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Stadium n. 12/1964

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Stadùim QUINDICINALE PEL CSI

I PROBLEMI DELLO SPORT

ANNO LIX - N. 12 - 28 GIUGNO 1964

GR. Il

L'estate è il tempo delle vacanze, ma non per i dirigenti del CSI che vedono in questo periodo i mesi migliori per la formazione dei nuovi dirigenti, coloro che dovranno aiutarli per tutto il prossimo anno agonistico. L'estate è anche il tempo propizio per dimostrare alle famiglia che il CSI vuole aiutare i ragazzi e i giovani a diventare sani, generosi, pronti al sacrificio, come lo sport insegna con tutte le sue discipline. Ecco perché d'estate « non si chiude », il CSI non va in vacanza, ma si organizza perché si allarghi sempre più la base della sua propaganda sportiva.

un’estate come si deve RAGAZZI dagli 11 ai 14 anni che il pros­ simo anno scolastico ritorneranno a scuola so­ no circa 2 milioni 300 mila: pressapoco un mi­ lione e mezzo di famiglie italiane saranno nuova­ mente alle prese con libri di testo, insegnanti, com­ piti a casa... sembrerà, come sempre, per tanti genitori che l’attività più importante in questa età sia quella relativa allo sviluppo culturale dei propri figli, all’immagaz­ zinamento di notizie e date storiche, all’anda­ mento alterno delle vota­ zioni trimestrali. I ragazzi deperiranno, si affaticheranno sui com­ piti, produrranno sempre meno fino al termine del­ l’anno scolastico: poi le grandi vacanze, tre mesi ■ di rinvigorimento fino al successivo anno scolastico. Noi sportivi sappiamo che uno sforzo condotto così a lungo e una pausa di riposo di tre mesi su dodici, non è certo salu­ tare e sappiamo anche che per i ragazzi non è nep­ pure la maniera migliore per apprendere intellet­

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tualmente quanto la scuo­ la ha in assunto di tra­ smettere. Eppure l’ordi­ namento scolastico è così e i genitori non si preoc­ cupano di esprimere il loro parere. Non solo: convinti che per fare un ’’uomo” del loro ragazzo occorre lo studio, non pensano che per farne un ’’uomo com­ pleto” occorre anche che il corpo sia sano, robusto, allenato fisicamente in modo intelligente; non si preoccupano che il loro fisico sia preparato alle fatiche scolastiche e ad ogni altra fatica; pensano alle vacanze come al pe­ riodo per il riposo della mente e per l’attività fi­ sica dei loro figli sulle spiaggie, in villeggiatura, sui monti, in campagna. Ecco perchè quando parliamo di coscienza sportiva intendiamo in primo luogo una conce­ zione dello sport educa­ tivo da trasmettere alle famiglie: è necessario che ì genitori per primi siano convinti che lo sport atti­ vo, gradualmente pratico, attentamente sorvegliato e guidato da tecnici-edu­

catori è un elemento im­ portante nell’ educazione dei loro ragazzi. E’ necessario che l’in­ vito e l’esempio di uno sport praticato venga principalmente dalla fa­ miglia dove il padre o il fratello maggiore si cre­ de sportivo solo perchè spende mille lire la setti­ mana per assistere all’in­ contro di calcio... E’ necessario che la pratica sportiva divenga, come in altre nazioni, un elemento della vita co­ munitaria dell’ intero nu­ cleo familiare; ed è per questo che il Centro Spor­ tivo Italiano vuole, in occasione delle grandi va­ canze estive, lanciare a tutte le famiglie e a tutti i ragazzi un invito allo, sport. * * *

La Settimana Riminese, durante la quale abbiamo visto concludersi tre dei maggiori campionati na­ zionali del CSI, fa parte ormai della storia: sono stati giorni di gare e di passione sportiva, sono state finali « tirate » che hanno laureato campioni

CSI cinque squadre tra le migliori d’Italia. Con l’invito allo sport per tutti i ragazzi e il ri­ cordo della Settimana Ri­ minese abbiamo voluto puntualizzare lo spirito e il metodo del nostro Cen­ tro Sportico Italiano: un ente che ha per suo scopo principale la diffusione dello sport attivo tra i ragazzi e tra i giovani. E’ un invito a tutti i dirigenti di società, di unione sportiva, di comi­ tato perchè l’estate non sia il periodo della ’’chiu­ sura”, ma i tre mesi in cui l’azione del CSI deve filtrare in ogni luogo, in ogni ambiente, nelle zone di villeggiatura, sulle spiaggie, dovunque ci sia­ no dei ragazzi e dei gio­ vani da chiamare allo sport. L’estate è il tempo per dimostrare alle fami­ glie che lo sport non è un perditempo, ma una me­ dicina indispensabile per la salute dei ragazzi. Im­ postare il programma estivo con questo metodo significa fare effettiva­ mente il Centro Sportivo Italiano. Corrado Biggi


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