Periodico Sportivo Officiale per gli atti della F". A. S. C. I
Si pubblica la prima e la terza domenica del mese Direzione ed Amministrazione
ROMA - Via della Scrofa, 70
ROMA
ANNO XIV — N. 13
ROMA —21 Settembre 1919 — ROMA Conto corrente postale
IGIENE ALIMENTARE Congresso annuale Sarà utilissima, per i giovani che si dedicano agli esercizi fisici, una breve nota, che togliamo da un manuale di un nostro insegnante di ginna stica, perchè riassume alcuni principi]' necessari, e spesso trascurati, suH’alimentazione. Eccola : Non detterò menu dosati a guisa di medicina, nè mi prolungherò parlando di carbonati, nitrati o fosfati, solo porterò a conoscenza dei lettori il regime alimentare usato presso i maestri delia lotta libera, i piccoli e forti Giapponesi. Essi hanno per massima che « la sobrietà ben compresa è il principio medesimo della salute ». Difatti essi sono eccessivamente sobri. I loro pa sti sono esclusivamente a base di riso, lo ridu cono perfino in farina e lo impastano facendoci del pane assai nutritivo e di maggior sostanza del la nostra farina di frumento. Essi trovano il riso molto più gustoso, più sano, di qualsiasi altro alimento, e ne fanno un grandissimo uso specie nei periodi di allenamento. In ordine di valore nutritivo il piccolo figlio del Sol Levante, tiene in prima linea il riso, in seconda i legumi, in ter za la carne di pesce ed in quarta i frutti. Questa comparazione è certamente il risultato di una lun ga esperienza provata da secoli ; e mentre da noi sono disparate le diverse opinioni sul regime veramente igienico e nutritivo, nel Giappone mae stro ormai di civiltà, questo regime è unico, po polare. Il riso sotto mille forme e mille aspetti è l'ali mento principe di tutte le famiglie. Viaggiatori Europei hanno tentato più volte a scopo di lucro d’importare il nostro frumento fra la razza gialla, ma sempre con vani risultati. Son troppo convinti i piccoli Giapponesi della nota sentenza dei vecchi nonni che « l’esperien za è maestra della vita ». A proposito di bevande, nei loro pasti non usa no che thè, disdegnando totalmente gli alcool e i vini troppo forti. «Le bevande forti, fanno gli uomini deboli » è un nostro adagio antico, pieno di verità, che dovrebbe essere seguito specialmente da quei gio vani, che lentamente bruciano i loro visceri con una infinità di liquori, convinti che questi solo possono dargli forza ed energia nelle gare e nelle esplicazioni sportive. Per il nostro clima, per il nostro temperamen to sono consigliabilissime le uova fresche, il latte di capra se è possibile, altrimenti di vacca. Le uova, meglio crude perchè più digiribili, sode si rendono indigeste. Fate uso di carne ma arrosti tela, scegliete il manzo, la carne bianca ; del piccione, del pollo o del vitello ; cotta in altri modi è meno digeribile. 1 legumi sono ottimo alimento ma dànno pesantezza allo stomaco, per la parte quasi legnosa che contengono. Il riso non sia trascurato, imitate in parte i Giapponesi che da esso quasi interamente otten gono quell’energia e quella forza che così bene li distingue.
Non sarà prematuro dire fin da oggi qualche cosa sul prossimo congresso annuale della F. A. S. C. 1. Già da varie parti d’Italia si è accennato alla opportunità di facilitare la parteciazione degli in teressati spostando la sede da Roma in un’altra città più adatta. Si è anche richiesto se il com pito del futuro congresso deve essere, come, negli anni della guerra, di pura revisione di bilanci, g se invece non sia oramai il caso di studiare a fondo il nuovo programma di vita federale In modo da affrontare le difficoltà con rinnovate energie. Diciamo due parole sulla prima questione, poi più liberamente discuteremo sulla seconda. Pubblichiamo intanto questa nota pratica che ci viene spedita dal nostro dott. Torello Simonelli, delegato per le Marche, essa dice : « Non contrario in massima all’idea degli amici della Federazione Lombarda di tenere a Firenze il Congresso annuale della F. U. S. C. I., osser vo semplicemente che se ci avviciniamo troppo al l’alta Italia, rendiamo difficile la partecipazione di quelli della bassa Italia. Sarebbe opportuno che un anno fosse una città più prossima all’alta ed un anno più prossima al basso. Così tutti senti rebbero ugualmente del vantaggio e dello svan taggio. Non sarebbe giusto favorire una parte piuttosto l’altra. Mi son permesso di accennare io la cosa, perchè minore interesse noi delie Marche abbia mo nella questione che per noi Roma, o Firenze, o Napoli poco spostano nella spesa. Ma la que stione facciamo nell’interesse di tutti. Il Consi glio Centrale scelga la sede del prossimo conve gno in modo da favqrire gli amici del Nord, ma provveda a che nel prossimo anno siano favoriti gli amici del Sud ». Tutto questo sta bene : ma per il prossimo congresso federale è forse prematuro. Siamo in un periodo di difficoltà, riprendiamo adesso con gran di sforzi la nostra via e non è possibile pensare a fare Congressi fuori della sede centrale : le ra gioni sono due : a) per difficoltà economiche ; b) perchè al futuro congresso i delegati sa ranno meno dei dirigenti centrali, dato l'attuale stato di cose, e non varrebbe la péna di prendere una iniziativa così radicale. * * *
Più importante è invece quest'anno la questio ne programmatica. Non è possibile restare im passibili davanti agli ultimi avvenimenti e davanti sopra tutto al grande avvenimento di carattere sportivo. Non è qui il caso di parlare ancora di paren tesi di guerra e, magari, dare alla guerra la colpa di tante, di troppe cose ; oggi bisogna guardare in faccia la realtà ; concretare il nostro program
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ma in modo chiaro, preciso, ma una volta fatto questo è necessario applicarlo rigidamente. Quale è il nostro programma? Lo dirà il gresso; ma fin da oggi bisogna che tutti coloro che conoscono le vere condizioni del nostro mo vimento studino bene ogni cosa e senza preocparsi troppo delle piccole correnti, che tutte po larizzano verso interessi individuali, cerchino ai raggiungere con proposte pratiche il verso unico fine, l’educazione fisica. Non è facile, non è mai facile rimettere sulle rotaie un treno, ma è necessario. Ogni regione d’Italia ha le sue caratteristiche e le sue specialità ; ogni delegato ha la sua lunga e personale esperienza, mettiamo insieme ener gie, volontà ed esperienza e qualche utile risultato l'avremo. Ma fin da oggi tutti ci pensino seriamente : le questioni che ci stanno a cuore sono molte, non si deve fare sì che il congresso per difetto di tempo le risolva male o non le risolva affatto. C’è sempre nei congressi qualcuno che cade dalle nuvole e si ricorda di fare le sue proposte quan do non è più tempo. Quest’anno abbiamo voluto dare l’avvertimento molto prima e sarà bene per tutti. La F. A. S. C. I. potrà essere ancora la nostra grande federazione se nel prossimo con gresso seriamente metteremo le basi del futuro lavoro di ricostruzione e, sopra tutto, se le nostre volontà saranno concordi. Gli amici tutti, vicini e lontani, sono avvertiti.
C. A. O.
Lo sport... e l’arte E lo sport ? Siamo sinceri. Il popolo lo ama svisceratamente per amore di violenti contrasti, lo pratica per istinto, per esuberanza, per curiosità, per ambizione e per vanità. Ma delle magnifiche risor se estetiche dello sport, la massa non si preoc cupa. Forse non le comprende. Se così non fosse non si capirebbe come il Calcio sia giunto a sovrastare di tanto il bello, semplice e classicamente scultoreo giuoco del pal lone nostro. Eppure, nessuno negherà che questo depreca bile stato di cose risulti più da deficienza di edu cazione che da sordità negativa di temperamento. Come, per esempio, poter sentenziare sul serio l’inferiorità dei popoli latini sotto il punto di vista dell’istinto estetico ai pesanti popoli teutonici? No, no. Di ben altro si tratta. In Germania si svolgeva da anni un vasto programma di pedagogia' estetica a cui attendeva no maestri e genitori con vere e proprie associa zioni. E' molto nota quella di Berlino (l’arte nel la vita infantile) che nel 1901 organizzò sotto il patronato di artisti, scrittori e professori un’espo sizione con tre sezioni : « La decorazione della scuola e della casa ; i libri illustrati ; il fanciullo artista ». Gli scolari tedeschi sono educati per