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Stadium n. 12/1964

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Stadùim QUINDICINALE PEL CSI

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I PROBLEMI DELLO SPORT

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ANNO LIX - N. 12 - 28 GIUGNO 1964

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GR. Il

L'estate è il tempo delle vacanze, ma non per i dirigenti del CSI che vedono in questo periodo i mesi migliori per la formazione dei nuovi dirigenti, coloro che dovranno aiutarli per tutto il prossimo anno agonistico. L'estate è anche il tempo propizio per dimostrare alle famiglia che il CSI vuole aiutare i ragazzi e i giovani a diventare sani, generosi, pronti al sacrificio, come lo sport insegna con tutte le sue discipline. Ecco perché d'estate « non si chiude », il CSI non va in vacanza, ma si organizza perché si allarghi sempre più la base della sua propaganda sportiva.

un’estate come si deve RAGAZZI dagli 11 ai 14 anni che il pros­ simo anno scolastico ritorneranno a scuola so­ no circa 2 milioni 300 mila: pressapoco un mi­ lione e mezzo di famiglie italiane saranno nuova­ mente alle prese con libri di testo, insegnanti, com­ piti a casa... sembrerà, come sempre, per tanti genitori che l’attività più importante in questa età sia quella relativa allo sviluppo culturale dei propri figli, all’immagaz­ zinamento di notizie e date storiche, all’anda­ mento alterno delle vota­ zioni trimestrali. I ragazzi deperiranno, si affaticheranno sui com­ piti, produrranno sempre meno fino al termine del­ l’anno scolastico: poi le grandi vacanze, tre mesi ■ di rinvigorimento fino al successivo anno scolastico. Noi sportivi sappiamo che uno sforzo condotto così a lungo e una pausa di riposo di tre mesi su dodici, non è certo salu­ tare e sappiamo anche che per i ragazzi non è nep­ pure la maniera migliore per apprendere intellet­

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tualmente quanto la scuo­ la ha in assunto di tra­ smettere. Eppure l’ordi­ namento scolastico è così e i genitori non si preoc­ cupano di esprimere il loro parere. Non solo: convinti che per fare un ’’uomo” del loro ragazzo occorre lo studio, non pensano che per farne un ’’uomo com­ pleto” occorre anche che il corpo sia sano, robusto, allenato fisicamente in modo intelligente; non si preoccupano che il loro fisico sia preparato alle fatiche scolastiche e ad ogni altra fatica; pensano alle vacanze come al pe­ riodo per il riposo della mente e per l’attività fi­ sica dei loro figli sulle spiaggie, in villeggiatura, sui monti, in campagna. Ecco perchè quando parliamo di coscienza sportiva intendiamo in primo luogo una conce­ zione dello sport educa­ tivo da trasmettere alle famiglie: è necessario che ì genitori per primi siano convinti che lo sport atti­ vo, gradualmente pratico, attentamente sorvegliato e guidato da tecnici-edu­

catori è un elemento im­ portante nell’ educazione dei loro ragazzi. E’ necessario che l’in­ vito e l’esempio di uno sport praticato venga principalmente dalla fa­ miglia dove il padre o il fratello maggiore si cre­ de sportivo solo perchè spende mille lire la setti­ mana per assistere all’in­ contro di calcio... E’ necessario che la pratica sportiva divenga, come in altre nazioni, un elemento della vita co­ munitaria dell’ intero nu­ cleo familiare; ed è per questo che il Centro Spor­ tivo Italiano vuole, in occasione delle grandi va­ canze estive, lanciare a tutte le famiglie e a tutti i ragazzi un invito allo, sport. * * *

La Settimana Riminese, durante la quale abbiamo visto concludersi tre dei maggiori campionati na­ zionali del CSI, fa parte ormai della storia: sono stati giorni di gare e di passione sportiva, sono state finali « tirate » che hanno laureato campioni

CSI cinque squadre tra le migliori d’Italia. Con l’invito allo sport per tutti i ragazzi e il ri­ cordo della Settimana Ri­ minese abbiamo voluto puntualizzare lo spirito e il metodo del nostro Cen­ tro Sportico Italiano: un ente che ha per suo scopo principale la diffusione dello sport attivo tra i ragazzi e tra i giovani. E’ un invito a tutti i dirigenti di società, di unione sportiva, di comi­ tato perchè l’estate non sia il periodo della ’’chiu­ sura”, ma i tre mesi in cui l’azione del CSI deve filtrare in ogni luogo, in ogni ambiente, nelle zone di villeggiatura, sulle spiaggie, dovunque ci sia­ no dei ragazzi e dei gio­ vani da chiamare allo sport. L’estate è il tempo per dimostrare alle fami­ glie che lo sport non è un perditempo, ma una me­ dicina indispensabile per la salute dei ragazzi. Im­ postare il programma estivo con questo metodo significa fare effettiva­ mente il Centro Sportivo Italiano. Corrado Biggi


SPORT

NOTIZIE

in Parlamento

da casa nostra La riunione

Revisionata la legislazione sanitaria sportiva Una commissione di studio, predisposla dal ministro della Sanità Mancini, provvedere ad aggiornare la legge (n. 1055 del dicembre 1950) che regola la tutela sanitaria delle attività sportive. Questo aggiornamento si è re­ so indilazionabile, anche in re­ lazione alla rapida evoluzione avutasi negli ultimi anni, sia nelle conoscenze della fisiopa­ tologia dello sport, sia nei con­ cetti organizzativi di servizi, co­ me è stato recentemente rap­ presentato anche da vasti setto­ ri in Parlamento. Gli aspetti che la legge del 1950 manca di prendere in con­ siderazione si riferiscono in particolare a: una migliore qua­ lificazione dei medici sportivi anche a livello di una vera e propria specializzazione _ uni­ versitaria; un maggiore inseri­ mento dei medici sportivi nel­ l’assistenza degli atleti impe­ gnati nelle competizioni spor; tive; l’istituzione di appositi centri di medicina sportiva (co­ me già si è fatto solo in al­ cune grandi città) attrezzati per i controlli e le indagini nelle varie fasi delle attività sportive; la disciplina del noto problema del drogaggio mediante control­ li « antidoping » idoneamente regolati dal momento del pre­ levamento sino all'esecuzione delle analisi. Ulteriore scopo dell’aggior­ namento sarà quello di meglio definire i rapporti fra il Mini­ stero della Sanità e la Federa­ zione Medico Sportiva Italiana, alla quale la legge n. 1055 affi­ da, come è noto, la tutela sa­ nitaria delle attività sportive sotto le direttive e la vigilanza dell’amministrazione sanitaria.

dibattito sportivo io Parlamento? Si avrà presto alla Camera dei Deputati un dibattito sui problemi dello sport? Una ri­ chiesta in tal senso è stata inoltrata dalla Segreteria della Consulta parlamentare dello Sport che ha esaminato, in una riunione, le proposte di legge e le iniziative assunte davanti al Parlamento. La richiesta ha ca■ rattere d’urgenza.

Oro o segno organo del CONI Un disegno di legge per rego­ lare la posizione giuridica ed economica del personale ad­ detto alle sezioni di Tiro a Se­ gno Nazionale è in fase di pre­ parazione. Ne ha dato l’annun­ cio il Ministro della Difesa Andreotti. Il testo della legge sarà approntato d'intesa con ¡ Mini­ steri del Lavoro, delle Finanze e de! Tesoro. Rispondendo ad una interro­ gazione di un gruppo di sena­ tori, il Ministro Andreotti ha precisato che, con il provvedi­ mento si riconoscerà alla fede­ razione nazionale di tiro a se­ gno, pur con i dovuti controlli di amministrazioni statali per ciò che riguarda gli aspetti pub­ blicistici di talune sue attività, ia caratteristica di organo del CONI. La Federazione — stabi­ lirà ancora la legge — riunisce in organismo federativo nazio­ nale le sezioni di tiro a segno

del C.D.N.

tribuna scoperta

Culla

a tura dì Duilio (Dimetti

IL TOTO HA CHIUSO Si è chiusa la stagione 19631964 del Totocalcio che ha fruttato un incasso generale complessivo di 38.059-562.055 lire. La cifra è stata riparti­ ta tra il monte premi (35.73 per cento), l’imposta unica (37,35 per cento) e il CONI (26,72 per cento). L’incasso quest’anno è stato inferiore di 1.133.342.257 lire a quello del­ la precedente stagione. La gara di pronostici ri­ prenderà il 6 settembre. Il CONI e gli ambienti sportivi sperano vivamente che pri­ ma di quella data si conclu­ da felicemente l’azione par­ lamentare per una più equa distribuzione dei proventi del concorso tra erario e sport: la nota « legge fifty-fifty ».

Questa legge rappresenta, nel momento attuale, l’azione più opportuna e più pratica dello sport ufficiale nei con­ fronti dello Stato Ma l’accrescersi, da una parte, delle esigenze (an­ che perchè i giovani prendo­ no sempre più coscienza del loro diritto allo sport) e dal­ l’altra il fluttuare dei pro­ venti del Toto da una sta­ gione all’altra, ripropongono puntualmente il dubbio circa la validità del sistema di fi­ nanziamento dello sport ita­ liano da parte dello Stato. Non è tanto l’attuale fles­ sione di un miliardo che le­ gittima questi interrogativi quanto piuttosto l’ormai scon­ tata posizione negativa dello Stato verso lo sport: essa in­ duce a sospettare a giusta ragione che il poco di oggi vien dato soltanto perchè è prodotto dallo sport stesso (con largo margine di inte­ resse a favore dello Stato).

SPERANZE DEL CICLISMO

Postumi parlamentari «I Giro d’Italia Come era prevedibile, il trac­ ciato dell’ultimo giro d’Italia, chn non si t spinto oltre Ca-ert*. ha a^’to un’eco di pro­ testa in Parlamento. Al senato ii democristiano Ferrino, di Brindisi, ha presentato un’in­ terrogazione al ministro del Tu­ rismo e Spettacolo per solleci­ tarlo a « intervenire nella sta; gione ciclistica 1965 » affinché « sia realizzato un programma che interessi unitariamente il territorio nazionale ». E questo in considerazione del fatto — ha spiegato il se­ natore Ferrino — che, salvo po­ che eccezioni, il Giro d’Italia, per pretestuosi motivi è stato sempre studiato e realizzato in maniera da escludere l'Italia meridionale che pure assorbe tanta parte della produzione del ciclo. Il Giro — conclude pole­ micamente il senatore — po­ trebbe. più realisticamente de­ nominarsi • Giro di mèzza Italia ». PAG. 2 ❖ STADIUM

Nei giorni 27, 28 e 29 giu­ gno si riunisce a Roma il Consiglio Direttivo Naziona­ le del CSI. Si parlerà innanzitutto del ventesimo anniversario della costituzione del nostro ente esaminando e puntualizzan­ do, dopo venti anni di atti­ vità, la sua situazione ideo­ logica, organizzativa, agoni­ stica, e la sua posizione nei confronti del mondo cattolico e sportivo. Saranno presi in esame 1 principali impegni della futura attività e tra questi il prossimo Convegno Nazionale dei Con­ sulenti Ecclesiastici sul tema « Sport e famiglia », l’VIII Congresso Nazionale che si svolgerà il prossimo anno e le norme per lo svolgimento dei Congressi Provinciali e zonali autonomi che avranno inizio nella prossima stagione. Nel prossimo numero di Stadium daremo ampio reso­ conto dei lavori di questa importante sessione del no­ stro CDN.

— Speriamo che sia la volta buona!

MERCATO... DI FIGURINE

— Se mi dai un Rivera ti ti presto un Angelillo...

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Sormani

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EDUCAZIONE ANTIDOPING La tragica morte del gio­ vane corridore ciclista Lascialfari della « Libertas di Quaracchi » ha suscitato lar­ ga e dolorosa eco negli am­ bienti sportivi ed ha ripropo­ sto all’attenzione di tutti i responsabili il problema di un efficace controllo antido­ ping nei giovanissimi atleti di alcuni sport. Il discorso sull’antidoping è pienamente giustificato quali che siano le risultanze definitive delle ri­ cerche mediche che si stanno ancora compiendo sul corpo del povero giovane. Quello di un controllo me­ dico regolare sui giovani che si dedicano al ciclismo è un problema della più grave por­ tata morale e sociale che non può essere ulteriormente ri­ mandato. Al Centro Medico Sportivo delle Cascine, a Fi* renze, sono state rilasciate dichiarazioni gravissime sul­ la questione: « Basta metter­ si in strada la domenica per veder passare corridori quin­ dicenni — si comincia infatti dagli esordienti — con il vol­ to disfatto dalle varie simpamine. Verrebbe la voglia di intervenire, di fermarli, di consigliarli, di metterli di fronte ai pericoli a cui stan­ no andando incontro, di im­ pedirgli di correre e quindi di avvelenarsi. Vi sono ra­ gazzi sani che nel giro di po­ chi mesi sono irriconoscibiliMa noi possiamo visitare sol­ tanto quelli che vengono da noi perchè in tutta la fac­ cenda non c’è alcuna regola­ mentazione ». La regolamentazione dovrà necessariamente venire a bre­ ve scadenza, e forse anche la legge sarà prossimamente più precisa e drastica al riguar­ do, ma intanto è necessario dire, una volta di più, una parola chiara a tutti i diri­ genti. Riflettano, seriamente, alle loro enormi responsabi­ lità se non avranno usato tutta la loro prudenza, accor­ tezza e influenza per impe­ dire da parte dei giovani atleti loro affidati ogni abuso di cui saranno chiamati a rendere conto molto prima di quanto non faccia ritene­ re la loro esuberante sicurez­ za giovanile.

Una bella bambina, cui è sta­

to imposto il nome di Michela,

è venuta ad allietare la casa del dott. Remo Talamazzini del Comitato Prov.le di Cremona. Vivissime felicitazioni e au­ guri.

Lutti Un tragico incidente automo­ bilistico ha stroncato la vita del giovane atleta Renato Albano del G.S. Casabianca del Comi­ tato Provinciale di Torino. Il Comitato Provinciale di Torino e "Stadium" porgono al G.S. Casabianca le più sentite condoglianze. *** Il 23 giugno è morto a Roma il papà dell’amico Mario Prece, Vicepresidente del Comitato Provinciale romano. *** Il 17 giugno è morto il cav. Rino Lupini, Consigliere Pro­ vinciale e Amministratore del Comitato Provinciale C.S.I. di Pergamo, un benemerito della categoria italiana degli arbitri di calcio. *** Il Presidente della Commis-sione Provinciale di calcio di Salerno, dott. Pasquale Fiore, è stato colpito da grave lutto per la perdita del genitore av­ venuta il giorno 11 del corren­ te mese. *** E’ deceduto a Cesena l’ado­ rato papà del Maestro Mario Orlandi, Consigliere del Comi­ tato CSI. *** Un improvviso lutto ha col­ pito ¡’Addetto Stampa'di Tori­ no e direttore di "Gioventù Sport", Pierluigi Rubatto con la premotura scomparsa del suo zio sig. Giambattista Rubatto.

***

A tutti gli amici che sono sta­ ti provati dal dolore ' vada il nostro più affettuoso, cristiano cordoglio, mentre raccoman­ diamo al Signore le anime dei loro cari defunti.

Stadium Direttore Responsabile: Silvio Bellocchi - Reda­ zione: Corrado Biggi e Duilio Olmetti Direzione, Redazione • Amministrazione: Via del­ la Conciliazione, 1 - Roma.

Pubblicazione iscritta al n. 4987 del registro della stampa del Tribunale di Roma in data 14-1-1956. Pubbl.

fuori

commercio

Tipografia UESISA Via IV Novembre ROMA


IL NUOTO sport istintivo Tutti gli uomini sono predisposti a questo sport. Esso rappresenta un adattamento all’ambiente acqueo, sulla scia del comportamento di alcuni animali. E ORIGINI di questo sano esercizio fisico si perdono nella notte dei tempi; comunque le testimo­ nianze ci fanno risalire alla epoca etrusca, quando si pra­ ticavano già bagni in grandi vasche, scavate all’aperto o in raccolte di acque naturali come laghi, ecc. Nello splen­ dore del periodo Romano nel­ la storia i bagni sono indicati come mezzo corroborante per coloro che sono affaticati. I romani infatti si bagnavano all’aperto, direttamente nel Tevere; i giovani imparava­ no a nuotare nelle piscine pubbliche, all’aperto, o nel­ l’interno di case o nelle pa­ lestre (Locus natatio). Il bagnarsi in acqua fredda costituiva poi per i veri Ro­ mani, anche in epoca avan­ zata, un segno di buoni co­ stumi e di austerità di vita. Oltre che nelle piscine i ragazzi di famiglia facoltosa si bagnavano nei canali che correvano nei giardini del­ le case patrizie, pieni di ac­ qua vergine, l’acqua più fredda di Roma, assai più di quella del Tevere. I giovani divenivano esperti nel nuo­ to molto presto. Questa pratica sportiva la ritroviamo in tutte le civil­ tà, anche in diversi conti­ nenti, fant’è che può essere considerata una delle più na­ turali. Potrebbe anzi essere definito come sport istintivo. Già i primi abitanti della ter­ ra iniziarono a nuotare os­ servando la maniera di muo­ versi entro l’acqua degli ani­ mali domestici (cane, gatto, ca­ vallo ecc.), nonché quello più razionale dei batraci. Tant’è che ancora oggi le testimo­ nianze che ci vengono dall’os­ servazione dei costumi delle tribù primitive della Nuova Guinea o di altre lande terre­ stri (vedi le fondamentali do­ cumentazioni della antropoio­ ga M. Mead - USA) ci avva­

L

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DEL NUOTO I fondamenti fisici dello sport non diversificano per le varie specialità, mentre per il nuoto, trattandosi di un esercizio istintivo e del tutto naturale si può parlare di pre­ disposizione generica. In ef­ fetti ognuno di noi è predi­ sposto al nuoto: I quattro ar­ ti, utili e indispensabili per il movimento sulla terra, ben si adattano al movimento en­ tro l’ambiente acqueo. E’ ve­ ro che si tratta di un am­ biente estraneo alla natura ed alla costituzione, ma l’uo­ mo da epoca immemorabile vi si è adattato. Tant’è che si potrebbe ascrivere tra le predisposizioni che la specie ha sue, derivando dalla eredi­ tarietà ancestrale. Il bambino da piccolo, lo vediamo ap­ prendere molto facilmente il nuoto anche se è posto in ac­ qua senza aver ricevuto sug­ gerimenti in proposito; muo­ ve istintivamente gli arti ac­ cennando ai tipici caratteri­ stici movimenti. La posizione rigida del cor­ po è infatti il presupposto del galleggiamento: Il tronCo deve formare una leggera curva con concavità sulla su­

Non immergersi mai durante il periodo della digestione.

O

Acclimatarsi prima di affrontare presta­

zioni importanti. © Scaldare i muscoli prima di entrare in

acqua (piccole corsette, movimenti ritmi­ ci degli arti superiori).

0

Non abusare della propria resistenza. Fer­ marsi al primo accenno di fatica. (Questa

a volte si manifesta precocemente con

una certa difficoltà respiratoria).

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Osservarsi le unghie!! Quando divengono pallide ceree, è giunto il momento di

uscire dall’acqua.

REQUISITI E TECNICA

I FONDAMENTI

CINQUE AVVERTIMENTI IMPORTANTI O

perfìcie acquosa. E’ questo il tipico atteggiamento della ra­ na, la quale poi realizza il moto mediante ritmiche con­ trazioni delle 4 zampe. Ogni uomo, abbiamo detto, è predisposto al nuoto, che rappresenta un sistema di adattamento all’innaturale am­ biente acqueo. I fondamenti di questo sport stanno in tale predisposizione comune a tutti.

lorano la convinzione ohe il nuoto sia un esercizio natu­ rale ed istintivo. I popoli primitivi vivono ancora oggi preferibilmente in zone molto calde, ove quin­ di il bagno nelle acque è un refrigerio; d’altronde la lot­ ta per resistenza esige un adattamento anche nel mezzo acquatico. Da tale necessità scaturisce l’addestramento al nuoto, che nei primitivi non viene quindi sentito in fun­ zione di uno sport, ma come un « modo di muoversi in ac­ qua ».

Per poter affrontare tale sport sono necessari alcuni re­ quisiti fondamentali: La inte­ grità del sistema cardiocir­ colatorio. Ciò non tanto per l’esercizio in sé quanto per il brusco adattamento al qua­ le è sottoposto il cuore pas­ sando da ambiente a differen­ te temperatura. Il sistema va­ gale (che è un meccanismo di controllo nervoso del funzio­ namento di tutti i visceri) può reagire sproporzionatamente a questi bruschi passaggi di temperatura (l’acqua è sem­ pre a temperatura inferiore rispetto al nostro adattamen­ to ambientale, anche nelle giornate calde). Da tale fatto derivano gli spiacevoli incidenti che colpi­ scono coloro che non hanno una perfetta integrità cardio­ circolatoria e che possono es­ sere anche mortali (la temibile sincope post-prandiale!). Vi sono individui ben adatti a fare il bagno e a nuotare an­ che nel periodo critico della digestione (da 15 minuti a 2 ore e mezza dopo un pasto abbondante), ma non sono molti. Per tutti gli altri è be­ ne tener conto del fatto che ci si può predisporre alla sti­ molazione vagale e quindi a pericolose conseguenze. Altri requisiti non sono ri­

chiesti. Anzi, si direbbe, il nuoto si confà anche a coloro che han subito paralisi ad un arto e soffrano di disturbi di­ strofici. Quanti esiti di polio­ mielite non si sono attenuati proprio mediante uno svilup­ po massivo di questo sport! Diversi campioni della specia­ lità erano stati colpiti da po­ liomielite! Per i giovani specialmente il nuoto è uno sport comple­ to che impegna la maggior parte dei muscoli del corpo, che richiede il concorso di una adeguata tecnica respira­ toria e che allena il cuore. In acqua si perdono numerose calorie; il nostro corpo cede calore, cioè si raffredda ed il nuoto stesso fa consumare nu­ merose energie. Si tratta per­ ciò di uno sport molto impe­ gnativo: E’ particolarmente indicato negli obesi, in quan­ to aiuta a smaltire il grasso superfluo, ma è consigliabile anche nei magri costituzionali in quanto essi possono raffor­ zare i muscoli un po’ flaccidi ed irrobustirsi per conseguen­ za. La tecnica della rana è forse il più completo eserci­ zio in quanto richiede un la­ voro enorme da tutti i mu­ scoli degli arti, superiori ed inferiori, ed il concorso dei pettorali, degli scapolari, di quelli della nuca e anche degli stessi addominali. Die­ ci minuti di nuoto a rana rappresentano un meraviglio­ so esercizio fisico nel quale si realizza un allenamento completo. Il sistema respiratorio è costretto ad adeguarsi al rit­ mo dello sforzo; il che rap­ presenta un controllo e un addestramento positivo.. Il crawl e altre tecniche sono delle variazioni del tema fon­ damentale e possono essere considerate come il comple­ tamento di un addestramento o meglio esse sono il punto di arrivo.

PERICOLI ED INCONVENIENTI Come per tutti gli sporta anche per il nuoto esistono dei pericoli. Questi son rap­ presentati essenzialmente dal­ la fatica. Durante l’esercizio di questo sport la fatica può rappresentare un pericolo se­ rio in quanto può attana­ gliare i muscoli e predisporre alla comparsa dei temibili' crampi articolari. I più col­ piti sono i muscoli del pol­ paccio (muscoli surali), ma non infrequenti anche i cram­ pi a carico degli scapolari, dei pettorali o dei muscoli del braccio. II crampo compare all’im­ provviso, anche se è prece­ duto da un subitaneo e fuga­ ce senso di torpore che colpi­ sce l’arto o la zona interes­ sata. Istantaneamente l’indi­ viduo perde il controllo di sé stesso. Da atleta che con­ trolla il suo ambiente diviene un peso morto che non è più in grado di mettere in atto neppure quei sistemi di emergenza che consentono il semplice galleggiamento. Ec­ co il grande pericolo! Il cram­ po colpisce di solito coloro che non sono allenati o non in perfette condizioni fisiche, ma alcuni vi sono particolar­ mente oredisposti e sono i ti­ pi che costituzionalmente sono astenici (cioè con mu­ scolatura poco tonica) e a temperamento ipertiroideo o ipereccitabile. Nel nuoto a rana si possono avere anche strappamenti o stiramenti dei muscoli addut­ tori; anche questi sono ap­ pannaggio di chi non è molto allenato. Inconvenienti an­ che seri si possono verificare nei tuffi. Un buon allenamen­ to basta ad evitare incidenti. Adriano Monti

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E' TEMPO

I buoni succi manifestazioni a soprattu per quest altri atl una ulteriori

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di atletica AI, FORSE, come que­ st’anno si sente parlare d’atletica, in ogni dove, Sembra quasi di essere ritor­ nati al 1960 quando si sapeva (tutti lo sapevano, sportivi e no) che il clou delle olim­ piadi romane era l’atletica e quindi... tutti parlavano di atletica. Quest’anno le olim­ piadi saranno a Tokio, ma in Italia si parla egualmente di questa affascinante disciplina sportiva. Merito in gradissima parte del video che ci porta in ca­ sa manifestazioni di altissi­ mo interesse e fa sentire a tutti cosa vuol dire vivere una giornata accanto a piste e pedane, a soffrire la stessa stupenda emozione di un atle­ ta impegnato. Abbiamo ancora presente, vivissima, la gara ecceziona­ le di Ottolina in Germania. Abbiamo visto, forse per la prima volta, il vero volto di un campione: ché campioni si deve essere, se si riesce a fare un primato europeo e dare, nello stesso tempo, set­ te decimi al secondo classifi­ cato. Si parla di Ottolina, quin­ di? Anche, ma si parla pure di una folgorante staffetta 4x100 francese che a Parigi in notturna ha fatto segnare E come dimenticare il dramma atletico della camun 39”3 di portentosa evi­ denza, sotto gli squardi alli­ biti di milioni e milioni di appassionati.

M

pionissima Balas che a Ba­ ri, domenica scorsa, non è riuscita a superare nell’alto un, per lei normale, 1,80? E proprio sotto l’occhio, crude­ le, di una telecamera che non ha mancato di annotare i terribili attimi precedenti le tre prove. Si parla di questi avveni­ menti, in giro. Ed è un bene. E’ un bene, perché abbia­ mo sempre sostenuto (e so­ no anni e anni) che l’atleti­ ca ha bisogno di un proprio pubblico. E il pubblico lo si costruisce così. Facendogli vedere delle cose fuori dello ordinario, facendolo soffrire, compartecipe, quasi, con gli attori in gara.

C’E’ UN PUBBLICO ANCHE PER L’ATLETICA? L’atletica sta ancora cer­ cando questo suo « vero » e grande pubblico. Non ci si deve accontentare se adesso, in qualche riunione, le cifre parlano di due-tremila spet­ tatori. Sono ancora relativa­ mente pochi; ed è per que­ sto che plaudiamo alla tele­ visione che sa offrire simili spettacoli sportivi. Vorremmo, forse, di più. Ma dobbiamo accontentarci, anche se avremmo desidera­ to che, ad esempio, i cam­ pionati júniores di Bologna di due domeniche or sono, fossero stati ripresi con mag­ giore evidenza.

Ma anche la TV cerca lo spettacolo e quindi a priori non poteva sapere che pro­ prio da questi campionati sorgono i campioni del do­ mani. E’ una legge ferrea, quel­ la atletica. In atletica (altra citazione ormai notoria) nul­ la si improvvisa. Ma tutto si costruisce, con calma, sere­ nità, passione, dedizione as­ soluta. A Bologna si sono visti i campioncini di domani, an­ che se alcuni, a dire il vero, non lo erano poi tanto se si rivedono risultati e commen­ ti relativi a gare del CSI. Accontentiamoci, invece, di veder esaltati i «nostri » ra­ gazzi (ché i ragazzi sono ri­ masti nostri) dalla stampa più qualificata d’Italia. Ac­ contentiamoci di applaudire la squadra del CSI Atletica Riccardi di Milano, prima nella classifica per Società (e a Bologna c’erano le più for­ ti società italiane) a testi­ monianza che quel vivaio da anni e anni coltivato, cura­ to, da Tammaro, Parodi e dagli altri dirigenti del CSI Ambrosiano non è... acqua, come non sono... acqua quei presupposti che i verdi della Riccardi portano in ogni ga­ ra: presupposti di serietà, combattività, lealtà, forza. Ma la CSI Atletica Ric­ cardi non è altro che « una » delle tante società atletiche del CSI. Società che hanno capito e conosciuto l’atletica

nel nostro > cominciato j con le prit. tempi, le pa i primi sucJ Qui, se c all’onda dej bero fuori nomi di co divennero / la lista saia trebbe anno specie coloi; sta hanno : anche ammi

DAL C.S.I. CENTINAIA DI AZZURf Sono quei ni (se ci si termine) chi to si preni di poter c mente e ; uno sport atletica è ai tale), ma eh sce ad impt di poter risj pri archivi : tografie ano testimonia prima gara adesso impa mò d’esempi zo, Conti, (ultimissimo ti, Zampare Se il CS] goglirsi lo sua grande anni, costr

un serio programma di allenamento per gioì ELL'IMPOSTARE questa breve trattazione sull’al­ lenamento è opportuno mettere in rilievo che non vi sono e non vi possono es­ sere scorciatoie nella impo­ stazione del programma di al­ lenamento, così come non si può, salendo le scale, rag­ giungere direttamente il tet­ to di un edificio senza essere passati prima per tutti i pia­ ni sottostanti. L'allenamento o prepara­ zione psicofisica è la causa determinante del miglioranìento continuo, graduale e progressivo del rendimento individuale, solamente, se è fàtto seguendo le leggi della natura. All’allenamento e solo al­ l’allenamento si devono i mi­ glioramenti dei primati. Non si pensi per questo che si voglia affermare che la tec­ nica individuale è di secon­ daria importanza. La tecnica è la base perché un atleta possa sperare di ottenere dei risultati, ma oltre il limite della tecnica può portare so­ lo l'allenamento. La tecnica quindi è il mezzo di espres­ sione individuale che permet­ te all’allenamento di portare l’atleta verso quei limiti, che pare oggi non esistano più talmente frequente è il su­ peramento dei primati. Sulla base di queste consi­

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derazioni i fisiologi e gli al­ lenatori hanno impostato lo studio dell’allenamento, stu­ dio che ha portato all’Intervall Training. Oggi vi sono diverse scuole e metodi di ap­ plicazione del lavoro interval­ lato ma tutti concordano su alcuni punti fondamentali senza i quali non si può pen­ sare ad un serio allenamento. Prima di entrare nel labi­ rinto delle tabelle è oppor­ tuno ricordare quali sono le condizioni fondamentali per potersi sottoporre agli alle­ namenti a scopo competitivo. Idoneità psichica: si inten­ de per idoneità psichica la attitudine a sopportare co­ stantemente le fatiche e i conseguenti traumi psichici, causati dalle lunghe e noiose ore di allenamento, ed i trau­ mi violenti e spasmodici del­ le gare. Idoneità tecnica: si intende per idoneità tecnica la pos­ sibilità individuale della mi­ gliore applicazione della tec­ nica specifica: lo stile. Idoneità anatomica: si in­ tende per idoneità anatomi­ ca un armonico sviluppo scheletro-muscolare.

Idoneità fisiologica: si in­ tende per idoneità fisiologica il completo e perfetto fun­ zionamento di tutti gli orga­ ni del corpo. Le idoneità non devono es­

sere ricercate nell’atleta già evidenziate ai limiti perso­ nali poiché è scopo dell’alle­ namento potenziare e vivifi­ care al massimo le caratte­ ristiche individuali richieste come base nelle idoneità. Poi­ ché l’allenamento si propone di ottenere risultati migliori proprio dal potenziamento delle idoneità l’allenatore de­ ve, in considerazione di que­ ste, studiare in un tuttuno armonico l’atleta ed il pro­ gramma di lavoro. In rela­ zione alle mete da raggiun­ gere: un superamento di tem­ pi individuali, una competi­ zione locale, nazionale, inter­ nazionale o olimpica. « Tan­ to più la meta è alta tanto più le idoneità devono essere alte ». Non si può quindi par; lare di durata di tempo di allenamento per raggiungere il livello di idoneità deside­ rata o necessaria, perché que­ sto è un fattore individuale, si può invece parlare dei mezzi per raggiungere l’ido­ neità. L’Idoneità psichica si con­ segue con la tranquillità psi­ chica che è direttamente col­ legata con il tono di vita che deve essere assolutamente normale, moralmente, intel­ lettualmente e fisicamente sana. L’allenatore per fare raggiungere queste mete agli atleti deve essere in confi­

denza tale con loro in modo che non vi siano barriere psi­ chiche o di alcun genere che impediscano una completa confidenza; deve continuamente infondere nell’atleta entusiasmo^ volontà di fare, desiderio di superamento di se stesso e dei suoi poten­ ziali avversari; deve allon; tañare da loro le distrazioni che possono fare perdere di vista il fine da raggiungere. Di notevole utilità si è rile­ vato al fine del rendimento la partecipazione attiva del­ l’atleta nella programmazio­ ne del lavoro. L’allenatore deve inoltre convincere l’atle­ ta che se un dato limite è stato raggiunto da altri è rag­ giungibile anche da lui e, che, da sempre, tutti i limiti sono stati superati, quindi anche lui può superarli. L’idoneità anatomica si rag­ giunge con molto lavoro fat­ to in palestra basato, su esercizi che sviluppino forza e coordinazione e rendano il corpo proporzionato nelle sue parti, sull’allenamento pésistico con il fine di potenziare la muscolatura ed abituare alla concentrazione, su eser­ cizi respiratori affinché il nuotatore impari a control; lare il diaframma e tutti gli altri muscoli respiratori. Idoneità fisiologica: il la­ voro di palestra pur risul­

tando di enorme importanza non ha grande influenza sul condizionamento del cuore e della circolazione del sangue e della maggior parte degli organi in genere che vengono chiamati al lavoro; questo si deve intendere rispettivamen­ te al nuoto. La vera idoneità fisiologica si ottiene lavoran­ do in acqua. Buona norma generale è il passaggio pro­ gressivo dal lavoro di pale­ stra al lavoro in acqua so­ stituendolo progressivamente sino a raggiungere i cinque sei giorni di lavoro in acqua, con almeno un giorno di ri­ poso completo alla settimana.

Il lavoro in acqua deve es; sere impostato sui principi deH’intervall training. E' buo­ na norma deH’intervall trai­ ning iniziare il lavoro in ac­ qua partendo dalle medie di­ stanze m. 400 da percorrere ad andature che si devono valutare intorno all’ottanta per cento delle possibilità in­ dividuali per poi passare pro­ gressivamente a distanze più brevi. Il lavoro viene impo­ stato quindi sul potenziamen; to fisiologico per passare poi alla velocità di base espres­ sione della potenza indivi­ duale. Normalmente non si differenzia molto il lavoro per la preparazione ai vari tipi di gara sia relativamente alle distanze sia relativamen-

te allo stil Per tutte gli stili va maggiore è maggiore s; la velocità naie. In oj namento Fi rere in mei suddivisi s to prima i 8-10x200, oppure 32gio da un all’altro si belle vi de gressione che vede nuzione la ed in progi cessiva. Il lavori cuo quand un solo al

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«tenuti dagli atleti italiani nelle ultime l|e hanno suscitato maggiore interesse, i| u più vasto pubblico della Televisione, Iplina sportiva che è alla base di ogni stazione nei vari sport. Molti di quegli ■vengono dal Centro Sportivo Italiano: (erma della vasta propaganda di base iC.S.I. compie ogni anno organizzando ilpionato Nazionale di Atletica Leggera lest’anno si svolgerà per le semifinali settembre e con la finale a Rovereto il 4 ottobre prossimo. Un invito i Comitati: essere presenti in questa importante selezione atletica. he hanno con noi, j primi fusioni ed cmdonassimo eìfli, verrebI unente) i c< | le « poi » ^ d'Italia. E nliga e poriamente, >¡1 questa li" A e forse

Iddisfaziotte questo ogni tandisfazione re serianente ad (ché la jnsiderata e più rieddisfazioni e dai pro­ chi di fo[uelia che allo, una atleta che eciamo, a ni di RizCarabelli erie) Gatale. iche inoroerò, alla letica. Da n questo

senso. E non smette, certa­ mente. La base sulla quale poggia tutto il movimento del CS è in continua evolu­ zione.

TUTTI I COMITATI IN ATTIVITÀ’ PER IL CAMPIONATO Già anche quest’anno si hanno segni di irrequietezza. Segni buoni, credeteci. Se le società, i Comitati si muo­ vono, si muove l’intera orga­ nizzazione. Le gare, si som­ mano alle gare, la piattoforma si allarga sempre più. La atletica avanza. E’ tempo d’atletica anche nei nostri Comitati. Fasi pro­ vinciali e zonali sono già state programmate in un gran numero di Comitati. Il minimo delle due prove re­ golamentari per ogni catego­ ria e per ogni gara per acquisire il diritto alla par­ tecipazione alle semifinali del 20 settembre è ormai alla portata di tutti i Comitati atletici del CS. Poi la finalis­ sima del 4 ottobre a Rove­ reto (già si conosce la sede) sarà la solita stupenda carellata finale. E quest’anno, fra l’altro la novità dell’aumentata partecipazione degli atle­ ti finalisti: da dieci a dodici nelle corse, fermo restando i dieci nei concorsi. Atletica, atletica, atletica. E ci accorgiamo che il di­ scorso non è finito. Aldo Cappellini

ìz nuotatori ill Quotata. et e Per tutt* aBcipio che èBtà di base sflnseguenza attedia e fìrjita di alle|\teve percorJ-2000 metri . quanto deti®0 oppure K 16-20x100, passagùlcnamento seBueste ta­ le® una proJientamento in dimia Irecedente bella suc-

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valutarli nell’ordine dei se­ condi per le distanze brevis­ sime. La diminuzione del bat­ tito cardiaco dopo lo sforzo, quindi il recupero, deve con­ siderarsi sufficiente quando questo raggiunge valori in­ torno alle 90-100 pulsazioni al minuto primo. Parallelamente alla diminu­ zione del riposo deve au­ mentare l'impegno con il qua­ le vengono effettuate le pre­ stazioni sino a raggiungere il 95 per cento delle possibilità individuali. L'atleta sottoposto ad un lavoro di così notevole enti­ tà deve essere seguito e con­ trollato continuamente. Alcu­ ni controlli possono e devono essere fatti dall’allenatore mentre altri sono di compe­ tenza del medico sportivo. L'atleta deve essere control­ lato affinché abbia: un ri­ poso adeguato, una dieta appropriata integrata da un supplemento vitaminico, un peso forma costante, un cupero allo sforzo costante o in atto di miglioramento (de­ terminato dalle rivelazioni del polso e pressione dopo sfor­ zo), un rilassamento psichi­ co che permetta il ricarico psichico per i successivi al­ lenamenti e per le prossime gare. Domenico Maiello

su due ruote All’allenamento dei giovani ciclisti devono collaborare attivamente l’atleta stesso, il medico e il direttore sportivo. Alcune « raccomandazioni » utili soprattutto in questo periodo di grande caldo, relative al mangiare, al bere e all’abbigliamento durante le gare: sono semplici consigli che possono evitare spiacevoli incidenti e contribuiscono a rendere il fisico dell’atleta sempre pronto alle avversità della gara. I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I B I I I I I I I I I I I i i i i i i ■ i i i i i i i i i i i i i i i i i i i i i

ONOSCI TE STESSO. Questa antica massima filo­ sofica si adatta bene allo sport in genere e al ciclismo in particolare; anzi possiamo dire che — dovendo dare delle indicazioni a giovani atleti che affrontano, nei ranghi degli esordienti e degli allievi, le insidie della stagione estiva — un richiamo a quella massima è di stretta necessità. Infatti solo un atleta che conosca bene il suo fisico può aspirare a realizzare prestazioni agonistiche di buon valore. Questo discorso vale soprattutto per i dirigenti. Sono infatti essi che debbono consigliare i loro giovani atleti a una più accurata conoscenza del loro fisico perché ogni fisico merita ed esige un particolare tipo di allena­ mento. Se si parte dal concetto che nel ciclismo il recu­ pero delle energie spese in uno sforzo è la base delle possibilità tecniche di un atleta, si giunge alla naturale conseguenza che proprio il recupero parziale o totale in un certo spazio di tempo (più o meno breve), carat­ terizza un corridore ciclista nella specializzazione cioè di essere adatto alle corse in linea o a quelle a tappe, alle prove dure o a quelle veloci.

C

COLLABORAZIONE A TRE... D’altra parte l’allenamento è strettamente personale e dipende da fattori che vanno oltre la stessa costitu­ zione fisica dell’atleta. Proprio dalla collaborazione del corridore (che conosce se stesso), del medico (che inter­ viene a stabilire scientificamente i limiti di quel deter­ minato fisico) e del direttore sportivo (che conosce di quel soggetto i limiti sportivo-agonistici) nasce quella possibilità di pensare e decidere collegialmente sul tipo di allenamento che deve seguire « quel » corridore. Tipo di allenamento che per un altro corridore di diverse caratteristiche fisico-tecniche non è adatto. Ecco perché per arrivare alla definizione del « vero » allenamento da seguire occorre una collaborazione alla quale è chiamato soprattutto a dare il suo primo contributo l’atleta stesso e poi il medico e il direttore sportivo, collegialmente. L’estate — che è la stagione di massima attività per un corridore ciclista — impone il rispetto di alcune « atten­ zioni » che sarà utile non sottovalutare. Potremo dire (e il commissario tecnico dei dilettanti Elio Rimedio è di questo parere) che tre sono i problemi maggiori che soprattutto per i giovani hanno importanza determi­ nante: il mangiare, il bere e la difesa della testa dai raggi del sole col berrettino. A questi tre problemi va aggiunto quello del rapporto limitato che però esiste solo per la categoria degli esordienti. Queste, dunque, le tre « raccomandazioni » il cui ri­ spetto si impone per tutti i giovanissimi che praticano lo sport del ciclismo:

MANGI ARF ’. sjPars ec’a,mente estate occorre regolYIHIlUlHIIL. j jn mocjo da non restare mai ingolfati di cibo. La buona digestione è indispensabile per ottenere un elevato standard di rendimento. Occorre mangiare almeno tre ore, tre ore e mezzo prima della partenza della corsa e in gara portarsi ujia mezza bor­ raccia di te, un arancio e un etto di zucchero oltre a qualche panino con formaggi e prosciutto cotto. RPRP ■ evitare di bere quanto è più possibile, almeDt,nC ■ no bere pochissimo; lo stimolo a bere non è di natura organica, dicono i medici; occorre farsi forza e cercare di bere sempre meno. Se bere levasse lo stimolo a bere, la sete non si avrebbe più dopo una grossa bevuta di liquido; invece a volte si ha la pancia gonfia per il grosso quantitativo di liquido ingerito e la sete non se n’è andata, anzi ce n'è di più. Allora occorre farsi forza e far ricorso solo alla mezza bor­ raccia di te e al succo dell’arancio che si è portati al seguito. Il mancato equilibrio dell'organismo per una condizione atletica non efficiente spingerà a bere, e sempre si vedrà che chi è in forma beve di meno... RFRRFTTINR è più sempre che consigliabile portare in IHiU "«testa il berrettino quando si corre sotto il sole. Il berrettino, messo il casco, ripara non poco dai raggi solari; attenzione, però, che la visiera deve essere rivolta all’indietro. Questo perché erronea­ mente si ritiene che sia la fronte a dover essere ripa­ rata, mentre, invece, in realtà, al riparo dei raggi solari deve essere il cervelletto che non è certo sul davanti della testa... Sono tre raccomandazioni che possono apparire ba­ nali tanto sono note; ma è certo che rispettandole si eviteranno non pochi fastidi in quanto mangiare a tempo giusto e bere con parsimonia comporta una buona dige­ stione, cosa questa essenziale per un atleta che tale importantissima funzione deve compiere mentre è in bicicletta e quindi sotto sforzo. Senza considerare che per atleti giovanissimi l'evento stesso della corsa costi­ tuisce un avvenimento che influisce sul loro sistema nervoso accentuando i motivi di emotività; emozione cioè che a volte finisce per rompere l’equilibrio del lavoro normale dell’organismo, bloccando addirittura la digestione. E in questo caso un po’ di bicarbonato in pasticche (che assolutamente occorre sempre portarsi al seguito, nelle tasche della maglia) è quanto di meglio ci possa essere per aiutare l’apparato digerente a recuperare il suo normale ciclo e il ritmo del suo funzionamento. Un rimedio, questo, antico come la luce del sole così come quell’altro — anch'esso conosciutissimo — che combatte la eccessiva sudorazione degli atleti in gara con l’ingestione di... sale da cucina. Ma di questo parle­ remo la prossima volta. Nino Lombardi

6 settembre 1964: Campionato Nazionale ciclismo allievi

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In occasione della GIORNATA INTERNAZIONALE DEL CSI che il Comitato Regionale Piemontese organizza il 6 settembre a Susa, verrà disputato il Campionato Nazionale di ciclismo per la categoria allievi del Centro Sportivo Italiano. La gara si svolgerà per un percorso di 115 chilo­ metri partendo da Susa e seguendo la statale 25 del Moncenisio toccherà Bussoleno e Bordone, poi Condove, Bivio, Trana, Gaiveno, Colle Braida, Sacra S. Michele, Laghi Avigliana, Avigliana, S. Ambrogio, S. Antonino, Borgone, Bivio per il Monginevro, Bivio superiore per Mattie, Mattie, Bussoleno e quindi arrivo a Susa. I controlli per il Premio della Montagna verranno posti al Km. 52 sul Colle Braida (alt. m. 1007) e al Km. 101 a Mattie (alt. m. 728).

La punzonatura avverrà presso, il Seminario di Susa dalle ore 16 alle ore 19 di sabato 5 settembre. Ecco l’ALBO D'ORO del Campionato Nazionale Ci­ clismo del CSI per la categoria allievi: 1949: Bergama­ sco A. (Verona); 1950: Boselli (Bergamo); 1951: Moro G. (Vicenza); 1952: Serpellini G. (Bergamo); 1953: Guerra R(Verona); 1954: Menini G. (Verona); 1955: Bampi M. (Trento); 1956: Bampi M. (Trento); 1957: Zandegù D. (Padova); 1958: Zamperioli J. (Verona); 1959: Ghisalberti M. (Bergamo); 1960: Brognoli C. (Brescia); 1961: Visani O. (Forlì); 1962: Corradini E. (Trento); 1963: La­ ghi R. (Faenza).

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GUARDIAMOCI MIO SPECCHIO NOI SIAMO ORGANIZZATI COSI’ idee chiare e definitive sulle nostre società Il IO e 11 febbraio scorso, come rendemmo noto a suo tempo, si sono riuniti a Roma i nostri Con­ sulenti e Presidenti Regionali per una Consulta sulla Società Sportiva e sulla fisionomia del Diri­ gente C.S.I. Sono stati due giorni di animate e appassionate discussioni nel desiderio comune di mettere a punto due aspetti fondamentali della struttura organizzativa del C.S.I. Da una buona comprensione di essi dipende l’esatta ed efficace impostazione del nostro lavoro organizzativo, educativo e apostolico. Dopo aver raccolto e vagliato l’ampio materiale che ne è scaturito, siamo ora in grado di sintetizzarne i risultati nell’intento di offrire una visione chiara e definitiva della questione soprattutto agli amici dirigenti di società che ne sono i diretti interessati.

le norme... ARTICOLO 3 dello Statuto del C.S.I. elenca, tra gli organi dell’Ente, anche < L’Unione Sportiva ed il Gruppo Sportivo » e più avanti, all’art. 10, ci­ tandole ancora aggiunge nei riguardi del Gruppo Sportivo la seguente espressione: « sorto in seno alle Associazioni della GIAC ». Sull’argomento il Regolamento Organico, è più esplicito e, all’art. 49, dice testualmente: « Al C.S.I. possono aderire: a) i gruppi sportivi, costituiti in seno alle Associazioni della Gioventù Italiana di Azione Cattolica e che sono sotto la giurisdizione del Consiglio Direttivo dell’Associazione stessa; b) le Unioni Sportive, costituite in seno a Collegi, Ora­ tori, Istituti Cattolici o anche sorte indipendente­ mente ma che si impegnano ad osservare lo statuto del C.S.I. ». i

L

...e la pratica ALLO STATUTO e dal regolamento appare chiaro che possono aderire al C.S.I. tre tipi di raggruppamenti giovanili:

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1) il Gruppo Sportivo, costituito in seno alla GIAC;

2) l’Unione Sportiva C.S.I. costituita in seno a enti, collegi, oratori, istituti cattolici; 3) l’Unione Sportiva indipendente che accetta lo statuto del C.S.I. Questa enunciazione teorica trova piena corri­ spondenza nella realtà, sia per una situazione storica che in effetti corrisponde a quella enunciata, sia perché aderisce alla situazione organizzativa giova­ nile italiana e particolarmente cattolica. Non sarà inutile, pertanto, soffermarci breve­ mente sugli elementi costitutivi e distintivi che ca­ ratterizzano questi tre tipici modi dell’organizza­ zione base del nostro ente.

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IL GRUPPO SPORTIVO Il Gruppo Sportivo è un nucleo di giovani iscritti al­ la GIAC che svolgono in seno all’Associazione attività spor­ tiva utilizzandola come com­ ponente educativa del meto­ do GIAC e come mezzo di apostolato nei limiti imposti dalle esigenze dell’attività ca­ techistica, liturgica e aposto­ lica della Associazione.

In altri termini il Gruppo Sportivo non fa dell’attività sportiva il proprio scopo fi­ nale, ma se ne serve come componente utile nel metodo educativo GIAC; cerca, attra­ verso lo sport, di portare lo spirito GIAC nei campi di gio­ co; subordina l’attività spor­ tiva ai limiti di tempo e di spazio imposti dai program­ mi catechetici e liturgici dell’Associazione.

L’UNIONE SPORTIVA INTERNA E’ una società di giovani che nasce in seno ad un am­ biente già costituito e pro­ muove una ordinata e orga­ nizzata attività sportiva dei soci utilizzando lo sport co­ me mezzo di attrazione e di educazione in perfetta con­ formità con gli statuti del Collegio e dell’Oratorio di cui utilizza l’impostazione educa­ tiva e le strutture esterne. Esempio pratico e noto di queste Unioni sportive sono quelle numerose che il C.S.I. conta in seno agli oratori, isti­ tuti o collegi religiosi (Sa­ lesiani, Gesuiti, Giuseppini, ecc.). In questi casi, che l’atti­ vità sportiva sia quanto me­ glio possibile ordinata e or­ ganizzata è condizione indi­ spensabile sia perché possa conseguire un risultato edu­ cativo e sia anche perché, in caso contrario, disperderebbe e distruggerebbe l’attività for­

mativa e ricreativa dell'ente che la ospita. E’ infine importante che le attrezzature fornite ai giova­ ni, in modo particolare dal­ l’oratorio, siano fondamen­ talmente accessibili anche ai giovani di altre società per­ ché solo così si completa la educazione sociale dei giova­ ni iscritti all’Oratorio e si dà la possibilità ad altri giovani di usufruire del suo clima educativo.

L’UNIONE SPORTIVA INDIPENDENTE L’Unione Sportiva è una società che tende a creare un ambiente educativo in colla­ borazione con la Chiesa, con la famiglia e con la scuola, utilizzando positivamente il tempo libero e attraverso una sana attività sportiva e ri­ creativa.

Il primo punto da sotto­ lineare è che l’Unione Spor­ tiva è una società e come ta­ le deve essere costituita da dirigenti (sacerdoti, organiz­ zatori e tecnici), da soci (atle­ ti, soci d’onore, benemeriti, sostenitori, dirigenti, ufficiali di gara, ordinari), da mezzi (sede, strutture, attrezzature, ecc.) e da un fine.

Il fine dell’Unione Sportiva è quello di creare un am­ biente educativo. L'Unione Sportiva non de­ ve essere una squadra per un torneo, con l’effimera vita di pochi mesi, a seconda della durata dell’attività. La squa­ dra-torneo se è utile come inizio per conquistare un am­ biente giovanile, non ha però la caratteristica essenziale della società CSI che è quel­ la di creare costantemente una presenza educativa in mezzo ai giovani. Nell’Unione Sportiva "am­ biente” il giovane si ritrova per divertirsi, giocare, fare dello sport, discutere, acqui­ sire anche quelle nozioni che, pur non impegnando la sua mente stanca dalle normali

attività di studio o di pro­ fessione, tuttavia servono a far sì che utilizzi il tempo libero come strumento di per­ fezionamento della sua per­ sonalità. Ciò esclude, ovvia­ mente, ogni possibilità di confusione con i ritrovi tipo bar oppure osteria dove i soci si riuniscono per bere e gio­ care a carte; tanto meno con i club sportivi di professio­ nisti che mirano essenzial­ mente a utilizzare lo sport per fare atleti da sfruttare commercialmente. Nelle nostre Unioni Spor­ tive lo sport deve mirare a formare l’uomo non l'atleta, e l’uomo si forma quando si applica la tecnica sportiva in conformità con le leggi del­ la natura, senza distoglierlo dai suoi fini supremi. In quest’opera educativa la Unione Sportiva deve sentirsi unita a collaborare positivamente con tutti quegli am­ bienti cui spetta primiera­ mente e principalmente il compito di educare la gio­ ventù. Innanzitutto la famiglia. Collaborare con la famiglia significa prima di tutto evi­ tare una attività sportiva contraria alle inderogabili esigenze della vita familiare come i frequenti spostamen­ ti o le lunghe trasferte che privano i giovani del neces­ sario clima di casa e tur­ bano il loro equilibrio fami­ liare. Ma significa anche co­ nóscere, per quanto possibile, le singole situazioni familiari e stabilire contatti con i ge­ nitori. Collaborare con la Chiesa vuol dire svolgere un’attività sportiva ispirata e aderente ai principi e alla morale del cristianesimo e non occupare il tempo e lo spazio che ogni buon cristiano deve dedicare al culto di Dio. Collaborare, infine, con la scuola, significa ordinare é li­ mitare l'attività fisica dei gio­ vani in base alle loro esi­ genze di studio o, analoga­ mente, a quelle professionali.


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ficiente quantità di calcio nel sangue, è presente nel tuorlo d’uovo, nel burro, nel latte e nel fegato di maiale. La vita­ mina « B-2 » e la vitamina «B-l», che svolgono un’azione tonica e ricostituente generale e che favorisce l’accrescimento e il tono delle masse muscolari, so­ no presenti nell’uovo, nel lie­ vito di birra, nella carne di maiale, nelle lenticchie, negli spinaci, nello yoghourt e nel fe­ gato di vitello. La vitamina «C», come si è detto, è presente so­ prattutto negli agrumi, e raffor­ za la difesa dell’organismo da agènti patogeni. Le altre vita­ mine, infine, sono presenti ne­ gli alimenti vegetali e animali, che una dieta razionale deve necessariamente prevedere. Ancora una volta appare evi­ dente come tra gli alimenti l’uo­ vo sia importantissimo anche per il contenuto di vitamine, co­ me risulta dalla seguente ta­ bella: VITAMINA

Uovo intero »

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Uovo sbattuto X

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CONTENUTO

A B D E R

ricco abbondante abbondante discreto sufficiente

A B E R

ricco sufficiente discreto sufficiente

Uovo bianco cotto R sufficiente Uovo tuorlo cotto A ricco XXX B abbondante XXX E discreto XXX R sufficiente

L’uovo costituisce dunque un importantissimo alimento anche per il contenuto di vitamine « A, B. D, E, R », che sono presenti nel tuorlo e nell’albume o bian­ co. A questo proposito è bene ricordare quanto afferma il prof. Giuseppe La Cava (c.f. - L’ali­ mentazione dell’atleta - Edizio­ ni Marini Milano 1958): « Le uo­ va sono assai importanti dal punto di rista alimentare... il valore nutritivo di queste so­ stanze e specialmente di quelle contenute nel tuorlo è notevole: esse sono infatti indispensabili come elemento di costruzione dell’organismo giovanile e in via di sviluppo. D’altra parte le uo­ va sono facilmente digeribili e assai assimilabili. Secondo Atwater un uovo al latte soggior­ na nello stomaco soltanto due ore: l’assorbimento intestinale raggiunge il 97% ».

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NA alimentazione raziona­ le oltre a fornire all’or­ ganismo le calorie neces­ sarie (3.000-3.500 al giorno nel caso dell’atleta) ripartire in protidi, lipidi e glucidi, deve for­ nire anche la quantità indispen­ sabile di vitamine. Il mancato rifornimento del­ la quantità di vitamine neces­ sarie, provoca infatti l’appari­ zione dell’avitaminosi, cioè di sindroni derivanti dalla man­ cata o insufficiente ingestione di una o più vitamine. Sia pure a titolo di curiosità è bene co­ noscere che il beri-beri, la pel­ lagra e Io scorbuto, sono gravi malattie cagionate dalla caren­ za di vitamine. Nel caso del beri-beri si tratta di insufficien­ za di vitamine « B-l », che è causa di elevata mprtalità in Brasile, in Cina, nelle Filippine, in Giappone e in Indocina. An­ che gli alcoolisti sono soggetti a questa malattia, in quanto hanno una dieta deficitaria, tra­ endo il necessario coefficiente calòrico principalmente dall’al­ cool. Nel caso della pellagra, invece, si tratta di una insuffi­ cienza di vitamina « PP » (acido nicotinico) e di una dieta ina­ deguata (scarsi protidi e ab­ bondanti glucidi). Lo scorbuto, infine, è una malattia dovuta a difetto di vitamina « C », la qua­ le si trova nei cibi freschi e soprattutto negli agrumi. L’importanza di rifornire lo organismo della quantità e del­ la varietà di vitamine necessarie appare evidente: le suddette ma­ lattie rappresentano difatti l’ul­ timo stadio del quadro morbo­ so che inizialmente prende, co­ me si è detto, il nome di avi­ taminòsi. Ma che cosa sono le vitamine? E’ presto detto. Le vitamine sono composti orga­ nici che hanno la proprietà di far compiere all’organismo fun­ zioni indispensabili, quali la tra­ sformazione dell’energia, la re­ golazione del metabolismo e la crescita. Le vitamine sono contenute negli alimenti. La vitamina «A», ad esempio, che è necessaria per lo sviluppo scheletrico, l’accre­ scimento e per altre funzioni organiche indispensabili, è pre­ sente nel tuorlo d’uovo, nei pe­ peroni, nei pomodori, nei seda­ ni, nella lattuga e nelle carote. La vitamina « D », che regola la deposizione del calcio, che agisce come ricostituente gene­ rale e che diminuisce gli spa­ smi muscolari derivanti da de­

U

AL 28 maggio al 2 giu­ gno, la bellissima Stresa, una delle tante per­ le del Lago Maggiore, ha ospitato nel palazzo dei Con­ gressi gentilmente messo a disposizione dall’Ente omoni* mo, i Campionati Nazionali G.I.Te.T. Alta e qualitativa la par­ tecipazione degli atleti e fra questi, numerosi quelli del Centro Sportivo Italiano i cui vessilliferi sono stati come al solito ì pongisti del CSI Mila­ no. Tanto per non andare lontani nel tempo e parlare ad esempio di Galli, vincito­ re assoluto quest’anno^ ma che nel 1957 conquistò il suo primo scudetto tricolore a Massa con il CSI diremo che l’attuale campione CSI Juniores Sanvito, ha vinto a Stresa il doppio misto della 2. Categoria e il doppio ma­ schile Juniores in coppia con Bertoldi, anch’egli del CSI. Geroni Enrico, Che fino allo scorso anno fu campione CSI Allievi, ha fatto suo in­ vece il titolo Juniores. Nella categoria Allievi femminile, ha vinto la signorina Grassi Enrica sempre del CSI Mila­ no, mentre la squadra del nostro Comitato ha vinto il Campionato di Serie B ma­ schile, mentre la squadra Juniores maschile ha vinto il titolo di competenza. Come si può vedere da que­ ste brevi comunicazioni, il pongismo CSI è uscito dalla manifestazione con tutti gli onori. Per finire dobbiamo di­ re che la SAMCO, patrocinatrice in parte dei Campionati, ha fatto le cose con grande signorilità ed ogni atleta ha potuto constatare che quanto diciamo risponde a realtà.

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TEMPO d’estate J ESTATE è il periodo in cui normalmente i nostri Co­ mitati « tirano ì remi in barca »; i Dirigenti assillati durante tutta la stagione agonistica da mille problemi e che con ammirevole spirito di sacrificio hanno tirato la carretta per dieci lunghissimi mesi si prendono un meritatissimo periodo di riposo, diremo quasi disintossicante Ri­ temprano gli spiriti per le nuove battaglie che li aspettano a settembre: i soldi, la sede molte volte, i campi, gli arbitri, i termini di scadenza, l’incomprensione degli altri e chi più ne ha più ne metta! Ma pensiamo invece che proprio in estate, e specie in determinate località, il Centro Sportivo Italiano non debba cadere in letargo ma anzi debba esprimere una maggiore vitalità, volta in senso generale a potenziare e ad eviden­ ziare là nostra Organizzazione: a potenziarla preparando i quadri Dirigenti attraverso le iniziative programmate dalla Presidenza Nazionale; ad evidenziarla organizzando una se­ rie di manifestazioni propagandistiche che servano nello stesso tempo a tenere occupati agonisticamente i giovani in un periodo fisicamente e moralmente pericoloso, e a far co-, noscere il CSI quale forza educativa attraverso lo sport fuori dall’ambiente ordinario. Naturalmente non si può pretendere che gli stessi Diri­ genti, già esauriti dalla precedente attività, si impegnino com­ pletamente, ma nella loro consapevolezza di lungimiranti Dirigenti, dovranno predisporre per tempo un piano di at­ tuazione che con minimo impegno da parte loro e con la immissione di forze fresche, come studenti che durante l’an­ no abbiano dato poca collaborazione per motivi di studio, dirigenti che abbiano assolto gli obblighi di leva e siano rientrati, oppure Dirigenti ai quali attraverso una intelli­ gente rotazione di incarichi si sia potuto dare un periodo di relativo riposo, sia possibile realizzare. Sembra un discorso astratto e non rispondente alla realtà, in quanto ci si obietterà subito che quei pochi Dirigenti, due o tre al massimo, sono cosi impegnati durante l’anno che parlare di rotazione di incarichi, di periodi di riposo, è pura utopia. Invece pensiamo che quanto da noi affermato può tradursi in pratica, perché le iniziative che noi suggeriamo sono volte proprio a colmare questa grave lacuna e cioè la carenza di dirigenti, e forse solamente il primo anno sarà difficile programmarlo. Sì, perché il segreto della riu­ scita di ogni e qualsiasi nostra iniziativa è proprio il fatto che questa deve essere molto tempo prima studiata in tutti i suoi particolari ed i piani di attuazione devono essere minuziosamente predisposti con molti mesi di anticipo. Quan­ do tutto sarà collegialmente predisposto basterà un solo di­ rigente, a turno magari, per seguire la realizzazione della iniziativa. Passiamo quindi insieme a cercare di realizzare le due iniziative eminentemente estive.

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PREPARAZIONE

DEI DIRIGENTI 9 ABBIAMO detto prima che la più grave lacuna non solo della nostra Organizzazione, ma di tutte quelle esistenti, e sono moltis­ sime, nella nostra Nazione, è la carenza di dirigenti capaci e generosi. Quindi la nostra maggiore cura deve essere posta proprio a risolvere questo assillante pro­ blema. Innanzi tutto, e questo certa­ mente lo avrete già fatto, do­ vremo scegliere i giovani da inviare ai Campi Scuola Na­ zionali in piena aderenza con i criteri informatori che anima­ no questa iniziativa della Pre­ sidenza Nazionale. Solamente se sapremo scegliere i candidati ai Campi Scuola potremo contare poi su nuovi dirigenti. Dobbiamo considerare i Cam­ pi come delle vere e proprie scuole per la formazione di nuo­ vi collaboratori per i nostri Co­ mitati. Dobbiamo precisare a noi ed ai giovani che avranno la fortuna di parteciparvi che ai Campi non dovranno andar­ ci per migliorare il loro baga­ glio tecnico di bravi atleti, o per apprendere solamente i più aggiornati dettami della tecni­ ca moderna per trasmetterli poi solamente alla propria squadra tesa verso sempre più impe­ gnativi cimenti federali ! Se pen­ siamo o pensano che questa è la funzione dei Campi dobbia­ mo convenire che oltre dieci anni di lavoro, di sacrifici, e, perchè no?, di enormi somme di denaro sono stati buttati al vento! I giovani che escono dai Cam­ pi, anche se sono in possesso di un brevetto di tecnico fede­ rale, perchè è bene che la loro azione sia qualificata e sia sor­ retta anche da un riconoscimen­ to federale, debbono, rientrati ai loro Comitati, impegnarsi per propagandare, diffondere e potenziare lo sport per il quale si sono specializzati: e questo lo potranno fare inserendosi vi­ vacemente nelle strutture or­ ganizzative del Comitato e collaborando attivamente con es­ se. Nello stesso tempo però i Comitati al momento del loro rientro non dovranno abban­

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donarli a loro stessi di fronte alle mille difficoltà che sicura­ mente incontreranno agli inizi ma dovranno sostenerli, aiutar­ li ed affiancarli nella loro ope­ ra, dando loro tutti i mezzi necessari per una loro affer­ mazione. Ma questa iniziativa anche se è la più importante essendo a carattere nazionale, è di mode­ sta entità in quanto può inte­ ressare tre o quattro elementi, ed anche perchè non soltanto il settore tecnico è carente, ma anche quello organizzativo. Quindi si rendono necessarie delle inziative locali per la pre­ parazione e la formazione _ di nuovi dirigenti organizzativi e per una sempre maggiore qua­ lificatone dei dirigenti delle società. In questo campo le iniziative possono essere molteplici: dai Campi a carattere regionale o provinciale nei quali può esse­ re convogliato un buon nume­ ro di giovani speranze in cam­ po dirigenziale; di dirigenti di società che durante l’anno ab­ biano dato prova di capacità e di seriétà, nonché di continuità nella loro azione; nonché tut­ ti . quei giovani che durante lo anno abbiano materialmente "dato una mano” per mandare avanti il Comitato. Ma oltre a queste iniziative, la cui realizzazione impegna fortemente i Comitati e neces­ sitano anche di molti mezzi (anche se la Presidenza ha sem­ pre previsto tangibili aiuti per queste iniziative), vi possono essere dei Corsi a carattere lo­ cale di più modesto impegno organizzativo. Si possono orga­ nizzare delle Tre Sere per di­ rigenti di società per dare loro cognizioni più vaste sia nel campo formativo che in quello tecnico ed organizzativo; dei Corsi di durata più o meno lunga, serali, festivi, in occasio­ ne di periodiche gite al mare o ai monti (gita di dirigenti con una, a) massimo due, le­ zioni una formativa ed una eminentemente organizzativa e tecnica), e cento altri modi per interessare i partecipanti e nel­ lo stesso tempo istruirli (ad es. proiezioni serali precedute da una chiacchierata su un ar­ gomento educativo, organizza­ tivo o tecnico).

MANIFESTAZIONI PROPAGANDISTICHE OTTO questa voce sono comprese tutte quelle at­ tività che si fanno o meglio si dovrebbero fare al di fuori degli schemi fissi dei Campio­ nati Nazionali. Nel calcio, e proprio di que­ sti tempi è un argomento di scottante attualità, i nostri Co­ mitati organizzano un notevole numero di Tornei a carattere ricreativo ; ma se queste ini­ ziative sono senz’altro interes­ santi sotto tutti gli aspetti, ma ad essi bisognerebbe affiancare un insieme di altre manifesta­ zioni meno impegnative e con

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meno -preoccupazioni, ma che forse risponderebbero maggior­ mente al fine propagandistico della nostra Organizzazione. Si potrebbero organizzare sul­ le spiagge, sulle piazze di tutti i luoghi di villeggiatura, nei piccoli paesetti di campagna e di montagna, tornei volanti di pallavolo, di pallacanestro (se esistono le attrezzature specie quelle mobili che si possono avere anche dagli Organi fe­ derali o si possono acquistare con modesta spesa), di tennis da tavolo, di bocce. Bisognerà interessare gli Enti Turistici lo­ cali, che normalmente non si fanno pregare per poter dare ai villeggianti qualche ora di svago fuori dell’usuale, gli sta­ bilimenti balneari, termali, le ditte locali e di conseguenza l’impegno finanziario sarebbe limitatissimo. Altra iniziativa interessante se non addirittura meritoria per gli effetti benefici che potrebbe avere nei confronti della gioven­ tù potrebbe essere l’istituzione di Scuole di nuoto gratuite per giovanissimi, con bravi docen­ ti, ai quali si potrebbe offrire il soggiorno al mare, spesa que­ sta che dovrebbe essere am­ mortizzata abbinando l’iniziati­ va a qualche forma pubblicita­ ria, oppure con un accordo sempre con gli Enti Turistici locali, o con gli stabilimenti stessi i quali avrebbero tutto l’interesse a far confluire nei loro locali i giovani partecipan­ ti ai Corsi. In montagna oltre l'attività prima descritta, si potrebbe or­ ganizzare gare di corsa cam­ pestre, di corsa su strada, di marcia in montagna per sin­ goli o per squadre, staffette su strada attraverso il paese, il Giro del Paese, etc., etc. Cento le iniziative, cento i modi per realizzarle, ma i cri­ teri informatori devono essere due: far conoscere con tutti i mezzi la nostra Organizzazione; (qui l’azione poi è duplice: lo­ cale e generale, in quanto le Autorità e gli Enti locali la vengono a conoscere, e i villeg­ gianti porteranno il ricordo del CSI nelle città di residenza) con uno striscione, ad esempio, da porre bene in evidenza in tutte le manifestazioni organizzate, con la distribuzione di volanti­ ni od opuscoli illustranti la no­ stra Organizzazione, ma nello stesso tempo con una buona organizzazione dèlia manifesta­ zione stessa; continuare la no­ stra azione apostolica ed edu­ cativa fra i giovani anche in questo periodo sotto molti aspetti pernicioso. Certamente nella nostra espo­ sizione non siamo stati esau­ rienti, nè abbiamo toccato tutti gli argomenti che interessava­ no i due temi propostici, ma pur nella nostra pochezza ab­ biamo cercato di trasmettervi quanto da molto tempo sentia­ mo dentro di noi nell’unico in­ tento di un sempre maggiore sviluppo del Centro Sportivo Italiano. Filippo Dragotto

VII TROFEO INTERNAZIONALE DELLA MONTAGNA “Madonna del Rocciamelone„ In occasione della GIORNATA INTERNAZIONALE DEL CSI che verrà celebrata il 6 settembre p.v. con l’organizzazione del Comitato Regionale Piemontese, si svolgerà il VII Trofeo Inter­ nazionale della Montagna «MADONNA DEL ROCCIAMELONE». L’ormai tradizionale competizione alpinistica prenderà il « via » dal Santuario di Mompantero (m. 508) e attraverso una salita che giungerà fino a quota 1978, raggiungerà il traguardo sul Campo Sportivo di Susa (m. 494) dopo un percorso di Km. 21,700. Possono partecipare alla competizione i nati prima del 31 di­ cembre 1946: la gara è di regolarità controllata, per squadre di due concorrenti che dovranno percorrere insieme l’intero per­ corso secondo diverse velocità che saranno comunicate dalla Giuria all’inizio di ogni settore. Le iscrizioni debbono pervenire al Comitato Regionale Pie­ montese del CSI, Via Garibaldi 26, Torino, entro le ore 18 del 1. settembre 1964, accompagnate dalla tassa di L. 1000 ogni squadra. Sono previsti contributi economici alle squadre civili parteci­ panti oltre al pernottamento gratuito in Susa, sede della ma­ nifestazione. Per ogni altra informaizone ci si può rivolgere al Comitato Regionale Piemontese del CSI, Via Garibaldi 26, Torino.


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