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Stadium n. 12/1923

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STADIO M ANNO XVIII — N

Si pubblica il 15 e il 30 del mese

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ROMA — 30 Giugno 1923

Direzione ed Amministrazione

ROMA - Via della Scrofa, 70 • ROMA

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PROBLEMI EDUCATIVI

1 Circoli e lo C’è in Italia oggi un rifiorire di attività spor­

tive. Giornali sportivi si pubblicano in tutti i centri più importanti e, si può dire, ve ne siano oramai anche troppi! Le manifestazioni sportive si sus­ seguono le une alle altre e qualche volta si so­ vrappongono e si intralciano a vicenda il cam­ mino ; c’ è, insomma, forse come conseguenza della lunga stasi dovuta alla guerra, un desiderio di fare e di arrivare che ha una grande impor­ tanza. Importanza non solo dal punto di vista fisico, ma anche e più dal punto di vista morale

e sociale. Chi ha lavorato da anni nel campo della edu­ cazione fisica deve esser lieto di questo risveglio, ma deve anche tener presente quale nuovo gran­ de compito dovrà da oggi essere assolto dalle no­ stre organizzazioni. L’organizzazione giovanile non può disinteres­ sarsi del movimento ginnastico e sportivo e non deve combatterlo : combattere fé necessario '1 materialismo sportivo per impedire che 1 educa­ zione dei giovani sia deviata da manifestazioni di forza e di brutalità, che abbassano invece di eie. vare, perchè per noi è fine supremo 1 armonia dello sviluppo del corpo con quello della mente

e del cuore. Lo sport di oggi è questo : vivere, intensamen. te vivere, brutalmente vivere! Noi, invece, do­ mandiamo molto di più. Si tratta di educare i gio­ vani, di educarli nel senso più vero della parola, e non è davvero con questo feticismo della forza, nella sua più meccanica espressione che daremo alle future generazioni le più alte virtù morali e civili, la generosità, l'altruismo e la forza di sof­ frire e di morire, se è necessario, per un’idea. Le masse sono oggi più corrotte di ieri ; un senso di ribellione e di insofferenza le commuo­ ve ; la vita nelle sue più materiali soddisfazioni trionfa. Noi non siamo dei retrogradi che voglio­ no fermare il mondo, siamo però convinti che il progresso della meccanica e della forza non è che un faiso progresso che prepara amare delusioni. 11 ’-opolo ha bisogno di salire giorno per gior­ no, di formarsi una cultura in armonia con la con­ quistata agiatezza. Ma siamo lontani da questo. Gli ultimi avvenimenti politici e sociali hanno fatto pensare a qualcuno se non siano essi la con­ seguenza dell’abbandono in cui è stata lasciata ’a

gioventù che lavora, incapace ancora di affron­ tare virilmente, ma serenamente, una lotta so­ ciale. Ora lo sport e l’educazione fisica possono essere una grande leva, un mezzo potentissimo di elevazione, ma ad un solo patto : che non di­ ventino fine a sè stessi. Lo sport, inteso come lo intendono i tecnici della organizzazione non può seriamente educa­ re, può soltanto distogliere da altre attività. Ed è per questo che i giovani socialisti da tempo han­ no giudicata l’efficacia dello sport sulle masse operaie : un diversivo dannoso. Ma il problema dell’educazione giovanile non è così semplice da ritenere sufficiente un diver­ sivo, come dicono i socialisti, o un tecnicismo, come diciamo noi, per essere risolto. Noi crediamo che l’educazione giovanile debba essere integrale : deve lo sport essere uno dei tanti mezzi per facilitare questa educazione : noi soltanto possediamo il segreto per nobilitare lo sport e da arma diretta contro la nostra organiz­ zazione possiamo farne strumento di nuovissima

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cordo con la G.C.I., di disciplinare il movimento ginnastico e sportivo nel campo cattolico per fa­ cilitare ai giovani l’arduo compito. Se con la ginnastica e con lo sport si tenta oggi una nuova battaglia contro la Chiesa e con­ tro i giovani è necessario con ’.e stesse armi af­ frontare la lotta per non essere sopraffatti. R. d’A.

L’statuto Nazionale di Educazione Fisica

Dopo la pubblicazione fatta da giornali sportivi di critiche e appunti sull’attività della nuova pre­ sidenza dell’Istituto Nazionale di Educazione Fi­ sica, questa ha ritenuto opportuno comunicare alla stampa le sue ultime deliberazioni e il suo programma, di azione. Non sappiamo quanto di questo programma potrà essere applicato o se non troverà praticamente ostacoli, in modo spe­ ciale se entrerà nel campo riservato alle .e '©ra­ zioni specializzate ; vuol dire che se son iose fio­ riranno... Ecco i punti più salienti di detto programma : « Dare corso senza indugio alla pubblicazione di una rivista di Educazione fìsica, di igiene, di sport, rivista che costituisce idoneo mezzo di pro­ paganda e di cultura e di riprendere la nobile iniziativa interrotta durante l’amministrazione difesa. Per questo vogliamo che il movimento giova­ straordinaria, degli annuali concorsi nazionali di nile, anche per una vera e propria necessità mo­ educazione fisica. Il Consiglio si occupò inoltre dei seguenti pro­ rale, sappia giovarsi della ginnastica e dello sport blemi, deliberando che ciascuno di essi dovesse come meravigliosamente hanno saputo fare i pa­ costituire compito dell’istituto, per il persegui­ tronati operai della Francia. mento delle sue finalità statutarie : Propaganda dell’educazione fisica e mora­ Lo sappiamo, in un’epoca non molto lontana le nei popolo, mediante conferenze, proiezioni ci­ dagli stessi dirigenti le congregazioni e i circoli nematografiche ecc. ; giovanili si cercava tener lontani i giovani dallo 2) Propaganda per lo sviluppo dell’educazio­ sport. Lo sport non educa, la ginnastica è assor­ ne fisica nelle Colonie e all’Estero, attuata an­ bente, il turismo è troppo dispendioso... e così che con concorsi fra I scuole italiane all’Estero, da svolgersi a Roma .d intesi a scopi didattici si andava avanti. Oggi, no! Oggi i giovani, quelli e a. finalità patriottiche ; che hanno fatta la guerra e che hanno vissuto 3) Riorganizzazione di un Congresso Inter­ le loro eroiche giornate di gloria e quelli che nazionale di educazione fisica, congresso già ‘pre­ hanno respirato l’aria tragica della guerra lonta­ parato dalTÀmministrazione normale dimissiona­ na, sentono un desiderio nuovo, una forza nuo­ ria ; 4) Studio di un progetto di legge per l’attua­ va ; vogliono muoversi, vogliono correre, voglio­ zione di corsi di educazione fisica nelle Univer­ no gridare... sità ; Lasciamo che le masse giovanili nelle ore di 5) Studio delle vigenti disposizioni in tema libertà vivano la loro vita fisica con slancio e con di istituzioni sussidiarie alla scuola e proposte di passione e forse più equilibrio e più disciplina opportune riforme, nonché propulsione delle isti­ tuzioni stesse, con il coordinamento delle varie vi sarà domani nella vita politica e sociale. attività dello Stato, delle Amministrazioni pro­ E’ vano impedire ai giovani la loro via: chi vinciali e comunali, dei privati ; cercherà organizzare i giovani non tenendo pre­ 6) Organizzazioni di riunioni annuali di edu­ sente le esigenze dell’ora perderà il suo tempo cazione fisica, intese come avvenne per il passa­ e vedrà ben presto deserte le sedi dei circoli. to, prima della nomina dei vari Regi Commissa­ La F.A.S.C.I. è sorta per questo e cerca, d’ac­ ri, a promuovere lo studio del problema da parte


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