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Stadium n. 13/1962

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ANNO LVI - N. 13

1 LUGLIO 1962

QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE GR. Il

i problemi

dello

sport

Il 22 giugno, alle ore 9, Sua Santità Giovanni XXIII si è degnato ricevere in udienza speciale i congressisti del Cen­ tro Sportivo Italiano raccolti nella sala Clementina del palazzo apostolico. Il Santo Padre ha rivolto paterne parole di incoraggiamento per l’azione del Centro Sportivo Italiano e di augurio per i la­ vori del VU Congresso Nazionale. Ha in­ fine impartito l’apostolica benedizione.

La relazione Bellocchi apre il Vii Congresso Nel ripensare a quanto avrei potuto dirvi in questa occasione, il mio pensie­ ro si è spesso proiettato indietro nella storia, soffermandosi con particolare in­ tensità a quel lontano 1908, quando — alla presenza di S. Pio X, i giovani spor­ tivi italiani organizzati nella Federazio­ ne delle Associazioni Sportive Cattoli­ che Italiane ( FASCI ) ebbero dono della prima Udienza pontificia che la storia dello sport ricordi. Con uguale intensità il mio pensiero è poi più volte risalito ad altri incontri del mondo sportivo con il Papa, in­ contri di cui sempre la nostra famiglia fu promotrice. alFincontro del 1945, ap­ pena 25 giorni dopo la fine del secondo conflitto mondiale, quando lo sport ita­ liano si raccoglieva attorno a Pio XII. al Papa della pace, quasi per testimo­ niargli la decisa volontà della parte mi­ gliore della gioventù pronta alla rico­ struzione di un mondo lacerato da odi immensi e da sanguinose distruzioni. Il mio pensiero si rifà inoltre alle in­ dimenticabili celebrazioni del 1955, quando centomila atleti del Centro Sportivo Italiano trasformarono Piazza San Pietro in un grande impianto spor­ tivo in cui alla grande preghiera corale si accompagnarono alcune manifesta­ zioni agonistiche, alle occasioni che consentirono a Pio XII di pronunciare sette discorsi sullo sport, fino a giungere alla grande udienza dell'agosto 1960 quando Giovanni XXIII benedisse gli atleti di tutto il mondo convenuti a Ro­ ma per i Giochi della XVII Olimpiade-

Io credo, amici carissimi, che queste date costituiscono la migliore premes­ sa al nostro Congresso e che servano positivamente ad inserirci in quello spi­ rito delle origini, ricco di fervida spi­ ritualità e di sapienza organizzativa, che sono state la caratteristica costan­ te della nostra organizzazione fin dal 1906. Le Opere della GIAC e segnatamente il CSI. sorsero per costituire il tramite tra la Chiesa e la gioventù italiana ; una funzione questa, che deve ancor oggi essere mantenuta pienamente, vi­ vificata da una autentica vocazione a servire la gioventù in spirito di cri­ stiana carità. Fatto ed aperto a tutti i giovani che accettino di attuare un certo stile di sport, nell’ambito di una ispirazione cri­ stiana della vita, il CSI tende oggi a essere sempre più una grande organiz­ zazione. a diffondersi nei centri in cui ancora è scarsamente presente, a svi­ lupparsi ulteriormente dove è già costi­ tuito. In una parola: ricco dei suoi mo­ tivi ispiratori esso vuole diventare sem­ pre più un valore nella vita del nostro paese. Che questa aspirazione non sia ingiu­ stificata lo dimostra un fatto: oggi la nostra famiglia, con i suoi 120.000 soci costituisce il più grande Ente sportivo italiano di propaganda con possibilità di ulteriori espansioni facilmente intui­ bili. Questa solidità strutturale e queste possibilità operative rendono però più gravi le nostre responsabilità nel mo­ mento attuale. Ritengo opportuno che il nostro Con­ gresso prenda atto di ciò, nell elaborare i futuri programmi di azione. Il VII Congresso Nazionale si pro­ pone di esaminare un tema estremamente impegnativo: ’’Una politica spor­ tiva per la educazione della gioventù”. La nostra bella e grande famiglia, forte delle sue tradizioni e delle espe­

rienze compiute, grazie alla sua natura ed alle proprie finalità educative, cri­ stianamente ispirate, per il suo essere al di fuori dei particolarismi di ogni fazione può e deve realmente apportare oggi un contributo consapevole e con­ creto alla elaborazione di una politica sportiva per la gioventù italiana. In modo preminente noi possiamo og­ gi richiamare i dirigenti responsabili della cosa pubblica sulla necessità di al­ lineare il nostro paese con gli altri Sta­ ti moderni che estendono sempre di più quella scuola di formazione che si chia­ ma sport. Questo sguardo proiettato verso l’e­ sterno della nostra Organizzazione, ver­ so i responsabili dello sport ufficiale, l'opinione pubblica, gli organizzatori di grandi manifestazioni sportive ci per­ mette un ulteriore richiamo ai respon­ sabili della società italiana per una conseguente azione . verso il più vasto pubblico. Dobbiamo impegnarli a diffondere nell’intero paese una concezione delio sport che non si riduca allo esibizioni­ smo, alia brutale affermazione, alla ten­ sione spasmodica, al superamento di re­ cords o di primati, ma che innanzitutto sia un mezzo per consentire ai giovani di realizare pienamente se stessi, per raggiungere un migliore equilibrio psi­ co-tìsico. per impiegare utilmente il tem­ po libero dallo studio o dal lavoro per prepararsi a diventare domani cittadini maturi e completi. E’ nostro dovere ribadire che essendo oggi lo sport un bene comune di cui tutti i giovani devono poter usufruire, esso deve essere considerato alla stessa stregua della istruzione pubblica. E quindi tra una massa che pratica lo sport ricreativo per proprio conto ed una élite che pratica lo sport agonisti­ co, dobbiamo dare la priorità a quelle grandi masse di giovani, a queH’86'. che non sanno dove andare a praticare uno sport sano, libero da ogni ipoteca interessata. Diciamole chiaramente queste cose: e diciamo anche che. se­ guendo questo indirizzo non manche­ ranno neppure i risultati tecnici. Lo conferma la nostra esperienza: lavoran­ do con sobrietà di mezzi ma su una grande massa di giovani, il CSI ha po­ tuto dare all’Italia oltre 100 atleti "az­ zurri” e' può fra l’altro citare due risul­ tati recentissimi e clamorosi e cioè la vittoria di una società dilettantistica di Padova: la ”CSI Torpado” nella coppa Italia di ciclismo e la conquista dello scudetto della seria A. federale della squadra di palla a volo "Avia Pervia” di Modena, squadre che saranno pre­ miate al termine di questa Assemblea.

Alla luce di queste considerazioni oc­ corre riaffermare che lo Stato italiano deve impegnarsi ancora maggiormente in questa direzione. E se vi è un piano per la scuola, un piano per l'agricoltu­ ra. un piano per lo sviluppo economico di certe aree, è anche il momento di programmare una politica sportiva a lunga scadenza. Sino ad ora, troppe volte lo sport e lo Stato si sono ignorati e qualche vol­ ta scontrati: è il momento di eliminare dubbi e sospetti rimuovendo ogni dan­ nosa gelosia: noi crediamo che i tempi siano ormai maturi per una sana po­ litica sportiva che rispettando l'autono­ mia dello sport, crei i presupposti del suo sviluppo. E’ in questa prospettiva, cari amici. ^continua a pagina 2)

IL CONGRESSO RIAFFERMA IL DIRITTO ALLO SPORT DI TUTTA LA GIOVENTÙ •Ministro S. E. l‘on.delAlberto Falchi Turismo e dello Spettacolo

PER UN MAGGIORE IMPEGNO NELLO SPORT Eminenze reverendissime. Eccellenze, signore e signori, giovani amici del CSI, ho ascol. tato con singolare interesse e con altrettanto singolare profitto la relazione fatta dal dott. Bellocchi che ha tracciato una situazione dello sport italiano, che ha toccato argo­ menti e rivolto quesiti che direttamente investono quel ministro cui, direttamente o indi­ rettamente, lo sport fa capo, e che è lieto di aver lasciato il suo tavolo di lavoro di Ministro della Repubblica per ritrovarsi, sportivo con sportivi e soprattutto cattolico fra cattolici, ad affrontare gli stessi problemi. Non ho bisogno di aggiungere altra esca al fuoco che qui già brucia. Per quanto dia un limitato valore alle statìstiche, non si può non ammettere che la situazione dello' sport giovanile in Italia è allarmante. Faccio solo un esempio, sul quale peraltro il dott. Berlocchi, non ha voluto calzare la mano, ed è quello della scuola. E' purtroppo vero e noto che le stesse ore dedicate all’educazione fisica nella scuola vengono spesso tra­ scorse sui banchi, che il voto dell"educazione fisica non fa media, e che gli stessi gruppi universitari non costituiscono altro che una adesione, per una quota pagata, senza il corrispettivo di un effettivo sen izio di un qualunque sport. E a questo riguardo io non penso dovrebbe essere difficile, nei numerosi miliardi del piano per la scuola, de­ stinarne alcuni per risolvere definitivamente il problema dello sport nella scuola, dalle elementari alle università. i problemi delle attrezzature sportive é quellFcon lo sport in generale connessi. Questo per accennare allo sport nella scuola, ma in generale io debbo sottolineare l’efficacia di quei riferimento del dott. Bertovelli a quel dialogo tra Stato e sport che fino ad oggi è stato un dialogo di balbuzienti, non dirò di sordi, che in futuro dovrebbe portare Stato e sport a una collaborazione giùintensa_ e più viva, più valida, (continua a pag. 7)


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