Si pubblica la prima e la terza domenica del mese Direzione ed Amministrazione
ANNO XIV — N. 12
ROMA — 7 Settembre 1919 — ROMA
ROMA - Via della Scrofa, 70 ■ ROMA
Per gl’istituti religiosi Tutti, o quasi, gl’istituti di educazione tenuti in Italia dal clero, sia per gli alunni esterni delle scuole, sia per i convittori, svolgono annual mente un corso regolare di ginnastica sulla fal sariga dei programmi governativi. Senza fare calcoli statistici, si può affermare che se si riuscisse a far intervenire ad un nostro concorso della F. A. S. C. 1. tutta questa massa di giovani, noi avremmo la più grande e nume rosa manifestazione di educazione fìsica che si sia mai fatta. Perchè, dunque, così poco rispon dono ai nostri appelli i dirigenti gl istituti di edu cazione? Pure vi sarebbe una ragione di primis.simo ordine che dovrebbe spingere questi diri genti verso 'di noi ; e la ragione è questa : dimo strare al gran pubblico c^T.e anche nel campo dèlia educazione fìsica l’insegnamento che s’im partisce nelle nostre scuole e nei nostri convitti, non è secondo a quello di nessun’altra istituzio ne laica o governativa. Quando le nostre prime manifestazioni di ca rattere nazionale ed internazionale misero il cam po altrui a rumore, e fecero potenzialmente ve dere quale forza era nelle nostre mani, furono appunto le squadre degli istituti religiosi quelle che dimostrarono una maggior capacità e dettero i migliori risultati. Tanto è vero questo che in una rivista di « Educazione fìsica » parlandosi del nostro primo concorso nazionale in Roma, si diceva che detto concorso'‘era stato fatto: allo scopo di presentare al Pontefice un .saggio della educazione fisica quale la coltiva il clero cattolico nei suoi istituti. E concludeva la rivista un po’ amaramente, è vero, ma con molta sincerità : Quale solenne lezione per le organizzazioni gin nastiche... non cattoliche! Ora. invece, se facciamo un esame delle so cietà che seguono il movimento federale e che vivono di fatto, non come spesso succede, nor malmente, vediamo che sono poche, direi pochis sime, quelle che hanno la loro sede presso isti tuti religiosi. Pure se vogliamo far rivivere la Fasci nel suo splendore è necessario che l’opera di questi isti tuti ci aiuti e ci segua. Lo sport oggi s’infiltra troppo facilmente nelle società fondate presso i circoli giovanili, e lo sport è quello che recide o trasforma le nostre più vigorose istituzioni. Ma la F. A. S. C. I., è questa oramai una verità che non può essere ignorata, non può fare la con correnza a tutto il complesso movimento sportivo italiano, non solo perchè manca di mezzi — non è facile oggi vincere la generosità... dell’Y. M. C. A. — ma anche perchè la ragione, per cui la nostra federazione è sorta, è sopra tutto educa tiva. Soli i nostri istituti religiosi, adunque, pos sono darci le nuove falangi di giovani di cui ab biamo bisogno, perchè solo in seno a questi isti
tuti è possibile perseguire i fini che noi ci pro poniamo ed è possibile svolgere un completo, ar monico, scientifico programma di educazione fi sica. Oggi si parla tanto della libertà dell'inse gnamento e si cerca con ogni mezzo di difen dere questo nostro diritto : ebbene quale miglio re difesa di quella che in pubblico, in modo chiaro e tangibile, possono fare gli istituti religiosi per quello che riguarda l’educazione fisica? La F. A. S. C. I. non desidera di meglio che essere la istituzione centrale che, per quanto ri guarda la ginnastica e l’educazione fisica, disci plina e coordina tutte le attività del nostro cam po. Se quanto noi oggi modestamente esponia mo e raccomandiamo fosse da tutti compreso, non solo la federazione riprenderebbe l’antico cammino, ma anche, ciò che più importa, potrem mo vincere una nobile battaglia in prò della li bertà dell’insegnamento. Oggi nella grande vita che tumultua è necessario valorizzare le proprie forze, è necessario imporsi con le grandi opere Noi cattolici abbiamo in Italia forze a sufficien za ed opere senza numero; è tempo oramai che le une e le altre siano da tutti conosciute. I nostri concorsi potrebbero servire allo scopo. A. d’A.
CANTARE In merito a quanto era -pubblicato nell’ultimo numero dello « Stadium », circa la proposta pra tica per l’inno federale, ci scrive da Milano l'a mico carissimo Pietro Camerani questa breve cartolina : « Ricevo ora lo « Stadium » dell’Il corrente e in prima colonna vedo un articolo, che se per sè stesso è qualche cosa, anche per ciò che riguarda la Federazione, è più toccante la nota della reda zione. Si discorre di difficoltà nel trovare un in no, ma non ha la Fasci il suo inno ? Possibile che si sia dimenticato quel canto squillante d’ita lianità e di fratellanza, quale l’inno ai ginnasti d'Italia composto a cura della Federazione Gin nastica Lombarda pel memorando concorso del 1909 di Milano e che porta pur visibile nel suo. frontespizio F. A. S. C. I. e che mai non venne reso obbligatorio nei concorsi t convegni come si usa in Lombardia? L'amico Camerani perdonerà, ma non ci era vamo dimenticati dell’inno in parola, il quale, se è stato cantato spesso in Lombardia, nelle altre regioni è pochissimo conosciuto. Ma questo poco importa, la sua è una proposta facile e pratica, e sarebbe opportuno che nel prossimo congresso annuale anche questa proposta fosse messa in discussione ; se la maggioranza sarà favorevole, il problema è risolto. Crediamo intanto utile che questo inno sia co nosciuto da tutti coloro che vi hanno interesse, e perciò l’invitiamo a chiederne copia alla Fede razione Ginnastica Lombarda, Milano piazza Fon tana 2, contro invio di lire due (anche in franco bolli). Forse questa piccola polemica avrà i suoi buoni risultati. LA REDAZIONE.
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Per viaggiare nei cieli Abbiamo, dovuto constatare come in questi ul timi tempi i viaggi aerei si siano popolarizzati : a Roma tutte le mattine — tanto per citare un esempio — una bella aereonave passa maestosa nei cieli e più di trenta passeggieri possono così quotidianamente provare la gioia, fino a ieri tanto pericolosa, di guardare il mondo dall'alto in bas so. Non sarà quindi inopportuno un breve com mento scientifico, anche per mettere in guardia gli incauti, dalie possibili conseguenze di un viaggio aereo fatto in condizioni fisiche depres se. Non’ vogliamo' con questo spaventare i vo lenterosi, ma nella vita è sempre bene essere a tutto preparati. Parliamo qui adunque delle escursioni con i più leggeri dell’aria, con le aereonavi. Nelle escursioni in pallone, come in quelle in montagna, si verifica, come è noto, un au mento del numero di globuli rossi del sangue ; più recentemente si è riconosciuto che questa iperglobulia è limitata ai vasi periferici e non è accompagnata da alcuna neoformazione globula re ; essa è dovuta ai fattori fisici esterni, princi palmente al freddo. Recenti ricerche fatte in pal lone all’altezza di 3200 metri, hanno dimostrato che lo stato igrometrico dell’aria ha Un’influen za notevolissima su questa ipergrobulìa che non esiste presso gli animali a sangue caldo. Si e constatato pure che la' pressione arteriale subi sce delle modificazioni che dipendono, non solo dalla diminuzione di pressione atmosferica, ma anche dalla variazione dei diversi fatti fisici. La forza muscolare e la resistenza alla fatica diminuiscono a mano a mano che cresce l’altez za tanto che ad una grande altezza, si può os servare una vera impotenza funzionale. Altri fe nomeni che si notano sono quelli auricolari, che vanno dal ronzìo a una vera alterazione dell’u dito. La vista aumenta in pallone, ciò che non avviene nelle ascensioni in montagna ; a 3000 metri la vista aumenta di un terzo incirca. Men tre l’odorato e il gusto non subiscono alterazv.ní, la sensibilità diminuisce progressivamente con l’altezza. Il coefficiente respiratorio resta inva riabile fino a quasi 5000 metri ma si altera al di sopra di questa altezza, e dai 6000 metri in su provoca i gravi incidenti del cosidetto « male di pallone », analogo al male di montagna. I principali sintomi del male sono la cefalea, il vomito, la tendenza alle sincopi, l’impotenza, le emorragie e il coma, che possono produrre la morte. Da questo studio della fisiologia dell’aereonauta, la Revue scientifique trae queste regole d’igiene. Gli aereonauti devono difendersi contro il fredde, le insolazioni, le variazioni dello stato igrometrico. Gli abiti ampii permettono l’aereazione del corpo ; si raccomandano particolarmente tessuti caldi e po co pesanti, specialmente la flanella, la lana, la se ta ; i pettorali di carta. Si deve scegliere un alimen tazione leggera e sostanziosa di facile digestione, e questo regime alimentare deve osservarsi spe cialmente prima di intraprendere ascensioni a gran di altezze. Le impurità del gas, idrogeno o gas da illuminazione, che hanno servito a gonfiare l’aereostato, possono produrre accidenti d’intossicazione; è ouindi opportuno praticare nella navicella onfiziì laterali che permettano all’aria dì rinnovarsi. Per norma generale, gli ammalati che presentano una nuova lesione polmonare accompagnata da emottisi (tubercolosi a tendenza congestiva) i cardiaci, gli ipertrofici, gli arteriosclerotici, devono astenersi dalle ascensioni, specialmente a grandi altezze. Al contrario, i viaggi aerei sono indicatissimi per i casi di nevrosi e psicastenia.