussione, I tempi maturano più lentamente di quanto non vorrebbero i nostri desideri: ma i ri sultati dell’olimpiade, il ragionamento che la lezione olimpica sugge risce ed impone, stanno facendosi strada anche da noi. Nei riguardi dell’educazione fìsica della gioventù il comitato Olim pico ha impiegato tutta la sua autorità, i suoi mezzi e soprattutto quella forza di persuasione che in un regime democratico è sempre lo strumento più valido e necessario. E’ noto che il CONI non ha il compito di provvedere all’educazione fisica di tutta la gioventù ita liana. perché tale funzione spetta agli organi investiti dell’educazione Vera. e propria. Il CONI e le Federazioni si occupano dello sport ago nistico, dei Giochi olimpici, delle manifestazioni sportive intemazio nali e nazionali, dalle minori alle massime. E' vero che il CONI, nella carenza o nell’inerzia di altri organi ed enti, si è addossato l'onere di costruire impianti sportivi grandi e piccoli, di intervenire con contri buti a favore della manutenzione e del miglioramento di impianti, di organizzare vere e proprie scuole di sport per i giovanissimi. Ma le di mensioni del CONI, i mezzi finanziari a sua disposizione, la scarsità delle sue disponibilità umane, mal si proporzionano a più vasti e ambiziosi disegni., Il dovere più impegnativo di una classe dirigente è l’educazione della gioventù che sorge. L’educazione sportiva di una gioventù che non è stata mai educata allo sport è un problema di notevoli diffi coltà. Intanto bisogna che ci sia una impostazione istituzionale, che affermi la necessità e l’utilità di educare i giovani al giuoco ed alla cultura fisica. In secondo luogo occorrono i mezzi materiali, gli istrut tori. gli ambienti, il danaro da dedicare allo scopo. Sino ad oggi purtroppo le discussioni sono state sterili perché hanno ignorato que sti due elementi fondamentali, che determinano e condizionano qua lunque programma. Ora, è bene che la società italiana, attraverso le proprie istituzioni, venga chiamata a pronunciarsi sulla utilità o meno dell’educazione fisica dei propri figli. Ed è da questa assemblea che potrà giungere una parola di apertura del dialogo su base nazio nale. il Comitato Olimpico segue con attenzione i vostri lavori, ed è naturalmente pronto ad appoggiare, con tutto il suo prestigio e le sue possipilità, le iniziative serie e concrete che si propongano di apri re finalmente le porte dello sport davanti alla gioventù italiana
ne ha messo in luce che in ftalia esiste una crisi dirigenziale che si ripercuote anche nell’educazione fisica nella scuola e negli istituti di educazione fisica. Il Dott. Zau li ha concluso invitando a prose guire nella lotta per uno sport giovanile educativo spinti dall’en tusiasmo e dalla fede nello sport. Il Dott. Giuseppe Rizzo, Presi dente dell’Unione Sportiva Nazio nale AGLI, ha portato ai congres sisti il saluto della organizzazione che presiede, approvando in pie no la campagna iniziata dal CSI per una politica sportiva giovani le e facendo rilevare l’opportunità di interessare Governo, CONI e stampa per un ’’incontro al verti ce” in vista di un piano sportivo nazionale. Propone altresì che ACLI e CSI, insieme ad altre or ganizzazioni sportive cattoliche, formino una Consulta permanen te intesa alla soluzione del pro blema soortivo giovanile. Dobbiamo infine ricordare, e lo facciamo con molto piacere, il Dott. Ernesto Talentino che fino al 1950 ricoprì la carica di Segre tario Generale del Centro Sportivo Italiano. Egli, che è stato anche Segretario del Direttore Generale dell’UNESCO, ha rilevato come pure questo grande organismo in temazionale si interessi dello sport sotto il profilo dell’educazio ne. Ha quindi affermato che il CSI, dopo dieci anni che egli ne è lontano, è più che mai vivo e ricco dello stesscr“entusiasmo di una volta. Se ci sono nuove e grandi difficoltà queste sono do vute alla necessità di inquadrare una complessa organizzazione qual’è il CSI in un mondo giova nile in continua trasformazione.
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S. E. Mons. Carlo Maccari assistente generale deU'ACl al Vii Congresso Nazionale del CSI
sa, ma è corpo e anima che formano — ecco il punto — una unità sostanziale. Seb bene spiriti, noi non siamo angeli; quan tunque forniti di corpo, non siamo sem plicemente animali. Unici esseri viventi nel mondo fisico siamo responsabili delle no stre azioni e della nostra vita, perché in telligenti e liberi e perciò in grado di esercitare il controllo su noi stessi.
Concezione crisfiana dello sport
LO SFORI PRIMEGGIA TRA I MEZZI PER L'EDUCAZIONE ra i fenomeni sociali che caratterizzano la nostra epoca, senza dubbio quello dello sport è uno dei più imponenti e impressionanti. Anche se non è fenomeno tutto proprio dei nostri tempi — giacché la complessa realtà, oggi racchiusa nel so stantivo inglese, noi la troviamo, sia pu re con nomi, forme e proporzioni diverse, anche nelle epoche storiche più lontane — ai nostri giorni, ¡per un complesso di cir costanze e di conquiste tecnico-sociali, ta le fenomeno si è dilatato sino a prende re dimensioni di una vastità enorme. Se vogliamo avere come la sensazione non astratta ma viva e palpitante, della portata grande che lo sport ha nel vario contesto della convivenza sociale, prima di tutto guardiamo ciascuno la nostra parti colare esperienza in proposito. Non man cano, è vero, delle persone che sono e si dicono indifferenti, addirittura allergiche, al contagio della febbre sportiva. A quanto mi risulta — e basta dare un’occhiata alle sole cifre degli incassi domenicali nel cam pionato nazionale di foot-ball —, queste persone rappresentano una sparuta mino ranza e, tra i giovani, quasi non esistono. Orbene, in questa specie di passione col lettiva, proviamo ad inserire la nostra espe rienza personale e toccheremo con mano la incidenza psicologica, sentimentale e qualche volta morale, dei fatti sportivi den tro ciascuno di noi. E’ tanto vero del resto che lo sport fa presa su larghissime zone della società, che se ne sono impossessati, anche se per ragioni diverse, quelli che potremmo con siderare tra i più sensibili ’’termometri” del pubblico interesse: la stampa periodica, la radio e televisione, l'industria, la politica. Non occorre scendere a dettagli: voi co noscete meglio di me i mille canali, vi sibili e più spesso invisibili, che questi ’’termometri” han saputo creare nel com plesso mondo delle attività sportive. Si può solo aggiungere, di passaggio, che parec chi di questi canali non irrigano generosa mente il campo, ma abilmente lo sfrutta no e lo turbano, portando acqua al pro prio mulino. E’ innegabile, dunque, che ci troviamo dinanzi ad un fatto sociale di enorme importanza, le cui dimensioni, lungi dall’es sere definitive, vanno dilatandosi di gior no in giorno con rapidità imprevedibile.
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I giovani e lo sport Se poi fissiamo il campo delle nostre con siderazioni al settore giovanile, le dimen sioni del fenomeno si allargano ancora di più. Le attività agonistiche hanno come pro tagonisti, quasi sempre, i giovani. Sono loro che scendono in campo, che si dan no battaglia a vicenda, che giocano e crea no lo spettacolo sportivo. Gli adulti, o so no spettatori magari solo appassionati, o sono direttori di gara, o sono dirigenti di società ai margini del campo, o sono gior nalisti, cronisti, fotoreporters, ecc. Ma lo sport, pur nella sua varia e molteplice con figurazione di fenomeno sociale, lo fan-
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no loro, i giovani, con il dinamismo della loro età, con l’agilità dei loro muscoli, con la prontezza dei loro riflessi, con la rapi dità dei loro movimenti, con la loro sim patica spensieratezza, con l’impeto travol gente del loro entusiasmo, con la grazia e l’armonia incomparabile della loro età.
Perchè Nasce spontanea dalle considerazioni sin qui fatte una domanda, che si può formu lare così: perché lo sport, sia come impe gno attivo sia come partecipazione ester na, riesce a creare un così vibrante clima di interesse, di passione, non raramente di vero ’’pathos”? Tutto questo avviene, perché l’attività sportiva non si esaurisce nella sfera pura mente fisica, ma impegna l’atleta in quan to uomo, cioè in quanto essere composto di anima e di corpo, di spirito e di materia, di volontà e di muscoli. Nella impresa agonistica, di qualsiasi natura e grado, lo atleta mette in movimento tutta la sua persona, quindi tutti i valori, fisici e spi rituali, che la formano. E' questo un aspetto fondamentale del problema: il dimenticarlo o il sottovalu tarlo equivale a impostare male l’esame di esso e comprometterne la soluzione buo na. L’uomo non è solo anima spirituale e non è solo fascio di muscoli e nervi e os
E, tuttavia, non siamo ancora alla visio ne completa dello sport. Manca a questa il tocco soprannaturale. La concezione cristiana della vita non si esaurisce nella contemplazione dell’uomo, essere composto di spirito e di ma teria, ma vede e afferma in esso la pre senza di ima vivente realtà che, pur superando le esigenze anche più elevate del l’uomo, ne compenetra misteriosamente tutta l’esistenza, la trasforma dal di den tro fino a darle una dignità altissima, fi no a divinizzarla. E’ la presenza operante della grazia, che è partecipazione alla stes sa divina natura, per cui l’uomo è non soltanto intelligente e libera creatura di Dio, ma è anche figlio di Dio. Questa presenza divina in noi — si no ti bene — non è qualcosa di statico e di inerte. La teologia cattolica ce la presenta con una parola stupenda e ardita: ’’ina bitazione” della Santissima Trinità in noi. Con la sua vita inneffabilmente e infinita mente intensa, Dio uno e trino — Padre, Figlio e Spirito Santo — abita in noi se noi liberamente partecipiamo alla vita di vina per mezzo della grazia santificante. Anzi, la fede ci dice che la grazia è seme della gloria. Ora il quadro è completo nella visione cristiana dell’uomo, della sua vita, del suo destino. Ed è solo in questa superba pro spettiva, che noi cattolici dobbiamo esami nare e affrontare il problema dello sport. Fuori di qui si potranno anche appron tare strumenti e mezzi apparentemente ri. solutivi, ma per il solo fatto che saran no necessariamente parziali, non risolve ranno il problema nella sua interezza e nella sua inscindibile armonia unitaria.
Funzione educativa dello sport Alla radice delle possibili deviazioni e degradazioni dello sport c’è una realtà, che le varie filosofie immanentiste — dal ■laicismo areligioso al marxismo antireligio. so, dall’umanesimo ateo all’esistenzialismo disperato — ignorano e disprezzano: la realtà del peccato originale. Noi cattolici lo sappiamo, perché lo crediamo: il pec cato originale è la .perdita della ’’giustizia originale”, che nel primo uomo aveva sta bilito una perfetta armonia tra le sue varie facoltà, per cui la volontà era sottomessa a Dio, i sensi e le passioni alla ragione. L’ombra di questa realtà pesa anche sul mondo dello sport. Si direbbe, anzi, che vi pesi in forma più grave e minacciosa. Infatti, l’avvenimento sportivo, sia che lo si guardi come impegno attivo dell’atleta che gareggia sia che lo si consideri come partecipazione esterna, crea un clima di tale passione ed impeto, da rendere più facile lo scatenarsi di apposte tendenze nell’uomo: la ferita originale, in quel con. fuso turbinar di pensieri sensazioni e rea zioni, può urgere pericolosamente con la sua presenza negativa e portare il soggetto
L’UDIENZA DEL SOMMO PONTEFICE I lavori del VII Congresso Nazionale non potevano avere Inizio più felice e gradito. La mattina di venerdì 22, infatti, prima della seduta Inaugurale, Sua Santità Giovanni XXIII, ha ricevuto in udienza speciale i congressisti del C.S.I. Erano le ore 9,15 quando il Santo Padre scendeva nella Sala Clementina, dove 1 nostri dirigenti si erano radunati, e si intratteneva affabilmente con loro per circa dieci mi nuti. Sua Santità si diceva lieto di iniziare con loro la Sua giornata lavorativa, pronun ciava parole di ¡plauso e di incoraggiamento per l’opera svolta dal Centro Sportivo Ita liano Invitando i presenti a non perder di vista, nella loro azione tra i giovani sportivi, le esigenze dello spirito ,'che danno all’attività fisica « le all per elevarsi sul piano dei valori morali e spirituali ». Impartiva quindi al presenti, alle loro famiglie e a tutti i dirigenti e atleti del CS! la sua apostolica benedizione. Si ritirava poi nel suol appartamenti privati passando in mézzi al congressisti per un ultimo affabile e fraterno saluto. Le stesse parole di incoraggiamento all’opera del CSI il Santo Padre ha voluto beni gnamente rinnovare al nostro Congresso con un telegramma del Card. Segretario di Stato. Monsignor Nicola Pavoni, Consulente ecclesiastico nazionale Centro Sportivo Italiano
Col paterno augurio che zelo esperienza et fervida attività dei dirigenti e delegati con ventati al settimo congresso del Centro Sportivo Italiano diano un contributo sempre più valido alla soluzione dell’importante problema della formazione soprattutto religiosa e morale della cara gioventù sportiva Sua Santità imparte ad essi largamente confortatrice e propiziatrice particolari lumi aiuti divini implorata apostolica benedizione — Cardinale Cicognani.
I congressisti del C.S.I. hanno cosi risposto all’augusto messaggioSua Santità Giovanni XXIII - Città del Vaticano. Dirigenti nazionali et periferici Centro Sportivo Italiano riuniti Roma celebrazione set timo Congresso nazionale umiliano Santità Vostra devoti profondi sentimenti gratitudine paterne premure loro dimostrate inviando augusto messaggio et particolarmente degnando riceverli commovente udienza privata stop at conclusione lavori congressuali volti solle citazione Interessamento pubbliche autorità Incremento pratica sportiva giovanile valido strumento educazione morale et fisica confermano Santità Vostra impegno generosa opera elevazione spirituale gioventù profondo attaccamento sede apostolica et direttiva gerarchla ecclesiastica Invocando divina protezione su loro lavoro et avvenire Centro Sportivo Italiano. Mons. Pavoni, Bettocchl, Notarlo.
a gesti, parole, atti, che in situazione nor male non avrebbero forse occasione di esprimersi. Il professionismo, il divismo, l'agonismo artificiosamente esasperato, il commercialismo aperto e cinico, da una parte posso no considerarsi frutti amari della rottura fondamentale operata anche nel fatto spor tivo dall’oscura influenza del peccato ori ginale, dall’altra costituiscono i veicoli di una sempre più larga infezione e contami nazione del fenomeno sportivo. Nella qua le situazione, essi costituiscono senza dub bio l’aspetto negativo dello sport, per quel lo che sono (cioè deformazione di un fat to umano, per sé bello e positivo) e per quello che portano con sé (corruzione ve nale, dispregio della norma morale, man canza di lealtà, pericoli gravi per l’integri tà fisica, ecc.). Scuola mirabile di vita, dunque, nel sen so pieno della parola, giacché lo sport pren de tutto l’uomo, anima e corpo, fortifican do e temprando questo, irrobustendo e af finando quella. Il Centro Sportivo Italiano, in fondo, è nato, è cresciuto, apera e ancor più desi dera operare per questo scopo nobilissimo: purificare lo sport dalle sue troppe incro stazioni e deturpazioni, ridargli intatta la sua armonia e il suo fascino, farne così una limpida desiderata scuola di vita fisica e morale per tutta la gioventù d’Italia. Eccovi allora, in grande semplicità e in rapidissimi tocchi, alcune indicazioni per il vostro, del resto, così generoso, intelli gente ed appassionato lavoro. Sono appe na delle segnalazioni, che riassumono i pensieri fin qui esposti e vorrebbero ac cendere sul vostro non facile cammino luci di conforto, di orientamento, di stimolo. Raccoglietele nel vostro spirito, armoniz zatele, traducendole, con la grazia di Dio, in un programma sempre più vasto e ar dito di attività. 1) Lo sport non è solo fatto fisiologico e sforzo muscolare. Per l’unione sostanziale tra anima e cor po, non è possibile sviluppare armonicamente le capacità fisiche, prescindendo dalle facoltà spirituali e dalle virtù morali o comunque relegandole in secondo piano. Tutti gli sports, anche quelli che possono apparire dominati soltanto dalla forza mu scolare e dalla resistenza fisica (come ad es. il sollevamento pesi o la boxe), esigo no l’impegno dell’intelligenza e della vo lontà. 2) Allo sport non può bastine la sola tecnica. La ragione è sempre la stessa. Dove man cano cuore e passione, la tecnica potrà compiere cose pregevolissime, ma non ri solverà il problema. Questo è vero non solo per l’atleta che si batte e per il diri gente che ne guida la preparazione e la gara con sottili accorgimenti tattici, ma anche — stavo per dire, soprattutto — per voi che, trovandovi al centro di tutto l’or ganismo, siete portati per necessità di la voro a dare un peso determinante all’at tività strettamente tecnica. Non manchi mai alla vostra fatica la carica spirituale di una nobile passione e di un giovanile entusiasmo, che toglieranno allo sport il suo volto un po’ meccanico per trasformar lo in un palpito di vitalità e di bellezza, in una desiderata palestra di educazione e di fórmazione ai più nobili cimanti del la vita. 3) Lo sport, sanamente inteso e praticato, può svolgere preziosa opera integrativa nell'educazione della gioventù. L’educazione mira allo sviluppo gradua le, armonico, totale dell’uomo. Lo sport, essendo attività dell’uomo, non può non sviluppare, insieme alle forze fisiche del giovane, le facoltà spirituali della sua in telligenza e della sua volontà. Il che non vuol dire che, per educare l’intelligenza e la volontà, sia sufficiente l’esercizio spor tivo. La migliore difesa e valorizzazione dello sport è la ferma consapevolezza dei suoi limiti precisi: valicarli significa recar danno alla formazione del giovane e al misurato fiorire dello stesso sport. Perciò nessuna attività agonistica, per quanto in tensa, potrà mai disimpegnare il giovane dallo studio delle scienze umane e divine, dalla generosa tensione della volontà per il compimento dei propri doveri religiosi, morali, familiari, sociali. Quando lo sport è rettamente inteso e praticato, è capace di risvegliare nel gio vane l’amore e il culto di nobili virtù. Esso, infatti, gli insegna che nella vita c’è qualcosa di più alto del vantaggio e del l’utilità : la bellezza e l'onore. Ridesta in lui il coraggio, che non si spaventa e non si ritira di fronte al prevalere delle forze contrarie. Lo avvezza al disciplinato domi nio di sé, fino a simulare la sofferenza e la stanchezza. Richiede presenza di spirito e decisione dinanzi a situazioni impreviste. Fa risplendere la nobiltà del carattere, che impone all’atleta di frenare l’impeto della sua azione quando l’avversario si dimostra inesperto, l’assoluta lealtà con cui debbono
essere controllati gli atti e le parole in ogni istante della contesa, il senso di giustizia che sa accettare la sconfitta e lasciare la vittoria a chi la merita, che dà la forza di stringere cavallerescamente la mano al vin citore senza moti d’invidia e di rabbia. Sta a voi preparare le più opportune condizio ni ambientali e organizzative, per far sì che questa scuola di virtù conservi le sue provvidenziali possibilità educative. 4) Lo sport può essere di valido aiuto nella soluzione del grave problema del tempo libero. L’evoluzione sociale in atto, tra le altre conseguenze, ha quella di allargare sem pre di più lo spazio di tempo libero dagli impegni professionali. Man mano che l’ora rio settimanale tende a ridursi, cresce na turalmente il margine di tempo disponi bile per il riposo e la ricreazione. L’atti vità sportiva può e deve concorrere a riem pire questi spazi sempre più lunghi; per ciò sempre più pericolosi spiritualmente e moralmente, se non si riesce a creare qual cosa che tenga occupato il giovane, ne at tenui con una ben dosata stanchezza le possibili evasioni passionali, ne attiri l’in teresse, risponda adeguatamente al suo bi sogno di ricambio, di rottura, di fuga dalle snervanti occupazioni settimanali dello stu dio o del lavoro. 5) Lo sport può aiutare il giovane a ri spondere più fedelmente alla sua vaca, razione cristiana. L’Organizzazione sportiva, realmente complessa, pone qualche volta il giovane dinanzi al dilemma di rinunciare ad un incontro o di trascurare la S. Messa nei giorni festivi; più spesso lo mette nell’oc casione di cedere al rispetto umano, di ac cettare il gioco equivoco e pericoloso, di allentare la vigile difesa della sua mode stia, insomma di offendere la sua coscien za. Se vogliamo che il nostro lavoro in questo settore scenda dalle enunciazioni teoriche alle iniziative pratiche, dobbiamo impegnarci in una battaglia, né breve né facile, per liberare gli ambienti di allena mento e di gara da un’atmosfera troppo greve, troppo corriva agli scherzi triviali e scorretti, troppo dimentica di una pre senza divina, che rispettata trasformerebbe i campi da gioco, le piscine, le corsie, le piste, in luoghi puliti, sereni, stupendamen te adatti al più lieto e sano agonismo. E’ un compito, che dobbiamo assolvere so prattutto noi. E’ una responsabilità, che la Chiesa affida ai cattolici laici per quella "consecrado mundi”, che trova in questa opera un’espressione attualissima e impor tantissima. Sempre in ordine al compimento dei do veri religiosi, il CSI ha dinanzi a sé un altro obbligo delicato; quello di armoniz zare le proprie manifestazioni con le atti vità ordinarie o straordinarie dell’Azicne Cattolica e, in primo luogo, della Gioven tù di A.C. Di qui la necessità di un colle gamento sistematico con i dirigenti delle Associazioni Cattoliche, allo scopo di evi tare intralci, difficoltà e contrasti nell’at tuazione dei rispettivi programmi. 6) Lo sport può riportare in mezzo alla no stra gioventù il gusto della vita serena, libera sotto i cieli aperti, lontana dall'o paco meccanismo della civiltà moderna. Il giovane ha bisogno della gioia, come il polmone dell’aria e il pesce dell’acqua, sennò muore di asfissia spirituale. Questi ragazzi pallidi, stanchi, annoiati e in fondo tristi, che sbadigliano agli angoli delle stra de, nei bars, nei ritrovi, nelle sale, nei clubs, strappiamoli dalla loro mortificante inerzia, portiamoli a giocare nelle nostre competizioni sportive, tra mezzo a cento altri giovani che si muovono, cantano, fan no ’’tifo”, gareggiano, insomma vivono co me si deve l’avventura della loro età. E’ un servizio sociale di incalcolabile valore. E un poco più di sport e di gioco anche nelle nostre associazioni cattoliche, dove forse troppo si discute di questioni esoteri che, di problematiche, di istanze scciali, di tematiche nebulose. Un’ora di svago all'aria aperta o in palestra sarà una preziosa rot tura con il tran tran delle giornate piatte, toglierà al torpore delle membra e spesso dello spirito il sottile veleno della noia, spalancherà il cuore aU’irrompére delle sen sazioni pure e vive, dei pensieri buoni e lieti, della fiducia e della gioia. Non ne soffrirà l’impegno per la formazione inte riore, ma semmai ne riceverà più libero impulso e soprattutto la pace e l’equilibrio di chi sente palpitare in sé l’armonia di una giovinezza piena, robusta, esuberante e pura. Basterebbe questo solo impegno per giu stificare e nobilitare l’operosa presenza del CSI ne! mondo dello sport a servizio della gioventù, la quale chiede meno demago già e meno rettorica sui propri mali, più dedizione e concretezza nel guarirli. E’ di grande conforto e fiducia il pensiero che sia proprio la gioventù cattolica a dare questa testimonianza di dedizione e di amore fraterno a tutta la famiglia della gioventù d’Italia.
La relazione di Silvio Bettocchi IL DIRITTO ALLO SPORT PER TUTTI LA RELAZIONE DELL’ON. OSCAR LUIGI SCALFARO
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Noi richiediamo che i responsabili della cosa pubblica pongano allo stu dio un piano decennale relativo alle at trezzature sportive, accompagnato da idonee disposizioni per il potenziamento degli Istituti per la formazione degli istruttori e degli educatori sportivi, nel pieno rispetto e neH’incoraggiamento dei positivi risultati raggiunti dagli Enti privati. Richiediamo cioè una legge pro gramma dotata di idonei mezzi finan ziari e formulata in modo da attribui re al problema della gioventù tutta la importanza che essa merita. Lo studio e l’attuazione di tale leg ge-programma solleva, necessariamente, un certo numero di problemi per i qua li fin da ora noi sentiamo di dover indicare il nostro punto di vista per le possibili soluzioni. Tali indicazioni sono condensate nei seguenti punti che vi prego vivamente di considerare e di approfondire in se de di dibattito congressuale: 1) approvazione da parte del Parla mento del disegno di legge n. 2721 che reca provvidenze per lo sviluppo di campi sportivi a tipo economico e do ve è anche stabilito l’obbligo per Enti pubblici, imprenditori, società, ecc. ad approntare un'attrezzatura sportiva nei complessi edilizi, unità aziendali o cen tri di lavoro; senza sacrifici finanziari dello sport italiano. 2) Specificare nel progetto di riforma della legge comunale e provinciale le funzioni dei servizi comunali con la esplicita previsione della possibilità di espansione della sfera sportiva nell’at tività comunale e definire giuridicamen te la figura e le mansioni dell’Assessore allo sport. 3) Emendare la legge istitutiva della Cassa del Mezzogiorno nel senso di au torizzare la Cassa stessa a partecipare al fondo di dotazione dell’istituto per il Credito sportivo al fine di consentire maggiori interventi per la costruzione od il miglioramento degli impianti spor tivi nelle zone dellltalia meridionale. 4) Discriminare ai fini fiscali l’atti vità sportiva in avvenimenti dilettanti stici ed in professionistici, al fine di ottenere una sostanziale revisione degli oneri che attualmente gravano sull'at tività dilettantistica; 5) Prevedere chiare disposizioni in merito alla spinosa questione del Toto calcio, in modo che sia valido ed ope rante il principio che ciò che lo sport produce rientri in forme concrete allo sport, e che lo Stato non si senta libe rato anche in questo caso, dall’impegno economico e sociale di collaborare atti vamente allo sviluppo della pratica sportiva in Italia, iscrivendo gli stan ziamenti in favore dello sport sul bi lancio del ministero del Tesoro. 6) Rendere funzionanti le disposizioni legislative sulla edilizia scolastica circa il rispetto dell’obbligo di dotare ogni edifìcio scolastico di palestra e di at trezzature sportive; 7) Riesaminare la situazione del pa trimonio immobiliare della ex Gii per una opportuna utilizzazione ai fini spor tivi; 8) Riconoscimento degli Enti di pro paganda come collaboratori del CONI sul piano della valorizazione delle atti vità sportive giovanili; la valutazione in linea tecnica ed organizzativa dei re quisiti di tali organismi dovrà essere giudicata dal CONI. Le idee che vi ho presentato sono schematiche direttrici di azione che ap profondiremo in questo Congresso e che ispireranno l’azione degli anni futuriSono prospettive difficili che ci proiet tano necessariamente a lunga scaden za ma che non ci spaventano proprio perché in questi ultimi anni di attivi tà abbiamo già potuto operare una ve rifica delle nostre forze e delle nostre obiettive possibilità. Amici del Centro Sportivo: in questo spirito noi dobbiamo vivere questo Con gresso ed in questo spirito dobbiamo impegnarci tutti. In un autentico clima di famiglia gioioso e sereno, ma anche preoccu pato di quanto dovremo fare per con tribuire ai successi futuri dello sport itaiano ed alla formazione sportiva di tutta la popolazione giovanile del no stro paese. Voglia il Signore che grazie a questo Congresso il Centro Sportivo riesca a dire una parola nuova, più umana e più cristiana al mondo dello sport ita liano e contribuire così alla sua eleva zione sul piano qualitativo e quantita tivo. Prima di concludere desidero ricorda re assieme a voi tutti il Prof. Luigi Gedda che ha avuto il merito di pen sare, fondare, e dirigere per 15 anni la nostra Organizzazione. La Sua opera coraggiosa ed illuminata deve essere per noi tutti motivo di riflessione e nello stesso tempo di sprone per sempre meglio e più adeguatamente operare nel grande ed affascinante mondo della gioventù. Il Suo esempio di servitore fe dele della Chiesa illumini la nostra opera di Dirigenti nel grande compito di collaborare alla salvezza e alla tra sformazione cristiana di tante coscienze giovanili alla luce degli impegni che la Chiesa attraverso la Sua Gerarchia ha affidato a ciascuno di noi.
Poi vi è anche un fatto educativo. L’uomo che di fronte ad uno spettacolo sportivo non fa la lagna tutte le volte che la sua squadra del cuore non ha vinto o non cerca le vittime per forza e comincia ad ingiuriare non per un momento di eccitazione che non conta niente ma proprio con l’intenzione la bisnonna materna dell’arbitro; che è ca pace di frenarsi; che sa all’ultimo bat tere le mani anche all’altra squadra che ha vinto ; quest’uomo certamente ha del le profondi doti umane, spirituali. Senza dubbio; si capisce che quello che torna a casa la sera dopo aver vi sto il gioco del calcio e siccome la sua squadra non ha vinto povero chi gli ca pita sotto in ufficio nella settimana suc cessiva, questo è evidentemente una pubblica manifestazione di peste bub bonica; però è segno che per essere educato deve essere reso capace di ac quisire sentimenti, deve essere poco alla volta messo in grado di una purifica zione dentro di sé per saper accettare dei valori umani che sono profondi an che nell’attività sportiva. I vantaggi di questi tipi di manifesta zioni sportive sono vantaggi turistici, senza dubbio; di turismo interno ed a volte internazionale; vantaggi economi ci. Ed i danni? In queste manifestazio ni sportive a me pare che ci siano dei danni a volte di un certo rilievo; ma non direi assolutamente che i danni su perano i vantaggi. E’ uno sport che facilmente può de generare in commercio ed in affare; o che diventa professione. Non parliamo poi del divismo, prefe risco non parlarne perché questo è ve ramente in ogni settore una delle rap presentazioni deteriori, ma là dove io sport dovrebbe rappresentare quanto vi è di umano, in senso anche virile e for te, il divismo è cosa veramente avvi lente. Lo Stato da parte sua deve interve nire, aiutando, proponendo jna anche intervenire proibendo, difendendo io sport dal lato negativo degli interessi meno nobili; punendo e pulendo, puri ficando. cioè consentendo a coloro che credono in questa attività nel senso più umano, e quindi più nobile, di non ve dersi intralciata la strada da chi ne fa mestiere, da chi ne fa puramente inte resse personale o peggio, da chi cioè im pedisce lo sviluppo normale. E’ anche questo un giudizio costitu zionale; certo. Se lo Stato nei principi generali interviene sempre per levare gli ostacoli che impediscono all’uomo l’e sercizio dei suoi diritti fino in fondo. Sul secondo tema, sul secondo setto re,, cioè l’attività sportiva come attività di singoli, come partecipazione attiva di tutti, è il punto più delicato, è dove c’è ancora a mio avviso moltissimo o qua si tutto se non erro da fare ; cioè l’inter vento dello Stato perché l’attività spor tiva sia accessibile ai singoli dalle for me più modeste e generiche a quelle più qualificate e decisamente sportive. Ma in questo caso — faccio solo la enunciazione e chiudo la chiacchierata. 1. Lo Stato non può imporre nulla ai singoli, ma favorire, invogliare ; soprat
tutto, deve anzitutto dare consapevolez za delle necessità dello sport. 2. Lo Stato deve aiutare le iniziative delle varie organizzazioni scolastiche e successive, che si propongono questi fi ni, affinché queste iniziative possano raggiungere i fini che si propongono; 3. Lo Stato deve intervenire direttamente per colmare il vuoto da iniziati ve di privati. Attenzione; sapendosi poi ritirare quando eventualmente l’inizia tiva dei privati fosse idonea e suffi ciente. 4. Lo Stato nel suo intervento — è un punto molto delicato — non può e non deve farne strumento di potere o stru mento di bassa politica poiché questo impedisce la libertà dei cittadini in un loro diritto umano e poiché l’interven to dello Stato è un servizio all'uomo non può essere condizionato da bassi inte ressi di politica. 5. Lo Stato deve fare azione educati va col suo intervento poiché si interes sa dell’uomo in modo totale: anima e corpo. Non è che queste siano finalità im mediate che interessano lo Stato ma lo Stato non può dimenticarle, deve an che averle dinanzi per facilitarle, per non impedirle, per aiutare il singolo a raggiungerle. Questa azione educativa si svolge so prattutto aiutando la preparazione di maestri idonei; non è cosa di poco con to essere educatore nell’ambito sporti vo; poiché non vuol dire soltanto ave re una capacità di conoscenza dello sport umano, del suo muoversi, della sua agilità, della serie delle leggi che Iddio vi ha racchiuso ; ma vuol dire pensare di avere dinanzi un uomo com pleto con la sua capacità psicologica, intellettuale, volitiva; che può avere in questo settore delle lacune che devono essere aiutate: l’uomo completo, mae stro in questo campo, educatore, prepa ratore, formatore. 6. Lo Stato deve intervenire facendo in modo che vi siano attrezzature suf ficienti alla portata di tutti altrimenti il maestro farà la filosofia dello sport attraverso i secoli che è una cosa inte ressantissima senza dubbio, oppure di rà qual’era la mentalità degli sportivi ai tempi di Omero, ma non farà una preparazione di uno sport umano, con valori umani. Occorrono i mezzi, le attrezzature, quelle cose che servono per raggiunge re nel modo più generico per quelli che hanno una minore preparazione, nel modo più specifico per chi, ha più doti, più capacità più desiderio 'di fare qual che cosa . Lo Stato democratico — concludo e vi ringrazio — è il più umano perché par te, nasce dall’uomo e vive per l’uomo; deve lottare per un uomo sempre più buono; cioè in equilibrio fisico, psichico, morale, spirituale; un uomo capace dei grandi sacrifici e quindi capace dei grandi amori; capace di combattere la buona battaglia; capace di servire gli altri, capace di amare la Patria, capa ce a fronte alta di lodare con tutte le sue forze Iddio.
L'INTERVENTO DEL MINISTRO FOLCHI (Continuazione da pag. 1)
tale da assicurare veramente i presupposti indispensabili per la soluzione di tutti i pro blemi relativi. Però se è vero che lo Stato non può ignorare lo sport è altrettanto vero che lo sport non può ignorare lo Stato. Premesso ciò vorrei accennare ad alcuni specifici problemi che lo Stato non può igno rare. Innanzitutto il rapporto generale tra dilettantismo e professionismo che interessa noi come sportivi cattolici ma anche il CONI e le stesse Federazioni Sportive Nazionali. lo vorrei appunto invitare CONI e Federazioni, al di sopra dei \mici compiti di vigi lanza intesa come controllo di legittimità, ad arrivare, al riguardo, ad una soluzione anche di carattere normativo, come è avvenuto in altri paesi, perché siù finalmente pos sibile una netta distinzione tra ciò che è professionismo e ciò che è dilettantismo. |Un accenno poi all’azione fiscale sui proventi che provengono dallo sport e in parti colare al finanziamento delle spese per la costruzione di campi sportivi e per impianti di ricreazione previste dalla legge, che porta il mio nome e che torna quasi come un incubo notturno per taluni. Per quanto riguarda il fisco penso che ci sarebbe da ridire sull’af fermazione del Dott. Bettocchi che quanto lo sport produce nello sport debba essere impegnato, da un punto di vista generale, salve restando le reali esigenze dello sport. Per quanto invece riguarda la legge che porta il mio nome io ripeto ancora una volta che la mia proposta non prevedeva alcuna somma a carico del CONI. Ma si sa, le esigenze e il bilancio dello Stato sono quelli che sono. Tuttavia, tenendo conto delle esigenze dello Stato, ed anche guardando a quello che hanno fatto altre nazioni come la Francia che ha varato per lo sport e il turismo un piano di centinaia di miliardi, penso che si possa arrivare a trovare un punto di convergenza per cui, senza un sacrificio continuativo e soprattutto pesante del CONI, possa ugualmente assicurare in questa legge un primo passo innanzi verso l'adeguamento, nello sport, dei più Poveri, di fronte ai più ricchi, dei più deboli di fronte ai più potenti, di tutti coloro che attendono e sperano dallo Stato e dal CONI il soddisfacimento delle loro sportive e umane aspirazioni. Prima di concludere permettetemi di toccare due altri temi che mi riguardano come sportivo e come cattolico. Per primo il problema del rischio insito in alcuni sport, come nel pugilato e particolarmente nello sport automobilistico. Io sono un fautore delle corse automobilistiche e credo che esse siano un elemento essenziale dello sviluppo della nostra industria automobilistica. Ma è evidente che dobbia mo ridurre i margini di rischio, non soltanto per i piloti ma anche per il pubblico, ad una misura assolutamente sopportabile. Non possiamo dimenticare che troppe vite umane in questo sport sono state sacrificate. Anche in questo campo credo di aver fatto grossi passi in avanti. Il secondo argomento è quello dell’impiego delle droghe. Fsso investi una grande legge sportiva e una grande legge morale poiché alterano i presupposti coni i quali gli atleti sono chiamati a gareggiare. Non vi nascondo però che è un problema difficile poiché ci sono precise e giuste norme giuridiche che salvaguaidano certi diritti delle persone in materia di accertamenti sanitari. E' un problema che ho proposto allo studio del CONI e dei miei organi competenti. ma sul quale attendo da medici <■ da giuristi cattolici un contributo particolare, per una valida e decisiva soluzione.
13 - StAd.lu.rn
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A sinistra la magnifica com pagine dell’US IFO Cividale vincitrice del titolo di Cam pione Nazionale CSI del campionato di Calcio. Ecco la formazione della finale: Travisano, Davidé, Coos, Ronca, Cargnello, Battei, Del Negro. Della Mea. Peve re, Zucchia, Lauretig. A de stra le altre squadre finaliste. Dall’alto in basso: Ora torio Villadossola (Micheli, lemoIL De Rosa, Suini, Ceralli, Biolcati. Scesa Gallo ne, Prini, De Falco, Maioni). Polisportiva Gaeta (Dell’An no, Favero, La Croix, Stefa nelli, Cernuto, Battista, Arciuli. Tagliatatela, Di Marzo, Monaco, Lombardini), e l’US HP di Siracusa (Reale, Cor so, Alvarez, Moschelia, For mica, Leggio, Giacosa, Tuccitto, Aliffi, Moncada, Zito)-
LE FINALI DEL CAMPIONATO DI CALCIO DEL C.S.I.
11$. IFO CIVIDALE CAMPIONE l Centro Sportivo Italiano ha scritto una nuova pagina nel li bro della sua storia calcistica. Possiamo considerarla una pa gina rosea perché al disopra di un talento calcistico più o meno spiccato che possono aver offerto in Piacenza le nostre Unio ni Sportive, è balzato sul terreno di giuoco il crisma della più per fetta cavalleria e una lealtà fra atleti che ha onorato e onora la nostra Organizzazione.
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LE SEMIFINALI Orai. Villadossola (Novara) - Polisp. Gaeta di Gaeta 3- 0 Oratorio Villadossola: Micheli, Temoli, De Rosa, Suini, Ceralli, Biolcati, Scesa, Gallone, Prini, De Falco, Maioni. Polisportiva Gaeta: Dell’Anno, Favero, La Croix, Stefanelli, Cer nuto, Battista, Arciuli, Tagliartela, Di Marzo, Monaco, Lombardini. Arbitro: Butte; Guardialinee: Zenga e Canciani di Milano.
US IFO di Cividale - US HP SR Siracusa 1-0 US IFO di Cividale: Pravisano, Coniglio, Coos. Ronca, Cargnel lo, Battei, Del Negro, Della Mea. Pevera, Zucchia, Lauretig. US HP SR di Siracusa: Reale, Corso, Alvarez, Moschelia, Formica, Leggio, Giacosa,-, Tuccitto, Aliffi, Moncada, Zito. Arbitro : Giraldo ; Guardialinee : Padovan e Cayanese di Padova.
FINALE PER IL 3. e 4. POSTO Polisportiva Gaeta - HP SR Siracusa 1 - 0 LA FINALE U.S. IFO di Cividale - Oratorio Villadossola 6-3 US IFO Cividale: Pravisano, Davidé, Coos, Ronca. Cargnello, Battei, Del Negro, Della Mea, Pevere, Zucchia, Lauretig. Oratorio Villadossola: Micheli, lemoli, De Rosa. Suini, Ceralli, Biolcati, Scesa., Gallone, Prini, De Falco, Maioni. Arbitro: Butte; Guardialinee: Zenga e Canciani di Milano.
GLI ARBITRI DEL CSI Il campionato di quest’anno si è presentato con un biglietto da visita esprimente una novità : le semifinali e la finale sono state dirette da arbitri del CSI. Nel passato le nostre competi zioni conclusive venivano diret te anche da arbitri internazio nali, ma alla cortese collabora zione di nostri amici altamente titolati abbiamo sentito il dove re di testimoniare la nostra ri conoscenza ai giovani arbitri del CSI che ormai in moltissi-
CAMPIONATI NAZIONALI CSI DI CICLISMO Comunichiamo le date di svolgimento dei campionati nazionali CST di ciclismo: 2 settembre: categ. Esordienti; 9 settembre: categ. Dilettan ti; 16 settembre: categ. Allie vi. Le località e i rispettivi regolamenti verranno comu nicati quanto prima ai comi tati provinciali e zonali au tonomi.
me città offrono la loro opera per Fattività del CSI. Potrem mo definirli gli arbitri della primaverile speranza, perché annualmente essi confluiscono nelle sezioni delFAIA offrendo il loro prezioso apporto, e noi vorremmo che la FIGC tenesse particolarmente presente que sta collaborazione che definia mo veramente preziosa. Con la circostanza ci è caro inviare un grazie a tutti gli ar bitri del CSI e particolarmente alle nostre sezioni di Milano, Padova e Bergamo
LE FINALISTE L’US HP SR di Siracusa è riuscita a suscitare le più vive simpatie sul Campo Comunale di Piacenza. Trattasi di una squadra che basa il suo gioco su una tecnica eccellente fino al punto di provocare l’ammi razione quando i suoi attaccan ti svolgono i loro temi lontano dall’area avversaria Ma quan do dovrebbero concludere l’in certezza e la titubanza non con sente loro di offrire un dato positivo che viceversa tutto il complesso meriterebbe. Indub biamente i ragazzi di Siracusa hanno dimostrato di essere la squadra tecnicamente migliore nei riguardi delle altre finalisteDurante le giornate del VII Congresso Nazionale del C.S.I. sono stati premiati atleti e squadre del CSI affermatisi in competizioni nazionali. A de stra S. E. Mons. Maccari pre mia gli azzurri del CSI di Atletica Leggera Piero Chiné e Moreno Martini. A sinistra S. E.za il Card. Traglia consegna una targa alla squadra CSI TORPADO di Padova campione nazionale di ciclismo a squadre dilettanti (Coppa Italia) nella persona del suo presidente Comm. Torresini e alla squa dra dell’AVIA PERVIA di Mo dena, campione assoluta di pal lavolo della FIPAV (serie A) nella persona del Cav. Lelli.
Hanno perduto l’incontro di se mifinale con la IFO di Civida le col minimo scarto e per i mo tivi sopra specificati Per il 3. posto la delusione di non aver conquistato il diritto alla finale ha influito negati vamente sui siculi che hanno così perduto anche il 3. posto contro i ragazzi di Gaeta La Polisportiva Gaeta è un complesso di rispetto anche perché composta di atleti aven ti un certo peso. Alle lacune di carattere tecnico sopperisco no con un gioco all’italiana svolto con un impegno vera mente lodevole In semifinale sono stati bat tuti dai giovani di Villadossola in modo netto, anche se il ver detto del campo ha avuto le caratteristiche della severità. Animati sempre da uno spon taneo slancio sono riusciti a conquistare un onorevole 3. po sto che riteniamo senz’altro me ritevole. L’Oratorio di Villadossola, do po la vittoria in semifinale sul Gaeta, si riteneva dovesse es sere la squadra più idonea per la conquista dell’ambito titoloI piemontesi riescono ad otte nere un eccellente rendimento per la coesione fra i vari -repar ti, ed hanno nel loro capitano De Falco l’elemento più tecni camente qualificato. I motivi della netta sconfitta subita in finale dai ragazzi di Villadossola si identificano in due punti basilari: la pessima giornata dell’estremo difensore e il crollo dopo pochi minuti di gioco del loro capitano, strana mente apatico e privo del suo naturale mordente. Vada il nostro saluto partico lare ai ragazzi della IFO di Ci vidale che hanno conquistato il titolo meritatamente. Possiamo affermare che la vittoria della IFO rappresenta una valida testimonianza che il gioco del calcio rende posi tivamente quando è svolto con semplicità, quando le dannose accademie individuali vengano sostituite da una perfetta inte sa fra i giocatori. La IFO si fregia del titolo di campione italiano del CSI e pensiamo che una volta tanto i verdetti del campo sono stati aderenti allo spirito della giu stizia sportiva Torneremo sulle fasi del cam pionato per mettere in eviden za alcuni episodi di squisita ca valleria sportiva e per rivolge re un grazie esprimente riconocenza alle Autorità e agli ami ci del Comitato di Piacenza che hanno affettuosamente collabo rato per la piena riuscita della nostra manifestazione. Generoso Dattilo
Stadlum QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO ANNO LVI - N. 13 ROMA, 1« LUGLIO 1962
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